PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FRANCESCO BATTISTONI, legge il processo verbale della seduta del 7 marzo 2025.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 83, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta odierna .
Intanto, anche se stanno andando via, colgo l'occasione per salutare gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo “De Gasperi - Stefano da Putignano”, di Putignano, in provincia di Bari .
Ricordo che siamo qui, in seduta, non sono previste votazioni, quindi sono presenti, prevalentemente, coloro i quali svolgeranno i loro interventi e il Governo che risponderà, se lo ritiene.
PRESIDENTE. Comunico che, in data 7 marzo 2025, il Presidente della Camera ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi la deputata Carla Giuliano, in sostituzione del deputato Gaetano Amato, dimissionario.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2142-A: Misure di semplificazione per il potenziamento dei controlli sanitari in ingresso sul territorio nazionale in occasione del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La XII Commissione (Affari sociali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Luciano Ciocchetti.
LUCIANO CIOCCHETTI(FDI). Grazie, signor Presidente. Colleghi, Sottosegretario, l'Assemblea avvia oggi l'esame del disegno di legge recante misure di semplificazione per il potenziamento dei controlli sanitari in ingresso sul territorio nazionale in occasione del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025, approvato in prima lettura dal Senato.
Il provvedimento si compone di un unico articolo risultante dallo stralcio dell'articolo 23 del disegno di legge recante disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese (A.S. n. 1184), attualmente in corso di esame al Senato.
L'articolo unico è composto da due commi. Il comma 1, al fine di potenziare le attività di vigilanza, controllo igienico-sanitario e profilassi, svolte presso i principali porti e aeroporti, e di garantire un tempestivo adeguamento dei servizi alle esigenze sanitarie derivanti dall'ingresso sul territorio nazionale dei pellegrini che parteciperanno al Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025, autorizza il Ministero della Salute ad assumere, con contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza non successiva al 31 dicembre del 2025, 3 unità di personale, con il profilo di dirigente sanitario medico, e 15 unità di personale dell'area dei funzionari, con il profilo di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.
Le assunzioni in oggetto devono riguardare soggetti che abbiano già prestato servizio presso il Ministero medesimo fino al 31 dicembre 2023, per almeno 15 mesi, con contratto di lavoro a tempo determinato.
Nel testo trasmesso dal Senato, l'autorizzazione di spesa per l'attuazione delle predette disposizioni era prevista per gli anni 2024 e 2025. Nel corso dell'esame presso la Commissione affari sociali è stato approvato un emendamento del relatore che riduce l'importo dell'autorizzazione di spesa, riferendolo solo all'anno 2025. Nella successiva fase del recepimento dei pareri espressi dalle Commissioni competenti, in sede consultiva, la Commissione affari sociali ha approvato un ulteriore emendamento del relatore che recepisce una condizione posta nel parere dalla Commissione bilancio, volta a rideterminare l'importo delle autorizzazioni di spesa, al fine di tener conto dei tempi occorrenti per l'approvazione definitiva del provvedimento in esame, nonché della necessità di aggiornare i parametri a suo tempo utilizzati, ai fini della quantificazione degli oneri derivanti dalle predette assunzioni. Si ipotizza, quindi, che le previste assunzioni abbiano luogo a decorrere dal 1° aprile 2025.
Pertanto, nel testo che si discute oggi in Assemblea, per l'attuazione del provvedimento, è autorizzata per l'anno 2025 una spesa pari ad euro 848.623 per il personale, ad euro 24.948 per l'erogazione dei buoni pasto, ad euro 60.946 per la corresponsione dei compensi per le prestazioni di lavoro straordinario.
Ritengo, quindi, che si debba procedere celermente all'approvazione del disegno di legge, che dovrà essere riesaminato dal Senato, stanti le modifiche che si è reso necessario apportare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire, se lo ritiene, il rappresentante del Governo, Sottosegretario Marcello Gemmato.
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Ho poco da aggiungere a quanto espresso dal relatore. Il tema è quello di implementare di 3 unità i dirigenti al servizio del Ministero della Salute e assumere 15 funzionari, prevalentemente o unicamente tecnici della prevenzione, proprio per dotare di organico le nostre USMAF che sono, sostanzialmente, i servizi di controllo frontaliero aeroportuale e portuale per - evidentemente - gestire meglio l'afflusso, in tema di sanità ovviamente, dei milioni di pellegrini che affluiranno in Italia.
Devo dire che riporto il sentimento del dibattito in Senato, dove c'è stata una discussione tutto sommato tranquilla, nella misura in cui si intravedeva l'opportunità e la velocità di approvazione di questo disegno di legge.
Sento di fare mio il richiamo dell'onorevole Ciocchetti, con estremo garbo e rispetto per il Parlamento: nella misura in cui, ovviamente, il Giubileo è in essere, dovremmo cercare di licenziare al più presto questo provvedimento, stante la terza lettura al Senato, proprio per dotare l'organico di queste ulteriori 18 unità e dare il via libera al provvedimento, offrendo un contributo fattivo e concreto del nostro Ministero alla gestione della complessità di un evento storico.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Imma Vietri. Ne ha facoltà.
IMMA VIETRI(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Sottosegretario Gemmato, il disegno di legge attualmente in esame…
PRESIDENTE. Deputata Vietri, chiedo scusa per l'interruzione. Abbiamo un disturbo all'impianto d'amplificazione, quindi le chiedo di cambiare postazione. Lo sta già facendo. Proviamo adesso.
IMMA VIETRI(FDI). Sì, grazie.
IMMA VIETRI(FDI). Il disegno di legge attualmente in esame, già approvato in prima lettura al Senato, reca “Misure di semplificazione per il potenziamento dei controlli sanitari in ingresso sul territorio nazionale in occasione del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025”. Questo provvedimento assume particolare rilevanza, considerando l'enorme portata globale del Giubileo, che, solo nei primi 10 giorni del nuovo anno, ha visto l'arrivo di mezzo milione di pellegrini. Per questo motivo è fondamentale che vengano garantiti servizi adeguati e tempestivi.
Il disegno di legge, esaminato in Commissione affari sociali, si compone di un solo articolo, che è suddiviso in due commi. Nel primo comma vengono chiarite le finalità del provvedimento, che mirano a rafforzare le attività di vigilanza, controllo igienico-sanitario e profilassi. Tali attività si concentreranno principalmente sui porti e aeroporti più importanti, dove si prevede un significativo afflusso di persone. Per raggiungere questo obiettivo, si autorizza il Ministero della Salute a effettuare assunzioni di personale con contratti a tempo determinato che scadranno il 31 dicembre del 2025.
Le figure professionali selezionate per queste assunzioni sono specifiche e qualificate: in particolare, si prevedono 3 unità di personale con il profilo di dirigente sanitario medico e 15 unità con il profilo di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro. Le assunzioni avranno inizio nel mese di aprile e riguarderanno coloro che hanno già lavorato presso il Ministero della Salute con contratti a tempo determinato stipulati ai sensi del decreto legge n. 18 del 2020, che ha autorizzato assunzioni nel settore sanitario in risposta all'emergenza COVID-19.
Questi professionisti, già formati e con esperienza sul campo, sono particolarmente adatti a garantire l'efficace funzionamento degli uffici di frontiera e a prevenire la diffusione di eventuali patologie legate ai flussi turistici. Nel secondo comma, invece, vengono delineate le coperture finanziarie necessarie per le misure previste nel primo comma. Durante l'esame in Commissione, con un emendamento presentato dal relatore, il collega Ciocchetti, che ringrazio per il suo puntuale lavoro, le autorizzazioni di spesa sono state ridotte per l'anno 2024. Questo aggiustamento ha tenuto conto del tempo che intercorre tra l'entrata in vigore del provvedimento e la fine dell'anno.
Il Giubileo del 2025 rappresenta un momento di grande speranza, soprattutto dopo il periodo di pandemia, in un contesto globale segnato da conflitti che minano la pace tra i popoli. Non è solo un evento di fede cristiana, ma anche una grande opportunità di sviluppo per la città di Roma. In questo senso, la capitale non può permettersi di arrivare impreparata in merito alla tutela della salute pubblica. Questo disegno di legge, quindi, non è solo una risposta alle esigenze sanitarie, ma anche un contributo concreto al miglioramento dei servizi e al rafforzamento delle strutture ministeriali per garantire una gestione sicura ed efficiente del Giubileo e delle sue implicazioni.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Di Lauro. Ne ha facoltà.
CARMEN DI LAURO(M5S). Grazie, Presidente. Il disegno di legge in esame di iniziativa governativa, già approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 19 novembre, reca, come abbiamo detto, “Misure di semplificazione per il potenziamento dei controlli sanitari in ingresso sul territorio nazionale in occasione del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025” e si compone di un solo articolo. Nel corso dell'esame in Senato sono state introdotte alcune modifiche al testo volte a sopprimere gli oneri riferiti all'esercizio 2024, ormai trascorso, e a modificare, conseguentemente, la relativa copertura finanziaria.
