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Venerdì 12 Settembre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 529 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
Elementi e iniziative di competenza in ordine alla variazione dei costi nell'ambito dell'attuazione degli interventi di rigenerazione e riqualificazione previsti dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, nel comune di Afragola in provincia di Napoli (PENZA – M5S); Chiarimenti in merito al numero di cittadini italiani che combattono in Israele, al soggiorno di militari israeliani in località turistiche sul territorio italiano e iniziative volte all'interruzione delle attività economiche e militari con il Governo israeliano (BONELLI - AVS); Iniziative di competenza volte a sostenere e a tutelare la relatrice speciale dell'Onu Francesca Albanese in relazione alle sanzioni statunitensi (Riccardo RICCIARDI- M5S); Chiarimenti in ordine al ritrovamento nelle acque di Lampedusa di un relitto di probabile origine militare e fabbricazione israeliana e all'utilizzo delle basi italiane da parte di forze armate straniere (CARMINA – M5S).
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti, Tullio Ferrante; il Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli e la Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti.
Elementi e iniziative di competenza in ordine alla variazione dei costi nell'ambito dell'attuazione degli interventi di rigenerazione e riqualificazione previsti dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, nel comune di Afragola in provincia di Napoli (PENZA – M5S); Chiarimenti in merito al numero di cittadini italiani che combattono in Israele, al soggiorno di militari israeliani in località turistiche sul territorio italiano e iniziative volte all'interruzione delle attività economiche e militari con il Governo israeliano (BONELLI - AVS); Iniziative di competenza volte a sostenere e a tutelare la relatrice speciale dell'Onu Francesca Albanese in relazione alle sanzioni statunitensi (Riccardo RICCIARDI- M5S); Chiarimenti in ordine al ritrovamento nelle acque di Lampedusa di un relitto di probabile origine militare e fabbricazione israeliana e all'utilizzo delle basi italiane da parte di forze armate straniere (CARMINA – M5S).
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti, Tullio Ferrante; il Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli e la Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti.
XIX LEGISLATURA
529^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 12 settembre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Elementi e iniziative di competenza in ordine alla variazione dei costi nell'ambito dell'attuazione degli interventi di rigenerazione e riqualificazione previsti dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, nel comune di Afragola in provincia di Napoli - n. 2-00668
- Chiarimenti in merito al numero di cittadini italiani che combattono in Israele, al soggiorno di militari israeliani in località turistiche sul territorio italiano e iniziative volte all'interruzione delle attività economiche e militari con il Governo israeliano - n. 2-00673
- Iniziative di competenza volte a sostenere e a tutelare la relatrice speciale dell'ONU Francesca Albanese in relazione alle sanzioni statunitensi - n. 2-00674
- Chiarimenti in ordine al ritrovamento nelle acque di Lampedusa di un relitto di probabile origine militare e fabbricazione israeliana e all'utilizzo delle basi italiane da parte di Forze armate straniere - n. 2-00672
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GIOVANNI DONZELLI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 82, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Penza ed altri n. 2-00668 .
Chiedo al deputato Penza se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
PASQUALINO PENZA(M5S). Grazie, Presidente. Con questa interpellanza, come anticipava il Presidente poco fa, si mira a chiedere al Governo chiarimenti in merito agli interventi fatti per quanto riguarda il Piano PINQuA. Nel comune di Afragola, nel quartiere periferico di Afragola delle Salicelle, sono emerse anomalie per le quali chiediamo al Governo di fare innanzitutto chiarezza e capire esattamente cosa ha intenzione di fare in merito. Ci riferiamo, nello specifico, agli interventi fatti per la riqualificazione, ma anche a interventi programmati, come interventi con varianti in corso d'opera, che hanno avuto sicuramente un rilievo importante anche dal punto di vista della gara di affidamento, che dovevano essere innanzitutto fatti in un determinato modo, mentre invece o non sono stati fatti per nulla o, comunque, sono stati fatti con materiali di seconda scelta, quindi non con i materiali che erano stati previsti inizialmente. A questo poi si aggiunge la questione che anche la polizza fideiussoria della ditta appaltatrice risulta non essere in regola, ma è una cosa che, a quanto pare, si è ripetuta già una volta nel comune di Afragola.
Chiediamo al Ministro chiarimenti in merito e poi, nel caso, aggiungeremo altro in replica.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti, Tullio Ferrante, ha facoltà di rispondere.
TULLIO FERRANTE,. In riferimento al quesito posto, sono a rappresentare quanto segue. Gli interventi di rigenerazione e riqualificazione di aree e di immobili degradati e il potenziamento delle infrastrutture e servizi nel rione Salicelle del comune di Afragola, in provincia di Napoli, sono ricompresi nella misura M5C2 - Investimento 2.3 del Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, il cosiddetto progetto PINQuA, il quale ha l'obiettivo di realizzare nuove strutture di edilizia residenziale pubblica e riqualificare le aree degradate, con particolare attenzione all'innovazione verde e alla sostenibilità.
Nello specifico, l'intervento che interessa il comune di Afragola prevede il recupero del rione Salicelle e include attività che intervengono su più contesti di quell'area, da quello residenziale a quello delle aree, servizi ed infrastrutture strategiche per la collettività. Il progetto ha una dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro a valere sui fondi PNRR.
In merito alla realizzazione di detta opera, si fa presente che è in capo alla stazione appaltante, in qualità di soggetto attuatore dell'intervento, il compito di disporre le misure più opportune al fine di assicurare la realizzazione degli interventi entro i termini previsti dall'investimento finanziato con fondi PNRR. Pertanto, l'amministrazione centrale, titolare del finanziamento, non entra nel merito delle attività che concernono l'esecuzione del contratto di appalto degli interventi.
Nell'ambito della gestione del programma PINQuA, rientrano in capo al MIT le attività di monitoraggio sullo stato di avanzamento fisico, procedurale ed economico-finanziario degli interventi attraverso l'apposita piattaforma ReGiS, la quale deve essere costantemente aggiornata dai soggetti attuatori.
Per quanto concerne, invece, gli aspetti finanziari dell'intervento stesso, a seguito della convenzione n. 3939 del 17 marzo 2022, sottoscritta dal MIT e dal comune, è stata erogata al soggetto attuatore l'anticipazione di 1,5 milioni di euro, pari al 10 per cento dell'importo finanziato.
A seguito delle nuove procedure di erogazione dei fondi, introdotte con il decreto-legge n. 113 del 2024 e il decreto MEF del 6 dicembre 2024, nel mese di aprile 2025 il comune ha chiesto l'erogazione di un ulteriore 20 per cento dell'importo ammesso a finanziamento, pari a 3 milioni di euro, che è stato regolarmente erogato.
