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Venerdì 28 Luglio 2023 ore 16:00
AULA, Seduta 149 - Discussione decreto in materia di pubbliche amministrazioni
Resoconto stenografico
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In Aula la discussione generale del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025 (C. 1239-A).
XIX LEGISLATURA
149^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 28 luglio 2023 - Ore 16
Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025. (C. 1239-A)
Relatori: ZIELLO, per la I Commissione; TENERINI, per la XI Commissione.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025 (A.C. 1239-A) (Discussione)
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025.(C. 1239-A)
- Discussione sulle linee generali - A.C. 1239-A
- Presidente FONTANA Lorenzo
- Deputato ZIELLO Edoardo (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata TENERINI Chiara (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Ministro per la Pubblica amministrazione ZANGRILLO Paolo
- Deputato VOLPI Andrea (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputato RICCIARDI Riccardo (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BARABOTTI Andrea (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato SARRACINO Marco (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata ALIFANO Enrica (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BARBAGALLO Anthony Emanuele (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato QUARTINI Andrea (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Repliche - A.C. 1239-A
- Discussione sulle linee generali - A.C. 1239-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025.(C. 1239-A)
- La seduta, sospesa alle 17,35, è ripresa alle 18,30
- Si riprende la discussione
- Sui lavori dell'Assemblea
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
BENEDETTO DELLA VEDOVA,, legge il processo verbale della seduta del 20 luglio 2023.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 68, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta odierna .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1239-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
I presidenti dei gruppi parlamentari MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista ne hanno chiesto l'ampliamento.
Le Commissioni I (Affari costituzionali) e XI (Lavoro) si intendono autorizzate a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore per la Commissione affari costituzionali, deputato Edoardo Ziello.
EDOARDO ZIELLO,Grazie, Presidente. Questo provvedimento, a seguito di un lungo e proficuo lavoro in Commissione, grazie al contributo non solo dei gruppi di maggioranza e del Governo, ma anche grazie al lavoro dell'opposizione, è riuscito ad avere un numero complessivo di articoli pari a 76.
Per dare il maggior spazio possibile in questa discussione generale consegnerei il testo del mio intervento direttamente agli uffici, ringraziandoli per la grande dedizione e per il consueto e autorevole lavoro che svolgono, nella massima imparzialità, ma nella massima diligenza per tutti noi e per il Paese intero.
PRESIDENTE. Va bene, è autorizzato.
Ha facoltà di intervenire la relatrice per la Commissione lavoro, deputata Chiara Tenerini.
CHIARA TENERINIGrazie, Presidente. Anch'io mi associo a quanto già detto dal collega Ziello. È stato un lavoro importante, compiuto dai commissari di entrambe le Commissioni (I e XI), che ha portato a un grande miglioramento di un provvedimento già corposo, quindi un lavoro parlamentare, direi, fondamentale da parte dei gruppi di maggioranza e di opposizione.
Anch'io chiedo di depositare il testo dell'intervento per lasciar spazio alla discussione generale
PRESIDENTE. Va bene, è autorizzata.
Ha facoltà di intervenire il Ministro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo.
PAOLO ZANGRILLO,. Grazie, Presidente. Soltanto per ringraziare i parlamentari delle Commissioni I e XI per il lavoro svolto. Ho seguito i lavori e ho potuto constatare che c'è stata grande attenzione nel recepire le indicazioni sia della maggioranza che dell'opposizione.
È un provvedimento importante, perché aiuta a rendere più efficiente e più efficace una macchina fondamentale per il funzionamento dello Stato, quale la pubblica amministrazione, e sono felice che anche questa volta il Parlamento abbia dimostrato di essere capace di garantire un dibattito, una discussione autentica per il miglior risultato possibile.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Andrea Volpi. Ne ha facoltà.
ANDREA VOLPI(FDI). Grazie, Presidente. Ministro Zangrillo, onorevoli colleghi, il provvedimento in discussione generale è incastonato in un quadro molto più ampio di quello che discutiamo oggi, sebbene all'interno del provvedimento siano raccolti moltissimi interventi che spaziano nell'ambito della pubblica amministrazione, ma anche in termini di sport, di Giubileo, di scuola e di agricoltura.
Questo provvedimento è importante perché innovare, rinnovare e rigenerare la pubblica amministrazione è uno degli obiettivi che il Governo Meloni si pone. E dopo il decreto Pubblica amministrazione 1, il decreto Pubblica amministrazione 2 e il decreto Lavoro, probabilmente, ce ne saranno tanti e tanti altri ancora, perché la necessità di adeguare la nostra macchina amministrativa e le articolazioni dello Stato rispetto ad un meccanismo di cambiamento e anche di competitività è necessario. Per questo ringrazio il Ministro, presente anche oggi in Aula, e faccio un esempio che, secondo me, riesce, in qualche modo, a definire bene la portata di questa iniziativa. Per molti mesi abbiamo parlato di Piano nazionale di ripresa e resilienza e, proprio parlando di questo Piano, abbiamo compreso bene quali fossero le necessità della pubblica amministrazione. Bisognava ricostruire quel binario per far camminare la pubblica amministrazione.Servivano risorse umane nuove, servivano competenze necessarie per attrarre i fondi e portarli dalla stazione fino all'arrivo della prossima stazione. E allora mettere in campo tutti questi decreti non è altro che ristabilire la normalità per cui gli obiettivi che ci si pone riescono ad essere raggiunti.
È uno strumento importante questo, perché ci consente di entrare nel merito di ogni singolo aspetto delle articolazioni dello Stato e di portare a casa risultati un tempo meno raggiungibili. Fino a 10 anni fa il blocco del , il blocco della pubblica amministrazione ha impoverito i nostri enti. Lo dico anche da sindaco, era complicato assumere un bravo dirigente in comune, è complicato ancora oggi trovare quelle risorse necessarie per lavorare bene e raggiungere gli obiettivi che il Governo dà.
Invece, in questo modo, non solo inneschiamo un reale cambiamento, ma è un cambiamento culturale, organizzativo, gestionale della cosa pubblica; ed è fondamentale non solo per introdurre le nuove competenze citate e riportate, ma anche per approvare il pacchetto delle nuove tecnologie abilitanti 4.0 di cui negli enti c'è molto bisogno. Si interviene sulla scuola, anche grazie a molti emendamenti dei relatori, anche da parte di Fratelli d'Italia. Per citarne alcuni: 50 milioni di euro per consentire alle scuole di dotarsi immediatamente di personale amministrativo aggiuntivo, anche quello ausiliario, e i percorsi di abilitazione del personale precario della scuola che valorizzano, per entrambe le categorie, l'esperienza professionale già prestata nel sistema nazionale di istruzione ai fini dell'accesso ai percorsi di abilitazione dei 30 CFU.
Questo è importante, è un altro passo importante, dopo il rinnovo del contratto della scuola, avvenuto anch'esso con il Governo Meloni. Sono importanti le misure per il Giubileo dopo il decreto Giubileo, perché gli investimenti per la digitalizzazione dei cammini giubilari non solo valorizzano il patrimonio sacro di Roma, ma danno possibilità e visibilità anche alla città metropolitana di Roma Capitale, che è pronta per un'accoglienza turistica di vaste proporzioni. Si interviene sull'agricoltura: cito solamente la misura dei controlli del contrasto alle frodi di carattere agroalimentare, fondamentale per difendere e valorizzare le nostre eccellenze.
E poi grande attenzione del Governo allo sport. Questo non è solamente il Governo che ha voluto lo sport in Costituzione, non è solamente il Governo che ha avviato la riforma del lavoratore sportivo, ma è anche il Governo che anche in questo testo ha attenzione non solo per i Giochi invernali di Milano-Cortina, per i quali sono state previste assunzioni temporanee di personale qualificato per tutto il tempo necessario, ma anche la modifica della normativa del vincolo del lavoro sportivo relativamente alle società di tipo dilettantistico e la modifica del testo unico delle imposte dei redditi, lasciando autonomia ai comitati e alle federazioni. Questo decreto è importante infatti perché prevede la riorganizzazione di alcuni Ministeri.
Per esempio, per quanto riguarda il Ministero del Lavoro c'è l'assorbimento dell'ANPAL e, per quanto riguarda il Ministero dell'Interno, le assunzioni a tempo determinato di 30 unità per supportare proprio le prefetture che in questi mesi sono state avversate dagli eventi alluvionali. È un decreto che parla anche di lavoro, molto di lavoro. Dicevo prima che è un anello di una catena che va dal decreto Lavoro 1 al decreto PA 1 e al decreto PA 2. Non è proprio come sostengono le opposizioni, ossia che stiamo lavorando per reimpoverire il mondo del lavoro, ma probabilmente è il momento di rialzarsi da un appiattimento che c'è stato negli ultimi anni, da un sistema di logiche assistenzialistiche e di mancette elettorali.
Cito solamente - è notizia di adesso, è stata battuta poco fa - il meno 45 per cento di richieste di reddito di cittadinanza. Questo per dire che l'attenzione a valorizzare i lavoratori c'è, è costante, e deve andare anche oltre gli slogan. Per questo ho apprezzato che, negli ultimi lavori di quest'Aula, ci sia stato un rinvio della discussione del salario minimo, perché è necessario lavorare ad un percorso unitario, comune e non divisivo. Cito, per ultimo, in materia di lavoro, l'intervento sulle situazioni di risoluzione per le crisi aziendali, con particolare riferimento a tutte quelle aziende con più di 1.000 dipendenti che risultano essere di interesse strategico nazionale. C'è una cassa integrazione straordinaria per una durata massima di 40 settimane, da utilizzare fino al 31 dicembre.
