PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
. No, non è stato richiamato all'ordine; c'ero io e glielo dico . No, l'ho stigmatizzato … scusi, collega, l'ho stigmatizzato senza richiamarlo all'ordine. C'ero io e, quindi, posso risponderle direttamente. Sì, doveva parlare al microfono. Per lo stenografico, l'onorevole Amato ha chiesto se fosse stato richiamato all'ordine anche il collega Pittalis e io ho chiarito, invece, come sono andate le cose. Grazie, collega Amato.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 100, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 9,45.
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza petizioni, il sunto e l'assegnazione delle quali, ai sensi della deliberazione della Giunta per il Regolamento del 19 febbraio 2025, saranno pubblicati nell' al resoconto stenografico della seduta odierna .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'assegnazione di disegno di legge a Commissione in sede legislativa.
Propongo alla Camera l'assegnazione in sede legislativa del seguente disegno di legge, del quale la V Commissione (Bilancio) ha chiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del Regolamento:
S. 1639 - “Disposizioni per il rilancio dell'economia nei territori delle regioni Marche e Umbria” (2668).
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2423-A: “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” e delle abbinate proposte di legge nn. 2271 e 2278.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'emendamento 1.33 Manzi.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.38 Manzi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Intervengo molto brevemente per chiedere di sopprimere la parola “preventivo” dal consenso. Riteniamo sarebbe un elemento utile per favorire un confronto e un'informazione corretta e di merito all'interno delle scuole.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.38 Manzi, con il parere contrario… Scusi, onorevole Cortellazzo. Revoco la votazione, ovviamente. Ah, stava aspettando la scheda, non voleva intervenire. Va bene, scusate. Il collega voleva solo votare, evidentemente.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.38 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
I colleghi stanno entrando. Colleghi, io vi ricordo, così, tanto per trascorrere il tempo insieme, che il preavviso serve per prendere la tessera. Così lo lasciamo a verbale, se qualcuno legge il resoconto.
Sono solo dieci minuti, giusto, onorevole Giachetti. Questo complica le cose. Ho visto le file lunghissime durante il preavviso, di gente che ha provato a prendere la tessera, ma non ci è riuscita. E va bene. Non chiamo i colleghi, ma ce ne sono diversi. Abbiate un po' di pazienza. Stanno entrando. Colleghi, magari se riusciamo a velocizzare almeno il raggiungimento della postazione di voto, come atto simbolico, diciamo.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.52 Grippo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.52 Grippo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.60 Manzi, 1.61 Sportiello e 1.62 Piccolotti.
Ha chiesto di parlare la collega Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Qui c'è dell'incredibile, perché, al suono di non vogliamo queste porcherie nella scuola, come tuonava l'attuale relatore Sasso, noi diciamo: va bene, allora diciamo come deve essere fatta questa educazione sessuo-affettiva nelle scuole, mettiamolo nero su bianco e scriviamo che le attività attinenti alla sessualità e all'affettività devono essere conformi alle linee guida internazionali in materia di educazione sessuale elaborate dall'Organizzazione mondiale della sanità, dall'UNESCO. E cosa fa questa maggioranza sostenuta da questo Governo? Decide di bocciare questo emendamento e di dire: no, signori, noi le linee guida internazionali, le evidenze scientifiche non le vogliamo, perché la verità è che a noi piace aprire la scuola ad altri tipi di realtà, che magari vanno nelle scuole a dire che la contraccezione e i profilattici rovinano l'intimità. E chi se ne frega se, intanto, le infezioni sessualmente trasmesse crescono; chi se ne frega se la gonorrea cresce dell'83 per cento, la sifilide del 25, solo tra il 2021 e il 2023, e la clamidia più del 21 per cento.
Io credo che ci sia una responsabilità gravissima dietro il respingimento di questo emendamento e, allora, faccio appello ai singoli e alle singole che compongono e sostengono questa maggioranza. Voi davvero volete che l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole non si fondi, laddove concesso grazie al vostro provvedimento, su linee scientificamente validate? Voi veramente volete che non ci sia nessun contrasto alle violenze di genere, nessun contrasto alle infezioni sessualmente trasmesse, pur sapendo che l'età media di un rapporto è bassissima? Perché l'11 per cento del primo rapporto sessuale avviene già tra gli 11 e i 14 anni: non la media, i primi rapporti. L'11 per cento.
Allora, vedete, stiamo affrontando questo emendamento, purtroppo, nella distrazione di questa maggioranza e nell'attenzione di quei pochi che ne sono interessati per altri motivi. Noi, invece, vi stiamo chiedendo di cercare di mettere almeno dei punti fermi all'interno di questa legge. Noi vi stiamo chiedendo di rispettare, quantomeno, le evidenze scientifiche. Perché, vedete, se nel tempo non fosse stata demolita la rete dei consultori, oggi potremmo chiedervi di portare i consultori nelle scuole a fare educazione sessuo-affettiva; oggi potremmo chiedervi di portare delle realtà consolidate. Ed è quello che vi chiediamo, a dispetto, invece, di quelle che portate e che, a volte, leggiamo, entrano nelle scuole, senza avere però la formazione necessaria e, soprattutto, andando a colpire quelli che sono diritti acquisiti e, assolutamente, mettendo in discussione verità scientificamente fondate.
Quindi, chiudere la porta in faccia, negare l'applicazione delle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità è un fatto gravissimo, è un fatto che non può avere dei precedenti all'interno di quest'Aula. Se davvero, tra di voi, c'è qualche briciolo di - come la vogliamo chiamare? - consapevolezza in quello che stiamo facendo, vi prego, almeno questo emendamento approvatelo, perché quello che stiamo lasciando sono macerie e sono percentuali altissime, che continueranno a salire. Sono persone, ragazze e ragazzi, che non avranno consapevolezza rispetto a informazioni che è loro diritto avere. Non parliamo soltanto di medicina, non parliamo soltanto di sanità, parliamo anche di affettività, parliamo anche di violenze di genere, parliamo di una catena che va spezzata e che deve essere spezzata.
Quindi, vi chiedo di ripensare all'approvazione di questo emendamento, vi chiedo, quantomeno, di accantonarlo per farci una riflessione
PRESIDENTE. Poi sentiamo per l'accantonamento, prima la collega Ferrari. Prego.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo emendamento cerca di riportare all'interno di questo disegno di legge un po' di ragionevolezza, di senso di responsabilità. Noi abbiamo, colleghe e colleghi, una responsabilità enorme: quella di colmare il vuoto che il Ministro, che ha la responsabilità dell'educazione, della formazione e dell'istruzione in questo Paese, ha lasciato, addirittura proponendo un provvedimento a sua prima firma che fa imboccare a questo Paese la strada opposta rispetto a quella dei Paesi più avanzati dell'Unione europea. Lo sapete che l'Italia è, insieme a Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia, Cipro e Malta, uno dei soli sette Paesi in Europa che non prevede l'educazione sessuale obbligatoria nel percorso scolastico? E noi oggi che cosa facciamo? O, meglio, che cosa fate voi, perché noi di certo non voteremo questo abominio? Noi facciamo - voi fate - intraprendere al Paese la strada diametralmente opposta e su proposta di chi? Proprio del Ministro - e questo è davvero sconcertante - che avrebbe la responsabilità di formare, di educare e di offrire ai giovani e alle giovani di questo Paese un'istruzione, un'educazione piena e democratica. Avrebbe il dovere di rappresentare lo Stato nell'offrire loro la possibilità di superare le disuguaglianze di partenza - di partenza significa delle famiglie da cui provengono - e di riconoscere pienamente che spetta alla scuola pubblica il ruolo di far superare queste disuguaglianze e differenze di partenza.
Da ormai tre anni nella Commissione sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere abbiamo audito qualche centinaio di persone, di soggetti, a vario titolo, sulle varie piste di lavoro che la Commissione ha intrapreso, dalla violenza economica a quella sessuale, da quella psicologica a quella educativa o, meglio, al problema di non saper risolvere, contrastare e affrontare questa piaga sociale che porta ogni anno alla mattanza di più di 100 donne in questo Paese.
Se vi interessa contrastare la mattanza delle donne, che si può fare - e ce l'hanno detto tutti tra quelle centinaia di soggetti - attraverso l'educazione e la formazione per una nuova cultura del rispetto nelle relazioni, se volete aiutare le nuove generazioni a formarsi quelle competenze relazionali, quella capacità di costruire nel loro futuro relazioni sane, oneste e rispettose delle differenze, se volete consentire loro di diventare adulti felici, capaci di sapere come affrontare la fine di una relazione senza che finisca la vita di una donna, se volete assumere la responsabilità di legislatori fino in fondo oggi non rinunciate a intraprendere la strada corretta, quella che ci porta a formare le nuove generazioni con queste competenze, a non lasciarle da sole davanti ai e al , perché è questo quello che succede e non la vostra famiglia modello, che non esiste. Ce lo dicono i dati: ma li avete visti i dati? Forse no, perché siete arrivati a presentare questa proposta di legge facendo fare al nostro Paese, ai nostri cittadini e alle nostre cittadine, un percorso di retroguardia per assecondare esigenze di una minoranza oltranzista e fondamentalista, anziché pensare alla generalità delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi di questo Paese.
SARA FERRARI(PD-IDP). Quindi, voi oggi state compiendo un atto di gravissima irresponsabilità. Io spero che siate ancora in tempo per ripensarci.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Questo provvedimento già va contro tutta una serie di indirizzi politici che sono stati elaborati dalle principali organizzazioni internazionali, alle quali, fino a prova contraria, l'Italia aderisce. Certo, ultimamente abbiamo visto delle interpretazioni un po' strane rispetto all'applicazione o meno del diritto internazionale, però se proprio questo Governo e se proprio questa maggioranza non intendono perseguire l'indirizzo politico, che quantomeno si attuino quelle che sono le linee guida certificate da un punto di vista scientifico. È un emendamento sano, è un emendamento che non cambia il principio che state istituendo con questo provvedimento, quindi l'invito è a votarlo con coscienza
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Osservo che dai banchi della destra più volte è stata accusata la sinistra di un atteggiamento ideologico, sia nella gestione di enti e istituzioni, sia nella proposizione di provvedimenti. Se voi non siete ideologici, allora dovreste accogliere questo emendamento, perché se voi rifiutate la scienza, se voi rifiutate le indicazioni che provengono dal mondo scientifico, vuol dire che ideologici siete voi e, allora, finitela con questi discorsi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Questo è un emendamento di buonsenso e non si comprende perché non abbia parere favorevole. I dati Istat - l'abbiamo ricordato più volte - ci dicono che tra ansia, depressione, autolesionismo, bullismo e disturbi alimentari siamo di fronte a un'emergenza di salute pubblica senza precedenti tra gli adolescenti. Ogni anno 1 adolescente su 20 contrae un'infezione sessualmente trasmissibile e l'HIV è sempre più in aumento tra i giovanissimi. Ovviamente, questo è semplicemente un correttivo e un supporto proprio per quei giovani che voi non ascoltate
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Roggiani. Ne ha facoltà.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ma io mi domando: che cosa fa paura a questa maggioranza? Ma davvero vi fanno paura le linee guida dell'OMS e le linee guida dell'UNESCO? Io penso che, in quest'Aula, la cosa che dovrebbe farci paura è la mattanza di donne, quella mattanza di cui ha parlato prima la mia collega Sara Ferrari, quello che ci ha ricordato ieri Gino Cecchettin chiedendo a noi, innanzitutto, di rimettere al centro l'educazione sessuale e affettiva a partire dalle scuole. È questo che dovrebbe preoccuparvi, non le teorie che continuate a evocare qui e che nulla hanno a che vedere con le linee guida internazionali, che vi chiediamo qui di sostenere con questo emendamento. Per favore ripensateci, perché le future generazioni e l'educazione delle future generazioni sono qualcosa che deve riguardare tutte e tutti noi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Bakkali. Ne ha facoltà.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Per riaffermare che, negando le linee guida dell'OMS e dell'UNESCO, state chiarendo qual è il punto di questo provvedimento. Voi, in nome di un fantasma, di qualcosa che non esiste, che è la teoria del- che ancora ci dovete avallare con studi, contrariamente, invece, a quello che vi chiediamo in questo emendamento -, negate che l'Italia sottoscriva e inserisca queste linee guida. La teoria non esiste; è la violenza di genere che esiste, che ammazza donne, che discrimina ragazzi e ragazze in base al loro orientamento sessuale. Esiste la violenza di genere. Le differenze non le ha mai negate nessuno. Sono le disuguaglianze che noi vogliamo contrastare, la disparità, quello che tiene al margine le donne, che le violenta, che…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Anche questa vostra contrarietà, come maggioranza, alle linee guida dell'OMS dimostra che l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado - insistiamo - è un aspetto determinante di una lotta culturale e politica contro il maschilismo e la violenza alle donne.
Continuiamo a dire che deve essere, prima di tutto, una lotta degli uomini contro gli stereotipi, i comportamenti e le scelte che li vogliono legati a un'idea di potere delle relazioni come dominio. Non serve, colleghi della maggioranza, un burocratico consenso ma l'assenso ad una scelta adeguata alla civile convivenza tra uomini e donne, che non può che iniziare dalle nostre scuole.
Signora Presidente, tramite lei, chiedo agli uomini della maggioranza un po' di coraggio. Capisco che è una maggioranza conservatrice, ma, insomma, è semplice in fondo …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Ma, Presidente, credo che opporsi alle linee guida ONU sia emblematico dell'oscurantismo di questa maggioranza. Come si fa? Poi, è chiaro, questa opposizione nei confronti delle linee guida ONU non riguarda solo questo aspetto. Ma questo aspetto è particolarmente significativo proprio in virtù del fatto che non esistono, appunto, teorie ma c'è bisogno assolutamente di un'educazione sessuo-affettiva di grande significato umano proprio contro la violenza di genere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Presidente, intervengo a titolo personale per sottoscrivere, a nome di tutto il gruppo del Partito Democratico, questo emendamento e per rivolgere al Governo e al relatore un appello a considerare questo emendamento anche perché interviene semplicemente per colmare un vuoto normativo e chiedere di allineare l'educazione sessuale agli standard internazionali. Non entra negli aspetti che riguardano altri temi, su cui ci stiamo aspramente dividendo. Ma potrebbe essere un punto d'incontro dell'azione parlamentare perché ci consentirebbe perlomeno su questo - cioè sull'idea che l'educazione sessuale affettiva debba andare nella direzione degli standard internazionali e non in una dimensione diversa, che rischierebbe di deviare rispetto a un percorso internazionale che si sta prendendo, di avanzamento nella consapevolezza su questi temi - di avere un terreno di incontro parlamentare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Andrea Rossi. Ne ha facoltà.
ANDREA ROSSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. L'ho detto ieri in quest'Aula: non è facile. Non è facile da genitori. Però, onestamente, non è neanche comprensibile, scusate, questo silenzio continuo da parte della maggioranza su un emendamento che, per chiarezza, si riferisce semplicemente al concetto di educazione sessuale comprensiva, promosso dalle linee guida UNESCO, ossia - si dice chiaramente - ad “un processo basato su un di insegnamento e apprendimento che integri gli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità. Mira a fornire ai bambini e ai giovani conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori che consentiranno loro di realizzare la propria salute, benessere, dignità; sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; considerare come le loro scelte influenzino il proprio benessere e quello degli altri; comprendere e garantire la protezione dei loro diritti per tutta la vita”. Ecco, questo emendamento chiede semplicemente di stare in linea con le linee guida …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Ma sì, questo emendamento svela l'approccio antiscientifico e oscurantista della Lega nello specifico. Perché c'è un versante che riguarda la richiesta di seguire le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità - e non tornerò sulle cose che hanno detto i miei colleghi - e un altro che dice di seguire le linee guida dell'UNESCO, che è l'agenzia dell'ONU specializzata in educazione. Ora, per suo tramite, signora Presidente, mi rivolgo al collega Sasso che, spesso, in Commissione…purtroppo, in Aula regna il silenzio da parte della maggioranza, ma in Commissione più volte si è espresso sul famoso paradosso nordico, cioè il fatto che nei Paesi del Nord ad una maggiore quantità di educazione sessuale nelle scuole corrisponda un aumento dei casi di violenza: non è così. Perché l'educazione - ed è stato detto da tutti in Commissione, da tutti gli auditi - porta anche a una maggiore consapevolezza…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie. Pensavo che il riferimento alle linee guida dell'OMS e dell'UNESCO fosse una garanzia per tutti quelli che avevano dubbi su che cosa mai si potrà insegnare a scuola sotto il titolo “educazione sessuo-affettiva”, ma mi rendo conto che effettivamente i film porno, su cui i nostri ragazzi si fanno questa educazione, non seguono quelle linee guida. Quindi, una riflessione bisogna farla .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Io non mi meraviglio del parere contrario a questo emendamento che semplicemente chiede, nei limiti in cui avete ingabbiato l'educazione sessuale ed affettiva, di basarsi su posizioni scientificamente provate. Non mi meraviglio che si voglia votare contro perché, di fatto, poi, un emendamento del genere approvato potrebbe molto probabilmente impedire ai veri mandanti di questo disegno di legge, le associazioni pro vita con i progetti Teen STAR, di entrare nelle scuole perché vanno a raccontare cose che di scientifico non hanno assolutamente…
PRESIDENTE. Scusa, collega Caso. Collega Comba, è un quarto d'ora che cerco di dirle di abbassare il tono della voce. Prego, collega Caso.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Pensavo stesse facendo un sottofondo musicale alla mia…
PRESIDENTE. …mi piace la musica, ma no... Prego.
ANTONIO CASO(M5S). Dicevo: capisco benissimo che la maggioranza non voglia votare questo emendamento e voglia dare basi scientifiche all'educazione affettiva e sessuale che avete purtroppo limitato e rinchiuso. Non lo fate proprio perché, se fosse approvato, non potrebbero entrare nelle scuole i veri mandanti di questo disegno di legge, come le associazioni pro vita e famiglia con i programmi Teen STAR che di scientifico non hanno nulla e vanno a raccontare nelle nostre scuole le vere e proprie fandonie. Se diciamo a costoro di attenersi a linee guida scientificamente provate …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io mi voglio rivolgere ai colleghi, ai genitori tra i banchi della maggioranza, perché noi facciamo parte di una generazione che ha scoperto di avere meno opportunità dei nostri genitori; ha scoperto che è più difficile comprare una casa, fare una famiglia; dobbiamo fare i conti con la crisi climatica, ma siamo anche quella generazione che più ha scelto di diventare genitori. E siamo quella generazione che faticosamente sta cercando di smantellare i modelli tossici che impregnano la società: gli stereotipi di genere, il carico di cura sempre sulle donne, quella tremenda paura delle emozioni che ha reso tanti adulti incapaci di riconoscerle e gestirle. I genitori là fuori fanno uno sforzo enorme per educare i figli al rispetto e con rispetto.
La scuola con basi scientifiche, come richiamato da questo emendamento, deve poter accompagnare queste famiglie e dare a tutti, senza eccezioni, gli strumenti per diventare adulti consapevoli, liberi che …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, Presidente. A me sembra che questo emendamento vada incontro anche alle preoccupazioni, che noi non condividiamo, della maggioranza, ossia le abbiamo ascoltate tante volte le posizioni un po'oltranziste, anche dello stesso relatore, secondo cui attraverso l'educazione sessuo-affettiva si diffonderebbero strane ideologie per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Invece, questo emendamento è proprio la garanzia che si seguirebbe un approccio scientificamente fondato, in linea con raccomandazioni, credo, riconosciute in tutto il mondo. Il fatto che non ci sia nemmeno un parere favorevole agli emendamenti dell'opposizione ci consegna il motivo per cui questo è un negoziato che avete raggiunto tra di voi. Ma sui diritti e sull'educazione dei nostri figli e delle nostre figlie credo che non si debba e non si possa negoziare e che, quindi, stiate sbagliando proprio voi l'approccio che non è
PRESIDENTE. Il collega Quartini mi ha detto che tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle sottoscrive.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che, come si vede, desta particolare discussione perché interviene sulla regolamentazione e sul fondamento scientifico delle attività di educazione sessuale che, secondo il vostro provvedimento, si continueranno a fare a scuola sia nella secondaria di primo grado che nella secondaria di secondo grado.
Allora, Sottosegretaria, parlo a lei per il tramite della Presidente, noi crediamo che qualche risposta sia dovuta e che qualcuno debba prendere la parola per chiarire a quest'Aula, e quindi a tutti i cittadini e le cittadine italiani, per quale ragione le linee guida delle principali organizzazioni internazionali che si occupano di salute, quindi l'OMS, e di educazione e istruzione delle giovani generazioni, quindi l'UNESCO, non sono accettabili da questa maggioranza. Chiedo che venga chiarito e che, magari, in quest'Aula si presenti su una discussione così importante anche il Ministro Valditara, che è il proponente di questo provvedimento, ma che noi non abbiamo mai visto e con il quale non abbiamo mai potuto discutere di questo provvedimento.
Appunto, chiedo che si presenti qui per spiegarci, perché ci sono solo due motivi plausibili e possibili di questa contrarietà della maggioranza a regolare e dare un fondamento scientifico alle attività a cui parteciperà la stragrande maggioranza degli studenti e delle studentesse del Paese. Il primo motivo riguarda l'ignoranza o il fraintendimento rispetto ai contenuti delle linee guida. Qualche tempo fa il relatore Sasso - non sappiamo se il Ministro Valditara o la Sottosegretaria la pensino allo stesso modo - disse, quando ancora le sue dichiarazioni erano più infuocate di quelle che ha fatto in questi giorni dopo avere visto i sondaggi che dicono che l'80 per cento degli italiani è favorevole all'educazione sessuale a scuola, che l'educazione sessuo-affettiva è un'idea degradante, perché il rischio è quello di invitare i bambini di 6 anni a masturbarsi, come vorrebbe l'Organizzazione mondiale della sanità.
Allora, Presidente, io chiedo di accantonare un attimo questo emendamento per dare modo a tutti i deputati e a tutte le deputate di quest'Aula di prendere il testo delle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità e verificare con i propri occhi se le dichiarazioni dell'onorevole Sasso corrispondono o non corrispondono al vero. Lo dico perché il documento dell'Organizzazione mondiale della sanità in nessun passaggio prevede istruzioni o masturbazione attiva nei bambini di qualsiasi età.
Il documento dell'OMS, in un passaggio in cui illustra l'evoluzione psicologica e fisiologica dei comportamenti dei bambini e delle bambine, riconosce che i bambini, come lo fa ogni medico di questo Paese, anche nelle primissime fasi della vita, ad esempio a 2-3 anni, possono esplorare il proprio corpo. Questo è quello che c'è scritto nei documenti dell'Organizzazione mondiale della sanità. Dice che può capitare che i bambini, anche nei primi anni di vita, esplorino il proprio corpo per conoscerne i confini e, in qualche modo, per assumerne la consapevolezza. Questo è un motivo plausibile, cioè che non l'abbiate letto, e quindi votate seguendo le dichiarazioni dell'onorevole Sasso.
Il secondo motivo, invece, è che - ho chiuso - non si vogliano regolamentare le attività perché si vogliono fare attività che non sono conformi a quello che dice l'OMS . In particolare, si vogliono fare le attività che propongono le associazioni…
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Scarpa. Ne ha facoltà.
RACHELE SCARPA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Si sta bocciando un emendamento in cui si chiede di dare delle linee guida conformi a quelle internazionali, alla scienza, all'insegnamento dell'educazione sessuale. Volevo chiedere alla maggioranza se sono queste le “porcate” a cui faceva riferimento in passato, durante una discussione simile, l'onorevole Sasso, quando definiva “porcate” l'educazione sessuale.
A me sembra che qui l'unica ideologia presente nella stanza sia quella che vive, senza pagare l'affitto, nella testa dei membri della maggioranza, come un'ossessione di cui vogliono far pagare le conseguenze a tutti noi e, soprattutto, ai nostri figli, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle .
PRESIDENTE. Allora, ho una richiesta di accantonamento, per cui devo chiedere al relatore se è favorevole. No, è contrario. Insistono la collega Piccolotti e la collega Sportiello per votare sull'accantonamento? Sì.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento degli identici emendamenti 1.60 Manzi, 1.61 Sportiello e 1.62 Piccolotti, con il parere contrario del relatore.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 50 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.60 Manzi, 1.61 Sportiello e 1.62 Piccolotti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.66 Ascari. Ha chiesto di parlare la collega Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. C'è qualcosa, veramente, di profondamente sbagliato e di oscurantista in questo disegno di legge, che parla di censura, ma soprattutto di privazione di un diritto fondamentale, quello di poter parlare di affettività e sessualità a scuola. Con questo disegno di legge si arriva veramente a vietare ogni forma di educazione affettiva e relazionale proprio già nei primi anni di vita.
Questa è una scelta che nasce dalla paura, lasciatemelo dire, colleghi e colleghe, e non dalla conoscenza, perché per conoscere - io lo ripeto sempre - bisogna studiare, e per studiare bisogna parlare, ascoltare e confrontarsi con gli studenti e le studentesse, che sono coloro su cui questo disegno di legge produrrà gli effetti. Se andaste nelle scuole e parlaste con loro, vi rendereste conto che sono assolutamente contrari a questa proposta, ma che necessitano di uno spazio imparziale, neutro e aperto in cui poter parlare con esperti, poter fare domande e poter avere delle risposte relativamente a questi temi legati all'affettività e alla sessualità.
Il problema è che non ascoltate veramente nessuno: non solo gli studenti e le studentesse, non solo tutti gli auditi che abbiamo sentito e che vi hanno detto quanto sia profondamente sbagliato questo progetto, ma con anche i genitori e i cittadini e le cittadine che sono scesi in piazza, ma soprattutto le linee guida internazionali che dovrebbero essere la guida per chi scrive una legge. Penso a World Health Organization, che dice che le barriere culturali, religiose e linguistiche aumentano i rischi di esclusione e di marginalizzazione.
Qui, in un contesto familiare dettato da ragioni religiose e etiche, il proibire o il vietare questi aspetti educativi crea delle spaccature all'interno delle classi, dove gli studenti dovranno uscire quando si affrontano temi legati al consenso e al rispetto. Questa è anche veramente una barriera all'interno del sistema scolastico, quando la scuola deve essere veramente uno spazio in cui si tutela il diritto dell'eguaglianza.
Poi vorrei ricordarvi ancora una volta la Convenzione di Istanbul. L'articolo 14 invita esplicitamente gli Stati a promuovere l'educazione all'eguaglianza di genere, alla non violenza e al rispetto dell'orientamento sessuale, questo a partire dai primi banchi di scuola.
L'European Expert Group on Sexuality Education (2022) dice: “Gli ostacoli politici e ideologici all'educazione sessuale sono in contrasto con gli standard europei e internazionali”, perché, appunto, la scuola deve essere un luogo di pluralismo e conoscenza, non di conformismo morale.
E ancora, l'educazione sessuale non è propaganda, è prevenzione e salute pubblica. Penso all'UNESCO, che dice che i programmi di educazione sessuale completi riducono il numero di rapporti sessuali a rischio e migliorano la comunicazione tra le parti. Per l'Organizzazione mondiale della sanità l'educazione sessuale ben fatta non anticipa l'attività sessuale, ma migliora la capacità decisionale e il rispetto dei propri limiti. Parlare di sessualità non fa venire voglia di fare sesso, fa venire voglia di essere informati, rispettosi e consapevoli e, soprattutto, è importante perché parlare di emozioni, di rispetto, di corpo e di confini non significa fare ideologia di genere, ma offrire ai bambini gli strumenti per stare al mondo in modo gentile e consapevole.
Un insegnante che spiega a una bambina che può dire di no quando qualcosa la mette a disagio, non fa propaganda: sta insegnando la libertà e la sicurezza, che cos'è il consenso. Un'educatrice che insegna ad un bambino che le mani servono per accarezzare, lo dice perché significa che sta educando al rispetto. È in tutto questo che è necessario fornire un alfabeto gentile delle emozioni che voi state negando .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Leggo le parole di una giovane donna vittima di violenza che viene intervistata oggi sul : “Mi hanno minacciata, maltrattata, volevano convincermi a ritirare la denuncia contro quelli che mi avevano stuprata. Mia zia, la sorella di mio padre, e suo figlio mi hanno anche picchiata. Mia zia mi ha frustata con una corda. Mi diceva che dovevo morire. Che avrei fatto meglio a non nascere proprio. Abitava vicino a noi: si affacciava alla finestra e urlava. Diceva che avevo rovinato la reputazione di tutti”. Questo provvedimento rischia di non far arrivare l'educazione all'affettività e alla sessualità proprio dove ce n'è più bisogno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Vorrei sottoscrivere questo emendamento e ovviamente rilevare che la reiezione dell'emendamento che abbiamo precedentemente discusso dimostra platealmente che questo provvedimento sta andando avanti esclusivamente su basi ideologiche e, quindi, è evidente che la destra non ha alcuna volontà di confrontarsi neanche su temi neutri, o che riteniamo tali, su un argomento così importante. L'impostazione oramai è questa e non è scalfibile in alcun modo. Per cui, torno a dire che è un confronto basato esclusivamente sull'ideologia da parte della destra, mentre noi cerchiamo di introdurre degli argomenti che quantomeno cerchino di moderare questo ritorno all'oscurantismo che perseverano…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.66 Ascari, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.67 Ascari. Ha chiesto di parlare l'onorevole Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). La ringrazio, Presidente. Questo è l'ennesimo emendamento con cui chiediamo di sopprimere le norme principali di questo provvedimento che, appunto, chiede di istituire il consenso informato obbligatorio da parte delle famiglie qualora nelle scuole si voglia attivare, sia in modo extracurriculare che non, un percorso, una progettualità o un'attività che abbia attinenza con i temi legati alla sessualità.
È un provvedimento che, come già ribadito in molti interventi, non rafforza l'alleanza tra la famiglia e la scuola, ma semmai mette in contrapposizione e mette su due livelli diversi la famiglia rispetto alla scuola, quasi come se la famiglia esprimesse una superiorità morale, una capacità di valutazione etica, di giudizio morale, appunto, basato su tutta una serie di convinzioni che possono essere più o meno sbagliate, più o meno condivisibili, ma sicuramente sono molto soggettive e non hanno quell'oggettività e quell'obiettività che invece la scuola si propone e pone di fare con il piano dell'offerta educativa e formativa che mette in campo, piano che, tra l'altro, viene costruito dagli organi collegiali formati da docenti che hanno investito la propria vita e la propria formazione per arrivare a un certo livello di professionalità. Poi è anche un piano, quello dell'offerta formativa, che viene condiviso dalle famiglie, perché le famiglie partecipano anche a quello che è l'organo politico - di indirizzo politico - che è il consiglio d'istituto. Quindi, come ci hanno ribadito tutte le associazioni e le organizzazioni rappresentative di docenti e dirigenti scolastici, non si capisce perché si debba ritornare - ripeto - alle famiglie affinché diano il consenso su questi progetti e su queste attività quando sono contemplati all'interno dell'offerta formativa.
Di fatto questo disegno di legge è un po' vago, perché non si capisce qual è il confine laddove, appunto, una famiglia debba dare il consenso oppure no e si perde di vista quello che è l'interesse pubblico superiore che la scuola persegue, un interesse pubblico che non può essere sottoposto o, comunque, che non può sottostare all'interesse privato dei genitori o di chicchessia, poiché l'interesse pubblico che persegue la scuola è quello di garantire e tutelare il diritto all'istruzione, che non è un'opzione ma è un obbligo. Quindi, rischiamo, con questo provvedimento, che sia il credo religioso, piuttosto che le convinzioni morali, piuttosto che il pregiudizio e gli stereotipi, a prevalere su quello che è l'interesse della scuola a formare e ad educare, tra l'altro su una tematica che - e ce lo dicono tutte le organizzazioni internazionali, anche il Consiglio d'Europa - è una tematica che aiuta a prevenire i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo, della violenza e della violenza di genere, perché parlare a scuola di sessualità, limitandosi soltanto al piano biologico e della riproduzione, non ci aiuta, non aiuta i ragazzi e le ragazze a contemplare, invece, l'enorme universo di sentimenti, di emozioni, di percezioni e di relazioni che riguardano questo tema .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Amato. Ne ha facoltà.
GAETANO AMATO(M5S). Grazie, Presidente. “So bene che ci sono paure…
PRESIDENTE. Scusi, collega. Collega Iezzi, collega Ravetto, collega Ziello: se riuscite ad abbassare un po' il tono della voce, grazie. Prego, collega Amato.
GAETANO AMATO(M5S). “So bene che ci sono paure, resistenze e incomprensioni, ma vi assicuro che l'educazione affettiva non è un pericolo, è una protezione. Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge qualcosa a tutti: consapevolezza, rispetto e umanità. Una scuola che non parla di affettività, di rispetto, di parità è una scuola che lascia soli i ragazzi di fronte a un mondo che grida messaggi distorti. Quando la scuola tace parlano i parlano i modelli tossici, parlano i silenzi degli adulti. Proprio per questo ritengo che l'educazione all'affettività serva a partire dalla scuola dell'infanzia”.
Sono parole di Gino Cecchettin , che aggiunge: “La violenza di genere viene spesso raccontata come un'emergenza, ma non lo è. È un fenomeno strutturale radicato nella nostra cultura, nei linguaggi”. E ancora: “(…) crediamo che l'unica risposta duratura alla violenza sia educare al rispetto” .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Vi riempite la bocca con la parola “prevenzione” e, poi, togliete l'unico strumento che veramente contrasta alla radice la violenza. Io vorrei ricordarvi, infatti, che la prevenzione comincia proprio lì, in una classe di bambini che imparano a riconoscere la rabbia, la tristezza, la paura e a trasformarle in parole invece che in gesti, perché dove non arrivano le parole arriva l'intolleranza, arriva la violenza. E negare tutto questo in nome del consenso informato significa abbandonarli - lo abbiamo detto più volte - al silenzio, ai agli stereotipi, ai modelli tossici, ai modelli violenti che ogni giorno li bombardano. Chi teme l'educazione affettiva teme, in realtà, la libertà, perché un bambino …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ascari.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Come ho già detto ieri, non si devono sopprimere vari commi, ma si deve sopprimere l'intero provvedimento. Questo consenso preventivo scritto per le attività che si affrontano - tematiche di educazione affettiva e sessuale - non tutela i genitori, ma ingessa la scuola, introduce inutile burocrazia e trasmette sfiducia verso i docenti e verso la scuola pubblica. E, allora, noi oggi difendiamo la scuola, che deve insegnare al rispetto e non deve temere di parlarne, difendiamo il diritto degli studenti e delle studentesse ad una educazione scientifica, inclusiva e rispettosa .
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione l'emendamento… collega Carmina? Scusi, collega Carmina, avevo capito che volesse sottoscrivere, invece voleva intervenire. Prego.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Mi permetto di perorare la causa della soppressione di questi emendamenti, perché ritengo che, forse, non siano stati neanche ben letti. Faccio riferimento alla mia esperienza trentennale di insegnante, che ha avuto a che fare con i ragazzi, oltre ad attività di volontariato.
Dire che dalla scuola primaria sono escluse in ogni caso attività didattiche e progettuali, nonché ogni altra attività avente ad oggetto i temi attinenti alla sessualità significa, di fatto, ridurre l'insegnante a un , perché spesso - e voi non ne tenete conto - la scuola può svolgere una funzione educativa essenziale, soprattutto nelle zone dove c'è un grande disagio sociale, sostituendosi, a volte, alle famiglie assolutamente mancanti. In Sicilia ci sono oltre 20.000 casi di dispersione scolastica, altro che consenso preventivo informato …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carmina.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.67 Ascari, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.69 Orrico.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Allora, io non accuserò la maggioranza e il Governo di oscurantismo, anacronismo, bigottismo, perché secondo me quello che è veramente molto, molto grave e pericoloso di questo provvedimento è un altro aspetto, che molti miei colleghi che mi hanno preceduto hanno evidenziato, ma che a me preme ulteriormente ribadire.
Guardate, il retropensiero di questo provvedimento, il messaggio che viene comunicato, è uno e soltanto uno: degli insegnanti non ci si può fidare. Ed ancora, il messaggio è uno e solo uno: tra scuola e famiglia l'ultima parola deve essere quella della famiglia, dei genitori. E allora io vi invito a un ragionamento, perché, se questo provvedimento introduce il messaggio che il genitore potrà contestare, potrà mettere in discussione l'attività, i progetti, il materiale didattico, addirittura, che un insegnante utilizza in quest'ambito, questo vorrà dire che il genitore potrà anche contestare, mettere in discussione il voto che viene dato ad un'interrogazione o ad un compito, potrà mettere in discussione e contestare la nota per cattiva condotta che viene data al proprio figlio o alla propria figlia, potrà contestare una sospensione. Vedete, questo provvedimento non fa altro che minare l'autorevolezza degli insegnanti. È questa l'unica interpretazione possibile, è questo il vero, disastroso effetto che causerà.
Quindi non è vero che questo provvedimento realizza un rafforzamento dell'alleanza scuola-famiglia: in realtà, viene certificato che in questo momento questa alleanza si rompe, perché voi state andando ad assecondare, anzi direi proprio ad alimentare, quel sostrato che, in realtà, purtroppo serpeggia da un po' di tempo e che va, poi, non solo a scatenare una certa diffidenza nei confronti della classe docente, ma, addirittura, una conflittualità. Io vi voglio sbattere in faccia le vostre contraddizioni, perché voi, proprio per arginare quel fenomeno che questa conflittualità serpeggiante, portata alle estreme conseguenze, può anche provocare, quel fenomeno delle aggressioni dei genitori nei confronti degli insegnanti, vi siete fatti belli e vi siete vantati, l'anno scorso, di aver introdotto, con la legge n. 25 del 2024, un inasprimento sanzionatorio rispetto a questo fenomeno, per contrastarlo, per prevenirlo.
Ebbene, con questo provvedimento state andando in senso assolutamente contrario, io non so se ve ne state rendendo conto . State andando a fare proprio il contrario: voi state andando ad alimentare quel fenomeno che, poi, dite di volere prevenire e reprimere. Cioè, a questo arriva la vostra ipocrisia, ma anche la vostra pochezza, perché non vi state neanche rendendo conto dell'effetto.
