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Giovedì 16 Luglio 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 691 - Approvata Legge elettorale
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna la Camera ha approvato la proposta di legge: Bignami ed altri: “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica” (C. 2822-A) e delle abbinate proposte di legge: Magi; Pavanelli ed altri (limitatamente all'articolo 5) (C. 157-2236). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
XIX LEGISLATURA
691^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 16 luglio 2026 - Ore 9,30
Seguito della discussione della proposta di legge (per le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale):
BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (C. 2822-A)
e delle abbinate proposte di legge: MAGI; PAVANELLI ed altri (limitatamente all'articolo 5). (C. 157-2236)
Relatori: PAGANO, ALESSANDRO COLUCCI, IEZZI e ANGELO ROSSI, per la maggioranza; MAGI, di minoranza.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Proposta di legge: Bignami ed altri: “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica” (A.C. 2822-A) e delle abbinate proposte di legge: Magi; Pavanelli ed altri (limitatamente all'articolo 5) (A.C. 157-2236) (Seguito della discussione ed approvazione)
- BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (C. 2822-A) e delle abbinate proposte di legge: MAGI; PAVANELLI ed altri (limitatamente all'articolo 5).(C. 157-2236)
- Ripresa esame - A.C. 2822-A e abbinate
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2822-A e abbinate
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Deputato MAGI Riccardo (MISTO)
- Deputato STEGER Dieter (MISTO)
- Deputato ZIELLO Edoardo (MISTO)
- Deputata BOSCHI Maria Elena (ITALIA VIVA-CASA RIFORMISTA)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato FRATOIANNI Nicola (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato RICHETTI Matteo (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato CONTE Giuseppe (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato PAGANO Nazario (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato BARABOTTI Andrea (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata SCHLEIN Elly (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato DONZELLI Giovanni (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputato MARATTIN Luigi (MISTO)
- Deputato TABACCI Bruno (MISTO)
- Deputato ROSSI Angelo (FRATELLI D'ITALIA)
- Coordinamento formale - A.C. 2822-A e abbinate
- Votazione finale ed approvazione - A.C. 2822-A e abbinate
- BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (C. 2822-A) e delle abbinate proposte di legge: MAGI; PAVANELLI ed altri (limitatamente all'articolo 5).(C. 157-2236)
- Sui lavori dell'Assemblea
- Interventi di fine seduta
- Presidente FONTANA Lorenzo
- Deputato MOLINARI Riccardo (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato SCOTTO Arturo (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato CAROTENUTO Dario (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato GIRELLI Gian Antonio (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato COSTA Sergio (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BORRELLI Francesco Emilio (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato PELLICINI Andrea (FRATELLI D'ITALIA)
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 87, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge n. 2822-A: “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica” e delle abbinate proposte di legge n. 157 e n. 2236 (limitatamente all'articolo 5).
Ricordo che nella seduta di ieri si è concluso l'esame degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EU-SUEU). Signor Presidente, colleghe e colleghi, so che sto per dire una cosa grave che potrebbe turbare qualcuno. Del resto, arrivati al voto finale, attenuarla per rispetto alle convenzioni parlamentari sarebbe una forma di complicità. Potremmo tornare ancora sul premio di maggioranza, sulle liste bloccate, sulla cancellazione dei collegi, sulla figura costituzionalmente inesistente del candidato Presidente del Consiglio, sull'eguaglianza del voto, sui criteri indecenti con cui alcuni partiti presenti in Parlamento hanno distribuito a se stessi il privilegio dell'esenzione dalle firme e respinto la raccolta digitale; a questo punto, però, insistere sui singoli meccanismi rischierebbe di nascondere la gravità generale dell'operazione.
Questa legge costituisce un colpo di Stato elettorale e uso questa espressione nel suo significato politico più preciso: l'atto con cui una maggioranza contingente, servendosi delle forme della legalità ordinaria, modifica a proprio vantaggio le condizioni attraverso cui potrebbe essere rimossa dal potere , l'atto con cui un potere costituito pretende di diventare costituente senza dichiararlo, senza assumersene la responsabilità, senza sottoporsi al giudizio del popolo.
Avevate tentato, Ministra Casellati, la revisione costituzionale per introdurre il premierato. Quella strada vi avrebbe obbligato a dire quale Repubblica volevate costruire, a definire i poteri del Presidente del Consiglio, il rapporto fiduciario, le prerogative del Presidente della Repubblica, le condizioni di scioglimento delle Camere e soprattutto vi avrebbe portati a sottoporvi a un referendum costituzionale popolare, quel popolo a cui vi richiamate così spesso. Vi sono mancate la forza politica e il coraggio. Diciamolo con chiarezza: a Giorgia Meloni è mancato il coraggio. Avete allora scelto di prelevare da quel progetto solo l'elemento che davvero vi interessava, l'investitura del capo, e di introdurlo surrettiziamente attraverso una riforma della legge elettorale per via ordinaria, lasciando formalmente intatta la Costituzione.
Il capo, quindi, deve essere indicato, incoronato preventivamente dai partiti, offerto agli elettori come oggetto di un'investitura plebiscitaria che il nostro ordinamento, però Presidente, continua a non riconoscere. Dietro di lui vengono collocate le persone scelte dalle segreterie, 220 deputati e 113 senatori, selezionati secondo il criterio più antico e più sicuro per ogni potere che desideri durare: l'obbedienza, non il rapporto diretto con gli elettori e con un territorio che i collegi avrebbero almeno consentito di verificare. La palude - lo diciamo da quest'Aula, per il rispetto che abbiamo di quest'Aula, lo diciamo alla Presidente Meloni - non è nel voto autonomo che hanno espresso alcuni colleghi in quest'Aula, con un voto segreto che serve proprio a tutelare le prerogative del Parlamento. La palude è in chi ha concepito un sistema bloccato nell'ingresso, sbarrando l'accesso alla competizione elettorale a forze nuove, e in uscita, condizionando il voto dei cittadini che, di fatto, dovranno solo prendere atto di quelle liste infinite che sono stampate in quella scheda elettorale che si troveranno davanti, una scheda che rappresenta una rinuncia al voto libero, uguale e democratico previsto dalla nostra Costituzione.
Noi voteremo contro questa legge naturalmente, ma domani il problema sarà più grande del voto espresso in quest'Aula: riguarderà la legittimità di chi governa attraverso una maggioranza artificiale, di chi viene eletto attraverso un sistema chiuso, di chi pretende obbedienza dopo aver negato la possibilità al cambiamento. Per questo lo dico chiaramente: la vostra legge, Ministro Casellati - e mi rivolgo anche alla Presidente del Consiglio -, prepara un regime. Contro i regimi, anche quando conservano le forme apparenti della democrazia, la disobbedienza diventa un dovere. C'è una società al di fuori di quest'Aula e metà di quella società e metà degli elettori che avrebbero diritto già non votano più. Lo fanno per disaffezione, lo fanno per disinteresse, ma lo fanno in larga parte perché esprimono un giudizio politico, un giudizio politico, che noi condividiamo, nei confronti di un sistema bloccato e antidemocratico, che si asserraglia dentro le istituzioni e butta la chiave. Questo è quello che voi avete fatto oggi, altro che provare a prenderci in giro attraverso l' di quelle finte preferenze. Il racconto ora si vuole ribaltare. Il racconto - e concludo, Presidente - è quello di una scelta orbaniana. La Presidente del Consiglio Meloni l'aveva detto chiaramente che, per lei, il modello della democrazia illiberale orbaniana era un modello da seguire.
PRESIDENTE. Concluda.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EU-SUEU). Con questa legge fate un salto in avanti verso quel modello, che travolge la separazione dei poteri, travolge il Parlamento e le prerogative del Presidente della Repubblica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Steger. Ne ha facoltà.
DIETER STEGER(MISTO-MIN.LING.). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, signora Ministro, per una minoranza linguistica ogni riforma della legge elettorale rappresenta sempre un momento di particolare attenzione e anche di forte preoccupazione, perché ogni modifica delle regole del gioco democratico porta con sé una domanda inevitabile: le garanzie costruite nel corso dei decenni resteranno intatte oppure verranno indebolite?
Per una forza politica di maggioranza, una legge elettorale può essere semplicemente uno strumento per migliorare la governabilità del Paese; per una minoranza linguistica, invece, una legge elettorale riguarda anzitutto la possibilità stessa di continuare a essere rappresentata nelle istituzioni della Repubblica. È per questo motivo che la Südtiroler Volkspartei ha affrontato questa riforma con grande prudenza, ma anche con senso di responsabilità. Non siamo mai stati mossi da pregiudizi. Abbiamo, invece, verificato articolo per articolo se le nuove disposizioni fossero compatibili con l'impianto costituzionale dell'autonomia speciale e con gli obblighi internazionali assunti dalla Repubblica italiana. Per l'Alto Adige-Südtirol la rappresentanza parlamentare non costituisce, infatti, una semplice scelta legislativa. Essa è parte integrante del percorso che ha consentito la pacificazione della nostra terra. I collegi senatoriali disciplinati dalla legge n. 422 del 1991 rappresentano l'attuazione della misura n. 111 del cosiddetto “pacchetto per l'Alto Adige” e costituiscono uno degli elementi richiamati nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio di allora, Giulio Andreotti, del 30 gennaio 1992, successivamente recepite nello scambio di note tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Austria, che portò alla chiusura della controversia internazionale davanti alle Nazioni Unite.
Non stiamo dunque parlando semplicemente di collegi elettorali. Stiamo parlando di uno degli strumenti attraverso i quali la Repubblica italiana ha dato attuazione agli impegni assunti con l'accordo di Parigi del 1946 e ha costruito un modello di autonomia oggi riconosciuto come esempio di successo a livello internazionale. Per questo motivo, ogni modifica della legislazione elettorale richiede particolare cautela. Nel corso dell'esame parlamentare abbiamo seguito con attenzione il confronto col Governo e con la maggioranza e desidero riconoscere che tale confronto ha prodotto risultati importanti. Ringrazio i rappresentanti di Governo e di maggioranza che hanno mostrato sensibilità verso le nostre istanze. Hanno dimostrato la volontà di salvaguardare le peculiarità delle autonomie speciali e delle minoranze linguistiche. L'accoglimento del nostro ordine del giorno, che consideriamo essenziale, è un segnale importante in questo senso. Con esso chiediamo che ogni modifica della disciplina relativa alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato che incida sulla rappresentanza delle minoranze linguistiche dell'Alto Adige-Südtirol venga trasmessa anche alla Repubblica d'Austria, perché Italia e Austria sono le parti contraenti dell'accordo di Parigi del 1946 e insieme hanno costruito il percorso che ha portato all'attuale autonomia. Rispettare quel metodo significa rispettare gli impegni internazionali della Repubblica italiana, significa dare continuità a quel principio di leale collaborazione che ha consentito di risolvere una delle più importanti controversie internazionali del secondo dopoguerra. Del resto, lo stesso Presidente Andreotti affermò chiaramente che eventuali modifiche future avrebbero dovuto maturare nel rispetto del consenso raggiunto con le minoranze linguistiche interessate.
Consentitemi, infine, di richiamare anche le considerazioni svolte dal collega Manes per la Valle d'Aosta. Nel corso dell'esame in Commissione, è stata prevista l'inclusione nel computo nazionale anche dei voti della Valle d'Aosta. Comprendiamo la finalità della scelta, tuttavia riteniamo che essa meriti un ulteriore approfondimento. La Valle d'Aosta, infatti, presenta caratteristiche ordinamentali differenti rispetto all'Alto Adige-Südtirol. Il suo statuto speciale riconosce una comunità bilingue unitaria e la configura come un'unica circoscrizione elettorale. Sono peculiarità che richiedono una valutazione autonoma e coerente col suo assetto costituzionale, perché in materia elettorale la coerenza dell'ordinamento rappresenta sempre la migliore garanzia della legittimità democratica.
Signor Presidente, per queste ragioni la Südtiroler Volkspartei annuncia la propria astensione. È una astensione che nasce dalla prudenza che ogni minoranza deve avere quando vengono modificate le regole della propria rappresentanza, ma è un'astensione costruttiva. Abbiamo riconosciuto i passi avanti compiuti durante l'esame parlamentare e confidiamo che il Governo voglia dare piena attuazione agli impegni contenuti nel nostro ordine del giorno. Se ciò avverrà, questa astensione potrà tradursi, nel successivo passaggio parlamentare al Senato, in un voto favorevole, perché la Südtiroler Volkspartei non difende privilegi, difende il rispetto della parola data, degli accordi internazionali e di un'autonomia che rappresenta un patrimonio non soltanto dell'Alto Adige-Südtirol, ma dell'intera Repubblica italiana .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Noi di Futuro Nazionale con Vannacci avremmo preferito effettuare una dichiarazione di voto per annunciare il voto favorevole a questa legge. Avremmo voluto una legge elettorale con le preferenze, non con le liste bloccate . Avremmo voluto una legge elettorale senza l'obbligo delle quote rosa senza l'obbligo del concetto di riserve indiane. Eppure questi due argomenti sono saltati in aria con i nostri emendamenti che, in Commissione addirittura, la maggioranza ha accantonato per non farli votare e per non fargli avere il parere contrario; per poi, ovviamente, avere il parere contrario del Governo in quest'Aula, con un cambio repentino di parere, con una rimessione in Aula da parte del Ministro Casellati, che ha esposto il nostro emendamento sulle preferenze ai franchi tiratori presenti tra le file del centrodestra - in particolare, tra i banchi di Forza Italia e della Lega - che, sfruttando l'oscurità di questa pulsantiera, hanno tradito il Presidente del Consiglio, che aveva chiesto ai deputati di maggioranza di votare favorevolmente alle preferenze. Deputati che hanno una bella faccia tosta, perché votano costantemente la fiducia, alla luce del sole, al Presidente del Consiglio, ma, nell'oscurità della pulsantiera, l'hanno pugnalata affossando le preferenze e scippando la democrazia e la sovranità popolare.
