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Venerdì 12 Dicembre 2025 ore 09:30
AULA, Seduta 583 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
XIX LEGISLATURA
583^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 12 dicembre 2025 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanze urgenti (Svolgimento)
- Elementi e iniziative di competenza in ordine allo stato di attuazione e al completamento dei lavori finanziati nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza relativi al patrimonio edilizio scolastico - n. 2-00730
- Iniziative di competenza volte a prevenire il rischio di diffusione della listeriosi derivante dal consumo di carne, anche tramite il rafforzamento dei protocolli di ispezione, congelamento ed etichettatura, a seguito di una recente inchiesta giornalistica - n. 2-00733
- Iniziative di competenza, anche di carattere normativo, sul riconoscimento dello status coniugale acquisito in altro Stato membro da coppie dello stesso sesso, in relazione a una recente pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea - n. 2-00732
- Sui lavori dell'Assemblea
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO GIACHETTI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 81, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Ascani ed altri n. 2-00730 .
Chiedo alla deputata Malavasi se intenda illustrare l'interpellanza di cui è cofirmataria o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, ha 15 minuti.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ci tengo a presentare questa interpellanza perché parliamo di un tema importante che riguarda l'edilizia scolastica. So bene che la Sottosegretaria condivide una preoccupazione generale che riguarda il patrimonio edilizio del nostro Paese, che è piuttosto obsoleto. La maggior parte degli edifici è stata costruita dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, con un picco di costruzione tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Circa il 60 per cento degli edifici ha delle irregolarità nel collaudo statico e non ha dei certificati antincendio. Questo per sottolineare quanto le risorse messe a disposizione dal PNRR siano preziose per realizzare nuove strutture che siano sicure, moderne, inclusive, accoglienti, che favoriscano la riduzione dei consumi energetici e aumentino la sicurezza sismica per dotare spazi flessibili e innovativi, anche per innovare i processi di insegnamento e di apprendimento.
Quindi, il PNRR ha messo a disposizione, nella Missione 2 - Componente 3, risorse preziose per costruire nuovi poli per l'infanzia, nuove mense, nuove palestre, per tantissimi interventi di messa in sicurezza e anche per scuole nuove. Ed è questo di cui vogliamo parlare oggi: scuole nuove, che era possibile candidare nei bandi del PNRR, con interventi di costruzione e demolizione contestuale di altre scuole, per mettere a disposizione spazi e aree pubbliche per la ricostruzione di edifici scolastici.
I nuovi hanno fissato al 30 giugno 2026 la sostituzione di circa 195 edifici scolastici, per un totale di 410.000 metri quadrati di superficie, che dovranno portare benefici a circa 58.000 studenti. Quindi un'operazione importante per il nostro patrimonio e anche per il nostro Paese e per il futuro dei nostri ragazzi.
La realizzazione degli interventi è stata affidata , praticamente, al Ministero dell'Istruzione, che ha richiesto anche il supporto di Invitalia, mettendo a disposizione questa importante infrastruttura per le procedure che riguardavano gli accordi quadro che erano finalizzati al raggiungimento dell'aggiudicazione dei lavori entro il primo trimestre del 2023, proprio per essere collaborativi con gli enti locali e supportarli, visto anche il periodo difficile in cui abbiamo bandito quei bandi. Ricordo che era il 2022: eravamo ancora all'interno di un periodo pandemico complesso, quindi con comuni sotto pressione, e tutti questi bandi hanno generato anche un appesantimento del lavoro presso i nostri uffici tecnici, quindi con la collaborazione con il Ministero che era stata molto apprezzata dai nostri amministratori locali.
Nella sesta relazione al Parlamento, a marzo del 2025, il Governo ha riferito che all'accordo quadro hanno aderito ben 136 soggetti attuatori; che l'accordo si è concluso con l'aggiudicazione, il 21 settembre 2023, a 130 enti che hanno, quindi, raggiunto il , quindi l'obiettivo previsto dai del PNRR. La relazione ha precisato che gli altri enti locali hanno proceduto autonomamente all'aggiudicazione dei lavori, risultando comunque conformi, nello stato di avanzamento degli investimenti, al cronoprogramma.
Tuttavia, ci sono situazioni, in diverse realtà e in diverse regioni del nostro Paese, che destano molta preoccupazione per inadempienze delle imprese, per difficoltà amministrative, per ritardi procedurali, per burocrazie e lentezze che stanno compromettendo il completamento, nei tempi previsti, di numerose opere scolastiche nel nostro Paese. Riportiamo qui alcuni esempi, a titolo puramente esemplificativo, nell'ascolto che abbiamo dato ai territori, nella richiesta di aiuto che viene dai nostri amministratori locali, che sono amministratori di diverse parti d'Italia, di diverse parti politiche, che esprimono, ovviamente, una preoccupazione per il danno che può arrivare ai loro territori.
Il primo esempio che le faccio è la scuola secondaria “Dante Alighieri” di Città di Castello - siamo in Umbria, in provincia di Perugia - dove, dopo la demolizione della scuola, i lavori si sono bloccati a causa di gravi inadempienze dell'azienda, che è stata selezionata da Invitalia, mentre il comune non ha potuto procedere a un nuovo affidamento perché, dopo lo scambio intercorso con Invitalia, costantemente informata della gravità e il protrarsi dell'inadempimento, ha comunque lasciato scadere l'accordo quadro che avrebbe permesso di scorrere la graduatoria e, quindi, di individuare un'altra azienda.
Il secondo esempio che le portiamo è la scuola primaria “Renzo Pezzani” di San Polo d'Enza - siamo in provincia di Reggio Emilia, in Emilia-Romagna, cambiamo regione -, dove l'impresa è sempre stata selezionata da Invitalia, tra l'altro aggiudicataria con un ribasso molto consistente del 32,58 per cento, che ha accumulato, anche in questo caso, ritardi e gravi inadempienze, culminate nella mancata verifica, tra l'altro, delle certificazioni del fornitore della struttura prefabbricata, che è risultata non conforme. Nonostante le numerose del comune e nello scambio intercorso con Invitalia, la stessa Invitalia ha suggerito di proseguire con lo stesso operatore, ritenendo troppo lungo il procedimento di sostituzione. Una situazione, ovviamente, che ha creato incertezza sul completamento dei lavori - oggi siamo fermi alle fondamenta - e sulla salvaguardia del finanziamento, la cui eventuale revoca esporrebbe il comune a un rischio finanziario elevatissimo.
