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Venerdì 07 Novembre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 561 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
iniziative di competenza volte a prevenire e contrastare fenomeni eversivi, alla luce della recente denuncia di episodi di violenza neofascista (De Maria - PD-IDP); elementi e iniziative di competenza in merito all'attuazione della legge che istituisce il registro telematico sulla tracciabilità dei rapporti tra le imprese e i soggetti operanti nel settore sanitario (Alfonso Colucci - M5S); iniziative di competenza in ordine alla tempestiva presentazione al Parlamento delle relazioni sull'attuazione della legge n. 194 del 1978 e alla realizzazione di un sito internet dedicato ai servizi per la contraccezione e l'interruzione volontaria di gravidanza (Sportiello - M5S).
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco.
iniziative di competenza volte a prevenire e contrastare fenomeni eversivi, alla luce della recente denuncia di episodi di violenza neofascista (De Maria - PD-IDP); elementi e iniziative di competenza in merito all'attuazione della legge che istituisce il registro telematico sulla tracciabilità dei rapporti tra le imprese e i soggetti operanti nel settore sanitario (Alfonso Colucci - M5S); iniziative di competenza in ordine alla tempestiva presentazione al Parlamento delle relazioni sull'attuazione della legge n. 194 del 1978 e alla realizzazione di un sito internet dedicato ai servizi per la contraccezione e l'interruzione volontaria di gravidanza (Sportiello - M5S).
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco.
XIX LEGISLATURA
561^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 7 novembre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Iniziative di competenza volte a prevenire e contrastare fenomeni eversivi, alla luce della recente denuncia di episodi di violenza neofascista - n. 2-00707
- Elementi e iniziative di competenza in merito all'attuazione della legge che istituisce il registro telematico sulla tracciabilità dei rapporti tra le imprese e i soggetti operanti nel settore sanitario - n. 2-00708
- Iniziative di competenza in ordine alla tempestiva presentazione al Parlamento delle relazioni sull'attuazione della legge n. 194 del 1978 e alla realizzazione di un sito Internet dedicato ai servizi per la contraccezione e l'interruzione volontaria di gravidanza - n. 2-00709
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GILDA SPORTIELLO, legge il processo verbale della seduta del 5 novembre 2025.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 84, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno De Maria e Fornaro n. 2-00707 .
Chiedo al deputato De Maria se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Ha 15 minuti.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghi, rappresentante del Governo, con questa interpellanza urgente, ho raccolto una forte denuncia del presidente nazionale dell'ANPI, Gianfranco Pagliarulo, che ha reso pubblica una cronologia - a mio avviso davvero interessante e impressionante - di episodi di violenza, in alcuni casi di veri e propri episodi eversivi, compiuti da gruppi neofascisti nello scorso mese di ottobre.
Il 3 ottobre, un medico dell'istituto Spallanzani, che aveva partecipato a un per la Palestina, è stato colpito alla testa e ricoverato al San Camillo.
Il 5 ottobre, a Piazza Vittorio, a Roma, una trentina di squadristi hanno aggredito un gruppo di manifestanti - che avevano partecipato, anche in questo caso, a una manifestazione per la Palestina - in un bar, con caschi e bastoni.
Il 19 ottobre - ce lo ricordiamo tutti -, vi è stato il drammatico attacco al pullman del Pistoia Basket: uno degli autisti è stato assassinato e, in carcere, con gravi indizi di colpevolezza, ci sono tre estremisti legati all'estrema destra .
Il 25 ottobre, un giornalista è stato aggredito, perché non ha voluto togliersi una felpa con scritto “Azione antifascista”.
Il 26 ottobre, a Genova, c'è stato l'assalto di un gruppo di squadristi armati di spranghe al liceo “Da Vinci” occupato, che è stato vandalizzato anche con scritte di svastiche, e chi ha compiuto questi atti vandalici ha urlato: “Viva il duce”.
E poi, dopo che l'interpellanza urgente è stata depositata e dopo il testo del presidente dell'ANPI, ci sono stati i tre al liceo “Righi” di Roma, azioni per le quali è in corso un ulteriore procedimento di sindacato ispettivo, promosso dal collega Casu, che è qui al mio fianco.
A queste azioni violente si aggiungono episodi, come quello accaduto a Predappio, in occasione di una manifestazione convocata nell'anniversario della marcia su Roma, dove sono stati fatti saluti romani.
Ricordo che, a norma della nostra legislazione, l'apologia di fascismo è un crimine, perché nella Costituzione c'è una disposizione che vieta la ricostituzione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, una previsione che i padri costituenti avevano fatto nel momento in cui si erano battuti per riconquistare libertà, democrazia e piena e libera dialettica democratica per tutti gli italiani e per tutti i partiti, proprio perché volevano impedire il ritorno di un partito che aveva soffocato quelle libertà democratiche. Ricordo che questo articolo della Costituzione non è transitorio, è permanente: è un divieto che i padri costituenti hanno voluto, finché sarà in vigore - quindi, penso sempre - la nostra Carta costituzionale.
