PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta del 30 ottobre 2024.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta odierna .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno La Porta e Michelotti n. 3-01533 .
Il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO DURIGON,. Grazie, Presidente. Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo presentato dall'onorevole interrogante, nel quale viene segnalato un episodio di violenza che avrebbe visto coinvolta, seppure indirettamente, la comunità cinese residente tra Firenze e Prato, interpellati il Ministero della Giustizia e la regione Toscana, rappresento quanto segue.
Da quanto riferito, risulta che recenti indagini giudiziarie hanno ricostruito il cosiddetto “sistema pratese”, messo in atto dalla criminalità cinese, che consiste nell'imporre condizioni di lavoro diverse in base al Paese di provenienza della manodopera, stabilendo orari e stipendi inadeguati per lavoratori pachistani, bengalesi e nordafricani. La delinquenza in ambito economico e di impresa è molto frequente e l'elevata competitività delle aziende a conduzione cinese è strettamente connessa all'impiego di manodopera clandestina, retribuita in misura inadeguata alla qualità e quantità del lavoro prestato, all'inadempimento degli obblighi contributivi in materia previdenziale, nonché alla violazione delle regole cautelari in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (spesso trasformati in dormitori), all'evasione fiscale, all'imposizione di orari di lavoro prolungati e alla sistematica violazione dei divieti imposti dalla tutela di marchi e brevetti.
Il Ministero della Giustizia ha comunicato di essere intervenuto, negli ultimi anni, per rafforzare le piante organiche della procura della Repubblica di Prato e, più in generale, degli uffici requirenti distrettuali, con specifico riferimento alle direzioni distrettuali antimafia. Nell'ambito della riforma della geografia giudiziaria, con decreto del Ministero della Giustizia del 1° dicembre 2016, infatti, sono state rideterminate le piante organiche del personale di magistratura degli uffici requirenti e giudicanti, disponendo, tra l'altro, l'incremento di due posti per la procura della Repubblica di Firenze e di un posto per la procura della Repubblica di Prato.
Per quanto di competenza del Ministero del Lavoro, sottolineo che il tema della legalità nei luoghi di lavoro coinvolge una pluralità di soggetti titolari di specifiche competenze e distinte responsabilità in materia di trattamento giuridico ed economico dei lavoratori dipendenti, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, di obblighi contributivi e fiscali, di presupposti e requisiti per il soggiorno legale di cittadini di Paesi terzi sul territorio nazionale. Al fine di coordinare e vigilare sull'effettivo e diligente esercizio delle rispettive attribuzioni istituzionali, è stato istituito un gruppo di lavoro, che si riunisce con cadenza mensile, al quale partecipa anche l'INL mediante il competente Ispettorato territoriale del lavoro.
Per completezza di informazione, si rappresenta che agli accessi programmati nell'ambito del Tavolo interforze coordinato dalla prefettura si aggiungono le ordinarie attività istituzionali adempiute dai soggetti pubblici a vario titolo coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo, nonché le attività di verifica svolte in modo congiunto in attuazione di programmi attivi in ambito provinciale, tra cui il Piano “Lavoro sicuro” della regione Toscana e la ispettiva del Ministero del Lavoro prevista dal progetto “A.L.T. Caporalato!”.
Si ritiene infine utile ricordare che, nell'ambito degli impegni assunti dall'Italia con il PNRR, è stato adottato, con decreto del Ministro del Lavoro n. 221 del 2022, il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, per il triennio 2023-2025, strumento volto a dotare il Paese di una strategia stabile per prevenire e contrastare effettivamente il fenomeno nei diversi settori produttivi, con il coinvolgimento delle parti sociali e degli . In attuazione del Piano nazionale e sulla base del cronoprogramma delle azioni da realizzare, gli interventi messi in campo agiscono sul doppio binario della repressione e della prevenzione.
Da un lato, è infatti assicurata un'efficace azione di contrasto, accompagnata da una più efficiente attività di pianificazione degli interventi ispettivi e di incremento del numero di ispezioni sul lavoro; dall'altro lato, vengono previsti interventi normativi per disincentivare condotte che espongano i lavoratori a condizioni di sfruttamento e/o di pregiudizio per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Con il decreto-legge PNRR- sono state introdotte misure concrete per il rafforzamento delle attività di accertamento e contrasto delle violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale, nonché di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e anche interventi normativi finalizzati, tra l'altro, a migliorare il quadro sanzionatorio esistente, per incrementare forme di garanzie di qualità, trasparenza, responsabilità in solido, regolarità contributiva e contrattuale.
Ciò detto, concludo ribadendo l'impegno del Ministero del Lavoro ad assicurare un miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori anche mediante un'efficace azione di contrasto alle pratiche criminali, soprattutto in quei territori dove l'esigenza si esprime in misura più urgente.
PRESIDENTE. La deputata La Porta ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
CHIARA LA PORTA(FDI). Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretario. Sì, sono soddisfatta e oggi ringrazio il Sottosegretario e, soprattutto, il Ministro del Lavoro Calderone per la risposta puntuale, che denota quanto il Ministero del Lavoro e il Governo tutto abbiano contezza della realtà descritta. Sono sicura che riusciremo a intervenire su quanto avviene nel distretto parallelo che è stato creato da questi imprenditori che fanno concorrenza sleale, evadono le tasse, sfruttano manodopera straniera e anche clandestina a due spicci, riuscendo a ripristinare legalità e giustizia per i lavoratori e, soprattutto, per il bene della città e di tutto il territorio e, in particolar modo, del tessuto economico sano che abbiamo, ma che spesso passa in secondo piano.
La totale assenza di volontà da parte di alcuni imprenditori cinesi di rispettare le leggi italiane, di rispettare i diritti, anche quelli minimi dei lavoratori, pretendendo turni disumani di 7 giorni su 7, di oltre 10-12 ore di lavoro, arrivando poi - come abbiamo denunciato con questa interrogazione, come, purtroppo, era già avvenuto nel 2021 ed è riaccaduto proprio in queste settimane, di nuovo, a Quarrata, un comune limitrofo - ad aggredire ferocemente e a minacciare i lavoratori che legittimamente chiedevano il rispetto dei loro diritti, non è davvero più tollerabile e richiede da parte nostra massima attenzione, che sono sicura verrà portata avanti. Per anni, troppi anni, siamo stati in pochi a denunciare e condannare fermamente questo perpetrarsi di atti illeciti e atteggiamenti da mafiosi da parte di alcuni di questi imprenditori cinesi, pronti ad assoldare - come ho detto prima - squadroni punitivi muniti di spranghe per pestare gli operai in protesta, per non parlare, poi, degli episodi più efferati, fino ad omicidi, per regolamenti di conti fra di loro.
Io ringrazio ancora il Sottosegretario, il Ministro Calderone e il Governo tutto per l'impegno e la svolta che stiamo dando per arrivare, finalmente, a uno Stato civile, di rispetto dei diritti e, soprattutto, di legalità per il nostro territorio e per l'Italia intera.
PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'interpellanza n. 2-00424, presentata dai deputati Milani ed altri, e all'interrogazione n. 3-01371, presentata dal deputato Bonelli.
Avverto che, su richiesta del Governo e con il consenso dei presentatori, lo svolgimento dell'interpellanza e dell'interrogazione è rinviato ad altra seduta.
A questo punto, sospendiamo la seduta, che riprenderà alle ore 11,25.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa alle ore 11,15, in quanto i nostri lavori possono proseguire normalmente, risolti i problemi di viabilità.
Passiamo alle interrogazioni Sarracino n. 3-00295 e n. 3-01357 , le quali, vertendo sullo stesso argomento, verranno svolte congiuntamente.
Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco, ha facoltà di rispondere.
EMANUELE PRISCO,. Signor Presidente, onorevoli deputati, rispondo congiuntamente alle interrogazioni presentate dall'onorevole Sarracino in quanto entrambe vertenti sulla sicurezza e sull'ordine pubblico a Torre Annunziata. La prefettura di Napoli e le Forze dell'ordine sono costantemente impegnati nel monitoraggio della situazione della sicurezza nel territorio di Torre Annunziata e nella predisposizione di articolati piani di controllo, finalizzati al contrasto e alla prevenzione di ogni forma di illegalità.
Con specifico riferimento all'episodio criminale citato dall'onorevole interrogante, verificatosi presso uno stabilimento balneare di quella località, lo scorso 18 luglio, rappresento che le attività investigative sono state condotte congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei carabinieri. Il 29 luglio scorso, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha coordinato le indagini, ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto, indagato per diversi reati, con l'aggravante del metodo mafioso. In sede di udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Torre Annunziata ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Le attività di prevenzione volte ad arginare i fenomeni criminosi nell'area in questione sono sistematicamente rafforzate con mirati servizi straordinari di controllo del territorio operati dal Reparto prevenzione crimine della Polizia di Stato che, dall'inizio dell'anno al 28 ottobre, hanno visto l'impiego di 119 equipaggi e complessivamente di 357 operatori. Inoltre, la locale Compagnia dei Carabinieri, oltre a svolgere quotidianamente servizi di prevenzione generale, ha intensificato i controlli a ridosso dei lidi balneari, ricorrendo a specifici servizi con l'ausilio di unità cinofile e del personale della Compagnia di intervento operativo.
L'Arma dei carabinieri ha, altresì, incrementato i servizi pomeridiani e serali nelle zone interessate dalla cosiddetta anche al fine di specifico di prevenire episodi di violenza minorile. Nell'ambito del Piano di controllo coordinato del territorio, a seguito delle determinazioni assunte in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, l'azione di prevenzione e contrasto quotidiana è stata resa ancora più incisiva mediante lo svolgimento di servizi straordinari a carattere interforze. L'impegno profuso dalle Forze dell'ordine è testimoniato dai risultati raggiunti e dalla volontà di non lasciare zone franche, recuperando anche quelle più difficili.
Dall'inizio dell'anno al 31 agosto sono state, infatti, arrestate 166 persone, con un aumento di circa il 23 per cento rispetto all'analogo periodo dello scorso anno, e denunciate 252 persone, con un aumento del 34 per cento. Tra le più recenti e significative azioni di contrasto poste in essere nell'area metropolitana di Napoli segnalo quella del 9 ottobre scorso, condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza, che ha dato luogo a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 soggetti, indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di droga.
In relazione alle iniziative volte ad innalzare i livelli di sicurezza nella città segnalo che con i Fondi messi a disposizione del POC “Legalità” risulta finanziato uno specifico progetto per l'implementazione dell'impianto di videosorveglianza urbano. Quanto alla questione di Palazzo Fienga, pure sollecitata dall'onorevole interrogante, ricordo che l'immobile, utilizzato come roccaforte dal clan Gionta, è stato definitivamente confiscato nel settembre del 2017 e assegnato alla gestione dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
Nell'ambito della Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione, il complesso immobiliare è stato decretato nel 2021 “bene esemplare” per l'elevato valore simbolico nell'ambito della lotta alla criminalità organizzata, rappresentando uno degli immobili più rilevanti per dimensione e storia criminale. La prefettura di Napoli ha sempre seguito con grande attenzione l'iter finalizzato alla destinazione a finalità pubbliche del compendio immobiliare, analizzando, in sinergia con gli altri enti istituzionali interessati, le varie ipotesi di destinazione prospettate.
Il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR ha condiviso tale progettualità e, lo scorso 9 luglio, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha destinato circa 9,5 milioni di euro per finalizzare gli interventi. Inoltre, il medesimo consesso ha assegnato risorse supplementari per un importo di 2,3 milioni di euro, al fine di assicurare l'integrale copertura finanziaria del costo del citato intervento per complessivi 12,3 milioni di euro, comprensivi dei 477.000 euro già precedentemente stanziati. Tale importante obiettivo è stato raggiunto grazie a una costante collaborazione interistituzionale promossa dal Ministero dell'Interno, che ha sempre avuto l'obiettivo di realizzare un progetto di alto valore simbolico, in grado di restituire alla comunità un'area sottratta al crimine organizzato.
La completa demolizione dell'immobile esistente, emblema del potere criminale locale, consentirà di mettere a disposizione nuovi spazi per la socialità di famiglie e giovani di Torre Annunziata, in una zona attualmente priva di spazi verdi attrezzati per la cittadinanza. In tal senso, restituire ai cittadini un bene appartenuto alla criminalità organizzata significa non solo dare un segnale concreto della presenza delle istituzioni sui territori, ma consente, al contempo, di sottrarre ai sodalizi criminali fonti di sostegno e strumenti di espansione nel tessuto economico e sociale, conciliando il riuso di questi beni con lo sviluppo di concrete progettualità, a vantaggio della collettività tutta.
Credo che si tratti di un ulteriore segnale dell'attenzione per un territorio per il quale il Governo è impegnato a portare avanti un percorso parallelo di affermazione della legalità attraverso il contrasto, costante e serrato, alle organizzazioni criminali e di promozione di politiche di sviluppo territoriali e di rigenerazione urbana.
