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Mercoledì 19 Giugno 2024 ore 15:00
AULA, Seduta 310 - Question time
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna alle ore 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata sui seguenti argomenti: iniziative di competenza in relazione a vicende emerse da un’inchiesta giornalistica concernente attività del movimento Gioventù nazionale (Braga – PD-IDP); iniziative in merito all’applicazione degli obiettivi previsti dal regolamento europeo sul ripristino della natura, anche attraverso l’avvio di un confronto con le istituzioni e le parti interessate (Zanella -AVS); iniziative per incentivare l’occupazione e rilanciare il mercato del lavoro nel Mezzogiorno (Foti – FDI); iniziative di competenza volte a stimolare la produttività e migliorare le condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori (D’Alessio - AZ-PER-RE); iniziative in materia di sostegno al reddito e contrasto della povertà, in considerazione della relazione del comitato scientifico per la valutazione sugli esiti del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza e dei rilievi della Commissione europea sull'assegno di inclusione (Barzotti - M5S); iniziative volte a sostenere il settore dei contact center e la salvaguardia dei relativi livelli occupazionali, con particolare riferimento alle società Almaviva Contact e Abramo Customer care (Faraone - IV-C-RE); iniziative di competenza volte a consentire il pagamento dei crediti vantati dalle imprese dell'indotto degli stabilimenti siderurgici dell'ex Ilva di Taranto (De Palma - FI-PPE); iniziative di competenza volte a promuovere investimenti qualificati negli stabilimenti «ex Ilva», al fine di rilanciare la produzione, favorire l’occupazione e promuovere l’innovazione sostenibile (Lupi - NM(N-C-U-I)-M); prospettive in ordine al rilancio di Acciaierie d’Italia, con particolare riferimento alle notizie di stampa relative a un "prestito ponte" e a una linea di credito con una banca americana (Pastorino - MISTO-+EUROPA); iniziative volte a salvaguardare la produzione e i livelli occupazionali nel settore biomedicale, con particolare riferimento all'azienda Mozarc-Bellco di Mirandola (Modena) (Cavandoli - LEGA).
Per il Governo sono intervenuti il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e il Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.
Per il Governo sono intervenuti il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e il Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.
XIX LEGISLATURA
310^ SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 19 giugno 2024 - Ore 15
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Interrogazioni a risposta immediata (svolgimento).
- Iniziative di competenza in relazione a vicende emerse da un'inchiesta giornalistica concernente attività del movimento Gioventù nazionale - n. 3-01269
- Iniziative in merito all'applicazione degli obiettivi previsti dal regolamento europeo sul ripristino della natura, anche attraverso l'avvio di un confronto con le istituzioni e le parti interessate - n. 3-01270
- Iniziative per incentivare l'occupazione e rilanciare il mercato del lavoro nel Mezzogiorno – n. 3-01271
- Iniziative di competenza volte a stimolare la produttività e migliorare le condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori – n. 3-01272
- Iniziative in materia di sostegno al reddito e contrasto della povertà, in considerazione della relazione del comitato scientifico per la valutazione sugli esiti del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza e dei rilievi della Commissione europea sull'assegno di inclusione - n. 3-01273
- Iniziative volte a sostenere il settore dei contact center e la salvaguardia dei relativi livelli occupazionali, con particolare riferimento alle società Almaviva Contact e Abramo Customer care – n. 3-01278
- Iniziative di competenza volte a consentire il pagamento dei crediti vantati dalle imprese dell'indotto degli stabilimenti siderurgici dell'ex Ilva di Taranto – n. 3-01274
- Iniziative di competenza volte a promuovere investimenti qualificati negli stabilimenti «ex Ilva», al fine di rilanciare la produzione, favorire l'occupazione e promuovere l'innovazione sostenibile – n. 3-01275
- Prospettive in ordine al rilancio di Acciaierie d'Italia, con particolare riferimento alle notizie di stampa relative a un "prestito ponte" e a una linea di credito con una banca americana - n. 3-01276
- Iniziative volte a salvaguardare la produzione e i livelli occupazionali nel settore biomedicale, con particolare riferimento all'azienda Mozarc-Bellco di Mirandola (Modena) – n. 3-01277
- Missioni
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FABRIZIO CECCHETTI, legge il processo verbale della seduta del 17 giugno 2024.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali e il Ministro delle Imprese e del .
Come di consueto, invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso. Quindi, un minuto per l'illustrazione, tre minuti per la risposta e due minuti per la replica.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno. La deputata Ghio ha facoltà di illustrare l'interrogazione Braga ed altri n. 3-01269 di cui è cofirmataria.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Da un'inchiesta giornalistica di sono emersi fatti inquietanti che riguardano Gioventù nazionale. Cos'è Gioventù nazionale? Non è una frangia estremista, ma il movimento giovanile di Fratelli d'Italia. Dall'inchiesta emerge una doppia identità del movimento: quella ufficiale, “vanto di Giorgia Meloni”, di giovani militanti che si mostrano moderati davanti ai giornalisti, ma che, nella loro dimensione interna, inneggiano liberamente al fascismo e ai terroristi NAR, fanno il saluto romano, urlano “Duce” e “Sieg Heil”. Dalle immagini, sembra emergere anche l'intenzione di voler finanziare l'organizzazione giovanile utilizzando i finanziamenti del programma di servizio civile universale, finanziato dallo Stato.
Quindi, noi chiediamo al Ministro se non ritenga urgente intervenire per fare immediata chiarezza sui fatti, inquietanti, e se non ritenga doveroso, in osservanza della Costituzione, intervenire per impedire la propaganda fascista e per evitare che finanziamenti statali siano utilizzati per scopi diversi
PRESIDENTE. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha facoltà di rispondere.
LUCA CIRIANI,Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, il servizio giornalistico cui fanno riferimento gli onorevoli interroganti è stato costruito sulla base di immagini frammentate e decontestualizzate, riprese in un ambito privato. Si tratta di modalità che talvolta vengono proposte nel dibattito pubblico e nelle comunicazioni con il rischio di veicolare ricostruzioni discutibili dei fatti, di prestarsi a fasi di strumentalizzazione e a forme di intossicazione del confronto democratico.
Va anche evidenziato come i filmati in questione abbiano ripreso soggetti minorenni e ne abbiano diffuso le immagini senza che ne sia stato acquisito il preventivo consenso. Lascio alle sensibilità di ciascuno le valutazioni in merito all'utilizzo di queste modalità sul piano giornalistico, ma rilevo che gli episodi frutto di quella narrazione non possono tradursi automaticamente sul piano legale. Di ciò è prova il fatto che il servizio giornalistico tende ad accreditare possibili intenzioni, da parte degli aderenti al movimento Gioventù nazionale, di ottenere finanziamenti con fondi pubblici a carico del servizio civile universale. Al riguardo, sulla base degli elementi forniti dal competente Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri, preciso che, ad oggi, nessuna associazione legata a partiti o a movimenti politici risulta attiva nella gestione di progetti nell'ambito del servizio civile. Quelle del servizio civile sono procedure che garantiscono la massima trasparenza e la piena correttezza nell'uso delle risorse pubbliche e che sono assistite da una serie di controlli, sia di tipo amministrativo che di tipo ispettivo, con riguardo agli enti proponenti, sia pubblici che del privato sociale, affinché vengano rispettati i requisiti di accreditamento rispetto ai progetti, per assicurare che le attività realizzate rispondano ai princìpi e alle finalità del servizio civile. Quindi, nessun per utilizzare il programma statale del servizio civile come finanziamento, così come il movimento Gioventù nazionale non si è mai segnalato per attacchi ai collettivi di sinistra, né ha mai pubblicamente esibito striscioni con slogan estremisti o riferimenti a fascismo e nazismo, men che meno ha mai palesato atteggiamenti di ostacolo ai giornalisti.
Si può sicuramente affermare, in base a fatti e circostanze più concreti, che nel nostro Paese sono altri e di diverse ispirazioni i sodalizi che manifestano comportamenti illiberali e talvolta violenti .
PRESIDENTE. La deputata Michela Di Biase ha facoltà di replicare.
MICHELA DI BIASE(PD-IDP). La sua risposta, Ministro, non è neanche lontanamente soddisfacente. Io per un attimo ho avuto il dubbio di avere davanti l'avvocato difensore del gruppo giovanile di Fratelli d'Italia, invece che un Ministro della Repubblica . Oltretutto, mi sento di stigmatizzare con forza il fatto che oggi non sia presente il Ministro Piantedosi . Questo è un a cui avrebbe dovuto rispondere lui, al di là della qualità del servizio, che francamente non ci interessa. Siamo drammaticamente preoccupati da quello che è emerso da quel servizio, ossia che un gruppo politico, che fa riferimento al maggior partito di Governo di questo Paese, inneggi con tanta chiarezza al fascismo e, mi lasci dire, al nazifascismo. Siamo sconcertati.
Oggi, noi ci saremmo aspettati tutte altre risposte rispetto a quelle che voi ci avete dato. Guidate la nostra Repubblica, ci saremmo immaginati un'altra postura. L'immagine che voi state dando è in profonda contraddizione con la nostra democrazia e con la nostra Repubblica. Non è questione da giuristi. Noi non stiamo qui a cercare di dimostrare, con il manuale alla mano, se si tratti o no di fattispecie di reato. È questo il punto che non avete capito. Le immagini, che tutte noi e tutti noi abbiamo visto in quell'inchiesta, sono apologia di fascismo, nel senso pieno del termine. Ragazze e ragazzi che si formano nel mito di chi ha macchiato con il sangue delle persecuzioni la storia del nostro Paese !
