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Venerdì 10 Luglio 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 688 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
chiarimenti in materia di contributi e crediti d'imposta per gli impianti di risalita (Steger - MISTO-MIN.LING.); chiarimenti e dati in merito alla pubblicazione dei bollettini epidemiologici nazionali (Marianna Ricciardi - M5S).
Per il Governo è intervenuto il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
XIX LEGISLATURA
688^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 10 luglio 2026 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Assegnazione alla V Commissione (Bilancio) dei disegni di legge relativi al Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e all'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Modifica nella composizione di gruppi parlamentari
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GILDA SPORTIELLO, legge il processo verbale della seduta dell'8 luglio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 84, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti disegni di legge sono assegnati alla V Commissione (Bilancio), in sede referente, con il parere di tutte le altre Commissioni permanenti e della Commissione parlamentare per le questioni regionali:
«Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025» (3005); «Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026» (3006).
Le Commissioni, ai fini dell'espressione dei pareri e della conclusione dell'esame in sede referente, dovranno tenere conto delle determinazioni che saranno assunte dalla Conferenza dei presidenti di gruppo in relazione all'iscrizione dei due disegni di legge nel calendario dei lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Steger e Schullian n. 2-00872 . Chiedo al deputato Steger se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
DIETER STEGER(MISTO-MIN.LING.). Provvedo con la lettura della mia interpellanza.
Signor Ministro, signor Presidente, con questa interpellanza urgente intendiamo portare all'attenzione del Governo una questione concreta, tecnica, ma di grande rilievo per molte imprese che operano nel settore degli impianti di risalita e dell'innevamento artificiale. Parliamo di imprese che, soprattutto nei territori montani, svolgono una funzione economica infrastrutturale essenziale: gli impianti di risalita non sono soltanto un elemento dell'offerta turistica invernale, in molte realtà alpine rappresentano una componente decisiva dell'economia locale, dell'occupazione, della competitività delle destinazioni turistiche e, più in generale, della tenuta della comunità di montagna.
Il Ministero del Turismo, con l'avviso pubblico del 3 giugno 2024, ha dato attuazione al Fondo per gli impianti di risalita, istituito dalla legge di bilancio per il 2023, destinando risorse alle imprese del settore per interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione degli impianti a fune e degli impianti di innevamento artificiale. Si tratta di una misura importante, attesa e certamente positiva. Con decreto del 27 novembre 2025 è stata poi approvata la graduatoria relativa all'annualità 2024 e disposta la concessione dei contributi. Tuttavia, ad oggi, le imprese beneficiarie si trovano ancora in una situazione di forte incertezza. Da quanto risulta, infatti, il Ministero del Turismo non avrebbe ancora trasmesso alle imprese ammesse in graduatoria i disciplinari di obblighi, cioè quegli atti necessari a regolare concretamente il rapporto tra amministrazione e beneficiari e a definire le condizioni operative per l'erogazione delle somme.
Questo ritardo sta producendo conseguenze pratiche molto rilevanti. Le imprese interessate, infatti, hanno programmato investimenti, hanno assunto impegni economici e in molti casi hanno già realizzato e stanno completando interventi importanti. Allo stesso tempo, molte di esse hanno presentato istanza anche per l'accesso ai crediti d'imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 e, in alcuni casi, il Gestore dei servizi energetici ha già rilasciato le ricevute di conferma con l'indicazione degli importi dei crediti utilizzabili in compensazione. Questo significa che gli operatori sono chiamati ad assumere decisioni immediate e impegnative, senza però ancora avere piena certezza né sui tempi di erogazione del contributo del Fondo, né sulla sua compatibilità con gli altri strumenti agevolativi.
Il punto centrale della nostra interpellanza è, dunque, duplice. Da un lato, chiediamo al Governo di chiarire quando saranno trasmessi i disciplinari di obblighi alle imprese ammesse nella graduatoria del Fondo per l'annualità 2024. È necessario sapere se vi siano ostacoli giuridici o amministrativi che ne impediscano la trasmissione e, in caso affermativo, quali iniziative il Ministero del Turismo intenda assumere per superarli rapidamente. Dall'altro lato, chiediamo un chiarimento definitivo sulla cumulabilità tra il contributo del Fondo e i crediti di imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0. È un punto essenziale: le imprese non chiedono scorciatoie, né trattamenti di favore; chiedono semplicemente certezza del diritto, chiedono di sapere quali regole applicare, come calcolare correttamente le agevolazioni e come evitare il rischio di contestazioni future.