È evidente che, al netto dell'impegno insostituibile delle Forze dell'ordine, la strategia di controllo territoriale debba passare anche attraverso processi di riqualificazione urbana che prevedano un ampio coinvolgimento degli enti territoriali, che devono, in questo senso, fare la propria parte. In tale ottica, vanno intensificate iniziative che risultano essenziali alla riqualificazione del tessuto urbano e sociale, recuperando spazi alla piena fruibilità dei cittadini, senza lasciare, a Torre Annunziata come in altri luoghi, alcuna zona franca.
PRESIDENTE. Il deputato Sarracino ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alle sue interrogazioni.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). La ringrazio, Presidente. Colgo l'occasione per scusarmi con lei e con il Governo, purtroppo, per il ritardo. Rispondo partendo anche da una premessa, purtroppo, di contesto rispetto a quelle che erano le due interrogazioni e rispetto alla risposta data dal Governo su quanto accade, perché questa replica non può non partire dal ricordo di Santo Romano, un giovane di 19 anni ucciso a San Sebastiano al Vesuvio - nella provincia di Napoli, esattamente come Torre Annunziata - solo per essere intervenuto a difesa di un suo amico che avrebbe avuto la colpa di avere pestato il piede a un diciassettenne. Una vera e propria follia che si è consumata, purtroppo, negli scorsi giorni.
La giustizia, ovviamente, farà il suo corso, ma la morte di un giovane così, con queste modalità, non può assolutamente lasciarci indifferenti. Faccio questa valutazione e questa considerazione per inquadrare il contesto nel quale ci muoviamo, perché è un atto di violenza che va condannato e che richiede molteplici risposte. Non si tratta di un episodio isolato: negli scorsi giorni Emanuele Tufano, 15 anni, è stato ucciso in uno scontro tra bande; l'anno scorso la vittima si chiamava, invece, Giovanbattista Cutolo, 24 anni, giovane musicista, sparato al petto solo per essere intervenuto per un motorino che era stato parcheggiato male.
Questa tragica lista di vittime con le loro futili motivazioni rischia di continuare, se noi non ci attrezziamo e se lo Stato non attrezza una risposta all'altezza. E, allora, quello che purtroppo si verifica da tempo nelle nostre città, in particolar modo al Mezzogiorno e particolarmente in provincia di Napoli, che poi è uno dei motivi di queste due interrogazioni, credo, Presidente, che vada trattato come una vera e propria emergenza di carattere nazionale, dobbiamo trattarla come tale.
Ed oggi le risposte che sono arrivate credo che non siano sufficienti rispetto alla gravità della situazione, perché queste due interrogazioni risalgono a marzo del 2023 e a luglio del 2024 e hanno come teatro, appunto, Torre Annunziata, una città che ha visto lo scioglimento, tra l'altro, di un'amministrazione per infiltrazione camorristica, la scorsa amministrazione, e in cui continua, purtroppo, a registrarsi un' di violenza con atti eclatanti, come quelli contenuti nell'interrogazione, e altri atti che poi si sono verificati successivamente, come quello dell'agguato in spiaggia o gli omicidi che hanno alimentato un clima di grande paura e grande preoccupazione nella città e nel contesto urbano che c'è intorno.
La risposta del Governo assomiglia più a un mattinale che a un reale iniziativa dello stesso per affrontare i temi che riguardano la sicurezza, in senso più ampio. Abbiamo sicuramente bisogno, e su questo c'è un impegno su cui noi siamo sicuramente favorevoli, di avere più uomini e mezzi sulle strade - c'è un importantissimo lavoro svolto, come è stato detto anche dalla prefettura, dalle Forze dell'ordine -, di potenziare gli organici delle Forze dell'ordine in servizio sul territorio della provincia di Napoli, ma, al tempo stesso, anche - e questo, forse, è un po' il nella risposta che ci è stata data - di più presidi sociali, più investimenti sulle persone per prosciugare quel bacino di disagio dal quale e nel quale si alimenta la criminalità organizzata.
Vanno combattuti con maggiore forza divari e diseguaglianze, perché anche da lì, purtroppo, poi, si alimentano gli episodi che si sono verificati in queste settimane. Perché oggi, Presidente, diciamoci la verità, un ragazzo di una periferia di Napoli, di una periferia di Torre Annunziata, ha meno opportunità di un suo coetaneo di una città del Nord. Questo, purtroppo, è un dato. Ha meno possibilità di accedere a un lavoro con un salario dignitoso, ha meno possibilità di usufruire del tempo pieno a scuola, ma può comprare con molta più facilità, invece, rispetto a un suo coetaneo del Nord, un'arma e utilizzarla molto più facilmente. Anche per questo, noi dobbiamo investire contro la povertà educativa e a questo serviva il PNRR, che rischia, invece, di trasformarsi in una grande occasione mancata. Perché, come scriveva nell'edizione di domenica de la giornalista Petrini, il vostro tanto sbandierato esempio di Caivano, in realtà, rischia di diventare un vero e proprio fallimento, perché, spente le luci a uso e consumo dei membri del Governo che vanno in quella città, poi le persone che ci abitano conoscono quella quotidianità che, purtroppo, è animata da mille problemi, tra cui divari e diseguaglianze che hanno raggiunto livelli che non sono più accettabili, io credo, dal punto di vista etico.
La verità è che si continuano a fare iniziative , eludendo i veri problemi e non affrontandoli quasi mai. Questa battaglia, visto che parliamo di Torre Annunziata, ha bisogno anche di simboli. È stato detto e su questo noi sosteniamo questa azione, come Palazzo Fienga, quel , simbolo di quell'anti-potere criminale, che Giancarlo Siani, con le sue inchieste da cronista di strada de , denunciava, per rendere più libero proprio quel comune. E allora…
MARCO SARRACINO(PD-IDP). Concludo. Noi non possiamo assuefarci a questa cultura criminale che avvelena il tessuto sociale e la convivenza civile di quelle aree. Per questo, Presidente, noi non siamo soddisfatti della risposta, però, continueremo, ovviamente, a monitorare e ad essere presenti su queste vicende perché questa, ripeto, è una vera e propria emergenza nazionale e come tale va trattata.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata La Porta. Ne ha facoltà.
CHIARA LA PORTA(FDI). Grazie, Presidente. Per chiedere che il Ministro dell'Interno accerti i fatti che adesso illustrerò. Nella notte del 2 novembre, sabato scorso, ad Aosta, è avvenuto un fatto davvero increscioso, presso la Cittadella dei giovani di Aosta, di proprietà del comune, durante lo svolgimento di un festival del cinema, sostenuto sempre dal comune. Due esponenti di Fratelli d'Italia, Lorenzo Aiello, già consigliere comunale e coordinatore del partito, e Armando Mascaro, eletto di Fratelli d'Italia consigliere comunale di un comune limitrofo, sono stati barbaramente aggrediti, individuati, accerchiati e picchiati, buttati a terra e colpiti ripetutamente, semplicemente per violenza politica. Cacciati da un luogo pubblico perché appartenenti ad un partito, quello di Fratelli d'Italia, evidentemente non gradito alle decine di antifascisti che hanno commesso questa brutale aggressione.
Violenza politica rossa, una violenza inaccettabile e intollerabile, quella agita dai giovani di sinistra che, però, non ha visto seguire, ad oggi, una parola di condanna da parte della sinistra nazionale o da parte del PD. Presidente, il silenzio assordante sull'accaduto è davvero un brutto segnale politico. Si fa passare il messaggio che la violenza, anche fisica e l'odio sono giustificati, che sia normale scacciare e picchiare un esponente di un altro partito, soprattutto se di Fratelli d'Italia. Quindi, anche se colpevolmente in ritardo, ci aspettiamo che arrivi una ferma condanna da parte del PD e della sinistra perché, ricordiamo, il rischio è che la violenza e l'odio ne generino solo altri ancora, non facendo bene alla società, né tantomeno alla libertà e alla democrazia .
PRESIDENTE. Grazie, lei ha fatto riferimento, quindi, a un'informativa urgente. Il Sottosegretario per l'Interno, insieme alla Presidenza, ne ha preso atto. Dunque, daremo seguito.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 94, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta odierna.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 20 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Sospendo, pertanto, la seduta che riprenderà alle ore 14,30. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Francesco Emilio Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Chiedo che il Governo venga a riferire in Aula su alcuni episodi, l'ultimo episodio, in particolare, che ha portato alla morte di un giovane del territorio napoletano, Santo Romano, residente a Casoria, ucciso alcune notti fa a San Sebastiano al Vesuvio.
Il motivo della sua uccisione sarebbe stato dovuto a un intervento per sedare una discussione tra vari ragazzi. Uno di questi, che guidava una macchina senza patente e senza assicurazione, è andato via, è tornato indietro, si è procurato una pistola e l'ha trucidato, sparandogli in petto. Ha sparato tre colpi.
Santo Romano era un ragazzo che faceva il portiere in una squadra di pallone, andava a lavorare, aveva una fidanzata e aveva una famiglia, una mamma, un fratello, un padre, disperati e distrutti.
Allora, la richiesta che noi rivolgiamo al Ministro è legata a due questioni. La prima: immediatamente dopo l'uccisione di questo ragazzo, l'avvocato del presunto assassino, di colui che è accusato di aver commesso l'omicidio (si cerca ancora il terzo complice), che è un minore, ha chiesto l'immediata scarcerazione e la non imputabilità. Il motivo sarebbe dovuto al fatto che, già in precedenza, per una denuncia effettuata dalla madre di questo ragazzo residente in Barra, è stato ritenuto non completamente capace di intendere e di volere. Per questo motivo, non è stato processato neanche per spaccio, ma è stato definito socialmente pericoloso.
Adesso, la domanda che vogliamo fare ai Ministri competenti è: una persona definita socialmente pericolosa può continuare liberamente a muoversi su un territorio senza alcun controllo? Chi doveva controllare questo soggetto socialmente pericoloso? E, dopo che ha ammazzato un innocente, un ragazzo che non aveva fatto nulla, che non era responsabile di nulla, che non aveva alcun precedente, la domanda è: con che coraggio andiamo a dire ai genitori, ai familiari, agli zii, agli amici di questo ragazzo che c'è la possibilità che venga scarcerato e non imputato? E, qualora avvenisse, come possiamo dire di essere sicuri sui nostri territori e cosa potremmo dire se qualcuno, sbagliando e facendo una follia, tentasse di farsi giustizia da solo?
Questo è un sistema sbagliato. Se non c'è stato un controllo, qualcuno ne deve rispondere.
In ultimo - mi scusi, Presidente, perché è una vicenda che mi ha particolarmente scosso -, noi abbiamo fatto dei decreti e, al di là di chi sta in maggioranza e di chi sta in minoranza e al di là di quello che è successo in Campania, stiamo vedendo in tutta Italia (a Genova, nel territorio romano) che c'è una recrudescenza di violenza e criminalità senza limiti, soprattutto tra giovanissimi che sembra abbiano nella violenza e nell'aggressività una sorta di mantra.
Noi dobbiamo intervenire per tutelare innanzitutto i più deboli, le vittime, e per porre un fine che non è stato posto, anche perché - e concludo - negli ultimi anni sul nostro territorio sono diminuiti gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine, che non c'erano la notte in cui ciò è avvenuto, in un posto ultra frequentato dai giovani, fuori dal comune di San Sebastiano al Vesuvio. Si sono chiuse le caserme, almeno nel napoletano, e questo non porterà a nulla di buono.
Io ricordo, chiedo ai Ministri che vengano a riferire qui in Aula su tutte le vicende che ho raccontato e rendo omaggio, a titolo personale, alla famiglia di questo ragazzo, che tutto aveva previsto nella vita tranne di morire a 19 anni per una scarpa calpestata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Borrelli. Ovviamente il suo cordoglio è il nostro cordoglio.
Colleghi, come rappresentato alla Presidenza dai rappresentanti di diversi gruppi parlamentari, a causa dello sciopero dei treni, ci sono numerosi deputati che ancora non sono giunti a Roma e che hanno difficoltà ad arrivare. Conseguentemente, secondo le intese intercorse tra i gruppi, sospendo la seduta fino alle ore 15,30 per verificare e consentire il loro arrivo.
La seduta, dunque, è sospesa e riprenderà alle ore 15,30.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori il deputato Marco Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Sono nuovamente a chiederle un'informativa urgente della Ministra Calderone, ma lo chiedo anche a lei, perché, se questa Italia pensa di essere fondata sullo sfruttamento e sulla schiavitù, allora sarebbe normale discutere anche in assenza di un confronto con il Governo delle condizioni dei lavoratori di Vot International di Quarrata o del Pronto Moda di Prato. Presidente, già in quest'Aula le ho più volte sollecitato un intervento, perché siamo davanti al . Ministra, le raccontiamo un'altra storia, me l'ha accennato al telefono Nasir, con cui ho parlato direttamente.
