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Lunedì 01 Dicembre 2025 ore 16:00
AULA, Seduta 575 - Legge di delegazione europea 2025
Resoconto stenografico
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In Aula alle ore 16 la discussione sulle linee generali del disegno di legge: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025 (C. 2574-A).
XIX LEGISLATURA
575^ SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 1 dicembre 2025 - Ore 16
Discussione sulle linee generali del disegno di legge:
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025. (C. 2574-A)
Relatori: GIORDANO e CANDIANI.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Sull'ordine dei lavori
- Disegno di legge: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025 (A.C. 2574-A) (Discussione)
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GILDA SPORTIELLO, legge il processo verbale della seduta del 17 novembre 2025.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 85, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Interveniamo per condannare con forza, anche in Parlamento, la profanazione del tempio ebraico di Monteverde, con l'imbrattamento della targa dedicata al piccolo Stefano Gaj Tache': un gesto ignobile, evidente espressione di un antisemitismo che dobbiamo respingere con determinazione in ogni sede. Vogliamo intervenire qui, in Parlamento, per esprimere piena solidarietà alla comunità ebraica per un atto vile, un gesto infame, che offende non solo la comunità, colpendo un luogo di culto e anche un luogo di ritrovo per famiglie, bambini e giovani, ma che colpisce e offende tutti noi e colpisce i valori su cui si fonda la nostra Costituzione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2574-A: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Stefano Candiani.
STEFANO CANDIANI, La ringrazio, Presidente, e le porgo innanzitutto il ringraziamento per l'introduzione, che mi consentirà di dare all'Aula la contezza del lavoro fatto dalla Commissione politiche dell'Unione europea. Intervengo innanzitutto anche a nome dell'altro relatore, onorevole Giordano, impossibilitato a partecipare ai lavori odierni, con il quale si è lavorato molto nell'azione di smagrimento del corpo degli emendamenti fino a arrivare alla proposta che arriva in Aula.
La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ha svolto, per la terza volta nel corso della legislatura corrente, l'esame parlamentare del disegno di legge di delegazione europea, che rappresenta uno degli strumenti legislativi che assicurano il periodico adeguamento dell'ordinamento dell'Unione europea ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 234, che ha attuato una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell'Italia alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, e ha sostituito la legge comunitaria annuale con la legge di delegazione europea e con la legge europea.
In particolare, con la legge di delegazione europea viene conferita al Governo la delega legislativa per dare attuazione alle direttive europee e alle decisioni quadro, nonché agli obblighi direttamente riconducibili al recepimento di atti legislativi europei.
Il disegno di legge di delegazione europea 2025 consta di 20 articoli divisi in tre Capi. L'articolato contiene principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a due direttive, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale a 12 regolamenti europei. L'annesso Allegato A ha per oggetto, invece, 17 direttive e rinvio, per questo, agli ulteriori approfondimenti già consegnati nel a disposizione.
La relazione illustrativa del disegno di legge riferisce, in particolare, sullo stato di conformità dell'ordinamento interno al diritto dell'Unione europea e sullo stato delle eventuali procedure di infrazione, dando conto, fra l'altro, della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea relativa alle eventuali inadempienze e violazioni da parte della Repubblica italiana di obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea. Al riguardo, segnalo che la relazione illustrativa riporta il numero delle procedure di infrazione a carico dell'Italia, aggiornato alla data del 18 giugno 2025, che è pari a 64, di cui 51 per violazione del diritto dell'Unione e 13 per il mancato recepimento di direttive dell'Unione europea.
Venendo all'illustrazione dei contenuti, rammento preliminarmente che il disegno di legge è ripartito in tre Capi: il Capo I reca disposizioni generali per il recepimento e l'attuazione degli atti dell'Unione europea; il Capo II concerne le deleghe per il recepimento delle direttive europee; il Capo III concerne le deleghe per l'attuazione dei regolamenti europei. Segue, quindi, l'Allegato A, che include un elenco di direttive per il cui recepimento non vengono dati principi e criteri di delega specifici.
