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Venerdì 14 Novembre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 566 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
Chiarimenti e iniziative circa la decisione della Soprintendenza di Roma in merito all’abbattimento dei cipressi secolari presso il Mausoleo di Augusto (Rampelli – FDI); Chiarimenti in merito ai dati relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti a Napoli e nei comuni della provincia e iniziative volte a prevenire e contrastare tale fenomeno (Auriemma – M5S); Iniziative urgenti in merito alle criticità del sistema penitenziario, con particolare riguardo alla cassa circondariale “Torre del Gallo” di Pavia (Barzotti – M5S). n. 2-00712)
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per la Cultura Gianmarco Mazzi.
Chiarimenti e iniziative circa la decisione della Soprintendenza di Roma in merito all’abbattimento dei cipressi secolari presso il Mausoleo di Augusto (Rampelli – FDI); Chiarimenti in merito ai dati relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti a Napoli e nei comuni della provincia e iniziative volte a prevenire e contrastare tale fenomeno (Auriemma – M5S); Iniziative urgenti in merito alle criticità del sistema penitenziario, con particolare riguardo alla cassa circondariale “Torre del Gallo” di Pavia (Barzotti – M5S). n. 2-00712)
Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato per la Cultura Gianmarco Mazzi.
XIX LEGISLATURA
566^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 14 novembre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Chiarimenti e iniziative circa la decisione della Soprintendenza di Roma in merito all'abbattimento dei cipressi secolari presso il Mausoleo di Augusto - n. 2-00705
- Chiarimenti in merito ai dati relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti a Napoli e nei comuni della provincia e iniziative volte a prevenire e contrastare tale fenomeno - n. 2-00697
- Iniziative urgenti in merito alle criticità del sistema penitenziario, con particolare riguardo alla casa circondariale “Torre del Gallo” di Pavia - n. 2-00712
- Sui lavori dell'Assemblea
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GILDA SPORTIELLO, legge il processo verbale della seduta di ieri
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 83, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Rampelli ed altri n. 2-00705 .
Chiedo al deputato Rampelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, ha 15 minuti, collega.
FABIO RAMPELLI(FDI). Grazie, Presidente. Preliminarmente, ringraziando anche il Governo per la sua presenza - non per la risposta, perché ancora non l'ho ascoltata, e quindi vedremo poi quali saranno le considerazioni nel merito che il Governo farà -, vorrei ringraziare anche i tanti colleghi di tutti i partiti che hanno firmato questa interpellanza, che indegnamente in questo momento vado a rappresentare. Cito brevemente la questione, affinché anche chi volesse occuparsene, e comunque fosse in posizione di ascolto, possa capire.
Il 30 settembre si è proceduto all'abbattimento dei cipressi secolari e monumentali intorno al Mausoleo di Augusto: parliamo della capitale d'Italia, parliamo di piazza Augusto Imperatore, parliamo di uno dei monumenti, forse il monumento più conosciuto e più importante, significativo del mondo intero. Una decisione che non si è capito bene - questo è uno degli oggetti della domanda che viene posta al Governo - chi l'abbia presa. Non si capisce bene perché formalmente dovrebbe essere il comune di Roma, attraverso il suo Dipartimento ambiente, ma la procedura prevede comunque che esistano dei pareri che vengono consegnati rispetto a una richiesta di questa natura da parte delle soprintendenze, perché esiste una soprintendenza capitolina ed esiste una soprintendenza nazionale.
Ma questi pareri, questi nulla osta che ho appena citato dovrebbero essere certificati da perizie. Quindi, allo stato attuale, anche in virtù del lavoro egregio svolto da alcune associazioni, alcuni comitati di cittadini, alcuni consiglieri comunali, attraverso l'accesso agli atti, non c'è traccia di perizie tecniche, di perizie scientifiche tali da poter giustificare una procedura così barbara, perché è il caso di definirla per come tutti i cittadini italiani, non soltanto romani, l'hanno percepita.
Si tratta, infatti, non già - sarebbe sufficientemente grave a prescindere - di un taglio di alberature importanti e secolari, ma si tratta, in questo caso, di un taglio di cipressi che rappresentavano la cosiddetta “corona di Augusto”, quindi è un bosco sacro.
Si tratta di una parte integrante del monumento stesso, perché tale veniva definita negli auspici da Augusto, da Vitruvio, e come tale è stata poi riportata, nel corso dei decenni e dei secoli, da insigni geografi, filosofi, storici, anche dell'antica Grecia, fino anche al 1938, quando comunque l'architetto Muñoz si è messo in posizione di assoluta coerenza rispetto a queste volontà. Quindi, andando comunque a eliminare questa corona di cipressi, questa sorta di aureola intorno al Mausoleo di Augusto, si è prodotto un danno oggettivamente significativo. Non so quanto potremmo parametrarlo da un punto di vista economico, visto che va per la maggiore l'identificazione di ogni azione nefasta con un numero, un parametro economico, ma certamente, da un punto di vista iconico, da un punto di vista, direi, anche spirituale, perché comunque il mausoleo è di fatto una tomba e, quindi, in quanto tale ci richiama anche a valori che sono al di sopra dei valori naturalistici, dei valori paesaggistici e dei valori archeologici, è un danno incalcolabile.
Quindi, nell'interpellanza che è stata presentata al Governo - ovviamente limitatamente alle proprie responsabilità e con il desiderio che il Governo comunque faccia i suoi accertamenti, se non li ha ancora fatti, per capire la natura di questo intervento nefasto e la responsabilità, appunto - si chiede che non tutto “passi in cavalleria”, che si capisca chi ha avuto la brillante idea di quest'azione negativa e ne paghi le conseguenze, come è giusto che sia, attraverso sanzioni, demansionamenti o tutto quello che risulta necessario per far capire che questa procedura mai e poi mai dovrà essere adottata per altri monumenti storici.
Tra i monumenti storici - ma lo dirò in sede di replica meglio - io introduco anche il paesaggio, perché questo prevede l'articolo 9 della nostra Costituzione. Quindi, quando si fa strage di alberature secolari si sta di fatto mettendo a repentaglio quello che prevede la nostra Carta costituzionale all'articolo 9 ed è un pezzo rilevante della nostra memoria storica e della nostra identità, che è sicuramente parte integrante, se non dominante, anche della nostra ricchezza materiale, cioè del nostro PIL, perché si dà il caso che milioni di persone ogni anno vengano a visitare l'Italia per quello che l'Italia rappresenta anche attraverso i valori dei suoi monumenti, del suo paesaggio e della sua identità.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per la Cultura, Gianmarco Mazzi, ha facoltà di rispondere.
GIANMARCO MAZZI,. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Rampelli e gli altri onorevoli interpellanti per il quesito posto, che mi consente di informare quest'Aula in merito al progetto di sistemazione del verde presso il Mausoleo di Augusto. Il Mausoleo di Augusto e piazza Augusto Imperatore da anni sono oggetto di due grandi interventi in capo alla Soprintendenza capitolina ai beni culturali, dunque a Roma Capitale.
