PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANNARITA PATRIARCA, legge il processo verbale della seduta del 10 settembre 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 100, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Maerna n. 3-02538 .
Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco, ha facoltà di rispondere.
EMANUELE PRISCO,. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, l'onorevole Maerna pone l'attenzione su alcuni episodi di minacce e intimidazioni nei confronti di tre amministratori locali verificatisi nel comune di Cornaredo, in provincia di Milano.
Con particolare riferimento alla telefonata minatoria indirizzata al vicesindaco del predetto comune, risalente al 16 giugno 2025, evidenzio che i Carabinieri della compagnia di Corsico hanno identificato l'autore e lo hanno deferito per minacce. Il procedimento penale che ne è scaturito risulta essere tuttora iscritto presso il giudice di pace di Milano.
In merito alla lettera anonima indirizzata al capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia, rinvenuta lo scorso 9 febbraio, rappresento che la stessa compagnia dei Carabinieri ha informato l'autorità giudiziaria di Milano.
Per quanto concerne il plico contenente un proiettile recapitato presso l'abitazione di un consigliere comunale, risulta che quest'ultimo abbia sporto querela al comando di Polizia locale di Cornaredo il 17 febbraio scorso.
Anche tale ultimo fatto è stato riepilogato in apposita informativa di reato trasmessa alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, con contestuale richiesta di autorizzazione all'espletamento di accertamenti tecnici, anche di natura irripetibile, sui reperti sottoposti a sequestro.
Con riferimento alle iniziative assunte per tutelare l'incolumità personale degli amministratori locali coinvolti, la questura di Milano ha comunicato che sono stati attivati dei servizi di tutela di carattere preventivo, di tipo non fisso, gestiti dall'Arma dei carabinieri.
Per quanto riguarda, più in generale, la necessità di garantire che l'esercizio delle attività istituzionali degli enti locali avvenga in condizioni di piena sicurezza e serenità, ricordo che presso il Ministero dell'Interno opera l'Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, con il compito di favorire e potenziare lo scambio di informazioni e il raccordo tra lo Stato e gli enti locali, allo scopo di individuare strumenti di contrasto e indicare strategie di prevenzione. L'Osservatorio si avvale, a partire dal luglio 2018, dell'operato di un organismo tecnico di supporto, che opera presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.
Combattere il fenomeno significa conoscerne dimensioni, natura e cause nelle varie realtà territoriali; per questo l'organismo tecnico ha messo a punto un sistema di rilevazione capillare, attraverso un trimestrale elaborato dalle prefetture.
L'Osservatorio ha anche la funzione di realizzare iniziative di supporto agli amministratori vittime di episodi intimidatori, tenendo conto delle caratteristiche delle realtà nelle quali svolgono il loro mandato. A questo scopo è prevista, a partire dal 2022, la creazione di osservatori regionali, presso le prefetture capoluogo di regione, e di sezioni provinciali, nelle realtà territoriali maggiormente interessate al fenomeno.
L'organismo tecnico propone strategie di prevenzione e contrasto del fenomeno e riferisce periodicamente all'Osservatorio sull'andamento del fenomeno stesso e sugli sviluppi delle iniziative in corso.
L'organismo ha il compito, inoltre, di favorire le iniziative di formazione rivolte agli amministratori locali e di promozione della legalità, con particolare riferimento alle giovani generazioni.
Nell'ambito dell'attività di monitoraggio svolta dal predetto Osservatorio, segnalo che nell'anno 2025, in Lombardia, sono stati registrati 88 episodi di intimidazione nei confronti degli amministratori locali, di cui sette nella provincia di Milano. Nel primo trimestre 2026, nella provincia di Milano, sono stati registrati quattro episodi di intimidazioni agli amministratori locali, mentre nel medesimo periodo del 2025 non vi erano stati casi.
In generale, dalle analisi effettuate dall'Osservatorio nell'ultimo decennio, emerge una progressiva contrazione del fenomeno negli anni 2022 e 2023, rispettivamente con 580 episodi a livello nazionale - meno 19,7 per cento rispetto all'anno precedente - e 553 episodi - meno 4,7 per cento sempre rispetto all'anno precedente - in rapporto, invece, al più elevato numero registrato nel 2014, pari a 805 episodi.
Ciò a testimonianza dell'efficacia, in chiave di deterrenza, dell'attività di monitoraggio e ovviamente del prezioso lavoro che fanno le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine al fianco della magistratura. Ricordo, inoltre, che nello stato di previsione del Ministero dell'Interno è stato istituito un apposito fondo, con la legge n. 234 del 30 dicembre 2021, che consente agli enti locali l'adozione di iniziative per la promozione della legalità, nonché di misure di ristoro del patrimonio dell'ente o in favore degli amministratori locali che hanno subito episodi di intimidazioni connessi all'esercizio delle funzioni istituzionali esercitate.
La dotazione del predetto fondo è stata incrementata con le leggi n. 197 del 29 dicembre 2022 e n. 207 del 30 dicembre 2024, fino ad arrivare ad un ammontare complessivo di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026. Da ultimo, in merito alle misure di sicurezza personale, informo che nella provincia di Milano risultano attualmente attivi un dispositivo di protezione ravvicinato e 30 dispositivi di vigilanza generica radiocollegata, espletati dalle Forze di Polizia nei confronti di altrettanti amministratori locali. Concludo assicurando che il Ministero dell'Interno, anche grazie al ruolo strategico svolto dall'Osservatorio nazionale, continuerà a lavorare al fianco degli amministratori locali che subiscono un atto intimidatorio nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali.
Tali atti, infatti, anche laddove non mettono solo a rischio la sicurezza personale degli amministratori, minano i principi fondamentali della convivenza civile, incidendo negativamente sul rapporto tra cittadini e istituzioni e ostacolando il corretto funzionamento di queste ultime e la capacità di rispondere ai bisogni della collettività.
PRESIDENTE. L'onorevole Maerna ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
NOVO UMBERTO MAERNA(FDI). Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretario. Sì, mi dichiaro soddisfatto. Non avevo dubbi sull'impegno del Ministero, a fronte di una denuncia e di un'interrogazione riguardante un comune, Cornaredo, in provincia di Milano, dove, tra il giugno 2025 e il febbraio 2026, alcuni amministratori di Fratelli d'Italia sono stati oggetto di minacce, come appunto accennato. Mi fa piacere che esista anche questo Osservatorio nazionale e che abbia anche diramazioni a livello locale, in provincia di Milano.
Voglio anche ringraziare gli amministratori Dario Ceniti, vicesindaco, Marzio Foti, capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia, e il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Vito Vatalaro, che, nonostante le minacce ricevute, continuano nella loro attività assidua per garantire sicurezza e legalità all'interno del comune. Voglio esprimere anche un ringraziamento alle Forze dell'ordine che tutelano la loro sicurezza, ma anche quella dei cittadini di Cornaredo e di tutto il territorio.
Un ringraziamento ai nostri amministratori che vivono un momento ovviamente di tensione e di difficoltà insieme alle loro famiglie. L'impegno del Ministero a garantire la loro sicurezza e quella dei cittadini è anche una garanzia per loro e per le loro famiglie.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per la Salute, Marcello Gemmato, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Tenerini n. 3-02872 .
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole interrogante per il quesito posto, poiché mi consente di illustrare le iniziative attuate dal Ministero della Salute per risolvere la questione oggetto dell'atto di sindacato ispettivo discusso quest'oggi in Aula. Con riferimento alle dimissioni del medico fiduciario per la tutela sanitaria del personale navigante e dell'aviazione civile, che ha prestato servizio nel comune di Portoferraio dal 14 aprile 2025 al 4 maggio 2026, segnalate nell'interrogazione, evidenzio innanzitutto che al medico dimissionario sono stati corrisposti tutti gli emolumenti dovuti per il servizio svolto.
A tale riguardo devo riferire che, a seguito della riorganizzazione del Ministero della Salute, che ha comportato l'istituzione di nuovi uffici periferici, si è reso necessario adeguare i sistemi informatici, e questo, effettivamente, ha comportato, per una sola volta - quella oggetto dell'interrogazione - e evidentemente in via del tutto eccezionale, un fisiologico ritardo nei pagamenti. In ogni caso, come già anticipato, dagli uffici del Ministero riferiscono che tutti gli emolumenti dovuti sono stati corrisposti.
Con riferimento, invece, alle misure urgenti che il Ministero della Salute ha adottato per garantire il tempestivo ripristino di un medico fiduciario, sottolineo che il Ministero si è immediatamente attivato al fine di assegnare un nuovo incarico. Nello specifico, il Ministero ha prontamente pubblicato, in data 25 giugno 2026, un bando relativo al conferimento dell'incarico di medico fiduciario per i comuni dell'Isola d'Elba. Tuttavia, la procedura è andata deserta poiché non è pervenuta alcuna candidatura.
A seguito di tale circostanza, il direttore dell'ufficio SASN (Servizi territoriali per l'assistenza sanitaria al personale navigante) territorialmente competente ha provveduto a incontrare le associazioni di categoria e i medici interessati, al fine di avviare un confronto sulle modalità di svolgimento dell'attività di medico fiduciario del Ministero della Salute. Nel corso dell'incontro, considerata la necessità di garantire l'assistenza sanitaria ai circa 400 marittimi presenti sull'isola, è emersa l'opportunità di favorire un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale non massimalisti, e quindi, evidentemente, disponibili ad accogliere pazienti.
Riferisco, comunque, che, preso atto della circostanza che la carenza di medici disponibili ad assicurare l'assistenza sanitaria al personale navigante e aeronavigante rappresenta una criticità diffusa sull'intero territorio nazionale, sono attualmente allo studio, presso il Ministero della Salute, soluzioni organizzative volte a garantire e ottimizzare l'accesso alle prestazioni sanitarie da parte di tali categorie di lavoratori.
PRESIDENTE. L'onorevole Pella ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto della risposta all'interrogazione Tenerini n. 3-02872, che ha sottoscritto in data odierna.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). Grazie, Presidente Costa. Sottosegretario Gemmato, la ringrazio per la sua risposta esaustiva, in modo particolare anche rimarcando la tempestività nel dare la risposta alle 400 persone che fanno parte del comparto marittimo. Sicuramente, poiché questo bando è andato deserto, credo sia stato importante e doveroso ritrovarlo nei medici di base, che sicuramente possono essere di supporto e fondamentali in quello che è l'ausilio alle cure.
Il Sottosegretario ha evidenziato anche un secondo aspetto, non solo quello che riguarda l'interrogante, la collega Tenerini, e, come ho detto, mi ritengo soddisfatto delle risposte da lei date, ma ha voluto in qualche modo evidenziare oggi sempre di più quella che è l'importanza nel garantire, nelle aree insulari, nelle aree montane e nelle aree interne, quello che è il tema della salute. So che lei e il Ministro Schillaci state lavorando molto su questo tema.
Anzi, le devo dire in modo particolare che anche la riforma che lei sta portando avanti nell'ambito del settore farmaceutico va su quella direzione, proprio perché le farmacie sono il primo presidio in quello che è un rapporto anche importante e fondamentale, soprattutto in questi territori e in queste aree. Quindi, da parte nostra, da parte di Forza Italia, c'è l'auspicio di poter continuare, come state facendo, su questa direzione, continuando ad avere quel dialogo costante e continuo con i territori, in modo particolare con le amministrazioni comunali e con quelle provinciali e regionali, che sicuramente possono essere d'ausilio in quello che oggi è un collegamento fondamentale ed essenziale anche con i medici di base.
Quindi, a fronte delle risposte che lei ha voluto indicare e dell'impegno dei medici di base, auguro che comunque, in futuro, si possa arrivare, anche attraverso questi bandi, a trovare dei medici che in qualche modo possano essere d'ausilio anche in settori particolari, come quello, che abbiamo evidenziato oggi, dei marittimi. Per questa ragione, Presidente Costa, mi dichiaro più che soddisfatto.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno. Sospendo dunque la seduta, che riprenderà alle ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 91, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Comunico che in data 14 settembre 2026 è pervenuta alla Presidenza la seguente lettera del deputato Alberto Bagnai:
“Signor Presidente, alla luce della mia nomina a componente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato avvenuta in data 4 agosto ultimo scorso, e in vista del mio insediamento nel nuovo ruolo previsto per il prossimo 22 settembre, considerato il regime di incompatibilità definito dall'articolo 10, comma 3, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, che preclude ai componenti dell'Autorità di ‘ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura', Le scrivo per rassegnare le mie dimissioni ai sensi dell'articolo 17-, comma 2, del Regolamento. L'occasione mi è gradita di porgerLe i miei più rispettosi saluti e di augurare a Lei e a tutti i colleghi un sereno e proficuo proseguimento di legislatura.
Firmato: Alberto Bagnai”.
Trattandosi di un caso di incompatibilità ai sensi dell'articolo 10, comma 3, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, la Camera prende atto, a norma dell'articolo 17- comma 2, del Regolamento, di questa comunicazione e della conseguente cessazione del deputato Alberto Bagnai dal mandato parlamentare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Marco Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Chiediamo nuovamente, in quest'Aula, delle informative, un'informativa soprattutto da parte del Ministro Crosetto e della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Io non so se avete capito cosa sta succedendo. Mentre osserviamo l'avanzata dei combattimenti Houthi, proprio nelle stesse ore i droni colpiscono i gasdotti in Arabia Saudita. Ci sono - e lo dico così, visto che poi ci sono non solo dei doppi standard, ma questa discussione non si riesce mai fare a tutto tondo - circa 46.000 persone sfollate proprio in Yemen che sono fuggite dalle proprie case da quando è riesplosa la guerra in Medio Oriente. E sono circa 22,3 milioni le persone che in questo momento, lì, in Medio Oriente, hanno bisogno di assistenza umanitaria.
Io credo che, mai come in questo caso, il Governo dovrebbe venire qua, alla Camera, e spiegare la presenza di 400 militari in difesa dei cieli di Riad. Già, è così perché mentre ad Aviano atterrano dei carghi degli Stati Uniti, dal Golfo dei carichi di armi e di truppe arrivano lì. Lo dico perché venerdì notte a Taif è scattato l'allarme per un presunto attacco Houthi contro la base di King Fahd, a pochi chilometri da La Mecca.
Vorrei che fosse chiaro - perché forse il Parlamento non lo sa - che lì ha la sede una delle nostre missioni. Si chiama Task Force Arabia e voi direte: non lo sappiamo. Non lo sapete perché l'Aula non è stata informata. Ci sono quattro , un radar volante CAEW da mezzo miliardo, che controlla circa 400 chilometri di frontiera, un C-130J, una batteria di Samp-T, con radar, tra l'altro, di Leonardo Kronos, che è di fatto il pilastro del Michelangelo Dome.
Allora - lo dico così - il Ministro ci dica: ma l'Italia fa da scudo alle raffinerie e ai depositi sauditi? Lo fa contro quei droni? Contro i cruise? Contro i missili balistici dell'Iran e degli Houthi? Perché è questo che dice il sito della Difesa in sostanza: concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo e alla protezione degli interessi nazionali. Cioè, fatemi capire, nelle scorse ore, dopo gli attacchi Houthi, Trump ha detto: no, noi non interveniamo. E invece noi lo stiamo facendo? Traduco perché sia chiaro: la traduzione è il petrolio. Il petrolio, lo stesso che cresce al barile, lo stesso che cresce alla pompa di benzina, sì. E intanto la base King Fahd ospita gli stormi sauditi, gli stessi che bombardano lo Yemen, per intenderci.
Colleghe e colleghi, questa non è una missione autorizzata, perché nella delibera sulle missioni del 28 agosto si parla di Iraq, di Emirati, di Kuwait, di Bahrein e di Qatar. La Task Force Arabia non è nemmeno citata. Allora, lo abbiamo capito il trucchetto, quello dell'interoperabilità. Ma stiamo scherzando? Stiamo scherzando? Perché tra missioni dall'ottobre del 2024 a qui siamo ben oltre. Questa è un'operazione nuova, in un Paese, appunto, nuovo, anche se citato, nel pieno dell' degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran e mentre Riad prepara l'offensiva contro gli Houthi… insomma, roba da matti.
Allora, lo dico così e concludo. L'abbiamo già chiesta questa informativa, non abbiamo avuto risposta. Ma il Parlamento non può apprendere di una possibile verso l'Iran da dei tracciati di volo o da quello che succede ad Aviano, e ho finito. Ora Meloni e Crosetto devono venire in quest'Aula: ci dicano con quale base giuridica e con quali regole d'ingaggio hanno disposto questa missione, ci dicano quanto costa tenere i militari a difesa delle petromonarchie, una guardia armata delle petromonarchie non autorizzata da questo Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato De Maria. Ne ha facoltà.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Presidente, noi ci associamo, come gruppo del Partito Democratico, alla richiesta di informativa al Ministro della Difesa Crosetto, perché siamo di fronte a un' sempre più pericolosa delle azioni belliche in Medio Oriente, pericolosa per i civili che sono esposti in quei Paesi a quelle situazioni di conflitto armato, pericolosa per i nostri militari, qualora, come nel caso in oggetto, siano presenti sul terreno in aree interessate da situazioni di conflitto, e poi un conflitto che, come si vede, sta mettendo drammaticamente in crisi gli equilibri economici del pianeta e sta creando via via un contesto complicatissimo sul piano dei rifornimenti energetici. Un'azione di conflitto rispetto alla quale l'Italia deve e dovrebbe essere protagonista di un'azione di pace e di dialogo per bloccare l' militare che si sta riproponendo.
Nello specifico, anche noi vogliamo intanto avere rassicurazioni sulla sicurezza delle donne e degli uomini in divisa impegnati in quel contesto, impegnati in Arabia Saudita, donne e uomini ai quali vanno, come sempre, il nostro sostegno e la nostra solidarietà, perché portano avanti, davvero con grande capacità, le iniziative e le missioni di cui sono incaricati dal nostro Paese e lo fanno con quel senso di umanità e con quel rispetto dei valori costituzionali che caratterizza sempre i nostri militari.
Appunto, in questo caso, prima di tutto, vogliamo sapere quali sono le condizioni di sicurezza per i militari italiani e poi conoscere le caratteristiche, le regole d'ingaggio del loro impegno in un contesto sempre più complicato e sempre più delicato e pensiamo che sia davvero molto importante su questo coinvolgere il Parlamento. Come veniva detto ora, la nuova modalità con cui si autorizzano le missioni militari - rendendo anche in alcuni casi effettivamente più efficace la presenza sul terreno, evitando complicazioni che c'erano nei processi autorizzativi - non può diventare, però, il pretesto per mettere in campo missioni che non sono state autorizzate dal Parlamento. Quindi, è davvero importante che il Ministro venga a riferirci e che si possa ragionare in questa Camera su quello che sta accadendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, Presidente. Noi non possiamo che associarci alla richiesta che ha fatto il collega Grimaldi. Ne siamo convintissimi, anche perché il 4 agosto scorso - quindi praticamente poco più di un mese fa - avevamo posto la questione, avevamo chiesto un'informativa urgente al Ministro della Difesa perché volevamo sapere i particolari di questo strano riposizionamento di militari italiani.
