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Lunedì 29 Dicembre 2025 ore 18:40
AULA, Seduta 589 - Legge di Bilancio, votata la fiducia
Resoconto stenografico
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La Camera, con 219 voti favorevoli, 125 contrari e 3 astenuti, ha approvato la questione di fiducia posta dal governo, nella seduta di domenica 28, sul disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (approvato dal Senato) (C. 2750). I lavori proseguono con l'esame del provvedimento e della Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (C. 2750/I).
XIX LEGISLATURA
589^ SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 29 dicembre 2025 - Ore 18,40
Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato). (C. 2750)
Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (C. 2750/I)
Relatori: BARABOTTI, MASCARETTI, PELLA.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Preannunzio di elezioni suppletive
- Disegno di legge: S. 1689 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato) (A.C. 2750). Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.C. 2750/I) (Seguito della discussione)
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Si riprende la discussione:
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - A.C. 2750
- Presidente FONTANA Lorenzo
- Deputato DELLA VEDOVA Benedetto (MISTO)
- Deputata GADDA Maria Chiara (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputata SEMENZATO Martina (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato BONELLI Angelo (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato BENZONI Fabrizio (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato DELL'OLIO Gianmauro (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato PELLA Roberto (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato OTTAVIANI Nicola (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato PAGANO Ubaldo (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato RAMPELLI Fabio (FRATELLI D'ITALIA)
- Votazione della questione di fiducia - Articolo 1 - A.C. 2750
- Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - A.C. 2750
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- La seduta, sospesa alle 21,25, è ripresa alle 22.
- Missioni
- Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di gennaio 2026 e conseguente aggiornamento del programma. Organizzazione dei tempi di esame degli argomenti iscritti nel Calendario
- Si riprende la discussione:
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Esame degli articoli - A.C. 2750
- Votazione Articolo 2 - A.C. 2750
- Votazione Emendamento - A.C. 2750
- Votazione Articolo 3 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 4 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 5 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 6 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 7 - A.C. 2750
- Votazione Emendamento - A.C. 2750
- Votazione Articolo 8- A.C. 2750
- Votazione Articolo 9 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 10 - A.C. 2750
- Esame emendamento - A.C. 2750
- Votazione Emendamento - A.C. 2750
- Votazione Articolo 11 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 12 - A.C. 2750
- Esame emendamento - A.C. 2750
- Votazione Emendamento - A.C. 2750
- Votazione Articolo 13 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 14 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 15 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 16 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 17 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 18 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 19 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 20 - A.C. 2750
- Votazione Articolo 21 - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze ALBANO Lucia
- Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze SAVINO Sandra
- Deputato RICCIARDI Toni (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata BRAGA Chiara (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Si riprende la discussione:
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Votazione ordine del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- La seduta, sospesa all'1,10, è ripresa all'1,20 del 30 dicembre.
- Si riprende la discussione:
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2750
- Votazione ordini del giorno - A.C. 2750
- S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato).(C. 2750) e Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.(C. 2750/I)
- Sull'ordine dei lavori
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 68, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni, nella seduta del 29 dicembre 2025, ha verificato che il seggio di deputato nel collegio uninominale 02 - Selvazzano Dentro della VIII Circoscrizione Veneto 2 deve essere coperto mediante elezioni suppletive, ai sensi dell'articolo 86, comma 3, del testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.
Tale seggio - attribuito con il sistema maggioritario ai sensi dell'articolo 77, comma 1, lettera , del medesimo testo unico - si è reso vacante a seguito della cessazione del mandato parlamentare del deputato Massimo Bitonci, in ragione delle dimissioni presentate a seguito dell'assunzione della carica incompatibile di componente della Giunta regionale del Veneto, di cui la Camera ha preso atto nella seduta del 28 dicembre 2025.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2750: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 e relativa Nota di variazioni (A.C. 2750/I).
Ricordo che, nella seduta di ieri, il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 del disegno di legge in esame, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.
Ha chiesto di parlare il deputato Benedetto Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Siamo qua a far finta che la Camera possa fare qualcosa sulla legge di bilancio, io penso che noi facciamo male ad accettare questa prassi del monocameralismo alternato. Ma vede, Vice Ministro Leo, avete cambiato idea - non entro nei dettagli di una finanziaria -. Avete cambiato idea sulla : dovevate fare la non si fa la . Avete cambiato idea sulle accise. Si ricorda, no, Primo Ministro, le accise? Le avete aumentate. Avete cambiato idea - non so se c'è qualche leghista qua - sulla legge Fornero, dovevate farla a pezzi. Un pezzo importante, decisivo della sua maggioranza, Salvini, sotto casa: mi tremano le mani, mi prudono le mani. Dovevate fare a pezzi la legge Fornero e avete cambiato idea anche su quello: non solo non l'avete fatta a pezzi, proprio non l'avete toccata.
E se ci fosse il Ministro Giorgetti gli direi che, quando ricorda il gravame sul debito pubblico del 110 per cento, misura che non ho mai approvato e a cui sono sempre stato contrario, si dovrebbe anche ricordare di menzionare i 65 miliardi in 15 anni, cioè lo 0,2 per cento del PIL all'anno, per Quota 100: una misura folle che ha beneficiato pochissimi a danno dei tantissimi; e quelli che stavano meglio. Si tratta di 63-65 miliardi, non sono conti che ho fatto io. Avete cambiato idea sulle tasse: dovevate diminuire le tasse, ma la pressione fiscale aumenta. Vice Ministro Leo, lo spieghi lei, che ha i fondamentali, anche al Primo Ministro Meloni, che non è che le tasse aumentano perché aumentano i lavoratori, perché la pressione fiscale è un rapporto. Quindi, almeno alle frazioni ci arriviamo. Quindi, non dite più questa fesseria che non fa onore all'Italia. Avete cambiato idea sulle agenzie di e sullo . Prima erano l'emblema del complotto “demo-pluto-giudaico” ai danni dell'Italia. Oggi, in giacca e cravatta… c'è lo , ci sono le agenzie di , va tutto bene.
Avete cambiato idea sui vincoli di bilancio. Prima era l'Europa arcigna, adesso si rispettano i vincoli di bilancio. Va tutto bene, è un ravvedimento operoso, sono tutte cose che noi vi dicevamo da sempre, mentre Meloni si alzava dai banchi dell'opposizione ad accusare chi era al Governo esattamente per queste cose qui.
Su alcune cose avete fatto bene a cambiare idea. Io, per esempio, la Fornero l'ho votata, l'ho sempre rivendicata. Se stiamo meglio della Francia è perché Monti e Fornero hanno fatto le riforme di cui usufruite. Il problema è che cambiate idea perché non avete idee. Avete esagerato: non è un ravvedimento operoso, è lo zelo dei convertiti. Vi siete dimenticati che, accanto al bilancio, c'è l'economia che deve crescere perché altrimenti neanche il debito pubblico è sostenibile con il rigore e l'austerità e basta. Ormai siete diventati peggio dei Governi tecnici. È la quarta legge di bilancio! È la quarta legge di bilancio! Bisogna fare un bilancio di quello che avete fatto.
PRESIDENTE. Concluda.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Chiudo, signor Presidente. Lo zero al quoto. Non c'è crescita, non c'è innovazione, non ci sono misure, non c'è un'idea di Paese e di futuro del Paese e questo per me è gravissimo.
Una cosa invece l'avete fatta: siete intervenuti nel sistema bancario come nessun altro aveva osato fare. Con prepotenza avete pilotato, da arbitri e giocatori, un riassetto della finanza italiana con la scalata Generali. Di questo vi siete occupati, mentre dell'economia reale zero!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gadda. Ne ha facoltà.
MARIA CHIARA GADDA(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Italia Viva non voterà la fiducia al Governo non per pregiudizio, ma per il giudizio che diamo al vostro operato e per il giudizio che diamo a questa legge di bilancio che è senza idee nuove, senza anima, senza priorità e senza visione. Voi avete scambiato la stabilità, che decantate a ogni dove, per immobilismo, perché tenere i conti in ordine non significa avere mancanza di coraggio. L'unico coraggio che avete avuto e che avete dimostrato è quello di aver fatto un'inversione a U rispetto a tutti i temi su cui avete costruito negli anni il vostro consenso politico. Siete diventati peggio delle società di . Probabilmente avrebbe fatto meglio questa legge di bilancio la Ragioneria di Stato.
Ci sono temi veramente da caso di scuola rispetto alle inversioni a U e rispetto al fatto che avete perso la faccia di fronte ai cittadini. Il caso di scuola è quello delle pensioni. Abbiamo un Ministro che siede appunto all'interno del Consiglio dei ministri e che è anche capo di uno dei partiti della maggioranza, di cui fa parte il Ministro dell'Economia Giorgetti che saluto. Il Ministro Salvini ha costruito il consenso della Lega per anni distruggendo anche la credibilità umana e professionale dell'allora Ministra Fornero. Aveva invitato nei comizi, nelle trasmissioni televisive, nelle sue dichiarazioni video sui a sputargli in faccia - sono le sue parole testuali - se non avesse scardinato la legge Fornero e se non l'avesse eliminata.
Invece, ci troviamo a discutere e a votare una legge di bilancio che per i pensionati - se va bene - dà due caffè in più, ma che aumenta per il 96 per cento dei pensionati l'età pensionabile. Quindi, davvero un voltafaccia alle persone più fragili e più numerose del nostro Paese. Quello che è ancora più paradossale - io sarò veramente curiosa di capire quali saranno i pareri del Governo sugli ordini del giorno - è che la Lega presenta anche un ordine del giorno per chiedere al Governo, di cui è appunto Ministro dell'Economia un suo esponente illustre, di non alzare l'età pensionabile.
Quello che è ancora più grave, Ministro Giorgetti, è che in questa legge di bilancio sulle pensioni si sarebbe potuta fare una cosa utile, ossia aprire un dibattito - quello che non è stato possibile alla Camera, ma che non è stato fatto nemmeno al Senato - su quelle categorie di cittadini che da questa legge di bilancio sono fortemente penalizzate: ad esempio, quelle persone che svolgono lavori usuranti (chi guida il treno, il saldatore, chi va a pulire le cisterne, chi sta sui ponteggi) e poi tutte quelle persone, i cosiddetti lavoratori precoci che magari a 15 anni o a 16 anni si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a lavorare. Invece, voi a queste persone non soltanto dite “non facciamo niente per voi”, ma li penalizzate anche. Quindi, il tema delle pensioni è un esempio di questa legge di bilancio.
Dall'altra parte, però, questa è una legge di bilancio che decide continuamente, come avete fatto da quattro leggi di bilancio a questa parte, di non investire sul nostro futuro. Noi siamo un Paese che perde 200.000 giovani, 200.000 intelligenze che se ne vanno all'estero non per fare delle esperienze, ma che vanno altrove perché qui i salari sono bassi e quando si inizia la propria esperienza lavorativa tendenzialmente non si viene pagati o si viene sottopagati. Voi in questa legge di bilancio non avete nemmeno speso un minuto per ascoltare le proposte che le opposizioni unite vi hanno fatto, ad esempio, per fare una rimodulazione dell'Irpef, la cosiddetta , che possa consentire ai giovani di avere un salario di ingresso nel mondo del lavoro più dignitoso e più stabile e che gli consenta di creare qui un'aspettativa di vita in una famiglia, in un Paese che ha una natalità che ormai è quasi a zero.
Voi, insieme ai tanti partiti della maggioranza, negli anni avete sbandierato tante bandiere: appunto quella contro la legge Fornero, la sussidiarietà, la famiglia. Dove sono nella legge di bilancio le misure a sostegno della natalità, della famiglia, del lavoro femminile? Voi mettete delle pezze senza alcuna novità, senza coraggio, senza fare riforme che descrivano un cammino o una prospettiva in un Paese che, da 32 mesi su 36, ha un calo della produzione industriale. Certo, ci sono dati confortanti sull'occupazione. Sì, anche qui bisogna prendere una lente di ingrandimento e guardare di chi effettivamente stiamo parlando: non certamente dei giovani, non certamente delle donne. Stiamo parlando, appunto, dei lavoratori e delle professionalità che hanno oltre i 50 anni.
Sono rimasta molto stupita nel cogliere i dati sulla cassa integrazione. La cassa integrazione passa da 400 milioni di ore nel 2023 a 600 milioni di ore nel 2025. Quindi, tutto sommato, forse, questo è un indicatore vero e serio - non è propaganda, non è populismo, non è l'opposizione che fa l'uccello del malaugurio - che indica che il nostro Paese non è in questo grandissimo stato di salute e non siamo nel meraviglioso mondo di Meloni dove tutto va bene. Il nostro Paese ha già perso tante filiere importanti: quella dell'acciaio, quella dell'elettrodomestico bianco, quella dell'
Quante altre ne dobbiamo perdere? Anche settori importanti del , come l'agricoltura, dove siamo eccellenti in tante produzioni e in tante filiere, nascondono sotto il tappeto tantissime fragilità. Noi, come Italia Viva, quando l'Italia funziona e quando l'Italia raggiunge risultati importanti, ne siamo orgogliosi, anche se siamo all'opposizione, perché noi siamo un'opposizione critica e costruttiva. Benissimo che l'Italia, la cucina italiana abbia raggiunto il riconoscimento del patrimonio immateriale dell'UNESCO. Il punto però è che davvero rischiamo, in moltissime filiere come quella dell'olio o quella del latte - noi, Ministro Giorgetti, veniamo dalla Lombardia che è una regione che su questa filiera ha tantissime criticità -, nel prossimo futuro, di non avere più niente da trasformare e da…
PRESIDENTE. Un attimo, perché dobbiamo reimpostare, perché c'erano ancora quattro minuti. Quindi, mi scusi. Non 40, perché altrimenti diventa un problema…
MARIA CHIARA GADDA(IV-C-RE). Quattro minuti, Presidente, che mi prendo per dare ancora qualche altro numero, non per dare i numeri. C'è un altro elemento che è uscito oggi e che credo debba essere argomento di discussione in Parlamento: il 24 per cento degli italiani dichiara di stare finanziariamente peggio dell'anno scorso; soltanto l'8 per cento degli italiani ha fiducia che l'economia possa migliorare nel futuro. E, Ministro, un Paese in cui i suoi cittadini, i suoi imprenditori, chi si rimbocca le maniche, le piccole e medie imprese, i risparmiatori non hanno fiducia è un Paese che poi non funziona, non investe in innovazione, non investe in cultura, in formazione, in educazione, non investe nel suo futuro. Noi siamo un Paese che, da questo punto di vista, l'anno prossimo avrà una prospettiva parecchio magra. Infatti, i dati che voi stessi avete scritto, accompagnando questa legge di bilancio, ci dicono che il Paese crescerà zero con le vostre misure. Abbiamo lo 0,7 per cento semplicemente perché c'è la coda del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di cui però voi, ora, non vi state facendo carico. Cosa succederà al Paese quando il Piano nazionale di ripresa e resilienza non ci sarà più?
E poi, in conclusione del mio intervento, vorrei toccare un altro tema che è stato il vostro cavallo di battaglia per tanti anni, insieme alla legge Fornero e alle tante questioni, come l'eliminazione della burocrazia, cosa che, peraltro, anche da questo punto di vista, non avete fatto, perché siete riusciti a scassare anche le misure che c'erano prima e che funzionavano. Questo è il Governo, semplicemente e banalmente, delle tasse! Voi avete fatto cassa; ci avete provato anche con altri emendamenti, che per fortuna non sono passati, sui pensionati. Avete dato mancette alla cosiddetta classe media che si impoverisce sempre più; ci sono 5,9 milioni di italiani che rinunciano a curarsi e il 18 per cento della cosiddetta classe media fa la stessa cosa, perché riempire il carrello della spesa, pagare l'affitto, pagare le bollette, diventa sempre più difficile. Voi avete fatto raggiungere la pressione fiscale alla quota record del 42,8 per cento.
La Presidente del Consiglio voleva addirittura mettere in Costituzione la soglia del 40 per cento che non si doveva superare. Siamo al 42,8! Avete aumentato le accise: costerà di più il carburante, il diesel. Dal primo gennaio aumenteranno anche i pedaggi grazie al Ministro Salvini. Avete fatto cassa anche con l'IRAP, la tassa che Silvio Berlusconi definiva la “tassa rapina”. Con quella ci fate 3 miliardi di euro.
Insomma, siete il Governo delle tasse e siete il Governo che, per la classe media, per chi è povero, per chi si impoverisce sempre di più, non sta facendo nulla. Quindi, voteremo contro questa fiducia e domani voteremo contro questa legge di bilancio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Semenzato. Ne ha facoltà.
MARTINA SEMENZATO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signore e signori del Governo, io naturalmente racconto un altro film.
Oggi ci troviamo a votare la fiducia su una legge di bilancio che, in un momento di grandi sfide per il nostro Paese a livello internazionale, rappresenta un atto di responsabilità e di visione. Una legge di bilancio sicuramente non facile. Una manovra da circa 22 miliardi di euro, che guarda al benessere delle nostre famiglie, delle nostre imprese e dei nostri territori, senza dimenticare le fragilità sociali e la transizione verso un'economia più sostenibile.
Sono orgogliosa di esprimere, a nome di Noi Moderati, il nostro pieno sostegno a questo provvedimento che porta con sé il segno tangibile del nostro contributo e della nostra tenacia nel difendere gli interessi degli italiani.
Però, Presidente, prima di entrare nel merito delle misure, permettetemi una riflessione sul percorso che ci ha portato fino a qui. In queste settimane, all'interno della maggioranza, non sono mancati i dibattiti e i confronti. Qualcuno con la solita strumentalizzazione li ha definiti come segni di divisione. Ecco, io, invece, li interpreto come la prova della nostra responsabilità verso i nostri elettori. Una coalizione di Governo non è un blocco monolitico dove tutti pensano allo stesso modo e nessuno osa dissentire, al contrario, è un'alleanza viva, fatta di partiti diversi che portano le voci dei diversi territori e delle loro comunità. Ed è proprio grazie a questi dibattiti interni, orientati non all'autoaffermazione o al primeggiare gli uni sugli altri, ma alla ricerca del bene comune, siamo arrivati a un accordo condiviso. Ed è questa la sostanziale differenza con l'opposizione. Loro, un campo largo o, meglio, un campo disordinato e confuso, dove le liti sembrano finalizzate solo a differenziarsi l'uno dall'altro, senza un vero progetto per l'Italia; noi, invece, discutiamo per costruire, per trovare soluzioni concrete che migliorino la vita delle persone e il risultato è questa manovra responsabile che bilancia conti pubblici sani con investimenti mirati. È una legge di bilancio che, innanzitutto, mette al centro la famiglia alla quale destina complessivamente 3,9 miliardi di euro , e su questo fronte abbiamo ottenuto risultanti importanti.
Ringrazio il nostro presidente, Maurizio Lupi, per il lavoro serio e puntuale che ha fatto. Abbiamo ottenuto un risultato importante, come l'esclusione della prima casa dal computo patrimoniale, con un limite al valore catastale alzato fino a 120.000 euro; poi, il buono scuola, di cui vado molto orgogliosa, che declina il principio costituzionale della libertà di scelta educativa: fino a 1.500 euro per le famiglie a basso reddito che iscrivono i figli alle paritarie secondarie di primo grado del primo biennio delle superiori, promuovendo il pluralismo e la qualità ; il fondo da 20 milioni di euro per l'acquisto dei libri di testo destinati ai nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro; l'aumento a 110 milioni di euro del tetto del 5 per mille al Terzo settore e i 18 milioni di euro per gli oratori, per contrastare il disagio giovanile ed offrire luoghi di aggregazione e di inclusione, per combattere il bullismo, la discriminazione, il , legge a cui tengo particolarmente. Ma penso anche al calcolo dell'ISEE nel suo complesso , reso più equo per l'accesso a e sostegni, all'aumento del contributo per le madri lavoratrici da 40 a 60 euro al mese per chi ha due figli e reddito fino a 40.000 euro, alla decontribuzione, al 100 per cento, per chi assume madri disoccupate con almeno tre figli minori, con esonero contributivo fino ad 8.000 euro annui e all'estensione del congedo parentale fino al quattordicesimo anno del bambino e del congedo di malattia da 5 a 10 giorni.
E le misure che aiutano le donne sono misure che combattono anche la violenza di genere . Quindi, non posso non citare il rifinanziamento del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza fino a 500 euro mensili per 12 mesi. Un tema che mi sta particolarmente a cuore perché, come abbiamo avuto modo di approfondire nella Commissione d'inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere, che mi onoro di presiedere, il contrasto alla violenza passa anche attraverso il rafforzamento dell'indipendenza economica delle donne , come strumento di libertà di scelta per sé e, a volte, spesso, per i propri figli.
Queste non sono solo cifre. Sono scelte politiche che incarnano la nostra linea moderata e centrata sulle persone, sulle famiglie, nucleo primario della società.
Questa è una legge di bilancio che stanzia risorse significative nei settori chiave. Penso alla nuova Transizione 5.0 con 4 miliardi di euro per spingere le imprese verso tecnologie digitali e , a un iperammortamento che può arrivare fino al 220 per cento per chi investe in sostenibilità o alla riduzione dell'Irpef, per lo scaglione tra i 28.000 e i 50.000 euro, che passa dal 35 per cento al 33 per cento, alleggerendo il carico fiscale per il ceto medio.
E non dimentichiamo l'aumento del Fondo sanitario nazionale di 2,4 miliardi per il 2026, con nuove assunzioni di personale - già 12.000 previste - e risorse dedicate alla salute mentale: 80 milioni per il 2026, in cui rientreranno anche i fondi per i disturbi alimentari; e 20 milioni in più anche alle cure palliative.
E poi il rifinanziamento della ZES unica e delle zone logistiche speciali, con 2,4 miliardi, per dare slancio al Sud e alle aree produttive. E anche nel campo del lavoro e dei salari sono affrontati con serietà i temi dell'imposta sostitutiva e i premi di produttività. Sono conquiste che aiutano ad aumentare il potere di acquisto delle famiglie, a dare respiro e valore al lavoro.
Non posso però non citare un'attenzione specifica per i territori, come Venezia, la mia terra. In questa manovra sono stati sbloccati i fondi per il MoSE, l'infrastruttura vitale per proteggere la città dall'acqua alta. Parliamo di circa 93 milioni di euro per il 2026, destinati a garantire stipendi ai lavoratori, coprire i costi delle imprese per i lavori già fatti e assicurare il funzionamento regolare del sistema. Il MoSE non è solo un'opera ingegneristica, è la salvaguardia di un patrimonio mondiale, dell'occupazione e della vita quotidiana dei veneziani. È un segnale forte del Governo verso Venezia, frutto di un'interlocuzione importante e costante con la Premier Meloni, ma anche con i Ministri Giorgetti e Salvini, che ringrazio per aver ascoltato anche la mia piccola ma decisiva voce da veneziana, come interlocutrice delle tante aziende che operano sul territorio .
In conclusione, Presidente, questa legge di bilancio è una manovra equilibrata, che investe nel futuro senza indebitare le generazioni future, dove mettiamo al centro la persona ma con attenzione ai conti: una manovra prudente, come l'ha definita il Ministro Giorgetti. Ma prudenza non significa immobilismo, significa responsabilità, significa equilibrio tra crescita e stabilità, realismo di fronte a un mondo economico e finanziario sempre più complesso, come ha detto la nostra collega Ilaria Cavo.
Voteremo, come Noi Moderati, “sì” alla fiducia, perché crediamo, Presidente, in un'Italia che cresce insieme, unita e responsabile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, Ministro Giorgetti, la Presidente Meloni, il Governo, il Governo di cui lei fa parte hanno commissariato il Parlamento della Repubblica italiana, perché per due mesi avete litigato al Senato. Lei, purtroppo, ha vissuto brutti momenti, anche all'interno del suo stesso partito, con il suo Ministro ombra Borghi, che di fatto l'ha messa all'angolo. Mi piace che la prenda con filosofia per questo la voglio apprezzare anche, ma i fatti sono questi. I fatti sono che avete litigato sino all'ultimo, per due mesi, e adesso siamo al finale e state per approvare, con un limite di poco più di 24 ore, la manovra economica del Governo.
Ma, vede, questa è una manovra economica piena di bugie. È una manovra che trasforma l'Italia in un'economia di guerra, con i soldi degli italiani e con i tagli ai servizi essenziali del Paese - ripeto - grazie alle vostre bugie, un Governo delle bugie. Voi eravate quelli che dovevano demolire la riforma sulle pensioni, la riforma Fornero, ma siete riusciti ad alzare l'età pensionabile ; dovevate diminuire le tasse, ma avete aumentato la pressione fiscale, portandola al 42,8 per cento.
Dicevo che state trasformando l'Italia in un'economia di guerra: lei ha utilizzato questa frase, tra l'altro, nella precedente manovra economica. L'obiettivo NATO del 5 per cento del PIL per la spesa militare, sottoscritto dal Governo, costerà all'Italia circa 400 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, portando la spesa a quasi 1.000 miliardi entro il 2035, ovvero 40 miliardi di euro in più all'anno.
Avete inserito una norma, signor Ministro, che consente la realizzazione di progetti infrastrutturali…
PRESIDENTE. Banchi del Governo, per cortesia…
ANGELO BONELLI(AVS). Avete inserito una norma che consente la realizzazione di progetti infrastrutturali, prevedendo la conversione di siti industriali per la produzione di armi. Ecco, questa è la strategia del fallimentare Ministro delle Imprese e del Urso, che prevede e ha ipotizzato la conversione di industrie per realizzare siti di produzione di armi. Questa è la risposta alle 96 crisi industriali che stanno mettendo in discussione 140.000 posti di lavoro e che non siete in grado assolutamente di risolvere.
Però, tagliate 140 milioni di euro ai farmaci per i malati oncologici e le malattie gravi. Ci vuole un bel coraggio a fare un'operazione del genere! Sperperate 14 miliardi di euro per il ponte sullo Stretto di Messina, le cui procedure di approvazione sono state dichiarate illegittime dalla Corte dei conti. Fate questo sperpero di soldi, mentre il trasporto pubblico nel nostro Paese è in ginocchio. E mentre le sto parlando, adesso, come ieri, i ritardi delle ferrovie e dei treni in Italia sono veramente inaccettabili , con i cittadini che sono giustamente arrabbiati.
Voglio dire che questo Ministro Salvini è un vero e proprio disastro. Anche oggi è riuscito a dare la colpa ai giudici della Corte dei conti sui suoi provvedimenti sbagliati, sul rincaro dei pedaggi. Un giorno è la Corte dei conti, adesso è la Corte costituzionale: i giudici vi vanno bene solo quando sono in linea con il vostro pensiero, dopodiché, se non sono in linea, fate la riforma della Corte dei conti per imbavagliarla e vendicarvi. Del resto, è quello che state facendo con la riforma sulla separazione delle carriere.
Vede, signor Ministro, se non ci fosse stato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, l'Italia sarebbe in recessione: non lo dice il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, lo certifica la Corte dei conti, che ha detto che l'impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza sul PIL è stato di più 0,9 punti nel 2025, di più 1,7 nel 2026 e sarà di più 1,8 nel 2027. Questa è la realtà. Se non ci fosse stato il Piano nazionale di ripresa e resilienza saremmo in recessione, ma voi eravate quelli che non l'avete votato, il Piano nazionale di ripresa e resilienza , che in Europa non lo volevate. Siete veramente incredibili e questa è la cifra della vostra incapacità di essere anche credibili nel Paese.
Ripeto, gli italiani sanno perché avete approvato una riforma con la quale - lo dicevo prima - volete imbavagliare la Corte dei conti: perché volete avere il controllo degli organismi costituzionali dello Stato. Ora, signor Ministro, con la vostra propaganda, in particolar modo quella della Presidente Meloni, voi volete nascondere la crisi economica e sociale. Dite all'Italia che tutto va bene, che i dati macroeconomici sono perfetti, bellissimi, ma non potete nascondere la sofferenza quotidiana di milioni di persone povere. Ma le persone che fanno la fila per i generi alimentari e per prendere il pane, le file a Milano, voi le vedete? Quelle le volete e potete nascondere? Non le potete nascondere! Voi potete utilizzare tutti i mezzi di comunicazione che potete controllare, fare tutta la propaganda, ma non potete nascondere la povertà che c'è nel nostro Paese, che con voi è aumentata: 5 milioni e 700.000 persone in povertà assoluta, 3 milioni di famiglie in deprivazione alimentare.
Ascolti queste frasi che le sto per dire, signor Ministro: sono anche d'accordo con la patrimoniale e considero, in questa fase, meglio tassare le rendite e i patrimoni piuttosto che tassare i redditi. L'altra frase: però, in compenso, la sinistra ha una proposta nuova, la patrimoniale; la patrimoniale perché bisogna colpire i ricchi, fermo restando che, fin quando governiamo noi, queste ricette bizzarre e tardo-comuniste non passeranno. Qual è la frase vera che ha detto Giorgia Meloni? La prima o la seconda? Quelle sono le contraddizioni di una persona che oggi governa l'Italia, che ha cambiato innumerevoli volte parti in commedia, dimenticando da dove veniva : la Giorgia Meloni dell'opposizione che voleva la patrimoniale; la Giorgia Meloni Presidente del Consiglio che, invece, la patrimoniale non la vuole, perché la ritiene bizzarra e un provvedimento tardo-comunista.
In Italia, signor Ministro, ci sono 10 persone che, da sole, hanno un patrimonio di 150 miliardi di euro. Ma perché l'Italia deve restare in piedi con le tasse dei lavoratori dipendenti, lavoratori e lavoratrici ? Perché coloro i quali hanno un guadagno e patrimoni così elevati non possono contribuire anche con una patrimoniale di scopo, ad esempio, per risolvere il dramma delle liste di attesa nel nostro Paese? Perché noi abbiamo 6 milioni di persone, signor Ministro Giorgetti, che non si curano.
Non si curano perché ci sono le liste d'attesa e non possono curarsi perché non hanno i soldi e perché non possono andare nella sanità privata, quella sanità privata che, con voi, nel 2024, ha incassato 41 miliardi di euro. Sì, noi riteniamo che una patrimoniale di scopo sulla grande ricchezza sia necessaria per costruire giustizia sociale in questo Paese , un Paese che sta crollando nei suoi fondamenti fondamentali anche di coesione civile e civica nel nostro Paese, perché, quando ci sono pensionati che fanno la fila per avere il pane e che non arrivano alla fine del mese, c'è un problema che voi non volete affrontare assolutamente.
C'è una grande questione, signor Ministro, che riguarda le politiche ambientali e infrastrutturali per cui voi vi state caratterizzando: siete diventati nemici seriali della natura. Abbiamo visto, con questa legge di bilancio, che i tagli più consistenti sono stati fatti al Ministero dell'Ambiente. Un Ministro dell'Ambiente che si è fatto tagliare i fondi senza colpo ferire. Ma, detto questo, abbiamo anche visto e sentito in quest'Aula una Presidente del Consiglio che ha rivendicato con orgoglio il fatto che si è fermata una legge contro la deforestazione, che ha rivendicato con orgoglio di avere fermato la legge sul restauro della natura o che ha rivendicato con orgoglio il fatto che l'Italia, attraverso il proprio commissario Fitto e con il ruolo dell'Italia, determinerà un ampliamento forte e un'amplificazione dell'uso dei pesticidi nel nostro Paese.
E per non parlare del ruolo che avete avuto nelle precedenti leggi di bilancio per determinare un attacco alle specie protette e alla biodiversità nel nostro Paese. E chiudo sulla politica energetica: voi non avete fatto nulla, non state facendo nulla per diminuire le bollette agli italiani. Le famiglie in povertà energetica sono 2,7 milioni, perché voi siete responsabili del caro energia con una politica energetica che sta portando a dipendere sempre di più verso il gas. Di questo non volete parlare, perché vi siete schierati dalla parte delle rendite e dei grandi profitti…
PRESIDENTE. Concluda.
ANGELO BONELLI(AVS). …delle società energetiche, e non dalla parte degli italiani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro. Quando il mio gruppo mi ha chiesto di fare un intervento sulla legge di bilancio in dichiarazione di voto di fiducia, ho detto “che grande onore”, perché la legge di bilancio, di solito, è l'atto più importante dell'anno. Peccato che quest'anno diventa una somma di capitoli, diventa una somma di provvedimenti singoli, alcuni anche condivisibili, altri che contesteremo, ma è una legge che manca completamente di visione.
Non capiamo, da questa legge di bilancio, qual è l'idea di società che ha questo Governo, quali sono le fragilità da riconoscere e su cui intervenire, quali sono le priorità, quali sono le diseguaglianze da correggere attraverso anche la legge di bilancio e i provvedimenti in essa contenuti. E devo dire che… bastone e carota. Partiamo dal bastone: sono 3 anni che governate, oggi non c'è più la scusa che avete ereditato dei conti, non c'è più la scusa delle transizioni, non ci sono più scuse di emergenza. Oggi questa legge di bilancio è tutta vostra, completamente vostra.
La parte di carota è che non è un bilancio ordinario, non siamo fuori dal mondo, e comprendiamo e capiamo come l'instabilità politica internazionale, i conflitti globali, la transizione energetica, il tema anche della difesa comune, che purtroppo non è contenuto, evidentemente, però, influenzino questa legge di bilancio, che però non può essere di gestione, perché a fare gli amministratori di condominio facciamo un lavoro, a governare un Paese e a metterci la visione facciamo un altro lavoro, e qui di futuro non se ne parla. Questa è la certificazione di una gestione appesantita dei conti, peraltro molto in ordine, ma su questo poi ci torno, e su questo c'è un problema, perché con i conti in ordine non si cresce, e i dati lo stanno dimostrando.
Parto dal metodo, perché stiamo facendo una dichiarazione di fiducia. Il Parlamento è un'altra volta svuotato della sua funzione. Io non sono bravo come la Premier a urlare e non ho la dialettica della Premier. Peraltro urlava contro di lei, che era Ministro, mentre lei era all'opposizione, ma, quando urlava che la democrazia parlamentare significa che il Parlamento decide, quando urlava che la democrazia parlamentare significa che il Parlamento è centrale, quando urlava: e di grazia, dov'è la democrazia parlamentare nel momento in cui il Parlamento non può discutere la legge di bilancio, che vi segnalo essere la prima prerogativa del Parlamento dalla fine delle monarchie assolute, e quindi dalla fine del XVII secolo?
Lo diceva la Meloni. Allora, su questo dobbiamo metterci d'accordo: o facciamo le battaglie sulla democrazia parlamentare quando non la governiamo la democrazia parlamentare, o non le facciamo. Noi siamo qua che chiediamo democrazia parlamentare con un impegno, che quando saremo al Governo faremo anche una democrazia parlamentare vera e una discussione con il Parlamento sul bilancio .
