PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANNARITA PATRIARCA, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 110, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 9,47.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2655: Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'articolo aggiuntivo Bonafe' 1.017.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Pastorella 2.1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.1 Pastorella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ha chiesto di parlare la collega Ruffino. Vuole intervenire sull'articolo 2?
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. In realtà, vorrei intervenire sui tempi di voto e sull'orario dell'Aula e sul tempo che l'Aula impiega…
PRESIDENTE. Quindi, sull'ordine dei lavori?
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Sull'ordine dei lavori, e sul tempo che l'Aula impiega per espletare il primo voto. In realtà, mi sembra davvero lungo: c'è un orario e, come il Regolamento, anche l'orario dovrebbe essere rispettato .
PRESIDENTE. Ha ragione, indubbiamente.
Se nessuno chiede di intervenire sull'articolo 2, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.01 Bonafe'.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Signor Presidente, colleghe, colleghi, su questo tema, che può apparire anche tecnico, ma che ha un'incidenza sulla vita delle imprese, sull'efficienza della pubblica amministrazione, sulla qualità soprattutto dello spazio urbano, desidero intervenire in riferimento alla necessità di trasferire ai comuni, attraverso lo sportello unico per le attività produttive, la competenza autorizzativa relativamente alle insegne di esercizio poste lungo le strade o in vista su di esse.
L'assetto attuale discende dall'articolo 23 del codice della strada, che attribuisce all'ente proprietario della strada l'autorizzazione all'installazione delle insegne. È una norma che è stata pensata trent'anni fa, in un contesto completamente diverso, quando commercio, artigianato e servizi erano regolati da sistemi non integrati e non esisteva un unico modello compiuto di sportello. Oggi, invece, la realtà produttiva si confronta con processi completamente digitalizzati, con la necessità di tempi certi e anche con un'esigenza di semplificazione che non può più essere rinviata. La frammentazione delle competenze tra ente proprietario della strada e comuni determina, di fatto, duplicazioni procedurali, ritardi, richieste di nulla osta multipli e una disomogeneità territoriale. Questo fa sì che ne risenta che cosa? La competitività delle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, quelle che hanno insegne su strada, quelle che si espongono sulla pubblica via, che spesso, però, non dispongono di strutture tecniche dedicate. Ne risente, dunque, anche il decoro urbano, perché, in un sistema autorizzativo che è complesso, si rischiano fenomeni di abusivismo e anche la difficoltà dei comuni di pianificare in modo coerente gli interventi sul proprio territorio.
Trasferire, dunque, come chiediamo con quest'articolo aggiuntivo, la competenza al comune, attraverso il SUAP, significa ricondurre a un unico punto di accesso e, quindi, garantire certezza nei tempi, trasparenza nell'istruttoria, omogeneità nei criteri, ma significa, soprattutto, permettere alle imprese di dialogare con un unico interlocutore istituzionale e consentire all'amministrazione comunale di coordinare in modo organico l'urbanistica, il commercio, la sicurezza stradale, perché non dimentichiamo che l'elemento su strada riguarda anche la sicurezza stradale, e, dunque, la qualità architettonica e urbana.
Naturalmente, nessuno mette in discussione la necessità di tutelare la sicurezza della circolazione e, quindi, per le strade statali e regionali, il nulla osta rimane all'ente proprietario e resta essenziale, però, questo nulla osta può essere acquisito dal comune solo nell'ambito di un procedimento unico, senza costringere il cittadino e le imprese a rivolgersi a una molteplicità di uffici. Quindi, chiediamo e speriamo che questo possa essere consentito.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Se il collega è d'accordo, vorrei sottoscrivere l'articolo aggiuntivo, perché questo è un tema molto importante quando viene trattato negli enti locali, proprio perché i proprietari delle strade sono diversi: ci sono le città metropolitane, le province, le regioni, lo Stato, eccetera. E, quando si tratta di fare qualsiasi tipo di autorizzazione nelle strade, dal passaggio al dosso o, in questo caso, per le attività commerciali o per le insegne, diventa un ginepraio di autorizzazioni e anche di passaggi istituzionali.
È anche vero, però, che istituire uno sportello unico ha senso, ma ha senso se il Governo ha intenzione di investire sulle persone che lavorano nelle città metropolitane, nei comuni e negli enti che gestiscono queste nostre infrastrutture, perché, altrimenti, il problema rimarrà sempre quello: ci saranno moltissime richieste e pochissime persone che riescono ad evaderle.
Il tema, comunque, è sempre quello: se questo Governo non investe nella nostra pubblica amministrazione, qualsiasi processo di semplificazione non avrà mai successo. E questo è il convitato di pietra di ogni tipo di proposta che facciamo qui, in Aula, perché, ad oggi, questo Governo non ha fatto nulla per migliorare la situazione dei nostri uffici pubblici.
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.01 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.04 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.04 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.05 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.05 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 2.02 Bonafe' e 2.03 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 2.02 Bonafe' e 2.03 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 2.06 Bonafe' e 2.07 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 2.06 Bonafe' e 2.07 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.08 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.08 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.09 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.09 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 2.010 Bonafe' e 2.011 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 2.010 Bonafe' e 2.011 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.012 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.012 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.013 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.013 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.014 Bonafe'. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento proprio perché credo che la questione che stiamo discutendo, le semplificazioni che, di fatto, voi avete sostanzialmente proposto, sono semplificazioni che spesse volte tengono conto di tante, tante cose: molte non corrette e, invece, alcune che potrebbero in un certo senso dare anche una ricaduta seria e vera su alcuni punti importanti dell'economia italiana. Sto parlando in questo caso della formazione per l'installazione degli impianti FER, cioè di come si può installare un impianto fotovoltaico o qualsiasi altro impianto.
Oggi cosa succede? Succede che, per quanto riguarda la formazione, c'è un corso sostanzialmente che ogni azienda deve fare con i suoi dipendenti, all'interno dei percorsi professionali, che comunque il sistema associativo, la camera di commercio mette insieme, e sappiamo benissimo che oggi ogni regione ha la sua indicazione. Noi con questo emendamento vorremmo uniformare tutto il sistema di formazione delle aziende e dei dipendenti per poter dare uniformità in tutta l'Italia.
Anche perché il corso che noi proponiamo è di 16 ore e comunque oggi questo corso permette anche di poter dare una risposta concreta nell'ambito dello sviluppo della transizione ecologica. Io credo che quello che diventa veramente anche, a volte, strano è che emendamenti come questi, che dovrebbero essere votati da tutti, non vengano in un certo senso neanche recepiti. La cosa assurda è che molti di voi non sanno all'interno di questo fascicolo cosa veramente ci sia scritto, la cosa è assurda. Ecco perché vorrei che ci fosse, anche su questo punto, una riflessione attenta, non perché dobbiamo essere tuttologi, ma noi dobbiamo cercare di approfondire i temi.
Molti degli emendamenti che stiamo proponendo e che sono in questo caso sottoscritti da molti colleghi delle opposizioni sono sensati e hanno una validità anche nell'ambito dello sviluppo dell'economia del nostro Paese. Guardate, poter dare anche alle imprese la possibilità di uniformare in tutta Italia la formazione per quanto riguarda l'installazione degli impianti FER credo che sia un fatto elementare, semplice da dovere gestire e appurare.
Ecco perché chiedo un voto da parte dell'emiciclo e chiedo anche, suo tramite, alla Sottosegretaria Siracusano di poter, in questo caso, accantonare magari questo emendamento, perché ritengo che possa anche essere un segnale politico nel sistema delle imprese italiane.
PRESIDENTE. In ordine alla richiesta di accantonamento chiedo al relatore. Onorevole Russo? Non acconsente. Quindi, onorevole Simiani, lei insiste per la richiesta di accantonamento e, quindi, porla in votazione o meno? Insiste? No.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.014 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 2.019 Zaratti e 2.020 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 2.019 Zaratti e 2.020 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.015 Boschi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io volevo sottoscrivere questo emendamento e fare un piccolo intervento, se la collega, la presidente Boschi, è d'accordo, proprio perché credo che questo sia un emendamento importante, dal punto di vista anche della semplificazione, su un tema importante, che riguarda le cave italiane. Come sapete benissimo, questo emendamento entra nel merito di una semplificazione che, secondo me, è sostenibile dal punto di vista anche della gestione stessa del progetto di cava. Come sapete benissimo, i progetti di cava hanno una durata di 8 anni e su questo esiste comunque il regime della paesaggistica, in cui il termine, invece, è 5 anni.
Se il progetto di cava è 8 anni, di fatto anche la paesaggistica dovrebbe sostanzialmente essere allineata. Ecco perché questa sarebbe una grande semplificazione e una grande capacità di poter gestire il sistema dei rapporti e anche del rapporto con le imprese nell'ambito di chi oggi fa quest'attività, estendendo anche a 5 anni e arrivando ad 8 anche per quanto riguarda la parte paesaggistica. Chiedo di firmare questo emendamento e di votarlo.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.015 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.016 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.016 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.017 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.017 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.018 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.018 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 4.1 Pastorella.
Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Sì, grazie. Questo emendamento cerca di semplificare il più possibile uno dei percorsi virtuosi che esistono grazie al testo unico sull'immigrazione, che è legato alle persone che partecipano a programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine, che hanno poi un percorso, in teoria, privilegiato, che andrebbe ulteriormente semplificato.
Ci abbiamo provato con alcuni emendamenti nel decreto Flussi e continueremo a spingere in questa direzione, perché è davvero un percorso virtuoso che permette alle persone di formarsi, come piace anche alla maggioranza, cioè sui temi della lingua, della nostra cultura, della nostra cosiddetta civiltà e, poi, di avere un percorso privilegiato per l'ingresso nel nostro Paese.
Ecco, questo emendamento si occupa del loro alloggio, quindi, di come i datori di lavoro possono facilitare la permanenza di queste persone in un senso ovviamente di semplificazione, come dovrebbe fare questo provvedimento.
Quindi, ci dispiace che questo emendamento trovi un parere negativo del Governo perché, per una volta, è un tipo buono di immigrazione, che andrebbe semplificato, facilitato e che porta ricchezza e benessere non solo a chi viene nel nostro Paese ma anche a chi poi impiega queste persone. Non c'è motivo di rendere la loro vita ancora più difficile .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.1 Pastorella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 5.01 Bonafe' e 5.02 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 5.01 Bonafe' e 5.02 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 6.1 Zaratti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. Io credo che questo sia un articolo molto importante che riguarda la possibilità di consentire, in deroga alla normativa vigente, di procedere in via sperimentale all'irrorazione aerea di prodotti fitosanitari con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. Io penso che su questo noi dovremmo essere un po' cauti, perché è in gioco la salute dei cittadini e delle cittadine di questo Paese ed è in gioco la salute degli operatori, perché parliamo comunque di irrorazioni che riguardano prodotti fitosanitari. Penso che ci vorrebbe un po' più di cautela.
La normativa è assai complessa. Intanto, per l'attuazione di tale direttiva, è stato definito un piano d'azione nazionale per stabilire gli obiettivi, le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi, degli impatti derivanti dall'utilizzo dei prodotti fitosanitari.
Il piano d'azione, che è stato adottato il 22 gennaio 2014, promuove pratiche di utilizzo di prodotti fitosanitari maggiormente sostenibili e fornisce indicazioni per ridurre l'impatto di questi prodotti fitosanitari nelle aree naturali protette.
Ovviamente, l'irrorazione aerea di prodotti fitosanitari, che è disciplinata da altra legge, prevede che l'irrorazione aerea sia generalmente vietata, ma che può essere autorizzata dalle regioni e dalle province autonome, previo parere favorevole del Ministero della Salute, sentito il Ministro delle politiche agricole.
Le autorizzazioni in deroga, inoltre, devono precisare le colture e gli organismi oggetto dell'intervento, i prodotti utilizzabili, le aree da trattare, le circostanze e le prescrizioni, come le condizioni meteorologiche, misure per avvertire la popolazione potenzialmente esposta e le modalità di monitoraggio.
Quindi, concedere in deroga la possibilità di bypassare sostanzialmente tutta questa serie di normative che prevedono le tutele per la salute degli operatori e dei cittadini, è un atto assolutamente grave - è un atto gravissimo! - anche perché quei pesticidi, oltre a essere respirati nell'area delle popolazioni che vivono nei pressi dei campi e oltre a essere respirati dagli operatori del mondo agricolo, sono quelle stesse sostanze che noi mangiamo quotidianamente sui nostri piatti. Non si può essere tanto superficiali da autorizzare in deroga la possibilità di distribuire, in qualche modo, questi prodotti fitosanitari dall'aria.
Io penso che ci debba essere una riflessione. Per questo chiedo alla Sottosegretaria, chiedo alla maggioranza, almeno su questo punto, di fare un approfondimento, perché altrimenti noi corriamo il rischio di causare nel nostro Paese una serie di effetti negativi rispetto alla concentrazione di prodotti fitosanitari nei prodotti alimentari e, conseguentemente, anche un eccesso di contaminazione via aerea per le popolazioni che vivono a ridosso dei campi trattati in questo modo.
Tutte le misure che sono state evidenziate nelle leggi ordinarie di questo Paese, che recepiscono le direttive europee, vengono sostanzialmente bypassate. È una cosa molto, molto grave .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.3 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.3 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 6.4 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.4 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 7.1 Pastorella. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. La semplificazione ovviamente deve essere fatta anche cercando le economie di scala. In questo caso, nel caso dell'aggiornamento degli operatori dell'attività di autoriparazione, nel disegno di legge che stiamo votando, si chiede a ogni singolo operatore, quando fa il corso di aggiornamento, di inviare la documentazione e la certificazione agli enti competenti. Con la semplificazione, invece, sarebbero gli enti erogatori di questi corsi a mandare anche 10 o 20 certificazioni nello stesso tempo e ad inviare la documentazione, anche per evitare qualunque complessità burocratica che possa prendere il singolo autoriparatore e di rendergli la vita ancora più complessa, mandando PEC, fax e quant'altro.
Quindi, è semplicemente un'idea di semplificazione quella di raccogliere, nel fare economie di scala, tutte queste certificazioni e mandarle tutte allo stesso tempo, invece di chiedere ai singoli di doversi reinventare e mandare le loro certificazioni. Peccato che anche qua ci sia stato parere contrario .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.1 Pastorella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 8. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 8.01 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 8.01 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 8.02 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 8.02 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 9.2 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.2 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.3 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.3 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.4 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.4 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 10.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 10.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.01 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.01 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.014 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.014 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 10.02 Bonafe' e 10.03 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 10.02 Bonafe' e 10.03 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 10.04 Bonafe' e 10.05 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 10.04 Bonafe' e 10.05 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.06 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.06 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.07 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.07 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.08 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.08 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 10.09 Bonafe' e 10.010 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 10.09 Bonafe' e 10.010 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.011 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.011 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 10.013 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.013 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 11.1 Zaratti e 11.2 Casu.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per ribadire anche in questa sede, dopo averlo fatto in discussione generale, che avremmo voluto avere, come spiegato bene dalla capogruppo Bonafe', più tempo anche in Commissione per poter argomentare le motivazioni per chiedere la soppressione dell'articolo 11.
E lo voglio fare leggendo ai colleghi e alle colleghe la nota che l'ANCI, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, ha inviato a tutti i gruppi parlamentari chiedendo di eliminare questo articolo 11, perché la mobilità, nella sua complessità, richiede un quadro organico, normativo e regolatorio, che tenga i fabbisogni dei cittadini al centro di un quadro in cui siano introdotte innovazioni oggi necessarie, ma in modo sistemico e armonioso.
Cosa dice questo articolo 11? È una norma che, secondo l'ANCI, è formalmente errata, perché interviene sull'articolo sbagliato del codice della strada, che appare nella sostanza rischiosa, perché fa maturare un diritto per il concessionario e un vincolo per l'amministrazione, e che è il veicolo meno corretto e meno opportuno per garantire il diritto al carico e scarico di fronte alle strutture alberghiere.
È un tema molto delicato e molto importante. Pensiamo, soprattutto, alle strutture alberghiere che si trovano nei centri storici delle nostre città, dove ci sono magari pochi metri di suolo pubblico, pochi metri di strada in cui devono essere garantiti tutti i diritti: i diritti delle strutture alberghiere, ma anche i diritti alla mobilità, alla sicurezza, l'accesso dei mezzi di soccorso.
Ora, da questo punto di vista, il rischio paventato e denunciato anche attraverso queste osservazioni dell'Associazione nazionale dei comuni italiani è che per un'istanza giusta, che è quella di semplificare le procedure per le richieste delle strutture alberghiere di ottenere questa opportunità, si vada, invece, non a semplificare, ma a complicare la situazione, perché non si sceglie di intervenire nell'ambito delle ordinanze sindacali, delle prerogative dei sindaci, delle prerogative dei comuni, ma si sceglie di creare una norma nazionale che possa essere utilizzata come grimaldello per ottenere una privatizzazione di porzioni di suolo pubblico e un diritto sulla base del quale poter rivendicare la possibilità di utilizzare quello spazio, a prescindere da quelle che sono le valutazioni di quell'ente locale, di quella realtà chiamata ad amministrare lo spazio pubblico dei cittadini.
Noi abbiamo già visto, sul tema dei , quanto sia sbagliato pensare di gestire con un'unica norma nazionale, che aveva una sua ragione nella tragedia della pandemia. Ma diamo la notizia anche ai colleghi di maggioranza che, anche in questo provvedimento, prorogano norme presenti nella pandemia, che fortunatamente, grazie al sacrificio delle donne e degli uomini che si sono battuti, grazie alla forza dei vaccini e della ricerca, è stata sconfitta e ora dovremmo tornare in ambito di strumenti ordinari per gestire l'occupazione del suolo pubblico. Ecco, bisogna pensare di andare nella direzione di dare poteri ai comuni.
Ora, se i comuni stessi ci dicono che questa norma è sbagliata e scritta male, noi capiamo che possa essere utile alla Ministra Santanche' dire che sta, in qualche modo, garantendo qualcosa senza passare per un percorso ordinario e a prescindere da quelli che saranno gli interventi dei comuni, ma al Parlamento italiano, a coloro i quali, dentro e fuori da quest'Aula, si riempiono la bocca della parola “autonomia” chiedo: perché con questo disegno di legge Semplificazioni volete calpestare l'autonomia dei comuni? Questo noi vi chiediamo. Se il vostro unico obiettivo è, invece, procedere a una differenziazione - cioè poter dire alle strutture alberghiere: non vi serve procedere attraverso i vostri enti locali, perché vi autorizziamo noi -, state procedendo nella maniera sbagliata, perché creerete solamente tantissimi ricorsi. Aprirete una stagione non di semplificazione, di chiarezza, di trasparenza, ma di complicazioni, di problematiche.
Quindi fermatevi, fermiamoci: votiamo questo emendamento soppressivo, apriamo una serena discussione sulle semplificazioni che servono - giustamente, noi le vogliamo aiutare - alle strutture alberghiere e alle strutture turistiche, ma facciamolo non contro i comuni italiani, ma insieme ai comuni italiani, ascoltando quello che ci dicono, leggendo quello che ci scrivono .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Ecco, questo forse è un esempio di autonomia all'incontrario. Mi chiedo come sia possibile varare una norma nazionale che, poi, entra nello specifico, nelle storie dei territori, nella vita dei territori, che spesso hanno la volontà di puntare al turismo. Più volte ho detto in quest'Aula - e spero assolutamente di essere smentita - che non c'è un'attenzione agli enti locali, e anche questa parte del provvedimento lo dimostra.
Io ricordo che già i comuni, con aperture di bar e di ristoranti, laddove non c'è la possibilità di avere dei parcheggi, chiedono le monetizzazioni per fare altri parcheggi in zone limitrofe. I ristoranti e gli alberghi hanno delle necessità, ma le necessità, soprattutto, le hanno i nostri sindaci. Un'autonomia almeno in questo senso - e sicuramente mi rifaccio all'intervento del collega - è assolutamente dovuta. Non possiamo pensare che una norma nazionale possa essere calata in ogni territorio. Abbiamo bisogno di città che siano competitive, di alberghi che possano offrire dei servizi. Penso soltanto a quanto è successo in questi giorni a Torino con le ATP: perché non può essere il comune di Torino a decidere quali spazi, quali aree lasciare a disposizione.
Abbiamo bisogno di un turismo competitivo, nuovo, e i parcheggi in questo caso lo sono, e lo sono le strutture ricettive e alberghiere. Davvero c'è da fare una profonda riflessione su questo, signor Presidente e Governo: non è andare verso la semplificazione, è semplicemente andare verso una nuova burocrazia e andare contro la semplificazione nella maniera più assoluta. Davvero chiedo un ripensamento in questo senso. Non comprendo il motivo per cui si scelga una via del genere da parte del Governo, perché è assolutamente negativa, penso anche per il Governo, ma assolutamente per gli enti locali .
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare l'onorevole Fassino e poi l'onorevole Iaria, mentre la deputata Gribaudo intende sottoscriverlo. Prego, onorevole Fassino.
PIERO FASSINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Per un solo minuto, su cui richiamo l'attenzione di tutti i colleghi. Il tema che stiamo discutendo, in particolare, con questa proposta che ha illustrato l'onorevole Ruffino, conferma una cosa che per esperienza, purtroppo, ho potuto constatare molte volte: che ogni volta che si assume un provvedimento di semplificazione, in realtà, le norme complicano ancora di più la vita delle persone, delle famiglie e delle imprese. E quindi raccomando che, nel discutere e nell'affrontare questo tema, si abbia presente questo. Noi crediamo di semplificare ma, in realtà, rendiamo più complicata la procedura, più complicata l'applicazione delle norme e più complicata la vita della gente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. È già stato detto che questo articolo agisce in modo non organico e in maniera frammentata sul codice della strada, come una mannaia, e questa è la critica fondamentale. Il secondo problema è che, purtroppo, questo articolo è stato proposto dalla Ministra Santanche', e quello è già un ulteriore problema del nostro Paese, ossia che la Ministra Santanche' è ancora Ministra.
Adesso io capisco che ognuno ha i suoi amichetti, quindi magari qualche gruppo di associazioni alberghiere ha chiesto alla Santanchè di poter liberare il parcheggio sotto il proprio albergo a suo piacimento fregandosene dei regolamenti comunali, dei regolamenti delle città e degli enti preposti a fare i regolamenti che gestiscono lo spazio urbano, e quindi facciamo questa cosa che dovrebbe essere una semplificazione. Ma quando noi agiamo con una norma così, buttata dall'alto, con tutti i regolamenti locali e con tutti i regolamenti regionali, non pensate che poi, successivamente, ci saranno miliardi di ricorsi, miliardi di problemi nell'applicare anche questa norma assurda sulla deregolamentazione dei parcheggi di fronte agli alberghi? Io sono un architetto e conosco molte imprese: adesso vado al Governo e decido di fare la deregolamentazione per i parcheggi per le imprese che lavorano con me davanti a un cantiere e lo faccio con un provvedimento nazionale. Chiaramente, tutti gli altri, magari, mi fanno causa, fanno ricorso ogni volta che faccio un'autorizzazione.
Questo è un concetto proprio sbagliato del modo di governare che avete. Sinceramente è proprio inconcepibile, anche dal punto di vista mentale, pensare che la Santanchè sia ancora Ministra: è questo il problema grave, cavolo! E vengono fuori queste cose buttate come semplificazione. Ma porca miseria, ma potete avere la decenza di studiare? Cioè di mettere a fare i Ministri qualcuno che ne capisca di leggi e che non faccia soltanto le leggi di qualche suo amico solo perché l'ha incontrato al “Twiga” o a Cortina nel corso di una partita a burraco, che gli dice: senti, mi fai il parcheggio sotto l'albergo? Sì, ti faccio subito una norma nazionale nel decreto Semplificazioni. Siete veramente ridicoli , questo è l'emblema dell'essere ridicolo di questo Governo e di come agisce. E poi parlano di Governo che fa le cose: fa le cose per qualcuno e le fa anche male .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 11.1 Zaratti e 11.2 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.3 Casu. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Presidente, abbiamo presentato diversi emendamenti all'articolo 11 perché vorremmo, onestamente, per lo meno, un intervento delle forze di maggioranza per spiegare quali sono le ragioni per le quali non solo non siete riusciti a ottenere le dimissioni della Ministra Santanchè, ma non riuscite nemmeno a farle ritirare un articolo sbagliato nel metodo e nel merito . Questo è un aspetto veramente grave che getta ombre anche inquietanti sull'azione di questo Governo.
Ora, l'emendamento che noi abbiamo presentato all'articolo 11 si limita a fare quello che suggerisce la nota dell'ANCI. Vado a leggere il punto 1: la norma ci sembra formalmente errata perché non interviene sull'articolo 7. Ora, l'articolo 20, quello su cui voi intervenite, riguarda l'occupazione della strada: nei fatti è sempre impedita, a meno di necessità particolari, l'occupazione di marciapiedi o altre pertinenze, ma non la sede stradale. È un istituto che serve per utilizzare lo spazio stradale per situazioni che non hanno niente a che vedere con la disciplina relativa a circolazione e sosta.
Per le finalità della norma, ed è quello che noi cerchiamo di fare semplificando davvero, ma le norme esistenti, all'articolo 7, si dice: è già sufficiente utilizzare l'istituto dell'ordinanza, che serve per disciplinare la circolazione e la sosta. L'ordinanza è l'atto adeguato che può essere revocato per esigenze del comune nel giro di poco tempo senza contrattazione o, peggio, revisione di concessione con il privato. Ma voi state nascondendo dentro una semplificazione una privatizzazione dello spazio pubblico, anzi peggio: una pretesa di diritto nazionalmente garantito alla privatizzazione dello spazio pubblico che genererà solamente enormi costi in termini di ricorsi sui nostri territori, e lo state facendo bellamente senza nemmeno dirlo, senza nemmeno intervenire sul merito. È una cosa gravissima! Non è un problema dell'opposizione, è un problema della tenuta della mobilità nelle nostre città, non si può procedere in questa maniera. Non si possono nascondere e travestire i favori da semplificazioni, perché fanno un danno pubblico: il favore al singolo può essere un danno a tutti, se non lo si fa nel modo giusto. C'è l'articolo 7: è quello delle ordinanze. Col nostro emendamento chiediamo di specificare ancora di più il ruolo delle strutture alberghiere.
C'è la necessità di fare semplificazioni per aiutare le strutture alberghiere? Ci avrete al vostro fianco! Noi pensiamo che il turismo sia fondamentale, che le strutture alberghiere possano e debbano competere, ma non possiamo farlo facendo carta straccia di quella che è l'autonomia degli enti locali e facendo carta straccia di quello che è l'equilibrio complessivo del codice della strada. Noi vi chiediamo veramente di fare quel sussulto d'orgoglio che non c'è mai stato da parte di questa maggioranza, prendere il telefono, chiamare la Ministra Santanchè e dirle che, se vuole fare un disegno di legge per la privatizzazione dello spazio pubblico, lo può fare, ma non lo può travestire da semplificazione in questo modo . Scelga un altro strumento, ci confronteremo su quello, ma noi siamo dalla parte della difesa di quelle che sono le prerogative degli enti locali.
Sono convinto che ci possano essere anche nella maggioranza persone che hanno avuto un'esperienza di amministrazione locale e sanno quanto sia importante dare non solo le risorse, ma anche i poteri ai nostri sindaci che sono ogni giorno in prima linea per gestire problematiche complesse. Interveniamo, se necessario, anche in questo disegno di legge sbagliato: non avete voluto sopprimere l'articolo in maniera puntuale, ma perlomeno lo si faccia nel punto del codice della strada che riguarda una scelta che non possa essere vissuta - come purtroppo è quella che questo Governo sta portando avanti - come un calcio nel sedere nei confronti dei sindaci italiani .
PRESIDENTE. Prima di dare ulteriormente la parola, saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Buozzi” di Monterotondo, in provincia di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Grazie e benvenuti a Montecitorio. Ha chiesto di parlare la deputata Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Stiamo vedendo in diversi provvedimenti come questo, ma anche nel decreto Concorrenza che abbiamo in questo momento in discussione in Commissione attività produttive, diversi articoli, diverse questioni che riguardano il turismo. Abbiamo capito il giochino che si sta facendo da parte del Governo: seminare in vari decreti invece di fare un decreto o un disegno di legge unico che riguardi il turismo.
In questo caso, si parla di concedere un pezzo di strada per il carico e lo scarico davanti agli alberghi. Il problema sta nel fatto che, se immaginiamo una strada a senso unico, pertanto una strada magari stretta, piccola, se la concessione viene data all'hotel che è su quella strada, significa che il cittadino magari si ritrova continuamente con il problema per raggiungere un luogo di lavoro o un luogo di studio o addirittura la propria casa. Quello che stiamo vedendo con questo articolo, ma anche con gli articoli successivi, riguardo al settore del turismo, è veramente uno sciacallaggio e stupisce perché questa maggioranza, oggi, in quest'Aula, e questo Governo, che voleva l'autonomia differenziata in ogni regione - e sappiamo che il turismo è una materia concorrenziale -, oggi, da questo punto di vista, cerca dall'alto di andare a decidere sui territori.
Sappiamo bene che non sono tutti uguali proprio per una questione di conformità di territorio, perché una strada magari grande che abbiamo a Roma, a Napoli, a Milano, non è certamente la stessa cosa rispetto a un borgo in Umbria... Presidente, mi auguro che i colleghi di maggioranza non stiano facendo foto mentre sto intervenendo, perché, se non sbaglio, è addirittura contro il Regolamento .
Detto questo, Presidente, io credo che la maggioranza debba rendersi conto che non si possono prendere queste decisioni così dall'alto, senza avere un minimo di consapevolezza del fatto che il nostro territorio ha una conformazione completamente diversa e, in questo caso, si va a dare una concessione in barba alle amministrazioni locali, in barba ai nostri sindaci, in barba anche alle leggi che sono quelle regionali. Per questo chiedo ovviamente al collega se posso sottoscrivere il suo emendamento, e credo che anche il Governo debba magari fermarsi un attimino di più su questa tematica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Andando avanti nell'analisi e nelle votazioni relative a questo provvedimento, sembra sempre di più che la maggioranza abbia una specie di delle prebende messo là, evidentemente, per dare risposta a a gruppi di potere, a sostenitori, approfittando di questo o di quel provvedimento per infilare dentro queste risposte.
In particolare, questo provvedimento, come sappiamo, riguarda la semplificazione. Vi invito a riflettere su un fatto: la semplificazione non è la deroga; la semplificazione è un'altra cosa. È un alleggerimento di procedure, è anche sburocratizzazione, cosa di cui ovviamente c'è sempre bisogno, ma va fatta con grande accuratezza.
La semplificazione non può essere una deroga alle prerogative degli enti locali fatte a tutela dell'interesse pubblico: questo è un fatto di una gravità assoluta. Se nei regolamenti e nelle norme dello Stato alcune scelte sono attribuite agli enti locali, è per l'interesse pubblico, perché l'ente locale in questo caso deve fare questo tipo di valutazione.
Lo diceva il collega Zaratti prima, rispetto all'utilizzo dei droni sostanzialmente per la diffusione dei fitofarmaci sul territorio. Anche lì, in quel caso, si può derogare alle prerogative di enti, di istituti, di soggetti che operano sul territorio nella tutela della salute e della sicurezza pubblica, con norme dello Stato, inserite in un provvedimento con tutta questa leggerezza? Guardate, davvero, credo che sia una cosa di una gravità assoluta: vi dovete fermare da questo punto di vista; vi dovete davvero fermare! Non si deroga alla sicurezza, non si deroga alla salute, non si deroga all'interesse collettivo: la semplificazione è un'altra cosa. Voi state stravolgendo il senso della semplificazione .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.3 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.4 Casu. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche questo emendamento, come i precedenti, si pone l'obiettivo di andare nella direzione che ci è stata indicata dalle note che abbiamo ricevuto - e non comprendo come possiate ignorarle -, ossia di insediare questa riflessione nell'articolo 7, nella parte corretta del codice della strada e non andare a forzare su un articolo 20 che si occupa di un tema molto diverso. Si dice di intervenire riconoscendo anche la necessità “dei veicoli, per la salita e la discesa dei passeggeri o per il carico e lo scarico delle cose, in prossimità di strutture alberghiere”. Questo tipo di emendamento accetta quello che sta facendo il Governo e però semplicemente noi vi chiediamo di collocarlo nel luogo adatto, giusto, corretto, di non generare con questa norma una forzatura, che è l'esatto contrario di una semplificazione.
Ora, con un disegno di legge che già abbiamo visto raddoppiarsi, tra il Senato e la Camera, per il numero di articoli, frutto del lavoro fatto al Senato, dopo aver avuto l'impossibilità di aprire una discussione di merito in questo ramo del Parlamento perché il testo è arrivato blindato, dopo essere stati - come forze di opposizione - umiliati dal fatto che ci è stato detto che potevamo indicare un solo soggetto da audire per ogni forza politica, voi state riformando - sbagliando - un tema così importante che riguarda tutte le nostre città, che riguarda tutte le strutture alberghiere, che riguarda tutti i cittadini che devono passare nelle vie in cui insistono strutture alberghiere. Arriviamo in Aula, presentiamo gli emendamenti, e non si alza nemmeno una voce della maggioranza o del Governo per spiegare perché state procedendo in questo modo.
Io capisco che abbiate scelto di nascondere questa norma in un decreto Semplificazione perché non avreste avuto modo di spiegarla altrimenti, perché avrebbe svelato tutto il paradosso di un'idea di autonomia che a voi serve solo per nutrire la vostra propaganda, ma che poi calpestate ogni giorno umiliando le amministrazioni e facendo scelte che sono sempre nell'interesse di andare a dividere per singole categorie i cittadini, i soggetti economici e far passare a tutti quei cittadini il messaggio che, alla fine, se vogliono fare qualcosa lo devono chiedere alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo devono chiedere alla Ministra Santanchè. Per cui è inutile muoversi in altri binari perché il potere è occupato, in questo momento, dalla destra e lo esercita con tutta la forza che può.
