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Venerdì 03 Ottobre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 542 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
chiarimenti in merito al procedimento di adozione della delibera relativa al Ponte sullo Stretto di Messina da parte del CIPESS (Braga - PD-IDP); iniziative volte a garantire la tutela dei cittadini nel passaggio dal sistema Spid alla carta d'identità elettronica (Barbagallo - PD-IDP);
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.
chiarimenti in merito al procedimento di adozione della delibera relativa al Ponte sullo Stretto di Messina da parte del CIPESS (Braga - PD-IDP); iniziative volte a garantire la tutela dei cittadini nel passaggio dal sistema Spid alla carta d'identità elettronica (Barbagallo - PD-IDP);
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.
XIX LEGISLATURA
542^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 3 ottobre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Trasmissione del Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e sua assegnazione alla V Commissione
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Chiarimenti in merito al procedimento di adozione della delibera relativa al Ponte sullo Stretto di Messina da parte del CIPESS - n. 2-00686
- Iniziative volte a garantire la tutela dei cittadini nel passaggio dal sistema SPID alla carta d'identità elettronica - n. 2-00685
- Organizzazione dei tempi di esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e di una Relazione della Giunta per le autorizzazioni
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FILIBERTO ZARATTI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 87, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 2 ottobre 2025, ha trasmesso il Documento programmatico di finanza pubblica 2025 (Doc. CCXLIV, n. 1), redatto in coerenza con la risoluzione n. 7/00028 approvata dalla 5a Commissione (Programmazione economica, bilancio) del Senato della Repubblica in data 17 settembre 2025 e dall'Assemblea del Senato della Repubblica in data 24 settembre 2025 e con la risoluzione n. 7/00329 approvata dalla V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei deputati in data 18 settembre 2025.
Al Documento sono allegate: la nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente, di cui al comma 3 dell'articolo 10- della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Doc. CCXLIV, n. 1 - Allegato I); la relazione sull'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile, prevista dal comma 10- dell'articolo 10 della citata legge n. 196 del 2009 (Doc. CCXLIV, n. 1 - Allegato II).
Il Documento è assegnato, ai sensi dell'articolo 118-, comma 1, del Regolamento, alla V Commissione (Bilancio) nonché, per il parere, a tutte le altre Commissioni permanenti e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Ricordo che il vigente calendario dei lavori dell'Assemblea prevede che l'esame del Documento in Aula abbia luogo nella giornata di giovedì 9 ottobre 2025, dalle ore 14. Le Commissioni dovranno pertanto concluderne l'esame in sede consultiva e in sede referente compatibilmente con i tempi previsti dal vigente calendario per l'esame da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Braga ed altri n. 2-00686 .
Chiedo al deputato Casu se intenda illustrare l'interpellanza di cui è cofirmatario o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi e rappresentante del Governo, con questa interpellanza urgente noi del gruppo del Partito Democratico - la capogruppo Braga e sono qui con il capogruppo in Commissione trasporti Barbagallo, ma un analogo quesito è stato già rivolto in Commissione ambiente nell'ultimo dal capogruppo Simiani - chiediamo conto dei rilievi presentati dalla Corte dei conti nei confronti della delibera CIPESS. Ormai è dal 24 settembre che questi pesanti interrogativi sono stati rivolti al Governo e noi attendiamo di avere una risposta e spiegherò, in questo rapido intervento, alcune delle ragioni politiche che hanno portato poi a queste scelte. Qui non è solamente da valutare il senso di quelli che sono i vari aspetti che riguardano la compatibilità con le direttive europee, i conti che non tornano sugli incrementi di spesa e i forti dubbi che sono stati sollevati circa alcuni passaggi. Penso, ad esempio, al fatto che non risulta acquisito il parere del NARS, l'organismo di valutazione, e che in qualche modo siano stati superati, attraverso l'azione di una delibera CIPESS, quelli che erano obblighi normativi che hanno in qualche modo escluso la competenza dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Mi riferisco, inoltre, a come è stata scelta la società TPlan Consulting, che è quella che ha fatto le stime di traffico e la conseguente tariffazione proposta, o a quali criteri siano stati adottati. Questi sono tutti interrogativi che noi rivolgiamo e che necessitano di diverse risposte, anche una risposta politica sul perché sono state fatte queste scelte e su come sono state motivate.
