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Giovedì 08 Ottobre 2026 ore 10:30
AULA, Seduta 723 - Legge elettorale, approvazione definitiva
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna la Camera con 227 voti favorevoli e 164 contrari, ha approvata in via definitva la proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B).
XIX LEGISLATURA
723^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 8 ottobre 2026 - Ore 10,30
(ore 10,30, con votazioni non prima delle ore 12,30)
Seguito della discussione della proposta di legge (per lo svolgimento delle dichiarazioni di voto finale, con ripresa televisiva diretta degli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto, e per la votazione finale):
BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato). (C. 2822-B)
Relatori: PAGANO, ALESSANDRO COLUCCI, IEZZI e ANGELO ROSSI, per la maggioranza; FORNARO, MAGI, AURIEMMA e ZARATTI, di minoranza.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Approvazione in Commissione
- Preavviso di votazioni elettroniche
- Proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B) (Seguito della discussione ed approvazione)
- BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).(C. 2822-B)
- Ripresa esame - A.C.2822-B
- Dichiarazioni di voto finale - A.C.2822-B
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Deputato MAGI Riccardo (MISTO)
- Deputato STEGER Dieter (MISTO)
- Deputato ZIELLO Edoardo (MISTO)
- Deputata BOSCHI Maria Elena (ITALIA VIVA-CASA RIFORMISTA)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato BONELLI Angelo (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato RICHETTI Matteo (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato CONTE Giuseppe (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BENIGNI Stefano (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato BARABOTTI Andrea (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata SCHLEIN Elly (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato DONZELLI Giovanni (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputato TABACCI Bruno (MISTO)
- Deputato MARATTIN Luigi (MISTO)
- Votazione finale ed approvazione - A.C. 2822-B
- BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).(C. 2822-B)
- La seduta, sospesa alle 12,40, è ripresa alle 12,45.
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANNARITA PATRIARCA, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 74, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta di mercoledì 7 ottobre 2026, la VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) ha approvato, in sede legislativa, la seguente proposta di legge d'iniziativa della senatrice D'Elia: “Dichiarazione di monumento nazionale di Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture” (2239), con l'assorbimento della seguente proposta di legge Amendola: “Dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture, nella provincia di Potenza” (1738).
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata dalla Camera e modificata dal Senato, n. 2822-B: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Ricordo che nella seduta di ieri si è concluso l'esame degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ricordo che è stata disposta la ripresa televisiva diretta delle dichiarazioni di voto finale dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Riccardo Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EU-SUEU). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, abbiamo provato in tutti i modi a dirvi di fermarvi, a pregarvi di evitare al nostro Paese di avere ancora una volta una legge elettorale incostituzionale; la legge che in una democrazia rappresentativa è la regola fondamentale per dare peso e valorizzare il voto dei cittadini oppure per neutralizzarlo.
Voi avete risposto chiamando “fiducia” quello che è palesemente un ricatto. Colleghi della maggioranza, sapete perfettamente che, senza la fiducia che vi hanno imposto, questa riforma non avrebbe i voti per essere approvata. Lo dimostrano i vostri colleghi che, anche oggi, vi controlleranno mentre votate.
Chiamate “stabilità” lo strapotere: chi vince ottiene un premio che lo trasforma da minoranza nel Paese in maggioranza schiacciante in Parlamento. E questa è una torsione antidemocratica, lo sarà anche - anche - se andrà a premiare le opposizioni.
Chiamate “indicazione del Premier” quella che è una lesione manifesta delle prerogative del Capo dello Stato; chiamate “legge elettorale” un tentativo maldestro di fare una riforma costituzionale senza passare da un referendum, senza sottoporvi al voto dei cittadini per paura di essere, ancora una volta, bocciati.
Ecco, se il premierato era la madre di tutte le riforme, il Melonellum è la madre di tutte le menzogne.
Avete rinunciato al principio della parità di genere, avete reso nazionale il voto del Senato, avete inserito delle false preferenze, avete quadruplicato le firme necessarie per potersi presentare e avete impedito di raccoglierle con lo SPID, lo strumento che milioni di italiani usano ogni giorno per migliaia di pratiche amministrative.
Noi con la non violenza abbiamo provato ad usare il nostro corpo per aprire un dialogo istituzionale con il potere, che siete voi. Oltre 130 persone si sono aggiunte al mio digiuno; quasi 40.000 hanno firmato il nostro appello al Presidente della Repubblica. Ma le vostre porte sono rimaste chiuse.
Noi confidiamo ancora nelle valutazioni che farà nelle prossime ore il Presidente della Repubblica.
Non tornerò su tutti gli articoli della Costituzione che questa legge calpesta: il 3, il 48, il 49, il 51, il 56, il 57 e il 58, il 92 e il 94.
Oggi vi chiedo con la forza che ci rimane di fermarvi al primo articolo della Carta: l'Italia è una Repubblica democratica. Questa riforma elettorale porta l'Italia nel vicolo cieco delle democrazie illiberali, segna da questo punto di vista l'avvio di un cambio di regime.
Cari colleghi ma soprattutto colleghe, voi sapete che ho ragione. Sapete che il vostro ruolo, votando “sì”, da domani sarà umiliato, che non conteranno più nulla i parlamentari di opposizione e neppure quelli di maggioranza perché il Parlamento sarà eletto per trascinamento del capo o della capa.
Abbiate un sussulto: disobbedite. Pensate ai vostri elettori, ai vostri genitori, alle vostre famiglie, ai vostri figli e fate la cosa giusta. Non per me, non per noi: per loro, per la democrazia. Siete ancora in tempo, onorate il vostro mandato di parlamentari che non deve avere alcun vincolo. Usate il potere che la Costituzione vi garantisce senza alcun vincolo, senza sottostare ad alcun ricatto.
Noi voteremo “no” e speriamo che anche voi abbiate il coraggio di farlo per il Paese. Ve lo assicuro, ne sareste orgogliosi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dieter Steger. Ne ha facoltà.
DIETER STEGER(MISTO-MIN.LING.). Presidente, onorevoli colleghi. Ogni volta che cambia una legge elettorale per una minoranza linguistica si apre inevitabilmente una fase di incertezza. Infatti, quando cambiano le regole della rappresentanza, una minoranza si pone una domanda molto semplice: saremo rappresentati anche domani come lo siamo oggi? Abbiamo ancora voce nelle istituzioni della Repubblica? È con questa consapevolezza che abbiamo seguito fin dall'inizio l'iter dell'A.C. 2822.
In prima lettura avevamo scelto un'astensione, che io definii “costruttiva”. Avevamo riconosciuto i passi avanti, ma avevamo anche indicato con chiarezza le garanzie che ritenevamo ancora necessarie. Nel frattempo il testo è cambiato, il confronto parlamentare ha prodotto risultati concreti e sono state introdotte ulteriori garanzie.
Per quanto riguarda specialmente le minoranze linguistiche del Trentino-Alto Adige/Südtirol, vi sono alcuni risultati che considero decisivi. Il primo è il mantenimento dei collegi uninominali anche per la Camera dei deputati. È una scelta importante perché conserva il rapporto diretto tra territorio ed eletto, e soprattutto riconosce che, in una regione caratterizzata dalla presenza di minoranze linguistiche, la rappresentanza non può essere ridotta a una mera operazione aritmetica.
A questo punto è necessario un inciso sui collegi del Senato, in particolare sulla Bassa Atesina. In prima lettura, un emendamento approvato dalla Camera aveva ridisegnato il collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina dividendo il comprensorio della Bassa Atesina. Per noi non era una questione marginale.
Durante il fascismo alcuni suoi comuni furono separati dall'Alto Adige/Südtirol e aggregati alla provincia di Trento. Nel dopoguerra, la loro riunificazione all'Alto Adige/Südtirol divenne una delle battaglie simbolicamente più importanti della minoranza tedesca. Per questo dividere nuovamente la Bassa Atesina non poteva essere considerato un semplice esercizio di geografia elettorale.
Al Senato siamo intervenuti con un nostro emendamento. Abbiamo individuato una soluzione diversa: i collegi vengono ridisegnati, ma la Bassa Atesina rimane unita, tutti i suoi comuni vengono inseriti nel collegio di Merano. È un compromesso - sì -, ma è un compromesso che tutela ciò che per noi è essenziale: l'unità territoriale della Bassa Atesina.
Il terzo elemento riguarda la partecipazione delle minoranze linguistiche e la distribuzione dei seggi proporzionali. La nuova disciplina prevede che una lista rappresentativa di una minoranza linguistica possa partecipare alla distribuzione tra i seggi proporzionali della regione se raggiunge il 20 per cento dei voti su base regionale, oppure se vince almeno un collegio uninominale. Anche questa è una garanzia importante, perché riconosce un principio semplice: il radicamento territoriale reale di una minoranza deve avere un valore anche nella sua rappresentanza parlamentare, una lista che dimostra attraverso i voti dei cittadini di essere maggioritaria in un collegio non può essere esclusa dalla distribuzione proporzionale soltanto per effetto di una soglia matematica regionale.
Ma c'è un altro elemento, un ultimo elemento per me molto importante, ed è quello che consente di guardare non soltanto alle prossime elezioni, ma anche alle generazioni che verranno. Mi riferisco allo scambio di note tra la Repubblica Italiana e la Repubblica d'Austria. In prima lettura avevo presentato un ordine del giorno che impegnava il Governo, in presenza di modifiche alla legislazione elettorale incidenti sulla rappresentanza delle minoranze linguistiche del Trentino-Alto Adige/Südtirol, ad attivare il confronto con la Repubblica d'Austria. Non era una richiesta formale: nasceva dalla storia stessa della nostra autonomia, dalla sua dimensione internazionale.
Quell'impegno, assunto dal Parlamento, è stato rispettato dal Governo. La Farnesina, attraverso il Ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, ha trasmesso formalmente la nota al Governo austriaco. Il Governo austriaco ha risposto, sempre formalmente, esprimendo una valutazione positiva delle nuove disposizioni sotto il profilo della tutela e della rappresentanza delle minoranze linguistiche dell'Alto Adige/Südtirol.
Questo passaggio, a mio avviso, ha un valore che va ben oltre questa legge elettorale, perché la tutela della nostra rappresentanza parlamentare non rimane affidata soltanto agli equilibri politici del momento, ma viene nuovamente ricondotta alla cornice internazionale che accompagna e garantisce l'autonomia dell'Alto Adige/Südtirol.
Ed è questo il punto decisivo: la tutela delle minoranze non può dipendere dalla benevolenza di una maggioranza politica. Deve poggiare sul diritto, sulla Costituzione, sul nostro Statuto di autonomia e sugli impegni internazionali assunti dalla Repubblica Italiana. Infatti, c'è una differenza fondamentale tra una concessione e una garanzia. Una concessione dipende dalla volontà di chi la concede mentre una garanzia è un diritto sul quale una minoranza deve poter contare anche quando cambiano le maggioranze, i Governi e le stagioni politiche.
È proprio questo il valore che attribuiamo allo scambio di note tra Roma e Vienna: una garanzia per il presente, ma soprattutto una garanzia per il futuro.
Per questo desidero esprimere un ringraziamento al Governo, in particolare al Vicepresidente Tajani, alla Ministra Casellati, al Ministro Lollobrigida e al Ministro Calderoli per l'attenzione e la disponibilità dimostrate nel corso di questo complesso iter legislativo.
Signor Presidente, oggi il percorso parlamentare ci consegna risultati concreti: sono stati mantenuti i collegi uninominali alla Camera. Abbiamo salvaguardato al Senato l'unità territoriale della Bassa Atesina. È stata rafforzata la possibilità per le minoranze linguistiche di partecipare alle distribuzioni dei seggi proporzionali. Sono state ripristinate le disposizioni sulla rappresentanza di genere, che rafforzano il principio di una partecipazione equilibrata alla rappresentanza politica e, soprattutto, è stato realizzato lo scambio di note tra Italia e Austria che avevamo richiesto, rafforzando anche nella sua dimensione internazionale la tutela della nostra rappresentanza parlamentare.
Per questo oggi il nostro voto cambia, ma non cambia la nostra posizione…
PRESIDENTE. Concluda.
DIETER STEGER(MISTO-MIN.LING.). …anzi è proprio la coerenza con quanto avevamo affermato in prima lettura che ci conduce oggi al voto favorevole.
Rivolgendomi ai nostri cittadini sudtirolesi e alla minoranza tedesca e ladina del nostro Paese, posso assicurare loro che le garanzie sono state rafforzate, gli impegni sono stati rispettati e le condizioni che avevamo posto sono state soddisfatte.
Allora possiamo affermare con convinzione che questa legge elettorale non indebolisce la rappresentanza delle minoranze linguistiche tedesca e ladina dell'Alto Adige/Südtirol, ma la tutela, la consolida e la proietta nel futuro.
Per queste ragioni, la Südtiroler Volkspartei esprimerà voto favorevole sull'atto Camera n. 2822-B. Noi non abbiamo chiesto privilegi, abbiamo chiesto garanzie, affinché anche una minoranza numericamente piccola possa continuare ad avere una voce forte e legittimata nel Parlamento della Repubblica; una garanzia per oggi e, soprattutto, una garanzia per domani .