Il primo intervento è volto al restauro e alla valorizzazione per l'apertura al pubblico del monumento romano; in particolare, il primo lotto, dedicato al restauro conservativo, è concluso; il secondo, diretto alla musealizzazione delle concamerazioni interne e all'allestimento del percorso di visita, è in corso.
Il secondo intervento riguarda la sistemazione di piazza Augusto Imperatore, in base al progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione bandito dal comune di Roma nel 2006 e vinto da “Urbs et Civitas”. Anche il primo lotto di questo intervento, destinato alla sistemazione del settore meridionale della piazza e delle gradonate, nonché all'allestimento dell', è concluso. È in fase, invece, di svolgimento il secondo lotto per la sistemazione del deambulacro intorno al Mausoleo.
Volendo descrivere il monumento con la sintesi che richiede questa sede, si può dire che lo stesso è organizzato secondo una complessa disposizione planimetrica: intorno a una struttura centrale cilindrica si dispongono una serie di muri anulari concentrici, convenzionalmente numerati da 0 a 5 procedendo dall'interno verso l'esterno. I muri anulari sono collegati tra loro da setti murari disposti radialmente; si formano così due anelli di concamerazioni: tra il muro 3 e il muro 4 concamerazioni di forma trapezoidale, tra il muro 4 e il muro 5 concamerazioni con pianta ad arco di cerchio.
Il progetto consiste nella valorizzazione del monumento attraverso la creazione di un percorso museale di visita sia interno, accolto dentro le concamerazioni trapezoidali, sia esterno, con la creazione di un camminamento lungo l'anello e sopra le concamerazioni ad arco di cerchio. È proprio in quest'ultima area che insiste la sistemazione a verde.
La decisione del taglio dei cipressi non è stata assunta dalla Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma, struttura territorialmente competente del Ministero della Cultura che ha espresso parere favorevole su un progetto complessivo di valorizzazione e musealizzazione del Mausoleo, presentato dalla Soprintendenza capitolina ai beni culturali di Roma Capitale. Tengo a precisare che il parere della Soprintendenza statale consiste nella valutazione di compatibilità dell'intervento con le esigenze della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio.
Nell'ambito del progetto, a compimento delle azioni volte alla valorizzazione del monumento e alla piena fruibilità dei suoi spazi, si prevede la praticabilità dell'anello esterno con la piantumazione di nuove essenze a sostituzione delle vecchie e la creazione di un percorso che renda fruibile al pubblico anche il settore esterno del Mausoleo.
In particolare, il 28 luglio 2020 la suddetta Soprintendenza capitolina inviava alla Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma il progetto per la nuova sistemazione del verde, al fine dell'espressione del parere di competenza. In tale progetto, elaborato anche sulla scorta dei monitoraggi eseguiti sull'alberatura dal Consiglio nazionale delle ricerche, era prevista la messa a dimora sostitutiva di 34 nuove piante della specie varietà , rispetto alle 68 preesistenti. La scelta progettuale di Roma Capitale intendeva superare le criticità rilevate dagli studi del Consiglio nazionale delle ricerche sui cipressi presenti tra i muri 4 e 5, molti dei quali a rischio di caduta. Inoltre, la proposta di piantumazione di un minor numero di nuove essenze con altezza limitata e portamento compatto era volta a evitare di coprire le strutture del Mausoleo, consentendone così la piena leggibilità.
La Soprintendenza ha autorizzato gli interventi previsti nel progetto, con la prescrizione che i nuovi cipressi abbiano altezza minima di 3,50 metri, garanzia di attecchimento di almeno due anni e continuo monitoraggio. Tale condizione, impartita dall'ufficio periferico del Ministero, permetterà di ricostituire l'immagine consolidata del cosiddetto “bosco sacro”, così come concepita nel progetto originario di Antonio Muñoz del 1938 e, a sua volta, fondata dallo studio delle fonti storiche, tra cui la di Strabone.
PRESIDENTE. Il deputato Rampelli ha facoltà, per 10 minuti, di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
FABIO RAMPELLI(FDI). Grazie, Presidente. Un ringraziamento anche al Sottosegretario Mazzi per questa risposta, che ci aiuta, comunque, a precisare alcune responsabilità. Un po' ci inquieta, perché - se non ho capito male - non c'è stato un incidente di percorso nell'abbattimento di questi cipressi, c'è stata una volontà che deriva da un progetto del 2006 in forza di un concorso internazionale. Questo progetto forse è stato all'epoca valutato con eccessiva superficialità da parte degli organi preposti, anche da parte della Soprintendenza di Stato, con evidentemente la sostituzione dei cipressi. Per ora l'abbattimento è stato, grazie a Dio, interrotto, ma purtroppo sono rimasti in vita nella loro posizione, se la memoria e le informazioni che ho non mi tradiscono, al massimo 9 o 10 cipressi su 70 e più. Dunque, c'è stata una volontà precisa di abbattimento di queste alberature secolari per realizzare una sorta di anello che rendesse visitabile il Mausoleo non si sa bene a quale scopo, posto che il Mausoleo è visitabile da un punto di vista storico e archeologico e, quindi, anche per assumere le informazioni necessarie da un punto di vista dei contenuti che rappresenta all'interno.
All'esterno non è che si può trasformare un Mausoleo in una terrazza, perché - sempre se non ho capito male, ma temo, ahimè, di aver capito benissimo - l'abbattimento dei cipressi serve a utilizzare il loro invaso per una piattaforma, quindi una pavimentazione. Magari ci sarà anche una recinzione - anzi sarà obbligatorio farlo - per evitare che i turisti, che lì si dovessero proiettare, finiscano per cadere al di sotto del monumento stesso.
Penso che questa narrazione, che lei ha appena fatto, Sottosegretario Mazzi, renda indispensabile un riesame dei pareri che all'epoca sono stati emessi dalla Soprintendenza, perché io ritengo agghiacciante che si possa immaginare la piantumazione di cipressi sostitutivi di 3 metri e mezzo, quando quelli che sono stati abbattuti erano comunque dei cipressi meravigliosi, sicuramente superiori ai 10 metri d'altezza, ed erano il giusto coronamento del Mausoleo d'Augusto secondo - ripeto - il che prevedeva il desiderio che comunque quel monumento, quel Mausoleo, fosse completato con questa verticalizzazione rappresentata da argomenti e valori che probabilmente non sono nelle corde dell'amministrazione capitolina.
C'è anche una diversità di approccio rispetto alla materia dell'ecologia, cioè l'ecologia della responsabilità e l'ecologia positivista, per cui un albero vale un altro. Non c'è il desiderio, che sarebbe per me un obbligo statutario, di vedere in un'alberatura un pezzo e una parte integrante dell'identità di una città, soprattutto di una città storica, qualunque essa sia. In questo caso parliamo di Roma, quindi città storica per eccellenza, ma se dovessimo spostare l'obiettivo su altre città storiche, non cambierebbe il ragionamento di una virgola.
Quindi, un pino mediterraneo non è semplicemente un'essenza arborea: è un pezzo della memoria di un paesaggio italiano ed è un paesaggio a maggior ragione anche romano. Quindi, prima di abbatterlo, bisogna procedere, nel caso in cui fosse malato - ma mi pare che questa circostanza, per quello che riguarda i cipressi del Mausoleo di Augusto appena abbattuti, sia sostanzialmente stata negata dal Sottosegretario che ha fatto riferimento a qualche possibile patologia, ma niente di grave - a un'adeguata opera di manutenzione, cura e accudimento, invece che a un'azione di abbattimento.