La seconda: è stata una maggioranza che ci ha fatto vivere i teatrini meglio di ogni riforma della cultura. Abbiamo visto degli pazzeschi tra il Ministro Giorgetti e il senatore Borghi: sono stati molto divertenti, ma poco per gli italiani. Oramai non conta più quando si porta la manovra, perché, devo dire, l'avete portata al Senato anche con grande anticipo, ma potevate portarla anche ad agosto che, fino a quando non c'era la vigilia di Natale, non si sarebbe votata, perché una Camera non si fida dell'altra, e sappiamo bene questo meccanismo.
Peccato che eravate gli stessi che avete votato contro una riforma che sdoganava questo. Allora, teatrini della maggioranza li abbiamo visti. Siamo arrivati all'ultimo momento con un emendamento, un maxiemendamento che, vabbè, non è colpa del Ministro Giorgetti, avviene da ormai molti anni, ma sulle pensioni abbiamo rasentato il ridicolo: il partito che voleva abolire la Fornero che la supera e, alla fine, una mediazione che non si capisce cosa fa, non si capisce a quando rimanda questo tema, ma che mette mezzo miliardo per anticipare la pensione di un mese a qualche migliaia di persone, con un costo di mezzo miliardo che non si capisce da dove arriva. Davvero qualcosa che non conta.
E arrivo sui conti, perché benissimo, lo ripeto, bene la prudenza, è la cosa che vi riconosciamo. Finalmente i conti dello Stato sono in ordine, finalmente ce lo riconoscono anche gli enti internazionali, non abbiamo un tema di tenuta dei conti. Sì, ma i conti non si tengono solo per sport o per divertimento, si tengono per la sostenibilità, la solidità, per il , per la ricerca. E se non c'è crescita, l'anno prossimo avremo un problema a tenere i conti, perché manca quel pezzo che sono le entrate, e qui di crescita non si vede nulla, come non si vede nulla di giovani.
I giovani sono spariti da questa manovra: non c'è nulla sul lavoro giovanile, manca qualcosa sull'emergenza demografica e generazionale che stiamo vivendo e noi sappiamo una cosa, che i giovani sono la risorsa del futuro: se ci saranno i giovani c'è un futuro, ci sono entrate, ci sono risorse, c'è uno sviluppo; se non ci saranno, tutto ciò sarà più difficile da vedere. E tutto questo manca, e i giovani se ne vanno per tante cose: per i salari, per le opportunità, per le prospettive; se ne vanno perché c'è un tema che qua manca: il tema della casa, il tema del fatto che un giovane come me, al contrario delle precedenti generazioni, con il suo stipendio non può permettersi un mutuo per comprare una casa e per avere una famiglia.
C'è il tema del potere di acquisto: un giovane con uno stipendio medio oggi non riesce ad arrivare alla fine del mese, e qui dentro non è contenuto niente. C'è un tema di imprenditoria giovanile. Noi abbiamo grandi imprese in questo Paese, non ce n'è una che è nata negli ultimi anni. Chi ha un'impresa è figlio di imprenditore, non si riesce a costruire un'impresa perché non ci sono strumenti innovativi di incentivo per le persone per costruire un'impresa, e quindi un futuro.
E sulle imprese vi siete superati, perché io ho un elenco di interventi contro Transizione 5.0. Vi avevamo detto mille volte che era lo strumento sbagliato, uno strumento burocratico, uno strumento che non funzionava, tant'è che non si aderiva ai fondi, e ci avete seguito: lo avete modificato e lo avete bloccato da un giorno all'altro. Vuol dire che chi pensa ai provvedimenti non ha mai avuto a che fare con un'impresa.
Ci sono imprese che stavano progettando e investendo su consulenze, che avevano davanti delle scadenze: da un giorno all'altro chiusi i rubinetti, si sono trasferiti su Industria 4.0 e in un pomeriggio sono finiti i fondi. Ci avete accolto una cosa? Sì, tornare alla vecchia Industria 4.0. Siete riusciti anche a copiare male, perché ci avete messo dentro un pezzo di burocrazia che non c'era e che renderà ancora più difficile accedere a quei fondi, nonostante abbiate cercato di copiare da Carlo Calenda, che quello strumento lo aveva fatto funzionare. C'è il tema di meno tasse. Mah, vero, peccato che non è vero nella totalità.
C'è un taglio dell'Irpef che, per chi prenderà un taglio maggiore di tutti, vorrà dire 36 euro a famiglia. Ebbene 36 euro al mese non è mica poco, peccato che, se quella persona avrà bisogno di una visita sanitaria privata, dovrà pagare 200-250 euro solo per fare una visita e speriamo che non sia nulla di grave, perché quando c'è qualcosa di grave, bisogna farne 2, 3, 4 di visite e quei 36 euro non funzioneranno a niente. Se quei 36 euro, che non servono a nulla, li avessimo investiti in servizi per le persone, soprattutto in quel sanitario che manca, forse avremmo dato una risposta .
Non parlo di trasporti. Ieri, chi è partito da Roma alle 6 di pomeriggio è arrivato a Milano alle 2 di notte ed è così quotidianamente. Purtroppo viaggiamo, abbiamo un privilegio, che è quello di fare i parlamentari, ma anche di viaggiare e oggi siamo completamente in braghe di tela, con un Ministro che non si vede, non parla, dà colpa ai cinghiali e ai suicidi, ma non ci racconta dei mancati investimenti sulla rete di trasporto.
Sulla sanità ho già detto, ma su scuola e ricerca non c'è una visione di investimento sulle risorse, sulle carenze, sulle disuguaglianze. Vorrei ascoltare gli interventi dei colleghi di maggioranza, che difendono, su questo tema, questa grande manovra.
Da ultimo gli anziani, di cui ci dimentichiamo sempre e non solo perché dobbiamo mandarli in pensione prima, ma perché diventa sempre più necessario parlare di anziani posto che sono sempre di più. Non possiamo considerarli solo come un ente inerme di questo Paese che va in pensione e di cui ci dimentichiamo. Va, invece, valorizzata la loro potenzialità, il loro contributo alla società, alla crescita e allo sviluppo anche dopo la pensione, perché ci andiamo talmente presto in pensione e abbiamo una qualità di vita talmente alta che o investiamo sugli anziani oppure non ce la faremo.
PRESIDENTE. Concluda.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Per tutte queste ragioni, su una manovra che “valleggia”, che tiene i conti ma senza visione, il nostro voto sarà contrario .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. Ministro, membri del Governo, colleghe e colleghi, oggi entrerò limitatamente nel merito della legge di bilancio, perché il vero oggetto di questo intervento è la questione di fiducia al Governo.
Per il Governo, porre la fiducia significa che il provvedimento è così importante che vuole che la Camera dia la fiducia al Governo per andare avanti. In realtà, lo fate perché così tagliate i tempi e annullate il dibattito parlamentare. Stendo un velo pietoso sul fatto che avete tenuto questa legge in ostaggio per due mesi al Senato, per fare ora un passaggio formale, direi anche quasi umiliante per le istituzioni qui alla Camera, per evitare che il Paese vada a finire in esercizio provvisorio. Dico che l'avete tenuta in ostaggio, perché prima avete presentato maxiemendamenti, poi li avete ritirati, poi li avete ripresentati, poi avete litigato internamente, poi avete fatto passi indietro su norme che voi stessi avete scritto. Insomma è un festival di incompetenza e incapacità gestionale, per usare parole pronunciabili in Aula .
La fiducia, però, è una cosa seria. Ve la dovete guadagnare, soprattutto dopo tre anni di Governo. Proviamo allora a capire perché questo Governo non merita fiducia, in particolare legata a questo provvedimento. Un partito politico, quando si presenta alle elezioni, offre un programma, fa delle promesse, dice ai cittadini: se ci votate, faremo questo. Ma cosa ha fatto questo Governo? Ha mai proposto una singola azione che abbia anche solo provato - non dico riuscito - a migliorare la situazione economica delle nostre imprese? No, anzi siete riusciti a dire che non è compito del Governo fare la politica industriale e, infatti, il risultato è sotto gli occhi di tutti: 32 mesi di calo della produzione industriale su 38 di Governo.
Uno dei partiti di maggioranza scriveva nel proprio programma che il primo obiettivo è cambiare mentalità e passo, un Paese che pensa lungo e agisce velocemente. Finora di veloce abbiamo visto solo azioni per scassare lo Stato: l'autonomia differenziata, la riforma - tra virgolette - della magistratura, il tentativo di arrivare al premierato, tutte azioni che non favoriscono la crescita, non aumentano il PIL di un decimale.
Avete scritto e detto che avreste abolito la legge Fornero. La rete è piena di video del Ministro Salvini che va dicendo: spernacchiatemi se non aboliremo la legge Fornero. Lo avete fatto ? Non dico spernacchiare il Ministro, ma avete abolito la legge Fornero? Certo che no, l'avete addirittura ampliata nelle restrizioni che imponeva.
Avete anche scritto, nei vostri programmi elettorali, nella sezione per un fisco equo, che il vostro primo impegno era la riduzione della pressione fiscale. Siamo al 42,8 per cento, il valore più alto degli ultimi dieci anni: complimenti . Come se non bastasse, in questa legge di bilancio, ci sono nuove tasse, alcune delle quali camuffate. Penso, ad esempio, all'aumento delle accise sul gasolio. Eppure ricordiamo tutti i video della Presidente Meloni, nel 2019, quando arrivava alla pompa di benzina e diceva testualmente: non solo noi chiediamo che non aumentino le accise sulla benzina, noi pretendiamo che le accise vengano progressivamente abolite. Ecco, arrivati al Governo, è tutto dimenticato e questo comportamento merita fiducia? Anche i tagli ai servizi, al Fondo di sviluppo e coesione e all'assegno di inclusione, sono prelievi indiretti sui cittadini, altro che riduzione delle tasse.
Questa legge di bilancio non avrà alcun impatto sulla crescita in Italia: non lo dico io, lo avete scritto voi. Avete previsto una crescita del PIL a più 0,7 per cento sia a legislazione vigente, cioè senza impatto della legge di bilancio, sia nel quadro programmatico, cioè con la legge di bilancio. Tradotto, significa che con o senza questa legge di bilancio non cambia nulla.
Chiediamoci allora cosa cambia davvero. Cambia il fatto che, portando il rapporto deficit-Pil sotto il 3 per cento, potrete attivare la clausola di salvaguardia per scorporare dal deficit 23 miliardi di euro di maggiore spesa militare in tre anni, come annunciato nel DPFP, il Documento programmatico di finanza pubblica. E non potete venire a dire che non c'è nella legge di bilancio, perché il DPFP è quel documento che dà la rotta del Governo, è quello che avete mandato in Europa per dire che voi volete andare in questa direzione. Nei prossimi anni, spenderete in armi - non in difesa, perché la differenza è sottile, ma sostanziale - e lo farete a debito, debito che pagheranno gli italiani. E per cosa poi? L'Ufficio parlamentare di bilancio ci ha detto che, anche nel migliore dei casi, il moltiplicatore della spesa in armi è 0,5: spendiamo un euro e ci tornano 50 centesimi. La spesa in armi va, per l'Italia, per quasi il 50 per cento, all'estero, quindi non sono neanche soldi che rientrano nell'economia italiana.
Presidente, nel Paese ci sono quattro grandi emergenze che questa legge di bilancio ignora completamente. La prima: i salari. Avete bocciato, ancora una volta, il salario minimo che avrebbe migliorato la condizione di 4 milioni e mezzo di lavoratori poveri. Il potere d'acquisto dei salari è inferiore dell'8,8 per cento rispetto al 2021: questo significa impoverimento reale. E il taglio del 2 per cento dell'aliquota Irpef intermedia (dal 35 al 33 per cento) vale da un minimo di 3 euro a un massimo di 35 euro al mese, praticamente un caffè al giorno e neanche in tutte le parti d'Italia . E giusto perché sia chiaro, se il potere di acquisto dei salari risulta inferiore all'inflazione, questo si riverbera sulla spesa delle famiglie, risparmio e investimenti personali, consumo interno, che è il motore fondamentale del PIL, sul quale lei, Ministro, aveva detto di voler puntare e avrebbe dovuto davvero puntare con questa legge di bilancio.
Seconda emergenza, la povertà: 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, praticamente il 10 per cento degli italiani, di cui 1,3 minori, un record in entrambi i casi. Voi, appena arrivati al Governo, avete cancellato il reddito di cittadinanza e avete messo l'assegno di inclusione che, però, tutela il 50 per cento circa dei nuclei familiari e lascia per strada oltre un milione di persone. Come se non bastasse, in questa legge di bilancio siete anche intervenuti riducendo l'assegno nel primo mese di rinnovo.
Terza, l'inflazione alimentare. Ieri ho sentito dire, da qualche collega della maggioranza, che l'inflazione, negli ultimi due anni, si è ridotta con il Governo Meloni. Sì, la realtà però è che, dal 2021 ad oggi, l'inflazione dei beni alimentari, che sono quelli che più incidono sulle fasce vulnerabili della popolazione, è pari a più 24,9 per cento. Incrociamola con il crollo del potere d'acquisto, che ho detto prima, dell'8,8 per cento e ci si rende conto perché gli italiani fatichino a chiudere i conti a fine mese, perché risparmino sul cibo e perché c'è stato il crollo dei consumi natalizi, come abbiamo sentito in questi giorni. Il problema, però, gli italiani lo hanno tutto l'anno, non solo a Natale, e voi anche su questo non avete fatto nulla .
Quarta, le imprese. Qui mi dispiace, ma avete dato il peggio di voi. Come abbiamo detto prima, si tratta dei famosi 32 mesi di calo della produzione industriale e, qua in Aula, vi esaltate per l'iperammortamento che avete inserito, una misura che però favorisce le grandi e le medie imprese, non le micro, le piccole, le , che sono oltre il 98 per cento del tessuto produttivo italiano. Sono le società con redditività elevata che possono sfruttare l'iperammortamento e, quindi, scaricare tale importo dal reddito di impresa e pagare meno tasse. Le micro imprese, le piccole e le non ce l'hanno tutta questa redditività; e ho quasi il dubbio che tutte le persone che ieri ho sentito inneggiare l'iperammortamento non abbiano mai visto un conto economico nella loro vita.
E avete persino eliminato dallo stesso iperammortamento quella maggiorazione per l'efficientamento energetico, prevista inizialmente, dopo averla promessa elettoralmente nei vostri programmi: non sia mai che le imprese possano avere qualche risparmio in bolletta.
Poi che dire dei 25 miliardi promessi per i dazi della Presidente Meloni? Neanche l'ombra
Mi fate venire in mente la famosa canzone di Mina: “parole, parole, soltanto parole”. E, allora, di quale credibilità economica parlate? Sì, Presidente, perché ieri ho sentito usare queste parole. Di quale incentivi alla crescita, se quello 0,7 per cento è identico con o senza la manovra? Avete parlato di responsabilità, ma è responsabilità genuflettersi e accettare un Patto di stabilità che costerà oltre 12 miliardi l'anno di tagli e tasse ? È responsabilità quella verso 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi? O è responsabilità verso gli Stati Uniti, da cui comprate il gas naturale liquefatto a un prezzo più caro e sempre più armi. O intendete la responsabilità nel far crescere il Paese? Con le vostre misure saremo il fanalino di coda dell'Eurozona, proseguendo un percorso di azzeramento della crescita del PIL iniziata con il vostro arrivo al Governo. Il debito pubblico sul PIL, secondo i vostri stessi documenti, sale del 3,5 per cento dal 2023 al 2026, del 5,3 addirittura fino al 2028, includendo la spesa militare, come dice l'Ufficio parlamentare di bilancio; e voi questa la chiamate responsabilità? Vi vantate del giudizio delle agenzie di che fino a ieri disprezzavate, ma è ovvio che l'austerità piace alle agenzie. Il problema è che o non capite o fate finta di non capire il meccanismo del rapporto debito-PIL e non so quale delle due sia peggio. Il debito può anche salire, se il PIL cresce, ma voi avete fatto rallentare la crescita del PIL fino ad azzerarla…
PRESIDENTE. Concluda.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). … e sperate di migliorare i numeri con tasse e tagli. Così non funziona. State prendendo in giro voi stessi e gli italiani, non certo noi.
Il PIL cresce se cresce il Paese e voi lo state facendo affondare. Vi considerate patrioti, ma il patriottismo si misura nei fatti e non negli . Presidente, questo Governo non ha le basi per guadagnarsi la fiducia. I dati che ho citato provengono da Istat, INPS, UPB, dalla legge bilancio stessa e da altre fonti ufficiali, non sono opinioni, sono fatti. Questa è una legge di bilancio in cui si poteva e si doveva fare molto di più, soprattutto in vista del venir meno della spinta del PNRR.
Per questi motivi, non riceverà la nostra fiducia
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pella. Ne ha facoltà.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). Grazie, Presidente Fontana. Vice Premier Tajani, Ministro Giorgetti, Sottosegretari e cari colleghi, la manovra di bilancio rappresenta, ogni anno, uno dei momenti più significativi dell'azione politica e istituzionale del Governo e del Parlamento. Si tratta dello strumento attraverso cui sono definite le priorità economiche e sociali del Paese e ad esse viene data la forza normativa ed economico-finanziaria per avere impatto diretto sulla qualità di vita di tutti noi cittadini. Per questa ragione la manovra non è solo un documento tecnico, un insieme di numeri e capitoli di spesa, bensì è un passaggio fondamentale per dare al Paese stabilità, crescita e fiducia nel futuro, sostenendo il potere d'acquisto delle famiglie, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo.
Primo punto, diciamolo insieme a voce alta: questa è una manovra che, con ogni probabilità, consentirà all'Italia di chiudere in anticipo la procedura di infrazione per deficit eccessivo e aprire una fase nuova per il nostro Paese. I complimenti vanno al Governo, al Ministro Giorgetti, al Vice Premier Tajani, alla Presidente Meloni perché hanno creduto in un'impresa impossibile e che hanno, invece, concretizzato, facendola diventare una vera impresa e tutto il mondo ci sta rispettando, con i dati economici che lo dimostrano.
Durante l'approvazione in Senato devo dire che il gruppo di Forza Italia ha offerto ottimi risultati su molteplici tematiche, urgenti e significative e ha dato quel contributo con una presentazione di emendamenti che - e ringrazio il Governo - sono stati per lo più accolti da parte della maggioranza. Una prima misura, fondamentale per Forza Italia però, nel segno del primo comandamento che ci ha lasciato il Presidente Silvio Berlusconi, è la riduzione della pressione fiscale; e ridurremo ancora una volta, anche in questa manovra, le tasse grazie a un grande lavoro di tutto il Governo . Perché? Perché è a sostegno dei redditi: si prevede la riduzione dal 35 al 33 per cento della seconda aliquota Irpef relativa ai redditi tra 28.000 e 50.000 euro, con un beneficio che può arrivare fino a 440 euro l'anno. Tale intervento vale circa 3 miliardi di euro ed è stato fortemente voluto dal nostro Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, a cui va il nostro grazie .
Questo Governo non solo ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, ma ha inserito anche importanti e concreti aiuti. Li voglio ricordare, cari colleghi dell'opposizione, che mi sembra che la manovra non l'abbiate letta con attenzione. Primo, un'aliquota agevolata del 5 per cento dell'impresa sostitutiva sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali per i lavoratori dipendenti privati; la riduzione dal 5 all'1 per cento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sui premi di produttività e sul trattamento accessorio; l'introduzione di un'imposta sostitutiva, con aliquota del 15 per cento, per le maggiorazioni e le indennità per lavoratore notturno e festivo; l'aumento dei e dei buoni pasto. Tutte proposte che, sin dall'inizio di questa legislatura, hanno trovato casa nel programma di mandato del nostro Presidente Silvio Berlusconi: un imprenditore con visione, in grado di mettere sempre al centro della propria azione il benessere delle maestranze e, al contempo, la gratificazione per i lavoratori.
Proseguendo nell'esame dei punti più rilevanti in legge di bilancio, si riserva attenzione, altresì, al sostegno delle famiglie e alla natalità. Forza Italia considera da sempre la famiglia il pilastro della società, il nucleo fondante per stimolare la natalità attraverso assegni familiari, servizi per l'infanzia e la conciliazione vita-lavoro, soprattutto per le donne. Il disegno di legge di bilancio stanzia nel triennio circa 3,5 miliardi per la famiglia, con misure a favore del contrasto della povertà, la revisione del calcolo dell'ISEE sulla casa, il prosieguo su quella che è la Carta “Dedicata a te” con oltre 500 milioni. Ma durante l'esame al Senato sono state, altresì, introdotte molte altre misure per la famiglia, grazie all'impegno di Forza Italia. Tra queste vorrei citare: il finanziamento per la realizzazione di comunità estive per bambini e anziani; l'incremento delle risorse del Fondo per interventi a favore delle donne vittime di violenza; il progetto “Educare al rispetto - Sport e Salute” al fine di prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e della violenza di genere nelle scuole secondarie di primo grado; poi l'istituzione di un fondo sport-famiglia per contribuire alle spese di iscrizione e frequenza dello sport per i giovani con meno di 18 anni, per associazioni sportive dilettantistiche, contrastando così anche la sedentarietà e l'ulteriore diffusione delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui l'obesità che voglio ricordare - proprio grazie a una legge di Forza Italia a mia prima firma - è stata riconosciuta da questo Parlamento come malattia grave e come emergenza sanitaria e non più come responsabilità individuale. Ma sempre in quest'ottica sono stati inseriti al Senato interventi inerenti al Fondo di garanzia della prima casa; alla modifica della disciplina del Piano casa Italia; all'istituzione di un Fondo per sostenere gli inquilini in condizioni di morosità incolpevole; alla riapertura del termine per la domanda di accesso al Fondo di indennizzo dei risparmiatori delle banche italiane fallite per il riesame di quelle domande dei risparmiatori respinte in tutto o in parte per errori procedurali o difetto di documentazione.
Passando poi al capitolo della sanità, cari colleghi, il Servizio sanitario nazionale, di cui tutti abbiamo appena festeggiato l'anniversario dell'istituzione, incrementa in totale, oltre a quanto previsto dalla precedente manovra, 5 miliardi per il 2026; 5,7 miliardi per il 2027; e quasi 7 miliardi per il 2029, di cui 2,4 di euro per il 2026 e 2,65 a decorrere dal 2027 sul fondo sanitario. Con tali incrementi - lo voglio ricordare - il finanziamento del Servizio sanitario nazionale raggiunge il livello record di 143 miliardi; nel 2022 era appena di 123 miliardi; per quelli assegnati oggi invece parliamo di oltre 20 miliardi in più.
Allora io mi domando: ma come potete dire che non c'è un'attenzione nei confronti del Servizio sanitario quando questo Governo ha messo 20 miliardi Io capisco che la pubblicità è l'arma del successo, ma bisogna essere seri. Bisogna dire le cose come stanno, non bisogna raccontare le bugie, perché la gente i numeri li conosce.
Ma una parte di tali risorse, proprio per rispondere ancora agli attacchi, sarà destinata alle nuove assunzioni, al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario, al fine di far fronte alla carenza di personale sanitario, per garantire la riduzione delle liste d'attesa e il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie, ma soprattutto sarà destinata al rafforzamento della prevenzione delle varie patologie e all'innovazione diagnostica, al potenziamento dei programmi legati allo .
Tema centrale della legge di bilancio per il 2026 sono anche gli interventi a sostegno delle imprese, a favore delle quali, durante l'esame al Senato, sono stati previsti ulteriori 3,5 miliardi di euro.
Si tratta di risorse importanti stanziate sull'iperammortamento, sull'Industria 5.0, sulla ZES unica, misure il cui successo e l'andamento positivo sono sotto gli occhi di tutti. Sono importanti anche il finanziamento della legge Sabatini, cioè il sostegno agli investimenti in beni strumentali, e il rifinanziamento della Transizione 4.0, con nuove risorse per 1,3 miliardi.
Cari colleghi, passiamo al tema degli enti locali e delle regioni. Lo voglio dire soprattutto ai colleghi della maggioranza, ma anche alle opposizioni: in ambito di Conferenza unificata, le regioni, l'ANCI e l'UPI hanno dato parere favorevole su questa manovra, ovviamente rivendicando alcuni emendamenti, che poi sono stati accolti. Lo voglio dire: sul fronte delle regioni, abbiamo ridotto di 100 milioni il concorso alla finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario, la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità delle regioni con accollo del debito da parte dello Stato. Sul fronte dei comuni, abbiamo introdotto le nuove modalità di calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità, l'incremento del Fondo per l'assistenza ai minori di 150 milioni, il Fondo speciale per l'equità del livello dei servizi, la proroga dell'autorizzazione a rinegoziare i mutui contratti dagli enti locali; il riscadenzamento, da 10 fino a 20 anni, dei tempi per la restituzione delle anticipazioni concesse ai comuni in dissesto, la fuoriuscita del comune di Roma Capitale dal riparto della quota del Fondo di solidarietà e una maggiore flessibilità per gli avanzi liberi degli enti locali.
Insomma, più di così, cosa si poteva fare? Abbiamo dato il massimo che potevamo dare nei confronti del territorio. Poi, comunque, il nostro gruppo Forza Italia ha dato anche grande attenzione al pagamento degli straordinari alle Forze di Polizia, perché la sicurezza si tutela anche con il riconoscimento di chi ogni giorno garantisce la nostra sicurezza. Abbiamo autorizzato l'assunzione di 2.000 agenti di Polizia penitenziaria…
PRESIDENTE. Concluda.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). …il potenziamento del personale delle capitanerie di porto e l'assunzione di 700 magistrati.
Concludendo, Presidente, Forza Italia voterà a favore sulla questione di fiducia sul disegno di legge di bilancio per il 2026, che considera uno strumento strategico per coniugare rigore finanziario e sviluppo economico, sostenendo famiglie e imprese. La legge di bilancio per il 2026 rappresenta, quindi, una scelta di campo chiara e coraggiosa. Il Governo conferma, ancora una volta, il proprio impegno concreto nel coniugare responsabilità finanziaria e sviluppo economico, mettendo al centro le famiglie, i lavoratori, le imprese, il Servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Deve concludere.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). In uno scenario economico così complesso e così complicato, il lavoro che è stato fatto è importante e significativo. Per questo, Forza Italia, con grande onore, voterà a favore di questa manovra economica
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ottaviani. Ne ha facoltà.
NICOLA OTTAVIANI(LEGA). Grazie, Presidente. Siamo qui a commentare e, soprattutto, a portare avanti il voto di fiducia rispetto a una manovra che, come le altre che sono state portate avanti dal Ministro Giorgetti e, più in generale, dal Governo di centrodestra, non soltanto è efficace e oculata, ma porta avanti un tema fondamentale, che è quello dello sviluppo concreto, dello sviluppo reale.
Ministro Giorgetti, l'unica informazione in più rispetto alle informazioni che sono state diffuse in questi giorni relativamente alla portata effettiva della manovra, purtroppo vorremmo darla noi, anche come gruppo Lega, perché, al di là dei dati che sono stati diffusi e che spesso devono essere letti anche tra le righe, la manovra non è di 21,5 miliardi di euro; infatti, è una manovra di 61,5 miliardi di euro, perché quei 40 miliardi come tassa in più che incombono su questa manovra, come scure vera e propria, non li ha creati lei, il Ministro Giorgetti, non li ha creati il Governo di centrodestra, ma è un po' come avveniva quando facevamo le moltiplicazioni o le divisioni a scuola: c'è un riporto. Ecco, ogni anno, abbiamo questo riporto di 40 miliardi che va a incidere sulle disponibilità finanziarie. Qualcuno, qualche pseudo economista, anche dai banchi dei 5 Stelle, in questi giorni, ci ha detto: no, attenzione, in realtà non stiamo parlando di competenza, stiamo parlando di cassa. Ma di questo stiamo parlando, perché, comunque sia, quei 40 miliardi in meno all'anno, che, secondo l'ENEA, hanno pesato per 130 miliardi di euro, sono soldi in meno per le famiglie italiane, per le imprese italiane e per il bilancio dello Stato! Questo ce lo dobbiamo dire con molta chiarezza, perché i numeri hanno la testa dura . Con una differenza, Ministro e signor Presidente, che, mentre quella enorme mole di danaro - come qualcuno ci ricorda, come affermò Winston Churchill, mai è stato speso così tanto per così pochi - ha riguardato una platea di appena 500.000 beneficiari, 500.000 fortunati che, ci mancherebbe altro, sono anche loro nostri contribuenti, ma certo, se oggi siamo costretti a portare avanti una manovra finanziaria di 21,5 miliardi per 60 milioni di contribuenti, è inammissibile, inconcepibile che 130 miliardi siano stati spesi per appena 500.000 nostri, comunque, concittadini .
Questo significa che chi ci ha preceduto non ha commesso un errore, ha fatto una scelta particolare, che è stata quella del mattone, che è stata quella di dare un consolidamento, signor Ministro, a chi aveva già delle rendite. Perché, quando si parla di colpire le rendite finanziarie, quando, anche in queste ore, abbiamo sentito qualcuno dire “no, non avete il coraggio di introdurre la patrimoniale” - diamine! -, con quell'operazione è stato garantito chi il mattone già ce l'aveva e probabilmente lo ha ereditato da generazioni! Perché di questo stiamo parlando ! A differenza di un altro , che non è il ma che è un incentivo che viene portato avanti da parte di questo Governo rispetto al mondo delle imprese, perché l'impresa - lo ribadiamo sempre noi della Lega - non è semplicemente dell'imprenditore, ma è del lavoratore: l'articolo 2555 del codice civile si riferisce a un complesso organizzato di beni, dove chi ne va a beneficiare alla fine? Se l'impresa produce quel valore aggiunto, quel valore aggiunto viene ridistribuito e crea ricchezza all'interno, per tutti coloro che mettono braccia, testa e cuore all'interno dell'impresa.
E, allora, abbiamo fatto altro, grazie alla sua indicazione, Ministro, ossia creare un 110, no, creare un 180 per cento, che riguarda la possibilità che le imprese portino avanti investimenti con deduzioni, con la deducibilità degli oneri come costi, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno ci dice: no, state portando avanti numeri inventati. Non è così. Perché dato che, sempre la matematica ha la testa dura, caro Presidente, per essere più chiari, una società di capitali, una Srl o una Spa che fa un investimento di un milione di euro, grazie alla maggiorazione del 180 per cento, ha un risparmio sull'Ires di 430.000 euro che vengono reinvestiti sull'azienda, che vengono reinvestiti in posti di lavoro ! Questo significa creare, generare, il plusvalore sano dell'economia, non quel plusvalore finto, che si faceva finta, appunto, in passato di ricevere da parte dello Stato con contribuzioni che spesso venivano devolute a chi l'impresa non l'aveva mai conosciuta fino a quel momento, ma era vicino al potere del Governo.
E, allora, un altro elemento fondamentale di questo incentivo che è stato creato riguarda la destinazione, infatti avendo esperienza di aziende, di imprese e soprattutto di società civile, il Governo bene ha fatto a prevedere l'ipotesi del del 180 per cento che arriva fino al 50 per cento, laddove però i macchinari devono essere installati in Italia, perché dobbiamo premiare l'italianità, la produzione e soprattutto il lavoro delle famiglie italiane . Certo, se si permetteva, come in passato, di prendere il macchinario e portarlo all'estero, magari in Cina, seguendo la via o il fiuto della seta, quei macchinari non avrebbero prodotto né ricchezza da tassare in Italia, né tantomeno nuovo lavoro e nuova occupazione. per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici.
Certo c'è la necessità di portare avanti quelle che sono le fonti alternative, ma se queste fonti alternative, poi, vengono prodotte con i pannelli in Cina, che bruciano carbone, e poi ci vogliono far credere che noi dobbiamo essere assoggettati al , allora anche in quel caso c'è qualcosa che non funziona. E, allora, ben venga il anche del 180 per cento per l'acquisto dei pannelli fotovoltaici, purché, però, siano prodotti in Europa e soprattutto con qualità ed efficienza che siano continentali e che non siano dall'altra parte del mondo.
E allora, quando si fa riferimento da parte delle minoranze - noi ancora le definiamo così perché speriamo che, alla fine, qualche cosa di non oppositivo la producano -, quando si fa riferimento a quello che è il profilo dell'arretramento del prodotto interno lordo, bisognerebbe chiedersi perché, bisognerebbe capire perché questo prodotto interno lordo nel nostro continente, soprattutto per quanto riguarda l'industria pesante, non quella leggera, ha avuto questa .
Certo non siamo stati noi ad appoggiare alcuni Governi di sinistra-centro all'interno di quella che era la più importante istituzione comunitaria, quindi nella Commissione europea, che hanno portato avanti questo folle non rendendosi conto di quella che è la ripartizione in giro per il mondo degli abitanti. Ma immaginate che cosa è successo: in un'Europa di 450 milioni di persone, davanti agli Stati Uniti che hanno una popolazione variabile tra 330 e 340 milioni di persone, davanti alla Russia con 160 milioni di persone, davanti alla Cina con 1 miliardo e 400 milioni di persone, all'India con 1 miliardo e 200 milioni, noi abbiamo detto: no, facciamo i “fichi” del pianeta, noi siamo i più bravi e i più belli sulla materia del , non ci interessa se gli altri producono CO2 o producono inquinamento planetario, l'importante è che noi ne usciamo belli come classe dirigente .
Questo non funziona, questo non può funzionare così, Presidente. Allora, quando si fa riferimento, ad esempio, al mondo del lavoro, sull'età pensionabile, grazie a un intervento che ha fortemente voluto la Lega e il nostro Ministro, c'è stata la riduzione dei famosi 3 mesi per quanto riguardava l'aumento dell'età pensionabile nel 2027 e c'è un impegno anche per il 2026 a far scendere tutto questo ulteriormente. Come ci siamo sentiti dire: ma sui lavoratori precoci…
PRESIDENTE. Concluda.
NICOLA OTTAVIANI(LEGA). …e sui lavori usuranti - e andiamo a concludere, Presidente - è stato fatto ben poco. E no, è il contrario, perché anche in questo caso l'economia reale prevale su quella virtuale. Nel 1970 i ragazzi che avevano 19 anni o meno di 19 anni e che facevano ingresso nel mercato del lavoro sono stati sicuramente in numero superiore rispetto a quelli del 1990. E allora che cosa succede? Che senza toccare età e requisiti diminuisce la platea degli aventi diritto.