C'è, soprattutto, un aspetto che emerge, su cui lei tace, liquidandolo: il fatto che Gioventù nazionale riceva, o così sembra, finanziamenti dal servizio civile nazionale. Su questo noi continueremo a chiedervene conto, dopo le scene a cui abbiamo assistito, in questi giorni, in Aula, e alla violenza anche nelle piazze. Abbiamo una certezza: il frutto, Ministro, non è caduto lontano dall'albero .
PRESIDENTE. La deputata Zanella ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01270 .
LUANA ZANELLA(AVS). Il 17 giugno, il Consiglio europeo ha approvato il regolamento sul ripristino della natura, pilastro della Strategia europea sulla biodiversità, cruciale per mitigare il cambiamento climatico e i suoi effetti disastrosi. Il Governo italiano ha votato contro. Tuttavia, Ministro, lei dovrà predisporre il Piano di attuazione nazionale, perché si tratta di un regolamento, non di un atto di indirizzo, e quindi dovrà fissare gli obiettivi in modo chiaro e misurabile, indicando le risorse necessarie per il recupero e il ripristino degli degli ecosistemi terrestri, marini e lacustri, di zone umide e torbiere, almeno per il 20 per cento entro il 2030, come lei sa. Si tratta di domani. Ripeto, si tratta di domani. Quindi, dobbiamo fare bene e in fretta. Ripristiniamo la natura. Noi siamo la natura .
PRESIDENTE. Il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha facoltà di rispondere.
GILBERTO PICHETTO FRATIN,Grazie, Presidente. Grazie agli interroganti, anche per la tempestività dell'interrogazione. In merito al quesito posto, si rappresenta che il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica certamente dovrà predisporre, entro i prossimi due anni, il primo Piano nazionale di ripristino, che conterrà e deve contenere le azioni da intraprendere sino a giugno 2032. Lo schema del Piano dovrà essere sottoposto a valutazione ambientale strategica e in tale sede sarà prevista una fase di consultazione e partecipazione pubblica, che garantirà il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
Il Piano sarà sottoposto a valutazione ambientale strategica e in tale sede sarà prevista una fase di consultazione e partecipazione pubblica, che garantirà il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Il Piano sarà, altresì, adottato seguendo un approccio multidisciplinare per l'individuazione delle misure di ripristino, nonché tenendo in considerazione le iniziative che sono già in atto a livello nazionale e regionale nell'ambito della Rete Natura 2000.
È opportuno evidenziare che il MASE sta già partecipando alle riunioni con la Commissione europea e con gli altri Stati membri al fine di definire il del Piano. In ogni caso, il contenuto del Piano dovrà dare continuità alle misure del PNRR dell', la quale, come intervento, prevede 37 interventi su larga scala per il ripristino, la protezione dei fondali e degli marini, il rafforzamento del Sistema nazionale di osservazione degli ecosistemi marini e costieri, la mappatura dei fondali e degli costieri e marini di interesse conservazionistico.
In conclusione, la definizione partecipata delle azioni del Piano nazionale con tutti i soggetti e le categorie interessate risulta fondamentale al fine di tarare al meglio le modalità di raggiungimento del . Le azioni del Piano dovranno conciliare la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi e le definizioni di appositi finanziamenti, anche di carattere europeo. Sarà fondamentale tutto ciò per evitare l'accrescimento degli oneri per i vari settori coinvolti. Quindi, certamente, il nostro Paese ha votato contro sulle modalità e su alcune parti del regolamento, ma è un regolamento e, come tale, va applicato.
PRESIDENTE. La deputata Zanella ha facoltà di replicare.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Ministro, seguendo il suo ragionamento, lei doveva votare a favore e, invece, ha votato contro il regolamento. Non ha avuto il coraggio della Ministra verde per l'ambiente, l'austriaca Leonore Gewessler, che ha consentito, con il suo voto favorevole, disobbedendo al suo Cancelliere, l'approvazione di questa legge così importante. Pensi cosa ha detto la Ministra per l'ambiente austriaca: “Quando le mie nipoti mi chiederanno cosa hai fatto quando tutto era in gioco, voglio poter dire ho fatto tutto il possibile” . Potrà dirlo lei, Ministro? Potrà questo Governo, negazionista di fatto del cambiamento climatico? Voi non vi potete sottrarre. Come pensate di contrastare la siccità e la desertificazione che avanzano in territori come la Sicilia e la Sardegna? Avete visto le capre di Caltanissetta bere il fango? Ha sentito il grido di aiuto degli agricoltori e degli allevatori, che implorano l'intervento dell'Esercito per fare arrivare in questi territori assetati l'acqua per salvare il salvabile? Pensa che questo dramma si possa risolvere con la buona volontà, i e i per il foraggio? No, Ministro, ci vuole questo Piano e noi sorveglieremo che questo Piano sia conforme a quanto previsto dal regolamento, vincolante, dell'Europa .
PRESIDENTE. Il deputato Rizzetto ha facoltà di illustrare l'interrogazione Foti ed altri n. 3-01271 di cui è cofirmatario.
WALTER RIZZETTO(FDI). Grazie, Presidente. Buongiorno, Ministri. Buongiorno, Ministro Calderone. Ministro, i dati sull'occupazione, soprattutto nell'ultimo anno, vanno a fotografare un quadro indubbiamente positivo e in ripresa: cresce l'occupazione stabile, crescono il contratto a tempo indeterminato, cresce - ed è un grande plauso anche alle politiche di questo Governo - tutto l'ambito del lavoro femminile. C'è sempre da fare di più sotto questo punto di vista, assolutamente, ma il dato che viene registrato, in modo asettico, in questo caso, rispetto alla politica, dice che, tra aprile 2023 e aprile 2024, c'è stato un aumento del numero di occupati di circa 516.000 unità e, quindi, la disoccupazione scende di un punto, un punto e mezzo.
Nonostante questo, in alcune aree del nostro Paese, pur segnando, ad esempio l'area del Mezzogiorno, un incremento importante di quasi due punti tra il 2022 e il 2023, c'è ancora e si sconta ancora un tasso di disoccupazione, in alcune aree, lo dicevo, piuttosto elevato. Appare prioritario, secondo noi, Presidente, continuare ad abbattere la disoccupazione sotto questo punto di vista e, quindi, chiedo al Ministro del Lavoro Calderone quali saranno e quali sono le misure che intende adottare .
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. L'interrogazione illustrata mi consente di fare il punto sulle misure introdotte dal Governo per incentivare l'occupazione, in particolare nelle regioni del Meridione, ove gli effetti della crisi pandemica, dapprima, e della guerra in Ucraina, poi, hanno inciso negativamente in un contesto già di per sé complesso. Il Governo ha pertanto deciso di investire gran parte delle risorse a sua disposizione, comprese quelle comunitarie, in un'incisiva azione di sostegno all'occupazione attraverso una pluralità di interventi, grazie ai quali si è finalmente registrata, a partire dal 2023, la significativa inversione di tendenza descritta dai dati sull'occupazione che abbiamo avuto modo di commentare. A questo proposito, in aggiunta, il Rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie pubblicato oggi sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro segnala la crescita del 3,5 per cento delle attivazioni di rapporti di lavoro nel 2023, per un totale registrato pari a oltre 13.072.000 contratti, che si accompagna all'incremento del 4 per cento, sul 2022, delle trasformazioni dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
In riferimento al Meridione, rileviamo una notizia incoraggiante. La variazione percentuale tra le trasformazioni registrate nel 2023 e quelle dell'anno precedente supera la media nazionale e, in particolare, le stabilizzazioni nelle regioni del Sud, nel 2023, sono cresciute in percentuale doppia rispetto alla media nazionale. Questi dati occupazionali, decisamente positivi, vanno sostenuti ed è mia intenzione concentrare la massima attenzione sulle ulteriori possibilità di miglioramento che si prospettano. E per questa ragione, a seguito di quanto già fatto, la linea di intervento del Governo è indirizzata a fornire ulteriori strumenti per favorire l'occupazione stabile, soprattutto per le donne e i giovani, in particolare nelle regioni del Meridione.
Il declino demografico nel Sud d'Italia non è inevitabile e noi abbiamo deciso di contrastarlo con concretezza. Le previsioni di lungo periodo, che indicano una progressiva tendenza allo spopolamento soprattutto nei territori rurali, suggeriscono interventi urgenti. In questa direzione vanno le misure introdotte dal decreto-legge n. 60 del 2024, il decreto Coesione, che consistono, sinteticamente, nell'esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da contratti a tempo determinato per i giovani 35, nell'esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali per l'assunzione a tempo indeterminato di donne di qualsiasi età residenti nel Mezzogiorno prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, nell'esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali a favore delle microimprese che assumono in unità produttive ubicate nelle regioni meridionali i lavoratori 35 privi da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito. Il decreto Coesione prevede, inoltre, importanti impegni e sostegni finanziari per la creazione di nuove imprese, attività di lavoro autonomo e professionale.
Segnalo ancora che sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea relative alla misura “Decontribuzione Sud” e al suo prolungamento. La promozione della formazione di qualità e dell'occupazione stabile nel Sud d'Italia è cruciale per lo sviluppo economico dell'intera Nazione e, in questo senso, posso garantire, come Ministro del Governo Meloni, l'assoluto impegno a proseguire nell'azione concreta di sostegno alle imprese e ai lavoratori del Meridione d'Italia .
PRESIDENTE. Il deputato Rizzetto ha facoltà di replicare.
WALTER RIZZETTO(FDI). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro Calderone, sono soddisfatto della risposta. Mentre lei rispondeva con dati certi rispetto alla ripresa dell'occupazione, soprattutto, nel Mezzogiorno d'Italia, mi veniva un pensiero: quest'Aula oggi, colleghi, avrebbe dovuto essere piena di deputati delle opposizioni che, invece, per oltre 20 ore, questa notte, ci hanno detto che abbandoniamo il Sud. Questo non è vero . Questi dati, evidentemente, danno una stima esattamente opposta rispetto al fatto che questa maggioranza, come qualcuno accusa, abbandona il Sud.