Nel Capo I, l'articolo 1 reca la delega al Governo per l'adozione dei decreti legislativi di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea indicati nell'articolato del provvedimento in esame, nonché per l'attuazione delle direttive elencate nell'Allegato A, e disciplina la partecipazione delle Camere al processo di formazione dei decreti legislativi medesimi e le disposizioni finanziarie generali applicabili all'esercizio delle deleghe, salve le disposizioni di dettaglio riferite alle singole deleghe riportate nell'articolato.
Presidente, se lei è d'accordo, anche per non abusare eccessivamente della disponibilità e dell'attenzione dell'Aula, io consegnerei il resto della relazione, constando nell'elencazione dei singoli articoli e specificando, la stessa, come gli articoli prevedono nella norma. Mi limito a ringraziare, in questo senso, l'attività fatta dalla XIV Commissione e a ricordarci che questo è il primo passaggio, perché ne seguirà, poi, ovviamente, un altro con l'inizio dell'anno, come è già stato detto. Quindi, ciò che non è stato possibile recepire in questa legge di delegazione europea sarà oggetto già di prossimo lavoro da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Ovviamente è autorizzato a consegnare il testo del suo intervento nella versione integrale.
Ha facoltà di intervenire la Sottosegretaria Siracusano, che si riserva di farlo.
È iscritta a parlare la deputata Alessia Ambrosi. Ne ha facoltà.
ALESSIA AMBROSI(FDI). Grazie, Presidente. Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, oggi affrontiamo uno dei passaggi più significativi della nostra attività parlamentare, che è l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2025. È un provvedimento che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare superficiale, potrebbe apparire tecnico, quasi meramente procedurale, e invece racchiude una scelta politica ben precisa ed è esattamente il metodo e la visione dell'Italia e del suo ruolo in Europa. Infatti, dietro ogni direttiva da recepire e dietro ogni regolamento da attuare non c'è un adempimento burocratico, ma c'è una vera e propria idea di Nazione e c'è, soprattutto, il modo in cui l'Italia decide di essere e di stare all'interno dell'Unione europea. Come ha ricordato recentemente anche la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non esiste una buona Europa senza Stati forti, un'Europa senza Stati sovrani e rispettati. Questo, badate bene, non è uno slogan, ma in realtà è un vero e proprio criterio di governo.
L'Europa funziona quando non mortifica le identità nazionali ma le va a valorizzare, quando non pretende un'uniformità ideologica ma ne riconosce la ricchezza e le specificità, quando non è centro di imposizione burocratica ma è una casa comune che rispetta le Nazioni che la compongono. Quindi, è proprio questo il solco del Governo Meloni e come il Governo Meloni ha scelto di muoversi. È, quindi, un'Europa che coopera e che non impone, un'Europa dei popoli e non delle burocrazie, un'Europa che va a rafforzare quella che è la sovranità nazionale.
Quando Fratelli d'Italia è arrivata al Governo, nel 2022, l'Italia - ahimè - aveva una situazione molto critica, perché si presentava con un ritardo cronico nel recepimento delle direttive europee e aveva 82 procedure di infrazione aperte. Questo era un danno di immagine molto forte, molto importante, perché andava a definire un'Italia - se vogliamo usare un termine - inaffidabile e poco credibile. Però, oggi le cose sono cambiate notevolmente: è stato fatto un lavoro straordinario in questi due anni e, come ha ricordato il Ministro Foti, la situazione è radicalmente cambiata.