Nello specifico, l'articolo 1 prevede che, al fine di potenziare le attività di vigilanza, controllo igienico-sanitario e profilassi svolte presso i principali porti e aeroporti italiani, e al fine di garantire un tempestivo adeguamento dei servizi alle esigenze sanitarie derivanti dall'ingresso sul territorio nazionale dei pellegrini che parteciperanno al Giubileo della Chiesa, il Ministero della Salute è autorizzato ad effettuare assunzioni con contratto a tempo determinato di alcuni soggetti che abbiano già prestato servizio a tempo determinato presso il medesimo Ministero.
Più nello specifico, le assunzioni autorizzate dal disegno di legge concernono 3 unità di personale con il profilo di dirigente sanitario medico e 15 unità di personale dell'area dei funzionari, con il profilo di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro. Come si diceva, le assunzioni in oggetto devono riguardare soggetti che abbiano già prestato servizio presso il Ministero medesimo sino al 31 dicembre del 2023 e per almeno 15 mesi con contratti di lavoro a tempo determinato. Questo articolo aveva autorizzato, durante il periodo COVID, il Ministero della salute ad assumere con contratto di lavoro a tempo determinato, con durata non superiore a 3 anni, 40 unità di dirigenti sanitari medici, 18 unità di dirigenti sanitari veterinari e 29 unità di personale non dirigenziale con il profilo professionale di tecnico della prevenzione, da destinare agli uffici periferici.
Le assunzioni potevano essere effettuate utilizzando graduatorie sia del medesimo Ministero, sia approvate da altre amministrazioni per concorsi pubblici, anche a tempo indeterminato, ovvero mediante concorsi per titoli ed esame orale. Al termine del periodo di prova, a cui erano soggetti anche coloro che lo avessero già superato in medesima qualifica e profilo professionale presso altra amministrazione pubblica, l'assunzione era subordinata alla valutazione con esito positivo di un esame teorico-pratico, scritto od orale, sulle materie individuate dai relativi bandi di concorso.
Le autorizzazioni di spesa poste dal provvedimento in esame sono distinte con riferimento agli emolumenti per il personale, all'erogazione dei buoni pasto e ai compensi per prestazioni di lavoro straordinario. Alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa alle transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici o emotrasfusi occasionali, danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti, e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che hanno instaurato azioni di risarcimento danni tuttora pendenti.
Il problema di questo provvedimento, a nostro avviso, risiede proprio in questo, nella scelta dei fondi a cui attingere per provvedere alla copertura finanziaria. Il Governo ha deciso, infatti, di reperire i fondi per queste nuove assunzioni riducendo le risorse destinate al fondo che risarcisce le persone danneggiate da vaccinazioni, trasfusioni o emoderivati infetti. Parliamo di un fondo essenziale, che aiuta chi ha subito danni irreversibili a causa di errori sanitari o emergenze del passato, persone che si trovano spesso in condizioni difficili e che dipendono da questi indennizzi per poter affrontare cure costose e avere una qualità di vita dignitosa.
Noi, come abbiamo affermato anche in Commissione, troviamo questa scelta abbastanza sbagliata e pur comprendendo, ovviamente, la natura di questo provvedimento, pensiamo che forse trovare altre strade sarebbe stato meglio .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare, se lo ritiene, il relatore, deputato Ciocchetti.
LUCIANO CIOCCHETTI, . Grazie, Presidente. Una brevissima replica in merito alle questioni legate alla copertura finanziaria del provvedimento. Come veniva ricordato dalla collega Di Lauro, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 361, della legge n. 244 del 2007, che attiene alle somme dovute per la liquidazione delle transazioni da stipulare con soggetti danneggiati da trasfusione, emoderivati e vaccinazioni obbligatorie che abbiano instaurato azioni di risarcimento del danno tuttora pendenti.
Tali risorse sono iscritte sul capitolo 2401 dello stato di previsione del Ministero della Salute. Al riguardo, faccio presente che dai rendiconti generali dell'Amministrazione dello Stato riferiti agli esercizi finanziari 2023, 2022 e 2021, risulta che sul predetto capitolo 2401 sono state registrate significative economie di spesa.
In particolare, come riportato nella documentazione predisposta dagli uffici della Camera, per quanto riguarda l'esercizio finanziario 2023, a fronte di previsioni definitive di competenza pari a 117.567.626 euro, risultano impegni pari a 14.863.074,01 euro ed economie pari a 102.311.800,20 euro. In relazione all'esercizio finanziario 2022, a fronte di uno stanziamento definitivo di competenza pari a 75.167.626 euro, risultano impegni pari a 11.548.470,43 euro ed economie pari a 62.320.243,10 euro.
Per quanto attiene all'esercizio finanziario 2021, a fronte di previsioni definitive di competenza pari a 125.167.626 euro, risultano impegni pari a 23.672.990,59 euro ed economie pari a 101.264.770,79 euro.
Da questa verifica, fatta con i documenti, anche, dell'Ufficio di documentazione della Camera, si evince che, chiaramente, non è stato penalizzato alcun intervento di liquidazione delle transazioni previste dalle norme richiamate e quindi la copertura è stata assolutamente certificata senza colpire nessun interesse ulteriore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il Sottosegretario Gemmato.
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, rispetto a ciò che poc'anzi riferiva il relatore di maggioranza, l'onorevole Ciocchetti, vorrei ricordare che, già in Senato, era emerso in Commissione questo dubbio da parte dei due gruppi di opposizione circa le coperture; e anche lì, puntualmente, avevamo prodotto un documento, redatto dal nostro Ministero, nel quale si declinava il fatto che le somme alle quali si andava ad attingere erano assolutamente eccedenti ai rimborsi fatti.
Ciò perché era stata fatta una memoria - vado a mia volta a memoria - in cui si evidenziava che le restituzioni, rispetto ai danni da vaccino e da trasfusione, erano state delegate alle regioni, quindi, fondamentalmente, già scorporate per parte. Ciò che rimaneva in pancia al fondo dal quale oggi andiamo ad attingere per dotare queste assunzioni era evidentemente già la risultanza di una prima scorporazione di cifre appostate che ci fa guardare con assoluta certezza al fatto che neanche un euro verrà sottratto agli indennizzi.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni Zanella ed altri n. 1-00293 e Ilaria Fontana ed altri n. 1-00297 concernenti iniziative a tutela dell'ambiente e della salute in relazione alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)
La ripartizione dei tempi riservati alla discussione è pubblicata nel vigente calendario dei lavori
Avverto che è stata presentata la mozione Braga ed altri n. 1-00411 che, vertendo su materia analoga a quella trattata dalle mozioni all'ordine del giorno, verrà svolta congiuntamente. Il relativo testo è in distribuzione
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
È iscritta a parlare la deputata Luana Zanella che illustrerà anche la sua mozione 1-00293 . Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Il Governo Meloni si erge a paladino della sicurezza. Oggi siamo noi a rivendicare sicurezza. Sicurezza nell'acqua che beviamo, nel cibo che mangiamo, nell'ambiente in cui viviamo, nei luoghi dove lavoriamo. Sicurezza per il presente e per il futuro.
Con questa mozione poniamo ancora una volta all'attenzione della Camera uno dei casi più gravi di inquinamento della nostra, pur travagliata, storia, causato dallo sversamento di PFAS, da parte di Miteni, di Trissino (Vicenza), azienda chimica che per cinquant'anni li ha prodotti, ma solo nel 2013, grazie ad un'indagine del CNR e dell'Istituto di ricerca sulle acque, sono state pienamente rese note la gravità e la drammatica estensione dell'inquinamento, la più vasta, pare, a livello mondiale.
Le sostanze perfluoroalchiliche (o PFAS) sono composti chimici utilizzati fin dagli anni Cinquanta dall'industria per rendere impermeabili all'acqua e al grasso prodotti come tessuti, pelli, tappeti, contenitori per cibo, insetticidi, prodotti cosmetici, cera, detersivi, tessuti tecnici come il o lo , schiume antincendio; non li posso nemmeno nominare tutti per quanti sono.
Sono inquinanti eterni; si degradano in tempi secolari; si accumulano nell'organismo; si disperdono nell'acqua, nelle colture, negli alimenti; la letteratura scientifica, le numerosissime ricerche e studi a livello nazionale e internazionale, rivelano che l'elevata esposizione ai PFAS produce danni alla salute umana ma anche animale, ovviamente, e ambientale.
Il 30 novembre del 2023 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il PFOA, acido perfluoroottanoico, come sicuramente cancerogeno per l'essere umano e il PFOS, acido perfluorottano sulfonato, possibilmente cancerogeno (classe 2B).
La contaminazione da PFAS nelle matrici ambientali (in particolare le acque interne, superficiali e di falda) ha raggiunto un livello pauroso, soprattutto nella mia regione, il Veneto, avvelenando un'area di 180 chilometri quadrati circa, abitata da 350.000 persone, la seconda falda freatica più grande d'Europa.