Ma, all'interno di questa legge elettorale, c'è anche altro. C'è già il tentativo di costruzione di un cordone sanitario da parte del centrodestra, insieme al centrosinistra, contro l'unico partito di destra che sta crescendo, contro l'unico che riempie le piazze senza avere la struttura ultradecennale di un partito, ovvero contro il generale Vannacci . Perché qui avete fatto veramente un obbrobrio dal punto di vista legislativo. Avete, cioè, esentato partiti - e questo lo dico al centrodestra - di centrosinistra e di sinistra, e in particolare faccio riferimento ad Azione di Calenda e ad AVS di Bonelli e Fratoianni, dalla raccolta firme . E questa marchetta, schifosa da un punto di vista elettorale, chi l'ha fatta? Un partito di destra che viene accusato di essere funzionale alla sinistra o il centrodestra che governa questa Nazione ? L'ha fatto il centrodestra che governa questa Nazione, che continua, tra l'altro, a mantenere un impianto di legge elettorale che, purtroppo, con l'assenza della possibilità di esprimere la preferenza da parte degli elettori, continuerà ad impattare negativamente sull'astensionismo. Questa legge continuerà ad implementare l'astensionismo e, quindi, toccherà soltanto a noi - partito alternativo al centrodestra moderato, che ha tradito i propri valori e il proprio programma , e alternativo al centrosinistra - far riaccendere la speranza ai cittadini italiani, che vedono tutto quello che state facendo qui dentro.
E vedono quello che avete fatto per mettervi d'accordo, quando avete affossato l'emendamento sulle preferenze. Qui il centrodestra e il centrosinistra erano già d'accordo - e lo dico a chi ci ascolta - per dare la colpa a noi di Futuro Nazionale. Ma noi, facendo video con i nostri telefoni, abbiamo assolutamente eliminato questo dubbio . E al centrosinistra, che continua a lamentarsi della nostra condotta e che ha invocato denunce penali e sanzioni, a breve ci arriverà una lettera di censura: ci autodenunciamo . Censurateci, ma la trasparenza nei confronti dei cittadini italiani per noi è sacrosanta e continueremo, se ci dovessero essere voti segreti, a dimostrare a chi ci sostiene da fuori qual è il nostro voto.
Perché noi non abbiamo paura di confrontarci con gli italiani, e lo dimostreremo anche sulla raccolta firme. Voi pensate di metterci in difficoltà, ma noi partiremo molto prima. Noi partiremo mesi prima con la campagna elettorale, porteremo a conoscenza della popolazione quello che avete fatto e quello che continuerete a fare prima della data delle elezioni. Perché vede, Presidente, non è un di destra come Vannacci ad essere funzionale alla sinistra, se ricorda alle forze politiche di centrodestra certi valori e certi programmi, di essere coerente con la propria storia . È funzionale alla sinistra chi tradisce quei principi e quei valori, e fa addirittura accordi con forze politiche di centrosinistra per arginare un nuovo partito di destra. Ma di fronte a questo noi non ci abbattiamo; e neanche di fronte alla censura che ci avete scaraventato addosso - sempre una censura di centrodestra e di centrosinistra -, che ha paralizzato la TV di Stato e che è asservita a voi. Noi continuiamo a crescere, perché ormai alla vostra TV di Stato non crede più nessuno, esattamente come a questa legge elettorale.
Con riferimento all'emendamento “meticcio”, che avevate presentato per dire che i parlamentari sarebbero stati votati - con l'emendamento di Fratelli d'Italia -, noi avevamo detto che avremmo votato a favore, e abbiamo votato favorevolmente. Ma anche con quell'emendamento, chi volevate prendere in giro? I capilista continuavano ad essere bloccati e la stragrande maggioranza degli eletti, con quel sistema, sarebbe stata scelta sempre dalle segrete stanze dei partiti politici, cari colleghi . Anche quando prendete in giro gli italiani perdete non soltanto lucidità, ma consensi; e molto spesso questi consensi, però, vanno a rifugiarsi nell'astensionismo, che è la piaga principale di questo Paese, signor Presidente.
Per tutti questi motivi - voglio concludere con questo passaggio -, noi avevamo proposto in un emendamento la raccolta firme in digitale, proprio per cercare di stimolare un innalzamento della partecipazione elettorale, specialmente da parte di quell'elettorato giovanile che ha bisogno di strumenti digitali moderni e sofisticati , e non sempre di questa carta con cui ci mandate le lettere di censura.
Per tutti questi motivi, signor Presidente, annuncio il voto contrario alla legge elettorale, sperando che Meloni, al passaggio al Senato, possa far riflettere i suoi alleati e possa far introdurre le preferenze perché, in quel caso, noi saremmo pronti a votare favorevolmente, nella terza lettura, qui alla Camera dei deputati .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boschi. Ne ha facoltà.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-CR). Grazie, Presidente. Signora Ministra, approvare una legge elettorale alla fine della legislatura è il segno della vostra sconfitta politica. Non avete approvato la riforma del presidenzialismo, non avete approvato la riforma dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio, non avete approvato il federalismo, non avete ridotto le tasse, non avete approvato una vera riforma della giustizia. Avevate promesso tutte queste riforme e non ne avete approvata nemmeno una. Il vuoto cosmico delle vostre riforme è sotto gli occhi di tutti. A quel vuoto cosmico, oggi si aggiunge un voto comico: perché, che l'unica riforma che riusciate a fare - forse - è la legge elettorale, fa ridere.
Voi approvate una legge elettorale , a pochi mesi dal voto. Lo fate divisi come non mai dentro la maggioranza; lo fate con Futuro Nazionale, che oggi è una realtà e fa parte della maggioranza, anche se non del Governo; lo fate con le vostre divisioni a scrutinio segreto. Approvate una legge elettorale perché avete paura di perdere, questa è la verità. Voi sostenete di voler cambiare la legge elettorale per dare stabilità quando, con la legge elettorale vigente e per le divisioni del centrosinistra nel 2022, voi governate ininterrottamente da quattro anni, come ci ricordate ogni giorno. E, allora, voi cambiate la legge elettorale soltanto perché, dopo aver perso il referendum costituzionale, dopo la bocciatura da parte degli italiani del vostro Governo, avete avuto paura di perdere. Solo che l'ultima volta che un Governo ha cambiato la legge elettorale per il proprio tornaconto, non ha portato molto bene. Era il Governo Berlusconi nel 2006, ve lo dovreste ricordare bene: cambiò la legge elettorale al e, poi, perse le elezioni. Qualcuno ci dirà: beh, anche voi nella XVII legislatura avete cambiato la legge elettorale. Solo che, in quel caso, noi fummo costretti da due sentenze della Corte costituzionale.
Non fu una scelta politica. Nel vostro caso, invece, è una scelta politica dettata dalla paura di perdere, ma perderete lo stesso perché il tempo è galantuomo e il karma è implacabile.
Allora, vede Ministra, già questo basta, di per sé, a giustificare il nostro voto contrario a questa legge elettorale, ma ci sono, poi, vari profili di merito e vari profili di incostituzionalità che vi abbiamo evidenziato e che abbiamo cercato di correggere e modificare con vari emendamenti, in Commissione e in Aula, che voi avete bocciato. Cito solo due punti, perché il tempo a disposizione è poco: il premio di maggioranza, innanzitutto. È ovvio che il premio di maggioranza è legittimo in una legge elettorale, ma la Corte costituzionale ce l'ha già detto: non deve essere tale da ledere il principio dell'uguaglianza del voto; non si può sacrificare la rappresentatività per la governabilità in modo eccessivo; occorre che il voto dei cittadini conti nella scelta dei rappresentanti in Parlamento. Invece, in questa legge elettorale, con il vostro premio di maggioranza, questo principio viene violato.
Ma l'aspetto che ci preoccupa di più è quello del metodo che individuate per la scelta degli eletti, dei parlamentari. Noi vi avevamo proposto di tornare ai collegi uninominali, alla legge Mattarella, di introdurre le preferenze, ma nessuna di queste proposte è stata approvata. Allora, voi avete deciso di tornare all'impianto dell'Italicum. Avete cambiato idea anche su questo. Dieci anni fa ci avete attaccato per aver proposto l'Italicum: ci avete attaccato in quest'Aula e ci avete attaccato, negli anni successivi, fuori da quest'Aula e, alla fine, siete tornati a proporre l'impianto dell'Italicum. Del resto, avevate cambiato idea sulla NATO, sull'euro, su Trump, su Putin, sulle accise, su TAP, sulle trivelle, sul , su Industria 4.0 . Ora avete cambiato idea anche sull'Italicum, però non siete nemmeno riusciti a fare l'Italicum.
Vedete, dieci anni fa in quest'Aula Giorgia Meloni, quando era ancora Giorgia Meloni - e vi invito a rivedere i video di allora -, attaccava l'Italicum dicendo: quella è una legge elettorale - che, come ricordo prevedeva, sì, i capilista ma aveva le preferenze, a differenza della vostra legge elettorale - che servirà soltanto a far scegliere ai segretari di partito chi mettere in lista. Verranno messi in lista soltanto i leccapiedi dei segretari di partito, quelli del cerchio magico, della corte, i catapultati. Questo diceva Giorgia Meloni: verrà tolta ogni possibilità di scelta ai cittadini, perché verranno messi in lista solo quelli scelti nelle stanze segrete.
Con questa legge elettorale voi fate peggio di quello per cui attaccavate la nostra legge elettorale, perché voi non siete neanche riusciti a introdurre le preferenze in questa legge elettorale. Ci avete provato, sì, all'ultimo minuto, due giorni fa, con il famoso emendamento Bignami, soltanto che è stato bocciato. È stato bocciato dalla vostra stessa maggioranza quell'emendamento, a voto segreto. Voi vi siete lamentati con le opposizioni perché le opposizioni hanno esultato quando quell'emendamento è stato bocciato dalla maggioranza, ma che cosa avrebbero dovuto fare le opposizioni quando voi, nei vostri banchi, avete 50 franchi tiratori che non hanno il coraggio, a viso aperto, di dire quello che pensano ma, a voto segreto, votano contro il Governo? Avete 50 franchi tiratori che non hanno il coraggio di votare, in modo palese, secondo le loro idee, ma a voto segreto vi mandano sotto. Avete 50 franchi tiratori che hanno dimostrato che non solo non avete la maggioranza nel Paese - e quello ve lo avevano già detto i cittadini italiani con il referendum costituzionale, bocciando la vostra riforma - ma non avete la maggioranza nemmeno dentro quest'Aula . Lì, una Presidente del Consiglio seria si sarebbe dovuta dimettere e ridare la parola ai cittadini andando al voto subito, a settembre, e non continuare facendo finta di nulla. Voi ci richiamate all'etichetta istituzionale, ma a parti invertite cosa avreste fatto voi se un parlamentare su quattro di maggioranza avesse tradito, nel voto segreto, come è successo a voi?
Allora, Presidente, io non so se questa legge elettorale verrà cambiata al Senato, se verranno introdotte le preferenze al Senato, per poi tornare alla Camera ed essere bocciata definitivamente a scrutinio segreto. Noi vi aspettiamo qui, se avrete il coraggio di cambiare quello che va modificato, altrimenti vi aspetteremo alle urne, dove siamo convinti che gli italiani non sceglieranno voi e non solo per le riforme che avete promesso e non avete fatto ma perché, in questi quattro anni di Governo Meloni, gli italiani stanno peggio di quattro anni fa: perché avete aumentato le tasse, avete aumentato le bollette dell'energia, avete aumentato il costo della benzina, le liste d'attesa in sanità, il carrello della spesa, gli affitti, tutto tranne gli stipendi, che sono diminuiti da quando voi siete al Governo. La prova provata è che gli italiani lasciano l'Italia da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi: record storico, 200.000 italiani all'anno lasciano l'Italia. Altro che l'Italia agli italiani: gli italiani scappano dall'Italia da quando ci siete voi al Governo.
Vede, Ministra, l'occasione che voi avete davvero mancato è stata quella, in questi anni, di poter guidare il cambiamento in Europa. Si può perdere su un voto segreto, si può perdere un'elezione, si può perdere anche un referendum, una battaglia si può perdere, non si può perdere l'occasione di cambiare il Paese. Quello è irrecuperabile e voi non potrete recuperare questa grande perdita di occasione nemmeno alle urne, pur cambiando tutte le leggi elettorali del mondo, perché il tempo è galantuomo e il karma è implacabile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, componenti del Governo, Noi Moderati voterà a favore della proposta di legge di modifica di legge elettorale, perché l'Italia ha conosciuto troppe stagioni di instabilità, di maggioranze fragili, di Governi nati e caduti nei palazzi. Un modo di fare, un atteggiamento, che ha certamente incoraggiato tanti italiani a rifugiarsi nell'astensionismo.
Come ha ricordato il presidente Lupi in diverse occasioni, una buona legge elettorale deve rafforzare la qualità della rappresentanza e la stabilità. Proprio a proposito della stabilità, questa legge elettorale, che ci apprestiamo a votare, garantisce governabilità, garantisce stabilità e permette a tutti noi di parlare con chiarezza agli elettori, ad esempio depositando il programma di coalizione oppure indicando il nome di chi deve guidare la coalizione. Respingiamo la critica che questa legge sia influenzata dai sondaggi, sia dettata dalla convenienza del momento, sia una legge per far vincere il centrodestra. Mi sembra che, dopo l'esito referendario, ci sia da parte del campo largo la grande convinzione di vincere le elezioni. Quindi, visto che c'è questa convinzione, non possono che considerare valida e interessante questa legge elettorale, che permetterà a chi vincerà, a chiunque vincerà, di governare con numeri certi: 220 deputati e 113 senatori.
Abbiamo anche modificato il testo - e questo a testimonianza del lavoro fatto in Commissione e in Aula - portando il tetto di numero massimo per la maggioranza da 230 a 220 deputati e da 114 a 113 senatori, perché tutti in quest'Aula sappiamo che oggi il centrodestra governa con dei numeri che sono irripetibili col sistema elettorale attuale, perché il campo largo si presentò diviso alle elezioni del 2022 e molti collegi uninominali furono vinti con percentuali più basse, addirittura 35 collegi uninominali con meno del 40 per cento. Allora, noi il pareggio non lo vogliamo, perché a condizioni attuali - date le attuali condizioni delle coalizioni - rischieremmo un pareggio che gli italiani non si meritano, perché determinerebbe opacità. Allora, il premio di governabilità. Anche qui abbiamo previsto che il listino di governabilità scatti non più al 40 per cento ma con il 42 per cento. Pertanto, 70 deputati e 35 senatori, che non è vero che sono un numero sproporzionato, perché l'assegnazione arriva prima della distribuzione dei collegi proporzionali. È un numero assolutamente adeguato che la coalizione che vince avrebbe comunque portato a casa.
