PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
RICCARDO ZUCCONI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 90, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Milani e Bignami n. 2-00735 .
Chiedo al deputato Milani se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. La risposta è affermativa, prego a lei la parola.
MASSIMO MILANI(FDI). Grazie, Presidente. Signor Sottosegretario, il 31 dicembre giungerà a scadenza la proroga dell'offerta PLACET per i clienti non vulnerabili del mercato del gas, introdotta a seguito del superamento del servizio di maggior tutela e del conseguente passaggio al mercato libero di milioni di utenti a partire dal 2024. Tale scadenza interviene in una fase particolarmente delicata per il nostro Paese, caratterizzata da un aumento generalizzato del costo della vita, dal perdurare di prezzi energetici elevati e dall'aggravarsi della povertà energetica, che colpisce un numero crescente di famiglie. I dati ufficiali, pubblicati dalla stessa ARERA, evidenziano come il mercato libero del gas non abbia ancora prodotto benefici diffusi e stabili per i consumatori. Le offerte del mercato libero presentano, infatti, nella media incrementi di costo pari a circa il 15 per cento rispetto alle condizioni del regime tutelato, con una forte variabilità dei prezzi e una convenienza concentrata su una quota molto limitata di offerte e la stessa ARERA stima, in questo momento, sotto il 5 per cento le offerte sul mercato libero che sono più convenienti di quelle tutelate.
Le analisi di settore mostrano, inoltre, che solo una minoranza delle offerte disponibili nel mercato libero risulta effettivamente più conveniente rispetto ai regimi regolati, esponendo la maggior parte delle famiglie a una maggiore incertezza e volatilità della spesa energetica. In questo contesto la libertà di scelta rischia di tradursi nei fatti in un aggravio dei costi per i consumatori meno attrezzati. A ciò si aggiungono criticità strutturali del mercato libero, più volte segnalate dall'Autorità e dalle associazioni dei consumatori, la complessità delle offerte, l'asimmetria informativa tra operatori e utenti, le difficoltà di confronto fra proposte commerciali e la diffusione di pratiche commerciali aggressive o poco trasparenti, sulle quali sicuramente il Governo è intervenuto ma che ancora, purtroppo, sono presenti sul mercato. Secondo molte associazioni, una quota rilevante dei contratti stipulati nel mercato libero non comporta vantaggi economici, quindi reali per i consumatori, ma, al contrario, maggiori costi, come abbiamo detto. ARERA, al fine di consentire al cittadino consumatore una comparazione più consapevole fra le condizioni economiche applicate e quelle disponibili sul mercato, pubblica sul proprio sito istituzionale l'elenco delle offerte PLACET in deroga proposte da ciascun operatore, con evidenza della componente fissa annuale applicata. Tuttavia, dai dati disponibili e da notizie di stampa emerge come, nonostante tali strumenti, il mercato del gas continui a presentare profili di scarsa trasparenza e di limitata comprensibilità, con una conseguente difficoltà per i consumatori nell'effettuare scelte pienamente informate fra le numerose offerte disponibili. In questo quadro, le offerte PLACET rappresentano uno strumento di accompagnamento essenziale per i clienti non vulnerabili nel passaggio al mercato libero. Si tratta di offerte del mercato libero anch'esse, ma con condizioni contrattuali definite dall'Autorità ed una struttura tariffaria standardizzata, finalizzate a garantire maggiore trasparenza e comparabilità, soprattutto per le famiglie.
La PLACET si configura come un'offerta a prezzo variabile nella quale le condizioni contrattuali e di approvvigionamento sono definite dall'Autorità, mentre il venditore stabilisce esclusivamente la componente fissa annuale di commercializzazione. Il consumatore rimane, pertanto, contrattualmente vincolato al medesimo venditore nell'ambito di un'offerta a prezzo libero, ma con condizioni equiparate a quelle del mercato di tutela. È opportuno sottolineare che le offerte PLACET non costituiscono, quindi, un ritorno al regime di tutela, ma uno strumento transitorio e coerente con il quadro normativo nazionale ed europeo volto a garantire gradualità e protezione in una fase di transizione che non può ancora dirsi pienamente completata. ARERA ha disposto una proroga dell'offerta PLACET in deroga per tutto il 2025, convalidata, quindi, dal 1° gennaio di quest'anno al 31 dicembre, consentendo ai clienti non vulnerabili del gas di avere più tempo per effettuare una scelta consapevole sul mercato libero.
Restano, inoltre, ricordo, sempre tutelati i clienti vulnerabili per i quali continuano ad applicarsi condizioni economiche definite e aggiornate dall'Autorità.
In tale contesto la concorrenza - che avrebbe dovuto produrre offerte più vantaggiose per i consumatori rispetto al regime di tutela - appare allo stato attuale, e ci auguriamo ovviamente cambi per il futuro, ancora non pienamente matura. Il mercato libero del gas non sembra, infatti, in grado di garantire in modo generalizzato maggiore efficienza, efficacia ed economicità del servizio con il rischio concreto che la cessazione delle offerte PLACET determini improvvisi e imprevisti aumenti della componente fissa annua a carico delle famiglie. Una piena garanzia della tutela dei consumatori nel senso indicato appare coerente con il mandato istituzionale dell'Autorità di regolazione, in particolare per quanto concerne la promozione della concorrenza, dell'efficienza del mercato e della tutela degli utenti nel settore energetico.
In tale prospettiva, l'invito a valutare un'ulteriore proroga dell'offerta PLACET per un periodo almeno pari a un anno - quindi, il prossimo anno 2026 - risponderebbe all'esigenza di assicurare una transizione dal mercato libero ordinata, graduale e realmente sostenibile sotto il profilo economico e sociale.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO BARBARO,. Grazie, Presidente. necessario premettere che l'offerta a prezzo libero a condizioni equiparate di tutela, cosiddetta offerta PLACET è stata introdotta con delibera ARERA a decorrere dal 1° marzo 2018.