Parliamo in questo caso di circa 7 milioni di finanziamento, di cui 5 sui bandi del PNRR, l'altra parte con altri bandi nazionali e cofinanziamenti dell'ente locale. L'ultimo caso che le cito riguarda Barberino Tavarnelle a Firenze, in Toscana, dove la nuova scuola primaria di San Donato in Poggio doveva essere completata entro marzo del 2026 - quindi mancano pochi mesi - e in realtà è stata rallentata dal 2024 per l'abbandono e il fallimento della ditta appaltatrice. Era un'opera innovativa, sostenibile, destinata a 130 alunni, dotata di spazi civici e valeva 3,2 milioni, di cui 2,4 dei fondi del PNRR. Anche in questo caso, il comune ha dovuto rescindere il contratto conseguentemente al fallimento dell'azienda, ma lì è rimasto.
La realtà che emerge è quindi preoccupante: ci sono scuole demolite, macerie ancora nei cantieri, cantieri fermi e un rischio elevatissimo di perdere sia i fondi del PNRR sia i cofinanziamenti nazionali, con un danno enorme non solo dal punto di vista educativo e sociale - e so che condividiamo questa preoccupazione per il danno che possiamo arrecare alle nostre comunità scolastiche - ma per danni anche potenzialmente molto gravi alla sostenibilità dei bilanci dei comuni. Questi casi citati, noi temiamo, crediamo e siamo preoccupati che possano rappresentare non un'eccezione ma la punta di un , su cui vorremmo essere maggiormente informati.
Crediamo, infatti, che sia importante conoscere la reale estensione di questa situazione a livello nazionale, di questo fenomeno che davvero comprometterebbe non solo per la perdita di risorse europee ma che rappresenterebbe anche un pregiudizio per gli studenti, per le famiglie e per i territori, che già fanno fatica a garantire l'equilibrio dei bilanci comunali. Crediamo che sia giusto conoscere in modo approfondito la situazione per poter individuare insieme - lo sottolineo: insieme - e in modo tempestivo soluzioni efficaci che possano supportare gli enti locali, rispettare i termini del PNRR e non perdere, ovviamente, i rispettivi finanziamenti.
Crediamo che possa essere - e questo è un invito che facciamo - la convocazione di un tavolo tecnico un'opportunità che proponiamo all'amministrazione del Ministero per coinvolgere l'amministrazione titolare degli interventi, i comuni interessati e Invitalia, proprio per individuare e condividere un percorso tecnico-amministrativo volto al tempestivo completamento dei lavori e alla salvaguardia del finanziamento. Vorrei sottolineare che i comuni in questa situazione non hanno delle responsabilità, nel senso che non hanno loro fatto la gara, non hanno loro selezionato l'impresa, hanno tempestivamente e puntualmente informato - e ci sono centinaia di scambi di con Invitalia sulla situazione di rallentamento del cantiere, con PEC protocollate che sono rimaste agli atti - in modo da raccontare, puntualmente e quotidianamente, la situazione di preoccupazione che stavano vivendo sui territori e non possono certamente essere i comuni a pagare questa responsabilità che non hanno loro stessi provocato.
Chiediamo dunque di sapere, con questa interpellanza, in quale percentuale e quante scuole sul totale sono in queste situazioni di grave criticità, analoghe ad alcuni degli esempi che abbiamo fatto; quali sono i cantieri fermi; quali sono i rischi del mancato rispetto delle scadenze a causa di inadempienze e di inaffidabilità dell'operatore economico - lo sottolineo, ancora una volta - selezionato da Invitalia; quale sia, quindi, lo stato di attuazione di questa misura - parliamo della Missione 2 - Componente 3 - Investimento 1.1, cioè una delle tante componenti e dei tanti investimenti, che ho citato in premessa, del comparto scuola, che ha messo a disposizione miliardi importanti per il nostro patrimonio scolastico - e se l'avanzamento dell'investimento risulti conforme al cronoprogramma, indicando, in caso contrario, quali misure urgenti possano essere messe in campo e quali il Ministero intenda adottare per salvaguardare i finanziamenti degli interventi già avviati in caso di mancato rispetto dei tempi stringenti per evitare che le opere rimangano non realizzate sui territori, con l'incognita di capire come riprendere l'anno scolastico a settembre 2026, dopo un anno passato in strutture temporanee, in moduli prefabbricati e con studenti spalmati un po' sul territorio per dare comunque spazi idonei, con un anno scolastico che è stato già molto difficile e che ha creato anche tensioni tra i docenti, le famiglie e i nostri territori.
C'è un aspetto che sottolineo in chiusura e che mi sta molto a cuore, perché questi disguidi, questi ritardi e questa burocrazia rischiano di minare una cosa importante, che è la fiducia: la fiducia non solo tra le famiglie, tra i cittadini, tra il corpo docente e il territorio di pertinenza, ma tra i cittadini e l'istituzione statale. Crediamo che possa essere un grave danno alla credibilità e all'autorevolezza del nostro Stato, che con il PNRR ha portato a casa risorse preziose che hanno permesso ai nostri territori di investire in strutture innovative, flessibili, sostenibili, sicure dal punto di vista sismico, facendo un'operazione virtuosa di rinnovamento di un patrimonio edilizio che in realtà ne ha urgentemente bisogno.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito, Paola Frassinetti, ha facoltà di rispondere.
PAOLA FRASSINETTI,. Grazie, Presidente. Onorevole interrogante, occorre chiarire preliminarmente che la situazione descritta è ben nota al Ministero dell'Istruzione e del merito che, già da tempo, nell'ambito della costante e continua attività di monitoraggio e supporto agli enti locali, ha attivato confronti e tavoli tecnici con i soggetti attuatori interessati: per esempio, solo per il comune di Città di Castello, citato nell'interpellanza, si fa presente che si sono tenuti tre incontri presso il Ministero.
Con riferimento all'investimento M2C3I1.1 “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici” sono stati autorizzati 215 progetti: addirittura di più del fissato dalla Commissione europea, grazie alla scelta del Ministero di aggiungere ulteriori risorse nazionali agli 800 milioni di dotazione PNRR. Nella consapevolezza della natura particolarmente sfidante dell'obiettivo iniziale posto dal PNRR in capo ai comuni, il Ministero dell'Istruzione e del merito, nell'ottica della semplificazione e dell'accompagnamento agli enti locali, ha dato la possibilità di ricorrere al supporto di Invitalia per una procedura di accordo quadro.