È una strage quella che si è manifestata, in particolare sul territorio romano, che riguarda certamente il Mausoleo di Augusto, ma riguarda molte altre alberature presenti anche nelle ville storiche; quindi, non soltanto nei principali viali della capitale, ma anche nelle ville storiche. Parliamo di Villa Pamphilj, parliamo di Villa Borghese e parliamo di quella pletora di piccole ville che hanno comunque una rilevanza storica e che sono disseminate, almeno in misura eguale, nella cintura immediatamente adiacente al centro storico.
Quindi, c'è qualcosa che non quadra soprattutto per quello che attiene alla nostra possibilità, come Governo nazionale, dal 2022 in poi, di rappresentare questa diversa sensibilità e questo diverso valore che si dà alla natura. Non è - ripeto - solo un fatto biologico e botanico nella fattispecie. Ci sono degli elementi e dei valori che rappresentano e costituiscono il senso stesso di un paesaggio e, quindi, la fisionomia e l'identità di una città e di una Nazione intera.
Io penso che sia stato trascurato colpevolmente quello che lei citava, Sottosegretario, attribuendolo al geografo, storico e filosofo greco Strabone. Ci sono tracce anche di Vitruvio. Lei ha citato Muñoz, nel 1938, l'avevo fatto anch'io. Quindi, c'è una stratificazione di interventi tesi a mantenere questa caratteristica fondamentale proprio nel riconoscimento della monumentalità di questi 70 cipressi che erano intorno al Mausoleo.
Quindi, chiedo che queste decisioni vengano riesaminate. Lo chiedo - e mi riferisco al progetto del 2006, quindi al progetto complessivo di risistemazione e di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore - limitatamente ormai a quello che ancora non è stato completato e precisamente con riferimento a questa assurda e surreale volontà di trasformare il Mausoleo in una specie di terrazza. Non so se ci vogliamo pure fare un chiosco bar o mettere un “grattacheccaro” sopra a una tomba storica che è conosciuta e riconosciuta per la sua importanza in tutto il mondo.
Questa storia non può finire in un “” - detto alla romana -, bisogna comunque individuare i responsabili perché non si può trattare il Mausoleo di Augusto come fosse una sorta di giardino privato e non si possono trattare i cipressi secolari come se fossero cespugli o piante rampicanti del proprio balcone.
Quindi, c'è stata un'evidente e purtroppo terribile superficialità nel trattare questa materia. Posso aspettarmi questa superficialità da persone che non abbiano una cultura scientifica; non me la posso aspettare né da chi comunque ha delle competenze da questo punto di vista sul piano della ricerca, né tanto meno da chi invece avrebbe il compito di presidiare la natura stessa di un monumento che è un monumento sacro.
Sicuramente, c'è stata da parte della Sovrintendenza capitolina una leggerezza, sia nel 2006, ma anche all'atto dell'abbattimento, perché si possono rivedere le proprie posizioni quando si dovesse manifestare l'incongruità assoluta delle decisioni conseguenti rispetto alla natura delle opere. E io ritengo che sia necessario fermarsi. Faccio riferimento anche al crollo della Torre dei Conti a Roma, di cui si è parlato lungamente in questi giorni, anche per gli effetti tragici che ci sono stati, con la morte di una persona che non è un operaio in quanto tale: si tratta di una persona umana, con i dolori che ha distribuito intorno a sé, coinvolgendo gli affetti, la famiglia.
Quindi, insomma, quando interveniamo su monumenti storici, la prima cosa che dobbiamo fare - questo vale di qui a sempre - è conservare, restaurare e consolidare prima che venga giù tutto il nostro patrimonio archeologico, artistico, monumentale. E non si può certo immaginare di poter fare delle inaugurazioni con tanto di fascia tricolore per un , un video di propaganda, immaginando appunto che alcune opere possano - diciamo così - produrre anche un consenso.
Io, pur ringraziando per la sua risposta, Sottosegretario, le chiedo di approfondire e le chiedo di riferire al Ministro competente il desiderio, almeno da parte degli interpellanti, di intervenire su questa materia per rivedere i pareri, i nulla osta che sono stati dati e garantire che le piantumazioni dei nuovi cipressi non siano in relazione a cipressi nani provenienti dall'estremo Oriente, ma siano cipressi veri, capaci di tornare - in quota parte, mantenendo quelli che ancora non sono stati abbattuti - a ripristinare l'oggetto monumentale esattamente per come era definito.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Auriemma ed altri n. 2-00697 .
Chiedo alla deputata Auriemma se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Si riserva di intervenire in sede di replica. Quindi, il Sottosegretario di Stato, Gianmarco Mazzi, ha facoltà di rispondere.
GIANMARCO MAZZI,. Grazie, Presidente. Gli onorevoli interpellanti chiedono misure per migliorare la sicurezza nel territorio di Napoli e, in particolare, nel comune di Acerra, minacciati dalla criminalità organizzata dedita al traffico di stupefacenti e, al riguardo, citano un rapporto del Dipartimento della pubblica sicurezza pubblicato di recente.
Comincio subito da tale documento per fare due precisazioni. La prima è che esso contiene dati nazionali relativi al 2024, superati dalle più recenti statistiche riferite all'anno scorso, che segnano, invece, una flessione nel primo semestre rispetto all'analogo periodo del 2024, grazie all'incisiva azione di contrasto posta in essere dalle Forze di Polizia.
La seconda puntualizzazione concerne il versante della lotta alla criminalità organizzata e specificamente il territorio di Napoli e i reati in materia di stupefacenti.
Qui, a fronte di una sostanziale stabilità delle dinamiche della delittuosità, a essere in vistosa crescita è il numero delle denunce e degli arresti, che dipende direttamente dall'azione di contrasto delle nostre Forze dell'ordine. Si consideri che, mentre in tutto l'anno 2022 il numero degli arresti e delle denunce era stato pari a 1.372, nel solo primo semestre dell'anno in corso ne sono stati fatti ben 830. Proseguono poi con ottimi risultati le attività investigative delle Forze di Polizia nei confronti delle organizzazioni criminali storicamente presenti nel territorio.
In proposito, segnalo importanti operazioni congiunte condotte, a fine 2024, dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei carabinieri, in collaborazione con la Polizia colombiana e quella spagnola. La prima ha portato all'arresto, a Medellín, del narcotrafficante Luigi Belvedere, inserito nell'elenco del Ministero dell'Interno dei 100 latitanti più pericolosi e in fuga dal dicembre del 2020; la seconda ha portato all'applicazione, nel capoluogo campano e sul territorio spagnolo, di una misura cautelare in carcere nei confronti di 33 persone, ritenute di far parte di due distinte organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti.
Nell'ambito dell'attività di contrasto ai clan di camorra, nel dicembre del 2024, il clan Amato-Pagano è stato colpito da un'operazione di polizia della DIA, la Direzione investigativa antimafia, di Napoli, con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 53 persone, accusate di associazione mafiosa e di altri gravi reati.