PRESIDENTE. Colleghi, prima di andare avanti, prego tutti i colleghi di fare silenzio. Quindi, per favore, a destra, a sinistra, al centro, dall'alto in basso, facciamo silenzio, così andiamo avanti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Difficilmente si vedono tutte queste telecamere e tutte queste fotocamere, quando il Parlamento è chiamato a votare su alcuni provvedimenti, soprattutto su quelli che riguardano la vita reale degli italiani, che questa legge elettorale non tratta, perché questo provvedimento si occupa soltanto di garantire le posizioni di alcuni che hanno fatto accordi sottobanco per garantirsi la poltrona nella prossima legislatura ! Non si parla e non c'è questa attenzione mediatica, convocata dalla Camera dei deputati, quando il Parlamento è tenuto a votare provvedimenti che riguardano il caro energia, il caro carburanti e i rincari sul carrello della spesa, che stanno devastando i portafogli di milioni di famiglie italiane mentre qui parlate di legge elettorale.
Ma entrando nel merito di questo provvedimento, siamo giunti all'epilogo di una battaglia che, purtroppo, Futuro Nazionale, in parte, ha perso, ma, in parte, ha vinto. E dico questo perché, se nella legge elettorale sono spuntate preferenze meticce, lo si deve soltanto al generale Vannacci che ha richiamato il centrodestra ad alcune promesse che aveva fatto negli anni passati. Dico questo perché nel testo originario non c'era traccia delle preferenze, caro onorevole Donzelli. Altro che sovranità popolare ! E con il meccanismo dei capilista bloccati, che Fratelli d'Italia, purtroppo, ha dovuto subire… Infatti, noi sappiamo che la Presidente del Consiglio Meloni voleva fare di più sulle preferenze, evidentemente, ma, con il ricatto portato avanti dalla Lega, da Forza Italia e da Noi Moderati, che l'hanno fatta andare sotto in prima lettura a Montecitorio, è stata costretta a utilizzare la tecnica dei capilista bloccati, con la quale, nella prossima legislatura, la stragrande maggioranza dei parlamentari non sarà il frutto di preferenze, ma sempre di scelte delle segrete stanze delle segreterie dei partiti politici, perché i capilista bloccano lo scorrimento degli altri candidati.
Ma noi, siccome vogliamo che i futuri parlamentari di Futuro Nazionale siano eletti in chiave maggioritaria con le preferenze, saremo costretti a utilizzare queste gabbie folli delle pluricandidature, che voi avete inserito, per dare il diritto ai futuri parlamentari del nostro partito di essere eletti con le preferenze, signor Presidente !
E però, purtroppo, abbiamo anche perso, in questa battaglia, perché, in questa legge elettorale, continua a esserci quella deriva che viene dalla sinistra e che ha contagiato il centrodestra, ovvero continua a esserci l'alternanza di genere all'interno di questa legge elettorale e continuano ad esserci i capilista bloccati, il cui binomio, di fatto, crea profonde storture rispetto a certi valori e a certi ideali della destra. In più, quando si dice che “Futuro Nazionale è una stampella della sinistra” bisogna ricordare che in questa legge elettorale, grazie all'intervento dell'onorevole Donzelli, ci sono futuri della prossima legislatura, come Fratoianni, Bonelli, Calenda e Renzi, che, a differenza di Futuro Nazionale, non dovranno raccogliere le firme per presentarsi ! Addirittura, sempre per il tramite dell'onorevole Donzelli - perché questa legge elettorale non è lo Stabilicum, né il Melonellum, ma è il Donzellum -, avete inserito l'esonero per questi politici di sinistra che non dovranno raccogliere le firme. Si chiede: perché? Perché hanno costituito un gruppo parlamentare.
Ma la bellezza della norma Donzelli, dal suo punto di vista, che colpisce l'unico partito di destra che è all'opposizione, ma crea un privilegio per questi partiti di sinistra, è che loro hanno un gruppo parlamentare. È vero, loro hanno un gruppo parlamentare, ma il gruppo parlamentare ce l'hanno in deroga al Regolamento della Camera dei deputati, perché non sono 20 deputati ! Quindi abbiamo un centrodestra moderato che ha confermato di essere vicino alla sinistra, perché, anziché aiutare un partito di destra, va a creare un meccanismo di privilegio a partiti di sinistra che dovrebbero essere avversari politici del centrodestra.
E vede, Presidente, con rammarico siamo costretti, a seguito di queste “donzellate”, a votare contro questa legge elettorale. Noi avremmo voluto votare a favore della fiducia su questa legge elettorale, avremmo voluto votare a favore nel voto finale ma, con questi contenuti, per un partito di destra vera come Futuro Nazionale, è impossibile accodarsi al centrodestra ! Siamo costretti a votare contro. E quando si dice “Futuro Nazionale vota insieme alla sinistra”, non è così, cari colleghi e care colleghe, perché qui tutti voi inseguite Vannacci e, se la sinistra ha riscoperto l'importanza delle preferenze - lo ha dimostrato nella seconda lettura al Senato, perché qui a Montecitorio non aveva presentato alcun emendamento per introdurre le preferenze -, lo si deve soltanto al generale Vannacci, che vi ha inchiodato sulla promessa che avevate fatto agli elettori di introdurre le preferenze con l'emendamento che avevamo presentato e su cui siete andati sotto . Siete andati sotto sul vostro; ovviamente sul nostro emendamento abbiamo avuto soltanto i voti favorevoli da parte di Fratelli d'Italia, e li ringraziamo da questo punto di vista, perché non ci aspettavamo diversamente, ma abbiamo avuto la riprova che il centrodestra, tranne Fratelli d'Italia, non voleva queste preferenze.
E vado a conclusione, Presidente. Sappiamo bene che in questa legge elettorale, come soglia per ottenere il premio di maggioranza, come percentuale, è previsto il 42 per cento. Tutti i sondaggi, a prescindere da chi vive nella bolla del Palazzo e che continua a ostinarsi a parlare di voto utile piuttosto che di svuotamento Vannacci, dicono che il centrodestra senza Vannacci non può ottenere la soglia in grado di ottenere il premio di maggioranza e vincere le prossime elezioni per governare il Paese.
Io lo dico anche qui, visto che evidentemente gli appelli che ha fatto più volte il nostro sono caduti nel vuoto: noi siamo pronti a un dialogo, perché per noi la priorità è non far tornare a guidare la Nazione i vari Bonelli, Fratoianni, Conte e Schlein della situazione . Però serve da parte vostra rispetto, serve un'interlocuzione programmatica perché, a differenza…
PRESIDENTE. Concluda.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …del Campo largo, il programma noi ce lo abbiamo, voi ce lo avete ed è arrivato il momento, a mio avviso, di avviare un'interlocuzione seria per capire se ci sono le condizioni per questa alleanza, perché la priorità deve essere quella di tenere a casa questi signori che farebbero soltanto più danni della grandine .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boschi. Ne ha facoltà.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-CR). Grazie, Presidente. Ministra, il gruppo di Italia Viva-Casa Riformista voterà convintamente contro questa legge elettorale. Eppure, oggi tiriamo un sospiro di sollievo perché finalmente, dopo sei mesi, questo Parlamento non sarà più ostaggio della maggioranza e del vostro Governo, che ci ha obbligati a occuparci esclusivamente di legge elettorale e dei vostri interessi personali, anziché dei problemi degli italiani . Perché, da quando il vostro Governo ha perso il referendum, con una sonora bocciatura, sulla riforma della giustizia da parte degli italiani, l'unica preoccupazione di Giorgia Meloni è stata come assicurarsi di tornare a Palazzo Chigi, come conservare la propria poltrona, cambiando le regole del gioco, cambiando la legge elettorale.
E allora ci sono state riunioni su riunioni di maggioranza sul ballottaggio, sulle soglie e sulle preferenze, per capire cosa convenisse di più a Salvini, cosa convenisse di più a Tajani, con lo spettro di Vannacci che si agitava dietro le quinte. Eppure voi avete raccontato agli italiani, anche su questa legge elettorale, l'ennesima bugia: avete voluto far credere agli italiani che avreste cambiato la legge elettorale a un anno dalle elezioni per dare più stabilità al Paese, tanto che l'avete voluta chiamare “Stabilicum”.
Ed è una grossa bugia perché non solo non succederà necessariamente con questa legge elettorale, perché sappiamo bene che se nessuna delle due coalizioni raggiungerà il 42 per cento alla Camera e al Senato non scatterà il premio di maggioranza, e quindi sarà un proporzionale puro, ma anche perché, al di là delle leggi elettorali, esiste poi la politica. Ed è paradossale che il vostro Governo abbia occupato questo Parlamento per 6 mesi sulla legge elettorale per dare stabilità al Paese e, al tempo stesso, si vantasse di essere il Governo più longevo della storia.
Segno evidente che anche con il Rosatellum si poteva ottenere la stabilità, anche se in quel caso ci siete riusciti perché nel 2022 il centrosinistra è arrivato diviso alle elezioni e, purtroppo, ha garantito alla Meloni la vittoria, nonostante i voti del centrosinistra fossero maggiori. Ma la prossima volta il centrosinistra non ripeterà lo stesso errore e allora Giorgia Meloni cerca di cambiare le regole del gioco. E guardi, Ministra, è veramente ormai evidente il vostro scollamento dalla realtà, come voi siate chiusi dentro al vostro palazzo, perché siete stati capaci di festeggiare a Bari il record di longevità del Governo in pompa magna, mentre, a 100 chilometri di distanza, a Taranto, quello stesso giorno 2.500 persone dell'ex Ilva venivano licenziate .
Allora, Ministra, le dico che cosa è successo nel Paese, fuori dal palazzo, se non ve ne siete accorti, in questi sei mesi in cui ci avete tenuto impegnati con la legge elettorale. È successo che la benzina è al massimo storico e il Governo non ha rinnovato, non dico l'abolizione delle accise che aveva promesso, ma nemmeno quella riduzione minima delle accise che aveva garantito negli ultimi mesi; è successo che il prezzo della benzina è tornato a salire, anche quello di ENI, nonostante i tanti annunci di Giorgia Meloni.
In questi sei mesi è successo che 7 milioni di italiani impiegano un terzo del loro stipendio, purtroppo, per pagare l'affitto e le rate del mutuo, e non resta altro per provvedere alle proprie esigenze; è successo che, con il rincaro della benzina, il carrello della spesa costa il 30 per cento in più agli italiani; è successo che quasi 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi, perché le liste d'attesa nel pubblico sono troppo lunghe e non hanno i soldi per rivolgersi al privato; è successo, con il vostro Governo, che la pressione fiscale ha raggiunto il massimo storico, il 43,5 per cento, e la destra, che aveva promesso di tagliare le tasse, non soltanto non le ha tagliate e le ha aumentate, ma ora Giorgia Meloni ci spiega che è una cosa positiva che la pressione fiscale sia al record storico , che dobbiamo ringraziarla ed essere contenti.
Le manderemo dei fiori a casa, ringrazieremo Meloni per avere aumentato le tasse alle imprese e alle famiglie. E allora voi vi occupate di legge elettorale, sì, ma, siccome siete divisi anche su questo in maggioranza, per ottenere il voto finale, dopo essere andati sotto a voto segreto qualche mese fa in quest'Aula proprio sulla legge elettorale, avete messo tre fiducie in 3 giorni. E guardate, Ministra, non mi scandalizza che abbiate messo la fiducia, perché è consentito e perché lo abbiamo fatto anche noi, quindi figuriamoci se mi scandalizza.
Mi scandalizza, però, la vostra ipocrisia, perché io ricordo bene cosa ci avete scagliato contro verbalmente e fisicamente in quest'Aula quando lo abbiamo fatto noi; ricordo bene Giorgia Meloni nel 2017, quando il Governo Gentiloni mise la fiducia sul Rosatellum, invocare il Presidente della Repubblica e dire che la maggioranza, se non aveva i voti dei suoi parlamentari, non poteva certo pensare di avere i voti degli italiani.
E ora, senza neanche provare un brivido di vergogna, mettete ben tre fiducie, con la differenza che allora il Rosatellum venne votato anche da un pezzo delle opposizioni, venne approvato con i voti di Forza Italia e della Lega, mentre oggi questa legge elettorale passerà solo con i voti della vostra maggioranza e con la fiducia messa dal vostro Governo, nemmeno un voto di opposizione
E allora avete cambiato idea sulla fiducia e avete cambiato idea sulle preferenze, perché, quando con l'Italicum c'erano i capilista e le preferenze, gridavate allo scandalo per il fatto che gli italiani non potessero scegliere i loro rappresentanti e che fossero tutti nominati nelle segrete stanze dei partiti. E ora fate la stessa cosa, anzi, la peggiorate, perché togliete anche il tema delle norme antidiscriminatorie per le donne.
E del resto ci avete abituato a cambiare posizione su tutto: Giorgia Meloni ha cambiato posizione sulla fiducia, sulle preferenze, ha cambiato posizione sul , sulle trivelle, sulle unioni civili e sull'abolizione delle accise. Su una cosa Giorgia Meloni non ha cambiato idea e con insistenza dal primo giorno persegue la sua strada sul boicottare la partecipazione delle altre donne. Infatti, Ministra, che una Ministra donna e una Presidente del Consiglio donna festeggino gli 80 anni dal primo voto delle donne, dalla prima volta in cui le donne sono state elette, eliminando le norme antidiscriminatorie dalla legge elettorale è una cosa gravissima . Perché quando Giorgia Meloni è stata nominata Presidente del Consiglio io ho guardato come un fatto positivo questa novità, la prima donna a Palazzo Chigi. Ho detto: bene, sarà una donna che grazie alla sua responsabilità aprirà le porte, aprirà le strade ad altre donne.