Io penso che, di fronte a questi episodi, vi sia prima di tutto la necessità di una presa di posizione molto netta di tutte le forze politiche, per condannare questi fatti di eversione neofascista, come peraltro qualunque episodio di violenza, di intolleranza e di antisemitismo che si manifesti nel Paese, e farlo affermando, con grande chiarezza, che le radici della nostra democrazia e della nostra Repubblica sono nell'antifascismo; lo sono perché è dalla Resistenza e dalla lotta antifascista che è nata la Repubblica italiana; lo sono perché la nostra Carta fondamentale, la Costituzione della Repubblica, è per sua natura antifascista, non solo per l'articolo che ho ricordato, ma per l'insieme dei valori della prima parte della Costituzione. Così come l'assetto istituzionale e costituzionale che i padri costituenti hanno disegnato per la nostra Repubblica è, per sua natura, per sua origine e per sua caratteristica, antifascista.
Però, accanto a un'azione politica, di fronte ad azioni violente, evidentemente c'è un tema di tutela dei cittadini, di prevenzione di questo tipo di reati e di contrasto, quando queste azioni violente si presentano. Per questi aspetti, ho voluto interpellare il Ministro dell'Interno e ringrazio il Sottosegretario che mi risponderà .
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Emanuele Prisco, ha facoltà di rispondere.
EMANUELE PRISCO,. Grazie, Presidente, onorevoli deputati. Gli onorevoli interpellanti fanno propria la denuncia del presidente nazionale dell'ANPI, riportata dai relativa a un asserito incremento di episodi di violenza neofascista, avvenuti nello scorso mese di ottobre in alcune città italiane, per i quali chiedono di conoscere quali misure di prevenzione e contrasto si intendano adottare.
Prima di riferire in ordine alle specifiche attività info-investigative condotte dalla DIGOS a livello nazionale a seguito degli specifici episodi denunciati, desidero evidenziare come un primo fattore da considerare sia l'effetto negativo determinato dall'acuirsi del conflitto israelo-palestinese che ha generato un significativo aumento delle manifestazioni antisemite.
È emerso, infatti, come l'antisemitismo sia divenuto il principale catalizzatore dell'antagonismo radicale violento, offrendo margini di manovra e occasioni di visibilità ai gruppi di opposto orientamento i quali tendono a strumentalizzare la mobilitazione pro-Palestina per dare vita a una contestazione frontale contro lo Stato, non di rado facendo registrare casi di puro vandalismo e attacchi violenti contro le Forze dell'ordine, che ringrazio invece, per il lavoro straordinario che fanno per garantire sicurezza e legalità nella nostra Nazione. In questo scenario sono attivi anche i sodalizi di destra estrema, che accompagnano alla solidarietà pro-Pal, in chiave marcatamente anti-israeliana, anche temi anti-immigrati e manifestazioni di apologia del fascismo. Il monitoraggio meticoloso delle iniziative di protesta, nonché la convergenza info-operativa tra , Forze dell'ordine e altre istituzioni coinvolte, sviluppate in seno al Comitato analisi strategica antiterrorismo presso il Ministero dell'Interno, hanno permesso di ridurre i rischi di derive violente e lo svolgimento di eventi di portata internazionale in un'adeguata cornice di sicurezza.
Venendo al merito dei singoli episodi denunciati dagli interpellanti, si dà conto, di seguito, degli esiti delle attività info-investigative nelle città di Roma, Genova, Rieti e Predappio. Com'è noto, la giornata del 4 ottobre scorso è stata caratterizzata dalla manifestazione di respiro nazionale a sostegno alla causa palestinese alla quale hanno partecipato, anche a Roma, centinaia di migliaia di partecipanti. Il corteo si è svolto in modo pacifico fino a quando, durante la fase conclusiva, intorno alle 19, alcuni gruppi appartenenti all'area antagonista e anarchica, con il viso coperto, hanno dato corso ad attacchi contro le Forze di polizia, coinvolgendo diverse vie del rione Esquilino.
In particolare, intorno alle 21, una frangia di facinorosi proveniente da via Gioberti si è avvicinata alla sede di CasaPound sita in via Napoleone III, ove si è verificato un reciproco lancio di oggetti con i militanti di estrema destra, interrotto dall'immediato intervento di un ingente dispositivo delle Forze di polizia. Successivamente, intorno alle ore 23, al termine delle iniziative di protesta da parte dei gruppi antagonisti, giungeva al numero di emergenza 112 la segnalazione di un'aggressione avvenuta presso un esercizio commerciale in via Leopardi, perpetrata da circa 20 persone, in gran parte con il volto coperto, nei confronti di alcuni attivisti pro-Pal presenti all'interno del locale. Allo stato, non risultano essere state presentate querele per lesioni, mentre il titolare del bar ha sporto denuncia per danneggiamento.
Sempre nella città di Roma, un altro episodio si è verificato nella serata del 24 ottobre quando un giornalista, mentre si trovava insieme con la famiglia all'altezza dell'ingresso del teatro Brancaccio in via Merulana, è stato aggredito da tre soggetti sconosciuti, verosimilmente appartenenti a gruppi di estrema destra, a causa di una felpa nera indossata dallo stesso riportante la scritta “Azione antifascista”. Nell'immediatezza dei fatti il giornalista non ha richiesto l'intervento delle Forze dell'ordine, né ha fatto ricorso a cure mediche, sporgendo denuncia il successivo 27 ottobre presso gli uffici della DIGOS. Le indagini sull'episodio sono tuttora in corso.
