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Venerdì 26 Settembre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 538 - Svolgimento di una interpellanza urgente
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di una interpellanza urgente sul seguente argomento:
Iniziative in ordine al biomonitoraggio dei livelli di Pfas negli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al riconoscimento dello status di lavoratori sottoposti a impieghi altamente e particolarmente usuranti e invalidanti (Traversi - M5S).
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per l’Interno, Emanuele Prisco.
XIX LEGISLATURA
538^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 26 settembre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di una interpellanza urgente (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Trasmissione dal Senato di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente
- Interpellanza urgente (Svolgimento)
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO TRAVERSI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 90, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Il Presidente del Senato, con lettera in data 25 settembre 2025, ha trasmesso alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato ai sensi dell'articolo 96-, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla II Commissione (Giustizia):
S. 1625 - "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi" (2623) – exbis
Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.
Poiché il suddetto disegno di legge è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da martedì 30 settembre 2025, ai sensi del comma 5 dell'articolo 96- del Regolamento, i termini di cui ai commi 3 e 4 del medesimo articolo sono conseguentemente adeguati. In particolare, il termine per la presentazione di questioni pregiudiziali riferite al disegno di legge è fissato alle ore 12 di lunedì 29 settembre 2025.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza urgente.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente all'ordine del giorno Traversi ed altri n. 2-00682 .
Chiedo al deputato Traversi se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ROBERTO TRAVERSI(M5S). Grazie, Presidente. Passare dal verbale che ho letto all'interpellanza è complicato, emotivamente è stato un verbale molto coinvolgente. Abbiamo chiuso ieri con il Ministro Crosetto in Aula, quindi è una situazione che preoccupa tutti. Da lì bisogna ripartire. Però, ovviamente, i cittadini ci richiedono anche delle priorità per il nostro Paese ed oggi, per quanto davanti a venti di guerra che stanno insidiando anche la nostra e tutti i nostri amici che hanno anche partecipato a questa missione, sottoponiamo una situazione che anch'essa ci preoccupa tanto.
È una vicenda che tocca quattro Ministeri: Salute, Ambiente, Interno (poi capiremo anche perché) e, soprattutto, Lavoro. Si tratta della vicenda dei PFAS, un tema che sta assumendo una grandissima rilevanza anche nel nostro Paese. Ovviamente vorremmo avere l'ausilio del Governo su questa situazione, perché l'esposizione a queste sostanze è sempre più pericolosa. Sono sostanze largamente utilizzate dall'industria - a partire dagli anni Cinquanta - perché aventi proprietà chimico-fisiche eccezionali e una grandissima resistenza ma, piccolo dettaglio, che non è un dettaglio, sono degli inquinanti eterni. Hanno avuto un grande ruolo, soprattutto nell'industria, per la resistenza all'acqua, al grasso, al calore e all'usura, che li rende ideali anche per prodotti di uso quotidiano come le pentole antiaderenti e gli imballaggi alimentari. Il primo impiego, addirittura, si è avuto - per tornare al nefasto momento di adesso e alle paure che tutti abbiamo - per preparare anche quella che fu la bomba atomica, proprio per le qualità che aveva in quel senso.
Purtroppo, però, ne hanno altre che sono pericolosissime per noi, perché numerosi studi scientifici hanno dimostrato la loro correlazione con gravissime patologie, come tumori, disfunzioni metaboliche, infertilità e danni al sistema endocrino ed epatico. L'entità del problema ha una rilevanza ambientale pesantissima, e non solo italiana. A chi chiede il perché siano così pericolose, bisogna ricordare un paio di passaggi che sono stati fondamentali per arrivare oggi, qui, a presentare questo problema, partendo dall'Agenzia europea dell'ambiente, che ha effettuato uno studio sull'intera Europa, rilevando che dal 2018 al 2022 il 60 per cento dei fiumi, il 30 per cento dei laghi e in alcune aree addirittura il 100 per cento delle acque costiere avevano superato gli standard di qualità ambientale medi annuali per la presenza di una sostanza che è un derivato di queste sostanze inquinanti.
