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Giovedì 07 Maggio 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 655 - Decreto commissari straordinari, approvazione definitiva
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (A.C. 2910).
XIX LEGISLATURA
655^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 7 maggio 2026 - Ore 9,30
Seguito della discussione del disegno di legge (per le dichiarazioni di voto finale e per la votazione finale):
S. 1832 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (Approvato dal Senato). (C. 2910)
Relatore: MILANI.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Sull'ordine dei lavori
- Disegno di legge: S. 1832 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (Approvato dal Senato) (A.C. 2910) (Seguito della discussione ed approvazione)
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Si riprende la discussione
- S. 1832 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (Approvato dal Senato).(C. 2910)
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2910
- Vice Presidente RAMPELLI Fabio
- Deputato GIACHETTI Roberto (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputata GHIRRA Francesca (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputata RUFFINO Daniela (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato SANTILLO Agostino (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputata MAZZETTI Erica (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputata MONTEMAGNI Elisa (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato SIMIANI Marco (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato MATTIA Aldo (FRATELLI D'ITALIA)
- Votazione finale ed approvazione - A.C. 2910
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2910
- S. 1832 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (Approvato dal Senato).(C. 2910)
- Sull'ordine dei lavori
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO GIACHETTI, legge il processo verbale della seduta del 5 maggio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 88, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Riccardo Tucci. Ne ha facoltà.
RICCARDO TUCCI(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, intervengo stamattina per chiedere un'informativa urgente al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in merito a ciò che sta accadendo nella mia città, a Vibo Valentia.
Presidente, negli ultimi mesi c'è stata un' di attentati criminali che non si vedeva ormai da decenni.
Credo che non ci siano parole migliori, per descrivere la situazione, di quelle del giornalista Maurizio Bonanno che, in un articolo di giornale che ho letto ieri sera, scrive: “Vibo Valentia, città sotto assedio”. Ed è veramente una città sotto assedio, perché queste parole nascono non da un episodio isolato, ma da un'- lo ripeto - di attentati quasi infinita avvenuta negli ultimi mesi.
Li voglio elencare in quest'Aula, perché voglio che giunga a queste persone tutta la mia solidarietà e quella dell'Aula della Camera dei deputati, perché voglio far sapere a imprenditori, dirigenti degli enti locali e a personaggi politici locali che non sono soli, che le istituzioni sono con loro. Prima di formulare le richieste che intendo rivolgere al Ministro Piantedosi, voglio fare un elenco.
Nel 2025 è stata incendiata l'auto della dirigente del comune, Claudia Santoro; nel mese di dicembre 2025, 5 colpi di pistola sono stati sparati contro l'abitazione del presidente del consiglio comunale, Antonio Iannello. A gennaio, c'è stato un ulteriore alzamento di livello, perché il 23 gennaio è stata ritrovata una bottiglia incendiaria presso la macelleria Chiarello; nello stesso giorno si è verificato un attentato incendiario nel cantiere della ditta impegnata presso la scuola “Buccarelli”; il giorno seguente, il 24 gennaio, ben 3 automobili sono state incendiate a Vena di Ionadi, un comune limitrofo, fra cui quelle del titolare di una farmacia e del titolare di un'attività di ristorazione; il 28 gennaio, 4 giorni dopo, è arrivata una lettera di minacce di morte all'imprenditore Patania; poi si arriva al 30 aprile, quando il livello si alza ulteriormente, perché è stato preso a bastonate il dirigente del consiglio del comune di Vibo Valentia, Andrea Nocita, davanti alla stazione. Il 4 maggio vi è un ulteriore attentato, in questo caso un , perché, in un'unica notte, sono state colpite con colpi di fucile ben 5 aziende: Metal Sud, Sud Edil Ferro, Colloca Agricola, Baldo e Kernel. Ed è di ieri sera la notizia di un'ulteriore lettera di minacce con il messaggio “il prossimo sarai tu”, recapitato all'assessore al personale, anch'egli del comune di Vibo Valentia, Marco Talarico.
A tutte queste persone voglio che giunga la solidarietà di quest'Aula . A tutte queste persone vorrei far sapere che lo Stato non li lascerà da soli. Ed è per questo che chiedo l'informativa urgente al Ministro dell'Interno Piantedosi per sapere se sia informato o meno su ciò che sta accadendo e se sia in grado di mettere a disposizione risorse immediate per la prefettura e il comune per installare impianti di videosorveglianza, per mettere sotto protezione il personale, per dimostrare ai cittadini e alle imprese che non sono da soli e per aiutarli, eventualmente, con riferimento ai danni economici e morali subiti.
È qualcosa a cui questo Governo, questo Parlamento, quest'Aula non possono rifiutarsi, perché tutti questi attentati, Presidente, non voglio accusare nessuno, ma sono riconducibili a un episodio specifico accaduto alla fine del 2025: per decorrenza dei termini, sono state rilasciate alcune persone coinvolte nel processo Rinascita-Scott che, con la condanna in secondo grado, sono libere e, fino alla Cassazione, saranno ancora libere. Non aspettiamo che ci scappi il morto .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2910: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.
Ricordo che nella seduta di ieri si è concluso l'esame degli ordini del giorno.
Dovremmo passare al voto finale. Dobbiamo rilevare l'attuale assenza del relatore, che è comunque in arrivo. Se non ci sono obiezioni, possiamo comunque iniziare le dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare il deputato Roberto Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signor Presidente. Mi sono permesso di dire che era lo stesso, esattamente come ho detto in altre occasioni: che la maggioranza ci sia o non ci sia, attraverso il Governo o il relatore, non cambia niente, la sostanza è sempre la stessa .
Signor Presidente, il gruppo di Italia Viva voterà convintamente contro questo provvedimento. Non si tratta di una contrarietà ideologica e voglio dirlo con chiarezza fin dall'inizio: noi non siamo contrari alle infrastrutture, non siamo contrari alla modernizzazione del Paese e non siamo contrari neppure all'utilizzo di strumenti straordinari quando davvero servono a sbloccare opere ferme da anni. Lo abbiamo dimostrato in passato, anche sostenendo scelte difficili quando erano nell'interesse nazionale. Ma proprio per questa ragione, proprio perché prendiamo sul serio questi strumenti, non possiamo accettare un decreto come quello che oggi ci viene imposto.
Questo provvedimento è l'ennesimo esempio di un metodo che riteniamo profondamente sbagliato: un testo eterogeneo, privo di coerenza, costruito mettendo insieme materie diversissime tra loro, senza un disegno organico e, soprattutto, senza una reale urgenza. Ci tornerò dopo. È un decreto che parla, come si dice, della qualunque, dentro il quale si inseriscono temi cruciali senza consentire al Parlamento di discuterli davvero.
Infatti, ancora una volta, il Governo sceglie la strada della fiducia. Una fiducia che non è solo uno strumento procedurale, ma è diventata ormai un modo sistematico per comprimere il dibattito parlamentare. È, nei fatti, un commissariamento del Parlamento e, quando questo si somma al commissariamento della pubblica amministrazione, che questo decreto estende e rafforza, il risultato è una concentrazione di potere che dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore l'equilibrio istituzionale. Noi vediamo un Governo che, pur avendo una larga maggioranza, rinuncia al confronto, rinuncia alla qualità della legislazione, rinuncia, persino, ad utilizzare fino in fondo la propria forza politica per fare riforme vere. D'altra parte, ripeto, questa è l'ennesima occasione in cui viene dimostrata palesemente l'intenzione del Governo rispetto a questo rifiuto.
Veniamo al merito. Sul tema delle infrastrutture, ribadiamo che non siamo contrari, ma qui non c'è un piano serio, non c'è una visione. C'è piuttosto una gestione confusa e contraddittoria che continua a cambiare modello senza mai interrogarsi sulle cause dei ritardi. Il sistema dei commissari, così come viene configurato, non risolve i problemi, paradossalmente li moltiplica. Si passa da una frammentazione inefficace a una centralizzazione altrettanto inefficace, creando figure di super commissari senza chiarire responsabilità, controlli, risultati attesi. Non si capisce il modello, non si capisce la logica, non si capisce perché dovrebbe funzionare oggi ciò che non ha funzionato ieri.
E mentre si costruiscono queste architetture amministrative, si continua a raccontare al Paese una narrazione che non corrisponde alla realtà: cantieri imminenti, tempi accelerati, risultati a portata di mano. Sembra un po' di pensare alla quantità di volte che è stato annunciato il piano casa, i miliardi a disposizione, distribuiti in 5 anni, in 10 anni, in 15 anni, e alla fine stiamo sempre, come nel gioco dell'oca, alla casella iniziale e intanto si illudono le persone. Ma, come dicevo, i tempi tecnici ci sarebbero - lo sapete - e continuate, però, a dire il contrario. Ciò significa, come dicevo, semplicemente alimentare sfiducia.
Ancora più grave è ciò che accade sulle concessioni balneari. Qui siamo di fronte a un ritardo strutturale dello Stato che dura da anni e che questo Governo non solo non colma, ma aggrava. Arrivate con uno schema quando molte amministrazioni hanno già fatto i bandi, intervenite fuori tempo massimo e, nel frattempo, lasciate un settore fondamentale nell'assoluta incertezza normativa, con conseguenze che arrivano fino alla tutela dell'ordine pubblico. Il punto è semplice: non si può continuare a rinviare, non si può continuare ad eludere il tema della concorrenza, non si può continuare a promettere tutto e il suo contrario. Invece, è esattamente quello che accade: si promette ai concessionari una cosa e poi se ne fa un'altra, si attacca l'Europa e poi si è costretti a inseguire vincoli che non si è avuto il coraggio di affrontare per tempo.
C'è, poi, un altro elemento che non possiamo eliminare e ignorare, che è, appunto, quello di cui parlavo all'inizio, cioè l'abuso della decretazione d'urgenza. Questo decreto non presenta minimamente i requisiti di necessità e di urgenza ed è evidente. Lo è per la sua natura, lo è per i contenuti, lo è per il modo in cui è stato costruito, ma quando l'eccezione diventa regola, quando l'urgenza diventa un alibi, allora si indebolisce la qualità della legislazione e si impoverisce la democrazia. Noi crediamo in un Parlamento che discute, che migliora i testi, che entra nel merito e questa è la ragione per la quale presentiamo emendamenti ed è la ragione per la quale, quando ci togliete - molto spesso - anche la possibilità di confrontarci sugli emendamenti, presentiamo gli ordini del giorno, che possono sembrare un rito inutile, ma è l'unico modo che abbiamo per cercare di aprire un confronto con il Governo e con la maggioranza, come abbiamo visto praticamente inutilmente.
Noi crediamo in istituzioni che funzionano e non in scorciatoie che aggirano i problemi e, invece, questo decreto rappresenta esattamente l'opposto: un testo confuso e imposto con la fiducia, che amplia strumenti già rivelatisi inefficaci, che interviene tardi dove serviva chiarezza e che continua a evitare le scelte più difficili. Per tutte queste ragioni, il nostro sarà un voto contrario non per pregiudizio, ma per coerenza, non per ideologia, ma per responsabilità, perché l'Italia ha bisogno di riforme serie, di infrastrutture reali, di regole chiare e di istituzioni rispettate e questo provvedimento, purtroppo, signor Presidente, va proprio nella direzione opposta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, ringrazio il Sottosegretario Siracusano rispetto a quanto ho ascoltato poco fa. Mi sembra giusto, invece, sottolineare quanto sia preziosa, in diverse occasioni, la presenza del Governo per l'interlocuzione che il Sottosegretario garantisce su ogni provvedimento nel rapporto serio che bisogna avere con il Parlamento e con i parlamentari, che danno sempre delle proposte importanti. Poi, non sempre si riesce a incidere adeguatamente, ma devo dire che l'interlocuzione è sempre molto apprezzata e importante.
