PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta del 28 novembre 2025.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 102, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno D'Orso ed altri n. 3-02352 . Il Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha facoltà di rispondere.
FRANCESCO PAOLO SISTO,. Grazie, Presidente. Ringrazio i deputati interroganti.
Con riguardo al concorso per 3.946 addetti all'Ufficio per il processo, che si è svolto nel mese di giugno 2024, preciso quanto segue.
La procedura di reclutamento degli addetti all'Ufficio per il processo avviene per il tramite della Commissione interministeriale Ripam, incardinata presso il Dipartimento della Funzione pubblica, che, a sua volta, si avvale di Formez PA, ente della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Commissione Ripam è titolare delle graduatorie e il Ministero della Giustizia, per quanto di competenza, si limita a recepire i dati dei vincitori per procedere poi all'assunzione.
A seguito delle prove selettive del 5 e 6 giugno 2024, è avvenuta la validazione delle graduatorie dei vincitori da parte della Commissione Ripam e la trasmissione sul portale inPA e sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia per la pubblicazione conseguente.
Ad ogni modo, evidenzio che la pubblicazione delle sole graduatorie dei vincitori o dei soli nominativi degli idonei in caso di scorrimento risponde a una precisa esigenza di tutela della , secondo quanto più volte ribadito dal Garante per la protezione dei dati personali.
Venendo ora ai problemi riscontrati nelle risposte a una delle domande formulate, evidenzio che quest'amministrazione ha dato mandato a Formez PA di procedere, attraverso le procedure informatizzate già utilizzate al termine delle prove, all'aggiornamento delle griglie di correzione e dei punteggi della prova scritta.
Per tale ragione, è stato disposto che venissero neutralizzati gli effetti del quesito ambiguo, sanando la posizione di svantaggio in cui i candidati della sessione interessata sono stati posti.
Tengo a sottolineare l'eccezionalità della presenza di un quesito ambiguo all'interno delle batterie concorsuali che può essere risolta con l'adozione di dovuti accorgimenti nella correzione.
Ancora, con riferimento ai criteri di attribuzione di un punteggio aggiuntivo evidenzio quanto segue.
Il bando di concorso per il reclutamento dei 3.946 addetti all'ufficio per il processo, relativo all'attribuzione dei punteggi, prevede: “ulteriore titolo di studio rispetto a quello dichiarato ai fini dell'ammissione al concorso (laurea, diploma di laurea, laurea specialistica, laurea magistrale o laurea magistrale a ciclo unico) 2,00 punti. Il titolo di studio che sia il proseguimento della laurea triennale indicata quale titolo di studio dichiarato per la partecipazione al concorso non è valutabile ai fini dell'attribuzione di punteggio”.
La richiamata disposizione esclude l'attribuzione dei due punti aggiuntivi rispetto al punteggio attribuito per il titolo di accesso, non solo a coloro che siano in possesso della laurea a ciclo unico, ma anche a tutti quelli che abbiano conseguito la laurea magistrale che sia il naturale proseguimento della triennale: i titoli, infatti, vengono correttamente valutati, con riconoscimento di punteggio, una sola volta come titolo di accesso.
La commissione esaminatrice, pertanto, ha riconosciuto tale punteggio aggiuntivo solo ai candidati che abbiano conseguito un ulteriore titolo di studio, diverso da quello indicato come titolo di accesso e, in ogni caso, non il proseguimento della laurea triennale indicata in domanda.
Con riguardo, invece, al raddoppio del punteggio a favore di coloro che hanno conseguito il titolo di accesso al concorso nei sette anni precedenti alla presentazione della domanda di partecipazione, mi preme rimarcare che, al fine di favorire l'ingresso in amministrazione delle nuove generazioni, si stabilisce un sistema di valutazione dei titoli premiante per coloro che hanno concluso il percorso di studi in tempi recenti, senza per questo incorrere in forme di discriminazione, atteso che i candidati laureati in tempi non utili per usufruire del raddoppio del punteggio sono in possesso, nella maggior parte dei casi, di più titoli spendibili e valutabili rispetto a un neolaureato.
È lo stesso legislatore che, all'articolo 14 del DL n. 80 al 2021, prevede, tra l'altro, che “…i bandi di concorso indetti per il Ministero della Giustizia possono prevedere che il punteggio previsto sia aumentato fino al doppio, qualora il titolo di studio in questione sia stato conseguito non oltre sette anni prima del termine ultimo per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura di reclutamento”.
In conclusione, evidenzio che l'operato delle amministrazioni coinvolte è avvenuto sempre nel pieno rispetto della normativa vigente e dei principi ispiratori della stessa.
PRESIDENTE. La deputata Barzotti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta all'interrogazione, di cui è cofirmataria.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Non posso assolutamente ritenermi soddisfatta della risposta fornita, in quanto viene minimizzato quello che è accaduto durante il concorso Ripam di giugno del 2024. È gravissimo ed è attestato sia da articoli di stampa sia dai numerosi ricorsi al TAR che sono stati proposti, e che sono pendenti, da diversi candidati che hanno lamentato irregolarità molto gravi. I candidati lamentano importanti omissioni nei punteggi, quesiti ambigui e risposte errate durante le prove scritte di una delle sessioni. Hanno lamentato l'irregolarità di questo criterio di premialità, ma anche la mancata pubblicazione di tutta la graduatoria e non soltanto dei vincitori di concorso, perché questo gli impedisce di prendere contezza, in modo puntuale, dell'esito delle prove scritte. Quindi, evidentemente, c'è una lesione anche del loro diritto alla trasparenza.
Lei ci dice che, in realtà, è una questione di o di prassi, perché, poi, è stato specificato anche questo. Io le posso dire che la trasparenza è un diritto dei candidati, oltre che un obbligo della pubblica amministrazione. Quindi, non si possono nascondere dietro prassi così consolidate i diritti dei candidati. Questo per parlare proprio di questo concorso e delle gravi irregolarità che ci sono state.
Un passaggio va fatto necessariamente sull'importanza di questo concorso, volto a inserire all'interno della pubblica amministrazione profili come quelli dei candidati, ossia persone dedicate agli uffici del processo, considerate precari PNRR, perché sono persone inserite, nell'ambito del PNRR, all'interno degli uffici del processo, per implementare, aiutare e supportare i giudici nello smaltimento dell'arretrato dei processi civili, penali e amministrativi. Purtroppo, tuttora queste persone sono totalmente precarie ed è necessaria la loro stabilizzazione. Purtroppo, vediamo pochissima attenzione da parte del Governo su questo. Noi lo stiamo portando avanti, come MoVimento 5 Stelle, tramite tantissimi atti della collega D'Orso, ma anche della collega Damante in Senato, dove, in questi giorni, è stato presentato un emendamento alla legge di bilancio, che è segnalato e che è volto all'implementazione di oltre 10.000 profili di addetti all'ufficio del processo, che speriamo possa essere tenuto in considerazione dal Ministero della Giustizia e possa essere effettivamente approvato. Infatti, se vogliamo centrare gli obiettivi del PNRR in termini di giustizia - e sappiamo che tuttora l'obiettivo è molto lontano, anche se c'è stato uno smaltimento importante dell'arretrato, ma, comunque, siamo lontani dal raggiungimento degli obiettivi -, è fondamentale valorizzare queste figure che non possono essere abbandonate e non essere valorizzate per la loro professionalità e per l'importanza che hanno all'interno dei tribunali.
Per cui chiedo al Governo assolutamente un supplemento di riflessione rispetto a queste figure, affinché si possa effettivamente approvare l'emendamento della collega Damante, che prevede più persone all'interno degli organici dei tribunali .
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Vaccari e Furfaro n. 3-02353 .
Il Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha facoltà di rispondere. Le lasciamo volentieri la parola.
FRANCESCO PAOLO SISTO,. Grazie, Presidente. Ringrazio come sempre gli interroganti. Sono lieto di rispondere ai quesiti posti, perché mi offrono l'occasione di fornire alcuni chiarimenti in merito alla ispiratrice del disegno di legge a cui si fa riferimento e di sfatare alcune preoccupazioni che si vanno diffondendo.
Si tratta, come evidenziato, del DDL A.S. n. 978 rubricato “Modifiche al codice di procedura civile in materia di procedimento sommario per l'effettiva realizzazione del credito”.
Il suo obiettivo non è affatto quello di ridurre le garanzie di giustizia dei cittadini. Al contrario, con la presentazione di questa proposta, si è inteso riconoscere alle aziende, spesso in difficoltà nel recupero dei propri crediti, un ulteriore strumento di tutela, lasciando impregiudicati i poteri di difesa del debitore che potrà reagire all'iniziativa del creditore con il tradizionale rimedio dell'opposizione.
L'intervento dell'autorità giudiziaria è quindi soltanto rimandato a una fase, del tutto eventuale, che sarà attivata su impulso dell'ingiunto.
Del resto, già da tempo, il legislatore nazionale - su impulso di quello unionale - ha ammesso la possibilità che la realizzazione del credito avvenga attraverso forme di autotutela privata, senza il preventivo vaglio dell'autorità giudiziaria. Mi riferisco, ad esempio, al recepimento della direttiva 2014/17/UE, concernente i mutui immobiliari. Si tratta, quindi, di rendere più flessibile e funzionale il procedimento di realizzazione del credito e, in particolare, dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese.
Nel corso dell'iter in Commissione, sarà, infatti, chiarito che la misura non si applicherà nei confronti dei consumatori. Inoltre, a maggior garanzia del debitore, il DDL prevede che siano posti a carico del difensore, che accerta la sussistenza dei presupposti per l'emissione della “intimazione di pagamento”, precisi obblighi di verifica preventiva, a pena di responsabilità civile e disciplinare del medesimo professionista.
Si è così inteso enfatizzare un principio di autoresponsabilità dell'avvocato del creditore, da cui non si poteva prescindere in un procedimento che prevede l'emissione di un provvedimento monitorio senza contraddittorio e senza passare attraverso il giudice.
L'obiettivo è - lo ribadisco - quello di favorire il recupero dei crediti, senza spendita però di poteri pubblicistici, come quelli connessi alla concessione della provvisoria esecutività, che - per l'appunto - nella procedura immaginata con questo DDL, non è prevista nella fase gestita dal difensore del creditore. Nessuna perdita di garanzie di difesa per il debitore, quindi: le sue tutele processuali restano assolutamente intatte.
Soltanto un'implementazione degli strumenti a difesa del creditore, che porterà con sé tre importanti benefici: riduzione dei costi del contenzioso civile; accelerazione dei tempi per l'ottenimento di un provvedimento monitorio; snellimento dell'arretrato pendente presso i giudici civili.
PRESIDENTE. Il deputato Vaccari ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
STEFANO VACCARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non sono soddisfatto della risposta che il Vice Ministro Sisto ha dato perché il DDL n. 978 otterrà il risultato opposto a quello previsto dai suoi estensori e non lo dice Vaccari o Furfaro, con l'interrogazione che abbiamo presentato, ma lo dicono la Consulta nazionale antiusura, lo dicono i centri studi di SoloAffitti, che ha fatto indagini in questo senso, e lo dicono l'Associazione e la Federazione europea per la giustizia.
In sostanza, quello che questo disegno di legge produrrà è un'accelerazione degli sfratti, perché, con l'obiettivo sacrosanto di rispondere ai ritardi di alcuni tribunali, produrrà invece molto probabilmente l'effetto opposto. In sostanza, quello che il disegno di legge andrà ad accelerare è una difficoltà, che hanno soprattutto le persone più deboli, legata all'aumento del costo delle bollette e degli affitti, che si ritroverebbero in una condizione di non potere adire alla nuova disposizione di legge e quindi sarebbero le più penalizzate. C'è un dato fondamentale, ossia che il 20 per cento delle esecuzioni immobiliari sulle prime case sono ormai richieste dei condomini, in cui spesso agisce anche una collaborazione tra amministratori di condominio e studi legali che va a peggiorare la condizione delle morosità condominiali spesso legate, come ho precisato, al rialzo delle bollette energetiche e ad altri fattori, anche di temporanea difficoltà economica. Il rischio è che davvero, con la scusa della semplificazione dei ritardi causati dalla carenza di assunzioni e dalla precarietà del lavoro dei giudici di pace, che sono delegati a trattare le cause di importo fino a 10.000 euro, questo Governo arrivi a cancellare tutte le garanzie di giustizia e di difesa dei cittadini impoveriti. Per noi rimane un provvedimento sul quale la maggioranza dovrebbe ritornare. Non a caso, al Senato, la collega Stefani ha presentato un emendamento correttivo alla legge di bilancio, che interverrebbe proprio in questa direzione. La collega Stefani fa parte della maggioranza e vuole molto probabilmente, come noi, evitare una pericolosa scorciatoia che questo disegno di legge introdurrebbe, con il rischio di trasformare la giustizia civile in un terreno di caccia per chi ha più potere economico e legale.
Ci sono stati - non lo diciamo noi ma, torno a ribadire, lo dice la Consulta nazionale antiusura - degli abusi clamorosi, dove sono stati chiesti fallimenti su debiti inesistenti - il caso più eclatante si è verificato a Palinuro - senza il vaglio dei magistrati. Questi episodi rischiano di moltiplicarsi, colpendo soprattutto famiglie, piccoli proprietari e persone fragili. Ci stiamo avvicinando al dato, che prima richiamavo, del 20 per cento delle esecuzioni che riguardano prime case pignorate per debiti condominiali, fenomeno questo in fortissima crescita per l'aumento dei costi di gestione. Togliere il filtro del giudice significa spianare la strada a un sistema ormai consolidato di predatori a caccia di prede.
Chiediamo e facciamo un appello al Governo perché sostenga, invece, e stabilizzi l'istituto dei giudici di pace, che sono stati ridotti da 8.000 a 6.000. Il Governo non ha ancora definito le nuove piante organiche e, quindi, potrebbe ovviare a questa carenza con l'effettuazione di concorsi per recuperare queste risorse.
Chiediamo anche, visto che la legge di bilancio è in discussione, di prendere in seria considerazione l'emendamento della collega Stefani.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito, Paola Frassinetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione n. 3-02351 .
PAOLA FRASSINETTI,. Grazie, Presidente. Gentili onorevoli, onorevole Caso, com'è noto, la carta del docente è stata istituita dalla legge n. 107 del 2015, durante il Governo Renzi.
Tale disposizione, per quanto positivamente orientata ad assicurare un sostegno per la formazione dei docenti, riservava tale strumento solo ai docenti a tempo indeterminato. Tale scelta del Governo Renzi, confermata da tutti i Governi precedenti a questo, ha dato luogo, da subito, a un ampio contenzioso, il cui esito è stato, da ultimo, segnato dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 3 luglio scorso, che ha definitivamente sancito l'inadeguatezza della disciplina originaria nella parte in cui non contemplava i docenti con contratto a tempo determinato al 30 giugno.
Va detto, invero, che si deve solo a questo Governo se si è proceduto a un progressivo ampliamento dei beneficiari della misura. Si ricorda, infatti, che già in occasione del primo anno scolastico successivo all'insediamento del Governo (2023-2024) si era provveduto ad estendere l'utilizzo della carta anche ai docenti con contratti di supplenza annuale “fino al 31 agosto”, prevedendo anche il conseguente incremento delle risorse destinate a tale misura, ovvero 10 milioni di euro nell'anno 2023 e, soprattutto, ben 60 milioni di euro, a regime, nella legge di bilancio per il 2025.
L'ultima sentenza della Corte di giustizia del 3 luglio scorso ha tuttavia imposto un nuovo intervento a cui il Governo ha subito provveduto nell'ambito del decreto-legge n. 127 del 2025, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2025. Con tale disposizione, infatti, è stato previsto, a regime, l'ampliamento della platea dei beneficiari della carta del docente anche al personale con supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Al riguardo, bisogna ricordare che l'articolo 4 della legge n. 124 del 1999 consente l'attribuzione di tali supplenze fino al 31 dicembre di ogni anno; se ne desume, quindi, che è escluso, già in via di principio, il riconoscimento della carta del docente prima che si sia consolidata la platea degli aventi diritto. In questo quadro, si precisa, pertanto, che non sussistono ritardi né impedimenti di natura amministrativa nell'erogazione o nell'utilizzo della carta del docente, poiché l'estensione della platea dei destinatari ai docenti con contratto al 30 giugno, richiede, per sua natura, che vengano mutate, rispetto al passato, le tempistiche di attribuzione della stessa. Allo stesso tempo preciso, invece, che la piattaforma è stata resa accessibile, per l'anno scolastico in corso, agli insegnanti che dispongono di eventuali residui dell'anno scolastico precedente.
Concludo precisando che la possibilità di riconoscere la carta del docente all'inizio dell'anno scolastico si rendeva possibile solo nell'impostazione delineata dal Governo Renzi e mantenuta dai Governi successivi, che riservavano tale beneficio ai soli docenti a tempo indeterminato; scelta, questa, tuttavia ritenuta di natura discriminatoria e, pertanto, giustamente modificata nel senso di estendere la carta anche ai supplenti e di assegnarla, come detto, solo quando sarà individuata anche la relativa platea, ovvero a partire dal gennaio di ogni anno.
PRESIDENTE. Il deputato Caso ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, Sottosegretario, ma non posso reputarmi soddisfatto perché, ad ascoltare quel che ci è stato appena detto, sembra che non si stiano verificando problemi, sembra che tutto stia filando liscio nell'erogazione di questa carta del docente. Facciamo così, io mi limito ad elencare solo i fatti e a raccontare un po' quello che tutti noi possiamo leggere, in questi giorni, nei giornali e nelle riviste di settore, poi, insieme, decidiamo se tutto sta andando bene o no.
Voi dite che l'estensione della carta del docente anche al personale precario, quello che è supplente per almeno un anno, è merito vostro, che se questa estensione c'è, è merito vostro. Vi dico: è vero, da un lato, ma ricordiamo, però, che l'avete fatto a seguito di ricorsi e sentenze. Quindi, più che qualcosa che avete voluto fare, è qualcosa che avete dovuto fare, e lo si è fatto male. Lo si è fatto male perché, all'inizio, avete esteso la platea di chi riceve la carta del docente non a tutti i precari annuali, ma solo a quelli che avevano la supplenza fino al 31 agosto. Nonostante i sottoscritti, come il MoVimento 5 Stelle, a tempo debito, con gli opportuni emendamenti, in diversi provvedimenti, vi avessero ravvisato che questo era un problema, che si sarebbero dovuti integrare e includere anche quelli con supplenza al 30 giugno, voi no, siete andati avanti solo con quelli al 31 agosto. Ci siete arrivati poi, dopo quasi un anno e solamente perché obbligati dalla sentenza della Corte di giustizia europea. E, quindi, continua a generarsi caos su caos.
Ma, prima di andare a vedere quello che sta succedendo in questi giorni, è doveroso sottolineare che, innanzitutto, questo Governo non sta più dando garanzia della cifra: mentre prima c'era una cifra fissa di 500 euro a docente, ora si è detto “vedremo”, vedremo quanti sono i beneficiari e vedremo come andrà. E proprio per questo, proprio perché non si sono messe le dovute risorse, le dovute coperture, che allora si slitta l'accesso a questa carta del docente solo dopo gennaio. Quindi, immaginiamo che i docenti potranno avere accesso a questo loro diritto orientativamente a febbraio, e ricordiamo che questi soldi servirebbero ai docenti per aggiornarsi, per essere al passo con gli ultimi aggiornamenti, per pagarsi dei corsi di formazione, per pagarsi gli strumenti. Dunque, immaginiamo che la carta mi arriva a febbraio, e io poi, dovrò aspettare marzo, aprile, ma anche maggio, per chiudere un corso di formazione, e immaginiamo anche che io, precario, il mese dopo, avrò finito di lavorare e non avrò garanzia per l'anno successivo. Immaginiamo, quindi, quanto può essere utile questa formazione fatta così. Ma non basta.
Andiamo proprio ai problemi che stiamo vivendo in questi giorni, che stiamo leggendo in questi giorni, che riguardano quelli che stanno provando ad accedere ai residui, ovvero quei soldi dell'anno precedente che erano propri, che gli erano dovuti, con riferimento ai quali hanno potuto vedere l'accesso solo ora, dopo il 19 novembre. Ebbene, sembra che, anche lì, ci sia caos. Tanti docenti stanno accedendo, hanno detto: fammi vedere i soldi che mi spettano, in primo luogo, perché non avevo ancora finito di utilizzarli, in secondo luogo, perché ho vinto il ricorso; però molti stanno ricevendo una sola risposta: utente non autorizzato.
E, allora, io sono qui a chiedervi: è vero o non è vero che si sta negando l'utilizzo dei residui a tanti docenti che non li avevano ancora utilizzati? È vero o non è vero che si sta negando l'accesso ai fondi, ai propri fondi, alla propria carta del docente, a quei docenti che stanno ricevendo in risposta dall'assistenza: guarda, i soldi non li puoi più prendere perché non hai fatto il in tempo, perché nell'anno scolastico di riferimento non hai fatto il ? Quindi, è vero o non è vero che stiamo negando questi diritti acquisiti?
Ed è vero o non è vero quello che leggiamo sulla stampa in questi giorni, per cui, per ogni carta del docente da 500 euro negata ai precari, il Ministero ora è costretto a pagare dai 2.000 ai 2.500 euro, più 1.000 euro di spese legali, visto che non vi siete mossi in tempo così come vi avevamo detto di fare? È vero o non è vero che, così come tanti altri settori della scuola, anche in questo, state facendo tanti disastri ?
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 14.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 102, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, sull'ordine dei lavori, il deputato Benedetto Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. In questi giorni si è riaccesa la discussione rispetto al cosiddetto risiko bancario e, in particolare, rispetto a un'operazione sistemica: la scalata da parte di MPS a Mediobanca e presumibilmente, poi, il controllo di Generali.
È stata richiesta più volte in quest'Aula la presenza del Governo, un'informativa del MEF e possibilmente anche della Presidente Meloni, a cui mi unisco. Però, volevo sottolineare di aver fatto formale richiesta, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, al presidente della Commissione finanze della Camera Osnato e, per conoscenza, al Presidente della Camera, affinché venga avviata urgentemente dalla stessa Commissione un'indagine conoscitiva sul tema, che va varata d'intesa con il Presidente della Camera.
Infatti, in questi ultimi giorni l'attenzione si è ridestata a seguito delle indagini della procura di Milano - che andranno avanti per conto loro e, almeno a mio avviso, non riguardano direttamente l'attività del Parlamento: siamo garantisti con tutti - e c'è la necessità di un'indagine conoscitiva da parte del Parlamento, e quindi da parte della Commissione finanze della Camera. Poi vedremo cosa si farà al Senato: il Regolamento prevede che, nel caso, l'intesa tra i Presidenti possa portare a un'indagine conoscitiva comune. Infatti, quello che è accaduto di pubblico - poi vedremo se esiste qualcosa di non pubblico che profili dei reati - è già sufficiente perché il Parlamento adotti un'iniziativa, svolga un'indagine conoscitiva che si possa concludere con un documento che accerti i profili politici di quello che è accaduto.
Nel novembre di un anno fa, nel 2024, non appena si seppe il che UniCredit voleva avallare una OPS, un'offerta pubblica di scambio, una scalata a BPM, Salvini subito disse: UniCredit non è una banca italiana, giù le mani da BPM e MPS, lasciamoli lavorare, eccetera. Ma non si fa così. Poi ci furono le parole - e vado a chiudere, Presidente - di Giorgetti. Poi venne deciso in sede di Consiglio dei ministri un totalmente fuori luogo, smentito dal TAR e ora sotto indagine da parte della Commissione europea, che ha aperto una procedura di infrazione sul per come è stato utilizzato.
Poi c'è stato il fatto che il MEF, cioè il Governo italiano e cioè l'Italia, ha dismesso, ha venduto il 15 per cento di azioni di proprietà dello Stato a seguito dei salvataggi con una procedura totalmente irrituale - ho presentato dei al riguardo e il Ministro Giorgetti su questo è stato reticente - usando una banca, Banca Akros, totalmente fuori scala rispetto a un'operazione del genere; casualmente, quel 15 per cento è finito a quattro soci, che erano già soci in MPS e che, casualmente, in quei sette minuti in cui è durata la procedura, hanno offerto la stessa cifra con lo stesso premio; casualmente, Banca Akros era di proprietà di BPM, cioè uno dei soci in questione. Il Governo ha giocato da arbitro e da giocatore.
È necessario che si vari al più presto questa indagine conoscitiva da parte della Camera dei deputati, perché bisogna non indagare - quello lo fa la procura - ma mettere a verbale, scrivere in un documento della Camera tutto quello che è accaduto.
Poi il Governo venga e si assuma la responsabilità di aver messo un sbagliato, di avere ceduto il 15 per cento in quel modo totalmente anomalo, di avere pilotato un'operazione bancaria come nessun altro nella storia della Repubblica ha mai fatto. Vengano, lo spieghino, ma il Parlamento ha diritto di conoscere, di sentire tutte le parti che hanno avuto un ruolo in questo pezzo del risiko bancario.
PRESIDENTE. Quindi, scusi, per queste ragioni - anche se l'ha evocato, non l'ha detto in maniera diretta ed esplicita -, lei chiede un'informativa?
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). No, ho ribadito, signor Presidente, di aver mandato una lettera ieri al presidente Osnato e al Presidente della Camera, che insieme possono decidere…
PRESIDENTE. Come indagine conoscitiva in Commissione…
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). …e, quindi, mi auguro che il Presidente della Camera e il presidente Osnato rispondano positivamente a questa richiesta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, sull'ordine dei lavori, sullo stesso argomento, il deputato Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Ci associamo alla richiesta del collega Benedetto Della Vedova, perché riteniamo che, su questo tema, sia necessaria un'informativa da parte del Ministero dell'Economia e delle finanze per chiarire e rendere meno opaco quanto è avvenuto finora.
Già nel luglio di quest'anno, con un'interrogazione parlamentare, avevamo evidenziato che la vicenda della cessione del 15 per cento del Monte dei Paschi di Siena, effettuata dal MEF nel novembre del 2024 tramite una procedura accelerata, sollevava numerosi dubbi, e avevamo messo in guardia dal rischio concreto di una possibile violazione delle regole comunitarie, evocando l'eventualità di una procedura a carico del nostro Paese, a cui si è aggiunta purtroppo in questi giorni l'indagine della magistratura.
Questa cessione si discosta, secondo noi in maniera evidente, dalle precedenti e porta a una concentrazione della quota venduta in mano a solo quattro soggetti: sono elementi che suggeriscono, quindi, un'azione concertata, ma voi sapete che le azioni concertate dovrebbero essere dichiarate preventivamente, pena il rischio di una manipolazione dei mercati.
Riteniamo, perciò, che questo intreccio tra ruoli pubblici e soggetti acquirenti, unito all'esclusione di altri operatori interessati, come UniCredit, richieda una discussione trasparente in Parlamento, dovuta al suo ruolo di indirizzo e controllo, anche verificando in sede di Commissione finanze gli elementi per una indagine conoscitiva.
Vedete, in Commissione finanze stiamo discutendo un'importante legge, quella detta dei capitali, sul mercato dei capitali. È una riforma sicuramente necessaria e urgente, ma tale discussione è accompagnata da proposte che riguardano in particolare la delle società quotate e soprattutto una nuova disciplina relativa alla presentazione delle liste del consiglio di amministrazione.
Quindi, ci sono ancora elementi che fanno pensare a interventi volti più a favorire gruppi di potere piuttosto che a riformare il mercato dei capitali.
Per queste ragioni anche noi riteniamo urgente che il Ministro dell'Economia e delle finanze venga a riferire in Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento il deputato Cappelletti. Ne ha facoltà.
ENRICO CAPPELLETTI(M5S). Grazie, Presidente. Anche il MoVimento 5 Stelle si associa alla richiesta di informativa urgente in materia di risiko bancario.
In pratica - per spiegare ai cittadini e a chi ci ascolta quanto accaduto - è successo questo: una banca, che è stata ed è partecipata dallo Stato, ma che è stata salvata con i soldi dei cittadini, degli italiani, è stata messa a disposizione di due gruppi, in particolare i gruppi Caltagirone e Delfin, che hanno utilizzato questa acquisizione per scalare Mediobanca, arrivare ad una quota maggioritaria e acquisire il controllo di Generali Assicurazioni.
Ora, a noi ricorda un pochino fatti avvenuti vent'anni fa dei furbetti del quartierino, perché c'è tutta una serie di stranezze che vedono come protagonista il Ministro Giorgetti della Lega. Cito un paio di stranezze o tre. In primo luogo, l'utilizzo di una procedura ristretta. Viene da chiedersi chi ci guadagna da una procedura ristretta. È avvenuto ai danni dei cittadini e a vantaggio di un gruppo imprenditoriale o il suo contrario? Su questo deve essere fatta piena luce, come anche sulla seconda stranezza, cioè sul blocco dell'OPS di UniCredit sulla Banca Popolare di Milano. Anche questo: ma chi ci guadagna? Chi ci guadagna da questo? Ancora una volta, pare che si facciano gli interessi di un gruppo privato che, guarda caso, è anche editore di numerosi - tra gli altri - quotidiani e ne cito uno: , che è un quotidiano che è stato messo a disposizione del centrodestra e della Lega - il partito del Ministro Giorgetti - da anni . Allora, chi ci guadagna? Sicuramente ci guadagnano quei partiti che hanno avuto un quotidiano sul territorio a disposizione per utilizzarlo come fosse una , fingendo che fosse un giornale generalista.
Ora, ben venga l'intervento della magistratura, ma venga anche il Ministro qui in Aula a riferire, perché il MoVimento 5 Stelle è da molto tempo che chiede che venga fatta chiarezza. Noi abbiamo fatto ripetutamente delle denunce, anche qui in Aula. Abbiamo depositato diverse interrogazioni, che sono rimaste senza risposta. È ora che il Governo si assuma le sue responsabilità politiche per questa operazione e venga a riferire in Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sulla stessa materia, il deputato Filiberto Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. È in corso una preoccupante inchiesta della magistratura. Ovviamente, l'inchiesta procederà nell'autonomia della magistratura italiana e aspetteremo gli esiti di questa inchiesta. Ciononostante, le notizie pubbliche, quello che noi sappiamo e che leggiamo anche dai giornali, alimentano una forte preoccupazione da parte di tutti quanti noi. È per questo che sulle vicende dell'acquisizione, da parte di MPS, di Mediobanca è necessario, prima di tutto, che il Governo venga in Aula a rispondere al Parlamento della realtà delle cose, di quello che è accaduto in questi mesi. Il Ministro Giorgetti e la Presidente Meloni devono venire in Aula a rispondere al Parlamento.
La questione non nasce oggi. Già la cessione del 15 per cento di MPS ha suscitato una serie di perplessità, che sono state evidenziate anche al tempo: una procedura accelerata e anche anomala di cessione; una cessione che è finita nelle mani di solo quattro soggetti, tra i quali, appunto, Caltagirone, Lovaglio e Milleri, che sono stati anche tra i soggetti - diciamo così - che, tramite intercettazioni, hanno fatto delle affermazioni significative, per non parlare, appunto, del presunto - accerterà la magistratura, ma se fosse confermato sarebbe un evento gravissimo - dello stesso Giorgetti rispetto a questi operatori del mercato. Il dato gravissimo è che non era mai accaduto che un Governo entrasse così decisamente e in modo così anomalo in una decisione relativa alla questione bancaria. Del resto, la cessione del 15 per cento e le modifiche normative messe in atto dallo stesso Governo sull'utilizzo del e sulla soglia dell'OPA pubblica - nella riforma del testo unico della finanza - lasciano perplessità aperte che il Governo deve chiarire.
Si è parlato di gara pilotata? Vorremmo sapere se questo elemento è vero e lo vogliamo sapere direttamente dal Governo. La vicenda è piena di opacità e di anomalie ed è necessario che venga fatta chiarezza. Non possono esistere dubbi circa il ruolo del Governo e del MEF sulla possibilità di favorire cordate considerate amiche, finalizzate a costituire veri e propri imperi finanziari, che rappresentano una concentrazione enorme di potere non solo dal punto di vista finanziario ma, come è già stato evidenziato da altri colleghi, anche dal punto di vista dell'informazione, perché la concentrazione sui mezzi di informazione e altre questioni possono cambiare la natura della nostra democrazia.