Nell'ambito delle attività di monitoraggio previste dal sistema di gestione e controllo, la competente struttura del MIT ha svolto in diversi enti beneficiari dei suddetti finanziamenti, fra cui il comune di Afragola, visite in loco al fine di verificare l'effettivo avvio delle attività, il rispetto del cronoprogramma e il contributo al conseguimento della misura PNRR.
Per quanto concerne le varianti, occorre evidenziare che la stazione appaltante, in caso di sopravvenute necessità, può procedere alla predisposizione di modifiche ai contratti di appalto, come sancito dall'articolo 120 del codice dei contratti pubblici.
Il soggetto attuatore è tenuto a comunicare alle apposite strutture del MIT esclusivamente le varianti comportanti una modifica ai associati al PINQuA (quindi numero di alloggi e superficie di spazi pubblici), da sottoporre all'Alta Commissione.
Nello scorso mese di maggio, anche a seguito della visita in loco dei funzionari della direzione generale competente, l'ente ha comunicato la necessità di procedere a una perizia di variante, rilevando un'erronea stima in fase preliminare dell'individuazione del associato alla proposta ammessa a finanziamento e ha inviato istanza di correzione del suddetto . Lo stesso, infatti, è stato aggiornato a 292 unità abitative senza modifiche volumetriche rispetto alla proposta ammessa al finanziamento.
La suddetta istanza è stata, quindi, sottoposta all'esame dell'Alta Commissione per la valutazione delle proposte di rimodulazione relative al PINQuA che, nella seduta dello scorso 4 giugno, ha valutato positivamente la richiesta avanzata, prendendo atto dell'errore di stima. Tale esito è stato comunicato, in data 6 giugno 2025, dal MIT al comune.
In merito alla qualità dei materiali usati per la realizzazione dell'opera sarà cura della Commissione di collaudo, di concerto con la Direzione lavori, verificarne la regolarità ai fini dell'emissione del previsto certificato di collaudo tecnico-amministrativo.
PRESIDENTE. Il deputato Penza ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
PASQUALINO PENZA(M5S). Grazie, Presidente. Purtroppo, caro Sottosegretario, non mi ritengo soddisfatto perché, in quello che ha letto, ho soltanto ravvisato un sistema di scaricabarile: chi deve fare cosa e chi deve controllare dove. È un continuo rimbalzare di responsabilità. Ma non ho sentito - forse mi sarà sfuggito, ma non l'ho sentito - fare un accenno alla polizza fideiussoria, che era il requisito di gara. Non ho sentito da lei dire o contraddire quanto è emerso, ovvero che la polizza risultava non essere in regola, non voglio utilizzare altri termini. Mi sarebbe piaciuto, innanzitutto, sapere che quella polizza, in realtà, è più che in regola (quindi era un requisito) e che la ditta, che oggi sta svolgendo questi lavori, li può fare. Ma non ho sentito nemmeno fare un accenno alle dimissioni (che ci sono state) dei dirigenti per il PNRR e a quelle dei direttori dei lavori. Forse lei di questa cosa non è informato ma è gravissimo, ma sa perché è grave? È grave due volte nel comune di Afragola: uno, perché ho visto comuni sciolti per molto meno; due, avete il Sottosegretario Castiello, che è vice sindaco in quel Paese, e non ci possono essere ombre di tal genere. La sua risposta è incompleta oltre a rimbalzare responsabilità. Non può essere una risposta adatta rispetto a quello che deve essere comunicato in un'Aula del Parlamento: è un fatto veramente gravissimo! Mi sarebbe piaciuto che il Governo avesse fatto un'assunzione di responsabilità con la promessa almeno di approfondire o quantomeno con chiarimenti relativi alla polizza fideiussoria, che è l'elemento principale di una gara di appalto, specialmente con importi così importanti. Lei ha detto giustamente: 15 milioni di euro, non sono bruscolini. Non sono bruscolini. Se poi in futuro andremo a vedere che i lavori non sono eseguiti a regola d'arte, la responsabilità di questi lavori a chi sarà attribuita? Lo andremo a vedere dopo, ma, senza polizza fideiussoria, che è una garanzia anche per il comune, come si possono ritrovare quelle somme che poi alla fine noi avremo già pagato? Perché, come ha visto anche nell'interpellanza, anche con riferimento ai pagamenti abbiamo capito che c'era qualcosa che non andava e mi sarebbe piaciuto che il Governo avesse fatto luce; per di più perché avete anche un membro lì che può sicuramente trovare tutti gli elementi utili.
Quindi, caro Sottosegretario, riferisca al Ministro che noi del MoVimento 5 Stelle non siamo per nulla soddisfatti, ma sicuramente staremo sul pezzo e non solo terremo aggiornati i cittadini della situazione: non esiteremo a informare il Governo e a chiedere ulteriori interventi per quanto riguarda il comune di Afragola. Lungi da me pensare - non voglio fare cattivi pensieri - che, poiché il vice sindaco è un membro del Governo, si possano chiudere gli occhi oppure che vi sia qualche agevolazione particolare. Io non voglio pensare questa cosa e sono sicuro che non è così, però dobbiamo essere al di sopra di ogni sospetto. Dovete essere al di sopra di ogni sospetto, perché noi veniamo pagati per vigilare e controllare e voi per realizzare e fare.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli ed altri n. 2-00673 . Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signor rappresentante del Governo, come lei sa e come tutto il Paese e la comunità internazionale sa, a Gaza è in corso una pulizia etnica, per noi un genocidio: oltre 20.000 bambini sono stati uccisi dalle bombe israeliane, ospedali rasi al suolo, campi profughi bombardati senza alcuna pietà, scuole, tutto è stato distrutto. La fame è stata usata come strumento di annientamento di un popolo. Ieri l'UNICEF ha dichiarato che è in corso una carestia che riguarda troppi bambini e troppi esseri umani. In Cisgiordania, purtroppo, nella gli insediamenti illegali, attraverso procedure illegali di annessione dei territori palestinesi votati dalla Knesset, dal Parlamento israeliano, violano costantemente, drammaticamente e dolorosamente il diritto internazionale.
Su questo chiedo al Governo, come gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, di sapere, ovviamente come è noto a questo Governo, le ragioni che non portano il Governo a revocare l'accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele.
Ricordiamo che secondo il Sipri e secondo il Coeweb, istituti di ricerca, nel 2024 l'Italia ha esportato in Israele armi e munizioni per circa 5,8 milioni di euro. Esportazioni che mostrano, quindi, una cooperazione molto strutturata da questo punto di vista. Poi, tra l'altro, ci sono, anch'esse molto strutturate, le cooperazioni per le tecnologie per la navigazione aerea e spaziale, che comprende aerei, droni, per circa 34 milioni di euro.
