PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
Mentre noi abbiamo iniziato i lavori, decine di migliaia di studenti stanno affrontando la prova di maturità. Siamo tutti vicini e convinti che... Peraltro, una delle tracce riguarda gli 80 anni della Costituente, che noi celebreremo il 25 giugno, qui in Aula con il Presidente della Repubblica. È un bellissimo viatico rispetto a quello che giustamente celebriamo. Quindi, in bocca al lupo a tutti i ragazzi .
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'esame delle mozioni Merola ed altri n. 1-00570 Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, Giachetti ed altri n. 1-00578, Zanella ed altri n. 1-00581 e Sottanelli ed altri n. 1-00587 concernenti iniziative nell'ambito del settore dei giochi pubblici .
Ricordo che la discussione sulle linee generali ha avuto luogo nella seduta di mercoledì 3 giugno 2026 e che, dopo la sua conclusione, sono state presentate le mozioni Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, Giachetti ed altri n. 1-00578, Zanella ed altri n. 1-00581, Sottanelli ed altri n. 1-00587 e una nuova formulazione della mozione Merola ed altri n. 1-00570.
PRESIDENTE. La signora rappresentante del Governo ha facoltà di intervenire per esprimere il parere sulle mozioni all'ordine del giorno.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Buongiorno.
Dunque, con riferimento a tutte le mozioni aventi ad oggetto il riordino del settore dei giochi pubblici, Merola ed altri n. 1-00570 , Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, Giachetti ed altri n. 1-00578, Zanella ed altri n. 1-00581 e Sottanelli ed altri n. 1-00587, si esprime un parere favorevole subordinatamente alla seguente riformulazione unica onnicomprensiva di tutti gli impegni, per tutte le mozioni: “espunte le premesse, impegna il Governo, nell'ambito del processo di riordino del settore dei giochi pubblici e delle relative reti, a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di proseguire, in attuazione dei principi e criteri direttivi recati dalla legge 9 agosto 2023, n. 111, tenuto anche conto delle tempistiche previste dall'articolo 1, comma 6, della medesima legge, l'azione volta alla tutela della salute pubblica, delle famiglie, dei consumatori e dei soggetti maggiormente vulnerabili, con particolare riguardo alla protezione dei minori, assicurando il coinvolgimento in sede di Conferenza unificata delle autonomie territoriali e di altri soggetti rilevanti per il settore, confermando e rafforzando le iniziative di informazione e comunicazione finalizzate alla promozione del gioco responsabile. A tal fine, a proseguire nell'adozione di misure volte alla prevenzione e al contrasto del disturbo da gioco d'azzardo e dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, attraverso la razionalizzazione dell'offerta di gioco, il potenziamento degli strumenti di autoesclusione, la definizione di criteri uniformi a livello nazionale in materia di orari di esercizio e di distanze dai luoghi sensibili, nonché il rafforzamento dei requisiti soggettivi e di onorabilità richiesti ai concessionari e agli operatori della filiera”.
PRESIDENTE. Questo è dunque il parere del Governo, che ovviamente adesso distribuiamo con mezzi sia elettronici che cartacei, così i gruppi hanno il tempo di valutare questa riformulazione del Governo.
PRESIDENTE. A questo punto, onorevole Giachetti, prima di passare alle dichiarazioni di voto, lei chiede di intervenire, immagino, sul Regolamento. Prego.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Presidente, io ho proprio una perplessità. Non voglio necessariamente aprire una polemica col Governo, ma le mozioni che abbiamo all'ordine del giorno non sono davvero sovrapponibili, quelle che abbiamo noi, cioè ci sono delle questioni sulle quali concordiamo, ma ci sono delle specificità.
Il fatto che il Governo assuma l'iniziativa di fare lui quello che forse noi, se avessimo voluto farlo, avremmo fatto, cioè di fare una mozione unica per le opposizioni, è abbastanza singolare. Questa non è una riformulazione per tutte le opposizioni, questa è una mozione scritta dal Governo che dovrebbe essere sottoscritta dalle opposizioni e approvata dalle opposizioni.
Io penso che stiamo andando un po' oltre quella che è anche la prassi; il Governo può tranquillamente dichiarare la propria contrarietà, l'espunzione e via dicendo, ma quella sul dispositivo è una riformulazione che con alcune parti, almeno della nostra mozione, non ci azzecca niente. Che riformulazione è? La trovo veramente una cosa inedita e che obiettivamente ci mette in grande difficoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ascolterei gli altri interventi, immagino sul medesimo punto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini, prego.
ANDREA QUARTINI(M5S). Io mi associo ovviamente alle perplessità dell'onorevole Giachetti. Qui si è superato qualunque tipo di - come si dice - di linea rossa rispetto…
PRESIDENTE. Le linee rosse sono un po' particolari. Prego.
ANDREA QUARTINI(M5S). È che ultimamente va un po' di moda dire la linea rossa è superata, insomma, in questa logica. Si espungono tutte le premesse di tutte le mozioni che sono state presentate, il Governo non ne presenta una sua e riformula, praticamente riscrive daccapo le mozioni, non solo, ripeto, espungendo le premesse, ma anche gran parte delle specificità delle mozioni.
Nelle mozioni si parla di usura, di comitati contro l'usura, di assistenza alle famiglie con problemi, di riciclaggio e di criminalità organizzata in maniera molto dettagliata. Si parla oggettivamente di una critica all'impostazione del Governo dal 2023 a oggi, rispetto…
PRESIDENTE. Ma è chiaro, onorevole Quartini.
ANDREA QUARTINI(M5S). …ai provvedimenti. Io ritengo che sia offensivo nei confronti delle opposizioni riformulare in questa logica. Penso che sia assolutamente inaccettabile, Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Anche noi esprimiamo quantomeno perplessità rispetto alla decisione del Governo rispetto a queste mozioni che, tra l'altro, trattano un tema particolarmente delicato e importante. Ci chiedono di togliere le premesse - e quelle già tolte tutte -, mettere la formula “a valutare l'opportunità di” e poi non viene riformulato, perché un conto è la riformulazione dei singoli impegni che ci potrebbe stare, no, viene riscritto totalmente con una formulazione che propone il Governo. Quindi non è nemmeno una riformulazione, ma una riscrittura.
Noi ci aspetteremmo almeno un parere favorevole o contrario o di riformulazione sui singoli impegni, altrimenti davvero il Governo si metteva d'accordo con la maggioranza, la maggioranza ne faceva una in linea con gli intendimenti del Governo e poi, sulla base di quelli, si decideva anche come operare nelle votazioni e nella discussione in Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Anche noi per esprimere doglianze e perplessità su questo atteggiamento totalmente impigrito del Governo su un tema così sensibile e così delicato.
Un tema che necessita di approfondimento e la cui impostazione merita rispetto verso tutte le opposizioni che hanno sottolineato, magari qualche specificità. Questo voler fare di tutta l'erba un fascio, senza entrare nei particolari, senza che vi sia fretta di chiudere in una maniera immediata è, ripeto, un atteggiamento indolente del Governo rispetto a quelle che sono le proposte delle opposizioni e ciò lascia veramente perplessi e amareggiati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Le novità abbondano in questa legislatura: io una cosa del genere non ricordo di averla vista. Di fatto, declassiamo le mozioni a ordini del giorno in cui il Governo decide di fare riformulazioni uguali per ordini del giorno differenti.
Io sottolineo che qui ci troviamo di fronte a mozioni e che per tutte le mozioni - per il mio gruppo, posso parlare di quella a prima firma Merola che ha generato poi tutto il percorso, l'iter e anche la presentazione da parte degli altri colleghi - espungere tutte le premesse è un altro atto, devo dire, di poco rispetto nei confronti dei presentatori. È possibile che non ci fosse neanche un capoverso delle premesse che fosse accettabile dal Governo?
Queste mozioni sono state trattate come si tratta un ordine del giorno, che andrebbe rispettato anch'esso ma, nella gerarchia delle fonti parlamentari, la mozione sta sopra gli ordini del giorno. Quindi, credo che vada manifestato il nostro disagio. Le chiedo, signor Presidente, di trasmetterlo al Presidente della Camera e il Presidente della Camera, a nostro giudizio, dovrebbe segnalare questo al Ministro per i Rapporti con il Parlamento. È un tipo di approccio assolutamente non condivisibile e denota mancanza di rispetto. Al di là del merito - adesso affronteremo poi, nell'intervento del collega Merola, il merito -, ma da un punto di vista di metodo non è accettabile e sarebbe il caso che non costituisse un precedente .
PRESIDENTE. Colleghi, avete parlato di merito, di metodo e di procedure. Ai fini regolamentari ciò che ha fatto il Governo dopo avere ascoltato, valutato e letto è, come dire, nel perimetro di ciò che può fare. Tutto ciò che avete detto è stato ascoltato dal Governo e verrà, ovviamente, trasmesso al Presidente della Camera per gli eventuali interventi che riterrà di adottare con il Ministro per i Rapporti con il Parlamento. C'è il tempo per il Governo, se riterrà, di modificare ulteriormente il parere e di intervenire su ciò che è stato detto. Da parte vostra, ovviamente, come già mi pare di capire, si potrà - ove il Governo non intenda modificare il parere - non accettare, far votare singolarmente le vostre mozioni.
Dopodiché le doglianze, le perplessità, le singolarità e tutte le aggettivazioni che avete usato rimangono agli atti di un dibattito che diventa nel merito politico ma che, dal punto di vista procedurale e regolamentare, non mi consente di intervenire, a meno che l'onorevole Giachetti adesso non mi dica qualcosa di diverso. Prego, onorevole.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Presidente, volevo soltanto, attraverso di lei, chiederle, se è possibile, di avvisare l'onorevole Ziello se può venire in Aula, perché sicuramente sarà in grado di far cambiare il parere al Governo .
PRESIDENTE. Va bene. Adesso chiediamo l'aiutino da casa, diciamo.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Allora, onorevole Giachetti, lei si deve rialzare perché, a questo punto, dovremmo ascoltare, nel religioso silenzio che contraddistingue quest'Aula, il suo intervento in dichiarazione di voto. Prego, onorevole.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Preferirei un laico silenzio, signor Presidente. Comunque, detto questo, sarò molto breve perché sono qui per parlare della nostra mozione, che riguarda un tema particolarmente delicato, e cioè il gioco pubblico e la prevenzione delle dipendenze patologiche.