Sono circa 400 con questa che è stata rinominata Task Force Arabia. Volevamo sapere i motivi, gli obiettivi che aveva questo riposizionamento, perché inizialmente questa era dislocata in Kuwait e poi è stata spostata.
Quando sono cambiate le regole per le missioni internazionali e, quindi, quando questa maggioranza, questo Governo, ha previsto la possibilità di dispiegare contingenti italiani all'interno della stessa area facendoli rientrare, più o meno, nella stessa missione, noi avevamo lanciato l'allarme, Presidente. Avevamo detto: questo è un ottimo modo con cui il Parlamento sarà tagliato fuori e, sostanzialmente, il Governo, il Ministro della Difesa, il Ministro degli Esteri, la Presidente del Consiglio decideranno in tutta autonomia dove dislocare, dove spostare i militari italiani. È bastato attendere qualche settimana, qualche mese e le nostre previsioni, ovviamente, hanno trovato conferma.
Questo è proprio uno di quei casi, ma c'è di più. Non c'è solo questa sostanziale violazione di un'autorizzazione che il Parlamento ha dato a una missione internazionale. I nostri militari, lì, si trovano in una zona di guerra: l'Arabia Saudita, con l'attacco effettuato in Iraq dal 29 luglio in poi, è diventato, di fatto, un Paese belligerante in quella guerra sciagurata tra Israele e Stati Uniti, da una parte, e l'Iran, dall'altra.
Una guerra che la nostra Presidente del Consiglio non ha avuto il coraggio di condannare, sulla quale non ha avuto il coraggio di dire una parola. Si è limitata a dire che non condivideva e non condannava, come una eterna “Don Abbondio”, che ha paura di spaventare i poteri forti e che, invece, avrebbe voluto in un'altra vita - nella vita precedente, quando era lì all'opposizione - spaccare il mondo.
Torniamo però alla questione, Presidente. Noi siamo molto preoccupati anche delle mancate risposte del Governo e, segnatamente, del Ministro della Difesa, in questo Parlamento. Da quando l'abbiamo chiesta, dal 4 agosto, come dire, gli avvenimenti si aggravano sempre di più; è sotto gli occhi di tutti, le notizie che provengono da quell'area sono gravissime. Le milizie Houthi stanno già avanzando, stanno muovendo combattimenti, e, quindi, la situazione generale si fa sempre più rischiosa.
Il Ministro, il Governo tutto dovrebbe venirci a spiegare: uno, i motivi per i quali ha deciso questo riposizionamento, perché ufficialmente a questo Parlamento non è stato mai spiegato; due, per quale motivo hanno tenuto sostanzialmente segreto questo riposizionamento; tre, qual è l'attuale obiettivo per cui tenere ancora i nostri militari in quella zona, una zona che, ovviamente, non è più un territorio in cui si può mandare una missione di pace perché, essendo una zona di guerra, è ovvio che non è più una missione di pace.
Il tutto - e finisco, quindi, con il quarto punto - è in contrasto con l'articolo 11 della nostra Costituzione, che, devo dire, molto spesso l'attuale Governo dimentica; dimentica gli alti principi che sono rappresentati dal contenuto dell'articolo 11 stesso.
Concludo, Presidente, invitandola davvero a sollecitare il Governo a venire con estrema urgenza a relazionare a questa Camera sulle domande che abbiamo posto e rispondere alle domande che abbiamo posto. Ci sono dei nostri militari che sono in zona di guerra senza autorizzazione del Parlamento per una decisione unilaterale e illegale del Governo: tutto ciò è gravissimo, pretendiamo risposte in tempi brevissimi .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa giunte dai gruppi.
Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, su un altro argomento, il deputato Donno. Ne ha facoltà.
LEONARDO DONNO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa urgente alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché venga subito in Parlamento a riferire sulla gravissima situazione che riguarda l'ex Ilva, i lavoratori e i cittadini di Taranto. Il diritto alla salute prevale sull'attività d'impresa, questa è la pronuncia della corte d'appello civile di Milano, ed è chiara: non può esistere produzione ad ogni costo, tantomeno quando mette a rischio la salute, la vita stessa dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori e anche l'ambiente.
Il MoVimento 5 Stelle si batte da sempre per il superamento del ciclo integrale a caldo e per una profonda riconversione economica, produttiva, sociale e culturale di Taranto. Un percorso che avevamo di fatto già iniziato durante il Governo “Conte 2”, con il Cantiere Taranto, un percorso avviato, che prevedeva ancora, tempo e risorse: erano state impiegate tante risorse. Però, quel percorso si è interrotto da 4 anni a questa parte, cioè da quando Giorgia Meloni è arrivata al Governo. Meloni che ha scelto di continuare a puntare su un modello industriale vecchio, insostenibile, fermando le bonifiche e perdendosi nella solita propaganda, negli annunci, nei rinvii, nei piani industriali che non si sono mai concretizzati, nelle trattative di vendita senza alcun esito.
Ora, però, il tempo delle dichiarazioni è finito, Meloni e Urso devono assumersi le loro responsabilità perché quelle scelte le hanno fatte loro. E, allora, non accetteremo di vedere l'ennesimo teatrino, anche imbarazzante, di una Giorgia Meloni che, davanti ai problemi, punta il dito contro gli altri, dice che non è colpa sua oppure dice che il Governo non ha responsabilità. Anzi, questo purtroppo è già accaduto, proprio qualche giorno fa, quando la Premier su ex Ilva ha detto testualmente: la questione riguarda il mercato, il Governo ad ora non ha ruolo. Ma anche basta: siete da 4 anni al Governo, come non ha ruolo?
Festeggiate record inesistenti , continuate a festeggiare, siete inebriati da questo festeggiamento e su Ilva dite che dipende dal mercato? Veramente ridicoli.
Ma guardate che il tempo di dare la colpa agli altri è finito, perché al Governo siete voi: siete voi che avete cancellato gli investimenti e i progetti del Governo “Conte 2”, come il miliardo del PNRR, i fondi per l'insediamento di Ferretti e Renexia, decine di opportunità che avete fatto perdere al territorio di Taranto.
E allora, Presidente, questo anche per annunciare che stiamo depositando, alla Camera e al Senato, insieme al senatore Mario Turco, una mozione in cui chiediamo impegni concreti al Governo Meloni: subito un accordo di programma per Taranto sottoscritto dal Governo, dagli enti territoriali e dalle rappresentanze sociali; stop ai licenziamenti dei 2.500 lavoratori dell'indotto; mettere in campo tutta una serie di azioni e risorse in grado di superare la produzione a carbone; chiudere l'area a caldo; bonificare l'area; garantire l'occupazione; adottare un piano che coinvolga tutte le istituzioni e che riguardi nuove prospettive industriali, oltre che la riconversione economica, sociale e culturale di Taranto. Basta rinvii, basta bugie, la Premier venga subito in Aula e dia risposte ai cittadini di Taranto e ai lavoratori che, per troppo tempo, avete preso in giro e che sono stanchi delle vostre chiacchiere.
E allora, Presidente, concludo. La Presidente Meloni è venuta qualche settimana fa, proprio a Taranto, ed è stata accolta, diciamo, da fischi senza precedenti. Quella era la voce vera dei cittadini, non erano le vostre feste di partito, dove si entra su autorizzazione e in base alla tifoseria. Erano cittadini liberi, stanchi delle vostre chiacchiere. Perché, quando si tradiscono le promesse, quando si fa solo propaganda, il risultato poi è questo, e i cittadini parlano. Avete abbandonato gli italiani, tra caro bollette, caro carburanti, caro vita, salari da fame, difficoltà ad accedere alle cure, imprese che sono in crisi, cittadini che non arrivano alla fine del mese.
Allo stesso modo, avete abbandonato Taranto e i tarantini, perché l'unico vostro interesse, quello a cui vi dedicate quotidianamente, è solamente tutelare i vostri amichetti di partito e pensare a cambiare la legge elettorale per evitare di perdere le prossime elezioni politiche .
E allora, badate bene, Presidente, e concludo: quei fischi sono solo un primo segnale, sono solo l'inizio. Noi vi abbiamo offerto l'ennesima possibilità, con questa mozione, di trovare una soluzione, lo possiamo fare anche insieme. Allora, assumetevi la vostra responsabilità, una volta per tutte: trovate delle soluzioni, se ne siete capaci, oppure andate a casa.
La pacchia è finita, Giorgia Meloni, ma la pazienza dei cittadini altrettanto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Viggiano. Ne ha facoltà.
FRANCESCA VIGGIANO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Signora sottosegretaria, colleghe e colleghi, io ovviamente mi associo alla richiesta di informativa formulata adesso dal collega Donno e vorrei puntare l'attenzione su quattro date: 26 febbraio, 27 luglio, 9 settembre e 16 settembre. Sono quattro date, ma nessun alibi da parte del Governo. Il 26 febbraio il tribunale di Milano ha ordinato la sospensione dell'attività produttiva dell'area a caldo; il 27 luglio la Corte d'appello, riformando in parte quel provvedimento, ha disposto lo stop e ha assegnato 90 giorni per completare le operazioni di sospensione. Il 9 settembre la stessa Corte respinge la richiesta di ex Ilva e Acciaierie d'Italia di sospendere l'efficacia esecutiva del decreto.
Il 16 settembre, domani, secondo quanto scritto dalle stesse società nel loro ricorso con cui, appunto, hanno richiesto la sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto della Corte d'appello, le operazioni di spegnimento raggiungeranno il cosiddetto punto di non ritorno. Ovviamente non si tratta di una ricostruzione politica, ma è la cronaca giudiziaria di un fallimento politico. Sono quattro anni che il Governo continua a parlare di ex Ilva, quando lo fa. Noi abbiamo avuto qualche giorno fa la Presidente Meloni che è venuta per i Giochi del Mediterraneo e, come ricordava il collega Donno, è stata sommersa dai fischi, ma quei fischi rischiano di essere anche i fischi contro la città, non solo contro il Governo Meloni, se continuiamo a stare in questa posizione di stallo, dove le persone ormai sono le une contro le altre armate. Ed è stato bruttissimo ieri, mentre noi cercavamo di portare i bambini a scuola, perché c'era l'inizio dell'anno scolastico, vedere altri padri di famiglia che bloccavano il ponte girevole che collega la città vecchia con quella nuova. E lì si è trasformato tutto quasi in tragedia perché c'era la disperazione di quelle persone e, dall'altra parte, c'era ormai anche un sentimento quasi di non accettazione da parte del resto della città, che è ormai stanca ed è piegata da questi continui rinvii da parte del Governo Meloni che in quattro anni avrebbe ben potuto fare e non ha fatto.
Tutte le mancanze di questo Governo stanno venendo, purtroppo, al pettine dei tarantini, ma noi ovviamente non ci stiamo e ci associamo alla richiesta di informativa formulata dal collega Donno e riprenderemo, ovviamente, l'argomento in sede di discussione presentando delle proposte concrete per sostenere il territorio e la popolazione di Taranto con azioni che il Governo ha dimostrato, anche oggi in Commissione bilancio, di non avere il coraggio di portare avanti, proprio perché privo di visione e, soprattutto, privo di interesse.
Ormai il disimpegno della Presidente Meloni e del Ministro Urso - che noi abbiamo sempre creduto, insomma, dovesse essere commissariato su questo - stanno dando dimostrazione plastica dell'inadeguatezza di tutte le misure poste in essere e di quelle non poste in essere .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa giunte dai gruppi.
Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Chiediamo un'informativa urgente al Ministro Urso perché il piano annunciato da Electrolux, che prevede 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura dello stabilimento marchigiano, non è una semplice riorganizzazione: è un saccheggio industriale messo a segno da una multinazionale che, per anni - anni -, ha incassato ingenti risorse pubbliche dallo Stato e che oggi ripaga quell'investimento pubblico con migliaia di licenziamenti.
Allora, di fronte a questo, cosa fa il Governo? Il Ministro Urso apre tavoli che non producono nulla di concreto, mentre la Presidente Meloni si limita di fatto a fare la spettatrice. E allora non basta rivendicare record di longevità di Governo se poi si resta inerti davanti a migliaia di famiglie che rischiano, letteralmente, di finire per strada. E il caso di Electrolux non è un caso isolato: è la fotografia plastica, Presidente, del fallimento di questo Governo sul terreno industriale. A giugno 2026 la produzione industriale è calata sia su base congiunturale, dell'1 per cento, sia su base tendenziale, dello 0,6 per cento; anche il PIL del secondo trimestre 2026, pur confermando una crescita dello 0,2 per cento minimo, mostra un valore aggiunto in calo proprio nel comparto industriale e lo confermano anche i dati sulla cassa integrazione.
Negli ultimi anni il ricorso dell'industria italiana alla cassa integrazione è cresciuto in modo marcato, con un peso crescente della componente straordinaria, quella che segnala vere e proprie crisi aziendali strutturali, non semplici rallentamenti congiunturali. Sono numeri che certificano, al di là della propaganda, che l'industria italiana sta arretrando sotto il Governo Meloni . A questo si aggiunge un altro fronte, che questo Governo continua ad ignorare: il caro carburante e il caro energia. Oggi il gasolio supera i 2,30 euro al litro, nonostante lo sconto di 17 centesimi in scadenza proprio fra 48 ore.
Siamo quindi alla vigilia dell'ennesimo provvedimento tampone, di risorse a pioggia che non risolvono alcun problema. Dopo quattro anni, Presidente, questo Governo non ha ancora chiaro che, senza investimenti seri e interventi strutturali, il rischio concreto è quello di una vera e propria devastazione industriale in tutto il Paese: imprese che chiudono; filiere che si spezzano; territori che si spopolano uno dopo l'altro, dalle Marche a tutte le altre regioni colpite.
Proprio oggi, in questo momento, una delegazione del MoVimento 5 Stelle è ai cancelli dello stabilimento, al fianco dei lavoratori, per dare il massimo sostegno a ogni iniziativa di mobilitazione. Ma da qui, da quest'Aula, Presidente, chiediamo formalmente al Governo un'informativa urgente. Il Ministro Urso venga in Parlamento con risposte chiare e serie, non con l'ennesimo tavolo di facciata. I lavoratori e questo Parlamento hanno diritto di sapere, senza ulteriori rinvii, cosa intende fare l'Esecutivo per fermare i licenziamenti e imporre all'azienda un vero piano industriale alternativo alla chiusura. Non c'è più tempo per gli spettatori: serve una risposta immediata, e la chiediamo oggi stesso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso tema, il deputato Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Siamo davanti a una tragedia annunciata. Per fortuna oggi c'è stata una mobilitazione di tutti i lavoratori di tutti i siti produttivi di Electrolux: sono stati più di 8.000 i lavoratori in piazza nella giornata di oggi per lo sciopero generale dei lavoratori di Electrolux. Come è stato detto dalla collega prima - e noi ci uniamo alla richiesta di una informativa innanzitutto del Ministro Urso, ma probabilmente sarebbe il caso che anche la Ministra del Lavoro venisse a dirci qualcosa su questa vicenda - si tratta di oltre 1.400 esuberi, ma forse questa volta non si sbaglia ad essere pessimisti, perché c'è un ridimensionamento significativo di tutti i siti produttivi: a Forlì ci sono 297 lavoratori che sono in esubero, e si riduce di almeno un terzo la capacità produttiva di quello stabilimento, e così praticamente in tutti i siti.
Tutto questo per fare cosa? Per spostare le produzioni fuori dall'Italia. Alcune sono chiaramente note: le cappe di Cerreto d'Esi vanno in Polonia, i frigoriferi vanno in Cina. C'è tutta la produzione che viene che viene spostata all'estero. Insomma, questo è un fallimento eclatante del Governo. Infatti, come è stato detto oggi in piazza dalle organizzazioni sindacali c'erano state, senza nessuna esagerazione, nei mesi scorsi, le promesse del Governo rispetto alla tenuta di quel tavolo di confronto, rispetto alle prospettive.
E invece niente di tutto questo. Niente di tutto questo e nessuna capacità da parte del Governo di esercitare una pressione politica vera di fronte - voglio ricordarlo - a 131 milioni di euro di contributi pubblici ricevuti da Electrolux , a 200 milioni di prestiti da parte della Banca europea per gli investimenti e ad altri 12 milioni di euro ricevuti a livello locale dalle regioni. E da questo sono esclusi tutti i benefici ricevuti da Electrolux grazie a Industria 4.0 e a Transizione 5.0. Insomma, noi aiutiamo, sosteniamo le imprese che lavorano sul nostro territorio e non abbiamo praticamente nessuna capacità - nessuna, zero capacità - da parte di questo Governo di trattenerle e di garantire l'occupazione sul territorio italiano.
Questo non è un piano industriale, questo è un piano - diciamo così - di delocalizzazione produttiva. È stato detto oggi, nella piazza di Cerreto d'Esi: lo hanno detto i rappresentanti sindacali e il nostro segretario, rappresentante di AVS, Nicola Fratoianni, che è intervenuto a quella manifestazione. C'è la vicinanza, come abbiamo detto, di tutte le forze politiche, però questo ovviamente non può bastare. Il Governo deve venire qui, ma non deve venire qui - perché la parola informativa non dice tutto - ma non ci deve informare, perché qui sappiamo tutto sulla vicenda Electrolux. Il Governo deve venire qui a informare il Parlamento sulla proposta del Governo. Ci deve dire che cosa intende fare, non ci deve informare sulla situazione. Il Governo italiano deve avere una proposta su questa vicenda, ci deve dire, quando si siederà al tavolo con Electrolux, quale proposta avanzerà.
Questo è il punto, perché l'Italia non può sostenere questa ennesima riduzione del suo apparato produttivo e non può sostenere sicuramente 1.400 nuovi esuberi, nuovi disoccupati che si aggiungono ai disoccupati e ai cassintegrati che - voglio ricordarlo - stanno nel conto che fate voi della nuova occupazione dei lavoratori a tempo indeterminato . Non è possibile, questo Paese non lo può sostenere e non lo sostengono i territori che stanno soffrendo questa crisi in questo momento. Vengano i Ministri interessati a dirci cosa intendono fare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Peluffo. Ne ha facoltà.
VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per associarmi, a nome del gruppo del Partito Democratico, alla richiesta di un'informativa urgente sulla vertenza Electrolux affinché quest'Aula, nel suo complesso, discuta e affronti quella che è una vertenza che non riguarda soltanto un'azienda ma ormai riguarda complessivamente un comparto che è stato fondamentale per il nostro tessuto economico e produttivo dal punto di vista dell'innovazione, della capacità manifatturiera e dell'occupazione. È un comparto che da anni vede susseguirsi crisi che anche dove affrontate e dove sono stati trovati dei punti di accordo - sbandierati, peraltro, dal Governo, dal Ministro Urso, come risolutivi, come, per esempio, la vertenza Beko - invece continuano a dimostrare la fragilità di quegli accordi e la difficoltà di questo settore. Pertanto, la vertenza Electrolux diventa paradigmatica per quello che è un comparto fondamentale del nostro Paese - quello dell'elettrodomestico, del cosiddetto bianco - e, più complessivamente, per la capacità di competere della nostra manifattura.