In conclusione, faccio notare che in questo provvedimento, nel suo insieme, seppur toccando numerosi temi e diversi comparti, vi è un filo conduttore, quello del rafforzamento, del supporto e dello sviluppo di tutti i sistemi che possono favorire il percorso di rilancio dell'Italia. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi posti dal Governo ci saranno altri numerosi interventi: e non ci limiteremo a questi, ma continueremo a lavorare con l'obiettivo di ricostruire l'intero e complesso mondo della pubblica amministrazione, dal Giubileo al pubblico impiego, dall'agricoltura allo sport, alle crisi aziendali.
Questo decreto, così come moltissime altre iniziative assunte in questi mesi dal Governo Meloni, si propone di mettere in campo azioni concrete attraverso le quali immaginare l'Italia del futuro come una Nazione moderna, competitiva, attrattiva, che cresce e che vuole continuare a farlo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. A proposito di decreti che dovrebbero avere uniformità di argomenti, leggo il titolo di questo decreto: disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e - per non mancare - per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025. Capisco che ci sia un abuso oggettivo di questo strumento, però ci sembra che ci sia un limite a tutto. Sembra un provvedimento che riguarda non so quante Commissioni e mi sembra francamente esagerato.
Uno degli argomenti che ha generato maggiore dibattito pubblico e maggiore frizione, anche politica, è sicuramente quello che riguarda la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia. Visto che in discussione generale abbiamo più di tempo per approfondire, credo che questa vicenda meriti una discussione e un approfondimento. Non è che non capiamo l'esigenza, la volontà, la necessità per una maggioranza di Governo di voler intervenire su quella che, di fatto, è una struttura che ha una linea diretta con il Ministero, con il Governo, un finanziamento, una che viene dalla politica.
Quindi non è che non capiamo la necessità di fare una discussione su un ente così prestigioso e così importante, ma appunto una discussione. Noi saremmo stati molto contenti se il Governo o se la maggioranza, con un'iniziativa parlamentare, governativa o quella che si voleva, avessero voluto affrontare il tema della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia. Saremmo stati a disposizione, avremmo proposto audizioni, avremmo favorito quella che doveva essere una discussione con docenti, allievi, ex allievi e personale, perché la Fondazione si occupa non solo della Scuola nazionale di cinema, ma della Cineteca nazionale, della biblioteca; ha una linea editoriale, ha diverse sedi in tutta Italia.
Quindi sicuramente era un argomento anche stimolante, anche importante da affrontare. Invece ci siamo ritrovati un emendamento parlamentare a luglio, in un provvedimento che, come ho detto in apertura, riguarda l'universo mondo, che va a stravolgere la di questa Fondazione in maniera completa. Innanzitutto fa una cosa a cui questo Governo ci ha abituato, ovvero non aspetta la scadenza del mandato del presidente e dei membri del consiglio di amministrazione insediati, ma immediatamente provoca una cesura per andare ad insediare i propri nomi, esattamente come, ad esempio, è accaduto per l'INPS. Crea un precedente, pertanto vogliamo dire al Governo e alla maggioranza: signori, attenzione, perché, quando si fanno queste cose e si creano questi precedenti, si legittima chi verrà dopo a fare la stessa identica cosa.
Ma, se sono il presidente di una fondazione che ha una visione e una prospettiva pluriennale, con dei progetti, con delle strade da percorrere, con delle idee da mettere in campo, non è che si può prendere e tagliare questo lavoro, e tutto quello che ne consegue, in maniera così brutale ed immediata. E, invece, così si è fatto, perché un Governo ne ha tutto il diritto.
In quella fondazione - ed è stato, secondo me, ricordato poco - nel CdA di quella fondazione, sedeva, purtroppo, anche Andrea Purgatori , a cui va il nostro saluto, così come la solidarietà ai suoi familiari e alle persone che hanno collaborato con lui. C'era una persona di quel calibro, che oggi tutti noi piangiamo. In questi giorni, purtroppo, dopo la sua morte, abbiamo, forse, maggiormente approfondito quale sia stato il valore della sua opera giornalistica e anche cinematografica. Quindi, sedeva una persona di questo calibro nel CdA di questa fondazione che è stata così brutalmente liquidata.
In questi giorni sento alcuni commenti della maggioranza. Ad esempio, il presidente della Commissione cultura, Mollicone dice: “Bisogna andare a spulciare i bilanci, bisogna andare a vedere cosa non ha funzionato”, riportando cifre che non stanno né in cielo né in terra. Dice che uno studente costa 100.000 euro l'anno: è una cosa falsissima, e basta vedere un bilancio. Innanzitutto, l'approccio: dire che uno studente “costa”, come se investire in una scuola, dove avviene una selezione rigorosissima per entrare e si dà una formazione, ci sono dipendenti, c'è personale, ci sono infrastrutture e strutture da finanziare e macchinari da aggiornare, fosse un costo. Lo studente come un costo. Almeno si dicessero le cifre esatte, invece neanche quello.
Allora, cosa succede? C'è questo emendamento che va a stravolgere la e i ragazzi, terminata la didattica - perché termina i primi di luglio - cosa fanno? Protestano. Ma come protestano? Occupano il Centro sperimentale, danno vita a dibattiti, ospitano grandissime personalità del cinema, fanno rassegne e, in maniera civile e democratica, fanno quello che si dovrebbe fare, ovvero chiedono udienza al Ministro Sangiuliano e al presidente della Commissione cultura Mollicone. Il Ministro Sangiuliano neanche risponde; il presidente della Commissione cultura Mollicone cosa fa? Gli dice: “vi riceverò , martedì vi riceverò”. I ragazzi, che si stavano preparando per questo appuntamento per potere esprimere, ribadisco, in maniera assolutamente civile e democratica, le loro argomentazioni, si ritrovano, il giorno prima dell'incontro con il presidente della Commissione cultura, l'emendamento in questione firmato dal presidente della Commissione cultura stessa è votato un quarto d'ora prima di quell'appuntamento. Questo è un atteggiamento vergognoso per un'istituzione: non si può dare appuntamento a dei ragazzi che manifestano in maniera civile, prenderli in giro, il giorno prima firmare l'emendamento in questione, un quarto d'ora prima dell'appuntamento votarlo e, quindi, partita chiusa .
Allora, io dico: ma, in questo Paese, i ragazzi cosa devono fare per farsi sentire? Perché, se fanno come quelli di Ultima Generazione, che fanno proteste plateali, sono dei criminali da perseguire, se fanno delle proteste democratiche e civili, non lo si ascolta. Cosa devono fare le persone per poter esprimere un proprio dissenso, portare la propria opinione, portare i propri contributi? Nulla, non possono fare nulla.
Questo emendamento, in questo provvedimento, non ha nulla a che fare con la riorganizzazione culturale e didattica del Centro sperimentale, è semplicemente una bulimia di posti che avete , perché fate solamente questo: inventate che il comitato scientifico, che, fino a quel momento, era un organo indipendente e a prestazioni gratuite, adesso diventa di nomina diretta dei Ministeri, pagato dai cittadini italiani, perché bisogna stipendiare qualcuno che vi sostiene, che ha entrature in quei Ministeri e bisogna dargli un posticino di lavoro, a carico nostro.
Ma la meraviglia di tutta questa vicenda è che questo comitato scientifico, inizialmente, doveva essere composto da componenti nominati dal Ministero della Cultura - quindi, Fratelli d'Italia -, dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministero dell'Economia - quindi, Lega - e, a quel punto, sicuramente c'è stato un momento in cui Forza Italia ha detto: scusate, noi cosa siamo? Siamo più sciocchi degli altri? No, signori, riformuliamo l'emendamento e ci mettiamo anche il Ministro dell'Università, almeno anche Forza Italia ha un posto al tavolo di questa lottizzazione. E così è stato fatto. Persone nominate, pagate da tutti noi per entrare in questo comitato scientifico.
A me fa molto sorridere il tema dell'egemonia culturale della sinistra: in questo Paese c'è l'egemonia culturale della sinistra, finalmente arriva la destra che deve rompere questo schema, perché è giusto che anche la destra abbia la sua possibilità di dire la propria in questo campo. Ebbene, io l'onore e il privilegio di aver frequentato il Centro sperimentale nel biennio 2008-2009, conseguendo il diploma in questa prestigiosissima scuola. Quando io ero allievo, presidente della fondazione del Centro sperimentale era il sociologo Francesco Alberoni. Francesco Alberoni è stato presidente del Centro sperimentale dal 2002 al 2012. Francesco Alberoni è stato candidato nelle liste di Fratelli d'Italia alle europee 2019: quindi, un uomo proveniente da destra ha governato per 10 anni la fondazione del Centro sperimentale. Quindi ditemi dov'era l'egemonia culturale della sinistra in questo ambito .