Le procedure aperte sono scese quindi a 69, con una riduzione di oltre il 15 per cento in soli due anni. Questo risultato è stato tale non perché l'Italia si è piegata all'Europa, ma perché l'Italia ha imparato ad esercitare una sovranità al meglio e, come dice proprio questo disegno di legge delega, con un metodo, con serietà e con un dialogo strutturato. Questo disegno di legge è la prova concreta che l'Italia sta, giorno dopo giorno, passo dopo passo, recuperando l'autorevolezza. Quindi, non siamo più quelli che rincorrono l'Europa: noi siamo tornati tra quelli che vanno a dare la direzione all'Europa, tra quelli che influenzano l'Europa, che la orientano, che la guidano. Quindi, il provvedimento, se andiamo poi anche ad entrare nel merito del testo del disegno di legge, contiene deleghe che vanno ad incidere profondamente sul sistema produttivo italiano, sulla competitività delle imprese, sulla tutela dei cittadini e su quella che è la sicurezza nazionale. Quindi, parliamo di settori nei quali la nostra Italia eccelle notevolmente: parliamo di industriale, parliamo di manifattura avanzata, di , di agroalimentare, di digitale e di cybersicurezza.
Penso, per esempio, alla riforma dei disegni e modelli industriali, al diritto alla ripartizione, espressione di una transizione ecologica intelligente, alla sicurezza delle macchine e dei prodotti e, soprattutto, alla cybersicurezza, con il e il che riguardano la sicurezza nazionale. Se pensate alle minacce che arrivano oggi dalle reti e dagli attacchi informatici, capaci di paralizzare ospedali, imprese e infrastrutture critiche, allora il ruolo dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, come autorità competente, dimostra la centralità del nostro Paese su questo fronte assolutamente strategico. Molti degli ambiti coinvolti non sono vincoli ma opportunità e, se recepiti bene, diventano addirittura acceleratori di competitività. Ecco perché questa legge indica la strada, la visione della nostra Nazione, ed è anche considerata una vera e propria politica industriale.
Ma c'è anche un altro elemento fondamentale e assolutamente decisivo che è quello di rafforzare il ruolo del Parlamento, perché gli schemi dei decreti legislativi verranno sottoposti al parere delle Camere, garantendo trasparenza, controllo burocratico, coinvolgimento delle regioni e dei territori. Il recepimento del diritto europeo è alta politica, non più mera tecnica amministrativa. Quindi, è evidente che questo disegno di legge di delegazione europea costituisce l'ennesima conferma della qualità e dell'attenzione con cui maggioranza e Governo stanno assicurando un adeguamento tempestivo dell'ordinamento italiano agli obblighi europei.
Parto anche da alcuni dati assolutamente oggettivi. Il provvedimento prevede il recepimento di 23 direttive e l'attuazione di 12 regolamenti, un numero, tra l'altro, aumentato durante l'esame in Commissione rispetto al testo originario, un ampliamento, peraltro, che testimonia, come ha anche ben detto il relatore, il forte e importante lavoro da parte della XIV Commissione, politiche dell'Unione europea, e anche delle Commissioni di settore.
L'approvazione definitiva della legge stabilirà e consoliderà l'autorevolezza della nostra Nazione nelle sedi decisionali europee e lo dimostra, come dicevo poc'anzi, il dato fondamentale delle procedure di infrazione che sono diminuite. Un risultato che va attribuito senza dubbio ai Ministri Fitto e poi Foti, ma anche al ruolo della Commissione e al ruolo del Parlamento che ha già approvato due leggi di delegazione europea e due decreti “Salva infrazioni”. Oggi la partecipazione italiana al processo decisionale europeo non è più passiva, perché la Camera interviene nella fase ascendente con continuità e autorevolezza.
Lo confermano anche altri dati e altri numeri, come i 144 atti europei esaminati. Pensate che nella scorsa legislatura erano meno della metà: 70. Noi oggi siamo arrivati a 144 atti esaminati, 98 valutazioni di sussidiarietà, 11 pareri approvati.