Chiedere oggi l'informativa è particolarmente importante perché oggi - è stato ricordato - è la giornata nella quale tutti gli addetti del gruppo hanno scioperato: si è svolta la manifestazione a Cerreto d'Esi, lo stabilimento che, nel piano che è stato presentato dall'Electrolux, è destinato a essere chiuso. Qui c'è un primo punto, perché questo piano presentato dall'azienda è stato definito dai sindacati, dalle forze politiche, dal Partito Democratico come inaccettabile e deve essere ritirato. Lo ha detto lo stesso Governo: lo ha detto il Ministro Urso, che ha convocato le parti, ha convocato l'azienda, ha convocato un tavolo e ha costruito un percorso che prevedeva dei momenti di approfondimento, dei tavoli tecnici da svolgersi agli inizi di settembre. Ebbene, quello che affiora da questo percorso è che il piano non solo non è stato ritirato, ma l'azienda insiste sulla strada dei 1.700 esuberi, della chiusura di Cerreto d'Esi e non c'è nessuna disponibilità per un futuro industriale per Electrolux e, quindi, per il comparto. Quindi, da questo punto di vista è fondamentale mettere al centro un'iniziativa politica che indichi come prioritario il sostegno a questo settore.
E visto che su questa vertenza, come su altre vertenze, il Ministro Urso non ha dimostrato di essere all'altezza, perché alle sue parole non hanno corrisposto in alcun modo fatti e modifiche alla tendenza, è fondamentale che ci sia un'iniziativa anche della Presidente del Consiglio, che finora ha sempre rifuggito dal mettere la faccia sulle vertenze più complicate. Ma questo è il momento in cui bisogna rompere gli indugi: venga convocata la proprietà, venga portata questa vertenza a Palazzo Chigi e si faccia di questa vertenza un elemento fondamentale in cui il Governo, se ne è capace, indichi una prospettiva di sviluppo e di politiche industriali, perché, Presidente - concludo -, nella celebrazione che la maggioranza e il Governo hanno fatto di questi quattro anni di Governo hanno omesso una parte fondamentale, che riguarda le politiche industriali. Infatti, in questi quattro anni su questo versante il Governo non ha fatto assolutamente nulla e oggi paghiamo il prezzo del rischio di una decadenza e di uno smantellamento della capacità industriale. È il momento di dare un colpo di reni, è il momento di dare una risposta, è il momento di dare una prospettiva industriale. Iniziamo a farlo a partire dalla vertenza su Electrolux .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa giunte dai gruppi.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 3045-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio 2026, n. 133, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria.
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e il relatore e il rappresentante del Governo hanno rinunciato a intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge .
Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri , che sono in distribuzione.
In particolare, il parere della V Commissione (Bilancio) reca una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, che è in distribuzione e che sarà posta in votazione ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento.
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, ai sensi degli articoli 86, comma 1, e 96- comma 7, del Regolamento, in quanto estraneo rispetto ai contenuti del provvedimento in esame, l'emendamento 1.1003 Ziello, non previamente presentato in Commissione, volto a introdurre un intervento strutturale in materia di approvvigionamento energetico nei mercati internazionali alternativi, laddove l'articolo 1 del decreto-legge in esame reca specifiche disposizioni di natura temporanea in materia di accise sul gasolio usato come carburante.
Ha chiesto di parlare, sul complesso degli emendamenti, la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, signora Presidente. Ancora una volta interveniamo con un decreto sul tema accise. Abbiamo perso il conto di quanti decreti ministeriali e decreti-legge si sono susseguiti da marzo ad oggi. Siamo all'ennesima puntata di quella che è stata definita una perché gli appuntamenti oramai non sono mensili, sono settimanali e in alcuni casi addirittura si susseguono dopo due giorni.
Ora, tutto questo senza che si affacci minimamente un provvedimento che non dico sia strutturale - perché forse è dire troppo -, ma che ci ponga al riparo dall'emergenza continua e che, soprattutto, ci ponga al riparo dalle acrobazie normative poste in campo da questo Governo. Adesso abbiamo qui, in conversione, tre decreti-legge che sono, di fatto, confluiti in uno: parliamo dei nn. 133, 139 e 153 del 2026, con l'utilizzo di una tecnica normativa che la Corte costituzionale ha definito “acrobatica”.
Ma, al di là del fatto che viene utilizzata la decretazione d'urgenza con estrema disinvoltura - lo stiamo vedendo oramai quotidianamente -, abbiamo ancora il prezzo dei carburanti costantemente sopra la soglia di 2 euro al litro, senza che si ponga assolutamente rimedio a questa emergenza. E tutto ciò nonostante questi tagli alluvionali delle accise che si sono protratti dal 18 marzo e che sono costati 2 miliardi di euro ai contribuenti. Oltre, ovviamente, ai 537,6 milioni di euro che sono stati stabiliti per i crediti di imposta per autotrasporto, agricoltura e pesca.
Tagli, dunque, che sono stati finanziati grazie a pesanti tagli ai Ministeri e, anche in questo caso, si procede così. Insomma, cittadini e imprese si ritrovano a pagare due volte il rincaro dei prezzi dei carburanti: quando fanno rifornimento e quando non ricevono i servizi che lo Stato dovrebbe loro garantire. Ora noi, come anche in altre occasioni, abbiamo proposto, attraverso una serie di emendamenti, qualcosa di diverso, sperando che si trovi una via di uscita. È indubbio - oramai credo sia pacifico - che le grandi compagnie del settore energetico hanno lucrato in questi mesi guadagni oltre misura. Ammontano a circa 7,5 miliardi di euro i maggiori profitti lucrati dalle più importanti società energetiche europee nel primo semestre del 2026, proprio in ragione dello petrolifero in atto. E allora noi suggerivamo di spostare temporaneamente - e, sottolineo, equamente - gli effetti deleteri dell'aumento dei prezzi su chi ne ha ricavato tanto, attraverso un contributo di solidarietà dovuto dalle compagnie che producono, estraggono e commercializzano prodotti energetici fossili. Presidente, c'è un brusio terribile...
PRESIDENTE. Collega, ha ragione. Ho provato a intervenire più volte suonando, ma non funziona. Quindi, colleghi, vi pregherei di ascoltare in silenzio la collega Alifano che sta cercando di svolgere il suo intervento in un clima che lo rende molto difficile. Aspetti, collega. Se avete necessità di parlare potete farlo tranquillamente fuori dall'emiciclo, altrimenti dovete stare in silenzio. Prego, collega Alifano.
ENRICA ALIFANO(M5S). Signora Presidente, sembra che questo tema - che, come dire, impatta tantissimo sulle tasche dei cittadini e, ovviamente, sul reddito e la redditività delle imprese - poco importi a quest'Aula. Però, mi preme sottolineare che ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza.
Noi sottolineiamo, per l'appunto, questo contributo di solidarietà che sembra una delle poche strade percorribili per sostenere il taglio delle accise, perché è giusto che si sposti il carico fiscale su chi finora si è avvantaggiato della fiammata dei prezzi dei carburanti. Ma, invece di tassare una volta per tutte gli extraprofitti lucrati dalle multinazionali del gas e del petrolio, assistiamo a un palliativo, una misura timida che è stata presa con il decreto n. 153 del 2026. È un modo per dire: facciamo anche noi - noi del Governo - la voce grossa dinanzi alle grandi compagnie energetiche. E si prevede, per l'appunto - è un articolo del decreto di cui adesso ci occupiamo in sede di conversione -, il versamento anticipato del 39 per cento delle ritenute sugli utili deliberati dai grandi gruppi energetici. Un vero e proprio palliativo, perché quelle ritenute comunque, in ogni caso, sono dovute. E nel frattempo, però, che cosa si fa? Si continua ad attingere risorse pubbliche con tagli lineari ai Ministeri, cosa che significa meno servizi e, domani, più tasse per i cittadini.
Noi, però, non demordiamo e continuiamo a chiedere una maggiore attenzione a famiglie e imprese, con una serie di misure che riproponiamo anche in questa sede, e parliamo ancora di ripristinare il sistema dell'accisa mobile: un taglio dell'accisa che scatta automaticamente quando il prezzo del greggio supera il 2 per cento, un meccanismo concepito nel 2008, ma cancellato in modo improvvido nel 2023. In questo modo si darebbe una maggiore certezza ai consumatori sull'andamento dei prezzi dei carburanti senza dover attendere, di volta in volta, l'intervento del Governo.
E tutto questo in attesa di misure che raffreddino la fiammata dei prezzi dei combustibili. Misure che si prospettano come indispensabili, con l'inverno alle porte, il prezzo del carburante che, oramai, è stabilmente al di sopra dei 2 euro al litro e l'inflazione che corre sempre più, erodendo stipendi e salari.
Concludo sottolineando che questo decreto contiene anche delle disposizioni che riguardano altri temi. Come sempre, un modo di effettuare la decretazione d'urgenza che risulta eccentrico rispetto al disposto costituzionale: si includono argomenti di diversa natura, e in questo decreto vi sono anche misure che riguardano l'Ilva di Taranto. Al netto delle vicende che si sono susseguite negli ultimi giorni, come è risaputo - l'ha detto pochi minuti fa anche il collega Donno -, il MoVimento 5 Stelle insiste nel ritenere che il diritto alla salute resti prioritario rispetto all'attività di impresa. E i nostri emendamenti sono indirizzati, di conseguenza, a coniugare le esigenze occupazionali della città di Taranto con il diritto alla salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore, presidente Osnato, e la rappresentante del Governo ad esprimere il parere.
MARCO OSNATO, . Grazie, Presidente. Se lei ritiene, darei un parere unitario, che è contrario…
MARCO OSNATO, . …e la ringrazio.
PRESIDENTE. Mi pare ci sia una condizione della Commissione bilancio, però. Così ho letto nello poco fa: emendamento 3.500 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento.
MARCO OSNATO, . Chiedo scusa, Presidente. Chiedo una sospensione di un minuto perché non è arrivata.
PRESIDENTE. Ci prendiamo cinque minuti, va bene. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 14,58.
PRESIDENTE. Restituisco la parola al presidente Osnato per completare il parere sugli emendamenti, prego.
MARCO OSNATO, . Grazie, Presidente. Chiedo scusa per l', ma c'era stato evidentemente un disguido. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti tranne che sull'emendamento 3.500, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento, che riguarda la condizione che lei, giustamente, ha citato.
PRESIDENTE. Quindi è favorevole, va bene. Il Governo?
LUCIA ALBANO,. Parere conforme.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.1 Alifano. Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, signora Presidente. Allora, dicevamo già prima che con questo decreto “tre in uno”. Rappresenta, però, un'ennesima toppa a una situazione che il Governo non riesce proprio a gestire, al di là dei rilievi che sono stati fatti anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio. Ma la toppa è troppo, troppo piccola rispetto allo strappo e dimentica, in primo luogo, di rideterminare le accise su benzina, GPL e metano. Allora, si dà un po' di ossigeno agli autotrasportatori con il taglio delle accise sul gasolio, però, si ignora chi utilizza un altro mezzo di trasporto e sono tante le persone che si spostano con una vettura a benzina, a GPL o a metano, magari pensando di risparmiare sui consumi e invece non è così.
E allora noi, con questo emendamento, chiediamo che il taglio delle accise sia esteso anche a questa tipologia di carburanti. Chiediamo, inoltre, che la rimodulazione delle accise sia tale che il prezzo dei carburanti ritorni a essere quello in vigore al 27 febbraio 2026. Non siamo nel libro dei sogni: è possibile, se c'è un po' di buona volontà è possibile. Si potrebbe iniziare col restituire l'extragettito alla collettività, l'extragettito IVA determinato dall'aumento dei prezzi, e si potrebbe anche pensare a un taglio delle spese per la difesa. E invece con questa legislazione “alluvionale” si sposta il carico sempre sulle spalle di cittadini e imprese. Si attingono risorse ai Ministeri e ciò significa, ovviamente, una contrazione della spesa pubblica.
Ieri, la collega Raffa consigliava, a chi ascoltava la sua relazione, di leggere anche quello che dice l'allegato che è presente in questo decreto, per capire la mole di tagli che vengono fatti sulla spesa pubblica, a partire dalla sanità e dall'istruzione. Tagli anche alla sicurezza che il Governo dice di voler assicurare, di voler garantire ai cittadini. E invece tagli, ma mai tagli alla difesa. Del resto, qualche settimana fa, prima della pausa estiva, noi abbiamo approvato il rendiconto e l'assestamento del bilancio dello Stato, che hanno visto un ulteriore incremento delle spese per la difesa: le spese finali definitive del Ministero della Difesa ammontano ora a circa il 2,9 per cento delle spese finali, con un aumento rispetto allo scorso anno quando si attestavano al 2,5 per cento. Quindi, c'è una precisa linea politica del Governo: puntare in modo massiccio sul settore difesa. Capitoli di spesa che non vengono minimamente impattati nemmeno per un'emergenza come quella che viviamo adesso.
Presidente, io mi appello a quest'Aula e chiedo un ripensamento: votate questo emendamento .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.2 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.3 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.3 Gubitosa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.4 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.4 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'emendamento 1.45 Alifano. Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Presidente, con questo emendamento ritorniamo ad affrontare il tema delle coperture per il taglio delle accise per alleggerire il costo dei carburanti. Con questa misura, che sembra il ringhio di un micetto dinanzi a un leone, il Governo ha introdotto l'anticipo del 39 per cento delle ritenute sugli utili deliberati dalle grandi compagnie energetiche. Giusto per dire: facciamo pagare anche i grandi, quello che hanno lucrato dallo petrolifero in atto.
Allora, ricordiamo che, secondo le stime fatte ad aprile da Codacons, i petrolieri e la filiera del petrolio incameravano 88 milioni di euro in più a settimana rispetto a due mesi prima, prima che iniziasse la fiammata dei prezzi petroliferi in atto. Ora, secondo le stime di Transport & Environment, nel primo semestre del 2026, otto grandi compagnie petrolifere hanno lucrato 7,5 miliardi di euro in Europa.
La mole degli extraprofitti, che sono lucrati a seguito della crisi energetica da queste compagnie, ha suggerito ai Ministri di sei Paesi della UE di chiedere al Consiglio dell'Unione europea di porre mano a un quadro normativo che riguardasse tutto lo spazio europeo, in relazione alla tassazione degli extraprofitti delle petrolifere. Al momento, la Commissione - si apprende dagli organi di stampa - ha sottolineato, attraverso un portavoce, che il tema riguarda una competenza nazionale. Quindi, ha lasciato sostanzialmente le mani libere ai Governi di deliberare le misure fiscali che tassassero i maggiori guadagni ricavati dalle società energetiche.
A questo punto, che cosa dobbiamo dire? Che il Governo agì. Agì, ma come? Ancora una volta, sembra che la montagna abbia partorito un topolino. Infatti, questa misura, che è stata infilata all'ultimo momento in un decreto-legge - il decreto-legge n. 153 del 2026 - e che adesso è un articolo del decreto che ci accingiamo a convertire, riguarda una misura che dovrebbe, in linea teorica, riguardare i profitti realizzati dalle grandi compagnie energetiche. Ma in fondo non è così, perché non si tratta di una misura che tassa gli extraprofitti, così come noi invece chiediamo con questo emendamento, ma di una semplice anticipazione di cassa sulle ritenute applicate agli utili, che in ogni caso vanno versate.
Noi invece che cosa chiediamo? Chiediamo delle misure più incisive. Noi chiediamo un contributo di solidarietà - temporaneo, ovviamente, proprio in relazione a quello che sta succedendo sui mercati - applicato alle compagnie del settore energetico. E l'aliquota si applicherebbe esclusivamente sul 10 per cento in più di utili ricavati o, se ci sono utili maggiori, sulla quota maggiore di utili. Ovviamente, sarebbe una misura connotata da equità, ed escluderebbe dal novero dei soggetti di imposta le piccole imprese che esercitano l'attività di commercio di carburanti. Una misura ovviamente giusta, nella situazione così particolare in cui si trova oramai il mercato dei carburanti e che invitiamo anche in questa sede, ancora una volta, a votare .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.45 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.5 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.5 Gubitosa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.6 Merola. Ha chiesto di parlare il collega Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Per introdurre questo nostro emendamento mi verrebbe da analizzare lo stile di vita delle italiane e degli italiani. Perché le dico questo, Presidente? Nelle varie fasi storiche, in questo Paese, diciamo che i cittadini sono stati indottrinati all'acquisto dell'autovettura in base alla fonte energetica utilizzata per la locomozione di quell'autovettura. C'è stato il periodo, che persiste ancora da molto tempo, del cosiddetto famigerato diesel, al quale è stato poi aggiunto il cosiddetto AdBlue, la sostanza che ne limita, in un certo qual modo, l'inquinamento. E parallelamente, negli anni, Presidente, la cosiddetta benzina verde, e addirittura il GPL o il gas.
Perché dico questo? Perché, ovviamente, siamo dinanzi, care colleghe e colleghi, al quindicesimo provvedimento tampone rispetto a un'emergenza che emergenza non è perché, quando un Governo si trova a fare il quindicesimo provvedimento, significa che probabilmente non siamo dinanzi a un raffreddore, ma a una broncopolmonite. E allora, se sei dinanzi alla broncopolmonite, devi intervenire in una maniera sostanziale, strutturale e che possa finalmente porre rimedio a una malattia cronica che è il caro carburanti.
Ora, con questo emendamento, Presidente, noi non facciamo nient'altro - e mi rivolgo anche al Governo e al relatore del provvedimento - che introdurre la possibilità di uno sgravio di costi sugli altri carburanti, perché gli italiani non è che sono provvisti solo di auto diesel: hanno anche altre vetture, con il relativo costo di quei carburanti, che servono alle cittadine e ai cittadini, tutti i giorni, per recarsi al lavoro, per accompagnare i figli a scuola e riprenderli; per gli operatori del settore; per le piccole partite IVA; per i commercianti; per gli imprenditori.
Allora, da questo punto di vista, ci sembra più equo, ma la parola equità mi rendo conto che si fa fatica a farvela comprendere, perché noi ancora oggi stiamo aspettando le cosiddette misure circoscritte : ovvero, se tu fai un taglio minimo per tutti, alla fine il beneficiario finale non è nessuno. Stiamo ancora attendendo, caro Governo, che ci facciate capire come immaginate di intervenire in maniera mirata rispetto a chi vive maggiormente questa difficoltà sui carburanti.
Da questo punto di vista, la richiesta di questo emendamento, per la cui approvazione mi permetto di chiedere alla Sottosegretaria Alifano… volevo dire Albano; sa, c'è un attimo di contiguità territoriale che mi confonde. Le chiederei un maggiore approfondimento, perché credo e noi crediamo che sia una misura di equità e di salvaguardia per tutte e tutti, perché se da un lato non riuscite a circoscrivere coloro che possono beneficiare di questo taglio delle accise, dall'altro lato credo che bisognerebbe poter allargare a tutte e tutti rispetto alla tipologia di carburante diverso
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.6 Merola con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.7 Merola. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente, non si accendeva il microfono. Ora, con questo emendamento, noi che cosa facciamo? Guardate, quando si interviene su una misura di riduzione o tu riesci a individuare il beneficiario o la beneficiaria finale o rischi di non generare un beneficio per gli utenti finali, ma rischi di generare un beneficio che non si capisce a chi vada; o meglio, l'abbiamo capito ma è meglio non dirlo, o meglio lo diciamo: alle grandi compagnie che gestiscono, di fatto, il prezzo. Perché non si è mai capito come sia possibile che un vento di guerra spiri e, il minuto prima, le compagnie petrolifere già hanno alzato il prezzo. Quindi, c'è un problema che noi non riusciamo a capire.
