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Venerdì 31 Ottobre 2025 ore 10:00
AULA, Seduta 557 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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In Aula alle ore 9.30 lo svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
XIX LEGISLATURA
557^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 31 ottobre 2025 - Ore 10
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Iniziative di competenza volte a destinare adeguate risorse finanziarie per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro autoferrotranvieri-internavigatori del trasporto pubblico locale - n. 2-00702
- Iniziative in ordine alla verifica di violazioni delle sanzioni nei confronti della Federazione Russa da parte di aziende italiane, nonché in ordine al rafforzamento dei meccanismi di controllo - n. 2-00700
- Elementi in merito alla realizzazione del nuovo Ponte della Becca (Pavia), con particolare riferimento allo stato di avanzamento dei lavori e alle risorse finanziarie - n. 2-00703
- Chiarimenti in ordine al recente utilizzo di dispositivi di sicurezza previsti per la tutela e la protezione delle alte personalità istituzionali da parte del Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia - n. 2-00704
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO GIACHETTI,, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 81, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza all'ordine del giorno Casu ed altri n. 2-00702 . Chiedo all'onorevole Casu se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Interverrò brevemente per illustrare, ma soprattutto per chiarire, l'oggetto di questa interpellanza. Noi abbiamo espresso in altre sedi - e le rinnoviamo - tutte le nostre critiche politiche per il fatto che nei 154 articoli del testo bollinato sulla manovra non vi sia alcuna traccia di tutte le iniziative che servono per sostenere la crisi dei trasporti; potenziare i servizi e i collegamenti, sempre più difficili per le aree interne; evitare il taglio di diritti e servizi per cittadini e per i lavoratori. Abbiamo manifestato la nostra preoccupazione per i tagli alla Metro C di Roma, così come alle metro di Napoli e di Milano, per le scelte incomprensibili per quanto riguarda i tagli al Fondo per la mobilità sostenibile, per le ciclovie urbane, per lo sviluppo infrastrutturale.
Manteniamo tutta la nostra preoccupazione per il fatto che, nell'ambito di una discussione su come definire i nuovi criteri di finanziamento del trasporto pubblico locale, non si tenga conto dell'aumento dei costi dell'inflazione, che era stato stimato secondo gli istituti universitari e tutto il mondo delle imprese in 800 milioni di euro, necessari solo per garantire un adeguamento dei servizi. Tutto questo, però, sarà oggetto del confronto che avremo al Senato, con riferimento agli emendamenti, alle varie questioni, su una serie di orizzonti politici che ci vedono chiaramente avere un'attenzione diversa nei confronti del trasporto pubblico locale, del diritto alla mobilità e del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, ogni giorno in prima linea, in condizioni sempre più difficili e pronti, purtroppo, a subire un numero sempre crescente di aggressioni che non stiamo riuscendo a contrastare.
Qui, però, l'interpellanza di oggi ha una funzione chirurgica. Noi ci riferiamo esclusivamente alle preoccupazioni destate dall'articolo 30 della manovra finanziaria e, soprattutto, a quelle destate dal passaggio che si è consumato in questi mesi. Noi non possiamo dimenticare che il 20 marzo è stato sottoscritto un accordo da tutti i sindacati, da tutte le imprese e dal Governo Meloni per trovare, attraverso la rimodulazione delle accise, le risorse necessarie per garantire il finanziamento del rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale. Questo rinnovo che riguarda 100.000 lavoratori è già avvenuto, perché il Governo si è già impegnato, ha già firmato per dare le risorse. Apprendiamo da fonti stampa che Agens, Anav e Asstra, a fronte di una copertura attualmente prevista di circa 150-180 milioni, hanno un costo complessivo per il rinnovo pari a 270 milioni di euro nel 2025; a 370 milioni nel 2026; a 510 milioni annui a regime dal 2027. C'è troppo squilibrio tra ciò che c'è - ciò che il Governo ha promesso di dare a marzo, facendo fior di comunicati di rivendicazione di questo risultato - e ciò che è scritto nel testo bollinato della manovra.
Le conseguenze potrebbero essere devastanti perché le imprese, che non hanno neanche le risorse per gestire l'aumento dei costi dell'inflazione, non possono scaricare ulteriormente solo sull'aumento del costo dei biglietti o peggio su enti locali che subiscono fortissimi tagli la necessità di far quadrare i conti. La preoccupazione tremenda sarebbe che questa scelta, se confermata, potrebbe portare o a un taglio dei diritti nei confronti dei lavoratori - che hanno, invece, tutto il sacrosanto diritto di vedere onorato questo contratto - o a disservizi per i cittadini, per i passeggeri, se ci fosse un taglio di chilometri.
Quindi, è troppo grave questo passo indietro. Noi vi chiedevamo passi avanti sul trasporto, ma da quello che leggiamo in manovra ci sono dei passi indietro. Chiediamo con questa interpellanza di chiarire esattamente come il Governo intenda finanziare integralmente quelle risorse che aveva garantito, promesso e sottoscritto lo scorso 20 marzo.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato, Matilde Siracusano, ha facoltà di rispondere.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Grazie all'onorevole Casu per il quesito posto. Parto proprio dall'articolo 30, che lei ha citato, della legge di bilancio per il 2026 che, appunto, introduce una misura significativa in materia di accise sui carburanti, che si inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione e semplificazione fiscale avviato con il decreto legislativo n. 43 del 2025.
La previsione di equiparare, a decorrere dal 1° gennaio 2026, le aliquote di accisa tra benzina e gasolio rappresenta un passo importante verso una maggiore coerenza e neutralità del sistema tributario, con effetti positivi in termini di semplificazione e trasparenza. Tale intervento, anticipando il percorso graduale inizialmente previsto su un quinquennio, consente di generare un incremento di gettito già dal 2026 grazie al maggiore utilizzo del gasolio rispetto alla benzina. Contestualmente, il medesimo articolo ridefinisce la destinazione delle maggiori entrate derivanti da tale equiparazione, prevedendo il loro impiego nel Fondo per l'attuazione della delega fiscale, istituito dal decreto legislativo n. 209 del 2023.
Si tratta di una scelta che mira a rafforzare la capacità dello Stato di sostenere l'attuazione delle riforme fiscali in corso, con benefici attesi per l'intero sistema economico.