Anzi, dirò di più: quanto approvato nelle prime ore di questa mattina, ovvero l'autonomia differenziata, fondamentalmente avrà un impatto positivo in termini di maggiore autonomia decisionale delle regioni, che, nel tempo, andrà inevitabilmente a perfezionare di regione in regione, soprattutto nelle regioni del Sud, che proporzionalmente, come diceva il Ministro Calderone, sono anche cresciute di più rispetto ad altre regioni, laddove gli investimenti, grazie a questi passaggi del Governo e del Parlamento, saranno più efficaci, poiché si possa finalmente individuare una gestione più adeguata e responsabile per cogliere tutte le potenzialità del Mezzogiorno d'Italia che, lo ricordo, e termino ringraziandola, non ha bisogno di perpetua assistenza eteroguidata dal centro , ma ha bisogno di occasioni di lavoro, ha bisogno di investimenti, ha bisogno di autoimprenditorialità e ha bisogno di aumenti della produttività e soltanto con quello finalmente, in alcuni ambiti, Presidente, cercheremo, e sicuramente, naturalmente, si aumenteranno anche i salari .
PRESIDENTE. La deputata Grippo ha facoltà di illustrare, per un minuto, l'interrogazione D'Alessio ed altri n. 3-01272 di cui è cofirmataria.
VALENTINA GRIPPO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Ministra Calderone, nel settembre 2022 il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sui salari minimi, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori dell'Unione. Pur non vincolando direttamente l'Italia ad adottare un salario minimo legale, la direttiva ha imposto e impone una riflessione su quale sia il salario al di sotto del quale nessuna persona dovrebbe lavorare.
Lo scorso 6 dicembre 2023, a seguito delle proposte di legge sul salario minimo delle opposizioni, la Camera dei deputati ha approvato le deleghe al Governo in materia. In virtù di tale delega, il Governo dovrà adottare, su sua proposta, Ministra, uno o più decreti volti ad assicurare ai lavoratori trattamenti retributivi giusti ed equi, e contrastare il lavoro sottopagato, ma, a sei mesi di distanza, l'esame al Senato non è ancora iniziato.
La interroghiamo, quindi, per sapere quali iniziative abbia intenzione di adottare per sollecitare la ripresa dell'iter della norma al Senato e, soprattutto, per stimolare la produttività, combattere i fenomeni del lavoro sommerso e garantire a tutti i lavoratori condizioni economiche realmente dignitose, sempre meno possibili per i lavoratori italiani.
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, signor Presidente. Ringrazio gli onorevoli interroganti perché i temi della contrattazione collettiva, dell'adeguatezza dei livelli salariali e il contrasto al lavoro sommerso sono centrali per la tutela delle condizioni di lavoro, obiettivo primario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. È appena giunta la notizia della morte del bracciante agricolo indiano che ha subìto un incidente gravissimo nelle campagne di Latina e che è stato abbandonato in gravissime condizioni, che poi ne hanno causato la morte.
È per me veramente motivo di grande dolore dover commentare questo fatto, per le modalità con cui si è svolto, per il fatto che si tratta di una persona che lavorava senza avere un regolare contratto e che è stata vittima di quello che definisco un vero atto di barbarie, che deve essere perseguito in tutti i luoghi e in tutte le sedi, e per il quale, oltre a esprimere il mio cordoglio e quello del Governo ai suoi familiari, però manifesto anche il nostro impegno a fornire ogni più ampia assistenza alle autorità, così come stiamo facendo sin dalle prime ore, per verificare e accertare tutti i fatti e fare in modo che anche chi li ha commessi venga punito.
Questo deve dirci che, soprattutto in queste situazioni, episodi del genere devono indurre le istituzioni a essere ancora più incisive nel contrasto al lavoro sommerso e nella promozione di una moderna cultura del lavoro. Proprio nell'ottica di garantire condizioni dignitose di lavoro, al centro dell'agenda di Governo c'è il tema del contrasto al lavoro sommerso. Al riguardo, rappresento che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con decreto del dicembre 2022, ha adottato il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso per il triennio 2023-2025. Si tratta di uno strumento volto a dotare il Paese di una strategia stabile di prevenzione e di contrasto del fenomeno nei diversi settori produttivi. In particolare, il Piano introduce nel nostro sistema misure finalizzate a contrastare il lavoro irregolare anche attraverso la promozione di una cultura del rispetto dei diritti dei lavoratori e della sana competizione tra imprese. Gli interventi messi in campo agiscono sul doppio binario della repressione e della prevenzione.
Infatti, come prioritaria azione di contrasto, viene previsto il potenziamento dell'attività di vigilanza, accompagnata da una più efficace attività di pianificazione degli interventi ispettivi e di incremento del numero di ispezioni sul lavoro. In questo senso, si evidenzia l'adozione del decreto ministeriale del 28 marzo 2024, n. 50, con cui si è costituita presso l'Ispettorato nazionale del lavoro la istituzionale “Lavoro sommerso”, che opera in continuità con le attività previste dal Piano nazionale. Parallelamente, il Piano nazionale prevede interventi normativi che incidono sull'attuale impianto sanzionatorio, al fine di disincentivare condotte che espongono i lavoratori a condizioni di sfruttamento e di pregiudizio per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Come è noto, abbiamo provveduto anche a reintrodurre la sanzione penale in tema di interposizione illecita di manodopera. Infine, in tema di salario minimo e contrattazione collettiva, come noto, nel nostro ordinamento la determinazione di una retribuzione adeguata non è rimessa alla legge, bensì è demandata alla libera negoziazione delle parti sociali, attraverso lo strumento della contrattazione collettiva, che definisce per ogni settore le condizioni normative ed economiche applicabili.
Fermo restando che la libertà contrattuale delle parti sociali deve essere sempre garantita, confermo l'impegno del Ministero a intraprendere ogni iniziativa volta a favorire la pronta definizione dei rinnovi contrattuali. Con riferimento al tema del salario minimo, sottolineo che la direttiva europea citata dagli onorevoli interroganti, che potrà essere recepita entro il 15 novembre 2024, è finalizzata a garantire condizioni dignitose ai lavoratori dell'Unione europea, ma non intende istituire un meccanismo uniforme per la determinazione dei salari minimi.
PRESIDENTE. Il deputato D'Alessio ha facoltà di replicare.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Per la verità, ci aspettavamo una risposta un po' più puntuale sul salario minimo. Vorremmo delle risposte un po' più concrete sia sulla sicurezza sul lavoro, ma anche sul salario minimo, dove, lo abbiamo ribadito più volte, le opposizioni tutte hanno fatto uno sforzo per giungere a una proposta unica, sforzo che è stato tecnico e politico. Perché questo? Perché ce lo ha indicato l'Europa e lo hanno chiesto centinaia di migliaia di famiglie italiane, che continuano a chiederlo.
L'atteggiamento nei confronti del Governo è stato sempre estremamente costruttivo. Peraltro, orgogliosamente, devo dire che Azione ha sempre formulato proposte responsabili. I 9 euro, sotto la soglia dei quali secondo noi non c'è una giusta retribuzione, non sono gli 11 o 12 che alcune altre forze avevano proposto e che avrebbero costruito un muro rispetto a un'ipotesi di confronto costruttivo con il Governo. Avevamo proposto la non automaticità di un aumento annuale, ma una valutazione periodica di un ipotetico aumento del salario minimo sulla scorta di parametri, per non spaventare o mettere in difficoltà gli imprenditori, i quali dovrebbero, secondo noi, anche beneficiare di contributi per l'adeguamento dei salari, nella prima fase.
È una problematica che va affrontata a 360 gradi, tenendo presente le esigenze dei lavoratori, ma anche quelle delle imprese in difficoltà, però non è più assolutamente rinviabile, con atteggiamenti, secondo noi, anche un po' dilatori, il momento di rimboccarsi le maniche e incidere concretamente sul tema del salario minimo. C'è un salario sotto il quale - secondo noi è 9 euro - non si garantisce un'esistenza libera e dignitosa ai lavoratori. Su questo, aspettiamo con ansia risposte concrete.
PRESIDENTE. Il deputato Dario Carotenuto ha facoltà di illustrare l'interrogazione Barzotti ed altri n. 3-01273 di cui è cofirmatario.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Gentile Ministro, siamo ancora un po' storditi - le dico il vero - da questa lunga notte in cui la sua maggioranza ha svelato di appartenere - tutti voi della maggioranza del Governo Meloni - a un solo partito, quello dei traditori d'Italia. Le difficoltà di chi vive in ristrettezze economiche, cittadini o regioni che siano, per voi sono una colpa e non una condizione dovuta alle scelte della politica, e lo dimostrate sempre con le vostre politiche, che fondamentalmente sono un invito a chi cammina con le stampelle a correre la maratona per sopravvivere.
Solo così si spiega il fatto che la cancellazione del reddito di cittadinanza è stato uno dei primi provvedimenti che avete deciso di fare; solo così comprendiamo come si sia arrivati addirittura a cancellare un mese di questa misura, che serve ai poveri, per aiutare i presidenti delle squadre di calcio di serie A. Il reddito di cittadinanza, voglio informarvi, ha raggiunto quasi 2 milioni di persone e ha consentito loro di uscire dalla povertà assoluta. Questo lo dice l'Istat, mentre il comitato scientifico incaricato della valutazione degli esiti del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza dice che queste misure hanno efficacemente contrastato la povertà e l'esclusione sociale. Purtroppo, invece, i della Commissione europea sulla convergenza sociale, dedicato all'Italia, bocciano senza appello il vostro assegno di inclusione, che lo ha sostituito.