A questo riguardo, occorre distinguere con precisione tra due concetti: il divieto del doppio finanziamento e la possibilità di cumulo tra misure agevolative. Il divieto di doppio finanziamento impedisce che lo stesso costo venga coperto due volte da risorse pubbliche: è un principio corretto, chiaro e condivisibile. Nessuno mette in discussione che la stessa spesa non possa essere rimborsata due volte. Diverso è però il tema del cumulo: il cumulo riguarda la possibilità che più strumenti di sostegno concorrano al finanziamento dello stesso investimento, purché riguardino quote di costo diverse e purché naturalmente non venga superato il costo effettivamente sostenuto dall'impresa. Questa distinzione è stata chiarita anche dal Ministero dell'Economia e delle finanze con la circolare n. 33 del 31 dicembre 2021. Inoltre, con riferimento al credito d'imposta Transizione 5.0, la normativa vigente prevede espressamente la cumulabilità, con ulteriori agevolazioni aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il cumulo non comporti il superamento del costo sostenuto e non determini la copertura delle medesime quote di costo. Lo stesso principio è richiamato dal decreto interministeriale di attuazione del 24 luglio 2024 e da chiarimenti del Ministero delle Imprese e del .
Il quadro normativo, quindi, sembra orientato verso l'ammissibilità del cumulo, purché sia rispettato il divieto di doppia copertura della medesima spesa. Tuttavia, proprio perché le procedure si stanno sviluppando con tempistiche diverse, permane una forte incertezza applicativa. Il problema è particolarmente delicato quando il contributo del Fondo dovesse essere concesso ed erogato dopo il riconoscimento, addirittura dopo la fruizione del credito d'imposta Transizione 5.0. In questi casi, è necessario sapere se l'impresa possa procedere spontaneamente al ricalcolo del credito spettante e alla restituzione dell'eventuale quota utilizzata in eccedenza. È necessario chiarire quali siano le modalità operative per effettuare tale ricalcolo, storno o restituzione. È altrettanto necessario sapere se il GSE o l'Agenzia delle entrate abbiamo predisposto o intendano predisporre procedure specifiche di regolarizzazione.
Vi è poi un ulteriore profilo molto importante, quello sanzionatorio. Se l'eventuale eccedenza non deriva da una condotta scorretta dell'impresa, ma esclusivamente dalla successiva concessione di un ulteriore contributo pubblico, occorre capire se la restituzione spontanea sia idonea ad escludere o quantomeno ad attenuare l'applicazione delle sanzioni previste per l'utilizzo di crediti non spettanti o inesistenti. Questo è un punto di equità prima ancora che di tecnica fiscale. Le imprese non possono essere esposte a rischi di recuperi, decadenze o sanzioni per il solo fatto che due procedure amministrative seguono tempi diversi e non perfettamente coordinati tra loro.
Signor Presidente e signor Ministro, la montagna ha bisogno di investimenti, ma gli investimenti hanno bisogno di certezze e le imprese che gestiscono impianti di risalita operano in un contesto complesso caratterizzato da costi elevati, forte stagionalità, esigenze di sicurezza, transizione energetica e crescente competizione internazionale. Se lo Stato mette a disposizione strumenti agevolativi importanti, deve poi garantire che questi strumenti siano applicabili in modo chiaro, coordinato e prevedibile.
Per questo chiediamo al Governo tre cose molto precise: primo, chiarire pienamente le tempistiche per l'invio e la sottoscrizione dei disciplinari degli obblighi relativi al Fondo per gli impianti di risalita; secondo, confermare se il contributo del Fondo sia cumulabile con il credito d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, nel rispetto del divieto del doppio finanziamento e quindi a condizione che le agevolazioni esistano su quote di costo distinte; terzo, definire modalità operative certe per il calcolo e l'eventuale restituzione spontanea di crediti fruiti in eccedenza, evitando che le imprese siano penalizzate per incertezze o ritardi imputabili alla scansione delle procedure amministrative.
Si tratta in definitiva di dare certezza alle imprese, di tutelare investimenti già avviati e di assicurare coerenza tra le diverse politiche pubbliche: sostegno alla montagna, modernizzazione degli impianti, transizione digitale energetica e competitività del sistema turistico. Per queste ragioni, auspichiamo una risposta chiara da parte del Governo.
PRESIDENTE. Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha facoltà di rispondere.