Resta comunque confermata, come previsto dal decreto interministeriale del 14 maggio 2025, la destinazione al rinnovo contrattuale del personale del trasporto pubblico locale delle risorse derivanti dalle variazioni specifiche di accisa su gasolio e benzina. Come evidenziato anche dall'onorevole interpellante, il fabbisogno per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore autoferrotranvieri è pari a 270 milioni di euro per il 2025, 370 milioni per il 2026 e 510 milioni a regime dal 2027. In questo contesto, è fondamentale assicurare un'attenta valutazione all'adeguatezza delle risorse disponibili, affinché il percorso di rinnovo contrattuale possa proseguire con continuità e con coerenza.
Occorre evidenziare che l'incremento di gettito derivante dalla piena equiparazione delle accise costituisce una risorsa rilevante, capace di offrire nuovi margini di manovra per il rafforzamento di ambiti strategici di intervento pubblico, tra i quali appunto il trasporto pubblico locale.
Il Governo è perfettamente consapevole dell'importanza di questo obiettivo e intende proseguire il confronto con il Parlamento per individuare, in modo condiviso, le soluzioni più efficaci e sostenibili, nel rispetto degli equilibri di bilancio e delle priorità sociali.
PRESIDENTE. L'onorevole Casu ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANDREA CASU(PD-IDP). Io ringrazio la Sottosegretaria Siracusano per avere fedelmente riportato quelli che sono stati i passaggi sia in termini di accordi presi, sia in termini di cifre necessarie. La preoccupazione però fortissima che permane, anche alla luce di questa risposta, è che un conto è dire questa cosa e poi metterla nero su bianco nella manovra, un conto è dire questa cosa qui, dire questa cosa quando si fanno gli incontri con le imprese, quando si fanno gli incontri con i sindacati e, poi, non avere traccia. Io faccio l'esempio della Metro C: abbiamo avuto un confronto acceso col Governo, sul fatto che volesse spiegare che una voce, che nelle tabelle del bilancio appare come definanziamento, non è un definanziamento. Allora, se non è un definanziamento ed è una riprogrammazione o una rimodulazione, ci sono voci apposite per scrivere che quella è una riprogrammazione. L'avvio dell'iter è solo all'inizio, siamo ancora al Senato, c'è modo di correggere e di intervenire. Tuttavia, noi veramente pretendiamo che queste stesse parole molto chiare trovino cittadinanza anche nei testi normativi, negli impegni, perché vede, quando vi è stato l'accordo, lo scorso marzo, non è nato dal nulla, è nato da una mobilitazione molto forte delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i sindacati.
Questo è uno degli straordinari esempi di come l'unità sindacale possa rappresentare una forza e l'ha rappresentata: molte manifestazioni e molti momenti in cui effettivamente, se si ferma il lavoro dei lavoratori del trasporto pubblico locale, si blocca il Paese e l'abbiamo visto con i nostri occhi. Alla luce di tutto questo e alla luce anche di un'azione di condivisione tra le imprese, i sindacati e il Governo si era trovata questa strada. Non era la strada che avevamo indicato noi e non era quello che avremmo voluto. Noi, anzi, eravamo molto preoccupati perché, sapendo con quanta forza le forze attualmente al Governo avevano, quando erano all'opposizione, affrontato e aggredito il tema dell'aumento delle accise, dubitavamo che il Governo avrebbe portato a termine un provvedimento di aumento delle accise, come poi effettivamente ha fatto, rimangiandosi completamente quella che era la parola della Presidente del Consiglio. Quindi, temevamo che collegare il rinnovo dei contratti all'aumento delle accise avrebbe generato un cortocircuito politico, per cui i contratti si sarebbero potuti trovare in futuro scoperti.
Dopodiché questo non è avvenuto e lo riconosciamo al Governo. Il Governo ha scelto di rimangiarsi completamente la parola sulle accise e a quel punto di avere le risorse disponibili per il finanziamento dei contratti. Quello che manca è che lo scriva chiaramente nella manovra, cioè che nella manovra sia scritto che questo articolo 30, questa destinazione, tenga conto di questi accordi e di questi impegni e che sia limitata e destinata a una copertura integrale finalizzata al rinnovo dei contratti. Non dobbiamo dimenticare - vi ho citato il problema degli 800 milioni che mancano per l'adeguamento al costo dell'inflazione - che ci sono tantissime altre questioni su cui c'è esigenza di finanziamento per il trasporto pubblico locale e se non si dà una destinazione chiara a quelle che sono le risorse per il rinnovo dei contratti può essere complicato, perché non tutte le imprese di trasporti vivono la stessa condizione, non tutte hanno le stesse possibilità e altre potrebbero avere anche altre difficoltà. Quindi, il passo in avanti in più che noi chiediamo, registrando comunque il fatto, a mio avviso positivo, che in questa sede sia stato ribadito ufficialmente l'impegno da parte del Governo - in questo percorso io mi auguro che l'incontro di oggi possa andare nella direzione di una soluzione -, è quello di essere molto chiari ed espliciti su una destinazione vincolata e su una destinazione fino a tutte le risorse che serviranno che, come ha ricordato, sono crescenti: 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime nel 2027 e non solo i 270 milioni di euro che mancano nel 2025.
Poi, si deve tener conto di un aspetto, che non è che si può continuare a rimandare la decisione, perché i contratti sono stati già pagati. Da marzo ci sono stati sia l'aumento in busta paga che l'che era stata prevista. Quindi, da questo punto di vista, non si può immaginare qualcosa che interrompa una continuità di un diritto che è già stato ricevuto. Poi, non apriamo il fatto che comunque oggi c'è una serie di problemi enormi e pensiamo alla carenza degli autisti in tante realtà dell'Italia e alla difficoltà che hanno anche solo a trovare casa gli autoferrotranvieri nel momento in cui hanno un salario che tiene conto, comunque, di un aumento di costo della vita che dal 2021 a oggi ha toccato 9 punti, cioè come se un'intera mensilità sia venuta a mancare. Ma quelli sono altri temi che affronteremo in altre sedi e che riguardano anche la debolezza di una manovra di 18 miliardi di euro, a fronte di oltre 1.000 miliardi di spesa pubblica, che non tiene conto di tutti quelli che sono gli aspetti della vita reale delle persone. Qui, però, stiamo dicendo di non fare passi indietro su quello che gli è già stato dato.