Ricordo anche la voglia di censurare, e qui faccio una piccola parentesi personale. Io ricordo che, quando ero allievo, ci venne dato un compito da due grandi autori, un regista e uno sceneggiatore, che, poi, hanno vinto un piccolo premio, come il premio Oscar per il miglior film straniero, . Ci diedero un compito, ci dissero: voi ci dovete portare dei soggetti e, poi, vedremo di realizzare un film ad episodi; l'argomento è Bolzaneto, quella notte a Bolzaneto, nel 2001. Noi abbiamo studiato, abbiamo scritto, abbiamo portato i nostri progetti e, poi, però, dall'alto, questo progetto venne cancellato, quando, appunto, era presidente Alberoni. E perché venne cancellato? Lo abbiamo scoperto qualche anno dopo, con il preside della scuola, che, infatti, terminò dopo un paio d'anni la sua esperienza. Perché - questo filtrò dai vari consigli didattici, testuali parole - non si dovevano allevare giovani comunisti. Questo accadde nel 2008 e nel 2009, presidente Alberoni, al Centro sperimentale.
La cosa meravigliosa fu che questi grandi autori ci dissero: vedete, noi vi avevamo teso una trappola, noi non volevamo che voi parlaste di quello che è accaduto a Bolzaneto dal punto di vista della polizia, delle violenze. Noi non volevamo faceste i giornalisti, voi dovevate fare un'esercitazione su uno spazio chiuso, voi dovevate vedere quella situazione lì con un punto di vista diverso, quello dell'autore e quello dell'artista, non quello del giornalista. Volevamo farvi cadere nella stessa trappola in cui sono caduti i vertici del Centro sperimentale ovvero che si volesse parlare di politica.
Noi volevamo parlare di oppressione, e oppressione ed oppressi non è solo un tema politico, è un tema che riguarda l'essere umano, è un tema che può dar vita a decine, centinaia di storie e di situazioni. Ma, invece, si sa che, poi, dopo, la politica riduce tutto alla tristezza, all'essere pusillanimi e meschini e pensare che si voglia solo fare propaganda.
Questo accadde quando c'era, appunto, l'egemonia culturale; quando si prova a fare del cinema o dell'arte, c'è solo quello che tanti ci hanno insegnato al Centro sperimentale ossia che esiste fondamentalmente un criterio - e sarebbe bello avere la chiave di questa ricetta, ma, purtroppo, non ce l'ha nessuno - per giudicare un soggetto o una storia: è bella o non è bella. Tutti quelli che hanno insegnato al Centro sperimentale ti diranno: quando vuoi fare un film ideologico e vuoi dimostrare una tua tesi, sappi che stai sbagliando, perché tu devi raccontare storie, non devi fare politica e non devi fare ideologia; se poi le tue storie saranno belle e avrà un senso il racconto che ci farai vedere, allora farai molta più politica che se tu l'avessi voluta fare. Questo è l'unico criterio che esiste.
Voi andrete avanti con questa lottizzazione, con questa occupazione, perché dovete scrollarvi di dosso - ma non ci riuscirete - questo complesso di inferiorità che avete dal punto di vista culturale, però credo che potrete andare avanti con questo decreto, potrete mettere le mani sulla del Centro sperimentale, potrete continuare a governare questo Paese, però, in realtà, questa cosa è stata un , perché sapete cosa accade in queste situazioni? Che quando si protesta, quando quelle ragazze e quei ragazzi si sono fermati a luglio, nel caldo infernale di Roma, non sono tornati a casa e sono rimasti al Centro per esprimere le proprie idee e per continuare questa protesta, si crea una cosa meravigliosa; si crea un'alchimia, si creano collaborazioni e, soprattutto, il potere - il potere che siete voi - riesce a suscitare ancora di più quell'indignazione, quella voglia di raccontare e quello stimolo alla creatività che solo l'indignazione a volte può dare.
Quindi, sono sicuro che da questa vicenda nasceranno, in quel contesto, storie, personaggi che, magari tra qualche anno, vi racconteranno, vi derideranno, vi smaschereranno, non per fare politica, ma semplicemente per raccontare storie, perché il potere precostituito - che fa dell'arroganza e del non ascolto la sua cifra - genera spesso e volentieri, nella mente di chi è creativo, quella ribellione che, poi, porta ad opere straordinarie.
Per questo, visto che siamo in tema di arte, come diceva il grande cantautore, che mi perdonerà se lo cito in quest'Aula, lui da anarchico genovese, è proprio vero che dai diamanti non nasce niente, ma dal letame nasceranno dei bellissimi fiori, mi sono permesso di aggiungere “bellissimi” .
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Presidente, colleghi, Governo, il decreto-legge in esame, in linea con le misure introdotte con il decreto-legge Pubblica amministrazione 1, introduce diverse novità nella prospettiva di garantire il rafforzamento, la funzionalità e la valorizzazione della capacità amministrativa delle nostre amministrazioni pubbliche, un atto certamente in controtendenza rispetto alla restrizione, alla limitazione della pubblica amministrazione che c'è stata in questo Paese a partire dal 2011, ma di fondamentale importanza per l'implementazione degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Questo decreto-legge reca anche importanti disposizioni per il mondo della scuola, dell'agricoltura, del lavoro e dello sport, ma consentitemi una breve riflessione sulle misure a sostegno dell'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025.
Con l'articolo 43 di questo decreto stanziamo 7.300.000 euro circa per la realizzazione di una serie di investimenti per la digitalizzazione dei cammini giubilari e per la realizzazione di un'applicazione informatica sul patrimonio sacro di Roma, funzionale alla migliore organizzazione e alla migliore fruizione da parte di milioni e milioni di pellegrini e turisti che in quei giorni raggiungeranno la capitale. Ma, al di là del provvedimento in sé, credo che il Giubileo possa rappresentare per tutto il Paese un'occasione di valorizzazione e riscoperta di un'identità culturale che ci riguarda tutti, direttamente o indirettamente, credenti o non credenti; un investimento finalizzato a rendere l'evento un'occasione di riscoperta di una comune identità valoriale per tutto il popolo italiano e non solo.
Desidero esprimere un ringraziamento sentito ai relatori e a tutti i colleghi delle Commissioni I e XI per il significativo contributo apportato al testo del decreto-legge; lo faccio a nome della Lega, gruppo che ha riservato in sede emendativa particolare attenzione alle amministrazioni locali, al reclutamento di nuovi giovani nei comuni italiani e particolare attenzione alle aziende ospedaliere e sanitarie che producono servizi di pubblica utilità e rispondono ai bisogni di salute dei cittadini e delle comunità locali.
In ambito scolastico sono state approvate tre proposte emendative della Lega, che vanno nella direzione di abilitare i precari della scuola con almeno tre anni di servizio, di sostenere con personale aggiuntivo le istituzioni scolastiche nell'attuazione del PNRR e di favorire un ponte tra la pubblica amministrazione e il mondo dell'università, consentendo assunzioni a tempo determinato di studenti 24 con contratti di formazione.
Ma il provvedimento in esame non si limita, come illustrato, agli interventi per la pubblica amministrazione, perché al contempo risponde a particolari problematiche riguardanti, ad esempio, il Piano oncologico nazionale, per garantire la piena operatività delle reti oncologiche regionali, o il rafforzamento del personale amministrativo penitenziario e della magistratura.
Mi accingo a concludere, Presidente, e lo faccio ponendo l'accento su due iniziative contenute in questo decreto, fra loro diverse, ma comunque molto significative: l'articolo 27, che prevede il potenziamento dell'Agenzia nazionale che si occupa dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, con 100 uomini e donne, perché destinare alla pubblica utilità i beni e il patrimonio confiscato alla mafia rappresenta un'azione che simbolicamente più di tutte umilia e annichilisce l'arroganza autoreferenziale delle mafie; infine, l'articolo 32, per l'implementazione della Carta dell'uso dei suoli, che prevede una spesa cospicua di 5 milioni di euro per l'anno 2023 e di 18 milioni di euro per l'anno 2024, con la finalità di garantire ai comuni italiani uno strumento fondamentale per la conoscenza qualitativa e quantitativa delle risorse di un territorio, condizione preliminare e necessaria per la giusta programmazione dello sviluppo locale, anche alla luce delle fragilità dei nostri territori.
Presidente, concludo davvero, ringraziando nuovamente il Governo, i colleghi e gli uffici che ci hanno supportato in questo lavoro che consentirà a questo provvedimento - concreto, utile e tempestivo - di vedere la luce.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sarracino. Ne ha facoltà.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). Presidente, siamo qui a discutere, dopo poche settimane, di un nuovo decreto che, in teoria, avrebbe dovuto riguardare la pubblica amministrazione, il decreto PA2, che suona quasi come PA2 “la vendetta” e non sarà certo l'ultimo però, vista la totale assenza di una visione d'insieme nei confronti di un settore che noi del Partito Democratico riteniamo invece strategico per le sorti del Paese; un decreto, come è stato detto, che è partito con 45 articoli e che è arrivato invece, poi, a 76.
Si continua, purtroppo, ad avere un atteggiamento irrazionale e, soprattutto, irrispettoso delle lavoratrici e dei lavoratori, perché la pubblica amministrazione dovrebbe rappresentare la principale infrastruttura pubblica dell'Italia.
