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Venerdì 17 Ottobre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 549 - Interpellanza urgente
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di una interpellanza urgente sul seguente argomento:
iniziative volte alla prevenzione e al contrasto di fenomeni di violenza collettiva e devianza giovanile, con particolare riferimento al potenziamento delle risorse per il controllo del territorio in Sicilia e in alcune zone della città di Palermo (Morfino - M5S).
Per il Governo è intervenuta la Sottosegretaria di Stato per l'Interno, Wanda Ferro.
XIX LEGISLATURA
549^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 17 ottobre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di una interpellanza urgente (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Trasmissione dal Senato di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente
- Svolgimento di una interpellanza urgente
- Sui lavori dell'Assemblea
- Organizzazione dei tempi di esame di disegni di legge
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FRANCESCO BATTISTONI, legge il processo verbale della seduta del 15 ottobre 2025.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 88, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Il Presidente del Senato, con lettera in data 15 ottobre 2025, ha trasmesso alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato, ai sensi dell'articolo 96-, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla VII Commissione (Cultura):
S. 1634 - “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell'esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell'anno scolastico 2025/2026” (2662) - .
Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.
Poiché il suddetto disegno di legge è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da lunedì 27 ottobre 2025, ai sensi del comma 5 dell'articolo 96 del Regolamento, il termine di cui al comma 4 del medesimo articolo è conseguentemente adeguato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza urgente.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente all'ordine del giorno Morfino ed altri n. 2-00692 .
Chiedo alla deputata Morfino se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prendo atto che si riserva di intervenire in sede di replica.
La Sottosegretaria di Stato per l'Interno, Wanda Ferro, ha facoltà di rispondere.
WANDA FERRO,. Signora Presidente, onorevoli deputati, il recente omicidio di Paolo Taormina, avvenuto a Palermo lo scorso 12 ottobre, cui fanno riferimento gli onorevoli interpellanti, ha comprensibilmente destato particolare allarme e inquietudine tra la cittadinanza, anche perché i fatti hanno visto per protagonisti dei giovani. Le indagini, tuttora in corso, condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Palermo, hanno permesso, grazie anche all'ausilio dei sistemi di videosorveglianza, di raccogliere, in breve tempo, gravi indizi di reato a carico di un pregiudicato di 28 anni, quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio.
Va sottolineato che tutte le istituzioni, dal Governo alla regione, al comune, hanno prontamente agito in sinergia per delineare un preciso quadro di interventi, come dimostra l'incontro di mercoledì scorso tenuto al Viminale tra il Ministro dell'Interno, il presidente della regione siciliana e il sindaco di Palermo, nel corso del quale è stato confermato l'impegno a potenziare le misure di sicurezza del capoluogo.
In tale direzione, sempre nella stessa giornata, presso la prefettura di Palermo ha avuto luogo una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nel corso della quale sono state individuate aree specifiche della città, da sottoporre a vigilanza rafforzata, corrispondenti ai luoghi maggiormente frequentati dalla cosiddetta .
Inoltre, dalla prossima settimana, saranno assegnati anticipatamente alla questura di Palermo 24 agenti della Polizia di Stato, 3 ispettori e 1 funzionario, nell'ambito del programma di rafforzamento complessivo degli organici. Un ulteriore intervento di potenziamento già programmato sarà disposto dal prossimo mese di gennaio. Altro aspetto di fondamentale importanza è quello legato alle risorse finanziarie per l'implementazione dei servizi di videosorveglianza per circa 2,7 milioni di euro. Sempre in relazione alle attività di controllo del territorio, evidenzio che nel capoluogo sono periodicamente svolte operazioni ad “alto impatto”, il cui modulo di intervento è basato sul concorso coordinato di personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, compreso quello delle rispettive specialità, delle Polizie locali e degli altri enti eventualmente competenti.
I servizi realizzati dal gennaio del 2023 al 15 ottobre scorso sono stati complessivamente 118 e hanno consentito di controllare più di 14.000 persone e circa 4.000 veicoli. Nel corso delle operazioni si è proceduto al sequestro di sostanze stupefacenti, armi e denaro, mentre 127 sono state le persone denunciate all'autorità giudiziaria. Nelle aree urbane più sensibili sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica sono, altresì, pianificati dispositivi cosiddetti di “controllo integrato del territorio”, ad intensità crescente in relazione alle risorse impiegate e agli obiettivi da perseguire, con l'obiettivo di contrastare fenomenologie criminali di maggiore allarme sociale.