Proprio oggi siamo chiamati a votare un punto importante se vogliamo che l'Italia finalmente riesca a sbloccare ciò che per anni è rimasto fermo. Il cosiddetto decreto Commissari è, prima di tutto, uno strumento operativo, uno strumento con cui questo Governo sta facendo ciò che gli italiani ci chiedono da troppo tempo: completare le opere, creare lavoro, garantire sicurezza, costruire sviluppo, essere concreti, quella concretezza che gli italiani riconoscono a questa maggioranza. È un decreto che parla di cantieri, di opere, di responsabilità, di tempi. È una vera e propria iniziativa politica.
Questo provvedimento si fonda su tre scelte molto nette. La prima: accelerare la realizzazione delle infrastrutture strategiche. Questo lo si ottiene rafforzando lo strumento dei commissari straordinari, ma soprattutto chiarendo le responsabilità, perché il vero problema dell'Italia non è mai stata la mancanza di norme ma la frammentazione delle competenze. Quando nessuno è davvero responsabile, le opere non si fanno e, allora, la scelta di affidare funzioni commissariali direttamente ai vertici operativi - penso ad ANAS, penso a RFI - non è una scorciatoia, ma una scelta di efficienza, di responsabilità, di concretezza. Significa mettere chi realizza le opere nelle condizioni di farle davvero.
La seconda scelta è garantire continuità agli investimenti. Troppe volte, nel nostro Paese, abbiamo visto risorse stanziate e mai utilizzate, fondi bloccati, progetti fermi, iter che si perdono tra pareri e contro-pareri. Questo decreto interviene esattamente lì, rimodula le autorizzazioni di spesa, rafforza gli stanziamenti, dà una visione pluriennale agli investimenti e lo fa con un obiettivo molto semplice: trasformare i finanziamenti in opere.
Poi, la terza scelta: tempi certi e risultati misurabili. Non è più accettabile che un'opera pubblica non abbia una tempistica definita, non è più accettabile che i cittadini non sappiano quando un intervento verrà completato. Questo decreto introduce un principio che dovrebbe essere ovvio, ma che in Italia troppo spesso è mancato: chi decide deve anche rispondere dei risultati.
Guardiamo i numeri e i territori, perché la politica vera si misura lì. Questo provvedimento mobilita risorse importanti: oltre 83 milioni di euro per il 2026; più di 32 milioni per il 2027; oltre 39 per il 2028, con una programmazione che arriva sino al 2031. Ma non basta dare le cifre, bisogna capire cosa c'è dentro quei numeri. Ci sono 40 milioni nel 2026 per lo scorrimento delle graduatorie degli interventi infrastrutturali, oltre 14 milioni per il dissesto idrogeologico, più di 8 milioni per programmi già avviati, interventi pluriennali che superano i 46 milioni nel 2029 e, ancora, 70 milioni complessivi per la soppressione dei passaggi a livello.
Questi sono interventi che incidono sulla sicurezza, sulla mobilità, sulla vita quotidiana delle persone. Sono cantieri che partono, lavori che si completano, territori che si collegano. Infatti, questo decreto parla all'intero Paese. Parla al Mezzogiorno con interventi attesi da anni: la circumvallazione di San Vito dei Normanni, la S.S. 16 Bari - Mola di Bari, la messa in sicurezza della rete stradale in Calabria. Questi sono solo alcuni esempi. Poi, passando al Centro, il ripristino della linea ferroviaria Priverno-Terracina e gli interventi su infrastrutture strategiche; poi, al Nord, con opere fondamentali, come la diga foranea di Genova, e gli interventi sui nodi ferroviari e logistici. Parla ai territori colpiti da criticità infrastrutturali, con interventi su ponti, viadotti e collegamenti locali e, soprattutto, parla a un'Italia che vuole muoversi, lavorare e crescere.
Le infrastrutture non sono un tema tecnico: sono una scelta politica, sono il modo in cui si costruisce la crescita economica, sono il modo in cui si riducono le diseguaglianze territoriali, sono il modo in cui si tiene insieme il Paese. Il centrodestra ha fatto una scelta chiara: mettere le infrastrutture al centro dell'azione di Governo, non perché fa effetto, ma perché è la condizione per creare lavoro, attrarre investimenti e sostenere le imprese. Per troppo tempo abbiamo avuto uno Stato che programmava, ma non realizzava, che annunciava ma non completava, che si perdeva nei passaggi amministrativi. Questo decreto interviene su questo nodo, restituendo allo Stato la capacità di decidere e di fare le cose, e lo fa con strumenti straordinari, come i commissari, ma pienamente legittimi, trasparenti e controllabili perché, senza commissari straordinari, molte opere sarebbero ancora ferme e non per mancanza di risorse, ma per mancanza di decisioni, perché le regole vigenti rallentano e burocratizzano.
Ovviamente, in questo decreto - lo dicevo in apertura - ci sono alcuni aspetti su cui avremmo voluto intervenire con più decisione. Il Sottosegretario Siracusano lo sa molto bene. Ad esempio, a noi sta a cuore, come gruppo di Noi Moderati, la proroga del commissario per la bonifica del sito di interesse nazionale “Cogoleto Stoppani”, in provincia di Genova. Questo è un commissario che deve vedere una scadenza prorogata e certa, perché il lavoro va ancora completato, e anche il Presidente della regione Liguria è sensibile a questa questione; purtroppo, vicende anche parlamentari del Senato non hanno permesso di prevederlo. Ma, al netto dell'importanza di questo decreto, ciò che ancora deve essere previsto è bene che il Governo si faccia carico di portarlo avanti, perché anche su alcuni territori non interessati è importante procedere con strumenti che accelerino l'attività e garantiscano la possibilità di operare.
Questo provvedimento non si limita alle infrastrutture in senso stretto, introduce semplificazioni importanti anche in ambito sanitario, in particolare per gli interventi del PNRR, come case della comunità, ospedali di comunità, rafforzamento della rete territoriale: questo significa ridurre i tempi autorizzativi, accelerare la realizzazione, garantire servizi ai cittadini. Ed interviene anche sulla sicurezza energetica, con misure relative ai gasdotti di interesse strategico nazionale.
Insomma, Presidente, cari colleghi, abbiamo ascoltato le critiche delle opposizioni: si parla di eccesso di commissariamenti, di compressione delle procedure, di centralizzazione. Ma qual è l'alternativa? L'abbiamo già visto: opere ferme, tempi infiniti e risorse non spese. Noi non accettiamo più questa situazione, noi scegliamo una strada diversa: meno burocrazia inutile, più responsabilità, più risultati. Tante volte abbiamo parlato, anche in quest'Aula, di modelli: il modello Genova quando si è realizzato il ponte Morandi, il modello Milano quando si sono fatti 30 parcheggi nel periodo dell'amministrazione Albertini. Ecco, quei modelli, in realtà, sono state opere realizzate con commissariamenti: vuol dire che le regole delle opere pubbliche in Italia, che è un luogo straordinario rispetto a queste, non funzionano. È necessario cambiare il codice degli appalti, ma, nel frattempo, il decreto Commissari ci permette di avere un'accelerazione.
Signor Presidente, questo decreto non risolve ovviamente tutti i problemi, ma va nella direzione giusta: un decreto che accelera, che semplifica, che rende possibile ciò che per troppo tempo è rimasto impossibile. È un decreto che restituisce credibilità all'azione pubblica ed è un decreto che dimostra che, quando c'è volontà politica, le cose si possono fare. Per questo reputiamo necessario che si completi questo lavoro, intervenendo dove il decreto-legge non è intervenuto, per conseguire completamente gli obiettivi che ci siamo dati.
Complessivamente, il nostro giudizio è un giudizio molto positivo e, pertanto, a nome del gruppo di Noi Moderati, annuncio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signora Sottosegretaria, oggi approverete la conversione in legge del decreto Commissari e concessioni, un provvedimento che certifica che, con il Governo Meloni, la logica commissariale è diventata prassi, l'eccezione è diventata regola, l'assenza di programmazione diventa urgenza e la mancanza di trasparenza e partecipazione democratica diventano semplificazione.
Si sta continuando a rafforzare un modello decisionale accentrato, in cui le scelte sono nelle mani di pochi, scelti dal Governo attraverso criteri di fedeltà politica e sempre meno nella disponibilità del Parlamento, dei territori e del confronto democratico. Tutte le deroghe introdotte per bypassare le norme ordinarie vengono imposte a un Parlamento annichilito, trasformato in un semplice ratificatore delle scelte del Governo, ormai completamente delegittimato, a cui non si dà più neanche il tempo di esaminare con attenzione i contenuti di decreti in cui infilate di tutto e di più. Perché non solo ricorrete senza criterio alla decretazione d'urgenza, ma forzate continuamente i tempi, determinando un monocameralismo di fatto e costringendo una delle due Camere a licenziare in fretta e furia i provvedimenti urgenti con la questione di fiducia.
Presidente, questo decreto è stato trasmesso alla Camera il 30 aprile e scade il 10 maggio. La Commissione attività produttive, ad esempio, di cui faccio parte, ha dovuto esprimere il parere il 30 aprile stesso, con un aggiornamento della Commissione, già convocata al termine dei lavori dell'Assemblea, arrivato alle 12,24 e una relazione sul provvedimento trasferita alle 13,12, meno di un'ora prima del voto. Obietterete che non siamo mai contenti, che almeno ci avete consentito di esprimere il parere di merito, ma io penso che questo non sia un modo serio di lavorare e di affrontare questioni complesse e delicate come quelle che avete deciso di trattare in questo ennesimo decreto .
Eppure, l'articolo 77 della Costituzione è molto chiaro: il Governo può intervenire attraverso la decretazione d'urgenza solo in casi straordinari di necessità e urgenza. Necessità e urgenza che, invece, come dicevo, sono diventati la norma. Peraltro, gli interventi che normate con questo decreto prevedono passaggi articolati, tempi lunghi e decisioni successive: tutto il contrario dell'urgenza. Non c'è nessuna urgenza nel modificare i modelli di di infrastrutture strategiche o nel programmare interventi complessi, che richiedono istruttorie lunghe, pareri e valutazioni tecniche. Parliamo di opere importanti, che richiederebbero serietà e programmazione: tutto ciò che vi rifiutate di fare.
Infatti, ci troviamo di fronte a un provvedimento strutturale, che compie scelte importanti e strategiche travestite da emergenze. Pensiamo al ponte sullo Stretto, un'opera faraonica, costosissima e dannosissima: 15 miliardi di euro sottratti alle infrastrutture del Sud per rimpinguare l' di Salvini, le tasche dei componenti del CdA della società e, magari, far arricchire qualche impresa attraverso procedure tutt'altro che trasparenti, in spregio persino ai rilievi sollevati dalla Corte dei conti, a cui fate solo finta di rispondere.