Altro avvenimento è stato poi segnalato a Genova, dove lo scorso 26 ottobre, presso il liceo scientifico statale “Da Vinci”, dove peraltro in quei giorni era in corso un'occupazione studentesca, circa 20-30 ragazzi, verosimilmente non appartenenti all'istituto, ne hanno forzato l'ingresso. Sono in fase di svolgimento delle attività di indagine a cura della DIGOS locale, la quale ha proceduto al sequestro di ingente materiale documentale, attualmente oggetto di analisi tecnico-scientifiche, e ha deferito, in stato di libertà, all'autorità giudiziaria, alcuni soggetti indagati per i reati di danneggiamento aggravato, di violenza privata, di porto di oggetti atti ad offendere. Allo stato attuale non sono emersi elementi utili a ricondurre i fatti accaduti all'azione di soggetti appartenenti a movimenti di estrema destra e sulle predette attività la magistratura ha imposto uno stretto riserbo istruttorio. A parte lo specifico episodio, il prefetto di Genova ha poi rappresentato che sul territorio della provincia l'attivismo dell'estrema destra è un fenomeno limitato, riferibile all'azione di pochi sodalizi, i quali per lo più organizzano iniziative pubbliche in occasione di commemorazioni che, a loro volta, registrano presenze assai modeste.
Per quanto attiene invece al territorio reatino, il 19 ottobre scorso si è consumato, lungo la strada statale n. 79 in direzione Terni, un omicidio ai danni di uno degli autisti dell'autobus che trasportavano i tifosi del Pistoia Basket, colpito da una sassaiola ad opera di tre della squadra di Rieti. La questura di Rieti ha confermato quanto emerso sulla stampa, e cioè che il delitto sarebbe stato commesso da tre individui, due dei quali militanti in ambienti di estrema destra. Al riguardo va ricordato che il procuratore generale di Rieti, nel corso della conferenza stampa, ha del tutto escluso che l'episodio sia riconducibile a matrici politiche o ideologiche, essendo lo stesso scaturito da futili motivi prodottisi durante l'incontro di basket fra le due opposte tifoserie e sarebbe piuttosto riconducibile alle dinamiche interne al cosiddetto mondo . Più in generale, per quanto attiene la situazione della provincia, il prefetto di Rieti ha comunicato che nell'anno in corso non sono stati registrati in quel territorio episodi di violenza di matrice neofascista o di eversione di estrema destra, né tantomeno di apologia del fascismo.
Gli onorevoli interpellanti richiamano inoltre due ulteriori episodi, pure riportati nelle testate locali, entrambi avvenuti in provincia di Forlì. Il primo sarebbe avvenuto a Cesena nella notte tra l'11 e il 12 ottobre scorso, allorquando due cittadini stranieri, in un'arteria stradale del centro della città, sono stati aggrediti da un gruppo di una trentina di giovani. Secondo i si sarebbe trattato di un'aggressione a sfondo razzista, ma le indagini, tuttora in corso e coordinate dalla locale procura della Repubblica, tendono a privilegiare la tesi che si sia trattato di un'estemporanea azione di un gruppo della squadra di calcio del Cesena che, proprio la sera dell'11 ottobre, si erano trattenuti nel centro cittadino venendo a contatto, nell'occasione, con le due persone aggredite.
Il secondo episodio si riferisce all'annuale raduno di Predappio in ricordo della marcia su Roma, quest'anno avvenuto il 26 ottobre e che si è svolto senza criticità sotto il profilo dell'ordine pubblico. La manifestazione è consistita nel corteo di circa 700 persone che, radunatesi nella piazza del paese, si sono dirette al cimitero ove si trova la tomba di Benito Mussolini. Nella piazza davanti al cimitero sono state recitate delle preghiere ed è stato osservato un minuto di silenzio. Al termine ha avuto luogo la “chiamata del presente”, alla quale una trentina di persone hanno risposto col saluto romano. Queste ultime, al momento ancora in corso di identificazione, saranno oggetto di una specifica informativa di reato.
Il prefetto di Forlì-Cesena ha inoltre segnalato che una seconda analoga manifestazione era stata preannunciata nello stesso giorno e luogo dal movimento politico Forza Nuova, ma le locali autorità di pubblica sicurezza, valutate le possibili ripercussioni sull'ordine pubblico, ne avevano prescritto il differimento dell'orario. Tale seconda manifestazione non ha quindi avuto luogo. Una trentina di appartenenti a Forza Nuova hanno comunque preso parte al primo corteo, privi di segni identificativi, senza creare turbative ed essendo sempre attentamente seguiti dal personale della DIGOS.
La mera enunciazione degli eventi appena riferiti, e soprattutto le iniziative intraprese dalle Forze di polizia per prevenire e reprimere le illegalità che sono state compiute, indica in modo inequivocabile che siano state alte l'attenzione e l'impegno per garantire su tutto il territorio nazionale l'ordine pubblico, contrastando con fermezza ogni turbativa alla sicurezza quale ne sia l'asserita matrice ideologica.
Si ribadisce, da ultimo, che questo Governo non sottovaluta affatto il fenomeno in questione, come dimostrato dall'impegno delle Forze di polizia nell'azione di contrasto e monitoraggio sui contesti e gli ambienti connotati dell'estremismo ideologico, allo scopo di intercettare tempestivamente e preventivamente il compimento di queste forme di illegalità e di assicurare alla giustizia i responsabili.