Noi siamo estremamente preoccupati. Anche l'idea del collega Della Vedova, di un'indagine conoscitiva, è una questione che sicuramente dovrà essere all'attenzione del presidente Osnato e del Presidente della Camera Fontana - e ci teniamo a sottolineare anche il nostro sostegno a questo tipo di ipotesi -, ma occorre che immediatamente il Governo venga a rispondere in Aula. Ci sono troppi dubbi, troppe opacità e troppa poca chiarezza su un settore strategico per la nostra economia e per il nostro Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Roberto Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signor Presidente. Anche noi per unirci alle richieste dei colleghi e, in particolare, alla richiesta avanzata dal collega Della Vedova - che ha già avanzato, se non erro, nella Commissione competente - affinché sulla materia del risiko bancario si avvii un'indagine conoscitiva da parte della Camera che vada oltre la contingenza. A me non piace mai intervenire e chiedere la presenza del Governo o l'attivazione dei canali informativi al Parlamento da parte del Governo quando scattano delle inchieste sul piano giudiziario. Per fortuna noi possiamo anche rivendicare che su un aspetto particolare, che è quello dell'utilizzo del da parte del Governo, siamo intervenuti con Matteo Renzi, ma anche con il capogruppo al Senato Borghi, ben prima che si aprisse la questione giudiziaria di questi giorni, perché nell'intervista del 29 maggio 2025 - quindi, di sei mesi fa - Matteo Renzi poneva il problema dell'utilizzo strumentale di questo strumento, che dovrebbe essere l'arma atomica e che è stato, invece, deciso immediatamente dal Governo. Ovviamente, tutto questo si aggiunge alle anomalie nella procedura che ha visto la cessione del 15 per cento di MPS nel giro di sette minuti. Ripeto: non parlo di cose giuste o non giuste giudiziariamente, di peso o non peso; parlo di anomalie sul piano procedurale che tali sono e tali sono state rimarcate da tutti.
Queste sono le ragioni per le quali, a prescindere completamente - ripeto - da quella che è l'azione dell'attività giudiziaria, che farà il suo corso, noi riteniamo che sia arrivato il momento, dopo sei mesi, che il Governo venga a dirci sicuramente quali sono state le proprie azioni, ma facendolo attraverso un lavoro parlamentare della Commissione, che faccia un'indagine - essa sì - per capire cosa è successo nel complesso di questa operazione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori ma su un altro argomento, il deputato Nicola Fratoianni. Ne ha facoltà.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). Grazie, signor Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa urgente del Ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, sulla situazione di Gaza e della Cisgiordania. Domenica scorsa tre attivisti volontari italiani sono stati svegliati a calci e pugni, picchiati dall'ennesima iniziativa dei coloni israeliani, che praticano in Cisgiordania, ormai da molto tempo, una violenza sempre più impunita. Lo abbiamo detto molte volte in quest'Aula: non sono episodi che possono essere liquidati come il gesto di violenti isolati e non possono essere liquidati con un richiamo alla necessità che finiscano le isolate violenze di qualche colono. Sono il frutto di una strategia politica. Lo abbiamo - ripeto - detto molte volte quando, anche in solitudine, denunciavamo il rischio che, mentre si compiva il genocidio a Gaza, aumentasse in modo molto significativo la velocità con cui il Governo israeliano, i suoi apparati, l'IDF e l'Esercito israeliano praticavano la pulizia etnica e pianificavano la sostanziale annessione anche della Cisgiordania. Altro che “due popoli, due Stati”, altro che pace duratura!
Vede, signor Presidente, quando fu annunciata, con la presentazione del cosiddetto piano Trump, la possibilità di giungere a una tregua, noi fummo, insieme ai colleghi e alle colleghe di tutto il Parlamento, qui a dire: se c'è qualcosa che è in grado di interrompere il ciclo infernale dello sterminio sia il benvenuto.
Ma attenzione - dicevamo anche -, perché la pace perché sia tale, perché diventi pace trasformando la tregua del cessate il fuoco in pace, ha bisogno di molti passi: ha bisogno di coraggio, ha bisogno di scelte, ha bisogno del protagonismo del popolo palestinese, del riconoscimento di uno Stato palestinese, che ancora, colpevolmente, non arriva, anche da parte del nostro Governo.
È venuto il Presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, a Palazzo Chigi qualche settimana fa; tornerà - ho visto oggi - ospite di Atreju. Sarebbe bello che, almeno in quell'occasione, arrivasse una notizia: che è arrivato finalmente il momento, dopo molti rinvii - dopo il domani, il dopodomani, il dopodomani ancora, forse vedremo - di annunciare il riconoscimento dello Stato palestinese. È arrivato il momento che il nostro Governo alzi la voce. È arrivato il momento di riaccendere i riflettori.
Che succede oggi in quella terra martoriata? Perché a Gaza continuano sistematicamente le violazioni unilaterali della tregua , continuano i bombardamenti, le uccisioni mirate. Continua, nei fatti, un silenzioso genocidio, nella condizione inaccettabile della popolazione civile, nel modo con cui, ancora in modo del tutto insufficiente, viene consentito l'ingresso degli aiuti. Perché ogni giorno la Cisgiordania è il teatro di un'occupazione sempre più insopportabile, non strisciante, ma prorompente: 1.000 nuovi , le sbarre che si aprono e si chiudono sulla base delle scelte unilaterali del Governo israeliano e dell'IDF, omicidi, pestaggi, pestaggi ai danni dei nostri volontari - e sono volontari che vanno lì ad accompagnare i bambini a scuola, a difendere gli ulivi, le raccolte, le case dei palestinesi, che vengono abbattute -, pestaggi ed omicidi, soprattutto nei confronti della popolazione palestinese.
Oggi quei tre volontari ci ricordano, da molte pagine dei nostri quotidiani, che non è la loro condizione quella che va messa sotto la lente di ingrandimento. Certo, ci preoccupiamo per loro, gli mandiamo un abbraccio pieno di ringraziamento per il lavoro che fanno , vogliamo che vengano tutelati, ma loro ci ricordano che l'oggetto della nostra attenzione - e finisco, Presidente - e della nostra iniziativa politica deve essere la condizione del popolo palestinese.
Allora aspettiamo ancora che da parte di questo Governo, oltre alle parole di richiamo, ci sia qualche atto concreto per dare a quel popolo, a quella terra, una speranza, una possibilità di fuoriuscire da questo ciclo infernale, che sembra non finire mai
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ci associamo alla richiesta al Ministro Tajani di venire a riferire in Aula. È successo un fatto molto grave: tre attivisti italiani sono stati feriti da coloni israeliani vicino a Gerico, in Cisgiordania. Circa 10 coloni israeliani hanno fatto irruzione mentre stavano dormendo, sapevano che si trattava di stranieri; se ne sono andati dicendo: non tornate più qui.
Signor Presidente, insieme ad un gruppo di colleghi del Partito Democratico, da poche ore siamo tornati dalla Cisgiordania e queste violazioni, queste violenze, queste violazioni dello Stato di diritto le abbiamo viste, le abbiamo ascoltate da tanti palestinesi e anche da alcuni connazionali che fanno i volontari in quella terra e non possono essere derubricate né stigmatizzate, naturalmente, come azioni isolate dei coloni, di personaggi magari un po' esagitati. Diciamo che ne abbiamo viste tante. Questa è una strategia deliberata del Governo israeliano, del Governo di Netanyahu, che utilizza anche i coloni per rendere impossibile la vita dei palestinesi e ora, con un' inaudita anche rispetto a prima, anche di chi li aiuta, anche delle persone che vengono da altri Paesi per sostenerli, per aiutarli.
Credo che il Ministro Tajani non possa cavarsela dicendo che i ragazzi italiani sono stati malmenati, ma non hanno ferite gravi: è un po' come dire che il diritto internazionale vale fino a un certo punto . Non se la può nemmeno cavare soltanto con una condanna verbale. Qui si tratta di un attacco mirato, deliberato a intimidire, a punire chi fa solidarietà, chi pratica la solidarietà, la solidarietà internazionale.
Questi ragazzi, questi ragazzi italiani, accompagnano i bambini a scuola, accompagnano gli agricoltori e i pastori al lavoro, fanno da interposizione pacifica contro gli attacchi continui e costanti. Quindi, certo, siamo contenti della nota di condanna ai coloni siglata, anche prima di questo episodio, dall'Italia, con Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche dopo quanto è accaduto e per quanto accade quotidianamente al popolo palestinese, occorre alzare il livello dell'azione politica, occorre mettere in pratica quelle sanzioni al Governo di Israele che da tanto tempo noi chiediamo e occorre convocare l'ambasciatore, chiedere conto di quanto è successo.
Quindi noi ci associamo alla richiesta e chiediamo che il Ministro Tajani venga a riferire in Aula per spiegare a quest'Aula quali azioni concrete sta portando avanti per tutelare i nostri connazionali che praticano solidarietà in Cisgiordania e per stigmatizzare le continue e costanti violazioni, gravi violazioni, a cui sono sottoposti i palestinesi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Barzotti. Ne ha facoltà.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Anche il MoVimento 5 Stelle si associa alla richiesta di informativa al Ministro Tajani: che venga qui, che venga presto, a riferire sulle violenze, sulle aggressioni inaudite ai nostri connazionali che si trovavano in Cisgiordania nell'ambito di operazioni di volontariato.
Innanzitutto, prestiamo la nostra solidarietà ai nostri connazionali, ma ci chiediamo veramente come sia possibile che il Ministro abbia usato parole tanto blande rispetto a un'aggressione tanto cruenta ed inaccettabile
Presidente, quello che è accaduto: i nostri connazionali si trovavano in una casa e, nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre, hanno subito questa aggressione da parte di una decina di coloni israeliani mascherati, armati, che li hanno picchiati, hanno rubato loro i passaporti e gli strumenti di lavoro. Un qualcosa di agghiacciante, che ci fa veramente dubitare delle tutele che questo Governo è in grado di assicurare ai nostri connazionali impegnati all'estero Questo non è accettabile. Si tratta di un' di violenze che sta accadendo nella ormai da tempo, che noi, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo denunciato tantissime volte, che abbiamo visto con i nostri occhi quando siamo stati in delegazione in Cisgiordania e che, comunque, tantissime organizzazioni internazionali e Governi europei hanno già denunciato con forza. Si parla di strategia dell'intimidazione, non soltanto nei confronti della martoriata popolazione palestinese, a cui va sempre il nostro pensiero e la nostra difesa, ma ormai anche nei confronti dei volontari e degli osservatori che vanno lì con lo scopo unico della solidarietà, e questo non è accettabile.
Ormai si parla di immunità di questi coloni israeliani, perché Israele non sta facendo nulla nei loro confronti e il Ministro Tajani avrebbe dovuto richiedere sanzioni nei confronti dei coloni, avrebbe dovuto avere un atteggiamento più fermo, più di condanna, perché, in assenza di un atteggiamento chiaro, si rischia non solo una sottovalutazione di quello che sta accadendo, ma anche un implicito assenso. A prescindere dalle belle parole, servono un atteggiamento fermo e azioni concrete, che non stiamo vedendo. Bisogna alzare il volume su questa questione, non basta quello che è stato detto, e sono state parole blande e imbarazzanti. Quindi, il Ministro venga qui a spiegarci che cosa intende fare in Italia, ma anche nei consessi internazionali, per condannare quello che è accaduto e quello che, quotidianamente, succede a Gaza e in Cisgiordania
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Per unirmi alla richiesta di informativa urgente e per aggiungere che è un peccato che si debba giungere, come era successo nel caso di padre Romanelli, ad avere vittime “più vicine a noi”, tra virgolette, perché italiane, perché cristiane, per occuparci di un tema che, però, va avanti non solo dall'inizio di questa guerra, ma ben da prima: il tema dei coloni e dei soprusi che giornalmente questi coloni effettuano.
Noi, come Azione, avevamo già chiesto che ci si occupasse di questo tema anche con sanzioni a destinazione di queste persone che, in maniera assolutamente arbitraria, commettono violenze giornalmente e soprattutto pensiamo che, in un'ottica di un piano di pace in teoria per la Striscia di Gaza, in realtà, ci si debba anche e necessariamente occupare di quello che succede in Cisgiordania e degli abusi che vediamo giornalmente.
Quindi, auspichiamo che il Ministro Tajani venga non solo per parlare degli italiani, perché gli stessi volontari, nelle loro dichiarazioni stampa, hanno detto: non deve venire a parlare di noi; noi, sì, siamo stati feriti e picchiati, ma continueremo a fare il nostro lavoro. Il Ministro dovrebbe davvero occuparsi della situazione generale e contribuire, come Italia, affinché il piano di pace possa includere, in maniera molto decisa, anche una risoluzione di questo problema e di questo tema, perché altrimenti non ci sarà una pace duratura, se queste violenze e questi soprusi continueranno ad essere tollerati .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, ma sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, siamo qua a richiedere la presenza in Aula del Ministro Crosetto. Le parole dell'ammiraglio della NATO Cavo Dragone sono per noi gravissime e spero lo siano per tutti voi, perché parlare di un cambio di strategia e valutare anche un attacco ibrido preventivo fa tremare i polsi. Ecco, questo significa, di fatto, legittimare l'idea di una guerra permanente, di una guerra fredda liquida. Però, quello che ci chiediamo oggi è: perché l'ha fatto? I casi sono due, colleghi: o voleva gettare nel panico le cancellerie europee e il vostro Governo, che tace non a caso, oppure, forse, ha fatto una . E, allora, ci chiediamo come un ammiraglio possa guidare la NATO, perché lo chiedo a voi: siamo d'accordo, siete d'accordo a trasformare l'Alleanza atlantica in un'alleanza offensiva? Pensate di farlo senza una discussione in Parlamento? Pensate di farlo contro la nostra Costituzione? Perché, guardate, questa vicenda puzza. Infatti, qualsiasi attacco… Lo dico così, sommessamente, per chi vede da lontano: di solito, semmai davvero si dovesse fare, si fa e poi si sta pure zitti, almeno abbiamo visto così. E se non è così? Allora, ci chiediamo se tutto questo non sia molto più semplice. Allora l'ammiraglio stava facendo un'altra cosa: ogni volta che c'è un'diplomatica, c'è qualcuno che qua fa saltare il banco e inizia un', un' militare, di parole, e così quell'economia di guerra continua a fare il suo corso e si allontana ogni scenario possibile. Guardate, questa vicenda non c'entra niente con la deterrenza, questa è solo benzina sul fuoco.
E fatemi dire, però, perché non so se Crosetto stia storcendo il naso o no dopo quelle parole, perché è lo stesso che la scorsa settimana ci spiegava che serve un salto di qualità. E mica parlava di cybersicurezza, eh! Non solo, diceva che serve un grande ritorno alla leva. Di che cosa sta parlando, scusate? La leva obbligatoria non c'è, non c'è da vent'anni. Vi parla uno del 1980, la prima generazione che ha visto la fine di quella storia.
Che cosa state dicendo? Davvero pensate che si possa fare per via volontaria? Vi diamo una risposta: c'è già, è già su base volontaria. Di che cosa state parlando? Volete ritornare all'obbligatorietà? Volete mettere il casco? Volete dire che, in questa nuova economia di guerra, serve mettere in campo tutto? Ma per cosa? Non siamo invasi, non saremo invasi. E se serve intelligenza in tutta questa discussione, vi dico di più: semmai dovesse tornare questa discussione, in questo Paese, è pronta una nuova stagione di obiezione di coscienza di massa, una nuova…
MARCO GRIMALDI(AVS). …stagione di disobbedienza pacifica e civile contro le vostre idee, che ci porteranno a una guerra fredda senza socialismo, senza ideologie…
PRESIDENTE. La ringrazio.
MARCO GRIMALDI(AVS). …e con tanta, tanta per i più deboli .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Noi ci associamo alla richiesta di informativa del Ministro Crosetto, ma aggiungeremo anche della Presidente Meloni e del Ministro degli Esteri, e direi tutto il Governo, perché in quest'Aula non si dovrebbe parlare d'altro che non di come ci state portando in guerra . Infatti, cosa c'è di più grande di questo argomento? E allora noi non ci stiamo più al giochino dialettico che oggi la Russia è una minaccia, mentre domani la Russia non ha neanche i carrarmati per invadere il Donbass ed è difficoltà: cioè, a seconda di come torna alla narrazione mediatica trattare la Russia, la Russia si tratta. Ma oramai il gioco dell'ipocrisia è stato svelato, e guardate… riguardo alle dichiarazioni di Cavo Dragone, Tajani come ha risposto? Ha detto: no, attenzione, è un problema di traduzione . Noi abbiamo un Ministro degli Esteri che, di fronte a un ammiraglio della NATO, che dice, sostanzialmente, che dobbiamo passare all'attacco, dice: no, è un problema di traduzione. Signori, siamo a questo. Io, oramai, a quello che dice Tajani, onestamente, non ci sto più dietro, perché ogni giorno peggiora davvero la sua situazione.
Noi abbiamo avuto una Premier che, nei giorni della , ha avuto il coraggio di dire che alcuni attivisti disarmati minacciavano una trattativa di pace e non ha il coraggio di dire che un ammiraglio della NATO, che parla di attaccare la Russia nel momento in cui c'è una trattativa, va a minare qualcosa! Ma cosa c'è di più ipocrita di questo?
E, allora, a proposito di guerra e di economia di guerra - perché vi nascondete -, bisogna dire i numeri. Allora, in questo Paese, il Ministero delle Imprese e del - quello che ha tagliato Transizione 4.0, quello che non fa niente per le nostre imprese -, su 25 miliardi (fonte legge di bilancio) … 11 vengono destinati alla difesa : cioè il 40 per cento di quello che il nostro Ministero delle Imprese e del spende per le imprese lo spende per il riarmo! Oggi nella legge di bilancio! E per quante aziende? Quante aziende sono legate alle armi in questo Paese? Su 4,5 milioni di imprese, 200 aziende sono legate alla difesa. Quindi, noi spendiamo il 40 per cento del del nostro Ministero per 200 imprese !
Noi abbiamo Leonardo che valeva 8 miliardi nel 2024, oggi ne vale 24; abbiamo Rheinmetall che valeva 12 miliardi e oggi ne vale 67. Questi stanno già vincendo la guerra! E abbiamo la von der Leyen che dice che dobbiamo investire immediatamente 200 miliardi di euro per continuare questa guerra! Abbiamo la Kallas, la Ministra degli esteri dell'Unione europea, che ogni giorno butta benzina sul fuoco.
Allora, non considerando la realtà che è sotto gli occhi di tutti, signori, a noi dispiace: l'Ucraina oggi, fonte del Governo Zelensky, ha un milione e mezzo di disertori. Quella guerra è arrivata, ce ne facciamo una ragione? E ci facciamo una ragione che in quest'Aula si può dire, senza essere tacciati di filoputinismo, che noi non siamo e non vogliamo essere in guerra contro la Russia ? Che l'Italia non vuole essere in guerra con nessuno? Che l'Italia non ha nemici e neanche la Russia è un nemico? Lo vogliamo dire?
E lo diciamo soprattutto ai giovani, perché il Paese che state preparando, lo state preparando per loro, per quei giovani che anche sabato erano a Roma, in piazza, in 100.000, ma nessun giornale li ha ovviamente citati. Centomila persone contro la vostra finanziaria di guerra. Tutti giovani! E allora i giovani non devono essere testimoni di tutto questo. Devono combattere per il loro futuro, perché altrimenti combatteranno per le loro vite . Perché siano tranquilli i giovani che qua dentro…
PRESIDENTE. La ringrazio.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). …in guerra non ci andrà nessuno.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). La guerra non la fanno i quarantenni e i cinquantenni. La guerra la fanno i ventenni, i venticinquenni e quelli che ora sono adolescenti. E voi gli state preparando un futuro di guerra !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Graziano. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO(PD-IDP). Grazie Presidente. Per unirci alla richiesta di informativa del Ministro Crosetto, perché riteniamo che comunque le parole dell'ammiraglio Cavo Dragone siano parole che fanno riflettere, ma soprattutto perché è evidente che c'è un grado di condizione dei conflitti che è anche quello ibrido, ma è chiaro, è giusto, per quello che concerne il gruppo del Partito Democratico, che ci sia un'informativa compiuta di quello che sta accadendo, di quali siano le condizioni, di che cosa si prevede e come si immagina di dover confrontarsi con una condizione di questo tipo.
Per cui spero che avvenga al più presto e che si eviti di sentire comunicazioni anche di questo tipo sui giornali, a fronte, invece, di informare, a mio avviso, prima il Parlamento. Perché è evidente che c'è un tema della battaglia ibrida, e questo mi sembra abbastanza evidente, ma allo stesso tempo siamo in una condizione molto sensibile e molto particolare. Quindi, forse è giusto informare prima il Parlamento e poi, se si deve decidere, non c'è bisogno di comunicarlo, lo si decide .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, il deputato Soumahoro. Ne ha facoltà. Sempre sull'ordine lavori, immagino per una richiesta di informativa.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Confermo, Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa del Governo sulla situazione drammatica che si sta vivendo in Sudan. Oggi la regione del Darfur, in Sudan, è diventata l'epicentro della sofferenza umana. La guerra in corso, secondo le Nazioni Unite e secondo le organizzazioni umanitarie, ha causato la morte di oltre 150.000 persone. Sono 13 milioni le persone costrette a lasciare le proprie case in tutto il Sudan, tra cui oltre 3.300.000 rifugiati, spesso bambini, nei Paesi vicini.
Oltre 255.000 giovani sono stati armati e coinvolti nei bombardamenti in corso in tutto il Sudan. Parliamo di bambini soldato. Oltre 15 milioni di persone, soprattutto bambini, soffrono di disturbi legati a stress, fame, paura e sfollamento. Oltre 17 milioni di bambini sono privati della possibilità di andare a scuola. Questo è il quadro da apocalisse che attualmente si vive in Sudan. Urge un'informativa del Governo, perché in Sudan stiamo assistendo alla più grande crisi umanitaria del mondo. Crisi davanti alla quale non possiamo essere osservatori passivi. Crisi davanti alla quale non possiamo essere osservatori silenti. Crisi davanti alla quale non possiamo essere osservatori indifferenti.
Crisi davanti alla quale il mondo intero, oggi, dovrebbe sentire la sofferenza di quegli oltre 17 milioni di bambini che oggi si vedono impossibilitati ad andare a scuola. Stiamo parlando di quei bambini, milioni di bambini, costretti a morire in questa indifferenza. Probabilmente, e non vorrei minimamente crederci, per alcuni ci sono guerre di serie A e guerre di serie B, ci sono morti di serie A e morti di serie B, ci sono sfollati di serie A e sfollati di serie B. In Sudan è il polmone dell'umanità che sta soffrendo; in Sudan è il polmone dell'umanità che viene ucciso ogni giorno; in Sudan è il polmone della nostra umanità che viene messo in discussione.
Presidente, urge un'informativa da parte del Ministro degli Affari esteri, urge un'informativa da parte del Governo. È un grido che proviene dal profondo dell'umanità; è un grido che proviene da quei bambini che vengono uccisi ogni giorno; è un grido che proviene da quella madre di 44 anni che ha detto che ha visto i suoi 6 figli uccisi davanti ai suoi occhi. Questo è quanto si sta vivendo in Sudan ed è a due passi da noi. Con gli oggi riusciamo a capire cosa avviene ai quattro angoli del mondo, ma difficilmente riusciamo a fermarci.
Eppure ci dobbiamo fermare per sentire il grido di quei milioni di bambini, di donne, di bambini soldato, di giovani, di bambini che vengono privati della possibilità di andare a scuola. È il grido del Sudan, è il grido della nostra umanità. A fare differenza è l'appellativo, è il nome che viene dato al luogo, ma a unirci è lo stesso sangue rosso, a unirci è la stessa umanità. Per questo motivo chiedo al Governo di venire a riferire in Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Arnaldo Lomuti. Ne ha facoltà.
ARNALDO LOMUTI(M5S). Sì, grazie, Presidente. Ci uniamo anche noi alla richiesta di informativa del Ministro Tajani su quanto sta accadendo in Sudan, per via dell'intensificarsi degli scontri fra l'esercito regolare, con a capo Abdel Fattah al-Burhan, e le RSF, l'esercito paramilitare a guida Mohamed Hamdan Dagalo. La caduta della città di El Fasher ha aggravato ancora di più la crisi umanitaria. El Fasher è una città importante del Sudan, sotto assedio da 500 giorni.
La sua caduta ha aumentato la crisi umanitaria di intere e diverse comunità. Tutti i negoziati sono stati puntualmente, diciamo così, non rispettati, le tregue lo stesso. Si aggrava, giorno per giorno, quindi, la crisi umanitaria. Si moltiplicano le esecuzioni sommarie, gli stupri e le torture. Dodici milioni è il numero che conta riferito agli sfollati. Moltissimi civili si nutrono con cibi per animali.
Siamo di fronte, quindi, a una crisi umanitaria catastrofica per dimensioni che si divide in due fattori, che ha due concause: una è quella delle armi, quindi, dei morti per arma da fuoco e l'altra, invece, è determinata dalla fame, perché non solo a Gaza, ma anche in Sudan, la fame viene utilizzata come una spietata arma da guerra.
Per questi motivi, noi chiediamo che il Ministro Tajani, almeno qui - dove non ci sono motivi di subalternità, come su Israele e come l'Occidente sul conflitto russo-ucraino - questa volta, mostrando un po' di coraggio al Parlamento e al popolo italiano, possa venire a riferire su quanto sta accadendo in Sudan .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per reiterare - ricordo che lo avevamo già fatto alcune settimane fa - la richiesta di un'informativa del Ministro Tajani sul dramma che sta vivendo il Sudan. Quindi, ci associamo alla richiesta del collega Soumahoro.
Stiamo assistendo troppo silenti, come comunità internazionale, a un dramma umanitario di dimensioni epocali. Quindi, occorre mettere in campo la diplomazia per fermare i massacri e porre la parola fine a questo dramma.
Per queste ragioni chiediamo che l'Italia faccia la sua parte. Un'informativa del Ministro Tajani è estremamente utile e siamo, quindi, a reiterare questa richiesta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io, a nome del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, per associarci alla richiesta di informativa urgente del Ministro Tajani, come ha fatto oggi il collega Soumahoro, e come noi abbiamo già fatto settimane fa, perché riteniamo che non si possa rimanere silenti davanti a una catastrofe umanitaria della portata cui stiamo assistendo oggi.
Fuori dai riflettori migliaia di civili stanno morendo nel conflitto e migliaia e migliaia di bambini soffrono in questa terra. Noi riteniamo che sia indispensabile che l'Italia prenda una posizione e che il Ministro ci riferisca come intendano agire per garantire la creazione di corridoi umanitari, ma soprattutto chiediamo che si utilizzi la leva diplomatica per porre fine all'assedio e restituire pace e giustizia a un territorio martoriato come quello del Sudan, di cui vogliamo parlare in quest'Aula e su cui vogliamo che il Governo prenda delle posizioni chiare e serie .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Anche noi ci eravamo associati, qualche settimana fa, alla richiesta di un'informativa del Governo e torniamo ad associarci - senza aggiungere altro e togliere tempo ai lavori - alla richiesta dell'onorevole Soumahoro, sposando le parole con le quali ha motivato, anche in questa occasione, la richiesta di informativa del Governo, e ovviamente anche alle considerazioni dei colleghi che mi hanno preceduto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Onori. Ne ha facoltà.
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Anche Azione si associa alla richiesta di informativa al Ministro Tajani, proposta dal collega Soumahoro. Quello che sta succedendo in Sudan merita un dibattito in quest'Aula. Noi abbiamo già presentato interrogazioni al Ministero degli Affari esteri, da cui parzialmente abbiamo ottenuto una risposta, ma crediamo che sia opportuno - e, quindi, ci associamo a questa richiesta - avere una discussione e un dibattito in quest'Aula, perché il tema della crisi umanitaria in Sudan sta emergendo nel più totale silenzio della comunità internazionale e questo non è degno di un Paese come l'Italia .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'esame del disegno di legge n. 2574-A: Legge di delegazione europea 2025. Poiché tuttavia la Commissione bilancio non ha ancora espresso il parere di competenza, passiamo al successivo argomento all'ordine del giorno, che reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2423-A in materia di consenso informato in ambito scolastico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Intervengo per un richiamo al Regolamento: mi riferisco all'articolo 8 e seguenti, signor Presidente. Io credo che è evidente che la Presidenza non possa fare altro, a termini di Regolamento, che prendere atto di questo mancato parere. Però, allo stesso tempo, credo sia giusto sottolineare che queste situazioni sono oggettivamente intollerabili. Noi abbiamo saputo del cambio dell'ordine del giorno - di fatto dello spostamento a domani, si spera, della legge di delegazione europea - qualche minuto prima dell'inizio dell'Aula.
Nella programmazione dei lavori e nel calendario che viene costruito spesso con fatica nella dinamica - che lei ha ben presente - della Conferenza dei capigruppo, poi, ci si trova di fronte a questo che sembra una sorta di percorso a ostacoli, in cui si pensa di essere arrivati ma manca il parere. Quindi, io intervengo soltanto per segnalarle il disagio del nostro gruppo, ma penso di interpretare il parere e l'opinione di tutti, perché poi questo riguarda anche i colleghi della maggioranza.
In altri termini, sarebbe opportuno che episodi come questo non si ripetessero in futuro, ma temo che non sarà così .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Io intervengo per chiedere, a nome del mio gruppo, di votare sul rinvio in Commissione di questo provvedimento sul consenso informato per l'educazione sessuo-affettiva a scuola.
Chiediamo il rinvio in Commissione e una riflessione più approfondita, anche alla luce di quanto accaduto proprio nei giorni scorsi al liceo “Giulio Cesare” di Roma, dove un ragazzo nel bagno degli uomini ha pensato bene di scrivere la lista degli stupri con cui punire una serie di 8 ragazze e anche un ragazzo. Probabilmente, stando alle dichiarazioni delle 8 ragazze presenti in questa lista violenta, maschilista e aberrante, le ragioni che hanno portato a fare questo sfregio sono inerenti alle mobilitazioni, cui quelle ragazze avevano preso parte, dei collettivi della scuola, in vista della Giornata contro la violenza sulle donne, per richiedere che in tutte le scuole del Paese sia istituita un'ora di educazione sessuo-affettiva obbligatoria, basata su presupposti scientifici e rivolta a tutti gli studenti e le studentesse. Io credo che, dopo un episodio di questo tipo e dopo che altri episodi più o meno della stessa natura si sono verificati - perché le studentesse hanno raccontato che l'anno precedente erano stati bruciati dei cartelloni fatti proprio per suggerire una riflessione sulla violenza sulle donne nella Giornata dedicata al contrasto della violenza di genere - e dopo un altro episodio al liceo “Visconti” - dove un gruppo di ragazzi aveva affisso alla porta della propria aula la lista delle conquiste dei maschi della classe, in cui erano riportate tutte le ragazze che avevano avuto un rapporto sentimentale o sessuale con gli studenti maschi di quella classe -, sarebbe particolarmente grave se questo Parlamento, ignorando del tutto la richiesta che viene da migliaia e migliaia di studenti e studentesse in Italia di fare un approfondimento sull'educazione sessuo-affettiva, decidesse di andare avanti, come nulla fosse, su un provvedimento che limita, invece, fortemente la possibilità delle scuole di fare progettualità di questo tipo e di mettere in campo elementi di coinvolgimento di esperti ed esperte, delle ASL, degli psicologi, delle psicoterapeute, delle ginecologhe, in ogni classe e in ogni istituto di questo Paese.
Per cui, credo che dovremmo fare qualcosa di diverso: guardare con oggettività al patriarcato, al maschilismo, alla cultura della violenza che alberga purtroppo, molto spesso, anche fra i giovanissimi, raccogliere questo grido di dolore che viene da tante studentesse e riportare questo provvedimento in Commissione per modificarlo, affinché non sia più ostativo alla realizzazione dei progetti di educazione sessuo-affettiva. Sarebbe un bel gesto da parte di questo Parlamento e di questa maggioranza. Per cui, Presidente, le chiedo gentilmente di mettere in votazione il rinvio in Commissione
PRESIDENTE. Sulla richiesta di rinvio in Commissione testé avanzata chiedo al relatore, deputato Rossano Sasso, di esprimere il proprio orientamento, ai sensi articolo 86, comma 7, del Regolamento. Aspettiamo che prenda posizione. Sulla richiesta di rinvio in Commissione testé avanzata qual è il parere del relatore su questa proposta?
ROSSANO SASSO, . Contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a norma dell'articolo 45 del Regolamento, la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). La ringrazio, Presidente. Intervengo per sostenere la richiesta della collega Piccolotti di rinviare il provvedimento in Commissione non solo per un ulteriore approfondimento, perché alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni, con questa lista degli stupri che è stata esposta in un liceo romano, si denota l'urgenza dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, checché ne dicano il Ministro Valditara e la Ministra Roccella, che in queste settimane non hanno lesinato interviste varie e variegate sul tema per perorare la loro causa. L'uno, il Ministro Valditara, per perorare la lotta contro la cosiddetta propaganda o ideologia come se discutere di identità di genere, discutere di relazioni o discutere di sessualità sia una questione di indottrinamento che si praticherebbe da parte di alcune associazioni all'interno delle scuole, ma anche per sfatare la ricostruzione, alquanto priva di fondamento, che la Ministra Roccella continua a fare, dicendo che non esiste alcuna correlazione tra l'educazione sessuale e affettiva e la prevenzione - il contrasto alla violenza sulle donne e, quindi, ai femminicidi -, adducendo che servono dei dati scientifici per dimostrare questa correlazione, come se noi oggi, ad esempio, ci mettessimo a discutere che la mancata produttività industriale nel nostro Paese, che è ferma da circa 31 mesi, è collegata al basso livello di scolarizzazione e, quindi, al numero di laureati che abbiamo nel nostro Paese.