Sappiamo bene, come ha sottolineato ieri la mia capogruppo, che con l'iter di approvazione del ponte avete violato direttive comunitarie, eluso pareri obbligatori, ignorato raccomandazioni e prescrizioni di istituzioni pubbliche, organi dello Stato e comitati scientifici. Nulla da fare, non vi interessa neanche che Anac, come la stessa Corte, richieda un nuovo bando di gara: voi andate avanti. Una cosa davvero assurda.
Ancora, che dire dell'ampliamento postumo dello scopo statutario della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, in cui ricomprendete anche - leggo testualmente dalla relazione - “(…) le attività relative alla fornitura e gestione di beni e servizi e alla realizzazione di interventi, incluse le infrastrutture e gli impianti, anche provvisori, individuati mediante convenzioni con il Commissario straordinario dei XIV Giochi paralimpici (…) e finalizzati a garantire la funzionalità e l'accessibilità, anche dal punto di vista trasportistico e logistico, delle opere olimpiche e delle opere connesse e di contesto durante i Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”. Ma io mi chiedo: è un modo serio di procedere? Eppure, mi risulta che i giochi olimpici si siano tenuti tra il 6 e il 22 febbraio scorso , cioè si sono conclusi oltre due mesi fa, e quelli paralimpici dal 6 al 15 marzo, un mese e mezzo fa.
A cosa serve esattamente prevedere che, entro 60 giorni dall'entrata in vigore di queste nuove disposizioni, la società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 debba adeguare il proprio statuto? Il problema è che siete senza vergogna: quelle Olimpiadi, che avrebbero dovuto essere leggere, sostenibili e a costo zero, hanno segnato un deficit stimato in 310 milioni di euro, che saranno scaricati sui bilanci pubblici di Stato, regioni, province autonome e comuni, cioè su tutte e tutti noi. La pista da bob di Cortina è l'emblema di questa logica: un'opera impattante e costosa, realizzata dentro una cornice commissariale che ha da subito presentato criticità enormi. Un fallimento del Governo, ma soprattutto dalla vostra logica commissariale. Ci troviamo davanti al caso di un territorio piegato al grande evento, per essere poi lasciato a gestire opere problematiche e un conto salato da pagare. Io spero che anche loro si ricordino di cosa siete capaci, quando ci sarà da votare.
La proroga del rigassificatore di Piombino, poi, è inaccettabile. Prorogate la continuità del rigassificatore sulla base dell'autorizzazione originaria, compresa l'AIA, fino alla conclusione del procedimento. E se dovessero servire a nuove opere per il trasferimento in un altro sito, la proroga sarà efficace fino alla loro ultimazione: cioè ciò che avrebbe dovuto avere un carattere temporaneo assume un carattere indefinito. L'emergenza diventa infrastruttura fossile permanente. E tutto ovviamente senza un confronto e, soprattutto, senza una strategia credibile di uscita dal gas, senza un piano serio di transizione.
Andiamo avanti a tutto gas per la gioia di Trump e contro ogni interesse nazionale . E fa anche sorridere, per non piangere, che l'unica strategia di uscita che riuscite a individuare per ridurre la dipendenza da fonti esterne, come ha dichiarato la Presidente Meloni, sia il nucleare, come se in Italia avessimo giacimenti di uranio. Davvero una cosa incredibile! Vi rifiutate di investire sulle rinnovabili e vi inventate qualunque altra strategia per continuare a dipendere dagli Stati Uniti. Dovreste vergognarvi di queste scelte , anzi, di queste non scelte che continuate a fare.
E poi non poteva mancare il capolavoro della Lega, il tentativo di prorogare ancora le concessioni demaniali sino al 2030. Tentativo fortunatamente fermato dalla Commissione bilancio del Senato per assenza di coperture, però non possiamo non sottolineare che ci avete provato ancora una volta, questa volta utilizzando come scudo il ciclone che ha colpito Calabria, Sicilia e Sardegna. Con voi l'emergenza climatica diventa un modo per saziare gli appetiti particolari di pochissimi. Di fronte ai danni provocati dall'erosione costiera e dagli eventi meteorologici estremi, volevate intervenire per prolungare ancora le rendite private sul demanio marittimo, piuttosto che per supportare regioni e comuni nel rafforzare la tutela degli ecosistemi del patrimonio pubblico. Siete davvero inqualificabili.
E anche la scelta di individuare dei bandi-tipo per l'avvio delle procedure di affidamento in materia di concessioni demaniali marittime, senza il coinvolgimento dei territori e una concertazione con le istituzioni europee, è a dir poco discutibile. Come pensate che andrà a finire? Come potete pensare di imporre uno stesso modello a tutti i nostri territori, senza tenere conto di specificità, investimenti fatti e delle criticità di ogni luogo delle nostre coste? Io credo che questa superficialità nell'affrontare temi complessi e delicati sia davvero grave, e mi sorprende molto che non vi rendiate conto del caos che rischiate di creare.
Ma del resto, ormai, non ci stupiamo più di nulla. Vi comportate costantemente come se foste al di sopra della legge, infischiandovene se, come in questo caso, le vostre scelte hanno un impatto negativo sulla spesa pubblica, sulla programmazione economica e sull'uso delle risorse, con una costante distorsione delle procedure previste dalla normativa nazionale ed europea. Applicate il pugno duro verso chi, secondo voi, non rispetta le regole, ma siete i primi a violarle e distorcerle a vostro piacimento. Dovreste vergognarvi per come gestite la , cercando di generare benefici esclusivamente per i vostri sodali.
Noi non possiamo che essere totalmente contrari a un decreto che tiene insieme ponte, commissariamenti, Olimpiadi, rigassificatori e concessioni dentro un'unica idea di Governo, quella in cui non esiste alcuna programmazione, ma che porta avanti qualsiasi nefandezza, giustificandola con l'urgenza e l'emergenza. Voteremo convintamente contro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). La ringrazio, signor Presidente. Colleghe e colleghi, Governo, il nostro voto su questo provvedimento sarà contrario, non perché non servano le opere e non perché non servano gli interventi urgenti, ma perché non condividiamo il metodo che questo Governo continua a utilizzare.
E parliamo di numeri: oggi abbiamo oltre 90 commissari straordinari nominati su infrastrutture, emergenze, bonifiche e grandi eventi. Non è più un'eccezione, è la regola. Questo modello, però, ha un costo. Parliamo di decine di milioni l'anno per il funzionamento delle strutture commissariali, indennità, , consulenze e personale distaccato. Un costo che si aggiunge, ovviamente, a quello delle opere, senza garantire peraltro tempi più rapidi. Nel frattempo, però, che cosa succede? Abbiamo 250 opere incompiute, sono stati spesi oltre un miliardo e mezzo di euro e serve oltre un miliardo per completare queste opere. E i tempi restano tra i più lunghi d'Europa: una grande opera può richiedere anche 10, 15 e forse 20 anni.
Voglio portare qui la voce del territorio, con argomenti già trattati, tra l'altro, in e con risposte date per certe dai Ministri. La prima è quella relativa alla TAV. Sollecitata, ad esempio, più volte la terza delle compensazioni, con delle rassicurazioni da parte del Ministro Salvini, che disse che sì, assolutamente quei fondi sarebbero arrivati. C'è un accordo di programma, ma ad oggi nuovamente non ci sono risposte. Per la TAV sono stati stanziati 52 milioni per 32 opere di accompagnamento. E in una conferenza stampa il Ministro Salvini ha detto che si andava avanti con il passo dell'alpino. Sarà il passo che gli alpini, che saluto, utilizzeranno sicuramente a Genova, un passo veloce e determinato; il passo dell'alpino del Ministro Salvini probabilmente è diverso, come è diverso il passo del Governo. Dove sono questi fondi non si sa. Sappiamo però che, nel 2032, dovrebbe transitare il primo treno TAV tra Torino e Lione.
Altro aspetto paradossale sono i mancati stanziamenti di 2,5 milioni di euro per costruire gli alloggi per i lavoratori. Se non ci saranno gli alloggi, non ci potranno essere i lavoratori, non c'è un'alta recettività in valle. E quindi questo primo treno, probabilmente, non transiterà nel 2032, perché mancano le condizioni di fondo. E qui si tratta di sbloccare. Sono trascorsi degli anni e questo silenzio è davvero irrispettoso per i territori, che sappiamo tutti quanto hanno subito per la realizzazione di questa opera.
Il secondo tema sulle grandi opere che voglio riportare è quello sul decreto Ponti. Abbiamo fatto , si è parlato in quest'Aula, ci sono stati degli interventi da parte dei colleghi della maggioranza che hanno dato delle ampie rassicurazioni, però non ci sono comunicazioni tra Governo e città metropolitana di Torino, che ha dovuto rimodulare i fondi stanziati, parlo di 61 milioni. Non c'è stata alcuna integrazione, eppure sappiamo che il caro prezzi ha modificato ogni computo metrico, ogni gara di appalto, e tutti sappiamo quanto tutto questo incida sulle grandi opere. Che cosa ha dovuto fare la città metropolitana per andare avanti nella progettazione? Ha dovuto rinunciare a rifare un ponte. Farà un intervento di rafforzamento, ma un ponte è stato messo da parte. Eppure, se doveva essere rifatto, probabilmente posso immaginare che ci fosse una pericolosità.
Avevo chiesto nel Milleproroghe una proroga a fine anno, al 30 dicembre 2026, che non è stata data. Pare, adesso, a fronte di un emendamento presentato in Senato, che ci sarà una proroga di 3 mesi. Dico subito, signor Presidente e colleghi, che non sarà assolutamente sufficiente. Per quella data le gare verranno avviate e non aggiudicate, e quindi davvero questa rimodulazione di cui ho parlato diventa paradossale.
È paradossale anche pensare all'assenza di comunicazione di un Governo che vuole velocizzare le opere, che vuole fare, che vuole realizzare. Pensiamo che questa sia una navigazione pericolosa, che soprattutto - e questa è la nostra grande preoccupazione - penalizza territori e popolazioni, perché sui ponti si transita, sui ponti dobbiamo essere sicuri. Sentiamo sicuramente parlare spesso del ponte sullo Stretto, ma sul resto c'è un silenzio che davvero ci preoccupa.
Ci sono altri aspetti che vogliamo ricordare. Per Azione, le infrastrutture sono fondamentali, le sosteniamo e, signor Presidente, le vogliamo, ma il punto non è avviare, il punto sono gli annunci continui e costanti. L'altro aspetto è completare nei tempi e nei costi. E qui emergono le criticità di un sistema che non è stato riformato rispetto al passato, ma è perennemente aggirato. Lo vediamo in modo ancora più evidente nella gestione delle emergenze, ad esempio, dopo l'alluvione in Emilia-Romagna, con danni per 8 miliardi di euro, e dopo le emergenze in Toscana, nelle Marche, con il rischio crescente nei Campi Flegrei. La risposta è sempre la stessa: stato di emergenza, nomina di un commissario e struttura straordinaria.
Tutto è necessario nell'immediato, ma assolutamente insufficiente nel lungo periodo. La domanda vera infatti è un'altra: perché non rafforzare gli enti territoriali? Perché non mettere comuni, province e regioni nelle condizioni di intervenire direttamente? Ricordo che i commissari si prendono le strutture proprio da questi enti e quindi le depauperano ulteriormente. Quindi, serve un rafforzamento, con personale adeguato e qualificato.
