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Venerdì 24 Luglio 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 697 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
elementi in ordine alla ripartizione degli organici delle forze dell'ordine, alla luce delle recenti assunzioni e dei pensionamenti (Benzoni - AZ-PER-RE); iniziative di competenza in merito alla gestione finanziaria dell'Enpam, con particolare riguardo ai compensi percepiti dai vertici dell'Ente (Quartini - M5S); iniziative volte al completamento del "Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno" (De Maria - PD-IDP).
Per il Governo sono intervenuti il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni; il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon.
elementi in ordine alla ripartizione degli organici delle forze dell'ordine, alla luce delle recenti assunzioni e dei pensionamenti (Benzoni - AZ-PER-RE); iniziative di competenza in merito alla gestione finanziaria dell'Enpam, con particolare riguardo ai compensi percepiti dai vertici dell'Ente (Quartini - M5S); iniziative volte al completamento del "Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno" (De Maria - PD-IDP).
Per il Governo sono intervenuti il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni; il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon.
XIX LEGISLATURA
697^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 24 luglio 2026 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Elementi in ordine alla ripartizione degli organici delle Forze dell'ordine, alla luce delle recenti assunzioni e dei pensionamenti - n. 2-00892
- Iniziative di competenza in merito alla gestione finanziaria dell'Enpam, con particolare riguardo ai compensi percepiti dai vertici dell'Ente - n. 2-00889
- Iniziative volte al completamento del "Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno" - n. 2-00886
- Annunzio della presentazione di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente
- Organizzazione dei tempi di esame di un disegno di legge
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FILIBERTO ZARATTI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 79, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Benzoni ed altri n. 2-00892 .
Chiedo al deputato Benzoni se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, ha quindici minuti.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Sarò molto più breve. Le scorse settimane sono state caratterizzate da una campagna, anche molto mediatica, di racconto di una serie di nuove assunzioni che arriveranno sui territori. Si tratta di una campagna abbastanza strana, perché è stata fatta da tanti deputati, singoli deputati, di Fratelli d'Italia e della Lega, che hanno esultato per l'arrivo nelle loro province di nuovi agenti di Polizia, e anche dal Sottosegretario Molteni, che ringrazio per questi oltre 3.000 poliziotti che sono in arrivo. È una dinamica un po' particolare, perché si fa fatica a comprendere come, quando e dove arriveranno. Credo che gli stessi deputati facciano un po' confusione tra il piano di agosto, che inserisce alcune forze in alcune province, e i 3.000 poliziotti in generale. Sulla trasparenza e sulla comunicazione di quanti poliziotti arrivano, e dove, sicuramente si può fare meglio. Non lo dico solo io; il fatto che lo dica il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha protestato per l'arrivo in Lombardia di soli 180 dei 3.000 agenti, poiché è una delle regioni solo più popolose ed è anche la più interessata dal tema della sicurezza, dà l'idea della confusione che circonda questi dati, con i quali si rischia di fare il gioco delle tre carte, anche perché lo stesso Sottosegretario Molteni, sulle pagine della Lega, dichiara che le assunzioni di questi ultimi anni hanno superato i pensionamenti. Quindi, il saldo delle Forze della polizia di Stato in servizio è positivo. Chiedo su questo tema, perché potrebbe essere un'occasione per fare chiarezza e per fornirci numeri chiari rispetto a quanto sta accadendo.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni, ha facoltà di rispondere.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. Innanzitutto, vorrei dire che il fatto che arrivino poliziotti nei territori non è una dinamica particolare, ma è diventata una costante di questo Governo. Lo dico perché, rispetto al passato, il tema dell'assunzione delle Forze di polizia fortunatamente è tornato ad essere una priorità per questo Governo, con ricadute assolutamente positive sulle dinamiche di sicurezza sui territori. Lo dico prendendo spunto, Presidente, dalle considerazioni svolte dal collega Benzoni.
Aggiungo che in più di un'occasione, sia alla Camera che al Senato, il Governo ha avuto modo di riferire - in ultimo lo scorso 10 giugno, al cui quesito ha risposto direttamente il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, proprio in quest'Aula - in merito alla programmazione ed attuazione delle politiche di sicurezza, con specifico riferimento al profilo del potenziamento degli organici delle Forze di polizia. Come più volte evidenziato, l'obiettivo primario è di aumentare la presenza delle Forze dell'ordine in strada, quantitativamente e qualitativamente, anche mediante la sistematica realizzazione delle operazioni “ad alto impatto” e l'istituzione delle note “zone rosse” o zone a vigilanza rafforzata nelle aree più critiche delle città. Per questo, a partire dall'insediamento del Governo, sono state assunte oltre 45.000 unità nelle Forze di polizia, e contiamo di effettuare, entro la fine della legislatura, ulteriori 27.000 assunzioni. Dal confronto tra questi dati e le assunzioni programmate, è evidente che non solo il è garantito al 100 per cento, ma si registra finalmente una tendenza positiva sia in termini quantitativi, con una differenza tra cessazioni e assunzioni, quindi con un saldo netto, oltre il , pari a 6.200 unità, sia in termini di riduzione dell'età media degli operatori (circa tre anni in meno sull'età media degli operatori delle Forze di polizia).
Si precisa, altresì, che i criteri utilizzati per la ripartizione delle nuove unità sul territorio nazionale per la Polizia di Stato tengono prioritariamente conto degli incrementi destinati ai vari uffici e reparti della Polizia di Stato, definiti in occasione dell'approntamento periodico del piano di distribuzione. In particolare, mi riferisco al numero delle risorse da assegnare al termine dei vari corsi di formazione, alle esigenze rappresentate dai singoli uffici territoriali, centrali e periferici, nonché all'incidenza percentuale degli appartenenti al ruolo degli agenti e assistenti nei singoli comparti, sia come dotazione organica sia come forza effettiva, rispetto alla consistenza complessiva del ruolo in argomento.