I dati della relazione del Ministero dell'Economia e delle finanze confermano la rilevanza del settore nel nostro Paese: nel 2025 la raccolta complessiva ha superato 164 miliardi di euro, con una crescita significativa del gioco e una riduzione del peso della rete fisica tradizionale. Questo cambiamento richiede attenzione: da un lato, occorre garantire un quadro normativo chiaro e stabile per un settore che genera importanti entrate erariali ma, dall'altro, è necessario tutelare la salute dei cittadini e prevenire situazioni di fragilità che possano sfociare in dipendenze. Le stime più recenti indicano che milioni di italiani partecipano al gioco pubblico e che una quota significativa manifesta comportamenti indubbiamente problematici.
L'Organizzazione mondiale della sanità riconosce il disturbo da gioco d'azzardo come una patologia e richiama gli Stati ad adottare adeguate misure, sia di prevenzione che di assistenza. Per questo, noi riteniamo importante completare nei tempi previsti il riordino del settore previsto dalla delega fiscale. Dopo gli interventi sul gioco a distanza, resta infatti aperto il tema della rete fisica e della definizione di regole omogenee che superino il sistema delle proroghe e garantiscano maggiore certezza agli operatori e agli enti coinvolti.
Accanto agli aspetti regolatori, è fondamentale rafforzare prevenzione e cura. La nostra mozione chiede di potenziare gli strumenti di contrasto al disturbo da gioco d'azzardo assicurando risorse adeguate e un monitoraggio che sia costante. Conoscere l'evoluzione del fenomeno e valutare l'efficacia delle politiche pubbliche è essenziale per intervenire in modo efficace in questo settore.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla cosiddetta evoluzione tecnologica, all'intelligenza artificiale, e gli strumenti digitali possono individuare più rapidamente comportamenti a rischio e favorire interventi preventivi e percorsi di autoesclusione. Tutto ciò deve avvenire nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, senza, però, rinunciare alle opportunità che sono offerte dall'innovazione. La mozione richiama, inoltre, la tutela dei minori, argomento, particolarmente, delicato. La diffusione di meccanismi presenti nei videogiochi, come le cosiddette impone un approfondimento e la valutazione di strumenti normativi che garantiscano trasparenza, informazione e adeguate misure di protezione.
Infine, è necessario contrastare il gioco illegale e ogni infiltrazione criminale nel settore. Un sistema regolato, trasparente, e, soprattutto, che sia sottoposto a controlli efficaci, sicuramente aiuta a tutelare i cittadini e a rafforzare la legalità. Migliorare la tracciabilità dei flussi finanziari e i controlli antimafia significa proteggere un comparto che deve restare, pienamente e decisamente, all'interno delle regole dello Stato.
In conclusione, questa nostra mozione propone un approccio equilibrato, che coniuga legalità, tutela della salute, innovazione tecnologica e sostenibilità del sistema. L'obiettivo è contribuire a un quadro normativo più moderno che sia efficace e, soprattutto, attento ai cittadini. Per queste ragioni, auspichiamo che, al di là del parere assai singolare offerto dal Governo, che, come è del tutto evidente, non ha nulla a che fare con la mozione che noi abbiamo presentato, ci sia, invece, da parte dell'Aula un voto favorevole .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Il mercato del gioco d'azzardo, in Italia, purtroppo, continua ad espandersi, oltretutto a ritmi sostenuti, e si conferma, quindi, un comparto, incredibilmente, tra i più dinamici dell'economia nazionale, con circa il 7,3 per cento del prodotto interno lordo. Già questo dato fa veramente impressione ed è un dato sul quale la politica deve fare una forte riflessione. La quarta edizione, infatti, de curata dalla CGIL, per mettere in luce gli effetti perversi dell'azzardo sulla salute, ma anche sul reddito dei cittadini, riporta che, solo nel 2025, la raccolta complessiva, sia sui canali fisici che su quelli a distanza e ha raggiunto il livello record di 165 miliardi di euro; oltretutto, in continua crescita del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Una cifra che quindi, addirittura, supera notevolmente, di circa 30 miliardi, quella relativa al Fondo sanitario nazionale e che, quindi, è pari al doppio della spesa pubblica per l'istruzione.
A fronte di questi numeri, si nasconde anche un impatto economico per i giocatori stessi, che hanno delle perdite nette che, sempre nel 2025, sono state stimate attorno ai 22 miliardi di euro.
La crescita più preoccupante riguarda il volume del giocato che, nel 2025, ha superato, per la prima volta, i 100 miliardi di euro di raccolta; quindi, con un incremento, rispetto all'anno precedente, di circa il 10 per cento. In particolare, quello che ci preoccupa è una continua e maggiore diffusione del gioco, in particolare , tra giovani e giovanissimi; proprio per questo, avanziamo proposte relative alla necessità di riordino del settore, che sono assolutamente necessarie. La rete del gioco italiano, infatti, consta di 15 milioni di conti-gioco attivi; 55 tipologie di lotterie istantanee; 47 tipologie di “gratta e vinci”, e andiamo avanti, perché stiamo parlando di oltre 310.000 . Questi dati danno veramente il polso della situazione e destano estrema preoccupazione.
Sono diverse le ragioni che rendono urgente questa riflessione complessiva sul settore del gioco d'azzardo, prima fra tutte, la frammentazione normativa, tanto in termini di competenze, quanto anche di organicità della disciplina vigente, che alterna vistose lacune a norme, spesso, completamente inefficaci o, addirittura, in alcuni casi, completamente disattese. Nella materia interviene, oltretutto, una normazione multilivello, quindi, non solo nazionale, e questo contribuisce a creare un panorama disomogeneo, a discapito degli operatori e anche degli interventi che sono assolutamente necessari. La mancata attuazione delle norme contenute nel cosiddetto decreto Balduzzi del 2012, che prevedeva una progressiva pianificazione territoriale delle attività del gioco, in modo che fossero stabilite anche quelle distanze minime dai luoghi sensibili come, ad esempio, le scuole, le strutture sanitarie ospedaliere, i luoghi di culto, così come anche il mancato completamento della riforma prevista dalla cosiddetta delega fiscale, la legge n. 111 del 2023, tutto ciò, contribuisce a mantenere una situazione di incertezza regolatoria.
Da questo punto di vista, quindi, esprimiamo preoccupazione anche perché la crescita esponenziale del fatturato, con proporzionale aumento del gettito fiscale, ha progressivamente trasformato il gioco d'azzardo in una voce di entrata sempre più importante per l'erario e, quindi, ciò spinge, di fatto, il legislatore ad adottare politiche volte a stabilizzare - e questo è veramente inaccettabile - queste entrate. Un gettito che, a sua volta, invece, andrebbe ponderato con il correlato aumento della spesa pubblica in campo sanitario e sociale, in particolare per la cura delle dipendenze e dei loro effetti sulle famiglie delle vittime di questo sistema, nonché - e questo è un tema assolutamente importante - per il contrasto ai fenomeni criminali collegati, come il riciclaggio di denaro, oppure conseguenti, come l'usura, che si manifestano, quindi, sia a livello di microcriminalità, ma anche di criminalità organizzata.
Infatti, , che ho citato prima, si esprime testualmente in questo modo: “l'espansione dell'offerta di azzardo legale, presentata decenni fa come strumento per contrastare la criminalità organizzata, ha prodotto un effetto inatteso: la costruzione di una vera e propria dipendenza dello Stato dall'azzardo. Ogni ampliamento di tale offerta allarga la platea dei giocatori, ogni riduzione degli utili marginali spinge a nuovi ampliamenti. Un circolo che non si chiude mai, con effetti a dir poco dubbi sul contrasto alle infiltrazioni criminali”. Un circolo vizioso. Infatti, secondo le relazioni della Direzione nazionale antimafia, ad esempio, tra il 2010 e il 2024, sono stati 147 i censiti che hanno investito o operato nel settore in 16 regioni e sotto la lente di 25 procure antimafia.
Quindi, dietro il del gioco d'azzardo italiano si cela anche una fitta rete di società di gestione, di concessionari, costituite da 300 soggetti autorizzati dallo Stato e oltre 3.000 imprese territoriali che ne curano la distribuzione - un vero e proprio risiko di scatole societarie -, fondi di investimento e sedi nei paradisi fiscali che sfruttano un sistema opaco anche a causa proprio della disomogeneità normativa, grazie alla quale tutte le consorterie mafiose alimentano i loro sporchi profitti in cui convivono azzardo legale e illegalità.
Ecco, numerosi studi evidenziano la crescita vertiginosa del gioco d'azzardo, sicuramente trainata dal settore con gravi ripercussioni sulla salute, ma anche sul reddito dei cittadini, e denunciano il preoccupante e consolidato oscuramento informativo da parte delle autorità istituzionali. Rispetto al disturbo d'azzardo patologico numerosi studi dimostrano, purtroppo, l'efficacia negativa dell'impatto della pubblicità, anche, ad esempio, durante le manifestazioni sportive, rappresentando un elemento scatenante dell'approccio, dell'inizio di queste attività, facendone, quindi, un rilevante ostacolo rispetto alle politiche necessarie di prevenzione soprattutto per quelle fasce di popolazione più vulnerabili.
Da questo punto di vista, come Alleanza Verdi e Sinistra, con la nostra mozione, a prima firma della collega Zanella, avevamo inserito alcuni impegni che, purtroppo, però, sono stati, diciamo così, frustrati dalla volontà del Governo di fare un “calderone” rispetto a un paio di impegni generici, con la formula: “a valutare l'opportunità di” su tutte le mozioni dell'opposizione.