PRESIDENTE. Concluda.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Allora - sì, concludo - oggi la povertà assoluta ha raggiunto numeri record. Solo poche ore fa lo ha ribadito anche la Caritas, non lo diciamo noi. Allora, vi torniamo a chiedere di ripristinare il reddito di cittadinanza o di farci sapere come pensate di correggere l'assegno di inclusione, che si sta dimostrando un totale fallimento sotto ogni punto di vista .
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. Il quesito posto dagli onorevoli interroganti torna nuovamente su un tema già all'attenzione del Ministero del Lavoro per l'importante impatto che l'assegno di inclusione sta dimostrando di avere sin dai primi mesi di implementazione concreta della misura. Con il decreto Lavoro, infatti, questo Governo, alla luce delle evidenti disfunzioni che le precedenti misure hanno mostrato, ha inteso introdurre una nuova forma - l'assegno di inclusione - non già di mero sostegno al reddito, ma di attivazione di politiche concrete di formazione e di introduzione al mondo del lavoro in favore di un'ampia platea di beneficiari in effettiva situazione di difficoltà.
Infatti, sostituendo un precedente sistema di distribuzione sostanzialmente indiscriminata di risorse a carico della finanza pubblica, con l'assegno di inclusione si è inteso contrastare in modo diretto la povertà, la fragilità e la marginalizzazione sociale, mediante misure volte a fornire gli strumenti per un successivo e autonomo inserimento stabile nel mondo del lavoro, in riferimento, in particolare, alle misure di supporto per la formazione e il lavoro, con cui, mediante strumenti di politica attiva e non di natura esclusivamente economica, si è inteso agire non solo e non tanto al fine di garantire un apporto monetario ai percettori, ma soprattutto al fine di consentire loro di creare e sviluppare un di competenze funzionali e di ridare dignità professionale ai beneficiari, nell'ottica di una loro indipendenza professionale che gli consenta di poter concorrere al progresso materiale della società.
È in questa cornice che occorre leggere i primi dati statistici sui risultati delle misure introdotte da questo Governo, avendo attenzione di non sottovalutare il ristretto arco temporale di attività della norma, attiva solo da gennaio 2024. Così come pure è imprescindibile considerare il cambio radicale di rotta nelle modalità di attribuzione delle risorse, basato non più su un meccanismo di autocertificazione, con eventuale controllo successivo a campione, ma su un efficace modello di verifica a monte della sussistenza dei requisiti in capo ai richiedenti, al fine di allocare in modo efficiente ed efficace le risorse a disposizione. Tale allocazione consente di intervenire in modo non solo non indiscriminato, ma soprattutto in favore di quelle situazioni di bisogno reale ed effettivo.
In quest'ottica deve essere letto quanto segnalato dalla Commissione europea, nella parte in cui ha ritenuto che l'assegno di inclusione avrebbe ridotto la platea dei beneficiari. Non si tratta di una riduzione, ma, al contrario, di una selezione a monte in luogo di una meno razionale revoca a valle. Del resto, è evidente che un sistema basato su controlli a valle, oltre a determinare un ingente dispendio di risorse umane e strumentali della pubblica amministrazione, non efficiente, ha posto e pone il più complesso problema del recupero delle risorse erogate in favore di soggetti risultanti non in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa.
Ciò che, invece, occorre valorizzare dell'analisi della Commissione europea è il dato sull'innalzamento delle risorse erogabili grazie alle misure introdotte da questo Governo. Si legge, infatti, nella citata analisi, che questo profilo rappresenta uno sviluppo positivo. È indispensabile, poi, chiarire che il comitato scientifico non ha affatto bocciato la misura di cui si discute, così come occorre precisare che i dati evidenziati dagli onorevoli interroganti non trovano riscontro. Al contrario, dalla relazione emerge che i dati sull'avviamento al lavoro di 1,2 milioni di beneficiari nell'ambito del reddito di cittadinanza non sono corretti. Fino alla metà del 2021, infatti, non era nemmeno possibile stimare le persone avviate e prese in carico, anche per via della pandemia.
A fronte di 2 milioni di persone in età di lavoro - stima INPS -, solo 446.000 hanno sottoscritto il patto di servizio, e gli incentivi per le assunzioni previsti per i beneficiari del reddito di cittadinanza sono stati attivati per meno di 2.000 persone. Dall'analisi delle comunicazioni obbligatorie emerge, poi, che 297.000 beneficiari hanno trovato un lavoro durante la percezione del sussidio, ma è assai probabile che abbiano continuato a percepire il sussidio fino alla scadenza o, quanto meno, fino all'aggiornamento dell'ISEE. In definitiva, i dati registrati consentono di ritenere che i mutamenti nel mercato del lavoro in vigenza del reddito di cittadinanza sono piuttosto gli effetti di tendenze spontanee e non di un concreto impatto della misura, tant'è che, nei settori in cui è maggiore la presenza di occupati poveri, le prestazioni sommerse hanno un'incidenza 3 volte superiore alla media generale degli occupati.
Chiarito, pertanto, che non vi è alcuna bocciatura della misura neppure da parte degli organi dell'Unione europea, è intenzione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali proseguire nelle linee di intervento introdotte dal Governo, compreso l'assegno di inclusione, che in soli 6 mesi ha dato prova di concreta efficacia e le cui potenzialità di sviluppo sono state riconosciute dalla stessa Commissione europea .
PRESIDENTE. Il deputato Carotenuto ha facoltà di replicare.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Capisco la necessità di parlare tanto per cercare di trovare delle giustificazioni a quello che non è giustificabile, signora Ministro . Le sue risposte descrivono, però, una realtà inesistente e, viste le conclusioni del comitato scientifico e della Commissione europea, immaginiamo che le persone dotate di raziocinio si stiano chiedendo perché eliminare una misura che riduce la povertà e sostiene i lavoratori poveri, a maggior ragione in un momento storico delicato come questo.
Certo non è stato per via delle frodi, perché i numeri forniti dalla Guardia di finanza parlano molto chiaro: le truffe denunciate dal 2019 sono state circa 53.000 su 3,2 milioni di beneficiari (parliamo, quindi, dell'1,6 per cento del totale). Allora, la logica messa in piedi da voi ha portato a punire il 98,4 per cento dei beneficiari del reddito di cittadinanza perché l'1,6 per cento degli ex beneficiari ha avuto accesso alla misura in modo fraudolento. È come se togliessimo la cassa integrazione perché alcuni imprenditori hanno truffato l'INPS durante la pandemia . Magari potremmo chiedere cosa pensa di questo il Ministro Santanche'.
D'altra parte, la vostra è un'idea di Paese fondata sul principio della prevalenza del profitto sul diritto, cioè la legge della giungla, dell'uomo che ha pieno diritto allo sfruttamento del suo simile per generare profitto e di uno Stato che mira ad aumentare il numero dei poveri per dare agli sfruttatori risorse umane per generarlo. Quindi, siamo qui a parlare ancora di reddito di cittadinanza, mentre dovremmo occuparci di lavoro povero e magari di un reddito universale, viste le sfide che ci propone l'intelligenza artificiale. Invece, questo Governo che fa? Continua a non guardare che un lavoratore su 10 nel nostro Paese si trova in condizioni di povertà, mentre i grandi delle partecipate di Stato o delle società private guadagnano cifre da capogiro. Parliamo di cifre che sono centinaia e centinaia di volte più alte dei loro dipendenti. Questo, francamente, lo troviamo inaccettabile.
Questi fatti, però, sono oscurati da un sistema mediatico che poi è condotto dagli stessi burattinai che sfruttano l'assenza di regole e che beneficiano dello sfruttamento dei lavoratori. Questo è uno dei pochi spazi liberi per i cittadini, per comunicare alle persone. Qui non si può censurare la disarmante realtà dei fatti, la descrizione del cinismo di questo Governo…
PRESIDENTE. Concluda.
DARIO CAROTENUTO(M5S). …come per il momento - concludo, Presidente - non siete ancora riusciti a censurare il programma che proprio nell'ultima puntata ha dimostrato come i vostri conflitti di interesse, Ministro, quelli suoi e di suo marito, generino un sistema drammaticamente pericoloso per la salute dei lavoratori, proprio qui, in un Paese dove le statistiche parlano di tre persone al giorno che muoiono sul lavoro, che non tornano dai loro cari; tre persone che, se potessero contare ancora sul reddito di cittadinanza, si rifiuterebbero di accettare lavori che le espongono al rischio di morte per sfamare le loro famiglie .
PRESIDENTE. Il deputato Davide Faraone ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01278 per un minuto.
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Ministro, noi ci rivediamo su un tema su cui già, come gruppo, l'abbiamo interrogata e spero che non ci si debba più rivedere, perché magari la prossima volta, su quello che sta accadendo ai lavoratori di Almaviva e Abramo potrà darci quelle risposte risolutive che finora non ci ha dato, nel senso che, l'ultima volta che noi l'abbiamo interrogata, aveva detto che sarebbero partiti dei corsi con l'ANPAL e che i lavoratori sarebbero stati ricollocati, ma, da allora ad oggi, nulla è cambiato. Io, prima di interrogarla, ho sentito i sindacati e ho sentito i rappresentanti dei lavoratori, che mi hanno detto che, da un'interrogazione a questa, nulla è stato fatto dal suo Ministero.
Io, naturalmente, le offro la massima collaborazione da parte nostra, però, su questo settore, oltre alla necessità di un intervento generale, le ricordo che adesso ci sarà anche l'intelligenza artificiale, oltre alle delocalizzazioni, che inciderà molto su questo ambito e se il Ministero è così apatico, noi non reggiamo e mandiamo a casa migliaia e migliaia di lavoratori che credo non lo meritino.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Siamo impegnati, sin dai primi giorni di legislatura, ad affrontare la crisi sistemica e strutturale dei che risale ormai ad alcuni anni fa, con le gravi conseguenze che essa ha soprattutto sulle aziende che operano nel nostro Mezzogiorno e, quindi, sui lavoratori che ne sono interessati.