Avere una pubblica amministrazione efficiente ed efficace è la premessa per ogni politica di sviluppo in Italia, perché la sua trasparenza e la sua velocità diventano variabili che incidono fortemente anche nell'allocazione degli investimenti - e dopo ci torniamo - e, invece, purtroppo, assistiamo al perpetrarsi di luoghi comuni, al radicarsi di un pregiudizio, un pregiudizio negativo a danno di chi lavora nella pubblica amministrazione e alla totale assenza di investimenti su capitale umano e strumentazione. Perché? Perché anche questa volta è prevalsa l'idea che avete delle cose? Perché per voi la pubblica amministrazione è quasi un peso, un mondo a cui non volete dare delle risposte? Per noi, per il Partito Democratico, la parola “pubblico” nel vocabolario ha come sinonimi equità, tutela, diritti. Per voi, invece, è quasi uno spreco, dal quale fate scattare un solo sillogismo: taglio, e noi questo lo riteniamo assolutamente inaccettabile. Non ci sono altre ragioni dinanzi al modo in cui avete affrontato questo appuntamento.
Eppure ce lo siamo detti anche in queste ore, ore di profonda incertezza rispetto al futuro di risorse importanti e fondamentali come quelle del PNRR, rispetto al quale non solo dimostrate una totale incapacità ma, in fondo, anche una contrarietà ideologica, che vi porta a sottovalutare la portata di una sfida decisiva per le sorti dell'Italia. Si sta verificando, infatti, esattamente quello che, purtroppo, avevamo previsto. Ma come potete immaginare di non spendere le risorse per il dissesto idrogeologico e la manutenzione del territorio alla luce di fenomeni sempre più ordinari ormai, relativi al cambiamento climatico, che stanno colpendo l'Italia proprio in queste ore? O come potete tagliare le risorse per il Sud e per le aree interne? A Napoli abbiamo fatto una prima analisi. State tagliando, ad esempio, le risorse per i progetti di rilancio delle nostre periferie: parlo di Scampia e di San Giovanni a Teduccio. Ma ci parlate con i vostri sindaci?
Ma il PNRR è solo l'ultima delle cartine di tornasole che testimoniano i ritardi della nostra pubblica amministrazione e la colpa non è di certo di chi lavora.
Con il Governo Draghi c'era stato un impulso per provare a implementare le piante organiche della PA, proprio perché consapevoli che la messa a terra del PNRR passava proprio da lì. Allora, vorrei esprimere in quest'Aula un sincero apprezzamento per tutto il personale della pubblica amministrazione, che quotidianamente, anche rispetto a diseconomie e disorganizzazioni, con impegno e sacrificio fa sì che vengano date risposte a cittadini e imprese. È a loro che noi guardiamo per cercare di offrire un disegno di riforma complessivo di tutta la pubblica amministrazione, che ne valorizzi il lavoro e che ne riconosca, anche economicamente, il valore. Non è accettabile che ancora non si sia provveduto a rinnovare il contratto in presenza di un'inflazione galoppante che erode il potere d'acquisto delle famiglie. Ve lo abbiamo detto anche in questo decreto e anche questa volta puntualmente avete girato la faccia dinanzi a migliaia di italiani. Dite che siete contrari al salario minimo, come è stato ribadito, elogiando la contrattazione - ieri abbiamo assistito alla novità dell'elogio della contrattazione -, ma poi non rinnovate mezzo contratto. Vedete che le cose si tengono? Per noi la questione salariale, invece, è la priorità da affrontare in questo momento nel Paese, prima di ogni cosa, e le vostre risposte, con il DL 1° maggio, ad esempio, vanno in una direzione totalmente opposta alle urgenze del momento. Avete avuto urgenza, semmai, di prendervela con chi è più povero. Avete aumentato la precarietà con i contratti a termine, avete compresso i diritti dei lavoratori delle piattaforme, che non potranno più accedere all'algoritmo che regola la loro giornata di lavoro, ma sul cuneo fiscale, soprattutto, vi siete limitati a una misura che fra qualche mese finirà, senza immaginare una politica generale per far crescere i salari nel loro insieme.
Ma entriamo ancora di più nel merito di questo provvedimento. Avete soppresso ANPAL, prevedendo l'attribuzione delle funzioni al Ministero del Lavoro e il transito del personale presso il Ministero, conservando, se ricorrono le condizioni, un assegno riassorbibile. Fa eccezione il personale del comparto di ricerca, che viene trasferito all'INAPP. Eppure ANPAL ha avuto una sua funzione strategica per il supporto alle regioni nella predisposizione dei piani di formazione, ad esempio. Quindi, usate la decretazione d'urgenza per azzerare un importante lavoro. A noi sembra soltanto un'inutile dimostrazione muscolare, di cui non vi era assolutamente alcun bisogno. Se ne poteva discutere e, invece, bisogna mostrare i muscoli.
Ci saremmo attesi, in sincerità, a fronte della volontà di superare il reddito di cittadinanza, un grande piano per la formazione, per supportare proprio le regioni a fronte dei loro oggettivi ritardi. Parlo, in particolar modo, di alcune realtà del Mezzogiorno, che più di tutte stanno soffrendo proprio in questo momento. Ma se da un lato fate questo, continuando a umiliare le persone maggiormente in difficoltà e ad annichilire anche il personale della pubblica amministrazione, che ha svolto, invece, un meritorio lavoro, dall'altro approfittate di questo provvedimento per aumentare i direttori generali, continuando lo a cui state ormai abituando tutto il Parlamento e il Paese dall'inizio della legislatura. Quello che sta accadendo, ad esempio, al Ministero della Cultura è semplicemente incredibile. È il risultato di una cultura politica che vive un'atavica frustrazione che pensa di riscattare con la prepotenza. Noi crediamo che alla fine non ce la farete e in parte vi abbiamo fermato, perché maldestramente si è provato a inserire una norma che avrebbe dato al Ministro la possibilità di avere mano libera proprio nella riorganizzazione del Ministero, creando dei dipartimenti che avrebbero soppiantato il segretario generale, cosa che avrebbe avuto un effetto a cascata su tutto l'apparato. Questo lo avete fatto senza alcun confronto con i sindacati o avete provato a farlo senza alcun confronto con i sindacati, ma con un atto d'imperio che testimonia, alla fine, solo sete di potere. Il blocco delle opposizioni, di tutte le opposizioni, vi ha costretto a fare marcia indietro rispetto a questo tentativo . Noi, però, non siamo riusciti a fermarvi rispetto a quello che avete fatto nei confronti di strutture indipendenti come il Centro sperimentale di cinematografia (su questo non ce l'abbiamo fatta).
Però, badate, è una tentazione pericolosa quella di ‘occupare la cultura' e noi vi diciamo di fermarvi, perché la creatività non ha bisogno di nessun controllo né può essere controllata e più tenderete di controllarla più vi si ritorcerà contro, perché la creatività è innanzitutto libertà, come libere sono state le centinaia di firme, dalle più note alle meno note, per le quali avreste quantomeno dovuto interrogarvi, così come vi sareste dovuti fermare quando è partita la mobilitazione di centinaia di ragazze e di ragazzi rispetto a questa vicenda, ai quali avete concesso un incontro ma solo dopo che avevamo già votato il vostro emendamento in Commissione. Oltre al danno anche l'ennesima presa in giro nei confronti di persone, di ragazzi e di ragazze che stavano semplicemente manifestando. Eppure vi avevamo chiesto almeno una spiegazione, una motivazione. Vi avevamo chiesto di dirci il perché si stava andando in quella direzione e, invece, nulla, nessuna risposta. Sembrava quasi che nessuno fosse neanche a conoscenza dell'oggetto della discussione, un po' come il Ministro della Cultura che premia i libri che non ha letto o come lo stesso Ministro che un mese fa si è avventurato in una periferia della mia città, Secondigliano, denunciando l'assenza di una biblioteca, salvo poi scoprire che la biblioteca “Dorso” di Secondigliano si trovava proprio a 50 metri dal suo comizio .
Allora, in questo decreto noi riteniamo che alla fine non vi siete risparmiati praticamente su nulla e non avete risparmiato nessun Ministero. Sull'istruzione c'è poco, quasi nulla, quasi come se i risultati delle prove Invalsi non fossero emersi in queste settimane. Il Ministro Valditara alla lettura di quelle prove, nelle quali i risultati che emergevano certificavano che un ragazzo su due al Sud non capisce ciò che legge, ha giustamente dichiarato che era giunta l'ora di unire il Paese, e noi concordiamo. Però, Presidente, suppongo che il Ministro abbia anche il numero del suo collega Calderoli. Dunque, potrebbe chiamarlo e dirgli che per iniziare sarebbe il caso di fermare l'assurdo progetto di autonomia differenziata, al quale voi, appunto, state lavorando.
Ma parliamo anche dei precari dell'ufficio del processo. Attraverso il Sottosegretario Delmastro Delle Vedove vi eravate impegnati, solo due settimane fa, a stabilizzarli. Abbiamo presentato l'emendamento che lo consentiva e voi l'avete bocciato. Parliamo di dipendenti qualificati che aiutano il sistema della giustizia a velocizzare i processi. Non possono essere condannati a un'eterna vita precaria, perché per noi una vita precaria non è una vita giusta, e ve lo abbiamo provato a spiegare in ogni emendamento presentato in Commissione e se ci sono delle piccole novità è proprio grazie al lavoro fatto dal Partito Democratico e dalle opposizioni, specie sul versante dello scorrimento delle graduatorie per rinnovare la pubblica amministrazione, in particolar modo nei piccoli comuni, grazie al lavoro del collega Casu.
