Contenuto
Venerdì 05 Dicembre 2025 ore 09:00
AULA, Seduta 579 - Svolgimento di interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
Download video della Seduta
Seleziona la parte delle seduta da scaricare:
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte. LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
XIX LEGISLATURA
579^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 5 dicembre 2025 - Ore 9
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
Download video della Seduta
Seleziona la parte della seduta da scaricare:
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte. LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
Download video della Seduta
Seleziona la parte della seduta da scaricare:
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte. LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Chiarimenti in merito alle finalità connesse alla prospettata gestione da parte dell'Agenzia del demanio dell'area di proprietà dell'ospedale ex Forlanini (Roma) - n. 2-00725
- Chiarimenti in ordine alla compatibilità con il principio del non arrecare un danno significativo all'ambiente del progetto dell'Attraversamento di Vicenza sulla linea dell'alta velocità Padova-Verona e iniziative di competenza volte alla sospensione dei lavori - n. 2-00723
- Chiarimenti e iniziative di competenza in ordine all'esecuzione dei lavori di adeguamento della diga Trinità a Castelvetrano (Trapani), anche con riferimento alle relative risorse finanziarie - n. 2-00726
- Interventi di fine seduta
- Sui lavori dell'Assemblea
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FRANCESCO BATTISTONI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 78, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Francesco Silvestri ed altri n. 2-00725 .
Chiedo all'onorevole Francesco Silvestri se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Grazie, Presidente. Oggi, per la seconda volta, sono qui a fare un'interpellanza a difesa e a protezione di un pezzo della storia romana, di un pezzo della storia italiana, perché il Forlanini non ha bisogno di presentazioni né a Roma, né in Italia perché è stato un vanto, è stato un orgoglio per il nostro territorio. È un'area gigantesca, 20 ettari, è grande quasi come la metà dell'intero Stato Vaticano, ed è sita al centro di Roma.
È stato fondamentale nella nostra storia anche perché ha un valore non solo artistico, ma soprattutto sanitario: è stato un avamposto per quanto riguarda le malattie polmonari. Oggi, secondo noi, è minacciato da quello che potrebbe essere non solo il problema riguardo alla sua chiusura, che è stato il fallimento del nostro sistema sanitario, perché era un fiore all'occhiello e tutto doveva fare meno che essere chiuso. Ma oggi la sua storia si vede minacciata da un qualcosa di più grande, che io spero che in questo momento si possa scongiurare in quest'Aula.
Perché quel che rimane del Forlanini, secondo noi, è il punto di partenza per tante soluzioni che poi vi elencherò e vi dirò nella mia risposta. Quindi, la domanda è molto semplice, non ci giro tanto intorno. Rispetto a quello che è un orgoglio nazionale, non romano, rispetto a quello che è stato il fiore all'occhiello del nostro sistema sanitario, quello che ci ha visto riconoscere in tutto il mondo - perché il Forlanini è stato riconosciuto in tutto il mondo, è stato anche sede di studi fotografici, perché al suo interno è protetto anche dai beni artistici, perché contiene un museo a cielo aperto -, la domanda è molto semplice: il Governo Meloni sta prendendo questo pezzo di storia italiana gigantesco, sito al centro di Roma, e lo sta vendendo a un Paese straniero, e sta facendo diventare un territorio non romano, ma un territorio nazionale, un territorio dato a un altro Paese?
Quindi, stiamo vendendo un pezzo d'Italia con sopra uno dei nostri orgogli nazionali o è semplicemente una ricostruzione fantasiosa, sbagliata, che in questi mesi ha preoccupato tantissime persone che tengono a questo pezzo di storia, proprio come me? Perché, se così fosse, allora lei può alzarsi, rispondermi e dire: no, non è così. Allora, io sarò la persona più felice del mondo e con me chi sta osservando questa seduta.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Lucia Albano, ha facoltà di rispondere.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Dunque, con il documento in esame, gli onorevoli interpellanti, richiamando quanto emerso in occasione dello svolgimento di un precedente atto di sindacato ispettivo, chiedono chiarimenti in merito alla notizia di un accordo, in realtà, con l'Agenzia del demanio per l'acquisizione dell'area dell'ex Ospedale Carlo Forlanini di Roma e, nell'affermativa, chiedono di precisare le finalità alle quali sarebbe destinata.
Al riguardo, sentiti l'Agenzia del demanio e il Ministero della Salute, si rappresenta quanto segue. Giova innanzitutto premettere che, fin dal 2015, il patrimonio immobiliare del Forlanini non risulta più di proprietà dell'“Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini”, bensì della regione Lazio, e che gli interventi PNRR, oggetto di programmazione all'interno del Contratto istituzionale di sviluppo (CIS), sottoscritto dalla stessa regione, afferiscono al solo patrimonio immobiliare del San Camillo, riconducibile alla citata azienda ospedaliera.
In particolare, per quanto riguarda questi interventi, si tratta di cinque interventi di edilizia sanitaria che prevedono, a oggi, complessivamente finanziamenti per circa 34 milioni, di cui 29,1 su fondi PNRR; sono, altresì, previsti quattro interventi di antisismica e, a differenza di quanto riportato nell'interpellanza, anche un ospedale di comunità, da realizzare entro il primo semestre del 2026.