E invece, da quando è a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha fatto di tutto per chiudere quelle porte, per ostacolare le altre donne e lo fa anche con questa legge elettorale. E non sono preoccupata per me o per il mio gruppo, perché Italia Viva è l'unico partito che ha in Parlamento più donne che uomini, che ha due capogruppo donna alla Camera e al Senato, e Renzi ha già detto che avremo in lista più donne che uomini. Ma sono preoccupata ( - e glielo dico, caro collega, senza bisogno che faccia ironia - perché noi abbiamo un Governo in cui il Vicepresidente del Consiglio Tajani misura l'affidabilità delle donne in base a quanto sono lunghe le loro gonne .
E c'è il generale Vannacci che si permette di dire - a proposito di dignità delle donne, collega Ziello - che le donne le preferisce senza gonna E allora io penso che in questo Parlamento ci sia bisogno di più donne, mentre possiamo fare a meno di uomini che la pensano come loro, sinceramente .
Allora, caro Governo, votatevela voi questa legge, votatevela da soli, non avrete i nostri voti. Infatti potete cambiare tutte le leggi elettorali del mondo, ma la prossima volta perderete e noi vi aspettiamo alle urne, perché l'unica cosa che non avete cambiato è cambiare in meglio la vita degli italiani in questi quattro anni. Avete migliorato solo le vostre vite e quelle dei vostri amici .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, in questi anni il Governo Meloni è stato il più stabile della storia repubblicana e il più stabile d'Europa. Abbiamo dimostrato che la stabilità è un valore perché rende il Paese più forte e perché permette alla coalizione che ha vinto le elezioni di realizzare il programma. Grazie alla stabilità abbiamo ottenuto dei risultati importanti: abbiamo favorito la crescita occupazionale, 1.300.000 posti di lavoro in più, con gli occupati che in Italia sono più di 24.000.000; la riforma fiscale, dove abbiamo semplificato e abbiamo abbassato le tasse, con l'Irpef, per i redditi fino a 28.000 euro, che è passata dal 25 al 23 per cento e, per i redditi da 28.000 euro a 50.000 euro, la riduzione è stata dal 35 al 33 per cento.
Grazie alla stabilità siamo riusciti a far fare rinnovi dei contratti collettivi nazionali che hanno incrementato i redditi: nel mondo della scuola: 912 euro; nel mondo della sanità: 380 euro in più al mese.
È di ieri la notizia dell'incremento per i dirigenti sanitari da 393 euro a 560 euro. Nell'ambito della difesa e della sicurezza 200 euro mensili in più.
E sul fronte dell'immigrazione, grazie alla credibilità, all'autorevolezza, alle intese con i Paesi di provenienza e di transito, siamo riusciti ad abbassare dell'80 per cento gli sbarchi, dal 2023 ad oggi, e ad aumentare i rimpatri del 60 per cento, dal 2021 al 2025.
E poi la famiglia, un tema a Noi Moderati molto caro: siamo riusciti a incrementare il mamme di 240 euro all'anno e abbiamo aumentato i congedi parentali dal 30 per cento all'80 per cento.
Solo alcuni esempi di cosa vuol dire stabilità ed è per questo che con questa legge elettorale vogliamo creare le condizioni per garantire stabilità e governabilità, indipendentemente da chi vincerà. E respingiamo le accuse che ci vengono rivolte, che la maggioranza ha fatto questa legge per costruirsi un vestito su misura e per continuare a governare, anche perché, a sostegno di quanto viene affermato, noi governiamo in questa legislatura grazie a una legge che favorisce la governabilità. Non è vero. Tutti i colleghi sanno che nel 2022 siamo riusciti ad avere una maggioranza perché il Campo largo era diviso, una situazione irripetibile e straordinaria, tant'è che 35 collegi uninominali sono stati vinti dal centrodestra con meno del 40 per cento. Tutti dovrebbero essere contenti di questa legge.
Respingiamo anche l'accusa secondo la quale non c'è stato un confronto in Parlamento. Abbiamo depositato due testi di legge, abbiamo apportato numerose modifiche grazie alle osservazioni anche dell'opposizione e di costituzionalisti. C'è stato un grande lavoro, per cui ringrazio il presidente della Commissione Pagano, relatore insieme a me, l'altro relatore Igor Iezzi, il portavoce dei relatori, l'amico Angelo Rossi, e il Ministro Casellati, che è sempre stato in Commissione con noi. C'è stato un lavoro complessivo che ha migliorato questa norma.
E poi respingiamo la narrazione secondo la quale ci siamo occupati solo di legge elettorale, perché in questi mesi parallelamente abbiamo fatto interventi per riuscire a completare il lavoro sul PNRR. Siamo intervenuti sul salario giusto e sulla sicurezza sul lavoro, rafforzando la tutela per i lavoratori; abbiamo varato il Piano casa; siamo intervenuti sul caro energia, con interventi sulle accise e intese con gli operatori; stiamo già lavorando sulla legge di bilancio.
Allora, la verità è un'altra: l'opposizione dovrebbe spiegare quali sono le contrarietà a una legge elettorale che garantisce governabilità. Chi riesce a ottenere il 42 per cento ottiene 220 deputati e 113 senatori. Certo, immaginiamo che qualcuno dall'opposizione speri nel pareggio, all'interno del quale si annidano opacità e accordi di Palazzo che noi respingiamo, perché crediamo che gli italiani non meritino questo ma meritano che ci sia rispetto del voto che esprimono.
E poi il cuore della legge elettorale: la trasparenza, la chiarezza. Tutti sapranno quale sarà la coalizione che si presenterà alle elezioni, le diverse coalizioni che si presenteranno, il programma che verrà depositato. Tutti gli elettori sapranno cosa sosterrà, in fase di Governo, quella coalizione.
E poi l'indicazione del Premier: ma cosa c'è di più chiaro che dire agli italiani “se vinceremo noi, il Premier sarà questo”? È chiaro che per noi è un momento di chiarezza che rispetta la Costituzione, perché le prerogative del Presidente della Repubblica non vengono assolutamente violate, ma parlare con chiarezza ai cittadini per noi è fondamentale.
E poi le preferenze: almeno il 50 per cento dei parlamentari verrà eletto con le preferenze, un tema per Noi Moderati fondamentale. Anche i partiti piccoli avranno la possibilità, replicando le candidature e i capilista, di far eleggere i parlamentari con le preferenze.
E sul tema delle donne - ho ascoltato molto in questi giorni sul tema del rispetto di genere all'interno del Parlamento - i partiti hanno la piena responsabilità di candidare le percentuali di donne che reputano opportune. Possono arrivare al 50 o al 60 per cento: non c'è bisogno di una norma per avere il Presidente del Consiglio donna, Giorgia Meloni . È stata la politica e i partiti che hanno deciso di avere per la prima volta nella storia d'Italia un Premier donna.
Allora, io credo che la verità sia un'altra: il Campo largo è contro la trasparenza e la chiarezza di questa legge elettorale, perché è diviso su tutto. È diviso sulla politica estera, è diviso sulle riforme del lavoro, sul fisco, la vedono in modo totalmente diverso sul nucleare, sull'eolico, sulle stesse alleanze che non sono ancora chiare e poi sul candidato Premier, perché ovviamente questa è la più grande divisione che c'è nel Campo largo. L'unico elemento che li fa stare insieme è l'obiettivo di vincere contro il centrodestra e non di certo per governare bene il Paese. Al centrosinistra piace il pareggio, piacciono gli inciuci, piacciono gli accordi di Palazzo o l'arrivo del tecnico sconosciuto fino a quel momento che riesce a sistemare un po' tutti gli equilibri. La nostra scelta, invece, è quella di superare queste opacità: è dare all'Italia chiarezza, è dare all'Italia trasparenza, serietà e la certezza che non ci sarà spazio per ribaltoni, trasformismi e inciuci. Credo che sia la prima volta in cui una maggioranza fa una legge elettorale a esclusiva tutela della scelta degli elettori e a Noi Moderati interessa sempre e solo fare gli interessi degli italiani. Per questo, voteremo convintamente questa legge elettorale .
PRESIDENTE. Colleghi, prima di andare avanti ribadiamo l'appello di prima: per favore silenzio per chi sta in Aula, così ascoltiamo gli oratori.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Angelo Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi e colleghe, il Governo Meloni, anzi la maggioranza del Governo Meloni, sta vivendo un momento delicato: ci troviamo di fronte a una sorta di guerra dei Roses, ovvero la notte dei lunghi coltelli, a tal punto che questa maggioranza - con il Governo assolutamente schierato e ce ne saranno ancora di più di Ministri in Parlamento - è stato costretto a mettere ben tre fiducie perché non si fidano l'uno dell'altro. Ma su che cosa non si fidano? Su uno strumento fondamentale per il funzionamento della nostra democrazia, ovvero la legge elettorale.
Però, vedete, quello che trovo sconcertante è che, nel Paese che ha i salari più bassi d'Europa, le bollette tra le più care d'Europa, le liste di attesa nella sanità pubblica che impediscono a 5,8 milioni di persone di accedere a cure specialistiche, i territori devastati dalla crisi climatica, la carenza del trasporto pubblico, pensioni, tante altre questioni e la carenza di investimenti pubblici nella scuola, abbiamo qui - guardate, se io fossi il regista farei inquadrare il del Governo - il Ministro del Turismo, che oggi è impegnato qui a occuparsi di legge elettorale, abbiamo il Ministro della Salute, Schillaci, che viene qui oggi a occuparsi di legge elettorale, mentre gli italiani chiedono che si occupi di sanità pubblica . Abbiamo il Ministro della Giustizia che viene qui e che, nello sfascio della giustizia nel nostro Paese e dopo aver preso lo schiaffone dagli italiani con il referendum, sta qui a presidiare la legge elettorale. Ministro Nordio, quale grande priorità è la legge elettorale per lei? Il Ministro della Cultura, che sta qui a presidiare la legge elettorale invece di occuparsi di cultura e di far funzionare le attività e le infrastrutture culturali del nostro Paese. Ma ne verranno tanti altri tra poco. Non vi occupate dei problemi degli italiani - e lo dico alla Presidente Meloni, che sicuramente da qualche parte ci starà ascoltando - perché voi siete i responsabili del peggioramento delle condizioni di vita degli italiani e nascondete la crisi economica e sociale con la vostra propaganda.
Siete diventati bugiardi seriali, la Presidente del Consiglio. Vi dimostrerò perché siete diventati bugiardi seriali. Alcuni giorni fa, la Presidente del Consiglio, in accordo con l'ENI, aveva annunciato la diminuzione del costo dei carburanti, ringraziando l'ENI. Abbiamo visto che cosa è accaduto: l'ENI aspettava che il Governo rinnovasse gli sconti fiscali e ha alzato il costo dei carburanti. Il punto è che queste società fanno sempre le politiche con i soldi degli italiani . Hanno incassato miliardi e miliardi di profitti in questi anni e voi non avete fatto nulla, avete consentito che i carburanti schizzassero verso l'alto, avete consentito che le bollette schizzassero verso l'alto.
Ma non è finita la serialità delle vostre bugie. Avete annunciato - il Governo subito con il Ministro Urso, estremamente imbarazzante, e non capisco la ragione per la quale continua a fare il Ministro -, insieme alla Meloni, la riduzione del costo delle bollette elettriche e del gas. Cos'è accaduto?
Vi do il Signori Ministri, se non lo avete mai saputo, lo dico agli italiani che ci stanno vedendo: la mattina del 30 settembre il costo a chilowattora in Italia era pari a 0,17 euro. Al pomeriggio, ENI annuncia lo sconto del 30 per cento. La notte del 30 settembre ENI aumenta e porta il costo a circa 0,20 euro al chilowattora: dove lo applica lo sconto del 30 per cento? Sul prezzo più alto! Quindi, non ci sono i 200 euro per gli italiani! Hanno fatto un'operazione di becera con la vostra complicità , prendendo in giro gli italiani perché volete assolutamente recuperare un consenso che non c'è più nel Paese! Perché avete assolutamente perso il rapporto con gli italiani.
Ma vogliamo parlare dell'incredibile comunicato della Presidente Meloni, che ha chiamato l'amministratore delegato di Ericsson annunciando che Ericsson ritirava 131 licenziamenti? Ma che bugia! Ma come si può giocare sulla vita delle famiglie e delle persone? I sindacati e la CGIL hanno detto che è falso! Perché l'amministratore delegato di Ericsson non ha detto che ritira i licenziamenti, ha detto ai lavoratori e alle lavoratrici: vi dovete dimettere volontariamente, ma se non lo fate entro novembre vi mandiamo tutti a casa . Un ricatto ignobile al quale voi vi siete prestati ancora una volta! Perché fate valere la propaganda e la comunicazione sul disagio e sulla sofferenza delle persone!
Guardate, potrei continuare sulla situazione ma ovviamente, per , non posso non accogliere il Ministro dell'Ambiente che è appena arrivato e che, con tutti i problemi sull'energia e sul caro energia, oggi sta qua ad occuparsi di legge elettorale. Tra poco se ne aggiungeranno anche altri e faremo l'elenco, non so se accadrà al termine del mio intervento.
Quindi, ci troviamo di fronte a questa legge elettorale. Io penso e sono convinto che sia una legge elettorale assolutamente incostituzionale per diversi motivi: per l'articolo 57 della Costituzione, ovvero quello che prevede che il premio di maggioranza al Senato è regionale e non nazionale, e voi lo avete fatto nazionale; per via delle liste bloccate, 70 deputati alla Camera e 35 al Senato, poi i capilista bloccati, 49 alla Camera e la metà al Senato, una cosa incredibile. Poi parlate, parlate di dare potere ai cittadini: ve lo stanno togliendo , ve lo stanno togliendo molto semplicemente questo potere.