Abbiamo parlato in inglese, perché Nasir non conosce l'italiano come la gran parte dei suoi colleghi provenienti dal Pakistan. Sono gli operai di tre stabilimenti della Vot International, l'azienda che, a conduzione cinese, fa i materassi e i divani per Mondo Convenienza. Sono in sciopero e presidio da ormai una settimana, e sa perché? Perché un collega di Nasir, Tahla, di 22 anni, è stato aggredito a bastonate sul volto e sulle braccia all'interno della stessa fabbrica. Il motivo? Ha osato contattare il sindacato; insieme ai suoi compagni si lamentava di turni insostenibili di lavoro nero e degli abusi di ogni tipo. Chiedono proprio questo: di non essere schiavi, di lavorare secondo la legge, ossia non oltre le 8 ore di seguito, di lavorare solo cinque giorni mentre oggi ne lavorano sette su sette, fra le 12 e le 14 ore al giorno, senza giorni di riposo e senza ferie.
Lo sa, Ministra, questa azienda - se lei va a controllare nel - da un po' di anni chiude ogni anno e riapre ogni anno con un nuovo nome. Allora, sa che cosa ha risposto il loro capo agli operai che hanno chiesto di non agire al di fuori della legge? Ha detto, e non ho paura di dirlo a verbale perché l'ho scritto e l'ho mandato alla procura di Pistoia: “io non ho problemi con la legge, pago i Carabinieri, e se non vi piace andate via”.
Ecco, sarà - spero - la magistratura a verificare questi fatti. Sa che, in provincia di Prato, nel distretto tessile e del pronto moda, come abbiamo più volte provato a dirle, con le interrogazioni, con le richieste di informative, sono più di 23 le teste spaccate in questi mesi? Sa che la DS, la Gruccia Creations, la Texprint, la Dreamland, la H e la Lin Weidong forniscono tutti i grandi marchi italiani? E sa che questo mondo fuori legge trae la sua linfa da un sistema di esternalizzazioni e appalti e subappalti?
Ecco, gliela dico così: è il momento che il Governo si mobiliti, coinvolgendo le prefetture e le Forze dell'ordine, altrimenti si è complici. Tuttavia, vede, Ministra, è ipocrita anche parlare solo di controlli, perché se ci si rifiuta di intervenire a livello normativo per correggere tutto questo siamo parte del problema. “Mondo Sofferenza” dice una cosa semplice: “la nostra forza è il prezzo”. È vero: il prezzo dello sfruttamento
PRESIDENTE. Su un altro argomento ha chiesto di intervenire, sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Francesca Ghirra.
Prima di darle la parola, colleghi, salutiamo la delegazione di studentesse, studenti e docenti del Liceo Classico statale Gabriele D'Annunzio di Pescara. Sono oggi alla Camera dei deputati per partecipare alla giornata di formazione a Palazzo Montecitorio. Grazie per essere qui con noi .
Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere un'informativa urgente del Ministro Giorgetti sull'accordo tra il MEF e Lufthansa rispetto alla cessione del 41 per cento delle quote di ITA, la nostra compagnia di bandiera. Dopo due anni di trattative, siamo preoccupati; non eravamo favorevoli alla fusione con Lufthansa e le notizie che arrivano del litigio, direi, più che delle trattative avvenute questa notte tra il Governo e la compagnia tedesca, non sono rassicuranti. Pare sia stato chiesto di rivedere il prezzo della seconda dall'accordo, una previsione già contenuta nell'accordo su misure correttive che non sarebbero state accettate dal Governo, rispetto a un ribasso di 10 milioni di euro. È un accordo che, entro l'11 novembre, deve essere inviato alla Commissione europea e su cui si sono rivolti gli auspici della Ministra Santanche' che oggi al di Londra ha auspicato appunto che l'accordo vada in porto. Ciò per noi non è sufficiente, vogliamo che il Ministro Giorgetti venga a riferire alla Camera cosa sta succedendo, come intende governare questo processo e che cosa ne sarà di ITA Airways. Confidiamo che questo avvenga prima della scadenza dell'11 novembre .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: Dichiarazione di urgenza della proposta di legge n. 2010.
Comunico che, a norma dell'articolo 69, comma 1, del Regolamento, è stata richiesta dal gruppo MoVimento 5 Stelle la dichiarazione di urgenza per la proposta di legge n. 2010, recante Istituzione di una Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale degli investimenti complementari.
Su questa richiesta, a norma dell'articolo 69, comma 2, del Regolamento, non essendo stata raggiunta in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo la maggioranza dei tre quarti dei componenti della Camera, l'Assemblea è chiamata a deliberare con votazione palese mediante procedimento elettronico con registrazioni dei nomi.
Ha chiesto di parlare a favore, a norma dell'articolo 41, comma 1, del Regolamento, la deputata Chiara Appendino. Ne ha facoltà.
Colleghi, vi prego però, facciamo silenzio. Un attimo, onorevole Appennino. Colleghi, facciamo silenzio, per favore. Colleghi! Prego, onorevole Appendino.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, non solo sappiamo bene - lo ricordiamo - che Fratelli d'Italia non ha votato il PNRR, ma, a distanza di due anni, possiamo dire che questa maggioranza non ha ancora proprio capito che cos'è il PNRR; non si capisce altrimenti l'orientamento di oggi.
Allora ribadiamo a quest'Aula che cosa sono i 209 miliardi che il Presidente Conte ha portato in dote al nostro Paese. Diciamolo: sono l'unica cosa a cui oggi è aggrappato quel poco di crescita di PIL, prevista nel 2024, che è l'ennesima prova che quello che sta facendo questo Governo, in termini di misure economiche, è assolutamente inutile e ininfluente, anzi dannoso sulla crescita di questo Paese. Il PNRR, Presidente, sono i 700.000 posti di lavoro in più generati nel 2023, cioè praticamente tutto l'aumento di occupazione di cui questa maggioranza si riempie la bocca; è sempre il PNRR Il PNRR sono migliaia di posti nido per tante mamme che non tornano al lavoro perché quel posto non ce l'hanno; sono trasporti più efficienti, sì, quelli che non funzionano e che il Ministro Salvini sta distruggendo per cui le persone stanno ore e ore in attesa, magari a una fermata o ad una stazione del treno. Sono nuovi strumenti per gli ospedali, come apparecchiature per la TAC, che servono da anni.
L'elenco è ancora lungo e, allora, rispetto alla più grande occasione di rilancio di questo Paese cosa fa il Governo Meloni? La sta buttando al vento. E come? Con i ritardi, i ritardi che accumulate costantemente.
Ieri - c'è un dato che dovrebbe dirvi di schiacciare “sì” sull'urgenza, Presidente, lo dico ai colleghi di maggioranza - Bankitalia ha analizzato i ritardi sugli appalti pubblici: uno su tre è in ritardo rispetto alle previsioni, una su due di quelle opere non è nemmeno partita. Ma a voi sembra normale? Non vi sembra che ci sia da preoccuparsi? A me sembra di sì .
Ma non bastano i ritardi, Presidente. Lo state massacrando con i tagli: avete tagliato i posti nido, i posti di terapia intensiva, le opere pubbliche, gli interventi per la sicurezza delle infrastrutture e adesso arriva l'ennesima sforbiciata, lo abbiamo appreso in questi giorni. E quindi andate a toccare le ferrovie, le università e le imprese perché non basta il ridimensionamento, no, continuate su questa strada. Ma non solo ci sono i ritardi e i tagli, ci sono le menzogne. Ci siamo abituati, siete bravissimi a mentire, costantemente; Meloni è una mentitrice seriale, però, attenzione, qui la menzogna è più grave perché è sulla pelle dei sindaci. Ve lo ricordate? Avevate tolto i fondi dal PNRR perché non stavano nei tempi per quanto riguarda i progetti che dovevano fare i comuni, avete promesso che avreste finanziato i comuni e adesso cosa arriva? Alé, tagliate i fondi ai comuni che su quelle opere devono rispondere ai cittadini ; quindi, anche vigliacchi.
E dov'è Fitto? Dov'è Fitto, dove si nasconde? Dobbiamo chiamare per capire che cosa pensa e che cosa sta facendo? Ah no, la risposta è un'altra: lo avete mandato in Europa. E a fare cosa? A tutelare i nostri interessi. Cioè voi ci state dicendo che chi è corresponsabile con la Presidente Meloni di tagli, ritardi nel PNRR e del nuovo Patto di stabilità e crescita, che è un cappio al collo da 13 miliardi di tagli e tasse all'anno, per i prossimi 7 anni, è il Ministro che dovrebbe tutelare gli italiani? Ma, per favore, un minimo di dignità. Non ci crede nessuno, non ci può credere nessuno .
Allora, Presidente, andiamo sull'urgenza. Abbiamo capito, per voi questa Commissione, che serve per valutare e per aiutare l'attuazione del PNRR, perché siamo ancora qui a tendervi la mano, non è urgente. Ma lo abbiamo capito, voi dell'urgenza non avete proprio capito il significato, perché come può non essere urgente un piano di assunzioni straordinarie di personale sanitario dato che abbiamo scoperto che quasi l'8 per cento delle persone non si cura per le liste d'attesa? E voi cosa fate? Il contrario: lo annunciate, non lo fate e definanziate la sanità, portandola al minimo storico del 5,9 per cento. Ma non vi vergognate? Questo non è urgente ?
Non solo non mettete i soldi per gli infermieri e per i medici, ma questi ultimi li prendete dall'India, cioè siamo passati dal Governo del al Governo del : grandi sovranisti, grandissimi sovranisti ! E sarebbe urgente, ad esempio, Presidente, e mi avvio a concludere, mettere soldi per finanziare l', ma voi fate il contrario: 4,6 miliardi di tagli e, quindi, di nuovo, una mannaia su chi fa parte di quel settore.
Allora, Presidente, siccome voi non lo capite, questa maggioranza non lo capisce, siccome non è chiaro cosa sia l'urgenza, siccome non è chiaro cosa sia il PNRR, siccome non vi è chiaro quanto il futuro di questo Paese dipenda da quei 209 miliardi di euro, noi vi chiediamo nuovamente di votare l'urgenza per l'istituzione di questa Commissione, perché il Presidente Conte ha fatto il lavoro in Europa, ma voi dovete farlo qui e metterlo a terra. Votate “sì” per l'urgenza, lo dovete agli italiani fuori .
PRESIDENTE. Colleghi, qualcuno intende parlare contro la proposta? Non ho nessuna richiesta.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, con registrazione dei nomi, sulla dichiarazione di urgenza della proposta di legge n. 2010, che prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale degli investimenti complementari.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2099: Ratifica ed esecuzione dei seguenti atti internazionali: Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo in merito all'approntamento congiunto e/o al cofinanziamento di progetti nei Paesi destinatari della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Accordo di garanzia (Progetto di ripristino emergenziale di centrali idroelettriche) tra il Governo dell'Ucraina, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Accordo di supporto al progetto e cessione tra la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con riferimento al progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Dichiarazione di adesione tra la Società per azioni "Ukrhydroenergo", il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo concernente il progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024.
Ricordo che nella seduta del 4 novembre si è conclusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica. Poiché non sono state presentate proposte emendative, li porrò direttamente in votazione.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare la deputata Naike Gruppioni. Ne ha facoltà.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, ci accingiamo a votare tre importanti disegni di legge, che recano altrettante ratifiche di accordi che rappresentano la plastica dimostrazione della collocazione del nostro Paese in ambito saldamente atlantista ed europeo, ma anche in una posizione sacrosanta di apertura commerciale e culturale verso l'Est e verso un mondo globale che non vogliamo disconoscere, ma rendere funzionale al processo di pace e di economia condivisa.
In particolare, venendo a questo specifico atto, voglio ricordare che è trascorso poco più di un anno da quel 6 giugno 2023, quando la Russia distrusse la diga di Kachovka e, insieme ad essa, la sua centrale idroelettrica, causando l'allagamento di una parte consistente della regione di Kherson, compresa la quasi totalità della città dove sorgeva la centrale idroelettrica. Tale azione scellerata e giustificata da mere e marginali esigenze tattiche, tesa a fermare la controffensiva ucraina, allora in atto, comportò danni rilevantissimi nella regione, ma mise anche a durissima prova il settore energetico ucraino, già precedentemente sottoposto a massicci attacchi da parte delle forze russe. Poco…
PRESIDENTE. Colleghi! Aspetti un attimo, perché così non si può andare avanti. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, per favore. Prego, onorevole Gruppioni. Peraltro, siete anche vicino all'onorevole Gruppioni e date ulteriormente fastidio. Prego.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Poco prima della distruzione della diga, a Roma, il 26 aprile del 23, l'Italia, in occasione della Conferenza bilaterale di Roma sulla ricostruzione dell'Ucraina, aveva preso impegni chiari e fermi sul proposito di aiutare e ricostruire quel Paese martoriato dalla guerra. Tali impegni si sono poi concretizzati con la firma di accordi tra l'Italia, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la principale società statale di energia ucraina. Oggi ratifichiamo e poniamo in atto quegli accordi, rispettando i patti e confermando la nostra collocazione (tra l'altro, mai mutata con il mutare dei Governi che tuttora si sono succeduti), a favore del popolo ucraino e di uno Stato aggredito unilateralmente, che consideriamo amico dell'Italia e dell'Europa.