Allora, l'osservazione, anche questa, della scarsa riconoscibilità dei candidati nella lista di governabilità, anche qui, con le modifiche apportate in Aula, è stata superata dall'obbligatorietà di mettere i candidati nel listino di governabilità come capilista nei collegi riferiti a quella circoscrizione. Certo, sarebbe stato meglio, nei sei nomi successivi all'interno dei collegi plurinominali, scegliere i parlamentari con le preferenze. Noi un emendamento lo abbiamo presentato, insieme a Fratelli d'Italia. Speriamo - questo è l'auspicio di Noi Moderati - che il Senato possa reintervenire su questo tema, ma considero incredibile l'esaltazione e le esultazioni con cui il campo largo ha salutato il fatto che le preferenze non siano passate, perché un principio fondamentale, nel merito, io credo che non meritasse quell'esultazione, perché significa dire agli italiani di non scegliere i propri rappresentanti, ma solo per opporsi e per andare contro il nemico che in questo caso è la maggioranza di centrodestra.
È stata un'esultazione incredibile, incomprensibile, che credo non dia dignità a questo Parlamento, mentre noi che crediamo al merito, a qualsiasi emendamento sulle preferenze, compreso quello di Futuro Nazionale, abbiamo votato a favore, perché per noi conta il merito; in quest'Aula si entra per merito e si vota cosa è meglio fare per gli italiani. Allora, visto che il Parlamento è sovrano, abbiamo accettato questa scelta da parte dell'Aula, ma crediamo che sia importante ritornare su questa valutazione.
In più, crediamo che, tra tutte le modifiche e le correzioni che abbiamo fatto, molto positivo sia il tema del voto fuori sede. Noi, sin dalle elezioni europee, eravamo convinti e abbiamo lavorato per poter consentire a chi è lontano dal proprio comune, per ragioni di studio o di lavoro o di cura, di votare alle elezioni. Siamo contenti che questo sia successo in questa modifica di legge elettorale e ci sembra molto positivo il fatto che ci sia stato un voto all'unanimità. Questo era il metodo che avevamo avviato anche su tutta la riforma; purtroppo, da parte del campo largo non c'è stata una disponibilità seria a collaborare. Però, noi ce l'abbiamo messa tutta. Per questo, ringrazio il mio collega relatore, anche presidente di Commissione, il presidente Pagano, l'altro relatore, l'onorevole Iezzi, e l'onorevole Rossi, con cui tutti noi ci siamo sentiti in ogni momento delle giornate e delle settimane appena trascorse, al quale sono stati riconosciuti anche l'impegno e la disponibilità verso tutte le forze di maggioranza e di opposizione. Ma la sensazione, Presidente, è che l'opposizione abbia solo voluto opporsi per partito preso e per andare contro la riforma.
Infine, io credo che la critica che è stata fatta di una legge elettorale modificata sotto scadenza di legislatura sia la narrazione più incredibile che si potesse fare.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). La legislatura scade a ottobre 2026 - del 2027, scusate -, e c'è tutto il tempo, più di un anno, a disposizione per fare tutte le valutazioni e le considerazioni successive. Ricordo che la legge elettorale vigente oggi è stata votata e approvata dal Parlamento a 5 mesi dalle elezioni.
Allora, sono stati molti i tentativi di smontare, di delegittimare, di demolire questa riforma, ma noi siamo fiduciosi del giudizio positivo che daranno gli italiani. Perché questa legge garantisce trasparenza, con programmi di coalizione condivisi dalla coalizione e necessari per il deposito delle liste e dà chiarezza delle alleanze in campo. E noi a questo ci teniamo particolarmente, perché per noi il centrodestra è un valore, il centrodestra esiste da 30 anni, il centrodestra è fatto da quattro partiti - Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi Moderati -, ciascuno protagonista nell'azione di Governo e all'interno della coalizione. Probabilmente, queste modifiche all'interno della legge elettorale danno fastidio al campo largo perché su questi temi sono divisi, sono lontani, perché sono lontani nei programmi, a cominciare dall'Ucraina e dalla politica estera. Figuriamoci che cosa potrebbero mai fare o non fare sul tema del programma, così come sul tema della coalizione: mettersi insieme solo per sconfiggere qualcun altro. Come è importantissima per noi la possibilità, proprio in chiave di chiarezza, di indicare il nome di chi deve guidare la coalizione. Noi ce l'abbiamo, noi siamo sicuri, noi abbiamo la nostra certezza: il nome che ci sarà nel deposito dei programmi che faremo prima del voto sarà il nome di Giorgia Meloni; voi ancora non lo sapete, non lo saprete, e siete in crisi con questa riforma elettorale per questa ragione, perché siete divisi anche su questo.
Allora, io credo che, nel complesso, questa legge evita di tradire la volontà degli elettori, evita le opacità, evita gli inciuci. Chi vota contro questa legge è per l'opacità, per gli inciuci; chi vota a favore è contro l'opacità e gli inciuci.
Devo dire che in queste settimane non abbiamo lavorato solo sulla legge elettorale, abbiamo lavorato su tanti provvedimenti utili al Paese: il salario giusto e la sicurezza sul lavoro, il Piano casa, l'ultimo provvedimento sul PNRR, misure per contrastare la crisi energetica e il caro carburanti. Parallelamente, abbiamo portato avanti la legge elettorale, che noi voteremo convintamente perché crediamo che garantisca Governi stabili, Governi e maggioranze capaci di durare l'intera legislatura ed eviti ribaltoni. Gli italiani si meritano una politica credibile, chiara, seria e rispettosa delle loro volontà.
Questa legge elettorale va esattamente in questa direzione e credo sia un tassello importante per garantire agli italiani una politica credibile, una politica con la “P” maiuscola .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). Grazie, signor Presidente. Per suo tramite, signora Ministra, la vedo su banchi desolati, l'hanno lasciata sola ed è persino comprensibile. Per la verità, forse, sarebbe meglio che quei banchi li lasciasse anche lei, perché, 48 ore fa, il Parlamento vi ha votato la sfiducia È inutile che ci giriate intorno, che raccontiate a voi stessi e al Paese che è stato un piccolo incidente, perché lei lo sa benissimo, è una persona che ha una storia politica, un'esperienza. Lei è venuta in quest'Aula e, dopo aver ascoltato i pareri del relatore adeguatamente, diciamo, catechizzato, ha coerentemente dichiarato che il parere del Governo era favorevole. Lo ha fatto naturalmente, anche qui, mica per caso, lo ha fatto perché Giorgia Meloni, la indiscussa, assoluta, di questa maggioranza, di questo Governo, del centrodestra, della destra e di tutto ciò che potremmo attribuire a questo mondo, aveva poche ore prima via … Siamo a un'evoluzione ormai, no? Nella rincorsa al presidenzialismo di fatto, siamo a un'evoluzione persino delle procedure fondamentali del dibattito parlamentare: anche la fiducia viene posta via . E Giorgia Meloni, con un aveva posto la fiducia. Insomma, l'aveva fatto in un modo un po' curioso per la verità, tentando di indicare nell'opposizione il problema: vi sfido. Ma ci sfidava a che cosa? Avevamo già fatto una richiesta formale, precisa, secondo le procedure: avevamo chiesto il voto segreto motivandolo, esplicitandone la ragione, e l'avevamo fatto su tutti gli emendamenti su cui era consentito dal Regolamento. Dunque, era evidente a tutti, anche a chi ha poca esperienza, che quella sfida era una sfida finta: non si rivolgeva a noi la Presidente del Consiglio, si rivolgeva a voi, alle file della Lega, di Forza Italia, probabilmente di Fratelli d'Italia, di Futuro Nazionale… video, non lo so, non mi interessa. Si rivolgeva a voi, alla vostra parte. Il suo era un avvertimento: oh, state attenti, perché ci ho messo io la faccia, altro che le opposizioni. E l'Aula del Parlamento vi ha clamorosamente bocciato È un voto di sfiducia clamoroso ed è clamoroso non per i numeri, uno in più o uno in meno; il collega Bonelli, con una metafora fulminante, nel caldo di quei momenti, ha rappresentato il quadro: cara Giorgia Meloni, siete andati sotto perché mancavi tu. Insomma, è perfetto: un voto. Diciamo lo racconta in modo plastico Ma potevano essere 1, 2, 10, 20: non cambia il punto. La sfiducia è clamorosa perché Giorgia Meloni aveva, poche ore prima, detto: oh, ci metto io la faccia.
Allora, signora Ministra, al netto della cortesia istituzionale e anche della sua serietà, è qui perché lo richiede il suo mandato, ma dovrebbe lasciarli anche lei questi banchi. Andate a riflettere. Ha detto Giorgia Meloni che serve una riflessione. Riflettete e poi, magari, per cortesia, dopo che avete riflettuto, venite a riflettere anche con il Parlamento, perché anche qua, la riflessione, è tutto via : la fiducia via , la riflessione via , non si capisce più niente. Ma c'è un punto che non potete ancora rimuovere, che in fondo, poi, spiega la ragione della nostra opposizione. Altro che preferenze… la scelta… divisi. Ho ascoltato adesso il collega Colucci che offriva a questa Aula e al Paese una ricostruzione un po' curiosa, francamente, sulle ragioni della nostra opposizione radicale a questo obbrobrio. Perché la ragione della nostra opposizione ha esattamente a che fare con il ruolo del Parlamento: dovete venire in Parlamento a offrire i risultati della vostra riflessione - magari, qualche volta, persino riflettere insieme al Parlamento non vi farebbe male - perché questa, checché ne pensiate, è ancora una Repubblica parlamentare Ed è questo quello che non sopportate a destra, ma mica da oggi: è la storia della destra italiana ultradecennale.
È un progetto ultradecennale quello di rimuovere questo insopportabile ostacolo, il Parlamento, e magari, col Parlamento, la Costituzione, che lo rende centrale. Il problema di questa schifezza di questa legge elettorale non sono le preferenze qui o la norma lì. Certo, tutte insieme fanno proprio schifo. Fa schifo l'iper-premio di maggioranza e il listone - altro che scelta dei candidati -, fa schifo l'idea di forzare il Presidente della Repubblica nelle sue prerogative. Ma il punto politico decisivo è che questa “schiforma” - “schiforma” - rimuove la centralità del Parlamento.
Voi volevate fare il premierato, lo avevate dichiarato, era un punto del programma. Poi vi siete accorti e accorte che non era tanto il caso. Vero? Ci rimettiamo a cambiare la Costituzione un'altra volta? Avete preso una scoppola di quelle serie, altro che la sfiducia parlamentare . Quando la sfiducia arriva da 15 milioni di italiani e italiane è bella tosta quella lì. È una sfiducia che è difficile rimuovere e vi siete convinti che ormai era passata e che, date le difficoltà dell'opposizione, era tutto a posto. Ma 15 milioni stanno lì e stanno lì a ricordare a questo Paese e a chi lo governa a tempo determinato, chiunque lo governi a tempo determinato, che la Costituzione repubblicana è un bene comune al quale gli italiani e le italiane sono legati . Non la lasceranno stravolgere né a voi né a nessun altro in questo Paese.
Allora, ve ne siete accorti, perché 15 milioni - ed è arrivato puntualmente, con tempismo fantastico, il Ministro Nordio - di italiani hanno rispedito al mittente, o ai mittenti, la controriforma della magistratura a firma Nordio e Meloni. Quindi, avete comprensibilmente - capisco naturalmente, vi sono nel cuore - riflettuto un attimo, sempre non in modo particolarmente pubblico ed esplicito, e avete pensato di evitare di cimentarvi nuovamente con la Costituzione. Quindi, che avete pensato? Genialata! Avete pensato che, siccome il premierato richiede una riforma della Costituzione e ce la bocceranno, allora facciamo così: utilizziamo la legge ordinaria. Quale via migliore? La legge elettorale. Perché che questa legge elettorale, questa schifezza di riforma, avesse come obiettivo questo era chiaro dall'inizio. Lo diciamo da mesi e ieri il Ministro per i Rapporti con il Parlamento… dov'è il Ministro Ciriani? Chiamatelo, per favore, dovrebbe stare qua, sarebbe utile, perché il Ministro per i Rapporti con il Parlamento è andato in televisione e ha detto candidamente: questa riforma elettorale è un anticipo di premierato. Ma non vi vergognate un po'?
Ministra Casellati, lei è la Ministra per le riforme: ma non si vergogna un po'? Ma un po' di dignità, ma alzatevi in piedi. È un anticipo di premiato o no? Lo dovete dire al Paese, non è che potete fare finta di niente. Non ve lo potete permettere: il Parlamento non è roba vostra, la Costituzione non è roba vostra, la Repubblica non è roba vostra Non è vostra, non è nostra, non è roba di chi governa. Chiaro? La Repubblica è un bene comune e la dovete rispettare. Se volete fare il premierato o il presidenzialismo, abbiate il coraggio di cambiare la Costituzione e presentatevi davanti agli italiani. Prenderete un altro ceffone , ma dovete avere il coraggio di farlo, perché non è roba vostra. Chiaro?
Questo è il punto politico ed è la ragione per cui è inutile che Giorgia Meloni sfidi le opposizioni: vedremo al Senato, non c'è voto segreto. Voteremo contro a tutti i vostri emendamenti, perché il punto è la politica. Chiaro? È l'obiettivo. È inemendabile questa legge, perché è il suo obiettivo che noi contrastiamo, perché noi, le opposizioni, quelle che si candidano come alternativa a questa destra, sono le opposizioni repubblicane costituzionali . Lo voglio ripetere ancora una volta per me, per i miei colleghi, per le mie colleghe, per voi, per chi ci ascolta, anche se avete negato la diretta Rai. Un tempo, insomma, non si negava a nessuno, adesso avete talmente paura di mostrare a qualcuno in più le vostre figuracce e la vostra crisi nella rincorsa a Vannacci. Mi metto nei panni dei colleghi di Forza Italia e della Lega, ormai abbandonati dalla destra di Fratelli d'Italia che ieri…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). …ennesima figuraccia - e concludo, Presidente, dieci secondi - ha votato l'emendamento Vannacci, abbandonando i suoi alleati, traditori. Vedremo l'evoluzione. Per non mostrare le vostre figure avete negato anche la diretta. Non basterà. Gli italiani se ne sono accorti. Noi siamo qui oggi e continueremo la nostra battaglia per difendere la Repubblica, la Costituzione e per dare, nel segno della Costituzione, un'alternativa a questo Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.