Quello che poi, tra l'altro, ci tocca affrontare è la difficoltà ad avere, però, anche una risposta politica da parte di un Ministro che vive la vicenda del ponte solo come una cartolina elettorale, ma che poi, quando si deve scontrare con la realtà di come sta portando avanti questo progetto, effettivamente non c'è. Non c'è nemmeno stamattina. Abbiamo un rappresentante del Ministero, un Sottosegretario, ma noi abbiamo necessità di un confronto col Ministro Salvini per guardare in faccia le conseguenze della sua azione da Ministro.
Anche oggi assistiamo al fatto che, mentre noi siamo qui in Aula a porre questi interrogativi assolutamente puntuali che riguardano opere fondamentali da un punto di vista anche delle spese e degli impegni che sta portando avanti questo Governo, di fronte a tutto questo noi apprendiamo dalle agenzie, invece, l'ennesimo attacco nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che legittimamente nella giornata di oggi stanno esercitando il proprio diritto di sciopero. Sono lavoratori e lavoratrici che - ricordiamolo sempre - per scioperare rinunciano a una parte consistente del proprio magro salario.
Leggere alcune dichiarazioni e sentire dire che nella giornata di oggi, a causa dei treni che non partiranno, ci saranno cittadini che perderanno visite mediche, giornate di lavoro, clienti e occasioni - che perdono da mesi - e vedere un Ministro dei Trasporti che si accorge di questi disagi solo nella giornata in cui i lavoratori e le lavoratrici esercitano il loro diritto di sciopero è intollerabile politicamente dal nostro punto di vista. Noi, invece, sottolineiamo come questo stato di disagio sia quotidiano e legato a una crisi dei trasporti che solo il Ministro dei Trasporti di questo Paese finge di non vedere. Invece di andare ad attaccare i lavoratori, dovrebbe essere qui a rispondere di tutti i pesanti interrogativi che noi stiamo ponendo sul fatto che non tornano i conti del progetto di ponte sullo Stretto che ha presentato. Invece di dire che solo oggi dovrebbero essere risarciti i cittadini, dovrebbe spiegarci cosa sta facendo il Ministro per risarcire tutti i giorni i cittadini che da mesi perdono visite mediche, giornate di lavoro, clienti e occasioni perché sono condannati da Giorgia Meloni ad avere Matteo Salvini, che è il peggior Ministro dei Trasporti d'Europa.
E per quanto riguarda poi la questione dei risarcimenti, invece di prendersela con i lavoratori che oggi rinunceranno a una parte del loro salario per scioperare, dovrebbe cominciare ad andare a cercare i miliardi che serviranno per risarcire il Paese di questo scellerato progetto di ponte sullo Stretto, perché ne serviranno tanti, come hanno dimostrato i rilievi presentati dalla Corte dei conti ormai il 24 settembre, e speriamo e auspichiamo che nella risposta non ci venga detto che abbiamo tempo per rispondere, perché si tratta di 20 giorni e la gran parte di questi giorni sono già passati. Non solo ci sono degli aspetti di disallineamento tra i 10,48 miliardi di euro, che erano indicati da KPMG, e quelli poi indicati dal CIPESS, non solo ci sono costi della sicurezza passati da 97 milioni di euro del preliminare a oltre 200 milioni, non solo ci sono opere a misure compensative lievitate a 267 milioni, ma non c'è chiarezza. Non c'è chiarezza sui soggetti che hanno fatto le stime (TPlan Consulting). C'è un intero punto di questi rilievi che chiede quali valutazioni siano state fatte in relazione agli esiti dello studio relativo alle stime di traffico in base alla stima del piano economico-finanziario, anche in relazione agli approfondimenti istruttori svolti in occasione della riunione preparatoria del CIPESS.
È un passaggio molto chiaro di questi rilievi. Voi dovete spiegare come mai avete scelto questi soggetti e come questi soggetti hanno fatto queste stime, perché in virtù di questa scelta e in virtù di queste stime andate poi a determinare quelle che saranno le tariffazioni proposte, e al tempo stesso dovete spiegare il passaggio relativo all'aggiramento e all'esclusione della competenza dell'Autorità di regolazione dei trasporti, che non può avvenire attraverso una delibera del CIPESS. Se volete escludere l'Autorità di regolazione dei trasporti lo dovete fare con una norma. Ne fate spesso di norme, di leggi che vi servono a rendere più funzionali le procedure, ma voi non potete agire contro le norme, non potete agire contro le direttive europee, non potete agire contro il buonsenso e non potete agire contro la necessità di portare avanti, anche in questa sede, un chiarimento che vada in una direzione.