Se questo fosse stato fatto, i ponti sarebbero stati ricostruiti. Ma continuiamo a costruire, continuate a costruire strutture temporanee, invece di rendere più forti le amministrazioni. Se gli enti territoriali fossero messi davvero nella condizione di operare con responsabilità chiare e tempi certi non avremmo bisogno di nominare un commissario ogni volta che accade un evento. E invece - lo ribadisco - si continua a scegliere la scorciatoia.
Ma la scorciatoia - lo vediamo chiaramente, sentendo anche le varie dichiarazioni di voto che ci sono state fino ad ora, da parte sia della maggioranza sia delle minoranze - non risolve i problemi, li rinvia. Nel frattempo, aumentano costi e le complessità. E così si crea un doppio livello: un'amministrazione ordinaria indebolita e una struttura straordinaria che cresce sempre di più, ma che nel suo complesso non diventa più veloce. Diventa solo più pesante.
E allora, signor Presidente e Governo, crediamo che serva assolutamente un cambio di paradigma. Meno commissari? Ma assolutamente. Questi sono i risultati, perché la semplificazione non è nominare qualcuno in più, è permettere a chi già c'è di decidere e di realizzare. Voglio anche ricordare che con i commissari il Parlamento è assolutamente esautorato. Ci deve essere un impegno da parte del Governo a far funzionare questo sistema, non a costruire un altro sistema. Tutto questo non ci porterà da nessuna parte. Poi c'è la necessità di dare risposte, di rispondere alle comunicazioni che vengono date su temi così importanti, cosa che non avviene nella maniera più assoluta. Agire.
Azione sceglie di non votare - l'ho detto in premessa - un decreto che non accelera. Dobbiamo dire che abbiamo riscontrato che manca assolutamente, signor Presidente, la volontà politica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Agostino Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, stavolta la decretazione d'urgenza supera qualsiasi immaginazione, perché ci troviamo davanti a un decreto-legge che decreta l'urgenza su temi su cui ha già decretato l'urgenza. Quindi, poiché non hanno funzionato fino ad oggi, il Governo è costretto a fare un altro decreto d'urgenza. In realtà, con questo decreto-legge, i commissariamenti diventano l'ordinarietà e la deroga diventa la regola.
Poi, lasciatemi fare un simpatico passaggio, perché è nota la fede calcistica, a volte mostrata con veemenza, anche dei ruoli apicali di questo Governo, ma anche dello Stato, come la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Però, da qui a concepire un commissario per il Campionato europeo di calcio UEFA EURO 2032, mi sembra veramente un tantino troppo , anche perché abbiamo un Paese che è al record storico di povertà assoluta: 5,8 milioni di italiani sono poveri lavoratori; abbiamo 6,2 milioni di lavoratori che addirittura percepiscono meno di 1.000 euro; nel nostro Paese, abbiamo il record di pressione fiscale al 43,1 per cento dal 2014; record anche nei reati di strada, come scippi, furti e rapine. E che dire - ma che lo diciamo a fare? - delle bollette alle stelle? Che lo diciamo a fare. Però questo Governo, giustamente, pensa agli europei di calcio del 2032.
In realtà, questo Paese non può vivere e non può morire di commissari. Voi vendete le semplificazioni come la panacea di tutti i mali, poi però di semplificazione non c'è assolutamente nulla.
Ma veniamo al primo punto. Veniamo a quel gigante, a quell'elefante che dorme supino lì, nelle stanze del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il sogno proibito del Ministro Salvini, il ponte sullo Stretto di Messina. A questo punto, cari colleghi, avete dedicato un decreto-legge al Ponte, quattro leggi di bilancio, numerosi interventi normativi con emendamenti, che prendevate i soldi di qua e di là. Alla fine, di questo ponte, dopo tutti questi anni, non solo non c'è nemmeno la prima pietra, non c'è neanche la prima matita Cioè praticamente il progetto non c'è! Non c'è! E poi stavolta la volevate fare franca, con il Governo che diceva: finalmente abbiamo trovato un per non fare la gara d'appalto. No! Immediatamente in audizione sia Anac sia la Corte dei conti ve l'hanno detto. La gara d'appalto “s'ha da fare”! E le carte che avete oggi non funzioneranno. Riuscite a capirlo oppure no ?
Che non funzioneranno e che il ponte non si farà lo sancite proprio con questo decreto-legge. Sapete perché? Andate a vedere cosa avete fatto: avete preso 2,8 miliardi di euro destinati al ponte sullo Stretto e li avete messi sui capitoli di bilancio di RFI per limitare l'indebitamento. Non contenti, come se non bastasse, avete anche slittato i fondi al 2034. Questo significa che anche voi iniziate a non crederci più che il ponte si farà. Ma il massimo lo avete raggiunto con il parere che chiedete al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Andatevi a leggere, colleghi, cosa state votando.
Allora, articolo 1, comma 1, lettera , punto 3: voi chiedete il parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici - ovviamente per superare il diniego espresso dalla Corte dei conti - sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza. Ma state scherzando? Ma chi definisce la particolare complessità e rilevanza? Chi la stabilisce? Voi come Governo o è il Consiglio superiore che deve stabilire dove risieda la particolarità tecnica? Tra l'altro, voi state parlando di un progetto di massima fermo alle osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 1997. Sono passati trent'anni e i colleghi ingegneri sanno che già un anno è troppo, figuratevi trent'anni. E voi sperate di superare il problema?
Non funziona così! Ve lo spiego io come funziona. Voi dovreste innanzitutto fare un progetto che non avete; in quel progetto vedere tutte le alternative, compresa l'alternativa che il ponte non si fa; una volta che avete avuto il progetto definitivo - visto che il Governo non ce l'ha, Sottosegretario, lo so che lei smanetta così, ma il progetto non esiste, nessuno l'ha portato, sono passati quattro anni e non c'è il progetto -, una volta che avete tutte le alternative, lo passate interamente al Consiglio superiore dei lavori pubblici che esprime il parere tecnico. Perché in questo Paese gli italiani, per farsi una casa, devono avere l'autorizzazione del Genio civile; voi per fare il ponte non dovete avere alcuna autorizzazione tecnica ! Questo è lo schifo! Dopodiché, andate alla Corte dei conti, gli dite quanto costa e quella vi dà la copertura o meno.
Fino ad allora il ponte non esiste, il progetto non esiste e, senza progetto e senza ponte, la gara la dovete fare per forza per qualcosa, altrimenti la gara su che cosa la fate? Lo riuscite a capire, sì o no? Nel frattempo, le uniche spese che ci sono per il ponte sullo Stretto, cara Sottosegretaria, sono gli stipendi dei dirigenti della società dello Stretto di Messina S.p.A., che salgono! Complimenti! A quelli sì che i soldi vi fa piacere darli .
Poi è vero che voi avete l'allergia per i controlli. Non state mai a sentire né Anac, né la Corte dei conti. Il Governo, poi, voleva bastonare la magistratura, ma siete stati bastonati voi da 15 milioni di italiani al referendum. Ma non siete contenti, perché non volete nemmeno portare al Parlamento le note di aggiornamento sull'avanzamento della spesa o dei lavori. Noi, però anche questa volta, vi volevamo offrire il nostro contributo. E non ci dite che è una questione di tempo qui alla Camera, perché dopodomani scade il decreto-legge. Abbiamo presentato gli stessi emendamenti che avevamo presentato al Senato. Voi avete letteralmente voluto evitare il confronto.
Ma, adesso, vengo al commissario dei commissari, il supercommissario. Lo so, nella Polizia sarebbe il commissario capo. A questo punto, ve lo do io un suggerimento: chiamatelo il “questore delle infrastrutture”, perché veramente non si riesce a capire come possiate pensare che ci siano due persone dotate di superpoteri - cioè abbiamo i dei commissari -, che siano due: l'amministratore delegato di RFI e l'amministratore delegato di ANAS. Voi prendete tutti i commissari che avete nominato su RFI e quelli nominati in precedenza dai precedenti Governi e li passate tutti in carica all'amministratore delegato di RFI e la stessa cosa fate per ANAS. Poi però quei commissari attuali, che non saranno più commissari dal nuovo super commissario, il questore delle infrastrutture, saranno nominati sub-commissari. Ma mi sapete spiegare la semplificazione dove sta? Io veramente non riesco a capire, mi sembra veramente assurdo quello che state facendo. E tra l'altro, è pur vero che poco fa, qualche anno fa qualcuno qui si proponeva di essere l'uomo solo al comando, voleva i pieni poteri, ma qua si tratta di realizzare infrastrutture, mica di far uscire un pedalò a mare dove non si possono fare danni ? Ma voi lo riuscite a capire?
Ma poi scusatemi, questi commissari - Sottosegretario faccio la domanda a lei, l'ho fatta anche in Commissione - si può sapere quali norme derogano? Perché se questi commissari non derogano norme, non nominiamo più commissari. E se derogano, invece, le stesse norme, andiamo a legiferare per fare in modo che quella norma da straordinaria diventi ordinaria. È chiaro o no? Altrimenti la verità sapete qual è? Che l'unico commissario che servirà a questo Paese per risolvere i disastri che avete portato voi avanti con questo Governo… non servono altri commissari, ecco, serve semplicemente un nuovo Governo.
Presidente, mi rivolgo attraverso di lei al collega Milani che addirittura ieri, in dichiarazione, citava che nel mondo ci invidierebbero il “Messina Type”, perché noi avremmo il progetto. Collega Milani, nemmeno in Commissione ambiente voi avete portato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, questo progetto non c'è.
E purtroppo però non c'è mai fine al peggio, dice il detto, e così è, perché voi, all'articolo 10, inserite l'Autorità per la Laguna di Venezia nell'elenco delle stazioni appaltanti qualificate; cioè uno così, si sveglia la mattina e per decreto decide che una stazione appaltante è qualificata. È come se uno si alza la mattina e per decreto decide: quello non ha studiato, io lo faccio ingegnere o avvocato. Ma non funziona così, ve l'ha detto pure Anac: per essere una stazione appaltante qualificata uno deve avere delle esperienze, un organigramma, delle capacità tecniche. Voi così state facendo semplicemente un salto nel buio, date una patente a qualcuno che non sarà in grado di fare la stazione appaltante e quindi ci saranno, poi, le spese che ovviamente aumenteranno.
Veniamo al capitolo di quel povero Abruzzo con il Gran Sasso. Allora voi vi siete inventati uno scambio di competenze, che avrà come unica conseguenza quella detta dallo stesso commissario, cioè lo slittamento dei tempi del cronoprogramma di altri tre mesi - ve lo ha detto il commissario, non il MoVimento 5 Stelle – e, nel farlo, non avete di certo pensato a quali saranno poi i disagi che dovranno vivere quotidianamente quei cittadini. Perché voi che cosa avete lì? Forse non vi è chiaro: 3 miliardi di euro di lavori già appaltati per sicurezza sismica e lavori straordinari per altri 250 milioni affidati direttamente alla società concessionaria senza passare per il piano economico-finanziario. Sono evidenti quindi le lacune che ci saranno e le diversità anche tra i vari utenti in Italia.
Ma poi, voi ai commissari del traforo, per la sicurezza sismica, di tutti i viadotti e di tutta l'autostrada dei Parchi, della messa in sicurezza idrica del Gran Sasso, andate ad aggiungere la parte idrogeologica. Va bene i commissari…
PRESIDENTE. Concluda.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). …però, cari colleghi - Presidente, mi occorre un minuto -, lì il primo commissario per la messa in sicurezza idrica è stato individuato dall'allora Toninelli nel “Conte 1” e nominato dall'allora De Micheli, Ministra delle Infrastrutture nel “Conte 2”, nel novembre del 2019; poi questo ha lavorato fino a Ferragosto del 2023, quando voi l'avete voluto sostituire con un vostro amichetto e difatti lì ce lo stallo.