MATTEO RICHETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Il collega Colucci dice: l'opposizione si è opposta per partito preso. Voglio, suo tramite, interloquire, Presidente. No, l'opposizione, quantomeno Azione, non si è opposta per partito preso a questa legge elettorale. Ci siamo confrontati su tutto, partendo da un presupposto completamente diverso. Lo dico per onestà del nostro confronto e del nostro dibattito, Presidente.
Noi siamo convinti che serva un sistema politico in Italia fondato su altre basi. Qui il problema non è essere a favore del sistema proporzionale, come siamo noi, perché sei proporzionalista invece che per il maggioritario. Qui si tratta di capire se concepiamo la proposta politica in Italia con una prima modalità, che è la vostra e temo non solo la vostra, che è quella di fare di tutto per vincere le elezioni e poi chiedersi come si governa il Paese . Fare di tutto per vincere le elezioni vuol dire fare di tutto. Vuol dire costruire alleanze - le più larghe, le più lunghe, le più diverse e le più disparate - e ovviamente fare promesse - le più larghe, le più lunghe e le più disparate, anche quelle irrealizzabili - perché così si prendono i voti per governare. Temo che non sia una prerogativa solo vostra.
Noi crediamo in un altro modello, che è quello di far sì che il Parlamento rappresenti le forze politiche che si propongono agli italiani in totale trasparenza circa le idee che hanno, su quello assumono un consenso, vanno in Parlamento e in totale trasparenza costruiscono un programma di governo da realizzare. Sottolineo “da realizzare”, perché è questo che distingue un Esecutivo da un altro, il fatto che fa cose diverse da quelle che farebbe il proprio avversario, e l'opposizione controlla che questo avvenga dentro una cornice costituzionale e di reciprocità dialettica. Punto.
Sta prevalendo il primo modello. Sta prevalendo a tal punto che la legge che avete fatto, che consentirà agli amici del campo largo di governare nella prossima legislatura, offrirà esattamente quello che avete offerto voi al Paese, cioè una vittoria fondata su premesse imbarazzanti. Io non voglio tornare sulla cancellazione della Fornero, sulle accise o sulla paralisi, che ricordava la collega Boschi, di tutte le riforme non realizzate, ma non realizzate non perché siete una maggioranza di incapaci e di incompetenti… siete colleghi che io rispetto dal primo all'ultimo, ma è evidente che se state con un che dice: io il MES non lo ratifico, voi il MES non lo ratificate nemmeno se Tajani si è espresso pubblicamente davanti al mondo circa quell'impegno.
Quello è il problema. È esattamente il problema che, avendo fatto una legge che gli regala il Governo, avranno quando… abbiamo proposto insieme il salario minimo e il mio amico Renzi mi disse: sappi che Italia Viva non c'è sul salario minimo - legittimamente - perché i miei amici e colleghi di Italia Viva pensano che quella non sia la soluzione per risolvere la questione salariale, ma voi ve ne fregherete ampiamente e costruirete un'alleanza che dirà salario minimo anche se dentro avete chi non ci crede. Del resto, l'ultima riforma del mercato del lavoro in questo Paese l'ha fatta Matteo Renzi. Qualcuno l'ha condivisa, qualcuno l'ha contrastata. Immagino che Renzi la condivida ancora, come il sottoscritto. Qualcuno si è legittimamente speso per cancellarla. Ma ve ne fregherete e costruirete un programma che dice: garanzie del lavoro ma anche flessibilità, ma anche crescita, ma anche il lavoratore partecipa al benessere dell'azienda. Tanto le parole ve le scrivo io se avete bisogno.
Entrambi gli schieramenti fanno finta di non avere dentro un problema grande come una casa, ormai certificato dalle organizzazioni internazionali, che è un filoputinismo diffuso dentro le forze politiche italiane . Ed è un problema grande come una casa non per Azione, per Richetti e neanche per Fontana, la maggioranza o l'opposizione, è un problema grande come una casa per l'Italia e per l'Europa. E noi stiamo qui ad ascoltare sei rispettabili colleghi - otto, quanti sono -, che un giorno, anche loro, proveranno l'ebbrezza di entrare in Parlamento e di starci con la forza politica che li ha eletti, come abbiamo fatto noi . Perché oggi questo crogiuolo di trasformisti che dà lezioni alla politica italiana, e tutti qua ad ascoltare e a bere come fosse acqua fresca... Ma, signori, ci sarà un problema enorme? Che è legato al fatto di riproporre dentro alla politica italiana la serietà e la trasparenza di impegni assunti e, poi, concretamente realizzati. Su questo noi inciampiamo.
E lo dico perché, nel dettaglio - e non finisco di sottolinearlo -, in questa battaglia elettorale di contrasto a questa legge, io e i miei colleghi abbiamo avuto a che fare con un galantuomo delle istituzioni, perché il relatore Rossi è un galantuomo delle istituzioni che non si è mai sottratto un minuto, anche nelle contrapposizioni più evidenti, al confronto. Ma io tengo il punto. Ieri il mio e nostro collega Donzelli ci spiega: basta, opposizioni, fare polemica sul listone dei 70, perché il listone dei 70 non esiste più, adesso il listone dei 70 sono tanti listini circoscrizionali e, tra l'altro, sono pure nei collegi plurinominali. Ebbene, dice una cosa corretta, ma signori, non è che cambiando nome alle cose... questi 70 scattano tutti in blocco oppure no? Se in Emilia-Romagna il centrosinistra prende l'80 per cento, i listini circoscrizionali scattano? No, se perde le elezioni. E, allora, i 70 scattano o tutti o nessuno. Ma non è un blocco dei 70. È come dire: io, Presidente, non faccio tutta la settimana, faccio da lunedì a domenica. Ah, beh, la giriamo, ma allora il problema è: signori, state dando un premio di maggioranza di 70 deputati in blocco, che avete però spezzettato così e non è un listone; ma ci possiamo almeno rispettare dentro a un'intelligenza che tutti facciamo, nello sforzo che mettiamo ?
Purtroppo o per fortuna, o non lo so, il collega Fratoianni dice una cosa vera ed è una cosa talmente vera - cioè, il fatto che avete forzato l'indicazione del Premier - che, nel confronto che abbiamo avuto in Commissione, noi vi abbiamo detto: guardate che le consultazioni del Presidente della Repubblica la giurisprudenza le considera un fatto costituzionalizzato; cioè, in caso di nuove elezioni e di apertura di crisi, il Capo dello Stato fa le consultazioni. Se in caso di nuove elezioni, il Capo dello Stato fa le consultazioni, ma i consultati hanno l'obbligo, perché se non hanno fatto quel nome non possono correre alle elezioni, che consultazioni sono?
E, allora - genialata -, come l'abbiamo risolta? Abbiamo scritto in una legge ordinaria che sono fatte salve le prerogative del Capo dello Stato. Si chiama gerarchia delle fonti e si studia al primo esame di diritto pubblico: cioè, la Costituzione si rispetta sempre, poi si fanno le leggi ordinarie. Ma, se scrivi in una legge ordinaria che sono fatte salve le prerogative del Capo dello Stato, significa che hai la preoccupazione che stai facendo una cosa - come ricordava Fratoianni - che necessita di una modifica della Costituzione, e si chiama premierato, ovvero indicazione del Premier e conseguente elezione diretta. Questo è il punto.
E lo dico ritenendo legittimo che la maggioranza proponga e faccia una legge elettorale, perché c'è anche un limite all'ipocrisia. Qualcuno è stato maggioranza, poi si è trovato a fare l'opposizione. Le leggi elettorali sono state modificate e sono state cambiate. Avete talmente colto queste criticità, che nei vari passaggi - Bignami 1, Bignami 2, il 35 col ballottaggio, via il ballottaggio, il 40 che diventa 42 - sono state affrontate, secondo me, non in maniera risolutiva.
Concludo, Presidente. Vi ostinate a giocare a un sistema maggioritario dove chi prende un voto in più piglia il banco. Questa cosa produrrà distorsioni clamorose. Per quanto riguarda Azione, c'è solo un bipolarismo possibile e che la storia ci proporrà nei prossimi mesi: chi sta con l'Europa e chi sta contro l'Europa. E, in quel bipolarismo, noi non ci sottraiamo, sappiamo da che parte stare: ci vedete sempre dalla parte dell'Europa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CONTE(M5S). Signor Presidente e onorevoli colleghi, pensiamo agli italiani che ci seguono. Staranno pensando: beh, in Parlamento staranno discutendo e approvando misure urgenti per il Paese. Non c'è che l'imbarazzo della scelta: si occupano di crollo degli stipendi? Di carovita? Di crollo della produzione industriale da tre anni e mezzo? Dei prezzi alle stelle, qualcuno ha fatto questa mattina il pieno di gasolio, 2 euro per un litro alle stazioni di servizio? Di liste della sanità, con ritardi e con chi rinuncia alle cure? Di sicurezza per chi vuole essere protetto contro furti e aggressioni, rispetto a un Governo che rivendicava legge e ordine? E poi leggono di Trump, che continua con gli attacchi. Ebbene, di che cosa ci stiamo occupando invece? Da giorni, e continueremo al Senato, il Parlamento è bloccato, perché questa maggioranza ha deciso che la priorità del Paese è la legge elettorale. Eh sì, la legge elettorale, perché bisogna cambiare le regole del gioco. Si vuole passare dalla stabilità, così vantata, alla inamovibilità .
E, attenzione, uno può anche affrontare questo passaggio se ritiene che sia prioritario, mettendoci la faccia. E, invece no, si ricorre all'artifizio, alla truffa. Che cos'è una truffa? La truffa è un'alterazione, una mistificazione della realtà, è un inganno per far credere altro rispetto a quello che si vuole, e quello che si vuole è un vantaggio, un profitto ingiusto. Ecco, allora la truffa è architettata perché la destra, questa maggioranza, sta dicendo in tutti i - poi arriveranno le trasmissioni amiche e i giornali degli amici imprenditori - che questa legge è fatta per dare più potere e più democrazia agli italiani. Eh no, gli italiani non sono sciocchi. Questa legge è fatta per potervi imbullonare alle poltrone , per poter restituire ancora più potere al capo. Ecco perché l'abbiamo subito definita una legge truffa.
E l'accordo che avete raggiunto in maggioranza è un accordo truffaldino, perché non c'è alcun potere agli italiani di scelta dei propri rappresentanti. Avete confezionato un accordo blindato, pensate, dove nel listone i candidati sono preselezionati dalle segreterie di partito. Poi ci sono dei listini territoriali dove i candidati sono prestampati, preselezionati dalle segreterie di partito. È tutto preselezionato, sono tutti moduli prestampati. E voi volete prendere in giro gli italiani, dicendo che volete dare più democrazia a loro e più potere di scelta?
Ma la cosa bella è che, poi, c'è la truffa nella truffa, l'emendamento truffaldino nella legge truffa. E questo è il massimo artifizio, è la massima abilità della vostra Presidente, della Presidente Meloni, la quale ha tirato fuori questa foglia di fico per volere ingannare ulteriormente gli italiani, con il risultato che avete confezionato, voi di Fratelli d'Italia, un emendamento in cui, se tutto andava bene, si poteva forse eleggere il 5 per cento, il 10 per cento dei candidati , ma sempre prestampati, su un modulo prestampato dalle segreterie di partito.
E, poi, Giorgia Meloni - perché in questo è unica - è riuscita nel capolavoro di frapporre ancora più ostacoli per le donne in politica, per cui tutti i capilista possono tranquillamente essere uomini. Non c'è neppure un vincolo di genere su quelli che realmente verranno sicuramente eletti .
Quindi quello che era un soffitto di cristallo, grazie a lei, viene rinforzato col cemento armato e se ne assumerà la responsabilità.
C'è solo una nota positiva, in tutto questo sfascio e in questa truffa: perlomeno siete venuti dietro a una nostra battaglia storica, quello del voto ai fuori sede; è un primo passo, lo miglioreremo . E che cosa è successo? È successo che ovviamente tutti questi artifizi e truffe ovviamente hanno avuto il fiato corto e vi siete impantanati e addirittura la maggioranza ha sfiduciato Giorgia Meloni, che ci ha voluto mettere la faccia. La faccia per modo di dire: ha fatto l'appello, ha detto a voi di metterci la faccia e poi il giorno dopo non era qui, non ne ha tratto le conseguenze La faccia l'ha messa a Palazzo Chigi a premiare i maestri della cucina e vi siete permessi, nei vostri con la vostra propaganda becera, perché è becera, di dire che noi abbiamo esultato per quell'emendamento che non è passato con cui introducevate le preferenze. No! Noi abbiamo esultato certo, ma perché ha perso la maggioranza, ascoltate bene: un Governo che ha tagliato gli investimenti in sanità, che ha tagliato gli investimenti sulla povertà, che ha ipotecato il futuro dei nostri giovani con folli spese militari , che ha fatto leggi per salvare corrotti e criminali che adesso vengono avvertiti prima dell'arresto, così possono scappare. Abbiamo esultato perché ha perso la maggioranza un Governo che è rimasto complice di un genocidio e adesso vi beccate la sfiducia della vostra stessa maggioranza. Ve la meritate! Ma non è isolata, perché arriva dopo la sfiducia degli italiani col voto referendario. Arriva dopo che avete perso l'abbraccio dei vostri alleati, a cui avete detto sempre di sì, contrastando l'interesse degli italiani, da Trump a Netanyahu .