Allora, da questo punto di vista, con questo emendamento, noi chiediamo che venga salvaguardato il gasolio commerciale: noi siamo un Paese che per mille ragioni - io non sto discutendo se siano positive o negative, se siano corrette o non corrette -, oggettivamente, ha una grande percentuale di trasporto commerciale. Quando parlo di trasporto commerciale sto parlando nient'altro che dei famosi TIR che noi incrociamo molte volte sulle autostrade, che attraversano l'intera penisola e trasportano le merci. Allora, lo sappiamo tutti che l'aumento del gasolio commerciale, ovvero per il trasporto delle attività commerciali, incide poi non solo alla pompa di benzina, ma anche sul prezzo finale, ad esempio sugli scaffali dei negozi, dove i cittadini spendono i loro risparmi e i loro soldi.
Allora, da questo punto di vista, questo emendamento chiede che si possa evitare il cumulo del gasolio commerciale affinché si possa rendere più efficace l'intervento per il settore degli autotrasporti
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.7 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.9 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.9 Gubitosa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.10 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.10 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.1000 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1000 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.1001 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1001 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.11 Merola. Ha chiesto di parlare l'onorevole Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Intervengo con questo emendamento per sottolineare che con esso, malgrado le apprensioni del Ministro Salvini, che non vede l'ora di importare di nuovo il gas dal dittatore Putin, noi chiediamo a questo Governo di uscire, anche da questo punto di vista, da una logica di emergenza, per impegnarsi ad aiutare le imprese e le regioni alla ricerca di mercati alternativi per diversificare le nostre esportazioni e le nostre importazioni. Questo è molto importante rispetto alla situazione attuale dei mercati.
È sparita dalla nostra discussione l'attenzione a quanto avviene in Venezuela. È sicuramente vero che il nazionalismo e il sovranismo di Trump pensano innanzitutto, contro gli interessi generali, agli interessi ristretti dei petrolieri americani. Ma è altrettanto necessario che noi si intervenga insieme all'Europa per accompagnare - lo ripeto - le imprese con un impegno determinato del Governo alla diversificazione dei nostri mercati per quanto riguarda l'approvvigionamento, in particolare di petrolio, gas e prodotti energetici. Uscire dall'emergenza significa governare, prendere delle iniziative e non accontentarsi delle proroghe giorno per giorno.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.11 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.15 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.15 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.16 Alifano. Ha chiesto di parlare il deputato Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Presidente, faccio un breve intervento per sottolineare che il Governo più longevo degli ultimi anni è capace solo di fare provvedimenti temporanei, che non aiutano il nostro tessuto produttivo, non aiutano gli autotrasportatori, non aiutano tutte le imprese che con questo caro energia, caro carburanti sono in estrema crisi.
Penso che un atto di vergogna da parte vostra, che rivendicate il fatto che avete governato per tanti anni senza aver fatto nulla, dovrebbe essere un atto da fare subito, subito davanti al Parlamento, davanti a Palazzo Chigi. Con questo decreto date dei soldi - pochi soldi, temporanei - e questo vuol dire che nessuna delle imprese dell'autotrasporto e nessuna delle imprese che hanno a che fare con il caro carburanti può programmare la sua attività per i prossimi sei o sette mesi. E ciò è tutta colpa vostra: le crisi internazionali ci sono, esistono, ma voi le avete trattate nella maniera sbagliata dall'inizio, e questi sono i risultati.
Adesso avete anche difficoltà, chiaramente, a trovare i soldi, avete difficoltà contabili. Ma il tema fondamentale è che voi non siete proprio capaci di governare, e questo lo sta pagando tutto il Paese, tutte le categorie e tutti i cittadini .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signora Presidente, per dare il nostro contributo a questa discussione e alle cose che ha detto il collega Iaria adesso, che trovo particolarmente pertinenti perché quello del costo dei carburanti e del modo in cui incide sulla nostra economia è un problema che dobbiamo prendere molto sul serio.
E anche i numeri li dobbiamo prendere molto sul serio e non pensiamo certamente che sia possibile fare come fa il Governo che con un di 100 euro cerca di risolvere il problema. Non è così e purtroppo i numeri dicono un'altra cosa: dicono che è proprio l'incapacità di questo Governo nell'affrontare un problema come questo, così vitale per la nostra economia. Voglio ricordare che a settembre del 2022, quando la Presidente del Consiglio e questo Governo si sono insediati, la benzina costava 1,66 euro, oggi costa 2,12 euro. Nonostante le promesse reiterate durante la campagna elettorale che addirittura le accise sarebbero state tolte, il risultato, dopo quasi cinque anni di Governo, è che l'aumento della benzina è stato inverecondo, non sostenibile da nessun punto di vista.
D'altro canto, che ci sia qualcosa che non va è dato anche da altri dati. Faccio un esempio: un barile di petrolio Brent nel 2008 era arrivato alla cifra record di 147 euro; la benzina in quel momento in Italia era tra 1,23 e 1,41 euro. Il Brent sul mercato di oggi viene scambiato a 106,25 dollari e la benzina, come dicevamo, è 2,12 euro. C'è qualcosa che non va .
I numeri dicono un'altra cosa, dicono che siete dei bugiardi. Siete dei bugiardi, perché l'aumento del costo della benzina non è legato all'aumento del costo del Brent a seguito delle crisi internazionali, ma è legato invece alla speculazione che voi consentite alle grandi compagnie energetiche . È la speculazione che fa crescere il prezzo dei carburanti, non il costo del petrolio! Lo dicono i dati, basta che li andate a leggere, li potete verificare anche voi, è semplice. E siccome i cittadini italiani e le cittadine italiane i numeri li sanno leggere, sanno che voi state dicendo le bugie per coprire le vostre incapacità, per cercare di rinnegare le vostre stesse promesse. Ma le bugie, come diceva un vecchio proverbio, hanno le gambe corte .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.16 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi… Ah, prego, collega Marattin. Colleghi, se vi manifestate un secondo prima è più facile. Ha due minuti, collega…
LUIGI MARATTIN(MISTO). Avevo alzato la mano e avevo anche interpretato un suo segno di assenso, ma si vede che…
PRESIDENTE. Pensi un po'… siamo proprio… prego.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Visto che ogni tanto, anche per rompere la monotonia… collega Zaratti, il prezzo della benzina…
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Signora Presidente… ma non si può cambiare questa cosa? Perché uno deve rivolgersi…
PRESIDENTE. Potete cambiarla, ma finché non la cambiate, io devo farla rispettare. Prego, collega.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Signora Presidente, può dire al collega Zaratti che i dati non dicono che il prezzo della benzina aumenta perché c'è una speculazione cattiva? I dati dicono che il prezzo della benzina aumenta perché il problema non sta tanto alla fonte, cioè il Brent: non è che noi nelle macchine mettiamo il petrolio, non è che negli aerei mettiamo il petrolio. Noi mettiamo un prodotto raffinato, cioè in mezzo ci sta il settore della raffinazione del petrolio che fa diventare il petrolio benzina, gasolio o carburante per aereo. E andiamo a vedere che cosa abbiamo fatto noi per 15 anni in quel settore delle raffinerie. Siccome eravamo tutti ubriachi della sbornia abbiamo detto: ma tanto non ci serviranno più le raffinerie, perché andremo tutti con la macchina elettrica. E allora le abbiamo chiuse, in Europa e in Italia. Ecco perché ora è lì la fonte dello perché essendo molto piccolo il settore della raffineria, senza investimenti e con reti vecchie, c'è uno di offerta lì e quando arriva il petrolio, magari a un costo un po' più alto, l'offerta è minore della domanda e quindi i prezzi aumentano.
Quindi, il prezzo della benzina sta aumentando perché abbiamo per anni sbagliato a pensare che era finita l'era del petrolio. Non c'entra niente la speculazione. Ogni volta che c'è qualcosa che non vi fa comodo, voi, un po' tutti, date la colpa al mercato e alla speculazione. Se cercate un colpevole, se cerchiamo un colpevole, ogni tanto cerchiamo uno specchio molto ben lucidato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Squeri. Ne ha facoltà.
LUCA SQUERI(FI-PPE). Grazie, Presidente. Io intanto devo dire che ritengo opportuno l'intervento del collega Marattin. Quando si sentono interventi dove si dà del bugiardo al Governo per quello che sta succedendo, perfino chi non è membro della maggioranza, ma ha - diciamo - onestà intellettuale e un po' di competenza, interviene per chiarire le cose. Per cui, facendo i complimenti al collega Marattin, aggiungo a quello che ha detto - che condivido pienamente - che non è solo una carenza strutturale di raffinerie che in Europa e in Italia si sono chiuse, per l'ubriacatura che c'è stata in Europa e in Italia sul tema del ma si aggiunge il fatto che le raffinerie che supplivano a questa carenza a livello mondiale, cioè quelle russe, sono state bombardate e ultimamente sono state bombardate anche quelle in Medio Oriente. Dunque, oltre alla carenza strutturale della raffinazione in Occidente, c'è una minore offerta a livello mondiale, per cui stupirci che il prezzo del carburante sia arrivato a questi livelli, accusando il Governo che è colpevole, è veramente o grandissima ignoranza o semplice cattiva fede .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la collega Alifano. Ne ha facoltà per un minuto.
ENRICA ALIFANO(M5S). Giusto per rispondere al collega Marattin, che, però, non ha sottolineato due circostanze che vanno riportate a quest'Aula: innanzitutto che il petrolio che proviene dai Paesi del Golfo è quello che viene utilizzato per la trazione aerea, perché si tratta di un carburante che ha un maggior pregio e serve prevalentemente alla trazione aerea, cosa per la quale il petrolio che viene dal Venezuela, per esempio, non può servire. Quindi, la crisi nei Paesi del Golfo determina ovviamente un incremento dei prezzi.
Poi c'è un'altra circostanza che, rapidissimamente, vorrei sottolineare. Presidente, c'è un'inchiesta: la raffineria di Priolo che cosa faceva? Raffinava petrolio che poi ripartiva per gli Stati Uniti e questa è un'altra cosa che non viene sottolineata dal collega Marattin. Quindi, bisogna anche vedere come si agisce sul territorio
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Stefanazzi. Ne ha facoltà.
CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo perché sarei voluto intervenire prima sull'emendamento del collega Merola, a proposito della necessità che il Governo prenda in mano la situazione dell'approvvigionamento delle risorse. Lo faccio adesso perché il collega Marattin e il collega Squeri si sono soffermati su un aspetto che può essere vero, sicuramente, ma che non tiene conto di una considerazione più generale, cioè che, in particolare per il cosiddetto nel silenzio assordante della maggioranza e anche del collega Marattin, ENI ha iniziato a smantellare, attraverso la chiusura dello stabilimento di di Brindisi - e quindi a tappeto, come conseguenza anche del ciclo della cosiddetta chimica di base in Italia -, tutta un'attività di natura tecnica che serviva, in particolare, proprio a produrre il .
Quindi, come è stato ricordato prima dal collega Merola, questo Paese ha affidato a ENI un compito salvifico rispetto all'indipendenza energetica e al sostegno al sistema Paese in questo momento di crisi. Ho l'impressione che ENI e il Governo siano concentrati più che altro sulla finanziarizzazione delle attività di ENI - perché evidentemente producono utili che poi il Governo utilizza per tappare i buchi in bilancio - dimenticandosi, però, della dimensione industriale e la dimensione industriale è esattamente quella che poi fa sì che i cittadini siano costretti a pagare di più i prodotti derivanti dal petrolio, perché ENI ha deciso che in Italia non si debba più procedere ad alcune attività. Quindi, mettiamoci d'accordo. Io direi: il Governo recuperi un po' di capacità di indirizzo e di organizzazione e tenga conto che, se non recupera questa attività e se non indirizza ENI - come può fare, essendo il socio di riferimento di ENI - verso una prospettiva industriale, credo che di problemi di questo tipo ne avremo ancora in futuro
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà per un minuto.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Volevo sottolineare che secondo i dati Unem - l'ex unione petrolifera italiana, riportata dal quotidiano che non è certamente la -, i petrolieri italiani dicono che la nostra capacità di raffinazione del greggio non ha problemi nel nostro Paese. Lo dico ai neo-scienziati e, tramite la sua persona, al collega Marattin, che non ha mai utilizzato una parola di critica al Governo, ma è sempre contro l'opposizione e non a caso è sempre elogiatissimo. Io credo che prima o poi la maggioranza debba accettare un neo-ingresso al suo interno perché non sappiamo quale sia l'opposizione del collega.
Però, per difendere il collega Zaratti, ha detto quello che dicono i petrolieri: voi state mentendo al Paese…
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). …perché la colpa degli aumenti è tutta del nostro Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Zucconi. Ne ha facoltà.
RICCARDO ZUCCONI(FDI). Grazie, Presidente. Per ribadire il fatto che le frasi pronunciate in ultimo, ma anche quelle del collega Zaratti, non corrispondono al vero e onestà intellettuale ci dovrebbe far riconoscere che una crisi ingenerata dalle guerre che sono in atto, per un Paese che non produce, evidentemente è tremenda da affrontare.
Sono già state ricordate le problematiche che non sono legate soltanto alla produzione di petrolio, tenendo in considerazione che comunque i prodotti raffinati vengono quotati in dollari, dollari che si stanno rafforzando sull'euro e anche quello è un motivo di aumento. Ma si parla di prodotti raffinati e, come bene hanno detto Squeri e anche Marattin, noi le raffinerie le abbiamo dismesse in Italia, quindi mancano anche quelle purtroppo e non è cosa di questo Governo, evidentemente - e lo dico in modo oggettivo -, perché le abbiamo dismesse nel tempo. La guerra in Ucraina, ma anche la distruzione di raffinerie, non soltanto nell'Est Europa, ma anche in Medio Oriente, evidentemente fanno sì che noi siamo ancora più dipendenti da queste crisi.
Quindi, io credo che il Governo stia facendo tutto il possibile, investendo anche energie importanti e risorse economiche importanti. Dobbiamo uscirne e io credo che un minimo di senso di responsabilità da parte di tutti sui temi dell'energia sarebbe quanto mai opportuno.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.16 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.18 Del Barba. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.18 Del Barba, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione… Revoco la votazione.
Collega Zaratti, prego. Lei aspettava che io aprissi la votazione per segnalarsi? Prego.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Gliel'ho fatto apposta, Presidente. Volevo intervenire, perché credo che il dibattito si stia facendo interessante. Intanto bisogna dire che è stata creata una nuova figura istituzionale: l'oppositore dell'opposizione, perché finora non c'era. C'era la maggioranza e chi faceva l'opposizione, ma chi svolgesse la funzione di oppositore dell'opposizione ancora non c'era.
Vorrei ricordare che la nostra capacità di raffinazione, come è stato detto anche dal mio collega Francesco Borrelli, lo dicono gli industriali, lo dicono i petrolieri, è sostanzialmente in grado di soddisfare la domanda del nostro Paese. Poi vorrei dare un'informazione: non c'è stato nessuno che ha chiuso le raffinerie in questo Paese e, se qualcuno le ha chiuse, le avete chiuse voi, perché avete governato sempre voi
Dopodiché, se qualche raffineria è stata chiusa è perché non stava più sul mercato, cari colleghi, perché non aveva più capacità di stare sul mercato. Ma questo è un problema della classe imprenditoriale del nostro Paese e non di altri. Altro che sbornia, come è stato detto, ecologista; altro che sbornia del : magari ci fosse stata, perché se ci fosse stata quella sbornia, quella svolta, non ci troveremmo oggi nella situazione in cui ci troviamo .
Vi voglio però ringraziare, cari colleghi che siete intervenuti, perché mi avete dato una notizia: mi avete dato la notizia che non c'è speculazione sul prezzo dei carburanti in Italia. Non c'è . È tutto dato, diciamo, dalla crisi e dai bombardamenti. Non c'è speculazione. E questo, in qualche modo, farà arrabbiare anche la Presidente Meloni che al tempo diceva che la parte sostanziale del costo dei carburanti era speculazione. Ma, adesso, voi non la pensate più così.
Ma se non c'è speculazione, come dite voi, perché nel primo semestre del 2026 otto grandi compagnie petrolifere - Shell, BP, TotalEnergies, ENI, Orlen, Repsol, OMV e Moeve - hanno realizzato 7,5 miliardi di extraprofitti nel nostro Paese? Ripeto, 7,5 miliardi ? Se non c'è speculazione, da dove vengono fuori questi 7,5 miliardi che gli italiani hanno pagato? Ma per voi la speculazione non c'è.
Capisco che ultimamente, vedendo i vostri , difendete soltanto gli industriali e soltanto le grandi compagnie petrolifere, ma la realtà è un'altra, soprattutto per quei lavoratori e quelle lavoratrici che tutti i giorni, per andare a lavorare, devono passare alla pompa di benzina per mettere benzina. Loro sanno com'è la realtà e sanno benissimo che la speculazione in questo Paese c'è e lo dimostrano i numeri che voi stessi pubblicate .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà, per due minuti.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Presidente, per favore, dica due cose al collega Zaratti, una importante e una molto meno importante. Quella importante è che il documento al quale fa riferimento è l'audizione di Unem alla Camera, in cui dice: la capacità di raffinazione in Italia è ridondante rispetto alla domanda.
L'errore che fanno il collega Zaratti e il collega Borrelli è che il prezzo della benzina non è determinato dalla capacità di raffinazione in Italia, ma è determinato dalla capacità di raffinazione sul mercato internazionale e, in questa fattispecie, soprattutto europeo. E in quello stesso documento che citano - non sono sicuro che lo abbiano letto -, il presidente dell'Unem dice: è lì il problema, nella scarsa capacità di raffinazione a livello europeo che, quindi, determina il prezzo più alto della benzina anche in Italia.
La cosa molto meno importante, Presidente - e vi ringrazio dell'attenzione del tutto immeritata -, è che quando si è tifosi, ci si schiera a prescindere con una parte. Io sono tifoso della Juve, mi schiero a favore della Juve anche a fronte di quel gol assurdo subito l'altro giorno, perché sono un tifoso. Quando siedo in quest'Aula, io non sono un tifoso: non sto da una parte o dall'altra per forza, per appartenenza o per fede. Quando sono seduto in quest'Aula, cerco di avere onestà intellettuale, di avere il coraggio delle mie idee: il che, a volte, significa dare ragione a uno, a volte dare ragione a un altro, secondo quello che dice la propria coscienza, la propria onestà intellettuale. In quest'Aula, non si è tifosi, ma ovviamente sto parlando per me.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà per 1 minuto.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Per suo tramite: le nostre idee almeno non sono in vendita e non siamo stampella di questo Governo e di chi fa profitti sulle spalle delle persone.