All'accordo quadro hanno aderito 136 soggetti attuatori per altrettanti progetti. L'accordo quadro si è concluso con l'aggiudicazione in data 21 settembre 2023 nel rispetto della europea del PNRR. Nel corso dell'esecuzione dei progetti, è stato riscontrato che solo 8 interventi su 215 autorizzati hanno accumulato ritardi consistenti rispetto al cronoprogramma dell'investimento: ciò - va detto subito - per gravi inadempienze in alcun modo riconducibili all'amministrazione, in quanto dovute esclusivamente alle imprese esecutrici dei lavori.
Di queste 8 situazioni critiche, 2 sono in via di risoluzione, poiché in un caso è già stata individuata una diversa copertura finanziaria al di fuori del PNRR e nell'altro si è proceduto allo scorrimento della graduatoria delle ditte e attualmente i lavori sono in corso. Quanto ai rimanenti casi critici, essi sono stati oggetto di analisi nell'ambito delle interlocuzioni con la Commissione europea, dalle quali è emersa, da un lato, la loro incidenza sul raggiungimento finale del del PNRR e, dall'altro, la possibilità di individuare per essi soluzioni alternative, una volta che sia stato raggiunto e verificato il generale previsto per la misura entro la data del 30 giugno 2026.
In riscontro a specifica richiesta formulata nell'interpellanza, si precisa che i 20 milioni stanziati dal DL n. 25 del 2025, rispetto al quale è stato già adottato il decreto interministeriale attuativo, possono essere utilizzati solo nei casi di interventi che hanno subito incrementi di prezzo e non abbiano già ricevuto il FOI. Pertanto, fermo restando che la questione rappresentata riguarda pochissimi casi che non compromettono il raggiungimento del finale del PNRR, ma nella consapevolezza che sono interventi fondamentali per garantire il diritto allo studio in realtà territoriali importanti, il Ministero continuerà le interlocuzioni con la Commissione europea, sostenendo gli enti locali che, per inadempimenti delle imprese esecutrici dei lavori, versano in situazioni di criticità, rendendosi disponibile fin da ora a individuare anche soluzioni alternative a quelle offerte dal PNRR nell'ambito degli strumenti e delle risorse del Ministero medesimo.
PRESIDENTE. La deputata Malavasi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Ha 10 minuti, onorevole.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molta attenzione la Sottosegretaria, che ringrazio. In realtà, sono un po' perplessa - lo dico in modo mite - perché le informazioni che noi abbiamo e la richiesta di aiuto che abbiamo ricevuto dai territori sono molto più ampie rispetto ai casi che abbiamo riportato nella nostra interpellanza.
Sono circa una ventina i comuni che ci hanno spiegato situazioni di ritardi importanti sui territori e nei cantieri che sono rimasti fermi. Quindi, crediamo che il dato che lei ci ha dato questa mattina di 8 comuni su 215 sia sottostimato, non corretto e non corrisponda alla situazione. In realtà, la situazione non è sotto controllo. Semplicemente, i comuni che abbiamo indicato nell'interpellanza sono totalmente abbandonati a loro stessi, non c'è stata alcuna interlocuzione né con il Ministero né con Invitalia e non sanno come fare ad arrivare alla fine di questi cantieri, con un danno veramente enorme. Perché le scuole vecchie non ci sono più, le abbiamo demolite; sono state demolite perché era il primo obiettivo per rispettare comunque quel cronoprogramma e, nel frattempo, le scuole nuove sono ferme, non stanno crescendo. Quindi, è un comune che è stato depauperato di un edificio scolastico pubblico, con un grave danno di risorse pubbliche, anche di credibilità, non solo dell'istituzione locale ma anche dell'amministrazione centrale. Mi fa piacere che lei abbia ammesso, ricordato e condividiamo con lei che è colpa delle imprese esecutrici, ma le imprese esecutrici devono essere controllate, i lavori devono essere monitorati. Chi fa l'appalto ha la responsabilità di monitorare, di intervenire e di supportare.
E lo sappiamo bene come funziona la gara d'appalto e quali sono le responsabilità che hanno anche i soggetti attuatori e chi li deve controllare. Io credo che il Governo debba continuare a difendere strenuamente i lavori del PNRR, mettendoci tutto il proprio impegno, ma anche prendendo atto che la realtà che emerge dai dati che gli amministratori locali hanno raccontato non è quella che lei ha dichiarato. Lo dico in modo costruttivo perché dobbiamo assolutamente capire insieme come fare a portare a casa tutti gli investimenti e tutti i progetti del PNRR, non solo perché 215 sono 215 nuove scuole, più del che era l'obiettivo ovviamente iniziale della missione legata alle nuove scuole con ricostruzione … Quindi, non c'è bisogno né di minimizzare né di sottovalutare la situazione che è grave, che è urgente perché i ritardi e le inadempienze delle opere scolastiche sono una realtà; una realtà tangibile, vera, che pesa sulle spalle dei nostri cittadini.
Faccio un esempio che forse è quello che conosco meglio: l'azienda che ha vinto il cantiere di San Polo, in provincia di Reggio Emilia, che è la mia provincia, ha vinto contestualmente 22 progetti di finanziamento. Questo è stato il problema di quei bandi che ha fatto Invitalia: la concentrazione rispetto ad aziende che poi non sono riuscite, per il carico di attività e di scadenze contestuali, a rispettare tutti i progetti. Quindi, credo che la responsabilità di Invitalia e, di conseguenza, anche del Ministero, che ha supportato giustamente questo accordo quadro, era quella di intervenire in modo tempestivo e non di supportare i comuni dicendo: “andate avanti, non c'è tempo per cambiare i soggetti, dovete continuare così, ce la faremo”. Perché non ce la stiamo facendo: i cantieri sono fermi o addirittura sospesi, alcune aziende appaltatrici sono fallite e non c'è la soluzione in campo.
Questo significa semplicemente pesare sulle comunità locali, sulle famiglie e non prendersi a cuore il futuro degli studenti e anche il futuro del nostro patrimonio scolastico. Io credo davvero, e sottolineo di nuovo la richiesta che abbiamo fatto, che bisogna attivare urgentemente un tavolo tecnico vero, con la disponibilità di tutti, non in modo, diciamo, distruttivo da parte delle forze politiche, anche di opposizione, ma per dare una mano a risolvere la situazione.