PRESIDENTE. L'onorevole De Maria ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, purtroppo non sono soddisfatto. Non lo sono per il significato politico della risposta. Intanto gli eventi che ha ricordato non sono asseriti ma oggettivi, cioè oggettivamente il riproporsi di numerosi eventi di violenza con carattere neofascista. E mi spiace che, anche oggi, ci sia da parte del Governo un tentativo di sottovalutazione di eventi come questi e anche questo tentativo quasi di giustificarli col fatto che vi sono eventi violenti, eversivi, che fanno riferimento invece al mondo antagonista di estrema sinistra.
Voglio dire con chiarezza che io - ma penso di poter dire tutto il Partito Democratico - condanna ogni forma di antisemitismo, di violenza e, per chi conosce la mia biografia, se c'è qualcuno che ha sempre contrastato i movimenti antagonisti di estrema sinistra è chi vi sta parlando.
E aggiungo che noi, in particolare, abbiamo manifestato grande solidarietà al collega Fiano, a cui era stato impedito di intervenire all'università Ca' Foscari. Però, questo non c'entra con il fatto che il Governo debba contrastare e perseguire i fenomeni di eversione di estrema destra e neofascisti che sono in atto .
Aggiungo che ritengo un errore politico grave criminalizzare tutto il movimento cosiddetto pro-Pal, che, nella sua grande maggioranza, è un movimento pacifico e democratico che, con la sua presenza e il suo impegno, credo favorisca anche un percorso verso un impegno dell'Italia per garantire la prospettiva di “due popoli, due Stati” e, quindi, garantire insieme il diritto alla sicurezza dello Stato d'Israele e il diritto del popolo palestinese a vivere in un proprio Stato. Ma anche questo fatto di collegare il movimento pro-Pal a un fenomeno di eversione neofascista che cresce, per tante ragioni, nel Paese, io sinceramente non lo condivido e penso che il Governo dovrebbe riflettere davvero su questo.
Mi permetto di dire che anche le forze che governano, in modo assolutamente legittimo e democratico, il Paese e che vengono dalla storia della destra italiana dovrebbero superare ogni ambiguità nel prendere le distanze, nel condannare tutte le forme di eversione di estrema destra e di neofascismo, mentre mi unisco al ringraziamento alle Forze dell'ordine per il lavoro che svolgono con grande impegno e con grande professionalità. In questo caso, condivido le parole di ringraziamento e di riconoscimento del Sottosegretario per l'operato delle Forze dell'ordine.
Auspico che davvero vi sia più attenzione al crescere di un fenomeno eversivo di estrema destra che credo sarebbe un errore sottovalutare da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni democratiche .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Alfonso Colucci ed altri n. 2-00708 .
Chiedo al deputato Quartini se intenda illustrare l'interpellanza di cui è cofirmatario o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Oggi parliamo della luce del sole, nel senso che vuol dire questo: trasparenza. Siamo orgogliosi di avere introdotto la legge n. 62 del 2022. Tre anni fa fu introdotta e fu introdotta fondamentalmente con alcuni obiettivi: trasparenza, prevenzione dei conflitti di interesse, contrasto ai rischi corruttivi nel settore farmaceutico, riportare un minimo di garanzia, di integrità e, quindi, di fiducia da parte dei cittadini rispetto alla mancata trasparenza da parte degli operatori sanitari, tutti quanti, e in rapporto alle aziende farmaceutiche. Quindi questo atto cercava di fare un'operazione virtuosa, mettersi allo stesso livello di altre grandi Nazioni.
Voglio ricordare che, già per tutta la letteratura scientifica, agli autori a livello internazionale ormai viene chiesto di non avere conflitti di interesse rispetto al lavoro che stanno facendo e di essere coerenti con un comportamento etico, tant'è vero che chiedono se le commissioni etiche aziendali hanno approvato il progetto. Ebbene, in questa legge mancano, ancora oggi, dopo 3 anni, i decreti attuativi. Doveva essere elaborato un registro telematico, chiamato “Sanità trasparente”, e ancora non ne sappiamo niente.
Devo dire che già a luglio del 2023 avevo fatto un'interrogazione in Commissione affari sociali, in cui fui rassicurato sul fatto che si sarebbe andati spediti nella realizzazione di questo registro e fui rassicurato sul fatto che era interesse anche del Governo andare avanti con questo progetto. Io voglio ricordare in questa sede che la legge n. 62 del 2022 riesce a mettere insieme i principali contenuti dell'articolo 32, che si occupa della tutela della salute come diritto fondamentale, dell'articolo 41, che riguarda l'utilità sociale dell'impresa, e dell'articolo 97 della Costituzione, che riguarda la buona amministrazione.
Noi, con questa interpellanza, chiediamo a che punto siamo, quali sono i tempi per questi decreti attuativi, quali iniziative intenda assumere il Governo e quali sono le ragioni per cui, a distanza, in questo momento, di 3 anni rispetto all'elaborazione della proposta di legge e di oltre 2 anni rispetto all'altra interrogazione che abbiamo fatto, ancora non si vede la luce in fondo a questo tunnel, che è sicuramente un tunnel da superare.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato, Emanuele Prisco, ha facoltà di rispondere.