PRESIDENTE. Concluda.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Non avete fatto nulla in tre anni. La verità, Presidente, è che questo è un modo di fare vergognoso per il Paese.
La Presidente del Consiglio Meloni ha proposto al Paese un Governo come un albero rigoglioso, orgoglioso delle sue radici, però quell'albero, Presidente, combatte quotidianamente con dei frutti che cadono e che cadono sempre vicino a quell'albero, lo sappiamo. Ecco questo decreto-legge non è nient'altro che un frutto caduto ed un altro pasticcio, per cui ancora una volta “no” a questo decreto-legge da parte del MoVimento 5 Stelle .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Mazzetti. Ne ha facoltà.
ERICA MAZZETTI(FI-PPE). Presidente e Sottosegretaria Siracusano, onorevoli colleghi, il decreto cosiddetto Commissari si è arricchito al Senato di contenuti, di numerosi interventi in materia di opere pubbliche per lodevoli finalità. Fra i contenuti aggiunti, che il gruppo di Forza Italia ha apprezzato in modo favorevole, vi è quello relativo alle norme del ponte sullo Stretto, opera strategica della legge Obiettivo, unica ancora incompiuta, ma fondamentale per le due regioni del Sud interessate, che godranno anche di opere stradali e ferroviarie indispensabili internamente, grazie alle opere di compensazione e collegamento alla grande opera, ma soprattutto ultimo passo per collegare il Mediterraneo al Nord Europa.
Altre disposizioni di rilevanza del decreto sono state inserite per ridurre l'esposizione debitoria di Rete Ferroviaria e ANAS.
Un'altra norma di grande importanza riguarda la messa in sicurezza e l'adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle tratte autostradali A24 e A25, rispetto alle quali è prevista la proroga degli incarichi commissariali e il riordino delle competenze, per assicurare il completamento degli interventi antisismici e di manutenzione straordinaria. In conseguenza dell'evento sismico che, nell'anno 2009, ha colpito duramente quel territorio, si è stabilito che le autostrade sopra citate fossero considerate opere strategiche per finalità di protezione civile e, pertanto, di procedere all'adeguamento delle stesse alla normativa vigente sismica e alla messa in sicurezza dei viadotti.
A seguito dell'avvio della gestione commissariale durante il Governo “Conte 2”, è insorto un contenzioso, al termine del quale, con decreto, veniva disposta la risoluzione della convenzione unica per inadempimento grave della concessionaria, trasferendo temporaneamente la gestione delle autostrade A24 e A25 all'ANAS. Dunque il Governo giallorosso ha tolto a Strada dei Parchi Spa la concessione per affidarla ad ANAS, esponendo lo Stato a risarcimenti miliardari. Il Governo di centrodestra, invece, con decreto del 2023, ha reintegrato la concessionaria nella sua titolarità, fino alla scadenza naturale della medesima, ossia al 31 maggio 2032, a fronte di precise garanzie di decadenza dei ricorsi ancora attivi e di subentro nelle attività avviate da ANAS per la messa in sicurezza delle gallerie e dei viadotti, stanziando circa 250 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per la manutenzione straordinaria di gallerie e viadotti rientranti nella rete TEN-T per l'adozione di misure, quali la sicurezza antincendio nelle gallerie, il collegamento con il centro di controllo e l'approvvigionamento idrico in prossimità degli imbocchi. L'obiettivo - quello di realizzare gli interventi gravando il meno possibile sulle tariffe applicate all'utenza - finalmente appare raggiunto.
Per quanto riguarda le strutture commissariali, gli articoli 4 e 5 dettano disposizioni in cui si prevede che gli amministratori delegati di ANAS e Rete Ferroviaria Italiana subentrino, in qualità di commissari straordinari, per opere stradali e ferroviarie individuate nell'elenco allegato al decreto. Per realizzare celermente gli interventi infrastrutturali prioritari e le opere da sbloccare, la figura commissariale può risultare utile a semplificare la procedura a monte della gara, relativa alle fasi di programmazione e approvazione dei relativi progetti, ma la fase di affidamento e di realizzazione deve sempre avvenire nel pieno rispetto delle procedure di gara previste dal codice degli appalti.
Su questo tema ho ascoltato molte critiche da parte dell'opposizione. Siamo consapevoli che la figura del commissario straordinario non deve essere l'ordinario, ma siamo anche consapevoli e responsabili che alcune opere vanno effettuate e velocemente e con le procedure ordinarie non possiamo raggiungere l'obiettivo. Pertanto, quando è necessario, i commissari governativi occorrono, come nei casi di questo decreto . Li abbiamo sperimentati nel Governo “Berlusconi 2”, dove fu ideata la legge Obiettivo e si fecero grandi opere strategiche, poi con il ponte di Genova e nella scorsa legislatura con diversi decreti semplificazione. Il PNRR ha portato a realizzare opere maggiori e minori, ma sempre strategiche per il sistema Paese.
Il provvedimento poi interviene su una vasta serie di opere minori ovvero di finalità specifiche in diverse aree del territorio nazionale, tipo incremento delle autorizzazioni di spesa, attuazione degli interventi di competenza di ANAS per il programma ponti, viadotti e gallerie e manutenzione straordinaria; incremento della dotazione finanziaria del Fondo interventi urgenti di riqualificazione e ristrutturazione di strutture e infrastrutture pubbliche; incremento della dotazione finanziaria per gli interventi urgenti in materia di dissesto idrogeologico, fondamentale per un Paese che ha il 94 per cento del territorio soggetto a rischio idrogeologico; incrementi della dotazione finanziaria del Fondo investimenti stradali nei piccoli comuni, per consentire lo scorrimento delle graduatorie 2025; risorse in favore delle Autorità portuali con tutte le varie opere complementari; le risorse per la progettazione degli interventi di ripristino di alcune linee ferroviarie per far ripartire i transiti, con risorse anche per ricostruire piccoli ponti e viadotti nel Centro-Sud, maltempo recente, oggetto di ingenti danni; misure per l'immediato avvio dei lavori per la soppressione dei passaggi a livello in alcune linee ferroviarie. E vi sono anche opere non meno importanti, più territoriali, ma necessarie al Sistema Paese, con definizione di accordi transitori.
Un'ultima osservazione riguarda l'articolo 8, che tratta il macro-tema delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e sportive: entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore di questo decreto, il MIT sottoporrà alla Conferenza unificata Stato-regioni, per l'acquisizione del parere, uno schema di bando tipo per l'avvio delle procedure di affidamento. Si tratta di una disposizione molto attesa, ma anche dibattuta negli anni, assieme all'emanazione del decreto Indennizzi, al quale è collegata la prevista riforma dell'articolo 49 del codice della navigazione, atteso che i comuni stanno procedendo all'acquisizione a titolo gratuito delle opere inamovibili, come prevede tale articolo.
Nelle regioni, pochi comuni che hanno già avviato le procedure di gara, si assiste a un cambio di scala dei concorrenti: da gestioni familiari, piccole e medie imprese, spesso micro, a gestioni strategiche multiterritoriali e capacità di investimento; spesso si sta concentrando l'offerta di servizi balneari attraverso le aggiudicazioni in capo a più società, collegate, però, a un unico capofila.
Ormai da anni sappiamo dell'applicazione della direttiva Bolkestein, ma fondamentale sarà definire chiaramente gli indennizzi per gli attuali gestori, con i criteri già stabiliti nelle norme che avevamo approvato nel 2024 - in cui, tra i principi, c'è quello della redazione del bando tipo da parte dell'ente concedente -, che dovranno essere attuati con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, alle professionalità territoriali acquisite, alla concessione del territorio, conoscendo bene l'ambiente.
In seguito alle numerose sentenze che abbiamo avuto negli ultimi anni al TAR, al Consiglio di Stato e alle diverse direttive europee, riteniamo opportuno che, anche in tale ambito, sia giunto il momento di valutare l'adozione dello strumento del partenariato pubblico-privato nell'ambito delle concessioni demaniali, come è previsto dagli articoli 174 e 193 del codice degli appalti, D.Lgs. n. 36 del 2023. Vedete, questa è già una norma: non dobbiamo fare ulteriori normative, ma dobbiamo fare questo cambio culturale che, per noi di Forza Italia, è fondamentale per la gestione dei beni pubblici, passando da una questione di permesso occupazionale a progettualità turistico-industriale, trasformando gli stabilimenti balneari da servizi di spiaggia a progetti di rigenerazione costiera, con un piano di investimento che includa aspetti ambientali, sociali e di accessibilità, con un piano tipo che includa anche tutta la parte di rifacimento delle coste, la difesa del suolo, compresa l'erosione, la riqualificazione del lungomare, la sostenibilità e la responsabilità ambientale, e la digitalizzazione, dove il privato non è un semplice affittuario, ma un dello Stato, sufficientemente flessibile per consentire all'amministrazione di favorire obiettivi di investimento pubblico-privato.
Presidente, in conclusione, con questo provvedimento facciamo un passo importante nell'espletare i principi del codice degli appalti, ossia risultato, fiducia, apertura al mercato, digitalizzazione. Risolve una serie di questioni che miglioreranno il Sistema Paese, già all'avanguardia nel settore ingegneristico e infrastrutturale. Siamo uno dei Paesi migliori al mondo in questo sistema e dobbiamo essere grati a tutti i nostri professionisti, imprenditori, ma anche alle stazioni appaltanti, che sono fondamentali, affinché siamo centrali non solo in Europa, ma in tutto il mondo in questo settore. Ma siamo consapevoli che l'evolversi della situazione geopolitica internazionale e le conseguenti risposte che sta adottando l'Unione europea…
PRESIDENTE. Concluda.
ERICA MAZZETTI(FI-PPE). …basti pensare all'allarme lanciato dai costruttori per l'aumento delle materie prime, rischiano di compromettere la regolare prosecuzione dei lavori, con possibili rallentamenti e sospensioni dei cantieri, con ricadute negative sull'intera filiera delle costruzioni e, di conseguenza, sull'economia nazionale; pertanto, imporranno l'adozione di ulteriori misure.
In seguito a quanto esposto nel mio intervento, ma anche per il lavoro fatto dai parlamentari, soprattutto in prima lettura al Senato, ma anche qui, nel corso della legislatura, annuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Elisa Montemagni. Ne ha facoltà.
ELISA MONTEMAGNI(LEGA). Grazie, Presidente. Grazie, colleghi. Stiamo per votare un decreto che interviene su una serie di interventi infrastrutturali di rilievo nazionale. Il provvedimento che oggi ci apprestiamo a votare è volto a rafforzare il coordinamento amministrativo e a superare i ritardi burocratici.
In pratica, stiamo facendo semplicemente quello che abbiamo promesso ai nostri cittadini: cercare di accelerare e semplificare le opere che sono importanti, fondamentali per questo Paese. Sembrerà una banalità, ma non lo è, visto che in quest'Aula veniamo attaccati non perché non facciamo, ma proprio perché facciamo. Quindi mi domando se le critiche che ci vengono rivolte siano critiche sensate o se siano frutto di un'operazione meramente strumentale, perché, di solito, chi fa, anche se a volte lo fa con qualche intoppo e deve rimettere mano al lavoro fatto, vuol dire che sta facendo. Il problema è quando uno non fa, come è successo esattamente nei Governi precedenti, dove le infrastrutture sembravano essere accantonate in un cassetto e dove assolutamente non erano valutate le priorità dai Governi a guida di centrosinistra e da quelli che oggi siedono all'opposizione.