Quindi, credo che sia fondamentale ritornare in Commissione per rispondere a tutte le audizioni, a tutti quei soggetti esperti che si occupano di questo tema, che sono venuti in Commissione a lanciare un allarme, cioè di quanto la mancanza dell'educazione affettiva e sessuale a scuola, di fatto, crei un vuoto, un vuoto nella crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, un vuoto che, spesso e volentieri, le stesse famiglie non riescono o non sanno colmare. Sarebbe sacrosanto ritornare in Commissione e lavorare, confrontandoci finalmente con la maggioranza che, in tutto questo percorso, ha deciso un silenzio, un silenzio che parla molto. È il silenzio di chi non dà ascolto alle giovani generazioni, di chi non ascolta il grido d'allarme che nasce non solo dai recenti accadimenti, come dicevo prima, in un noto liceo romano, ma in tutta Italia, con violenze, più o meno silenziose, che vengono perpetrate in nome di che cosa? In nome di un primato che si vuole riconoscere alla famiglia sul piano educativo, che può significare indottrinamento - questo sì il primato della famiglia - in base alle rigidità ideologiche, alle rigidità morali e anche religiose che le famiglie possono avere .
PRESIDENTE. Avevo citato prima l'articolo 45 del Regolamento e, essendo giunte diverse richieste di intervento, lo applichiamo, facendo parlare un deputato per ogni gruppo per cinque minuti.
Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Per unirmi alla richiesta presentata dalla collega Piccolotti di ritorno del provvedimento in Commissione, alla luce anche di quanto avvenuto - cosa molto grave - al liceo “Giulio Cesare” nei giorni scorsi.
Quella lista, con quei nomi riportati nel bagno di una scuola, ci dovrebbe interrogare profondamente su di un fatto, cioè che non sono solo le sanzioni - che dovranno, ovviamente, essere applicate all'interno della scuola - a rappresentare una soluzione semplice del problema, perché è un problema molto più serio e più complesso che chiama in causa proprio le modalità del rispetto, dell'educazione al rispetto dell'altro.
Questo, appunto, si può realizzare anche con quel modello di educazione sessuo-affettiva che le linee guida dell'UNESCO e quanto previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità consentirebbero di realizzare, tutto quello, in realtà, che era contenuto in alcuni degli emendamenti che nelle scorse sedute di quest'Aula - e ben prima in Commissione - sono stati bocciati e che siamo convinti verranno bocciati magari anche negli ordini del giorno che abbiamo depositato.
Noi, oggi, abbiamo una grande occasione anche per dare un segnale, per esempio, a quegli studenti di quel liceo, che hanno chiesto a gran voce alla loro dirigente scolastica e a tutta la comunità scolastica di cui fanno parte di fermarsi, di promuovere e di favorire attività legate proprio all'educazione sessuo-affettiva nelle scuole e lo hanno chiesto anche i loro genitori. È una sensibilità diffusa, tra l'altro, non solo rispetto a quel singolo grave episodio ma, più in generale, all'interno del nostro Paese proprio da parte dei genitori.
Proprio per questo sarebbe necessario che questo Governo attuasse e facesse propria una parola d'ordine: fiducia; fiducia nei confronti degli studenti e fiducia nei confronti delle famiglie. Una fiducia che si manifesta non andando a complicare, in realtà, o a rendere a volte difficile, se non impossibile, lo svolgimento di attività che nelle scuole, in modo disomogeneo ma comunque importante, vengono realizzate.
Se anziché applicare la rigida regola della burocrazia, con i tempi e i termini entro i quali consegnare addirittura il materiale didattico, si accogliesse la parola fiducia e, quindi, si superasse e si intervenisse per modificare - come abbiamo provato a fare anche con gli emendamenti che abbiamo depositato in Commissione - nuovamente questo provvedimento, quindi riportandolo in Commissione, allora si ascolterebbe quello che succede là fuori, quello che la scorsa settimana, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato ricordato e richiamato a più riprese, quello a cui, appunto, alcuni Ministri di questo Governo rispondono citando il paradosso nordico. Devo dire, che l'abbiamo sentito risuonare, purtroppo, drammaticamente più volte all'interno della nostra Commissione, e sembra davvero un lavarsi le mani rispetto, invece, a un'emergenza che è educativa, prima ancora che legata a singoli avvenimenti, e che, proprio perché è educativa, dovrebbe essere risolta e affrontata con gli strumenti dell'educazione, assegnando alla scuola quello che è un compito educativo che, molto spesso, si trova a dover realizzare anche in supplenza della famiglia, perché anche l'istituzione familiare, come agenzia educativa, sta vivendo una condizione di forte e profonda difficoltà.
Di fronte a una condizione di forte e profonda difficoltà, dire che quei compiti spettano solo ed esclusivamente alla famiglia vuol dire lavarsi le mani dalle responsabilità educative che anche una società come la società attuale deve avere.
Proprio per questo e per le altre considerazioni, appoggiamo la richiesta di ritorno e di rinvio in Commissione del provvedimento .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di rinvio in Commissione del provvedimento.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 46 voti di differenza.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2423-A: “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” e delle abbinate proposte di legge nn. 2271 e 2278.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi per il seguito della discussione è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
Ricordo che nella seduta del 13 novembre sono iniziati gli interventi per dichiarazione di voto sull'emendamento 1.144 Manzi.
PRESIDENTE. Alla Presidenza risultano alcuni deputati iscritti per dichiarazione di voto su tale emendamento.
Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto, su questo emendamento, a titolo personale, la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Riprendo il filo, a venti giorni dalla piazzata del Ministro dell'Istruzione e del merito - anzi, il merito lo lasciamo un attimo da parte, soprattutto il suo -, che in quest'Aula ha accusato l'opposizione di raccontare bugie e poi se ne è andato. Noi, invece, ribadiamo la verità e, cioè, che con questa legge il Ministro Valditara, anche oggi assente, porta l'Italia in direzione opposta rispetto a quella di colmare il con altri 20 Paesi europei, che hanno l'educazione sessuale obbligatoria a scuola, perché, anziché introdurla, mette ostacoli alle scuole che vogliono adempiere al dovere pubblico di offrire a studenti e studentesse quel diritto ad una educazione piena, che è anche, a detta di tutti…
SARA FERRARI(PD-IDP). …il primario strumento di contrasto alla violenza sulle donne, come si è visto chiaramente anche nel dibattito e negli esempi di esperienze positive che sono emerse in queste tre settimane .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Casu. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Noi chiediamo, con questo emendamento, rispetto per le scuole e per gli strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa, chiediamo rispetto per le famiglie, per le persone, per le nuove generazioni, per la funzione di comunità educante delle scuole.
Ecco, pensiamo che votare contro questo emendamento sveli, poi, la ragione di questa scelta, di questo confronto che stiamo avendo, che è quanto di più distante da quello che servirebbe per intervenire in maniera efficace in una situazione difficile, che è quella viviamo ogni giorno.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Scarpa, che non mi risulta sia ora presente in Aula, quindi decade.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghio. Ne ha facoltà, per un minuto.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Abbiamo ripreso i lavori su questo provvedimento. Noi speravamo che il tempo passato portasse consiglio, invece continuate a occuparvi di scuola per far caccia alle streghe in modo ideologico oppure per sottrarre risorse, come avviene nella finanziaria e nella mancata risposta a questi emendamenti. Di fatto, con questo provvedimento togliete ai giovani il diritto a una formazione affettiva e sessuale libera e consapevole, con un fondamento scientifico, ma che possa consentire loro di vivere una vita basata sul rispetto e sulla conoscenza dell'altro. Di fatto, con questo provvedimento voi condannate il Paese all'analfabetismo relazionale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre a titolo personale, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. È passata qualche settimana e siamo ancora qua a chiedere delle scuse pubbliche da parte del Ministro. E guardate, ogni emendamento è buono, anche questo, perché, quando si arriva in Aula, si sbotta, si dice che si è pronti al dialogo e poi si scappa, forse il modo migliore è venire qua, ascoltare gli emendamenti e provare a capire se c'è un punto d'incontro. E, invece, l'unica cosa che abbiamo ascoltato, Presidente, sono parole infamanti contro questo Parlamento, tra l'altro, poi, smentite dal Ministro stesso, che si è accorto che quelle frasi non sono mai state dette qui .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Noi insistiamo chiedendo l'approvazione di questo emendamento, perché penso che dopo l'atteggiamento del Ministro Valditara e, direi di più, anche dopo la gravità delle parole del Ministro Nordio - che sostiene che, di fatto, la violenza sia insita nel DNA degli uomini -, anche la maggioranza dovrebbe accettare il fatto che l'educazione sessuo-affettiva è necessaria, a partire dalle scuole della prima fascia. Quindi, noi chiediamo che un'ora aggiuntiva per l'educazione sessuo-affettiva sia indispensabile, che servano risorse adeguate e che non si possa vincolare questa attività al consenso dei genitori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. L'approvazione di questo emendamento è particolarmente importante, perché l'attuale testo, con l'attuale formulazione, richiede alle scuole di organizzare le attività alternative, quelle a cui dovrebbero partecipare gli studenti e le studentesse ai quali i genitori abbiano negato il consenso, partendo dai propri strumenti di flessibilità e dalle proprie risorse.
Questo è un aggravio sul lavoro di scuole in cui ci sono già tanti problemi di organico, quindi noi chiediamo che venga approvato affinché vengano stanziate almeno, come minimo, le risorse economiche che servono a pagare il lavoro degli insegnanti che dovranno preparare e svolgere le attività alternative .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento riguarda proprio l'organizzazione che si vorrebbe dare, o comunque si tenta di andare a modificare quella non-organizzazione che si prevede all'interno di questo testo di legge. Perché? Perché ancora una volta, senza investire risorse, si rimanda e si pone il carico di nuovo sulla scuola, chiedendo alla stessa di supportare e sopportare l'introduzione di questo disegno di legge. Chi lo ha scritto non è mai entrato in una scuola, non sa di cosa ci sia bisogno né quanto siano già oberate le scuole né quanto ci sia ancora da lavorare. Per cui, crediamo che sia la dimostrazione, ancora una volta, che evidentemente non si hanno bene in mente quali siano le priorità quando si vuole intervenire sulla scuola. Per questo, noi chiaramente chiediamo di votare…
GILDA SPORTIELLO(M5S). …e sosteniamo questo emendamento, perché ci sembra veramente assurdo che venga dato un parere negativo anche a questo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre a titolo personale, la deputata Reggiani. Ne ha facoltà.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. “Roggiani”. Dopo tre anni…
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie. Abbiamo presentato questo emendamento perché, come noto, noi pensiamo e siamo convinti che serva un'educazione sessuo-affettiva, e lo abbiamo chiesto e fatto presente in tantissimi emendamenti.
Tuttavia, vi stiamo dicendo: se proprio volete portare avanti il vostro disegno, che noi non condividiamo, almeno non fatelo gravare sulle scuole - perché è questo che state facendo -, portando avanti un disegno che noi non condividiamo e che, purtroppo, avrà conseguenze sulle ragazze e sui ragazzi; in più, facendolo pagare alle scuole, a cui già sono state tolte delle risorse e a cui non solo non date risorse aggiuntive, ma date carichi aggiuntivi senza minimamente pensare a chi in quelle scuole lavora ogni giorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà, per un minuto.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Sì, Presidente, un minuto per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento che vuole evitare che l'offerta della formazione in materia sessuale e affettiva diventi una mera opzione; e, attraverso la cancellazione delle parole relative agli “strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa”, vuole dare un livello di cogenza all'educazione affettiva e sessuale. Per cui è un emendamento che va assolutamente nella direzione - che il MoVimento 5 Stelle afferma - della necessità di prevenire la violenza, di attuare politiche che favoriscano la parità di genere e il rispetto tra le persone, anche di diverso sesso, mediante un'idonea formazione che deve essere fornita nelle scuole. Per cui il mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mari. Ne ha facoltà, per un minuto.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. L'emendamento si propone di cancellare questa idea un po' bislacca di garantire - “mediante i propri strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa” - la fruizione delle attività alternative. C'è un piccolo problema: gli strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa molto spesso non esistono nelle scuole, quindi non c'è proprio la possibilità materiale di fare queste attività. E quindi è un modo surrettizio - diciamo così - di indurre le scuole, le famiglie, gli studenti a non andare incontro a quella che invece è davvero una necessità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Rossi. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA ROSSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Al netto della discussione culturale che possiamo fare sul tema dell'educazione sessuo-affettiva, se stiamo all'emendamento - e lo andiamo a leggere in modo puntuale -, non si fa altro che chiedere, in pratica, che la scuola faccia quello che deve fare, ossia garantire non tanto secondo i propri strumenti di flessibilità, ma garantire la fruizione di attività formative, come giustamente ricordava prima il collega Mari. Occorre togliere la dimensione della possibilità, perché già comunque le scuole operano all'interno della propria autonomia e, quindi, occorre togliere un inciso che riteniamo superfluo in questo testo, stando proprio al punto dell'emendamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole su questo emendamento che va ad evidenziare una delle tante vulnerabilità di questo disegno di legge su cui - ormai è chiaro - siamo ampiamente contrari. Ma questo va a sottolineare proprio uno dei rischi, oltre a quelli evidenti dell'impianto, che ne può conseguire: ovvero, l'organizzazione di qualsiasi attività alternativa - rispetto a quelle per cui i genitori imporrebbero un divieto ai propri figli - cade totalmente sulle istituzioni scolastiche, senza che queste abbiano strumenti in più, risorse in più. Insomma, noi Stato creiamo a voi scuola notevoli difficoltà, non vi diamo neanche gli strumenti per affrontarle. Quindi quello che probabilmente avverrà è che chi malauguratamente non potrà seguire dei percorsi rimarrà senza far nulla .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.144 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Salutiamo le studentesse, gli studenti e i docenti dell'Istituto superiore “Carlo Anti” di Villafranca di Verona, in provincia di Verona, che partecipano oggi alla giornata di formazione a Palazzo Montecitorio . Sono qui in tribuna ad assistere ai nostri lavori. Gli auguriamo ogni fortuna.
Passiamo all'emendamento 1.1006 Giachetti, su cui vi è invito al ritiro o parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1006 Giachetti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.145 Ferrari, su cui vi è il parere contrario della Commissione e del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Avevo anch'io sperato che questi 20 giorni ma, soprattutto, il dibattito scaturito dalla sceneggiata fatta in quest'Aula dal Ministro dell'Istruzione, avessero portato consiglio. Le testimonianze emerse, i moltissimi esempi di percorsi di educazione all'affettività e alla sessualità, fortunatamente portati avanti in tante scuole italiane, hanno dimostrato che non solo c'è la possibilità, ma c'è anche il bisogno e il bisogno si è manifestato molto in questo periodo; e direi che l'esempio che è stato prima portato dalle colleghe sull'ignobile elenco di ragazze da stuprare del liceo romano grida forte l'urgenza di questo intervento.
E invece questo provvedimento è la tomba della possibilità di costruire quegli strumenti di primario contrasto alla violenza contro le donne, questa piaga sociale che attanaglia il nostro Paese, quella dei femminicidi, più di 100 ogni anno, ma anche della violenza, quella sommersa e quella emersa, quella che appunto si è manifestata anche tra le più giovani generazioni. Ce lo dice l'abbassarsi dell'età delle vittime e degli autori di femminicidio, ma ce lo dicono anche, purtroppo, gli esempi della cronaca di questi giorni.
Eppure, di fronte a tutto questo, è proprio il Ministro dell'Istruzione e del merito - e questo è ancora più grave - ad andare oggi in direzione opposta ai Paesi più avanzati dell'Unione europea. Già venti Paesi hanno questa educazione obbligatoria, invece qui si mettono ostacoli, si pongono delle zeppe a che il nostro Paese vada in quella direzione. Si va proprio nella direzione opposta. Perché? Il perché ancora non è chiaro, a meno di non andare a pensare che si sta coltivando un piccolissimo numero di persone che hanno un'esigenza… diciamo, un fondamentalismo di pensiero, un fondamentalismo ideologico che il Ministro ha bisogno, insieme alla maggioranza, di coltivare; e, nel frattempo, ignora assolutamente la stragrande maggioranza di richieste che - ve lo posso assicurare - ci sono nelle scuole ma anche nelle famiglie, tra adulti che chiedono aiuto perché i propri figli, anziché essere lasciati in balia dell'educazione e , possano avere dalla scuola quel pieno diritto a un'educazione affettiva e sessuale.
Vorrei leggervi che cosa la terza Assemblea sinodale dei vescovi italiani, il 25 ottobre scorso, ha approvato. Ha approvato l'impegno a invitare le chiese - le chiese - ad avviare “almeno a livello interdiocesano o di regione ecclesiastica, che valorizzino le buone prassi pastorali già in atto e che coordinino nuovi percorsi di formazione alle relazioni e alla corporeità-affettività-sessualità - anche tenendo conto dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere - soprattutto di preadolescenti, adolescenti e giovani e dei loro educatori”.
Ebbene, il Ministro Valditara impedisce alle scuole italiane di fare questi percorsi - sorvolo, solo momentaneamente, sui 600 milioni di euro di taglio alle scuole italiane nel prossimo bilancio -, e i corsi intanto li fanno le chiese. Mi chiedo se dovremmo mandare i nostri giovani e le famiglie a lezione dai vescovi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie. Per tornare sull'emendamento che abbiamo presentato e che è frutto, tra l'altro, di alcune sollecitazioni che, per esempio, i dirigenti scolastici hanno espresso nel corso delle audizioni in Commissione. Noi chiediamo risorse, perché le scuole possano svolgere le attività formative e alternative, risorse che, come sempre - questa è una costante con questo Governo -, questo Governo, appunto, non assicura, dicendo alle scuole che, di fronte agli studenti che non otterranno il consenso da parte delle proprie famiglie, per mettere in campo attività alternative le scuole si dovranno arrangiare.
Noi pensiamo che il costante messaggio che questo Governo consegna alle scuole sia profondamente sbagliato. E proprio per questo, con il nostro emendamento, chiediamo di assegnare risorse per tali attività .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Roggiani. Ne ha facoltà, sempre per un minuto.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Purtroppo, questo sabato, a Milano, c'è stato l'ennesimo stupro in centro, all'uscita da una discoteca, ad opera di un ragazzo italiano di 22 anni nei confronti di una sua coetanea. Abbiamo letto sui giornali parole di alcuni esponenti, presenti in quest'Aula, di Fratelli d'Italia, milanesi, che, a fronte di questa insicurezza dilagante, chiedevano più misure e più pene. Non potevano prendersela con il migrante di turno, del resto, e, quindi, hanno dovuto ricalibrare un po' il comunicato stampa.
Ecco, noi invece qui oggi vi diciamo che quella cultura, quello che è successo, è frutto di una società che è una società patriarcale che va combattuta a partire dalle scuole, non gravando le scuole di altro, ma mettendo le scuole nelle condizioni di formare davvero i giovani e le giovani di domani, con una cultura totalmente diversa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Allora, che ci fosse la possibilità che qualcuno potesse sottrarsi all'educazione sessuo-affettiva nelle scuole non l'abbiamo deciso noi, lo avete deciso voi. Non si spiega, allora, come mai non vi siate chiesti: bene, cosa faranno i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine che non potranno assistere, far parte, partecipare all'educazione sessuo-affettiva nelle loro scuole? Avete scaricato sulle scuole, demandate a loro il problema, senza offrire alcuna soluzione e, quel che è peggio, non avete previsto neanche lo stanziamento di qualche risorsa per poter dare gli strumenti.
Allora mi chiedo: nel caso in cui non ci fosse possibilità, da parte della scuola, di provvedere a un'altra attività sostitutiva da proporre a chi non dovesse partecipare all'educazione sessuo-affettiva, che cosa farà? Sarà isolato da tutta la classe, sarà isolato dal resto della scuola, oppure sarà la classe a dover rinunciare all'educazione sessuo-affettiva, la classe tutta, perché non ci sono possibilità di offrire una soluzione alternativa? Questo ve lo siete chiesti? Ve lo siete chieste? Io credo proprio di no, perché effettivamente, con questo provvedimento, mirate soltanto a creare problemi e a non offrire alcuna soluzione, se non a una pancia del vostro elettorato, che aspettava questo provvedimento.
Però, vedete, di mezzo, c'è la scuola di questo Paese, la scuola pubblica, laica, che sta cercando e che è sempre stata un pilastro per la nostra società, un pilastro di miglioramento della comunità tutta.
Allora, mi chiedo: davvero ci tenete? Abbiamo visto lo del Ministro Valditara in Aula che si è infervorato, come se il ruolo delle opposizioni, che, giustamente, stanno cercando di - vorrei dire, migliorare questo provvedimento, ma mi dispiace, proprio non ce la faccio a dirlo, non sarei sincera, perché questo provvedimento non è migliorabile, purtroppo - porvi problemi veri, reali che nasceranno con l'introduzione di questo disegno di legge, con l'attuazione di questo disegno di legge… Davanti abbiamo un muro.
Ma se il Ministro ci teneva così tanto e lo difende così tanto, come ha fatto in quest'Aula, con quella scena veramente terribile che ha offerto non solo al Parlamento, ma a tutto il Paese, ebbene, allora perché non ci mette soldi e risorse? Se è una priorità così importante per questo Governo e per questa maggioranza, dove sono le risorse? Perché scaricate sulle scuole il peso di questo vostro provvedimento ideologico?
Allora, questo emendamento chiede quantomeno di offrire gli strumenti, affinché le scuole possano dare risposte e le posizioni delle singole famiglie, le posizioni individuali, non abbiano un riflesso su tutta la collettività, su tutto il gruppo di classe. Ripeto, qui non c'è alcuna soluzione, non viene data alcuna alternativa reale, né, tanto meno, vengono stanziate le necessarie risorse per poter offrire un percorso a chi non parteciperà, non per sua scelta, alle ore di educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Allora, credo che sia nell'interesse della scuola e di chi sta spingendo per questo provvedimento pensare, invece, che almeno le risorse ci siano, perché davvero così è difficile anche solo da spiegare che cosa sta succedendo! È veramente surreale quello a cui stiamo assistendo.
Quindi, credo che vada fatto un supplemento di riflessione, altrimenti, davvero, sarebbe incredibile spiegare all'intero Paese che si prevede l'introduzione di una nuova misura, ma non gli strumenti per poterla attuare, fermo restando che, per noi, questa misura non dovrebbe essere attuata né oggi, né domani, né mai !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Alifano. Ne ha facoltà, sempre per un minuto.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Sì, le considerazioni che ha fatto la collega sono più che pregevoli. In effetti, manca proprio un punto che bisognava affrontare in questo testo normativo: cosa faranno i ragazzi che non aderiscono ai programmi di educazione sessuo-affettiva? Viene scaricato sulle scuole, che - e c'è un inciso, peraltro, che, secondo me, è assolutamente superfluo nel testo - dovrebbero organizzare “mediante i propri strumenti di flessibilità e di autonomia organizzativa e didattica”. Ma vivaddio, le scuole già hanno autonomia, quindi, questo inciso, già di per sé, è superfluo.
Quello che, invece, non sarebbe stato superfluo è stanziare risorse per rendere operativo quello che viene detto nel testo. Quindi, ci troviamo di fronte solo a una vera e propria propaganda, senza che, però, si affrontino problemi concreti che riguardano genitori, scuole e alunni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Quartini. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA QUARTINI(M5S). La sensazione è che state boicottando la stessa vostra riforma, fondamentalmente, non mettendo alcun tipo di risorse per eventuali attività didattiche alternative. Per coloro che non sceglieranno l'educazione sessuo-affettiva voi non mettete neanche un soldo e mettete in difficoltà la stessa autonomia delle scuole. Quindi, da questo punto di vista, è una specie di questa vostra proposta, e sicuramente lo ha ben dimostrato Valditara con lo che ha fatto la volta scorsa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà, per un minuto.
MARIO PERANTONI(M5S). Si, grazie, Presidente. Effettivamente, anch'io non posso che rimarcare quanto hanno già detto i colleghi in precedenza. Ovviamente, chiedo il consenso informato della collega Ferrari per sottoscrivere questo emendamento.
È l'assoluta mancanza di concretezza di questo provvedimento che colpisce, cioè un qualche cosa che è stato fatto esclusivamente per fini ideologici, e la mancata approvazione di questo emendamento lo dimostra.
Sono una persona concreta e, quindi, mi metto nei panni di quelle famiglie e di quegli insegnanti che dovranno gestire una classe nella quale, magari, ci sono dei ragazzi che vogliono seguire i corsi di orientamento sessuo-affettivo e altri no. Quelli che non faranno l'orientamento sessuo-affettivo che cosa faranno? E quali risorse sono allocate per consentire altre attività…
PRESIDENTE. Mi dispiace, è scaduto il suo tempo. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Colucci. Ne ha facoltà, per un minuto.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Grazie, Presidente. Lei, quando prende l'autobus, il biglietto lo paga? Sì, perché un servizio pubblico comporta un costo, soprattutto se vuole essere efficiente. Qui, però, abbiamo un servizio che la scuola dovrebbe rendere, quello dell'educazione sessuale e affettiva ai ragazzi, e che dovrebbe essere sostenuto senza alcun costo. Il che vuol dire due cose: o non si fornisce affatto il servizio o non si fornisce un servizio di qualità.
Questo tradisce l'intenzione vera di questo disegno di legge che fa un proclama formale, che poi contraddice nei fatti, perché nei fatti voi volete che le scuole non attuino alcun serio processo di educazione sessuale e affettiva a favore dei ragazzi.
Posso dire, in conclusione, che sono ben contento che i ragazzi che assistevano da questa tribuna siano usciti, perché avrebbero capito bene qual è il vero volto di questa maggioranza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Casu. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sempre a titolo personale, per ribadire un aspetto. Questo emendamento, in realtà, non contraddice quella che è la vostra riforma, ma semplicemente dice di dare uno strumento concreto per poter attuare quello che stanno dicendo il Governo e la maggioranza. Non si mettono nemmeno le risorse per garantire questi studenti, che già sono penalizzati da una famiglia che gli dice di rinunciare ad avere un'educazione affettiva e sessuale, non dando la possibilità concreta alle scuole di offrire un'alternativa ed educarli perlomeno alla parità di genere: perché dobbiamo condannare questi ragazzi a non avere alcun tipo di formazione?
Penso allora che, almeno su questo, almeno con riferimento alle risorse, dopo aver calpestato in questa maniera l'autonomia scolastica, perlomeno si debbano dare le risorse alla scuola per attuare quelle che sono le linee del Governo. Non capiamo quindi come sia possibile votare contro questo emendamento anche da parte di chi sta votando a favore di questa legge .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.145… Vuole intervenire il deputato Caso? Adesso le do la parola volentieri, ma vi dovete prenotare, facendovi vedere prima che chiami un emendamento, perché altrimenti non ci siamo.
Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Presidente, l'avevo alzata la mano, pensavo di essere stato visto. Poi, se capiamo un meccanismo in cui c'è un per capire se si è stati prenotati o meno, ben venga. Vado comunque al dunque.
Il fatto di non avere previsto un euro per attività alternative a quelle che dovrebbero essere le terribili lezioni di educazione sessuale e affettiva fa capire che l'obiettivo finale di fatto è vietarle totalmente. Infatti, qualora una scuola poi si trovi nelle condizioni di non avere strumenti per organizzare le alternative, è chiaro che andrà nella direzione di non perseguire più delle iniziative che poi vedono la divisione degli studenti e il rischio di far fare nulla a degli studenti.
Il messaggio quindi che si vuole dare con questo disegno di legge è chiaro: all'interno delle scuole di ogni ordine e grado, non si deve parlare dei temi di sessualità e affettività. È semplicemente questo. Lo fate per motivi ideologici , lo fate...
PRESIDENTE. Grazie. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.145 Ferrari, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.149 Manzi, su cui ricordo che c'è il parere contrario della Commissione e del Governo.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, pur ribadendo che non condividiamo affatto l'intero impianto della legge, che di fatto è una regressione, una regressione significativa, noi chiediamo almeno di inserire, nelle attività formative alternative, il fatto che siano finalizzate al rispetto della parità di genere, al rispetto delle differenze, incluse quelle legate all'identità e all'espressione di genere, all'orientamento sessuale, alle caratteristiche personali.
Credo che con questo provvedimento siamo davvero all'assurdo: invece che dare ai ragazzi e alle ragazze, ai bambini e alle bambine, gli strumenti per crescere con consapevolezza, li lasciate soli. Con questo provvedimento li lasciate soli; e li lasciate soli, mentre prolifera - lo sappiamo tutti - l'uso della rete come prevalente strumento informativo, inclusi i modelli tossici, i modelli violenti che la rete contiene.
Questo è quindi un pericoloso arretramento culturale oltreché pedagogico, un arretramento che colpisce proprio quelle fasce di età in cui si costruiscono le prime forme di consapevolezza relazionale ed emotiva. Non tutelate quindi le famiglie, non tutelate i bambini; al contrario, l'abbiamo detto anche in altre occasioni: con questo provvedimento mettete in atto un abbandono educativo di Stato.
Sapete pure bene che la condivisione educativa, che richiamate in più parti, esiste già. Esiste già con il piano triennale dell'offerta formativa che i genitori conoscono, che i genitori firmano nel momento in cui iscrivono il proprio figlio a scuola.
Svuotare allora la scuola di questa funzione significa vietare, tradire la sua missione principe, la sua funzione costituzionale. Per molti bambini, per molti ragazzi, la scuola rappresenta l'unico luogo sicuro - lo testimoniano anche tante associazioni che operano nella prevenzione della violenza - il luogo in cui è possibile per loro, per un ragazzo o una ragazza, magari proprio grazie all'incontro con esperti, riconoscere ciò che stanno vivendo e che magari li fa soffrire, il luogo che permette loro di chiedere aiuto, di poter trovare ascolto.
Con il meccanismo del consenso informato questi spazi rischiano di essere negati proprio ai minori che ne hanno più bisogno, quelli che hanno difficoltà a chiedere aiuto in famiglia, quelli che magari non riescono a dare un nome al loro disagio. Chi vive in un contesto familiare violento, oppressivo potrebbe non riuscire mai ad avere accesso ad un percorso educativo in questo senso.
Così vanificate proprio quel principio di superiore interesse del minore - lo vanificate per ragioni ideologiche, non si può dire altrimenti - che è sancito da tutte le convenzioni internazionali. Con questo provvedimento, con queste parole, state dicendo che parlare a scuola di corpo, di emozioni, di consenso, di sentimenti, sia una minaccia.
È davvero un grande arretramento culturale, di cui dovete assumervi la responsabilità. È davvero un arretramento che rivela una paura profonda, la paura di una scuola che emancipa, la paura di una scuola che fa pensare, la paura di una scuola che mette in discussione gli stereotipi.
La scuola però serve anche a questo, serve a sviluppare lo spirito critico dei ragazzi e delle ragazze, delle persone, oltreché essere uno strumento democratico universale per la prevenzione della violenza.
Con questo provvedimento, quindi, con la negazione degli emendamenti migliorativi, voi veramente gettate e lanciate un colpo di spugna su tutto questo, in definitiva lasciando i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, e le loro famiglie, più soli .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente.
È un vero peccato che oggi, qui in Aula, nei banchi del Governo non ci sia anche il Ministro Nordio, che avrebbe potuto tenerci una delle sue , in questo caso in materia di psicologia o di biologia, un po' come un nuovo Freud o un nuovo Darwin, considerato che, poche settimane fa - lo ricordiamo - testualmente disse: “Anche se oggi l'uomo accetta (…)” - già “accetta” - “la parità nei confronti della donna, nel suo subconscio, nel suo codice genetico” - già lì, tra l'altro, “subconscio” e “codice genetico” - “trova sempre una certa resistenza”. Questo è veramente aberrante, è veramente pericoloso quello che ha affermato il Ministro Nordio, perché, di fatto, è come se lui affermasse che l'uomo, nel senso di genere maschile, è geneticamente violento. In questo modo si va, però, a sottovalutare e a negare come, invece, la violenza non è genetica, ma è un fatto assolutamente culturale e sull'aspetto culturale noi possiamo lavorare e agire, soprattutto in ottica preventiva, proprio attraverso l'educazione. Ecco, quindi, qui il ruolo fondamentale dell'educazione e il ruolo della scuola.
Quindi, questo emendamento - ecco perché è importante - si va proprio a occupare anche di quei ragazzi per i quali le loro famiglie non hanno accettato quel famoso consenso da parte, appunto, delle famiglie, previsto da Valditara. Però, noi dobbiamo ricordarci che, proprio nel ruolo anche educativo oltre che didattico della scuola, già oggi, chiaramente, necessariamente i ragazzi vengono educati al rispetto degli altri, a vincere e a superare gli stereotipi, che - ricordo - sono soprattutto alla base, davvero, di una distorsione di natura culturale che poi porta ad atti di natura violenta. Quindi, davvero con questo emendamento potremmo dare una svolta proprio per riconoscere come la violenza non è genetica ma è culturale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Manzi. Ne ha facoltà per un minuto.