Con delibera del 2023, l'Autorità ha stabilito le modalità per il superamento del servizio di tutela del gas naturale per i clienti domestici non vulnerabili a decorrere dal 1° gennaio 2024, nonché i relativi obblighi informativi in capo ai venditori. In particolare, entro il mese di settembre 2023 ciascun venditore era tenuto a proporre ai propri clienti finali, riforniti nell'ambito del servizio di tutela gas non già identificati come clienti vulnerabili, l'offerta di mercato libero recante la stima della spesa annua di valore inferiore tra quelle disponibili nel suo portafoglio di offerte, rivolte alla generalità dei clienti finali domestici e in corso di validità al momento della comunicazione.
Per i clienti domestici non vulnerabili serviti nel regime di tutela gas che, entro il 31 dicembre 2023, non avessero accettato la predetta offerta o non avessero sottoscritto un altro contratto di mercato libero a decorrere dal 1° gennaio 2024 il venditore avrebbe applicato le condizioni delle offerte PLACET a prezzo variabile, prevedendo tuttavia una specifica deroga temporanea rispetto alle ordinarie condizioni economiche. In tale ambito, è stato disposto che la componente in quota energia, destinata a coprire i costi aggiuntivi di approvvigionamento e consegna del gas naturale al cliente finale, fosse determinata dall'Autorità, mentre la componente fissa relativa alla commercializzazione fosse liberamente definita dal venditore. La finalità di tale deroga era quella di offrire ai clienti finali una protezione rafforzata in una fase di transizione. Non si trattava, però, di una protezione basata sulla tutela di prezzo, rimossa dalla legge n. 124 del 2017 per i clienti domestici non vulnerabili, bensì basata sulla possibilità di confrontare più agevolmente le condizioni dell'offerta PLACET a loro destinata con quelle del servizio di tutela gas, la cui struttura era del tutto analoga e si distingueva solo con riferimento al valore della componente in quota fissa che sarebbe stata determinata dal venditore, anziché dall'Autorità.
Era, altresì, previsto che la deroga in questione avesse una durata annuale. Al termine di 12 mesi, in assenza di recesso da parte di una delle parti, ovvero in mancanza di una scelta del cliente finale, il venditore avrebbe comunicato il rinnovo delle condizioni contrattuali ed economiche dell'offerta PLACET di gas naturale a prezzo variabile. In sintesi, con preavviso non inferiore a 3 mesi e, quindi, entro fine settembre 2024, il venditore avrebbe dovuto comunicare al cliente finale il nuovo prezzo, pari al prezzo previsto dall'offerta PLACET di gas naturale a prezzo variabile, commercializzata dal venditore nel momento in cui veniva effettuata la comunicazione.
A seguito di un procedimento di consultazione, con successiva delibera del 2024, l'Autorità ha prorogato di un ulteriore anno la deroga alla disciplina delle offerte PLACET destinate ai clienti domestici non vulnerabili precedentemente serviti in tutela gas. Da qui è scaturito il nome di “offerta PLACET in deroga”, usato nel testo regolatorio e nei comunicati stampa ma non nelle offerte e bollette dei clienti finali, in cui compare semplicemente il nome di offerta PLACET.
L'offerta PLACET in deroga si differenzia dalla PLACET in quanto: nella prima, le condizioni economiche sono definite per la parte fissa relativa alla componente di commercializzazione (PFIX) dal venditore e per la parte variabile sono liberamente definiti i valori nell'ambito di una struttura definita da ARERA; nella seconda ipotesi, sia la componente fissa che la componente variabile sono stabilite dal venditore secondo una struttura di corrispettivi stabilita dal regolatore.
Si segnala che, entro il 30 settembre 2024, i venditori dovevano comunicare ai propri clienti precedentemente serviti in tutela gas e titolari di un'offerta PLACET in deroga, il rinnovo con effetto dal 1° gennaio 2025.
Le condizioni economiche sarebbero state quelle dell'offerta PLACET in deroga per ulteriori 12 mesi - ossia, fino al 31 dicembre 2025 - con eventuale adeguamento del valore della componente PFIX rispetto a quello definito per l'anno 2024, qualora le condizioni della corrispondente offerta PLACET a prezzo variabile, commercializzata alla generalità dei clienti al momento della comunicazione di rinnovo, avessero comportato una spesa annua stimata per il cliente finale maggiore rispetto a quella stimata applicando le condizioni dell'offerta PLACET in deroga. In alternativa, sarebbero valse le condizioni economiche dell'offerta PLACET a prezzo variabile commercializzata alla generalità dei clienti al momento della comunicazione di rinnovo, qualora queste avessero comportato una spesa annua stimata per il cliente finale minore rispetto a quella stimata applicando le condizioni della predetta offerta PLACET in deroga.
In conformità alla regolazione vigente, i venditori hanno comunicato, entro il mese di settembre 2025, le nuove condizioni economiche che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026 ai propri clienti precedentemente serviti in tutela e ancora titolati di offerte PLACET. La comunicazione deve contenere, tra l'altro, l'illustrazione chiara, completa e comprensibile dei contenuti e degli effetti della variazione proposta; la decorrenza delle nuove condizioni economiche; il nuovo codice offerta risultante dalla modifica delle condizioni economiche e la stima della spesa annua, rappresentata per livelli definiti e rappresentativi di consumo. Inoltre, ove il rinnovo delle condizioni economiche comporti l'aumento di corrispettivi unitari non legati all'andamento dei mercati all'ingrosso, è necessaria l'indicazione dell'impatto di tali variazioni sulla spesa annua.
Qualora il venditore non abbia effettuato tale comunicazione con preavviso di almeno 3 mesi, per i 12 mesi successivi verrà applicato il prezzo minore tra quello indicato nelle condizioni economiche in scadenza e il prezzo previsto dall'offerta PLACET applicabile al cliente, e commercializzata dal venditore alla data di attivazione delle nuove condizioni economiche.