In merito alla vicenda Almaviva Contact, come sanno gli interroganti, abbiamo fatto un primo significativo intervento, che ha avuto efficacia per tutto l'anno 2023. Il 19 dicembre scorso è stato, inoltre, concluso un accordo tra tutte le parti interessate diretto alla realizzazione di un percorso strutturato di politiche attive da parte dell'ex ANPAL Servizi, ora Sviluppo Lavoro Italia, e dalle regioni interessate per il ricollocamento dei lavoratori coinvolti. Entro la metà del prossimo mese di luglio, il tavolo ministeriale verrà riconvocato per verificare lo stato di avanzamento delle attività promosse.
Rispetto al caso di Abramo Customer care, in questi giorni, i commissari straordinari si stanno confrontando con le parti sindacali nell'ambito della procedura di trasferimento degli a una nuova realtà aziendale. Ciò, potrà rappresentare una prima, significativa risposta occupazionale per parte dei lavoratori di Abramo. Il Ministero è, inoltre, impegnato nel tentativo di individuare soluzioni di sistema alle crisi occupazionali dei , dovute ovviamente alla trasformazione epocale del sistema delle telecomunicazioni. A tal proposito, lo scorso 26 marzo, ho presieduto insieme al Ministro Calderone un tavolo dedicato ai che erogano prestazioni a TIM. L'incontro ha visto la partecipazione dell'azienda TIM, di tutti i interessati, delle organizzazioni sindacali e di tutte le regioni coinvolte, con l'obiettivo di trovare gli strumenti per adeguare le competenze dei lavoratori verso nuove importanti attività di interesse nazionale, come quelle di dematerializzazione degli archivi cartacei della pubblica amministrazione.
Le strutture ministeriali stanno, in queste settimane, lavorando per individuare i percorsi tecnici e, quindi, le risorse compatibili, in grado di dare concretezza a questo importante e, a quel punto, strutturale progetto, che è importante ovviamente per i lavoratori, ma anche per il nostro sistema Paese.
PRESIDENTE. Il deputato Faraone ha facoltà di replicare.
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Intanto, se qualcuno porta un caffè al Presidente, lo vedo proprio sofferente…
PRESIDENTE. Il Presidente soffre insieme a voi…
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Ministro, io rimango un po' perplesso, perché lei ha detto che a dicembre è stato chiuso un accordo - me l'aveva detto anche la volta scorsa - con un intervento dell'ANPAL per costruire le condizioni affinché i lavoratori potessero trovare un altro impiego e ora mi sta dicendo che, a metà luglio, partirà questo percorso. Siamo a fine giugno, l'accordo è stato chiuso a dicembre e ora attendiamo questa ulteriore scadenza. Lei si ricordi che io, se il gruppo me lo consentirà, avrò sempre la possibilità di interrogarla e lo farò volentieri fino a quando non usciremo da questa vertenza, perché, purtroppo, i lavoratori hanno la sfortuna di non avere la possibilità di un'interlocuzione con il Ministro, per cui, si incontra un'organizzazione sindacale, si dice che si avvia un percorso, poi, quel percorso non si avvia più e si lasciano nel totale sconforto lavoratori che vivono di cassa integrazione e che, allo scadere della cassa integrazione, vivranno di nulla.
Pertanto, io vorrei che lei avesse l'ansia, la stessa ansia che hanno i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro alla fine di questo percorso di assistenzialismo, qual è la cassa integrazione. Fin quando non vedrò quest'ansia nei suoi occhi, purtroppo, sarò qui a interrogarla perché sia su Abramo sia su Almaviva io vedo che il Ministero, oltre alle chiacchiere, finora non è andato, perché è vero che il processo è duro, c'è tanto da fare su un settore che vede tanti cambiamenti - ho citato anche l'intelligenza artificiale -, però, il problema è che non c'è dinamismo da parte del Ministero, intanto, sull'emergenza delle migliaia di lavoratori che perdono il posto di lavoro, migliaia, alcune già in cassa integrazione e altre prossime ad andare, perché i casi di Almaviva e di Abramo sono soltanto due casi.
Io la prego, signor Ministro, viva con la stessa ansia dei lavoratori queste vertenze, perché la situazione è drammatica e, finito questo anno di cassa integrazione, ci ritroveremo con disoccupati, se non si sarà avviato quel percorso che il Ministero ha detto che avrebbe avviato e che, invece, continua a rimandare. Per cui ci rivedremo a metà luglio e spero che quel giorno mi potrà dire che è partito quello che avevamo concordato con i sindacati, altrimenti starò qui ad assillarla, fin quando non lo farà.
PRESIDENTE. Il deputato De Palma ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01274 .
VITO DE PALMA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, il Governo, sin dal suo insediamento, è intervenuto per assicurare la continuità produttiva dell'ex Ilva, nonché quella delle aziende dell'indotto, da ultimo anche con il decreto-legge n. 4 del 2024, confluito poi nel decreto-legge n. 9 del 2024. Gli articoli 2-, 2- e 2- del decreto-legge n. 4 del 2024 hanno previsto misure per le piccole e medie imprese dell'indotto, riconoscendo alle stesse le condizioni agevolate per l'accesso al Fondo di garanzia. Dalla stampa si apprende che il decreto applicativo dell'articolo 2-, che doveva essere emanato entro il 19 febbraio 2024, è ancora all'esame della Corte dei conti. I rappresentanti dell'indotto di Taranto e le parti sociali da lei convocate più volte hanno concordato sulla garanzia per le posizioni creditizie delle stesse e, quindi, nonostante la disponibilità di 120 milioni di euro, la condizione di bancabilità posta da SACE, fino a questo momento, ha escluso alle aziende dell'indotto la possibilità di vedersi riconosciuti questi crediti. La prededucibilità anche non è operativa, per cui, chiediamo al signor Ministro, per 150 aziende e 2.000 lavoratori, quali iniziative il Ministero intenda porre in campo per rispondere a queste criticità.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO, . Comprendo bene i timori delle imprese dell'indotto che dieci anni fa furono falcidiate dall'amministrazione straordinaria, ma che stavolta possono contare finalmente su un Governo consapevole e determinato, che conosce il valore dell'impresa e agisce al fine di tutelarla. Per questo sin dall'inizio abbiamo operato, sfruttando, già nel decreto-legge n. 4 del 2024, tutte le possibilità di aiuto compatibili con il diritto dell'Unione europea; è stato previsto un accesso delle imprese al Fondo di garanzia, a condizioni agevolate e senza valutazione di merito creditizio per l'ottenimento di mutui dal sistema bancario ed è stato creato un fondo per abbattere del 50 per cento i tassi di interesse. Possono attualmente fruire di questi benefici le imprese che abbiano impegnato almeno il 35 per cento del proprio fatturato con Acciaierie d'Italia prima del suo commissariamento, il 35 per cento è sufficiente. Il decreto attuativo è stato adottato il 3 maggio e registrato dalla Corte dei conti il 4 giugno, quindi la misura è pienamente operativa. È stata altresì riconosciuta per i lavoratori delle imprese dell'indotto una integrazione al reddito per sei mesi, prorogabili sino a dieci. Inoltre, è stata prevista la possibilità di cedere i crediti pregressi verso Acciaierie d'Italia, fruendo della garanzia dello Stato, attraverso l'intervento di SACE, sino all'80 per cento dell'importo del credito.
Ricordo, infine, che nell'ambito dei lavori per la conversione del decreto-legge, il Governo ha dato parere favorevole a un emendamento dell'opposizione, grazie al quale si è autorizzato lo svincolo di importanti risorse della regione Puglia proprio per il finanziamento di misure di ulteriore sostegno alle imprese dell'indotto. Ci attendiamo, dunque, che anche la regione faccia la sua parte.
Il quadro delle misure trattate è, quindi, molto corposo ed efficace, come mai prima. Peraltro, i commissari, superato l'iniziale stallo, dovuto alle pessime condizioni in cui hanno trovato i beni e la contabilità aziendale, hanno innanzitutto ripresi i rapporti con le imprese dell'indotto e avviato una prassi di pagamento - prassi di pagamento, ripeto - a 60 giorni. Nella precedente gestione i pagamenti avvenivano a un anno. Lo ripeto: oggi a 60 giorni, prima erano a un anno. Proprio per questo i crediti erano cresciuti a dismisura, e i commissari propongono di ammettere al passivo ben più dei 120 milioni di crediti richiamati dagli interroganti; si è ormai a una cifra pari a 320 milioni di crediti, proprio perché, nella precedente gestione, i pagamenti venivano effettuati con la differenza di un anno.
Sono in corso tutte le necessarie interlocuzioni con SACE per condurre in porto l'operazione di cessione dei crediti pregressi ormai facenti parte della massa passiva. Per circa la metà di questi interverrà SACE, a breve; siamo alle verifiche finali e, nel giro di un mese, queste aziende dovrebbero ricevere il 70 per cento del loro credito; si tratta, ovviamente delle aziende strategiche e bancabili.
PRESIDENTE. Il deputato De Palma ha facoltà di replicare.