Di fronte, però, a questa pulizia etnica, a questo genocidio, questa pagina orribile che si sta scrivendo nella storia, abbiamo assistito e abbiamo visto in questi giorni che militari israeliani sono stati ospitati nei italiani per decompressione psicologica, visto che stavano nell'area di guerra; una guerra in via unilaterale, perché normalmente le guerre si fanno tra due eserciti, lì invece c'è un esercito che bombarda una popolazione civile. Ecco, questi militari si trovano nei italiani, tra l'altro protetti dalle Forze dell'ordine italiane, e in questi giorni abbiamo anche visto che aerei militari israeliani sono atterrati nelle basi militari, ad esempio a Sigonella.
Il Ministro Crosetto ha detto che era un atterraggio logistico per un rifornimento carburante, ma non sono stati i soli. Allora, significa che noi diamo un'assistenza logistica a un esercito che in questo momento è impegnato a distruggere una popolazione e strutture civili. Le chiedo, quindi, signor rappresentante del Governo, in maniera puntuale, sperando che da parte del Governo ci sia una risposta puntuale e non evasiva, come purtroppo è accaduto in tante altre circostanze: quanti sono i cittadini con passaporto italiano che combattono in Israele? E, di questi, quanti sono feriti e deceduti?
Quali sono le reali motivazioni che, tra l'altro, hanno portato militari israeliani ad essere ospitati nel nostro Paese, a differenza di altri Paesi, come la Spagna, che hanno rifiutato questa ospitalità? Le richiedo anche: quanti sono gli aerei militari israeliani che sono atterrati e decollati dalle basi militari italiane dal 7 ottobre 2023 e quale tipo di assistenza hanno ricevuto? E se non ritengano, anche alla luce della legge n. 962 del 1967, che punisce i cittadini italiani che si rendono responsabili di atti anche genocidari in altri Paesi esteri, di assumere iniziative volte a chiarire questi aspetti per cittadini italiani, e se può spiegare in maniera puntuale le ragioni per cui il Governo italiano non intende revocare l'accordo di cooperazione militare con Israele.
Queste sono risposte che i cittadini italiani si aspettano e che un Governo che mette al centro l'interesse generale e il diritto internazionale deve al nostro Paese, perché la storia di questo Paese non si può macchiare, rendendosi complice di una pulizia etnica inaccettabile, perché già dire inaccettabile è francamente un qualcosa che mi fa strano, perché di fronte a questo noi dobbiamo essere determinati nel colpire e nell'essere rigorosi rispetto a chi uccide donne e bambini. Sono, quindi, in attesa di una sua risposta.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli, ha facoltà di rispondere.
GIORGIO SILLI,. Grazie, signor Presidente. Grazie onorevole per le richieste, sono molte e avrò bisogno di un po' di tempo. Dunque, come ha ribadito il Ministro Tajani ieri in Parlamento, quello che accade nella Striscia di Gaza è sempre più inaccettabile. Peraltro, abbiamo assistito a una gazzarra ieri in Parlamento in totale spregio delle istituzioni e di un Ministro dello Stato. Mi taccio perché veramente è stato uno spettacolo indegno per tutti i cittadini, di qualsiasi estrazione o idea politica essi fossero. Hamas ha enormi responsabilità per avere scatenato questa terribile spirale di violenza con un insensato atto terroristico. Non abbiamo esitato un solo minuto a ribadire il diritto di Israele a esistere e a tutelare la propria sicurezza di fronte a un terrorismo che continua a colpire indiscriminatamente la popolazione civile, come è accaduto lunedì scorso a Gerusalemme.
Da tempo diciamo che le scelte del Governo Netanyahu sono andate ben oltre una reazione proporzionata, violando i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario. Troppe vittime, troppi bambini sono morti e continuano a morire a Gaza City e nelle altre parti della Striscia dove Hamas continua a farsi scudo della inerme popolazione civile. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a una ulteriore militare, che aggraverebbe una crisi umanitaria già catastrofica, ma le legittime critiche nei confronti di queste azioni non devono mai alimentare un nuovo antisemitismo in Italia e in Europa, come quello che portò alla . Lo ha nuovamente ricordato ieri in quest'Aula il Ministro Tajani.
Sul piano interno, è poi dovere di uno Stato democratico assicurare protezione a chiunque rischi di essere vittima di violenza sul nostro territorio e predisporre servizi di prevenzione e vigilanza a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Come ribadito dal Ministro dell'Interno Piantedosi, mercoledì scorso in Parlamento, questo impegno vale naturalmente anche nei confronti delle comunità ebraiche residenti e di gruppi occasionalmente presenti sul territorio nazionale che possono essere considerati esposti ad atti di intolleranza.
Il Governo italiano continua a lavorare senza sosta per il cessate il fuoco nella Striscia, per la liberazione immediata degli ostaggi e il pieno accesso degli aiuti umanitari. Senza sventolare bandiere di comodo, lavoriamo concretamente per la nascita di un vero Stato palestinese, creando in questo modo le premesse per la soluzione a due Stati. Aggiungo che fughe in avanti di riconoscimenti unilaterali, in un sistema come quello dell'anno 2025, rischia di fare l'effetto contrario: noi lavoriamo concretamente per la nascita di un vero Stato palestinese. In queste settimane, il Ministro Tajani è stato in contatto diretto con tutti gli attori principali: ha incontrato a Roma i Ministri degli esteri palestinese, saudita, turco e ha sentito i suoi omologhi di Israele ed Egitto.
Per far prevalere le ragioni della diplomazia, è infatti necessario mantenere aperto ogni canale di interlocuzione: il dialogo resta la via maestra. Abbiamo al contempo condannato con forza, insieme ai nostri europei e arabi, la decisione israeliana di procedere nella politica degli insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Alla recente riunione dei Ministri degli esteri dell'Unione europea a Copenaghen, con la Germania abbiamo proposto di infliggere nuove severe sanzioni ai coloni violenti. Siamo disponibili a inasprire le misure restrittive contro chi assalta i villaggi palestinesi, arrivando a colpire le comunità cristiane, da sempre elemento di dialogo e di pace nella regione.
Siamo anche pronti a valutare, non appena verranno presentate in Consiglio, le ulteriori nuove proposte di sanzioni preannunciate dalla Presidente della Commissione europea, von der Leyen, nel discorso sullo stato dell'Unione di mercoledì scorso a Strasburgo. A differenza di tanti che parlano e basta, il Governo italiano sta aiutando il popolo palestinese con fatti e azioni concrete. Dall'inizio della crisi abbiamo accolto 181 bambini insieme con i loro familiari; in totale finora abbiamo portato in Italia circa mille persone. Sono numeri che fanno dell'Italia il primo Paese al mondo per operazioni sanitarie da Gaza, insieme a Turchia, Emirati, Qatar ed Egitto.