Alla luce di quanto sopra rappresentato, si conferma che l'eventuale proroga dell'offerta PLACET in deroga resta di competenza esclusiva dell'Autorità che ha comunque fornito tutte le indicazioni necessarie affinché i venditori potessero comunicare le condizioni contrattuali applicate dal 2026 ed i clienti domestici non vulnerabili potessero effettuare con congruo anticipo una scelta adeguata nell'ambito del mercato libero.
Si rappresenta tuttavia che il cliente mantiene comunque la facoltà di essere rifornito attraverso l'offerta PLACET ordinaria. Si rammenta infatti che le offerte PLACET continuano ad essere rese disponibili nel mercato da tutti i venditori per famiglie e piccole imprese. Tali offerte si caratterizzano per essere facilmente confrontabili, in considerazione dell'uniformità della struttura di prezzo e delle condizioni contrattuali, nonché per l'esclusione di ogni servizio aggiuntivo. Le relative condizioni contrattuali sono definite dall'Autorità e sono inderogabili, a differenza delle condizioni contrattuali di altre offerte nel mercato libero, che sono invece proposte dal venditore e in parte modificabili, pur nel rispetto della regolazione dell'Autorità.
PRESIDENTE. Il deputato Milani ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
MASSIMO MILANI(FDI). Intanto grazie, Sottosegretario, per la risposta. Sicuramente ci ha ricostruito bene tutti i passaggi e credo sia utile per chi ascolta questi nostri lavori capire quello che è accaduto in questi ultimi anni nel mercato dell'energia ma, in questo caso, in particolare, del gas.
Apprezzo il fatto che mi si ricordi che ancora esiste la possibilità di aderire all'offerta PLACET ordinaria, così come ho apprezzato, sicuramente, anche le dichiarazioni dello stesso Ministro Pichetto Fratin, che ha colto sin da subito il richiamo a un'attenzione su questo tema, la cui regolazione, giustamente, viene ricordato, spetta sicuramente al collegio di ARERA, Autorità assolutamente indipendente, e non vogliamo togliergli questa indipendenza.
Rimane però la preoccupazione, appunto, per un mercato dell'energia, e, in particolare, in questo caso, parliamo di energia gas, attraverso il vettore gas, dove, purtroppo, continua a essere di difficile comprensione il passaggio che c'è verso il mercato libero. E badi bene che, ovviamente, siamo tutti per il libero mercato, sicuramente e convintamente, però una fase di passaggio così delicata, probabilmente, va accompagnata ancora da offerte che tutelino di più i consumatori, anche coloro che non sono definiti vulnerabili. Ecco perché il richiamo alla proroga dell'offerta PLACET in deroga.
Vedremo se il prossimo collegio avrà la possibilità di raccogliere questo nostro invito. Per ora, chiaramente, ringrazio per le comunicazioni resemi, ma rimane la preoccupazione e vorrei che fosse chiara e forte la preoccupazione per il fatto che, in questo momento, il mercato dell'energia, e del gas in particolare, risulta in una fase che definirei selvaggia, in cui, invece di portare convenienza per i consumatori, di fatto sta soltanto favorendo le imprese di vendita del gas.
E questa credo che sia una sproporzione di rapporto, sulla quale l'Autorità deve assolutamente intervenire, se non con questo strumento che con questa mia interpellanza si è voluto suggerire, quantomeno con altri strumenti, invece, di intervento, che comunque accompagnino questo passaggio, che è un passaggio epocale.
Perché per decenni chiaramente il prezzo era regolato, e quindi passare da un anno all'altro a offerte di libero mercato, ovviamente, comporta una comprensione da parte dei consumatori di un meccanismo totalmente diverso e anche un'organizzazione, per esempio, dei soggetti che favoriscono la comprensione di questi meccanismi. Non è sufficiente la pubblicità sul sito di ARERA. Chi conosce il sito di ARERA? Chi lo va a vedere per confrontare le offerte?
Quindi si stanno strutturando sicuramente anche tante associazioni e anche CAF che fanno servizi per far comprendere quali sono le offerte sul mercato e compararle, così come ci sono importanti siti di comparazione, chiaramente, che sono uno strumento sicuramente per le giovani generazioni, ma di più difficile comprensione per le persone di età maggiore. Quindi credo che una fase di transizione come questa vada accompagnata con maggiore attenzione dal Governo e sicuramente anche dall'Autorità indipendente di regolazione.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Milani n. 3-02385 .
CLAUDIO BARBARO,. Grazie, Presidente. Si premette che, in tema, l'atto di riferimento è il DPCM del 23 marzo 2012, rubricato “Limite massimo retributivo per emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali”.
Il suddetto decreto provvede anche alla determinazione della retribuzione del presidente e dei componenti delle Autorità amministrative indipendenti. In particolare, esso dispone che il trattamento economico annuale del presidente è determinato in relazione a quello complessivo spettante per la carica di Primo Presidente della Corte di cassazione nell'anno 2011, pari a euro 293.658,95. Il trattamento economico annuale dei componenti è invece determinato in misura inferiore del 10 per cento di quello complessivo dei rispettivi presidenti.
Con l'articolo 13, comma 1, del decreto-legge n. 66 del 2014, e successiva legge di conversione, il limite retributivo è stato modificato e fissato a 240.000 euro lordi, poi elevato a 256.684 euro. Con la sentenza n. 135 del 2025, la Corte costituzionale, pur ribadendo che la previsione di un tetto retributivo per i pubblici dipendenti non contrasta di per sé con la Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità del menzionato articolo 13, comma 1. Tale declaratoria di illegittimità non è retroattiva, e pertanto produce i suoi effetti a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza stessa nella del 30 luglio 2025. Avendo la presente interrogazione ad oggetto un provvedimento di ARERA, giova precisare che, al pari delle altre Autorità amministrative indipendenti, anche l'Autorità in parola gode di autonomia amministrativa e organizzativa, e non opera sotto la vigilanza dell'Esecutivo, né del Ministero competente .