Ma, guardate, c'è una cosa che va detta con molta chiarezza. Avete aumentato la possibilità di raccolta di firme a 6.000 per chi si deve presentare alle elezioni, dimenticando che in altri Paesi d'Europa, come in Francia, le firme non si raccolgono, che in Germania, per presentarsi alle elezioni federali, bastano 27.000 firme. E voi avete raggiunto la cifra incredibile di 450.000 firme.
Del resto, vedete, alla vostra incoerenza noi siamo abituati. Giorgia Meloni, nel 2022, quando faceva campagna elettorale, andava con la sua macchina dal distributore a dire che avrebbe levato le accise. Non l'ha fatto, anzi ci troviamo il costo del carburante tra i più alti .
E il punto è che Giorgia Meloni nel 2013, quando presentò Fratelli d'Italia, raccolse solo 26.000 firme; e oggi, con un atteggiamento autoritario, impone e limita per chi è fuori da questo Parlamento il diritto democratico di poter concorrere alle elezioni. E questo è un fatto assolutamente inaccettabile .
Altra questione. Guardate, questa è veramente surreale, è una macchietta comica. Ma purtroppo voi state trasformando la politica in una drammatica comicità per gli italiani: gli italiani all'estero. Ma voi immaginate che ci sono dei senatori che devono essere eletti nella “circoscrizione Mondo”. Il mondo! Per cui questo senatore deve andare da Melbourne, prendere l'aereo, andare poi a New York, a Buenos Aires, a Pechino. Ma cosa vi ha detto la testa! È incredibile tutto ciò! Tralascio gli aspetti, diciamo, legati alle spese, ma c'è un problema che riguarda il rapporto con il territorio. Quale territorio? Il mondo?
Ma insomma, signor Presidente, noi ci troviamo di fronte a una legge elettorale che dovrebbe essere la casa comune di tutti quanti. E invece è diventato lo strumento di questa maggioranza che vuole esercitare in maniera molto dura e autoritaria per la paura di perdere le elezioni.
Però, ci troviamo di fronte a un problema che avrebbe dovuto portare chi ha un ruolo istituzionale importante a guardare quello che è accaduto nel nostro Paese. Perché in trent'anni in Italia sono state cambiate ben cinque leggi elettorali; questo è un problema inaccettabile, che attiene alla qualità della nostra democrazia.
Io penso che in realtà Giorgia Meloni sappia bene che questa legge è incostituzionale. E che cosa ha detto? Perché oggi ha messo la fiducia, Giorgia Meloni? La conosco troppo bene, pur essendo nei banchi opposti - politicamente - da tanti e tanti anni: Giorgia Meloni ha posto la fiducia dicendo a quel 50 per cento, in particolar modo ai deputati di Fratelli d'Italia: ma voi lo sapete che il 50 per cento di voi non rientrerà in Parlamento? Lo sapete? Non rientrerete in Parlamento ). E allora che cosa vi ha promesso Giorgia Meloni? Vi ha detto: votate la legge, che vi garantisco lo stipendio per i prossimi 11 mesi. E voi voterete la legge elettorale, ma dopo, una volta approvata, vi manderà a casa, perché questa è una legge elettorale che taglia la democrazia ).
E siccome avete perso la dignità di far valere anche il vostro ruolo in questo Parlamento, diteci… Ma c'è un piano B. C'è un piano B ed è che, se si dovesse arrivare a un pareggio oppure se intervenisse una modifica da parte della Corte costituzionale della legge elettorale, e quindi si dovesse andare col proporzionale, Giorgia Meloni andrà a fare l'accordo con Vannacci. E questo non lo dirà mai agli italiani, e anche quel che ha detto Ziello prima ne è una dimostrazione .
A maggior ragione, il centrosinistra deve accelerare per un programma progressista ed ecologista che metta al centro gli interessi pubblici degli italiani, di fronte allo sfascio dello Stato a cui abbiamo assistito ).
Prima la Costituzione, e - adesso lo diciamo noi - prima gli italiani, non gli interessi vostri ().
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Richetti. Ne ha facoltà.
MATTEO RICHETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Mi sono segnato un po' gli argomenti che stiamo affrontando: sbarchi, carburanti, aumento delle tasse, meno tasse, più tasse, aumento degli stipendi, meno stipendi. Io parlerò di legge elettorale, perché ci avete chiamato a fare le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. Non lo dico perché i problemi che hanno affrontato i colleghi non siano problemi reali, però decidiamoci: o la legge elettorale è un fatto importante, perché sono le regole della nostra democrazia, e allora lo riconosciamo come un fatto importante; oppure era meglio fare dell'altro, perché in fondo non è una cosa così esiziale.
Guardate, io ho provato un po' di imbarazzo in questi mesi di lavoro in Commissione e in Aula, nei quali i numeri di cui discutevamo noi non erano i numeri di cui discuteva il Paese. Noi ragionavamo di 40 o 42 come soglia, e il Paese registrava il più alto tasso di inflazione degli ultimi tre anni, che arriva nelle tasche degli italiani. Noi ragionavamo di 3 per cento di sbarramento e di liste piccole, e non riuscivamo a mettere un tetto al costo dei carburanti. Certo, è un problema enorme: arriverà un dato di inflazione e di - che è alle porte - che rappresenterà un problema molto serio per questo Paese.
Ieri in questo Parlamento - in un'Aula di questo Parlamento - ci è stato posto un tema oggettivo dalla Fondazione Gimbe: non sono solo più gli italiani che scappano dalle cure del Servizio sanitario nazionale, ma sono i medici e gli infermieri che scappano dal fornire le cure, per le condizioni in cui stanno lavorando.
E allora io spero che chiudendo questa discussione - che ritengo importante, e dirò perché - torniamo ad occuparci di questi aspetti. Perché la ritengo importante? Perché vorrei tentare di fare un esercizio in questi pochi minuti, che è quello di spiegare che cosa accadrà con l'approvazione di questa legge e perché la contrastiamo con questa forza.
Non mi presto al gioco nel quale ricordiamo alla Meloni cosa diceva del fatto di porre la fiducia e dei capilista bloccati, o nel quale ricordiamo agli amici del PD - me compreso - cosa dicevano della necessità di avere un premio di maggioranza per le forze che vincono le elezioni, perché in questo modo non facciamo capire nulla di quello che accade e ritrasformiamo per l'ennesima volta questo dibattito in un .
“Abbiamo reintrodotto le preferenze”, dice la maggioranza. “Non è vero, sono finte preferenze”, dice l'opposizione. Chi ascolta cosa capisce? Le abbiamo messe o no, queste preferenze?
Io, Mule' e il collega Benzoni siamo nella stessa lista del collegio di Milano. Io faccio il capolista perché l'ho deciso io, Mule' e Benzoni sono sotto di me e vanno a preferenze.
La nostra lista fa parte della coalizione che vince le elezioni e, quindi, accederemo al premio di maggioranza di 70 deputati. Il collega Benzoni, che è giovane e aitante, fa parte anche dei 70 deputati che scattano con il premio di maggioranza; essendo sotto di me, Benzoni e Mule' vanno a preferenze: Benzoni, che purtroppo è giovane e aitante, ne prende 500; Mule', che è noto e bravo, ne prende 20.000. In quel collegio la nostra lista scatta e prende un seggio. Sapete chi viene eletto dei tre? Io e Benzoni, e l'unico che non viene eletto è Mule' che ha preso 20.000 preferenze, però voi avete messo le preferenze
Perché dovete spiegare questo, se volete che capiscano a casa; perché il capolista è il primo che scatta, quello dei 70 è il primo che scatta, e chi ha preso le preferenze sta a casa.
Ieri la mia collega Bonetti, con tutta la forza che ci sta mettendo in queste settimane, ha gridato: attenzione, rischiamo di avere un Parlamento senza donne. Spallucce, perché “che esagerata questa Bonetti, neanche una donna”. Ma è possibile che questo accada? Perché, se anche solo questo può accadere, allora è un problema enorme. Infatti, è un passo indietro rispetto non ad una battaglia femminista, ma a una battaglia costituzionale che vuole il Parlamento rappresentativo della società italiana .
La legge Rosato aveva il grande pregio di dire: la prima funzione che ha il Parlamento è quella di spiegare agli italiani, la sera delle elezioni, chi ha vinto o di rappresentarli nei cinque anni della legislatura?
La legge Rosato diceva che la rappresentanza ha tre gambe: territorio, politica e genere. Territorio, collegi: il primo che vince a Modena rappresenta Modena. Politica: liste di partito. Genere: alternanza nei capilista e alternanza dentro la lista. Ma fu una battaglia importante e fu una battaglia dentro un senso del Parlamento che è quello di rappresentare.
Secondo esempio. Gli amici e i compagni della Lega Nord faranno le liste e le faranno - come Azione, come Forza Italia, come Partito Democratico - con due attenzioni. Hanno un gruppo dirigente importante da riportare in Parlamento e allora dovranno mettere capilista cinque volte Salvini, cinque volte Giorgetti, cinque volte Fontana, cinque volte Molinari. Cosa accade con l'attuale legge e cosa accade con la prossima legge? Se usi cinque volte Salvini, Molinari e Fontana, succede che tutte le volte che si radica Salvini in un collegio, nell'altro scatta una donna, perché l'alternanza di genere garantiva una rappresentanza plurale e, siccome usi tante volte Salvini, Giorgetti, Fontana e Molinari, succede che tante volte quell'alternanza di genere viene rispettata.
Cosa accade con la nuova legge? Accade che ogni volta che si radica Salvini, il secondo che scatta è il primo delle preferenze. Qualcuno mi dirà dalla destra: “ma, Richetti, se le donne non sono capaci di prendere le preferenze, non è mica un problema mio”, ma non funziona così. Le donne non nascono con meno preferenze. Sono trent'anni che facciamo la battaglia affinché con riferimento ai presidenti di regione - che sono quelli che candideremo a preferenze -, ai sindaci - che sono quelli che faremo con le preferenze -, ci sia una rappresentanza plurale, in un Paese che partiva senza donne in nessun livello istituzionale. Ma è una cavolata o è un problema reale ?
E, allora, non mi scomodo sulla costituzionalità - non è il nostro mestiere -, ma se per una volta facessimo il nostro di mestiere, che è quello di fare buone leggi? Poi ci penserà la Corte costituzionale.
Certo, vi do un consiglio: se non li fornite voi gli elementi di incostituzionalità alla Corte, è meglio. Perché il 4 settembre, a Bari, Giorgia Meloni, mentre celebrava la longevità, si è fatta prendere la mano e ha detto che i cittadini sceglieranno le coalizioni e il Premier. Decidiamoci, eh, perché se lo dite voi che il Premier lo scelgono i cittadini, dovevate fare il premierato e la Corte costituzionale qualcosa ve lo dice, perché lì c'è scritto chi sceglie il Premier, non dice “i cittadini” .
E poi ci sono le conseguenze della politica, che sono quelle che mi preoccupano di più, che sono quelle che fate finta di non vedere. Infatti, mentre Bonelli urlava “vi metterete con Vannacci”, quell'altro di Fratelli d'Italia gli urlava “e voi con Renzi”. E allora fare le alleanze è diventato il vostro punto di accusa. Certo, lo capisco. Lo capisco, perché, quando Matteo Renzi, orgogliosamente, rivendicava di aver mandato a casa Conte, oggi c'è un problema. Se poi il suo nuovo , Vincenzo De Luca, dice che Bonelli non capisce nulla, farci un'alleanza sarà complicato. Se poi ieri il nostro collega Carotenuto fa una e mette alla gogna i colleghi del PD, che fanno il PDL Antisemitismo, è un problema vostro.
Noi non cederemo neanche di un centimetro all'idea che la convenienza venga prima della coerenza, neanche un centimetro! È un problema vostro … No, ce lo ricordiamo benissimo. Voi ricordatelo anche a Ziello, il quale ancora non si spiega perché Azione e Italia Viva abbiano un gruppo: io sono stato eletto in una lista che aveva Azione e Italia Viva come simboli, lui si chiamava Lega-Salvini Premier. Bisogna che glielo spieghiate, a Ziello, che ha cambiato gruppo, che era in maggioranza, che è all'opposizione e dice: ma perché devo raccogliere le firme ? Guarda, bisogna che ti fermi un attimo. Ieri faceva il filmato dal Transatlantico - neanche si potrebbe - e diceva questo: guardate quanti sono a razzolare in questo cortile. Un filmato che ha pubblicato sui suoi è l' del “bivacco di manipoli”, questo, eh! Attenzione. Attenzione !
Poi fate le alleanze che volete, ma io vi dico una cosa: voteremo “no” non perché è la pietra tombale sulla democrazia. Voteremo “no” perché è il sigillo finale sulla mancanza di credibilità che darete a queste coalizioni e alla politica in generale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CONTE(M5S). Signor Presidente, gentili colleghi, vedete, i numeri che davvero contano per gli italiani sono: l'aumento al 30 per cento della spesa nel carrello negli ultimi anni; le tasse record negli ultimi dieci anni, dai tempi di Monti non ricordavamo questa tassazione record; il dei prezzi del carburante, ossia più 22 per cento dei costi energetici che pesano su famiglie e imprese; e, ancora, 6 milioni di cittadini sono costretti a rinunciare a cure mediche per le liste d'attesa molto lunghe.