Tuttavia, qui noi chiedevamo non solo un riordino normativo - che, da questo punto di vista, spero, visto che è previsto dalle norme, che anche il Governo possa portare avanti - ma, ad esempio, iniziative per ripristinare il divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, senza deroghe, proprio per evitare che l'offerta e gli operatori del gioco d'azzardo siano presenti sui anche durante, ad esempio, gli eventi sportivi; per respingere qualsiasi richiesta da parte degli enti territoriali di compartecipazione al gettito delle , ad esempio; per garantire il diritto di accesso ai dati sulla diffusione del gioco d'azzardo nel nostro Paese e ricostituire, presso il Ministero della Salute, l'Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo così come la redazione annuale di un bilancio sociale dell'azzardo da sottoporre al Parlamento. Ecco, quindi, da questo punto di vista, esprimiamo il rammarico proprio perché in questo modo il Governo non ci consente, oggi, qui, in Aula, di entrare nel merito dei singoli impegni non solo della nostra mozione ma di tutte le opposizioni.
Quindi, da questo punto di vista, la ritengo davvero un'occasione che va persa
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sottanelli. Ne ha facoltà.
GIULIO CESARE SOTTANELLI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Signor Sottosegretario, gentili colleghi, con il decreto legislativo n. 496 del 1948 lo Stato italiano regola i giochi e le scommesse sia su rete fissa sia . Ovviamente, in questi 78 anni di aggiornamento il quadro legislativo si è dovuto adeguare sia con riferimento alla tecnologia e, quindi, ai sistemi e ai modi di gioco sia alla rete fissa.
Purtroppo, oggi non abbiamo un testo unico, un codice complessivo che racchiuda all'interno tutte le normative. Certamente questo crea incertezze sia dal lato degli operatori e delle imprese sia dal lato di chi deve controllare.
Il decreto-legge n. 41 del 2024 ha invece posto i principi di riordino sulla rete fissa da completare entro agosto 2026. Noi ci auguriamo che venga fatto nel migliore dei modi con regole e principi nazionali; poi, magari le singole regioni e i singoli comuni andranno ulteriormente ad affinare una propria regolamentazione per evitare di installare la rete dei giochi fisici - e al riguardo ci sono varie peculiarità nei singoli comuni - nei punti sensibili. Nello stesso decreto si fissa l'obbligo al MEF di relazionare ogni anno in Parlamento e, quindi, il 14 di aprile di quest'anno è arrivata per la prima volta la prima relazione del 2025.
Quali sono i dati? I dati sono i seguenti: 164 miliardi di euro sono stati giocati dagli italiani nel 2025, di cui circa 31 miliardi per quanto riguarda la rete fissa, con una concentrazione nel Nord, nel Lazio e in Campania; 11,4 miliardi di euro sono andati all'erario e 143,4 miliardi di euro in vincite; e c'è una crescita del gioco a distanza. Ovviamente per il gioco a distanza, quello , c'è una concentrazione nella fascia di età da 18 a 34 anni.
La relazione segnala diverse concessioni che, purtroppo, operano in regime di proroga e che sono in scadenza il 31 dicembre e noi ci auguriamo che ci sia una definizione sia per dare certezze e regole sia per imporre la rispetto ai nostri regolamenti. Nel gioco riteniamo che lo Stato debba essere attore e non subire, come spesse volte è successo nel passato, le violazioni della rete globale da parte di pirati. La gente, infatti, gioca lo stesso, quindi, bisogna fare in modo che la scelta sia solo in riferimento a dove giocare e, quindi, che si giochi dove ci sono le regole, dove lo Stato è un presidio che può e deve garantire il rispetto delle norme - e anche che l'introito arrivi allo Stato - ma anche verificare che tali presidi contro la ludopatia siano presenti.
Quindi, bisogna fare in modo che si riesca a estirpare completamente tutti i siti pirati, spesso i giovani, i minorenni per primi, vanno su queste piattaforme dove non ci sono regole e dove non c'è il presidio dello Stato.
Per le piattaforme illegali c'è una stima di 30 miliardi; sono tantissimi soldi e, quindi, anche qui, lo Stato che non riesce a intercettare tutto questo, ha una penalizzazione nelle casse di oltre 1,5 miliardi di euro. Quindi, le concessioni devono imporre obblighi di monitoraggio, di autoesclusione e di cooperazione con i servizi sanitari.
Per quanto riguarda, invece, il gioco fisico, due principi non possono essere negoziabili: deve essere lontano dalle scuole, dai luoghi sensibili, con criteri, come dicevo prima, uniformi nazionali, ma con specificità locali e “no” alla ghettizzazione di chi gioca in stanze nascoste.
Noi riteniamo che l'espressione del gioco fisico debba essere, anche in parte, visibile perché evita l'impulsività acuta perché, se non ti vede nessuno, ovviamente si insiste nel giocare, sfociando, alimentando la ludopatia.
Quindi, il divieto totale per i minori sotto ogni forma, sia quella fisica che digitale, e bene la tessera sanitaria per gli apparecchi: questo è un primo passo che va esteso e potenziato.
Rappresentano un problema gli in mano ai minorenni perché non si riesce a controllare il dato anagrafico e, poi, servono standard tecnologici uniformi e interoperabili sulla verifica dell'età.
Purtroppo, questo Governo, con la legge di bilancio 2025, ha fatto piccoli passi indietro che non abbiamo ovviamente condiviso: ha abolito l'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo; ha abrogato il Fondo per il gioco d'azzardo patologico, che è stato sostituito con una dotazione ridotta, ai sensi dell'articolo 1, comma 373, e ha indebolito gli strumenti specifici proprio mentre il fenomeno cresce.
Un piccolo lo voglio riservare all'ippica: un gioco non compulsivo, certamente tra i più innocui sotto l'aspetto della ludopatia, quindi, è un comparto che va tutelato e va incentivato. C'è una filiera molto, molto, importante.
Gli impegni che la nostra mozione richiede al Governo sono: un testo unico organico, uniforme e nazionale, dando la certezza del diritto per le imprese, ma anche strumenti maggiori per chi deve controllare e combattere la pirateria; un rafforzamento di prevenzione e contrasto sulla ludopatia, quindi il ripristino di strutture di monitoraggio, di finanziamento, cura e campagne specifiche; sistemi di verifiche dell'età uniformi e interoperabili per la tutela dei minori; maggiori strumenti per le autorità per contrastare il gioco pirata; sviluppo equilibrato delle filiere economiche connesse, in particolar modo all'ippica; regolamentazione unica sulla presenza di giochi fisici nei luoghi sensibili.
Chiediamo che l'Aula approvi questa nostra mozione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Oggi parliamo di un affare importante, di un affare serio. Si sta parlando della salute che riguarda, nel nostro Paese, almeno un milione e mezzo di persone. Si sta parlando di azzardo, si sta parlando di qualcosa di drammatico da un punto di vista sociosanitario. Si sta parlando di famiglie rovinate. Si sta parlando di tentativi di suicidio, di deliri di colpa, di deliri importanti di rovina. Si sta parlando, quindi, dell'inferno a cui vanno incontro le persone che soffrono di un disturbo così importante.
Già vedere un Governo che non assume posizioni chiare su questo tema preoccupa molto. Già vedere un Governo che riformula integralmente quello che le mozioni oggi stanno proponendo, declassandole a ordine del giorno, è assolutamente inaccettabile. Direi che è scandaloso, perché siamo di fronte a un tema che troppi cittadini sentono come un problema serio. Non solo troppi cittadini, ma in passato mi sembra che anche la Presidente del Consiglio si sia schierata in maniera significativa contro l'azzardo, e oggi sta mostrando la sua vera faccia. La sua vera faccia!
È fuori discussione, perché dai banchi dell'opposizione, in maniera molto puntuale, osservava come c'era una schizofrenia, una sorta di contraddizione evidente fra il tema salute e il tema finanze, e sollevava giustamente questa contraddizione. Diceva: come potete mettere insieme le esigenze di fare cassa con le esigenze della salute? Oggi cerca di fare cassa. Questo è il dato, questa è la postura di un Governo che va a difendere le esigenze di cassa e va a difendere le esigenze di quelli che venivano chiamati i poteri forti.
È un po' come è successo nel decreto Lavoro, quando il Governo e la maggioranza hanno deciso di appoggiare una proposta che non favoriva l'incremento salariale per le professioni sanitarie che lavorano nel privato, favorendo Angelucci e favorendo il gruppo San Donato. Il gruppo San Donato sugli stipendi degli infermieri ha fatto anche una figuraccia colossale, perché ha dovuto chiudere un pronto soccorso per “l'affare Iceberg” che conosciamo. Questo è il Governo, questo è il vostro Governo, che va a impattare, rispetto ai problemi della popolazione, soltanto facendosi suddito dei poteri forti.
Questo è il dato di fatto. Sull'azzardo c'è una truffa colossale, una truffa semantica colossale, anche nella definizione, oggi, di queste mozioni. Si intitolano “mozioni concernenti iniziative nell'ambito del settore dei giochi pubblici”. L'azzardo non è un gioco. L'azzardo non è un gioco, un gioco implica attività libere, implica creatività, implica abilità. Nel gioco d'azzardo, nell'azzardo, l'abilità non conta nulla, è tutto legato al caso. È veramente una questione assolutamente importante, anche in termini di educazione finanziaria, anche in termini di educazione della popolazione.
Diamogli il nome che merita, diamogli il nome “scommesse” ! Diamogli quel nome lì, non parliamo di gioco. Sale scommesse, non sale giochi, questo è il dato di fatto. È una cosa importante perché 164 miliardi, che è la raccolta totale del gioco d'azzardo nel 2025, e l'80 per cento di questa raccolta è dovuta alle persone che soffrono di un disturbo da gioco d'azzardo, vuol dire che non si sta facendo nulla, nulla di nulla, rispetto a questo. È la seconda industria non produttiva, dopo l'industria energetica, in questo Paese, l'industria dell'azzardo, e attorno all'industria dell'azzardo c'è usura, c'è il riciclaggio, ci sono infiltrazioni criminali.
Nel gioco legale ci sono le infiltrazioni criminali ! E che cosa si sta facendo? Nulla! Secondo il codice penale l'azzardo è proibito in questo Paese. Allora ci siamo inventati l'idea dei giochi pubblici, dei giochi leciti. Anche questa è la seconda contraddizione enorme. Poi c'è l'ossimoro, che è anche nell'ordine del giorno che ha presentato il Governo, che sostituisce le mozioni, è presente l'ossimoro “gioco responsabile”. Il gioco responsabile non esiste, non esiste, è un ossimoro. Dopo la prima puntata, perdi il controllo.