Insomma, con questo provvedimento mettete in atto una grande infornata di posizioni apicali solo per assecondare la bramosia di potere, ma al tempo stesso trascurate le attese, le domande di chi la macchina, tra mille difficoltà, la fa funzionare tutti i giorni: impiegati, funzionari senza posizione dirigenziale, dirigenti che mettono l'anima per offrire a questo Paese una pubblica amministrazione in grado di dare risposte tra mille difficoltà, donne e uomini che non vedono, purtroppo, riconosciuto il loro lavoro. La pubblica amministrazione per il PD, invece, è una priorità, perché senza una pubblica amministrazione efficiente non si riescono a perseguire gli obiettivi di una crescita di tutto il nostro sistema e di tutto il nostro Paese.
Servirebbe, inoltre, un grande investimento innanzitutto di formazione e di riconoscimento del valore, anche sociale, dell'impiego pubblico. Servirebbe lavorare per rinnovare il contratto collettivo nazionale, servirebbe anche immettere energie nuove e nuove competenze all'interno della pubblica amministrazione, in particolare modo, al Sud e nelle aree interne. Ancora una volta vi abbiamo proposto un piano straordinario di assunzione nella pubblica amministrazione anche per dare una piccola risposta occupazionale al Paese nei confronti di quell'emergenza che vede i nostri giovani, ragazzi e ragazze andare via dai nostri territori, perché il tasso di accesso ai servizi minimi essenziali è il più basso d'Europa. È soprattutto lì, al Sud, che la pubblica amministrazione deve fare la differenza: perché solo con una pubblica amministrazione capace si sconfiggono le zone grigie e le intermediazioni improprie. La legalità parte dalla robustezza della pubblica amministrazione, ma vi siete dichiarati contrari anche a questa proposta.
Invece, continuiamo ad assistere all'ennesima prova della doppia morale della destra, di questa destra. Da un lato, la considerazione, quasi dispregiativa, verso il personale della pubblica amministrazione, considerato poco capace o inefficiente e, dall'altro, la volontà di occupare le postazioni per motivi di potere, pensando di controllare e consolidare il consenso, quel potere che vi sta annebbiando persino nella tecnica di legislazione. Così non va. Allora, stiamo rischiando, stiamo mancando un duplice appuntamento con la storia: quello del PNRR e quello di avere finalmente una pubblica amministrazione in grado di realizzarlo, rilanciando l'Italia. Noi vi chiediamo di fermarvi .
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Ministro, il decreto PA- contiene, come oramai sovente capita nella decretazione d'urgenza, un'eterogeneità di materie: dal potenziamento degli organici in diverse amministrazioni pubbliche, soprattutto nei comparti ministeriali, a misure straordinarie per la nomina dei docenti, alla semplificazione delle procedure concorsuali nel settore della scuola, allo stanziamento di risorse alla Santa Sede per il Giubileo, a disposizioni in materia di società sportive professionistiche. Non mancano poi disposizioni sul processo tributario e misure di contrasto alla peste suina africana, queste ultime disciplinate in un articolo immediatamente successivo, almeno nella prima stesura, dedicato al personale dell'agenzia per la .
Dunque, ci troviamo di fronte all'ennesimo decreto-legge, di cui discutiamo ora la conversione, che opera su materie disparate e su cui, mi viene da dire come di consueto, verrà posta la questione di fiducia, un modo di legiferare che oramai è alquanto uniforme e che è fuori dalla Costituzione.
Orbene, tale provvedimento contiene, tra le altre cose, più norme che dispongono l'aumento della capacità amministrativa e, dunque, tra le altre cose, assunzioni in diversi Ministeri, dal Ministero dell'Istruzione e del merito, al Ministero della Cultura, al Ministero della Giustizia, al Ministero dell'Interno, al Ministero degli Affari esteri, di poco posteriore al DL n. 44 del 2023, che ultimamente abbiamo ugualmente convertito in legge.
Va sottolineato che il personale delle pubbliche amministrazioni, nonostante l'emanazione di questo decreto e anche della normativa precedente, risulta tuttora fortemente sottodimensionato e purtroppo spesso non in possesso dei requisiti e delle competenze che i tempi attuali richiedono. Una pubblica amministrazione efficace ed efficiente rappresenta una strada obbligata per l'ammodernamento del nostro Paese e, ora, con urgenza, per l'attuazione degli obiettivi fissati dal PNRR.
Del resto, l'ottenimento delle dotazioni finanziarie del PNRR ha rappresentato un punto di svolta anche sul fronte delle assunzioni nel pubblico impiego. I fondi messi a disposizione dal PNRR rappresentano un'opportunità unica che non bisogna lasciarsi assolutamente sfuggire, come giusto ieri ha ricordato alla cerimonia del Ventaglio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Rammentando un'espressione degasperiana, il Presidente della Repubblica ha invitato tutti a mettersi alla stanga, soggiungendo: “Dobbiamo avvertirne tutti il carattere decisivo per l'Italia”. E parliamo sempre del PNRR, l'ottenimento del quale - penso che tutti noi lo rammentiamo - è stato uno dei traguardi del Governo “Conte 2”. E sempre il Presidente Mattarella, durante questo evento, ha affermato: “L'eventuale insuccesso o successo solo parziale sarebbe non solo del Governo ma dell'Italia e così sarebbe interpretato fuori dai nostri confini e così sarebbe nella realtà”.
Allora, dicevamo prima che sono previsti interventi in più campi sul fronte della riorganizzazione dei Ministeri, delle assunzioni, così come della formazione del personale, ma sono tutti interventi troppo timidi, com'è stato, del resto, rammentato dagli interventi che mi hanno preceduto. In particolare, è previsto l'incremento della dotazione organica del Ministero della Cultura attraverso l'assunzione di 100 unità di personale non dirigenziale e questo non può che incontrare il nostro favore, così com'è da apprezzare la previsione dell'incremento del Fondo per il funzionamento ordinario delle istituzioni statali di Alta formazione artistica musicale e coreutica.
All'articolo 5 - e anche questo penso sia una misura positiva - si stanzia la dotazione di un fondo da destinare alla valorizzazione del personale tecnico e amministrativo degli atenei al fine del raggiungimento di più elevati obiettivi nell'ambito della didattica, della ricerca e della Terza Missione; essenzialmente, la Terza Missione riguarda l'attività divulgativa che i docenti universitari effettuano sul territorio.
In sede di dibattito in Commissione nel corpo del testo normativo è stato inserito l'articolo 19- che prevede un fondo istituito al fine di valorizzare l'attività di ricerca dell'Ispra e dell'Enea, interventi da giudicare con favore, ma è ancora troppo poco.
Ma passiamo ora ad altro comparto. L'articolo 13 prevede, tra le altre cose, l'assunzione di personale dirigenziale, di livello non generale, del Ministero della Giustizia, al fine di perseguire gli obiettivi di efficientamento e di innovazione, sempre in linea con quanto disposto dal PNRR.
Sempre in sede di Commissione, è stato inserito un nuovo articolo, il 13-, che prevede un aumento di 1.947 unità della dotazione organica dei funzionari del Ministero della Giustizia per garantire nel tempo gli effetti derivanti dagli interventi straordinari effettuati in attuazione del PNRR. A questo punto, mi viene da chiedere: se non ci fosse stato il PNRR, quando avremmo potuto procedere finalmente all'ammodernamento della pubblica amministrazione?
Si rammenta, a tale riguardo che la riforma del sistema giudiziario e la riduzione dei tempi di giudizio rappresentano una delle priorità delineate dal PNRR da raggiungere attraverso il rafforzamento della capacità amministrativa del sistema e il potenziamento delle infrastrutture digitali. Ma il Piano si prefigge ancora un altro obiettivo che è stato, ahimè, completamente dimenticato da questo decreto e cioè il contrasto alla recidiva nel reato attraverso la valorizzazione degli strumenti di rieducazione e di reinserimento sociale dei detenuti; sì, perché proprio l'amministrazione penitenziaria è stata solo velocemente toccata da questo decreto, ma non sono state predisposte norme più incisive.
E' notorio ormai che esiste un'emergenza nelle carceri. Nel complesso degli istituti penitenziari italiani si sono suicidati 85 detenuti nel 2022, 20 volte in più di quanto avvenga in media nelle altre democrazie. Non meno drammatica è la condizione di tutti coloro che operano in questo settore, che sono in perenne sotto organico.
Con un nostro emendamento, si prevedeva, oltre a quanto stabilito all'articolo 14, di espletare, nel corso dell'anno 2024, procedure concorsuali pubbliche in aggiunta a quelle previste dalla legislazione vigente per l'assunzione straordinaria, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di 100 unità di personale DAP, destinata ai ruoli di funzionario giuridico pedagogico e funzionario mediatore culturale, due profili che risultano indispensabili per l'attuazione di migliori condizioni di vita della popolazione carceraria e per l'effettuazione di programmi di risocializzazione, indispensabile al fine del reinserimento sociale dei condannati.
Con altro emendamento a prima firma della collega Giuliano si prevedeva altresì l'assunzione nel ruolo iniziale del Corpo di Polizia penitenziaria, a decorrere dal 2024, di 1.300 unità, al fine di incrementare l'efficienza degli istituti penitenziari e le attività di esecuzione penale esterna, campi ora affidati al personale di Polizia penitenziaria. Tali emendamenti non sono stati accolti, purtroppo, a riprova della poca determinazione della maggioranza nel voler sanare i buchi che, negli anni, si sono creati nelle dotazioni delle pubbliche amministrazioni, anche in settori nevralgici che richiedono interventi urgenti, come l'amministrazione penitenziaria. Ebbene, il potenziamento della capacità amministrativa reclama un impegno di gran lunga maggiore che è mancato nel decreto che qui ci occupa. Infatti, si poteva e si doveva fare di più.