Al riguardo, mercoledì scorso è stato effettuato un mirato servizio interforze che ha interessato i quartieri denominati ZEN 1 e ZEN 2, nel corso del quale sono state identificate 548 persone e controllati 359 veicoli. Nel corso dell'operazione si è proceduto al sequestro anche di sostanze stupefacenti e armi da taglio.
Complessivamente sono stati 3 i soggetti arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, 50 quelli denunciati all'autorità giudiziaria.
Meritano di essere segnalati anche i dati relativi ai servizi di controllo svolti con il supporto dei Reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato, con riferimento alla provincia di Palermo. Dall'inizio dell'anno ne sono stati effettuati 218, con l'impiego di 1.174 equipaggi e 3.522 operatori.
Concorre all'innalzamento del livello di sicurezza urbana anche l'impiego dei militari dell'operazione “Strade sicure”, che prevede l'assegnazione al prefetto di Palermo di 92 unità, impegnate in compiti di vigilanza a siti e obiettivi sensibili e nelle stazioni ferroviarie.
L'indispensabile approccio securitario si coniuga, in chiave di complementarietà, con specifiche misure finalizzate a ridurre il disagio sociale. In tale direzione, il Governo sta puntando su investimenti finalizzati alla rigenerazione urbana allo scopo di spezzare l'intreccio tra condizioni di degrado e marginalità sociale, in cui la commissione di crimini trova terreno fertile, soprattutto tra i giovani.
Sulla scia di quanto realizzato a Caivano, si muove il decreto-legge n. 208 del 2024, che prevede un piano straordinario per interventi infrastrutturali e progetti di riqualificazione sociale in sei comuni e aree metropolitane ad alta vulnerabilità sociale, tra cui Borgo Nuovo, a Palermo.
Per quanto attiene alla tematica delle armi, cui fa riferimento l'atto di sindacato ispettivo, inizio osservando che la circolazione delle armi legalmente possedute è soggetta a un rigoroso sistema autorizzatorio sia per effetto della normativa interna che di atti unionali, puntualmente recepiti dal nostro ordinamento. In tale quadro normativo, ai minori non può essere rilasciato il nulla osta all'acquisto di un'arma, né tantomeno gli stessi possono conseguire una qualsivoglia licenza di porto d'armi.
Per quanto concerne la vendita di armi, nel nostro ordinamento essa è riconducibile alla compravendita delle armi con contratti a distanza, disciplinata dal decreto legislativo n. 104 del 2018. La disciplina vigente prevede che, nel rispetto delle norme in materia di importazione, esportazione e trasferimenti intra-comunitari, gli acquisti a distanza possano essere effettuati sia da operatori economici autorizzati a svolgere attività industriali o commerciali in materia di armi, sia da soggetti privati. Per questi ultimi, è previsto l'obbligo di ritirare le armi presso un titolare di licenza per l'esercizio del commercio di armi comuni da sparo ovvero presso un intermediario abilitato. Resta fermo che il privato acquirente dovrà provvedere ad effettuare i consueti adempimenti previsti per la detenzione dell'arma acquistata.
Si tratta di un quadro normativo stringente che comporta una sistematica attività di vigilanza e di controllo, effettuata anche mediante lo svolgimento di diverse tipologie di operazioni - sulle quali mi sono già soffermata in precedenza - e che portano, non di rado, a sequestri di armi detenute illegalmente, oltre che di sostanze stupefacenti e denaro di provenienza illecita. In tale ambito, potranno essere raggiunti risultati sempre più positivi grazie all'obiettivo prioritario del Governo, finalizzato a potenziare ulteriormente l'attività di presidio e di controllo delle nostre città, valorizzando la professionalità delle Forze di polizia.