Vale per tutte le droghe, vale anche per i comportamenti, si chiama “fenomeno del primo bicchiere”, dopodiché non c'è niente più di responsabile, niente più di consapevole . Allora è lo Stato che deve intervenire su queste questioni. L'approccio governativo, dal nostro punto di vista, fino a oggi cerca - ma non riesce a farlo - di rappresentare un compromesso tossico, diabolicamente perfetto, tra una sorta di paternalismo di facciata e la dipendenza fiscale, dove lo Stato si comporta come un che predica la sobrietà.
Vi rendete conto, cioè qui siamo a questo, c'è una schizofrenia incredibile. Abbiamo uno Stato che è un esattore dipendente. L'erario incassa sui 12 miliardi rispetto a questi 164 miliardi di raccolta e questa cifra ormai è strutturale. Lo stesso Freni, Sottosegretario, raccontava che l'azzardo è utile al Paese. Vi rendete conto che livello di contraddizione c'è su questo? Non c'è una reale volontà di ridurre il mercato, e noi è questo che chiediamo, invece, nella nostra mozione perché un calo significativo del gettito, ovviamente, creerebbe un buco di bilancio immediato.
Ecco lo Stato esattore dipendente ed è anche un regolatore compiacente, perché i monopoli di Stato non sono un'agenzia di prevenzione, ma un ente che massimizza la raccolta. E le campagne sul gioco responsabile sono, lo ripeto, un'ipocrisia istituzionale, un messaggio contraddittorio, che ricalca sostanzialmente il sui pacchetti di sigarette, mentre lo Stato, di fatto, ne lucra la vendita. Questo è il dato di fatto e questo è un conflitto di interessi insanabile: lo stesso soggetto che dovrebbe proteggerti è quello che guadagna dalla tua rovina.
Io credo che ci sia poco da aggiungere a tutto questo. Allo stesso tempo, cosa si sta proponendo? Si sta proponendo agli enti locali di compartecipare ai dividendi della raccolta. È aberrante pensare che anche gli enti locali, anche le regioni, anche i comuni possano attingere ai fondi della raccolta. Vuol dire coinvolgerli in questo massacro. È un massacro vero e proprio, perché, poi, sono i comuni che hanno a che fare - e noi vorremmo proteggerli rispetto a questo - con le problematiche legate ai distanziometri, alle aperture, alle chiusure, al riconoscimento, a questa capacità.
Allora, voi avete fatto tre operazioni e ne rivendicate, tra l'altro, la bontà in questa mozione che proponete.
ANDREA QUARTINI(M5S). Mi avvio alla conclusione. Avete deciso di togliere l'azzardo alle Commissioni affari sociali e sanità. Ormai l'azzardo è solo al MEF, questo è il dato di fatto. Sarebbe un problema di salute pubblica e avete sottratto questo problema alle Commissioni competenti. Due: avete abolito l'Osservatorio nazionale sull'azzardo, che faceva un lavoro importante. Tre: avete tolto i finanziamenti dello stesso Osservatorio. Avete costruito un Comitato per le dipendenze patologiche che dovrebbe sostituirlo, in cui avete messo dentro anche i concessionari. Questa è una vergogna assoluta .
Nelle mozioni noi chiedevamo tutto questo, oltre a stringere sulla pubblicità; cosa che, invece, grazie ad alcuni vostri senatori, cercate di rendere libera. Ecco, io credo che oggi abbiate mostrato tutta la vostra vergogna
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sala. Ne ha facoltà.
FABRIZIO SALA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, posso provare, durante il mio intervento, a concentrarmi profondamente, ma non riesco a trovare, fra tutti i sentimenti, quello della vergogna. Perché vede, Presidente, io penso che la libertà sia figlia del coraggio, che la democrazia sia figlia della libertà e che la condizione necessaria perché la democrazia funzioni sia la conoscenza. E, quando uno comincia ad approcciare il settore del gioco e lo fa non con coscienza, ma con conoscenza, evidentemente ritiene opportuno che il Governo debba prendere alcuni provvedimenti, che sono perfettamente in linea non solo con il parere che ha appena espresso il Governo, ma anche con le linee che, durante l'approvazione della legge delega nel 2023, abbiamo dato all'Esecutivo. In effetti, il Governo elimina le premesse polemiche, però fa una sintesi sull'impegno finale, che dovrebbe essere condivisibile.
È un tema scivoloso questo. Perché? Perché in democrazia l'opposto della conoscenza io lo chiamo populismo: è facile gioco, per il populismo all'opposizione, criticare i provvedimenti inerenti al gioco e viene sempre definito, per i Governi, un tema scivoloso.
Ma riportiamo la discussione nel suo alveo naturale. Il principio - vale la pena ribadirlo - che è un'attività che esiste e che vada normata, è un principio sacrosanto. Ma ne aggiungo un altro: il principio del riordino del settore. E mentre appena si parla di riordino del settore uno può pensare, malignamente, che questo serve ad aumentare le entrate dello Stato, dall'altra parte, invece, dobbiamo fare un ragionamento sui settori iper-normati. I settori che vengono iper-normati lasciano spazio a chi? A quegli operatori che non hanno nulla da perdere, e quindi lasciano spazio a chi non ha, nei suoi principi fondamentali, la legalità.
Poche norme chiare, e non un ginepraio, consentono a operatori onesti di poter investire, di poter rischiare e di poter operare nel settore. E in questo settore - come in altri, ma soprattutto in questo - occorre questo principio. E il riordino del settore è già in corso. Quindi, oggi ribadiamo i principi, il Governo ci ribadisce i principi per i quali si muove sul riordino, ma questo è già in corso. Un riordino che già ha visto il Governo coraggioso. Il principio per cui non tutti possono operare nel campo del gioco è un principio che sicuramente non è popolare, ma è un principio sacrosanto che, probabilmente, solo un Governo così forte poteva introdurre, perché - vale la pena ribadirlo - nel corso degli anni si è creato un ginepraio di norme per cui diventa estremamente difficile riuscire ad intravedere, negli anni, una linea normativa chiara, lineare, per ripetermi.
Quindi, le due esigenze che portava la delega al Governo erano la tutela della salute, con il contrasto alla ludopatia, e la legalità, con il contrasto alla criminalità organizzata. Oggi, come ho detto, esiste questa giungla normativa che non ci permette di arrivare a entrambi gli obiettivi.
Introduco un altro principio in questa mia dichiarazione: non si può pensare di normare un settore come quello del gioco senza pensare che esistano gli enti locali. Ed evidentemente, se gli enti locali esistono, è ovvio che vadano coinvolti per le loro funzioni, ed è ovvio che, nelle loro funzioni, possano partecipare agli eventuali utili che porta questo nelle casse della finanza pubblica. Ma perché dico questo? Perché la storia è chiara: nelle prime leggi di normativa del gioco, gli enti locali, laddove si potevano opporre, creavano delle norme per evitare che si potessero insediare attività di questo tipo. E, quindi, siamo entrati ancora in una giungla normativa in cui, in molti anni, le sentenze dei tribunali hanno fatto norma. E penso che, quando le sentenze dei tribunali fanno norma, significa che questo Parlamento ha bisogno di lavorare di più e meglio, perché è una sconfitta per l'organo parlamentare.
“No” al proibizionismo è una cosa che dobbiamo dire chiaramente. “No” alla liberalizzazione incontrollata, dobbiamo dirlo chiaramente. Regolazione responsabile: la maggioranza ha accettato nel merito le preoccupazioni espresse dalle opposizioni, ma - lo diciamo ancora oggi, come l'abbiamo detto durante l'approvazione della legge delega - respinge la visione ideologica del settore. In altre parole, diciamo “sì” alla tutela dei soggetti fragili, diciamo “sì” alla protezione dei minori, diciamo “sì” al contrasto alla dipendenza, ma “no” alla demonizzazione di un settore, un settore legale, che lo Stato deve - può e deve - regolare e controllare.
Quindi, nella riformulazione del Governo leggiamo ancora il principio della razionalizzazione delle offerte di gioco e non l'eliminazione dell'offerta. Quando lo Stato arretra, non scompare il gioco, avanza il gioco illegale; e dove arriva il gioco illegale arrivano le mafie. Perché dobbiamo dirci una cosa chiara: le mafie sono l'unica organizzazione finanziaria che non ha bisogno di norme chiare. Oggi, il mondo finanziario ha una regola fondamentale: investe laddove ha chiare le condizioni nel tempo. Poi guarda la convenienza, ma la prima regola per investire è la sicurezza, è la chiarezza delle norme protratte nel tempo, cosa che, ahimè, questo Paese non ha fatto perché nei diversi anni ha cambiato spesso le norme. Questo non consente ad operatori che vogliono investire a lungo termine di poter investire nel nostro Paese.
Quindi il Governo ha un po' ricondotto a un testo unitario le diverse mozioni. La maggioranza ha individuato i punti condivisibili ed ha eliminato - come ho detto - gli aspetti ideologici e propagandistici. Anche su un tema delicato come questo emerge la differenza tra chi utilizza i problemi per costruire slogan e chi lavora per costruire soluzioni.
Per Forza Italia il punto è molto chiaro: la libertà individuale, la responsabilità personale e la forte presenza dello Stato nei controlli. Noi non crediamo nello Stato etico che decide cosa i cittadini possano o non possano fare. Crediamo invece in uno Stato autorevole che protegge i minori, che assiste chi sviluppa dipendenze, che combatte la criminalità e garantisce regole certe. Per queste ragioni noi esprimiamo un voto favorevole, Presidente.