GIANMARCO MAZZI,. Signor Presidente, onorevoli deputati, prima di entrare nel merito dei quesiti posti, desidero richiamare il valore strategico che il sistema degli impianti di risalita riveste per la nostra Nazione. Non si tratta soltanto di infrastrutture al servizio della stagione invernale o estiva, ma di un patrimonio essenziale per la competitività delle destinazioni montane, per la qualità e la sicurezza dell'offerta turistica e per lo sviluppo economico e sociale delle comunità che vivono e operano in montagna. Investire nell'ammodernamento e nella manutenzione di questi impianti significa sostenere uno dei comparti più importanti del turismo italiano e contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori montani.
Con riferimento ai quesiti di competenza del Ministero del Turismo, desidero fornire un aggiornamento sullo stato di attuazione del Fondo per gli impianti di risalita previsto dall'articolo 1, comma 592, della legge n. 197 del 2022. Con l'avviso pubblico n. 15791 del 3 giugno 2024, il Ministero ha dato attuazione alla misura per l'annualità 2024, destinando le risorse alle imprese che gestiscono impianti di risalita a fune e sistemi di innevamento artificiale, per realizzare interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione.
Successivamente, con il decreto n. 267769 del 27 novembre 2025, è stata approvata la graduatoria delle imprese ammesse al contributo. Ad oggi non è stato possibile dare seguito all'assunzione dei relativi impegni di spesa e alla trasmissione dei disciplinari d'obbligo a causa della pendenza di numerosi giudizi di impugnazione avviati da diversi soggetti non ammessi o collocati in posizioni deteriori. Ad ogni modo, l'amministrazione ha intenzione di dare un rapido e ulteriore impulso alla procedura e per tale motivo è in costante contatto con l'Avvocatura generale dello Stato.
Gli ulteriori quesiti posti dagli interpellanti hanno ad oggetto i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, misure di competenza del Ministero delle Imprese e del . Secondo l'interpretazione data da quest'ultimo, con particolare riferimento al credito d'imposta Transizione 4.0, il relativo calcolo - come chiarito dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 9/E del 23 luglio 2021 - deve essere effettuato assumendo, quale base, l'ammontare complessivo dei costi ammissibili, fermo restando il limite del costo effettivamente sostenuto, tenuto conto anche della non concorrenza del credito alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP (imposta regionale sulle attività produttive).
Per quanto riguarda il credito d'imposta Transizione 5.0, il Ministero delle Imprese e del ritiene corretta l'interpretazione secondo cui la base di calcolo del credito d'imposta debba essere determinata al netto dei contributi a qualunque titolo ricevuti.
In relazione ai quesiti concernenti la cumulabilità tra diverse forme di sostegno pubblico, il Ministero dell'Economia e delle finanze evidenzia che la circolare del Dipartimento della ragioneria generale dello Stato n. 33 del 31 dicembre 2021 ha chiarito che il cumulo delle agevolazioni e il divieto del doppio finanziamento sono applicabili tra risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre risorse europee. In particolare, la cumulabilità è ammissibile purché le agevolazioni insistano su quote di costo distinte e non determinino una doppia copertura della medesima spesa.
Con particolare riferimento al credito d'imposta Transizione 5.0, il Ministero delle Imprese e del evidenzia poi che, ai sensi del comma 18 dell'articolo 38 del decreto-legge n. 19 del 2024, come modificato dalla legge n. 56 del 2024, lo stesso è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, anche tenuto conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive, non determini il superamento del costo sostenuto. Inoltre, nell'ipotesi in cui la concessione di un contributo intervenga successivamente al riconoscimento o alla fruizione del credito d'imposta, sarà cura dell'impresa quantificare l'eventuale importo da restituire, dandone comunicazione all'Agenzia delle entrate, competente anche ad accertare l'esistenza dei presupposti per l'eventuale applicazione delle sanzioni.
In conclusione, per quanto riguarda l'attuazione della misura di nostra competenza relativa agli impianti di risalita, desidero rassicurare gli onorevoli interpellanti e gli operatori del settore che il Ministero del Turismo, pienamente consapevole dell'importanza della misura e dell'esigenza di garantire certezza e continuità alle imprese coinvolte, è impegnato a fare quanto necessario per definire la procedura nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Il deputato Steger ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
DIETER STEGER(MISTO-MIN.LING.). Io ringrazio il Ministro. Sì, sono soddisfatto. Chiedo soltanto tempestività per questo problema. Capisco il tema e il Ministro l'ha espresso bene, però le aziende che hanno investito ovviamente ora sono in grande difficoltà, perché non sanno se abbiano o meno titolo.
Per chi ha operato nell'economia e sa di essersi impegnato in un investimento importante, ma non sa come riuscire a coprirlo, perché non ha certezza delle agevolazioni in essere, la conseguenza è addirittura il rischio - adesso non voglio esagerare - di fallimento.