Stante la predetta autonomia, il Governo non ha ricevuto alcuna preventiva informazione o richiesta di parere in merito agli accantonamenti effettuati per gli emolumenti dei componenti del collegio. Ad ogni buon conto, sentita ARERA ai fini della presente interrogazione, la stessa ha rappresentato che le proprie determinazioni sono strettamente connesse alle consuete scadenze in materia contabile e coerenti a valutazioni di natura prudenziale.
L'Autorità riferisce di aver ritenuto necessario effettuare un accantonamento di bilancio per far fronte, in via precauzionale, a eventuali oneri connessi all'attuazione della citata sentenza. Quanto sopra, ai fini di una corretta gestione amministrativa e in un'ottica di rispetto dei principi contabili che attengono alla trasparenza, veridicità e correttezza dei fatti gestionali dell'anno, e in considerazione dell'impossibilità di effettuare ulteriori variazioni di bilancio successive al 30 novembre 2025. Di conseguenza, in sede di ordinario assestamento del proprio bilancio di previsione per il 2025, l'Autorità ha effettuato il predetto accantonamento con delibera 25 novembre 2025, 503/2025/A, per l'esercizio 1° gennaio 2025-31 dicembre 2025.
La delibera in questione, relativa all'approvazione della seconda variazione al bilancio di previsione, è stata pubblicata nel sito istituzionale di ARERA lo scorso 28 novembre. L'Autorità ha altresì comunicato che, trattandosi di accantonamento di natura precauzionale come da motivazioni indicate, non si è proceduto ad alcuna erogazione di sorta nei riguardi dei soggetti interessati. In disparte le suddette motivazioni di ARERA, si prende atto che la sentenza della Corte costituzionale, incidendo su un'ampia platea di soggetti, di fatto interviene su un limite che, posto a salvaguardia della finanza pubblica, il Governo non ha mai inteso rimuovere.
PRESIDENTE. Il deputato Milani ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
MASSIMO MILANI(FDI). Grazie, Presidente. Allora, qui siamo in un caso abbastanza anomalo. Capisco, chiaramente, la prudenza del collegio di ARERA nell'accantonare delle somme, e, quindi, mi sta bene la ricostruzione rispetto alle necessità di non trovarsi impreparati laddove ci dovesse essere l'applicazione dell'adeguamento tariffario. Applicazione della quale, però, deve decidere la stessa Autorità poi se avvalersene o meno, perché si tratta di aumenti ai propri dirigenti che dovrebbe, appunto, decidere essa stessa.
Così come sicuramente è vero che non è solo quest'Autorità, ma tutte le altre che hanno colto al balzo questa decisione della Suprema Corte rispetto a questo tema del limite degli stipendi dei dirigenti nelle autorità, tuttavia, però, stride con quanto ha appena rappresentato nell'interpellanza precedente. C'è una necessità sicuramente di contemperare anche l'immagine di queste nostre amate Autorità, che sono nate e sono state create per toglierle sicuramente dall'influenza di questo o quel Governo, che poteva essere passeggero, e assicurare una stabilità di decisioni.
Rimane, però, il problema che queste decisioni, purtroppo, come abbiamo fatto emergere, secondo me, nella precedente interpellanza, sono a favore di un lato e non anche dell'altro, quindi del lato di chi vende servizi, in questo caso di energia, ma non del lato dei consumatori, i quali chi li difende?
Qui siamo nel Parlamento della Repubblica italiana e ritengo giusto ricordare che sugli aumenti stipendiali, in un momento in cui c'è difficoltà sul lato energia con costi energetici a volte fuori controllo e con un Governo che cerca di trovare delle soluzioni molto difficili per calmierare questi aumenti dei costi energetici, pare abbastanza stridente il fatto che chi è chiamato a regolare questo mercato si aumenti lo stipendio in prospettiva, perché questo ancora non è avvenuto - diciamo così - e sono solo state accantonate le somme per sicurezza. Quindi, l'aumento non c'è stato sicuramente, però se uno accantona le somme probabilmente l'intenzione è quella. Quindi, mi sembrava giusto - ci sembrava giusto - rilevare questo aspetto e richiamare a una più corretta etica pubblica anche coloro che siedono nelle autorità di regolazione e di vigilanza.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Sarracino n. 3-02389 . Il Sottosegretario di Stato, Claudio Barbaro, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO BARBARO,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, rispondo all'interrogazione che richiama l'attenzione sull'organico del commissariato di pubblica sicurezza di Pisticci in provincia di Matera e sulla situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica in quel territorio.
La situazione della sicurezza a Pisticci è stata approfondita dalla prefettura di Matera in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in particolare a seguito di alcuni furti in abitazioni che si sono verificati negli ultimi due anni. Tale consesso ha previsto un'intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio assicurati dalle Forze di Polizia. Sottolineo che il dato complessivo dei delitti nel comune di Pisticci nei primi sette mesi dell'anno in corso segna una diminuzione di circa il 15 per cento rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente; in particolare, in merito ai furti si registra una flessione del 13 per cento. Diversi sono i presidi di sicurezza presenti sul territorio che, sistematicamente, svolgono servizi di prevenzione e contrasto a ogni forma di illegalità.
Nello specifico, il commissariato di pubblica sicurezza di Pisticci, incrementato di 2 unità rispetto all'anno scorso, dispone attualmente di un organico effettivo di 44 unità rispetto alle 45 unità previste. L'Arma dei carabinieri può contare su 50 unità ed è presente sul territorio con l'omonima compagnia, la stazione capoluogo, la stazione di Marconia e un nucleo forestale con un rapporto favorevole tra numero carabinieri-abitanti non solo rispetto al dato provinciale ma anche a quello regionale e nazionale. Peraltro, il predetto contingente è stato incrementato di ulteriori cinque unità nell'ambito del piano di potenziamento dei servizi di vigilanza estivi. Va anche sottolineato che, per l'Arma dei carabinieri, è in atto un piano pluriennale di assunzioni straordinarie, già autorizzate, che consentiranno la graduale copertura delle posizioni di impiego vacanti sull'intero territorio nazionale.