EMANUELE PRISCO,. Sì, grazie, Presidente. Onorevoli deputati, io ovviamente mi limito a leggere la risposta del Ministero della Salute alle domande degli onorevoli interpellanti, che ringrazio. Dice, appunto, il Ministero della Salute che l'interpellanza permette di spiegare a che punto si è arrivati con il registro “Sanità trasparente”, previsto dalla legge n. 62 del 2022. Partiamo da un dato di fatto: il Ministero rivendica di avere fatto la sua parte. Il decreto per istituire il registro è, appunto, pronto. Anche le regole tecniche per farlo funzionare sono state scritte, ma, ovviamente, segnala che arrivare a questo punto non è stato un percorso semplice.
Che cosa ha fatto finora il Ministero della Salute? Prima di tutto, ha ascoltato chi doveva usare questo registro. Nell'estate del 2023, tra agosto e settembre, rivendica di avere aperto una consultazione pubblica. Chiunque poteva dire la sua: aziende farmaceutiche, medici, associazioni e chiunque avesse un interesse da rappresentare, un interesse legittimo, ovviamente, da rappresentare. E dice il Ministero: ci sembrava giusto far partecipare tutti e non far calare le cose dall'alto. Le osservazioni che sono arrivate sono state lette e incorporate nel decreto.
Poi, dice il Ministero, ci si è trovati di fronte ad alcuni nodi da sciogliere, questioni che sulla carta della legge sembravano chiare, ma che nella pratica potevano creare confusione. Per esempio, che cosa si intende esattamente per “vantaggi indiretti”, come funziona il regime fiscale per queste erogazioni, se le indagini di mercato rientrano tra le attività che vanno dichiarate. Questi non sono dettagli - riferisce il Ministero della Salute -, ma punti che, se lasciati nel vago, avrebbero generato contenziosi a non finire.
Poi c'è il tema dei pareri obbligatori.
La legge - dice il Ministero - obbliga a sentire tre autorità prima di partire con i decreti attuativi, che non sono ovviamente formalità, ma passaggi necessari. Il Garante per la ha, per l'appunto, emesso il suo parere, l'Autorità anticorruzione anche e pure l'Agenzia per l'Italia Digitale. Tutte e tre hanno fatto osservazioni importanti, che sono state recepite integralmente nella versione finale del decreto. E quindi perché - riferisce il Ministero - non si è ancora partiti? Perché, benché il decreto sia tecnicamente pronto, c'è un ultimo passaggio che viene ritenuto fondamentale.
Dice il Ministero della Salute: questo registro innalzerà il livello di trasparenza nel settore sanitario. È una cosa positiva, giusta, necessaria, ma deve essere fatto bene, e quindi non può permettersi di lanciare un sistema che poi si blocca o che crea problemi operativi tali da renderlo inutilizzabile. Per questo - dice il Ministero - si sta facendo un ulteriore giro di confronto con le aziende e gli operatori sanitari, e vuole essere sicuro che, quando il registro partirà, funzionerà davvero.
Non si tratta di difendere gli interessi delle imprese farmaceutiche. Si tratta di evitare che un provvedimento così importante nasca male e finisca travolto da ricorsi, contestazioni e problemi tecnici che ne bloccherebbero l'efficacia. In sintesi, il lavoro tecnico è completato, i pareri obbligatori sono stati acquisiti e ora il Ministero sta verificando, con chi dovrà usare concretamente il sistema, che tutto funzioni senza intoppi.
L'obiettivo resta quello della legge, quindi massima trasparenza sui rapporti economici tra aziende sanitarie e operatori del settore, ma dice il Ministero: “vogliamo arrivarci con un sistema che funzioni, non con uno che si blocchi al primo giorno”. Il confronto in corso serve proprio a questo: garantire che il registro, quando partirà, sia pienamente operativo e non generi quella burocrazia inutile che tutti diciamo di voler combattere.
PRESIDENTE. L'onorevole Quartini ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. No, non possiamo essere soddisfatti, ma va da sé: tre anni sono abbondantemente sufficienti per avere un decreto attuativo. Qui sembra che si possa dire “no” a qualcosa di assolutamente importante e straordinario che ci mette alla pari di altri Paesi importanti, come Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna. Non si può dire “no” a una cosa del genere. Non si può dire “no” alla trasparenza. Non si può dire “no” all'importanza del superamento dei conflitti di interesse, che sono anche alla base della sfiducia dei cittadini, tant'è vero che l'obiettivo era anche recuperare fiducia. Lo abbiamo visto e lo stiamo vedendo anche rispetto a quello che è successo sul COVID. È fondamentale che ci sia questo registro che le persone possono consultare per capire se chi hanno di fronte ha conflitti di interesse o meno Questo vale in maniera assoluta; e invece che cosa si fa? Si devono risentire un'altra volta gli Abbiamo sentito il Garante della l'Autorità anticorruzione, l'Agenzia per l'Italia Digitale, tre agenzie che dovevano essere udite. Abbiamo fatto un giro di consultazioni, forse anche legate - diciamocelo - alla richiesta del MoVimento 5 Stelle in Commissione affari sociali, perché è stato dopo luglio che è iniziato questo tipo di attività e dopo che Gemmato è venuto in Commissione a dircelo, fondamentalmente. Forse non si sarebbe neanche iniziato questo percorso. Si è concluso dopo un paio di mesi e a distanza di altri due anni ancora non sappiamo quando si partirà, ancora non sappiamo… Sì, la trasparenza sì, ma va procrastinato il rischio, in qualche modo, di avere ricorsi o sistemi di sanzionabilità.