In relazione al Piano nazionale di potenziamento della vigilanza per la stagione estiva - quindi solo ed esclusivamente per tale periodo -, è previsto l'impiego di ulteriori 2.452 unità ripartite come segue: Polizia di Stato, 435 dal 1° luglio al 10 agosto, che si avvicenderanno - in prosecuzione e senza soluzione di continuità - dall'11 al 31 agosto con altre 435 unità.
Si precisa che il rinforzo estivo con unità della Polizia di Stato interessa complessivamente 40 province, non 39 come scritto nell'interrogazione: sono 40 le province italiane toccate dai rinforzi estivi; Arma dei carabinieri, per circa 720 unità giornaliere nei mesi di luglio e agosto; Guardia di finanza, dal 2 al 16 agosto con un contingente di 1.297 unità, ovvero 10 per cento in più rispetto al 2025.
E adesso veniamo alle assegnazioni, quelle ordinarie del personale della Polizia di Stato sul territorio lombardo. Come richiesto dall'interrogante, si rappresenta che sono state assegnate 1.529 unità, a fronte di un totale di 980 cessazioni. In particolare, dal 1° dicembre 2022 al 31 luglio 2026 è stato previsto un aumento di 549 unità di personale appartenente ai ruoli degli ispettori e degli agenti e assistenti, cui si aggiungeranno 264 unità a partire dai mesi di agosto e settembre, in occasione della conclusione del 233° corso allievi agenti. Dunque, la regione Lombardia può contare su 813 unità aggiuntive rispetto agli anni precedenti.
È evidente che i risultati sinora ottenuti sono ancora più positivi se letti in relazione alla situazione degli organici che si è venuta a creare nel recente passato. Mi sia consentito sottolineare che alla difficile situazione ereditata stiamo ponendo rimedio con efficacia, in coerenza con l'impegno preso con i cittadini italiani e con una visione delle Forze di Polizia molto lontana da alcuni Governi precedenti. In poche parole, il Governo sta assumendo molte più Forze di Polizia dei Governi precedenti. Ha dovuto far fronte a un numero molto più alto di pensionamenti, largamente noto e completamente trascurato dai Governi precedenti, nonostante fosse un atto dovuto ai cittadini e di facile soluzione.
Da parte di questo Governo, una prova concreta della particolare attenzione riservata alle Forze di Polizia è costituita dal fatto che lo scorso 15 luglio è stato firmato il secondo contratto collettivo di lavoro del comparto, il quale prevede un ulteriore aumento stipendiale che si va ad aggiungere all'aumento già attribuito dal rinnovo concluso l'anno scorso sempre da questo Governo. Inoltre, abbiamo stanziato i fondi per il prossimo triennio, per un importo di oltre un miliardo di euro, cosa mai accaduta in passato. A ciò si aggiunga che lo scorso 20 luglio abbiamo firmato l'accordo definitivo per le risorse relative al FESI 2025 per un totale di ulteriori 158 milioni di euro.
Stiamo, pertanto, colmando una voragine e una mancata programmazione causata dall'inerzia della politica precedente e dagli sciagurati tagli alla sicurezza, frutto di una visione ragionieristica e miope dell'interesse pubblico.
Come già evidenziato innanzi a questa Assemblea il 10 giugno dal Ministro dell'Interno, il Governo è fortemente determinato a proseguire sulla strada del progressivo rafforzamento delle Forze di Polizia, tant'è che con il decreto-legge n. 23 del 2026, convertito in legge, sono state semplificate le procedure di accesso ai ruoli della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo della Polizia penitenziaria, proprio allo scopo di rendere più rapide le prossime assunzioni.
In conclusione, la linea del Governo in tema di sicurezza è chiara e corrisponde a quello che il Governo ha fatto e continuerà a fare: più risorse, più tutele, stipendi più alti alle Forze di Polizia, più investimenti e fondi sulle nuove tecnologie per progetti di sicurezza urbana su tutto il territorio nazionale.
Continueremo su questa strada, sostenuti dai risultati ottenuti in termini di contrasto ad ogni forma di eversione e di terrorismo, operando più arresti, sequestri e confische di beni alla criminalità organizzata, con un drastico calo degli ingressi di immigrati irregolari, nonché con un aumento esponenziale dei rimpatri degli stranieri irregolari e pericolosi, l'esatto contrario di quello che è stato fatto in alcuni Governi precedenti.
Questo Governo proseguirà con determinazione a garantire legalità e sicurezza ai cittadini, perseguendo l'obiettivo di potenziare le Forze di Polizia senza alcuna soluzione di continuità.
PRESIDENTE. Il deputato Benzoni ha facoltà, per dieci minuti, di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Sottosegretario. Non posso ritenermi soddisfatto, però parto da una premessa: ovviamente l'oggetto dell'interpellanza era tale perché, se arrivano nuovi poliziotti sul territorio, siamo tutti più contenti e ci mancherebbe. Ho qualcosa da obiettare sul fatto che i risultati siano evidenti, ma semplicemente per il fatto che siamo, nelle città lombarde, riempiti di comunicati da parte di Lega e Fratelli d'Italia sull'insicurezza delle nostre città. Evidentemente, non deve convincere me, ma deve convincere i suoi colleghi sul fatto che quest'opera di posizionamento di nuovi agenti stia funzionando nelle città lombarde. Devo dire che è abbastanza evidente a tutti, proprio dalle attività di opposizione che fanno e che fate come partiti, che questi risultati oggi non stiano arrivando.
Parto da un punto, che è la trasparenza. Io la ringrazio per questi dati - poi mi scaricherò i dati, è bello averli - ed è bello sapere di questi 2.452 agenti e solo 400 entrano nella Polizia di Stato e lei tante volte, anche nei che il profilo della Lega pubblica, confonde sempre i 3.000 nuovi agenti e poi il , inserendo tutte le Forze di Polizia comprese. Quindi, in questa sfornata di nuovi agenti in realtà la fa da padrone la Guardia di finanza, che sicuramente compie dei compiti molto importanti - la lotta all'evasione e non solo, perché tutto quello che fa la Guardia di finanza è importante - ma quello che ci interessava era il presidio del territorio e avere nuovi agenti di Polizia di Stato.