Ciò premesso, tenuto conto che all'Agenzia del demanio, ai sensi dell'articolo 65 del decreto legislativo n. 300 del 1999, è attribuita l'amministrazione dei beni immobili di proprietà dello Stato, con il compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego, si rappresenta che il compendio ex Ospedale Carlo Forlanini, a oggi, non rientra tra gli immobili gestiti dall'Agenzia, in quanto non è di proprietà dello Stato.
Tuttavia, va segnalata l'approvazione di un emendamento all'A.C. 2678, ossia la conversione in legge del decreto-legge n. 156 del 2025, recante misure urgenti in materia economica, il decreto Anticipi, che prevede il trasferimento in proprietà allo Stato dell'immobile denominato ex Ospedale Carlo Forlanini. L'emendamento approvato risponde proprio alla primaria esigenza che il bene non resti in uno stato di degrado, ma venga rigenerato e valorizzato e, in questa prospettiva, il trasferimento al patrimonio dello Stato potrà facilitare il raggiungimento di tale obiettivo.
PRESIDENTE. L'onorevole Francesco Silvestri ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Grazie, Presidente. Le chiedo: soddisfatto di quale risposta? Io ho chiesto se il Forlanini verrà venduto al Vaticano e diventerà territorio straniero, non ho chiesto cosa è successo in Commissione l'altra sera. Se avessi voluto sapere l'evolversi della Commissione dell'altra sera, avrei gentilmente chiesto a un mio collaboratore i tabulati, non avrei impegnato il Governo per dirmi che c'è stato un emendamento che io ho subemendato, quindi conosco benissimo. La domanda era chiarissima: il Governo Meloni sta vendendo un pezzo di Roma a uno Stato straniero e, con esso, il Forlanini?
Vede, nella sua non risposta, in realtà una risposta c'è. Se io stamattina avessi chiesto: caro Governo Meloni, lei sta vendendo il Fatebenefratelli alla Svezia? Lei si sarebbe alzata e mi avrebbe detto: no, Silvestri, il Governo Meloni non sta vendendo alla Svezia il Fatebenefratelli. Invece, a domanda precisa, a domanda molto precisa, lei si è alzata e non ha dato la risposta che tutti quanti vogliamo sapere.
Questo per noi è un problema, intanto perché lei ha detto che la proprietà è della regione. Benissimo, chi c'è alla regione? Alla regione c'è un presidente che si chiama Rocca. Il presidente Rocca è famoso, oltre che per la sua storia politica, per aver promesso di restituire l'ospedale Forlanini alla sanità pubblica. Lo ha fatto in un cinema, lo ha fatto nel suo programma elettorale, dicendo proprio che lo restituirà alla cittadinanza. È stato un impegno preso. Quindi, a capo della regione, proprietaria del Forlanini, c'è una persona che oggi, vigliaccamente, cosa fa? Cede il Forlanini per non avere più la responsabilità politica; lo cede al demanio, lo cede allo Stato. E lo cede allo Stato non solo per non avere più la responsabilità politica, ma perché la regione potrebbe non avere la titolarità di fare quell'accordo che, probabilmente, voi, sotto trama, state cercando di fare.
Questo per noi è un problema molto grande, perché questa è una resa non solo della storia della nostra città, ma anche della sanità, è una resa della sanità pubblica laziale. E non è solo un danno per i nostri concittadini, non lo è solo per lo Stato, non lo è solo per la regione Lazio, ma lo è anche per l'azienda a cui, probabilmente, sarà destinato l'ex Forlanini, che è il Bambino Gesù, perché tutta quest'azione, che per noi non ha nessun senso, è solo una speculazione immobiliare che avvantaggerà solamente poche persone e ha il privilegio di arricchire, probabilmente, una parte e impoverire lo Stato italiano.
Per noi non è un elemento di contestazione verso il Bambino Gesù, che è un'eccellenza, ma, guardate che rinunciare alla funzione della nostra sanità pubblica nel Lazio, soprattutto nel campo della pediatria, è un danno per la stessa azienda ospedaliera Bambino Gesù, oltre che una rinuncia della nostra sanità laziale. Perché, in questo momento, se per fare una tonsillite o delle adenoidi, anche al Bambino Gesù, le liste di attesa sono di un anno o di un anno e mezzo, è proprio perché il resto della regione Lazio ha rinunciato alla sua funzione primaria. Infatti, solo nella regione Lazio, quasi il 70 per cento delle strutture pediatriche non sono pubbliche - non sono pubbliche - rispetto a tutto quello che, invece, succede nelle altre regioni.