Però, in un'Aula come quella parlamentare, noi abbiamo la necessità di avere un confronto perché, veramente, altrimenti questo luogo si riduce all'inutilità, e noi non ce lo possiamo permettere perché siamo eletti da tantissimi cittadine e cittadini. Nonostante una forte astensione, comunque sono tante le persone che sono andate a votare, che vanno a votare, che sono andate a votare anche in Puglia, in Campania, in Veneto, e forse non ve ne siete accorti. Anche per questo, magari, faticate a trovare la parola questa mattina, però anche da questo punto di vista noi cercheremo di svegliarvi.
Ecco, a queste persone bisogna dare una risposta. Perché non state collocando la discussione nell'articolo giusto del codice della strada? Perché volete fare una forzatura nazionale e non volete aprire invece una discussione reale sulle semplificazioni da fare insieme agli enti locali?
Non ci avete permesso di costruire un percorso parlamentare - sarebbe stato bello, giusto, utile e opportuno - per arrivare a una soluzione condivisa, ma perlomeno dovete intervenire in quest'Aula: lo chiedo, per suo tramite, Presidente, ai colleghi della maggioranza, al relatore che ringrazio per l'attenzione con cui ha seguito questo tema anche durante la discussione generale, alla rappresentante del Governo.
Veramente, vi chiediamo almeno una spiegazione, che ci consenta perlomeno di capire su che terreno si sta collocando questo confronto politico perché - lo ripeto per l'ennesima volta, nel terzo intervento e userò tutto lo spazio che ci è consentito per continuare a ripeterlo - noi vi chiediamo semplicemente di affrontare il tema delle semplificazioni non come grimaldello per permettere a singole categorie di avere uno strumento giuridico per accampare pretese non condivise con gli enti locali, ma per costruire, insieme con gli enti locali, percorsi per garantire effettivamente una semplificazione nella vita dei cittadini e delle imprese.
Voi non lo volete? Spiegateci almeno perché.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Volendo dare un titolo a questa discussione, il titolo è: il Governo si sostituisce ai sindaci nella definizione degli spazi di parcheggio davanti agli alberghi, eccetera. Ma è quasi surreale pensare che il ruolo del Governo sia questo. Invece, effettivamente è così. La vita di una città è davvero molto particolare, soprattutto in carenza di spazi.
Io faccio un leggero ripasso insieme a voi, certa che i sindaci e gli amministratori locali che popolano quest'Aula - e sono tanti - ogni giorno si confrontano con questi problemi. In genere vengono fatte le ordinanze nel giusto tempo, perché gli spazi in città, i parcheggi, sono preziosi. Ci sono i vigili urbani che intervengono.
Direi che questa parte è molto ben normata e non vedrei personalmente nessuna necessità di andare a ridurre, tra virgolette, questo potere dei sindaci. Anzi, cercherei di dar loro una mano, magari fornendo più personale, perché ogni modifica che viene fatta dal Governo deve essere studiata dai comuni e ha poi un costo. Ha un costo da parte di amministrazioni che sono ridotte all'osso come personale, e quindi, se il Governo fa questo e se entra in queste dinamiche così particolari, la domanda è: ma non c'è niente di importante e di meglio da fare che andare a toccare una cosa che davvero funziona ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Devo dire che questo articolo ha dell'incredibile. Non ci sorprendiamo più di tanto visto che con la modifica del codice della strada avevamo già visto la tendenza accentratrice del Governo, ma in particolare del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, rispetto alle competenze dei comuni. Lo avete già fatto per quanto riguarda la definizione delle zone a traffico limitato, delle piste ciclabili, persino delle aree di sosta all'interno dei territori comunali. Adesso vi spingete oltre anche relativamente alle strutture ricettive, alle strutture alberghiere, introducendo delle deroghe che hanno dell'incredibile.
Ancora una volta vi sostituite ai sindaci, che potrebbero intervenire su questi aspetti semplicemente con delle ordinanze, imponendo delle regole per legge, anche ai sindaci che sono della vostra parte politica. Ma io mi chiedo: ma non hanno nulla da dire rispetto a questo atteggiamento che ha il Governo nei loro confronti? Presidente, io chiedo se sia possibile accantonare almeno questo emendamento, visto che i precedenti che sono stati discussi sono stati bocciati dall'Aula, perché la maggioranza abbia la possibilità di riflettere più a fondo sulle ripercussioni di norme come queste nella gestione dei nostri municipi.
Penso che sia necessario cambiare atteggiamento e anche chiarire al vostro interno se siete la maggioranza dell'autonomia differenziata o quella di un Governo che tende ad accentrare i poteri su di sé, calpestando anche quelle che sono le prerogative dei comuni .
PRESIDENTE. Ci sarebbe l'intervento di Iaria, giusto? Però prima devo chiedere all'onorevole Russo in ordine alla richiesta di accantonamento? No. Allora, chiedo di nuovo alla deputata Ghirra se insiste per il voto per la richiesta di accantonamento… No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Allora, tutti i miei colleghi hanno già evidenziato quanto questo articolo, questa proposta della Ministra Santanche' - voglio ripeterlo perché è l'unica proposta che ha fatto ed è una proposta veramente ridicola in questi ultimi tempi - sia assurda, creerà problemi, sia sbagliata dal punto di vista concettuale.
Però, io vorrei ritornare a quello che ha detto anche il mio collega Colucci ieri, parlando su tutto il disegno di legge: questo disegno di legge tocca tutte le Commissioni parlamentari e nessuna di queste Commissioni è stata interessata per discutere nel merito. Questa è la cosa più grave, mi rivolgo al presidente anche della mia Commissione, tramite lei. Abbiamo degli articoli che toccano il codice della strada, il codice della navigazione, degli articoli sulla semplificazione che riguardano anche le basi di dati, di telecomunicazione, eccetera.
È possibile che non siamo degni, come Commissione, di andare a discutere nel merito questi articoli ? Questa è veramente la cosa ancora più grave. Questo non è più ridicolo, è grave. È grave con riferimento a questa lista della spesa, perché alla fine è una lista della spesa, che arriva ai vari Ministri, dove si dice “guarda, devo fare questo, devo fare quest'altro, fammi il parcheggio davanti all'albergo, comprami due chili di zucchine e poi, dopo, fammi anche la legge per il dragaggio dei porti, eccetera, eccetera”. Questo! La leggi, fai il giro e poi porti questa roba qui.
Cioè, non è degno di un Paese civile e non è degno nemmeno il fatto che noi abbiamo una Commissione semplificazione, che tra l'altro ha fatto un'ottima relazione, condivisa tra tutti, tra senatori e deputati, per andare nell'ottica della semplificazione normativa. Però, se questi sono tutti esercizi di stile e poi arriviamo che la semplificazione è semplicemente semplificare il pezzettino che mi crea problemi a una mia pratica particolare, diventa una cosa veramente assurda.
È assurda e anche problematica, perché poi, siccome diventerà legge, voglio vedere poi come anche i comuni amministrati dai vostri sindaci si troveranno a gestire questa roba qua. Sarà molto bello da vedere, ci sarà anche molto da ridere e saremo sempre lì a ricordare che è la vostra Ministra inutile, Santanche', che ha fatto questa legge .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.4 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.5 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.5 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 11. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 11.01 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11.01 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 11.02 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11.02 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 11.03 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11.03 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 11.04 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11.04 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Prima di passare all'articolo 12, avverto che l'emendamento 44.2 Alfonso Colucci è stato ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 12.1 Zaratti, 12.2 Pastorella, 12.3 L'Abbate e 12.4 Evi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. Questo è un articolo particolarmente importante in questo provvedimento. Non che gli altri non lo fossero, tutti quanti in senso negativo, ma io penso che una riflessione su questo punto serva. Questo articolo, che peraltro è stato inserito al Senato, introduce una disciplina agevolata e semplificata per gli interventi, iniziati entro il 31 dicembre 2026, di ristrutturazione urbanistica o edilizia o di demolizione e ricostruzione finalizzati alla creazione, riqualificazione e ammodernamento di alloggi destinati a condizioni agevolate ai lavoratori del settore.
In realtà, attraverso questo tipo di formula, ancora una volta in deroga, autorizziamo le strutture alberghiere ad aumentare del 20 per cento la propria cubatura per realizzare nuove stanze a disposizione di quell'attività produttiva, utilizzando la foglia di fico degli alloggi che, in modo agevolato, dovrebbero essere forniti ai dipendenti.
I colleghi, rispetto alla questione degli stalli e dei parcheggi davanti agli alberghi, hanno già evidenziato che, fondamentalmente, questa normativa, messa in questo modo, va al di là e contro gli interessi collettivi delle città, travalica i diritti e i doveri degli enti locali nel programmare la vita e la funzionalità del proprio territorio. Ma questo è di una gravità inaudita: di fatto, consente un'ulteriore espansione delle strutture alberghiere, un aumento ulteriore di cubature. Non ve ne è alcuna ragione! Non è questa la questione fondamentale! Non è in questo modo che si aiutano le attività turistico-alberghiere nel nostro Paese!
È necessaria, invece, un'altra politica, una politica che utilizzi maggiormente i trasporti pubblici per far visitare le nostre città, per rendere le nostre città più , una politica funzionale a un utilizzo e a una conoscenza dei nostri luoghi d'arte e di cultura più proporzionata alle necessità dei territori. Ci sono tante questioni che possono essere messe in campo. Certamente, quella della , anche dal punto di vista edilizio, anche dal punto di vista urbanistico, è una strada sbagliata che conferma soltanto la vocazione di questa maggioranza, che è sempre la stessa: è quella dei condoni edilizi, della edilizia, con buona pace dei diritti delle persone del nostro Paese
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Se mai nella prossima vita dovessi reincarnarmi, vorrei nascere albergatrice, perché sono incredibili le facilitazioni e le agevolazioni che, a più riprese, sono date a questa categoria, in particolare alla categoria dei balneari. Soffriamo di “balnearismo” diffuso nel nostro Paese. A giugno - ricordiamo le puntate precedenti -, è stato decretato che ci sarà una sorta di superbonus per gli albergatori - sappiamo come è finita con il superbonus - ovvero un da 120 milioni per la riqualificazione degli alloggi destinati ai lavoratori del comparto turistico-ricettivo, con addirittura un contributo del 30 per cento per gli albergatori e gli stabilimenti balneari che li affittano a prezzi calmierati.
Non contenti, dopo cinque anni, questi stessi albergatori, dopo aver utilizzato i contributi pubblici, potranno rimetterli liberamente sul libero mercato e affittarli al prezzo che decidono.
Con questo articolo si va ulteriormente a incentivare, a semplificare questa idea, utilizzando proprio quelle semplificazioni urbanistiche che tanto avete criticato al comune di Milano, ovvero la cosiddetta SCIA, per esempio, o altri tipi di semplificazioni per l'aumento delle cubature, della volumetria.
Quindi, la cosa incredibile è che non si capisce perché, per questa categoria in particolare, tutto quello che è stato detto, ossia che il superbonus è sbagliato, che la semplificazione normativa per l'edilizia è sbagliata, per loro non valga nulla.
Allora, il mio suggerimento molto modesto è che, sì, è vero, abbiamo un problema di dove alloggiare queste persone, i cui numeri sono grandi e piccoli, in una sorta di fisarmonica stagionale. Forse ci sarebbero altre maniere. Ne suggerisco sommessamente alcune: magari pagarli meglio, prima cosa; dare loro più diritti, seconda cosa; evitare il nero, che li mette in condizioni precarie.
Quindi, credo che questo articolo sia un favoritismo non giustificabile in alcuna maniera, che si debba toccare il tema dei lavoratori turistici e stagionali in maniera molto seria, perché molto spesso sono persone sfruttate e che, però, sono assolutamente necessarie alla nostra Nazione, ma trattarlo così è solo un favore a chi già di favori con le concessioni balneari, eccetera, ne ha tantissimi e non si capisce perché debbano continuare ad avere i soldi, tanto paga Pantalone, e loro continuano ad essere favoriti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Con questo articolo vediamo come questa maggioranza prende in giro i cittadini, come vada avanti a slogan e a propaganda. Se da una parte il superbonus 110 continuate a delegittimarlo, lo avete di fatto aggiunto solo per il settore ricettivo, per i dipendenti, per i lavoratori del settore ricettivo, dall'altra, oggi, cosa fate? Fate una piccola aggiunta a questa cosa, cioè gli date una cubatura, un forfettario di cubatura in più, con la scusa che è per gli alloggi ai dipendenti, che, fra 5 anni, una volta pagati con il 110, diventeranno, a tutti gli effetti, stanze in più per queste strutture ricettive.
E, allora, vede, Presidente, qui vediamo la verità che viene fuori di una Ministra, la Ministra Santanche', che, tra l'altro, vorrei anche annunciare in quest'Aula che, dal mese di luglio, la Commissione attività produttive chiede che venga in audizione in Commissione e dal mese di luglio non ha trovato, nella sua grande agenda piena di eventi, un momento per venire a riferire ai colleghi deputati.
Insomma, forse uno dei motivi è proprio questo, uno dei motivi è che la Ministra Santanche', in ogni provvedimento, riesce a seminare, a mettere insieme alcuni provvedimenti per il settore alberghiero, perché così poi, ovviamente, può dire: noi abbiamo fatto tantissimo, abbiamo dato le strade per i parcheggi, adesso diamo una cubatura maggiore, abbiamo dato un superbonus 110, abbiamo fatto tanto.
Poi, di fatto, nella realtà, quello che vediamo è, da una parte, Presidente, una disparità di trattamento tra imprenditori e tra cittadini e, dall'altra, che, di fatto, si stanno regalando camere in più agli albergatori, in barba a qualsiasi norma che abbiamo a livello locale, anche perché ricordo che questa materia è addirittura concorrenziale con le leggi regionali .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche dal nostro punto di vista, questo articolo, che è stato aggiunto in Senato, va soppresso ed è un atto dovuto per difendere la serietà delle politiche pubbliche, ma anche la credibilità di questo Parlamento.
In questo articolo, che viene presentato come un aiuto ai lavoratori del comparto turistico ricettivo, in realtà, si nasconde l'ennesimo regalo edilizio. La cosa ipocrita e anche meschina è che viene mascherato come misura sociale. In nome di questa cosiddetta “semplificazione”, si concede ai privati un aumento fino al 20 per cento delle volumetrie e delle superfici con una semplice SCIA, quindi senza valutazioni, senza pianificazione territoriale, senza garanzia reale della destinazione degli alloggi.
Quindi, diciamolo chiaramente: non è questo il modo di affrontare il problema - che, è vero, è un problema serio - dei lavoratori stagionali, che è la precarietà abitativa strutturale, ma non è certo la mancanza di deroghe urbanistiche per i proprietari. Quindi, questo articolo crea solo scorciatoie e non diritti, crea rendite e non case, crea opportunità per pochi e non tutele per chi lavora spesso 12 ore al giorno e spesso con salari indegni. Soprattutto, non contiene alcun meccanismo stringente che assicuri che questi alloggi, una volta realizzati con procedure accelerate e volumi ampliati, restino stabilmente destinati ai lavoratori a condizioni agevolate, quindi senza vincoli chiari. Rischiamo che questa misura diventi l'ennesimo cavallo di Troia per operazioni immobiliari travestite da
Noi, invece, vogliamo politiche abitative serie, europee, strutturali; vogliamo fondi per gli alloggi dei lavoratori e accordi territoriali, sociale vero e non deroghe edilizie a pioggia. Per questo chiediamo, ancora una volta, la soppressione di questo articolo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Qui c'è sempre la conferma che quando i edilizi, i superbonus li dovete fare per voi, vanno bene, sennò, poi, diventano una scusa per dire che voi non avete fatto nulla per la nostra economia, ma questo è ormai un tema che noi conosciamo molto bene. Tra l'altro, questo articolo fa proprio capire quanto sia brutto e volgare parlare in questa maniera degli alloggi per i dipendenti, dopo che sono usciti tantissimi video, tantissime denunce, di persone che erano costrette a vivere negli scantinati, pagati pochissimo, nelle strutture alberghiere, nelle strutture anche turistiche. Quindi, da questo punto di vista, voi cosa state facendo? Regalate il 20 per cento in più, che non garantisce che venga usato per le persone che ci lavorano, ma viene solo garantito il fatto che si dà più possibilità di avere altra cubatura, fregandosene di… .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Iaria.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 12.1 Zaratti, 12.2 Pastorella, 12.3 L'Abbate e 12.4 Evi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 12.5 Zaratti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. La ringrazio perché, ogni tanto, volge anche lei lo sguardo a sinistra e ci permette di poter essere, come dire, interessati anche noi al dibattito. Presidente, questo provvedimento è una vera porcataIo lo voglio dire chiaramente: è una vera porcata . In modo particolare questo articolo è una vera porcata, perché si consente l'aumento delle cubature delle strutture alberghiere senza alcuna regolamentazione, facendo finta che riguardi i lavoratori del settore alberghiero e, invece, noi avremo il 20 per cento di aumento delle cubature, delle stanze degli alberghi senza alcuna programmazione, senza alcuna possibilità, da parte degli enti locali, di ragionare sull'impatto che l'aumento di quelle strutture può determinare sul territorio. Un regalo che state facendo alle grandi catene alberghiere, ai vostri amici alberghieri, completamente gratis sulle spalle dei diritti dei cittadini e delle cittadine. State regalando soldi nostri, state regalando i soldi delle nostre comunità. Io non credo che questo sia il modo giusto di affrontare le questioni della politica.
Poi, avete intenzione di mettere in campo una sostanziale sulle questioni edilizie? Abbiate quantomeno il coraggio di costruire un provvedimento che dica in modo generale e completo quello che volete fare, perché non potete pensare di mettere dentro un provvedimento come questo provvedimenti e iniziative di questo genere: dai pesticidi, alla questione degli alberghi, alla edilizia. Ma, ragazzi, voi dovete avere la volontà e la capacità e anche il coraggio di presentarvi davanti al Paese per dire quello che volete fare. Volete fare queste porcate? Ditelo Noi le combatteremo fino alla fine. Avete i numeri per approvarle? Approvatele, ma vi dovete assumere la responsabilità di fronte al Paese. Non potete pensare di nascondervi tutte le volte su questo tipo di provvedimenti , in cui mettete 1.000 sciocchezze e, poi, dentro ci infilate due, tre colpi che fanno la differenza nella vita del Paese. È un metodo inaccettabile, è una posizione inaccettabile, così come è inaccettabile questo articolo.
Poi, arrivate qui anche con i provvedimenti chiusi, senza alcuna possibilità di modificarli, senza la possibilità di discutere un emendamento. Vi siete offesi perché, tempo fa, qualcuno ha detto che questa vostra gestione del Paese stava assumendo una svolta autoritaria. Io non so perché vi offendete, perché, quando si arriva in Parlamento con i provvedimenti chiusi, che riguardano argomenti così delicati e così importanti, se non è questa la svolta autoritaria, qual è? Qual è la svolta autoritaria in un Paese? Quando non c'è la possibilità di discutere in Parlamento, quando in Parlamento non si possono modificare le norme, quando gli emendamenti vengono cestinati uno dopo l'altro, con il silenzio della maggioranza, che non parla mai e che non si confronta mai: se non è questa la svolta autoritaria, qual è? Guardate che oggi, su questo articolo, state facendo un errore gravissimo, che riguarda la vita del nostro Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mari. Ne ha facoltà, per un minuto.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Mi permetto di aggiungere: cambiate almeno il titolo, perché a leggere “Misure di semplificazione per i lavoratori del comparto turistico-ricettivo” sembra che è una misura a favore di quei lavoratori. Dove sono i vantaggi per i lavoratori? Adesso vengono anche usati come strumento di distrazione nel titolo degli articoli. Dove è il vantaggio per i lavoratori qui, se fate le norme per gli albergatori, se fate le norme sui parcheggi e se fate le norme per aumentare la cubatura degli alberghi ? E mettete i lavoratori nel titolo? Ma vergognatevi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.5 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 12. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Colleghi, siamo arrivati a ridosso delle 11,30 e, come concordato tra i gruppi, sospendiamo per 10 minuti la seduta, che riprenderà alle 11,40. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2655. Rammento che, prima della sospensione, è stato approvato l'articolo 12.
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 13.1 Zaratti e 13.2 Casu. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Riapriamo la discussione dall'articolo 13 e ci ricolleghiamo a quello che abbiamo già affrontato all'articolo 11, perché anche su questo articolo c'è una nota da parte dell'Associazione nazionale dei comuni italiani che mette in guardia su quella che è l'attuale formulazione di questo articolo. Da questo punto di vista, io vorrei collegarmi anche a quello che c'è nelle 320 pagine del prezioso che è stato elaborato per noi dagli uffici della Camera, che a pagina 57 segnala come, per questo articolo, il Comitato per la legislazione della Camera, nel parere reso sul provvedimento nella seduta del 12 novembre 2025, ha richiesto, con un'osservazione, di approfondire la disposizione, al fine di individuare con maggiore precisione le categorie di servizi di trasporto pubblico per le quali trova applicazione il regime di libera iniziativa privata e il libero accesso al mercato.
Non è solo l'opposizione, non è solo l'Associazione nazionale comuni italiani, ma è anche il Comitato per la legislazione della Camera a metterci in guardia di un aspetto, perché, onestamente, in questo articolo, questa semplificazione della disciplina dei servizi di trasporto pubblico di linea non soggetti ad obblighi di servizio e non programmati è di difficile comprensione.
La semplificazione dovrebbe andare nella direzione di rendere più semplice la vita dei cittadini e delle imprese e rendere più chiaro ciò che oggi è oscuro. Questa norma, come ci viene detto da chi la deve applicare e da chi l'ha studiata, non rende più chiaro, ma rende più oscuro quello che è l'ambito di applicazione, tra l'altro, su un tema, come quello del trasporto pubblico di linea, che veramente è un tema cruciale per la vita delle persone, perché il diritto al trasporto e alla mobilità è il diritto dei diritti. Perché il tempo che noi impieghiamo per raggiungere il posto di lavoro, il tempo che impieghiamo per andare a curarci e il tempo che impieghiamo per andare a formarci ci dà l'accessibilità a quel diritto e a quel servizio. Esistono obblighi di trasporto pubblico. Esistono degli impegni che questo Governo, purtroppo, con questa manovra, sta dimenticando, perché non stiamo potenziando il Fondo nazionale trasporti nemmeno degli 800 milioni di euro che sarebbero necessari a coprire l'aumento dei costi legati all'inflazione. Questo genererà ancora più diseguaglianze e ancora più disparità.
Apriamo all'intervento di semplificazione con questa proposta di servizi e di trasporto, ma non si chiarisce per chi, per cosa, come, quando e nemmeno chi lo deve fare. Da questo punto di vista è indispensabile intervenire. Noi, col nostro emendamento, ci siamo limitati a depositare quelle che erano le osservazioni che avevamo raccolto dalla proposta dell'ANCI, ma io penso che sia necessario fare una vera discussione. Non si può procedere così per un favore dopo l'altro. Si fa quel decreto perché si pensa di andare incontro a una categoria, poi si fa quell'altro contro quell'altra categoria. Stiamo parlando del trasporto pubblico, del diritto alla mobilità dei cittadini e delle cittadine e del destino di oltre 100.000 lavoratrici e lavoratori.
Da questo punto di vista, io penso che sia indispensabile che il Governo apra gli occhi su cosa si cela dentro queste semplificazioni che stanno apparendo come complicazioni. Perlomeno, nei punti come questo, che affrontano un tema che è serio, cioè quello dei servizi di trasporto pubblico di linea non soggetti ad obbligo di servizio e non programmati, bisogna procedere nella via della chiarezza e non attraverso una norma che, in questa maniera, rischia solamente di ingenerare ancora più confusione interpretativa e un sistema ancora più ingarbugliato. E quanto abbiamo bisogno di semplificare la del sistema di trasporto pubblico di linea e non di linea! Quanto avremmo bisogno di riforme di settore! Quanto avremmo bisogno di una visione che affronti questo tema. E invece no: si fa una semplificazione che complica; ce lo dice l'ANCI, ce lo dice il Comitato per la legislazione. Almeno su questo articolo 13 fermatevi.
PRESIDENTE. Prima di dare ulteriore parola, salutiamo gli studenti e i docenti del liceo “Federico Frezzi-Beata” Angela di Foligno, in provincia di Perugia, e dell'Istituto professionale statale per i servizi sociali “Versari Macrelli” di Cesena, provincia di Forlì-Cesena, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Grazie a entrambe le scuole di essere a Montecitorio e benvenuti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie. Chiedo chiaramente al collega di sottoscrivere l'emendamento. Prima abbiamo parlato della Ministra Santanchè, adesso abbiamo, secondo me, un altro fenomeno di questo gruppo di Governo di incompetenti, che è il Ministro Salvini, che porta questa proposta di semplificazione sul trasporto pubblico non di linea dopo aver collezionato degli insuccessi e delle bocciature dalla Corte costituzionale proprio su questo argomento, su tutti i decreti attuativi che riguardano il trasporto pubblico non di linea.
Anche qui, come ho detto prima, la Commissione trasporti - che, tra l'altro, sta valutando alcune proposte di legge proprio su questo tema - non è stata interessata a giudicare e a parlare degli articoli di questo provvedimento Semplificazioni; quindi, come abbiamo detto prima, è arrivato un disegno di legge senza consultare nessuno.
Ma il problema qual è? Che con questa proposta di semplificazione possiamo veramente ricreare un altro , un'altra possibilità di contestazione da parte della Corte costituzionale, perché diamo per scontato che tutte le regioni abbiano deliberato in tal senso (e non è vero); diamo per scontato che non ci siano regolamenti che gestiscono la disciplina dei servizi di trasporto pubblico di linea e non di linea; e diamo per scontato che questo tema debba essere attenzionato in maniera diversa, non basta fare una semplificazione, tra l'altro sbagliata, ma bisogna metterci i fondi, perché ciò che manca al trasporto pubblico di linea e non di linea, ma a tutto il trasporto pubblico generale del nostro Paese, sono fondi, prospettive e visione; cose che questo Governo non ha e non vuole avere. Il tema è sempre lo stesso.
Se si decide di fare una politica economica soltanto per la guerra e per le armi, si abbandona tutto il resto, e voi state abbandonando tutto il resto; ma il resto - tutto il resto - è la vita dei cittadini italiani: come si spostano, come vanno a lavorare, come riescono a fare impresa e come riescono anche a curarsi. Ma voi non lo fate, e fate questi provvedimenti Semplificazioni. Tra l'altro, è veramente strano, sono stati anche gentili, perché il Parlamento stesso, i tecnici del Parlamento hanno detto che c'è un piccolo problemino su questo articolo. Quindi, se non volete ascoltare le forze politiche di opposizione, ascoltate le persone competenti, che vi dicono, già nella relazione al disegno di legge, che questo articolo non è chiaro. Potete fare una riformulazione, potete accettare gli emendamenti, che tra l'altro danno semplicemente una piccola possibilità di via d'uscita per non creare problematiche e un po' più di libertà nel poter agire nell'applicare questo articolo in maniera più consona e più legata ai regolamenti esistenti, nonché alla capacità delle regioni che hanno già legiferato in questo senso o a quelle che devono ancora legiferare in questo senso .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 13.1 Zaratti e 13.2 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 14. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Sì, grazie. Vorrei solo motivare il nostro voto di astensione su questo articolo, in quanto, in tutto questo calderone, un piccolo barlume di chiarezza si è fatto proprio sulle competenze di sicurezza e di polizia dei comandanti del porto, riscrivendo la norma in maniera un po' più chiara.
Chiaramente, secondo noi non basta, ma, su questo, esprimeremo un voto di astensione, proprio perché tutte queste competenze andavano riorganizzate e riscritte in una maniera un po' più chiara ed efficiente.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 15. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 16. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 17. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 18.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 18.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 19. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 20. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 21. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 21.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 22. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 22.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 22.01 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 22.01 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 22.02 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 22.02 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 23.1 Auriemma. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 23.1 Auriemma, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 23.
Ha chiesto di parlare la deputata Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie Presidente, vorrei intervenire in dichiarazione di voto su questo articolo che proroga al 26 novembre - quindi per il 2025 - uno strumento ulteriore di lavoro occasionale in agricoltura, che era stato in vigore nel 2023 e 2024, ma che poi la maggioranza ha deciso di non confermare; infatti, siamo al 26 novembre e non è stato ancora confermato. In modo del tutto incomprensibile, lo si approva, adesso - lo ripeto -, per il 2025. Questa è una cosa che non è stata spiegata, ossia quale sarebbe l'esigenza a cui si risponde, ma in generale vorrei sottolineare che siamo contrari a questo dei contratti, a questa proliferazione di tipologie sempre diverse di contratti, specificamente in agricoltura, dove vige la massima flessibilità e dove sono presenti contratti flessibili che possono far fronte a esigenze stagionali del settore, comprese esigenze legate al maltempo eccetera, e che danno molte più tutele ai lavoratori. Quindi il nostro voto su questo articolo è contrario .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 23.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 24 e all'unico emendamento ad esso riferito.
Avverto che, essendo l'emendamento 24.1 Zaratti interamente soppressivo dell'articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento di tale articolo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 24.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 25. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 25.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 26 e all'unico emendamento ad esso presentato.
Avverto che, essendo l'emendamento 26.1 Zaratti interamente soppressivo dell'articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento di tale articolo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 26.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 27.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 27.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 27.2 Baldino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 27.2 Baldino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 27. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 27.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 28.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 28.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 28.2 L'Abbate.
Ha chiesto di parlare la deputata L'Abbate. Ne ha facoltà.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Volevo solo dire, in due parole, perché abbiamo presentato questo emendamento. Riteniamo che sia importante perché, quando noi parliamo di economia circolare o di aiutare il sistema a fare innovazione di prodotto, innovazione di processo, poi, nella realtà, però, ci sono dei meccanismi che non funzionano. In questo caso, anche se io vengo dalla Commissione ambiente e potrebbe sembrare strano, stiamo cercando di semplificare la vita alle procedure per gli impianti di riciclo. Ma perché? Perché, se un impianto di riciclo vuole effettuare un'innovazione di processo con un nuovo macchinario, deve rifare tutto l'iter, che va da due mesi fino a due anni. A volte, mi dicono anche le imprese: noi evitiamo anche di fare, di approcciare alcuni progetti con il PNRR perché è inutile che cambiamo tutta l'apparecchiatura, ci vogliono due anni e siamo fermi.
Quindi io voglio semplificare questa procedura, però, attenzione, restando nelle regole, ossia la semplifichiamo quando si tratta di fare una piccola variazione sull'impianto, lasciando, invece, inalterato l'articolo del decreto legislativo n. 152 se, per esempio, viene aumentata la percentuale trattata del 10 per cento oppure viene cambiata la tipologia di rifiuto che posso trattare all'interno dell'impianto.
Mi sembra giusto restare, quindi, con dei paletti da mettere, ma cercando di dare supporto alle imprese in Italia che fanno riciclo, che sono il fiore all'occhiello in Italia, sono il , che anche voi dalla parte governativa mi dite sempre che è positivo, dobbiamo aiutare, dobbiamo portare avanti, in questa piccola cosa che c'è. Quindi è un vuoto normativo necessario, una semplificazione perché veramente si possa andare avanti con quella che è l'economia circolare, che non è uno , ma sono posti di lavoro.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 28.2 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 28.3 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 28.3 Ilaria Fontana, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 28. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 28.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 28.01 Evi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. In Italia, tutti gli edifici pubblici che hanno compiuto 70 anni sono automaticamente vincolati, però, colleghi, lo sappiamo bene, non tutti gli edifici sono Palazzo Farnese, Palazzo Ducale a Venezia o il Castello Sforzesco e nemmeno la Torre Velasca o il Pirellone. Proponiamo, quindi, questo articolo aggiuntivo che, finalmente, affronta con realismo e serietà una delle cause principali del rallentamento degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici pubblici, ovvero l'eccesso di vincoli automatici, spesso applicati in modo burocratico e indiscriminato.
La norma vigente, come dicevo, considera automaticamente sottoposto a tutela qualsiasi edificio che abbia più di 70 anni: peccato che questo parametro, oggi, significhi bloccare o complicare pesantemente gli interventi su strutture costruite anche negli anni Cinquanta, che nessuno può fingere siano, per definizione, dei capolavori architettonici o delle testimonianze storiche indispensabili. Nella maggior parte dei casi si tratta di edifici energivori, mal coibentati, inquinanti, insicuri che, però, finiscono sotto la lente delle soprintendenze solo perché hanno superato una soglia anagrafica del tutto arbitraria.
Il nostro articolo aggiuntivo è, quindi, di puro buonsenso: la tutela automatica viene circoscritta a quegli edifici costruiti prima del 1945, cioè a un patrimonio che ha un reale valore storico e identitario; tutto il resto continuerà ad essere valutato caso per caso, ma senza quell'automatismo che oggi paralizza la modernizzazione del settore pubblico.
Smettiamola, quindi, con l'ipocrisia: non c'è nulla di sostenibile nel mantenere scuole e municipi degli anni Cinquanta, che consumano il triplo dell'energia necessaria, solo perché la norma li considera improvvisamente storici per anzianità. Questo non è rispetto del patrimonio, è immobilismo travestito da tutela. Quindi, se vogliamo davvero una pubblica amministrazione efficiente, se vogliamo ridurre le emissioni, i costi energetici e gli sprechi, dobbiamo permettere agli enti locali di intervenire con rapidità e senza burocrazia inutile
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 28.01 Evi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 29. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 29.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 30. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 30.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.01 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.01 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.02 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.02 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.03 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.03 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.04 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.04 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.05 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.05 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.06 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.06 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.07 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.07 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 30.08 Boschi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 30.08 Boschi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 31. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 31.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 31.01 Zaratti e 31.02 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 31.01 Zaratti e 31.02 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 32. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 32.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 33. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 33.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 34.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 34.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 34. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 34.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 35.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.3 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.3 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.2 Iaria.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Questo articolo 35 chiaramente ha una firma precisa che è la firma del Presidente del Senato La Russa padre e anche figlio, nominato presidente dell'ACI . In questo articolo 35 si vanno a modificare tutte le regole statutarie dell'ACI che vanno chiaramente ad aiutare la “regnanza” assoluta del presidente attuale che è il figlio del Presidente del Senato. Il tema del familismo lo conosciamo; per questo facciamo emendamenti proprio per evitare il familismo che è una cosa molto, molto comune a questo Governo. In questi emendamenti chiediamo che l'organo collegiale dell'ACI sia rispettato; che non decada quando decade il presidente dell'ACI; e chiediamo anche che i poteri del presidente dell'ACI siano leggermente ridimensionati.