E su questo mi permetta una battuta, perché è una storia vera. C'era la mamma di un mio amico che ogni giorno tornava a casa e diceva che aveva vinto al lotto, però tutto questo non corrispondeva con un miglioramento del tenore di vita, perché soldi sul conto non ce n'erano e tanti acquisti non venivano fuori. La prima volta che qualcuno le ha chiesto: “Scusa, ma quanto hai vinto?” lei ha risposto: “Ho vinto 100 euro”; “E quanti ne hai spesi?”; “Ne ho spesi 200”. Si è capito che, insomma, la vincita al lotto era una parte parziale.
Io ho paura che questo sia quello che sta accadendo sulle Forze dell'ordine, nel senso che è davvero complicato avere i dati e lo dico nel senso che ci abbiamo lavorato un pochettino. Fortunatamente c'è un documento che viene pubblicato ogni anno, che si chiama PIAO - penso che questa sia la sigla: Piano integrato di attività e organizzazione -, che è l'unico documento ufficiale nel quale, all'allegato 4, si trovano i dati rispetto agli organici di Polizia di Stato. E allora, delle due l'una: o quello che lei mi ha detto oggi non è vero o quello che state pubblicando non è vero, nel senso che dal 2022 ad oggi la disponibilità di personale di Polizia di Stato in forza nel nostro Paese è notevolmente calata e quindi non c'è questo superiore ai pensionamenti.
Nel 2022 erano 97.797 gli agenti in servizio; nel 2023 erano 99.137, con un aumento; tornano a 97.931 nel 2024 e al 31 dicembre 2025, che è l'ultimo dato pubblicato, siamo a 96.186. Quindi, andando a prendere il documento del 2022 si evince che è il dato peggiore dal 2013 ad oggi, mentre abbiamo toccato anche picchi di oltre 100.000 unità di personale in servizio nel 2016 - io non so neanche chi ci fosse al Governo nel 2016 -, ma oggi questo è il dato peggiore degli ultimi 13 anni e soprattutto è un dato che è in calo. Quindi, se è vero - come lei dice - che il viene sostituito e anzi innalzato, non si capisce come questo possa essere.
Peraltro, il è abbastanza dettagliato e divide poi le Forze di Polizia tra chi svolge funzioni di polizia, chi svolge attività scientifica, chi svolge attività medica e chi svolge attività bandistica, che riguarda pochissimi numeri. E anche sulle funzioni di polizia, tutto questo dimostra come da 92.299, del 2022, siamo, al 31 dicembre 2025, a 91.184. Cioè, c'è un calo netto di quelle che sono le Forze di Polizia disponibili sul territorio. Allora, noi possiamo raccontare quello che vogliamo, cioè lei può raccontarci che c'è un rispettato e che stiamo assumendo più di quanti sono i pensionamenti, ma questo non accade.
Peraltro, sempre questo , che è triennale, quindi dal 2022 in poi, crea e anticipa quelli che sono i pensionamenti degli anni successivi e, quindi, anche nel documento ci sono le assunzioni che sono da effettuarsi e quelli che sono i possibili pensionamenti e devo dire che le previsioni le ha sempre anche sbagliate in difetto rispetto a quelli che sono i pensionamenti. Nel 2024 anticipa e immagina che ci siano 3.574 pensionamenti tra le funzioni di polizia quando, in realtà, nel 2025 se ne accertano 4.214, quasi 700 di più, e allo stesso modo nell'attività scientifica ne prevede 513 e arrivano ad essere 602. Questo è un dato di fatto, anche perché, appunto, invece dei famosi 4.000 pensionamenti all'anno che in tanti comunicati vediamo, questi diventano quasi 5.000 e quindi quel non viene rispettato, perché, prevedendo 4.000 assunzioni all'anno, il non viene colmato.
Io le ripeto, la volontà di collaborare per avere più agenti sul territorio penso che sia un elemento condiviso. Siamo molto felici degli annunci, però abbiamo trovato questi annunci un pochettino mediatici e poco seri, nel senso che effettivamente i numeri che ci sono stati dati erano molto confusionari e poco trasparenti.
Gli stessi ogni anno cambiano il del dato e quindi è anche molto complicato per un cittadino normale riuscire a paragonare il dato dell'anno prima e l'anno dopo perché, se ogni anno cambiate il del rapporto di trasparenza, è molto difficile ma il dato rimane quello. Faccio l'ingegnere gestionale e purtroppo i dati sono dati. L'organico delle Forze di Polizia sta calando: il dato 2025, l'ultimo disponibile, è il peggiore degli ultimi 13 anni. Quindi, al momento, non posso ritenermi soddisfatto di una risposta, che non è certamente in linea con i dati, cioè il rafforzamento delle Forze di Polizia e la sicurezza delle nostre città.
E, davvero, chiudo con la sua battuta: non solo lei ha fatto riferimento all'aumento delle Forze di Polizia, ma ha detto: “con evidenti risultati sul territorio”. Le assicuro che nelle nostre città questi risultati non solo non si vedono, ma sono contestati soprattutto dalla sua forza politica e quindi sarebbe la prima da convincere che la sicurezza sta migliorando in questa Nazione.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Quartini e altri n. 2-00889 .
Chiedo al deputato Quartini se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego ha 15 minuti, grazie.
ANDREA QUARTINI(M5S). Presidente, oggi parliamo di ENPAM. Cos'è l'ENPAM? Lo sappiamo tutti, ma ricordiamolo, è un ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri; è una struttura privata ma ha ancora una funzione pubblicistica di rilievo costituzionale in quanto i contributi dei medici sono sostanzialmente obbligatori. Rappresenta, per molti versi, l'antologia… una sorta - si direbbe in politica - di esempio plastico di opacità o di presunte tali, con conflitti di interesse, con speculazioni finanziarie. Abbiamo compensi dei vertici che sono sproporzionati, paragonabili a quelli della finanza privata, a fronte di una gestione di risorse pubbliche e previdenziali. Ci sono strategie finanziarie aggressive che hanno portato anche a perdite milionarie - derivati, salvataggi bancari - mettendo a rischio il patrimonio degli iscritti. C'è un intreccio sistemico di conflitti di interesse, dove i vertici dell'ente siedono nei consigli di amministrazione delle stesse banche in cui investono i contributi dei medici; esiste una forte attività di per preservare il perimetro contributivo, opponendosi a riforme, per esempio il passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia che, pur tutelando l'equilibrio del Fondo, potrebbe non corrispondere all'interesse previdenziale della categoria. Sono state presentate più interrogazioni, più interpellanze - soprattutto da parte nostra - rivolte al Governo sulla reale efficacia della vigilanza e della compatibilità di queste pratiche con i principi costituzionali.