Allora io dico: dobbiamo far chiarezza. Dobbiamo fare chiarezza perché la scarsa trasparenza e il rischio di conflitti di interesse… Al di là degli interessi che riguardano l'autorità giudiziaria, che farà le proprie considerazioni quando appunto ci sono conflitti di interesse, io dico che c'è un problema di sanità pubblica dietro i conflitti di interesse, dietro il ancora non pubblicato; perché c'è il rischio di creare modelli che condizionino fortemente le scelte rispetto alle strategie terapeutiche, rispetto alla scelta di farmaci, rispetto alla definizione stessa di malattia, perché la base è quella, e mi scuso, Presidente, se uso questo termine inglese, ossia creare malattie, proviene da , cioè venditore di pesce per intendersi. Ecco, è la creazione di malattie a tavolino. Se io creo la malattia, creo anche il farmaco per curarla: ecco l'interesse. Ecco qual è il rischio; ecco perché c'è bisogno di trasparenza; ecco perché c'è bisogno di dichiarare e che ci sia un registro nazionale che possa essere consultabile sia dai soggetti singoli sia dalle agenzie che hanno a che fare con le aziende farmaceutiche e che hanno a che fare anche con chi vende integratori, anche integratori nutrizionali. Lo stesso Garattini dice che non servono a niente. Ecco che si creano false speranze; ecco che si creano falsi bisogni; ecco che si induce una domanda a cui non ci sarà mai risposta definitiva. Ecco che allora un'operazione di trasparenza, di prevenzione del rischio di corruzione, di prevenzione del rischio di conflitti di interesse è uno strumento fondamentale. Aspettare tre anni è assolutamente insopportabile.
La legge c'è, ben venga che il Governo faccia la sua parte e che vada speditamente a questi decreti attuativi .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Sportiello ed altri n. 2-00709 .
Prendo atto che la deputata Sportiello si riserva di intervenire in sede di replica e, dunque, ascoltiamo la risposta del Sottosegretario di Stato Emanuele Prisco.
EMANUELE PRISCO,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, anche in questo caso leggo la risposta del Ministero della Salute alle domande degli onorevoli interpellanti che ringrazio. Riferisce il Ministero che non è la prima volta che questa questione viene posta. Il problema è reale: la relazione sulla legge n. 194 arriva sempre in ritardo ed è ovviamente cosa nota e non da oggi. Diceva, appunto, il Ministero: perché questi dati arrivano in ritardo? Raccogliere i dati sulle interruzioni volontarie di gravidanza da tutte le regioni non è come scaricare un . È un processo lungo e complicato che coinvolge tantissimi soggetti.
Partiamo dal basso, dice il Ministero: ogni ospedale, ogni ASL, ogni assessorato regionale deve raccogliere, verificare e trasmettere i dati. Poi arrivano al Ministero che deve coordinarsi con l'Istituto Superiore di Sanità e con l'Istat. Ognuno fa la sua parte, ma ovviamente ci vuole del tempo.
Non è una giustificazione, è una spiegazione. Riferisce il Ministero della Salute. Il sistema ha questi tempi. Bisognerebbe migliorarlo? Probabilmente sì. Per questo il Ministero della Salute ha istituito un'apposita struttura interdipartimentale dedicata alla salute della donna che si occuperà anche di risolvere questa criticità per accelerare i tempi di risposta delle regioni.
In merito al tema della differenza delle regioni - rimarca il Ministero della Salute - sulle differenze territoriali, che avete giustamente segnalato, la questione è delicata. Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, l'organizzazione sanitaria è competenza regionale. Questo significa che ogni regione decide come organizzare i propri servizi: mobilità del personale, modalità di assunzione, strutture dei consultori. Il risultato? Modelli molto diversi tra loro. Alcune regioni hanno sviluppato un'ottima integrazione ospedale-territorio, altre meno. Alcune investono sui consultori, altre li hanno ridotti all'osso.
Questo è il quadro - dice il Ministero - e non possiamo imporre un modello unico alle regioni, perché ovviamente non ne ha la competenza. Relativamente ai dati aperti, quindi ai limiti e alle possibilità di questi - riferisce il Ministero della Salute -, sulla richiesta di rendere disponibili i dati in formato aperto c'è un vincolo normativo che non può essere aggirato.
Il codice sulla protezione dei dati personali pone limiti molto precisi. In particolare, l'allegato A.3 stabilisce regole stringenti per i dati statistici che riguardano la salute delle persone. L'obiettivo è proteggere la riservatezza e la dignità delle donne. Questi dati hanno un valore per la collettività, certo, ma vanno trattati con estrema cautela.
Detto questo: i dati ci sono e sono accessibili. L'Istat pubblica tutti i dati delle singole interruzioni volontarie di gravidanza sul proprio portale istituzionale e chiunque può consultarli.
Sulla richiesta di un sito Internet dedicato ai servizi per l'IVG, il Ministero della Salute riferisce che la risposta esiste già. È stato realizzato nell'ambito di un progetto specifico del Ministero - “Interventi per il miglioramento della qualità dei dati, dell'offerta e dell'appropriatezza delle procedure” - ed è ospitato sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità.