VITO DE PALMA(FI-PPE). Grazie, signor Ministro. Prendo atto della sua risposta. Vi è anche una notizia, di oggi, ossia che il tribunale di Milano ha riconosciuto allo stato passivo le imprese che avevano appunto questi problemi di riconoscimento. Purtuttavia, chiedo al Ministero di continuare a vigilare, attraverso anche il rapporto tra SACE e Mediocredito, per consentire alle aziende dell'indotto di poter ottenere il riconoscimento dei crediti maturati. Io sono convinto che questo Governo continuerà a vigilare e ad assicurare alle imprese quanto necessario; sono convinto di ciò, perché proprio da deputato tarantino ho avuto modo di verificare, anche nel passato, quelle che sono state le fantasie rappresentate alle stesse imprese; voglio ricordare una questione per tutte, il famoso acquario digitale, senza pesci, che il MoVimento 5 Stelle voleva realizzare per risolvere il problema a Taranto, alla modica cifra di 50 milioni di euro. Invece, le risposte di oggi sono molto più concrete e molto più fattive. Però, ritengo che su questo è indispensabile che il Ministero faccia la sua azione di vigilanza e di sollecitazione. So anche che i commissari stanno lavorando alacremente per ottenere tutte le dimostrazioni creditizie da parte delle imprese. Quindi, siamo sulla strada giusta, ma penso che vi sia la necessità dell'ultima spinta, all'ultimo miglio, per portare a casa il risultato che il Governo e il Parlamento - votando quei decreti-legge - hanno voluto appunto impegnarsi a fare .
PRESIDENTE. La deputata Cavo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-01275 di cui è cofirmataria.
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)-M). Grazie, Presidente. Signor Ministro, passiamo dal tema più specifico dell'indotto a un quesito più ampio su tutto quello che riguarda Acciaierie d'Italia, ex Ilva. Siamo in una situazione in cui c'è necessità di investimenti per le manutenzioni e l'approvvigionamento di materiali e necessità di traguardare l'arrivo di nuovi capitali per il rilancio di un settore che riteniamo tutti strategico, e lei più volte lo ha confermato. In particolare, il 1° giugno scorso, in una sua visita a Genova, nello stabilimento di Cornigliano e poi, poco dopo, al convegno dei giovani industriali, aveva annunciato l'inizio delle visite cognitive negli stabilimenti da parte di tre importanti attori internazionali. Pochi giorni dopo, la stampa specificava che gli attori sono Vulcan Steel, Steel Mont e Metinvest.
Le chiediamo, alla luce di tutto questo - poi c'è attesa anche sul tema, chiaramente più generale dei finanziamenti - quali iniziative intende assumere per assicurare un investimento qualificato negli stabilimenti ex Ilva, in grado di rilanciare la produzione, favorire l'occupazione e promuovere l'innovazione sostenibile degli impianti siderurgici.
PRESIDENTE. Il Ministro delle imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Confermo quanto avevo annunciato ai lavoratori dell'ex Ilva e quanto riferito ora dall'onorevole interrogante. Gli stabilimenti sono stati visitati, negli scorsi giorni, da internazionali particolarmente importanti sul piano industriale, che si sono mostrati interessati al futuro acquisto, secondo le procedure pubbliche. Questo è stato possibile anche grazie al fatto che l'avvio della gestione commissariale, a febbraio, ha garantito il rilancio della macchina produttiva, con piani significativi di manutenzione degli stabilimenti e di salvaguardia degli stessi e dei lavoratori.
Noi sappiamo che si tratta di che hanno un valore strategico in Italia in Europa, un complesso industriale logistico fortemente integrato, che conta nove siti produttivi logistici e centri di servizio, tra i quali, certamente, su tutti, lo stabilimento di Taranto. Taranto è l'impianto con la maggiore capacità nominale in Europa, nella produzione di acciai piani, dotato di un logistico integrato, caratterizzato, inoltre, da posizionamento geografico strategico e da infrastrutture fortemente competitive. Lo stabilimento, peraltro, come hanno accertato i internazionali, grazie all'intervento anche dello Stato, è dotato di presìdi realizzati in esecuzione del piano ambientale, che hanno portato alla copertura, unica in Europa, dei parchi minerari, un'opera di grande valore ed efficacia, e a una drastica riduzione delle problematiche ambientali.
I commissari stanno completando i residui interventi e hanno, negli scorsi giorni, provveduto a tutto ciò che necessita per il riesame dell'AIA, ivi compresa la valutazione del rischio sanitario. I commissari hanno, inoltre, elaborato e presentato, anche ai fini del prestito ponte, un piano industriale, con l'obiettivo di ristabilire le condizioni migliori per creare valore all'impianto, sino a giungere a produrre, alla fine del prossimo anno, 6 milioni di tonnellate, attraverso un'espansione dei prodotti verticalizzati e la piena riattivazione delle linee produttive dei siti di Taranto, Genova e Novi e, poi, nel 2028, una gamma di prodotti ottenuti da ciclo preridotto DRI, a forno elettrico, che sarà offerta per la prima volta sul mercato italiano.
Per questo è previsto un finanziamento di un miliardo di euro a carico del Fondo di sviluppo e coesione per la realizzazione di un impianto di produzione di preridotto. Aggiungo che sono disponibili, per chiunque si aggiudicherà gli produttivi, finanziamenti significativi attraverso l'utilizzo di contratti di sviluppo per circa 700 milioni di euro. Ulteriori risorse potranno giungere dal Fondo di sviluppo e coesione, ovviamente nei limiti che l'ordinamento dell'Unione europea ci impone.
Gli impianti dell'ex Ilva costituiscono il contesto ideale per lo sviluppo di una nuova capacità con forno elettrico alimentato con preridotto. Noi siamo consapevoli del loro valore e proprio per questo li abbiamo salvati da una che li stava portando alla definitiva chiusura.
PRESIDENTE. L'onorevole Cavo ha facoltà di replicare.
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)-M). Grazie, Presidente. Ringrazio il Ministro, ringrazio anche per avermi permesso questa breve replica. Chiaramente, ha confermato un dato importante, che è quello della visita di internazionali interessati all'acquisizione. Capiamo anche che, in un momento come questo, non si possano fornire ulteriori dettagli, ma credo che già una conferma, con una proiezione in avanti e sul futuro dell'intero comparto ex Ilva, sia importante. Ci auguriamo che possano anche essere rispettati o, comunque, tratteggiati in maniera chiara i cronoprogrammi.
Ricordo che nella sua visita a Genova - insisto su questo da parlamentare ligure, anche se, chiaramente, la sua risposta è complessiva e focalizza molto anche su Taranto - aveva prospettato i tempi di luglio per iniziare la procedura di assegnazione. Sono sicuramente importanti i finanziamenti che ha citato e ricitato, e anche l'apertura sul Fondo di sviluppo e coesione. Siamo in una situazione in cui dobbiamo guardare avanti, al futuro, e quindi all'assegnazione e all'ingresso di nuovi capitali e dobbiamo continuare a tener presente la necessità degli investimenti, adesso per quanto riguarda gli impianti e la manutenzione, e quindi la sicurezza.
Parlo da parlamentare ligure, è chiaro che, per esempio, le linee di zincatura e stagnatura dello stabilimento di Cornigliano hanno bisogno di investimenti e di manutenzione, ma soprattutto di approvvigionamento, perché possano essere sempre in produzione e non andare a singhiozzo. Noi continueremo a seguire, Ministro, consapevoli che l'obiettivo di 6 milioni di tonnellate, che viene dato per il 2025, sia un obiettivo importante, di equilibrio, e che tutto il ragionamento che ci ha fatto porta molto in avanti: ha parlato del 2028 e degli investimenti importanti anche in tema di sostenibilità ambientale.
Saremo al suo fianco e seguiremo. Come Noi Moderati, continueremo a interpellarla, nell'obiettivo di dare tempi certi e rapidi, ma anche di fare bene. Capiamo che è un confine sottile, ma su cui vogliamo stare assolutamente insieme, per il bene dell'occupazione, della produttività e dell'ambiente.
PRESIDENTE. Il deputato Pastorino ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01276 .
LUCA PASTORINO(MISTO-+EUROPA). Grazie, signor Presidente. Un tema inflazionato, direi, in quest'ultima fase di ma noi abbiamo parlato, tanto per cominciare, con i lavoratori, con il collega Orlando, non più tardi di 4-5 giorni fa. Abbiamo visto, poi, ieri degli articoli di stampa che parlano di punti interrogativi relativi ai finanziamenti, non soltanto quello “ponte” dello Stato, che è ancora da parte dell'Unione europea, ma poi abbiamo letto di questi 200 milioni ipotetici provenienti da una banca d'affari americana, così diceva la stampa locale. In effetti, lei, ad inizio mese, aveva annunciato che giugno sarebbe stato il mese della svolta, quando, in effetti, i 3 soggetti sono passati anche da Genova a vedere gli stabilimenti.
Dopodiché, si era anche detto che, comunque, a settembre, per esempio, il secondo altoforno di Taranto sarebbe stato messo in funzione, e questo non è banale anche nel contesto complessivo della produzione di Genova e di Novi Ligure. Quindi, vi è, non diciamo la preoccupazione, ma comunque l'attesa di questi passi che sono non a fine 2025, come ha risposto lei con riferimento ai 6 milioni di tonnellate da traguardare a fine 2025, che è tanto in là, ma anche di capire se, per esempio, Taranto possa arrivare a 4 da qua a poco tempo. Quindi, la domanda, il quesito è se voglia indicare le prospettive concrete di rilancio di Acciaierie d'Italia, specificando, se possibile, le tempistiche e le linee di finanziamento, eventualmente confermando notizie relative al “prestito ponte”, nonché la linea di credito con questa banca d'affari americana per la ripresa della produzione e il mantenimento dei posti di lavoro.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Grazie Presidente. L'interrogante ribadiva il fatto che il programma di ripresa produttiva prevede interventi manutentivi molto significativi sull'altoforno 4, che è l'unico che abbiamo trovato in funzione, affinché poi in autunno sia pienamente produttivo, così come in autunno dovrebbe essere pienamente produttivo un secondo altoforno, che abbiamo trovato, invece, chiuso. Quindi, nell'autunno di quest'anno, noi dovremmo arrivare a un livello potenzialmente produttivo - parliamo di potenzialmente produttivo su base annuale - di 4 milioni di tonnellate, mentre il terzo altoforno ha bisogno di una manutenzione più significativa, e quindi più tempo e anche più risorse, e questo potrebbe avvenire per la seconda parte del 2025, in modo da arrivare, a quel punto, a livelli produttivi, che oggi sono quelli di soglia consentiti, di 6 milioni di tonnellate. Poi vedremo il resto, successivamente.