Però, da appassionato di matematica, un'osservazione - in generale, avendo seguito queste norme negli anni - io la vorrei fare. Io avevo un professore di matematica che ci raccontava che cos'è il gioco giusto. Il gioco giusto è quello che mette in palio come montepremi, mi passi il termine, la cifra che è pari - pari, o si avvicina - alla cifra di tutti i versamenti fatti per giocare. La riflessione che deve fare, al di là della questione politica nel tempo, la politica non partitica - non quella delle polemiche, ma quella della conoscenza che regge la democrazia - è il fatto che è provato e riprovato che meno è il prelievo fiscale, più il gioco è giusto e più si amplia la platea di legalità che va a prendere il gioco. È una riflessione che lascio al Governo, lascio ai miei colleghi, lascio a lei, Presidente.
Esprimiamo quindi parere favorevole su questa mozione e ringraziamo il Governo per il coraggio che ha nell'andare avanti, anche a normare questo settore che ho definito scivoloso, facile al populismo ma necessario per la nostra popolazione .
PRESIDENTE. Va detto che, eventualmente, si potrà votare la mozione come riformulata dal Governo ove fosse accettata, viceversa non si voterà. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Bertoldi. Ne ha facoltà.
ANDREA DE BERTOLDI(LEGA). Grazie, Presidente. Io, questa volta, intendo iniziare da dove solitamente si finisce, cioè dalla dichiarazione di voto, ed esprimo immediatamente - a nome dei colleghi del gruppo parlamentare della Lega che mi onora di questo intervento - il voto favorevole alla riformulazione che il Governo ha proposto. Una riformulazione di buon senso che va oltre le tante componenti ideologiche precostituite - come poi dimostrerò - anche, qualche volta, poco oneste nei loro intenti. E quindi il Governo fa una riformulazione ispirata al buon senso, alla tutela della salute pubblica, alla prevenzione, all'interesse dello Stato, alla libertà dei cittadini, e su questi punti ci arriverò.
E quindi smarco immediatamente la dichiarazione di voto proprio per poter un attimo entrare nelle riflessioni su un tema così importante e così difficile, perché del gioco si tende sempre a non parlare. Il gioco legale è una specie di tabù al quale si dà una risposta, spesso guardando i sondaggi, come la politica contemporanea tende a fare. E non è un'accusa che rivolgo a una parte specifica di questo Parlamento, ma è un po' una caratteristica, ahimè, della politica nostra contemporanea, mentre, come sappiamo, i politici ai quali ci ispiriamo, i politici valoriali, non guardano tanto al sondaggio dell'oggi, ma guardano soprattutto alle prospettive del domani, come De Gasperi ci ha insegnato.
Ebbene, io cosa ho potuto constatare dalla lettura delle mozioni e anche dagli interventi di questa mattina? Ho potuto constatare un dato di fatto: che queste sinistre, devo dire tutte, con accezioni più o meno forti, hanno proprio un'assenza di liberalismo completa. Lo spirito etico hegeliano vi appartiene, cari colleghi: siete voi, oggi, che rappresentate lo Stato etico, lo Stato hegeliano, lo Stato che non ha rispetto dei valori liberali, della libertà del cittadino, che non ha rispetto della coscienza dell'individuo, perché quasi tutti gli interventi si sono connotati in questa direzione.
Poi, magari, qualche dubbio mi viene. Ecco perché parlavo di onestà intellettuale all'inizio, quando penso a una sinistra che è proibizionista nei confronti del gioco, visto come il male assoluto, ma poi è, invece, liberista e libertaria quando si parla di droghe leggere, spinelli. Ecco, lì la libertà dovrebbe essere assoluta. Quindi c'è un po' una contraddizione tra una visione etica hegeliana che riguarda un settore, quello del gioco pubblico, e magari, invece, la rivendicazione della libertà in settori come quelli, che appunto ho citato, delle droghe leggere. Quindi qualche chiarimento, alle sinistre, dovreste darlo, vedere prima di tutto se siete d'accordo e poi cosa proponete agli italiani in vista anche dei prossimi appuntamenti e delle prossime scadenze elettorali.
Ora, entrando nel merito, io credo che il gioco non sia, invece, per un liberale anche quale io sono, da sempre e convintamente, il male assoluto. Il gioco è un'espressione, è un momento nel quale il cittadino può trovarsi con piacere a convivere, e naturalmente, come tutti i piaceri della vita, gli eccessi possono portare a delle degenerazioni.
Quando io parlo di gioco, non posso non pensare a quanto il collega del MoVimento 5 Stelle ha detto prima in metafora, quando ha parlato del bicchiere. E il bicchiere richiama il buon vino, magari della mia provincia, del mio Trentino; quel buon vino che noi italiani non criminalizziamo, quel buon vino che spesso, per la maggioranza di noi, è un momento di convivialità, ma che però, purtroppo, come tanti altri piaceri della vita, può dare luogo a delle degenerazioni. Ma allora cosa facciamo, colleghi del MoVimento 5 Stelle, proibiamo il vino, proibiamo il prosciutto e il salame perché possono portare all'obesità? Cioè, il cittadino non deve essere lasciato libero di gestirsi nella sua autonomia, ma gli si deve impedire di giocare, gli si deve impedire di bere, gli si deve impedire di fumare?
Questa è una visione da Stato etico hegeliano, non è una visione liberale, mettetevelo bene in testa . Io, invece, che da liberale ho rispetto e come gruppo parlamentare della Lega abbiamo rispetto della razionalità del cittadino, cerco solamente di creare le condizioni perché i diversi piaceri della vita siano rispettati. Non ci possono essere delle degenerazioni, se non quelle che, ovviamente, sono insite nella persona e nella vita di ognuno, perché una percentuale di tossicità in tutti gli aspetti della vita esiste. C'è chi fa troppo sport, e non fa bene, mentre fare lo sport fa benissimo; c'è chi beve troppo, e non fa bene, mentre, come ho detto, un buon bicchiere di vino fa bene ; c'è chi gioca alla lotteria e lo fa con piacere, con la famiglia; c'è chi va a fare una scommessa, e lo può fare, come c'è chi può spendere in altre cose.
Tutto può portare a degenerazioni, cari colleghi, ma chi ha fiducia nella libertà, nella testa del cittadino, nell'uomo, non pone limiti, come voi vorreste porre, altrimenti è un discorso demagogico. E allora si diventa libertari, come dico, verso le droghe leggere, mentre, dall'altra parte, si diventa proibizionisti verso il gioco. Perché il gioco, ricordiamocelo, e poi ci arriverò, non sono solamente le . Il gioco è il Bingo, sono le lotterie, è il Totocalcio che giocavamo da ragazzini con i nostri padri. Quindi il gioco è un qualche cosa che di per sé, lo ribadisco, non è né bene, né male.
Allora io intanto però voglio rivolgermi, anche da professionista, da qualcuno che di conto ci sa fare, a coloro che hanno questa visione così negativa e, ribadisco, proibizionista sul gioco, dicendo loro che dovrebbero avere almeno la schiena dritta ed il coraggio di dire e di proporre che il gioco legale venga abolito - parentesi: così farebbero un bel regalo alle mafie e all'illegalità, che vi darebbero qualche voto in più, questo è evidente - e, dall'altra parte, però dovrebbero dire come coprire anche le entrate che verrebbero meno dal gioco. Perché è troppo facile fare demagogia e non dare risposte concrete.
Quindi io, prima di tutto, prima di dire che il gioco d'azzardo è il male assoluto, e io rispetto ovviamente il parere di ciascuno, vi chiedo di presentare una proposta di abolizione del gioco legale e di determinarne le coperture. Oddio, magari, pensando a come le sinistre sono solite comportarsi, una bella patrimoniale e abbiamo risolto i problemi , o magari tassiamo un po' di più le nostre imprese, rendiamo l'Italia meno competitiva e ci liberiamo del gioco. Andiamo a togliere 12 miliardi, mezza finanziaria, cari colleghi, alle entrate dello Stato e i problemi sono risolti. Io non lo condividerei, ma almeno sareste una volta tanto, anche voi delle sinistre, coerenti, coerenti! Poi, magari, dovreste essere anche coerenti nell'essere proibizionisti verso le droghe leggere e gli spinelli, ma, insomma, troppa coerenza a sinistra non si può chiedere.
Bene, cari colleghi, allora veniamo anche ad alcuni dati e ad altri numeri. Allora, voi vi siete scagliati e vi scagliate - ecco perché dico che sapete fare solo demagogia e populismo - contro le . Ma lo sapete che, dei 166 miliardi, le riguardano solamente 30 miliardi? E voi vi scagliate solo contro il male assoluto delle ! Lo sapete che nelle il giocatore gioca un euro, tranne quelle un po' più complicate? Quindi, per arrivare a perdere tanti soldi, comunque ci vuole dell'impegno, mentre, magari, dei gratta e vinci da 25 euro, che si comprano al tabacchino in due secondi, e quindi in tre secondi se ne possono comprare 50 o 100 euro, di quelli non parla nessuno . Quindi, cari colleghi, ecco perché penso che l'onestà intellettuale venga meno ogni tanto.
E quando mi parlate di luoghi sensibili, non avete neanche letto quello che dice l'Istituto superiore di sanità, perché l'Istituto superiore di sanità ha scritto - non solo lo ha detto - che le distanze non c'entrano nulla. Ma, d'altra parte, lo sapete che noi oggi viviamo nel mondo dell'? Lo sapete che con un telefono si può giocare a mezzanotte, all'una, alle due e alle tre, nel chiuso della propria camera, nel bagno della scuola, dell'ospedale? E voi state facendo grandi critiche, perché bisogna avere distanze dal bar, dal cimitero, dall'ospedale! Questa è demagogia, perché voi volete conquistare voti con la demagogia perché è l'unico modo che avete per conquistarli. Perché oggi, nella tecnologia, con un telefono si gioca a qualunque ora del giorno, in qualunque posto e a qualunque età, ahimè.
E allora ecco perché io dico che ci vuole più serietà, ci vuole più concretezza e dare delle risposte, come questo Governo sta cercando di fare, al gioco, regolamentandolo, responsabilizzando gli operatori del gioco, perché, naturalmente, come il barista deve evitare che ci sia l'ubriaco nel suo bar, ugualmente l'operatore del gioco deve controllare che coloro che ovviamente hanno delle malattie in questo campo, sono ludopatici, non possano continuare a giocare.