Con l'interpellanza di oggi si chiede al Governo quale sia la postura e l'attività di Governo sulla vigilanza. Come possono i Ministri continuare a sostenere, com'è successo nelle interrogazioni che abbiamo proposto, un'efficace vigilanza, se proprio sotto di essa, mentre vigilano, si sono verificate situazioni che hanno portato a indagini della magistratura contabile?
Per quanto riguarda i compensi, quali verifiche sono state svolte, negli ultimi cinque anni, sui compensi del presidente ENPAM, distinguendo quelli istituzionali da quelli percepiti per incarichi in fondi partecipati? Sul conflitto di interessi, il Governo ritiene compatibile con i principi di una sana gestione e assenza di conflitti che il Presidente possa deliberare investimenti e, contemporaneamente, percepire compensi dagli stessi strumenti finanziari in cui investe? Sul ruolo dell'ente, il Governo non ritiene che il coinvolgimento in operazioni di finanza rappresenti un'alterazione della funzione previdenziale, trasformando il risparmio obbligatorio in uno strumento di sostegno a strategie a grandi gruppi finanziari? Non ritiene ormai improcrastinabile una ripubblicizzazione degli enti medesimi?
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO DURIGON,. Grazie, Presidente. Con il presente atto di sindacato ispettivo gli onorevoli interroganti pongono l'attenzione sugli aspetti relativi sia alla gestione amministrativa di risorse finanziarie da parte dell'ENPAM sia a profili retributivi degli organi di vertice del medesimo ente, oggetto di approfondimento da parte della magistratura contabile.
In via preliminare, occorre evidenziare che l'ENPAM, pur a seguito della privatizzazione stabilita ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, persegue uno scopo di pubblico interesse, amministrando forme di previdenza e assistenza obbligatorie a tutela della categoria professionale di riferimento. Di conseguenza, i fondi gestiti, provenienti dal contributo obbligatorio per gli iscritti, rimangono permanentemente destinati alla copertura previdenziale e l'ente è vincolato, sul piano costituzionale, al rispetto dei principi di trasparenza, prudenza e corretta gestione.
Sebbene il decreto legislativo n. 509 del 1994 riconosca agli enti previdenziali privatizzati un'autonomia gestionale e organizzativa, tale autonomia non è mai illimitata, né priva di vincoli.
Coerentemente con tale assetto, l'ente è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell'Economia e delle finanze, oltre che al controllo della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza, della COVIP, e al controllo della stessa Corte dei conti.
In particolare, il Ministero del Lavoro esercita la vigilanza di carattere giuridico-amministrativo ed economico-finanziario, tenuto conto dell'autonomia gestionale-organizzativa e contabile, riconosciuta agli stessi enti dall'articolo 2 del decreto-legge del 1994, n. 509.
È doveroso precisare, sotto il profilo strettamente normativo, che la legislazione vigente, in particolare la legge n. 205 del 2017 e la legge n. 160 del 2019, nonché le sentenze della Corte costituzionale n. 7 del 2017 e n. 29 del 2026, esclude gli enti di previdenza privati dal perimetro di applicazione diretta dei tetti retributivi pubblici, previsti per le amministrazioni dello Stato. Di conseguenza, le delibere sui compensi degli organi statali non sono soggette a una formale approvazione preventiva da parte dei Ministeri vigilanti.
La non applicabilità del limite normativo, tuttavia, non esonera l'ente dall'obbligo di una condotta amministrativa responsabile ed efficiente.
Più in generale, gli stessi enti risultano sottoposti a un articolato sistema di controlli al fine di garantire il perseguimento delle finalità istituzionali di rilievo costituzionale - articolo 38 -, nel cui ambito rientrano i controlli effettuati dai collegi sindacali, dalla società di revisione, dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), dalla Corte dei conti e della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.
Per questa ragione, tramite i rappresentanti ministeriali che siedono nel collegio dei sindaci dell'ENPAM, organo deputato per legge a vigilare sulla corretta amministrazione, sono stati già attivati i canali di controllo interno, sollecitando un'immediata e dettagliata relazione sulla congruità, sulla legittimità e sulla cumulabilità di tutti gli emolumenti percepiti a vario titolo dai vertici di tutti gli enti di previdenza, con particolare attenzione alle cariche ricoperte nei fondi di gestione del patrimonio.
Si evidenzia che gli atti deliberativi, concernenti la determinazione dei compensi e delle indennità degli organi statutari degli enti, di cui al decreto-legislativo n. 509 del 1994 e il decreto-legislativo n. 103 del 1996, formano oggetto di costante monitoraggio istituzionale. I Ministeri vigilanti, nell'esercizio delle prerogative loro attribuite dalla legge, provvedono, da sempre, all'esame sistematico dei bilanci preventivi e consuntivi, oltre che delle delibere relative alle variazioni regolamentari e ai compensi, allo scopo di verificarne la compatibilità con i criteri di adeguatezza dei costi di gestione e di sostenibilità economico-finanziaria a lungo termine. Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, insieme al MEF, una volta acquisiti gli esiti degli approfondimenti in corso, valuterà - per quanto di competenza - l'adozione di misure atte a scongiurare ogni situazione di irregolarità, anche sotto il profilo contabile dell'ente.
In conclusione, si ribadisce che i Ministeri vigilanti intendono continuare a svolgere la funzione di controllo con il massimo rigore. L'obiettivo primario dell'azione di vigilanza esercitata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali resta infatti quello di garantire che la gestione del patrimonio ENPAM sia indirizzata esclusivamente al servizio dei medici e degli odontoiatri iscritti, impedendo che le risorse previdenziali vengano distolte dalle proprie finalità istituzionali. Le allego anche la relazione COVIP in modo che possa essere elemento di questa risposta.