E ancora, vi dico di più. Oggi i genitori possono, in qualche modo, controllare il materiale didattico relativo a questo argomento dell'educazione affettiva e sessuale; domani, un genitore potrebbe sentirsi autorizzato a contestare la scelta di un professore di leggere in classe i versi di Saffo, le novelle di Boccaccio oppure potrebbe contestare l'approfondimento dei poeti maledetti del Decadentismo francese, perché, vedete, non erano proprio dei modelli di vita da prendere in considerazione, perché avevano stili di vita dissoluti, con buona pace, però, del valore letterario e artistico di quelle opere. Cioè, voi questo state introducendo nella nostra scuola. Ma perché lo fate? Perché fa comodo fare due cose. Fa comodo mettere la mordacchia ai docenti cosicché l'effetto sarà quasi di un'autocensura: noi avremo docenti che per non avere rogne, non solo in quest'ambito, ma forse anche in altri ambiti, come gli esempi che vi ho fatto, cominceranno a fare delle scelte, a eliminare delle letture solo perché possono turbare non so cosa e non so chi; perché, poi, dovremmo mettere al bando la cultura umanistica, seguendo veramente il vostro oscurantismo, allora sì, lo devo dire. Ecco, questo è l'effetto.
E c'è un altro effetto. Quindi, non solo l'autocensura perché mettete la mordacchia ai professori, ma l'altro effetto è quello di renderli burocrati, di inondarli di moduli e di relazioni da fare, da compilare, dare sempre informative ai genitori, alle famiglie, al dirigente scolastico. Questo vi serve perché più tempo loro occupano in questo, meno tempo hanno per andare veramente a formare dei cittadini e delle cittadine consapevoli e liberi, perché quello che a voi fa più paura è la libertà di pensiero, la libertà della mente. Di questo voi avete… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole D'Orso.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Voi che temete l'introduzione di percorsi di educazione affettiva e sessuale state veramente dimostrando che, in realtà, temete la libertà. Io vorrei ricordarvi che un bambino o una bambina che impara a riconoscere le emozioni - e questo voglio veramente ripeterlo fino a esaurimento -, la paura, la tristezza, la rabbia, gestire un rifiuto, rispettare le differenze o dire “no” e saper chiedere “aiuto”, sarà un adulto libero, empatico e incapace di violenza, ed è proprio questo il futuro che dovremmo desiderare per loro, ma, evidentemente, voi non lo volete .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e le studentesse e i docenti dell'Istituto “Ennio Quirino Visconti” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Ha chiesto di parlare a titolo personale la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Sarebbe interessante chiedere a questi studenti che cosa ne pensino del consenso informato obbligatorio da parte dei genitori per seguire percorsi di educazione all'affettività e alla sessualità che, invece, ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze stanno veramente a cuore. Perché quello che voi non capite… eppure, siamo stati tutti adolescenti, cioè abbiamo tutti attraversato quella fase complicata in cui era anche imbarazzante parlare con i propri genitori di certi temi, mentre in un ambiente aperto, in un ambiente dove ci sono anche guide che sanno fornirti strumenti di comprensione, allora lì ci si potrebbe sentire al sicuro anche poi nell'andare a casa e parlare, rivolgere domande scomode e magari imbarazzanti ai propri genitori senza doversi…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a titolo personale la deputata Cherchi. Ne ha facoltà.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. Sì, a titolo personale. Mi è venuto in mente proprio in questo momento. Io facevo il tempo prolungato quando insegnavo e, una volta al mese, facevo fare delle domande di qualsiasi tipo; le facevo mettere in una scatola (le domande non erano firmate) ed io le aprivo. I ragazzi avevano molta confidenza con me, quindi mi sono potuta permettere il lusso di fare questa cosa. Avevano molta confidenza e avevano anche molta fiducia in me, quindi, una volta al mese sceglievamo un argomento e, più di una volta, mi hanno chiesto di sfruttare questo momento per parlare di educazione sessuale, per parlare di educazione sentimentale. E facevano domande, guardate le più assurde, le più ingenue e le più…
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.69 Orrico, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.105 Manzi. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.105 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.119 Sportiello.
Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, signor Presidente. Leggo questo emendamento perché così magari, per i più distratti e le più distratte, capiamo di cosa stiamo parlando. Quello che propongo è: “Le istituzioni scolastiche” - se avete la grazia di ascoltare - “non possono in ogni caso coinvolgere soggetti o associazioni che contribuiscono al deterioramento dei diritti di genere e che pongono in essere azioni regressive volte a comprimere o eliminare le tutele esistenti per la salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti nonché della parità di genere”.
Ecco, signori, hanno negato questo emendamento che voleva semplicemente chiedere che all'interno delle istituzioni scolastiche non ci fossero associazioni che contribuiscono a demolire i diritti già acquisiti, che contribuiscono a demolire la parità di genere, che contribuiscono al deterioramento dei diritti. Questa, evidentemente, è la cultura intesa da questo Governo.
Questo è il piano di una destra ultraconservatrice, regressiva, che vuole attaccare i diritti delle persone. Questo è quello che ci sta proponendo il Governo.
Guardate che è incredibile negare un emendamento del genere. Qui non ci sono nomi e cognomi di associazioni ma ci sono le realtà; ci sono storie che raccontano di preti esorcisti entrati nelle scuole che raccontano ai ragazzi e alle ragazze che il sesso è peccato fino a prima del matrimonio; ci sono le storie di associazioni che raccontano che i profilattici e la contraccezione non funzionano e che rovinano i rapporti; ci sono le storie di associazioni che raccontano che l'unica contraccezione possibile è l'astinenza; ci sono storie che raccontano di associazioni che dicono che l'aborto è un omicidio, negando - negando - le verità scientifiche . Questo è quello che accade.
E allora, quando all'interno delle scuole chiediamo che non abbia accesso questo tipo di realtà, stiamo chiedendo di tutelare il futuro dei ragazzi e delle ragazze. Perché quando nelle scuole entrano associazioni che dicono che - poiché il nostro corpo è formato in una certa maniera - le donne, per predisposizione, sono più riflessive ed emotive mentre gli uomini sono più inclini alla curiosità, a essere propensi a guardare al mondo esterno, noi a quello interno, capite quanto pesi sul destino dei ragazzi e delle ragazze una cosa detta in un luogo che loro considerano autorevole? Allora, questa è la società che voi volete costruire? Bene. Questa è la società che noi non vi permetteremo mai di costruire .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Allora, con questo testo - ve lo ribadisco - voi state delegittimando totalmente il ruolo dei docenti e non vi vergognate neppure un po'. Lo mettete proprio nero su bianco.
Quindi, abbiamo presentato questo emendamento correttivo proprio per farvi capire che il compito dei docenti, ogni giorno, nelle scuole è quello di affrontare con competenza, con responsabilità, con rigore, temi delicati e non abbiamo bisogno - la scuola non ha bisogno - di ospiti esterni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a titolo personale la deputata Cherchi. Ne ha facoltà.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. Sempre su questo argomento volevo proseguire un attimo quello che non sono riuscita a finire prima. E giustamente la collega Morfino dice: state svilendo il ruolo dei docenti. È vero. Questa cosa è assolutamente vera, così come è altrettanto vero che, quando un docente ha comunque dalla sua i genitori e i ragazzi, può fare il lavoro che deve essere fatto utilizzando gli spazi necessari. E ripeto, queste domande che mi hanno fatto i bambini, i ragazzi, erano importantissime ed io sono fiera di aver potuto dare a questi ragazzi l'informazione che loro volevano perché si fidavano di me e mi stimavano; e anche i genitori mi stimavano e si fidavano di me.
Evviva la scuola libera !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a titolo personale la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Sapete che cosa accadrà quando questo provvedimento entrerà in vigore, ma già sta succedendo? Che le scuole smetteranno di affidarsi agli esperti, a quelli che trascorrono la loro vita a studiare le politiche di genere, ad affermarsi, con rigore scientifico, rispetto a come devono essere affrontati questi temi. Ed invece si darà spazio ad associazioni come una delle tante che sono arrivate in Commissione in audizione, che ci hanno presentato questo testo: “Progetti applicati nelle scuole italiane ispirati alla teoria ”. Perché questa è la vostra ideologia ! Voi credete che nelle scuole si parli di teoria ! Una teoria che esiste soltanto nelle vostre menti malate e malsane !
PRESIDENTE. No, collega! Collega Orrico! Colleghi, sto presiedendo io fino a prova contraria e la stavo riprendendo. Collega Orrico, deve rivolgersi con rispetto ai colleghi. Questa espressione è assolutamente inaccettabile …
Colleghi, però fatemi parlare! Allora … Silenzio, collega! La sto riprendendo, chiaro? Almeno il rispetto per la Presidenza.
Collega Orrico, lei deve portare rispetto ai colleghi. Non può rivolgersi con questa espressione ai colleghi. Può esprimere tutte le opinioni che vuole, questo no.
Andiamo avanti.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il collega Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Vedo che la maggioranza è presente e viva, perché iniziavamo ad avere dubbi sul fatto che non foste qui
Intervengo velocemente. È nero su bianco che, bocciando questo emendamento, questa maggioranza vuole che nelle scuole ci siano associazioni che contribuiscano al deterioramento dei diritti di genere e non solo. È nero su bianco, perché, se non approvate questo emendamento, ci dite che vi va bene l'opposto: quindi, vi va bene che nelle scuole entrino soggetti del genere, che portano una regressione culturale del nostro Paese. Questo è quello che state facendo. Complimenti! Bravi !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. La scuola ha bisogno di insegnanti che vengano formati a riconoscere, fin da subito, i segnali della violenza, dell'abuso, del disagio e che sappiano intervenire con competenza e sensibilità.
La scuola ha bisogno della presenza stabile di psicologi scolastici, figure di ascolto per studenti, studentesse e docenti per prevenire ciò che, troppo spesso, viene ignorato, fino a quando è troppo tardi. Non ha di certo bisogno di figure oscurantiste, buie, con pregiudizi, che alimentano i silenzi, che è il terreno fertile per la violenza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Il collega Caso mi ha anticipato. È proprio quello che intendevo dire, cioè portare all'attenzione dell'Aula il fatto che, bocciando questo emendamento, faremo o farete entrare nelle scuole soggetti o associazioni che contribuiscono al deterioramento dei diritti di genere. Quindi, invece di procedere verso un rafforzamento della tutela dei diritti delle persone, dei diritti di genere, voi aprite le porte a persone, associazioni e personaggi che, invece, vogliono far regredire - e non tutelare - i diritti della generalità delle persone delle quali stiamo parlando. Per cui, vi ringrazio a nome di tutti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, ritengo che la richiesta di un consenso informato preventivo, per quel che riguarda le tematiche dell'identità sociale, corrisponda a una vostra esigenza di tutela. Io non la condivido, perché le famiglie italiane non sono quelle del Mulino Bianco. Però, per questa esigenza di tutela dei ragazzi, va approvato questo emendamento, che tende a escludere che possa essere inserita nella scuola qualche associazione, qualche soggetto che crede ancora che le donne siano streghe o qualche santone che abbia le teorie più disparate con riferimento al tema del sesso, che definisce la nostra identità sessuale, che importa la relazione di un uomo e di una donna nel mondo e che, quindi, riguarda lo sviluppo dell'essere umano in senso globale. Ed è questo quello di cui ci dovremmo preoccupare in un'epoca, in anni in cui è raddoppiato l'uso di psicofarmaci…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Se i colleghi e le colleghe sono d'accordo, io vorrei sottoscrivere questo emendamento e portare la discussione su alcuni dati, che credo dovrebbero preoccupare tutta l'Aula. Infatti, i dati epidemiologici più recenti ci dicono che il rapporto protetto tra adolescenti è calato dal 70 al 61 per cento nei maschi e dal 63 al 57 per cento nelle femmine, nel solo periodo tra il 2014 e il 2022. E, ancora, quasi un giovane su tre non usa né il preservativo né la pillola durante i rapporti. C'è ancora un aumento significativo dei casi di malattie sessualmente trasmissibili, dall'HIV alla gonorrea, fino alla sifilide, e c'è un aumento delle gravidanze indesiderate tra i giovani.
Ecco, allora io vorrei capire se quest'Aula, almeno, è concorde nell'obiettivo di agire, affinché questi problemi vengano risolti, affinché siano date ai ragazzi e alle ragazze, agli studenti e alle studentesse le giuste informazioni che servono ad avere coscienza e consapevolezza del fatto che i rapporti non protetti costituiscono un rischio rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili, rispetto alle gravidanze indesiderate e anche rispetto ad altri aspetti di salute pubblica. Se quest'Aula è d'accordo - ma, purtroppo, temo che non lo sia - dovrebbe approvare l'emendamento della collega Sportiello, visto che non ha approvato quello precedente sulle linee guida dell'OMS.
Lo dico perché è contro ogni logica permettere che nelle aule vadano le associazioni che dicono che, invece, il rapporto non protetto è migliore, che la contraccezione va evitata o, magari, che il coito interrotto è un buon metodo di contraccezione ed altre teorie e ideologie - questa volta, sì - molto legate persino a convinzioni individuali religiose, che rischiano di avere un effetto negativo sulla salute pubblica e, quindi, anche un riscontro economico negativo sui conti delle nostre ASL.
Se siamo d'accordo, questo passo va fatto e questo emendamento va approvato, perché in tutto il provvedimento non c'è una sola norma che garantisca che, nelle aule di questo Paese, non vadano a fare lezione persone che non hanno conoscenza dei minimi e basilari principi dell'educazione sessuale applicata al problema della salute sessuale e riproduttiva delle persone.
Allora qualche risposta, forse anche su questo, dovrà essere data, perché non è possibile che siate così preoccupati che, nelle classi, si parli di persone omosessuali come persone normali, oppure che si parli della libertà femminile e del femminismo, ma non siete preoccupati dell'HIV, della sifilide, della gonorrea, delle gravidanze indesiderate! È incredibile la vostra priorità delle preoccupazioni: siete preoccupati del rispetto delle persone, siete preoccupati della lotta alle discriminazioni, ma non siete preoccupati della lotta alle malattie sessualmente trasmissibili e alle gravidanze indesiderate. Tutto questo lascia basiti .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.119 Sportiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.128 Orrico e 1.129 Manzi. Ha chiesto di parlare la collega Appendino. Ne ha facoltà.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Vedete, viene chiamato consenso informato, ma questo, in realtà, è un bavaglio vero e proprio, è un tentativo di stoppare l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Per questo, con questo emendamento, noi chiediamo proprio di abolirla, questa norma, sostanzialmente. Potrei stare qui a dire perché serve l'educazione sessuale nelle scuole, ad esempio, perché è una questione di salute pubblica e riduce le gravidanze precoci, potrei dire che insegna il rispetto e il consenso, potrei dire che è una delle armi più potenti che abbiamo per la prevenzione della violenza, ma, vede, sono parole al vento. E sa perché? Perché io sono convinta che chi siede in quest'Aula lo sa perché serve. Allora, perché sta facendo questa schifezza con questo consenso informato? Perché non vuole ammettere una cosa evidente, ossia che hanno paura del sesso, perché viviamo in un Paese che è sessuofobico ! Dobbiamo dircelo!
In questo Paese, la libertà sessuale fa paura. In questo Paese, parlare di sesso è ancora considerato qualcosa di sporco.
Però, attenzione: se un uomo racconta delle sue esperienze sessuali è un gran figo, se lo fa una donna è una poco di buono, perché è questo quello che ancora succede oggi qui .
Allora io non capisco, Presidente, come non si possa capire che noi abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli, per abbattere quest'ideologia, per abbattere questo retropensiero, che fare sesso in modo consapevole e libero è una cosa bella e sana . Diciamo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze che l'intimità non è solo da accogliere, è da scoprire. Allora, diciamo anche che la libertà sessuale fa parte della nostra dignità umana come individui, perché quello che voi state facendo è alimentare il tabù della sessualità. E cos'è alimentare il tabù della sessualità? Significa contribuire, magari senza rendersene conto - non voglio giudicare la vostra moralità da questo punto di vista -, a creare il terreno per la violenza, che poi distrugge la vita delle donne: quelle parole, quei giudizi, quelle umiliazioni che vengono subite e subiamo ogni giorno. E allora, si arriva alla violenza fisica.
Gino Cecchettin, recentemente - leggo testuale - ha detto: “Se vogliamo combattere la violenza, dobbiamo avere il coraggio di parlare di affettività prima che diventi cronica”. Nove giovani su dieci ci stanno chiedendo di introdurre l'educazione sessuale nelle scuole - nove su dieci - e quello che state facendo qui è mettere un freno ed è grave, perché l'assenza di educazione è una ragazzina che non si rende conto che è in un rapporto magari tossico, perché non è amore quello lì. L'educazione affettiva permette a un ragazzo magari di imparare a riconoscere un “no” e capire che cos'è il consenso. L'educazione affettiva permette a milioni di adolescenti di non dover imparare sui video che girano su Internet che cos'è il sesso e magari di essere informati e di avere un'istruzione su quel tema da chi sa più di noi. E allora, Presidente - vado a chiusura -, l'educazione sessuale non è pericolosa. No, non lo è. Sapete cos'è, invece, molto pericoloso? È l'ignoranza, è crescere una generazione che non sa differenziare e capire che cos'è l'amore e lo confonde con il possesso. Pericoloso è questo provvedimento che mette un freno all'educazione per i nostri ragazzi.
Allora, io lo dico con estremo rispetto: se qualcuno qui - e io penso ci sia - ha paura del sesso, allora provi ad affrontare la paura, anziché trasmetterla a qualcun altro qui fuori e ai nostri ragazzi , perché il sesso è naturale, lo facciamo tutti. Io lo faccio , lo dico qui, e sono sicura che tanti hanno il coraggio di dire che lo fanno. Allora, vi dico che so che arriveranno risatine, commenti, insulti - lo vedo anche qui - per quello che sto dicendo, ma questo è il motivo per cui l'educazione sessuale serve in questo Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie…
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo ascoltare in silenzio. Se qualcuno vuole prendere la parola non c'è problema: alza la mano e ha diritto di parlare come tutti gli altri, altrimenti dovete ascoltare in silenzio.
Collega Manzi, prego. Colleghi, anche lì vicino ai banchi della collega Manzi, altrimenti è impossibile. Aspetti, adesso… colleghi stiamo aspettando voi. Per me possiamo stare così anche tutta la giornata se non vi mettete in silenzio. Ce l'abbiamo fatta. Collega Manzi, prego.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Stiamo entrando nel vivo della discussione intorno a uno degli aspetti più controversi di questo provvedimento, che non si limita solo a chiedere il consenso informato ma va anche oltre, perché vieta la possibilità di svolgere - cito proprio - “attività didattiche e progettuali” - che sono escluse - relative, appunto, alla sessualità e le esclude rispetto alla scuola dell'infanzia, alla scuola primaria e almeno - stando al testo che è uscito dalla Commissione - anche a quelle che una volta venivano definite le scuole medie, le secondarie di primo grado.
Noi con questo emendamento chiediamo sostanzialmente di far tornare l'Italia ad essere un Paese al passo con i tempi in cui viviamo, quindi di eliminare quel comma 5 che è contenuto in questo testo, per le tante considerazioni che abbiamo ascoltato in questi giorni, per le parole precise e puntuali, semplici ed efficaci, che Gino Cecchettin ieri ha pronunciato in Commissione femminicidi, per quell'attività progettuale e didattica che, sin dalla più tenera età, rapportata, ovviamente, a quella che è la maturità dei bambini e delle bambine, consente loro di scoprire il proprio corpo, di scoprire e di conoscere le relazioni affettive.
Badate, il Ministro ci ha rassicurato più volte - come dice anche il testo della norma - che tutto quello che è contenuto nelle indicazioni nazionali, in realtà, sarà consentito. In realtà, forse il Ministro finge di ignorare le leggi e le convenzioni internazionali. Avete, del resto, bocciato quell'emendamento che chiedeva di applicare semplicemente i principi dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'UNESCO, che partono da una considerazione, dal fatto che l'educazione all'affettività e alle emozioni fa parte dell'educazione sessuo-affettiva, fa parte di quel concetto di educazione alle emozioni che è importante e che non può limitarsi semplicemente alla conoscenza della biologia e dell'anatomia del corpo, in base alle indicazioni nazionali, anche se, in realtà, anche lì il contenuto sembra essere un pochino più ampio e, quindi, c'è anche una certa contraddizione. Sarebbe interessante se il Ministro Valditara si degnasse di venire in Aula per sapere realmente quali sono i principi e i contenuti di questa norma.
Noi pensiamo che la logica della proibizione in realtà non serva in alcun modo, anzi non serve per i dati che abbiamo ricordato. Abbiamo approvato l'emendamento in Commissione che vieta l'educazione sessuale alle medie nel giorno in cui in Aula ricordavamo l'ennesimo tragico femminicidio compiuto ai danni di una donna, in una coincidenza temporale non voluta ma ugualmente terribile in questo caso e questo nonostante in discussione generale abbiamo sentito delle parole, da parte di colleghi della maggioranza, secondo cui, in realtà, gli autori di femminicidio sarebbero delle persone soltanto con delle patologie psichiatriche e, quindi, non sarebbe necessaria un'azione collettiva di educazione e di formazione rispetto al consenso rispetto alla maturità dei soggetti che sono coinvolti.
Invece, queste azioni educative sono profondamente necessarie e lo sono anche rispetto alla capacità e alla possibilità dei bambini e anche delle bambine di conoscere e di interpretare quelli che possono essere comportamenti non graditi di cui possono essere oggetto, di attenzioni non gradite di cui possono essere oggetto ed è molto importante avere gli strumenti base fondamentali per poter decifrare tutto questo.
Mi chiedo davvero quale paura abbiate rispetto a quelle che sono le conoscenze scientifiche che abbiamo acquisito, a quelli che sono i progressi che abbiamo fatto. Ritornare indietro è di fatto bloccare e lo abbiamo ricordato anche ieri. Dopo l'approvazione dell'emendamento in Commissione, in molte scuole si sono bloccati i progetti relativi all'educazione sessuo-affettiva. Allora, mi chiedo: quale paura avete a dare alle generazioni più giovani degli strumenti fondamentali? Perché qui non si tratta neanche di consenso, qui vi arrogate il diritto di dire che certe azioni non si possono più fare, non si devono fare all'interno della scuola. È una responsabilità molto grave, di cui dovete essere consapevoli fino in fondo, anche di chi questo provvedimento non lo ha seguito, perché non fa parte delle Commissioni competenti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). La Corte europea dei diritti dell'uomo in una sentenza afferma: “I genitori non possono impedire ai figli di ricevere educazione sessuale nelle scuole pubbliche. La libertà religiosa o educativa dei genitori non può limitare il diritto del minore all'istruzione”. Boh, saranno tutti giudici comunisti o rossi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.
SALVATORE CAIATA(FDI). Grazie, Presidente. Guardi, io sono due giorni che assisto a un dibattito, come tutti i colleghi in Aula, e a un certo punto mi sono anche interrogato per chiedermi se quello a cui stavo assistendo fosse vero o fosse un dibattito dell'assurdo. Perché se qualcuno si collega e ascolta i colleghi parlare, sembrerebbe che qui si stia impedendo di fare educazione sessuale nelle scuole. Sembra o potrebbe sembrare che qui si voglia impedire alle giovani generazioni di sviluppare una conoscenza del proprio corpo, un rispetto della donna, un rispetto dell'uomo, di vivere con entusiasmo un'esperienza, che è quella del sesso. Io lo dico per la cronaca, perché rimanga agli atti e perché tutti lo sappiano: non è così, non è proprio così.
E il fatto che voi continuiate a ripeterlo, in decine di interventi, non lo fa diventare vero, perché non è vero , perché qui - e lo ridico in trenta secondi - si sta semplicemente chiedendo che i genitori diano un consenso affinché i propri figli possano partecipare a queste attività. Né più né meno. Vede, cara collega, che ci ha definiti malati…
PRESIDENTE. Si rivolga sempre alla Presidenza.
SALVATORE CAIATA(FDI). …malati sì, ma malati di democrazia perché noi siamo per la democrazia e per la libertà di scelta: semplicemente questo. Non stiamo chiedendo… in realtà, non vogliamo niente di più di questo.
Poi chiudo con una battuta, dicendo che almeno qualcosa che ci accomuna c'è, perché il sesso lo facciamo tutti. Quindi, non lo fanno solo da quella parte del Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la collega Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Presidente, ma la realtà…
PRESIDENTE. Aspetti, collega Ghio, io non la sento. Aspetti, aspetti. Colleghi… lo rifacciamo, vediamo un po' quanto ci mettiamo a metterci in silenzio. Colleghi, finché non c'è il silenzio dell'Aula, non andiamo avanti con il dibattito. Penso che sia interesse di tutti, invece, andare avanti, no? Grazie. Collega Ghio, prego.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quello che è stato detto dal collega Caiata è facilmente smentibile, leggendo il testo. La realtà è che avete vietato sì, avete vietato l'educazione sessuo-affettiva fino a 11 anni, cancellando con un colpo di penna i tanti progetti che, a macchia di leopardo, le scuole stanno portando avanti . Lo avete scritto voi, non noi e negli ordini successivi di scuole chiedete il consenso obbligatorio della famiglia. Questo cosa vorrà dire? Che, magari, i ragazzi che avranno più bisogno di questo tipo di educazione, quelli che vivono in famiglie violente o, magari, più chiuse su questo argomento non ne avranno accesso. Non sono invenzioni, collega, lo avete scritto voi, nero su bianco .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, Presidente. Mi dispiace, ma il collega Caiata ha scelto di intervenire proprio sull'emendamento sbagliato. Perché noi stiamo sopprimendo il comma 5 dell'articolo 1, che dice testualmente che “(…) per la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono escluse in ogni caso le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità” . Sì, lo state impedendo con questa legge . Collega Caiata, non ha letto nemmeno l'emendamento…
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
VITTORIA BALDINO(M5S). …mi dispiace dirvelo. Le do una notizia .
PRESIDENTE. Colleghi, rivolgetevi alla Presidenza.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Noi auspichiamo sempre che i colleghi della maggioranza intervengano in dibattiti così importanti, ma ogni volta che intervengono, poi, ci pentiamo di averli sollecitati. Perché è del tutto evidente che c'è un'ideologizzazione sempre più spinta rispetto anche alla lettura dei nostri interventi. Purtroppo, lo dico, per il suo tramite, al collega Caiata, che è del tutto evidente che non conosce il contenuto di questo provvedimento, che sembra davvero scritto sotto dettatura delle associazioni pro vita. Noi confidiamo che non ci siano passi indietro rispetto all'emendamento che è stato presentato anche dal collega Latini, perché, di fatto, al momento c'è un esplicito divieto, al comma 5, rispetto all'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole secondarie di primo grado, oltre che nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole primarie.
Noi confidavamo di arrivare, prima o poi, in quest'Aula a parlare, invece, dell'introduzione dell'educazione all'affettività e alla sessualità, che è fondamentale per scardinare quegli stereotipi che oggi fanno parte della nostra cultura di stampo patriarcale. Perché, anche se voi continuate a dire che non è vero, purtroppo è così e lo certificano i dati, i dati delle violenze sulle donne, i dati sul bullismo, i dati sulle violenze sulle persone omosessuali e E solo attraverso l'introduzione dell'educazione al rispetto e alla sessualità si potrà costruire una società migliore.
Quello che poi colpisce è la vostra contraddizione rispetto a quelle culture che voi ritenete fondamentaliste, perché, di fatto, un provvedimento come questo dimostra che i talebani siete voi Cosa pensate? Che le famiglie di culture diverse, che voi volete per forza costringere a togliere il velo, poi firmeranno un consenso per far partecipare i propri figli ai corsi di educazione sessuale alle scuole superiori ? È del tutto evidente che questo non accadrà.
Se noi vogliamo creare un'integrazione e costruire una cultura del rispetto diversa, anche negli italianissimi che frequentano le nostre scuole, con questi provvedimenti non facciamo altro che inchiodare il nostro Paese al passato, a una cultura del non rispetto. E non risolveremo mai i problemi legati alle violenze, al bullismo, ai problemi sanitari di cui parlava la collega Piccolotti. Allora, forse dovreste spogliarvi dell'ideologia che caratterizza questo provvedimento e, soprattutto, di tutti gli interventi che voi fate, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, rispetto a questi temi, rispetto ai temi del rispetto e dell'inclusione e anche dell'atteggiamento verso chi ha una cultura diversa dalla nostra. Perché sappiamo benissimo che la maggior parte delle violenze si sviluppa purtroppo all'interno delle nostre famiglie, perché non tutti i ragazzi hanno alle spalle delle famiglie che li supportano in una crescita consapevole, che gli consenta di diventare dei cittadini, le nuove, le future classi dirigenti. La scuola dovrebbe supplire a queste carenze di tante, troppe famiglie, dove si sviluppano le violenze e che certo non potranno determinare la crescita e l'autodeterminazione di cittadini migliori. Quindi, io credo che dovreste riflettere, pensare ed evitare di dire sciocchezze rispetto a un testo che prevede esattamente quello che noi stiamo dicendo da settimane .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo in merito al precedente intervento del collega della maggioranza, all'imbarazzante intervento del collega della maggioranza che ha provato a sostenere che con questo provvedimento non si sta vietando nulla. Doppiamente imbarazzante perché, poi, va ad intervenire proprio su quell'emendamento che prova a cancellare uno dei divieti che hanno messo - è scritto nero su bianco -, ovvero che nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola primaria sono escluse tutte le attività attinenti all'ambito della sessualità. Questo non è un divieto? L'esclusione non è un divieto? Quindi, veramente, almeno leggete quello che stiamo facendo, almeno siate consapevoli di quello che state facendo L'unico intervento che fate, poi, in quest'Aula è una totale idiozia, va proprio contro quello che state facendo, quello che sta dicendo. È vero che poi siete dovuti…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caso.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Francesco Silvestri. Ne ha facoltà.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo, molto brevemente, sulle parole anche del collega Caiata. Ribadisco un po' un concetto che ho espresso ieri. Il collega diceva: chiediamo solamente il consenso alle famiglie. Ma guardate che sono proprio quelle famiglie che non danno il consenso che hanno bisogno che il figlio abbia un'educazione sentimentale Quindi state invertendo e, tra l'altro, non riuscite nemmeno a rappresentare ideologicamente quel che siete, perché essere conservatori vuol dire andare a favore dell'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, perché evita che la Rete sia l'unica scuola per questi ragazzi.
Quindi, è totalmente contrario anche con la vostra ideologia. Chiudo dicendo una cosa: non capisco cosa c'entri la democrazia con la richiesta della firma, perché se chiedevate a mia madre di firmare per farmi fare lezione di storia vi tirava un diario addosso …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi permetto di dire al collega di Fratelli d'Italia che ha svegliato la maggioranza dal suo torpore. Ho visto ringalluzziti i colleghi della parte opposta di questo emiciclo. Le perle del suo intervento sono veramente la cifra che vi contraddistingue, perché le falsità che di solito propagandate a piene mani a questo punto sono addirittura smentite nero su bianco da quello che voi, anzi da quello che il Ministro Valditara si è assunto la responsabilità di scrivere: “(…) per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria e” - al momento ancora la vostra figuraccia - “la scuola secondaria di primo grado sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali, nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità”…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Presidente, questi emendamenti hanno un obiettivo: quello di far sì che una donna non abbia paura di uscire la sera di casa con la minigonna e che due persone omosessuali non abbiano paura di andare per mano per essere aggredite . Hanno l'obiettivo che due ragazzi e ragazze, che per la prima volta si incontrano nella sessualità, possano provare tutta la bellezza del sentimento e dell'affettività tra di loro e la bellezza che c'è nel rapporto umano, affettivo e sessuale. Presidente, noi vorremmo che l'Italia vada avanti, con una crescita culturale dell'Italia che finalmente possa dire: noi non vogliamo più cene eleganti . È la fine di quell'epoca, deve finire.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, signora Presidente. Intervengo giusto per inserirci in un contesto internazionale. Nei Paesi Bassi l'educazione sessuale è obbligatoria a partire dai 4 anni, in Giappone è obbligatoria a partire dai 9-10 anni e in India è obbligatoria per gli studenti nella fascia di età compresa tra i 9 e i 16 anni. Tralascio i dati relativi ai Paesi europei, dove è obbligatoria in oltre 20 Paesi, per affermare che qui, solo in Italia, siamo freezati e siamo fermi in un'epoca che non c'è più. Noi siamo bombardati da informazioni provenienti dai più disparati e l'educazione sessuale potrebbe essere l'unico sistema per dare la corretta informazione agli studenti. Proibire l'educazione sessuale, proprio per gli studenti della scuola secondaria di primo grado, significa inibire un aspetto fondamentale che …
PRESIDENTE. Grazie.
Ha chiesto di parlare il deputato Magi. Ne ha facoltà per tre minuti.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Non comprendo perché in una discussione su un tema così serio ci debba essere da parte della maggioranza, come abbiamo ascoltato dal collega Caiata, la negazione di quello che la maggioranza non solo sta facendo, ma ha già fatto. Ricordo rapidamente quanto è avvenuto nella scorsa legge di bilancio, quando venne approvato un emendamento, a mia prima firma e a firma di altri colleghi, che stanziava una somma contenuta, ma importante per il significato politico, proprio per realizzare degli interventi nella scuola secondaria di primo e di secondo grado di educazione sessuo-affettiva. Probabilmente, nella disattenzione della maggioranza venne approvato quell'emendamento. Ci fu una campagna e io ricordo solo le parole del movimento Pro Vita e Famiglia e del suo portavoce in quell'occasione su quell'emendamento: “La politica deve togliere le mani dalle mutande” - questo è il livello, colleghi - “dei nostri figli. Lo stanziamento nella manovra di bilancio per finanziare una presunta e ideologica educazione sessuo-affettiva nelle classi dei nostri figli e nipoti è un cedimento gravissimo della maggioranza di centrodestra all'isteria abortista dei collettivi trans-femministi e alle teorie terrapiattiste sul genere fluido del movimento LGBTQ. È chiaro che i genitori italiani hanno difficoltà a fare affidamento su questa maggioranza per tutelare la loro libertà educativa” e, quindi, si faranno le barricate eccetera.
Voi direte: e quindi? Quindi, accade che nelle prime settimane di gennaio, dopo l'approvazione della legge di bilancio con quell'emendamento, in quest'Aula il Ministro Ciriani arriva e annuncia a tutti che quello stanziamento sarà dirottato non sulla finalità che quest'Aula all'unanimità, anzi la Commissione bilancio all'unanimità e poi quest'Aula con il voto di fiducia, aveva ratificato, ma sulla finalità di prevenzione all'infertilità. Allora, colleghi, almeno metteteci la faccia. Il collega Caiata è uscito? No, è rientrato. Collega Caiata, è quello che avete già fatto, non è quello che state solo facendo ora.
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). È quello che avete già fatto, almeno metteteci la faccia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Cherchi. Ne ha facoltà.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Il collega Caiata si vergogna di queste disposizioni in materia di consenso informato e, quindi, fa finta di non capire esattamente quello che è stato scritto. Volevo dire un'altra cosa. A parte che vergognarsi di quello che fate non è che sia una cosa eccezionale, comunque dimostra quanto leggete e quanto ascoltate quello che poi proponete in Aula. Ma, a parte questo, secondo me è molto meglio che un bimbo sappia le cose da persone che sono in grado di spiegargliele, perché più un argomento è un argomento di cui non si parla in casa, è un argomento un po' particolare, tanto più è per lui un qualche cosa che vuole sapere. Quindi, come fa? Si informa su Internet e vede le cose più sconce e più orribili …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Scarpa. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Scarpa. Adesso il Governo sta scendendo. Voleva dirmi che non riuscivo a capire, perché da lì io non lo vedo. Prego.
RACHELE SCARPA(PD-IDP). Colleghi, io conoscevo un ragazzo alle superiori che era l'ex di una mia amica. Dopo che lei l'ha lasciato, lui continuava a chiamarla “puttana” e lei mi ha raccontato che diverse volte lui insisteva per non indossare il preservativo . Ora, visto che il collega Caiata dice che in questo provvedimento non si sta vietando niente, voglio chiedere cosa intende fare questa maggioranza per aiutare questo ragazzo e per proteggere noi ragazze dalla sua ignoranza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Raffa. Ne ha facoltà.
ANGELA RAFFA(M5S). Grazie, Presidente. Io voglio fare soltanto una domanda alla maggioranza: perché l'età del consenso per fare sesso è di 14 anni, mentre non si può avere il libero arbitrio per scegliere già da 14 anni - e anche prima, in realtà, servirebbe - per fare educazione sessuale e affettiva nelle scuole o meno? Io questo non capisco C'è un controsenso in questa scelta.
Quindi, è per difendere magari le persone più adulte che abusano di ragazzine l'età fino a 14 anni per il consenso, oppure è perché credete veramente nella libertà? Perché se credete veramente nella libertà dovreste togliere la necessità dell'autorizzazione da parte delle famiglie, perché sono le famiglie che a volte mettono proprio il cappio al collo a ragazzi che vogliono soltanto esprimere il loro essere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Oltre a esprimere lo sconcerto rispetto all'intervento che ha fatto il collega di destra che è intervenuto poc'anzi e che evidentemente non ha letto con attenzione il provvedimento, mi ponevo una domanda, cioè se la democrazia alla quale ha fatto riferimento è quella dei divieti, è quella di impedire alle persone di fare delle scelte, è quella di impedire alle persone di rivolgersi allo Stato per avere il supporto che richiedono. Ora, mi chiedo: se i genitori di bambini anche della scuola elementare vogliono che i loro figli siano educati alla educazione sessuale e affettiva a chi si devono rivolgere, visto che c'è un divieto? Dove devono andare, se loro non hanno le capacità di farlo? Chiedo alla maggioranza, affinché indichino dove rivolgersi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, visto che si parla di libertà con riferimento a un comma che mette il divieto di affrontare qualsiasi tema attinente alla sessualità nelle scuole dell'infanzia e primarie, vorrei dire che questo è lesivo della libertà di insegnamento, quella, sì, che è fondamento essenziale di una democrazia, perché fa pressione e impedisce, di fatto, agli insegnanti di svolgere la loro attività educativa e formativa. Vi chiedo: se un bambino dà un pugno a un compagnetto, mosso da gelosia per l'affetto intenso che sente nei confronti di una compagna di scuola, cosa farà l'insegnante? Si deve astenere da qualsiasi parola o deve essere sottoposto a sanzione disciplinare, per aver esercitato la sua funzione essenziale educativa?