Un comune che non ha la scuola, che ha il cantiere fermo, che perderà il finanziamento del PNRR come fa a portare avanti quella scuola? Non ha le risorse sul bilancio comunale di 7-8 milioni per supplire a quel finanziamento, non ha la possibilità di fare dei mutui. I bilanci dei comuni sono già risicati, sono all'osso delle loro risorse; rischiamo davvero di far fallire i bilanci comunali. Significa far commissariare i bilanci dei comuni e gli enti locali. Io immagino e spero che non sia questo l'obiettivo dello Stato che dovrebbe, invece, supportare i nostri sindaci e i nostri enti locali per attività che possono migliorare la qualità di vita dei cittadini, migliorare gli spazi didattici.
In realtà, sappiamo che la scuola non è proprio la priorità di questo Governo. Mi dispiace dirlo a lei perché conosco bene la sua sensibilità, ma questo è un Governo che non ha fatto a sufficienza, secondo me, per prevenire queste situazioni drammatiche in una scuola che è sempre stata, un po' in tutte le leggi di bilancio, anche tagliata. Da ultimo, con la legge di bilancio in corso al Senato in questi giorni, vedo un ulteriore taglio alla nostra scuola pubblica. È stata costantemente sacrificata a favore di altri settori, con una priorità che è stata certamente continuamente rimandata.
Noi crediamo che, invece, la scuola sia un investimento prezioso non solo per il futuro, ma anche per l'oggi, per dare fiducia ai nostri ragazzi e ai nostri giovani.
La scuola, l'università e la ricerca sono settori strategici per dare speranza al nostro Paese, per evitare la fuga di cervelli, per dare competenze, per dare competitività al nostro Paese. La scuola è un perno su cui si costruisce presente e futuro. Ha subito troppi tagli e risorse limitate, con un sistema che continua a rispondere non in modo adeguato alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie. Davvero noi abbiamo bisogno che ci sia un piano serio per supportare questi comuni, per portare a termine i progetti del PNRR e per farsi carico di una scuola che ha bisogno di avere tutte le nostre attenzioni. La realtà che ci troviamo di fronte - mi dispiace, lo ripeto - non è quella che ci aspettavamo di sentire nella sua risposta.
I dati e i fatti parlano di difficoltà gravi e di gravissimi ritardi. Non è possibile pensare che scuole, che oggi sono allo stato delle fondamenta, a marzo possano essere finite. Dobbiamo capire come si fa a supportare quei comuni e quali altre risorse possiamo mettere in campo per dare una mano. Tra l'altro, come Partito Democratico, avevamo fatto un emendamento, all'interno del decreto-legge n. 25 del 2025, per affrontare proprio le criticità dell'edilizia scolastica. Sono stati stanziati 20 milioni, e lo avevamo fatto proprio legandoli ai fondi del PNRR. Poi, nella riformulazione, questi finanziamenti sono stati spalmati in modo generico sull'edilizia scolastica.
Usiamo queste risorse: non saranno sufficienti, ma potrebbero aiutare per salvare alcuni di questi interventi. Se sono 8, come dice lei, magari serviranno e saranno sufficienti. Se sono molti di più, come diciamo noi, non saranno abbastanza. Ma lavoriamo nella prossima legge di bilancio per mettere altre risorse. È evidente che, se non interveniamo in modo tempestivo con una visione chiara e con azioni concrete, perché serve la concretezza delle azioni, la scuola italiana continuerà ad essere trascurata e questi cantieri continueranno ad essere fermi e a perdere credibilità.
Perderanno la credibilità i nostri amministratori locali, ma perderà la credibilità il nostro Governo ed è la cosa che a me dispiace di più, perché è la credibilità delle istituzioni democratiche del nostro Paese che va salvaguardata in questo momento. Non possiamo più tollerare che l'istruzione e l'educazione vengano trattate come un settore marginale e sottovalutato, con scelte anche del Governo, di cui lei fa parte, che hanno mostrato, ancora una volta, anche dalla sua risposta, che la scuola non è una priorità. Noi chiediamo visione, impegno, lungimiranza e responsabilità verso le famiglie, verso gli studenti e verso le nostre comunità locali.
Oggi più che mai serve la concretezza della politica, serve il buonsenso, serve dare una mano e tendere una mano vera ai nostri amministratori. Crediamo davvero che servano risposte e non c'è più tempo da perdere.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Cherchi ed altri n. 2-00733 .
Chiedo alla deputata Cherchi se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. Grazie, signor Sottosegretario e signora Sottosegretaria. Allora, il servizio giornalistico della trasmissione andato in onda il 23 e il 30 novembre del 2025, ha documentato presunte gravi violazioni della normativa sulla sicurezza alimentare presso il macello Bervini Primo Srl, situato in provincia di Mantova. Secondo l'inchiesta, la società sarebbe coinvolta in un meccanismo di scongelamento e rietichettatura di carne bovina congelata importata da Paesi esteri, quali Uruguay, Nuova Zelanda ed Egitto, nonché già scaduta, con etichette falsificate per estenderne la data di vendita. Le operazioni di manipolazione della carne includerebbero il lavaggio in grandi cassoni d'acqua, la rimozione superficiale delle parti deteriorate e il successivo ricongelamento e poi rietichettatura dei prodotti.
Tali pratiche costituiscono un rischio documentato per la salute pubblica, in quanto possono favorire la proliferazione di batteri patogeni, tra cui la listeria, responsabile della listeriosi, malattia molto grave che può avere esiti letali per soggetti fragili, come donne in gravidanza e neonati.
Nel 2023, nei Paesi dell'Unione europea sono stati segnalati, in totale, 2.993 casi confermati di listeriosi, con 340 decessi, il che lo rende il numero annuale più alto registrato fino ad oggi. La malattia è associata a gravi complicanze, tra cui meningite, infezioni cerebrali, infezioni del flusso sanguigno, potenzialmente letali, il che la rende una delle più gravi malattie di origine alimentare sotto la sorveglianza dell'Unione europea.
Nonostante il sequestro di 180 tonnellate di carne da parte dell'ATS Val Padana, non sono stati attivati i sistemi di richiamo per i lotti già distribuiti a ristoranti, supermercati e operatori della ristorazione, in quanto l'azienda non ha fornito le informazioni necessarie per poterlo fare. Il metodo di gestione della carne descritto nell'inchiesta appare essere proseguito per anni, interessando tagli di carne considerati pregiati e destinati a un vasto mercato nazionale, con fatturato dell'azienda stimato in 200 milioni di euro annui.