Nell'ambito dell'attività di prevenzione, meritano di essere segnalati i servizi straordinari effettuati con l'impiego dei reparti prevenzione crimine inviati dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno a supporto degli equipaggi della locale questura e dei commissariati. Dall'inizio di quest'anno alla data del 3 dicembre scorso, a Pisticci ne sono stati effettuati complessivamente 61, con l'impiego di 122 equipaggi e 366 operatori.
Un ulteriore elemento della struttura di sicurezza è costituito dai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio. Secondo quanto riferito dalla prefettura di Matera, il comune di Pisticci è provvisto di 21 telecamere, di cui 12 collegate a Marina di Pisticci e 9 nel centro abitato di Marconia. Al fine di potenziare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza, la predetta amministrazione comunale ha presentato un'istanza di ammissione ai finanziamenti a valere sul Fondo per la sicurezza urbana e il relativo progetto è risultato utilmente collocato nella graduatoria, approvata con decreto del Ministero dell'Interno dello scorso 12 novembre, con una quota di finanziamento statale pari a circa 62.000 euro.
Il progetto, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, comprende la creazione di un'unica centrale di controllo completamente equipaggiata e interconnessa con le Forze di Polizia, ubicate nella frazione di Marconia, e l'installazione dell'impianto di videosorveglianza con 23 telecamere dislocate sul territorio comunale, con particolare attenzione alle aree maggiormente interessate da situazioni di degrado e illegalità, tra cui piazze e periferie. Anche Pisticci Scalo figura tra i siti di installazione dell'impianto di sorveglianza individuati nell'ambito della progettualità.
Va anche rilevato che da parte della provincia di Matera è stato realizzato un progetto di implementazione del sistema di videosorveglianza sulla fascia jonico-lucana, ritenuto un indispensabile supporto per l'attività delle Forze dell'ordine, che prevede l'installazione di 134 telecamere. I lavori si sono conclusi in data 17 ottobre scorso con l'installazione di tutte le telecamere. Il successivo 6 novembre 2025 è stato avviato l'iter autorizzativo per il collegamento col sistema informatico SCTT, già in uso alla questura di Matera, necessario per la messa in funzione dell'intero impianto di videosorveglianza. L'attenzione per il territorio in questione è confermata anche dal fatto che il comune di Pisticci, per l'annualità 2024, è risultato assegnatario di un altro finanziamento da parte del Ministero dell'Interno pari a 30.000 euro nell'ambito del progetto “Spiagge Sicure”, dedicato alla prevenzione e al contrasto dell'abusivismo commerciale e della vendita di prodotti contraffatti.
Su un piano più generale, preme evidenziare che nell'ultimo triennio sono stati assunti circa 39.000 operatori tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza, pari a 13.000 unità ogni anno, e circa 30.000 nuovi ingressi sono stati programmati entro il 2027. Sempre nell'ultimo triennio, il Ministero dell'Interno ha destinato ai comuni 200 milioni di euro per iniziative quali “Spiagge Sicure” e “Scuole Sicure”, impianti di videosorveglianza, prevenzione e contrasto alle truffe agli anziani, per assunzioni a tempo determinato della Polizia locale e per la riqualificazione di aree degradate, in aggiunta ai progetti in corso e ai finanziamenti previsti dal “modello Caivano”. Inoltre, il Ministero dell'Interno sta per erogare ulteriori 110 milioni circa dal Fondo per lo sviluppo e la coesione destinati soprattutto alla realizzazione di videosorveglianza ad alta tecnologia.
Evidenzio, infine, che le Forze di Polizia continueranno a garantire il massimo impegno al fine di un'efficace azione preventiva e di vigilanza, nell'ottica di una maggiore percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Proseguiremo, pertanto, con determinazione con la strategia intrapresa dal Governo sin dal suo insediamento, finalizzata a valorizzare gli organici delle Forze di Polizia e a sostenere gli enti locali sui temi della sicurezza, fermo restando che la strategia di controllo territoriale deve passare anche attraverso processi di riqualificazione urbana che prevedano un ampio coinvolgimento degli enti interessati, a partire proprio dalle amministrazioni comunali.
PRESIDENTE. Il deputato Casu ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta all'interrogazione Sarracino n. 3-02389, di cui è cofirmatario.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, onorevoli colleghe, chiaramente non possiamo essere soddisfatti della risposta a questa interrogazione perché, se la situazione nella realtà e non solo nel confronto che stiamo avendo in quest'Aula, fosse quella che ci è stata illustrata testé dal rappresentante del Governo, probabilmente non sarebbe stata necessaria questa interrogazione, non ci sarebbero le prese di posizione dei sindacati e dei lavoratori delle Forze dell'ordine e non ci sarebbe la paura e la preoccupazione da parte dei cittadini. Invece, noi siamo qui a parlare di un caso di un commissariato e di carenze di organico della questura di Matera che ormai sono croniche.
Noi ringraziamo le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine e il personale in servizio per il sacrificio personale con cui affrontano queste carenze e lo stesso facciamo per l'Arma dei carabinieri per quello che sta facendo sul territorio, ma non possiamo fare finta di non vedere che per i cittadini è aumentata la percezione di insicurezza in questi anni. I furti nelle abitazioni hanno accresciuto questo senso di insicurezza e bande organizzate arrivano anche da regioni limitrofe e commettono razzie in serie in abitazioni private e aziende. Fare un prelievo in denaro in un paese della provincia di Matera è un lusso, perché ormai, per paura delle spaccate e degli assalti agli sportelli automatici, c'è stato addirittura segnalato che non c'è la possibilità di prelevare denaro contante dalla chiusura degli uffici fino al giorno successivo in alcuni sportelli.
Non è solo una resa dello Stato, che penalizza cittadini e imprese e mortifica il lavoro quotidiano di agenti in servizio che dobbiamo tutti ringraziare per l'impegno quotidiano che portano avanti. Mancano poi le auto di servizio, a fronte di centinaia di migliaia di chilometri, per cui si deve spesso ricorrere a manutenzioni poco sicure. In più, per chi conosce l'orografia di questo territorio, come si fa ad avere una sola pattuglia in servizio, di notte, su un ambito che vede comuni importanti come Pisticci, Bernalda, Ferrandina e Stigliano? Ecco, le vostre misure per la sicurezza, tanto sbandierate, non hanno portato alcun beneficio diretto a chi è impegnato quotidianamente a garantire la sicurezza ai cittadini. Le carenze di organico rimangono, così come le difficoltà di avere mezzi adeguati.