Quindi, dal nostro punto di vista registriamo il rinnovo degli impegni, però il tempo è scaduto. Adesso c'è la manovra e c'è una formulazione del testo bollinato che, a nostro avviso, non garantisce - e non solo a nostro avviso -, perché se invece fosse così chiara l'interpretazione non ci sarebbe stata la lettera delle principali associazioni e organizzazioni delle imprese e non ci sarebbe la preoccupazione dei lavoratori. Chiediamo che veramente nelle prossime ore venga definito in maniera chiara un testo che possa, almeno su questo punto, garantire. Poi continueremo a confrontarci su tutti gli altri temi, continueremo a porre la questione che i finanziamenti del trasporto pubblico locale devono essere stabili. Ci sono voci di sprechi tra i sussidi ambientalmente dannosi che sono assolutamente gravi. Noi continuiamo a spendere fondi per finanziare impianti che saranno presto vietati dall'Europa e noi li continuiamo a installare nelle nostre case, anzi finanziamo un'industria e una filiera che chiuderanno, quando invece non c'è filiera più sostenibile del trasporto pubblico locale per offrire una possibilità di trasporto efficiente, sicura e pulita e un diritto alla mobilità a tutti i cittadini. Quella è un'altra partita che porteremo avanti ma, almeno su questo punto, che venga messo veramente un punto.
Non permetteremo un altro rinvio e non permetteremo che dopo che a marzo si è detto: intanto chiudiamo l'accordo e poi lo risolveremo in manovra, qualcuno se ne esca, magari in manovra, dicendo: adesso intanto chiudiamo la manovra e poi ne riparleremo più avanti. Il tempo è scaduto e gli accordi vanno rispettati. È il momento che il Governo metta nero su bianco le cose che ha ripetuto anche oggi in Aula.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Onori e Richetti n. 2-00700 . Chiedo alla deputata Onori se intenda illustrare la sua interpellanza o si riservi di intervenire in sede di replica. Si riserva di intervenire in sede di replica. La Sottosegretaria di Stato, Matilde Siracusano, ha facoltà di rispondere.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Grazie all'onorevole Onori per il quesito. Come ha ribadito il Presidente del Consiglio la scorsa settimana in quest'Aula, l'impegno del Governo nei confronti dell'Ucraina, della sua libertà, indipendenza e sovranità, è fermo e determinato. Anche in occasione dell'ultimo Consiglio europeo, il Governo ha sostenuto l'adozione di un nuovo pacchetto di sanzioni, il diciannovesimo, nei confronti di Mosca. Un provvedimento che comprende, tra l'altro, misure specifiche volte a colpire le entità che forniscono sostegno diretto o indiretto al complesso industriale e militare russo o sono impegnate nell'elusione delle sanzioni.
Per quanto concerne l'esportazione di materiale a duplice uso, il quadro normativo di riferimento disciplina in modo rigoroso la procedura di rilascio e di controllo delle autorizzazioni, prevedendo un articolato sistema di reportistica e monitoraggio . Ricordo, inoltre, che le disposizioni europee in materia di contrasto all'elusione delle sanzioni mediante triangolazioni commerciali con Paesi terzi sono state progressivamente rafforzate nel tempo. In particolare, il 20 marzo 2024 è stata introdotta nel regolamento (UE) n. 833/2014 la cosiddetta , che obbliga gli esportatori a includere nei contratti di fornitura clausole volte a impedire la riesportazione verso la Federazione russa.
In relazione alle notizie, menzionate dall'onorevole interpellante, riguardanti presunte operazioni di esportazione di beni a duplice uso verso la Federazione russa attraverso Paesi terzi, l'autorità nazionale UAMA ha proceduto, nell'ambito della propria attività di vigilanza, a effettuare le verifiche necessarie. Alcune delle imprese citate non hanno mai avanzato richieste di autorizzazione all'esportazione, avendo verosimilmente ritenuto che i beni trattati non rientrassero tra quelli classificabili come a duplice uso. In questi casi l'esportazione avviene nel rispetto della normativa doganale ordinaria, purché non siano in vigore specifiche misure restrittive riferite al bene, al Paese di destinazione o ai soggetti coinvolti. In un unico caso l'autorità UAMA ha riscontrato l'esistenza di un'autorizzazione, rilasciata nel 2023, per l'esportazione verso un Paese terzo di macchinari destinati a impieghi civili. A tale riguardo, ha disposto un approfondimento istruttorio mediante una richiesta formale di chiarimenti all'impresa e ciò per verificare la corretta esecuzione dell'operazione, la destinazione finale dei beni, l'effettivo utilizzo conforme ai termini dell'autorizzazione. Il Governo resta quindi costantemente impegnato a garantire che il sistema di autorizzazioni e controlli funzioni in modo efficace. Continueremo, onorevole, a vigilare sul rispetto delle regole da parte delle aziende interessate.
PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Sono parzialmente soddisfatta. Riprenderò la risposta della Sottosegretaria, che ringrazio anche per essere - voglio dirlo - uno dei pochissimi membri del Governo che è spesso in quest'Aula a confrontarsi con noi. Quindi, recupererò la sua risposta per leggerla con maggiore attenzione. Posso, però, replicare ad alcune cose e per il momento dichiararmi solo parzialmente soddisfatta, perché va bene il nuovo pacchetto di sanzioni, ma poi c'è l'implementazione di queste e, se l'implementazione non è seria e scrupolosa, ne va della reputazione dei vari Stati membri e in questo caso, dell'Italia.
Il problema della riesportazione, il problema del della riesportazione, ovviamente, non riguarda solo il nostro Paese, ma colpisce anche altri Stati membri importanti, soprattutto per il volume di che hanno, come la Polonia, la Germania e anche la Spagna. Perché menziono la Spagna? Perché quello della Spagna è un caso molto interessante ed è su questo tipo di caso che avevamo impostato il nostro quesito. È bene che l'UAMA si occupi e si interessi di questo tipo di attività di monitoraggio, ma non è l'unico ente che dovrebbe essere coinvolto.
Cosa è successo in Spagna nell'ottobre 2024? Al porto di Barcellona, sono state trovate 13 tonnellate di prodotti chimici che servivano per produrre propellenti, o meglio, che potrebbero essere usate, ovvero che, tra tutti gli utilizzi che potrebbero avere, c'è quello della produzione di propellenti per missili o detonatori di testate militari. L'interpellanza riguardava materiali , quindi potenzialmente utilizzabili anche per entrare nel circuito logistico militare, cosa che ovviamente è in contraddizione (in maniera quasi ipocrita, direi) con il fatto che stiamo difendendo un Paese aggredito, comunque i Governi lo stanno facendo e, in molti casi, tutti i loro Parlamenti. Bene, nel caso spagnolo, abbiamo una sinergia di enti, di autorità europee, comunitarie e nazionali, tra cui l'Agenzia delle entrate nella parte della sua vigilanza alla dogana, la Polizia nazionale e l'OLAF (l'Ufficio europeo lotta antifrode). Noi vorremmo vedere questo tipo di sinergia e questo tipo di iniziativa anche in Italia.
