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Giovedì 25 Settembre 2025 ore 08:30
AULA, Seduta 537 - Global Sumud Flotilla e fronte orientale europeo, informativa Crosetto
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna si è svolta l'informativa urgente del Governo in ordine agli attacchi occorsi a danno della Global Sumud Flotilla e all'evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo, con la presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto.
XIX LEGISLATURA
537^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 25 settembre 2025 - Ore 8,30
Informativa urgente del Governo in ordine agli attacchi occorsi a danno della Global Sumud Flotilla e all'evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Informativa urgente del Governo in ordine agli attacchi occorsi a danno della Global Sumud Flotilla e all'evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo
- Svolgimento
- Introduzione
- Intervento del Ministro della Difesa
- Interventi
- Vice Presidente RAMPELLI Fabio
- Deputata CHIESA Paola Maria (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputata SCHLEIN Elly (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato FORMENTINI Paolo (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato BAGNASCO Roberto (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato SILVESTRI Francesco (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato ROSATO Ettore (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato BONELLI Angelo (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputata BOSCHI Maria Elena (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputato MAGI Riccardo (MISTO)
- Svolgimento
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 98, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
Colleghi, questa mattina si è riscontrato un problema per l'avvio del sistema dei microfoni dell'Aula. Per non rallentare lo svolgimento dei lavori, utilizzeremo dei radiomicrofoni per lo svolgimento degli interventi .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo in ordine agli attacchi occorsi a danno della e all'evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo.
Dopo l'intervento del rappresentante del Governo interverranno i rappresentanti dei gruppi - per 10 minuti ciascuno - e delle componenti politiche del gruppo Misto - per un tempo aggiuntivo - in ordine decrescente, secondo la rispettiva consistenza numerica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Ministro della Difesa, Guido Crosetto. Ministro, a lei la parola.
GUIDO CROSETTO,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, colgo l'opportunità odierna per formulare un aggiornamento in merito alla situazione di sicurezza dei nostri connazionali impegnati nell'ambito dell'iniziativa e su quanto in corso nel fronte Est europeo.
Comincio dal primo tema che, vista l'attualità, desidero trattare con precedenza.
Nella notte tra il 23 e 24 settembre, secondo quanto denunciato dagli organizzatori della e riportato da più fonti di stampa, il convoglio umanitario diretto a Gaza è stato oggetto di un attacco in acque internazionali, a sud di Creta, al momento non rivendicato. Gli attivisti della parlano di un'azione condotta con sciami di droni, con il lancio di ordigni sonori e stordenti, urticanti e altri oggetti non identificati. Una decina di imbarcazioni, forse di più, sono state colpite; alcune hanno riportato danni significativi alle vele e agli alberi, ma, fortunatamente, per quanto riportato dagli stessi attivisti, non ci sono stati feriti.
Tra coloro che navigano nella vi sono anche dei cittadini italiani, inclusi parlamentari ed europarlamentari. È evidente, dunque, che quanto accaduto riguarda da vicino il nostro Paese, perché riguarda la sicurezza dei nostri connazionali in acque internazionali.
Il Governo italiano ha espresso ed esprime la più ferma condanna per quanto avvenuto. Azioni di questo tipo, condotte contro unità civili in mare aperto, sono totalmente inaccettabili. L'episodio richiama dunque, con forza, i valori fondamentali della nostra Repubblica: il rispetto del diritto internazionale, la tutela della vita umana, la difesa della libertà di espressione e di manifestazione pacifica. Ho già ricordato pubblicamente che in democrazia qualunque manifestazione e forma di protesta deve essere tutelata quando si svolge nel rispetto delle regole e del diritto internazionale e non può essere soffocata con violenza.
Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla , ieri notte, alle 3,50 - ero in Estonia, per motivi di politica e sicurezza internazionale che non sfuggono a nessuno di voi -, dopo un confronto con il Capo di stato maggiore della Difesa, dopo un'analisi anche dal punto di vista giuridico della situazione, dopo aver condotto una valutazione e aver sentito il Presidente del Consiglio, che si trovava a New York, ho autorizzato l'intervento immediato della fregata multiruolo della Marina militare, che già si trovava in navigazione a nord di Creta, nell'ambito dell'operazione “Mediterraneo Sicuro”, approvata con la delibera Missioni da questo Parlamento.
La fregata ha raggiunto l'area dove navigava la per eventuale attività di soccorso, assistenza, protezione alle persone che dovessero essere in pericolo. Di questa decisione ho informato immediatamente l'addetto militare israeliano in Italia, il nostro ambasciatore e l'addetto militare a Tel Aviv, l'Unità di crisi della Farnesina.
Successivamente a questa decisione, mi sono permesso di porre una domanda e di muovermi sulla base di questa domanda: è proprio necessario mettere a repentaglio l'incolumità dei cittadini italiani per far giungere gli aiuti a Gaza? E mi sono attivato, anche mettendomi in contatto con molti parlamentari, con le persone che potevano rappresentare o essere in contatto con gli italiani che facevano parte di questa missione. Come sapete, il Governo ha sostenuto in maniera significativa lo sforzo umanitario verso la popolazione della Striscia e siamo in grado, ancora oggi - l'abbiamo anche detto -, di far giungere, in poche ore e in piena sicurezza, tutti gli aiuti che la sta portando.
Siamo stati in prima linea nell'alleviare le sofferenze della popolazione civile colpita da Hamas, mettendo in campo personale, mezzi, competenze, come sapete benissimo, e spero ne siate orgogliosi, come lo sono io, di tutte le Forze armate. Ciò si è tradotto in decine di risultati concreti, pochi rispetto al dramma in corso, ma molti risultati concreti, se paragonati a quello che hanno fatto altre Nazioni. Centinaia di palestinesi hanno ricevuto cure e assistenza sanitaria: se vi ricordate, già da nave, decine di pazienti sono stati evacuati per motivi sanitari, sono stati portati in Italia; anche in questi giorni, anche in questo momento, stiamo riorganizzando per trasportare pazienti. Tonnellate di materiale di soccorso sono state portate a Gaza, oltre 100 tonnellate di derrate alimentari sono state lanciate con dei . Un impegno integrato, interministeriale, coordinato da tutto il Governo e, , dalla Farnesina, che conferma la nostra capacità, non del Governo, dell'Italia, di essere protagonista di una concreta diplomazia umanitaria e portare sollievo immediato alle popolazioni colpite dalla crisi.
Ho chiesto, anche grazie all'aiuto di molti di voi, fino a che punto voleva spingersi la e se dovesse essere o no una nostra preoccupazione il fatto che questa operazione potesse, una volta entrata nelle acque territoriali israeliane, essere rischiosa per i cittadini, per le persone che c'erano a bordo. Ci siamo chiesti cosa noi potevamo fare, cosa il Governo poteva fare, cosa la Difesa poteva fare per fermare, per impedire che si arrivasse a un punto di non ritorno. Quello che abbiamo potuto fare era questo: quello di inviare una nave in questo momento, alla quale se ne aggiungerà un'altra, la nave , che è già partita e che dispone di altre capacità, casomai servissero, ma non è nostra intenzione muovere le navi militari per porre guerra a un Paese amico.
Noi siamo lì a tutelare i cittadini italiani, come lo siamo stati, come lo sono le navi della Marina militare quando ci sono situazioni di pericolo nel Mar Libico, per i pescatori italiani, quando si avvicinano troppo alla costa libica. È lo stesso meccanismo di tutela che parte e che parte sempre, ma il nostro obiettivo adesso deve essere un altro: prendere atto e far capire il rischio che possono correre indipendentemente dal fatto che stiano andando a fare del bene; la possibilità di reazione una volta che saranno al di fuori delle acque internazionali ed entreranno nelle acque di un altro Stato, che considera questa operazione della quasi un atto ostile.
Allora, ci stiamo muovendo. Ci eravamo già mossi nei giorni scorsi, e avevamo convinto il Governo israeliano di dare una base in cui i beni avrebbero potuto essere scaricati: è stato rifiutato dai rappresentanti della . C'è un altro tentativo adesso di coinvolgere Cipro, con la CEI, con la Chiesa, in modo tale che gli aiuti siano dati alla Chiesa e sia la Chiesa a trasferirli a Gaza. Ringrazio il Ministro Tajani per l'attività che sta conducendo da giorni da questo punto di vista, ma l'obiettivo è quello di aiutare a far arrivare gli aiuti a chi ne ha bisogno e, contestualmente, tutelare ognuna delle persone che sono a bordo della . Questo è quello che ci siamo posti. Questo è il modo con cui ci siamo mossi e con cui ci muoveremo anche nelle prossime ore.
Ringrazio, e non voglio fare nomi per non mettere nessuno in imbarazzo: a tutti noi sta a cuore il destino di ogni italiano. Quello che vorrei è che gli aiuti che la sta portando a Gaza arrivassero a Gaza e che nessuna delle persone e delle imbarcazioni che sono coinvolte possano avere danni. Su questo stiamo lavorando, per questo una nave è andata per ogni evenienza e si è avvicinata alla flotta una nave italiana.
Per questo stiamo trattando e stiamo cercando di trovare una via d'uscita che consenta di ottenere il massimo risultato con l'arrivo degli aiuti a Gaza e, dall'altra parte, non faccia correre nessun pericolo agli italiani e non ai parlamentari, che per noi sono uguali, come sapete. Il cittadino, il parlamentare o l'europarlamentare: tutti gli italiani che ci sono e anche gli altri, perché la nave, quando si è mossa, non si è mossa per salvare solo gli italiani ma, in caso di necessità, sarebbe stata disponibile per tutte le 44 nazionalità che sono a bordo della .
Altro non ho da dire su questo tema, se non il fatto che continueremo a lavorare perché non accada nessun incidente. Questo possiamo farlo soltanto interloquendo con tutti gli attori in campo e i rappresentanti della e su questo chiedo un vostro aiuto, perché il nostro compito - non solo del Governo - è di far sì che non accada nulla di male a nessuna delle persone che sono sopra, indipendentemente dalle idee e dalle contrapposizioni politiche. Non è nostro interesse, in questo momento, giudicare le contrapposizioni politiche; è far sì che arrivino gli aiuti a Gaza - ed è un interesse di tutti - e far sì che nessun cittadino, italiano o non italiano, abbia conseguenze da quella che è stata soltanto un'azione che non aveva lo scopo di riportare del male a nessuno.