Tra l'altro, questo ambito territoriale è particolarmente critico per la lotta che dobbiamo fare senza quartiere nei confronti del narcotraffico e per i rischi di infiltrazione criminale nella tenaglia tra Puglia e Calabria, dove si saldano azioni di organizzazioni criminali locali, come testimonia anche la relazione della DIA. Il settore turistico e le attività economiche, in particolare agricole, sono sirene di richiamo anche per le ambizioni criminali che vanno assolutamente contrastate.
Ci saremmo attesi dal Governo un segnale di maggiore attenzione a questo territorio e che la risposta a questo atto di sindacato ispettivo contenesse un'assunzione di responsabilità concreta nei confronti delle difficoltà che hanno portato alla denuncia che, anche in questa sede parlamentare, abbiamo sottoscritto per iniziativa dell'onorevole Sarracino, dell'onorevole Amendola e di tutti i parlamentari del gruppo del Partito Democratico, che hanno sottoscritto questa interrogazione.
Concludo ricordandovi quello che le organizzazioni sindacali, scontente della legge di bilancio, vi hanno segnalato. Per voi, alla fine, il tema della sicurezza è un in campagna elettorale, ma poi, alla prova dei fatti, non ve ne occupate, non mettete un solo euro in più per la sicurezza e a malapena riuscite a garantire il pagamento degli straordinari di un anno fa. L'unica cosa che cresce e che aumenta, per le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine, in questa manovra finanziaria, è l'età pensionabile e questo senza mettere tutto quello che serve anche per il rinnovo delle energie attraverso lo scorrimento delle graduatorie esistenti. Ecco, in questa circostanza, dobbiamo constatare ancora una volta che alle parole non fate seguire i fatti e che per voi la sicurezza in Basilicata e in tutta Italia rimane solo un tema di propaganda.
PRESIDENTE. Il Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Marianna Ricciardi n. 3-02388 .
FRANCESCO PAOLO SISTO,. Grazie, Presidente. Ringrazio l'interrogante. La tutela e la sicurezza dei giornalisti è un tema particolarmente delicato, da sempre all'attenzione del Governo. La libertà di stampa è un presupposto imprescindibile per qualsiasi sistema che voglia definirsi genuinamente democratico; è un bene prezioso, non un privilegio di categoria che siamo tutti chiamati a proteggere e a tutelare.
Il Governo sostiene con convinzione tutte le iniziative - nazionali, europee e internazionali - volte al rafforzamento della libertà e dell'indipendenza dei mezzi di informazione, nonché della professione giornalistica, a garanzia del pluralismo informativo e dei principi di libertà di espressione e di informazione sanciti dall'articolo 21 della Costituzione.
Ed è con questa profonda consapevolezza che l'Italia ha espresso il proprio convinto sostegno sia alla direttiva che al regolamento europeo sulla libertà dei media lungo tutto l'iter legislativo ed è ora impegnata a garantirne la piena ed efficace applicazione a livello nazionale.
Nell'ambito del disegno di legge di delegazione europea del 2025, il Governo infatti ha elaborato un testo in base al quale verrà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per il recepimento nella normativa nazionale della direttiva (UE) 2024/1069 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi, cosiddetto (SLAPP).
Tra le iniziative pendenti, inoltre, si evidenzia che, allo stato, è all'esame del Parlamento il disegno di legge Atto Senato n. 466 in materia di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione e di condanna del querelante, approvato dalla Commissione (Giustizia) del Senato, il cui iter non è ancora giunto a conclusione. In particolare, la modifica legislativa prevede a monte l'estensione della disciplina, di cui alla legge n. 47 del 1948, ai quotidiani in modo da coprire vuoti legislativi di tutela nel campo dell'attività giornalistica espletata su piattaforme ; propone la modifica della disciplina del diritto di rettifica in modo da favorire l'immediata riparazione dell'offesa eventualmente subita dal soggetto diffamato al fine di consentire alla parte lesa l'effettiva tutela dell'onore e della dignità; propone, ancora, la riformulazione del delitto di diffamazione di cui all'articolo 595 del codice penale in linea con la sentenza della Corte costituzionale n. 150 del 2021, eliminando ogni riferimento alla pena della reclusione e contestualmente inasprendo il trattamento sanzionatorio relativo alla pena pecuniaria: questa opzione normativa ottempera alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, per la quale l'irrogazione della pena detentiva per i delitti di diffamazione con il mezzo della stampa è da ritenersi contraria alla libertà di espressione, di cui all'articolo 10 della Convenzione, poiché idonea a scoraggiare l'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di informazione.
La modifica legislativa tende, inoltre, a tutelare in maniera piena i giornalisti nei confronti delle querele temerarie, attraverso la modifica dell'articolo 427 del codice di procedura penale, riconoscendo al giudice la facoltà di condannare il querelante al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende, nonché mediante la modifica dell'articolo 321 del codice di procedura penale in materia di sequestro preventivo, introducendo la possibilità che il giudice ordini ai fornitori di servizi informatici, telematici o di telecomunicazioni di rendere temporaneamente inaccessibili agli utenti i dati la cui libera circolazione possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato di diffamazione o agevolare la commissione di altre condotte delittuose.
Così, la libertà e la pluralità dei sono pilastri fondamentali della democrazia ed essenziali per un'economia di mercato sana, e ne siamo profondamente convinti. Ed è per questo motivo che lo scorso 11 dicembre è stata approvata alla Camera la mozione Montaruli, che ha impegnato il Governo a proseguire la strada intrapresa, a promuovere con la massima attenzione tutte le iniziative considerate opportune o necessarie alla tutela dei giornalisti e, più in generale, della libertà di stampa e del pluralismo informativo.