Questo è il tema, perché si tratta di investimenti che sono ingentissimi. Quindi chiederei veramente di impegnarsi, affinché sia fatta chiarezza il più presto possibile. Inoltre, chiederei al signor Ministro se mi può dare questa sua risposta in forma scritta.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Marianna Ricciardi ed altri n. 2-00879 . Chiedo alla deputata Marianna Ricciardi se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Sì, chiedo di poter illustrare l'interpellanza.
Presidente, colleghi, Ministro, in Italia esistono diversi sistemi di sorveglianza nel settore sanitario, sono dei sistemi di sorveglianza che servono per sorvegliare, da un punto di vista epidemiologico, delle malattie di interesse per la salute pubblica. Come funzionano? Quando ci ammaliamo, quando un paziente va dal medico, viene valutato e il medico - che può essere il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o un medico ospedaliero o specialista in malattie infettive - fa una valutazione e fa una diagnosi di una malattia infettiva. Una volta fatta questa diagnosi, se è una malattia di particolare interesse per la salute pubblica, trasmette questi dati all'ASL di competenza. L'ASL di competenza fa un'indagine epidemiologica e trasmette questi dati alle regioni. Le regioni raccolgono i dati e dovrebbero inviarli al Ministero della Salute, che li riceve in forma aggregata. I dati vengono inviati - per alcune patologie che sono interessate da una sorveglianza cosiddetta “speciale” - all'Istituto Superiore di sanità. L'Istituto Superiore di sanità, a quel punto, ha necessità di questi dati per valutare le esigenze di salute della popolazione e per stabilire le priorità di intervento.
Faccio un esempio: nel caso del virus va a disporre delle operazioni di disinfestazione nelle aree interessate. Ho detto “dovrebbe” trasmettere questi dati perché, Presidente, io sono stata costretta a presentare questa interpellanza urgente, perché sono più di quattro mesi che le regioni non trasmettono questi dati all'Istituto Superiore di sanità. E se noi fossimo in un Paese come, ad esempio, penso il Giappone, il capo del Dipartimento della prevenzione si sarebbe scusato e si sarebbe già dimesso, mentre invece in Italia non solo questo non succederà, ma addirittura sarà promosso. La colpa, però, non è delle regioni.
Andiamo a vedere quali sono queste malattie infettive soggette a sorveglianza speciale. Abbiamo delle malattie, delle infezioni che determinano malattie respiratorie, sul portale RespiVirNet. Poi ci sono le epatiti, il morbillo e la rosolia, le arbovirosi. E andando a vedere sul portale di RespiVirNet - che, appunto, si occupa delle malattie respiratorie di origine virale -, leggiamo una cosa molto preoccupante. È il 6 marzo 2026: “Da questa settimana, le regioni e le province autonome hanno sospeso i flussi dati che alimentano la sorveglianza integrata RespiVirNet, in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali. A tal proposito si comunica che dalla prossima settimana non sarà possibile effettuare i consueti aggiornamenti del bollettino settimanale”. Parliamo del 6 marzo 2026: “settimanale” vuol dire che sono passate venti settimane dal 6 marzo e noi non abbiamo - da venti settimane - dei dati che dovrebbero essere pubblicati settimanalmente.
E ancora si legge: “Stiamo lavorando attivamente, in collaborazione col Ministero della Salute, per far sì che questa interruzione sia solo transitoria”. E sono passati, appunto, più di quattro mesi.
Ma non è tutto. Per quanto riguarda le epatiti, ricorderemo sicuramente che a marzo c'è stata un'epidemia di epatite A a Napoli e provincia, ma da marzo noi non abbiamo più i dati. Certamente sarebbe importante, visto che c'è stata questa epidemia, avere questi dati a disposizione ma non ce li abbiamo.
Ancora, le donne in gravidanza, le mamme lo sanno quanto la rosolia sia pericolosa se contratta in gravidanza. E noi, dal 19 febbraio 2026, quando sono stati pubblicati i dati risalenti al 31 gennaio, non abbiamo più i dati sui casi di rosolia. La rosolia è stata eradicata nel 2022 in Italia e fortunatamente c'erano dei tecnici competenti nominati non da questo Governo. Sperate soltanto che non ritorni la rosolia nuovamente, visto che noi non abbiamo i dati da oltre cinque mesi, ossia dal febbraio 2026.