Allora, c'è chi per il Forlanini ha dato la vita, ha dato il sangue, ha dato una carriera intera. Quando parliamo del presidente di regione, quando c'era in campagna elettorale la volontà di salvare il Forlanini, sa perché c'era? Perché c'era, in quel momento, il bisogno di prendere quei voti di quelle persone che oggi si stanno tradendo. Una di queste persone aveva indicato la via di cosa fare al Forlanini, ma lo aveva fatto tanti anni fa, ed era proprio il professor Martelli, una persona che lì dentro c'è stata per 40 anni - ha dedicato la vita al Forlanini - e aveva indicato cosa fare di quella struttura oggi abbandonata. È tipico di questo Paese prendere il nostro fiore all'occhiello, lasciarlo degradare per svalutarlo e, poi, venderlo dicendo: è abbandonato. È una volontà politica specifica. Quando il professor Martelli indicò tutte le proposte, dal lato regionale non c'era il centrodestra. Chi gli rispose che in quel momento non si potevano fare quelle cose che lui diceva, che erano idee fantasiose, era un'altra parte politica. Quindi, io non sto facendo nessuna distinzione. In quel momento, a difendere le idee del professor Martelli è intervenuto non Francesco Silvestri o una parte politica, ma intervenne addirittura Fuksas e intervennero i giornali, dicendo: riapriamo il Forlanini perché dovremmo ripensare la nostra quotidianità. È vero, è esattamente quello che dovremmo fare. È un complesso gigantesco: lì dentro potremmo fare RSA, potremmo rilanciare tutta la nostra parte sanitaria. Perché rovinarlo così? Perché svenderlo così? Perché è evidente che questa è un'operazione finanziaria. E mi dispiace che lo faccia proprio un Governo che ha a capo un Presidente del Consiglio romano, che è il presidente di un partito che si chiama Fratelli d'Italia e vende fette del nostro territorio, perché quella non sarà più Italia: al centro di Roma, per pochi milioni di euro. Non importa a quanto lo venderemo, non c'è una cifra, non esiste una cifra. Le uniche cifre che volevamo sentire erano quelle per rilanciare il Forlanini.
Allora, quello che posso dire è che ci sarà una fetta di società civile, di parte politica che continuerà a lottare fino all'ultimo secondo - e io - per salvare la nostra dignità e rilanciare la nostra pediatria laziale. Quindi, faccio un appello, lo faccio a lei, lo faccio al Presidente Meloni: fermate questa speculazione, perché è evidente che è una speculazione. Fermate questa speculazione sul Forlanini e fatelo anche per dare dignità a tutte quelle persone che credono ancora nella sanità pubblica, che lottano per la sanità pubblica, che lottano per la pediatria laziale e che vorrebbero rivedere, in quel territorio lì, il rilancio del nostro orgoglio nazionale. Quindi fermatevi, perché oggi siete ancora in tempo, non vi spingete oltre. Perché quell'emendamento che lei citava è un passaggio ulteriore per fare questa speculazione, e la mia interpellanza era prima di quell'emendamento. La mia interpellanza è stata fatta lunedì e vi chiedeva: ma state per dare il Forlanini dalla regione al demanio? È successo lunedì, l'ho presentata lunedì; io non potevo sapere dell'emendamento. La sera dopo avete presentato il subemendamento. Quindi mi avete già risposto.
Allora, fermate questa speculazione. Fatelo per chi al Forlanini ha dedicato una vita, fatelo per tutti gli istituti fotografici che hanno dipinto il nostro Paese e hanno dipinto il Forlanini come l'orgoglio della sanità italiana, fatelo per tutte le persone che lì dentro sono state salvate. Quindi, cerchiamo insieme di riprogrammare quello che lì dentro si potrebbe fare, che non è solo a vantaggio della città di Roma, ma è a vantaggio di tutto il Paese, perché altrimenti, se non sappiamo cosa fare con un istituto come quello del Forlanini, vuol dire che non abbiamo, da qui ai prossimi 20 anni, un'idea chiara di sanità pubblica.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli e Zanella n. 2-00723 .
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signora rappresentante del Governo, tra le risorse destinate al finanziamento del progetto definitivo del “secondo lotto Alta velocità Attraversamento di Vicenza”, sono previsti 950 milioni di euro dalla Missione 3-“Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, finanziata con il Piano nazionale complementare al PNRR, come risulta dall'allegata Tabella 2-“Investimenti del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per il Sud, previsti dal Piano nazionale complementare”, del documento “Gli investimenti in infrastrutture e mobilità sostenibili per il Sud nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nel Piano nazionale complementare” del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.
Il progetto definitivo del “secondo lotto Alta velocità Attraversamento di Vicenza” non sarebbe stato sottoposto alla verifica di soddisfare il principio di “non arrecare danno significativo” agli obiettivi ambientali, di cui all'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, e poi, tra l'altro, come prescritto dall'articolo 1, comma 8, del decreto-legge n. 59 del 2021.
La realizzazione di questi lavori sta avvenendo nonostante il progetto definitivo del secondo lotto non sia stato completamente approvato in tutte le sue parti, dal momento che una parte del progetto definitivo del secondo lotto è stata annullata dalla sentenza del TAR del Lazio n. 15136, pubblicata il 24 luglio 2024, che ha accolto uno dei tre motivi del ricorso presentato dall'associazione Italia Nostra, col quale era stato impugnato il medesimo progetto definitivo, mancando la valutazione di impatto ambientale rispetto alla prevista realizzazione di una cassa di espansione nella valle del torrente Onte per impedire che la città di Vicenza fosse soggetta ad alluvioni a causa delle opere dell'alta velocità.