Io mi chiedo: sono state avviate verifiche urgenti dalle autorità sanitarie nazionali e regionali per valutare la reale esposizione dei consumatori al rischio di listeriosi, derivante dal consumo di prodotti provenienti da questo macello Bervini Primo Srl? Mi piacerebbe sapere anche quali misure si possano promuovere per prevenire il ripetersi di simili episodi, garantendo maggiore trasparenza e tracciabilità nella filiera della carne, e la tempistica con cui saranno comunicati ai cittadini eventuali aggiornamenti sul rischio sanitario legato ai prodotti contaminati e impropriamente rietichettati. Vorrei capire come valutare le attuali norme in materia di sicurezza alimentare e di controllo dei macelli: sono adeguate al fine di prevenire la diffusione dei patogeni come la listeria? O è necessario rafforzare i protocolli di ispezione, congelamento ed etichettatura?
Volevo anche dire questo al Sottosegretario: già il 7 dicembre c'è stata la notizia che il Governo, con qualche anno di ritardo, sta tentando di correre ai ripari. Probabilmente non era neanche informato di questa situazione, perché è talmente grave: sapere che hanno tolto la carne marcia e l'hanno rivenduta come se fosse fresca nei supermercati è una cosa che mi fa rabbrividire e, quindi, immagino che faccia rabbrividire anche voi, perché voi andate a comprare la carne, per i bambini; è una cosa che mi dà fastidio anche dire, l'idea proprio. Quindi, sta tentando di correre ai ripari per cercare di dare una risposta a questa terribile situazione che riguarda la carne alterata?
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per la Salute, Marcello Gemmato, ha facoltà di rispondere.
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Con riferimento all'interpellanza in questione, prioritariamente rappresento che, a seguito della segnalazione ricevuta da parte della trasmissione il 15 e 16 ottobre del 2025, concernente presunte irregolarità, come ricordava la collega, nelle operazioni di manipolazione e riconfezionamento delle carni presso lo stabilimento Bervini Primo Srl di Borgo Virgilio, l'ATS Val Padana ha attivato immediatamente i controlli previsti dalla normativa vigente.
In data 18 ottobre, infatti, l'ATS ha effettuato un primo accesso senza preavviso e, nei giorni successivi, in collaborazione con il comando Carabinieri NAS di Cremona, ha svolto ulteriori verifiche di approfondimento.
Dagli accertamenti effettuati, è emerso che, nello stabilimento di Borgo Virgilio, venivano svolte operazioni di scongelamento, manipolazione, sezionamento, riapposizione dell'etichettatura con prolungamento della data di scadenza e successivo ricongelamento di carni bovine. Si tratta di attività che, per loro natura, rientrano nel cosiddetto riconfezionamento e richiedono una specifica autorizzazione ai sensi del regolamento (CE) n. 853/2004, autorizzazione della quale lo stabilimento non disponeva.
L'assenza di tale riconoscimento ha determinato l'adozione di misure restrittive. Infatti, in data 23 ottobre, è stato disposto il blocco ufficiale delle carni presenti nella cella di congelamento e, il 24 ottobre, l'ATS ha sospeso l'attività di sezionamento, mantenendo soltanto l'attività di macellazione.
La ricostruzione documentale fornita dalla ditta ha confermato lo scongelamento e ricongelamento di parte delle carni, con apposizione di nuove etichette e prolungamento della data di scadenza, nonché la commercializzazione verso terzi, inclusi i produttori di .
Considerata la potenziale messa in commercio di prodotti manipolati, l'ATS, in data 3 novembre, ha trasmesso una notizia di reato alla procura della Repubblica di Mantova per la possibile violazione degli articoli 515 e 516 del codice penale e dell'articolo 5, lettera , della legge n. 283 del 1962.
Le indagini da parte dell'autorità giudiziaria con il supporto dei Carabinieri NAS sono attualmente ancora in corso.
Inoltre, a seguito di approfondimenti e in coerenza con quanto previsto dal sistema europeo di allerta RASFF (), la regione Lombardia ha attivato, in data 25 novembre, la notifica sul portale iRASFF n. 2025.9673, classificata come a “rischio potenzialmente serio”, riguardante alcuni lotti di carne bovina congelata manipolati e riconfezionati nello stabilimento in assenza dell'autorizzazione prevista dalla normativa.
Tale informazione non è stata pubblicata sul portale del Ministero della Salute dedicato ai cittadini, in quanto le verifiche e gli accertamenti documentali hanno dimostrato che i prodotti in questione sono stati commercializzati esclusivamente nel circuito professionale , comprendente ristorazione, , provviste di bordo per navi da crociera e produzione di alimenti per animali da compagnia, e non sono stati immessi in vendita diretta al consumatore finale (es. o dettaglianti).
Attualmente, la notifica risulta regolarmente pubblicata sul portale europeo sulle allerte alimentari dedicato ai consumatori “RASFF Window”, a conferma della piena validazione da parte della Commissione europea.
Gli operatori coinvolti nella filiera sono stati informati tramite il sistema di allerta RASFF e, dalla notifica dell'allerta in poi, i prodotti sono stati bloccati o ritirati dal mercato.
Rappresento, inoltre, che attualmente sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle autorità sanitarie territoriali delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Sulla base dei dati epidemiologici disponibili a livello nazionale ed europeo e delle analisi genomiche effettuate, non è stato individuato alcun nesso tra le irregolarità riscontrate nello stabilimento Bervini e i casi di listeriosi citati nel dibattito pubblico.
I europei di registrati nel 2024 e nel 2025 non coinvolgono prodotti riconducibili allo stabilimento di Borgo Virgilio. Le irregolarità emerse riguardano infatti la tracciabilità, l'etichettatura e il riconfezionamento non autorizzato delle carni e non episodi di contaminazione microbiologica.
Per quanto concerne l'adeguatezza del quadro normativo, va ricordato che la disciplina europea e nazionale in materia di igiene e controlli ufficiali - in particolare, i regolamenti (UE) 2017/625 e (CE) 852/2004 e (CE) 853/2004 - fornisce alle autorità competenti strumenti efficaci e proporzionati per vigilare sulla sicurezza alimentare. Le misure previste dalla normativa - sospensione dell'attività, blocco dei prodotti, attivazione dell'allerta europea, segnalazione all'autorità giudiziaria - si sono rivelate pienamente operative.