Poi voglio portare all'attenzione il caso emblematico della direttiva sul lupo, di cui ho svolto il ruolo di relatrice. Questo è stato un tema che per anni è stato - ahimè - gestito in modo prettamente ideologico. Invece, c'è stata una svolta. Abbiamo fatto un importante lavoro, un ciclo di audizioni all'interno della Commissione, ascoltando i territori - è fondamentale il ruolo di ascolto dei nostri territori - e ascoltando le regioni, le province autonome e tutti gli delle categorie ad essi collegate. Che cosa abbiamo fatto? La Commissione ha approvato un documento forte e motivato, ma soprattutto basato su dati certi e dati reali, ovvero che la popolazione del lupo, in questo caso, ha superato il numero di 3.500 esemplari che sono arrivati fino alle zone agricole e alle zone urbane. Quel lavoro ha contribuito a definire l'impianto della direttiva approvata senza modifiche - questo lo dico con orgoglio per il grande lavoro svolto dal Parlamento italiano - dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Oggi all'articolo 8 troviamo esattamente e perfettamente i criteri coerenti con la nostra posizione nazionale. Quindi, questo è il lavoro che finalmente oggi l'Italia sta svolgendo ed è la dimostrazione che, quando l'Italia parla con una voce sola, l'Europa ascolta e l'Italia incide e sa incidere.
Il miglioramento del dialogo con la Commissione europea non deriva da remissività, bensì da un metodo nuovo, più solido, più trasparente e più strutturato. Stiamo costruendo finalmente un'Italia che non subisce, ma che è in grado di negoziare, che è all'altezza di negoziare, che non si adatta, ma che propone e che finalmente non arretra, ma guida. Questo è anche stato scritto recentemente dal .
Permettetemi ora anche una riflessione per quanto riguarda invece le nostre procedure interne perché, a differenza del Senato che applica la procedura referente ordinaria, dal 2003, la Camera invece - ahimè - utilizza ancora un sistema farraginoso e superato. Quindi, credo e crediamo che la proposta del Presidente Fontana per introdurre la procedura referente anche qui sia assolutamente necessaria. Quindi, ci facciamo portavoce di questo senza sosta
Concludo, il disegno di legge di delegazione europea è quindi non solo un atto tecnico, ma abbiamo visto essere proprio la via indicata dall'Italia. È una dichiarazione di metodo, un tassello della strategia con cui vogliamo modernizzare il nostro Paese e renderlo più competitivo e più autorevole, rafforzando quindi, sì, l'Europa, ma senza indebolire l'Italia e dove l'Italia invece ha un ruolo da protagonista.
Cito qui le parole di Margaret Thatcher perché Margaret Thatcher ricordava che per essere rispettati in Europa occorre prima di tutto rispettare sé stessi. Non è un caso se oggi cito Margaret Thatcher - - perché è proprio a questa visione che si ispira il lavoro della nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che, proprio qualche giorno fa, è stata premiata con il . Un riconoscimento che premia , coraggio e coerenza e conferma il ruolo dell'Italia sulla scena globale. Ed è ciò che sta facendo il Governo Meloni: restituire all'Italia un ruolo da protagonista sovrana e credibile in Europa. E per questo, quindi, anche come Fratelli d'Italia sosteniamo convintamente questa legge di delegazione, perché conferma un'Italia seria, affidabile, determinata, una Nazione che non arretra ma che finalmente guida.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Prestipino. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PRESTIPINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ben ritrovata, Sottosegretaria Siracusano. Colleghi, discutiamo oggi questa importante legge, la legge di delegazione europea 2025, uno strumento essenziale per assicurare l'adeguamento del nostro ordinamento agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea.
La legge di delegazione conferisce al Governo le deleghe necessarie per recepire le direttive e altri atti legislativi europei, nonché per dare attuazione a disposizioni contenute in regolamenti europei che non sono direttamente applicabili. In particolare, il provvedimento in esame consente il recepimento di due direttive e l'adeguamento a dieci regolamenti europei, cui si aggiunge un allegato, recante 17 direttive, per il cui recepimento si rinvia unicamente ai principi e ai criteri direttivi generici di cui alla legge n. 234 del 2012.