Non si tratta solo di iniziative di natura umanitaria, ma rappresentano il frutto di un intenso lavoro politico fatto di contatti serrati con le autorità israeliane, palestinesi e degli altri Paesi della regione. Seguiamo da vicino anche la vicenda della : ai 59 cittadini italiani che partecipano all'iniziativa garantiremo assistenza diplomatica e consolare, come abbiamo sempre fatto per i cittadini italiani fermati in Israele per iniziative analoghe.
Il Ministro Tajani ha chiesto all'unità di crisi del Ministero di restare in stretto contatto con la portavoce italiana della . La nostra ambasciata a Tel Aviv è stata attivata e, su istruzione del Ministro Tajani, ha sensibilizzato le autorità israeliane sul rispetto dei diritti di tutti i connazionali presenti sulla , fra cui anche alcuni parlamentari. Nel colloquio con l'omologo israeliano Sa'ar, il Ministro Tajani lo ha sensibilizzato personalmente sulla questione. Come segnalato dal competente Ministero della Difesa, gli aeromobili israeliani atterrati negli aeroporti italiani dal 7 ottobre 2023 sono stati 18, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente.
Quanto al tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele sulla difesa e cooperazione militare, come più volte segnalato anche in questa sede, anche in Parlamento, il rinnovo è previsto nell'aprile 2026. Il Governo ritiene necessario, soprattutto in queste fasi, mantenere aperto ogni canale di interlocuzione: non fanno eccezione trattati internazionali o d'intesa. L'Italia continuerà ad essere un ponte di dialogo, un Paese che parla con tutti, senza rinunciare mai ai propri valori. Lavorare con pazienza e determinazione per raggiungere la pace, salvare vite, portare aiuti, costruire ponti, mettendo sempre la persona al centro. Io credo che questi siano argomenti che meriterebbero una sorta di cooperazione complementare tra tutte le forze politiche e non di essere utilizzati, come troppe volte succede, come argomenti per veramente fare politica di parte.
Io la ringrazio onorevole perché mi ha dato l'opportunità di dare alcuni dati. Ne potremmo parlare per giornate intere, ma spero di averla soddisfatta.
PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, Presidente. Sono assolutamente insoddisfatto, perché sui dati c'è una risposta parziale. Il rappresentante del Governo ha omesso di rispondermi su un aspetto cruciale, che tra l'altro è già stato oggetto di una dichiarazione del Ministro degli Affari esteri Tajani, ovvero quanti sono i cittadini italiani, che hanno anche passaporto israeliano, che in questo momento sono militari e, quindi, combattono in Israele. Questo dato, signor rappresentante del Governo, lei non l'ha fornito al Parlamento. Il Ministro degli Affari esteri, però, in una sua dichiarazione, dopo il 7 ottobre 2023, aveva dato questo numero in 1.000 unità. Non si capisce la ragione per la quale il Governo non intenda dare queste informazioni al Parlamento, mentre il Ministro degli Affari esteri ritiene opportuno darla alla stampa. Non è una questione di poco conto, però, signor rappresentante del Governo, io non so che cosa ci sia di indegno o di gazzarra - lei ha parlato -, io però misuro sempre le parole.
Io non condivido assolutamente e, poi, non entro in una scala di valori e, quindi, non voglio usare aggettivi per misurare la mia indignazione, che non è solo la mia, ma è un Governo italiano che si trincera dietro un'ipocrisia, con parole al vento, perché questa non è una battaglia politica di parte. Noi saremmo ben lieti di fare e sostenere il Governo italiano nel momento in cui avesse usato e decidesse di usare parole chiare e nette non solo nel condannare il Governo israeliano, ma anche nel sanzionare, perché c'è un doppio standard, che trovo e troviamo francamente inaccettabile, per cui da un lato si sanziona la Russia per violazione del diritto internazionale e dall'altro si consente al criminale Netanyahu di uccidere donne e bambini e il Governo continua a dire che forse si è andato un po' troppo oltre. Questa cosa francamente a me provoca un po' di vergogna, parecchia vergogna, signor Sottosegretario. Quindi, non c'entra niente l'antisemitismo, perché siamo tutti impegnati nel denunciare ogni forma di razzismo, ma l'antisemitismo non può diventare l'alibi per non assumersi le responsabilità, ovvero assumersi la responsabilità di fare le sanzioni.
Lei diceva prima che il Governo italiano è pronto a sanzionare i coloni violenti, e ci mancherebbe altro. Ma, vede, il primo colono violento si chiama Benjamin Netanyahu. Perché non lo sanzionate? Poi, Smotrich e Ben-Gvir, che dicono che nemmeno un grammo di farina può entrare, che definiscono terroristi coloro i quali osano criticare l'azione di questo Governo.
Lei poc'anzi ha detto che avete ospitato - ed è questa una cosa di cui noi siamo soddisfatti e che apprezziamo - 181 bambini, che sono curati nelle strutture sanitarie della nostra Repubblica, della nostra Italia. Però, quei 181 bambini sono stati feriti da qualcuno. Quando lei dice che l'accordo di cooperazione militare è uno strumento di interlocuzione e conseguentemente di dialogo, non trova un po' contraddittoria e anche profondamente ipocrita una cosa di questo genere? Come può essere un accordo di cooperazione militare strumento di dialogo? Se tu stai uccidendo donne e bambini e cooperi militarmente con me, io fermo l'accordo di cooperazione militare. Do un segnale chiaro, perché devo dire: fermati. Siccome noi non vogliamo fare la guerra a nessuno e siamo contro la guerra, l'unico strumento che abbiamo di pressione diplomatica è quello delle sanzioni e questo Governo ha rinunciato a sanzionare Israele perché è complice di quell'attività. Guardi, non è una forzatura quella che sto facendo, è una evidente conseguenza di quello che sta accadendo, perché se voi continuate a cooperare militarmente è chiaro che vi siete assunti la responsabilità di sostenere quello che sta facendo Netanyahu.
Ci conferma che 18 aerei militari israeliani sono atterrati, dopo il 7 ottobre, nelle basi italiane. Lei ha detto: nel rispetto delle disposizioni vigenti del . Il prevede molte cose da questo punto di vista. Allora, questa è la conferma che c'è una cooperazione militare che riguarda non solo l'addestramento. Alcune settimane fa, in una base militare vicino Foggia, i piloti degli F-35 si sono addestrati, in assenza di F-35, ma si sono addestrati. Quindi, continuiamo in questa direzione di accordo di cooperazione militare.