Concludo negli ultimi secondi, Presidente, per fare una riflessione rivolta anche al nostro Governo e alla nostra maggioranza: stiamo facendo una riforma, auguriamoci che possa al più presto uscire. Non dimentichiamoci, lo dico davvero anche da professionista e da fiero rappresentante di un centrodestra che sempre ha detto di voler difendere le PMI, le PMI italiane , e quindi ricordiamoci di non uccidere in riforme le PMI del gioco italiano e di non realizzare una concentrazione del gioco in pochi e grandi , che, guarda caso, sono quei che hanno le sedi legali all'estero, a differenza delle nostre PMI, magari nei paradisi fiscali, invece che in Italia, e quindi la tassazione la portano al di fuori dei nostri confini, e soprattutto controllano il gioco .
E quindi, se si realizzasse una situazione nella quale gli stessi …
ANDREA DE BERTOLDI(LEGA). …che controllano - concludo, Presidente - il gioco controllassero anche il gioco fisico, dove la tassazione è maggiore è chiaro che la convenienza imprenditoriale sarebbe di spostare il gioco dal fisico all', diminuendo le entrate erariali dello Stato, perché nell' si paga di più e si creano più ludopatici .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). La ringrazio, Presidente. Noi abbiamo presentato questa mozione sulla riforma del gioco fisico in vista della scadenza della proroga di fine agosto, ed è anche un modo, nel nostro testo, per chiedere chiarezza al Governo e alla maggioranza. Questa necessità è ulteriormente confermata da quanto oggi il Governo ha proposto con questa generica riformulazione rispetto alle mozioni che abbiamo presentato come opposizione.
E quindi, a proposito di scommesse, possiamo scommettere che sarà alle porte un'altra proroga, invece dell'attuazione e del completamento della riforma. Ci sarà un'altra proroga, perché questa riformulazione generica è il risultato delle divisioni della maggioranza su questo tema. È già stato un errore separare la riforma del gioco da quello fisico, quindi noi vi sfidiamo ad avere la chiarezza di dirci se siete in grado di evitare un'ulteriore proroga o se vi accingete a dare un'altra e ulteriore proroga. Sarebbe una scelta grave, oltre che incoerente, rispetto alla situazione che vivono migliaia di famiglie e persone fragili, sarebbe una scelta grave rispetto al dato, già evidente, di una dipendenza dal gioco d'azzardo e sarebbe un'iniquità per gli operatori del settore il rinvio ulteriore delle gare per le concessioni.
I colleghi dell'opposizione intervenuti hanno già evidenziato il dato eclatante di un gettito di 11 miliardi rispetto a ricavi di oltre 164 miliardi. Le opposizioni hanno presentato mozioni. I testi degli altri partiti sono per noi largamente condivisibili, perché permettono di evidenziare un punto di vista comune, che veniva e viene offerto alla discussione parlamentare. La domanda, a questo punto, non è retorica, ma necessaria: qual è il punto di vista della maggioranza ? Avete la possibilità di avere una proposta condivisa come maggioranza e Governo su questo?
Oggi ci state dicendo di no. E quindi, ripeto, facciamo una scommessa insieme: vediamo se il 26 agosto - a proposito dei termini che vi stanno a cuore, so che avete a cuore il 4 settembre - la vostra stabilità è in grado di evitare un danno ulteriore di mancate riforme al nostro Paese. Questa riformulazione, ha già detto bene il collega Fornaro, è una mancanza di rispetto nel metodo, un'ulteriore mancanza di rispetto nel metodo, ma nel merito dimostra quello che ho appena detto. Una riformulazione vaga e generica, che non usa parole chiare e non ha il coraggio di intervenire sui nodi che abbiamo posto con le nostre mozioni, con la mozione del Partito Democratico. Le vostre riformulazioni sono in pratica un silenzio, l'incapacità di prendere posizione su quanto proponiamo. Sappiamo che le parole hanno conseguenze, siamo abituati anche in quest'Aula a vedere quanta irresponsabilità ci sia da parte della maggioranza in alcune parole usate, ma anche i silenzi hanno delle conseguenze, e la vostra riformulazione equivale a un silenzio, all'incapacità di affrontare i nodi da sciogliere che non permettono ulteriori ambiguità.
E i nodi sono quelli di affrontare il tema senza demagogia e senza populismo. Perché ricordiamo tutti le affermazioni populiste della Presidente Meloni e del Vicepresidente Salvini, quando erano all'opposizione, contro il gioco d'azzardo; e ricordo anche, a proposito di pragmatismo, che giace una proposta di legge della collega Comaroli della Lega, che ho sottoscritto insieme al collega Vaccari, dove si propone il divieto di pubblicità per quanto riguarda i giochi. Voi state facendo un continuo attacco alla cosiddetta nostra ideologia, nascondendo il fatto che alla prova del Governo non siete in grado di tradurre il vostro populismo in forme concrete e realizzabili.
I nodi da sciogliere - li ripetiamo - sono in primo luogo ridurre i punti di gioco fisico, secondo un progressivo programma di ridimensionamento: sono troppi e non permettono un adeguato contrasto alla dipendenza patologica dall'azzardo. Su questo non abbiamo sentito nulla.
Secondo punto: il ruolo degli enti locali, in particolare dei comuni, non va ridimensionato, ma valorizzato. L'autonomia locale, per quanto riguarda la definizione delle distanze, degli orari e della scelta dei luoghi sensibili, va garantita fissando criteri generali nella normativa. Il concetto di distanza giuridica non può sostituire quello di distanza fisica. Se c'è stato un intervento da parte dei sindaci e delle autonomie locali sul tema del contrasto alla dipendenza, che ha avuto ostacoli superati per quanto riguarda i pronunciamenti della magistratura, non può essere archiviato da questo punto di vista. Il contrasto all'azzardo e alla dipendenza ha nei comuni e negli enti locali un fulcro fondamentale, insieme alle associazioni che da tempo su questo intervengono.
Infine, su questo punto una parola chiara, in particolare rivolta ai colleghi di Forza Italia che sono intervenuti. La compartecipazione ai ricavi dell'azzardo non è accettabile ed è pericolosa . Non si possono mettere i comuni nella condizione di essere cointeressati al gioco d'azzardo. L'unica compartecipazione degna di questo nome e che ci piacerebbe discutere, ma di cui non vediamo traccia, è una compartecipazione all'Irpef - che nelle vostre proposte, guarda un po', non prevedete assolutamente -, perché si tratta di mantenere un indirizzo generale - e non di segmentare le tasse - che permetta ai comuni di affrontare i problemi sociali posti dalla lotta alla dipendenza patologica.
Noi vi chiediamo di essere chiari sul divieto di gioco ai minori con mezzi efficaci, che ci sono, e su questo di assumere una posizione coerente e anche capace, dal punto di vista tecnologico e delle misure che oggi ci sono, volta a mantenere questo limite. Questo non è proibizionismo, questo è porre un limite a una situazione in cui l'azzardo può compromettere i minori. Chiediamo che ci siano controlli e procedure per limitare le giocate. Chiediamo semplicemente che, quando le giocate sono reiterate, ci sia un limite, una regola che sia fatta rispettare per salvaguardare il cittadino che rischia di cadere nella dipendenza o di aumentarla. Chiediamo che ci sia, quindi, un divieto di pubblicità anche indiretta, anche per quanto riguarda il .
Poi c'è un punto non secondario, che voglio accentuare: crediamo che sia importante in questo settore, molto esposto al riciclo mafioso, aumentare la lotta alla mafia con normative ancora più cogenti, per evitare l'infiltrazione mafiosa.
Vedete, oltre a richiamare questi punti, quello che vorrei fosse chiaro fra di noi è che con questa mozione il Partito Democratico vi propone di cambiare paradigma, di cambiare punto di vista, assumendosi le proprie responsabilità anche per il passato. La priorità deve essere la salute e la sicurezza sociale, non deve essere il gettito fiscale . E non è un gioco di parole dirvi che noi non parliamo più di gioco, perché non è un gioco, è un azzardo e, quindi, bisogna comportarsi di conseguenza se vogliamo contrastare la dipendenza e ridurre il danno.
Lungi da noi qualsiasi ipotesi di proibizionismo, ma ridurre il danno, per quanto riguarda le dipendenze, è un obiettivo concreto e fattivo, al di là di ogni demagogia e di ogni posizione di parte. Ridurre il danno: aiutare le famiglie e le persone in dipendenza patologica. E quindi per questo vi chiediamo di ripristinare l'Osservatorio sulla dipendenza patologica, che non si comprende perché abbiate voluto abolire visto che funzionava bene. Vi chiediamo di ripristinare il Fondo contro la dipendenza, che oggi avete fatto confluire in un Fondo generale contro le dipendenze da droghe presso la Presidenza del Consiglio.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Se non cambia questo approccio e se il gettito fiscale diventa un ostacolo, usare i termini “gioco responsabile” è un'ipocrisia . È un omaggio che il vizio rende alla virtù. Ci vuole un sistema virtuoso capace di controlli, capace di limitare il gioco pubblico e di contrastare davvero il gioco d'azzardo.
Le vostre riformulazioni dimostrano che non siete in grado di superare il populismo e siete incapaci di governare questo Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciocchetti. Ne ha facoltà.
LUCIANO CIOCCHETTI(FDI). Grazie, Presidente. Presidente, Sottosegretario Albano, intendiamo richiamare con chiarezza un punto dirimente del dibattito su questa materia. Il Parlamento ha già esercitato la propria funzione di indirizzo sul riordino del settore dei giochi pubblici attraverso l'articolo 15 della legge n. 111 del 2023, definendo un quadro organico consapevole e pienamente legittimato entro cui deve muoversi l'azione del Governo. Non siamo, dunque, in assenza di indirizzo politico, al contrario di quello che alcune mozioni hanno raccontato e secondo alcuni interventi che abbiamo ascoltato questa mattina.