E di cosa parliamo, ad ogni modo, quando parliamo di riesportazione? Anche qui, credo sia bene dare qualche elemento di contesto. Da febbraio 2022, si sono succeduti diversi pacchetti che riguardano il limite all'esportazione di una serie crescente di beni verso la Russia e la Bielorussia. Non è stato imposto alcun tipo di limitazione, in questo senso, verso Paesi vicini alla Russia, spesso confinanti via terra con migliaia di chilometri di confine. E, dai dati che osserviamo, sembrerebbe plausibile che, spesso, una buona parte dell'esportazione, anche dall'Italia verso questi Paesi, finisca per aggirare le sanzioni europee, ovvero merci che non arrivano mai dove dovrebbero arrivare, ma finiscono in Russia.
Anche perché è vero che chiediamo un'autocertificazione del fatto che questa merce non verrà riesportata, ma è vero pure che, spesso, queste autocertificazioni (ce lo dicono alcuni uomini e donne d'affari in questi Paesi vicini; parliamo di Paesi dell'Asia centrale, del Caucaso e Caucaso meridionale) hanno un valore molto limitato. Quindi, auspicavamo che l'Italia potesse alzare un po' la testa, perché è chiaro che il delle riesportazioni non è un che può caratterizzare il nostro . Il contrabbando di Stato non dovrebbe essere permesso, così come non dovrebbe essere permesso ad alcune aziende di eludere, di evadere, di aggirare le sanzioni, quando la maggior parte delle aziende italiane - piccole e medie imprese - è molto ligia e ha fatto importanti sacrifici per rispettare queste sanzioni, che sono importanti, che hanno apportato benefici e che rappresentano uno dei pochi strumenti che abbiamo per poter contrastare un'aggressione militare che ha posto nella più completa instabilità tutto il continente, a detrimento dello sviluppo economico e del benessere economico finale dei cittadini.
Quindi, no, signora Sottosegretaria, grazie ancora, ma non è sufficiente quello che stiamo facendo e vorremmo che il nostro Paese prendesse spunto da casi concreti che stanno avvenendo in altri Paesi europei per essere più credibili, perché ne va della reputazione del nostro Paese, su questo tema del delle riesportazioni in Russia.
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti della scuola primaria “San Fortunato” di Todi, in provincia di Perugia, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Grazie di essere qui e benvenuti a Montecitorio.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza Barzotti ed altri n. 2-00703 .
Chiedo alla deputata Barzotti se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente, la illustro. Presidente, Sottosegretaria, oggi parliamo del Ponte della Becca. Quello che sottoponiamo, ancora una volta, all'attenzione del Governo è la necessità della costituzione di un nuovo ponte in provincia di Pavia. Perché? L'attuale Ponte - come abbiamo più volte denunciato; ormai sono anni che parliamo del degrado strutturale dell'attuale Ponte della Becca - è inserito all'interno di un testo, il decreto ministeriale n. 1 del 2021, tra le 76 opere prioritarie necessarie per lo sviluppo del nostro Paese. Sono opere cruciali e strategiche da realizzare, che noi, quando eravamo al Governo, abbiamo censito, mappato e inserito all'interno di questo testo. Attualmente però non vediamo alcun tipo di avanzamento. Abbiamo avuto una serie di roboanti annunci, ma nei testi non c'è assolutamente nulla.
Perché è importante, Presidente, intervenire, realizzando un nuovo ponte, in particolare il Ponte della Becca? Segnalo che sono 76 le opere prioritarie; tantissime necessitano di essere aggiornate, messe in sicurezza e vi è necessità di realizzare anche nuove opere. Il fatto relativo al Ponte della Becca è significativo, perché è stato costruito agli inizi del Novecento, quindi inserito come un'infrastruttura prevista e pensata per auto leggere, carri trainati da cavalli, per cui è evidente che è un'opera fuori dal tempo. Attualmente, invece, abbiamo un volume stimato di circa 18.000 veicoli al giorno. Il ponte insiste su 126 comuni e praticamente ha un volume veramente critico. Infatti, si parla della necessità di coprire circa 360.000 abitanti. È evidente che quest'opera deve essere aggiornata, è pericolosa, ma non solo. Crea tutta una serie di problemi per la viabilità, perché l'opera è chiusa ai mezzi pesanti dal 2010; spesso ci sono chiusure del traffico, code interminabili per fare pochissimi chilometri. Il lavoro va fatto, l'opera bisogna realizzarla, ma qui vediamo un ingessamento totale di tutte le attività del Ministero dei Trasporti, a parte la realizzazione della progettazione del nuovo Ponte sullo Stretto di Messina, questa fantomatica opera che comunque è stata bloccata dalla Corte dei conti - come avevamo già detto e denunciato più volte -, perché c'è una gestione dei fondi assolutamente opaca, poco trasparente.
Noi dobbiamo concentrarci sulle opere che servono nel quotidiano ai nostri concittadini, non sulle opere inutili che si concretizzano nello spreco totale di miliardi. Quello che vogliamo sapere - riportiamo il Ministro dei Trasporti nella quotidianità dei cittadini e delle cittadine, nella realtà di tutti i giorni - è cosa intenda fare con questo Ponte: riesce a mandare avanti l'della progettazione oppure dobbiamo stare qua ogni santo giorno per dirgli che deve continuare con la realizzazione di questa opera infrastrutturale che il territorio sta attendendo con ansia? Questa è la domanda che abbiamo sottoposto con la nostra interpellanza urgente, perché non si può più aspettare .
PRESIDENTE. La Sottosegretario di Stato, Matilde Siracusano, ha facoltà di rispondere.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente, grazie all'onorevole Barzotti per il quesito posto. Proprio in riferimento alla realizzazione del nuovo Ponte della Becca, si rappresenta quanto segue. L'opera è attualmente inserita nel Contratto di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e l'ANAS per il quinquennio 2021-2025, approvato dal CIPESS con delibera n. 6 del 21 marzo 2024, pubblicata in in data 10 luglio 2024, nella sezione “Inseribilità”.