Certo che noi abbiamo assolutamente festeggiato questo voto, perché noi non possiamo permettere che continui in questa logica un Governo che mira ad affermare la gerarchia del capo, del comando di uno solo e, con questa legge, state introducendo un premierato mascherato. Noi siamo per la democrazia vera ed effettiva. La democrazia richiede partecipazione , scelte dei cittadini, richiede pesi e contrappesi. Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa, che vi vorrebbe dare, per perpetuare il vostro potere, la maggioranza, una maggioranza con un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale. Ma non vi permetteremo di confondere il colle del Quirinale con Colle Oppio
Vi avviso: la battaglia che ci avete visto fare uniti - e qui le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico e massima chiarezza politica - è una battaglia contro la vostra arroganza con cui volete prendere il potere. Ebbene, questo è solo l'antipasto. Non avete idea della battaglia che vi aspetta con cui vi impediremo di prendere il potere
Ieri la Presidente Meloni ha accusato la politica di creare una palude - sentite questa -, una palude in cui niente cambia. Ma scusate: chi ha fatto quattro anni con i numeri per fare le riforme e ne ha fatte zero deve guardarsi allo specchio. La palude siete voi Io prendo un impegno con gli italiani, con tutti gli italiani che ci guardano: ci impegneremo allo stremo e con la massima passione e determinazione per tirare noi, l'Italia, fuori dalla palude di questo Governo Meloni, la palude in cui sono impantanati 6 milioni di poveri, in cui si ritrovano 6 milioni di persone…
PRESIDENTE. Concluda.
GIUSEPPE CONTE(M5S). …che non possono più fare un esame in ospedale e ci rinunciano, mentre programmate e state spendendo miliardi su miliardi per le armi, senza neppure trarre un euro dagli extraprofitti Ora tocca a noi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pagano. Ne ha facoltà, prego.
NAZARIO PAGANO(FI-PPE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per me è un onore oggi intervenire per il mio gruppo di appartenenza, il gruppo di Forza Italia, e voglio sin da subito fare un richiamo a Silvio Berlusconi a chi fondò il nostro movimento politico, perché è da lì che nacque la volontà di creare un sistema bipolare che desse chiarezza agli italiani già prima del voto e non dopo, come a sinistra, invece, vorrebbero da sempre e per sempre ancora.
Voglio, però, richiamarmi anche e soprattutto - e lo faccio da presidente della I Commissione, oltre che da membro di questo gruppo parlamentare - perché intendo comunque ricordare il passaggio parlamentare, quello tenuto in Commissione prima e quello che è avvenuto in tre mesi di discussione di questa proposta di legge sulla legge elettorale. Oggi è una pagina sicuramente storica che viene scritta in questo Parlamento, perché richiamarsi alla legge elettorale significa far riferimento innanzitutto al valore che diamo ai cittadini al momento in cui vanno a recarsi alle urne per stabilire il futuro del proprio Paese. Ebbene, in I Commissione è accaduto quello che sempre dovrebbe avvenire, cioè il ruolo che i parlamentari hanno avuto nello svolgere la propria attività legislativa. Non c'è stato un prodotto preconfezionato, c'è stato certamente una proposta di legge avanzata da membri della maggioranza, ma quella proposta di legge è stato discussa ampiamente in Commissione.
I parlamentari - in particolare i membri della I Commissione - hanno svolto fino in fondo il proprio mestiere, che è quello di legislatori. È stato presentato un primo provvedimento. Ebbene, quel provvedimento ha avuto ben 60 audizioni, volute soprattutto dalle opposizioni ma anche dalla maggioranza, e quel provvedimento, dopo tantissime ore di discussione e tantissimi giorni dedicati - oltre tre mesi di discussione -, ha poi visto una modifica del primo testo. Quel testo è stato emendato e molti dei provvedimenti e molti degli emendamenti che sono intervenuti nella seconda fase, cioè durante il percorso parlamentare, sono pervenuti o da suggerimenti dei professori di diritto costituzionale o esperti di diritto elettorale o anche dalle stesse opposizioni.
Quindi, è intervenuto un secondo testo e su quel secondo testo vi è stata una terza fase emendativa. La discussione è stata ampia, i relatori hanno svolto fino in fondo… e voglio richiamare il nostro portavoce, onorevole Rossi, che non è stato lì ad ascoltare soltanto ma, insieme agli altri, ha interloquito con i membri delle opposizioni, che non hanno svolto il solo ruolo di oppositori ma hanno compartecipato, insieme a tutta la maggioranza e insieme a tutti noi, alla stesura di questo testo. La fase emendativa ha stabilito esattamente questo, cioè la disponibilità della maggioranza al confronto e questo va dichiarato e va riconosciuto da tutti .
Non è stata una riforma imposta. C'è stata una costruzione col confronto, esempio di buona legislazione e di buon Parlamento, perché questo va detto - questo va detto! -, soprattutto dopo le lunghe e reiterate accuse per cui il Governo interferisce sull'attività e sul ruolo dei parlamentari. Mai, come in questa occasione - e qui stabiliamo le regole del gioco -, i parlamentari hanno svolto il proprio mestiere. L'obiettivo della proposta è l'individuazione di un punto di equilibrio ragionevole e rispettoso innanzitutto delle sentenze della Corte costituzionale. Tutti i richiami che sono stati fatte dalle opposizioni circa l'incostituzionalità non hanno ragion d'essere.
Il Servizio studi ha fatto un chiarissimo e lo ringrazio per quello che ha fatto e per l'attività svolta insieme ai membri e ai funzionari della I Commissione, che meritano un applauso per il lavoro svolto in quella fase . Sono stati tenuti in considerazione il principio costituzionale della rappresentanza e l'obiettivo costituzionalmente rilevante della governabilità: sono una parte assoluta e integrante e necessaria di questo sistema elettorale.
Il passaggio, d'altro canto, per ottenere il premio di governabilità, che prevedeva una soglia al 40 per cento, è stato, anche su richiesta e su suggerimento di molti auditi, superato attraverso l'aumento di questa percentuale fino al 42 per cento. Quindi, questo è un richiamo evidente al fatto che ottenere il premio significa avere una larga maggioranza nel Paese. Il premio che viene dato certamente serve per dare stabilità - ed è questo il motivo per il quale questa proposta di legge è stata definita - e quella governabilità, che appunto serve al Paese.
Teniamo conto del sistema elettorale che noi superiamo con questo provvedimento, il cosiddetto . Ebbene, il - voglio ricordarlo, perché non viene ricordato mai - è stato pensato e votato quando i parlamentari erano 945 e non 600 come adesso . I collegi uninominali erano collegi costruiti secondo un sistema di definizione molto più ristretto rispetto ai confini molto più ampi e poco rappresentativi che, invece, oggi sono i collegi uninominali. Pensate solo alla mia regione, dove il collegio uninominale del Senato corrisponde esattamente al perimetro del collegio plurinominale del Senato. Ha senso? No, non ha senso, quindi il superamento del era necessario. Una democrazia forte ha bisogno di garanzie che la volontà espressa dagli elettori trovi piena rappresentanza nelle istituzioni, ma ha anche bisogno di Governi stabili , capaci di attuare il programma scelto dai cittadini; ed è quello che noi vogliamo venga fatto prima.
La finalità di una legge elettorale è una sola: stabilire quanto potere - voglio richiamare le parole anche del mio capogruppo Enrico Costa - viene restituito all'elettore ed è lì che nasce il senso di questa legge.
Per troppo tempo milioni di cittadini hanno percepito il proprio voto come una delega priva di reale capacità di incidere sul sistema degli elettori. Il voto degli elettori - voglio ricordarlo alla sinistra, che evidentemente sembra averlo dimenticato - per la rappresentanza non serve solo a dare un potere di rappresentanza, ma deve servire per chi dovrà governare poi. Aumenta, con questo sistema elettorale, la decisività del momento elettorale , aumenta quindi in questo modo anche la partecipazione al voto. Voglio ricordare che la tanto declamata problematica rispetto all'astensionismo è legata proprio a questo, al fatto che l'elettore, al momento in cui si reca a votare, deve sapere che il proprio voto è decisivo .
E questa possibilità di decisività nasce dalla consapevolezza che non si fanno gli inciuci dopo il voto, perché tanto, se voti, non ha nessun senso votare in un certo modo, se poi sai che quello che accade dopo ti è del tutto sconosciuto. No. Noi, invece, vogliamo che tutto questo avvenga prima che l'elettore si rechi a votare, perché sceglie una chiara, perché sa chi sarà il Presidente del Consiglio dopo il voto , perché sa qual è il programma che sceglie al momento in cui vota, perché sa qual è la maggioranza che lo attende. E sarà una maggioranza stabile ed è ciò esattamente che voleva Silvio Berlusconi , che ho richiamato all'inizio, perché il bipolarismo è una sua invenzione, che veniva dopo: dopo quarant'anni, cinquant'anni di Prima Repubblica dove nessuno mai sapeva, prima del voto, chi andava a governare poi, oppure, se poi si votava, non si sapeva chi avrebbe governato. E sembrava sempre che quasi tutti i partiti, quando commentavano i risultati del voto, avessero vinto tutti quanti. Invece sarà chiaro che tutto questo è diverso. Le coalizioni devono essere chiare prima del voto, coese da programmi elettorali come quelli che stiamo provando a costruire noi, ma che, invece, evidentemente non rappresentano quel cartello elettorale che, invece, sta provando a fare la sinistra.
Perché non sono abituati a stare insieme, non sono abituati a governare insieme, non sono abituati a condividere programmi chiari… Con questo sistema elettorale noi avremo la possibilità di farlo.
Allora consentitemi, prima di chiudere, di ringraziare davvero tutti, anche le opposizioni che hanno dato il proprio contributo. Però, in modo particolare per quanto riguarda il mio partito, voglio ringraziare i parlamentari che si sono particolarmente impegnati in questo lavoro, a cominciare dagli onorevoli Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio , per cui chiedo che il nostro gruppo dia il suo voto, poi, il nostro capogruppo Enrico Costa e il mio capogruppo in I Commissione Paolo Emilio Russo che tanto ha contribuito. Insieme a loro, ringrazio i membri, i funzionari della I Commissione e il Servizio studi, che vedo lì in questo momento e che ringrazio perché davvero ci avete messo tanta passione. Forza Italia voterà “sì” convintamente !
PRESIDENTE. Silenzio in Aula, per cortesia.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Governo, onorevoli colleghi, mancano pochi minuti al voto finale della Camera sulla legge elettorale denominata e, oltre ad associarmi ai ringraziamenti che i relatori e il presidente Pagano hanno già fatto nei confronti del Governo, dei relatori, nei confronti di tutti i membri della Commissione, vorrei partire in questo intervento di dichiarazione di voto dalle finalità che hanno ispirato questa proposta.
In tempi di grande incertezza, c'è bisogno di riferimenti saldi e per questo, visto che nessuno può negare che stiamo attraversando momenti di profonda incertezza, abbiamo tutti la responsabilità di creare le condizioni affinché le nostre istituzioni, indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni, possano trovare la stabilità che soltanto una maggioranza coesa sul piano politico può garantire .
Vedete, non è un caso che il tema della stabilità sia entrato sempre di più nel dibattito pubblico. Ci preoccupa l'instabilità geopolitica. Parliamo continuamente di stabilità economica, finanziaria, di stabilità normativa, ma tutto questo, in ultima analisi, deriva dalla stabilità politica e istituzionale. E non stiamo parlando di concetti astratti. La stabilità di questo Governo, ad esempio, ha consentito al nostro Paese di raggiungere risultati che pochi avrebbero sperato. Pensiamo alla centralità che l'Italia ha riguadagnato sul piano istituzionale e a livello internazionale; pensiamo al giudizio sul nostro Paese delle agenzie di , che è migliorato dopo oltre vent'anni; pensiamo ai risultati che stiamo ottenendo a livello europeo sul piano dell'immigrazione e della sicurezza, ad esempio, dopo anni che hanno visto le nostre istanze ignorate a Bruxelles.
Ma, oltre alla stabilità, esiste un'altra ragione ancora più importante per approvare questa legge e cioè quella di dare una risposta alle aspettative dei nostri cittadini.
Ci sono fasi storiche che la politica deve avere la sensibilità di riconoscere. Dopo la crisi finanziaria del 2008, il sentimento prevalente nei confronti della politica era quello della sfiducia. Noi tutti ricordiamo la forza dell'antipolitica in quegli anni. Da allora, abbiamo attraversato una pandemia, la crisi energetica, l'acuirsi delle tensioni internazionali e oggi assistiamo a un profondo rimescolamento degli equilibri mondiali. E tutto questo avveniva in concomitanza con l'avvento dei , che hanno cambiato per sempre le nostre vite e anche il modo di fare politica. Hanno consentito a noi politici di essere più capillari con la comunicazione, di arrivare direttamente ai cittadini, ma allo stesso tempo hanno contribuito a impoverire la complessità del messaggio politico, sottoponendo la politica alla ricerca continua dello slogan.
Ecco, gli avvenimenti nuovi e spesso sconcertanti, uniti all'estrema semplificazione del dibattito, hanno prodotto tutto ciò che noi vediamo oggi. L'avvento di una seconda fase in cui alla sfiducia nei confronti della politica e, più in generale, delle istituzioni si somma una fortissima polarizzazione del dibattito. Una polarizzazione che ha reso il dibattito pubblico, politico e parlamentare sempre più aspro nei toni, ma sempre più povero nei contenuti.
E il giudizio di questa opposizione sulla nostra legge elettorale è viziato proprio da questi fenomeni. Avete la necessità di opporvi nel modo più forte possibile a questa legge anche in assenza di argomenti validi per farlo , ma, oltre agli argomenti, quello che manca alla sinistra è una visione comune. Durante i lavori in Commissione, nonostante lo sforzo dei relatori, le opposizioni hanno trovato unità soltanto nella critica.
Non sono riuscite, invece, a raggiungere l'unità quando si trattava di fare proposte: sulla legge elettorale, come sulla politica industriale, come sulle politiche ambientali, come sulla politica estera, voi siete il campo largo quando si tratta di criticare e distruggere, ma quando si tratta di fare proposte serie siete il camposanto !
Ed eccoci al punto, Presidente. Mi rivolgo per suo tramite ai colleghi dell'opposizione. Sono tre le cose che vi spaventano maggiormente di questa legge elettorale. La prima: la necessità di costruire un'alleanza e un programma da presentare agli italiani prima delle elezioni. La seconda: la necessità di indicare, sempre prima delle elezioni, un candidato di punta alla Presidenza del Consiglio dei ministri. La terza che vi preoccupa: la necessità, per arrivare al Governo, di prendere un voto in più della coalizione di centrodestra.