PRESIDENTE. Deve concludere.
NICOLA OTTAVIANI(LEGA). Questa è economia, signor Presidente, e soprattutto è economia di un Paese reale che il Ministro Giorgetti e il Governo di centrodestra hanno restituito a questo Paese dopo una enorme latitanza della politica e del senso del reale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.
UBALDO PAGANO(PD-IDP). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, a tirarla troppo la corda prima o poi si spezza, e con questa manovra la vostra corda, quella di tutte le bugie che avete raccontato negli ultimi anni, si è spezzata per davvero. Perché non solo siamo davanti a una legge di bilancio priva di ogni logica nei suoi intendimenti, ma siamo anche di fronte a una manovra che sconfessa gli ultimi 10 anni di propaganda che la destra ha innervato nel Paese, dalle pensioni alle tasse, dalla sanità alla sicurezza, dalla crescita all'.
“Tu scendi dalle stelle” bisognerebbe intonare alla Premier, visto il periodo natalizio , per ricordarle i toni sguaiati che usava dai banchi dell'opposizione. Bene, con questa manovra avete coronato il vostro sogno di trasformare il Parlamento in un cinematografico o in un bivacco, se lo ritenete più conforme alla vostra storiaccia, mentre il luogo della decisione si è trasferito, in maniera stabile, in piazza Colonna, sostituito, senza che la maggioranza battesse ciglio, dal Consiglio dei ministri.
Avete fatto e disfatto il testo 20 volte in 2 mesi, emendamenti piovuti dal cielo, ma rigorosamente di notte. La favola delle solite manine per togliersi dall'imbarazzo, le accuse al povero Ministro dell'Economia, cui prestiamo un pizzico di solidarietà, perché sempre più bistrattato persino dai suoi compagni di partito. La maschera è caduta, signor Presidente, e ora la vostra faccetta la fate vedere a tutti quanti. Il compito principale della legge di bilancio dovrebbe essere quello di affrontare i problemi economici del Paese e individuare le soluzioni migliori per stimolare la crescita.
Qui dentro, però, non c'è nulla di tutto questo. Le nostre imprese fanno i conti da mesi con i dazi statunitensi e da qualche anno con i prezzi dell'energia alle stelle. La Premier aveva annunciato in pompa magna un piano da 25 miliardi di euro, che avrebbe dovuto - così diceva - rasserenare il, ma di quel pacchetto di misure non c'è traccia. Sono rimasti solo i titoli dei giornali a ricordarci che qualcosa fu detto, ma nulla fu fatto. Un piano che forse è finito nel cassetto ormai stracolmo delle soluzioni miracolose di Giorgia Meloni, dal decreto per le liste d'attesa ai provvedimenti per azzerare l'immigrazione. Una piccola nota a margine: ne avete autorizzati mezzo milione nei prossimi 3 anni.
Sul fronte energia avete fatto peggio, perché, di fronte all'aumento dei costi energetici che abbiamo registrato negli ultimi anni, questo Governo non ha nemmeno provato a mettere una toppa. Tanto il conto lo pagano sempre e soltanto gli italiani e le italiane, le imprese del nostro Paese, quelle che a parole dite di difendere, mentre con i fatti le state accompagnando verso il fallimento. I dati da quando siete al Governo non mentono, al contrario di quanto fate voi: 32 mesi negli ultimi 36 abbiamo avuto la produzione industriale con un segno negativo.
L'anno scorso hanno chiuso i battenti 340.000 imprese, quasi mille al giorno, e quest'anno i dati rischiano di essere addirittura peggiori. La verità è che, se in questi 3 anni di destra non ci fosse stato il PNRR, che voi non volevate, oggi parleremmo di un'Italia che affonda nella recessione . Diceva qualcuno che l'eredità che non si merita spesso finisce per essere sperperata, ed è quello che avete fatto. L'altro giorno avete festeggiato, anche con grande accelerazione, quello che il PNRR avrebbe dovuto spendere in questi anni.
Un risultato che per un Governo normale dovrebbe essere ordinaria amministrazione, ma che per voi è diventato un fatto storico. Poi però, come se non bastasse, andando a leggere tra le righe della relazione, scopriamo che opere e misure per 24 miliardi di euro, praticamente un quarto di quanto avete speso finora, viene spostato sulle . Una prece al Vicepresidente Rampelli, perché si usa anche qui un inglesismo per non far capire cosa c'è dietro: veicoli finanziari che vi consentono di recuperare tempo e spostare in avanti l'utilizzo di quelle risorse.
Ma quella sul PNRR non è l'unica bugia che raccontate agli italiani. Come detto, l'elenco è lunghissimo e a farlo tutto rischieremmo di passare il Capodanno qui dentro, ma noi non vogliamo abbandonare il Paese all'esercizio provvisorio. Le tasse : ce le ricordiamo le promesse della campagna elettorale del 2022, così come ci ricordiamo delle parole della Presidente del Consiglio, che parlò di pizzo di Stato Bene, il pizzo, colleghi e colleghe, continua ad aumentare con voi al Governo.
L'anno scorso la pressione fiscale ha toccato il record degli ultimi 12 anni Avete fatto tornare l'Italia al quarto posto tra i Paesi dell'OCSE, ma non per crescita, ma per le tasse, perché il 70 per cento delle lavoratrici e dei lavoratori italiani, praticamente 12 milioni di persone, non si accorgerà nemmeno della modesta riduzione del terzo scaglione dell'aliquota Irpef. Il regalo di questo Governo è un bel caffè alla settimana per tutti loro. Più che un recupero del potere di acquisto, sembra che abbiate voluto omaggiare il simbolo dell'italianità, cioè il caffè. Sarà mica questo l'epitaffio del Governo Meloni?
Se il popolo ha fame offritegli un caffè ! Allo stesso tempo, però, aumenta tutto il resto. Dovevate abolire le accise al primo Consiglio dei ministri, ma con questa manovra arriva un'altra stangata: 600 milioni in più per chi ha l'automobile. Dovevate abolire le odiose tasse sugli immobili, ma retromarcia anche qui: aumenta la cedolare secca sulla seconda casa. Salvini doveva cancellare la Tobin tax: una tassa distorsiva che ostacola gli investimenti, cito lui stesso. Bene, l'avete raddoppiata.
E che dire dell'IRAP, quella che Silvio Berlusconi definì “imposta rapina”? Anche quella, colleghe e colleghi, aumenterà di 2 punti percentuali nei prossimi 2 anni per gli istituti di credito.
Ma solo per quei cattivoni delle banche? No, perché questa scelta incosciente farà ricadere quei maggiori costi direttamente sui cittadini che hanno contratto un mutuo o che semplicemente tengono i loro risparmi su un conto corrente .
Poi c'è il capitolo dello Stato sociale. Servirebbe un minuto di silenzio per celebrarne la memoria, ma non ne abbiamo il tempo. Sulla sanità lo abbiamo già detto: gli italiani hanno scoperto il già da tempo. È servito davvero a poco il tentativo goffo di scaricare il barile sulle regioni. Le liste d'attesa però continuano a essere chilometriche, non solo per incapacità delle regioni, ma perché questo Governo continua a trattare la sanità come un privilegio per pochi, solo per chi se lo può permettere e può pagare. State uccidendo la più grande riforma sociale della nostra storia fatta da una donna, che amava le persone, come Tina Anselmi . State svendendo l'universalità delle cure, regalando ai privati il monopolio della salute dei nostri cittadini. A sconfessare i programmi lunari che ormai fate non basta più neanche l'opposizione, basta ascoltare quello che hanno dichiarato i medici: il Governo Meloni, ostaggio del MEF, ha messo l' davanti al diritto alla salute. Ma mentre i medici scappano dal Servizio sanitario e le persone non riescono più a curarsi, voi fate propaganda con un cumulo di fesserie a buon mercato e numeri senza storia e contesto.
Il contesto ve lo diamo noi: la spesa sanitaria crolla nel nostro Paese. Nel 2028 scenderà addirittura sotto il 6 per cento, mentre in Europa e negli altri Paesi OCSE si supera il 7 per cento. Insomma, state smantellando lo Stato sociale e lo state facendo col sorriso sulla bocca e il dito sempre puntato contro un nemico di turno con la codardia e l'ipocrisia che vi contraddistingue. A proposito di ipocrisia, non si può che chiudere col più grande colpo di teatro che si ricordi nella storia recente: la telenovela sulle pensioni, un capitolo assente quasi fino al gong e che inaspettatamente viene fuori l'ultima notte di lavori in Commissione. Uno spettacolo indecente che descrive alla perfezione la credibilità delle persone che abbiamo davanti e l'affidabilità di chi oggi governa il Paese.
Tajani doveva portare la pensione minima a 1.000 euro al mese: una rivoluzione per i milioni di pensionati che in Italia non riescono neanche a fare la spesa. È aumentata - udite, udite - di ben 3 euro al mese quest'anno. Quindi, riepilogando, avete dato ai lavoratori un caffè a settimana e ai pensionati tre al mese. Insomma, è una buona percentuale per quelli che vogliono consumare il caffè, meno per quelli che devono fare la spesa per arrivare a fine mese.
Ma ancor peggio è ciò che ha detto e fatto il Ministro Salvini. Lo ricordiamo mentre campeggiava sotto casa dell'ex Ministro Fornero, giurando di abolire la riforma delle pensioni. Conosciamo bene l'epilogo: non solo la Fornero non è stata abolita, ma addirittura peggiorata. Allora, le pernacchie, che suggeriva, adesso dovrebbero accompagnarlo rumorosamente ovunque vada in Italia .
PRESIDENTE. Concluda.
UBALDO PAGANO(PD-IDP). Questa non è una legge di bilancio, è l'atto notarile della vostra resa, una manovra scritta non per cambiare il Paese, ma per galleggiare, prendere tempo e salvare la faccia. Vi interessa solo arrivare vivi alla prossima scadenza, ma il Paese reale non vive di propaganda, vive di salari, sanità, lavoro stabile e sicurezza sociale. Per questo la fiducia che chiedete non è un atto di forza, ma l'ultima scorciatoia in cui state impiccando il Paese. Buona fortuna, ve ne servirà !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rampelli. Ne ha facoltà.
FABIO RAMPELLI(FDI). Grazie, Presidente, colleghi deputati e rappresentanti del Governo. Compagne, a causa del cattivo tempo, la rivoluzione è rinviata a data da destinarsi . Lo diceva Ennio Flaiano, troppe nuvole e scrosci, a iniziare dalla maldestra strumentalizzazione della causa palestinese, con buona pace di Hamas, piccoli equivoci senza importanza li definirebbe il noto scrittore Alfredo Todisco.
Solo in Italia la sinistra si è spinta così avanti. Solo qui le manifestazioni pro-Pal sono degenerate in scontri di piazza, solo da noi un'elezione regionale si è tramutata in un'assemblea delle Nazioni Unite. .
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo parlare l'onorevole Rampelli!
FABIO RAMPELLI(FDI). Il fortunale più impetuoso l'opposizione l'ha conosciuto dentro casa, nell'azione di un Governo che, per la prima volta, vede crescere il gradimento dopo ben tre anni. La sinistra in tre anni cambia, di norma, tre Governi.
Ho sentito in questi giorni ragionamenti surreali, pieni di fantasia, a proposito di cattivo tempo per voi dell'opposizione e di bel tempo per gli italiani, ecco i dati che non tradiscono mai: per la prima volta in 13 anni l'occupazione cresce più della media europea. Gli occupati erano con Gentiloni 22 milioni, con Conte 21 milioni, con Draghi 22 milioni. Ora siamo a 24.500.000 . Anche l'occupazione femminile è record. Da Prodi a Draghi mai sopra il 48,6 per cento, oggi siamo al 57,4 per cento. L'occupazione al Sud è cresciuta del 2,2 per cento (più 0,6 per cento rispetto alla media nazionale). Oltre un terzo dei posti di lavoro in questi anni è collocato nel Mezzogiorno. La disoccupazione è passata dall'8,1 per cento di Draghi al 6 per cento di oggi. Quella giovanile è diminuita di 12 punti da Prodi, di 9 da Conte, di 4 da Draghi, nel 2022 era vicina al 23 per cento, oggi è al 19,8 per cento.
Con l'occupazione che cresce sale il gettito nelle casse dello Stato, e non per l'aumento delle tasse come dicono i maligni o i disinformati. In valore assoluto, la nostra capacità di produrre ricchezza è aumentata di 600 miliardi di euro dal Governo Letta, 500 miliardi di euro da Gentiloni, 400 miliardi di euro da Conte. Siamo a 2.200 miliardi di euro. Il rapporto debito-PIL era al 145 per cento con Conte e con Draghi, ora è al 136,9 per cento. Il deficit si ferma, il debito decresce. Lo con Conte e Draghi oscillava tra 150 e 110, ora è a 67 punti. La spesa sanitaria, a proposito di quanto ho ascoltato poco fa, è la più alta di sempre: 136 miliardi di euro nel 2025, 143 miliardi di euro nel 2026, in aumento nelle future annualità. Bene, in questa legge di bilancio si risale al 6,5 per cento del PIL. Il Governo Gentiloni l'aveva portata al 6,4 per cento, cari amici, e finisce un'altra frottola. Assunzioni di personale sanitario, detassazione degli straordinari per i medici di pronto soccorso, premi alle regioni che abbattono le liste d'attesa perché, vi informo, che le liste d'attesa dipendono dalle regioni.
Nel 2024 il PIL è cresciuto dello 0,7 per cento, quello del Sud dell'1,3 per cento, superiore al Nord-Est e al Centro Italia.
L'andamento dei salari è catastrofico da trent'anni, oscillando tra stagnazione e declino. Parliamo del periodo - tanto per intenderci - 1990-2020 (non governavamo noi), meno 2 per cento. In Europa, nello stesso periodo, sono arrivati a più 29 per cento. Cause: bassa produttività, PIL stagnante, inflazione alta, invecchiamento della popolazione, ritardi nel rinnovo dei contratti nazionali. Abbiamo lavorato su tutto questo, siamo quindicesimi nella graduatoria UE, i lavoratori italiani sono più poveri rispetto alla metà di quelli europei a parità di ore lavorate, è vero, ma la serietà della nostra politica sociale ha prodotto finalmente aumenti, per la prima volta, superiori all'inflazione: nel 2025 più 3,3 per cento a fronte di un'inflazione dell'1,5 per cento, nella pubblica amministrazione più 6,7 per cento. Nel 2026 si prevede un aumento del 2,5 per cento con l'inflazione all'1,4 per cento. Per risalire verso la media europea c'è ancora molta strada da fare, ma noi abbiamo invertito la curva. I salari hanno ricominciato a crescere.
Ho citato Ennio Flaiano al principio, riferito all'opposizione. Mi viene in mente una bella canzone di Giorgio Gaber che dice “Un'idea un concetto un'idea, finché resta un'idea è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea, avrei fatto la mia rivoluzione”. Tradotto: noi lavoriamo per concretizzare il nostro programma, voi dell'opposizione invocate l'esorcista.
Abbiamo un avanzo primario per il secondo anno consecutivo, siamo l'unica Nazione del G7 ad averlo. Le nostre entrate superano le uscite al netto degli interessi passivi sul debito, da meno 3,6 per cento del 2023 a più 0,9 per cento.
Il picco dell'immigrazione clandestina si è registrato, come tutti sappiamo, nei Governi Renzi e Gentiloni (181.500 ingressi irregolari). Ora siamo a 18.000 per il secondo anno consecutivo, premiando, di rimando, l'immigrazione regolare. La Commissione europea adotta le misure italiane: aiuti alle Nazioni africane solo se bloccano l'immigrazione illegale. Voi volevate la redistribuzione e i corridoi.
Abbiamo spinto e ottenuto dall'Unione europea l'emanazione di un elenco di Paesi terzi sicuri per velocizzare i rimpatri, che sono cresciuti, superando i blocchi giudiziari che hanno ostacolato il Protocollo Italia-Albania.
Con il Piano Mattei e il partenariato paritetico l'Italia è ponte tra Europa e Africa, come geografia impone; scrive una nuova pagina nelle relazioni con il Sud del mondo, dopo gli anni dello sfruttamento di talune nazioni occidentali. Hanno aderito 14 Stati africani. Sulle infrastrutture viaggia con il corridoio di Lobito e sul digitale con il , più i grandi progetti in agricoltura.
Nel 2025 abbiamo avuto sette promozioni dalle agenzie di , con Moody's che ha rivisto il proprio giudizio sull'Italia al rialzo dopo 23 anni . L'aumenta del 3,6 per cento dallo scorso anno: l'Italia sale al quarto posto nel mondo dopo Cina, Stati Uniti e Germania, superando il Giappone. Aumentano anche gli investimenti diretti esteri: nel 2025 la quota di capitale detenuta da investitori stranieri ha superato il 50 per cento del totale.
Cercate di darci lezioni su come acquisire soldi dalle banche in eccesso di utili, ma, quando avete avuto l'occasione, non avete voluto o saputo farlo. Noi, senza squassare il mercato finanziario, abbiamo ricavato, anche quest'anno, qualche miliardo di euro e messo in manovra il principio, tutt'altro che scontato, che le riserve auree appartengono al popolo . Era necessario farlo, visto che nel capitale di Bankitalia ci sono, e non da oggi, istituti privati. Ma voi contestate anche questo.
Conclusioni. La manovra da 22 miliardi di euro, dedicata al ceto medio e alle famiglie, dopo che nei due anni precedenti abbiamo sostenuto le categorie più deboli, è solida, ma dobbiamo pagare buffi non fatti da noi - vale la pena di ricordarlo, senza stare qui a lamentarsene, a titolo di cronaca -, a iniziare dai 40 miliardi che pesano quest'anno sul superbonus.
Abbiamo fatto stare insieme tenuta dei conti e crescita, con due guerre distanti da noi solo mille chilometri. La riduzione dal 35 al 33 per cento dell'Irpef per i redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro si traduce in un aumento netto fino a 440 euro all'anno. Non sono i ricchi: ancora una volta, state su Marte. Nel 2024 abbiamo fatto pagare meno tasse a chi guadagnava fino a 28.000 euro, più il taglio strutturale del cuneo fiscale di 7 punti per redditi fino a 35.000 euro. Il taglio delle tasse, dopo tre anni, vale 25 miliardi l'anno e rafforza il potere d'acquisto delle famiglie.
La lista sarebbe lunga. Mi fermo qui, non prima di aver citato una simpatica scena del film di Ettore Scola. Vittorio Gassman, in una festa - la chiameremmo così, oggi -, interpretava la parte di un deputato della sinistra. Si rivolgeva a una ribelle Stefania Sandrelli, scambiata inizialmente per fascista, in realtà era una gruppettara …
PRESIDENTE. Concluda.
FABIO RAMPELLI(FDI). …domandandole, con un sarcasmo che, con educazione e ironia, indirizzo all'opposizione: “A che ora è la rivoluzione? E come bisogna venire? Già mangiati?”
Voteremo la fiducia, con orgoglio, al Governo e comprendiamo, con compassione, il disagio della sinistra di fronte a questi numeri. Buon anno a tutti noi. Buon 2026 all'Italia .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione sulla questione di fiducia.
Indico la votazione per appello nominale sull'articolo 1, sulla cui approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia.
Ricordo che l'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale la chiama avrà inizio è stata effettuata dalla Presidenza nella seduta di ieri, domenica 28 dicembre. La chiama avrà quindi inizio dalla deputata Siracusano.
Invito i deputati Segretari a procedere alla chiama.
(Segue la chiama).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione sull'articolo 1 del disegno di legge in esame, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia:
Presenti: ……….……… 347
Votanti: ………….…… 344
Astenuti: ……….……….. 3
Maggioranza: ….……... 173
Hanno risposto : …….. 219
Hanno risposto : …... 125
La Camera approva.
Si intendono così respinte tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1.
sì:
Albano Lucia
Almici Cristina
Ambrosi Alessia
Amich Enzo
Amorese Alessandro
Andreuzza Giorgia
Antoniozzi Alfredo
Arruzzolo Giovanni
Bagnai Alberto
Bagnasco Roberto
Baldelli Antonio
Barabotti Andrea
Barelli Paolo
Battilocchio Alessandro
Battistoni Francesco
Bellomo Davide
Bellucci Maria Teresa
Benigni Stefano
Benvenuti Gostoli Stefano Maria
Benvenuto Alessandro Manuel
Bergamini Davide
Bergamini Deborah
Bicchielli Pino
Bignami Galeazzo
Billi Simone
Bisa Ingrid
Bof Gianangelo
Bordonali Simona
Bruzzone Francesco
Buonguerrieri Alice
Caiata Salvatore
Calderone Tommaso Antonino
Calovini Giangiacomo
Candiani Stefano
Cangiano Gerolamo
Cannata Giovanni Luca
Cannizzaro Francesco
Caparvi Virginio
Cappellacci Ugo
Caramanna Gianluca
Caretta Maria Cristina
Carfagna Maria Rosaria
Caroppo Andrea
Carra' Anastasio
Casasco Maurizio
Castiglione Giuseppe
Cattaneo Alessandro
Cattoi Vanessa
Cavandoli Laura
Cavo Ilaria
Centemero Giulio
Cerreto Marco
Cesa Lorenzo
Chiesa Paola Maria
Ciaburro Monica
Ciancitto Francesco Maria Salvatore
Ciocchetti Luciano
Coin Dimitri
Colombo Beatriz
Colosimo Chiara
Colucci Alessandro
Comaroli Silvana Andreina
Comba Fabrizio
Congedo Saverio
Coppo Marcello
Cortelazzo Piergiorgio
Costa Enrico
Crippa Andrea
Dalla Chiesa Rita
Dara Andrea
D'Attis Mauro
De Bertoldi Andrea
De Corato Riccardo
De Monte Isabella
De Palma Vito
Deidda Salvatore
Delmastro Delle Vedove Andrea
Di Giuseppe Andrea
Di Maggio Grazia
Di Mattina Salvatore Marcello
Dondi Daniela
Donzelli Giovanni
Fascina Marta Antonia
Ferrante Tullio
Ferro Wanda
Filini Francesco
Formentini Paolo
Frassinetti Paola
Frassini Rebecca
Frijia Maria Grazia
Furgiuele Domenico
Gabellone Antonio Maria
Gardini Elisabetta
Gatta Giandiego
Gava Vannia
Gemmato Marcello
Gentile Andrea
Giaccone Andrea
Giagoni Dario
Giglio Vigna Alessandro
Giordano Antonio
Giorgetti Giancarlo
Giorgianni Carmen Letizia
Giovine Silvio
Gori Irene
Gruppioni Naike
Gusmeroli Alberto Luigi
Iaia Dario
Kelany Sara
La Salandra Giandonato
Lampis Gianni
Lancellotta Elisabetta Christiana
Latini Giorgia
Lazzarini Arianna
Leo Maurizio
Loizzo Simona
Longi Eliana
Loperfido Emanuele
Lovecchio Giorgio
Lucaselli Ylenja
Lupi Maurizio
Maccanti Elena
Maccari Carlo
Maerna Novo Umberto
Maiorano Giovanni
Malagola Lorenzo
Malaguti Mauro
Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo
Mantovani Lucrezia Maria Benedetta
Marchetti Riccardo Augusto
Marchetto Aliprandi Marina
Marrocco Patrizia
Mascaretti Andrea
Maschio Ciro
Matera Mariangela
Matone Simonetta
Matteoni Nicole
Mattia Aldo
Maullu Stefano Giovanni
Mazzetti Erica
Mazzi Gianmarco
Michelotti Francesco
Miele Giovanna
Milani Massimo
Molinari Riccardo
Mollicone Federico
Molteni Nicola
Montaruli Augusta
Montemagni Elisa
Morgante Maddalena
Morrone Jacopo
Mule' Giorgio
Mura Francesco
Nevi Raffaele
Nisini Tiziana
Orsini Andrea
Osnato Marco
Ottaviani Nicola
Padovani Marco
Pagano Nazario
Palombi Alessandro
Patriarca Annarita
Pella Roberto
Pellicini Andrea
Perissa Marco
Pichetto Fratin Gilberto
Pierro Attilio
Pietrella Fabio
Pisano Calogero
Pizzimenti Graziano
Polidori Catia
Polo Barbara
Pozzolo Emanuele
Pretto Erik Umberto
Prisco Emanuele
Pulciani Paolo
Raimondo Carmine Fabio
Rampelli Fabio
Ravetto Laura
Rixi Edoardo
Rizzetto Walter
Roccella Eugenia
Roscani Fabio
Rossello Cristina
Rossi Angelo
Rosso Matteo
Rotelli Mauro
Rotondi Gianfranco
Rubano Francesco Maria
Ruspandini Massimo
Russo Gaetana
Russo Paolo Emilio
Saccani Jotti Gloria
Sala Fabrizio
Sasso Rossano
Sbardella Luca
Schiano Di Visconti Michele
Schifone Marta
Semenzato Martina
Silvestri Rachele
Siracusano Matilde
Sorte Alessandro
Squeri Luca
Tajani Antonio
Tassinari Rosaria
Tenerini Chiara
Testa Guerino
Trancassini Paolo
Tremaglia Andrea
Urzi' Alessandro
Varchi Maria Carolina
Vietri Imma
Vinci Gianluca
Volpi Andrea
Ziello Edoardo
Zinzi Gianpiero
Zoffili Eugenio
Zucconi Riccardo
Zurzolo Immacolata
no:
Aiello Davide
Alifano Enrica
Amato Gaetano
Amendola Vincenzo
Appendino Chiara
Ascani Anna
Ascari Stefania
Auriemma Carmela
Bakkali Ouidad
Baldino Vittoria
Barbagallo Anthony Emanuele
Barzotti Valentina
Berruto Mauro
Boldrini Laura
Bonafe' Simona
Bonelli Angelo
Bonetti Elena
Bonifazi Francesco
Borrelli Francesco Emilio
Braga Chiara
Bruno Raffaele
Cafiero De Raho Federico
Cappelletti Enrico
Carmina Ida
Carotenuto Dario
Caso Antonio
Casu Andrea
Ciani Paolo
Colucci Alfonso
Cuperlo Gianni
D'Alessio Antonio
D'Alfonso Luciano
De Luca Piero
De Maria Andrea
De Micheli Paola
Del Barba Mauro
Dell'Olio Gianmauro
Di Biase Michela
Di Lauro Carmen
Di Sanzo Christian Diego
Dori Devis
D'Orso Valentina
Faraone Davide
Fassino Piero
Fede Giorgio
Ferrara Antonio
Ferrari Sara
Filippin Rosanna
Fontana Ilaria
Forattini Antonella
Fornaro Federico
Fratoianni Nicola
Furfaro Marco
Gadda Maria Chiara
Ghio Valentina
Giachetti Roberto
Gianassi Federico
Girelli Gian Antonio
Gnassi Andrea
Graziano Stefano
Gribaudo Chiara
Grimaldi Marco
Grippo Valentina
Gubitosa Michele
Guerini Lorenzo
Guerra Maria Cecilia
Iacono Giovanna
Iaria Antonino
L'Abbate Patty
Lacarra Marco
Lai Silvio
Laus Mauro Antonio Donato
Lomuti Arnaldo
Madia Maria Anna
Magi Riccardo
Malavasi Ilenia
Mancini Claudio
Manzi Irene
Mari Francesco
Marino Maria Stefania
Merola Virginio
Morassut Roberto
Morfino Daniela
Orfini Matteo
Pagano Ubaldo
Pandolfo Alberto
Pastorella Giulia
Pastorino Luca
Pavanelli Emma
Pellegrini Marco
Peluffo Vinicio Giuseppe Guido
Penza Pasqualino
Perantoni Mario
Piccolotti Elisabetta
Porta Fabio
Prestipino Patrizia
Provenzano Giuseppe
Quartapelle Procopio Lia
Quartini Andrea
Raffa Angela
Ricciardi Marianna
Ricciardi Riccardo
Ricciardi Toni
Richetti Matteo
Roggiani Silvia
Romeo Nadia
Rosato Ettore
Rossi Andrea
Ruffino Daniela
Santillo Agostino
Sarracino Marco
Scarpa Rachele
Schlein Elly
Serracchiani Debora
Silvestri Francesco
Simiani Marco
Soumahoro Aboubakar
Speranza Roberto
Stefanazzi Claudio Michele
Tabacci Bruno
Torto Daniela
Traversi Roberto
Tucci Riccardo
Vaccari Stefano
Zanella Luana
Gebhard Renate
Manes Franco
Steger Dieter
Boschi Maria Elena
Carloni Mirco
Cecchetti Fabrizio
Cirielli Edmondo
Della Vedova Benedetto
Foti Tommaso
Freni Federico
Lollobrigida Francesco
Meloni Giorgia
Minardo Antonino
Pittalis Pietro
Romano Francesco Saverio
Schullian Manfred
Sportiello Gilda
Tremonti Giulio
Zaratti Filiberto
PRESIDENTE. Come comunicato nella seduta di ieri, domenica 28 dicembre, sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 22 con l'esame dei restanti articoli del provvedimento e dei relativi emendamenti e, quindi, con l'esame degli ordini del giorno.
La seduta è sospesa. Riprenderà alle ore 22 con immediate votazioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta sono complessivamente 69, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2750.
Passiamo, quindi, all'esame degli articoli da 2 a 21 del disegno di legge e delle proposte emendative ad essi riferite.
La I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere , che è in distribuzione.
Se nessuno chiede di intervenire, invito i relatori e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti riferiti agli articoli da 2 a 21.
Prego, signori relatori. Onorevole Barabotti? Onorevole Pella? Chi mi dà i pareri? Onorevole Barabotti, prego.
ANDREA BARABOTTI, Grazie, Presidente. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Parere contrario. Il Governo, per favore?
LUCIA ALBANO,. Parere conforme, grazie.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Tab. 2.1 Pastorella.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.1 Pastorella con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Allora, colleghi vi ricordo che il relatore e il Governo hanno espresso i pareri, che sono contrari con riferimento agli articoli dal 2 al 21.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'emendamento Tab. 2.2 Evi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.2 Evi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Tab. 7.1 Caso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 7.1 Caso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'articolo 8. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 9. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 10. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Tab. 10.2 Iaria. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. E direi che anche quest'anno il ponte sullo Stretto ce lo siamo levato dalle opere strutturali prioritarie di questo Paese, per fortuna. Con una farsa che, tra l'altro, potrebbe far creare tantissimi titoli di film: 100 volte la prima pietra, il giorno del pilone (dove ogni volta si ripete il fatto che partirà il ponte e poi non parte), togli la pietra, metti la pietra (un allenamento che il Ministro Salvini fa per allenarsi per una sfida epocale, per vincere la sua battaglia dell'opera infrastrutturale più grande del mondo).
Però effettivamente avete ragione: Iaria - me lo dico io, tramite lei, Presidente, me lo dico da solo -, smettila di scherzare, sii serio. Però chi ha cominciato a scherzare è il Ministro Salvini. Purtroppo però il Ministro Salvini scherza con i nostri soldi, scherza con i soldi che servono alle infrastrutture del Paese . Ma basta, porca miseria, basta! Adesso questo emendamento semplicemente dice una cosa: smettetela di dirottare queste opere al 2033, al 2032, come se uno mette da parte i soldi per ristrutturare una casa che però ha bisogno di essere ristrutturata adesso. E con questo emendamento noi spostiamo i soldi sulla sicurezza ferroviaria, sulle opere che servono adesso alla nostra rete ferroviaria, adesso al nostro sistema di trasporti. Sono 780 milioni di euro.
Non bastano, sono anche pochi, ma ha un senso, invece che giocare con il plastico del ponte. E, per favore, smettetela di continuare con questa farsa, perché fa ridere fino a un certo punto, come direbbe il Ministro Tajani. Anzi, a noi non fa più ridere .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 10.2 Iaria, con parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 11. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 12. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti Tab. 12.1 Fratoianni e Tab. 12.2 Conte. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). Grazie, signor Presidente. Sarò molto breve, perché questo emendamento è molto semplice; propone di tagliare 8 miliardi di euro dalle spese militari, dalle spese del settore della difesa, che sono in continuo aumento - andiamo ormai verso un'economia di guerra, ci andiamo speditamente; la follia del riarmo è diventata una sorta di nuova religione civile e persino finanziaria -, e di destinare queste risorse al sistema sanitario nazionale pubblico, che continua ad averne uno straordinario bisogno, nonostante la retorica che abbiamo ascoltato anche in quest'Aula, ossia che aumenta la spesa per la sanità; ma diminuisce in rapporto al PIL, al prodotto interno lordo, e questo condanna il nostro sistema sanitario a una fragilità che è ormai insopportabile; significa cose molto concrete, come le liste d'attesa sempre più lunghe e significa che 6 milioni di italiani - un numero mai visto - hanno rinunciato a curarsi, perché non se lo possono permettere e perché il sistema sanitario nazionale non è in grado di rispondere ai loro bisogni.
Allora, siccome la politica e in particolare quest'atto della politica, quello più importante per la politica, il bilancio, è soprattutto scelta, noi proponiamo di fare una scelta: meno soldi per la spesa militare, più soldi per la salute degli italiani e delle italiane .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Conte. Ne ha facoltà. Prego, presidente Conte.
GIUSEPPE CONTE(M5S). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, questo emendamento - è stato appena detto - invita le forze di maggioranza e il Governo a mettere i soldi dove ci chiedono gli italiani, dove ci sono le urgenze degli italiani e le priorità della nostra comunità nazionale. Si tratta di definanziare la corsa al riarmo; si tratta di prendere miliardi e miliardi di investimenti (23 miliardi nel prossimo triennio) per cercare di offrire ai nostri cittadini un servizio sanitario con prestazioni che siano adeguate.
Negli scorsi mesi, abbiamo girato i territori, abbiamo visitato ospedali, pronto soccorso, abbiamo visitato presìdi sanitari di territorio: sono tutti in difficoltà. Le file sono lunghissime e, nonostante il vostro decreto così tanto sbandierato, non si sono abbreviate le liste d'attesa. Abbiamo personale sanitario sottopagato e con turni massacranti. Noi pensavamo - forse siamo stati un po' ingenui - che dalla pandemia potessimo tutti insieme trarre alcune lezioni. E ricordiamo anche, quando eravate all'opposizione, gli interventi molto animati - forse anche troppo, a volte - con cui rivendicate la massima attenzione alla questione sanitaria. Qual è l'insegnamento che voi traete da quell'emergenza sanitaria? Che abbiamo bisogno di buttare i soldi in armi? Qual è l'esperienza? È che definanziamo gli investimenti in sanità. Qui arriveremo al 6,4 per cento rispetto al PIL. Noi avevamo superato il 7 per cento. Avevamo definito una strada, un percorso non nell'interesse di un partito, di una forza politica, ma cercando veramente di recuperare un contesto molto difficile e finalmente metterci alle spalle una situazione di emergenza.