PRESIDENTE. Grazie, Sottosegretario, volendo può consegnare direttamente al deputato Quartini la relazione da lei menzionata, naturalmente. Il deputato Quartini ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza. Ha dieci minuti, collega.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie Presidente, grazie Sottosegretario Durigon. Non sono soddisfatto per un motivo semplice: questo è il Governo dei “farò”, dei “controllerò”, dei “verificherò”. Io credo che questo racconto, questa narrazione ormai non ha più senso: è quattro anni che governate e “farò”, “vedrò”, “provvederò”, “vigilerò” è qualcosa che non ha assolutamente più senso. Non siamo, non possiamo essere soddisfatti.
Non possiamo essere soddisfatti sull'idea che comunque c'è un monitoraggio costante, ma non vediamo i risultati di questo monitoraggio. Non possiamo essere soddisfatti sul fatto che ci sono dei canali di controllo interno sui compensi, sui fondi di gestione. Non dubito che chi è, diciamo, l'autore di questi controlli lavori anche con rigore, però non ne sappiamo niente. Io le voglio ricordare alcuni aspetti rispetto alle criticità nella gestione di questo ente previdenziale. Di fatto, siamo di fronte a una casta autoreferenziale. Abbiamo il presidente dell'ENPAM che percepisce un compenso annuo complessivo di 900.000-1.000.000 di euro. Chiaramente non è lo stipendio base e basta, ci sono anche le indennità e i . Il vicepresidente e il direttore generale percepiscono cifre simili, portando il costo dei soli tre vertici a oltre 2 milioni di euro l'anno. Voi pensate che la pensione media di un medico ENPAM è di circa 1.800-2.200 euro netti al mese: un anno di stipendio del presidente equivale a 40 anni di pensione di un medico iscritto all'ENPAM. È un'anomalia assolutamente importante da un punto di vista istituzionale. I compensi sono equiparabili a quelli di un bancario, nonostante l'ENPAM sia un ente di diritto privato che gestisce contributi obbligatori con finalità previdenziali e non opera in un mercato concorrenziale. Il consiglio d'amministrazione che autorizza questi stipendi è composto in gran parte da rappresentanti degli Ordini dei medici, creando un conflitto di interessi strutturale, dove il controllore coincide con il controllato. Questo è sotto gli occhi di tutti. E, in quattro anni, questa vigilanza, questa capacità di monitorare questa situazione mi sembra sia assolutamente assente.
Andiamo a vedere, poi, gli investimenti e l'azzardo finanziario. Nel 2012, ENPAM ha perso 500 milioni di euro su contratti derivati stipulati con UniCredit, Barclays, Nomura. La magistratura accertò che non c'era consapevolezza dei rischi da parte degli amministratori. Nel 2016, l'ENPAM ha sottoscritto un fondo che si chiama Fondo Atlante per ricapitalizzare Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza, con un'esposizione di 350 milioni di euro andati interamente perduti. Ha partecipato a ricapitalizzazioni di Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena, subendo ulteriori pesanti minusvalenze. L'ENPAM è diventato azionista di peso in Banco BPM e ha espresso un proprio consigliere d'amministrazione. Lo stesso presidente di ENPAM è stato in carica dal 2017 al 2020, percependo un gettone annuo di circa 100.000 euro. Questo rappresenta un conflitto di interessi lampante: lo stesso soggetto delibera gli investimenti come presidente Enpam e siede nel consiglio d'amministrazione della società partecipata come amministratore, confondendo il ruolo di investitore e di gestore. Le giustificazioni lasciano veramente perplessi: di fatto, i medici hanno finanziato salvataggi di sistema, sopportando perdite, mentre i vertici consolidavano legami personali con il mondo finanziario.
Non mi soffermo ulteriormente sugli aspetti di che ENPAM esercita, perché comunque ha gestito l'ente che avrebbe subito un danno economico dalla riforma, ha diretto l'Ordine che rappresenta tutti i medici - inclusi giovani favorevoli alla dipendenza - per avere maggiori tutele; l'Ordine ha ufficialmente combattuto la riforma, difendendo di fatto gli interessi di bilancio di ENPAM, a scapito di un dibattito trasparente sulle aspettative previdenziali della categoria. Quindi, diciamo, hanno condotto - e non so fino a che punto ciò fosse nel perimetro di attività di un ente previdenziale, che comunque dovrebbe essere terzo rispetto a queste situazioni - una difesa dei propri interessi, perché sarebbero venuti meno i contributi, nonostante una gran parte dei medici di famiglia fosse d'accordo, indipendentemente dall'espressione degli Ordini. Diciamo che la gestione di ENPAM incarna un modello di autogoverno previdenziale che ha generato un sistema di conflitti di interessi strutturali, dove i ruoli di controllore, investitore e beneficiario rappresentano non un conflitto di interessi, ma una confusione di interessi. È un qualcosa di poco chiaro.
I rischi principali, ovviamente, sono: costi di vertice sproporzionati che impoveriscono il patrimonio destinato alle pensioni, quindi un drenaggio di risorse assolutamente inaccettabile; un patrimonio a rischio, perché esposizione alla finanza speculativa e perdite ingenti sono incompatibili - incompatibili! - con i principi di prudenza previdenziale; c'è una perdita di fiducia, perché questo intreccio di interessi mina la fiducia degli iscritti. Io sono medico, lo so quanto i miei colleghi si lamentano della gestione di ENPAM. Ovviamente non riguarda solo ENPAM, riguarda anche l'ente previdenziale degli psicologi e altri enti previdenziali su cui queste vigilanze, che il Governo dovrebbe esprimere, non si realizzano. C'è l'attività di che determina una distorsione delle riforme, perché per preservare, ovviamente, il proprio perimetro contributivo, tende a ostacolare le riforme. E anche questo è un aspetto estremamente discutibile.