Ma vi assicuro che il clima è preoccupante e voglio usare questo momento per trasmettere a tutti quelli che sono a bordo di quelle navi, anche attraverso quelli di voi che con loro parlano, di capire che il clima è preoccupante. Noi non siamo in grado, una volta usciti dalle acque internazionali ed entrati nelle acque di un altro Stato, di garantire la sicurezza: né noi, né nessun altro Paese al mondo e questo vorrei che fosse chiaro. Non può essere presa come una manifestazione di libertà quando quella libertà entra in un altro Paese e può essere considerata da quel Paese come un atto ostile. Per quanto la nostra capacità e la nostra possibilità di pressione su quel Paese per non considerare quell'entrata un atto ostile sia costante, frequente e continua, qualunque conseguenza possa accadere deve essere messa in previsione e noi dobbiamo evitarla in qualunque modo e a qualunque costo. Per cui io consiglio - e spero che tutti noi spingiamo - che venga accettata la soluzione di portare questi aiuti a Cipro e, attraverso l'intervento della CEI e del Governo italiano, far arrivare questi aiuti a Gaza. Sarebbe ottenuto il risultato di portare aiuti a chi ne ha bisogno e non avremmo conseguenze negative per nessuno. Con questo esaurisco il primo punto.
Passo al secondo tema, quello relativo alla situazione sul fianco Est, alla luce delle recenti violazioni dello spazio aereo della NATO da parte di assetti aerei e droni della Federazione russa. Sono probabilmente un campanello d'allarme che non possiamo ignorare. Lo sconfinamento sul territorio polacco del 9 settembre scorso, con oltre 20 droni, è stato considerato il più grave dall'inizio del conflitto in Ucraina, pur avendo comportato danni limitatissimi. Anche quanto accaduto in Estonia, il successivo 19 settembre, merita un'attenzione: tre MiG-31 russi hanno penetrato lo spazio aereo estone per solo 12 minuti per raggiungere Kaliningrad. I velivoli di Mosca sono stati intercettati da due F-35 dell'Aeronautica militare italiana, che sono integrati nella catena di comando NATO, che li hanno scortati fino all'uscita dei cieli estoni, senza il verificarsi di alcun tipo di incidente. Sembra poco, ma parliamo di un minuto di distanza dalla capitale estone. Uno di quegli aerei, deviando, in un minuto sarebbe arrivato sulla capitale dell'Estonia. Quindi, per spiegare perché, dal punto di vista estone, questa cosa ha un peso che forse noi da qua non riusciamo a capire.
Nel merito è opportuno evidenziare che gli eventi in Polonia e in Estonia rappresentano una specie di test, una sorta di provocazione, che richiede una risposta ferma, razionale e coordinata. Abbiamo dimostrato di essere pronti alla reazione. Al riguardo, le consultazioni ai sensi dell'articolo 4 del Trattato tra i Paesi alleati, nei giorni successivi a tali fatti, e il potenziamento di difesa e deterrenza sul fianco Est sono risposte adeguate, che dimostrano volontà e concretezza, ma anche buon senso ed equilibrio, che sono atteggiamenti fondamentali in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. L'Italia, consapevole della crescente instabilità ai confini orientali, ha messo in campo, fin dai primi segnali, misure concrete nell'ambito di quanto autorizzato da questo Parlamento in materia di missioni ai sensi della legge n. 145 del 2016. Nel merito, in Estonia avevamo già rafforzato la nostra presenza, schierando quattro F-35 e una batteria di difesa aerea Samp/T, che sarà mantenuta dopo gli ultimi avvenimenti più a lungo del previsto. A questi si aggiunge la permanenza in area di un aereo CAEW, fondamentale per la sorveglianza e la difesa aerea. Preciso che l'Italia è presente nel Baltico, pienamente integrata nei meccanismi dell'Alleanza, fin dal 2017, con la missione in Lettonia, per rispondere con determinazione al mutamento della postura russa.
Oggi siamo tra i principali contributori sul fianco Est con oltre 2.000 militari, mezzi terrestri impegnati nell'attività , caccia F-35, , veicoli di comando e controllo, sistemi e difesa aerea. Una presenza concreta che testimonia la serietà del nostro impegno nell'Alleanza atlantica.
Ribadisco che la nostra postura è ferma, ma non provocatoria, proprio perché il nostro obiettivo è di far sì che la situazione non degeneri. Per far questo occorre evitare di cadere nella provocazione, perché chiaramente un' avrebbe conseguenze negative per tutti.
La deterrenza e la determinazione a rispettare il patto che lega gli alleati della NATO devono essere la base per aprire la strada al dialogo. La nostra risposta non deve essere quella della paura, ma quella della responsabilità. Difendere la pace significa essere pronti a proteggerla e oggi più che mai dobbiamo dimostrare che l'Europa e la NATO sono unite, vigili e determinate.
Sul piano interno stiamo anche lavorando a un piano nazionale per la protezione delle infrastrutture strategiche, con sistemi anti-droni che sono già attivi, ad esempio, nell'aeroporto di Roma. È una risposta necessaria a una minaccia che oggi può non più essere solo convenzionale, ma anche ibrida e tecnologica. Io ho detto più volte che l'Italia e l'Europa non sono pronte ad affrontare un conflitto su larga scala, ma siamo pronti a fare qualunque cosa per evitare un conflitto in larga scala.
Purtroppo, siamo vulnerabili e dobbiamo evitare di esserlo, proprio perché ci siamo resi conto quanto poco basti con le nuove tecnologie - un attacco 10 droni che si muovono su un aereo - per paralizzare un pezzo di una Nazione, un pezzo di economia e per creare condizioni di panico in una Nazione. Garantire la sicurezza dei nostri cittadini sia da attacchi esterni sia quando si trovano in mezzo al mare è il compito dello Stato ed è il compito della difesa e questo continueremo ad assolverlo come abbiamo fatto finora .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.
Ha chiesto di parlare la deputata Paola Maria Chiesa. Ne ha facoltà.
PAOLA MARIA CHIESA(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, membri del Governo, anche questa volta abbiamo dimostrato di non essere una Nazione qualunque. Anche questa volta abbiamo dimostrato di essere l'Italia un'Italia che non lascia indietro nessuno, un'Italia che non si gira dall'altra parte quando si tratta di mettere in sicurezza, quando si tratta di proteggere, quando si tratta di tutelare i nostri connazionali, anche quando si tratta di tutelare, di mettere in sicurezza e di proteggere connazionali che sono partiti con la e che, forse, da quella non vogliono sbarcare, cercando in tutti i modi di non essere in sicurezza.
Il nostro Ministro della Difesa ha agito subito, ma ha agito subito quella notte, dopo essersi consultato e confrontato con il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e dopo aver sentito, subito, il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e non dopo le proteste in Aula dell'opposizione e non dopo che l'opposizione ha occupato quest'Aula, ha occupato i banchi del Governo. Un gesto irresponsabile, anche dopo quello che è successo lo scorso lunedì, quando attivisti hanno usato il dramma di Gaza per occupare strade, per aggredire le nostre Forze dell'ordine , per distruggere la stazione centrale di Milano. Un comportamento irresponsabile, un comportamento inaccettabile.
Ma il nostro Ministro ha agito subito. Ha agito subito perché era giusto farlo. Lo scorso 4 settembre il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto per iscritto a una lettera, a una richiesta che le era stata inviata dall'onorevole Elly Schlein. Con questa lettera chiedeva al Presidente del Consiglio quali fossero le iniziative messe in atto dal Governo per tutelare e per garantire la sicurezza a tutto l'equipaggio della che era partito per portare aiuti a Gaza. Il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva suggerito che, forse, per far arrivare subito quegli aiuti era meglio non utilizzare quelle piccole imbarcazioni, era meglio, forse, utilizzare i canali ufficiali messi in atto del Governo. È noto a tutti che l'Italia, fin da subito, ha fatto arrivare a Gaza oltre 100 tonnellate di aiuti umanitari grazie alle nostre Forze armate, grazie, in particolare, alla nostra Aeronautica e grazie in particolare al nostro Esercito italiano .
Ma la è partita comunque senza tempi certi e senza essere sicuri di poter consegnare in tempo quegli aiuti. Ma io mi chiedo, Presidente: qual è la vera missione della ? Se lo scopo è quello di consegnare gli aiuti, perché non passare attraverso i canali istituzionali? Perché non fare arrivare quegli aiuti in tempi brevi e in poche ore? Perché oggi non consegnare quegli aiuti a Cipro affinché questi aiuti arrivino in tempo, in poco tempo, in breve tempo, a destinazione e ? Qual è, Presidente, la vera motivazione? È una motivazione politica? È un atto simbolico? È propaganda? Non è più, Presidente, il tempo degli atti simbolici e della propaganda: è il tempo della responsabilità . Ma dove vuole arrivare la , Presidente? Vuole arrivare alla guerra? Perché invocare la presenza dei nostri militari? Perché invocare la presenza dei nostri militari in acque internazionali, Presidente ?
PRESIDENTE. Colleghi!
PAOLA MARIA CHIESA(FDI). Perché esporre i nostri militari a rischi? Perché, Presidente ?
PRESIDENTE. Colleghi! Chiedo scusa, deputata Chiesa. Ognuno avrà il tempo per intervenire e gli altri ascoltano rispettosamente l'intervento di chi parla. Questa è la regola della democrazia e questo è quello che deve succedere dentro quest'Aula. Prego, prosegua.
PAOLA MARIA CHIESA(FDI). Perché, Presidente? Perché io, perché Fratelli d'Italia, noi non l'abbiamo ancora capito. Perché, Presidente, si vuole invocare l'articolo 5 della NATO? Perché si continua a pretendere la presenza dei nostri militari che, come dicevo prima di essere stata interrotta, si vogliono mettere a rischio? Perché, Presidente? Perché non consegnare aiuti umanitari in poche ore e in tempo? A noi sfugge, Presidente, la motivazione. Sfugge perché questo è il tempo della responsabilità .
Dobbiamo avere responsabilità dentro e fuori dall'Aula, soprattutto perché su quella sono imbarcati parlamentari che dovrebbero dare l'esempio dentro e fuori dall'Aula. E responsabilità, Presidente, ci vuole anche sul fianco Est, perché non dobbiamo accettare le provocazioni! Perché non dobbiamo fomentare l'! Perché fomentare l'significa semplicemente fare gli interessi della Russia e noi questo non lo possiamo accettare. È il tempo della responsabilità, è il tempo della difesa, perché senza difesa non c'è pace.
Noi, Presidente, ci auguriamo che si arrivi presto a una risoluzione, ma a una risoluzione non urlata, una risoluzione giusta. E la risoluzione oggi si fa con la diplomazia, non si fa cercando di non scendere dalla non si fa cercando di non far arrivare quegli aiuti a destinazione. Responsabilità, Presidente! La parola che oggi deve passare in quest'Aula, il messaggio che oggi deve passare in quest'Aula è responsabilità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Elly Schlein. Ne ha facoltà.
ELLY SCHLEIN(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ho ascoltato, dopo il Ministro Crosetto, le parole dell'onorevole Chiesa. Sembrate di due partiti diversi .