Ancora, le arbovirosi. La cosa più grave è che noi non abbiamo dati pubblicati dal 30 ottobre 2025, sono dati che andrebbero pubblicati settimanalmente. L'Istituto Superiore di sanità non ha questi dati, le regioni non trasmettono questi dati sempre per questo problema di regolamentazione. E dall'ottobre del 2025 sono passati novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno, e noi questi dati non li abbiamo e questo problema non viene ancora sbloccato. Ma, se facciamo una ricerca su Google, ci rendiamo conto, da articoli di giornale, che casi di infezione da virus ci sono stati eccome nel 2026! Ma come è possibile che i giornali sanno che ci sono casi e l'Istituto Superiore di sanità, che dovrebbe assumere delle azioni per contrastare e contenere i contagi, non ha a disposizione questi dati?
La colpa però non è neanche dell'Istituto Superiore di sanità: perché chi è che vigila sull'Istituto Superiore di sanità? Il Ministero della Salute. E il Ministro Schillaci, che quindi, in questi cinque mesi, avrebbe dovuto fare la regolamentazione che serve per risolvere il problema che ha bloccato la trasmissione dei dati dalle regioni all'Istituto Superiore di sanità, cosa ha fatto in questi cinque mesi? Lo dico io. Nell'ordine: è andato a occuparsi di una riforma della medicina generale, facendola e poi disfacendola da solo senza neanche presentarla - e meno male perché era piena di criticità. Si è occupato di andare a inaugurare una PET-TAC in un ospedale privato, quando negli stessi giorni venivano inaugurate centinaia di altre strutture pubbliche realizzate con i soldi del PNRR. È andato in questa struttura di un privato, perché questo privato è l'onorevole Angelucci, che è proprietario di tre testate giornalistiche che certamente non attaccheranno il Ministro per essere andato all'inaugurazione di una PET-TAC di un privato e certamente non lo attaccheranno per questo ritardo clamoroso di cinque mesi nella pubblicazione e nella ricezione dei dati da parte dell'Istituto Superiore di sanità. E, ancora, si è occupato di far approvare una norma che consente di autorizzare sale operatorie private senza controllo preventivo, che avverrà soltanto un anno dopo da parte dell'ASL, con tutti i rischi che ciò comporta per la salute delle persone.
E mentre il Ministro della Salute si occupava di tutto questo - tutte cose a vantaggio di gruppi di potere che si stanno mangiando la sanità pubblica -, ha tralasciato la questione urgente del blocco della trasmissione dei dati dalle regioni all'Istituto Superiore di sanità. L'Istituto Superiore di sanità, senza questi dati, non può intraprendere azioni come, ad esempio, bloccare l'importazione di bestiame dall'estero; non può occuparsi della vaccinazione degli animali, non può disporre operazioni di disinfestazione per gli insetti e per i roditori. Insomma, non può fare tutte quelle attività che servono a contenere, contrastare e limitare la diffusione dei contagi.
Ministro, a me dispiace, purtroppo questa non è la sua materia, hanno mandato lei a rispondere su questo argomento. Io mi sarei aspettata, per la gravità e l'importanza del tema, che venisse il Ministro della Salute o, almeno, il Sottosegretario per la Salute a fare questa brutta figura. Purtroppo le hanno dato un foglio che dovrà leggere e io, quindi, non ce l'ho assolutamente con lei, ma mi rendo conto che è un problema. Però, vorrei capire: nel momento in cui c'è una cosa così grave e il Ministro della Salute non viene neanche qui a metterci la faccia per rispondere su questo ritardo clamoroso, i soldi degli italiani, che pagano le tasse, sono spesi bene per pagare lo stipendio del Ministro? Il capo del Dipartimento della prevenzione, che per cinque mesi non ha fatto nulla, ha lavorato bene o continua ad avere questo incarico e verrà addirittura promossa, perché è coniuge di un membro del Governo? E, infine, le chiedo - sperando che almeno le abbiamo scritto questa risposta su questo foglio -, volete risolvere il problema e in che tempi lo volete risolvere?
PRESIDENTE. Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha facoltà di rispondere.
GIANMARCO MAZZI,. Grazie, Presidente. Con riferimento ai quesiti posti dall'onorevole interpellante, illustro di seguito gli elementi di risposta pervenuti dal Ministero della Salute.
Anzitutto, relativamente al primo quesito, riferisco che il Ministero della Salute, preso atto della problematica relativa all'interruzione della pubblicazione dei bollettini periodici attenzionata nell'atto di sindacato ispettivo odierno, sta provvedendo a risolverla con il necessario raccordo con l'Istituto Superiore di sanità, le regioni e il Garante per la protezione dei dati personali.