L'atto di ratifica è assai ampio e complessivamente garantisce anche la base di nuovi interventi attraverso la BERS che non riguardano la sola Ucraina, ma fornisce un importante punto di partenza per nuove e future collaborazioni, inclusi i Paesi africani e sub-sahariani. Inoltre, si è voluto garantire un contributo di aiuti per complessivi 200 milioni di euro, in cofinanziamento con la BERS, alla società statale energetica ucraina, affinché si ripristini il funzionamento di due importanti centrali idroelettriche sul fiume Dnipro. La ratifica comprende anche l'accordo di cessione del contributo della banca, per quel che riguarda la parte italiana, verso Cassa depositi e prestiti, che è il gestore del Fondo rotativo italiano per la cooperazione allo sviluppo…
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Gruppioni, aspetti un attimo. Non riesce a parlare perché è disturbata da voi. Per favore, prego.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Infine, l'ultimo accordo di adesione comprende la garanzia dello Stato ucraino per l'intero ammontare del finanziamento, disponendo il pieno riconoscimento da parte della società statale ucraina per l'energia di tutti i termini posti a garanzia della scoperta dal credito d'aiuto italiano e riepiloga l'interezza degli impegni assunti dalle parti in relazione al progetto. Quindi, una ratifica di quattro accordi che consentiranno di ripristinare le centrali idroelettriche per l'erogazione dell'energia nello stato di guerra, ma anche il riconoscimento pieno della garanzia da parte di quel Governo di impegni chiari per una collaborazione trilaterale tra i sottoscrittori dell'accordo.
Per questi motivi, vista anche l'importanza della piena operatività dei prestiti garantiti dall'accordo in tempi brevissimi e in considerazione anche dei rigidi inverni di quelle regioni, annuncio il voto favorevole alla ratifica da parte del mio gruppo parlamentare. Ringrazio i colleghi per l'attenzione .
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie. Intervengo solo per annunciare il nostro voto favorevole su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grimaldi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per annunciare il voto favorevole anche di Azione-PER a questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pisano. Ne ha facoltà.
CALOGERO PISANO(NM(N-C-U-I)M-CP). Intervengo per annunciare il voto favorevole del gruppo Noi Moderati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha facoltà.
PATRIZIA MARROCCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Con il voto odierno ratifichiamo quattro atti internazionali aventi ad oggetto la partecipazione dell'Italia al progetto di ripristino emergenziale di centrali idroelettriche in Ucraina danneggiate durante le offensive russe. Si tratta di un'iniziativa in collaborazione con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.
Questi tipi di accordi costituiscono un tassello di quello che l'Italia e l'Unione europea si sono impegnati a fare, ovvero assicurare all'Ucraina un pieno sostegno nelle sue dimensioni: politica, diplomatica, economica, finanziaria, militare e umanitaria, per tutto il tempo necessario, affinché si giunga alla fine del conflitto e per la successiva ricostruzione. L'Ucraina si sta preparando ad affrontare il suo terzo inverno di guerra. Con l'abbassamento della temperatura, la produzione di energia da combustibili fossili è fondamentale per mantenere le luci accese e operativi i sistemi di riscaldamento e di pompaggio delle acque. Gli ucraini temono un inverno particolarmente difficile, visto che il Paese ha perso più di due terzi della sua capacità di produzione di energia elettrica.
La presenza della comunità internazionale accanto all'Ucraina si deve concretizzare anche in un sostegno economico ed infrastrutturale per la necessità immediata e per quella di medio e lungo periodo. Questa ratifica costituisce un passo fondamentale sulla strada di un impegno assunto dall'Italia in occasione della Conferenza di Roma per la rinascita e la ricostruzione dell'Ucraina.
Arriviamo al voto di oggi, che chiude la procedura di ratifica, grazie all'impegno fattivo e concreto della Camera dei deputati, di cui si è fatto promotore nella recente visita a Kiev il gruppo parlamentare, in collaborazione con la Verkhovna Rada, presieduto proprio da lei, onorevole Mule', e, attraverso lei, ringrazio i colleghi, che oggi onorano insieme a noi questa promessa che diventa realtà. Esprimo quindi il voto favorevole del mio partito, Forza Italia-Berlusconi Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, signor Presidente. Intervengo solo per annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Billi. Ne ha facoltà.
SIMONE BILLI(LEGA). Presidente, riteniamo il sostegno al ripristino della capacità ucraina di produrre energia idroelettrica un elemento essenziale della ricostruzione del Paese. Per queste ragioni, dichiaro il voto favorevole della Lega-Salvini Premier, augurandoci che questo possa essere d'auspicio per una fine veloce del conflitto e per una pace giusta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.
LIA QUARTAPELLE PROCOPIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. So che è usuale in Aula essere molto distratti quando si ratificano gli accordi internazionali. Richiamerei l'attenzione dell'Aula, perché questo Accordo non è come tutti gli altri. Di solito, ratifichiamo con un consenso unanime, perché tutte le forze politiche sono d'accordo di solito sul fatto di rafforzare i rapporti di collaborazione con i vari Paesi del mondo, ma questo è un Accordo diverso. Lo sa bene il Presidente - che ringrazio -, che ha guidato l'ultima missione di Parlamento in Ucraina, una missione fatta da vari gruppi parlamentari che è stata cruciale anche per lo sblocco della ratifica dell'Accordo.
La ratifica di oggi merita una riflessione e una discussione più approfondite, non solo perché è l'occasione per ribadire il nostro sostegno all'Ucraina, questa volta su una materia civile, ma serve a ribadire che saremo al fianco della resistenza di quel Paese con tutti i mezzi necessari, anche in ambito civile ed energetico.
La ratifica di oggi, però, ci permette anche di riflettere sulla pace: questo che si sta avvicinando è il 3o inverno che gli ucraini vivono sotto le bombe e sotto la minaccia dell'aggressione russa. A Kiev, a Odessa, a Kharkiv e nelle città più piccole dell'Ucraina si continua a vivere, nonostante gli allarmi notturni e il rischio di essere colpiti da una bomba, perché la Russia bombarda scientemente i civili e da 3 anni bombarda anche le infrastrutture civili, comprese le infrastrutture energetiche. Questo significa che l'Ucraina, da 3 anni, illumina le proprie case e scalda l'acqua con il 30 per cento della capacità energetica che il Paese aveva prima dell'inizio dell'aggressione. La Russia bombarda con precisione le infrastrutture di distribuzione e di produzione dell'energia - di oggi la notizia di un bombardamento proprio a Zaporizhzhia, la città di una delle grandi centrali nucleari che è stata completamente spenta dopo gli attacchi -, perché ha l'interesse a distruggere quel Paese, a piegarlo, a compromettere profondamente la normalità quotidiana.
Non è la prima volta che la Russia muove all'Ucraina una guerra sul tema dell'energia; è dai primi anni Duemila che la Russia apre e chiude i rubinetti del gas, che attacca le infrastrutture di fornitura del gas e poi, durante l'invasione di larga scala, si è messa a bombardare le centrali nucleari, le reti di distribuzione, le centrali di produzione dell'energia elettrica.
Questo significa che la vita quotidiana degli ucraini è scandita da molti , che durano in alcuni casi ore o addirittura giorni. Significa che, in alcuni luoghi del Paese, per settimane, non c'è il riscaldamento e sappiamo quanto rigido possa essere l'inverno in Ucraina. Significa che le industrie non sanno mai quanto possono effettivamente produrre con continuità, perché rischiano di avere un . È questa la faccia della guerra che noi non vediamo ed è un peccato che l'Aula vada avanti nell'indifferenza! È una faccia della guerra che noi non vediamo e che, per gli ucraini, significa non essere sicuri di poter accendere la luce, non sapere se si può usare l'acqua calda, non essere certi di poter infornare la cena la sera.
Quando pensiamo alla guerra, di solito pensiamo a chi combatte al fronte e pensiamo che per far smettere la guerra basti far tacere le armi. C'è chi addirittura pensa che basti una tregua o persino che basti smettere di inviare le munizioni perché le armi si fermino.
Non è esattamente così. La vicenda delle infrastrutture elettriche dell'Ucraina ci dice un'altra cosa: finché quel Paese non sarà sicuro e non sarà in grado di difendere il proprio territorio, sarà un Paese la cui normalità quotidiana è profondamente intaccata dall'aggressione russa. Ed è per questo che è tanto importante inviare le armi, quanto è importante ratificare questo Accordo. Non c'è differenza tra inviare le armi per difendere le città ucraine dagli attacchi aerei e missilistici e ratificare un Accordo che prevede 200 milioni di euro di aiuti per continuare a far sì che, per quanto possibile, finché non ci sarà una fine della guerra, le città ucraine e i cittadini ucraini possano cercare, per quanto possibile, di condurre la loro normalità.
Per cui noi voteremo a favore di questo Accordo, perché fa parte di una strategia complessiva di sostegno alla resistenza e per permettere a quel Paese di arrivare alla pace: una pace che preveda la difesa del territorio ucraino, non semplicemente una pace che preveda la fine dell'uso delle armi, perché non è così che funziona. La guerra intacca la vita civile ed è importante difendere, sostenere ed essere solidali in tutti gli ambiti dell'aiuto che l'Ucraina ci richiede
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.
SALVATORE CAIATA(FDI). Grazie, Presidente. Non posso che unirmi alle parole che ha espresso la collega Quartapelle Procopio, che mi ha preceduto nel suo intervento. Questo non è un voto di ratifica. Certamente lo è per quanto riguarda la ratifica di questo Accordo, che prevede un sostegno da parte del Governo italiano, in cooperazione con la BERS, per la ricostruzione di centrali idroelettriche in Ucraina per un importo di 200 milioni di euro, ma è soprattutto un voto di sostegno - lei sa bene a che cosa mi riferisco, perché ha visitato personalmente quelle terre - al popolo ucraino, alla resilienza e alla resistenza del popolo ucraino, alla capacità e alla volontà di ricominciare a vivere del popolo ucraino .
E allora, quando noi dobbiamo supportare il popolo ucraino, lo facciamo sicuramente in tutte le modalità con cui possiamo farlo: lo facciamo con gli aiuti umanitari, lo facciamo con gli aiuti militari per poter resistere all'aggressione russa, ma lo facciamo soprattutto - come ha detto anche la nostra Presidente Meloni nel corso del suo ultimo intervento in Aula, in occasione dell'ultimo Consiglio d'Europa - pensando al futuro e alla ricostruzione dell'Ucraina.
A Roma, nello scorso luglio, si è tenuta la prima Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina. In quella sede il nostro Paese ha assunto l'obbligo di impegnarsi per la ricostruzione di quelle centrali idroelettriche che erano state distrutte e che minano, come dicevamo prima, la vita quotidiana, perché è evidente che la guerra si combatte al confine, ma si combatte anche nella capacità di andare avanti tutti i giorni; e da questo punto di vista l'elettricità è un passaggio fondamentale.
Quell'impegno che avevamo assunto come Paese, firmato poi nel febbraio del 2024, in questo Accordo con la Banca europea per gli investimenti e la ricostruzione, con una società privata ucraina, che è quella che si occupa della gestione delle centrali idroelettriche, esprime proprio quello che deve essere il nostro guardare al futuro: pensare alla ricostruzione dell'Ucraina in cooperazione con gli enti finanziari internazionali nonché con i soggetti privati ucraini che devono essere parte integrante di questo processo di ricostruzione, affinché non sia calato dall'alto, ma sia partecipato dal territorio stesso.
Quindi, Presidente, sicuramente vediamo questo voto come una dichiarazione di intenti e di vicinanza al popolo ucraino, ed è evidente che ha una valenza diversa.
Da questo punto di vista, mi permetta di ringraziare, in qualità di relatore, tutto il Parlamento e tutti i gruppi politici, che hanno trovato unanimità su questo provvedimento, dimostrando che il popolo italiano, il suo Parlamento e il suo Governo, quando devono dare vicinanza a un popolo che soffre e che è attaccato, sanno trovare la giusta unità. Per questo motivo esprimo il voto favorevole di Fratelli d'Italia nell'auspicio che questo sia solamente il primo passo e che, d'ora in poi, si possa cercare di parlare di più di ricostruzione in Ucraina e meno di conflitto
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
Prima di passare al voto, visto che lo accennava lei, ma anche tutti gli altri colleghi, volevo ringraziare proprio i colleghi del gruppo di collaborazione con il Parlamento ucraino per l'attività che hanno svolto e che oggi trova compimento nell'approvazione di questa ratifica: grazie per il lavoro che hanno svolto in maniera fattiva in Ucraina e in Italia.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2099:
S. 1230 - “Ratifica ed esecuzione dei seguenti atti internazionali: Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo in merito all'approntamento congiunto e/o al cofinanziamento di progetti nei Paesi destinatari della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Accordo di garanzia (Progetto di ripristino emergenziale di centrali idroelettriche) tra il Governo dell'Ucraina, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Accordo di supporto al progetto e cessione tra la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con riferimento al progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; Dichiarazione di adesione tra la Società per azioni “Ukrhydroenergo”, il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo concernente il progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024” .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva all'unanimità .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 1849: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti, fatto a Roma il 26 gennaio 2024.