Si tratta di un testo eterogeneo incidente su ambiti anche tra loro molto differenti, dall'ambiente alla giustizia e alla concorrenza, dalla produzione agricola a quella industriale, dalla tutela dei consumatori alla salute, fino alla e alla fiscalità. La legge di delegazione provvede, senza ulteriori principi e criteri direttivi specifici, al recepimento di numerose direttive che interessano, in particolare - come è stato già detto - le imprese in relazione a doveri di diligenza sulla sostenibilità, la responsabilità per danni di prodotti difettosi, gli obblighi informativi in alcuni settori (tra cui quello degli alimenti), la gestione dei rifiuti, con l'introduzione della responsabilità estesa dei produttori per i rifiuti tessili, la semplificazione in materia di diritto societario e fiscale, segnatamente con riguardo all'IVA. Quindi sono tutti argomenti e temi importanti dal punto di vista sociale ed economico che sono sulla pelle, appunto, dei cittadini.
È inoltre previsto il recepimento della direttiva sui diritti delle persone con disabilità, che sono cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti e, a seguito dell'esame in sede referente, anche della direttiva sul diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni europee per cittadini stranieri dell'Unione.
Principi e criteri direttivi specifici sono invece dettati per le seguenti deleghe: la proprietà industriale su modelli e disegni, la riparazione dei beni difettosi in un quadro di economia circolare, l'adeguamento della normativa nazionale ai regolamenti europei sull'impatto ambientale delle attività produttive, come l'inquinamento da sostanze ozono-lesive ed emissioni industriali (tecnologie a zero emissioni), la sicurezza sia dei prodotti con elementi digitali, sia in materia di attacchi e incidenti informatici.
Nel corso dell'esame in sede referente, inoltre, sono stati approvati emendamenti che aggiungono ulteriori deleghe legislative al Governo con l'introduzione di principi e criteri direttivi specifici per il recepimento della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle imprese di assicurazione (entrambe originariamente indicate nell'allegato A), della direttiva sul declassamento dello di protezione del lupo, già oggetto di un acceso dibattito sia nella nostra Commissione, sia in sede europea.
Sono stati inoltre introdotti interventi di adeguamento alla normativa nazionale di recepimento della direttiva sul trattamento dei dati personali da parte delle autorità giudiziarie in relazione a reati o sanzioni penali, in conseguenza di sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea, e al regolamento sulla sostenibilità e smaltimento degli imballaggi.
Importante, lasciatemi dire da esponente del Partito Democratico, l'inserimento della delega legislativa per il recepimento della direttiva anti-SLAPP, volta a contrastare le querele temerarie, fondamentale per tutelare la libertà di stampa, l'indipendenza dei giornalisti e anche di esponenti del mondo accademico e intellettuale o attivisti in genere.
Ricordo che l'Italia, secondo , oggi è al 49° posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa; siamo veramente molto in basso, il fanalino di coda nell'Europa occidentale. Ciò dimostra la rilevanza di questa direttiva, per il cui recepimento il gruppo Partito Democratico ha lavorato duramente, anche presentando più volte, in passato, emendamenti - su cui ricordo che il Ministro Foti, lì seduto, tra banchi, fece alcune aperture -, non solo al fine di garantire il recepimento, ma anche per far sì che questo fosse pieno, corretto e conforme agli obiettivi.
Non sono stati invece accolti emendamenti del nostro gruppo, per esempio, sull'introduzione di un sistema di depositi cauzionali per bottigliette e lattine e sul recepimento della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, EPBD, la cosiddetta direttiva Case , che mira a un parco edilizio europeo a emissioni zero entro il 2050. Mi preme ricordare che la direttiva Case deve essere recepita entro il 29 maggio 2026 e ogni Stato membro è tenuto a trasmettere alla Commissione, entro il 31 dicembre 2025, una prima proposta del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Per questo, chiediamo al Governo di riferire sullo stato di avanzamento di questo Piano. La EPBD è uno strumento essenziale per affrontare la criticità del nostro patrimonio edilizio che in Italia - si sa -, come anche l'edilizia scolastica, è obsoleto, energivoro, vecchio, con oltre il 50 per cento degli edifici costruiti prima del 1980 e tre quarti delle abitazioni in classe energetica E, F, G, senza parlare del fatto che una estesissima parte degli edifici che insistono su territori presentano rischi idrogeologici molto, molto seri.