Con riferimento alle ragioni della mancata pubblicazione dei bollettini relativi a RespiVirNet, alla sorveglianza integrata morbillo-rosolia, alle arbovirosi, al sistema SEIEVA e al monitoraggio delle acque reflue, occorre precisare che tali sistemi richiedono un adeguamento normativo per poter garantire la piena conformità dei trattamenti dei dati personali, in ossequio alla normativa vigente in materia (articolo 12, comma 13, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221). Si ricorda al riguardo che, secondo tale norma, i sistemi di sorveglianza ed i registri di patologia vengono istituiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della Salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali.
La medesima norma prevede, inoltre, che l'aggiornamento dei sistemi di sorveglianza e registri di patologia avvenga con decreto del Ministro della Salute, sempre previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni e con il parere del Garante della . Al fine di assicurare la piena conformità della gestione dei dati personali è stato, quindi, avviato il procedimento per l'acquisizione del necessario confronto con il Garante per la protezione dei dati personali. Nelle more dell'adeguamento, le regioni hanno tuttavia rappresentato la necessità di dover sospendere l'alimentazione dei flussi delle “sorveglianze speciali” a partire dal 1° marzo 2026. Resta ferma, invece, l'alimentazione, da parte delle regioni, dei flussi già normati e consolidati afferenti al Sistema di segnalazione delle malattie infettive (PREMAL).
Nello specifico, riguardo l'interruzione della pubblicazione dei bollettini del Sistema di sorveglianza integrata dei virus respiratori, occorre ricordare che detto sistema rappresenta l'evoluzione del sistema di sorveglianza dell'influenza (InfluNet). In detto sistema, la sorveglianza microbiologica, difatti, comprende ulteriori patogeni oltre all'influenza: SARS-CoV-2; virus respiratorio sinciziale (VRS); rhinovirus; virus parainfluenzali; adenovirus, metapneumovirus; bocavirus e altri coronavirus umani diversi dal SARS-CoV-2. Questa evoluzione tecnica, allineata a tutte le indicazioni internazionali sulla sorveglianza da virus a trasmissione respiratoria nella transizione -pandemia COVID-19, non risulta essere formalmente istituita e, pertanto, necessita di un adeguato intervento normativo, su cui si sta lavorando. A tal proposito, infatti, il Ministero della Salute ha già predisposto una proposta di norma finalizzata a riconoscere l'operatività del RespiVirNet e che potrà essere inserita nel primo veicolo normativo utile.
In ogni caso segnalo che, allo stato attuale, la sorveglianza delle malattie infettive in Italia continua ad essere effettuata tramite il sistema di segnalazione nazionale PREMAL - il sistema per la sorveglianza delle malattie infettive per monitorare e segnalare in tempo reale casi confermati o sospetti -, normato in conformità alle disposizioni emanate in materia di tutela dei dati personali e regolarmente alimentato dalle regioni. Resta fermo che i dati continuano ad essere regolarmente trasmessi alle autorità europee, come si evince dalle pubblicazioni che includono i dati italiani relativi a infezioni da West Nile Virus (WNV), aggiornate al 2 luglio ultimo scorso, e del morbillo e rosolia, aggiornate al maggio ultimo scorso.
In merito alle iniziative in corso di adozione per il ripristino della pubblicazione dei bollettini epidemiologici, il Ministero della Salute ha rappresentato di aver già avviato i lavori per facilitare l'interlocuzione tra l'Istituto superiore di sanità e il Garante della e che, come innanzi riferito, sta lavorando nell'ottica di in un adeguamento normativo finalizzato a riconoscere formalmente il sistema RespiVirNet.
Per quanto riguarda il quesito relativo al presunto rischio di vanificazione degli investimenti e degli insegnamenti maturati durante la pandemia da COVID-19, in correlazione alla mancata pubblicazione dei dati, segnalo che, a seguito della pubblicazione sulla del 15 giugno ultimo scorso del Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029, sta mettendo in atto tutte le misure ivi previste per rispettare i tempi di attuazione, nell'ottica di perseguire l'obiettivo di garantire una risposta tempestiva e coordinata tra livello nazionale e territoriale a tutela della salute di cittadini e operatori sanitari.
Proprio nell'ottica di beneficiare delle attività intraprese nel periodo pandemico, segnalo che la proposta normativa predisposta per il riconoscimento del RespiVirNet prevede espressamente il coordinamento, in un unico sistema di sorveglianza integrata, dei dati relativi al SARS-CoV-2 e di quelli relativi agli altri virus respiratori. Ciò anche in linea con i suggerimenti dell'Organizzazione mondiale di sanità e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie di introdurre sistemi di sorveglianza sentinella integrati.