L'intervento prevede una spesa stimata di 168,8 milioni di euro. In osservanza ai vincoli convenzionali, ANAS ha formalmente richiesto al Ministero, in data 7 novembre 2024, l'autorizzazione all'utilizzo delle risorse disponibili nel “Fondo progettazione interventi non inseriti nel piano”, istituito con legge di bilancio 2022 e previsto dall'Atto aggiuntivo 2022 al Contratto di programma 2016-2020.
Il Ministero si è favorevolmente espresso in data 17 dicembre 2024, consentendo così l'avvio delle attività propedeutiche alla progettazione definitiva, tra cui i rilievi planoaltimetrici, le indagini geognostiche e ambientali. In parallelo, nel mese di dicembre 2024, è stata avviata - in accordo con la soprintendenza territorialmente competente - la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico, conclusasi con esito positivo nel gennaio 2025.
Attualmente, sono in corso le attività di rilievo e indagine, nonché la redazione del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale, che tengono conto delle prescrizioni, raccomandazioni e osservazioni formulate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, reso sul progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE). Si prevede il completamento di tale fase entro il mese di novembre 2025, con successivo avvio dell'iter autorizzativo di valutazione di impatto ambientale (VIA) presso il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, previsto entro dicembre 2025. Seguirà l'indizione della conferenza di servizi decisoria, come previsto dalla legge n. 241 del 1990.
Una volta concluso l'iter autorizzativo del progetto definitivo, si procederà allo sviluppo del progetto esecutivo e sarà avviata la procedura di appalto per l'affidamento della sola attività di esecuzione dei lavori. In relazione al finanziamento dell'opera, si precisa che le risorse saranno rese disponibili in modo coerente con l'avanzamento delle fasi progettuali e realizzative, assicurando così la piena continuità dell'intervento.
In conclusione, si conferma l'impegno del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per la realizzazione di tale importante opera, anche in considerazione della particolare rilevanza del Ponte della Becca per la mobilità dei cittadini e per il tessuto produttivo e turistico della provincia di Pavia.
PRESIDENTE. Prima di andare oltre, salutiamo le ragazze e i ragazzi dell'Istituto comprensivo “Frascati 1” di Frascati, in provincia di Roma. Grazie di essere qui, grazie a tutti .
La deputata Barzotti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Non posso assolutamente considerarmi soddisfatta della risposta che ci è stata data, pur ringraziando la Sottosegretaria. È evidente che questa tempistica per la progettazione definitiva non è assolutamente accettabile, anche perché era stato detto più e più volte da parlamentari di maggioranza che la progettazione esecutiva sarebbe stata realizzata entro i primi giorni dell'estate, cosa che non è accaduta e che, quindi, ci ha portato a fare questa interpellanza.
Si sta continuando a mandare avanti la scadenza e il cronoprogramma della realizzazione di questa progettazione, oltre al fatto che ci sono una serie di ambiguità infinite, perché lei ci parla di progettazione definitiva quando, in realtà, all'interno del nuovo codice degli appalti non si potrebbe più parlare di progettazione definitiva, ma si dovrebbe parlare già di progettazione esecutiva. Per cui, anche su questo, c'è il totale caos e non si riesce a comprendere, effettivamente, che cosa stiate facendo all'interno del Ministero.
Ripeto, vorrei vedere su quest'opera, un'opera cruciale per la provincia di Pavia, così come ce ne sono altre… perché penso, ad esempio, anche al ponte della Bressana, per esempio, alla costruzione del nuovo ponte della Bressana, su cui abbiamo fatto una fortissima battaglia nel corso dell'estate, dicendo proprio questo: per il ponte sullo Stretto di Messina ci sono miliardi sprecati e per i pendolari continui disagi assicurati.
Per cui, quello che pensiamo è che la Sottosegretaria, quando viene qui, in quest'Aula, a raccontarci del ponte, forse dovrebbe anche rendersi conto che questo Governo ha chiacchierato. Perché se foste veramente interessati, in legge di bilancio avreste messo qualcosa, per esempio. Quando noi siamo stati al Governo, uno dei primi provvedimenti che abbiamo realizzato è stato il Fondo per i ponti sul bacino idrografico del Po, con importanti stanziamenti. Quel Fondo, per esempio, in questa legge di bilancio assolutamente non c'è.
Anzi, per colpa di questo fantomatico ponte sullo Stretto di Messina, avete dovuto fare una serie di tagli lineari senza senso, togliendo opere e tagliando su opere importanti per i cittadini. Ma come? La Sottosegretaria mi fa il segno che assolutamente non è d'accordo. E invece sì, perché basta leggere la legge di bilancio per rendersene conto. Penso, ad esempio, ai fondi tagliati sulle autostrade in Abruzzo, piuttosto che ai fondi sulla metropolitana a Roma. Per cui, effettivamente a voi dei cittadini comuni di tutti i giorni, che vanno a lavorare, non interessa nulla.
Detto questo, se vi fosse interessato, avreste fatto un lavoro molto più di dettaglio su questo ponte che si trova nel Nord Italia; un ponte fondamentale, in una zona super-produttiva. Voi avreste dovuto fare come abbiamo fatto noi: preparare, per esempio, tutto un lavoro certosino di riclassificazione delle strade, come noi avevamo fatto, portando la strada da provinciale a nazionale. Quindi, voi avete la competenza, come ANAS, su queste opere, per cui potete tranquillamente muovervi e accelerare.
Che cosa vi manca? Io voglio sapere che cosa vi manca e perché continuate a rallentare su quest'opera, perché effettivamente non ci sono ragioni, se non il fatto che vi state concentrando su altro. Su altro, Sottosegretaria, è così!
Quindi, detto questo, sì, è stato inserito nel contratto di programma, come tutta l'attività prodromica che abbiamo realizzato a partire dal 2018 in poi: per fortuna è stato inserito all'interno del contratto di programma. Devo dire, però, che non ci sono risposte su quelle che sono domande fondamentali. Quindi, al di là del cronoprogramma, in merito al quale vi abbiamo già segnalato come lo stiate continuamente portando avanti, ci sono anche tutta una serie di domande lasciate senza risposte. Per esempio, noi sappiamo che, ogni 6 mesi, il comitato del ponte della Becca, che è nato e si è costituito nel 2017, si riunisce: si riunisce ogni 6 mesi per avere degli aggiornamenti da parte dei parlamentari, da parte delle istituzioni.