Più di recente, il 15 gennaio scorso, a Giugliano in Campania, la stessa DIA ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, accusate di associazione mafiosa, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Massimo rilievo è stato anche dato all'azione della Polizia di frontiera della Polizia di Stato operante negli scali portuali e aeroportuali del territorio napoletano. Sono stati predisposti, nell'anno in corso, interventi straordinari “ad alto impatto” presso le aree di frontiera marittime, rafforzando l'attività di contrasto al traffico di stupefacenti, oltre che dell'immigrazione clandestina, del falso documentale, della ricettazione dei veicoli, nonché i controlli antiterrorismo.
Tali attività hanno avuto inizio a partire dallo scorso mese di aprile e riguardano i principali porti, tra cui quello di Napoli, e verranno ripetute con periodicità, per assicurare, oltre alla repressione di possibili condotte criminali, anche l'aumento della percezione della sicurezza. Molto attivi nell'azione di contrasto sono, naturalmente, anche i Carabinieri. Nel comune di Acerra, i militari dell'Arma, nel luglio 2023 e nel giugno 2024, hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare nei confronti di complessive 32 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione e altri reati. Merita di essere ricordato anche che, dal 1° gennaio 2024 al 31 maggio scorso, i soli i reparti della Guardia di finanza di Napoli hanno sequestrato, in territorio nazionale ed estero, oltre una tonnellata di stupefacenti.
Per arginare i fenomeni criminosi nelle aree maggiormente critiche di Napoli e provincia, grande attenzione è inoltre rivolta alle attività di prevenzione e controllo del territorio mediante le operazioni “ad alto impatto”, fortemente volute da questo Governo fin dal suo insediamento. Nei soli primi 9 mesi dell'anno in corso, nel territorio della provincia di Napoli ne sono state effettuate 26, con 4.474 persone controllate, 16 arrestate e 50 denunciate.
Un ulteriore apporto proviene anche dall'azione dei Reparti Prevenzione crimine. Con riferimento al comune di Acerra segnalo che dal mese di gennaio 2025 al 21 ottobre scorso si sono svolti 37 interventi, con 87 equipaggi e 261 elementi. Con riferimento agli organici, preciso che nel territorio della provincia di Napoli la Polizia di Stato, al 30 settembre scorso, può contare su complessive 5.445 unità, di cui 3.496 in forza alla questura.
Nel comune di Acerra, il Commissariato distaccato della Polizia di Stato conta su 54 unità di personale. L'Arma dei carabinieri, nella città metropolitana di Napoli, dispone di una forza effettiva di 3.281 unità, di cui 1.137 nella città di Napoli. Nel comune di Acerra, l'Arma dei carabinieri è presente con una stazione con 16 militari, supportata operativamente dalle componenti investigative e di pronto intervento del Gruppo Carabinieri, dotato di 132 unità, e della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, con 40 unità.
A partire dal 2023, sono state complessivamente attribuite al Comando provinciale di Napoli 276 unità e, nel mese corrente, è prevista l'ulteriore assegnazione alla Legione Carabinieri “Campania” di 20 carabinieri. Ricordo che le risorse stanziate dal Governo a partire dal 2023 hanno consentito, ad oggi, di effettuare oltre 37.400 nuove assunzioni tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, con un incremento di 4.000 unità rispetto al . Nel 2025 prevediamo di completare le assunzioni con 7.500 unità, a cui si aggiungeranno circa 24.000 assunzioni programmate per il prossimo biennio.
Questo Governo ritiene indispensabile anche promuovere un approccio integrato ai temi della sicurezza, capace di coniugare interventi con progetti a carattere socioculturale, specialmente rivolti ai giovani e al mondo della scuola. Con l'operazione Scuole sicure, il Governo ha stanziato per l'anno in corso 1,5 milioni di euro a beneficio di 50 comuni sopra i 15.000 abitanti. Si tratta di fondi dedicati a progetti di prevenzione e contrasto allo spaccio di droga nei pressi degli istituti scolastici. Le risorse potranno essere anche utilizzate per realizzare sistemi di videosorveglianza, assumere agenti di Polizia locale, acquistare mezzi e attrezzature e promuovere campagne di sensibilizzazione sui temi della legalità.
Faccio solo un accenno all'ampio insieme di iniziative che il Governo ha destinato a Caivano, dando luogo a un “modello” importante, che affianca agli interventi di prevenzione dei reati delle iniziative finalizzate a spezzare il legame tra degrado e criminalità, specie nelle aree caratterizzate da maggior disagio sociale. L'impegno di garantire legalità e sicurezza, preso da questo Governo con i cittadini, è stato e continuerà ad essere mantenuto, e i buoni risultati fin qui ottenuti ci spingono a proseguire nella medesima direzione con ancora maggiore decisione.
PRESIDENTE. La deputata Auriemma ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Ha 25 minuti, prego.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretario. In realtà il quadro che lei ci descrive in questa relazione non corrisponde alla realtà dei territori. Napoli e la provincia di Napoli, insieme alla città di Roma, nel 2024 è stata la città con più casi di morti per overdose. Le piazze di spaccio nella provincia di Napoli, e in particolare in alcune città, sono aumentate e sono sotto gli occhi di tutti. È un tipo di spaccio che non è soltanto più da venditore a consumatore, ma, addirittura, sono gli stessi consumatori che spacciano per ottenere dei ricavi dalla vendita.
A pochi chilometri da Acerra c'è il “modello Caivano” che non funziona, a parte qualche pattuglia in più, ma di fatto non c'è stato alcun miglioramento di qualità di vita del tessuto sociale della città di Caivano, del quartiere Parco Verde, che ha sostanzialmente gli stessi problemi. Quello che ha fatto, l'effetto del decreto Caivano è un aumento dei minori in istituti penitenziari, con un aumento anche di uso di psicofarmaci all'interno degli istituti penitenziari minorili. Questo è un allarme che noi denunciamo con forza.
È necessario, in qualità di esponente del Governo, dire le cose come stanno. Purtroppo, questo Governo non investe in presidi di sicurezza. Per lo stesso Commissariato di Acerra noi abbiamo presentato più ordini del giorno, più emendamenti, che vogliono rafforzare il personale a disposizione, che, attualmente, è sotto organico; una pianta organica che prevede un numero di agenti inferiore di oltre il 30 per cento rispetto alle necessità del territorio. Il Commissariato di Acerra serve ben 5 comuni e ha soltanto 2 pattuglie, ha soltanto 2 volanti: non ha il personale per poter garantire una circolazione H24. Questi sono i dati che si registrano e questa è la realtà del territorio.
Chiediamo uno sforzo in più. Siamo consapevoli che sicurezza del territorio non è soltanto una questione di presidi di Polizia territoriale. È necessario intervenire con politiche sociali e con investimenti sui territori, dando ricchezza a quei territori. Tutto questo non c'è, e quindi l'illegalità arriva dove lo Stato non riesce ad arrivare: piazze di spaccio tutti i giorni in determinati quartieri, in determinate piazze, a conoscenza di tutti quanti, a conoscenza anche degli agenti di Polizia, che, ahimè, purtroppo fanno un lavoro immenso, ma non è sufficiente.