Non solo, anche per l'acqua potabile Greenpeace Italia ha realizzato una mappa, per quanto riguarda la contaminazione. Con questa indagine, chiamata “Acque senza veleni”, hanno raccolto, da settembre a ottobre 2024, in tutta Italia 260 campioni di acqua potabile in 235 città, da Nord a Sud, alla ricerca di queste sostanze. Ebbene, il 79 per cento dei campioni esaminati ha rilevato una concentrazione elevata di PFAS. Poi, cosa è successo? Una cosa altamente importante: ci sono state due sentenze.
Quindi, naturalmente, poi il cerchio si chiude anche con delle sentenze - ovviamente le vicende non sono ancora concluse, si concluderanno -, perché cosa è successo, soprattutto a Vicenza? A maggio, per la prima volta, una sentenza del tribunale di Vicenza ha stabilito un nesso causale fra l'esposizione ai composti chimici e la morte di un dipendente della Miteni. A giugno, la corte d'assise ha emanato delle pene esemplari: i e i dirigenti sono stati condannati perché questa sostanza avrebbe inquinato le falde acquifere più grandi d'Europa. Condanne, quindi, per 141 anni e 76 milioni di euro. Veramente una situazione che salta all'occhio anche per queste pene che non giudico, ovviamente, perché sono sentenze, però fanno capire il rilievo della questione.
Siamo invece qui perché abbiamo interpellato soprattutto il Ministero dell'Interno e siamo molto contenti di avere il Sottosegretario Prisco, perché sappiamo che conosce bene ed ha a cuore la materia. Il 9 giugno qui alla Camera ho presieduto una conferenza, presso la sala stampa, con il sindacato di base USB, dove sono stati presentati dei dati di monitoraggio forniti insieme a Greenpeace. Greenpeace ha parlato soprattutto delle acque, mentre il sindacato di base ha denunciato a chiare lettere che questo problema tocca in particolare i Vigili del fuoco.
In base a cosa hanno potuto dirlo? Hanno potuto dirlo perché a sostegno di questo hanno presentato una riprova: 16 persone dei Vigili del fuoco, che sono afferenti a 6 comandi diversi (Alessandria, Padova, Verona, Genova, Catania e Arezzo, per essere precisi) e, quindi, a 5 regioni, si sono sottoposti a un prelievo ematico e si è riscontrato che tutti loro hanno un valore più alto rispetto alla popolazione. Questo è dovuto probabilmente alla circostanza che sono doppiamente esposti - come noi e ogni normale cittadino magari all'aria, all'acqua - e il loro valore incrementato parrebbe rilevarsi soprattutto nei dispositivi che utilizzano e negli schiumogeni che si usavano e che pare si usino ancora.
Queste informazioni ovviamente noi le chiediamo al Ministero, perché le risposte relative a queste alterazioni sarebbe utile che sia il Ministero a fornirle. Nella loro indagine hanno analizzato dei di indumenti che quotidianamente indossano e queste sostanze le hanno rilevate ovunque. La cosa particolare è che ci sono anche delle molecole datate che non ci dovrebbero quasi più essere in giro e, invece, si ritrovano.
Altrove si stanno già prendendo carico di questo problema: in California hanno rivisto completamente tutti i parametri e addirittura, adesso, negli indumenti che vengono dati ai Vigili del fuoco, c'è proprio scritto che è un materiale privo di PFAS.
Nonostante la direttiva europea abbia portato al divieto di utilizzo di schiumogeni, come dicevamo prima, nel 2019, permangono però delle criticità su riconoscimenti normativi e tutele previdenziali come evidenziato dall'esclusione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall'assicurazione obbligatoria prevista dal DPR n. 1124 del 1965.
Alla luce di tutto quanto esposto, quindi, abbiamo intanto chiesto al Governo di promuovere l'avvio di un programma di biomonitoraggio volontario su base nazionale, volto a misurare e tutelare la salute dei Vigili del fuoco, attivi e in quiescenza. È anche, però, doverosa l'estensione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui dicevo prima.