Un vero ecocidio, un disastro ambientale di immane portata, un'aggressione criminale alla vita di un'intera comunità (70 comuni e oltre), come vedremo; una vicenda molto penosa, molto lunga anche dal punto di vista giudiziario, che vede imputati i dirigenti responsabili che si sono succeduti alla guida dell'impresa di Trissino, Miteni, che, guarda caso, nel 2018, fallisce; e la produzione dove va? Se ne va in India, viene trasferita lì.
La pericolosità dei PFAS è conosciuta da molto tempo, come illustrato nel nostro testo, nel testo della mozione. Il Ministero dell'ambiente e l'Istituto superiore di sanità lo avevano segnalato in una pubblicazione nel 2012. Il titolo è: “Conosci, riduci, previeni gli interferenti endocrini”. Come pure è alla ribalta, anche della cronaca di questi giorni, l'attività criminale di avvelenamento di Miteni e numerosi sono anche i documenti della Commissione d'inchiesta bicamerale sul ciclo dei rifiuti; e consiglio di leggere la relazione sull'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche di alcune aree del Veneto del febbraio del 2017. Anche molto interessante è il rapporto del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Treviso che, tra l'altro, indica Miteni come responsabile della contaminazione delle reti idriche di tre province, per un territorio di quasi 600 chilometri quadrati.
È stata pubblicata, lo scorso anno, una ricerca molto importante effettuata da un gruppo di lavoro di scienziati e ricercatori, coordinato dal professore Annibale Biggeri dell'università di Padova, in collaborazione con il Registro tumori dell'Emilia-Romagna, il servizio statistico dell'Istituto superiore di sanità e con il contributo del gruppo scientifico “Mamme No PFAS”, con cui si dimostra, in base ai dati relativi agli anni intercorsi dal 1980 al 2018, l'associazione - badate bene - causale tra esposizione ai PFAS e il rischio maggiore di morte. Infatti, in quel periodo, rispetto alle morti previste, se ne sono registrate quasi 4.000 in più per malattie cardiovascolari e cancro ai reni e ai testicoli.
Nel gennaio 2024, Greenpeace Italia - che, tra l'altro, nel processo Miteni, si è costituita parte civile - ha eseguito un monitoraggio di alcuni fiumi in Toscana, confermando la contaminazione da PFAS presente in Toscana, nei distretti tessili di Prato e in quello conciario della provincia di Pisa. Ma anche un'altra indagine in 235 comuni italiani dimostra la presenza di PFAS nel 79 per cento del totale dei campioni prelevati.
La contaminazione dell'acqua potabile in Piemonte, la vicenda di Solvay di Spinetta Marengo, che qui non posso approfondire per questioni di tempo, analoga alla vicenda Miteni, confermano la necessità di intervenire con urgenza ed efficacia.
Il processo Miteni, ormai alle fasi finali, dovrà stabilire le responsabilità, in sede penale e civile, di chi ha governato l'industria chimica, che, ricordo, è stata fondata nel 1964 a Trissino da Ricerche Marzotto, acquistata nel 1988 da EniChem Synthesis per il 51 per cento e Mitsubishi Corporation per l'altro 49 per cento, e venduta nel 2009 alla società ICIG. Dovrà essere resa giustizia, Presidente, alle “Mamme No PFAS”, ai lavoratori, alle bambine e ai bambini, all'intera comunità, alle associazioni ambientaliste, alle giornaliste e ai giornalisti d'inchiesta, alle Forze dell'ordine, ai funzionari pubblici onesti.
Giovedì 20 febbraio, il Parlamento francese ha approvato una legge, a prima firma del verde Nicolas Thierry, a larga maggioranza, che vieta dal 2026 la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione e l'immissione nel mercato di tre categorie di beni contenenti PFAS. Il 10 aprile 2024, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente statunitense ha stabilito nuovi limiti per l'acqua potabile per i composti PFAS più pericolosi: 4 nanogrammi per litro. I nostri limiti sono molto superiori.
Cosa aspettiamo? Mi rivolgo al Governo: dobbiamo procedere urgentemente alla progressiva eliminazione di tutti i PFAS, come hanno già fatto e avviato Danimarca, Germania, Svezia, Paesi Bassi. Impegniamo il Governo ad introdurre nuovi limiti vincolanti, come indicato dall'Ente europeo per la sicurezza alimentare, e azioni di bonifica nelle aree contaminate, applicando il principio “chi inquina, paga”.
LUANA ZANELLA(AVS). Concludo. E ancora, monitoraggio e per tutti i tipi di PFAS, sia a catena lunga che corta. E una legge che porti alla sostituzione progressiva dei PFAS nei processi produttivi e nella commercializzazione con sostanze sicure.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata L'Abbate, che illustrerà anche la mozione Ilaria Fontana ed altri n. 1-00297, di cui è cofirmataria.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Oggi parliamo di queste sostanze, che vengono più facilmente chiamate PFAS, ma si chiamano polifluoroalchiliche. Sono delle sostanze create dall'uomo, così come sono state create le diossine, i policiclici aromatici e anche l'asbesto, il cosiddetto amianto. Ma perché l'uomo crea sostanze che, alla fine, vanno ad agire sulla salute, non solo dell'ecosistema, ma proprio dell'uomo, con un danno veramente elevato? Il punto è che, all'inizio, quando vengono utilizzate, si vede solo la parte positiva, magari quello che possono effettuare, perché, per esempio, i PFAS sono utilizzati sui nostri tessuti, per far andar via l'acqua, che così scorre più facilmente, e anche per i contenitori per alimenti, per i detergenti per la casa, perché riescono a gestire facilmente il grasso.
Ma non ci siamo resi conto, nel momento in cui utilizziamo una nuova formula, un nuovo composto, di quale sia il danno. E quindi, poi, cosa ci troviamo? Ci troviamo, in Italia, con delle problematiche molto, molto serie - che adesso andiamo a leggere -, che poi creano un danno evidente sia sui lavoratori che li maneggiano, ma anche sui bambini. E, anche in questo caso, abbiamo un'associazione di mamme, così come abbiamo le associazioni di mamme per la diossina per Taranto, così come abbiamo tutte le famiglie - che anch'io ho seguito su Bari - interessate dal problema dell'amianto, che c'è stato alla Fibronit. Ma continuiamo, forse, a non voler ascoltare. Continuiamo a non voler ascoltare perché c'è quella solita parola che noi non utilizziamo, ossia prevenzione, che significa riuscire ad effettuare in tempo utile una serie di analisi, una serie di accorgimenti tali da verificare prima quale può essere il danno di queste sostanze sull'ambiente e sulla salute umana.
Noi, adesso, con questa mozione, ci rivolgiamo al Governo, perché sono state emesse, a livello internazionale, come ha detto anche la collega, una serie di direttive. Parliamo, ad esempio, del regolamento (UE) n. 649/2012, che mette all'interno non solo i PFAS, ma anche il cloroformio, il benzene e altre sostanze critiche. Ma il punto è che, in Italia, dobbiamo essere veloci, dobbiamo tirar fuori dei limiti, che siano chiaramente normati, ma che facciano in modo che le nostre imprese non producano questa sostanza in modo così elevato da trovarla, poi, in quello che mangiamo, nella nostra acqua. Non c'è una regione che non sia colpita.
Avevo preso gli ultimi dati dell'ISPRA: su 18.000 analisi positive ai PFAS, ci sono 16 regioni in cui hanno trovato i PFAS nelle acque, 16 regioni. Abbiamo la Toscana, il Veneto (che ha già pagato delle conseguenze), il Piemonte, ma chissà quanti altri ne troveremo. Per esempio, tra i soggetti colpiti in Veneto, giusto per darvi due dati, sono 350.000 le persone a rischio di sanità grave. Quindi, su questi, cosa possiamo fare? Possiamo solamente cercare di migliorare il loro stato di salute, ma evitiamo che si creino altri problemi di questo tipo, altre bombe tossiche.
Quello che noi dovremmo fare - ed è una delle prime cose che chiediamo al Governo e che ci dice anche la direttiva sull'economia circolare - è fare . significa produrre i nostri prodotti in modo differente, inserendo all'interno materie prime che non siano tossiche e nocive per la salute dell'uomo e neanche per l'ambiente. A quanto pare, non riusciamo ancora a farlo. Anche questo chiediamo. Così come chiediamo, ovviamente, che ci sia, per esempio, un elenco di prodotti nazionali e anche di quelli importati che utilizzano i PFAS, perché i cittadini devono sapere che cosa stanno portando in tavola e che cosa arriva nelle loro case.
Una cosa importante - anche questo fa parte del discorso sull' - riguarda le famose etichette: quante volte abbiamo detto di mettere le etichette sui prodotti quando parliamo di sostenibilità e, quindi, di abbattere la CO2 in atmosfera? Qui il problema è ancora più grande. Quindi, cerchiamo di mettere delle etichette, magari, in cui sia scritto PFAS , ossia con l'indicazione che in quel prodotto non sono presenti queste sostanze cancerogene. Sì, lo diciamo: sono cancerogene. Questo chiediamo al Governo. Facciamo in modo che il cittadino sappia che cosa sta acquistando.