Ringrazio ancora gli agenti del Commissariato di Acerra. Pochi giorni fa hanno fatto un'operazione importante: più di oltre 100 persone perquisite, alcuni arresti e sequestri importanti. Però, ripeto, Sottosegretario, purtroppo non ci possono essere interventi .
È necessario un controllo capillare del territorio con più strumenti e più risorse e questo bisogna farlo a 360 gradi per assicurare la sicurezza sul territorio. I nostri ragazzi hanno bisogno di scuole a tempo pieno, hanno bisogno di presidi di legalità, hanno bisogno di più palestre. Non è possibile che lo Stato faccia una sola palestra in una sola città, a Caivano, tra l'altro dove si può accedere solo se si paga, e tutto il resto della provincia di Napoli e in alcune città viene completamente abbandonato. Su questo, ogni giorno, in ogni occasione, porteremo la voce della gente, della popolazione, che è estremamente abbandonata da questo Governo che ritiene ormai la sicurezza solo uno e, di fatto, nei provvedimenti importanti, dove è necessario mettere risorse, non prevede nulla .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Barzotti ed altri n. 2-00712 .
Chiedo alla deputata Barzotti se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, collega, ha 15 minuti.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. La illustro ma, prima di entrare nel merito di questa interpellanza, Presidente e Sottosegretario, devo denunciare quello che è successo ieri, ancora una volta, alla casa circondariale di Torre del Gallo: un altro ragazzo di trent'anni si è suicidato, si è tolto la vita, Presidente. Io ci tengo a sottolineare la gravità della situazione che c'è in quel carcere. Nel 2024 c'è stato un tasso altissimo di suicidi, il del 2025 non è cambiato. Si tratta di un carcere dove - dal 2021 - 15 persone hanno perso la speranza di essere rieducate e hanno scelto, hanno preferito morire. Questo deve essere molto chiaro prima di entrare nel merito di questa interpellanza.
Detto questo, la nostra interpellanza ha certamente un carattere più nazionale, nella prima parte, poi nella seconda parte si concentra proprio sulla casa circondariale Torre del Gallo. Abbiamo voluto fare un'interpellanza urgente, di ampio respiro, perché? Perché certamente quello che accade nel sistema penitenziario italiano e nelle carceri italiane non può essere considerato un qualcosa di emergenziale o di episodico.
Ormai siamo davanti a una crisi strutturale, a una carenza di risorse umane, sanitarie, amministrative, a cui non possiamo non aggiungere una serie di carenze strutturali, infrastrutturali. Ci troviamo davanti a carenze gestionali, organizzative, che lasciano i detenuti, ma non soltanto i detenuti, in generale, tutta la popolazione carceraria, in estrema difficoltà. Ormai siamo davanti a una crisi profonda, a una carenza cronica. E che cosa porta? Io l'ho già denunciato più e più volte in quest'Aula, il MoVimento 5 Stelle lo denuncia in continuazione a tutti i livelli istituzionali. Che cosa porta questa crisi profonda e strutturale? Alla perdita di senso del carcere. Diciamocelo, perché se noi tradiamo costantemente l'articolo 27 della nostra Costituzione, che ci dice una cosa chiara… ci dice che il carcere deve tendere alla rieducazione dei condannati, deve dargli un futuro, deve rieducare, deve insegnare, deve spiegare perché c'è stato un reato e deve punire ma, allo stesso tempo, deve dare una prospettiva, perché, altrimenti, facciamo prima ad ammazzarle queste persone. Cosa le mettiamo a fare in carcere? Ovviamente, la mia è una provocazione per far capire che siamo davanti a un paradosso.
Noi crediamo profondamente nella rieducazione della pena, anche rispetto al fatto che i detenuti all'interno delle carceri debbano essere rispettati e comunque debba essere mantenuto il senso di dignità umana. Non devono perdere la loro dignità, non devono preferire morire piuttosto che stare in carcere perché, appunto, c'è una perdita totale di senso.
Ora, la salute mentale all'interno delle carceri è diventata un'emergenza nell'emergenza. Perché dico questo? Perché le carceri ordinarie non sono in grado di gestire le patologie psichiche, psichiatriche, dei detenuti. Io non so più come dirlo! Queste persone in condizioni di fragilità devono essere assistite in modo adeguato, ma soprattutto in modo tempestivo perché, nel momento in cui una persona in condizione di fragilità psichica entra in un carcere, non c'è tempo per aspettare che venga presa in trattamento nel giro di una settimana, 10 giorni, 15 giorni, come adesso succede. Queste persone devono essere assistite immediatamente, deve esserci quasi un codice rosso perché non sono in grado, a livello sanitario, di sopportare questo tipo di condizione. Non ci devono stare nelle carceri queste persone, perché appunto sono persone fragili. Se mancano i presidi di cura all'interno degli istituti carcerari, queste persone non devono stare in carcere. per quanto riguarda la Polizia penitenziaria, cui non si può chiedere di prestare assistenza a queste persone, di gestirle, perché non sono in grado, non possono fare nulla per prenderle in carico per effettuare dei trattamenti. Non lo possono fare.
Se manca la sanità all'interno delle carceri, indovinate chi è che deve prendersi carico di queste emergenze? Indovinate chi è lì che assiste al suicidio! Chi sono i primi ad andare ad assistere queste persone? La Polizia penitenziaria. Ma meritano questo? Quindi, a loro vanno il nostro ringraziamento e la nostra solidarietà per tutto quello che fanno quotidianamente, in estreme condizioni di difficoltà, così come vanno le nostre condoglianze alle famiglie e agli amici delle persone che si sono suicidate, del ragazzo che si è suicidato ieri, di tutti quelli che si sono suicidati nei mesi scorsi nelle carceri italiane e nel carcere di Torre del Gallo.
Detto questo, quando prima parlavo di carenze strutturali all'interno delle carceri, parlavo anche di tutto il personale che ruota attorno al Dipartimento penitenziario. Non parlo solo del personale di sicurezza - cui ho accennato prima - ma anche di una serie di altro personale. Penso, ad esempio, alla denuncia che ha fatto recentissimamente l'Associazione nazionale dei funzionari contabili del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Quest'associazione ha denunciato chiaramente una condizione di sotto organico, una serie di difficoltà proprio a livello di gestione burocratica delle pratiche inerenti ai detenuti, i carichi di lavoro che sono triplicati, le disfunzioni informatiche. Anche in questo caso, non è possibile mettere le persone in condizioni penose di lavorare perché evidentemente, poi, a cascata, tutte queste disfunzioni ricadono sul personale delle carceri e sui detenuti.
Un altro problema che ci è stato segnalato è inerente a una circolare che sarebbe stata emanata il 9 ottobre 2025. Questa sfiora l'illegittimità per violazione del principio di non discriminazione e di tutela della maternità, perché pare - e se fosse confermato sarebbe gravissimo - che sia stata tolta, per le dirigenti penitenziari che vanno in maternità, l'indennità di funzione nel periodo di maternità. Questa cosa è inaccettabile, è una schifezza incredibile; se fosse così veramente, dovreste ritornare sui vostri passi. Questo Governo sta commettendo un errore gravissimo che viola la parità di genere, appunto, la tutela della maternità, la discriminazione sul lavoro.