Confido nel vostro supporto per affrontare, con una determinazione, questa cruciale tematica a tutela dei lavoratori che quotidianamente mettono a rischio la propria vita per la sicurezza della collettività.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco, ha facoltà di rispondere.
EMANUELE PRISCO,. Grazie, Presidente. Signor Presidente, onorevoli deputati, segnalo preliminarmente che, sul piano della prevenzione, il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è sottoposto a sorveglianza sanitaria periodica, comprensiva anche di protocolli integrativi che possono essere avviati da parte del medico competente, in relazione all'esposizione lavorativa a rischio specifico, con la facoltà di prescrivere ogni ulteriore accertamento diagnostico ritenuto più appropriato, ove non previsto dai protocolli ordinari.
L'attuale protocollo sanitario previsto per il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco comprende anche dei parametri che, con riferimento alla tematica in discussione, costituiscono uno strumento di monitoraggio precoce dei cosiddetti “indicatori biologici di effetto”, espressione che allude a parametri che consentono la misurazione dell'effetto biologico indotto dalla sostanza nei diversi organi-bersaglio per ottenere informazioni più direttamente legate alle implicazioni cliniche. Il protocollo vigente consente di monitorare gli effetti clinici per i quali sono state riportate prove sufficienti e suggestive di associazione con l'esposizione ai PFAS.
L'impegno per l'ampliamento della tutela della salute del personale trova, inoltre, un ulteriore tangibile riscontro anche nella realizzazione della cosiddetta “cartella sanitaria e di rischio digitale” (LISER digitale), effettuata grazie ai fondi del PNRR, che ha l'obiettivo di realizzare un sensibile miglioramento complessivo in materia di gestione delle visite mediche preventive e periodiche, cui è sottoposto il personale.
In particolare, tale procedura gioverà all'analisi statistica dei , al monitoraggio delle infermità, alla verifica delle misure di prevenzione adottate e, quindi, essa ne aumenterà l'efficienza e l'efficacia, in coerenza con lo specifico obiettivo del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) del dipartimento dei vigili del fuoco di “assicurare la sicurezza del personale” nel triennio 2024-2026; ovviamente, anche nei successivi, ma questo è il piano vigente.
È stata, inoltre, emanata dal dipartimento dei Vigili del fuoco una circolare del 6 agosto 2019 recante “Prime linee direttive finalizzate al miglioramento dell'attività di spegnimento degli incendi”, che ha fornito, tra l'altro, raccomandazioni sulle modalità di impiego degli schiumogeni sintetici privi di sostanze PFOS, sulla messa al bando degli schiumogeni contenenti PFOS e sulla gestione transitoria dei vecchi schiumogeni di tipo proteinico e fluoro proteinico.
Oltre a tali iniziative e al fine di attivare delle iniziative epidemiologiche a livello nazionale, il Ministero dell'Interno ha chiesto ai comandi territoriali dei Vigili del fuoco di procedere alla tracciabilità di potenziali rischi ambientali connessi alla presenza di elevati livelli di PFAS sul territorio.
Pertanto, le direzioni regionali e interregionali dei vigili del fuoco sono state incaricate di acquisire informazioni prodotte dagli organismi territorialmente competenti (quindi, ARPA e aziende sanitarie locali), relative all'eventuale accertamento ufficiale di criticità legate alla presenza di PFAS nei territori di competenza.
Nel caso in cui gli esiti di tali accertamenti evidenzino concentrazioni significative di PFAS nel territorio, verrà successivamente avviato un monitoraggio ambientale presso le sedi di servizio dei comandi dei Vigili del fuoco interessati. Nel caso in cui dai suddetti campionamenti ambientali emerga una contaminazione da PFAS, si procederà con uno studio sul personale potenzialmente esposto, attraverso l'effettuazione - su base volontaria - di analisi biologiche (prelievi di sangue e di capelli), secondo un protocollo già adottato nella regione Emilia-Romagna.
