PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANNARITA PATRIARCA, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 99, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Vaccari e Guerra n. 3-02609 .
Il Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, ha facoltà di rispondere.
ANDREA ABODI,Ringrazio gli onorevoli interroganti che, con l'atto di sindacato ispettivo odierno, mi offrono l'occasione di riferire anche a questa Camera su un tema di significativo interesse per il mondo del calcio e per il sistema produttivo nazionale, già trattato con la mia risposta a un'interrogazione in VII Commissione del Senato nei mesi scorsi, sulla base delle informazioni ricevute a suo tempo dalla Federazione italiana giuoco calcio.
È opportuno chiarire che la Federcalcio, pur essendo un ente privato senza scopo di lucro, nell'ambito delle sue funzioni soddisfa primarie esigenze di interesse generale. A tal fine, esercita e promuove inevitabilmente anche attività commerciali, perseguendo la massimizzazione dei ricavi, che risultano comunque strumentali, se non indispensabili, alla copertura dei costi necessari per perseguire le finalità istituzionali. Tale interpretazione è stata sancita in modo chiaro sia dall'Agenzia delle entrate, con parere del 20 maggio 2015, sia da una recente decisione del Consiglio di Stato.
Nel caso specifico, la trattativa con Topps per i diritti commerciali a partire dal 2035 si è svolta in via privata, secondo una prassi consolidata nel mercato delle sponsorizzazioni e già adottata in passato per tutte le precedenti negoziazioni con Panini e altri operatori, con l'obiettivo esclusivo di ottenere il risultato economicamente più vantaggioso. Si tratta di modalità comuni a tutte le organizzazioni analoghe alla FIGC, incluse le altre Federazioni sportive.
Ciò premesso, risulta che la decisione di aderire alla proposta di Topps sia stata assunta sulla base, come detto, appunto, di un'offerta economicamente definita dalla Federcalcio “significativamente più vantaggiosa rispetto a quella formulata da Panini”.
Peraltro, stando a quanto mi è stato riferito anche in forma scritta sempre dalla Federcalcio, le precedenti trattative con Panini erano state condotte con la medesima modalità, come avevo già detto in precedenza, ovvero in via privata e con largo anticipo rispetto all'entrata in vigore del contratto.
La definizione di accordi a lunga scadenza costituisce, infatti, prassi consolidata anche a livello internazionale, in relazione a questa tipologia di diritti, per ragioni di evidente convenienza commerciale e di necessaria programmazione.
Inoltre, la principale tipologia di prodotto realizzabile con i diritti oggetto della licenza per sua natura comporta che l'offerta economicamente più vantaggiosa provenga da operatori che già detengono un numero di diritti sufficiente a consentire la messa sul mercato di un prodotto “collettivo”. Da ciò deriva anche la convenienza espressa dalla Federcalcio di allinearsi alle altre Federazioni calcistiche europee e all'UEFA, che, negli stessi giorni, stavano concludendo o avevano già concluso accordi analoghi.
A questo proposito, è utile ricordare che la società Topps è già non solo di numerose organizzazioni sportive internazionali a partire proprio dal CIO e dall'UEFA, ma anche di molteplici Federazioni, leghe, club calcistici italiani ed europei, oltre che, da ultimo, della FIFA.
Occorre, infine, precisare che i diritti oggetto della licenza riguardano esclusivamente quelli nella disponibilità della Federcalcio.
In conclusione, sono chiamato a rispondere in merito a un tema che fa riferimento a decisioni che attengono primariamente all'autonomia delle Federazioni sportive nazionali, sulle quali l'autorità politica non ha alcuna prerogativa di intervento. Va anche rilevato come il CONI, nell'esercizio del potere di vigilanza, non abbia ravvisato alcuna manifesta irregolarità nella decisione assunta dall'ente federale al riguardo.
PRESIDENTE. Il deputato Vaccari ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione, per cinque minuti.
STEFANO VACCARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, la ringrazio per la risposta che, però, ovviamente, non mi soddisfa, anche perché le risultanze che avevamo portano in un'altra direzione, nel senso che il confronto tra le offerte economicamente più vantaggiose non è stato fatto secondo i crismi che richiede, fra l'altro, un'operazione di questo tipo. Mi aspettavo, invece, dalla sua risposta un ravvedimento operoso rispetto a un passaggio che ha coinvolto la Federazione italiana giuoco calcio.
Il precedente presidente, a fine mandato, con un provvedimento di delega per la firma di questo contratto, che lei ha citato, lo ha inserito nelle varie ed eventuali e non nell'ordine del giorno del consiglio di amministrazione, come lei evidentemente è stato informato. Di questa vicenda ho voluto interrogare lei proprio per il potere anche di vigilanza, assieme al CONI, sull'attività della Federazione italiana giuoco calcio, perché si tratta non soltanto di un semplice passaggio commerciale, almeno a mio avviso.
Le ragioni di questa interrogazione le ho ritrovate anche nel racconto che è stato fatto dalla proiezione della serie tv dedicata proprio alla famiglia Panini, presentata domenica sera alla Festa del Cinema di Roma, che andrà in onda il prossimo 22 novembre su RAI Uno. Le consiglio di guardarla, signor Ministro, perché al centro di questa vicenda c'è una storia molto particolare. C'è la storia di Olga Cuoghi Panini, interpretata molto bene da Serena Rossi: madre visionaria con il motto “andiamo a vedere”, che spinse il marito e gli otto figli a lasciare la Campania per Modena città e a scommettere sull'acquisto di un'edicola. Da lì, tra fallimenti e sacrifici, nasce l'idea di puntare su qualcosa di umile, ma democratico: le figurine, che, nel 1970, diventeranno un fenomeno mondiale.
Nel racconto di immagine ritroviamo la scena che è stata quella di tanti di noi: un bambino che apre una bustina, rovescia le figurine sul tavolo e trattiene il fiato. Tra quelle immagini c'è anche chi ha avuto la fortuna di trovare Gigi Riva, sempre difficile da pescare, e per un istante quella figurina valeva più della carta su cui era stampata. Portava con sé un gol visto in televisione, il racconto di un padre e di una madre, il sogno di diventare grandi. È una scena immaginata, ma i sentimenti che racconta appartengono a milioni di italiani.
Le figurine dei Panini hanno accompagnato generazioni di italiani e continuano a farlo ancora oggi. La famiglia Panini ha trasformato un'intuizione, nata a Modena, in un'impresa conosciuta nel mondo. Ha saputo crescere e innovare, mantenendo un legame profondo con il nostro Paese e con la propria città.
La vicenda che avevamo sollevato sei mesi fa non poteva essere letta soltanto come un passaggio commerciale tra operatori, perché toccava un patrimonio di competenze, lavoro, esperienza, memoria e identità che meritava una diversa attenzione e un diverso rispetto. Infatti, pensare di rinnovare i contratti in essere con operatori privati, da parte della più importante federazione sportiva italiana, è legittimo, ma pensare di escludere - come è stato fatto - dalla competizione di mercato l'azienda che per decenni ha rappresentato la storia delle figurine in Italia e nel mondo di legittimo e corretto a mio avviso aveva ben poco, soprattutto se dietro questa scelta, come lei ha ammesso, ci sono stati indirizzi molto precisi della Fifa, per favorire l'altro americano.
Non chiedevamo, né chiediamo, di fermare il tempo, né di ignorare le regole di mercato. Chiediamo che, quando si prendono decisioni capaci di segnare il futuro di un settore, di un'impresa così simbolica, ci siano trasparenza, confronto e la possibilità di valutare davvero tutte le alternative, anche perché l'accordo - come lei ha specificato - produrrà i suoi effetti dal 2035 e impegna scelte che ricadranno ben oltre l'attuale stagione.
Le figurine non sono state soltanto un prodotto, ma per molti di noi sono state una parte concreta dell'infanzia e della storia italiana. Walter Veltroni, in un bel libro sulla famiglia Panini di qualche anno fa, scrisse che quel marchio stava all'Italia come la Walt Disney stava agli Stati Uniti. E per me è profondamente vero, perché, quando un'impresa riesce a entrare così a fondo nella vita delle persone, bisogna prendersene cura, riconoscere il valore del lavoro, dell'ingegno e dei legami che ha saputo costruire.
E allora, credo che dentro a questa storia ci sia la fantasia dei bambini, il lavoro di chi le produce, la memoria di un Paese intero e quella memoria merita di essere trattata con cura. È amaro, inoltre, vedere come quelle maglie gloriose che sono state raffigurate per tanti anni dalle figurine Panini siano trasformate oggi in spazi pubblicitari per l'azzardo: un tradimento dei valori dello sport e una responsabilità politica che appartengono, certo alla Federcalcio, ma anche a questo Governo che non possiamo sicuramente esimerci dal citare .
PRESIDENTE. Il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha facoltà di rispondere all'interrogazione D'Orso ed altri n. 3-02976 .
FRANCESCO PAOLO SISTO,. Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi interroganti. L'atto in esame richiama asseriti aspetti di criticità dell'Istituto penale per i minorenni Ferrante Aporti di Torino, anche alla luce di una violenta rivolta dell'agosto 2024.
Colgo con favore l'occasione di parlare, in particolare, del delicato e complesso sistema detentivo minorile, rispetto al quale questo Governo è ben consapevole della necessità, dell'esigenza di un più spiccato mandato rieducativo, rispetto a quello, pur necessario, della certezza della pena, il tutto per la tutela dei giovani ristretti, del personale civile e di Polizia penitenziaria.
In questa direzione, l'amministrazione ha riattivato strutture precedentemente dismesse e aperto tre nuovi istituti, L'Aquila, Lecce e Rovigo, creando complessivamente 67 posti, con conseguente decongestionamento degli istituti già operativi.
Per il Ferrante Aporti, inoltre, è in progettazione il recupero delle ex sezioni detentive, con un incremento previsto di circa 21 posti.
Ad oggi, le presenze negli istituti minorili ammontano a 575, a fronte di una capienza di 583 posti; il problema del sovraffollamento complessivo, quindi, risulta insussistente.
L'Istituto torinese dispone di 46 posti e ospita, secondo gli ultimi dati, 49 giovani, ma si tratta di dati sempre soggetti a frequenti variazioni fisiologiche nel tempo. Il 90 per cento della popolazione detentiva è composto da minori stranieri non accompagnati, spesso privi di riferimenti familiari e interessati da dipendenze o disagio psichico. Si tratta di condizioni che rendono più complessa l'applicazione di misure alternative e richiedono risposte integrate sul piano educativo, sanitario e sociale.
Sul fronte del personale, si è rafforzato il nucleo di sicurezza interno; rispetto a un organico previsto di 65 unità di Polizia penitenziaria, ne risultano presenti ben 79. Da gennaio 2025 sono entrati in servizio altri 7 funzionari pedagogici; sono stati inoltre rafforzati il supporto psicologico e la mediazione linguistico-culturale. Parallelamente, sono state riviste le misure organizzative e di sicurezza per prevenire e gestire conflittualità ed episodi di violenza.
Quanto ai materassi collocati a terra, a cui accenna l'interrogante, la situazione è stata affrontata con soluzioni temporanee imposte, all'epoca, dalle presenze detentive e dalle esigenze di sicurezza: dopo che le brandine in resina erano state divelte e utilizzate come armi improprie durante la rivolta, sono state acquistate brandine pieghevoli in alluminio, in attesa dei necessari trasferimenti.
Sotto il profilo più generale delle condizioni di vita all'interno dell'Istituto minorile torinese, è bene ribadire che siamo consapevoli che la detenzione non ha carattere meramente afflittivo, come già detto. A tutti i giovani, infatti, sono garantiti percorsi scolastici, laboratori professionali, attività sportive, culturali e di giustizia riparativa, nonché colloqui con le famiglie. Nell'ultimo anno scolastico, 12 ragazzi hanno conseguito la licenza media e nove certificazioni di competenze. Sono stati inoltre migliorati gli spazi e le dotazioni, intensificata la presenza dei mediatori culturali e assicurato il rispetto delle esigenze religiose e alimentari.
Le misure adottate hanno prodotto risultati concreti: dopo i fatti dell'agosto 2024, non risultano ulteriori episodi aggressivi o danneggiamenti di analoga gravità. Prosegue, inoltre, la collaborazione con le regioni per l'attivazione di comunità socio-sanitarie ad alta integrazione terapeutica, destinate ai minori e ai giovani adulti con disagio psichico o dipendenze, in stretta collaborazione con le ASL.
Nel settore minorile, infatti, non è sufficiente rendere effettiva la pena; occorre rendere effettivo e rafforzare anche il percorso differenziato di recupero, accoglienza e reinserimento sociale. Per questo, il Dipartimento della giustizia minorile e di comunità ha adottato, nel gennaio 2026, apposite linee guida per il trattamento dei minori autori di condotte violente, dirette proprio ad incentivare interventi educativi e di sostegno, anche psicologico, dei ristretti e a fornire più adeguati strumenti di intervento operativo alla Polizia penitenziaria e agli educatori del settore minorile. Il Governo continuerà dunque ad agire con un approccio multidisciplinare, rafforzando strutture, personale e servizi specialistici.
PRESIDENTE. La deputata d'Orso ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione, per cinque minuti,
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Ringrazio il Vice Ministro, ma non posso essere soddisfatta per un motivo molto banale e molto semplice: io ho depositato questa interrogazione il 21 gennaio 2025; non ci vuole uno scienziato a far di conto, parliamo di quasi due anni fa. Guardate, era un'interrogazione della massima urgenza, perché riguardava le condizioni indecorose in cui versavano i detenuti minorenni nell'Istituto penale Ferrante Aporti di Torino. Non era una segnalazione che ci era arrivata da una “spifferata” anonima o da chissà chi, ma era stato oggetto di una denuncia pubblica, fatta da uno dei componenti del collegio del Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale, il professore Mario Serio, il quale denunciava minorenni ristretti, costretti a giacigli di fortuna.
Ecco, quella era la situazione e il Ministero prende in carico la cosa o comunque viene a dare conto della cosa quasi due anni dopo.
Qual era la ragione, in quel momento storico, di questi giacigli di fortuna? In realtà è stato anche detto: era il sovraffollamento dell'Istituto, perché la capienza regolamentare era di 46 detenuti, mentre all'epoca della segnalazione le presenze erano arrivate a 54. E perché avevamo quella situazione? Quello che non è stato detto, il non detto è importante.
La verità è che era già in vigore - da poco ma era in vigore - il decreto Caivano che per la prima volta ha comportato nel nostro Paese il sovraffollamento negli istituti penali per minorenni. Oggi abbiamo sentito il Vice Ministro darne una fotografia complessiva; dice che complessivamente non c'è sovraffollamento, ma dovremmo calare, in realtà, i dati istituto per istituto. Insomma, giusto per fare una fotografia più chiara del fenomeno, dovremmo andare a certificare le varie presenze regolamentari e quelle effettivamente in atto per ogni singolo istituto e questo mi pare non è stato fatto.
Cosa comporta il sovraffollamento, anche di poche presenze, in un istituto penale per minorenni? Comporta non solo un peggioramento delle condizioni di vivibilità di quell'istituto - non solo, tra l'altro, per chi è ristretto, ma anche per chi lavora nell'istituto, come gli agenti di Polizia penitenziaria ad esempio - ma anche sicuramente la compromissione delle attività trattamentali, dell'offerta trattamentale e noi sappiamo quanto sia fondamentale l'attività trattamentale negli istituti penali per i minorenni. Lì, infatti, la funzione rieducativa della pena - lo stesso Vice Ministro lo sottolineava - deve essere molto più incisiva e molto più efficace rispetto agli istituti per adulti.
Ebbene, il punto è questo, Vice Ministro: aumentano le presenze di detenuti minori, ma non aumentano in modo ugualmente celere, proporzionato e proporzionale, potremmo dire così, le presenze di educatori, di psicologi, di psichiatri, di assistenti sociali, oltre che di mediatori culturali, perché c'è effettivamente - non lo possiamo tacere - una significativa presenza di minori stranieri non accompagnati che vengono ristretti. Così, la funzione rieducativa della pena - mi dispiace dirlo - rimane lettera morta per i minori, è una dichiarazione di principio senza sostanza.
Ma il decreto Caivano questo risultato lo ha provocato tramite l'estensione dell'applicazione della custodia cautelare in carcere e, vedete, è lo stesso sistema che state applicando anche con questo nuovo decreto-legge, in cui la parola d'ordine è la carcerizzazione dei minori, come se fosse la panacea di tutti i mali.
Io penso, invece, un'altra cosa: penso che ogni ingresso di un minore in carcere sia la dimostrazione del fallimento dello Stato, inteso non solo come Stato apparato, lo voglio dire, ma anche come Stato comunità; è il fallimento del mondo degli adulti di riferimento che non è stato capace di proteggere il minore da contenuti violenti, di offrire luoghi e occasioni di aggregazioni sane; non è stato capace di presentare modelli ed esempi di vita positivi tali da imporsi e oscurare modelli di vita negativi che, purtroppo, vengono presentati; è il fallimento di una società che ha instillato nei minori la logica del consumismo più spregiudicato, li ha bombardati di messaggi per cui conta più ciò che si possiede rispetto a ciò che si è.
Ed ora quello stesso Stato, che è incapace di proteggere ed educare, pensa di rispondere come? Con il carcere, magari in istituti adibiti agli adulti - perché questo lei non l'ha detto, ma lo state pensando e lo avete anche dichiarato - che avranno sicuramente un effetto criminogeno sui minori: di definitivo consolidamento di una personalità negativa, criminale, perché questo succede; di una radicalizzazione. Dico: ne siete coscienti? Lo state affrontando? Oppure buttate la chiave e va bene così per tutti fin dalla minore età?
Infatti, state anche pensando di abbassare l'età imputabile o comunque di invertire la presunzione di imputabilità di minori che hanno 14 anni. Io penso solamente una cosa: voi non vi fate neanche le domande giuste ed è per questo che non potete approdare mai a soluzioni e a risposte quantomeno un minimo adeguate e sensate. State sbagliando anche in questo caso su tutta la linea .
PRESIDENTE. Il Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione D'Orso n. 3-02977 .
FRANCESCO PAOLO SISTO,. Presidente, rispondo con piacere e ringrazio sempre l'interrogante che dà modo di effettuare delle riflessioni.
Ricordo, innanzitutto, che le procedure di progressione verticale, cosiddette “in deroga”, dall'area degli assistenti all'area dei funzionari, costituiscono un regime speciale e temporaneo, introdotto con la finalità proprio di consentire il passaggio all'area superiore al personale con un'anzianità di servizio qualificata, anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno.
Ora, in base a quanto previsto dall'articolo 19 del CCNL Funzioni centrali 2022-2024, è stato prorogato al 30 giugno 2026 il termine per l'attivazione delle procedure di progressione tra le aree in regime transitorio, cui l'amministrazione si è prontamente conformata, indicendo la procedura per non perdere le risorse destinate alla stessa procedura. Il rispetto del termine ha assunto, pertanto, un rilievo fondamentale sotto il profilo finanziario, perché le specifiche risorse destinate alle progressioni in deroga risultavano utilizzabili nell'ambito del periodo transitorio. Diversamente le risorse accantonate per la procedura non sarebbero state più utilizzabili per tale finalità.
Venendo alla posizione dei cancellieri esperti assunti nel 2020 ricordo che, trattandosi di una procedura distrettuale, le graduatorie sono state approvate in tempi diversi.
Non vi è un diritto dei vincitori di un concorso pubblico ad essere immessi in servizio contestualmente: lo scaglionamento delle assunzioni è riconducibile alla struttura distrettuale della procedura, alla differente tempistica di approvazione delle relative graduatorie, nonché alle esigenze organizzative dell'amministrazione.
La scelta operata risponde, dunque, a un criterio oggettivo, uniforme e strettamente coerente con la finalità della selezione poiché l'esperienza professionale è correlata all'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa.
In tale prospettiva, il requisito quinquennale non è un elemento rimesso alla discrezione dell'amministrazione, bensì un requisito di accesso alla procedura previsto dalla disciplina legislativa e contrattuale, che non può essere modificato individuando una diversa data convenzionale.
Ad ogni modo evidenzio che l'amministrazione si è prontamente attivata a seguito dei provvedimenti di accoglimento adottati dal giudice amministrativo sui ricorsi dei cancellieri esperti, consentendo ai destinatari l'ammissione con riserva alla procedura.
A tal fine, è stata resa disponibile sulla piattaforma “Prove Concorsi Giustizia - Ministero della Giustizia” un'apposita procedura riservata ai candidati ammessi con riserva a seguito di ricorso attraverso la quale tutti i soggetti destinatari delle misure cautelari hanno avuto la possibilità di presentare la propria candidatura.
Ad ogni modo rassicuro che, nel mese di luglio scorso, è stato sottoscritto il “Protocollo d'intesa sulla revisione del PIAO”, nel cui ambito l'amministrazione si impegna a indire nuove procedure di progressione dall'area assistenti a quella dei funzionari entro il 2027.
La futura procedura sarà disciplinata sulla base del quadro normativo e contrattuale vigente al momento dell'indizione della procedura e delle esigenze organizzative di programmazione del fabbisogno di personale dell'amministrazione.
In tal modo, è stato previsto un ulteriore momento di progressione tra le aree, che consentirà la partecipazione del personale che nel frattempo abbia maturato i requisiti previsti dalla disciplina applicabile alla nuova procedura.
Evidenzio che la previsione di ulteriori procedure di progressione tra le aree nell'ambito della programmazione dell'amministrazione consentirà di collocare le future procedure in un quadro temporale ordinario, distinto dalla particolare disciplina transitoria e dalle specifiche scadenze finanziarie che hanno caratterizzato la procedura in deroga oggetto di questa interrogazione.
In definitiva, posso rassicurare che l'amministrazione ha operato nel rispetto del quadro normativo e contrattuale vigente, garantendo, da un lato, l'utilizzo delle specifiche risorse destinate alla procedura di progressione in deroga entro il termine previsto dalla disciplina contrattuale e, dall'altro, la massima partecipazione possibile del personale in possesso dei requisiti prescritti.
Anche l'intervento in sede cautelare ha consentito di dare immediata esecuzione ai provvedimenti del giudice amministrativo, assicurando ai destinatari delle relative misure la partecipazione provvisoria alla procedura.
Ancora, l'impegno assunto con il Protocollo d'intesa del 30 luglio 2026 per l'indizione, entro il 2027, di nuove procedure di progressione dall'area assistenti all'area funzionari costituisce un ulteriore strumento per il reclutamento di personale.
PRESIDENTE. La deputata D'Orso ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione. Ha cinque minuti.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, Vice Ministro. Sono parzialmente soddisfatta e spiego il perché. Abbiamo sentito, mi pare, un impegno da parte del Ministero della Giustizia a svolgere entro il 2027 un'ulteriore procedura di progressione dall'area assistenti all'area funzionari. Mi pare di aver colto questo, quindi c'è un impegno che possiamo comunicare. Tuttavia, mi pare di aver colto un'altra cosa su cui non c'è chiarezza, e cioè se, trattandosi di una nuova procedura - tra l'altro, potremmo dire, una procedura ordinaria, ossia senza le specificità della procedura in deroga che è stata spiegata dal Vice Ministro - saranno indicati nuovi requisiti. Su questo non c'è stata chiarezza.
Perché però sono parzialmente soddisfatta? Perché, in realtà, probabilmente continuerà a verificarsi ciò che era oggetto dell'interrogazione che avevo sottoposto al Ministero, ovverosia una disparità di trattamento. Sebbene, infatti, molti abbiano fatto ricorso e, quindi, siano stati ammessi con riserva, possiamo dire così, a seguito della decisione del tribunale amministrativo, ci sono anche persone - cancellieri - che non hanno fatto ricorso, pur avendo gli stessi requisiti di coloro che lo hanno fatto.
Infatti, probabilmente quello che sarebbe il modo di comportarsi - potremmo dire così - più corretto e più lineare da parte del Ministero sarebbe quello di trattare tutti coloro che hanno i medesimi requisiti allo stesso modo.
Perché il problema comunque ci era stato segnalato e l'avevamo preso in carico? Perché si tratta di persone che effettivamente non hanno maturato quei 5 anni di anzianità di servizio, anche per pochi giorni o per poche settimane. Quindi, per questo ci stupiva il fatto di non poterli ricomprendere nella medesima procedura di progressione tra le aree. Questo rimane un punto fermo che, però, in qualche modo intendo evidenziare: noi, negli uffici giudiziari, tra persone che più o meno hanno maturato nel medesimo periodo praticamente lo stesso periodo di anzianità, perché provenienti dal medesimo concorso, ne avremmo alcune che hanno avuto accesso alla progressione tra le aree e altre che non l'hanno avuto.
Ma perché dico tutto questo e ci è sembrato importante dare attenzione a una segnalazione del genere? Signor Vice Ministro, perché - e io sono sicura che lei la penserà come me - il personale amministrativo è uno dei pilastri fondamentali su cui il sistema giustizia si regge. Quindi, per essere solido, questo pilastro, è assolutamente necessario che il personale sia non solo valorizzato e gratificato economicamente, ma sia motivato e sia posto anche nelle condizioni di lavorare in modo dignitoso, in modo sereno.
La progressione di cui stiamo parlando, quindi dei cancellieri esperti, in particolare del concorso 2020, dall'area di assistenti all'area dei funzionari, rappresentava proprio un riconoscimento di tutto questo, dell'incessante impegno profuso per anni, dell'esperienza acquisita sul campo, della professionalità maturata, ed è, quindi, un segnale di attenzione importante che il Ministero della Giustizia può e deve rivolgere nei confronti di chi porta avanti gli uffici giudiziari. Parliamoci chiaro, Vice Ministro, e lei lo sa meglio di me: senza cancellieri esperti l'udienza non si celebra. Poi ci sono anche altre mansioni delicatissime dei cancellieri: c'è quella della formazione dei fascicoli, la tenuta dei fascicoli, proprio la custodia dei fascicoli stessi, anche dei fascicoli digitali - lo voglio sottolineare: non è che è cambiato il mondo, anche se siamo stati dirottati sul digitale -, e sono, quindi, persone altamente qualificate, perché devono conoscere le norme della procedura penale e della procedura civile, a fronte di percorsi di studio e di lavoro che sono abbastanza faticosi, cosa che possiamo dire. Allora, è giusto ricordare, in questa sede, un'altra cosa: che purtroppo il Ministero della Giustizia è quello, in tutto il comparto delle funzioni centrali, che ha gli stipendi più bassi per i propri dipendenti, tra cui, appunto, anche queste categorie.
Signor Vice Ministro, la lascio attenzionando due fenomeni: questo ha comportato e sta comportando la fuga di questo personale verso altri Ministeri, altre pubbliche amministrazioni o altri enti e poi c'è la rinuncia. Noi abbiamo 1.000 persone su 2.600 vincitori del concorso ad assistenti giudiziari espletato nel 2025 - il 40 per cento circa - che hanno rinunciato alla sede di lavoro. Hanno rinunciato soprattutto nelle sedi del Nord. Perché? Perché a fronte di uno stipendio di 1.600 euro netti, quando va bene, si trovano davanti degli affitti insostenibili da pagare. Economicamente non si parla di essere vantaggioso o meno, non è proprio sostenibile mantenersi, per esempio a Milano, con uno stipendio del genere, come dire…
VALENTINA D'ORSO(M5S). …da migrante, da fuorisede, perché qualcuno di Palermo, come me, a trasferirsi a Milano con quello stipendio non riesce a campare. Questo è un problema di cui anche al Ministero della Giustizia dovete farvi carico e noi speriamo - e vi solleciteremo e compulseremo - che ve ne farete carico durante la legge di bilancio .
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, Luigi D'Eramo, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Forattini ed altri n. 3-02978 .
LUIGI D'ERAMO,. Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, il tartufo è una delle espressioni più autentiche e riconoscibili del patrimonio agroalimentare italiano. È una risorsa che racchiude valore economico, tradizione, cultura del territorio e, al tempo stesso, una forte dimensione ambientale e paesaggistica.
Per questo motivo, il Governo considera strategico sostenere una filiera tartuficola moderna e competitiva, capace di valorizzare le produzioni e il lavoro degli operatori garantendo, al contempo, la tutela del tartufo spontaneo, la salvaguardia degli ecosistemi, la trasparenza del mercato e la corretta informazione dei consumatori.
È proprio nella ricerca di questo equilibrio tra valorizzazione economica e tutela della risorsa che deve essere inquadrata la circolare esplicativa del 24 ottobre 2024, oggetto dell'interrogazione, in materia di commercializzazione dei tartufi provenienti da tartufaie coltivate e controllate e di applicazione dei calendari regionali previsti dalla legge 16 dicembre 1985, n. 752.
Al riguardo, occorre preliminarmente chiarire che la circolare in questione ha natura esclusivamente interpretativa e applicativa. Essa, infatti, è stata adottata nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento del Ministero dell'Agricoltura e non possiede efficacia normativa innovativa. Non introduce, pertanto, nuove disposizioni, non modifica il quadro legislativo vigente e non può in alcun modo essere interpretata come fonte di deroga alle competenze attribuite alle regioni.
In particolare, la circolare si inserisce in un quadro normativo articolato, nel quale la disciplina nazionale deve essere letta anche alla luce dell'ordinamento dell'Unione europea e, in particolare, del regolamento (UE) n. 1308/2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. È in tale prospettiva che la circolare ha fornito un chiarimento sulla qualificazione, ai fini esclusivamente economici e commerciali, dei tartufi ottenuti nell'ambito di sistemi produttivi organizzati, quali le tartufaie coltivate e le tartufaie controllate o riservate, riconducendoli alla categoria dei prodotti agricoli in coerenza con i principi dell'ordinamento unionale.