PRESIDENTE. La deputata Marianna Ricciardi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Ringrazio il Vice Ministro ma non posso ritenermi pienamente soddisfatta e questo lo dico perché la direttiva che è stata recepita riguarda esclusivamente i procedimenti riguardanti fatti, di cui i giornalisti hanno scritto, avvenuti all'estero.
Per quanto riguarda i fatti interni questo non avviene in alcun modo e mi preoccupa molto perché l'Italia è tra i Paesi con il più alto numero di azioni giudiziarie pretestuose nei confronti dei giornalisti; e questo accade perché purtroppo in Italia c'è una piaga che conosciamo molto bene e riguarda le organizzazioni criminali. La mafia negli anni Novanta ha attaccato lo Stato con gli attentati e ha subito perquisizioni, arresti e attenzione mediatica; oggi però ha imparato una lezione e quindi non uccide più ma querela e lo fa perché querelare è molto più conveniente per i boss. Vengono querelati i giornalisti che scrivono che un candidato sindaco è zio, parente o cugino di un boss locale già condannato. Lo fanno perché per il boss querelare non costa nulla ma per il giornalista , che si ritrova a ricevere una querela, dover spendere qualche migliaio di euro in avvocato lo porta, anche se verrà assolto, a decidere che la volta successiva ci penserà non una, non due, ma cento volte prima di scrivere articoli contro la mafia. E così la mafia crea silenzio senza sparare un colpo.
E allora il fatto che venga recepita la direttiva senza ampliarla anche ai fatti avvenuti in Italia è davvero un grandissimo problema; e lo dico perché anche già durante la trattazione del provvedimento i colleghi in Commissione giustizia hanno più volte evidenziato questa criticità. Lo dico perché credo sia privo di qualunque logica tutelare soltanto i giornalisti che scrivono di fatti accaduti all'estero, lasciando privi di qualunque tutela i giornalisti che scrivono di fatti contro i poteri forti di casa nostra. Però perché, quando c'era quest'opportunità di farlo adesso, con la legge di delegazione europea, avete deciso di non farlo? Avete deciso di rinviare ancora la data per cui non si sa quando si potrà fare questa cosa.
Voglio ricordare che c'è uno dei più grandi giornalisti d'inchiesta dei nostri tempi, Sigfrido Ranucci, che ha ricevuto 176 richieste di risarcimento danni; a mia memoria, nessun politico corrotto, né tantomeno alcun boss sanguinario ha ricevuto tante azioni giudiziarie come Sigfrido Ranucci. C'è qualcosa che non va nel sistema, c'è un'urgenza nell'affrontare questo problema. Ranucci poi è stato sempre assolto, perché non è un criminale, ma un giornalista; chi andrebbe davvero punito è chi continua a querelarlo, chi continua a querelare i giornalisti che fanno il loro lavoro di attacco nei confronti del potere.
Prendo, però, atto del fatto che non c'è una reale urgenza nel voler affrontare questo provvedimento, probabilmente perché tra i querelanti di Ranucci ci sono persone davvero molto potenti, come il Presidente del Senato, come Ministri e Sottosegretari o come il capo di gabinetto di Giorgia Meloni. È questo il motivo per cui non c'è l'urgenza di approvare questa legge e non avete recepito la tutela anche per i fatti che avvengono all'interno dell'Italia, ma soltanto per i giornalisti che scrivono di fatti accaduti all'estero.
Però l'urgenza è legata al fatto che l'Italia è l'ultimo dei Paesi dell'Europa occidentale per libertà di stampa, e quest'anno siamo passati dal 46° al 49° posto per la libertà di stampa. E allora, se vogliamo aspettare di arrivare al 68° posto, dopo l'Ungheria di Orbán, questa è la strada giusta. Quello che serve all'Italia è una legge seria che consenta di tutelare davvero i giornalisti e che, da un lato, consenta ai giudici di archiviare immediatamente le querele manifestamente infondate e, dall'altro, obblighi chi ha fatto una querela temeraria a un giusto risarcimento nei confronti del giornalista. Ma questa legge ci serve subito, non possiamo aspettare altro tempo.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno. Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 14.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 93, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta odierna.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2736: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
Ricordo che nella seduta del 15 dicembre si è conclusa la discussione generale e la rappresentante del Governo è intervenuta in sede di replica mentre la relatrice vi ha rinunciato.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge .
Avverto che la Commissione bilancio e il Comitato per la legislazione hanno espresso i prescritti pareri, che sono in distribuzione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, senatore Luca Ciriani, ne ha facoltà.
LUCA CIRIANI,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, a nome del Governo e autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2736: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.
PRESIDENTE. Secondo quanto convenuto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo dello scorso 10 dicembre, l'esame del provvedimento riprenderà al termine della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, previste per domani, mercoledì 17 dicembre, a partire dalle ore 11,30. Conseguentemente, la votazione per appello nominale sulla questione di fiducia avrà luogo a partire dalle ore 18,40, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 17. Si passerà poi alle ulteriori fasi di esame del provvedimento, che proseguiranno anche nella parte notturna della seduta e nella giornata di giovedì 18 dicembre, sino alla sua conclusione.
Estraggo a sorte il nominativo del deputato dal quale avrà inizio la chiama. Nell'era digitale questa è una cosa analogica che conserva il suo fascino.
.
La chiama avrà inizio dal deputato Caparvi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Enrico Costa. Ne ha facoltà.
ENRICO COSTA(FI-PPE). Grazie, Presidente. Vorrei chiedere al Presidente della Camera, suo tramite, la possibilità di avere l'attivazione di un'informativa urgente del Ministro della giustizia, Nordio, in ordine ad una vicenda che è emersa oggi da un articolo pubblicato su .