Eh sì, colleghi, perché, nei 10 anni che hanno preceduto l'arrivo del Governo Meloni, il Partito Democratico e la sinistra hanno formato tre Governi a guida PD e hanno preso parte ad altri due Governi di natura tecnica o di larghe intese, senza mai avere vinto le elezioni ! Questa è la verità! Questo è il motivo per cui vi preoccupa questa legge elettorale!
Vi spaventa un principio che per noi democratici è fondamentale: quello che, per essere una maggioranza, bisogna prendere qualche voto in più, e, per stare al Governo, le elezioni bisogna vincerle. Ecco il nodo vero, ecco spiegata la pretestuosità dei vostri argomenti. Allora, le coalizioni che supereranno il 42 per cento in entrambe le Camere otterranno un premio di maggioranza, e sarà un premio di maggioranza, ovviamente, commisurato alla necessità di garantire stabilità, mentre voi sostenete che sia irragionevole e incostituzionale.
Dimenticate di dire che la legge in questione, anche di fronte a risultati elettorali plebiscitari, consentirà alla prossima futura maggioranza di avere, al massimo, 220 deputati alla Camera e 113 senatori nell'altro ramo del Parlamento. Sostenete, poi, che l'indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio costituisca una forzatura costituzionale, una violazione delle prerogative del Presidente della Repubblica, ma sapete benissimo che quelle prerogative restano invariate.
Noi vogliamo introdurre un elementare atto di trasparenza nei confronti degli elettori: Anche noi!e dire prima del voto quale sarà la persona che la coalizione intende presentare al Capo dello Stato .
Nel corso delle votazioni in Aula, a un certo punto, siamo rimasti tutti allibiti con i colleghi. Guardandosi intorno, sembrava di essere tornati al 2006, quando Fabio Grosso calciava quell'ultimo storico rigore. A un certo punto ci siamo resi conto, però, che non eravamo alla vittoria dei mondiali; eravamo semplicemente davanti a un emendamento che toglieva agli italiani la possibilità di esprimersi con le preferenze nella nuova legge elettorale. Ma, al di là di questo spettacolo indecoroso, al di là …
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, facciamo concludere l'onorevole Barabotti.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Chiedo, Presidente, di recuperare il tempo che mi stanno sottraendo. Mi piace ribadire che quest'Aula, attraverso il voto, ha ridato una possibilità in termini strutturali a diversi milioni di italiani, che è quella del voto ai fuori sede. Una battaglia storica della Lega e del centrodestra quanto vostra, ma sulla quale, però, non avete mai fatto nulla di concreto.
Noi lo abbiamo fatto, e non ci siamo chiesti se quei voti saranno comodi a voi o a noi. Lo abbiamo fatto per aumentare la rappresentatività e la forza…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). …della nostra democrazia. Presidente, all'inizio del mio intervento ho parlato di due fasi, quella della sfiducia e quella della polarizzazione, che hanno contraddistinto alcune fasi politiche importanti. Ed è lì che voglio tornare: i cittadini si aspettano che il loro voto conti, si aspettano che una maggioranza vincente possa esprimere un Governo capace di fare scelte efficaci in tempi ragionevoli. Tutto ciò che un Governo di larghe intese non potrebbe fare. Ed è qui l'importanza di questa legge elettorale.
Perché tradire ancora una volta queste aspettative dei cittadini significherebbe far crescere ulteriormente la sfiducia nelle istituzioni e aprire una terza fase, oltre alle due che ho già detto: la fase della rabbia . Una rabbia…
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole. Deve concludere.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Una rabbia, badate bene, che sarebbe capace di spianare la strada a partiti e a forze politiche meno democratiche di quelle che stanno sedute in questo Parlamento. Ed è per questo motivo, signor Presidente, che il gruppo della Lega voterà convintamente a favore di questa legge .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schlein. Ne ha facoltà.
ELLY SCHLEIN(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quanta ipocrisia oggi, in quest'Aula, dagli stessi che hanno sfiduciato la Presidente del Consiglio Meloni, in un voto segreto, giusto due giorni fa . Quanta ipocrisia! Chi ha tradito? Chi ha tradito? Questa, da un paio di giorni, è l'unica ossessione della Presidente del Consiglio Meloni. Chi ha tradito nella sua compattissima maggioranza?
Almeno 40 persone hanno tradito. Chi ha tradito? Questa è l'unica ossessione. Come già è assurdo che l'unica priorità che avete in un Paese che ha la crescita zero, gli stipendi tra i più bassi d'Europa e le bollette tra le più care d'Europa, la vostra unica priorità è quella di cambiare la legge elettorale perché avete paura di perdere . Chi ha tradito? E non ci dorme la notte la Presidente del Consiglio.
Questa è l'unica ossessione: non la guerra illegale di Trump e Netanyahu, che ha ricominciato a fare vittime e a fare schizzare i prezzi dei carburanti, quando gli italiani vanno a fare benzina. Non questa, no; anzi, su questo non l'abbiamo più sentita dire nulla, magari per evitare nuove sfuriate da parte di Trump. Non gli stipendi tra i più bassi d'Europa. Non i senza diritti, che stanno scioperando perché con il caldo non riescono a lavorare e diventano ancora più poveri . Non gli oltre mille morti sul lavoro dell'anno scorso. Nessuna di queste è la priorità.
Non le ondate di calore, che a giugno hanno ucciso 1.300 persone in Europa. Ma questa è una sicurezza di cui a voi non importa nulla, perché sull'emergenza climatica, in quattro anni, non avete fatto nulla . Ci dite che la transizione ecologica è una cosa per ricchi. Certo, ce lo dicono i ricchi al fresco del loro condizionatore , mentre c'è il 9 per cento delle famiglie italiane che non se lo può permettere, come voi, il condizionatore!
Sono quelle che incontrate al centro commerciale anche se non hanno nulla da comprare o nulla per comprarlo, perché almeno fa più fresco; ma a voi questa sicurezza non interessa. Non sono neanche i terribili femminicidi, l'ultimo terribile femminicidio a Coriano, un'ossessione o una priorità politica: sono quattro anni che vi facciamo proposte concrete per dirvi che non basta la repressione, su cui pure abbiamo votato delle misure insieme, ma serve la prevenzione per agire prima che sia troppo tardi; ci sono donne, vittime di violenza, che fanno domanda per il reddito di libertà e si sentono dire che non ci sono più le risorse per il 2026.
Queste sono le priorità. Non cambiare la legge elettorale o capire chi ha tradito e, nemmeno per voi lo sono le famiglie, quelle che non hanno i nonni vicini o, forse, non ce li hanno più affatto, purtroppo, e non sanno cosa fare per i figli, in questa estate torrida, perché non si possono permettere centri estivi o altre soluzioni di questo tipo. Niente di tutto questo è la priorità. Per voi, l'unica ossessione è questa: fare la legge elettorale, e la nuova ossessione di Giorgia Meloni è chi ha tradito. Beh, Presidente Meloni, si faccia dire la verità, è lei che ha tradito : ha tradito la fiducia degli italiani, anche di quelli che gliel'avevano data alle ultime elezioni; ha tradito, una per una, le sue irrealistiche promesse elettorali; avevate promesso di abolire le accise e le avete aumentate; avevate promesso di portare le pensioni minime a 1.000 euro e le avete aumentate di un paio di caffè; avevate promesso di abolire la legge Fornero e avete allungato anche l'età per la pensione; avevate promesso il blocco navale e avete realizzato il blocco industriale in un Paese che ha un calo di produzione industriale da tre anni di fila; avevate promesso e non avete fatto.
È lei che ha tradito, Presidente Meloni, come ha tradito il Sud di questo Paese ; è il Governo che ha fatto le scelte più antimeridionaliste della storia repubblicana, cancellando fondi per le infrastrutture, facendo un'autonomia differenziata senza mettere un euro per restringere e chiudere i divari territoriali che il Sud e le aree interne hanno già pagato troppo; lo ha fatto tagliando il contrasto alla povertà; lo ha fatto pure facendo una guerra ideologica e incomprensibile allo sviluppo delle energie pulite e rinnovabili che ci farebbero abbassare le bollette e migliorerebbero l'aria che respiriamo, ma nulla; porterebbero lavoro di qualità e buona impresa, specialmente al Sud, ma, anche questo, a voi non interessa, perché è meglio continuare a comprare sempre più gas dall'amico Trump.
È sempre lei, Presidente Meloni, che ha tradito e, ieri, ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci sull'emendamento Ziello. Non c'è più una maggioranza: è un colabrodo! Prendetene atto e traetene le conseguenze per il Paese !
Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile. Ha gravi profili di incostituzionalità, un premio abnorme e distorsivo che permetterebbe a chi vince, quasi da solo, di raggiungere il di garanzia e di arrivare a quello che è il vero obiettivo della Presidente Meloni, l'ha anche chiarito, ossia il Quirinale, è la vostra ossessione per il potere, con la rigidità di un premio di maggioranza fatto con un numero fisso, con un listone bloccato, attribuito per gli accordi di potere tra di voi.
Ma una delle più gravi vergogne di questa legge elettorale l'avete compiuta all'ultimo… di nascosto quasi, è spuntato all'ultimo un emendamento. Avete preso lezione direttamente da Trump e vi siete ridisegnati i collegi dell'estero per favorire i vostri . Vergogna. Avete fatto come i repubblicani a ridisegnarvi i collegi perché sapete che, alle ultime elezioni all'estero, abbiamo vinto noi e, invece che sfidarci, avete litigato con le mappe del mondo per fare eleggere i vostri. Vergogna.
Guardate, noi l'abbiamo detto dall'inizio che questa legge era irricevibile, che non avremmo votato nulla delle proposte che voi avete portato avanti. Abbiamo fatto un'unica eccezione che, in realtà, non riguarda nemmeno questa legge elettorale, ma queste prossime elezioni, le consultazioni referendarie e le elezioni europee: si tratta del voto fuori sede, ma, ve lo voglio dire con grande chiarezza, quello che è stato approvato ieri, anche con i nostri voti, non è abbastanza. I nove mesi, ridotti a tre, solo per motivi di salute, guardate, non è abbastanza. Così come il vero punto che le associazioni e i comitati portano avanti da tempo è che il voto dei fuori sede deve contare, certo, ma devono farlo dove hanno il domicilio; deve contare a casa, dove hanno la residenza Noi continueremo con la nostra battaglia per un pieno e inclusivo diritto di voto ai fuori sede.
Una legge irricevibile, nel merito e nel metodo, fatta di forzature insopportabili, dall'inizio. Forzature che, però, vi sono tornate indietro, come quella sull'emendamento farsa, con i capilista bloccati e le preferenze. Questo prevedeva, infatti, tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così, mica con le preferenze, ma, la cosa più grave è che l'emendamento Meloni cancellava, di fatto, la parità di genere ). Questo faceva. Noi, come opposizioni, abbiamo presentato proposte per superare le liste bloccate, con i collegi uninominali o con le preferenze, ma avete votato contro ovviamente. Guardate che, su quell'emendamento, voglio dire una cosa in più. Perché è inutile che se la prenda col Parlamento, peraltro con delle affermazioni indegne, perché dare al Parlamento della Repubblica della “palude” da una Presidente del Consiglio veramente è una cosa che non si dovrebbe sentire. Guardi, ha perso lei Presidente Meloni; ha perso la sua arroganza, quella di cercare di imporre, dall'alto, una legge elettorale a otto mesi dal voto, quella di forzare, anche sui suoi alleati, e, soprattutto, la forzatura della prima Presidente del Consiglio donna che, con arroganza, per difendere il suo potere, era pronta a sacrificare tutte le altre donne . Non ce ne facciamo nulla di una Premier donna che non si batte per tutte le altre donne nel Paese e anche in questo Parlamento. Siete stati sfiduciati, e di questo può incolpare solo se stessa, ed è surreale che andiate avanti facendo finta di niente, fischiettando. Si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni ha fortemente voluto, su cui il Governo, addirittura, aveva dato parere favorevole, conforme ai relatori. Per di più, Meloni ci aveva sfidato, ovviamente sui , ha detto: “metteteci la faccia”, solo che noi eravamo qui e abbiamo, con trasparenza, dichiarato come abbiamo votato su tutti gli emendamenti. È lei che non ci ha messo la faccia ; è lei che non abbiamo visto; siete andati sotto di un voto e la Presidente Meloni nemmeno era qui a votare.
È crollata tutta la vostra narrazione sulla maggioranza così compatta, mentre le opposizioni sono state unite ( in questa battaglia. E, dopo quattro anni del suo Governo, una fotografia di un Paese fermo, con salari bassi e bollette alte, con la crescita zero e le tasse al record: sarebbe il caso che vi occupaste finalmente di questo, ma, siccome voi non lo fate, ce ne occuperemo noi. Smettete di tenere ostaggio i due rami del Parlamento per questa vostra ossessione per il potere e per questa pessima legge elettorale. Intanto agli italiani chi ci pensa…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
ELLY SCHLEIN(PD-IDP). Concludo, Presidente. Ci penseremo noi con le proposte unitarie che abbiamo già avanzato, per un salario minimo, per un congedo paritario che aiuti veramente le famiglie italiane, per assumere medici e infermieri e contrastare davvero quelle liste bloccate di un anno e mezzo, ci penseremo noi con tutte quelle proposte che voi avete mandato nella “palude” perché non avete avuto neanche il coraggio di votare contro . Ma non vi preoccupate. Potete anche cambiare questa legge pessima. Noi lavoreremo per vincere con i nostri alleati, con qualunque legge elettorale, mandarvi a casa e dare, finalmente, all'Italia il Governo che merita per migliorare la vita delle persone .
PRESIDENTE. Vi avviso che avremo anche due interventi a titolo personale dopo la fine dei relatori.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Donzelli. Ne ha facoltà.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Grazie, Presidente. Colgo l'occasione, prima di entrare nel merito politico, per ringraziare, ovviamente, i relatori, a partire, mi scusino tutti i relatori, da Angelo Rossi per l'ottimo lavoro che ha fatto durante tutto lo svolgimento della Commissione. È un piacere e un onore ringraziare gli uffici che hanno affiancato i lavori della Commissione in momenti non semplici, con precisione e determinazione, e ringrazio tutti i componenti della I Commissione, a partire dal presidente Pagano, e i componenti della maggioranza .