Si tratta di una qualificazione che riguarda esclusivamente il regime economico-commerciale del prodotto e che, pertanto, non incide sulla natura biologica del tartufo, non ne modifica le caratteristiche naturalistiche e non determina alcuna assimilazione del prodotto coltivato alla risorsa spontanea sotto il profilo della tutela ambientale.
In tale quadro, assume particolare rilievo la distinzione tra il tartufo spontaneo e il prodotto proveniente da tartufaie coltivate o controllate. Da un lato, il tartufo spontaneo costituisce una risorsa naturale soggetta a raccolta, la cui tutela richiede regole volte a garantire il rispetto dei cicli biologici e la conservazione degli ecosistemi nei quali si sviluppa; dall'altro lato, il prodotto ottenuto da tartufaie coltivate o controllate proviene da fondi determinati ed è riconducibile a soggetti che esercitano un'attività produttiva organizzata, sia sotto il profilo economico sia sotto quello gestionale.
La diversa origine del prodotto e la differente natura dell'attività produttiva a cui esso è riconducibile comportano, pertanto, presupposti e finalità differenti e non consentono di sovrapporre automaticamente i relativi regimi. In particolare, le disposizioni concernenti la raccolta del tartufo spontaneo, in quanto finalizzate alla tutela di una risorsa naturale e dei suoi cicli biologici, non possono essere automaticamente estese al prodotto proveniente da una produzione agricola organizzata caratterizzata da diverse modalità di produzione, gestione e controllo.
È proprio in relazione alla tutela del tartufo spontaneo che si inserisce la funzione dei calendari regionali di raccolta, concepiti quale strumento volto a disciplinare i periodi di raccolta in funzione del rispetto dei cicli biologici e della conservazione della risorsa. Per tale ragione, i calendari regionali continuano a trovare piena applicazione con riferimento al tartufo spontaneo e restano vincolanti ai fini della individuazione dei periodi nei quali la raccolta è consentita.
In questo contesto, la circolare non introduce alcuna deroga alla disciplina vigente, né espressa né implicita, e non può pertanto essere invocata per giustificare l'anticipazione della raccolta del tartufo spontaneo al di fuori dei periodi stabiliti dai calendari regionali. Le raccolte effettuate in violazione di tali disposizioni restano, quindi, illecite e soggette alle sanzioni previste dall'ordinamento.
Ciò non significa, tuttavia, che le produzioni provenienti da tartufaie coltivate o controllate siano sottratte a ogni forma di regolazione o controllo. Al contrario, tali produzioni restano assoggettate a un articolato sistema di garanzie, che comprende gli obblighi in materia di qualità e maturazione, le disposizioni in materia di sicurezza alimentare e tracciabilità, nonché gli obblighi relativi alla corretta indicazione della specie, dell'origine e della natura del prodotto nella documentazione commerciale.
Per quanto concerne, invece, le paventate distorsioni del mercato e della concorrenza, si evidenzia che l'ordinamento unionale nazionale prevede già specifici strumenti di tutela fondati, in particolare, sul sistema della rintracciabilità e della corretta informazione al consumatore.
Eventuali condotte illecite, quali la falsa indicazione dell'origine, la sostituzione fraudolenta o l'occultamento della reale provenienza del prodotto, non possono essere ricondotti alla circolare in esame, ma costituiscono condotte che l'ordinamento già vieta e sanziona e che devono essere contrastate attraverso un efficace sistema di controlli, di tracciabilità e di informazione al consumatore.
In ogni caso, mi preme assicurare che il Ministero dell'Agricoltura ha seguito con attenzione gli effetti applicativi della circolare e continua a monitorare l'evoluzione del comparto, nella consapevolezza che una filiera di tale valore richiede regole chiare, controlli efficaci e un costante confronto con gli operatori e con le istituzioni territoriali.
PRESIDENTE. La deputata Marino ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta all'interrogazione Forattini ed altri n. 3-02978, di cui è cofirmataria.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente, grazie al Sottosegretario D'Eramo. Non sono soddisfatta perché lei stesso ha detto che una circolare amministrativa ha natura meramente interpretativa e non può innovare o derogare le disposizioni di rango legislativo superiore.
Esiste un punto di partenza, Sottosegretario: il tartufo non è un prodotto come gli altri, è un simbolo del un patrimonio ambientale e culturale. La cerca e la cavatura sono pratiche tramandate da generazioni nei nostri territori: dall'Appennino alle colline toscane, alle Marche, all'Umbria, al Piemonte.
Con la nostra interrogazione non abbiamo voluto contrapporre due mondi: abbiamo posto un tema di certezza del diritto. Una circolare ha natura interpretativa e, da sola, non può incidere su una disciplina e sulle normative regionali costruite attorno ai calendari di raccolta a tutela della specie e dell'ecosistema.
Dobbiamo, quindi, ascoltarli tutti gli imprenditori agricoli che investono nelle tartufaie coltivate e chiedono regole certe, tracciabilità e la possibilità di programmare l'attività. È un'esigenza legittima, che va sostenuta.
I tartufai e le loro associazioni ci dicono, invece, con forza, che la libera cerca, il carattere spontaneo del prodotto, i calendari, la distinzione tra le due attività - anche sul piano fiscale e contributivo - non possono essere cancellati. Anche questa è un'esigenza legittima.
Le due posizioni non sono inconciliabili. La strada, a nostro avviso, è la differenziazione normativa, riconoscere con chiarezza, in una norma di rango primario, la distinzione tra tartufo coltivato e tartufo spontaneo di cerca.
Per il primo, regole coerenti con la dimensione di impresa; per il secondo, la tutela dei calendari, della libertà di ricerca e della sostenibilità dei boschi.
Per entrambi tracciabilità ed etichettatura trasparente, perché chi acquista deve sapere cosa mangia e da dove viene, e perché solo così difendiamo un'eccellenza italiana dalla concorrenza sleale.
Chiediamo, quindi, al Governo, di evitare applicazioni difformi sul territorio, di aprire un confronto vero con le regioni, con le associazioni agricole e con quelle dei tartufi, e di accompagnare questo percorso con un intervento legislativo chiaro, anche nell'ambito dell'esame dei provvedimenti già all'attenzione del Parlamento.
Se la risposta andrà in questa direzione, l'accoglieremo con favore; se resterà troppo generica, continueremo a sollecitare il Governo nell'interesse della filiera e dell'ambiente .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Giuliano n. 2-00945 .
Chiedo alla deputata Giuliano se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, ha 15 minuti.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. Gli istituti omnicomprensivi comprendono scuole appartenenti a più ordini e gradi di istruzione, inclusa la scuola secondaria di secondo grado. Il decreto legislativo n. 297 del 1994 disciplina gli organi collegiali della scuola, senza però prevedere una specifica regolamentazione per la composizione dei consigli di istituto negli istituti omnicomprensivi. Quindi, in assenza di una disciplina normativa organica, si è consolidata la prassi di nominare un commissario straordinario in sostituzione del consiglio d'istituto.
Questa soluzione, però, anche se garantisce la continuità amministrativa, dall'altro lato limita la partecipazione democratica delle diverse componenti della comunità scolastica. La complessità organizzativa - in particolare degli istituti omnicomprensivi - richiede, infatti, una rappresentanza equilibrata di tutte le componenti scolastiche - docenti, genitori, studenti, e personale ATA - e di tutti gli ordini di scuola.
A fronte di questa situazione, quindi, appare opportuno fornire un quadro normativo chiaro e uniforme su tutto il territorio nazionale.
Quindi, in base a quanto detto, chiedo: quali iniziative di competenza il Ministro voglia adottare per colmare questo vuoto normativo relativo alla composizione dei consigli di istituto negli istituti omnicomprensivi; se ritenga anche possibile, nelle more di un intervento normativo, adottare delle iniziative per consentire alle istituzioni scolastiche la costituzione del consiglio d'istituto mediante un adattamento del decreto legislativo n. 297 del 1994 oppure se non ritenga opportuna l'adozione di linee guida .
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito, Paola Frassinetti, ha facoltà di rispondere.
PAOLA FRASSINETTI,. Grazie, Presidente. Collega, siamo pienamente consapevoli della necessità di superare le criticità che riguardano la composizione del consiglio d'istituto negli istituti omnicomprensivi per garantire la piena ed equilibrata rappresentanza delle diverse componenti della comunità scolastica e il regolare funzionamento dell'organo collegiale.
Come noto, gli istituti comprensivi - nel quale confluiscono scuole di diversi gradi di istruzione, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado - sono stati costituiti fin dal 1998. Tuttavia, pur dopo tutto questo lasso di tempo, la normativa vigente non contempla ancora una disciplina specifica sulla composizione e sulle modalità di elezione del consiglio d'istituto per queste realtà scolastiche.
In assenza di disposizioni puntuali, le relative funzioni continuano a essere esercitate da un commissario straordinario, nominato dall'ufficio scolastico regionale competente, in attesa di una disciplina che consenta anche agli istituti omnicomprensivi di costituire e rendere pienamente operativi i propri organi collegiali.
La problematica è stata richiamata anche, di recente, da una nota del Ministero dell'Istruzione e del merito del 19 settembre 2025, che ha confermato la necessità del ricorso al commissario straordinario negli istituti omnicomprensivi, in mancanza di una specifica disciplina sulla composizione del relativo consiglio d'istituto.
Proprio per superare questa criticità, siamo intervenuti con un emendamento al decreto-legge in materia di istruzione attualmente all'esame del Senato: la proposta mira a colmare il vuoto normativo, consentendo anche agli istituti omnicomprensivi di dotarsi di un consiglio d'istituto regolarmente costituito, nel rispetto dell'autonomia scolastica.
L'iniziativa da noi intrapresa va nella direzione auspicata dall'onorevole interpellante, intervenendo sul testo unico in materia di istruzione per introdurre una disciplina specifica sulla composizione del consiglio d'istituto negli istituti omnicomprensivi e sulla rappresentanza delle diverse componenti della scuola.
Con questo intervento, dopo oltre vent'anni, intendiamo dare finalmente una risposta concreta a 165 istituti omnicomprensivi e a circa 140.000 studenti, superando una criticità che si trascina da troppo tempo e alla quale è necessario dare una soluzione per poter garantire alle comunità scolastiche il diritto di essere protagoniste e di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la vita delle proprie scuole.
PRESIDENTE. La deputata Giuliano ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Prego, ha 10 minuti.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. Purtroppo, quello degli istituti omnicomprensivi è un problema che, come ricordava la Sottosegretaria, si trascina da anni. La legislazione che riguarda questi istituti risale al 1998 e ancora oggi, purtroppo, siamo quasi all'anno zero.
C'è questo emendamento di cui dava conto la Sottosegretaria, che vedremo se passerà; nel frattempo, però, tutti gli istituti omnicomprensivi sono in attesa e il Ministero avrebbe, quantomeno, potuto emanare delle linee guida per consentire agli istituti omnicomprensivi di avere un consiglio d'istituto regolamentare invece del commissario straordinario.
Purtroppo, questo non è stato fatto e, quindi, sarebbe stato perlomeno auspicabile un intervento anche in questo senso per venire incontro ai tanti istituti omnicomprensivi che si trovano ancora in questa situazione.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 101, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Richiedo un'informativa urgente al Ministro della Difesa, Guido Crosetto e, in particolar modo, anche al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a seguito delle dichiarazioni rilasciate da uno dei due Vicepresidenti del Consiglio di questa Repubblica, in particolare Matteo Salvini, sull'argomento Ucraina, perché quando ha dichiarato che, una volta rieletto segretario, avrebbe posto la questione relativa allo stop delle forniture di armamenti e di finanziamenti all'Ucraina al prossimo Consiglio dei ministri, noi abbiamo detto: finalmente Salvini è rinsavito e segue la linea Vannacci . Il problema però è che già ieri c'è stato un vertice di maggioranza - a quanto si apprende preparatorio rispetto alla prossima manovra economica - dove Salvini non soltanto non ha posto la questione a livello politico e di Governo, ma per di più si è lasciato smentire dall'altro Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, che, proprio ieri, ha ribadito che il Governo non cambia linea su Kiev, quindi continueranno a esserci rifornimenti di armamenti e continueranno a essere inviati altri miliardi dei nostri contribuenti, che andranno a finanziare quelle bellissime ville degli oligarchi vicini a Zelensky, ville che contengono dei bellissimi servizi sanitari d'oro.
Con i problemi di corruzione che ha quel Paese, probabilmente è arrivato il momento di chiudere definitivamente l'invio di queste forniture. Considerati i problemi devastanti che stanno impattando sui risparmi di milioni di famiglie italiane, penso al caro energia, causato non soltanto dal conflitto che coinvolge lo Stretto di Hormuz, e quindi in Iran, ma causato anche dal conflitto tra l'Ucraina e la Russia. Non lo dice l'ufficio studi di Futuro Nazionale, lo dice la Commissione europea che, nelle proprie comunicazioni, ha registrato un rialzo del prezzo del gas e anche del petrolio rispetto a quello che pagavamo prima del conflitto. Per queste ragioni, Presidente, abbiamo depositato una mozione, che sarà poi calendarizzata nei lavori di questo Parlamento, che chiede una serie di impegni. Lì vedremo se la Lega, ancora una volta, continuerà a voler dare aria alla bocca senza passare dalle parole ai fatti, dalle parole di un congresso ai fatti del Governo.
Abbiamo chiesto, infatti, come primo impegno quello di interrompere immediatamente l'invio di soldi e armi a Zelensky . Abbiamo chiesto di eliminare le sanzioni verso la Federazione Russa non perché Vannacci sia un pericoloso filorusso, che spera nel finanziamento del proprio partito grazie ai rubli di Mosca, ma semplicemente perché il generale giudica la politica estera con pragmatismo e guarda all'interesse nazionale che, in questo caso, è quello di far pagare meno gli idrocarburi ai cittadini italiani . Come? Facendo come ha fatto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha mandato al diavolo le sanzioni alla Russia e ha firmato un accordo commerciale con Putin in grado di far arrivare tre milioni di tonnellate di gasolio russo sul mercato degli Stati Uniti. Se lo fa il capo dell'Occidente, il Capo della NATO, sicuramente lo può fare la Repubblica italiana .
Signor Presidente, con questa mozione, a breve vedremo chi è che passa dalle parole ai fatti e chi continua, invece, ad animare soltanto i dibattiti televisivi e a prendere soltanto aria dalla bocca .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su altro argomento e sempre sull'ordine dei lavori, l'onorevole Fede. Ne ha facoltà.
GIORGIO FEDE(M5S). Grazie, Presidente. Anch'io ho chiesto di intervenire per chiedere un'informativa urgente. Il tema dell'informativa è relativo alle circostanze del sisma 2016 e, per questo motivo, il riferimento parlamentare è la Presidenza del Consiglio.
Come antefatto, non posso non passare per la motivazione da cui parte questo discorso. Si è svolta in questi giorni, è cronaca di questi ultimi giorni, un'indagine della Guardia di finanza, del GICO, del Dipartimento antimafia e della procura della Repubblica, che ha portato a 8 misure cautelative in carcere per 8 soggetti, 51 indagati e sequestrati 57 milioni di euro. Parliamo di attività connesse alla ricostruzione sisma. Non a caso, l'intervento si chiama “Operazione ricostruzione” e si sono accertate, nelle circa 800 pagine della magistratura, a cui spetta il compito di verificare le responsabilità - non vogliamo assolutamente sostituirci a loro -, delle ombre: un nuovo terremoto, a dieci anni dal sisma, si è abbattuto sulle Marche. Un lavoro che parla di corruzione e collusione - queste sono le ipotesi di reato - che va a bloccare attività che riguardano imprese con oltre 400 cantieri in corso. Questo è l'antefatto.
Qual è il motivo di questa informativa? Dobbiamo specificarlo bene. Tra i soggetti oggetto delle misure cautelari c'è Fabio Pistarelli, che è stato il capo di gabinetto del presidente Acquaroli. Ed il presidente Acquaroli è anche il vicecommissario straordinario alla ricostruzione, quindi in capo - come ruolo di secondo grado, dopo il commissario straordinario - a quella filiera che fa capo alla Presidenza del Consiglio. Ora, lasciando alla magistratura il compito di fare chiarezza, uscendo fuori dalle polemiche politiche, che noi non amiamo trattare in maniera strumentale, riconoscendo a ciascuno le proprie funzioni, tuttavia non possiamo trascurare la gravità di questi fatti e le preoccupazioni che si muovono su questi territori a dieci anni dal sisma che ha provocato circa 300 vittime, demolizioni, sofferenze, distruzione e il cantiere più grande d'Italia. Vedere che l'ombra della malavita e del malaffare possa ricadere su questi fatti e rallentare la ricostruzione, da tutti quanti attesa da troppo tempo, è un problema che non possiamo trascurare ma dobbiamo farlo presente.
Per questo, chiediamo che il Presidente del Consiglio, attraverso le sue strutture, quelle commissariali, venga a riferire in Aula, perché le preoccupazioni sono tante e diverse. Che tipo di problematiche potrà avere sulla prosecuzione dei lavori? Poiché 400 cantieri avviati ed in fase avanzata non sono una cosa irrilevante, queste persone quindi rischiano che vengano bloccate le loro case su cui attendono di rientrare? I milioni sequestrati porteranno un maggiore impegno per la risorsa pubblica per dover sopperire, in qualche modo, a questi casi di malaffare?
Poi, resta il tema politico che, comunque, è quello più rilevante, perché mentre la magistratura ha le sue funzioni, anche la politica ha le sue responsabilità. Vedere una persona, che ha avuto la fiducia del vicecommissario e presidente della regione Marche, Acquaroli, nominata capo gabinetto l'8 di novembre e il 12 dicembre, dopo appena 34 giorni, chiamata alle dimissioni, è una cosa che ha destato sospetti. Anche le dichiarazioni del vicecommissario sono state molto imbarazzanti, perché sentire che si sapeva o si sospettava di notizie di reato e che queste notizie, questi sospetti, non sono stati portati nella sede opportuna e naturale, la procura della Repubblica, è una cosa che fa molto male. Oltretutto lo dico anche perché spesso, in questo Parlamento, con questo Governo, abbiamo visto quella particolare attenzione quasi morbosa verso le Commissioni d'inchiesta, verso il malaffare e, banalmente, riferendoci alle problematiche di questi giorni delle contestazioni, abbiamo visto come si evocava l'ombra della e della camorra e qui, quando la e la camorra sono su 800 pagine processuali, vorremmo vedere come questo Governo e la Presidenza del Consiglio possono agire per tutelare gli interessi della Nazione.
Abbiamo visto tante Commissioni, la Commissione antimafia parlare quasi a vanvera, oserei dire, di argomenti non pertinenti. Qui c'è la magistratura, quella che è preposta alle indagini, quella vera, che ha fatto dei riferimenti. Quindi, noi come parlamentari, attraverso le sue istituzioni e attraverso le Commissioni, non possiamo che riportare il Parlamento alle sue responsabilità. E a chi, come il Presidente del Consiglio, ha la gestione a sé del sisma del 2016 - una grave ferita che, a dieci anni di distanza, stenta ancora a rimarginarsi -, noi con convinzione chiediamo che queste risposte a questi interrogativi vengano date qui, nella sede preposta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per unirmi alla richiesta di informativa urgente. Proprio in questi giorni ricorrono i dieci anni dalle scosse più forti che colpirono il Centro Italia durante il terremoto del 2016. Oggi sarei voluto intervenire in quest'Aula oltre, ovviamente, che per un momento di ricordo e di memoria, anche per raccontare quanto è stato fatto e quanto ancora resta da fare per quelle comunità. E sarei voluto intervenire anche per chiedere, ancora una volta, di non spegnere i riflettori su quei territori, perché c'è ancora molto da fare.
La verità però è un'altra: è che giovedì scorso quei riflettori li ha accesi la procura della Repubblica di Ancona. Li ha accesi con un'indagine denominata “Ricostruzione”, condotta dalla Guardia di finanza di Ancona, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, che riguarda le commesse sulla ricostruzione -sisma sui cantieri privati, per capirci, e sugli appalti pubblici. Un'inchiesta che ha portato a otto arresti, 51 persone indagate e 57 milioni di euro sequestrati. E le accuse sono pesantissime: si parla di truffa aggravata per ottenere contributi pubblici, si parla di intestazione fittizia di società per aggirare l'Antimafia, si parla di corruzione, di turbativa d'asta e di associazione a delinquere.
Tra gli arresti, oltre al presidente dell'ANCE Macerata, l'imprenditore Crucianelli, risulta anche Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto, fino al 12 dicembre del 2025, del presidente della regione Marche. Fabio Pistarelli è un esponente di primo piano di Fratelli d'Italia nelle Marche, già consigliere regionale nel centrodestra per tre mandati.
Ora, sul piano penale, sarà la magistratura a dover fare il proprio corso, non spetta sicuramente a quest'Aula emettere sentenze, ma, sul piano della responsabilità politica, dalla maggioranza ci aspettiamo delle risposte urgenti. Dovete spiegare come sia stato possibile lasciare aperte le porte, nelle Marche, alle infiltrazioni della criminalità organizzata, della camorra e della e dovete spiegarci che fine ha fatto il sistema dei controlli. Questa volta non potete scaricare le vostre responsabilità su qualcun altro, perché nelle Marche il tema della ricostruzione è interamente rappresentato da quella famosa e tanto sbandierata filiera di Fratelli d'Italia, perché la Presidente del Consiglio, ovviamente, è di Fratelli d'Italia, il commissario viene nominato su proposta della Presidente del Consiglio ed è un senatore di Fratelli d'Italia, il Ministro per la Protezione civile è di Fratelli d'Italia, la regione Marche è governata da Fratelli d'Italia e anche lo stesso Fabio Pistarelli, come ho detto prima, è un esponente apicale di Fratelli d'Italia.
Allora, è lecito domandarsi: la filiera politica di Fratelli d'Italia, dove era mentre questi fatti accadevano ? Ed è proprio questo che vogliamo chiedere con questa informativa urgente al Ministro, perché noi vogliamo sapere, ad esempio, come sia possibile che una sola impresa, con poco più di 200 dipendenti, possa ottenere circa 800 cantieri, 800 appalti. E vogliamo sapere quali controlli siano stati effettuati anche sulla catena dei subappalti, perché questa vicenda non riguarda solo un'inchiesta giudiziaria, questa vicenda umilia i marchigiani , questa vicenda ferisce i terremotati, questa vicenda offende i tanti volontari che sono stati vicini ai marchigiani, questa vicenda indigna i tanti donatori che in quei momenti hanno mostrato la loro vicinanza.
Ecco, come ho detto prima, la magistratura farà il suo corso, ma noi, come rappresentanti delle istituzioni, abbiamo il dovere di farci carico delle conseguenze che questa vicenda lascia dietro di sé. Dobbiamo preoccuparci di quelle famiglie che sono interessate da quei 400 cantieri e che non conoscono il loro destino. Dobbiamo preoccuparci di restituire fiducia nello Stato a quelle comunità colpite dal terremoto e dobbiamo lavorare affinché i muri contro le infiltrazioni della criminalità organizzata diventino sempre più alti, sempre più solidi e sempre più impenetrabili. Noi, per tutto questo, chiediamo alla Presidente del Consiglio di venire a riferire con urgenza, perché vogliamo fare un'operazione di trasparenza, a partire proprio da questa richiesta di informativa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Anche noi di Alleanza Verdi e Sinistra ci associamo a questa richiesta di informativa al Governo. Pretendiamo che Giorgia Meloni venga in Aula a dirci dov'erano gli uomini e le donne di Fratelli d'Italia delle Marche, mentre si costruiva e si metteva in campo una macchina della corruzione o almeno questo è quello che ipotizzano gli inquirenti. Vogliamo sapere anche dove sono adesso.
Vogliamo saperlo, perché in questo Paese, quando per esempio i ragazzi manifestano in piazza, il Consiglio dei Ministri corre a fare dei decreti per reprimere quella che definisce attività criminale. E poi, però, quando gli inquirenti ci raccontano di una vera attività criminale, un'attività di corruzione in cui ci sono le mafie presenti negli appalti privati ed esponenti di Fratelli d'Italia che, molto probabilmente, intascavano mazzette - staremo a vedere che cosa dirà il processo, ma pare persino provato il passaggio di denaro -, quando c'è la vera criminalità, non c'è nessun Consiglio dei Ministri che si riunisce d'urgenza per varare decreti che possano fermarla, per varare nuove norme, nuovi reati, nuovi controlli che tengano i fondi pubblici al riparo da chi pensa di doversene appropriare per i propri loschi affari. Allora, Presidente, noi davvero siamo scandalizzati, perché si parla di corruzione, si parla di turbativa d'asta, si parla addirittura di un presidente della regione che dice: avevo avuto voci sui comportamenti illeciti del mio responsabile di gabinetto e le ho riferite al segretario generale, poi l'ho fatto dimettere, ma non dice mai di essere andato in procura.
Ecco, di fronte a tutto questo, quel presidente di regione dovrebbe dimettersi, questo Parlamento dovrebbe aprire una riflessione su come è stata portata avanti la ricostruzione in quel territorio e, soprattutto, bisognerebbe aprire una riflessione su come tutelare i cittadini e le cittadine delle Marche, che sono già stati colpiti da una grave calamità, da un terremoto che ha distrutto l'economia di intere zone, e che non meritano di essere umiliati in questo modo, di essere trattati come l'occasione per fare affari illeciti. I cittadini delle Marche, come i cittadini di tutto il Paese, meritano ben altro. Meritano legalità, meritano interventi legislativi a tutela della correttezza delle operazioni di ricostruzione, meritano di sapere come intendete affrontare il blocco dei tantissimi milioni di euro che sono stati sequestrati, che rischiano, appunto perché bloccati, di mettere in discussione persino l'avanzamento delle operazioni di ricostruzione.
Ecco, che ci sia il silenzio su tutto questo, che questo non sia diventato un caso nazionale, che non se ne parli sui e in quest'Aula la dice lunga sulla cappa illiberale che copre la nostra informazione . Siete tutto il tempo impegnati a parlare di giovani che scendono in piazza, dipingendoli come una calamità, ma sulla corruzione, sulle mafie, sull'illegalità diffusa in questo Paese, che coinvolge anche tutta la filiera di governo di Fratelli d'Italia, dal Governo nazionale fino al governo regionale, non dite una parola. Vogliamo ascoltare le parole di Giorgia Meloni in quest'Aula.
Basta corruzione, basta illegalità, basta abusi sui soldi pubblici che appartengono a tutti gli italiani .
PRESIDENTE. Sul medesimo argomento, ha chiesto di parlare l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.
PAOLO TRANCASSINI(FDI). Grazie, Presidente. Noi non aderiamo a questa richiesta, perché? Perché abbiamo massima fiducia nella magistratura, siamo convinti che farà e continuerà a fare piena luce e, così come è emerso in queste ore, sarà sempre più certa l'estraneità dell'amministrazione del presidente Acquaroli e di tutta la macchina amministrativa. Infatti, c'è un dato che i colleghi che mi hanno preceduto hanno omesso volontariamente di dire, cioè che non c'è nessun coinvolgimento da parte del presidente; anzi, il presidente, un anno fa, non avendo più fiducia nel suo capo di gabinetto - un anno fa, in tempi non sospetti, quindi non ieri o l'altro ieri - lo ha allontanato.
Allora, invece, colgo l'occasione per esprimere la solidarietà al presidente Acquaroli per questa campagna sottile, facendo tutta una serie di riferimenti: quello sta a quello, sta a quello, sta a quello… per arrivare a lui. La solidarietà a lui e a tutti i dipendenti della macchina amministrativa che sta dando degli ottimi risultati nella ricostruzione. Perché anche qua, Presidente, ho sentito dal collega del Movimento 5 Stelle dire: ma la ricostruzione è da troppo tempo ferma. E anche i colleghi che mi hanno preceduto: perché la ricostruzione necessita di risposte, eccetera. Insomma, per aver messo il commissario Farabollini a gestire per 2-3 anni la ricostruzione, io penso che domande del genere non dovreste farne .
Quindi, esprimo nuovamente la piena fiducia nei confronti della magistratura, così come ribadisco la piena solidarietà al presidente Acquaroli .
PRESIDENTE. Su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, ha chiesto di parlare l'onorevole Andrea Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Intervengo, a nome del gruppo del Partito Democratico, per rinnovare una richiesta di informativa che abbiamo già avanzato, insieme agli altri gruppi di opposizione, già dal marzo di quest'anno, in occasione della visita a Roma di Peter Thiel, il tecnocrate che guida la società Palantir. L'avevamo chiesto allora e lo rinnoviamo oggi, anche alla luce di quello che è emerso nell'inchiesta di trasmessa dalla Rai nella serata di domenica.
Pensiamo e riteniamo infatti che il Parlamento sia il luogo dove è necessario un confronto libero e trasparente su quelli che sono i rischi a cui stiamo andando incontro, perché, considerate, non si tratta solo dell'importanza del ruolo che può svolgere e sta svolgendo questa tecnologia in alcune situazioni di conflitto, ma c'è un tema più esteso che riguarda proprio la direzione che stanno prendendo i processi democratici. Abbiamo visto, nel servizio di quella serata, come le dall'Africa orientino la radicalizzazione del dibattito pubblico e politico in Germania o anche nel nostro Paese, con migliaia e migliaia di messaggi, notizie che vengono create per orientare, in una direzione diversa e distante dalla realtà, quello che è il dibattito pubblico. Ci siamo resi conto di come questi sistemi siano addestrati con materiali che vengono presi anche attraverso sistemi di videosorveglianza che sono già attivi nel nostro Paese. Sono pericoli enormi, immensi, che un Paese, che una democrazia deve affrontare nel luogo appropriato, ossia in Parlamento.