IRENE MANZI(PD-IDP). Presidente, a titolo personale per richiamare quello che, con questo emendamento, si voleva prevedere, visto che, anche da parte del Ministro, come ha tentato di ribadire nelle tante interviste rilasciate in questi mesi, le attività legate al rispetto della parità di genere e al rispetto delle differenze sono tematiche che interessano anche il Ministero. Su questo noi avevamo modellato il nostro emendamento e questa era la proposta contenuta all'interno del nostro emendamento.
Capisco che c'è un grande tema, quello del rispetto dell'espressione dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale, e questo Governo ha paura, quasi un terrore, ad affrontare tale tema. Però, era davvero un emendamento di buonsenso, che è un termine molto usato dal Ministro Valditara, quello che cercavamo di proporre in questa sede e come sempre anche…
PRESIDENTE. La ringrazio, deputata Manzi.
Ha chiesto di parlare il deputato Casu. Ne ha facoltà. Deputato Casu? No, è il deputato Caso. Prego, deputato Caso, a lei la parola. Infatti, vedevo il suo collega, Casu, trasecolare. Prego, ha un minuto.
ANTONIO CASO(M5S). No, sono il primo del partito, quindi dovrebbero essere…
PRESIDENTE. Sono cinque minuti.
ANTONIO CASO(M5S). Va bene, ce la possiamo fare. Innanzitutto, per chiedere, da parte mia, di sottoscrivere questo emendamento, che introduce dei concetti chiari e smaschera i motivi reali e lo scopo principale di questo provvedimento, ovvero quello di ostacolare, in tutti i modi possibili, che alle nuove generazioni venga insegnato quello che poi possono in realtà trovare nella realtà dei fatti, ovvero tutto questo provvedimento, tutto questo testo che è stato messo su, tutta questa discussione che stiamo portando avanti da tempo, in realtà nascono, su sollecitazioni ben precise, da determinate associazioni, che hanno paura che all'interno delle scuole si possa raccontare ai bambini, alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze che nel mondo, nella nostra società, esistono delle coppie che sono formate da due donne, delle coppie che sono formate da due uomini, che, in alcune terribili società, addirittura queste coppie così formate possono avere dei figli e che, in alcuni casi estremi e terribili, addirittura si possa decidere di cambiare sesso.
È tutto qui. Infatti, come esempi dimostrativi di cosa all'interno delle scuole può essere considerato pericolosissimo da parte di questo Governo sono stati portati dei libri di testo, che sono stati utilizzati in alcune iniziative, che si intitolano , , in cui, con un linguaggio adatto ai bambini, si spiega che questi casi esistono e che magari, proprio in quella classe, io posso avere un amichetto o un'amichetta che vive in una famiglia - perché è tale - con due mamme o una famiglia con due papà. Questo è e voi volete che di questo non se ne parli. Ma vi chiedo: è veramente così orribile, secondo voi, che ai bambini e alle bambine noi insegniamo che queste situazioni esistono, che vanno rispettate e che sono situazioni che possiamo anche definire normali? Perché questo è quello a cui vi appellate, che queste sono delle cose non normali, che non dovrebbero esistere nella nostra società e, quindi, non vanno insegnate.
L'altra sera ero a cena insieme a un amico, una coppia di amici , omosessuali, che io reputo una famiglia, e mi raccontavano di un episodio, a loro dire uno dei più belli che hanno vissuto nella loro vita. Questo amico mi raccontava che era a cena a casa dei suoi genitori con anche il suo piccolo nipote di pochi anni, di tre anni, e per la prima volta andava a cena lì con il suo compagno. Quindi, era un argomento che non era stato nel dettaglio affrontato in quella famiglia, non era stato esplicitamente detto al bambino: guarda, questo è il fidanzato di tuo zio.
Per il bambino, però, è stato naturale. Avendo la percezione che, di fatto, quella era una coppia, avendo la percezione che c'era amore, un bambino di tre anni, senza che nessuno lo indottrinasse, come immaginate voi, ha reputato normale chiamare il compagno di suo zio anche lui “zio”, cosa che non era accaduta - per esempio, mi raccontava - quando semplicemente andava con degli amici a cena. Quindi, io vi chiedo: in una famiglia in cui, invece, regna l'omofobia, un bambino, in una situazione del genere, secondo voi come si comporterebbe?
ANTONIO CASO(M5S). E in quel caso non sarebbe giusto che, invece, esistesse all'interno della scuola una situazione che gli faccia capire: guarda non c'è qualcosa da criticare, non c'è…
ANTONIO CASO(M5S). …qualcosa da discriminare. Insomma …
PRESIDENTE. Ho provato ad avvisarla.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà, per un minuto.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Questo emendamento punta ad offrire a quegli studenti e a quelle studentesse a cui i genitori abbiano negato la possibilità di partecipare alle attività di educazione sessuo-affettiva comunque delle attività orientate al contrasto della violenza di genere e della violenza omofobica. Noi crediamo che questo emendamento vada approvato perché sarebbe il segnale che lo Stato e la scuola non si ritirano di fronte all'argomento, del tutto pretestuoso, che vuole che questi siano dei temi delicati da non trattare mai. Magari quel ragazzo non potrà, a causa dei suoi genitori, partecipare all'attività di educazione sessuo-affettiva, però potrebbe comunque partecipare ad attività che siano orientate a spiegare…
PRESIDENTE. Grazie, deputata Piccolotti.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Sportiello. Ne ha facoltà, per un minuto.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Ha dell'incredibile questo diniego, perché qui si parla di attività finalizzate al rispetto della parità di genere e al rispetto delle differenze. Io mi chiedo: veramente, che società volete costruire? Una società che non rispetta la parità di genere e che non rispetta ed educa alle differenze? Cosa è? Una società violenta? Io veramente vi invito a rileggerlo, perché il diniego non è proprio pensabile e accettabile. Dire che non si vogliono fare attività finalizzate al rispetto e alla parità di genere cosa vuol dire? Vuol dire, invece, giustificare e legittimare discriminazioni, violenze e pregiudizi?
Ve lo chiedo e spero di avere una risposta, anche se la mia idea purtroppo ce l'ho, perché il “no” a questo emendamento parla forte e chiaro. Voi queste attività non le volete, non volete attività finalizzate alla parità di genere e non volete attività finalizzate al rispetto delle differenze. Trovo francamente scioccante che abbiate anche il coraggio
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Qui parliamo, in un minuto, del perché sia importante offrire ai ragazzi opportunità formative per imparare cosa significhi rispettare l'altra persona, rispettare la differenza e spiegare anche la bellezza delle diversità che abbiamo e che ci sono all'interno delle nostre classi che sono ricche, articolate e piene di complessità. Significa semplicemente rispettare la legge dello Stato e riconoscere quanto già richiesto dalla Convenzione di Istanbul e quanto già la legge prevede con la nostra educazione civica.
Noi crediamo che la scuola pubblica debba fornire strumenti ai nostri ragazzi, affinché possano crescere liberi e consapevoli. Non ci sono alternative. È un imperativo importante e imprescindibile della scuola pubblica italiana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. A proposito delle attività alternative, l'Associazione nazionale dei dirigenti scolastici scrive: “È noto come le risorse umane e finanziarie delle scuole siano estremamente limitate; l'organico del potenziamento è utilizzato prevalentemente per progettualità di recupero e arricchimento dell'offerta formativa (…). In conclusione, riteniamo che “se un progetto di istituto, avente a tema l'educazione alla sessualità (…), fosse poi vincolato al benestare delle famiglie, la scuola, oltre a trovarsi in una situazione di caos organizzativo e gestionale, si troverebbe da soggetto pubblico, destinato a erogare un servizio in vista di un bene collettivo, a soggetto privato che confeziona prodotti ”.
Questo non è il parere del Partito Democratico, ma dell'Associazione nazionale dei dirigenti scolastici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Ferrara. Ne ha facoltà.
ANTONIO FERRARA(M5S). Signor Presidente e colleghi, con questo emendamento chiediamo il rispetto della differenza. Nulla di straordinario, normale amministrazione in qualsiasi Paese liberale. Ma qui, appena pronunci la parola “differenze”, la destra va in come se avessimo installato un virus nel loro ideologico. Basta dire “identità di genere” e parte l'allarme: “attenzione, pericolo!”.
Parliamo degli stessi che ogni giorno invocano libertà. Certo, la libertà in versione demo. Funziona solo finché tutti vivono, pensano e amano a piacer loro. Allora, chiedo: ma che cosa vi spaventa? Che a scuola si insegni il rispetto o che i ragazzi scoprano che il mondo è più grande del vostro moralismo in bianco e nero? La scuola non è un fortino ideologico, ma è un luogo in cui si cresce e crescere significa rispettare tutte le differenze, non solo quelle approvate dalla maggioranza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Questi sono tutti i divieti. Come si cerca di introdurre qualcosa, viene vietato. Speriamo che i ragazzi non leggano questo provvedimento. A una certa età si tende a contraddire, a confutare, ad agire contro corrente e addirittura a cercare il vietato. Questo è un disastro. È un disastro dal punto di vista educativo. Qui ci sono la scuola e lo Stato che rinunciano alla propria funzione. Davvero vi dovreste fermare da questo punto di vista .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.149 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.158 Manzi. Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Intervengo per illustrare il contenuto di questo emendamento che cerca di salvaguardare in realtà quei progetti che le scuole stanno già realizzando e che realizzano da anni al loro interno con il coinvolgimento di esperti, di associazioni e di consultori; quei progetti che con il disegno di legge Valditara in realtà - tra gli effetti che sta producendo, prima ancora di diventare legge - sono già messi in discussione. Vengono già stoppati e bloccati. È stato uno degli effetti più clamorosi dell'emendamento che tra poco, in realtà, la maggioranza dovrà per certi versi - perdonate il termine un po' gergale - rimangiarsi, in questo caso, con un emendamento di senso opposto, che vietava lo svolgimento delle attività legate alla sessualità nelle scuole medie.
Noi con questo emendamento chiedevamo che cosa? Chiedevamo semplicemente che quelle scuole, che già svolgevano attività legate all'ambito della sessualità, almeno per i 3 anni successivi all'entrata in vigore del disegno di legge Valditara, potessero continuare a svolgerle semplicemente con un'informativa rivolta alle famiglie. È un atto - torno a ripetere una parola, ricordavo poco fa, a lungo usata dal Ministro Valditara - di buonsenso in questo caso.
Queste sono azioni che molto spesso hanno già avuto, se si tratta tra l'altro di attività extracurricolari, l'assenso da parte delle famiglie e che hanno visto già il coinvolgimento delle famiglie.
Allora, cosa ci sarebbe stato di strano nel consentire che, per le attività già in corso, fosse garantita semplicemente un'informativa delle famiglie, senza quindi tagliare fuori, come spesso veniamo accusati di fare con le nostre obiezioni di merito a questo provvedimento, le famiglie in alcun modo ma semplicemente semplificando - scusate il gioco di parole - le procedure previste al riguardo? Proprio perché c'è un tema su cui forse non ci interroghiamo mai abbastanza: il fatto di impedire o rendere più difficoltose quelle attività all'interno delle scuole, quelle attività che rispondono anche a un bisogno e a domande degli stessi studenti. Tra l'altro, anche ricollegare il consenso dei genitori al fatto che gli studenti abbiano compiuto o meno la maggiore età quando - sono dati numerici e dati scientifici - in questo caso il 23,6 per cento dei giovani ha avuto il primo rapporto sessuale tra 11 e 14 anni... Quindi, il senso stesso della maggiore età viene fortemente ridimensionato.
Quello che noi chiediamo è che quelle attività possano svolgersi, perché quel bisogno di senso, quegli interrogativi e quelle domande che i ragazzi e gli adolescenti si pongono e si fanno - e che rischiano di non trovare risposta all'interno della scuola - troveranno risposta altrove e in modo sicuramente non adeguato: molto spesso su Internet e anche attraverso siti di contenuto discutibile.
Noi chiediamo, invece, che ci sia un percorso certo, serio e qualificato, come quello che si può svolgere all'interno delle scuole, quello che si svolge già all'interno delle scuole, proprio con il coinvolgimento di personalità competenti e qualificate che possono offrire il massimo supporto agli studenti e alle studentesse. In realtà, questo clima di caccia alle streghe, che caratterizza questo provvedimento e che caratterizza anche una parte delle testimonianze che abbiamo ascoltato nel corso delle audizioni che si sono svolte in Commissione, non aiuterà in alcun modo ad affrontare un problema serio. È un problema di emergenza educativa e culturale che caratterizza anche le più giovani generazioni all'interno del nostro Paese.
Semplificate esclusivamente dimenticandovelo. E questa è una risposta molto grave che date all'emergenza e a quei problemi che non smetteranno di esistere per il solo fatto che prevederete il consenso per svolgere le attività legate all'educazione sessuo-affettiva .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.158 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.164 Manzi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.164 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.187 Grippo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.187 Grippo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.1011 Piccolotti.
Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Vorrei rivolgere questo appello al Ministro, che non c'è. Ha ben da dire il Ministro a dire che non c'è dialogo, che non ascoltiamo, che siamo noi che non vogliamo trovare punti di intesa, ma leggete questo emendamento: è possibile non far saltare almeno i progetti in essere? Ve l'abbiamo chiesto per settimane e abbiamo capito che la risposta è quella che abbiamo ascoltato nelle scorse ore.
Ma, in questo caso, vi chiediamo: è almeno possibile che i progetti nelle scuole, promossi dalle ASL - ripeto, dalle ASL -, rimangano, senza che passino dall'imbuto, dalla scure di questo consenso informato? Potete accettare l'idea anche solo di approvare questo emendamento, che, più che di buon senso, vi chiede semplicemente di non rovinare il lavoro fatto in tutto il Paese e dalle nostre regioni, in accordo con le ASL? È possibile, sì o no? Volete aprire un'interlocuzione con le opposizioni, sì o no?
Ecco, vi chiediamo di riflettere. Attendiamo ancora le scuse del Ministro e di tutti quelli che fanno finta di non capire qual è l'oggetto della discussione. Noi vogliamo credere nelle istituzioni scolastiche, nella loro autonomia e che non passi, soprattutto dalle famiglie più fragili, l'idea che i propri figli possano fare un pezzo di quella educazione, che serve a tanti, ma che, in realtà, serve a tutti e a tutte .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Io vorrei chiedere al relatore di accantonare questo emendamento e di ripensarci, perché i progetti realizzati dalle ASL sono già in atto, non solo nelle regioni a guida progressista, ma anche in tantissime regioni a guida conservatrice e persino nel Veneto, a guida del partito del relatore leghista. È allucinante che si pensi che le ASL e i loro progetti possano essere un pericolo per l'educazione degli studenti e delle studentesse italiani e il rifiuto di approvare questo emendamento dimostrerebbe che le argomentazioni di Sasso sugli esperti esterni un po' strani che lui avrebbe visto in tantissime scuole sostanzialmente sono del tutto infondate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a “no” ideologici pregni di pregiudizio e che, veramente, sono difficili da spiegare. Infatti, qui si sta parlando di quelle attività e di quei progetti promossi dalle ASL e dai consultori familiari pubblici. Io so, dopo quello che c'è stato, dopo la discussione che abbiamo portato avanti in questi giorni, che provare a farvi ragionare, dicendo che i presupposti scientifici, le evidenze scientifiche, devono guidare questo tipo di percorsi nelle scuole, sarebbe tempo perso.
Infatti, avete rifiutato un emendamento che stabiliva che i criteri che dovevano seguire i programmi erano le linee guida dell'OMS. Avete rifiutato emendamenti con cui si chiedeva di non aprire la porta delle scuole ad associazioni che contribuissero, con i loro orientamenti, al deterioramento dei diritti e delle tutele già poste in essere. Quindi, è chiaro chi abbiamo davanti e chi sta mettendo la propria firma su questo progetto di legge. Però, gettare il sospetto, non solo sulla scuola pubblica, come state facendo con l'introduzione del consenso informato nelle scuole, ma anche su ASL e consultori, veramente, è qualcosa che mai ci si sarebbe aspettati di assistere all'interno del Parlamento.
Credo sia un attacco a pilastri della nostra società, che, tra mille difficoltà, sono ancora il motore che portano avanti e che garantiscono diritti a tutti e a tutte nel Paese. Quindi, sono avvilita di fronte al diniego di questo emendamento. Voi non solo avete attaccato i consultori pubblici, quando, nel decreto PNRR, avete aperto la porta degli antiabortisti, facendo credere che all'interno dei consultori ci fossero plotoni di medici, mediche che, invece, costringessero, influenzassero o decidessero quale doveva essere il destino di chi sceglieva di accedervi.
Ebbene, oggi, invece a cosa assistiamo? Assistiamo a un altro attacco, con il diniego a questo emendamento, che sottoscrivo - se la prima firmataria me lo consente -, perché credo che, davvero, scriviamo una brutta pagina di questa discussione (ne abbiamo scritte anche altre, il fondo si tocca, si scava e si arriva sempre più giù). Però mettere in dubbio, gettare un alone di sospetto sui programmi che vengono portati nelle scuole dalle ASL o dai consultori pubblici familiari credo sia veramente gravissimo .
PRESIDENTE. Intanto chiedo al relatore, il deputato Sasso, se intenda accogliere la richiesta di accantonamento avanzata dalla deputata Piccolotti? La risposta è negativa.
Deputata Di Biase? Se è per intervenire nel merito dell'emendamento, bisogna che aspettiamo un attimo, perché, se la deputata Piccolotti intende insistere sulla richiesta accantonamento, la poniamo in votazione, quindi vi sarà un intervento a favore e uno contro. La deputata Di Biase intende parlare a favore?
Ha chiesto di parlare la deputata Di Biase. Ne ha facoltà.
MICHELA DI BIASE(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intanto per chiedere all'onorevole Piccolotti se possiamo sottoscrivere questo emendamento che troviamo davvero sacrosanto e doveroso, e poi per intervenire a favore dell'accantonamento, perché, francamente, non capiamo quali siano le motivazioni che l'onorevole Sasso porta avanti nel continuare ad esprimere un diniego.
Vede, per definire l'oscurantismo, spesso, nei momenti storici, che hanno contraddistinto la storia, erano due le questioni che venivano messe in discussione: l'istruzione e la scienza.
Ora, io non vorrei dover utilizzare questo termine, però veramente noi siamo in un tempo in cui neanche quando il progetto è promosso secondo le linee guida - questo è giusto dirlo - che sono promosse da agenzie internazionali, quale l'OMS, quale l'UNESCO, quale l'UNICEF, che raccomandano questo tipo di programmi, raccomandano che siano anche le ASL a lavorare in questa direzione… allora, io davvero non capisco qual è la perplessità che ha il Governo rispetto al fatto di consentire che questi programmi, che sono già in essere, possano essere impartiti, insegnati, spiegati.
Voi state creando un tabù, che non esiste però all'interno delle nostre scuole. Anzi, noi pensiamo che state davvero ingenerando un mostro. Io vi prego, fermatevi, perché quando parliamo di violenza non si può prescindere dal tema dell'educazione. Non è immaginabile che noi, ogni volta, ci troviamo in quest'Aula ad affrontare il tema della violenza solo ed esclusivamente collegandole a quelli che sono dei possibili reati. Noi ci occupiamo di quei temi - lo abbiamo detto più volte - quando le donne sono già state offese, quando le donne già sono state stuprate, quando le donne sono già state uccise.
Quello che, invece, dovremmo fare noi oggi è lavorare a una cultura del rispetto, lavorare a una cultura della reciprocità. Solo attraverso l'istruzione, la formazione e la comprensione di questi temi da parte dei nostri ragazzi noi potremo davvero affrontare e provare a risolvere il tema della violenza di genere, a maggior ragione con questo emendamento, in cui si chiede che sia la scienza a parlarne, i medici a parlarne.
La verità è che quello che dite, come sempre, non fa scopa con quello che fate. I conti non tornano, perché dite una cosa in televisione e ve la rimangiate all'interno delle Aule parlamentari: questa è una cosa inaccettabile e i cittadini se ne stanno rendendo conto. Quindi, naturalmente, intervengo per esprimere tutta la mia solidarietà alla collega Piccolotti, che si sta vedendo respingere, come d'altronde avviene al Partito Democratico, emendamenti di assoluto buonsenso .
PRESIDENTE. Se nessuno parla contro, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'emendamento 1.1011 Piccolotti.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 45 voti di differenza.
Torniamo, dunque, all'emendamento 1.1011 Piccolotti.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà, per un minuto.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie Presidente. Con il rifiuto non solo di accantonare, quindi presumo anche di accogliere questo emendamento, abbiamo l'ulteriore dimostrazione del fatto che questa destra sta correndo, sta procedendo per far approvare un provvedimento basato esclusivamente su questioni e su pregiudizi ideologici. Non capisco, infatti, cosa debba avere ingresso nella scuola perché possa essere portato all'attenzione degli alunni. Qui si sta escludendo la scienza, così come è stata esclusa in precedenza, negando che i programmi fossero redatti secondo le linee guida dell'OMS. Quindi, è evidente che si tratta di un provvedimento che ha basi esclusivamente ideologiche, oscurantiste e ascientifiche .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bonetti. Ne ha facoltà, per 5 minuti.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Noi sosteniamo convintamente l'emendamento a firma Piccolotti e vorrei, con questo intervento, invitare anche i colleghi della maggioranza a valutare gli effetti della bocciatura di un emendamento di questo tipo. In questo emendamento, sostanzialmente, si dice che quanto previsto dal provvedimento non si applica a quei programmi di carattere scientifico, di tutela della salute, che attualmente sono proposti dalle strutture sanitarie territoriali, dalle ASL territoriali, nelle scuole.
Io ho in mente in particolare un'iniziativa, una meritevole iniziativa, a prima firma del collega D'Attis di Forza Italia, che vuole introdurre percorsi di informazione nelle scuole per quanto riguarda l'Aids, l'HIV, ma anche tutte le malattie sessualmente trasmissibili, introducendo proprio il principio di formazione alla salute sessuale.
È evidente che la prevenzione di cui abbiamo discusso ieri, perché ieri era la giornata, che è prevista in questo provvedimento, articolo 1, comma 1, lettera - il collega D'Attis mi potrà eventualmente smentire, ma mi pare proprio che sia questo riferimento puntuale - viene completamente annichilita da questa legge, che a questo punto impone come discrezionalità, nell'ambito di attività eventualmente negabili da parte delle famiglie, quello che invece riteniamo essere prioritario come salute pubblica. Parlo dell'HIV, parlo, ad esempio, della promozione per la vaccinazione per l'HPV, per il Papilloma virus, per le ragazze e i ragazzi.
La mia regione, la regione Lombardia, che non è certo a guida del centrosinistra, sta portando avanti una campagna importante di promozione di questa vaccinazione per le ragazze e i ragazzi. Se votate contro questo provvedimento, state votando contro i vostri stessi provvedimenti, le vostre stesse azioni a tutela della salute pubblica, che riguarda anche la salute sessuale.
Quindi, colleghe e colleghi, io ci penserei due volte a schiacciare il bottone rosso, perché significherebbe contraddire delle azioni politiche di cui voi, in modo meritorio, vi siete fatti parte. Quindi, mi auguro che la collega Piccolotti possa avere il sostegno da parte di tutti, perché è un emendamento che davvero va a toccare un elemento sostanziale della formazione e dell'educazione nelle nostre scuole
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Quartini. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Solo per dire che gli emendamenti che si stanno proponendo in questo contesto, in questo momento, sono quasi tutti emendamenti che mirano alla riduzione del danno; mirano anche alla riduzione del rischio di una deriva importante, di una deriva quasi medievale, direi. Tra poco, credo si arriverà anche a mettere in discussione il fatto che si insegni la mitosi e la meiosi a scuola, perché la riproduzione è essenzialmente questo. Ora, il fatto di mettersi in condizione, in questa fase, di negare anche le evidenze di chi ha fatto progetti, come ASL e come consultori, io credo sia di una gravità enorme.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Ferrara. Ne ha facoltà.
ANTONIO FERRARA(M5S). Signor Presidente, colleghi, con questo emendamento non chiediamo altro che le ASL e i consultori familiari pubblici non siano esclusi da questa legge. Perché, se c'è un paradosso, è proprio questo: mentre, da un lato, il Governo dice di voler tutelare le famiglie, dall'altro, rischia di bloccare proprio i servizi pubblici che alle famiglie parlano davvero, per competenze sanitarie e scientifiche. Allora, permettetemi un'osservazione: qui si arriva al punto che persino i consultori, nati quarant'anni fa per garantire salute e supporto, sembrano diventare sospetti agli occhi della maggioranza.
Sembra quasi che per alcuni la scienza dia fastidio, che i consultori siano visti come sovversivi, colpevoli di spiegare la realtà, invece di edulcorarla. A questi colleghi dico: tranquilli, i consultori non fanno propaganda, fanno semplicemente ciò che a qualcuno dà più fastidio di tutto: informano in modo competente. L'informazione, si sa, è il peggior nemico di ogni crociata ideologica
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA(AVS). Grazie, Presidente. Mi sembra davvero che abbiamo raggiunto un livello di assurdità. Probabilmente alcuni o alcune colleghe della maggioranza non hanno letto con attenzione il titolo della proposta di legge, e quindi lo faccio io: “Introduzione del requisito del consenso informato dell'esercente la responsabilità genitoriale per la partecipazione dello studente minorenne ad attività scolastiche vertenti su materie di natura sessuale, affettiva o etica”. Allora, io mi chiedo, nel momento in cui si segue un programma da parte degli studenti di biologia…
LUANA ZANELLA(AVS). …anatomia, fisiologia eccetera, il fatto che ci sia un contatto con la ASL piuttosto che con esponenti dei consultori dovrebbe essere un supporto utile succedeva anche quando ero giovane io…
LUANA ZANELLA(AVS). …ed ero al liceo. Possibile…
PRESIDENTE. Mi spiace. Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel mio territorio, la provincia autonoma di Trento, da 40 anni l'azienda provinciale per i servizi sanitari promuove, in terza media, percorsi di educazione sessuale; e anche il governo leghista, in sella da 7 anni, ha cancellato i miei percorsi di educazione all'affettività, ma ha consentito la prosecuzione di quelli di educazione alla sessualità. Sono progetti che si chiamano EDU-CHI-AMO e, all'interno di essi, l'obiettivo è anche quello di comprendere l'importanza di creare e mantenere delle relazioni sane ed eque, al fine di svilupparle e implementarle, in contrapposizione alle relazioni disfunzionali che possono generare forme di violenza.
Allora vi dico: aprite gli occhi, perché i vostri territori queste cose le stanno già facendo, e che arrivi il Ministro ad impedirlo è davvero inaccettabile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Iaria. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONINO IARIA(M5S). Sì, grazie. Qui siamo proprio al paradosso e, tra l'altro, purtroppo, già in una regione governata dal centrodestra, come il Piemonte, si danno soldi alle associazioni pro vita che non hanno alcuna preparazione scientifica per dare consigli alle donne che vogliono abortire; e adesso, con questa legge, si va a togliere la possibilità ai consultori di fare il loro lavoro, quello di informare le persone che hanno bisogno di informazioni da persone preparate. Quindi, è vergognoso che questa maggioranza si basi non sulla scientificità delle cognizioni per questi argomenti, ma soltanto sulle opinioni che magari trova su .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Appendino. Ne ha facoltà per un minuto.
CHIARA APPENDINO(M5S). Sì, grazie, Presidente. Vede, in un Paese normale i consultori andrebbero rafforzati, invece qui andiamo avanti a botte per definanziarli, da parte di questa maggioranza e di questo Governo, e ridurli nella loro capacità di essere parte integrante di una comunità.
In un mondo normale i consultori andrebbero legittimati, perché hanno un valore fondamentale - spesso coprono il vuoto, ad esempio, anche dell'educazione sessuale nelle scuole e avvicinano i ragazzi a quello che noi, come Stato, spesso non riusciamo a fare nel mondo della scuola - e invece qua andiamo al contrario, li delegittimate.
Allora, io francamente non capisco come si possa essere contrari a questo emendamento, se non per una cosa sola: voi i consultori in realtà li volete delegittimare, forse anche chiudere, perché non vi piace quello che fanno nei confronti della società. E noi non ci stiamo, Presidente .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1011 Piccolotti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.171 Sportiello e 1.172 Piccolotti. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Siamo arrivati a uno dei passaggi più gravi di questo disegno di legge. Vedete, quando è arrivato conteneva già, a dispetto di quanto ha voluto rivendicare il Ministro Valditara, il divieto in ogni caso, come viene riportato all'interno di questo comma che proponiamo di abolire, per la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, delle attività didattiche e progettuali, nonché di ogni altra eventuale attività avente ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità. In Commissione c'è stato l'intervento di questa maggioranza per aggiungere anche la scuola secondaria di primo grado.
Io mi chiedo cosa abbia guidato questa scelta. Ovviamente il furore ideologico, perché, se andiamo a guardare invece i dati scientifici e quello che ci dicono le ricerche, sapremmo che gli stereotipi di genere nascono prestissimo.
I ruoli di genere, quelli che la cultura tramanda, nascono già intorno ai primi 2-3 anni. Intorno ai 6 anni, quando si accede alla scuola primaria, lo stereotipo di genere rispetto all'abilità in alcune materie, in alcune discipline come l'informatica e l'ingegneria, ebbene, c'è già: ossia, c'è il convincimento, in così tenera età, che i maschi riescano meglio in informatica e in ingegneria.
Capite che questa è una convinzione che nasce dagli stereotipi di genere? E capite che questi stereotipi sono quelli che pesano enormemente sulla vita delle donne per tutto il resto delle loro carriere, per tutto il resto delle loro esistenze? Ma lo capite che viviamo ancora in un Paese dove il carico di cura schiaccia le donne, dove se si sceglie di avere un figlio si è buttate fuori dal mondo del lavoro? Lo capiamo che ci sono donne in questo Paese che guadagnano fino a 8.000 euro in meno rispetto a un uomo?
Guardate che, se non abbattiamo gli stereotipi di genere, riusciremo soltanto in parte a correggere - qualora foste illuminati e finalmente vi degnaste di accogliere qualche proposta che vi abbiamo fatto (penso anche al congedo genitoriale paritario), qualora voleste anche solo prendere in considerazione le nostre proposte - e a porre rimedio, ma non a scardinare quello che è un problema culturale.
E questi stereotipi di genere sono alla base dei pregiudizi che accompagnano per il resto della vita, perché pensare che una bambina non sia brava e in grado di accedere a delle materie rispetto ai suoi colleghi maschi, rispetto agli altri bambini, è un gravissimo problema: genera uno squilibrio, è la radice.
Se noi lasciamo queste cose al caso o all'ideologia, capite che non riusciremo mai veramente a scardinare questa cultura. Parlare ai bambini e alle bambine di consenso secondo il loro grado di crescita, demandando a professioniste e a professionisti, a persone che abbiano gli strumenti per farlo, non significa portare nelle scuole quello che qualcuno in quest'Aula ha definito “porcherie”. Significa, invece, riuscire a scardinarli questi meccanismi, costruire una società più giusta, più equa e andare a garantire i diritti per tutti e tutte, questo significa. E questa non è una minaccia per qualcuno, questa è garanzia di una società migliore per tutte, anche per chi la pensa diversamente.
Allora, vedete, io credo che bisogna sopprimerlo questo emendamento. Ce ne saranno poi altri, di cui discuteremo, che cercano di aggiustare il tiro ma no, non si può accettare che ci sia un diniego totale, come in questo progetto di legge in cui si vieta in ogni caso l'educazione sessuo-affettiva nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. E fossero anche soltanto la primaria e quella dell'infanzia, non sarebbe comunque accettabile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente noi chiediamo di sopprimere assolutamente questo comma 5 che è incredibile e inquietante. Tra l'altro, nel momento in cui viene approvato, non sono più libere l'arte e la scienza, e non è più libero l'insegnamento.
Voi, in questo modo, mettete mano all'articolo 33 della Costituzione.
Ma veniamo al merito. Innanzitutto “fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali”, che, vi comunico, non dicono niente, dicono che bisogna prendere coscienza della differenza di genere e, in quinta elementare, gli facciamo soltanto il disegnino e ci fermiamo lì. E, invece, in quinta elementare, per esempio, ma poi ancora nella secondaria di primo grado… Posso? Posso, Presidente?
PRESIDENTE. Prego, prego.
FRANCESCO MARI(AVS). Quando si fanno le lezioni di scienze, per esempio, e si fanno gli apparati e fra questi c'è l'apparato riproduttivo e si spiega come i tessuti dello stesso tipo formano gli organi e poi come gli organi, che concorrono alla medesima funzione, determinino gli apparati e i sistemi, mi spiegate come fanno gli insegnanti di scuola primaria al quinto anno? Che fanno? A un certo punto, si fermano e dicono che Sasso e Valditara hanno detto che non si parla più ?