Passando ad altri rami della pubblica amministrazione, dalla lettura di tale testo normativo emerge che risultano del tutto omessi settori importanti del comparto pubblico. Fatta eccezione per microscopici interventi, non sono state previste, infatti, assunzioni a favore delle dotazioni organiche degli enti pubblici non economici, nonostante le carenze evidenziate in più occasioni. L'INPS, tanto per fare un esempio, ha una carenza di organico di oltre 3.000 unità. È stato sottolineato in audizione dalla Confedir come nel sistema italiano di l'INPS e l'INAIL rivestano un ruolo primario nell'offerta delle prestazioni previdenziali e della tutela assicurativa e ancora risultano centrali per le prestazioni a sostegno del reddito e per l'attuazione delle politiche attive per il lavoro. In particolare, l'INAIL riveste un ruolo di primo piano per la sicurezza sul lavoro. Sono infatti in aumento - è notorio, sono notizie che compaiono sui quotidiani con estrema frequenza - gli infortuni mortali sul lavoro e le malattie professionali. Per affrontare tali criticità è necessario prevedere l'ampliamento delle dotazioni organiche del personale INAIL - mentre da questo decreto viene prevista la riduzione delle posizioni dirigenziali di livello non generale da 94 a 86 - unitamente a maggiori risorse per la ricerca e la prevenzione e il miglioramento dei livelli di prestazioni da erogare agli infortunati.
Restiamo sul tema lavoro. Al fine di raggiungere lo scopo dell'efficace coordinamento dei servizi e delle politiche attive del lavoro, incluso quello relativo al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal PNRR, le funzioni dell'Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (ANPAL) sono attribuite al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Si spera che la soppressione dell'ANPAL possa essere una prima tappa per una riforma complessiva del mercato del lavoro - noi attendiamo una discussione proficua da parte del Parlamento sulla nostra proposta di legge sul salario minimo legale - tale da incidere sui tassi di disoccupazione, specialmente femminile, specialmente meridionale. Peraltro, l'Italia è il Paese europeo con il più alto numero di NEET, fatto che non può non indurre a una riflessione sulla necessità di adeguare il nostro sistema scolastico e universitario e, in genere, la formazione dei lavoratori ai mutamenti del mercato del lavoro, rivoluzionato dalle nuove tecnologie e, al contempo, stravolto dall'impatto della globalizzazione. È una tendenza drammatica, che occorre contrastare con determinazione e senza esitazioni e, dunque, senza lesinare su un investimento di risorse e di energie, come invece pare emergere dalla lettura di questo provvedimento. Di fatto, non basta la mera soppressione dell'ANPAL e l'avvalimento che farà il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di uffici che sono incardinati in enti controllati, quindi di personale di enti vigilati e di personale distaccato. Fortunatamente, in Commissione è stato approvato un emendamento che prevede il reclutamento di personale con competenze in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro ma, sicuramente, occorre fare di più per il mercato del lavoro.
Sempre sul tema lavoro, non manchiamo di sottolineare altre lampanti contraddizioni insite nel corpo di questo provvedimento. Se, da un lato, si cerca di dare risposta all'annoso problema della stabilizzazione degli LSU, dall'altro, si implementa il ricorso al precariato. Infatti, all'articolo 2 sono previste misure urgenti per le lavoratrici e i lavoratori socialmente utili, per i quali viene riconosciuta la facoltà, per le pubbliche amministrazioni, di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Inutile dire che per tali categorie di soggetti la priorità resta la stabilizzazione, dal momento che sovente operano in uffici pubblici e scuole svolgendo le stesse mansioni di coloro che sono, invece, contrattualizzati. Tuttavia, all'articolo 24 è prevista l'assunzione di personale non dirigenziale con contratti di lavoro a tempo determinato, da destinare agli organici delle prefetture delle province interessate dagli eventi alluvionali. Si conferma, dunque, in questo secondo caso, il ricorso a personale a tempo determinato, una tipologia contrattuale che finisce con inflazionare l'area del precariato e che non consente nemmeno di formare personale a cui viene spesso demandata l'analisi di procedure complesse.
Vi sono, dunque, luci e ombre in questo provvedimento. L'aumento della capacità amministrativa di diversi comparti ministeriali, seppure attuata con troppa esitazione, l'attenzione alla formazione del personale, in particolare quello del Ministero dell'Economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali, e l'implementazione delle risorse per digitalizzazione sono tutte misure che incontrano il nostro favore, ma sono troppo, troppo timide. Tra l'altro, sono misure richieste proprio per l'attuazione degli obiettivi del PNRR. Manca, però, in questo provvedimento il coraggio di risolvere con decisione - vorrei sottolineare, con decisione - i drammatici problemi che affliggono il nostro Paese, quello dello svecchiamento della nostra burocrazia, che deve diventare reale motore di sviluppo a fianco del cittadino, per fornirgli i servizi, attraverso un incisivo riordino degli organici e l'assunzione di maggiore personale, non con il contagocce, come previsto da questo intervento normativo. Resta poi tutto da affrontare il problema primario del mercato del lavoro. Su questo, il prossimo appuntamento è a settembre, con la discussione sulla legge sul salario minimo legale
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il testo oggi all'esame dell'Aula contiene misure insufficienti e inadeguate, che non affrontano in modo strutturale e organico la crisi di fabbisogno di personale nella pubblica amministrazione in atto in questo momento nel Paese. Insomma, quello che propone il Governo oggi è l'ennesima toppa in una fase storica in cui si prevede, per i prossimi anni, una vera e propria emorragia nei ruoli della pubblica amministrazione, con 300.000 dipendenti che andranno in pensione entro il 2026 e 700.000 entro il 2030. Questi numeri avrebbero dovuto imporre al Governo di adottare misure, impegni e risorse diversi, nettamente più consistenti rispetto a quelle stanziate. Un buon Governo avrebbe utilizzato questa occasione per una grande operazione di rigenerazione del personale della pubblica amministrazione, anche con riferimento alle competenze, alla formazione e alla digitalizzazione, per costruire una pubblica amministrazione a misura di cittadino e pronta a dare risposte efficaci, a partire dai comuni e, in particolare, dai comuni del Mezzogiorno che, a causa del costo elevatissimo della Tari e delle difficoltà nella riscossione, finiscono impantanati nei piani di riequilibrio, di dissesto, con conseguenze evidentissime anche - venendo all'argomento che stiamo trattando oggi in Aula - in termini di blocco delle assunzioni.
I dati del Mezzogiorno parlano chiaro: un terzo dei comuni del Sud, in questo momento, è in stato di dissesto o di pre-dissesto, e non è soltanto il dato complessivo sul numero dei comuni a preoccupare, la cosa che preoccupa di più è che i comuni che vanno in procedura di riequilibrio e di dissesto sono soprattutto i comuni più popolosi. Questo comporta, evidentemente, una carenza in ordine alla qualità dei servizi erogati - perché i comuni erogano i servizi soprattutto alle categorie più deboli: minori, anziani, famiglie bisognose - e una scarsa qualità dei servizi, soprattutto di quelli diffusi e quotidiani, come i servizi scolastici, eccetera.
Presidente, da giovane ho fatto il sindaco, ho iniziato a farlo quasi vent'anni fa e negli ultimi vent'anni la situazione è peggiorata nettamente per i comuni e per gli amministratori degli enti locali, i quali, ogni giorno, si trovano a far fronte a difficoltà sempre nuove, con uno Stato che non trova adeguate risorse, né il modo opportuno per sostenere gli enti locali.
In questo momento, le piante organiche dei comuni del Mezzogiorno hanno, in media, carenze superiori al 40 per cento, con picchi anche di 8.000 unità, come avviene in questo momento in Sicilia. Alcune funzioni sono esercitate con grande difficoltà o non sono esercitate, come la Polizia locale. Ci sono piccoli comuni che in pianta organica hanno un solo vigile o due.
Sulle stabilizzazioni, lo diciamo senza infingimenti: attenzione a ingenerare false attese, occhio alle promesse elettorali. Lo dico con la consapevolezza anche di quanto affermato dal Servizio studi della Camera nel che ci è stato fornito (a pagina 24). Se il rappresentante del Governo prestasse l'opportuna attenzione…
PRESIDENTE. Signor Ministro…
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Il Servizio studi della Camera - a pagina 24 del a proposito dell'articolo 2, che riguarda i lavoratori socialmente utili della regione siciliana - ha opportunamente evidenziato e invitato il legislatore a valutare “l'opportunità di chiarire se con l'espressione “anche mediante contratti di lavoro a tempo determinato” la norma intenda riferirsi ad una delle caratteristiche già possedute dai lavoratori siciliani da assumere (a tempo indeterminato), ai sensi del presente articolo 2, o ad una modalità di assunzione da parte delle pubbliche amministrazioni, accanto a quella a tempo indeterminato, che riguarderebbe tutti i soggetti, di cui al medesimo articolo 2.” Questa precisazione è importantissima, perché, in questo momento, quei lavoratori non hanno un contratto a tempo determinato o indeterminato, non hanno proprio un contratto, hanno soltanto un assegno di sostegno al reddito. Ed è chiaro che questa precisazione si rivela indispensabile.