Creare anche un inventario di siti da bonificare e di siti contaminati. Quante falde sono state contaminate da PFAS? Quanti fiumi lo contengono? Anche in questo caso è evidente che il Governo deve tutelare la salute dei cittadini. Noi siamo qui per questo. Se noi avanziamo questa proposta, l'obiettivo è questo, guardate. Io mi rendo conto che a volte questo Governo tira fuori, invece, urgenze e decreti su cose assolutamente nulle, che non servono a nessuno, non servono assolutamente ai cittadini. Queste sono cose che servono per la salute, la salute anche dei nostri bambini: il monitoraggio delle differenti matrici ambientali, come aria, acqua e suolo, ed avere anche accesso ai dati in modo molto semplice. Magari anche vietare la produzione e la commercializzazione di queste sostanze in quelle regioni che abbiamo appena nominato, ossia Toscana, Piemonte e Veneto, dove già abbiamo visto che il quantitativo che c'è su quei territori e che è arrivato sulle tavole degli italiani è elevato. Quindi, vogliamo evitare, in qualche modo, che questi composti continuino a fare danno. Serve anche un monitoraggio degli alimenti e della popolazione perché bisogna garantire la qualità del cibo.
In conclusione, questa mozione è molto semplice. Mi auguro che questo Governo la accolga, perché a livello europeo ce lo stanno già dicendo: dobbiamo solo essere veloci. Dobbiamo solamente mettere al primo posto la salute dei cittadini e, magari, dopo andiamo a fare altre cose. In questo Parlamento vorrei vedere almeno per una volta, per una volta, un'azione fatta per tutelare la salute, la salute dei nostri figli e la salute del territorio.
Questi dati sono certi: non solo Greenpeace, ma anche l'ISPRA ed altre associazioni a livello internazionale ci stanno dicendo che queste quantità ormai sono elevatissime e le ritroviamo ovunque, le ritroviamo in ogni luogo. Guardate, per chiudere, come li hanno chiamati? Non , come dice la canzone, li hanno chiamati , perché questi non si distruggono, come la plastica. Non si distruggono, restano nelle matrici ambientali, nel suolo, nell'acqua e, quindi, anche praticamente nell'aria. Poi, chiaramente, arrivano nei cibi e vengono assunti e si legano alle molecole del nostro grasso: ce li troviamo nel sangue, ce li troviamo al nostro interno.
Signori, concludo: mi auguro che questo Governo faccia un po' di chiarezza sulle priorità di chi è qui, all'interno di questo Parlamento, ed è qui proprio per portare la voce dei cittadini, la voce di tutte quelle associazioni e di quelle mamme che stanno combattendo con problemi veramente seri di salute dei propri figli. Quindi, ci auguriamo che questa mozione possa proseguire.
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto tecnico industriale statale “Evangelista Torricelli” di Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Ricordo loro che siamo nella fase delle discussioni generali, non sono previste votazioni e, quindi, sono presenti, oltre al Sottosegretario Barbaro in rappresentanza del Governo, i deputati coinvolti nei loro interventi.
È iscritta a parlare la deputata Maria Stefania Marino, che illustrerà anche la mozione Braga ed altri, n. 1-00411, di cui è cofirmataria.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Onorevoli colleghe e colleghi, illustre Presidente, l'emergenza PFAS è oggi una crisi ambientale e sanitaria che non va sottovalutata, che incombe sulle nostre comunità, minacciando la salute e l'ambiente. Non possiamo più permetterci di ignorare questa realtà e di procrastinare le azioni necessarie per affrontare questa minaccia. I PFAS - le colleghe lo hanno detto - sono sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche; sono una famiglia di composti chimici sintetici utilizzati in una vasta gamma di prodotti industriali e di consumo. La loro caratteristica principale, la persistenza, è anche la loro più grande minaccia. Queste sostanze non si degradano nell'ambiente, accumulandosi nel suolo, nelle acque, negli organismi viventi. La diffusione dei PFAS è pervasiva. Li troviamo nelle acque che beviamo, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo, persino nel nostro sangue. Questa contaminazione diffusa espone milioni di persone a rischi per la salute, con conseguenze potenzialmente devastanti.
Gli studi scientifici sono allarmanti. L'esposizione ai PFAS è associata a una serie di gravi problemi di salute. Danni al sistema immunitario: i PFAS indeboliscono le nostre difese rendendoci più vulnerabili alle infezioni e alle malattie autoimmuni. Problemi di sviluppo nei bambini: l'esposizione prenatale e infantile ai PFAS può compromettere la crescita, lo sviluppo neurologico, il sistema endocrino dei bambini. Malattie cardiovascolari: i PFAS aumentano il rischio di ipertensione, colesterolo alto e altre patologie cardiache. Tumori: alcuni studi hanno collegato l'esposizione ai PFAS a un aumento del rischio di tumore ai reni, ai testicoli, alla tiroide, al fegato. Danni al fegato e alla tiroide: i PFAS possono interferire con la funzione di questi organi vitali, causando una serie di problemi di salute.
La gravità di questa situazione è ulteriormente inasprita dalla persistenza dei PFAS nell'ambiente. Queste sostanze sono state ampiamente utilizzate in numerose applicazioni industriali e di consumo: ad esempio, nelle schiume antincendio, nei rivestimenti antiaderenti per le pentole e padelle, nei tessuti impermeabili e resistenti alle macchie, negli imballaggi alimentari. Sono inoltre resistenti alla degradazione ambientale e possono accumularsi negli organismi viventi, compresi gli esseri umani, attraverso la catena alimentare.
La presenza di PFAS nell'ambiente è già stata ampiamente segnalata. Nell'acqua, i PFAS sono stati rilevati in acque sotterranee, acque superficiali e persino nell'acqua potabile in numerose parti del mondo. Nel suolo, la contaminazione del suolo può verificarsi a causa di scarichi industriali, uso di schiume antincendio e smaltimento rifiuti. Nell'aria, i PFAS possono essere trasportati dall'aria e depositarsi sul suolo e nelle acque.
Gli impatti ambientali, quindi, sono devastanti. Queste sostanze possono rimanere nel suolo e nelle acque per secoli, continuando a contaminare le generazioni future. Se questi sono i rischi acclarati, cosa è stato fatto negli ultimi anni per prevenire le conseguenze? L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) promuove da tempo la cooperazione internazionale sulla gestione dei PFAS, inclusa la condivisione di informazioni e la promozione di alternative più sicure. Alcuni PFAS, come il PFOS, sono stati inclusi nella Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti; si tratta di un trattato internazionale che mira ad eliminare o ridurre l'uso di sostanze chimiche pericolose. Anche l'Unione europea si sta muovendo da anni in questa direzione. Negli ultimi vent'anni l'Unione europea ha intrapreso azioni crescenti per contrastare l'inquinamento da PFAS. Come indicato nella strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili, la Commissione si è impegnata ad adottare una serie completa di azioni. Il regolamento REACH (, , ) è stato ed è, in questo contesto, uno strumento chiave per la regolamentazione dei PFAS nell'Unione europea.
Nello scorso mese di settembre la Commissione ha poi adottato nuove misure per proteggere la salute umana e l'ambiente, limitando l'uso di alcuni sottogruppi di PFAS, denominati PFHxA, molto persistenti e mobili nell'acqua e il cui uso in determinati prodotti rappresenta un rischio inaccettabile per la salute umana e per l'ambiente. La restrizione relativa al PFHxA adottata si concentra sugli usi per i quali il rischio non è adeguatamente controllato. La restrizione vieterà la vendita e l'uso del PFHxA nei prodotti tessili di consumo, come i giubbotti antipioggia; imballaggi alimentari, come scatole per pizze; miscele di consumatori, come gli impermeabilizzanti; cosmetici come prodotti per la cura della pelle; e in alcune applicazioni di schiuma antincendio, ad esempio per l'addestramento e le prove, senza compromettere la sicurezza.
Va poi segnalato che la Direttiva (UE) 2020/2184 ha stabilito limiti per la presenza di PFAS nell'acqua potabile, garantendo standard di sicurezza uniformi in tutta l'Unione europea. È significativo poi l'apporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che fornisce valutazioni scientifiche sui rischi dei PFAS per la salute umana, supportando le decisioni politiche, lavorando a stretto contatto con le autorità nazionali e altri soggetti interessati per raccogliere e analizzare i dati di monitoraggio sulla contaminazione negli alimenti.
Venendo al nostro Paese, va rimarcato come le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA) svolgano un ruolo fondamentale nel monitoraggio della presenza dei PFAS nelle acque, nel suolo e nell'aria. Sono stati avviati, infatti, programmi di biomonitoraggio per valutare l'esposizione della popolazione ai PFAS, con particolare attenzione alle aree più critiche. Per quanto riguarda la regolamentazione, l'Italia ha recepito la direttiva (UE) 2020/2184, che stabilisce limiti per la presenza di PFAS nell'acqua potabile.