Ricordo che nella seduta del 4 novembre si è conclusa la discussione generale e la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere , che è in distribuzione.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica. Poiché non sono state presentate proposte emendative, li porrò direttamente in votazione.
Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il deputato Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Sì, grazie, Presidente. Velocemente, per salutare questo voto, questa ratifica, che credo vada nell'interesse innanzitutto del Paese e del sistema industriale e brevettuale. Un tribunale è un tribunale, fa il suo mestiere, applica le leggi e dirime le controversie, ma è importante che una delle tre sedi centrali sia basata in Italia e, nello specifico, a Milano, è importante anche per la città. È stato un lavoro che ha coinvolto tanti. Mi piace sottolineare il contributo decisivo che avevamo dato con il Governo Draghi per portare a un passo la finalizzazione di un accordo che, come ricordo, è avvenuto dopo che, con la Brexit, veniva meno la sede centrale di Londra.
È un risultato molto importante. Lo ripeto: ci abbiamo lavorato in tanti, anche quando pochi ci credevano. È importante che si sia arrivati alla fine. Resta una discussione aperta sulle competenze che sono state assegnate a Milano che, per alcuni aspetti, sono inferiori a quelle che aveva Londra, ma il negoziato sulle competenze, chiaramente, si riaprì. Siamo riusciti a imporre il principio che la terza sede dovesse comunque andare a Milano e non dovessero essere distribuite le competenze, come qualcuno pensava, tra Parigi e Monaco di Baviera. Quindi, credo sia un buon risultato per l'Italia e per la città di Milano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gruppioni. Ne ha facoltà.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, questo secondo disegno di legge di ratifica, già approvato dal Senato della Repubblica, reca in sé, finalmente, la prossima operatività della nuova sede di Milano del tribunale internazionale dei brevetti. Ricordo a me stessa e ai colleghi che mi stanno ascoltando, pochi, credo…
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Sicuramente buoni.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, la collega Gruppioni tenta disperatamente di intervenire, richiamando la vostra attenzione, oramai per la seconda volta. Vi prego, possiamo prestare attenzione per rispetto dell'Aula e della collega che sta intervenendo? Prego.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). E anche degli argomenti che trattiamo, cortesemente. Grazie. Ricordo a me stessa e ai colleghi che mi ascoltano come l'Italia aderisca al tribunale comune a tutti gli Stati membri contraenti, con il compito di giudicare sulle controversie relative ai brevetti europei.
Ebbene, con l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, l'Italia ha avuto riconosciuta una sezione della divisione centrale del tribunale e la stessa è stata stabilita a Milano. La ratifica che ci proponiamo di approvare è necessaria per garantire il buon funzionamento della nuova sede, nonché il riconoscimento e la sua conformità alle regole internazionali.
L'intesa, in particolare, dà attuazione al Protocollo del 2016 sulle prerogative del tribunale, già riconosciute alle altre sedi europee e, al pari di quelle già riconosciute, alle altre organizzazioni internazionali che hanno sede in Italia. In considerazione del fatto che la sezione del tribunale avrebbe dovuto essere operativa già dallo scorso giugno e degli indubbi vantaggi che tale nuova sede comporterà, tanto in termini di prestigio che economici di indotto per la città di Milano e per l'Italia, annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva su questo provvedimento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Anche in questo caso, intervengo solo per annunciare il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per rappresentare e dichiarare il voto favorevole di Azione-PER su questo importante provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pisano. Ne ha facoltà.
CALOGERO PISANO(NM(N-C-U-I)M-CP). Sì, grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha facoltà.
PATRIZIA MARROCCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Con il provvedimento al nostro esame, autorizziamo la ratifica dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti, sottoscritto a Roma lo scorso 26 gennaio.
Lo scorso 26 giugno, ha aperto le sue porte la sezione italiana della divisione centrale del Tribunale unificato dei brevetti, a Milano. Questo ha segnato una pietra miliare significativa nell'attuazione del sistema di contenzioso brevettuale del Tribunale unificato dei brevetti.
La decisione è stata presa dopo che la ha reso necessaria la ricollocazione dei compiti assegnati alla sezione di Londra.
La sezione milanese sarà competente per diverse tipologie di brevetti, coprendo settori vitali attinenti, come prodotti farmaceutici, prodotti fitosanitari, tecnologie agroindustriali e moda. Con questa sede, in Italia si aprono diverse opportunità strategiche per i titolari di brevetti, per i professionisti legali e per le aziende. L'Accordo disciplina le misure di sostegno che l'Italia deve fornire al Tribunale unificato dei brevetti. La ratifica del disegno di legge risponde all'esigenza di garantire la piena operatività della nuova sede milanese, un passo importante per la protezione della proprietà industriale e della crescita delle imprese italiane e dell'intero sistema Paese.
Per questo motivo, esprimo il voto favorevole del gruppo Forza Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Sì, Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Billi. Ne ha facoltà.
SIMONE BILLI(LEGA). Grazie, Presidente. La sede milanese del Tribunale unificato dei brevetti, a livello internazionale, dà lustro al nostro Paese, spinge l'economia di Milano e della Lombardia e gioca un ruolo fondamentale per accelerare la dinamica virtuosa di ricerca e innovazione delle nostre aziende e del . Inoltre, è importante per la protezione dell'innovazione tecnologica a livello europeo.
Per queste ragioni, Presidente, dichiaro il voto favorevole del gruppo Lega-Salvini Premier sulla ratifica dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti del 26 gennaio 2024.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.
LIA QUARTAPELLE PROCOPIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche questo accordo merita qualche parola per motivare il voto favorevole del Partito Democratico. Si tratta dell'ultima ratifica di un lungo lavoro di vari Governi, che ringrazio, per portare in Italia e a Milano una delle tre sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti. Oltre al riconoscimento di rango che il nostro Paese riceve, in quanto grande manifattura d'Europa, avere una delle sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti nel nostro Paese, come diceva il collega Billi, è un'occasione reale per favorire lo sviluppo dei brevetti e, quindi, della ricerca tecnologica e dell'intero indotto, in ambiti assolutamente importanti per il nostro sistema industriale.
In una situazione come quella evidenziata dal in un bell'articolo, ma drammatico, di Federico Fubini, di domenica, in cui la produzione industriale del nostro Paese sta crollando e il nostro Paese rischia di fermarsi come manifattura, il fatto che, invece, vari Governi abbiano lavorato per valorizzare i comparti industriali collegati alla sede del tribunale di Milano è importante per lo sviluppo, la crescita e l'occupazione in Italia.
Quindi, voteremo a favore, ringraziando chi ha fatto questo lavoro, che - come ricordava il collega Della Vedova - non è stato semplice. Le istituzioni nazionali, le istituzioni locali e il comparto italiano collegato alla sede del tribunale dei brevetti hanno spinto molto, affinché si arrivasse a questo risultato. Grazie. Voteremo a favore dell'accordo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mura. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MURA(FDI). Grazie, Presidente. Come giustamente ha detto chi mi ha preceduto, l'Accordo in esame costituisce un adempimento necessario e urgente, dopo un lungo lavoro compiuto da diversi Governi e portato a termine dal Governo Meloni per assegnare a Milano una sede del Tribunale unificato dei brevetti. Ricordo che il Tribunale unificato dei brevetti ha il compito di giudicare sulle controversie relative ai brevetti europei, ai brevetti con effetto unitario e ai certificati protettivi complementari concessi per un prodotto protetto da un brevetto europeo.
Il vantaggio principale del Tribunale unificato dei brevetti è la giurisdizione unica, in caso di violazione del brevetto, che permette di evitare l'avvio dei contenziosi paralleli dinnanzi a più giurisdizioni europee. In questo contesto, l'assegnazione a Milano di una delle sedi del Tribunale costituisce un elemento non scontato e di grande importanza per la protezione della proprietà industriale e per la promozione della crescita delle imprese italiane e dell'intero sistema Paese.
Il Parlamento italiano se n'è a lungo occupato, anche con una serie di audizioni svolte nella Commissione III e X della Camera e la diplomazia italiana vi ha lavorato con continuità, come giustamente ha ricordato anche il Vice Ministro Cirielli ieri, che ringraziamo.
Nello specifico, l'accordo contiene le norme per lo stabilimento e il buon funzionamento della sede di Milano che sarà collocata in via San Barnaba 50; riconosce la personalità giuridica del Tribunale medesimo; sancisce l'impegno dell'Italia a garantire il sostegno generale per l'accesso ai servizi di pubblica utilità per la piena operatività degli uffici; riconosce l'inviolabilità dei locali e degli archivi, la sicurezza, le comunicazioni e le immunità dai procedimenti legali e da provvedimenti di coercizione amministrativa e giudiziaria.
Inoltre, il Ministero della Giustizia è autorizzato a distaccare un contingente fino a un massimo di 7 unità di personale non dirigenziale per l'istituzione della sezione della divisione centrale del Tribunale, per una durata massima di sette anni e con oneri a proprio carico.
Quindi, nell'annunciare il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia, mi fa piacere ricordare che su questo provvedimento si è registrata l'unanimità anche nei lavori in Commissione .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 1849:
S. 1049 - "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti, fatto a Roma il 26 gennaio 2024" .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2030: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatto a Roma il 23 marzo 2019.
Ricordo che, nella seduta del 4 novembre, si è conclusa la discussione generale.
La V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere , che è in distribuzione.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica. Poiché non sono state presentate proposte emendative, li porrò direttamente in votazione.
Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4 .
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, nel silenzio dell'Aula, la deputata Naike Gruppioni. Ne ha facoltà.
NAIKE GRUPPIONI(IV-C-RE). Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo. Quest'ultima ratifica, che sarà posta in approvazione, ritengo sia fortemente necessaria e auspicabile. L'Accordo per evitare la doppia imposizione fiscale tra l'Italia e la Cina risale all'atto firmato nel 2019 e rappresenta un aggiornamento dell'attuale disciplina bilaterale sugli aspetti di fiscalità diretta nelle relazioni economiche e fiscali tra i due Paesi, adeguandone le disposizioni ai più recenti standard internazionali.
L'Accordo risulta alquanto esaustivo in merito alle singole discipline fiscali e ha l'obiettivo di consentire alle imprese italiane di operare in Cina in condizioni migliori e in posizione concorrenziale rispetto alle aziende di altri Paesi europei, ma anche agli investitori cinesi di avere un quadro normativo più certo per la loro attività nel nostro Paese.
L'Accordo comprende le nuove disposizioni, valide nei due Paesi contraenti tanto per le persone fisiche che per quelle giuridiche, e copre tanto l'imposta sulle persone fisiche che quella sulle società, oltre alle modalità di imposizione delle rendite immobiliari e da capitale e il regime di imponibilità degli utili di impresa. L'Accordo prevede, anche, ove un determinato reddito non fosse compiutamente disciplinato dall'articolato, che questo verrà tassato nello Stato di residenza del soggetto che lo ha prodotto.
Tale Accordo, che si basa sul modello applicativo più avanzato predisposto dall'OCSE, ha già dimostrato la propria efficacia, tanto per lo sviluppo degli scambi e degli insediamenti commerciali, quanto nel contrasto alle frodi e nel consentire un più stringente controllo sui redditi, a condizioni di reciprocità, prodotti nei Paesi che hanno sottoscritto l'Accordo.
Per questi motivi annuncio il voto favorevole di Italia Viva e mio personale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo solo per annunciare il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per annunciare il voto favorevole anche di Azione-PER su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pisano. Ne ha facoltà.
CALOGERO PISANO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha facoltà.
PATRIZIA MARROCCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. L'Accordo è volto ad aggiornare l'attuale disciplina bilaterale sugli aspetti di fiscalità diretta nelle relazioni economiche e fiscali tra Italia e Cina. L'intesa bilaterale consentirà alle imprese italiane di operare in Cina in condizioni migliori e in posizioni concorrenziali rispetto alle aziende di altre nazioni europee e di avere maggiori certezze operative. Ma l'Accordo non si limita solo a migliorare le relazioni commerciali: pone anche solide basi per una cooperazione più stretta nella lotta all'evasione fiscale internazionale.
In conclusione, l'approvazione di questo Accordo rientra nella scelta strategica per il futuro delle nostre relazioni economiche internazionali, quella di offrire alle nostre aziende maggiori opportunità per crescere, innovare ed essere protagoniste in mercati cruciali per il nostro sviluppo economico.