Informo, inoltre, che lo scorso 31 marzo è stato firmato un accordo attuativo tra la direzione regionale dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile dell'Emilia-Romagna e l'Università di Bologna, per lo svolgimento delle attività di ricerca - il primo esempio in Italia - finalizzata alla valutazione a livello scientifico-sperimentale dell'eventuale presenza di sostanze PFAS nel sangue e nei capelli del personale dei Vigili del fuoco che espleta funzioni operative nella regione Emilia-Romagna.
Si tratta di circa 400 unità dei Vigili del fuoco, provenienti dalle sedi e dai distaccamenti situati in regione, che aderiranno su base volontaria e in forma anonima, al fine di confrontarne i risultati con i dati riportati nello studio che sta conducendo l'Istituto di medicina legale dell'Università di Bologna.
Tale accordo si inserisce nel quadro più ampio di una complessiva attività di già da tempo posta in essere nella regione Emilia-Romagna.
La specifica utilità di tale attività di ricerca consiste nel fatto che essa potrà includere analisi comprendenti diverse realtà non solo riferite al personale dei Vigili del fuoco, ma estese anche a gruppi specifici di popolazione nella stessa regione.
I dati raccolti sono in fase di elaborazione da parte del dipartimento di medicina dell'Università di Bologna e il loro esame potrà permettere di operare valutazioni più attendibili, una volta rapportati alle particolari condizioni di vita dei diversi gruppi di popolazione considerati, consentendo così di determinare se un'eventuale presenza di PFAS possa essere considerata di natura ambientale oppure correlata ad altri possibili, specifiche cause, le quali, a loro volta, potranno essere meglio contestualizzate e quindi più compiutamente analizzate.
In riferimento alla possibilità di qualificare il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco come lavoratori esposti a PFAS, come prospettato dall'onorevole interpellante, il Ministero dell'Interno ritiene opportuno attendere gli esiti della elaborazione dei dati sperimentali derivanti dallo studio che sta conducendo l'Università di Bologna.
L'insieme delle analisi da esse ricavati fornirà elementi di conoscenza e valutazione utili a definire l'eventuale necessità di interventi mirati circa il rischio di eventuale esposizione a PFAS per il personale operativo dei Vigili del fuoco. Costante è pertanto l'attenzione che quest'amministrazione riserva al proprio personale, ulteriormente attestata dalla recente istituzione della Direzione centrale per la salute dei neo istituiti uffici interregionali per le attività sanitaria per le macro-aree di Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud.
Inoltre, con riguardo all'estensione della copertura assicurativa INAIL al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a cui fa riferimento l'interpellante, il Ministero del Lavoro, sentito sul punto, ha comunicato che l'articolo 1, comma 3, n. 22, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nello stabilire l'obbligatorietà dell'assicurazione per gli addetti all'estinzione degli incendi, esclude esplicitamente il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Dal canto suo, l'INAIL ha rappresentato che tale esclusione è stata successivamente ribadita, da ultimo, dall'articolo 1, comma 348, della legge n. 213 del 2023, che ha autorizzato apposita spesa per il triennio 2024-2026 per la stipulazione di polizze assicurative a favore del personale dei Vigili del fuoco per la copertura sanitaria e infortunistica complementare e integrativa rispetto a quanto già previsto nella normativa generale.
Ne consegue che il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è attualmente tutelato da un sistema articolato di misure previdenziali, assistenziali e risarcitorie, specificamente pensato per le peculiarità e i rischi di questa professione, in caso di infortunio o malattia legata al servizio. Sono altresì previsti specifici strumenti come il riconoscimento della causa di servizio per infermità e malattie derivanti dall'attività lavorativa. Inoltre, fermo restando le tutele esistenti, si ritiene di proseguire l'interlocuzione con il Ministero del Lavoro al fine di valutare i presupposti per l'eventuale estensione della copertura INAIL al personale dei Vigili del fuoco.