Mi permetto, prima di entrare nel merito, di ringraziare anche l'opposizione e, in particolare, quei parlamentari, alcuni, che, pur facendo un'opposizione ferma, forte e determinata a questa legge elettorale, sono entrati con competenza, capacità, determinazione e serietà nella materia. Li ringrazio, non faccio i nomi perché un mio ringraziamento oggi qui sarebbe la rovina della loro carriera politica ma, senza nomi, li ringrazio per la passione che hanno messo nella materia.
Se passerà questa legge, tra pochi minuti avrà vinto l'Italia. Avrà vinto l'Italia perché la nostra meravigliosa Nazione non potrà e non può più permettersi, come la scorsa legislatura, di stare 90 giorni senza Governo. Non può permetterselo perché saremmo esposti alla speculazione internazionale; perché perderemmo tutta la credibilità che abbiamo costruito nel periodo del Governo Meloni. Soprattutto quest'Italia non potrebbe permettersi dei partiti in perenne campagna elettorale, costretti a elargire superbonus mancette, redditi di cittadinanza, e altro gratuitamente , perché con l'ansia delle elezioni vicine e con l'instabilità sarebbero costretti a drogare il proprio elettorato con bugie e menzogne, come hanno fatto negli anni precedenti.
Se passerà questa legge, fra pochi minuti, avranno vinto gli studenti e non solo gli studenti, anche i lavoratori fuori sede e sarà una buona notizia per l'Italia; non dovranno ringraziare le opposizioni , il Partito Democratico e tutti coloro che avevano addirittura chiesto di non discutere di fuori sede in questa legge elettorale, votando contro l'allargamento del perimetro.
Se potranno votare, dovranno ringraziare prima di tutto l'onorevole Roscani e con lui Gioventù Nazionale e Azione Universitaria che hanno fatto questa battaglia, ma anche la rete di associazioni e che hanno fatto una grande battaglia civile. Io ringrazio queste associazioni e questi perché hanno dato un messaggio importante ai loro coetanei: non è mai inutile battersi per ciò in cui si crede.
Chi vi dice che non cambierà mai nulla in questa Nazione è chi non vi vuole liberi e chi vi vuole prigionieri, chi vi vuole dei consumatori perfetti, ma con dei cervelli atrofizzati. Io, quindi, ringrazio UIL, Esperia, Good Lobby, Rete Voto Fuorisede perché hanno dimostrato ai giovani che, se si battono con intelligenza, possono far trasformare le idee in azioni .
E questo noi lo sappiamo bene perché la mia generazione ha avuto la fortuna di veder crescere nei movimenti giovanili e nelle battaglie per i giovani una giovane ragazza che prima è diventata del Movimento giovanile, poi parlamentare, poi il più giovane Ministro della storia della Repubblica e poi il primo Presidente del Consiglio donna della Repubblica , dimostrando come i sogni giovanili si possono trasformare in realtà.
Se passerà questa legge, avrà vinto il Parlamento che, dopo quattro anni di decisioni prese, non tornerà più indietro. Oggi la stabilità sembra un dato acquisito, ma non era così; non era così qualche anno fa. Non torneremo alle maggioranze che hanno in questo Parlamento una stabilità inferiore alle coppie di ; non torneremo ai transfughi che ricattano i Governi con una manciata di parlamentari. Un Parlamento che non decide è un Parlamento debole e un Parlamento debole porta a una democrazia debole e lascia le decisioni ai poteri forti extraparlamentari. Una legge che consente un Parlamento forte è una legge di democrazia .
Se passerà questa legge, avrà vinto anche il popolo di centrosinistra perché, se sarete capaci di trovare un , se sarete capaci di avere un programma comune, se sarete capaci di avere una visione unica di politica estera, finalmente i vostri elettori sapranno cosa voteranno. Non saranno più costretti a votare a scatola vuota un prodotto soltanto perché bisogna battersi contro la Meloni , contro le destre e contro chissà quale pericolo inesistente, ma avranno finalmente la consapevolezza di quale votano, quale programma votano e cosa li aspetta.
Un consiglio - mi permetto - non richiesto ai colleghi della sinistra: smettetela di dire che è una legge costruita su misura per far vincere Giorgia Meloni. Perché, guardate, dire che una legge elettorale in cui governa chi prende un voto in più è una legge elettorale che favorisce Giorgia Meloni… lo dico per voi, per la vostra dignità, per la vostra autostima. Per carità, capisco e apprezzo la consapevolezza dei propri limiti, ma è giusto sognare anche quello che è impossibile; e se voi dite che una legge elettorale, che premia chi prende un voto in più, è una legge elettorale che premia Giorgia Meloni, voi state dicendo al vostro elettorato che non prenderete mai un voto in più di Giorgia Meloni . E banalmente, se non ci credete nemmeno voi, come possono crederci i vostri elettori ? Come possono crederci gli italiani, se neppure voi credete minimamente a questo?
E, comunque, cari colleghi del PD, del MoVimento 5 Stelle, delle sinistre, devo ammetterlo: in questi giorni avete già vinto. Perché quando accade, bisogna ammetterlo. . Nel gioco degli intrighi, dei voti segreti, delle debolezze personali avete segnato un colpo . Non mi scandalizzo: è la politica. Avete fatto bene a festeggiare come se aveste vinto i mondiali, quando siete riusciti a impedire agli italiani di esprimersi con le preferenze Avete fatto bene a festeggiare: è tutta una vostra vittoria, è tutta vostra e lo riconosco perché, quando vincete una battaglia, è giusto ammetterlo. Capisco che avete festeggiato: sarebbe stato per voi traumatico uscire dai salotti televisivi, dalle redazioni del pensiero unico e confrontarsi col popolo italiano che tutti i giorni lavora …
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Facciamo concludere, l'onorevole Donzelli…
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Tranquilli…Tranquillizzo, tranquillizzo…
PRESIDENTE. …come è stato per tutti. Prego, onorevole. Prosegua.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Sì, tranquillizzo il PD: ormai le preferenze, almeno in questa battuta, le avete eliminate. Non agitatevi. Riuscirete a essere eletti nelle vostre liste bloccate e a prendere in giro gli italiani anche un'altra volta “Dillo ai tuoi! Dillo a loro!” – e …
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Per cortesia. Prego, onorevole Donzelli.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Presidente, chiedo di recuperare il tempo.
PRESIDENTE. Certo.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Colleghi, colleghi, vi vedo agitati. Ma non dite che è colpa nostra, che la nostra proposta non andava bene perché Fratelli d'Italia avrebbe votato anche per i vostri emendamenti sulle preferenze se aveste avuto il coraggio di presentarli e di tenerli in Aula! Peccato che vi siete ben guardati dal depositarli e lasciarli in Aula! Vigliaccamente li avete ritirati, sapendo che sarebbero passati! Avete tradito il popolo italiano ancora una volta! Vergognatevi! Se avevate il coraggio di difendere le preferenze, portavate gli emendamenti in Aula e sarebbero passati ! Perché noi abbiamo sempre dichiarato che avremmo votato a favore di qualsiasi emendamento per le preferenze …
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole De Luca! Onorevole De Luca, per cortesia! Facciamo concludere l'onorevole Donzelli. Silenzio in Aula, per cortesia! Allora ? Onorevole Donno! Prego, Donzelli.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Non c'è alcun premio di maggioranza spropositato: è inferiore a quello proposto da voi nelle vostre leggi precedenti. Non c'è nessun di garanzia che viene messo a rischio, è inferiore a quello della legislatura attuale e sarà massimo al 55 per cento, quello garantito dalla Corte costituzionale.
Anzi, per la prima volta nella storia, le opposizioni avranno una soglia minima di rappresentanza che è il 45 per cento. La prima volta nella nostra democrazia: le opposizioni sono garantite con una soglia minima. Ma lo sapete benissimo anche voi … capisco che la verità vi disturbi ma non sempre siete nella redazione unica dei vostri giornali. Anche qui abbiamo la libertà di opinione e di espressione …
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Donzelli, prego.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). In questa legge non c'è niente di quello che raccontate: c'è semplicemente la possibilità per gli italiani finalmente di scegliere qualcosa quando vanno a votare. Se passerà questa legge, tra qualche minuto, l'Italia sarà più stabile, la politica più credibile e la nostra Nazione più competitiva. Grazie. Questo è il voto a favore di Fratelli d'Italia : “Legge elettorale = legge truffa”, “Meloni ha fallito”, “Legge elettorale incostituzionale”, “La maggioranza non esiste più: a casa!”.
PRESIDENTE. Togliete… I commessi… Invito i commessi… Onorevole Scarpa, non faccia foto! Colleghi Legge elettorale = legge truffa Onorevole Magi…! Onorevole Magi…! Invito i commessi a ritirare i cartelli . Onorevole Magi! Silenzio ! Silenzio in Aula! Silenzio in Aula! Guardate che richiamo! Onorevoli colleghi, abbiamo altri due interventi. Quindi, per cortesia, abbiamo altri due interventi. Per rispetto dei colleghi che debbono intervenire Il tuo voto non conta: Fuori, fuori!… Vi chiedo di ritirare… Colleghi… Onorevole Magi! Onorevole Magi, la richiamo all'ordine! Grazie, onorevoli, proseguiamo, proseguiamo… Silenzio in Aula! Silenzio in Aula ! Onorevole Sasso! Onorevole Sasso! Onorevole Sasso, la richiamo all'ordine! Onorevole Sasso! Allora, proseguiamo. Proseguiamo. Silenzio in Aula … Onorevole Magi! Onorevole Magi! Onorevole Magi, la richiamo all'ordine! Silenzio in Aula! Onorevole Magi, la richiamo per la seconda volta. Sedetevi, per cortesia … Scusate, per rispetto dell'onorevole Marattin… Onorevole Provenzano, la richiamo all'ordine! Sedetevi ognuno al proprio posto ... Onorevole Ciani! Ognuno al proprio posto. Onorevole Casu, vada al proprio posto. Deve intervenire l'onorevole Marattin. Per cortesia, dobbiamo avere rispetto per l'onorevole Marattin che deve intervenire. Quindi, prego onorevole Marattin.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Presidente, non vorrei disturbare, però .
PRESIDENTE. No, prego. Prego, lei sa che può intervenire sempre.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Allora, io ho il compito in due minuti di spiegare perché, a nome del Partito Liberaldemocratico, voterò contro questa legge. Prima qualcuno diceva - anzi, ieri - che noi abbiamo un'anomalia in questo Paese: noi cambiamo le leggi elettorali ogni 5-7 anni e lo facciamo sulla base della fotografia del momento e sulla base dei rapporti di forza del momento. Non accade molto spesso. Però, vedete, le leggi elettorali determinano anche i modelli di organizzazione politica di un Paese e quelli in Italia li cambiamo un po' meno spesso.
Nella Prima Repubblica il proporzionale a cosa serviva? Non solo perché uscivamo da una dittatura, ma serviva perché bisognava tenere fuori il 33 per cento dell'elettorato, il Partito Comunista, che rappresentava il nemico della Guerra fredda e io faccio parte di coloro che erano contenti di questo . Il proporzionale serviva a questo, cioè a poter tener fuori e a fare una , un po' come accade con la AfD in Germania.
Nella Seconda Repubblica, caduto il muro di Berlino, abbiamo detto che entrambi gli schieramenti sono legittimati a governare. Quindi, abbiamo fatto un bipolarismo, ma era un bipolarismo basato sul centro: Prodi e Berlusconi erano due centristi.
Ora noi siamo in un'altra fase. Siamo in una fase in cui il bipolarismo è estremo, è trainato dagli estremi e lo stiamo vedendo praticamente ogni minuto. Ecco perché leggi elettorali che legittimano un sistema bipolare non vanno più bene. Io vi dico solo una cosa per concludere. Il 14 luglio non è stata solo la festa della Rivoluzione francese e non è stato solo Francia-Spagna dei mondiali, è stato anche il giorno in cui abbiamo capito che l'Europa andrà plasticamente verso un riarmo nei confronti della minaccia russa, cosa che per me è una cosa positiva. Allora, io vi chiedo: ma secondo voi un Governo del campo largo o un Governo vostro, tanto più se prenderete dentro Vannacci, potrà venire qui, nel prossimo Parlamento, a votare il riarmo dell'Europa verso la minaccia russa? Non siete nelle condizioni di farlo, né voi, tanto più con loro, e neanche voi, Presidente .
Quindi, ecco perché dobbiamo ripensare il modello di organizzazione politica che ci stiamo dando in questo Paese, perché se noi continuiamo con leggi elettorali che legittimano il muro contro muro, non saremo in grado di affrontare la fase internazionale che si sta aprendo in questi anni e che potrebbe durare anche molto a lungo. Per questo motivo il voto del Partito Liberaldemocratico, il mio voto, sarà contrario a questa legge elettorale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.
BRUNO TABACCI(MISTO). Signor Presidente, se quella di De Gasperi del 1953 era una legge truffa - e certo non lo era -, questa è una legge scellerata e non c'è dubbio. Per 50.000 voti non scattò e nel 1954 fu giustamente abrogata.
Siamo passati da una maggioranza con premio a una minoranza con superpremio e tutto nel nome della governabilità imposta dal Governo Meloni, quello del record di durata. Intanto gli elettori sono scappati. Nel 1953 i non votanti erano 1.800.000; nel 2022 sono stati 16.600.000. Ma tanto a questi partiti non importa: meno elettori ci sono, meno fatica si fa a conquistare e a mantenere il potere. E così il Governo Meloni si inventa un premierato nascosto e cambia la natura della nostra democrazia parlamentare con una ordinaria legge elettorale anziché con una legge costituzionale, come sarebbe stato necessario.
Nel 1953, se fosse scattato il premio, De Gasperi ogni 100 voti ne avrebbe avuti 25 in regalo. Oggi Meloni, con questa legge, ogni 100 voti veri ne vuole 42 in regalo. Più che un premio è un furto, un “” contro la democrazia rappresentativa, che ha governato e sviluppato l'Italia con la straordinaria partecipazione al referendum del 2 giugno 1946, con il voto alle donne.
Ci andai anch'io al seggio nella pancia di mia mamma, come spesso mi ha raccontato. Quella scheda elettorale era libera e uguale per l'entusiasmo di una grandissima partecipazione popolare, quella di oggi sarà un elenco arido di nomi dal quale gli elettori si allontaneranno ancora di più. Esprimo con sofferenza questo voto contrario .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare, per un breve ringraziamento, il relatore Angelo Rossi. Ne ha facoltà.