Eppure, a Palazzo Chigi sembra che i numeri che contano siano altri. Sono altri perché i numeri che contano sono le soglie di sbarramento, i posti in lista, i seggi. Voi adesso vi state concentrando su una legge elettorale per perpetuare il vostro potere e la cosa più grave è che non solo lo state facendo adesso che avete paura di perdere, ma vi state cucendo addosso un vestito nella speranza di rimanere incollati alle poltrone. È un vestito, peraltro, che continuate a modificare - avete continuato a modificare sin qui - sulla base dell'ultimo sondaggio e sulla base della psicosi Vannacci, che ormai vi determina nell'azione politica. Vedete, manca solo una precisazione ulteriore per garantirvi il futuro controllo del Parlamento: indicare che il premio di maggioranza va a una Premier con gli occhi chiari .
Eppure, noi ricordiamo Meloni quando, con grande veemenza - vi ricordate? Ci metteva la faccia, perché lei ci ha messo sempre la faccia, all'opposizione -, diceva che le regole del gioco non possono essere decise con le fiducie. Quel video sta circolando. E poi, addirittura, aggiungeva: ma come possono i che non riescono a fidarsi dei propri parlamentari e devono mettere la fiducia per controllare il loro voto, poi, chiedere il voto agli elettori e agli italiani? Ebbene, avete messo tre fiducie e mettete pure le vedette a controllare il voto .
Ma, ormai, Giorgia Meloni con la sua faccia tosta non ci stupisce più, o meglio, quasi più. Ieri, Fratelli d'Italia ci ha stupito. Fratelli d'Italia, ieri, ha avuto l'ardire di sfidare il MoVimento 5 Stelle: ci dovete dire da quale parte stare, dovete scegliere da quale parte stare. Avete infangato gravemente Roberto Scarpinato !
Vedete, noi, in realtà, da quale parte stare lo abbiamo scelto da tempo, senza esitazione e con grande determinazione. Ci sono delle foto che sono più di una testimonianza fotografica, sono delle testimonianze di vita: qui Scarpinato è con Falcone, al lavoro, e con Borsellino . Poi ci sono delle foto che sono anch'esse delle testimonianze di vita: qui abbiamo Delmastro avvinghiato a Caroccia, prestanome di un clan camorristico …
PRESIDENTE. Presidente Conte.
GIUSEPPE CONTE(M5S). …e abbiamo la Presidente della Commissione antimafia, Colosimo, con le mani intrecciate a Ciavardini, che, lo ricordiamo, è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, come esecutore materiale della strage di Bologna del 1980, per chi dimenticasse o ha perso la memoria . E veniamo al merito. Avete introdotto le preferenze con grandi strombazzamenti: sono preferenze fasulle, non prendiamo in giro gli italiani. L'80 per cento, più dell'80 per cento dei componenti del prossimo Parlamento sarà deciso dalle segreterie di partito, dei nominati catapultati in Parlamento senza libera scelta degli italiani.
Quindi, le preferenze si ridurranno a ben poca cosa per quanto riguarda la composizione del prossimo Parlamento. Noi vi riconosciamo un primato, un primato a questo Governo, bisogna essere oggettivi: la prima Premier donna della storia repubblicana. Ecco, questo primato lo avete azzerato. Giorgia Meloni sei riuscita, tu, donna, a sbarrare la strada alle altre donne , perché i capilista potranno essere tutti uomini.
Ma vi rendete conto? Oggi abbiamo già una politica declinata per lo più al maschile e abbiamo la prima donna Premier della storia che sbarra la strada alle altre donne. Complimenti anche su questo ! Poi vi siete ancora industriati per rimanere incollati e cercare di autoperpetuare il vostro potere. E che avete fatto? Avete recuperato un vecchio privilegio di casta per la politica, per i politici che già sono qui. Avete detto: sbarriamo la strada alle nuove formazioni. Pensate, Giorgia Meloni, quando è entrata in Parlamento, nel lontano 2013, ha raccolto circa 40.000 firme.
Oggi voi state chiedendo alle nuove formazioni, per presentarsi, addirittura, e presentare le liste alla competizione elettorale, di raccogliere oltre 400.000 firme. Ma non vi vergognate ? Ma non vi vergognate per questa norma liberticida e antidemocratica?
Vedete, c'è un altro punto su cui avete agito subdolamente, tra gli altri: l'indicazione del candidato Premier, nel programma di Governo però, quindi non nelle liste che avranno tra le mani i cittadini. E lì che cosa è successo?
Lo spieghiamo agli italiani: Giorgia Meloni lo ha dimostrato da subito, all'inizio ha detto che la riforma che più aveva a cuore era quella del premierato, la riforma costituzionale. Ve l'hanno bocciata tutti i costituzionalisti, meno chi l'ha scritta. E allora l'avete messa nel cassetto, però con grande frustrazione. E sì, perché avete questo pallino della “capocrazia”, dell'uomo o della donna sola al comando. Diciamo la verità: c'è questa sottile, ma persistente, nostalgia del Ventennio che vi ispira tuttora, lo possiamo dire ?
Per voi la democrazia in chiave moderna è un regime illiberale mascherato, sostanzialmente un'autocrazia: voti una casella con il nome già sbarrato - questo è l'ideale - e poi comanda lui o lei, solo, per cinque anni .
Non potendo realizzare questo disegno - avete capito che tirava un'altra aria nel Paese - adesso avete fatto questa indicazione. Però noi come vi rispondiamo? Noi vi risponderemo oggi e sempre che la democrazia è sempre partecipazione . Abbiamo fatto un programma con Nova, 17.000 cittadini hanno contribuito. Pensate, nessuno, vi informo, ci ha chiesto di modificare la legge elettorale; non era all'ordine del giorno rispetto alle questioni sociali ed economiche emergenti, prioritarie .
Sappiate che noi le autocrazie le combatteremo sempre, le tendenze autoritarie e illiberali le combatteremo sempre. Sapete come? Con sempre nuove forme di partecipazione, con integrità morale ed etica pubblica, con più trasparenza , con una rendicontazione continua da parte dei pubblici ufficiali del loro operato. Già nel 2019 ci siamo trovati a sbarrare la strada a chi invocava pieni poteri e voleva fare l'uomo solo al comando.
Giorgia Meloni, lo faremo anche con te , donna sola al comando. Puoi aver distrutto i tuoi alleati, ma qui c'è un'opposizione forte, che porterà sempre più partecipazione e ti manderà a casa. Votiamo “no” convintamente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benigni. Ne ha facoltà.
STEFANO BENIGNI(FI-PPE). Presidente, onorevoli colleghi, l'obiettivo che ci siamo dati fin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a lavorare alla stesura della nuova legge elettorale era quello di garantire tre concetti molto semplici, ma estremamente importanti per una democrazia moderna: stabilità, governabilità e rappresentanza. Con il voto di oggi si conclude un percorso lungo che ha attraversato entrambi i rami del Parlamento e che vede in approvazione una riforma storica che va nella direzione giusta, un sano ritorno al bipolarismo in cui chi vince governa e chi perde va all'opposizione .
Basta con i giochi di palazzo, basta con gli inciuci, basta con le maggioranze costruite all'insaputa degli elettori. Se per anni hanno prevalso il distacco e la disaffezione è perché i cittadini hanno considerato ininfluente il peso del loro voto; ora, grazie a questa legge, gli italiani potranno scegliere il programma e il candidato Presidente del Consiglio, potranno scegliere i loro parlamentari attraverso le preferenze e il voto tornerà davvero a contare .
È un risultato che rivendichiamo con orgoglio perché è sempre stato l'obiettivo di Forza Italia e del Presidente Silvio Berlusconi. Fu lui, infatti, il primo ad immaginare un Paese a maggioranze stabili ed omogenee, e la stabilità non è uno slogan, ma è un bene pubblico, un valore economico prima ancora che politico. Le imprese investono quando conoscono le regole e possono confidare nella loro durata; i capitali internazionali si dirigono verso Paesi che offrono continuità istituzionale; le famiglie consumano di più quando percepiscono fiducia nel futuro.
In questi anni abbiamo visto quanto abbia pesato il fattore stabilità soprattutto nel contesto internazionale, dove la credibilità di un Paese viene valutata sulla sua durata, sulla capacità di mantenere gli impegni e di presentarsi ai tavoli che contano con lo stesso volto per anni e non per pochi mesi , come ha fatto per troppo tempo la sinistra, cambiando un Presidente del Consiglio ogni anno a seconda degli umori del Partito Democratico.
Un Governo che sa di poter durare può permettersi di programmare, di fare le riforme che danno frutti solo nel tempo, di tenere in ordine i conti pubblici senza inseguire il consenso del giorno dopo; un Governo che vive alla giornata, invece, può solo tirare a campare e a pagarne il prezzo saranno sempre famiglie e imprese. Non è un caso, colleghi, che proprio il centrodestra abbia il record dei Governi più longevi e il centrosinistra abbia il record dei Governi più brevi della storia .
Con l'indicazione, nel programma, del candidato Presidente del Consiglio, introduciamo un elemento di novità e di grande valore politico: per la prima volta, i cittadini sapranno, con assoluta chiarezza, chi sarà il che la coalizione propone per guidare il Paese. Non si tratta solamente di un'informazione aggiuntiva, si tratta di un elemento che rafforza enormemente la responsabilità politica nei confronti degli elettori. Non è un caso se, dal 1994 ad oggi, il centrodestra ha governato complessivamente il Paese per 4.786 giorni, con due soli Presidenti del Consiglio, e il centrosinistra per 4.958 giorni, con ben sette Presidenti del Consiglio
Cari colleghi di sinistra, questa è storia. È una storia che non potete cancellare, una storia che racconta chi siamo noi e chi siete voi: noi siamo quelli che hanno governato, per oltre nove anni, con uno che sarà ricordato come uno dei più grandi statisti, che porta il nome di Silvio Berlusconi Voi siete quelli di Prodi, D'Alema, Amato in una sola - una! - legislatura, dal 1996 al 2001. Noi siamo quelli che stanno governando da quattro anni con Giorgia Meloni, voi siete quelli di Letta, fatto fuori da Renzi, di Renzi, fatto fuori da sé stesso, e infine di Gentiloni, sempre nell'arco di una legislatura Poi, ancora di Conte, mandato a casa - strano a dirsi - sempre da Renzi nel 2021. Insomma, potete dire ciò che volete, ma noi siamo quelli della stabilità e voi siete quelli della precarietà Con voi un Governo dura quanto un gatto in tangenziale ma, colleghi, dovete capire che Palazzo Chigi non è la ruota della fortuna
È proprio la stabilità che questa sinistra non riesce ad accettare, Presidente, visto che in questi mesi l'opposizione ha scelto di contestare ogni singola riga di questa riforma. Ci hanno attaccato su tutto: sul premio, dato a chi vince superando il 42 per cento, definito abnorme e incostituzionale. Ci hanno attaccato sulle preferenze, a detta loro farlocche, ma peccato per loro che, dopo 30 anni, le preferenze le abbiamo rimesse noi e non loro Ci hanno attaccato sull'ipotesi di ballottaggio, su cui ci siamo permessi di fare una riflessione. Ci hanno attaccato sui listini di coalizione, sull'estero, sulle autonomie, sulla scheda elettorale. Ci hanno attaccato sulla fiducia in terza lettura, proprio loro che hanno approvato leggi elettorali solo a colpi di fiducia Sono talmente accecati dall'ideologia da attaccarci pure sul voto ai fuori sede che, per la prima volta nella storia, voteranno grazie al centrodestra.
Non c'è una cosa sola - una sola - che ci sia stata riconosciuta, ma allora mi viene da chiedere, Presidente: chi l'ha scritta quella legge, che si chiamava Italicum, che regalava il premio di maggioranza a chi superava il 40 per cento? Chi? Chi aveva previsto i capilista bloccati con sotto le preferenze? Chi? Chi ha messo nero su bianco il ballottaggio? Eccoli qua, Presidente, i campioni della coerenza a giorni alterni. Sono sempre loro
A proposito di coerenza: ci ricordiamo tutti com'è entrato, nel 2013, il MoVimento 5 Stelle in questo Parlamento. Sono entrati con i “vaffa”, saltando sui banchi al grido di “tutti a casa”. Dicevano di voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, indisponibili a fare inciuci o accordi di larghe intese. Poi, soltanto qualche anno dopo, è andata a finire che il tonno se lo sono mangiato e, pur di restare al potere, hanno fatto accordi con tutti e, quando dico tutti, è proprio tutti Mai successo nella storia della Repubblica: sono passati, in un attimo, da “alleanze mai” ai Governi arcobaleno. Bravissimi a dare lezioni di costituzionalità, proprio loro che per anni la Costituzione l'hanno calpestata. Ora tutti assieme appassionatamente gridano in coro allo scandalo per una legge elettorale che mette la parola fine ai Governi con chiunque pur di stare al potere. Parlano di deriva antidemocratica, parlano di legge truffa, ma lo fanno solo quando a decidere è il centrodestra. Quando a vincere e a scegliere sono loro va sempre tutto bene, quando tocca ad altri improvvisamente si inizia a parlare di pericolosa deriva autoritaria per il Paese.
La verità, Presidente, è che la sinistra non se ne fa una ragione, perché è abituata a fare quello che vuole del voto dei cittadini, ma le regole che approviamo oggi non sono scritte per qualcuno: valgono per chiunque si presenterà agli italiani, anche per voi, colleghi delle opposizioni. Nessuno vince per legge: si vince convincendo gli elettori e, se ci riuscirete, sarete voi a governare. Su questo comprendo il vostro nervosismo. Siete divisi su tutto e il fatto di dovervi mettere d'accordo prima e non dopo le elezioni - come siete stati abituati a fare fino ad oggi -, vi fa impazzire . Non riuscite nemmeno a stabilire lo strumento per trovare il candidato Premier. E qui mi permetto di darvi un consiglio: provate con carta, sasso, forbici e, magari, qualcuno lo trovate .