Infine, per completezza informativa, è utile ricordare che il Dipartimento dei Vigili del fuoco e l'INAIL collaborano da tempo in modo proficuo. Sono stati, infatti, sottoscritti, nel 2022 e nel 2023, due protocolli d'intesa che introducono una serie di misure volte alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e prevedono la valutazione dei servizi erogati dall'INAIL al fine di individuare eventuali misure più funzionali che migliorino le attuali forme di tutela del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Ad ogni modo, la sicurezza e la salute del personale e, in particolare, di questo personale resta una priorità per il Ministero e per il Governo e intendiamo mettere in campo tutte le possibili misure finalizzate a questo obiettivo - e lo dico con chiarezza - senza strumentalizzazioni e senza speculazioni sulla salute delle donne e degli uomini in divisa.
PRESIDENTE. Il deputato Traversi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ROBERTO TRAVERSI(M5S). Grazie, Presidente. C'è la soddisfazione, ovviamente, di sapere che si stanno compiendo studi. Non c'è da parte mia nessun tipo di speculazione, anche perché acquisiamo dati e con questi lavoriamo. Quindi, quando si lavora così, come intende il Governo lavorare, con degli studi condotti dalle università, siamo ben contenti. Però, la speculazione, non trovo neanche simpatico citarla, perché, come dicevo, ho citato - addirittura siamo arrivati alle sentenze e poi siamo arrivati ai Vigili del fuoco - tutte le prove che hanno fatto. Quindi, siamo arrivati in Aula con un percorso abbastanza importante che è stato fatto.
Prendo, invece, la prima parte della chiusura del Sottosegretario, con l'impegno massimo da parte del Governo e da parte di tutta la struttura, perché la salute viene prima di tutto. Queste sono le parole che mi rimangono in testa e sono contento per aver sentito questo, soprattutto. Quindi, lo invito, anche personalmente, a seguire questa vicenda e so che lo farà. Anche noi controlleremo e vigileremo e, soprattutto, credo che lo faranno anche tutti i sindacati che ci stanno seguendo - e voglio anche ringraziare quello di base - perché hanno fatto tantissimo su questa materia e, quindi, un avanzamento in più. Ovviamente, a me non resta che, in realtà, ringraziarli e anche questa risposta poi la analizzeranno nel dettaglio, come la analizzeremo noi. Dimostrano sempre l'amore anche per il loro lavoro, per la loro divisa e per il nostro Paese e, quindi, ci mancherebbe. Noi li chiamiamo eroi e allo stadio al loro inno si alzano tutti, però poi la politica ovviamente deve fare anche delle cose, perché altrimenti la questione non funziona.
Da parte mia li ho seguiti, li seguo molto tuttora in tutte le difficoltà che ogni giorno coinvolgono le loro attività. Ci sono molti problemi e tanti li ho segnalati proprio in quest'Aula. Ricordo l'ultimo, quello della mancanza di personale. Siamo partiti dalla vicenda che è successa proprio a Chiavari, dove un ragazzino di 14 anni è rimasto intrappolato nella piena di un fiume e il soccorso, che non è stato tempestivo - anche qui, poi, ci sono tutte le indagini in corso e i tribunali che sentenzieranno -, non ha permesso di salvargli la vita. Dopo un'ora, quindi, avevo espresso già questo problema e questo era un problema che nasceva fra le altre cause, che poi, appunto, qualcheduno dovrà meglio specificare, anche per una chiamata a Chiavari che coinvolgeva La Spezia. Insomma, ci sono anche questioni di organizzazione che non hanno permesso di salvare questa vita. Quindi, questo era un caso che avevo portato.
Avevo portato tanti altri temi come il limite di età, che negli altri Paesi è di 45 anni e da noi si arriva a 60. Manca un registro delle malattie professionali e hanno mezzi vetusti, che hanno anche 25 anni. Bisogna, ovviamente, migliorare la formazione e la consapevolezza di tutto quello che rischiano. Mancano, appunto, le tutele INAIL legali e, come evidenziavo, ci sono poi anche dei processi ai quali sono sottoposti e, quindi, anche su questi punti una tutela ulteriore forse sarebbe meglio che avvenisse.