Vorrei dire a chi ci dà lezioni e a chi ha spiegato in quest'Aula la “dottrina Milei”, quella di abbassare le tasse, le tasse, le tasse, le tasse… Guardi, questo è l'unico campo in cui il professor liberista non ci spiega che, invece, lì sì che le tasse sono ingiuste, perché nessuno dice che a quella pompa di benzina, diciamo, il 58,7 per cento, il 54,5 per cento sono tasse… tasse più IVA, accise più IVA. E lo dico così: noi le tasse le vorremmo far pagare ai più ricchi, a quelli che hanno fatto 23 miliardi di euro di profitti , mille euro a ogni vostro battito di ciglia.
Quanto a una delle tasse che invece sono improprie, per esempio, l'IVA sulle accise, quella sì che è una tassa che, tra l'altro, Giorgia Meloni voleva cancellare. E invece le ha lasciate tutte e le pagano gli italiani, le pagano soprattutto le fasce più deboli .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA(IV-CR). Grazie, Presidente. Essendo il firmatario dell'emendamento in discussione, non posso che rallegrarmi che abbia suscitato un dibattito ampio. Tuttavia, il contenuto dell'emendamento si limita a parlare del credito d'imposta e di come il provvedimento striminzito che stiamo esaminando, di fronte al tema del caro prezzi dei carburanti, non riesce nemmeno ad affrontare questo argomento - che sarebbe alla nostra portata - in modo chiaro e serio rispetto a chi ne deve fruire. Preciso che, forse - è il mio modesto parere - faremmo bene a concentrarci su come il Governo abbia messo in campo misure davvero minime, marginali.
Sicuramente il tema della sorveglianza dei prezzi e di come ci siano speculazioni legate all'intera filiera merita la nostra attenzione e le critiche che sono state sviluppate: ciò non è ovviamente contenuto all'interno del provvedimento e, sono d'accordo con la collega Alifano, quando si parla di anticipo di imposte, non si sta minimamente affrontando il tema. Tuttavia, anche con questo emendamento, ma soprattutto lo chiariremo nella dichiarazione di voto, crediamo che le responsabilità del Governo siano precise e si possano individuare rimanendo al testo del provvedimento e facendo i conti su come il Governo, in questi anni, sia stato il primo vero speculatore che ha aumentato le tasse complessive sui carburanti e che oggi presenta il conto agli italiani.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.18 Del Barba, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.20 Gadda e 1.21 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.20 Gadda e 1.21 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.22 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.22 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.23 Sottanelli. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Noi con questo emendamento usciamo un po' dallo schema nel qual a volte le opposizioni si incatenano: proviamo a fare una proposta costruttiva, razionale, come se fossimo stati al banco del Governo perché, effettivamente, la questione della riduzione delle accise sui carburanti fatta a spizzichi e bocconi, con proroghe su proroghe continuative, ha degli effetti - che tra l'altro in quest'Aula sono già stati denunciati - anche distorsivi rispetto all'effettiva efficacia di queste misure. Così, infatti, alla fine, lo vediamo: i costi non stanno diminuendo.
E quindi quasi anche un po' a rispondere a quella che era stata una delle promesse elettorali mancate da parte della destra, della Presidente Meloni, noi diciamo che forse è venuto il momento di rendere strutturale il taglio delle accise nel nostro Paese, uniformandolo al contesto europeo. Non capiamo perché in Europa si paghino meno tasse rispetto all'Italia e gli italiani debbano continuare a pagare più tasse dei concittadini europei sulle accise.
Proponiamo anche una copertura, ed è una copertura efficace, quantificata, che non è semplicemente una extra-tassa messa lì a caso: noi diciamo che su alcuni beni come i superalcolici, i tabacchi, il gioco d'azzardo, facciamo sì che i cittadini italiani arrivino a pagare le tasse come le pagano gli altri cittadini europei. Non si tratta quindi di un di tasse, ma semplicemente equipariamo le tasse che si pagano in Italia a quelle che si pagano in Europa e, tra l'altro, per dei beni sui quali - noi sappiamo - le finanze pubbliche hanno un effetto invece negativo conseguente molto forte: è inutile dire quanto noi spendiamo nelle cure oncologiche, per esempio, sul tumore al polmone, conseguente all'utilizzo del fumo. Ma anche senza entrare in questa dinamica degli effetti benefici sulla salute, ci limitiamo a dire: portiamo le tasse sui superalcolici, sul gioco d'azzardo e sul tabacco a livello europeo e, conseguentemente, abbassiamo le tasse che gli italiani pagano sulla benzina, sul diesel e sui carburanti come a livello europeo.
Ecco, questa era una misura di buonsenso, che avrebbe reso strutturale finalmente un taglio delle tasse che, tra l'altro, la destra aveva promesso ed evidentemente non vuole realizzare .
PRESIDENTE. Il deputato Merola sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.23 Sottanelli, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.01 Raffa. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.01 Raffa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.01002 Ziello. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.01002 Ziello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.011 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.011 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 1.03 Gadda e 1.05 Merola. Se nessuno chiede di intervenire li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 1.03 Gadda e 1.05 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.01000 Ziello. Ha chiesto di parlare il collega Davide Bergamini. Ne ha facoltà.
DAVIDE BERGAMINI(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Chiediamo al Governo di rivedere il parere su questo articolo aggiuntivo con il quale non chiediamo un privilegio, ma chiediamo che venga data parità di diritti tra le imprese agricole e le imprese agromeccaniche.
Voglio ricordare che le imprese agromeccaniche nel nostro Paese sono circa 18.000 e rappresentano un valore fondamentale anche per l'agricoltura, il settore primario. E voglio ricordare, anche all'interno di quest'Aula, che sono quelle imprese che hanno sempre sostenuto l'Italia, anche nei momenti di calamità naturali, non ultima l'alluvione dell'Emilia-Romagna del 2023, dove le imprese agromeccaniche hanno contribuito a risistemare le zone, a ripulirle, a creare di nuovo degli sfoghi per le acque che avevano invaso i territori. In quei momenti ci siamo ricordati tutti di loro.
Vorrei che il Governo rivedesse il proprio parere su questo articolo aggiuntivo. Si tratta di dare la possibilità di accedere al credito d'imposta anche a queste 18.000 aziende che rappresentano famiglie, rappresentano modernità, e sono quelle stesse aziende alle quali chiediamo sacrifici, alle quali l'Europa chiede sacrifici quando chiede di modernizzare. Rappresentano anche il futuro della nostra agricoltura perché - lo voglio ricordare - sono quelle imprese che meglio di altre riescono a far inserire i giovani all'interno del mondo agricolo.
Crediamo, quindi, che sia assolutamente importante - e mi rivolgo anche a tutti i colleghi parlamentari, soprattutto del Centro-Nord, quindi ai colleghi della Lega, di Fratelli d'Italia, che sanno che la maggior concentrazione di queste imprese è proprio all'interno delle loro regioni - valutare insieme, all'interno di quest'Aula e in modo trasversale, di dare questo piccolo aiuto, che all'interno del provvedimento stesso e di quelli che sono stati già votati in passato rappresenta veramente poca roba dal punto di vista economico-finanziario e si tradurrebbe infatti in circa 8 milioni di risorse .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.0100 Ziello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.014 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.014 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.032 Merola. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.032 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.015 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.015 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.020 Raffa. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.020 Raffa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.1 Donno. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.1 Donno, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.2 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.2 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.4 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.4 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.5 Viggiano. Ha chiesto di parlare l'onorevole Viggiano. Ne ha facoltà.
FRANCESCA VIGGIANO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Il 26 febbraio, il 27 luglio, il 9 settembre, il 16 settembre: quattro date, nessun alibi. Il 26 febbraio il tribunale di Milano ha ordinato la sospensione dell'attività produttiva dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto; il 27 luglio la corte d'appello, riformando in parte quel provvedimento, ha disposto lo stop, assegnando 90 giorni per completare le operazioni di sospensione; il 9 settembre la stessa corte ha respinto la richiesta di Ilva e Acciaierie d'Italia di sospendere l'efficacia esecutiva del decreto; il 16 settembre, ovverosia domani, secondo quanto scritto dalle stesse società nel loro ricorso, le operazioni di spegnimento raggiungeranno il cosiddetto punto di non ritorno.
Non si tratta di una ricostruzione politica, ma della cronaca giudiziaria di un fallimento politico, perché ad oggi la sospensione dell'attività produttiva dell'area a caldo non è più una suggestione: è ciò che infatti ha affermato proprio oggi il commissario straordinario Giancarlo Quaranta, è un provvedimento giudiziario esecutivo. Il ricorso per Cassazione è infatti pendente, ma il decreto resta efficace e la richiesta di sospenderlo è stata respinta, mentre il termine, come ben sappiamo, continua a decorrere e il Governo continua a non avere un piano.
A 500 chilometri da quest'Aula c'è intanto una città nella quale nessuno crede più a nessuno Taranto è diventata un tribunale permanente: tutti sotto accusa e nessun responsabile al posto di comando. Cittadini contro lavoratori: chi manifesta viene accusato di bloccare la città; chi non manifesta viene accusato di non difendere il lavoro; chi parla di occupazione viene considerato nemico della salute; chi parla di salute, invece, viene accusato di voler togliere il pane alle famiglie. Questo è il risultato più grave dello Stato a Taranto, cioè aver trasformato le vittime della stessa ingiustizia in avversari, perché i lavoratori dell'ex Ilva e i cittadini che respirano le emissioni della fabbrica non sono persone contrapposte, molto spesso sono la stessa persona: è l'operaio che entra nello stabilimento e poi torna a vivere nel quartiere Tamburi o in altri quartieri, non cambia nulla; è il padre che teme di perdere lo stipendio e nello stesso momento teme per la salute dei propri figli. Eppure la politica per anni ha continuato a obbligarlo a scegliere: o il lavoro o la salute. Questa alternativa non è inevitabile.
Oggi per parlare dell'ex Ilva sembra quasi necessaria una patente di legittimazione e, seguendo questo ragionamento, dovremmo tacere tutti: i partiti, i sindacati, tutti. Ma il problema non è chi ha il diritto di parlare, il problema è chi ha oggi il dovere di agire e quel dovere appartiene al Governo in carica. Noi non chiediamo assoluzioni per il passato, ma pretendiamo decisioni per il presente. I bambini nati nel 2012, quando esplose la vertenza ex Ilva, frequentano oggi il liceo. Loro sono cresciuti, la politica industriale sull'ex Ilva, invece, è rimasta alla scuola dell'infanzia: ogni mattina apre gli occhi, scopre qualcosa che conosceva già e pretende di ricominciare tutto dal principio.
Il Governo ha scoperto che nello stabilimento sono ancora presenti oltre 2.000 tonnellate di amianto, ma lo sapeva. Ha scoperto che le polveri sottili, anche quando rispettano formalmente determinati valori limite, non escludono il grave rischio sanitario, ma sapeva anche questo. Ha scoperto che le autorizzazioni succedutesi negli anni non hanno considerato tutte le sostanze inquinanti provenienti dagli impianti e anche questo era noto. Adesso sembra aver scoperto che l'area a caldo deve fermarsi: l'azione dei cittadini, però, risale al 2021 ed oggi, ovviamente, siamo quasi fuori tempo massimo.
Ecco perché con il nostro emendamento abbiamo chiesto delle risorse aggiuntive, risorse che possano dare continuità lavorativa ai dipendenti dell'ex Ilva e dell'indotto, reimpiegare quei lavoratori nelle necessarie operazioni di manutenzione, caratterizzazione e bonifica, alle quali lo stabilimento dovrà essere sottoposto. Io vi chiedo - soprattutto ai miei colleghi pugliesi e anche a qualcuno del territorio tarantino, che pare non sia al Governo, che pare che non sappia nulla di ex Ilva, che pare si sia dato alla macchia - di passarvi la mano sulla coscienza e di intraprendere insieme quella che è una battaglia per la giustizia sociale, la dignità del territorio e dei lavoratori .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.5 Viggiano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti per una breve precisazione su alcune votazioni. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. Volevo precisare che sugli emendamenti 2.1 Donno, 2.2 L'Abbate e 2.4 L'Abbate il voto del nostro gruppo si intende favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.7 Donno. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.7 Donno, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.8 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.8 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.9 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.9 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.10 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.10 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.13 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.13 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.100 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.100 Gubitosa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.102 Merola.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, questo emendamento a prima firma del collega Merola, capogruppo in Commissione finanze, è un emendamento che in un certo qual modo individuava una soluzione… Allora, Presidente, io prendo i cinque minuti per far fare pausa a tutti, però almeno che mi facciano parlare in silenzio.
PRESIDENTE. Assolutamente: colleghi, se avete bisogno di parlare, come sempre, potete farlo fuori dall'emiciclo; diversamente, dovete ascoltare in silenzio il collega Toni Ricciardi. Prego.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Allora, le stavo dicendo che questo è quello che noi potremmo tecnicamente definire un emendamento metodologico. Perché lo definisco emendamento metodologico? Perché il collega Merola lo ha pensato così. Visto che voi, come sempre - siamo al quindicesimo provvedimento in materia -, andate a raschiare il fondo dei fondi speciali dei Ministeri in questo caso, allora che cosa immaginavamo? Immaginavamo di rafforzare il prelievo anticipato sui grandi gruppi energetici, soprattutto prevedendo di abbassare da 20 a 10 miliardi di euro la soglia dei ricavi consolidati, innalzando dal 39 al 50 per cento la quota delle ritenute d'imposta sostitutive.
Negli interventi che mi hanno preceduto e anche in Commissione vi abbiamo sottolineato che probabilmente non stavate individuando in maniera corretta una risposta strutturale. Questa potrebbe essere una risposta strutturale che consentirebbe a voi, al Paese e alle famiglie di avere una certezza sulla gestione della calmierazione dei prezzi, altrimenti la domanda che noi tutti ci poniamo è: ma quale sarà il sedicesimo o il diciassettesimo provvedimento, a Trump piacendo, perché siamo attaccati alle follie del Presidente degli Stati Uniti, che avete disconosciuto come vostro amico e riferimento ideale? Che cosa andremo a prendere? Quali fondi andrete a prendere per coprire il provvedimento numero 16, 17 o 18?
Allora, da questo punto di vista, in questo Paese la Costituzione stessa prevede una progressività di fiscalità e di tassazione. Tradotto: devi andare a prendere i soldi dove ci sono! Non puoi immaginare di togliere i soldi dove non ci sono, perché recuperare addirittura i fondi speciali nei vari Ministeri significa che domani mattina un'emergenza al Ministero della Salute non potrà essere coperta, perché quei fondi sono stati utilizzati per fare il finto taglio delle accise! E così al comparto sicurezza e così al comparto del Ministero degli Affari esteri!
Allora, è mai possibile che l'unica soluzione che voi trovate ogni volta è togliere risorse al di questo Paese e ai servizi ai cittadini? Lo avete già fatto con l'Albania! Avete recuperato 760 milioni dai Ministeri, immaginando di raccontare al Paese che funzionavano e che avrebbero funzionato. Vi segnaliamo che non hanno funzionato.
E allora, visto che 15 provvedimenti sulle accise non hanno funzionato, gentilmente, organizzatevi per il sedicesimo, affinché almeno quello possa funzionare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Presidente, nel sottoscrivere questo emendamento, che dà un contributo anche di carattere tecnico, ci si rende sempre più conto che purtroppo ci troviamo solo davanti a dilettantismo e propaganda.
E la responsabilità principale, se non esclusiva, di quello che sta succedendo nel nostro Paese, è del Governo più longevo della storia: è vero, è il Governo più longevo quello della Meloni, il secondo è Berlusconi, il terzo è Berlusconi. Si denota che negli ultimi 25 anni avete quasi sempre governato voi . E la responsabilità principale del Paese che affonda, che ha sempre più disuguaglianza, in cui il viene sacrificato per mega speculatori, che sono diventati più ricchi... Un tempo almeno avevamo gli industriali, oggi abbiamo speculatori, la speculazione portata a modello di vita.
E ovviamente quali migliori speculatori al mondo ci possono essere se non i petrolieri o coloro che operano in questo settore? E la soluzione paradossalmente è ancora più vergognosa, perché non soltanto state speculando sulla pelle dei cittadini: voi state speculando sulla pelle dei cittadini, ma avete la responsabilità di aver portato il record - questo sì - delle più grandi speculazioni e del più grande aumento per chi è obbligato a fare benzina, senza progettare neanche soluzioni . E qual è l'unica soluzione? Vorreste di nuovo trivellare un pochettino l'Italia alla ricerca di pozzi, di petroldollari, pure qua in Italia, sapendo che non cambierebbe niente, perché il mercato del petrolio è internazionale, ma distruggerebbe ulteriormente l'ambiente e questo pur di non fare quello che servirebbe fare cioè investire nelle energie alternative e rinnovabili.
Siete genuflessi nei confronti delle grandi , perché un tempo i partiti e i Governi cercavano di sostenere e rappresentare grandi idee, grandi ideologie e anche mondi della fede e della religione - mi riferisco ovviamente alla Democrazia Cristiana - e i grandi ideali, come quelli del Partito Comunista o Socialista. Oggi, si va alla ricerca delle piccole e grandi . Allora, ci sono gli speculatori del petrolio. Poi abbiamo le compagnie di assicurazione - altri speculatori - e la dei cacciatori. Ecco, un partito delle , un Governo delle , la cui unica idea è cercare di aiutare chi fa profitto sulle spalle dei più deboli, perché poi, alla fine, chi deve pagare la benzina veramente, chi sente veramente il problema è chi è medio contribuente, un tempo si chiamava “classe media”.
Con la benzina voi state colpendo, ancora una volta, la classe media italiana . State colpendo le persone che ogni giorno devono lavorare, per cui, purtroppo, non avendo costruito questo Governo e quelli precedenti, il record della Meloni, seguito dal record di Berlusconi, seguito dal record… Sono tutti Governi vostri! Non potete dare la colpa a nessuno! I vostri record sono il record del cattivo Governo del nostro Paese . Questo lo pagano più di tutti i cittadini del reddito medio, che noi cerchiamo di difendere e che un tempo erano vostri elettori. Voi vi state distaccando anche da quello che era il vostro elettorato, disprezzando chi va a lavorare e chi deve contarsi anche il centesimo per la benzina.