Guardate che la scuola è fatta di domande. I ragazzini di dieci anni di oggi sono quelli del 2025, non quelli del 1925 e quando fanno le domande che cosa rispondiamo? Dove ci fermiamo? Qual è il punto in cui ti fermi? Come fai a spiegare? Cancelliamo l'apparato riproduttivo dai libri di quinta elementare? Perché là c'è quello che è scritto qui, l'avete scritto voi e viene escluso: “in ogni caso, le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità”.
Scusate, ma come si fa? Come si fa a spiegare la funzione degli organi riproduttivi ai fini della determinazione dell'apparato riproduttivo in quinta elementare? Come si fa, accettando i termini di questo terribile, terrificante comma 5 che avete messo in questa legge? Ma è impossibile! Quindi voi contemporaneamente mettete mano alla libertà di insegnamento, perché dite quello che si può insegnare e non insegnare, perché usate il termine “didattica”, mettete un limite alla didattica, un limite alla libertà di insegnamento.
Alzate un muro, a un certo punto, rispetto alla libertà di insegnamento e dite: oltre questo non si va. Ma la libertà di insegnamento è fatta di una relazione, alunno per alunno, classe per classe; appunto, ci può essere, come dicevo prima, nell'interlocuzione: c'è la domanda, c'è la situazione specifica nella quale va fatto anche l'approfondimento. Difficilissimo, guardate, vi assicuro, in una quinta elementare con bambini di 10 anni.
Ma che vuol dire? Significa che, in quel momento, se c'è la domanda, l'insegnamento sta avendo successo. E cosa gli dici? Vai a parlare con Valditara? Ti fermi? E, guardate, ha dell'incredibile. Io vi prego di fermarvi - è stato chiesto da altri colleghi -, perché l'efficacia dell'azione educativa dipende proprio dall'aderenza alla società, dipende da quanto è vicina la società. Se noi qua vietiamo soltanto - adesso gli togliamo il telefonino, gli diciamo che non si parla di sesso -, pensate cosa può succedere quando squilla la campanella.
Il divieto diventa un oggetto di interesse di queste giovani generazioni, che invece devono trovare proprio nella scuola il punto di approdo, il punto di approfondimento, il punto di emancipazione anche da situazioni particolari, di avanzamento culturale. Cioè noi pregiudichiamo il fatto che, in una società messa in questo modo, dove non ci sono donne che violentano, uccidono, rapinano, sequestrano uomini, ci sono soltanto uomini che violentano, rapinano, uccidono, sottopongono…
FRANCESCO MARI(AVS). …È unidirezionale quest'attività, noi la tiriamo fuori dalla scuola …
PRESIDENTE. Ha esaurito il tempo. Ha chiesto di parlare la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Vede, Presidente, sopprimere il comma 5 è di totale buonsenso. Anzi, sarebbe ancor più di buonsenso sopprimere tutto il provvedimento, perché è davvero un obbrobrio e perché escludere le attività di educazione affettiva, di educazione sessuale, queste tematiche dalla scuola primaria, dalla scuola di base è una scelta sbagliata, è una scelta miope. Perché vi dico questo? Perché si nega ai bambini e ai ragazzini la possibilità di ricevere strumenti adeguati per conoscere se stessi, per conoscere gli altri, per comprendere le proprie emozioni, per comprendere un linguaggio gentile, per conoscere un alfabeto gentile. E, vedete, noi crediamo, anzi, io so che educare al rispetto e alla consapevolezza fin da piccoli, fin da bambini…
DANIELA MORFINO(M5S). …significa prevenire bullismo, discriminazione …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Orrico. Ne ha facoltà, ha un minuto.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Con questo emendamento, come già hanno detto le colleghe e i colleghi che mi hanno preceduto, vogliamo sopprimere l'abominio che si sta compiendo in questo disegno di legge, imponendo il divieto dell'educazione all'affettività e alla sessualità sin dalle scuole dell'infanzia, non comprendendo e, quindi, facendo finta - e mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Commissione cultura - di non aver letto, di non aver ascoltato tutti gli esperti che abbiamo audito e che ci hanno raccontato che, sin da bambini, è importante riconoscere i gesti di affetto che alcuni adulti, anche in maniera prevaricante, compiono nei confronti dei bambini e delle bambine.
Ecco, è di questo che stiamo parlando, è anche di questo tipo di educazione per far sì che i bambini e le bambine abbiano consapevolezza che quando un adulto chiede una carezza in più …
PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà, ha un minuto.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Io ricordo che, prima che desse in escandescenze e offendesse il Parlamento, il Ministro Valditara aveva affermato che, in questo disegno di legge, non si vietava niente. Ora, nel chiedere di sottoscrivere questi emendamenti, chiedo anche che questo emendamento venga accantonato, in modo tale da approfondire il pensiero del Ministro, perché qua leggo che “fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali (…) sono escluse, in ogni caso…”. Quindi o c'è un difetto di comprensione da parte nostra oppure il Ministro dovrebbe chiarire e, quindi, eventualmente metterci nella condizione, mettere la maggioranza nella condizione di approvare questo emendamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Appendino. Ne ha facoltà, per un minuto.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo, a supporto dei colleghi e delle colleghe, perché questo emendamento è fondamentale, perché penso che questo divieto, in qualche modo, vada a smascherare quello che realmente pensa questo Governo, quello che il Ministro Valditara ha anche detto, ma soprattutto quello che è stato confermato poi dal Ministro Nordio e dalla Ministra Roccella e cioè la lezione di Nordio che ci dice che la violenza di genere sta nel DNA maschile e le parole folli della Ministra Roccella, che ci spiega che l'educazione sessuale non ha alcuna valenza, perché la scienza sostanzialmente ci dice che non serve.
E allora non mi stupisco che ci sia un parere contrario, però allora non venite a raccontare che davvero volete contrastare la violenza di genere; non venite a dirci che volete davvero aiutare a costruire un clima, una cultura che capisca cosa sia e cosa non sia il consenso, perché sono parole vuote; per voi contano i voti e in questo voto emerge la posizione vera del Governo .
PRESIDENTE. Chiedo al relatore il parere sulla richiesta di accantonamento avanzata dal collega Perantoni.
PRESIDENTE. Risposta negativa. Andiamo avanti? Vuole votare. Allora un intervento a favore e uno contro.
Vuole parlare a favore, deputato Dell'Olio? Prego, a lei la parola… Non è molto difficile…
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Perfetto.
PRESIDENTE. …lei ha chiesto la parola, se vuole parlare a favore dell'emendamento…
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Sì, Presidente.
PRESIDENTE. …lo può fare, altrimenti passiamo a un altro intervento.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Credo di avere capito come si parla. Il problema è che volevo sapere il tempo. Mi hanno detto che non era un minuto e ne ho 5, quindi…
PRESIDENTE. No, in questo caso ha 5 minuti…
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Perfetto, le stavo chiedendo questo…
PRESIDENTE. …glielo avrei detto io.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Siamo qui per questo.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Quindi, stavo aspettando...Dunque, Presidente, io credo sia importante accantonare questo emendamento perché, se si potesse dare un titolo a questo comma dell'articolo 1, il titolo corretto sarebbe: “ripristino dell'oscurantismo”, perché è questo tale comma. Già era grave escludere la possibilità di affrontare i temi attinenti all'ambito della sessualità per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria; ma aver aggiunto anche la scuola secondaria di primo grado non fa altro che peggiorare la situazione perché le persone, i giovani si formano sin dalla tenera età.
Come è stato detto prima dal collega Mari, se i ragazzi non imparano a capire l'ambito della sfera sessuale e le problematiche che possono esserci, avremo problemi come Stato perché non potete credere che i ragazzi, se non c'è insegnamento a scuola, non vadano a informarsi. E dove vanno a informarsi? Nel migliore dei casi vanno a informarsi su Internet dove non è detto che ci siano informazioni adeguate ... Non si andranno a informare e, quindi, avremo tutta una serie di altri problemi che vanno, nel migliore dei casi, da gravidanze indesiderate fino al peggiore, che è quello della violenza nei confronti delle donne. Quindi, andare a mettersi le fette di prosciutto sugli occhi, andando a dire che non si deve parlare nella scuola di sessualità, pensando che succeda chissà che, non significa altro che creare problemi in futuro.
D'altro canto, questo comma dice una cosa assurda: “Fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali adottate ai sensi dell'articolo 1 (…)”. Beh, nell'articolo 1 del regolamento di cui al DPR 20 marzo 2009, n. 89, al comma 2 si dice: “al fine di assicurare migliori opportunità di apprendimento e di crescita educativa (…)”. E come si può fare a dare migliori opportunità di crescita educativa se una parte importante della sfera sociale, che è anche quella sessuale, viene del tutto esclusa dall'ambito dell'offerta educativa? Io credo che il passaggio in Commissione abbia solo peggiorato questo pessimo comma e credo che sia necessario accantonarlo. Per questo motivo, richiedo e sono a favore dell'accantonamento .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento degli identici emendamenti 1.171 Sportiello e 1.172 Piccolotti, avanzata dal collega Perantoni.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 59 voti di differenza.
Torniamo agli identici emendamenti 1.171 Sportiello e 1.172 Piccolotti. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà, per un minuto.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Sì, Presidente. In alcune audizioni che si sono tenute in Commissione si è rilevato come la sessualità nei bambini, la coscienza della sessualità, inizi molto presto e inizi come qualcosa di assolutamente naturale, fin dai primi anni di età. E, quindi, meriterebbe di essere accompagnata con dolcezza, con affettuosità, in modo che possa crescere la consapevolezza sana dei bambini della propria identità che si definisce in ragione della conoscenza della propria ma anche in relazione alla conoscenza dell'identità altrui. E questo è un percorso di crescita, un percorso sano di crescita.
Non si capisce davvero perché i bambini non possano essere accompagnati fin dalla scuola primaria, fin dalle prime fasi, in un percorso serio, sereno e affettuoso di comprensione della propria identità in relazione all'altro e capire la differenza, la diversità come elemento di identità …
PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Ferrara. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONIO FERRARA(M5S). Signor Presidente, colleghi, il comma 5 vieta qualsiasi attività didattica attinente all'ambito della sessualità per la scuola d'infanzia, la scuola primaria e le medie. In pratica: non dite niente ai ragazzi, magari non crescono. La prima legge biologicamente ottimista della storia: la pubertà, secondo la maggioranza, aspetta il decreto attuativo. Siamo al punto che potremmo appendere fuori dalle scuole un cartello: qui non si parla di sessualità, per informazioni rivolgersi a Internet, il posto più sicuro in assoluto, ovviamente. E il finale è semplice. Qui si pensa che, se non si parla di sessualità, scompare. Allora, aspetto solo il prossimo del Governo: non ditelo ai bambini, così magari non succede. Ottimo metodo, è lo stesso che usano per i problemi del Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Caso. Ne ha facoltà, sempre per un minuto.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Questo è il comma che dà l'esempio di come le cose si possono peggiorare anche durante il lavoro di Commissione. Infatti, ricordiamo che c'è un divieto totale per quanto riguarda le attività attinenti alla sfera sessuale per le scuole elementari, dell'infanzia e viene aggiunto anche per le medie, salvo poi - vedremo dopo - ritornare leggermente sui propri passi. Ma lo stiamo ribadendo: ci sono stati tanti esperti che, in audizione, ci hanno detto che, con gli strumenti giusti, con la narrazione giusta, è proprio fin dal principio che bisogna interloquire con le bambine e con i bambini e far capire loro che la diversità, all'interno del nostro mondo, è una cosa bella; non una cosa di cui aver paura, non una cosa da tacciare come negativa. Le differenze, le differenze che caratterizzano…
ANTONIO CASO(M5S). …ognuno di noi sono la nostra ricchezza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Alifano. Ne ha facoltà per un minuto.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Ho ascoltato l'intervento di un collega che mi ha preceduto che ha detto testualmente: speriamo che i nostri ragazzi non leggano questo provvedimento. Eh beh, certo, lo speriamo vivamente, anche perché i nostri giovani si pongono su un binario completamente diverso rispetto al di questo provvedimento. E questo, secondo me, costituisce la riprova dello scollamento di una parte della classe politica rispetto all'elettorato e soprattutto rispetto ai giovani. Io credo che, a questo punto, non può che farci piacere che la maggioranza la pensi in modo diametralmente opposto rispetto a quanto ritiene l'opposizione .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.171 Sportiello e 1.172 Piccolotti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.173 Manzi. Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Presento questo emendamento visto che, nonostante i tanti interventi, non siamo riusciti a far cambiare la posizione del Governo sulla soppressione del comma 5 e quindi proviamo almeno a migliorarlo, a cambiarlo leggermente e a fare in modo che rimanga la possibilità, quindi non certamente un obbligo; la possibilità, come dice questo emendamento, per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria di fare attività didattiche e progettuali legate all'affettività e alla sessualità con linguaggi idonei e con proposte idonee, ovviamente, rispetto alle età alle quali ci rivolgiamo. Io penso che in quest'Aula siamo tutti molto consapevoli di come, oggi, le scuole italiane siano particolarmente ricche e abbiano bisogni complessi, esigenze urgenti.
Insegnanti e personale educativo lavorano in contesti davvero complessi, spesso segnati anche da vissuti familiari discontinui, da tante fragilità, da differenze sociali e culturali, da una crescente sofferenza psichica anche dei nostri ragazzi adolescenti, da una grande solitudine relazionale, da un analfabetismo dei sentimenti, da una necessità di saper gestire le proprie emozioni. Penso che le conseguenze siano sotto gli occhi di tutti: lo sanno bene i sindaci, i nostri amministratori locali, quanti oggi, pur seduti in quest'Aula, svolgono un compito prezioso di primi cittadini nelle loro città, perché il vuoto educativo si vede nei territori per i comportamenti aggressivi, le , l'uso della violenza come elemento per dirimere i conflitti o per gestire le relazioni tra adolescenti, i crescenti fenomeni di bullismo e di cyberbullismo, i fenomeni di , la continua diffusione di contenuti intimi senza consenso, addirittura le che usano gli adolescenti per vedere il corpo nudo delle ragazzine all'interno delle classi.
Siamo davvero davanti a una deriva anche culturale che, secondo me, richiede in tutti noi una grandissima responsabilità. Abbiamo una generazione che ha bisogno di strumenti. Non ci possiamo permettere di far crescere i nostri ragazzi senza strumenti per riconoscere il consenso, per elaborare un rifiuto, per saper leggere un'emozione e la bellezza di un sentimento, per saper costruire relazioni paritarie. Penso davvero che la scuola - il suo ruolo - sia proprio il luogo dove scardinare questa cultura, dotandola di risorse, di formazione, di tempo, della libertà di insegnamento, per costruire quei percorsi all'affettività, alle emozioni, al consenso, alla conoscenza di se stessi, al rispetto dell'altra persona, al rispetto della diversità, con una scuola che non deve certamente educare alla paura ma alla consapevolezza, che non deve rafforzare gli stereotipi ma li deve contrastare, che deve saper promuovere la conoscenza di sé, il rispetto delle differenze e l'autodeterminazione.
L'obbligo al consenso informato - abbiamo visto - è una cosa che avete voluto fortemente, ma noi crediamo che la scuola sia un presidio democratico che va sostenuto nei suoi compiti educativi e non certamente sorvegliata e non certamente sottoposta a nessun controllo ideologico. Io credo che chi lavora nella scuola queste cose le conosce molto bene, sa bene che su queste tematiche ci servono alleanze educative e non sono certamente temi che sono estranei alle scuole dell'infanzia e neanche dell'adolescenza. In questo emendamento cerchiamo proprio di rimettere al centro l'importanza della formazione dei nostri ragazzi fino a partire dalle scuole dell'infanzia, proprio nel dare alla scuola strumenti per la costruzione identitaria e sociale dei bambini, degli adolescenti, dei giovani, anche relativamente all'orientamento sessuale e all'identità di genere.
Penso che sia dimostrato che l'assenza di educazione sessuale e affettiva possa generare solamente problemi, conflitti, ostacoli, difficoltà nella comprensione di sé, nella conoscenza di se stessi e degli altri, un elemento imprescindibile per provare a contrastare fenomeni di bullismo, di esclusione e di discriminazione sociale.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Crediamo in una scuola pubblica che debba essere una scuola che educa, che dà strumenti, che fa prevenzione, che dà strumenti di libertà e di consapevolezza e...
PRESIDENTE. Sta esaurendo il suo tempo.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). …siamo contenti che questo modello non sia il vostro, perché crediamo davvero di essere dalla parte giusta nella difesa dei nostri ragazzi …
PRESIDENTE. La ringrazio, deputata Malavasi.
Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Manzi. Ne ha facoltà, per un minuto.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie. Devo dire che le parole così efficaci della collega Malavasi dovrebbero chiedere davvero molto poco da aggiungere. Qui, con questo emendamento, volevamo dare alle scuole, in realtà, una possibilità, soprattutto ai bambini e alle bambine della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, una possibilità rispetto, invece, a un divieto, la possibilità di svolgere quelle attività didattiche e progettuali inerenti alla sessualità e - sarebbe, ovviamente, superfluo ricordarlo, ma sembra che qui anche il superfluo sia un elemento necessario - quelle attività sono contestualizzate e rapportate a quella che è l'età dei destinatari.
Era una possibilità, quindi non un obbligo, era un modo per spingere più avanti l'asticella degli interventi e delle azioni, ma ancora una volta dobbiamo riscontrare l'assoluta chiusura da parte di questa maggioranza a qualunque proposta collaborativa che è …
PRESIDENTE. La ringrazio, deputata Manzi.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.173 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.1000 Manzi, 1.1001 Magi, 1.1002 Latini e 1.1005 Boschi, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Infatti, avrei voluto sapere anche questo nel mio intervento, visto che siamo finalmente arrivati a uno dei punti su cui più si è dibattuto e che è tra i più contestati di questo provvedimento: l'emendamento “retromarcia” mi verrebbe da dire, presentato anche dalla maggioranza, che è dovuta - lo dico -, fortunatamente, tornare sui suoi passi. È ovvio che questo parziale correttivo non può cambiare quello che è il nostro giudizio totalmente negativo nei confronti di questo provvedimento, ma abbiamo presentato anche noi un emendamento in questo senso che rivedeva il divieto introdotto in Commissione al comma 5 dell'articolo 1, quel divieto che prevedeva, sostanzialmente, che le attività inerenti alla sessualità non potessero svolgersi nelle scuole medie, in quelle che vengono chiamate le scuole medie.
Era un atto di grande prepotenza quello compiuto dalla maggioranza con l'approvazione di questo emendamento, un emendamento, tra l'altro, che più volte, prima dell'arrivo in Aula del disegno di legge, il Ministro Valditara ha anche rivendicato. Del resto, restano memorabili le parole pronunciate dal Ministro in quest'Aula nel tentare di difendere l'indifendibile, nel tentare di difendere un provvedimento ma anche una disposizione, quella del comma 5, che fa salvo quanto previsto dalle indicazioni nazionali.
Spiace doverlo ricordare per l'ennesima volta in quest'Aula: le indicazioni nazionali fanno riferimento esclusivamente a quella che è l'educazione rispetto al corpo umano, a quelle che sono le nozioni di anatomia, in questo caso, e le nozioni scientifiche anche legate alle malattie sessualmente trasmissibili. Dunque, nulla che abbia a che fare con quella che è l'educazione sessuo-affettiva, nulla che abbia a che fare con l'educazione al rispetto, con le azioni che riguardano l'educazione alle differenze e al consenso, che è un elemento molto importante e significativo di cui si è a lungo discusso e di cui si dovrebbe tornare a discutere in quest'Aula. Tutto questo resta vietato per le scuole: resta vietato per le scuole dell'infanzia e resta vietato per la scuola primaria.
Fortunatamente, di fronte - devo dire - al grande clamore che spontaneamente si è espresso rispetto a quell'emendamento approvato in Commissione, avete dovuto fare marcia indietro e, con questo emendamento, vi rimangiate sostanzialmente quello che il Ministro, per settimane, prima dell'arrivo in Aula, aveva difeso come se fosse solo un'invenzione delle opposizioni, in realtà, cioè il fatto che queste attività di educazione sessuo-affettiva non potessero essere rivolte ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado.
Vi ricordo i dati che citavo poco fa sull'abbassamento dell'età del primo rapporto sessuale tra gli adolescenti. Proprio tra quegli adolescenti, proprio in quella fase più critica legata alla formazione e alla crescita dei più giovani, voi pensavate di andare a proibire proprio quelle attività che più dovrebbero aiutarli, pensavate addirittura di proibirle e neanche di condizionarle al consenso dei genitori. In questo caso pensavate addirittura che per quella fascia di età queste attività non potessero svolgersi. Per fortuna, allora, che siete tornati sui vostri passi e avete dovuto ammettere che quell'emendamento era un errore, un gravissimo errore. Noi ve lo abbiamo ricordato in Commissione e abbiamo assistito al silenzio più assoluto dei colleghi della maggioranza.
Spiace vedere che anche in questa sede non ci siano interventi, ma per fortuna con questo emendamento si pone rimedio ad un errore e ad uno sbaglio molto grave che in quella sede era stato compiuto .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti…No, ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà. Poi veniamo agli interventi di un minuto.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Allora, come MoVimento 5 Stelle, non voteremo favorevolmente questo emendamento. Riconosciamo che ci sia un miglioramento, per carità, rispetto a quello che era stato commesso in Commissione, dove, se già non fosse stato grave quello che stava accadendo, la maggioranza aveva approvato un emendamento per eliminare l'educazione sessuo-affettiva anche nella scuola secondaria di primo grado. Però riteniamo che, in questo modo, si continui a legittimare il fatto che il divieto debba sussistere, invece, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Allora, noi non siamo d'accordo.
Noi crediamo che, invece, bisogna portare avanti la battaglia per avere un'educazione sessuo-affettiva strutturale all'interno delle scuole, a partire dalla scuola dell'infanzia. Ci asterremo, è chiaro, perché riconosciamo che almeno verranno introdotte, anche reintrodotte, le secondarie di primo grado, ma resta il consenso informato delle famiglie, resta il divieto per la scuola dell'infanzia e resta il divieto per la scuola primaria. Questo noi non lo condividiamo. Aggiungo che più andiamo avanti e più viene fuori che questa maggioranza e questo Governo non abbiano proprio capito cos'è l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
C'è stato Valditara che ce lo ha mostrato plasticamente, quando è venuto qui, in Aula, e ci ha deliziato con il suo dai banchi del Governo e ha fatto inorridire il resto del Paese e chi siede tra questi banchi dell'opposizione. Però è chiaro che non ha capito qual è il punto, che l'educazione sessuo-affettiva non attiene soltanto alla biologia, è qualcosa in più. È un cambiamento culturale, spezza quelle catene che creano pregiudizi, violenze, misoginie e sopraffazioni.
Questo va a colpire l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, e farlo in tutti i gradi di istruzione significa farlo, secondo quelle che sono le varie età, con gli strumenti più consoni, più adeguati. È chiaro che, quando si va in una scuola dell'infanzia, si parlerà di consenso, si parlerà di affettività, e più andiamo avanti, poi, con l'età, più si evolveranno e cresceranno i bambini, le bambine, le giovani persone, più si affronteranno altri temi.
Ma guardate che è necessario cominciare sin da subito per abbattere i pregiudizi e gli stereotipi di genere, per poter affrontare e combattere alle radici quella che è la violenza strutturale, che purtroppo nella nostra società è viva ed è sotto gli occhi di tutti. Io veramente non so come fanno esponenti di questo Governo a lanciarsi con dichiarazioni che fanno venire la pelle d'oca, a credere, perché si capisce che sono autentici e autentiche quando lo dicono, che l'uomo non riesce ad accettare la parità perché geneticamente gli è impossibile farlo.
A me tremano i polsi a pensare che chi lo dice è il Ministro della Giustizia . Mi tremano i polsi, se penso che è la persona che dovrebbe parlare di violenze di genere sapendo di cosa sta parlando. Non voglio arrivare ad elencare quelle che sono state le uscite della Ministra Roccella, perché davvero, dove ci giriamo ci giriamo, finiamo dalla padella alla brace. Una è la Ministra per la famiglia e le pari opportunità e ci dice che dobbiamo essere però contente se oggi qualche donna non è stata uccisa, invece di fare tutto il possibile, tutto quanto necessario per far approvare la legge sul consenso, che hanno bloccato al Senato, e mettere in atto strumenti come questo dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, invece di fermarla.
L'altro è il Ministro della Giustizia. Valditara poi si è lanciato in affermazioni simili, qualche tempo fa, dicendo che in fondo chi parlava di patriarcato la voleva buttare sull'ideologico, e invece bisogna essere più concreti, senza capire che c'è, sì, un problema culturale e quella cultura si chiama patriarcato. Allora questo è un attacco su tutti i fronti.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Noi resteremo qui, invece, a difendere, e per questo ci asterremo da questo emendamento, perché noi vogliamo l'educazione sessuo-affettiva in tutti i gradi di istruzione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questa vostra marcia indietro plateale ben venga. C'è stato, però, bisogno di una sollevazione popolare di dirigenti scolastici, docenti, studenti, genitori, ordine delle ostetriche, ordine degli psicologi, rete dei centri antiviolenza, associazioni diverse che si occupano di contrasto alla violenza sulle donne. Dopo tutta questa sollevazione, allora vi siete resi conto che eravate davvero andati oltre. Le ricerche di come di altri, ci danno dati raccapriccianti rispetto all'incapacità affettiva dei nostri giovani, e ancora oggi rispetto all'incapacità di costruire relazioni corrette, rispettose, sane e non tossiche. Impedire quell'educazione in età…
PRESIDENTE. Mi spiace. Ha chiesto di parlare il deputato Quartini. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Anch'io mi associo a quanto diceva la collega Sportiello. Ci asterremo su questo emendamento perché riteniamo che si debbano superare tutti i pregiudizi che riguardano la possibilità di conoscere sé stessi e di avere una consapevolezza sessuo-affettiva fin dalla scuola dell'infanzia. Credo che sia assolutamente antistorico il fatto che questa maggioranza si ostini in maniera pregiudizievole su questa linea. Credo che gli stessi giovani, gli stessi giovani italiani che dovrebbero assistere a questo dibattito, li puniranno.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Andrea Rossi. Ne ha facoltà.
ANDREA ROSSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento torniamo al cuore del provvedimento, cioè l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Basterebbe leggere le audizioni: si capisce e si comprende dalle audizioni quella che è la matrice culturale e ideologica, e se ne conoscono appunto i sostenitori. La tutela del primato educativo della famiglia: qui ci potrebbe anche essere un legame con quella strumentalizzazione politica che è stata fatta in questi giorni con la famiglia del bosco di Palmoli. Io penso che nessuno di noi voglia togliere il primato di educazione alla famiglia, nessuno, perché stiamo parlando della prima agenzia educativa.
Qui nessuno lo mette in discussione. Ma perché questo luogo, questa agenzia educativa, non può essere integrata e implementata con il luogo per eccellenza della crescita culturale, che sono le nostre scuole? Io mi chiedo il perché .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Prestipino. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PRESTIPINO(PD-IDP). Da docente, : mettere al centro dell'interesse del legislatore gli interessi e veramente il benessere psicologico dei nostri studenti, senza strumentalizzazione, per offrire loro un futuro più consapevole, più inclusivo e più rispettoso. È vero, avete fatto una retromarcia utile sulle scuole medie, ma resta un veto pesante sulla scuola primaria, quando sapete tutti che la prevenzione della violenza di genere inizia lì, sui banchi delle scuole primarie e elementari, dall'educazione affettiva, quella vera, fatta di rispetto, empatia e inclusione, non di slogan.
L'educazione si dovrebbe fare proprio a scuola dai primi anni e non solo in famiglia, come dice qualche vostro Ministro. Ecco, , ma con voi, purtroppo, resta sempre e solo un sogno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la collega Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Io confido che il parere su questo emendamento sia rimasto favorevole anche dopo le polemiche che ci sono state nelle settimane scorse dopo la sua presentazione. Noi lo stiamo dicendo da settimane, ne siamo fermamente convinti: l'introduzione dell'educazione sessuo-affettiva, ma più in generale dell'educazione all'affettività e al rispetto, è fondamentale fin dalla più tenera età ed è la scuola che se ne deve occupare.
Sarebbe anche opportuno, a nostro avviso, introdurre un'ora in più, come abbiamo chiesto di fare con una proposta di legge , e anche stanziare risorse adeguate. Solo intervenendo sin da quando i bambini e le bambine sono piccoli è possibile modificare i paradigmi che determinano poi le condizioni di violenza e di sopraffazione che riguardano in primo luogo le donne, ma non solo. Vediamo quali sono gli episodi di bullismo, ad esempio, nelle nostre scuole, o comunque tra i giovani, e quali sono i fenomeni anche legati all'omofobia e alla transfobia.
Credo che, invece, la scuola debba essere quel luogo in cui i ragazzi e le ragazze si formano per diventare cittadini consapevoli anche delle diversità che appartengono alla nostra società e al nostro mondo, e per rispettarsi.
Per non parlare poi degli effetti sanitari che abbiamo sottolineato in numerosi interventi in questa sede e durante l'esame in Commissione, perché anche l'aspetto che riguarda la trasmissione di malattie, attraverso il sesso, è un problema che riguarda i giovani d'oggi.
Allora, noi chiaramente avremmo voluto che questo provvedimento tornasse in Commissione per rivederne l'impalcatura generale, ma penso che l'accoglimento di questo emendamento possa segnare, in qualche misura, una compensazione rispetto ai disastri che state facendo sulla formazione delle nuove generazioni. Infatti, intervenire con l'educazione sessuale, per di più attraverso il consenso informato dei genitori, solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo livello è troppo tardi e troppo limitante rispetto alle possibilità e alle facoltà che il libero insegnamento nelle nostre scuole dovrebbe avere.
L'abbiamo sottolineato tantissime volte - lo ripeto - ed è drammatico sentire anche le parole e le posizioni di Ministri di questo Governo. Non ripeto le parole del Ministro Nordio, che sostiene che ci sia un problema genetico, ma ancor più dolorose sono state le parole della Ministra Roccella - la Ministra per la Famiglia e le pari opportunità - che dovrebbe sostenere questi percorsi educativi, per quanto non siano di sua diretta competenza, proprio con l'ambizione di costruire insieme una società diversa. Quindi, che lei sostenga che non ci siano connessioni tra l'educazione affettiva e sessuale e le violenze di genere o le violenze su ragazzi che non si riconoscono nel sistema binario, o che comunque sottolinei che, anche dove l'educazione sessuale esiste, non ci sia una diretta corrispondenza rispetto alla realizzazione delle violenze è molto grave.
Io confidavo che, almeno su questi temi, potesse esserci un accordo. Non c'è niente di politico ed ideologico in teoria. Invece, siete riusciti a ideologizzare temi che riguardano la crescita culturale delle nuove generazioni, la loro salute e la loro tutela. Questo per noi è davvero grave.
Confidiamo che almeno questo emendamento possa essere approvato all'unanimità, perché almeno in piccola parte migliora questo testo che per noi è davvero una schifezza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Questo emendamento presentato anche dalla maggioranza - ed è alla maggioranza che mi rivolgo - è la dimostrazione della furia ideologica che sta alla base di questo provvedimento. Infatti, quando in Commissione avete inserito il divieto anche per le scuole secondarie di primo grado, non vi siete neppure letti le indicazioni nazionali che il Ministero da voi guidato ha emanato in tal senso, parlando di educazione sessuale, certo, riferita alla sfera biologica nell'ora di scienze.
Quindi, questo emendamento che oggi presentate è la prova provata che utilizzate la scuola per la vostra propaganda, per la vostra ideologia, per incutere terrore e tabù. Cosa che la scuola, invece, non dovrebbe assolutamente fare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sì, in quasi tutti gli Stati europei l'educazione sessuale è obbligatoria. Voi prima avete tentato di cancellarla totalmente, anche alle medie. Poi, dopo averla cancellata e impedita, e resa assolutamente vietata alla scuola dell'infanzia e alla primaria, vi siete resi conto che sareste andati molto oltre anche rispetto alla quasi totalità delle audizioni in Commissione di diversi mondi, e avete fatto una clamorosa marcia indietro.
Ma non basta. Non basta cancellare un errore generale, che è quello che fa pensare che la scuola non debba intervenire e debba essere silente su tutto quello che riguarda l'educazione sessuale e affettiva.
Con questo provvedimento l'educazione non sarà né sistemica né inclusiva.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Sarà escludente perché le classi si divideranno fra chi potrà frequentare e chi invece sarà lasciato fuori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata L'Abbate. Ne ha facoltà.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Che cosa vi fa paura? Io questo non riesco a capire. Che cosa vi fa paura? Perché lo state frenando? Io credo che forse in molti qui, come genitori, abbiamo visto tornare a casa magari un nostro figlio bullizzato perché era grasso, perché era troppo magro o perché era diverso, perché aveva un problema, perché era disabile o, non lo so, per qualsiasi altra cosa. E sono cose, guardate, che capitano da piccoli. Da piccoli! Perché purtroppo è così. Perché si ha paura di qualcosa che è diverso da me. È questa paura: stiamo cercando di curare questa paura perché tutti quanti devono essere uguali! Perché tutti i nostri ragazzi siano rispettati !