Questo comitato pone delle domande, domande ulteriori rispetto a quelle che faccio io, ma che faccio mie, e vi dico: per che cosa? Si dice che vengono erogati dei fondi, che però non abbiamo capito dove sono erogati, perché sono state fatte anche delle dichiarazioni pubbliche dicendo: no, ci sono 7 milioni di euro per il nuovo ponte. Lei oggi non ce l'ha detta questa cosa, quindi ci conferma nuovamente che effettivamente questa cosa non esiste.
Ma comunque, visto che sono state fatte delle dichiarazioni pubbliche su questo, io mi chiedo: per che cosa sono state stanziate? Ci sono, non ci sono, ci dica lei. Sono denari che fanno parte di un pacchetto integrato? Sono all'interno del contratto di programma ANAS e del MIT? Questo non è chiaro. Quindi, poca trasparenza sulla gestione dei finanziamenti per le infrastrutture e, soprattutto, poco lavoro .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli e Zanella n. 2-00704 .
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Buongiorno, signora Sottosegretaria, e ben trovata. Come è scritto nell'interpellanza, il 3 e il 4 ottobre del 2025 si è svolto a Capri un convegno sulla digitalizzazione della giustizia. In questo convegno era invitato il Ministro della Giustizia Nordio. Ebbene, la Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, dottoressa Giusi Bartolozzi, e suo marito, Gaetano Armao, tra l'altro relatore a questo convegno, hanno utilizzato la motovedetta della Guardia di finanza per recarsi a questo convegno.
Le faccio presente - cosa che sarà ben nota anche a lei - che autorevoli esponenti di questo Governo non hanno utilizzato questi dispositivi. Ad esempio, il Vice Ministro della Giustizia, l'onorevole Sisto, si è recato con un aliscafo, con un traghetto; insieme a lui il capo dell'ufficio legislativo e, insieme a loro, magistrati e tante personalità, non ovviamente del Governo. Ora, quello che noi riteniamo grave e su cui vogliamo una risposta da parte del Governo è come sia possibile che un Capo di Gabinetto utilizzi un dispositivo che può essere utilizzato solo dai componenti del Governo per questioni di sicurezza, in questo caso la motovedetta della Guardia di finanza, tra l'altro accompagnando il coniuge, che era relatore.
Faccio ancora presente, signora Sottosegretaria, che la dottoressa Giusi Bartolozzi non è intervenuta al convegno, ma è come se di fatto avesse accompagnato il marito a questo convegno con la scorta della motovedetta della Guardia di finanza. Non si comprende la ragione per cui chi, in quel momento, legittimamente, doveva rappresentare il Ministero, ovvero il Vice Ministro della Giustizia Sisto, ha avuto un comportamento che io, anche se sono all'opposizione, devo sottolineare come un comportamento corretto: si è recato al convegno come tutti gli altri relatori.
Allora, io vorrei sapere dal Governo se ritenga questo comportamento della Capo di gabinetto del Ministero della Giustizia idoneo e adeguato, e quali provvedimenti abbia adottato per richiamare la dottoressa Giusi Bartolozzi ai suoi doveri; e se non si ravvisi, da parte del comportamento della Capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, un uso improprio dei mezzi dello Stato, utilizzando in questo caso - devo dire - la sua funzione di Capo di gabinetto.
Penso che questa sia una questione che non debba essere sottovalutata dal Governo e dalla Presidente Meloni, perché la credibilità di un Governo si vede anche da questi aspetti. Quindi, attendo la risposta del Governo.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato, Matilde Siracusano, ha facoltà di rispondere.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Buongiorno a lei, onorevole Bonelli. Con il documento in esame, lei chiede chiarimenti in ordine all'utilizzo, da parte del Capo di gabinetto del Ministero della Giustizia e del coniuge, del dispositivo di sicurezza - un'imbarcazione della Guardia di finanza - per raggiungere la sede di svolgimento del convegno annuale sulla “Digitalizzazione della giustizia” svoltosi a Capri nelle giornate del 3 e 4 ottobre.
Al riguardo, si rappresenta quanto segue. Il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, attribuisce alla Guardia di finanza il comparto di specialità della “sicurezza del mare” e le funzioni di: attuare le direttive dell'autorità di pubblica sicurezza per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica in mare; assicurare con i propri mezzi navali il supporto alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri e al Corpo della Polizia penitenziaria per le attività connesse all'assolvimento dei rispettivi compiti istituzionali, secondo modalità da stabilire con appositi protocolli d'intesa, adottati previo assenso del Ministero dell'Economia e delle finanze.
Coerentemente, il decreto del Ministro dell'Interno del 15 agosto 2017 affida alla Guardia di finanza, in via esclusiva, le funzioni operative di “sicurezza del mare”, tra cui l'esecuzione in mare di servizi di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
In funzione delle esclusive attribuzioni di “polizia del mare”, il Corpo assicura l'impiego di assetti navali per l'esecuzione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica in mare, garantire in mare la scorta e la sicurezza di autorità istituzionali e la vigilanza di obiettivi sensibili.
In tale cornice, il protocollo d'intesa, stipulato il 4 aprile 2018 con il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, prevede il supporto della Guardia di finanza con l'impiego dei propri mezzi navali per le attività connesse all'assolvimento dei relativi compiti istituzionali.
Tutto ciò premesso, si rappresenta che l'impiego del guardacoste “G. 117 Sanna” in forza al reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Napoli nel giorno 3 ottobre, è stato richiesto, ai sensi del vigente protocollo d'intesa sopra menzionato, dall'USPEV (Ufficio per la sicurezza personale e per la vigilanza del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e disposto dal Comando generale della Guardia di finanza, a favore del Ministro della Giustizia, del Capo di gabinetto, del personale di scorta e delle delegazioni al seguito del Dicastero in parola, tenuto altresì conto che il citato Capo di gabinetto del Ministro della Giustizia risulta essere “persona sottoposta a misura tutoria”.
A tal riguardo, giova infatti ribadire che il Corpo, in qualità di unica istituzione di in mare, assicura, tra l'altro, a favore di tutte le personalità istituzionali sottoposte a misure di protezione e tutela, ove richiesto, il servizio di scorta e sicurezza in occasione degli spostamenti in mare.