Racconto, per concludere, un piccolo aneddoto. L'altro giorno, a una pompa di benzina, ho visto una persona che pagava in monete - in monete! -, non poteva fare di più, ma aveva bisogno di quei pochi spicci di benzina per accompagnare i figli a scuola! Questa è la vergogna che voi non volete vedere ed è uno dei motivi per cui voteremo con tutte le nostre forze contro quello che state facendo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.102 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.103 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.103 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.104 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.104 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.105 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.105 Merola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.106 Raffa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.106 Raffa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.107 Pandolfo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.107 Pandolfo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.108 Scotto. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.108 Scotto, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.109 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.109 Bonafe', con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.111 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.111 Simiani, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.110 Casu. Ha chiesto di parlare il deputato Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA(IV-CR). Grazie, Presidente. Intervengo solo per precisare il nostro punto di vista su tutta questa batteria di emendamenti. Condividiamo l'idea di andare a eliminare i tagli. Ci sembra imprecisa la soluzione che vuole farlo con importi che sono di cassa, mentre dovremmo eliminare i tagli di competenza. Quindi, è l'unico motivo per cui ci stiamo astenendo.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.110 Casu, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.112 Toni Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.112 Toni Ricciardi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.113 Manzi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.113 Manzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.114 Vaccari. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.114 Vaccari, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.116 Manzi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.116 Manzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.117 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.117 Malavasi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.115 Gianassi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.115 Gianassi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.118 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.118 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2-.01001 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2-.01001 Bonelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.100 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.100 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.101 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-101 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.102 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.102 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.103 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.103 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2-.104 Merola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-.104 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.1 Alifano. Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, signora Presidente. Benzina e gasolio sono costantemente sopra i 2 euro e non ne vediamo la fine. Vediamo più di 2 miliardi e mezzo di soldi pubblici spesi per sostenere il taglio delle accise, provvedimenti alluvionali che creano solo confusione, un'inflazione che corre, che morde stipendi e salari, massimamente - ahimè - il carrello della spesa che diventa sempre più oneroso e nessuna, ma proprio nessuna visione a lunga scadenza.
E poi tagli. Tagli a tutti i Ministeri: tagli al Ministero della Salute, tagli al Ministero dell'Interno, tagli al Ministero della Giustizia, tagli lineari a tutti i Ministeri, sicché i cittadini pagano due volte la fiammata dei prezzi dei carburanti: quando vanno a fare rifornimento e poi quando hanno meno servizi.
Ora, con questo emendamento che cosa proponiamo? Che finalmente i tagli si possano concentrare anche sul Ministero della Difesa , perché questo Governo ha fatto solo una cosa: ha aumentato le spese per la difesa e anche in sede di deliberazione del rendiconto e assestamento delle spese di bilancio si è assistito a un nuovo rifinanziamento delle spese del comparto difesa. E non se ne vede una fine.
Votate questo emendamento, perché gli italiani non debbano sopportare il peso di continui tagli della spesa pubblica .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.2 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.2 Gubitosa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.500 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-del Regolamento. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.500 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione. Votiamo la condizione della Commissione bilancio.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 3.3 Raffa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.3 Raffa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.4 Raffa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.4 Raffa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.5 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.5 Alifano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Intervengo solo per chiedere dieci minuti di sospensione, grazie.
PRESIDENTE. Va bene, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16,40.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 3045-A.
Invito la rappresentante del Governo, Sottosegretaria Albano, ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/1 De Bertoldi il Governo formula un invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/2 De Palma il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/3045-A/3 Merola è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/4 Toni Ricciardi il parere è favorevole con riformulazione. Espunte le premesse, la riformulazione dell'impegno è: “ad adottare un intervento contro il caro carburanti caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse in maniera mirata, con particolare riguardo ai fruitori che hanno maggiormente bisogno”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/5 Simiani il parere è favorevole con riformulazione. Espunte le premesse, l'impegno è riformulato come segue: “ad accompagnare le misure contenute nel decreto-legge con l'adozione di misure volte a ulteriormente rafforzare gli strumenti europei in materia energetica, nonché le infrastrutture energetiche nazionali”. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/6 Casu il parere è favorevole con riformulazione, premettendo a ciascun impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/7 D'Alfonso il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a rafforzare ulteriormente il monitoraggio sull'andamento dei prezzi dei carburanti lungo l'intera filiera, verificando l'effettivo trasferimento al consumatore finale delle riduzioni fiscali concesse; a valutare l'opportunità di rendere pubblici periodicamente i risultati di tale monitoraggio e a segnalare alle autorità competenti eventuali anomalie nella formazione dei prezzi; ad adottare un intervento contro il caro carburanti caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse in maniera mirata, con riguardo particolare ai fruitori che ne hanno maggiormente bisogno”.
L'ordine del giorno n. 9/3045-A/8 Stefanazzi è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/9 Vaccari il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/10 Davide Bergamini il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/11 Ziello il parere è favorevole al primo impegno con la seguente riformulazione: “a proseguire nell'azione di vigilanza rafforzata sui prezzi dei carburanti che consenta, al verificarsi di un calo delle quotazioni internazionali pari o superiore al 5 per cento mensile non trasferito alla pompa, di dichiarare lo stato di temporanea anomalia del mercato e di conferire alla Guardia di finanza articolati poteri di accertamento contabile, finanziario e documentale sui margini di guadagno lungo l'intera filiera, disponendo la segnalazione immediata all'AGCM delle condotte distorsive”. Sul secondo impegno parere contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/12 Bof il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/13 Sasso il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/14 Ravetto il parere è favorevole con riformulazione. Espunte le premesse, parere favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di adottare misure volte ad estendere le competenze di ARERA in materia di monitoraggio e analisi della struttura dei costi e dei margini lungo la filiera dei carburanti e dei prodotti petroliferi per autotrazione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/15 L'Abbate il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, ad adottare iniziative volte a tutelare i lavoratori di Ilva Spa e di Acciaierie d'Italia Spa in amministrazione straordinaria, nonché dei lavoratori delle imprese dell'indotto interessate dalla cessazione o dalla riduzione delle attività connesse all'area a caldo”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/16 Francesco Silvestri il parere è favorevole, espunte le premesse e con riformulazione dell'impegno: “ad adottare un intervento contro il caro carburanti caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse in maniera mirata, con particolare riguardo ai fruitori che hanno maggiormente bisogno”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/17 Donno sono accolti come raccomandazione unicamente il primo e il secondo impegno, mentre sui restanti impegni il parere è contrario. Quindi parere favorevole con riformulazione…
PRESIDENTE. No, così non si può fare. O raccomandazione o favorevole con riformulazione. Con parere contrario vuol dire che propone di espungerli…aspetti che ha il microfono spento.
LUCIA ALBANO,. Chiedo scusa, quindi favorevole…
PRESIDENTE. Accolta come raccomandazione quella parte…
LUCIA ALBANO,. Accolti come raccomandazione il primo e il secondo impegno…
PRESIDENTE. … Purché siano espunte le altre parti, ci siamo intesi.
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini il parere del Governo, espunte le premesse, è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad adottare un intervento contro il caro carburanti caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse in maniera mirata, con particolare riguardo ai fruitori che hanno maggiormente bisogno”. Questa formulazione poi verrà utilizzata per altri e magari farò riferimento a questo ordine del giorno.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/19 Gubitosa, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come l'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/20 Alifano, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come l'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/21 Pavanelli, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come l'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/22 Carmina, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare di adottare un intervento contro il caro carburante caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse anche per mitigare gli aumenti tariffari sui collegamenti marittimi con le isole minori, a favore dei residenti, lavoratori pendolari, studenti e utenti sanitari”.
Sugli ordini del giorno n. 9/3045-A/23 Lomuti, n. 9/3045-A/24 Ambrosi e n. 9/3045-A/25 Gardini il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/26 Raffa, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno come segue: “a rafforzare ulteriormente il monitoraggio sull'andamento dei prezzi dei carburanti lungo l'intera filiera, verificando l'effettivo trasferimento al consumatore finale delle riduzioni fiscali concesse; a valutare di disciplinare in modo diverso le giacenze e le comunicazioni delle scorte presso i depositi e gli impianti in occasione delle variazioni di aliquota”.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/1 De Bertoldi vi è un invito al ritiro. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Bertoldi. Ne ha facoltà.
ANDREA DE BERTOLDI(LEGA). Signor Presidente, chiedo di intervenire per rivolgermi al Governo e chiedere che questo ordine del giorno venga accantonato per un'ulteriore riflessione. Le motivazioni per le quali io richiedo l'accantonamento, e sempre per il tramite del Presidente mi rivolgo al Sottosegretario, riguardano il fatto - e questo lo voglio dire in modo molto chiaro - che questa norma incide in modo pesante sui concessionari del gioco pubblico, ma incide in modo anche eticamente inadeguato. Perché noi sappiamo che ci sono dei costi di pubblicità, costi legati alla pubblicità del gioco responsabile, che vengono sostenuti dai concessionari per conto dello Stato.
Quindi, lo Stato impone ai concessionari del gioco di fare della pubblicità per il gioco responsabile, consapevole; quella che ai miei tempi chiamavano la pubblicità progresso. Ma allora, come è possibile che lo Stato da una parte imponga una spesa e oggi, peraltro contro lo statuto del contribuente, quindi in modo retroattivo, gli dica: guarda che quella spesa, di fatto, non la puoi più dedurre. Diventa, invece che una spesa di pubblicità - e sottolineo imposta, cioè svolta per conto dello Stato -, una spesa di rappresentanza, con limiti di deducibilità praticamente integrali.
Quindi, alla luce di questo doppio problema - di norma retroattiva che va contro lo statuto del contribuente, ma soprattutto del fatto che si impedisce la deducibilità di una spesa che viene fatta obbligatoriamente per conto dello Stato -, io chiedo al Sottosegretario di rivedere, di accantonare questo ordine del giorno, non per una ragione politica, ma più che altro per una ragione di buonsenso.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria accantona? Non accantona. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/1 De Bertoldi, con il parere contrario del Governo. Non lo ritira, onorevole? Lo ritira. Va bene, allora andiamo avanti.
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/2 De Palma il parere è favorevole. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/3 Merola, accolto come raccomandazione. Accetta? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/4 Toni Ricciardi. Accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/5 Simiani. Accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/6 Casu. Accoglie la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/7 D'Alfonso. Accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/8 Stefanazzi, accolto come raccomandazione. Accetta? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/9 Vaccari, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vaccari. Ne ha facoltà.
STEFANO VACCARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo sul medesimo tema che il collega De Bertoldi ha sottolineato, ovviamente per ragioni opposte alle sue. Noi riteniamo che la misura contenuta all'interno dell'articolo 2-, che interviene sul trattamento fiscale di alcune spese sostenute dai concessionari prevedendone la non deducibilità ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, sia un primo intervento positivo, volto a evitare che forme di comunicazione commerciale sostanzialmente riconducibili alla promozione dell'azzardo possano beneficiare di un trattamento fiscale favorevole.
Lo facciamo perché nel nostro Paese, nel 2025, sono stati giocati 165 miliardi di euro dagli italiani, di questi soltanto 11,4 miliardi sono finiti nel bilancio dello Stato; le previsioni, le stime dei primi quattro mesi di giocato stanno indicando che molto probabilmente si arriverà, per la fine del 2026, ad un giocato di 180-185 miliardi, una cifra di gran lunga superiore alla spesa sanitaria, due volte e mezzo la spesa per l'istruzione nel nostro Paese.
Siccome oramai stiamo convivendo con questa e di gioco d'azzardo, dentro una narrazione che prova a normalizzare l'azzardo e i rischi ad esso connesso, questa per noi risultava e risulta invece una norma positiva; anche perché prova a mettere un freno ad alcuni che hanno fatto sì che, nel nostro Paese, la norma inserita nel decreto Dignità nel 2021 - che vieta qualsiasi tipo di pubblicità e di sponsorizzazione del gioco d'azzardo - sia aggirata in modo sistematico.
Questo non accade, invece, in altri Paesi europei. Perché, se qualche tifoso di calcio ha visto la partita dell'Inter a Madrid l'altra sera, ha notato che l'Inter ha dovuto indossare una maglia senza lo di azzardo, che contiene all'interno della sua maglia. Questa cosa in Italia invece è consentita; in Spagna hanno una norma come la nostra, ma la applicano in modo molto più serio; perfino in Turchia la Roma ha dovuto levare lo di azzardo dalla sua maglia, perché anche lì sono più seri di noi nell'applicare le leggi, in particolar modo in questo settore.
Con questo ordine del giorno noi abbiamo chiesto di provare ad andare oltre questa norma e di migliorarla, se possibile, perché l'evoluzione delle modalità di comunicazione digitale e dei modelli commerciali nel settore ha determinato la diffusione anche di strumenti promozionali indiretti attraverso affiliazioni commerciali, e creatori di contenuti, codici promozionali, , collegamenti a piattaforme di gioco e altre modalità che sono già, nei fatti, il modo con il quale si aggira una norma dello Stato che prevede il divieto di pubblicità dell'azzardo nel nostro Paese.
E allora abbiamo proposto, prima con due emendamenti e ora con questo ordine del giorno, che il Governo provi a evitare di inseguire questa idea della normalizzazione dell'azzardo e a contrastare forme subdole di pubblicità e promozione indiretta dell'azzardo, con particolare riferimento alle attività affiliate di e alle comunicazioni realizzate in altro modo; e a rafforzare, invece, le attività di vigilanza e di monitoraggio, anche da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, o a fare proprie in modo concreto le disposizioni emanate di recente dall'Agcom - che anche il collega De Bertoldi ha inserito -, le quali prevedono che si debba essere efficaci soprattutto nella comunicazione preventiva ed impedire che la comunicazione sociale sia usata per aggirare il divieto di pubblicità, perché è questo che sta accadendo nel nostro Paese.
Destinare prioritariamente le maggiori entrate derivanti da disposizioni fiscali relative al settore dell'azzardo al finanziamento degli interventi di prevenzione era per noi un punto prioritario, visto che con la legge di bilancio del 2026 è stato azzerato l'Osservatorio nazionale dell'azzardo, che da oltre dieci anni faceva lavorare assieme quattro Ministeri, tutte le regioni, i comuni, gli operatori del Terzo settore per attività di prevenzione, di informazione e di sensibilizzazione sui rischi dell'azzardo. Queste risorse sono andate in un unico calderone con tutte le dipendenze, ridotte drasticamente e quindi rese, di fatto, inefficaci e poca cosa rispetto alle necessità che ci sarebbero, visto che nel nostro Paese, nel 2025, sono stati certificati dai servizi di prevenzione un milione e mezzo di cittadini dipendenti dall'azzardo.
E allora serve, serviva - l'abbiamo proposto anche attraverso gli emendamenti e questo ordine del giorno - rafforzare le misure di tutela dei minori e dei soggetti maggiormente vulnerabili, anche attraverso campagne - quelle sì - di informazione sui rischi connessi al gioco e strumenti più efficaci di prevenzione e identificazione dei comportamenti problematici. Questo non lo devono fare gli operatori, ma lo deve fare lo Stato e il Governo, il Ministero della Sanità non il Ministero delle Finanze, che oggi è l'unico competente su questa materia.
E poi chiedevamo di riferire periodicamente al Parlamento sull'andamento di questo settore, visto che, con un nostro emendamento, è stata accettata anche dalla maggioranza, nella delega fiscale, la trasparenza dei dati del giocato, ma puntualmente ogni anno - se non per interrogazioni che abbiamo presentato, con le quali ci sono stati forniti i dati - questi dati non vengono forniti alle regioni, ai comuni e agli operatori del Terzo settore che sono quelli che si occupano delle conseguenze dell'azzardo nel nostro Paese. Mi dispiace anche per l'atteggiamento semplicemente contrario che il Governo ha avuto, ma del resto è coerente con l'atteggiamento che ha tenuto fino ad oggi su questo settore .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Io credo che questo ordine del giorno sia ben costruito sotto molti punti di vista, tuttavia c'è una parte che a noi non convince molto e volevo sottolinearlo: è la parte che destina le entrate derivanti dalle disposizioni fiscali per gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche.
Noi su questo abbiamo molte perplessità. L'idea stessa che l'azzardo finanzi se stesso è un'idea malata, è patologica di per sé. Che un qualcosa che crea dipendenza sia utile al Paese è una bestemmia dal nostro punto di vista. Quindi, in questo senso, che vada tassato è fuori discussione. Che vada tassato in maniera straordinaria è fuori discussione, perché va disincentivato. Ma, che venga tassato di scopo, per uno scopo preciso, che è quello della cura delle malattie che genera, è qualcosa di inaccettabile dal nostro punto di vista. Poi, per il resto, il collega Vaccari ha ben descritto tutte le problematiche. Un milione e mezzo di persone che azzardano in questo Paese sono un problema enorme, perché riguarda almeno un milione e mezzo di famiglie. Sono un problema enorme perché un milione e mezzo di famiglie vuol dire anche i loro affetti più vicini; quindi alla fine il sistema azzardo coinvolge dai 4 ai 6 milioni di cittadini, in qualche modo. Quindi è un'emergenza nazionale. Quello che ha fatto questo Governo è voltarsi dall'altra parte e continuare a favorire i concessionari. Questo è il dato di fatto.
Questo non vuol dire essere proibizionisti, vuol dire che dobbiamo fare delle operazioni educative autentiche. Smettiamola di chiamarlo gioco, perché non è un gioco . Smettiamola di chiamarlo gioco, perché non è un divertimento, non rilassa, non consente di distrarsi, è “compulsivante”, genera tensioni, genera rabbie, genera suicidi, genera famiglie disperate. Allora, non chiamiamolo gioco. Anche in questo paragrafo del settore giochi al finanziamento… le dipendenze patologiche “connesse al gioco”. No, “connesse all'azzardo” e l'azzardo è qualcosa di assolutamente pericoloso. Va tassato e non va tassato con l'idea che sia utile al Paese .
PRESIDENTE. Gli onorevoli Berruto, Peluffo, Simiani e Furfaro sottoscrivono.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/9 Vaccari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/10 Davide Bergamini il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/11 Ziello, su cui il parere è favorevole previa riformulazione. Accetta. Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/12 Bof sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Con questo ordine del giorno noi poniamo il riflettore sul fatto che comunque, con un grosso impegno da parte del bilancio pubblico - sottraendolo, tra l'altro, anche ai fondi di coesione e a investimenti che sarebbero necessari sui nostri territori -, in realtà si applica uno sconto sulle accise che molto spesso è impercettibile anche dai cittadini stessi quando vanno a fare carburante. Questo perché, ovviamente, si tratta di una misura temporanea, una misura temporanea che non entra mai a regime e, molto spesso, il prezzo alla pompa, di fatto, non varia neanche dell'importo dell'accisa che viene sottratta, ma passa quasi inosservato ai cittadini e c'è una crescita costante del prezzo dei carburanti. La riflessione, secondo noi, che proponiamo con questo ordine del giorno - con quella che è la dote che ha sempre contraddistinto il nostro Paese sullo scenario internazionale, che sono la diplomazia e il dialogo con tutti i soggetti che sono presenti -, è di andare a fare quello che già fanno altri Paesi europei, cioè quello che già fa l'Ungheria, quello che già fa la Repubblica Ceca, quello che già fa la Slovacchia, quello che già fa l'Austria e quello che già fa la Spagna. Ricordiamo che, ad esempio, l'Ungheria importa per l'80 per cento gas russo e l'Ungheria è Unione europea.
Ad esempio, ricordiamo che, grazie al fatto che ci sono le raffinerie in Slovacchia e in Repubblica Ceca, questi Paesi si avvantaggiano di un prezzo del carburante all'acquisto del petrolio molto più basso rispetto al brent, e siamo in Unione europea. Per non parlare dell'Austria, che anch'essa è in Unione europea e si avvantaggia di una diversificazione nei mercati di acquisto, con un'importazione del gas e del petrolio dalla Federazione russa.