Non solo. Attorno a quest'articolo restano ulteriori evidenti perplessità. Infatti, il limite espressamente previsto in ordine alle facoltà assunzionali cozza con la situazione disastrosa della regione Siciliana, che è stata costretta a sottoscrivere un accordo col Governo nazionale nel 2021, il quale prevede la contrazione della spesa e non, invece, la possibilità di assumere. Non solo. Il limite, previsto dall'articolo 2, di rispetto della facoltà assunzionale, impedirebbe ai tanti comuni - che oggi, come dicevo prima, sono sottoposti al piano di riequilibrio del dissesto - di assumere questi soggetti.
Ci preoccupa, poi, anche la formula dell'invarianza di spesa, perché oggi lo Stato si fa carico di liquidare questo assegno di sostegno al reddito, che non prevede alcuna copertura contributiva. Quindi, a parità di invarianza di spesa, si dovrebbe individuare, all'interno alle stesse somme, anche la copertura contributiva, con un evidente abbattimento del 30 o del 40 per cento sull'assegno ai lavoratori. Restano, poi, tanti dubbi e tante perplessità riguardo alla procedura concorsuale. Non si capisce bene, dal tenore della norma, se si faccia riferimento a un concorso esclusivamente riservato a questi lavoratori o se si tratti di un concorso riguardante soltanto una percentuale, con l'altra, riservata agli esterni.
In questo groviglio di approssimazione e di mancanza di programmazione, le uniche boccate d'ossigeno nella trattazione del testo sono arrivate grazie all'impegno del Partito Democratico nelle Commissioni I e XI e al pacchetto di emendamenti che si sono ottenuti con risultati importanti sul fronte dello scorrimento delle graduatorie per rinnovare e rafforzare subito la pubblica amministrazione con le nuove energie di cui il Paese ha bisogno.
Grazie all'impegno in particolare dell'onorevole Casu, si è intervenuti per limitare le forzature previste dal decreto Pubblica amministrazione 1, che ha introdotto l'assurdo limite del 20 per cento per l'impiego delle graduatorie e ridotto da 2 anni a 6 mesi il corso di validità delle stesse. Questo limite, grazie all'emendamento proposto, potrà valere solo per i concorsi successivi al decreto attualmente in conversione. Evidentemente, è una norma che libera immediatamente un'importante possibilità assunzionale anche in un tempo breve e ristretto.
È stata, poi, accolta la nostra proposta per cui lo strumento delle convenzioni per lo scorrimento delle graduatorie Ripam in corso di validità, introdotto da un precedente emendamento, sempre a firma del PD, nel decreto Pubblica amministrazione 1, sarà utilizzabile immediatamente anche per le nuove assunzioni direttamente indicate nel decreto Pubblica amministrazione 2, in questo momento all'esame dell'Aula. Anche questa è una misura efficace e concreta, che potrebbe dare importanti sbocchi occupazionali, in un tempo breve, veloce ed efficace, alla pubblica amministrazione.
Infine, attraverso la riformulazione di una serie di emendamenti, promossi e sostenuti non soltanto dal Partito Democratico, ma anche dall'ANCI e da altre forze politiche, i nuovi limiti imposti dal Governo - questa sorta di tagliola, che è stata prevista all'interno del decreto all'esame dell'Aula - non riguarderanno né i bandi di concorso fino a 20 posti, né i concorsi per il personale educativo e scolastico dei comuni e delle unioni comunali, né tutti i concorsi dei comuni sotto i 3.000 abitanti. Anche questa è una norma di buonsenso, che è stata ottenuta grazie al nostro impegno.
In sostanza, di fronte a un provvedimento assai manchevole e limitato, privo di una strategia di respiro e visione per la pubblica amministrazione, il lavoro dei deputati del PD in Commissione è riuscito a produrre alcuni correttivi significativi per facilitare l'accesso alla pubblica amministrazione da parte di nuove e più giovani energie e competenze, così importanti e vitali per le amministrazioni pubbliche, per il Paese e, soprattutto, per il servizio ai cittadini.
Sulla scuola, che rappresenta uno dei lati più bui di questo provvedimento, il Governo, anziché pensare ai 14.000 docenti di ruolo che mancano in questo momento, pensa alle solite sanatorie, che sono diventate, ormai, la sua specialità. Il Governo non fa partire i percorsi abilitanti per i docenti e addirittura toglie i fondi per i tirocini. Infatti, con un colpo di mano in Commissione, nottetempo, il Governo ha tolto tutte le risorse stanziate per i dei percorsi abilitanti nel 2023 per attivare incarichi temporanei di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, personale ATA, a tempo determinato, fino alla data del 31 dicembre.
E poi, ancora, nessuna parola sul dimensionamento scolastico, che è una delle previsioni che sta affliggendo e rischia di condannare ulteriormente il divario fra Nord e Sud, con la previsione a 900 alunni, per il dimensionamento scolastico, in alcune aree del Paese. Proprio in quelle aree, in cui la scuola assurge al suo ruolo di formazione sociale, dove rappresenta un presidio educativo per i tanti ragazzi e per non fornire truppe alla malavita organizzata, rischia di venir meno il presidio scolastico per una previsione illogica del Governo, prestando il fianco alla dispersione scolastica e all'assoluto disordine.
Sul sociale, non un'iniziativa concreta sull'amministrazione penitenziaria, sul dramma delle carceri, sulle evidenti carenze di organico. Misure insufficienti anche sulla sanità.
Da ultimo, Presidente, la norma sarebbe potuta essere un primo vero segnale sul tema dell'emergenza climatica, fornendo e formando una serie di figure tecniche che sono indispensabili per una corretta tutela e difesa del suolo, come geologi, agronomi, ingegneri e forestali, di cui oggi gli uffici tecnici in genere e gli uffici tecnici dei comuni sono assolutamente sprovvisti. L'era dell'ebollizione globale si dovrebbe combattere con truppe formate da personale qualificato e debitamente formato. Invece, l'impressione che abbiamo è che con questo provvedimento, ancora una volta, il Governo ha perso un'occasione per battere un colpo e venire incontro alle esigenze vere del Paese .
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Presidente, colleghi, mi scappava da ridere quando qualcuno ha detto “PA 2, la vendetta”, come definizione di questo provvedimento. Presidente, non abbiamo fatto in tempo, ieri, a esprimere il nostro ringraziamento nei suoi confronti per le cose che, insieme al Capo dello Stato, ha voluto dire durante la Cerimonia del ventaglio, in cui praticamente sia lei sia il Presidente della Repubblica avete sostenuto, giustamente, l'importanza di ridare valore a quest'Aula, di ridare valore al dibattito, di ridare valore alla sovranità di questa Assemblea.
Invece, ci troviamo di nuovo, per l'ennesima volta, con un provvedimento sul quale verrà posta la fiducia e la prossima settimana ce ne sarà ancora un altro. Quindi siamo alle solite, si sta andando avanti a suon di voti di fiducia, depauperando l'Assemblea della sua prerogativa principale, quella di poter incidere in termini legislativi. Questo problema non riguarda soltanto le opposizioni, riguarda anche la maggioranza, a cui tocca pavidamente subire questa decretazione d'urgenza.
È difficile potere migliorare, se non si riesce a dialogare, ad avere una collaborazione su questi temi. È una preoccupazione che ogni volta tiro fuori, perché credo che non sia assolutamente tollerabile depauperare di sovranità quest'Aula, ogni volta. È un tema che davvero ormai dovremmo affrontare, Presidente, e di nuovo la ringrazio per averlo sottolineato, ma cerchi di fare pesare di più il suo valore. È una cosa che le chiedo proprio con il cuore, è un segno di rispetto nei confronti del popolo italiano che ha eletto questo Parlamento per fare questo tipo di operazioni, per fare questo tipo di lavoro.
Non è un fatto di polemica nei confronti della Presidente del Consiglio o dei Ministri, non è un fatto di polemica che va in quella direzione. È proprio un fatto di tenuta della capacità di essere autori reali di una democrazia compiuta. Credo che sia semplicemente questo, altrimenti sarebbe troppo facile fare la polemica e dire che eravate voi, quando eravate all'opposizione, a lamentarvi, durante la fase pandemica, perché c'era la decretazione di urgenza. Non mi interessa questo aspetto, mi interessa che oggi si potrebbe lavorare, anche perché non siamo in una condizione emergenziale come era la pandemia, semplicemente questo.
Ci sembra, anche per queste ragioni, che questa maggioranza evidentemente sia pronta fondamentalmente solo a far danno, soprattutto sulla componente fragile del nostro sistema, sulla componente vulnerabile. Infatti, si è proceduto a demolire il reddito di cittadinanza. In questi giorni, ci saranno momenti di particolare angoscia e i servizi sociali dei comuni se ne stanno accorgendo, perché sono arrivati gli che tolgono il reddito di cittadinanza, intanto, a 169.000 famiglie. Non si sta tutelando il lavoro povero, non si sta sostenendo assolutamente il minimo sindacale, che è un salario minimo garantito, che è un sistema di tutela della dignità dei lavoratori.