Vedete, per quanto riguarda poi gli aspetti dei rapporti con Thiel e Palantir nell'inchiesta giornalistica, io voglio ancora una volta ringraziare non solo questa trasmissione, non solo Riccardo Iacona, ma tutti i giornalisti che si stanno dedicando a scandagliare e ad andare a fondo di tutti i passaggi. È emerso che vi sono rapporti che emergono dalle relazioni dello stato di attuazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento di mezzi, impianti e sistemi, anche in anni risalenti, precedenti al vostro Governo. E questo è avvenuto - il fatto stesso che sia in documenti ufficiali, che tutto ciò sia trasmesso -, perché evidentemente vi è stato un confronto all'anno zero della cybersicurezza su chi fossero le persone che avevano le tecnologie più avanzate, come è giusto e legittimo che un Governo e un Paese facciano.
Il tema politico però che noi oggi poniamo è che rapporti ci sono, oggi, nei confronti di coloro i quali stanno facendo un uso politico pericolosissimo di queste tecnologie, perché se quelle stesse tecnologie che vediamo in azione, in maniera così decisiva nei teatri di guerra, venissero azionate nei confronti del giornalismo d'inchiesta, degli oppositori politici o di persone che operano politicamente, socialmente, civilmente nel nostro Paese, noi entreremmo veramente in uno scenario distopico anche nel nostro Paese.
Abbiamo ascoltato nella trasmissione una smentita del Ministro Crosetto, però non ci può bastare nel momento in cui troviamo, nel sito dell'ANAC, il documento che testimonia l'avvio di una nuova procedura nel settembre del 2023, che riguarda appalti nei settori della difesa e della sicurezza per 3 milioni di euro per un programma che viene chiamato “programma Palantir”. Allora, se questa procedura sul programma Palantir non riguardava Palantir, noi vorremmo che il Governo venisse a chiarirlo in Aula.
Quello che noi però non possiamo accettare è che, quando abbiamo presentato un'interpellanza urgente - eravamo 40 parlamentari -, chiedendo non i rapporti di un singolo Ministro, ma i rapporti di tutto il Governo… perché nel momento in cui una figura arriva a dichiarare che nel suo programma politico vi è un'incompatibilità fra la democrazia e la libertà e arriva a considerare l'Europa il grande avversario e nemico politico, perché sta cercando di porre delle regole nelle difficilissime trasformazioni che stiamo attraversando, quando una persona, che ha questo pensiero, lo esprime, porta avanti politicamente questo fine e ha dei rapporti, allora noi vogliamo sapere che rapporti ha con le forze politiche che sostengono questo Governo e con questo Governo nella sua interezza. Per questo deve rispondere Giorgia Meloni e non il singolo Ministro, perché, vedete, la Presidenza della Camera ci ha risposto che il Governo non poteva rispondere, appellandosi all'articolo 131, comma 1, del nostro Regolamento, che dice che il Governo, laddove ritiene, può decidere di non rispondere al Parlamento.
La Meloni deve però rispondere al Paese, perché la direzione verso cui rischiano di portarci non va in contrasto con un articolo del nostro Regolamento, ma va in contrasto con tutti gli articoli della nostra Costituzione e noi siamo qui per difenderla .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Presidente, ancora una volta, in quest'Aula, chiediamo al Governo di venire qui, di presentarsi non solo a quest'Aula, ma a tutto il Paese e di raccontarci quali sono i rapporti del nostro Governo, di queste istituzioni, di questo Paese con una società, Palantir, che si occupa di sorveglianza e di sicurezza. “Sicurezza” se così possiamo chiamarla, visto che Palantir è la società che ha fornito i al Governo americano per le operazioni dell'ICE, la stessa ICE che, con delle esecuzioni in piazza, ha ucciso persone che permettevano agli altri di salvarsi, persone che hanno esposto i propri corpi per cercare di evitare la deportazione di altre persone. È una società che raccoglie i dati più disparati, anche quelli sanitari, dati privati delle persone, dati raccolti con telecamere per strada, che incrocia questi dati e cerca di predire quello che può succedere, illudendo che questa possa chiamarsi sicurezza. E scusatemi, ma questa è l'insicurezza che Palantir sta creando .
Palantir è quella società che, con grandissime donazioni di decine di milioni di dollari, ha puntato su uno sconosciuto, J.D. Vance, e lo ha portato alla vicepresidenza degli Stati Uniti d'America. J.D. Vance è stato, prima di tutto, impiegato in una delle società di Peter Thiel. Peter Thiel e Karp, l'amministratore delegato di Palantir, sono quelle stesse persone che non solo impiegano fondi nella guerra e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per uccidere persone, che chiameranno “effetti collaterali”, ma sono le stesse persone che chiamano “anticristo” chiunque osi opporsi ai loro progetti e ai loro profitti, in nome di una regolamentazione, che osa schierarsi contro l'Unione europea, che vede nelle Nazioni Unite un nemico e nella democrazia stessa un limite alla libertà che, per questo, va superata! Ed è per questo che, spesso, gli accordi tra Governi e Palantir, gli accordi con le società di Peter Thiel e Karp, vengono fuori dai luoghi istituzionali ed è per questo che questo Governo, tutte le volte che l'abbiamo chiesto, non è mai venuto in quest'Aula a raccontarci quali sono i rapporti che questo Governo ha con Palantir!
Grazie a una trasmissione, , veniamo a sapere - non in quest'Aula, ma grazie a un'inchiesta giornalistica - che già prima, nel 2015, con Palantir sono stati fatti contratti della difesa; nel 2012, ancora una volta compare Palantir; nel 2017, ancora una volta compare Palantir con il , ma cosa ancor più grave, nel 2023, tre milioni di euro vengono destinati al “Programma Palantir”. Guardi, è veramente singolare che questo avvenga nello stesso anno in cui il Ministro della Difesa Guido Crosetto nomina l'ex Ministro della Difesa ucraina Fedorov come consulente per l'innovazione della difesa italiana. Qualche giorno dopo la stessa persona, l'ex Ministro della difesa ucraina, annuncia la creazione di una società di tecnologie militari: indovinate chi è il maggiore investitore di quella società? Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, ancora una volta. Il nome di Peter Thiel compare più di 2.000 volte all'interno degli Epstein , almeno in quelli che sono stati desecretati, in una rete di orribili abusi su minori, ma è anche una rete di controllo e di speculazione mondiale, che si gioca sulle teste delle persone.
Allora, vede, Presidente, vogliamo che il Governo e la Presidente Giorgia Meloni sentano il dovere di venire in quest'Aula, perché lo chiede il Paese tutto e perché, nel momento in cui questo Governo ha varato un decreto che autorizza l'utilizzo di intelligenza artificiale all'interno della sicurezza e delle nostre forze di sicurezza, nel momento in cui in un video in cui annuncia l'ennesimo pacchetto di sicurezza parla di riconoscimento biometrico, nel momento in cui ci sono decine e decine di attivisti che denunciano apertamente di essere stati fermati più volte, pur non avendo alcun procedimento penale, ai varchi degli aeroporti, ai controlli, senza alcuna ragione apparente, noi vogliamo sapere cosa succede nel nostro Paese, a chi vengono affidati i nostri dati, se questa può essere chiamata sicurezza oppure è soltanto sorveglianza e repressione. Noi pretendiamo di sapere che rapporti ha Palantir con il nostro Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. In tutta franchezza, ci siamo quasi stancati di fare continuamente questo intervento su un tema di democrazia e sicurezza nazionale senza che in quest'Aula accetti di presentarsi alcun Ministro per discutere di temi delicatissimi, legati alla manipolazione dell'opinione pubblica e alla profilazione potenziale di milioni di cittadini italiani. Lo dico oggi e chiedo che venga la Presidente Giorgia Meloni o il Ministro Crosetto, perché pochi giorni fa il Ministro Crosetto ha parlato di guerra ibrida, facendo riferimento ai fatti di Milano, e poi ha detto ai giornali che sarebbe stato contento di venire in Aula a spiegare cos'è questa guerra ibrida, come viene messa in campo e quali danni può produrre. Abbiamo chiesto che il Ministro venga; quindi dovrebbe rispondere positivamente, visto che ci aveva invitato a farlo, e invece non abbiamo ancora alcuna risposta.
Nel frattempo, il Presidente Mattarella ha informato l'opinione pubblica sul fatto che e manipolano già oggi l'informazione e hanno il potere di condizionare le pubbliche opinioni e ha mandato in onda una puntata magistrale, con altissimo valore civile, in cui spiega come le opinioni pubbliche europee vengono manipolate attraverso la diffusione di , attraverso l'utilizzo di e di , attraverso tecniche di . E allora, Presidente, crediamo che i cittadini italiani abbiano il sacrosanto diritto di sapere cosa accade, quali forze politiche vengono spinte attraverso queste tecniche, e di proteggere il proprio spazio informativo, di difendersi da quella che il Ministro di questo Governo ha definito guerra ibrida.
Guardate, vogliamo anche sapere esattamente - e lo chiediamo dopo aver fatto tante interrogazioni e altre ancora ne stiamo depositando - quali siano i contratti in essere fra il Ministero della Difesa e l'azienda Palantir. Lo vogliamo sapere, perché Palantir è l'azienda che ha sviluppato le con cui si andavano a perseguitare i migranti con la Polizia ICE negli Stati Uniti e perché Palantir è l'azienda che ha sviluppato quel di intelligenza artificiale che ha consentito di uccidere decine di migliaia di civili innocenti nella Striscia di Gaza, come ha perfettamente raccontato il film . E allora, vogliamo sapere se ci sono contratti fra l'Italia e questa azienda e, siccome ha mostrato pagamenti del 2023 reperiti negli archivi pubblici, non ci basta la dichiarazione del portavoce del Ministro che dice: non c'è nessun contratto in essere. Vogliamo la verità su queste questioni! Vogliamo avere uno spazio informativo pulito in vista delle elezioni politiche del 2027.
Guardate, non è qualcosa di secondario, ma è un punto centrale: la digitale deve diventare una norma di questo Paese ! Basta abusi! Basta tentativi di prendere in giro gli italiani e le italiane! Basta manipolazioni dei giovanissimi! Basta contenuti falsi che girano con l'intelligenza artificiale!
È ridicolo, Presidente, che la Presidente del Consiglio Meloni sia andata a registrare il timbro della propria voce per difendersi, mentre non fa nulla per difendere i cittadini e le cittadine italiane comuni di questo Paese che non hanno alcuno strumento, ormai, per capire quando incappano in un contenuto - soprattutto se sono ostaggio di una bolla algoritmica -, non hanno alcuno strumento per capire ciò che è reale e ciò che non lo è, per distinguere il vero dal falso.
E questo diritto…
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). …quello di distinguere il vero dal falso, deve essere garantito attraverso normative del nostro Paese. Quindi, torniamo a chiedere che vengano in Aula, perché va fatta luce su tutto questo il più presto possibile
PRESIDENTE. Sono così concluse le richieste di informative urgenti.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione Boldrini, Della Vedova, Zanella, Francesco Silvestri ed altri n. 1-00599 concernente iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali .
Ha chiesto di parlare l'onorevole Calovini. Ne ha facoltà.
GIANGIACOMO CALOVINI(FDI). Sì, grazie, Presidente. Intervengo sul tema della Corte penale e delle mozioni che dovremmo andare ad affrontare nei prossimi minuti in Aula. Io credo che il tema della Corte penale internazionale sia un tema estremamente delicato in un momento in cui si vivono attimi di tensione a livello internazionale, in un contesto geopolitico sicuramente non semplice, non facile.
Abbiamo letto, prima della pausa estiva, le mozioni presentate da parte delle opposizioni. Ovviamente anche noi vogliamo interagire con le opposizioni, cercare di comprendere se ci sono eventuali punti di convergenza su un tema così delicato. Negli ultimi giorni, il Governo ha preso la parola in modo anche molto chiaro a difesa degli organismi internazionali, con tutte le critiche che, ovviamente, si possono fare davanti a talune situazioni.
E, a fronte di tutto questo, riteniamo doveroso prendere qualche tempo in più. Chiedo, pertanto, di poter rimandare al prossimo calendario il punto in questione.
PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio del seguito dell'esame della mozione concernente iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali ad altro calendario, essendo giunte alla Presidenza richieste di poter svolgere ulteriori interventi, ai sensi dell'articolo 45 del Regolamento, darò la parola a un deputato per gruppo, per massimo 5 minuti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EU-SUEU). Grazie, Presidente. Non me ne vorrà l'ottimo collega Calovini, ma è totalmente inaccettabile questa questione del rinvio ulteriore. Ha detto bene, onorevole Calovini: le mozioni sono state presentate prima della pausa estiva, ancora prima delle bordate contro la Corte penale internazionale di Trump e del Segretario di Stato Rubio, che ha cambiato posizione di 180 gradi. Avete avuto tutta la pausa estiva, avete avuto le settimane, i mesi; oggi, lei ci sta dicendo che questo si rinvia alle calende greche, perché non c'è niente da approfondire dal punto di vista del diritto internazionale, lo sa benissimo. Tutto il tema è squadernato da mesi: di fronte agli attacchi e alle sanzioni, noi - Italia e Governo italiano in sede europea - dobbiamo solo dire qual è la nostra posizione.
Vede, onorevole Calovini, è vero che Tajani è intervenuto, ma è la solita commedia degli equivoci, è il solito modo di fare che avete voi, questa maggioranza. Tajani dice delle cose anche condivisibili, anche se, nel della settimana scorsa, poi, alla fine, non è andato al succo; dice che lui - e, quindi, il Governo - difende la Corte penale internazionale. Va bene, ma questo va bene per le agenzie; qui, voi non volete e non riuscite a mettere nero su bianco quattro righe di sostegno alla Corte penale internazionale e, magari, una quinta per dire che impegnate il Governo a sostenere lo statuto di blocco, cioè il meccanismo che renda inefficaci le sanzioni. Poi possiamo discutere, perché è vero che in Europa qualcuno dice: prendiamo questi sei mesi, prima che vadano in funzione le sanzioni, per negoziare. Io penso - e vorrei - che il Governo italiano, impegnato dal Parlamento, questo dicesse: proprio per i sei mesi di negoziato, mettiamo sul tavolo lo statuto di blocco, chiariamo dove stiamo, lo spieghiamo anche agli olandesi.
Lei, invece, ci sta dicendo con questa richiesta - non voglio usare parole sbagliate - di un ulteriore rinvio… Perché bisogna pensarci, perché ci sono i cervelloni della maggioranza - intendo quelli dell'intelligenza artificiale - che devono cercare una posizione. Ma voi volete sequestrare, anche alle opposizioni, quantomeno il diritto di dire una cosa, perché questa manfrina l'abbiamo già fatta la settimana scorsa, il mese scorso; poi ci sarà la legge di bilancio, poi ci sarà la pausa natalizia e poi, dopo, finirà la legislatura. Votate contro, preparatevi a votare contro, ma non sequestrate il diritto delle opposizioni di dire una parola chiara di impegno al Governo su quello che bisogna fare a difesa della Corte penale internazionale in sede nazionale e, soprattutto, in sede europea, con l'attivazione dello statuto di blocco. Se non riuscite a mettervi d'accordo, abbiate il coraggio e la faccia di venire qui a votare contro o di astenervi e lasciare che sia l'opposizione, che su questo è unita… Perché sia la mozione PD, +Europa, Italia Viva, AVS e MoVimento 5 Stelle, sia la mozione di Azione ci sono e vanno in una direzione chiara. Lasciatecele votare, votate contro. Calovini, venite e dite: no, noi siamo contrari. Perché? Boh, però almeno venite e lasciate che questo Parlamento possa esprimersi, perché, francamente, dopo tutti questi mesi di rinvio, perché è importante e bisogna trovare le parole giuste, questo diventa un modo ulteriore per umiliare il Parlamento.
PRESIDENTE. Salutiamo le studentesse, gli studenti e la docente del Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” di Gorizia, che partecipano oggi alla giornata di formazione a Palazzo Montecitorio. Grazie e benvenuti alla Camera .
Sempre sulla mozione in esame, io ho, nell'ordine che vi dico, la Presidente Boldrini, poi Billi, Pastorella, Giachetti, Zanella, anche Ascari a seguire. Se c'è qualcun altro che intende intervenire, cortesemente me lo segnali.
Ha chiesto di parlare la deputata Boldrini. Ne ha facoltà.
LAURA BOLDRINI(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Diciamo al collega Calovini che ci vuole un po' più di franchezza nell'affrontare le cose, perché le mozioni erano state depositate - come lui ha detto giustamente - prima dell'estate. Poi c'era stata una richiesta di rinvio, accordata, e anche la settimana scorsa un'altra richiesta di rinvio accordata. Adesso basta, perché voi state dimostrando totale assenza di rispetto verso le opposizioni. Ma la verità non è che non avete avuto il tempo, di tempo ne avete avuto anche troppo: il motivo è tutto squisitamente politico. Onorevole Calovini, colleghi e colleghe della maggioranza, il motivo è politico, perché il Governo non vuole distaccarsi da Trump, non vuole contraddire Trump.
Quindi, la nota stampa che venne fatta uscire dalla Farnesina, in cui si esprimeva un sostegno pieno alla Corte penale internazionale, ha creato un terremoto all'interno della maggioranza, perché non tutti sono d'accordo sul sostegno alla Corte penale internazionale. Questo lo dovete dire, dovete avere il coraggio di dirlo: voi non volete contraddire Trump, questa è la verità.
E, allora, che volete fare? Collega Calovini - Presidente, attraverso di lei -, volete aspettare le elezioni di ? Dobbiamo aspettare le elezioni di ? Che cosa dobbiamo aspettare? Rinviare è molto grave, perché questa mozione ha rappresentato qualcosa e ricorda uno dei frutti migliori della nostra politica estera: lo Statuto di Roma, con riferimento al quale anche voi - voi della destra, intendo dire - votaste a favore. Votaste a favore. E adesso che fate? Ci avete ripensato?
La politica estera italiana ha sempre sostenuto il multilateralismo e il diritto internazionale, quindi è adesso che bisogna fare qualcosa per la Corte, è adesso, perché le parole di Rubio che vado a leggervi fanno venire i brividi, fanno paura: un linguaggio che di istituzionale non ha niente. Pensate che cosa ha detto il 9 ottobre: “Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa”. E ancora: “O la Corte metterà fine alle sue minacce, oppure noi metteremo fine alla Corte”. I giudici trattati come narcotrafficanti: questo è inaccettabile . E voi prendete ancora tempo: tempo per fare che cosa? Invece di reagire, invece di mandare un messaggio forte e chiaro a chi vuole affossare la Corte, la maggioranza scappa. Presidente, scappano come i conigli. Hanno paura di prendere in autonomia una decisione e, nel fare questo, purtroppo, infangano la reputazione del nostro Paese.
Ma continueremo a chiedere la mozione, continueremo a insistere e la porteremo in Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Billi. Ne ha facoltà.
SIMONE BILLI(LEGA). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, noi siamo d'accordo con il rinvio della mozione nel quadro di un confronto democratico, nel quale l'approfondimento delle questioni non deve rappresentare un ostacolo, ma una garanzia per tutti, sia per la maggioranza sia per le opposizioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Io ho uno strano perché abbiamo visto esattamente lo stesso ragionamento e le stesse scuse accampate per il rinvio sul veto a livello europeo: per quello addirittura sono state più numerose, ma qui si prefigura esattamente lo stesso cammino. È un cammino in cui le divisioni della maggioranza penalizzano un diritto delle opposizioni.
Collega Billi, guarda caso l'approfondimento democratico avviene solo quando le mozioni sono quelle dell'opposizione e non quelle della maggioranza. A me la richiesta di un approfondimento democratico suona come una divisione della maggioranza, di una maggioranza che non è capace di decidere se il diritto di veto piace o non piace, o non è capace di decidere se piace o non piace l'ordine internazionale e le istituzioni che lo reggono, che sono state create, tra l'altro, da figure che in quest'Aula abbiamo omaggiato e abbiamo ricordato, non ultima quella di Emma Bonino.
Su questo forse si potrebbe fare questo approfondimento democratico discutendone. Quale migliore approfondimento democratico che discutere qua in Aula, anche votandoci contro o trovando, chissà, una sintesi per votare tutti in favore di un diritto internazionale che non sia il diritto del più forte, che non sia la maniera di agire di Trump, che, da quando è arrivato al potere, sta “bastonando” quella Corte, ma sia quello di un'Italia che si è fatta protagonista della creazione di quella Corte e che quella Corte dovrebbe difendere, anche quando magari le decisioni della Corte non piacciono a una parte della maggioranza.
Anch'io, quindi, esprimo un forte sconforto nel vedere questa maniera di agire, dove - ripeto - le divisioni della maggioranza ledono dei diritti sacrosanti dell'opposizione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Grazie, signor Presidente. Sono affascinato dall'ascoltare il collega Billi che, preso da un sentimento di analisi, di approfondimento e anche di rispetto di quelli che sono i tempi e i modi con i quali si sta in un'aula parlamentare, ci invita a fare in modo che un approfondimento non venga inteso come una dilazione, come un tentativo di arginare la discussione di un argomento e via dicendo. È questo, onorevole Billi? Peccato, però, che, quando si parla invece di legge elettorale, di riforme costituzionali e di riforma della giustizia, dell'approfondimento ve ne fregate proprio: andate come treni . L'approfondimento è in base a quello che serve a voi non per approfondire, ma per nascondere le vostre evidenti divisioni. Come hanno ricordato bene i colleghi che mi hanno preceduto, queste divisioni si sono formate - è un film già visto - su mozioni dell'opposizione, per esempio, su quella sul potere di veto, su mozioni dell'opposizione e presentate in quota opposizione.
Quindi non solo approfondite, ma il vostro approfondimento se ne sbatte, se ne frega anche dei diritti delle opposizioni, che sono ormai marginalizzati, riservati giusto alle mozioni, caro collega Billi. E voi togliete anche quel piccolo spazio che è rimasto all'opposizione per i vostri approfondimenti, ma fateveli a casa vostra! Forse così riuscite ad avere una posizione che non avete, perché voi mandate il Ministro degli Esteri a soffiare al vento parole inutili, non corroborate da nessun voto parlamentare.
Le mozioni, collega Calovini e collega Billi, servono esattamente per dare mandato al Governo, da parte del Parlamento sovrano, ad agire in un determinato modo. Voi arginate questo perché siete divisi e non volete né una presa di posizione del Parlamento e ancor meno una presa di posizione del Governo e mandate in giro il Ministro Tajani, tra una sagra e l'altra, a dire delle parole che sono del tutto inconcludenti. Infatti quelle parole non rappresentano nulla, forse non rappresentano neanche lui stesso quando si mette allo specchio e magari si vede con una gonna troppo corta.
Allora, prima di parlare di richiesta di approfondimenti e di rispetto all'interno di quest'Aula, ogni tanto provate voi ad avere rispetto almeno del ruolo dell'opposizione, che qui dentro non ha meno diritti della maggioranza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Parto anch'io dal fare presente come la maggioranza si sia mossa nel corso di questa legislatura, parliamo ormai di oltre quattro anni, posizionandosi continuamente in modo contrario alle proposte di discussioni delle nostre mozioni o anche delle nostre proposte di legge. Questo ha a che fare con un atteggiamento di arroganza, con un atteggiamento di sopraffazione e anche di noncuranza di quelle che sono le regole di un Parlamento e della nostra Camera dei deputati e delle deputate.
Voglio poi sottolineare che sulla Corte penale internazionale non ci dovrebbero essere dubbi, non ci dovrebbero essere tentennamenti, proprio in un momento in cui ci sarebbe bisogno di autorità e legittimità sovranazionale, a fronte del fatto che abbiamo superpotenze i cui si sentono assolutamente sciolti, appunto, dall'ordine internazionale, dalla legge internazionale faticosamente posta in essere dopo decenni di lavoro; e ne abbiamo parlato anche qui, ricordando la nostra cara Emma Bonino che è già stata ricordata dalla collega Pastorella.
Quindi, noi chiediamo alla maggioranza di assumere una responsabilità chiara rispetto a questo organismo che è sotto attacco, oppure che dite - dite, dite - apertamente di essere complici degli attacchi, come quelli di Trump, alla Corte penale internazionale. Ma ditelo con chiarezza e assumendone tutte le conseguenze .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Questo rinvio della mozione che riguarda la Corte penale internazionale è letteralmente una vergogna istituzionale. È una vergogna, non si può definire in un altro modo . Io chiedo al Governo, ai suoi rappresentanti e alle sue rappresentanti, voi vi rendete conto in che condizioni lavorano i giudici e le giudici della Corte penale internazionale? Sapete che cosa stanno subendo? Stanno subendo una totale repressione. Stiamo parlando di donne e uomini di diritto, che hanno semplicemente applicato il diritto e la legge e si trovano oggi sul banco degli imputati - ed è inaccettabile -, con sanzioni applicate a chi ha applicato la legge. Per aver fatto cosa? Il loro lavoro fino in fondo, ossia aver emesso mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e di Gallant per i crimini che questo Governo terrorista e criminale commette ogni giorno, con oltre 80.000 esseri umani massacrati, di cui 30.000 - lo dobbiamo sempre ricordare - bambini.
E questi e queste giudici sono considerati al pari dei terroristi, sono messi sul piano dei terroristi. Non possono accedere a un conto corrente, non possono chiedere o accedere a un'assicurazione e in casa nemmeno la funzione di Alexa risponde più. Sono letteralmente banditi da tutto e, soprattutto, dal circuito bancario mondiale. Noi lo possiamo testimoniare direttamente perché con l'Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele siamo andati a L'Aia, siamo andati a incontrare questi magistrati, i quali ci hanno detto: informate su quello che stiamo vivendo, su quello che stiamo subendo solo per avere applicato la legge.
Allora, questo rinvio - lasciatemelo dire, membri del Governo, colleghi e colleghe - è veramente una violenza istituzionale. Però, che cosa c'è da pretendere se dei rappresentanti del Governo dicono che il diritto internazionale vale fino a un certo punto? Allora la calendarizzazione avverrà fino a un certo punto? E quindi, quando? Il prossimo mai avverrà questa calendarizzazione, perché ovviamente avete paura del padrone, di Trump.
Avete paura in quanto servi di Trump e di Israele, dal momento che, lo vorrei ricordare, membri del Governo, colleghi e colleghe, a Israele e a Trump viene concesso tutto e, nonostante la Corte abbia emesso questi mandati di arresto nei confronti di questi due criminali, l'aereo di Stato di Netanyahu è passato per ben due volte sopra il cielo italiano, mentre Sánchez l'aveva impedito.
E a una mia interrogazione parlamentare in cui si chiedevano spiegazioni, il Sottosegretario Silli ha risposto affermando che l'Italia si sarebbe impegnata a garantire pieno sostegno alla Corte penale internazionale. Tutte balle ! E lo vediamo ancora oggi che cosa succede, rinviando.
E allora, questi atti del Governo, questi rinvii, veramente delegittimano la giustizia internazionale, svuotano di credibilità la Corte penale internazionale. Basta complicità con un criminale di guerra e contro l'umanità responsabile del genocidio a Gaza, basta supporto allo Stato terrorista israeliano. E rispettate il diritto internazionale, gli uomini e le donne di legge della Corte penale internazionale .
PRESIDENTE. A me non risulta nessun altro iscritto: un rappresentante per gruppo, rammento.
Pertanto, pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di rinvio ad altro calendario del seguito dell'esame della mozione concernente iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva per 40 voti di differenza.
Il seguito dell'esame della mozione in oggetto è pertanto rinviato ad altro calendario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, per un richiamo al Regolamento, l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, Signor Presidente. Articoli 8 e seguenti e in particolare l'articolo 24, comma 3, che prevede che “il Presidente inserisce nel calendario le proposte dei gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quinto degli argomenti da trattare ovvero del tempo complessivamente disponibile per i lavori dell'Assemblea nel periodo considerato”. Io non ho più voce, devo dire, nel segnalare la continua e ripetuta mancanza di rispetto del Regolamento, in riferimento, ovviamente, alla tutela di quella che è una garanzia delle opposizioni.
Per l'ennesima volta - seppur, devo dire, con i modi molto educati e dialoganti che sono stati espressi dal collega Calovini -, nei fatti, con un voto di maggioranza, viene negato il rispetto di questo articolo. Viene negato per l'ennesima volta alle opposizioni di poter discutere un punto all'ordine del giorno che era stato a loro riservato sulla base dell'articolo 24, comma 3, in questo calendario dei lavori.
Non è la prima volta, continua a ripetersi. L'ultima volta avevamo chiesto, signor Presidente, che il Presidente Fontana convocasse una Conferenza dei capigruppo, ma non è stata convocata. Continua a esserci questa continua e costante prevaricazione.
Allora, lo dico con grande chiarezza: il problema è che voi non potete, sulla base dei numeri, impedire alle opposizioni di discutere punti che sono di loro competenza. Se non siete d'accordo, avete una via molto semplice, lineare, che è quella di votare contro le mozioni delle opposizioni. È pienamente legittimo, nessuno griderebbe allo scandalo.