Qui concludo, perché naturalmente attendiamo la risposta, ma temiamo, avendo visto le risposte che sono già arrivate in Commissione, che non ci sia assolutamente la volontà di rispondere su questo punto, che è chiaro. La Corte dei conti fa il lavoro della Corte dei conti; è questo Governo che è allergico ai controlli, che cerca di imbrigliare ogni livello, anche rispetto al bilanciamento di poteri che ci deve essere nei confronti delle scelte che vengono messe in campo e non se ne è reso conto fino a oggi. Noi ce ne rendiamo conto benissimo. È chiaro che i rilievi della Corte dei conti non possono entrare nella legittimità o meno della scelta di procedere sul ponte, ma anche la scelta politica di procedere sul ponte non vi esime dal doverlo fare nel rispetto delle leggi, delle normative europee e dei criteri che devono essere adottati per compiere determinate scelte. Se voi aggirate tutto questo, è chiaro che da questo punto di vista è necessario che ci sia una doppia risposta: la prima, su come mai avete assunto queste decisioni, e poi c'è la seconda, che è una risposta che dovete dare in Parlamento, perché non potete limitarvi a considerare - e vado a recuperare la risposta che avete dato - che è in corso una “fisiologica interlocuzione tra istituzioni e non costituiscono in alcun modo un giudizio negativo sull'opera. Integrazioni e chiarimenti dell'istruttoria svolta saranno forniti nei tempi previsti”. Mi auguro che questa risposta, che abbiamo già sentito, non sia la stessa che sentiremo anche oggi in Aula.
Il tema è che ciò che è patologico, che non è fisiologico nell'interlocuzione tra le istituzioni, è quello che noi vi stiamo chiedendo, cioè se le scelte che avete messo in campo in questa delibera CIPESS erano scelte consapevoli, perché delle due l'una: o voi state andando contro le norme perché volete andare contro le norme, e allora lo state rivendicando politicamente, oppure avete sbagliato. In entrambi i casi ne dovete rispondere, in entrambi i casi questo progetto non sta in piedi e in entrambi i casi dovreste fermarvi .
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti, Tullio Ferrante, ha facoltà di rispondere.
TULLIO FERRANTE,. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito ai quesiti sollevati sullo stato di avanzamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina e alle osservazioni formulate dalla Corte dei conti nell'ambito del controllo di legittimità sulla recente delibera CIPESS, si ritiene opportuno fornire alcuni elementi utili ad una corretta lettura del quadro. La Corte dei conti, nell'ambito dell'istruttoria in corso sulla delibera CIPESS dello scorso 6 agosto, ha trasmesso al Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio alcune osservazioni e richieste di integrazione documentale. Non siamo, quindi, di fronte a valutazioni negative né di fronte a un giudizio sulla legittimità degli atti, bensì di fronte ad una richiesta di integrazione istruttoria, che rappresenta un passaggio fisiologico nel rapporto fra istituzioni, specie di fronte ad un'opera così strategica.
In risposta alle richieste poste dalla Corte dei conti, il MIT, insieme alla società concessionaria Stretto di Messina, sta collaborando attivamente con la Presidenza del Consiglio, il MEF ed il MASE al fine di fornire nei tempi occorrenti tutti gli elementi necessari affinché il CIPESS possa trasmettere alla Corte dei conti gli approfondimenti richiesti ai fini della registrazione della delibera CIPESS. La stessa ha ad oggetto i documenti di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto-legge n. 35 del 2023, e dunque: le osservazioni e le prescrizioni acquisite nella Conferenza di servizi e ritenute assentibili dal MIT, le eventuali prescrizioni ambientali, il progetto definitivo e la relativa relazione di aggiornamento, il piano economico-finanziario della concessione e la relazione istruttoria che attesta la copertura integrale dei costi di realizzazione. Tutta questa documentazione è stata predisposta nel pieno rispetto dei criteri di cui al DL n. 35 del 2023 e della normativa eurounitaria.