Cosa trovate nel sito, quindi lì dentro? Materiali informativi per le donne, anche per quelle con migratorio, una mappa completa dei punti IVG attivi sul territorio nazionale, informazioni sul progetto e documenti di approfondimento.
Tutte le risorse sono disponibili nella sezione dedicata del progetto sul portale EpiCentro dell'Istituto superiore di sanità.
In sintesi, i ritardi ci sono, il Ministero non li nega. Il sistema di raccolta dei dati è complesso e coinvolge troppi passaggi, ma il Ministero della Salute rivendica di essersi già attivato per trovare le soluzioni. Le differenze territoriali esistono e dipendono dall'autonomia regionale in materia sanitaria, come prima richiamato.
Il sito con le informazioni e la mappa dei servizi esiste ed è consultabile sul portale istituzionale dell'Istituto superiore di sanità.
Quindi, tutto è - dice il Ministero della Salute - migliorabile, ma si stanno attivando per farlo e ci sono gli strumenti base per poterlo fare.
PRESIDENTE. Saluto le studentesse, gli studenti e i professori dell'Istituto di istruzione superiore “Cattaneo-Dall'Aglio”, che arrivano da Castelnovo ne' Monti, in provincia di Reggio Emilia. Benvenuti alla Camera dei deputati . Siamo in pochi, perché oggi è una seduta dedicata alle interpellanze e quindi sono presenti i deputati che interrogano il Governo.
La deputata Sportiello ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Allora, cominciamo dalle basi, perché mi pare che manchino anche quelle. Articolo 16 della legge n. 194 del 1978: “Entro il mese di febbraio, a partire dall'anno successivo a quello dell'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Sanità presenta al Parlamento una relazione sull'attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministro. Analoga relazione presenta il Ministro di Grazia e giustizia per quanto riguarda le questioni di specifica competenza del suo Dicastero”. Febbraio e gennaio. Le regioni sono tenute e il Ministro della Sanità è tenuto; non è facoltà, non è concessione, non è qualcosa che ci viene data gentilmente per pura bontà del Ministro.
Ora, ho sentito dalla sua interrogazione, dalla sua risposta, che i problemi ci sarebbero sempre stati. Falso! Da quando c'è questo Governo, e in particolare dalla relazione che è stata presentata lo scorso anno, abbiamo registrato il ritardo più lungo mai registrato dall'entrata in vigore della legge, dal 1978! Ora, a meno che non abbiate cambiato le modalità di comunicazione dei dati e ci siano i piccioni viaggiatori che li portano al Ministero, questo ritardo non si spiega. E anche l'anno scorso non ci avete saputo dare motivazioni reali del perché del ritardo. Infatti, ricordo che mentre la relazione al Parlamento, che siete tenuti per legge a depositare, veniva depositata a dicembre - tra l'altro, senza le tabelle allegate che abbiamo dovuto richiedere -, i dati erano già stati pubblicati dall'Istat mesi e mesi prima. Perché il Ministero non ha fatto il suo dovere?
Ci ritroviamo, oggi, di nuovo a chiedere i dati della relazione di quest'anno, che ancora non è arrivata. Siamo a novembre, è finito l'anno. Non solo non è arrivata, ma noi stiamo attendendo dati che risalgono al 2023.
Allora, regaliamo un calendario al Ministro della Salute per ricordare che siamo nel 2025 e che aspettiamo dati vecchi di due anni. Io voglio sapere: ma se dobbiamo monitorare una prestazione sanitaria, un diritto, la situazione del nostro territorio, ma è concepibile che lo si faccia con dati vecchi di due anni? Come è possibile misurare l'obiezione di coscienza, che è presente nelle regioni - attenzione, poi ci torniamo, sui dati -, se fotografo una situazione vecchia di due anni, senza sapere cosa accade oggi? Come fa un Paese a garantire un diritto, se si muove con questa lentezza?
Il problema sono i metodi? Bene, vi ho presentato un emendamento per chiedere che si sostituissero i metodi per la raccolta dei dati. Abbiamo fatto un decreto sull'intelligenza artificiale, sull'applicazione di questi metodi anche in sanità, vi ho chiesto di utilizzare questi metodi anche per la redazione della relazione sulla legge n. 194 e questo non è stato fatto, è stato respinto. Se sono i metodi, bene, cambiamoli! Così non servono! Se devo avere dati vecchi di due anni, non so cosa sta succedendo nel Paese. E sapete grazie a cosa lo sappiamo? Soltanto grazie alle associazioni e alle realtà che quotidianamente si preoccupano che questo servizio, l'interruzione volontaria di gravidanza, questo diritto, venga veramente garantito a tutti e a tutte, in tutto il Paese!