Ministro, ha appena finito di dire che non vi interessa alimentare la contrapposizione politica, ma lo deve dire agli esponenti del suo partito e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni , che ieri ha detto: mi sembra si stia esagerando. Pensavo si riferisse a Netanyahu e, invece, no: si riferiva alla che sta facendo quello che avrebbero dovuto fare i Governi europei e l'Unione europea, una grande missione umanitaria partita dal basso, pacifica e disarmata, che si muove nel pieno solco del diritto internazionale umanitario, che prova a rompere l'unica cosa illegale, il blocco di aiuti, di cibo e di medicine imposto ai palestinesi dal Governo di Netanyahu . La verità è che stanno facendo loro quello che avrebbero dovuto fare i Governi europei e non accettare di vedere marcire centinaia di camion di aiuti, nei mesi scorsi, al valico di Rafah.
Lei dice che gli aiuti possono arrivare in qualche ora, ma non è la storia di questi mesi, Ministro, e lo sa. Sono settimane, ad esempio, che chiediamo al Governo di aprire un canale via terra per gli aiuti attraverso la Giordania, per sostenere che ha raccolto 500 tonnellate di aiuti grazie alla solidarietà degli italiani.
Li abbiamo visti, nelle tante piazze di questi giorni, centinaia di migliaia di persone. Li abbiamo visti alzare la voce per dire che l'Italia non vuole essere complice dei crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania. Una voce che non può essere ignorata, una voce che chiarisce che quello che stiamo vedendo è non solo inaccettabile ma segna un baratro, un baratro nella storia dell'umanità. Oltre 60.000 palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano, tra cui tantissime donne, bambini, addirittura i civili in fila per il cibo. Abbiamo visto anche l'associazione internazionale di esperti alla Commissione ONU definire quello che sta accadendo un genocidio, a Gaza, e, di fronte a tutto questo, la Premier Meloni, invece, attacca la con parole durissime che non le abbiamo mai sentito pronunciare contro i crimini di Netanyahu .
Avevo scritto a Giorgia Meloni per chiedere la protezione della . Ha risposto che avrebbe garantito l'incolumità degli italiani. Ed invece guardate come ha risposto Israele l'altra notte, attaccando, attaccando in acque internazionali con droni, bombe sonore, polvere urticante.
E allora dico: invece di insultare i parlamentari che fanno il loro dovere, il Governo convochi l'ambasciatore israeliano per dirgli che attaccare cittadini italiani in acque internazionali, su navi che sono anche italiane, è un attacco deliberato al nostro Paese.
La Spagna ha esteso l'immunità diplomatica ai cittadini spagnoli che sono a bordo. Perché l'Italia no? Ministro, l'invio della fregata è un primo passo, ma servono navi di protezione non soltanto di soccorso, serve una missione navale europea di scorta alla e di deterrenza.
Sono settimane, poi, che chiediamo alla Presidente Meloni di venire in Parlamento e di confrontarsi qui, ma lei si nega, accampa scuse, preferisce fare la vittima in televisione. Passa le giornate a chiedere all'opposizione di condannare la violenza e non l'abbiamo mai sentita condannare in modo inequivocabile la violenza messa in atto da Netanyahu a Gaza e in Cisgiordania .
Guardi, non è accettabile che il Governo provi a coprire, strumentalizzando, quel sentimento del Paese che ha attraversato centinaia di migliaia di persone che sono andate in piazza, negli scioperi, che sono venute nella piazza del 7 giugno. Basta con la criminalizzazione delle piazze e basta con la criminalizzazione del dissenso!
Noi torniamo a chiedere di fermare e di fare tutto ciò che è possibile per fermare immediatamente i crimini di Netanyahu. Torniamo a chiedere un cessate il fuoco immediato, lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi; torniamo a chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi di Hamas di cui evidentemente Netanyahu si è disinteressato . Chiediamo sanzioni per il Governo israeliano e di interrompere quel di collaborazione militare che ancora sussiste tra il Governo italiano e il Governo israeliano, e lei lo sa bene, Ministro Crosetto. Chiediamo di sospendere l'accordo di cooperazione UE-Israele e un embargo totale di armi, da e verso Israele, come ha fatto la Spagna. E voglio ringraziare, qui, i nostri amministratori, come il sindaco di Ravenna, la presidente della provincia e il presidente della regione, che hanno bloccato un carico di esplosivi che, attraverso il porto di Ravenna, voleva raggiungere direttamente Israele.
Allora, stanno facendo loro quello che dovreste fare voi, con più nettezza, Ministro, e vi abbiamo chiesto, insieme alle altre opposizioni, di venire in Parlamento, che Giorgia Meloni venisse in Parlamento. Avrebbe dovuto esserci lei, qui, a chiarire la sua posizione sul riconoscimento della Palestina e a chiarire la posizione sulle sanzioni proposte dalla Commissione europea.
Ci avete accusato nei giorni scorsi di non essere democratici perché abbiamo chiesto di votare, in questo Parlamento, impegni concreti prima della posizione imparata ieri dal discorso della Premier Meloni. Ci avete accusato di non essere democratici, ma la cosa che non è democratica e che noi, che siamo opposizioni, impariamo le posizioni del Governo italiano dai giornali .
Così come abbiamo appreso dai giornali che il commissario Fitto, che non è lì a rappresentare né il suo partito né, tantomeno, il suo Governo, come sapete, non si sia presentato alla discussione sulle sanzioni proposte dalla Commissione europea. E, quindi, noi continuiamo a chiedere a Giorgia Meloni di venire, pur tardivamente, in quest'Aula a riferire. Perché il Governo italiano rischia, con la sua posizione, di bloccare le sanzioni proposte dalla Commissione europea.
Noi chiediamo il pieno e immediato riconoscimento dello Stato di Palestina perché anche i palestinesi, come gli israeliani, hanno diritto ad esistere e vivere, in pace e in sicurezza, in uno Stato loro. Altro che prematuro, come continua a sostenere Giorgia Meloni. Ma cosa aspettate? Che non ci sia più niente e nessuno da riconoscere in Palestina, mentre Smotrich parla di Gaza come di una miniera d'oro immobiliare da spartire con gli americani e Trump mette i video sui di lusso per ricchi ? Gaza è e rimarrà dei palestinesi.
Quale credibilità potrà avere il diritto internazionale se, davanti alla sua palese violazione, la comunità internazionale, l'Unione europea e il Governo italiano non intervengono e reagiscono compatti? Non si può continuare ad avere doppi standard. Abbiamo reagito compatti quando i crimini li commette Putin in Ucraina, dobbiamo essere altrettanto compatti quando i crimini li compie Netanyahu con il suo Governo .
Perché non si può piegare la politica estera di un grande Paese come il nostro alle proprie amicizie e vicinanze politiche e ideologiche. Lo dico perché sappiamo che Putin si sente più forte adesso che c'è Trump, e si sente più forte anche perché viene accolto col tappeto rosso senza portare risultati. Ma non si illuda nessuno: non si può negoziare una pace giusta per gli ucraini senza che gli ucraini siedano a quel tavolo negoziale con accanto l'Unione europea, unita e compatta, cui chiediamo di mettere in campo ogni sforzo possibile per fermare Putin e per costringere a negoziare una pace giusta, perché siamo anche noi, ovviamente, preoccupati per la grave violazione dello spazio aereo europeo che abbiamo visto, ben tre volte, in queste ultime settimane.
Meloni ha detto che tutto quello che succede in Italia è contro di lei e non per dare sollievo a Gaza. Ma davvero pensa che centinaia di migliaia di persone siano scese in piazza negli ultimi giorni e che tra quelle non ce ne sia nemmeno una che abbia votato per lei? Ma lo vede che la maggioranza degli italiani vuole il riconoscimento della Palestina? Ma davvero pensa che gli italiani abbiano donato a 500 tonnellate di aiuti per fare un dispetto a lei? Esca dalla megalomania ! Esca dalla megalomania.
Ha detto che la vuole solo creare problemi al Governo italiano. Voglio darvi una notizia: sulla ci sono 44 delegazioni di diversi Paesi, con 44 diversi Governi.
Non si era mai visto un Premier che usa il palcoscenico internazionale per attaccare l'opposizione. È andata a New York per attaccare le opposizioni e i giudici, cioè è andata alle Nazioni Unite per dividere la Nazione . Questo abbiamo visto ieri.
E la cosa peggiore è la presa in giro degli italiani, perché la Palestina o si riconosce o non si riconosce, non esiste il riconoscimento condizionato. E riconoscere la Palestina non significa riconoscere i terroristi di Hamas, significa riconoscere l'Autorità nazionale palestinese, a meno che non stiate accusando Regno Unito, Francia e altri 150 Paesi di voler legittimare Hamas.
Ha detto che è irresponsabile usare Gaza per attaccare il Governo, ma quello che è irresponsabile è che voi abbiate trascinato il Paese sulle posizioni di Netanyahu, tradendo la tradizione diplomatica italiana di ponte nel Mediterraneo Sono tre anni che fa la vittima, basta! Basta ! Perché l'economia è ferma, le liste d'attesa si allungano, i salari degli italiani sono troppo bassi . Altre sono le vittime, e ogni giorno d'inerzia è un giorno perso per la pace. Riconoscere la Palestina non è solo un gesto politico, è un atto di giustizia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Formentini. Ne ha facoltà.
PAOLO FORMENTINI(LEGA). Grazie, Presidente. Abbiamo appena sentito parlare di riconoscimento della Palestina. La Lega l'ha detto più volte in quest'Aula, l'ha detto tutto il centrodestra: finché c'è Hamas, non possiamo riconoscere la Palestina, perché faremmo un favore ai terroristi islamici di Hamas . E non è una scusa, non è un voler differenziarsi a tutti i costi dagli altri Governi, ma, anzi, è uno sforzo finalmente di avere la pace. La pace la si avrà quando saranno restituiti gli ostaggi che da due anni sono nelle mani dei terribili terroristi islamici ; la si avrà quando, finalmente, da parte palestinese, si riconoscerà pienamente il diritto all'esistenza e a vivere in serenità di Israele, perché non dobbiamo mai scordarci da dove tutto ciò è partito, da quel 7 ottobre .
E, allora, in questo momento non c'è bisogno di elettorali, non c'è bisogno di strumentalizzare missioni umanitarie per creare problemi al nostro Paese e alla nostra sicurezza nazionale; c'è bisogno di restare tutti uniti, di essere responsabili, di prendere le distanze con fermezza - cosa che non ho sentito in quest'Aula - da chi tutto distrugge, tutto travolge , da chi aggredisce, ferisce le nostre Forze dell'ordine, i nostri militari.
Noi della Lega lo abbiamo chiaro: noi stiamo con quei ragazzi che devono difendere l'ordine pubblico contro chi cerca l'incidente, cerca di destabilizzare il nostro Paese. Questo è l'obiettivo e chi non prende le distanze da quelle persone è complice . Non staremo mai con la Rackete che sperona le navi, non staremo mai con Francesca Albanese che semina odio, non staremo mai con la Salis che incita alla violenza …
PRESIDENTE. Colleghi! Non si capisce la ragione per la quale quando parlate voi non volete essere disturbati e quando parlano gli altri volete disturbare . Non è chiaro. Qui ognuno ha il diritto di dire ciò che pensa e l'Aula deve essere silenziosa, in ascolto. Prego.