Nel frattempo, le procedure che ho annunciato per fine luglio sono, di fatto, già iniziate, nel senso che è iniziata la prima procedura che riguarda la Sanac. L'azienda Sanac, molto importante in Toscana e in Sardegna, era prima stata collocata fuori dal gruppo. Ora vi è un'unica gestione commissariale. I commissari hanno prima permesso la ripartenza delle commesse verso Sanac, che invece la precedente aveva tagliato, e infatti la cassa integrazione di Sanac è passata dal 40 per cento del 2023 al 10 per cento del maggio 2024, dopo le nuove commesse, mentre il fatturato previsto per il 2024 sarà di circa 50 milioni di euro, contro i 37 milioni del 2023.
Per questo, è stata riaperta la procedura di gara, che si concluderà il prossimo 1° luglio, con la presentazione delle manifestazioni di interesse, ai fini di collocare a un attore industriale questa azienda significativa, collegata alle commesse di Acciaierie d'Italia, che può avere una sua autonoma vita produttiva.
Per quanto riguarda, invece, il resto della procedura, che riguarda tutti gli altri stabilimenti, mi auguro che tale procedura sia in condizione di iniziare prima della pausa agostana, così che poi si possa esplicare nell'arco dei successivi mesi, sulla base anche delle visite che sono state fatte in queste settimane da 3 importanti internazionali e degli altri attori che, nel frattempo, potranno manifestare il proprio interesse.
Per quanto riguarda la parte finanziaria, sono in corso le procedure per l'erogazione del “prestito ponte” di 320 milioni di euro da parte del Ministero dell'Economia, le interlocuzioni con la Commissione procedono senza intoppi e sono sicuro che le risorse arriveranno in tempo utile per garantire il prosieguo del programma di rilancio produttivo e, quindi, le manutenzioni e l'approvvigionamento che serve all'ex Ilva. Nel frattempo, i commissari possono contare sui 300 milioni del patrimonio destinato, il cui utilizzo, per le finalità della continuità produttiva, è stato autorizzato dal Parlamento con il recente decreto-legge n. 63 del 2024.
Noi siamo convinti di ciò, grazie anche al largo supporto del Parlamento e delle forze sindacali, che incontro ogni giorno - anche questa mattina - e degli operai, che ho incontrato personalmente nelle fabbriche. Infatti, come sapete, sono stato a rendere conto agli operai, sia a Taranto che negli stabilimenti di Genova e di Novi Ligure, così come ho fatto anche a Piombino per quanto riguarda altri siti siderurgici.
Credo sia importante che gli operai sentano il sostegno del Governo e del Parlamento in quella che è una sfida importante per l'intero sistema industriale italiano.
PRESIDENTE. Il deputato Pastorino ha facoltà di replicare.
LUCA PASTORINO(MISTO-+EUROPA). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, noi confidiamo nel suo impegno, siamo qui per offrirle tutto il supporto possibile. Facciamo un paio di valutazioni. Innanzitutto, non ho sentito la risposta su questa banca d'affari americana, quindi, poi, ne scopriremo l'esistenza, magari la certificazione, però diciamo che è una notizia che ha creato un po' confusione perché i 300 o i 320 milioni di euro erano di nostra conoscenza, questo nuovo finanziamento no.
Se ci conferma che in autunno - questa è la preoccupazione dei lavoratori genovesi - vi sarà la ripresa del secondo altoforno di Taranto, questa non è una conferma banale. La aspettavamo e, quindi, la monitoreremo nel momento in cui è evidente che ciò che accade a Taranto non è indifferente rispetto a ciò che accade a Genova e a Novi Ligure. Quindi, è sempre evidente il fatto che, se si blocca Taranto, si blocca anche il resto. Le segnalo inoltre che Sanac è anche in Liguria, quindi siamo molto soddisfatti della notizia che ci ha portato; abbiamo anche un sito a Vado Ligure che va attenzionato esattamente come tutti gli altri.
Per concludere, noi traguardiamo una ripresa complessiva di Ilva o ex Ilva, quindi non vorremmo mai pensare che ci sia una divisione o uno “spezzatino” - come qualcuno dice - di questi siti produttivi, nel segno delle strategie che lei sta portando avanti insieme al Ministero, nel segno delle assegnazioni o aggiudicazioni alle quali assisteremo dopo l'estate. Però, le raccomandiamo anche un monitoraggio complessivo della situazione nel senso complessivo, che tenga conto di tutti i pezzi di questa difficile ricomposizione, quindi che passi attraverso un'osservazione attenta di quanto accade certamente a Taranto, ma anche negli altri siti produttivi, per esempio di Genova o Novi Ligure. Noi siamo rappresentanti di quei territori, ma, comunque, traguardiamo una ripresa complessiva di questa operazione. Ripeto, saremo al suo fianco, tra virgolette, per tutte le battaglie o le interlocuzioni con i lavoratori che vorrà intraprendere insieme a noi.
PRESIDENTE. La deputata Cavandoli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01277 .
LAURA CAVANDOLI(LEGA). Grazie, Presidente. Ministro, la situazione so che è già nota al Ministero grazie alla sollecitazione non solo nostra, ma anche dell'amministrazione comunale di Mirandola. La Mozarc, ex Bellco, è un'azienda del settore biomedicale, che sta attraversando una crisi industriale che potrebbe portare - purtroppo, è stato veicolato questo messaggio - alla chiusura del reparto produttivo, determinando la perdita di 350 posti di lavoro, di cui il 70 per cento appartenenti a donne.
La crisi è stata innescata per motivi di competitività - purtroppo, si vede spesso nelle nostre realtà - proprio perché questa azienda produce manufatti per il trattamento dell'emodialisi che si trovano sul mercato a prezzi inferiori rispetto a quelli della loro produzione. Quindi, l'azienda ha annunciato di voler uscire da questo mercato, investendo, però, sulla ricerca e sullo sviluppo di nuove tecnologie. La problematica è proprio quella di tutelare il sito produttivo e, chiaramente, i posti di lavoro.
Io so che il Ministro - e lo ringrazio - si è già attivato su sollecitazione del comune, però faccio presente che, al di là della perdita di lavoro di questa azienda, ci sono, poi, ricadute che vanno ad intaccare tutto questo distretto biomedicale importantissimo di Mirandola.
Quindi, chiedo che ci siano un'attività e un intervento proprio per evitare di perdere un pezzo importante del sistema produttivo ed impoverire, quindi, il Paese. È fissato, mi sembra, per martedì 9 luglio a Palazzo Piacentini l'incontro presso il Ministero delle Imprese e del .
Quindi, chiedo quali iniziative di competenza intenda mettere in campo per individuare una soluzione al problema della perdita dei posti di lavoro e della chiusura di un sito produttivo, per consentire la salvaguardia della produzione e dell'occupazione .
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Grazie, Presidente. Come ha riferito anche l'interrogante, l'azienda Mozarc-Bellco di Mirandola, operante in un settore importante e significativo, strategico, biomedicale, ha comunicato l'intenzione di interrompere la produzione di macchine per dialisi, ritenendo tale attività ormai insostenibile a causa della concorrenza asiatica.
Noi ci siamo subito attivati, con l'obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e un sito industriale e produttivo importante in un'area significativa del nostro Paese, con i suoi 350 dipendenti, di cui il 70 per cento donne.
Abbiamo subito convocato, come facciamo in questi casi, un tavolo di crisi al Ministero con tutte le parti interessate per il prossimo 9 luglio, che seguirà il tavolo promosso dalla regione per il 26 di giugno. Una prima risposta si è avuta con l'annuncio, poco fa, dell'azienda di congelare le procedure di licenziamento sino al primo incontro istituzionale, perché la prima cosa da fare è chiedere all'azienda di congelare le procedure licenziamento, come abbiamo fatto in altri casi.
Ricordo, per esempio, come abbiamo affrontato insieme alla regione la crisi Magneti Marelli, che è stata citata anche nell'interrogazione, così come abbiamo fatto per altri casi clamorosi, significativi, come quello de La Perla, sempre in Emilia-Romagna, o come il caso Wärtsilä di Trieste. Con riferimento alla Magneti Marelli di Crevalcore, abbiamo portato a termine la trattativa per il subentro di un'altra azienda, Tecnomeccanica, per garantire la continuità produttiva nel campo della fusione e della lavorazione dell'alluminio.
Il nostro obiettivo è quello di mantenere i siti produttivi del nostro Paese, anche quelli che, evidentemente, devono affrontare una trasformazione o una riconversione ad altri settori. La nostra priorità è sempre quella di trovare soluzioni positive ai casi di crisi, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per scongiurare la chiusura di stabilimenti produttivi e salvaguardare i livelli occupazionali. Lo faremo anche in questo caso, con tutti gli attori insieme, perché dobbiamo lavorare sempre come un sistema Paese, nella stessa direzione, e lo faremo anche a livello europeo. Infatti, deve essere consapevole, la nostra Europa, che occorre tutelare il lavoro e le imprese europee da chi opera in regime di concorrenza sleale, così come recentemente è stato fatto - ed è un sintomo significativo, finalmente - con i dazi sulle auto elettriche cinesi, recentemente deliberati dalla Commissione europea.
Noi siamo per una politica industriale assertiva, in sede nazionale ed europea, che investa sul lavoro e sull'impresa e che sia tutelata secondo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, affinché chi operi nel nostro continente abbia davvero un commercio libero, ma equo, cioè con rispetto pieno di tutte quelle che sono le condizioni di parità a livello produttivo e commerciale.