Noi abbiamo visto che in questo settore c'è stata veramente un'entrata a gamba tesa di questo Governo. Sappiamo che l'ACI è un organismo importantissimo per il nostro Paese; è un organismo che, tra l'altro, gestisce anche molti soldi, quindi, da questo punto di vista, capisco l'attenzione del Governo per quest'organismo, per questo ente. Però, capisco anche che, forse, è giusto che qualcuno smascheri o provi a smascherare la modalità con cui agite perché avete agito modificando delle leggi proprio per permettere una nuova elezione del presidente dell'ACI, che poi è stata fatta legittimamente, eccetera eccetera. Ed è così bello cambiare le regole del gioco, per poi riuscire a provare a vincere le elezioni, che lo avete fatto più volte nell'arco di questo mandato governativo e quindi state continuando in questa modalità.
Questo articolo 35, come ho detto, ha un nome e cognome precisi; è un articolo a cui si intitolerà probabilmente un busto, un busto a La Russa figlio, che il padre potrà mettere vicino al busto di Mussolini nella sua cameretta .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.2 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.4 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.4 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Perri Pitagora Don Milani” di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Grazie di essere qui e benvenuti a Montecitorio.
Passiamo all'emendamento 35.5 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.5 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.6 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.6 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.7 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.7 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.8 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.8 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.9 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.9 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.10 Casu. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quello in esame è un emendamento molto importante per noi perché tocca una questione a nostro avviso cruciale. Basta aprire il per renderci conto di come dentro questo disegno di legge sulle semplificazioni, in realtà, vi siano ben 12 pagine dedicate a quello che viene definito, con un eufemismo, riordino dell'Automobile Club d'Italia ma, di fatto, è la riforma dell'ACI.
Una riforma che, dopo 120 anni di storia, chiude una stagione, una lunga stagione, quella dell'autonomia dell'Automobile Club d'Italia e invece apre una nuova fase di vita per questa organizzazione così importante. È chiaro che siamo di fronte a un ente con base associativa con oltre 1.200.000 soci, è fondamentale avere rispetto per le determinazioni che si hanno ma dobbiamo avere anche rispetto per la funzione che ACI svolge e deve svolgere, e per le lavoratrici e i lavoratori che lavorano in ACI e che lavorano nelle società controllate.
Quello che manca in questo articolo, che abbiamo chiesto con grande attenzione al Governo di inserire, anche con un ordine del giorno che è stato presentato durante la discussione del bilancio, quando si era aperto proprio nel bilancio una riflessione su quelle che potevano essere le conseguenze del prelievo forzoso che era stato immaginato nei confronti di ACI, è quello di garantire in maniera chiara, netta, espressa, attraverso un'espressa clausola sociale, i livelli occupazionali e i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Perché vedete, questo riordino è immaginato e pensato nell'ottica di chi deve nominare; è pensato per quella che deve essere la funzione dei Ministeri nell'inserire figure; è finalizzato a un azzeramento dei consigli di amministrazione, che apre anche pesanti interrogativi su dove porterà questo azzeramento per i lavoratori. Penso alla vicenda anche di Sara Assicurazioni, a tante questioni che si intrecciano con questi azzeramenti di nomine. Però quello che non potete assolutamente fare, anche nel momento in cui decidete di rompere, chiudere la stagione dell'autonomia di ACI per aprire una nuova stagione politica di governo politico delle scelte che fa ACI, che si faranno su ACI, che si faranno con ACI, è dimenticarvi di ricordare che quello che va garantito è la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in questi processi. Non solo delle lavoratrici e dei lavoratori che volete assumere, ma anche di chi già lavora dentro ACI Informatica.
Questo è il punto che noi chiediamo con questo emendamento. Quindi, è chiaro che sarebbe necessario un ripensamento generale, che avrebbe senso affrontare una tematica complessa come quella del riordino dell'ACI in uno strumento adeguato, ma tanto ormai l'abbiamo capito, il re è nudo. Questo provvedimento Semplificazioni serve solo per nascondere i favori che non avete il coraggio di fare con un provvedimento dedicato a questo tipo di argomento. Però, su questo tema, dato che tocchiamo la carne viva delle persone, avete inserito anche elementi che possono avere un valore positivo, io non lo nascondo. C'è l'idea, per esempio, di immaginare per ACI Informatica una serie di nuove funzioni. Può fornire garanzie anche alle lavoratrici e ai lavoratori di ACI Informatica.
Non tutto è sbagliato in quello che dite; sbagliate lo strumento, ma sbagliate soprattutto a non ricordare con grande attenzione che ci sono i destini di queste lavoratrici e questi lavoratori, che sono già coinvolti, che lavorano già in ACI, che lavorano già nelle altre società, che devono essere garantiti e che meritano lo stesso tipo di attenzione che voi riservate alle procedure di nomina dei vertici e dei consigli di amministrazione. Io credo che sia indispensabile, perlomeno, un ripensamento su questo emendamento che va nella direzione di ordini del giorno che sono già stati approvati in questa Camera; anche al Senato è stato presentato un ordine del giorno del senatore Magni di Alleanza Verdi e Sinistra, che ringrazio per avere posto questo tema. C'è una questione che non può essere elusa dalle Camere, che richiede una presa di coscienza da parte delle istituzioni. Noi vi chiediamo questo: di mettere in chiaro, nel momento in cui state forzando su una riforma che compromette l'autonomia di ACI, perlomeno che non volete compromettere i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.10 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.11 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.11 Alfonso Colucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.12 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.12 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 35.13 Zaratti e 35.14 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 35.13 Zaratti e 35.14 Iaria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.15 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.15 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 35.16 Zaratti e 35.17 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 35.16 Zaratti e 35.17 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 35.18 Casu. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 35.18 Casu, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 35. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 35.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 36. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 36.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 37. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 37.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 38. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 38.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 39. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 39.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 39.01 Zaratti e 39.02 Alifano. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Signor Presidente, signora rappresentante del Governo, questo articolo, che, con i nostri emendamenti, vogliamo sopprimere, è di una gravità inaudita. Presentarlo al Parlamento della Repubblica italiana, quando alcuni giorni fa il Paese ha subìto eventi meteo estremi di quella che voi continuate a negare, di una crisi climatica, ma legati anche al profondo dissesto idrogeologico è da irresponsabili, voi siete irresponsabili! Di fronte al Paese, vi state assumendo la responsabilità di introdurre il silenzio assenso per la realizzazione di opere ed immobili in aree sottoposte a vincolo idrogeologico. Ma non vi vergognate nemmeno un po' rispetto a quello che state facendo? State producendo...
PRESIDENTE. Forse si riferisce a un altro emendamento.
ANGELO BONELLI(AVS). All'articolo 40.
PRESIDENTE. No, è l'articolo 39.
ANGELO BONELLI(AVS). Allora, chiedo scusa e intervengo dopo. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Perché stiamo discutendo sui revisori legali.
Intanto ne approfitto per salutare le ragazze e i ragazzi, le docenti e i docenti dell'Istituto tecnico statale “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Grazie e benvenuti a Montecitorio .
Allora, ritorniamo sugli identici articoli aggiuntivi 39.01 Zaratti e 39.02 Alifano.
Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 39.01 Zaratti e 39.02 Alifano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 40.1 Zaratti, 40.2 Morfino e 40.3 Simiani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Chiedo scusa, signor Presidente, per l'errore, però la sostanza non cambia. Quindi, ripeto il mio intervento, rivolgendomi alla rappresentante del Governo. Questo articolo - e l'emendamento che noi proponiamo è per sopprimere questo articolo - è di una gravità inaudita, perché con questa norma voi intendete eliminare una procedura ben chiara, per introdurre il silenzio assenso per l'autorizzazione alla realizzazione di immobili in aree sottoposte al vincolo idrogeologico. Tralascio la parte degli immobili sottoposti a vincoli culturali e paesaggistici. È di una gravità inaudita. Come potete proporre al Parlamento della Repubblica una norma che consente un'operazione di questo genere? È una cosa inaccettabile. Devo dire che fa il paio con quello che sta accadendo al Senato, dove, per costruire la vostra campagna elettorale in Campania, avete presentato un emendamento per realizzare il condono edilizio in Campania. Devo dire che i campani non sono stati così sciocchi da farsi truffare da questi emendamenti-esca, veramente truffaldini e criminogeni. Io definisco questo un articolo criminogeno, perché è un assalto al territorio, non ha alcun tipo di cura del territorio. È un qualcosa di inaccettabile. Vorrei dirglielo un giorno alla Presidente Meloni, guardandola negli occhi: come è possibile che la sua maggioranza possa consentire di introdurre il silenzio assenso per la realizzazione di immobili in aree sottoposte a vincolo idrogeologico?
Ma vi rendete conto di quello che state facendo? È un via libera all'assalto al territorio, un via libera a non garantire l'incolumità della popolazione di un territorio fragile, come l'Italia, che vive in aree sottoposte a vincolo idrogeologico. È incredibile! Ma voi siete questo! È la destra al Governo di questo Paese che non riconosce nemmeno le leggi della natura, che non ha rispetto delle leggi della natura. Ma, non rispettando le leggi della natura, non avete nemmeno a cuore la sicurezza della popolazione italiana, considerando che l'85 per cento del territorio italiano si trova in aree sottoposte a vincolo idrogeologico.
Ma vorrei sapere: chi è questo genio che ha pensato a una norma di questo genere?
Non è che potete pensare di costruire consenso, devastando il territorio e non garantendo la sicurezza. Io chiedo che questo articolo sia stralciato, perché è di una vergogna inaudita! È un articolo criminogeno ! Infatti, produce effetti disastrosi sul territorio, non garantisce la sicurezza. E questo avviene nel momento in cui, in questi giorni, abbiamo contato vittime, anche a causa, purtroppo, di eventi meteo estremi determinati dalla crisi climatica, con persone che sono state travolte da frane.
Noi dovremmo avere un atteggiamento più rigoroso da questo punto di vista. È per questo che le chiedo, signora rappresentante del Governo, di stralciare questo articolo, perché è un articolo che fa male all'Italia e agli italiani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà. Poi la deputata Carmina e poi il deputato Barbagallo.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo su questo emendamento in merito alla scelta del Governo Meloni o, comunque, della maggioranza del Governo Meloni di attivare lo strumento del silenzio assenso su temi delicati che riguardano molte zone, anzi, il 90 per cento del territorio italiano. Infatti, il 90 per cento del territorio è a rischio dissesto idrogeologico. Ecco perché, in maniera netta, dobbiamo dire “no” a questo articolo, perché credo che l'obiettivo che il Governo si pone di attivare la possibilità del silenzio assenso su fabbricati che insistono in luoghi critici è un aspetto difficile.
Guardate, lo Stato paga 3 miliardi l'anno per danni da dissesto idrogeologico, per eventi catastrofali - 3 miliardi! - e l'unica cosa che siete stati capaci di fare è fare l'assicurazione per le imprese, che oggi è un costo aggiuntivo per le imprese. Ecco perché credo che questa cosa sia da modificare, non solo nell'ambito di questo provvedimento, ma anche con riguardo alla possibilità, oggi, di creare nuovi fabbricati in zone a rischio dissesto.
Ecco perché credo che sia grave l'errore che state facendo. Credo che voi dovreste rivedere assolutamente questa vostra decisione, ma soprattutto credo che non solo questa scelta metterà a rischio un territorio che, secondo noi, è fragile, e le casse degli italiani - perché giustamente, se ci saranno danni, dovrete sostanzialmente rimettere a posto -, ma anche che ci sia una difficoltà oggettiva nel rispetto dell'ambiente, soprattutto degli impegni che questo Governo si è assunto negli anni, anche in Europa.
PRESIDENTE. Prima di andare oltre con la parola, avverto che il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari a un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Ha chiesto di parlare la deputata Carmina. Ne ha facoltà.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per sottolineare la gravità di questo articolo, perché prevedere la possibilità di un silenzio assenso in caso di immobili da edificare in zone a rischio idrogeologico è veramente criminale e delittuoso. Lo dico io che ho riscontrato personalmente da sindaco questa evenienza, poiché in una zona che andava a definirsi nella programmazione comunale e regionale come ad alto rischio idrogeologico pochi giorni prima provvidenzialmente un'amministrazione rilasciò una concessione edilizia, durante la mia sindacatura ci fu una frana spaventosa e per puro miracolo non morirono bambini investiti da questa frana che arrivò fino al primo piano delle case. Naturalmente poi furono fatti interventi in via d'urgenza, si spesero un mucchio di soldi, ma bastava evitare la speculazione edilizia in una zona ad alto rischio di dissesto idrogeologico per evitare questo danno e questo rischio alle persone. Solo un miracolo salvò decine di bambini che giocavano in quella zona dietro i garage.
Quindi, io vi prego di riflettere e mi associo alla richiesta del deputato Bonelli perché questo articolo sia stralciato e venga fatta un'ulteriore riflessione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Siamo veramente esterrefatti da questo articolo 40. La previsione, infatti, va contro quella che, invece, è la tendenza dei fatti gravi che sono emersi negli ultimi anni. Non distingue, innanzitutto, tra zone sismiche e non, quando nelle zone sismiche in questo momento - in tante parti nel Sud Italia e in particolare in Sicilia - addirittura quando vengono sorteggiate le pratiche, perché c'è una carenza di personale, i tecnici privati spesso le ritirano per non sottoporsi al parere del genio civile. Serviva, invece, una norma che garantiva più personale, serviva una norma che garantiva un procedimento rigoroso per l'autorizzazione in zone di fattibilità geomorfologica, per il parere, e anche in zona sismica. Quindi, veramente esprimiamo tutta la nostra contrarietà e insistiamo sul soppressivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo per chiedere di stralciare questo articolo dal provvedimento, perché qui non stiamo parlando di misure di semplificazione ma di deroghe nel momento in cui si introduce il silenzio assenso anche in aree vincolate non solo da un punto di vista paesaggistico e culturale, che già sarebbe grave, ma anche da un punto di vista ambientale e idrogeologico. Stiamo parlando di norme criminogene, come diceva il collega Bonelli.
Noi combattiamo da anni contro i piani casa che propone la destra e i tentativi di alterare i piani paesaggistici regionali, perché, oltre a voler tutelare l'ambiente e il paesaggio nel nostro Paese, vogliamo tutelare la vita delle persone. È inutile che poi piangiamo quando accadono i disastri se consentiamo ai privati o anche agli enti pubblici, probabilmente in questo caso, di intervenire con nuove costruzioni in aree che sono fragili e delicate e che andrebbero conservate. Fermatevi e…
PRESIDENTE. Grazie, deputata Ghirra.
Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Solo alcune reminiscenze del mio periodo da sindaco soltanto per fare chiarezza. Intanto, nessuna abitazione può essere costruita, in linea di massima in moltissime parti d'Italia - e spero sia così in tutte le parti d'Italia -, se non è inserita nel piano regolatore e questo dovrebbe essere un primo e inconfutabile elemento. Il silenzio assenso viene spesso, spessissimo, utilizzato dagli enti locali, ma non per questo la pratica non viene valutata e non viene vista.
Gli elementi devono essere due: in prima istanza, l'inserimento dell'abitazione o della struttura nel piano regolatore, perché se così non è nessuna casa può essere costruita da nessuna parte, né in Sicilia né da altre parti; il secondo aspetto, certo, è sicuramente uno snellimento, però anche i colleghi ne parlavano prima e dicevano che i comuni sono sotto organico ed è vero, i comuni sono sotto organico. Se il tecnico ritira la sua pratica è perché la sua pratica non è stata ben imbastita e, se è sottoposta al vaglio, non viene approvata. Soltanto questi due elementi per non immaginare qualche cosa di diverso e criminalizzare il silenzio assenso, che ha un suo iter di valutazione della pratica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Voglio chiedere, tramite lei, al rappresentante del Governo se c'è qualche rappresentante del Governo che ha una casa, che deve ampliare, sotto vincolo idrogeologico o sotto vincolo culturale e ambientale, perché altrimenti non mi spiego questo tipo di provvedimento. Tra l'altro, magari, unendo i puntini rispetto anche all'articolo di prima che riguardava gli alberghi, è un albergo che è sotto vincolo a cui si vogliono aggiungere anche i parcheggi chiaramente in deroga a tutte le valutazioni dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista regolatorio edilizio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Voglio sottolineare che questo articolo cristallizza ancora una volta quella che è la politica di questo Governo, cioè quella di eliminare, o cercare di eliminare, qualsiasi tipo di controllo di legittimità a qualsiasi livello. Qui si parla di un controllo urbanistico-edilizio. È, tra l'altro, un controllo finalizzato alla sicurezza degli edifici, perché qui si sta andando a parlare di formazione del silenzio assenso su immobili in aree a rischio idrogeologico, quindi anche a rischio dell'incolumità delle persone. Quindi, partiamo dalla base - partiamo dai comuni - per poi arrivare al tentativo di eliminare qualsiasi tipo di controllo, dalla magistratura nazionale alla magistratura europea. È la linea che ha questo Governo, la linea delle mani libere, la linea del “facciamo quello che ci pare” e...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Perantoni.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. A titolo personale - oltre a richiedere di poter aggiungere la firma a questo emendamento -, voglio solo ricordare una cosa, che in un Paese come il nostro, in cui la cartografia geologica a 50.000 non è ancora completata per la prima volta, tanto che come MoVimento 5 Stelle abbiamo finanziato, con i famosi soldi parlamentari delle leggi di bilancio, il completamento di questa carta, che non è stata ancora completata mentre altri Paesi sono già alla seconda o alla terza revisione, è assurdo andare a cercare di permettere di bypassare la normativa - quella ambientale e, quindi, questi pareri - con un emendamento del genere. Credo che sia una cosa veramente folle da parte di questo Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Auriemma. Ne ha facoltà.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. In realtà questo articolo presenta una serie di profili di illegittimità. La giurisprudenza del Consiglio di Stato dice chiaramente che il silenzio assenso è un silenzio che ha un contenuto, cioè che vale soltanto laddove c'è un diritto precostituito del cittadino. Questa non è un'ipotesi. Qui stiamo stravolgendo proprio i principi base del procedimento amministrativo. Quindi, è evidente che quest'articolo 40, se non viene cassato oggi in quest'Aula, verrà sicuramente cassato dalla giurisprudenza. Ancora una volta chiamiamo questa maggioranza alla propria responsabilità, soprattutto alla luce delle varie figuracce che hanno fatto davanti ai giudici . Poi non diciamo e non sosteniamo che abbiamo la magistratura contraria, perché se noi facciamo delle norme che sono già, in principio, contrarie ai principi ormai consolidati della giurisprudenza dopo non ci lamentiamo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Sottosegretario, qui non stiamo parlando di una tettoia di una casa: qui stiamo parlando di versanti fragili con rischio idrogeologico, territori esposti al dissesto, siti archeologici, immobili storici e culturali e voi volete dire agli italiani che su queste aree basta un ritardo di ufficio per far passare interventi potenzialmente devastanti?
Se oggi voi non votate la soppressione di questo articolo, voi vi assumerete una responsabilità storica, perché, quando cederà un'area fragile grazie al silenzio dell'ufficio, allora non potrete dire che nessuno sapeva .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Fede. Ne ha facoltà.
GIORGIO FEDE(M5S). Grazie, Presidente. Non si può non intervenire su questo scempio che sta avvenendo con la maschera della semplificazione. In un momento in cui noi vediamo che i cambiamenti climatici hanno aggravato quelle pianificazioni e quelle previsioni che erano già disposte dai vincoli idrogeologici e dalla tutela del territorio, oggi con questo articolo si va a smontare quella che è una salvaguardia di persone che poi saranno lasciate anche sole, perché le polizze catastrofali rappresentano il segno di quello che lo Stato abbandona rispetto alla tutela del territorio e al ripristino dei danni che le persone subiscono.
Quindi, questa, come anche le altre disposizioni che vanno più a favorire la speculazione non sono assolutamente accettabili .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Aiello. Ne ha facoltà.
DAVIDE AIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Intanto, chiedo di sottoscrivere anch'io l'emendamento. Poi vorrei dire all'Aula, tramite lei, Presidente, che siamo di fronte all'ennesima norma che dimostra la totale distanza del Governo e della maggioranza dalla realtà del Paese. Viviamo in un Paese martoriato dal dissesto idrogeologico. Oggi vogliono dare il permesso di costruire attraverso il silenzio-assenso: bisognerebbe, invece, puntare sulle norme molto più stringenti per valutare dove è giusto edificare e dove, invece, è impossibile edificare. Quindi, ancora una volta, la maggioranza dimostra la totale assenza rispetto ai problemi reali del territorio. Dovrebbero solo vergognarsi e andarsene a casa .
PRESIDENTE. Le deputate Pavanelli, Ascari e L'Abbate chiedono di sottoscrivere. Chiunque intende ulteriormente sottoscrivere si avvicini al banco della Presidenza, così ci aiuta.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 40.1 Zaratti, 40.2 Morfino e 40.3 Simiani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Mi informano che questo emendamento è firmato da tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle.
Passiamo all'emendamento 40.4 Santillo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Proviamo a darvi una mano. Con questa riproposizione dell'articolo 40 noi cerchiamo anche di farvi capire come si dovrebbe fare una semplificazione del genere, se veramente vogliamo essere capaci di governare e amministrare. È chiaro che il problema di fare degli adeguamenti a edifici vincolati ci può essere, perché i vincoli nell'arco degli anni sono nati, si sono modificati e su alcuni immobili dove una volta non c'erano vincoli, adesso questi vincoli ci sono e bisogna fare in modo che anche un minimo di adeguamento edilizio possa essere attuato se ha senso.
Ma qual è il problema? È già stato detto più volte. Se noi lo facciamo con un silenzio assenso, veramente diventa una pericolosissima. Tra l'altro, come abbiamo detto più volte, tutti quelli che hanno fatto gli amministratori pubblici, i sindaci o gli assessori, di qualunque forza politica, sanno che il problema non è tanto nelle regole, il problema è che questi procedimenti edilizi sono complicati e c'è bisogno di gente preparata e anche ben pagata nelle amministrazioni pubbliche, che adesso è sempre di meno. E questo Governo non aumenta nemmeno lo stipendio e i soldi che devono prendere per fare questi lavori complicati.
Quindi, da questo punto di vista, noi possiamo anche essere aperti a capire una situazione complessa come è il nostro patrimonio edilizio italiano, che è in evoluzione, perché anche il mondo è in evoluzione, specialmente il clima e il dissesto idrogeologico. Bisogna anche muoversi e porsi il problema che alcuni edifici, legittimi fino a dieci anni fa, adesso avranno dei problemi perché sono in una zona che, probabilmente, potrebbe essere alluvionata perché ci sono i cambiamenti climatici; sì, ci sono i cambiamenti climatici, quelli che voi negate e risolvete stappando i tombini. Quindi capite che, da questo punto di vista, non avete alcuna cultura scientifica per poter approcciare questo tipo di problematiche.
Noi ci siamo permessi di fare un articolo sostitutivo di tutto l'articolo 40 proprio perché sappiamo che alcuni cittadini hanno questi problemi, però non abbiamo fatto un articolo che va a deregolare per aiutare chi questi problemi magari in futuro potrà crearli, facendo dei permessi di costruire in zone vincolate senza alcun tipo di controllo.
Quindi, è chiaro che voi boccerete questo emendamento, però, se ci fosse stata una possibilità di discuterlo in Commissione, con tutte le Commissioni preposte, magari qualche cosa di buono da questo disegno di legge sarebbe venuto fuori. Questo non è successo e questa sarà l'ennesima proposta che sicuramente sarà bocciata: spero che lo sia a breve, perché, più tempo passa, più magari qualcuno farà qualche provvedimento in tal senso, creando, oltre a un problema giuridico, anche un problema economico a chi attuerà questo tipo di provvedimento, che verrà, poi, bocciato dalla Corte costituzionale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Se i colleghi lo consentono, io vorrei sottoscrivere questo emendamento, perché, di fatto, sostituisce un obbrobrio normativo che avevamo chiesto di sopprimere, ma che, al momento, la maggioranza si è rifiutata di prendere in considerazione.
Io credo che sia molto corretto chiedere un provvedimento espresso per interventi che riguardino aree vincolate da un punto di vista idraulico, ambientale, paesaggistico e culturale, perché credo che sia in linea con quella che è la normativa del nostro Paese, norme storiche che risalgono all'epoca fascista. Le leggi Bottai sono del 1939 e da esse discende il codice Urbani: provvedimenti entrambi approvati da Governi di destra estrema, di centro-destra nel caso del Governo Berlusconi, che, comunque, hanno tutelato nei decenni il nostro patrimonio più prezioso.
Sappiamo che il suolo non è una risorsa rinnovabile: andrebbero rafforzate le norme per limitare il consumo di suolo. L'ISPRA parla di 2,4 metri quadri consumati al secondo nel nostro Paese. Io penso che, piuttosto che intervenire smantellando le norme di tutela che sono oggi vigenti, dovreste semmai fare altri tipi di ragionamento, quindi rafforzare i vincoli dove servono e, per snellire le procedure, magari pensare a come rafforzare il personale dei nostri uffici pubblici, che sono stati svuotati negli anni a causa del blocco delle assunzioni. Io credo che per semplificare le procedure sia scorrettissimo introdurre delle deroghe. Piuttosto, pensate a come rafforzare gli uffici del Ministero, gli uffici territoriali delle soprintendenze, gli uffici delle regioni e dei comuni, perché solo così noi possiamo dare risposte veloci e, parallelamente, tutelare il territorio del nostro Paese, i nostri beni culturali, il nostro paesaggio e anche la vita delle persone.
In questo periodo dell'anno mi vengono sempre in mente alcune immagini terribili dei nostri territori. Penso, in particolare, alla Sardegna, alla zona di Capoterra, dove, anni fa, sono morte delle persone a causa delle alluvioni e dove esistono delle lottizzazioni che hanno i nomi dei fiumi: ce n'è una che si chiama Rio San Girolamo. È evidente che, se noi continuiamo a consentire di costruire negli alvei dei fiumi, poi succedono i disastri, o, se noi consentiamo di utilizzare i sottopiani degli edifici in aree che sono a rischio idraulico, le persone muoiono, ci sono dei pericoli evidenti. Come fate a non comprendere che una norma di questo tipo sia davvero grave da un punto di vista della tutela del territorio, ma anche della tutela della vita delle persone? Io vi chiedo davvero di mettervi una mano sulla coscienza e pensare alla gravità di quello che state facendo.
Quindi, Presidente, in questo caso, io chiedo davvero di accantonare l'emendamento, perché possa esserci un approfondimento di riflessione e invito i colleghi a valutare di votarlo positivamente, perché in certe circostanze il silenzio assenso non ha alcun senso, anzi è un crimine. Ritornate sui vostri passi e cerchiamo di correggere questo provvedimento che con questa formulazione è davvero irricevibile e inaccettabile .
PRESIDENTE. Sull'istanza di accantonamento chiedo al relatore, onorevole Russo, che ci dice di no. Quindi chiedo a lei, deputata Ghirra, se insiste sull'accantonamento. Sì.
Chiedo se, sulla richiesta di accantonamento della deputata Ghirra, non accettata dal relatore Russo, qualcuno voglia intervenire a favore.
Ha chiesto di parlare a favore l'onorevole Morassut. Ne ha facoltà.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Sono a favore della richiesta di accantonamento, perché, Presidente, questo articolo contenuto nel provvedimento è chiaramente incostituzionale, viola diversi articoli della Costituzione, almeno il 9 e il 44, che tutelano non solo l'ambiente e il paesaggio, ma anche la sicurezza delle popolazioni.
In particolare, l'articolo 44 impone dei limiti all'estensione della proprietà privata sull'uso del suolo. È, quindi, un articolo che sicuramente sarà sottoposto a un ricorso o, comunque, ad un'interpellanza nei confronti della Corte costituzionale e, quindi, creerà ulteriore caos amministrativo, e già ce n'è tanto nelle pratiche edilizie.
Chiedo, quindi, di esaminare la proposta di accantonamento, per un articolo incostituzionale e che può promuovere soltanto disordine amministrativo e ulteriore caos nella gestione delle già difficili pratiche urbanistiche ed edilizie del nostro Paese .
PRESIDENTE. Chiedo se qualche collega intenda intervenire contro. Non vedo alcun braccio alzato.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, l'istanza della collega Ghirra in ordine all'accantonamento dell'emendamento 40.4 Santillo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 53 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 40.4 Santillo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Prima di andare avanti, salutiamo altri studenti e docenti dell'Istituto comprensivo “Perri Pitagora Don Milani” di Lamezia Terme, provincia di Catanzaro, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenuti a Montecitorio e grazie di essere qui .
Passiamo all'articolo 40.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. Vi è una situazione surreale oggi, in questa Camera, dove si discute una delle questioni più importanti non solo di questo provvedimento, ma una questione fondamentale che riguarda la gestione, la tutela del nostro territorio e la salvaguardia delle vite delle persone, perché questo è un elemento che dobbiamo tenere sempre in testa.
Non si tratta soltanto di avere una visione ecologista e ambientalista del nostro territorio - cosa che peraltro dovrebbe essere propria di tutti i deputati e le deputate, vista la modifica, che tutti quanti insieme abbiamo votato, degli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente -, ma di tutelare la vita delle persone. Infatti, approvare la normativa, così come voi la state modificando, significa sostanzialmente mettere a rischio di vita centinaia di migliaia di persone nel nostro Paese attraverso una norma, quella del silenzio assenso.
Qualcuno in Aula ha detto che è comunque una procedura di natura amministrativa: non è vero, perché, se così fosse, se quel provvedimento che va in silenzio assenso fosse stato oggetto di studio e di analisi da parte degli uffici preposti e poi non fosse stato rilasciato il parere, sarebbe un reato, perché, nell'impossibilità di approvare quella norma, si lascia tutto al silenzio assenso in modo tale che possa “andare in cavalleria”. Sarebbe assurdo, non è un procedimento amministrativo.
Il silenzio assenso non è neanche una semplificazione come voi state cercando di dire, perché la semplificazione è quella di accelerare le pratiche e avere il parere della pubblica amministrazione, non è quella di ignorare e lasciare tutto quanto nelle mani del Signore, nella speranza che nelle zone dove si applica il silenzio assenso non cada mai una goccia d'acqua, non ci sia mai una frana, non ci sia mai un pericolo.
Per questo voi siete degli irresponsabili e devo dire che in questa irresponsabilità associo anche - non me ne vorrà il collega Russo - un relatore che, rispetto a questioni di questo tipo che si aprono, invariabilmente, in modo serafico, scuote la testa tutte le volte che chiediamo l'accantonamento o l'approfondimento di un emendamento: è una cosa che non si può vedere. Così come non si può vedere un Governo che è sostanzialmente inerte e, anzi, complice di tutto questo.
Ecco, noi ci troviamo di fronte a una delle questioni che, peraltro, è stata oggetto più volte di sentenze della giustizia amministrativa e costituzionale, che più volte si è espressa ritenendo che debba escludersi l'autorizzazione con il silenzio assenso ogniqualvolta siano in gioco beni costituzionalmente protetti, censurando peraltro alcune leggi regionali che prevedevano il silenzio assenso in procedimenti analoghi a quello che si sta facendo ora. Ma voi ve ne fregate anche delle sentenze della Corte costituzionale, così come ve ne fregate dei diritti delle persone e della tutela della vita e della salute delle persone.
Questo è un atto irresponsabile. Ho definito questo provvedimento una porcata e il mio portavoce nazionale, Angelo Bonelli, l'ha definito un atto criminogeno, ma è così, è così. Non si tratta soltanto di mettere in discussione i beni primari del nostro Paese - i beni paesaggistici, culturali, artistici -, ma la vita delle persone.
Vi state assumendo una responsabilità in un Paese fragile come il nostro, un Paese difficile come il nostro, e ogni giorno basta aprire la televisione, non è che bisogna essere Ministri o deputati per capire cosa succede. Basta accendere il televisore e vedere le catastrofi climatiche che stanno distruggendo il nostro Paese.
E voi, per tutta risposta, che cosa fate? Invece di investire qualche soldo in più nella difesa idrogeologica e nel dissesto del territorio, fate il silenzio assenso, in modo tale che chiunque possa sanare la sua costruzione abusiva o realizzare un'opera, una costruzione in zona a rischio sismico. Ma questo non succede più neanche nei Paesi più sperduti del mondo: voi state trasformando l'Italia in un Paese incivile, in un Paese che sta mille anni indietro rispetto a quelli che sono i nostri europei e mondiali.
Altro che politica estera! Vedete le cose concrete, i diritti delle persone e ritirate questo articolo che è una vergogna per il Paese, ma anche per voi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo in dichiarazione di voto per chiarire un po' la posizione del nostro partito, ma anche per spiegare esattamente qual è lo stato dell'arte per quanto riguarda il dissesto idrogeologico nel nostro Paese.
Oggi noi abbiamo una stima: se dovessimo mettere a posto tutta l'Italia - visto che abbiamo uno strumento, che è quello del ReNDiS, dove vengono caricati, da parte degli enti locali, dei comuni e delle regioni, tutte le attività e tutti i possibili progetti per quanto riguarda il dissesto idrogeologico - quella richiesta oggi cuberebbe 26 miliardi; 26 miliardi! Sono tanti soldi, tante risorse e noi, in questo caso, avevamo messo in campo - anche con i Governi precedenti - un'azione che attivava una programmazione seria nell'ambito del dissesto idrogeologico.
Così come avevamo anche ragionato, lo ha fatto anche una proposta dell'onorevole Morassut, di immaginare anche un sistema di che migliorasse il rapporto fra i soggetti, il Ministero, in questo caso, e gli enti locali, per poter spendere meglio queste risorse, per poter essere più precisi, più puntuali, più veloci anche nell'ambito del rischio idrogeologico. Cos'è successo? Voi intanto avete tagliato tutte le risorse per quanto riguarda il Fondo clima, così come avete tagliato PNRR e anche altre risorse della programmazione proprio sull'attività del dissesto idrogeologico.
E poi cosa è successo? È successo che - l'ho detto anche prima - come unico elemento per poter contrastare questo grande rischio che c'è per tutti noi, perché vediamo che ogni volta, ormai in maniera costante, negli ultimi 3 anni è stato veramente un susseguirsi di difficoltà nel rispetto del dissesto geologico, voi avete messo una bella assicurazione.