E oggi qual è la realtà? Che si aspetta anche un anno, oggi, per una TAC. Sei milioni di cittadini rinunciano alle cure. Prestate molta attenzione, anche con gli emendamenti avete dimostrato di curare con molta attenzione il servizio sanitario privato. Ma guardate che non tutti hanno la possibilità di un'assicurazione, di permettersi un'assicurazione per andare in una clinica privata . Guardate che i cittadini non hanno una carta di credito, non sono in tanti quelli che hanno una carta di credito per permettersi le cure nel sistema privato.
E allora vi chiediamo di prendere quei soldi e di metterli dove servono: nella sanità. Non c'è nulla di nulla nella sanità , non c'è un piano sanitario, come pure non c'è un piano sulla sicurezza, non c'è un piano sulla scuola, sull'istruzione! Nulla di nulla ! Solo grandi investimenti per le armi. Sulle armi addirittura infilate emendamenti; è successo anche in Senato, quando un emendamento, ci dicono suggerito da Crosetto, addirittura agevolerà la produzione di armi e il commercio delle armi. È questo ciò di cui il Paese ha bisogno? Forse ne ha bisogno Giorgia Meloni, perché ritiene che la politica estera e la credibilità dell'Italia passino dalla sottoscrizione di impegni di spesa insostenibili per la nostra comunità , impegni di spesa per le armi, per i carri armati, per i missili. Cosa otterremo da queste sottoscrizioni, fatte - è il caso di dirlo, è un'espressione di Giorgia Meloni - con il sangue degli italiani? Un piano di riarmo da 800 miliardi in Europa, per armare, riarmare la Germania, perché noi non ne potremo beneficiare, se non in modo assolutamente residuale, addirittura utilizzando anche i fondi di coesione. E poi, ancora, portare i nostri investimenti nella difesa dal 2 al 5 per cento in ambito NATO…
PRESIDENTE. Concluda, per favore.
GIUSEPPE CONTE(M5S). E poi, ancora, promettere a Trump l'acquisto di armi, favorendo le industrie americane, oltre al gas liquido costoso…
PRESIDENTE. Concluda.
GIUSEPPE CONTE(M5S). …e a zero tassazione per i giganti del . Non è questo che ci chiedono gli italiani . Vi preghiamo…
PRESIDENTE. Grazie.
GIUSEPPE CONTE(M5S). Sottoscrivete questo emendamento. Votiamolo insieme, nell'interesse dell'Italia .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Se nessun altro chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Tab. 12.1 Fratoianni e Tab. 12.2 Conte, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento Tab. 12.3 Conte. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 12.3 Conte, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 13. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 14. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 15. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 16. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 17. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 18. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 19. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 20. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 21. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 21.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Avverto che gli ordini del giorno n. 9/2750/129 Gatta, n. 9/2750/139 Di Maggio e n. 9/2750/155 Matone sono stati ritirati dai presentatori.
Avverto che è in distribuzione la versione corretta dell'ordine del giorno n. 9/2750/163 Rizzetto .
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Se posso, vorrei fare una premessa. Con riferimento ai pareri che il Governo…
PRESIDENTE. Non ho capito. Una premessa?
LUCIA ALBANO,. Sì, grazie.
PRESIDENTE. Prego.
LUCIA ALBANO,. Con riferimento ai pareri che il Governo si accinge ad esprimere, si rappresenta che gli ordini del giorno che sono stati ritenuti accoglibili delineano un complesso e articolato quadro di finalità, le quali andranno, come di consueto, valutate in una prospettiva di insieme, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica ed i relativi vincoli.
PRESIDENTE. Passiamo al parere sugli ordini del giorno. Ordine del giorno n. 9/2750/1 Braga?
LUCIA ALBANO, . Sull'ordine del giorno n. 9/2750/1 Braga, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a monitorare il funzionamento del Fondo rotativo per sostenere i conduttori in condizione di morosità incolpevole, istituito con il provvedimento in esame, valutando di incrementare le risorse per sostenere l'accesso alle abitazioni in locazione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/2 Madia, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/3 Speranza, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/4 Filippin, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di accompagnare l'attuazione delle misure previste dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, laddove ne ricorrano le condizioni di fattibilità tecnico-economica, volte a favorire”, e così via.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/5 Girelli, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare, anche con interventi normativi, di implementare, nell'ambito delle misure per il contrasto alla povertà alimentare e con particolare riferimento alle famiglie in stato di necessità, le iniziative per favorire un'alimentazione sana e di qualità”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/6 Forattini, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/7 Vaccari, espunte le ultime tre premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare di adottare ulteriori misure a favore del settore lattiero-caseario esposto agli effetti dell'introduzione dei dazi e del conseguente rallentamento delle attività produttive”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/8 Marino, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/9 Fossi, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/10 Ascani, espunte le ultime tre premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “in sede di attuazione delle misure previste dal provvedimento in esame, a continuare nella diffusa azione di monitoraggio relativo all'attuazione del PNRR, valutando la possibilità di realizzare, limitatamente agli interventi di demolizione e ricostruzione della misura M2C3I1.1, soluzioni anche alternative a quelle offerte dal PNRR”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/11 Amendola, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “nell'ambito del quadro normativo vigente, a valutare di adottare misure per l'efficientamento della rete idrica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/12 Scotto, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2750/13 Quartapelle Procopio è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/14 Pastorino, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare di implementare iniziative, anche normative, per la tutela delle vittime dell'amianto, nonché dei loro eredi e dell'operatività dei porti italiani”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/15 Bonafe', espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva dell'impegno: “a valutare l'opportunità di promuovere ulteriori iniziative normative volte a garantire un coerente inquadramento dell'attività di gestione cimiteriale nel codice del Terzo settore”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/16 Simiani, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/17 Porta, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'adozione di ulteriori iniziative, anche normative, per proseguire la stabilizzazione del personale PNRR della giustizia”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/19 Barabotti, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con quanto previsto dalla direttiva (UE) 2024/1275 e dalle relative linee guida adottate dalla Commissione europea, di accompagnare le misure previste dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, anche normative, volte a precisare la definizione di ‘caldaia unica alimentata a combustibili fossili', con particolare riferimento ai generatori d'aria calda a condensazione e altre tecnologie ad altissima efficienza e compatibili con l'uso di gas rinnovabili o miscele, quali le caldaie e ”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/20 Loizzo, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità in sede di attuazione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/21 De Bertoldi, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, nel rispetto della direttiva IVA, di accompagnare”, eccetera.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/22 Curti, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2750/23 Andrea Rossi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/24 Peluffo, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a continuare ad adottare misure a favore della filiera , delle filiere manifatturiere e industriali strategiche”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/25 Pandolfo e n. 9/2750/26 Mauri, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/27 Manes, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/28 Graziano, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/29 Roggiani, il parere è favorevole con riformulazione, nel senso di premettere le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/30 Bonelli, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “ad implementare ulteriormente l'adozione di misure per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/31 Borrelli, espunte la seconda e la terza premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, inserendo nella seconda parte dello stesso, dopo la parola “nonché”, le seguenti: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/32 Dori, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare le opportune iniziative per la valorizzazione dell'istituto del gratuito patrocinio e per il relativo espletamento da parte dei professionisti abilitati”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/33 Ghirra, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “ad implementare ulteriormente l'adozione di misure di sostegno in favore della Sardegna”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/34 Grimaldi, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a monitorare il funzionamento del Fondo rotativo per sostenere i conduttori in condizione di morosità incolpevole, istituito con il provvedimento in esame, valutando di incrementare le risorse per sostenere l'accesso alle abitazioni in locazione e di potenziare ulteriormente le misure sull'edilizia residenziale pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/35 Mari e n. 9/2750/36 Piccolotti, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/37 Zanella, espunte la quinta e la sesta premessa, il parere è favorevole con riformulazione, che premette a ciascun impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/38 Zaratti e n. 9/2750/39 Fratoianni, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2750/40 Soumahoro, espunte le premesse, è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/41 Ciani, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “ad implementare ulteriormente l'adozione di misure per favorire l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/42 Stumpo e n. 9/2750/43 Lai, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/44 Orfini, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di accompagnare”, e via seguendo.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/45 Cuperlo, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/46 Berruto, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/47 Iacono, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a proseguire nelle iniziative già intraprese volte a consentire la realizzazione di interventi indifferibili e urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/48 Manzi, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno: “a proseguire nelle iniziative già intraprese, volte ad incrementare le risorse del sistema di studentesco”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/49 Romeo, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/50 De Palma, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare l'opportunità di adottare misure di competenza volte a garantire che il Fondo istituito dall'articolo 1, comma 227, finanzi misure concrete di riconoscimento e di sostegno per i familiari, con particolare attenzione ai conviventi e prevalenti”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/51 Tenerini, n. 9/2750/52 Marrocco e n. 9/2750/53 Cappellacci, il parere è favorevole.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/54 Laus e n. 9/2750/55 Conte, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/56 Amato, espunte la terza, la quarta e la sesta premessa, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “ad incrementare ulteriormente le risorse a favore del cinema, con particolare riguardo a quelle occorrenti per sostenere la scoperta e la crescita di nuovi talenti”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/57 Caso, n. 9/2750/58 Orrico, n. 9/2750/59 Donno, n. 9/2750/60 Iaria e n. 9/2750/61 Traversi, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2750/62 Fede, espunte le premesse, è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/63 Francesco Silvestri, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare l'opportunità di incrementare ulteriormente le risorse a favore delle Forze dell'ordine con particolare riguardo alla città di Roma, prevedendo, altresì, ulteriori risorse anche per sostenere la spesa dei comuni per l'incremento dei dispositivi di videosorveglianza nei parchi urbani, nelle stazioni ferroviarie e metropolitane e nelle immediate vicinanze”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/64 L'Abbate, espunte la quarta, la quinta e la sesta premessa, il parere è contrario al primo, al secondo, al terzo e al quinto impegno, e favorevole con riformulazione del quarto impegno: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, di porre in essere ogni attività funzionale nell'introdurre meccanismi di incentivazione nell'uso efficiente della risorsa idrica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/65 Marianna Ricciardi e n. 9/2750/66 Quartini il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/67 Di Lauro, espunte le ultime due premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di incrementare ulteriormente le risorse a favore del ruolo di cura e di assistenza del familiare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/68 Torto il parere è favorevole con riformulazione che premette le parole “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/69 Pellegrini, n. 9/2750/70 Alifano e n. 9/2750/71 Raffa il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/72 Dell'Olio il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di modificare il decreto del Ministro dei Trasporti n. 88 del 1999, aggiornando le disposizioni recanti i requisiti fisici e psicoattitudinali anacronistici e discriminatori, facendo comunque salva la possibilità di prevedere, in relazione alle effettive esigenze di impiego e alle tipologie di mansioni tecnico-operative, specifici requisiti psicofisici, da indicare nei bandi di concorso, e adeguando i parametri di idoneità all'evoluzione tecnologica dei mezzi, alle attuali conoscenze medico-scientifiche e ai principi di non discriminazione e pari opportunità sanciti dall'ordinamento nazionale ed europeo, anche in considerazione della rilevante mole di contenzioso derivante dall'applicazione del decreto citato e del conseguente sperpero di risorse pubbliche; a valutare, altresì, l'opportunità di aggiornare il quadro normativo vigente in materia di accesso e avanzamento nelle professioni tecniche e operative nel settore dei trasporti, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 3, 4 e 37 della Costituzione , dell'articolo 8 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e degli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione CEDAW, al fine di prevenire e rimuovere, ove necessario, le disposizioni suscettibili di produrre effetti di discriminazione indiretta di genere che possano limitare l'accesso delle donne alle professioni tecniche…
PRESIDENTE. Ma è sicura che sta leggendo l'ordine del giorno n. 9/2750/73, onorevole Albano ?
LUCIA ALBANO,. …e operative…
PRESIDENTE. Secondo me è uscito un altro numero, perché…
LUCIA ALBANO,. Sono sicura.
PRESIDENTE. È sicura.
LUCIA ALBANO,. È il numero giusto.
PRESIDENTE. No, perché siccome non vedevo qui nulla sulle donne…
LUCIA ALBANO,. …fatti salvi…
PRESIDENTE. Leggevo “di aria” io qui.
LUCIA ALBANO,. Posso concludere? Grazie …fatti salvi specifici requisiti fisici e psicoattitudinali richiesti per determinate esigenze d'impiego e mansioni tecnico-operative”. È finito, grazie.
PRESIDENTE. Lo controlliamo perché io c'ho tutto… aria, aree metropolitane, ma di genere…
LUCIA ALBANO,. La riformulazione è questa.
PRESIDENTE. Va bene. Ordine del giorno n. 9/2750/73 Ilaria Fontana mi avete detto, sicuro? Va bene. Allora passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/74 Appendino…
LUCIA ALBANO,. No, no, passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/73 Ilaria Fontana.
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2750/73 Ilaria Fontana, sì.
LUCIA ALBANO,. Espunte le ultime due premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, ad incrementare ulteriormente le risorse volte al miglioramento della qualità dell'aria con particolare riguardo alle regioni del bacino padano”.
PRESIDENTE. Ah, ecco l'aria…
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/74 Appendino, espunte le ultime cinque premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad incrementare ulteriormente le risorse per la sicurezza urbana”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/75 Auriemma, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni “ad incrementare ulteriormente le risorse per le assunzioni delle Forze dell'ordine”.
L'ordine del giorno n. 9/2750/76 Baldino, espunte le premesse, è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/77 Alfonso Colucci, espunte le ultime tre premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “ad incrementare ulteriormente le risorse a sostegno dei giovani”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/78 Penza, n. 9/2750/79 Gubitosa e n. 9/2750/80 Cappelletti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/81 Bruno, espunta la prima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a reperire ulteriori risorse per incrementare l'attuale dotazione finanziaria prevista per promuovere le attività teatrali negli istituti penitenziari”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/82 Perantoni il parere è contrario al primo impegno e favorevole con la seguente riformulazione del secondo impegno: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/83 Ferrara, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/84 Sergio Costa, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare di incrementare le risorse a favore delle politiche di prevenzione e tutela del territorio, nonché a valutare di incrementare il contributo assegnato all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale per completare il progetto CARG e garantire il costante aggiornamento delle carte tematiche”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/85 D'Orso, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte a supportare ulteriormente gli obiettivi già perseguiti attraverso strumenti organizzativi quali, ad esempio, il protocollo ‘Liberi di scegliere' del marzo 2024”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/86 Ascari il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative” e continua.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/87 Giuliano, espunte la prima e dalla sesta all'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “a destinare ulteriori risorse a favore del comparto giustizia”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/88 Cafiero De Raho, espunta la quarta premessa, il parere è favorevole con riformulazione che premette le parole “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/89 Morfino, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad adottare ogni iniziativa utile a garantire una flessibilità più ampia in uscita dal mondo del lavoro, tenendo conto della specificità delle situazioni”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/90 Aiello, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a garantire l'adeguamento salariale al costo della vita tramite il sostegno e il potenziamento della contrattazione collettiva di primo e secondo livello”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/91 Tucci, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità, laddove ne ricorrano le condizioni di fattibilità tecnico-economica, nell'ambito dei piani di investimento infrastrutturale, di adottare ogni utile iniziativa finalizzata al completamento funzionale della diga della Castagnara, con particolare riferimento alle opere di canalizzazione e alla galleria di derivazione per lo sfruttamento della diga”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/92 Carmina, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “ad adottare ogni iniziativa utile a garantire una flessibilità più ampia in uscita dal mondo del lavoro, tenendo conto della specificità delle situazioni”.
PRESIDENTE. Acqua? No, non è un ordine del giorno, dico vuole bere un bicchiere d'acqua?
LUCIA ALBANO,. Grazie.
PRESIDENTE. L'acqua ancora non l'abbiamo…
LUCIA ALBANO,. Infatti non trovavo…
PRESIDENTE. Facciamo acqua, ma l'acqua ancora non c'è. Proseguiamo con l'ordine del giorno n. 9/2750/93 Carotenuto.
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/93 Carotenuto il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/94 Barzotti, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “a completare il quadro di interventi recati dal provvedimento in esame in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di: incentivare la formazione obbligatoria e continua in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; rafforzare ulteriormente il sistema sanzionatorio e i meccanismi di responsabilità delle imprese che violano le norme in materia di sicurezza, contrastando con decisione il lavoro irregolare e il contrattuale; potenziare ulteriormente gli organici dell'Ispettorato nazionale del lavoro, dei servizi di prevenzione delle ASL e degli enti preposti; incentivare politiche di flessibilità organizzativa per promuovere una migliore qualità dei tempi di vita e lavoro; valutare l'adozione di ulteriori misure idonee a prevenire e contrastare condotte vessatorie nei luoghi di lavoro, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione, percorsi formativi, linee guida e strumenti utili alla gestione costruttiva dei conflitti”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/95 Santillo, espunte la terza premessa e dalla sesta all'ultima, il parere è favorevole con la riformulazione complessiva degli impegni.
PRESIDENTE. Nel senso di?
LUCIA ALBANO,. L'ho perso, aspetti un momento: “a valutare di incrementare ulteriormente le risorse destinate all'edilizia residenziale pubblica e sociale e le risorse a favore del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e il Fondo per la morosità incolpevole”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/96 Scerra il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/97 Lomuti il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare di adottare misure che riducano l'impatto degli oneri generali, soprattutto per i cittadini a basso reddito”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/98 Cantone, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare di destinare ulteriori risorse a favore delle politiche di investimento destinate al Mezzogiorno, con particolare riferimento alla regione siciliana”. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/99 Pavanelli, n. 9/2750/100 Sportiello, n. 9/2750/101 Riccardo Ricciardi e n. 9/2750/102 Caramiello il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/103 Cherchi il parere è favorevole con riformulazione che premette, a ciascun impegno, le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/104 Patriarca e n. 9/2750/105 Tassinari il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/106 Prestipino il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/107 Gribaudo, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare l'opportunità di accompagnare l'attuazione delle misure in materia di contratti pubblici, recate dal provvedimento in esame, con ulteriori iniziative volte a: rafforzare ulteriormente nel settore della salute e sicurezza sul lavoro la prevenzione, anche in relazione a eventi climatici estremi e a condizioni ambientali avverse; prevedere nel decreto attuativo del cosiddetto di cantiere, di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 159 del 2025, che lo stesso riporti tutte le informazioni in linea con la natura dello strumento; continuare il confronto con le parti sociali in materia di salute e sicurezza, anche nell'ambito degli appalti”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/108 Steger il parere è contrario sul primo impegno e favorevole sul secondo impegno, con la seguente riformulazione: “ad accompagnare l'attuazione delle misure recate dai commi da 427 a 494 del provvedimento in esame con ulteriori iniziative, anche normative, volte ad assicurare la celere adozione del decreto del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, ai sensi dell'articolo 1, comma 50, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, tenendo conto delle specificità delle imprese elettriche minori di cui all'articolo 7 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, e delle cooperative elettriche”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/109 Ghio, espunte tutte le premesse tranne la prima, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare di incrementare ulteriormente le risorse a favore dell'Istituto italiano di tecnologia”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/110 Nevi il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di promuovere, nell'ambito delle politiche industriali e fiscali, un approccio equilibrato che coniughi le esigenze di sicurezza economica e strategica con l'apertura agli scambi commerciali, alla cooperazione tecnologica internazionale e al rafforzamento delle relazioni economiche e diplomatiche dell'Italia coi propri alleati storici e in tale ambito a riconsiderare la clausola di esclusione di cui al comma 427 dell'articolo 1 del provvedimento in esame nel senso di ristabilire i benefici dell'iperammortamento anche per i beni prodotti nei Paesi dell'EFTA e del G7”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/111 Almici, n. 9/2750/112 Ambrosi, n. 9/2750/113 Amorese, n. 9/2750/114 Buonguerrieri e n. 9/2750/115 Deborah Bergamini il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/116 Fascina il parere è favorevole sugli impegni primo, secondo e quarto; è favorevole, con riformulazione, sul terzo impegno, che aggiunge, in fine, le parole seguenti: “tenendo conto del parere di competenza dell'Autorità di bacino distrettuale competente per territorio”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/117 Mule' il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di supportare iniziative normative volte a stanziare ulteriori 500.000 euro per il 2026 per l'assunzione a tempo indeterminato di psicologi per l'assistenza oncoematologica pediatrica degli ospedali pubblici”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/118 Bicchielli, n. 9/2750/119 Lovecchio, n. 9/2750/120 Cangiano e n. 9/2750/121 Cannata il parere è favorevole.
Ci diamo il cambio, Presidente.
PRESIDENTE. Nel mezzo del cammin dei nostri ordini del giorno, diamo il cambio. Grazie, Sottosegretaria Albano.
Sottosegretaria Savino, siamo all'ordine del giorno n. 9/2750/121 Cannata, su cui il parere è favorevole.
SANDRA SAVINO,. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/122 Caramanna e n. 9/2750/123 Caretta il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/124 Cerreto, espunta la seconda premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di individuare adeguate risorse da destinare al completamento della realizzazione del policlinico universitario di Caserta, struttura strategica e di importanza primaria per il territorio”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/125 Chiesa, il parere è favorevole sul secondo impegno ed è favorevole sul primo impegno, con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare, nel limite dei vincoli di bilancio e di finanza pubblica, misure di perequazione previdenziale per il personale delle Forze armate …”
PRESIDENTE. C'è un problema: se può avvicinare, per favore, il microfono, Sottosegretaria Savino.
SANDRA SAVINO,. Sì, scusate.
PRESIDENTE. Allora, ordine del giorno n. 9/2750/125 Chiesa.
SANDRA SAVINO,. Allora, sull'ordine del giorno n. 9/2750/125 Chiesa, il parere è favorevole sul secondo impegno ed è favorevole sul primo impegno, con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare, nel limite dei vincoli di bilancio e di finanza pubblica, misure di perequazione previdenziale per il personale delle Forze armate, delle Forze di Polizia e dei Vigili del fuoco, che cessa dal servizio per il raggiungimento del limite di età previsto per il grado rivestito dall'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza, per anzianità di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165, nonché per decesso o per infermità, prevedendo che l'importo della pensione annua sia determinato, nella parte contributiva, moltiplicando il montante individuale per il coefficiente di trasformazione previsto per l'età anagrafica utile ai fini dell'accesso al pensionamento della generalità dei dipendenti pubblici. Per il personale che viene a trovarsi in una delle condizioni di cui all'articolo 995 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il predetto calcolo viene effettuato utilizzando un coefficiente di trasformazione ridotto, al fine di evitare disparità di trattamento con il personale non destinatario dell'istituto dell'ausiliaria”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/126 Malavasi il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/127 Ciaburro il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/128 Ciocchetti, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “laddove ne ricorrano le condizioni di fattibilità tecnico-economica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/130 Pittalis…
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2750/129 Gatta è ritirato . Onorevole Fornaro, non ci provi con me.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/130 Pittalis, espunta l'ultima premessa …
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2750/129 Gatta è ritirato, mi sembra la tombola! È ritirato l'ordine del giorno n. 9/2750/129 Gatta!
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/130 Pittalis.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/130 Pittalis, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole, con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare ogni opportuna iniziativa al fine di precisare, nel rispetto della normativa eurounitaria in materia di valutazione di impatto ambientale, la portata applicativa della modifica dell'Allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo n. 152 del 2006 citata in premessa, al fine di garantire sul territorio uniformità applicativa della citata esclusione dal procedimento di di VIA regionale anche con riferimento ai progetti relativi a villaggi turistici, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri di analoghe dimensioni già approvati e convenzionati prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/131 Squeri, n. 9/2750/132 Casasco, n. 9/2750/133 Mazzetti, n. 9/2750/134 Colombo e n. 9/2750/135 Colosimo il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/136 Comba, il parere è contrario sul terzo impegno e favorevole sugli altri.
PRESIDENTE. Quindi, parere favorevole con riformulazione.
SANDRA SAVINO,. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/137 Congedo e n. 9/2750/138 Di Giuseppe il parere è favorevole.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2750/139 Di Maggio è ritirato.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/140 Gabellone il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/141 Ferrari il parere è favorevole, con la seguente riformulazione: “a proseguire le iniziative volte ad assicurare, in attuazione di quanto previsto nelle nuove indicazioni nazionali e nelle linee guida per l'educazione civica, l'educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto ad ogni forma di violenza, alla non discriminazione, all'empatia relazionale e affettiva”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/142 Giorgianni, n. 9/2750/143 Giovine, n. 9/2750/144 Gori, n. 9/2750/145 La Salandra, n. 9/2750/146 Dara, n. 9/2750/147 Centemero, n. 9/2750/148 Giaccone, n. 9/2750/149 Montemagni, n. 9/2750/150 Lancellotta, n. 9/2750/151 Maerna, n. 9/2750/152 Maiorano, n. 9/2750/153 Malaguti e n. 9/2750/154 Michelotti il parere è favorevole.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2750/155 Matone è ritirato.
SANDRA SAVINO, . Sugli ordini del giorno n. 9/2750/156 Milani, n. 9/2750/157 Mollicone e n. 9/2750/158 Padovani il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/159 Candiani il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/160 Pellicini, n. 9/2750/161 Pietrella e n. 9/2750/162 Toccalini il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/163 Rizzetto il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/164 Rotondi il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a proseguire nelle azioni di riduzione dell'esposizione al rischio sismico, anche attraverso l'utilizzo delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 555, della legge di bilancio, con riferimento, altresì, alle aree interne del Mezzogiorno caratterizzate da rischio sismico e strutturale elevato, ivi comprese le province colpite dagli eventi sismici del 1980 avente le caratteristiche descritte in premessa”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/165 Sasso il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “ad adottare le opportune iniziative volte a prevedere che i provvedimenti attuativi del comma 233 della legge di bilancio siano adottati con il coinvolgimento del Ministero dell'Istruzione e del merito, anche al fine di garantire il necessario coordinamento con le attività già poste in essere dal predetto Ministero”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/166 Gaetana Russo il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/167 Gusmeroli il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare la possibilità di ripristinare la incrementale per l'anno d'imposta 2026 sulle dichiarazioni 2027”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/168 Testa il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/169 Miele il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/170 Cavandoli il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/171 Nisini il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di promuovere ulteriori iniziative normative volte a garantire un coerente inquadramento dell'attività di gestione cimiteriale nel codice del Terzo settore”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/172 Cattoi, espunte le premesse 4), 5) e 6), il parere è contrario al secondo e terzo impegno e il parere è favorevole sul primo impegno con la riformulazione: “fermi restando i requisiti di accesso previsti dalla legislazione vigente, a valutare iniziative normative tra il Ministero dell'Università e della ricerca e il Ministero della Salute volte a definire percorsi formativi universitari e post-universitari idonei a garantire la preparazione specifica dello psicologo ai fini del suo inserimento nei percorsi assistenziali oncologici”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/173 Comaroli il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/174 Vinci, n. 9/2750/175 Volpi e n. 9/2750/176 Zucconi il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/177 Trancassini il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “ad adottare ogni utile iniziativa volta, in occasione della ricorrenza del decimo anniversario del cosiddetto terremoto di Amatrice, ad assicurare l'accelerazione del processo di ricostruzione e riparazione dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, in vista di una sua rapida conclusione, garantendo a cittadini e imprese il necessario sostegno per scongiurare l'abbandono dei territori”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/178 Barbagallo, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione del primo impegno: “a valutare l'opportunità di assumere ulteriori iniziative dirette ad applicare gli oneri di servizio ad un numero più ampio di rotte di trasporto aereo e di frequenza dei collegamenti aerei nel rispetto della normativa dell'Unione europea”. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/179 Gnassi il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2750/110 Nevi.
PRESIDENTE. Lo recuperiamo.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/180 Vietri il parere è favorevole. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/181 D'Alfonso e n. 9/2750/182 Merola il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/183 Battilocchio il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, che inserisce dopo le parole: “eventualmente residue” le seguenti: “per effetto della non attuabilità di misure ivi previste in sede di adozione del decreto ministeriale in questione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/184 Ubaldo Pagano, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a proseguire l'azione di sostegno ad un piano di rilancio industriale del gruppo che salvaguardi i livelli occupazionali.” Sugli ordini del giorno n. 9/2750/185 Stefanazzi e n. 9/2750/186 Lacarra il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/187 Casu, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare di incrementare ulteriormente le risorse a favore del trasporto pubblico locale”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/188 Evi il parere è favorevole con riformulazione del primo impegno: “a fronte delle necessità di attuare una transizione verso una ricerca così come indicato anche dalla Commissione europea, a valutare l'opportunità di stanziare specifiche risorse per la ricerca e lo sviluppo di nuovi approcci metodologici, secondo il principio della completa sostituzione dell'utilizzo di animali”…
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani?
SANDRA SAVINO,. …e parere contrario al secondo impegno.
PRESIDENTE. Quindi è riformulato?
SANDRA SAVINO,. Sì.
PRESIDENTE. Va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/190 Cecchetti… Allora, un attimo solo, Sottosegretaria Savino, torniamo all'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani, mi faccia vedere gli impegni: ce n'è uno solo, quindi, casomai è contrario. Allora, l'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani ha un impegno unico.
SANDRA SAVINO,. No, io stavo parlando dell'ordine del giorno n. 9/2750/188 Evi, veramente.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2750/188 Evi lo abbiamo riformulato. Invece, sull'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani?
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani, espunte le premesse, parere favorevole con riformulazione dell'impegno: “a stanziare ulteriori risorse a favore dell'Amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità”.
PRESIDENTE. Va bene, quindi è riformulato.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/190 Cecchetti il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/191 Furfaro, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare di incrementare la misura dell'indennità di accompagnamento, di destinare maggiori risorse a favore dell'assistenza domiciliare e dei piani personalizzati di cura, nonché a favore dei ”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/192 Boscaini il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/193 Care' il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di incrementare nel tempo il contributo pubblico a supporto dei programmi di promozione delle Camere di commercio italiane all'estero”. L'ordine del giorno n. 9/2750/194 De Maria è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione degli impegni: “ad accompagnare le misure recate…
PRESIDENTE. Un attimo solo, onorevole. Colleghi. Io non riesco a sentire le riformulazioni. Vi prego, per favore. Per favore, colleghi, torniamo a fare silenzio, torniamo al posto, chi parla esce fuori. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/196 Provenzano? O mi stava dando il parere sull'ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo?
SANDRA SAVINO,. Sì, esatto.
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione…
PRESIDENTE. Avvicini il microfono, per favore.
SANDRA SAVINO,. …degli impegni: “ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame in materia di affari esteri con ulteriori iniziative, anche di carattere normativo, volte: a stanziare risorse adeguate e dedicate in favore del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, finalizzate al rafforzamento dei sistemi informatici di interfaccia al pubblico; a intervenire al fine di rafforzare l'efficacia del portale Prenot@mi”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/196 Provenzano, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno: “a valutare di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame in materia di affari esteri, di difesa e sicurezza nazionale con ulteriori iniziative normative volte a destinare progressivamente lo 0,70 per cento del reddito nazionale lordo all'aiuto pubblico allo sviluppo, come previsto dagli impegni internazionali assunti dall'Italia, e valutare l'adozione di misure per incrementare i fondi destinati alla cooperazione internazionale e destinare progressivamente lo 0,70 per cento del reddito nazionale lordo all'aiuto pubblico allo sviluppo, destinando tali risorse a progetti di sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 e gli impegni assunti dall'Italia in ambito internazionale”.
L'ordine del giorno n. 9/2750/197 Guerra, espunte le premesse, è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/198 Scarpa, espunte le ultime quattro premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “ad incrementare ulteriormente le risorse a favore della giustizia, anche al fine di aumentare le assunzioni di nuovi magistrati”.
L'ordine del giorno n. 9/2750/199 Gianassi, espunte le premesse, è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/200 Pretto e n. 9/2750/201 Barelli, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/202 Morassut, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/203 Paolo Emilio Russo, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/204 Pisano, il parere è favorevole con riformulazione, che sostituisce le parole “a destinare, per quanto di competenza,” con le seguenti: “a valutare l'opportunità di assumere, per quanto di competenza e nel rispetto della normativa europea che disciplina l'impiego delle risorse per la coesione e di quella nazionale relativa all'impiego delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, iniziative dirette a destinare”.
PRESIDENTE. A destinare? Destinare? E finisce così?
SANDRA SAVINO,. Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/205 Romano, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/206 Brambilla, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/207 Carfagna, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative, anche normative, volte a creare un sistema di rilevazione nazionale degli orfani di femminicidio e dei crimini domestici”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/208 Semenzato, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/209 Lupi, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative, anche normative, volte fra l'altro a incentivare i contratti di locazione a lungo termine e a modificare la disciplina degli sfratti, eventualmente consentendo forme più agili di esecuzione del rilascio degli immobili”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/210 Alessandro Colucci, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità, salvaguardando la produzione agricola vendibile, di accompagnare” e continua.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/211 Cavo, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/212 Boschi, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative volte ad estendere da 3 a 6 mesi il congedo indennizzato previsto a beneficio delle donne vittime di violenza, nonché ad escludere limiti di reddito che possano inficiare l'accesso al gratuito patrocinio per le donne vittime di violenza ovvero a scomputare dagli stessi gli assegni di mantenimento, di mantenimento per i figli e l'assegno universale, favorendo così l'accesso alla giustizia alle stesse”.
L'ordine del giorno n. 9/2750/213 Del Barba, è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/214 Faraone, espunte le premesse, accolti come raccomandazione gli impegni da 1) a 5); il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno 6): “istituire, senza nuovi o ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, un coordinamento interministeriale tra tutte le amministrazioni interessate, il Ministero della Pubblica amministrazione e il Ministero dell'Economia e delle finanze al fine di monitorare gli effetti occupazionali della scadenza dei progetti PNRR e programmare misure di continuità e sostenibilità”.
PRESIDENTE. Scusi, Sottosegretario, però, o come raccomandazione o lo riformuliamo… Un po' e un po' non si può fare. Che facciamo? Lo accantoniamo e poi me lo dice?