Rispetto, invece, all'assunto per cui la Corte avrebbe chiesto l'integrazione del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, si ritiene opportuno evidenziare che la Corte si limita a chiedere l'esibizione del parere a suo tempo reso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nella adunanza n. 220 del 10 ottobre del 1997 che, per quanto di competenza, sarà reso disponibile al CIPESS per la successiva trasmissione alla Corte dei conti.
Con riferimento al coinvolgimento dell'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e del NARS, si osserva che il procedimento di approvazione dell'opera è stato realizzato nel pieno rispetto dei vincoli di cui al decreto-legge n. 35 del 2023, che costituisce una legge speciale per il riavvio del collegamento stabile. Quanto, in particolare, al ruolo dell'ART, si evidenzia che, ai sensi dell'articolo 37 del decreto-legge n. 201 del 2011, l'ART esercita funzioni di regolazione economica nel settore dei trasporti, con specifico riguardo all'accesso equo e non discriminatorio alle relative infrastrutture, che non includono, dunque, la valutazione o l'approvazione dei singoli progetti infrastrutturali. Pertanto, in questa fase non è previsto alcun intervento da parte dell'ART.
In riferimento alle osservazioni concernenti, invece, i profili ambientali, si sottolinea che l'impatto ambientale dell'opera è stato oggetto di un lungo e articolato processo, che ha incluso approfondite attività di analisi e di studio. Si rammenta che il 13 novembre 2024 è stato rilasciato il parere favorevole dalla commissione di valutazione di impatto ambientale del MASE. Il 9 aprile 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato la cosiddetta attestazione IROPI, che ha consentito di perfezionare le previste comunicazioni alla Commissione europea per il completamento della valutazione di incidenza ambientale. Il 21 maggio scorso, la commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA VAS del MASE ha espresso parere favorevole sulla valutazione di incidenza ambientale, ritenendo che tutta la documentazione trasmessa evidenzi la coerenza delle misure di compensazione con la necessità di garantire la tutela degli obiettivi di conservazione dei siti e la coerenza globale con la Rete Natura 2000. L'11 giugno 2025 il MASE ha, quindi, trasmesso alla Commissione europea la comunicazione di cui all'articolo 6, paragrafo 4, della direttiva Habitat, inclusa quella relativa alle opere compensative. La Commissione, con nota del 15 settembre, ha confermato la rilevanza strategica e l'urgenza del progetto, manifestando la volontà di proseguire il dialogo costruttivo con le autorità italiane. In tale contesto, ha chiesto ulteriori chiarimenti tecnici sugli impatti ambientali stimati, che saranno oggetto di specifici incontri fra le amministrazioni competenti.
Per quanto concerne, invece, gli aspetti economici, le valutazioni condotte hanno evidenziato la sostenibilità dell'iniziativa sotto il profilo economico e finanziario. Il pedaggio previsto per le autovetture è il frutto di un'attenta analisi economica, aggiornata e integrata con studi sul traffico elaborati da TPlan Consulting, società specializzata selezionata da Stretto di Messina nel pieno rispetto delle norme vigenti.
Tali analisi hanno permesso di stimare con precisione i flussi veicolari attesi e di definire un modello tariffario capace di garantire, lungo tutto il periodo di esercizio dell'opera, la copertura integrale dei costi, nonché degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
In conclusione, si ribadisce che il progetto del ponte sullo Stretto non è in discussione. Gli uffici preposti sono impegnati a collaborare con tutte le istituzioni competenti, nella massima trasparenza, per garantire il rispetto delle tempistiche e delle prescrizioni di legge, nella consapevolezza dell'importanza strategica della stessa opera per il sistema infrastrutturale italiano.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Le evidenze che il Governo oggi ha illustrato in Aula non ci convincono per niente. Ribadiamo quello che diciamo da anni: andrete a sbattere. Le evidenti criticità rilevate da ultimo dalla Corte dei conti sono perentorie e insormontabili, dalle questioni legate all'applicazione della direttiva comunitaria Habitat a quelle della normativa europea Iropi, per non parlare della procedura di VIncA obbligatoria, che si era già conclusa in modo negativo e non è stata mai superata. Ed ancora, a proposito di trasparenza a cui alludeva il rappresentante del Governo in Aula, manca il computo metrico estimativo. Incredibile ma vero, nell'opera che dovrebbe essere l'opera di bandiera, quella più significativa, ancora non c'è un computo estimativo di dettaglio dei costi e dei prezzi. Lo abbiamo chiesto mesi fa e ci hanno detto che non c'era proprio - “sta maturando” diciamo che questa è l'espressione -, con un'evidente impostazione che contrasta con le norme fondamentali dello Stato italiano.