Va precisato che il destinatario di misure predisposte a tutela dell'incolumità personale non può rifiutarle, né può porre in essere comportamenti che ne pregiudichino l'efficacia. Non spetta, infatti, alla persona tutelata determinare percorsi e modalità di trasporto, trattandosi di determinazioni rimesse esclusivamente alla discrezionalità dell'amministrazione in ragione delle specifiche e contingenti esigenze di sicurezza.
Per tutte le personalità sottoposte a tutela, i dispositivi tutori vengono approntati ed espletati, come nel caso in esame, per il tramite dei rispettivi capi scorta.
La specifica questione va, dunque, inquadrata non nell'ambito di prerogative di natura personale, ma nell'alveo del sistema della tutela della sicurezza della persona, nell'ipotesi di esposizione a rischio valutata dai competenti organismi.
Ciò posto, a seguito dell'istruttoria svolta dall'USPEV risulta che, contrariamente alla disposta programmazione, nella mattinata del 3 ottobre, l'onorevole Ministro della Giustizia all'atto della partenza veniva trattenuto nella città di Roma per contingenti esigenze di sicurezza pubblica nazionale. Invece, il dispositivo preposto alla tutela del signor Capo di gabinetto procedeva in direzione della località prevista, come da programma, stante la contestuale presenza di manifestazioni in atto presso il Molo Beverello.
Giova specificare che non risulta che altri dispositivi tutori di altre autorità di vertice ministeriale abbiano fatto richiesta di supporto mediante utilizzo della suddetta motovedetta.
Le programmazioni dei servizi sono state effettuate e vengono sempre effettuate in base all'attenta valutazione dei livelli di rischio, delle programmazioni e delle contingenti situazioni spazio-temporali di esposizione al rischio.
Trattasi, quindi, quella di cui all'interpellanza, non di modalità abnorme, ma di modalità di trasbordo di personalità tutelata, in base al livello di protezione ed all'esame delle circostanze fattuali, necessarie per assicurare, caso per caso, il livello di protezione disposto.
Infine, con riferimento al trasporto del congiunto della personalità tutelata, si richiama la direttiva dell'UCIS del 16 novembre 2013, in base alla quale il congiunto di persona tutelata, in specifiche circostanze, in base ai livelli di protezione ed alle specifiche circostanze, può in via eccezionale essere ammesso al seguito del dispositivo di protezione, ad insindacabile giudizio del capo scorta.
E la stessa Avvocatura generale dello Stato, con il parere del 25 agosto 2023 in tema di misure di protezione, ha ribadito la necessità di “individuare un giusto punto di equilibrio tra l'interesse pubblico, teso alla realizzazione delle finalità perseguite dalla legge che istituisce il sistema di protezione personale, e l'interesse individuale dei singoli soggetti destinatari della protezione, avente ad oggetto la salvaguardia della sfera privata nelle fondamentali esplicazioni della libertà di circolazione e della riservatezza personale”.
In questo ambito spetta proprio all'amministrazione, nell'esercizio della propria discrezionalità, il delicato compito di individuare, caso per caso, le opportune modalità atte a consentire il contemperamento dell'esigenza di tutela dell'interesse pubblico con quella di rispetto della sfera privata, vista la gravosità delle limitazioni imposte dal servizio di protezione personale e sempre nel rispetto dell'esigenza primaria di assicurare la garanzia della sicurezza del dispositivo tutorio.
Alla luce di quanto esposto, non può che ribadirsi la piena conformità delle condotte tenute rispetto alle valutazioni svolte in concreto dagli apparati di sicurezza.
PRESIDENTE. L'onorevole Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Ovviamente e preliminarmente le dico che sono assolutamente insoddisfatto. Posso immaginare l'imbarazzo della Sottosegretaria nel leggere una risposta di questo genere. Devo dire, francamente, che avremo modo di approfondire - anzi, oggi stesso lo faremo - e dare seguito anche in relazione a questa risposta, che io trovo scandalosa, e fornisco anche la mia solidarietà alla Sottosegretaria.
Detto questo, però, mi rivolgo alla Sottosegretaria in qualità di rappresentante del Governo, ovviamente. Signora Sottosegretaria, faccio fatica a trovare le parole, però guardi che a quel convegno hanno partecipato magistrati sotto scorta che rischiano la vita ogni giorno. Ogni giorno. Le potrei fare i nomi e cognomi: sono magistrati che ogni giorno vivono una vita circondati da una scorta, perché sono minacciati dalla criminalità organizzata. Hanno preso il traghetto insieme al Vice Ministro della Giustizia, Sisto.
C'è da parte della Capo di gabinetto un uso e un abuso del suo potere che io trovo inaccettabile, e non si comprendono le ragioni per le quali questo Governo, a partire dalla Presidente Meloni, non ritiene di aprire e di fare chiarezza da questo punto di vista.
Approfondiremo questa risposta perché è una risposta veramente incredibile, scandalosa. Si è trovato ogni tipo di cavillo. Quali sono le circostanze e le misure di sicurezza per cui si deve mobilitare una motovedetta della Guardia di finanza per proteggere la Capo di gabinetto e suo marito per recarsi a un convegno? Ma cosa dite agli italiani, cosa volete dire? Che oggi la Capo di gabinetto del Ministero della Giustizia può utilizzare una motovedetta della Guardia di finanza perché il rinvio, il fatto che il Ministro non sarebbe più andato a quel convegno, è stato notificato poche ore prima?
Ebbene, se il Ministro non va, non parte nemmeno la motovedetta della Guardia di finanza. La Capo di gabinetto prende l'aliscafo, prende il traghetto, come lo hanno preso tutti gli altri. In quel traghetto - ripeto - c'erano magistrati sotto scorta che non hanno avuto quel dispositivo.
Questa Italia che voi state descrivendo è un'Italia rispetto alla quale, a prescindere dalla collocazione politica, qualunque persona rimane indignata e la risposta che lei ha fornito al Parlamento è piena di falle, un “arrampicarsi” ovviamente, che lei non ha scritto ma che le è stato dato il compito, ingrato, di leggere al Parlamento. Ma è una risposta piena di falle, che pone un problema e un quesito molto serio perché tutte le norme da lei citate non danno alcuna copertura giuridica e legislativa alla Capo di gabinetto di utilizzare quel mezzo dello Stato. E prova ne è sa cosa, Sottosegretaria? Prova ne è che, al ritorno, la Guardia di finanza le ha detto di “no”. Al ritorno la Capo di Gabinetto è dovuta ritornare in traghetto perché la Guardia di finanza, giustamente, ha detto di “no”. Quindi, questa è la prova che, se fosse vero che quel dispositivo era giusto che lo prendesse la Capo di Gabinetto, perché è sotto tutela… non ne conosco le ragioni ma ci saranno motivi validi affinché sia sotto scorta; purtroppo, ognuno di noi, ogni giorno, viene minacciato e penso che anche lei avrà ricevuto tante minacce ma penso e spero per lei che sia una donna libera; non auguro a nessuno la scorta, è una delle cose peggiori che possono esistere. Ma la cosa che non può accadere è che ci sia un abuso dei mezzi dello Stato, della motovedetta della Guardia di finanza. E il Governo viene in quest'Aula con una risposta che giustifica un comportamento scandaloso. Il marito prendeva il traghetto!