Credo che la nostra richiesta di una revisione radicale della , con una netta separazione dei ruoli, una riduzione dei compensi e un ritorno a criteri di trasparenza e prudenza, sia l'unica via percorribile per tutelare il futuro previdenziale dei medici e degli odontoiatri italiani.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente De Maria ed altri n. 2-00886 .
Chiedo al deputato De Maria se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. La risposta è affermativa. Prego.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente, grazie Sottosegretario. Come veniva ricordato, l'interpellanza urgente riguarda l'interramento della ferrovia Porrettana nel comune di Casalecchio di Reno, nella città metropolitana di Bologna. Il carattere di urgenza sarà evidente nell'illustrazione che farò ora.
L'intervento ferroviario inerente all'interramento della linea Porrettana rientra nel progetto ben più ampio denominato “Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno”, inserito nel programma delle infrastrutture strategiche della legge 21 dicembre 2001, n. 443, la ex legge Obiettivo, e si colloca in affiancamento all'intervento stradale, a cura di Anas, di circa quattro chilometri, suddiviso in stralcio nord e stralcio sud, inerente alla variante alla strada statale 64. Nello specifico, a cura di RFI vi è la parte di sistemazione del tratto di linea ferroviaria Bologna-Pistoia in corrispondenza della fermata di Casalecchio di Reno, con l'interramento di un tratto di linea ferroviaria in affiancamento all'interramento stradale della strada statale 64 Porrettana a cura di Anas, con conseguente soppressione del passaggio a livello di via Marconi.
I benefici per il territorio derivanti dalla realizzazione di quanto si sta facendo e di quanto si dovrebbe fare, in particolare dal completamento della ferrovia “Porrettana”, sono di grande rilievo: il miglioramento e la regolarità della circolazione ferroviaria e della sicurezza stradale e ferroviaria; la ricucitura del tessuto urbano interessato dall'attraversamento della linea ferroviaria storica Pistoia-Bologna; il miglioramento della viabilità stradale esistente; la predisposizione della sede ferroviaria per un futuro raddoppio e potenziamento dell'infrastruttura, elemento quest'ultimo davvero di grande interesse per il territorio, per i cittadini e per le imprese. Sul tema c'è, a livello territoriale, una vasta convergenza di opinioni tra le forze politiche, senza distinzioni sulla necessità dell'opera.
Per quanto riguarda gli interventi sulla strada statale curati da ANAS, i cosiddetti Stralcio Nord e Stralcio Sud, sono relativi alla strada nuova Porrettana, per cui, mentre è in fase di completamento lo Stralcio Nord, sta prendendo avvio lo Stralcio Sud, entrambi già finanziati. Considerato il forte impatto che il cantiere e la realizzazione dell'opera hanno avuto sulla città di Casalecchio di Reno, sarebbe del tutto auspicabile che l'interramento della linea ferroviaria e i conseguenti lavori avvenissero in continuità con il completamento dei lavori degli Stralci già realizzati o in corso di realizzazione riguardanti la viabilità stradale, ciò anche al fine di poter intervenire sulla superficie delle gallerie completate, sia stradali che ferroviarie, al fine di connettere la città in maniera continua e coordinata. Altrimenti, intervenire su una nascente connessione urbana in vista di una futuribile riapertura di un cantiere che divide la città sarebbe maggiormente disagevole sia per la cittadinanza, sia per la viabilità rispetto al naturale prolungarsi di un cantiere già in essere.
Il progetto definitivo del Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, Stralcio ferroviario, che è stato inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti in data 18 settembre 2023, con richiesta di indicazioni in merito alla copertura finanziaria, ai fini del conseguente avvio dell'iter autorizzativo, risulta ad oggi ancora sprovvisto di copertura finanziaria. Si è svolto un incontro tra i vertici della regione Emilia- Romagna e il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti in sede ministeriale in data 3 febbraio 2025, al fine di individuare quali opere sono prioritarie per il territorio e quali criticità presentano le opere già in corso, condividendo l'obiettivo che deve essere il completamento delle opere in corso e/o parzialmente già realizzate.
Per questo, chiedo al Governo, al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti - ma qui il Governo è rappresentato dal Sottosegretario Durigon, quindi lo chiedo a lei - se intenda adottare iniziative di competenza volte a finanziare e a completare l'opera, ritenuta dalla comunità territoriale strategica, ma da considerarsi fondamentale in un contesto più ampio di gestione e pianificazione degli interventi per migliorare la rete ferro-stradale di un'area vasta. Ricordo che l'area vasta di Bologna ha una particolare centralità nel sistema della mobilità del Paese, quindi parliamo certamente di interventi di interesse per un comune e per una città metropolitana, ma soprattutto di valore nazionale .
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato, Claudio Durigon, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO DURIGON,. Grazie, Presidente. In merito ai quesiti posti dagli onorevoli interpellanti, si fornisce un quadro aggiornato sulla situazione degli interventi che interessano il nodo infrastrutturale di Casalecchio di Reno, sotto il profilo sia stradale sia ferroviario, opere che rivestono un'importanza strategica per il miglioramento della mobilità dell'area metropolitana di Bologna e, più in generale, per il rafforzamento dei collegamenti tra il capoluogo emiliano e l'Appennino.
Per quanto concerne il Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno - Stralcio Nord, si tratta del primo lotto funzionale dell'intervento integrato inserito nel primo programma delle infrastrutture strategiche nell'ambito dei cosiddetti valichi appenninici. L'opera consentirà di realizzare il collegamento tra il raccordo autostradale di Casalecchio e il nuovo tratto della SS64 “Porrettana”, realizzato da Autostrade per l'Italia nell'ambito dell'ampliamento della terza corsia dell'autostrada A1. L'intervento interessa interamente il territorio del comune di Casalecchio di Reno e prevede una variante plano-altimetrica della SS64 di circa 2,1 chilometri, dei quali 1,2 in galleria artificiale, con caratteristiche di strada extraurbana principale a due corsie per senso di marcia. Il progetto comprende inoltre due svincoli a livelli sfalsati, importanti opere di sostegno, interventi di protezione della linea ferroviaria, sistemi drenanti e nuove opere di collettamento delle acque. L'investimento complessivo ammonta a circa 187,5 milioni di euro, ed è finanziato per oltre 155 milioni di euro da Autostrade per l'Italia e per circa 32 milioni di euro dal Fondo unico ANAS, nell'ambito del Contratto di Programma 2016-2020 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ANAS.