Dal 1865, anche prima dell'istituzione della Repubblica, nel nostro Paese per aggiudicare un'opera pubblica serviva e serve uno specifico computo metrico estimativo che individui il materiale, le quantità di materiale e il costo da sottoporre a ribasso. Quindi, nello specifico: quante tonnellate di ferro servono per fare un pilastro, quanto costa al metro il ferro e quant'è l'importo da sottoporre a ribasso d'asta. Nel caso del ponte, invece, altro che ribasso d'asta, avete proceduto a fare un affidamento diretto per legge e senza nessun ribasso. Ed ancora, senza questo computo metrico estimativo, come avete determinato l'importo finale dell'opera in 13 miliardi?
È insopportabile quanto state facendo rispetto a quello che ogni giorno fanno tanti amministratori di comuni, tanti amministratori di società pubbliche in Italia, che mandano avanti, rispettando le procedure, con grande difficoltà e con grande fatica, in tempi difficili, la pubblica amministrazione. Il Governo, invece, in quella che è l'opera bandiera, fa forzature e illegittimità di ogni tipo. Alle nostre contestazioni, anche durante il di questa settimana in Commissione ambiente, ci avete risposto: poi su questi rilievi se ne parlerà nel progetto esecutivo.
C'è poi una vicenda che è eloquente ed è delle ultime settimane. Abbiamo chiesto insistentemente con i colleghi, insieme con l'onorevole Casu che oggi è qui con me a interpellare il Governo: ma per l'approvvigionamento dell'acqua come farete, in un momento in cui in Sicilia la siccità la fa da padrona? Ci avete risposto: nessun problema, faremo un acquedotto di 40 chilometri da Furci Siculo. Da Furci Siculo? Un acquedotto di 40 chilometri? E come lo realizzerete? Con quali somme? “No, nel progetto esecutivo le inseriremo”. Insomma, ci dite sempre poi, poi: poi nel progetto esecutivo, poi nel computo metrico estimativo, poi lieviteranno i costi, non più 13 miliardi, arriveremo a 15. Insomma, una tela di Penelope per assecondare non il bene comune, ma gli interessi di un privato, del Re di Prussia che senza scrupoli continua a tenere bloccate le risorse della Sicilia e della Calabria, perché tra le somme appostate per il ponte ci sono i soldi dei siciliani e dei calabresi che da anni, da decenni attendono opere indifferibili; soldi che servirebbero per migliorare le infrastrutture, le strade, e che, come dire, si ritrovano in alcuni disastri di bandiera, come la Catania-Palermo che, in questo momento, è una vera e propria gincana. Concludo, Presidente, con il più importante che abbiamo evidenziato sin dal primo dei dieci decreti-legge che in questa legislatura hanno riguardato il ponte. Ci riferiamo al codice degli appalti, opportunamente richiamato dalla Corte dei conti. Per essere chiari e lo ribadiamo in quest'Aula davanti al Paese: l'articolo 72 del codice degli appalti è insormontabile. Occorre procedere a una nuova gara pubblica quando il costo dell'opera lieviti per oltre il 50 per cento e, nel caso del ponte, siamo - udite, udite - a oltre il 400 per cento del costo dell'opera originaria: quell'opera, che a stento costava 3 miliardi, oggi ha superato i 13. Quindi, serviva indire una nuova gara pubblica al migliore offerente e non individuare nel “compagno di merende” del Ministro Salvini il nuovo aggiudicatario per legge. È un'offesa alle tante imprese italiane che ogni giorno, tra mille difficoltà, vanno avanti rispettando le regole e resistendo alle connivenze di ogni tipo. Questo è un Paese - e lo dimostrano le recenti indagini della Commissione nazionale antimafia - in cui si denuncia sempre meno per usura e per estorsioni. Chiudiamo con un appello accorato al Governo, con lo stesso invito, chiudiamo questo intervento, che vi ha fatto la Corte dei conti: a fronte di queste carenze progettuali, a fronte di queste violazioni continue delle direttive comunitarie, ritirate il progetto in autotutela, ritiratelo con la consapevolezza che in uno Stato di diritto chi governa è chiamato a dare l'esempio, chi governa è chiamato a rispettare le leggi e a rispettare le regole. Avviate un confronto sereno con il Paese e con le forze parlamentari per dove investire quelle risorse, perché il Sud ne ha tremendamente bisogno .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Barbagallo ed altri n. 2-00685 . Chiedo al deputato Casu se intenda illustrare l'interpellanza di cui è cofirmatario o se si riservi di intervenire in sede di replica; no, non intende illustrarla. Il Sottosegretario di Stato, Tullio Ferrante, ha, quindi, facoltà di rispondere.