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.128 Orrico e 1.129 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.134 Sportiello. Ha chiesto di parlare il rappresentante del Governo. Prego, Ministro Valditara. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE VALDITARA,. Gentili onorevoli, mi corre l'obbligo, dopo aver sentito il dibattito in Aula e non solo in Aula, di fare alcune precisazioni, perché ritengo che molte delle affermazioni fatte dalla opposizione non corrispondano a verità.
È stato detto che noi, con questo disegno di legge, impediremmo l'educazione sessuale nelle scuole. È stato addirittura sostenuto che noi impediremmo di informare i nostri giovani sui rischi delle malattie sessualmente trasmesse. È stato detto addirittura che impediremmo di conoscere l'evoluzione puberale ai nostri giovani. È stato anche detto che impediremmo, negheremmo l'educazione affettiva nelle nostre scuole.
Tutto questo è falso . Innanzitutto, perché voi non avete letto attentamente - o avete letto attentamente e in modo non corretto avete riportato - l'articolo 1, comma 4, che dice: “Fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali”, cioè dai programmi scolastici, che ricomprendono anche, ovviamente, l'educazione civica per la scuola dell'infanzia. Leggo il testo uscito dal Consiglio dei ministri, cioè il testo “Valditara”: “(…) per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali”, ma fermo restando quanto contenuto nelle indicazioni nazionali, cioè nei programmi scolastici.
Allora, per capire se si insegna l'educazione sessuale a scuola, se si insegnerà, se si continuerà ad insegnare l'educazione sessuale a scuola e che cosa si insegnerà, dobbiamo andare a guardare le indicazioni nazionali, dove si legge: educare alle differenze sessuali, alle differenze fra i sessi; educare alla conoscenza degli apparati sessuali (gli apparati del corpo umano e, dunque, anche gli apparati sessuali); educare alla conoscenza delle funzioni riproduttive e le funzioni riproduttive sono per eccellenza sessualità; educare alla conoscenza dello sviluppo puberale - altro che non insegniamo alla conoscenza dello sviluppo puberale! -, ossia mestruazioni e tutto quello che è legato allo sviluppo puberale; educare ai rischi legati alle malattie sessualmente trasmesse ! Educare alla conoscenza dei rischi delle malattie sessualmente trasmesse! Chi ha detto che noi neghiamo questo ha raccontato una colossale balla ! E allora ha preso in giro i cittadini italiani, diciamolo chiaro!
Poi, ancora, nel disegno di legge non si parla di educazione affettiva, ma si fa riferimento comunque alle indicazioni nazionali e si fa riferimento anche ovviamente all'educazione civica. E noi, per la prima volta, abbiamo previsto come obiettivi obbligatori di apprendimento l'educare alle relazioni, alle relazioni corrette, educare al rispetto, in particolare al rispetto verso la donna ! E mi dispiace che non abbiate considerato un questionario che il Ministero ha pubblicato e che è frutto di una rilevazione fra tutte le scuole superiori, da cui si evince che la quasi totalità delle scuole superiori italiane, fin dal settembre 2024, cioè da quando sono entrate in vigore le nuove linee guida sull'educazione civica, ha avviato corsi curricolari di educazione al rispetto ed educazione alle relazioni. E la testimonianza della scuola italiana, cioè dei docenti, è che, nel 70 per cento dei casi, hanno rilevato un'evoluzione positiva nei comportamenti dei nostri giovani.
Non solo, ma abbiamo anche avviato percorsi di formazione con INDIRE degli insegnanti, proprio per affrontare queste tematiche.
Infine, nei nuovi programmi scolastici, indicazioni nazionali, noi abbiamo previsto, per la prima volta - non lo avete fatto voi! -, per la prima volta lo abbiamo messo noi, non solo educare alle relazioni e educare al rispetto verso la donna e più in generale, ma abbiamo anche inserito “educare alla empatia relazionale ed affettiva”! Che cos'è questo, se non educare all'affettività ? La vera affettività, quella positiva, quella delle relazioni. E abbiamo anche inserito “educare al contrasto della violenza di genere”, qualsiasi violenza di genere!
È, dunque, falso quello che voi avete affermato e devo dire che sono indignato, perché è stato sfruttato un tema così delicato, come quello dei femminicidi !
Sono indignato che voi abbiate detto che questa legge impedisce la lotta contro i femminicidi !
PRESIDENTE. Onorevole Bakkali! Onorevole Casu!
GIUSEPPE VALDITARA,. …e scoraggia la lotta contro la violenza di genere! Voi lo avete affermato! Vergognatevi ! Tutto questo non c'è in questa legge! Noi abbiamo messo la violenza di genere …
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi! Collega…! Collega Grimaldi, torni ai banchi!
GIUSEPPE VALDITARA,. La violenza di genere, lo abbiamo detto, bisogna insegnarlo nelle scuole!
PRESIDENTE. Ministro Valditara, aspetti!
GIUSEPPE VALDITARA,. Questa è la verità! Il resto sono balle !
PRESIDENTE. Ministro aspetti! Ministro nessuno sente quello che lei dice … Colleghi, colleghi! Collega Grimaldi, collega De Luca, collega Perantoni, collega Casu, colleghi, colleghi vi dovete sedere, adesso! Vi dovete sedere, altrimenti interrompo la seduta “…sei un ospite!”“Rispetto, imparatelo!”! Collega Grimaldi, si sieda! Collega Grimaldi, se vuole la parola… Collega Provenzano… Colleghi, adesso vi sedete!
ANDREA CASU(PD-IDP). Presidente!
PRESIDENTE. Il collega Casu ha chiesto di parlare sul Regolamento! Collega Grimaldi, parlerà … Colleghi, adesso ascoltiamo il collega Casu, che fa un richiamo al Regolamento e lo ascoltiamo sedendoci e in silenzio: è chiaro? Colleghi, silenzio! Colleghi, ho detto silenzio! Silenzio ! Collega Gnassi, se vuole la parola, la chiede, va bene? In quest'Aula, non è consentito parlare in questo modo! Il collega Casu … Il collega Casu ha chiesto … Colleghi basta, basta! Adesso, basta! Il collega Casu ha diritto di parlare sul Regolamento e noi lo ascoltiamo. Prego, collega Casu… e se ci sono altri si iscrivono.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie Presidente, solo per un richiamo al Regolamento. Possiamo avere idee differenti, ma il rispetto è dovuto a tutti e da tutti in quest'Aula anche …
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, colleghi, vale anche per voi, però! Colleghi, chi vuole la parola alza la mano e la chiede. In quest'Aula non funziona così, è chiaro? Non si fanno i commenti quando un collega parla: vale quando parla il Ministro, vale quando parlate voi, vale quando parla il collega Casu. Adesso comincio a richiamare all'ordine. Collega Casu, prego, prosegua.
ANDREA CASU(PD-IDP). Proprio nel ringraziarla per quest'ultimo intervento e richiamandola all'articolo 8 e seguenti e alla necessità di consentire che i nostri lavori avvengano nel modo più opportuno, coinvolgendo tutti, anche il Ministro, che ringraziamo per aver deciso finalmente di presentarsi in Aula dopo due ore e mezzo che parlavamo di questo provvedimento ed evidentemente era più interessato a sentire altro. Nel suo intervento, nel merito, ma non è questa la sede, ha dimostrato di non aver ascoltato quelle che sono le argomentazioni delle opposizioni, perché ha risposto su altro e dicendo altro, però il rispetto sarebbe dovuto e quel “vergognatevi” deve essere ritirato. Chiediamo veramente al Ministro di assumere un contegno e …
PRESIDENTE. Colleghi, in silenzio ho detto!
ANDREA CASU(PD-IDP). …degno di un Ministro, perché parole così indegne sono un'offesa non solo nei confronti dell'opposizione, ma di tutto il Parlamento. Ne subiamo tante, sarebbe il momento che questo Governo smettesse veramente di farci vergognare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre per un richiamo al Regolamento, l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà. Sempre sull'articolo 8 e seguenti?
MARCO GRIMALDI(AVS). Sì, grazie Presidente. Le chiedo formalmente di richiamare il Ministro, perché seppure non sia qui in qualità di deputato o senatore, sappiamo bene, dal Regolamento e dalla Costituzione, che i Ministri hanno, ovviamente, il dovere e il diritto di esprimersi in qualsiasi momento. Glielo diciamo, Ministro: noi siamo felici, sempre felici che un Ministro ascolti i dibattiti parlamentari, anzi spesso ci lamentiamo di quelle sedie vuote. Siamo sempre onorati - e lo facciamo sempre con disciplina e onore - di discutere, parlamentare e provare anche a convincervi, perché noi proviamo non solo a leggere, Ministro. Lei ha esordito dicendo che le opposizioni non hanno letto: una frase arrogante, che dimostra anche la poca capacità di comprensione del dibattito.
Guardi, Ministro, forse non ha sentito le parole dei relatori, forse non ha letto a sufficienza la proposta, ma qui, davanti al consenso informato, rischiamo di stravolgere il senso stesso dell'istituzione scuola, perché, se ci pensa, la scuola è proprio quel luogo in cui anche se una famiglia è una famiglia di terrapiattisti… no? Io so di famiglie che non credono, pensi Ministro, all'evoluzione della specie, che mettono addirittura in discussione Darwin. Ho sentito che il COVID è stato un complotto, che ci sono i rettiliani. Provo a farlo cercando di strappare anche un sorriso alla sua arroganza: guardi, è un bel problema se iniziamo a chiedere alle famiglie se siano o no favorevoli all'insegnamento nelle scuole, perché lei ha un bel dire di introdurre per tutti l'educazione sessuale e poi metterla a disposizione di gente che crede che non sia il caso che i propri figli si mettano dei preservativi, che le proprie figlie possano scegliere per amore con chi stare.
Guardi, io credo che nella vita… Ministro, abbia pazienza: noi ne abbiamo tanta nell'ascoltarvi tutti i giorni. Abbassi quel braccio …
PRESIDENTE. Collega, prosegua.
MARCO GRIMALDI(AVS). …ascolti e finisco col dire che
…
PRESIDENTE. Colleghi, lo ripeto ancora una volta: dovete ascoltare in silenzio. Ho già detto al collega di proseguire. Collega Grimaldi, concluda il suo intervento.
MARCO GRIMALDI(AVS). Ho quasi finito.
MARCO GRIMALDI(AVS). E comunque dicevo che possiamo anche non essere d'accordo anche su questo punto, Presidente. Mi pare chiaro che non siamo concordi nel consenso informato, ma c'è una cosa, Ministro, che lei non può dire in quest'Aula: lei non può dire, da ospite di questo Parlamento, di vergognarsi . Lei deve chiedere scusa adesso, altrimenti questo luogo diventerà impossibile. Gliela dico così e …
PRESIDENTE. Colleghi, chi vuole la parola la chiede…
MARCO GRIMALDI(AVS). …sarà impossibile approvare questo provvedimento entro le poche ore, perché o lei chiede scusa a tutti noi o questa discussione si alzerà di toni, perché è lei che ha alzato i toni perché è lei inopportuno, perché è venuto qui a insultarci e a sfidarci e noi la sfidiamo se lei non è in grado di dire una cosa semplice: scusa, ho sbagliato. Abbassi lei i toni, perché qui è lei che sta provocando .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre per un richiamo al Regolamento, immagino sugli articoli 8 e seguenti, l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Io credo che non può essere preso sul serio un Ministro che contraddice la sua funzione . Credo che sia una cosa inaudita l'aggressività e la violenza che il Ministro in quest'Aula ha profuso contro l'opposizione, opposizione che di fatto contestava ciò che è scritto, nero su bianco, su una proposta di legge regressiva . Io credo che sia assolutamente un disonore per questo Stato che il Ministro della Cultura appelli con “vergognatevi” È il Ministro dell'Istruzione! la prerogativa di quest'Aula nel contestare tutto questo.
ANDREA QUARTINI(M5S). È il Ministro dell'Istruzione: dovrebbe dare segno di sobrietà, non boriosità.
Sono cose inaccettabili, Presidente. È il Ministro dell'Istruzione e non della distruzione della prerogativa democratica di quest'Aula. Dovrebbe vergognarsi di quello che ha detto, dovrebbe ritirare quello che ha detto e se non lo fa noi prenderemo decisioni diverse .
PRESIDENTE. Colleghi, vi invito, se è possibile, a sedervi, ad ascoltarci in silenzio, con calma. Riportiamo la calma in questa discussione.
SIMONETTA MATONE(LEGA). Presidente!
PRESIDENTE. L'ho vista, collega Matone, voglio solo consentirle di intervenire in un clima migliore di quello in cui è intervenuto il collega Quartini. Collega Matone, prego. Per richiamo al Regolamento anche lei, immagino.
SIMONETTA MATONE(LEGA). Sì. Allora, io faccio…
PRESIDENTE. Articoli 8 e seguenti? Sì, lo dico io. Dovrebbe dire l'articolo del Regolamento: articoli 8 e seguenti, come gli altri.
SIMONETTA MATONE(LEGA). Allora, io faccio un richiamo espresso all'articolo 8, comma 2, perché il Presidente deve garantire il buon andamento della discussione. Ora, io chiederei pacatamente e serenamente all'opposizione di replicare punto per punto alle parole del Ministro .
SIMONETTA MATONE(LEGA). Avendo studiato l'argomento, sono due giorni che sto praticamente schiattando di rabbia e, estremamente desiderosa di parlare, ho finalmente trovato pace …
PRESIDENTE. Colleghi, basta!
SIMONETTA MATONE(LEGA). …e serenità con le parole del Ministro e inviterei l'opposizione a smentirle punto per punto, perché la dialettica non è soltanto processuale, è anche parlamentare . Quindi, al primo punto cosa obiettate? Al secondo punto cosa obiettate? Al terzo? E via discorrendo, articolo per articolo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre per un richiamo al Regolamento, ai sensi degli articoli 8 e seguenti, l'onorevole Malaguti. Ne ha facoltà.
MAURO MALAGUTI(FDI). Grazie, Presidente. Io sono sinceramente allibito, perché l'opposizione dice a noi, in questo emiciclo, e al Governo di vergognarsi un giorno sì e un giorno no, forse un'ora sì e un'ora no e adesso assumono il ruolo di sepolcri imbiancati scandalizzandosi perché qualcuno ha detto loro lo stesso termine. Allora, ritirino tutte le volte che a noi hanno detto di vergognarci, lo ritirino e chiedano scusa .
PRESIDENTE. Colleghi, almeno evitiamo, no? Allora, abbiamo esaurito i richiami al Regolamento. Adesso, se mi consentite di dire una cosa.
Colleghe e colleghi, io so che l'argomento che stiamo trattando è particolarmente sentito da tutte e tutti in quest'Aula. Io prego chiunque intervenga, l'ho fatto più volte, ho dovuto richiamare all'ordine nel corso del dibattito… prego di attenersi, intanto, agli argomenti del dibattito, naturalmente, e poi a toni e modi che sono consoni a quest'Aula, evitando di travalicare. Tutte e tutti. Chiunque interviene in quest'Aula deve sentire la responsabilità di comportarsi in questo modo.
È vero, la Presidenza deve garantire il buon andamento. Rispondo alla collega Matone dicendo che io sto facendo del mio meglio per consentire che così vada.
Ora, noi ritorniamo nel dibattito, nel merito. Visto che vi siete richiamati reciprocamente, resta inteso, per tutte e tutti, chiunque intervenga qui e qualunque ruolo ricopra in questo momento, di mantenere un comportamento e dei toni che siano consoni all'Aula nella quale parliamo. Vale per tutti.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.134 Sportiello.
Ha chiesto di parlare la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Signor Ministro, comincio subito con il dirle, in tutta franchezza, che noi di Alleanza Verdi e Sinistra non ci vergogniamo di fare una battaglia per la tutela dei diritti e della salute sessuale e riproduttiva degli studenti e delle studentesse di questo Paese. E poi Ministro, anche se purtroppo non ho potuto ascoltare tutto il suo intervento perché l'ha pronunciato in maniera piuttosto scomposta e urlando, soprattutto nel finale, per cui purtroppo non ho potuto comprendere che cosa lei abbia detto nell'ultima parte, provo a risponderle punto per punto. Devo dire che non mi riesce difficile perché lo abbiamo - noi di Alleanza Verdi e Sinistra - già fatto ieri con l'onorevole Sasso. E guardi, la rassicuro anche sul fatto che noi le indicazioni nazionali le abbiamo lette talmente bene che ce le abbiamo qui stampate e abbiamo qui anche le linee guida sull'educazione civica.
Allora, lei, purtroppo, ieri, ha scelto di non partecipare a un convegno a cui era invitato, quello dell'Ordine degli psicologi del Lazio, che era qui, in una sala accanto alla nostra, a cui hanno partecipato i presidenti degli ordini professionali di tutto il Paese. In quel convegno sono stati presentati i dati scientifici sulla riduzione dei comportamenti a rischio, delle gravidanze indesiderate, degli episodi di violenza sessuale. Dati scientifici che dimostrano, senza timore di smentite, che questi effetti positivi dell'educazione sessuale si ottengono - mi ascolti bene - se i progetti e i corsi hanno una durata maggiore di sei mesi, cioè se c'è un lavoro costante, strutturale e portato avanti nel tempo su questi temi.
Lei cita le linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica, dove le parole “educazione sessuale” non compaiono mai, faccia una ricerca con e che riguardano 33 ore complessive in un anno, in cui sono infilate decine e decine di argomenti, che vanno da quelli ambientali, a quelli della tutela del patrimonio culturale, alla conoscenza delle istituzioni, agli argomenti socio-economici, volendoci spiegare che questo, secondo lei, sarebbe un progetto di educazione sessuale. Questo, Ministro, è falso. È falso ! E lo sanno tutti gli insegnanti d'Italia. E sa perché lei, sa perché lei…
PRESIDENTE. Collega Piccolotti, ha ragione. Ministro, lei ovviamente può intervenire quando vuole, ma non può interloquire così con i colleghi che parlano.
Colleghi! Collega Orfini, collega Orfini l'ho appena detto, se vuole venire qui lei, va bene? Collega Piccolotti, continui.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Sa, Ministro, perché lei è così nervoso? Perché è corso qui, in Aula, dopo le nostre sollecitazioni, e solo dopo le nostre sollecitazioni? Perché tutti gli insegnanti d'Italia, non solo quelli che sono qui seduti, sanno che le sue affermazioni non corrispondono al vero .
E andiamo avanti sulle indicazioni nazionali. Perché nelle indicazioni nazionali - io l'ho detto anche all'onorevole Sasso - c'è il programma di biologia. Allora, noi non vi abbiamo mai accusato di voler cancellare la pagina di biologia dal libro di scienze e di voler scrivere, come ho detto ieri, che i bambini li porta la cicogna, ma in quelle indicazioni nazionali l'educazione sessuale e sessuo-affettiva, non c'è. Ci sono i basilari della fisiologia, ma questo non basta , perché, per ottenere la tutela dalle gravidanze indesiderate, per ottenere tutti i benefici che noi vogliamo ottenere, per proteggere gli studenti e le studentesse, servono progetti specifici. Quelli che voi vietate fino agli 11 anni e che poi sottoponete al consenso informato dei genitori, facendo una discriminazione contro quegli studenti e quelle studentesse che vengono da famiglie più chiuse o, addirittura, fondamentaliste.
Vada avanti, Ministro. Noi abbiamo chiesto di rispettare in quest'attività le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Lei è venuto qui e non ci ha risposto sul perché quelle linee guida , che sono scientificamente provate e fondate, non possono essere applicate nelle nostre scuole per le iniziative e i progetti che le nostre scuole fanno. Non ci rispondete nemmeno sul perché non possiamo salvaguardare i progetti delle ASL. Perché la verità - ed è su questo che vi abbiamo accusato sulle malattie sessualmente trasmissibili - è che si apre lo spiraglio, che poi può diventare un portone, per l'ingresso nelle scuole di associazioni ed esponenti che predicano la castità, che suggeriscono di non usare il preservativo, che dicono che l'aborto è un omicidio e che hanno una visione del mondo che è contraria …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Piccolotti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Mi piacerebbe avere l'attenzione del Ministro, visto che è qui, in Aula, e mi fa piacere, al di là dell'intervento fatto, che sia finalmente venuto in Aula a discutere con noi di questi temi.
Ebbene, io voglio ricordare una cosa al Ministro. Quello che c'è scritto nel testo originario Valditara al comma 4: “(…) per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria (…)” … Presidente, se almeno il Ministro può…
PRESIDENTE. Collega, il Governo è presente. Ovviamente il Ministro, se vuole, può tornare a sedersi, sarebbe meglio per il dibattito, però il Governo è presente, quindi io non posso interrompere.
Colleghe e colleghi, a livello regolamentare è tutto corretto, perché il Governo è presente. Se il Ministro ritiene di sedersi, lo farà. Prego, collega Manzi.
IRENE MANZI(PD-IDP). Ecco, la civiltà istituzionale consiglierebbe altri comportamenti in quest'Aula, ma siamo vecchia maniera, purtroppo .
Ebbene, torno a quello che stavo leggendo poco fa, appunto: “(…) per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità”. Il testo del disegno di legge Valditara scrive questo. Le indicazioni nazionali fanno riferimento all'educazione biologica, alla biologia. Voi, nelle scuole, state vietando e vieterete la possibilità di fare quei progetti che le scuole stanno facendo da anni, e dovreste avere il coraggio di riconoscere quello che state facendo. Dovreste avere il coraggio - e spero che il Ministro se ne sia accorto - di ammettere che, dopo l'approvazione dell'emendamento Latini, nelle scuole medie si sono interrotti - guarda caso - tutti quei progetti che erano attinenti alla sessualità, a dimostrazione che quella che avevamo espresso non era un'opinione, ma è un divieto espresso. Ed è ulteriormente dimostrato dagli emendamenti che avete bocciato.
Quello che noi chiediamo venga superato è un approccio che si basa solo sulla biologia, sull'educazione al corpo umano. Quello che chiediamo è che vengano applicate le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, che fanno riferimento all'educazione sessuale comprensiva, quell'educazione sessuale che fa riferimento a temi come l'affettività, la crescita individuale, la prevenzione della violenza di genere, il consenso informato. È quello che chiediamo. E vorrei anche che il Ministro - che continua a non ascoltarci - uscisse dalla dimensione della propaganda, perché il mondo non è iniziato con il Governo Meloni-Valditara.
E cito una legge vigente da più di 10 anni, è il comma 16 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015, che recita testualmente questo: il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche inerenti la Convenzione di Istanbul. Questa è legge dello Stato.
Non avete iniziato voi questi percorsi e, soprattutto, voi state facendo di tutto per evitare che possano realizzarsi all'interno delle scuole, tanto che avete dovuto clamorosamente fare marcia indietro rispetto a un emendamento che avevate approvato, ignorandoci, in Commissione e che oggi vi siete dovuti rimangiare. Io penso che il Ministro in quest'Aula… Chiederei al relatore, magari, per suo tramite, Presidente, ovviamente…
PRESIDENTE. Collega, liberiamo i banchi dell'Aula, grazie. Prego, collega Manzi.
IRENE MANZI(PD-IDP). Chiederei al Governo di prendere atto di quello che c'è non solo in quest'Aula, ma che c'è là fuori, nelle iniziative, nei richiami che ci sono stati da tante parti, da parte delle famiglie, indipendentemente da quello che è lo schieramento politico di appartenenza. State al merito delle questioni. Voi, con questo disegno di legge, state vietando, di fatto, di compiere attività qualificanti all'interno delle scuole, e ve ne dovete assumere politicamente la responsabilità .
PRESIDENTE. Il Ministro ha chiesto la parola per un chiarimento. Prego, Ministro. Colleghi, in silenzio, seduti.
GIUSEPPE VALDITARA,. Gentili esponenti dell'opposizione, guardate, io sono il primo a ritenere che il dibattito debba essere svelenito da polemiche, toni accesi, toni forti. E quindi voglio subito chiarire che le mie affermazioni non avevano un carattere personale. Erano, però, affermazioni politiche legate a un'accusa precisa, tant'è vero che vi invito a riavvolgere il nastro e ad andare a sentire che cosa ho effettivamente detto.
E cioè le mie affermazioni si riferivano ad altrettante affermazioni che mi accusavano, ci accusavano, accusavano questo disegno di legge, in qualche modo, di favorire o, diciamo meglio, di non consentire la lotta contro i femminicidi e le violenze di genere.
Allora io ho detto che affermazioni di questo tipo le ritengo vergognose , perché questo disegno di legge… No, perdonatemi. Perdonatemi, scusate.
PRESIDENTE. Colleghi, poi potrete intervenire. Prego.
GIUSEPPE VALDITARA,. Sto dicendo, sto ricordando quello che ho detto. Allora, qualsiasi … Ma può darsi che non siano state neanche fatte qua, in Aula. Può anche darsi, però io le ho sentite…
PRESIDENTE. Colleghi, non potete intervenire mentre parla il Ministro.
GIUSEPPE VALDITARA,. Però, io le ho sentite, io le ho sentite. E allora, siccome il tema del femminicidio e della violenza di genere è un tema di straordinaria drammaticità, io, al di là delle mie parole, che certamente, probabilmente, avreste detto anche voi a parti rovesciate …
PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi!
GIUSEPPE VALDITARA,. Ma io credo che, forse, le avreste dette anche voi a parti rovesciate. Al di là delle mie parole, io credo, tutte le contestazioni possibili a questo disegno di legge, però, teniamo da parte il tema del femminicidio e della violenza di genere, che ci vede alleati perché ci vede dalla stessa parte per combattere e sradicare un fenomeno che è ignobile e inaccettabile
GIUSEPPE VALDITARA,. E allora, da questo punto di vista contestualizziamo le mie affermazioni, che non erano rivolte a nessuno di voi in particolare, ma che erano contestazioni di natura politica. E quindi, mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso … Mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso, ma vi assicuro e ribadisco che questo disegno di legge non indebolisce in alcun modo la lotta contro i femminicidi e la violenza di genere.
Anzi, nei nostri programmi scolastici e nelle nostre linee guida sull'educazione civica noi ribadiamo la centralità dell'educazione alla lotta contro la violenza di genere e, ovviamente, contro i femminicidi. Quindi credo che questo possa in qualche modo chiarire il senso delle mie affermazioni. Vi chiedo scusa, ma ho un appuntamento istituzionale in Puglia …
GIUSEPPE VALDITARA,. Mi dispiace …
PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi!
GIUSEPPE VALDITARA,. …ma ho preso questo appuntamento .
PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi! Colleghi!
GIUSEPPE VALDITARA,. Quindi, purtroppo, io sono costretto a lasciarvi “Si deve scusare!”.
PRESIDENTE. Colleghi! Collega Casu! Collega Casu! Collega Quartapelle! Colleghi ! Collega! Collega Quartapelle, la richiamo all'ordine! Collega Casu, la richiamo all'ordine! Colleghi, dovete sedervi ! Come sapete, il nostro… . Ho una serie di interventi, colleghi.
Adesso do la parola a tutti quelli che l'hanno chiesta. Collega Casu, l'ho già richiamata, forse non ha sentito. Colleghi, adesso voi vi sedete e io do la parola a tutti quelli che l'hanno chiesta. Naturalmente, il Ministro ci ha detto quello che ha ritenuto di dire “Se ne scappa!”. Il Governo è presente e il nostro Regolamento prevede che sia presente il Governo. Poi, il Ministro riterrà di fare quello che ritiene, per il nostro dibattito sarebbe meglio… Dopodiché, il Ministro ha detto che ha un impegno e, quindi, andiamo avanti. Il Governo è presente.
Io ho un intervento dell'onorevole Ferrari, che avevo da prima. Poi andiamo avanti, ho una serie di altri interventi di deputati che si sono prenotati. Se voi vi sedete, colleghi, è più facile per la collega Ferrari parlare. Ha 5 minuti, collega, perché è il primo intervento. A parte che il Ministro ha riaperto il dibattito, quindi adesso ricominciamo.
Ha chiesto di parlare la collega Ferrari. Ne ha facoltà per 5 minuti. Collega Bonafe', collega Casu, vi prego di sedervi, perché io non vedo la collega Ferrari. Prego.
SARA FERRARI(PD-IDP). Vorrei parlare al Ministro ed è davvero disonorevole per il suo ruolo - lo dico da insegnante, lui dovrebbe essere il mio Ministro di riferimento - che venga qui, addirittura rivolga all'opposizione, lui, da ospite di questo Parlamento, parole come “vergognatevi”. Non erano generiche, non erano riferite al testo: erano proprio riferite a noi. Non gli fa onore, non fa onore al suo ruolo e lo rende indegno - lasciatemelo dire - del compito che gli è stato dato . Mi vergogno io per lui.
Vorrei dirle, Ministro, che sono 2 anni che l'aspettiamo in Commissione femminicidio; l'abbiamo vista il 7 dicembre 2023, tra poco saranno 2 anni. Avrebbe dovuto venire a raccontarci queste mirabolanti realizzazioni delle promesse che ha fatto al Paese, che ha fatto a noi, di cui ha parlato prima, ma di cui ancora non si vede traccia. Ha firmato un protocollo con la Fondazione Cecchettin, di cui ieri il presidente Cecchettin e le componenti del comitato scientifico ci hanno parlato diffusamente, e le colleghe lo possono testimoniare anche dall'altra parte dell'emiciclo - mi spiace il loro certo imbarazzo rispetto a questo dibattito -, ma di lei non c'è stata traccia, come non c'è traccia delle attività di cui ci ha parlato, nemmeno rispetto a quel protocollo, stante che ci è stato detto che la Fondazione sta ancora aspettando risposta da lei rispetto alla formazione dei docenti delle scuole primarie.
Eh sì, perché, checché ne dica il Ministro venendo qui ad accusarci di raccontare fandonie, il testo che lui ha presentato, il testo che è uscito dalla Commissione, ancora oggi reca le parole che abbiamo letto prima. Sì, è vero, dice: “fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali”, e fermo restando - aggiungiamo noi - quanto effettivamente c'è scritto in quelle Indicazioni, che è già stato illustrato da altri prima di me. Ma, signori, lì dentro sono rimaste le parole: “sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali” .
Sono escluse in ogni caso. Non so cosa significhi in italiano a casa vostra; a casa mia significa: sono escluse in ogni caso. Quindi il Ministro vi sta raccontando delle bugie e non vedo un emendamento del Ministro, che è il primo proponente di questo disegno di legge, che vada a togliere quelle parole, per rendere vero quello che ci ha detto stamattina nell'accusarci e nel dirci che ci dobbiamo vergognare. Qui dentro c'è scritto altro. C'è scritto: “sono escluse in ogni caso”. Allora, come la mettiamo? Aspettiamo l'emendamento del Ministro? Aspettiamo un subemendamento?
Aspettiamo un emendamento del relatore, che possa dare veridicità a quelle parole? Perché, altrimenti, il Ministro che ha la competenza sulla scuola e sull'istruzione è venuto qui a dirci bugie, oltre che ad accusarci .
Ho detto in quest'Aula, in questi giorni - e lui, ovviamente, non ha sentito, perché qui è stato giusto il tempo per venire a insultare l'opposizione -, che lui, con questo provvedimento… Lui, perché è lui il firmatario; poi questa maggioranza gli dà i voti, gli dà le pacche sulle spalle, gli stringe la mano, come ha fatto poco fa, dopo che ci ha insultati, ma è lui che nega il diritto degli studenti a una piena educazione democratica e uguale per tutti. È lui che abdica al dovere dello Stato, lui che rappresenta l'istruzione in questo Paese. È lui che viola le convenzioni che questo Paese ha firmato, come la Convenzione di Istanbul, sì, per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne. Eppure, noi, in Commissione femminicidio, non l'abbiamo ancora visto, lo dico - per suo tramite - anche alla presidente della Commissione e alle colleghe che stanno in quella Commissione, che hanno ascoltato centinaia di persone che ci hanno chiesto di adempiere al nostro compito, di chi sta in quella Commissione, di portare qui iniziative legislative per contrastare la violenza contro le donne, non di approvare iniziative che la impediscono, la contrastano e mettono ostacoli al percorso educativo, che è il primo strumento di prevenzione della violenza contro le donne e contro i femminicidi.
E allora, colleghe e colleghi, davvero io sono …
PRESIDENTE. Collega, ha esaurito il suo tempo.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà, per un minuto.
BRUNO TABACCI(PD-IDP). Scusi, Presidente. Mi spiace non ci sia il Ministro. Mi sono sentito particolarmente offeso, conoscendo il Ministro Valditara da moltissimi anni, avendolo anche frequentato nelle Aule parlamentari, quando lui stava con Gianfranco Fini e Pinuccio Tatarella. Poiché io sono nostalgico del linguaggio parlamentare, che ho studiato, da Moro a Berlinguer e persino da Almirante, resto sconcertato nel sentire che, anche rispetto alla tradizione di Alleanza Nazionale, c'è una retrocessione. Ora, le linee guida sull'educazione civica vanno raccordate a questo testo di legge, perché non è possibile ragionare diversamente Io sono orfano di padre a 12 anni e due donne hanno dato il consenso informato: mia nonna era analfabeta e mia madre aveva fatto la terza elementare. Il consenso informato era molto preciso: che lo Stato e i professori della scuola media erano e rappresentavano lo Stato, il maestro elementare e i professori della scuola media …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Quartapelle. Ne ha facoltà.
LIA QUARTAPELLE PROCOPIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anch'io sono molto sconcertata dalle parole del Ministro e vorrei rispondere anche alla collega Matone, che sta uscendo, anche lei, dopo che la maggioranza ha richiamato il Ministro e gli ha consigliato di uscire dall'Aula, perché aveva già combinato abbastanza disastri.
In quest'Aula, noi facciamo alcune scelte e io mi aspetto che il Governo motivi le scelte che fa. L'intervento del Ministro è stato tutto tranne che motivare una scelta . Non si motiva una scelta, dicendo che si deve vergognare l'opposizione. Riprendo quanto diceva l'onorevole Tabacci: il tempo a scuola è la cosa più democratica che c'è ; mette tutti i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze davanti a una cosa che è uguale per tutti; chi ne ha e chi non ne ha può contare sulla scuola. Se è importante fare educazione sessuale e affettiva nelle scuole, perché si deve introdurre una discriminazione ? Se lo si fa a scuola…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Saluto gli studenti, le studentesse e i docenti dell'Istituto tecnico industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Madia. Ne ha facoltà.
MARIA ANNA MADIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Due sono le cose: o l'opposizione ha convinto il Ministro Valditara che sta attuando una strategia, forte delle convinzioni e delle nostre motivazioni di questi giorni oppure il Ministro, seppur professore, ha un'ignoranza totale sulla teoria e pratica della democrazia Io vedo la Sottosegretaria Frassinetti e la piango. Adesso, a questo punto, Presidente, deve essere chiaro che il tema non è più rispondere, punto su punto - cosa che legittimamente, con opinioni diverse, si fa in quest'Aula -, ma il punto è che, da quei banchi, dai banchi del Governo, di fronte a tanto onore e tanta responsabilità, non si possono dire certe cose . È questo adesso il punto, Presidente. Quindi, io credo che, se il Ministro non ha l'umiltà di tornare in quest'Aula - è scappato adesso -, a venirci a dire che ha …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà, per cinque minuti.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. A me, la prima parola che viene in mente è veramente vergogna di un Ministro che si è presentato due minuti ed è andato immediatamente via. La prima cosa di cui dovremmo parlare è l'educazione ed è la prima che dovrebbe imparare il Ministro Valditara prima ancora dell'educazione affettiva e sessuale! È venuto qui con un'arroganza, un'aggressività, una violenza verbale e ha detto a noi di vergognarci. È lui che si deve vergognare per tutto quello che sta facendo!
Io vorrei ricordare che ieri, in Commissione sul femminicidio, è venuto il padre di una ragazza che è stata brutalmente ammazzata, Gino Cecchettin, e ci ha detto che il Protocollo col Ministro Valditara sull'educazione affettiva e sessuale è fermo! Fermo, perché non si trovano punti di contatto , però le foto con Gino Cecchettin le ha fatte, in prima pagina, strumentalizzando la morte della ragazza massacrata, ripeto, massacrata ! E, allora, non si prendano in giro le persone in questo modo! Molto probabilmente perché non è sua figlia, non è vostra figlia … quello che sta succedendo! Vergognatevi! Vergognatevi! Vergognatevi !
PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi! Colleghi! Adesso, adesso richiamo, eh? Collega Amich, presiedo io. Prego collega…
STEFANIA ASCARI(M5S). E questo…
PRESIDENTE. Scusi, la interrompo un attimo. Io l'ho detto, credo cinque minuti fa, vale per tutti: ascoltiamo in silenzio, manteniamo toni e argomentazioni consoni a quest'Aula. Io ve ne prego, per il bene dell'Istituzione che tutti rappresentiamo. Prosegua, collega.
STEFANIA ASCARI(M5S). Devono essere idonei, ma non si possono ascoltare parole di una tale offensività e violenza. È venuto qui a dire che ci dovrebbe essere un'alleanza su questi temi. Un'alleanza su questi temi? Ma se avete messo la censura, di fatto, in Commissione cultura ! Avete bocciato tutti i nostri emendamenti! Non avete ascoltato una sola parola degli auditi e delle audite! Avete sfregiato le linee guida. Tutto quello che vi è stato suggerito è stato letteralmente buttato in un cestino. Se volevate parlare di alleanza, allora accoglievate, lo ripeto, accoglievate i nostri emendamenti, facevamo un lavoro di rete, invece siamo qui, all'oltre centesimo atto governativo, e il Parlamento è un fantasma! Un fantasma ! Diceva il collega di destra: ma noi facciamo democrazia. No! Questa è censura: l'impossibilità, l'incapacità di fare condivisione, di fare un lavoro di rete, di squadra. Questo è letteralmente impedito. E quello che mi dispiace è che a pagarne le conseguenze saranno i nostri figli. Qui si stanno discutendo in continuazione leggi dal punto di vista punitivo, dal punto di vista tecnico-giuridico, siamo veramente… A ogni legislatura, si introducono nuovi percorsi legislativi, leggi sicuramente fondamentali, oltre quarant'anni di strumenti legislativi. Ma perché? Perché ancora oggi viene uccisa una donna ogni tre giorni? Perché, se le leggi ci sono? Perché manca il più potente strumento contro la violenza sulle donne, che è l'educazione, l'educazione affettiva e sessuale a partire dall'infanzia, a partire dai primi banchi di scuola.