Risulta siano state concordate, mediante protocollo d'intesa sottoscritto a febbraio 2025 tra il comune di Vicenza, la regione Veneto, RFI e il consorzio di imprese costruttrici Iricav Due, importanti varianti progettuali al progetto definitivo del secondo lotto, che non risultano ancora formalizzate con provvedimenti amministrativi modificativi del progetto definitivo approvato nel 2023.
Chiedo, quindi, se il Governo risulti a conoscenza dei fatti esposti nell'interpellanza che sinteticamente ho illustrato e se e in che misura sia stata già autorizzata ed erogata la spesa inerente alla somma di 950 milioni di euro finanziata col Piano nazionale complementare al PNRR, e in tal caso per quale motivo non sia stato osservato il disposto normativo sopra richiamato, che subordina il finanziamento mediante Piano nazionale complementare al PNRR alla valutazione di coerenza con il principio di non recare significativo danno ambientale, mediante apposita relazione di compatibilità da presentare prima dell'approvazione.
Quindi, conseguentemente, chiedo al Governo quali misure ritenga di dover adottare per rispettare i princìpi ambientali citati in premessa nella mia illustrazione.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Lucia Albano, ha facoltà di rispondere.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Dunque, il secondo lotto funzionale “Attraversamento di Vicenza” della linea alta velocità Verona-Padova si inserisce nel più ampio disegno di potenziamento dell'asse ferroviario Torino-Venezia e del corridoio Mediterraneo, direttrice strategica che collega la penisola iberica fino al confine ucraino.
L'intervento prevede la costruzione di una nuova tratta AV/AC di circa 6 chilometri, affiancata alla linea esistente, e la rilocazione verso nord di un tratto di circa 5 chilometri della storica Milano-Venezia.
Contestualmente, è programmato il riassetto del nodo ferroviario di Vicenza, con la realizzazione di una nuova stazione AV/AC dotata di quattro binari e l'introduzione di un'ulteriore fermata Fiera, destinata a servire sia la linea storica, sia la nuova linea ad alta velocità.
La realizzazione dell'opera porterà vantaggi concreti sia alla mobilità nazionale, sia a quella regionale. In particolare, consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza tra Milano e Venezia, un incremento della capacità e della regolarità della circolazione, una più chiara distinzione tra servizi tradizionali e alta velocità. Inoltre, liberando capacità sulla linea storica, sarà possibile rafforzare il trasporto regionale con vantaggi diretti per pendolari e utenza locale.
In ordine al profilo finanziario, si evidenzia che l'intervento in argomento non beneficia di risorse PNRR né PNC, risultando invece integralmente finanziato con i fondi del Ministero dell'Economia e delle finanze per complessivi 2 miliardi e 180 milioni di euro, già contrattualizzati nell'aggiornamento 2024 del contratto di programma MIT-RFI - parte investimenti - e confermati nella proposta di aggiornamento 2025, attualmente in fase di approvazione.
Ne consegue che non si applicano le disposizioni del PNC relative alla valutazione di coerenza col principio DNSH, principio che riguarda esclusivamente progetti finanziati con fondi europei, quali PNRR, FESR o (CEF).
Con riguardo allo stato di avanzamento dell'opera, si rappresenta che il 27 luglio 2023 è stato sottoscritto il secondo atto integrativo con il consorzio Iricav Due, che ha consentito di consolidare il quadro contrattuale e di avviare le successive fasi operative. Il 10 settembre 2023 hanno avuto inizio i lavori del primo lotto costruttivo.
Con l'ordinanza n. 16 del 22 dicembre 2023, il commissario straordinario ha autorizzato RFI Spa ad avviare i lavori del secondo lotto costruttivo, consegnati il 26 gennaio 2024. Attualmente risultano in corso le attività di realizzazione di entrambi i lotti. In particolare, sono in fase di sviluppo la progettazione esecutiva e il confronto con gli enti gestori per la verifica dei sottoservizi esistenti, propedeutica alla redazione dei progetti di risoluzione delle interferenze e alla stipula delle relative convenzioni.
Sono stati avviati i rilievi topografici, i primi lavori propedeutici per la risoluzione delle interferenze, il monitoraggio ambientale e in corso d'opera, le attività espropriative e di bonifica bellica con assistenza archeologica, nonché le operazioni di picchettamento, posa delle recinzioni, disboscamento e cantierizzazione. Tra queste ultime si segnala la realizzazione del campo base di Altavilla e le attività propedeutiche al nuovo sottopasso di via Olmo e alle modifiche del PRG ferroviario di Vicenza.