PAOLO FORMENTINI(LEGA). Grazie, Presidente. Questo è proprio quello che noi della Lega-Salvini Premier continuiamo a denunciare, questa campagna d'odio, di demonizzazione dell'avversario, questo tentativo di imporre con la forza una verità assoluta : quella di non accettare chi professa un'altra idea. E, allora, chi urla in quest'Aula “assassino” fomenta la violenza; chi in quest'Aula invita esponenti di Hamas è con la violenza . Noi della Lega non li abbiamo mai invitati, non abbiamo mai avuto rapporti con Hamas “Con Putin sì!”.
E, allora, venendo al fronte orientale, come invocano dall'opposizione, colgo l'occasione per ricordare che poche settimane fa, in quest'Aula, si è discusso per l'ennesima volta di interrompere gli accordi in materia di difesa con Israele. Bene, se anche voi, come noi, amate le democrazie, l'Occidente, la pace, dovreste sapere che, se noi siamo in grado di pattugliare i cieli sopra il Mar Baltico, le Repubbliche baltiche, la Polonia, lo possiamo fare perché abbiamo anche tecnologia israeliana che ci permette di farlo , mentre qualcun altro - l'Iran - fornisce droni per bombardare una Repubblica.
Ecco, questa è la differenza, noi sappiamo bene cos'è l'Occidente, l'Occidente dei valori “È un genocidio!”, un'antica civiltà. Un Occidente che non ha bisogno di lezioni di morale da chi pensa di possedere la verità. Noi, umilmente, cerchiamo solo di lavorare per la pace .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Roberto Bagnasco. Ne ha facoltà.
ROBERTO BAGNASCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, colleghe e colleghi, quanto è accaduto nella notte tra il 23 e il 24 settembre nel Mediterraneo non può lasciarci indifferenti. La composta da oltre 50 imbarcazioni, con a bordo anche civili, parlamentari, eurodeputati e attivisti internazionali, è stata colpita da droni e bombe sonore in acque internazionali, nei pressi di Creta.
Fortunatamente non ci sono vittime, ma diverse imbarcazioni sono state danneggiate e l'episodio rimane gravissimo. La prima reazione non può essere che di condanna: un attacco contro una flotta civile che si dichiara pacifica e animata da intenti umanitari rappresenta, come detto anche da lei, signor Ministro, una violazione evidente del diritto internazionale e della libertà di navigazione. Colgo l'occasione per ringraziarla, a nome di tutta Forza Italia, per aver inviato la fregata missilistica , una delle nostre navi più moderne, per proteggere i nostri connazionali e non solo. È un gesto che dà il segno di uno Stato sempre presente e consapevole delle proprie responsabilità.
Personalmente, ringrazio il Ministro Tajani, che ha chiesto con determinazione al Governo israeliano la massima tutela per i cittadini italiani a bordo della , ribadendo un principio chiaro: il diritto di Israele a difendersi dal terrorismo è sacrosanto, ma non può in alcun modo tradursi nell'uso sproporzionato della forza o colpire civili che esercitano una protesta non armata, condivisibile o meno. La condanna dell'Unione europea va nella stessa direzione. Bruxelles ha ricordato che nessun attacco a una flottiglia civile è accettabile e che la libertà di navigazione deve essere naturalmente rispettata. Si tratta di un richiamo forte, che non mette in discussione l'amicizia storica con Israele, ma che ribadisce un principio universale: il diritto alla difesa non può trasformarsi in abuso.
Signor Ministro, condividiamo la linea del Governo: fermezza, equilibrio e responsabilità. Ripeto: fermezza, equilibrio e responsabilità. La è nata come gesto simbolico di rottura dell'assedio a Gaza e la scelta di respingere la proposta israeliana di attraccare ad Ashkelon e scaricare lì gli aiuti non giustifica, né mai giustificherà, attacchi con droni in acque internazionali.
Ci tengo a ribadire che condannare l'accaduto non significa mettersi contro Israele, ma significa difendere principi che valgono per tutti: il rispetto del diritto internazionale e la tutela della libertà di navigazione. Per questo chiediamo che il Governo prosegua nella sua azione, perché l'Italia ha il dovere di difendere i propri cittadini, ma anche di restare un attore credibile e responsabile nello scenario internazionale. Condannare l'attacco alla e chiedere un'indagine internazionale significa ribadire che l'Italia non è spettatrice, ma importante protagonista; significa che sta al fianco dei propri cittadini, parla con autorevolezza a Israele, come all'Unione europea, e che non rinuncia al suo ruolo di ponte per la pace. È così che si serve il Paese ed è così che Forza Italia continuerà a fare la sua parte.
Colleghi, permettetemi di chiudere con una riflessione che credo sia fondamentale per riportare la discussione sul terreno della verità. In questi giorni abbiamo sentito accuse violente, parole che cercano di dipingere l'Italia come complice - è una cosa vergognosa - o addirittura indifferente davanti alla tragedia di Gaza. È un'operazione politica tanto comoda quanto falsa, perché i dati raccontano una storia diversa. Con l'iniziativa promossa dal Ministro Tajani, con il sostegno di organismi internazionali come FAO, PAM e Croce rossa, il nostro Paese ha messo sul campo risorse e strumenti senza eguali, come è stato anche riconosciuto dall'autorità palestinese in maniera estremamente chiara ed esplicita. Oltre 40 milioni di euro di fondi stanziati, 2.300 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari consegnati - consegnati! -, 2.000 tonnellate di farina distribuite attraverso il Programma alimentare mondiale, 100 tonnellate di derrate lanciate dall'Aeronautica direttamente su Gaza, convogli di camion e mezzi speciali per garantire la distribuzione interna e questo anche grazie ai rapporti tenuti con Israele… e questo anche grazie ai rapporti tenuti con Israele!
Non solo. L'Italia ha aperto le porte delle proprie strutture sanitarie a chi soffre di più: 181 bambini palestinesi malati sono stati accolti e curati nei nostri ospedali insieme ai loro familiari - 577 persone in totale -, con operazioni umanitarie coordinate dalla Farnesina, dalla Difesa, dalla Protezione civile e da alcune delle eccellenze pediatriche del nostro Paese. A questo si aggiungono oltre 150 borse di studio universitarie per studenti palestinesi di Gaza e Cisgiordania, a dimostrazione che l'Italia non offre solo assistenza immediata ma costruisce anche e pensa al futuro.
Questi sono fatti concreti, che nessuno può smentire. L'Italia è stata ed è il Paese occidentale più impegnato sul fronte umanitario - ma non solo occidentale; tolto qualche Paese arabo, è sicuramente tra i primi - a favore di Gaza: altro che indifferenza, altro che indifferenza! Altro che complicità, altro che complicità! Le accuse dell'opposizione non reggono alla prova della realtà: sono soltanto strumentalizzazioni e tentativi di piegare una tragedia umana al gioco politico ed è proprio per questo che oggi dobbiamo e vogliamo essere chiari. Israele ha il diritto di difendersi dal terrorismo e l'attacco alla non ha giustificazioni. Ripeto i punti fondamentali: Israele ha il diritto di difendersi dal terrorismo e l'attacco alla non ha giustificazioni.
Al tempo stesso, mi sento di lanciare un monito: invito i nostri connazionali a non cimentarsi in imprese pericolose. Il Ministro l'ha detto: la situazione è estremamente delicata, siamo sul filo del rasoio. Non c'è bisogno di rischiare la propria incolumità, perché il Governo, che ha dimostrato con numeri, risorse e impegno diplomatico di stare davvero al fianco del popolo palestinese, sta facendo la sua parte e per questo non accetta lezioni da chi usa la sofferenza altrui come arma di propaganda .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Francesco Silvestri. Ne ha facoltà.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Grazie, Presidente. Intanto vorrei cominciare, per suo tramite, rispondendo ai colleghi della Lega, rilevando il fatto che è vero: loro non stanno con Francesca Albanese; è vero, loro non stanno con la ; in questi mesi hanno dimostrato di stare solamente dalla parte di un genocida, di un assassino, che è Benjamin Netanyahu e non me ne vanterei in un'Aula come quella del Parlamento italiano.
Detto questo, Ministro Crosetto, siamo un po' allibiti da un fatto. Questo Governo sembra una matrioska di una serie di posizioni politiche completamente diverse. Sembrate tre Governi diversi. Lei oggi è venuto qui e ha fatto un discorso condivisibile, a tratti rassicurante, perché ha dimostrato di avere cognizione di quello che sta facendo e, per quanto noi possiamo essere d'accordo o meno, comunque lei è venuto qui e ha fatto un discorso che apprezziamo; dall'altra, abbiamo il suo Premier che sprizza parole d'odio, condanna l'attacco e quello che sta succedendo a Israele, ma, dall'altra parte, non fa altro che sprizzare odio nei confronti della e nei confronti di tutti quegli elementi di reazione popolare e sociale che denunciano quello che sta succedendo in Palestina; poi, abbiamo un Vicepremier che addirittura ci dice una cosa completamente diversa, cioè che Israele sta facendo bene a fare quello che fa e che, di fatto, l'azione di Benjamin Netanyahu è semplicemente mirata al diritto ad esistere.
Siete tre posizioni completamente diverse. Ma quello che lei però non ci ha detto è se si dissocia dall'intervista vergognosa del Presidente Meloni, che è venuta a dare anche degli irresponsabili a quelle persone che si frappongono, mettendo a rischio la propria sicurezza, per portare degli aiuti umanitari. Perché, vede, forse voi quel processo della non lo avete capito. Lei è venuto qui e si rivolge a noi come se noi potessimo controllare le decisioni della .
Non avete ancora capito che quello è un movimento indipendente , fatto da persone che stanno rappresentando la maggioranza della popolazione. La ha come unica colpa quella di avere messo a nudo le vostre inadempienze; come unica colpa ha quella di avere smascherato il fatto che i Governi occidentali, per non disturbare gli Stati Uniti, non sono intervenuti in nessun modo per evitare il genocidio in corso in Palestina .
Questa è l'unica colpa, e il suo atto arriva a margine di un processo di demonizzazione che è stato fatto anche dalla stampa di partito italiana, che ha osato associare la ad Hamas e a finanziamenti che arrivassero da quella parte lì, quando i finanziamenti alla , almeno da questo spicchio del Parlamento, sono arrivati dai nostri stipendi e da questi sono arrivati perché noi crediamo in quell'operazione. E lei viene a dirci anche che, una volta finite le acque internazionali, voi non potete più garantire la sicurezza perché si entra in acque nazionali. Il problema è che è qui la nostra diversità di vedute, perché le acque che sono davanti Gaza sono acque palestinesi “Bravo!”, non sono acque israeliane . E se non ci mettiamo d'accordo su dove stiamo andando, voi non capirete mai perché le persone scendono in piazza e protestano.