È ora però è necessario che i limiti di scarico in aria, in acqua e nel sottosuolo dei PFAS siano portati allo zero tecnico, al pari di quelli relativi alle acque potabili. La gravità degli effetti sulla salute umana, in conseguenza all'esposizione da PFAS, rende ancora più urgente e non più procrastinabile la fissazione di tali limiti sulle matrici ambientali, limiti che quindi vanno fissati, con legge dello Stato, in base al principio di precauzione. Tale principio è riportato nell'articolo 174, comma 2, del Trattato del 25 marzo 1957, che istituisce la Comunità europea.
Si tratta di un principio ribadito anche dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 28 del 25 gennaio 2010, dove si dice che la normativa ambientale, che discende dalla politica comunitaria in materia ambientale, “mira ad un elevato livello di tutela ed è fondata, in particolare, sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio chi inquina paga”.
Dunque, Presidente, questa fissazione dei limiti per le sostanze perfluoroalchiliche è urgente, per un duplice motivo, sia poiché costituisce il presupposto del reato di inquinamento, sia per imporre i provvedimenti di bonifica ai soggetti responsabili della contaminazione delle matrici ambientali.
Infatti, la mancanza dei limiti non consente alla magistratura di contestare i reati connessi con la contaminazione delle matrici ambientali. Secondo i dati ISPRA, la contaminazione da PFAS è presente nel 17 per cento dei risultati ottenuti dai controlli effettuati dagli enti preposti tra il 2019 e il 2022, per un inquinamento che interessa quasi tutte le regioni in cui sono stati fatti i monitoraggi.
Si tratta di quasi 18.000 analisi positive ai PFAS, un risultato che mostra chiaramente un inquinamento ambientale diffuso. Nonostante questa diffusa contaminazione, c'è una forte disomogeneità nei controlli degli enti preposti: quasi il 70 per cento delle analisi nazionali infatti è stato eseguito in sole quattro regioni del Nord Italia (Veneto e Piemonte, interessate da casi storici e ben documentati, a cui si aggiungono Lombardia e Friuli-Venezia Giulia), mentre il restante 30 per cento è distribuito nelle altre 12 regioni interessate dalle verifiche, creando una sproporzione in termini numerici e di accuratezza. In quattro regioni del Sud Italia (Puglia, Sardegna, Molise e Calabria), dal 2017 al 2022, non risulta invece alcun controllo sulla presenza dei PFAS nei corpi idrici. Chiediamo, quindi, al Governo, con questa mozione, di intervenire con tempestività.
Nelle scorse settimane, ho potuto recarmi personalmente in uno di questi siti ed in particolare in quello di Crotone per verificare la situazione attuale e valutare lo stato di avanzamento delle bonifiche avviate. Quello che manca, quindi, è una normativa omogenea in materia che riduca drasticamente la presenza di PFAS sui materiali, capace, quindi, di prevenire e contrastare l'inquinamento e di attivare, conseguentemente, il monitoraggio e la bonifica di tutti i siti compromessi.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Il Governo italiano, infatti, non ha ancora adottato misure sufficientemente restrittive per limitare l'uso e la produzione dei PFAS, né ha fissato limiti più severi rispetto a quelli fissati dalla legislazione europea. Occorre anticipare ogni azione, proprio in virtù dell'importanza della prevenzione e in relazione alla citata persistenza di tali sostanze. Le richieste sono chiare e condivisibili.
Per quanto riguarda i limiti, è necessario vietare l'uso, la vendita e la produzione di PFAS, con eccezioni limitate e controllate per usi essenziali e definire limiti di inquinamento estremamente bassi (quasi zero), con deroghe temporanee e controllate. Per quanto riguarda i controlli, si richiede l'obbligo per le aziende…
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). …che utilizzano i PFAS - sì, Presidente, grazie - di fornire dati per il monitoraggio della salute dei lavoratori e dell'ambiente e rafforzare i controlli sulla produzione e importazione dei prodotti contenenti PFAS.
Occorre fare bonifiche e finanziamenti, stanziare i fondi per la decontaminazione dei siti compromessi e individuare i responsabili dell'inquinamento, applicando il principio “chi inquina paga”.
Non possiamo permettere che le nuove generazioni ereditino un ambiente contaminato e nocivo. È nostro dovere agire con coraggio e determinazione per invertire questa tendenza .
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Mattia. Ne ha facoltà.
ALDO MATTIA(FDI). Grazie, Presidente. Come a noi tutti è ben noto, la plastica è un materiale sintetico derivato dal petrolio, la cui storia comincia nell'Ottocento, ma la sua diffusione su larga scala è avvenuta nel secolo successivo e, soprattutto, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La sua diffusione a livello planetario si è avuta grazie alle sue caratteristiche fisiche, che la rendono adattabile agli scopi più disparati. Infatti, la sua caratteristica principale risiede nel fatto che è modellata per effetto del calore o della pressione, ma, quando si raffredda, mantiene la forma voluta ed è difficilmente deteriorabile rispetto ad altri materiali.
Ma lo sviluppo pervasivo delle plastiche nella vita di tutti i giorni è dovuto soprattutto al fatto che i prodotti in plastica sono molto più facili da produrre e, quindi, risultano molto più economici rispetto a tanti altri materiali come la carta, il vetro e i filati (tipo la lana, il cotone o la seta), che derivano da materie prime naturali.
La plastica è diventata così una presenza costante nella nostra vita quotidiana, che ha indubbiamente contribuito alla modernizzazione della società, così come la conosciamo oggi: dal PVC al PET, dal alle fibre sintetiche, al cellofan per l'imballaggio degli alimenti, oggi non possiamo più fare a meno della plastica, perché la plastica ha consentito, ed ancora oggi consente numerosi vantaggi pratici ed economici.
Tra i composti plastici di largo consumo vi sono anche i PFAS, sostanze che hanno avuto enorme successo per le straordinarie caratteristiche chimico-fisiche che le hanno rese un componente fondamentale in molte produzioni industriali. I PFAS trovano largo uso nella vita quotidiana, perché rendono resistenti ai grassi e all'acqua i tessuti, la carta, i materiali antiaderenti, i contenitori di alimenti. I PFAS trovano larghissimo utilizzo anche in chirurgia nella produzione di schiuma antincendio e di detergenti per la casa.
Tuttavia, da diversi anni è decisamente - e fortunatamente - cresciuta una coscienza collettiva che ha compreso, senza alcun dubbio, che la plastica crea, nel contempo, preoccupanti problemi di natura ambientale per la salute dell'uomo e degli altri esseri viventi, e tra i compositi chimici i PFAS sono tra i più pericolosi, perché il legame fluoro-carbonio li rende praticamente indistruttibili, destando notevole preoccupazione in relazione agli effetti dannosi sull'ambiente nel quale vengono dispersi e, di conseguenza, sulla salute, perché vengono assunti dall'organismo umano tramite il consumo di acqua potabile, di alimenti accumulatesi nei tessuti e negli organi vitali.
Secondo i dati ISPRA, la contaminazione da PFAS nelle falde è presente nel 17 per cento dei controlli effettuati, a fronte di un controllo sempre più efficiente della presenza di PFAS come contaminanti delle acque.
La prevenzione generale dei rischi ambientali e sanitari, correlati alla diffusione di tali composti, è legata indubbiamente a una drastica restrizione del loro uso, tanto che, nel 2022, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri a monitorare la presenza di PFAS negli alimenti dal 2022 al 2025.
Per tali ragioni, il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia alla Camera evidenzia di seguito alcune considerazioni in quanto, a differenza delle mozioni di minoranza, si dovrebbe affrontare il fenomeno attraverso un'analisi che, senza indugiare alla demagogia, rappresenti la giusta sintesi tra le esigenze ambientali e le conseguenti e inevitabili ricadute di tipo economico, produttivo e occupazionale su aziende e consumatori.
Da un lato, si deve mettere in evidenza la necessità di un bilanciamento tra interessi e diritti diversi, quello alla salute e quello economico, dall'altro ci si richiama alla responsabilità di applicare, anche in questo caso, il principio di precauzione sancito dall'articolo 174, comma 2, del Trattato di Amsterdam, secondo cui quando sussistono rischi per la salute delle persone vanno adottate misure appropriate al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute, la sicurezza e l'ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici.
Per questo si rende necessario che l'Unione europea adotti misure comuni a tutti gli Stati membri di restrizione dell'uso dei PFAS e di riduzione dei limiti di tolleranza coerenti con i più aggiornati studi scientifici.
D'altro canto la Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza del 24 gennaio del 2019, ha individuato proprio nello Stato il soggetto tenuto ad attuare il giusto bilanciamento tra il diritto all'esercizio d'impresa, al lavoro e all'occupazione e il diritto alla salute e all'ambiente salubre.