Questo è un atteggiamento che non può esistere, non può essere tollerato. Lo dica alla Presidente Meloni quando la incontrerà. Il marito si prendeva il traghetto come gli altri. Non è una questione di poco conto, è una questione che attiene alla credibilità delle istituzioni.
Daremo seguito, ovviamente anche in relazione a questa risposta che trovo francamente incredibile e scandalosa, quindi, signor Presidente, nel concludere, ribadisco la mia totale insoddisfazione per questo atteggiamento di chi pensa di essere, come dire, la vera Ministra della Giustizia di questo Paese. È un problema serio dal punto di vista della credibilità delle istituzioni.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, grazie, grazie e ancora grazie: 22 volte grazie a nome delle 22 borseggiatrici che si sono salvate dal carcere grazie alla riforma che ha voluto il Ministro Nordio.
A Venezia la procura, dopo due anni di indagini, aveva convocato le borseggiatrici dopo il primo furto documentato. Queste 22 borseggiatrici però non è stato possibile arrestarle. E sapete perché? Proprio grazie all'interrogatorio preventivo introdotto dal Ministro Nordio. Sì, avete capito bene, le borseggiatrici sono state chiamate, sono state avvisate e, giustamente, non si sono presentate.
Come ogni giorno per essere qui ho preso la metropolitana e ormai è la norma vedere borseggiatori in azione, borseggiatrici in azione. Stamattina ne ho beccate due che cercavano di mettere le mani nella borsetta di una signora che stava andando a lavoro. E poteva essere mia madre quella signora e, come lei, milioni di cittadini, milioni di persone, ogni giorno, per andare a lavoro prendono i mezzi pubblici e si trovano a dover far fronte a questa che è una cosa di una gravità inaudita ma resta nel totale silenzio, non si sta facendo nulla per questo.
E in due diverse occasioni ho proposto di rendere obbligatoria la procedibilità penale contro borseggiatori e borseggiatrici e, per ben due volte, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno votato contro questi emendamenti.
Noi eravamo un Paese dove l'impunità dilagava, ma adesso siamo un Paese di Pulcinella, il Paese di Nordio. Un Paese in cui le persone vengono prima avvisate che saranno arrestate e ci si aspetta poi anche che si presentino.
Io direi al Ministro Nordio che dovrebbe occuparsi dei problemi reali della giustizia. Ci sono anzitutto carceri sovraffollate, stracolme di persone e non si sta facendo nulla contro questo aspetto . Anzi, si lasciano i ladri fuori proprio perché le carceri sono sovraffollate.
Quale certezza della pena ci può essere, se avete fatto una riforma della giustizia che, anziché velocizzare i processi, serve a garantire impunità a corrotti, colletti bianchi, evasori? Del resto i processi si fanno nei tribunali, ma mica pensate di assumere magistrati, personale amministrativo che servirebbe per celebrare questi processi… Invece, i tribunali restano impantanati. E avete firmato la resa dello Stato contro le organizzazioni criminali che coordinano decine di borseggiatrici. Io direi: provate per un giorno a scendere dalle auto blu e venite con me in metropolitana, andiamo a Roma Termini, nei tunnel della metropolitana, andiamo a piazza Garibaldi a Napoli, sulla metro “lilla” di Milano per vedere con i nostri occhi cosa fanno i borseggiatori e le borseggiatrici in azione. E uscite per una volta da queste vite patinate e ascoltate i pensieri di chi la sera torna a casa con il cuore in gola, con la paura di poter essere vittima di qualche predone grazie alle vostre leggi ipergarantiste che garantiscono solo impunità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Barzotti. Ne ha facoltà.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Mi trovo ancora una volta a dover denunciare in quest'Aula un fatto che riguarda le dichiarazioni anticipate di trattamento, per il fine vita. Come sapete, già avevamo fatto vari atti, varie interpellanze per rendere effettivamente concreto il diritto delle persone di scegliere come morire e quindi dare attuazione reale e concreta alla normativa esistente. Abbiamo segnalazioni di cittadini che hanno necessità di fare queste dichiarazioni; scelgono di fare le dichiarazioni anticipate di trattamento e hanno scelto di farlo tramite supporto audiovisivo. Ebbene, c'è un problema con il caricamento di questo video all'interno del sito del Ministero della Salute. Perché? Perché il formato nativo del video non è il formato richiesto dal Ministero, dal sito del Ministero della Salute. Presidente, si rende conto che questa cosa è assolutamente inaccettabile ? Ma come si fa a chiedere a persone in fine vita di scegliere, di dover ottemperare a un formato corretto di video perché, altrimenti, il video non si carica e bisogna chiedere di nuovo di ripetere il video a persone che stanno morendo? È una cosa crudele!
Quindi, chiediamo - e presenteremo un'interrogazione su questo ancora una volta - di rendere effettivamente reale un diritto che è scegliere come morire. Ora voglio capire con che coraggio si possa chiedere a persone in fine vita una cosa del genere. Quindi, cercheremo di risolvere in qualche modo il problema ovviando alla questione del formato nativo del video, perché non si può chiedere di nuovo alle persone in fin di vita di ripetere questi video, è una cosa inaccettabile !
PRESIDENTE. Sono così esauriti gli interventi di fine seduta.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2025, n. 145, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). (C. 2642-A)
: SEMENZATO, per l'VIII Commissione; GIOVINE, per la X Commissione.
2.
S. 1447 - Ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate a pene privative della libertà personale tra la Repubblica italiana e lo Stato della Libia, fatto a Palermo il 29 settembre 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2590)
: LOPERFIDO.
3.
4.
ROTELLI ed altri: Legge quadro in materia di interporti (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato). (C. 703-B)
: CAROPPO.