Detto questo, un'altra cosa che la ha svelato, e che a me, sinceramente, ha toccato, è stato il cinismo di questo Governo nell'assistere, nel proclamare, nel propagandare l'assistenza che è stata fatta - l'ha citata anche lei - a dei bambini palestinesi. Tajani se ne è anche vantato, dicendo di avere tradotto in arabo la Pimpa. Benissimo! Un'altra traduzione che doveva fare Tajani in arabo, probabilmente, è dei finanziamenti che continuate a dare a quel Governo lì, aumentando di 5 volte quello che è stato l' delle armi.
Quindi, quando vi diamo dei complici, abbiamo assolutamente ragione, perché, quando si finanzia un Governo genocida, signori, poi non si può cavarsela con l'assistenza a 200 bambini. Quando lei è venuto a dirci “la potrebbe, in un qualche modo, consegnare i nostri viveri e portarli in un punto dove noi garantiamo la consegna a Gaza”, la informo che da questa parte del Parlamento ci sono state delegazioni che sono andate a Rafah, ci sono state delegazioni che hanno visto con i loro occhi - con i loro occhi - che fine hanno fatto gli aiuti umanitari che sono arrivati da tutto il mondo : lasciati lì, a marcire, perché non c'è stato nessuno che ha fatto in modo che quegli aiuti potessero essere consegnati in quelle terre dove la fame viene utilizzata come strumento di morte, che è esattamente lo schema con cui si sta compiendo il genocidio.
Allora concludo dicendo che un'altra questione molto grande, su cui ci scontriamo particolarmente, è proprio sul riconoscimento dello Stato della Palestina. La Premier Meloni ha detto: noi siamo disponibili a riconoscere lo Stato della Palestina, ma non siamo disponibili a fare un favore ad Hamas. Ora, tutto il mondo sta riconoscendo lo Stato della Palestina e addirittura il Papa ha sollevato questo tema, dicendo che riconoscere lo Stato della Palestina in questo momento aiuta la pace. Benissimo! Presidente Meloni, anche il Papa è un amico di Hamas ?
Perché per quanto lei - e chiudo -, Presidente Meloni, possa agitarsi, perché si percepisce un suo momento di debolezza su questo, lei non riesce a convincerci di nessuna azione che sta facendo, banalmente perché lei non ha un progetto e lei non ha nessuna visione di come poter in un qualche modo essere influente con il Governo israeliano. Ed è qui il profondo fallimento, che è un fallimento sia come cattolica, sia come italiana, ma soprattutto come madre
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ettore Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Grazie, signor Ministro, per la sua relazione. Devo dire che noi abbiamo chiesto, dall'inizio di settembre, una sua presenza qui, in quest'Aula, quando sono continuate le provocazioni e le minacce russe sui confini dei nostri alleati nel Nord-Est dell'Europa. Poi oggi siamo qui e abbiamo due dibattiti insieme: uno ha attirato la stragrande attenzione degli interventi dei nostri colleghi e riguarda Gaza. Lei ha detto delle cose molto importanti e, per quanto ci riguarda, molto condivisibili.
Il Governo Netanyahu ha superato tutti i limiti imposti a una democrazia nella sua risposta che non ha più nessun limite, nessun freno rispetto alla giusta battaglia contro Hamas, che è una battaglia da noi condivisa fino in fondo. Lo diciamo da anni, non solo dal 7 ottobre: Hamas è un pericoloso gruppo terroristico. La priorità del rilascio degli ostaggi resta una priorità indiscutibile, ma per la distruzione e le uccisioni che stanno facendo a Gaza, quello che sta succedendo in Cisgiordania, la distruzione sistematica degli edifici, oltre che l'uccisione senza freni anche di popolazione civile, non può essere una giustificazione dire “stiamo cercando un terrorista e tutti quelli che gli sono vicini diventano vittime di quel terrorista” , perché sono vittime anche loro di quel terrorista, ma sono vittime di un Governo democratico, quello Netanyahu, che dovrebbe fare un discernimento completamente diverso da quello che sta facendo.
Il nostro giudizio, quindi, su quanto sta facendo il Governo Netanyahu a Gaza è assolutamente chiarissimo: è negativo su tutti i punti di vista, sotto tutti i punti di vista. Attenzione, però, perché accanto a questo ci deve essere un senso di responsabilità anche da parte nostra che non deve mai essere superato. La distinzione tra quello che sta facendo un Governo e quello che è un Paese per noi resta sempre tale. Non attaccare Israele e attaccare quello che sta facendo quel Governo per noi resta una distinzione importante da fare da parte del nostro Paese, da parte di tutte le forze politiche.
Lo dico anche a chi sta facendo una battaglia che io capisco molto forte, anche utilizzando la piazza, la sensibilità degli italiani. Siamo tutti sensibili a quello che sta accadendo, ma stiamo attenti a non trasformare, nonostante il Governo Netanyahu, Israele in un nemico. Israele non può essere un nostro nemico. C'è un Governo che sta facendo delle cose inaccettabili, contro cui dobbiamo combattere. Peraltro abbiamo chiesto delle sanzioni, e queste sanzioni andrebbero applicate uno a uno su quei Ministri che stanno dicendo e facendo delle cose inaccettabili. Attenzione, però, a non trasformare Israele in un Paese nemico.
Così come, signor Ministro, devo dire che non c'è nulla da aggiungere rispetto a quello che il Governo ha fatto per tutelare gli italiani che sono al centro del Mediterraneo, oggi, facendo una manifestazione che - lo sanno anche loro - non serve per portare gli aiuti a Gaza, perché gli aiuti a Gaza non si portano con le barche a vela. È una manifestazione che vuole essere simbolica e il diritto a manifestare è un diritto che va tutelato fino in fondo, e fa bene il Governo a mettere a disposizione tutti i mezzi per proteggere quelle persone.
Sono meravigliato quando per questo dibattito, che è un dibattito di politica estera, chiediamo la presenza del Ministro della Difesa. Cioè, non chiediamo il Ministro della Difesa su cose molto più preoccupanti, chiediamo il Ministro della Difesa su questo?
È un dibattito di politica estera, su cui il Ministero della Difesa ha dato il suo contributo, ha messo a disposizione gli assetti nazionali che, credo, siano assetti nazionali che non devono fare la guerra a nessuno, ma questo resta un dibattito di politica estera.
Vorrei, invece, tornare sul dibattito della politica della Difesa. Signor Ministro, anche la sua maggioranza non ne ha parlato. Dopo, magari, se ha piacere, ci prendiamo un caffè io e lei e parliamo di quello che sta succedendo sul fianco Est della NATO , perché purtroppo mi sembra che non sia all'attenzione, perché le piazze si riempiono su altri problemi, non si preoccupano di quello che succede lì. E invece noi siamo molto preoccupati, perché - lei ricorderà - cosa accadeva nei giorni precedenti l'invasione dell'Ucraina: c'era una sottovalutazione di quelle minacce, di quelle esercitazioni, una sottovalutazione totale di quelle minacce. Quelle minacce, invece, non vanno mai sottovalutate, perché la Russia di Putin è sistematica nelle cose.
MiG, cyberattacchi quotidiani, oggi. Oggi c'è qualche cyberattacco dello Stato russo ai nostri siti, ai siti italiani di qualche azienda sanitaria, di qualche banca, di qualche azienda che si occupa di difesa, di qualche Ministero. Oggi, adesso, mentre stiamo discutendo, c'è qualche attacco del Governo russo, non di un attore russo o chissà chi. Il tranciare i cavi sottomarini nel Baltico è una minaccia o no? È un attacco! È un attacco sotto tutti i profili, e noi non ce ne occupiamo. Vorrei chiedere a qualche collega. Peraltro, i del PD riescono a riconoscere il drone israeliano sopra la barca a vela della , non riconoscono che c'è un drone russo che arriva a Copenaghen. A me stupisce questa differenza, perché qualche parola più forte io la vorrei sentire “Ma che dici?”... Io dico quello che voglio e tu dovresti rispettarmi e ascoltare!
PRESIDENTE. Colleghi! Si rivolga alla Presidenza.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). E io credo che, anche da parte da parte della sinistra, ci vorrebbe più senso di responsabilità rispetto a questo tipo di dibattito.
Penso che, quindi, noi dovremmo cercare di guardare anche un po' quello che succede a sud del nostro Paese, perché in Libia ci sono almeno tre basi russe che ospitano l'aviazione russa, in Libia, che sono vicine alle nostre coste. Non è solo un problema di quello che succede a Est: è anche quello che succede nel Mediterraneo.
Penso allora, signor Ministro, che noi abbiamo bisogno di risposte più concrete anche da parte di questo Governo. Abbiamo firmato un accordo, in sede NATO, che ci impegna a 70 miliardi di spesa nei prossimi dieci anni: possiamo sapere come li volete spendere? Possiamo sapere se vi volete impegnare, dopo essersi impegnati sul SAFE - ne discutevamo ieri con il Ministro Ciriani -, ad utilizzare anche gli altri strumenti a disposizione del Governo per avere le risorse a disposizione per consentire che la difesa italiana contribuisca alla difesa europea in maniera adeguata agli impegni che sono stati sottoscritti? Possiamo avere una discussione su questo tema?
Mi sembra che questa discussione sia difficile non per la carenza da parte del Ministro, ma perché all'interno della vostra maggioranza c'è qualcuno che questa discussione non la vuole fare, perché continua a esserci qualcuno che, tra Zelensky e Putin, pensa che sia meglio Putin. E questo lo dice il vice segretario della Lega. Questo inficia questo dibattito o no? Certo che lo fa, certo che lo fa.
Io penso che, se il nostro Paese deve essere attrezzato a sufficienza per fare quella deterrenza che serve per impedire che arriviamo a un conflitto, bisogna fare gli investimenti in politica e in campo della difesa adeguati.
Allora, signor Ministro, noi sosteniamo che il suo operato, in questi mesi, è stato adeguato a quelle che sono le minacce. Vogliamo, però, che il suo operato ci consenta di giudicare la programmazione che questo Governo vuole mettere in campo sugli investimenti necessari sulla difesa, che sono investimenti in materiali, investimenti in uomini, investimenti in politica estera, investimenti che faranno la differenza nella nostra capacità di contribuire alla reale deterrenza per evitare un conflitto: quello che tutti gli italiani si aspettano .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Angelo Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, noi l'abbiamo ascoltata con molta attenzione. Preliminarmente, le voglio dire due questioni. La prima, con molto rispetto, è che, nell'aver apprezzato il suo intervento, oggi lei è risultato un corpo veramente estraneo alla sua maggioranza. Lei ha usato un linguaggio totalmente diverso da quelli che sono stati gli interventi dei gruppi parlamentari che sostengono il Governo. Questo è un elemento che a noi, devo dire, preoccupa non per la politica in generale, ma preoccupa per questo elemento e questa circostanza.