Del resto, quando metti insieme tutto e il contrario di tutto, prima o poi salti e voi siete solo questo: un cartello elettorale unito soltanto dalla voglia di mandare a casa il Governo Meloni . Il centrodestra, invece, pur con sensibilità diverse, si presenta da decenni agli italiani con un programma condiviso e valori comuni. Questo ci porta al cuore della questione. Noi abbiamo dimostrato di essere una coalizione forte e coesa. Voi speravate che fallissimo, che ci sciogliessimo come neve al sole, che mandassimo all'aria i conti dello Stato, perché siete fatti così, sapete solo dire “no”, criticare, distruggere . Ci dispiace per voi, colleghi: noi siamo ancora qui e con questa riforma consegniamo agli italiani qualcosa che non appartiene a una maggioranza, ma al Paese intero, cioè la certezza di sapere che chi prende un voto in più governerà e la garanzia che avrà il tempo e la forza di rispondere delle proprie scelte.
Per questo Forza Italia voterà convintamente “sì” ).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Governo, onorevoli colleghi, in queste settimane la domanda che mi sono sentito porre più volte da parte di giornalisti o colleghi di sinistra è stata: ma perché voi della Lega votate questa legge elettorale? Perché proprio voi che avete un radicamento così forte tra sindaci, amministratori e presidenti molto apprezzati decidete di votare una legge che non contiene i collegi uninominali ? Io in questo intervento vorrei provare a dare risposta a questa domanda, a partire da ciò che Matteo Salvini ci disse, quando riunì deputati e senatori per presentarci…
PRESIDENTE. Colleghi, però basta adesso. Poi parlerà il vostro rappresentante e non vi lamentate se poi qualcuno fa quello che fate voi. Prego.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Dicevo, vorrei provare a dare, anche a beneficio di chi ci ascolta, la stessa risposta che Salvini ha dato a noi, deputati e senatori della Lega, quando ci ha illustrato questa proposta di legge: questa legge, cari ragazzi, cari ragazze, non è una legge che scriviamo per la Lega, non è una legge che scriviamo per il centrodestra, questa è una legge che vogliamo per l'Italia e per gli italiani . Proveremo, signor Presidente, a spiegare il perché e non ci aspettiamo certo di essere capiti da chi, negli ultimi decenni, ha preso parte a ogni Governo tecnico pur di stare al potere . Non ci aspettiamo nemmeno, ma non ci aspettiamo nemmeno da questi signori… scusate…
PRESIDENTE. Ha ragione, collega Barabotti. Io vi ho già richiamato, colleghi. Avete interrotto più volte l'onorevole Benigni. Ve l'ho detto e ve l'ho ridetto, adesso non lo dico più: dovete ascoltare in silenzio. Prego.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Non ci aspettiamo nemmeno, signor Presidente, che questi signori abbiano la faccia tosta di continuare a dire che questa è una legge di potere, perché su questo fronte non siete in condizione di dare lezioni a nessuno.
Veniamo però al dunque. Vediamo tutti quanto e come sta cambiando il mondo: guerre, che fino a ieri avremmo considerato lontane, oggi condizionano le scelte dei Governi e la vita di milioni di cittadini. Oltre a questo, sta cambiando il nostro modo di informarci, di confrontarci, il modo di stare insieme. Pensiamo all'avvento dei e come questi, negli ultimi 15 anni, abbiano cambiato le nostre abitudini di vita. E pensando a questo, guardiamo al futuro, all'intelligenza artificiale, alla ricerca genomica, alla robotica. Non abbiamo ancora idea di come il mondo cambierà e di come cambieranno i rapporti fra le persone, nonché i rapporti fra le persone - attenzione, perché questo è il punto fondamentale - e le istituzioni: quel rapporto è un rapporto di fiducia ed è un rapporto che sta alla base di tutte le democrazie, di tutti gli Stati liberi.
Vedete, quando un cittadino inizia a pensare che andare a votare non serve, perché tanto le decisioni non si prendono nell'urna, ma si prendono nel palazzo, questo rapporto si incrina. Quando un cittadino vede catapultata alla Presidenza del Consiglio dei ministri gente che non ha preso il voto nemmeno del suo condominio , questo rapporto si incrina. Quando i Governi, come hanno fatto in passato i vostri, rispondono a logiche che nulla hanno a che fare con l'interesse degli italiani, ma a logiche che vengono fuori dall'Italia, questo rapporto si incrina.
E allora con questa legge renderemo la nostra democrazia più trasparente: la coalizione che prende un voto in più dell'altra, superando il 42 per cento in entrambe le Camere, avrà un premio di governabilità che le consentirà di portare avanti un programma e un impegno con una coalizione e con un Presidente del Consiglio che sia stato presentato agli italiani prima del voto, non dopo come piace a voi, non attraverso i giochi di palazzo, ma attraverso le urne ! Sono regole - questo non vi piacerà - che spostano il potere nelle mani dei cittadini, sono regole di cui non si può più fare a meno, se vogliamo rinsaldare questo rapporto. Vedete, sarebbe bello e sarebbe comodo illuderci che basti la nostra bellissima Costituzione per garantire la nostra libertà e la nostra democrazia. Purtroppo non è così, perché la nostra libertà è garantita da milioni di cittadini che ogni giorno in Italia riconoscono autorevolezza a una divisa, a un parlamentare, a un tribunale e a un Governo.
E allora vorrei portare la vostra attenzione su una questione. Da anni, ormai, tra le istituzioni democratiche che raccolgono maggior percentuale di fiducia ci sono la Presidenza della Repubblica, i comuni, le regioni e, soltanto in coda a tutti questi, arrivano il Parlamento e il Governo. Ora, si dà il caso che le istituzioni che godono di maggior fiducia hanno una caratteristica che le accomuna: una persona che svolge il mandato a cui è chiamata per tutta la durata del mandato. E fra quelle istituzioni che sono elette dai cittadini, quindi sindaci e presidenti di regione, c'è un altro fattore che le accomuna: il fatto che la loro coalizione, il loro programma e il candidato alla presidenza siano presentati prima delle elezioni. È una questione di trasparenza ed è una questione di responsabilità. Questa riforma, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Capo dello Stato, porta anche il livello nazionale su una logica che assomiglia a questa logica, a quella dei comuni, a quella delle regioni, perché con questa legge finalmente gli italiani potranno scegliere il primo cittadino d'Italia Viva il Presidente della Repubblica.
Ipotizziamo però per assurdo che oggi questa norma non veda la luce, immaginiamo di andare alle prossime elezioni con le vecchie norme. Niente premio di governabilità, nessun candidato Premier, scordiamoci tutto quello che ci siamo detti finora, comprese le preferenze che noi approviamo in questa legge: con buona probabilità, dalle urne non uscirebbe una chiara maggioranza.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). E allora abbiamo due certezze. La prima è che molti deputati e senatori, appena eletti, malvolentieri tornerebbero alle urne: un incentivo alla formazione di un nuovo Governo. L'altra unica certezza che abbiamo è il PD. Sappiamo che in quel caso il PD sarebbe al Governo, perché loro ci stanno sempre ma allora via alle consultazioni, via agli incontri e alle trattative e quelli che fino al giorno prima erano avversari dal giorno dopo diventerebbero alleati. E così nascerebbe un altro Governo di palazzo. Diamogli però anche un nome importante, come piace alla sinistra: lo chiameremo Governo di salvezza nazionale. Da chi potrebbe essere presieduto? Facciamo uno sforzo di immaginazione. Non voglio far arrabbiare nessuno a sinistra: diciamo Fedez a capo di questo Governo di salvezza nazionale. Giuseppe Conte agli Esteri: potrebbe andare in giro per il mondo a proclamare la pace, sventolando la sua bandiera bianca, anzi la sua bianca . Schlein la mettiamo alla Cultura e all'Istruzione: così facciamo dei una bella festa nazionale e all'interno delle scuole ci riportiamo a fare qualche lezione Vladimir Luxuria … Bonelli, Bonelli… Bonelli lo mettiamo … Presidente, io chiedo di recuperare il tempo… Bonelli lo mettiamo all'Ambiente: non fermerà di certo il disgelo dei ghiacciai, ma, Bonelli, almeno il disgelo dei ghiaccioli, quello forse ci riusciamo. All'Economia, però, ci metterebbero un bel senatore a vita, magari un certo Mario Monti che all'Europa dà tutte le garanzie del caso; e magari aggiungiamo anche un esponente del centrodestra all'Angelino Alfano, così la frittata è fatta.
E proprio mentre servirebbe all'Italia una guida stabile, con le idee chiare, l'Italia avrebbe un Governo senza visione . Lo capirebbe anche un bambino che sarebbe una sciagura. Già quando si parla di nucleare, quando si parla di antisemitismo e quando si parla di politica industriale, il campo largo diventa camposanto: figuriamoci se questa maggioranza fosse ancora più ampia. In questo scenario ipotetico, che non si verificherà, nessuno avrebbe vinto…
PRESIDENTE. Concluda.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). …e nessuno avrebbe veramente perso, ma, come spesso accade, gli unici a perdere sarebbero gli italiani. Presidente, oggi basta guardare le vicine Nazioni europee per capire che cosa significa la stabilità, qual è il suo valore e che cosa succede in sua assenza. E se è vero che una legge perfetta non esiste, possiamo dire senza dubbio che questa è una legge bilanciata e adeguata alle sfide del futuro. La sinistra rimanga pure concentrata sulle prossime elezioni, noi guardiamo le prossime generazioni .
La Lega, signor Presidente, voterà convintamente questa legge elettorale, avviandosi a testa alta davanti al giudizio degli elettori e davanti al giudizio della storia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schlein. Ne ha facoltà.
ELLY SCHLEIN(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ho ascoltato gli interventi dei colleghi e posso capire l'imbarazzo, perché oggi vi fanno votare esattamente la norma che avete affossato il 14 luglio e la votate per la paura che avete del giudizio degli elettori .
Posso capire l'imbarazzo, ma vi chiedo: che cosa è cambiato rispetto al 14 di luglio, quando avete affossato la stessa norma che vi fanno votare oggi con il ricatto della fiducia e del voto anticipato? La paura Avete paura!.
Ci tenete inchiodati da cinque mesi a parlare solamente di legge elettorale; da giugno a ottobre non vi siete occupati di altro che provare a garantire il vostro potere.
Sono quattro anni che siete al Governo, ma per l'Italia che cosa avete fatto? Mettete la testa fuori un secondo da questi palazzi, smettete di ignorare gli italiani. Lo sapete che sono arrivate a Roma 700 persone tra gli sfollati dei Campi Flegrei che aspettano risposte e 6.000 persone senza casa chiedono ristori e sospensione dei mutui? Solo di voi vi state occupando da mesi. Lo sapete che ci sono agricoltori che bloccano le strade in Calabria per la disperazione? Niente, per voi l'unica priorità è cambiare questa legge elettorale mentre litigate: ballottaggio “sì” o ballottaggio “no”? Dipende dall'ultimo sondaggio. Preferenze “sì” o preferenze “no”? Preferenze forse? Preferenze a metà! L'avete chiusa così. Le imprese intanto chiudono per i costi dell'energia, che sono i più cari d'Europa; le famiglie devono scegliere tra pagare l'affitto o le bollette, perché tutto non riescono a pagare; sei milioni di italiani rinunciano a curarsi, perché le liste d'attesa sono troppo lunghe e ci sono famiglie che non sanno più come andare a lavorare o portare i figli a scuola per i prezzi stellari dei carburanti.
Tutto questo non è successo per caso, è successo, perché avete scelto di occuparvi soltanto di voi, per la vostra indifferenza ai problemi reali degli italiani . Ed è successo non solo per sciatteria o incompetenza. Guardate, voi avete scelto di stare dalla parte delle grandi società petrolifere ed energetiche, che continuate a ringraziare, quando dovreste ringraziare gli italiani per i sacrifici che fanno ! Avete scelto di stare dalla parte dei grandi interessi della sanità privata, che peraltro è ben rappresentata nel vostro Governo e non dalla parte di chi chiede di curarsi, senza dover prima dare la carta di credito. Avete scelto di buttare 13 miliardi di euro nel progetto inutile, dannoso e bloccato dalla Corte dei conti del ponte sullo Stretto di Messina e ve ne infischiate di milioni di italiani che per spostarsi, ogni giorno, arrivano almeno due ore in ritardo! Avete scelto di buttare quasi un miliardo di euro per prigioni inumane, vuote e illegali in Albania , anziché assumere più agenti di Polizia, che stanno sotto organico in tutto il Paese! E parlate ancora di sicurezza, ipocriti! Avete scelto di usare i bambini nelle classi come strumento di propaganda, anziché pagare meglio gli insegnanti e investire sulla messa in sicurezza delle scuole ! Avete scelto di stare dalla parte di Trump e Netanyahu, anziché da quella del diritto internazionale ! Questo fa la destra in tutta Europa come in Italia: sta dalla parte dei più ricchi e degli oligarchi, e degli altri si disinteressa!
E quando la realtà viene a galla, cosa fate? Vi arroccate al potere, vi attaccate alle poltrone, perché avete paura del momento in cui gli italiani ve ne chiederanno conto. Avete paura della democrazia e tentate di manipolarla. Provate fastidio per i pesi e contrappesi della nostra Costituzione e allora cercate di manometterla. L'avete fatto con l'autonomia differenziata, lo Spacca Italia bocciato dalla Corte costituzionale e l'avete fatto con la riforma della giustizia, bocciata da 15 milioni di italiani . Volevate farlo con il premierato e ora cercate di tradurlo in questa pessima legge elettorale.