È vitale per gli studenti, le studentesse, avere questo spazio, uno spazio in cui, in contesti di violenza e di conflittualità, la scuola è un'ancora di salvezza, è un'ancora di informazione, è un'ancora di vita e di libertà.
Chiudo, Presidente, dicendo che il Ministro Valditara è l'unico che dovrebbe chiedere scusa agli studenti e alle studentesse, perché con questo provvedimento aberrante li offende ogni giorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Serracchiani. Ne ha facoltà per un minuto.
DEBORA SERRACCHIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Presidente, intanto vorrei che, suo tramite, avvertisse il Ministro che in quest'Aula, a cui lui non è abituato evidentemente a partecipare - certamente non quando è seduto lì -, esiste lo stenografico, per cui quello che il Ministro ha detto è non solo registrato ma è riportato anche su un cartaceo e scopriremo tutti insieme, a quel punto, quando lo stenografico sarà pronto, che il Ministro non ha affatto detto quello che ha ricostruito in modo artificioso e falso, ma ha detto una cosa ben diversa. Ha detto all'opposizione “vergognatevi”, dopo aver ricostruito a suo modo il merito di un provvedimento che sono giorni che stiamo spiegando a un Ministro che è venuto qui, ha fatto un comizio, ha offeso l'opposizione e poi se ne è andato . Se è un problema di educazione e di senso istituzionale glielo spieghi il Presidente della Camera come si sta qui, perché lui è un ospite .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, io ho vissuto un attimo di difficoltà spirituale e mentale perché mi sono chiesto in che condizioni siamo ridotti. Un giovanotto come Giachetti, visto che ormai è anziano del mestiere, mi racconterebbe: eh, ma sai ne abbiamo viste tante. Però, Presidente, io sono rimasto sorpreso dalla viltà del Ministro Valditara. Viltà, ha sentito bene. Che cos'è la viltà? La viltà si rappresenta nella misura in cui qualcuno viene, fa il gradasso e poi, in maniera vile, se ne esce con la coda tra le gambe. Allora, credo che qui - guardate, colleghi - si tratta di fermarci tutti un attimo e ragionare in che maniera noi vogliamo proseguire su questo provvedimento, perché qui si è creata una frattura tra Governo e rispetto dell'Assemblea …
PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo, collega.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Oggi è davvero accaduto qualcosa di inaudito: un Ministro della Repubblica, peraltro il Ministro che dovrebbe sovrintendere all'educazione e alla formazione pubblica, ha insultato i parlamentari di minoranza, dicendo che dovremmo vergognarci e poi se ne è andato. Credo che sia un tema su cui discutere, su cui l'Aula debba discutere, prima anche di riprendere l'ordinario svolgimento dei lavori. Peraltro, ci ha fatto una lezione sbagliando e dicendo che non avevamo capito nulla del provvedimento, quando il provvedimento in modo molto chiaro dice che in ogni caso le attività didattiche legate all'educazione sessuale sono vietate, sono sospese e cancellate nelle scuole. Quindi, credo che il Ministro dovrebbe tornare dimostrando di essere quello che sovrintende all'educazione pubblica, chiedere scusa a questo Parlamento delle parole e delle offese utilizzate, così da riprendere in modo ordinato i lavori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Cuperlo. Ne ha facoltà.
GIANNI CUPERLO(PD-IDP). Presidente, il Ministro ha detto che quel vergognatevi non era rivolta ai deputati dell'opposizione. Ne prendo atto, gli credo. Ho riflettuto, però, sull'asse direzionale: era diretto alle studentesse e agli studenti del liceo “Visconti” che erano in tribuna, il che è ancora peggio dal punto di vista dell'educazione di un Ministro dell'Istruzione.
Detto questo, alcuni riferimenti: Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Spadolini, Bodrato, Sergio Mattarella, Rosa Russo Iervolino, Luigi Berlinguer e Tullio De Mauro; sono stati tutti Ministri della Pubblica istruzione di questo Paese. Adesso c'è lui. Peppino a Totò avrebbe detto: “E ho detto tutto”. Quanto al fatto che si sia allontanato dall'Aula, è giustificato per un impegno istituzionale: andava a concludere un corso di aggiornamento sull'educazione civica degli insegnanti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Roggiani. Ne ha facoltà.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi unisco agli interventi che sono già stati fatti qui in quest'Aula. Francamente, è inaccettabile che il Ministro dell'Istruzione, che dovrebbe portare avanti un'idea inclusiva di scuola, un'idea inclusiva di mondo in cui si impara a confrontarci, in cui si impara ad approfondire, venga qui, ci faccia la lezione, ci dica di vergognarci e poi lo neghi, come se le parole che noi abbiamo ascoltato non si possano riascoltare e, quindi, non siano patrimonio di tutte e di tutti. Crediamo veramente che in quest'Aula serva un'altra postura, che si debba, a partire dal Ministro, dare l'esempio di come si sta nella vita, in Aula e a scuola.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Signora Presidente, il Ministro ha parlato dell'educazione civica e io vorrei che il video di quello che è accaduto poco fa in Aula fosse trasmesso nelle scuole proprio come caso di scuola di quello che non si deve fare per rispettare l'educazione civica e la dialettica democratica in un'Aula parlamentare. Un Ministro che arriva, fa un comizio con arroganza e tracotanza, insulta l'opposizione e poi se ne va è proprio l'esempio di scuola dell'educazione che non si deve insegnare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze Il Ministro ha parlato di educazione all'empatia. Credo che il primo che debba prendere lezioni di empatia sia proprio il Ministro dell'Istruzione e, accogliendo il suo appello - e vorrei che arrivasse al Ministro per suo tramite, signora Presidente -, io mi vergogno, sì, mi vergogno di essere rappresentata da un Ministro e da un Governo così .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Bakkali. Ne ha facoltà.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, il Ministro ci aveva già dato qualche indizio su quale fosse l'approccio non solo alle istituzioni ma anche al mondo dell'educazione e lo fece qualche tempo fa, appena nominato Ministro. Diceva che umiliare un ragazzo o una ragazza poteva essere uno strumento utile per educarlo. Oggi, anche qui, non solo ha umiliato se stesso ma ha umiliato l'istituzione che rappresenta. Noi chiediamo scuse, non ricostruzioni mistificate. Chiediamo che legga la norma, perché leggendo quel comma 5 si capisce una cosa, ovvero che nella gerarchia delle fonti le linee guida non superano una legge dello Stato e in questo luogo si legifera. Quindi, abbia rispetto per il Parlamento e smetta di umiliare le istituzioni che dovrebbe, invece, rappresentare con disciplina e onore .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Spero davvero anch'io che questo intervento del Ministro Valditara abbia grande diffusione, perché spiega meglio di mille provvedimenti il suo atteggiamento, spiega tutto quel bullismo istituzionale, quell'autoritarismo, quell'oscurantismo. Altroché malati di democrazia, collega Caiata. Un Ministro dell'Istruzione che viene qui, vomita insulti e giudizi sui suoi avversari politici e poi scappa a gambe levate, senza accettare il confronto. In psicologia si definirebbe un atteggiamento passivo-aggressivo. Forse in questo caso è passivo-regressivo, non lo so, ma, se proprio la mettiamo sulla vergogna, credo che la vergogna sia quella di vedere la scuola di questo Paese nelle mani di questo Ministro. Per fortuna, però, la scuola italiana è molto migliore del suo Ministro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. In un minuto, posso anch'io solo stigmatizzare il comportamento ipocrita e falso di un Ministro che viene in quest'Aula, ci insulta, se ne va e ci dice di vergognarci. Ebbene sì, Ministro, io mi vergogno: mi vergogno di vivere in un Paese in cui la scuola e l'istruzione, che sono un settore strategico, sono nelle sue mani . Mi vergogno di avere un Ministro dell'Istruzione che porta avanti una visione di scuola retrograda, oscurantista e nostalgica. Di questo, sì, ce ne vergogniamo ampiamente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Di Biase. Ne ha facoltà.
MICHELA DI BIASE(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io sono rimasta molto colpita dal fatto che il Ministro si sia sorpreso della nostra legittima correlazione tra violenza nei confronti delle donne ed educazione sessuale. Io vorrei che oggi lui avesse risposto rispetto a questo. Il Ministro ritiene che ci sia una strettissima correlazione e ritiene che per i nostri ragazzi, per evitare quella violenza che determina troppe morti di giovani, sia necessario investire nell'educazione all'affettività? Voi avete anche difficoltà a chiamarla per nome e la descrivete come un mostro.
Noi dovremmo lavorare, invece, a formare le nuove generazioni all'educazione all'affettività e al rispetto reciproco perché oggi noi parliamo di questo: quel rispetto che, purtroppo, dal Ministro Valditara non è dato a quest'Aula. Il Ministro bacchetta i ragazzi, fa il pugno duro…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Boldrini. Ne ha facoltà.
LAURA BOLDRINI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Allora, che cosa ha fatto oggi il Ministro Valditara? Intanto è venuto in quest'Aula e fino a qui va tutto bene. Non lo vediamo spesso, Presidente. Poi è venuto in quest'Aula e ha ricostruito in modo falso - dico falso - il provvedimento che stiamo discutendo solo noi dell'opposizione, perché la maggioranza tace e quando parla fa danni appunto. Dopodiché, che cosa ha fatto dopo aver ricostruito in modo falso i contenuti del suo provvedimento? Ci ha insultato. E non è finita qui. Poi ha fatto ancora un'altra cosa: ha negato di averci insultato, Presidente.
Poi, in ultimo, che cosa ha fatto? Se ne è andato. Ora tutto questo ha dell'inverosimile. Noi non possiamo accettarlo e lo dico anche come dignità di questa Camera. Lei oggi ha evocato la dignità dell'istituzione. Ecco, io dico che proprio per…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.
ARTURO SCOTTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Evidentemente il Ministro ha scambiato e confuso quest'Aula con le classi scolastiche che lui evidentemente immagina siano così, ovvero che siano dei pollai e non dei luoghi di discussione e di confronto. Utilizzando quella parola “vergogna” nei confronti dell'opposizione, nei fatti ha descritto cosa pensa di una classe di studenti che magari non sono d'accordo con la sua impostazione. Ne emerge un'idea profondamente antidemocratica sia del ruolo del Parlamento, del rapporto tra Parlamento e Governo, e sicuramente di come in questo Paese si costruisce l'educazione. Chi parla di educazione e pronuncia la parola “vergogna” nei …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Provenzano. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PROVENZANO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi ricordo che più di 30 anni fa, dopo la scuola media, andavamo a giocare in un campetto. C'era un ragazzo un po' più grande di noi che qui chiamerò Michelino. Lui arrivava, ci insultava ripetendo epiteti irripetibili nei confronti di ciascuno di noi e delle nostre madri e poi se ne andava. In lontananza diceva: ma non vi vergognate? Lo diceva in siciliano stretto. Michelino veniva da una famiglia difficile che avrebbe probabilmente negato il consenso informato all'educazione sessuo-affettiva di cui avrebbe avuto bisogno lui e anche tutti noi, soprattutto tutti noi . Io ci ho ripensato e ci ho ripensato quando ho visto il Ministro, perché quello che abbiamo tollerato per anni a Michelino non lo possiamo tollerare a un Ministro che non può arrivare, insultare e andarsene. Senza le sue scuse io credo che i lavori di quest'Aula non possano continuare come se nulla fosse .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Abbiamo discusso di questo provvedimento in Commissione e il Ministro non lo abbiamo mai visto. Stiamo discutendo di questo provvedimento qui da due giorni e il Ministro non lo abbiamo mai visto. Sono stati bocciati emendamenti che chiedevano di adeguarsi alle linee guida dell'OMS e alle verità scientificamente fondate e il Ministro non lo abbiamo visto. È stato bocciato un emendamento che chiedeva di non fare entrare nelle scuole associazioni che contribuiscono al deterioramento dei diritti e delle tutele esistenti. Lo avete visto il Ministro? Neanche in quel caso. Oggi lo vediamo, arriva, fa uno e se ne va. Peccato, perché avrei chiesto, invece, al Ministro di riavvolgere il nastro e di vedere cosa era successo nel frattempo. Gli avrei chiesto di rispondere al perché sono stati bocciati questi emendamenti. Gli avrei ricordato che le opposizioni stanno facendo egregiamente il loro dovere, perché stanno contrastando un disegno di legge che mina la libertà dei nostri ragazzi, la loro formazione e la costruzione di una società migliore …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Io chiederei al Ministro di rientrare e ritornare in quest'Aula non solo per spiegare esattamente nei confronti di chi era rivolta la parola “vergognatevi”, perché ha detto che non era una cosa personale. Quindi, è rimasta in aria così, ma se non era personale, era sicuramente quindi indirizzata nei confronti di tutta l'opposizione. Però, sarebbe bene che lo chiarisse. Poi, anche per stare sul testo, io ho difficoltà e quindi vorrei che mi spiegasse cosa vuol dire che è esclusa “(…) ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità”. Io vorrei capire che cosa stiamo votando, perché mi pare un barile di melassa questa frase, dalla quale non si capisce assolutamente niente. Non si capisce se si può parlare, ad esempio, dell'ape che va sul fiore e quindi fare i disegnini di questo genere…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Andrea Rossi. Ne ha facoltà.
ANDREA ROSSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Per suo tramite mi rivolgo al signor Ministro presente in Aula, ricordando queste parole che sono risuonate ieri in Aula: “L'educazione affettiva non è un pericolo, è una protezione. Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge qualcosa a tutti: consapevolezza, rispetto e umanità. Quando la scuola tace, parlano i parlano i modelli tossici, parlano i silenzi degli adulti”. Le parole risuonate appunto in quest'Aula sono quelle di Gino Cecchettin, padre di Giulia. Ecco, io penso che qui, da questa parte dell'emiciclo, nessuno ha sfruttato un tema così delicato, come la violenza di genere, per fare appunto alcun tipo di propaganda. Semplicemente, personalmente, non mi vergogno nell'affermare che appunto l'educazione sessuale e quella affettiva sono sicuramente nella scuola utili per poter combattere culturalmente la violenza di genere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Prestipino. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PRESTIPINO(PD-IDP). “Storie di ordinaria democrazia”, rigorosamente con le virgolette. Un Ministro dell'Istruzione della Repubblica arriva in Aula, forse chiamato da qualcuno. Forse qualcuno gli ha ricordato che il suo dovere dovrebbe essere di essere qui e stare in Aula ad ascoltare il dibattito parlamentare su una delle leggi più delicate che abbiamo e che stiamo discutendo. Ascolta, insulta e poi, sempre richiamato da qualcuno, perché magari dopo quel consesso, quel siparietto, qualcuno gli avrà fatto capire di avere esagerato toni e contenuti, torna, balbetta delle scuse, alza i tacchi e se ne va. Ecco, direi che questa è proprio la plastica immagine del vostro senso di democrazia parlamentare, culturale e civile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Giuliano. Ne ha facoltà.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. Il Ministro con il suo intervento ha plasticamente dimostrato la necessità di introdurre l'educazione affettiva e sessuale non solo nelle scuole, ma probabilmente nel Parlamento e anche nei Ministeri, perché ha fatto un intervento con cui ha espresso violenza verbale, intolleranza e arroganza. Ebbene, l'educazione affettiva e sessuale insegna proprio a rapportarsi con gli altri con rispetto, portando avanti i propri argomenti, con decisione, con fermezza e non con arroganza. Proprio quell'educazione affettiva e sessuale che il Ministro evidentemente ha dimostrato plasticamente di non avere e di cui avrebbe, lui per primo, assoluta necessità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Io sono molto sorpresa che il Ministro invece di affrontare una delle questioni cruciali della contemporaneità, che è il tentativo - perché non dico che sia risolutivo - di modificare la in particolare delle giovani generazioni, per quanto riguarda i rapporti tra ragazze e ragazzi e tra uomini e donne, non si avvicini al Parlamento in maniera costruttiva e aperta; non dico al dialogo, ma almeno al confronto istituzionale.
Va detto che il Ministro si è comportato, a mio giudizio - mi esprimo in maniera molto diretta -, in modo conforme ad una postura, direi, di origine patriarcale . Ed è proprio questo il problema: che il Ministro non ha rispetto, non ha dimostrato il rispetto per il Parlamento, e mi dispiace. I colleghi e le colleghe della maggioranza, in altri contesti - nelle Commissioni e, in particolare, nella Commissione sul femminicidio -, sanno quanto è importante la formazione. Lo sanno perché è imprescindibile la formazione dei formatori, la formazione dei docenti e delle docenti e la formazione delle giovani generazioni per modificare la mentalità e per dare strumenti ulteriori e più forti per affrontare, anche così, la violenza dei nella vita dei nostri piccoli e piccole, ragazzi e ragazze. Ebbene, invece di entrare nel merito di cos'è, al presente, la cosiddetta educazione civica, quell'oretta che dovrebbe essere destinata all'educazione e alla formazione dei cittadini e delle cittadine, si permette di offendere l'opposizione che cerca di porre rimedio ad un provvedimento che, a nostro giudizio, è assolutamente inadeguato.
Noi, come Alleanza Verdi e Sinistra, abbiamo proposto, nelle nostre varie iniziative, sia parlamentari che extraparlamentari, che si preveda un'ora in più per comprendere , all'interno della formazione delle giovani e dei giovani, l'educazione sessuale e la formazione e la competenza per affrontare il tema delle relazioni interpersonali. Perché dico questo? Perché bisogna essere insegnanti per capire cosa vuol dire un'ora alla settimana di una qualsiasi materia. Secondo me, è un'organizzazione abbastanza problematica. Due ore ti consentirebbero, quantomeno, di avere la metà delle classi, quindi questo, naturalmente, nei delle scuole medie e delle scuole superiori.
Vedete, se noi affrontassimo nel merito i problemi, penso che riusciremmo a fare un servizio più congruo, più fecondo, più capace di risolvere i problemi al Paese. Invece, il Ministro, che è il Ministro dell'Istruzione, viene qui e ci offende. Ma con chi crede di avere a che fare questo signore ? Pensa che non abbiamo mai trattato questi problemi? Che non abbiamo alle spalle una formazione, un nostro pensiero, una nostra cultura politica? Non sarà la vostra, ma…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Io condivido tutti gli interventi dei colleghi delle opposizioni che hanno stigmatizzato il comportamento irrispettoso e inaccettabile del Ministro. Però credo che la vicenda sia un po' più semplice: il Ministro non ha mai partecipato alla discussione su questo provvedimento. È venuto solo perché sollecitato dalle opposizioni, ha fatto un comizio inaccettabile e infondato di cinque minuti e, poi, è stato circondato da altri colleghi della maggioranza che gli hanno consigliato di lasciare l'Aula perché aveva fatto una pessima figura . A questo va aggiunto che il Ministro, probabilmente, non aveva intenzione di rispondere alle nostre obiezioni sulle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, sulle linee guida dell'UNESCO e sul perché state fermando anche i progetti delle ASL. A queste domande noi vogliamo delle precise risposte, perché non potete… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Innanzitutto, io vorrei invitare il Ministro ad ascoltare l'intervento del collega Caiata di Fratelli d'Italia, che probabilmente ha detto cose molto diverse rispetto a quello che ha tentato di sostenere il Ministro riguardo il provvedimento. Ma, soprattutto, vorrei anche invitare il Ministro a una considerazione diversa, che ha a che fare anche con il clima con il quale si è svolto questo dibattito e anche la difesa, quasi, del ruolo della famiglia nei confronti della scuola: cioè, della necessità di garantire, a tutti i bambini e le bambine di questo Paese, di crescere con un'adeguata formazione e con un'adeguata informazione riguardo temi complessi e importanti come la sessualità. Però voglio tendere anche una mano al Ministro facendo una citazione, che dice: “Dovrebbe sempre essere data un'altra possibilità ai ministri sorpresi a fare errori di grammatica” - e in grammatica politica l'errore è stato fatto -, “forse sanno fare… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Il Ministro Valditara è venuto in quest'Aula urlando contro le opposizioni, con un atteggiamento verbale veramente pesante, molto violento. Eppure, in questo momento, stiamo parlando di un tema delicato, urgente, che parla di questa violenza e di come la vogliamo contrastare nelle nuove generazioni. Ecco, purtroppo, il Ministro ha plasticamente dimostrato l'opposto di quello che intendiamo noi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Fede. Ne ha facoltà.
GIORGIO FEDE(M5S). Grazie, Presidente. Allora, si parla di consenso informato. Certo, se avessimo saputo di dover ascoltare un Ministro esprimersi in questa maniera, tirare il sasso e nascondere la mano, forse non l'avremmo espresso questo consenso da parte nostra. Però si chiama democrazia, capisce? Quindi è normale dibattere. E, allora, vedere un Ministro che si comporta così mi fa tornare in mente una serie radiofonica, o anche un film del 1959.
È veramente imbarazzante sentirsi dire: avete detto falsità, avete preso in giro gli italiani, vergognatevi. Questo è il discorso che porta un Ministro su un dibattito che va avanti da giorni e da mesi, in cui le opposizioni correttamente sollecitano un timore per quella che è una deriva oscurantista di certi personaggi che vogliono discutere e dibattere i problemi dell'educazione sessuale, dell'educazione affettiva, della violenza di genere e dei femminicidi. Questo è un argomento che deve stare a cuore ad ogni genitore, ad ogni italiano, e che non può non stare a cuore a noi, forze di opposizione. Ma non capisco… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, per il suo tramite, le chiediamo di riferire al Ministro - che è appena andato via dall'Aula, è scappato dall'Aula dopo aver offeso le opposizioni - che verrà ricordato come il “Ministro del bavaglio”, il “Ministro della censura”, ma oggi verrà ricordato anche come il “Ministro della fuga preventiva dall'Aula”, temendo le reazioni delle opposizioni dopo averle offese. E gli ricordi pure che la scuola non deve chiedere il permesso per educare. Il Ministro non può mettere il bavaglio ai docenti e il Ministro non può politicizzare, con la sua ideologia bigotta, la scuola. Per cui, chi si dovrebbe vergognare non siamo noi delle opposizioni, ma proprio lui, che non è degno di stare seduto su quella sedia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il Ministro Valditara ha lasciato l'Aula motivando un impegno istituzionale. Ma che cosa c'è di più alto, di istituzionale rispetto a stare nell'Aula del Parlamento? Io credo che non si possa motivare la fuga di un Ministro con un impegno istituzionale. Io mi domando anche se è stato rappresentato al Ministro che questo non è un perché i toni sembravano più quelli. Quindi, noi chiediamo al Ministro di tornare in quest'Aula con altri toni, senza motivazioni diverse, venire qui e chiedere scusa rispetto a come si è rivolto a tutto il Parlamento, offendendo le istituzioni.
Quindi, non c'è e non ci può essere nessun'altra ragione, motivazione o impegno istituzionale, se non quella di venire in Parlamento e dare le necessarie spiegazioni e scuse rispetto alle parole che sono state rivolte a tutta l'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Siamo qui da due giorni a discutere su un provvedimento che chiaramente ci fa ritornare indietro di cinquant'anni. Il Ministro, anziché ascoltare le ragioni dell'opposizione, viene qui e ci insulta. Ora mi chiedo e chiedo a voi della maggioranza e alla Sottosegretaria (che sa quanto la stimo e l'apprezzo): è così difficile comprendere che educare i bambini fin da piccoli all'affettività, all'amore, al rispetto può solo evitare che ragazze come Lorena, come Sara, come Emanuela vengano uccise? È così difficile capire che educare da piccoli è l'unico sistema che non ci conduce a una mentalità patriarcale? È così difficile capire che quando si è grandi non si può più incidere? È questo quello che abbiamo chiesto, non abbiamo travisato nulla; chiediamo soltanto di educare fin da piccoli i bambini all'affettività e all'amore che si può dare al prossimo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Credo che il Ministro abbia sbagliato il merito e il metodo del suo intervento e della sua venuta in Aula. Innanzitutto, noi apprezzeremmo, come metodologia generale, che i Ministri, quando si tratta di argomenti così importanti e che fanno riferimento ai loro Dicasteri, fossero presenti durante tutto il dibattito e le votazioni. Abbiamo perso l'abitudine al rispetto istituzionale nei confronti di quest'Aula.
Seconda cosa: credo e crediamo che non si possa venire qua, fare un comizio e andare via. Il Ministro ha sbagliato, non era il capogruppo di una delle forze di maggioranza, ma un Ministro che doveva rappresentare tutti e non l'ha fatto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Porta. Ne ha facoltà.
FABIO PORTA(PD-IDP). Colleghi, a poche centinaia di metri dal Palazzo di Montecitorio c'è la sede dell'Istituto internazionale latino-americano, l'IILA. In questi giorni - invito tutti i colleghi a visitarla; eravamo lì qualche giorno fa con la collega Ferrari -, c'è una interessantissima mostra sulle sorelle Mirabal. Per chi non conoscesse la loro storia, sono tre sorelle assassinate dalla violenza politica, patriarcale e machista della Repubblica dominicana il 25 novembre del 1960. Bene, il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e voglio sperare che l'importante impegno istituzionale del Ministro Valditara fosse una visita, magari con alcune scolaresche, a questa mostra, perché è questa la cultura, la storia che noi dobbiamo portare …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, signora Presidente. Io sinceramente non capisco perché i colleghi dell'opposizione e noi stessi, del MoVimento 5 Stelle, ce la prendiamo tanto per le dichiarazioni del Ministro Valditara e per l'aggressività che ha mostrato in modo plateale in Aula.
Noi abbiamo avuto modo di conoscere il Ministro Valditara: è quello che propugnava le classi di fatto differenziate per gli alunni stranieri, quello che propugnava di fatto percorsi distinti (evviva l'integrazione, voglio dire), per gli alunni italiani rispetto agli alunni stranieri. Francamente, c'è un fossato incolmabile che ci divide dalle idee, dall'ideologia del Ministro Valditara e allora non vale la pena di prendersela, assolutamente. Le dichiarazioni del Ministro, signora Presidente, penso che si commentino sempre da sé .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole De Maria. Ne ha facoltà.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anch'io voglio commentare l'intervento del Ministro, che credo presenti tre problemi. Il primo è di merito, nel senso che ha voluto dare una versione del provvedimento che non corrisponde al testo che stiamo discutendo; il secondo è di metodo, e cioè la scelta di offendere in Aula le opposizioni; il terzo è sempre di metodo, cioè di prendere e di andarsene durante il dibattito.
Penso davvero che il Ministro debba delle scuse, non a noi dell'opposizione, ma a tutta l'Aula del Parlamento, e credo che queste scuse siano indispensabili per poter riprendere un esame sereno di questo testo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Magi. Ne ha facoltà, per tre minuti.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Io credo che abbiamo vissuto questa mattina una brutta pagina di vita parlamentare e di rapporti tra Governo e opposizioni. Il Ministro Valditara, purtroppo, ha detto il falso due volte. Lo ha detto, quando ha ricostruito quanto era accaduto: ho riascoltato l'audio delle sue affermazioni e, nella fase finale del suo intervento, urlando rivolto a noi deputati di opposizione, ha detto: “Vi dovete vergognare”. Quindi non ha fatto, come poi ha riferito nel suo secondo intervento, un apprezzamento negativo di carattere politico, lo ha fatto direttamente personale. Io non mi vergogno di quello che ho sostenuto nel dibattito di questi giorni su questo provvedimento. Continuo a sostenere (e lo faccio a viso aperto, a differenza di quello che fa il Ministro e la maggioranza) che, con questo provvedimento, ci sarà un affievolimento degli strumenti che possono essere utili a contrastare la violenza di genere, a prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e a rafforzare quell'apparato di insegnamenti e di attività preziosissimi destinati soprattutto ai più giovani.
Ma il punto politico è che il Ministro non ci ha detto a cosa dovrebbe servire questo DDL. Lui ci dice che non è vero che sfavorirà quell'attività e quella prevenzione, ma a cosa dovrebbe servire? Questo, colleghi, è l'elefante nella stanza. Il punto politico è l'ossessione che avete per la fesseria della teoria , che non avete neanche più il coraggio di nominare nel dibattito parlamentare.
Infine, c'è un Ministro che viene in un'Aula parlamentare per contrastare quello che, nei due precedenti giorni, le opposizioni hanno sostenuto in un libero dibattito parlamentare, che attacca e provoca l'opposizione, urla e se ne va nel modo in cui se ne è andato, senza ascoltare le repliche dei colleghi e delle colleghe, soprattutto i primi intervenuti, che - lo dico alla collega Matone - stavano esattamente rispondendo punto su punto.
Allora, la questione è che il dibattito parlamentare non vi piace, non piace a questa maggioranza, non piace a questo Governo. A noi piace e crediamo che sia il cuore della democrazia e che crediamo che il Ministro Valditara debba delle scuse non a noi, ma al Parlamento, tutto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Stefanazzi. Ne ha facoltà.
CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI(PD-IDP). Sì, grazie, Presidente. In realtà, non sono sorpreso dall'atteggiamento del Ministro, perché basta seguirlo nelle sue sortite per il Paese per accorgersi che l'assertività con cui gestisce il suo ruolo in realtà sfocia molto spesso nell'arroganza.
Quello che mi lascia veramente senza parole, come ha detto il collega Magi, è che la maggioranza non abbia sentito in questi due giorni la necessità di intervenire per difendere un provvedimento che nasce da un'ossessione, che è quella della teoria evidentemente, che però è fondamentale in questa fase del dibattito politico nel Paese; e lasciare che il Ministro intervenga in maniera così demolitoria e assertiva mi pare un atto di viltà.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signora Presidente. Una vecchia regola del calcio dice che, quando ci si trova in grande difficoltà, bisogna buttare la palla in calcio d'angolo. È quello che è venuto a fare questa mattina il Ministro Valditara, che sa benissimo che tutti gli istituti di sondaggio di questo Paese dicono che l'80 per cento degli italiani e delle italiane vuole l'educazione sessuo-affettiva all'interno della scuola. È questo quello che mette in difficoltà il Ministro . È per questo che è venuto qui ad insultare l'opposizione in un modo sgradevole e istituzionalmente scorretto. Non si arriva qui per cinque minuti per insultare, per dire falsità, quelle sì, nei confronti della opposizione e poi si va via, questo non è accettabile !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Io spero che non ci fosse alcuna scolaresca durante lo indegno di Valditara e mi dispiace molto che nessuno dalla maggioranza abbia preso la parola per stigmatizzare questo comportamento e difendere le prerogative del Parlamento.
Valditara, dopo essere scomparso durante il dibattito su questo provvedimento, è venuto qui con un atteggiamento arrogante e supponente a insultare le opposizioni. Quando è reintervenuto pensavamo che ci fornisse delle scuse e invece ci ha sfidati a intervenire, punto su punto, sulle questioni che aveva sollevato e poi se ne è andato. È evidente che è allergico al confronto democratico. Io penso che non abbia le qualità per fare il Ministro e dovrebbe dimettersi o essere dimesso possibilmente , perché ha già dimostrato di non essere adeguato a ricoprire questo ruolo e anche con questo provvedimento sta andando a negare….
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Presidente, se noi dovessimo immaginare di non essere in un'Aula parlamentare ma in un'aula scolastica e valutare il comportamento dello scolaro Valditara, per le sue frasi violente, aggressive e offensive gli daremmo il 2 in condotta. Ma se dovessimo ipotizzare di essere in un'aula universitaria nella quale lo studente non conosce che… le linee guida sono una norma secondaria che deve essere interpretata alla luce della norma primaria, costituita dalla legge che noi stiamo oggi discutendo, anche lì gli daremmo l'insufficienza.
Allora, Presidente, mi permetta di consigliare allo studente Valditara e al Ministro Valditara un percorso importante di educazione istituzionale e democratica, ma anche un corso, un corso approfondito, dunque non accelerato, per la verità, perché il Ministro, in quest'Aula, è venuto a dire solo falsità e bugie .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà per cinque minuti.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Sono già intervenuta ieri su questo tema e ho ribadito quanto sia importante per noi tutti. Debbo dire che questa è una mattinata complicata. La discussione si è arenata su un tema che è davvero molto delicato. È molto delicato perché parla di scuola, di educazione, per una scuola che, comunque, vive dei momenti complessi nonostante tutto. Abbiamo parlato più volte della carenza dei docenti e delle difficoltà che incontrano i nostri ragazzi.
Questo provvedimento potrebbe elevare la qualità della scuola e, quindi, offrire, ovviamente, più opportunità per i nostri ragazzi. Ascoltando il Ministro, ma non per le parole che ha detto, mi è venuta in mente una bimba che ha colpito tutti, che è Fortuna Loffredo. Chissà a scuola quali opportunità ha avuto, chissà quali opportunità ha avuto a casa per il rispetto di se stessa, per la vita. La ricordate. Per me, questo è un esempio che deve rimanere nella nostra mentre. Io credo dobbiamo educare i nostri ragazzi al valore del loro corpo, alla giusta formazione, al fatto che ci sia più scuola e meno , che ci sia più famiglia e più scuola e che ci sia, ovviamente, anche una grande fiducia nelle istituzioni.
Riprendo anche quanto è stato scritto dal collega. L'alleanza famiglia-scuola è difficilissima da mettere in atto e sicuramente questo dibattito non aiuta, soprattutto se viene ascoltato dai genitori. Dovremmo provare ad essere un po' un esempio, un esempio costruttivo legato al rispetto della diversità delle opinioni ma anche al rispetto dei diritti che magari non convergono. Infatti, abbiamo pensieri diversi in quest'Aula.
Più volte ho anche parlato di scuole, abbiamo parlato e siamo molto interessati, come gruppo, alle scuole situate nelle aree interne. Come sapete, le aree interne vengono abitate spesso da famiglie maggiormente in difficoltà, perché gli affitti costano meno, ed è lì che avremmo bisogno di una scuola forte, di una scuola potente, di una scuola che sostiene i nostri ragazzi e che certamente, con difficoltà, trova alleanze con la famiglia, ma tutto questo è difficile, è difficile portare avanti questo tipo di progetto.
Noi dovremmo bonificare in qualche maniera i nostri linguaggi e, forse, anche la nostra irritazione quando ci troviamo di fronte a qualcuno che non la pensa allo stesso modo. Era evidente che questo sarebbe stato un provvedimento complesso, ma proprio per la diversità di idee, purtroppo, si fa tanta fatica a confluire. Certamente, non aiutano tutti gli emendamenti bocciati e tutto questo non arricchisce la discussione.
Allora, dobbiamo sicuramente immaginare qualcosa di diverso per proseguire. Io ringrazio assolutamente l'onorevole Frassinetti per la sua presenza e anche per la sua attenzione. Certamente, mi sento di fare un appello: non approviamo qualcosa che poi ci rendiamo conto sia parziale e non dia la giusta attenzione ai nostri ragazzi.
Signora Presidente, auspico davvero - concludo e lo dico anche con un po' di desolazione - un livello più alto di discussione e un'apertura maggiore, che aiuterebbe la politica che si porta avanti in quest'Aula ma anche all'esterno, perché all'esterno questo dibattito c'è, è forte nelle riunioni di classe, con i genitori. Si parla di tutto questo e ci sono delle attese……
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha esaurito il suo tempo.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Presidente, oggi abbiamo scritto una pagina imbarazzante per il nostro Parlamento e per la nostra Repubblica. Un Ministro - e non un Ministro qualsiasi ma il Ministro dell'Istruzione - interviene a gamba tesa in un dibattito parlamentare a cui non ha assistito, facendoci una lezione molto efficace di cosa significa bullismo, utilizzando violenza verbale, aggressione, toni violenti, arroganza, prepotenza, offendendo il Parlamento e il Paese che anche noi rappresentiamo.
Mi permetto, in modo molto sintetico, di dare un voto al Ministro Valditara: semplicemente non classificabile e non degno di rappresentare né il nostro Paese né la scuola italiana .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà per cinque minuti.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Signora Presidente, vorrei subito dire che a me francamente non me ne frega assolutamente nulla che il Ministro Valditara mi chieda di vergognarmi…Dicevo che a me, personalmente, non me ne frega assolutamente nulla che il Ministro Valditara mi chieda di vergognarmi - ho una tale autostima per la quale non saranno certo le parole del Ministro Valditara che mi fanno venire la vergogna - e francamente non me ne frega niente che il Ministro Valditara se ne sia andato, visto che, se e quando viene, l'oggetto delle sue considerazioni sono quelle che fa - lui sì manifestamente assente e qualcuno gli ha raccontato male quello che si sta dicendo - e ci infila una serie di presunte risposte, lo dico a lei, collega Frassinetti, che non rispondono alle questioni che sono state poste. Soprattutto, se chiede una serie di cose e chiede che su quelle si risponda, io sono felicissimo - glielo dico - di parlare con lei piuttosto che con lui non solo perché, secondo me, ne capisce molto di più di lui, ma perché, obiettivamente e anche politicamente, è più gradevole parlare con lei che con il Ministro Valditara.
Detto ciò, chiedo a lei: ma se il Ministro Valditara ci ha spiegato, in quel prezioso intervento, che è tutto a posto, perché ci sono le indicazioni nazionali che realizzano - diciamo così - questo disegno protettivo nei confronti dei ragazzi e via dicendo, allora perché avete fatto questo provvedimento? Ci spiegate perché avete fatto questo provvedimento se tanto è tutto assolutamente garantito e quello che non è scritto qui è garantito dalle linee nazionali? Ci rimane questo fondamentale dubbio che mi sarebbe piaciuto che da lui fosse in qualche modo spiegato.
Ma vorrei aggiungere che quello che esce dal Consiglio dei ministri è un disegno di legge che prevedeva l'impossibilità di educazione sessuale per una serie di scuole e gradi. Perché la collega Latini presenta… Presidente, scusi, se non disturbo l'onorevole Cattaneo, io vorrei provare a finire il mio intervento…
PRESIDENTE. Ha ragione. Collega Cattaneo, se può…
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). No, altrimenti mi posso fermare e lui finisce.