Con le risorse del Fondo per le assunzioni previsto nella legge di bilancio per l'anno 2023 e gli stanziamenti assicurati ancora per gli anni a seguire, stiamo progressivamente aumentando la presenza delle Forze dell'ordine e ringiovanendo gli organici, realizzando un'inversione di tendenza storica rispetto ai tagli operati nel passato.
Le risorse liberate per aumentare le assunzioni delle Forze di polizia, dall'entrata in carica dell'Esecutivo al 31 luglio scorso, hanno consentito di effettuare oltre 37.000 nuove assunzioni tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, con un incremento di 4.000 unità in più rispetto al . Nel 2025 prevediamo di assumere complessivamente 7.500 unità, a cui si aggiungeranno circa 24.000 assunzioni programmate per il prossimo biennio.
La particolare attenzione dedicata alle Forze di polizia è testimoniata anche da altri specifici impegni concreti che abbiamo mantenuto. Per garantire stipendi più dignitosi per le Forze di polizia e per le Forze armate, con la legge di bilancio per il 2024 ci siamo concentrati sui rinnovi contrattuali, stanziando disponibilità per un miliardo di euro. Ulteriori 100 milioni di euro sono stati destinati alla valorizzazione della specificità del personale del comparto.
Siamo anche convinti che non può esserci sicurezza se chi la garantisce non è, a sua volta, garantito. Alle donne e agli uomini in divisa - che forniscono con responsabilità e sacrificio risposte alla quotidiana domanda di sicurezza dei cittadini - è doveroso assicurare migliori condizioni di lavoro e una maggiore protezione anche sul piano penale. Per questa ragione, con il decreto-legge Sicurezza abbiamo previsto un pacchetto di misure che spaziano dall'inasprimento delle pene per chi aggredisce e minaccia gli operatori di Polizia mentre fanno il loro dovere, a maggiori strumenti di tutela legale quando, per ragioni di servizio, si trovano a sostenere spese di giudizio.
Una specifica sollecitazione degli onorevoli interpellanti mi consente di mettere in rilievo un ulteriore profilo della complessiva strategia messa in campo per contrastare ogni forma di illegalità.
Il punto di partenza è la consapevolezza che la prosecuzione dell'azione di prevenzione e contrasto degli illeciti debba essere costantemente affiancata al sostegno e al rafforzamento degli interventi di promozione della cultura della legalità e dei valori del rispetto altrui.
Il Ministero dell'Interno ha da tempo elaborato un metodo integrato di intervento, che prevede iniziative su tutto il territorio nazionale svolto dalle Forze di polizia e dalla rete delle prefetture, in collaborazione con le scuole, proprio al fine di sensibilizzare i giovani sul tema del bullismo, dei pericoli derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti ed alcol, nonché sull'utilizzo sicuro della rete Internet.
Anche le iniziative legislative promosse dal Governo sono state ispirate da questa logica multifattoriale. Infatti, oltre ad estendere nei confronti dei minori di età il perimetro applicativo di alcune misure di prevenzione già vigenti nel nostro ordinamento e ad inasprire le sanzioni per i reati in materia di armi e di spaccio di sostanze stupefacenti, abbiamo previsto misure volte a contrastare il fenomeno dell'abbandono precoce della scuola e al rafforzamento dell'offerta scolastica, quale parte integrante di un'azione sistematica di prevenzione del disagio giovanile.
Mi avvio alla conclusione, ribadendo che l'impegno concreto del Ministero dell'Interno per la città di Palermo è il chiaro segnale che il Governo intende avanzare con sempre maggiore determinazione nella direzione dell'elevazione dei livelli di sicurezza e della legalità delle nostre città, attraverso un'attività di impulso e raccordo tra i vari attori istituzionali coinvolti e una strategia d'intervento incentrata sull'azione coordinata delle Forze dell'ordine e sullo sviluppo di progettualità ad ampio raggio.
PRESIDENTE. La deputata Morfino ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretaria, per essere oggi qui, in Aula, a rispondere alla nostra interpellanza. Vede, Sottosegretaria, tutto quello che lei ha elencato sono buoni propositi, ma occorreva farli prima, molto prima, perché un episodio come quello che è successo a Palermo è avvenuto qualche mese fa anche a Monreale, in provincia di Palermo, sempre da parte di una banda di teppisti provenienti sempre dallo ZEN. Quindi, Palermo oggi non ha bisogno solo di promesse o delle classiche parole “faremo, diremo”, ha bisogno di fatti concreti.