SANDRA SAVINO,. Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/215 Bonifazi, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/216 Gadda, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/217 Giachetti, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione, che premette le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/218 Sarracino, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a stanziare ulteriori risorse in favore del Mezzogiorno e delle aree interne”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/219 Zoffili chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. Bene.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/220 Fornaro, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “anche in considerazione della prassi invalsa, a promuovere iniziative di competenza volte a far sì che, in futuro, siano assicurati condizioni e tempi tali da consentire un congruo esame del disegno di legge di bilancio da parte di entrambi i rami del Parlamento”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/221 Latini, espunta la settima premessa, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Va bene, è riformulato.
SANDRA SAVINO,. Sugli ordini del giorno n. 9/2750/222 Sottanelli e n. 9/2750/223 Rosato il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/224 Grippo il parere è favorevole con riformulazione: “a proseguire nelle iniziative già intraprese volte ad assicurare la gratuità dei libri di testo ad una platea sempre maggiore di beneficiari”.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore… Colleghi, per favore, e due… Onorevole Russo!
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/225 Richetti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/226 Bonetti, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di integrare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/227 D'Alessio, espunta la seconda premessa, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/228 Pastorella, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2750/229 Benzoni è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/230 Ruffino, il parere è favorevole con riformulazione del secondo, quarto e quinto impegno, che premette le parole “a valutare l'opportunità di”, e parere contrario al primo e al terzo impegno.
L'ordine del giorno n. 9/2750/231 Onori è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/232 De Micheli il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/233 Giagoni, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/234 De Luca, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/235 Magi il parere è favorevole con riformulazione, nel senso di riformulare l'impegno come l'ordine del giorno n. 9/2750/220 Fornaro.
PRESIDENTE. Poi lo recuperiamo.
SANDRA SAVINO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/236 Di Biase, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'adozione di misure finalizzate a consolidare l'azione volta all'ottimale svolgimento delle attività trattamentali, formative e rieducative”.
L'ordine del giorno n. 9/2750/237 Toni Ricciardi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/238 Tirelli il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, laddove ne ricorrano le condizioni di fattibilità tecnico-economiche, di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame in materia di infrastrutture e trasporto con ulteriori iniziative normative volte a destinare, compatibilmente con lo stato di avanzamento della progettazione, maggiori risorse per la realizzazione del collegamento tra la stazione ferroviaria di Afragola e la rete metropolitana di Napoli”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/239 Caparvi, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, Sottosegretario Savino. Gli ordini del giorno n. 9/2750/214 Faraone e n. 9/2750/219 Zoffili sono accantonati e li vedremo in corso d'opera. Adesso distribuiamo ai gruppi le riformulazioni cosicché eventualmente recuperiamo delle frasi che non abbiamo ascoltato bene. Se siamo tutti d'accordo e direi che lo siamo…
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ricciardi. Per un richiamo al Regolamento? Prego.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per un richiamo al Regolamento per sottolineare un aspetto e invitarla, come Ufficio di Presidenza della Camera, a una riflessione - mi dispiace doverlo fare - in merito all'ordine del giorno n. 9/2750/138 Di Giuseppe. Perché? Perché si sta avviando un precedente, Presidente, molto, molto spiacevole: ovvero in legge di bilancio si propone e si dà parere favorevole su un ordine del giorno che va a delegare il Governo a mettere mano alla legge elettorale a meno di 90 giorni da un voto e stiamo parlando del voto degli italiani all'estero .
Allora, io mi chiedo, Presidente, se questa procedura sia fattibile o meno. Perché io sono abituato che, quando si parla di legge di bilancio, si parla di soldi, di diritti dei cittadini italiani, che vivono in Italia o che vivono all'estero. Delegare, impegnare il Governo a modificare la legge elettorale a 90 giorni dal voto, rispetto a una circoscrizione o ripartizione, credo - mi permetto di sottolinearlo, Presidente - che rischi di aprire un precedente molto, molto grave. Da questo punto di vista, chiedo a lei, Presidente, dall'alto della sua carica, di riflettere rispetto a questa cosa, perché la reputo un tantino pericolosa .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Toni Ricciardi, come sa, la Presidenza fa un vaglio di ammissibilità. Detto che nell'ordine del giorno l'impegno riguarda disposizioni normative e non delega, il criterio dell'ammissibilità è stato fatto in ordine all'articolo 88 del Regolamento. E, siccome l'ordine del giorno interviene su una materia che forma oggetto del disegno di legge, in quanto i commi 497, 511 e 512 recano un complesso di misure in favore degli italiani all'estero, dunque, la Presidenza l'ha ritenuto ammissibile … No, è già intervenuto sul Regolamento e le ho dato la spiegazione. Poi, quando arriveremo all'ordine del giorno, potrà intervenire. Se c'è una nuova questione… Allora, mi dica, così ci capiamo. Prego, onorevole Ricciardi.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente, mi scusi. Sull'ordine del giorno non posso intervenire perché il parere è favorevole. Io non metto in dubbio quello che ella sta dicendo. Il tema è un altro: in una legge di bilancio non si può delegare, con un ordine del giorno, la modifica della legge elettorale e delle modalità di voto a 90 giorni dal voto…
PRESIDENTE. Onorevole, Ricciardi, gliel'ho già spiegato…
TONI RICCIARDI(PD-IDP). …ma è possibile questa cosa? È possibile questo?
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Ricciardi, le ho spiegato che non contempla una delega al Governo…
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Ma c'è scritto come far votare…
PRESIDENTE. …parla di ulteriori…
TONI RICCIARDI(PD-IDP). …le persone in una maniera diversa a 90 giorni dal voto…
PRESIDENTE. …parla di ulteriori disposizioni normative, non parla di delega al Governo. Quindi, interviene su una materia che, come le ho spiegato, nei tre commi della legge di bilancio, 497, 511 e 512, interviene… Lei non è d'accordo, ma non ci posso far nulla. Che dobbiamo fare? Ripeto: il criterio è quello dell'articolo 88 del Regolamento.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/1 Braga: onorevole Braga, accetta la riformulazione? Prego.
CHIARA BRAGA(PD-IDP). No, Presidente, grazie, non accetto la riformulazione, anche per solidarietà verso tutti i colleghi e le colleghe di opposizione a cui il Governo ha riscritto, stravolto completamente un ordine del giorno. La prossima volta, suggerisco alle Sottosegretarie di presentarne uno su loro iniziativa anziché stravolgere quello delle opposizioni, anche perché, come sappiamo, questo è l'unico momento in cui potremo discutere - inascoltati, probabilmente - di questa manovra. Infatti siamo all'atto finale di una manovra di bilancio - la quarta del Governo Meloni - che questa Camera non ha minimamente potuto analizzare, discutere, concorrere a scrivere.
L'esame compresso in quattro giorni della seconda lettura della manovra di bilancio è uno dei tanti record di cui, forse, da domani, tornerà a vantarsi la Presidente Meloni. Avere ridotto il Parlamento a un passacarte: di grazia - per usare le espressioni che la stessa Presidente Meloni utilizzava in quest'Aula -, dovrebbe spiegarci dov'è la democrazia parlamentare, dopo che questa manovra è stata tenuta in ostaggio due mesi dal Senato ed è stata stravolta e riscritta.
Avete litigato per due mesi, avete piantato bandierine ideologiche - la più famosa, lasciatemi dire, è quella del famoso, inutile oro degli italiani, su cui tanto vi siete dilettati per due mesi -, avete sfiduciato il Ministro dell'Economia. Però, in questi due mesi, come dicevo, avete trovato modo di scrivere e riscrivere la manovra di bilancio, peggiorando, per quanto possibile, una manovra che già era nata - come abbiamo detto - vuota, senza nessun respiro, senza misure per la crescita, agendo sui temi del lavoro, delle pensioni, della lotta all'evasione senza dare alcuna risposta alle questioni su cui, anche questa sera, proveremo a farvi ragionare: le liste di attesa che non si riducono, il potere di acquisto delle famiglie che non aumenta, il costo dell'energia che continua ad essere il più alto d'Europa.
Però, dicevo, in questi due mesi, tutti i nodi politici, che vi hanno tenuto inchiodati nel litigio e nella discussione, sono rimasti lì, non sono stati sciolti. Infatti, per provare a venirne fuori, come abbiamo preso atto nel leggere il testo finale di questa manovra, avete deciso di fare due cose. La prima: vi siete spartiti tra i senatori di maggioranza i quattro soldi del fondo parlamentare e delle poche risorse in più che avete tirato fuori, provando ancora una volta a fare cassa sui pensionati e sui lavoratori, con una miriade di finanziamenti a comuni e associazioni amiche, che definire clientelari è a dir poco. Basta andare a vedere gli ordini del giorno che sono stati approvati al Senato. Alcune di queste misure sfiorano il ridicolo, perché siete riusciti a scrivere che date 20.000 euro per la pianificazione strategica dell'attività di un'associazione “Pinco Pallino”. Ma che pianificazione strategica c'è con 20.000 euro? Questa “legge mancia” mascherata non finisce al Senato, perché riguardo ad alcuni degli ordini del giorno che avete scritto qui, siccome vi eravate dimenticati di accontentare qualche parlamentare di maggioranza, avete pensato bene di presentare degli ordini del giorno che impegnano il Governo a prevedere, in altri provvedimenti successivi, il finanziamento di queste micro-misure. Nemmeno una mancia, una mancetta fatta per accontentare i vostri interessi elettorali.
Poi avete silenziato, con timide proteste, i Ministri che hanno accettato tagli lineari pesantissimi ai loro Ministeri per le funzioni istituzionali di cui dovrebbero occuparsi, accontentandoli con una valanga di incarichi dirigenziali e di consulenze che hanno ingrassato le strutture ministeriali, mentre i comuni, come abbiamo denunciato, sono alla canna del gas, perché non hanno possibilità di rinforzare il loro personale, che è caricato di responsabilità sempre maggiori.
Però, non è finita qua, perché in questo passaggio, in questo finto esame alla Camera, i colleghi di maggioranza non sono riusciti a trattenersi. Neanche un minimo di decenza, perché dei 239 ordini del giorno su cui poco fa le Sottosegretarie hanno dato il parere, su una manovra blindata - che, forse, mi viene da pensare, molti di voi non avranno neanche letto -, quasi 100 ordini del giorno sono della maggioranza. Non sono solo alcune di quelle mancette elettorali di cui dicevo prima: avete avuto il coraggio anche di presentare alcuni ordini del giorno, ancora una volta, che prendono in giro, per l'ennesima volta, gli italiani.
Vado all'ultimo di questi ordini del giorno, e mi consenta, Presidente, di leggerlo. Sull'ultimo ordine del giorno, forse, ci hanno pensato un po' fino alla fine, se era il caso di presentarlo o no. È a prima firma del collega Caparvi, firmato dalla Lega: impegna il Governo a valutare l'opportunità di riconsiderare la misura richiamata in premessa, cioè l'aumento dei requisiti pensionistici per i lavoratori, e di adottare le opportune iniziative normative volte a sospendere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, questo aumento. Cioè, siete riusciti ad aumentare, per il 96 per cento degli italiani che andranno in pensione, l'età in cui andranno in pensione e anche a consegnare, a presentare un ordine del giorno che impegna il Governo a riconsiderarlo e a cambiarlo .
Poche ore fa, il Ministro Giorgetti vi ha smentito un'altra volta. Ma almeno la decenza di tacere e di assumervi la responsabilità delle scelte che avete fatto, perché prendere in giro gli italiani è grave una volta, è ancora più grave la seconda. Se avete un minimo di credibilità - perché la coerenza abbiamo capito, tra tutti voi e la vostra Presidente del Consiglio, l'avete dimenticata da tempo -, almeno evitate di scrivere cose che sapete non si realizzeranno, perché, scientemente, voi avete deciso di mandare gli italiani in pensione più tardi, come avete deciso di cancellare Opzione donna e come avete deciso di cancellare Quota 103. E se pensate - lo dico subito al collega Rizzetto - di provare ancora una volta a fare cassa e a mortificare i diritti dei lavoratori con quella proposta vergognosa sulla giusta retribuzione, noi ci batteremo, ci opporremo sempre e vi proporremo cosa fare, cioè approvare le nostre proposte unitarie sul salario minimo.
Se pensate, ancora una volta, di introdurre in qualche prossimo provvedimento il condono edilizio vergognoso, che avete provato a infilare la notte, pensando di farlo approvare, noi vi chiediamo, invece, di dare una risposta al tema della casa. Avete deciso di non finanziare il Fondo affitti e il Fondo morosità. C'erano 330 milioni su quei Fondi degli ultimi Governi di centrosinistra. Quest'anno ci mettete due milioni. Due milioni! Un insulto alle centinaia di famiglie che non riescono a pagarsi l'affitto e anche ai piccoli proprietari che dite di volere difendere. Il Piano casa di Salvini, come sappiamo, è una scatola vuota. Allora, noi vi chiediamo di riconsiderarlo con quest'ordine del giorno e di evitare di smantellare incomprensibilmente tutti gli strumenti a sostegno di chi un affitto non se lo riesce a pagare, perché la realtà è molto più dura della vostra propaganda
PRESIDENTE. L'onorevole Carotenuto chiede di sottoscrivere. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/1 Braga, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/2 Madia sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/2 Madia, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. n. 9/2750/3 Speranza. Onorevole Speranza, accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/4 Filippin. Onorevole Filippin, accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/5 Girelli. Onorevole Girelli, accoglie la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/6 Forattini sul quale il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Forattini. Ne ha facoltà.
ANTONELLA FORATTINI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non avevamo dubbi sul fatto che quest'ordine del giorno venisse bocciato non per ragioni tecniche o per incompatibilità finanziarie o per mancanza di chiarezza normativa, ma per una scelta politica consapevole. D'altra parte, il balletto di emendamenti, presentati e ritirati in Senato, dimostrano appunto questo.
La filiera della canapa industriale era un settore che fino a pochi anni fa era considerato un esempio di innovazione agricola, riconosciuto dalla legge, compatibile con il quadro europeo, capace di creare occupazione e anche reddito. Dopo la legge n. 242 del 2015 questo comparto è cresciuto, ha investito e ha creduto nello Stato. Poi improvvisamente lo Stato ha cambiato idea o, meglio, ha scelto l'ambiguità. Con il decreto Sicurezza si è equiparato di fatto il fiore di canapa a basso THC alle sostanze stupefacenti. È una forzatura che ha prodotto un solo risultato concreto: incertezza giuridica, chiusura di imprese, delocalizzazioni, contenziosi infiniti e non ordine, non sicurezza, non chiarezza. Qui sta il primo paradosso. Mentre le sentenze continuano a riconoscere la liceità del fiore di canapa a basso THC, mentre il Consiglio di Stato rimette la questione alla Corte di giustizia europea e mentre si attende il pronunciamento della Corte costituzionale, il Governo decide di far finta di nulla e di lasciare le imprese e i lavoratori in un limbo.
Il secondo paradosso, ancora più grave, riguarda il comportamento della maggioranza. In Commissione bilancio al Senato un emendamento su questo tema è stato presentato. Poi quello stesso emendamento è stato ritirato. Ecco, questo è il tira e molla che oggi denunciamo. Prima si apre uno spiraglio, poi lo si richiude; prima si ammette che il nodo esiste, poi si rimuove; prima si dice “valuteremo”, poi si alza un muro di silenzio. Allora, diciamolo chiaramente: questa non è prudenza, ma è irresponsabilità politica, perché l'incertezza normativa colpisce sempre i più deboli e colpisce chi ha investito, chi ha assunto, chi ha creduto che lo Stato fosse un interlocutore affidabile. Il nostro ordine del giorno non chiedeva forzature ideologiche, ma chiedeva una cosa semplice: certezza delle regole, allineamento al quadro europeo e riapertura di un confronto con il comparto, a partire dal tavolo di filiera della canapa istituito presso il MASAF e mai attivato. Ecco, oggi bocciate per l'ennesima volta la possibilità di fare chiarezza. Bocciate un settore agricolo che poteva essere una leva ambientale e anche economica. State bocciando l'idea che lo Stato debba dare regole stabili, invece di alimentare il caos. Noi continueremo a insistere perché ogni bocciatura rende più evidente che manca la volontà politica di assumersi la responsabilità .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'ordine del giorno l'onorevole Raffa, l'onorevole Perantoni, l'onorevole Quartini che lo sottoscrive a nome del gruppo MoVimento 5 Stelle, l'onorevole Serracchiani, l'onorevole Vaccari, l'onorevole Boldrini per tutto il gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e l'onorevole Piccolotti per tutto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/6 Forattini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/7 Vaccari. Onorevole Vaccari accetta la riformulazione? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/8 Marino il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/9 Fossi sul quale il parere è contrario. Sottoscrivono l'ordine del giorno l'onorevole Aiello e l'onorevole Carotenuto.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/9 Fossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/10 Ascani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascani. Ne ha facoltà.
ANNA ASCANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io devo chiedere scusa - lo faccio per voi - perché onestamente mi aspettavo che, almeno quest'ordine del giorno, lo accoglieste. Ma vi racconto una storia che, probabilmente, vi sarà capitato di ascoltare se avete qualche sindaco amico dalle vostre parti.
Col PNRR abbiamo finanziato la demolizione e ricostruzione di alcune scuole. Scuole che esistevano e nelle quali i ragazzi e le ragazze andavano quotidianamente. Abbiamo però finanziato la demolizione di quelle scuole per poterne avere di più belle, di più efficienti dal punto di vista energetico, di più accoglienti. Ecco, in molti comuni italiani in giro per l'Italia - guardate non c'è colore politico che tenga, sono comuni governati dal centrodestra come dal centrosinistra, da liste civiche come da partiti politici - è successa una cosa incredibile: quelle scuole sono state demolite, poi perché l'azienda è fallita, perché nel frattempo la graduatoria, da cui Invitalia (Invitalia, quindi il Ministero) aveva fornito le imprese responsabili, è scaduta, quelle scuole, a questo punto, non sappiamo se saranno ricostruite. Cioè noi, il Governo, lo Stato italiano, ha demolito delle scuole in cui andavano ragazzi e ragazze e oggi noi, alla fine del 2025, col PNRR che sta per scadere, non stiamo dicendo ai sindaci, agli insegnanti, ai bambini, alle famiglie, se quelle scuole le ricostruiremo.
Allora, colleghe e colleghi, io credo che sia incredibile non potersi fidare fino a questo punto di un Governo, di qualunque colore politico sia. Credo che il messaggio che stiamo dando sia devastante, e quindi io vi chiedo di ripensare al parere di quest'ordine del giorno, e non ditemi che c'è un problema di soldi perché questo, collega, non lo accetto. Dopo aver letto quello che avete fatto al Senato, io questo non lo accetto ! Perché la colpa di quei sindaci è quella forse di non essere le suore benedettine di San Giovanni Evangelista in Lecce, è quella forse di non essere il comune di Nardò che restaurerà la guglia dell'Immacolata in piazza Salandra? Qual è la colpa di quei bambini che non riavranno le loro scuole? Quella di non essere piazza Ernesto Capocci nel comune di Picinisco? Devo andare avanti? Queste sono le priorità o la priorità è dare una risposta seria alle famiglie, ai bambini, ai ragazzi, alla scuola a cui tagliate 600 milioni di euro anche stavolta ! Assumetevi la responsabilità di votare quest'ordine del giorno, oppure se votate contro, sappiate il danno che state facendo non solo a quelle scuole, a quelle famiglie, a quei bambini, ma alla credibilità e ai rapporti tra le Istituzioni, tra un Governo e gli enti locali. Votate secondo coscienza, colleghe e colleghi .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'onorevole Provenzano per tutto il gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle e tutto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Il Governo non intende intervenire. Sottoscrivono anche tutto il gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori- Europe, l'onorevole Benzoni e l'onorevole Grippo.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/10 Ascani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/11 Amendola. Prendo atto che l'onorevole Amendola accetta la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/12 Scotto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.
ARTURO SCOTTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Vorrei leggere a quest'Aula l'impegno di quest'ordine del giorno: “ad assicurare (…) di astenersi da altre iniziative normative volte a mettere in discussione l'istituto del riscatto dei corsi universitari di studi ai fini previdenziali, sia per quanto concerne il loro riconoscimento ai fini della determinazione del futuro assegno pensionistico, sia per quanto riguarda la validità ai fini della maturazione dei requisiti contributivi per l'accesso alla pensione di anzianità (…)”.
Siccome avete presentato l'ordine del giorno n. 9/2750/239 Caparvi, come veniva detto prima dalla capogruppo Braga, e avete detto di sì, a questo impegno, che dice di non toccare più il tema del riscatto della laurea e di non riaprire la storia delle finestre, invece dite di no. Allora, prima c'era una manina tecnica che disturbava il buon andamento della legge di bilancio, poi ve la siete presa con le clausole di salvaguardia, poi, a un certo punto, eravate sull'orlo di una crisi di nervi all'interno della Lega, dove Salvini smentiva il proprio Ministro dell'Economia, ora siete arrivati al colpo di mano. Allora, assumetevi la responsabilità di quello che dite e di quello che indicate come voto. Dicendo che siete contrari all'impegno di quest'ordine del giorno, state dicendo agli italiani che nella prossima legge di bilancio o nel prossimo intervento utile toccherete il diritto al riscatto della laurea e toccherete la partita delle finestre.
Allora - e concludo -, si può fare tutto nella vita, tranne imbrogliare le persone. La Lega e il centrodestra stanno imbrogliando milioni di lavoratori che li avevano votati, perché avevano promesso di abolire la legge Fornero e ora rimettono mano anche su questo provvedimento .
PRESIDENTE. Gli onorevoli Carotenuto e Aiello sottoscrivono.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/12 Scotto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/13 Quartapelle Procopio. Onorevole Quartapelle Procopio, accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/14 Pastorino. Onorevole Pastorino, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/15 Bonafe'. Onorevole Bonafe' accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/16 Simiani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quando ho sentito la Sottosegretaria dare parere contrario su quest'ordine del giorno sinceramente ho pensato alcune cose e, visto che lei, Presidente, è molto ironico, a volte sappiamo che le bugie hanno le gambe corte o il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Però, c'è una frase, secondo me, molto più importante, citandola da un famoso attore dell'Ottocento che diceva: “Se vuoi avere successo a questo mondo, prometti tutto e non mantenere nulla”. Questo è il Ministro Salvini: promette tutto e non mantiene niente !
Con questa scelta continua sulle infrastrutture italiane, in ogni luogo in cui va in giro sta dicendo chiaramente bugie, perché sta dicendo che apriranno i cantieri, che faremo quella strada, che faremo quel ponte - non il ponte sullo Stretto, ma ponti più piccoli -, le strade provinciali, che mettiamo più soldi nelle province, che prima le tagliano e poi le rimettono. Sono tre anni, quattro leggi di bilancio, che noi andiamo avanti con questa storia.
C'è un contratto di programma dove ci sono tutte le strade italiane che l'ANAS deve fare e automaticamente quel Fondo ormai da tempo rimane quasi vuoto. Non state mettendo risorse su quel Fondo. Ci sono molte strade e molte infrastrutture che hanno bisogno. Anzi, fate una cosa: togliete le risorse da quelle regioni che oggi non governate e ci sono le prove. Addirittura avete tolto le risorse del PNRR alle infrastrutture ferroviarie nottetempo; le avete tolte dal Centro-Sud e le avete messe al Nord e questa cosa non va bene. Non va bene, perché erano scelte fatte dai Governi precedenti, che voi avete tolto in maniera sistematica.
Guardi, Presidente, mi accaloro perché vivo in Toscana, in Maremma, e c'è una strada, la Tirrenica, che collega Tarquinia, che è nel Lazio, a Livorno. San Pietro in Palazzi-Tarquinia ormai è un'arteria che c'è da tantissimi anni. Nel comune di Capalbio c'è un elenco che il sindaco ogni tanto aggiorna: sono le morti che avvengono spesse volte in quella strada. Voi l'avete detto e il Ministro Salvini è venuto sul territorio a dire che nel 2025 sarebbero partiti i cantieri e quei cantieri non sono partiti, anzi avete tolto le uniche risorse che c'erano per acquistare i progetti da SAT. Ecco perché voi state facendo un grande sbaglio dando un parere contrario su quest'ordine del giorno, un parere contrario netto.
Presidente, per suo tramite lo dico alla Sottosegretaria che ha dato il parere: quest'ordine del giorno è stato più volte presentato, al punto che ormai posso giocare a carte con quest'ordine del giorno, con lo stesso ordine del giorno. A quest'ordine del giorno più volte avete dato parere favorevole, poi avete detto di accoglierlo come raccomandazione, poi favorevole, poi raccomandazione e oggi contrario. Volete dire chiaramente che oggi in Toscana e nel Lazio voi non volete mettere risorse su questa importante infrastruttura, che oggi è molto, molto pericolosa, perché ci muore molta gente. Lo dico anche ai colleghi di Fratelli d'Italia: in quella strada c'è morto un ex Ministro, l'onorevole Matteoli, un parlamentare che aveva lottato per quella strada, che aveva lottato e che aveva iniziato con l'aiuto dei Governi di centrosinistra in Toscana. Ecco perché voi, in questo momento, state violando non solo una scelta politica che riguardava i programmi del centrosinistra ma anche i vostri programmi, perché, se noi andiamo a guardare, ci sono e c'è quella strada.
Allora le dico: ripensateci. Ripensateci, perché state facendo una cosa sbagliata, che sarà chiaramente - e lo dico anche ai colleghi toscani - rimessa in gioco nel territorio, perché questa cosa non va bene e dà la responsabilità non solo a loro ma a uno prima di tutti, al Ministro Salvini, che da sempre sta dicendo bugie sulle infrastrutture italiane .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'onorevole Provenzano e l'onorevole Scotto.
Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/16 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/17 Porta. Onorevole Porta, accoglie la riformulazione? Sì. Gli onorevoli Iacono e D'Orso sottoscrivono l'ordine del giorno n. 9/2750/17 Porta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali, con il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bakkali. Ne ha facoltà.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Purtroppo in quest'ordine del giorno non ci sono riformulazioni da accettare e su questo chiederei davvero un ripensamento al Governo, non fosse altro perché con questo fascicolo, questi 200 e passa ordini del giorno, si è creato davvero un compendio di che cosa è stata questa manovra, dei voltafaccia, delle incoerenze. Devo dire che c'è un colpo di genialità, anche estetica, nell'ultimo ordine del giorno formato figurina Panini, che viene inserito e stretto nell'ultima scheda, dove si chiede di intervenire sul tema pensioni.
E anche lì avete dato un parere…Chiedo di essere ascoltata, perché vi sto richiedendo la disponibilità quantomeno a ragionare. Anche su quell'ordine del giorno, l'ultimo, avete dato un parere favorevole, perché dopo tutto “valutare l'opportunità di” si può fare su tantissimi ordini del giorno, e noi ve lo chiediamo su un ordine del giorno dove vi abbiamo dato anche le soluzioni. È un ordine del giorno che riguarda il tema delle alluvioni.
In questa manovra avete istituito - lo avete scritto voi al comma 555 - un fondo con una dotazione buona, di 350 milioni, per ridurre l'esposizione a situazioni di rischio che interessano il territorio nazionale connesse a eventi imprevedibili tali da richiedere l'introduzione di misure specifiche. Vi chiediamo di valutare l'opportunità di usarlo - se non vi va bene la parte in cui vi chiediamo di farlo integralmente, potete farlo nella misura in cui ritenete - e date un parere contrario secco. Vi chiediamo di continuare a fare quello che stanno facendo i territori insieme alla struttura commissariale che avete voluto voi, cercando armonia istituzionale, dai livelli dello Stato fino agli enti locali. Ma proprio in questi giorni, perché la notte di Natale per i nostri territori è stata una notte brutta, intensa, con allerte rosse, con evacuazioni. E questo perché c'è da rimanere uniti, uniti in una terra che ha bisogno di interventi, che ha bisogno di attenzione, che ha bisogno di serietà. Quindi, a noi date un parere contrario, neanche “valutare l'opportunità di”. Decidete, invece, di dare parere favorevole a un ordine del giorno che arriverà successivamente, provando tutta la strumentalità politica che abbiamo cercato di marginalizzare su questo tema, con responsabilità istituzionale, impegnando il Governo a costituirsi parte civile in un processo verso persone che hanno appena ricevuto un avviso di garanzia.
Non esiste ancora il processo e avete dato parere favorevole per costituirvi parte civile in un processo penale. Ecco, vi chiedo serietà, impegno. Questo chiedono i cittadini e le cittadine. Da due anni e mezzo siamo impegnati tutti, dallo Stato sino all'ultimo comune isolato dell'Appennino tosco-romagnolo, cercando di fare andare avanti le questioni. Quindi almeno, almeno, date un segnale a questi territori, proprio anche alla luce di quello che è successo la notte di Natale, cercando di sminare, disinnescare quelle che vogliono essere polemiche sulla pelle di territori che, invece, vogliono serietà, programmazione, risorse certe.
E questo ve lo abbiamo detto. È un fondo che avete istituito voi, è un fondo che avete istituito voi. Quindi cerchiamo davvero di collaborare, di avere senso delle istituzioni insieme, e dateci un segnale su quest'ordine del giorno, proprio alla luce delle tante valutazioni e delle tante opportunità che dovrete valutare su questo fascicolo e su questi ordini del giorno. Perché, se arriverete a valutare la figurina Panini dell'ultima pagina, allora forse i territori alluvionati un segnale se lo meritano .
PRESIDENTE. Dunque, chiedo al Governo, siccome mi pare ci sia in corso una riflessione, se ritenga di intervenire. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Sì, grazie, Presidente. Lo accantoniamo per una valutazione .
PRESIDENTE. Bene, accantoniamo l'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali. Andiamo avanti. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/19 Barabotti. Onorevole Barabotti, accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/20 Loizzo. Onorevole Loizzo, accoglie la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/21 De Bertoldi. Onorevole De Bertoldi, accoglie la riformulazione? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/22 Curti, con il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/22 Curti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/23 Andrea Rossi, accolto come raccomandazione dal Governo. Non accetta la raccomandazione, dunque passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/23 Andrea Rossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/24 Peluffo, su cui il parere del Governo è favorevole, previa riformulazione. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/25 Pandolfo, su cui vi è il parere contrario del Governo. Onorevole Pandolfo, lo pongo in votazione o vuole intervenire? Vuole intervenire, prego.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Sì, grazie, Presidente. Beh, c'è qualcosa di non più rinviabile, ed è la salvaguardia dell'ex Ilva. Si tratta di un presidio industriale e occupazionale strategico per la siderurgia nazionale. Abbiamo nel nostro Paese - parlo di Taranto, di Novi Ligure, di Racconigi, di Genova - impianti specializzati con funzioni essenziali per numerose filiere industriali. Oggi, però, la continuità produttiva è compromessa dalla gestione commissariale e, soprattutto, dall'assenza di un piano industriale credibile e verificabile, soprattutto.
Nelle ultime settimane i lavoratori e le lavoratrici di Genova Cornigliano si sono mobilitati, e noi siamo stati al loro fianco davanti all'estrema incertezza che non è solo quella di quei lavoratori, ma è dell'intera città, e dunque anche dell'intera filiera che sta dietro a quello stabilimento. La denuncia è quella di una situazione che non può e non deve essere sottovalutata, e ribadisco che non può più essere rinviata, soprattutto perché ci sono impianti di zincatura e banda stagnata sottoutilizzati, ci sono investimenti fermi, non c'è certezza sui volumi produttivi.
Gli incontri al Ministero delle Imprese e del non sono mai stati soddisfacenti e senza garanzie concrete sul futuro dei siti. Sono stati fatti, sostanzialmente e principalmente, dei rinvii in quegli incontri, e le organizzazioni sindacali hanno manifestato apertamente il rischio di un ciclo corto che, di fatto, prevederebbe delle riduzioni strutturali della produzione, che metterebbero in discussione l'operatività di tutti gli stabilimenti, compreso quello di Genova Cornigliano.
Quindi, un rischio reale, Presidente, aggravato dal fatto che, quando abbiamo richiamato il Ministro qui, in quest'Aula, nel , ha ricondotto tutto a delle difficoltà, a fattori temporanei. Diciamo che adesso il tempo è scaduto, oggi è il tempo di prendersi degli impegni. Però nel frattempo, dicevo, non è arrivata nessuna garanzia immediata da parte del Governo sull'arrivo dei , sulla ripresa della zincatura, su un piano industriale anche che preveda il rilancio di tutto il polo siderurgico.
Questa impostazione rischia, di fatto, di produrre una marginalizzazione di alcuni siti, compreso quello di Genova Cornigliano, con conseguenze gravissime sia sul piano industriale, ma anche su quello, ovviamente, occupazionale, territoriale, economico e sociale, che non possiamo accettare. Sarebbe, anzitutto, una violazione dell'accordo di programma, ma poi anche e soprattutto un problema, dicevo, economico e sociale.
Quindi, con quest'ordine del giorno chiediamo anzitutto di garantire, con effetto immediato, la continuità delle forniture di necessarie a mantenere operativo il sito di Cornigliano, senza attendere il completamento degli interventi di manutenzione a Taranto; e poi degli impegni puntuali rispetto alla ripresa stabile dell'attività di zincatura e banda stagnata. Speriamo che venga definito e reso pubblico presto un piano industriale specifico per tutto il polo siderurgico, e questo chiediamo, chiediamo che il Governo riferisca tempestivamente al Parlamento sull'attuazione di questi impegni.
La legge di bilancio, Presidente, è lo strumento principale con cui lo Stato indica le sue priorità strategiche. E allora salvaguardare gli stabilimenti dell'ex Ilva significa difendere il lavoro, significa difendere l'industria, significa anche difendere la credibilità dello Stato nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo Governo, questa maggioranza, ancora una volta, fugge dalla sua responsabilità senza tracciare il destino della siderurgia, che è, invece, strategica per il futuro del nostro Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/25 Pandolfo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/26 Mauri, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/26 Mauri, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/27 Manes vi è il parere favorevole del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/28 Graziano, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Graziano. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io chiederei al Governo di rivedere questo parere, perché forse non l'hanno letto. Lo chiedo veramente alla Sottosegretaria perché, in realtà, qui si chiede di valutare la possibilità di realizzare un polo oncologico ad Aversa, che è il centro della Terra dei fuochi. Penso che sia paradossale che voi, addirittura, diate un parere contrario. Faccio un appello ai colleghi parlamentari casertani del centrodestra, vi rivolgo un appello davvero. Infatti, voi state raccontando che volete mettere più soldi sulla sanità; contemporaneamente, un ordine del giorno chiede la possibilità di valutare l'opportunità di realizzare un polo oncologico nella Terra dei fuochi - dove voi avete fatto una battaglia enorme raccontando cose che poi non si realizzano - e, da questo punto di vista, siccome è l'area a più alto tasso di tumori in Italia, io penso che vi assumete davvero una responsabilità bocciando addirittura l'ordine del giorno.