Dopo l'approvazione del progetto esecutivo, nel dicembre 2020, l'aggiudicazione dei lavori, nel luglio 2021, e la consegna del cantiere - settembre dello stesso anno -, i lavori hanno registrato un avanzamento particolarmente significativo. Ad oggi, lo stato di avanzamento dell'opera è pari a circa il 98 per cento. Con riferimento allo stato di avanzamento dell'intervento, si rappresenta che risultano completate le principali opere civili previste dal progetto, comprese la galleria con i relativi imbocchi, le uscite di emergenza e i profili redirettivi, nonché lo svincolo di Faianello e la pavimentazione dell'intero asse stradale. Sono attualmente in corso le relative attività di posa delle barriere di sicurezza, installazione degli impianti tecnologici, completamento della viabilità di raccordo con la rete esistente, nonché di realizzazione delle opere a verde e della segnaletica stradale, indispensabili ai fini della piena funzionalità e della messa in esercizio dell'infrastruttura. Sulla base dell'attuale cronoprogramma e salvo il verificarsi di circostanze impreviste, l'ultimazione dei lavori e l'apertura al traffico della variante sono previste entrambe entro l'autunno del 2026.
In continuità con tale intervento, è prevista la realizzazione del Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno - Stralcio Sud, destinato a completare il nuovo itinerario della variante alla SS64 per un'estensione complessiva di circa 4 chilometri. L'opera, individuata con DPCM 5 agosto del 2021 tra gli interventi infrastrutturali di particolare complessità, ai sensi della disciplina del cosiddetto Sbloccacantieri, è affidata a un Commissario straordinario e interessa prevalentemente il territorio del comune di Casalecchio di Reno e, in misura limitata, quello di Sasso Marconi. Lo Stralcio Sud prevede la realizzazione di una nuova viabilità extraurbana secondaria, il completamento dello svincolo di Faianello, la realizzazione di un viadotto di circa 65 metri sulla rotatoria già realizzata con lo Stralcio Nord, di una cavalcaferrovia di circa 194 metri sulla linea Bologna-Pistoia e di un sottopasso in calcestruzzo armato. L'investimento complessivo è pari a 76,3 milioni di euro, integralmente finanziato con risorse statali.
Sono già state completate tutte le attività propedeutiche alla cantierizzazione, compresa la bonifica degli ordigni bellici, le indagini archeologiche preventive, il monitoraggio ambientale e la risoluzione delle interferenze. L'appalto è stato affidato sulla base del progetto definitivo con affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori. Il progetto esecutivo è stato approvato dal Commissario straordinario il 3 dicembre 2025 e i lavori sono stati consegnati il 20 gennaio 2026, con una durata contrattuale di 620 giorni. Lo stato di avanzamento dei lavori risulta, ad oggi, pari a circa l'11 per cento. Risultano completate le attività di accantieramento, la realizzazione dei micropali e dei pali di fondazione del cavalcavia sovrastante la rotatoria di Faianello e lo scotico delle aree interessate dai nuovi rilevati stradali. Attualmente sono in corso la realizzazione dei rilevati stradali, la realizzazione degli attraversamenti idraulici, delle opere di fondazione del viadotto “Rotatoria”, dei micropali e dei pali del viadotto “Cantagallo”, nonché l'attività di monitoraggio ambientale.
Accanto al potenziamento della viabilità stradale, il Governo attribuisce analoga rilevanza strategica al rafforzamento della direttrice ferroviaria Bologna-Porretta, con particolare riferimento al raddoppio della tratta Casalecchio Garibaldi-Sasso Marconi. La Regione Emilia-Romagna ha rappresentato la necessità di procedere al potenziamento di questa tratta, evidenziandone il ruolo determinante per incrementare la capacità della linea e migliorare la qualità del servizio ferroviario regionale. In coerenza con tali esigenze, nell'ambito dell'aggiornamento del Contratto di Programma tra il Ministero e Rete Ferroviaria Italiana, RFI ha condiviso l'opportunità di avviare gli approfondimenti progettuali necessari, inserendo l'intervento “Porrettana/Bologna-Pistoia - raddoppio della tratta Casalecchio Garibaldi-Sasso Marconi” nell'Appendice X dell'Aggiornamento 2023 della Parte Investimenti del Contratto di Programma, previsione successivamente confermata nell'aggiornamento, che è divenuto recentemente pienamente efficace.
L'intervento risulta inoltre pienamente coerente con gli strumenti di programmazione territoriale della Regione Emilia-Romagna. L'Accordo Quadro, sottoscritto nell'aprile del 2024, lo individua infatti tra gli interventi infrastrutturali non finanziati e utili allo sviluppo dei servizi, da realizzare nello scenario successivo al 2028-2029. Analoga previsione è contenuta sia nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti sia nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana di Bologna. Per dare concreta attuazione a questo percorso, nei primi mesi del 2025 RFI ha avviato la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, attraverso un'articolata valutazione di diverse soluzioni progettuali elaborate sulla base del quadro esigenziale e delle specifiche funzionali condivise.
Tale attività tiene conto anche degli interventi già in corso di sviluppo lungo la linea, tra i quali il progetto relativo al nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, con l'interramento della linea Porrettana, al fine di assicurare la piena integrazione e coerenza degli investimenti programmati. Le alternative progettuali attualmente in corso di approfondimento si differenziano principalmente per l'estensione del raddoppio della linea, con ipotesi che prevedono il prolungamento da Casalecchio Garibaldi fino a Sasso Marconi ovvero fino a Lama di Reno, nonché per il diverso assetto delle stazioni e delle fermate, che potrà comprendere anche la realizzazione di nuove località in sostituzione di quelle esistenti. Tutti gli scenari presi in esame prevedono inoltre, nelle tratte interessate dal raddoppio, la soppressione dei passaggi a livello, con significativi benefici in termini di sicurezza, regolarità della circolazione e riduzione delle interferenze con la viabilità stradale. Le soluzioni in fase di valutazione sono accomunate da un obiettivo preciso: incrementare la capacità della linea, migliorarne le prestazioni e creare le condizioni per un servizio ferroviario più puntuale, più regolare e maggiormente competitivo, consentendo nel tempo anche un aumento della frequenza dei collegamenti lungo l'intera direttrice Porretta Terme-Bologna fino a Pianoro.