La riqualificazione degli edifici non è solo un obiettivo ambientale, ma costituisce una risposta necessaria alla povertà energetica, che, nel 2023, ha colpito il 9 per cento delle famiglie italiane. In questo contesto, i fondi europei possono rappresentare una leva determinante per sostenere interventi di efficienza energetica, innovazione, rigenerazione urbana, con ricadute positive anche sul piano sociale ed economico. È il caso, per esempio, del progetto del Porto fluviale e, da romana, penso al comparto R5 di Tor Bella Monaca a Roma, finanziati con risorse europee, nazionali e comunali.
La scelta del Governo di non includere la direttiva EPBD nella legge di delegazione rischia pertanto di determinare ritardi significativi e di esporre l'Italia a una possibile, ennesima procedura di infrazione.
Nel corso dell'esame in sede referente, in ogni caso, sono state apportate modificazioni testuali, tra cui quelle richieste dal gruppo PD, al fine di ridurre, attraverso il ricorso allo scorrimento di graduatorie esistenti, gli oneri derivanti dall'incremento della dotazione organica delle amministrazioni, connesso al recepimento di direttive.
Ricordo inoltre che, ai sensi dell'articolo 29, comma 7, sempre della legge n. 234 del 2012, il disegno di legge di delegazione deve essere corredato da una relazione illustrativa, aggiornata al 31 dicembre dell'anno precedente, che riporti informazioni sullo stato delle procedure di infrazione in corso. Secondo i dati aggiornati all'ottobre 2025, risultano aperte nei confronti dell'Italia ben 67 procedure d'infrazione: 54 per violazione del diritto dell'Unione, 13 per mancato recepimento di direttive. Il settore più colpito, come sempre, è quello dell'ambiente, con 22 casi, seguito da affari economici, finanziari, trasporti, lavoro e politiche sociali.
È opportuno osservare, a questo punto, che, nonostante la previsione della legge n. 234, nessun disegno di legge europea è stato presentato durante l'attuale legislatura. Il Governo ha fatto ricorso esclusivamente ai decreti Salva-infrazioni, l'ultimo dei quali risale allo scorso anno, limitando così la possibilità per il Parlamento di esercitare pienamente la propria funzione di valutazione e di indirizzo.
Pur riconoscendo la rilevanza e la necessità della legge di delegazione europea, riteniamo che il Parlamento debba poter esercitare un ruolo più incisivo e che il Governo debba mostrare maggiore disponibilità ad accogliere proposte migliorative da parte dell'opposizione, che rafforzino la tutela dei diritti, la competitività delle imprese, la sostenibilità ambientale e la trasparenza dell'azione pubblica.
Con questo spirito, il gruppo del Partito Democratico continuerà a contribuire con serietà e responsabilità ai lavori parlamentari, affinché il nostro Paese possa affrontare le sfide europee che ha davanti con coerenza, efficacia e credibilità .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Il relatore Candiani e la Sottosegretaria Siracusano rinunziano alle repliche.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025. (C. 2574-A)
: GIORDANO e CANDIANI.
3.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico. (C. 2423-A)
e delle abbinate proposte di legge: AMORESE ed altri; SASSO ed altri. (C. 2271-2278)
: SASSO.
4.
TONI RICCIARDI ed altri: Modifiche all'articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, in materia di equiparazione del regime fiscale nell'applicazione dell'imposta municipale propria relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. (C. 956-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI GIUSEPPE ed altri; ONORI; BILLI; LOVECCHIO ed altri; MANES; BORRELLI ed altri. (C. 1099-1323-1400-1701-1743-1748)
: TONI RICCIARDI.