Io penso che sia una cosa davvero grave, e chiedo al Governo di rivedere questo parere. Nel caso in cui non lo voglia rivedere ora, chiedo di accantonare quest'ordine del giorno. Diversamente, è il segno che voi continuate a raccontare bugie .
PRESIDENTE. Allora, c'è una richiesta di accantonamento che ha avanzato l'onorevole Graziano. Chiedo al Governo se intenda accoglierla. Nel frattempo, chiede di intervenire l'onorevole Santillo. Non so se il Governo voglia già intervenire, dicendo se vuole accantonarlo. Siamo all'ordine del giorno n. 9/2750/28 Graziano. Mi scusi, onorevole Santillo, un attimo solo. Il Governo chiede di intervenire. Prego.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Lo accantoniamo.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Santillo, vediamo poi le determinazioni del Governo e, casomai, ci torniamo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/29 Roggiani. Onorevole Roggiani, accetta la riformulazione fatta dal Governo? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/30 Bonelli. Onorevole Bonelli, accetta la riformulazione? No. Chiede di intervenire? Prego.
ANGELO BONELLI(AVS). Sì, signor Presidente, brevemente. Colgo anche l'occasione della presenza del Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, perché l'Italia ha un grande problema che questo Governo non riesce ad affrontare - più che non riesce ad affrontare, non vuole affrontare -, ed è il tema del costo dell'energia.
È proprio la politica energetica che questo Governo sta affrontando che porta a una forte dipendenza dal gas, perché acquistiamo il gas GNL, il gas di scisto, dagli americani e adesso anche dagli arabi; una forte dipendenza che determina un aumento del prezzo dell'energia, facendo pagare costi economici e sociali elevatissimi alle famiglie e alle imprese.
Il Governo ha rimodulato, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, gli investimenti per la CER con un taglio feroce del 64 per cento. Le installazioni di impianti di energia rinnovabile, nei primi trimestri del 2025, si sono ridotti di quasi il 29 per cento: è il segnale di come questo Governo stia affossando la transizione ecologica e la transizione energetica, che farebbero pagare di meno l'energia agli italiani, partendo e puntando sulle follie non solo del nucleare da fissione, ma continuando, ripeto, con la dipendenza dal gas.
Non possiamo, quindi, accettare questa riformulazione perché intendiamo che ci sia, invece, una necessità forte di investire sulle comunità energetiche, su cui tante famiglie e comuni stanno investendo per costruire veramente quell'autonomia energetica di cui il Governo Meloni non conosce nemmeno il significato.
Questa è la ragione per cui respingiamo la riformulazione, perché vogliamo una vera transizione energetica ed ecologica al servizio delle famiglie e delle imprese italiane .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/30 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 92750/31 Borrelli. Onorevole Borrelli, accetta la riformulazione? No, prego.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Abbiamo affrontato più volte, su richiesta del gruppo AVS e con il sostegno delle forze di opposizione, il tema dell'RC auto. Ci è stato detto che era difficile intervenire rispetto a una vicenda che noi poniamo come tema di uguaglianza all'interno del nostro Paese, cioè la tariffa RC auto unica per chi non commette sinistri da almeno dieci anni.
Ebbene, dopo tutta questa discussione, dopo che ci è stata bocciata una proposta di legge e sono stati respinti ordini del giorno ed emendamenti, noi ci ritroviamo in questa finanziaria con un aumento, questa volta equo, perché riguarda tutti. Siamo passati dalle tariffe super alte, in particolare per i cittadini del Mezzogiorno, del Sud e delle isole, all'aumento per tutti. Si prevede, infatti, l'innalzamento dell'aliquota dal 2,5 per cento al 12,5 per cento applicata ai premi RC auto relativi al rischio di infortunio del conducente e al rischio di assistenza.
Io voglio far riflettere un attimo il Governo su questa idea per cui le compagnie di assicurazione - che oramai sono solo grandi compagnie di assicurazione - sono dei poveri pulcini che devono essere aiutati dal nostro Governo, perché altrimenti non riescono a sopravvivere.
Se andate a leggere i bilanci - lo ripeterò in quest'Aula e c'è stato recentemente un confronto anche con alcuni parlamentari di maggioranza e di opposizione: io invito sempre a leggere i bilanci - il Governo attuale, durante questo mandato, ha avuto la fortuna di trovarsi di fronte alla miglior delle compagnie di assicurazione italiane che hanno avuto, per la prima volta, dagli ultimi dieci anni, un utile di 10,5 miliardi di euro. Loro stanno bene, mentre la gran parte dei cittadini e, in particolare, i cittadini del Mezzogiorno, tra cui, permettetemi di dire, i cittadini napoletani, no.
Adesso, collegato a questo, oltre all'aumento RC auto, a tutti i poveri cittadini italiani regaliamo, come dire…come ulteriore elemento di riduzione delle spese - dite: abbassando le tasse, abbassiamo le tasse - un aumento delle tariffe autostradali, con un intervento del Ministro Salvini che, voglio dire, ha sintetizzato il suo modo di fare politica. Testuale: “Non posso farci nulla”. Complimenti, Ministro! Abbiamo il primo Ministro che può fare tutto, ma in realtà non può fare nulla perché quando si tratta di stangare gli italiani è il primo a lavarsene le mani. In realtà, poteva intervenire perché la Corte, la Consulta è intervenuta su una vicenda che riguarda un braccio di ferro tra il Ministero e le società concessionarie da parte del Ministero rispetto al quale, ovviamente, il Ministro ha deciso di lavarsi le mani.
Allora, mettiamo le cose in fila. Questa bella finanziaria regala un aumento del costo dell'RC auto e un aumento del pedaggio per gli automobilisti. Sembra quasi un invito per i cittadini a farsi le targhe polacche. Perché voi ce lo dovete spiegare: diciamo che è un imbroglio, però perché un altro Stato dell'Unione europea può fare le stesse tariffe a un terzo, mentre noi non facciamo niente per ridurle ai cittadini che vengono vessati senza aver fatto nulla, neanche un incidente?
Per molto meno ci mobilitiamo: per la giustizia, per l'uguaglianza, perché ci sono i diritti dei nostri cittadini; però, quando si tratta di un'uguaglianza che in particolare riguarda i cittadini del Centro Sud, ce ne laviamo le mani.
E noi insistiamo, anche con quest'ordine del giorno, anche questa notte durante la finanziaria perché quella dell'RC auto è una vergogna che, secondo noi, non è sanabile soltanto con un “non posso farci nulla”.
Si può fare. Come? Adesso aumentiamo le tariffe in quota parte, ovviamente, così come abbiamo fatto le norme per permettere alle grandi compagnie di assicurazione di mangiarsi tutte le piccole, di distruggere la concorrenza, al punto tale che, oggi, se andiamo a vedere i prezzi, in alcuni territori fanno cartello, e neanche su questo si è intervenuti! Se andiamo a vedere le tariffe, guarda caso, in alcuni territori sono tutti quanti uguali. E c'è anche la sciocchezza, quando è stato detto: su alcuni territori si fanno più sinistri, perché ci sono le strade più rotte. Siamo andati a vedere pure questo, perché siamo diventati molto tignosi. E, allora, la prima cosa: la gran parte degli incidenti, in particolare di quelli mortali, avviene su strade perfette, ben sistemate, dove, però, con le nuove norme che abbiamo approvato, abbiamo permesso ai nostri giovani, che prima, se prendevano la patente, non potevano andare sui bolidi, di andare su “macchinoni” anche di grandissima cilindrata. Andate a vedere le statistiche, ad esempio, nel napoletano: non fanno gli incidenti sulle buche, perché casomai non ci arrivano, non fanno incidenti mortali, ma li fanno soprattutto su strade ben messe. Quindi, quella era una sciocchezza, così come è una sciocchezza che nei territori maggiormente vessati si facciano più sinistri. È falso. Quello che è vero, invece, è che non si fa nulla per contrastare gli imbroglioni, quelli che fanno atti falsi, al punto tale che, non solo nel napoletano, ma in tutta Italia sono raddoppiate le persone che non pagano più l'RC Auto.
Noi non stiamo facendo niente per dare tariffe più eque e per contrastare gli imbrogli, immaginando che i cittadini perbene possano continuare a pagare di più senza una ragione valida. In tutto questo, davanti a tutto ciò, cosa facciamo? Aumentiamo la tariffa in quota parte RC Auto, aumentiamo i pedaggi stradali. E perché i cittadini non dovrebbero andarsi a fare le targhe in Polonia? Non siamo stati neanche in grado di contrastare la vicenda polacca.
E allora invito il Governo e tutto il Parlamento a riflettere seriamente su cosa si sta facendo sull'RC Auto, perché ancora una volta si sta andando nella direzione di tartassare i cittadini onesti e di favorire grandi compagnie predatorie .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'onorevole Amendola, l'onorevole Sarracino, l'onorevole Scotto, l'onorevole Ricciardi, l'onorevole De Luca, l'onorevole Caso, l'onorevole Amato, l'onorevole Gribaudo, l'onorevole Bakkali.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/31 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/32 Dori. L'onorevole Dori non accetta la riformulazione. L'onorevole D'Orso sottoscrive. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/32 Dori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/33 Ghirra. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/33 Ghirra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Sottoscrivono l'onorevole Perantoni e l'onorevole Lai. Voi mi manderete al manicomio prima dell'alba...
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/34 Grimaldi. Accetta la riformulazione del Governo? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Noi chiediamo una cosa molto semplice. Chiediamo che il Ministro Salvini, dopo tre anni, si ricordi di essere Ministro oltre che dei trasporti - non ridiremo cosa pensiamo della sua capacità di concentrazione sui treni e sul romanzo pendolari di questo Paese - … si ricordi di essere Ministro anche della casa. Lo dico solo perché, a un certo punto, se ne è accorta addirittura la Presidente del Consiglio che, su questo tema, il Governo non aveva fatto nulla, se non azzerare i Fondi per la morosità incolpevole per gli affitti e, di fatto, non ha neanche utilizzato tutte le risorse del PNRR per rimettere a disposizione almeno quei 90.000 immobili pubblici, case popolari inutilizzate.
Invece di occuparvi costantemente, a ogni decreto Sicurezza, invece di continuare ad aumentare le pene per chi occupa, ma non sarebbe meglio mettere tutte le risorse possibili per rimettere a nuovo, in servizio, quelle 90.000 case? Non sarebbe più giusto dirci che in un'Italia in cui ci sono 650.000 famiglie a rischio sfratto, ci sono 44.000 esecuzioni all'anno? Ma secondo voi sono tutti delinquenti? No, io ve lo chiedo, perché voi continuate a ridere, continuate a dire: voi, la sinistra, quelli che difendono le occupazioni. Ma esattamente, voi che destra siete? Quella che litiga sulle cedolari? Quella che non ha trovato lo spazio e il tempo di regolamentare gli affitti brevi? Quella che non si accorge che a Roma, Bologna, Milano, il 40 per cento dell'affitto di un dipendente, di un operaio, di una cassiera va nell'affitto? Parliamo del 25 per cento degli italiani. Non sono pochi; molti di questi sono stati espulsi dalle grandi città, perché non hanno la possibilità di pagare quegli affitti. Allora ve lo chiediamo così: ma avete un'idea che sia una? E l'equo canone no. E fare le case popolari no, e fare la ricognizione degli immobili sfitti no. E fare una sorta di discussione, per esempio, in cui addirittura siamo pronti, anche noi, ad abbassare la cedolare secca, ma non per la seconda, la terza, la quarta casa che mettete su ? Decidiamolo insieme, passiamola al 5 per cento, se è per gli affitti calmierati verso famiglie magari sotto i 20.000 euro di ISEE. Azzeriamola, azzeriamola, poi se la gestiscono i comuni, è un'ipotesi così semplice. Ci sono decine di immobili inutilizzati, magari della stessa proprietà? Noi lo diciamo: bisogna penalizzare la rendita dell'attesa. L'unica cosa che ha fatto Salvini è regolarizzare i sottotetti, i sottoscala, per quella gente sfruttata che continua a essere ancora più miserabile lì sotto e ricattabile.
Allora, lo diciamo: sì, ce l'abbiamo con gli speculatori. Voi avete iniziato con questa tremenda campagna in cui noi avremmo requisito le case agli italiani. Ma voi le avete viste le inchieste? Vi parlo della mia città. C'è uno speculatore - perché così si chiama - che ha migliaia, ripeto, migliaia di case in una sola città e le utilizza per sfruttare, sì, la manodopera, perché questo è il tema. Possiamo dirci che una ricognizione di tutto il nero, di tutte quelle case inutilizzate potrebbe servire almeno per placare la furia di questi speculatori, sì o no? E, allora, quando diciamo che bisognerebbe requisirle temporaneamente, non parliamo del socialismo in terra, parliamo della nostra Costituzione, parliamo di cose che hanno fatto sindaci, non comunisti, non socialisti, ma democristiani in questo Paese, perché davanti al lupo che si mangia intere frotte di pecore, voi che cosa fate? Da che parte state? Noi sappiamo da che parte stare.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/34 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/35 Mari. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. È crescente la difficoltà del Governo e della maggioranza rispetto alle ricadute concrete di questa manovra sulla vita dei cittadini e, in particolare, sulla vicenda delle pensioni.
Non è solo l'ordine del giorno n. 239 che è un capolavoro, ma sono anche le dichiarazioni di queste ultime ore, alcune, tra l'altro, totalmente contraddittorie proprio con l'ordine del giorno n. 9/2750/239. Il collega Ottaviani, per esempio, dice: grazie a noi si andrà in pensione prima; e invece, poi, l'ordine del giorno dice di evitare che si vada in pensione, come succede effettivamente, più tardi, in seguito al provvedimento del Governo che devo dire, da questo punto di vista, non è che abbia peggiorato la Fornero. La Fornero si peggiora da sola ogni giorno che passa, perché è una legge ingiusta, perché collega l'età pensionabile all'aspettativa di vita. Non c'è cosa più ingiusta, non c'è niente di peggio nel momento in cui sì, si vive di più, ma si è vecchi per più tempo, si è anziani per più tempo. Tra l'altro, in questa ingiustizia ci sono anche degli aspetti eclatanti, delle ingiustizie particolari. Pensate che in Campania si vive in media 4 anni di meno, l'aspettativa di vita è di 4 anni inferiore. Quindi, si va in pensione con l'aspettativa di vita nazionale, ma si vive di meno, cioè si va in pensione come se si vivesse in Emilia Romagna, ma si vive anche di meno. Noi per questo chiediamo anche di mettere mano complessivamente al sistema pensionistico. Chiediamo un intervento, un confronto vero con le parti sociali. Chiediamo di mettere fine, davvero alla legge Fornero, ma per fare questo c'è bisogno di una grande discussione nel Paese e, soprattutto, c'è bisogno di non mettere le mani nelle tasche degli italiani.
Guardate, voi questa volta le avete messe le mani nelle tasche degli italiani, voi avete fatto cassa con le pensioni, non tanto - dicevo - con l'allungamento dell'età pensionabile, ma sicuramente facendo cassa sui lavoratori precoci e sui lavoratori che hanno fatto dei lavori usuranti. Questo è particolarmente grave. L'avete fatto - e qui torno alle dichiarazioni di queste ore - perché avete dovuto fare cassa, avete dovuto trovare risorse, e, come sempre si è fatto negli ultimi anni, avete fatto cassa sulle pensioni. Perché avete speso soldi, soldi che probabilmente non erano neanche necessari.
Sempre in queste ore, per suo tramite, Presidente, il Vice Ministro Leo, ha detto che il taglio riguarda i redditi compresi nella fascia tra 28.000 e 50.000 euro. Non è così, signor Ministro. La riduzione dell'aliquota riguarda la fascia di reddito relativa ai redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro, ma il taglio delle tasse non riguarda i redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro, riguarda i redditi tra i 28.000 e i 200.000 euro. Quando andate in televisione, quando vi fermano davanti Montecitorio o quando andate negli studi televisivi dite così, dite che il taglio delle tasse riguarda i redditi compresi tra i 28.000 e i 200.000 euro e avrete modo di vedere che la reazione è un poco diversa. Quindi, attenti a come vengono usate le parole. Sembra poco, ma non è poco. Perché probabilmente avete dovuto fare cassa sulle pensioni per poter dare a famiglie che hanno due redditi da 200.000 euro, quindi 400.000 euro di reddito all'anno, 880 euro all'anno. Ditemi voi se era proprio indispensabile un taglio di questo tipo che, poi, ha prodotto l'aumento dell'età pensionabile, ha prodotto i tagli ai lavoratori precoci, ai lavoratori adibiti a lavori usuranti. Questa è la realtà di questa manovra. Questa è la realtà. La realtà è che sì, si dà, non ai ricchi ma si dà ai benestanti: cosa del tutto discutibile. Allora, mettiamo davvero mano alle pensioni. Non facciamolo come avete fatto, perché, come state facendo, non si mette mano alle pensioni, anche spostando sulle pensioni integrative non si fa niente di buono. Apriamo una discussione nel Paese. Noi ve lo abbiamo chiesto con quest'ordine del giorno, lo avete respinto, ma non si può rimandare molto. E voi sicuramente comincerete e continuerete a pagare questi errori nella relazione con i cittadini italiani, con le lavoratrici e con i lavoratori
PRESIDENTE. L'onorevole Grimaldi sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/35 Mari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/36 Piccolotti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Il parere negativo su quest'ordine del giorno è particolarmente, dal nostro punto di vista, preoccupante. Perché equivale a un chiudere gli occhi per consegnare le nostre politiche, le politiche dell'Italia sulla ricerca e l'università, a una sostanziale indifferenza nei confronti del destino di migliaia e migliaia di giovani ricercatori e ricercatrici che saranno costretti e costrette ad espatriare verso altri Paesi. Guardi, Sottosegretaria, io vorrei che alcuni numeri fossero chiari, perché ho sentito dire in quest'Aula, dalle parti della maggioranza, che tutto va bene, l'occupazione cresce, l'economia cresce, crescono tutti gli indici che riguardano lo sviluppo di un Paese. Eppure, c'è un dato che non collima con questa narrazione. Perché nel 2024 abbiamo avuto il record di emigrazione e, in particolare, di emigrazione di giovani laureati: se ne sono andati dall'Italia secondo l'Istat circa 191.000 ragazzi e ragazze e la Fondazione Nord Est ci suggerisce che la lettura di quei dati è parziale, perché molti se ne vanno senza cambiare la residenza. Quindi, probabilmente sono circa due o tre volte di più. Sono numeri da anni Cinquanta, quando in Italia si faceva la fame, non si avevano i mezzi di sussistenza e, quindi, si era costretti all'emigrazione. Ecco, in questo quadro voi avete propagandato investimenti ridicoli, che sono sostanzialmente briciole - poche, pochissime decine di milioni di euro - per un grande Piano per il reclutamento di ricercatori e ricercatrici.
Ecco, io vorrei che, anche qui, guardassimo un attimo ai numeri per quello che sono. Avete finanziato la stabilizzazione di 240 postazioni negli enti di ricerca. Volete sapere quanti sono i precari che rischiano e, anzi, a questo punto, sono certi di andarsene a casa a partire dal 2026, cioè l'anno della fine del PNRR? Ebbene, sono 6.000. Duecentoquaranta postazioni finanziate a fronte di 6.000 precari: è ridicolo. È vergognoso che la Ministra abbia definito queste misure come un Piano straordinario di reclutamento. E, ancora, veniamo all'università dove ci sono all'incirca 30.000 ricercatori precari e 40.000 dottorandi finanziati attraverso il PNRR. Parliamo di circa 70.000 persone. Bene, con il vostro Piano finanziate 1.700 posizioni - 1.700 - e dovete sapere che, se guardiamo ai dati del MUR, su elaborazioni Cineca, a gennaio di quest'anno gli assegnisti di ricerca, i soli assegnisti di ricerca, erano 24.000, al 19 dicembre di quest'anno erano 15.000. Abbiamo perso in un solo anno 9.000 postazioni per ricercatori e ricercatrici e voi ne finanziate 1.700.
Ecco, allora capisco bene perché è arrivato un parere negativo così netto, perché si vuole continuare a negare la realtà della grande espulsione dei giovani ricercatori da questo Paese. Un danno economico gravissimo, perché, ogni anno, insieme a quei ricercatori, a quei giovani laureati se ne vanno miliardi e miliardi che noi, Italia, abbiamo investito nella loro formazione. Trentasette mila giovani laureati che se ne sono andati lo scorso anno corrispondono a 5,4 miliardi di capitale formativo immobilizzato. È come buttare i soldi dalla finestra e contemporaneamente fare un torto alla vita di decine di migliaia di persone che, lo vorrei ricordare, non hanno paghe straordinarie, guadagnano 1.400, 1.500 e 1.600 euro al mese con contratti precari, con l'impossibilità di farsi un mutuo.
Così l'Italia tratta i migliori cervelli, le migliori intelligenze. Li tratta come carne da macello e come argomento retorico per i pezzi di giornale. Ecco, a noi tutto questo non solo non piace, ma sembra uno scandalo, un'ingiustizia nei confronti del futuro del Paese e il frutto anche di una grande cecità: quella di chi non vede che l'unico modo di contrastare il declino di un'Italia, sempre meno produttiva nel settore industriale e sempre meno competitiva, è l'innovazione e la ricerca. State facendo un danno a tutto il Paese, assumetevi la vostra responsabilità .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'ordine del giorno l'onorevole Toni Ricciardi, l'onorevole Manzi, l'onorevole Casu, l'onorevole Amato, l'onorevole Quartapelle Procopio e l'onorevole L'Abbate. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/36 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/37 Zanella: onorevole Zanella, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/38 Zaratti, sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/38 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/39 Fratoianni.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fratoianni. Ne ha facoltà.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). Grazie, signor Presidente. Sarò molto rapido, la questione è piuttosto semplice. Il nostro sistema fiscale, di cui si occupa anche questa legge di bilancio ancora una volta, è un sistema fiscale sempre più regressivo, contro il dettato costituzionale, che prevede esattamente il contrario e, cioè, un principio molto semplice: chi più ha più paghi, chi meno ha meno paghi, per garantire a tutti un principio di redistribuzione in grado di distribuire equamente il peso fiscale e investire in modo cooperativo sui bisogni della popolazione.
Il nostro è un Paese curioso nel quale, negli ultimi anni, la distribuzione della ricchezza è andata sempre più concentrandosi nelle mani di pochissime persone. Il 5 per cento più ricco della popolazione italiana, fino a qualche anno fa, al 2010, deteneva il 40 per cento della ricchezza netta complessiva del Paese; nel 2024, è arrivato al 48 per cento. È un balzo impressionante nella concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone. Nel nostro Paese ci sono 73 persone che detengono, da sole, oltre 240 miliardi di euro.
Ecco, signori e signore del Governo, signor Presidente, noi pensiamo che sia arrivato il momento - decidete voi come e in quale misura, decidiamolo insieme, non pretendiamo di stabilire una soglia o una tecnicalità specifica - di riordinare l'insieme delle imposte patrimoniali, che pure sono presenti nel nostro ordinamento, ma che sono quasi sempre di natura regressiva, per istituire un'unica imposta, fortemente progressiva, che ridistribuisca la ricchezza e lo faccia nell'interesse della maggioranza dei cittadini .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/39 Fratoianni, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/40 Soumahoro: onorevole Soumahoro, accetta l'accoglimento come raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/41 Ciani, parere favorevole con riformulazione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.
PAOLO CIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno tratta di un argomento molto importante: delle persone con disabilità e del loro diritto di accedere…
PRESIDENTE. Onorevole Ciani, non accetta la riformulazione?
PAOLO CIANI(PD-IDP). Naturalmente no. Grazie, Presidente. Parla delle persone con disabilità e del loro diritto ad accedere al mondo del lavoro. Infatti, per applicare la parte dell'articolo 3 della Costituzione, che prevede che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese - è utile ogni tanto riascoltarlo -, circa 25 anni fa, chi ci precedeva in questo bello e importante lavoro per il nostro Paese ha fatto una legge che prevedeva l'inserimento obbligatorio, l'assunzione obbligatoria, in base alle dimensioni delle imprese, dei lavoratori con disabilità: una persona per le imprese tra 15 e 35 lavoratori, 2 persone per imprese tra 36 e 50 lavoratori, il 7 per cento delle persone con disabilità per aziende con più di 50 lavoratori. Naturalmente, questo per conciliare la tutela dei diritti sociali e le esigenze organizzative e produttive delle imprese. Purtroppo, Presidente, negli anni successivi…c'è un certo brusio…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, silenzio.
PAOLO CIANI(PD-IDP). …forse dell'inserimento lavorativo dei nostri concittadini con disabilità non interessa proprio a tutti, ma lo posso capire .
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego.
PAOLO CIANI(PD-IDP). La normativa vigente, successivamente, ha previsto che le imprese soggette agli obblighi di assunzione…È utile sapere, Presidente, che non tutte le aziende sono soggette all'obbligo di assunzione. Ci sono alcuni lavori che è già previsto che non possano essere fatti da persone con disabilità, ma le altre aziende possono sostituire questo obbligo con il pagamento di sanzioni pecuniarie, configurando, di fatto, un meccanismo alternativo all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Questo meccanismo ha rischiato e ha determinato nel tempo un effetto distorsivo della della norma, trasformando un obbligo giuridico, finalizzato alla tutela di un diritto fondamentale, in una mera opzione economica, con delle conseguenze molto concrete, Presidente.
Nonostante esista il collocamento mirato in Italia e quasi 900.000 persone siano iscritte in queste liste di collocamento mirato, solo il 30 per cento delle persone con disabilità - tra il 30 e il 35 - accede al mercato del lavoro, di fronte al 50 per cento dei Paesi dell'Unione europea, dimostrando un divario occupazionale - che, peraltro, colpisce maggiormente le donne - rispetto alla popolazione generale e agli altri Paesi europei.
Con quest'ordine del giorno non chiedevo nulla di particolare, ma, di fronte a questa oggettività che tanti hanno notato e che tanti hanno denunciato - e, purtroppo, mi dispiace leggere di imprese importanti che non assumono persone con disabilità e preferiscono pagare delle multe -, chiedevo al Governo di rivedere la disciplina vigente in materia di obblighi di assunzione delle persone con disabilità. Perché è inutile riempirsi la bocca di parole come “inclusione”, è inutile che le aziende facciano campagne in cui si fanno pubblicità mostrandosi aziende aperte, aziende moderne, aziende che includono, quando preferiscono pagare piuttosto che rispettare i diritti delle persone con disabilità .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'ordine del giorno gli onorevoli Grippo, De Maria, L'Abbate, tutto il gruppo AVS, gli onorevoli Boldrini, Ghio, Marino, Ferrari. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/41 Ciani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/42 Stumpo, sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/42 Stumpo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/43 Lai, sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/43 Lai, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/44 Orfini: onorevole Orfini, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/45 Cuperlo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cuperlo. Ne ha facoltà.
GIANNI CUPERLO(PD-IDP). Grazie, Presidente. “Ancora una volta siamo qui, come di consueto sempre di notte, noi diciamo un modo per capire...
PRESIDENTE. No, però, detto così...
GIANNI CUPERLO(PD-IDP). ...per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno (…) è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato ; un giorno in più per amare, per sognare e per vivere”: esattamente quello che voi impedite di fare, sottraendo risorse fondamentali al Fondo del cinema e dell'audiovisivo.
Se lo scopo è colpire autori, registi, maestranze considerate espressione genetica della sinistra, noi siamo pronti a darvi prova di buona volontà rinunciando a produrre opere riconducibili in tutto o in parte all'egemonia culturale di questa parte .
In cambio, però, noi vi chiediamo di ripristinare le risorse precedenti e magari incrementarle a difesa di migliaia di posti di lavoro, non di premi Oscar o David di Donatello, ma di tecnici, operai, costumisti, scenografi . A quel punto, vi rimarrebbe, comunque, un anno abbondante di tempo per garantire la messa in lavorazione di pellicole che il mercato attende con qualche impazienza e che sappiamo essere in un avanzato stato di gestazione. Tra i titoli principali: “Natale ad Atreju”, “Dante Alighieri e la Repubblica sociale” e, per i più piccini, “Peter Pan a Pontida” , sino alla serie, coprodotta da Netflix, “Pasolini e La Russa, biografie parallele” .
Colleghi e colleghe, votate quest'ordine del giorno, non fatelo per noi, ma a mezzanotte e mezza fatelo coscienti che qui si fa l'Italia o si dorme .
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Amato, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, l'onorevole Iaria, l'onorevole Carotenuto, l'onorevole Andrea Rossi. Facciamo, allora, che il gruppo PD lo sottoscrive per intero, così come il gruppo MoVimento 5 Stelle, oltre al gruppo AVS. Gli onorevoli Benzoni e Grippo sottoscrivono.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/45 Cuperlo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/46 Berruto. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/47 Iacono. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/48 Manzi. Accetta la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Non posso accettare la riformulazione, perché purtroppo questo è uno degli ordini del giorno che è stato integralmente riscritto e depotenziato da parte del Governo. Ringrazio la Sottosegretaria per la buona volontà, ma non possiamo ovviamente accettare un ordine del giorno che toglie tutti quelli che erano gli impegni specifici che riguardavano il settore dell'istruzione a favore di un mero proseguimento, addirittura, con quelle che sono le attuali politiche inerenti al studentesco adottate dal Governo, quelle politiche che non possono in alcun modo ritenersi soddisfacenti, tutt'altro. Sono quelle politiche in materia di istruzione - lo ricordava la collega Ascani - che porteranno a un taglio di 600 milioni nel prossimo triennio, quelle politiche che taglieranno pesantemente il settore dell'edilizia scolastica nel prossimo anno e negli esercizi successivi. Non possiamo, ovviamente, accettare questo.
Il nostro ordine del giorno poneva degli obiettivi ben precisi: il tema delle comunità educanti, il tema del sostegno agli studenti e alle loro famiglie rispetto al caro libri, il tema del trasporto scolastico, delle mense, impegni precisi e piuttosto seri di fronte ai quali il Governo fugge sempre, costantemente, con pareri contrari o addirittura, come in questo caso, sostanzialmente riscrivendo un ordine del giorno e rendendolo quasi un ordine del giorno che potrebbe essere votato solo dalla maggioranza, ma che non possiamo in alcun modo votare e che rigettiamo con forza .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/48 Manzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/49 Romeo, su cui il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Romeo. Ne ha facoltà.
NADIA ROMEO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno chiedeva il rifinanziamento di un Fondo finalizzato alla manutenzione straordinaria e all'adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale necessarie alla protezione del fenomeno della subsidenza e della difesa delle acque dei territori subsidenti nelle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo.
Devo dire che sono davvero molto sorpresa di questo parere nettamente contrario e penso - spero - che sia un errore, perché quest'ordine del giorno è stato votato da quest'Aula per ben due volte con parere favorevole: la prima volta il 10 dicembre 2024, con la solita formula “a valutare la possibilità di”, ma la seconda volta è stato approvato il 18 febbraio 2025, facendo credere, devo dire, che veramente il Governo fosse convinto di rifinanziare questo Fondo, perché grazie anche alla Sottosegretaria Siracusano eravamo passati dal “valutare l'opportunità di” a “individuare le risorse di competenza”.
Questa è una richiesta che viene da tutti i territori che, indipendentemente dal colore politico, hanno firmato un documento che vi chiede davvero di rifinanziare questo Fondo. È incomprensibile questo parere contrario, perché perfino al Senato, in 9ª Commissione, è stato accolto un altro ordine del giorno, presentato da Amidei, De Carlo e Bizzotto, che sosteneva l'opportunità e la necessità di finanziare il Fondo sulla subsidenza.
Davvero, quindi, vi chiedo di accantonarlo, perché se nel momento in cui si deve passare dal “valutare” al “finanziare” - per la terza volta, quando si deve entrare nel merito - non lo si vuole fare e lo si fa con un emendamento contrario, allora bisogna dire ai territori ai quali lo avete promesso che, in realtà, nei fatti non l'avete mai voluto rifinanziare e che le vostre sono soltanto parole, parole che per ben due volte in quest'Aula avete assunto con degli impegni precisi e che avete preso anche al Senato nell'ultima legge di bilancio. Davvero, quindi, vi chiedo di accantonarlo, se la volontà è di finanziarlo .
PRESIDENTE. Il Governo non intende dar seguito alla sua richiesta. Gli onorevoli Simiani e Bakkali sottoscrivono.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/49 Romeo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/50 De Palma. Accetta la riformulazione? Sì.
Sugli ordini del giorno n. 9/2750/51 Tenerini, n. 9/2750/52 Marrocco e n. 9/2750/53 Cappellacci il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/54 Laus, su cui il parere è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laus. Ne ha facoltà.
MAURO ANTONIO DONATO LAUS(PD-IDP). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno impegna il Governo a fare una scelta semplice e giusta: nessuna risorsa pubblica può essere utilizzata per finanziare lavoro povero. Appalti, contributi e incentivi devono essere subordinati al rispetto di una soglia minima di dignità salariale, pari a 9 euro lordi lungo tutta la filiera. Noi vogliamo affrontare un problema che riguarda più di un milione di persone, ma che troppo spesso resta invisibile: i lavoratori, le lavoratrici delle imprese che svolgono servizi per conto della pubblica amministrazione, persone che lavorano ogni giorno per lo Stato, che aprono e chiudono i nostri uffici, che garantiscono sicurezza, pulizia, assistenza, funzionamento; lavoratori pubblici di fatto, ma privati dei diritti del lavoro pubblico. Sono veramente tanti e moltissimi di loro guadagnano meno di 9 euro lordi l'ora.
Sono spesso considerati lavoratori e lavoratrici fortunati: fortunati perché hanno un lavoro, fortunati perché lavorano in luoghi di prestigio - Ministeri, enti, istituzioni -, ma la realtà è un'altra. Sono sostanzialmente poveri lavorando, con involontari, con orari spezzati, con salari che non permettono di programmare una vita.
E l'unica certezza che hanno sul futuro è una pensione che sarà, senza giri di parole, a dir poco ridicola. Capite, allora, cosa succede nella testa di queste persone quando sentono un Ministro, un qualunque Ministro, annunciare nuove assunzioni nel proprio Dicastero: tra l'altro, numeri spesso insignificanti se non rapportati al reale fabbisogno. Il primo pensiero che nasce non è l'invidia, è qualcosa di molto più amaro: state raccattando risorse dai nostri stipendi, sottopagate noi, sfruttate noi per finanziare comunque pochi assunti.