Concludo rassicurando che il Ministero della Salute ha adottato diverse iniziative per rafforzare gli interventi sul territorio, tra cui l'istituzione di un tavolo di lavoro con tutte le regioni. Sono, inoltre, state messe in atto tutte le iniziative di competenza necessarie a potenziare i controlli lungo l'intera filiera di produzione delle carni, ribadendo, al contempo, l'importanza di intensificare le attività di comunicazione e di confronto.
Inoltre il Ministero della Salute continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della vicenda, assicurando ogni intervento necessario a tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare.
PRESIDENTE. La deputata Cherchi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza, per 10 minuti.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, signor Sottosegretario. Diciamo che, ovviamente, la risposta non è soddisfacente. Io capisco che è una situazione veramente imbarazzante e ho detto all'inizio che probabilmente anche voi non eravate a conoscenza di una cosa del genere…
MARCELLO GEMMATO,. Sicuramente!
SUSANNA CHERCHI(M5S). Prego?
MARCELLO GEMMATO,. No, dico sicuramente.
PRESIDENTE. Sottosegretario, non è un dibattito però…
SUSANNA CHERCHI(M5S). No, ma infatti…
PRESIDENTE. Capisco, le stava dando ragione, però non è un dibattito. Prego.
SUSANNA CHERCHI(M5S). …stavo dicendo quello. Ho detto che mi rendo conto, perché è una cosa terribile …
PRESIDENTE. Sottosegretario, non è un dibattito! Lei è già intervenuto. Prego, onorevole.
SUSANNA CHERCHI(M5S). No, ma siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Ho capito, però non può parlare. Anche se fosse d'accordo, non potrebbe comunque parlare senza microfono.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Magari ci prendiamo un caffè e ne parliamo.
PRESIDENTE. Esatto. Poi ne parlate in tranquillità.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Sì, sì.
PRESIDENTE. Intanto lei replichi, onorevole. Prego.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Quindi, mi rendo conto che è anche difficile rispondere a una cosa del genere, perché anche pensare… lei ha detto: questa carne può essere data agli animali da compagnia. Guardi, io le dico una cosa. Io ho un cagnolino che ho preso da un canile, un cagnolino molto vecchio che deve mangiare bene. Un giorno ho sbagliato, ho preso un po' di carne - un po' di carne dal mio frigorifero - ed è stato male due giorni, è stato male due giorni. Quindi, anche dare carne avariata ai cagnolini, insomma, non è che sia il massimo.
Quindi, non è una cosa facile, non è una risposta facile. Quindi, non sono soddisfatta come non sarebbe, probabilmente, soddisfatto lei, perché il caso di questo macello non è un episodio isolato e ci sono altre situazioni. Poi qui si parla di forse 2024 e, quindi, è una cosa che va avanti da un po' di tempo. Dunque, c'è questa pratica di scongelamento, lavaggio, manipolazione superficiale. Vorrei dire che cosa vuol dire manipolazione superficiale, per capirci: tagliano la parte avariata fino a che non arriva la parte rossa e poi fanno finta che sia fresca e la vendono.
Quindi, questa rietichettatura di carne importata scaduta è veramente un rischio serio per la salute e questi casi dei 340 decessi a causa della listeria sono un numero troppo alto perché sia per caso. È ovvio che sono collegati - si vedrà - e poi si verrà, piano piano, a capire in che modo e come sono collegati. Da troppo tempo tonnellate di carne avariata sono finite sulle tavole nostre: mense, supermercati, ospedali. Sono fatti gravi, purtroppo, e diciamo che questa listeria è un agente patogeno tra i più pericolosi tra quelli di origine alimentare, con tassi di ospedalizzazione e di mortalità elevatissimi per bambini piccoli, donne incinte e, magari, anziani, che hanno un sistema immunitario fragile.
Però, per adesso il sistema non è ancora trasparente, perché bisognerebbe richiamare i prodotti potenzialmente contaminati già immessi sul mercato. Il problema è che l'azienda non ha ancora fornito informazioni e per capire e per risolvere il problema dovremmo andare a ritroso e vedere dove sono stati venduti, perché loro ancora non partecipano a questo problema: cioè, li hanno già immessi sul mercato, quindi non vogliono dire dove e io capisco anche il loro punto di vista, perché purtroppo . L'azienda non ha fornito le informazioni sui lotti distribuiti e, purtroppo, quando la tracciabilità fallisce è lo Stato che deve subentrare con strumenti più incisivi, più rigorosi e più rapidi.
È proprio questo il punto: il Governo deve fare di più e deve farlo adesso, perché è urgente, perché la salute è un diritto del cittadino. Non possiamo dire: questo è irregolare - questo non è successo -, però è necessario assumere decisioni operative chiare e immediate su varie fonti. Va verificata, in modo coordinato e tempestivo, l'esposizione dei consumatori al rischio di listeriosi derivante dal consumo dei prodotti provenienti da quello stabilimento, perché tutti quelli che mangiano carne - io no, perché non mangio carne - hanno diritto di sapere, con informazioni trasparenti e aggiornate, se siano stati esposti a un pericolo e quali comportamenti eventualmente adottare, perché prima di morire di listeriosi magari ci sarà la possibilità di adottare qualche comportamento che ci impedisca di morire.
In secondo luogo, il Governo deve assumere iniziative concrete per garantire l'identificazione e il richiamo dei lotti già immessi sul mercato, anche qualora i dati non siano stati forniti dall'azienda, come appunto sta succedendo. Esistono strumenti investigativi, controlli incrociati, verifiche documentali e catene distributive che possono essere analizzate a ritroso, come dicevo prima. L'assenza di collaborazione da parte dell'operatore privato - perché a lui conviene ovviamente - non può paralizzare la protezione della salute pubblica. Occorre anche una revisione seria dei protocolli di controllo dei macelli, della disciplina sulla tracciabilità, dei sistemi di congelamento e di etichettatura e dei meccanismi di ispezione. L'inchiesta mostra che comunque il sistema è un po' opaco, perché ha funzionato per tanto tempo, per tanti mesi, senza che fossero attivate le necessarie contromisure.