Quello che è successo a Palermo tra sabato 11 e domenica 12 ottobre resterà impresso nella mente di tutti: è stata una notte di sangue, una notte di violenza assurda e di inaudita e fredda ferocia che ha spezzato la vita di un ragazzo di 21 anni, Paolo Taormina. È stata veramente una notte tremenda. Paolo non era un criminale, Paolo non era neanche un teppista e non faceva parte di nessuna banda. Paolo era un semplice giovane che ha avuto il coraggio di intervenire per difendere un coetaneo, vittima di un'aggressione di gruppo. Ha fatto quello che ognuno di noi vorrebbe insegnare ai propri figli, che lei vorrebbe insegnare ai suoi figli, che io vorrei insegnare a mia figlia: non voltarsi dall'altra parte. E per questo gesto di coraggio, Paolo è stato brutalmente ammazzato.
Questo Parlamento, oggi, non può limitarsi solo a fare promesse future, ad esprimere cordoglio o, semplicemente, dichiarare a Palermo un lutto cittadino. Noi dobbiamo assumere una responsabilità collettiva, capire come sia possibile che nel cuore di una città importante come Palermo, in una zona centralissima e frequentata da centinaia di giovani, un gruppo di ragazzi possa girare armato e possa sparare per futili motivi.
Ecco, via Spinuzza non è un luogo isolato, ma è uno dei punti nevralgici della movida palermitana. Da mesi, i residenti, i commercianti e i gestori dei locali, come i genitori di Paolo, denunciavano il degrado, le risse, l'abuso di alcol, armi improvvisate e assenza di controllo. Eppure, nulla è cambiato.
È inaccettabile che si debba arrivare a un'altra tragedia prima che lo Stato si accorga di essere Stato, prima che lo Stato si accorga di un'emergenza che, da tempo, era sotto gli occhi di tutti. Noi diciamo, con chiarezza, che non basta il minuto di silenzio, che non bastano le marce silenziose, ma che serve un piano d'azione concreto e per sempre. La sicurezza non si garantisce con le parole e con le passerelle dei vari comitati o dei vari politici o con promesse non mantenute; si garantisce con la presenza reale e costante dello Stato sul territorio, con il rafforzamento degli organici, sì, con più uomini e più donne delle Forze dell'ordine nei quartieri a rischio, con turni adeguatamente retribuiti e mezzi efficienti.
Vede, Sottosegretario, in un comunicato, il Ministro - lei ce lo ha detto poco fa - ha espresso la volontà di provvedere al potenziamento dell'attività della Polizia per il controllo del territorio di Palermo. Ma come vorrebbe agire? Potenziando l'organico di 24 agenti di Polizia, 3 funzionari e un ispettore? Ma è uno scherzo? Ventiquattro unità cosa devono venire a fare a Palermo? Dobbiamo potenziarlo con numeri molto più alti.
Oggi, le nostre Forze dell'ordine lavorano davvero in condizioni di grave carenza di personale e di risorse, spesso con stipendi fermi e straordinari non pagati. Eppure, continuano a fare il loro lavoro ogni giorno e in maniera egregia. Le segnalo, ad esempio, che la carenza di agenti della Polizia di Stato è addirittura aumentata di circa 1.200 unità nel 2023 e, addirittura, nel 2024, di 11.000 unità: manca tutto questo personale. Questo in barba alla propaganda e al gioco delle tre carte che fa il Viminale, quando rivendica presunte assunzioni massicce, senza dire quanti agenti, nel frattempo, vanno in pensione, ad esempio.
Allora, invece di impiegare le nostre Forze dell'ordine nel fallimentare centro in Albania, che - parliamoci chiaro - non serve a nulla, impieghiamoli per la sicurezza urbana nelle città a rischio, impieghiamoli a Palermo. Vede, senza un investimento serio in sicurezza e in prevenzione, ogni promessa è a vuoto.