Ma qui ci troviamo nelle condizioni per cui voi fate finta di essere d'accordo su tutto e, invece, quando si arriva su temi come questo - e non entro nel merito perché è stato poc'anzi illustrato da tutti i colleghi - dove si evidenziano delle posizioni, anche legittime, ma differenti all'interno della maggioranza, si sceglie la strada di prendere il pallone e di buttarlo in tribuna.
Guardate, così non è possibile, ci troviamo in una situazione assolutamente inaccettabile. Lo dico da un punto di vista politico dei rapporti tra maggioranza e opposizione, ma sta diventando inaccettabile anche sotto il profilo regolamentare.
È vero che con la riforma del Regolamento questo non potrà più avvenire, in queste modalità, nella prossima legislatura. Ma siccome abbiamo davanti a noi ancora diversi mesi, se non quasi un anno se si andrà a scadenza naturale, io segnalo che così non possiamo andare avanti. È evidente che, se proseguirà questo atteggiamento, da parte dell'opposizione non rimane che l'unico strumento possibile, cioè mettersi di traverso e fare ostruzionismo su tutti i provvedimenti.
Voi non potete impedirci di presentare e discutere le nostre mozioni . È un principio basilare, non c'è nessuna arroganza da parte nostra. Io credo che, da un punto di vista parlamentare, sia il minimo sindacale, ma chiediamo formalmente che il Presidente Fontana tuteli i diritti e le prerogative delle opposizioni.
PRESIDENTE. Rispetto alla sua sollecitazione informerò il Presidente Fontana, perché prenda le sue determinazioni.
Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Sul richiamo al Regolamento, sui medesimi articoli, mi voglio associare. Ringrazio il collega Fornaro per essersi fatto carico di un'istanza che riguarda tutte le opposizioni. Devo dire che il nostro gruppo in particolare ne è vittima in modo sistematico, testardo e continuativo perché la mozione sul diritto di veto in Europa è stata - come è stato ricordato - rimandata di nuovo, per l'ennesima volta, ad altro calendario.
Il fatto che ci sia un effettivo impedimento rispetto alla discussione delle istanze che le opposizioni portano in quest'Aula non può essere più tollerato. Anch'io, in modo estremamente rispettoso, mi associo alla richiesta. Il Presidente Fontana deve farsi carico di una convocazione di un Ufficio di Presidenza nel quale si affronti in modo serio la questione.
Io, di nuovo, richiamo anche alla coscienza, alla dignità del proprio ruolo, le colleghe e i colleghi della maggioranza. Votate contro le nostre mozioni. È evidente che, se avete ricevuto un voto dagli italiani per essere la maggioranza del Paese… la democrazia è fatta in modo che chi è maggioranza determina la decisione, ma questo non significa che non si possa parlare degli argomenti sui quali voi poi potrete esprimere, come è lecito, un voto contrario.
Il tema di fondo è che voi state usando questa istituzione sostanzialmente per nascondere la contraddizione che è interna alla vostra maggioranza e non volete dimostrare in modo palese quello che ormai è chiaro a tutti, cioè che la pensate anche diversamente su questi temi. Quindi, non volete assumervi la responsabilità di dimostrare che, di fatto, siete spaccati .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sul medesimo argomento la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io per richiamo al Regolamento. Vedete, la situazione così, secondo me, non può più andare avanti. Per cui io chiedo proprio la convocazione della Giunta per il Regolamento per discutere di come si deve procedere, perché abbiamo una continua violazione dell'articolo 24, citato prima dal collega Fornaro. Questo credo che non si possa più concedere.
Il Presidente della Camera, il Presidente Fontana, si deve fare garante del buon funzionamento e soprattutto dell'applicazione delle regole che ci siamo dati, fin tanto che queste regole esistono.
In questa Aula, si celebra, praticamente ogni settimana, la violazione del Regolamento, nel momento in cui si calpesta la quota di riserva di un quinto che dovrebbe essere dedicata ad affrontare e discutere i temi che vengono portati all'attenzione dalle opposizioni. Quindi, nel momento in cui noi, di settimana in settimana… È stata ricordata l'altra mozione oggetto di rinvio, la mozione sul diritto di veto nell'Unione europea. Oggi, di nuovo, per l'ennesima volta, viene rinviata anche questa mozione. Ora, facendo così, noi non facciamo altro che ridurre, assottigliare la quota di riserva, renderla carta straccia e così non si può andare avanti.
Io avevo depositato, se lo ricorderanno il collega Fornaro e gli altri colleghi in Giunta per il Regolamento, un emendamento affinché venisse innalzata, da un quinto a un terzo, la quota di riserva per le opposizioni e forse avevo ragione. Mi si diceva che non era necessario alzare questa quota di riserva, che saremmo arrivati a tutelare l'opposizione in altri modi, che dalla prossima legislatura ci saranno altri strumenti. Ma forse, vedete, continuare a insistere, così come ho fatto per conto del MoVimento 5 Stelle, che in quell'emendamento credeva fino alla fine, aveva un senso. Probabilmente, ci avrebbe dato, per esempio, la possibilità di portare a quest'Aula più provvedimenti di iniziativa parlamentare delle opposizioni e allora forse avrebbe certificato ancora di più la vostra inadeguatezza, perché ogni volta che non sapete che pesci prendere, buttate la palla in tribuna e - è stato detto - chiedete un rinvio. Magari non dà nell'occhio quando questo accade una volta ogni 15 giorni, ma se accade con maggiore frequenza, così come potrebbe accadere se elevassimo la quota di riserva delle opposizioni, forse darebbe un po' più nell'occhio ai cittadini fuori da quest'Aula: si renderebbero conto della vostra assoluta inconsistenza.
Chiudo con una battuta che non è neanche una battuta. In quest'Aula gli unici provvedimenti che riusciamo a portare avanti sono quelli sull'istituzione delle giornate nazionali. Forse tutti avete letto che è arrivata la tirata d'orecchie addirittura da parte del Presidente della Repubblica, Mattarella, che ci ha detto di darci una calmata con l'istituzione delle giornate nazionali, perché non stanno bastando neanche più i giorni del calendario per farle tutte .
Con questo vi voglio dire che in quest'Aula probabilmente dovremmo dedicarci a parlare di temi molto più impattanti sulla vita dei cittadini; sono altri i temi che i cittadini ci chiedono. Invece, per causa vostra, ci troviamo a parlare soltanto dell'istituzione di giornate nazionali.
A questo ci siamo ridotti. Penso sia l'ora di prendere delle contromisure e ribadisco che è urgente la convocazione di una Giunta per il Regolamento sullo specifico punto. Se il Regolamento è diventato carta straccia, lo si dica, che perlomeno ci comporteremo di conseguenza .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2700-A: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.
Ricordo che nella seduta del 12 ottobre si è conclusa la discussione generale e la relatrice e il rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e delle proposte emendative presentate .
Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri , che sono in distribuzione.
Ricordo che, a norma dell'articolo 123-, comma 3-, ultimo periodo, del Regolamento, gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili non possono essere ripresentati in Assemblea e, ove ripresentati, ovviamente, non sono pubblicati.
Inoltre non sono pubblicati, in quanto non ricevibili: gli emendamenti già presentati presso la Commissione, ma in quella sede ritirati o decaduti per assenza del presentatore; i nuovi emendamenti, non previamente presentati presso la Commissione, riferiti a parti del testo non modificate dalla Commissione stessa, ovvero che non risultino consequenziali rispetto alle modifiche apportate in sede referente.
Comunico che la Presidenza, sulla base del parere espresso dalla V Commissione (Bilancio) nella riunione odierna, non ritiene ammissibili, a norma dell'articolo 123- del Regolamento, in quanto recano nuovi o maggiori oneri finanziari privi di idonea quantificazione e copertura, le seguenti proposte emendative: Girelli 3.15, Malavasi 3.55 e 5.11, Marianna Ricciardi 5.1, 5.3 e 5.01, non segnalate per la votazione.
Informo l'Assemblea che, in applicazione dell'articolo 85- del Regolamento, i gruppi MoVimento 5 Stelle, Italia Viva-Casa Riformista e Alleanza Verdi e Sinistra sono stati invitati a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.
Ha chiesto di parlare sul complesso degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi riferiti agli articoli del disegno di legge l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Colleghe, colleghi, siamo oggi a discutere sulle proposte emendative che riguardano l'ennesima delega al Governo a invarianza finanziaria.
Vede, Presidente, noi stiamo parlando del futuro delle professioni sanitarie, della loro formazione, della loro valorizzazione e della capacità, nel contesto del Servizio sanitario nazionale, di attrarre e trattenere i professionisti.
È difficile fare un'operazione del genere quando mancano almeno 36 miliardi al Servizio sanitario nazionale. È difficile attrarre i professionisti quando, di questi 36 miliardi, 18 addirittura sono legati al capitale umano e alla capacità di garantire un benessere salariale.
È veramente difficile quando si continua ad andare verso la sanità privata. È veramente difficile quando si cerca di trasformare un Beveridge in un Bismarck mascherato, quando abbiamo 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure, quando abbiamo tre regioni su quattro che sono in ritardo rispetto alla prima visita, sette regioni che peggiorano le proprie quando abbiamo due regioni che sugli esami riescono a malapena a centrare l'obiettivo, quando abbiamo una diseguaglianza regionale e avete voluto approvare quella legge sull'autonomia differenziata e, quindi, queste questioni verranno a galla sempre con più forza e non c'è la capacità di rivedere il Titolo V della Costituzione, come noi chiediamo.
È veramente difficile fare un'operazione di questo tipo. È veramente complicato pensare di riformare un settore così significativo e così importante, che riguarda le professioni sanitarie, a invarianza finanziaria. Del resto, come dire, i soldi per altre operazioni si trovano, per esempio per le armi, per garantire i profitti alle società energetiche, per garantire profitti alle banche; è mai possibile che debbano pagare sempre i soliti cittadini che sono da voi massacrati? È una cosa incredibile.
Però ragioniamo un attimo sul senso del provvedimento. Il disegno di legge mira a ridefinire il futuro e la formazione delle professioni sanitarie, ma evidenzia una grave sproporzione rispetto alle reali necessità di sistema, un sistema che, ripeto, è definanziato in maniera significativa. Il Servizio sanitario nazionale è paralizzato da cause strutturali, come basse retribuzioni, sovraccarico, precariato, violenza e difficoltà di conciliare la vita con il lavoro, ma il testo propone esclusivamente deleghe e razionalizzazioni, eludendo totalmente la domanda fondamentale sulle risorse necessarie per sostenere il sistema.
Ci sono delle evidenti contraddizioni organizzative ed economiche: si pretende di rendere attrattivo il sistema e risolvere il problema delle aree disagiate, senza alcun investimento strutturale o adeguamento salariale. L'impianto normativo scarica cinicamente sugli operatori il peso delle inefficienze, chiedendo loro di compensare i vuoti di sistema con l'impegno individuale. Si impongono misure di valorizzazione senza nuovi oneri per la finanza pubblica e, quindi, si riduce l'intero provvedimento a una sterile e inutile dichiarazione di principio.
Ma c'è qualcosa di ancora più serio, di ancora più grave in questo provvedimento, perché, con l'articolo 8, si configura un'aberrazione legislativa inaccettabile, che svilisce la medicina basata sulle evidenze a favore di infondate derive antiscientifiche, Presidente.
Si delegittima sistematicamente l'approccio scientifico all'interno di una riforma che è un atto di irresponsabilità istituzionale che compromette la salute pubblica; si piega il rigore metodologico a logiche prive di validazione empirica e si distrugge la credibilità formativa e professionale che il resto del disegno di legge finge di voler tutelare.
C'è una saldatura tra amnistia antiscientifica e inquisizione politica. L'introduzione dell'articolo 8 rappresenta un vero e proprio colpo di spugna istituzionale ideato per reintegrare sanitari radiati per aver rifiutato l'obbligo vaccinale o promosso cure prive di validazione scientifica durante la pandemia.
Questa misura si intreccia intimamente con il persecutorio della Commissione d'inchiesta sul COVID, delineando una strategia politica duplice nel suo volto. Da un lato, si alimenta una spietata caccia alle streghe contro ricercatori, medici e decisori che hanno operato sulla base delle migliori evidenze scientifiche, compreso il vergognoso e becero attacco di ieri nella stessa Commissione COVID al collega Speranza, al quale va tutta la nostra solidarietà! È stato oggetto di minacce, di odio, nei suoi confronti e nei confronti della sua famiglia ! Voi avete reiterato prepotentemente questo odio durante la Commissione con aggressioni verbali inaudite, irricevibili e inaccettabili! Vi dovete soltanto vergognare di questo. Dall'altro lato, si garantisce un'inaccettabile corsia preferenziale per riabilitare chi ha sposato pericolose derive oscurantiste.
C'è un cortocircuito etico e una demolizione del sistema, Presidente. Questo cinico ribaltamento ideologico della realtà produce effetti devastanti su un Servizio sanitario nazionale già paralizzato da sovraccarico assistenziale, precariato e diseguaglianze territoriali. Risulta grave e contraddittorio che il legislatore, mentre elude del tutto la necessità di investimenti strutturali per le retribuzioni, pretendendo di finanziare il Sistema senza nuovi o maggiori oneri, trovi la volontà politica per mortificare il rigore clinico e svendere la medicina !
C'è un'ipocrisia, ovviamente, in questo provvedimento. Chiedere ai professionisti di compensare con maggiore impegno individuale le profonde insufficienze del Sistema, costringendoli contemporaneamente a operare accanto a chi ha tradito l'etica scientifica, sancisce la definitiva distruzione del patto di fiducia con i cittadini! Piegare la salute pubblica a queste logiche trasforma la legge in un manifesto populista che baratta la sicurezza dei pazienti per mero tornaconto elettorale. Evidentemente, dovete restituire loro qualcosa per le loro testimonianze odiose .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi unisco a una riflessione sul complesso delle proposte emendative riferite a una legge delega che ci ha visto discutere per molti mesi in Commissione, dopo aver svolto anche un'indagine conoscitiva sulle professioni sanitarie.
È una delega importante che ha posto alla nostra attenzione l'obiettivo di discutere del futuro di oltre 1 milione e 600.000 lavoratori e lavoratrici che ogni giorno tengono in piedi, con una straordinaria dedizione, a costo di sacrifici sempre più insostenibili, il sistema sanitario nazionale. Stiamo anche discutendo, proprio per questo stesso motivo, del futuro di 60 milioni di cittadine e cittadini italiani che da quel sistema dipendono, per poter esercitare il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione.
Quando questa legge delega è arrivata in discussione, l'abbiamo affrontata con attenzione e profondità, provando a presentare emendamenti per migliorarla, nella convinzione che fosse giusto provare ad affrontare in modo organico una riforma complessiva delle professioni sanitarie e delle responsabilità professionali degli esercenti le professioni stesse, per la valenza e l'importanza del personale. Lo dico perché siamo tutti consapevoli di come una delle criticità strutturali più grandi del sistema sanitario sia la carenza del personale. Certo, per i tetti di spesa c'è un tema di risorse, ma soprattutto c'è un tema di attrattività e di appetibilità del sistema sanitario che ci interessa molto.
Abbiamo visto quanti sono i medici e gli infermieri che hanno lasciato il sistema sanitario nazionale. Ci sono molti studi indipendenti, dati dell'Istat e della Corte dei conti che evidenziano come, negli ultimi quattro anni, siano usciti più di 40.000 infermieri, che si sono cancellati dall'albo professionale. Il numero degli studenti iscritti a Infermieristica continua a diminuire, con un picco negativo di domande di oltre il 50 per cento nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024. Sono numeri preoccupanti che riguardano non solo gli infermieri, ma anche i medici, le specializzazioni, che in alcuni segmenti sono sempre più deserte, con grandi scoperture; riguardano i professionisti sanitari e i tecnici di laboratorio, ma anche gli operatori. Sono numeri che richiamano la nostra attenzione, che devono farlo, ma che attendono anche una risposta complessiva e non certamente parziale, come quella che purtroppo vediamo all'interno di questo provvedimento.
Le cause della fuga del personale sanitario ovviamente sono note, ben documentate e in parte riconducibili a scelte politiche precise. Le ragioni principali riguardano la fatica della turnazione, gli organici ridotti all'osso, la fatica di conciliare i tempi di vita e di lavoro, gli stipendi che sono tra i più bassi d'Europa, certamente sotto la media dell'OCSE, e condizioni di lavoro che portano a fenomeni di stress e e a una scarsa valorizzazione professionale, con il 98 per cento degli infermieri che non si sente riconosciuto.
L'Italia è al 23° posto su 31 Paesi europei dell'area OCSE per numero di infermieri, con il dato più preoccupante che riguarda proprio la presenza di questa professione, la quale non riguarda solamente l'ambito ospedaliero, ma anche tutto l'ambito del territorio che abbiamo la necessità di continuare a infrastrutturare.
Nel frattempo, abbiamo visto un sottofinanziamento silenzioso, un definanziamento costante, ed è anche questo un dato certificato: tra il fondo sanitario nazionale effettivo e i bisogni della spesa sanitaria, abbiamo mantenuto oggi un livello stabile rispetto al PIL, che ha portato a un ammanco di risorse dal 2022 ad oggi di oltre 19 miliardi.
È un dato che ci preoccupa e che, nel frattempo, ha visto crescere 42,4 miliardi di spesa a carico delle famiglie, con un italiano su dieci che rinuncia alle cure, nonché un aumento delle risorse destinate al privato non accreditato che ha raggiunto livelli mai visti prima d'ora.
All'interno di questo quadro complessivo, ci saremmo aspettati una norma che entrasse nel merito dei bisogni veri del sistema sanitario nazionale, perché non possiamo pensare di affrontare questo tema senza occuparci anche del tema salariale. Un infermiere, un tecnico sanitario, un riabilitatore o un tecnico della prevenzione oggi percepisce uno stipendio lordo intorno ai 1.800 euro al mese: è la stessa cifra di 10 anni fa, in termini reali, erosa dall'inflazione. È una retribuzione non sostenibile per una professione con alte responsabilità e alta intensità emotiva e cognitiva, che richiede anni di formazione e che si esercita spesso in condizioni di grave carenza di organico, con tantissime responsabilità.
Non abbiamo visto alcuno sforzo per piani assunzionali, nonostante gli annunci del Ministro Schillaci; non abbiamo visto togliere il tetto di spesa per il personale e continuiamo a vedere una leggerezza nell'affrontare questo tema, che non ci convince, con risposte che non troviamo sufficienti.
Non crediamo che sia sufficiente riordinare le competenze se non si affronta il tema della dignità salariale e delle condizioni di lavoro. Non possiamo pensare di riformare il sistema fingendo che il personale sanitario sia un costo da contenere. È certamente l'investimento più produttivo che un Paese può fare sulla propria salute collettiva; è l'investimento più grande che possiamo fare anche per la coesione sociale. Una norma che si limiti semplicemente al riordino dell'assetto normativo esistente pensiamo che non sia sufficiente. Non troviamo, all'interno di questa proposta, nessun intervento sul contratto di formazione specialistica, sulla continuità tra formazione e lavoro e sulle condizioni economiche degli specializzandi. Tutto sommato, è un intervento che possiamo definire ordinamentale, che non produrrà effetti sulla crisi del personale sanitario in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità oggi disertate, sia di capacità di trattenimento e di attrattività del Servizio sanitario nazionale.
Crediamo che una delega molto vaga, tra l'altro, con principi generici possa risultare anche scarna nella sua attuazione, dando mandato - quasi una delega in bianco - al Governo per una serie di decreti attuativi che non sono neanche ben specificati. Sottolineo che c'è una parità di condizioni di risorse che non vede nessun aumento di risorse per provare davvero a riformare complessivamente, in modo organico, strutturale, strategico e con una visione complessiva, il tema delle professioni sanitarie.
I principi che sono enunciati all'interno del testo, su cui ci siamo molto confrontati, ci appaiono comunque molto generici: una delega vaga. Già nel primo articolo rimandiamo a uno o più decreti legislativi che dovranno essere attuati nell'arco di sei mesi, quindi anche con una lungaggine burocratica che ci preoccupa e che pensiamo non possa portare a nulla di buono all'interno di questo mandato. È un po' come se il Governo avesse deciso di mettere l'ennesima bandierina, buttando un po' la palla in tribuna e sperando che questo possa servire a fare buon viso a cattivo gioco rispetto ad una visione molto corporativa che vediamo all'interno di questo provvedimento.
L'articolo che ci preoccupa di più è l'articolo 8. Non solo è una delega vaga, è una delega senza risorse, a isorisorse, ma è anche una delega all'interno della quale è stata fatta una forzatura evidente, il solito atto di arroganza - devo dire - di questa maggioranza.
Devo dire che con questa delega un po' si chiude il cerchio: dopo aver visto annullate tutte le sanzioni ai no-vax e dopo aver istituito una Commissione COVID, mi unisco a quanto ha detto il collega Quartini nell'esprimere la nostra solidarietà al collega Speranza per l'atteggiamento vergognoso che ha ricevuto ieri in Commissione . All'interno di questa delega troviamo una scelta gravissima. Nell'articolo 8 è stato forzatamente aggiunta la riabilitazione dei medici no-vax. Crediamo che sia una scelta vergognosa, senza precedenti, che apre la strada alla reiscrizione all'albo dei sanitari radiati, come se nulla fosse successo. Crediamo che sia un oltraggio alle vittime, uno schiaffo al rigore scientifico, all'importanza dei dati scientifici, che non possono essere messi in discussione: significherebbe andare oltre un limite senza ritorno. È un precedente che rischia di riscrivere la storia del nostro Paese, di mistificare la memoria di una delle pagine più drammatiche…
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). …in cui medici e sanitari hanno rischiato la vita e in cui abbiamo avuto tantissime vittime, andando a premiare chi si è sottratto all'obbligo vaccinale, chi ha diffuso teorie antiscientifiche e chi non ha seguito il codice deontologico della propria categoria.
Crediamo che si stia minando la credibilità della nostra sanità, delle nostre istituzioni e che si stia rompendo quella fiducia imprescindibile che ci deve essere tra le istituzioni sanitarie e i nostri cittadini. Con questa preoccupazione ci esprimeremo e continueremo a lavorare in questa sede con emendamenti e con ordini del giorno per continuare, fino all'ultimo, a provare a cambiare questa delega che non ci convince e che è un precedente pericolosissimo per la deriva del nostro Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, invito la relatrice e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi riferiti agli articoli del disegno di legge segnalati per la votazione. Deputata Schifone, prego.
MARTA SCHIFONE, . Grazie, Presidente. Ai fini di una migliore economia dei lavori, li elenco. Quindi, parere contrario su tutte le proposte emendative, fatta eccezione per gli emendamenti 1.401 e 3.400 della Commissione, su cui esprimo parere favorevole.
Sugli emendamenti 3.8 Bagnasco e 4.38 Pagano, invito al ritiro, così come sugli identici emendamenti 6.7 Loizzo e 6.8 Mazzetti, invito al ritiro.
Sugli identici emendamenti 6.9 Loizzo e 6.10 Mazzetti, parere favorevole, ove riformulato nei seguenti termini: al comma 1, sostituire la lettera con la seguente: “estendere alle elezioni del Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi lo strumento del voto ponderato, di cui all'articolo 8, comma 9, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 13 settembre 1946, n. 233”.
PRESIDENTE. Chiedo al rappresentante del Governo, Sottosegretario Gemmato, di esprimere il proprio parere.
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Il parere è conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.1 Marianna Ricciardi ... grazie. Proseguiamo, allora.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.2 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.401 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.401 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 1.5 Zanella.
Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo perché questo emendamento pone al centro della nostra e della vostra attenzione un problema.
Questa delega impegna il Governo a legiferare anche sui profili delle professioni sanitarie, sulla riorganizzazione e sulla formazione. Quindi, la materia oggetto di delega - una delega che, per alcuni aspetti, non è proprio precisata o articolata nei particolari - si incrocia necessariamente con la materia oggetto della contrattazione nazionale, che, come sappiamo, è in capo ai sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale.
Quindi, noi chiediamo che l'esercizio di questa delega tenga conto di un confronto ravvicinato, puntuale e necessario con i sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale perché altrimenti ci potrebbero essere difformità o, addirittura, l'imprecisione e anche la non puntualizzazione rispetto ai problemi che già i sindacati hanno sollevato in più di una occasione; quindi, sarebbe più utile, e secondo me necessario, all'esercizio della delega stessa .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.5 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.6 Stumpo. Ha chiesto di parlare il deputato Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, di per sé molto simile a quello della collega Zanella e anche a successivi nostri, vogliamo appunto richiamare l'importanza di un momento di confronto con le massime organizzazioni sindacali delle professioni. Infatti, vorrei ricordare come, più di una volta, è stato dimostrato che legiferare, senza concordare con chi poi deve mettere in pratica quanto legiferiamo, rischia di essere particolarmente pericoloso perché rischia soprattutto di inficiare il risultato del nostro legiferare. Se penso, ad esempio, al tema delle case della comunità e degli ospedali di comunità, mi chiedo quanto stia pesando, nella mancata attuazione di questi importantissimi strumenti di medicina territoriale, il fatto di non aver concertato con i medici di medicina generale il loro ruolo all'interno di queste strutture.
Posso comprendere la difficoltà della fatica del confronto. Una volta si considerava un valore della politica passare attraverso quella fatica, proprio per giungere a legislazioni che avevano a che fare con le difficoltà di chi poi le viveva. Ora, invece, si prende sempre questa doppia scorciatoia. La prima è quella della legge delega con cui, di fatto, come Parlamento, ci spogliamo del ruolo che ci dovrebbe spettare di analizzare, approfondire e normare, consegnando al Governo la delega appunto per poterlo fare. La seconda è quella di fare tutto questo in modo molto autonomo. Con che principi? Con che criteri? Con che bussola? Verrebbe da dire: la pura bussola del Ministero delle Finanze che dice che bisogna spendere di meno, bisogna contenere la spesa; bisogna, bisogna… La bussola che porta a consegnare a pochi mondi - magari non propriamente interpreti, rappresentativi del servizio pubblico nazionale - le direttive su cui procedere normativamente. Ecco, io credo che la finalità di questi emendamenti non sia tanto quella di fare opposizione o rendere difficile la vita del Governo, quanto quella semplicemente di rendere possibili e praticabili, ma soprattutto utili, le legislazioni dei Governi successivi, indipendentemente da quali forze saranno espresse, perché, quando si legifera in sanità, bisognerebbe avere sempre l'accortezza di sapere che si fanno norme che poi hanno un peso nel tempo, che dovrebbero garantire a tutti, sempre e comunque, le migliori possibilità di cogliere i problemi e proporre soluzioni.
Invito davvero l'Assemblea a riflettere molto su cosa voglia dire “no” a un confronto con le organizzazioni sindacali. In questo caso si tratta di professionisti che ogni giorno sono impegnati in condizioni difficilissime a tutelare la salute dei cittadini e delle cittadine.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.6 Stumpo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.8 Malavasi e 1.9 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.8 Malavasi e 1.9 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.10 Di Lauro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.10 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.12 Di Lauro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.12 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.14 Malavasi e 1.15 Zanella. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Facciamo un ultimo tentativo che ci sembra doveroso. In questo articolo 1 - questo è l'ultimo emendamento che discutiamo - vengono declinate le finalità e i termini per l'attuazione di una delega. Viene rinviata a uno o a più decreti attuativi l'attuazione, appunto, di una delega che ci è sembrata e ci sembra, in tutti gli articolati, molto generica, molto vaga, lasciando ovviamente un grande, ampio margine di manovra al Governo. Abbiamo provato a chiedere di avere relazioni al Parlamento o alle Commissioni competenti per seguire insieme l'attuazione del provvedimento e cogliere se si stia andando nella giusta direzione e avete detto di “no”.
Abbiamo chiesto e proposto di audire, nell'arco di questo iter parlamentare e anche nella sua attuazione, le organizzazioni sindacali e avete detto di “no”. Abbiamo chiesto di audire le rappresentanze delle professioni mediche, sanitarie e sociosanitarie e avete detto di “no”. Abbiamo chiesto e chiediamo, con questo emendamento, un tavolo di monitoraggio.
Noi crediamo sia giusto che il Governo si prenda la responsabilità di attuare questo provvedimento, ma penso sia anche un dovere raccontare, monitorare e restituire al Parlamento l'attuazione di una delega, sentendo le rappresentanze sindacali, gli ordini professionali, le professioni sanitarie e le loro rappresentanze, ovviamente riferendoci anche alle organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale. Perché abbiamo tutti la responsabilità, visto che è il Parlamento che vota questo provvedimento e che dà questa delega in bianco, di comprendere se l'attuazione dei principi declinati in questa norma stia andando nella giusta direzione: se riusciamo a invertire la tendenza per le professioni che hanno bisogno di diventare più autorevoli, più attrattive; se riusciamo a cogliere i segni di stanchezza all'interno delle professioni, ma anche le richieste di aiuto che sono arrivate durante le audizioni delle professioni sanitarie. Anche in questo caso non c'è stato alcun tipo di apertura.
E allora come possiamo lavorare, anche stando all'opposizione, per dare un contributo fattivo affinché il Governo possa operare al meglio? A questo punto non possiamo che dire una cosa: siamo alla solita narrazione, con un Governo e una maggioranza che provano a forzare per sbandierare un ennesimo risultato a questo punto elettorale, perché l'anno prossimo, prima o poi in qualche mese dell'anno, voteremo, senza ovviamente darci la possibilità di arrivare a una riforma condivisa.