PRESIDENTE. L'onorevole Cattaneo può chiedere la parola quando vuole, ma adesso tocca a lei.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Ma non al telefono, perché il problema è che non funziona…
PRESIDENTE. Non al telefono, ha ragione. Prego.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Dicevo, perché la collega Latini presenta, insieme alle opposizioni, un emendamento che reinserisce un pezzo di educazione sessuale che era stata fatta fuori, nel Consiglio dei ministri, dal Ministro Valditara? Perché - guardi, glielo trasmetta, - io non penso minimamente che il Ministro Valditara voglia contribuire o venire meno alla lotta rispetto alla violenza sulle donne e via dicendo; non lo penso, sarebbe ridicolo pensarlo e penso che, francamente, non lo pensi nessuno. Ma è vero, però, che l'educazione sessuale, l'educazione affettiva e via dicendo non solo può ma è certamente uno strumento che possa aiutare per prevenire e intervenire su quel piano culturale di cui abbiamo già parlato, non lasciando solo alla parte repressiva e penale la lotta contro la violenza sulle donne. Se è così, onorevole Frassinetti, lei, in cuor suo - non me lo dirà adesso, ma magari ci incontriamo per strada e me lo dice -, pensa che le 30 ore che erano state previste dal Ministro Valditara siano sufficienti ad ottenere, in minima parte, che effettivamente si metta in moto un processo culturale che impedisca che determinate cose accadano?
Ho finito, con un'ultima domanda, onorevole Frassinetti. Non ci arriveremo, ma, alla luce di quello che dice il Ministro Valditara, perché lei ha espresso un parere contrario sull'emendamento 1.1006 Giachetti, che è l'emendamento che abbiamo presentato e che aveva l'obiettivo di fare in modo che per tutti quegli alunni che non hanno avuto il consenso dei genitori fosse possibile, nelle ore alternative, portare dentro tutte le cose che nelle indicazioni nazionali sono previste e di cui ci ha parlato il Ministro Valditara? Perché avete espresso parere contrario? Chiudo, Presidente. E perché l'onorevole Carfagna presenta un ordine del giorno - non so lei che parere darà sull'ordine del giorno - in cui chiede di astenersi dall'adottare iniziative normative volte a prevedere l'obbligo di consenso informato preventivo, cioè non applicare la legge, soltanto per alcune fattispecie che lei ritiene, presupponendo che il consenso informato è un impedimento? Non lo dico io, lo dice l'onorevole Carfagna, che lo scrive nel dispositivo dell'ordine del giorno. Che parere darà sull'ordine del giorno dell'onorevole Carfagna ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Raffa. Ne ha facoltà.
ANGELA RAFFA(M5S). Grazie, Presidente. Noi oggi ci siamo sentiti dire dal Ministro Valditara, che - ricordo a tutti - è il Ministro dell'Istruzione della Repubblica italiana - ahimè, devo dire, dopo il suo intervento di oggi -, di vergognarci perché noi utilizziamo il tema della violenza di genere per fare ostruzionismo. Questo non solo è deplorevole da parte di un Ministro nei confronti dell'opposizione, ma è profondamente ingiusto e sbagliato che venga fatta questa accusa nei confronti di questa opposizione, che non sta facendo nient'altro che cercare di difendere i diritti dei nostri giovani ad essere formati per essere pronti ad avere dei rapporti, sia umani che affettivi, con gli altri. Perché ci stiamo rendendo conto che questa deriva di violenza di genere, ahimè, sta prendendo sempre più piede. E, allora, per fare prevenzione bisogna puntare sulla cultura, sull'istruzione, sulla formazione. È questo quello che stiamo dicendo di fare: di fare prevenzione…
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Fassino. Ne ha facoltà.
PIERO FASSINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Moltissimi colleghi hanno già censurato le espressioni veramente offensive e inopportune che il Ministro ha ritenuto di pronunciare. Io voglio richiamare, però, l'attenzione sua e dell'Aula su un'altra questione: non è accettabile che un Ministro che viene in quest'Aula, durante la discussione su un provvedimento che lo riguarda, dica che se ne va perché ha un appuntamento. Non sta né in cielo né in terra un comportamento di questo genere. E forse bisognerebbe che il Governo ricordasse che è in carica perché riceve la fiducia dal Parlamento e non è il Parlamento che riceve la fiducia dal Governo e quando un Ministro viene in Aula rimane e, se ha un appuntamento, lo sposta. Io la prego di trasmettere queste mie considerazioni al Presidente Fontana, per un richiamo formale da parte del Presidente della Camera al Governo. I Ministri …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Cherchi. Ne ha facoltà.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. No, io veramente non riesco a capire. Diciamo che l'onorevole Giachetti mi ha rubato l'idea - e un pochettino anche l'onorevole Magi -, nel senso che volevo chiederlo io. Io non capisco, se queste indicazioni nazionali, adottate ai sensi dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente e così via, sono così precise e così chiare, ma perché caspita hanno dovuto fare allora, in questo comma 4 che per la scuola primaria sono escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità? E perché chiedere il consenso informato ai genitori, se qua c'era già tutto preciso? Questo non lo capisco. Me lo deve spiegare il Ministro: perché? Perché hanno fatto queste cose, se già tutto era scritto e non c'era bisogno di fare niente …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie. Dopo l'intervento del Ministro, la domanda sorge proprio spontanea: ma l'educazione sessuale si può fare o non si può più fare nelle scuole? Perché il Ministro ha detto che si può fare, allora mi chiedo: a cosa serve questo provvedimento? Serve a Vannacci e al collega Sasso a fare i - fuori i gay dalle scuole, fuori i dalle scuole -, serve a fare quello? Potevate farlo lo stesso; li fate già questi ridicoli e questa comunicazione veramente vergognosa. Questa, sì, che è vergognosa. Quindi, o il Valditara che è venuto oggi non è lo stesso che ha fatto il disegno di legge, oppure ha semplicemente mentito. E io mi chiedo: quando la finirete di fare questi disegni di legge e occupate il Parlamento per fare solo disegni di legge per fare propaganda per la vostra vergognosa azione politica discriminatoria ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Filippin. Ne ha facoltà.
ROSANNA FILIPPIN(PD-IDP). Signora Presidente, le parole del Ministro Valditara fanno male. Fanno male perché, di fronte alla tragedia quotidiana della violenza contro le donne, non possiamo permetterci la rabbia o il sarcasmo di cui ha dato dimostrazione oggi. Non si può dire: vergognatevi a chi chiede nell'esercizio democratico del dibattito parlamentare più educazione, più rispetto e più consapevolezza nelle scuole. Le donne continuano a morire e noi discutiamo se sia giusto o no insegnare ai ragazzi che “no” significa “no”. Davvero questo è il momento di alzare la voce contro chi chiede più educazione e rispetto? Di definire balle - cito testualmente - le puntuali osservazioni e contestazioni fatte dalle opposizioni sul testo di legge in discussione in questi giorni? Non è sfruttare un tema chiedere che la scuola insegni il valore del rispetto: è, al contrario, il modo più autentico di onorare chi non c'è …
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Forattini. Ne ha facoltà.
ANTONELLA FORATTINI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per stigmatizzare le parole del Ministro, che trovo essere gravi e inaccettabili. Ci ha accusato di sfruttare un tema così delicato come la violenza di genere e dei femminicidi. Quindi, davanti a un tema così delicato come quello della violenza di genere, non si può rispondere, da parte di un Ministro, con delle accuse, ma occorre usare toni più responsabili.
Il suo disegno di legge rischia concretamente di limitare l'autonomia educativa e di ostacolare, di fatto, i percorsi che vengono portati avanti nelle scuole di ogni genere.
Dire che le opposizioni sfruttano i femminicidi è un'offesa non solo alle forze politiche, ma alla memoria delle vittime, all'impegno di chi lavora per una scuola… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.
PAOLO CIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il Ministro, che ha voluto legare il suo nome alla parola “merito”, oggi non ha dimostrato un grande merito o, meglio, ha avuto il demerito di venire in quest'Aula e di interpretare alla sua maniera l'articolo 64 della Costituzione. Se avrà la buona grazia di tornare in Aula, ci spiegherà perché ha voluto interrompere questo nostro dibattito con questa sua sortita. E oggi, dire, adesso, a mezzo stampa che il clima va svelenito: ma di che cosa parla? In Aula il Governo era presente, aveva una sua rappresentante: se voleva dirci qualcosa ce lo poteva dire. Perché il Ministro è arrivato qui a insultare le opposizioni e a riproporre una postura ideologica su un dibattito molto, molto serio per il nostro Paese? Ce lo venga a spiegare
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Laus. Ne ha facoltà.
MAURO ANTONIO DONATO LAUS(PD-IDP). Grazie, Presidente. Oggi abbiamo assistito a qualcosa che va oltre la polemica politica. Un Ministro della Repubblica che attacca, offende e, poi, abbandona l'Aula: è un gesto che non solo manca di rispetto all'opposizione, ma oltraggia il Parlamento e la dignità di quest'Aula. Il Ministro Valditara può anche alzare la voce, ma non potrà zittire chi difende la scuola come luogo di libertà, uguaglianza e crescita delle coscienze. E chi siede in quei banchi, prima ancora che Ministro, dovrebbe ricordare di essere un servitore delle istituzioni e non già un agitatore di parte
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonafe'. Ne ha facoltà, per cinque minuti.
SIMONA BONAFE'(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere la convocazione di una Capigruppo, Presidente, perché, l'abbiamo detto in molti modi qui, fino ad ora: quello che è successo poco fa è davvero molto, molto grave Il Ministro, che si è presentato qui dopo due giorni che siamo a discutere di questo provvedimento, che lui stesso ha definito un provvedimento sensibile - quindi ci si aspettava che, magari, facesse il suo ingresso in quest'Aula un po' prima, ma bene che sia venuto -, ci invita a stare sul merito della questione; non essendo stato in Aula, non poteva sapere che noi sul merito della questione ci stiamo da due giorni a questa parte . Ebbene, viene qui e che fa? Non solo non sta sul merito, ma fa un comizio, offende l'opposizione e, poi, cosa fa? Prende e va via.
Allora, cara Presidente, noi pensiamo che il Ministro non abbia offeso solo l'opposizione con questo atteggiamento, ma, siccome lo stanno guardando le studentesse e gli studenti, lo stanno guardando le nuove generazioni, dovrebbe dare il buon esempio e, invece, è venuto qui a fare esattamente il contrario. Ecco perché noi crediamo che sia un Ministro inadeguato a svolgere questo compito.
Presidente, noi pensiamo che si sia creata una frattura profonda fra il Parlamento e il Governo, che non ci permette di chiudere gli occhi, di fare finta che non sia successo niente e, soprattutto, che non ci permette di andare avanti a votare questo provvedimento. E allora, io, Presidente, le chiedo la convocazione di una Capigruppo per capire come riorganizzare i lavori della nostra Aula
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Credo che abbiamo fatto bene a non farci prendere dall'impeto. Abbiamo provato subito a stemperare i toni, Presidente, chiedendo semplicemente al Ministro Valditara di chiedere scusa.
Presidente, io non so se lei abbia percepito l'intervento di Valditara come delle scuse. Mi sembrava - non so se si ricorda quel personaggio di una nota serie TV che proprio non ce la faceva - Fonzie. Io lo comprendo: ci vuole educazione sentimentale per combattere il patriarcato dentro noi stessi Glielo dico da maschio: ogni tanto si può chiedere scusa, perché si sbaglia, sbagliamo tutti. Ma sa, Presidente, lo dice uno che spesso alza i toni contro la maggioranza, che si è sentito dire di tutto qui dentro dai banchi della maggioranza e che, come avete capito dal mio amore per questa istituzione, penso che non solo ci sia l'insindacabilità delle parole qui dette, ma diciamo che ogni tanto si può anche eccedere, perché c'è la politica, no? Però quello che non ha compreso Valditara è che lui, invece, non se lo può permettere, perché un Ministro non può venire a fare il parlamentare della Repubblica, tra l'altro non da parlamentare della Repubblica , perché, se avesse voluto fare il parlamentare della Repubblica - cosa che non è -, anche i Ministri possono mettersi nei banchi. Lui no.
Mi faccia dire, Presidente, che, poiché abbiamo chiesto in quest'Aula quelle scuse per continuare ad andare avanti, adesso mi pare, visto che le scuse non sono arrivate, che abbiamo due possibilità. La prima: convocare una Conferenza dei presidenti di gruppo, come chiedeva la collega Bonafe', molto semplice. Oppure, senza dover neanche passare per l'Ufficio di Presidenza e per la convocazione dei presidenti dei gruppi, si sospende il provvedimento perché non ci sono più le condizioni per fare questo provvedimento in questo momento e ne riparleremo quando le scuse saranno arrivate e quando il Ministro Valditara imparerà, in un'ora d'amore, come si sta nella Costituzione e nel Parlamento italiano
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Anche noi ci associamo alla richiesta di convocazione della Capigruppo. Credo che non ci siano le condizioni per proseguire l'esame in Aula di questo provvedimento. Io, sinceramente, chiederei di ritirarlo e di valutarlo in un altro momento, non solo perché il Ministro Valditara ha fatto questa uscita, un'uscita rispetto alla quale io dico che chiedere scusa sarebbe un segno di umiltà e non di umiliazione, ma credo, soprattutto, perché il ruolo che riveste in questa fase, forse anche in altre a dire la verità, è assolutamente inadeguato. Non è assolutamente accettabile che un Ministro venga a fare un comizio di tal fattura in un momento in cui si stava semplicemente discutendo e, allo stesso tempo, non si capiva per quale motivo questo provvedimento fosse partito direttamente dal Governo, visto che c'erano già tutte le indicazioni. In realtà, questo provvedimento implica che ci sono delle difficoltà enormi, sia in termini darwiniani che freudiani nella maggioranza, ma questo è un altro discorso. Io chiedo che venga in qualche modo presa in considerazione l'ipotesi di sospendere l'esame del provvedimento e che venga convocata la Capigruppo per definire il futuro di queste ore d'Aula
PRESIDENTE. Io, naturalmente, riferirò al Presidente delle richieste di convocazione della Capigruppo. Nel frattempo, però, abbiamo superato le 13,30 e, siccome residuano ulteriori iscritti per gli interventi in dichiarazione di voto sull'emendamento 1.134 Sportiello, sospendiamo l'esame del provvedimento, che riprenderà alle ore 16,45 a partire dai residui interventi su tale emendamento. Ricordo che alle 16,15 si svolgerà la commemorazione di Gianluigi Ceruti.
Sospendiamo la seduta, che riprenderà alle ore 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, il Ministro della Difesa, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Ministro delle Imprese e del .
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Sarracino ed altri n. 3-02311.
L'onorevole Stefanazzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione, di cui è cofirmatario.
CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, il Governo ha intenzione di sottoscrivere le intese con le regioni entro fine anno? Se la risposta è sì, delle due l'una: o non vi è chiaro esattamente quello che ha detto la Corte costituzionale, oppure in questo clima di delegittimazione della magistratura questa volta avete deciso di puntare i giudici della Corte. Poi c'è un'altra ipotesi, che è un po' più inquietante, se mi consente, e cioè che - per dimostrare l'esistenza in vita della classe dirigente della Lega e della Lega - avete deciso di tirare fuori un'altra volta dal cassetto questo feticcio politico che agitate continuamente; o, dall'altro lato, avete interesse, intenzione di punire quei milioni di cittadini che tra qualche giorno voteranno per il centrosinistra e un'altra volta vi volteranno le spalle.
In ogni caso, signor Ministro, la domanda è: avete intenzione di procedere con la firma dell'intesa entro fine anno ?
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO CALDEROLI,. Gli interroganti reiterano nelle loro premesse le stesse critiche infondate già da loro formulate in varie sedi, cui ho già replicato in molteplici occasioni. Osservo che la Corte costituzionale non ha demolito l'impianto della legge n. 86 del 2024, ma l'ha invece dichiarata legittima, limitandosi a censurarne specifici profili. Il Governo ha già dato seguito ai rilievi della Corte anche con l'introduzione, nel disegno di legge di bilancio, dei LEP nelle materie del federalismo fiscale e con la presentazione al Senato del disegno di legge delega per la determinazione dei LEP, il cui esame inizierà entro la fine del mese, precisamente mercoledì 26 novembre. Aggiungo che, nelle cosiddette materie LEP, né la Costituzione, né la legge, né la sentenza della Corte subordinano l'attuazione dell'autonomia differenziata alla garanzia dei LEP su tutto il territorio nazionale, bensì alla loro determinazione nelle materie a tal fine rilevanti. Non risulta preclusa la possibilità di condurre i negoziati nelle cosiddette materie non LEP o in quelle nelle quali i LEP sono già stati determinati, a partire dalla sanità.
I negoziati sono attualmente in corso su materie non LEP, specificatamente Protezione civile, professione e previdenza complementare integrativa, oltre che sul coordinamento della finanza pubblica in materia di sanità, nella quale peraltro i LEA son già stati determinati ed espressamente qualificati come LEP dalla Corte. Gli interroganti confondono, poi, la stipula delle intese con la fase del negoziato e degli altri passaggi procedurali intermedi, che conducono, secondo la legge n. 86, alla stipula dell'intesa definitiva e alla presentazione del relativo disegno di legge di approvazione alle Camere.
Sulla base dei tempi fissati dalla legge, la presentazione di quest'ultimo non potrà avvenire entro la fine dell'anno. Il Governo continuerà a procedere secondo il dettato della Costituzione, della legge n. 86, della sentenza della Corte costituzionale. Auspico tuttavia che si pervenga alla definizione dei negoziati in corso nel più breve tempo possibile, anche attraverso l'adozione preliminare di atti di natura politica, sul modello di quanto avvenuto in passato con le pre-intese sottoscritte dal Governo Gentiloni.
PRESIDENTE. L'onorevole Sarracino ha facoltà di replicare.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Ministro, lei oggi quindi ci sta dicendo che realizzerete lo stesso l'autonomia differenziata, nonostante la sentenza della Corte. Lei ci sta praticamente dicendo questo.
Ha ragione, la Corte non è che l'ha soltanto demolita, ha praticamente distrutto l'autonomia differenziata che voi avete immaginato; quindi lei ci sta confermando che si può continuare a colpire la sanità meridionale costringendo ogni anno migliaia di personale ad andarsi a curare al Nord, allungando anche quelle liste d'attesa. Lei oggi ci sta dicendo che trova normale che i docenti del Mezzogiorno debbano essere pagati meno dei docenti del Nord. Voi continuate a fregarvene di quei 150.000 giovani meridionali costretti ad emigrare in cerca di lavoro e opportunità altrove, perché, caro Ministro, l'autonomia differenziata nella realtà è esattamente questo: è una riforma che distrugge l'Italia, che aumenta i divari, che aumenta le diseguaglianze.
E, Ministro, queste cose che lei ha appena raccontato perché non viene a raccontarle al Sud assieme a Giorgia Meloni? Perché non viene, insieme al candidato Cirielli in Campania o al candidato Lobuono in Puglia, a raccontare queste cose in questa campagna elettorale? Perché i candidati non dicono assolutamente nulla? Non dicono nulla, Ministro, perché sono esattamente complici, come lei e come questo Governo, di una riforma assolutamente fuori dalla storia e fuori dalla realtà. E allora non venga neanche a raccontare la storia dei livelli essenziali delle prestazioni, perché lei sa bene che sui LEP il suo Governo ha stanziato zero euro; e sa perché l'ha fatto? Perché siete il Governo più antimeridionalista della storia repubblicana e noi glielo ricorderemo ogni giorno .
PRESIDENTE. L'onorevole Rosato ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02312 .
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, il 25 giugno del 2025 di quest'anno il Governo ha assunto un impegno in sede NATO: di arrivare al 5 per cento del PIL rispetto alle spese militari. Un impegno importante che ha assunto insieme agli altri Paesi europei, che abbiamo apprezzato. Adesso chiediamo al Governo di essere coerente rispetto a questo impegno e di capire, di spiegarci, di illustrare, ed illustrare qui in quest'Aula, nelle modalità da concordare, quali sono i passi che il Governo intende fare per investire queste risorse, da qui al 2035, in termini di investimenti, in termini di assunzioni, in termini di posizionamento e in termini di sforzo che questo Paese deve fare per proteggere se stesso, per proteggere il suo futuro, per proteggere la sua libertà e per far sì che i nostri valori abbiano anche quella griglia di protezione che ogni grande democrazia deve avere .
PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.
GUIDO CROSETTO,. Grazie Presidente, grazie onorevole Rosato. Il Ministero della Difesa ha già presentato al Parlamento il documento programmatico pluriennale che illustra i programmi di investimento, le priorità di sviluppo, le linee di modernizzazione dello strumento militare e il quadro di riferimento su cui si basa la pianificazione delle risorse e delle capacità operative della difesa alle dimensioni finanziarie attuali. Come richiamato nella stessa interrogazione, la NATO ha fissato l'obiettivo del 5 per cento del prodotto interno lordo per la difesa. Di questo, l'1,5 dovrebbe riguardare le funzioni di sicurezza più generali, mentre il restante 3,5 dovrebbe essere riferito alla difesa in senso stretto e, quindi, rientra nella competenza diretta del mio dicastero.
Il calcolo è semplice: questo traguardo implica un incremento medio tra lo 0,15 e lo 0,20 per cento del PIL l'anno fino al 2035, da conseguire in modo graduale e flessibile, tenendo conto del quadro macroeconomico e della compatibilità di bilancio. Sarà naturalmente il Parlamento, attraverso l'esame delle leggi di bilancio dei prossimi anni, a definire e modulare il percorso anno per anno, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità e sicurezza nazionale.
Per quanto mi riguarda, ho avuto assicurazioni dal Ministro dell'Economia e delle finanze, l'onorevole Giorgetti, che, una volta usciti dalla procedura del eccessivo, già da quest'anno, già dal prossimo anno, l'incremento dello 0,15 verrà fatto; successivamente, dello 0,15 per il 2027 e dello 0,20 per l'anno successivo, come da documento approvato dalla Camera.
In questa prospettiva la programmazione della difesa sarà un processo continuo che si evolverà insieme alle minacce e alle tecnologie. Ma concordo con l'ultima parte del suo intervento non perché ce lo chiede la NATO e non soltanto per l'impegno NATO: perché io penso sia una responsabilità di ogni Governo, del Parlamento e del Ministro della Difesa assicurare la difesa di un Paese indipendentemente dalle richieste esterne. Sarebbe surreale e stupido pensare che noi investiamo in difesa soltanto perché ci siamo presi impegni internazionali. Investiamo in difesa perché un quadro come quello che stiamo vivendo a livello internazionale richiede di essere preparati a qualunque possibile scenario eventuale.
PRESIDENTE. L'onorevole Rosato ha facoltà di replicare.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Grazie, signor Ministro per la sua risposta. Partirei dall'ultima osservazione che lei ha fatto: lo straordinario momento che stiamo attraversando, un momento che dovrebbe imporre, deve imporre a tutti i Paesi e a tutte le forze politiche qui presenti un senso di maggior responsabilità. Invece, alle cose, anche sagge che lei ha detto nella sua risposta, purtroppo, corrispondono segnali che arrivano, che vanno tutti in un'altra direzione, anche da parte di forze della sua maggioranza, che continuano a dire che gli investimenti in difesa sono investimenti inutili, dannosi. Io, invece, vorrei richiamare come ognuno di noi abbia il dovere, senta il dovere di comprare la porta blindata per la sua abitazione. Chi è in una zona, diciamo, un po' più complicata, magari a piano terra, mette le sbarre alle sue finestre e preferirebbe, invece di comprare la porta blindata o mettere le sbarre alle finestre, andare a utilizzare quei soldi per andarsi a fare una bella vacanza. Ma lo fa perché sente il senso di responsabilità nei confronti della sua famiglia.
Allora, anche questo Paese dovrebbe fare la stessa cosa. Purtroppo, le spese per il 2026 - sono lo 0,15 - sono ben nascoste in questa legge finanziaria, ma proprio benissimo nascoste. E noi faremo uno sforzo per trovare la lente di ingrandimento giusta per trovarle perché la capacità di nascondimento non è quella che ci aspettiamo. Ci aspettiamo, invece, signor Ministro, che, con la sua capacità, venga in Parlamento e ci dica che, da qui al 2035, bisogna assumere 25.000, 30.000 uomini, bisogna investire in questo o in quest'altro e che questo sia un piano di questo Parlamento. Perché noi tutti abbiamo il diritto e il dovere di mettere le sbarre alle nostre finestre, di proteggere le nostre case, di proteggere le nostre famiglie e i nostri figli, di proteggere le nostre banche, le nostre aziende sanitarie dagli attacchi di proteggere i nostri cieli …
PRESIDENTE. L'onorevole Zoffili ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02313 . Spero di averla pronunciata correttamente.
EUGENIO ZOFFILI(LEGA). Assolutamente. Grazie, Presidente. Colleghi, signor Ministro, le Forze armate conducono con successo da oltre 17 anni l'operazione “Strade sicure” che impiega personale militare al fianco delle Forze di polizia, assicurando il presidio del territorio e la vigilanza dei punti sensibili.
I militari assegnati erano scesi a 5.000 unità prima che il nostro Governo le riportasse a 6.000. Inoltre, con “Stazioni sicure” ne sono stati schierati altri 800 nelle stazioni ferroviarie che stanno svolgendo una indispensabile funzione di deterrenza e prevenzione apprezzata dai cittadini. Fonti di stampa ipotizzano l'interruzione di “Strade sicure”, destando preoccupazione. Noi della Lega riteniamo non solo che “Strade sicure” debba continuare ma chiediamo, invece, che venga potenziata andando incontro alle esigenze di sicurezza delle nostre città.
PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.
GUIDO CROSETTO,. Grazie, Presidente. E grazie per l'interrogazione che mi consente di fare alcune precisazioni. “Strade sicure” è stata avviata nel 2008, la avviai io, da Sottosegretario, con l'allora Ministro La Russa, fu una nostra invenzione, e rappresenta da oltre 15 anni una risposta concreta alle esigenze di presidio del territorio. Oggi impieghiamo circa 6.000 militari in 58 province su circa 1.000 siti sensibili, a cui si aggiungono 800 unità dedicate al dispositivo “Stazioni sicure” per un totale di 6.800 donne e uomini delle Forze armate al servizio alla collettività. I risultati conseguiti sono significativi: oltre 48 milioni di controlli, più di 2,5 tonnellate di sostanze stupefacenti sequestrate e solo nel 2024 oltre 102.000 persone fermate, arrestate o denunciate.
Sono numeri che testimoniano sia la professionalità del personale sia il contributo reale che i militari forniscono ogni giorno alla sicurezza dei cittadini. Tuttavia, il mondo in cui operiamo sta profondamente cambiando. Pensiamo, ad esempio, alle minacce della competizione ibrida, ai conflitti tradizionali che stanno ridisegnando la sicurezza globale. In questo contesto dobbiamo chiederci se possiamo ancora permetterci di avere militari distolti, anche solo in parte, dalla loro funzione primaria. Non è una questione di quantità ma di corretto impiego delle risorse: dobbiamo utilizzarle con maggiore efficacia in futuro, orientandole verso sfide reali. Questo non significa abbandonare la sicurezza, anzi va incrementata.
Dentro questo quadro è necessario, semmai, che i militari impiegati in “Strade sicure” possano con calma, nel tempo, concordandolo con gli altri Ministeri, tornare in prospettiva a fare il loro lavoro, oggi più che mai indispensabile. Ma, nel contempo, proprio nella convinzione condivisa che il presidio nelle strade e nelle stazioni sia sempre più utile e importante, dovremmo pensare di dedicare a questa funzione professionisti dedicati, specificamente formati, in aggiunta alle attuali Forze di Polizia.
Si tratta di rendere più efficiente un sistema in cui i soldati fanno i soldati e le Forze di pubblica sicurezza esattamente quello per cui sono addestrate, portandole ai numeri necessari, ad esempio, prevedendo di introdurre le figure del carabiniere ausiliario e della riserva volontaria e, quindi, sostituendo man mano quelli che da “Strade sicure” potranno, sempre d'accordo con gli altri dicasteri, in concerto e armonizzando con gli altri dicasteri… lasciando spazio alle Forze di Polizia, in sostituzione delle attuali Forze armate, in un tempo che sarà necessario e, come dicevo prima, aumentando il numero per garantire ancor maggior sicurezza ai cittadini.
PRESIDENTE. L'onorevole Zoffili ha facoltà di replicare.
EUGENIO ZOFFILI(LEGA). Grazie. La ringrazio, Ministro, per la risposta. La Lega Salvini Premier ritiene di fondamentale importanza ribadire che lo svolgimento delle operazioni “Strade sicure” e “Stazioni sicure” non venga comunque interrotto, Ministro, dal momento che ha garantito finora, anche come ha illustrato, risultati più che soddisfacenti, come ampiamente dimostrato dai dati. Ancor di più ci preme rilevare l'impatto positivo prodotto dalla presenza dei militari in piazze e in stazioni.
Io li ho conosciuti da vicino dove risiedo, li ho impiegati a Erba, Ministro, in provincia di Como, così come li ho conosciuti a Lampedusa, quando prendiamo l'aereo a Linate o arriviamo in treno, arriviamo a Termini. Nel momento in cui il nostro Paese è un punto di riferimento turistico per i cittadini di tutto il mondo, secondo noi investire nella sicurezza interna rappresenta anche un fattore di crescita per l'economia. Non è, quindi, il momento di interrompere questa operazione. Al contrario, riteniamo che debba essere rafforzata.
Qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione troverà il sostegno del gruppo della Lega-Salvini Premier che è pronto ad appoggiare responsabilmente questa posizione in ogni sede. L'operato dei nostri militari è apprezzato dai cittadini - sono amati - ed è apprezzato dai nostri amministratori locali, è apprezzato dai sindaci. Colgo, infine, l'opportunità di manifestare riconoscenza a loro, soprattutto in questa giornata in cui ricordiamo i caduti di Nassiriya, e il loro applauso va ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa .
PRESIDENTE. L'onorevole Alessandro Colucci ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-02314 di cui è cofirmatario.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, negli ultimi anni il contesto geopolitico europeo è profondamente cambiato, anche in conseguenza dell'aggressione della Russia all'Ucraina. Si parla sempre più spesso di sicurezza, di difesa europea e di nuove minacce di natura ibrida e tecnologica. Quindi, è necessario un aggiornamento rispetto a nuovi strumenti di protezione. Destano, poi, una certa preoccupazione diverse incursioni di droni che si sono registrate negli ultimi mesi sul territorio dell'Unione europea. Ricordo l'incursione nello spazio aereo polacco nella notte tra il 9 e il 10 settembre e il recente blocco del traffico aereo negli aeroporti di Bruxelles e Liegi.
È proprio l'uso di droni la minaccia crescente per la sicurezza delle infrastrutture, nonché per la sovranità dello spazio aereo nazionale ed europeo, contro cui è necessario intervenire in termini preventivi. Stessa preoccupazione è stata manifestata dal Presidente Mattarella. Allora, signor Ministro, le chiediamo, come gruppo di Noi Moderati, quali iniziative il Governo abbia intenzione di assumere…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Colucci. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.
GUIDO CROSETTO,. Grazie, Presidente. La minaccia ibrida è una guerra continua che ci colpisce, giorno e notte, ogni giorno. Prende di mira le nostre infrastrutture critiche, i servizi essenziali, le industrie strategiche, le reti di comunicazione, le istituzioni democratiche, minando la fiducia dei cittadini e la stabilità stessa del Paese. Finora di fronte a questa minaccia l'approccio prevalente è stato attendista, fondato su reazioni tardive, ma questo non basta più.
Come sostengo da tempo, è necessario un approccio più proattivo, perché non siamo di fronte a un rischio potenziale, ma a un'aggressione costante che non conosce tregua e non conosce confini. Per questo la risposta non può essere nazionale e isolata, ma dovrebbe essere sinergica e multilaterale. Di fronte a minacce ibride che attraversano i domini cibernetico, spaziale e cognitivo, così come quelle tradizionali di terra, mare e aria, dobbiamo essere in grado di agire con tempestività e legittimità, sviluppando una capacità di azione predittiva e adattiva fondata su strumenti normativi chiari e aggiornati, in grado di prevenire, dissuadere e mitigare gli attacchi.
In questa prospettiva è necessario definire in ambito NATO e Unione europea strategie comuni che rafforzino la resilienza democratica e cognitiva e promuovano risposte coordinate agli attacchi. In questi termini ho elaborato un , cioè un documento di lavoro, che metterò a disposizione del Parlamento, nel quale abbiamo delineato le principali direttrici normative e operative necessarie per rendere la difesa più moderna, efficace e pronta al contrasto delle minacce ibride. Il documento prevede, a titolo di esempio: il riconoscimento del dominio , come vero e proprio spazio di difesa nazionale; la costituzione di un'arma con una capacità iniziale di circa 1.200-1.500 unità operative, con tutela adeguata per il personale civile e militare; la creazione di un centro di guerra ibrida per il contrasto alla guerra cognitiva e informativa; l'aggiornamento del quadro normativo per consentire posture di difesa più tempestive e coerenti con i nuovi scenari. A tal proposito, presenteremo un disegno di legge per il riordino complessivo della difesa e per dare attuazione a quanto indicato. Constato finalmente che di questo tema si inizia a parlare anche in altri tavoli europei, dove finora non se ne era parlato. La vera domanda oggi non è più cosa dobbiamo fare, ma quanto rapidamente saremo capaci di farlo insieme ai nostri alleati.
PRESIDENTE. L'onorevole Alessandro Colucci ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, la sua risposta la condividiamo, l'apprezziamo e ci soddisfa. Noi siamo particolarmente convinti della necessità di investire sul tema della difesa, perché in questo periodo ci sono tante strumentalizzazioni su questo argomento. Troppo spesso si fa riferimento solo ed esclusivamente al tema militare, che è certamente uno dei temi, ma poi c'è la difesa digitale, perché sempre più frequenti sono gli aspetti ibridi nelle guerre e l'ha ben sottolineato anche lei. In aggiunta a questo, crediamo che ci sia un'altra difesa: quella della sicurezza informatica e tecnologica per le famiglie, le persone e i cittadini, perché troppo frequenti sono le truffe il gli sms farlocchi, gli imbrogli, anche le che sono organizzate proprio per minare la nostra democrazia, perché si tratta di un problema di democrazia, anche quando parliamo di imprese e di rapimento di dati che viene quotidianamente effettuato a decine di imprese, per le quali si richiedono riscatti. Allora, tutto questo è difesa. Quindi, è fondamentale per l'Italia investire e so che su questo c'è l'impegno suo e di tutto il Governo. Quindi, crediamo che sia importante dare sostegno al Governo italiano, perché sostenere la difesa sotto tutti i punti di vista vuol dire una tenuta del sistema democratico. Per questo la ringraziamo per il lavoro che sta facendo. Noi Moderati sarà al suo fianco a sostenerla.
PRESIDENTE. L'onorevole Zaratti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02315 .
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. La raffineria Api di Falconara Marittima è un importante polo energetico. Lo scorso 15 settembre è stato sottoscritto l'accordo preliminare con State Oil Company of Azerbaijan Republic, segnando un ulteriore indebolimento dell'Italia di governare autonomamente le proprie politiche industriali ed energetiche. Api raffineria è attualmente imputata in un procedimento giudiziario per disastro ambientale. Ricordo che riguarda la vendita della raffineria di Priolo. L'attuale Governo ha subordinato la cessione ad una società russa, prevedendo, tra l'altro, disposizioni per il contenimento dei rischi di danni ambientali. Vogliamo sapere se all'interno dell'autorizzazione che riteniamo necessaria, possono essere previsti impegni, per le parti contraenti, di attivare un fondo di garanzia per l'attivazione delle bonifiche, messa in sicurezza delle acque, nonché monitoraggio e mitigazione delle emissioni.
PRESIDENTE. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha facoltà di rispondere.
LUCA CIRIANI,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, con riferimento al quesito posto, si rammenta che l'impianto di raffinazione di prodotti petroliferi, sito nel comune di Falconara Marittima, è di proprietà della società Api e ricade nel sito di interesse nazionale perimetrato a febbraio 2003. Il progetto di messa in sicurezza operativa (MISO) del sito di raffineria è stato approvato a settembre del 2014. Successivamente è stato approvato il progetto di MISO dei suoli e prescritta l'attuazione del progetto complessivo relativo ai suoli e alle acque di falda presentato da Api.
Con nota della procura della Repubblica, presso il tribunale di Ancona, a gennaio del 2023, è stata inviata copia dell'imputazione a carico dei vertici dell'Api, raffineria di Falconara, nell'ambito di specifico procedimento penale. La competente direzione ministeriale ha conseguentemente comunicato alla società l'avvio del procedimento di riesame del decreto di approvazione del progetto di messa in sicurezza operativa del sito di raffineria e ha, tra l'altro, imposto ad Api l'adozione di misure di messa in sicurezza e di emergenza. Tale richiesta è stata poi ribadita con successiva nota del maggio 2023 ed è stato comunicato altresì l'avvio del procedimento di riesame del decreto relativo al progetto di MISO dei suoli.
Sono state perciò convocate una riunione tecnica preliminare con gli enti competenti a settembre del 2023 e una riunione con società a dicembre del 2023. Nel corso della riunione, in uno spirito di collaborazione, la società Api si è resa disponibile al confronto tecnico per apportare tutte le migliorie necessarie ai progetti di MISO approvati. Pertanto, sulla base dei pareri acquisiti, il Ministero ha richiesto la documentazione necessaria ai fini del riesame dei due decreti di approvazione della MISO, a cui Api ha risposto. Ad oggi, presso il MASE, è in corso l'istruttoria per la valutazione della documentazione tecnica trasmessa ai fini del completamento di tale istruttoria.
Il Ministero è in attesa di acquisire i contributi tecnici richiesti sotto il profilo ambientale ad ISPRA e ad ARPA e, sotto quello sanitario, all'Istituto superiore di sanità, alle aziende sanitarie e all'INAIL. Tutto ciò premesso, è utile evidenziare che un'eventuale adozione dello strumento del da parte del Governo non potrà che avvenire in un quadro che preveda lo svolgimento delle attività di bonifica. Tali attività, in base al principio “chi inquina paga”, restano a carico del responsabile dell'inquinamento individuato all'esito del procedimento penale già citato.
PRESIDENTE. L'onorevole Zaratti ha facoltà di replicare.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Ministro. L'Istituto superiore di sanità e l'Istituto nazionale dei tumori hanno più volte evidenziato nell'area di Falconara eccessi di mortalità e ricoveri per patologie tumorali e non. Falconara è annoverata nelle cosiddette aree di sacrificio. Questa volta un sacrificio fatelo voi e garantite le bonifiche. Serve immediatamente un progetto di bonifica e manutenzione. Il Governo deve valutare i possibili scenari e le possibili soluzioni sia per i lavoratori sia per la tutela dell'ambiente e della salute.