Noi, oggi, vi stiamo chiedendo questo: un rafforzamento immediato - ma non di 24 unità, Sottosegretaria, fa ridere solo a dirlo - dei presidi di Polizia e dei Carabinieri nel centro storico di Palermo e nelle principali città a rischio.
Chiediamo anche un coordinamento operativo stabile - e non ad ogni avvenuta tragedia - tra Ministero, regione, prefettura, questura ed enti locali. Ancora: chiediamo un piano straordinario di controllo del territorio nelle ore notturne, quando si concentra la maggior parte delle violenze e soprattutto chiediamo una strategia di prevenzione sociale, perché la sicurezza non può essere solo repressione: la sicurezza è anche educazione, prevenzione e comunità. Quindi, serve anche un'alleanza tra lo Stato, le scuole e il territorio, perché si deve ricostruire un tessuto sociale lacerato, per riportare i ragazzi verso i valori e il rispetto della legalità e della solidarietà.
Signora Sottosegretaria, in troppi quartieri d'Italia - da Palermo a Napoli, da Milano a Torino - si diffonde la cultura della violenza e dell'impunità: ragazzi sempre più giovani che alzano le mani, che girano con coltelli e pistole, che credono che la forza sia sinonimo di rispetto. Credono proprio questo. Ma il rispetto non nasce dalla paura: questo è il concetto che va inculcato e lo possono fare solo alcune programmazioni serie e metodiche. Il rispetto nasce dall'educazione, dall'esempio e dalla giustizia. Per questo, chiediamo anche di intervenire con decisione sul tema della diffusione di armi tra i giovani. E come? Rafforzando i controlli sulle licenze di detenzione, ad esempio, oppure tracciando al meglio la compravendita di armi (armi modificate) e, ancora, contrastando la vendita di queste armi illegali sul o sul mercato nero. Ogni arma che finisce nelle mani di un giovane è un serio pericolo ed è una vita spezzata. Oggi, in Sicilia, è più facile trovare un'arma che un posto letto negli ospedali. È davvero così. Poi, serve una scuola che torni a essere presidio di legalità e coscienza civile.
Vi chiediamo, quindi, che il Ministero dell'Interno, insieme al Ministero dell'Istruzione e del merito, concordino un piano nazionale di educazione civica e alla legalità, non con attività extracurricolari. In sostanza, vi chiediamo di rendere l'educazione civica una disciplina che faccia parte del scolastico dei ragazzi sin dalla tenera età. Servirebbe anche un osservatorio nazionale sui comportamenti violenti, per monitorare il linguaggio pubblico e digitale. Ecco, in merito a questo argomento, ho depositato da poco una proposta di legge sul contrasto alla violenza digitale. Allora, incardiniamola e votiamola tutti insieme. Diamo questo segnale di unità su questo tema!
Servono moduli educativi sulla gentilezza per contrastare i linguaggi tossici. Ne stiamo parlando, in questo periodo, anche nella Commissione bicamerale d'inchiesta su ogni forma di violenza di genere. L'altro giorno, abbiamo ascoltato un'audizione dove è stato nominato proprio Paolo Taormina.
Occorre, quindi, partire dalla base e dalle scuole e non come lezioni teoriche, come dicevo prima, ma come esperienze reali, coinvolgendo anche le Forze dell'ordine, le associazioni e gli stessi giovani. Lo Stato deve tornare a essere Stato, a essere una presenza visibile e credibile, non solo quando accadono le tragedie, ma sempre, perché, quando lo Stato si ritira, arriva il degrado, arriva la paura, arrivano le bande di delinquenti.
Il coraggio dei singoli, come quello di Paolo Taormina, diventa l'unico argine, ma anche l'ultima difesa e non possiamo accettarlo, questo. Non possiamo lasciare che l'eroismo di un ragazzo diventi la normalità di un Paese, dove la sicurezza dovrebbe essere garantita da chi ne ha la responsabilità istituzionale. Per questo, vi chiediamo anche che il Ministero dell'Interno, d'intesa con la regione Sicilia e con il comune di Palermo, promuova un protocollo d'intesa per la sicurezza urbana, con fondi dedicati a progetti di prevenzione giovanile, per restituire la serenità e la fiducia a una città che non vuole più piangere i propri ragazzi.