Con riferimento alla pronuncia del TAR Lazio richiamata dall'onorevole interpellante, si precisa che il giudice amministrativo ha dichiarato il ricorso presentato dall'associazione Italia Nostra in parte irricevibile, in parte inammissibile e in parte infondato e ha rilevato l'illegittimità dell'ordinanza commissariale n. 15 del 2023, del decreto del MASE n. 393 del 2022 e del parere della Commissione tecnica VIA n. 618 del 2022, limitatamente alla parte relativa alla compatibilità ambientale e all'approvazione del progetto della cassa di espansione sul torrente Onte. È importante sottolineare che l'annullamento disposto non incide sull'intero progetto definitivo approvato con la suddetta ordinanza, ma riguarda esclusivamente la realizzazione della citata cassa di espansione.
I lavori attualmente in corso presso la stazione ferroviaria di Vicenza e lungo il tracciato sono stati avviati in quanto già autorizzati con l'ordinanza del 2023, nella parte non interessata dall'annullamento disposto dai giudici amministrativi. Essi non riguardano la cassa di espansione dell'Onte e non sono pertanto in alcun modo coinvolti dalle statuizioni della citata sentenza.
I lavori relativi alla cassa di espansione sono, invece, sospesi e le parti d'opera interessate dall'annullamento sono state identificate nel progetto di variante denominato “Cassa di espansione sul torrente Onte - (IN04)”. Occorre precisare che le modifiche progettuali richieste dal comune di Vicenza sono state recepite nel protocollo d'intesa sottoscritto il 1° aprile 2025 dal commissario straordinario con la regione Veneto, la provincia e il comune di Vicenza, la Camera di commercio, RFI e il consorzio Iricav Due, che costituisce lo strumento amministrativo volto a sancire una convergenza di interessi e a definire una linea d'azione condivisa. Il ruolo della regione è stato di coordinamento, finalizzato al raggiungimento dell'intesa, mentre le procedure approvative del progetto restano di competenza del commissario straordinario.
Sul suddetto progetto di variante, il consorzio Iricav Due ha presentato il 15 gennaio 2025 l'istanza di avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale, ai sensi della normativa vigente. Tale procedura ha già visto il compimento di passaggi rilevanti: la pubblicazione sul portale del MASE, il parere favorevole della regione Veneto, quello positivo, con prescrizioni, del Ministero della Cultura, nonché l'esame delle osservazioni pervenute dall'associazione Italia Nostra. La commissione tecnica VIA del MASE, con parere n. 113 del 6 ottobre 2025, ha infine espresso valutazione favorevole, anch'essa con prescrizioni.
La procedura autorizzativa è ormai nelle sue fasi conclusive e, una volta completata, consentirà l'approvazione della variante da parte del commissario straordinario e la ripresa dei lavori nel pieno rispetto delle condizioni ambientali e delle prescrizioni stabilite dalle autorità competenti.
PRESIDENTE. Il deputato Angelo Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). No, Presidente, non sono soddisfatto.
Signora rappresentante del Governo, apprendo che quest'opera non si trova dentro il Piano nazionale complementare, però nella sua risposta avrebbe dovuto avere la cortesia di indicare attraverso quale atto si è deciso di utilizzare i fondi del MIT, perché quest'opera è collocata - adesso glielo ricordo, ma io l'ho detto nella mia illustrazione ed è scritto anche nell'interpellanza - nella Tabella 2 del Piano nazionale complementare (“Tabella 2 - Investimenti del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per il Sud previsti dal Piano nazionale complementare”).
Queste risorse sono dentro il Piano nazionale complementare e sarebbe stato gradito… io non comprendo la ragione per la quale il Governo, quando dà delle risposte, le dà parziali e in alcuni casi - ahimè - omissive. Il Governo, in questo caso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, avrebbe dovuto dire quando ha deciso di non utilizzare i fondi del PNC e utilizzare i fondi del MIT. Capisco che l'operazione sia stata un'operazione, come dire, alla solita molto italica, ovvero, pur di non assoggettare questa opera ai principi comunitari, quelli ovviamente di non arrecare danno significativo, l'acronimo DNSH, si è fatta un'operazione di questo genere, ma queste risorse sono iscritte nella Tabella ancora oggi.
Se andiamo a vedere il Piano nazionale complementare, alla Tabella 2 ci sono queste indicazioni. Per quanto riguarda l'altro aspetto, che riguarda l'annullamento - noi nell'interpellanza, infatti, abbiamo detto che una parte del ricorso è stata accettato, un ricorso presentato da Italia Nostra -, riguarda una questione estremamente importante, ovvero il fatto che queste opere, e anche il tribunale amministrativo lo ha verificato, interferiscono sul sistema idrico, tanto da mettere a rischio la città di Vicenza in casi di esondazione e di inondazione, quindi si rendeva necessario mettere in sicurezza la città di Vicenza.
Però su questo il Governo, il commissario, ritiene di dover procedere, come se un progetto fosse una cosa a sé stante e un progetto non avesse una relazione con tutti gli ambiti territoriali, con l'equilibrio idrogeologico e altro. Ecco io penso, noi pensiamo, che la decisione di proseguire senza dare una garanzia opportuna in questa direzione sia una decisione grave, anche irresponsabile, nei confronti della città e di quel territorio, e quindi mi dichiaro assolutamente insoddisfatto, signor Presidente, di questa risposta da parte del Governo.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli e Zanella n. 2-00726 .