Ora, vi immaginate voi cosa questo possa essere per le imprese? Ci sono imprese che oggi hanno fatto il preventivo e che non sanno effettivamente come fare, se pagare o se rischiare il fatto di non poter avere più incentivi da parte dello Stato. Stanno facendo questo calcolo. Secondo voi è giusta una cosa del genere? Invece di assumersi la responsabilità di poter iniziare a programmare, a mettersi lì, anche nel rapporto con le opposizioni, in Commissione, avete fatto una Commissione d'inchiesta su questa roba, che non sta producendo niente.
Ecco perché credo che, se veramente voi credete che questo possa essere un percorso da attivare, questo articolo non vada votato, perché è una proposta diametralmente opposta a quella che oggi dovremmo fare su questo tema. Guardate, nei prossimi giorni voteremo la legge di bilancio, al Senato stanno discutendo, ci sono tantissimi emendamenti che riguardano questo tema. Io sono sicuro che non ne porterete a casa neanche uno, neanche uno, e questo penso che possa essere un grave rischio perché è la vera priorità del Paese.
E guardate, è anche una possibilità di sviluppo, ma non quella di costruire abitazioni nei luoghi di rischio, ma quella di attivare proprio con le imprese un patto serio, di aiuto, che sia programmato per i prossimi 20 anni, che possa essere un'opportunità anche industriale per il nostro Paese. Ecco perché credo che quello che state facendo sia veramente sbagliato e credo che voi dovreste modificare questo pensiero e condividere con noi il percorso di programmazione per risistemare l'Italia proprio su questo problema del rischio idrogeologico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Morassut. Ne ha facoltà.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Sì, io insisto sulla questione che ho posto nel precedente intervento perché il silenzio assenso è una formula amministrativa che può generarsi da tre tipi di situazioni: una scelta non scelta, si sceglie per non scegliere, perché un problema è troppo grande e non si vuole affrontare; può essere uno strumento con cui ci si espone anche al rischio di una corruzione, perché non scegliere può essere anche esposizione al rischio di una corruzione; oppure non si sceglie perché, evidentemente, si vuole favorire un certo tipo di percorso.
Questa situazione che noi stiamo esaminando - e concludo - fa a cazzotti con il codice penale, che prevede degli articoli dove si punisce l'omicidio colposo, il disastro in caso di mancata vigilanza. Quindi il funzionario che non sceglie si espone gravemente al rischio penale…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Morassut. Ha chiesto di parlare l'onorevole Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Signor Presidente, grazie, perché il tema sembra non interessare a nessuno, poi ci ritroviamo solitamente in quest'Aula anche a celebrare i morti, i feriti, i disastri e i danni che vengono portati avanti dalla natura sulla parte antropica del Paese. Non si comprende perché, secondo questo Governo, anche emendamenti che abbiamo proposto per cercare di porre un limite a questa semplificazione selvaggia - qua l'unica cosa selvaggia che c'è è la semplificazione in questo Paese - vengano semplicemente dimenticati. Non viene nemmeno affrontato il problema, e allora la semplificazione non può essere un modo per superare le avversità della natura.
Non può essere un modo per consentire all'uomo di fare quello che vuole con la natura. Dovrebbe essere un modo per accelerare i processi, per rispettare quelli che sono i confini naturali che vengono messi all'attività antropica, e quindi all'uomo. Perché non riflettere un attimino? Vi stiamo chiedendo tutti attenzione su questo argomento. Non può essere che per questo Governo esistano solo elettorali: il ponte sullo Stretto e poi il ponte non si fa.
Piano casa: colleghi, non so se avete visto che in queste ore, al Senato, hanno dichiarato l'inammissibilità dell'emendamento a prima firma del capogruppo della Lega, Romeo, perché mancano i soldi per il Piano casa. Poi il Ministro viene qui a dirci che fa il Piano casa senza soldi. Ma di cosa stiamo parlando ? Adesso che dovete parlare, invece, di misure di salvaguardia del territorio, privilegiate il fatto di andare oltre il vincolo in nome di una semplificazione selvaggia. Fermatevi un po', pensate un po' all'interesse del Paese, che è anche l'interesse della fragilità del nostro territorio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Auriemma. Ne ha facoltà.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. Mi sembra assurdo che il Governo approvi questo articolo proprio oggi, 26 novembre, che sono 3 anni dalla frana e dal disastro di Ischia. Noi 3 anni fa abbiamo pianto i morti del disastro di Ischia, che sappiamo bene essere proprio vittima dello sciacallaggio di cemento in zone fragili, in zone particolarmente delicate da un punto di vista idrogeologico.
Oggi cosa facciamo? Con un emendamento allarghiamo ancora di più questa possibilità. Veramente sembra, a volte, che la storia incroci le date con i fatti. È veramente allucinante che proprio oggi, che c'è l'anniversario di questa tragedia, il Governo, invece di tutelare le aree fragili, stia cercando una porta aperta per far passare altri e altri orrori sui nostri territori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata L'Abbate. Ne ha facoltà.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Volevo solo sottolineare una cosa: forse si cerca di aumentare lo sviluppo facendo in questo modo? Però l'unica cosa che stiamo aumentando è il rischio, e il rischio è su tre diverse situazioni. Stiamo aumentando il rischio dal punto di vista economico, perché non so se vi siete resi conto di tutte le alluvioni che ci sono state. State tentando ancora di pagare chi ha subito dei danni e quello che viene pagato è molto di più, quindi economicamente stiamo facendo un danno.
Non stiamo facendo uno sviluppo, e, quindi, magari un rientro anche dal punto di vista economico. Questo è il primo rischio che stiamo aumentando. Poi stiamo aumentando il rischio sulla salute dei cittadini, lo hanno appena detto i nostri colleghi. Poi aumentiamo il rischio dal punto di vista ambientale, e lo dico alla fine perché so che non interessi molto poi distruggere il nostro ambiente. Guardate però le prime due cose: la salute dei cittadini la state mettendo a rischio e li state mettendo a rischio anche dal punto di vista economico . Pagherete…
PRESIDENTE. Grazie, deputata L'Abbate. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Alla fine è sempre una questione di soldi. Tra l'altro, fa veramente un po' ridere che l'emendamento della Lega sia stato reso inammissibile al Senato per mancanza di fondi, quando la stessa Lega, lo stesso Ministro, spreca 14 miliardi di euro per il ponte sullo Stretto e altri 3 miliardi per il TAV Torino-Lione. Da questo punto di vista, quindi, i soldi in teoria ci sono, sinceramente.
Si fanno l'opposizione all'interno proprio della Lega: trovateli tra di voi. Avete quei soldi lì e ci sono anche quei 49 milioni famosi che, magari, se ritornano, potete aggiungere per gli extracosti che ci saranno sicuramente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche da parte mia, mi unisco a tutti i colleghi che sono già intervenuti per denunciare questo articolo 40, perché quello che trovo francamente incomprensibile e anche scandaloso, e che è già stato richiamato dal collega Simiani, è che questo Parlamento ha istituito una Commissione d'inchiesta sul dissesto idrogeologico proprio per andare ad indagare là dove questo fenomeno purtroppo si è abbattuto in maniera grave e pesante sui nostri territori.
E quali sono le risposte che diamo oggi? Invece di parlare di prevenzione, invece di fornire quegli strumenti di prevenzione e di tutela del territorio e di gestione del rischio, noi stiamo aprendo una porta,
Un'enorme porta aperta alla possibilità che accadano ancora questi terribili eventi meteorologici estremi e che vadano a danneggiare e a portare via ancora vite umane. Questa cosa è veramente incomprensibile, inaccettabile, e chiedo, ancora una volta, che questo articolo venga ...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Aiello. Ne ha facoltà.
DAVIDE AIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Di fronte a queste norme che definisco spregiudicate, il mio pensiero non può non andare alle nove vittime dell'alluvione di Casteldaccia, a seguito dell'esondazione del fiume Milicia.
Tra queste nove vittime c'erano anche dei bambini, un bambino di tre anni. Con queste norme il Governo si addossa una responsabilità enorme di fronte a tali tragedie, perché con queste norme si dà il via libera alla cementificazione selvaggia, anche in zone dove possibilmente possono accadere questo tipo di tragedie. La vostra sarà, d'ora in poi, una responsabilità enorme di fronte alle prossime tragedie a cui inevitabilmente saremo costretti ad assistere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. Volevo ricordare al Governo e a quest'Aula che, secondo ISPRA, nel 2024, 5,7 milioni di persone, di cittadini italiani, vivono in zone a rischio frane e ci sono circa 740.000 edifici in queste condizioni.
Nell'intervento di prima avevo parlato della carta geologica 50.000 - che è quella fondamentale per capire dove poter effettuare le opere, e quindi costruire - che non è ancora completa in Italia, e voi, con questo articolo, volete permettere di costruire dovunque. A questo punto, in questa maniera, vi dovrete assumere la responsabilità del futuro, ed è una cosa molto grave e dovreste veramente pensarci .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo perché sono effettivamente molto perplesso rispetto all'atteggiamento che hanno in Aula il Governo e il relatore in merito alla discussione di un tema del genere. Non stiamo parlando di edicole o di semplificare la vita degli autocarrozzieri. Qui stiamo parlando della vita delle persone; qui stiamo parlando della possibilità di realizzare immobili o di sanare immobili che sono costruiti in zone ad alto rischio e, quindi, di compromettere e di mettere in pericolo la vita della gente. Di fronte a questa prospettiva, abbiamo un Governo e un relatore silente, che rifiutano anche l'accantonamento per poter approfondire il tema. Non posso veramente che stigmatizzare un atteggiamento del genere, un atteggiamento di assoluta chiusura e di assoluto rifiuto del dialogo.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 40.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Essendo giunti in prossimità delle ore 13,30, orario in cui è convocata la riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, sospendiamo l'esame del provvedimento che riprenderà nella parte pomeridiana della seduta, a partire dalle ore 16,15.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata alle quali risponderanno il Ministro della Giustizia e la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Enrico Costa e Calderone n. 3-02338 . Il deputato Enrico Costa ha facoltà di illustrare la sua interrogazione per un minuto.
ENRICO COSTA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Le ingiuste detenzioni sono tra le più gravi criticità del procedimento penale, persone innocenti a cui viene tolta la libertà per uno sbaglio, per un errore. Non si tratta di fisiologici danni collaterali, ma si tratta di vere e proprie sofferenze a carico dei cittadini che vengono interessati. I dati sono impietosi: dal 1992 ad oggi siamo arrivati a oltre 30.000 persone e oltre 900 milioni di euro spesi. Ecco, questi dati stridono con un altro dato: il 99 per cento di valutazioni positive davanti al CSM dei magistrati. Questo 99 per cento dovrebbe far pensare a una giustizia che funziona come una macchina perfetta, ma i dati sull'ingiusta detenzione ci dicono altro. Chiediamo appunto…
ENRICO COSTA(FI-PPE). …al Ministro di fornirci le rilevazioni del 2025.
PRESIDENTE. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
CARLO NORDIO,. Grazie, Presidente. Grazie, collega. Sì, purtroppo sono costretto a confermare questi dati, che corrispondono a quelli indicati nell'ultima relazione al Parlamento sulle misure cautelari personali e sulla riparazione per ingiusta detenzione. Per fornire una risposta compiuta all'interrogante, è stato prontamente chiesto un contributo al MEF, Ministero competente per la fase della liquidazione, dal quale apprendiamo che gli indennizzi liquidati - leggo - per riparazione per ingiusta detenzione sono stati pari, per l'intero anno 2024, a 26,9 milioni di euro; dal 1° gennaio 2025 al 31 ottobre 2025 sono state accolte 535 domande per un importo complessivo a carico dell'erario pari a 23.850.925 euro.
In particolare, i dati più alti si registrano presso la corte di appello di Reggio Calabria. Ho delle difficoltà a leggere questi numeri, perché, come potete capire, sono delle manifestazioni di sconfitta da parte dello Stato. Faccio anche presente che dietro questi numeri, che sono un aggravio alle spese della Nazione, esistono dei fardelli di dolore e delle situazioni per le quali non vi sarà mai rimedio. In particolare, i dati più alti si registrano presso la corte di appello di Reggio Calabria, con 77 indennizzi liquidati per 5.486.000 euro, e presso la corte di Catanzaro, con 126 indennizzi, per un rapporto di 4.311.000 euro.
Seguono Palermo, con 32 istanze liquidate per un importo di 2.905.000, e Roma, con 40 istanze liquidate per un importo di 2.552.000 euro.
Abbiamo chiesto un'integrazione al MEF per conoscere quante siano state le richieste di indennizzo depositate nel corso del 2025 e l'esito dell'istruttoria è pervenuto in data odierna, alle ore 14,28: si comunica che nel corso del 2025 risultano pervenute 913 istanze. Questo dato potrebbe non essere definitivo. Faccio presente, appunto, che una cosa sono le istanze che sono state liquidate, queste che sono ancora in via di liquidazione, e quelle che sono state inoltrate. Ammetto che sono cifre veramente che costituiscono un fardello, non soltanto un dolore, ma di aggravio finanziario.
PRESIDENTE. Il deputato Calderone ha facoltà di replicare per due minuti.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Grazie, signor Ministro. Siamo soddisfatti della sua risposta. Lei, però, ha fatto riferimento a freddi numeri e ha evidenziato come ci sono stati, anche in questo anno, 535 provvedimenti di riparazione per ingiusta detenzione. Significa incontrovertibilmente che 535 uomini e donne della Repubblica sono stati arrestati ingiustamente. Se noi paragoniamo questi risultati, questi numeri, al fatto che la valutazione dei magistrati, positiva ovviamente, è tra il 98 e il 99 per cento, e rapportiamo questi dati, altresì, al fatto che pochi provvedimenti disciplinari sono stati intrapresi e pochi magistrati sono sanzionati, questi freddi numeri, mi sia consentito, diventano ancora più freddi. Dobbiamo rimediare, signor Ministro, da tanto tempo è in cantina la legge sulla custodia cautelare.
Ci sono, dagli ultimi conteggi che sono stati fatti, circa 15.000 cittadini italiani o comunque 15.000 detenuti presunti innocenti. Il 50 per cento di questi presunti innocenti verrà assolto. Ed ecco l'ingiusta detenzione, ed ecco i numeri, ed ecco questi esborsi, che non sono soltanto a carico dello Stato, ma sono a carico dei cittadini italiani. È ora di mettere mano veramente ai rimedi e non snocciolare sempre e comunque freddi numeri .
PRESIDENTE. La deputata Latini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02339 . Ne ha facoltà per un minuto.
GIORGIA LATINI(LEGA). Grazie, Presidente. Ministro, tantissimi italiani guardano con apprensione al caso della famiglia nel bosco in provincia di Chieti, i cui tre bambini sono stati allontanati con ordinanza del tribunale per i minorenni de L'Aquila e collocati in una comunità educativa per un periodo di osservazione. Il provvedimento ha portato alla sospensione della responsabilità genitoriale e alla nomina di un tutore provvisorio. Separare questa famiglia appare altamente lesivo, considerando che i genitori hanno sempre difeso la loro scelta di vivere a contatto con la natura, lontano da dispositivi digitali e tutelando il legame con i loro figli.
Il Ministero dell'Istruzione e del merito ha confermato che l'obbligo scolastico è stato regolarmente assolto tramite educazione domiciliare legittima e con il supporto di una scuola autorizzata. La scelta da parte del tribunale di affidare i minori ad una comunità, benché non ci fossero notizie di maltrattamenti nei loro confronti…
GIORGIA LATINI(LEGA). …richiede assoluta chiarezza, specialmente in un Paese in cui si sentono, invece, raramente casi di bimbi tolti alle famiglie in contesti di illegalità, come nei campi rom, dove i minori vivono in condizioni inenarrabili. Si chiede, quindi, quali urgenti iniziative il Governo abbia già adottato o intenda celermente adottare per fare piena chiarezza sulla vicenda.
PRESIDENTE. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
CARLO NORDIO,. Grazie, Presidente. Grazie alla collega. In effetti, sì, la ringrazio per avere sollevato questo tema delicatissimo, che è quello della stabilità affettiva del minore, che il legislatore e i magistrati devono garantire. Personalmente, ho provveduto subito ad approfondire con urgenza la vicenda tramite l'Ispettorato, chiedendo la trasmissione di copia integrale di tutti gli atti, che non sono ancora pervenuti. È chiaro che il prelievo forzoso di un minore e i presupposti che lo legittimano non possono mai prescindere dal dovuto e difficile bilanciamento tra l'interesse del minore in prospettiva futura e quello attuale al mantenimento dello .
Si tratta di una misura estrema, alla quale ricorrere dopo avere valutato attentamente le ripercussioni che un simile provvedimento può produrre sul benessere psicofisico del minore e sempre avendo come faro il superiore interesse, sancito dalla Costituzione, dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Personalmente ho anche manifestato la mia perplessità derivante dalla circostanza che, dopo anni e anni di bombardamento anche mediatico contro la civiltà dei consumi, contro la modernizzazione della vita, l'industrializzazione, l'eccessivo uso delle fonti di produzione elettriche o, addirittura, nucleari, poi, quando una famiglia decide di vivere pacificamente, secondo i criteri di Rousseau, a contatto con la natura, si debba poi arrivare a dei provvedimenti così estremi.
Naturalmente, ripeto, è una situazione che va considerata con grande attenzione, bilanciando gli interessi degli uni e degli altri, ed è chiaro che, laddove dovessero emergere profili di rilievo disciplinare, eserciterei i poteri che sono stati conferiti dalla legge.
PRESIDENTE. Il deputato Sasso, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare, per due minuti.
ROSSANO SASSO(LEGA). Grazie, Presidente e grazie, Ministro. La prima domanda che ciascuno di noi dovrebbe porsi è: qual è l'interesse più importante, il bene di quei tre bambini o l'obbedienza rigida ad un provvedimento così drastico che sottrae tre creature all'amore della mamma e del papà?
La seconda domanda, Ministro, è: ma nel nostro Paese esiste ancora la libertà di scelta educativa tutelata dall'articolo 30 della nostra Costituzione? La Lega la risposta ce l'ha. Noi crediamo fortemente nel primato educativo della famiglia, anche quando questa famiglia è un po' particolare, anche quando questa famiglia decide di far vivere e crescere i propri figli a contatto con la natura, lontana dallo smog, dal caos, insieme agli animali.
Sono colpevoli di essere diversi quei genitori? Sono colpevoli di essere felici? Ma qualcuno si è reso conto dei danni psicologici che sono stati cagionati a questi bambini? Gli tolgono i figli perché al posto della corrente elettrica hanno i pannelli fotovoltaici? Gli tolgono i figli perché al posto del gas hanno il riscaldamento con le stufe a gas? Il per anni ci ha stressato insieme all'Unione europea per il e adesso che abbiamo una famiglia la perseguitiamo? Dove sono, dov'è la sinistra ecologista, dove sono i ? Tutti spariti, tutti zitti, tutti muti. O, forse, vogliamo far pagare loro un metodo alternativo di istruzione?
Ministro, in Italia ci sono 16.000 nuclei familiari che ricorrono all'istruzione parentale e noi, come Lega, abbiamo oggi depositato una proposta di legge proprio in questa direzione , per difenderla, l'istruzione parentale.
Infine, Ministro, approfitto della sua presenza per lanciare un appello alla magistratura. In Italia esistono dei luoghi in cui i bambini non crescono all'aperto con la natura, ma crescono nel fango, tra i topi, nella sporcizia e vengono picchiati dai genitori se non portano denaro attraverso l'elemosina o attraverso piccoli furti: sono i campi rom. Chissà perché sempre più raramente i giudici intervengono e sottraggono i bambini ai rom che inducono i figli in un modo così violento.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
ROSSANO SASSO(LEGA). Sarà forse per non dispiacere alla sinistra che rispetta quel tipo di cultura ? La Lega è al fianco delle famiglie. La Lega è al fianco delle famiglie . Liberate i bambini … Presidente, però non vorrei essere interrotto.
PRESIDENTE. Collega, è già oltre il suo tempo, come le ho detto più volte. Grazie, onorevole . No, ha esaurito il suo tempo. L'ha esaurito ben oltre, poi ne parliamo.
PRESIDENTE. La deputata Cavo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-02340 di cui è cofirmataria.
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, parliamo dell'articolo 13 della Costituzione che sancisce l'inviolabilità della libertà personale, dell'articolo 24 della Costituzione sul diritto di difesa e della legge dell'agosto 2024 che introduce l'interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari quale passaggio antecedente alla decisione sulla richiesta di misura cautelare, prevedendo anche l'accesso anticipato agli atti posti a fondamento di una richiesta di misura cautelare.
Ci sono casi abbastanza eclatanti, uno ad esempio di Catania dove, su 74 indagati, sono state chieste 55 misure di custodia cautelare. Ci sono dei dati che arrivano dal dipartimento di giustizia che dicono che sono state 94.000 le richieste di misura cautelare nel 2024, ma non ci sono rapporti…
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)M-CP). …che dicano quante sono le richieste dei pubblici ministeri e quelle che, invece, poi sono state le decisioni dei giudici. Non c'è questo dato messo a rapporto e, quindi, una valutazione oggettiva anche della riforma e del rispetto effettivo delle garanzie costituzionali.
Le chiediamo se intenda mettere in atto un monitoraggio in questo senso, disaggregato, sull'applicazione delle misure cautelari personali…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cavo. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha facoltà di rispondere.
CARLO NORDIO,. Grazie, Presidente. Collega, sì, in effetti, fermo restando che la misura cautelare dovrebbe essere un'eccezione proprio tenuto conto della presunzione di innocenza prevista dalla Costituzione, con i sistemi informatici attuali, nelle 24 ore trascorse dalla presentazione di questo non è possibile al Ministero fornire i dati disaggregati delle misure cautelari che sono detenuti a livello locale. Ciò perché questi dati provengono dai singoli uffici giudiziari, dalle procure e dagli uffici del GIP. E tanto meno è possibile avere, in questi tempi così ristretti, i numeri degli interrogatori preventivi che sono stati fatti dopo l'introduzione della nostra riforma.
Stiamo procedendo, comunque, nell'ambito del progetto del Giustizia, allo sviluppo di un sistema destinato all'estrazione, all'interrogazione e all'archiviazione centralizzata dei dati sui procedimenti penali.
Quello che comunque possiamo già dirvi è che - adesso leggo - le misure cautelari personali coercitive emesse in Italia nel 2024 sono state 94.168, di cui 48.900 sono custodiali (cioè custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari o luogo di cura). Però, non sono dati che siano definitivi e siano certi proprio per le ragioni che ho detto prima.
Quanto alla vicenda giudiziaria di Catania, lo strumento dell'interrogatorio preventivo è stato introdotto - come sapete - nel sistema delle misure cautelari per rendere effettivo il contraddittorio e la sua è proprio quella di evitare l'effetto dirompente di questa carcerazione preventiva nelle persone.
Aggiungo anche, come nota posso dire “di cronaca”, che recenti vicende giudiziarie ci hanno dimostrato che la seconda parte di quella riforma, che è quella cioè che devolve alla collegialità del giudice l'emissione della custodia cautelare - che come sapete, oggi è emessa dal GIP, e quando entrerà in vigore la riforma sarà emessa da un collegio di tre persone - avrebbe evitato in alcune città d'Italia degli arresti che poi sono stati in realtà annullati da quello stesso tribunale del riesame o tribunale della libertà che avrebbe avuto competenza ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare.
Quando entrerà in vigore, tra pochi mesi, avremo ancora ridotto questa infelice situazione in cui purtroppo si trova l'Italia, in cui è molto facile entrare in prigione prima della condanna definitiva e magari è facile uscirne quando si è colpevoli conclamati.
PRESIDENTE. Il deputato Alessandro Colucci, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare, per due minuti.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, siamo soddisfatti per la sua risposta che conferma un approccio serio e responsabile su un tema che tocca la libertà delle persone e siamo soddisfatti della direzione che lei ha indicato perché finalmente si affronta, con trasparenza, ciò che per anni è stato considerato un terreno quasi intoccabile.
Proprio per questo, con spirito assolutamente costruttivo, vogliamo richiamare un punto tecnico che nella pratica sta generando interrogativi: mi riferisco all'interrogatorio preventivo davanti al GIP. È uno strumento introdotto con una finalità garantista ma che, oggi, presenta un evidente squilibrio informativo. Oggi il pubblico ministero entra nell'interrogatorio sapendo tutto, mentre la difesa entra sapendo solo ciò che l'accusa ha scelto di depositare.
Questo non è un dettaglio procedurale, riguarda direttamente i principi fondamentali della nostra Costituzione: l'articolo 24 che impone una difesa effettiva; l'articolo 111 che richiede un contraddittorio ad armi pari; l'articolo 13 che ricorda che la libertà personale può essere limitata solo nel pieno rispetto delle garanzie; e persino l'articolo 3 perché ogni disparità di accesso alle informazioni, in un momento tanto delicato, rischia di essere irragionevole.
Per questo riteniamo fondamentale il lavoro di monitoraggio e il lavoro di riforma che lei ha avviato e che ha iniziato con la separazione delle carriere. Crediamo che tutti gli strumenti innovativi che permettono di migliorare la qualità della giustizia, per Noi Moderati, siano fondamentali.
La ringraziamo, siamo con lei, la sosteniamo e crediamo che sia necessario l'inizio di un percorso che possa garantire un processo di modernizzazione e di equilibrio, e che garantisca competitività al nostro Paese, perché giustizia è anche competitività.
Quindi la esortiamo a proseguire su questa strada, però attraverso il monitoraggio potremmo correggere delle distorsioni del sistema che sono onestamente degli eccessi ai quali il cittadino, nella garanzia della Costituzione, non deve essere sottoposto.
PRESIDENTE. Il deputato Dori ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02341 .
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Signor Ministro, come le è noto, attualmente in carcere ci sono due donne condannate per lo stesso omicidio avvenuto a Mestre nel 2012. Mentre Susanna Lazzarini ha confessato l'omicidio, Monica Busetto, invece, si è sempre dichiarata innocente. Effettivamente, come ben evidenziato dai servizi giornalistici realizzati dal programma ci sono vari elementi contraddittori, oltre a una possibile contaminazione ambientale durante le analisi di laboratorio, che porterebbero almeno a mettere in dubbio gli elementi che hanno portato alla condanna di Busetto, in carcere da 12 anni. Ministro, lei all'epoca era procuratore aggiunto a Venezia. Le chiedo quali accertamenti intende mettere in campo di sua competenza per scongiurare che ci si trovi di fronte a un caso di ingiusta detenzione.
PRESIDENTE. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
CARLO NORDIO,. Grazie Presidente e grazie collega. Innanzitutto, sono ben lieto che vengano a emergere ancora una volta tutte le varie contraddizioni del nostro sistema giudiziario, per cui magari iniziano processi nei confronti di una persona, poi ne iniziano nei confronti di una seconda e magari finiscono nei confronti di una terza. Naturalmente, io non posso entrare nell'ambito di un'indagine condotta da me 15 anni fa, anche perché non so se dovrei rispondere come ex pubblico ministero o come Ministro della Giustizia. Posso soltanto dire che la legge prevede degli strumenti, come quello della revisione, che possono correggere a distanza quelli che sono gli errori giudiziari.
Per quanto ne so, a suo tempo vi furono dei giudizi tenuti in modo conforme alla procedura e soltanto la magistratura giudicante, in primo e in secondo grado ed eventualmente in Cassazione, ha dato delle risposte che - ripeto - possono anche essere ribaltate con i provvedimenti previsti dalla legge in eventuali giudizi di revisione. Tutto questo - ripeto - fa parte di un sistema giudiziario che noi stessi tendiamo a correggere, però per quanto riguarda l'enfatizzazione della presunzione di innocenza sono ben lieto che, di tanto in tanto, anche da parte di questi banchi venga enfatizzata. Faccio presente che proprio tutti i nostri recenti interventi normativi sono stati diretti a enfatizzare la presunzione di innocenza. Abbiamo introdotto l'interrogatorio preventivo e la collegialità dell'ordinanza di custodia cautelare. Poi quello che fa la magistratura, come voi ben sapete, va al di là delle nostre cognizioni e soprattutto - e deve essere così - al di là delle nostre critiche.
PRESIDENTE. Il deputato Dori ha facoltà di replicare per due minuti.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Ovviamente, Ministro, oggi io l'ho interrogata qui in Aula come Ministro, non come pubblico ministero. Abbiamo a cuore - sì, glielo ribadisco, non solo per questo caso, ma in generale - il principio di non colpevolezza e, infatti, è lei, non noi, che ha detto pochi giorni fa che il sovraffollamento carcerario è addirittura un valore, perché i carcerati si fanno di fatto compagnia fra di loro.
Però, per tornare al caso di cui stiamo parlando, in realtà la revisione della condanna, a cui lei ha fatto riferimento, ci sarebbe già stata con la corte d'appello di Trento, nel marzo del 2024, ma incredibilmente qui la corte d'appello di Trento ha rigettato l'istanza sulla base dell'assunto, che però è errato, che la Lazzarini nel primo interrogatorio, quindi quello ritenuto più attendibile per vicinanza all'evento, avrebbe dichiarato la complicità della Busetto. In realtà è esattamente il contrario, cioè nei primi tre interrogatori, quindi quelli più vicini in ordine di tempo al delitto, la Lazzarini affermò di aver agito da sola.
Ma, di fatto, evidentemente gli elementi sono numerosi e, come dicevo, fatti emergere, anche recentemente, da vari servizi giornalistici legati, appunto, al fatto che nei primi interrogatori, ma anche nei colloqui con i familiari oggetto di intercettazione, fosse indicata davvero soltanto come unica omicida la Lazzarini e non in concorso con la Busetto. Poi ci sono tutte le analisi legate anche al DNA sulla catenina, che è ritenuta essere l'unica. Insomma, gli elementi sono davvero numerosi. Purtroppo, però, oggi abbiamo sentito il Ministro anzitutto non dare alcuna risposta, però nemmeno attivarsi come Ministro e non come pubblico ministero…
DEVIS DORI(AVS). …per cercare di capire se in qualche modo è possibile evitare che una donna, che da 12 anni è in carcere, sia lì per ingiusta detenzione .
PRESIDENTE. Il deputato Pulciani ha facoltà, per un minuto, di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02342 di cui è cofirmatario.
PAOLO PULCIANI(FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, nella notte del 17 ottobre 2025 un ordigno rudimentale è esploso davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione su Rai Tre. Ad oggi non è stato ancora individuato per tale gravissimo episodio nessun colpevole e ciò nonostante il congegno esplosivo - come appreso da fonti di stampa - fosse di semplice fattura, realizzato con materiali facilmente reperibili e accessibili a chiunque. L'evento è stato purtuttavia interpretato da una parte della stampa come un atto intimidatorio contro la libertà di stampa o, comunque, collegato all'attività professionale del Ranucci. Successivamente, importanti esponenti dell'opposizione, tra cui Elly Schlein e il senatore Scarpinato, hanno insinuato un legame tra l'attentato stesso e il Governo Meloni, sollevando preoccupazioni sulla libertà e la democrazia.
Quest'ultimo senatore, il 4 novembre, nel corso dell'audizione in Commissione antimafia, ha ipotizzato nella persona del Sottosegretario Fazzolari tale possibile collegamento.
PAOLO PULCIANI(FDI). Ranucci ha poi personalmente dichiarato, in un'intervista a del 24 novembre, che le indagini richiederanno tempo. Ci piacerebbe anche sapere se trattasi di valutazioni personali o di informazioni riservate alla procura di Roma, di cui è in possesso.
Ciò premesso, si chiede al Ministro della Giustizia di fornire informazioni sui progressi delle indagini, sulla matrice dell'attentato e sull'identificazione del responsabile.
PRESIDENTE. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
CARLO NORDIO,. Grazie Presidente e grazie collega. Ovviamente sono anch'io sorpreso dalle fantasiose ricostruzioni che ho appreso dai giornali. Evidentemente, chi ha fatto queste illazioni, insinuando un possibile collegamento tra l'attentato e il Governo, lo ha fatto senza alcun elemento oggettivo. C'è anche da chiedersi, però, se il senatore Scarpinato, che ha fatto queste considerazioni, abbia delle fonti diverse, delle fonti privilegiate di conoscenza, perché se così fosse si concreterebbe un'evidente violazione del segreto istruttorio e anche di questo la procura della Repubblica si dovrebbe occupare. Sono delle affermazioni estremamente gravi, che vanno ben al di là di quella che è la fisiologia della polemica politica.
Comunque, nella sua assoluta indipendenza e autonomia, la magistratura sta andando avanti nelle indagini e noi auspichiamo che pervenga a una celere conclusione di questa indagine che, ovviamente, si presenta complessa. Però, auspichiamo altresì che da parte dell'opposizione non vi sia nessuna strumentalizzazione politica e nessuna interferenza, proprio perché si tratta di situazioni che devono essere chiarite nell'ambito delle indagini di una magistratura che - lo ripetiamo ancora una volta - è e deve essere indipendente dal potere politico, però in situazioni come questa, tenuto anche conto delle gravissime e ingiustificate affermazioni che sono state portate all'attenzione dell'opinione pubblica, dovrebbe agire con particolare celerità e con particolare avvedutezza. Naturalmente, io non sono in grado, né devo essere in grado, di dare informazioni su quelle che sono le evoluzioni di un'indagine, che sono - ripeto - di competenza esclusiva della magistratura.
PRESIDENTE. Il deputato Pulciani ha facoltà di replicare per due minuti.
PAOLO PULCIANI(FDI). Signor Ministro, mi ritengo soddisfatto, perché sono convinto che lei comprenda l'importanza di tale indagine e anche che si arrivi al più presto alla conclusione delle indagini, con la sostanzialmente, del responsabile o dei responsabili di quest'oggetto, perché altrimenti siamo nella situazione che la stampa - e non solo la stampa, ma in parte, come abbiamo visto, anche la politica - finisce per confondere i vari piani. Solo ad esempio, un noto programma televisivo, condotto dal giornalista Floris, manda spezzoni di filmati nei quali Ranucci, in Commissione di vigilanza Rai, allude alle presunte attivazioni di servizi segreti da parte del Sottosegretario Fazzolari per l'individuazione delle sue fonti. Insiste, poi, nel porre domande su queste circostanze a Massimo Giannini, il quale, nel citare anche le due audizioni secretate dell'antimafia e della Commissione di vigilanza, conclude assertivo: quindi, qualcosa ci deve essere. Ovviamente, il su Ranucci era anche quello dinamitardo dell'attentato.