Le voglio dire con molta sincerità che io registro la sua preoccupazione. Noi registriamo e valutiamo la sua preoccupazione rispetto a quello che ci ha comunicato. Ma voglio anche dirle, sempre anche con molta franchezza, che stiamo parlando di oltre 40 imbarcazioni pacifiche, che non hanno militari, non hanno pistole, non hanno mitra, non ci sono terroristi. Quindi, ci deve essere la pretesa, da parte del Governo italiano, che, quando oltrepasseranno quelle acque, che, come è stato ricordato, non sono acque territoriali israeliane, in base al diritto internazionale - c'è stata un'occupazione illegale, non solo delle acque internazionali, ma di tanti, tanti territori -, ci sia la garanzia, comunichi al Governo di Tel Aviv che quelle imbarcazioni sono pacifiche. Perché dalle sue parole, dalla preoccupazione che lei ha trasmesso al Parlamento, noi registriamo che potrebbe accadere qualcosa. Potrebbe accadere che qualcuno possa sparare su quelle imbarcazioni? Questo sarebbe un fatto grave e, in via preventiva, il Governo italiano deve dire a Tel Aviv che questo non può accadere. Entreranno pacificamente e sarà, poi, il Governo israeliano a decidere pacificamente come gestire. Sarebbe inammissibile che accadesse qualcosa di violento . Dalle sue parole noi questa rassicurazione non l'abbiamo avuta e siamo profondamente preoccupati che imbarcazioni pacifiche - ripeto, che non hanno armi a bordo - possano essere trattate come, ad esempio, imbarcazioni militari.
Signor Ministro, io le dico anche, con tutta onestà intellettuale, che abbiamo apprezzato l'invio della fregata militare a protezione, lei dice. Poi, non ci ha spiegato quali siano le regole di ingaggio, ovvero, se dovessero arrivare altri attacchi di droni, cosa dovrebbe fare quella fregata: assistere a quegli attacchi o, per esempio, abbattere quei droni ? C'è un tema che riguarda le regole di ingaggio. Mi lasci dire anche che apprezziamo, perché non c'è la necessità sempre, , di una contrapposizione, che non vogliamo, quando c'è una questione molto seria in corso, però, avremmo apprezzato che questa protezione - come avevamo chiesto sin dall'inizio - avvenisse nel momento in cui dalla Sicilia erano partite le barche e non dopo che avevano già subito vari e ripetuti attacchi militari.
Ma vengo al dunque: io penso che ci sia qualcuno che sta attuando delle politiche luddiste, come quando, alla fine dell'Ottocento, si metteva negli ingranaggi delle fabbriche per bloccare dei processi produttivi e altro. Io penso che nel Governo ci sia qualcuno che vuole far saltare la mediazione. Questo qualcuno si chiama Giorgia Meloni, che ieri, da New York, parlava di una possibile mediazione : da che mondo è mondo, signor Ministro, quando c'è una mediazione in corso, specialmente da un Presidente del Consiglio, che non è uno qualunque che passa di là, forse il riserbo e la discrezione sarebbero stati auspicabili Questo non è avvenuto, perché penso che Giorgia Meloni, in questo momento, non voglia alcuna mediazione, ma voglia cercare uno scontro politico, come ha cercato uno scontro politico all'ONU contro le opposizioni, definendo “irresponsabile” la . Chiedo cortesemente alla Presidente Meloni: chi è irresponsabile? Sono tre anni che stanno affamando il popolo palestinese. Signor Ministro, il 90 per cento delle strutture sanitarie a Gaza è stato distrutto: distrutto. Le scuole, le reti idriche e sanitarie non esistono più, i campi profughi vengono bombardati.
La fame è utilizzata come strumento di annientamento di un popolo. Io sono testimone oculare di che fine facevano gli aiuti umanitari quando siamo andati al valico di Rafah: 15 chilometri di TIR fermati. Sotto il tendone della Croce Rossa c'erano i materiali che l'IDF riteneva materiale che non poteva entrare a Gaza, perché era materiale di una minaccia nei confronti dello Stato di Israele.
Signor Ministro, sa che cosa c'era sotto quel deposito? C'erano materassi, c'erano incubatrici per neonati, c'era materiale anestetico, c'erano farmaci ! Questo è totalmente ignobile. Quando dite: “noi stiamo assistendo, stiamo dando un aiuto umanitario”, guardate che non stiamo parlando di una catastrofe naturale , dove è arrivata un'alluvione e andiamo ad assistere una popolazione. Non stiamo parlando nemmeno di una guerra, perché non sono due eserciti, signor Ministro. Stiamo parlando dell'esercito più potente, tecnologicamente più attrezzato che sta mettendo sotto giogo, sta uccidendo un popolo: 65.000 civili uccisi. E Giorgia Meloni che cosa fa? Dice che si è superato il limite. Ieri ha detto che si è superato il limite. Ma Presidente Meloni, adesso che lei è a New York qual è… Noi abbiamo capito adesso che, per dire che si è superato il limite, bisogna arrivare a 65.000 civili uccisi. Bene, allora quando arriverà il momento in cui direte “sì” alle sanzioni? Ma non ai singoli Ministri, non ai singoli coloni, perché il responsabile di questa politica è l'intero Governo israeliano : è il Governo israeliano che si sta rendendo responsabile di tutto ciò.
Guardi, la non volontà di riconoscere lo Stato di Palestina… attraverso questo gioco di furbizie, che non sono nemmeno della diplomazia, ma sono furbizie di una politica nostrana per cui, mentre Francia, Canada, Spagna, Australia, Belgio riconoscono lo Stato di Palestina, dicono che non è arrivato il momento, non ci sono le cosiddette due condizioni. Ma noi abbiamo sempre detto che lo Stato di Palestina è lo Stato di Palestina che guarda all'Autorità nazionale palestinese, con l'Autorità nazionale palestinese che è stata delegittimata da Netanyahu, mentre Hamas cresceva. E c'era anche una sorta di interesse speculare: Hamas che non riconosceva lo Stato di Israele, Netanyahu che non vuole lo Stato di Palestina. Due interessi contrapposti che si univano da questo punto di vista.
Si dice: liberare gli ostaggi. Ma noi chiediamo la liberazione degli ostaggi; da sempre abbiamo chiesto la liberazione degli ostaggi di Hamas. Ma non sfuggirà forse alla Presidente Meloni che l'azione infame di guerra sta radendo definitivamente - Netanyahu l'ha chiamata l'arma letale finale nei confronti di Gaza -, sta radendo al suolo Gaza. E, purtroppo, non solo i civili palestinesi, ma anche gli ostaggi forse non rimarranno in vita. Liberazione degli ostaggi? Certo, di tutti gli ostaggi: anche dei 6.000 palestinesi che sono nelle carceri israeliane . , insieme all'ONU, ha detto praticamente in un che tre detenuti palestinesi su quattro sono civili, non sono combattenti. Perché ci sono questi detenuti, illegalmente e arbitrariamente detenuti nelle carceri israeliane?
Allora, signor Ministro, noi riteniamo questa fase una fase estremamente delicata. Noi ci attiveremo, ma quello che le chiediamo è che il Governo italiano intervenga presso il Governo israeliano, garantisca un'entrata pacifica nelle acque che sono palestinesi, ma sotto il controllo illegale di Israele, perché non sono criminali, non sono militari e non sono nemmeno terroristi.
Detto questo, voglio ricordare che ancora oggi il Governo italiano fugge. E non dovete prendervela se noi diciamo che c'è una complicità. Perché quando non si sanziona il Governo israeliano, quando c'è un doppio che vede, da una parte, sanzionare la Russia e, dall'altra, voltare le spalle a donne e bambini che vengono uccisi, rispetto a comportamenti di una strategia che vuole realizzare il grande Stato di Israele, annettendosi la Cisgiordania, radendo al suolo Gaza, trasformando Gaza in una miniera d'oro, non può non esserci la sanzione.
PRESIDENTE. Concluda.
ANGELO BONELLI(AVS). Non può non esserci la revoca dell'accordo di cooperazione militare E, guardi, sul secondo punto - ho concluso, Presidente - sul secondo punto, anche noi siamo sensibili, noi condanniamo le invasioni sul fronte Est, ci preoccupano fortemente. Ma lei ha detto che l'Italia è vulnerabile, è da sola, ma lei deve chiedere alla sua maggioranza la ragione per la quale non volete una politica estera e di difesa comune.
È chiaro che l'Europa deve costruire una politica estera e di difesa comune, perché di armi in questo pianeta ce ne sono tante: siamo arrivati a 2.700 miliardi di dollari. Mi dica lei, che è il Ministro della Difesa, più esperto, qual è la cifra: 5.000 miliardi di dollari, 6.000 miliardi di dollari all'anno in spese per armamenti…
PRESIDENTE. Concluda, deputato Bonelli.
ANGELO BONELLI(AVS). … per garantire la pace nel mondo? Io penso che la vera via sia una vera politica di negoziazione e di diplomazia che manca a questo pianeta e a questa Europa .
PRESIDENTE. Intanto, colgo l'occasione di questa brevissima pausa per salutare studenti e insegnanti dell'Istituto professionale e commerciale “Vitruvio” di Castellammare di Stabia che sono qui presenti ad assistere ai nostri lavori dalla tribuna. Li ringraziamo e gli auguriamo ogni fortuna .
Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Colucci. Ne ha facoltà. La ascoltiamo.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signore e signori del Governo, signor Ministro, innanzitutto, dobbiamo rilevare la tempestività con cui il Governo oggi interviene in Parlamento. Anche questa volta. Perché credo che le polemiche legate alla presenza del Presidente del Consiglio o di questo o quell'altro Ministro siano assolutamente strumentali. Dobbiamo riconoscere in quest'Aula che ogni volta che si presentano situazioni di particolare rilevanza la tempestività dell'intervento del Governo è garantita e oggi lo è attraverso il Ministro Crosetto, che io ringrazio e noi ringraziamo molto per i toni che ha utilizzato nella sua informativa. Perché sono stati toni pacati, toni assolutamente coerenti con la delicatezza e la complessità del momento che anche l'Italia deve gestire.
Siamo assolutamente a sostegno dell'iniziativa di Governo, così come è stata descritta dal Ministro. Perché ovviamente anche noi condanniamo quanto è accaduto in queste ultime ore alla Crediamo che la difesa della libertà di manifestare sia certamente necessaria e in particolar modo in questo caso, tenuto conto che ci sono 58 italiani all'interno di questa missione. Una missione che credo che la Presidente del Consiglio abbia definito “irresponsabile”, semplicemente perché - come ha ricordato il Ministro Crosetto - ci sono tanti modi per poter manifestare e sensibilizzare l'opinione pubblica. Però bisogna stare molto attenti e prudenti, quando lo si fa mettendo a repentaglio l'incolumità delle persone. Questo è stato sottolineato molto bene anche nell'informativa da parte del Ministro.
Perché l'obiettivo - come ha sottolineato in queste ore il presidente Lupi - è certamente nobile, ma la modalità è pericolosa. Ed è stato opportuno sottolinearlo, se tutto questo sia opportuno, se entrare in acque di un altro Stato, che considera ostile l'iniziativa, sia qualcosa che raggiunge realmente l'obiettivo che ci si è voluti prefiggere. Probabilmente, dal punto di vista di sensibilizzare l'opinione pubblica, sì.