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signora rappresentante del Governo, la diga di Castelvetrano è una diga i cui lavori sono iniziati nel 1950, terminati nel 1959, questa diga avrebbe una capacità teorica di 18 milioni di metri cubi. Il problema - questo avrò modo e glielo dirò sempre al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Salvini - è che questa diga rappresenta proprio la contraddizione dei nostri tempi, in una regione come la Sicilia, che ha a che fare con fenomeni siccitosi terrificanti, che hanno portato negli ultimi anni a perdite nell'agricoltura terrificanti e molto consistenti. Penso, ad esempio, che 2 anni fa nella Piana di Catania, ma anche a Castelvetrano, molti agricoltori, in particolar modo, hanno dovuto estirpare vigneti e agrumeti a causa dell'assenza di acqua, eppure l'acqua ci sarebbe.
La diga di Castelvetrano rappresenta uno scandalo, uno scandalo inaccettabile, ovvero vedere acqua che sta lì, che potrebbe essere utilizzata per irrigare le piante, che invece viene buttata a mare. Viene buttata a mare perché sa, signora rappresentante del Governo, questa diga non è vostra responsabilità - voglio dirlo subito, perché altrimenti rischiamo di andare a finire sui in un dialogo che stiamo avendo -, non è responsabilità del Governo, ma voi governate da 3 anni questo Paese.
Ebbene, da 66 anni non si fa il collaudo di questa diga. Ma io chiedo al Ministro Salvini, attraverso la sua interposta persona: potete chiedere al Ministro la ragione per la quale si impegna tanto per realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, facendo decreti su decreti, velocizzando procedure, a fronte di un invaso che salverebbe 6.000 ettari di territorio agricolo dalla siccità e salverebbe aziende agricole che per poter utilizzare l'acqua, quando d'estate non c'è, non sanno che fare, e siamo in una fase in cui le confederazioni agricole, i sindacati agricoli, dicono: ogni estate sarà peggio della precedente e dovremo estirpare e continuare a perdere le nostre colture.
Ma per quale ragione non si riesce a mettere a posto questo invaso d'acqua per trattenere acqua in questa fase, in cui ci sono fenomeni piovosi, in maniera tale che l'acqua possa poi essere riutilizzata questa estate per poter irrigare le colture? Ecco, questo io lo ritengo veramente uno scandalo. Si preferisce investire molto, anche dal punto di vista legislativo, per accelerare procedure, per avere pareri, o meglio, in alcuni casi non chiedere pareri, come nel caso del ponte sullo Stretto di Messina, dove si è neutralizzato il Consiglio superiore dei lavori pubblici perché il Ministro Salvini evidentemente ha paura che deve rifare il progetto, deve rifare la gara e così via dicendo, senza dare garanzie opportune di sicurezza, di effettiva terzietà dello Stato nella valutazione di quel progetto.
E perché nella diga di Castelvetrano lo Stato non dice: bene, io adesso la prendo non solo a cuore, ma perché è un dovere, e risolvo questo problema, consento il collaudo, faccio tutti gli interventi necessari e metto in sicurezza gli agricoltori, do una prospettiva alle imprese agricole che in quel territorio ogni anno dicono “non so se ce la faremo, non so se dovrò perdere le colture”.
Io personalmente, signora rappresentante del Governo, ho visto due agricoltori piangere mentre estirpavano i propri vigneti, perché erano morti. Piangevano come se avessero perso un proprio caro. Il fenomeno della desertificazione è un problema molto, molto serio, ma, se noi poi sprechiamo, gettiamo, distruggiamo quelle risorse che abbiamo, in questo caso buttiamo a mare l'acqua - ma non la buttiamo a mare in maniera così, retorica, ma in maniera reale, perché attualmente l'acqua viene buttata a mare perché non c'è il collaudo -, allora francamente sì, c'è una responsabilità del vostro Governo, perché sono 3 anni, oltre 3 anni che governate, e potreste e avreste potuto fare tutto quello che è necessario perché tra l'altro le organizzazioni agricole sono molto, molto preoccupate. Quindi vorrei capire dal Governo cosa intende fare per dare una risposta definitiva a questo vero e proprio scandalo che riguarda la Sicilia, ma riguarda tutta l'Italia.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Lucia Albano, ha facoltà di rispondere.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Occorre, innanzitutto, sottolineare che, in relazione alle iniziative volte a fronteggiare i fenomeni siccitosi che interessano il nostro Paese, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, nel pieno rispetto delle proprie competenze e funzioni, esercita un ruolo di coordinamento strategico nella programmazione degli interventi infrastrutturali connessi all'approvvigionamento idrico primario, in tutti i settori e nel loro complesso.
Tale attività viene svolta in stretta collaborazione con altri soggetti istituzionali, quali il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, il Ministero dell'Agricoltura, le regioni e le autorità di bacino distrettuale. L'azione congiunta consente di definire e finanziarie interventi mirati al rafforzamento della sicurezza delle grandi dighe già esistenti, al completamento di quelle ancora incompiute, al miglioramento e all'efficientamento delle opere di adduzione e di distribuzione primaria, nonché alla riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione ad uso potabile.