Ora, quello che non si capisce è che c'è una posizione europea su questo fatto, quando ci viene annunciato sui giornali per la guerra in Ucraina, per cui non possiamo assolutamente dialogare con Putin sul petrolio e sul gas - perché poi le altre materie prime le importiamo comunque dalla Federazione russa - ma, guarda caso, solo quel prodotto noi non possiamo importarlo dalla Russia. Poi invece vediamo che ci sono altri Paesi che fanno parte dell'Unione europea e che non vengono tacciati per essere filo-Putin o per essere filorussi o per avere chissà che strani rapporti con la Federazione russa, ma semplicemente, come ogni Stato normale, hanno dei rapporti diplomatici che consentono di garantire un prezzo più basso sul mercato nell'acquisto del petrolio grezzo e quindi, a sua volta di avere una riduzione strutturale di quello che è il costo alla pompa, soprattutto in un momento così difficile per il nostro Paese. Quindi, quello che noi chiediamo è che si riattivi una diversificazione degli acquisti del prodotto grezzo, ma soprattutto che si faccia quello per cui l'Italia si è sempre caratterizzata nello scenario politico internazionale, che è riattivare la diplomazia consentendo di avere con i carburanti uno sgravio alla pompa per i nostri cittadini e non solo ai nostri cittadini: agli agricoltori, ai nostri trasportatori, a determinati settori che vivono sul prezzo del carburante.
Questa è la strada giusta, questa è la strada che noi proponiamo a questo Governo. E, credetemi, se lo fanno altri Stati europei non si spiega come mai ci sia un veto posto esclusivamente all'Italia nel poter dialogare con altri Paesi. Ma se poi andiamo a vedere lo scenario internazionale e andiamo a sindacare sulla democrazia o sullo Stato sociale o sui diritti civili dei Paesi da cui noi andiamo a importare le materie prime, andiamo a vedere se - dove noi oggi importiamo le materie prime - i Paesi di provenienza dai quali noi oggi importiamo il petrolio sono veramente quei Paesi democratici, civili, che garantiscono i diritti civili ai loro cittadini eccetera, per cui con questi facciamo gli accordi ma non li possiamo fare con la Federazione russa.
Secondo me prima vengono gli italiani, prima viene l'interesse degli italiani e prima viene l'interesse degli italiani anche nell'attivare quella diplomazia che crea un vantaggio ai cittadini italiani. Questo non vuol dire essere filorussi o filo-Putin, vuol dire una semplice cosa: essere semplicemente - una cosa che oggi non sembra normale all'interno di questo Parlamento - filoitaliani .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/12 Bof, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/13 Sasso, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Presidente, stupisce il parere contrario di un Governo, che un tempo si definiva sovranista, al nostro ordine del giorno, perché questo è un ordine del giorno sovranista. Cito testualmente: sovranista è chi sostiene, in politica, la difesa della sovranità nazionale di uno Stato, opponendosi alla globalizzazione e alla imposizione delle organizzazioni internazionali.
E allora questo ordine del giorno nasce da una riflessione, perché di fronte alla drammatica e prolungata crisi energetica purtroppo il Governo, con il presente decreto, non è riuscito ad andare oltre alla solita soluzione abbozzata, al solito - è stato definito - intervento tampone che riduce di qualche centesimo e per qualche giorno le accise e dal nostro punto di vista sarà l'ennesima misura inefficace.
Qualcuno potrebbe dire: facile criticare, quando si governa si prendono decisioni, si propongono cose concrete. Futuro Nazionale, da quando è nato, non fa che proporre e si permette di suggerire qualcosa di concreto al Governo Meloni. Ne ribadiamo una su tutte: per fronteggiare l'emergenza economica e sociale attuale bisognerebbe interrompere l'invio continuato di ingenti risorse finanziarie a Zelensky . Non esiste alcun obbligo, per il Governo italiano, di continuare a finanziare una guerra che non è la nostra. Quelle risorse un Governo sovranista - e non di centrodestra moderato, smunto, sbiadito e anche un po' fluido - dovrebbe destinarle al popolo italiano.
Per questo Futuro Nazionale ha chiesto, chiede e chiederà al Governo Meloni di sospendere le erogazioni e i trasferimenti di fondi statali fuori dai confini dell'Unione europea. Contestualmente, con il presente ordine del giorno, chiede di destinare integralmente tali risorse al contrasto dell'inflazione, al caro energia, al caro bollette. Noi pensiamo che tutelare gli interessi nazionali sia più giusto e più opportuno rispetto alla tutela degli interessi dei Paesi stranieri, con annessi consulenti tecnici presso qualche Ministero .
Allo stesso modo, per tutelare gli interessi degli italiani, dovremmo rivedere anche talune posizioni nei confronti di quei Paesi con cui abbiamo sempre avuto rapporti economici e che oggi di fatto ci avrebbero fatto risparmiare le bollette, facendoci pagare di meno il gas. Infatti, Presidente, la differenza tra sovranisti e sottomessi all'Unione europea è tutta qui: tutelare gli interessi nazionali o eseguire gli ordini di Bruxelles?
Perché, Presidente, semplicemente la nostra posizione è: l'Italia ritiri immediatamente il proprio sostegno alle sanzioni contro la Russia . L'Italia si faccia, piuttosto, promotrice di una risposta politica alla crisi con la Federazione Russa in merito al conflitto con l'Ucraina. E speriamo - ascoltate bene, Presidente, mi permetto di dirlo, per suo tramite, a tutti i colleghi - che “una volta tanto si possano difendere i nostri interessi invece di fare i servi sciocchi di interessi altrui”. Presidente, queste non sono parole mie. Vuole sapere chi ha pronunciato queste parole? Il 1° ottobre 2014 Giorgia Meloni usò queste mie identiche parole per commentare il conflitto tra Russia e Ucraina dopo il bombardamento di quest'ultima nella regione del Donbass . All'epoca, la giovane deputata Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia, così si riferiva al Governo Renzi, accusandolo, a ragion veduta, di essersi sottomesso totalmente, di essere servo sciocco dell'Unione europea. Presidente, noi abbiamo nostalgia di quella Giorgia Meloni, di quel di Fratelli d'Italia e chissà cosa direbbe oggi la giovane deputata Giorgia Meloni dell'attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, purtroppo, a malincuore, dobbiamo evidenziare come si stia comportando esattamente come il Governo Renzi dell'epoca .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/13 Sasso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/14 Ravetto, su cui vi è il parere favorevole previa riformulazione. Chiede di intervenire? Quindi, non accetta la riformulazione. Giusto, collega?
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Io mi vedo costretta a non accettare la riformulazione, perché, incredibilmente, il Sottosegretario pretenderebbe di eliminare le premesse e, di fatto, svuotare un po' di significato il nostro ordine del giorno. È un ordine del giorno che, nelle premesse, dice cose che il Governo dovrebbe condividere, e cioè che, se si istituiscono ancorché indipendenti, però nominate dal pubblico, che costano ai contribuenti italiani tra i 35 e i 40 milioni di euro l'anno, come ARERA, queste dovrebbero essere utilizzate, rafforzate e stimolate nel loro primo compito, cioè la tutela dei consumatori.
Perché vede, Presidente, con questo ordine del giorno chiediamo che le competenze di ARERA siano estese, oltre che alla verifica dei prezzi - e quindi delle eventuali speculazioni sui prezzi del gas e dell'elettricità -, anche nei confronti dei carburanti. Questo perché ARERA ha poteri di grande incisività sulla filiera… Scusi, Presidente, non riesco… Grazie. ARERA ha grandi poteri ispettivi ed incisivi sugli operatori del settore: può controllarne i bilanci, può verificare che, effettivamente, dall'estrazione o, comunque, dalla fornitura del prodotto fino alla destinazione finale, nell'ambito della mediazione, non ci sia un incremento dei prezzi non giustificato. Sarebbe bello, pertanto - secondo me sarebbe anche giusto - che questa attività venisse estesa a quello che, adesso, è un problema fondamentale per le famiglie, che è proprio quello dei prodotti petroliferi.
Anche perché, nelle nostre premesse lo diciamo - e mi spiace che il Governo lo voglia negare - non sempre questi aumenti sono giustificati dal contesto internazionale o da fattori esterni. Se è vero quanto è stato espresso dai colleghi che mi hanno preceduto - e cioè che i fattori esterni sono determinanti, e ci stupiamo che non vengano risolti, magari, ricominciando a comprare il gas da chi ce lo vende a meno, invece di insistere a comprarlo da operatori che ce lo vendono a quattro volte tanto il prezzo di mercato rispetto a quanto lo potremmo pagare - è vero anche che si registrano speculazioni interne.
Abbiamo visto casi, per esempio, quelli del greggio, del Brent, che di fatto è crollato come prezzo a livello internazionale, ma questo non si è riflesso, alla destinazione finale, sul mercato dei prezzi italiano. E purtroppo sui carburanti chi può vigilare? Può vigilare l'Autorità per la concorrenza e il mercato, ma vigila sulle questioni alte, di concentrazioni; può vigilare la Guardia di finanza, ma vigila semplicemente sull'esposizione trasparente del prezzo, ma non c'è di fatto una possibilità di verifica sulla filiera. Noi vorremmo che ARERA avesse anche questa possibilità, così magari opererebbe anche meglio rispetto a quello che sta già facendo, perché, senza voler sembrare così poco rispettosi - perché parliamo comunque di un'autorità indipendente ancorché, poi, effettivamente, abbiamo visto ai tavoli politici, le forze politiche discutere animatamente per piazzare i propri uomini e le proprie donne -, ma al netto di questo, ARERA non ci è parso abbia messo in atto vere azioni per fare emergere la speculazione: ha parlato della costituzione di una , però, obiettivamente, il vero atto unico concreto che abbiamo visto recentemente è stato in realtà quello di aumentare gli stipendi dei propri commissari, dei membri del Consiglio di amministrazione per potersi adeguare a quella che è stata un'incredibile sentenza che ha elevato il tetto agli stipendi pubblici.
Noi ci aspettiamo, invece, che ci sia qualche proposta e magari anche qualche sanzione, poiché Giorgia Meloni a marzo aveva dichiarato: laddove ci siano aziende che opereranno una speculazione, le tasseremo. Ecco, in attesa che tutte queste attività vengano sviluppate da ARERA e dalla sua , crediamo sarebbe utile motivarla ancora di più, aumentandone il carico di azione e il perimetro di azione, e dicendole: bene, fai un controllo sulla speculazione dei prezzi energetici, del gas e anche dei carburanti. Quindi, spero ancora che il Sottosegretario voglia cambiare idea, che voglia estendere queste competenze. L'ordine del giorno sarebbe importante magari per arrivare a modifiche normative, perché vedete, colleghi, in un momento storico in cui gli italiani sono in seria difficoltà economica, soprattutto per la congiuntura internazionale, per l'aumento dei prezzi energetici, e così le imprese, noi crediamo che le risorse pubbliche siano sacre e, come tali, vadano utilizzate.
Quindi se abbiamo già costituite, che vengono pagate dai contribuenti, sarebbe giusto che queste portassero avanti i loro compiti e il loro dovere nella massima possibilità e disponibilità. Quindi noi speriamo che il Sottosegretario voglia cambiare il parere e far sì che ARERA si occupi anche della speculazione sui carburanti, altrimenti questa volontà di trasparenza di verificare la filiera, di verificare le aziende, ci sembrerà un po' pura propaganda .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, non vedo reazioni della Sottosegretaria. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/14 Ravetto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/15 L'Abbate, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Va bene? No, chiede di intervenire. Prego.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente, vorrei chiedere un attimo la riformulazione, perché…
PRESIDENTE. La deve riascoltare? Ve l'abbiamo mandata al gruppo… Comunque, Sottosegretaria, se può rileggere la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/3045-A/15 L'Abbate…
LUCIA ALBANO,. Parere favorevole, con la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, ad adottare iniziative volte a tutelare i lavoratori di Ilva S.p.A. e di Acciaierie d'Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria, nonché dei lavoratori delle imprese dell'indotto interessate dalla cessazione o dalla riduzione delle attività connesse all'area a caldo”.
PRESIDENTE. Grazie. La accoglie, collega?
PATTY L'ABBATE(M5S). Non posso accettarlo.
PATTY L'ABBATE(M5S). Non posso accettarlo e intervengo, se mi permette. Io ringrazio, veramente, la Sottosegretaria sicuramente perché comunque ha cercato di rendere il parere positivo con questa riformulazione che, però, non ci dà alcuna garanzia. Non ci dà garanzie, perché sono passati quattro anni di questo Governo e l'ex Ilva, con la problematica di Taranto, è conosciuta da tempo.
Ora continuiamo a sentirci dire: dovevano fare qualcosa quelli di prima. Questo si poteva dire nel primo mese di questa legislatura ma, dopo quattro anni, penso che, invece, bisogna dire: perché questo Governo non ha messo al primo posto il grande tema dell'ex Ilva di Taranto da subito prima di fare altre cose? Altre cose che, secondo noi, non erano certo prioritarie.
Ma non parliamo del passato, perché ormai ciò che è fatto è fatto. Parliamo del presente: in questo momento il Governo che cosa ha a cuore? La nuova legge elettorale. Ciò perché, secondo voi, serve ai cittadini di Taranto, serve alle famiglie di Taranto, serve a tutti i lavoratori italiani che stanno perdendo il posto di lavoro? No, serve a qualcos'altro. Non mi faccia dire a cosa serve.
Quindi, non posso accettare questa situazione, assolutamente non per la Sottosegretaria, che è una persona a modo, lo so. Stiamo parlando però di un Governo che, in questi quattro anni, non ha messo al primo posto una soluzione per i lavoratori rispetto ai quali si sapeva che c'era una problematica già in atto. È inutile che dite “quelli di prima”; quelli di prima… il Governo “Conte 2” ha provato a portarla avanti e sapete anche con quanti finanziamenti. Poi, se è subentrato questo Governo, che felicemente ha portato avanti e ha speso i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, portati da Giuseppe Conte, allo stesso modo di come ha speso questi soldi poteva anche mettere al primo posto i lavoratori.
Guardate, in Puglia c'è un disastro; un disastro perché parliamo di 5.000 persone che perderanno il posto di lavoro, più un indotto di altri 5.000 lavoratori. Se parliamo di Ilva, non parliamo di tutto quello che è avvenuto nel brindisino con l'Enel, con Versalis, non parliamo anche della Natuzzi? E un domani vi parlerò di un'altra azienda; ho saputo qualcosa ieri, ma siccome è ancora in silenzio e non si sa… sarà un altro in Puglia.
Quindi, non possiamo accettare che in una regione - forse perché è una regione che non è simpatica a questo Governo, non lo so - o in tutta Italia questi lavoratori non vengano messi al primo posto.
Siamo contenti per le famiglie, perché ricordo che in quest'Aula avevo parlato proprio dei bambini di Taranto. Questa è una delle cose positive che ha fatto chiaramente la magistratura che pensa alla salute dei cittadini. Ma è lo Stato che deve assumersi la responsabilità dei lavoratori e delle loro famiglie ! Noi vogliamo vedere la nostra Presidente Meloni qui in Aula a darci un cronoprogramma chiaro. Un cronoprogramma chiaro !
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/15 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/16 Francesco Silvestri sul quale vi è parere favorevole con riformulazione. La accetta? Vuole intervenire, quindi deduco di no. Prego, collega Silvestri. Ne ha facoltà.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Presidente, mi scuso, ero in Aula quando ci sono state le riformulazioni; forse è successo anche alla collega, ecco perché abbiamo chiesto di rileggere la riformulazione. In quel momento effettivamente io ero qui, ma c'era un certo vociare e non sono riuscito a capire la riformulazione. Quindi devo chiederle la cortesia, perché non posso…
PRESIDENTE. Le abbiamo inviate ai gruppi comunque, ma adesso lo chiediamo alla Sottosegretaria.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Chiedo la cortesia sul momento.
PRESIDENTE. Poi, se magari dal gruppo le fate circolare nel frattempo. Sottosegretaria, qual è il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/16 Francesco Silvestri?
LUCIA ALBANO,. Espunte le premesse, accolto con riformulazione dell'impegno: “ad adottare un intervento contro il caro carburanti caratterizzato da una procedura che consenta di orientare le risorse in maniera mirata con particolare riguardo ai fruitori che hanno maggiormente bisogno”.
PRESIDENTE. Collega Silvestri, accetta la riformulazione?
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). No, non accetto la riformulazione e spiego perché. Non accetto perché la riformulazione non coglie minimamente l'oggetto del mio ordine del giorno. Sul tema degli extraprofitti credo che dal 2022 mi abbia sentito più e più volte parlarne in quest'Aula fino allo spasmo. Perché? Perché dal 2022 immaginavo proprio uno scenario come quello che oggi stiamo trattando. Proviamo a immaginare, semplicemente per una giornata, cosa sta passando in questo momento una famiglia italiana che, ad esempio, ha un figlio e deve comprargli i libri per mandarlo a scuola. Solamente in questi giorni affronta un aumento di circa il 20 per cento sul caro libri. Poi, per portare il figlio a scuola dovrà usare una macchina, immagino: 20 per cento di aumento dell'assicurazione in questi anni. Per poterlo portare a scuola immagino dovrà mettere la benzina: più 30 per cento nell'economia familiare. Poi, quando esce da scuola, immagino dovrà portarlo a casa per cucinargli il pranzo e la cena, quindi deve fare la spesa: più 30 per cento sul carrello della spesa. Dovrà usare energia per cucinare: più 34 per cento sui costi dell'energia. Adesso arriva l'inverno: più 30 per cento sul gasolio da riscaldamento; chi ha il pellet è ancora più sfortunato.
Se questa famiglia ha poi la sfiga di avere ancora acceso un mutuo a tasso variabile, non ne parliamo perché gli porta via mezza economia familiare, perché le nostre banche…la BCE ha deciso che l'inflazione la debbano pagare i poveri cristi che hanno acceso un mutuo a tasso variabile in questo Paese.
Se poi questa persona ha anche la sfortuna, ad esempio, di avere un lavoro come vigilante - faccio un esempio - per voi quel tipo di stipendio, quel tipo di salario è diventato salario giusto; quindi dovrà affrontare tutti questi aumenti con un salario che per voi è diventato giusto; giusto, perché è stato firmato dalle principali sigle.
Bene, dovete sapere che quello che per voi è giusto in altri Paesi è illegale. Non è che è poco, è proprio illegale : in Spagna, tanto attaccata da voi, è illegale; in Germania - oggi ci stupiamo per il voto in Germania - è illegale quello che voi considerate giusto. E noi stiamo qui a parlare di un provvedimento che, a fronte di tutte queste spese, mette 17 centesimi sul carburante, a fronte di quella che è la fotografia che vi ho disegnato.