Usare le professioni sanitarie in modo corporativo, strumentalizzandole da una parte e dall'altra, penso che sia una scelta sbagliata che crea un precedente pericoloso. Credo che sarebbe stato molto meglio riuscire ad arrivare ad una riforma condivisa, dando la giusta attenzione alle professioni mediche, alle professioni sanitarie e alle professioni sociosanitarie, perché lì c'è un patrimonio di competenze, di intelligenze e di capacità che sono a disposizione di tutto il Parlamento.
La riforma non può essere una riforma di parte, fatta solamente dalla maggioranza prendendo sempre a schiaffi le opposizioni. Anche in questo caso, dire di no a un tavolo di monitoraggio, che chiede semplicemente di seguire, di darci la possibilità di capire come viene attuato questo provvedimento, penso che sia l'ennesimo gesto di arroganza di questa maggioranza che ancora una volta umilia il Parlamento.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.14 Malavasi e 1.15 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.3 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.3 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.5 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.5 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 2.7 Malavasi e 2.8 Marianna Ricciardi. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Intervengo perché qui c'è una parte molto significativa su cui vogliamo tornare a fare un ragionamento. Con questo emendamento abbiamo proposto di adottare un piano nazionale pluriennale di risorse umane e sanitarie coordinate con l'obiettivo di garantire, ovviamente, la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.
Non possiamo pensare di riformare le professioni sanitarie, di ripensare a una riforma complessiva delle professioni, senza valutare un piano pluriennale di risorse che possano garantire profili professionali adeguati, di interesse sanitario, sociosanitario, del personale appartenente anche alle arti ausiliarie, in rapporto alla popolazione, pensando ai tassi di permanenza in servizio, al benessere organizzativo, alla sostenibilità dei carichi di lavoro; al fine di garantire dotazioni standard, adeguate per affrontare veramente, una volta per tutte, il tema delle liste di attesa, che rimane ancora una volta l'obiettivo che va al di là delle singole professioni.
Il piano avrebbe la possibilità di metterci nelle condizioni di valutare in modo preventivo l'impatto sulle risorse professionali validate dal Ministero della Salute, sentite le società scientifiche di riferimento. È evidente che non possiamo pensare di deliberare una legge delega sulle professioni sanitarie senza affrontare il tema del personale, della programmazione del personale, il tema della connessione tra la formazione e il lavoro, delle borse di specializzazione e il tema salariale, che rimane comunque uno degli elementi di scarsa attrattività oggi per le professioni sanitarie.
Lo ripeto ancora una volta: oggi un tecnico sanitario, un riabilitatore, un tecnico della prevenzione del sistema sanitario nazionale percepisce uno stipendio lordo intorno ai 1.800 euro al mese, è la stessa cifra di dieci anni fa.
E allora ci chiediamo: come fa una persona a continuare ad operare all'interno del sistema sanitario nazionale? Ed è il motivo per cui oggi un medico su quattro esce dal sistema sanitario pubblico, un infermiere su cinque altrettanto; ed è il motivo per cui i carichi di lavoro, la scarsa conciliazione, la non attenzione alla fatica e all'impegno quotidiano e una retribuzione inaccessibile e inaccettabile rendono ovviamente queste professioni non attrattive.
Questa è, ovviamente, la preoccupazione che abbiamo rispetto a questa delega.
Ci interessa, certo, riformare le professioni sanitarie e adeguarle ai bisogni nuovi che ci sono, che sono bisogni certamente più complessi, ma servono risorse per poter ipotizzare piani nazionali pluriennali adeguati ai cambiamenti e ai nuovi bisogni di salute, se vogliamo davvero invertire la tendenza.
Per noi difendere il sistema sanitario nazionale è una priorità politica, morale, etica che riteniamo debba essere la priorità per qualsiasi Governo, ma non va fatto solamente a parole, ma con fatti e risorse concrete che, ancora una volta, non vediamo nel provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Sì, grazie, Presidente. Intanto, tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle sottoscrive questo importante emendamento.
Noi abbiamo chiarissimo che il tema di fondo è quello di riuscire a motivare e a trattenere personale nel Servizio sanitario nazionale, però esiste una per riuscire a garantire il trattenimento dei nostri preziosi operatori sanitari: la è, fondamentalmente, garantire loro un benessere organizzativo e un benessere salariale.
Allora, rifiutare un emendamento che ha proprio questo obiettivo, quello di riuscire a ridurre in maniera significativa il tema della carenza di personale, è assolutamente fondamentale: come si fa a garantire il benessere organizzativo, come si fa a garantire la capacità organizzativa del Servizio sanitario nazionale, quando al minimo mancano nel Servizio sanitario nazionale 10.000 medici e 70.000 infermieri ? Questo è l'elemento chiave.
Allora, credo che parlare di professioni sanitarie senza pensare a un piano triennale che guardi le assunzioni necessarie, che guardi e monitori anche indicatori importanti per gli effetti che potrebbero avere, sia di fatto una sorta di bestemmia. Come si fa a ipotizzare tutto questo?
Noi abbiamo un personale che è in condizioni di lavoro drammatiche, stremato; abbiamo un personale le cui retribuzioni sono dal 70 al 100 per cento più basse rispetto alla media europea; abbiamo un sovraccarico assistenziale, abbiamo precarizzazione, abbiamo difficoltà nella conciliazione vita-lavoro, abbiamo il problema dell'aggressività; e voi continuate a pensare che sia solo con la repressione che si può intervenire sulla violenza? Bisogna ragionare in termini di prevenzione, non di repressione!
Ma davvero pensate che ci siano persone che, se c'è la deterrenza giudiziaria, smettono di aggredire nei pronto soccorso affollati di gente con un disagio esistenziale importantissimo? Questo è quello che state facendo.
Ci sono delle disuguaglianze territoriali, abbiamo le case della comunità che sono sprovviste, sono oasi, tra virgolette, nel contesto generale sono desertificate; anzi, sono l'opposto di un'oasi, Presidente. Quindi, come si fa a pensare di fare una riforma, come quella che state provando a fare, senza ampliare il personale, senza togliere l'odioso tetto alle assunzioni per il personale del Servizio sanitario nazionale pubblico? Ripeto, Presidente: le assunzioni sono il capitale, sono le risorse umane fondamentali per farlo continuare a funzionare e che ci rendono orgogliosi di averlo, almeno fino a oggi, questo Servizio sanitario nazionale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere l'emendamento, se la collega Malavasi è d'accordo. Grazie, collega.
Io volevo comunicare all'Aula una lettera che mi è arrivata, ma che sicuramente è stata ricevuta anche da molte e molti di voi, da parte dell'ANAAO, che indica come, in base a uno studio effettuato da questa associazione, nel 2025 siano più i medici che hanno lasciato la sanità pubblica, cioè coloro che si dimettono, donne e uomini, rispetto a coloro, comunque molti, che vanno in pensione. Questo fenomeno, che noi conosciamo molto bene, l'abbiamo analizzato e riproposto alla vostra attenzione tante volte, viene denominato con la parola “esodo”. Di fronte ad una realtà così drammatica, non pensate a una programmazione, a un piano e soprattutto a proporre risorse adeguate, Sottosegretario Gemmato. Voi e il vostro - il nostro - Ministro avete proposto, per la prossima legge di bilancio, oltre 5 miliardi, ma sembra che invece verranno previsti dal Governo soltanto la metà: due miliardi e mezzo in meno sono molti e anche insufficienti. Ebbene, è chiaro che questo Governo non risponde neanche alle indicazioni date dal responsabile del Ministero della Salute, dalla guida del sistema sanitario nazionale.
Quindi, la vostra proposta di delega è miserabile, perché senza risorse ulteriori e senza neanche un'idea di come utilizzarle davvero, andate veramente disarmati. Soltanto per le armi, quelle vere, avete invece trovato risorse .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 2.7 Malavasi e 2.8 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.9 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.9 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.10 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.10 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.11 Ciani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, noi chiediamo semplicemente che gli effetti dei decreti del Governo siano poi rendicontati nel loro risultato alle Commissioni parlamentari competenti, proprio perché il decreto legislativo credo abbia particolarmente bisogno di una verifica dei risultati. Infatti, è pensato come un necessario provvedimento teso ad affrontare e risolvere determinate criticità.
C'è un po' il vizio di non andare mai a vedere quali sono gli effetti veramente prodotti, con un duplice aspetto negativo. Il primo è che si rischia di aver legiferato in maniera sbagliata. Il secondo è che non si verifica in modo puntuale se quanto legiferato diventi davvero attività concreta svolta sul territorio a favore dei cittadini e delle cittadine. Il risultato, spesso e volentieri, è che ci si trova formalmente a dire che un problema è stato affrontato, ma, nel concreto, il problema rimane di fatto com'era, lasciando oltretutto anche un maggior stato di indignazione nel cittadino che poi ne subisce le disfunzioni in termini di sanità.
Faccio davvero molta fatica a comprendere come un'Aula parlamentare possa votare contro uno strumento che, di fatto, è teso a garantire al Parlamento stesso - e quindi a tutti noi - la possibilità di esercitare il nostro ruolo: semplicemente conoscere gli effetti della legge per poi poter apportare le eventuali necessarie correzioni. In fondo, credo che i cittadini e le cittadine ci abbiano votato per rappresentarli e, nel dovere della rappresentanza, ci dovrebbe essere anche quello della verifica della validità della legge.
Io credo che votare “no” a questo emendamento significhi votare “no” al nostro ruolo e, in fondo, negare effettivamente il senso del nostro stare su questi scranni.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.11 Ciani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.12 Zanella. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Questo emendamento si prefigge di assicurare che l'attuazione dei principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 della legge risulti aderente alle peculiarità e alle caratteristiche proprie della professione veterinaria e del suo relativo ordinamento. Questo è un aspetto che era stato trascurato e noi vogliamo sottolineare, invece, quanto sia importante e riprenderlo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.12 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.2 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.2 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.3 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.3 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.5 Malavasi. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo perché, in questo emendamento, facciamo una proposta alla quale siamo molto legati. Ho visto che ci sono anche altri emendamenti delle opposizioni e non possiamo che esserne soddisfatti, perché proponiamo che ci possa essere un contratto di formazione e lavoro per i medici specializzandi proprio con l'obiettivo di supportare la contrattazione collettiva nazionale dell'area della sanità pubblica. Noi abbiamo bisogno che i nostri giovani specializzandi entrino il prima possibile nel sistema sanitario nazionale, che si innamorino del sistema pubblico e provino qui a costruirsi un percorso di carriera. Crediamo che sia una grossa assenza, all'interno di questa delega, non avere nessun intervento che riguarda un contratto di formazione specialistica, la continuità tra la formazione e il lavoro e le condizioni economiche degli specializzandi, cioè il cuore del futuro del personale che dovrebbe lavorare nel sistema sanitario nazionale.
Abbiamo sentito molti proclami quando è stato liberalizzato, diciamo così, il numero chiuso a medicina, ma non ci siamo ancora sufficientemente preoccupati del secondo passaggio, cioè della formazione specialistica, che richiede sicuramente la nostra attenzione. Mi dispiace che ci sia un parere negativo, perché proporre, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti, un'unica modalità di impiego per i medici specializzandi, affinché possano operare nel sistema sanitario nazionale, significa dimostrare una totale mancanza di interesse per l'attrattività del sistema sanitario e per l'attrattività di un sistema pubblico nel quale, ancora oggi, i nostri giovani faticano a trovare una risposta e una soluzione. È un disinteressamento che, secondo me, fa male al Paese, che rischia di far disinnamorare ancora di più gli operatori sanitari del sistema sanitario e rischia di precludere il futuro del sistema e anche del diritto alla salute dei cittadini.
Sono certa che il Sottosegretario Gemmato abbia valutato con attenzione questo emendamento e mi dispiace che non ci sia questa disponibilità, perché non preoccuparsi del futuro dei nostri giovani specializzandi significa abbandonarli al loro destino. Poi non possiamo certamente lamentarci quando vanno all'estero o vanno a lavorare nel privato, dove trovano migliori condizioni di lavoro e un'attenzione differente rispetto alle loro professionalità, sulle quali abbiamo investito risorse pubbliche importanti per garantire una buona formazione specialistica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Noi abbiamo presentato un emendamento praticamente uguale a quello della collega del gruppo del Partito Democratico.
Vorrei che noi facessimo attenzione ai vari aspetti che sono già emersi nel corso del dibattito. Il primo: il fabbisogno di personale sanitario, che è enorme. Ho citato prima l'esodo dei medici, ma c'è anche il pensionamento, perché l'età media del personale sanitario non è certo bassa. Abbiamo il problema dei medici e delle mediche di medicina generale: ci sono medici di medicina generale che hanno migliaia, nel senso letterale del termine, alcuni addirittura quasi 2.000 pazienti. Voi capite bene quanto possa essere poi garantita un'assistenza adeguata con queste con questi numeri.
Ebbene, nelle nostre strutture sanitarie pubbliche e non solo pubbliche - va detto -, anche in quelle accreditate e convenzionate, ci sono moltissimi specializzandi e specializzande. Basta entrare in uno dei nostri ospedali più importanti, anche qui a Roma - non li voglio citare -, per capire che giovani donne - molte sono donne - e giovani uomini hanno già investito molto, perché il percorso del medico, come anche quello delle altre professioni sanitarie, non è breve, è un percorso lungo, costoso; le famiglie si sacrificano, alcune si indebitano per dare la possibilità di un futuro alle proprie figlie e ai propri figli. Ebbene, noi dobbiamo considerare queste ragazze e questi ragazzi come se fossero il tesoro prezioso che dovrebbe essere al centro del nostro progetto sanitario nazionale, a garanzia dell'universalità - che altrimenti non potremmo garantire -, dell'applicazione dei LEA, dell'efficienza dei nostri pronto soccorso, perché ci sia effettivamente un'assistenza, ma anche una formazione adeguata e, devo dire, anche veloce, perché abbiamo necessità di riempire questi vuoti negli ospedali. Capite?
Noi siamo di fronte a un sistema con dei buchi spaventosi. Dopodiché, è chiaro che la privatizzazione avanza, le assicurazioni e i fondi sanitari andranno a coprire i fabbisogni con un'offerta che, però, non ha più a che fare con i criteri e con i princìpi previsti dal nostro ordinamento e, in particolare, dall'articolo 32 della Costituzione. Ebbene, proprio per queste ragioni, io credo che un contratto di formazione e lavoro sia il minimo sindacale che noi dobbiamo garantire a questi giovani donne e uomini .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.5 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 3.6 Zanella e 3.7 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 3.6 Zanella e 3.7 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.8 Bagnasco.
Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Il nostro gruppo ha letto con attenzione questo emendamento e vale la pena riflettere su quanto viene scritto, ossia la volontà di favorire, da parte dei firmatari, l'integrazione multiprofessionale e il potenziamento dell'assistenza territoriale. Già in passato, io ho presentato un emendamento di questo genere, che ovviamente non è stato accolto.
Io penso sia la chiave di volta per dare delle risposte ai 3.767 medici che, nel 2025, hanno lasciato il Servizio sanitario nazionale, esattamente il 150 per cento rispetto al 2024. Quindi siamo, praticamente, a 10 medici al giorno. E dove vanno questi medici? Vanno verso la libera professione, vanno verso le strutture private e vanno verso l'estero. Allora, la richiesta da parte del nostro gruppo è di sottoscrivere questo emendamento per rafforzare la richiesta che arriva da parte dei colleghi. Ci sono poche soluzioni per cercare di avere dei medici nelle strutture ospedaliere. Noi pensiamo che una, tra quelle più importanti, sia permettere la libera professione, sia nelle strutture private, sia nelle strutture private accreditate.
Abbiamo parlato prima degli ospedali di comunità, delle case della salute, e siamo consapevoli che sono vuote, che non ci sono più medici. Abbiamo anche visto che gli ultimi concorsi hanno dato un altro messaggio importantissimo, che è quello di non raggiungere i numeri previsti, ossia mancano i medici. Se ci sono 3.000 posti a disposizione per quel concorso, i medici non sono sufficienti. Quindi, signor Presidente, ribadiamo la volontà di sottoscrivere questo emendamento e, poiché è un emendamento della maggioranza, sicuramente sarà approvato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bagnasco. Ne ha facoltà. Ritira o no?
ROBERTO BAGNASCO(FI-PPE). Credo di non essere stato chiaro, di non essermi fatto capire: avevo ritirato l'emendamento e me ne dispiace anche per la collega che è intervenuta. Comunque, la ringrazio per l'interessamento.
PRESIDENTE. Nessun problema, solo che non avevamo visto il suo braccio alzato, forse, o altro. Comunque, l'emendamento è ritirato. Ringraziamo, in ogni caso, la collega Ruffino.
Passiamo all'emendamento 3.9 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.9 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.10 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.10 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.11 Di Lauro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Caramiello. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CARAMIELLO(M5S). Grazie, Presidente. È inconcepibile il parere contrario su questo emendamento, sebbene, per l'ennesima volta, si palesi quello che pensate delle aree interne e delle isole minori.
Questo è un emendamento di buonsenso, che chiede di adottare misure finalizzate a contrastare la carenza strutturale di personale sanitario e socio-sanitario nelle aree disagiate e interne - ricordo che le aree interne non sono solo al Sud e che nelle aree interne vivono 13 milioni di italiani - compresi i territori delle isole minori marine, anche attraverso incentivi volti a favorire la permanenza nelle predette aree, garantendo l'equità nell'accesso alle prestazioni sanitarie sull'intero territorio nazionale. Forse si capisce perché lo avete bocciato. Vi ricordo che nel Piano strategico nazionale delle aree interne, fino all'anno scorso, c'era l'obiettivo 4 che prevedeva l'accompagnamento alla morte di questi territori. Poi, invece, intervenne la CEI, a Benevento, nel mese di agosto dell'anno scorso, e dopo cinque giorni il Ministro Foti stralciò l'obiettivo 4 dal Piano strategico nazionale delle aree interne.
Ebbene, votando contro questo emendamento, ci fate capire nuovamente ciò che pensate delle aree interne e di quello che sta avvenendo, perché sono paesi che si stanno spopolando sempre di più. Vi ricordo che l'articolo 119 della Costituzione prevede anche di eliminare gli svantaggi di chi vive sulle isole minori, quindi gli svantaggi dell'insularità. Ma se noi non diamo incentivi a medici per poter vivere in quei territori, chiaramente quei territori si spopoleranno sempre di più, gli ospedali chiuderanno, i comuni saranno poi spopolati.
Vorrei ricordare a quest'Aula ciò che diceva Manlio Rossi-Doria, collega, quando parlava della polpa e dell'osso: se noi continuiamo a incentivare la fascia costiera, se noi continuiamo a incentivare i centri urbanizzati e abbandoniamo le aree interne, quindi l'osso, non rimarrà più niente. Allora, vi chiedo di votare favorevolmente su questo emendamento, perché quello che sta avvenendo nelle aree interne è un continuo declino e spopolamento, quindi nessuno andrà a vivere in quelle aree e i medici non si sposteranno, non ci sarà una coesione sociale e i cittadini non potranno curarsi, né nelle isole minori, né nelle aree interne .
PRESIDENTE. Tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle sottoscrive l'emendamento 3.11 Di Lauro.
Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.11 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.12 Faraone. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Intervengo per chiedere al collega Faraone di poter sottoscrivere questo emendamento importantissimo, fondamentale, e per fare qualche passo indietro, per tornare all'emendamento ritirato, che è coraggioso e anche rivoluzionario per risolvere una questione molto importante per gli italiani. Vedete, parliamo di aree interne, parliamo di carenza di medici, di fette di popolazione importanti che non si possono curare, perché non hanno vicino le strutture; parliamo di ospedali che hanno un'emorragia di medici quotidiana. Eppure, quel personale è stato formato dal Servizio sanitario nazionale. Quindi, metteremmo a disposizione una doppia professionalità: all'interno e all'esterno della struttura.
Noi continuiamo con grande forza, determinazione e libertà a portare avanti questi temi, sperando di incontrare prima o poi compagni di viaggio, magari da parte della maggioranza, che la pensano come noi, ma che poi ritirano l'emendamento. Me ne dispiaccio, signor Presidente, e, per suo tramite, mi rivolgo al collega Bagnasco, che stimo nella maniera più assoluta. Però, dobbiamo dirci una cosa: se vogliamo risolvere un problema, dobbiamo riuscire a trovare il coraggio per portare a casa questo risultato. Non so per quanto tempo gli italiani potranno ancora recarsi negli ospedali e trovare reparti sprovvisti di personale e professionalità che vanno altrove: nel privato va bene, ma, peggio ancora, all'estero.
Allora, è evidente che c'è qualcosa che non funziona, lo sappiamo tutti. Però, questo qualcosa che non funziona deve essere stoppato con questo atto di coraggio e con questa, tra virgolette, liberalizzazione che potrebbe risolvere tutti i problemi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Chiedo di sottoscrivere questo importante emendamento, ricordando che la mia città, Venezia, è composta da isole che spesso sono abitate da uomini e donne molto anziani, sempre più anziani, che oltre ad avere grande difficoltà, hanno diritto di accedere alle strutture pubbliche. Il fatto di considerare le isole nella loro caratteristica oggettiva, quindi non soltanto marine, ma anche lacustri e lagunari, credo che definisca bene e meglio il fabbisogno reale.
Ricordo che nell'isola del Lido di Venezia, un'isola considerata ricca e ben abitata, non c'è un pronto soccorso e per adire il pronto soccorso bisogna recarsi nella città storica. Qualche anno fa, una piccola creatura di poco più di un anno o due, adesso non ricordo, avendo inghiottito qualcosa che non è riuscita a mandare giù, è morta. E questo perché sono mancate la velocità del personale lì presente, nel distretto del Lido, e soprattutto la strumentazione adeguata per poterla salvare.
Quindi, è molto importante considerare la complessità e, laddove si pensa che ci siano ricchezza e benessere, andare a vedere da vicino la realtà e capirne, invece, i grandi limiti e fabbisogni .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.12 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.13 Quartini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Con questo emendamento e anche con quello successivo vogliamo riaffermare con forza il ruolo del Servizio sanitario nazionale pubblico; per questo chiediamo che venga accolto questo emendamento.
Non nascondiamoci dietro presunte ipotesi di miglioramento attraverso il privato accreditato, attraverso il privato convenzionato, attraverso l'incompatibilità, come qualcuno prima aveva provato a mettere nero su bianco e poi giustamente ha ritirato l'emendamento. Io credo fortemente che sia attrattivo e che sia capace di trattenere il nostro personale sanitario, se si paga bene, se gli garantiamo un benessere salariale reale. Una volta che hanno il benessere salariale, non avranno interesse nemmeno a fare la libera professione : avranno interesse a far funzionare il sistema.
Insieme a questo, ovviamente, occorre lavorare sul benessere organizzativo: c'è bisogno di personale. I nostri colleghi, i nostri medici, i nostri infermieri e i nostri OSS sono strangolati da un sistema che li massacra. Io non credo che si possa andare avanti così; credo davvero che si debba avere le idee chiare. Il sistema si può migliorare esclusivamente dandogli il valore, l'importanza e il significato che si merita.
Allora, in questa logica, vi dico che, se facciamo questo tipo di operazione, cioè garantiamo benessere organizzativo, assunzione di personale, no al tetto rispetto al blocco delle assunzioni, benessere salariale, le professioni sanitarie saranno tutte quante attrattive, tutte quante andranno a ridare forza e valore a un Servizio sanitario nazionale pubblico che è un diritto fondamentale, come dice l'articolo 32 della Costituzione, un articolo che ci dice che non può sottostare ai pareri di bilancio, ma è il bilancio che si deve adeguare per garantire un diritto esigibile… Questo è il dato di fatto.
Allora si deve partire dalle basi e le basi sono: assunzione, blocco del tetto, salario adeguato e benessere organizzativo all'interno del sistema. Non si può prescindere da questo, Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Faraone. Ne ha facoltà.
DAVIDE FARAONE(IV-CR). Sì, Presidente. Premesso che considero il privato convenzionato e sovvenzionato come il pubblico e non come un privato puro - e ci tengo a fare questa distinzione, perché, quando il privato agisce per nome e per conto del pubblico, con le stesse condizioni e gli stessi parametri, per me è pari al pubblico -, vorrei però dire al collega Quartini che, con questo emendamento, ottiene il contrario di quello che dice, invece, di voler ottenere. Infatti, se manteniamo il vincolo di permanenza per i medici e gli infermieri che stanno nel pubblico, mentre eliminiamo il vincolo di permanenza per quelli che lavorano nel privato, paradossalmente è più vantaggioso rimanere nel privato rispetto al pubblico. Quindi, vedremo una migrazione di medici e infermieri verso il privato, perché lì non c'è il vincolo di permanenza, mentre nell'ambito pubblico c'è.
Quindi inviterei il collega Quartini a rivedere l'emendamento, perché ottiene l'opposto di quello che lui ha espresso .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.13 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.14 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.14 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.16 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.16 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.17 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.17 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.18 Ciani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel commentare questo emendamento, ne approfitto anche per esprimere lo stupore sul fatto che l'emendamento 3.15 sia stato dichiarato inammissibile, visto che non prevedeva alcuna ricaduta di costo sul bilancio dello Stato, ma semplicemente una premialità, dal punto di vista della professionalità e quindi come punteggio, per i medici che svolgevano l'attività nelle zone disagiate e nelle aree interne. Inoltre, chiedeva che i comuni potessero mettere gratuitamente a disposizione di questi medici ambulatori, perché spesso e volentieri, nei piccoli comuni, i medici sono costretti ad avere più ambulatori nelle frazioni, con la conseguente ricaduta di spesa. Io credo che i bilanci dei comuni andrebbero tutelati, non sopprimendo questi emendamenti, ma semplicemente dando più risorse ai comuni invece che toglierne, come regolarmente fa questo Governo e come ha saputo fare la legge Calderoli sulla montagna e le aree interne in maniera puntualissima.
Comunque, l'emendamento 3.18 chiede ancora una volta di fare una relazione, perché noi continuiamo a parlare del problema della mancanza di personale e delle criticità presenti in alcuni territori del nostro Paese. Ora, credo che un monitoraggio rispetto a quanto sia effettivamente vero e dove lo sia dovrebbe essere uno strumento utile al Parlamento per conoscere la gravità del fenomeno e soprattutto individuare le misure per andare ad aggirarlo e dare risposte ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. A quanto mi sembra di capire, però, questo strumento ci viene negato e noi continuiamo a votare a favore del fatto che non veniamo informati.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.18 Ciani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.19 Tucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.19 Tucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 3.20 Furfaro e 3.21 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 3.20 Furfaro e 3.21 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.23 Zanella.
Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Questa proposta emendativa, che è stata respinta, non fa altro che prevedere una possibilità in più per attrarre e fidelizzare il personale sanitario nelle situazioni di difficoltà, di disagio - come le isole di cui abbiamo parlato -, offrendo i cosiddetti cioè dei benefici accessori, come potrebbe essere l'alloggio o i trasporti. Sono pratiche che sono già in essere in molte situazioni, a livello internazionale non ne parliamo, e quindi non capiamo come mai non potessero essere assunte in questa delega, perché, tra l'altro, non è che siano di costo enorme e, invece, sono e sarebbero di grande utilità .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.23 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.25 Furfaro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.25 Furfaro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.26 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.26 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.27 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.27 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.28 Girelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.28 Girelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.29 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.29 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 3.31 Malavasi e 3.32 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 3.31 Malavasi e 3.32 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.33 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.33 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.34 Quartini.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento ha un suo valore intrinseco, proprio su un aspetto importante che riguarda la comunicazione efficace nel contesto del personale sanitario. Noi abbiamo visto negli anni, per molto tempo, che una comunicazione efficace è anche una comunicazione terapeutica. Una comunicazione efficace è la capacità di ascolto, una comunicazione efficace è la capacità di mettere il nostro tempo a disposizione di pazienti e famiglie nel contesto delle strutture sanitarie. Tutto questo, studiato anche nel contesto della stessa medicina legale, studiato anche nel contesto di riviste scientifiche internazionali, quindi valutato nella sua rigorosità metodologica, può addirittura arrivare a ridurre il contenzioso medico-legale fino al 70 per cento. Pensi un po' quanto è potente la parola e lo sapete bene quanto è presente la parola, date le narrazioni spesso fuorvianti che vengono prodotte in politica.
Quindi, da questo punto di vista, è chiaro che una comunicazione efficace, se davvero può ridurre il contenzioso medico-legale anche del 70 per cento, diventa una misura straordinaria per andare incontro a tutto il problema della nostra medicina difensiva, che vale 10 miliardi l'anno. Diventa uno strumento efficace per prevenire davvero le aggressioni in ospedale, gli atti di violenza, perché, è chiaro, un paziente psichiatrico, un paziente tossicodipendente, un paziente con difficoltà sostanziali in termini di capacità di gestione dell'ansia arriva al pronto soccorso e non sta a pensare che, se si arrabbia, arriverà una condanna penale. Ma figuratevi un po', cioè non si va da nessuna parte.
Allora, favorire la formazione del nostro personale in un'ottica comunicativa, comunicativa terapeutica, comunicativa efficace, può dare un valore aggiunto ai nostri colleghi dentro i pronto soccorso, negli ospedali, e riguarda non solo il paziente, ma anche i suoi familiari, che sono in ansia dopo ore di attesa all'interno di un servizio sanitario. È chiaro che da sola non va da nessuna parte, perché se non c'è personale, è un problema, Presidente: bisogna che il personale ci sia. Però è anche vero che “non si nasce imparati” rispetto alla comunicazione efficace, “si nasce imparati”, magari, rispetto alle capacità empatiche, alla capacità di apprezzare la tenerezza, alla capacità di accogliere e alla capacità di abbracciare, ma esiste proprio un rigore metodologico scientifico che educa e che forma a una comunicazione efficace.