Signora Sottosegretaria, non possiamo riportare indietro il tempo, ma possiamo e dobbiamo fare in modo che il sacrificio di Paolo non sia inutile e che, da questa tragedia, nasca un impegno collettivo per cambiare veramente le cose e per costruire un Paese dove il coraggio non debba più costare la vita.
Mi avvio alla conclusione, leggendole questa frase apparsa l'altro ieri su un articolo del giornale . La frase è questa: “Ti faccio fare la fine di Paolo Taormina”. La ripeto: “Ti faccio fare la fine di Paolo Taormina”. Questa è una frase : questa frase non l'ha pronunciata un membro della banda che ha ucciso Paolo Taormina, ma è stata pronunciata da un bambino di 9 anni il giorno dopo la morte di Paolo, in una scuola dello ZEN, mentre litigava con un altro compagnetto. Ce lo ha riferito un giovane insegnante che si è trovato disarmato di fronte a questa frase.
Sottosegretaria, quel bambino sarà un futuro criminale, se lo Stato non interviene: a 9 anni, ha già quel pensiero, a 9 anni è attratto dalla cultura mafiosa. Oggi, dobbiamo difendere le persone perbene che vivono nel quartiere ZEN. Oggi, dobbiamo difendere quei docenti che lottano seriamente nel quartiere ZEN, che lavorano in quel difficile quartiere e che ogni giorno cercano di aiutare i ragazzini a intraprendere un'altra via. Ma da soli non ci riescono.
Se un bambino di 9 anni ha già quel pensiero, il problema non è solo loro, il problema è anche suo, Presidente, il problema è anche suo, Sottosegretaria, il problema è anche mio, il problema è di tutti noi.
Pertanto, occorre intervenire adesso in tal senso. Palermo non è più una città sicura, Palermo è in emergenza criminalità. C'è un'emergenza di controllo del territorio e lo Stato deve fare la sua parte.
Guardi, le marce silenziose per fare “scruscio”, cioè per fare rumore, non bastano più. Agiamo adesso, prima che il tasso di criminalità a Palermo sia fuori controllo totalmente. Aiutiamoli, da soli non potranno farcela. E noi continueremo a pretendere che il Governo Meloni dia risposte concrete e non promesse su uno dei temi su cui oggi ha tradito le sue solenni promesse della campagna elettorale: la sicurezza dei cittadini.
E, allora, concludo annunciandovi anche che abbiamo una PDL in questo senso che vuole contrastare… vuole la sicurezza urbana in tutte le città a rischio e a Palermo. Incardiniamo anche questa PDL, a prima firma della collega Appendino, lavoriamoci insieme e approviamola.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza urgente all'ordine del giorno.
Saluto studenti, studentesse e docenti dell'Istituto omnicomprensivo “Epicarmo Corbino” di Contursi Terme (Salerno), che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
PRESIDENTE. Avverto che, nel calendario dei lavori dell'Assemblea della prossima settimana, sarà inserito l'esame dei disegni di legge di ratifica nn. 1686, 1687, 1589 e 2345.
In particolare, la relativa discussione sulle linee generali sarà iscritta quale ultimo argomento della seduta di lunedì 20 ottobre.
Il seguito dell'esame sarà invece iscritto, sempre quale ultimo argomento, all'ordine del giorno delle sedute della prossima settimana a partire dalla parte pomeridiana della seduta di martedì 21 ottobre.
PRESIDENTE. Avverto inoltre che, nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi: per la discussione generale del disegno di legge n. 1866-A, in materia di tutela dei minori in affidamento; per l'esame dei disegni di legge di ratifica nn. 1686, 1687, 1589 e 2345 .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare la deputata Ida Carmina. Ne ha facoltà.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, in una Sicilia che ha pianto nei giorni scorsi la perdita di Maria Cristina Gallo - la docente che ha avuto il coraggio di denunciare i ritardi nei referti istologici per cui il suo tumore, per il ritardo di otto mesi, è arrivato al quarto stadio, ormai incurabile, ed è stata strappata alla vita e alla sua famiglia -, voglio portare alla vostra attenzione la preoccupante situazione della sanità in provincia di Agrigento che, in particolare, riguarda l'acceleratore lineare per la radioterapia oncologica.