Vediamo quali sono le reali finalità di questa iniziativa. Si vuole sensibilizzare l'opinione pubblica: mi sembra che l'obiettivo sia stato raggiunto, quindi, andare oltre metterebbe a repentaglio una situazione delicata, come ha descritto il Ministro. Si vogliono portare aiuti umanitari: è un obiettivo assolutamente nobile che condividiamo, e il Governo italiano sta facendo meglio di chiunque altro in Palestina nel tentativo di proteggere i civili e di portare aiuti umanitari. Lo stiamo facendo con grande fermezza, ma sempre attraverso un percorso di prudenza che è quello che vorremmo che caratterizzasse anche l'iniziativa di .
Allora, se si vogliono raggiungere gli obiettivi di portare gli aiuti umanitari al popolo palestinese, la strada il Ministro l'ha indicata, cioè la possibilità di dare questi aiuti a Cipro per poi, con i canali diplomatici, raggiungere Gaza. Mi sembra che una delle iniziative certe che sta portando avanti il Governo da quando c'è questa crisi internazionale importante sia proprio quella della coerenza e della serietà nella politica estera, fatta esattamente di diplomazia, di ponti e di dialogo per cercare di arrivare a dei momenti di pace, che sono quelli che tutti noi auspichiamo, e penso che l'Italia stia assumendo un ruolo di mediatore molto credibile. Certamente, non sono le mosse semplicistiche che ogni tanto vengono richiamate, come richiamare l'ambasciatore o imporre sanzioni, ma lavorare diplomaticamente per il cessate il fuoco umanitario e per l'apertura di corridoi sicuri per gli aiuti, perché i corridoi sicuri sono la strada e non rischiare di fare delle iniziative che poi hanno un profilo più provocatorio che un profilo di reale sostanza.
Allora, credo che anche la linea politica del Governo sulla politica estera, per quanto riguarda Israele, è stata sempre molto chiara. Abbiamo sempre detto - e il Governo con forza - che bisogna ribadire il diritto di Israele alla sicurezza contro il terrorismo di Hamas, senza, però, mettere a repentaglio la popolazione civile e mi sembra che il Presidente del Consiglio, in queste ore, abbia sottolineato che c'è stato il superamento della proporzionalità da parte di Israele. Non c'è nessun appiattimento, non c'è nessuna posizione estrema: c'è quell'equilibrio che oggi ha dato al nostro Paese il ruolo di essere un riferimento a livello europeo per la politica internazionale, il Paese più stabile, il Paese più chiaro e il Paese più dialogante.
Allora, noi crediamo, cari colleghi, che bisogna tener conto del clima di preoccupazione che ha messo in evidenza il Ministro Crosetto e dobbiamo assolutamente richiamarci a quella responsabilità, che spesso noi di Noi Moderati chiamiamo il “coraggio della responsabilità”. In quest'Aula, senza strumentalizzazioni e senza dover per forza su ogni vicenda interna e, in particolar modo, internazionale cercare la strada per riuscire a ottenere un profitto elettorale, un voto in più o una posizione di opposizione - scusate la ripetizione - al Governo a tutti i costi, su un tema come questo c'è stato un richiamo del Ministro: aiutiamoci tutti per evitare che ci siano situazioni che aumentino le difficoltà. Quindi, il coraggio della responsabilità dovrebbe unire il Parlamento intorno a un Governo che in questo caso, ancora di più che in altre occasioni, non deve essere identificato come un Governo che ha un colore politico, ma è un Governo di un Paese, del nostro Paese, che sta facendo il meglio per far rispettare i diritti internazionali, per garantire la pace, per difendere la libertà di manifestare, ma anche per portare gli aiuti umanitari e aiutare un popolo che sta vivendo, come ha detto il Presidente Meloni, una sproporzione rispetto a una reazione legittima di difesa dei propri territori.
Allora, io credo che l'unica strada possibile e seria che tutti noi dobbiamo seguire - faccio un appello sincero nei confronti dell'opposizione - è quella di aiutarci nel dialogo e nei rapporti con tutte le formule di dialogo per far comprendere alla che gli obiettivi di comunicazione esterna sono stati raggiunti, che l'obiettivo di dare aiuti umanitari è assolutamente nobile e tutti lo condividiamo, ma usiamo delle strade che non mettano in pericolo nessuno e non mettano in pericolo la vita delle persone. Come dice il Ministro, indipendentemente dal fatto che ci siano europarlamentari o parlamentari italiani, sono esseri umani, sono italiani, sono persone che devono essere tutelate anche con la nostra azione di responsabilità e, attraverso questi canali, bisogna convincerli che gli obiettivi sono stati raggiunti, ma per quanto riguarda l'ultimo obiettivo che si vuole conseguire, che è quello di far arrivare gli aiuti, c'è una strada certamente diversa.
Condividiamo anche la posizione - concludo - del Governo sul riconoscimento dello Stato di Palestina, però attraverso i due aspetti che la Presidente Meloni ha sottolineato, ovvero la necessaria liberazione degli ostaggi israeliani da parte di Hamas, perché non ci sarebbe ragione di proseguire su questa strada, e che Hamas non partecipi a un Governo palestinese, perché sono due condizioni verso le quali non si comprende chi possa opporsi. Questa sarebbe la strada intelligente di mediazione con cui un Paese forte e autorevole, come l'Italia, si attesta e credo che possa dettare la linea alla politica internazionale di altri Paesi europei.
Credo quindi - e concludo - che il coraggio della responsabilità lo abbia avuto il Governo - e deve continuare ad averlo - e bisogna averlo come maggioranza e opposizione. Questo è il momento di unirsi e di lavorare insieme per ottenere un obiettivo comune: la difesa delle persone e la pace nelle terre dove oggi ci sono guerre, perché sono troppe - lo ha detto Papa Francesco -, è una terza guerra mondiale fatta a pezzi, come ha ricordato il Presidente Meloni all'Assemblea dell'ONU, e noi, su questo, abbiamo la responsabilità di intervenire e di fare la nostra parte .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Maria Elena Boschi. Ne ha facoltà.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie Presidente e grazie al Ministro Crosetto per le informazioni che ha reso questa mattina, anche in modo celere, grazie per l'impegno di queste ore. Noi, come Italia Viva, Ministro, le rinnoviamo la disponibilità istituzionale e la volontà di collaborare sui temi che riguardano la difesa, che riguardano la tutela dei nostri concittadini anche all'estero, gli impegni geopolitici, perché su questo crediamo che sia utile lavorare insieme. Attraverso lei, Ministro, vogliamo anche far arrivare il nostro sostegno alle Forze armate che sono impegnate negli scenari internazionali, in modo particolare nei teatri baltici, oggetto, in queste ore, di sconfinamenti russi.
Noi dieci anni fa, quando eravamo al Governo, abbiamo autorizzato la missione a sostegno dei nostri alleati baltici, rispetto alle minacce russe, e allora venimmo definiti idioti dalla del suo partito che era all'opposizione e che oggi è la Presidente del Consiglio Meloni. Io credo che in questi dieci anni vi siate resi conto che non era un'idiozia quella missione, che è utile e che è importante il lavoro che stanno svolgendo lì le nostre Forze armate, che dovrebbero essere ringraziate quando si alzano in volo a difesa dei nostri confini e, loro sì, abbracciate e non i rappresentanti del Governo che ci minaccia. Questo, Ministro, dovrebbe spiegarlo ai suoi alleati di Governo.
Con riguardo alla, noi crediamo, Ministro, che anche voi dobbiate prendere atto che c'è nel Paese una passione civica crescente, che c'è un impegno, c'è una reazione spontanea, di popolo, rispetto all'orrore che si sta verificando a Gaza e questo spinge anche alcune persone, in modo pacifico, a decidere di imbarcarsi per portare aiuti umanitari. Anche noi pensiamo che ci siano magari strumenti più efficaci per raggiungere quell'obiettivo, attraverso i canali del Governo, le ONG presenti sul territorio, la comunità cristiana, i frati francescani, però sappiamo che quella iniziativa ha anche un valore ovviamente di protesta, ha un valore per dare un segnale importante di vicinanza a quella popolazione. Allora, io posso pensare che noi, da parlamentari, dobbiamo agire in queste Aule più che metterci in mare, ma ho grande rispetto per chi è sulla e mando un abbraccio, ovviamente, ai nostri colleghi che sono impegnati lì in queste ore e crediamo, comunque, che la loro incolumità e quella di tutte le persone che si trovano a bordo di quelle navi debba essere garantita. Per cui, la invitiamo a mantenere l'impegno anche delle nostre Forze armate per evitare che ci possano essere situazioni di pericolo per i nostri concittadini e non solo, ma soprattutto a tenere vivo il dialogo tra le autorità di Governo e chi si trova su quelle imbarcazioni.
Vede, Ministro, ieri però la Presidente del Consiglio, da New York, ha detto che tutto questo viene fatto contro di lei, che è un attacco contro di lei, che tutti ce l'hanno con lei. Io credo davvero che sia un eccesso di vittimismo da parte della Presidente del Consiglio e ha ragione Elly Schlein quando sottolinea la differenza tra il suo stile, Ministro, istituzionale in quest'Aula stamattina, e le parole che abbiamo sentito ieri da New York dalla Presidente del Consiglio , perché, Ministro, la Presidente del Consiglio non può utilizzare quella sede per attaccare le opposizioni. L'Assemblea generale dell'ONU non serve per risolvere beghe nazionali: lì la Presidente del Consiglio dovrebbe portare la posizione del nostro Paese sulla Palestina, e non solo.
Allora, serve la politica - e noi non ci tiriamo indietro su questo - e sul conflitto russo-ucraino dal primo giorno diciamo che serve la politica e serve la diplomazia.
Abbiamo proposto l'inviato speciale dell'Unione europea, abbiamo fatto i nomi di Merkel, di Blair. Noi siamo d'accordo sul sostegno militare ai nostri fratelli ucraini, siamo d'accordo sul fatto di aiutarli nella difesa, ma non possiamo trascurare e arrenderci rispetto a quello che è l'impegno politico e diplomatico. Perché chi oggi vuole togliere il sostegno militare agli ucraini vuole garantire la vittoria di Putin, ma chi non percorre la strada della diplomazia non farà vincere Kiev.
Ministro, sulla questione palestinese noi da sempre siamo per il riconoscimento “due popoli, due Stati”, e non è un caso che questa soluzione sia boicottata non soltanto dai macellai di Hamas, ma anche dagli estremisti che sostengono l'assurdo Governo Netanyahu. Perché da un lato c'è chi sostiene “dal fiume al mare”, perché venga annientato lo Stato di Israele, e dall'altro c'è chi, però, vuole annientare lo Stato palestinese con l'occupazione dei coloni. Allora dobbiamo rimettere al centro l'impegno “due popoli, due Stati”, e ci convince la Presidente del Consiglio quando dice “liberiamo gli ostaggi”, quando dice “disarmiamo Hamas”, quando parla del riconoscimento dello Stato palestinese.