Io credo che bocciare un emendamento come questo, rispetto al quale ho anche depositato una proposta di legge che va in questa direzione e rispetto al quale tutte le forze politiche, ad oggi, avevano detto che era una proposta di legge di buonsenso, sinceramente mi fa pensare che l'ipocrisia non finisca mai .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.34 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.35 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.35 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.38 Stumpo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.38 Stumpo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.39 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.39 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.40 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.40 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.400 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.400 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 3.60 Marianna Ricciardi. Ha chiesto di parlare la deputata Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Dopo aver denunciato per mesi la scellerata norma che avete fatto, che ha consentito e consente tutt'oggi a infermieri e operatori sanitari stranieri di lavorare in Italia senza che gli ordini professionali abbiano la possibilità di verificare l'etica e la professionalità di questi operatori, almeno in questa delega siamo riusciti a ottenere che ci sia un registro speciale a cui potranno iscriversi questi operatori stranieri e che venga accertata la conoscenza della lingua italiana.
Ma io ho chiesto di intervenire, Presidente, perché non sono tranquilla. Sono molto preoccupata, anzitutto perché parliamo di una legge delega e, quindi, ci vorrà ancora molto tempo prima che questo provvedimento sarà attuato: in tutto questo tempo, operatori stranieri senza verifica della loro etica e della loro professionalità potranno continuare a lavorare in Italia. Poi, sono preoccupata perché non avete previsto l'obbligo di aggiornamento professionale a cui giustamente sono sottoposti gli infermieri italiani e che noi chiedevamo di inserire con questo emendamento, a cui avete dato parere contrario.
La cosa che mi preoccupa di più è che la deroga è fino al 31 dicembre 2029: se è stata fatta per motivi di emergenza, come può un'emergenza durare tre anni, fino al 2029? Ma soprattutto, se andiamo a vedere come avete modificato questo testo, leggiamo: “[…] requisiti necessari per l'avvio o la prosecuzione dell'attività lavorativa in deroga […]”. Vuol dire che la deroga è strutturale, messa in questi termini. Lo avete scritto nero su bianco. Io mi aspetto che allora la deroga non sarà più fino al 2029 e potrete portarla fino al 2050, se andiamo avanti così. Il punto qual è? Che se è necessario intervenire, chiedendo una deroga, è perché il personale sanitario non si trova, ma non si trova, perché lavorare come infermiere nel Servizio sanitario nazionale oggi non è più attrattivo.
Per i nostri giovani, scegliere di fare l'infermiere in Italia oggi non è più attrattivo, perché non ci sono possibilità di crescita professionale, non ci sono stipendi adeguati: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi d'Europa rispetto al carico di lavoro e alle competenze che hanno. Perché oggi un giovane dovrebbe scegliere di fare l'infermiere in Italia, sapendo che sarà fuori casa a Pasqua, a Natale, durante i festivi e durante le notti, per uno stipendio indecoroso e con il rischio di essere aggredito? Perché dovrebbe farlo? E allora, se pensate di risolvere con le deroghe, sappiate che, quando però arriveranno gli infermieri - e continuano purtroppo ad arrivare e non vengono fatti controlli sull'etica e la professionalità di questi infermieri stranieri -, ma quando arriveranno infermieri preparati e bravi dall'estero e capiranno quali sono le condizioni di lavoro in Italia, faranno le valigie e se ne andranno dall'Italia. Su questo bisognerebbe intervenire.
Per garantire la sicurezza delle cure e l'adeguata comunicazione, come avete scritto, non basta questo pensiero poetico: nella delega serve avere la garanzia che il personale abbia le competenze, che conosca la lingua italiana e che sia adeguatamente aggiornato al pari degli infermieri italiani. Quindi - e concludo -, se davvero vogliamo che il personale sanitario lavori nel nostro Servizio sanitario nazionale, che resti nel Servizio sanitario nazionale, c'è solo una cosa da fare: valorizzarlo adeguatamente con stipendi adeguati, con adeguato riconoscimento della loro professionalità e con adeguate prospettive di crescita. Questo serve fare .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.60 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.41 Di Lauro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.41 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.43 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.43 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.44 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.44 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.45 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.45 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.47 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.47 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.48 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.48 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.49 Di Lauro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.49 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.50 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.50 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.51 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.51 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.52 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.52 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.53 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.53 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.57 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.57 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Allora, colleghi, se concordiamo tutti, prendiamo 5 minuti di pausa e alle 17,10 ci rivediamo. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2700-A.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 4.1 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.1 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.2 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.2 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.3 Malavasi.
Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento per portare una riflessione rispetto alla valorizzazione della professione degli odontotecnici. Ci siamo confrontati in Commissione, ma ci tengo che rimanga agli atti anche di questa Camera.
Oggi parliamo di una figura professionale che è molto cambiata, che non è più soltanto un esecutore materiale di manufatti protesici, ma è un professionista altamente specializzato che opera all'interno di processi produttivi molto complessi, caratterizzati anche da un elevato contenuto tecnologico, da una precisione digitale importante e da un costante aggiornamento scientifico. Mi dispiace non aver trovato alcuna disponibilità al dialogo rispetto alla valorizzazione di questa categoria che, dal mio punto di vista, non rappresenta una minaccia per gli odontoiatri.
C'è sicuramente una discussione in atto tra le categorie, cosa che avviene, devo dire, ad ampio raggio su tantissimi professionisti, ma dare la giusta valorizzazione a tutte le professioni penso che sia un obiettivo per valorizzare le competenze complementari e che sia indispensabile all'interno di una filiera moderna anche della salute orale. In questo caso, la riflessione parte da lontano. Era stato fatto un provvedimento adottato dall'allora Ministro Veronesi con un decreto ministeriale che, poi, non ha concluso il suo iter per la modifica intercorsa del Titolo V della Costituzione, che ha rimandato e affidato questo compito a un accordo Stato-regioni, che per molti anni non si è potuto realizzare per contrapposizioni, probabilmente, di pressioni e di interessi corporativi che non hanno mai consentito di arrivare a una giusta soluzione. Io credo, però, che, quando siamo in una situazione in cui lo stesso Consiglio di Stato ha ribadito la giustezza del riconoscimento dell'odontotecnico quale professione sanitaria, negando che questo possa comportare qualsiasi sovrapposizione con la competenza degli odontoiatri, si dovrebbe prendere la responsabilità di aprire un tavolo di confronto e trovare comunque gli equilibri che sono necessari, per evitare di creare dei dissidi ulteriori tra categorie che, invece, lavorano quotidianamente insieme.
In questa legislatura, tra l'altro, abbiamo votato l'istituzione di altri ordini. Lo dico rispetto a una motivazione che è stata portata in Commissione sul fatto che non si potevano istituire nuovi ordini, che è una norma che non ho ritrovato in nessuna legislazione, nemmeno europea, a dimostrazione che questa professione avrebbe potuto trovare, comunque, una sua collocazione all'interno degli ordini e dell'ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, rientrando nell'area delle professioni sanitarie tecniche previste dall'articolo 3 della legge n. 251 del 2000.
Mi dispiace - devo dire - questo parere contrario. Io penso che l'evoluzione dei bisogni di salute e i cambiamenti di competenze vadano comunque adeguati, anche rispetto al riconoscimento delle professioni, perché sarebbe stato corretto, io penso, prendersi un pezzo di responsabilità, magari anche senza approvare un emendamento che poteva essere riformulato, ma per aprire un tavolo di confronto e dare il giusto riconoscimento a tutte le categorie che si occupano della salute orale. Quindi, ci tenevo ad intervenire anche in questo contesto, nonostante il parere contrario, perché rimanesse agli atti come stiamo agendo in questo caso. Un parere contrario è un'ingiustizia e penso che penalizzerà lo stesso diritto alla salute orale dei nostri cittadini.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.3 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.5 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.5 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.7 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.7 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.8 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.8 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.9 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.9 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.10 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.10 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.12 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.12 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.13 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.13 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.14 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.14 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.15 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.15 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.18 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.18 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.20 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.20 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.21 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.21 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.24 Faraone. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.24 Faraone, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.25 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.25 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.26 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.26 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.29 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.29 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'emendamento 4.38 Pagano è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento 4.30 Berruto. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.30 Berruto, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.31 Donno. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.31 Donno, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.32 Berruto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Parto da un dato: oggi, in Italia, ci sono più di 35.000 laureati con una laurea magistrale, la laurea LM-67 in Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate. È un percorso universitario costruito proprio per preparare all'erogazione dei protocolli di attività fisica adattata ed esercizio fisico adattato, che fanno parte del testo che stiamo votando e che sono stati inseriti con un emendamento dell'onorevole Casasco. Quindi, si tratta di prevenzione, di adattamento dell'esercizio, di valutazione, programmazione e gestione dell'attività motoria nelle diverse condizioni individuali, compreso il trattamento attraverso l'esercizio fisico strutturato delle persone con patologie croniche stabilizzate ed esercizio-sensibili.
Ora, quelle che ho descritto, queste tecnicità, sono le professionalità acquisite e certificate da una laurea magistrale che definisce la figura e la professione del chinesiologo. Con l'interpretazione che si sta dando al provvedimento e che stiamo votando, questi professionisti rischiano di non poter esercitare la professione per la quale lo Stato li ha formati. È una follia, Sottosegretario Gemmato, spero che mi stia ascoltando, nonostante la lettura del suo . È una follia che, in un mondo che sempre di più avrà bisogno di garantire una longevità in salute, e mi riferisco all'attività fisica adattata per la terza età, grazie alla cultura del movimento, vengano esclusi professionisti che si sono formati per fare esattamente quello.
Il chinesiologo, infatti, non è un generico laureato in scienze motorie, il suo stesso nome lo dice: chinesiologo viene dal greco , movimento, e , studio. Il movimento è l'oggetto della sua formazione, della sua professione. L'articolo 41 del decreto legislativo n. 36 del 2021, peraltro, ha già individuato il chinesiologo nell'ambito dell'esercizio fisico strutturato. Esiste già una legge. Chiedo quindi con chiarezza: quale norma consente di attribuire al fisioterapista una competenza esclusiva prevalente o sostitutiva rispetto a questo tema? Non basta richiamare la natura sanitaria della fisioterapia, non basta dire che l'esercizio fisico strutturato può entrare in un percorso sanitario, perché il contesto sanitario non cambia la natura e la titolarità delle competenze professionali. Se questa norma esiste, la si indichi e, se non esiste, non può diventare per via interpretativa un monopolio.
Presidente, le chiederei per cortesia, mi sto rivolgendo al Sottosegretario Gemmato )…
PRESIDENTE. Liberiamo i tavoli del Governo.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). …che sta facendo qualsiasi cosa tranne che ascoltare questo mio intervento. Allora sia chiaro…
MAURO BERRUTO(PD-IDP). …sia chiaro: nessuno, tantomeno io, vuole togliere nulla ai fisioterapisti. Ho lavorato con loro in nella mia carriera sportiva e nella mia professione per una vita e so quanto sono fondamentali. Il punto è un altro: è integrare, all'interno del Servizio sanitario nazionale, chi ha effettivamente per legge - una legge che già esiste - la competenza in materia di esercizio fisico strutturato e di attività fisica adattata, competenza, lo ripeto, Sottosegretario Gemmato, che la legge attribuisce al chinesiologo. Il sistema sanitario peraltro lo sa già: oggi il chinesiologo è richiesto dalle ASL e dalle strutture ospedaliere, dove però lavora con bandi a progetto, contratti a tempo, altri .
Il bisogno c'è e ce ne sarà sempre di più, lo dice la demografia. Le competenze ci sono, manca questo riconoscimento, proprio per quel principio di lavoro in che citavo, in cui ciascuno possa portare ciò che gli viene riconosciuto dall'ordinamento. Sono certo che il collega, onorevole Casasco, che purtroppo non c'è, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, concorderà su un punto e cioè che l'attività fisica adattata richiede un lavoro di : medici, fisiatri, fisioterapisti, psicologi e certamente chinesiologi. Per questo, chiedo di rivedere il parere. In caso contrario, chiederò l'accantonamento dell'emendamento, per permettere al Sottosegretario Gemmato e al Governo di ripensarci, magari tenendo a mente che questo Paese ha già oggi formato 35.000 studenti e studentesse a cui ora si sta per dire che la loro laurea magistrale non servirà a esercitare la professione per la quale è stata costituita, per la quale hanno investito anni di studio e di denaro, che hanno scelto per il desiderio di contribuire a un tema, quello della longevità, del benessere, della salute, che è centrale per le politiche pubbliche di un Paese e per sostenere un sistema di al quale dobbiamo continuare a fare riferimento e che dobbiamo difendere .
PRESIDENTE. Ho capito bene? L'onorevole Borrelli vuole intervenire? Prego…
Chiedo scusa, l'onorevole Iaria prima ha alzato la mano: era per intervenire? No, è perché non riusciva a votare. Va bene.
Allora, onorevole Borrelli, prego.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Sì, Presidente, intervengo per chiedere al collega, come gruppo AVS, se ovviamente è d'accordo, di sottoscrivere il suo emendamento, in quanto oggetto anche di un nostro ordine del giorno.
Siamo perfettamente d'accordo e troviamo assurdo che si spingano nel nostro Paese i giovani a formarsi in materie per cui, poi, il Governo di turno, per motivi esclusivamente politici o di amicizia nei confronti di un gruppo di potere o di un altro, impedisce di avere una prospettiva. È uno spreco di denaro, ma soprattutto di risorse umane e di persone che potenzialmente potrebbero molto presto abbandonare il nostro Paese, alla faccia di chi fa proclami nei confronti dei giovani - restate, restate, restate - e poi li spediamo via noi a pedate .
PRESIDENTE. Quindi, rispetto all'istanza del collega Berruto sull'accantonamento, la ripropongo alla relatrice, l'onorevole Schifone… Sulla richiesta di accantonamento il parere è contrario.
Chiedo adesso all'onorevole se insista sull'accantonamento. Sì.
Quindi pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'emendamento 4.32 Berruto.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 38 voti di differenza.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fassino. Ne ha facoltà.
PIERO FASSINO(PD-IDP). Richiamo la sua attenzione sul fatto che ci sono seggi senza i parlamentari che risultano votanti.
PRESIDENTE. La ringrazio per la segnalazione, ovviamente controlliamo. Grazie per la segnalazione.
Chiedo ai segretari d'Aula cortesemente di controllare.
Se nessun altro chiede di intervenire, pongo in votazione l'emendamento 4.32 Berruto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.32 Berruto, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.33 Malavasi. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi riferisco sempre a questo emendamento, che è stato approvato in Commissione, dal collega Casasco, che riguarda alcune linee guida che sarebbero state definite come criterio all'interno dell'articolo 5 per andare a prevedere criteri nel realizzare un sistema integrato di collaborazione interdisciplinare. Il sistema coinvolge specialisti in medicina dello sport, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e fisioterapisti con lo scopo di riconoscere l'esercizio fisico strutturato quale strumento per il benessere fisico e mentale della persona. La cosa che a me sembra strana è che lo strumento del sistema è rappresentato da protocolli che devono essere basati su linee guida definite unicamente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana e convalidati dall'Istituto superiore di sanità.
Allora, vorrei sottolineare due elementi. Il primo è che la finalità dichiarata è il benessere e non è la terapia: la norma non disciplina l'esercizio terapeutico che resta nell'ambito delle professioni sanitarie secondo le normative vigenti. Secondo: le linee guida sono affidate esclusivamente alla Federazione Medico Sportiva Italiana. Chiederei se il Sottosegretario mi può ascoltare, grazie… Allora, le linee guida in base a questo emendamento sono affidate esclusivamente alla Federazione medico sportiva Italiana e, alla fine, i fisioterapisti saranno chiamati ad applicare protocolli costruiti da un'altra disciplina senza alcun ruolo nella loro elaborazione. A me sembra che ci sia un cortocircuito: va benissimo avere un sistema integrato di collaborazione multidisciplinare, ma poi quel sistema risponde in modo pedissequo a linee guida che vengono elaborate esclusivamente dalla Federazione medico sportiva. Mi sembra che ci sia un cortocircuito in questa norma e mi sembra sbagliato non considerare i fisioterapisti come un attore protagonista, anche nella elaborazione di queste linee guida.
Speravo che l'emendamento potesse essere accolto, magari riformulato, anche cogliendo le sollecitazioni che sono arrivate dai fisioterapisti, perché aprire alle società scientifiche dei fisioterapisti sarebbe stato un riconoscimento del ruolo e della competenza che svolgono, andando a diventare protagonisti della scrittura di linee guida che poi dovranno loro stessi applicare. Quindi, chiediamo e demandiamo unicamente alla Federazione medico sportiva italiana l'elaborazione di linee guida che poi altri professionisti, esclusi dalle trattative e dal confronto sulle linee guida, dovranno applicare. Mi sembra un cortocircuito evidente, mi sembra che questo ruolo non possa essere riservato unicamente alla medicina dello sport e alla Federazione medico sportiva italiana, perché si crea davvero uno squilibrio tra le responsabilità e le competenze che, secondo me, non vengono in questo caso riconosciute. Parlo ovviamente dei fisioterapisti che in questo hanno certamente un ruolo importante.
Quindi, chiedo una riflessione su questo prima di arrivare al voto. Lo chiedo sia alla relatrice, che è sempre stata molto disponibile in Commissione, sia al Sottosegretario, perché non dare spazio e autorevolezza ai fisioterapisti in questo caso specifico penso sia sbagliato e credo che vada a ledere l'autonomia dei fisioterapisti stessi.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.33 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 4.34 Di Lauro e 4.35 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 4.34 Di Lauro e 4.35 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.36 Sportiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.36 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 4.37 Di Lauro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.37 Di Lauro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 5.2 Marianna Ricciardi. La deputata L'Abbate sottoscrive l'emendamento. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.2 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.9 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.9 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.10 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.10 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 5.12 Malavasi e 5.14 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 5.12 Malavasi e 5.14 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.15 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.15 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.16 Furfaro. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.16 Furfaro, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.17 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.17 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.18 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.18 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 6.2 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.2 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.5 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.5 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.6 Quartini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.6 Quartini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sugli identici emendamenti 6.7 Loizzo e 6.8 Mazzetti vi è un invito al ritiro. Sono ritirati, perfetto.
Passiamo agli identici emendamenti 6.9 Loizzo e 6.10 Mazzetti, su cui il parere è favorevole previa riformulazione. Accettate la riformulazione? Perfetto, entrambe l'hanno accettata.
Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 6.9 Loizzo e 6.10 Mazzetti, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 6.11 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.11 Zanella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.13 Stumpo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.13 Stumpo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.14 Malavasi.
Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo perché vorrei che rimanesse agli atti il parere contrario su questo emendamento, che vorrei leggere, richiamando l'attenzione di tutte le colleghe presenti in quest'Aula. Nell'emendamento chiediamo di garantire la piena rappresentatività democratica, compresa la parità di genere, negli organi direttivi e la trasparenza negli ordini professionali con l'introduzione di norme in materia di trasparenza amministrativa, incompatibilità e conflitto di interessi per tutti i componenti degli organi operativi.
Ho richiamato l'attenzione delle colleghe perché riuscire ad avere una rappresentanza paritaria di genere, anche negli organi che gestiscono i direttivi degli ordini professionali, mi sembra doveroso per dare piena dignità e una rappresentatività democratica agli ordini. Non ho capito qual è la motivazione del parere contrario, non l'avevo capita neanche in Commissione. C'è una parte, che non interessa alla maggioranza, in cui parliamo di trasparenza, di incompatibilità e di conflitto di interessi per tutti i componenti degli organi - che mi sembra, comunque, una norma di buonsenso -, ma non riuscire nemmeno a riformularlo per garantire la piena rappresentatività, compresa la parità di genere negli organi direttivi degli ordini professionali, mi sembra uno schiaffo e anche un non riconoscimento del ruolo che le donne svolgono all'interno delle categorie professionali.
Tra l'altro, all'interno delle professioni sanitarie ci sono moltissime categorie dove la maggior parte delle rappresentanze sono femminili, quindi non riconoscere per legge la piena rappresentatività democratica mi sembra davvero un insulto al ruolo delle donne nel nostro Paese. Certo, ci siamo abituati in questo Parlamento, ma in questo caso avrei preferito, comunque, una riformulazione che desse dignità anche alla professionalità, all'impegno, all'autonomia, all'emancipazione e alla libertà che anche le donne portano all'interno delle loro professioni.
PRESIDENTE. I gruppi Partito Democratico, Italia Viva e Azione sottoscrivono l'emendamento.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.14 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8, al quale sono riferiti unicamente gli identici emendamenti 8.1 Marianna Ricciardi, 8.2 Braga e 8.3 Zanella, sui quali la Commissione e il Governo hanno espresso parere contrario.
Avverto che, poiché tali emendamenti sono interamente soppressivi, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, dopo l'eventuale discussione, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Pertanto, chi intende sopprimere l'articolo 8 deve votare contro il mantenimento, chi invece intende mantenerlo deve votare a favore. Dopo l'eventuale discussione, ripeterò questo passaggio.
Sottoscrivono i deputati L'Abbate, Dell'Olio, Bonetti e Fornaro, per tutto il PD, l'emendamento 8.2 Braga.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Innanzitutto, vorrei chiedere ai colleghi del Partito Democratico se posso sottoscrivere, a nome del gruppo di Azione, l'emendamento che è stato presentato e fare una dichiarazione di voto, che non può che partire, di nuovo, dal collega Speranza, a cui credo che in fondo, alla fine, la solidarietà di quest'Aula poco importi. Roberto, la coscienza che abbiamo avuto nel Governo Draghi, con tanti colleghi che in quest'Aula adesso stanno disconoscendo la posizione che insieme abbiamo maturato vale il sapere di essere stati dalla parte giusta e aver fatto la cosa giusta. Perché, colleghe e colleghi, il e l'obbligo vaccinale per i medici e gli infermieri li abbiamo introdotti, nel Governo Draghi, non per forme ideologiche, ma sulla base di una fattiva, chiara, certa e documentata relazione da parte della scienza e a fronte dell'appello del mondo del lavoro di riaprire i luoghi del lavoro e di farlo nella piena sicurezza. Sì, colleghe e colleghi, abbiamo salvato tante vite e abbiamo salvato il Paese, introducendo quella misura .
Se non bastano le mie parole, colleghe e colleghi - mi rivolgo, in particolare, ai colleghi di Forza Italia -, vorrei citare, marzo 2021, Antonio Tajani: “Bene il Presidente Draghi sulla vaccinazione obbligatoria per medici e operatori sanitari. Passa la linea di Forza Italia. Si approvi subito al Senato la proposta di Licia Ronzulli”. E se non bastano le parole di Antonio Tajani, vorrei citare, a nome dei colleghi di Forza Italia, le parole di Silvio Berlusconi, a luglio del 2021, in una lettera al : “Chi decide di non vaccinarsi non può imporre le conseguenze della sua scelta agli altri” e si deve assumere le conseguenze di questa decisione. Colleghi, il Presidente Berlusconi, che voi oggi disconoscerete con questo voto , richiamava che l'obbligo vaccinale era un esercizio di libertà in questo Paese, non di coercizione. Dopodiché, possiamo anche raccontarcela come vogliamo.
Reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l'obbligo deontologico della loro professione imponeva loro. Ma, signore e signori, noi ci troveremo con dei medici che non sappiamo come si comporteranno rispetto, ad esempio, all'annuncio che abbiamo avuto dal Congresso europeo di oncologia che dice che, finalmente, il vaccino mRNA - quello che abbiamo introdotto per il COVID e che voi volete, invece, condannare - sta dimostrando in modo netto di avere dei risultati estremamente positivi nella lotta al tumore, per esempio, al melanoma. Noi cosa vogliamo? Condannare l'Italia ad avere morti oncologici perché abbiamo dei medici che si rifiuteranno di applicare questa doverosa misura che salva le vite? Ecco, noi a questo scempio non ci stiamo .
PRESIDENTE. L'onorevole Quartini, a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, sottoscrive l'emendamento 8.1 Marianna Ricciardi. Sottoscrive anche il gruppo AVS.
Ha chiesto di parlare la deputata Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Con questo articolo 8 non abbiamo più alcun dubbio. Con questo articolo voi state dando uno schiaffo ai medici che hanno rispettato le regole, state dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito la scienza, ma soprattutto state dando uno schiaffo alle vittime del COVID. E se prima potevamo avere qualche dubbio, adesso è tutto chiaro: voi siete dalla parte della cialtroneria, dell'anti-scienza, siete dalla parte delle credenze popolari .
Voi avete previsto, con questo articolo 8, che i medici, gli infermieri e i sanitari radiati potranno chiedere di reiscriversi all'ordine attraverso la commissione centrale. Ma attenzione, voglio precisare una cosa: per chi non lo sapesse, la radiazione è l', cioè viene adottata dagli ordini professionali in casi gravissimi. Non stiamo parlando di chi non si è vaccinato, perché i sanitari che non si sono vaccinati non sono stati radiati, sono stati sospesi e sono già stati riabilitati. Nel caso della radiazione stiamo parlando di pochissime persone, una decina di persone, che hanno fatto delle cose gravissime, che hanno messo in discussione la credibilità della classe medica e hanno messo in serio pericolo la sicurezza dei pazienti; è di questo che stiamo parlando . Stiamo parlando di chi ha provato a curare con i fiori di Bach i tumori, stiamo parlando di chi ha provato a curare infezioni gravissime con la papaya fermentata, di questo stiamo parlando, e voi volete che queste persone, pericolosissime per la nostra società, possano tornare ad avere tra le mani la vita dei nostri cari e la nostra stessa vita . Io non sto parlando di errori medici, io sto parlando di medici che consapevolmente hanno deciso di seguire l'anti-scienza e di prendere queste decisioni che hanno portato alla radiazione.
Allora, a me dispiace sinceramente e l'ho detto anche in Commissione. A me dispiace veramente, perché tra i banchi della maggioranza ci sono dei professionisti sanitari di cui ho grande stima. Come potete sostenere un articolo del genere? Come potete farlo? Sottosegretario, lei che è uomo di scienza, ma come fa a mettere la faccia su una roba simile ? Mi rivolgo anche alla relatrice, anche lei donna di scienza: come fa a sostenere una roba simile?
Presidente, io invito l'Aula a un supplemento di riflessione. Non è possibile avere tale spregiudicatezza, per racimolare qualche voto e andare contro chi ha rispettato la scienza e le vittime, che ci sono state, del COVID, le vittime che ci sono state per aver seguito delle convinzioni antiscientifiche da parte di qualche cialtrone. Non lo possiamo accettare, Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Ovviamente come AVS sosteniamo fortemente questi emendamenti soppressivi, presentati non solo come AVS, dalla collega Zanella, ma anche da PD e MoVimento 5 Stelle. Questo articolo 8, introdotto nei lavori in Commissione, è davvero quella ciliegina sulla torta di questo provvedimento, una ciliegina amara, anzi direi velenosa, perché è un insulto, un vero insulto a tutti quei medici e a tutti quei sanitari che hanno svolto il loro dovere, dovere anzitutto strettamente collegato alla scienza in quel periodo così fortemente drammatico per il nostro Paese.
Con questa formulazione, anche volendo fumosa, perché dietro quella formulazione della limitatezza delle conoscenze scientifiche, piuttosto che la scarsità delle risorse umane e materiali, si vuole equiparare chiunque, comunque abbia agito in quel momento. Qui non è una questione di scarsità di mezzi, ma c'è stato qualcuno che, invece, ha voluto seguire delle tesi antiscientifiche contro i vaccini , contro l'obbligo vaccinale, quindi con uno spirito di assoluta irresponsabilità.
Quindi, davvero anche noi non comprendiamo come sia possibile che in particolare una parte della maggioranza disconosca anche le posizioni che responsabilmente all'epoca aveva assunto e ora, per mero trasformismo di interesse politico… si cambia, si introduce e si approva un articolo di questo tipo, davvero per un pugno di voti ed evidentemente per strizzare l'occhio ai no-vax, si infrange e si va contro la scienza. Non sono stati tutti uguali: c'è stato chi ha agito con responsabilità e chi, invece, ha scelto di andare con irresponsabilità contro quello che invece la scienza e la politica, in quel momento, hanno fatto e grazie a quelle scelte… e ringrazio ancora chi, come il Ministro Speranza, all'epoca ha voluto fortemente queste misure - e fortemente, all'epoca, le abbiamo sostenute - e si è preso questa responsabilità.
Attenzione perché, con questo articolo, la maggioranza non si prende soltanto una responsabilità politica ma una responsabilità storica, un insulto contro tutti quei medici che hanno svolto responsabilmente il proprio lavoro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Stiamo discutendo della soppressione di un articolo gravissimo, che crea un precedente molto pericoloso nel rapporto tra le istituzioni, anche quelle sanitarie, la loro credibilità, la loro autorevolezza, il ruolo degli ordini professionali e la credibilità, devo dire, della classe medica. Si chiude un po' il cerchio con questo emendamento. Abbiamo visto, in questi anni, fare molte scelte per strizzare l'occhiolino al mondo dei no-vax: abbiamo tolto le multe, con un esborso di 150 milioni; abbiamo istituito una Commissione COVID come strumento di clava politica contro le opposizioni e con un utilizzo strumentale, e dirò qualcosa in seguito per quello che è successo ieri. Non siamo riusciti a pretendere che anche le regioni diventassero un attore all'interno della Commissione, se il vero motivo era quello di indagare quello che era successo e di migliorare per essere pronti a eventuali nuove pandemie.