In ragione di ciò compete allo Stato, sicuramente, adottare un'idonea regolamentazione dell'attività inquinante, al fine di assicurare la protezione effettiva dei cittadini e dei territori.
A tal proposito, la Corte europea ha precisato che allo Stato compete un certo margine di apprezzamento, in quanto deve tenere conto del giusto equilibrio tra gli interessi concorrenti dell'individuo e della società nel suo complesso, e che l'eventuale sacrificio di altri diritti venga attentamente vagliato attraverso tutte le opzioni ipotizzabili nel caso concreto, e, se non c'è altra scelta, cioè nessun bilanciamento è possibile, venga ridotto al minimo.
E per ridurre al minimo la compressione dei diritti economici ed evitare quei pericolosi fenomeni di prevaricazione ideologica dei diritti cosiddetti “tiranni”, appare necessario che l'Unione europea adotti misure comuni a tutti gli Stati membri, per sostenere politiche ed investimenti necessari a incentivare la ricerca e l'innovazione tecnologica, al fine di individuare i materiali e le sostanze chimiche che possano sostituire i PFAS.
Bisognerebbe affrontare, infine, anche il problema della responsabilità di chi ha portato a questa situazione e di chi ha consentito il protrarsi di questa situazione; problema che va risolto applicando le normali regole, le leggi penali vigenti, in armonia con i valori costituzionali, alla luce dei quali va valutata anche la concessione di un discutibile scudo penale finalizzato alla prosecuzione di un'attività contraria alla legge. Profili che bisognerebbe opportunamente affrontare con decisione e saggezza, e non solo con demagogia.
Si chiede al Governo: 1) di adottare iniziative di competenza per anticipare la valutazione del rischio, prevista per il 2027, e l'anagrafe territoriale dinamica delle acque potabili, prevista per il 2029; 2) di assumere le iniziative di competenza per introdurre nell'ordinamento nazionale ulteriori restrizioni dei valori limite delle sostanze PFAS a maggior rischio; 3) di introdurre specifiche misure per la bonifica delle falde acquifere e delle aree del territorio nazionale dove l'inquinamento da PFAS supera stabilmente i livelli attualmente consentiti; 4) di promuovere in ambito europeo l'adozione di misure di restrizione dell'uso dei PFAS e di riduzione dei limiti di tolleranza, coerenti con i più aggiornati studi scientifici; 5) di promuovere in ambito europeo l'adozione di opportune politiche di investimenti necessari e incentivare la ricerca e l'innovazione tecnologica, al fine di individuare i materiali e le sostanze chimiche che possono sostituire i PFAS nei rispettivi utilizzi, senza impatti sull'ambiente. Questi sono alcuni esempi.
Pertanto, Fratelli d'Italia rivendica di voler garantire il diritto alla salute e il diritto ambientale sanciti dalla Costituzione italiana, salvaguardando nel contempo il diritto delle imprese a produrre e a creare occupazione e il diritto dei consumatori a poter accedere ai beni di largo consumo al prezzo più equo .
PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Prendo atto che il Governo non intende intervenire.
Il seguito della discussione è rinviato ad altra seduta.
Prima di passare al prossimo provvedimento, facciamo una pausa tecnica di cinque minuti.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 14,10.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione Faraone ed altri n. 1-00401 concernente iniziative volte a reintrodurre il cosiddetto "Bonus Renzi", al fine di sostenere il potere d'acquisto delle fasce più deboli della popolazione .
La ripartizione dei tempi riservati alla discussione è pubblicata nel vigente calendario dei lavori
Avverto che è stata presentata la mozione Fenu ed altri n. 1-00412 che, vertendo su materia analoga a quella trattata dalla mozione all'ordine del giorno, verrà svolta congiuntamente. Il relativo testo è in distribuzione .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
È iscritto a parlare il deputato Roberto Giachetti, che illustrerà anche la mozione Faraone ed altri n. 1-00401, di cui è cofirmatario.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Ma perché abbiamo presentato una mozione per il ripristino della norma originaria del cosiddetto “Bonus Renzi”? I famosi 80 euro. Forse per nostalgia o forse per vanità politica; magari per una provocazione. Certamente no. Abbiamo presentato questa mozione perché ci sta a cuore il bene del Paese e, soprattutto, di quella parte di italiani che è più colpita dalle turbolenze dell'economia e dalle conseguenze di politiche insufficienti, se non di rado sbagliate.
Non possiamo infatti non renderci conto di quanto le recenti tensioni geopolitiche abbiano portato ad un incremento generalizzato dei prezzi. Sia chiaro che questo non ha riguardato solo le materie prime energetiche, che pure sono esplose nell'ultimo periodo, ma è andato a colpire anche i beni di prima necessità, procurando una drammatica erosione del potere di acquisto delle famiglie italiane, già seriamente condizionato dalla stagnazione degli stipendi, oltre che dai colpi dell'inflazione in generale. Se a questo aggiungiamo la crisi che sta attraversando l'industria italiana - sono oltre 30 i tavoli di crisi istituiti presso il Ministero delle Imprese e del - ci rendiamo conto di quanto grande sia il numero di lavoratori che rischia di perdere il proprio posto di lavoro, schiudendo le porte all'entrata in quel già grande esercito di percettori di ammortizzatori sociali. D'altra parte, questa situazione non ce la stiamo inventando noi: basta prendere i dati dell'Istat relativi al 2023, in base ai quali circa 13,4 milioni di persone in Italia si trovano in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale.
E per essere più chiari, stiamo parlando di una platea che rappresenta circa il 22,8 per cento della popolazione, con l'aggravante dell'eterogeneità della sua distribuzione territoriale perché, se nel Nord la popolazione a rischio rappresenta il 12,4 per cento, nel Mezzogiorno la forbice si amplia fino al 39 per cento, con punte drammatiche in Calabria del 48,6 per cento, o in Campania del 44,4 per cento o, addirittura, in Sicilia del 41 per cento.
Se guardiamo al futuro, la situazione prevede addirittura un peggioramento legato all'aumento della tariffa dell'energia elettrica del 18,2 per cento per i clienti rimasti nel servizio di maggior tutela e che non sono passati al mercato libero che, per essere chiari, sono i cittadini più vulnerabili. Ma le previsioni non salvano neanche i clienti del libero mercato, che già ora sono soggetti agli eccessivi costi di commercializzazione dell'energia elettrica, che si aggiungono al prezzo unico nazionale.
Ma quando parliamo di aumenti non ci si può fermare qui, evitando di considerare la determinazione di altri aumenti significativi, come quelli legati ad altri comparti: dai pedaggi autostradali (+1,8 per cento), alle assicurazioni RC auto (6,19 per cento), ai carburanti autostradali, legati alle tensioni internazionali e alle politiche fiscali, ai beni alimentari come cereali, latte e formaggi, olio, ortaggi. Aumenti che, inevitabilmente, creeranno ripercussioni a catena sull'intera economia.
L'incremento dei costi, insieme al caro affitti (il cui aumento medio è previsto del 10,6 per cento) e alle spese scolastiche (in crescita del 3,66 per cento), comporta una pressione sul potere d'acquisto delle famiglie che si manifesta con una riduzione della propensione al risparmio stimata in un - 0,8 per cento ed un aggravio medio superiore ai 1.000 euro per nucleo familiare.
E allora, che c'entra il Bonus Renzi, direte voi? C'entra perché il suo ripristino per le fasce di reddito più esposte al carovita si è dimostrato e si dimostra ancora necessario al fine di contribuire al potere di acquisto delle famiglie e al sostegno del consumo interno. La forza e la qualità di questa misura rispetto a tante altre, che vengono assegnate sulla base di un'esplicita richiesta da parte dell'avente diritto, nascono dal fatto che veniva erogata direttamente in busta paga grazie alla natura stessa della detrazione, senza alcun ulteriore onere burocratico o passaggio amministrativo da adempiere.
La misura, come è noto, è stata resa strutturale dalla legge del 23 dicembre del 2014, la n. 190, riconoscendo un credito d'imposta per un importo di 960 euro in caso di reddito complessivo annuo non superiore a 24.000 euro. Beneficio che si riduceva progressivamente per i redditi superiori fino ad azzerarsi al raggiungimento della soglia dei 26.000 euro. Ma con un successivo decreto del 2020 è stato incrementato fino a 100 euro il trattamento erogato in busta paga e ne è stata estesa l'applicabilità ai redditi annui non superiori ai 28.000 euro.
Direi che, in modo assolutamente trasversale, è stato riconosciuto il valore di questa misura che durante la sua vigenza ha prodotto impatti positivi e misurabili: ha sostenuto per oltre un decennio il potere di acquisto delle famiglie con reddito medio-basso, stimolato la domanda interna e ridotto il cuneo fiscale per i possessori di reddito di lavoro dipendente o assimilati, contribuendo a mitigare di circa mezzo punto percentuale la pressione fiscale.