Il Governo pensa ancora, con questa incredibile posizione, di dire che non può esserci un riconoscimento unilaterale. Però, guardi che la Palestina è già riconosciuta dagli Stati ed è rappresentata all'ONU. Insomma, l'Italia deve fare una cosa che deve mettere nelle condizioni Israele, che ha detto che non vuole lo Stato di Palestina. Di fronte a Netanyahu, che uccide donne e bambini - 20.000 -, abbiamo un Presidente del Governo israeliano e Premier israeliano che dice - proprio ieri l'ha detto e lo ha riconfermato - che non riconoscerà lo Stato di Palestina, che annetterà la Cisgiordania e che continuerà nello stravolgimento e nel radere al suolo Gaza. E noi che cosa facciamo? Manteniamo l'accordo di cooperazione militare, signor rappresentante del Governo, come strumento di dialogo. Ma lei pensa che la parte militare possa essere uno strumento di dialogo? Io penso che, da questo punto di vista, anche l'elettorato vostro sia indignato, perché c'è un tema… io sono d'accordo con lei: noi dovremmo recuperare un senso comune tra opposizione e maggioranza, elementi che non ci dovrebbero dividere, ma voi avete scelto di stare da una parte. Capisce? Questo è il problema: non avete il coraggio di assumere un'iniziativa forte. Noi saremmo con voi, perché su queste questioni non possiamo dividerci, sul tema della difesa, della vita, perché io non voglio che né io, né lei, né tutti noi, né questo Parlamento e neanche l'Italia contemporanea, che oggi stiamo vivendo, possa essere iscritta nei libri della storia per non aver fatto nulla rispetto a questa orribile macchia di sangue che si sta determinando. Io non ci voglio passare, lei non ci deve passare, il Parlamento non deve essere responsabile di questo. Per questo continuiamo a dirle che le sanzioni sono uno strumento non di guerra, che non fa la guerra a nessuno, ma sono l'unico strumento possibile per portare Netanyahu a dire: fermati. Questa è la vera questione. Voi, invece, pensate che l'accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele sia uno strumento di dialogo. Francamente, oggi lei mi ha profondamente addolorato - glielo dico con molta sincerità -, perché queste parole il Governo se le poteva francamente risparmiare.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Riccardo Ricciardi ed altri n. 2-00674 . Chiedo alla deputata Auriemma se intenda illustrare l'interpellanza di cui è cofirmataria. Mi pare di capire che sia disponibile a farlo, quindi la ascoltiamo volentieri.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. La nostra interpellanza vuole interrogare il Governo, che fino ad oggi è silente, su quello che sta accadendo a una nostra concittadina, Francesca Albanese, la dottoressa Albanese che, sostanzialmente, è punita per aver svolto con coraggio e con libertà il proprio lavoro; lavoro che è stato chiesto, appunto, dalle Nazioni Unite. Lei ha fatto esattamente quello che hanno chiesto le Nazioni Unite: relazionare sulle violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario da parte di Israele sui territori palestinesi; territori occupati illegalmente e illegittimamente da Israele.
Dobbiamo ricordare, qui in Aula - perché in tutto questo disorientamento dell'umanità, in tutta questa negazione dell'umanità, spesso lo dimentichiamo - che Israele occupa in maniera illegale i territori palestinesi. Questo lo afferma chiaramente, in ultima istanza, ultimamente, anche la Corte internazionale di giustizia in un parere consultivo, in cui dice che Israele occupa in maniera illegittima, contro il diritto internazionale, i territori palestinesi.
Ebbene, la nostra interpellanza vuole capire che cosa intenda fare il Governo su questa vicenda. Ma andiamo un attimo con ordine. Lo scorso febbraio 2025 l'amministrazione Trump emetteva un ordine di esecuzione nei confronti della Corte penale internazionale, la quale aveva avviato un procedimento penale nei confronti dei due israeliani, in particolare Benjamin Netanyahu e Gallant per crimini di guerra.
Ebbene, la reazione dell'amministrazione Trump è stata quella di irrogare delle sanzioni a tutti i funzionari e dipendenti della Corte penale internazionale e a tutti coloro che collaborano con la Corte penale internazionale. Queste sanzioni hanno un unico obiettivo: quello di bloccare, depotenziare e annullare completamente l'attività investigativa della Corte penale internazionale, che è un organismo internazionale - ricordo - riconosciuto da oltre 120 Paesi a garanzia del diritto internazionale, a garanzia del fatto che non vengano commessi genocidi, che non vengano commessi crimini di guerra.
Quest'azione intimidatoria è stata estesa, il 9 luglio, anche alla nostra concittadina Francesca Albanese, la quale subisce delle punizioni; punizioni per aver denunciato il genocidio che è in corso e per aver - soprattutto con l'ultima relazione - scoperchiato il sistema economico, finanziario e istituzionale a sostegno di quest'azione genocida da parte di Israele. Questa è la colpa della dottoressa Francesca Albanese: quella di aver lavorato per le Nazioni Unite con libertà e coraggio.
La dottoressa Albanese, quindi, è anche lei vittima di queste sanzioni che prevedono sostanzialmente un isolamento: non solo la confisca dei beni in America, mobili e immobili, l'impossibilità di aprire un conto corrente, ma anche sanzioni accessorie, estese a chiunque possa trasferire beni o soldi alla dottoressa Albanese.
Questo che cosa determina? Che la dottoressa Albanese oggi non può esplicitare i suoi diritti fondamentali: quello di circolazione, quello di potersi muovere, quello di poter comprare, quello di poter utilizzare semplicemente un o una carta di credito. È sostanzialmente un isolamento che vogliono gli Stati Uniti d'America e su questo non abbiamo trovato né una parola del Governo, né una parola della nostra Premier. Quindi, con questa interpellanza chiediamo, appunto, un intervento forte e autorevole di questo Governo.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli, ha facoltà di rispondere.
GIORGIO SILLI,. Com'è noto, la cittadina italiana Francesca Albanese è attualmente titolare del mandato di relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. È stata nominata nel gennaio 2022 dal Presidente del Consiglio dei diritti umani.
Come per tutte le procedure speciali del Consiglio dei diritti umani, Francesca Albanese agisce a titolo personale, quale esperta indipendente.
Il 9 luglio scorso, l'amministrazione statunitense ha incluso Francesca Albanese nella lista sanzionatoria prevista dall'ordine esecutivo 14203, un regime autonomo adottato dagli Stati Uniti per sanzionare soggetti legati alla Corte penale internazionale. Si tratta pertanto di una decisione unilaterale statunitense, che non è stata condivisa con il Governo italiano.
Al riguardo, desidero ribadire che l'Italia - in quanto membro dell'Unione europea - riconosce e applica unicamente i regimi sanzionatori e le misure restrittive adottati dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea, in linea con il principio di diritto internazionale che nega efficacia extraterritoriale alle sanzioni unilaterali di Paesi terzi.