Per queste ragioni, Presidente, annuncio il voto favorevole di Forza Italia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, Presidente. Annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Billi. Ne ha facoltà.
SIMONE BILLI(LEGA). Grazie, Presidente. Alla luce dello sviluppo delle relazioni economiche italo-cinesi, l'approvazione di questo disegno di legge di ratifica dell'Accordo volto a eliminare le doppie imposizioni appare un passo necessario a tutelare le imprese italiane, ponendole al riparo da vessazioni fiscali. Il “sì” che ci accingiamo ad esprimere riguarda, a nostro avviso, soprattutto questi importanti interessi economici. Non costituisce, invece, dal nostro punto di vista - e va sottolineato -, uno strumento di condivisione degli obiettivi politici che la Repubblica popolare cinese persegue tanto al proprio interno, quanto nel sistema internazionale.
Dichiaro il voto favorevole del gruppo Lega-Salvini Premier .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Peluffo. Ne ha facoltà.
VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico al disegno di legge di ratifica in esame . È l', non è ancora la conclusione, perché si riferisce all'Accordo fatto a Roma, il 23 marzo del 2019, tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali.
L'Accordo, che segue i principi previsti dal modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni, sostituisce il precedente Accordo del 1986, finora vigente. L'Accordo del 2019 era già stato esaminato nella scorsa legislatura, senza, però, giungere all'approvazione definitiva del disegno di legge di ratifica.
Voglio ricordare, come diceva all'inizio anche il Presidente Mule', che il disegno di legge ora in esame è già stato approvato dal Senato e riproduce, pressoché per intero, l'A.C. 2580 della XVIII legislatura. Parliamo, Presidente, in buona sostanza, di una ratifica già conosciuta dal Parlamento, su cui esiste un largo consenso. Credo sia significativo sottolineare come la ratifica avvenga in un anno particolarmente simbolico per le relazioni sino-italiane.
Nel 2024 ricorre, infatti, il 20° anniversario del partenariato globale strategico e ricorre, come è stato ricordato anche qui, a Palazzo Montecitorio, alla presenza del Presidente della Camera, il 700° anniversario della morte di Marco Polo.
Quello in corso è un anno denso di iniziative, di scambi, di delegazioni istituzionali, parlamentari e politiche, che culminerà con l'imminente visita in Cina del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui va il nostro saluto, che siamo convinti saprà apporre il suggello migliore ad un anno così intenso per le relazioni bilaterali sino-italiane .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mura. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MURA(FDI). Grazie, Presidente. L'Accordo che discutiamo oggi costituisce un tassello importante del rapporto del nostro Paese con la Cina. Un rapporto che costituisce un asse fondamentale della politica estera italiana e che vede il Governo Meloni protagonista di una nuova fase.
Ricordo, come ha già fatto ieri il relatore, che il Presidente del Consiglio ha recentemente sottoscritto, durante la sua missione a Pechino, il Piano d'azione per il rafforzamento del partenariato strategico globale Cina-Italia 2024-2027, che delinea meccanismi per rafforzare e rilanciare le cooperazioni in diversi ambiti di comune interesse tra Italia e Cina.
Il disegno di legge che esaminiamo aggiorna la disciplina bilaterale sugli aspetti di fiscalità diretta nelle relazioni economiche e fiscali tra Italia e Cina e ne adegua le disposizioni ai più recenti standard internazionali. Il modello è quello delle convenzioni elaborate nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, utilizzato da tutti gli Stati membri dell'Unione europea, e intende realizzare una più efficace azione di contrasto all'evasione fiscale internazionale.
Più nello specifico, l'Accordo consentirà alle imprese italiane di operare in Cina in condizioni migliori e in posizione concorrenziale rispetto alle aziende di altri Paesi europei. Esso si applica alle persone fisiche e giuridiche residenti nei due Stati contraenti, in relazione all'imposizione sui redditi, in particolare - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche, all'imposta sul reddito delle società e all'imposta regionale sulle attività produttive, nonché alle imposte di natura analoga o identica, eventualmente istituite in data successiva.
Nel complesso, si tratta di un altro tassello importante della politica estera e commerciale italiana, per il quale il gruppo di Fratelli d'Italia esprime un convinto sostegno con un voto favorevole .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2030:
S. 1127 - "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatto a Roma il 23 marzo 2019" .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Dovremmo ora passare al seguito dell'esame del disegno di legge n. 1632-A recante: “Legge quadro in materia di ricostruzione post calamità”. Tuttavia, come già anticipato ai rappresentanti dei gruppi, poiché la Commissione bilancio non ha espresso il prescritto parere, tale argomento è rinviato alla seduta di domani.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Battilocchio. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO BATTILOCCHIO(FI-PPE). Rispetto alla mozione COP29, chiediamo, anche su quella, un rinvio per un ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Battilocchio, un rinvio alla seduta di domani o a un altro termine?
ALESSANDRO BATTILOCCHIO(FI-PPE). A domani.
PRESIDENTE. Alla seduta di domani. La ringrazio. Allora, se non vi sono obiezioni, intendiamo accolta la richiesta avanzata dall'onorevole Battilocchio e rinviamo anche la discussione del prossimo punto all'ordine del giorno alla seduta di domani.
PRESIDENTE. Avverto che, nell' al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi: per l'esame della mozione n. 1-00354 concernente iniziative per il sostegno e lo sviluppo delle aree interne; per l'esame delle mozioni n. 1-00355 e n. 1-00356 concernenti iniziative in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori il presidente Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI(FDI). Scusi, Presidente. Mi permetto di sollecitare l'Aula su una questione: atteso che i tempi sono ancora abbastanza ampi, chiedevo se vi fosse la disponibilità dell'Aula ad affrontare la discussione generale sul tema della magistratura onoraria perché è un provvedimento che è concluso in Commissione; poteva almeno essere trattato, ovviamente se inserito all'ordine del giorno; così come prevede il Regolamento, l'Aula può decidere di iscriverlo all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, dovremmo sospendere per valutare la sua richiesta, posto che non c'è il Governo, non c'è il relatore, e poi verifichiamo…Il relatore è presente, chiedo scusa, onorevole Varchi. Bisogna fare un voto comunque.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà. Così capiamo subito. Prego, onorevole Fornaro.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Io credo però che ci sia un tema di organizzazione dei lavori. Adesso il fatto, per esempio, che non discutiamo la mozione sulla COP29 è legato alla mancanza della mozione di maggioranza, collegata a presenze, ad iniziative varie. Insomma, adesso, francamente, la proposta che fa il collega Foti non ci trova d'accordo; non è ancora concluso l'iter in Commissione, perché manca - mi dicono - il mandato al relatore e, quindi, non è possibile andare in Aula adesso su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Chiaro. Onorevole Foti, a questo punto, non ci sono le condizioni procedurali. Non c'è il mandato al relatore, insomma abbiamo un po' di problemi.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Matteoni. Ne ha facoltà.
NICOLE MATTEONI(FDI). Grazie, Presidente. Oggi voglio ricordare gli ultimi martiri del Risorgimento italiano, caduti tra il 5 e il 6 novembre 1956 per il ritorno di Trieste alla madrepatria. Erano momenti difficili per i triestini. Incerti sul loro destino e in attesa di poter riabbracciare l'Italia erano pronti a tutto; il coraggio di certo non mancava.
Proprio in occasione dell'anniversario del 4 novembre della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale, che ricongiunse nel 1918 la città alla madrepatria, scoppiò la rivolta di Trieste. Tricolori furono sventolati in piazza Unità dai manifestanti di ritorno dal sacrario di Redipuglia e ci fu il tentativo di rimettere il tricolore in vetta al municipio, issato il giorno prima dal sindaco Bartoli e rimosso poi dagli americani. Il 5 novembre 1953 riaprirono le scuole e gli studenti scesero in piazza, caricati poi dalla polizia civile. Nel pomeriggio, in piazza Sant'Antonio, la polizia, nel tentativo di disperdere la folla riunitasi su invito di monsignor Santin per la consacrazione della chiesa, spara ad altezza d'uomo. Trovano la morte Pierino Addobbati e Antonio Zavadil.
Il 6 novembre una folla di triestini attaccò tutti i simboli dell'occupante straniero e la polizia civile reagì uccidendo, in piazza Unità, Francesco Paglia, Leonardo Manzi, Saverio Montano ed Erminio Bassa.
Nel 2024 i caduti vennero insigniti ciascuno di Medaglia d'oro al valor civile, con la seguente motivazione: “Animato da profonda passione e spirito patriottico, partecipava ad una manifestazione per il ricongiungimento di Trieste al territorio nazionale, perdendo la vita in violenti scontri di piazza. Nobile esempio di elette virtù civiche e amor patrio, spinti sino all'estremo sacrificio. Trieste 5 e 6 novembre 1953”.
Presidente, nel nostro Paese non c'è città più italiana di Trieste. Scegliemmo il nostro destino col cuore e il sacrificio e, oggi, come allora, siamo grati a questi martiri che ci rendono ancora una volta orgogliosi di essere italiani, rappresentando un esempio eterno di amore per la patria .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Irene Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. “” è il titolo di un programma televisivo - condotto e ideato dal maestro Alberto Manzi, di cui proprio il 3 novembre ricadono i 100 anni dalla nascita -, che, per 8 anni, dal 1960 al 1968, è entrato nelle case delle famiglie italiane con un obiettivo, con un titolo incoraggiante in questo senso, per sollecitare tutte le generazioni di italiani e di italiane, che non avevano avuto l'opportunità di accedere alla scolarizzazione primaria, per recuperare il tempo perduto. E rispondeva, come intento, anche ad una logica, ad una cultura e ad una missione precisa, quelle di rendere la televisione davvero un mezzo di istruzione e di educazione popolare e diffuso, in un Paese che, in quegli anni, contava ancora percentuali vicine al 40 per cento di cittadini e cittadine analfabeti.
Appunto: potete farcela, non è mai troppo tardi, questo ricordava il maestro Manzi. Ed è proprio per questo - e non solo, per la verità - che oggi lo vogliamo ricordare in quest'Aula, perché Alberto Manzi è stato molte cose: è stato maestro, pedagogista, naturalista, educatore nelle carceri minorili, poeta e inventore di personaggi televisivi memorabili - uno su tutti, Orzowei, protagonista di una serie televisiva di grande successo -, amministratore locale come sindaco di Pitigliano. Come ricordava, pochi giorni fa, il figlio Massimo, Alberto Manzi ha sempre pensato che, tra insegnamento ed apprendimento, la cosa più importante fosse la seconda, fosse proprio l'apprendimento, diretto a sollecitare e a provocare l'intelligenza di un bambino.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
IRENE MANZI(PD-IDP). Signor Presidente, se potesse… Così per avviarmi alla conclusione…
PRESIDENTE. Ci provo da circa 2 ore, ma con pochi risultati… Deve concludere.
IRENE MANZI(PD-IDP). Se leggere e scrivere vi servirà per ingannare gli altri, tornate analfabeti. Se avete imparato a leggere e a scrivere per mentire, tornate analfabeti. Non dovete smettere di studiare o comincerete a pensare di sapere tutto. Vi chiuderete dentro voi stessi e il vostro egoismo e sarete analfabeti laureati: con queste parole, il maestro Manzi chiudeva l'ultima puntata di “”. Penso siano le parole migliori per rappresentare quel valore democratico, legato all'istruzione, quello di sviluppare un pensiero critico, di adulti consapevoli del valore profondamente democratico delle istituzioni del nostro Paese, del valore dell'istruzione. Quindi, da questa sede, auguriamo idealmente buon compleanno ad Alberto Manzi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Mi permetto di ricordare in quest'Aula il senatore Giampaolo Silvestri che, il 1° novembre, ci ha lasciato, a settant'anni. Senatore bresciano, nel 2006 è stato eletto nelle liste del Senato. Una persona illustre. Lo ricordiamo non solo per aver fondato l'Arcigay, insieme a tanti amici e tante amiche, ma anche per le sue battaglie per i diritti delle persone. Fece una storica legge di aiuto ai migranti perseguitati sessualmente nei loro Paesi di origine. Chi l'ha conosciuto nella nostra Brescia lo ricorda per la sua sensibilità e per aver portato in quest'Aula tante battaglie, non solo verdi e ambientaliste, ma per i diritti di tutti e tutte.
Quindi, è un ricordo che spetta a lui per tutto quello che ha fatto in questi anni da senatore .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maria Stefania Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il 23 ottobre, ho presentato un'interrogazione a risposta scritta, la n. 4-03672, perché, durante gli scavi relativi al raddoppio della linea ferroviaria tra Taormina e Giampilieri, in particolare nella galleria “Sciglio” di Nizza di Sicilia, si sono trovate stoccate da mesi nei depositi 14.000 tonnellate di materiale con alta concentrazione di arsenico, che, a causa delle piogge del 21 ottobre, rischia di contaminare l'ambiente circostante.