Nello specifico questo articolo spiega una vicenda che è emersa, nel corso degli anni, nella città di Milano: in particolare, varie inchieste in materia di urbanistica, che sono state attivate dalla locale procura della Repubblica. In molte circostanze, è stato attivato da parte della procura della Repubblica l'intervento del giudice per le indagini preliminari sia per quanto riguarda la convalida di sequestri, sia per quanto riguarda la richiesta di misure. Ebbene, da questo articolo emerge come in una circostanza una giudice per le indagini preliminari non abbia accolto una richiesta della procura e, in seguito a questo, ci sarebbe stato ovviamente un risentimento da parte della procura, che si è vista rigettata l'istanza, ma anche un malumore da parte della presidente dei GIP di Milano, che addirittura avrebbe convocato, per il prossimo mese di gennaio, una riunione con tutti i giudici.
Dal tenore dell'articolo pare che questa riunione sia funzionale poi ad avere un'omogeneità di orientamento da parte del giudice. Quindi, una sorta di … piegare quei giudici che non siano adesivi rispetto alle richieste della procura ad un orientamento diciamo più soggetto, adesivo alle richieste stesse. E ci sarebbe stato anche un commento in ordine al quale questa situazione di giudici che la pensano diversamente, che hanno orientamenti diversi, non sarebbe una bella immagine.
Ecco, io penso che il ruolo dei giudici, la funzione del giudice delle indagini preliminari, soprattutto per la fase in cui interviene la loro attività, debba essere ovviamente legata agli atti di causa, all'interpretazione della norma e non deve essere quella adesiva e acritica ma riferimento alle istanze della procura della Repubblica.
Ricordo - perché non vorrei che capitasse lo stesso - che qualche mese fa un giudice per le indagini preliminari, a Milano, negò un centinaio di arresti richiesti dalla procura della Repubblica. Ebbene, quel giudice finì, da una parte, sotto indagine disciplinare, poi finita nel nulla, dall'altra, sotto indagine penale a Brescia, poi finita nel nulla, e anche accusato da parte dei procuratori della Repubblica di aver emesso un provvedimento con il copia-incolla. Perché questo molto spesso accade ai giudici che non fanno parte di quel novanta e rotti per cento di adesioni e di accettazioni acritiche delle richieste della procura della Repubblica.
Ecco, ritengo che quello che è stato descritto in questo articolo sia molto grave. Chiederei che il Ministro della Giustizia, previa ovviamente attivazione della sua struttura ispettiva, venga a fornirci una informativa urgente perché spero venga a smentire - anche se temo che non avverrà - quello che si è ipotizzato nel testo dell'articolo.
PRESIDENTE. Prendiamo atto della sua richiesta e attiveremo, come di consueto, il Ministro dei Rapporti con il Parlamento e, conseguentemente, acquisiremo la disponibilità del Ministro della Giustizia a venire a riferire in Aula.
Prima di passare agli interventi di fine seduta, saluto, ringrazio e do il benvenuto agli studenti e ai docenti del Liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci” di Jesi, in provincia di Ancona, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Benvenuti alla Camera dei deputati.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cherchi. Ne ha facoltà, per un minuto e mezzo.
SUSANNA CHERCHI(M5S). Grazie, Presidente. Secondo un articolo pubblicato da basato su uno studio scientifico olandese, diciotto miliardi di animali da allevamento, ogni anno, vengono uccisi per poi finire nella spazzatura, senza essere consumati. Questi numeri raccontano il fallimento di un sistema che ha perso il senso del limite e del rispetto, arrivando a trasformare la vita in un rifiuto. Davanti a tutto questo non possiamo restare impassibili perché il silenzio è complicità.
Quindi noi condanniamo con fermezza questa realtà e chiediamo che la riduzione degli sprechi e una reale responsabilità delle filiere alimentari diventino una priorità politica e morale. Dobbiamo superare il modello degli allevamenti intensivi promuovendo alternative sostenibili e avviando una forte sensibilizzazione dei cittadini. Perché ricordiamoci che gli animali sono riconosciuti dall'articolo 9 della nostra Costituzione come esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura e amore. Non sono cose. Sono migliori di noi, sono sinceri, non conoscono il male, non compiono azioni malvagie, l'uomo sì. Quando diciamo che l'uomo si comporta come un animale stiamo insultando gli animali. Loro uccidono per vivere, noi per divertimento e sport. Chi è crudele con loro non sarà mai una brava persona.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Lauro. Ne ha facoltà.
CARMEN DI LAURO(M5S). Grazie, Presidente. Io voglio intervenire oggi per dare la mia solidarietà e la nostra solidarietà alla collega Stefania Ascari, al consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle dell'Emilia-Romagna, Lorenzo Casadei, e al già parlamentare, sempre del MoVimento 5 Stelle, Paolo Bernini, che sono stati vittime di una vile aggressione: sono stati aggrediti, insultati e inseguiti durante un sopralluogo in un mattatoio di Correggio.
Questa è un'aggressione vergognosa, che testimonia che chi è in grado di far del male e di compiere delle atrocità sugli animali forse non ha il minimo scrupolo anche a compierne sugli esseri umani. Si tratta di persone violente. Il mattatoio di Correggio, in realtà, era stato oggetto di un'investigazione da parte dell'organizzazione ed erano emerse diverse irregolarità. Gli animali - stiamo parlando di cavalli, di asini - erano detenuti in condizioni quasi illegali: erano costretti a permanere nei propri escrementi, con carenze di acqua e, non ultimo, era emerso anche l'utilizzo di tecniche di stordimento inefficaci, che causa ulteriore sofferenza gratuita agli animali. Quindi presenterò anche un'interrogazione in Commissione affari sociali per chiedere al Ministro delle ispezioni serie in questo mattatoio e voglio, ancora una volta, ribadire la nostra solidarietà ai nostri colleghi, che sono stati brutalmente e vergognosamente aggrediti
PRESIDENTE. Ovviamente qualsiasi episodio di violenza non solo va censurato, va messo all'indice. Quindi, pur nell'attesa degli accertamenti, immediatamente la solidarietà all'onorevole Ascari e alle altre persone coinvolte.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
3.
S. 1706 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile (Approvato dal Senato). (C. 2736)
Relatrice: NISINI.