Da ultimo, in merito al quesito sull'opportunità di definire standard nazionali di periodicità e trasparenza nella pubblicazione dei dati provenienti dai sistemi di sorveglianza delle malattie infettive, evidenzio che tali determinazioni sono attualmente in corso di valutazione.
PRESIDENTE. La deputata Marianna Ricciardi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Ma io sono basita, nel senso: hanno scritto su questo foglio che il Ministero della Salute, preso atto della interpellanza, si è messo a lavorare. Aveva cioè aveva bisogno di questa interpellanza per sapere che c'è un problema, che si attende da 5 mesi che questa piattaforma venga aggiornata e alimentata con dei dati che le regioni non stanno trasmettendo? Cioè, veramente, senza la mia interpellanza quanti mesi avremmo dovuto aspettare? Dieci? Un anno? A me sembra veramente… per di più, appunto, verrà predisposto il decreto necessario. Ma veramente, vabbè...
Allora, lo so che i dati continuano a essere trasmessi al sistema PREMAL, però c'è una differenza tra i dati che vengono trasmessi al sistema di sorveglianza ordinario e i sistemi di sorveglianza speciale. Infatti, il sistema di sorveglianza ordinario, appunto PREMAL, riceve i dati aggregati, non dettagliati. Faccio l'esempio dell'epatite A: il Ministero della Salute riceve i dati del tipo età, sesso e numero di persone contagiate. Il sistema di sorveglianza speciale, invece, riceve i dati che ci fanno capire qual è la via di trasmissione e per l'epatite A è particolarmente importante sapere se è stata contratta dall'alimentazione, quindi dall'ingestione di molluschi, oppure per rapporti sessuali di un certo tipo. Quindi, chiaramente, è necessario avere queste informazioni, perché se io non le ho, non so qual è stata la via di contagio e, quindi, non posso intervenire come Istituto superiore di sanità.
Capisca la mia rabbia: perché delle persone devono rischiare di ammalarsi e - non voglia mai - morire, perché c'è un'inefficienza e il Ministero della Salute viene a conoscenza del problema dalla mia interpellanza? Per me questa è una cosa che veramente è inaccettabile e denota un'incompetenza su cui veramente non voglio esprimermi. Il fatto è che, su un problema così grave, a me veramente dispiace che abbiano mandato lei. Io avrei voluto vedere il Ministro o quanto meno il Sottosegretario rispondere su un tema così importante, assumersi la responsabilità e metterci la faccia di fronte a un problema del genere.
Nell'interpellanza chiedevo anche se vogliamo far tesoro di quanto appreso in pandemia. La cosa che mi stupisce e che mi preoccupa è che, in realtà, in questa Commissione d'inchiesta avremmo dovuto anche capire quali sono stati i problemi e le cose che si possono migliorare per evitare future pandemie e, sicuramente, uno di questi è intervenire tempestivamente per garantire la trasmissione dei dati dalle regioni all'Istituto superiore di sanità. Vedo, invece, che questa Commissione sta impiegando tante energie e tanto sforzo dei parlamentari, ma in realtà non per ottenere questi risultati, per arrivare più preparati per combattere le malattie infettive. Semplicemente questa Commissione è evidente che è stata istituita come clava politica contro l'opposizione e contro il lavoro di Giuseppe Conte. Fortunatamente almeno c'era lui a gestire la pandemia e non qualcun altro!
Allora, Presidente, io non posso ritenermi soddisfatta e, finché non verranno pubblicati questi decreti per risolvere il problema, chiaramente noi continueremo a vigilare. Vogliamo assolutamente che ci sia una tempestiva risoluzione del problema. Sono state inserite, in tanti veicoli normativi, delle norme che non voglio neanche ricordare, estremamente preoccupanti; penso, anzi, ad esempio, alla norma che è stata inserita nel decreto del ponte sullo Stretto, per consentire l'apertura di sale operatorie private e che non c'entrava assolutamente nulla con il decreto del ponte sullo Stretto.
Io spero quindi che, almeno per un decreto di buonsenso, si cerchi di trovare il veicolo normativo più rapido possibile, ma è una cosa che richiede assoluta urgenza e non credo possiamo arrivare a settembre. Andrebbe fatto a luglio, perché francamente non solo gli operatori sanitari non hanno a disposizione questi dati per potersi regolare, ma l'Istituto superiore di sanità non può mettere in atto le azioni necessarie per limitare e contrastare la diffusione di queste malattie infettive. Questa è una cosa che richiede assoluta urgenza e io mi aspetto azioni estremamente tempestive.