Presidente, l'inquinamento delle falde acquifere da arsenico mette a serio rischio la salute dei cittadini dell'area circostante. Nonostante ciò, i Ministri non hanno ritenuto necessario rispondere. Chiedo a loro, agli interrogati, che adottino al più presto, nel territorio siciliano, una mappatura dei siti a rischio biologico-sanitario per provvedere alla loro bonifica, al fine di tutelare la salute dei siciliani. Oppure vogliono che moriamo così? Grazie .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(LEGA). Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere solidarietà a Rosario Ventura, il capotreno accoltellato ieri presso la stazione di Genova Rivarolo da un ventunenne immigrato egiziano. È stato accoltellato per aver fatto semplicemente il proprio dovere, per aver chiesto il biglietto all'immigrato egiziano, uno dei tanti sbandati che viaggiano sui nostri treni e che dicono di fuggire da una guerra, ma la guerra la portano a casa nostra e ce lo dimostrano ogni giorno.
Rosario si è beccato 2 o 3 coltellate, che lo hanno quasi ammazzato. Presidente, la misura è colma ! È l'ennesimo fatto criminoso di un immigrato ai danni di un italiano. Non si contano più le aggressioni ai danni degli italiani: stupri e omicidi, sempre da parte di immigrati, sempre nei confronti del nostro popolo. Non hanno rispetto per il nostro Paese, non rispettano le nostre leggi. Sono razzisti nei confronti degli italiani. Sarebbe ora che qualcuno a Bruxelles ne prendesse atto, prendesse atto di tutti i crimini compiuti dagli immigrati.
Presidente, una riflessione politica però va fatta: come Lega e come Governo di centrodestra, abbiamo investito risorse per aumentare la sicurezza, ad esempio proprio sui treni con FS Security; stiamo limitando gli sbarchi. Il Governo sta ricollocando gli immigrati fuori dall'Italia, ma non è semplice, Presidente, sa perché? Primo, perché sono decine di migliaia gli immigrati che delinquono nel nostro territorio, fatti entrare in Italia dalle politiche immigrazioniste di PD e MoVimento 5 Stelle…
NICOLA STUMPO(PD-IDP). Ma c'è un Ministro dell'Interno…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sasso. Scusi, ma non è un dibattito, è un intervento di fine seduta, è nel perimetro. Vi prego di ascoltare e anche in silenzio. Prego.
ROSSANO SASSO(LEGA). Capisco…
PRESIDENTE. La prego, onorevole Sasso, vada a concludere, per favore.
ROSSANO SASSO(LEGA). …ma la verità è sotto gli occhi di tutti: se oggi abbiamo decine di migliaia di delinquenti è perché qualcuno ha consentito loro di entrare nel nostro territorio . Secondo, perché, anche se ci proviamo con nuove leggi… Presidente… Presidente, vado avanti.
PRESIDENTE. No, deve concludere, per favore.
ROSSANO SASSO(LEGA). Se non mi interrompono…
PRESIDENTE. No, no, ci penso io…
ROSSANO SASSO(LEGA). Secondo, perché, anche, se ci proviamo con nuove leggi, chissà perché, da quando al Governo c'è il centrodestra, c'è sempre un giudice che si oppone e che reputa i nostri provvedimenti ingiusti. Per non parlare di chi, come Matteo Salvini, da Ministro dell'Interno, ha provato a fermare gli sbarchi, riuscendoci. Ha difeso i confini…
ROSSANO SASSO(LEGA). …e c'è un giudice che vorrebbe condannarlo a 6 anni di reclusione per questo . Vede, Presidente, vorremmo fare ciò per cui gli italiani …
PRESIDENTE. Colleghi, però non va bene. Scusate, aspetti un attimo, non va bene. Gli interventi di fine seduta hanno questa caratteristica, che vi devo dire: se stanno nel perimetro, si fanno. Dopodiché non mi richiamate sul tempo, perché, sul tempo, veramente andiamo fuori dai gangheri, perché ogni volta che voi andate fuori dai tempi, vi è sempre stato dato anche il doppio del tempo! Quindi, fate concludere il collega e andiamo avanti. Concluda, per favore .
ROSSANO SASSO(LEGA). Cerco di concludere, Presidente, però, a questo punto, mi sia consentito di denunciare l'ipocrisia della sinistra, che ci ha fatto invadere, che fa il tifo per le toghe rosse, che liberano gli immigrati che noi vorremmo spedire fuori dal nostro territorio che hanno…
PRESIDENTE. Non mi faccia togliere la parola, deve finire.
ROSSANO SASSO(LEGA). …che hanno eurodeputati che chiedono di multare il popolo italiano attraverso procedure di infrazione per come gestiamo l'immigrazione.
Concludo Presidente. Gli italiani lo sanno, ma è giusto ricordarlo: ogni controllore accoltellato, ogni donna stuprata, ogni italiano ammazzato da un immigrato, tutti gli italiani vittime degli immigrati, che pesino come macigni sulle coscienze di chi li ha fatti entrare, di chi li tutela e di chi non ci consente di cacciarli da casa nostra !
PRESIDENTE. Colleghi… Colleghi… Le vostre sono considerazioni di tipo politico in una discussione che non ha travalicato quelli che sono i limiti del Regolamento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà .
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Chiedo di parlare…
PRESIDENTE. Siamo in fine seduta, non si può aprire un dibattito nel fine seduta…
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Altre volte è stato fatto!
PRESIDENTE. Onorevole Fornaro, sa che non si può fare. Se fosse per fatto personale, lei sa che io le darei la parola. Ma non è fatto personale e, a termini di Regolamento, io non posso darle la parola, altrimenti apriamo un dibattito che non finisce più. Prego, onorevole Pavanelli.
EMMA PAVANELLI(M5S). Presidente, mi auguro che domani, magari, possiamo aprire un dibattito su quello che è stato appena detto in quest'Aula.
Io, invece, vorrei parlare di un altro tema, Presidente, perché, a pochi giorni dalle elezioni, la mia regione, l'Umbria, è costretta a subire l'ennesima umiliazione da parte dell'attuale amministrazione di centrodestra. Partiamo dai fatti. Nel 2021, la regione Umbria ha messo a bando oltre 10 milioni di euro da destinare alla filiera del tartufo.
Nel 2024, con gli operatori economici già noti, il bando è stato modificato da una deliberazione della giunta regionale, con il risultato che quasi la metà di questi soldi pubblici è finita all'azienda del marito dell'assessore al bilancio, nella quale - guarda caso - lavora il figlio della presidente della regione, Tesei. Se di penalmente rilevante non c'è nulla, proprio a causa dell'abrogazione del reato di abuso d'ufficio da parte di questa maggioranza, sul piano politico e istituzionale non si può far finta di nulla. Abbiamo chiesto di chiarire, questa mattina, in regione, ma i soggetti coinvolti hanno preferito fuggire davanti alle proprie responsabilità.
Tutto comincia ad acquisire un senso. Adesso appare più chiara non solo l'abrogazione dell'abuso di ufficio, ma anche il motivo per cui il Governo Meloni abbia deciso di annacquare la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, a prima firma del presidente Giuseppe Conte, sul conflitto di interessi. Allora mi chiedo, Presidente, e chiedo a quest'Aula: perché tutti i dipendenti pubblici hanno l'obbligo di dichiarare l'assenza di un conflitto di interessi, nel caso devono astenersi, nell'esercizio del proprio lavoro, mentre i vertici politici sono ancora liberi di fare ciò che vogliono ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Ammetto che non è proprio facile intervenire dopo aver ascoltato interventi impregnati di razzismo in quest'Aula, ma, magari, ne parliamo meglio domani . Vado avanti, andiamo avanti.
Intervengo su una questione su cui sono già intervenuto in quest'Aula e che riguarda, purtroppo, gli annunciati licenziamenti di Metro Italia nei comuni di Pozzuoli e Rimini: si parla di oltre 100 persone, mettendo in totale le cifre. In quest'Aula, per ora, voglio leggere la lettera che i dipendenti hanno scritto all'amministratore delegato e al consiglio di amministrazione, che, a quanto pare, non vogliono ascoltarli: “Gentile David Martinez Fontano, gentili membri del consiglio, è con una profonda preoccupazione e un forte senso di responsabilità che ci rivolgiamo a voi in questo momento cruciale della nostra azienda. La recente decisione di chiudere i punti vendita di Pozzuoli e Rimini, due città con un potenziale ineguagliabile nel settore della ristorazione, non può passare inosservata. La situazione di Pozzuoli, in particolare, evidenzia la necessità di una riflessione più profonda.
Non si può considerare una flessione di fatturato significativa, se si utilizza come metro di paragone l'ultimo bilancio prima del ridimensionamento del punto vendita e dell'attuazione di progetti come Metro Piazza Affari. Anche i costi d'affitto elevati, che nascono da un'antica scelta aziendale, possono sembrare insormontabili, ma è incoraggiante sapere che noi lavoratori abbiamo già trovato alternative più sostenibili. Questo è un segnale chiaro: la comunità è pronta a sostenere Metro, a patto che l'azienda dimostri volontà di adattarsi e ascoltare. Signor amministratore delegato, la vostra nomina porta con sé la speranza di un rinnovamento.
Le decisioni aziendali possono e devono essere riviste, specialmente quando ci si rende conto degli errori. È un'opportunità unica per dimostrare che Metro è in grado di affrontare le sfide, anziché fuggire da esse. Vi esortiamo a riflettere sulle conseguenze di queste scelte, non solo per la nostra azienda, ma per tutte le persone e le comunità che vi gravitano intorno. La responsabilità sociale non è solo un concetto astratto, è una realtà che ogni azienda deve abbracciare, soprattutto in tempi di crisi. Invece di chiudere le porte, vi invitiamo ad aprire un dialogo con noi, i vostri dipendenti, i fornitori e i clienti. Insieme possiamo trovare soluzioni innovative e sostenibili per garantire un futuro prospero per Metro Italia nei luoghi dove siamo stati fondati e cresciuti. Vi invitiamo a toccare con mano, a visitare la nostra amata città e il territorio di riferimento del punto vendita di Pozzuoli per constatare il nostro reale potenziale. Siamo sicuri che vorrà affiancarci con entusiasmo per creare una strategia in grado di portarci a nuovi e importanti traguardi. Non lasciate che l'opportunità di riscrivere una nuova storia svanisca. È tempo di agire con coraggio e visione. La vera si misura nella capacità di affrontare le sfide, non di evitarle. Con rispetto e speranza, i lavoratori del punto vendita 36 di Pozzuoli” .
PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno della seduta di mercoledì 6 novembre 2024 …
Prego, onorevole Fornaro, mi dica…
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Presidente, lei presiede, per l'amor di Dio, però qui c'è una prassi abbastanza consolidata. È capitato decine di volte che ci siano stati interventi su fatti di cronaca, oppure di ricordo di persone scomparse recentemente, eccetera. In quei casi, è successo decine di volte che, dopo l'intervento del collega che si era iscritto a parlare su quell'argomento per tempo, eccetera, eccetera, sia stata data la parola anche ad altri colleghi di altri gruppi sul tema del fatto di cronaca.
Lei introduce una novità assoluta. Io ho chiesto la parola sul fatto di cronaca che ha descritto il collega Sasso e avrei detto che il gruppo del Partito Democratico è vicino alla famiglia, si associa, eccetera eccetera. Dopodiché, avrei fatto anche altre valutazioni, vero. Lei mi toglie il diritto di parola, francamente non capisco il perché e se questo costituisce un precedente, perché, se costituisce un precedente, allora vuol dire che c'è una rigidità, e deve valere per tutti, così come sui tempi però, signor Presidente, perché il collega Sasso non ha parlato 2 minuti. Quindi, se i 2 minuti valgono per tutti, valgono per tutti.
PRESIDENTE. No, non valgono per tutti, perché i colleghi del suo gruppo hanno anche parlato il doppio del tempo. Il collega adesso ha parlato 1 minuto e 50 secondi in più rispetto ai 2 minuti. Questa è prassi che chi presiede, come sa, accorda. La Presidente Boldrini…
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Sì, però mi spieghi perché lei non mi ha dato la parola, io ho chiesto la parola e lei non me l'ha data.