In Sicilia si muore, si muore per malasanità o per difetti nella sanità. Abbiamo i livelli essenziali di assistenza più bassi d'Italia, mancano le tecnologie adeguate e, quindi, occorre porre rimedio. Infatti, il 60 per cento delle cure oncologiche avviene tramite radioterapia e ad Agrigento c'è un acceleratore lineare vetusto che non è stato neppure cambiato, nonostante le richieste da parte del primario del reparto e nonostante il fatto che non si rispettino i parametri nazionali ed europei che prevedono la presenza, rispettivamente, di 5,7 acceleratori lineari per milione di persone.
Per cui chiediamo che il Ministro intervenga per garantire anche a questi cittadini agrigentini, ancora una volta discriminati, il diritto alla salute e affinché si proceda con i fondi del PNRR - come è stato fatto per le altre province siciliane - e con un piano, eventualmente con un intervento straordinario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per esprimere con tutta la nostra forza, in quest'Aula, come già espresso dalla segretaria Elly Schlein e dalla presidente del gruppo Chiara Braga, la nostra profonda e totale solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di .
Abbiamo tutti negli occhi le immagini di questa mattina, di quello che è avvenuto questa notte. L'attentato che l'ha colpito non ha colpito solo la sua auto, non ha colpito solo la sua casa, non ha colpito solo la sua famiglia: ha colpito la democrazia, la libertà di informazione, la libertà di stampa, l'articolo 21 della Costituzione e tutti i principi della Costituzione che l'articolo 21 ci consente di difendere.
Per questo, è fondamentale e indispensabile, a partire da adesso, una reazione unanime e una presenza delle istituzioni, perché non possiamo più accettare e non dobbiamo più accettare nessuna intimidazione al giornalismo d'inchiesta.
È indispensabile che venga fatta al più presto piena luce sui responsabili e sulla matrice di questo gravissimo attentato. È fondamentale, è fondamentale intervenire per garantire la sicurezza dei giornalisti d'inchiesta, ma anche intervenire per mandare un messaggio chiaro a tutti: non si può intimidire in questo modo chi compie il suo dovere e lo fa per garantire un servizio pubblico nell'interesse di tutti noi.
Per questo chiediamo con gran forza, come Partito Democratico, al Governo qui presente in Aula di riferire al più presto in Parlamento. Di fronte a quello che è successo, di fronte a quello che sta avvenendo, nessuno può più voltarsi dall'altra parte.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Anche noi ci associamo a questa richiesta del collega Casu, affinché il Governo venga a riferire riguardo all'attentato di stanotte contro il giornalista Sigfrido Ranucci. Ecco, questo gesto di stanotte è stato gravissimo, perché colpisce non solo il giornalista, ma la libertà di informazione e il diritto di ogni cittadino a conoscere la verità. Quando si denuncia la mafia, la corruzione, i poteri opachi, i genocidi, a volte questi giornalisti vengono lasciati soli, e Sigfrido è stato lasciato solo dallo Stato, parliamoci chiaro.
Quindi, anche noi ci associamo a questa richiesta e che il Governo venga immediatamente a riferire.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Riferirò al Presidente di questa richiesta e, naturalmente, aggiungo alla vostra solidarietà anche la mia, anche da qui, a Sigfrido Ranucci e a tutta la sua famiglia.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento. (C. 1866-A)
Relatrice: VARCHI.
2.
3.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro di partenariato globale e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Regno di Thailandia, dall'altra, fatto a Bruxelles il 14 dicembre 2022. (C. 1686)
: ORSINI.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Governo della Malaysia, dall'altra, fatto a Bruxelles il 14 dicembre 2022. (C. 1687)
: FORMENTINI.
S. 862 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sullo spazio aereo comune tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 15 novembre 2021 (Approvato dal Senato). (C. 1589)
: FORMENTINI.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Città del Capo del 2012 sull'attuazione delle disposizioni del Protocollo del 1993 relativo alla Convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca, con Annesso, fatto a Città del Capo l'11 ottobre 2012. (C. 2345)
Relatrice: MARROCCO.