Detto questo, serve, secondo noi, un piano interministeriale, un momento di confronto serio sulle problematiche a livello generale del carcere, quindi problematiche sanitarie, amministrative e burocratiche, cosa che non vediamo assolutamente da parte di questo Governo.
L'altra questione, che poi cade a cascata, ricade sul territorio, riguarda il carcere di Torre del Gallo. Allora, io sono venuta in quest'Aula, Presidente, a parlare di questo carcere praticamente più di una volta all'anno, a specificare, a dire che non è sostenibile quello che accade lì. Ci sono troppe criticità, troppe, è insostenibile la situazione in quel carcere.
Vi faccio soltanto qualche esempio: abbiamo un sovraffollamento del 140 per cento, cioè di 770 detenuti che ci sono il carcere ne potrebbe accogliere solamente 500 e questo, chiaramente, crea tutta una serie di problematiche. Ma penso al personale di Polizia penitenziaria. Pensi, Sottosegretario, che in quel carcere ci sono 60 unità di Polizia penitenziaria in meno rispetto a quelle che dovrebbero esserci. Pensi che l'ATS di Pavia non è assolutamente in grado di assicurare il servizio sanitario all'interno del carcere, a tal punto che manca il dentista e le persone, quando si devono curare o ci sono delle emergenze, devono uscire dal carcere. Ovviamente, tutto si traduce in un'assistenza lenta, burocratica e inefficace.
Oltre a questo aggiungo che i fondi, che erano stati destinati alla ristrutturazione edilizia del carcere, sono spariti; sono stati destinati altrove, non si sa bene dove sono, ma non sono stati dedicati a quel carcere, che tanto ha bisogno di ristrutturazione di parti dell'edificio. Quindi, è evidente che una situazione del genere non è accettabile. Solo il mese scorso tre suicidi, Sottosegretario, e ieri un altro suicidio. Questa situazione non la possiamo più sopportare. Dovete fare qualcosa, dovete intervenire subito.
A questo aggiungo per chiudere - mi avvio alle conclusioni, Presidente - che è accaduto che l'amministrazione del comune di Pavia ha cercato di sottoscrivere una serie di protocolli con l'amministrazione del carcere. Sono tre protocolli con cui, innovando rispetto a quello che era stato negli anni passati, si cerca di coinvolgere un po' la popolazione detenuta e farla sentire un po' meno distante da quella che è la comunità di Pavia e questo è veramente meritorio, sia da parte dell'amministrazione carceraria che da parte dell'amministrazione comunale e, quindi, ne diamo assolutamente atto. Però, questi tre protocolli necessitano, diciamo, del vaglio del Dipartimento competente del Ministero della Giustizia e questo vaglio non è arrivato e, quindi, è tutto sospeso. È evidente che in un carcere come questo, dove ci sono queste difficoltà, dove siamo in una condizione di emergenza e, comunque, in una situazione veramente insopportabile, davvero insopportabile, non si può aspettare. Cosa state aspettando? Vogliamo sapere che cosa state aspettando. Dovete muovervi. Dovete fare questo vaglio e dovete far attivare questi protocolli.
Quindi, per chiudere la nostra interpellanza, quello che vi chiediamo è, intanto, cosa volete fare rispetto a questa crisi profonda e strutturale che riguarda il sistema - la parte sanitaria, la parte amministrativa e la parte delle risorse umane - che inerisce al carcere di Torre del Gallo, ma al sistema carcerario nazionale in generale, e poi cosa state aspettando e quando deciderete di dare l'ok a questi protocolli.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato, Gianmarco Mazzi, ha facoltà di rispondere.
GIANMARCO MAZZI,. Grazie, Presidente. L'interpellanza in oggetto ancora una volta si occupa del sistema penitenziario italiano, soffermandosi sulle presenze detentive, le coperture organiche, l'assistenza sanitaria e le attività trattamentali con specifico riferimento alla casa circondariale di Pavia.
Premesso un importante dato, ossia che gli onorevoli interpellanti riconoscono formalmente nel testo dell'interpellanza e sono concordi, quindi, nel riconoscere che il sistema penitenziario italiano vive ormai una crisi profonda, che non può più essere considerata episodica o emergenziale, ma rappresenta un fenomeno strutturale e sistemico, ne discende la necessità di riconoscere che altrettanto sistematica e non episodica deve essere la risposta alle criticità del sistema carceri.
Del resto, è stata la stessa Corte dei conti, con la recente relazione del 18 aprile 2025, a certificare che la mancata attuazione del vecchio piano, programmato con il decreto interministeriale del 2014, ha determinato la cronicizzazione dei problemi del sistema carcerario, perché non adeguatamente affrontati nel corso dell'ultimo ventennio.
Ciò che ci differenzia, rispetto al passato, sono le scelte di politica giudiziaria, l'impostazione di interventi strutturali su tutti i fronti, tenendo sempre presente la specificità della popolazione detenuta e le specifiche esigenze trattamentali. In questa direzione, il Governo Meloni si è da subito determinato per un approccio organico e una prospettiva di lunga durata con l'obiettivo primario: di ampliare l'accesso da parte dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti alle misure alternative presso comunità terapeutiche, senza passare per il carcere; di potenziare, quindi, le comunità terapeutiche e i programmi trattamentali e garantirvi l'accesso anche ai detenuti senza un idoneo domicilio; di potenziare i servizi di salute mentale promuovendo all'interno degli istituti la realizzazione di apposite sezioni con attività psichiatrica e, nel contempo, accelerare le tempistiche e snellire le procedure di ricovero presso le REMS, le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza; di favorire le procedure di espulsione dei detenuti stranieri extracomunitari con pena residua fino a due anni.
Da ultimo, siamo intervenuti, anche per il tramite del commissario straordinario e dei suoi poteri speciali, per aumentare la capienza complessiva del sistema penitenziario, migliorando prima di tutto le condizioni strutturali degli istituti e così contrastando il fenomeno del sovraffollamento.
Le carceri hanno bisogno di spazi per assicurare ai detenuti un trattamento umano e rieducativo. Il Comitato paritetico interministeriale - infrastrutture, trasporti e giustizia - ha approvato un impegno economico per 166 milioni relativi a 21 interventi di edilizia penitenziaria. Con particolare riferimento alla casa circondariale di Pavia, ci risulta che alla data del 9 novembre 2025 sono presenti un totale di 725 detenuti media sicurezza, a fronte di una capienza regolamentare pari a 515 posti, rilevandosi un indice percentuale di affollamento pari al 141,33 per cento. I detenuti di nazionalità italiana sono 325, mentre i restanti 400 sono stranieri. Non si registrano violazioni dei parametri minimi stabiliti dalla Corte EDU, la Corte europea dei diritti dell'uomo, visto che ogni detenuto risulta avere a disposizione spazi di vivibilità superiori ai tre metri quadrati.