Quindi, onestamente, crediamo che cercare soluzioni che mettano a terra le infrastrutture che servono per il nostro territorio, che servono ai nostri cittadini e non solo a loro - perché, comunque, quando parliamo di infrastrutture, non parliamo solo di strade, di cemento e di percorribilità, parliamo anche di sviluppo dei territori, parliamo di turismo, parliamo dello spostamento delle merci, parliamo di collegarci con il ponte sullo Stretto all'Europa, al Nord Europa, in una progettualità che, come sapete, è ben nota anche a livello europeo, visto che è inserita nella rete TEN-T -, credo che lavorare su alcune opere strategiche - cito gli interventi del decreto che ci qualificano ancora per l'attenzione: il ponte sullo Stretto, il traforo del Gran Sasso, le autostrade A24 e A25, la linea C della metropolitana di Roma, gli interventi legati ai grandi eventi, come le Olimpiadi Milano-Cortina, ma anche gli europei di calcio EURO 2032 - e cercare di risolvere le problematiche che ci sono su queste infrastrutture sia semplicemente fare quello che un Governo deve fare per dare risposte al Paese. Questo sta facendo il Ministro Salvini, questo ha fatto, seguendo questo provvedimento, il Vice Ministro Rixi, questo è quello che stiamo facendo anche noi, quando, con gli emendamenti approvati al Senato, abbiamo apportato correttivi e inserito alcune opere che riteniamo strategiche per il nostro Paese.
Il ponte sullo Stretto: sappiamo benissimo che dovevamo superare i rilievi della Corte dei conti. Con questo decreto, lo facciamo: nuovi passaggi istruttori e amministrativi, coerenza tra istruttoria tecnica e valutazione economico-finanziaria, per completare il procedimento e arrivare all'approvazione definitiva dell'opera. Oggi ci viene raccontato, addirittura, che il progetto non esiste. Ora, io posso credere qualsiasi cosa, ma che un progetto non esista è veramente vendere fumo ai cittadini, pensando di avere interlocutori che hanno l'anello al naso. Per fortuna, i nostri cittadini sono molto intelligenti e sanno benissimo che, spesso, quello che dice l'opposizione è frutto di speculazioni, ma non è supportato assolutamente da fatti.
Oltre al ponte, parliamo anche - e di questo nessuno dell'opposizione fa menzione in quest'Aula - delle opere connesse al ponte, soprattutto del commissariamento e del commissario che è stato nominato, l'AD di Rete Ferroviaria Italiana, per andare a mettere a terra gli interventi ferroviari che sono collegati al progetto e che servono, ovviamente, principalmente le due regioni che collegherà proprio il ponte. Ci sono, però, in questo decreto ulteriori interventi che vanno dal Nord al Sud Italia: finanziamenti per opere che sono utili e strategiche, interventi infrastrutturali, manutenzioni - manutenzione significa sicurezza, lo vogliamo ricordare a tutti qui dentro - sia sulla rete ferroviaria che sulla rete stradale.
Andiamo di nuovo a implementare il fondo per la messa in sicurezza delle strade comunali, quindi con lo scorrimento della graduatoria del 2025. Ci teniamo molto, perché sostenere gli enti locali per noi è fondamentale, soprattutto quelli che hanno necessità e che si trovano in difficoltà, perché sappiamo benissimo che spesso le casse comunali non sono così disponibili per risolvere tutti i problemi e sappiamo benissimo quanto la strada e la sicurezza siano fondamentali per chi amministra un territorio, non solo per i sindaci, ma anche per tutti coloro che quelle strade le percorrono.
La nomina di commissari straordinari serve, come si diceva, per superare le criticità e per intervenire su situazioni che sono ferme e che sono in stallo. Qui abbiamo sentito dire che non ci saranno i controlli: io non lo so in quale Paese l'opposizione possa pensare che si facciano le opere senza che ci siano controlli. Non so chi possa pensare che noi facciamo delle opere che, magari, possono essere addirittura pericolose - come qualcuno del MoVimento 5 Stelle diceva prima - per i nostri cittadini. Ma veramente? Ma stiamo scherzando? Ma siamo in un'Aula che dovrebbe qualificare il Paese tutto e ci mettiamo a parlare di patini e di pedalò, paragonandoli al ponte sullo Stretto?
Ora io, cari colleghi, vorrei riportare un po' tutti alla serenità, ma, soprattutto, ricordare che i decreti-legge a volte sono urgenti, ma perché sono urgenti? Sono urgenti perché le cose prima non sono state fatte. E se è vero, quanto è vero, che mettere a terra le infrastrutture richiede tempo, proprio per le procedure giuste che devono essere seguite - non è che un ponte o una strada si costruiscono in un mese o si fanno dall'oggi al domani -, è altrettanto vero che, nei 20 anni prima che arrivasse questo Governo, nessuno si è occupato di infrastrutture in un Paese complesso, in un Paese che è una penisola, in un Paese che sappiamo essere geomorfologicamente molto complicato per mettere a terra le infrastrutture.
Certo è che noi non intendiamo fermarci davanti allo scoglio, nessuno di noi ha intenzione di fermarsi come è stato fatto in passato. Noi abbiamo intenzione di andare avanti spediti, per cercare di dare quelle risposte e per far crescere il nostro Paese. Perché infrastruttura significa sviluppo, significa collegamento, significa dignità dei territori, significa non solo andare a lavorare sulla mobilità, ma significa lavorare sul turismo, sull'economia e sul commercio perché per essere attrattivi servono infrastrutture. E se questo Paese vuole tornare a correre, le infrastrutture sono fondamentali.
Quindi io voglio ringraziare nuovamente il Ministro Salvini per il lavoro che sta facendo, voglio ringraziare i colleghi, anche quelli del Senato, per gli emendamenti che sono arrivati, e quindi per le modifiche che hanno apportato a questo decreto, perché, invece di parlare solamente, noi siamo quelli che vogliono fare, e con i fatti porteremo a casa il risultato che i cittadini tanto aspettano
PRESIDENTE. Saluto, a nome di tutti, gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto di istruzione superiore “Edmondo De Amicis”, di Rovigo, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Li ringraziamo per la loro presenza e auguriamo loro ogni fortuna .
Ha chiesto di parlare il deputato Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Prima di annunciarvi il nostro voto contrario a questo decreto, vorrei complimentarmi con il Governo per due record, in attesa di quello che avverrà fra un anno per il Governo più longevo d'Italia nelle legislature italiane.
Due record: 124 decreti-legge, primo record; secondo record: 117 fiducie. Voi pensate di andare avanti così a governare l'Italia? Voi pensate di dare ancora una risposta concreta a questo Parlamento, invece di ragionare, di parlare all'interno di questa Camera che, per tanti anni, ha fatto in modo che le leggi fossero concertate, ragionate e affrontate in maniera collegiale, anche nell'ambito di Governi che si sono succeduti? Ripeto: 117 fiducie. In questo momento, noi stiamo discutendo un provvedimento che è stato discusso, alla Camera dei deputati, un'ora e mezza in Commissione e un paio di giorni in Aula. Voi pensate che questo sia il modo di governare. Io penso proprio di no.
Entrando nel merito di questo decreto, ci sono aspetti veramente inquietanti, che riguardano soprattutto il termine del titolo: i commissari. Voi, in questo caso, avete preso veramente in parola il termine “commissari”, perché, se voi guardate anche le prossime leggi o comunque i prossimi decreti - per esempio il Piano casa - ci saranno altri commissari. Anche ieri avete votato un ordine del giorno - questa è bellissima - per il Faro Voltiano del Lago di Como. Io penso che sia veramente assurdo, cioè siamo arrivati al paradosso: c'è un commissario per tutto.
E guardate: l'idea di poter portare i supercommissari di ANAS e di RFI denota chiaramente un aspetto: che tutto quello che è successo prima, di fatto, non ha funzionato. E questo è un dato oggettivo, di cui dovete prendere atto. E fare il commissario dei commissari porterà una ancora più importante centralizzazione delle decisioni, totalmente legate al Ministero delle Infrastrutture - che in questo caso è in capo al Ministro Salvini -, senza tener conto che, forse, il rapporto con gli enti locali e con le regioni è prioritario. È qui che voi sbagliate.
C'è un aspetto ulteriore che ritengo sia assolutamente da evidenziare. Su questa questione dei commissari - io credo che sia arrivato il momento di dirlo chiaramente, siamo a un anno dalle elezioni -, noi del Partito Democratico proporremo di tornare a una sana ordinarietà . Noi dobbiamo tornare, come Paese, a una sana ordinarietà, per cui le regioni e le società hanno una funzione totale nell'azione gestionale. Non è più possibile pensare che questo Paese sia sempre in emergenza. Capisco una situazione emergenziale, capisco un evento catastrofale, ma non è più possibile pensare che su ogni opera pubblica, che su ogni atto… addirittura si arriva a commissariare per un faro sul lago di Como, e credo che sia assolutamente assurdo.
Partiamo dall'articolo 1: il ponte. Credo che sia chiaro ormai: 2,7 miliardi tolti dal capitolo per darli al patrimonio, in questo caso, di Cassa depositi e prestiti, con cui, secondo me, non sappiamo esattamente cosa andrete a fare. Guardate, ci potete fare tante cose. Spero che non si finanzino armi, su questo spero che ci sia un atto concreto e noi staremo attenti su questo punto, staremo molto attenti . Perché non possiamo spostare tante risorse in questa maniera, dandole a una società importante dello Stato, senza sapere quale sia la destinazione - mandare un patrimonio indefinito, di cui, effettivamente, non si sa esattamente quale sia la destinazione.
E sul ponte ci sono aspetti veramente importanti e inquietanti non solo perché si tolgono le risorse, ma perché, di fatto, il ponte è morto, non esiste più, perché non c'è nessun atto oggi che conferma che quel ponte possa continuare il suo iter. Allora sbloccate quei 13 miliardi, dateli al Sud, dateli alle infrastrutture idriche , dateli alle case, dateli al dissesto idrogeologico. Non teneteli più bloccati, è importante questo.
C'è un altro aspetto di questo decreto che va evidenziato, che deve essere assolutamente messo in discussione, non solo ora, ma anche nel futuro: l'approccio con riferimento agli atti che voi fate. Avete inserito Milano-Cortina, dopo che si è conclusa ormai da un anno questa roba, per adeguare lo statuto: a me sembra paradossale. Così come per gli Europei del 2032: voi arrivate, ad oggi, a fare un ulteriore commissario per il 2032. Credo che sia un'altra cosa assurda.
E poi, il rigassificatore di Piombino. Qui c'è un elemento ancora peggiore: non solo voi non avete la lungimiranza di portare avanti un'idea verso cui l'Europa ci indirizza, verso la transizione ecologica, dicendo “basta” e non finanziando più, in questo caso, un gas che, magari, oggi potrà dare delle risposte, ma nel futuro no, ma non date nessuna compensazione al comune di Piombino, un'area degradata che oggi ha bisogno di risposte, un'area che ha bisogno di dare lavoro e, soprattutto, di risolvere le questioni ambientali, visto che è stata una città molto sfruttata.