Siamo dentro una proposta definita, approvata da questo Parlamento, ampia e ponderata, che ha affidato al Governo il compito di dare attuazione a un disegno complessivo basato sul bilanciamento tra interessi pubblici differenti ma ugualmente rilevanti. In questo equilibrio, la tutela della salute e la prevenzione del disturbo del gioco d'azzardo costituiscono un obiettivo fondamentale e, quando si fa polemica sull'abolizione dell'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo, avvenuto con la legge 30 dicembre 2024, n. 207, non si ricorda, o si ricorda in maniera assolutamente non precisa, che è stato portato all'interno della Presidenza del Consiglio dei ministri, all'interno di un rafforzamento dell'Osservatorio permanente per le tossicodipendenze con l'Osservatorio per il contrasto della diffusione delle altre dipendenze patologiche e comportamentali. Dunque, è presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, nel Dipartimento per le politiche antidroga, che è presieduto dal Sottosegretario Mantovano, con un rafforzamento, quindi, delle politiche e dell'attenzione, da parte del Governo e da parte di tutte le istituzioni del Paese, verso un percorso di maggiore forza e maggiore autorevolezza anche in questo campo, assorbendo e ampliando le competenze del precedente Osservatorio che era istituito presso il Ministero della Salute.
È stato istituito il Fondo unico per le dipendenze, perché sappiamo bene, come sanno bene i colleghi, che quando ci troviamo di fronte a dipendenze, ci troviamo di fronte a più patologie dipendenti. Siamo dentro una comorbilità forte e significativa e per questo la scelta che il Governo ha fatto, e che questo Parlamento ha accolto, è stata quella di portare sotto la guida della Presidenza del Consiglio dei ministri l'Osservatorio per il contrasto anche di queste patologie. Il decreto Dignità, con legge di conversione n. 96 del 2018, ha introdotto un severo divieto su qualsiasi forma di pubblicità. È stato detto che dobbiamo rafforzarlo, ma c'è già una legge dello Stato che vieta assolutamente ogni forma di pubblicità relativa ai giochi d'azzardo.
Sulla ludopatia e sulle dipendenze lo Stato offre supporto gratuito, tramite il Servizio sanitario nazionale e i Servizi sanitari regionali, perché sono materie inserite nei livelli essenziali di assistenza. Esiste il telefono verde nazionale, il 155, il servizio gioco responsabile, l'“Non fare della tua vita un gioco” e tante comunicazioni in questo senso. Vorrei anche dire che i servizi per le dipendenze e anche le comunità si sono aperte alle prese in carico non solo per chi ha dipendenza da droga, ma anche alle dipendenze digitali e ludopatiche. E, oltretutto, nel Piano per la salute mentale che il Governo, che il Parlamento ha approvato ultimamente - 80 milioni l'anno per i prossimi tre anni - c'è un rafforzamento significativo dei dipartimenti di salute mentale, che sono i dipartimenti…
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Ciocchetti, un attimo, per favore.
Colleghi, prendiamo posto. Chi vuole parlare esce e poi entra per votare, chi sta qua sta in silenzio e magari non dà le spalle alla Presidenza. Un attimo, onorevole Ciocchetti. Abbiamo finito?
Prego.
LUCIANO CIOCCHETTI(FDI). Grazie, Presidente. Il PANSM, il Piano per la salute mentale, prevede un rafforzamento dei dipartimenti di salute mentale in tutte le regioni. Proprio in questi giorni è stato definito il riparto dei finanziamenti per il rafforzamento delle attività dei dipartimenti di salute mentale che, oltre a curare le patologie di salute mentale, chiaramente intervengono anche per la parte delle dipendenze. Certamente c'è da fare di più, c'è da organizzare meglio il sistema di presa in carico di chi soffre di dipendenze di ogni tipo, ma credo che oggi il Paese sia organizzato in maniera significativa per poter lottare contro le dipendenze da gioco d'azzardo.
Voglio anche ricordare - perché sembra quasi che qui dentro non abbia governato nessuno nella storia e, quindi, tutti oggi parlano come se questo gioco d'azzardo, il gioco pubblico sia avvenuto all'improvviso durante questo Governo -, vorrei ricordare che tutto nasce dal famoso decreto Bersani, le famose “lenzuolate”, il decreto legislativo del 23 dicembre 1998 n. 504, con l'obiettivo di limitare il gioco gestito dalle mafie, perché questo era il problema: il gioco illegale che imperversava in tutte le nostre strade di tutto il nostro Paese, che era gestito dalla criminalità organizzata e dalle mafie. Tutti i Governi, tutti i Governi, anche quelli guidati dal MoVimento 5 Stelle, hanno portato avanti la legalizzazione dei cosiddetti “giochi pubblici” o denominati “giochi d'azzardo”. Sono state progressivamente legalizzate e regolamentate varie vicende di gioco, con l'obiettivo di contrastare l'immensa diffusione del gioco illegale, gestito dalle varie mafie.
Il quadro normativo - come abbiamo detto - è definito nell'articolo 15 della legge n. 111 del 2023. Adesso, chiaramente, il Governo dovrà definire un decreto legislativo attuativo di quella legge e questo comporta la necessità - come è scritto nella riformulazione che il Governo ha proposto - della individuazione di un percorso di intesa con la Conferenza Stato-regioni, con i comuni, gli enti locali e con tutte le parti che sono, in qualche modo, interessate dal punto di vista istituzionale ad occuparsi di questo problema, per definire regole univoche su tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda i luoghi fisici, come sappiamo, questo Parlamento è già intervenuto per la definizione di un percorso per i giochi , che sono la vera questione che abbiamo di fronte, più che i luoghi fisici, perché oggi - come veniva ricordato da qualche collega - è facile, in qualsiasi ora, collegarsi attraverso il proprio e giocare anche su siti che sono di altri Paesi e che non fanno parte del gioco legale riconosciuto ai concessionari nel nostro Paese. Il problema, certamente, è legato a definire comunemente le questioni che sono riferite ai distanziamenti, le questioni che sono legate alla definizione di tutti gli strumenti che già esistono e che sono sicuramente molto più efficaci, legati all'autoesclusione, a definire chiaramente a livello nazionale, d'accordo con le amministrazioni locali e d'accordo con le regioni, gli orari di esercizio, le distanze dai luoghi sensibili, i requisiti richiesti ai concessionari e operatori.
È quindi necessario proseguire, in attuazione dei principi e criteri direttivi recati dalla legge 9 agosto 2023, n. 111, un'azione volta alla tutela della salute pubblica, delle famiglie, dei consumatori e dei soggetti maggiormente vulnerabili, riguardo alla protezione dei minori. Ricordo che hanno già per legge un divieto di poter giocare sia nei luoghi fisici, sia nei giochi . Addirittura, per poter giocare , è stato stabilito da questo Parlamento che bisogna presentare lo SPID o la CIE, perché senza non è possibile poter giocare. Dobbiamo, quindi, sicuramente rafforzare i controlli, perché i minori possano non giocare e possa questo divieto essere effettivamente realizzato in tutto il Paese.
In conclusione, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, chiaramente sosteniamo la riformulazione che il Governo ha presentato, ringraziando il Vice Ministro Leo e la Sottosegretaria Albano per il lavoro importante che stanno facendo in questo settore .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Colleghi, passiamo ai voti.
Come da prassi, le mozioni saranno poste in votazione per le parti non assorbite e non precluse dalle votazioni precedenti.
Avverto preliminarmente che nessuno dei presentatori delle mozioni in discussione ha accolto la riformulazione proposta dal Governo e che, pertanto, il parere del Governo deve intendersi contrario su ciascuna di esse.
Avverto, altresì, che non sono state avanzate richieste di votazioni per parti separate. Conseguentemente, le mozioni saranno poste in votazione nella loro interezza.
Passiamo alla votazione della mozione Merola ed altri n. 1-00570 ().
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Merola ed altri n. 1-00570 (), con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione della mozione Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione della mozione Giachetti ed altri n. 1-00578.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Giachetti ed altri n. 1-00578, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione della mozione Zanella ed altri n. 1-00581.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Zanella ed altri n. 1-00581, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione della mozione Sottanelli ed altri n. 1-00587.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Sottanelli ed altri n. 1-00587, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Avverto che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, l'esame dei restanti argomenti iscritti all'ordine del giorno è rinviato alla prossima settimana.
Avverto inoltre che, secondo le medesime intese, ove nella seduta di venerdì 19 giugno venga posta la questione di fiducia sul decreto-legge recante disposizioni urgenti per il Piano casa… ci sono tumulti in Aula? Che succede?
Vi sto dando delle comunicazioni perché, altrimenti, poi cominciate a chiamarvi l'uno con l'altro. Se sentite un secondo… Avverto, provavo ad avvertire, inoltre che, secondo le medesime intese, ove nella seduta di venerdì 19 giugno, indi domani, dovesse essere posta la questione di fiducia sul decreto-legge recante disposizioni urgenti per il Piano casa, la votazione per appello nominale avrà luogo nella seduta di lunedì 22 giugno, alle ore 14, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 12,20.
Al termine, con prosecuzione notturna, nonché nella seduta di martedì 23 giugno dalle ore 9,30 alle ore 13,15 e dalle ore 15,30 alle ore 20, con prosecuzione notturna, avranno luogo le successive fasi di esame del provvedimento.
Conseguentemente, il seguito dell'esame degli ulteriori argomenti previsti dal vigente calendario dei lavori per la prossima settimana sarà iscritto a partire dalla seduta di martedì 23 giugno, dopo il seguito dell'esame del decreto-legge Piano casa.
Avverto infine, che nell' al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi per l'esame del disegno di legge recante revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Provenzano. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PROVENZANO(PD-IDP). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, chi ha finito e deve uscire, esca. Noi non abbiamo finito. Per favore, colleghi…e lo faccia in silenzio.
GIUSEPPE PROVENZANO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il mondo della cultura piange… no, questo sarebbe un ricordo rituale.
Carlo Ginzburg era un gigante, aveva volto e sopracciglia da gigante. Figlio di Leone e Natalia, bambino trascinato al confino, prese il nome da Carlo Rosselli, ucciso dai fascisti pochi mesi prima della sua nascita. Una storia familiare che è genealogia della Repubblica, non dimentichiamolo mai.
Allievo della Scuola Normale di Pisa, poi docente a Bologna, a lungo negli Stati Uniti e, infine, tornato in Normale.