L'unica priorità di Giorgia Meloni è cambiare la legge elettorale. A pochi mesi dal voto pretende di cambiare le regole con la partita già in corso, peraltro a colpi di fiducia, proprio lei. Ve la ricordate alle conferenze stampa di inizio anno dire quanto la legge elettorale fosse una materia squisitamente parlamentare? E, allora, la coerenza dove l'ha lasciata, che ha messo tre fiducie su questa legge elettorale ? Fiducia che mi pare non ci sia, a giudicare dai cinque colonnelli che avete piazzato nell'ultima fila: vi siete cambiati di posto per controllare dove metteva il ditino il proprio vicino .
Poi dite che questa pessima legge serve per la stabilità, il che - mi consentirete - è un po' contraddittorio, visto che vi vantate di essere stati la maggioranza più stabile eletta con la legge attuale. E dopo quattro anni scopriamo che, per essere stabili, avete un bisogno disperato di cambiare questa legge elettorale. Allora, se davvero siete così forti, perché non vi presentate agli elettori con le stesse regole di quattro anni fa? La verità è che avete paura di perdere! La verità è che la novità siamo noi : un'alleanza progressista, unita e competitiva che ha preso più voti assoluti di voi in tutte le ultime tornate elettorali! Noi oggi siamo uniti e divisi siete voi!
Una legge elettorale dovrebbe essere scritta insieme, invece voi ve la siete apparecchiata in una notte, prima del referendum, per paura che, dopo la sconfitta, non ve l'avrebbero fatta cambiare. Dovrebbe essere una regola che si considera giusta a prescindere da chi vince, altrimenti non state scrivendo una buona regola, state cercando la vostra convenienza. Ed è innegabile che questa legge sia cambiata diverse volte, a seconda della convenienza e dei sondaggi dell'ultima ora: modelli annunciati e poi abbandonati, soluzioni corrette in corsa, compromessi raggiunti dopo scontri e scambi dentro alla maggioranza.
È una legge sbagliata e incostituzionale, perché anzitutto ha un premio di maggioranza abnorme che rischia di far raggiungere il di garanzia a chi vince quasi da solo. E, guardate, la governabilità è un principio che, però, va tenuto sempre in equilibrio con la rappresentanza! Questo dice la giurisprudenza costituzionale .
Questa legge è un antipasto di premierato - ho apprezzato la sincerità del collega della Lega -, sì, con l'indicazione obbligatoria del Premier, fatta però con una legge ordinaria, senza rischiare un altro referendum costituzionale. Avevate presentato il premierato come la madre di tutte le riforme, però questa madre l'avete abbandonata voi stessi in un cassetto. Guardate però che la nostra Repubblica continuerà a essere questa, cioè non è che potete ottenere con una legge ordinaria quello che non avete fatto cambiando la Costituzione! Noi siamo e rimarremo una Repubblica parlamentare Se volete cambiare la forma di Governo, abbiate la coerenza e la decenza di passare per il percorso di riforma costituzionale necessario.
Avete preso poi lezione da Trump, perché vi siete ridisegnati i collegi dell'estero per favorire i vostri candidati . E guardate che, come se non bastasse, avete alzato a dismisura il numero di firme richieste per chi si presenta per la prima volta: da 40.000 a 372.000 firme.
Avete impedito anche di raccogliere le firme digitali, nel 2026, avete impedito di usare la piattaforma che già esiste per raccogliere le firme per il referendum. Allora volete ridurre la democrazia alla scelta di un capo, ma la democrazia non è un assegno in bianco a chi vince il giorno delle elezioni . La democrazia è che, per tutti quei cinque anni, i cittadini possano far sentire la loro voce e incidere sulle scelte che fanno i propri rappresentanti.
Avete bocciato gli emendamenti unitari nostri, delle opposizioni, per reintrodurre le preferenze per tutti, perché dovevate a tutti i costi reinserire i capilista bloccati, cosicché meno di un parlamentare su cinque sarà eletto con le preferenze. Ci sono forze politiche qui che, probabilmente, non ne eleggeranno nemmeno uno di parlamentare con le preferenze.
E la cosa ancor più grave - l'hanno detto i miei colleghi che mi hanno preceduto - è che la prima Presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, cioè dopo che è arrivata lei, chi se ne frega delle altre ! Ma non ce ne facciamo nulla di una Presidente donna che non si batta per tutte le altre donne di questo Paese! I capilista potrebbero essere tutti uomini e rinnovo l'appello alle deputate della destra: reagite, ribellatevi, perché se non usate adesso la vostra voce e il vostro voto, a prescindere dalle nostre idee diverse, nel prossimo Parlamento rischia di non esserci più quella voce.
Oggi, vi chiedo che cosa sia cambiato rispetto a luglio, dato che la norma è esattamente la stessa che avevate rigettato in un voto segreto. E, fuori da quest'Aula, guardate, il Paese continua ad avere problemi che sono molto più urgenti di questa legge elettorale. Siete andati al Governo, promettendo il taglio delle tasse, ma le tasse sono al record degli ultimi dieci anni. Si ricorda, Presidente Meloni - se non è qui -, quando faceva i video davanti al benzinaio per dire che avrebbe abolito tutte le accise ? Ecco, la realtà sta presentando molto chiaramente il conto, perché ieri, a Milano, il gasolio ha sfiorato i tre euro . E allora smettete di ringraziare le società energetiche e fate qualcosa per gli italiani.
Siete terrorizzati dal giudizio degli italiani e una classe politica che teme gli elettori non merita la loro fiducia !
PRESIDENTE. Concluda.
ELLY SCHLEIN(PD-IDP). Non siete stati in grado di cambiare l'Italia, se non in peggio, e vi siete occupati soltanto del vostro futuro, mentre gli italiani hanno lottato per il loro presente. E allora, per la prossima campagna elettorale, abbiate il coraggio di dire la verità e di presentarvi con lo slogan giusto: “prima le poltrone”! Questo è il vostro slogan ! La legge elettorale dovrebbe rappresentare gli elettori, non proteggere gli eletti.
Allora noi voteremo convintamente contro. Tenete presente che le regole della democrazia non possono essere piegate alle esigenze di chi governa oggi, perché il potere che oggi esercitate vi è affidato per un tempo ! E allora cambiatevi pure da soli questa legge elettorale, perché tanto noi saremo in grado, con la nostra alleanza progressista, di vincere con qualunque legge elettorale e di cambiare in meglio la vita degli italiani !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Donzelli . Ne ha facoltà.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Grazie, Presidente. Grazie, colleghi. Prendo l'occasione per togliere qualche secondo al mio intervento per ringraziare gli uffici della Camera che hanno lavorato su questa legge elettorale il Ministro Casellati, il presidente della Commissione Pagano e i relatori, a partire - chiedo scusa a tutti i relatori - da Angelo Rossi, che ha dimostrato una capacità tecnica e grandi capacità umane .
Duecentoventiquattro giorni sono quelli trascorsi dal 26 febbraio, il giorno del deposito della legge, al voto di oggi; 224 giorni in cui le opposizioni, ogni giorno, hanno trovato il tempo di attaccare questa proposta di legge elettorale. Nel frattempo, noi, la coalizione di centrodestra e il Governo Meloni, in questi 224 giorni, aumentavamo le pene a chi aggrediva le Forze dell'ordine ; abbiamo approvato norme contro maranza e ; abbiamo incentivato i rimpatri volontari; abbiamo semplificato le norme per espellere i clandestini; abbiamo approvato il Piano casa, 10.000 alloggi; abbiamo velocizzato i progetti del PNRR, alleggerendo il peso burocratico dei piccoli comuni; abbiamo rinnovato i contratti a medici, infermieri, poliziotti e vari settori della pubblica amministrazione ; abbiamo creato 1,3 milioni di posti di lavoro .
Care colleghe che state tanto parlando di quote rosa, vi svelo un segreto: difendere le donne in questa Nazione non vuol dire difendere la possibilità per voi di tornare in Parlamento, nominate da un uomo, con le quote rosa , ma vuol dire garantire alle donne il massimo storico dell'occupazione che hanno mai raggiunto, grazie al Governo Meloni: dieci milioni di donne occupate . Difendere le donne non è difendere il vostro posto in Parlamento, bloccato da un uomo, ma è difendere le donne fuori da questo Palazzo, come hanno fatto Giorgia Meloni e il nostro Governo.
Come Parlamento abbiamo approvato, grazie a Chiara Colosimo, una legge di cui siamo orgogliosi, “Liberi di scegliere”, per togliere i figli ai mafiosi, perché è così che si combatte la criminalità organizzata . Abbiamo messo in campo il “Coltiva Italia”, un miliardo di euro in arrivo agli agricoltori. Abbiamo approvato la svolta nucleare; abbiamo abolito il bollo auto per il 75 per cento dei proprietari. Abbiamo varato norme per l'integrazione nelle scuole: basta mandare nelle scuole le bambine con il , perché le donne si difendono anche con la loro dignità . Abbiamo approvato il tetto agli stranieri, ai bambini che non parlano italiano, per tutelare l'integrazione. Abbiamo lavorato al per controllare il prezzo dei carburanti.
Mentre noi facevamo tutto questo, voi cosa facevate? Parlavate male della legge elettorale, come se i problemi degli italiani fossero questi . Abbiamo anche visto una vostra levata di scudi in difesa del compagno bollo auto: comprendiamo che da sempre sia un vostro amico, il bollo dell'auto . Abbiamo visto la difesa delle classi ghetto: non sia mai che i ragazzi stranieri, che non parlano italiano, si integrino e inizino a rispettare i nostri usi e costumi. Abbiamo visto la vostra contrarietà al nucleare: non sia mai che l'Italia recuperi un po' di indipendenza energetica e diminuiscano le bollette ai cittadini .
Più di tutto, però, vi abbiamo visto gridare contro la svolta autoritaria di questa legge elettorale, perché - vergogna incredibile - il centrodestra vuole stabilire il principio che in Italia comanda chi prende un voto in più dagli italiani. Indecente, lo so, che non ci siete … Capisco, capisco il nervosismo… Presidente… Presidente, capisco il nervosismo…
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, vi ricordo che siamo anche in diretta televisiva. Per cortesia, facciamo proseguire l'onorevole Donzelli, cercando di mantenere il silenzio. Prego, onorevole.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Capisco il nervosismo, Presidente, perché d'altronde il Partito Democratico non è mai andato al Governo grazie al voto degli italiani e Giuseppe Conte, che è intervenuto prima, addirittura si è ritrovato Presidente del Consiglio dopo che il suo partito aveva candidato Luigi Di Maio e aveva detto: non andremo mai al Governo né con la Lega, né con il PD . E Giuseppe Conte, che era uno sconosciuto per gli italiani, si è ritrovato al Governo prima con la Lega e poi con il Partito Democratico .
Capisco che questa legge elettorale non piaccia. Sarebbe ingeneroso, però, dire che vi siete solo occupati di legge elettorale: vi siete anche occupati di litigare tra voi per capire chi sarebbe stato il candidato Premier, se fosse passata questa legge elettorale. I grandi temi a cui si è appassionata la sinistra: discutiamo prima del Premier o del programma? Per poi stabilire: sì, discutiamo prima del programma, ma continuando a discutere delle primarie, primarie sì o primarie no, per il Premier. Lo dico per i vostri elettori: non meritano questo spettacolo, veramente . Grazie a questa legge elettorale, questo spettacolo potrà finire.
Ho sentito dire che abbiamo strozzato il dibattito parlamentare: non vi bastano 224 giorni? Il Rosatellum, la legge attuale, è stata approvata in 35 giorni; il Mattarellum in 108 giorni; noi, per questa legge, 224 giorni di dibattito , sette volte il Rosatellum, più del doppio del Mattarellum.
E il tema della fiducia, gentilissima collega Boschi, lei è l'ultima che ce lo deve porre, perché lei ha posto la fiducia in prima lettura, dopo che in Commissione avevate impedito la discussione degli emendamenti e dopo che avevate usato “il canguro” per impedire che ci fosse un minimo dibattito parlamentare. Ebbene sì, dall'opposizione ci lamentavamo che era indecente, perché era indecente; noi mettiamo la fiducia in terza lettura, dopo un dibattito completo alla Camera e al Senato.
E vi abbiamo ascoltato, forse troppo, vista la vostra correttezza, perché vi siete lamentati che il tetto al 60 per cento era pericoloso per la democrazia, non lo era, ma lo abbiamo abbassato al 55 per cento. Vi siete lamentati che, per arrivare al premio di maggioranza, il 40 per cento era troppo poco, era scritto nelle sentenze della Corte costituzionale, ma lo abbiamo alzato al 42. Avete fatto tutta una vicenda, perché i voti del Trentino-Alto Adige non dovevano essere scorporati: abbiamo previsto anche i voti del Trentino-Alto Adige. Avete fatto le battaglie, perché dovevamo considerare anche i voti delle liste sotto al 3 per cento per il premio di maggioranza: abbiamo modificato la legge anche per ascoltarvi su questo.
Guardate, la verità è semplice. A parte questi tecnicismi, che appassionano solo il Palazzo, voi non riuscite a digerire le tre cose, le tre grandi rivoluzioni di questa legge elettorale: il Presidente del Consiglio candidato nel programma, le preferenze e il voto agli studenti fuori sede . Queste sono le tre cose, le tre grandi rivoluzioni di questa legge elettorale. Il voto fuori sede lo avete sempre promesso, ma lo abbiamo realizzato noi: spiace, solidarietà. Sulle preferenze, vi lamentate che non sono le preferenze che vorreste: beh, l'ultima volta si è votato con le preferenze nel 1992. Saranno 35 anni nel 2027, quando gli italiani torneranno a scegliersi i parlamentari, e non è grazie alla teoria di come avreste voluto le preferenze, ma è di come noi le preferenze le abbiamo inserite .