PATTY L'ABBATE(M5S). Qui avete paura della parola “sessualità” ma non è questo. È il rispetto che cerchiamo di portare avanti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, ancora ribadisco il concetto che occorre intervenire fin da piccoli, far capire fin da piccoli l'importanza del rispetto dell'individuo. Ed è da lì che si parte. Quando poi si arriva già alle scuole medie è tardi, perché da piccoli bisogna formare una società giusta, non violenta. E da qui il concetto secondo cui occorre avere la responsabilità, tutti quanti, di far sì che l'educazione sessuale e affettiva venga impartita fin dalla scuola primaria e non più tardi. Perché poi, veramente, è tardi e lo dimostrano gli esempi di tutti i femminicidi che ci sono stati negli ultimi anni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Come ha anticipato prima la collega, su questo emendamento ci asterremo. È vero che comporta un passo indietro dalle modifiche peggiorative che la Lega aveva portato avanti in Commissione, ma resta un qualcosa di pessimo perché restano i divieti per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e la scuola primaria.
Perché poi, alla fine, proprio sentendo la narrazione da parte di questa maggioranza su che cosa si intenda per educazione affettiva e sessuale, è come se ci fosse la convinzione che… lo ricordiamo nelle parole dell'onorevole Sasso quando definiva porcherie quello che si vuole insegnare ai bambini: c'è, invece, una dimostrazione di totale ignoranza su quella che è l'educazione poi tarata sull'età dei bambini e delle bambine. E diversi studi dimostrano che, difatti, è proprio …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Credo che anche nei banchi della maggioranza ci siano molti genitori e chiedo: qual è la preoccupazione e la paura che avete? Pensate che a scuola si voglia fare un indottrinamento finalizzato ad alimentare comportamenti devianti? Ma lo sapete benissimo che i bimbi e le bambine si pongono i grandi temi della vita, che sono quelli delle relazioni con l'altro sesso, sono quelli della religione. Fin da piccolissimi e all'età giusta. L'età giusta c'è sempre, la risposta è adeguata all'età. Basta essere dentro preparati e ben disposti e le parole si trovano senza creare traumi. È la non risposta che crea traumi. Per questo ci teniamo che l'educazione parta fin da piccoli .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Ribadisco e sottolineo la necessità che, come gruppo, ci asteniamo dalla votazione su questo emendamento, perché non vorremmo dare minimamente l'impressione che ci possa andare bene il fatto che venga esclusa, dalla scuola primaria e dalla scuola dell'infanzia, l'educazione affettiva e sessuale. E come già hanno espresso i colleghi che mi hanno preceduto, questo è un provvedimento assolutamente incomprensibile. È un provvedimento che non farà altro che creare grossi problemi di carattere educativo, di carattere relazionale, ai giovani e ai ragazzi che verranno sottoposti a questo sistema educativo assolutamente retrogrado.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Roggiani. Ne ha facoltà, per un minuto. Avevo visto un gesto da interpretare.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). No, grazie, Presidente. Avevo alzato la mano effettivamente in ritardo e mi scuso. Mi unisco agli interventi di tante e tanti colleghi e penso che la lievissima retromarcia della maggioranza, purtroppo, non cambi la sostanza della vostra posizione, né della nostra posizione.
La nostra posizione è quella che abbiamo cercato di ribadire più e più volte, ossia che visto tutto quello che sta accadendo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, che sta accadendo nella nostra società, quest'Aula dovrebbe farsi carico del grido di aiuto e di richiesta che tante ragazze e ragazzi fanno alla scuola, e non solo alle famiglie, di avere punti di riferimento. Lo abbiamo chiesto tante volte, lo hanno ripetuto anche prima i colleghi: di cosa avete paura? Rimettete al centro anche la scuola, perché è un altro luogo in cui si possono formare le ragazze e i ragazzi del futuro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Simiani. Ne ha facoltà, per un minuto.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. L'altro giorno sono stato invitato in una scuola media per parlare di noi, per parlare del Parlamento, per capire come funziona il Parlamento. Ecco, per le domande che hanno fatto - vi posso dire -, ho visto ragazzi pronti a capire le sfide del futuro, ma, soprattutto, pronti a capire quello che facciamo noi qui.
Ecco perché credo che la sfida sia culturale per risolvere i problemi della nostra società. Ecco perché credo che loro siano pronti a sviluppare e a capire anche i problemi che riguardano la sessualità. Ecco perché credo che voi dobbiate riconoscere il fatto che la scuola italiana è pronta ad accettare questo tipo di insegnamento, perché è dovuto soprattutto a loro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Baldino. Ne ha facoltà, sempre per un minuto.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, Presidente. “Se mi lasci ti ammazzo”. Questo è un messaggio di un bambino di sei anni inviato dal cellulare della mamma a quello della mamma della fidanzatina. Il racconto di questo messaggio mi è stato trasmesso dal padre, abbastanza compiaciuto dal machismo manifestato dal figlioletto di sei anni. Ecco a che serve l'educazione sessuo-affettiva sin dalla scuola primaria. Serve a far capire al bambino di sei anni che, se mi lasci, soffro, sto male, ma la tua vita ha un valore più alto del mio benessere e della mia sofferenza. Per questo, ci asterremo su questo emendamento, per estendere l'educazione sessuo-affettiva anche alla scuola primaria .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Carmina. Ne ha facoltà, per un minuto.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Io vorrei sottolineare la gravità di escludere, oltre alle attività didattiche progettuali, ogni altra eventuale attività attinente alla sfera sessuale, soprattutto nella scuola dell'infanzia, perché già fra i due e i tre anni si apprendono i ruoli sociali e si sedimentano nei bambini gli stereotipi: la mamma cucina, il papà lavora. E, quando si parla di escludere ogni attività che abbia un riferimento sessuale nella scuola dell'infanzia, significa escludere la possibilità di non distinguere i giochi: i maschi hanno le costruzioni, le femminucce le bambole. Quindi, noi, già dalla scuola dell'infanzia, dobbiamo puntare a questo, perché crescano società di persone che si rispettino e, soprattutto, felici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Romeo. Ne ha facoltà.
NADIA ROMEO(PD-IDP). Intervengo, perché, davvero, vorrei far riflettere quest'Aula. Infatti, l'educazione sessuo-affettiva non è soltanto un percorso educativo, ma anche - e penso sia chiaro a tutti; ce lo dicono le fonti, le informazioni che abbiamo avuto dal mondo della scuola, dell'associazionismo, dei consultori - un atto di cura e di protezione nei confronti dei bambini e dei ragazzi. Iniziare già dalla scuola primaria significa aiutare a conoscere sé stessi, le proprie emozioni, le prime relazioni con gli altri; significa iniziare a imparare ad affrontarsi e ad affrontare il rapporto con gli altri. E senza strumenti adeguati e senza le parole giuste, come possono essere quelle che possono sentirsi insegnare nelle scuole, può anche renderli confusi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Laus. Ne ha facoltà, per un minuto.
MAURO ANTONIO DONATO LAUS(PD-IDP). Grazie, Presidente. L'educazione sessuo-affettiva non è un capriccio progressista. È l'unico antidoto a una cultura che sta crescendo generazioni incapaci di riconoscere l'amore, il rispetto, il consenso. Ogni volta che evitiamo questo tema stiamo regalando terreno alla violenza di genere, al bullismo, al ; stiamo lasciando i ragazzi nelle mani dell'ignoranza organizzata, che corre spontaneamente sul . Dobbiamo avere il coraggio di dire che chi si oppone a questa educazione non difende i giovani, li espone: li espone alla paura del proprio corpo, alla confusione nelle relazioni, alla solitudine emotiva. Questa è solo ed esclusivamente una semplice verità
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie Presidente. Intervengo per dire che ci asterremo su questo emendamento, anche se riteniamo che un passo avanti si possa fare almeno nelle scuole medie. Noi continuiamo a pensare che questa educazione sessuo-affettiva, un'educazione sentimentale consapevole, possa e debba continuare anche nelle primarie, anzi partire dalle primarie. Lo diciamo così perché ci sono tanti progetti: dall'Umbria alla Liguria. Penso a tante altre regioni, che partono dalle scuole primarie. Si rischia, seppur questo sia un passo avanti, di sospendere tanti corsi e tanta educazione che serve, ripeto, già alle scuole elementari
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.1000 Manzi, 1.1001 Magi, 1.1002 Latini e 1.1005 Boschi, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo 1. Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Cercherò di riassumere i motivi per cui siamo contrari, oltre che a tutto il provvedimento, ancora di più, in modo convinto, a questo articolo 1. Sentivo in molti interventi dei colleghi che mi hanno preceduta il richiamo a una parola: “paura”. Mi verrebbe da rispondere con una bellissima canzone, quella se vi viene in mente la melodia, che è proprio un inno alla speranza e alla fiducia. Torno a usare quel termine, fiducia; quella fiducia che manca totalmente in questo articolo 1, in tutti i commi dell'articolo 1, in quelle disposizioni che prevedono il consenso preventivo.
E non lo voglio chiamare consenso informato, proprio perché è un termine profondamente sbagliato, che usa una terminologia di carattere medico in un ambito che non è medico: è un ambito educativo. E proprio a quei principi pedagogici ed educativi dovrebbe ispirare la sua azione il Ministero dell'Istruzione e del merito. Invece, sembra quasi evocare che queste attività abbiano in sé qualcosa di pericoloso per i loro destinatari, tali da richiedere un consenso preventivo da parte delle famiglie.
Siamo contrari perché questo provvedimento rischia di irrigidire e di rendere ancora più complessi quelli che sono i rapporti e le relazioni tra la scuola e la famiglia. Qui nessuno vuole escludere la famiglia dal coinvolgimento, ancora di più su queste tematiche. Forse avrebbe bisogno, a volte, anche la famiglia stessa di un maggiore intervento, di una maggiore conoscenza, tanto che con i nostri emendamenti, che puntualmente avete bocciato, noi chiedevamo, per esempio, di sostituire quel consenso preventivo con un'informazione preventiva.
Un'informazione che facesse sì che si avesse una maggiore fiducia nelle relazioni tra i docenti, la comunità scolastica e le famiglie stesse. Voi andate a impedire - magari proprio a quei minori che hanno famiglie che non sono troppo convinte della necessità di questi interventi, magari proprio a quelle famiglie che avrebbero più bisogno, in quei contesti, anche di povertà culturale, di povertà educativa, in cui ci sarebbe bisogno di investire maggiormente in azioni, in progetti, in iniziative relative proprio all'educazione sessuo-affettiva - subordinandolo al consenso, proprio in quelle realtà, che possano svolgersi progetti ed iniziative relative all'educazione affettiva.
Voi, in questo modo, affermate una scuola , sostanzialmente, in cui si sceglie il proprio modello educativo, in cui si può diversificare quello che è il proprio modello educativo in base alle proprie convinzioni, e create un precedente molto pericoloso per il futuro della scuola. Voi in questo modo, tra l'altro, andate ancora una volta a limitare in maniera significativa l'autonomia scolastica delle scuole, la progettualità che le scuole sono in grado di elaborare, e questo è un ulteriore precedente.
Siamo contrari a questo articolo anche per quel comma quinto su cui, fino a poco fa, abbiamo dibattuto e ci siamo espressi, perché, pur favorevoli alla marcia indietro del Governo rispetto all'educazione sessuo-affettiva nella scuola secondaria di primo grado, non possiamo in alcun modo essere a favore di un divieto assoluto come quello che è inserito tanto rispetto alla scuola dell'infanzia quanto alla scuola primaria. Andate a rileggervi, colleghi, le parole pronunciate da Gino Cecchettin il giorno in cui abbiamo iniziato il dibattito sul disegno di legge Valditara in quest'Aula.
Il richiamo pacato, ma fermo, delle parole di un uomo che ha saputo trasformare uno dei dolori più dilanianti e lancinanti, in realtà, in un'azione progettuale e in un atto di fiducia verso gli altri, investendo nell'educazione, investendo nella formazione. Allora, non abbiate paura, colleghi, di tutto questo, e uscite, soprattutto, dal in cui vi siete rinchiusi della propaganda ideologica e della caccia alle streghe, che rischia di fare danni seri e profondi al sistema educativo italiano .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Arriviamo alla votazione del primo articolo di questo provvedimento, il suo fulcro, su cui ampiamente abbiamo dimostrato la nostra piena contrarietà, e così ovviamente sarà quindi il voto dell'articolo, perché lo si è provato a pubblicizzare come un qualcosa che rafforzasse il patto educativo tra la famiglia e la scuola, ma, ovviamente, non è così, è una falsa narrazione. Perché, dietro la retorica della tutela del diritto dei genitori ad educare i figli, sia chiaro, sacrosanto, questa proposta di legge cela un impianto che va a mettere in discussione il carattere pubblico, democratico e pluralista della scuola italiana, perché poi va a trasferire i poteri decisionali dalla sfera dell'autonomia professionale dei docenti alla discrezionalità familiare.
La logica del consenso informato preventivo, che questo disegno di legge contiene, va sottolineato che introduce limiti legati non a interessi generali, ma a preferenze soggettive e differenziate di ciascuna famiglia. In questo modo, la scuola viene privata del suo ruolo di garante di un sapere universale e pubblico, e va a trasformarsi, come si diceva, in una sorta di educazione , e quindi in un mosaico di microsistemi educativi domestici. Perché introdurre un potere di veto esterno, che è quello che è il consenso informato, ovviamente non significa ampliare la partecipazione delle famiglie, ma sostituirla con un controllo ideologico.
E noi dobbiamo però capire una cosa, colleghi, per quanto tutti qui ribadiamo il ruolo sacrosanto della famiglia, anche se poi bisogna sempre ricordare che ci sono famiglie di un tipo e famiglie di un altro tipo: la scuola pubblica non è un'estensione della famiglia, ma un'istituzione della Repubblica, a cui la Costituzione ha dato un ruolo, quello di portare avanti un principio di uguaglianza e il pluralismo delle idee.
E qui diventa chiave la libertà dell'insegnamento, che diventa lo strumento per garantire ad ogni persona, bambino, bambina, ragazzo, ragazza, indipendentemente dalle convinzioni familiari, la possibilità di formarsi come cittadino libero, critico e consapevole. È questo il ruolo della scuola . E il consenso informato, al contrario, non promuove la corresponsabilità, ma quel che fa è istituzionalizzare la diffidenza.
Si va a formalizzare la logica di sospetto verso il corpo docente, verso gli organi collegiali, che all'interno, ricordiamoci, hanno anche i genitori, che hanno preso delle decisioni nell'istituzione del piano formativo e di tutta l'offerta formativa, anche quella che contiene la sfera sessuale ed affettiva. Insomma, così il consenso informato diventa un dispositivo di disuguaglianza, un filtro che decide chi può sapere e chi no. E ripeto, laddove la giurisprudenza ha affermato che ci possono essere dei limiti alla libertà di insegnamento intesa come libertà della classe docente, essi possono essere determinati dalla legge solo per finalità oggettive e, come dicevo prima, generali.
ANTONIO CASO(M5S). Invece, con questo provvedimento - e arrivo a conclusione - si va a declinare e a limitare la libertà educativa, basandosi sulle preferenze morali di ciascun gruppo o famiglia, ed è questo quello che non funziona, ed è per questo che ovviamente voteremo contro questo articolo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie. Colleghi, qui non si sta parlando della libertà di insegnamento del singolo docente ma della libertà della scienza, della scuola pubblica. Quale obiezione state mettendo in campo? Quale consenso informato? Ma chi dovrebbe essere informato? Quelle stesse famiglie che l'educazione sentimentale non hanno ricevuto? Ma di cosa state parlando, colleghi e colleghe?
Un'ora d'amore serve perché serve spiegare ai nostri bambini che possono piangere e non essere chiamati “femminucce”; per dire alle nostre bimbe che possono giocare a calcio e non essere chiamate “maschiacci”; per dire che due bambini possono essere ripresi mentre si danno la mano, certo, come fanno le bambine. Guardate che l'educazione sentimentale serve a spiegare a Giulia che ha avuto le mestruazioni e non sapeva cosa fossero, okay? È stata presa in giro per un'ora, un'ora di bullismo. Se ci fosse stata educazione sentimentale tutto questo non sarebbe successo.
Voi mi dite che - ai tempi di e di - dovrebbero essere quelli i luoghi dove devono imparare come si fa sesso, come si approccia l'altro sesso, la libertà del proprio corpo? Voi dite che in un'Italia di e di femminicidi tutto questo non c'entri? E quando deve iniziare tutto questo? Con il consenso di chi? Di quelle stesse famiglie in cui, magari, un papà che picchia la mamma gli spiega che la donna è sua e di nessun altro? In quelle famiglie? Volete chiedere a loro se sia giusto o no insegnare quell'ora d'amore?
Ecco, pensateci. Pensateci! Pensateci ogni volta che fate discorsi islamofobici qui dentro! Pensateci ogni volta che dite che sono gli altri il problema. No, no, il problema siete voi! Siete voi che delegittimate la scuola pubblica, quella dove si deve insegnare quell'ora d'amore. E non deve essere fatta nell'ambito dell'educazione civica. No, no, dobbiamo riscoprire il senso di questa vicenda perché serve quell'azione: serve per prevenire, serve per la salute, serve per la convivenza di ogni italiano e italiana ma serve, soprattutto, per il futuro di questo Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Colleghi, essendo giunti alle ore 18, secondo le intese intercorse tra i gruppi, sospendiamo la seduta per una pausa tecnica di dieci minuti. La seduta riprenderà con il ricordo di Caterina Coralli. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, avranno ora luogo interventi in ricordo di Caterina Coralli, scomparsa oggi.
Ha chiesto di intervenire il deputato Giovanni Donzelli. Ne ha facoltà.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Grazie, Presidente. Fa parte degli interventi che non avrei mai voluto fare in quest'Aula, quello di oggi. Non piango solo l'amica di anni comuni di battaglie sul territorio, ma oggi in quest'Aula è mio dovere ricordarne la sua veste istituzionale, il suo impegno, per tanti anni, non solo come consigliere comunale a Vicchio del Mugello, ovviamente in controtendenza politica rispetto a quella che era la maggioranza dei cittadini nel Mugello.
Vorrei ricordare però anche la donna coraggiosa che, quando la vita l'ha posta davanti a delle sfide imprevedibili, non si è nascosta, non si è vergognata. Quando ha scoperto di avere il virus dell'HIV, raccolto dal marito, per la vita del marito e non la sua, ha scelto di andare scuola per scuola a raccontare quello che aveva vissuto e l'importanza di non sentirsi colpevoli davanti a un virus simile, ma di avere il coraggio di affrontarlo a testa alta.
Una donna coraggiosa, che si è fatta apprezzare nelle istituzioni. Da vicepresidente delle pari opportunità della regione Toscana ha proposto iniziative insieme a quella che è la maggioranza in Toscana e in tutto il territorio per valorizzare le donne, superando anche certi stereotipi che possono essere divisivi nella politica, riuscendo invece a unire la commissione pari opportunità in battaglie in difesa delle pari opportunità, senza alcun pregiudizio ideologico e senza alcuna bandiera di partito.
La donna coraggiosa che ha avuto per prima il coraggio, nelle istituzioni, di raccontare la vicenda de Il Forteto. E se oggi quest'Aula, come nella legislatura precedente, in questa legislatura affronta serenamente il lavoro in due Commissioni d'inchiesta è anche grazie al suo coraggio di consigliere comunale che ha affrontato questa vicenda.
La donna che non ha mai avuto paura, non ha mai nascosto le sue idee, ma è sempre riuscita - e questo gliel'ho invidiato - ad andare d'accordo con tutti, senza mai ammorbidire un angolo delle sue idee. Rimaneva ferma nelle sue idee, non le ammorbidiva, ma andava d'accordo con tutti e non litigava mai, specialmente mai con i suoi avversari politici, pur affrontando battaglie asprissime.
Purtroppo è venuta a mancare, ha sofferto. Noi però dobbiamo dirle grazie nelle istituzioni, di qualunque colore politico possa essere chi siede nelle istituzioni può solo trarne esempio e ringraziarla per quanto ha dato alle istituzioni nelle varie vicende che ha affrontato .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Mazzetti. Ne ha facoltà.
ERICA MAZZETTI(FI-PPE). Grazie, Presidente. È per me importante ricordare qui la persona Caterina Coralli, la politica, la donna coraggio - come ha detto il collega Giovanni Donzelli - che per tanti anni ha fatto la differenza in una terra molto particolare, il Mugello, dove chiaramente essere una donna di destra era difficile. Ma lei con tanta perseveranza, con tanta semplicità, ma anche con tanta passione e coraggio ha portato avanti i suoi ideali.
Conoscevo bene Caterina perché insieme, soprattutto nel 2022, abbiamo fatto una campagna elettorale difficile nel mio collegio, che comprende anche l'Alto Mugello, ma lei orgogliosa andava in giro per far sì che il centrodestra avesse la vittoria su quel territorio. A lei non interessavano le poltrone, ma le interessava portare avanti quei valori di donna di destra, nata in campagna, cresciuta in una realtà particolare e da sempre ostile a tutto il centrodestra. Ma lei non aveva di questi problemi: andava dritta, come ha fatto per Il Forteto, come ha fatto per tante lunghe battaglie, portando a sé un centrodestra per farlo crescere nei giovani e nelle realtà del Mugello .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Io ho conosciuto Caterina mentre mi occupavo della regione Toscana come consigliere e devo dire che era una donna davvero particolare e determinata. Era una donna assolutamente coraggiosa, come ha detto il collega Donzelli, almeno su tre fronti. Il fronte su cui l'ho conosciuta è stata la seconda commissione regionale su Il Forteto e lei non è mai mancata, neanche nella fase in cui c'è questa Commissione d'inchiesta a livello nazionale, lei era con noi in una missione a Vicchio del Mugello mentre diluviava. Non si è sottratta nemmeno nella fase finale della sua malattia.
È stata una donna forte e coraggiosa sulla lotta all'AIDS. La sua capacità di sopravvivere e di essere resiliente è stata una cosa ammirevole. Ed è stata una donna importante anche per quanto riguarda la commissione pari opportunità della regione Toscana, dove ha rivestito il ruolo di vicepresidente.
Io credo che a persone così non si possa che essere grati perché hanno messo un impegno straordinario, laico e forte nella difesa dei diritti. Grazie ancora .
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2423-A e abbinate.
Ricordo che prima della sospensione è stato, da ultimo, approvato l'articolo 1.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 2 e agli emendamenti ad esso riferiti.
Passiamo agli identici emendamenti 2.2 Manzi e 2.4 Ascari. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, Presidente. Questo è uno dei tanti emendamenti soppressivi di un provvedimento per il quale le attività che riguardano l'educazione affettiva e sessuale sono subordinate al gradimento delle famiglie.
Questa che ha espresso la maggioranza è una posizione furiosamente ideologica, che non ha alcuna base scientifica - come tra l'altro spesso vi accade, come accade spesso a questa maggioranza - e che nega di fatto alle ragazze e ai ragazzi di ascoltare un punto di vista diverso e aggiuntivo, svolto da professionisti, da professionisti formati allo scopo che hanno competenze diverse da quelle molto rispettabili dei genitori e diverse rispetto a quelle di un sito porno che, invece, è molto peggio, esprime - come dire - una non informazione; e spesso sono utilizzati come unici strumenti di informazione per i nostri ragazzi, per i nostri adolescenti.
Questa maggioranza vuole negare ai nostri giovani un approccio professionale e vuole lasciare al loro destino tutti quei ragazzi e quelle ragazze che hanno, per esempio, la sfortuna di vivere in situazioni familiari problematiche, anche dal punto di vista affettivo e sessuale.
Qui si vuole negare, la maggioranza vuole negare a questi ragazzi e a queste ragazze una possibilità; non si vuole dare loro degli strumenti che li aiuterebbero a conoscere meglio loro stessi e il mondo che li circonda.
L'abbiamo detto in tutte le salse, lo hanno detto tutti i colleghi dell'opposizione che sono intervenuti: è un provvedimento retrogrado, oscurantista, intrinsecamente ideologico, ultraconservatore e ovviamente di destra. Perché, vedete, è facile, è molto facile riconoscere un provvedimento di destra e l'estremista che lo propone spacciandolo come una cosa, un provvedimento, una proposta di buonsenso.
Un estremista di destra, per esempio, attacca i fondamenti dell'istruzione pubblica, svuota e definanzia la scuola e l'università pubblica, fa in modo che la qualità dell'insegnamento sia la più bassa possibile per favorire le scuole private; un estremista contrasta ogni ipotesi di salario minimo, che è lo strumento che rispetta la dignità del lavoratore e la dignità umana e l'estremista che ha queste posizioni dice che è una roba da Unione Sovietica, come ha detto il Ministro degli Affari esteri Tajani; un estremista si oppone, per esempio, al reddito di cittadinanza, che definisce di “divananza”; un estremista non aumenta le pensioni minime dopo averlo promesso per anni e dopo aver fatto decine di campagne elettorali e preso milioni di voti su questi temi . Però, non lo fa e lascia nella povertà chi è già in una situazione di difficoltà.
Un estremista favorisce la precarizzazione del lavoro come strumento di controllo e condizionamento sociale. Torno all'argomento di oggi. Un estremista di destra nega, come oggi, la necessità dell'educazione sessuo-affettiva come possibilità di crescita sana delle ragazze e dei ragazzi e nega la possibilità di dare loro strumenti di consapevolezza per sviluppare relazioni sane e non tossiche, fondate sul rispetto reciproco e in cui siano chiari i confini delle relazioni interpersonali; il che aiuterebbe tutti loro - e anche a noi - a prevenire violenze, abusi e bullismo.
Ma a chi interessano questi argomenti? Alla maggioranza, a questa maggioranza, a questo Governo interessa fare propaganda ideologica per raccattare qualche voto, utilizzando la retorica della famiglia. Però, in questo caso, le famiglie non solo non sono aiutate, ma sono lasciate a loro stesse. Questo è il risultato di questo provvedimento che noi stiamo cercando di contrastare con tutte le nostre forze
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Intervengo sul nostro emendamento che vuole sopprimere l'articolo 2 di questo provvedimento, che tende, anche in questo caso, rispetto ai progetti di educazione sessuo-affettiva che dovrebbero essere promossi all'interno delle scuole, ad appesantire e a rendere ancora più gravoso, in realtà, il compito delle scuole stesse, definendo i compiti a cui sono chiamati il collegio dei docenti e il consiglio di istituto.
Anche questo articolo sembra ispirato da una profonda sfiducia nei confronti di tutte quelle realtà che stanno entrando, che stanno svolgendo, in modo anche proficuo, all'interno della scuola numerosi progetti relativi all'educazione sessuo-affettiva. Mi viene in mente l'emendamento presentato dalla collega Piccolotti all'articolo 1, che voleva salvare le iniziative promosse dai consultori all'interno delle scuole.
Con questa norma, in realtà, si lancia, ancora una volta, un messaggio di sostanziale, scarso affidamento su quella che è l'autonomia della scuola, che invece dovrebbe essere valorizzata.
Se si va a definire all'interno della norma addirittura quello che dovrebbe stare in una fonte secondaria più che in una legge, ossia i criteri, la valutazione dei titoli, l'esperienza professionale, scientifica o accademica, vuol dire davvero che coloro che siedono all'interno delle scuole e che svolgono quotidianamente il loro impegnativo lavoro all'interno delle scuole non sono capaci da soli di valutare la qualità dei progetti che vengono realizzati e che vengono loro sottoposti.
E proprio perché questo pericoloso contenimento dell'autonomia scolastica - che sembra essere, del resto, una costante nell'azione del Ministero, guidato da Valditara - si esplica anche con questa norma, abbiamo voluto presentare un emendamento che ne sopprime il contenuto; proprio perché, in realtà, non servirebbe una norma in più ad appesantire quello che già nelle scuole si realizza con professionalità e con competenza .
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti… Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà per un minuto. Chi vuole parlare, cortesemente, deve segnalarsi prima.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Chiedo scusa. Volevo chiedere di sottoscrivere questo emendamento e chiederne l'accantonamento.
PRESIDENTE. Vicepresidente della Commissione, c'è una richiesta di accantonamento. Se la Commissione può pronunciarsi…Il parere è contrario. Onorevole, insiste per la votazione? Non insiste.
Allora, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 2.2 Manzi e 2.4 Ascari, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 2.26 Grippo. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Sì, Presidente. Questo emendamento della mia collega Grippo chiedeva una cosa molto semplice, ovvero che, nel definire i criteri sulla base dei quali il collegio dei docenti procede alla valutazione dei titoli e all'esperienza degli esterni che vengono ad insegnare nelle nostre scuole, questi criteri, questa valutazione potesse essere fatta e rifatta di anno in anno, perché le circostanze mutano, mutano le maggioranze nei collegi dei docenti, mutano le classi, i ragazzi; insomma, che si possa procedere con un aggiornamento costante di questi criteri e con una rivalutazione, anche per giudicare l'operato di questi esterni che vengono nelle nostre classi e poter rivedere eventualmente delle cose. Quindi, all'interno di questo provvedimento, aberrante per tanti aspetti, questo era davvero un emendamento puramente correttivo, per dire: se proprio dobbiamo prevedere queste decisioni e questi criteri, almeno permettiamo al collegio dei docenti di rivederli regolarmente, eventualmente per modificarli e migliorare. Non mi sembra ci sia nulla di ideologico in questo; al contrario, è un rispetto del ruolo dei docenti, che però proprio questo provvedimento sta andando a minare, subordinando la decisione dei docenti a quella dei genitori che non sempre - come abbiamo discusso lungamente - sono doverosamente informati o attenti alle esigenze dei ragazzi.
Quindi vi chiedo, se possibile, di fare un'ulteriore riflessione perché davvero non c'è nulla di ideologico, ma semplicemente un'attività pratica di revisione che può essere fatta a tempi regolari
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sul comma 1 dell'articolo 2 la vostra ansia, in particolare l'ansia del proponente - di evitare l'ingresso nelle scuole ad occuparsi di questi temi, cito, di “personale esterno di folklore”, questo abbiamo sentito nelle settimane passate -, è stata tale che vi ha portati a scrivere un testo che non sta in piedi. Infatti, l'Associazione nazionale dirigenti scolastici in Commissione, su questo comma, ci ha detto…Scusate, vi leggo il comma: “Il coinvolgimento di soggetti esterni nello svolgimento di attività formative curricolari ed extracurricolari è subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio di istituto. Ai fini della selezione dei soggetti esterni di cui al primo periodo, il collegio dei docenti definisce i criteri sulla base dei quali procedere alla comparazione e alla valutazione dei titoli e della comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica nelle materie oggetto dell'intervento nonché della coerenza con la finalità educativa e dell'adeguatezza al livello di maturazione e all'età degli studenti”.
Dunque, nessuna contrarietà a che all'interno della scuola entrino soggetti competenti, come peraltro è stato sempre fino ad oggi. Ma quello che qui è proprio fuori bersaglio è il fatto che voi abbiate confuso un organo collegiale della scuola con un altro. L'Associazione nazionale dirigenti scolastici dice: il collegio - il collegio è l'insieme dei docenti - ha indubbia competenza in materia didattica (quindi sulle discipline, su che cosa si va ad insegnare) ma, in materia di selezione degli esperti esterni la competenza gestionale è esclusivamente in capo al dirigente scolastico.
Non si condivide il richiamo al consiglio d'istituto, in quanto si inciderebbe sul principio di distinzione delle competenze tra organo di gestione, che è il dirigente scolastico, e organo di indirizzo politico, che è il consiglio, in violazione dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Io mi chiedo anche come sia stato possibile accettare questo articolo e considerarlo legittimo, stante le osservazioni fatte dai dirigenti scolastici.
Preciso, invece, che al consiglio d'istituto spetta l'approvazione del Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF), cioè quel documento che individua la carta d'identità della scuola e che i genitori vedono, leggono e accettano nel momento in cui scelgono un istituto scolastico piuttosto che un altro e all'interno di quello possono assolutamente essere previste queste attività. Quindi, i genitori sono già informati nel momento in cui iscrivono il proprio figlio o la propria figlia a quella scuola e quello spetta al consiglio d'istituto, nel quale, oltre alle rappresentanze dei docenti, ci sono le rappresentanze dei genitori e il dirigente scolastico, quando non anche presenti rappresentanti del territorio.
Pertanto, il luogo che decide insieme che cosa la scuola andrà a proporre è effettivamente quello, ma non certo nella selezione del personale, che può entrare nella scuola, che spetta esclusivamente al dirigente scolastico.
Quindi, chiedo anche alla Sottosegretaria qui presente come sia possibile che stia in piedi questo comma di questo articolo, quando i dirigenti scolastici ci dicono che è in violazione dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001 .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.26 Grippo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.3 Orrico. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Noi continuiamo a provare a farvi ragionare, a riportarvi sulla bontà delle proposte che stiamo facendo.