Siamo, purtroppo, in assenza ancora di una certezza sul colpevole e, quindi, ci auguriamo che una procura efficiente e capace - come sicuramente lo è - arrivi ad individuarlo al più presto, non solo per assicurare un criminale alla giustizia, ma anche per togliere e sgombrare il campo da illazioni che fanno solo male alla democrazia e alle proprie istituzioni .
PRESIDENTE. La deputata Guerra ha facoltà di illustrare l'interrogazione Scotto ed altri n. 3-02343 di cui è cofirmataria, per un minuto.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Numerose inchieste degli organi inquirenti mostrano come alcuni prestigiosi marchi della moda, settore di eccellenza nel nostro Paese, siano coinvolti in filiere che ricorrono al caporalato e sottopongono i lavoratori a condizioni salariali e di lavoro di grave sfruttamento, fuori da ogni legalità. La risposta a queste vicende è stata, sino ad oggi, una norma proposta dalla maggioranza, che si preoccupa di creare uno scudo nei confronti delle responsabilità a cui la società capofila, committente, è chiamata dal decreto legislativo n. 231 del 2001, attraverso una certificazione acquisita da un soggetto terzo, scelto e pagato dalla committente stessa.
La domanda alla Ministra è molto precisa: ritiene che lo strumento della filiera certificata sia idoneo a contrastare le pratiche inaccettabili di grave sfruttamento in settori di rilievo come, appunto, la moda oppure, in alternativa, intende assumere specifiche iniziative per quanto di sua competenza - e, se sì, quali - per contrastare queste pratiche indegne ed illegali?
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, il Governo non ha mai pensato, neppure per un istante, di allentare la presa sul contrasto ai fenomeni illeciti nel mondo del lavoro. Il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché la lotta al caporalato e al lavoro sommerso restano al centro del nostro impegno. Ne è la prova la progressiva crescita del contingente degli ispettori del lavoro e dei Carabinieri per la tutela del lavoro, le nuove assunzioni di ispettori dell'INPS e dell'INAIL - sono circa 1.700 persone in totale - che, grazie anche alla sinergia tra i Corpi ispettivi, hanno portato, in maniera determinante, a raggiungere, nei primi nove mesi del 2025, un numero di 101.568 ispezioni già effettuate e - voglio ricordarlo -, nello stesso periodo del 2022, prima dell'insediamento di questo Governo, le ispezioni raggiungevano la cifra di 47.876, meno della metà.
Molti altri sono stati gli interventi, anche di carattere normativo, adottati negli ultimi anni. Abbiamo intensificato la nostra attenzione, il nostro presidio nei settori particolarmente a rischio, intervenendo sul fronte della sicurezza, anche con la patente a crediti in edilizia. Abbiamo inserito anche il di cantiere nell'ultimo decreto Sicurezza, abbiamo implementato il Portale nazionale del lavoro sommerso, abbiamo reintrodotto il reato di somministrazione illecita di manodopera, stiamo lavorando ulteriormente per rafforzare la rete del lavoro agricolo di qualità. Tutto questo per dire che noi, certamente, non ci fermiamo di fronte a quelli che sono i presidi necessari a tutela del lavoro e del lavoro sicuro.
Attraverso la certificazione di conformità delle filiere della moda, cui si fa riferimento, si intende anche intensificare quelli che sono, invece, gli strumenti di controllo rispetto alla filiera e, quindi, anche rispetto al settore dei subappalti. Per noi, per il Ministero del Lavoro, vuol dire utilizzare anche una leva importante nella fase di scrittura del decreto interministeriale per fare in modo che questa forma di certificazione possa essere quanto più simile al concetto di rete agricola di qualità e, quindi, di presidio di quella che veramente deve essere un'attenzione su tutta la filiera e sul rispetto integrale di quelle che sono le norme in materia di lavoro e in materia di sicurezza sul lavoro. Noi non abbassiamo il presidio, non abbassiamo l'attenzione, mettiamo a disposizione strumenti e siamo pronti a metterne in campo anche degli altri.
PRESIDENTE. La deputata Guerra ha facoltà di replicare, per due minuti.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Grazie, Ministra, la sua risposta non mi soddisfa, perché non è puntuale su un tema specifico su cui voglio richiamare la sua attenzione. Noi non siamo contrari alla certificazione della filiera, che può essere uno strumento che ha altre finalità; quello che noi non vogliamo è che questo strumento diventi un'esimente rispetto alle responsabilità. Come c'è scritto in quella norma, c'è scritto esplicitamente. Noi abbiamo già - e lei li condivide sicuramente - degli strumenti, quelli che sono stati messi in piedi, dal decreto legislativo n. 231 del 2001, come il modello organizzativo e gestionale, che serve a prevenire quei fenomeni, ma nessuno si è mai sognato di dire, fino adesso, che se quel modello, ancorché domani certificato, poi non funziona, perché non ci hai messo le risorse adatte, perché non si fanno le ispezioni, perché non ci sono le persone competenti e, quindi, ha dei buchi grandi come una casa, non ci sia anche una responsabilità dell'impresa. Qui abbiamo un fenomeno che è chiaro, viene fuori da tutte le indagini e sta buttando delle schifezze su un settore di eccezione, come è la moda per noi.
Abbiamo una società capofila che affida commesse a fornitori che non sono in grado di svolgerle perché non hanno il personale, perché non hanno le strutture, e questi diventano i capifila di una rete di subappalti in cui si manifestano delle cose che gridano vendetta e su cui la chiamo con tutta la mia forza - e so che lei può esserci - a contrastarle, perché sono sfruttamenti indegni: persone costrette a lavorare un numero di ore spropositato, a vivere in ambienti insalubri, ad essere bastonate se protestano.
Ora, noi non vogliamo che quelli che protestano si trovino di fronte a un soggetto che è tolto da ogni responsabilità perché ha pagato e scelto una società di certificazione che ha detto: tu sei a posto.
Non è così. Anche le imprese che soffrono la concorrenza di quella schifezza che vediamo nei subappalti ci stanno dicendo: non va bene. I sindacati tutti…
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). …stanno dicendo: non va bene. Lei non può dire: cercheremo di rimediare in sede di attuazione. Fermi quella norma. È in suo potere, la materia è sua. Anche se le lamentano sempre, tutte le cose del lavoro, le dobbiamo, però, andare a prendere in emendamenti sparsi, in decreti o in disegni di legge che non c'entrano niente con la materia del lavoro .
PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02344 per un minuto.
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Ministra, in Italia, le donne guadagnano ancora meno degli uomini. Quanto? In media, il 12 per cento in meno: parliamo di circa un mese e mezzo di stipendio all'anno. Tante sono le conseguenze che potrei menzionare, e ci concentriamo oggi su due. La prima è l'indipendenza economica. Evidentemente, anche in casi di violenza domestica, questo non permette alle donne di avere strumenti di emancipazione. E, poi, il tema delle pensioni future, perché una donna che guadagna poco oggi è una donna che prenderà poco di pensione domani ed è una donna che contribuisce poco al sistema previdenziale italiano.
Il Governo è preoccupato quanto noi per il fatto che le donne guadagnano meno degli uomini? E cosa sta facendo?
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. I temi del divario retributivo di genere e dell'occupazione femminile rappresentano una priorità dell'agenda del Governo, come dimostrano gli strumenti adottati nell'ottica di incentivare l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, attraverso sostegni alle assunzioni e all'autoimprenditorialità, di ridurre eventuali differenze di trattamento retributivo, mediante misure quali la trasparenza salariale e la certificazione della parità di genere nelle imprese.
È opinione del Governo che il rafforzamento della presenza delle donne nel mondo del lavoro risulti fondamentale non solo come strumento per l'affermazione dell'indipendenza e dell'autonomia delle donne stesse, ma anche per la ripresa economica del Paese.
Sin dall'inizio della legislatura, sono state introdotte misure di incentivazione alle assunzioni che hanno fatto registrare, nel corso degli ultimi tre anni, una serie di record occupazionali, compreso il record di occupazione femminile, sia in termini assoluti che di tasso di occupazione. In questa direzione operano i cosiddetti donne, che mirano ad incrementare le assunzioni di donne a tempo indeterminato, nonché l'esonero contributivo per l'assunzione delle madri lavoratrici, riproposto nel disegno di legge di bilancio presentato alle Camere. Nello stesso disegno di legge è prevista la proroga fino al 2027 del mamme, che costituisce un'integrazione al reddito per le lavoratrici madri, nonché l'estensione del congedo parentale retribuito all'80 per cento per un'ulteriore mensilità.
Con riguardo al divario retributivo di genere, il Ministero del Lavoro, quale amministrazione capofila, nel recepimento della direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva ha già attivamente coinvolto le parti sociali, attori fondamentali per la realizzazione in concreto della parità retributiva, nonostante l'ordinamento giuridico italiano risulti in parte allineato a quello europeo in materia di parità di trattamento.
È stato rafforzato il sistema di certificazione della parità di genere, introdotto in attuazione del PNRR, che mira a promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro, favorendo l'adozione di politiche per la parità di genere, per l' femminile.
Positiva è anche la dinamica del mercato del lavoro per la componente femminile: dal 2008 al 2024 l'incremento del tasso di occupazione delle donne è di 6,4 punti percentuali.
Io voglio rassicurare l'onorevole interrogante, gli onorevoli interroganti che questa materia, soprattutto questo tema, è assolutamente all'attenzione del Governo e del Ministero anche perché sappiamo quanto sia importante il lavoro delle donne e, soprattutto, anche dare alle donne una dimensione lavorativa che, in taluni casi, sia anche una dimensione di salvezza rispetto a episodi di violenza, di cui spesso sono vittime. Quindi, per noi anche aver inserito in protezione…
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …le donne vittime di violenza tra i soggetti che possono percepire l'assegno di inclusione vuol dire certamente avviare un processo di inclusione che poi deve essere anche un processo di inclusione lavorativa in modo ragionato e anche qualificato.
PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di replicare.
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Grazie Ministra per la sua risposta che non ci soddisfa per un motivo molto semplice. Noi non le abbiamo sottoposto il tema del tasso di occupazione, perché è vero che il tasso di occupazione femminile in Italia, per motivi diversi, sta aumentando; le abbiamo sottoposto il problema che le donne guadagnano in media meno degli uomini; e lei ci ha portato degli strumenti che - lo dico con tutto il rispetto - sono strumenti vecchi; sono strumenti di chi guarda alle donne come una categoria da supportare e da sostenere. Lei non so quante volte ha menzionato la parola ; è esattamente quello che non dobbiamo fare: continuare a mettere soldi pubblici in e misure di corta visione invece di affrontare il tema in maniera strutturale e, soprattutto, guardare alle donne come un potenziale per questo Paese. Non si tratta soltanto di sostenerle ma di capire, ad esempio, perché le donne pensano - in media - di non poter fare l'ingegnere, di non poter studiare una disciplina STEM all'università, quando sappiamo che quelle sono le discipline che danno più occupazione e salari meglio retribuiti.
Noi abbiamo una grande sfida davanti a noi: è quella dell'intelligenza artificiale. Se il tecnologico di competenze e conoscenze tra uomini e donne non viene sanato immediatamente, tra 15 anni avremo un grande problema perché le donne non avranno spazio in ruoli e mansioni che hanno paghe dignitose. Questa si chiama segregazione settoriale e riguarda lo stereotipo, non riguarda le leggi ma il clima sociale che si respira in un Paese. In Italia c'è ancora lo stereotipo che alcuni mestieri sono per donne e altri per uomini. Non stiamo puntando sulle donne come non stiamo puntando sui giovani… anche per riequilibrare, ricomporre una base contributiva che sarà fondamentale, se vogliamo immaginare il nostro , stato sociale, pensioni e tutto ciò che è sanità, istruzione, eccetera…
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). …se vogliamo che tutto questo rimanga in piedi anche negli anni successivi. Quindi speriamo davvero e ci aspettiamo che il Governo faccia molto di più .
PRESIDENTE. Il deputato Del Barba ha facoltà di illustrare l'interrogazione Boschi n. 3-02345 di cui è cofirmatario.
MAURO DEL BARBA(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Signora Ministra, l'ex Ilva di Taranto è ancora il principale polo siderurgico del Sud Europa ed è un strategico per il Paese. Oggi - lo sappiamo, lo vediamo - versa in una crisi gravissima: produzione al minimo, cassa integrazione, che non rappresenta nemmeno più una garanzia per migliaia di lavoratori ma un vero e proprio limbo che ci auguriamo non preceda l'inferno; imprese della filiera che denunciano mancati pagamenti.
Le domandiamo allora quali iniziative urgenti intenda adottare per tutelare il reddito e l'occupazione e per avviare subito un confronto con le parti sociali che garantisca un vero piano industriale e la piena operatività dello stabilimento.
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. La situazione occupazionale degli stabilimenti ex Ilva è certamente una questione complessa che si è articolata nel tempo e sulla quale il Governo sta concentrando le risorse e le energie al fine di garantire i livelli occupazionali e arginare il più possibile le ricadute sociali sulla crisi in atto.
Ho avuto modo di confrontarmi personalmente con i lavoratori e i sindacati in questi tre anni di Governo.
La strada da percorrere risulta complessa e la strategia di questo Governo è quella di continuare a operare in modo mirato con gli ulteriori interventi necessari. Nella recente seduta del 20 novembre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva, scongiurando l'interruzione delle attività produttive, tutelare i lavoratori direttamente coinvolti dalla crisi e riconoscere indennizzi al territorio, introducendo misure che afferiscono contestualmente a questioni finanziarie, ambientali e sociali.
Per quanto di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con particolare riferimento alla continuità del reddito e alle tutele occupazionali dei lavoratori degli stabilimenti, con il decreto-legge di cui parlavo, che è in corso di pubblicazione, sono state stanziate risorse aggiuntive finalizzate a integrare il trattamento di integrazione salariale per i dipendenti impiegati presso gli stabilimenti produttivi di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria per i quali sia prorogato, nel corso degli anni 2025 e 2026, il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria.
In merito al quesito, ritengo opportuno sottolineare che il confronto con le parti sociali non si è mai interrotto. Questo percorso dovrà necessariamente coniugare, da un lato, l'esigenza di individuare un soggetto acquirente in grado di assicurare solidità industriale e prospettive di rilancio degli stabilimenti, e, dall'altro, la tutela dei livelli occupazionali e delle condizioni retributive dei lavoratori coinvolti. È in ogni caso prioritario ricercare soluzioni concrete, tempestive e funzionali alla costruzione di un piano organico e risolutivo della crisi, capace di dare stabilità al settore e certezza alle comunità interessate.
Il Governo è consapevole delle ricadute sociali e occupazionali della crisi; continuerà a mettere in campo ogni sforzo per tutelare i lavoratori degli stabilimenti e dell'indotto al fine di favorire la transizione industriale e rilanciare il polo siderurgico che è effettivamente importantissimo, come dicevano gli interroganti.
La disponibilità e la volontà dell'Esecutivo di mantenere attivi e produttivi i tavoli di confronto con le parti sociali è dimostrata anche dalla recente sottoscrizione …
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti dell'industria metalmeccanica. Voi sapete che le trattative sono riprese a seguito della mia convocazione al tavolo e io credo che siano segnali importanti di vicinanza alle parti sociali e soprattutto anche di volontà di individuare soluzioni efficaci e congiunte.
PRESIDENTE. Mauro Del Barba ha facoltà di replicare.
MAURO DEL BARBA(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Signora Ministra, guardi, lei fa bene a presidiare il tema o a continuare - ha usato questo verbo - a presidiare il tema perché ce n'è davvero bisogno e in questo momento lei è chiamata a entrare in campo con situazioni di emergenza. Quindi, dal nostro punto di vista, non è questo il problema, ci mancherebbe che non ci sia in questo momento un decreto per sostenere la vera e propria emergenza a favore dei lavoratori. Però, vede, lei, come me, vede chiaramente che questo suo intervento d'emergenza rischia di non essere sufficiente. E le parole che ha più volte utilizzato, che richiamano la continuità del vostro operato, sono forse il campanello d'allarme più grande perché, dopo tre anni, evidentemente questa continuità ha bisogno di una forte discontinuità.
Sul piano dell'emergenza fate tutto quello che dovete per garantire i salari e la piena occupazione ma sul piano della programmazione avete fallito. È chiaro che il Ministro Urso, più di lei, ha completamente fallito e oggi parlare di nuovi tavoli è tardivo, così come i confronti con le parti sociali: evidentemente hanno fallito fin qui ed è bene che vengano portati a Palazzo Chigi, come chiesto, laddove è manifesta l'incapacità di svolgere quei confronti in modo positivo.
Ricordo infine che il Ministro Urso si è recato a Genova dicendo che erano le parti sociali che non volevano l'impianto elettrico; poi, alla fine, in realtà, si è capito che era lui che non portava nulla, non aveva un piano industriale, non aveva investitori e, purtroppo, è ancora la situazione odierna. Quindi, per nulla continuità, ma grande discontinuità e portate il problema a Palazzo Chigi .
PRESIDENTE. Il deputato Riccardo Ricciardi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02346 .
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Noi vorremmo sapere dal Governo cosa si intende fare con il diritto allo sciopero, perché emendamenti presentati alla manovra di bilancio da Fratelli d'Italia, dichiarazioni della Premier e dei vari Ministri che ogni volta stigmatizzano, criticano, deridono lo sciopero, non ci fanno pensare bene, purtroppo, su questo diritto sacrosanto, frutto di conquiste di lavoratori e di lavoratrici nei decenni. E non ci si venga a fare l'elenco, per favore, delle ore scioperate, come a dire: ah, vedete, vi allarmate per nulla, il Governo lo permette. E ci mancherebbe altro! Noi vorremmo sapere se veramente per voi il problema sono lavoratori e lavoratrici che rinunciano al proprio stipendio per scioperare e non i problemi che i lavoratori e le lavoratrici sollevano .
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere per tre minuti.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, Presidente. Beh, io credo che sia importante, invece, ribadire che il diritto di sciopero è una libertà costituzionale presidiata all'articolo 40 della Costituzione, e quindi è uno strumento, come tale, fondamentale, attraverso cui i lavoratori possono manifestare le proprie istanze. E non credo che il Governo abbia mai messo in discussione questo principio e non c'è alcuna intenzione di farlo. Il Governo non ignora, né sottovaluta le difficoltà che interessano diversi settori produttivi.
È per questa ragione che, parallelamente alle iniziative finalizzate a garantire la funzionalità dei servizi pubblici, stiamo lavorando su diversi fronti: favorire il rinnovo dei contratti collettivi, con particolare attenzione ai settori con maggiore ritardo; sostenere i salari e la produttività attraverso strumenti contrattuali e fiscali; promuovere politiche attive di formazione continua per migliorare la qualità dei posti di lavoro e rafforzare il dialogo sociale con tavoli di confronto presso il Ministero del Lavoro.
Non c'è alcuna volontà di delegittimare o comprimere il diritto di sciopero o le libertà sindacali. L'obiettivo, credo, sia quello di garantire un equilibrio equo tra i diritti dei lavoratori e i diritti dei cittadini in un quadro di certezza delle regole e di tutela della funzionalità del Paese. È, d'altronde, la legge n. 146 del 1990 che regola l'esercizio dello sciopero nei servizi pubblici essenziali e che pone i criteri di contemperamento tra le legittime istanze dei lavoratori e la tutela dei diritti fondamentali della comunità, tra cui salute, mobilità, sicurezza e libertà di circolazione.
La vigilanza sull'applicazione di queste norme è affidata alla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero, Autorità indipendente, dotata di poteri istruttori e sanzionatori. Il Ministero del Lavoro rispetta le valutazioni della Commissione, che opera in piena autonomia. Per questo motivo, mi sento di rassicurare gli onorevoli interroganti che non vi è alcuna volontà di cambiare quello che è un assetto costituzionale a garanzia dei diritti dei lavoratori e delle persone.
PRESIDENTE. Il deputato Riccardo Ricciardi ha facoltà di replicare per due minuti.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Avete messo di mezzo i diritti dei cittadini, e il diritto alla salute dei cittadini che aspettano mesi per le liste d'attesa è messo in discussione dai lavoratori e dalle lavoratrici negli ospedali o da voi, che volete una sanità privata e gestite in questa maniera gli ospedali ? I ritardi dei treni avvengono quando si sciopera per colpa di lavoratori e lavoratrici o avvengono tutti i giorni per colpa di un Ministro che non sa fare niente?
Allora, noi abbiamo una Premier che, quando arriva lo sciopero, fa il con la faccina di scherno, come a dire: ah, si fa di venerdì. Allude al lungo. Lei dovrebbe rispondere nel merito degli scioperi: perché i salari sono bloccati, mentre il costo della vita e del cibo è aumentato del 25 per cento? Cosa si fa per questo? No, si fanno le faccine di scherno, lo scherno per milioni di lavoratori e lavoratrici che - la Meloni forse lo ignora - lavorano anche il sabato e la domenica : pompieri, Forze dell'ordine, commessi, operai, giornalisti, professori che hanno permesso a lei, Ministra, di dare anche gli esami la domenica.
E sa chi, forse, voleva evitare di lavorare il venerdì? I Ministri e i Sottosegretari che volevano chiudere quest'Aula di venerdì , e la stragrande maggioranza di coloro che non lavorano il sabato e la domenica non ci vanno a fare il fuori perché non se lo possono permettere. E allora questa non è la battaglia né di un sindacato, né di un segretario, è la battaglia di milioni di individui, che si stanno facendo corpo unico, e questo fa paura, che non accettano di vedere un Governo che spende soldi in armi , che fa una finanziaria di guerra, mentre le persone non hanno una casa, un Governo che fa affari con chi è complice di un genocidio.
E allora, il 28 e il 29 novembre inizierà già una mobilitazione, e in quel “blocchiamo tutto” urlato nelle piazze non c'è il bloccare la vita dei lavoratori e delle lavoratrici…
RICCARDO RICCIARDI(M5S). …che faticano quotidianamente in questo Paese. C'è il bloccare la vostra politica, che rende quella fatica insostenibile tutti i giorni .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Saluto studenti, studentesse e docenti dell'Università degli Studi “Roma Tre”, Dipartimento di giurisprudenza, di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 16,15. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 101, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2655. Ricordo che, nella parte antimeridiana della seduta, è stato da ultimo approvato l'articolo 40.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 41, in riferimento al quale non sono stati presentati emendamenti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo direttamente in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 41.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 42. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione. Scusi, collega Fornaro, intende intervenire sull'articolo?
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Presidente, se ci fossimo comportati in un altro modo, in questo momento non ci sarebbe stato il numero legale. Lo segnalo alla maggioranza, perché provveda, altrimenti ci tocca fare il nostro mestiere .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fornaro. Proseguiamo con i lavori. Eravamo sull'articolo 42. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 42.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 43. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 43.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 44.1 Richetti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 44.1 Richetti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Il numero legale è raggiunto, con i figurativi naturalmente . Adesso vi do il risultato della votazione: astenuti 2, favorevoli 1, contrari 103. La Camera respinge.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Con i figurativi, come è possibile che con 103 ci sia il numero legale?
PRESIDENTE. Onorevole, come lei sa, leggo dal sistema il numero legale raggiunto o meno, che recepisce i nostri Regolamenti.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). E qual è il numero legale?
PRESIDENTE. Adesso le facciamo stampare tutto quello che è relativo alla votazione precedente.
Passiamo agli identici emendamenti 44.3 Richetti e 44.4 Serracchiani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, intervengo per presentare l'emendamento a prima firma dell'onorevole Serracchiani su questo articolo, l'articolo 44, avente ad oggetto semplificazioni in materia di agevolazione della circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni.
Chi avesse il tempo e la voglia di capire cosa stiamo per votare, dovrebbe aprire il , andare a pagina 171 e si accorgerebbe che, per spiegare cosa è previsto da questo articolo, bisogna arrivare fino a pagina 185, perché, in realtà, quella che viene presentata come una semplificazione è una rivoluzione, da un certo punto di vista, rispetto a quelli che sono degli istituti che hanno avuto, fino a oggi, un ruolo cardine. Viviamo la preoccupazione per il fatto che il Governo...
PRESIDENTE. Scusi, scusi, collega Casu. Collega Donno, colleghi, non riesco a sentirlo io, il collega Casu: immagino lui faccia fatica a parlare. Prego, collega, prosegua, le faccio recuperare i tempi.
ANDREA CASU(PD-IDP). La preoccupazione è quella che, forse senza nemmeno rendersene conto, tanti parlamentari di questa maggioranza stanno votando un provvedimento che rovescerà completamente quelli che sono attuali istituti fondamentali del diritto di famiglia. Questo lo dico, perché? Perché sicuramente l'istanza, la necessità di un'agevolazione che tenesse conto di quelli che sono i diritti degli acquirenti dei beni soggetti a donazione, che sono particolarmente esposti secondo l'attuale ordinamento, richiede un intervento, ma farlo senza nemmeno rendervi conto di quello che state facendo, rischia di ingenerare pericolosi scompensi dal lato degli eredi legittimi e legittimati.
Da questo punto di vista, il rischio qual è? È che noi potremmo trovarci in una situazione nella quale, qualora colui che decide di vendere e poi di fare sparire la liquidità si trovasse incapiente, insolvente e nell'impossibilità di conferire all'erede o al legatario leso l'indennizzo economico previsto nella procedura, questo erede o legatario leso non avrebbe poi alcuno strumento per trovarsi in qualche modo risarcito rispetto a quello che è un suo diritto. Per questa ragione, il nostro invito è quello di prestare grande attenzione a quello che si sta facendo.
Tra l'altro, segnalo che questo emendamento non vi dice nemmeno di toglierlo. Vi dice semplicemente di introdurre un criterio per cui questa riforma, che state introducendo senza dirlo, abbia valore solo per le donazioni future, che abbia rispetto di quel principio del che è alla base della cultura giuridica.
Noi siamo preoccupati per questo, cioè voi, senza probabilmente rendervene conto, state rovesciando un sistema, entrando nella vita delle famiglie e delle successioni. Lo state facendo anche per le donazioni che hanno già avuto luogo e lo state facendo con 15 pagine di per spiegare quello che state facendo e lo state facendo senza nemmeno un intervento o una parola dalla maggioranza che ci spieghi perché per lo meno non votate un emendamento, per dire che, se volete cambiare completamente questo schema, valga per le donazioni future e non per quelle che sono già avvenute.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 44.3 Richetti e 44.4 Serracchiani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 44. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 44.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 45. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 45.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 46. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 46.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 47. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iacono. Ne ha facoltà.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Intervengo sull'articolo 47 di questo provvedimento, che, tra l'altro, è stato inserito in corso d'opera nel primo passaggio in Senato, che intende proporre la modifica della legge 22 aprile 1941, n. 633. La modifica, appunto, è finalizzata all'estensione della durata dei diritti sulle fotografie semplici dagli attuali 20 anni a 70 anni dalla produzione. Si tratta di un intervento che avvicina la tutela delle fotografie semplici a quella delle opere fotografiche creative, facendo, dal nostro punto di vista, soltanto tanta, tanta, confusione. Abbiamo le idee chiare su quale sia l'intendimento del Governo e del Ministro Giuli nella loro ostinazione ad andare avanti su questa modifica di legge e non possiamo non segnalare quanto questa modifica sia inopportuna e dannosa per il patrimonio culturale, per la conoscenza e per la ricerca. L'estensione a 70 anni rischia, infatti, di aggravare in modo significativo gli…
PRESIDENTE. Scusi, collega Iacono, c'è veramente troppo caos. Colleghi, riusciamo a stare in silenzio? Prego, collega Iacono.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Dicevo che questa estensione rischia di aggravare in modo significativo gli oneri per gli archivi, le biblioteche, i musei, gli istituti di ricerca e anche per gli editori, ostacolando di fatto la digitalizzazione e la libera consultazione del patrimonio fotografico nazionale.
Le fotografie semplici costituiscono spesso materiale documentario, storico e culturale. Mantenerle sotto esclusiva per un periodo così lungo, significa restringere l'accesso alla conoscenza e complicare le attività di conservazione, digitalizzazione e valorizzazione. Tutto ciò non lo stiamo dicendo o affermando solo noi, anzi avevamo confidato nella riflessione da parte del Ministro Giuli dopo aver ricevuto una lettera aperta, che è stata sottoscritta da tutte le associazioni rappresentative delle professioni culturali e della ricerca scientifica. Probabilmente quella lettera il Ministro non l'ha letta oppure, probabilmente, non ne riconosce l'autorevolezza. Quello che è certo è che una sua riflessione su questo tema avrebbe consentito di riallineare la norma.
Quella estensione non incide sulla qualità creativa delle immagini, né colma la storica distinzione tra fotografia semplice e opera fotografica. Si limita, invece, ad ampliare in maniera sproporzionata la durata di un diritto che, per sua natura, era stato concepito come breve e funzionale. Noi riconosciamo il valore del lavoro artistico dei fotografi e la necessità di una tutela adeguata, ma questa proposta di modifica non garantisce affatto un equilibrio corretto tra il diritto d'autore e l'interesse pubblico. Al contrario, rischia di accentuare le disparità e di limitare la libera fruizione del patrimonio visivo, soprattutto quello di interesse storico e sociale.
Per tutte queste ragioni, esprimiamo la nostra contrarietà a questa proposta di modifica, perché verrebbe compromesso il bilanciamento tra diritti degli autori e interesse pubblico e perché questa estensione solleva importanti questioni, relative all'accesso al patrimonio culturale, alla digitalizzazione e alla fruizione delle immagini, che richiederebbero una più adeguata e attenta regolamentazione. Sarebbe stato più opportuno avviare un confronto ampio e qualificato con le istituzioni professionali, le associazioni e i professionisti al fine di costruire una disciplina moderna, proporzionata e rispettosa della funzione documentale e pubblica delle immagini fotografiche. Gli stessi avrebbero chiesto sicuramente di ritirare o di rivedere profondamente questa norma .
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari ad un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 47.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 47.01 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 47.01 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 48. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 48.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 49. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 49.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 50.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 50.2 Pandolfo. Ha chiesto di parlare il collega Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Se qualcuno oggi pensa di trasformare il tema dei in una questione di bandierine da alzare e di schieramenti precostituiti, sbaglia di grosso. La deroga fu introdotta a fine ottobre del 2020 con un decreto-legge dal Governo “Conte 2” nell'emergenza COVID. Questo è il punto. Un periodo che tutti, purtroppo, proprio per l'emergenza, ricordiamo bene. In quel decreto si consentiva ai pubblici esercizi di installare e strutture amovibili su suolo pubblico con una vera e propria semplificazione, perché la situazione era del tutto eccezionale.
Serviva a garantire lavoro e sicurezza al tempo stesso. Naturalmente si sospendevano alcune autorizzazioni edilizie e paesaggistiche proprio per permettere alle attività di sopravvivere. Questa è la storia ed è la premessa per affrontare questa discussione. Che cosa è cambiato oggi? Che fortunatamente non siamo più in emergenza, non siamo più in quella tragica emergenza. Eppure, il Governo Meloni propone di mantenere e tavolini all'aperto fino al 30 giugno 2027, invece della scadenza già fissata al prossimo 31 dicembre.
Insomma, dopo proroghe e proroghe, si amplia ancora una disciplina nata in un contesto che non esiste più, con i comuni che si vedono di fatto sorpassati e sottratti nel gestire regole ordinarie, criteri e valutazioni che tengano conto delle diverse situazioni locali e delle diverse specificità locali che chi meglio di loro conosce. Lo sappiamo tutti che la situazione non è uguale da comune a comune, basta uscire dall'Aula per iniziare ad accorgersene. Nei grandi centri le criticità sono tante, nei piccoli sono diverse, invece. L'autonomia significa anche questo, dare ai comuni la potestà.
Allora, perché togliere ai governi locali la possibilità di regolare ciò che riguarda lo spazio pubblico delle loro città? Noi crediamo che riaffidare la potestà ai comuni, che conoscono le loro tipicità e il loro tessuto commerciale, sociale e urbano, sia la scelta più logica e anche più rispettosa delle realtà. Noi abbiamo riconosciuto nei fatti l'importanza della deroga ai e anche quello che ha significato per molti esercizi nelle nostre città, ma anche nei piccoli centri. Hanno dato nuova vita alle nostre città, posti di lavoro e sostenuto le imprese in difficoltà, cosa che oggi questo Governo non fa in nessun modo.
Non neghiamo, però, e non ignoriamo soprattutto che nei grandi centri la proliferazione abbia avuto effetti sulla vivibilità degli spazi urbani, in particolare delle aree pedonali. Dobbiamo pensare ai residenti, alle persone con disabilità, ai genitori con i passeggini. Insomma, la città è di tutti, le città sono di tutti. Senza regole chiare si rischia che, ovviamente, non ci sia il decoro urbano, ma soprattutto non si possano programmare le azioni che devono fare le piccole imprese, e ovviamente la libertà e la libera circolazione dei cittadini.
Ecco perché non è accettabile una proroga generalizzata fino alla metà del 2027. Non siamo davanti ad una semplificazione, Presidente, ma è una deroga permanente. Non possiamo consentire questo perché di fatto non esiste più una programmazione. Non è una buona amministrazione quella che deroga o continua nell'azione di deroga. È necessaria la chiarezza delle procedure e dei tempi, la trasparenza e la responsabilità, anche riaffidata ai comuni.
Crediamo in una gestione amministrata e una gestione attenta che torni in capo agli stessi, perché siano appunto sentite tutte le specificità dei territori, soprattutto sia dal lato delle imprese che da parte dei cittadini. Per questo chiediamo che siano garantiti decoro, mobilità, sicurezza e soprattutto qualità urbana, senza penalizzare chi lavora, ma assicurando che lo spazio pubblico rimanga realmente fruibile da tutti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signora Presidente. Io penso che questa questione, sulla quale noi abbiamo presentato un emendamento, ma anche il collega Pandolfo ha illustrato il suo, sia una questione molto importante e che intanto non c'entri nulla con le semplificazioni. Questo semmai era un provvedimento, cari colleghi e colleghe, che doveva andare nel Milleproroghe, perché si tratta di prorogare, appunto, il periodo nel quale possono rimanere i nelle nostre città.