Abbiamo richiesto di avviare un piano triennale di assunzioni anche ai fini specialistici. Abbiamo evidenziato problemi di ogni tipo, come quello della sede distaccata di Genova - sto parlando di Genova Levante - perché anche lì fra una sede e l'altra ci sono troppi chilometri. Abbiamo ottenuto anche i fondi eventualmente per riuscire ad aprirla e fare una nuova sede distaccata. Era il 2019 e il comune - ovviamente vecchia gestione - non è riuscito a trovare una sede opportuna per poterla ospitare. Quindi, anche questa è una deficienza che abbiamo illustrato. Ogni giorno, anche grazie all'aiuto dell'amico consigliere regionale Stefano Giordano, seguiamo tanti altri temi, come la chiusura delle mense, l'elisoccorso e i sommozzatori. In Liguria piano piano tutti questi reparti stanno sparendo, anche lì, per mancanza di personale.
Quindi, ovviamente, non chiedevo una soluzione. Sono stato seduto anch'io in quei banchi e quindi - ci mancherebbe - capisco benissimo che stiamo parlando di un problema che parte dagli anni Cinquanta e arriva ad oggi. Quindi, non ci sono bacchette magiche e non ci sono neanche speculazioni da fare - lo ripeto nuovamente -, però neanche poi possiamo procedere con le frasi di circostanza.
Io ho iniziato da politico su quello che per me era un teatro di guerra, il ponte Morandi. Ero al loro fianco quando siamo andati lì e cercavano di estrarre ancora delle persone vive. Quindi, quello credo che sia stato l'emblema. Forse, ci sono stati momenti peggiori nelle loro carriere, però nei fotogrammi di una vita e di una carriera - la chiamo così, perché mi piace chiamarla così - di un vigile del fuoco credo che rimangano delle sensazioni che a me sono rimaste da quel lontano 2018. Quindi, è una materia che mi ha appassionato e che seguo con molto vigore anche per questo motivo, oltre al fatto che ovviamente sono risolutivi in tantissime situazioni, anche in quelle meno dolorose.
Quindi, in conclusione, se non gli forniamo delle certezze e non capiscono che il Ministero cura al meglio anche la loro salute è un problema grande ed è sicuramente una notte buia, soprattutto se il problema loro può arrivare dagli indumenti (nella risposta non si è molto scavato su questo). Quindi, anche sugli indumenti io chiedo al Ministero di fare un'analisi ulteriore. Ovviamente, alle lunghe notti siamo abituati e non posso che chiudere pensando alla notte. Ogni mattina ci svegliamo andando subito a vedere le agenzie stampa. Abbiamo degli amici sulla come il senatore Croatti. Quindi, ogni mattina - sono veramente lunghe notti - andiamo a vedere che non sia successo qualcosa di irreparabile. Quindi, chiedo anche in questa sede al Governo di garantire al massimo la sicurezza, perché questa vicenda vada nel modo più naturale.
Insomma, sono barche che, se le aiutassero ad arrivare in un porto sicuro, anche sul territorio, credo che sarebbe un grandissimo gesto di Israele, nel senso che sappiamo come stanno le cose - ognuno ha le sue idee, le nostre sono molto chiare -, però un bombardamento…
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Traversi, stiamo facendo un'interpellanza sui Vigili del fuoco.
ROBERTO TRAVERSI(M5S). Stavo mettendo…
PRESIDENTE. Israele e la che c'entrano ? Siccome è andato chiedendo al Governo di proteggere, stia sull'argomento. Prego.
ROBERTO TRAVERSI(M5S). Presidente… Comunque ho finito.
PRESIDENTE. La ringrazio.
È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza urgente all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
S. 1625 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi (Approvato dal Senato). (C. 2623)
3.
4.
: CANDIANI
5.
S. 1625 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi (Approvato dal Senato). (C. 2623)
6.
7.