In questo caso - lo vogliamo dire con nettezza e con molta forza - riabilitare i medici no-vax è una scelta vergognosa, senza precedenti . Riaprire la strada alla reiscrizione all'albo per i medici radiati è un oltraggio. È un oltraggio alle vittime: abbiamo perso circa 200.000 cittadini in quel periodo pandemico e, tra l'altro, la maggior parte dei morti viene dalla Lombardia. Abbiamo avuto 27 milioni di contagi. Ed è uno schiaffo alla scienza, l'ennesimo schiaffo al rigore scientifico, all'importanza dei dati sanitari-scientifici, che non possono essere messi in discussione per convenienza politica, se si sta in maggioranza o se si sta all'opposizione, perché c'è una scelta netta che il nostro Paese deve fare per evitare di andare oltre a un limite di non ritorno.
È un precedente, dicevo, pericoloso. Non possiamo pensare di riscrivere la storia del nostro Paese mistificando la memoria di una delle pagine più difficili e drammatiche che abbiamo vissuto, in cui i sanitari hanno rischiato la vita per salvare la nostra comunità, in cui abbiamo pianto migliaia di vittime e in cui rischiamo di premiare chi si è sottratto all'obbligo vaccinale, chi non ha seguito il codice deontologico e chi ha diffuso teorie antiscientifiche.
Io mi chiedo: ma che Paese stiamo diventando se mettiamo in discussione anche questi principi cardine della scienza e della ricerca nel nostro Paese ? Stiamo distruggendo la credibilità della nostra sanità e del nostro Paese, stiamo rompendo la fiducia che ci deve essere tra i cittadini nella scienza e nella ricerca e stiamo aprendo una ferita profondissima, con una leggerezza e una irresponsabilità disarmanti.
Non ci siamo accontentati probabilmente, la maggioranza non è stata soddisfatta delle sanzioni no-vax che sono state tolte e di aver costituito una Commissione vergognosa. Oggi ha deciso di riscrivere all'albo i medici radiati. È una scelta difficile che fanno gli ordini professionali: arrivare alla radiazione è una scelta estrema che non si fa con leggerezza, ma devo dire che è una scelta corretta, perché radiare persone per fatti commessi durante la pandemia, anche non dolosi, significa difendere posizioni scientifiche, contrastare la diffusione di posizioni no-vax, di terapie non validate prive di qualsiasi fondamento scientifico.
È mai possibile che nel nostro Paese ci possano essere medici premiati che non hanno rispettato il principio scientifico e il codice deontologico del proprio ordine? Si tratta di condotte incompatibili con i doveri scientifici, con l'etica della professione, con il codice deontologico e professionale rispetto al proprio ordine. È una scelta, questa, che viene a delegittimare il ruolo degli ordini, contestandone anche le valutazioni e compromettendo l'autonomia e la credibilità.
Io faccio appello ai colleghi e alle colleghe in quest'Aula che hanno anche applaudito gli interventi precedenti, perché c'è una scelta etica e morale alla quale non ci possiamo sottrarre, perché ogni parlamentare deve essere libero di esprimere il proprio voto in scienza e in coscienza per rispettare i principi scientifici, la ricerca, la deontologia e l'etica nel nostro Paese. Quindi, faccio appello davvero a tutti, affinché ci possa essere un voto libero e democratico per difendere la credibilità delle istituzioni sanitarie del nostro Paese
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Faraone. Ne ha facoltà.
DAVIDE FARAONE(IV-CR). Sì, Presidente, grazie. Io, semplicemente, intervengo per dire che c'è soltanto un gruppo coerente con questo provvedimento nella maggioranza, cioè Fratelli d'Italia e il Sottosegretario Gemmato. Coerente rispetto a quello che ha sempre detto, e cioè che i vaccini non è detto che potessero essere risolutori del COVID.
Forza Italia ha sempre espresso l'opposto. Ora invece - piegandosi per l'ennesima volta alle ragioni di Fratelli d'Italia e della Meloni - decide di votare un provvedimento rispetto al quale si è sempre battuto. Cioè, sono sempre stati contro i no-vax, contro i medici no-vax, oggi, per ragioni incomprensibili, anzi, semplicemente per ragioni che servono a tenere in piedi una maggioranza, disconoscono i loro principi.
E non ci sono artifizi tecnici che possano essere inventati in quest'Aula: conterà il voto. E siccome i parlamentari di Forza Italia sono decisivi affinché passi questo provvedimento oppure no, ci accorgeremo del loro comportamento e, naturalmente, lo valuteremo, e soprattutto lo valuteranno gli elettori (
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Faraone. Mi pare che non ho altri iscritti… Ha chiesto di parlare l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EU-SUEU). Presidente, solamente per sottolineare come questa norma è una mancanza di rispetto anche alla memoria delle vittime del COVID e, tra loro, centinaia di medici che hanno perso la vita in servizio per salvare la vita a malati e a cittadini italiani Di questo porterete anche la responsabilità. Anche di questa mancanza di rispetto per la memoria dei defunti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Magi. Se non ho capito male, tutto il gruppo AVS sottoscrive. Lei deve intervenire onorevole Zaratti? Avevo capito che aveva rinunciato. Prego, a titolo personale, l'onorevole Zaratti.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. Abbiamo capito perché state distruggendo la sanità in questo Paese, perché l'Italia è l'ultimo Paese dell'OCSE per spesa sanitaria, perché le liste d'attesa nel nostro Paese sono così lunghe, perché in Italia 5,8 milioni di persone rinunciano alle spese sanitarie. Perché voi siete il Paese degli stregoni e delle fattucchiere. Dovreste fondare l'ordine degli stregoni e delle fattucchiere in Italia. Per questo distruggete la sanità, perché voi non volete bene all'Italia, voi odiate gli italiani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zaratti. Mi pare che nessun altro voglia intervenire.
Allora, si vota per il mantenimento dell'articolo 8. Avverto che chi intende sopprimere l'articolo 8 deve votare contro il mantenimento, chi invece intende mantenerlo deve votare a favore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 8.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Signori, per cortesia!
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 9. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 9.01 Malavasi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 9.01 Malavasi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 9.03 Marianna Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 9.03 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 10. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 11. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Invito il rappresentante del Governo, il Sottosegretario Gemmato, ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
MARCELLO GEMMATO,. Sì, grazie Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/1 Loizzo il parere del Governo è favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di accompagnare”; sul n. 9/2700-A/2 Cattoi il parere è favorevole con riformulazione “a valutare la possibilità di”, espungendo le parole “di cui all'articolo 5, comma 1, lettera ”.
PRESIDENTE. Colleghi, un po' di silenzio, altrimenti non riusciamo a seguire il Sottosegretario.
MARCELLO GEMMATO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/3 Giagoni, parere favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di adottare”; sul n. 9/2700-A/4 Nisini, parere favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di”, espungendo “dando così seguito all'impegno assunto con l'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/2526/27 del 29 luglio 2025”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/5 Buonguerrieri il parere è favorevole; sul n. 9/2700-A/6 Squeri il parere è favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di adottare”. Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/7 Frijia e n. 9/2700-A/8 Maccari il parere è favorevole; sul n. 9/2700-A/9 Cesa il parere è favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità di adottare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/10 Patriarca il parere è favorevole negli impegni fino al punto . Del punto prendiamo il periodo fino a “svolta dal discente”. Poi aggiungiamo, nell'impegno, soltanto per un allineamento, alla lettera , “definisca criteri omogenei per la qualifica professionale degli iscritti all'Ordine dei medici e degli odontoiatri (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/11 Malavasi il parere è contrario; sul n. 9/2700-A/12 Stumpo il parere è favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità”; sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/13 Scotto e n. 9/2700-A/14 Furfaro il parere è contrario, mentre sul n. 9/2700-A/15 Ferrari il parere è favorevole. Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/16 Vaccari e n. 9/2700-A/17 Romeo il parere è contrario; sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/18 Iacono il parere è favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità (…) compatibilmente con i vincoli di bilancio”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/19 Ciani il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare, come previsto dalla normativa vigente, ogni iniziativa opportuna”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/20 Sarracino il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare, compatibilmente con i vincoli di bilancio”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/21 Manzi il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/22 Simiani il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di definire, compatibilmente con i vincoli di bilancio”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/23 Forattini, n. 9/2700-A/24 Filippin, n. 9/2700-A/25 Girelli, n. 9/2700-A/26 Berruto, n. 9/2700-A/27 Caso, n. 9/2700-A/28 Carotenuto, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/29 Di Lauro il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di definire, compatibilmente con i vincoli di bilancio”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/30 Marianna Ricciardi il parere è favorevole ai primi due impegni, contrario al terzo. Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/31 Aiello, n. 9/2700-A/32 Tucci e n. 9/2700-A/33 Alfonso Colucci il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/34 Sportiello il parere è favorevole con riformulazione:” a valutare l'opportunità di definire”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/35 Quartini, n. 9/2700-A/36 Donno, n. 9/2700-A/37 Carmina, n. 9/2700-A/38 Lomuti, n. 9/2700-A/39 L'Abbate, n. 9/2700-A/40 Dell'Olio, n. 9/2700-A/41 Amato, n. 9/2700-A/42 Alifano il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/43 Ciocchetti il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/44 Pretto il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/45 Iaria il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/46 Ferrara il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/47 Cerreto il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/48 D'Alessio il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di accompagnare”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/49 Ciancitto il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di accompagnare, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, le misure”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/50 Matone il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/51 Zanella il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/52 Borrelli il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/53 Bagnasco il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di tenere conto, nell'esercizio della delega, di quanto riportato in premessa”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/54 Gardini il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/55 Panizzut vi è un invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/56 Benzoni il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/57 Cappellacci, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Ordine del giorno n. 9/2700-A/1 Loizzo: accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2700-A/2 Cattoi: accetta la riformulazione? Sì. Ordine del giorno n. 9/2700-A/3 Giagoni: accetta la riformulazione? Sì. Ordine del giorno n. 9/2700-A/4 Nisini: accetta la riformulazione? Sì. Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/5 Buonguerrieri il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/6 Squeri: accetta la riformulazione, onorevole Squeri? Presidente Costa, per cortesia, accetta la riformulazione sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/6 Squeri? Sì. Sugli ordini del giorno n. 9/2700-A/7 Frijia e n. 9/2700-A/8 Maccari il parere è favorevole. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/9 Cesa: accetta la riformulazione Cesa, o chi per lui? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/10 Patriarca: accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/11 Malavasi sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà. Parliamo dell'ordine del giorno n. 9/2700-A/11 Malavasi, prego.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Signor Presidente, il gruppo di Italia Viva voterà convintamente a favore di questo ordine del giorno. L'occasione però è d'oro per ricordare che la politica è una cosa straordinariamente bella e che la matematica, però, non è un'opinione. E allora, prendendo i tabulati della votazione sul mantenimento dell'articolo 8, emerge che il risultato finale vede un risultato di favorevoli pari a 126 e di contrari pari a 113, ergo se ci fossero stati non 13 voti in più, ma semplicemente 13 voti in meno o magari 13 persone che, come hanno fatto le 8, che ringraziamo di cuore, appartenenti a Forza Italia, che nella precedente votazione hanno votato e che su questo hanno avuto la dignità di non votarlo, l'esito di questo voto sarebbe stato diverso.
Significa che il fango in faccia a tutti coloro che si sono impegnati durante il COVID per la vita di tutti viene firmato e sentenziato innanzitutto da Forza Italia .
Questa è la realtà, esattamente com'è successo sulle madri detenute, esattamente com'è successo sulla liberazione anticipata speciale, esattamente come succede con le parole a vanvera di Tajani: ogni volta che Forza Italia ha la possibilità di passare dalle parole ai fatti si piega alla maggioranza, anche su voti drammatici, come quello che abbiamo vissuto. Io non uso la parola “vergogna”, io domando dove sta la vostra dignità di fronte a queste cose! Parla la realtà, carta canta, basta venire a cianciare; potevate chiedere l'accantonamento, potevate chiedere una sospensione, siete gli ascari di questa roba !
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/11 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/12 Stumpo. Onorevole Stumpo accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/12 Stumpo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/13 Scotto, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/13 Scotto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/14 Furfaro, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/14 Furfaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/15 Ferrari il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/16 Vaccari, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/16 Vaccari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/17 Romeo, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/17 Romeo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/18 Iacono. Onorevole Iacono, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/18 Iacono, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/19 Ciani. Mi dicono che non accetta la riformulazione. Quindi, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/19 Ciani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/20 Sarracino. Onorevole Sarracino, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/20 Sarracino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/21 Manzi sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/21 Manzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/22 Simiani. Onorevole Simiani, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/22 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/23 Forattini sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/23 Forattini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/24 Filippin sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/24 Filippin, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/25 Girelli sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non le nascondo una certa difficoltà a intervenire su questo ordine del giorno, perché si inserisce perfettamente nel dibattito vero su questo provvedimento, che riguarda l'articolo 8, che ha avuto un esito, come tutti noi abbiamo visto, e che è stato ripreso da un ordine del giorno votato, o meglio non votato, perché è stato avallato con il parere favorevole di relatore e Governo pochi minuti fa.
Con questo ordine del giorno il tentativo estremo è quello di ridare dignità. Lo dico con fatica perché sono solito essere rispettoso delle istituzioni: dare dignità a un Governo che rischia davvero di aver espresso un parere favorevole verso l'articolo 8 e un parere contrario verso un ordine del giorno come questo, che altro non fa che sottolineare e ricordare a tutti il rispetto delle regole fondamentali, basilari in una democrazia, in uno Stato veramente moderno.
Quali sono queste regole? Rispettare il ruolo degli ordini professionali che non sono una banda di incapaci o di incompetenti, ma sono organismi che tutelano delle professioni, che stranamente fanno sanità, che si occupano di persone malate, che cercano di curarle al meglio in ogni caso, in tutte le condizioni: quelle normali e quelle dettate dalla pandemia. È la negazione del valore della scienza, che viene sottoposto a un voto di maggioranza, non al riscontro di rilevanze scientifiche, non a quanto dicono la stragrande maggioranza degli scienziati - quelli veri, quelli che fanno ricerca - e degli organismi internazionali che sanciscono determinate regole e ci consegnano sicurezze e certezze a cui affidarsi.
Ma ancora di più è un insulto alla tragedia che abbiamo vissuto, laddove davvero quelle persone che abbiamo chiamato “eroi” ed “eroine”, che hanno sacrificato spesse volte persino la loro vita per dare risposte ai bisogni estremi delle persone, vedono svilito il loro ruolo perché semplicemente poche, pochissime persone, che in quel momento hanno avuto atteggiamenti davvero inaccettabili, ora vengono rimesse al loro lavoro, come se quanto successo nulla fosse. Va distinta, infatti, Presidente, la paura del cittadino o della cittadina verso il vaccino, verso certi comportamenti: va loro spiegato il perché, va compresa la loro paura, ma non va accettato che chi ha responsabilità sanitaria diretta, chi deve agire faccia l'esatto contrario.
Ora, con questo provvedimento - ed è vero, la riflessione che andrebbe fatta rispetto a chi sedeva nel Governo Draghi, ha compartecipato a certe decisioni e ora le smentisce in maniera davvero imbarazzante è una riflessione vera - andiamo a minare la fiducia nella scienza del futuro, nell'istituzione stessa. Noi andiamo a dire che, a seconda della convenienza politica, che chiaramente sta emergendo sempre di più anche nei lavori della Commissione COVID, dove quanto accaduto ieri non è che un'espressione estrema di cosa significhi per qualcuno quella Commissione, si usa la propaganda per arrivare a delle azioni e cercare di gettare fango su chi aveva responsabilità incredibili e le ha assunte fino in fondo . Ma su questo, sia chiaro, saremo duri e precisi nel difendere certe azioni politiche.
E facciamo sempre più fatica a non attaccare chi governava certe regioni e davvero in maniera invereconda e incapace ha gestito quella pandemia in quel modo. Perché ricordo che per contagiarsi bisognava incontrare due contagiati, secondo un assessore regionale lombardo. Come ricordo la fantasia con cui qualche presidente di regione parlava del COVID prima come di una semplice influenza, poi impedendo che venissero istituite zone rosse. Perché questo è quello che è successo nel nostro Paese.
Ora, però, noi abbiamo davanti una scelta: quella di fermarci, semplicemente consegnare al Governo il modo di ripensare, restituire al Ministro della Sanità il suo ruolo. La sua assenza in quest'Aula e il suo silenzio su questa vicenda credo che dovrebbero far riflettere, far riflettere davvero tutti. Come dovrebbe far riflettere quanto detto da tutto il mondo che si occupa di infezioni e di pandemie, tutta la sanità autorevole che in ogni occasione ha avuto parole chiarissime riguardo all'articolo 8 e all'atteggiamento del Governo rispetto a questo provvedimento.
Ora, il dato vero è che non abbiamo discusso di tanti problemi delle professioni sanitarie: abbiamo ridotto il tutto a questo argomento. E anche questo è un aspetto molto colpevole, perché a parole diciamo che vogliamo rivedere tutti i criteri di organizzazione del servizio, perché vogliamo difenderne il valore pubblico e siamo i difensori dell'articolo 32 della Costituzione. In realtà, oggi, rischiamo di scrivere una pagina nerissima, dove non solo smentiamo tutto quello che è scritto nella Costituzione, ma sviliamo la politica, il suo ruolo, la sua autorevolezza e la sua responsabilità a pura propaganda di parte. Credo sia una colpa gravissima, quello sì, che forse meriterebbe qualche radiazione .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/25 Girelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2700-A/26 Berruto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Torniamo al tema dei chinesiologi, a cui ho fatto riferimento nel mio intervento precedente. Lo ripeto a quei 35.000 ragazzi e ragazze laureati, con la laurea LM-67, che ha promesso loro di poter esercitare quello che voi, con un voto contrario al mio emendamento, avete cancellato in un istante: due anni di studi di 35.000 persone.
Ora non accettate neanche un ordine del giorno che, come sappiamo, tanto per restare in tema, è un provvedimento omeopatico, dove io vi chiedo di prendere in considerazione quell'idea - che peraltro è riportata nel testo - di lavorare in termini di , quando si parla di attività fisica adattata, di persone che sono destinate con rispettive professionalità: certo, i medici; certo, i fisiatri; certo, gli psicologi; certo, i fisioterapisti; e anche i chinesiologi, che hanno studiato per fare questo.
Mi verrebbe da chiedervi che cosa vi hanno fatto di male questi 35.000 laureati che, da domani, non potranno esercitare la professione per la quale hanno studiato.
Però, Presidente, dopo quello che ho visto poco fa, dopo che l'emendamento che prevede il fatto che quel escluda solo i chinesiologi ma permetta a chi lavorerà all'attività fisica adattata di seguire solo le linee guida dei medici dello sport e dopo aver visto con i miei occhi, pochi istanti fa, il presidente della federazione dei medici dello sport votare a favore del reintegro dei medici no-vax, io quasi mi fermerei qui, non ci sono altri argomenti. Ce n'è uno solo: mi vergogno, in qualità di sportivo, di aver visto in quest'Aula che il presidente della federazione medici sportivi, che siede in questi banchi , abbia votato a favore del reintegro dei medici no-vax. Lo dico a lei, Presidente, perché non posso rivolgermi a lui: allora che chiuda il centro antidoping dell'Acquacetosa, che ripermetta l'EPO nel ciclismo, che usi il sangue di tartaruga dei cinesi!
È una vergogna e mi auguro che fra pochi istanti, quando voterete anche contro l'ordine del giorno che non permette a delle persone che hanno studiato, per due anni, e si sono laureate, di poter fare il loro mestiere, mi auguro, dicevo, che pochi istanti dopo questo voto il presidente della federazione dei medici sportivi si dimetta dal suo ruolo .
PRESIDENTE. La deputata Romeo sottoscrive. Ha chiesto di parlare il deputato Casasco. Ne ha facoltà.
MAURIZIO CASASCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Io non sono intervenuto prima sui chinesiologi o sui fisioterapisti. Spesso sento l'onorevole Berruto - che in questi anni si è occupato soprattutto e in parte di pallavolo -, ma ha dimenticato una cosa: che non stiamo parlando delle linee guida dei medici sportivi perché io sono presidente, ma si è parlato semplicemente delle linee guida della Federazione medico sportiva italiana, dove si parla di professioni sanitarie e di esercizio fisico, e dove la Federazione medico sportiva italiana è l'unica società scientifica di medicina dello sport riconosciuta dal Ministero della Salute quando allora c'era il Ministro Speranza.
Per quanto riguarda il COVID, vorrei ricordare all'onorevole Berruto e a tutti gli altri, che io vivo a Brescia, una città tormentata dalle morti del COVID e, mentre probabilmente l'onorevole Berruto era a casa, il presidente della Federazione medico sportiva andava in giro per Brescia a vaccinare tutte le persone . Questa è la differenza tra chi parla oggi in Parlamento senza avere conoscenza di quella che è la vita personale…
MAURIZIO CASASCO(FI-PPE). …scientifica e morale che uno ha attivato nella sua professione.
Diversa è la posizione politica, dove l'onorevole Berruto non si preoccupa minimamente di quelli che sono gli interventi a favore del sistema sanitario italiano ma fa solo polemica strumentale e personale. Mentre lui era in casa - ripeto -, io andavo a vaccinare in una Brescia sterminata dalle morti .
PRESIDENTE. Onorevole Berruto, per cortesia. Prima l'onorevole Fornaro e poi la deputata Serracchiani.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Credo, signor Presidente, che la regola per cui bisogna rivolgersi alla Presidenza valga anche per il collega Casasco e lei dovrebbe richiamarlo. Secondo: caro collega Casasco, lei richiama la coerenza, ma siccome il voto è pubblico, pochi minuti fa, caro collega Casasco - per il suo tramite, Presidente -, lei ha votato a favore del reintegro di quei medici che facevano l'opposto di quello che faceva lei, che consideravano lei fuori . Avete fatto una cosa vergognosa ed è una cosa che è una pagina nera e anche di incoerenza politica. Lega e Forza Italia erano nel Governo Draghi ed è il Governo Draghi che ha fatto il ; è il Governo Draghi che ha preso una serie di provvedimenti . Dov'è la vostra coerenza? Dov'è la vostra coerenza, prima di dare lezioni al collega Berruto?
Io credo che questa pagina di oggi sarà ricordata ed è una pagina brutta. Lo dico anche a molti colleghi di Fratelli d'Italia: avete svenduto per un pugno di voti di no-vax la vostra dignità, questo è il punto . Per un pugno di voti di no-vax! Ma dove credete di andare? Gli italiani sanno benissimo che cos'è successo, si ricordano. Si ricordano chi, in un clima che tutti avete dimenticato, ha provato a salvare delle vite umane, questa è la verità.
Oggi, in cambio di questo, il risultato è un voto che sostanzialmente fa apparire eroi non quelli che si sono sacrificati per vaccinare, non quelli che si sono sacrificati negli ospedali, ma esattamente il contrario. Questa gente che voi reintegrate potrà dire che aveva ragione e riempirà i di insulti a chi si è venduto alle grandi multinazionali e ai vaccini. Grande risultato, complimenti! Complimenti !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Serracchiani. Ne ha facoltà.
DEBORA SERRACCHIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo a titolo personale. Vede, Presidente, io credo che la Costituzione richieda a noi parlamentari di agire sempre con onore. L'onore impone coerenza e, Presidente, credo che il voto di oggi, come diceva il collega Fornaro, sia un voto che apre a degli effetti che non sono da noi controllabili, Presidente, perché credo che quella storia, che è stata una storia di dolore, che è stata una storia di sacrificio, che è stata una storia di grande dignità, avrebbe meritato di essere ricordata in modo diverso. Mi dispiace - lo dico suo tramite, Presidente, ai colleghi di Forza Italia - perché ancora una volta - e questa volta forse lo hanno fatto in modo ancora più evidente - evidentemente anche le parole di Silvio Berlusconi valgono e valevano fino a un certo punto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bagnasco. Ne ha facoltà.
ROBERTO BAGNASCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Non entro nel merito della discussione, anche perché moltissimi di voi hanno partecipato, nella precedente legislatura, ai lavori, ma soprattutto alle conseguenze dei lavori della XII Commissione; XII Commissione nella quale, devo dire, Forza Italia ha assunto un ruolo importante e significativo, in molti casi anche determinante.
Questa sera, cari colleghi, sto assistendo e mi dispiace… io sono tra coloro i quali, ritenendo evidentemente di fare cosa buona e giusta, non hanno votato questa sera: lo dico perché il mio partito mi consente di dire queste cose, lasciandomi sempre - oggi, domani e dopodomani - libertà di coscienza.
Però, nello stesso modo, dico anche che ho assistito - e lo dico con la stessa chiarezza con la quale mi sono espresso e mi esprimo in questo momento - a una speculazione immonda, lasciatemelo dire, da parte vostra, che non avete saputo mantenere i toni della discussione in una discussione che riguardava e riguarda un fatto importante, decisivo e determinante come l'applicazione delle normative durante il COVID. Avete solamente speculato - ve lo dico con una chiarezza estrema, cari colleghi - in maniera immonda (.
Forza Italia questa sera, ancora una volta - Forza Italia questa sera, ancora una volta! -, ha votato secondo coscienza, dimostrando… la prima cosa che ci ha insegnato il presidente Berlusconi è di votare secondo coscienza e i miei colleghi, questa sera, hanno votato secondo coscienza, non guardando assolutamente ad altro se non alla propria sensibilità personale. Avete fatto i conti benissimo. Questa sera si è rischiato di andare sotto e Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte, ha fatto considerazioni completamente diverse. Ancora una volta, questa sera, dopo una discussione così importante, mi sento pienamente solidale con il mio partito, con il nostro partito, che ha dimostrato, ancora una volta, ripeto, che la libertà di coscienza viene prima di tutto.
Noi l'abbiamo sempre fatto. Siamo un partito liberale e lo saremo anche nel prossimo futuro. Mi dispiace se questo partito liberale non è servito per una speculazione politica che tentava solamente di mettere in difficoltà una maggioranza, che in difficoltà non è, su una questione così delicata e determinante come quella della salute dei cittadini. Mi dispiace .
PRESIDENTE. Io ho, in ordine, i colleghi Sasso, Stumpo e Iaria. Se c'è qualcun altro, alzi il braccio.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Io non voglio riaprire ferite che hanno diviso il popolo italiano durante uno dei periodi più bui della storia della Repubblica. Stasera, quest'Aula ha avuto la possibilità di produrre una riconciliazione nazionale, ma è noto che, a quella parte dell'emiciclo, la parola “conciliazione” e l'aggettivo e il sostantivo “nazionale” abbiano sempre, storicamente, dato fastidio. C'è un dato, però, Presidente, che non può essere sottaciuto. Innanzitutto, mi permetta, per suo tramite, di dire al collega Fornaro che almeno noi di Futuro Nazionale quel periodo infame non lo abbiamo dimenticato. È un periodo in cui i bambini non potevano andare a scuola se non erano vaccinati all'età di 7 anni; era un periodo in cui il COVID Era un periodo in cui…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, dovete stare zitti. Colleghi, per favore. Per favore. Fate continuare e terminare il collega Sasso . Per favore, colleghi, per cortesia. Colleghi ( Signori, per favore. Allora, onorevole Sasso. Prego.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Presidente, io capisco che per gli antifascisti la censura e la violenza verbale siano la prassi però le chiedo di far rispettare quest'Aula !
PRESIDENTE. Colleghi, per favore…
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Allora, Presidente, le ricordo che esiste lo strumento del richiamo verbale per chi interrompe un deputato mentre parla.
PRESIDENTE. Prego. La prego, prosegua.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Stavo dicendo che nell'epoca dei DPCM, nell'epoca delle evidenze scientifiche in cui il COVID c'era fino alle ore 18, ma, dopo le ore 18, non c'era più, e viceversa, ci sono stati dei professionisti, delle persone anche laureate in medicina, quello che nemmeno lontanamente qualcuno di voi potrà mai sognare di essere, visto che vi tacciate di scienza e tutto il resto Ci sono stati professionisti Ci sono stati professionisti che sono stati …
PRESIDENTE. Per favore, l'ho capito, però, per favore… Deputata Pavanelli, per favore, la smetta. Prego onorevole Sasso.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Ovviamente, i colleghi del MoVimento 5 Stelle sono i più scatenati, perché è stato il loro presidente a chiudere il popolo italiano, in mancanza di evidenze scientifiche . Stavo arrivando al dato politico…
PRESIDENTE. Dica, prosegua.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). …stavo arrivando al dato politico. Presidente, io ho qui il tabulato del voto sull'articolo 8 e leggo testualmente: voti favorevoli 126, voti contrari 113, c'è una differenza di 13 voti. Sa cosa significa questo, Presidente? Che se Futuro Nazionale avesse votato con l'opposizione, contro la maggioranza di Governo, il centrodestra sarebbe andato sotto . Questo per dire, per suo tramite, ai colleghi di centrodestra, che sui temi identitari noi non ci tiriamo indietro e non avremmo mai e poi mai consegnato il Paese alla furia giacobina di comunisti, grillini e finti progressisti !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Stumpo. Ne ha facoltà.
NICOLA STUMPO(PD-IDP). Grazie…
PRESIDENTE. Un attimo ancora, onorevole Stumpo. Colleghi, però, così non possiamo andare avanti. Prego, onorevole Stumpo.
NICOLA STUMPO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ci sono momenti in questa nostra giornata in cui…
DEBORA SERRACCHIANI(PD-IDP). Presidente, un po' di silenzio!