Bisogna che queste cose non succedano più, perché non sono accettabili. A fronte di una vicenda che riguarda potenzialmente ristoranti, supermercati, mense e un fatturato aziendale di dimensioni rilevanti, non ci sono procedure ordinarie ma devono esserci procedure straordinarie, perché straordinaria è la gravità del rischio. Non si tratta di un allarme alimentare così, ma dobbiamo prevenire il peggio. Non stiamo puntando il dito su nessuno, però dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che succede. Veramente qui non voglio dare la colpa soltanto a voi, però o qualcuno ha fatto finta di non vedere o ha lavorato in modo superficiale, perché è importante - e va bene - la redditività, però non a scapito della salute dei cittadini. Il fatto che questo sia successo dimostra, ancora una volta, che comunque la cosa importante è la redditività.
Il problema è che ci sono anche allevatori onesti, che sono stati rovinati, perché ci sono operatori che denunciano da anni condizioni difficili per poter vendere la carne. Per adesso non è stato fatto niente, perché si arriva sempre troppo tardi, sempre dopo.
Quindi, chiedo e ribadisco che ci sia veramente un impegno, che ci sia una - non lo so adesso cosa potrebbe succedere - per sanare queste falle emerse, perché dobbiamo cercare di rafforzare il sistema di sicurezza alimentare.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Mi rimane un minuto solo?
PRESIDENTE. Sì, ha parlato per nove minuti.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Tra carne avariata, allevamenti intensivi con animali malati, schiacciati uno sull'altro per mancanza di spazio, riempiti di antibiotici, galline ovaiole torturate perché stanno in gabbie grandi come una cartolina e perché devono strappare loro il becco - perché sono troppo strette e non hanno la possibilità di avere il becco, perché altrimenti non ce la fanno -, api e impollinatori, che a lei interessano e che interessano anche a me, che muoiono a milioni a causa dei fitofarmaci, tutti pensano: andrà male anche agli altri? No, perché quando crolla, signori, crolla per tutti.
La classe media che io affettuosamente identifico come il titano Atlante, che tiene il mondo sulle spalle, è stata massacrata da queste situazioni che non vengono gestite…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Ho finito il tempo?
PRESIDENTE. Le ho dato trenta secondi, ma ha finito.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Allora, niente. Mi dispiace perché era una cosa che… va bene, io dico che comunque noi del MoVimento 5 Stelle cercheremo di seguire questa situazione prima che sia troppo tardi per tutti noi. È il nostro futuro, dobbiamo cercare di migliorarlo questo futuro. Noi ce la metteremo tutta per migliorare questo futuro che è veramente drammatico.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Sportiello ed altri n. 2-00732 .
Chiedo alla deputata Sportiello se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Si riserva di intervenire in sede di replica.
Il Sottosegretario di Stato per la Salute, Marcello Gemmato, ha facoltà di rispondere.
MARCELLO GEMMATO,. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, il quesito riguarda una sentenza emessa dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nei confronti della Polonia, relativa al rifiuto di trascrivere nei registri dello stato civile di quel Paese un atto di matrimonio contratto tra persone dello stesso sesso in un altro Stato membro. Il pronunciamento si riferisce al caso in cui la trascrizione sia l'unico mezzo previsto dall'ordinamento di una Nazione per il riconoscimento del matrimonio legalmente contratto altrove, ma lascia a ciascuno Stato membro - quindi anche all'Italia - la facoltà di individuare i mezzi più idonei per assicurare tale risultato.
Non sfuggirà agli onorevoli interroganti che in Italia, in discontinuità evidentemente con la Polonia, la legge 20 maggio 2016, n. 76, ha introdotto nell'ordinamento italiano l'istituto delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, e che il decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 7, ha regolato specificatamente la disciplina delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, contratti all'estero, stabilendo che - leggo testualmente - “il matrimonio contratto all'estero da cittadini italiani con persone dello stesso sesso produce gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana”.
Ne deriva che la citata sentenza della Corte di giustizia, relativa come detto al caso di Paesi che non consentono matrimoni dello stesso sesso né prevedono altri strumenti di riconoscimento dei relativi effetti, non produce alcuna conseguenza nel nostro Paese, dal momento che la legge sulle unioni civili italiana contempla un ampio sistema di tutele adeguate a garantire i diritti fondamentali dell'Unione europea, e altre disposizioni normative stabiliscono che il matrimonio contratto all'estero tra cittadini italiani o tra un cittadino italiano e un cittadino straniero dello stesso sesso possa essere trascritto in Italia nei registri delle unioni civili.
PRESIDENTE. La deputata Sportiello ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Ha 25 minuti.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Innanzitutto registro che, per l'ennesima volta, si chiede di interloquire con i Ministeri direttamente interessati, quelli a cui è stata presentata l'interpellanza. Invece, ci ritroviamo a confrontarci con Ministeri - vi ringrazio per la presenza -, che sicuramente non hanno competenze in materia, perché il Sottosegretario per la Salute, che viene a rispondere alla mia interpellanza, non potrà mai conoscere a fondo quello che succede rispetto a quello di cui stiamo discutendo. Allora, la sentenza del 25 novembre della Corte di giustizia dell'Unione europea dice che uno Stato deve riconoscere il matrimonio contratto all'estero da due persone dello stesso sesso; “deve”, non “può” o “può trasformare”; è tenuto.
È una bella differenza perché, altrimenti, rappresentante del Governo - per suo tramite ai Ministeri direttamente interessati che neanche si sono degnati di presentarsi in Aula, nonostante stiamo parlando della vita di persone che spesso sono costrette a lasciare il nostro Paese per vedere i loro diritti riconosciuti -, se una persona contrae unione civile in Italia - e su questo vi ho già interrogato e su questo non avete mosso un dito -, poi si trasferisce all'estero, quell'unione civile non viene equiparata a un matrimonio; ci si ritrova nel limbo per cui non si ha lo stato libero, quindi, non si può contrarre matrimonio all'estero. Bisogna tornare in Italia, sciogliere l'unione civile, aspettare, andare all'estero, risposarsi. Poi, a questo punto, secondo quello che ci dice oggi il Governo, se volesse ritrasferirsi in Italia, dovrebbe però esserci l'equiparazione a un'unione civile, ritornando in questa ruota da cui non si esce e che non ha fine?