Con specifico riferimento agli interventi volti alla progettazione, realizzazione, completamento e manutenzione delle infrastrutture idriche della regione siciliana, si evidenzia che il MIT gestisce, dal punto di vista tecnico e finanziario, numerosi programmi di finanziamento per un investimento complessivo di circa 740 milioni di euro. Entrando nel merito dei quesiti posti dall'onorevole interpellante, si rappresenta che la gestione della diga di Trinità rientra nelle competenze della regione siciliana, attraverso il Dipartimento acque e rifiuti incardinato presso l'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità. È lo stesso Dipartimento che provvede al rilascio delle concessioni di derivazione di acqua pubblica. Al MIT, invece, spetta la vigilanza sulla sicurezza dell'impianto di ritenuta, con particolare riguardo alle attività che il gestore è tenuto a svolgere per garantire la piena conformità alla normativa vigente in materia.
Per far fronte alle gravi criticità strutturali della diga, la regione siciliana ha nominato il dirigente generale del Dipartimento regionale di Protezione civile quale commissario , attribuendogli la facoltà di ricorrere alle procedure di somma urgenza. Tale decisione si è resa necessaria a seguito del provvedimento del MIT n. 657 del gennaio 2025, con cui l'impianto è stato posto fuori esercizio per motivi di sicurezza.
In questo quadro, il commissario ha riconosciuto l'indifferibile esigenza, evidenziata dal MIT, di avviare interventi immediati e il 21 novembre 2025 ha adottato un verbale di somma urgenza ai sensi delle disposizioni normative in materia. Con tale atto sono stati affidati i lavori indispensabili per ripristinare condizioni minime di sicurezza, comprendenti la chiusura della torre di manovra, il recupero dei cunicoli di drenaggio, nonché la sistemazione del coronamento e degli impianti idraulici superficiali.
Gli interventi, consegnati in via d'urgenza proprio nella giornata di ieri 4 dicembre, e da eseguirsi in 3-4 mesi, hanno un costo complessivo stimato di 675.000 euro, finanziato a valere sul bilancio regionale.
Si tratta di opere propedeutiche, indispensabili per garantire le condizioni di sicurezza e di funzionalità dell'invaso. Una volta completati tali lavori sarà possibile procedere all'innalzamento della quota autorizzata, che potrà raggiungere i 64 metri sul livello del mare. In questo modo si otterrà un incremento parziale ma significativo della capacità di invaso, rispondendo alle esigenze di gestione delle risorse idriche e di tutela del territorio.
Per quanto attiene agli interventi di lungo termine, la regione siciliana ha avviato nuovi approfondimenti tecnici che hanno escluso gravi problemi di stabilità della diga. La regione ha quindi predisposto un programma di lavori di lungo periodo - che prevede di concludere entro il 2029 - volti a raggiungere la piena capacità di regolazione della diga.
Con riguardo alla copertura finanziaria degli interventi, si precisa che la competenza è in capo alla regione siciliana. Per le opere urgenti la regione ha già stanziato le risorse necessarie, mentre la quantificazione dei fondi per gli interventi di lungo termine avverrà sulla base del progetto che sarà disposto dal gestore regionale.
PRESIDENTE. L'onorevole Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Signor Presidente, lei che è siciliano, di fatto, come me e come mio papà, siciliano… se fosse mio papà deputato della Repubblica, non lo voglio dire in siciliano, però ci intendiamo. No, non sono assolutamente soddisfatto perché questa cosa mi fa veramente arrabbiare.
Sono una persona molto passionale, però devo dire che vedere in Sicilia ancora le autobotti, che arrivano ogni 10-15 giorni, vedere comuni che non hanno l'acqua potabile dal rubinetto e vedere, con una foto aerea, i comuni della Sicilia, dall'ennese all'agrigentino, che hanno ancora le cisterne... come dire, è un disseminare di cisterne di acqua. E abbiamo un Ministro della Repubblica che ci viene a raccontare che la priorità della Sicilia e della Calabria è spendere 14 miliardi di euro per fare il ponte sullo Stretto di Messina mentre qui stiamo ancora a discutere se troviamo qualche centinaio di migliaia di euro per salvare le colture del trapanese, che rappresentano l'eccellenza dal punto di vista della produzione del vino, dell'olio e di tanti prodotti agricoli. Ma come fa uno a non arrabbiarsi? Uso solo questo verbo - lo avrei detto in un'altra maniera - per rispetto del Parlamento della Repubblica italiana.
Abbiamo la regione Sicilia che, invece di occuparsi di queste questioni, si occupa di Totò Cuffaro, di fenomeni di corruzione, di peculato e di tante altre questioni. Ma diamine! Come è possibile che, di fronte a questa grande quantità di soldi per il ponte sullo Stretto, noi stiamo cercando di capire dove trovare qualche centinaio di migliaia di euro? E, forse, nel 2029 daremo l'acqua; forse, nel 2029, la daremo agli agricoltori del trapanese. Per non parlare di tante altre questioni.