Un altro aspetto, un'altra questione di questo decreto: l'articolo che riguarda i balneari. Io potrei utilizzare alcune frasi o alcune parole, però trovatele voi. Disfatta? Caporetto? Pasticcio? Avete presentato addirittura un emendamento, al Senato, che prorogava le concessioni del Sud, nelle aree dove ci sono stati gli eventi catastrofali, fino al 2030, che è stato approvato quando, invece, il Ministro Giorgetti, dopo due ore, ha detto: vi state sbagliando, toglietelo. Questo è il modo di governare? Credo che, ad oggi, le imprese balneari siano state prese troppo in giro da voi.
Avete promesso di andare in Europa e cambiare la Bolkestein e non ci siete riusciti. Perché? Perché era giusto così : le gare vanno fatte, le gare vanno fatte e vanno fatte bene, perché l'Europa ci ha sempre detto di farle le gare ma non come farle. È qui che noi dovevamo entrare, è qui che dovevamo salvaguardare il valore reale dell'impresa, è qui che dovevamo pensare e ragionare sul fatto di poter garantire, anche nel prosieguo delle attività, la possibilità di mettere a bando le aree, ma comunque di salvaguardare l'impresa. Non ci siete riusciti, anzi voi in questo provvedimento mettete in campo tre punti che, secondo noi, sono assurdi.
Primo: il rilancio del canone della concessione. Sapete cosa vuol dire rilanciare sul canone della concessione? Vuol dire che vengono le grandi aziende e possono rilanciare tranquillamente fino a quanto vogliono, quando invece noi dovremmo pensare che è giusto alzare, ma alzare per tutti con una cifra fissa, non mettendo ancora di più in difficoltà le imprese.
L'altro aspetto assolutamente importante è che non si valorizzano le reti di imprese e i consorzi, che sono stati il valore delle coste e di tutti gli imprenditori che hanno messo in campo azioni per il ripascimento a seguito dell'erosione costiera e che hanno messo in campo azioni per il salvamento per quanto riguarda la stagione estiva.
La terza cosa importante è l'indennizzo. Dobbiamo fare in modo che l'indennizzo per le imprese sia ciclico, sia anche per i futuri imprenditori, che potranno trovarsi in modo di poter prendere la gara.
Un'ultima cosa. C'è un noto esponente del Governo che dice chiaramente che saranno fatti interventi mirati per la crescita del Paese. Miratissimi, guardate, ve lo dico io: miratissimi. C'è un ordine del giorno di ieri, l'ordine del giorno n. 9/2910/4 Rubano, che dice che si vanno a finanziare, per qualche milione di euro, questi interventi: la realizzazione di un sistema integrato di sicurezza urbana mediante…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Simiani.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). …videosorveglianza, la parrocchia di Caserta, l'investimento ad Avellino. Ma pensate di governare così? Pensate di governare così l'Italia? Questa Camera deve fare atti che possono essere alti, che possono attivare leve economiche importanti, che possono dare posti di lavoro, non azioni che devono essere fatte dagli enti locali, non dalle regioni e non dal Parlamento.
Il Parlamento fa le leggi, non le mance. Noi voteremo contro, Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Aldo Mattia. Ne ha facoltà.
ALDO MATTIA(FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario, inizio con una premessa: un provvedimento, questo, solo all'apparenza eterogeneo, a fronte invece di un fine unico: realizzare e ammodernare le nostre infrastrutture per favorire la crescita. Questa è la realtà.
Va detto che da più parti dell'opposizione è stato affermato che il decreto sarebbe dispersivo e assolutamente eterogeneo, perché si occupa di cosa? Opere pubbliche, concessioni e impianti industriali collocati in tutta Italia. È assolutamente vero. Le opere sono le più diverse e, oltre a ricordare il ponte sullo Stretto - ma non solo -, ci sono anche opere meno importanti come, per esempio, il pontile di Marina di Massa e tutte le infrastrutture fondamentali per la nostra rete viaria.
Le aree di intervento sono molteplici, ma l'obiettivo è unico e chiaro: dotare la Nazione di infrastrutture mancanti o di rendere moderne quelle esistenti. Quante volte abbiamo sentito dire che la crescita del Paese sarebbe passata solo attraverso la modernizzazione dei nostri porti, della nostra rete viaria e della logistica ad essa connessa? Ve lo dico io: da sempre, da sempre. Quante volte abbiamo sentito dire che, per intercettare gli scambi commerciali che vedono il Mediterraneo e segnatamente l'Italia in una posizione strategica per il transito di merci ed energia, sarebbe stato necessario disporre di infrastrutture moderne ed efficaci? Da sempre, da sempre. Quante volte abbiamo sentito dire che la competitività del nostro Paese è garantita dalle sue infrastrutture? Anche qui, da sempre.
E, allora, adesso una domanda la faccio io: qualcuno ricorda che, dietro le piccole e grandi opere pubbliche, oltre che imprenditori ci sono tanti lavoratori, tanti ingegneri e tanti operai ? Qualcuno lo ricorda? Lo ricordo io. Tutti gli interventi posti in essere dall'inizio della legislatura da questo Governo sono stati finalizzati alla crescita e al lavoro e questo decreto, che ci accingiamo a convertire in legge, è solo l'ultimo tassello.
Vorrei ricordare, a tal proposito, alcuni indicatori. Avevamo un deficit dell'8 per cento all'inizio della legislatura, adesso lo abbiamo abbassato al 3,1 per cento. Avevamo investito in opere pubbliche appena il 2 per cento del PIL tra il 2018 e il 2019, ora Banca d'Italia - non io - certifica che siamo al 3,8 per cento, il valore più alto dall'inizio del secolo. Abbiamo uno intorno a 86 punti, contro una media decennale di 162.
Poi ci si chiede perché è necessario agire con decreti-legge. Ve lo dico io il perché: semplicemente perché non c'è tempo di stare a perdere il tempo stesso, questa è la verità. Allora, si va avanti anche così, per l'interesse dell'Italia e degli italiani.
Ci siamo preoccupati di riforme sostanziali, per intercettare e accompagnare la ripresa economica. Mi riferisco allo sviluppo della logistica e alla intermodalità in grado di cogliere appieno il grande cambiamento operato dal commercio elettronico, dalle grandi piattaforme di beni e servizi. In tal senso abbiamo riscritto la legge quadro sugli interporti, che attendeva da oltre 35 anni di essere aggiornata in chiave di innovazione, sostenibilità e sicurezza.
Da quanto tempo le pubbliche amministrazioni e gli operatori ci chiedevano un codice degli appalti più agile e moderno, per venire incontro alle istanze della crescita e della ripresa economica? Abbiamo varato un nuovo codice degli appalti, con l'obiettivo di semplificare, velocizzare e sburocratizzare. Lo abbiamo anche corretto alla prima occasione utile…
PRESIDENTE. Deputato Mattia, vedo che lei si sta sforzando, però vorrei tentare di soccorrerla, quindi attenda un attimo. Abbiamo, ovviamente, sospeso il tempo. Vediamo se l'Aula ha intenzione di fare il suo lavoro, perché qui stiamo non solo per parlare, ma anche per ascoltare gli interventi degli altri e, quindi, esprimere giudizi attraverso il voto. Attenda.
Colleghi, non so se è chiaro il messaggio: dovete riprendere la vostra postazione, non dare le spalle alla Presidenza, stare in silenzio e ascoltare gli interventi degli oratori. Colleghi, devo fare l'appello? Cerchiamo di comportarci in maniera responsabile. Deputata Malavasi, deputato Squeri, deputato Cattaneo, deputato Ferrara.
Prego, prosegua.
ALDO MATTIA(FDI). Grazie, Presidente. Evidentemente alcune cose non piacciono e di conseguenza non si ascoltano, ma non fa niente.
Come ho detto, abbiamo approvato il codice degli appalti e lo abbiamo anche corretto alla prima occasione utile, per valorizzare le micro, le piccole e le medie imprese.
Questo Governo non ha paura di affrontare nodi complessi e fino all'ultimo giorno farà di tutto per realizzare i suoi obiettivi mettendoci la faccia. Mi riferisco alla realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. Ricordo come sia stato fatto al Senato, dove sono state diverse le forze politiche che storicamente si sono pronunciate a favore della realizzazione del ponte, a testimonianza del fatto che non si tratta di un'idea o di un emblema di una parte politica. Non è un caso che l'opera più grande e ambiziosa sotto il profilo ingegneristico e naturalmente in termini di investimento complessivo sia localizzata al Sud; ciò a testimonianza dell'attenzione di questo Governo per il Meridione e il superamento di ogni divario infrastrutturale tra Nord e Sud del Paese. Così come è l'obiettivo del PNRR. A proposito, scusate se faccio un inciso, ma sul PNRR da poco, da pochi giorni, abbiamo infatti ricevuto il parere favorevole della Commissione europea al pagamento della nona rata di circa 13 miliardi di euro. Alla faccia di chi riteneva che non saremmo riusciti a portare a casa questo risultato.
Con questo decreto si superano le obiezioni della Corte dei conti e si rilancia l'opera, riconoscendo la centralità strategica del MIT nella realizzazione dell'opera stessa. Un'infrastruttura strategica voluta dall'Europa per completare le reti e capace di generare crescita occupazionale, competitività, rafforzando la logistica, attraendo investimenti oltre che turismo e, non ultimo, dando finalmente al Sud le stesse opportunità del Nord.
Vogliamo parlare anche delle concessioni balneari? Sì, parliamone. Con questo decreto si provvede a stabilire l'adozione di un bando-tipo. Sono vent'anni che non si ha il coraggio di metterci mano a questa problematica relativa alle concessioni balneari. Guardate, qui non si tratta di stare dalla parte di qualcuno, noi stiamo dalla parte di chi lavora e basta. Come abbiamo visto le regole vanno rispettate, ma questo non deve impedire che si possa lavorare per migliorare e renderle compatibili con il nostro tessuto produttivo, così come è stato fatto per il regolamento sugli imballaggi, a dimostrazione che, quando tutte le forze politiche lavorano nell'interesse italiano, i risultati sono straordinari.
Ora c'è un'esigenza complessa che non può essere banalizzata, che consiste nel rispettare le regole della concorrenza, nel tutelare il tessuto produttivo di chi ha lavorato e investito in questi anni e soprattutto per venire incontro agli utenti delle nostre spiagge; continueremo a lavorare, da un lato, per non distruggere un tessuto imprenditoriale fatto di micro imprese familiari, magari in favore di pochi o grandi soggetti e, dall'altro, per garantire i nostri cittadini e le loro famiglie, utenti delle nostre spiagge.
Vorrei parlare della continuità autorizzativa dei rigassificatori. Su tali disposizioni che concedono un rinnovo agli impianti di rigassificazione del gas naturale liquefatto fino alla conclusione del procedimento di rinnovo è stato detto molto, ma vorrei ricordare che il problema dell'energia non si risolve con gli , cari colleghi, e soprattutto non si risolve dall'oggi al domani. Mi riferisco al fatto che sento dire che dobbiamo toglierci dalla dipendenza dai fondi di decarbonizzazione e sicurezza energetica nazionale. Su questo potremmo anche essere d'accordo ma ricordo che abbiamo adottato in questa legislatura il testo unico sulle fonti energetiche rinnovabili, lo abbiamo perfino corretto e abbiamo adottato il decreto sulle aree idonee anche e non solo per rispondere ai nostri tribunali amministrativi. Non possiamo nascondere che questo Paese abbia ancora necessità di energia da fonti fossili; non disponiamo di energia nucleare pur importandola…
PRESIDENTE. Concluda.