Il quadro è drammatico: la contaminazione è quasi irreversibile di tutte le matrici ambientali: aria, acqua marina e di falda. Servono ingenti interventi di risanamento, risarcimento del territorio e rilancio occupazionale. Ovviamente noi siamo d'accordo sul principio “chi inquina paga”. È un sacrosanto principio che deve essere applicato. Noi speriamo che il venga messo in atto dal Governo e queste prescrizioni siano poste come intrattabili.
Più che essere venduta la raffineria, a nostro parere, dovrebbe andare a un'autorità pubblica, come il Commissario unico delle bonifiche e invece Api di Falconara va in mani straniere. Senza sarebbe veramente lasciare abbandonato il territorio all'inquinamento.
Un bel risultato per un Governo sovranista !
PRESIDENTE. La deputata Boschi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02316 .
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Ministro, penso che lei sappia che, come certificato da Confindustria, senza i 200 miliardi di euro europei del PNRR saremmo tecnicamente in recessione. Noi cresciamo meno della media europea. Allora, per ridare competitività alle nostre imprese occorre sostenerle con incentivi che abbiano una certezza delle risorse e, soprattutto, una stabilità pluriennale per consentire alle imprese stesse di progettare gli investimenti, ma anche una facilità applicativa da un punto di vista proprio burocratico.
È esattamente il contrario di quello che sta facendo lei con il suo Governo, come dimostra sia la vicenda ormai surreale di Transizione 5.0, sia la previsione, finalmente con la legge di bilancio, del ritorno a Industria 4.0 ma, purtroppo, per un solo anno e dimenticando del tutto le imprese agricole. Le chiedo, Ministro: che cosa avete intenzione di fare per porre rimedio alla vostra incapacità?
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Come riconosciuto in questi giorni ormai praticamente da tutti o quasi e anche da coloro che nei mesi scorsi sbeffeggiavano lo strumento, il piano Transizione 5.0 è adesso considerato una misura popolare e molto gradita dalle imprese, di cui non poter fare a meno. Coloro che l'hanno osteggiato, diffondendo anche sono oggi gli stessi che lo reclamano, definendolo persino - lo ha fatto un dell'opposizione - il piano industriale più importante del PNRR.
Le cifre lo dimostrano: sono oltre 15.000 le imprese che hanno prenotato i crediti di imposta dei piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0 per un valore che supera i 5,5 miliardi di agevolazioni. Ad oggi, ci sono crediti di Transizione 5.0 prenotati per un valore superiore a 3,4 miliardi di euro, con 13.852 progetti presentati. È un risultato ben superiore alle aspettative e alle stime che venivano fornite dalle associazioni industriali.
Il più rapido raggiungimento del 5.0 rispetto a quello del 4.0, esaurito anch'esso ieri sera, testimonia come il mondo imprenditoriale abbia con decisione preferito il piano più completo, quello che garantisce il supporto agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati con la riduzione dei consumi energetici e una maggiore sostenibilità ambientale dei processi produttivi. Le due transizioni insieme, e .
Proprio per questo, nel dare continuità all'agevolazione anche nel 2026, abbiamo scelto di destinare i 4 miliardi disponibili con il superammortamento al nuovo piano Transizione 5.0 per dare continuità al successo del primo piano Transizione 5.0. È quello che potrà garantire una prima continuità e aggiungo che io sono convinto - e l'ho sempre sostenuto - che è necessario dare una piena e ulteriore continuità al piano e renderlo strutturale. Per questo siamo impegnati, con il Ministro Giorgetti, ad assicurarne la proroga anche nel successivo biennio, così da consentire alle imprese di programmare gli investimenti in un periodo più esteso.
PRESIDENTE. La deputata Boschi ha facoltà di replicare.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Ministro, io non so se lei non capisca o faccia finta di non capire, a questo punto sinceramente, perché, a prescindere dai nomi, c'è un dato oggettivo: Transizione 5.0 non ha funzionato e non ha funzionato per come l'avete scritta voi, per le regole che avete creato. Dopo una serie di interventi che si sono ripetuti nel tempo adesso, che sembrava forse cominciare a funzionare, a fine anno, cioè a novembre, avete deciso di interromperla dopo che le imprese hanno investito anche energia e risorse per poter provare ad accedere a quelle risorse e siete tornati a Industria 4.0. Bene, meglio, perché questo vuol dire andare su iperammortamento e superammortamento nella legge di bilancio.
Ma è inutile che lei adesso ci dica che vi state impegnando a prorogarla: per ora è prevista per un solo anno e tutte le associazioni di categoria - tutte, da Confindustria in giù e anche quelle territoriali - vi hanno detto che così come l'avete prevista voi in legge di bilancio non funzionerà proprio perché le imprese non potranno fare investimenti e questo si unisce al fatto che, nel frattempo, comunque aumentate anche alle imprese le tasse e la pressione fiscale anche con questa legge di bilancio, oltre al fatto, Ministro, che voi avevate garantito alle imprese 25 miliardi di euro, a sostegno dei dazi messi dal vostro amico Trump, di cui si è perso completamente traccia.
Chiudo, Ministro, per ricordarle che lei aveva promesso un piano industriale a questo Paese da ultimo la primavera scorsa, solo dopo due anni e mezzo dal vostro arrivo a Palazzo Chigi. Anche di questo, ovviamente, non c'è traccia. L'unica vera modifica che potete fare per far funzionare le imprese e finalmente lasciarle libere di crescere è che lei lasci il suo Ministero .
PRESIDENTE. La deputata Pavanelli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02317 .
EMMA PAVANELLI(M5S). Ministro, la comunicazione del 7 novembre sulla sospensione del Fondo del piano Transizione 5.0 ha colto di sorpresa migliaia di imprenditori che avevano già programmato investimenti di digitalizzazione ed efficienza energetica. Sulla base delle indicazioni e delle tempistiche fornite dal suo Governo, migliaia di imprese, che avevano pianificato investimenti strategici, si trovano ora senza certezze, con progetti bloccati e a rischio concreto di perdita di competitività.
Allora, chiediamo quali misure immediate intendete adottare e se intendete ripristinare la piena operatività del Piano con fondi concreti e reali, evitando l'ennesimo stop burocratico che comprometta la fiducia del sistema produttivo nel processo di transizione digitale ed energetico .
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Anche l'intervento appena concluso valorizza il piano Transizione 5.0, che ha ottenuto un gradimento straordinario, non previsto nemmeno dalle associazioni industriali, da parte delle nostre imprese. Pensate che ancora in ottobre la presidenza di Confindustria Vicenza etichettava Transizione 5.0 come un nel corso dell'assemblea di questa importante associazione industriale, alla quale ero presente anch'io. Stimava in 800 milioni il tiraggio della misura, denunciando lo strumento come inadeguato e non gradito.
Evidentemente, non conosceva le sue imprese, perché la misura, di cui abbiamo a un certo punto bloccato la piattaforma per riattivarla subito dopo, è stata bloccata quando siamo giunti a 3 miliardi - non a 800 milioni, come veniva stimato; a 3 miliardi - di prenotazioni, calcolando che sia sufficiente la dotazione attuale di 2,5 miliardi per rispondere a tutte queste prenotazioni, nella piena consapevolezza che le risorse sono del PNRR e rispondono alle regole del PNRR, sia per quanto riguarda la formulazione del Piano, che, per esempio, ha dovuto necessariamente escludere le imprese energivore come siderurgia, chimica, ceramica, carta e vetro, sia per quanto riguarda la formulazione del piano, concordato con la Commissione europea.
Comunque, malgrado questo e malgrado la campagna di disinformazione quotidiana fatta contro questa misura, le imprese non vi hanno ascoltato e hanno presentato i loro progetti e possono continuare a presentarli sino al 31 dicembre, perché la piattaforma è sempre rimasta attiva e lo stanno facendo in queste ore centinaia, migliaia di imprese che presentano i loro progetti.
Per questo, abbiamo deciso di prorogare la nuova Transizione 5.0 anche nel prossimo anno con lo strumento dell'iperammortamento, che non incide sul bilancio pubblico del prossimo anno ma in quelli successivi, a differenza del credito fiscale.
E per questo, insieme ai Ministri competenti Foti e Giorgetti, siamo al lavoro per dare piena soddisfazione a tutti coloro che, non ascoltando i vostri messaggi, decidono di presentare il piano, come hanno fatto in questi mesi, credendo che sia il piano congeniale per le loro imprese, perché è l'unico piano che consente nella stessa misura di incentivare l'innovazione per l'efficientamento energetico - dovreste essere d'accordo - e anche quella digitale, come era la vecchia “Industria 4.0”. Noi ci impegniamo a soddisfare le esigenze di tutte le imprese che, credendo nelle istituzioni, continuano a presentare progetti.
PRESIDENTE. La deputata Pavanelli ha facoltà di replicare.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Ministro, lei parla di successo per “Transizione 5.0”, ma i numeri del Paese raccontano tutt'altro. Parliamo di un piano che si è fermato due mesi prima della scadenza naturale, lasciando sospesi 2,5 miliardi e migliaia di imprese che avevano creduto nelle vostre promesse. E oggi lei affida alla speranza la ricerca di altre risorse, ma le imprese non vivono di speranza, ma di certezze, di programmazione e di fiducia nelle istituzioni.
Intanto, mentre il Ministero si incarta nei suoi pasticci burocratici - perché questo è successo con “Transizione 5.0” -, i dati dell'economia reale gridano vendetta: le crisi d'impresa sono aumentate del 29 per cento nel primo semestre dell'anno, la produzione industriale è in calo da 31 mesi su 34, la domanda interna è ferma, i costi energetici continuano a schiacciare le PMI e i consumi crollano. È questo il successo del vostro modello industriale? E, allora, vediamolo: il commercio arranca, l'edilizia crolla, la vostra manovra è priva di misure concrete per sostenere gli investimenti.
La verità è che il vostro piano “Transizione 5.0” è stato un pasticcio annunciato, un girone dantesco di burocrazia, come lo definiscono gli imprenditori, e adesso volete sostituirlo con un piano 2026 di soli 4 miliardi in tre anni - mentre Confindustria ne chiedeva 8 all'anno -, ma, soprattutto, tornate agli iperammortamenti, escludendo di fatto il 45 per cento delle piccole imprese. Altro che transizione, la vostra è una retromarcia. Ministro, chieda scusa, restituisca le risorse alle imprese invece di martoriarle e, se è possibile, cambi mestiere .
PRESIDENTE. L'onorevole Pietrella ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02318 di cui è cofirmatario.
FABIO PIETRELLA(FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, mi permetto di fare un pochino di chiarezza riguardo a “Transizione 5.0”.
In data 4 novembre 2025, la Commissione europea ha presentato la proposta di revisione della decisione di esecuzione del Consiglio dell'Unione europea Ecofin, che prevede la riduzione dello stanziamento complessivo a 2,5 miliardi.
Con decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del , subito, il 6 novembre 2025, al raggiungimento di prenotazioni per un ammontare pari a circa 3 miliardi di euro, è stato comunicato l'esaurimento delle risorse disponibili destinate al piano “Transizione 5.0”, finalizzato a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese. Per venire incontro alle esigenze delle imprese, il MIMIT ha tuttavia subito lasciato aperta la possibilità di presentare nuove comunicazioni fino al 31 dicembre 2025, precisando che le domande saranno accolte in ordine cronologico, previa nuova disponibilità di risorse.
Chiediamo, Ministro, quali iniziative di competenza il MIMIT intenda adottare per dare seguito alle domande di accesso alle agevolazioni del piano “Transizione 5.0”.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Grazie, Presidente. Sì, è così, lo scorso 4 giugno, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di rivedere i piani nazionali entro la fine del 2025, per assicurare il massimo assorbimento delle risorse del PNRR. In questo contesto, a fronte delle stime che le associazioni industriali ci facevano di una misura che non avrebbe tirato più di 2 miliardi, ripetutamente detto in ogni occasione, con il Ministro Foti, il Governo ha preso la decisione di ridurre a 2,5 miliardi la dotazione del Piano.
Una scelta inevitabile e responsabile, perché, ove le risorse del PNRR non fossero pienamente impiegate, ne deriverebbe una gravissima conseguenza per quanto riguarda, poi, l'impegno finanziario dello Stato. Per questo, quando ci si è resi conto che si era già giunti a un'accelerazione delle presentazioni delle proposte di 3 miliardi, è stato deciso di chiudere la piattaforma, per avvertire le imprese che potevano continuare a presentare le domande sino al 31 dicembre e che sarebbero state esaudite le loro richieste ove fossimo in condizione - e io sono convinto che lo saremo - di trovare le risorse aggiuntive per poter soddisfare tutti, affinché nessuna impresa restasse indietro.
Fortunatamente - lo dicevo prima - noi eravamo consapevoli, a differenza di altri, del valore di questo strumento, Transizione 5.0, per cui abbiamo deciso - è nel bilancio - di destinare 4 miliardi di euro, disponibili nel 2026, per le imprese che presenteranno progetti sempre nel piano “Transizione 5.0”. In questo caso, essendo risorse nazionali e non risorse del PNRR, possiamo liberarci dai vincoli del e destinare queste risorse anche alle imprese energivore, come la siderurgia, la chimica, la ceramica, la carta, le vetrerie italiane, e dagli altri vincoli burocratici che la Commissione ci ha posto, essendo quelle risorse originarie provenienti dal PNRR.
E per dirla tutta, il Governo precedente ci ha lasciato un piano del PNRR con una disponibilità, per quanto riguarda il Dicastero, di 19 miliardi di euro. Nella prima riprogrammazione del novembre 2023, siamo riusciti a ricavarne altri 9,2 per questo Dicastero. Abbiamo aggiunto - non sottratto - quasi 10 miliardi di euro a quelli che i Governi precedenti avevano destinato alle imprese. E da queste risorse aggiuntive che abbiamo ottenuto proprio per l'efficacia del Ministero, riconosciuta dalla Commissione, abbiamo potuto realizzare la nuova “Transizione 5.0”.
PRESIDENTE. L'onorevole Comba, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
FABRIZIO COMBA(FDI). Grazie, signor Presidente. Voglio innanzitutto ringraziare il Ministro per la risposta puntuale, esaustiva, come poc'anzi ha voluto precisare, per il grande lavoro che il suo Dicastero sta portando avanti con determinazione e concretezza. Il successo del piano “Transizione 5.0”, con risorse esaurite infatti in pochi mesi, dimostra quanto le imprese italiane credono nella sfida dell'innovazione e della sostenibilità, una sfida che questo Governo ha saputo tradurre in strumenti efficaci e vicini alle esigenze del tessuto produttivo.
È grazie all'impegno del Ministro e del Governo Meloni se oggi possiamo parlare di una politica industriale finalmente strategica, che non si limita a gestire fondi europei, ma punta a costruire una visione nazionale per la modernizzazione del sistema produttivo. Accogliamo con grande favore la scelta di proseguire nella direzione di “Transizione 5.0” con lo strumento dell'iperammortamento, segno di continuità e di coraggio politico. Una misura che restituisce flessibilità, amplia la platea dei beneficiari, comprese le imprese energivore e, soprattutto, dà certezza e fiducia a chi investe nel futuro del Paese.
È questa la strada giusta: meno burocrazia, più impresa e più investimenti digitali, in efficienza energetica e in competitività. Fratelli d'Italia sarà al fianco del Ministro nel consolidare questo percorso, perché l'Italia ha dimostrato di saper reagire e di saper riconoscere quando trova nelle istituzioni un alleato e non un ostacolo. Per questo rinnoviamo il nostro apprezzamento al Ministro per il lavoro svolto e la nostra piena disponibilità a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare il e la sovranità industriale del nostro Paese .
PRESIDENTE. L'onorevole De Palma ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02319 .
VITO DE PALMA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, questa interrogazione nasce dalla volontà di sostenere l'azione del Governo su un tema decisivo: il futuro di Acciaierie d'Italia e dello stabilimento di Taranto. Oggi viviamo una fase di forte criticità con volumi produttivi ridotti, l'indotto in affanno e migliaia di lavoratori in cassa integrazione. È evidente che il cammino di decarbonizzazione è l'unico percorribile perché la transizione basata su impianti DRI e forni elettrici non è un'alternativa teorica ma è la sola strada industrialmente credibile per garantire occupazione, tutela ambientale e competitività.
Chiediamo quindi al Governo quali iniziative intenda assumere per tradurre, in tempi certi, atti concreti per la prospettiva di rilancio di Taranto e dell'intero comparto siderurgico nazionale .
PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.
ADOLFO URSO,. Grazie, Presidente. Cari colleghi, la siderurgia italiana guida la transizione avanguardia in Europa con 34 impianti che producono con forni elettrici. Una crescita significativa che si è attestata su una produzione di 20 milioni di tonnellate. Questo Governo ha sempre creduto in questo e, infatti, abbiamo realizzato prima il contratto di programma con il gruppo Arvedi a Terni, poi quello con Adria a Piombino che realizzerà altri due impianti di grandi dimensioni facendo risorgere il polo siderurgico toscano.
Ora siamo impegnati nella sfida più difficile che riguarda l'ex Ilva, su cui grava la pesante eredità di Mittal, certificata in oltre 4 miliardi di euro di danni. Se riusciremo anche in questo obiettivo del processo di decarbonizzazione, l'Italia diventerà il primo Paese europeo a produrre solo acciaio .
Per questo in sede europea abbiamo insistito affinché ci fosse una revisione delle norme europee a tutela di chi in Europa produce acciaio in rispetto delle norme ambientali e lavorative. E siamo in procinto di ottenere questo riconoscimento perché il 3 dicembre la Commissione europea ci presenterà le nuove misure di salvaguardia che, oltre a dazi e quote, porranno fine alle esportazioni di rottame ferroso dal nostro continente, come l'Italia ha chiesto per prima. E il 10 dicembre la Commissione ci presenterà la revisione del CBAM, come l'Italia ha sollecitato da un anno, diventando l'avanguardia delle riforme in Europa.
In questo contesto di cambio di politica europea che noi stiamo determinando, si inserisce la sfida dell'Ilva, aggravata - lo sappiamo tutti - perché lei citava la scarsa produzione ma tutti sapete che più di sei mesi fa è stato posto sotto sequestro probatorio, dalla procura di Taranto, uno dei due altoforni che produceva. Stiamo aspettando che finisca la perizia; e sono passati sette mesi in attesa che si faccia la perizia. Ed è ovvio che quella decisione abbia ridotto le capacità produttive dello stabilimento, fattore che ha costretto i commissari a rivedere i piani aziendali che si erano basati su due altoforni in funzione e non più solo su uno, come determinato dalla procura, e a chiedere un ulteriore ricorso alla cassa integrazione.
Ieri sera abbiamo informato i sindacati dello dei negoziati con tre stranieri e degli interventi che l'azienda farà in questa fase transitoria, sino a febbraio, per garantire la continuità produttiva e la sicurezza dei lavoratori e quindi anche, certamente, per riattivare un secondo altoforno. Questa è la fase transitoria presentata ieri ai sindacati.
PRESIDENTE. L'onorevole De Palma ha facoltà di replicare.
VITO DE PALMA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro, per l'attenzione all'Ilva, l'ex Ilva, ma soprattutto per quella che dedicherà anche nei prossimi giorni. Siamo consapevoli della complessità del ma anche della centralità strategica di Taranto per l'autonomia industriale del Paese. Il Governo Meloni ha avuto il coraggio di rimettere ordine in una vicenda segnata, per anni, da ritardi e ambiguità, e ha scelto con chiarezza la via della decarbonizzazione reale, fondata su tecnologia, innovazione e tutela del lavoro.
Non possiamo permetterci che l'Italia perda la sua capacità siderurgica, né che Taranto resti prigioniera di un limbo produttivo. Il nostro obiettivo è chiaro: fare di Taranto il simbolo non di una crisi infinita ma della rinascita industriale e ambientale del Mezzogiorno. Forza Italia continuerà a lavorare per una soluzione definitiva, sostenibile e competitiva, in leale collaborazione con tutte le parti sociali, datoriali e con gli enti locali .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,15 con la commemorazione di Gianluigi Ceruti. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Passiamo, a questo punto, agli interventi per rammentare la figura di Gianluigi Ceruti.
Ha chiesto di parlare la deputata Luana Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Lo scorso 8 agosto ci ha lasciati Gianluigi Ceruti, avvocato, ambientalista, deputato della X legislatura. Ceruti è stata una delle personalità più rilevanti dell'ecologismo italiano, punto di riferimento imprescindibile per le principali associazioni ambientaliste del nostro Paese, tra cui WWF, Legambiente e, soprattutto, Italia Nostra, di cui, tra l'altro, fondò la sezione provinciale di Rovigo.
Gigi Ceruti, un brillante avvocato proveniente da Italia Nostra, venne eletto nel 1987 tra le fila dei Verdi, che si affacciavano in Parlamento per la prima volta. Durante la sua esperienza parlamentare si distingueva per la presenza discreta, ma determinata; profondo conoscitore dei temi di cui si occupava, lavoratore instancabile, intransigente, ma disponibile al confronto, capace di negoziare. Nel corso del suo mandato presentò ben 87 proposte di legge, che spaziavano non solo sui temi ambientali, sulla tutela del paesaggio e dei beni culturali, ma anche sulla difesa dei diritti dei cittadini, con particolare attenzione al diritto alla salute. Tra i suoi contributi più significativi si annovera l'essere stato il principale artefice della legge sui parchi nazionali e le aree protette naturali, terrestri e marine, la legge n. 394 del 6 dicembre 1991. Le sue battaglie, spesso condotte insieme ad Antonio Cederna, contro i condoni edilizi e le proposte di cementificazione restano memorabili. I suoi brevi, ma incisivi, interventi in Aula erano il segnale di una reale minaccia presente negli atti che erano in discussione.
Gianluigi Ceruti era una persona di straordinaria cultura, di mentalità aperta, un giurista raffinato, sempre pronto a impegnarsi per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela dei beni artistici e paesaggistici. Terminata l'esperienza parlamentare, proseguì il suo impegno come docente universitario, continuando a promuovere e a sostenere i parchi e le riserve naturali. Dal 1992 al 2003 ha presieduto la consulta tecnica nazionale per le aree protette presso il Ministero dell'Ambiente.
Fu autore di numerose pubblicazioni e curatore di collane editoriali. Cito, tra i tanti, due testi: , del 2019, e l'ultimo, del 2023, . Collaborò anche alla realizzazione di un importante documentario sui grandi parchi nazionali.
La scomparsa di Ceruti rappresenta una perdita e un dolore profondo per tutto il movimento ambientalista, per la cultura italiana e la politica. Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra desidera ricordarlo con sincera gratitudine e profondo rimpianto, riconoscendo il valore e l'eredità immensa di un uomo che ha dedicato la propria vita alla difesa dell'ambiente e dei beni comuni. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia, a chi lo ha stimato e amato e a chi gli è stato …
PRESIDENTE. Grazie, deputata Zanella.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Padovani. Ne ha facoltà.
MARCO PADOVANI(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Gianluigi Ceruti, una figura carismatica non solo per Rovigo e il Polesine, ma per il Veneto tutto: lo affermo da veneto, al di là delle diverse posizioni politiche, con sincera convinzione. Gianluigi Ceruti è stato anche un nostro collega. Sottolineo l'avverbio “anche”, perché nei suoi 88 anni ha riempito la propria vita di battaglie, progetti e idee, alcune di esse tuttora leggi. Altre vengono giustamente ricordate come importanti passi di quel mondo ambientalista che legava la missione ecologista con una visione più ampia dei beni ambientali e culturali.
Ceruti ha vissuto un'esistenza politica e sociale inesauribile e annoda il suo nome, per esempio, alla legge sui parchi nazionali, che porta la data del 1991, e al suo lungo percorso in Italia Nostra, un'associazione che tuttora recita una parte fondamentale nel patrimonio culturale della Nazione e di cui Ceruti è stato anche vicepresidente nazionale per circa un decennio.
È anche grazie al suo instancabile impegno se, nel 2001, il Parlamento ha modificato la Costituzione inserendo nell'articolo 117 la parola “ambiente”, superando l'aspetto esteriore dei luoghi, ma estendendosi all'ecosistema, alla biodiversità, ai processi geologici. È stato quotidianamente e costantemente un artefice e un plasmatore del diritto ambientale. Viene chiamato anche l'avvocato delle cause verdi e, nei tribunali italiani, risuonerà la sua voce a difesa del suolo, degli ecosistemi, della terra, del paesaggio e dell'ambiente
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Scarpa. Ne ha facoltà.
RACHELE SCARPA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Oggi rendiamo omaggio alla figura di Gianluigi Ceruti, deputato, avvocato, ambientalista, interprete convinto dell'impegno civile e ambientale. Ha dedicato il suo impegno professionale e politico alla tutela del paesaggio, delle acque e degli ambienti naturali più vulnerabili. Un impegno silenzioso, ma costante, di un uomo che ha interpretato la sua responsabilità politica e parlamentare con tenacia e con concretezza, sapendo costruire norme, sapendo tessere relazioni - e ne è prova il grande riconoscimento e la grande mancanza che ora tantissime associazioni ambientaliste riconoscono - e poi sapendole portare anche dentro le istituzioni. Lo ricordiamo, soprattutto, per la sua attività nella X legislatura, in particolare per la legge sui parchi nazionali e sulle altre aree naturali protette.
Deve lasciarci, credo, un'eredità che non è, però, solo normativa: è un modello di servizio pubblico che affianca la visione, il rigore tecnico, l'amore per la natura e per i valori che ha passato la sua vita a difendere.
Un pensiero va alla sua famiglia e a tutti quelli che ne sentono e ne sentiranno la mancanza nelle lotte per la difesa dell'ambiente
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bisa. Ne ha facoltà.
INGRID BISA(LEGA). Grazie, Presidente. Oggi siamo in quest'Aula per ricordare Gianluigi Ceruti, una figura che ha saputo interpretare, con coerenza e dedizione, il senso più alto del servizio alle istituzioni e alla comunità. Nel corso della sua vita, Ceruti, avvocato, parlamentare, ha testimoniato un profondo rispetto per le persone, per le regole e per i valori civili che sono alla base della nostra convivenza democratica. La sua attività pubblica è stata segnata da impegno, competenza e senso del dovere, sempre orientati al bene comune e al dialogo. Chi lo ha conosciuto ricorda di lui la serietà del pensiero, la misura delle parole e la fermezza dei princìpi.
È stato un esempio di correttezza e di lealtà, qualità che oggi, più che mai, rappresentano un punto di riferimento per chi opera nelle istituzioni e nella società civile. Ricordare Gianluigi Ceruti significa riaffermare il valore dell'impegno civile e il dovere di continuare a costruire con responsabilità e rispetto la comunità che ci è stata affidata. Il cordoglio del gruppo Lega alla famiglia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappelletti. Ne ha facoltà.
ENRICO CAPPELLETTI(M5S). Grazie, Presidente. È un onore per me ricordare una persona come Gianluigi Ceruti, un cittadino, un veneto come me, che ha dedicato la sua vita alla difesa dell'ambiente. Ceruti ha saputo ben coniugare le sue competenze in materia di diritto, la sua attività politica e l'attivismo ambientalista, divenendo un autentico pioniere dell'ecologia, dell'ecologia politica nel nostro Paese. Gianluigi Ceruti è stato una figura centrale e lungimirante nel diritto ambientale. Il suo nome è legato - voglio ricordarlo - alla legge quadro sulle aree protette, che ha rappresentato un pilastro nella tutela della biodiversità. Quella legge porta la sua impronta, cioè una visione olistica, una convinzione che i parchi fossero un essenziale presidio di civiltà e di giustizia tra diverse generazioni.
Sosteneva, con rigore e passione, che la tutela dell'ambiente è innanzitutto un atto politico, un dovere di tutti i cittadini e dello Stato. La sua è stata una voce ferma e lucida, spesso coraggiosamente controcorrente, sempre in difesa del bene comune e per la diffusione di una cultura del rispetto dei territori. Ed è proprio grazie al suo impegno che l'Italia oggi può contare su un sistema di aree protette che custodisce tesori unici. Ricordare Gianluigi Ceruti significa anche ricordare che la tutela dell'ambiente è sempre una scelta etica.
La sua eredità continuerà a vivere nei paesaggi tutelati, nella giurisprudenza che oggi li difende con maggiore forza e in tutti coloro che sceglieranno di custodire il loro territorio con la stessa passione. Il modo migliore per rendergli omaggio, credo sia proprio quello di portare avanti i suoi insegnamenti, che spero possano anche essere di ispirazione per le generazioni future. Concludo, Presidente, con un saluto commosso ai figli, che ho avuto l'onore di conoscere, ai familiari, ai tanti amici che sono anche qui presenti, con noi, a rendergli omaggio
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. A nome di Azione e ovviamente a titolo personale desidero esprimere, anzitutto ai familiari, poi agli amici, ai colleghi parlamentari e a coloro che hanno condiviso con Gianluigi Ceruti la passione politica, il sincero cordoglio e il sentimento di vicinanza in un momento di lutto e di dolore. La scomparsa dell'onorevole Ceruti ha suscitato un sentimento di tristezza in tutto il mondo politico, ben oltre i confini del suo schieramento. Ci sono figure e personalità che, per il loro contributo alle Istituzioni e alla democrazia, generano in tutti sentimenti di gratitudine per essersi distinti per passione, coerenza e dedizione.
Avvocato ambientalista, deputato della X legislatura, figura di primo piano dell'ecologismo italiano, è stato punto di riferimento per le associazioni e più in generale per tutto il mondo ambientalista. Numerosissime le proposte di legge presentate dall'onorevole Ceruti, non solo su questioni ambientali, di tutela del paesaggio e dei beni culturali, ma anche relativamente ai diritti dei cittadini. Nell'esperienza parlamentare, in quella di avvocato, in quella di docente universitario e durante tutto l'arco della sua vita, ha contribuito alla crescita del Paese con la sua cultura, la sua coerenza nel lottare per garantire la salvaguardia dell'ambiente e la tutela dei beni artistici.
La sua scomparsa lascia sì un vuoto, ma anche una traccia indelebile nell'ambito dell'ambientalismo e, più in generale, nella cultura italiana
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Boschi. Ne ha facoltà.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Vorrei esprimere a titolo personale, ma anche a nome del gruppo di Italia Viva, un sentimento di vicinanza e di cordoglio alla famiglia di Gianluigi Ceruti e alla sua comunità politica. Io non ho avuto l'opportunità di conoscerlo personalmente, ma lo abbiamo sentito nel ricordo anche di altri colleghi, in particolare di Luana Zanella. Sono sempre state riconosciute le sue caratteristiche, come uomo determinato, coerente e sempre garbato anche nei rapporti con i colleghi. Per chi, come me, non ha potuto conoscere la persona, c'è stata comunque l'opportunità di conoscere e di apprezzare il suo lavoro politico, il suo lavoro da parlamentare. Da deputata so quanto sia complicato poter avere una legge approvata a proprio nome, a prima firma, come la legge che ha istituito appunto nel 1991, per la prima volta, i parchi naturali nel nostro Paese, le aree protette e che da tutti è conosciuta come legge Ceruti.
Peraltro, una legge che era stata bloccata, sostanzialmente rimasta ferma in Parlamento già dagli anni Sessanta e che arrivava anche con molto ritardo rispetto, per esempio, agli Stati Uniti, dove il primo parco naturale era stato istituito addirittura 120 anni prima. Ceruti ha saputo fare del suo impegno convinto per l'ambiente, per la tutela del paesaggio, non soltanto una battaglia etica e civica, ma un impegno politico, un impegno legislativo, ma anche un impegno in ambito giudiziario, come avvocato, partecipando da protagonista ad alcuni dei processi più importanti per disastri ambientali.
Questa è sicuramente l'eredità più importante che ci lascia, ancora oggi, perché molto prima della consapevolezza che abbiamo acquisito più di recente sulla perdita della biodiversità, sui cambiamenti climatici, su come questo purtroppo incida anche sulla salute di noi tutti e non soltanto sulla tutela dell'ambiente, Ceruti ha saputo farne motivo centrale del proprio impegno, da avvocato, da cittadino e da politico e in questo è riuscito a lasciare un segno, che resterà sicuramente indelebile
PRESIDENTE. Con il permesso dell'Assemblea, anche io mi unisco alla commemorazione di Gianluigi Ceruti per la splendida figura di ambientalista ed innamorato della natura. Quindi, chiudiamo la commemorazione ringraziando i familiari e tutti i presenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Arnaldo Lomuti. Ne ha facoltà.
ARNALDO LOMUTI(M5S). Grazie, Presidente. Richiamo l'attenzione di quest'Aula su dei fatti che, se confermati, apparirebbero come veramente mostruosi. Durante l'assedio a Sarajevo, tra il 1992 e il 1995, un lunghissimo assedio, le truppe serbe sparavano sui civili intrappolati nella città. Ne sono morti circa 10.000. Di questi, 1.600 bambini. Per questo, c'è stato un processo da parte del Tribunale penale internazionale, con conseguenti condanne dei capi di quelle truppe dell'esercito serbo.
In questi giorni stanno emergendo sempre più dettagli rispetto a una notizia che riguarda l'apertura di un fascicolo di indagine da parte della procura di Milano, inerente ad alcuni viaggi organizzati da diverse agenzie europee, che oggi chiamiamo “Safari umani”, che si sostanziavano, nella pratica, nel far vivere in prima persona esperienze forti in scenari di guerra. Lo abbiamo visto ultimamente in Israele, dove semplici cittadini potevano assistere ai bombardamenti dell'esercito israeliano su cittadini palestinesi inermi, a Gaza.
Una decadenza morale che, però, Presidente, non aveva toccato il fondo, perché il fondo, evidentemente, è già stato toccato. Infatti, tornando all'assedio di Sarajevo, la procura di Milano sta indagando su cittadini italiani che avrebbero partecipato a a dir poco raccapriccianti, che gli consentivano, dietro pagamenti lauti, di appostarsi e di partecipare alla carneficina, quindi di sparare a persone inermi che cercavano di uscire da casa, anche semplicemente per cercare del cibo. Parliamo così di cecchini per gioco, che si radunavano a Trieste e da lì partivano per Sarajevo per questo macabro divertimento.
Credo di poter parlare anche a nome della maggioranza quando affermo che ci troviamo dinanzi ad una vera e propria aberrazione del genere umano, che va perseguita in quanto si basa, si fonda, si sostanzia in crimini contro l'umanità. Parliamo di crimini odiosi, imprescrittibili, su cui anche il nostro Paese credo, tramite il nostro Governo, nel rispetto del lavoro della magistratura, debba dare il suo contributo per aiutare a fare chiarezza, per aiutare a fare luce su fatti così aberranti che, purtroppo, toccano in questo caso anche cittadini italiani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Presidente, chiediamo un'informativa urgente del Ministro Tajani, ma forse la verità è che su questa vicenda bisognerebbe addirittura fare una Commissione d'inchiesta. Infatti, qua siamo davanti a una vicenda che ha davvero qualcosa di simile all'orrore. Parliamo di safari umani, quando - diventata una delle serie TV di culto degli ultimi anni - diventa realtà.
Anzi, possiamo dire che questa realtà è stata anticipata di più di vent'anni. Perché, pensate, ad alcuni super ricchi piace sciare sulle vette che dovrebbero restare incontaminate, ad altri piace sparare alle specie animali protette e, poi, ce ne sono alcuni invece che vogliono assaggiare il sapore del sangue umano.
Ma guardate che questi Hannibal Lecter dei nostri tempi sono qualcosa di ancora più disgustoso: il problema è che gli scenari di guerra dove la barbarie diventa la regola sono propizi addirittura per questo tipo di perversioni. Non è la prima volta che le sentiamo. Perciò ora si delineano i contorni di una vicenda che più volte è stata raccontata: durante l'assedio di Sarajevo uomini stranieri arrivavano da tutta Europa, ma forse anche dalla Russia, dagli Stati Uniti, dal Canada, pagando ai serbi, in Croazia e in Bosnia, per passare un fine settimana a sparare sui civili; anche bambini, ma con una tariffa più alta, avete sentito bene.
Addirittura il SISMI avrebbe scoperto, già alla fine del 1993, i viaggi dei tiratori turistici italiani, a quanto si apprende, di Trieste, di Torino, di Milano, che partivano da Trieste, riuscendo a bloccarli. Forse, grazie a quei documenti, i cecchini potranno essere identificati. Noi lo speriamo davvero. Da qui l'inchiesta della procura di Milano, che ringraziamo e che speriamo sia affiancata da inchieste estere e internazionali, e - ripeto - anche da un nostro lavoro parlamentare.
Il fatto è, come dicevo, che la guerra attira a sé gli assassini e fa pregustare uno spazio dove tutto è consentito e nulla è perseguibile, anche se non dovrebbe essere così.
Ho concluso. Non mi stupirei, quindi, di sentire altre storie di caccia agli esseri umani in contesti di guerra a varie latitudini e momenti diversi. Spero che chi ha orecchie per sentire capisca, perché siamo immersi in scenari di guerra. Ecco perché ripudiamo le guerre ed ecco perché diciamo che un sistema economico truccato, che consente a qualcuno di sentirsi un alieno su questa Terra, genera mostri. E spero che, senza divisione di campo, siamo tutti d'accordo sul fatto che questi sono dei mostri da perseguire e mettere nelle nostre patrie galere
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Serracchiani. Ne ha facoltà.
DEBORA SERRACCHIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche noi ci associamo alla richiesta dei colleghi per quanto riguarda una informativa urgente del Governo. Vede, Presidente, come è stato ricordato dai colleghi, come abbiamo potuto apprendere dagli organi di stampa, si tratta di un fatto di una gravità inaudita, disumana. Facciamo fatica anche a trovare la definizione di atti così aberranti che hanno riguardato degli esseri umani e, in particolare, siamo davvero molto, molto colpiti che questa vicenda emerga a distanza di tanti anni. Ringraziamo ovviamente la procura di Milano perché l'ha fatta emergere, come ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato ad una delicata, difficile e puntuale inchiesta che ha portato poi all'apertura di questo fascicolo.
Però vede, Presidente, poiché dalla lettura della stampa emerge che vi fosse una conoscenza da parte dei servizi segreti italiani, che vi fosse una conoscenza di queste persone che agivano in questo modo così assurdo e folle, noi riteniamo che, nonostante siano passati tanti anni, il Paese debba saperlo, che in particolare il Parlamento italiano debba essere informato e che su questo debba essere fatta chiarezza.