Allora, dietro i dati non ci sono numeri che ci piace guardare per un feticismo personale o perché siamo particolarmente affezionati alla matematica. Dietro i dati ci sono le persone, ci sono scelte che sono state compiute, ci sono mancanze che vanno colmate, ci sono le storie, ci sono gli ostacoli che ancora oggi si incontrano per avere accesso all'interruzione volontaria di gravidanza. Questi sono i dati e per questo ci servono disaggregati, perché sapere che, in tutta una regione, ampia come la Lombardia o come la Campania, il tasso medio dell'obiezione è, magari, relativo all'80 o al 70 per cento, non mi serve o mi serve relativamente, perché se voglio accedere all'interruzione volontaria di gravidanza e voglio fare scelte per migliorare la situazione, ho bisogno di sapere cosa succede sui territori! Se devo recarmi in ospedale o in un consultorio… e ritorno anche su quelli, perché li ha citati scaricando tutto sulle regioni, che hanno le loro responsabilità, ma non mi pare che il Governo abbia accettato qualche proposta che io personalmente ho fatto per poter finanziare i consultori, che sono un fiore all'occhiello del nostro Paese e non si capisce perché - o meglio, si capisce perché! - vengono puntualmente definanziati e trascurati e a cui non viene riconosciuto il grandissimo lavoro e il grandissimo potenziale che hanno per tutto il Servizio sanitario nazionale e per l'integrazione socio-sanitaria nel nostro Paese. Dunque, dati disaggregati: non è più possibile avere dati regionali. Dati tempestivi: non è possibile avere una relazione che fotografa i dati di due anni fa.
Sull'autonomia, in questa risposta avete detto che, ahimè, ci sono le differenze territoriali, ma che volete, non è colpa nostra, ci sono le autonomie regionali e ogni regione decide per sé: bene, ve ne siete accorti! Tuttavia, siete quelli che, l'autonomia, la vogliono potenziare e la vogliono realizzare, bravi ! Scusatemi, ma di cosa stiamo parlando? Ci sono le differenze regionali, perché ci sono le autonomie regionali, ma andiamo avanti e peggioriamo tutto questo, affossando parti del Paese? Complimenti, bravo, oggi il Sottosegretario ci dà anche questa risposta e ci chiarisce le idee.
Io poi sorvolo sulla , perché non vi stiamo chiedendo i nomi e i cognomi delle persone che si recano in ospedale, non vi stiamo chiedendo i nomi e i cognomi, noi vogliamo sapere cosa succede sui territori. E non c'è che tenga su questo: stiamo chiedendo dati anonimi, perché, se ci fossero questi dati, noi sapremmo che nella provincia di Catania è impossibile abortire farmacologicamente, perché gli unici servizi che esistevano, peraltro pochissimi, sono stati sospesi e chi vuole avere accesso all'aborto farmacologico deve viaggiare per 200 chilometri, facendo le due somministrazioni. Ma vi pare possibile, nel 2025? A me no! E non posso pensare che possa essere accettabile per qualcuno, se non qualcuno che, chiaramente, è ideologicamente orientato e fa di queste mancanze uno strumento anche di oppressione delle donne e delle persone che possono interrompere una gravidanza.
Allora, veramente rinnovo l'invito o, anzi, vi ricordo che è vostro preciso dovere - non è un invito! - pubblicare questi dati. Ed è preciso dovere del Governo preoccuparsi che questi dati siano i migliori possibili. La mappatura, anche lì, contiene dati vecchi. Ma quale mappatura? Ma almeno vedetela, prima di venire a dirci le cose in Aula, perché non la state comunicando a Gilda Sportiello, che ha presentato l'interpellanza, la state comunicando a tutto il Paese, come hanno denunciato le realtà, che veramente sono sui territori e che veramente sanno cosa succede. Quei dati non corrispondono ai servizi che in questo momento vengono erogati. Ebbene, a che serve creare maggiore confusione? La mancanza di dati è il primo ostacolo che viene riconosciuto per accedere a un aborto libero, sicuro e garantito.
Io intanto voglio ringraziare le realtà che ho citato, che quotidianamente lavorano dal basso, l'associazionismo, che lavorano ogni giorno accompagnando. Voglio ringraziare, in particolare, la dottoressa Federica Di Martino, della piattaforma “ivgstobenissimo”, con cui abbiamo pensato di presentare questa interrogazione. Però, non si può più andare avanti così. Perché questo è l'ennesimo strumento con cui si negano diritti alle donne, alle persone che possono interrompere una gravidanza. Questo è l'ennesimo strumento di oppressione, nient'altro che questo
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
Saluto gli studenti e i docenti della scuola paritaria “Virginia Centurione Bracelli” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Siete venuti in una giornata in cui è previsto solo lo svolgimento di interpellanze, per questo l'Aula è vuota: ci sono solo i deputati che interpellano il Governo. Avrete adesso modo di parlare serenamente dal momento che la seduta sta per concludersi e vi spiegheranno bene in che posto meraviglioso vi trovate dal punto di vista architettonico, ma soprattutto istituzionale.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico. (C. 2423-A)
e delle abbinate proposte di legge: AMORESE ed altri; SASSO ed altri. (C. 2271-2278)
: SASSO.
2.
DI GIUSEPPE ed altri: Modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio. (C. 1042-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI SANZO ed altri; ONORI ed altri. (C. 1415-1998)
: CIOCCHETTI.
3.
4.
S. 1503 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas tra il Governo della Repubblica Federale di Germania, il Governo della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Italiana, fatto a Berlino il 19 marzo 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2592)
Relatrice: GRUPPIONI.
S. 1520 - Ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo, del 23 dicembre 2020, fatto a Roma il 30 maggio 2024 e a Berna il 6 giugno 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2593)
: FORMENTINI.