Solo che 10 anni fa era d'accordo sul farlo subito, senza se e senza ma; adesso mette dei vincoli diversi, forse per quelli che sono gli scenari geopolitici. Noi però, Ministro, pensiamo che serva un elemento in più, cioè cosa succede a Gaza. Non basta pensare al riconoscimento dello Stato palestinese, perché noi sappiamo benissimo che, anche prima dell'arrivo dei carri armati israeliani, l'Autorità palestinese non aveva il controllo di Gaza. Allora ci dobbiamo porre il tema di cosa avviene dal giorno dopo e noi abbiamo detto: ridiamo protagonismo ai Paesi arabi moderati, diamo protagonismo alla Lega araba.
E sosteniamo il piano che ha proposto Blair, il ritiro dei carri armati israeliani e l'istituzione di un'autorità internazionale transitoria, che possa disarmare Hamas e gli altri iraniani, che possa soprattutto salvare la vita ai bambini a Gaza, la popolazione di Gaza, ricostruire le scuole, ricostruire Gaza.
Noi, Ministro, pensiamo che meritino rispetto coloro che sono sulla , meritino rispetto tutti. Per esempio, non abbiamo trovato condivisibile la scelta di far scendere dalla la giornalista de , Del Vecchio. Pensiamo che meritino rispetto tutti, anche la comunità LGBTQ+, che fa bene a rimanere su quelle navi, nonostante alcuni tentativi di integralisti omofobi di farli scendere. Noi pensiamo che meritino rispetto le migliaia di persone che in Italia sono scese in piazza, qualche giorno fa, per portare avanti le loro idee in modo pacifico, per esprimere la loro vicinanza rispetto alla causa di Gaza in modo pacifico.
Non meritano, invece, rispetto coloro che hanno assaltato la stazione di Milano; lì meritano punizioni serie. E tramite lei vogliamo far arrivare la nostra vicinanza alle Forze dell'ordine, alle Forze armate, che hanno garantito non soltanto che si potessero svolgere questi cortei, ma hanno evitato che ci fosse un crescendo di incidenti, anche pericolosi, per coloro che partecipavano in modo pacifico, perché sicuramente non è rompendo le vetrine a Milano che si salvano i bambini a Gaza, questo è chiaro.
Però, Ministro, chiudendo, io le chiedo di dare una mano, visto appunto che è una persona così moderata, nell'abbassare tutti i toni, e le chiedo una mano soprattutto nel convincere a farlo chi per prima ha questa responsabilità, che è la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ieri ha detto che lei subisce minacce per la sua vita; capita, purtroppo, a tutti i Governi, ai Presidenti del Consiglio, ai Ministri. Ed è giusto che lei appronti tutte le misure di sicurezza utili ad evitare che le minacce diventino atti concreti, come fanno tutti i Governi responsabili.
Però occorre anche creare un clima diverso e non acuire le tensioni sociali, le differenze e le contrapposizioni, chiedendo, da un lato, di abbassare i toni, come fa la Presidente del Consiglio, e, dall'altro, attaccando le opposizioni e tutti quelli che non la pensano come lei ogni giorno. Perché la Presidente del Consiglio rappresenta tutti gli italiani in questo momento, non solo quelli che l'hanno votata, anche quelli che non l'hanno votata e non la voteranno mai.
E questo non significa solo garantire l'incolumità sulla , garantire l'incolumità di chi partecipa a manifestazioni in modo pacifico; significa anche rispettare le opinioni di quel pezzo d'Italia e non seminare contrapposizioni e tensioni che possono soltanto seminare un clima che davvero poi diventa difficile e preoccupante per tutti. Quindi noi faremo la nostra parte e stiamo facendo la nostra parte, però chi ha più responsabilità cominci dando il buon esempio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Riccardo Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). La ringrazio, Presidente. Ministro, noi abbiamo apprezzato la sua decisione di inviare la fregata e le sue parole, ribadite questa mattina in quest'Aula, denotano un senso delle istituzioni e una lucidità istituzionale che, però, non è quella di gran parte della sua maggioranza, non è quella di gran parte degli interventi che abbiamo ascoltato da parte della sua maggioranza, non è quella di gran parte del suo Governo e, soprattutto, non è quella della Presidente del Consiglio, che è in preda a una sorta di mania di persecuzione politica.
La Presidente Meloni è convinta che quasi tutto quello che accade nel mondo sia parte di un complotto ordito ai danni del suo Governo. Una missione umanitaria internazionale, con partecipanti di 44 Paesi, con 40 imbarcazioni, 500 persone che partecipano, sarebbe ordita all'interno di un complotto contro il vostro Governo. La realtà è che il danno politico che Meloni si sta accorgendo di subire è dovuto alla poca chiarezza di linea in politica estera, è dovuto al fatto che ancora non abbiamo sentito, se non nelle ultime ore, una condanna netta per la mattanza, per la strage inutile, per l'annientamento di un popolo che sta avvenendo per mano del Governo di Netanyahu.
Noi ancora non abbiamo compreso qual è la posizione del Governo italiano sulle sanzioni proposte dalla Commissione europea: abbiamo sentito il Ministro degli Affari esteri, Tajani, balbettare cose contraddittorie; abbiamo sentito l'altro Vicepresidente del Consiglio dire l'opposto; abbiamo sentito cose confuse dalla Presidente Meloni. Forse dovremo aspettare la prossima settimana per comprendere su quelle sanzioni cosa vuole fare il Governo italiano.
Quando poi si dirà che l'Europa non ha fatto nulla, si dovrà dire che è stato per responsabilità politica di alcuni Paesi che, in seno al Consiglio, hanno bloccato le proposte della Commissione europea , tardive, magari insufficienti, ma che ci sono state e sono state bloccate per responsabilità del nostro Governo. Avevamo chiesto, sin dall'inizio della partenza della , una cosa chiara: che il Governo italiano chiedesse al Governo israeliano un impegno formale a garantire la sicurezza di quelle persone.
È stato fatto questo? Ancora ci sembra di no e noi crediamo che vada fatto in queste ore, ai massimi livelli, con convocazioni formali. Lei ci potrà dire che magari non sarà sufficiente, perché Israele ha preso una posizione di un altro tipo. Bene, ma va fatto, è un punto che va segnato. Di fronte alla campagna incessante di distruzione che il Governo Netanyahu sta portando avanti, avevamo aderito e sostenuto le richieste che decine di ambasciatori italiani, molto autorevolmente, avevano fatto e che avevano, lanciando un appello, rivolto anche al suo Governo.
Non sono sicuramente persone di parte, non sono sicuramente degli irresponsabili, non sono persone che non conoscono la diplomazia e non conoscono la politica estera. Anche su quello voi non avete ritenuto di dare alcun segnale. Oggi il riconoscimento - concludo, Presidente - dello Stato di Palestina non è secondo quel gioco di prestigio che la Presidente Meloni vuole ribaltare contro le opposizioni di nuovo, accusandoci di essere -Hamas…
PRESIDENTE. Concluda.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). …è un punto anche per evitare annessioni territoriali, perché le è chiaro, Ministro, che la guerra di Israele si è trasformata in una guerra di occupazione? E la risposta, anche a livello diplomatico, deve essere all'altezza di questo. Concludo sul fronte orientale: ci sta molto a cuore, non lo sottovalutiamo. Crediamo che debba essere una preoccupazione prioritaria avere una forza di deterrenza effettiva, politica e militare.
Questo significa avere una vera sovranità europea, altrimenti i sovranisti si dovranno accorgere che non c'è nessun'altra sovranità possibile
PRESIDENTE. È così esaurita l'informativa urgente.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare la deputata Carmela Auriemma. Ne ha facoltà.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo perché martedì 30 ci sarà il tavolo di Trasnova, della vertenza Trasnova, davanti al MIMIT, al Ministero.
Sappiamo che i lavoratori, 400 lavoratori hanno ottenuto con grande forza, con grande coraggio, l'annullamento di 400 licenziamenti. È stato concesso un anno a Trasnova per trovare nuove commesse, per trovare una soluzione per i lavoratori. Purtroppo, i tavoli che si sono avuti fino ad oggi non hanno portato risultato. E perché? Perché Stellantis, che è il vero committente di questi lavoratori, non si è presentata al tavolo.
Allora è necessario ribadirlo, ancora una volta: Stellantis deve assumersi le sue responsabilità, innanzitutto rinnovando la commessa per almeno altri due anni, e dare la possibilità a Trasnova di prevedere dei percorsi per questi lavoratori. Un anno è volato, siamo quasi alla scadenza e non è possibile che Stellantis pensi di essersi sollevata da ogni responsabilità addirittura non presentandosi ai tavoli. È necessario che martedì sia presente, altrimenti scenderemo di nuovo in piazza e bloccheremo di nuovo il sito .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Dario Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, Presidente. La verità che non sentiamo dire da nessuna parte è che finché Israele non si ritira dai territori occupati, finché, invece di massacrare innocenti e il diritto internazionale, non inizia a cooperare con i palestinesi, a usare tutta la tecnologia che ha sua disposizione ai fini di una convivenza pacifica, questa guerra, questo odio, questa condanna non finiranno mai.
Allora, quando dite che, prima di riconoscere la Palestina, bisogna sradicare Hamas, io vi dico che, prima di avere rapporti istituzionali e commerciali con Israele, bisogna consegnare alla giustizia Netanyahu . Se dite che bisogna liberare prima gli ostaggi, io vi dico che sono d'accordo se vi riferite a tutti gli ostaggi e, quindi, soprattutto ai palestinesi. Perché qui tutti parlano degli ostaggi israeliani - e per carità, un centinaio, adesso sono 50, spero sinceramente siano presto liberi -, ma nessuno, né carta stampata, né TV, né in quest'Aula sento mai qualcuno parlare dei 3.600 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane senza uno straccio di accusa formale.
Per riconoscere la Palestina bisogna semmai cacciare i coloni e consentire a tutti i palestinesi in giro per il mondo, che da decenni sono esuli senza colpa, di poter tornare nella loro terra. Se dite di voler riconoscere la Palestina, smettetela di parlare di Hamas, perché la Palestina non è stata riconosciuta neanche quando Hamas non c'era e perché finché Hamas era la scusa per non riconosce la Palestina, allora diamo per scontato che Netanyahu si assicurerà che Hamas ci sia sempre, finché non avrà ottenuto il suo scopo di annettere tutta la Palestina. Allora vi dico: voi avevate la possibilità di stare con Francesca Albanese, di stare dalla parte della che sta denunciando un illegale…
PRESIDENTE. Deve concludere.
DARIO CAROTENUTO(M5S). …e invece vi dico - e concludo, Presidente, grazie - che avreste potuto almeno imparare la lezione della storia del fascismo, che pure conoscete bene e, allora, avreste evitato di rendere di nuovo l'Italia complice di un altro genocidio .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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