Con riferimento alla dotazione organica del reparto di Polizia penitenziaria, il personale attualmente in servizio presso la casa circondariale di Pavia ammonta a 296 unità, su 317 previste. Le scoperture attualmente si rilevano nei seguenti ruoli: ruolo dei funzionari (meno 2 unità), ruolo degli ispettori (meno 5 unità), ruolo dei sovrintendenti (meno 8 unità); di contro, però, il ruolo degli agenti e assistenti risulta essere in esubero di ben 48 unità. È assicurata la guida dell'istituto, poiché le funzioni di comandante di reparto sono affidate a un dirigente di Polizia penitenziaria con incarico triennale dal 7 febbraio 2024.
Va sottolineato che, come è avvenuto per altri istituti penitenziari, anche la casa circondariale di Pavia ha beneficiato di recenti assegnazioni di personale: è già stato assegnato un commissario a seguito della conclusione del VII corso di formazione, sono state assegnate 8 unità per il ruolo degli ispettori, 6 vice sovrintendenti, 9 nuove unità di vice sovrintendenti e 25 nuove unità di agenti/assistenti, a seguito della mobilità ordinaria.
Infine, si rappresenta che, in occasione della mobilità ordinaria collegata alle assegnazioni degli agenti del 185° corso, l'organico dell'istituto è stato incrementato di una ulteriore unità del ruolo femminile. Con riferimento sempre all'organico e, in particolare, ai profili professionali menzionati nell'interpellanza, si evidenzia che, relativamente al profilo di funzionario giuridico pedagogico, a fronte di una previsione organica di 8 unità, ne risultano presenti 7 e, in relazione al profilo di funzionario della professionalità di mediazione culturale, la pianta organica risulta soddisfatta con un'unità presente.
Dal punto di vista dell'assistenza sanitaria ai detenuti, risulta che la casa circondariale di Pavia, in conformità alla delibera della giunta regionale del 16 dicembre 2024, n. 3621 della regione Lombardia, è dotata di un servizio medico multiprofessionale integrato, con una sezione specializzata psichiatrica, ovvero le articolazioni per la tutela della salute mentale. La struttura semplice di sanità penitenziaria di Pavia assicura costantemente il servizio sanitario all'interno dell'istituto comprendendo il servizio medico, infermieristico, psichiatrico, psicologico e il servizio per le dipendenze. Nello specifico, presso l'istituto operano 6 psicologi, 3 psichiatri e 4 educatori sanitari. Il medico di guardia e l'infermiere sono presenti H24, 7 giorni su 7.
È altresì vigente, oltre ai protocolli nazionali, un protocollo locale per la prevenzione delle condotte suicidarie, che prevede una valutazione all'ingresso da parte del medico di guardia, seguita da una valutazione psicologica entro le 72 ore successive e, se necessario, da un colloquio con lo specialista psichiatra.
Ricordo che per contrastare il drammatico fenomeno, a livello nazionale, abbiamo potenziato il supporto psicologico e lo multidisciplinare al punto da essere stato istituito lo specifico gruppo di lavoro per lo studio e l'analisi degli eventi suicidari delle persone detenute, con il compito di definire protocolli operativi ed elaborare momenti di formazione per il personale penitenziario.
Con lo stesso scopo è stata concepita l'imponente opera di reclutamento di adeguato personale specializzato e sono stati previsti nuovi percorsi di comunità per i detenuti con disagio psichico e con problemi di tossicodipendenza, in modo da garantire trattamenti idonei e differenziati, finalizzati concretamente al recupero della persona e valorizzando l'istruzione e il lavoro in carcere che costituiscono componenti irrinunciabili del trattamento dei detenuti.
Tornando all'istituto di Pavia, dal punto di vista medico, questo si avvale anche della presenza di ulteriori specialisti: odontoiatra, infettivologo, diabetologo e oculista.
Sempre con riguardo alla tematica della tutela della salute mentale - quindi alle articolazioni per la tutela della salute mentale - com'è noto, si tratta di reparti, gestiti sotto il profilo sanitario dal servizio sanitario regionale, destinati ai pazienti con minorazione psichica e gravi patologie psichiatriche, all'interno dei quali operano uno psichiatra, due psicologi, quattro educatori sanitari e un'infermieristica dedicata.
Presso la sezione ATSM della casa circondariale di Pavia, alla data del 9 novembre 2025, risultano presenti 11 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 22 posti. I detenuti allocati beneficiano di attività trattamentali specifiche e dispongono di un'area verde e sportiva esterna, partecipano a numerose attività , tra cui: un laboratorio di cucina, il gruppo discussione, il gruppo di ascolto, il gruppo di stimolazione cognitiva, il gruppo educazione e benessere, il gruppo salute, il gruppo psico-educazione, il gruppo emozioni, l'attività di , l'attività di teatro e l'arteterapia.
Dal punto di vista strutturale, la casa circondariale di Pavia, come altri istituti di pena, è stata oggetto di vari interventi: si è provveduto con attività manutentive al ripristino delle coperture, alla realizzazione di un intervento di efficientamento energetico ultimato e collaudato nel corso del 2024, al rifacimento e alla coibentazione della pressoché totalità delle coperture non già interessate dai precedenti lavori manutentivi, al potenziamento delle centrali di produzione di acqua calda sanitaria, alla sostituzione dei corpi illuminanti di tutte le aree esterne e interne dell'istituto e alla termoregolazione degli edifici esterni alla cinta muraria.
Allo stato si sta procedendo al rifacimento e alla messa a norma degli impianti di rivelazioni incendi e della rete idrica antincendio dell'intero istituto. L'ultimazione dei lavori è prevista entro il primo trimestre del 2026.
È, inoltre, in atto di verifica da parte del provveditorato regionale competente, per essere inserito in programmazione, l'intervento di adeguamento e riattivazione della palestra detenuti.
Infine, sottolineo che anche la casa circondariale di Pavia rientra nell'ambito del programma del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, con la realizzazione di un nuovo padiglione detentivo da 120 posti.
Ricordo ulteriori, numerosi, interventi anche strutturali effettuati presso l'istituto in questione, finalizzati anche nello specifico alle attività propriamente trattamentali, quali il rifacimento del reparto destinato ai semiliberi e ai detenuti ammessi all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario; il rifacimento della I e della V sezione dei padiglioni A e B; la ristrutturazione della sala teatro, la ristrutturazione della cappella dell'istituto, delle aree verdi destinate ai colloqui con i familiari. Nella primavera del 2024, sono stati allestiti giochi e strutture di animazione per i bambini, grazie alla collaborazione del consiglio dell'ordine degli avvocati di Pavia e della cooperativa sociale “Kaleidoscopio” di Mortara. È stata realizzata una sartoria all'interno del padiglione C, grazie all'intervento della cooperativa sociale “A filo libero”. Si è proceduto alla ristrutturazione e riorganizzazione della biblioteca del padiglione C. Si è curato il rifacimento e l'allestimento delle aule didattiche del piano terra del padiglione C. Sono state realizzate due aree esterne al piano terra del padiglione C, dove i detenuti possono svolgere attività sportiva e giocare a calcetto. È stato realizzato un orto con il coinvolgimento di un gruppo di persone detenute, impegnate nella preparazione e lavorazione del terreno, con l'avvio di coltivazioni orticole e la condivisione di prodotti raccolti come frutto del proprio lavoro.
È in corso la sistemazione delle aule nei piani delle sezioni del padiglione C, per lo svolgimento di attività trattamentali; aule che, allo stato, sono utilizzate come aule studio per i detenuti iscritti all'università.