TULLIO FERRANTE,. Presidente, con l'atto di sindacato ispettivo i colleghi interpellanti sollecitano chiarimenti in merito alla progressiva transizione dal Sistema pubblico di identità digitale (SPID) verso soluzioni tecnologicamente più evolute, nonché in relazione al sostegno economico previsto per i gestori del servizio.
Nel corso degli ultimi anni, SPID ha rappresentato uno strumento imprescindibile per milioni di cittadini, facilitando l'accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione. Tuttavia, l'evoluzione del contesto tecnologico e normativo impone una revisione dell'attuale assetto, al fine di garantire standard più elevati in termini di sicurezza, interoperabilità e semplicità d'uso. In tale prospettiva si colloca la strategia nazionale di transizione verso l'IT Wallet che consentirà ai cittadini un accesso digitale pienamente sicuro e semplificato ai servizi pubblici e privati. Questo percorso si inserisce nel quadro europeo che prevede, entro il 2026, l'introduzione dell', uno strumento cardine per l'identità digitale transfrontaliera. Parallelamente, il Governo ha avviato un processo di potenziamento della carta di identità elettronica (CIE), quale strumento di identificazione digitale univoco, gratuito ed efficiente. Ad oggi, risultano emesse oltre 53 milioni di CIE, di cui circa 45 milioni attive e pienamente operative.
Si evidenzia con soddisfazione che il di cui al PNRR, pari a 42,3 milioni di cittadini dotati di identità digitale entro dicembre 2025, è già stato raggiunto e superato con largo anticipo. Il Governo è pienamente consapevole delle criticità segnalate e riconosce come prioritaria la necessità di garantire continuità, affidabilità e inclusività nell'accesso a tali servizi. Il superamento del sistema SPID sarà pertanto attuato con gradualità, secondo modalità che assicurino una transizione ordinata e progressiva, minimizzando ogni possibile disagio per l'utenza stessa e salvaguardando, in ogni fase, la piena fruibilità dei servizi.
Nell'ambito delle interlocuzioni intraprese con gli IdP si è infatti concordata una proroga dell'attuale convenzione per ulteriori 2 anni, con eventuale possibile estensione, se necessaria a garantire la capillare diffusione della CIE, fino a 36 mesi. Con riferimento al riconoscimento degli investimenti sostenuti dagli IdP, si rappresenta che il 3 marzo scorso è stato emanato il decreto che definisce i criteri di riparto del contributo di 40 milioni di euro, di cui al decreto-legge n. 13 del 2023, convertito con legge n. 41 del 2023, a favore dei gestori delle identità digitali, nell'ambito della misura PNRR M1C1-1.4.4.
Il pagamento, come dettagliato negli atti aggiuntivi alle convenzioni, è subordinato al raggiungimento di specifici obiettivi, tra cui l'adozione di misure correttive volte a mitigare le vulnerabilità note. L'8 aprile 2025 è stato sottoscritto l'accordo fra il Dipartimento competente e l'AgID, ai sensi del decreto legislativo n. 36 del 2023, per l'attribuzione del contributo economico agli accreditati, in attuazione della misura PNRR suddetta. Un apposito tavolo di confronto fra AgID, Dipartimento per la trasformazione digitale e IdP ha consentito di addivenire a un condiviso piano di erogazione in procinto di essere firmato dalle parti; l'accordo ha recepito, collocandole nell'adeguato contesto normativo, anche le riconosciute esigenze dei gestori delle identità digitali.