Allora, non c'entra niente con la semplificazione e oltretutto stabilisce un principio, cioè che quello che è il bene pubblico, quelli che sono gli interessi dei cittadini e quella che è la vivibilità delle nostre città vengono subordinati a degli interessi dei privati. Che questa iniziativa, presa durante il periodo del COVID, fosse necessario che fosse sostenuta, sostanzialmente, è una questione sulla quale siamo stati d'accordo e che naturalmente pensiamo sia stata giusta.
In un momento come quello del COVID le attività commerciali andavano sostenute, e il fatto di autorizzare i sui marciapiedi, sulle strade pubbliche e nei posti di parcheggio effettivamente poteva sembrare un aiuto sostanziale alle attività commerciali. Ma, fortunatamente, il COVID è passato da molti e molti anni. Ora io faccio un esempio. Nella sola città di Roma i occupano il posto di circa 1.200 posti auto, cioè i residenti nei nostri centri non hanno la possibilità di parcheggiare nella città perché ci sono 1.200 posti occupati dai ; così come non soltanto nei posti di parcheggio, ma anche la possibilità di camminare nella città è a volte impedita dalla presenza di queste strutture.
Non si capisce quale sia il vantaggio della comunità a mantenere in piedi queste strutture, perché le attività commerciali, per quello che sono autorizzate e per gli spazi che hanno a disposizione, possono svolgere egregiamente adesso la loro attività come nella fase antecedente al COVID. Non siamo più in una fase emergenziale da questo punto di vista. Quindi, mantenere in piedi i nelle città è veramente un errore, è uno schiaffo anche ai diritti degli altri cittadini e delle altre cittadine. È necessario ripristinare la vivibilità delle metropoli e delle città del nostro Paese, e oltretutto è necessario anche ripristinare l'ordine.
Anche dal punto di vista paesaggistico e visivo, in città d'arte, come sono gran parte delle città italiane, vedere queste strutture non è esattamente lo spettacolo migliore per valorizzare il nostro patrimonio artistico e archeologico. Quindi, per questa ragione, io penso che questo emendamento sia giusto e che sia giusto il fatto che si voglia sopprimere questo articolo, perché è un articolo che non c'entra nulla con le semplificazioni e anche nel merito è completamente sbagliato .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, signora Presidente. Io credo che in quest'Aula la maggioranza e anche il Governo abbiano un problema di confusione, perché, da un lato, continuano a volere l'autonomia differenziata, anzi, ci hanno fatto campagna elettorale in Veneto, e poi, però, da 3 anni cercano di usurpare un diritto dei comuni per quanto riguarda i e continuano a voler mettere le mani su una materia che non sarebbe ministeriale. Pertanto, signora Presidente, chiedo al collega se posso sottoscrivere il suo emendamento, anche perché quelli successivi sono sempre a mia prima firma, ma farò un intervento unico.
Qui si va a prendere un provvedimento che era necessario durante il periodo del COVID, quel periodo che voi odiate tanto, tant'è che avete fatto una Commissione contro chi governava all'epoca, però vi piaceva quello che quel Governo aveva fatto, partendo dai , passando poi per il superbonus e quant'altro. Però ritorniamo al tema di questo emendamento, più che altro di questo articolo, dove vediamo di nuovo, guarda caso, spuntare fuori una via preferenziale per gli albergatori.
Ecco, il tema torna. Pertanto, non solo i per gli albergatori; come abbiamo visto questa mattina, anche per i parcheggi, anche l'aumento di cubatura… Insomma, essere albergatori, oggi, in Italia ha vantaggi non indifferenti, colleghi. Magari qualcuno potrebbe chiedere a chi ci governa, ma anche alla maggioranza, come mai questo grande interesse per gli albergatori e come mai così tante concessioni per gli albergatori. E poi cosa vediamo in questo articolo? Vediamo questo provvedimento appunto sui , che si allunga, una via preferenziale per gli albergatori; tra l'altro, si parla anche di un congruo termine, che è una cosa sempre molto vaga, con riferimento a un emendamento del Governo. Insomma, da tre anni si cerca di mettere le mani su questo tema, in barba alle necessità dei nostri territori; anche perché - il collega prima di me parlava del comune di Roma - non possiamo certamente comparare un comune grande come quello di Roma che ha sicuramente necessità specifiche, anche a causa del grande numero di cittadini residenti, ma anche del turismo, ma, se penso alla mia regione, che è piena di piccoli borghi, sappiamo bene che la situazione è ben diversa. Ecco perché è necessario che siano i sindaci a decidere e, magari, non un Ministero, con riferimento a un provvedimento, così, di semplificazione perché da questa mattina, anzi da ieri stiamo parlando di qualsiasi tema. Avete messo veramente un di temi incredibili e avete dato in concessione veramente di tutto. Io credo che il Governo si debba mettere una mano sulla coscienza e decidere se davvero volete l'autonomia differenziata oppure se volete decidere tutto a livello centrale .
PRESIDENTE. Intanto - avrei dovuto dirlo dopo l'intervento del deputato Zaratti ma lo dico adesso - avverto che il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha esaurito anche i tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza. La Presidenza consentirà a ciascun deputato appartenente a tale gruppo, ove richiesto, lo svolgimento di un breve intervento di un minuto per dichiarare il proprio voto sull'articolo, sull'emendamento e ordine del giorno in discussione, da imputare ai tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale. In relazione agli ordini del giorno, resta fermo il limite regolamentare di massimo tre interventi per ciascun deputato.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. Ora, credo che il Governo stia toccando il fondo ma, in realtà, riesce a trovare spazi per andare sempre più giù. A parte che - come ha detto il collega Zaratti - questa è, in realtà, una norma da Milleproroghe, ma la cosa assurda è che il Governo si dà la proroga da solo per portare a casa i decreti legislativi. Quindi, già dentro la prima proroga, va a inserire, in un documento che serve… in realtà, era nato per il periodo del COVID, anche gli alberghi, non si sa mai…
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). …già finito… e poi, sostanzialmente, sta iniziando ad utilizzare termini del tutto assurdi: “congruo termine”, “adeguato lasso temporale”… Dopo aver utilizzato, in legge di bilancio, la discrezionalità data alle banche per poter dare i soldi, adesso il Governo sta incominciando a utilizzare termini…
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). …qualitativi e non quantitativi ed è una cosa veramente vergognosa. Non sapete neanche legiferare .
PRESIDENTE. Se nessun altro vuole intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.2 Pandolfo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 50.3 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.3 Morfino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 50.4 Pavanelli. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.4 Pavanelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 50.5 Pavanelli. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.5 Pavanelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 50. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 50.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 50.01 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 50.01 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 50.02 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 50.02 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 50.03 Bonafè. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 50.03 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 51.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 51.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 51.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 51.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 51.3 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 51.3 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 51.4 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 51.4 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 51. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 51.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 52. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 52.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 53.1 Pastorella. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 53.1 Pastorella, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'emendamento 53.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 53.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'articolo 53. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 53.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 54.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 54.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 54. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 54.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 55. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 55.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 56. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. Voglio fare i complimenti al Governo, perché è riuscito, questa volta, a evitare quello che è stato fatto l'anno scorso in legge di bilancio, quando avevano cercato di inserire la nomina dei rappresentanti del Ministero dell'Economia all'interno dei collegi dei revisori - una cosa assurda - per andare a controllare i fondi dati dal Governo e nella realtà andava a creare, sostanzialmente, una serie di compensi a una serie di persone e di soggetti vicini al mondo del Ministero. È stata una cosa assurda, che fu alla fine superata grazie a un emendamento quasi del tutto trasversale.
Qui dentro sono andati a creare un articolo che di semplificazione non ha assolutamente nulla, cioè andate a dire che per fare un maggior controllo nell'attività di controllo nei collegi dei revisori dei conti delle università, AFAM, consorzi universitari e interuniversitari, andate a inserire la possibilità di avere persone che arrivano dall'ambito del Ministero. Quindi, andate a dire che si crea un ennesimo elenco e tutti quelli che hanno le competenze si iscriveranno in quell'elenco, e fin qui nessun problema. È solo l'ennesimo elenco in più, è un'ennesima copia di tutti quelli che hanno la possibilità di poter lavorare in quell'ambito, ma il colpo geniale è stato inserire questa parte in cui “in sede di prima applicazione (…) sono designati e nominati i soggetti che svolgono funzioni dirigenziali presso il predetto Ministero nonché i dipendenti del Ministero che (…) ricoprono incarichi di componente presso i collegi di cui al presente comma”.
Cioè, voi avete definito - invece di dare un tempo di scadenza, ossia si andranno a prendere da questo elenco, quando verrà fatto, nella giornata tot del 2026, visto che avete fatto già delle proroghe - e andate a dire che nel frattempo, siccome è così fondamentale andare a definire l'azione di controllo, date ai dipendenti del Ministero, ma soprattutto a chi ha incarichi di collaborazione e, quindi, a persone che magari sono entrate giusto ai livelli di contratti durante questa fase di Governo, questo ennesimo incarico, un incarico che in realtà deve essere fatto non perché uno lavora già per il Ministero ma sulla base del fatto che uno abbia le competenze corrette per svolgerlo.
Semplicemente non l'avete messo in legge di bilancio, siete stati molto bravi, però non per questo non si deve andare a far notare quanto voi, con queste norme, non fate altro che cercare di occupare spazi senza che questi vengano coperti veramente dalle persone che hanno le migliori competenze per fare le attività di controllo ed è vergognosa un'ennesima norma del genere inserita qui dentro. Quindi, questo articolo andrebbe del tutto cassato.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 56.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 57. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 57.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 58.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 58.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 58. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 58.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 59. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 59.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 60.1 Marianna Ricciardi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Entriamo, con questo emendamento, nel contesto dell'articolo 60: misure di semplificazione per promuovere l'erogazione dei servizi di farmacia.
Io credo, Presidente, che questo emendamento, che vuole sopprimere questo articolo, sia un emendamento non ideologico ma di assoluto buonsenso in relazione al fatto che in questo contesto noi facciamo alcune operazioni assolutamente preoccupanti in termini di deriva privatistica del Servizio sanitario nazionale. Innanzitutto, non si sta facendo altro che fare un'operazione di competizione tra le farmacie, che in questo caso diventano farmacie dei servizi, e il Servizio sanitario nazionale. Di fatto, si sta facendo un'operazione che potrebbe - o comunque ha in sé il germe di…- trasformare le farmacie in case della comunità. È una cosa che non è assolutamente accettabile. Non solo: si mettono in competizione anche con i laboratori privati, i quali hanno criteri di accreditamento e di certificazione dell'attività assolutamente rigidi e rigorosi e, in questo senso, si va al di fuori di questo.
Evidentemente, c'è qualcuno nel Ministero che cerca di fare dei favori ai suoi amici farmacisti per l'ennesima volta, perché non è la prima volta dato che è successo anche nelle leggi di bilancio in passato e succederà per il discorso dei farmaci anche quest'anno.
Favorire questo passaggio delle farmacie, che diventano farmacie dei servizi, al di là del fatto che può avere un suo significato soprattutto nelle aree interne, nelle aree periferiche, rispetto alle farmacie rurali, dove esercitano effettivamente quel presidio di prossimità che spesso è assente, è veramente fuori luogo nelle farmacie più significative, più grandi. Addirittura, con questo articolo si consente loro, qualora ci fossero più farmacie, di avere a disposizione locali per svolgere questo tipo di attività. Quindi, è evidente che entrano in competizione con le case della salute, con le case della comunità. Ma è evidente anche che non sono soddisfatti in termini di ingordigia, perché è evidente che questo è un meccanismo di anche per queste farmacie private, perché attraverso una serie di meccanismi inducono al consumismo che va a gravare in maniera significativa sulle famiglie. Infatti, si parla di farmaci da banco, che sono direttamente a carico dei cittadini, si parla di integratori che spesso sono alla base di malattie iatrogene - lo stesso Garattini ha detto che non servono a niente -, si parla di consumo di farmaci di tipo griffato, non farmaci bioequivalenti.
In tutto questo gioco, questo meccanismo sta spogliando sempre di più il servizio pubblico a favore del privato. Questa roba qua è assolutamente inaccettabile. Bisogna finanziare il servizio pubblico, non favorire il privato, Presidente !
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo, pari a un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 60.1 Marianna Ricciardi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 60.2 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 60.2 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 60.3 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 60.3 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 60. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 60.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 61. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 61.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 62. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 62.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 63. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 63.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 64 e dei relativi identici emendamenti. Avverto che essendo gli identici emendamenti 64.1 Zaratti e 64.2 Baldino soppressivi dell'intero articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 64.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 64.01 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 64.01 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 65 e dei relativi identici emendamenti. Avverto che, essendo gli identici emendamenti 65.1 Zaratti e 65.2 Alfonso Colucci soppressivi dell'intero articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 65.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 66. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 66.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 67. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 67.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 68 e del relativo emendamento.
Avverto che, essendo l'emendamento 68.1 Zaratti soppressivo dell'intero articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 68.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 69 e del relativo emendamento.
Avverto che, essendo l'emendamento 69.1 Zaratti soppressivo dell'intero articolo, ai sensi dell'articolo 87, comma 2, del Regolamento, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 69.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 70. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 70.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 71.1 Zaratti. Ha chiesto di parlare il deputato Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Sì, Presidente, per rendere edotta la Camera. Non per saccenza, ma noi stiamo votando un articolo che dà al Governo una delega su una materia molto delicata, che riguarda i fanghi di depurazione che vengono sparpagliati sui terreni agricoli; si tratta di fanghi che hanno alte concentrazioni di diossine e idrocarburi. Ci sono stati molti problemi con la magistratura, molti problemi legati alla salute. E molti sindaci si stanno ribellando, specialmente in Lombardia, dove ormai i terreni sono colmi di questi fanghi di depurazione. Ancora una volta, stanno utilizzando questo provvedimento per attentare all'ambiente e alla salute
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.1 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 71.2 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.2 Ilaria Fontana, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 71.3 Braga. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.3 Braga, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 71.4 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.4 Ilaria Fontana, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 71.5 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.5 Ilaria Fontana, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 71.6 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 71.6 Ilaria Fontana, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 71. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 71.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 72.1 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 72.1 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 72.2 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 72.2 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 72. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 72.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 73. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 73.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 74. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 74.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2655/8 Gentile è stato ritirato dal presentatore.
Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati. Si deve alzare perché altrimenti non possiamo procedere.
ALBERTO BARACHINI,. Sugli ordini del giorno n. 9/2655/1 Iacono e n. 9/2655/2 Filippin il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2655/3 Simiani è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/4 Soumahoro il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/5 Casu il parere è favorevole condizionato alla riformulazione dell'impegno richiesto al Governo nei seguenti termini: “impegna il Governo a valutare gli effetti applicativi della novella recata all'articolo 11 del provvedimento in esame, coinvolgendo tutti gli enti locali interessati al fine di assicurare il pieno rispetto delle loro competenze su tutto il territorio nazionale”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/6 Barbagallo il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2655/7 Roggiani è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2655/8 Gentile è stato ritirato.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/9 Tassinari il parere è favorevole.
Sugli ordini del giorno n. 9/2655/10 Borrelli e n. 9/2655/11 Zanella il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2655/12 Grimaldi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/13 Dori il parere è favorevole. Sugli ordini del giorno n. 9/2655/14 Bonelli e n. 9/2655/15 Zaratti il parere è contrario. L'ordine del giorno n. 9/2655/16 Ghirra è accolto con una riformulazione.
PRESIDENTE. Favorevole con riformulazione?
ALBERTO BARACHINI,. “In sede di attuazione della delega prevista dal citato articolo 71, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi in esso contenuti ad aggiornare la normativa in vigore prevedendo valori limite maggiormente cautelativi relativamente alle sostanze inquinanti in base alle nuove conoscenze tecnico-scientifiche, valutando altresì l'introduzione di disposizioni sulla stabilizzazione e la riduzione del potere fermentescibile dei fanghi e per il controllo territoriale dell'utilizzo dei fanghi in agricoltura”.
L'ordine del giorno n. 9/2655/17 Ghio è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/18 Billi il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/19 Cavandoli il parere è favorevole se riformulato come segue: “a valutare l'opportunità di supportare la misura recata all'articolo 46 del provvedimento in esame con ulteriori iniziative volte ad aggiornare l'della legge n. 232 del 2016, includendo fra i beni immateriali agevolabili anche i per la gestione dell'impresa, riconoscendone il ruolo strategico nella digitalizzazione e nella competitività del sistema produttivo nazionale; introdurre, nei programmi di incentivazione agli investimenti innovativi, criteri di premialità per i beni materiali e immateriali “ in UE”, comprovati da certificazioni o marchi registrati che attestino il processo produttivo comunitario e il rispetto di disciplinari di qualità riconosciuti; prevedere che i programmi di incentivo alla digitalizzazione e all'innovazione tecnologica siano accessibili anche ai liberi professionisti, in quanto parte integrante dell'ecosistema produttivo e dell'economia digitale del Paese”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/20 Frijia il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a valutare l'opportunità di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame, ed in linea con le finalità di semplificazione dello stesso con l'adozione di ogni intervento, anche di carattere normativo, volto a semplificare e accelerare l'autorizzativo per la realizzazione dei lavori di dragaggio urgenti e necessari al mantenimento o al ripristino dell'accessibilità delle infrastrutture portuali, ivi compresa l'eventualità di prevedere una figura commissariale laddove opportuno, al fine di assicurare la celere realizzazione degli interventi necessari alla piena funzionalità strategica dei porti italiani”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2655/21 Evi e n. 9/2655/22 L'Abbate il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/23 Alfonso Colucci il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/24 Auriemma il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/25 Baldino il parere è favorevole, condizionato all'espunzione della quarta premessa.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/26 Ferrara il parere è favorevole, condizionato all'espunzione delle prime due premesse.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/27 Penza il parere è favorevole, condizionato all'espunzione dell'ultima premessa.
Sugli ordini del giorno n. 9/2655/28 Paolo Emilio Russo e n. 9/2655/29 Boscaini il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/30 D'Alessio il parere è favorevole, espunte tutte le premesse, a condizione dell'accoglimento della seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di adottare, anche in coerenza con la finalità di semplificazione e digitalizzazione, iniziative volte a una disciplina unitaria e omogenea per facilitare il riconoscimento dei titoli di studio stranieri”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2655/31 Benzoni e n. 9/2655/32 Pastorella il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/33 Ruffino il parere è favorevole, a condizione che sia espunta la sesta premessa, in quanto incompatibile con le finalità di favorire anche la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi turistici.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/34 Grippo il parere è favorevole, espunte le premesse, con la seguente riformulazione degli impegni: “impegna il Governo a proseguire le attività di monitoraggio e le iniziative intraprese di contrasto alla dispersione scolastica”.
PRESIDENTE. Grazie, Sottosegretario. Passiamo ai voti.
Iniziamo dall'ordine del giorno n. 9/2655/1 Iacono, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Iacono. Ne ha facoltà.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Devo tornare sull'argomento e intervengo nuovamente per richiamare l'attenzione dell'Aula sull'articolo 47 di questo provvedimento “minestrone”, visto che mi pare non si sia messo bene a fuoco il tema vero dell'articolo 47 e dell'ordine del giorno che abbiamo presentato.
L'articolo 47 e l'ordine del giorno riguardano la tutela e l'accesso al patrimonio fotografico storico nazionale, e la modifica che si sta facendo è una questione di interesse pubblico che rischia di produrre effetti concreti gravi e irreversibili.
Questo non lo dico soltanto io, ma lo hanno detto in modo unanime e autorevole le più importanti istituzioni e associazioni del settore delle professioni culturali in Italia con una lettera aperta che è stata indirizzata al Ministro della Cultura e che è stata firmata, tra gli altri, da AIB, ANAI, ICOM, dalle consulte universitarie, dalle società scientifiche. Probabilmente mai, mai come in questo momento, tutte queste realtà della cultura italiana avevano espresso insieme una preoccupazione così forte. Perché hanno deciso di farlo? Perché lo hanno fatto?
Perché evidentemente, a differenza di altri, conoscono bene la realtà degli istituti culturali e del patrimonio fotografico storico. Sanno, infatti, che la maggior parte delle fotografie conservate nei nostri archivi non sono delle opere d'arte, ma sono dei documenti che raccontano la storia del nostro Paese. Fare questa modifica, operare questa modifica, vuol dire, lo ripeto, negare l'accesso al patrimonio pubblico, limitare la libertà di studio e di ricerca, ostacolare anche il diritto costituzionale delle cittadine e dei cittadini italiani di accedere alla cultura.
È per questa ragione che abbiamo presentato quest'ordine del giorno, ci dispiace di avere ricevuto questo parere contrario. Sosteniamo la lettera aperta di tutte le associazioni del mondo della cultura del Paese e chiediamo, ancora una volta, al rappresentante del Governo qui presente, di fermare quello che è, dal nostro punto di vista, un notevole passo indietro, e quindi di ripensare e cambiare il parere dato al nostro ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/1 Iacono, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/2 Filippin, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/2 Filippin, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/3 Simiani, accolto come raccomandazione. Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/4 Soumahoro, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/4 Soumahoro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/5 Casu, su cui vi è il parere favorevole con riformulazione del Governo. Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/6 Barbagallo, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/6 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/7 Roggiani, accolto come raccomandazione. Va bene? Non va bene. Allora aspetti, però, che devo chiedere il parere al Governo perché nel caso…
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). È un po' più complicato di così…
PRESIDENTE. È un po' più complicato, ma, se lei non accoglie la raccomandazione, devo chiedere al Governo se è favorevole, contrario o si rimette all'Aula . Prima devo chiedere al Governo cosa fa, perché altrimenti non posso andare avanti. Non so dirle il parere. Allora aspetti, Sottosegretario. Facciamo che anticipa la sua dichiarazione che non accoglie “Non è una dichiarazione”. Prego, collega Roggiani. Se accendiamo il microfono, prego.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Non era una dichiarazione, volevo semplicemente far presente al Governo che...
PRESIDENTE. È una dichiarazione.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). ...lo stesso ordine del giorno è stato approvato, con lo stesso impegno, al Senato. Voi avete quindi qui dato “accolto come raccomandazione” a un ordine del giorno che al Senato è stato approvato. Volevo quindi chiedere eventualmente di accantonarlo, perché altrimenti siamo un po' strabici.
PRESIDENTE. Quindi è una richiesta di accantonamento. Cosa dice, Sottosegretario?
PRESIDENTE. Va bene, lo accantoniamo. L'ordine del giorno n. 9/2655/8 Gentile è ritirato, mentre sull'ordine del giorno n. 9/2655/9 Tassinari il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/10 Borrelli, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/10 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/11 Zanella, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/11 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/12 Grimaldi, accolto come raccomandazione. Va bene? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/13 Dori il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/14 Bonelli, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/14 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/15 Zaratti, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/15 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/16 Ghirra, su cui vi è il parere favorevole con riformulazione del Governo. Va bene? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/17 Ghio, accolto come raccomandazione. Va bene? No, non va bene. A questo punto, devo chiedere al Governo il parere.
Sottosegretario, sull'ordine del giorno n. 9/2655/17 Ghio non accolgono la raccomandazione, quindi mi deve dire se è favorevole, contrario o si rimette all'Aula, perché voteremo.
ALBERTO BARACHINI,. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Su quest'ordine del giorno mi fa piacere che ci si rimetta all'Aula, perché porta all'attenzione - e porto all'attenzione - dell'Aula un fatto che riguarda il sostegno alla ricerca, all'innovazione e alle istituzioni che ne costituiscono l'ossatura strategica. Una di queste ha visto una pesante sottrazione ed è l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
Il provvedimento oggi in esame introduce alcune misure di semplificazione nell'ambito universitario e della ricerca, più puntualmente agli articoli 53, 54 e 55. Parliamo di procedure di conferimento dei titoli accademici e di approvazione degli statuti e dei regolamenti universitari e, ovviamente, il riconoscimento dei consorzi, misure che nelle intenzioni puntano a rendere più snello e competitivo il sistema. Non possiamo, però, limitarci a una semplificazione amministrativa che poi vede una sottrazione pesante di risorse proprio degli architravi del sistema della ricerca in Italia.
Non possiamo evitare, ovviamente, il tema cruciale delle risorse. Non è sufficiente sburocratizzare in senso lato e, nel frattempo, si continua a sottrarre linfa vitale alle attività scientifiche, ai laboratori, ai ricercatori, ai progetti di innovazione. Così si fa con istituti come l'Istituto Italiano di Tecnologia, ma si fa anche, ovviamente, nei confronti delle università, anche la vicina Università di Genova ne è il pieno esempio.
Tagliare, quindi, 15 milioni di euro al finanziamento dell'IIT è apparsa da subito una vicenda inaccettabile, un taglio che non ha avuto nessuna giustificazione, che ha di fatto indebolito e indebolisce la riconoscibilità internazionale che ha portato in questi anni dei risultati straordinari, dalla robotica alla medicina computazionale, dai materiali avanzati, che sono proprio l'oggetto principale della ricerca, fino all'intelligenza artificiale, di cui continuiamo a parlare ogni giorno.
Una realtà che, com'è noto, ha un ruolo decisivo anche nel trasferimento tecnologico e nella creazione di , anche in queste settimane, nella collaborazione del mondo industriale e nel rafforzamento dell'ecosistema e dell'innovazione nazionale. Non si tratta di un tema locale, di una difesa, ma di un'eccellenza nazionale. Tutte le istituzioni si sono mobilitate, soprattutto il mondo scientifico, perché crede ancora nel valore della ricerca come investimento e non come costo.
Allora, davanti a una reazione corale, non si può mettere a repentaglio, a rischio il patrimonio nazionale.
Quindi, con quest'ordine del giorno, chiediamo un impegno chiaro di accompagnare le misure contenute in questi articoli con iniziative che vadano nella direzione opposta rispetto ai tagli annunciati.
Chiediamo che si reperiscano le risorse adeguate a ripristinare e incrementare il finanziamento all'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intanto, se i colleghi lo permettono, vorrei sottoscrivere quest'ordine del giorno a nome di tutto il gruppo Azione. Nessuno di noi è ligure, ma sono d'accordo col collega Pandolfo ossia che non si tratta di una questione di campanilismo all'italiana, come spesso succede, quando, soprattutto negli ordini del giorno, si chiedono mancette per questo o quel territorio. L'Istituto Italiano di Tecnologia è un'eccellenza nazionale…
PRESIDENTE. Colleghi… Prego, collega Pastorella, c'era un'interlocuzione con il collega Pandolfo.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Va bene, mi congratulo, mi felicito con il collega Pandolfo, perché è un ordine del giorno veramente impeccabile e, soprattutto, nella sua dichiarazione di voto, ha giustamente sottolineato quello che stavo dicendo, ovvero che l'Istituto Italiano di Tecnologia è un'eccellenza nazionale e come tale andrebbe trattata. Noi, purtroppo, nell'ambito della ricerca, come in tanti altri ambiti, abbiamo questa brutta abitudine di voler dare a tutti un po' e tagliare in maniera non necessariamente meritocratica.
Ecco, quando si parla di meritocrazia, penso che l'Istituto italiano di tecnologia possa essere annoverato tra i migliori, tra quelli che meriterebbero più attenzione e, di conseguenza, anche più fondi. Infatti, sta - come si direbbe - “deliverando”, sta portando i risultati, non da oggi, ma da ieri e dovrebbe poter continuare a farlo. Quindi, i tagli che abbiamo visto sono ingiustificati, perché non c'è motivo di penalizzare un'eccellenza nazionale. Noi parliamo sempre di tecnologie, di innovazione, di imprese innovative: ecco, da quella realtà, sono usciti e imprese molto innovative che ho avuto anche il piacere di visitare. Cerchiamo di mantenere alta questa eccellenza e di continuare a dare le risorse necessarie, affinché possa continuare a fare il proprio lavoro .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti. Il collega Pastorino ha chiesto di sottoscrivere.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/17 Ghio, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/18 Billi, il parere è favorevole. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/19 Cavandoli, su cui vi è il parere favorevole con riformulazione: va bene.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/20 Frijia, il parere è favorevole con riformulazione: va bene? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/21 Evi, su cui vi è il parere contrario. Ha chiesto di parlare la collega Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questa è una breve storia triste. C'era una volta il testo unico delle rinnovabili, che voleva fare ordine nel ginepraio di regole e semplificarne la diffusione, ma fallì.
C'era una seconda volta il correttivo al testo unico delle rinnovabili, che tentò nuovamente di portare ordine nella selva delle norme per diffondere meglio queste fonti di energia pulita, ma per numerosi aspetti fallì di nuovo. Arrivò, dunque, la volta di un disegno di legge chiamato “Semplificazioni” che tutti si aspettavano facesse quello che era destinato a fare, ma con grande stupore di tanti, questo provvedimento non solo non semplificava, ma addirittura, in alcuni casi, peggiorava le cose, come il regalo ad albergatori di aumentare del 20 per cento volumetrie e superfici con semplice SCIA, spacciandolo come misura sociale a favore di lavoratori o, ancora, l'incredibile introduzione del silenzio assenso per costruire anche in zone sottoposte a vincolo idrogeologico ovvero a rischio sismico e alluvionale.
Sul tema delle rinnovabili e della riqualificazione energetica degli edifici, questo provvedimento non colse l'occasione di intervenire per fare chiarezza. Un esempio? Da un lato abbiamo il codice dei beni culturali, che pone sotto vincolo tutti gli edifici pubblici che compiono settant'anni e crescono in numero ovviamente ogni anno che passa, anche quelli che non hanno alcun pregio e sono fatiscenti ed energivori, sui quali, per fare qualsiasi intervento, serve l'autorizzazione. Dall'altro, il testo unico delle rinnovabili ci dice che sugli edifici pubblici vincolati si possono mettere impianti FER senza autorizzazione se sono nascosti alla vista o, per il fotovoltaico, se sono conformi alla tradizione.
Il problema è che oggi è tutto fermo per la gran confusione che si è creata. Ecco, questa è la fine di una breve storia triste. Il senso di quest'ordine del giorno era chiedere al Governo di monitorare l'applicazione del testo unico delle rinnovabili e di valutare il da farsi, perché il problema qui è che si sta perdendo tempo, tanto tempo, e che si stanno perdendo soldi, risorse preziose, anche europee, per ristrutturare e riqualificare scuole, ospedali, municipi, edilizia residenziale pubblica ed edifici pubblici in genere, a danno dei cittadini, del clima, dell'ambiente ed è un danno che davvero non possiamo più permetterci
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/21 Evi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/22 L'Abbate, su cui vi il parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/22 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/23 Alfonso Colucci il parere è favorevole. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/24 Auriemma, su cui vi il parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/24 Auriemma, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/25 Baldino: favorevole con riformulazione. Va bene? Collega Quartini, me lo dice lei se va bene la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2655/25 Baldino? Sì, va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/26 Ferrara: favorevole con riformulazione. Va bene? Collega Ferrara, se interviene è perché non le va bene… No, non posso farla parlare, se l'accoglie; è proprio il Regolamento nuovo. La accoglie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/27 Penza: favorevole con riformulazione. Va bene.
Sugli ordini del giorno n. 9/2655/28 Paolo Emilio Russo e n. 9/2655/29 Boscaini il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/30 D'Alessio: parere favorevole con riformulazione. Va bene, collega D'Alessio? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/31 Benzoni su cui vi il parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/31 Benzoni, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2655/32 Pastorella, su cui vi il parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2655/32 Pastorella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/33 Ruffino il parere è favorevole, con riformulazione: va bene? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2655/34 Grippo il parere è favorevole, con riformulazione: va bene? Sì.
Torniamo all'ordine del giorno n. 9/2655/7 Roggiani, che era stato accantonato. Quindi, devo chiedere al Sottosegretario il parere sull'ordine del giorno n. 9/2655/7 Roggiani.
ALBERTO BARACHINI,. Dopo aver fatto le verifiche, sull'ordine del giorno n. 9/2655/7 Roggiani il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha facoltà di intervenire per dichiarazione di voto - e ha l'ubiquità, perché prima era qua - il deputato Roberto Giachetti. Aspettiamo che esca un po' di gente, collega Giachetti. Colleghi, se dovete uscire, vi pregherei di affrettarvi o magari di farlo in silenzio, ma non oso sperare tanto. Se restate qui, ovviamente, sempre in silenzio.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signora Presidente. Io sto in quest'Aula da qualche anno e non è la prima volta che mi imbatto in un provvedimento che mira - tra virgolette - alla semplificazione. In realtà, è molto più giusto definirli per comodità decreti proprio perché contemplano una serie di ambiti e settori diversi di intervento all'interno dei quali il Governo di turno decide di apportare misure rivolte, appunto, a semplificare i processi, stabilire procedure più snelle e modificare termini e scadenze allo scopo di adeguare questi settori a livelli di funzionamento e produttività più in linea con gli standard globali.
È una premessa, quindi, solo per dire che so perfettamente che tutte le maggioranze di ogni colore politico hanno partorito ciclicamente - annualmente direi - provvedimenti come quello che ci accingiamo a votare e tutte, senza distinzioni, lo hanno fatto sotto l'egida di questa necessità di semplificazione, che poi, confrontata col testo e col suo frequente linguaggio settoriale, appare come una sorta di paradosso, perché ogni volta si perde di vista il fatto che non siamo noi, che scriviamo la norma, a doverla capire, ma sono le amministrazioni o, comunque, i soggetti coinvolti - i destinatari della recezione - a doverlo fare. Sono, dunque, loro e non noi a dovere poi applicare questa norma.
Dico questo partendo solo da un dato di fatto. Il testo originario, come qualcuno ha ricordato, partito in prima lettura al Senato conteneva 33 articoli, mentre oggi noi qui ne voteremo, anzi ne abbiamo votati, 74, ovvero più del doppio. Quindi, va bene un decreto , ma - consentitemi - , come dicevano gli antichi. Pensare, dunque, di intervenire su materie disparatissime con modifiche in tema di immigrazione, al codice della strada, a quello della navigazione, alla telemedicina, a norme di impatto ambientale o persino in materia di detenzione di armi da guerra, solo per accennare ad alcune aree toccate dal provvedimento, è già un azzardo in sé per la disomogeneità degli ambiti di applicazione, ma soprattutto lo è per l'eventuale efficacia della norma. Sarebbe stato già complesso apportare modifiche su 33 articoli, figuriamoci su più del doppio.