Nell'ambito del progetto “Sport e salute” sono previsti corsi di atletica leggera (già attivi), di ginnastica dolce, calcio e pallavolo. Sono previsti, inoltre, importanti interventi di supporto alla genitorialità nell'ambito del progetto “Liberi di crescere” e “Officina dei legami” (Bambini senza sbarre).
Nell'ambito del progetto regionale NODI (Nuove opportunità di inclusione), si sono svolti corsi formativi in materia di edilizia, giardinaggio e pianificazione.
Da ultimo, in relazione ai tre protocolli menzionati nell'interpellanza, inerenti a progetti culturali di pubblica utilità e di cura degli animali - predisposti rispettivamente con AR.VI.MA, Arti Visive Marabelli APS, per attività di carattere artistico-culturale, con il comune di Pavia, per l'inserimento di detenuti in lavori di pubblica utilità e con ENPA, Ente nazionale protezione animali - segnalo che è in corso la relativa istruttoria finalizzata alla concessione del nulla osta da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e alla successiva imminente sottoscrizione.
PRESIDENTE. Intanto saluto studenti, studentesse e docenti dell'Istituto di istruzione superiore “Enrico Fermi” di Policoro (Matera), che assistono ai nostri lavori dalle tribune
La deputata Barzotti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Assolutamente non sono soddisfatta di questa risposta del Sottosegretario, innanzitutto per una questione umana. E, sempre tornando sul concetto di dignità umana, mi sarei aspettata, anche da parte del Sottosegretario, delle condoglianze per quello che è successo ieri alla famiglia e agli amici del ragazzo che si è tolto la vita nel carcere di Torre del Gallo.
Detto questo, noi sappiamo - e l'abbiamo scritto nella nostra interpellanza - che ci sono delle condizioni di crisi strutturale. Certamente. Lo diciamo, lo sappiamo, ce ne occupiamo quotidianamente, quindi non abbiamo difficoltà nell'ammettere questa circostanza, ma il punto non è questo. Il punto è che ci sono carceri peggiori di altre, ok? Allora, 15 suicidi dal 2021 ad oggi: evidentemente non è come tutti gli altri questo carcere, ok?
Quando io ci sono stata con l'assessore Goppa, a seguito del suicidio del mese scorso, i detenuti ci hanno detto: Torre del Gallo è l'inferno. Quindi, evidentemente, lì qualcosa non va e io chiedo la sua massima attenzione su questo e l'attenzione massima del Ministero della Giustizia, perché quello che ci hanno detto i detenuti questo mese non è diverso da quello che ci è stato detto dai detenuti quando siamo andati anni fa a fare un sopralluogo. Praticamente ogni anno, ogni due anni, qualcuno va a fare un sopralluogo in questo carcere, perché i suicidi sono ricorrenti.
Detto questo, lei ci ha sciorinato una serie di unità di personale che sono state mandate, e via dicendo. Allora, sul mediatore culturale ci dice: no, perché è uno e il fabbisogno dell'istituto è rispettato. Ma dico: lei ci ha detto che ci sono 300 detenuti stranieri. Secondo lei, può bastare un mediatore culturale per 300 persone? Cosa deve fare questo mediatore culturale?
Poi ci dice che c'è una serie di presìdi sanitari all'interno del carcere. Io non dico che non sia così - il mese scorso, quando sono andata, noi abbiamo parlato e io ringrazio tutti gli appartenenti al Dipartimento sanitario che hanno avuto modo di dialogare con noi -, però il dentista manca, l'assistenza tempestiva manca. Il ragazzo che si è suicidato il mese scorso aspettava da una settimana, che per un carcere può sembrare poco. Ma per una persona psichiatrica, una persona fragile, non è poco aspettare una settimana, dopo essere stato trasferito in un carcere da un altro carcere per fare un trattamento. Non è un intervento tempestivo questo, mi dispiace. Purtroppo non è così.
Sicuramente, lei ci ha detto che sono state mandate tantissime unità di personale della Polizia penitenziaria. Ma lei lo sa che quando vengono mandate lì le unità di Polizia penitenziaria altre se ne vanno? Non ha detto quanta gente se n'è andata, però, quanta gente è stata spostata. Perché qui facciamo sempre il gioco delle tre carte: ne arrivano, ma quelli che se ne vanno chi li conta? Li considerate?
Poi, sicuramente le attività trattamentali vanno bene, noi le chiediamo e ne chiediamo sempre di più; tant'è vero che la nostra interpellanza riguarda proprio anche l'attivazione di questi tre protocolli, che io ho sottomano e che, francamente, sono all'attenzione del Ministero da quest'estate. Quindi, con riferimento all'istruttoria: ma quanto deve durare questa istruttoria? C'è il comune di Pavia che li chiede e c'è la direzione del carcere di Pavia. Voi cosa state aspettando?
Perché state istruendo in questo modo questa pratica? Che cosa pensate di trovare nelle associazioni di tutela degli animali nel comune di Pavia? Ma me lo volete spiegare cosa state aspettando? No, l'istruttoria… quindi, quello che noi chiediamo è un'attivazione immediata. Poi è chiaro che le attività trattamentali e la crisi strutturale delle carceri non possono sostituire un'accoglienza delle fragilità fuori dal carcere, perché se ci sono persone in povertà, persone in disagio sociale - ricordiamoci che con questo Governo abbiamo il record di povertà: 5,6 milioni di poveri -, è evidente che, se non c'è un'inclusione seria, non si può andare da nessuna parte, e tante persone in condizioni di fragilità si trovano, magari, più in difficoltà rispetto ad altre. E questo non è accettabile.
Quindi noi, per chiudere, quello che chiediamo a questo Governo è: un'ispezione immediata al carcere di Torre del Gallo da parte del Ministero della Giustizia; un'ispezione del Garante dei detenuti; la sostituzione del garante provinciale dei detenuti in provincia di Pavia; stanziamenti importanti in legge di bilancio sul carcere di Torre del Gallo per andare a coprire le gravi carenze che ci sono; subito l'attivazione dei protocolli - subito! - perché su questo ritardo nei protocolli non c'è scusante, non c'è crisi che tenga; e un potenziamento reale ed effettivo dell'organico della Polizia penitenziaria, perché non è accettabile che la Polizia penitenziaria sia messa a rischio tutti i santi giorni perché sono pochi e non riescono a gestire tutte le difficoltà, comprese le patologie psichiatriche del personale e le patologie psichiatriche dei detenuti, che non possono assolutamente essere poste a carico della Polizia penitenziaria.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Avverto che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1693 e abbinate in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso, prevista dal calendario dei lavori per lunedì 17 novembre, è posticipata alla seduta di martedì 18 novembre, al termine delle votazioni. Conseguentemente, il seguito dell'esame di tale provvedimento sarà iscritto all'ordine del giorno a partire da mercoledì 19 novembre.
Avverto altresì che, nella giornata di lunedì 17 novembre, l'inizio della seduta è posticipato alle ore 15.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2025, n. 146, recante disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio. (C. 2643-A)
Relatrice: KELANY.