Con questo emendamento, vi chiediamo di sopprimere la clausola di invarianza finanziaria. Di sicuro, non è la prima volta che in quest'Aula ci ritroviamo ad affrontare i provvedimenti che proponete e che portate a casa senza investire neanche un euro. Tuttavia, in questo caso, ci ritroviamo davanti alla gravità di un provvedimento che, già di per sé, è veramente uno schiaffo in faccia alla scuola pubblica, a chi ci lavora e a chi, con competenza e dedizione, porta all'interno della scuola pubblica quello di cui ha più bisogno. E, invece, con questo provvedimento, con cui non solo introducete un precedente grave, che è quello del consenso informato, avete addirittura l'ardire di non prevedere l'investimento di risorse per sostenere quello che introducete. E cioè, nel momento in cui una famiglia dovesse opporsi a percorsi di educazione sessuo-affettiva all'interno degli istituti scolastici, ebbene, il bambino o la bambina, il ragazzo o la ragazza in questo caso, visto che avete escluso qualsiasi tipo di percorso nell'infanzia e nella primaria, cosa dovrebbe fare? Attività alternative. Forse vi sfugge quanti ostacoli esistono all'interno delle scuole, quanta fatica e mancanza di risorse; neanche in questa legge di bilancio brillate per aver pensato, provveduto o destinato i fondi per la scuola pubblica. Ebbene, voi cosa fate? Dite: il problema è delle scuole, organizzatevi, provvedendo ad attività per chi non aderirà ai percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, perché non è stato firmato il consenso informato, però noi non vi diamo risorse, noi non provvediamo ad attività alternative.
Avete bocciato - in Commissione e in Aula -, addirittura, emendamenti con cui si prevedevano attività che potessero comunque portare a ragionare, attività che riguardassero la parità di genere, l'educazione alle differenze, alla non discriminazione: avete bocciato anche quelli e non c'è stato alcun margine di riflessione. Ma lo vediamo in quest'Aula: stiamo ragionando da giorni su questo provvedimento, stiamo facendo i nostri interventi e spiegando, uno ad uno, questi emendamenti, ma dai banchi della maggioranza non si è sentito alcun intervento. Abbiamo sentito solo quello del Ministro Valditara che, in maniera scomposta, quantomeno, è venuto in quest'Aula. Purtroppo, non c'è alcun margine di confronto, non c'è alcun margine di riflessione comune. Ci sono “no” preconfezionati per tutte le proposte che stanno arrivando dalle opposizioni. C'è il muro: avete eretto un muro che non guarda in faccia a nessuno nel merito di queste proposte, anche di fronte a quelle più caratterizzanti, a quelle più importanti. Penso, per esempio, a quella di adeguare l'educazione sessuo-affettiva alle linee guida dell'OMS e di altri organismi internazionali e alle evidenze scientifiche. Anche su quello avete negato qualsiasi tipo di discussione, di ragionamento e di accantonamento, nonostante fosse stato richiesto su più proposte.
E, allora, mi chiedo: almeno su questa proposta, che è quella di sopprimere la clausola di invarianza finanziaria, vogliamo provvedere a porre rimedio a questa cosa che avete fatto? Perché davvero non si capisce cosa dovrebbero fare questi ragazzi e queste ragazze che non aderiscono ai percorsi di educazione sessuo-affettiva; non si capisce, nel caso in cui non ci fossero percorsi per loro, non fosse possibile pensare ad attività alternative, ebbene, cosa succederebbe? Tutto il gruppo classe si vedrebbe negata quell'attività, il percorso di educazione sessuo-affettiva, perché solo una famiglia si è opposta? Questo è quello che succederebbe, perché altrimenti alle nostre osservazioni e a tutti i dubbi che abbiamo posto…
GILDA SPORTIELLO(M5S). …non c'è mai stata data una risposta. Dai banchi della maggioranza, dai banchi del Governo soltanto un silenzio, e quando è stata presa…
GILDA SPORTIELLO(M5S). …parola veramente abbiamo …
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Morfino. Ne ha facoltà, per un minuto.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Stiamo chiedendo la soppressione di questo articolo, perché la clausola di invarianza finanziaria sembrerebbe un aspetto tecnico, ma, in realtà, è la spia chiara dell'ipocrisia di questo provvedimento. Parlate tanto di coinvolgere le famiglie, di tutelare i bambini, ma poi non stanziate un euro per i progetti educativi, per il materiale scolastico. Praticamente, volete imporre nuovi adempimenti burocratici, ma non volete dare i mezzi e gli strumenti . Quindi, questo provvedimento per voi non è altro che una becera propaganda .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Velocemente, per sottolineare quel che abbiamo detto anche in precedenza.
Con questo emendamento sopprimiamo la clausola di invarianza finanziaria proprio per sottolineare le mancate risposte da parte di questa maggioranza, da parte di questo Governo.
Quando vi abbiamo chiesto in che modo le scuole, con le esigue risorse che ora hanno, dovrebbero organizzare delle alternative per gli studenti a cui viene negato il diritto da parte dei genitori di partecipare a delle iniziative che riguardano la sfera sessuale ed affettiva, ebbene, le risposte non ci sono state, così come i soldi non ci sono. Ciò fa capire che quello che interessa è assolutamente solo portare avanti un divieto; non interessa ragionare veramente sulla creazione di alternative, ma semplicemente portare avanti un divieto .
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.3 Orrico, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.6 Manzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio). Ha chiesto di parlare la deputata Ascani. Ne ha facoltà.
ANNA ASCANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. La clausola di invarianza finanziaria: finalmente casca la maschera, finiscono le bugie del Governo e della maggioranza su questa legge, perché finalmente tutti capiamo che questa legge è stata pensata per impedire che a scuola si faccia in qualunque forma educazione sessuo-affettiva.
Purtroppo di bugie è venuto a dircene qui anche il Ministro Valditara, il quale ha detto che, siccome sono ancora in vigore le linee guida che applicano la legge n. 107 del 2016, voluta da noi su questo tema, l'unica cosa che c'è, allora non serve una legge per fare educazione sessuo-affettiva.
Le cose però sono due, colleghi: o voi la volete fare, e allora non si capisce perché presentate una legge che, di fatto, la impedisce, oppure la volete impedire, ma non si capisce perché non avete il coraggio di dirlo a un Paese che è molto più avanti di voi su questo e di chi vi detta le leggi da scrivere. La verità è che questa legge è ipocrita perché è pensata per intimorire le scuole, per intimorire gli insegnanti e i dirigenti scolastici, per dire loro: lo potete pure fare, ma attenzione, i soldi non ve li diamo per le attività alternative, come diceva prima la collega Sportiello, e attenzione, dovete chiedere il consenso informato alle famiglie.
Sulla carta uno potrebbe dire: che c'è di male? Le scuole lavorano sempre con le famiglie. La comunità educante è fatta di un rapporto costante tra gli insegnanti, i dirigenti, il personale della scuola e le famiglie. Forse voi non lo sapete questo. Quello che, però, succederà è che saranno proprio quelle famiglie - facciamo uno sforzo di immaginazione - dove c'è più bisogno di fare entrare i temi che riguardano le relazioni positive, che riguardano un rapporto sereno e sano con l'affettività e la sessualità, a dire di “no”; saranno proprio quei luoghi in cui c'è più bisogno quelli in cui non arriverà quello che la scuola deve fare.
Trasformerete ancora di più la scuola in quello che don Milani rimproverava alla scuola di allora, ossia di essere un grande “ospedale che cura i sani e respinge i malati”. Continuate a fare questo, e questo provvedimento non può essere visto in modo isolato da tutto il resto, da quella scuola escludente in cui l'unica cosa che si fa è bocciare chi in qualche modo non riesce a stare al passo. La bocciatura è l'unica risposta al disagio che vi siete inventati. L'unica cosa che ha fatto il Ministro Valditara è introdurre divieti, anzi no, ce n'è un'altra: tagliare, tagliare in modo lineare sulla scuola, anche in questa legge di bilancio altri 600 milioni, non solo non inserire nulla per quello che la scuola dovrebbe fare.
Spaventare gli insegnanti, spaventare chi vorrebbe portare a scuola quello che la scuola deve fare: formare cittadini e cittadine consapevoli. Avere paura di questo non ha senso. Lo so che la maggioranza di quest'Aula pensa che la scuola questo invece lo debba fare, che la scuola debba educare alle relazioni positive, che questo sia il più grande e il più potente strumento che abbiamo per contrastare la violenza.
Il problema, colleghi e colleghe, è che, per un accordo scellerato all'interno della maggioranza, state sacrificando il futuro di ragazzi e ragazze. Fermatevi!
Fermatevi, colleghi e colleghe: la scuola, i ragazzi, i bambini si meritano molto di più delle vostre ridicole clausole di invarianza finanziaria .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà, per un minuto.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ancora una volta leggo il commento di chi ha la responsabilità gestionale delle scuole: non si ritiene possibile garantire - dicono i dirigenti scolastici -, a invarianza di spesa, l'effettuazione di attività alternative per gruppi di alunni che non aderiscono ai progetti in base alle previsioni di questo testo; tale possibilità in realtà è prevista nel nostro sistema, ma solo per garantire quelle attività alternative all'istruzione della religione cattolica che ogni scuola è tenuta a organizzare per legge, potendo però contare su appositi capitoli di spesa a ciò destinati.
Questa è la zeppa su cui effettivamente casca la vostra proposta e la falsità di quanto state andando proponendo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà, per un minuto.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Oltre alle considerazioni appena fatte dalla collega Ferrari, varrebbe la pena andare a leggere quello che indicava la relazione della Commissione femminicidio della scorsa legislatura, proprio a proposito di educazione sessuo-affettiva. Una delle necessità fondamentali proprio per applicare e rendere uniformi tali percorsi su scala nazionale erano le risorse, la necessità di risorse.
Con questo provvedimento non solo non vengono stanziate risorse, ma soprattutto per quelle attività alternative - avevamo presentato anche un emendamento all'articolo 1 su questo - alle scuole non si dà nessuno strumento e, come ricordavo, gli si dice sostanzialmente di arrangiarsi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.6 Manzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 3.
Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Intervengo, ovviamente, per annunciare il voto contrario del nostro gruppo all'emendamento e alla clausola di invarianza finanziaria per le motivazioni che abbiamo ricordato, ma colgo questa opportunità anche per condividere, in realtà, con i colleghi quali sono le attività, perché abbiamo a lungo parlato di educazione sessuo-affettiva. Di che cosa si occupa l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole?
Voglio utilizzare proprio quelle che sono state le parole che sono state condivise nel corso di un convegno, spesso citato in quest'Aula, promosso dall'Ordine degli psicologi del Lazio, a cui era stato invitato, tra l'altro, il Ministro Valditara, come il relatore Sasso, e a cui abbiamo partecipato con le colleghe del MoVimento 5 Stelle, le colleghe del PD e di AVS. Di che cosa si occupa l'educazione sessuo-affettiva, anche per sfatare in realtà quelli che sono i pregiudizi che molto spesso abbiamo sentito circolare anche in quest'Aula, come nelle aule della nostra Commissione?
L'educazione sessuo-affettiva si occupa, per esempio, di conoscere il corpo umano e il suo sviluppo e gestirne le emozioni. Si occupa, ad esempio, di decostruire i pregiudizi e le disparità che, molto spesso, i più giovani incontrano; di educare alla salute sessuale e riproduttiva e alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili; di sviluppare competenze sociali, affettive ed emotive; di saper comprendere e valutare le conseguenze del proprio comportamento sul piano relazionale, oltre che sul piano riproduttivo; di valorizzare e far rispettare, per esempio, il consenso.
Tutta una serie di pericolosissime azioni che richiedono addirittura il consenso informato per poter essere messe in atto. Quando parlavo di “caccia alle streghe” nei miei interventi precedenti, facevo riferimento proprio a questo clima, in realtà, che molto spesso abbiamo visto e abbiamo avvertito da parte della maggioranza, dei colleghi della maggioranza: il timore che queste azioni, che sono azioni importanti e qualificanti e che davvero dovrebbero partire, anziché essere vietate, sin dalla scuola dell'infanzia, si rischi di non consentirle, di renderle molto, molto difficili.
C'è un dato che voglio ricordare, che ci è stato riportato dalle operatrici di Telefono Rosa nel corso della loro audizione: molto spesso le attività, anche quelle attività extracurricolari che vengono realizzate all'interno delle scuole, rappresentano dei momenti molto importanti, in cui i più giovani riescono ad aprirsi e a raccontare anche eventuali fenomeni di violenza o di abuso che vivono all'interno della loro famiglia.
Condizionare il consenso delle famiglie allo svolgimento di queste attività rischia davvero di compromettere un'azione di prevenzione, oltre che di educazione, che è fondamentale e determinante proprio per essere a fianco delle generazioni più giovani e proprio per garantire quel principio dell'interesse superiore dei minori che dovrebbe guidare l'azione del legislatore e non soltanto.
Proprio per questo motivo - e lo diremo, poi, nelle nostre dichiarazioni di voto finale -, voteremo contro questo articolo che, tra l'altro, dà un ulteriore elemento in più per confermare la nostra contrarietà: il fatto che non stanzi nessun tipo di risorse. Lo hanno chiesto davvero in tanti - operatori della scuola, associazioni - nel corso delle audizioni. Basta andarsele a leggere, colleghi, per avere un quadro davvero illuminante e qualificante del grande dibattito, che voi fingete di trascurare e di cui non tenete conto, che si è svolto nei mesi scorsi all'interno della nostra Commissione. Davvero sono dei contributi preziosi che tutti noi e che anche i colleghi che non fanno parte della nostra Commissione dovrebbero andare a recuperare, perché, magari, orienterebbero diversamente il loro voto finale su questo provvedimento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il voto contrario del MoVimento 5 Stelle all'articolo 3 del disegno di legge a firma del Ministro Valditara. L'articolo 3 rappresenta il triste epilogo di un triste provvedimento e di un triste dibattito che, salvo per il contributo portato dalle forze di opposizione, ha visto le forze di maggioranza in assoluto e completo silenzio. Eppure, io ritengo che i colleghi e le colleghe della maggioranza abbiano dei pensieri e abbiano anche un punto di vista su questo provvedimento, e avrebbero potuto esternarlo, in maniera tale - chissà - da provare a convincerci sulla bontà di questo provvedimento che, a gamba tesa, entra e distrugge il principio dell'autonomia scolastica. Perché, a gamba tesa, voi entrate nell'autonomia delle scuole e decidete che la didattica e tutto ciò che attiene alle attività, ai progetti che possono riguardare l'educazione all'affettività e alla sessualità debbano sottostare ad un consenso obbligatorio dei genitori, della famiglia. Quindi, non riconoscete il ruolo che la nostra Costituzione, - e, poi, anche la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di cassazione e, ovviamente, l'impianto normativo che nel nostro Paese disciplina le funzioni della scuola -, riconosce, appunto, alla scuola italiana e, in particolare, alla scuola pubblica, cioè quello di perseguire un interesse pubblico che è al di sopra dell'interesse particolare e privato di ogni singola famiglia. Fare e perseguire l'interesse pubblico per ciò che concerne la scuola significa andare oltre ciò che una famiglia può insegnare a un figlio e a una figlia e andare anche in contrasto, cioè insegnare, trasmettere una visione, un punto di vista pluralista, più completo, che dia poi la possibilità a questi figli e a queste figlie di formare la propria coscienza, la propria consapevolezza delle cose e del mondo nel quale vivono.
Perché questo articolo 3 è il triste epilogo di questo triste provvedimento? Perché fate quello per cui state lavorando da tempo, cioè distruggere il modello dell'istruzione, così come si è evoluto nel nostro Paese, soprattutto quando parliamo di scuola pubblica. Infatti, con questo articolo 3 voi sancite, per l'ennesima volta, il principio che, in questo Paese, questo Governo non ha alcuna intenzione di investire sulla scuola e sull'istruzione dei ragazzi e delle ragazze. Preferite investire sulle armi, preferite rispettare il rigido principio del Patto di stabilità a livello europeo per sottrarre, poi, le spese e gli investimenti in armi e poter fare debito liberamente, quando sono anni che proponiamo, invece, di scorporare dal Patto di stabilità proprio gli investimenti per l'istruzione e lì fare debito, perché quello è un debito sano , è un debito che produce sviluppo, è un debito che produce futuro, è un debito che produce la libertà di scegliere chi essere, che cosa essere nel proprio progetto di vita.
Allora, con questa clausola di invarianza finanziaria, voi dimostrate che per voi la scuola è semplicemente uno strumento di propaganda: la propaganda della paura, la propaganda dei tabù, la propaganda di tutto ciò che non si deve fare per generare delle persone libere, dei cittadini liberi, dei cittadini consapevoli Allora non può che essere contrario il nostro voto, perché noi, invece, crediamo che la scuola debba essere libera e debba infondere libertà .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Avverto che il gruppo MoVimento 5 Stelle ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari a un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Passiamo all'articolo aggiuntivo 3.02 Manzi.
Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo articolo aggiuntivo, noi dimostriamo che non abbiamo affatto timore di andare a verificare se questi interventi hanno una loro efficacia. Siamo convinti che ce l'abbiano e dunque, anche per smentire quanto sostiene la Ministra Roccella, cioè che non ci sia alcun legame tra l'educazione sessuo-affettiva e il contrasto alla violenza contro le donne, noi chiediamo di fare la valutazione di impatto di questi interventi, di costruire momenti di monitoraggio e di farlo insieme a tutta la comunità educante, perché la comunità educante è fatta dai docenti, dagli studenti, dai genitori, dagli allenatori sportivi, dagli insegnanti di strumento musicale, dagli psicologi che stanno all'interno della scuola e da tutte quelle realtà che possono contribuire a produrre e a promuovere educazione. E più si fa in sinergia e in collaborazione, meglio è.
Pertanto, noi non abbiamo, come abbiamo detto dal primo giorno, alcuna contrarietà a informare le famiglie di queste attività. Certamente, continuiamo ad essere contrari al fatto che le famiglie possano impedire ai loro figli di avere questa educazione, che è un dovere dello Stato e della scuola pubblica ed è un diritto dei cittadini e delle cittadine, ma che è anche il primario strumento di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. Non me lo sono inventata io questo, è scritto nella Convenzione di Istanbul che questo Paese ha ratificato ed è scritto anche in tutta un'altra serie di impegni internazionali assunti dall'Italia in questi anni, che corrispondono a soggetti come la CEDAW, l'Organizzazione mondiale della sanità e l'UNESCO. Quindi, questo provvedimento va anche a smentire e a negare tutte quelle approvazioni e quelle sottoscrizioni che il nostro Paese ha fatto.
Ebbene, lasciatemi dire che l'elefante nella stanza di questo provvedimento è anche - oltre al Ministro Valditara, assente non giustificato su questo provvedimento, che è suo e di sua competenza - la Commissione sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. La Commissione bicamerale contro il femminicidio e ogni genere di violenza, di cui mi onoro di far parte, da più di due anni a questa parte ha audito centinaia di soggetti diversi, e tutti - lo ribadisco ancora una volta -, nessuno escluso, hanno indicato come strumento primario di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne l'educazione sessuo-affettiva. Chiunque, di qualsiasi colore e orientamento politico, di qualsiasi estrazione, qualsiasi fosse la sua natura.
Eppure, in quest'Aula, la maggioranza, ed io immagino anche l'imbarazzo delle mie colleghe di maggioranza che sono qui, fa finta di non sentire, non vedere e non parlare. Ed è davvero ipocrita ciò che stiamo facendo, ciò che voi state approvando. Diventa faticoso lavorare con serietà dentro quella Commissione d'indagine bicamerale e dire ai soggetti che continueremo ad audire, ma anche ai parenti delle vittime, così come a chiunque lavori al contrasto di quella piaga sociale, che noi ci crediamo e assumeremo gli impegni in quella direzione, per poi trovarci qui, in questo continuo silenzio della maggioranza, con l'assenza del Ministro e senza alcuna voce della Commissione femminicidio, a bocciare quello che, nell'altra Commissione, andiamo a proporre, promettere e su cui ci impegniamo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento volevamo provare a dare un suggerimento: di favorire un'azione di valutazione e di monitoraggio aperta, soprattutto da parte del Ministero, nei confronti della società, nei confronti delle associazioni, nei confronti anche delle famiglie che giustamente debbono essere coinvolte nella realizzazione di questi progetti, oltre a un lavoro importante anche di monitoraggio che aiuterebbe, magari, ad orientare meglio l'attività legislativa. Cosa che, ancora una volta, la maggioranza rifiuta, bocciando, dando parere contrario, sia in Commissione che in Aula, al nostro emendamento, dicendo sostanzialmente che poi, di questo confronto, non sente granché la necessità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sinceramente il parere contrario a questo emendamento fatico a comprenderlo, perché le pubbliche amministrazioni, quindi anche la scuola, lavora con atti, con rendiconti, con monitoraggi, perseguendo criteri di trasparenza, di anticorruzione, cercando di capire se le azioni, le progettualità che vengono messe in campo sono corrette, sono pertinenti, sono efficaci. E, in questo caso, proporre una valutazione, un monitoraggio, significa semplicemente valutare con onestà intellettuale la bontà delle proprie azioni. A fronte di questo diniego faccio semplicemente una domanda: perché non volete fare un monitoraggio? C'è qualcosa di cui avete paura? Che cosa temete nel chiedere un monitoraggio sulle attività educative relative alla sessualità e all'affettività nelle scuole ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Arriviamo a negare anche il monitoraggio di cui credo ce ne sia profondamente bisogno. Con il monitoraggio riusciremmo a capire se per ogni attività, per ogni scelta politica la direzione intrapresa è quella giusta oppure no. Servirebbe a voi perché vi rendereste conto che state prendendo una grossa cantonata, come vi stiamo dicendo da qualche giorno. Potrebbe servire anche alla Ministra Roccella visto e considerato che, evidentemente, non è riuscita a interpretare bene i dati della Svezia e ci viene a dire che l'educazione sessuo-affettiva non serve a combattere le violenze di genere. Credo che potrebbe far bene un po' a tutti per capire in che direzione si va.
Il monitoraggio, davvero, è qualcosa che ci permette di capire nel tempo che cosa sta accadendo. Voi non solo state negando in questo momento l'educazione sessuo-affettiva strutturale nelle scuole, non solo state introducendo un precedente pericoloso come quello del consenso informato all'interno della scuola che è veramente qualcosa che mai ci saremmo immaginati di vedere, ma state addirittura negando il monitoraggio per poter capire in che direzione si va e che cosa produrrà questo vostro provvedimento. Francamente sono molto sconcertata perché non riesco a capire come sia possibile negare un'azione del genere e mi viene il dubbio che voi proprio non volete monitorarle le attività, proprio perché non volete le evidenze che vi dicono che state andando esattamente nella direzione opposta e contraria rispetto a quella che invece bisognerebbe intraprendere. Questo è il vero punto. Avete paura delle vostre stesse azioni e sapete anche voi che state andando a sbattere contro un muro. Purtroppo, però, a sbattere contro il muro ci andrà tutta la scuola, ci va un'intera collettività.
Quel muro noi lo dovremmo abbattere e si chiama patriarcato; quel muro noi dobbiamo abbatterlo con la cultura, con l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole e con una serie di provvedimenti che, purtroppo, state anche rinnegando come abbiamo visto in questi giorni al Senato.
Allora - io dico -, se siete così sicuri che questa sia la strada da percorrere, se siete così sicuri che davvero state facendo bene, che state facendo tutto nell'interesse del Paese e non dei vostri partiti, approvate questo emendamento e tra qualche anno potremo rivederci per capire, con dati alla mano, dove siamo andati. Noi siamo certi, purtroppo, che quei dati ci daranno ragione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. Io comprendo il parere e il voto contrario sugli emendamenti soppressivi che abbiamo presentato, non però quando si tratta di emendamenti come questo e molti altri che sono di buonsenso perché suggeriscono una pratica che nel nostro Paese dovremmo seriamente iniziare ad attuare, cioè quella di monitorare, in maniera tale da poter valutare l'impatto delle leggi che vengono prodotte dal Parlamento. E quando una legge riguarda una materia così sensibile come la formazione delle ragazze e dei ragazzi, così come il tema della scuola e, in questo caso, i risvolti su quella che è la loro capacità relazionale qualora i genitori decidano di non fargli frequentare attività di educazione all'affettività e alla sessualità, credo che il monitoraggio sia una cosa sacrosanta. Quindi invito veramente la maggioranza a
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un parere contrario in relazione a un emendamento che non fa altro che inserire un obbligo di monitoraggio per valutare quali sono gli effetti e le ricadute di questa normativa all'interno del mondo della scuola. Mi pare che sia evidente un rifiuto dell'approccio scientifico, della ricerca, della statistica in relazione a questa problematica, così come si è verificato, anche in precedenza, anche in relazione ad altre materie. Sorprende ancor di più perché, comunque, l'emendamento non prevede oneri, non prevede spese, quindi è un parere che viene dato con pregiudizio e non sicuramente su basi razionali .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Vietare il monitoraggio e la valutazione di quel che state portando avanti è un chiaro segnale di quanto poco ci crediate anche voi, a quanto pare. Perché altrimenti non vedrei motivi ostativi a votare questo emendamento della collega Manzi. Forse perché quello che potrebbe uscire fuori da un monitoraggio è che voi state continuando ad alimentare una visione classista della nostra scuola, una visione che elimina quel ruolo che la scuola dovrebbe avere nel creare dei cittadini del futuro, consapevoli, consenzienti e con un pensiero critico.
Di questo forse avete paura, perché altrimenti non si capisce il motivo per cui non votare semplicemente un emendamento …
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Quartini. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANDREA QUARTINI(M5S). Presidente, credo che sostanzialmente questa maggioranza stia dimostrando una sorta di vera e propria ostilità al metodo scientifico. Si chiede un monitoraggio su basi rigorose, su basi chiare, di tipo statistico, di valutazione anche che ne danno gli stessi studenti, le stesse modalità associative dei docenti o di altri soggetti. Credo che negare questo voglia dire mantenersi in un contesto di antiscienza. Fondamentalmente, questa è la cifra su cui la maggioranza si sta sostenendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Amato. Ne ha facoltà.
GAETANO AMATO(M5S). Grazie, Presidente. Un monitoraggio è una verifica; è una verifica su quanto si mette in atto. Voi avete sempre l'idea che le cose funzionino senza verifica: “Fun-zio-ne-ran-no! Fun-zio-ne-ran-no!”. Ci risuona ancora nell'orecchio: “Fun-zio-ne-ran-no!” . E con questo fate la stessa fine perché non fun-zio-ne-ran-no !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Alifano. Ne ha facoltà, per un minuto.
ENRICA ALIFANO(M5S). Presidente, è assolutamente pregevole questo emendamento, proprio perché prevede che il monitoraggio debba tener conto del punto di vista degli studenti, che poi sono i primi destinatari di questo provvedimento. Forse si dimentica proprio questo dato: sono proprio i ragazzi, gli studenti, che magari invece la vorrebbero un'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Noi siamo scollati - e parlo della maggioranza, ovviamente - proprio da quello che succede nel Paese e da quello che vogliono le giovani generazioni, benedetto Iddio; cioè, vediamo un po' che cosa vuole la gente, cerchiamo di colloquiare con loro. E il monitoraggio sarebbe proprio l'occasione per stabilire un contatto, per l'appunto, con i giovani, che sono quelli interessati a questo provvedimento.
Quindi, votiamolo questo emendamento.
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 3.02 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 3.05 Manzi. Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Chiudiamo con l'ultimo degli emendamenti al voto che, in realtà, conteneva una disposizione transitoria, che vuole salvaguardare quei progetti che sono in corso all'interno delle scuole nel momento dell'entrata in vigore del disegno di legge Valditara. Cosa succederà? Pensate a progetti che vengono realizzati all'interno di scuole dell'infanzia o all'interno di una scuola primaria. Il disegno di legge vieta, esclude che si possano realizzare queste attività. E allora che cosa succederà all'interno di quelle scuole? I progetti si interromperanno di colpo? C'è oggettivamente una situazione d'incertezza. Famiglie poco favorevoli a queste attività andranno a reclamare l'applicazione della norma?
Con questa disposizione transitoria - che, in realtà, non andava ad incidere, purtroppo, minimamente sull'impianto complessivo di questa norma - volevamo preservare, garantire le attività che, tra l'altro in attuazione del Piano triennale dell'offerta formativa e in applicazione anche del Patto di corresponsabilità sottoscritto tra scuola e famiglia, sono state avviate e sono in corso (sono realizzate); e soprattutto tutelare gli studenti e le studentesse coinvolti in questi progetti, che di colpo potrebbero esserne esclusi, per esempio, per la contrarietà delle loro famiglie.
Ecco, era una norma che voleva semplicemente chiarire il quadro; perché, di fronte a un silenzio della norma, magari chiarire il quadro potrebbe evitare ulteriori elementi di contrasto all'interno della scuola, ulteriori motivi e occasioni di confusione. In questa ansia di respingere qualunque emendamento provenisse dall'opposizione - perché questo è avvenuto e questo vale la pena ricordare e ribadire per l'ennesima volta in quest'Aula -, voi avete detto di no anche ad una norma che semplicemente voleva accompagnare, a conclusione, nel corso dell'anno scolastico, quei progetti che le scuole stanno attualmente realizzando e che magari potrebbero iniziare a progettare per l'anno scolastico prossimo, che verrà .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 3.05 Manzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
PAOLA FRASSINETTI,. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/1 Carfagna, il parere è favorevole, se riformulato come il secondo impegno dell'ordine del giorno n. 9/2423-A/16 Sasso…
PRESIDENTE. È possibile leggere la riformulazione?
PAOLA FRASSINETTI,. Parere favorevole, se riformulato come il secondo impegno dell'ordine del giorno n. 9/2423-A/16 Sasso.
Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/2 Ghio, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare, nel rispetto dell'autonomia scolastica, l'uniforme applicazione delle disposizioni introdotte dal presente provvedimento”; sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/3 Malavasi, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire nelle iniziative già intraprese volte ad assicurare il riconoscimento di maggiori risorse a beneficio dei docenti”; sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/4 Forattini, espunta la prima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire con le specifiche attività di formazione in materia di educazione al rispetto, realizzate dal Ministero in collaborazione con INDIRE, a beneficio del personale scolastico”; sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/5 Ferrari, il parere è contrario; sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/6 Berruto, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, nelle iniziative formative in tema di educazione alla parità tra i sessi, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni già previste dalla normativa vigente”; sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/7 Iacono, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire nelle iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie e agli studenti sui contenuti e le finalità delle attività educative previste dal Piano triennale dell'offerta formativa e dal Patto educativo di corresponsabilità, al fine di rafforzare la collaborazione scuola-famiglia, favorire una partecipazione consapevole e condivisa ai percorsi formativi e sostenere il pieno sviluppo dello studente. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/8 Manzi, il parere è contrario.
Anche sugli ordini del giorno n. 9/2423-A/9 Orfini e n. 9/2423-A/10 Girelli il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/11 Prestipino, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare le consuete attività di monitoraggio del Ministero dell'Istruzione e del merito anche sulle attività formative oggetto del presente provvedimento”. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/12 Orrico, espunte le premesse quarta, quinta, settima e ottava, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare le consuete attività di monitoraggio del Ministero dell'Istruzione e del merito anche sulle attività formative oggetto del presente provvedimento”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/13 Sportiello il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/14 Ascari, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire con le specifiche attività di formazione in materia di educazione al rispetto realizzate dal Ministero in collaborazione con INDIRE, a beneficio del personale scolastico”. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/15 L'Abbate, espunta la prima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare, in sede di attuazione delle misure recate dal provvedimento in esame, il pieno rispetto dell'autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e del superiore interesse degli studenti e della libertà educativa delle famiglie, garantendo che ogni attività formativa si svolga in un contesto improntato a pluralismo, imparzialità e tutela del benessere educativo”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/16 Sasso il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/17 Zaratti, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare che le attività e i progetti promossi dalle regioni e dagli enti locali proseguano nel rispetto della disciplina vigente”. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/18 Piccolotti, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare che le attività e i progetti promossi dalle ASL proseguano nel rispetto della disciplina vigente”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2423-A/19 Zanella, n. 9/2423-A/20 Grimaldi e n. 9/2423-A/21 Ghirra il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/22 Boschi il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a completare l'iter di revisione delle indicazioni nazionali, prevedendo l'inserimento di conoscenze relative alle funzioni riproduttive e ai relativi apparati, agli effetti e alle trasformazioni legate allo sviluppo puberale e alla loro incidenza sulla sessualità, nonché ai rischi connessi alle malattie sessualmente trasmissibili”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/23 Giachetti il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a garantire che nelle attività svolte in orario curricolare, in caso di mancata espressione del consenso informato previsto dall'articolo 1, siano comunque assicurate attività formative coerenti con il Piano triennale dell'offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche”. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/24 Faraone il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a garantire, in sede di attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 2, l'adozione da parte delle istituzioni scolastiche di attività formative alternative rivolte agli studenti della scuola secondaria di primo grado che non partecipano alle attività extracurricolari riguardanti l'ambito della sessualità, assicurando che tali attività siano coerenti con il Piano triennale dell'offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/25 Gadda, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a salvaguardare l'autonomia delle istituzioni scolastiche, anche in riferimento all'attuazione del presente provvedimento di legge”. Sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/26 Lancellotta il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Iniziamo dall'ordine del giorno n. 9/2423-A/1 Carfagna. C'è una proposta di riformulazione, viene accolta? Deputato Tirelli, si deve esprimere su questa proposta di riformulazione. Sì. A posto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/2 Ghio, su cui vi è una proposta di riformulazione. Viene accolta? Deputata Ghio, la proposta di riformulazione viene accolta? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/2 Ghio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/3 Malavasi, su cui vi è una proposta di riformulazione. Deputata Malavasi, a lei la parola. La accoglie?