Ma siccome le cose che vanno bene, come si dice, a voi “puzzano”, siete voluti intervenire snaturando, con la legge n. 207 del 2024, il valore della misura, trasformando il taglio contributivo in fiscale: scelta che non poteva che comportare effetti negativi per i contribuenti con redditi complessivi annui compresi tra gli 8.500 e 9.000, i quali, a causa delle vostre maldestre ed incomprensibili modifiche, non percepiranno, per l'annualità fiscale in corso, il trattamento integrativo percepito nel 2024.
Ecco, con questa nostra mozione vorremmo un impegno preciso e diretto del Governo a tornare indietro per andare avanti. Tornare indietro rispetto alle modifiche sbagliate che avete apportato e, allo stesso tempo, andando avanti, ripristinando quei benefici di cui la parte più debole del nostro Paese ha così bisogno.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Maria Stefania Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. La tassazione delle persone fisiche in Italia ha subito negli ultimi anni numerosi interventi da parte dei Governi che si sono succeduti e la riduzione delle tasse sul lavoro è stata una costante negli ultimi dieci anni, senza considerare il primo intervento del Governo Prodi nel 2007. Al fine di sostenere il potere d'acquisto e moderare la rincorsa tra prezzi e salari, l'impegno principale manifestato da tutti i Governi si è concentrato nella riduzione del cosiddetto cuneo fiscale, ovvero, la differenza tra il salario lordo pagato dal datore di lavoro ed il netto percepito dai lavoratori. Secondo l'OCSE, nel 2023, il cuneo fiscale italiano è stato pari al 45,1 per cento contro la media dei Paesi OCSE del 34,8 per cento. Sia il Governo Monti sia successivamente il Governo Letta avevano ridotto il cuneo e le tasse sul lavoro. Il primo con un fondo dedicato, il secondo con un aumento delle detrazioni Irpef e la riduzione di alcuni premi assicurativi.
Con il Governo Renzi, nel 2014, è stato introdotto un bonus da 80 euro sotto forma di trattamento integrativo al reddito. Successivamente, col secondo Governo Conte, a guida PD e MoVimento 5 Stelle, il bonus è stato aumentato a 100 euro mensili. Il provvedimento, valido solo per la seconda metà del 2020, è stato poi reso strutturale con la legge di bilancio successiva. Dall'estate 2022, con il Governo Draghi, è stata introdotta la prima riduzione della contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti, con un taglio del cuneo fiscale pari al 2 per cento fino ai 35.000 euro annui di retribuzione annua lorda. La misura è stata prorogata dal Governo Meloni fino alla fine del 2024 con varie graduazioni, che hanno ampliato l'intensità dell'aiuto e la platea dei beneficiari fino a 35.000 euro di reddito.
In attuazione della legge delega di riforma del sistema fiscale, la n. 111 del 2023, il Governo Meloni è intervenuto in più occasioni sull'IRPEF: , riducendo a tre il numero di aliquote e di scaglioni, peggiorando in questo modo la progressività dell'imposta.
La stratificazione di interventi nel corso degli anni e la costante sottrazione di componenti di reddito all'imposizione progressiva hanno reso il sistema di tassazione dell'IRPEF la principale imposta del nostro ordinamento. Un sistema disomogeneo, iniquo e a tratti irrazionale, Presidente.
Con più interventi, il Governo Meloni ha prima previsto l'accorpamento delle aliquote solo per il 2024, prevedendo sconti solo per alcune fasce di reddito e lasciando fuori gli incapienti, la fascia bassa e coloro che hanno un reddito lordo superiore ai 50.000 euro annuali, aumentando così l'incertezza e la fragilità del nostro sistema fiscale.
Con l'ultima legge di bilancio del 2025, il Governo Meloni non ha introdotto nuovi benefici per i lavoratori dipendenti, ma ha messo a regime le misure per il sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti adottate lo scorso anno. Lo ha fatto attuando un passaggio da un sistema di benefici basati sulla riduzione dei contributi previdenziali a un sistema di benefici di carattere fiscale, cui si assomma una nuova forma di trasferimento diretto che si aggiunge al trattamento integrativo, che costituisce, come si è detto, l'evoluzione del Bonus 80 euro. Un di strumenti che hanno prodotto un risultato tutt'altro che lineare e non coerente con le retribuzioni nette.
Tra introduzione di fiscali, riconferma delle detrazioni fiscali già previste e la messa a regime delle tre aliquote fiscali, introdotte lo scorso anno, si è verificato un risultato paradossale. Come denunciato anche dalla CGIL in un recente studio, il meccanismo di abbattimento del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, introdotto dal Governo con la legge di bilancio del 2025, avrebbe impatti negativi per i redditi più bassi compresi tra gli 8.500 e i 9.000 euro, che andranno a perdere 1.200 euro l'anno, Presidente. Ciò sarebbe dovuto alla circostanza che nel 2024 avevano ricevuto indirettamente un vantaggio a causa del meccanismo di riduzione dell'aliquota contributiva, che aveva conseguentemente portato ad aumentare i redditi imponibili Irpef. Cominciando a pagare imposte, questi contribuenti avevano ricevuto anche il trattamento integrativo di 1.200 euro, che, in mancanza della contribuzione, non sarebbe spettato.
In risposta a due interrogazioni in Commissione finanze, la rappresentante del Governo ha dato atto del pasticcio sul trattamento integrativo dovuto alla modifica dei suoi criteri di spettanza e ha dato la disponibilità del Governo ad esaminare un sostegno per i lavoratori a più basso reddito nell'ambito di un processo mirato. Ma un processo , semmai verrà effettivamente attuato, rischia di mettere l'ennesima toppa a un'imposta, l'Irpef, che avrebbe, invece, bisogno di un disegno di revisione complessiva. In più, la sbandierata riduzione delle tasse deve confrontarsi con la dura realtà dei numeri. La scorsa settimana l'Istat ha certificato che nel 2024 la pressione fiscale complessiva - ammontare delle imposte dirette e indirette in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al PIL - è risultata pari al 42,6 per cento, in aumento di un punto rispetto all'anno precedente, quando era al 41,4 per cento. Un sistema fiscale che distribuisce l'onere in modo casuale, creando continuamente regimi speciali alternativi all'Irpef per categorie di reddito, quando non di singole porzioni degli stessi redditi, viola così il principio basilare per cui a parità di reddito si dovrebbe pagare la stessa imposta, principio che è sempre meno sostenibile.
I giovani oggi, Presidente, sono costretti, pur se per guadagnare redditi bassi, ad aprirsi una partita IVA e a lavorare come finti autonomi o come moderni lavoratori su piattaforme che distribuiscono lavori a distanza, sopportando un onere più elevato dei dipendenti con redditi di lavoro simile, mentre gli autonomi con redditi medi o medio-alti, purché sotto gli 85.000 euro di ricavi, pagano fino alla metà dei lavoratori dipendenti con uguali redditi e si sottraggono anche al dovere di finanziare i servizi del proprio comune e della propria regione con le addizionali all'Irpef.
Sostanzialmente, è avvenuta una sorta di balcanizzazione dell'imposta sui redditi, per cui oggi esiste un trattamento specifico per i lavoratori autonomi fino a 85.000 euro di fatturato, uno diverso per gli altri lavoratori autonomi e poi trattamenti specifici differenti per lavoratori dipendenti e pensionati, in spregio e in violazione di ogni principio di equità orizzontale, cioè parità di trattamento di contribuenti con lo stesso reddito, e verticale, ossia il principio di progressività, vale a dire che i redditi più elevati dovrebbero corrispondere, naturalmente, quote più elevate.
Quello che resta dell'Irpef è un coacervo indescrivibile in cui le aliquote marginali legali - le famose tre aliquote - si intersecano con un bonus decrescente al crescere del reddito e detrazioni per tipo di reddito anch'esse variamente articolate, con l'effetto che alle tre aliquote invocate come semplificazione del sistema fiscale si affiancano ora ben otto aliquote marginali effettive, che denotano la variazione dell'imposta al variare del reddito del contribuente. Dunque, otto aliquote effettive, con un andamento totale erratico, per cui capita che, a un lavoratore con un reddito lordo di 35.000 euro, a fronte di un aumento di 100 euro, faticosamente conquistato in contrattazione, restino in tasca soltanto 44 euro. Un'ingiustizia!
La politica delle rottamazioni e con essa il via libera a ogni tipo di evasione fiscale, così come la costruzione di un sistema talmente iniquo da risultare inaccettabile per una società che si voglia coesa, mina le basi dell'imposizione generale sui redditi e, conseguentemente, riduce le risorse necessarie a garantire un universale, cioè sanità, istruzione e assistenza per tutti i cittadini. Questa legge di bilancio non è riuscita a trovare risorse per assumere medici e infermieri, la cui carenza sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario, e ha tagliato drasticamente i fondi ai comuni, costretti, per finanziare i servizi indispensabili ai cittadini, ad appaltarli a imprese e cooperative a prezzi così bassi da poter reggere solo schiavizzando i propri lavoratori.