Insieme agli altri Stati membri dell'Unione europea, sosteniamo la piena indipendenza dei meccanismi delle Nazioni Unite, incluse le procedure speciali del Consiglio dei diritti umani, purché naturalmente esercitate entro i limiti del mandato e secondo il codice di condotta.
La centralità del sistema delle Nazioni Unite nell'ordine internazionale e l'esigenza che esso possa operare in modo indipendente ed efficace costituiscono per l'Italia un principio irrinunciabile.
Lo ribadiamo in ogni interlocuzione, comprese quelle con Stati Uniti e Israele.
In un mondo attraversato da conflitti, crisi umanitarie e nuove sfide globali, non possiamo affidarci a risposte parziali o a logiche di parte: serve l'autorevolezza e la neutralità di un'istituzione che rappresenta la comunità internazionale nel suo insieme.
Il Governo italiano continuerà a sostenere con convinzione un'Organizzazione delle Nazioni Unite autonoma, capace di agire al di sopra degli interessi dei singoli Stati o blocchi regionali, in grado di garantire pace e sicurezza durature.
PRESIDENTE. La deputata Auriemma ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta all'interpellanza di cui è cofirmataria.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Presidente, mi scusi. Faccio uno sforzo, ma non riesco a capire la risposta del Sottosegretario, se non un esercizio di oratoria in quest'Aula, che non ha portato sicuramente il Governo a rispondere in merito a cosa intenda fare con riferimento a queste sanzioni che sono oggi - oggi - applicate e hanno effetti, oggi, sulla vita di una nostra concittadina. Cosa intende fare? Non si è capito.
Innanzitutto, chiariamo un passaggio: la dottoressa Albanese non è che agisce personalmente. Che cosa significa “agisce personalmente”? La dottoressa Albanese ha un mandato delle Nazioni Unite, quindi agisce in nome e per conto delle Nazioni Unite. Questa cosa non deve essere assolutamente messa in discussione! Quindi, agisce anche per conto dell'Italia, primo passaggio da chiarire nell'intervento del Sottosegretario.
Secondo passaggio: attualmente la dottoressa Albanese non può aprire un conto corrente neanche in Italia. Quindi, cosa sta facendo questo Governo? L'Italia non può essere una provincia dell'impero americano.
Guardi, qui abbiamo una situazione che va al di là della singola posizione. Qui abbiamo un'italiana che, in suolo italiano, non può aprire un conto corrente presso una banca italiana. Questo dice molto su chi comanda in questo Paese e sull'assoggettamento del sistema economico, finanziario e politico di questo Paese.
Io mi aspettavo almeno un intervento da parte del Governo, pubblico, a tutela, a sostegno della dottoressa Albanese, una telefonata dalla nostra Premier alla dottoressa Albanese. Nulla. Non solo lei rischia delle sanzioni gravissime, ma anche i suoi familiari, la figlia, il marito, rischiano delle sanzioni gravissime, fino addirittura a 1 miliardo di sanzioni pecuniarie e 20 anni di carcere. Ma di che cosa stiamo parlando, Sottosegretario? Ma lei ha capito che un'italiana non può aprire un conto corrente in Italia? Lo ha capito questo? E cosa significa, oggi, non avere la possibilità di fare operazioni finanziarie ed economiche?
Significa essere isolati, non poter comprare niente, non poter neanche noleggiare una macchina, non poter pagare nulla. Non può neanche ricevere dei soldi, neanche dal marito. Ma che risposta è questa? Ma lei veramente pensa di venire in Aula a rispondere, con questi due fogli vuoti di soluzioni, a una situazione così grave? Ma qua c'è un'indignazione che non ha fine e c'è un'ipocrisia che non ha fine. Perché la verità è che voi, anche in questa posizione, state sostenendo l'azione del Governo israeliano e l'azione del Governo americano, in maniera supina, anche quando a rimetterci è una nostra concittadina. Qui stiamo parlando di un concetto di sovranità che dovrebbe stare a cuore a questo Governo e che è calpestato da un ordine degli Stati Uniti d'America.
Quindi la questione è molto più ampia rispetto alla questione singola della dottoressa Albanese: riguarda la dignità e la postura di questo Paese e chi comanda veramente in questo Paese. Quindi, io mi aspetto immediatamente un intervento del Governo per far sì che la dottoressa Albanese possa aprire un conto corrente. Iniziamo con i fatti e finiamola con i fogli vuoti, vuoti di soluzioni, perché veramente non c'è più dignità. Non possiamo permettere che l'Italia sia una provincia dell'impero americano. Basta, veramente non ha più dignità.
Per questo chiediamo - ribadisco nuovamente - un intervento immediato del Governo affinché la dottoressa Albanese possa aprire un conto corrente in Italia, possa avere le garanzie che qualsiasi intermediario finanziario non venga punito dalle sanzioni, non sia destinatario delle sanzioni americane. Dovete intervenire immediatamente, altrimenti non ha alcun valore quello che lei ha oggi riferito in Aula .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Carmina ed altri n. 2-00672 . Chiedo alla deputata Carmina se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. La risposta mi pare che sia affermativa. Quindi, a lei la parola, la ascoltiamo.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Siamo qui per interrogare il Governo su gravi, gravissimi, episodi intervenuti nei giorni scorsi e che palesano come la Sicilia, il canale di Sicilia, sia, in realtà, un teatro di operazioni di guerra ad insaputa dei cittadini italiani, siciliani, e pare anche ad insaputa di questo stesso Governo. Infatti, in data 6 settembre, è stato fortuitamente rinvenuto dai pescatori lampedusani, dal peschereccio un relitto di enormi dimensioni, 5 metri per 1 - tra l'altro, con la forma di un missile - che, naturalmente, li ha spaventati. Hanno chiamato la Guardia costiera, prontamente intervenuta, ma, a sua volta, la Guardia costiera ha chiamato gli specialisti della Marina militare per verificare se questo oggetto fosse esplosivo, se ci fosse radioattività eccetera, eccetera.
In quegli stessi giorni, i lampedusani dicono di aver sentito boati, esplosioni. Si sono verificati tremori come da terremoto, una cosa eccessiva, e anche altre zone della Sicilia testimoniano - per esempio, a Marsala - la caduta di palle di fuoco nel mar Mediterraneo. Non solo, negli stessi giorni - vedi il caso -, si parla di “sorvoli”, le cronache parlano di “sorvoli” di aerei militari israeliani e del fatto che un aereo militare israeliano sia stato fatto atterrare a Sigonella. Evidentemente la base è americana, ma l'autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo deve essere data dal Governo italiano, che dovrebbe essere pienamente consapevole di tutto questo.