Le indicazioni europee in materia di semplificazione normativa, che incoraggiano i Governi, attraverso i fondi del PNRR, ad andare in questa direzione e a digitalizzare il più possibile, proprio per accorciare i tempi della pubblica amministrazione, rendono i processi economico-produttivi più snelli ed efficienti. Sono piuttosto chiare anche a livello metodologico, cioè insistono sulla necessità di partire da un'analisi dei costi e del quadro d'insieme, sugli effetti eventuali e sui benefici che la norma apporterebbe e tutto questo a seguito di consultazioni con soggetti interessati. È evidente che, se si mette mano a ogni ambito dello scibile umano, queste procedure, che pure sarebbero essenziali, non vengono previste per una questione metodologica che le rende incompatibili con i tempi a disposizione.
È proprio su questo elemento che vorrei provare a soffermarmi. A inizio del mese si è votata la deliberazione d'urgenza su questo provvedimento, a cui noi ci siamo chiaramente opposti. Lo abbiamo fatto perché, in ragione dell'impatto che il provvedimento finisce per avere su molteplici ambiti della società e del mondo produttivo, non è pensabile ridurre gli spazi di confronto che, anzi, come ho accennato prima e anche in ossequio alle linee guida della Commissione europea, andrebbero diversamente ampliati. Invece, voi nell'ordine avete sostanzialmente raddoppiato gli articoli di applicabilità della norma e contestualmente avete consentito a ogni gruppo di indicare un solo audito in Commissione. Ripeto: un solo audito, che è una proposta chiaramente irricevibile, stante la complessità del provvedimento. In altri termini, non vi è stata la possibilità di allargare lo spazio di confronto, non vi è stato l'ascolto dei soggetti coinvolti, né eventualmente quello di esperti nelle varie materie.
Il dibattito tra Commissione e Aula è finito per essere di fatto strozzato dalle tempistiche ridotte in funzione del fatto che questo testo sia un collegato alla manovra di bilancio e, dunque, pertanto indifferibile. Questo - voi capite bene - non può e non deve essere un problema per lo svolgimento di un regolare confronto. Siamo una Repubblica parlamentare e il Parlamento deve essere messo nelle condizioni più idonee per esprimersi sui testi che hanno un'incidenza così diretta sulla vita di imprese e cittadini. Va bene tutto, ma non si può chiedere all'opposizione di votare a occhi chiusi tutto quello che finite per mettere in questo decreto, senza che vi siano stati modi e tempi congrui per farlo.
Per cui, quand'anche vi siano modifiche condivisibili su qualche singolo aspetto - e vi sono -, la totalità delle materie toccate e la loro disomogeneità non ci consentono di esprimere un voto favorevole. Per cui, a titolo esemplificativo, inserite in questo testo norme che nel merito potrebbero anche essere condivisibili - e penso alla riduzione da 12 a 6 mesi del diritto di revoca di autotutela da parte della pubblica amministrazione -, ma parallelamente non vi preoccupate di dotare di strumenti idonei, a livello di digitalizzazione, enti locali e pubblica amministrazione, o ancora decidete di intervenire nuovamente, anche qui in materia di immigrazione, e stabilite di ridurre i tempi di rilascio dei nulla osta che, per i lavori altamente qualificati, portate addirittura a 30 giorni. Peccato che poi, come ho ricordato la scorsa settimana intervenendo sul decreto Flussi, restino in un limbo insostenibile tutti gli immigrati presenti sul territorio italiano che, pur avendo quel nulla osta, non hanno concluso il contratto di lavoro. Quindi, mettete mano anche su ambiti che invece necessiterebbero di un cambio radicale di impostazione e non di qualche intervento , che alla fine, anziché semplificare, va a complicare ulteriormente un quadro già drammaticamente confuso.
È stato giustamente ricordato in discussione generale che la semplificazione dovrebbe essere il processo orizzontale, figlia di un'analisi ed e figlia di una consultazione ampia con tutti i soggetti beneficiari della norma. Qui, invece, la tendenza a verticalizzare la decisione mi pare piuttosto evidente, se è vero che molte di queste misure vanno a delegare il Governo, il che determina un duplice effetto: da un lato si tradisce metodologicamente il corretto processo di semplificazione con tutti i suoi necessari passaggi e verifiche e, dall'altro, si produce prosasticamente l'effetto opposto a quello che si vorrebbe raggiungere, ovvero ulteriori passaggi in Parlamento di norme dettate, peraltro, da necessità e da urgenza, come, appunto, ho detto all'inizio. Capite, quindi, che anche il cortocircuito si produce ed è inevitabile qui.
Dunque, ad esempio, sulla navigazione si interviene per adeguare le norme di un codice degli anni Quaranta digitalizzando il certificato di arruolamento, il che è giusto, ma al contempo, nell'eliminare l'obbligo di segnalazione di sbarchi e imbarchi se l'armatore è lo stesso, si toglie alla Capitaneria di porto il ruolo di controllo sul rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e, dunque, si eliminano le verifiche necessarie e su questo non possiamo concordare. Poi, invece, si prevede di riordinare il servizio sanitario marittimo, ma lo si fa rimandando a futuri decreti attuativi, il che produce esattamente quello che dicevo prima, un limbo in cui, anziché semplificare, si crea ancora più confusione e in cui, nel nome della razionalizzazione e della semplificazione, si rischia di finire per depotenziare i diritti.
Signora Presidente e colleghi, sono solo esempi - e concludo - di un metodo che contestiamo, perché, pur partendo da intenzioni condivisibili, la fretta e la confusione di andare a intervenire su troppe materie, o di farlo in maniera superficiale - e lo dico alla luce della mia lunga esperienza in quest'Aula -, ha talvolta effetti più negativi e di complicazione dello .
Dunque, questo provvedimento, che passa dalle guide alpine alle spedizioni numismatiche, dal trasporto di animali al riordino dell'ACI, da modifiche sul suolo pubblico per gli alberghi a quello dei delle attività commerciali, che interviene su istruzione e università, ha una tale complessità di ambito di intervento che avrebbe meritato un approfondimento preliminare di maggiore adeguatezza all'efficacia che si va a ricercare.
Sono questi i motivi per i quali, signor Presidente, pur non sentendoci di dare un voto contrario su questo provvedimento, non possiamo certo darlo favorevole e, quindi, ci asterremo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Romano. Ne ha facoltà.
FRANCESCO SAVERIO ROMANO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, gli obiettivi di questo provvedimento sono quelli di ridurre gli oneri e i tempi amministrativi, sono quelli di digitalizzare procedure, piattaforme e flussi informativi, sono quelli di rafforzare efficienza, trasparenza e interoperabilità della pubblica amministrazione e, infine, sostenere imprese, turismo, agricoltura, scuola, lavoro e sicurezza, cioè tutti i comparti dove questo provvedimento insiste e incide.
Del resto, l'Italia non può permettersi una pubblica amministrazione lenta e non può permettersi una pubblica amministrazione frammentata e ridondante che pesa sulle spalle delle imprese e che affatica gli italiani. Abbiamo l'occasione di accelerare un cambiamento che già è in corso, ma deve essere reso più coraggioso, più strutturale e più vicino alle persone. Il provvedimento che stiamo discutendo va in questa direzione.
Va in una direzione giusta: semplifica procedure, riduce tempi, chiarisce competenze e introduce maggiore certezza per chi vive, lavora, investe nel nostro Paese e soprattutto interviene su settori strategici come l'agricoltura. Quante lamentele riceviamo da agricoltori che non ne possono più di lacci e laccioli e di una burocrazia che impedisce loro di svolgere la loro attività appieno.
Interviene sul turismo e sulla logistica. È un passo avanti che noi sosteniamo convintamente. Ma proprio perché lo sosteniamo, riteniamo necessario dirlo con chiarezza: non basta, possiamo fare di più e dobbiamo fare di più. La semplificazione deve diventare una politica permanente dello Stato, non solo un capitolo amministrativo, non è un tema che riguarda ogni tanto delle procedure che vanno ammodernate, ma è un modo di essere della pubblica amministrazione che accompagna le imprese, che sostiene i cittadini e li rende così capaci di essere vicini all'amministrazione e, allo stesso tempo, di svolgere la loro attività o la loro vita nel migliore dei modi.
La digitalizzazione deve essere il motore quotidiano della nostra macchina pubblica. Il principio “”, che abbiamo visto funzionare con straordinaria efficacia in modelli esteri, deve essere la nostra bussola. Ebbene sì, ogni tanto bisogna anche saper copiare. Se ci sono dei modelli che funzionano non c'è niente di male a prendere spunto da quei modelli e renderli efficaci nel nostro Paese. Se una pubblica amministrazione possiede un'informazione, nessun cittadino e nessuna impresa devono mai più essere costretti a fornirne un'altra. È un principio di efficienza, ma è un principio di rispetto per la persona. È un principio di rispetto per chi lavora, che non può dedicare il suo tempo a rispondere ad un'amministrazione che, a volte, non ascolta, pur avendo tutti gli elementi a sua disposizione.
Allo stesso tempo, la digitalizzazione è anche un modo per costruire un Paese più sostenibile. Tutti ci riempiamo la bocca di sostenibilità, ma quanta CO2 immettiamo nel momento in cui non utilizziamo i processi digitali. Quindi, occorre ridurre consumo, ridurre sprechi, abbattere traffico ed emissioni: un'amministrazione che dialoga digitalmente è un'amministrazione che spreca meno, che spreca meno carta, che spreca meno energia, meno risorse, meno soldi. Questa deve essere una pratica amministrativa quotidiana.
Tuttavia, dobbiamo pur dire che la digitalizzazione non è un interruttore che accendiamo e spegniamo a piacere. È un percorso che deve essere fatto insieme. Qui emerge la sfida più grande: l'alfabetizzazione digitale. Noi siamo in linea con gli altri Paesi europei perché abbiamo una digitalizzazione della nostra amministrazione che è intorno al 56 per cento. Bene, il piccolo Paese dell'Estonia ha il 100 per cento digitalizzato. Capisco bene, si tratta di Paesi diversi, si tratta di Paesi con dimensioni diverse, con strutture diverse ma non per questo noi non dobbiamo guardare a quelle realtà che ci hanno anticipato soprattutto nel tema della interoperabilità. Se abbiamo un problema grosso nel nostro Paese è quello di non far parlare le migliaia di piattaforme di cui gode la pubblica amministrazione e quando uso il termine “godo” è un termine a sproposito perché finiscono, invece, per appesantire le procedure. Allora, se è vero che i tanti nostri giovani sono nati nell'era digitale, ci sono tante altre persone che non sono messe nelle condizioni di potersi formare e dare anche un contributo a questo processo innovativo. Puntare sull'alfabetizzazione e, quindi, sulla formazione non soltanto dei pubblici dipendenti ma anche di coloro che devono usufruire dello strumento è un passo necessario, indispensabile per conseguire il risultato del 100 per cento, così come avviene in quel piccolo grande Paese che è l'Estonia.
La digitalizzazione non deve trasformarsi, però, in delega obbligata, né può essere un'altra forma di disuguaglianza. Perché introduco questo tema? Perché la digitalizzazione rischia di creare ulteriore disuguaglianza se non ci sono pari opportunità per tutti. Le opportunità si danno dando la possibilità a tutti di poter accedere ai meccanismi digitali con una corretta informazione, con una competente formazione e con degli strumenti che sono idonei affinché ciò possa avvenire. La pubblica amministrazione ha già programmi importanti su cui dobbiamo investire con decisione. Penso alla rete dei servizi di facilitazione digitale, ai centri di competenza territoriale, alle attività degli sportelli comunali finanziati col Piano nazionale di ripresa e resilienza, alle iniziative come “PA digitale 2026” e ai percorsi di formazione dedicati ai dipendenti pubblici. Si tratta di strumenti utili che hanno già dato i risultati, portarli fin dentro i piccoli comuni, nelle aree rurali, nei quartieri più fragili delle città significa, appunto, colmare quel che può portare, invece, a una diseguaglianza di fatto.
La qualità della democrazia - visto che parliamo spesso di democrazia - si misura anche nella capacità dello Stato di accompagnare la trasformazione economica. Le imprese italiane, soprattutto quelle medio-piccole, non chiedono privilegi, chiedono certezze. La riduzione dei tempi dell'autotutela, la semplificazione sugli imballaggi e sulla logistica, il riordino dei flussi normativi sulla titolarità effettiva, l'intervento sulle filiere produttive dei nell'autotrasporto sono risposte concrete che abbiamo in questo provvedimento a problemi concreti. Lo stesso vale per l'agricoltura così come per il turismo. Ma voglio veramente andare alla conclusione, signor Presidente. Il messaggio politico deve essere chiaro: la modernizzazione del Paese non si fa contro qualcuno, si fa con tutti; la digitalizzazione non deve creare nuovi esclusi e la semplificazione non deve generare nuove fragilità.
Non possiamo permetterci che il futuro diventi un lusso per pochi. Per questa ragione annunciamo il voto favorevole di Noi Moderati, ma è un voto favorevole che è anche un impegno: fare di più, pretendere di più, spingere di più, perché l'Italia può essere un Paese dove lo Stato non chiede tempo ai cittadini, ma glielo restituisce, un Paese, insomma, che si muove compatto verso un futuro in cui modernità e inclusione camminano insieme. Il progresso non è reale, se non è per tutti e il compito della politica è assicurarsi che nessuno rimanga indietro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signora Presidente, signor rappresentante del Governo. Ci troviamo di fronte a un vero provvedimento “mostro”. In questo provvedimento più che parlare di semplificazione, più che parlare di accelerazione di pratiche, che è uno degli obiettivi che anche noi intendiamo percorrere, si mettono dentro una serie di articoli che riguardano settori nevralgici della vita del nostro Paese, questioni che riguardano soprattutto l'ambiente, provvedimenti e proposte, inserite in questa legge, che davvero mettono paura. Per questo dico che questo provvedimento è un “mostro”.
Del resto, la vocazione stessa, il nome stesso del provvedimento, “Semplificazione”, è tradita sul nascere. Non è questo il modo per semplificare la pubblica amministrazione nel nostro Paese. Per semplificare è necessario, prima di tutto, fare un grande investimento sulla pubblica amministrazione, non soltanto sulla pubblica amministrazione centrale, non soltanto sulla pubblica amministrazione delle regioni, ma sulla pubblica amministrazione di prima frontiera, che è quella dei comuni, che è quella degli enti locali, ai quali già avete tagliato fondi costantemente e che li taglierete ancora anche in questa prossima legge di stabilità, Invece, sarebbe necessario investire, sarebbe necessario assumere le giovani e i giovani preparati del nostro Paese negli enti locali per fare in modo che le procedure amministrative possano essere più veloci, che i pareri possano essere davvero rilasciati nei tempi consentiti a favore dei diritti delle persone, ma a favore anche del sistema delle piccole e medie imprese che tante volte scontano i ritardi della pubblica amministrazione e non riescono più a rimanere sul mercato. Quella, sì, è la semplificazione che serve.
È la semplificazione che accelera e che può cambiare il Paese con più occupati nel pubblico, con più preparazione nelle amministrazioni pubbliche e con più capacità di dare risposte. Noi ci troviamo in un Paese in cui per autorizzare un rigassificatore sono necessari 6 mesi di attesa; per autorizzare un impianto fotovoltaico o un impianto eolico la media di attesa è quattro anni e mezzo. È chiaro, ci sono anche delle responsabilità politiche nel fare questa scelta, ma quello che chiediamo è un'amministrazione più veloce, più pronta a rispondere alle esigenze di cambiamento e di innovazione del Paese.
Un provvedimento “mostro” perché ha all'interno alcuni articoli che riguardano un po' lo scibile del nostro Paese, questa è una specie di Milleproroghe: si parla di navigazione, di sanità, di scuola, di università, perfino di armi, e poi accenneremo anche a questo problema. Ma in mezzo a tutte queste questioni ci sono norme veramente terribili, come quella dello spargimento via aerea, con i droni, dei fitofarmaci, senza alcuna misura di sicurezza che possa tutelare la salute dei cittadini che vivono in quelle zone, senza alcuna misura di sicurezza rispetto al fatto che questi fitofarmaci non finiscano direttamente nei piatti delle persone, nei nostri supermercati, danneggiando la salute.
Voi, in qualche modo, non tenete conto di quello che è uno degli obiettivi primari di cui il Parlamento si deve occupare, di cui lo Stato si deve occupare, che è la difesa della salute delle persone , e invece voi continuate a fare provvedimenti che non solo non la tutelano, ma che addirittura la danneggiano, come questo dello spargimento aereo dei fitofarmaci. Per non parlare della questione dello spargimento dei fanghi di depurazione in agricoltura senza che vi sia alcuna norma di controllo. Recenti studi hanno rilevato che nei fanghi c'è la presenza di PFAS, microplastiche, residui farmaceutici e interferenti endocrini, tutte sostanze che possono avere effetti negativi a lungo termine su ambiente e salute.
Questo si trova nei fanghi di depurazione, e voi, senza alcun tipo di controllo, senza alcun tipo di approfondimento, date la libertà a tutti di spargere questi fanghi in agricoltura, e anche questi arriveranno direttamente sui nostri piatti, anche questi andranno a minare la nostra salute. Per non parlare, ovviamente, della questione di questo continuo strizzare l'occhio a chi vuole evadere controlli, a chi vuole vivere di privilegi, come per esempio il fatto di dare i parcheggi privati agli alberghi.
E, visto che parliamo degli alberghi, come non citare la possibilità di avere un aumento di cubature del 20 per cento al settore turistico, con la scusa che questo aumento deve servire a dare gli alloggi a prezzo contenuto ai dipendenti. Ma dopo 5 anni, ovviamente, diventeranno stanze di albergo, diventeranno, ovviamente, un altro regalo fatto agli imprenditori. E guardate che questo non è soltanto un privilegio, è anche un danno al sistema turistico, perché, se voi continuate a dare privilegi, non permetterete a questo settore di innovarsi davvero.
Tanto è vero che negli altri Paesi, dalla Croazia alla Spagna, il miglioramento delle condizioni alberghiere sta determinando un aumento dei flussi di turismo in quei Paesi, a discapito del sistema italiano, dove le strutture sono sempre meno innovative, sempre più antiquate e non in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi turisti, e soprattutto con costi sempre più elevati. Invece c'è bisogno di altro, c'è bisogno di una politica vera che sostenga questo comparto.
E guardate che, quando si vuole spacciare il silenzio assenso in campo urbanistico, in campo ambientale, come una semplificazione, si dice il falso, state dicendo il falso , perché il silenzio assenso non è una procedura di accelerazione, non è una procedura amministrativa. È semplicemente mettere in campo un provvedimento che apre il campo all'illegalità diffusa, perché, quando si ferma un provvedimento della pubblica amministrazione, a volte si ferma perché non c'è personale, ma tante volte si ferma perché non si vuole arrivare a conclusione di quel provvedimento.
E quindi lasciare il silenzio assenso su provvedimenti che riguardano la possibilità di edificare laddove c'è il rischio idrogeologico, dove c'è il pericolo vero che le persone possano morire da un momento all'altro, edificare nelle zone che sono importanti dal punto di vista culturale e paesaggistico, quando noi viviamo di quello, viviamo anche di turismo e di bellezza, e determinare il fatto che chiunque, tramite il silenzio assenso, possa rovinare il nostro patrimonio è una questione di una gravità inaudita.
Tutti i giorni guardiamo in televisione, purtroppo, quello che capita in tante zone importanti del nostro Paese, l'ultima in Friuli-Venezia Giulia, abbiamo visto le alluvioni, i danni, le vittime. Le vittime! E rispetto a questo, invece di incrementare la prevenzione, invece di investire qualche miliardo per cercare di fermare il dissesto idrogeologico, voi che fate? Fate il silenzio assenso per poter costruire in quelle zone a rischio, ma questo, più che un errore, è un atto criminale, è un atto contro il nostro Paese, contro il diritto alla vita, contro il diritto dei cittadini di essere tutelati .
Voi state veramente commettendo un crimine contro il vostro Paese. Per non parlare, poi, della questione delle armi. Ma a voi sembra normale? L'autorizzazione per quanto riguarda il commercio delle armi, la fabbricazione delle armi, prima era centralizzata, queste licenze venivano concesse dal Ministero dell'Interno, vivaddio, dal Governo nazionale, perché stiamo parlando di un argomento molto, molto serio. E voi che fate? La semplificazione è passare questa competenza direttamente ai prefetti, parcellizzando un mercato che è quello della guerra, delle armi da guerra, che è uno degli elementi più delicati di questo momento.
Quindi io penso che davvero questo sia un provvedimento “mostro”, che dobbiamo combattere ora, lo stiamo combattendo, lo faremo anche nel Paese, lo faremo tutti i giorni, perché davvero con questi provvedimenti La frana siete voiPermettere edifici in aree a rischio è un crimine, Fate più danni delle alluvioni…
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, colleghi, colleghi!
FILIBERTO ZARATTI(AVS). …voi potete soltanto trasformare in peggio il nostro Paese…
PRESIDENTE. Colleghi, dovete togliere i cartelli. Chiedo agli assistenti parlamentari di intervenire .
FILIBERTO ZARATTI(AVS). …voi potete soltanto, ancora una volta, danneggiare i nostri cittadini.
PRESIDENTE. Sapete benissimo che non potete esporre i cartelli. Collega Ruffino, non può fare foto in Aula.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Per questo noi voteremo convintamente contro questo provvedimento .
PRESIDENTE. Grazie, colleghi, grazie. Ringrazio anche gli assistenti parlamentari per il pronto intervento.
Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Presidente, onorevoli colleghi, come gruppo di Azione non possiamo che riconoscere l'esigenza di rendere più lineari e comprensibili i rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, e per questo, in linea di principio, ogni sforzo di semplificazione è da considerarsi positivo. Tuttavia ci troviamo di fronte a un lavoro solo parziale, molto frammentario, oltre che totalmente blindato in questa Camera, quindi anche avessimo voluto migliorarlo non ce n'è stata data alcuna possibilità.
Più che di una riforma organica, questo disegno di legge propone una serie di interventi che mettono pezze su singole criticità di settori tra loro molto diversi, dai alle guide alpine, dalla numismatica all'ittica, dal trasporto pubblico locale all'edilizia, e potrei continuare, ma non affrontano in modo strutturale la complessità regolatoria del nostro sistema. Nel dichiarare il voto di astensione, cercherò di sottolineare alcune contraddizioni, per cui ci sono aspetti positivi, ma che sono parziali o controbilanciati, purtroppo, da atteggiamenti negativi della maggioranza in altre sedi.
Partiamo, per esempio, dalle misure introdotte per la digitalizzazione dei procedimenti. Qui vanno riconosciuti alcuni passi avanti. Penso, ad esempio, alle procedure per la segnalazione dei decessi, che incidono direttamente sulla vita delle persone e delle famiglie nei momenti più delicati, o alle modalità telematiche per la comunicazione dei redditi previste all'articolo 72, che vanno nella direzione di facilitare il lavoro dei professionisti e anche rendere più efficiente il rapporto con l'amministrazione. Ma è impossibile soprassedere ad alcune incoerenze di questa maggioranza.
È solo di poche settimane fa, infatti, l'approvazione in quest'Aula di un disegno di legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero, che in materia di cittadinanza impone procedure esclusivamente cartacee. Quindi, da un lato, si parla di digitalizzazione, dall'altro, si costringono cittadini e futuri cittadini a rimanere ancorati alla carta. È difficile non vedere una contraddizione, che indebolisce, quindi, la credibilità complessiva della strategia del Governo su questi temi.
Un altro aspetto rilevante del provvedimento riguarda l'attrattività del nostro Paese per i lavoratori altamente qualificati. Le modifiche che introducete nell'articolo 21 per ridurre le tempistiche di rilascio del nulla osta per questi lavoratori rappresentano un piccolo passo nella direzione giusta, ma ci pare altrettanto evidente che non risolve di certo la strutturale scarsità e scarsa attrattività del nostro Paese.
Infatti, da un lato, non possiamo ignorare che il quadro complessivo della politica migratoria resta fortemente condizionato dal decreto Flussi che continua a limitare, in modo significativo, anche la migrazione qualificata. Dall'altro lato, le interruzioni di apertura del Governo verso i lavoratori qualificati stridono anche con il reiterato rifiuto di mettere mano alle procedure di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero, che sono oggi frammentate, diverse per ogni ateneo, con tempi lunghi e costi elevati.
Su questo punto, più volte abbiamo sollecitato la Ministra Bernini anche con proposte concrete, ma nulla. Nonostante si tratti di un ostacolo enorme, come dimostrano le decine di testimonianze di italiani e stranieri che vorrebbero rientrare o venire nel nostro Paese e dei lavoratori stranieri interessati a venire in Italia per mettere a disposizione le loro competenze, niente.
Da ultimo, proprio nell'ambito di questo decreto Semplificazioni, abbiamo presentato sia un emendamento che, poi, un ordine del giorno per intervenire in modo organico sulle procedure di riconoscimento dei titoli. La riformulazione dell'ordine del giorno, che pure abbiamo accettato, onestamente era molto all'acqua di rose. Quindi, ci aspettiamo decisamente di più, perché questo è un tema centrale, se vogliamo rendere attrattivo il nostro mercato del lavoro e non limitarci a dispiacerci per i nostri cervelli in fuga, senza far nulla per riportarli a casa. È un danno per loro ma, soprattutto, per noi.
Vengo ora all'articolo 13, introdotto al Senato, che apre a un regime di libera iniziativa privata per determinati servizi di trasporto pubblico locale di linea, prevedendo il rilascio di un titolo abilitativo per gli operatori interessati. Ha un impianto chiaramente liberalizzatore che potrebbe avere anche risvolti positivi in termini di offerta di servizi. Peccato che, da un lato, è confuso e, dall'altro, questo approccio è ancora una volta fortemente incoerente con l'atteggiamento complessivo del Governo sul trasporto pubblico locale, specialmente quello non di linea.
Mi riferisco, in particolare, alle scelte in materia di taxi e NCC, ambito nel quale il Ministro Salvini è intervenuto più volte a tutela delle rendite di posizione di pochi eletti: faccio riferimento ai decreti NCC, in particolare bocciati dalla Corte costituzionale, la quale è stata sollecitata - pensate - proprio dal vostro presidente di regione Occhiuto. Questa decisione evidenzia, ancora una volta, una linea regolatoria contraddittoria: da una parte, si fanno piccoli passi avanti verso una maggiore liberalizzazione e, dall'altra, si costruiscono norme fortemente anticoncorrenziali, sproporzionate e penalizzanti per alcuni operatori.
Un'altra criticità del provvedimento è il ritardo con cui molte norme arrivano rispetto alle richieste avanzate negli anni dagli operatori, a riprova di una mancanza di visione e capacità di programmazione e di attuazione di questo Governo. È il caso, ad esempio, della disciplina sui chimici di porto o della digitalizzazione delle pratiche per l'imbarco del personale marittimo. Sono misure necessarie, fondamentali, che però giungono solo ora, dopo una lunga fase di stallo e dopo numerose richieste e sollecitazioni, sia di maggioranza che di opposizione, in particolare nella Commissione in cui siedo, la Commissione trasporti.
Anche sul fronte dell'innovazione la maggioranza manda segnali contrastanti. Da un lato, in questo testo introduce il riferimento all'utilizzo dei droni in agricoltura segnalando una certa apertura verso nuove tecnologie in ambito produttivo, e certamente riconosciamo che le applicazioni avanzate dei droni possono davvero giovare al settore. Al contrario, nel divieto di uso della parola o per gli alimenti vegetali o, addirittura, il bando alla carne coltivata.
Dall'altro lato, però, la spinta all'innovazione non è altrettanto convinta in altri settori chiave: penso, in particolare, alla guida autonoma. Una battaglia che, come Azione, stiamo portando avanti in Commissione trasporti in cui, proprio oggi, abbiamo votato mozioni di maggioranza e opposizione, tutti concordi che sia un tema fondamentale.
Eppure, la forte resistenza, in particolare con il voto negativo e la bocciatura del nostro ordine del giorno, è stata davvero una delusione. Quindi, in Commissione siete d'accordo e in Aula, all'improvviso, cambiate idea. Possibile che non capiate che i veicoli a guida autonoma possono davvero incidere sulla produttività di tanto settori, dall'agricoltura al trasporto pubblico locale, al turismo?
E, sempre in tema di guida di veicoli, la disciplina sugli autoriparatori, di cui all'articolo 7, appare davvero ancorata a una logica novecentesca, come se il settore fosse ancora immaginato solo in termini di meccanica tradizionale mentre, in realtà, è sempre più fatta di sensori e .
Un capitolo a parte - mi permetto - meritano le agevolazioni per il comparto turistico previste dall'articolo 12. Qui ci troviamo di fronte al proseguimento di un vero e proprio superbonus per il settore, che ha già visto lo stanziamento di 22 milioni di euro per il 2025, di 16 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, destinati a contributi di riqualificazione e ammodernamento degli alloggi destinati, a condizioni agevolate, ai lavoratori del turismo, oltre a ulteriori 22 milioni di euro annui per sostenere i costi di locazione, capite bene.
Ora, si aggiunge anche un canale di favore sul piano procedurale, ovvero la possibilità di procedere con la sola SCIA, applicando disposizioni che, normalmente, si riferiscono alla realizzazione o riqualificazione di edifici quali infrastrutture sociali, scuole, residenze per studenti, strutture sanitarie.
Si tratta, insomma, di misure fortemente sbilanciate a favore di una specifica categoria in cui è facile prevedere che gli obiettivi di sostenibilità e riqualificazione rischiano di tradursi, ancora una volta, in una moltiplicazione di interventi di facciata in senso letterale e figurato, come già avvenuto con il superbonus. Ciò con il risultato di un ingente spreco di risorse pubbliche, ancora una volta.
In sintesi e per concludere, Presidente, il provvedimento arriva tardi, interviene in modo solo parziale - io ho fatto qualche esempio, ma potremmo restare ore a discutere del nulla che c'è in questo provvedimento - e introduce, al contempo, misure di favore per alcune categorie tradizionalmente tutelate e rispetto alle quali sappiamo che il Governo ha un particolare occhio di riguardo.
Quindi, come gruppo di Azione, siamo convintamente favorevoli alla semplificazione, ma vogliamo degli interventi strutturali, non costruiti per frammenti, non condizionati da logiche di categoria.
Per tutte queste ragioni, annuncio il voto di astensione del gruppo di Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Grazie, signor Presidente. Colleghe e colleghi deputati, in romanesco si dice “”, in latino “”. Mi chiedo quale di queste due versioni possa aggradare di più alla signora Presidente del Consiglio dei ministri e dico: scegliete voi.
Io dico: “”. , perché solo 29 giorni fa abbiamo discusso in quest'Aula - e noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo respinto - il provvedimento denominato sinteticamente Semplificazioni 1. Ma oggi siamo già al Semplificazioni 2. Semplificazioni 2, dopo pochi giorni. Ma mi chiedo: non vi viene il dubbio che state complicando, invece che semplificare ?
Proprio non ci avevate pensato prima? Troppo difficile fare tutto in un provvedimento solo? Di grazia, questo provvedimento Semplificazioni 2 viene presentato dalla destra come la grande svolta sulla semplificazione. La grande svolta! Ma - eterogenesi dei fini - renderà solo più difficile la vita ai cittadini, alle imprese, alla pubblica amministrazione.
Vi ricordate quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mise in guardia dalla democrazia “a bassa intensità”, disse: un appello caduto nel vuoto. Infatti la Camera, quest'Aula, non è stata messa nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro. La maggioranza ha collegato questo provvedimento alla legge di bilancio e, su questo presupposto, ha votato la procedura d'urgenza e così ha tagliato i tempi di confronto in Commissione: niente audizioni, nessuna istruttoria, zero discussione. Questa di destra è democrazia solo formale perché ne vìola la sostanza, che è studio, è confronto, è discussione. Voi avete paura di essere fulminati dalla democrazia.
Noi, invece, ci battiamo per una democrazia ad alto voltaggio . Noi vogliamo una democrazia ad alta intensità.
Questo provvedimento è un intreccio di materie eterogenee e privo di una rotta precisa. È pieno di retorica. Non rende il quadro più chiaro ma lo rende più incerto, e le conseguenze non sono astratte, le pagano, le pagheranno, i cittadini. Perché la semplificazione è una cosa seria: serve a dare certezze non a togliere i riferimenti; serve a ridurre la confusione e non ad aumentarla; serve a rendere il sistema più forte e non più fragile.
Ed infatti questo provvedimento interviene in modo invasivo sull'autotutela amministrativa, riducendone i tempi ma senza rafforzare gli uffici; estende il silenzio assenso in ambiti sensibili che toccano diritti primari dei cittadini; introduce procedure semplificate in materia edilizia e ambientale senza una seria valutazione degli effetti sul territorio e sulle comunità; riduce la portata dei controlli pubblici essenziali; abroga obblighi regolamentari senza una verifica preventiva delle conseguenze per i cittadini e per le imprese.
È una semplificazione che crea incertezza normativa, altro che ordine! Un vero .
Praticamente, l'idea politica del Governo Meloni è che per semplificare basti tagliare, ridurre, comprimere, accelerare. Ma la semplificazione non è cancellare i controlli, è renderli più efficaci, non è accorciare i tempi e basta, ma piuttosto impedire che i ritardi ricadano sui più deboli. Ancora una volta, eliminate ostacoli e controlli all'esercizio dei poteri e delle funzioni pubbliche, ma lasciate intatte le difficoltà per i cittadini. Ancora una volta, lo stesso copione: meno ai deboli e più ai potenti, agli amichetti, ai vostri amichetti.
E, soprattutto, una vera semplificazione si costruisce coinvolgendo chi quelle procedure le vive ogni giorno - sindaci, amministrazioni, imprese, professionisti, cittadini -, non escludendoli dalla partecipazione, così come avete fatto con la Camera dei deputati, che è il luogo di rappresentanza politica dei cittadini. Vi arrogate così il diritto di decidere per i cittadini, di cambiare le loro vite, di farli diventare solo strumenti nelle vostre mani. E sapete perché scegliete di agire così? Perché - è questa la verità - a voi la democrazia fa paura , voi non sostenete il confronto democratico, perché il confronto democratico vi indebolisce. È questa la verità.