È stato il più grande storico italiano del nostro tempo, tradotto in tutte le lingue. Nei primi anni Sessanta con e , inventa un metodo, mostrando che i margini della storia, le microstorie contengono più verità dei centri del potere, che l'anomalia è più interessante della norma, perché la contiene. A Pisa, anni fa, seguii alcune sue lezioni e mai più ho avuto la fortuna di vedere tanto da vicino l'intelligenza in atto. Un pensiero che ti si forma davanti agli occhi, segue un filo, le tracce, e perciò non teme deviazioni o di perdersi nei labirinti della realtà, sempre interrogandosi sulle responsabilità della ricerca e dell'interpretazione.
Tra i ricordi più vivi ho un convegno che noi giovani studenti, con le nostre associazioni, le nostre riviste, organizzammo su “Lisa Foa e il mondo grande e terribile”. Attorno alla sua figura radunammo altri maestri, da Michnik a Emanuele Macaluso, un'indimenticabile giornata di studio, di memoria collettiva, di dialogo tra generazioni.
Pasquale Terracciano, che, insieme ad Alfonso Musci, mi trascinava alle sue lezioni, lo ha definito un gigante cortese che ti faceva vivere l'euforia dell'ignoranza, e con quel sentimento le discussioni proseguivano negli aperitivi, nelle cene, nelle piazze della città. Restituire voce a chi ne era privo, mostrare che il rigore della prova è una forma di giustizia, una lezione di metodo, ma profondamente etica e politica, e quell'idea di fare storia presa da Marc Bloch, arginare la violenza simbolica dei forti sui deboli. Così chi è stato consegnato al silenzio dai vertici del potere può infine essere ascoltato.
Ginzburg ha sempre difeso con rigore queste idee profondamente politiche, senza però farsene ingabbiare, facendo sempre i conti con tutte le loro ambivalenze, e non è mai stato un uomo avulso dal suo tempo. Intervenuto da par suo sul caso Sofri, tra i suoi amici più cari, da ultimo prendeva posizione contro gli orrori del Governo Netanyahu, sulla vergogna che provocavano in un italiano ebreo come era lui.
Presidente, chiudo: in tempi in cui le imposture e le false storie assediano il giudizio pubblico e assediano anche quest'Aula, la sua lezione ci ricorda che la democrazia vive della fatica di distinguere e comprendere.
Nel dolore per la sua scomparsa, una consapevolezza vorrei dividere con tutti noi: quanto sia attuale il suo insegnamento per districare l'intreccio di vero, falso e finto che è la trama del nostro stare al mondo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Malvasi. Ne ha facoltà, per un minuto.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente…
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Malavasi, c'è una richiesta sull'ordine dei lavori del suo collega Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo scusa, Presidente, ma ci è arrivata notizia che il termine per il deposito degli ordini del giorno sul decreto Casa è stato fissato per domani alle ore 12. Siccome è ancora in discussione e non è neanche conclusa l'attività in Commissione, in sede referente, chiediamo di poter spostare di qualche ora questo termine.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fornaro. Ovviamente informo il Presidente della Camera per, eventualmente, intervenire e comunicarlo per tempo.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Malavasi, ricominciamo con il suo minuto d'oro, prego.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Vorrei denunciare, in quest'Aula, un fatto che ritengo molto grave: è stato costituito, pochi giorni fa, un Comitato di coordinamento a supporto dell'aggiornamento sulla Strategia nazionale per l'intelligenza artificiale per il biennio 2026-2028. È un Comitato importante, che ha una funzione di indirizzo delle politiche pubbliche sulla ricerca, sull'innovazione, sull'adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nei settori della società e dell'economia. La cosa che trovo grave, miope e sbagliata è che non ci sia, all'interno di questo coordinamento, nessuna figura che rappresenti il mondo, il comparto della sanità.
Sappiamo tutti bene come l'utilizzo dell'intelligenza artificiale sia destinato ad avere un impatto rilevante e crescente sull'organizzazione dei servizi, della diagnostica, della medicina personalizzata, anche nel rapporto tra i professionisti e i pazienti, sulla ricerca biomedica e farmaceutica. Non si trova però, all'interno di questo Comitato, nessun rappresentante, né destinato dal Ministero della Salute, che è stato escluso nell'organizzazione di questo Comitato, né di nessun altro esperto di organizzazioni sanitarie, del sistema sanitario nazionale, delle professioni sanitarie, degli IRCCS, di Agenas o di qualsiasi altro organismo pubblico direttamente interessato alla sanitaria.
Allora, ho depositato un'interrogazione, insieme ai colleghi, per capire le motivazioni di questa scelta, che ritengo sbagliata, miope e retrograda, sperando che ci possa essere la volontà da parte del Governo di porre rimedio a questo errore, devo dire, imbarazzante. Perché siamo tutti consapevoli che ci sono questioni rilevanti legate all'uso dell'intelligenza artificiale sulla sanità pubblica…
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). …e sul sistema sanitario.
Dobbiamo tutelare i dati sanitari, la sicurezza dei pazienti. Dobbiamo valutare con attenzione gli impatti clinici, etici e organizzativi. Quindi, una denuncia, in questo luogo, mi sembrava importante, sperando che all'interrogazione venga data una risposta urgente, perché lo riteniamo un tema rilevante per l'interesse nazionale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, quest'Aula ha inviato al Senato il decreto sul “salario giusto”. Il provvedimento prevedeva un adeguamento al 50 per cento per l'inflazione per i contratti scaduti, ma un emendamento della Lega, votato anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, ha escluso da questo adeguamento i lavoratori medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutti i dipendenti della sanità privata. Io qui ho il cedolino di un operatore sociosanitario che guadagna 1.200 euro al mese . Il contratto è bloccato da 14 anni.
Questa donna di 50 anni, ogni giorno, tutti i giorni, presta cure igieniche ad anziani, li aiuta a mangiare, li aiuta ad alzarsi, li aiuta a vestirsi per 1.200 euro al mese, da 12 anni bloccati. Dal 2012, però, le bollette sono aumentate, il costo dell'affitto è aumentato, il costo della vita è aumentato. Il suo stipendio è stato mangiato dall'inflazione per il 28 per cento, perché oggi dovrebbe guadagnare 1.500 euro al mese.
E allora, Presidente, per suo tramite, io chiedo ai colleghi della maggioranza: perché pensate che questa donna non meriti nemmeno l'adeguamento al 50 per cento dell'inflazione ? Perché?
Se avete fatto questo per tutelare gli interessi di qualche imprenditore che fa politica, allora avvisate i vostri colleghi al Senato dell'errore e correggete questa norma. Infatti, non è giusto quello che avete fatto nei confronti di questa lavoratrice e di tutti questi lavoratori che aspettavano da anni un minimo adeguamento all'inflazione. Questa cosa è inaccettabile, Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per stigmatizzare il comportamento dei vertici dell'autorità portuale di Napoli per il caos che hanno creato quest'anno per l'assegnazione e la gestione delle spiagge di Napoli, sul territorio napoletano, o meglio per 300 metri di spiagge a Posillipo.
Le spiagge napoletane sono praticamente tutte libere, tranne tre concessioni che vanno avanti da decine di anni sul territorio. Ebbene, dopo la Bolkestein bisognava fare i bandi, ma questi scienziati, invece di chiuderli tra dicembre, gennaio, febbraio e marzo o di dichiarare che tutte le spiagge sarebbero rimaste libere o che avrebbero dato delle proroghe ai già concessionari, hanno pensato bene di svolgere i bandi per le concessioni nel periodo di giugno e luglio, perché giustamente all'autorità portuale di Napoli si pensa che è inverno nel periodo di giugno e luglio. Questo ha creato un caos in cui le spiagge non sono state utilizzate né come spiagge libere, tra mille difficoltà e con i cittadini disorientati, né assegnate.
Io intervengo in quest'Aula per stigmatizzare la mala gestione e la mala burocrazia che ancora una volta danneggiano la pubblica amministrazione e i cittadini, che hanno diritto ad andare sulle spiagge e non essere amministrati da burocrati spesso incapaci o addirittura inconcludenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Provate a immaginare, anche solo per un momento, di perdere la casa di cui siete proprietari da un giorno all'altro, di dover dormire per terra in strada, di non avere un luogo dove lavarvi, di non sapere come procurarvi il prossimo pasto, di vivere con pochi sacchi contenenti tutto ciò che è rimasto. Ora immaginate che tutto questo accada mentre i vostri beni - tutto ciò che appartiene alla vostra vita - vi vengono sottratti a seguito di decisioni e procedure dello Stato.
Tutto questo è accaduto a due signore che ho conosciuto, le sorelle Montoro, che da tempo, per un debito estremamente esiguo - parliamo di una rata, dell'ultima rata non pagata di una macchina o, meglio, pagata in ritardo -, si sono viste pignorare tutti i loro beni, le case e le proprietà terriere, e ora sono costrette a vivere per strada, qui davanti a Montecitorio - potete tranquillamente andarle a trovare -, e vivono in condizioni che non dovrebbero appartenere a un Paese civile.
La domanda è: come è possibile che due cittadine siano lasciate in mezzo a una strada, in una condizione di totale abbandono, per una rata della macchina non pagata? Le sorelle Montoro non chiedono alcun privilegio, chiedono solo di ritornare nella loro casa e di avere una vita dignitosa. Per questo, con le colleghe Ilaria Fontana e Maria Grazia Ciolfi, abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare e a livello comunale, affinché si faccia chiarezza su questa vicenda e si individui una soluzione che restituisca loro dignità e diritti.
Vorrei ricordare - e chiudo, Presidente - che dietro ogni pratica, ogni fascicolo e ogni procedimento ci sono delle persone e la giustizia non può calpestare la dignità delle persone, perché altrimenti non è più giustizia, ma diventa violenza giuridica e istituzionale e le istituzioni hanno il dovere di non dimenticarlo mai.
Ritorniamo a essere umani e le sorelle Montoro devono tornare nella loro casa .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1518- Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario (Approvato dal Senato). (C. 2735)
: CANGIANO.
2.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa. (C. 2920-A)
: IAIA, MAZZETTI e MONTEMAGNI.