PRESIDENTE. No, le rispondevo… Siccome mi chiede dei tempi, la tolleranza sui tempi siete i primi ad averla, ma in modo molto, molto, abbondante, sulla quale io non ho mai avuto nessuna rigidità. Quanto, invece, al discorso che lei mi fa rispetto al fatto di cronaca, essendo un argomento che, per come era stato presentato, riguardava la solidarietà dopo l'episodio del capotreno, sono state introdotte delle considerazioni politiche, ne prendo atto, dico solo di non avere nessuna difficoltà…soprattutto ci mancherebbe altro a togliere il diritto di parola, che è la cosa che garantisco, non io, ma garantisce chi si siede in questa posizione. È soltanto perché dare la parola rispetto a ciò che ha introdotto l'onorevole Sasso significherebbe aprire un dibattito sul quale - ripeto - nel fine seduta sarebbe qualcosa di cui discutere. Quindi, se adesso lei o il collega Casu intendete intervenire, così come aveva chiesto anche il collega del MoVimento 5 Stelle, su quanto dichiarato a corredo della dichiarazione dell'onorevole Sasso, io non ho difficoltà, onorevole Fornaro. Così come sui tempi - ripeto - le significo che c'è sempre stata, da parte di chi presiede, totale e assoluta tolleranza ed elasticità sui tempi. Quindi, prego, se volete intervenire su ciò che ha detto l'onorevole Sasso, lei o il collega Casu, lo potete fare.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Ne prendo atto sui tempi e, ovviamente, lei ha la possibilità di determinare i tempi. Ma, guardi, con grande serenità, ma anche preoccupazione. Nella giornata di ieri è avvenuto un fatto grave a Genova, un fatto che è stato stigmatizzato, è stato condannato prontamente da esponenti locali del nostro partito, dal sindacato. È un fatto che non viene, purtroppo, solitario. Ci sono stati in questi mesi, in questi anni decine di altri episodi. C'è una questione di sicurezza sul trasporto pubblico locale e sui treni, nelle metropolitane che è stato sollevato più volte dal nostro gruppo in Commissione e, quindi, da questo punto di vista, non abbiamo nessuna difficoltà ad esprimere questo sentimento di vicinanza al capotreno e alla sua famiglia.
Dopodiché, con la stessa nettezza, signor Presidente, io invito lei e, per suo tramite, il Presidente della Camera a rileggere l'intervento del collega Sasso perché mi pare che, in quest'Aula, con quell'intervento - è un'opinione, ovviamente - si sia sdoganato il razzismo, in quest'Aula. Io questo lo ritengo inaccettabile e contrario alla Costituzione italiana . Definire genericamente immigrati, dire le cose che ha detto il collega Sasso, credo che, ovviamente sono opinioni liberamente espresse da un deputato nell'Aula del Parlamento, però ci sono dei limiti per tutti e quel limite, a mio giudizio, è stato superato. E credo che sia sbagliato che si alimenti anche in quest'Aula l'odio. L'odio non è assolutamente accettabile che sia alimentato. Io, davvero, la prego di segnalare al Presidente della Camera l'intervento dell'onorevole Sasso perché credo che si sia superato un limite .
PRESIDENTE. Grazie. Il resoconto, ovviamente, farà giustizia. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fede. Prego, ne ha facoltà.
GIORGIO FEDE(M5S). Grazie, Presidente. Anch'io, seguendo l'intervento del collega Fornaro, volevo, innanzitutto, esprimere la solidarietà alla vittima, a Rosario Ventura che è stato accoltellato. Vorrei esprimere il mio biasimo personale e anche del gruppo sull'intervento e sulla modalità, in un intervento di fine seduta, con cui si è attaccata una forza politica. Oltretutto, vorrei ricordare che il personale viaggiante è andato in sciopero oggi - cosa che ha causato anche il ritardo della nostra seduta - proprio per stigmatizzare che, e vi cito le parole dei sindacati del personale viaggiante, nessun intervento a tutela del personale è avvenuto. E, quindi, quando sento un collega che appartiene a una forza politica che è vicina al Ministro competente per i trasporti, che si era sbracciato a gennaio per annunciare un incremento delle Forze dell'ordine e della sicurezza nelle stazioni e sui treni viaggianti, ecco, oggi abbiamo avuto la conferma, dal triste evento dell'aggressione, che questa cosa non ha funzionato.
Chi viaggia chiede sicurezza, perché non è più doloroso prendere una coltellata dallo straniero piuttosto che da un delinquente comune o da una persona banale. Quindi, usciamo da questa retorica razzista e banale perché la sicurezza è la sicurezza, e un atto violento non deve essere compiuto da nessuno. Chi è preposto a tutelare quel settore, i trasporti, deve far sì che queste cose avvengano con atti concreti, non con sui . Comunque, dopo ne parleremo, anche domani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(LEGA). Presidente, il mio è un intervento sul Regolamento, articolo 59, primo comma, che reca: “Se un deputato pronunzia parole sconvenienti oppure turba col suo contegno la libertà delle discussioni o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama, nominandolo”. Sono state mosse delle critiche al comportamento dell'onorevole Sasso, il quale, nel suo intervento, ha semplicemente, da un punto di vista politico, contestato una questione.
L'onorevole Sasso sosteneva, secondo lui, che alcune forze politiche di sinistra stanno tenendo una certa ipocrisia sulla questione di cronaca e ha detto, tra l'altro, - non sto accusando nessuno in questo caso, sto cercando di ricostruire l'intervento dell'onorevole Sasso - che alcune forze di sinistra, in particolare il PD e il MoVimento 5 Stelle, sono ipocriti perché, da un lato, difendono l'immigrazione clandestina e, dall'altro, esprimono solidarietà a questa vittima del fatto . Per favore, per favore, di fronte a questo intervento, alcuni esponenti, come in questo caso perché io non sto attaccando nessuno…
PRESIDENTE. Mi fate sentire, per favore!
EDOARDO ZIELLO(LEGA). …sto cercando di ricostruire un attimo, come in questo caso…
PRESIDENTE. Se mi interrompete, io non capisco. Mi fate sentire, per favore, il richiamo al Regolamento? Non potete intervenire così! Prego.
EDOARDO ZIELLO(LEGA). Durante l'intervento dell'onorevole Sasso, più volte, esponenti dell'opposizione hanno cercato di fermarlo con dei comportamenti che, comunque sia, hanno alterato la tranquillità di questa seduta, esattamente come è accaduto poc'anzi durante l'intervento che sto facendo come anche adesso, che c'è il chiacchiericcio di sottofondo. Di fronte a questo, il Presidente non ha assolutamente richiamato nessuno e questo testimonia una certa flessibilità del Presidente stesso, che capisce che, in un dibattito che, comunque sia, da un punto di vista politico, è sensibile, serve una certa flessibilità nella gestione dell'Aula e, dall'altro, però, spuntano i censori. Questo è un compito che non è ovviamente attribuito a deputati in quest'Aula, ci sono altri organi per tutto questo.
Se c'è una questione da affrontare da un punto di vista regolamentare, c'è la Giunta per il Regolamento, perché se gli interventi di fine seduta si criticano, si devono criticare nella sede preposta, che non è l'Aula, ma è la Giunta per il Regolamento. Se l'onorevole Fornaro, signor Presidente, ha qualche rimostranza da questo punto di vista, sono sicuro che la farà nella Giunta per il Regolamento, ma non deve usare, a nostro avviso, quest'Aula, per criticare degli interventi da un punto di vista politico, utilizzando uno strumento tecnico e fuori tema .
PRESIDENTE. Io le segnalo che, laddove la Presidenza avesse ravvisato quello sconfinamento che poi ha denunciato l'onorevole Fornaro, sarebbe intervenuta ovviamente interrompendolo . Questa Presidenza non l'ha ravvisato. L'onorevole Fornaro ha chiesto di investire della questione il Presidente della Camera, che eventualmente farà le sue determinazioni. Ha chiesto di parlare l'onorevole Silvestri. Per un richiamo al Regolamento, sull'ordine dei lavori?
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Entrambe. Il punto è uno: intanto, c'è stato descritto un momento molto difficile del collega Sasso, che è stato turbato dall'opposizione. Volevo sapere se si era ripreso perché eravamo tutti un po' preoccupati dello stato psicologico del collega Sasso, a cui è stato impedito di parlare e di esprimere il proprio pensiero. In questa espressione del proprio pensiero, ribadito poi dal collega, c'era - e credo che lì doveva essere interrotto e si è anche ripetuto con l'intervento del collega Ziello - il fatto che la Lega ha accusato noi e il Partito Democratico di commettere reati, cioè di favorire l'immigrazione clandestina, che in questo Paese, Presidente, io le ricordo, è un reato.
Secondo me, la Presidenza in quel momento avrebbe dovuto quantomeno bloccare il collega Sasso, il collega Ziello e chiunque in quest'Aula attacchi le forze di opposizione dicendo che favoriscono i reati. La Presidenza questo tipo di comportamento, secondo me, non dovrebbe tenerlo, perché la Presidenza è un organo e dovrebbe tutelare la maggioranza quanto l'opposizione.
Visto che parliamo poi di un tema come l'immigrazione, probabilmente in quest'Aula sarebbe anche il caso di finirla con questa propaganda, anche perché il record di immigrazione ce l'ha questa maggioranza, che sta fallendo sotto tutti i piani . Vedremo anche, con l'esposto del MoVimento 5 Stelle, cosa risulterà sui soldi che hanno regalato agli altri Paesi. Quindi il Movimento 5 Stelle, come il Partito Democratico e le altre opposizioni non favoriscono nessun reato e che in quest'Aula non si sentano più, cortesemente, questo tipo di affermazioni, perché non le possiamo permettere. Idee diverse vanno bene, ma accuse del genere non vanno di certo bene. Grazie
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Silvestri, solo per significarle che nel dibattito d'Aula, come lei sa, le accuse - tra molte virgolette - tra gruppi che incrociano, in maniera anche un po' drastica, le loro opinioni, sono pane quotidiano in questo luogo, che è il Parlamento. Laddove ci fossero state delle accuse che avessero travalicato quella che è denunciata, come una linea politica da parte di alcuni gruppi rappresentati, sarei certamente intervenuto. Tuttavia, io ho ritenuto e ritengo che quello fosse un discorso a tutto tondo politico, ruvido - possiamo discutere sui toni quanto vogliamo in quest'Aula - però non si è trattato a mio giudizio - e magari sbaglierò - di ciò che lei lamentava. Quindi, dico questo solo per la serenità che deve contraddistinguere comunque tutti noi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro per un richiamo al Regolamento. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). È un richiamo al Regolamento, perché credo sia giusto specificare che l'intervento che ho fatto era nell'ambito dell'articolo 8, in riferimento al ruolo del Presidente.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Ma vorrei ricordare, per il suo tramite, al collega Ziello che non è compito della Giunta per il Regolamento fare censure nei confronti degli interventi. Il Regolamento individua criteri e princìpi e regola l'attività dell'Aula, qualora un collega o chiunque di quest'Aula ritenga che sia stato violato il Regolamento, ovviamente in questo caso.
Mi sono permesso di sottolineare questo aspetto, perché, è vero che il Presidente non ha ritenuto, nella fase dell'immediatezza, di intravedere forme verbali o concetti che andassero contro i principi generali del Regolamento e, vivaddio, anche della Costituzione. Detto questo, siccome, ovviamente, il Presidente non è onnisciente, mi sono limitato a invitare a rileggere, perché credo che la rilettura completa - è un giudizio, è una valutazione -, come ho detto prima, abbia superato.
Vorrei - e poi chiudo - che, su questo, la Presidenza rifletta per il futuro, proprio per evitare situazioni anche antipatiche, su dove finisca il confine della critica e quando inizia l'accusa di perseguire e di essere complici di un reato, e non è il diritto generico dire che il partito X o il partito Y favorisce.
Allora, un conto - e non lo abbiamo mai messo in discussione - è il termine ipocrita, che è una valutazione, che io non accetto, ma rispetto alla quale non avrei sollevato la questione, ma, quando si dice che il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle, di fatto, favoriscono l'immigrazione clandestina, evidentemente, lì si sta identificando un reato penale. Per cui, invito pubblicamente il collega Sasso, in questa sede, a portare le prove di quello che ha sostenuto, perché, se non le porterà, noi ci riserviamo, ovviamente, di valutare azioni legali per diffamazione .
PRESIDENTE. Prendo ulteriormente atto del suo richiamo al Regolamento e le significo ciò che lei sa che avviene in quest'Aula, cioè di dichiarazioni, nell'ambito della discussione di progetti di legge, di disegni di legge, di decreti, in cui vengono accusati anche partiti e gruppi di maggioranza di essere, se non complici con le leggi che vengono emanate da questo Parlamento, di favorire alcune categorie di reprobi - diciamo così - che vivono nella nostra società, segnatamente oltre i confini della gravità, che siano di tipo mafioso, di tipo anche criminale.
Ripeto, per la mia valutazione - e accolgo ciò che lei dice come un ulteriore richiamo all'attenzione -, il problema è più generale, onorevole Fornaro, e attiene a tutto ciò che avviene quotidianamente in quest'Aula sul limite della continenza. Ripeto, però, che in questo frangente, forte anche dell'esperienza - poca, per carità - maturata in questi anni, ho ritenuto che non vi fossero quegli elementi che lei ha ulteriormente rimarcato. La ringrazio comunque per la pacatezza.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità. (C. 1632-A)
e delle abbinate proposte di legge: TRANCASSINI ed altri; BRAGA ed altri. (C. 589-647)
: TRANCASSINI.
2.
3.