È per questo che chiediamo un'informativa urgente al Governo, è per questo che chiediamo che al Parlamento vengano fornite tutte le informazioni necessarie per fare chiarezza su una vicenda orribile che non possiamo lasciarci alle spalle.
Non possiamo pensare che sia soltanto una notizia che debba comparire su qualche trafiletto di giornale. Invece, proprio perché è un fatto grave, inaudito, violento, disumano e poiché si tratta di crimini contro l'umanità - quindi non abbiamo neanche problemi legati, diciamo così, al passaggio del tempo - riteniamo che quest'Aula, che il Parlamento italiano tutto debba essere adeguatamente informato.
Per cui le chiediamo, Presidente, suo tramite, di informare il Presidente della Camera e di chiedere con urgenza l'intervento del Governo, affinché fornisca tutte le informazioni necessarie in tutti i suoi ruoli, visto che stiamo parlando anche dei servizi segreti italiani; e visto che, comunque, il tempo è passato, ma gli atti e i documenti esistono, chiediamo che questa chiarezza venga fatta e che su questo venga fornita ogni adeguata informazione al Parlamento italiano, ai cittadini e alle cittadine italiane.
E se c'è ancora la possibilità di individuare questi criminali, che questi criminali abbiano delle pene esemplari per una faccenda, per una vicenda, per un fatto di una intollerabile violenza e di una intollerabile disumanità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.
SALVATORE CAIATA(FDI). Grazie, Presidente. Sono a fare anche io una richiesta di informativa urgente al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, circa la vicenda ampiamente riportata dalla stampa nazionale che vede coinvolto l'onorevole Roberto Fico, candidato alla presidenza della regione Campania, per un presunto ormeggio della sua imbarcazione presso il sedime del porto militare di Nisìda, nei pressi di Napoli Nìsida, area adibita…
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi…
SALVATORE CAIATA(FDI). La conoscete bene, mi sembra di vedere.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
SALVATORE CAIATA(FDI). …area adibita a funzioni logistiche e operative della Marina e dell'Aeronautica militare.
Vede, Presidente, oltre alle eventuali responsabilità che saranno appurate da chi di competenza, ci fa sorridere un atteggiamento sicuramente inopportuno da parte di chi ha sempre fatto il moralizzatore, da parte di chi è venuto qui con frasi come - le risentiamo - “aboliremo i privilegi”, “apriremo il palazzo come una scatoletta di tonno ” e oggi, ironia del destino, è chiamato a rispondere di un privilegio della sua barca…
SALVATORE CAIATA(FDI). …per andare a pesca di tonni. È quasi beffardo. Si tratta sicuramente di espressioni tipiche della doppia morale grillina, Presidente, che predica bene davanti, dicendo di voler abolire i privilegi, e razzola male dietro, poi, chiedendo ad un proprio Ministro un ormeggio privilegiato, a condizioni economiche privilegiate.
E, guardi, poco importa di che dimensioni sia la barca. L'onorevole Fico è corso a dire che si tratta di un gozzo di cittadinanza. Non fa niente. Noi non siamo ipocriti. Va bene anche se è una normale imbarcazione da diporto. Va bene anche se è un normale cabinato.
Presidente, tutto questo non è molto “fico”, me lo lasci dire. Non è molto fico questo malcostume della peggiore politica. Non è molto fico predicare bene e razzolare male. Non è molto fico …
SALVATORE CAIATA(FDI). …arrivare con le telecamere il primo giorno di Parlamento in autobus e poi ormeggiare in un'area militare la propria imbarcazione . Non è molto fico utilizzare scorte eccessive, con grande dispendio di risorse pubbliche, per motivi di sicurezza, quando questi motivi non ci sono. Non è molto fico - mi lasci dire - neanche passare da Grillo a De Luca e non è neanche molto fico dimenticare tutto quello che si è detto di De Luca pur di arrivare a occupare una poltrona.
Quindi, caro Presidente, in questo caso non possiamo dire perché il comportamento del presidente Fico non corrisponde al suo cognome. Non c'è peggiore cosa del privilegio che l'ipocrisia di chi dice di volerlo combattere e poi lo persegue come nella tradizione della peggiore politica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Quando ho sentito che dai banchi della maggioranza chiedevano un'informativa al Ministro della Difesa, ho detto: beh, un attimo di sussulto, si sono resi conto di cosa sta succedendo nel mondo, forse vogliono chiedere al Ministro della Difesa come intenderà comprare 6.800 miliardi di armi in 10 anni ? Forse vorranno chiedere cosa intenderà fare, dopo che hanno inviato armi su armi in Ucraina con una strategia purtroppo fallimentare che stanno pagando sulla loro pelle ucraini e ucraine? Forse vorranno chiedere tutto questo? Forse vogliono chiedere come mai non hanno mosso un dito davanti al genocidio in atto a Gaza ? E, invece, no. E, invece, no. Allora, assistiamo all'ennesimo squallido tentativo di piegare queste istituzioni a una campagna elettorale perenne. Ma vi dirò di più: la campagna elettorale si fa con i contenuti. Perché, mentre questa maggioranza taglia fondi per la linea metropolitana Napoli-Afragola, mentre questa maggioranza respinge i fondi per l'ospedale Santobono di Napoli dandoli, però, ad altri ospedali d'Italia mentre questa maggioranza continua con il progetto scellerato dell'autonomia differenziata che affosserà la Campania, bene, noi, invece, siamo impegnati a progettare un futuro migliore per la nostra terra.
E le dirò di più: se loro sono abituati ad andare sugli a fare ben altri accordi, come alcune inchieste hanno riportato , noi abbiamo visto, invece, le immagini di Roberto Fico che sul gozzo ci pescava... Quindi, allora, voglio dire una cosa; voglio dire che questo utilizzo della Camera dei deputati è assolutamente inappropriato. E dico anche che, quando parliamo del presidente Roberto Fico, parliamo di una persona che ha restituito 700.000 euro rinunciando alle sue indennità , che ha tagliato i vitalizi della Camera. È questo che bisogna raccontare. Altro che squallida propaganda !
PRESIDENTE. Quindi, se non ho capito male, lei è contraria all'informativa. Giusto per metterlo agli atti.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Ecco, Presidente, sono contraria all'informativa e ricordo al deputato Caiata che…
PRESIDENTE. No, no, era solo per questo. Ero solo per questo motivo. Grazie.
Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Graziano. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO(PD-IDP). Sì, grazie, Presidente. Vi confesso di essere un po' sorpreso perché mi sarei aspettato dal collega Caiata che avesse chiesto l'informativa sulle centinaia di nomine clientelari che stanno facendo in Campania non per parlare di una roba inutile e banale. Loro stanno facendo della clientela per il Governo, perché non sanno come fare, recuperando semplicemente persone e facendo trasformismo continuo. Quindi, la contrarietà è perché, se vogliono fare davvero una cosa seria, facciamo una vera richiesta di informativa, ma sulle nomine che il Governo sta facendo da due mesi a questa parte in regione Campania per provare a fare le liste in Campania a sostegno del loro candidato Cirielli che, ovviamente, come è noto, perderà le elezioni .
PRESIDENTE. Quindi, lei è contrario. Anche lei è contrario. Perfetto, per lasciarlo agli atti.
Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Toccalini. Ne ha facoltà.
LUCA TOCCALINI(LEGA). Grazie, Presidente. Sul medesimo argomento. Scopro oggi che è cambiato il Regolamento della Camera, senza che noi lo sapessimo, perché non sapevo che si potesse intervenire per dichiararsi contrari alla richiesta di un'informativa. Quindi, mi dichiaro assolutamente a favore di questa richiesta di informativa perché credo che l'ex Presidente della Camera dei deputati, quindi, non un grillino qualunque, qualcuno che ha avuto l'onere e l'onore di presiedere quello scranno su cui lei siede, debba dare assolutamente delle spiegazioni. Perché non basta un comunicato stampa, non bastano quattro righe, non bastano le urla e le grida …
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi. No, onorevole Pellegrini, per favore.
LUCA TOCCALINI(LEGA). … da parte di chi si è sempre dichiarato dalla parte del cittadino e poi, però, abbiamo visto che, sotto sotto, gli piace il potere gli piace il benessere, gli piace anche avere un gozzo, così come è stato definito, e parcheggiarlo evidentemente anche in zone un po' particolari. Però ribadisco che, a questo punto, mi dichiaro assolutamente favorevole e ci aggiungiamo alla richiesta di informativa perché è vergognoso quanto stiamo leggendo sui giornali .
PRESIDENTE. A beneficio di tutta l'Assemblea, preciso che, come da prassi precedenti, la Presidenza consente e ha già consentito - non solo questa ma tutte le Presidenze precedenti - di intervenire sia a favore che contro.
Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Patriarca. Ne ha facoltà.
ANNARITA PATRIARCA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Acquisita la prassi consolidata, volevamo esprimere anche il nostro consenso all'informativa e ci sorprende la chiusura e la contrarietà che arriva dai banchi dell'opposizione. Perché questa richiesta di chiarimento è una richiesta di chiarimento che eventualmente ci saremmo aspettati da parte loro, da parte di chi professa, da sempre, trasparenza e legalità. A fronte di una richiesta di questa maggioranza di chiarimenti, invece, troviamo come sempre un muro: un muro di gomma.
Un'ultima cosa, Presidente: se dovessimo andare a conteggiare le risposte clientelari che 10 anni di gestione della regione Campania del centrosinistra hanno determinato e soprattutto le ultime nomine dei dirigenti della regione Campania, per le quali si è espressa la giustizia amministrativa, penso che da quest'Aula non ne usciremmo neanche tra 3 ore. Quindi, fare campagna elettorale oggi su queste cose non fa bene a nessuno. Non fa bene a quest'Aula del Parlamento, ma soprattutto non fa bene alla Campania. Ribadiamo, in conclusione, la nostra adesione, il nostro appoggio alla richiesta di informativa da parte del collega di Fratelli d'Italia
PRESIDENTE. Se su questo argomento non ci sono altri interventi, passiamo a un'altra richiesta di intervento sull'ordine dei lavori…Bonafe', su questo argomento? Allora, c'è l'onorevole Mari che ha chiesto di intervenire su un altro argomento. È su un altro argomento … deputata Bonafe', non è sull'argomento… è un altro; se viene qui cortesemente perché dobbiamo registrarlo. Quindi, nel frattempo diamo la parola sull'ordine dei lavori, su un altro argomento, all'onorevole Mari.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Noi, invece, chiediamo che venga a riferire in Parlamento il Ministro Giorgetti, il Ministro dell'Economia. Spiego il perché: qualche giorno fa il presidente dell'Istat, Chelli, di fronte alle Commissioni bilancio di Camera e Senato, ha affermato che oltre l'85 per cento delle risorse derivanti dal taglio della seconda aliquota Irpef andrebbe alle famiglie dei quinti più ricchi. Questa è la dichiarazione del presidente dell'Istat.
Ieri, leggiamo su le parole del Vice Ministro dell'Economia, Leo, il quale, invece, ha dichiarato che il 75 per cento degli sconti Irpef inseriti in manovra economica andrebbe ai contribuenti che dichiarano meno di 50.000 euro, specificando che i beneficiari reali sarebbero i soggetti con redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro, che sono tutt'altri soggetti rispetto a quelli indicati nella dichiarazione del presidente dell'Istat.
Ora non è possibile che si siano sbagliati per il mestiere che fanno e per le responsabilità che hanno, perché, appunto, uno è il Vice Ministro dell'Economia con delega alle finanze e un altro è il presidente dell'Istat, che ci fornisce i dati, i numeri e le analisi fattuali sulle quali noi facciamo poi le nostre valutazioni di ordine politico. Quindi, nella migliore delle ipotesi, almeno uno dei due o gioca con le parole o mente.
Quindi, signor Presidente, per cortesia sarebbe utile che venga in questa Aula il responsabile del Dicastero del Vice Ministro Leo, quindi il Ministro Giorgetti, perché noi non possiamo scoprire la verità su una questione così importante e così dirimente da qui in avanti per le prossime settimane e i prossimi mesi, quelli nei quali discuteremo la manovra finanziaria, e non possiamo scoprire la verità quando 14 milioni di lavoratrici e di lavoratori avranno la prima busta paga del 2026. Sarà troppo tardi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.
LUIGI MARATTIN(MISTO). Grazie, Presidente. Io mi dissocio da questa richiesta per un motivo molto semplice. Penso che il Ministro Giorgetti dovrebbe passare più tempo al Ministero dell'Economia a capire come affinare il taglio di tasse, perché per essere chiamati a rispondere su una cosa del genere in realtà non basta ascoltare il Ministro dell'Economia, cioè non serve chiamare il Ministro dell'Economia, ma basta guardare la distribuzione dei redditi Irpef. Gli ultimi due quinti della distribuzione Irpef, collega, partono da 24.000 euro all'anno. Basta guardare la distribuzione Irpef e capire quali sono i due quinti più ricchi. Cioè, non è che ogni volta che si nomina la parola “ricchi” dovete pensare che stiamo pensando ai nababbi. Il 40 per cento, cioè gli ultimi due quinti della distribuzione Irpef, partono da circa 24.000-25.000 euro all'anno, che sono 1.400 euro netti al mese. Quindi, quello che l'Istat è venuto a dire è che l'85 per cento delle risorse è destinato dai 1.400 euro netti al mese in su. Può andare sul sito del Dipartimento delle finanze, collega, e controllare. Quindi, è perfettamente compatibile con l'altra affermazione. Dunque, invece di chiamare i Ministri qui a perdere tempo, chiediamo che rimangano al Ministero a lavorare e a fare, secondo il nostro punto di vista, un lavoro migliore di quello che è stato fatto col taglio Irpef in legge di bilancio.
PRESIDENTE. Quindi, mi perdoni, agli atti lei è contrario all'informativa…
LUIGI MARATTIN(MISTO). Sono contrario perché, per rispondere a quella domanda, basta leggere la distribuzione dei redditi Irpef, che forse bisognerebbe farla un po' meglio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie. Invece noi ci associamo alla richiesta di informativa in Aula, perché non basta rispondere con comunicati stampa rispetto a queste richieste, non basta fare soltanto articoli sui giornali. Bisogna venire qua, in Parlamento, e rispondere, perché avete venduto questa legge di bilancio come una riduzione delle tasse per tutti, invece non è una riduzione delle tasse per tutti ma soltanto per il ceto medio-alto. Quindi, va benissimo ridurre le tasse, ma non vendetela come riduzione delle tasse.
Dico di più. Visto che viene Giorgetti, magari potrebbe venire anche a rispondere su dove sono finiti i famosi 49 milioni , perché non basta rispondere a queste accuse con i comunicati stampa, non basta fare questo, ma bisogna venire in Aula a rispondere. Quindi, prima di fare la morale agli altri, magari bisogna pensare agli scheletri nel vostro armadio, che sono enormi. C'è un ossario di scheletri nei vostri armadi.
Poi posso dire che effettivamente oggi mi sono accorto che c'è stato un errore gravissimo del MoVimento 5 Stelle in questi anni ed è quello di aver fatto eleggere il collega Caiata in Parlamento . Questo è stato uno degli errori più gravi che il MoVimento 5 Stelle ha fatto. Quindi, di questo io mi prendo la responsabilità come rappresentante del MoVimento 5 Stelle .
PRESIDENTE. Mi pare che su questo argomento nessun altro intenda intervenire.
Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori e su altro argomento, la deputata Bonafe'. Ne ha facoltà.
SIMONA BONAFE'(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questa mattina, in chiusura dei lavori d'Aula, avevo chiesto, insieme agli altri capigruppo di opposizione, di poter avere la convocazione della Conferenza dei capigruppo. Non avendo avuto nessuna notizia in merito, Presidente, io sono a rivolgere nuovamente a lei questa richiesta, perché lei è sicuramente persona preparata e competente, ma le voglio ricordare quanto è successo questa mattina.
È da due giorni che, come lei ben sa, noi stiamo esaminando un provvedimento anche molto delicato, che è quello sul consenso informato in ambito scolastico. Ebbene, in questi due giorni noi siamo sempre intervenuti nel merito, esprimendo le nostre perplessità su questo provvedimento e facendo su ogni emendamento interventi che andavano a puntualizzare le nostre proposte di modifica.
Dopo due giorni che stiamo discutendo di questo, si è presentato il Ministro Valditara, che evidentemente ha sentito il dovere di prendere parte ai nostri lavori d'Aula, ma non per ascoltare quello che avevamo da dire e semmai per intervenire. In 10 minuti, o poco più, il Ministro è riuscito a non ascoltare, a intervenire, a dire all'opposizione che si doveva vergognare e dopodiché ha preso e se ne è andato. Presidente, noi riteniamo che questo sia un atteggiamento poco rispettoso nei confronti di questa istituzione. Quando si giura sulla Costituzione bisognerebbe avere rispetto del Parlamento e stamattina il rispetto non ci è stato mostrato. Ma le dico di più, Presidente. Noi non solo non ci vergogniamo del nostro lavoro, ma non consideriamo nemmeno scuse quelle che il Ministro sta facendo filtrare sui giornali e, se prendiamo i verbali dei nostri lavori di questa mattina, tutti potranno capire che di scuse non si è trattato.
Allora, Presidente, siccome secondo noi non ci sono le condizioni per poter continuare l'esame in serenità su un provvedimento così delicato, chiedo che ci sia una convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo e, comunque, noi andremo avanti a stigmatizzare questo atteggiamento irrispettoso e anti-istituzionale del Ministro con ogni possibilità che avremo di giocare e di tenere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per unirmi alla richiesta della collega di convocare il prima possibile una Conferenza dei presidenti di gruppo, al di là dei toni dell'intervento del Ministro forse non adatti a quest'Aula, ma purtroppo siamo abituati che il dialogo maggioranza-opposizione non sia più nel merito ma avvenga a furia di insulti. Forse, addirittura, la Conferenza dei presidenti di gruppo dovrebbe riflettere se rimandare questo provvedimento in Commissione, perché le dichiarazioni del Ministro ci dicono di vergognarci per aver detto che c'è un legame tra il fenomeno dei femminicidi e la presenza o meno dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole quando questo è un qualcosa che è venuto fuori fortemente in tutte le audizioni.
Forse, dovremmo tornare ad ascoltare nuovamente le evidenze che ci danno fior fiore di accademici, di studi e di dati sul fatto che togliere o potenzialmente depotenziare l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, mettendola soggetta a un consenso informato, quindi a una potestà genitoriale, potrebbe avere conseguenze. Quindi, non siamo noi gli allarmisti e non siamo noi che non leggiamo o che ci dovremmo vergognare. Noi, al contrario, abbiamo ascoltato tutti gli esperti che ci hanno detto che questo potenziale esiste.
Dunque, torniamo a riflettere su questo provvedimento, perché non è questione di vergognarsi, ma è questione di avere a cuore il futuro del Paese, di eliminare la violenza di genere e questo - lo diciamo sempre - è un tema comune, eppure qui ci stiamo dividendo su un provvedimento che va a minare proprio questa lotta, che più comune di così non può essere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Ovviamente, mi associo a quanto detto dalle colleghe che mi hanno preceduto, cioè alla richiesta di convocare una Capigruppo, perché è evidente che in questo momento non c'è la serenità per continuare ad affrontare un provvedimento così delicato, visto anche l'atteggiamento del Governo e la classica arroganza che lo contraddistingue. Devo dire, però, non tutti gli esponenti del Governo, perché abbiamo qui la Sottosegretaria Frassinetti che, comunque, segue tutti i provvedimenti.
Ma certamente non possiamo accettare la sceneggiata che il Ministro Valditara è venuto a fare questa mattina in Aula, quasi a voler fare un rimprovero, quasi a voler fare una predica a noi dell'opposizione, che stiamo portando avanti quello in cui crediamo, quello per cui una parte degli italiani ci ha votato e ci ha eletto e, quindi, per rappresentare un punto di vista alternativo sui temi dell'affettività e della sessualità e sulla loro importanza, affinché si affrontino nel percorso scolastico di crescita che fanno i nostri ragazzi e le nostre ragazze.
Quindi, in mancanza di questa Capigruppo, finché non verrà convocata continueremo ad intervenire, continueremo a rappresentare quello in cui crediamo, continueremo a raccontare in quest'Aula e agli italiani tutto ciò che abbiamo ascoltato durante il ciclo di audizioni in Commissione cultura, che rappresenta sicuramente una parte importante di ciò che anche la maggioranza avrebbe dovuto prendere in considerazione.
E dispiace che questo clima si sia venuto a creare in Aula, ma noi della Commissione cultura un po' ce lo aspettavamo, perché non è che in Commissione cultura ci sia stato un clima differente. Infatti voglio ricordare che tantissimi dei soggetti che sono stati auditi durante l'esame del provvedimento in Commissione spesso sono stati redarguiti, sono stati intimati quasi a non portare avanti le proprie idee, con continui interventi da parte di alcuni esponenti della maggioranza. Quindi constatiamo che, di fatto, il Ministro Valditara non fa che replicare un atteggiamento che già è abbastanza diffuso nella maggioranza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Boschi. Ne ha facoltà. Poi, a seguire, la deputata Piccolotti. Prego.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per unirmi alla richiesta degli altri esponenti delle opposizioni, dei capigruppo, per convocare il prima possibile una Conferenza dei presidenti di gruppo. E la prego, Presidente, anche di riportare al Presidente Fontana un po' di stupore da parte nostra, perché è raro che, di fronte a una richiesta congiunta di tutte le opposizioni, il Presidente della Camera decida di non convocare una Capigruppo, soprattutto dopo quello che è avvenuto in Aula questa mattina.
Perché io sono in Parlamento ormai da alcuni anni e devo dire che, pur avendo visto Governi di colori diversi, non ricordo un Ministro che si sia presentato in Aula senza prendere parte mai ai lavori in Commissione su questo provvedimento - e, quindi, senza mai aver avuto un confronto nel merito con i parlamentari -, senza mai aver partecipato ai lavori di quest'Aula - e, quindi, senza mai essere entrato nel merito del provvedimento con i parlamentari -, venire, presentarsi cinque minuti e offendere le opposizioni dicendo che si devono vergognare semplicemente perché portano in quest'Aula le loro opinioni e le loro proposte di modifica, che, peraltro - ci tengo a sottolinearlo -, non sono proposte di modifica nel merito fatte in modo ideologico, pretestuoso o strumentale, sono modifiche ragionate in base anche alle audizioni e alle opinioni dei principali esperti in materia, nonché di quegli organismi, che per questa maggioranza probabilmente non rappresentano più niente, quali l'OMS e l'UNESCO, visto che pensa addirittura di uscire dall'OMS.
Questo per dire nel merito quello che stiamo sostenendo. E ci tengo a sottolinearlo alla Sottosegretaria perché se ne faccia portavoce con il Ministro: visto che il Ministro Valditara spesso ha voluto portare l'esempio di Gino Cecchettin e del suo insegnamento proprio come ispiratore, in parte, delle linee guida del Ministro sull'educazione relazionale, allora, forse, il Ministro Valditara poteva andare in Commissione femminicidio e ascoltare Gino Cecchettin che spiegava che l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole è fondamentale per la prevenzione dei femminicidi. Quindi non abbiamo detto niente che sia così fuori da quello che sostengono psicologi, medici, associazioni, esperti della materia.
E già che ci siamo, Presidente, io invito il Ministro Valditara, se proprio vuol chiedere a qualcuno di vergognarsi per le sue espressioni e per quello che pensa di poter introdurre nelle scuole, non di venire in Parlamento a farlo con le opposizioni, ma di andare a una bella riunione del suo partito, della Lega, e spiegare al vice segretario del suo partito, all'onorevole Vannacci, che lui deve vergognarsi quando propone classi differenziali per le persone con bisogni speciali o quando ci spiega che la marcia su Roma non è stata un colpo di Stato, ma poco più di una manifestazione folcloristica . Ecco, a lui deve dire di vergognarsi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella, in sostituzione della deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Mi unisco alle richieste della collega Boschi e di chi ha precedentemente chiesto al Presidente della Camera che la Conferenza dei presidenti di gruppo venga riunita. È del tutto evidente che l'opposizione, anche attraverso questi ultimi interventi, ha dimostrato di non poter continuare il confronto e il dibattito sul provvedimento prima che sia stata presa in considerazione la richiesta comune rivolta al Ministro perché ci sia una spiegazione rispetto al suo comportamento. Io gli suggerirei anche di chiedere scusa, non tanto all'opposizione, ma al Parlamento perché noi abbiamo espresso non soltanto con disciplina e onore le nostre opinioni, ma abbiamo anche rappresentato una importante parte del nostro Paese, non soltanto i soggetti organizzati e istituzionali di cui parlava la collega Boschi, ma coloro che ci hanno votato, che, guardate, sono alcuni milioni. Quindi, rispetto non solo per l'opposizione, ma anche per i tanti elettori e le tante elettrici che noi abbiamo il dovere, oltre che l'onore, di rappresentare in questa Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Per ribadire la richiesta avanzata dai colleghi delle opposizioni e anche esprimere un po' lo stupore nel non aver avuto una risposta affermativa già nel primo momento in cui l'abbiamo avanzata, al termine della fase mattutina della seduta. Noi siamo convinti che oggi ci sia stata una mancanza di rispetto grave nel comportamento del Ministro nei confronti delle opposizioni e del Parlamento. Il Ministro, probabilmente, non era informato o ha dimenticato il fatto che in quest'Aula, nella giornata di ieri, il relatore di questo provvedimento ha dato parere favorevole a un emendamento delle opposizioni, che è anche un emendamento che è stato fatto presentare da una collega della Lega, per tornare indietro rispetto a una modifica che in Commissione c'era stata su questo testo.
Cosa intendo dire? Che, evidentemente, la stessa maggioranza e lo stesso Governo hanno dovuto prendere atto del fatto che il lavoro delle opposizioni non è così pretestuoso, non è così ideologico e se un eccesso di ideologia, se un eccesso di carica, mi viene da dire ossessiva, nell'affrontare il tema di cui stiamo parlando c'è stato, questo è stato proprio da parte della maggioranza. Allora, deve esserci un momento di ricucitura e deve esserci anche un momento, a nostro avviso, di scuse che il Ministro deve rivolgere a quest'Aula. La rabbia e l'aggressività con cui il Ministro è intervenuto questa mattina - e può accadere a tutti, nel confronto pubblico e parlamentare, di scivolare in questo tipo di toni - non devono fare parte di un confronto che può essere duro, ma che non deve mai arrivare al livello che abbiamo visto stamattina.
PRESIDENTE. Mi sembra che su questo argomento non ci siano altri interventi. Io ho immediatamente fatto avvisare il Presidente e al momento non risulta convocata la Conferenza dei presidenti di gruppo. Pertanto, non avendo io altro potere decisionale, proseguirei sull'ordine dei lavori, così come… Chi? L'onorevole Grimaldi? Va bene. Allora, intanto abbiamo informato il Presidente e vediamo che ne sortisce.
Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Ha ragione, lei non ha questo potere ma tutti insieme possiamo esprimere la volontà - e lo dico già con una richiesta di voto da parte dell'Assemblea - per sospendere i lavori per la prossima ora e mezza, in attesa che nei prossimi minuti il Presidente della Camera dei deputati accolga la nostra richiesta e così, possiamo darci un termine, una sospensione alle 18,30, potrà essere convocata a tutti gli effetti una Conferenza dei presidenti di gruppo così potendo decidere se proseguire o no i lavori. E in quella sede decidere, visto che ci sono tante alternative, che se non verrà presa in considerazione questa richiesta, potremmo poi richiedere formalmente anche con i voti nei prossimi minuti.
Però, Presidente, vorrei utilizzare questi pochi minuti ancora a disposizione per rivolgere un appello ai nostri colleghi. Io vorrei fosse chiaro questo, lo dico a tutta la maggioranza: noi siamo pronti a discutere con voi in qualsiasi momento e siamo pronti ad accogliere, come voi spesso accogliete anche in silenzio, le vostre ire, i vostri dubbi, la vostra voglia di dire che, in qualche modo, quello che diciamo è sbagliato. Però - lo ripeto - qui c'è un qualcosa che non si comprende fino in fondo e non l'ha compreso Valditara fino in fondo. Che i ministri, e nel suo caso doppiamente, non sono dei deputati, soprattutto quando intervengono dai banchi del Governo; non possono permettersi senza aver ascoltato la discussione di venire qui e spiegare ai deputati di opposizione che non hanno letto, per poi chiudere l'intervento dicendo che si devono vergognare. E invece di chiedere scusa, balbettare prima il fatto che forse queste cose non erano state dette in Aula.
Allora io dico, ma almeno la decenza di ascoltare in o di farsi dire dove quella tal parola che lui riteneva vergognosa è stata detta. Almeno questo, la decenza. E poi - lo diciamo al Ministro dell'Istruzione italiana - ma guardi che la lingua italiana è una scienza perfetta. Ma come si fa a dire “vergognatevi” rivolgendosi all'opposizione e dire “no, no, ma non ce l'avevo con voi”. Presidente, lo dico così perché sembra che da questa parte, qui, ci siano dei bambini. Anche fossimo degli alunni, un docente così è un docente che non sa fare l'insegnante. Lo possiamo dire? E possiamo dire che se qualcuno pensa di essere in una classe, nessun preside scambia l'autorevolezza con l'autoritarismo. Allora, io non so se questo fa parte di quel patriarcato che dobbiamo sconfiggere, non so se fa parte di quell'educazione che dobbiamo immettere, non solo volontariamente, nelle scuole, ma di certo, un Ministro che ha quelle responsabilità addosso non si può permettere di fare quello che ha fatto per poi andarsene via facendo l'offeso, non essendo riuscito nemmeno a dire “scusa, mi vergogno di quello che ho fatto” .
PRESIDENTE. Dunque, sulla proposta di sospensione della seduta nei termini precisati dall'onorevole Grimaldi, essendo giunte alla Presidenza più richieste di intervento ai sensi dell'articolo 45 del Regolamento, darò la parola a un deputato per gruppo secondo le prenotazioni, per non oltre cinque minuti. In questo caso, a favore hanno chiesto di intervenire prima l'onorevole Casu e poi la deputata Baldino. Prego, onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per sostenere la proposta avanzata dall'onorevole Grimaldi, ma anche per invitare tutta l'Aula a cercare di riportare, e forse il tempo di una sospensione può essere il tempo necessario, questa discussione a quella che avrebbe dovuta essere. Noi siamo rimasti sconcertati dal modo in cui è precipitato sul dibattito di quest'Aula il Ministro Valditara. Perché prima non ha preso parte, non ha ascoltato, e le cose che ha detto dimostrano che non ha sentito quelle che sono state le critiche che, in maniera molto chiara, molto netta e anche molto rispettosa dei ruoli istituzionali, le forze di opposizione hanno argomentato in quest'Aula e poi, dopo, non si è scusato delle parole che ci ha rivolto, ma si è scusato del fatto di andare via.
Ecco, io penso che sia di gravità assoluta. I lavori parlamentari non possono essere retti solo ed esclusivamente dai richiami alla responsabilità nei confronti delle forze di opposizione. Ci deve essere in quest'Aula anche una forma di responsabilità da parte di chi fa parte del Governo, di chi fa parte delle forze di maggioranza, perché è qui che manca e che si rompe un rapporto di lealtà reciproca che deve contraddistinguere i nostri rapporti. Quindi, con grande forza e con grande nettezza, abbiamo visto subito dopo l'intervento del Ministro Valditara concitazione, anche tra le forze di maggioranza, posizioni diverse. Io voglio pensare, voglio credere, che tanti colleghi di maggioranza come di opposizione siano rimasti colpiti e sconcertati dalla gravità di tali affermazioni.
Se serve il tempo di una sospensione per valutare una Conferenza dei presidenti di gruppo, per valutare uno strumento per poter riportare questa discussione a quello che deve essere, cogliamo questa opportunità. Abbiamo chiarito in maniera molto forte e netta con l'intervento di Simona Bonafe', con gli interventi di tutti i rappresentanti dei gruppi di opposizione, che ringrazio anche per la responsabilità che hanno dimostrato in quest'Aula non reagendo alle provocazioni che continuamente vengono rivolte dai banchi del Governo nei nostri confronti. Ed io veramente penso che sia un merito di cui vi dobbiamo e ci dobbiamo essere grati. Noi siamo disponibili a riportare questa discussione a quello che deve essere, a confrontarci in Capigruppo, ma di fronte a questa richiesta non può esserci una mancanza di risposta. Non c'è stato nemmeno detto che avete intenzione di convocare una Capigruppo nelle prossime ore. C'è stato solo detto: “riferiremo”. Ecco, è il momento non solo di riferire ma anche di rispondere - e ci rivolgiamo a lei, Presidente, con grande rispetto -, noi siamo qui e resteremo qui, useremo tutti gli strumenti regolamentari a nostra disposizione per opporci alla mancanza di rispetto del Ministro Valditara nei confronti non solo dell'opposizione, ma di tutto il Parlamento. E potete decidere di votare a favore o contrario alla sospensione dei lavori, ma, fino a quando il Ministro Valditara non chiederà scusa, i lavori non riprenderanno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, signor Presidente. Intervengo per associarmi alla richiesta di sospensione testé formulata dal collega Grimaldi, fintanto che non venga convocata la Conferenza dei capigruppo come richiesto alla fine della seduta antimeridiana. Crediamo che quello che è accaduto in Aula questa mattina sia di una gravità inaudita e che non possa in alcun modo passare inosservato. Non tanto perché da questa parte, adesso, c'è questa parte politica che rappresenta l'opposizione che è stata sostanzialmente insultata dal Ministro questa mattina in Aula, ma proprio perché domani, all'opposizione, ci potreste essere voi.
Penso che, a parti inverse, a parti invertite, la stessa richiesta di scuse sarebbe arrivata anche dagli esponenti della maggioranza odierna, se fosse opposizione. Perché non è accettabile che un Ministro della Repubblica venga in Aula, senza ascoltare un dibattito, che è stato serio, approfondito e preciso sul tema, e accusi l'opposizione, non soltanto dicendole di vergognarsi ma - io ho ascoltato e riascoltato il video dell'intervento del Ministro Valditara - il Ministro Valditara ha anche detto che da questa parte sono arrivate solo “balle” rispetto al provvedimento. E questo è un insulto anche agli uffici che lavorano e aiutano, coadiuvano il lavoro dei parlamentari.
Perché dietro ad ogni nostro intervento, ad ogni nostro emendamento, ad ogni nostro atto, c'è uno studio approfondito, ci sono professionisti che lavorano per fare in modo che i parlamentari possano portare avanti il proprio lavoro.
Quindi, proprio per restituire a quest'Aula il rispetto che le è stato tolto questa mattina, credo che sia fondamentale e dirimente che la seduta dell'Aula venga sospesa e che si attenda la pronuncia del Presidente della Camera sulla richiesta della convocazione di una Capigruppo, per capire come proseguire i nostri lavori in maniera ordinata, rispettosa, abbassando i toni, accogliendo anche la richiesta della Presidenza di turno della seduta antimeridiana di abbassare tutti i toni e di tornare a un dibattito franco, ma rispettoso di tutti i ruoli.
Questo rispetto questa mattina non c'è stato ed è stato anche un bruttissimo segnale per i ragazzi e le ragazze che erano in tribuna e che assistevano ai nostri lavori e per tutti coloro che hanno avuto modo di ascoltare quello che è successo in Aula.
La politica, ma soprattutto le istituzioni e chi rappresenta, chi governa un Paese devono dare l'esempio. Ecco, io penso che il Ministro abbia dato un pessimo esempio e che debba venire in quest'Aula a chiedere scusa; e che il Presidente della Camera si faccia garante del rispetto dell'Aula, dei deputati, di tutti i deputati e le deputate, non solo di quelli di maggioranza, ma anche di quelli dell'opposizione, e che, quindi, venga convocata immediatamente una Conferenza dei presidenti di gruppo.
Altrimenti noi ci associamo anche alla proposta del collega Casu: utilizzeremo tutti gli strumenti che i Regolamenti parlamentari ci mettono a disposizione per fare in modo che la nostra richiesta venga accolta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Anch'io mi unisco ai colleghi nel dire che non si può andare avanti come se niente fosse. Tutti noi, penso, avremmo preferito passare questa giornata a entrare nel merito non solo di questo provvedimento, ma anche di altri importantissimi, per esempio, sulla sanità per gli italiani all'estero, perché il nostro mestiere è argomentare, emendare, proporre, essere parte del dibattito.
Purtroppo, il Ministro è venuto in quest'Aula facendo tutt'altro. Avrei amato sentire le sue obiezioni ai nostri emendamenti, gli argomenti, anche giustificare un disegno di legge che, pure, io trovo profondamente sbagliato, anzi pericoloso per questo Paese.
Invece non abbiamo avuto nulla di tutto questo: non abbiamo avuto la normale dialettica tra maggioranza e opposizione; non abbiamo avuto un dibattito nel merito di un provvedimento che sta scaldando i cuori. Ed è giusto che scaldi i cuori, ma non siamo al bar, non siamo seduti su un divano a discutere, siamo in un'Aula istituzionale e, come tale, ci aspetteremmo che venissero rispettati i toni e i ruoli.
È un Ministro, non è il mio migliore amico e, soprattutto, questo è un provvedimento che avrà un impatto potenzialmente immenso sui bambini, sulle bambine, sulle famiglie, sul nostro sistema scolastico che, a invarianza finanziaria, si dovrà inventare attività alternative per chi non farà l'educazione sessuo-affettiva. E si dovrà sperare che le famiglie abbiano la buona creanza di dire: beh, forse è il caso di mandare i figli a imparare qualcosa che, forse, la famiglia non può insegnare.
In questo dibattito giusto, ideologico nel senso più puro del termine, di avere un'idea, una visione del Paese molto diversa, chiaramente, di qua e di là, noi abbiamo invece assistito a una scena che non è degna di quest'Aula.
Quindi, la sospensione non è per rompere le scatole, se posso usare questi termini, ma è veramente per dare un minimo di dignità ai nostri lavori, un minimo di dignità anche alle richieste delle opposizioni, perché non siamo qua a fare , siamo qua a cercare di migliorare il Paese. Non solo questo provvedimento non lo fa, ma la maniera in cui è stato trattato in quest'Aula ha veramente tolto qualunque volontà di dialogare in maniera costruttiva, che pure è quello che noi Nazione cerchiamo sempre di fare.