Per quanto riguarda lo stato di avanzamento dell'intervento, il DocFAP è attualmente in fase di redazione e la conclusione delle attività è prevista entro il 2026. Successivamente, una volta completato il previsto iter di approvazione interna di RFI, la documentazione progettuale sarà formalmente trasmessa al MIT nei primi mesi del 2027, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 4, comma 5, del vigente contratto di programma-investimenti.
Con riferimento, infine, allo stralcio ferroviario del nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, esso prevede l'interessamento della linea ferroviaria in affiancamento al nuovo tracciato della SS64, la realizzazione della nuova fermata ferroviaria di Casalecchio di Reno in galleria e la soppressione del passaggio a livello di via Marconi. Per garantire la continuità dell'esercizio ferroviario durante i lavori, il progetto definitivo prevede anche la realizzazione di un binario provvisorio sulla copertura della galleria stradale realizzata da ANAS, così da assicurare la regolare circolazione dei treni per tutta la durata del cantiere. Si ricorda che il progetto preliminare dell'intero nodo ferro-stradale fu approvato dal CIPE nel 2006. Successivamente, nel 2012, venne approvato il progetto definitivo limitatamente alla componente stradale, rinviando l'approvazione della parte ferroviaria alla disponibilità delle necessarie risorse finanziarie. Come ricordato dall'onorevole interpellante, RFI ha trasmesso al Ministero il progetto definitivo. Il costo a vita intera dell'intervento è di circa 140,38 milioni di euro, di cui finanziati 4,21 milioni di euro a valere sull'aggiornamento 2025 del contratto di programma MIT-RFI 2022-2026-parte investimenti.
Il Governo è consapevole del valore strategico di questi interventi per il territorio bolognese e per il rafforzamento del sistema della mobilità regionale. In tale prospettiva, continuerà a monitorare l'avanzamento dei lavori dello Stralcio Nord e dello Stralcio Sud, nonché lo sviluppo della progettazione ferroviaria, mantenendo un confronto con ANAS, Rete Ferroviaria Italiana, la regione Emilia-Romagna e gli enti territoriali. L'obiettivo è accompagnare il percorso progettuale affinché, compatibilmente con gli esiti delle attività tecniche, con le risorse che si renderanno disponibili e nel rispetto dei criteri di sostenibilità tecnica, economica e finanziaria, possano essere valutate le condizioni per la realizzazione delle opere previste, nell'interesse del territorio e dei cittadini.
PRESIDENTE. Il deputato De Maria ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza. Ha 10 minuti, collega.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il quadro complessivo, che il Sottosegretario ha ricordato, mi era noto. La parte di interventi legati alla viabilità stradale in corso di realizzazione è molto avanzata, in particolare per quanto riguarda l'intervento che interessa Casalecchio di Reno. Questo è certamente un fatto molto, molto positivo. Così come c'è un tema complessivo di intervento sulla rete ferroviaria e, in particolare, il raddoppio del binario fino a Sasso Marconi, da Casalecchio Garibaldi a Sasso Marconi, è sicuramente una priorità di grande rilievo.
Il tema, però, che ponevo nell' interpellanza, a cui non ho avuto sinceramente risposta - né in un senso né nell'altro-, era un altro. Cioè, adesso stanno terminando i cantieri: come ricordava il Sottosegretario, l'intervento sulla strada statale Porrettana è realizzato già al 98 per cento. Per quanto riguarda, nello specifico, l'interramento della ferrovia Porrettana a Casalecchio di Reno, invece, è ancora tutto fermo. E non ci sono, mi sembra di avere capito dal testo che ha letto il Sottosegretario, le risorse finanziarie pronte.
Ora, il tema che pongo nell'interpellanza è questo: siccome si interviene nella stessa area e sullo stesso territorio, la cosa più normale e ragionevole, per la parte specifica che riguarda l'interramento della ferrovia a Casalecchio di Reno, sarebbe intervenire subito dopo l'intervento sulla viabilità stradale. È chiaro infatti che, in questo modo, sono minori i disagi per gli interventi sul territorio e, fra l'altro, è più realistico che l'intervento si realizzi. Intervento che, poi, è importante e propedeutico al raddoppio del binario della ferrovia Porrettana, fino a Sasso Marconi. Quindi, su questo non c'è stata una risposta nel testo che è stato letto. Ovviamente, non lo dico a lei che rappresenta il Governo e ha letto il testo che le ha dato il Ministero competente; lo dico per il verbale, poi valuteremo - anzi, la ringrazio molto per la puntualità e la presenza - che altre iniziative assumere, anche in raccordo con gli enti locali e la regione, perché, invece, questa opportunità di intervenire subito sull'interramento della ferrovia Porrettana a Casalecchio di Reno è un'opportunità che credo non si dovrebbe perdere. È importante per il territorio e, appunto, propedeutica a un quadro più complessivo di interventi che, sostanzialmente, per la parte stradale, sono stati realizzati o si stanno realizzando e sono ancora fermi, invece, per la parte che riguarda il collegamento ferroviario .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, con lettera in data 23 luglio 2026, ha presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato, ai sensi dell'articolo 96-, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla II Commissione (Giustizia): “Conversione in legge del decreto-legge 23 luglio 2026, n. 127, recante misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano” (3043) - .
Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.
PRESIDENTE. Avverto che, nell'allegato A al resoconto della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi per il seguito dell'esame del disegno di legge n. 2961 recante disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
: CAIATA, per la III Commissione; CHIESA, per la IV Commissione.
2.
Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025. (Doc. VIII, n. 7)
Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026. (Doc. VIII, n. 8)