Ma andiamo a vedere perché io chiedo gli extraprofitti in quest'Aula. Perché se, da una parte, c'è chi piange, dall'altra, c'è chi ride; ad esempio, le banche che, in questi ultimi anni, hanno fatto il 190 per cento in più di utili; il 190 per cento in più. Quando si fa il 190 per cento in più, non è per capacità di impresa; è perché c'è stata una crisi di inflazione che è stata riversata sulle famiglie e sulle imprese e le banche ci hanno guadagnato il 190 per cento in più.
Energia, imprese di energia: 207 per cento di utili in più. Quando si fa il 207 per cento di utili in più, non mi venite a dire che è per capacità di impresa; è perché stanno speculando sulla crisi energetica che famiglie e imprese stanno vivendo sulla loro pelle.
Mercato delle armi, i vostri preferiti: 127 per cento in più di utili in questi anni.
Ora, questo ordine del giorno serve anche a gettare giù una maschera su quello che è un palleggiamento - che si fa in maggioranza - tra una parte della maggioranza che vuole gli extraprofitti e l'altra parte della maggioranza che non vuole gli extraprofitti. Mi ricordo che l'8 settembre il Ministro Salvini ha detto che addirittura vuole gli extraprofitti in maniera strutturale. È una follia economica perché gli extraprofitti, per loro definizione, non possono essere strutturali.
Quando arriviamo a proporre gli extraprofitti, vuol dire che il momento è drammatico; non possono essere strutturali. Ma poi la domanda è questa: non riesci a farli una volta in cinque anni e vuoi addirittura che siano strutturali? Intanto pensa a farli una volta sola, che già sarebbe un'ottima cosa; figuriamoci se poi possono essere strutturali.
Che cosa succede? Sempre nello stesso giorno risponde l'altro Vicepresidente del Consiglio, Tajani, che dice: quando sento parlare di extraprofitti mi viene l'orticaria.
Ora, un Vicepresidente dice che li vuole strutturalmente, l'altro dice che gli viene l'orticaria. In tutto ciò, lo stesso giorno - e vado a chiudere - esce una nota della Lega che dice che la posizione di Forza Italia è incomprensibile.
Cari colleghi della Lega, non è che la posizione di Forza Italia è incomprensibile: è che quando si ha una famiglia che gestisce un partito e quella famiglia ha il 30 per cento di Mediolanum, è chiaro che gli extraprofitti sulle banche non ve li faranno mai passare . È comprensibilissimo: si chiama conflitto di interessi ed è quello che il MoVimento 5 Stelle combatte da anni .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/16 Silvestri, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/17 Donno. L'ordine del giorno è accolto come raccomandazione, se riformulato. Non va bene? Lo votiamo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/17 Donno, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini. Il parere del Governo è favorevole con riformulazione. Va bene? No.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/18 Pellegrini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/19 Gubitosa. Il parere del Governo è favorevole con riformulazione. Va bene? No.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/19 Gubitosa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/20 Alifano. Il parere del Governo è favorevole con riformulazione. Non va bene? Lo votiamo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/20 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/21 Pavanelli. Il parere del Governo è favorevole con riformulazione. Non la accoglie e chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, signora Presidente. No, non accolgo perché purtroppo devo denunciare per l'ennesima volta che questo Governo continua a riformulare gli ordini del giorno, togliendo le premesse e scrivendo in questo caso veramente due righe di riformulazione, togliendo, eliminando parte del mio ordine del giorno. Si vanno a togliere poi tutte le premesse che riguardano di fatto il decreto che dava 17 centesimi per il carburante, ignorando di fatto le necessità soprattutto di chi oggi è già in difficoltà, anzi lo era già prima di questa crisi, tant'è che parlo della famosa carta “Dedicata a te”, che dovrebbe essere quella che indica che una famiglia è in forte crisi economica e che ha maggiormente bisogno di aiuto. Ma non solo, nel mio ordine del giorno chiedo che nel primo provvedimento possibile, soprattutto nella prossima legge di bilancio, tutti i fondi tolti ai vari Ministeri siano ridati affinché si possa finanziare la sanità, la scuola, la giustizia, tutti quei settori che danno servizi congrui e necessari per i cittadini che stanno qui fuori.
Ebbene, Presidente, senza che racconto ulteriormente ai cittadini quello che, purtroppo, stanno vivendo tutti i giorni quando vanno a fare il pieno, o anzi, quando vanno a riempire il loro mezzo con pochi litri di benzina, perché purtroppo fare il pieno oggi significa veramente spendere tanti soldi che spesso e volentieri, purtroppo, non ci sono. In questi mesi - lo abbiamo detto, ripetuto -, in quest'ultimo periodo sempre più spesso serviva prendere decisioni concrete, strutturali, soprattutto per quanto riguarda il tassare quelle imprese che stanno facendo ingenti soldi con gli extraprofitti. È una cosa che, devo dire, la Presidente Meloni quando era all'opposizione diceva che andava fatto, mentre oggi - che è il Governo più longevo - si vanno a spendere soldi per festeggiamenti nazionali, ma poi di fatto non sta facendo nulla di concreto. Sta lasciando con forti disagi e forte criticità i cittadini, i quali non si possono nemmeno rivolgere ad altre alternative perché magari, in alcune regioni, non ci sono nemmeno i servizi pubblici perché sono stati definanziati in ogni vostra legge di bilancio. Perciò, stiamo parlando di quattro anni di definanziamento dei servizi pubblici, soprattutto del trasporto pubblico locale.
Non ci sono altre alternative e, purtroppo, non tutti hanno un lavoro sotto casa, non tutti hanno la scuola sotto casa e non tutti hanno l'università sotto casa. E allora questo dovrebbe farci riflettere. Oltretutto, per quanto riguarda le imprese dei trasporti, le imprese che stanno portando il cibo nei mercati e nei supermercati, questo piccolo taglio che avete messo in campo sicuramente non fa la differenza tant'è che, negli ultimi giorni, tutti noi abbiamo visto schizzare i prezzi nei supermercati e i cittadini stanno facendo il doppio dei sacrifici: da una parte per pagare il carburante per potersi spostare e, dall'altra, per mettere sul piatto della cena veramente pochi alimenti, perché i dati degli ultimi giorni dimostrano che i cittadini stanno acquistando sempre meno cibo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/21 Pavanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3045-A/22 Carmina, su cui il parere del Governo è favorevole con riformulazione. Va bene? No, non va bene. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carmina.
IDA CARMINA(M5S). Presidente, non accetto questa riformulazione perché limita fortemente la mia richiesta, che è una richiesta in via emergenziale perché dal giorno 10 sono aumentati i costi tariffari per il trasporto degli abitanti delle isole minori. Ora, questo è l'oggetto: quanto costa in Italia essere cittadini se si vive in un'isola? Vivere in un'isola non può essere diventata una colpa da pagare. Le isole minori non possono essere considerate paradisi turistici estivi e d'inverno, invece, completamente dimenticate.
E non stiamo parlando di un semplice aumento, perché dal 2022 ad oggi il rincaro arriva addirittura all'84 per cento. Ripeto, 84 per cento! Ora, per gli abitanti delle isole minori il prezzo del trasporto equivale al prezzo di diritti che evidentemente vengono negati, perché per andare a lavorare, per andare a scuola, per recarsi in un ospedale e per tutte le attività di trasporto delle merci, anche essenziali alla vita ordinaria, c'è bisogno di pagare il prezzo del trasporto marittimo. Ora, evidentemente dovrebbe intervenire fortemente il Governo. I cittadini delle isole minori siciliane - i sindaci , riunitisi il 10 settembre a Pantelleria - hanno fatto appello al Governo e al Presidente della Repubblica.
Ma a quanto pare già la società civile è in ebollizione: 75 associazioni sono in tumulto e hanno fatto appello, anche loro, a tutte le autorità. Ora, quale era l'oggetto di quest'ordine del giorno? Chiedere che si disponesse un'imposta sugli extraprofitti delle imprese che stanno facendo guadagni miliardari sul prezzo delle guerre, perché di questo si tratta, e che una parte della tassa di questi extraprofitti venisse destinata a sterilizzare i costi per i cittadini che subiscono e pagano il conto delle scelte dei Governi, non solo italiano, ma direi di tutta Europa e mondiali, a favore delle guerre.
Perché dobbiamo avere chiara un'idea: la pace porta sviluppo, la guerra no, porta sofferenza. Il primo costo lo stanno pagando i cittadini delle isole minori, e questo è assolutamente ingiusto. Quindi, per questo io insisto a chiedere al Governo di istituire un contributo di solidarietà permanente e strutturale sugli extraprofitti del settore petrolifero ed energetico e di utilizzare una quota di queste risorse in favore di chi subisce per primo gli effetti negativi degli aumenti: i cittadini delle piccole isole.
Un 84 per cento di aumento di costi, quando noi sappiamo che in Italia, dati Istat, dal 2019 ad oggi c'è stato un crollo del potere d'acquisto, senza aumento corrispondente dei salari, pari all'8,6 per cento. Cioè, voi state dicendo a questi cittadini: voi siete destinati a soffrire, ad andare via, e non ce ne importa nulla .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3045-A/22 Carmina, con il parere contrario del Governo. I colleghi D'Orso, Aiello e Raffa sottoscrivono.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sugli ordini del giorno n. 9/3045-A/23 Lomuti, n. 9/3045-A/ 24 Ambrosi e n. 9/3045-A/25 Gardini il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. n. 9/3045-A/26 Raffa. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Secondo le intese intercorse tra i gruppi, interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento, che riprenderà nella seduta di domani, a partire dalle ore 9,30, per lo svolgimento delle dichiarazioni di voto finale e la votazione finale.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare la collega Rachele Silvestri… Colleghi, se dovete uscire dall'Aula, vi prego di farlo in silenzio, perché ci sono una serie di interventi di fine seduta. Alcuni di questi, peraltro, sono ricordi, che mi auguro si possano ascoltare nel silenzio dell'Aula. Prego, collega Silvestri.
RACHELE SILVESTRI(FDI). Grazie, Presidente. L'11 settembre è diventata una data nella nostra quotidianità che purtroppo ricordiamo per quel grave attentato che c'è stato a New York nel 2001. Però, l'anno scorso, nel 2025, ci siamo svegliati con una notizia devastante. Vicino Latina, un ragazzo di 14 anni, Paolo Mendico, si è tolto la vita qualche ora prima di andare a scuola, perché non sopportava più le aggressioni che provava da anni, dalle elementari, e quindi ha deciso quella mattina di chiudere così la sua vita.
Paolo ci è stato raccontato dai suoi genitori, dal suo papà: ci è stato detto che amava la musica, suonava la batteria, il basso, la chitarra. Era un bambino diverso, era un ragazzo diverso, perché lui amava Lucio Battisti e i Nomadi, amava pescare, ed era proprio quel diverso che aveva attratto quei bulli che lo hanno portato a prendere quella scelta. Vedete, in Europa, tra i 15 e i 29 anni, la prima causa di morte per i giovani è proprio il suicidio, e di questo noi, come istituzione, dobbiamo renderci conto, pensarci e cercare, comunque sia, di affrontare questo problema, soprattutto nella società in cui viviamo oggi, una società di ragazzi soli, che magari hanno tanti, tanti amici sui , ma poi, se alle 3 di notte hanno un problema, non sanno chi chiamare.
Quindi, ci sono tanti Paolo che magari non hanno avuto voce e che si sono tolti la vita per il bullismo ricevuto a scuola o magari al lavoro. Bisogna affrontare queste tematiche. Io volevo lanciare un messaggio, Presidente, perché è importante che magari, in un momento buio, in un momento in cui sembra che ci siano le tenebre e non vediamo la luce, bisogna ricordarci o bisogna trovare qualcuno che ci ricordi che la luce c'è.
In qualche modo bisogna trovarla, bisogna cercarla; in una notte buia la luna è sempre lì, anche se nascosta dalle nuvole, perché le nuvole andranno via. Bisogna aggrapparsi a queste cose. Chiudo con una frase: chi se ne accorge se una luce si spegne in un cielo pieno di stelle? Io me ne accorgo. Ciao, Paolo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iezzi. Ne ha facoltà.
IGOR IEZZI(LEGA). Grazie, Presidente. Sono passati 30 anni da quando, il 15 settembre del 1996, a Venezia, fu letta la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Padana. Un grande visionario, ma allo stesso tempo con le radici ben piantate nell'anima più profonda della propria comunità, fu il protagonista di una stagione politica innovativa e rivoluzionaria. Umberto Bossi segnò un'intera epoca e influenzò per decenni il dibattito politico.
Ricordare questo anniversario vuol dire, innanzitutto, soffermarsi sulle ragioni profonde e vere che furono alla base di quell'atto dirompente; significa soprattutto ricordare una questione che negli anni ha avuto un peso decisivo: la questione settentrionale, quella di un territorio che veniva sistematicamente ignorato dai centri decisionali, che allora erano a Roma. Parliamo di un territorio che rappresentava un gigante economico, ma un nano politico.
Quell'epoca ha dato voce alla volontà di superare questo squilibrio. La richiesta di essere ascoltati, di vedere riconosciute le esigenze concrete di chi produce, lavora, investe e costruisce la ricchezza; la richiesta di istituzioni più vicine ai territori e capaci di rispondere usando le risorse che nascono dal lavoro di chi lì ci abita. Prendere atto di questo significa riconoscere che uno Stato è più forte quando ciascuna delle sue realtà può esprimere pienamente le proprie potenzialità. La vera sfida è costruire un Paese capace di rendere responsabile ogni comunità e liberare tutte le energie che sono presenti sui territori.
Qui rivendichiamo una continuità politica e valoriale con questa aspirazione. La battaglia è stata portata avanti prima da Roberto Maroni e poi da Matteo Salvini, e oggi sta trovando attuazione con l'autonomia di Roberto Calderoli, mentre pericolosi attacchi alla nostra libertà sono partiti da nuovi centri di potere che oggi risiedono a Bruxelles e in un'Europa che ha dimenticato i popoli, sacrificandoli sull'altare degli interessi.
Soli contro tutti per difendere la nostra gente, questa è la nostra storia . Come abbiamo detto allora, giurandolo, noi offriamo, gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore. Sono questi gli impegni che ancora oggi ci rendono imbattibili .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Latini. Ne ha facoltà.
GIORGIA LATINI(LEGA). Grazie, Presidente. Venti anni fa ci lasciava Oriana Fallaci: una donna libera, coraggiosa, una giornalista che non ebbe mai paura di chiamare le cose con il loro nome. Fu attaccata e insultata soprattutto dalla sinistra perché denunciò con forza il pericolo del fanatismo islamico e dell'Islam politico.
Le sue parole furono definite provocatorie, intolleranti, persino razziste.
Oggi, però, molte delle domande che la Fallaci poneva sono ancora davanti a noi. L'11 settembre rimane uno spartiacque e, di fronte a un attentato terroristico di matrice islamica, non possiamo permetterci ambiguità, omissioni o relativismi.
E fa riflettere che, ancora oggi, a New York, il sindaco mostri ambiguità nel modo di affrontare la memoria di quella tragedia. È proprio contro questa ambiguità della realtà che si levava la voce di Oriana Fallaci: la sua battaglia non era contro una religione, ma contro il fanatismo, contro chi pretende di imporre le proprie regole calpestando le nostre libertà. E quella voce interpreta ancora il sentimento di milioni di italiani stanchi di vedere la propria cultura, la propria identità e le proprie tradizioni considerate qualcosa di cui vergognarsi.
Chi viene accolto nel nostro Paese deve rispettare le nostre leggi, la Costituzione e le nostre regole di convivenza. L'integrazione non significa cancellare la nostra identità, significa rispettarla. Per questo, a 20 anni dalla sua morte, ricordiamo Oriana Fallaci con il suo insegnamento più grande: non avere paura di dire ciò che si pensa, soprattutto quando è scomodo. La sua voce è ancora con noi e oggi, più che mai, abbiamo bisogno del suo coraggio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Longi. Ne ha facoltà.
ELIANA LONGI(FDI). Grazie, Presidente. Oggi intervengo per parlare dell'“Inferno dei pitbull”. Non è la prima volta che porto a conoscenza di quest'Aula terribili accadimenti che riguardano le corse clandestine, le violenze in genere sugli animali e i combattimenti fra cani.
Quando ho proposto alla Commissione di cui faccio parte - quella sulle ecomafie - di aprire questi filoni di indagine e di inchiesta, molti colleghi, soprattutto dell'opposizione, sono rimasti stupiti, come se chi è di destra non possa interessarsi o non sia interessato a queste problematiche.
Oggi devo ringraziare il procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella, così come il commissariato di Gela, il personale veterinario, il gruppo SOARDA del CITES di Roma per l'operazione che è stata conclusa, l'“Inferno dei pitbull”. È stata sgominata una banda di malavitosi e ciò ha portato al sequestro di 13 cani e all'arresto di 6 persone che organizzavano combattimenti illeciti fra cani, con una violenza che portava alla morte questi animali. E a questo sono connesse anche ingenti somme di denaro che venivano scommesse su questi cani.
È anche una buona notizia, oggi, l'arresto del ragazzo ventunenne che ci aveva fatto tanto indignare, il quale, in occasione della corsa clandestina di cavalli a Palagonia l'8 maggio, brandiva un sparando colpi in aria.
Questi sono segnali che dobbiamo accogliere positivamente, bipartisan, perché questo significa che, quando le istituzioni lavorano unitariamente, collegialmente, si raggiungono i risultati. Così come queste battaglie devono essere portate avanti dalla destra, tanto quanto dalla sinistra, per sconfiggere una volta per tutte la violenza contro gli animali .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Nelle ultime ore, negli ultimi giorni la regione Campania è devastata da incendi e roghi di varia natura: da quello tossico, avvenuto ad Airola, che è stato spento dopo oltre una settimana, a quello delle ecoballe di Taverna del Re, fino ai miasmi di Caivano e adesso un mega rogo che sta devastando la costiera amalfitana.
Da quello che dicono i sindaci, le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco - che voglio sempre ringraziare e lo faccio pubblicamente in quest'Aula, in particolare i Vigili del fuoco sottopagati, sotto numero, sempre a rischiare la vita, sempre in prima linea e mai ringraziati abbastanza per quello che fanno - ebbene, da quello che dicono tutte le autorità, sono tutti di origine dolosa. Eppure, abbiamo meno uomini, tanti commissari, tanti esponenti che coordinano e pochi soldati a combattere.
Ancora una volta, vediamo due pesi e due misure: da una parte, il Sud sotto attacco senza risorse; dall'altra parte, invece, si elargiscono soldi e si abbandona un intero territorio come la regione Campania senza risorse e senza nessun intervento da parte del Governo.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio 2026, n. 133, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali e disposizioni in materia di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria. (C. 3045-A)
: OSNATO.
2.
3.
DEBORAH BERGAMINI ed altri: Istituzione del Museo per la memoria del disastro ferroviario di Viareggio. (C. 2225-A)
e delle abbinate proposte di legge: SIMIANI ed altri; MONTEMAGNI. (C. 1253-2712)
Relatrice: TASSINARI
4.
Proroga del termine per l'esercizio della delega prevista dall'articolo 35 della legge 25 novembre 2024, n. 177 (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato). (C. 2713-B)
Relatrice: FRIJIA.
5.