PRESIDENTE. La deputata Cavandoli ha facoltà di replicare, per 2 minuti.
LAURA CAVANDOLI(LEGA). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro, per questa risposta, che testimonia l'attenzione che il suo Ministero ha anche per aziende che devono essere, come ha detto lei, assolutamente attenzionate proprio perché non si perdano queste attività produttive e i posti di lavoro.
Ci tengo a dirle e a riportare una cosa: la Mozarc Medical è una di una multinazionale americana, anzi, di due multinazionali americane, che hanno acquistato lo stabilimento ex Bellco. L'ex Bellco fu fondata proprio da un mirandolese, che era Mario Veronesi. Mario Veronesi, nel 1962, ha fondato quest'azienda, che è stata una delle prime, da cui è nato questo importantissimo distretto biomedicale che - ci tengo a dirlo - è il terzo polo biomedicale a livello mondiale nella nostra Emilia-Romagna. Quindi, sicuramente, è di grande attenzione e di grande prestigio e per questo non possiamo permetterci di perdere dei pezzi, perché, poi, si rischia di avere conseguenze anche a livello di indotto di questo distretto industriale.
Ma, soprattutto, è stato un polo che è rinato, nel 2012, perché proprio Mirandola fu centro del sisma dell'Emilia del 2012. Quindi, una volta che è stato riportato ed è ripartito, insieme a un tecnopolo, insieme, quindi, a grandi investimenti economici, ma anche di grandi capacità imprenditoriali e umane, non deve essere perso nulla di questa ricchezza.
Concordo con lei sul fatto che bisogna tutelare la concorrenza, che viene anche dall'estero, che deve essere, però, regolare. Quindi, continuiamo a preferire, ad appoggiare e a sostenere le produzioni di qualità italiane, salvaguardiamo quindi i livelli occupazionali contro la chiusura delle attività produttive, ma miglioriamo, e questo è un tema importante, la competitività delle imprese, non solo per le eccellenze, cioè per i prodotti di nicchia, ma per tutte le nostre produzioni, che purtroppo si scontrano con un aumento dei costi energetici e dei prezzi delle materie prime, che, purtroppo, come in questo caso, mettono fuori mercato. Infine, proseguiamo con l'agevolazione del settore di ricerca e sviluppo, come questa azienda sta, comunque, continuando a fare .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 99, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta odierna .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Abbiamo avuto modo di parlare, nella seduta di ieri, dell'emergenza suicidi in carcere. Nell'ultimo intervento ero arrivato a raccontare la storia del trentanovesimo suicidio, siamo arrivati a 44. Purtroppo è difficile anche trovare le informazioni, solo il nome e l'età delle persone che sono morte in carcere. Il quarantesimo è un collaboratore di giustizia nel carcere di Ferrara, il quarantunesimo è un trentottenne ad Ariano Irpino, il quarantaduesimo è un quarantaseienne a Biella e il quarantatreesimo aveva 77 anni, a Teramo. L'ultimo, il quarantaquattresimo, nel carcere di Sassari, di cui non abbiamo notizie.
L'altro giorno una delegazione di parlamentari bresciani è stata convocata nel carcere di Brescia e, grazie al Garante dei detenuti, ha incontrato i detenuti. Ho parlato fin troppo in quest'Aula del tema, vorrei far parlare loro. Ci hanno consegnato una lettera straziante, che deposito, perché non riesco a leggerla tutta. Spero possa essere trascritta e spero che lei e i colleghi possano leggerla. Leggo solo qualche pezzo per stare nei tempi: “15 e un solo bagno, un vero e proprio stabilimento balneare per germi e batteri. Per loro è la condizione migliore, una festa, per noi, un po' meno. Questa combinazione è il perfetto per far insorgere discussioni, litigi e tutto quanto di brutto può conseguirne. Oltretutto, il WC è una vecchia turca fatiscente, con sopra un tubo dell'acqua per farsi la doccia, che d'estate scotta dannatamente, e d'inverno, è maledettamente fredda. A pochi centimetri, sempre nel bagno, cuciniamo i nostri pasti, e, se è vero che quando tiri lo sciacquone, le feci nebulizzate schizzano fino a 2 metri, allora cosa stiamo mangiando, da qualche anno? (…) Ben pensandoci, però, più che mancanza di intimità, non stiamo forse parlando di una vera e propria violenza? Violentati, intimamente, mentalmente e moralmente, proprio in linea con l'articolo 27 della Costituzione. (…) La domanda giusta da porsi - chiedono i detenuti - è: come può funzionare il reinserimento? La così chiamata rieducazione? Come si possono svolgere i corsi organizzati?
Non solo manca personale, mancano anche gli spazi. (…) È giusto pagare - concludo - per chi ha sbagliato, perché occorre rieducazione; è altresì vero che oggi, con questo sovraffollamento, le persone detenute vengono, poco alla volta, giorno dopo giorno, defraudate della loro umanità, e questa cosa deve fare paura e fa concretamente spavento”. Mi permetto di consegnare il resto della lettera, nella speranza che possa essere trascritta.
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto di questa sua allegazione e ne autorizza la pubblicazione in calce al resoconto stenografico.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldelli. Ne ha facoltà.
ANTONIO BALDELLI(FDI). Illustrissimo signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio sottolineare un fatto che riguarda il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e il messaggio che, attraverso le sue azioni, ha lanciato all'Italia e all'estero. AVS ha già candidato in Parlamento Aboubakar Soumahoro, deputato giunto il primo giorno con gli stivali, ma che ha trascorso tutti gli altri a cercare una difesa per gli scandali causati da persone a lui vicine, di cui, a differenza della magistratura, mai sembra essersi accorto.
Oggi gli illustri colleghi di AVS hanno voluto dare un contributo al Parlamento europeo, candidando Ilaria Salis, oggi diventata europarlamentare, donna il cui - lo si può apprendere anche dalla stampa - vanta 4 sentenze penali, 29 segnalazioni all'autorità giudiziaria, un debito di 90.000 euro circa per non avere pagato l'affitto di un alloggio popolare. Signor Presidente, questo è il nutrito casellario giudiziario di questa neo-europarlamentare, che fino a ieri si trovava detenuta in un altro Paese, in un altro Stato, per reati che si stanno accertando in un processo che noi abbiamo il dovere di rispettare, per il principio della separazione dei poteri e per il principio della sovranità nazionale.
Non voglio essere politicamente corretto, perché, se è vero che il voto si rispetta, che si tratta di un principio sacrosanto, ci mancherebbe altro, è altrettanto vero che la candidatura, da parte di Bonelli e Fratoianni, della Salis comporta evidenti responsabilità politiche.
Attendiamo, forse, il prossimo 19 luglio, ossia l'anniversario della morte di Paolo Borsellino, per sentire AVS parlare di legalità? No, mi dispiace, questo diritto è stato perso, non c'è più credibilità. È stato lanciato un segnale devastante: se sei nei guai con la giustizia, se resisti alle Forze dell'ordine, non ti preoccupare, ti candidiamo noi. Non ho altro da aggiungere, grazie, signor Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Coin. Ne ha facoltà.
DIMITRI COIN(LEGA). Grazie, Presidente. Martedì 4 giugno, per noi leghisti veneti, ma non soltanto, è stato un giorno tristissimo. In quella mattinata, improvvisamente, è mancato l'onorevole Gianpaolo Dozzo. Sono passati 15 giorni da quel 4 giugno, ma credo sia proprio oggi il giorno per ricordare a tutti quello che per noi era semplicemente capo Dozzo, come amichevolmente veniva chiamato. Uomo che, come molti altri, ha dedicato la vita per la Liga Veneta e per la Lega Nord, e che non ha potuto vedere quella tappa entusiasmante che si è materializzata poche ore fa, alla presenza dei suoi amici storici, Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti, che è stata l'approvazione della legge di attuazione dell'autonomia differenziata, con un voto che, senza la maggioranza dei parlamentari componenti l'intera Aula, non sarebbe stato possibile.
Noi parlamentari trevigiani abbiamo raccolto quel pesante testimone di un percorso tenacemente tenuto vivo e monumentalmente costruito da Gian Paolo Gobbo, e che vedeva in Gianpaolo Dozzo un pilastro portante straordinario. Deputato in quest'Aula per 5 legislature, dal 1994 al 2013, Sottosegretario alle Politiche agricole dal 2001 al 2006, capogruppo della Lega Nord alla Camera, presidente e commissario della Liga Veneta e una delle figure di riferimento della stessa in Veneto, e non solo.
Un uomo serio, rigoroso oltre misura, con un rigore morale prima di tutto verso se stesso e che poi trasmetteva alle persone che gli stavano accanto. Un uomo che per il nostro territorio ha fatto tantissimo e sempre in silenzio, perché le cose o si fanno o si dicono, e lui le faceva, e noi lo sapevamo. Ho avuto l'onore di venire eletto segretario di partito nella sua circoscrizione, che era poi la mia e di un altro onorevole storico della Lega, Luciano Dussin. Era il 2006 e non nego che mi metteva in soggezione quando mi confrontavo con lui. Era l'altro ieri, ma sembra un'era politica fa per modo di fare, per rigore e per il rispetto che avevamo. Ci lascia un'eredità politica assolutamente importante, fatta di onore, rigore morale, appunto, precisione e rispetto, e un amore smisurato verso la Lega, ma sicuramente più grande ancora verso la Liga Veneta. Alla moglie Isabella, al figlio Umberto, con Francesca, e al nipotino Pietro, alla sorella Gigliola, con Mattia e a tutta la sua famiglia va il nostro più sincero abbraccio e un ringraziamento per averci lasciato condividere, assieme a loro, Gianpaolo Dozzo, che per noi era semplicemente capo Dozzo, una brava persona .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Coin, di questo suo ricordo.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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