Guardi, riconoscere il matrimonio che è stato stipulato all'estero è un dovere, perché, se l'Italia riconosce il matrimonio stipulato all'estero tra persone di sesso diverso, non può discriminare l'istituto del matrimonio, se questo è stato istituito all'estero ed è stato celebrato tra persone dello stesso sesso. È comunque un matrimonio celebrato all'estero. Sarebbe - ed è - una gravissima discriminazione non equipararlo allo stesso modo. Questo ci dice la sentenza europea. La sentenza europea ci dice che siamo tenuti a garantire questo diritto in un Paese che scivola sempre più in basso, anno dopo anno, tra i Paesi europei, tra quelli che garantiscono diritti.
Allora, vede, garantire il matrimonio significa anche la trascrizione… anzi, non garantire la trascrizione di un matrimonio legittimamente celebrato all'estero significa andare a comprimere diritti importanti, fondamentali; pensiamo alla successione, pensiamo alla genitorialità, pensiamo alla tutela pensionistica, pensiamo alla previdenza, pensiamo al ricongiungimento familiare, all'assistenza sanitaria e alla residenza. Questo significa.
Allora, per suo tramite, Sottosegretario Gemmato, nonostante non sia argomento di competenza del suo Ministero, può riferire al Governo che non solo non sono soddisfatta, ma che il Governo non può permettersi il lusso di concedere l'accettazione di una sentenza che impone di trascrivere, allo stesso modo, un matrimonio contratto legittimamente all'estero tra persone dello stesso sesso, così come fa con gli altri matrimoni contratti all'estero. Quindi, bisogna che sia chiaro che è un dovere e che questo Governo deve necessariamente recepire la sentenza e trascrivere legittimamente i matrimoni contratti all'estero come matrimoni, senza alcuna distinzione. Questo è quanto e spero che questo Governo quanto meno alle sentenze non provi a sfuggire anche questa volta.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Avverto che, come già anticipato nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo dello scorso 10 dicembre, avendo la Commissione lavoro concluso i propri lavori in sede referente nella serata di ieri, la discussione generale del decreto-legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro rimane iscritta quale ultimo argomento all'ordine del giorno della seduta di lunedì 15 dicembre.
Resta fermo che il relativo seguito sarà previsto a partire dalle ore 14 di martedì 16 dicembre, per la posizione della preannunciata questione di fiducia.
A tale proposito, secondo quanto convenuto nella medesima riunione della Conferenza dei Presidenti di gruppo, l'esame del provvedimento riprenderà al termine della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Conseguentemente, la votazione per appello nominale sulla questione di fiducia avrà luogo a partire dalle ore 18,40 della giornata di mercoledì 17 dicembre, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 17. Seguiranno, nella parte notturna della seduta di mercoledì 17 e nella giornata di giovedì 18 dicembre, le ulteriori fasi di esame del provvedimento sino alla sua conclusione.
Avverto altresì che, nella giornata di giovedì 18 dicembre, alle ore 17, avrà luogo l'informativa urgente del Governo, con la partecipazione del Ministro dell'Economia e delle finanze sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena-Mediobanca.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare la deputata Cherchi. Ne ha facoltà per due minuti.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie. I miei argomenti sono di solito sempre gli stessi, nel senso che parlo sempre degli animali e del fatto che comunque sono esseri che non hanno voce e, quindi, dobbiamo essere noi ad aiutarli. Quindi, porto in Aula la voce di chi non può parlare. Cavalli trascinati sull'asfalto sino a scorticarli vivi, cani legati a un'auto trascinati per metri, asinelli ridotti a oggetti lasciati agonizzanti in un fosso: non sono episodi, è un sistema di indifferenza nei confronti di queste creature. E l'indifferenza è ancora più grave perché le leggi ci sono: la legge n. 281 del 1991 e la legge n. 189 del 2004 parlano di benessere complessivo degli animali, non solo sanitario.
La Cassazione, già dal 1998, ci ricorda che, per il reato di maltrattamento, basta la sofferenza, anche ambientale.
Con la legge n. 82 del 2025, abbiamo fatto un passo storico: gli animali non sono più cose, ma sono soggetti giuridici, che hanno diritto, tutela e difesa. Sulla carta, siamo un Paese avanzato, ma, nella realtà, troppo spesso, i giudici minimizzano le pene, che sono irrisorie, e le archiviazioni sono la regola. I sindaci e le ASL ignorano obblighi chiarissimi: verificare come siano detenuti gli animali, controllare i canili, impedire detenzioni illegali, applicare i divieti di catena.
Chiedo ancora al Governo: ma vogliamo sempre che queste nostre richieste restino lettera morta? Servono formazione obbligatoria per le Forze dell'ordine, Polizia locale e magistratura, linee guida chiare e un monitoraggio pubblico delle sentenze in materia di maltrattamento, perché, davanti a un cavallo trascinato sull'asfalto, la domanda è: siamo noi gli animali?
PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo, collega.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Siamo noi le bestie...
PRESIDENTE. Collega, ha esaurito il suo tempo. Non si sente più, il microfono si è spento.
Ha chiesto di parlare il deputato Lomuti. Ne ha facoltà.
ARNALDO LOMUTI(M5S). Grazie, Presidente. Ho presentato un'interrogazione per capire quanto petrolio lucano sia stato inviato a Israele anche dopo i fatti del 2023. Siamo di fronte a una palese violazione del codice etico di ENI, in quanto essa intrattiene rapporti commerciali con società israeliane finite nella dell'ONU per i fatti legati all'occupazione illegale in Cisgiordania.
Poi, siamo anche nel campo generale delle violazioni delle norme di diritto internazionale, in quanto ENI, azienda a partecipazione pubblica, in base a quanto enunciato nel proprio codice etico, dovrebbe sottostare a rigidi controlli in materia di violazioni dei diritti umani e non dovrebbe collaborare o avere con imprese sospettate di agire in violazione di tali principi, specie in un momento in cui sempre più voci libere e istituzioni condannano ciò che è avvenuto e continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania, come palese violazione del diritto internazionale.
Chiedo di capire, inoltre, oltre al giacimento della Val d'Agri, quale altro giacimento abbia partecipato a questo invio e perché il Governo non condanni queste condotte.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1462 - Disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee (Approvato dal Senato). (C. 2521)
Relatrice: FRIJIA.
2.
BONETTI ed altri: Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali. (C. 1311-A)
: GRIPPO, per la VII Commissione; PAOLO EMILIO RUSSO, per la XII Commissione.
3.
S. 1706 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile (Approvato dal Senato). (C. 2736)
Relatrice: NISINI.