Volete difendere i cittadini? Volete semplificare i processi e le procedure? E, allora, riscoprite cosa significa mettere al centro la persona, la trasparenza, la condivisione; accogliete la nostra visione di semplificazione, che avvicina il cittadino allo Stato, lo informa, lo accompagna con norme chiare e che alleggerisce la burocrazia senza intaccare la democrazia . Noi del MoVimento 5 Stelle vogliamo una pubblica amministrazione amica del cittadino, vicina alla persona, e non un sistema che scarica tutto sull'utente, che lo lascia solo, un sistema lontano, scollato dalla realtà.
Mi rivolgo a questa maggioranza: noi voteremo contro questo provvedimento per difendere ciò che serve davvero all'Italia. Noi votiamo contro per proteggere il senso del nostro lavoro dalla vostra incompetenza e dalla vostra smania di potere. Non pensate di poterci ridurre a mero teatrino dei vostri copioni, che vi vedono saltellare sui problemi e sulle difficoltà degli italiani , che vi vedono ridere sulle difficoltà di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Noi rappresentiamo i cittadini dando ai loro problemi voce e lo facciamo in queste sedi che voi mortificate, privandole della loro primaria funzione.
Ci troverete sempre contro questo modo di gestire la cosa pubblica. I vostri provvedimenti, imposti con arroganza, non saranno mai la soluzione per questo Paese. Noi, Presidente, noi del MoVimento 5 Stelle votiamo tutti convintamente contro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato paolo Emilio Russo. Ne ha facoltà.
PAOLO EMILIO RUSSO(FI-PPE). Grazie, signora Presidente. Illustre Sottosegretario, onorevoli colleghe e colleghi, ci sono provvedimenti di legge che hanno una portata storica, cambiano i costumi o, magari, promuovono stili più corretti o hanno una funzione educativa. Poi ce ne sono altri, come questo, che semplificano la vita dei cittadini e delle imprese, consentono di risparmiare del tempo e, dunque, aumentano il grado di libertà.
Perché, se con SPID e carta d'identità elettronica gestisco informazioni sensibili come quelle sanitarie o fiscali, per leggere la pagella di mia figlia devo, invece, iscrivermi sul sito, loggarmi, ricordarmi la , che poi cambia dopo sei mesi, insomma perdere un'ora per ciascun anno scolastico? Non ha senso. E ho citato soltanto una delle questioni che non hanno senso e che vengono affrontate e risolte tra i 74 articoli di un provvedimento che modernizza e digitalizza l'Italia.
Non ripeterò la relazione che ho fatto in discussione generale, che elencava uno per uno tutti gli interventi, non abuserò del vostro tempo e delle nostre capacità di concentrazione, ma voglio rivendicare un pacchetto di norme che è trasversale a diversi comparti, tutti che richiedevano attenzione: i rapporti già richiamati tra genitori e scuole, la salute, grazie ai vaccini e alla diagnostica nelle farmacie, il turismo e la ristorazione.
Andiamo incontro alle nuove esigenze della ricettività alberghiera, con maggiori possibilità per il carico-scarico della ristorazione, prorogando il sistema dei , della navigazione moderna. Diamo seguito a un impegno preso con il decreto Flussi e condiviso da molti dei colleghi delle opposizioni, accorciando e semplificando le procedure per l'assunzione di lavoratori immigrati, formati e assunti direttamente nei loro Paesi. Le aziende possono individuare alloggi per loro e il silenzio assenso delle autorità di pubblica sicurezza si dimezza da 60 a 30 giorni.
Interveniamo anche su procedure che sono poco , che infatti nessuno ha citato, ma tutti, prima o poi, siamo costretti a conoscere, che gravano su un momento della vita di ciascuno di noi, che già di per sé è particolarmente doloroso: certificati di morte che diventano digitali, dichiarazioni di assenza, dispersione delle ceneri, accettazione tacita dell'eredità. Meno luttuoso, ma altrettanto sgradevole, il furto di un'automobile o di un motorino: la notifica delle denunce e querele di furto produrrà automaticamente un blocco del mezzo rubato nell'archivio nazionale dei veicoli; blocco che impedirà che ad una illegalità già commessa, quella del furto, se ne aggiunga un'altra, come la vendita fraudolenta del veicolo rubato.
Questa eterogeneità di materia, che è stata richiamata, diventa critica solo per chi non unisce i puntini, come in quel vecchio gioco de , per scoprire che eccesso di carta, norme, sovrapposizioni e burocrazia sono alcuni dei problemi più urgenti del nostro Paese.
Consentitemi, infine, di segnalare un ultimo articolo, l'articolo 68, anche questo, sinora, nessuno lo ha ricordato. Qui siamo tutti contrari, o almeno io credo che dovremmo, alla pena di morte, ovunque la si applichi. Io ricordo il me ragazzino che raccoglieva firme, insieme anche a qualche collega che siede in quest'Aula, contro la pena capitale, molto prima che si cominciasse a discutere di moratorie, che ci fosse un impegno di ONU, Vaticano e 103 Governi; un impegno che, per fortuna - aggiungo io e sottolineo -, vede l'Italia in prima fila. Bene, trent'anni dopo, con questo provvedimento l'Italia compie un nuovo atto di dissociazione dalla disumanità e adegua l'ordinamento nazionale al regolamento UE in materia di merci o strumenti utilizzabili per infliggere la pena di morte o la tortura; mette fuori legge il commercio di strumenti che possono essere utilizzati anche nella pena di morte o per torturare, cosiddetti dal duplice uso.
Insomma, passo dopo passo, proviamo a costruire un Paese più efficiente, moderno, che abbatte barriere e, dunque, in ultima istanza, come dicevamo all'inizio, dà maggiore libertà ai suoi cittadini. E dove c'è più libertà, qua ci siamo noi. Forza Italia non può, dunque, che votare a favore di questo provvedimento
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(LEGA). Presidente, onorevoli colleghi, Sottosegretario, sicuramente la semplificazione è un tema importantissimo in Italia. L'Italia è il Paese riconosciuto, anche da molti altri Paesi europei, come il Paese della burocrazia, il Paese delle lungaggini, il Paese dove fare ogni cosa diventa complicato e difficile. La stessa Commissione europea, in una relazione del 2024, riconosce il danno della burocrazia in Italia, cioè la non semplificazione, e ci dice che, se noi andassimo a semplificare i processi che si rendono necessari essere semplificati, potremmo avere un risparmio di 50 miliardi l'anno, solo e semplicemente con la semplificazione.
La semplificazione noi l'abbiamo affrontata diverse volte negli anni, in quest'Aula e anche al Governo, nei vari avvicendamenti, ma molto spesso - voglio citare un esempio - è come se noi dessimo a un macellaio da scrivere un manuale sulla cucina vegana. Se noi diamo in mano agli esperti di leguleio come fare le norme per semplificare, è chiaro che, poi, diventa difficile che le norme che noi andiamo a modificare diventino, a loro volta, semplici.
Questo Governo ha voluto fare un passo avanti: ha aperto un portale che si chiama “Facciamo l'Italia semplice”, attraverso il quale si sono raccolte le istanze di cittadini, associazioni e imprese e quello che le nostre imprese, le nostre aziende e i nostri cittadini riconoscono veramente come complicato. Quindi, sulla base di queste segnalazioni, di queste istanze, si è cercato di creare un provvedimento che andasse a risolvere i problemi che ci venivano segnalati dai cittadini. E questo è per la prima volta un ascolto, un voler ascoltare i reali problemi dei cittadini.
Molti cittadini ci chiedono: perché bisogna per forza semplificare, piuttosto che tenersi le norme, assumere più dipendenti, eccetera? Perché ce lo dice l'Europa. Con gli obiettivi del PNRR, ci siamo impegnati, entro il 2026, a semplificare 600 procedure. Questo Governo ha fatto passi da gigante in questo senso: al 29 settembre, rispetto alle 600 per le quali ci eravamo impegnati, 357 erano già fatte, già eseguite. Quindi, stiamo andando nella direzione giusta.
Molti hanno definito questo provvedimento un provvedimento , cioè un provvedimento che includeva un po' tutto. Ma chiunque di noi faccia amministrazione, politica, impresa, lavori, può capire che, ovunque si muova, in qualsiasi ambito della macchina pubblica italiana si muova, c'è qualcosa che non funziona, qualcosa da semplificare, qualcosa che è borbonicamente complicato da fare. Quindi, raccogliendo le varie istanze, è chiaro che un provvedimento di questo tipo, per forza di cose, deve abbracciare una raggiera di situazioni che vanno a toccare la cultura, la pesca, le imprese, il lavoro, il mondo alberghiero, proprio perché di semplificazione ce n'è bisogno ovunque.
In questo provvedimento, ci sono circa 70 articoli che abbracciano i più variegati ambiti. Uno di questi è l'autotutela per le amministrazioni pubbliche, cioè il fatto che un'amministrazione pubblica possa revocare un proprio atto - quindi con effetti su cittadini, imprese, aziende - con un tempo indeterminato, quando lo decide, quindi mantenendo nell'incertezza chiunque debba pendere da quel provvedimento. Noi stabiliamo che, se la pubblica amministrazione decide in autotutela di revocare un provvedimento che essa stessa ha emesso, abbia un tempo di 6 mesi ed entro 6 mesi decida se quel provvedimento sia valido o se ritirarlo in autotutela.
Tema che forse è della sinistra, ma a noi sta a cuore, è il mondo dei lavoratori, delle imprese e che il nostro sistema produttivo possa funzionare. Per quanto riguarda gli alloggi dei cittadini stranieri, si prevede l'autocertificazione, ossia che, con un'autocertificazione, l'azienda possa assumere il lavoratore straniero per farlo lavorare. Ad esempio, con riguardo alla riduzione da 60 a 30 giorni, noi abbiamo bisogno di manodopera, abbiamo bisogno di manodopera formata. Per quei lavoratori stranieri che, nel Paese di origine, fanno i corsi di formazione per il lavoro che vengono a intraprendere quando arrivano nel nostro Paese, si riducono i tempi da 60 a 30 giorni, quindi si accorciano i tempi per dare modo alle nostre imprese di poter avere lavoratori.
Una cosa importantissima per la nostra agricoltura, per la nostra agricoltura dei prodotti tipici, per la nostra agricoltura delle stagioni è quella di aver prorogato - e, probabilmente, con un emendamento sempre della Lega all'interno della legge di bilancio troveremo una situazione strutturale - il lavoro occasionale in agricoltura, che, da una parte, consente a molte filiere produttive dell'agricoltura di svolgere le attività stagionali di raccolta, piantumazione e attività agricole e, dall'altra parte, a studenti e pensionati di fare quelle 2/3 ore lavorative, quei lavori stagionali, quei lavori che nobilitano l'uomo. Il fatto che uno studente possa dedicarsi a fare un lavoro occasionale in agricoltura è motivo di crescita, di autonomia e di informazione.
Quindi, questo è un provvedimento molto importante, è una cosa che è stata portata avanti, tra l'altro, anche con un emendamento della Lega e va nella direzione giusta proprio per andare incontro alle filiere produttive.
Abbiamo ascoltato il mondo produttivo, andando incontro anche alle sensibilità del mondo dell'ambiente, nel senso che è stata introdotta, per tre anni, in via sperimentale, la possibilità di fare i trattamenti nelle colture attraverso il sistema dei droni. Questo consente, soprattutto nelle zone un po' impervie - è l'agricoltura eroica dei nostri territori montani, dei nostri territori collinari - di intervenire, usando meno prodotti fitosanitari, agendo in maniera più puntuale e facendo i trattamenti necessari, perché le colture possano aver luogo. Abbiamo un comparto molto importante: stiamo parlando di 2 milioni di pescatori, un indotto di 400 milioni di euro. Il pescatore è anche un presidio sul territorio, perché è sui fiumi, è sui torrenti: è una vigilanza continua. Abbiamo prorogato, fino al 31 maggio 2026, l'immissione di specie ittiche alloctone per consentire la pesca sportiva; in particolar modo parliamo della trota fario, ma stiamo parlando di un indotto molto importante.
Qui devo citare un collega, perché si tratta di una cosa molto importante per i nostri territori pedemontani e per i nostri territori non irrigui: mi riferisco al fatto che, grazie all'intervento del collega Candiani, che tanto ha voluto questo articolo all'interno di questa legge, si possono equiparare le zone collinari, le piccole proprietà, le proprietà sparse delle zone pedemontane e delle zone non irrigue ai fini dell'ottenimento della PAC; per cui, anziché dover registrare - è soprattutto per le aziende agricole che hanno tanti piccoli fondi, tanti piccoli appezzamenti di terreno da dover mettere insieme - tutti i singoli contratti, con costi che a volte superano il guadagno dell'attività agricola, è possibile, semplicemente con un'autocertificazione, accedere alle procedure della PAC. Questa è una cosa fortemente voluta proprio dal nostro movimento ed è una cosa che finalmente siamo riusciti ad inserire in questa legge. Questa è una cosa molto importante, perché va incontro alle esigenze del nostro mondo produttivo.
Abbiamo poi presentato un emendamento relativo alle fatture elettroniche, dove è previsto chiaramente un codice identificativo, soprattutto nell'agroalimentare, che identifica il prodotto, quindi una tracciabilità del prodotto anche attraverso la fatturazione.
Abbiamo il riconoscimento delle maestranze per il restauro dei beni culturali, dove si è creata una procedura di selezione ulteriore, per consentire alle professionalità artigianali, che provvedono al restauro dei nostri tanti beni culturali, pur in assenza di una laurea, ma in presenza di una riconosciuta professionalità in merito, di accedere, attraverso questa nuova selezione, al mercato del lavoro.
Si riconosce l'introduzione dei test dell'epatite C all'interno delle farmacie e delle reti territoriali, cosa che ci consente di andare incontro alle esigenze dell'OMS, che stabilisce che, entro il 2030, dovremmo debellare l'epatite C.
Ancora, si prevede l'utilizzo dei fanghi di depurazione e del digestato dei rifiuti, cioè la possibilità di utilizzare un materiale che andrebbe in discarica, a costo delle bollette dei nostri cittadini. Qui non parliamo di inquinamento, perché diciamo che tutti i prodotti, che vengono riutilizzati per le coltivazioni, per le concimazioni…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
GIANANGELO BOF(LEGA). …vengono poi usati e analizzati.
L'Italia è un Paese che ha bisogno di tanta semplificazione. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole della Lega Salvini Premier su questo provvedimento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, dopo oltre 200 voti in Aula su questo disegno di legge, ne manca solamente uno. Non avete ascoltato le opposizioni, i richiami dell'ANCI, le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, dei professionisti, delle imprese. Non avete rispettato il Parlamento, umiliandolo ancora una volta con una lunga seduta di ratifica di un testo che è arrivato qui blindato, dopo essere stato trasformato in Senato, raddoppiato, da 33 articoli a 74, senza concederci nemmeno la possibilità di fare le audizioni, che avrebbero svelato tutta la gravità di quello che state facendo.
La semplificazione vera, quella delle linee guida della Comunità europea, quella di cui parlate anche voi nei convegni, serve a rendere più semplice la vita dei cittadini, non dei Ministri. È l'arte del Governo del terzo millennio, come ci ha indicato Cass Sunstein, non uno specchietto per le allodole nelle mani di potenti che vogliono nascondere le tracce del proprio operato. Avete scelto, infatti, di travestire da semplificazioni piccoli e grandi favori che non avreste potuto spiegare o collocare diversamente, in questo macchiando anche alcuni interventi utili che, però, avete strumentalmente inserito e agitato solo come foglie di fico.
Penso alla Ministra Santanche' e alla scelta incomprensibile di prendere a schiaffi i sindaci italiani con norme scritte male sul carico e scarico di fronte alle strutture alberghiere, che non ci consentiranno certo, come dovremmo, di rendere più moderna la nostra offerta turistica, ma serviranno solo ad aprire una nuova stagione di contenziosi e ricorsi. Grazie a un nostro ordine del giorno, il Governo si è impegnato adesso, per lo meno, a coinvolgere tutti gli enti locali interessati al fine di assicurare il pieno rispetto delle loro competenze . Ma non avrebbe avuto più senso farlo prima di intervenire per legge? L'impatto delle norme nella semplificazione non deve essere valutato prima e non dopo le votazioni? E se lo stesso Comitato per la legislazione della Camera vi ha chiesto di spiegare meglio cosa intendete fare con l'articolo 13 in materia di servizi di trasporto pubblico di linea non soggetti ad obbligo di servizio, perché non l'avete fatto? Non solo per spiegarlo a noi, ma per dirlo alle persone che saranno chiamate a vivere, ad applicare queste nuove misure, che perfino i nostri uffici, che ringrazio, non riescono a interpretare. Infatti, le norme non sono vestiti che devono essere confezionati al buio per le necessità di uno solo o di una sola categoria di persone, ma spazi che devono consentire a tutte e a tutti di muoversi, che riguardano tutti, non solo i portatori di interesse che vi chiedono di inserire un nuovo emendamento. Per questo, non devono essere scritte come avete fatto, ma insieme, in un percorso aperto, trasparente, alla luce del sole. È per questo che esiste il Parlamento.
Lo abbiamo visto anche oggi durante i voti sugli emendamenti: nemmeno una parola da parte di nessun parlamentare di maggioranza, a riprova della debolezza di un Governo che ormai vive tutto - si tratti di una legge di semplificazione o di una manovra di bilancio - come un assalto alla dirigenza con cui pesarsi internamente, da cui ciascuno cerca di strappare qualcosa da poter vendere come proprio risultato, ma poi quando è qui non può nemmeno dirlo per non rischiare di perdere il voto dell'altro, che magari vuole l'esatto contrario. Questa diligenza, però, mentre l'assaltate la guidate e in questa folle corsa in cui state trascinando le istituzioni non fate saltare solo gli accordi nella maggioranza, state facendo saltare quelli con il Paese, perché quando con un voto in quest'Aula vi siete impegnati a dire che ogni rapporto sessuale senza consenso libero e attuale verrà considerato stupro, non potete rimangiarvi la parola poche ore dopo , appena varcate la soglia di palazzo Madama. Non ci rimettete la faccia solo voi, ce la rimette la Presidente del Consiglio e, con lei, tutte le istituzioni, perché quando dite che con l'aumento delle accise, che avevate promesso di abolire in campagna elettorale, pagherete il rinnovo del contratto delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico locale e il 20 marzo il Governo firma un'intesa con tutti i sindacati e con tutte le imprese, non potete dimenticarvene a dicembre quando votate la riforma finanziaria.
Poi, per non parlare dei . Prorogate le norme COVID per difendere i tavolini e lo fate non per difendere i tavolini, ma per difendere il fatto che siete voi qui, e non i sindaci sul territorio, a decidere quanti e dove metterne, ma dimenticate di inserire, anche stavolta, le semplificazioni che servirebbero per fare scorrere le graduatorie, per rinnovare e rafforzare la pubblica amministrazione e le Forze dell'ordine, per garantire migliori servizi per tutti i cittadini.
Ecco: la coperta è corta, non si può fare tutto ed è colpa di quelli che c'erano prima; questo è ciò che ripetete dentro e fuori da quest'Aula. Conosciamo il disco rotto con cui cercate di correggere i vostri voltafaccia, dimenticandovi, però, che il partito che ha governato più di tutti l'Italia negli ultimi dieci anni si chiama Lega , che la Presidente del Consiglio si chiama Meloni e che ormai siete voi a decidere quanto è lunga questa coperta. Se resta così corta è perché preferite risparmiarvi per la prossima manovra elettorale, per proteggere gli sprechi della vostra propaganda, per difendere la cultura del condono che invia un messaggio devastante alle persone anche con questa legge.
Ma come? Abbiamo visto che in passato avete tagliato i fondi per prevenire il dissesto idrogeologico e oggi semplificate le costruzioni proprio nei terreni a rischio sismico e alluvionale . Ma vi rendete conto di quello che state facendo? Voi così la coperta non la state solo accorciando, state decidendo di strapparla ogni giorno di più, un pezzo alla volta, promettendo a ciascuno un brandello in più a costi insostenibili per l'intera comunità. Lo fate per affermare l'unico principio che questo disegno di legge rivela plasticamente e non è la semplificazione. Volete dire agli italiani: adesso il potere ce l'abbiamo noi sul tuo lavoro e sulle scelte che condizionano la tua esistenza, che tu sia uno studente o un insegnante, che tu sia un pescatore, il proprietario di un albergo o un ristoratore, che si tratti di un erede che ha ricevuto una donazione o di un erede che rischia di perdere i propri diritti successori, che tu sia dipendente di ACI, di ACI Informatica o di Sara Assicurazioni, che tu sia una persona che vuole costruire un immobile o un lavoratore occasionale dell'agricoltura o un farmacista. Ci sarà un messaggio diverso per ciascuno, ma il sottotitolo è sempre unico: bada bene, stai attento, la tua vita la decide e dipende dal Governo guidato da Giorgia Meloni .
Una cosa è certa: Giorgia Meloni ha sicuramente letto , ma quello che temo è che non l'abbia capito , perché adesso che ha in mano l'anello del potere, l'anello per domarli, per trovarli, per ghermirli e nel buio incatenarli, ha scelto di usarlo sempre, in ogni occasione, cioè l'esatto contrario di quello che insegna , perché l'equilibrio dei poteri, scritto nella nostra Costituzione, tiene in piedi il Paese e anche voi, che siete al Governo, ne fate parte, perché mettere tutti i poteri nella stessa mano è sempre un errore. Questo è quello che ci insegna Tolkien.
Attaccando un nemico al giorno - le opposizioni, i giudici, i giornalisti - fate un danno prima di tutto a voi stessi. Gli enti locali, che calpestate, sono la colonna portante delle nostre comunità e voi, non ascoltandoli nemmeno nello scrivere un disegno di legge sulla semplificazione, rivelate solo la vostra debolezza, insieme al vero obiettivo dell'autonomia differenziata, che non è l'autonomia e non c'entra niente con l'autonomia. È, invece, un grande progetto di differenziazione, che con il vostro Governo è già cominciato e sta spaccando ogni giorno di più il Paese, dividendolo sempre più, non solo tra Nord e Sud, ma tra centro e periferia di ogni città, di ogni regione e di ogni territorio.
Intanto, aumenta in 4 anni del 25 per cento il costo della vita, 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, i trasporti peggiorano giorno dopo giorno, cresce il caro bolletta, la vita diventa sempre più complicata e l'Italia non cresce più. Gli unici risultati positivi che potete rivendicare sono grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza e lo voglio ricordare a chi in quest'Aula ha votato contro il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non riguarda solo le risorse, quelle risorse che, purtroppo, finiranno presto, perché non vi battete al nostro fianco con sufficiente forza per far sì che diventi un metodo anche per il futuro nelle sedi europee, ma anche le riforme e proprio le semplificazioni, che sono il volano per attrarre investimenti e aumentare la nostra competitività.
Per questo l'occasione che state sprecando anche oggi è un errore che ci spinge sempre di più verso la recessione. Non possiamo sprecare l'occasione della semplificazione, non possiamo sporcare in questo modo una parola così importante. Vedete, non siamo soli: sempre più persone stanno vedendo con chiarezza la differenza tra chi lavora per difendere i diritti delle persone e chi li usa come moneta di scambio. Lo hanno dimostrato le elettrici della Puglia, della Campania e anche del Veneto, dove i nostri consensi sono cresciuti come non mai. L'Italia che non si arrende a questa deriva, alla vostra deriva, sta crescendo e sta combattendo, e noi con lei. Oggi non solo voteremo contro questo disegno di legge, ma ribadiamo il nostro impegno a fermare il vostro disegno di Paese, di politica e di futuro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato De Corato. Ne ha facoltà.
RICCARDO DE CORATO(FDI). Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, quello che noi votiamo oggi non è un atto qualunque, uno dei tanti che approviamo, ma riguarda soprattutto che tipo di Stato noi vogliamo essere: uno Stato che intralcia o uno Stato che guida? Uno Stato che diffida dei cittadini oppure uno Stato che si fa garante del loro lavoro e del loro merito?
Il provvedimento che discutiamo reca disposizioni - come si legge - per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche. Allora, ditemi, colleghi, quante volte abbiamo ascoltato l'artigiano, il commerciante, il giovane imprenditore non chiedere privilegi, ma chiedere tempo? Tempo per lavorare, tempo per investire, tempo per assumere, tempo per vivere senza l'ombra di un procedimento che non finisce mai.
Ebbene, quando lo Stato trattiene il tempo dei suoi cittadini è come se si trattasse della loro libertà. Quando lo restituisce, restituisce ai cittadini il futuro.
Per questo considero decisiva la scelta, ad esempio, e mi soffermerò su alcuni articoli, avendo il mio gruppo, che voterà a favore di questo provvedimento, ascoltato per 210 volte l'opposizione, senza intervenire proprio perché vogliamo sottrarre tempo, vogliamo dare il tempo ai cittadini. Per questo l'articolo 1 riduce da 12 a 6 mesi il termine entro cui la pubblica amministrazione può annullare d'ufficio autorizzazioni o vantaggi economici già concessi. Non è un tecnicismo. È il pilastro della certezza del diritto. È la tutela dell'affidamento legittimo. È la fine dell'incertezza che soffoca gli investimenti e alimenta la sfiducia. Perché dopo un tempo ragionevole, ciò che lo Stato ha riconosciuto deve restare saldo, se non vogliamo che ogni decisione pubblica diventi sabbia. Non basta, però, promettere certezza, bisogna introdurla nelle filiere reali dell'economia.
L'articolo 2 sull'interscambio di va nella direzione giusta: chiarisce regole, richiama capitolati e classificazioni tecnico-qualitative dei sistemi riconosciuti, riporta trasparenza dove oggi si generano contenziosi e costi occulti. È un segno di rispetto verso la logistica, verso la manifattura, verso quel lavoro silenzioso che fa muovere l'Italia. Uno Stato che semplifica questi passaggi non si ritira, organizza meglio ciò che deve organizzare.
E, ancora, non è forse vero che la modernità quando è governata non distrugge il lavoro, ma lo rende più forte? A questo riguardo, l'articolo 6, in via sperimentale e presso enti qualificati, prevede l'irrorazione aerea con droni per l'agricoltura di precisione. C'è una visione semplice e vigorosa: produrre di più con meno sprechi, usare meno fitofarmaci dove non servono, risparmiare acqua e suolo e dare ai nostri agricoltori strumenti competitivi che altri Paesi già utilizzano. Chi teme l'innovazione per pregiudizio condanna la nostra agricoltura all'arretratezza. Chi apre con regole, come fa questo testo, la porta nel futuro senza tradire la sicurezza.
Non è minore sul piano della responsabilità pubblica la scelta dell'articolo 5, in materia di responsabilità estesa del produttore, di permettere ai distributori di organizzare il deposito temporaneo dei rifiuti non solo nel punto vendita ma anche in aree nella loro disponibilità o messe a disposizione dai sistemi di gestione. È una norma di buonsenso, operativa, che facilita la raccolta e la corretta gestione dei rifiuti, senza allentare i doveri ambientali. La sostenibilità non si fa con la burocrazia fine a se stessa, ma con regole praticabili che rendono più semplice fare la cosa giusta.
Se qualcuno pensa che la semplificazione sia soltanto un favore alle imprese, guardi alla vita dei cittadini. L'articolo 49 introduce l'avviso di ricevimento digitale modernizzando una prova essenziale della consegna postale: meno carta, meno tempi morti, più tracciabilità, più certezza nella comunicazione tra amministrazioni, imprese e persone. Non è un vezzo tecnologico. È lo Stato che parla con il linguaggio del suo tempo senza perdere garanzie.
Né può sfuggire a chi, come me, ha a cuore il tema dell'ordine pubblico e della sicurezza la portata dell'articolo 65 che trasferisce al prefetto la competenza sul rilascio delle licenze per sostanze esplodenti e riduce da 60 a 30 giorni il termine entro cui i comuni devono pronunciarsi sulle domande per locali di intrattenimento. Non significa abbassare la guardia, significa essere più rapidi nel decidere, più chiari nel controllare, più presenti nel prevenire. La sicurezza non è inerzia, è prontezza responsabile; non è ritardo, è certezza delle regole applicate in tempo. E permettetemi di aggiungere un ultimo tratto perché anche le norme apparentemente minute hanno una loro dignità politica. L'articolo 8 amplia l'esenzione del canone unico alle targhe che contraddistinguono i cantieri, non solo le sedi di impresa; è una misura piccola solo per chi non conosce la fatica del lavoro sul territorio, per chi costruisce, ripara, ristruttura è un segnale di rispetto verso l'attività produttiva e verso la visibilità regolare.
Colleghe e colleghi, qui non si vota una somma di commi, si vota una direzione politica. Non è “meno Stato” per , è “miglior Stato” per giustizia; non è semplificazione per distrazione, è semplificare per rafforzare la legalità, perché dove il procedimento è chiaro e veloce l'arbitrio arretra e la fiducia cresce. Non è un atto contro qualcuno, è un atto per il Paese intero.
Per queste ragioni, a nome di Fratelli d'Italia, dichiaro convintamente il voto favorevole su questo provvedimento e lo dichiaro non come formula, ma come impegno, perché l'Italia non chiede allo Stato di farsi da parte, chiede allo Stato di fare bene la sua parte. E oggi, con questa legge, noi gliela facciamo fare .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2655: S. 1184 - "Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese" .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, il seguito della discussione del disegno di legge n. 2423-A, in materia di consenso informato in ambito scolastico, è rinviato alla prossima settimana. Secondo le medesime intese, il seguito della discussione degli ulteriori argomenti previsti all'ordine del giorno della seduta odierna è invece rinviato alla seduta di domani, giovedì 27 novembre.
Avverto inoltre che saranno iscritte quale primo argomento all'ordine del giorno della seduta di domani le deliberazioni sulle dichiarazioni di urgenza rispettivamente del disegno di legge n. 2673 e della proposta di legge n. 834.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Perantoni. Ne ha facoltà. Colleghi, se dovete uscire, in silenzio, così consentiamo al collega Perantoni di svolgere il suo intervento.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, signora Presidente. Intervengo per evidenziare che il Governo il 21 novembre scorso ha deciso di impugnare la legge regionale…
PRESIDENTE. Collega, scusi. Colleghi! Prego, collega Perantoni.
MARIO PERANTONI(M5S). Dicevo, il Governo ha deciso di impugnare la legge n. 26 del 2025 della regione autonoma Sardegna, che disciplinava la procedura sulla morte volontaria medicalmente assistita, così come aveva in precedenza impugnato la legge regionale della Toscana n. 16 del 2025 che disciplinava la medesima materia. Ora è evidente che si tratta di un evidente attacco alla autonomia regionale.
È soprattutto - dico io - un attacco alla tutela, alla protezione e alla dignità delle persone che si trovano in una difficilissima situazione. Io chiedo al Governo: invece di impugnare le leggi regionali, che vanno nella direzione di ciò che ha detto la Corte costituzionale - perché non dobbiamo dimenticarci il fatto che la Corte costituzionale ha detto che c'è un diritto a scegliere come e quando morire in modo medicalmente assistito e dignitoso, a determinate condizioni -, facessero proseguire l'iter del progetto di legge che è pendente al Senato e che è bloccato. Farebbero cosa buona e giusta invece di stare a ingolfare la Corte costituzionale di impugnative che non hanno assolutamente senso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata La Porta. Ne ha facoltà.
CHIARA LA PORTA(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, oggi ho ricevuto la risposta a un'interrogazione dal Ministero dell'Interno i cui contenuti reputo molto gravi. Nel fatto sono coinvolti non solo il presidente della regione, Eugenio Giani, ma anche la sua ex capo di gabinetto e la sua attuale assessore alla felicità nonché alle pari opportunità, Cristina Manetti.
Dalla risposta che ho ricevuto emerge quello che noi sospettavamo, cioè che il giorno in cui l'assessore Manetti è stata fermata per un'infrazione stradale, per aver voluto superare in corsia di emergenza la fila che si trovava nell'autostrada che collega Prato a Pistoia, quando è stata fermata e le stavano ritirando la patente, a parte aver chiamato un'ambulanza di cui poi non ha usufruito interrompendo anche un servizio pubblico, ha pensato bene di chiamare il presidente, Eugenio Giani, che poi l'ha anche accompagnata in prefettura.
Io non credo che questo sia un comportamento normale. Io credo che il presidente Giani debba chiarire, perché non credo che ci siano pari opportunità anche per le altre donne che il presidente Giani e l'assessore Manetti vogliono rappresentare e, parafrasando un po' una frase famosa, vorrei ripetere anche qui: noi siamo noi e voi non avete le solite nostre pari opportunità .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
3.
DI GIUSEPPE ed altri: Modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio. (C. 1042-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI SANZO ed altri; ONORI ed altri. (C. 1415-1998)
: CIOCCHETTI.
4.
S. 316 - D'INIZIATIVA DEL SENATORE BERGESIO: Modifiche all'articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne (Approvata dal Senato).
(C. 1806)
e dell'abbinata proposta di legge: COMAROLI ed altri. (C. 830)
: BRUZZONE.
5.
6.
S. 1503 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas tra il Governo della Repubblica Federale di Germania, il Governo della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Italiana, fatto a Berlino il 19 marzo 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2592)
Relatrice: GRUPPIONI.
S. 1520 - Ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo, del 23 dicembre 2020, fatto a Roma il 30 maggio 2024 e a Berna il 6 giugno 2024 (Approvato dal Senato). (C. 2593)
: FORMENTINI.
7.
TONI RICCIARDI ed altri: Modifiche all'articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, in materia di equiparazione del regime fiscale nell'applicazione dell'imposta municipale propria relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. (C. 956-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI GIUSEPPE ed altri; ONORI; BILLI; LOVECCHIO ed altri; MANES; BORRELLI ed altri. (C. 1099-1323-1400-1701-1743-1748)
: TONI RICCIARDI.
8.
ORRICO ed altri: Disposizioni per il sostegno del diritto allo studio e per la prevenzione della dispersione scolastica. (C. 1367-A)
Relatrice: COLOMBO.