Quindi, si sta procedendo in quella direzione e, rispetto alle carenze, non si va verso quello che da molte parti dell'opposizione viene richiesto a gran voce. In un sistema inflazionistico così pesante, con i mutui aumentati del 75 per cento, non si vanno a tassare gli extraprofitti. È una cosa che non è assolutamente accettabile. Con il PNRR avete fatto l' di insipienza: ieri abbiamo saputo che c'è un'uscita dal PNRR di progetti per ben 16 miliardi. È la ciliegina sulla torta rispetto al fatto che ne erano stati spesi 2 su 33 nel 2023, che erano stati sottratti 500 milioni destinati alle residenze universitarie e ora si tolgono ai comuni, al sociale e addirittura al dissesto idrogeologico. In un momento come questo, in cui abbiamo visto alluvioni, diventa davvero assolutamente inaccettabile.
Senza considerare i progetti, anche questi a rischio, sulle case della comunità, sulle case della salute e sugli ospedali di comunità, in particolare al Sud, dove i progetti tagliati riguarderebbero 400 case della comunità e 100 ospedali di comunità. È chiaro che si sta dimostrando una sorta di difficoltà cronica nell'affrontare i problemi da parte di questa maggioranza e di questo Governo. In questo provvedimento, pensi, Presidente, per l'ennesima volta - ma probabilmente perché era già tutto disegnato rispetto alla richiesta di fiducia - non è stato accolto nessuno degli emendamenti che avevamo proposto in materia di miglioramento del Servizio sanitario nazionale. Perché questo provvedimento va anche ad agire sui piani oncologici regionali, va ad agire su molti aspetti del Servizio sanitario nazionale, e gli emendamenti che abbiamo presentato, Presidente, sono tutti emendamenti di contenuto, assolutamente coerenti con il testo che è stato prodotto. Niente bandierine, perché non è nel nostro stile. Addirittura, si è rifiutato un emendamento volto a incentivare il lavoro dei medici e dei sanitari che accettino di operare nelle aree interne, nelle aree svantaggiate, nelle zone svantaggiate, dove si fa fatica a recuperare il personale sanitario. Abbiamo presentato un emendamento, avevamo previsto anche delle coperture finanziarie, ma è stato rigettato, è stato bocciato. Evidentemente, il Governo e la maggioranza si preoccupano dello spopolamento delle aree interne soltanto a parole, sul piano operativo non si fa niente. Poi ci si lamenta perché le periferie si spopolano. Lo dico anche al Ministro che è qui presente, e lo ringrazio di essere qui presente: cosa vogliamo fare delle nostre periferie? Se si spopolano le periferie, si spopola anche il sistema che ha garantito la tenuta idrogeologica del sistema, perché nessuno poi si va a occupare dei paesaggi, si va a occupare dei boschi, si va a occupare del resto. Se alle periferie non si garantiscono i servizi, le persone non possono che trasferirsi nelle città, nei centri urbani. Dobbiamo garantire questi servizi nelle periferie. Mancano i medici di famiglia, mancano gli infermieri che vadano a lavorare nelle case della comunità nelle periferie, mancano gli ospedali di comunità nelle periferie. Se non si va a finanziare questa roba, inevitabili sono le conseguenze per il sistema. E i nostri borghi sarebbero straordinari, sarebbero capaci di indurre anche un indotto economico importante in termini turistici, in chiave turistica. E, invece no, non si va a finanziare la parte sanitaria delle aree interne e, nel PNRR, arriviamo a leggere che ANCI stessa è basita dall'aver rivalutato, al netto di 16 miliardi in meno, la proposizione sul Piano di ripresa e resilienza.
Avevamo chiesto, anche in un'ottica di appropriatezza, che nei Piani oncologici regionali si facesse un minimo di , di trasparenza e, quindi, si chiedeva che i finanziamenti fossero erogati - ed è giusto che sia così -, ma che fossero erogati anche grazie al fatto che venivano rispettati dei piani di intervento. Noi chiedevamo che i piani di intervento andassero a riguardare, soprattutto, la prevenzione primaria, con il contrasto agli stili di vita scorretti, e la prevenzione secondaria, gli oncologici, almeno quelli dove c'è evidenza. Parlo del , parlo della mammografia, parlo, quindi, di prevenzione primaria dei tumori della cervice uterina, della mammella, del colon retto. Si chiedeva che le regioni fornissero un piano, un cronoprogramma rispetto al fatto che riceveranno dei soldi per il Piano oncologico. Questo emendamento è stato bocciato. Poi ci lamentiamo che non c'è appropriatezza, che questa appropriatezza ci costa. Proviamo, perlomeno, a stabilire degli indicatori, degli indici che vadano nella direzione di poter verificare dove si spendono questi soldi, ma, evidentemente, interessa poco, perché le regioni sono governate, soprattutto, dal centrodestra, quindi ci si fida ciecamente delle giunte regionali e non interessa migliorare l'appropriatezza, si elargiscono fondi senza andare a vedere dove si spendono. Si era chiesto, con un altro emendamento, di dotare lo stesso MIUR di maggiori opportunità formative attraverso delle tecnostrutture che potessero migliorare le formative dei nostri ricercatori e delle nostre università. Negato anche questo. Si continua ad andare in deroga, che era anche ragionevole in fase di COVID, con i finanziamenti regionali, rispetto alle compartecipazioni delle regioni a statuto speciale, per la ripartizione della spesa del Piano oncologico e, invece, andando in deroga, si mantengono profili di diseguaglianze su cui noi volevamo che si potesse incidere. E anche questo non è stato fatto. Avevamo proposto un emendamento per la riqualificazione dell'intero comparto dell'emergenza territoriale, con un'integrazione adeguata fra pronto soccorso e assistenza territoriale del 118 - ora è tutto 112 -, ma una capacità di integrazione reale anche rispetto a un personale che necessita di attenzioni e che, per fortuna, in assenza delle case delle comunità che dovrebbero funzionare al meglio, spesso riesce a risolvere problemi di continuità assistenziale che non vengono garantiti e, a maggior ragione, rispetto all'emergenza-urgenza. Anche questo emendamento è stato bocciato. Che dire, infine, dei rifiuti agli emendamenti che potevano rendere compiute alcune scelte che sono state fatte nella scorsa legislatura grazie a leggi approvate, a firma MoVimento 5 Stelle: una che istituisce il registro tumori a livello nazionale e l'altra che, insieme al registro tumori, inserisce il referto epidemiologico. Due strumenti essenziali ai decisori politici per scegliere le strategie territoriali per fare buona salute. Si è chiesto di intervenire per renderli operativi, insieme anche al Garante per la ; si tratta, infatti, di problemi che vanno affrontati affinché i registri tumori si portino a compimento; per i referti epidemiologici, stesso discorso. Anche questi due emendamenti sono stati ignorati, assolutamente non presi in considerazione. Sono tutti temi di buonsenso. È quello che dicevo prima, non c'è una logica competitiva nei confronti della maggioranza o una logica polemica nei confronti della maggioranza. Sono tutte questioni importanti.
È stato respinto anche uno degli emendamenti che, dal nostro punto di vista, era importante: la Croce Rossa dovrebbe rimanere pubblica, perché ha rappresentato per anni un'eccellenza, soprattutto nell'emergenza, soprattutto in termini di Protezione civile. Questa idea di voler andare avanti sulla privatizzazione, sinceramente, a noi non ha mai convinto e, ancora oggi, non ci convince. Infine, si cercava anche di andare incontro alle famiglie e alle problematiche che, spesso, le persone incontrano in termini di tempi di vita. Un emendamento riguardava il rispetto degli orari per i genitori con figli minori e un altro emendamento era legato alla possibilità di allattamento nei luoghi di lavoro o disponibilità oraria per consentire questo rapporto madre-figlio nel primo anno di vita. Anche questi due emendamenti non sono stati presi in considerazione. Che dire, Presidente, evidentemente, delle due l'una: o questa maggioranza e questo Governo non erano pronti e, quindi, stanno dimostrando semplicemente inettitudine o, semplicemente, vogliono le mani libere per gestire allegramente la cosa pubblica. Ad ogni modo, io lo dico: noi non ci stiamo e continueremo nella vigilanza democratica del Paese .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la Commissione affari costituzionali, deputato Ziello, che rinuncia. Ha facoltà di replicare la relatrice per la Commissione lavoro, deputata Tenerini, che rinuncia.
Ha facoltà di replicare il Ministro per la Pubblica amministrazione Zangrillo, che rinuncia.
Poiché, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo si è convenuto che l'eventuale posizione della questione di fiducia abbia luogo non prima delle ore 18,30, sospendo la seduta fino a tale ora. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge .
Avverto che è in distribuzione un riferito al provvedimento in esame.
La V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è in distribuzione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Ministro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo. Ne ha facoltà.
PAOLO ZANGRILLO,. Signor Presidente, onorevoli deputati, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 1239-A: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025”, nel testo approvato dalle Commissioni riunite, comprensivo dell'.
PRESIDENTE. Secondo quanto convenuto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 27 luglio scorso, a seguito della posizione della questione di fiducia sull'articolo unico del disegno di legge n. 1239-A, nel testo delle Commissioni, comprensivo dell', la votazione per appello nominale avrà luogo nella seduta di lunedì 31 luglio, a partire dalle ore 13,30, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 12.
A partire dalle ore 15, i lavori proseguiranno con l'esame degli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale, da svolgersi entro le ore 22.
Estraggo a sorte il nominativo del deputato dal quale avrà inizio la chiama.
La chiama avrà inizio dalla deputata Cavandoli.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l'anno 2025. (C. 1239-A)
: ZIELLO, per la I Commissione; TENERINI, per la XI Commissione.


