Guardate, questa è la questione che rappresenta proprio la contraddizione e l'inaccettabilità dell'operato di questo Governo, in particolar modo del Ministro Salvini. Queste sono le questioni che sarebbero di facile soluzione, che darebbero una prospettiva, una serenità e anche una capacità competitiva ai nostri produttori agricoli della Sicilia. Perché la Sicilia è una grande terra: è una terra non solo di grande cultura - la terra di Leonardo Sciascia, la terra di Ignazio Buttitta -, ma è la terra di tanti prodotti agricoli.
Vedere agricoltori che devono estirpare agrumeti e vigneti perché non hanno più l'acqua da dare, vedere che l'acqua c'è e la buttate a mare perché, forse, nel 2029 la regione Sicilia farà qualcosa… Ma come si fa ad essere soddisfatti? Si può solo essere arrabbiati e, ancora una volta bisogna dire che il Governo, se volesse, potrebbe chiamare il presidente della regione Schifani. Qui non si tratta di fare il nuovo commissario che va lì, incarichi su incarichi… qui si tratta di capire che la questione dell'acqua, in Sicilia, è una grande priorità: non è la priorità il ponte sullo Stretto di Messina, ci sono le priorità di cui hanno bisogno i siciliani e le siciliane, e lo chiedono i sindacati agricoli.
Quindi, se io fossi Ministro, chiamerei il presidente della regione Sicilia e determinerei un piano molto, molto più stretto e contingente; e non dire “forse nel 2029”. Si tratta di mettere a posto una diga, un invaso: 18 milioni di metri cubi che possono salvare aziende agricole. Perché non lo fate? Non lo ritenete importante? O forse perché non ci sono i grandi costruttori, le grandi imprese dispensatrici di tanti e tanti… non appalti, perché gli appalti li dà lo Stato, in questo caso, per il ponte sullo Stretto di Messina, ma dispensatrici, ovviamente, di tante altre cose. Allora, oltre a non ritenermi soddisfatto, sono qui a chiedere alla rappresentante del Governo di far presente al Ministro delle Infrastrutture che è il caso che si occupi anche di queste piccole questioni, anche se non è sua competenza, perché la vigilanza vuol dire anche sollecitare e imporre alla regione Sicilia quello che non è stata in grado di fare in questi anni. Sono passati 66 anni: cosa vogliamo fare? Aspettarne altri 66? No, francamente lo ritengo inaccettabile e la dimostrazione delle contraddizioni è assolutamente l'inadeguatezza del vostro operato.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Attis. Ne ha facoltà.
MAURO D'ATTIS(FI-PPE). Grazie, signor Presidente. Voglio intervenire per ricordare la figura dell'onorevole Giuseppe Caroli, scomparso ieri. L'onorevole Giuseppe Caroli è stato parlamentare della V, della VI, della VII, dell'VIII, della IX, della X e dell'XI legislatura. Parlamentare democristiano, ha svolto anche ruoli di Governo importanti nei vari Governi che si sono succeduti proprio in quel periodo.
Parlamentare della provincia di Taranto, parlamentare pugliese, parlamentare di grande esperienza che, dall'inizio della sua attività, addirittura studentesca, ha sempre svolto con passione l'attività politica. La Puglia, la provincia di Taranto e la sua città, Martina Franca, lo ricordano con grande affetto, anche se era da un po' che non svolgeva attività politica in prima linea. L'ho visto fare - anche quando non era più parlamentare - il militante di partito, partecipare alle riunioni e trasferire, anche ai più giovani, la sua passione e le sue esperienze. Noi tutti lo ricordiamo per questo, per le sue grandi doti e per la responsabilità con cui ha affrontato gli incarichi di Governo e ha continuato a svolgere l'attività politica con generosità rivolta, appunto, alle nuove generazioni.
Mi sembrava doveroso farlo dall'Aula che lo stesso Giuseppe Caroli ha frequentato, come avete sentito anche dalle mie parole introduttive, per diverse, tante legislature.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole D'Attis. L'onorevole Caroli fu deputato per sette legislature. Peraltro, fu persona integerrima e oggetto anche di minacce nella terribile stagione del terrorismo. Quindi, io mi associo al ricordo che lei generosamente ha fatto in quest'Aula e al cordoglio ai familiari che, poi, la Presidenza della Camera estenderà, ancora una volta, da questi banchi. Grazie, onorevole D'Attis.
PRESIDENTE. Avverto che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, nella parte pomeridiana della seduta di mercoledì 10 dicembre le votazioni avranno inizio alle ore 17,30, anziché alle ore 16,15.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
S. 1578 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2025 (Approvato dal Senato). (C. 2682)
: GIOVINE.
3.
4.
S. 562 - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: MARTI ed altri: Disposizioni per la promozione e la valorizzazione dei cammini d'Italia (Approvata dal Senato). (C. 1805-A)
: AMORESE, per la VII Commissione; ANDREUZZA, per la X Commissione.
5.
S. 1578 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2025 (Approvato dal Senato). (C. 2682)
: GIOVINE.
6.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 ottobre 2025, n. 156, recante misure urgenti in materia economica. (C. 2678-A)
: FRASSINI E TRANCASSINI.