Provate a fare qualcosa, una cosa semplice. Chiedete a chi al mattino apre e a chi alla sera chiude la porta del Ministero del Lavoro, dipendente di una società appaltatrice: quanto porti a casa, a fine mese? La risposta non può essere “è sempre stato così”. Perché “è sempre stato così” non è una risposta, è una resa. E, allora, permettetemi un paragone semplice. C'è stato un tempo in cui entrare in un luogo pubblico - penso a un cinema - significava entrare in una camera di fumo. Poi, ad un certo punto, non perché qualcuno fosse cattivo, ma si è preso coscienza e conoscenza di una cosa molto semplice: che il fumo, anche quello passivo, nuoce gravemente alla salute. E, allo stesso modo, oggi dobbiamo avere il coraggio di dire: sottopagare chi lavora per lo Stato nuoce gravemente a un sistema democratico sano.
Quest'ordine del giorno non accusa nessuno, non punta il dito contro una forza politica, non chiama in causa un singolo Governo. Dice solo una cosa, con rispetto e fermezza: mettiamo fine a questa stortura, non possiamo più permettere che sia lo Stato a beneficiare del lavoro povero, non possiamo più accettare che lo Stato sia, allo stesso tempo, committente e carnefice, e non possiamo continuare a scaricare la responsabilità su regioni, comuni, province, aree metropolitane e società partecipate. Agli enti va dato il fabbisogno necessario per pagare dignitosamente il personale che quell'ente lo tiene in vita, sia esso dipendente diretto o fornitore attraverso un appalto.
Signor Presidente, colleghe e colleghi, qui non si tratta di un'ideologia, si tratta di umanità istituzionale, si tratta di decidere se lo Stato vuole continuare a funzionare sulla fragilità di chi lavora oppure scegliere finalmente di essere coerente con la Costituzione. Quest'ordine del giorno non chiede applausi, chiede una cosa più difficile: dire “basta” .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'ordine del giorno l'onorevole Aiello e l'onorevole Carotenuto.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/54 Laus, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/55 Conte.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CONTE(M5S). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, quest'ordine del giorno vuole richiamare l'attenzione di tutti sul fatto che in questa legge di bilancio non ci sono le priorità degli italiani. In questa legge di bilancio si prefigurano investimenti massicci per le spese militari, per le spese per la Difesa, ma non c'è nulla di nulla rispetto a quelle che sono le vere priorità che in questo momento il Paese avverte, famiglie e cittadini.
La sanità è al collasso, perché 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure è un dato sconfortante; le lunghe liste d'attesa per un esame diagnostico, per una TAC.
Ormai siamo diventati indifferenti a tutto, perché in questo momento la giunta siciliana è stata coinvolta e ci sono delle inchieste addirittura per appalti truccati nella sanità; e, non a caso, in Sicilia ci sono stati pazienti che hanno atteso anche otto mesi per avere il responso infausto di un tumore e sono morti prima, con le metastasi, quando è arrivato il referto.
E, di fronte a questo, che cosa c'è per questa sanità? Per le imprese c'è qualcosa? C'è una montagna di tasse che ormai si sono accumulate in questi tre anni di Governo e quattro manovre di bilancio.
Non c'è nulla per il caro energia, non c'è nulla rispetto ai dazi che abbiamo accettato supinamente da Trump dicendo - parole della nostra Presidente del Consiglio - che tutto sommato si tratta di un buon compromesso. Un compromesso per chi? Per il futuro destino dei membri di Governo, non certo per gli italiani, per le imprese.
In questi giorni - siamo sotto Natale e ormai Natale è passato, c'è Capodanno -, in un clima di piena festività, 42 lavoratori e lavoratrici di Rho hanno ricevuto da una multinazionale una lettera di licenziamento. Hanno già dichiarato che non rimarranno in Italia proprio per i dazi. Eppure, Giorgia Meloni aveva proposto e promesso, lo scorso aprile, di dare una ventata di ossigeno alle imprese con 25 miliardi: un decreto da 25 miliardi di euro, a disposizione delle imprese per contrastare l'impatto dei dazi. Non se ne è avuta più notizia. Ormai si fanno degli annunci, si dice tutto e il contrario di tutto pensando che gli italiani ormai accettino di tutto.
E ancora, tagliate per la scuola quasi un miliardo, 900 milioni di euro nel prossimo triennio. Tagliamo alle Università. Tagliamo per l'innovazione e tutto ciò che serve. Non c'è nulla per quel che riguarda gli investimenti nel capitale umano. Cosa c'è invece? Che cosa troviamo? Troviamo 23 miliardi di euro programmati, nei prossimi anni, per la spesa militare.
Ancora, recentemente, decreti e provvedimenti urgenti per racimolare 5 miliardi di euro per nuove produzioni militari. C'è stato un impegno addirittura a portare, con una firma messa all'ultimo vertice dell'Aia, la nostra spesa militare rispetto al PIL dal 2 al 5 per cento. C'è stata la sottoscrizione di 800 miliardi di euro, un piano di riarmo. Un piano di riarmo di cui beneficerà la Germania sicuramente. La von der Leyen è stata molto solerte a soddisfare le richieste del suo Paese nel confezionare, dalla notte al giorno, un piano di riarmo che, peraltro, ci invita a utilizzare i fondi di coesione per cercare di stare dietro alla Germania che vuole finalmente riarmarsi e ridiventare una superpotenza militare.
Pure lì, c'è AfD che ormai viaggia con le vele gonfie del consenso, primo partito. Lo so, forse a voi questa cosa non scuoterà, però il fatto di sapere che in Germania c'è un partito in cui ci sono dei chiari rigurgiti neonazisti è una preoccupazione - io credo - per l'Europa intera, visto che parlate sempre di libertà.
E in questa prospettiva, portiamo a casa, tornando da Bruxelles, un decreto di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, un investimento fatto sul debito comune europeo. Ma perché la nostra industria, le nostre filiere in sofferenza non meritano un piano straordinario di finanziamento, di investimento per tutelare le nostre imprese ?
Da ultimo, avete confezionato un decreto, l'ennesimo, per inviare le armi. Io dico ai parlamentari della Lega: avete fatto tantissime dichiarazioni ma poi la firma ce la mettete sempre. È possibile? Ma perché non ci risparmiate questo teatrino ? Cosa avete scritto per firmarlo? Avete scritto che non si mandano armi? No. Avete scritto che si mandano materiali, arnesi, utensili multifunzionali? Che vi siete inventati per mettere quella firma ?
Io vi invito, invito tutti a ritirare le firme che sono state messe irresponsabilmente dalla nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per il riarmo. Quelle sono firme che schiaffeggiano gli italiani. Schiaffeggiano la nostra economia perché sono insostenibili.
Schiaffeggiano il nostro modello sociale, perché tagliano, comportano tagli dolorosi al nostro , alla nostra sanità, alla nostra scuola, alla nostra università, a quello che ci serve, alle nostre politiche del lavoro. Concentriamoci su quello che realmente è utile per famiglie e imprese e, soprattutto, smettiamola con la retorica dei giovani, perché 4 giovani su 10 sono sottopagati, prendono una retribuzione al di sotto del salario minimo, che non avete voluto. È per questa ragione che vanno via , è per questa ragione che lasciano l'Italia: perché sono sottopagati.
E allora, dopo tre anni di Governo e quattro leggi di bilancio, assumetevi qualche responsabilità, perché sino adesso siete riusciti, saltando a piè pari Draghi - che non avete neppure il coraggio di nominare -, a dare la responsabilità al nostro Governo, al Conte 2. Assumetevi qualche responsabilità di fronte al Paese. Le persone soffrono…
PRESIDENTE. Concluda.
GIUSEPPE CONTE(M5S). …sono in difficoltà. Davanti a “Pane Quotidiano” di Milano la fila si è allungata, e voi tagliate anche l'assegno di inclusione . E, secondo me, questa è una vergogna che dovete sottoscrivere, mettendoci la faccia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere l'ordine del giorno dell'onorevole Conte, se ovviamente è d'accordo, perché penso che sia necessario che in questo Parlamento si avvii una seria riflessione sul perché di questa del riarmo voluta anche dal Governo Meloni, che ha sottoscritto questo 5 per cento sul PIL: irresponsabile.
Vedete, l'Italia è la decima potenza militare, secondo l'indice di Global Firepower, un indice molto attento sulle spese militari fatte dalle riviste della difesa. Ebbene, noi andremo a spendere, nei prossimi 10 anni, 400 miliardi di euro aggiuntivi, che porteranno la spesa, entro il 2035, a quasi 1.000 miliardi di euro di spese per armamenti. Ebbene, non è assolutamente giustificabile - per quanto ci riguarda, irresponsabile - la decisione, ad esempio, della Commissione europea, con il , di spendere ulteriori 800 miliardi di euro. Se andiamo a vedere, poi, la spesa per armi che già oggi l'Unione europea affronta, è molto, molto di più di quella che affronta la Russia. Il punto è che non c'è una visione, una attenta analisi del perché stiamo andando e stiamo facendo tutto ciò. Tutto ciò si sta facendo per rilanciare una spesa: le industrie per armamenti, in particolar modo, per acquistare armi dall'industria bellica americana. Ma tutto ciò ha un prezzo insostenibile dal punto di vista economico e, per quanto ci riguarda, anche dal punto di vista etico e morale.
Diciamo “no” per questo, non perché, quando la destra ci schernisce, diciamo che vogliamo difendere il nostro Paese mettendo i fiorellini nei cannoni, ma perché di armi ce ne sono già tante: nel 2024, la spesa per armamenti nel mondo ha raggiunto 2.738 miliardi di dollari; con il 5 per cento supereremo, nel 2035, i 3.000 miliardi di dollari. La Presidente del Consiglio è venuta qua a dire che si prepara la pace preparando la guerra. Noi pensiamo esattamente il contrario, anche perché i conflitti nel mondo stanno aumentando e l'aumento delle armi porta, inevitabilmente, a un aumento di conflitti. Ecco perché è necessario direzionare, invece, le spese per gli armamenti verso le spese prioritarie, come la lotta alla povertà, la sanità pubblica e gli interventi per produrre e realizzare il lavoro e contrastare il lavoro povero, la disoccupazione e la povertà, che nel nostro Paese ha raggiunto livelli insostenibili.
Diteci e dateci parole di verità, quelle parole di verità che state nascondendo agli italiani sulla vera questione del perché c'è una necessità del riarmo. Per queste ragioni, noi pensiamo che una battaglia importante che vada fatta nel Paese è dire “no” al riarmo per direzionare queste spese sulle vere priorità del Paese, e per questo voteremo a favore di quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Io penso sia giusto spiegare, perché quest'ordine del giorno è stato presentato dal Presidente Conte. Ha fatto il Presidente del Consiglio e, quindi, per me ha un valore maggiore. Quando una persona che ha guidato e servito il Paese da Presidente del Consiglio presenta un documento di questo tipo, io credo che sia giusto dire perché non sono d'accordo, e i motivi sono numerosi. Intanto, ce n'è uno: all'interno di questa legge di bilancio, se c'è una cosa che sicuramente non c'è, sono i soldi per le Forze armate ma proprio non ci sono. È un problema serio. Peraltro, il Governo dà parere contrario al nostro ordine del giorno, con cui gli chiediamo: mettete i soldi per le Forze armate, perché non li hanno messi e gli chiediamo di metterli. Quindi, c'è già una contraddizione abbastanza profonda.
Il secondo motivo per cui sono preoccupato di un'impostazione di questo tipo è perché, non essendoci i soldi per le Forze armate, la lista delle obiezioni che ha fatto il Presidente Conte e dei problemi di questo Paese - su cui, su alcune cose, siamo anche d'accordo - come si può pensare di risolverla prendendo i soldi da dove non ci sono? Vuol dire che non c'è proprio nessuna ricetta per affrontare i temi del Paese, perché, se uno pensa di affrontare i temi della salute, della povertà, della scuola, prendendo i soldi in un capitolo che è vuoto, vuol dire che siamo ben lontani dal pensare veramente di voler affrontare qualcosa .
La terza questione. È molto pericoloso quello che si sta facendo sulle spese militari. La difesa dello Stato è un compito affidato dalla Costituzione. La difesa dello Stato non è un , è un dovere, e questo Parlamento ha il dovere di finanziare la difesa dello Stato e , e gli uomini che servono in divisa questo Paese hanno diritto ad avere la strumentazione, gli armamenti, i mezzi di protezione, adatti al lavoro che fanno. E quindi, in questo dibattito un po' pretestuoso, per cui è più importante la sanità che le Forze armate, qualcuno potrebbe cominciare a dire: è più importante la sanità dei teatri; è più importante la sanità del del verde, dei nostri giardini. È un dibattito che non si può fare stando in quest'Aula, si può fare nei , si può fare nelle panchine e si può fare nei bar, non si può fare pensando di governare il Paese e . E, purtroppo, non è un dibattito monocolore. E io penso che noi già…scusate, partecipo anch'io, quindi sono colpevole, ma stiamo discutendo di 240 ordini del giorno. Guardate, è una cosa deprimente e . Poi, se a questa depressione…, gli ordini del giorno non è che se li sia inventati l'opposizione questa volta, c'erano anche prima.
Devo dire che, prima, sono andato dal Ministro Giorgetti e gli ho dato un suggerimento, gli ho detto: guarda, c'era il Ministro La Russa, Ministro della Difesa, che durante un dibattito - qualcuno che è anziano, forse se lo ricorderà - su un decreto Missioni… di quelli che erano dibattiti tumultuosi, prese tutti gli ordini del giorno, mise la mano sopra e disse: sono tutti accolti come raccomandazione. Ci fu un'ovazione. C'era chi voleva portare fuori le truppe dall'Afghanistan, chi ne voleva mandare di più, e il dibattito si esaurì.
Perché io vorrei sapere, di questi ordini del giorno, anzi no, di quelli della finanziaria precedente, che il Governo ha riformulato, ha preso, eccetera, se ce n'è uno che avete letto il giorno dopo e se uno ha avuto un seguito. Se, poi, gli ordini del giorno sono utilizzati per dare un messaggio falso al Paese, per cui noi dobbiamo togliere le spese militari e così risolviamo tutti i problemi di questo Paese, facciamo un doppio danno. E allora io, per questo, voto contro con grande convinzione e .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. È vero che sono solo ordini del giorno, ma credo che il tema sia rilevante. Vede, io sono d'accordo con la sostanza dell'ordine del giorno del Presidente Conte. Siamo di fronte a una legge di bilancio misera, da governicchio. Avete imparato che è bene tenere i conti in ordine, va bene, ma non potete fermarvi lì. C'è il tema della sanità, degli interventi per promuovere la competitività, il sostegno alle filiere produttive, il tema dei giovani che se ne vanno, i salari troppo bassi e la mancanza di salari alti, perché altrimenti la gente se ne va.
Ma non sono d'accordo nel porre questi temi, su cui noi dobbiamo incalzare i fallimenti - ormai sono alla quarta legge di bilancio - del Governo Meloni e della “Melanomics”, mettendoli in contrapposizione con un tema, su cui bisognerà aprire una discussione sulle modalità, della spesa per la difesa; e men che meno, a mio avviso, col tema che non c'è nell'ordine del giorno, ma che il Presidente Conte ha sollevato, con la decisione, che io giudico meritoria, dell'Unione europea di passare al debito comune, agli eurobond per finanziare la resistenza ucraina di fronte all'aggressione contro l'Ucraina, contro l'Europa, contro l'Italia e contro la democrazia da parte di Putin nei confronti nostri e non parlo di guerra ibrida e così via.
Quello della difesa è un tema serio, possiamo discutere, io penso che va bene ReArm EU - lo dico al collega Bonelli - perché prefigura, in un contesto istituzionale che non può portarci dopodomani a quello che io vorrei, un sistema di difesa europeo, verso un esercito comune comunque organizzato; quindi va bene ReArm EU. Ma quello della difesa dell'Europa anche prima dell'aggressione russa era un tema che si poneva, è un tema che ci ha posto Obama, con il e la richiesta di aumentare la spesa e la capacità di difesa e deterrenza dell'Europa nell'ambito della NATO.
Poi arriva Trump che detesta l'Europa, la vuole disgregare, in questo si ritrova con Putin, e noi dobbiamo allora porci il tema della difesa europea, della difesa della nostra libertà, della emancipazione dalla difesa americana, in tempi ragionevoli. Non perché dobbiamo fare la guerra, né a Putin che la fa a noi e tanto meno a Trump, ma per garantire ai nostri cittadini una prospettiva di prosperità nella libertà e nella democrazia.
Per questo io voterò contro, perché trovo sbagliato mettere in contrapposizione i temi sacrosanti su cui dobbiamo incalzare i fallimenti di Meloni e della politica economica che non c'è, della politica industriale che non c'è, ma non metterli in contrapposizione alla necessità che abbiamo in Europa e, quindi in Italia, di mettere mano autonomamente a un sistema di difesa che abbia un'efficacia e un'efficienza nella spesa delle risorse.
Poi possiamo discutere dei dettagli, ma mettere in contrapposizione il sostegno all'Ucraina e la necessità di investire nella difesa - investire bene, e tutte le cose che possiamo discutere - ai fallimenti delle scelte di politica economica e politica industriale di questa maggioranza, secondo me è più fare un favore a loro, che non incalzarli.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. È un fatto o no che il 40 per cento del del Ministero delle Imprese è per imprese che producono armi? Undici miliardi. In Italia ci sono 200 imprese che producono armi, hanno il 40 per cento del con 4,5 milioni di imprese che devono dividersi tutto il resto. È un fatto o no? È un fatto che negli ultimi due anni siamo arrivati a 32 miliardi di spese per la difesa, con un incremento del 20 per cento? È un fatto che nel documento di finanza pluriennale si stimino 23 miliardi di investimenti in tre anni in difesa, sì o no ?
È un fatto che ieri il Capo di Stato maggiore della Difesa ne ha dettagliato, punto per punto, questo piano di 20 miliardi, sì o no? È un fatto che l'Europa ha risposto all'elezione di Trump non con una politica sui dazi, ma con 800 miliardi di piano di riarmo? È un fatto sì o no ? Allora, noi la difesa di questo Paese lo sapete come la intendiamo? La intendiamo per difendere 6 milioni di poveri, di cui un milione e mezzo sono bambini; la intendiamo per difendere 120.000 lavoratori che stanno per essere licenziati dalle imprese. La difesa la vogliamo per tre morti sul lavoro al giorno che ci sono in questo Paese, 1.100 morti l'anno e chi le difende queste persone?
Uno studente su quattro abbandona gli studi all'università perché non ce la fa a mantenersi agli studi e nessuno dice che dobbiamo smantellare la difesa e mettere i fiori nei nostri cannoni. Uno mette delle priorità e se le vostre priorità sono ingrassare le delle armi e mettete al Ministero della Difesa uno che era un ex lobbista delle armi, allora il quadro è chiaro .
E parlate della guerra ibrida, adesso il fronte è la guerra ibrida e la propaganda russa. Noi viviamo in un Paese dove abbiamo il più colossale conflitto di interessi sull'informazione, sulla propaganda e sulle televisioni da trent'anni, e il problema è la propaganda che viene dagli altri Paesi? Il problema è la propaganda che abbiamo noi in questo Paese . È la propaganda delle televisioni di Berlusconi e dei giornali di Angelucci. È questa la propaganda che noi vogliamo combattere ! Basta? Ma come vi permettete di dire basta? Visto che possiamo discutere una notte del provvedimento più importante, ci sentiamo anche dire basta.
Allora, se ci volete portare in guerra, non lo fate a nostro nome e non ci vendete il fatto che la difesa sia importante, perché voi non parlate di difesa, voi parlate d'attacco, è questo il problema. E noi non ci stiamo e non ci staremo mai perché il Paese da difendere è quello che non arriva alla fine del mese , non i vostri interessi di chi la guerra l'ha già vinta, perché questa guerra l'hanno già vinta i produttori di armi che hanno visto il valore delle loro azioni moltiplicarsi di miliardi senza neanche aver ancora fatto una commessa.
Quindi, per favore, non ci vendete, non ci rigirate la realtà, perché il vostro vocabolario di guerra purtroppo è entrato nel vocabolario quotidiano di questo Paese. Ma noi non ve lo permetteremo di parlare di leva obbligatoria per i giovani come unica prospettiva per le nostre future generazioni .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/55 Conte, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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I deputati Dell'Olio e L'Abbate sottoscrivono l'ordine del giorno in esame.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Secondo le intese, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 1,20. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Ricordo che, prima della sospensione, è stato da ultimo respinto l'ordine del giorno n. 9/2750/55 Conte.
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2750/219 Zoffili è stato ritirato dal presentatore.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/56 Amato, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole ove riformulato. Onorevole Amato, accoglie la riformulazione?
GAETANO AMATO(M5S). Non accetto la riformulazione, Presidente. La ringrazio. Non so se dobbiamo aspettare prima che entrino i colleghi, perché…
PRESIDENTE. No, ci mancherebbe. Chi c'è c'è, chi non c'è…
GAETANO AMATO(M5S). Mi sembra di parlare a un'Aula vuota.
PRESIDENTE. No, prego, parli.
GAETANO AMATO(M5S). Presidente, il mio ordine del giorno tratta di cinema, così come quello dell'onorevole Cuperlo, ma, caso strano, quello dell'onorevole Cuperlo ha avuto parere contrario mentre il mio parere favorevole con riformulazione. Allora mi sono chiesto: ma il Governo ci sta prendendo in giro? Perché in entrambi gli ordini del giorno si chiedeva un rifinanziamento del cinema. La mia riformulazione, invece, prevede di continuare ad incentivare. Allora mi chiedo se la Sottosegretaria sia stata informata sugli incentivi. Prevede di continuare ad incentivare.
Nel biennio 2021-2022 erano 849 i milioni dedicati al cinema; nel biennio 2026-2027 saranno 501 milioni. Quindi, ben 350 milioni in meno messi, in questi anni, per quanto riguarda il finanziamento del cinema. Quindi continuare? Ma che continuare? Voi vi dovete fermare Vi dovete fermare con i tagli che state facendo. Nel 2023 18.000 persone erano state impiegate. Nel 2024: 1.800 maestranze. Abbattuto del 90 per cento il lavoro per il cinema.
Ora, noi capiamo che, quando arrivano dei consigli, magari spiegandovi come, in quest'ordine del giorno, dovrebbe essere applicato il cosa dovrebbe essere finanziato, da noi opposizione non volete accettare consigli; ma il fatto è che non li avete accettati nemmeno da quel marxista-leninista di Marcello Veneziani, il quale ha appena detto al Ministro Giuli: “ma che state facendo?” E Giuli, invece di dire, come Anita Ekberg: “Marcello! ”, vienimi a spiegare cosa fare, l'ha aggredito verbalmente durante un incontro istituzionale.
Ora, noi vogliamo sapere davvero: dove vuole arrivare questo Governo? Non gli basta quello che ha combinato con il cinema? Non gli bastano i danni che sta facendo? Non gli basta il fatto che 300.000 persone sono in mezzo a una strada? Non ha trovato i milioni da rimettere, perché erano già da dover mettere, invece di questi tagli, in questa legge di bilancio, che avrebbero permesso, almeno secondo il nostro ordine del giorno, di calmierare le paghe e di produrre cinema con giovani alla prima e alla seconda esperienza, al di sotto dei 35 anni, ma questa è una musica che voi non volete sentire
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole L'Abbate.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/56 Amato, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/57 Caso. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Il parere contrario a quest'ordine del giorno è abbastanza simbolico proprio nel rappresentare quanto sia fallimentare questa legge di bilancio. Ricordiamolo, è una manovra che non agisce sui salari reali, sempre più miseri. È una manovra che non agisce sull'inflazione, che rende sempre più difficile far semplicemente una spesa. È una manovra che non agisce sul numero di famiglie in povertà assoluta, che continua ad aumentare. È una manovra che non fa nulla su una produzione industriale che continua a calare ormai da tre anni a questa parte, da quando al Governo ci siete voi. Una manovra che taglia.
È una manovra che porta zero crescita, che tiene il Paese fermo, anzi continua a farlo sprofondare. E perché dico che è simbolico? Perché per far crescere un Paese, bisogna investire soprattutto in una cosa: nel capitale umano. Investire nel capitale umano significa investire in istruzione, investire in università, investire in ricerca, che significa aumentare l'innovazione, aumentare la produttività, aumentare il progresso, aumentare un'occupazione di qualità. Invece quel che ha fatto questo Governo con un piccolo emendamento è molto lontano dal risolvere i problemi di un mondo della ricerca che sta vedendo migliaia, migliaia di ricercatori precari letteralmente espulsi dal sistema.
Una cosa che peggiorerà l'anno prossimo, nel 2026, quando scadrà il PNRR, quando gran parte dei ricercatori assunti con il PNRR sarà letteralmente mandato a casa. Ovviamente, quando diciamo che mandiamo a casa dei ricercatori, significa che mandiamo a casa anche i loro progetti. E allora, soffermiamoci un attimo a pensare: significa, in pratica, che avete preso i 9 miliardi circa del PNRR, che erano investiti nella ricerca, e li avete praticamente buttati al vento. Questo avete fatto, perché una volta che sarà scaduto il PNRR, questi ricercatori si troveranno assolutamente il nulla.
Il nostro Paese si troverà assolutamente il nulla. C'è, però, da dire che, in realtà, la situazione è anche peggiore di questa perché, con le varie riforme che state mettendo in campo, che state portando avanti, state cercando in tutti i modi di fare un vero e proprio assalto al mondo dell'università per mettere l'università sotto il controllo politico. E lo sapete questo dove è accaduto? Dove accade? Proprio in quei Paesi dove si va a minare la democrazia; in quei Paesi dove si vanno a scardinare i principi democratici che governano quel Paese. Se poi uniamo questo attacco all'università ad altre terribili misure che state facendo il messaggio è chiaro: volete sovvertire la Costituzione per indebolire la democrazia. Questo state facendo. Insomma, siete un vero e proprio pericolo per la democrazia di questo Paese. Non abbiamo paura di dirlo. E' un Paese che sta andando a rotoli nelle vostre mani, un Paese che state portando dritto esclusivamente verso un'economia di guerra. È questo il Governo Meloni, è questa la manovra del Governo Meloni.
Noi non ci stancheremo mai di dirlo perché voi state andando avanti con una propaganda che prova a mascherare tutto questo; una propaganda che, però, prima o poi terminerà perché la realtà verrà a galla, i cittadini si renderanno conto di tutto questo e allora esploderà tutto quello che avete messo su e il Paese reale ve ne chiederà conto, la storia ve ne chiederà conto
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/57 Caso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/58 Orrico. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/58 Orrico, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/59 Donno. Onorevole Santillo, interviene lei sull'ordine del giorno n. 9/2750/59 Donno? Prego, ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo e, ovviamente, aggiungo la firma all'ordine del giorno n. 9/2750/59 del collega Donno, che non c'è. Intendo intervenire contro questo parere contrario. Ci siamo accorti che a questa maggioranza il problema della casa non interessa per niente. Tutti gli ordini del giorno che riguardano il problema delle politiche abitative o sono stati bocciati o sono stati riformulati talmente tanto da dire completamente un'altra cosa. Ovviamente, la campagna elettorale sembra non finire mai per questa destra. Ormai siamo quasi a una versione della Meloni da regina del perché dice una cosa e ne fa completamente un'altra.
Nel caso di specie, per il piano casa, secondo me, abbiamo proprio raggiunto l'apice della faccia tosta di questo Governo e quando si tratta di metterci la faccia, ovviamente, non può mancare Salvini, perché non può non essere l'attore protagonista di una telenovela che, dalle mie parti, si potrebbe intitolare: promette certo e ancora più certamente non manterrà le promesse, perché questo è ciò a cui Salvini ci ha abituati.
Infatti, che cosa ha fatto? Per evitare che le opposizioni portassero avanti il tema delle politiche abitative - perché in Commissione ambiente tre forze di opposizione hanno condiviso un testo base assieme alla maggioranza ed è pronta la scadenza degli emendamenti, che viene rimandata fin quando, appunto, Salvini non riesce a mettere il cappello politico - che cosa ha fatto in Commissione ambiente? Si è fatto audire e ha detto: sì, però le risorse sono demandate alla legge di bilancio e in legge di bilancio vi spiegherò questo piano casa che cos'è.
Arriviamo, dunque, alla legge di bilancio e il piano casa non c'è. Il piano casa in questa legge di bilancio è completamente inesistente, anzi il Governo conferma, con questa legge di bilancio, una scelta politica chiara: abbandona definitivamente gli inquilini, abbandona i poveri, abbandona chi vive in precarietà abitativa, perché per questo Governo il tema del piano casa si risolve nei commi 782-784 e chiarisce la sua idea di piano casa, cioè privato, alloggi a canone agevolato destinati alla vendita e interventi per chi può permetterseli. Non c'è assolutamente nulla su quelle liste di attesa, su quelle famiglie che attendono in graduatoria una casa. Non esiste, per questo Governo, l'edilizia residenziale pubblica; esiste solo quella sociale.
Eppure i numeri parlano chiaro: queste liste vedono in attesa ben 650.000 famiglie per un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Ogni anno ci sono ben 40.000 sfratti, di cui 22.000 grazie alle forze pubbliche, e un milione di famiglie in povertà assoluta vive in affitto. Che cosa fa il Governo? Promette 15 miliardi di euro di investimenti sulle case e poi, però, in legge di bilancio troviamo 200 milioni. Se mi permettete, sono soltanto degli spiccioli che per quei giovani e per quegli anziani, che dovevate aiutare, serviranno forse a comprarsi un sacco a pelo per andare a dormire sotto un ponte, se non gli cade in testa in questo Paese, o sotto un ponte che, evidentemente, non costruirete mai.
Quindi, con quest'ordine del giorno, noi che cosa vi chiediamo? Prendete un po' di questi soldi del ponte sullo Stretto, che non si farà, e dirottateli sulle politiche abitative. Il vostro “no” sapete che cosa significa? Questo “no” significa rinunciare a dare l'alloggio a ben 80.000 famiglie. Avete capito bene: con quei soldi del ponte sullo Stretto si farebbero almeno 80.000 alloggi. Come ricordava anche prima il mio collega Riccardo Ricciardi, nel settore della difesa/armi questa legge di bilancio prevede, per i prossimi tre anni, investimenti per 23 miliardi, che sono 140.000 alloggi. Sono quegli gli italiani che vanno difesi, quelli che hanno bisogno di una casa. Come altri 6.000 o 7.000 alloggi si sarebbero fatti con il miliardo speso per l'inutile canile in Albania. Ecco, avreste certamente risolto il problema del 40 per cento delle famiglie che cercano alloggio nel nostro Paese.
Per non parlare, poi, di quanto è accaduto per il Fondo inquilini morosi incolpevoli, che il Governo Conte aveva portato dal 2021 a 50 milioni di euro. Arrivate voi, nel 2022, e nel 2023 e nel 2024 lo definanziate completamente, poi per il 2025 prevedete 10 milioni, nel 2026 prevedete 20 milioni e arrivate alla fine, con questa legge di bilancio, a introdurre un Fondo rotativo per gli inquilini morosi incolpevoli per 5 milioni all'anno. Alle armi 23 miliardi, al ponte sullo Stretto 13,5 miliardi, agli inquilini morosi incolpevoli 5 milioni all'anno. È una cifra irrisoria. Questa non può essere una politica abitativa, questo è soltanto un disimpegno da parte dello Stato e, tra l'altro, con queste risorse esigue non si può governare un'emergenza, anzi quell'emergenza la si porta a far esplodere. Quindi, io vi chiedo di passarvi la mano per la coscienza. Vi chiedo di accantonare quest'ordine del giorno, di rivedere questo parere negativo che avete dato e, se non lo fate, io vi chiedo la cortesia di lasciare questa strada del Governo del nostro Paese per svincolare la prima uscita a destra e tornarvene con dignità a casa vostra .
PRESIDENTE. Onorevole Santillo, la richiesta non mi pare che venga accolta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Con quest'ordine del giorno, che porta anche la mia firma, sostanzialmente si chiede al Governo di garantire il diritto all'abitazione. Vedete, quando si parla di diritto all'abitazione in realtà si parla proprio della vita delle persone. E, allora, voglio raccontarvi una storia, una storia che, purtroppo, non è a lieto fine, come le favole della buonanotte che sarebbero più opportune visto l'orario. Purtroppo, no, non c'è il lieto fine. È la storia di Massimo Dell'Oglio di Palermo, 66 anni, costretto a lasciare il lavoro per assistere la propria moglie, malata di tumore. La moglie muore, tra l'altro, nel settembre 2024.
Massimo Dell'Oglio rimane, quindi, senza stipendio, riceve un sussidio di soltanto 490 euro e così inizia ad arretrarsi nel pagamento dei canoni. A un certo punto, viene, chiaramente, raggiunto da uno sfratto per morosità. Ebbene, questo sfratto viene eseguito il 18 dicembre scorso, praticamente la vigilia di Natale. Viene sfrattato dalla casa dove aveva vissuto per 20 anni. La vicenda ha avuto molta risonanza sulla stampa locale, giustamente, anche perché ha molto colpito la comunità di Palermo il fatto che, tra le altre cose, non fosse neanche stato concesso un minimo di differimento per poter consentire di trascorrere il Natale in modo un po' più sereno con un tetto sulla testa. Immagino, magari, che anche il Presidente Mule' - anche lei - abbia sentito di questa notizia, ne abbia letto, sia stato, magari, raggiunto dalla notizia.
Ebbene, il signor Massimo Dell'Oglio si è rivolto alle istituzioni, sia al comune di Palermo sia alla regione per cercare aiuto. Il signor Dell'Oglio, in realtà, incarna proprio tutte quelle caratteristiche e quei requisiti che ne potrebbero fare un beneficiario, appunto, del contributo per la morosità incolpevole o del contributo per il sostegno all'affitto. Però, sia rivolgendosi al comune sia rivolgendosi alla regione, tutti hanno fatto spallucce. Questo perché? Perché il comune di Palermo non ha più un euro in pancia da poter indirizzare proprio su questa voce, per il contributo per la morosità incolpevole, per il contributo per il sostegno all'affitto. La regione, dal canto suo, risponde che non c'è alcun bando regionale aperto per l'erogazione del contributo per il sostegno all'affitto e per la morosità incolpevole relativo al 2025. In effetti è così, perché se andate a guardare l'ultimo bando pubblicato proprio con questa motivazione, quindi per l'erogazione di questi contributi, si tratta di un bando del 2024, dell'estate del 2024, che, però, andava ad erogare i contributi stanziati per l'anno 2022. Ricordatevi questo data: 2022. E chi li aveva stanziati quei contributi per il 2022? Li aveva stanziati l'ultimo Governo dove era presente il MoVimento 5 Stelle, perché noi abbiamo sempre finanziato - e adeguatamente finanziato - i Fondi per la morosità incolpevole e per il sostegno all'affitto.