E tutto questo interviene, fra l'altro, mentre in Sicilia si trovano pronte a partire, dovrebbero partire fra qualche ora, le imbarcazioni italiane della , la più grande spedizione umanitaria tesa ad attenuare la situazione gravissima di Gaza e a rompere l'assedio di Gaza, che è cosa fondamentale. Sostanzialmente, i volontari - che sono medici, avvocati, parlamentari, giornalisti, non sono che non sanno cosa vanno a fare e i rischi a cui si espongono, come qualcuno paternalisticamente vorrebbe attestare, o che vanno a fare una vacanza - sono veri e propri eroi, che si sostituiscono all'ignavia, alla vigliaccheria dei Governi e, soprattutto, del Governo europeo. Perché i Governi, la comunità internazionale tutta e l'Europa dovrebbero intervenire in prima persona per dar seguito alle varie risoluzioni di condanna da parte dell'ONU ad Israele e per far cessare un assedio illegale, secondo le convenzioni internazionali. Perché determinare un assedio, un blocco navale per far morire di fame e usare la fame come strumento di guerra è vietato dalle convenzioni internazionali, è un crimine - in particolare dalla Convenzione di Ginevra, all'articolo 54, Protocollo aggiuntivo - ed è chiaramente prodromico a un genocidio, se voi ancora vi ostinate a negare questa parola.
E c'è un'evidenza, una ragione per cui la negate: perché gli Stati - e noi abbiamo approvato, ratificato la Convenzione di Ginevra - sono obbligati non solo a non essere complici di un genocidio, ma a prevenirlo, qualora ci fosse il pericolo di genocidio. Non mi pare che l'atteggiamento di questo Governo sia in questo senso, perché solo ora si svegliano a dire che è inaccettabile che ci siano 60.000 vittime civili - e mancano all'appello 370.000 persone, che saranno, buona parte di queste, sotto le macerie -, che è ormai inaccettabile e che non si tratta di legittima difesa. Verrebbe da dire: “Buongiorno principessa!”. Vi siete accorti che stanno morendo di fame? Che sparano sulle persone affamate che vanno a cercare cibo?
Una vigliaccheria, un orrore enorme, a cui questa Italia non può più continuare a dire “sì”, anzi questo Governo, perché l'Italia, in realtà, è un popolo diverso e ha dimostrato quello che vuole veramente. E non servirà vietare le manifestazioni, togliere le bandiere palestinesi per negare ciò che gli italiani veramente vogliono, perché gli italiani hanno un cuore e non sono disumani. Tutti amano i propri figli e si immedesimano. Tutto questo, evidentemente, ha delle ricadute.
Quanto a questo relitto, che al momento si trova a Porto Empedocle, è stato trascinato dalla Capitaneria di porto, trasportato con la nave a Porto Empedocle ed è a disposizione della magistratura - perché, evidentemente, anche la magistratura vuole vederci chiaro -, naturalmente, è attribuibile ad Israele perché c'è il logo dell'Agenzia spaziale militare israeliana, un'Agenzia che collabora per lo sviluppo di missili con Israele e per lo sviluppo di satelliti militari volti all'.
Ora, le domande che noi rivolgiamo al Governo sono: se e quali attività di verifica siano state disposte in ordine al relitto militare israeliano, al fine di valutare la natura, l'epoca e le circostanze di questa presenza; quali siano le motivazioni formali e, direi, anche informali che hanno giustificato l'autorizzazione all'atterraggio dei velivoli israeliani presso la base di Sigonella; se sia verificato che non vi sia stato alcun trasporto di materiale bellico o attività di legata ai movimenti della ; quali siano le condizioni e i limiti di utilizzo delle basi italiane da parte di Forze armate straniere, in particolare in scenari di conflitto aperto che coinvolgono Stati terzi, perché noi non siamo alleati di Israele in una guerra, né di altri Stati.
Non c'è stata alcuna dichiarazione di guerra per cui dobbiamo dare supporto ad operazioni di guerra, neanche logistico, come dice il Ministro. Quali iniziative si intendano assumere per garantire la piena trasparenza e il rispetto del principio costituzionale, di cui all'articolo 11, secondo cui l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e strumento di offesa - aggiungerei - della libertà dei popoli come quello palestinese appunto?
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti, ha facoltà di rispondere.
ISABELLA RAUTI,. Grazie, Presidente. In merito a quanto evidenziato dall'onorevole interpellante, intendo fornire alcuni chiarimenti sui fatti ed episodi richiamati (sostanzialmente due). Per quanto riguarda il ritrovamento, al largo di Lampedusa, di un relitto galleggiante (un cilindro metallico) si precisa che non si tratta di materiale bellico. Si tratta bensì dell'ultimo stadio, ovvero la parte finale, il cosiddetto di un vettore spaziale Shavit-2 che è stato lanciato il 2 settembre dalla base di Palmachim in Israele per l'immissione in orbita del satellite OFEK-19 destinato ad osservazioni della Terra.
Il manufatto, presumibilmente caduto in mare e andato alla deriva, dopo le attività, come lei ha sottolineato, di recupero, coordinate dalla prefettura di Agrigento e dalla capitaneria di porto, è risultato inerte. Lo sottolineo. Per quanto riguarda, invece, gli altri fatti richiamati con riferimento alla base di Sigonella, come tempestivamente precisato in una nota dello Stato maggiore della Difesa, nel pomeriggio del 2 settembre un velivolo israeliano KC-130H ha effettuato una breve sosta tecnica (stiamo parlando di circa 3 ore e mezza), a partire quindi dalle 18,40 locali fino alle 22,15 (sempre ora locale), presso la US Navy Air Station. Il velivolo, poi decollato come dicevo alle ore 22,15, ha fatto rotta verso Israele in accordo alle procedure previste e agli accordi internazionali in vigore.
Infine sottolineo che l'utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, in particolare quelle USA, avviene nel rispetto di numerosi accordi, quali - ne cito alcuni - il NATO SOFA del 1951 e il Bilateral Infrastructure Agreement (BIA) del 1954, aggiornato nel 1973 e attualizzato con un Memorandum d'intesa Italia-USA del 1995 (Shell Agreement).
Quindi, come si può evincere con chiarezza, tali cornici giuridiche regolamentano quest'attività da alcuni decenni e nessun Governo italiano nei decenni ha avvertito l'esigenza di modificare tali norme internazionali.