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). No, Presidente, non accolgo e faccio una breve dichiarazione di voto. Ringrazio la Sottosegretaria, ma devo dire che trovo sempre queste riformulazioni e questi tagli così drastici su tutte le premesse, un po' raffazzonati, fatti in modo anche forse un po' superficiale, che ledono anche un po' il lavoro che abbiamo fatto di preparazione degli ordini del giorno e del lavoro che facciamo anche in Aula per supportare in modo costruttivo comunque anche le contestazioni, le critiche, per provare a migliorare i provvedimenti.
L'ordine del giorno metteva ancora una volta l'accento sull'importanza delle attività alternative, ben sapendo qual è il pensiero di contrarietà al provvedimento nel suo complesso. Svolgere attività alternative significa costruire progettualità con tempi idonei, con progetti concreti, con proposte che siano coerenti certamente con il provvedimento, ma che possano anche essere concretizzate grazie a una messa a disposizione di risorse umane, di risorse finanziarie e di risorse strumentali che possono rendere possibile ovviamente la continuità didattica e l'efficacia dell'offerta formativa.
Noi abbiamo una grande preoccupazione, che ci tengo a sottolineare: sia questo provvedimento, sia le ore alternative rischiano comunque di creare ulteriori disuguaglianze all'interno del mondo della scuola e delle stesse classi, proprio perché viene messa in discussione quella che è la logica collettiva dell'offerta formativa, che rischia di diventare, invece, un'opportunità educativa frammentata, segmentata, personalizzata, dividendo in due le classi, generando quindi disuguaglianze tra gli studenti e le studentesse, ma anche tra una scuola e l'altra all'interno anche delle stesse province, proprio anche per l'incertezza interpretativa che c'è in questo provvedimento e per la disparità di applicazione tra gli istituti scolastici.
Quindi crediamo che venga messo in discussione proprio quel principio di equità e di uguaglianza in realtà che sta alla base della scuola. Lo dico perché per me la scuola pubblica ha una priorità: quella di dare a tutti i ragazzi le stesse opportunità formative, dare le stesse opportunità di crescita, di costruzione delle proprie identità, delle proprie coscienze, dei propri valori. Nelle scuole i ragazzi costruiscono pezzi della nostra comunità e creare questa disgregazione nelle stesse classi penso che possa essere davvero un errore e un rischio che non ci possiamo permettere.
Per queste motivazioni, quindi, e perché crediamo che l'educazione alla sessualità debba essere comunque una parte integrante di un processo educativo che è certamente complesso, non mi sento di accogliere la riformulazione, e quindi chiedo che venga messo ai voti con il parere contrario del Governo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/3 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/4 Forattini, su cui vi è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Viene accolta? No, lo votiamo allora. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/4 Forattini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/5 Ferrari, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/5 Ferrari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/6 Berruto, su cui vi è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Viene accolta? No, quindi lo votiamo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/6 Berruto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/7 Iacono, su cui vi è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Viene accolta? Prego, a lei la parola.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Accetto la riformulazione, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Molto bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/8 Manzi, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). Solo per condividere con l'Aula quello che chiedeva l'ordine del giorno, ossia di applicare le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità e quelle dell'Unesco, che riguardano i percorsi di educazione sessuo-affettiva. Bocciando, senza neanche riformularlo, il nostro ordine del giorno, in realtà, avete detto di “no” alle principali agenzie educative, ai principali organismi che si occupano anche di queste materie. Lascio a voi ogni commento e lo mettiamo ai voti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie Presidente, solo per chiedere alla collega di sottoscrivere l'ordine del giorno a nome di tutto il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, perché troviamo scandaloso che dalla Sottosegretaria sia stato dato parere contrario netto su tutti gli ordini del giorno che fanno riferimento alle linee guida dell'OMS e dell'Unesco sull'educazione sessuo-affettiva. Questo è un atteggiamento antiscientifico che non sarebbe mai dovuto entrare in quest'Aula .
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Partito Democratico ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari a un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro. Ne ha facoltà. A lei la parola, deputato Fornaro.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi sento in dovere di intervenire, perché trovo questo parere contrario un arretramento culturale e scientifico senza precedenti. Mi rivolgo, per suo tramite, alla Sottosegretaria, che so sensibile, che conosco da anni e che stimo: ma come si fa a dire di “no” a un ordine del giorno in cui si invita a promuovere iniziative educative e formative, con un approccio fondato, in linea con le linee guida internazionali sull'educazione sessuale comprensiva, elaborate da organismi di riferimento per la salute pubblica e l'educazione - quali l'OMS e l'Unesco -, assicurando che tali percorsi si realizzino nel rispetto dell'autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e della collaborazione con le famiglie, al fine di promuovere il benessere, la consapevolezza e la crescita armoniosa degli studenti?
Ma quali possono essere le motivazioni per dire “no” a un ordine del giorno come questo? Ma dove volete portarci? Al Medioevo? A chi dobbiamo chiedere? Quali linee guida dobbiamo seguire? A tutto c'è un limite! Credo si sia oltrepassato questo limite. Cosa dobbiamo chiedere? Il permesso e il timbro a chi? A qualche organizzazione che sta sui ? Ai terrapiattisti? A chi dobbiamo chiederli? Io credo, signora Sottosegretaria, che valga la pena accantonarlo: riformulatelo, ma un ordine del giorno del genere - già avete bocciato l'emendamento, e va bene -, non può essere bocciato! Va riformulato, se voi lo ritenete. Ma io, davvero, mi appello al buon senso, ma anche al fatto che stiamo legiferando. Non siamo in un bar! È nel bar che si può dire che l'OMS e l'Unesco non contano niente o che sono fatti da chissà quali teorici del . Io credo che, da questo punto di vista, veramente, l'accantonamento - lo chiedo formalmente, associando anche la mia firma a quella della collega Manzi - sia un atto dovuto .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/8 Manzi … Il Governo è qui presente, ma non siamo obbligati a farlo parlare. Posso dare la parola al deputato Perantoni, questo posso fare: l'ha chiesta. Prego, deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Diciamo che l'onorevole Fornaro mi ha assolutamente preceduto e ha esposto quello che era il mio pensiero, con parole sicuramente migliori delle mie. Chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/8 Manzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/9 Orfini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/9 Orfini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/10 Girelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/10 Girelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/11 Prestipino. C'è una proposta di riformulazione da parte del Governo, che non viene accolta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/11 Prestipino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/12 Orrico. C'è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Viene accolta? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/12 Orrico, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/13 Sportiello, che è sottoscritto dal collega Perantoni.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Sportiello. Ne ha facoltà.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Allora, intervengo perché sta succedendo qualcosa di estremamente grave in questo momento in quest'Aula. Il Governo non solo ha rigettato emendamenti che avevano lo stesso oggetto, ma, in vista di un impegno, si rifiuta anche di accettarlo, di riformularlo, di aprire comunque una discussione. E sapete cosa dice questo impegno? Non solo chiede di rispettare le linee guida e gli standard globali definiti dall'OMS e dall'UNESCO, ma aggiunge qualcosa in più; chiede che siano adottate misure idonee, affinché nelle scuole non possano essere coinvolte, in alcun modo, associazioni o soggetti che contribuiscono al deterioramento dei diritti di genere e che pongono in essere azioni regressive volte a comprimere o eliminare le tutele esistenti per la salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, nonché della parità di genere.
La domanda sorge spontanea: nelle scuole, chi ci volete portare? Qual è il vero obiettivo di questo provvedimento ? A chi volete spalancare la porta, dopo aver spalancato quella dei luoghi della salute? Questa è la vera domanda e questo è il diniego netto di questo Governo, che veramente mette vergogna su tutta l'istituzione parlamentare !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Anche in questo caso, a nome del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, se la collega è favorevole, vorremmo sottoscrivere l'ordine del giorno, perché, come è stato or ora rappresentato, questo ordine del giorno, ancora una volta, ribadisce la necessità di fare riferimento a linee guida scientificamente validate e di evitare che soggetti a caso della società civile possano entrare nelle scuole per ledere i diritti delle studentesse e fare una propaganda contro la parità di genere. È clamoroso che quest'Aula stia bocciando questi ordini del giorno .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2423-A/13 Sportiello è sottoscritto dall'intero gruppo del MoVimento 5 Stelle. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/13 Sportiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/14 Ascari. C'è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Non accettiamo la riformulazione, ma per un motivo semplice.
La riformulazione ci diceva che il Governo si impegnava a continuare sul lavoro che stanno facendo in merito all'educazione, al rispetto e così via. Ma assolutamente no, per noi non bisogna continuare, anzi, fate retromarcia e andate in direzione totalmente opposta, è quello che vi stiamo chiedendo, per un motivo ovvio e semplice, e riprendo un po' quello che diceva il Ministro Valditara quando è venuto qui ad insultarci e, poi, è andato via. Ci accusava di non aver letto, innanzitutto, questo provvedimento, ma anche di non tenere in considerazione tutti gli strumenti programmatici, come le indicazioni nazionali e così via. Ebbene, noi proprio perché abbiamo ben presente cosa c'è nei documenti programmatici di questo Governo e proprio perché mettiamo insieme il tutto, vi diciamo che assolutamente non va bene, vi diciamo che tutto questo ci fa paura. Perché, se andiamo a vedere le indicazioni nazionali negli altri documenti programmatici, se è pur vero che si parla di rispetto e di alfabetizzazione emozionale, vengono cancellati totalmente, vengono eliminati, si fa finta che non esistano termini come “sesso”, “sessualità”, “genere”.
Questi sono i vostri documenti programmatici, e questi sono i concetti che noi non vogliamo assecondare e che, anzi, vi diciamo che assolutamente devono essere ostacolati perché ci portano verso una direzione oscurantista e buia della società. Si fanno dei passi indietro perché, anche se non lo si dice espressamente, alla fine, all'interno di tutti i documenti di indirizzo del Ministro Valditara, ancora una volta, pur non nominandola, si fa capire, si lascia intendere che l'unica famiglia tollerata è quella - tra virgolette - “naturale”, l'unica concepibile, l'unica che può esistere, anche se, poi, la realtà dei fatti non è quella. Se andiamo a vedere, nelle linee guida e in questi documenti, si parla di bambini e bambine e di loro complementarietà proprio per indicare che esistono solo rigorosamente maschi e femmine che possano stare insieme e null'altro.
E, allora, è per questo che ci fate paura, perché, poi, si vuole andare anche contro le linee guida dell'OMS e tutto quello che viene detto che dovrebbe essere insegnato nelle scuole proprio per insegnare il rispetto, perché il rispetto non è solo quello di un uomo verso una donna o di una donna verso un uomo: il rispetto è verso l'altro, chiunque esso sia, qualunque siano le sue prerogative e le sue caratteristiche. È questo che dobbiamo insegnare alle nuove generazioni. Anzi, vi dico la verità, non c'è neanche tanto bisogno di approfondirlo, perché sono più avanti di noi, perché è normale per le nuove generazioni andare oltre il binarismo biologico, è normale parlare della complessità della sessualità.
Quello che volete fare voi, invece, è cancellare tutto ciò e tornare indietro, e questo è pericoloso, perché si alimenta l'intolleranza, si alimenta la violenza verso il prossimo, si alimenta la paura della diversità. E, invece, noi dobbiamo andare in direzione opposta, e lo si stava facendo, ma voi state rischiando di far fare dei tremendi passi indietro, perché diteci cosa c'è di sbagliato nell'insegnare a un bambino o a una bambina che può esistere una coppia fatta di due uomini o una coppia fatta di due donne. Cosa c'è di sbagliato in questo? Perché avete paura di questo? Perché avete paura che nelle scuole ci possano essere dei libri che insegnano che ci possono essere due papà o due mamme? Ma lo sapete questo che conseguenze ha ? Ma vi rendete conto? Vi rendete conto la sofferenza che può portare, invece, in quelle ragazze e in quei ragazzi che hanno dei dubbi sulla propria sessualità e che vorrebbero intraprendere un percorso diverso? Ve lo dicevo precedentemente: tanti di queste ragazze e di questi ragazzi si ammazzano. Questo accade. E siate responsabili di questo, ne dovete avere la piena consapevolezza, perché la prossima volta che accadrà e saremo qui a piangere un tremendo suicidio, noi potremo dire: ve l'avevamo detto .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/14 Ascari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/15 L'Abbate, su cui c'è una proposta di riformulazione: viene accolta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/16 Sasso, su cui il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/17 Zaratti, su cui c'è una proposta di riformulazione.
Ha chiesto di parlare il collega Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. Non accettiamo questa riformulazione e, tra l'altro, vorrei sottolineare e stigmatizzare - diciamo così - un metodo che il Governo mette in campo soprattutto su provvedimenti molto importanti e molto delicati come questo. Non si può trovare nella riformulazione la furbizia di dire: sì, accogliamo i dispositivi, a condizione che siano conformi alla legge attuale, perché è del tutto evidente che è una piccola finzione che non serve assolutamente a nulla.
Questo è un Paese nel quale spesso il Governo centrale non affronta i problemi reali del Paese, come quello dell'educazione sessuo-affettiva adeguata all'età. Da questo punto di vista, gli esperti, gli scienziati, gli psicologi sono concordi nel dire che contribuisce a promuovere comportamenti relazionali sani, a prevenire fenomeni di bullismo, violenza di genere, uso distorto dei digitali, a rafforzare le competenze emotive e sociali di bambini e adolescenti. Nonostante il Governo centrale non si occupi di tutto questo come dovrebbe, in questo Paese ci sono ancora le regioni, ci sono ancora gli enti locali che, spesso, sopperiscono a queste mancanze. Nel nostro Paese, le regioni e i comuni, in questo momento, finanziano e mettono in campo tanti progetti nelle scuole finalizzati ad insegnare, ai ragazzi e alle ragazze delle scuole primarie e secondarie, a riconoscere e rispettare le emozioni, quelle che sono proprie e quelle che sono altrui, peraltro cose che sono conformi all'accordo Stato-regioni del 17 gennaio 2019 sul documento concernente “Indirizzi di integrate per la scuola che promuove la salute”.
Noi chiediamo che questi progetti possano continuare ad essere messi in campo, che questo lavoro e questa funzione che stanno svolgendo le regioni e gli enti locali, nella loro autonomia di enti costituzionalmente rilevanti, possano essere svolti. Ma anche su questo c'è il diniego da parte di questa maggioranza, da parte di questo Governo. La verità è che voi siete peggio dei talebani. Questa è la verità, voi siete come i talebani , che criticate tanto quando vengono fatte dall'altra parte del mondo queste cose, ma, quando le mettete in campo voi in Italia, sembrano, secondo voi, assolutamente giustificate. Il vostro integralismo distrugge il nostro Paese, distrugge la cultura del nostro Paese, distrugge la storia del nostro Paese e non affronta il problema vero e grave che riguarda il futuro e la vita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, dei nostri adolescenti. Questo è il dato che emerge con forza da questa discussione: voi siete dei talebani e dovete essere sconfitti in primo luogo proprio per questo, perché ci volete portare all'integralismo più sfrenato, quello che criticate negli islamici, ma che, in realtà, voi continuate a praticare costantemente nel nostro Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Boldrini. Ne ha facoltà.
LAURA BOLDRINI(PD-IDP). Grazie, Presidente, perché quest'ultimo intervento mi ha sollecitato, in quanto parliamo di talebani. Chi sono i talebani? I talebani sono ideologici, sono retrogradi, sono oscurantisti. I talebani vivono obnubilati dalla esaltazione religiosa. I talebani non sono presenti solo in Afghanistan, ma, in vesti diverse, sono presenti anche altrove. Sicuramente sono presenti in quest'Aula, colleghi e colleghe, perché noi, qui, abbiamo un nuovo tipo di talebani: i talebani muti, i talebani non parlanti, i talebani che hanno paura del confronto. Infatti ci vuole veramente fegato a non consentire la cosa più ovvia del mondo, cioè che dei bambini e delle bambine crescano nel rispetto gli uni delle altre, perché, in nome di questo oscurantismo, voi riuscite a fare qualcosa che va a detrimento della società tutta.
Voi siete dei talebani perché dite “no” all'educazione affettiva, al rispetto e all'educazione sessuale fin dai primi anni di vita. Che cosa c'è che vi terrorizza? Perché dite “no”? Perché vi volete avvicinare così tanto a quei fondamentalisti che voi combattete? Presidente, c'è del fondamentalismo: lo vede come i fondamentalisti si raggiungono gli uni e gli altri? Da una parte c'è un fondamentalismo islamico, dall'altra parte c'è un altro tipo di fondamentalismo che io non saprei neanche definire se è ispirato da un motivo religioso o, invece, da un motivo ideologico. Per questo dico che è veramente triste questo loro silenzio. Che cos'è questo loro silenzio? È un'ammissione di disagio? Siete a disagio, colleghi e colleghe? Fate bene a essere a disagio, perché ci vuole veramente coraggio a dire “no” all'educazione affettiva e sessuale e a non vedere il legame che c'è tra questo punto e la violenza contro le donne. Se noi educhiamo le persone, i bambini e le bambine al rispetto, ovviamente ci sarà meno violenza. Voi questo legame lo rifiutate in nome di che cosa? Di una ideologia che vi obnubila, che vi toglie la facoltà di essere lucidi.
Quindi, Presidente, dopo tutta questa discussione che ci siamo fatti tra di noi, purtroppo non resta altro che opporsi a questo provvedimento oscurantista e retrogrado .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/17 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Avverto che il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari a un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/18 Piccolotti. Onorevole Piccolotti, accoglie la proposta di riformulazione? Non viene accolta. Ha chiesto di parlare la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Presidente, scusi: gentilmente, può essere riletta la riformulazione dell'impegno?
PRESIDENTE. Prego, Sottosegretaria Frassinetti.
PAOLA FRASSINETTI,. Onorevole Piccolotti, ecco la riformulazione. Espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad assicurare che le attività e i progetti promossi dalle ASL proseguono nel rispetto della disciplina vigente”.
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Piccolotti non accoglie la riformulazione. Vuole parlare? Prego, a lei la parola.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Per il suo tramite, vorrei chiedere alla Sottosegretaria se con questa riformulazione intendeva prendere in giro il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Guardi, Sottosegretaria, noi avremmo apprezzato un parere negativo coerente col parere negativo che avete dato sul nostro emendamento che avrebbe salvaguardato i progetti delle ASL e dei consultori familiari nelle scuole. Invece, venite qui - siccome in un angolo recondito della vostra coscienza sapete benissimo che sottoporre questi progetti al consenso informato o addirittura, per la scuola primaria e dell'infanzia, vietarli è un clamoroso segno di regressione culturale e civile del Paese, perché le ASL e i consultori familiari sono luoghi della salute e non dell'indottrinamento dei ragazzi e delle ragazze - e fate finta di accettare l'ordine del giorno, riformulandolo in modo da dire che si possono fare i progetti delle ASL, ferma restando la normativa vigente che è quella che stiamo approvando, cioè fermo restando il fatto che sono vietati nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria e sono sottoposti al consenso informato negli altri indirizzi.
Questo è gravissimo. Perché vi nascondete dietro un dito? Abbiate almeno il coraggio di essere talebani orgogliosi di esserlo . È insopportabile che facciate finta, fuori da qui, che non state scrivendo una norma che - Sottosegretaria, era nelle premesse - secondo , che ha fatto una ricerca sul tema, è condivisa dal 9 per cento della popolazione, perché il 91 per cento degli italiani chiede l'ora obbligatoria di educazione sessuo-affettiva in tutte le scuole. Siete minoranza della minoranza. Davvero è il segno inequivocabile che il fondamentalismo, in questo caso, l'ha fatta da padrone nelle scelte e nelle politiche di questo Governo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/18 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/19 Zanella. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/19 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/20 Grimaldi. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/20 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/21 Ghirra.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Visto l'andamento del dibattito su questo provvedimento, il parere contrario non ci sorprende affatto, perché conferma l'idea che noi abbiamo di questo Governo e che, come certificano i dati e le statistiche, ha anche il 91 per cento degli italiani in questo caso, ovvero coloro che ritengono che l'introduzione dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole sia fondamentale per modificare i paradigmi dominanti nella nostra società, dove persino un Ministro della Repubblica ha il coraggio di dire che gli uomini sono violenti perché è il loro DNA che segna i loro comportamenti.
Noi rientriamo tra quei pochi Paesi in Europa in cui l'educazione sessuale a scuola non è obbligatoria e diciamo che non sono proprio esempi di progressismo e democrazia: parliamo della Bulgaria, di Cipro, della Lituania, della Polonia, della Romania e dell'Ungheria e spiace che l'Italia voglia fare il fanalino di coda in questo caso rispetto a temi che hanno un'importanza davvero enorme sulla vita delle nostre cittadine e dei nostri cittadini e, soprattutto, dei nostri giovani.
Avete mostrato, durante tutto l'esame del provvedimento, un atteggiamento oscurantista e antiscientifico. Ho visto che vi siete rifiutati persino di introdurre quelle che sono le previsioni delle linee guida dell'OMS e dell'UNESCO all'interno dell'educazione nelle scuole e vi siete rifiutati di introdurre dei sistemi di monitoraggio. Io mi chiedo come possiate parlare di violenza sulle donne, di problemi di bullismo, di tutti i problemi delle violenze che si generano tra gli adolescenti a cui reagite solo con decreti come quello che avevate immaginato per Caivano , che a niente è servito se non per affollare anche gli istituti penali minorili.
Eppure, il numero dei femminicidi è sempre più in crescita. I numeri dei suicidi dei giovani fanno paura, perché in Europa i suicidi sono la principale causa di morte dei giovani tra i 15 e i 29 anni e in Italia sono la seconda causa dopo gli incidenti stradali. Allora, che strumenti noi possiamo dare ai nostri ragazzi se ci rifiutiamo anche di educarli nella sede deputata per fornirgli gli strumenti necessari a relazionarsi con i loro coetanei? Io penso che, almeno sugli ordini del giorno, avreste potuto avere un atteggiamento diverso, ma mi associo alle parole che hanno pronunciato i miei colleghi e che avevo pronunciato anche io nelle settimane scorse in quest'Aula, perché voi criticate tanto i talebani, i fondamentalisti islamici, ma, con l'approvazione di questo provvedimento, non dimostrate certo di essere diversi, anzi andate a penalizzare quelle nuove generazioni che, arrivando in Italia e in Europa, confidano di poter avere una cultura diversa e che, a causa del diniego da parte dei loro genitori, non potranno frequentare dei corsi nelle nostre scuole che gli consentirebbero, invece, di acquisire quella cultura italiana che voi tanto predicate ma che poi vi rifiutate di insegnare all'interno dei nostri istituti scolastici .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/21 Ghirra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/22 Boschi. Ha chiesto di parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Sì, la ringrazio, Presidente. Le posso chiedere la cortesia, preliminarmente, di dirmi quanto tempo del contingentamento è rimasto per Italia Viva?
PRESIDENTE. Venti minuti …Le è stata tolta d'imperio la voce…
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Non sono mai gradito in quest'Aula.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Signor Presidente, quindi con 20 minuti tendenzialmente potremmo fare le dichiarazioni tutti quanti noi… Signor Presidente, la ringrazio e vorrei informare lei, l'Aula e l'onorevole Vinci che per noi basta votare direttamente le riformulazioni, che non accogliamo. La ringrazio.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/22 Boschi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/23 Giachetti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/23 Giachetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/24 Faraone. C'è una proposta di riformulazione che non viene, appunto, accolta. Dunque, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/24 Faraone, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/25 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2423-A/25 Gadda, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2423-A/26 Lancellotta. Il parere del Governo è favorevole.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento che riprenderà nella seduta di domani, a partire dalle ore 9,30.
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 1 dell'articolo 123- del Regolamento, la decisione in merito al seguente disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica: “Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo” (2670).
Alla luce del parere espresso nella seduta odierna dalla V Commissione (Bilancio) ed esaminato il predetto disegno di legge, la Presidenza comunica che lo stesso non reca disposizioni estranee al suo oggetto, come definito dall'articolo 123-, comma 1, del Regolamento.
A norma degli articoli 72, comma 1, e 123-, comma 1, del Regolamento, il disegno di legge è assegnato, in sede referente, alla XIII Commissione (Agricoltura), con il parere delle Commissioni I, II ( articolo 73, comma 1-, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, VI ( articolo 73, comma 1- del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII, VIII, X, XI, XII e XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Comunico, ai sensi del comma 1 dell'articolo 123- del Regolamento, la decisione in merito al seguente disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica: “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” (2700).
Alla luce del parere espresso nella seduta odierna dalla V Commissione (Bilancio) ed esaminato il predetto disegno di legge, la Presidenza comunica che lo stesso non reca disposizioni estranee al suo oggetto, come definito dall'articolo 123-, comma 1, del Regolamento.
A norma degli articoli 72, comma 1, e 123-, comma 1, del Regolamento, il disegno di legge è assegnato, in sede referente, alla XII Commissione (Affari sociali), con il parere delle Commissioni I, II ( articolo 73, comma 1-, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, VI, XI e XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Nelle scorse ore abbiamo appreso un fatto gravissimo sulle famigerate dichiarazioni dell' Shahin. Già il 16 ottobre, la procura aveva ricevuto un'annotazione della DIGOS. La dico così, per gli esperti: aveva iscritto il fascicolo a modello 45 del registro - significa fra i fatti non costituenti reato - e subito aveva archiviato il procedimento appunto perché espressione di pensiero che non integra estremi di reato. Ma se Shahin non è mai stato indagato per quel fatto, perché nel decreto di espulsione a firma Matteo Piantedosi c'è scritto che era aperto quel procedimento? Il Ministro non sapeva? Ha quindi adottato un provvedimento così grave senza una seria istruttoria? La verità è che, come su Almasri, il Ministro ha mentito.
Siamo al punto di espellere qualcuno dal Paese per pura volontà politica, rafforzando il provvedimento, richiamando indagini che erano chiuse e archiviate. E perché anche all'udienza di convalida del trattamento il giudice è stato tenuto all'oscuro di questa notizia? Perché è stata addirittura prodotta una scheda dalla quale si evince che ci fossero questi due procedimenti? Ma allora io lo chiedo: esigiamo che il Ministro dia una risposta immediata e ci aspettiamo che Shahin venga immediatamente liberato dal Cpr di Caltanissetta e che questa vicenda infame si chiuda al più presto con il ritorno dell'nella mia città di Torino, nella sua città di Torino .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Ho piacere di comunicare all'Aula che la Corte costituzionale nei giorni scorsi ha respinto un ricorso presentato dal Governo contro una legge della regione Sardegna, una legge che consente di utilizzare i medici di medicina generale in pensione, i quali, con contratti libero-professionali, abbiano aderito a progetti ASL di sostegno alle cure primarie. La Corte ha riconosciuto la legittimità della legge regionale perché il fine è quello di garantire uniformi livelli essenziali di assistenza nel territorio con misure organizzative e ciò nelle aree disagiate per assicurare quindi l'effettivo godimento del diritto alla salute.
Ora questo è l'ennesimo risultato positivo che la giunta, a guida di Alessandra Todde del MoVimento 5 Stelle ha ottenuto in Sardegna, che pian pianino sta cercando di risollevare le sorti della sanità sarda dopo decenni di disastri, dopo il baratro nel quale l'ha gettata la gestione dell'ultima amministrazione, negli ultimi cinque anni di destra sardo-leghista, diciamo cosi. Quindi inviterei il Governo ancora una volta - così come avevo fatto la scorsa seduta - invece di proporre ricorsi alla Corte costituzionale, di prendere buona nota delle buone pratiche che le regioni mettono in opera, di attivarsi per sostenere i percorsi facilitativi, accessori per il benessere dei cittadini e per la fornitura di servizi, quali ad esempio quelli per l'assistenza sanitaria .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Rossi. Ne ha facoltà.
ANDREA ROSSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Desidero portare in quest'Aula il saluto della nostra comunità politica a Ermete Fiaccadori, Presidente provinciale dell'ANPI di Reggio Emilia, scomparso la settimana scorsa. Per molti di noi che lo hanno conosciuto, Ermete non è stato soltanto un amministratore, un dirigente cooperatore, un punto di riferimento dell'associazionismo; è stato un interprete profondo del modo in cui la nostra terra concepisce la responsabilità pubblica, un pezzo vivo della storia civile di Reggio Emilia. La sua biografia è una fotografia della nostra città: assessore comunale, dirigente delle cooperative, Presidente della Reggiana Calcio nella stagione irripetibile della promozione in serie A, anima di Festareggio, infine Presidente dell'ANPI.
Ma in tutte queste esperienze portava la stessa cifra: mettere la comunità prima del proprio nome, tenere insieme le persone, costruire legami reali e duraturi e soprattutto un profilo dall'alto rigore morale. Ermete non cercava il protagonismo, cercava il senso e sapeva riconoscere una passione civile nel lavoro condiviso, nella memoria. Nell'ANPI forse la responsabilità che più lo ha appassionato anche sul piano personale è aver raccolto il testimone di un padre partigiano e l'ha portata avanti con una generosità sobria, quotidiana. Per lui la memoria non era un rituale, ma un dovere verso la democrazia, un patrimonio da trasmettere perché appartiene a tutti e non solo a chi l'ha vissuta.
Ermete Fiaccadori aveva una dote rara, soprattutto in tempi in cui la vita pubblica rischia di diventare terreno di divisioni sterili: la capacità di unire, di far crescere una comunità senza contrapporla ad un'altra, di ricordarci che la politica, lo sport, la cooperazione, le feste popolari e la cura della memoria democratica sono aspetti diversi di un'unica responsabilità: prendersi cura degli altri. Questo è il suo lascito più prezioso ed è un lascito che oggi interpella tutti noi.
Alla moglie Annusca, ai figli Tania e Marco esprimo le mie più sincere condoglianze e quelle del gruppo del Partito Democratico .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marco Simiani. Ne ha facoltà, per due minuti.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, prendo oggi la parola per ricordare la figura di Enea Piccinelli, recentemente scomparso. Con la sua morte ci lascia un protagonista della vita politica della Toscana del secolo scorso che ha speso la sua vita, testimoniando l'impegno concreto per la dignità della comunità, della Maremma e dell'Amiata.
Nato a Piancastagnaio nel 1927, in provincia di Siena, Piccinelli iniziò la sua vita politica partendo dal volontariato giovanile in Azione Cattolica, per poi approdare alla professione di avvocato e, infine, a partire dal 1963, a cinque legislature in Parlamento fino al 1983.
Nel corso della sua attività parlamentare, Enea Piccinelli seppe dare voce a territori spesso marginalizzati, proponendo iniziative concrete, come la storica legge n. 780 del 1975 sulla silicosi, fondamentale per tutelare i lavoratori soprattutto nelle aree minerarie e industriali del Paese.
Il suo impegno fu sempre rivolto al bene comune, dalla promozione delle infrastrutture essenziali, l'elettrificazione e l'acqua potabile, alla tutela del lavoro e delle sue condizioni, sempre nelle aree interne. L'onorevole Piccinelli è l'esempio di una politica intesa come servizio, di una fedeltà ai valori della comunità e di un amore per le persone che non si misura con le parole, ma con le azioni.
Onorare la sua memoria significa continuare a lottare per quelle ragioni di giustizia e di progresso che lui ha rappresentato. Nel suo nome auspico che il Parlamento non perda mai di vista la responsabilità verso i territori, specialmente quelli più fragili, e verso chi, ogni giorno, cerca di rispondere concretamente e vivere con dignità e speranza. Grazie, Enea .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico. (C. 2423-A)
e delle abbinate proposte di legge: AMORESE ed altri; SASSO ed altri. (C. 2271-2278)
: SASSO.
2.
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025. (C. 2574-A)
: GIORDANO e CANDIANI.
3.
TONI RICCIARDI ed altri: Modifiche all'articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, in materia di equiparazione del regime fiscale nell'applicazione dell'imposta municipale propria relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. (C. 956-A)
e delle abbinate proposte di legge: DI GIUSEPPE ed altri; ONORI; BILLI; LOVECCHIO ed altri; MANES; BORRELLI ed altri. (C. 1099-1323-1400-1701-1743-1748)
: TONI RICCIARDI.
4.