È un problema a cui non si può rimediare con il di questa o di quell'aliquota, su cui si sta cimentando questo Governo, ma con una riforma radicale che si potrebbe attuare anche gradualmente, ma all'interno di una strategia organica esplicita e condivisa. Tutti i redditi, di qualsiasi fonte, dovrebbero essere assoggettati alle medesime aliquote e le basi imponibili dovrebbero essere determinate in base agli stessi criteri. Le eventuali differenziazioni di trattamento dovrebbero essere affidate a detrazioni uniformi e non decrescenti.
Al fine di evitare salti d'aliquote, sarebbe utile ricorrere, per il calcolo dell'imposta, a una funzione matematica continua che determini le aliquote medie per ogni livello di reddito, superando la logica degli scaglioni, come avviene anche in Germania e come è condiviso da un numero crescente di studiosi. Un sistema che può essere modulato - questo sì - per non gravare interamente sul ceto medio, come invece avviene tipicamente in tutti i sistemi della o con poche aliquote legali, come quello della riforma Meloni.
Il PD, Presidente, è disponibile a iniziare un confronto aperto e un dibattito sulla questione qui indicata, in modo da evitare ulteriori interventi frammentari e dannosi sia da un punto di vista dell'equità che da quello dell'efficienza economica, al fine di trovare una soluzione che sia risolutiva e complessiva e che non si limiti a trovare l'ennesima toppa più grande del buco .
PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Il Governo intende intervenire o si riserva di farlo successivamente? Si riserva.
Il seguito della discussione è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2189: Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Paolo Formentini.
PAOLO FORMENTINIGrazie Presidente, Sottosegretario Freni. In premessa, occorre rilevare che la Convenzione in esame ha dato corso alla trasformazione giuridica dell'organizzazione non governativa Associazione internazionale del segnalamento marittimo - in sigla IALA - in un'organizzazione intergovernativa con la denominazione di Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima. IALA era stata istituita nel 1957 in Francia per riunire i rappresentanti dei singoli Paesi competenti in materia di ausili alla navigazione marittima, il mondo industriale e gli istituti scientifici e di formazione, al fine di fornire un contributo al miglioramento della sicurezza e dell'efficienza del trasporto marittimo di merci e passeggeri.
Tra i compiti dell'Organizzazione c'era quello di incoraggiare i propri membri a cooperare per armonizzare gli ausili della navigazione, elaborando e scambiandosi buone prassi in materia di sviluppo e gestione dei segnalamenti marittimi e dei servizi sulla terra ferma. La transizione dello stato giuridico da organizzazione non governativa a organizzazione intergovernativa, deliberata dall'assemblea generale dell'Associazione nel 2014 a La Coruña, ha lo scopo di conferire maggiore autorevolezza ed efficacia, nel contesto internazionale, alla missione di armonizzazione di sistemi e servizi, che sono, peraltro, in rapida e continua evoluzione in conseguenza degli sviluppi nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Composta da 22 articoli e da un allegato, che contiene le disposizioni transitorie, la Convenzione definisce la nuova IALA come organizzazione intergovernativa di diritto internazionale, fissandone la sede in Francia e rinviando al suo regolamento generale le norme di dettaglio sul proprio funzionamento. Per raggiungere i propri scopi, l'Organizzazione definisce raccomandazioni, linee guida e altri documenti a carattere non vincolante, valuta le proposte trasmesse dagli Stati membri o da agenzie delle Nazioni Unite, stabilisce meccanismi di consultazione e facilita la fornitura di assistenza.
L'Organizzazione è composta da Stati membri, membri associati e membri affiliati, e prevede una serie di organi, rinviando ai regolamenti generali e finanziari per le regole procedurali applicabili.
Ulteriori norme precisano la composizione, le funzioni e le modalità operative dell'Assemblea generale, del Consiglio, nonché del Segretariato permanente. La Convenzione reca, poi, disposizioni sulla sua emendabilità, sulle modalità per la risoluzione di eventuali controversie e sulle modalità per le future adesioni e per l'eventuale recesso da parte degli Stati membri.
Quanto al disegno di legge di ratifica, si compone di quattro articoli. In particolare, l'articolo 3 reca gli oneri finanziari, valutati in 151.800 euro per il 2025 e in 160.460 euro annui a decorrere dal 2026, e ne individua la relativa copertura. Auspico una rapida approvazione del provvedimento in esame, che, già nel corso dell'esame presso il Senato, ha raccolto consenso unanime dei gruppi.
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto tecnico superiore “Pietro Branchina”, di Adrano (Catania), che sono presenti in tribuna ad assistere ai nostri lavori . Auguriamo loro ogni fortuna e li preavvisiamo che, non essendo previste votazioni, sono presenti in Aula i deputati, che interverranno o che sono appena intervenuti nella discussione generale, e il Governo, che oggi è rappresentato dal Sottosegretario Freni.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, che si riserva.
È iscritto a parlare il deputato Paolo Pulciani. Ne ha facoltà.
PAOLO PULCIANI(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Sottosegretario, ci troviamo oggi a discutere su un provvedimento di importanza cruciale per la sicurezza e l'efficienza della navigazione marittima a livello globale. La ratifica della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, firmata a Parigi il 27 gennaio 2021, è un atto che segna un passo decisivo verso l'armonizzazione dei sistemi di segnalamento marittimo, in particolare delle boe di navigazione, garantendo standard uniformi e condivisi in tutti i mari del mondo.
Il nostro Paese, con la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, ha tutto l'interesse a promuovere l'adozione di standard globali per il segnalamento marittimo, l'armonizzazione delle boe e degli ausili alla navigazione. Non è solo un tema tecnico, ma un elemento essenziale per garantire un traffico marittimo più sicuro, riducendo il rischio di incidenti e favorendo una gestione più efficiente delle rotte commerciali.
Inoltre, l'adesione a questa Organizzazione è perfettamente in linea con gli impegni assunti dall'Italia nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e della Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare.
La creazione di un ente intergovernativo, che coordini e armonizzi le disposizioni delle boe di segnalazione, garantirà maggiore prevedibilità e sicurezza per le imbarcazioni di ogni Nazione, contribuendo al progresso tecnologico ed operativo del settore marittimo.
Dal punto di vista finanziario - come è già stato specificato dal relatore -, gli oneri previsti per la partecipazione dell'Italia a questa Organizzazione sono particolarmente modesti e ampiamente sostenibili all'interno delle risorse già allocate dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Con un investimento contenuto, l'Italia potrà beneficiare di una rete di collaborazione internazionale fondamentale per la sicurezza e la competitività del settore marittimo.
Questa ratifica, pertanto, è un segnale chiaro dell'impegno del nostro Paese nel garantire un sistema marittimo globale più sicuro, efficiente ed armonizzato.
Con il nostro voto favorevole, rafforziamo il ruolo dell'Italia nel contesto internazionale e contribuiamo alla costruzione di un futuro in cui la navigazione sia più sicura e sostenibile per tutti.
Invito questa Camera, pertanto, a dare il pieno sostegno alla ratifica di questo importante provvedimento, per un'Italia che diventi protagonista della sicurezza e dell'innovazione marittima globale
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore Formentini, che rinuncia.
Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo, che rinuncia.
Il seguito il dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. Avverto che, nell' al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata la nuova organizzazione dei tempi della Relazione della Giunta delle elezioni sull'elezione contestata della deputata Anna Laura Orrico a seguito della presentazione della relazione di minoranza .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
SERRACCHIANI ed altri; COMAROLI ed altri; GATTA; BARZOTTI; RIZZETTO e LUCASELLI; TENERINI: Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. (C. 153-202-844-1104-1128-1395-A/R)
: GIACCONE.
3.
S. 915-916-942-980-1002 - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: BUCALO ed altri; D'INIZIATIVA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA; D'INIZIATIVA DEI SENATORI: MARTI ed altri; FAZZONE ed altri; ZAMBITO ed altri: Delega al Governo per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria (Approvata, in un testo unificato, dal Senato). (C. 2149)
e delle abbinate proposte di legge: TOCCALINI ed altri; D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ECONOMIA E DEL LAVORO; D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA; VIETRI ed altri; D'INIZIATIVA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA; MARIANNA RICCIARDI ed altri; DE LUCA ed altri; MALAVASI ed altri. (C. 160-683-1403-1497-1511-1575-1646-1802)
: ROSCANI.
4.
5.
S. 932 - D'INIZIATIVA DEL SENATORE ZANETTIN: Modifiche alla disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione (Approvata dal Senato). (C. 2084)
: CALDERONE e VARCHI.
6.
S. 1184-bis - Misure di semplificazione per il potenziamento dei controlli sanitari in ingresso sul territorio nazionale in occasione del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025 (Approvato dal Senato). (C. 2142-A)
: CIOCCHETTI.
7.
8.
S. 226 - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: CANTU' ed altri: Istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione veterinaria (Approvata dal Senato). (C. 1305)
: PANIZZUT.
9.
10.
11.
S. 1233 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021 (Approvato dal Senato). (C. 2189)
: FORMENTINI.