PRESIDENTE. Grazie, deputata Ricciardi … Ministro, non può intervenire.
GIANMARCO MAZZI,. Però, se viene detta una cosa errata, devo rispondere…
PRESIDENTE. Ho capito, però…
GIANMARCO MAZZI,. …io non ho detto…
PRESIDENTE. Non è una replica, però. Diciamo che è un intervento che consento eccezionalmente, mettiamola così.
GIANMARCO MAZZI,. …io ho letto il documento che è stato preparato dal Ministero della Salute, ma non ho detto, come lei dice, che il Ministero della Salute si è messo a lavorare nel momento in cui ha preso atto. Io non ho detto questo. Io ho detto: “Con riferimento ai quesiti posti dall'onorevole interpellante, illustro di seguito gli elementi di risposta pervenuti dal Ministero della Salute. Anzitutto, relativamente al primo quesito, riferisco che il Ministero della Salute, preso atto della problematica relativa all'interruzione della pubblicazione…”, ma non preso atto dalla sua interrogazione. “Preso atto” è un'altra cosa. Quindi, quando ha preso atto, ha cominciato a lavorare, ma non a seguito della sua interrogazione. Quindi, su questo devo essere preciso, perché sennò lei lascia alla registrazione una cosa che non corrisponde alla verità.
PRESIDENTE. Grazie, signor Ministro. È, però, un eccezionale, ripeto… Va bene, è una precisazione … No, no, aspetti, adesso parla il Presidente … Ministro, per favore. Ministro, va bene, va bene, però adesso chiudiamo la vicenda. Ovviamente … Ministro, la prego, però. Va bene, però faccia parlare il Presidente, la prego … Ministro, per favore.
Allora, onorevole Ricciardi, a questo punto, ovviamente, do la parola anche a lei in via del tutto eccezionale.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Presidente, io sono stata molto attenta nella replica. Chiedo che a questo punto venga visto il resoconto stenografico.
Prendo atto, allora, della sua correzione ma, quando ha illustrato, ha detto che il Ministero ha preso atto a seguito dell'interpellanza : No, non ho detto questo!. Io così ho sentito, poi adesso se ha letto …
PRESIDENTE. Va bene, ma l'importante…
MARIANNA RICCIARDI(M5S). …a me non interessa, quello che mi interessa è che si risolva il problema tempestivamente.
PRESIDENTE. Esatto…
MARIANNA RICCIARDI(M5S). E capisce bene - e concludo - che nel momento in cui sono passati . Però, questa è una mortificazione del Parlamento. Il Governo ha un ruolo di superiorità rispetto al Parlamento. Questo non è assolutamente corretto nei rapporti tra Parlamento e Governo. Aver quindi già preteso di replicare è una concessione che abbiamo fatto, ma avrei dovuto fare un richiamo al Regolamento.
Atteso che lei quindi ha risposto, prendo atto che lei ha voluto fare questa precisazione e, però, aggiungo una cosa ovverosia che, nel momento in cui sono passati cinque mesi e ancora non c'è stato un qualcosa di tempestivo - che veniva auspicato il 6 marzo 2026, quando si diceva: stiamo lavorando attivamente -, che significa lavorare attivamente se sono passati cinque mesi e ancora non si è risolto? Io deduco che, a questo punto, il Ministero interverrà con ancora più celerità, voglio sperare.
In ogni caso era stato detto: preso atto e anch'io, quindi, prendo atto che c'è un problema di comunicazione.
PRESIDENTE. Allora, chiudiamo la vicenda qua e in ogni caso rimandiamo allo stenografico che rimane agli atti, come è giusto che sia.
È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico che, con lettera pervenuta in data 9 luglio 2026, il deputato Bruno Tabacci ha comunicato di dimettersi dal gruppo parlamentare Partito Democratico-Italia democratica e progressista, chiedendo di essere conseguentemente iscritto al gruppo parlamentare Misto.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. (C. 2822-A)
e delle abbinate proposte di legge: MAGI; PAVANELLI ed altri (limitatamente all'articolo 5). (C. 157-2236)
: PAGANO, ALESSANDRO COLUCCI, IEZZI e ANGELO ROSSI, per la maggioranza; MAGI, di minoranza.
3.
4.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025. (C. 2788)
: FORMENTINI.
5.
FARAONE ed altri: Istituzione della Giornata nazionale "Enzo Tortora" in memoria delle vittime di errori giudiziari. (C. 441)
e delle abbinate proposte di legge: BISA ed altri; PITTALIS ed altri. (C. 1657-1694)