ALDO MATTIA(FDI). … in quanto abbiamo deciso di non farlo, almeno per quanto riguarda le tecnologie del passato. Per questi motivi e per tanti altri, il gruppo parlamentare alla Camera di Fratelli d'Italia voterà positivamente e convintamente questo provvedimento .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2910: S. 1832 - "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni" .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Prima di smobilitare, salutiamo insieme studenti e insegnanti dell'Istituto Comprensivo “Val Rendena” di Pinzolo, in provincia di Trento, che sono qui in tribuna ad assistere ai nostri lavori. Li ringraziamo e auguriamo loro ogni fortuna .
PRESIDENTE. Chiedo ai deputati di uscire dall'Aula in maniera ordinata e, soprattutto, silenziosa. Ha chiesto di intervenire, sull'ordine dei lavori, la deputata Malavasi. Colleghi, recarsi all'esterno dell'Aula per conversazioni di varia natura e genere… Chi rimane in Aula, per cortesia, rimanga in silenzio e consenta ai deputati che si sono prenotati, per i nuovi interventi, di svolgere il loro lavoro. Prego, deputata Malavasi.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo, a nome del gruppo, per chiedere che il Governo possa riferire - per questo ho anche depositato un'interrogazione - rispetto alle notizie allarmanti che leggiamo sulla stampa e sui su un allarme lanciato dai virologi rispetto ad un focolaio di un virus molto aggressivo. Questo doveva essere contingentato, confinato all'interno della nave MV Hondius che ha al suo interno 144 passeggeri, oltre all'equipaggio, con otto casi che sono già stati dichiarati; casi legati a questo ceppo molto aggressivo che ha una mortalità molto alta, tra il 35 e il 50 per cento; otto casi, di cui tre persone sono già decedute e un paziente è in condizioni molto critiche. Questo ceppo ha portato a un'altissima mortalità; ad oggi non ci sono vaccini e cure specifiche e può essere trasmesso anche da persona a persona, quindi con un collegamento rispetto alla condizione umana molto significativo. Pare ci siano casi confermati in Europa, con una persona ricoverata a Zurigo e tre persone in America, e una dispersione dei passeggeri in diversi Paesi, che ovviamente impongono una certa responsabilità nonché disposizioni attente e rapide.
Per questo abbiamo depositato un'interrogazione: perché ci interessa sapere dal Governo se sono stati convocati gli organismi tecnico-scientifici che possano farsi carico di dare indicazioni precise per essere eventualmente pronti ad attivare protocolli; e ovviamente quali sono i controlli che sono stati attivati presso i porti e gli aeroporti, proprio per evitare che ci sia un'ulteriore dispersione di potenziale diffusione di questo virus che metterebbe in grandissima difficoltà anche il nostro Paese.
Crediamo che sia una situazione che non può essere sottovalutata, che richiede la massima trasparenza e attenzione, ma anche il massimo monitoraggio da parte del Governo, visto che ci sono già alcuni decessi. E il ricovero nella vicina Zurigo, ovviamente, non può lasciarci indifferenti.
Abbiamo quindi depositato un'interrogazione, ma chiediamo che il Governo venga a riferire in Aula perché siamo ben consapevoli di cosa possa voler dire un'ulteriore diffusione di questo virus, che crediamo ovviamente richieda la massima allerta non solo del Governo e della Presidente del Consiglio, ma anche di tutto il Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento, sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente, per associarci anche noi alla richiesta della collega Malavasi. Riteniamo che sia un argomento estremamente importante e delicato, al momento localizzato nello spazio, però è chiaro che dobbiamo capire quali sono gli interventi che il Governo ha intenzione di intraprendere per far sì che possa essere delimitato nell'area interessata e che i contagi non possano estendersi ulteriormente.
È chiaro che anche noi abbiamo intenzione di presentare a breve un'interrogazione, proprio perché il tema è estremamente importante e delicato, e dobbiamo soprattutto intervenire in prevenzione, dal momento che parliamo di un virus per cui non vi sono molte armi per combatterlo. Quindi, la limitazione dei contagi e della diffusione del virus sono gli interventi che, purtroppo, dobbiamo mettere in atto, ma dobbiamo farlo anche in modo tempestivo e vogliamo capire quali sono le intenzioni del Ministro.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Lacarra. Ne ha facoltà.
MARCO LACARRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo sulla vertenza Natuzzi, perché non possiamo restare in silenzio di fronte a quello che sta accadendo in uno dei territori più importanti del pugliese e italiano. Natuzzi è un nome che, nel mondo, significa Puglia, significa lavoro, significa qualità, significa una comunità che per decenni ha costruito la propria identità attorno a quell'azienda. Oggi quella comunità - una comunità fatta di lavoratori e lavoratrici diretti e dell'ampio indotto - è in uno stato di profonda apprensione e ha il diritto di sapere che le istituzioni sono al suo fianco.
Dal tavolo svoltosi la scorsa settimana al Mimit è emerso un quadro preoccupante. Permane una distanza significativa tra le posizioni dell'azienda e quella delle organizzazioni sindacali. Non si è trovato un punto di equilibrio sul piano industriale, sui temi dell'esodo, sulle esternalizzazioni, sugli ammortizzatori sociali. Insomma, resta un futuro in bilico per tutte e tutti.
Voglio esprimere, a nome mio e del mio gruppo, piena solidarietà a queste lavoratrici e questi lavoratori. Non è accettabile che chi ha dedicato anni della propria vita a un'azienda debba vivere nell'incertezza di perdere il posto di lavoro. Non è accettabile che un territorio come quello della Murgia, già provato da anni di difficoltà occupazionale, debba fronteggiare un'ulteriore emorragia di lavoro stabile e qualificato.
Detto questo, voglio essere chiaro su un punto che considero non negoziabile: se il percorso di accompagnamento alla vertenza Natuzzi dovesse prevedere l'erogazione di risorse pubbliche all'azienda - regionali, nazionali, europee -, ogni singolo euro deve essere condizionato alla tutela dell'occupazione. Non possiamo consentire, come è stato fatto in passato, che si diano contributi pubblici senza obblighi occupazionali. Mai più lo Stato dovrà sostenere un'impresa che poi riduce la propria forza lavoro o delocalizza produzioni.
Chi chiede l'intervento pubblico deve assumersi la responsabilità di tenere aperte le fabbriche e di garantire i posti di lavoro. Chiediamo al Governo di accelerare il percorso negoziale e di non lasciare soli né i sindacati, né la regione in questa vertenza. La Puglia sta facendo la sua parte, ora tocca anche a Roma.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, Presidente. Vede, mentre noi siamo qui, in questo momento a Cuba è notte e lì, a causa di un di ripetuti che durano anche 20 ore, dovuti all'embargo petrolifero voluto da Trump e da Rubio, ci sono veramente persone che stanno morendo letteralmente di freddo. Ci sono persone che vengono operate alla luce delle candele, bambini che vengono operati alla luce delle candele. Ora, per questo popolo, che già da oltre 60 anni soffre l'asfissia di un embargo commerciale, si è aggiunto questo embargo petrolifero, e non solo.
Nelle ultime ore, Trump ha avuto anche il barbaro coraggio di dire che manderà una portaerei davanti a quest'isola inoffensiva. Davanti a un popolo che non offre nessun pericolo per gli Stati Uniti, mandiamo pure una bella portaerei e l'Italia è in silenzio di fronte a questo sfregio di qualsiasi regola di convivenza civile tra popoli.
E allora noi vogliamo sempre ricordare che quando l'Italia soffriva per il COVID, i cubani sono venuti qui a darci una mano e non meritano questo atteggiamento pavido da parte del nostro Paese. Oggi Rubio è a Roma.
PRESIDENTE. Concluda.
DARIO CAROTENUTO(M5S). È mai possibile che non gli diciamo una sola parola per condannare questo atteggiamento, per condannare veramente questo atteggiamento di bullismo di Stato? Pensate che Cuba viene accusata di questo: viene considerata amica dei terroristi. Dagli Stati Uniti che appoggiano Netanyahu i cubani sono associati ai terroristi?
PRESIDENTE. Deve chiudere.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Ma stiamo scherzando? E allora, veramente, io mi aspetto un cambio di passo da parte di questo Governo, ma anche proprio di questo Paese; un atteggiamento molto diverso, molto più coraggioso. Meritiamo un Governo più coraggioso in politica internazionale
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Francesco Emilio Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Volevo esprimere, a nome del gruppo AVS, solidarietà al comandante della Polizia municipale di Casandrino, Raffaele Andrea D'Ambrosio. Questo comandante sta facendo una battaglia molto forte. Non sappiamo ovviamente le motivazioni dell'attentato che ha subito, ma sappiamo che negli ultimi mesi ha fatto una serie di molto pesanti nei confronti dello sfruttamento e del caporalato all'interno del proprio comune; sfruttamento di operai stranieri che lavorano per società - alcune in nero, alcune no - che riforniscono le grandi mondiali. Un pezzo che esce da questi laboratori, da questi piccoli edifici dove vengono stipati questi stranieri, può essere venduto a 12 euro e, poi, viene rivenduto nel mercato delle grandi anche a 300, 400, 500, 600 euro. È andato a verificare come venivano ammassate queste persone, come venivano trattate, come venivano pagate.
Ebbene, l'altra sera, un commando è andato di notte nel posto in cui abita, che è un parco privato che si trova in un comune vicino a Casalnuovo. Hanno scavalcato i cancelli, sapevano qual era la sua macchina e l'hanno fatta esplodere. Esattamente. Le hanno dato fuoco, facendola esplodere all'interno di un parco. Il comandante stava con i figli e con la sua famiglia, non ha capito subito che ciò lo riguardava, poi sono arrivati i pompieri e hanno scoperto che l'oggetto dell'attenzione era la sua autovettura.
Ecco, io voglio esprimere pubblicamente solidarietà e, soprattutto, aggiungere una cosa. So che il prefetto e il questore sono già intervenuti, dobbiamo essere molto vicini a quegli uomini dello Stato che, in prima linea, combattono contro ogni forma di criminalità…
PRESIDENTE. Concluda.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). …soprattutto in territori difficili.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Antonino Iaria. Ne ha facoltà per un minuto e 30 secondi.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per condannare i fatti di Napoli, che sono avvenuti durante la protesta legittima che i tassisti napoletani hanno fatto nelle strade della città. Questi fatti, però, sono degenerati in un attacco ad operatori di NCC, tra l'altro operatori con licenza regolare e questo non aiuta sicuramente il dialogo tra queste due categorie, non aiuta a risolvere un problema strutturale che abbiamo nell'autotrasporto non di linea.
Qui devo anche condannare il fatto che il Ministro Salvini ha creato un clima di conflitto tra queste categorie con i suoi decreti attuativi e con il suo modo di agire, che sta solo alimentando queste problematiche e anche questa impossibilità di creare un dialogo.
In Commissione abbiamo una proposta di riforma su questo settore, che deve andare avanti, per parlare in maniera seria e riuscire a risolvere le problematiche di queste due categorie, ma non possiamo non condannare le violenze, perché sono anche un bruttissimo biglietto da visita per i turisti e per i cittadini che usano questi servizi.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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