La transizione da SPID a CIE sarà scandita da tempi compatibili con una diffusione capillare della CIE, tenendo conto delle esigenze degli utenti e, in particolare, della tutela delle fasce più fragili della popolazione. Si intende pertanto rassicurare gli interpellanti circa la continuità del servizio: non vi sarà alcuna interruzione improvvisa e i contributi occorrenti saranno regolarmente erogati per garantire il funzionamento dei SPID. Si precisa, infine, che l'attivazione dell'sarà garantita anche attraverso l'utilizzo combinato di CIE e SPID. L'obiettivo è naturalmente quello di migliorare l'efficienza, la sicurezza e la qualità dei servizi digitali, nell'interesse dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Tra le cose che funzionano in Italia, e non sono tantissime, c'è certamente lo SPID, che è diventato un compagno di vita della maggior parte degli italiani negli ultimi anni, se è vero, come è vero, che l'80 per cento della popolazione maggiorenne lo utilizza abitualmente, pari circa a 40 milioni di italiani, con la media di 25 accessi al mese e con una media di un miliardo di accessi negli ultimi anni.
A fronte di questi dati così rilevanti, ci preoccupa, e per questo abbiamo proposto l'interpellanza urgente, e siamo allarmati dalla notizia, comunicata ufficialmente dal Sottosegretario Butti in Commissione per la semplificazione, che a partire dal 2026 si sarebbero interrotti i rapporti contrattuali con i di SPID. Notizia poi rimbalzata sulla stampa e fino ad oggi sempre confermata dal Governo. Prendiamo atto, invece, del cambio di indirizzo comunicatoci in Aula oggi dal rappresentante del Governo, per cui il servizio verrà prorogato di ulteriori 2 anni, con la possibilità di essere esteso a 36 mesi.
Noi riteniamo che queste scelte siano accompagnate dal buonsenso, che non deve mai sfuggire a chi oggi ha responsabilità di Governo, alla luce di una considerazione: innanzitutto l'indispensabilità di un servizio digitale, che oggi viene utilizzato così in massa da famiglie, imprese, professionisti e operatori vari. Un servizio di livello, che ha rappresentato anche uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese. Siamo preoccupati della sovrapposizione fra i due strumenti.
Ricordiamo che, tra gli obiettivi del PNRR, a marzo del 2026 c'è quello di raggiungere i 42,3 milioni di identità digitali attivate, per cui serve uno sforzo dell'ultimo miglio, che può essere consentito soltanto potenziando lo SPID e non avventurandosi in altre scelte. Quindi, in definitiva, insistiamo sulle altre due richieste che rappresentavano il corpo dispositivo dell'interpellanza, cioè che vengano liquidati quanto prima i 40 milioni agli operatori dello SPID.
Rispetto alla risposta del Governo, continueremo a incalzare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi gli uffici affinché, e mi rivolgo al Sottosegretario Ferrante, venga garantito e rispettato questo cronoprogramma e ci sia un'azione veramente incisiva del Governo per rafforzare lo SPID e, allo stesso tempo, rafforzare l'identità digitale, con la carta d'identità elettronica, che in questo momento hanno risultati deludenti, deludentissimi, soprattutto nelle aree interne del Paese, soprattutto per i più anziani. Quindi, questo settore necessita assolutamente di un cambio di marcia.
Alla luce del cambio di indirizzo da parte del Governo, ci riteniamo particolarmente soddisfatti, ma continueremo a monitorare questa evoluzione.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Avverto che, nell' al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi per l'esame: del Documento programmatico di finanza pubblica 2025; della Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del deputato Carlo Nordio, nella sua qualità di Ministro della Giustizia, di Matteo Piantedosi, nella sua qualità di Ministro dell'Interno, e di Alfredo Mantovano, nella sua qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. (C. 2473-A)
: URZÌ.
2.
D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: Modifiche alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, recante Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (Approvata, in prima deliberazione, dalla Camera e approvata, senza modificazioni, in prima deliberazione, dal Senato). (C. 976-B)
Relatrice: BORDONALI.
3.
BERRUTO ed altri: Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive. (C. 505-A)
: BERRUTO.
4.
5.
6.
Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. (C. 2473-A)
: URZÌ.
7.
D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: Modifiche alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, recante Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (Approvata, in prima deliberazione, dalla Camera e approvata, senza modificazioni, in prima deliberazione, dal Senato). (C. 976-B)
Relatrice: BORDONALI.
8.
BERRUTO ed altri: Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive. (C. 505-A)
: BERRUTO.