NICOLA STUMPO(PD-IDP). … momenti in cui vengono fuori tutte le cose che non si possono dire. Attraverso di lei, vorrei dire all'onorevole Bagnasco, che era con me capogruppo nella scorsa legislatura, che abbiamo votato e sostenuto insieme tutti i provvedimenti, tutti, compresi quelli in cui si mettevano gli obblighi vaccinali, in cui si toglievano dal posto di lavoro quelli che non aderivano non ad una scelta personale, ma ad una volontà che serviva a salvare delle vite umane. E oggi, con quel voto, lui che era capogruppo di Forza Italia non può dire: per scienza e coscienza non ho votato. Perché in quelle giornate eravamo convinti noi, attraverso l'evidenza scientifica che ci veniva fornita, che bisognava fare quelle cose. Non era una volontà politica, era una necessità nell'interesse del Paese e dei cittadini . E non si può venire qui a dire che ci si astiene, perché stiamo andando verso le elezioni. Perché questo si è detto.
E sempre attraverso di lei, per chiudere, Presidente, volevo dire all'onorevole Sasso che, se vuole tornare a fare il Sottosegretario, come lo faceva ai tempi del Governo Draghi , ha chiesto oggi un posto…
PRESIDENTE. No, onorevole Sasso, per favore, la prego. Prosegua, onorevole Stumpo.
NICOLA STUMPO(PD-IDP). Può dire all'onorevole Sasso che non ho detto niente: ho soltanto detto che faceva il Sottosegretario nel Governo Draghi, ce lo ricordiamo, quanti erano presenti qui. Era un Sottosegretario della Lega, poi è andato via dalla Lega. Penso che non disconoscerà di essere stato nel Governo. Ho capito che oggi ha spiegato che, senza di loro, sono in minoranza. Si è ricandidato a fare il Sottosegretario in un eventuale Governo che non ci sarà .
PRESIDENTE. In ordine, per non sbagliare - ma se c'è qualcun altro, alzi la mano - io ho Iaria, Grimaldi, Tucci e Furfaro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Dopo aver sentito gli interventi della maggioranza, io penso che un convegno di terrapiattisti potrebbe essere assimilato alla premiazione dei Nobel . Tra l'altro, avete pure sbagliato perché i no-vax non sono così tanti come quelli che credono che la Terra sia piatta: in Italia sono quasi 3 milioni. Quindi vi invito, per le vostre prossime azioni di Governo, ad andare verso quell'altra platea elettorale.
Sul tema dei vaccini, io veramente sono sconvolto. Sono sconvolto anche che qualcuno, con la nuova compagine politica, parli del tema dei vaccini senza sapere che i militari si vaccinano tantissimo e il loro capo, che è un militare, potrebbe essere accusato di dire le cose che dice perché ha fatto quei vaccini . Ma invece no, i vaccini salvano la vita e le cose che dice le dice senza una correlazione con il vaccino stesso. Ma voi avete fatto una cosa ancora più grave: 160 milioni di rimborso a chi aveva preso le multe per non aver osservato le regole. Oggi, come ieri, in tutte le strade ci sono gli autotrasportatori, che quei 160 milioni avrebbero potuto utilizzarli per un rimborso del caro carburante . Vergognatevi!
ANTONINO IARIA(M5S). Sul tema vaccini, io sono contento di essermi vaccinato, sono contento che Conte, Speranza e tutti quelli che hanno lavorato quando c'era il COVID abbiano salvato il nostro Paese. Perché loro, e noi che ci siamo vaccinati, permettono anche a chi adesso è in giro vivo di dire le sue “stronzate” su questo tema …
PRESIDENTE. No, onorevole, per favore.
ANTONINO IARIA(M5S). Sì, lo ripeto...
PRESIDENTE. No, la devo richiamare all'ordine sul termine…
ANTONINO IARIA(M5S). E grazie, io sono contento che loro siano vivi…
PRESIDENTE. … lei non può usare questo termine, quindi lei è richiamato all'ordine.
ANTONINO IARIA(M5S). … e possano andare in giro a dire che con la papaya si cura il COVID, che con altre cure ti possono crescere i capelli. Magari a quello ci voglio credere, ma non è vero.
Io sono proprio felice che ci sia stato un Governo Conte e un Governo di un Campo largo che, in quel caso, ha fatto veramente il suo dovere e ha salvato l'Italia in una maniera migliore rispetto a tutti i Paesi europei. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Iaria.
ANTONINO IARIA(M5S). … grazie a tutti i medici che si sono sacrificati e non lucriamo sui morti .
PRESIDENTE. Se non ho capito male, l'onorevole Grimaldi non interviene più. Quindi, ha chiesto di parlare l'onorevole Tucci. Ne ha facoltà.
RICCARDO TUCCI(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, ormai in quasi dieci anni, in quest'Aula, veramente, ho sentito di tutto. Tutto e il contrario di tutto. Ma sentire oggi una persona, un nostro collega, che ha fatto un intervento del tutto gratuito su quella che era allora la situazione affermando “noi di Futuro Nazionale non abbiamo dimenticato quella che è stata l'epoca del COVID, non abbiamo dimenticato quello che è successo” e via dicendo… E poi, accusate il Presidente Conte di aver chiuso gli italiani in casa. Il Presidente Conte gli italiani li ha salvati Li ha salvati. E questo lo diceva l'Organizzazione mondiale della sanità quando dava a tutti i Paesi del mondo l'indicazione di seguire ciò che era stato fatto dall'Italia. Non dimenticatelo questo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha detto: seguite l'esempio dell'Italia. E, oggi, uno che in quel momento era Sottosegretario nel Governo Draghi e votava assieme a noi proprio per andare in quella direzione arriva a smentire.
Ma la cosa assurda, Presidente, in tutta questa storia, non è tanto ciò che ha detto, ma il fatto che ha messo in piedi tutto questo discorso solo per poi arrivare a una questione politica. Cioè, per dire a Fratelli d'Italia: voi non ci volete dentro, ma oggi abbiamo dimostrato che, senza di noi, voi non tornate al Governo. Quindi, ha messo in piedi tutte queste… non voglio ripetere la parola che ha detto il collega Iaria…
PRESIDENTE. E non lo faccia.
RICCARDO TUCCI(M5S). Non dirò la parola “stronzate” “Lo ha fatto! Lo richiami!”
PRESIDENTE. Non lo faccia per favore, altrimenti la devo richiamare all'ordine “Lo richiami!”
RICCARDO TUCCI(M5S). Ha detto tutte queste cose intelligenti - mettiamola così, Presidente - solo per dare un segnale politico al centrodestra. E poi ha anche aggiunto: medici che hanno preso la laurea in medicina. I medici prendono la laurea in medicina, collega Sasso, questo è noto. E voi vi sognate di avere laureati in medicina. Ce li abbiamo qui, glieli faccio vedere: la collega Ricciardi, 110 e lode Lei non so in cosa sia laureato, ammesso che sia laureato. E il collega Quartini. Comunque, la questione di avere la laurea o meno non vuol dire che …
PRESIDENTE. Onorevole Pavanelli, si segga.
RICCARDO TUCCI(M5S). …uno sia più intelligente degli altri. Vado a concludere, Presidente, perché veramente si è toccato il fondo stasera. Si è toccato il fondo rispetto a una situazione che non ha più alcun nesso. E chiedo ai colleghi di Forza Italia e della Lega: vi prego, eravate al Governo con noi in quel momento, voi lo ricordate. Lui era proprio nel Governo, voi eravate maggioranza assieme a noi. Ricordateglielo come stavano le cose, ricordateglielo quello che ha passato questo Paese durante il COVID, perché voi, ne sono sicuro, non l'avete dimenticato.
Oggi, magari, avete potuto anche votare per tornaconto politico, ma la vostra coscienza vi chiederà conto
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Furfaro. Ne ha facoltà.
MARCO FURFARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sapete qual è la cosa più fastidiosa? Vorrei chiedere ai colleghi della maggioranza - tramite lei, Presidente - chi di voi porterebbe il proprio figlio, la propria madre, il proprio padre o se stesso a farsi curare da chi ha detto di curare il COVID con l'olio di merluzzo. Chiedo se davvero siete in grado di tornare da uno di quei dottori.
Non solo: vi fareste curare da qualcuno che diceva ai genitori di quei bambini, che magari volevano far fare il vaccino ai propri figli, che il vaccino li avrebbe ammazzati? Coraggio, dite se qualcuno di voi lo farebbe davvero, oggi, di farsi visitare da quei dottori… Non lo farà nessuno di voi. Questa è la più grande ipocrisia. E, guardate, la cosa intollerabile è esattamente questa, perché non riguarda voi, non riguarda le vostre famiglie: voi giocate sempre con la vita degli altri.
Perché è a questo che l'articolo 8 apre la porta, non a voi. E quel fatto non doloso, quello che voi chiamate “fatto non doloso”, per noi è giocare con la vita degli altri, noi lo chiamiamo esattamente così come cercate di fare ogni volta per raccattare qualche voto.
E quando dite di voler difendere gli italiani, tra quei 370 medici morti di COVID, ce ne era uno, il primo, che si chiamava Roberto Stella. Era il presidente di uno di quegli ordini di cui tanto parlate ed è morto all'ospedale di Como l'11 marzo 2020. Lui, il camice, non se lo può più rimettere, mentre voi il camice lo state ridando a chi ci ha sputato sopra.
Ma c'è una differenza che vorrei dire, in particolare, all'onorevole Sasso, che oggi si vanta di aver salvato il Governo Meloni sul punto, ma è la storia che si ripete. Sa, onorevole Sasso, da tanti anni quei medici di cui parliamo, quelli che hanno salvato davvero le vite, per salvare la vita degli altri sa cosa hanno fatto? Hanno sacrificato la propria e, purtroppo, tante volte ci hanno rimesso anche la propria vita.
Invece, voi, non cambiate mai: dal 1945 siete sempre uguali, quando si tratta di arrivare al dunque scappate sempre, come dei vigliacchi ).
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento ma, essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari ad un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Rammento anche che noi alle 19,30 dobbiamo chiudere, secondo le intese fra i gruppi. In questo momento ho due iscrizioni: l'onorevole Cappellacci e l'onorevole Ziello. Ziello rinuncia.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappellacci. Ne ha facoltà.
UGO CAPPELLACCI(FI-PPE). Grazie, Presidente. Presidente e colleghi, per discutere seriamente di questa disposizione bisogna partire da ciò che contiene. La norma consente di chiedere la reiscrizione all'albo di sanitari radiati per fatti non dolosi, direttamente riconducibili alle condizioni della emergenza: conoscenze scientifiche limitate, carenze di personale e mezzi, impiego di professionisti non specializzati. È, credo, nella mente di tutti - e, soprattutto, dei sanitari che in quel momento di grande difficoltà stavano operando -, quanta confusione ci fosse anche in certe circolari ministeriali, in certe situazioni che oggettivamente - oggettivamente ! - era complicato gestire, perché nessuno conosceva evidentemente quella patologia ed era una situazione molto complicata.
Non basta aver operato durante il COVID, occorre quel preciso legame tra fatti contestati e difficoltà dell'emergenza. Non è previsto alcun reintegro automatico, anche questo bisogna dirlo: se la radiazione deriva da una condanna penale è necessaria la riabilitazione e sono espressamente esclusi indennizzi e richieste di risarcimenti.
Il rifiuto del vaccino non dà alcun titolo a beneficiare di questa disposizione: le opinioni sui vaccini non sono il criterio , lo sono i fatti e le condizioni stabilite dalla norma e questo bisogna dirlo, perché presentarla come una sanatoria generalizzata per i no-vax significa attribuire un contenuto che questa non ha Che questa non ha!
Allora, questa è la mistificazione. Si può discutere, si può discutere ogni scelta legislativa, ma il confronto deve avvenire sul testo e non è accettabile che si possa trasformare una disposizione sulle responsabilità nell'emergenza in una riabilitazione delle posizioni antiscientifiche che non appartengono al sottoscritto e non appartengono a nessuno dei componenti del gruppo di Forza Italia .
PRESIDENTE. Nel frattempo hanno chiesto di parlare l'onorevole Penza e la deputata Guerra.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Penza. Ne ha facoltà.
PASQUALINO PENZA(M5S). Grazie, Presidente. Tramite la sua persona, vorrei accentrare un attimo l'attenzione del collega del partito “5 per cento Nazionale” su una cosa grave che ha detto, secondo me, nel suo discorso. Tutti hanno evidenziato alcuni passaggi ma, secondo me, il passaggio più grave di tutti è stato quando il collega Sasso ha detto “io capisco che ai colleghi antifascisti” - attenzione a questo passaggio - “è cosa nota la censura e la violenza verbale” . A prescindere dal fatto che è una cosa soggettiva se veramente la nostra è censura o violenza verbale e non politica, quella che forse di là non conoscono, ma il fatto di definirci “antifascisti” - e lo rivendichiamo apertamente, perché l'Italia è antifascista ! - sottolinea il fatto che voi, in realtà, lo siete? Questa è la domanda: dovreste essere anche voi antifascisti, se siete italiani, ma io credo … la violenza verbale, collega Sasso, è questa, quella che fa lei!
PRESIDENTE. Onorevole parli con me la prego, parli con me.
PASQUALINO PENZA(M5S). …quella che fa lei. Presidente, è veramente gravissimo che un collega in quest'Aula definisca, una cosa scontatissima, dei colleghi antifascisti, quasi come dire: noi siamo i fascisti; quindi “l'implicità” nell'ammettere un suo . Io voglio che adesso i colleghi di quel partito, di quel movimento politico, si definiscano antifascisti qui, davanti a quest'Aula. Perché non si dica mai che nell'Aula di Montecitorio entrino i fascisti ! E oggi, che vedo anche addirittura il collega Ziello che si iscrive dopo che si era cancellato… allora, collega Ziello, lei vuole parlare, oppure si vuole cancellare? Vuole rispondere a me…
PRESIDENTE. Parli con me, parli con me…
PASQUALINO PENZA(M5S). …oppure no? Voglio capire questa cosa. Era cancellato dall'intervento e adesso interviene!
PRESIDENTE. Ha titolo per farlo…
PASQUALINO PENZA(M5S). Io spero che lo faccia per definirsi antifascista, come l'Italia! Come l'Italia !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ma volevo fare una riflessione, sollecitata dall'intervento dell'onorevole Bagnasco, perché io non sono riuscita a capirlo, nel senso che lui ha detto che c'era un problema di coscienza e un problema politico. Il problema di coscienza è quello che forse ha guidato il suo voto, però i colleghi di Forza Italia avevano un problema, cioè contrastare la speculazione delle opposizioni che volevano mandare sotto il Governo.
Ma questa ricostruzione non esiste, perché non siamo noi che abbiamo proposto a quest'Aula di votare l'articolo 8 o di bocciarlo! Sono loro, siete voi che avete presentato questo provvedimento che oggi stiamo votando! Quindi siete voi che avete messo Forza Italia nella condizione di evitare la vostra speculazione e di far andare sotto il Governo
PRESIDENTE. L'ultimo intervento è dell'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Dopo l'intervento soporifero di chi mi ha preceduto, è complicato riavvolgere il nastro, ma ci proverò lo stesso. Comunque…
PRESIDENTE. Cortesemente…
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …è successo qualcosa di gravissimo in quest'Aula: un deputato del MoVimento 5 Stelle ha chiesto espressamente, a noi deputati di Futuro Nazionale, di dichiararci antifascisti. Se siamo eletti noi non abbiamo bisogno di nessun patentino antifascista con cui vorreste imbavagliarci e con cui vorreste censurarci, carissimo onorevole Penza ! Ha capito? Perché in questa Repubblica non abbiamo bisogno dei suoi certificati! Tra l'altro abbiamo avuto anche difficoltà a comprenderla durante il suo eloquio, quindi mi raccomando, migliori un pochino perché…
PRESIDENTE. Collega, però per favore, onorevole Ziello…
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …se ci chiede di essere dichiaratamente antifascisti, bisogna sapersi esprimere bene anche in italiano, onorevole Penza !
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Ha capito? Quindi, lo ribadisco di nuovo qua: noi non soltanto non ci dichiariamo, come lei vorrebbe nel suo patentino…
PRESIDENTE. Onorevole Ziello…
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …noi diciamo che siamo patrioti e amiamo l'Italia, che non è la vostra Italia !
PRESIDENTE. Cortesemente, evitiamo di parlare sui colleghi direttamente. Ognuno parla come ritiene, nei limiti di ciò che il Regolamento consente. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà. Manteniamo lo stile istituzionale, per favore.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Assolutamente, signor Presidente. Volevo proprio mantenere lo stile istituzionale. Per dire la verità, volevo mantenere lo stile che si meritano, questa banda di cialtroni “Questo non lo ammettiamo, Presidente!” che abbiamo in questo Parlamento…
PRESIDENTE. Però, onorevole, la prego, sennò ricominciamo…
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). No, no, no, ma è istituzionale, glielo assicuro, glielo assicuro che dico un centesimo di quello che penso “Presidente, lei ci deve tutelare! Basta!” –
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, lo sto richiamando, lo sto richiamando all'ordine!
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Non la metterò in difficoltà più…
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Non la metterò più in difficoltà, signor Presidente “Basta!”…
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, per favore, l'ho già richiamato all'ordine. Prego anche lei di non intervenire oltre.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Ma no, Presidente, guardi, l'onorevole Sasso nella dimensione di difensore della democrazia è un privilegio che noi non vorremmo togliere. Io voglio ricordare che questi colleghi utilizzano l'ipocrisia - e l'ipocrisia non è nulla di offensivo - perché questi colleghi hanno fatto parte di qualsiasi Governo si presentasse l'occasione di costruire. Sono stati con tutti ! Con tutti! Con tutti sono stati! E io credo che non abbiano nessun diritto, nessun diritto di attaccare nessuno in quest'Aula con lo stile che stanno utilizzando, che - lo voglio ricordare non a loro, ma a noi - utilizzano esclusivamente per cercare di avere un minimo di notorietà.
E, quindi, dicendolo a me che non devo più replicare, che non dovrei ascoltarli, ma ogni tanto purtroppo mi capita e ogni tanto non resisto…ma a questi non bisogna rispondere, bisogna ignorarli, perché i primi che li ignoreranno sono gli italiani. Sono qui mandati da un Governo straniero a cercare di metterci in difficoltà, a cercare di fare quello che in questo Paese non bisognerebbe fare. Lasciamo che il Governo straniero contribuisca al loro interesse e ignoriamoli, perché è meglio così .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2700-A/26 Berruto, con il parere contrario del Governo .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Per favore… Colleghi, silenzio, pensiamo a votare.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Secondo le intese intercorse fra gruppi, interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento che riprenderà nella seduta di domani a partire dalle ore 9,30.
Ricordo che è convocato l'Ufficio di Presidenza presso la Biblioteca del Presidente e ricordo, infine, che nella giornata di domani, mercoledì 28 ottobre, alle ore 16,30, è convocato il Parlamento in seduta comune per l'elezione di dieci componenti il Consiglio superiore della magistratura. La chiama avrà inizio dai senatori.
PRESIDENTE. Adesso passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà. Facciamo defluire l'Aula per chi vuole uscire.
Allora, colleghi, un attimo “Noi “banda di cialtroni” non lo accettiamo da nessuno”… Noi abbiamo l'Ufficio di Presidenza, mi dispiace.
Onorevole Berruto, prego … Onorevoli, ma l'ho richiamato all'ordine… L'ho richiamato all'ordine … È richiamato all'ordine, è richiamato all'ordine. Ho chiesto di parlare, non mi avete dato la parola, ho alzato la mano due volte, Presidente”)… Allora, per cortesia… Per favore. È stato richiamato all'ordine.
Allora, onorevole Berruto, per favore (“A me, deputata della Repubblica, non mi si dà della “cialtrona”, è chiaro?”D'accordissimo “Né a me, né ai colleghi! E lei doveva stigmatizzare…”) L'abbiamo fatto…
Onorevole Berruto, la prego. Onorevole Berruto, vada, che abbiamo l'Ufficio di Presidenza.
Prego, onorevole Berruto. Diamo voce, per favore, al microfono.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Ero in piazza sabato a Torino, in piazza Castello, e lo rivendico. Ero in piazza per due ragioni: la prima è perché condivido le ragioni di quelle proteste e poi per dovere istituzionale perché, sapendo che a 700 metri da casa mia c'era il rischio di una contrazione autoritaria del diritto di manifestare, che parlamentare sarei stato, se mi fossi chiuso in casa mia? Per quale ragione sarei stato eletto in questo ruolo?
Dunque c'ero, lo rivendico con orgoglio e quello che racconto l'ho visto con i miei occhi, a 20 metri da me. Ho visto un'auto bianca, in un momento di totale tranquillità della manifestazione, sfrecciare, passando sopra le fontane di piazza Castello, davanti a Palazzo Madama, rischiando di investire decine di persone, poi fermarsi vicino a un cordone di Forze dell'ordine, che l'hanno protetto e poi scortato fuori.
Voglio essere chiaro: quella che ho visto è stata una follia gratuita, pericolosissima e ringrazio il cielo che non ci sia stato un incidente molto più grave . Ora, sembra acclarato che quella macchina fosse delle Forze dell'ordine e che alla guida ci fosse un rappresentante delle Forze dell'ordine.
Ho depositato ieri un'interrogazione al Ministro Piantedosi, perché è mio dovere fare in modo che si chiarisca quello che è successo, perché le Forze dell'ordine sono tali anche per proteggere i manifestanti che io ho visto mettere gratuitamente in pericolo, in pericolo grave in un momento in cui davvero non c'era alcuna necessità di farlo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Vorremmo che il Ministro Piantedosi rispondesse alla nostra interrogazione, anche perché la risposta è molto semplice. Gli chiediamo da giorni come sia possibile che una manifestazione con 10.000 persone venga chiusa in ogni angolo di una piazza per non farla partire; come è possibile che, in mezzo a una nassa così pericolosa, anche per l'incolumità delle persone che manifestavano, un mezzo di color bianco squarci… Si vedono le persone che pian piano si allontanano e gridano perché non sanno cosa sta succedendo: la gran parte delle persone ha avuto la percezione che fosse in corso addirittura un atto terroristico. Immaginatevi come sia possibile vedere in una piazza pedonale un'auto bianca che passa addirittura attraverso le fontane e butta giù le persone.
Guardate, le immagini sono molto chiare perché gli specchietti volano, si spezzano. Poi si vede, in un Paese in cui ci sono 5.000 identificazioni per le persone che scendono in piazza, le Forze dell'ordine arrivare su quell'auto e tutti pensano: l'hanno beccato, l'hanno preso! No: quelle Forze dell'ordine lo scortano, lo proteggono.
Allora, guardi, Ministro, la risposta è semplice: di chi è quell'autovettura? Basta andare sulla motorizzazione civile. Non è di un cittadino comune: è vero o no che è della questura di Torino? Ci risponda. Noi abbiamo addirittura identificato la persona, ma, a differenza vostra, non diremo il nome di quell'agente, perché noi non vogliamo “mostrificare” nessuno e, se qualcuno ci chiede perché facciamo questa interrogazione, è perché in quest'Aula qualcuno deve chiedere scusa ai cittadini italiani, deve chiedere scusa per quello che è successo.
Allora, lo diciamo in un modo molto più semplice. Avete provato in queste settimane a delegittimare ogni mobilitazione, avete voluto rispondere a quelle critiche al carovita e al riarmo creando dei nemici, parlando solo di ordine pubblico, ma guardate che in questo Paese ci sono più decreti Sicurezza che vetrine rotte e la verità è che voi volete solo la repressione di quei movimenti, perché portano una realtà in campo, quella realtà che ha mandato a casa Vučić, che ha mandato già a casa Orbán, che ha mandato a casa Bolsonaro e che presto - speriamo già nelle prossime ore - manderà a casa Netanyahu e questo Governo che vuole solo la repressione con Trump e con chi vuole il riarmo su questa terra .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Nisini. Ne ha facoltà.
TIZIANA NISINI(LEGA). Grazie, Presidente. Succede che a Firenze dei cittadini si mobilitino attraverso una raccolta firme per chiedere una consultazione popolare sul progetto della nuova linea della tramvia, chiedendo di valutare soluzioni alternative, evitando che vengano abbattuti 428 alberi. Succede che alcuni commercianti mettano a disposizione i loro locali per la raccolta firme; succede che dei professionisti si mettano a disposizione per autenticare le firme e succede che in pochi giorni vengano raccolte 5.000 firme: 5.000 cittadini che chiedono semplicemente di essere ascoltati, una mobilitazione spontanea, una mobilitazione democratica, che mette in evidenza quanto questo tema sia sentito a Firenze.
E cosa fa il Partito Democratico? Apre un confronto, ascolta i cittadini, cerca di capire le loro ragioni? No, fa qualcosa di molto grave: cerca di colpire chi permette ai cittadini di esprimersi.
Il segretario del circolo del Partito Democratico di Peretola, Filippo Frizzi, pubblica sui l'elenco delle attività commerciali che ospitano la raccolta firme, accompagnandolo con una frase: “Esercizi commerciali dove non mettere più piede”.
Ma non finisce qui perché a rincarare la dose arriva addirittura il presidente del Quartiere 5, Filippo Ferraro, anche lui esponente del Partito Democratico, che aggiunge: “ (…) avvocati a cui non rivolgersi”. Tra questi avvocati c'è anche il nostro consigliere comunale di Firenze, Guglielmo Mossuto. E qui, colleghi, la questione diventa grave, perché il presidente del Quartiere 5 è un uomo delle istituzioni, dovrebbe essere il presidente di quartiere di tutti i fiorentini di quel quartiere, dovrebbe rappresentarli tutti. E questa è la democrazia secondo il Partito Democratico.
Colleghi, qui non si discute più della tramvia, qui si discute di libertà e democrazia . E ci aspettiamo una presa di posizione netta, forte e chiara da parte del sindaco di Firenze, Sara Funaro.
E chiudo, Presidente, rivolgendomi proprio al Partito Democratico: la democrazia non vale soltanto quando i cittadini la pensano come voi o vi danno ragione, vale di più quando si ascolta il dissenso. Perché Firenze non è di proprietà del Partito Democratico: Firenze è di proprietà di tutti i fiorentini .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, intervengo sulla prima udienza fissata al tribunale di Trento il prossimo 16 dicembre, per il ricorso contro la legge elettorale. Un gruppo di avvocate e avvocati, coordinati dal professor Roberto Zaccaria, dal professore e avvocato Enrico Grosso e dall'avvocato Pietro Adami, ha raccolto il testimone dell'impegno che noi minoranze abbiamo portato avanti in Parlamento contro quella che è, oggi, la nuova legge elettorale.
Ciò che non è stato possibile correggere in quest'Aula, con la chiusura della maggioranza a ogni confronto, viene ora affidato al giudizio dei tribunali della Repubblica. Per la prima volta, nella nostra storia, la Rete nazionale per un voto libero e uguale è riuscita a coordinare oltre 100 tra avvocate e avvocati che hanno presentato, presso i tribunali competenti di tutte le 26 corti d'appello e delle tre sezioni distaccate, un ricorso contro la legge elettorale . Non un'iniziativa isolata, ma un'azione diffusa su tutto il territorio nazionale, promossa da cittadine e cittadini che chiedono di fare accertare in giudizio il proprio diritto al voto personale, uguale, libero e segreto, come sancito dall'articolo 48 della Costituzione e di giungere alla conseguente dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge.
Confidiamo che i tribunali aditi riconoscano la rilevanza e la non manifesta infondatezza dei motivi esposti e rimettano, con apposita ordinanza, la questione al giudice delle leggi: la Corte costituzionale. Si tratta di rilievi precisi e autorevoli che 150 costituzionaliste e costituzionalisti, in gran parte ascoltati in audizione presso le Commissioni competenti di Camera e Senato, avevano già evidenziato con chiarezza, ma inutilmente.
Come deputata eletta nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, desidero complimentarmi con i legali che hanno dato vita al collegio difensivo, in rappresentanza di 32 ricorrenti residenti nel distretto della corte d'appello di Trento. Sono stati i primi in Italia a presentare ricorso presso il tribunale di Trento, che ieri ha emesso il decreto di fissazione dell'udienza di comparizione per il 16 dicembre. È motivo di orgoglio che sia proprio una terra di autonomia, che conosce bene il valore delle garanzie e delle regole condivise…
PRESIDENTE. Chiuda, per favore.
SARA FERRARI(PD-IDP). …ad aprire questo percorso .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. (C. 2700-A)
Relatrice: SCHIFONE.
2.
IEZZI ed altri: Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza. (C. 2124-A)
Relatrice: BORDONALI.
3.
ALFONSO COLUCCI ed altri: Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento (C. 1254)
e dell'abbinata proposta di legge: BAGNASCO ed altri. (C. 1264)
4.
CARFAGNA ed altri: Istituzione del Registro nazionale degli orfani per crimini domestici. (C. 2715-A)
Relatrice: CARFAGNA.
5.
ZANELLA ed altri: Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione. (C. 2187)
e delle abbinate proposte di legge: BRAMBILLA; CHERCHI; EVI ed altri.
(C. 48-2270-2585)
6.
7.
D'ATTIS ed altri: Interventi per la prevenzione e la lotta contro il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), il papilloma virus umano (HPV) e le infezioni a trasmissione sessuale. (C. 218-A)
e delle abbinate proposte di legge: ZANELLA; SPORTIELLO ed altri; GIRELLI. (C. 948-1078-1198)
: D'ATTIS.
8.