PRESIDENTE. La deputata Carmina ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
IDA CARMINA(M5S). Evidentemente no perché la Sottosegretaria tralascia di dare una definizione, avendo dato una generica indicazione di quali siano state le circostanze in cui sono avvenuti questi episodi. Omette di dare precise indicazioni rispetto a quello che più interessa, ossia se in Italia esista una difesa; perché tutti sappiamo che la difesa di uno Stato si attua per tre fondamentali obiettivi: proteggere i confini e il territorio, proteggere la popolazione e proteggere l'indipendenza di uno Stato.
Intanto, io mi chiedo se questi accordi di collaborazione con lo Stato di Israele valgano anche in tempo di guerra - o allorché Israele sia, come dire, lo dico tra virgolette, “imputato” di commettere un genocidio - o se questi non debbano essere interrotti allorché si verifichino queste cose.
Noi, sì, abbiamo fatto accordi di cooperazione e di collaborazione, ma, diciamo, abbiamo ratificato e facciamo nostre le convenzioni internazionali per la tutela dei diritti dell'uomo, per la tutela delle popolazioni, per la tutela contro il genocidio perché non si abbia a ripetere quello che gli israeliani hanno subito durante l'Olocausto e che ora stanno facendo patire ad un'altra popolazione. Ora, valgono o non valgono? Dicevamo della difesa: possiamo dire che il Governo stia assolvendo a questo compito quando le cronache e i fatti raccontano altro? Quando la Sicilia viene usata come crocevia di guerra, base logistica di aerei militari impegnati in operazioni che ormai hanno disvelato un carattere genocidario: quello di annientare il popolo palestinese e privarlo di ogni territorio.
E non lo diciamo noi, che lo avevamo capito da tempo, lo ha detto ieri lo stesso Netanyahu: non ci sarà mai uno Stato palestinese, nonostante la comunità internazionale abbia dichiarato da sempre che l'intento era quello di dare giustizia al popolo palestinese, privato della sua terra.
Quanto all'indipendenza dello Stato, non mi pare che il Governo Meloni la garantisca, perché appare prono, assolutamente prono ai degli americani e degli israeliani e direi anche degli albanesi, perché prima di fare gli interessi degli italiani, noi stiamo spendendo un miliardo di euro in Albania per un centro vuoto, sottraendo risorse alla sicurezza degli italiani, perché 300 agenti stanno lì. E quindi non mi pare affatto che si facciano gli interessi della sicurezza della popolazione.
Quanto alla sicurezza della popolazione, ho già parlato della : in modo molto evasivo è stato dichiarato anche ieri dal Ministro Tajani che l'Italia garantirà i singoli cittadini e i parlamentari. Ma qui non si tratta di garantire dei singoli, che fra l'altro sono esposti (abbiamo visto quello che è successo in Tunisia) ad attacchi di droni militari; non è questione di ambasciate, ma è questione di copertura militare dell'operazione, di garantire la sicurezza in mare dei nostri cittadini; anzi, per la verità, si dovrebbe collaborare e fare propria una protezione diplomatica globale nei confronti appunto di una flottiglia di questo genere che, in realtà, non fa altro che adempiere ad obblighi internazionali cui avrebbero dovuto dar seguito gli Stati.
E possiamo dire che questo Governo stia proteggendo la Sicilia, autorizzando il sorvolo e gli atterraggi di aerei militari impegnati in operazioni di guerra? Assolutamente no; oppure il Governo è troppo impegnato a far trascorrere in sicurezza le vacanze ai militari israeliani perché devono fare decompressione, protetti dalla DIGOS? Non proteggiamo i cittadini italiani, proteggiamo i militari israeliani, in tempo di guerra, che potrebbero essere anche militari ostili all'Italia. E non è vero che sono turisti in vacanza a fare viaggi guidati, perché ci sono precise testimonianze. Certo, si capisce, trucidare bambini può creare un minimo di turbamento emotivo a chi ha ancora un barlume di coscienza e di umanità e non è diventato una bestia, una belva sanguinaria, come, ormai, appare la gran parte degli israeliani. Ditelo questo a Piantedosi.
E quindi chi si preoccupa della sicurezza dei cittadini siciliani e soprattutto dei lampedusani, della sicurezza dei pescatori, degli operatori del mare, di chi naviga nel Canale di Sicilia? Pensate solo allo spavento di questi pescatori che si sono trovati di fronte questo relitto. Ma si può tranquillamente far in modo che, senza alcuna conseguenza, Israele lanci un satellite - evidentemente per controllo di operazioni di guerra - senza che il Governo abbia una reazione, senza una protesta? Non considerando che poteva cadere sulle case abitate dei lampedusani o di altri siciliani.
Non vogliamo che il Canale di Sicilia diventi una questione di guerra. Le lacunosità di questo Ministero della Difesa si evidenziano proprio nella dichiarazione di Crosetto: “Non penso si tratti di un reperto militare israeliano”.
A parte il fatto che quest'agenzia collabora - sappiamo che si tratta di satelliti di volti alla difesa - con l'esercito israeliano. Ma come? Il Ministro non lo sa? Ma noi non abbiamo , non abbiamo , non abbiamo nulla che consenta a un Ministro di dire che cosa è successo e di intervenire? Abbiamo dato tutto agli ucraini e siamo rimasti senza niente? Si tratta della difesa degli italiani! Mi pare che siamo diventati gli ultimi: prima gli Stati Uniti e gli israeliani, poi gli ucraini e gli albanesi e, in fondo in fondo, gli italiani. Questa è l'indipendenza? Così garantiamo la difesa del nostro Stato? Una difesa colabrodo.
E mentre il Presidente Mattarella e il cardinale Parolin dichiarano che siamo sull'orlo del baratro, la Sicilia è messa in pericolo. E noi siciliani non vogliamo essere una piattaforma di guerra e costretti al rischio da una difesa colabrodo, da un Governo colabrodo. Perché, sa, già abbiamo subito i pericoli proprio in ragione dei conflitti internazionali irrisolti, per lasciare mano libera alle esigenze di altri Stati. Perché quando nel conflitto fra NATO e Gheddafi (i libici) sono stati sparati due missili contro Lampedusa, per fortuna sono finiti in mare, ma potevano ammazzare la gente. E abbiamo subìto anche incidenti aerei: ricordo le 81 vittime di Ustica, di cui si dice - c'è stata la copertura del segreto militare - che siano vittime di un conflitto aereo sui cieli della Sicilia nel Tirreno. Queste cose non possono e non devono accadere. Noi vogliamo la pace, in ottemperanza all'articolo 11 della Costituzione e di tutte le convenzioni internazionali a cui abbiamo aderito. Basta guerre !
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
LUPI ed altri: Istituzione della festa nazionale di San Francesco d'Assisi.
(C. 2097-A)
e dell'abbinata proposta di legge: MALAGOLA ed altri. (C. 2231)
Relatrice: GARDINI.
2.