PRESIDENTE. Credo di avere capito che, in ordine all'associarsi alla richiesta dell'onorevole Grimaldi, non ce ne siano altri. Quindi, chiedo se vi sia qualche collega che intende intervenire contro. Aiutatemi alzando la mano, eventualmente. Nessuno.
Passiamo ai voti sull'istanza di sospensione come definita dall'onorevole Grimaldi e altri deputati.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di sospensione della seduta sino alle ore 18,30.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 34 voti di differenza.
Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Credo che quanto sta avvenendo in quest'Aula sia molto grave. Mi risulta che non ci siano molti precedenti di Conferenze dei presidenti di gruppo negate, quando a chiederla è la totalità dei capigruppo delle forze di opposizione.
Qui si stanno calpestando prassi per impedire a questo Parlamento di fare un dibattito consapevole e ordinato.
Allora, Presidente, io credo che dovremmo sospendere l'analisi di questo provvedimento e passare al punto seguente dell'ordine del giorno, anche perché è bene che il Ministro Valditara abbia il tempo e l'agio di riorganizzare la sua agenda per essere presente qui e seguire il prosieguo del dibattito .
È stata davvero, forse, la parte più brutta del suo intervento: presentarsi, parlare con veemenza, lanciare accuse e non ascoltare le nostre risposte. È molto grave, anche perché il provvedimento porta la sua prima firma. Sarebbe dovuto venire in Commissione, magari, a sentire qualche audizione, per comprendere quali sono le obiezioni, anche di natura tecnica; sarebbe dovuto venire qui ad ascoltare il nostro dibattito e, con calma e moderazione, come fanno tutte le persone perbene, tanto più quando ricoprono la carica di Ministro, avrebbe dovuto, magari, alla fine, replicare alle nostre obiezioni. Invece ha mancato completamente di rispetto a questo luogo.
Allora, noi vogliamo dargli l'occasione di riparare a questa mancanza di rispetto, visto che non ha saputo nemmeno chiedere scusa. Somiglia un po' a Fonzie - ve lo ricordate? - che non riusciva a pronunciare la parola “scusa”. Ecco, gli diamo l'occasione, passando al prossimo punto dell'ordine del giorno, di riorganizzare l'agenda, venire qui e ascoltare il dibattito, come un Ministro degno di questo nome dovrebbe fare .
PRESIDENTE. Rispetto all'istanza della deputata Piccolotti, chiede di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà. Qua, ovviamente, applico l'articolo 45 del Regolamento, come poc'anzi detto.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Come giusto dice, Presidente, direbbe il tale. Grazie, Presidente. Guardi, mi verrebbe spontaneamente da dire: chi sono io per non seguire le legittime richieste della collega Piccolotti? E aggiungo ancora di più. La collega Piccolotti utilizzava l'espressione “rispetto” e io condivido, noi condividiamo che sono un po' di ore che discutiamo sul rispetto o sul mancato rispetto, rispetto alle condizioni dell'Aula del Parlamento, del rapporto tra Governo e Parlamento.
E, se noi tutti volessimo rispettarci un po' di più e volessimo anche rispettare chi stancamente - se ne troviamo ancora qualcuno - in questo preciso istante sta seguendo questo dibattito parlamentare, che a tratti diventa quasi surreale per quanto è accaduto questa mattina, allora, a questo punto, Presidente, noi staremmo esattamente a chiedere di invertire l'ordine dei lavori e sospendere il lavoro su questo provvedimento.
Perché noi crediamo che quello che è accaduto sia un fatto gravissimo. Credo che la Conferenza dei presidenti di gruppo, non fosse altro per chiarire le posizioni e le regole del gioco, sia il minimo essenziale che le regole della democrazia e del funzionamento democratico richiedono. A questo punto, rispettiamo persone che attendono di vedere in quest'Aula un provvedimento che nasce esattamente dai banchi della maggioranza, un provvedimento però ampiamente condiviso, passiamo a trattare le vicende sanitarie degli italiani all'estero.
Almeno cerchiamo di rendere produttiva la giornata e le ore che verranno e nel frattempo avremo politicamente, dal punto di vista regolamentare, anche il tempo per smussare i toni, per capirci e probabilmente per immaginare, visto che il Ministro Valditara è il Ministro dell'istruzione, l'istruzione che cosa coltiva, Presidente? Lei che è uomo saggio lo sa meglio di me: non coltiva certezze, ma coltiva il dubbio della riflessione. Allora noi siamo qui esattamente ad auspicare che il Ministro Valditara possa coltivare il dubbio della riflessione e maturare nel dubbio della riflessione - mi passi il termine molto in voga nella destra italiana - il buonsenso per ripristinare le regole civili di convivenza e di trattazione dell'ordine del giorno in questo ramo del Parlamento .
PRESIDENTE. Grazie, per avermi detto che sarei saggio, spero sia vero, al di là della battuta, consentitemela. Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Io penso che sia una richiesta assolutamente ragionevole quella alla quale hanno fatto riferimento i colleghi che mi hanno preceduto e anche noi ci associamo a questa richiesta, perché si darebbe il tempo al Ministro di ritornare in Aula e di rispondere ai tanti quesiti che l'opposizione ha posto, invece di rispondere malamente e apostrofando in modo assolutamente - torno a dirlo io adesso - vergognoso i parlamentari dell'opposizione.
Ma anche perché, parliamoci chiaro, questo provvedimento risulta assolutamente divisivo, il tema è delicato, ci sono posizioni a tratti inconciliabili. Noi, tra l'altro, abbiamo tutta l'intenzione di illustrare con calma gli emendamenti, gli ordini del giorno che abbiamo proposto, per migliorare un testo, Presidente, me lo lasci dire, assolutamente sciatto. Vorremmo che il Ministro potesse ritornare qui in Aula, anziché andare in giro per le regioni, che sono attualmente in campagna elettorale, per fare la sua campagna elettorale. Io ho letto, tra l'altro, da un'agenzia che sarà in un istituto scolastico, a questo punto a fare campagna elettorale, cosa che trovo assolutamente disdicevole per un rappresentante del Governo. Penso che negli istituti scolastici non si dovrebbero assolutamente esprimere opinioni politiche, proprio perché ci deve essere una libertà dell'insegnamento e anche la libertà per gli studenti di formarsi autonomamente le proprie opinioni in materia politica.
Comunque, io voglio ancora rimarcare un'altra cosa. La necessità dell'educazione sessuale, penso sia emerso da questi dibattiti, non è qualcosa di necessario solo per prevenire il fenomeno dei femminicidi, che già di per sé darebbe un'amplissima motivazione del perché debba essere istituita in ogni scuola e grado; non è solo per prevenire gravidanze indesiderate, perché è stato detto dai colleghi dell'opposizione che una delle motivazioni potrebbe essere questa, ma non è solo questa; non è nemmeno, secondo me, per prevenire malattie sessualmente trasmissibili. Tutte queste motivazioni, secondo me, tolgono il vero valore all'educazione sessuale, ne danno una minima parte, ma c'è qualcosa di più, Presidente, che io voglio dire a quest'Aula. La sessualità - diciamocelo chiaramente e spero che tutti i colleghi ne convengano - è un aspetto fondamentale, prioritario dello sviluppo del sé, della personalità. Voler negare una cosa del genere significa, oltre ad avere delle opinioni assolutamente retrive e, come dire, lontane nel tempo - dicevo per l'appunto prima che, ahimè, alcuni membri della maggioranza hanno delle concezioni assolutamente “freezate” a un'epoca che non è più, ma non è solo questo -, disconoscere il valore dell'insegnamento di questo importantissimo, ma veramente determinante aspetto della crescita della personalità
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Boschi. Ne ha facoltà.
MARIA ELENA BOSCHI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per unirmi alla richiesta dell'onorevole Piccolotti, anche perché alcuni sostengono che il Governo sia ospite in quest'Aula. Io non so se sia così, ma so che un ospite solitamente non si presenta a casa di altri, offende i presenti e poi se ne va senza nemmeno ascoltare la risposta. È un ospite un po' maleducato ecco Quindi, penso sia giusto che questo ospite abbia la possibilità di venire in quest'Aula ed eventualmente aggiustare il tiro, magari spiegarci che l'abbiamo frainteso, che non voleva dire questo.
Comunque, noi siamo felici che il Ministro possa venire in Aula, che possa partecipare al dibattito, perché credo che dal confronto parlamentare magari possano derivare, anche per il Ministro, delle considerazioni diverse sul provvedimento, magari potrebbero trovare accoglimento anche alcuni degli emendamenti che abbiamo proposto, potrebbe essere un dialogo costruttivo. Anche perché ricordo a tutti noi che è un provvedimento in cui ci è stato chiesto di segnalare gli emendamenti, quindi, per quanto riguarda il mio gruppo, per esempio, noi avremo la possibilità di discutere due soli emendamenti tra quelli che abbiamo presentato; non c'è, pertanto, un ostruzionismo sul provvedimento, ma una discussione di merito. Allora, io credo che la richiesta dell'onorevole Piccolotti di sospendere l'esame di questo provvedimento, passare all'altro punto all'ordine del giorno, per avere nel frattempo la possibilità magari di avere una risposta - io mi auguro positiva - dal Presidente Fontana, sulla richiesta di Capigruppo che abbiamo fatto, possa essere vista positivamente anche per ricostruire un clima di maggior serenità sull'esame di questo provvedimento.
Io credo che le opinioni probabilmente resteranno distanti tra maggioranza e opposizione sulla valutazione nel merito di questa proposta, peraltro del Governo, e probabilmente non riusciremo a far cambiare idea al Ministro, il Ministro non farà cambiare idea a noi. Però vede, Presidente, a me sta particolarmente a cuore cercare di ricostruire su questo tema un clima, pur nella differenza delle opinioni, di maggior serenità nel confronto istituzionale, perché a differenza del Ministro Valditara, io, come tanti altri, vedo questo tema molto legato a quello dei femminicidi e in generale del contrasto alla violenza di genere.
E allora, siccome io credo che magari con soluzioni diverse nel merito, ma l'obiettivo sia condiviso da tutti in quest'Aula, cioè che ci voglia una politica compatta contro la violenza di genere e che ci apprestiamo a breve a votare tutti insieme, come è avvenuto al Senato, mi auguro, il provvedimento sul femminicidio, peraltro presentato dal Governo, credo che, proprio per non rovinare anche il lavoro che abbiamo fatto su quel provvedimento, che ci porterà a votare all'unanimità quel testo, sia meglio ricostruire un clima, magari nella differenza delle posizioni, di dialogo più sereno su quest'altro disegno di legge, che comunque non è scollegato, non è distante, anche per quanto riguarda il dibattito pubblico, non soltanto in quest'Aula su questi temi.
Allora, l'invito, anche ai colleghi di maggioranza, è di riflettere se, a loro volta, con un atto anche, secondo me, di apertura al confronto, gli stessi colleghi di maggioranza non chiedano al Presidente della Camera un momento di confronto per trovare un modo per ripartire con un clima diverso su questo provvedimento. Siccome la nostra intenzione non è certo quella di non lavorare in quest'Aula, nel frattempo possiamo passare agli altri provvedimenti che sono all'ordine del giorno e proseguire con i nostri lavori senza creare alcun ritardo rispetto ad altri provvedimenti, magari importanti, che comunque dovremo discutere questa settimana.
PRESIDENTE. In ordine all'istanza della deputata Piccolotti, abbiamo ascoltato chi è a favore. Ripeto, è l'inversione dell'ordine del giorno, per ricapitolare. C'è qualcuno che intende intervenire contro? No. Se non ci sono altre richieste di intervento, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di inversione dell'ordine del giorno, così come formulata dalla deputata Piccolotti, nel senso di passare direttamente al punto 3 dell'ordine del giorno, recante il seguito della discussione della proposta di legge 1042-A in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini residenti all'estero.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 36 voti di differenza.
Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori la deputata Irene Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Visto che qui ancora non viene convocata la Conferenza dei capigruppo e sono state respinte tutte le nostre proposte per ovviare al comportamento - censurabile - del Ministro, vogliamo dare alla maggioranza un'ulteriore possibilità, in realtà, per sbloccare la situazione, ovvero quella di rinviare l'esame del provvedimento in Commissione .
Visti anche i pressanti impegni istituzionali o, per meglio dire, di campagna elettorale che hanno costretto il Ministro a spostarsi in Puglia, riteniamo che un rinvio in Commissione consentirebbe di ritornare ad esaminare e a discutere nel merito il provvedimento; e magari garantirebbero anche allo stesso Ministro la possibilità di chiarire meglio il senso del suo scomposto intervento in Aula questa mattina. Magari, potremmo tornare ad approfondire i temi relativi alle indicazioni nazionali, i quali sono quegli aspetti che lui, in realtà, ritiene difesi dalle indicazioni nazionali e che, invece, questo provvedimento tocca pesantemente.
Purtroppo, non ci sarebbe altra possibilità e devo dire che mi fa piacere anche condividere con i colleghi, qui, in Aula, il percorso a ostacoli che in Commissione abbiamo subito rispetto a questo provvedimento, che è arrivato a giugno all'esame della Camera e che aveva iniziato il suo percorso di audizioni proprio per poterne esaminare largamente, con un coinvolgimento ampio - e ne abbiamo ascoltate molte di associazioni -, il contenuto.
Un percorso a ostacoli per quale motivo? Perché improvvisamente, sul finire della settimana, il periodo dei lavori della Camera poco prima dell'estate, abbiamo quasi rischiato un azzeramento, una sorta di tagliola sulle audizioni, con la fissazione di un termine per gli emendamenti al 5 di agosto, come se il provvedimento fosse un decreto-legge in scadenza; appunto il 5 di agosto. Una misura che siamo riusciti a sventare, devo dire insieme a tutte le altre opposizioni, chiedendo e sollecitando un intervento del Presidente della Camera Fontana, a dimostrazione che, nel momento in cui vengono alterati i rapporti di collaborazione e di confronto sereno tra maggioranza e opposizione, è davvero necessario l'intervento di un rappresentante superiore, che è appunto il Presidente della Camera. Quello stesso Presidente della Camera che abbiamo richiamato, il cui intervento abbiamo richiamato più volte nel corso di questa giornata e che continuiamo a ritenere necessario.
In assenza appunto di quello, torniamo in Commissione. Ed è questa la proposta che ci sentiamo di sottoporre ai colleghi, per consentire, da un lato, l'esame degli altri provvedimenti che sono all'ordine del giorno, a cominciare dal provvedimento sull'assistenza sanitaria, per le motivazioni che il collega Ricciardi ha evidenziato; e, dall'altro, per tornare a discutere di questo provvedimento, magari anche alla luce degli elementi che sono emersi dopo l'audizione di Gino Cecchettin in Commissione femminicidio, magari dopo anche le considerazioni frutto dei convegni e delle iniziative, dei documenti che sono stati presentati in questi giorni.
Del resto, il Ministro in Commissione non è mai venuto a parlare di questo provvedimento, non ha mai avuto l'opportunità; e magari questa è un'opportunità che possiamo dargli di spiegare le reali motivazioni della necessità di questo testo.
Ecco, quella potrebbe essere l'occasione per tornare a discutere e a parlare. Di sicuro non si può evitare di trovare una soluzione perché quanto avvenuto questa mattina è un atto di estrema gravità ed estremamente offensivo nei confronti del ruolo di noi parlamentari, di tutti i parlamentari, di maggioranza come di opposizione, che non può essere sanato semplicemente con un fraintendimento come quello che poi il Ministro ha voluto richiamare nel suo successivo intervento, prima di lasciare quest'Aula. E quindi torniamo in Commissione e ridiamo spazio alla Commissione di merito, che del resto è quella che finora ha esaminato il provvedimento, per tornare a ristabilire una relazione più serena e più pacata e soprattutto più rispettosa della democrazia, come dovrebbe essere .
PRESIDENTE. Quindi, sulla richiesta della deputata Manzi di rinvio in Commissione, applicando, in questo momento, l'articolo 41, comma 1, del Regolamento, ma anche disponibile ad applicare l'articolo 45, do la parola all'onorevole Caso, che l'ha chiesta. Prego.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente, intervengo per accodarci alla richiesta della collega di riportare questo provvedimento all'esame della Commissione. Qualcosa che sarebbe necessario perché mettiamo in ordine un po' i fatti, quelli di oggi, ma ricostruendo anche il tortuoso iter che ha vissuto questo provvedimento proprio in Commissione. Da ieri, in quest'Aula, si sta discutendo questo provvedimento con interventi - come purtroppo spesso accade - esclusivamente dell'opposizione; interventi che sono entrati nel merito, emendamento dopo emendamento, che sono andati a spiegare il perché, secondo il nostro punto di vista, questo provvedimento è dannoso. È dannoso per gli studenti delle nostre scuole, è dannoso per i docenti delle nostre scuole, è dannoso per l'istituzione scolastica. Ebbene, oggi improvvisamente compare il Ministro Valditara che fa una semplice cosa: un ennesimo intervento di propaganda, gli stessi che abbiamo potuto vedere che aveva già fatto durante questi giorni; intervento in cui racconta che, in realtà, questa misura è buona e giusta; racconta che questa misura non è un ostacolo all'educazione all'affettività e alla sessualità, che questa misura non vieta nulla, che, anzi, rafforza il patto tra genitori e scuola.
Noi qui, con costanza, gli stiamo spiegando il perché non è così; è assolutamente l'opposto. A seguito dell'intervento del Ministro Valditara, che, ricordiamolo, chiude con un'offesa nei confronti delle opposizioni, c'è poi anche un intervento di qualche collega della maggioranza - mi perdonerete, non ricordo chi - che andava a sottolineare: ora che finalmente si è intervenuti nel merito, grazie all'intervento del Ministro Valditara, intervenite anche voi nel merito. Come se non stessimo facendo questo. A me però vien da pensare, a questo punto, che nessuno in quest'Aula, se non il Ministro Valditara, era in grado di intervenire nel merito.
Quindi, stiamo discutendo di un provvedimento di cui tutti siete all'oscuro; siete tutti ignari di quello che si sta andando a votare, visto che si è aspettato il Ministro per poter dire qualcosa nel merito. Ebbene, perché è necessario il ritorno in Commissione? Perché, come diceva anche la collega Manzi, non è che la trattazione di questo provvedimento in Commissione sia andata liscia.
Perché, vista la delicatezza di quello che stiamo trattando, che, ricordo sempre, va a influire sulle giovani generazioni e su quello che sarà il futuro, visto che per noi è importantissimo parlare di questi temi e visto che vediamo un rischio in questo provvedimento, si sono chieste, come sempre, le audizioni di esperti. Le audizioni, nella maggior parte dei casi, hanno visto la contrarietà su questo provvedimento, audizioni che improvvisamente, con un'azione unilaterale da parte del presidente della VII Commissione, si era deciso di sospendere, dando subito la scadenza per gli emendamenti. Tagliamo tutte le audizioni, consegnate le memorie e andiamo avanti.
Si parlava prima di democrazia, non ricordo chi lo diceva della maggioranza, ma è proprio quella che viene calpestata costantemente da questa maggioranza e da questo nuovo Governo proprio con questi atteggiamenti. Abbiamo dovuto, per ripristinare, almeno parzialmente, i lavori di Commissione, scrivere al Presidente della Camera, Fontana, denunciando quello che stava accadendo in Commissione, ovvero che ci si riempie la bocca di democrazia, della volontà di confrontarsi - lo ha detto proprio il Ministro -, ma poi si mette una tagliola alle stesse audizioni degli esperti.
Insomma, sarebbe proprio doveroso, al di là di tutto quello che è successo ora in quest'Aula, ritornare in Commissione per avviare un'analisi seria di questo provvedimento, perché ve lo stiamo dicendo: non è un provvedimento da nulla; è un qualcosa che va a formare le future generazioni, è un qualcosa che rischia di portare nell'isolamento alcuni ragazzi e alcune ragazze, proprio quei ragazzi che avrebbero bisogno di confronto, proprio quei ragazzi che avrebbero bisogno di…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caso.
Quindi, in applicazione dell'articolo 45 del Regolamento, daremo la parola, adesso, prima alla deputata Ruffino, poi alla deputata Ghirra - ho visto alzare una mano -, poi alla deputata Boschi e poi a chi altro lo richiede. Prego, deputata Ruffino.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). La ringrazio, signor Presidente. Forse è un po' particolare la situazione che si sta creando in Aula. Di fatto, stiamo parlando di questo sgradevole evento da questa mattina. Ricordo ai colleghi che si stava tranquillamente lavorando. Sicuramente ci ha fatto piacere vedere il Ministro presente in Aula a condividere un provvedimento così importante, ma è stato meno piacevole subire la sua reazione, devo dire immotivata. Io credo non ci sia nessun motivo per vergognarci, per vergognarci di fronte a un lavoro serio che è stato portato avanti in Commissione e ora in Aula.
Ci dobbiamo vergognare perché ci preoccupiamo di quello che succede all'esterno? Il Ministro ritiene che ci sia una strumentalizzazione legata ai femminicidi e all'educazione sessuo-affettiva? Direi di no. Certo, adesso, scorrendo i giornali, leggo: “Vuoi vedere i tuoi figli? Poi cerca di dare fuoco alla moglie: in carcere un quarantaseienne”. Questi ragazzi avranno assistito a questo episodio e avranno delle necessità. Ci vogliamo negare quello che succede ogni giorno nelle case e sulle piazze? Penso assolutamente di no. C'è una possibilità per evitare tutto questo? Ci sono le scuse. A tutti capita di sbagliare e, magari, anche di avere un momento di irritazione.
A dire il vero il momento di irritazione dovrebbero averlo tutti quei parlamentari che hanno presentato degli emendamenti e non se li sono visti accolti, forse anche in una discussione piuttosto contratta. Penso che il Parlamento abbia altri ruoli piuttosto che questo, di stare a chiedere una Conferenza dei presidenti di gruppo che non viene concessa, una sospensione o un rinvio in Commissione. Ma questa è semplicemente un'offerta per permettere al Governo di non uscire così male da questa vicenda e di poter riprendere più avanti la discussione. Se tutte queste offerte non vengono accolte, ci viene da pensare che sia una modalità un po' altezzosa di trattare chi siede in quest'Aula e chi ha la volontà di produrre qualcosa piuttosto che non soltanto perdere tempo. Credo che questa modalità di lavoro non piaccia a chi ci osserva e a chi ascolta le cronache dall'Aula.
Facciamo soltanto presente che quello che oggi chiediamo al Governo è una legge, tra virgolette, che permetta alle scuole di fare quello che tutto sommato già fanno, perché ci stiamo anche nascondendo questo aspetto: i nostri docenti con i nostri bambini stanno lavorando. Quindi, è come se nascondessimo la testa sotto la sabbia. Stiamo semplicemente negando un diritto ai bambini e, secondo noi, anche alle famiglie. Quindi, signor Presidente, probabilmente la sua modalità di richiesta al Presidente Fontana dovrà essere più accorata ma, in qualche maniera, a questa situazione, che non è stata creata dalla minoranza, dovrà essere data risposta
PRESIDENTE. Prima di dare la parola alla deputata Ghirra, ne approfitto per comunicare che la Conferenza dei presidenti di gruppo è stata convocata per le 18,45.
Quindi, per ricapitolare, darò la parola adesso alla deputata Ghirra e alla deputata Boschi, se intendono intervenire lo stesso. La deputata Boschi non intende più intervenire, quindi, la cassiamo. Darò la parola alla deputata Ghirra, procediamo al voto, perché la procedura è stata avviata, e dopo sospenderò la seduta fino a che non si completa la Conferenza dei presidenti di gruppo.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Siamo lieti che il Presidente Fontana abbia accolto la nostra richiesta di convocare la Conferenza dei presidenti di gruppo come, appunto, hanno sollecitato tutti i gruppi dell'opposizione. Io stavo intervenendo per associarmi, comunque, alla richiesta della collega Manzi di rinvio in Commissione del provvedimento, perché, checché ne dica il Ministro Valditara, che è venuto qui cinque minuti solo per offenderci e provocarci e poi se ne è andato, questo provvedimento incide pesantemente soprattutto su quei bambini e quei ragazzi che provengono da famiglie e contesti fragili, che sicuramente non avrebbero la possibilità di accedere all'educazione sessuale e affettiva nelle nostre scuole.
Da quanto diceva il Ministro Valditara, invece, sembrerebbe che questo provvedimento non incida sui scolastici e, quindi, sarebbe sostanzialmente inutile. Noi non crediamo che sia così. Confido che con la Conferenza dei presidenti di gruppo si possa sancire un diverso andamento dei lavori, magari anche un ritorno in Commissione per porre fine a questo braccio di ferro. Stavamo, sino a questa mattina, intervenendo nel merito dei nostri emendamenti, che hanno l'obiettivo di migliorare un provvedimento che per noi è irricevibile, perché, come abbiamo detto, è retrogrado e oscurantista, e non credo che la maggioranza voglia pagare le spese dell'atteggiamento del Ministro rimanendo qui in Aula e costringendoci a fare ostruzionismo.
Allora, davvero spero che nella Conferenza dei presidenti di gruppo si possa arrivare a una soluzione che vada nella direzione giusta, visto anche che, come è stato ricordato, in Commissione i lavori sono stati contingentati, nonostante si tratti di un disegno di legge e non, per una volta, di un decreto-legge, e che si possano anche chiarire le posizioni della maggioranza, visto che l'emendamento che era stato introdotto al testo del Governo, che, di fatto, impediva l'educazione sessuale anche nelle scuole secondarie di primo grado, ora viene proposto invece di essere cassato. Auspico, quindi, che ci possa essere una chiarezza, che si possa elaborare un testo più condivisibile e che soprattutto si stemperino i toni in quest'Aula .
PRESIDENTE. Dato che, rispetto all'istanza della deputata Manzi di rinvio in Commissione, hanno parlato a favore, chiedo se c'è qualche collega che intende parlare contro.
Dunque, atteso che non c'è nessun collega che intende parlare contro, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, l'istanza della deputata Manzi di rinvio in Commissione del provvedimento.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 38 voti di differenza.
Pertanto, a questo punto sospendo la seduta, che riprenderà ovviamente al termine dello svolgimento della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta di mercoledì 12 novembre 2025, la V Commissione permanente (Bilancio) ha approvato in sede legislativa il seguente disegno di legge:
“Disposizioni per il rilancio dell'economia nei territori delle regioni Marche e Umbria” .
PRESIDENTE. Avverto che, con distinte lettere in data odierna, i presidenti delle Commissioni politiche dell'Unione europea e agricoltura hanno rappresentato l'esigenza - sulla quale hanno convenuto all'unanimità gli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi delle Commissioni medesime - di posticipare, rispettivamente: a martedì 25 novembre l'avvio della discussione in Assemblea, attualmente previsto dal vigente calendario dei lavori a partire da lunedì 17 novembre, per la discussione generale e, da martedì 18 novembre, per il seguito dell'esame, del disegno di legge n. 2574, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea (Legge di delegazione europea 2025); al prossimo calendario dei lavori, l'avvio della discussione in Assemblea, attualmente anch'esso previsto dal vigente calendario dei lavori a partire da lunedì 17 novembre, per la discussione generale e, da martedì 18 novembre, per il seguito dell'esame, della proposta di legge n. 329, recante disciplina dell'ippicoltura.
Conseguentemente, secondo quanto convenuto nella riunione dei presidenti di gruppo riunitasi in data odierna, l'esame dei suddetti progetti di legge non sarà iscritto all'ordine del giorno delle sedute della prossima settimana.
Quanto al disegno di legge n. 2574, la relativa discussione generale avrà luogo nella parte antimeridiana della seduta di martedì 25 novembre, dopo quella della proposta di legge n. 2528 in materia di femminicidio (rammento che l'inizio della seduta è prevista per le ore 11), mentre il relativo seguito dell'esame sarà iscritto a partire dalla parte pomeridiana della medesima seduta, sempre dopo il seguito dell'esame della proposta di legge n. 2528.
Conseguentemente, lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni avrà inizio alle ore 9,30. Avverto altresì che, come convenuto nell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, nella giornata di lunedì 17 novembre, il decreto-legge in materia di flussi migratori sarà esaminato per la sola discussione generale e sarà iscritto quale primo, anziché quale ultimo argomento all'ordine del giorno (anche qui rammento che l'inizio della seduta è previsto alle ore 14), mentre il seguito dell'esame avrà luogo a partire dalla giornata di martedì 18 novembre.
PRESIDENTE. Avverto infine che, nell'al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi per l'esame del disegno di legge n. 2655, recante disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Il primo che aveva chiesto di intervenire mi pare che manchi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fabrizio Comba. Ne ha facoltà.
FABRIZIO COMBA(FDI). Onorevoli colleghe e colleghi, a nome del gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia desidero rivolgere un commosso e rispettoso pensiero ai caduti di Nassiriya nel ventiduesimo anniversario della tragica giornata del 12 novembre 2003. In quella data un vile attentato colpì il contingente italiano impegnato nella missione “Antica Babilonia”, strappando la vita a 28 persone, di cui 19 servitori dello Stato italiano che con onore, coraggio e dedizione rappresentavano l'Italia nel mondo operando per la pace, la sicurezza e la libertà di un popolo duramente provato. Il loro sacrificio resta una pagina incancellabile della nostra storia repubblicana e un monito per tutti noi. La libertà e la pace hanno un prezzo e quel prezzo è spesso pagato dal valore dell'altruismo di uomini e di donne che scelgono di servire la Patria sino all'estremo sacrificio.
Nel ricordare oggi i caduti di Nassiriya, rendiamo omaggio a tutti i militari e i civili italiani che, in ogni tempo e in ogni teatro operativo, hanno compiuto il proprio dovere con onore e spirito di servizio. Alla loro memoria, al dolore delle famiglie e al senso profondo del loro esempio rivolgiamo la più alta e sincera riconoscenza delle istituzioni e del popolo italiano. Chiedo, pertanto, signor Presidente - lei che è particolarmente sensibile a questi temi, essendo un generale dei Carabinieri - che quest'Aula voglia unirsi per un minuto di silenzio in segno di rispetto, di gratitudine e di memoria verso i caduti di Nassiriya e verso tutti coloro che hanno dato la vita per l'Italia e per la causa della pace.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Comba. Ovviamente, accetto con molto piacere, anche nella mia figura di generale di corpo d'armata dell'Arma dei carabinieri . Grazie nuovamente, onorevole Comba.
Ha chiesto di parlare la deputata Matteoni. Ne ha facoltà.
NICOLE MATTEONI(FDI). Grazie, Presidente. Voglio ricordare oggi qui in Aula un anniversario nefasto che cadeva il 10 novembre scorso, ovvero quello della firma del Trattato di Osimo.
Cinquant'anni fa in quella cittadina delle Marche fu siglato un accordo che, a mio avviso, rappresenta un vero tradimento nei confronti del popolo istriano giuliano-dalmata e di Trieste. Infatti, una banda di burocrati lavorò sottobanco e in silenzio per concretizzare la cessione dei territori della zona B, inspiegabile, poi, in un momento storico in cui era presumibile che la Jugoslavia del boia Tito - eravamo nel 1975 e lui aveva 82 anni - sarebbe crollata. Per gli esuli giuliano-dalmati fu un ennesimo schiaffo morale: nessun equo risarcimento, nessun bene restituito. Monsignor Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, scrisse all'onorevole Andreotti che la cessione della zona B sarebbe stata una patente di servilismo iniqua per le speranze e i diritti dei cittadini.
Ricordare questa pagina di storia oggi significa anche riconoscere i valori di chi non tradì Trieste. Mi riferisco ai consiglieri comunali, provinciali e regionali del Movimento sociale italiano, che votarono le mozioni contro il Trattato, ai rappresentanti della DC, del PSI e del Partito repubblicano, che votarono col cuore in mano e non con la tessera di partito, e ovviamente anche ai parlamentari missini e non che votarono contro la ratifica. Impossibile dimenticare e non ringraziare le migliaia di triestini che scesero in piazza e le associazioni degli esuli che non indietreggiarono nemmeno di un centimetro. Per loro, un grazie all'avvocato Lino Sardos Albertini.
Osimo rimane una ferita aperta che grida ancora giustizia per tutti gli esuli giuliano-dalmati, che non hanno ancora visto alcun indennizzo per i loro beni perduti. Il nostro cuore rimarrà sempre accanto a loro in questa battaglia del ricordo che non dobbiamo mai lasciare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Malaguti. Ne ha facoltà.
MAURO MALAGUTI(FDI). Grazie, Presidente. Portomaggiore è un piccolo comune in provincia di Ferrara di 12.000 abitanti; di questi, un quarto sono pachistani. Nicola Porro gli ha dedicato un servizio su di lunedì e ha intervistato i cittadini. Tra queste interviste c'era quella del sedicente della comunità pachistana, che ha dichiarato che le donne libere sono come delle meretrici. Il termine “meretrici” l'ho cambiato io, perché in realtà il termine usato è talmente volgare che mi vergogno di riportarlo in quest'Aula.
Il sindaco ha preso le distanze, ma tutto questo nell'assoluto silenzio dei partiti di sinistra e delle femministe, magari sempre pronte a dire che gli italiani hanno ancora atteggiamenti patriarcali ma, quando si tratta di condannare gli atteggiamenti di comunità straniere nel nostro Paese che non rispettano le nostre leggi, i nostri usi e costumi e non si integrano, sembra che tutte le battaglie per l'emancipazione della donna siano battaglie perse. Allora, si sappia che se noi non faremo qualche cosa su queste situazioni, i nostri figli e le future generazioni avranno dei grossi problemi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Cherchi. Ne ha facoltà.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. Conosco di persona il cacciatore tipo: si alza; si prepara; fa colazione; esce di casa felice di ricongiungersi con il suo gruppo, con cui condivide il divertimento di uccidere le prede; pregusta l'odore della polvere da sparo, il latrato dei cani, il rumore dei proiettili, l'agonia delle vittime, la sua morte; la controllano, la prendono e caricano il corpo senza vita di quella che, fino al loro arrivo, era una creatura libera di correre, di respirare e di vivere. Era un essere senziente; adesso è solo un triste e mesto trofeo.
La caccia è un'attività che aveva senso durante l'età della pietra perché serviva alla sussistenza della tribù. Gli incidenti mortali di caccia negli ultimi dieci anni sono stati più di 200. Invece, guarda caso, l'attacco dei lupi all'uomo è uno, e anche non certificato. Deduzione: i cacciatori sono per gli esseri umani 200 volte più pericolosi dei lupi.
Spara che ti spara non c'è da stupirsi se, alla fine, si sparano tra di loro colpendo spesso vittime innocenti. La caccia è una pratica assurda, anacronistica, crudele, pericolosa e non è uno sport.
Dall'apertura della stagione venatoria, da poco aperta, già sono morte cinque persone. Cinque cacciatori: il 21 settembre un ragazzo (Barolo), di 46 anni, muore perché dall'arma dell'amico è partita una fucilata e l'ha raggiunto in pieno petto; il 28 settembre un ragazzo di 37 anni cerca di recuperare la preda e muore cadendo in un canale, dopo ore è stato ritrovato il suo cadavere; il 5 ottobre un cacciatore di 82 anni è morto dopo essere stato colpito da un colpo d'arma da fuoco durante una battuta con altri partecipanti; il 20 ottobre un uomo di 75 anni, Edoardo Val, è morto in provincia di Belluno mentre recuperava un cervo, è precipitato in un dirupo durante l'operazione; il 5 novembre un cacciatore di 67 anni è stato trovato morto nei boschi di Colico dopo non essere rientrato da una battuta di caccia.
Quindi, alle loro famiglie va il nostro più sincero cordoglio ma dico anche che, forse, sarebbe il caso di evitare di andare a caccia e di sparare così .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Per segnalare una vicenda sulla quale presenterò anche un'interrogazione parlamentare che riguarda l'occupazione indebita di una sede di proprietà dell'INPS che viene utilizzata in modo speculativo; e per chiedere a questo Parlamento, tramite la sua persona, di aprire un'indagine molto dettagliata su questa vicenda che è emersa in questo servizio di ma che pare riguardi tantissime situazioni di beni pubblici utilizzati per fare speculazione; cioè non per avere la casa, ma per fare attività privata.
In questo caso specifico un bene pubblico viene utilizzato per fare un garage. Un garage a pagamento. Pensate un po': a fronte di incassi di decine di migliaia di euro al mese, il titolare dell'occupazione abusiva paga l'indennità di occupazione abusiva dell'immobile dell'INPS per poche centinaia di euro. E davanti a questo ci meravigliamo che l'INPS non sia intervenuta in modo frontale su una vicenda del genere, perché non solo è illegale ma è uno sfruttamento di beni pubblici che potrebbero fruttare all'intera collettività.
Quindi, da una parte, abbiamo una persona che utilizza un bene pubblico pagandolo pochi euro, dall'altra, abbiamo tantissimi cittadini che non trovano il posto macchina al centro della città di Napoli ma anche in tante altre città. E, dall'altra, questo soggetto continua a svolgere quest'attività come se nulla fosse. E non è un solo caso. Quindi invitiamo, tramite quest'interrogazione e ringraziando ovviamente la trasmissione per aver fatto emergere questo episodio, su cui immaginiamo e chiediamo che ci sia un intervento il più rapido possibile, che tutti questi episodi vengano fermati e vengano ripresi nelle mani del pubblico e utilizzati per il bene dell'intera collettività.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico. (C. 2423-A)
e delle abbinate proposte di legge: AMORESE ed altri; SASSO ed altri. (C. 2271-2278)
: SASSO.
2.
DI GIUSEPPE ed altri: Modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio. (C. 1042-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI SANZO ed altri; ONORI ed altri. (C. 1415-1998)
: CIOCCHETTI.
3.
S. 316 - D'INIZIATIVA DEL SENATORE BERGESIO: Modifiche all'articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne (Approvata dal Senato). (C. 1806)
e dell'abbinata proposta di legge: COMAROLI ed altri. (C. 830)
: BRUZZONE.
4.
5.
S. 1503 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas tra il Governo della Repubblica Federale di Germania, il Governo della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Italiana, fatto a Berlino il 19 marzo 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2592)
Relatrice: GRUPPIONI.
S. 1520 - Ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo, del 23 dicembre 2020, fatto a Roma il 30 maggio 2024 e a Berna il 6 giugno 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2593)
: FORMENTINI.