ANGELO ROSSI, . Grazie, Presidente. Sarò brevissimo. I relatori mi hanno chiesto di intervenire per ringraziare innanzitutto il Presidente della Camera, che ha garantito che i lavori si svolgessero in maniera corretta e serena, il Segretario generale e, attraverso di lui, tutti gli uffici della Camera il Ministro Casellati, che è stata sempre presente nelle discussioni in Commissione, la segreteria della Commissione e il Servizio studi, senza i quali, con il supporto ai parlamentari componenti di Commissione e in Aula, non si sarebbe potuti arrivare comunque alla votazione finale, il presidente della Commissione Pagano, che ci ha garantito una lunga discussione in Commissione, e - permettetemi - tutti i componenti della Commissione.
Sono stato ringraziato più volte dai componenti della Commissione di minoranza. Io non sarò così cortese come il collega Donzelli e li citerò, perché loro mi hanno citato. Quindi ringrazio, in particolare, i colleghi Zaratti, Fornaro, Colucci e Richetti, perché il lavoro, al di là delle posizioni che sono state assunte in Commissione e oggi in Aula, comunque si è svolto in maniera corretta e c'è stato un confronto democratico .
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione finale, mediante procedimento elettronico a scrutinio segreto, sulla proposta di legge n. 2822-A: "Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica".
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva , Meloni ha fallitoLa maggioranza non esiste più: a casa!Legge elettorale = legge truffaLegge elettorale incostituzionale.
Dichiaro assorbite le abbinate proposte di legge n. 157 e n. 2236, limitatamente all'articolo 5.
PRESIDENTE. Avverto che, con lettera in data 15 luglio, il presidente della Commissione lavoro ha rappresentato l'esigenza - sulla quale ha convenuto all'unanimità l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi - di posticipare ad altro calendario dei lavori l'avvio della discussione in Assemblea, prevista per lunedì 20 luglio, della proposta di legge n. 1254 ed abbinate recante riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento.
Secondo le intese intercorse tra i gruppi, tale provvedimento non sarà pertanto iscritto all'ordine del giorno delle sedute del corrente calendario dei lavori.
Avverto inoltre che, nella seduta di mercoledì 22 luglio, alle ore 13,30, avrà luogo la commemorazione dell'onorevole Paolo Agostinacchio.
Cortesemente, siccome abbiamo degli interventi di fine seduta, chiedo a chi vuole uscire di uscire in modo di garantire gli interventi di fine seduta. Attendiamo cortesemente che escano i colleghi. Colleghi, cortesemente, abbiamo gli interventi di fine seduta.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
RICCARDO MOLINARI(LEGA). Colleghi, come sapete, ieri sera la Corte di cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi e una richiesta di risarcimento danni di circa 800.000 euro a carico delle vittime per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che è assurto agli onori delle cronache per una tragica vicenda: quella della rapina subita nella sua gioielleria, da lui e la sua famiglia, nel 2021, a cui è seguita una colluttazione, nel tentativo di difendersi, che ha portato alla morte di due dei rapinatori a mano armata e al ferimento di un terzo.
Presidente, noi non vogliamo assolutamente sostituirci in quest'Aula alla magistratura; abbiamo pieno rispetto dei tre gradi di giudizio e delle sentenze. Sappiamo perfettamente che il compito del Parlamento è quello di fornire ai magistrati degli strumenti per giudicare nel modo adeguato, e penso che su questo fronte la Lega abbia fatto tanto, con la riforma della legittima difesa nel 2019 o anche essendo promotrice della norma, che il Governo ha raccolto nel nuovo ddl Sicurezza, che prevede lo stop ai risarcimenti per i delinquenti che subiscono danni durante rapine o tentativi di altri atti criminali o violenti.
Però sappiamo anche che nel nostro ordinamento esiste uno strumento che è quello della grazia, e quindi raccogliamo la proposta del nostro segretario Matteo Salvini e ringraziamo i partiti alleati del centrodestra che hanno aderito a questa iniziativa e siamo qui ad annunciare che la nostra intenzione è quella di avviare una raccolta firme tra i parlamentari, a partire dal centrodestra, ma evidentemente aperta a tutti, per sollecitare il Ministro della Giustizia ad avviare un percorso e un'istruttoria per richiedere la grazia a Mario Roggero .
E questo perché? Perché, come è noto, la grazia è un atto di umanità, un atto di clemenza che è finalizzato alla riabilitazione del soggetto o a cause particolari. Ecco, noi pensiamo che, al netto della vicenda in sé, che è una vicenda molto complessa, lo Stato deve dare un messaggio molto chiaro: che, in una situazione come questa, un padre di famiglia, un lavoratore, una persona che aveva subito già diversi tentativi di rapine violente, è la vittima, che lo Stato deve essere clemente e solidale con la vittima, non con i delinquenti, e che una persona perbene, come Mario Roggero, non ha bisogno di essere riabilitato attraverso il carcere, ma passando in serenità gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.
ARTURO SCOTTO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Mario Paciolla era un costruttore di pace, non un'anima bella, non un acchiappanuvole. Il suo mestiere era il cooperante, uno che metteva davanti il suo corpo per occuparsi delle vittime dei conflitti, quelle di cui non si parla mai. Le inchieste giornalistiche continuano a parlare della sua vicenda, del suo omicidio. Purtroppo, dopo 6 anni, nemmeno le Nazioni Unite sono riuscite a lavorare per la verità. Un silenzio devastante. Lo è per Anna e Pino, i genitori di Mario, che 6 anni fa si sono visti consegnare il corpo del figlio dentro una cassetta della frutta.
Lo è per la città di Napoli, che si è mobilitata in questi anni perché finalmente ci fosse un po' di giustizia. Questo è un messaggio chiaro alle tante ragazze e ai tanti ragazzi che lottano tutti i giorni per una pace disarmata e disarmante, come invoca Papa Leone. Il messaggio è chiaro: se andate nei luoghi di guerra, nessuno vi protegge. Il nostro impegno per Mario non si fermerà mai. Il collega Marco Sarracino ha presentato una proposta di legge per chiedere di istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare, nonché si è fatto promotore di tantissime interrogazioni.
Le risposte non sono mai arrivate. C'è una vergogna in più che va detta con dispiacere, ma allo stesso tempo ad alta voce: il Ministro Tajani, in 4 anni, non ha mai trovato cinque minuti per incontrare Anna e Pino Paciolla, genitori di un italiano morto all'estero. Uno Stato non può restare in silenzio di fronte a tutto questo, signor Presidente. Noi continueremo a chiedere giustizia e verità per Mario e le ragazze e i ragazzi che sognano un altro mondo possibile, perché, signor Presidente, Mario Paciolla non si è suicidato. Mario Paciolla è stato ucciso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Presidente, grazie. Sei anni fa ad Anna e Pino, i genitori di Mario Paciolla, è stata restituita una valigia e una bugia.
La valigia era quella di Mario, appunto, loro figlio, che era pronta a partire per l'Italia. E la bugia vorremmo che la svelassimo qui, visto che nessuno, nessuna istituzione, finora, ha voluto fare chiarezza su quanto accaduto a Mario Paciolla sei anni fa, e questa è una vergogna. È una vergogna per tutti quanti lasciare queste due persone straordinarie, che io veramente vorrei conosceste tutti quanti perché meritano di essere conosciute. Invece, purtroppo, il loro caso sembra dimenticato. E questo, dal mio punto di vista, è veramente orribile, perché cercano solamente verità e giustizia per loro figlio, che era andato in Colombia per cercare di costruire un mondo migliore. Ha avuto il coraggio di fare la scelta giusta, di andare a denunciare dei crimini, e per questo è stato ucciso; perché è stato ucciso, perché tutte le inchieste giornalistiche che abbiamo visto lo dicono con chiarezza che è stato ucciso.
E allora non possiamo lasciare questi due genitori, noi come istituzioni dico, perché la gente già sta con loro, c'è tanta gente con loro. Ieri ero a una manifestazione a Napoli e la sala era piena per dargli conforto. Ma noi, istituzioni, non possiamo abbandonarli. E, allora, parta questa Commissione d'inchiesta. C'è una proposta, ci sono delle proposte sia alla Camera che al Senato: ma che aspettiamo? Se la magistratura colombiana l'ha archiviato clamorosamente come un suicidio - e chiaramente suicidio non era, perché non possono sparire le prove, non si usa la candeggina lì dove è morto qualcuno: è chiaramente stato un omicidio -, almeno noi, che abbiamo gli strumenti per indagare, facciamolo, non lasciamo soli Anna e Pino. La morte di Mario Paciolla non venga archiviata, non deve essere archiviata, non archiviamola. Noi non ce ne dimenticheremo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. La mattina del 14 luglio sono apparse, sui muri della sede del Partito Democratico di Brescia, delle scritte. Indicavano un'ora, le 10,12, sopra un cestino: un chiaro riferimento all'ora della strage di Piazza della Loggia che, il 28 maggio 1974, colpì la città di Brescia. Non lo voglio pensare come un attacco a un partito, il Partito Democratico, che da sempre è impegnato nella lotta ad ogni rigurgito neofascista. Lo voglio considerare uno sfregio alla memoria della città di Brescia, che ha sempre condiviso il dolore di quell'episodio e ha sempre saputo rispondere in maniera unanime - tutte le forze politiche e tutte le forze sociali - a quanto quello sfregio aveva voluto rappresentare: un chiaro attacco alla voglia di libertà e di democrazia che quella piazza, in quell'occasione, stava rivendicando.
Io credo che la condanna che è stata manifestata a Brescia da molte forze politiche - purtroppo non tutte - e dalle forze sociali debba trovare voce anche in quest'Aula, richiamando le parole del Presidente della Repubblica, che ha voluto citare Brescia come esempio di capacità di risposta ad ogni forma di violenza, ricordando, soprattutto, che la strage di Piazza della Loggia non è una data consegnata alla storia, ma un impegno civile che deve vederci protagonisti ogni giorno nel combattere, nel condannare e nello stigmatizzare ogni forma di rigurgito che, purtroppo, anche in questi giorni Brescia ha conosciuto. Io mi auguro e spero che le istituzioni tutte sappiano dare una risposta forte a questa provocazione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sergio Costa. Ne ha facoltà.
SERGIO COSTA(M5S). Grazie, Presidente. Oggi scadono i termini per depositare gli emendamenti sul disegno di legge sulla caccia, su quella legge che vuole uccidere animali, che vuole devastare la natura, che vuole ammazzare gli ecosistemi. È una legge contro la Costituzione della Repubblica italiana, che ci farà andare in infrazione; è una legge ridicola, assolutamente ridicola . Il MoVimento 5 Stelle questa notte, mentre il resto della politica dormiva, ha depositato un milione di emendamenti, perché ci sono un milione di buone ragioni per dire “no”; ma che sia un “no” enorme, che sia un “no” costruito insieme a tutte le associazioni ambientaliste, un “no” delle persone ragionevoli che amano la natura. Il “no” di quelle persone che vogliono essere libere di passeggiare in un bosco, di passeggiare su una spiaggia, di poter uscire in un parco con la propria famiglia, senza la preoccupazione di sentirsi sparare addosso. Noi siamo invece per un “sì”, noi siamo un “sì” per la vita degli animali, noi siamo un “sì” per godere di questi spazi liberi e per poter essere sicuri di poter passeggiare con i nostri figli e i nostri nipoti.
Noi non ci fermeremo, noi siamo solo all'inizio, noi non ci fermeremo assolutamente e chiediamo a tutti quelli che amano la natura e gli animali di unirsi a noi per dire “no” a questa legge, “no, fortissimamente no” .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Da oggi è obbligatorio fare l'assicurazione sui monopattini elettrici e, per l'ennesima volta, questa maggioranza e questo Governo hanno permesso un ladrocinio nei confronti dei cittadini del Sud, e in particolare dei napoletani e dei casertani, vergognoso.
Leggo testualmente, nonostante non ci siano precedenti - non abbiamo uno storico -, che le compagnie di assicurazione hanno parametrato i soldi che devono dare i cittadini all'RC auto. In poche parole, un cittadino napoletano che ha il monopattino pagherà, mediamente - già stanno arrivando le previsioni da parte delle assicurazioni a chi ha chiesto di assicurarlo -, tra i 400 e i 500 euro, a fronte di 100 euro che vengono chiesti su base nazionale. È un'azione vergognosa anche l'aver messo in piedi una norma che non ha previsto l'obbligo di utilizzare un criterio unico.
Partono tutti dallo stesso punto di partenza i cittadini che hanno il monopattino. Eppure, anche qui, questo Governo, in accordo con le compagnie di assicurazione, ha previsto una discriminazione, perché non partiamo tutti dallo stesso punto: partono meglio gli altri cittadini e partono con 500 o 400 euro i cittadini del Sud, i napoletani e i casertani. Questa è una vergogna ulteriore, che ancora una volta ci spinge a chiedere con forza la legge sulla tariffa unica RC auto per chi non commette sinistri e anche per i monopattini. Sui monopattini nessuno ha mai commesso ancora oggi un sinistro, eppure, grazie a questa legge, i cittadini del Sud pagheranno 4 o 5 volte di più rispetto ai cittadini italiani, ed è questo lo spirito di un Governo che disprezza il Mezzogiorno e lo tassa senza vergogna.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellicini. Ne ha facoltà.
ANDREA PELLICINI(FDI). Grazie, Presidente. Domenica è venuto purtroppo a mancare il professor Vittorio Minelli. Il professor Vittorio Minelli fu sindaco di Luino dal 1980 al 1990 e, poi, presidente della provincia di Varese fino al 1993, quando subì un clamoroso, quanto ingiusto, arresto, che mise fine alla sua carriera politica. Ecco, questo arresto diede inizio a un calvario per lui di ben 11 anni, fino a quando, nel 2004, venne assolto dal tribunale di Varese. Però questa vicenda dolorosissima lo segnò per sempre.
Io sono relatore in Commissione giustizia alla Camera sul progetto di legge che andrà ad introdurre la Giornata in memoria delle vittime degli errori giudiziari. Ecco, questo provvedimento io lo dedicherò al professor Vittorio Minelli .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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