E allora qual è il grande tema? Che voi avreste voluto una legge elettorale senza un programma, senza un candidato Presidente del Consiglio e, se è possibile, anche senza voti. Vi svelo un segreto, non ve lo consentiremo in nessun modo . Non vi abbiamo fatto depistare la Commissione antimafia, non vi faremo depistare l'Italia . Caro Presidente Conte, ha mostrato la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino. Bene, anche nei dipinti dell'Ultima Cena, Giuda è accanto a Gesù .
E allora, caro presidente, ho sentito parlare di questa magnifica alleanza, di questo grande campo progressista. Faccio presente alla collega Schlein che, mentre diceva questo e quando ha finito, non c'è stato un solo applauso dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, erano freddi e immobili . Questo è l'auspicio con cui volete governare l'Italia, ma non farete tornare l'Italia alle trame di palazzo, che tengono sotto ricatto Governi e maggioranze stabili. Basta! Basta con i traditori che vengono eletti con uno schieramento e poi votano con lo schieramento opposto. Non farete tornare l'Italia ai Governi tecnici, in cui la politica si spartisce i posti, ma non ci mette la faccia sulle scelte. Basta con i finti litigi in campagna elettorale per la spartizione delle poltrone dal giorno dopo.
Tra pochi minuti, se sarà approvata questa legge , l'Italia entrerà nella Terza Repubblica . La Terza Repubblica, che prevede una democrazia …
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Donzelli.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Capisco il nervosismo… chiedo di richiamare all'ordine il Presidente Conte, che fa tanta scena e non rispetta chi la pensa diversamente da lui .
PRESIDENTE. Prego, concluda, onorevole Donzelli.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Entreremo nella Terza Repubblica, una democrazia senza paralisi e ricatti di palazzo, esattamente come auspicava Costantino Mortati. Entreremo nella Terza Repubblica, con la democrazia dell'alternanza, grazie alla destra matura come immaginava Pinuccio Tatarella . Entreremo nella Terza Repubblica, una democrazia attenta ai territori come voleva Umberto Bossi. Entreremo nella Terza Repubblica, una scelta di campo, come sognava il Presidente Berlusconi . Entreremo nella Terza Repubblica, con l'Italia apprezzata nel mondo come finalmente ci sta accompagnando Giorgia Meloni .
Fratelli d'Italia voterà compattamente, guardando negli occhi gli italiani , nel segreto della “buchetta”, esattamente come diciamo in faccia, perché noi abbiamo una parola sola e convintamente voteremo a favore della riforma elettorale che porta l'Italia nella Terza Repubblica .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale per le quali è stata disposta la ripresa televisiva diretta.
Ora, colleghi, abbiamo due interventi a titolo personale, quindi vi chiedo di mantenere il silenzio e portare rispetto per i nostri colleghi.
Ha chiesto di parlare a titolo personale, l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà per due minuti.
BRUNO TABACCI(MISTO). Signor Presidente, se quella di Alcide De Gasperi del 1953 era una legge truffa - e certo non lo era -, questa è una legge dissennata e incostituzionale e non c'è dubbio. Per 50.000 voti non scattò quella legge e nel 1954 fu abrogata giustamente. Siamo passati da una maggioranza assoluta con premio ad una minoranza con superpremio e tutto nel nome della governabilità imposta dal Governo Meloni, quello del record di durata e - temo - di inconsistenza nell'azione.
Intanto gli elettori sono scappati. Nel 1953, i non votanti erano 1.800.000; nel 2022 sono stati 16.600.000. Ma tanto a questi nuovi partiti non importa: meno elettori ci sono, meno fatica si fa a conquistare e a mantenere il potere.
E così il Governo Meloni introduce un premierato nascosto e cambia la natura della nostra democrazia parlamentare con una ordinaria legge elettorale anziché una legge costituzionale, come sarebbe stato necessario. Nel 1953, se fosse scattato il premio, De Gasperi, ogni 100 voti, ne avrebbe avuti 25 in regalo. Oggi, con questa legge, Meloni, ogni 100 voti veri, ne vuole 42 in regalo. Più che un premio è un furto, un Randellum contro la democrazia rappresentativa che ha governato e sviluppato l'Italia, con la straordinaria partecipazione al referendum del 2 giugno 1946, con il voto alle donne.
Quella scheda elettorale era libera e uguale per l'entusiasmo di una grandissima partecipazione popolare. Quella di oggi sarà un elenco arido di nomi dal quale gli elettori si allontaneranno ancora di più. Ribadisco, con viva preoccupazione, questo mio voto contrario .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a titolo personale, l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Grazie, Presidente. Io chiedo scusa, se rimando di un paio di minuti il momento di massimo . Questo Parlamento sta per approvare la quinta legge elettorale in 32 anni. È un record in tutto il mondo occidentale e forse non solo: non c'è nessun altro Paese che cambia la legge elettorale così frequentemente come noi.
Vedete, normalmente è l'offerta politica che determina le leggi elettorali, cioè nei Paesi in cui la cultura politica vede due soli partiti, si fa un maggioritario; nei Paesi in cui la cultura politica, nel corso dei secoli e degli anni, ha prodotto diverse offerte politiche, si fa un proporzionale. Da noi, lo capite che succede in questo Paese? Non è l'offerta politica che determina le leggi elettorali, ma sono le leggi elettorali che determinano l'offerta politica. L'anomalia è che noi, ad ogni punto nel tempo, a un certo punto - ogni 5 o 6 anni -, guardiamo i sondaggi del momento, facciamo la legge elettorale e, sulla base di quella legge elettorale, strutturiamo l'offerta politica di questo Paese. Non dovrebbe però essere così: l'offerta politica di un Paese dovrebbe riflettere il pensiero politico della classe politica e degli elettori.
Allora, questa legge elettorale che state approvando fornisce un incentivo massimo alle ammucchiate, perché chi ha un voto in più governa e, quindi, nessun nemico a destra e nessun nemico a sinistra, che è esattamente il motivo per cui, in questi trent'anni, noi abbiamo avuto problemi: perché le coalizioni fatte così sono bravissime a vincere, ma non sono brave a governare, posto che sono tenute insieme, da entrambe le parti, solo dalla voglia di non far vincere gli altri.
Allora chiudo, dicendo che ci può essere una rivincita della politica, come fece - segretaria Schlein - Walter Veltroni nel 2008. Walter Veltroni, nel 2008, aveva una legge elettorale sempre che diceva: nessun nemico a sinistra. Ebbe il coraggio di rompere con l'estremismo e il Partito Democratico a quelle elezioni prese 12 milioni di voti, che è il doppio del partito di maggioranza relativa adesso.
Quindi faccio un appello alla ragionevolezza, alla vendetta della politica: anche se questa legge elettorale vi fornisce l'incentivo a fare il pieno a sinistra e il pieno a destra, cercate davvero un moto di orgoglio e di presentarvi alle prossime elezioni non con la voglia di dire “faccio il pieno e poi vediamo”, ma cercando di costruire un'offerta politica che possa affrontare, con coraggio, le sfide difficili che questo Paese avrà nella prossima legislatura.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Avverto che, a norma dell'articolo 51 del Regolamento, è stata avanzata dai gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva-Casa Riformista nonché dal deputato Magi la richiesta di procedere alla votazione finale del provvedimento in esame a scrutinio segreto.
Come già accaduto in occasione della votazione delle questioni pregiudiziali e sulla base delle medesime motivazioni, la richiesta di scrutinio segreto è accolta.
Indìco la votazione finale, mediante procedimento elettronico a scrutinio segreto, sulla proposta di legge n. 2822-B: “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, comprensiva dell'.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Tutti seduti, grazie “Seduti”, “State giù…!” – … Seduti... Abbiamo votato tutti? Sì.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva “Legge Truffa”, “Con Meloni salari al palo”, “No all'imbroglio”, “Con Meloni -sanità +armi”, “Con Meloni Gasolio a 3€”).
Sospendiamo a questo punto la seduta, ma invito a togliere i cartelli, grazie.
La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 12,45.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldelli. Ne ha facoltà.
ANTONIO BALDELLI(FDI). Illustrissimo signor Presidente, onorevoli colleghi, circola un'immagine evocativa che arriva dalla Nigeria: un sacerdote, inginocchiato tra le macerie della sua chiesa. Gli estremisti possono avergli distrutto il tetto, bruciato l'altare, ma non sono riusciti a portargli via la fede.
Secondo alcune stime, in Nigeria sono state attaccate o distrutte dalle milizie musulmane circa 18.000 chiese e 2.200 scuole cristiane; migliaia di persone sono state uccise, rapite, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Non sono numeri, sono madri, sono padri, sono bambini. Eppure, l'Occidente, sempre pronto a impartire lezioni sui diritti umani, davanti a questa tragedia tace o balbetta, forse perché parlare dei cristiani perseguitati non porta applausi nei salotti o, forse, perché non riempie le piazze di quella sinistra che, anche qualche giorno fa, sventolava le bandiere di Hamas proprio davanti a questa Camera.
Quel sacerdote, però, ci ricorda una verità semplice: si può distruggere una chiesa di mattoni, ma non si spegne la fede di un popolo. In Occidente, molti hanno invece scelto di spegnere la propria coscienza. Non in quest'Aula, però, dove oggi abbiamo dato voce al grido di dolore di milioni di cristiani perseguitati e abbandonati, perché il silenzio di fronte a questa strage è pura complicità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, sono qui a chiedere un'informativa al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, in relazione a delle comunicazioni stampa che oggi abbiamo potuto apprendere dai quotidiani.
Più volte, come Futuro Nazionale, abbiamo sollevato delle perplessità sul ruolo della società Milano-Cortina, la società delle Olimpiadi, che tra l'altro viene impiegata anche nel Piano casa. Oggi apprendiamo dalla stampa che la società Milano-Cortina avrebbe pagato, per il Ministro Salvini e per il suo 15.000 euro per due notti a Cortina. Abbiamo 700.000 euro di biglietti acquistati per non si sa chi e non vorrei che, poi, ci fossero anche dei colleghi che magari hanno approfittato dei biglietti della società Milano-Cortina, acquistati dal Ministero dell'Interno, per andare a vedere le Olimpiadi. Ricordo infatti a tutti che ci sarebbe stato qualche operaio che avrebbe avuto piacere di andare a vedere qualche gara delle Olimpiadi e ritengo che, ad esempio, un parlamentare dei biglietti da 1.800 euro avrebbe potuto permetterseli, senza farseli regalare dal MIT o dalla società Milano-Cortina.
Quindi, il grande punto di domanda sulle società a diritto privato, ma pubbliche, con i soldi dei contribuenti… Noi vorremmo che il Ministro venisse in quest'Aula a fare chiarezza su quali siano state le spese di rappresentanza e le spese di soggiorno del suo . Ma non solo, perché abbiamo anche circa 30.000 euro di spese per cibi e bevande e abbiamo anche spese per alcolici, che sono state pagate con le carte di credito della società Milano-Cortina, da quanto si apprende dalla stampa.
Quindi, vorrei fosse fatta chiarezza, visto che comunque è una società pubblica, su cosa è stato fatto con quei soldi e che il Ministro venga a renderci conto in Aula di come sono stati impiegati i soldi pubblici della società Milano-Cortina, tenuto conto che a Cortina c'era anche una foresteria dove i politici di turno avrebbero potuto soggiornare, senza costi a carico della società .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Ci associamo a questa richiesta di informativa, anche se suona un po' ridicola da chi, fino a pochi mesi fa, approvava e osannava le Olimpiadi Milano-Cortina del suo Premier, del Premier Salvini, e di tutta la parte politica di destra.
Si tratta di Olimpiadi che noi abbiamo criticato sempre per i costi eccessivi, che sono aumentati a dismisura rispetto ai costi iniziali, cosa che avevamo segnalato dall'inizio, ancora prima che le Olimpiadi partissero. E, da questo punto di vista, arrivare adesso a parlare di richieste di informativa… a parte che è veramente ridicolo da parte della forza politica di Futuro Nazionale, ma io sono convinto che forse è ora di smetterla con questo spreco di denaro pubblico, spreco che noi abbiamo più volte segnalato, spreco che poteva essere evitato, portando una proposta di Olimpiadi che aveva dei costi molto più certi e molto minori, che era quella di Torino e delle sue valli, e lo ripeto da politico torinese.
Adesso siamo, ancora una volta, purtroppo, ad avere ragione sul fatto che si sono sprecate occasioni e sprecato denaro pubblico, denaro pubblico che non recupereremo e che sarà un peso per le generazioni future, non solo nella zona di Milano-Cortina e della Lombardia, ma di tutta l'Italia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Ci associamo pure noi e, purtroppo, dobbiamo dire che aspettiamo gli esiti, ma non ci meraviglierebbe, viste le gestioni allegre anche del passato da parte del partito di Salvini, che - ricordiamo - è stato protagonista di una vicenda indegna della storia dei partiti del nostro Parlamento, quella dei 49 milioni di euro. Adesso ne hanno spesi solo 15.000.
Il dato di fatto è che, da una parte, massacrano di tasse, anche con la vergognosa vicenda della mancanza della tariffa unica RC auto e le sperequazioni tra Nord e Sud, e dall'altra, a 15.000 euro a notte, si gode la vita, beato lui, alla faccia degli italiani.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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