Perché, invece, oggi il comune e la regione sono costretti a fare spallucce e a sbattere la porta in faccia ad una persona che avrebbe quei requisiti per accedere a queste misure di protezione, come le chiamo io? Ebbene, fanno spallucce perché nel 2023 e nel 2024 le vostre leggi di bilancio non hanno previsto un euro per rifinanziare questi due Fondi e questo è il risultato. E non vi siete puliti la coscienza con lo stanziamento, tra l'altro anche risibile e inadeguato, del 2025, quindi della scorsa legge di bilancio.
Perché, come vedete, la messa a terra del Fondo, quindi, dei contributi, per il trasferimento alle regioni -per colpa vostra, per inerzia anche del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, quindi, anche per l'inerzia del Ministro Salvini che non provvede a ripartire per tempo alle regioni i fondi e le risorse - non avviene neanche entro l'anno. Quindi, si rimane totalmente scoperti. Creare delle lacune, dei buchi, finanziare saltuariamente questi fondi è profondamente sbagliato. E, vedete, le scelte che fate voi su dove mettere i soldi e dove toglierli impattano profondamente sulla vita delle persone. Voi giocate con la vita delle persone.
E, allora, io concludo dicendo una cosa e, anche se non è in Aula, mi rivolgo proprio al Ministro Salvini e dico questo: invece di pensare a realizzare e anche a giocare con i plastici del ponte di Messina che non serve e non servirà proprio a nessuno, pensasse, invece, a come evitare di mandare sotto un ponte le persone più fragili di questo Paese. A questo dovrebbe pensare .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/59 Donno, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/60 Iaria. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. In quest'ordine del giorno parliamo del parco smistamento ferroviario di Alessandria, un'opera che - ricordo - era stata già attenzionata dai precedenti Governi, dalla nostra senatrice Susy Matrisciano, che ha potuto con la fine del Governo Draghi, portare a casa l'approvazione di un emendamento che ha potuto creare il e finanziare anche la partenza di quest'opera.
Da allora, noi cosa abbiamo visto nel territorio piemontese, in particolare ad Alessandria? Una bella passerella del Ministro Salvini che è venuto già due volte nella città di Alessandria a inaugurare e a parlare di questo famoso .
Siamo adesso al 2025, nella prossima finanziaria, chiaramente, di questa opera è finanziato forse il 14 per cento che riguarda solo la parte di RFI per quanto concerne la sostituzione dei binari.
In sintesi, perché pensiamo che sia così importante il nodo ferroviario di Alessandria? Perché il nodo ferroviario di Alessandria porterà un aumento del PIL, se verrà finito e costruito in tempi decenti e non al 2033, se viene finanziato. Perché il parco smistamento di Alessandria è il retroporto naturale del porto di Genova, quindi, un crocevia eccezionale per il trasporto merci nazionale e internazionale.
Ma adesso siamo sempre a raccontare le solite favole. Non c'è un numero, non c'è un impegno del Governo per portare a casa questo importante progetto e noi abbiamo, tra l'altro, anche sempre parlato di sviluppo. Voi non avete una visione dello sviluppo delle merci, del legame tra i nodi ferroviari e il recupero delle linee ferroviarie esistenti per lo sviluppo del passaggio merci. Avete soltanto l'idea di portare a casa opere faraoniche che non servono a nulla. In Piemonte abbiamo il TAV, per il ponte sullo Stretto avete chiaramente avuto delle leggere difficoltà che l'hanno spostato in avanti.
Con quest'ordine del giorno noi semplicemente chiediamo di rivedere le priorità di questo Paese; di rivedere le priorità di questo Paese che, tra l'altro, veramente aiuterebbero l'economia del Paese e non farebbero solo propaganda .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/60 Iaria, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/61 Traversi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/61 Traversi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/62 Fede. Onorevole Fede, accetta la raccomandazione?
GIORGIO FEDE(M5S). Grazie, Presidente. No, non accetto la raccomandazione. Uno dei primi motivi è anche la poca attendibilità delle azioni e delle promesse di questo Governo, atteso anche che non una forza politica, ma un organo d'informazione, uno dei pochi che si mantiene in buona linea con la verità, ha testimoniato che il 70 per cento delle affermazioni di questo Governo, nello specifico della Meloni, è risultato poco preciso o poco attendibile. Quindi, questa è la motivazione per non poter accettare quest'ordine del giorno nella sua raccomandazione.
Perché? Di cosa parliamo? Parliamo di trasporto pubblico locale. Il trasporto pubblico locale dovrebbe essere potenziato, incentivato e migliorato, atteso che le emissioni di CO2, le problematiche di inquinamento e i gas serra per un quarto derivano dal trasporto. Quindi, si potrebbe avere grande beneficio da questa applicazione. Un'applicazione che, peraltro, è stata già indicata nella raccomandazione che spesso noi dalle opposizioni facciamo al Governo, attraverso migliaia di emendamenti e attraverso una proposta di legge a mia prima firma, ma che non viene presa in considerazione da questo Governo che ha ben altri obiettivi.
Questo porta a vedere l'Italia scivolare sempre di più verso gli ultimi posti della classifica europea. Ricordo che il trasporto pubblico locale ha visto un biglietto unico da parte della Germania che spesso viene presa come riferimento. Ora non guardiamo la politica militare, ma guardiamo anche la politica ambientale e le buone politiche, come il famoso che prevedeva un biglietto unico per far muovere i giovani e le persone e ridurre il carico di inquinamento e dei trasporti.
Anche la Spagna è arrivata a questo. Oggi è il 30 dicembre, già sono le 2 di notte e in Spagna, dopodomani, arriverà un biglietto unico che favorirà questo tipo di opportunità per i giovani. I nostri giovani, non solo quelli che vanno all'estero e non tornano proprio in Italia, ma anche quelli che si muovono in Italia per l'università o per il lavoro, i pendolari, devono affrontare, con i disastri del Ministro Salvini, dei costi spaventosi per servizi per lo più pessimi. Altre Nazioni investono sulla capillarità delle opere, sulla interoperabilità e sull'intermodalità: su quelle che sono le tecniche più innovative, ma forse neanche più tanto oramai, tanto sono diffuse.
In Italia si punta tutto quanto sulle grandi opere e poi si rischia di fare degli scivoloni drammatici e bocciati da tutte le Corti, i tribunali e le Corti europee. Ed è per questo che poi, magari, si agisce sulla Corte dei conti per ridurre i danni di quello che avverrà alla fine di questo percorso scellerato.
Noi abbiamo visto che in questa legge di bilancio davvero c'è tutto quello che non serve agli italiani. Siamo arrivati a una data che non si era mai vista prima. Siamo arrivati alla legge di bilancio che è la più bassa degli ultimi 10 anni.
Siamo arrivati a una serie di divisioni, che sono state plasticamente dimostrate, di questa maggioranza, con tesi opposte, con i ritiri e le riproposizioni e con tutto quello che vi è stato nello scenario poco edificante di questa legge di bilancio. Ciò per arrivare ad assolvere a problemi che sono di pochi sicuramente, ma non sono degli italiani, non sono dei giovani, non sono dei lavoratori, non sono di chi ha bisogno di cure e si mette in lista d'attesa. Non assolve alle problematiche del lavoro e del reddito minimo, che vede sempre l'Italia agli ultimi posti.
Quindi, una serie di problematiche in questa legge che stiamo qui a discutere, dopo oltre 5.000 emendamenti e dopo tanti ordini del giorno che vengono puntualmente bocciati in questa fine ingloriosa di questa legislatura e di questa annata.
Chiaramente, noi avremmo voluto vedere ben altro. Lo abbiamo proposto in mille modi, con tutta la forza, ma sempre con caparbietà respinto da questo Governo. Tutto quanto va sempre in una logica bellicistica che tende a spendere in armi. Non chiamiamola “difesa” perché sarebbe un significato differente. Quando parliamo di sicurezza parliamo di implementare le Forze dell'ordine che sono in grande deficit di personale e di incrementare gli stipendi.
Avete promesso anche a loro la pensione garantita, poi tutte queste cose sono smentite e i soldi vengono buttati in ben altre fonti che tutto portano meno che sicurezza. Pensiamo ai CPR in Albania o pensiamo a tutte quelle scelte scellerate che non vanno a tutelare nessun tipo di lavoratore, neanche quello del comparto della sicurezza.
Quindi, noi non possiamo vedere con favore questo tipo di provvedimento. Il contributo che veniva dato con questa proposta, come tutte quelle che state bocciando puntualmente, era un contributo di concreta collaborazione fattiva, quella che l'opposizione, con fare costruttivo, propone continuativamente.
Poi voi spesso vi nascondete dietro il racconto delle polemiche strumentali di questa cronaca che tende a nascondere i problemi reali. Lo vediamo anche sulla stampa di questi giorni. La casa del bosco o le problematiche di vicende giudiziarie di decenni: tutto serve a confondere e a sollevare una cortina fumogena per nascondere i tanti fallimenti di questo Governo. I fallimenti vengono confermati anche dalle tensioni interne alla maggioranza, ma chiaramente voi andate avanti con il vostro interesse.
Parlate di Piano casa, poi l'unica casa di edilizia agevolata è stata quella dei vostri Premier e Vicepremier che hanno, sì, loro - forse, solo loro - acquistato case a prezzi agevolati. Questo non vale per i giovani, per le coppie di giovane formazione e per tutti quelli che ambirebbero a programmarsi un futuro per vivere con dignità nella nostra Nazione, che non offre queste opportunità. Quindi, per questo motivo sono contrario all'accettazione di questa raccomandazione e pongo al voto l'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/62 Fede, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/63 Francesco Silvestri. Onorevole Silvestri, accoglie la riformulazione? No, prego.
FRANCESCO SILVESTRI(M5S). Grazie, Presidente. L'ordine del giorno riguarda un tema importante: il tema della sicurezza. Io ho fatto un esercizio. Sono andato a rivedermi i programmi elettorali delle forze del centrodestra quando si sono presentate alle elezioni. Parlavano di fermare l'immigrazione illegale e restituire la sicurezza ai cittadini. Parlavano di contrasto alla criminalità e al degrado urbano e tutela dei più anziani dalle truffe che subiscono, tutto condito da felpe, ruspe, Ministri in divisa e chi più ne ha più ne metta. Ora sono passati tre anni e mezzo, colleghi. Io credo che un bilancino possiamo cominciare a farlo su quello che avete prodotto.
Allora, sull'immigrazione avete fatto un casino totale. I rimpatri sono al minimo, le nostre coste sono un colabrodo e mi sembra che questa sia notizia di dominio pubblico. I dati sulla sicurezza urbana delle nostre città sono un bollettino di guerra: aumentano i furti, le violenze e gli omicidi e le nostre città sono evidentemente più insicure. Riguardo la tutela dei nostri anziani, sono andato a vedere i dati: nel 2024 43.000 anziani sono stati truffati, più 15 per cento rispetto al 2023 che già aveva un dato fallimentare. Ora la domanda è questa e la pongo anche al Governo: ma vi viene in mente che sulla sicurezza non ci avete capito assolutamente nulla ?
Lo si vede anche in questa legge di bilancio perché, mentre nelle strade è un'emergenza quotidiana continua, in questa manovra di bilancio la sicurezza urbana viene trattata come un costo marginale. Io parlo, ad esempio, della mia città, la città di Roma, che è anche la città della Premier. Nel 2024 c'è stato un aumento delle denunce di circa il 6 per cento e vedete che questo è un problema perché è un problema sociale; e soprattutto è un problema di classe che voi non vi ponete, perché, quando la sicurezza peggiora, a pagare sono sempre i soliti: sono quelli che abitano nelle periferie più degradate, sono quelli che fanno i pendolari, sono quelli che lavorano la notte e sono anche le nostre Forze dell'ordine e le Forze dell'ordine di Polizia locale a cui chiedete sacrifici continui.
Questo accade perché credo ci sia un punto che voi non avete ben compreso. Parlare di politica in astratto non serve a niente. Quello che propone il MoVimento 5 Stelle è un modello di sicurezza integrata e lo abbiamo già proposto e fatto nelle città che abbiamo governato. Qui abbiamo due sindache che l'hanno attuato: la collega Carmina e la collega Appendino che è qui vicino a me. Sono tutti esempi di evoluzione che abbiamo fatto perché quello che proponiamo non è uno slogan, ma è un modello di che è l'insieme coordinato tra gli interventi tra Stato, regioni ed enti locali che sono tutti dentro una strategia comune ed hanno come soluzioni l'accesso tempestivo alle banche dati, le tecnologie utili. Non parlo di sorveglianza di massa, ma di interventi tecnologici mirati ed intelligenti. Parlo di interoperabilità per far parlare i sistemi che ancora oggi non parlano e per fare in modo che i nostri Corpi non vadano alla cieca, perché questo riguarda anche la sicurezza dei nostri operatori. Parlo dei presidi dei nodi sensibili, parlo del codice rosso per le vittime di usura, che fa parte della legge che abbiamo proposto e che discuteremo a febbraio in quest'Aula; perché quello che ho visto in questo periodo è che, all'aumentare dell'insicurezza nelle nostre città, voi come avete risposto? È colpa dei sindaci di sinistra. Ora dico: ma davanti a un problema del genere, si può essere più miopi, più banali di così ? Quindi basta! Basta con la sicurezza a compartimenti stagni, perché non esiste un ordine pubblico separato dal degrado urbano, separato dall'illuminazione, separato dal disagio giovanile, separato dalla marginalità. Non esiste e quello che questo Governo non ha capito è che, se non integri, rincorri e oggi rincorrere vuol dire mettere in insicurezza anche le nostre Forze dell'ordine; vuol dire aumentare i dati sui furti e sugli omicidi. Rincorrere inoltre oggi costa di più e voi non dovete nascondervi dietro il fatto che i dati che sono aumentati riguardano la microcriminalità, perché dove c'è una microcriminalità seriale, c'è sempre una filiera, c'è una filiera che riguarda il , c'è una filiera che riguarda l'usura, c'è una filiera che riguarda tutti gli illeciti principali ed è un sistema organizzato. Se non comprendete questo, non riuscite, non riuscirete mai a essere incisivi su questo settore.
Colleghi, quindi concludo dicendo che, se lo Stato è forte, lo è nel quotidiano, lo è negli spazi pubblici, lo è nei trasporti, lo è nei nostri parchi, lo è nelle nostre strade. E se vogliamo essere seri, se volete essere seri, le vostre facce dure in TV, quando parlate di sicurezza, non servono a niente: i dati aumentano. Dall'insicurezza si generano morti. È un tema molto serio. Quindi, quello che proponiamo, come politica, è una politica integrata pubblica, cioè finanziata e governata, dove vanno uniti prevenzione, tecnologie, presidi e coesione sociale. Questo vuol dire parlare di sicurezza. Come diceva il poeta: “Tutto il resto è noia” .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Vorrei sottoscrivere quest'ordine del giorno e fare una brevissima osservazione. Penso che non serva più di tanto aumentare le pene, creare nuove fattispecie penali dai confini evanescenti; aspettiamo ancora le statistiche sui reati derivanti dai uno dei primi decreti messi in piedi da questa maggioranza. Penso che normalmente chi delinque non sta lì a prendere il codice penale e a vedere se questa o quella pena è aumentata per questo o quel reato.
La deterrenza invece è data da un'auto della Polizia in più. Bisogna quindi investire assolutamente in risorse e, come diceva già il collega, bisogna per l'appunto integrare le Forze di Polizia e anche la collaborazione degli enti territoriali al fine di dare una maggiore sicurezza ai cittadini; sicurezza di cui hanno assolutamente bisogno .
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/63 Francesco Silvestri, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/64 L'Abbate. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/65 Marianna Ricciardi, su cui il parere è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. “Se legalizzano la cannabis, siamo rovinati”: non sono parole mie, non sono parole di un Carabiniere, né tantomeno di un magistrato. Sono le parole di un camorrista intercettato durante un'indagine che ha portato a decine di arresti e sequestri di cannabis per milioni di euro, milioni di euro che potrebbero andare allo Stato, che potrebbero andare alle persone perbene e che invece restano nella piena disponibilità della criminalità organizzata grazie al proibizionismo. Chi avvantaggia il proibizionismo? Certamente non i ragazzi, come qualcuno potrebbe pensare, perché nei Paesi dove la cannabis è stata legalizzata, il consumo non è aumentato, anzi, è diminuito.
Perché, purtroppo, i ragazzi che sono attratti dalle droghe lo sono anche perché sono attratti da un divieto. Non avvantaggia le persone perbene che vorrebbero poter godere di parchi pubblici e spazi e giardini urbani, ma che diventano luoghi di spaccio e luoghi dove dilaga la criminalità e hanno paura anche a portare giù il cane. Non avvantaggia i Carabinieri che perdono tempo a dover inseguire dei ragazzi con due spinelli, quando poi ci sono borseggiatori che circolano indisturbati nelle metropolitane e nei centri commerciali. Allora chi avvantaggia il proibizionismo?
Quanti soldi toglieremmo, con la legalizzazione della cannabis, alle mafie? Oltre 6 miliardi di euro. Legalizzando la cannabis, noi daremmo un duro colpo alle mafie. Colpirle, sì, perché io con le mafie non ci voglio convivere. Noi del MoVimento 5 Stelle con le mafie non ci vogliamo convivere .
Con quest'ordine del giorno ho chiesto di legalizzare la cannabis per combattere le mafie e per dare più soldi al Servizio sanitario nazionale. Voglio giusto leggere un passaggio dell'ordine del giorno a cui avete dato parere contrario: istituire un monopolio di Stato per sottrarre 6,5 miliardi alle mafie, di cui almeno un miliardo da poter investire subito nel nostro Servizio sanitario nazionale. Vorrei capire perché questo parere contrario, cos'è che non vi piace: combattere le mafie o dare più soldi alla sanità pubblica ?
Voi negate persino la necessità di finanziare il Servizio sanitario nazionale almeno al 7 per cento del PIL. In quest'Aula ho sentito Giorgia Meloni dichiarare di aver fatto il più grande investimento in sanità della storia, quando questa è soltanto la più grande bugia sul finanziamento della sanità della storia . Ce lo dicono i dati, ce lo dice il fatto che le liste d'attesa continuano ad aumentare, che medici e infermieri fuggono dal pubblico, che i pronto soccorso sono al collasso. Serve finanziare adeguatamente la sanità pubblica e serve trovare risorse. Questa è una proposta per poterle trovare e otteniamo due obiettivi concreti. Invito allora a votare questa proposta, perché senza nuove tasse, senza nuovo debito, istituendo un monopolio che viene sottratto alle mafie, si consentirebbe di destinare almeno un miliardo di euro alla sanità pubblica .
PRESIDENTE. Sottoscrivono gli onorevoli Carmina, Vaccari, Prestipino, Aiello, Cappelletti, Pellegrini, Ascari e tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle. Ha chiesto di parlare l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente, ovviamente sottoscrivo anch'io quest'ordine del giorno. Intervengo brevemente per sottolineare che il parere contrario dato dal Governo a quest'ordine del giorno fotografa un po' la condotta generale che il Governo ha tenuto nella stesura di questa legge di bilancio, di questa manovra finanziaria. Che cosa fa il Governo? Al Governo si propone: guarda che c'è un settore dal quale tu potresti attingere dei denari e portarli nelle casse pubbliche. E il Governo dice: no, non ci interessa, grazie.
Esattamente come è stato fatto in relazione agli extraprofitti per le banche e per le assicurazioni. Non ci interessa andare a prendere i denari, ma che cosa ci interessa? Ci interessa forse la sanità e il benessere delle persone? Aiutare le persone che soffrono a stare meglio? Valorizziamo la cannabis terapeutica? No, non ci interessa la sanità, non ci interessa il benessere delle persone, non discipliniamo la cannabis terapeutica. Ci interessa combattere la malavita organizzata? Seguiamo la linea della lotta al crimine, andiamo a sottrarre alla camorra, alla mafia, alla il traffico della cannabis? No, non ci interessa, lasciamola in mano a queste organizzazioni criminali che fattureranno e continueranno a fare denari dalla vendita, dal commercio e dal traffico illecito di queste sostanze, quindi le lasciamo fare, le lasciamo prosperare.
Vogliamo incrementare l'economia? Vogliamo aiutare le imprese, vogliamo creare una filiera, vogliamo entrare in concorrenza con altri agricoltori, con altre aziende?... Scusate, già ho grosse difficoltà a esprimermi, vista la mia provenienza...
PRESIDENTE. No, no, no, non dica così, onorevole Perantoni, la prego. C'è di peggio.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Entrare quindi in concorrenza con Paesi europei, con il Canada, con i produttori di canapa sativa, che invadono il mercato oramai di questi prodotti? No, anzi, noi le aziende le perseguiamo, le portiamo in tribunale, facciamo sequestrare i prodotti e le denunciamo. Le portiamo in tribunale dove poi, magari, si scopre che quella canapa aveva una percentuale di THC assolutamente irrilevante dopo che i pubblici ministeri, in forza di questa legge, questo famigerato articolo 18 del decreto Sicurezza che, pian pianino, sta perdendo i pezzi, sono stati costretti a provvedere al sequestro delle piantagioni e delle piante, sebbene queste erano perfettamente lecite, la coltivazione era perfettamente lecita.
Quindi, questo è il quadro che viene fuori dal rifiuto e dal parere contrario che il Governo ha dato a quest'ordine del giorno, ed è un quadro esattamente sovrapponibile alla condotta che il Governo ha avuto nello stendere tutta la manovra di bilancio .
PRESIDENTE. Io non ho altre richieste di intervento, non so se ne dimentico. Abbiamo preso le sottoscrizioni degli onorevoli Della Vedova, Pastorino, Vaccari e di tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle e dell'onorevole Magi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/65 Marianna Ricciardi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/66 Quartini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Diciamo che non mi sorprende affatto questo parere negativo del Governo rispetto a quest'ordine del giorno. Del resto, siamo molto abituati alle acrobazie di questo Governo, alle varie giravolte che sta continuamente producendo. Peraltro, attraverso narrazioni del tutto tossiche. Si arriva a mentire anche a se stessi, forse anche a crederci da quanto si riesce a essere pervasivi in queste modalità assolutamente inaccettabili dal nostro punto di vista.
Basti pensare che si pensava di abolire le accise, ma poi si aumentano le accise sul gasolio (un miliardo e 200 milioni di euro in questa finanziaria di guerra); si raccontava di meritocrazia e, in realtà, abbiamo numerose situazioni di piazzati, amici e parenti; si parlava di sicurezza e c'è maggiore insicurezza; si parlava di combattere l'immigrazione e invece gli sbarchi sono aumentati; si criticava la gestione economica dei Governi precedenti e avete messo Giorgetti come Ministro dell'Economia e delle finanze come era Ministro nei Governi precedenti; si diceva di abolire la Fornero e l'avete peggiorata; si pensava di proteggere il ceto medio-basso con l'inflazione che è alle stelle; si favorisce la sanità privata e la scuola privata; la povertà è al massimo: a Natale 80.000 pasti grazie alla Comunità di Sant'Egidio; le liste d'attesa aumentano; avevate garantito 25 miliardi di euro contro i dazi e i problemi più grossi che dalle statistiche vengono fuori, da parte degli italiani, sono il carovita e appunto la sanità.
E che cosa poteva mancare in queste giravolte che avete fatto in questi tre anni e mezzo? Poteva mancare un atteggiamento assolutamente favorevole alle del gioco d'azzardo? Questo è quello che è successo. Siete riusciti ad aumentare l'offerta con un nuovo meccanismo per finanziare il Comitato olimpico e l'amichettismo di Governo. Avete messo una nuova formula per aumentare l'offerta dell'azzardo. State facendo delle operazioni incredibili con , offerta già aumentata quando si trattava di rifinanziare i fatti alluvionali, che doveva essere provvisoria ed è diventata strutturale.
Accostare poi l'azzardo allo sport, come appunto avverrà con i Giochi olimpici invernali, a qualcosa di abilità - e l'azzardo di abilità non ha niente - è una vera e propria truffa semantica, gravissima, ed è indigeribile . È indigeribile e nauseante che facciate queste operazioni. Avete abolito l'Osservatorio nazionale sull'azzardo, togliendolo prima dal Ministero della Salute e, nella giustificazione per dire “no” a quest'ordine del giorno, non avete nemmeno sentito il Ministero della Salute. È una cosa, anche questa, incredibile.
Avete distratto i finanziamenti specifici per il contrasto all'azzardo e li avete messi, con risorse decisamente ridotte, in un generico fondo contro le dipendenze patologiche. Guardate, l'azzardo è la seconda industria, peraltro non produttiva, di questo Paese: 157 miliardi di euro nel 2024 e, nel 2025, l'offerta aumenterà. E vi permettete di respingere un ordine del giorno quando voi, per primi, dicevate che l'azzardo era un gigantesco problema per le famiglie di questa Nazione. È un'emergenza sociale incredibile: un milione e mezzo di cittadini soffrono di questo problema.
E non solo: state aprendo alla pubblicità del gioco d'azzardo. Presidente, credo che dovremmo ricordarci che è un dovere dello Stato proteggere la salute e la dignità umana da qualsiasi interesse aberrante di cassa o logica di mercato. Per questo, in quest'ordine del giorno che cosa facevamo? Proponevamo un incremento del prelievo erariale unico; il divieto assoluto di pubblicità rispetto all'azzardo; di rifinanziare il fondo per il contrasto all'azzardo con 200 milioni di euro a partire dalle strutture pubbliche, dai SerD che si occupano di questi problemi; proponevamo l'obbligo di sistemi di identificazione e il ripristino dell'Osservatorio nazionale sull'azzardo; naturalmente anche un sistema identificativo attraverso la tessera sanitaria per controllare i flussi che spesso hanno a che fare con le mafie.
Voi state dicendo di “no”. Fate l'ennesima giravolta nel contesto di una finanziaria che è iper miserrima. Ma non è miserrima solo da un punto di vista economico. È miserrima da un punto di vista etico ! Dovete vergognarvi!
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Vaccari. Se nessun altro chiede di intervenire passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/66 Quartini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/67 Di Lauro. Onorevole Di Lauro accetta la riformulazione? No? Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Lauro. Ne ha facoltà.
CARMEN DI LAURO(M5S). Grazie, Presidente. Che dire? È il 30 dicembre, fra poco arriverà l'anno 2026, questa legislatura è ormai partita e dura da più di tre anni; eppure, questa notte siamo ancora qui a parlare di che è un tema delicato, complesso e importantissimo, solo tramite un emendamento in legge di bilancio e non perché si stia approvando una legge, una riforma seria. Siamo ancora a parlare di risorse che vengono spostate da un fondo all'altro, di anno in anno, in maniera confusionaria e senza soluzione di continuità. Ma vediamole un attimo queste risorse stanziate in questa legge di bilancio.
Per il 2026 parliamo di poco più di un milione di euro. Quindi, praticamente, nel 2026, nelle tasche dei non arriverà un euro. Non solo perché parliamo di risorse estremamente esigue, ma anche perché stiamo parlando di risorse che, in realtà, andranno all'INPS; INPS che dovrà gestire una piattaforma dove i si dovranno iscrivere a ottobre, una platea che voglio ricordare non è stata ancora individuata. Ecco, diciamo che a pensar male si fa peccato, però a volte ci si azzecca, perché, mentre nel 2026, come dicevo, abbiamo poco più di un milione, nel 2027 passiamo a 207 milioni.
E cosa accade nel 2027? Guarda un po', si va a votare, quindi a me sembra veramente una grandissima trovata elettorale , però andiamo avanti. Come verranno organizzati questi aiuti concretamente per i ? Non è dato saperlo perché, come dicevo, ad oggi l'unica cosa che davvero si doveva fare che era una legge, una riforma, non è stata fatta. Tuttavia la Ministra Locatelli ha annunciato che a gennaio arriverà in Commissione un disegno di legge di iniziativa governativa sul e, a questo punto, la domanda è lecita: visto che in Commissione sono depositate già proposte di legge anche di parlamentari di maggioranza, ma forse la Ministra Locatelli considera quelle proposte di legge scadenti? Forse non ha fiducia nei suoi parlamentari?
O forse quelle proposte non vengono proprio considerate? È quello che io penso e a tal riprova di ciò l'articolo 53, che era proprio l'articolo della legge di bilancio dedicato ai , inizialmente diceva che le risorse stanziate dovevano andare soltanto a iniziative legislative governative, che è una roba allucinante, incostituzionale. Praticamente si diceva: voi datemi i soldi e voi toglietevi dalle scatole, ci penso io. Per fortuna questa aberrazione è stata bloccata al Senato dal MoVimento 5 Stelle .
Ecco, quello che mi sento di dire: ma è questo il modo di trattare un tema che tocca corde così dolorose della vita delle persone? È questo il modo di trattare milioni di italiani e di italiane? Perché parliamo soprattutto di donne che con grande sacrificio sacrificano, appunto, la loro vita privata, il proprio lavoro, anche la propria salute spesso e volentieri. E cosa dire dei giovani , perché se ne parla poco, però ci sono, ci sono eccome: ragazzi, ragazze che badano a volte spesso a nonni o spesso a un genitore e che hanno un impatto devastante, subiscono un impatto devastante sulla propria vita scolastica, lavorativa, personale. Come poter ripagare, come poter risarcire questo sacrificio? Forse niente è mai abbastanza, ma di sicuro non lo è quello che stiamo approvando questa notte. Allora, concludo: attenderemo con ansia l'arrivo di questo disegno di legge in Commissione e in quella sede lotteremo affinché venga approvata una riforma seria, completa, che tuteli davvero - davvero - i diritti di queste persone che - lo voglio dire - sono davvero grandissimi eroi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/67 Di Lauro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/68 Torto. Accetta la riformulazione? No, lo poniamo in votazione con il parere contrario del Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/68 Torto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/69 Pellegrini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno sottolinea il fatto che in questo provvedimento non si tiene in alcun conto dei reali bisogni degli italiani. Il Governo quindi ha presentato alle Camere una vera e propria manovra di guerra, una legge di bilancio che sostanzialmente ci prepara a un conflitto militare perché è pensata solo per mettere apparentemente a posto i conti pubblici, tagliando ovunque, tagliando sulla carne viva degli italiani, sui loro bisogni per avere il plauso delle agenzie di .
Quelle stesse agenzie di che la Presidente Meloni, quando era all'opposizione, irrideva e diceva che sostanzialmente erano delle agenzie che avevano truffato e avevano per questo preso una multa di 900 milioni di dollari per la questione dei mutui che tutti noi ricordiamo. Però, ora improvvisamente le agenzie di sono tornate ad essere qualcosa di cui vantarsi e, infatti, la Presidente Meloni se ne vanta.
L'industria della difesa, grazie a questa legge di bilancio, potrà utilizzare nel triennio 2026-2028 ulteriori 23 miliardi di euro - che sono, quindi, soldi aggiuntivi per acquisto di armamenti -, risorse che il Governo ha deciso scientemente di non utilizzare per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese e tutto ciò per la felicità, appunto, dei produttori di armi. Poi, a ulteriore conferma di questa deriva ormai incontrovertibile di riarmo, al Senato, nel corso dell'esame - quindi in prima lettura - della legge di bilancio, la maggioranza, per caratterizzare ancora di più questa manovra in un senso bellicistico e di riarmo, ha approvato emendamenti che vogliono velocizzare gli acquisti per il settore della difesa.
Si è conferito poi, peraltro, ai Ministeri della Difesa e del MIT il potere di decretare e individuare - leggo, quindi, tra virgolette - “le attività, le aree e le relative opere, nonché i progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, ampliamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa”. Per la verità, poi, non è chiaro se questo riguarderà soltanto gli stabilimenti militari di proprietà dello Stato, quindi gestiti da Agenzia Industrie Difesa, oppure anche quelli privati, che però potrebbero essere di interesse nazionale.
Presidente, vorrei fare un intervento in una situazione più tranquilla, se è possibile.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Colleghi, per favore, vi prego. Prego, onorevole Pellegrini.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie. Visto il riferimento che è stato fatto al MIT, noi temiamo che ci sarà una sostanziale militarizzazione degli aeroporti e dei porti civili in cui transiteranno le armi. Tutto ciò prefigura e descrive un clima in cui sembra davvero che siamo tornati agli anni Cinquanta, alla guerra fredda, in cui sembra normale che Capi di Stato, Capi di Governo e Ministri parlino e dicano ai propri concittadini che bisogna prepararsi a mandare i propri figli in guerra. Sembra normale che, per esempio, il Capo di stato maggiore italiano si dichiari d'accordo con quanto dichiarato dall'ammiraglio Cavo Dragone sulla guerra preventiva ibrida da fare alla Russia in risposta agli attacchi ibridi che la Russia fa a noi, cosa che è sostanzialmente capibile se lo dice un esponente della NATO, visto che la NATO ha perso da qualche anno la sua natura difensiva, ma ci preoccupa molto se lo dice il Capo di stato maggiore italiano, che dovrebbe essere tenuto al rispetto della Costituzione, segnatamente all'articolo 11 in cui si statuisce che “L'Italia ripudia la guerra (…) come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
In questa legge di bilancio, Presidente, non c'è nulla per la crescita, nulla per i lavoratori, nulla per le famiglie, nulla per gli anziani, nulla per chi è in una situazione di fragilità, nulla per le imprese e, infatti, il comparto produttivo registra, su 36 mesi di Governo Meloni, 32 mesi di calo della produzione industriale, che è un disastro che - vado a memoria - io non credo che sia mai successo nella storia della Repubblica e ciò nonostante questo Governo, invece di prendere dei provvedimenti sostanziosi per invertire questa tendenza, non fa null'altro e investe nell'unico settore che gli interessa, che è quello, appunto, del riarmo.
Quindi, gli investimenti che sono stati decisi in questi ultimi mesi - investimenti per modo di dire, perché dal nostro punto di vista sono uno spreco di risorse - sono incredibili. Basti pensare agli 800 miliardi del ReArm Europe, ai 150 miliardi dello strumento SAFE e ai 90 miliardi che qualche giorno fa l'Europa ha deciso di prestare all'Ucraina. Infatti, dopo quella farsa da autentici dilettanti sull'uso degli russi, si è deciso di prestare ulteriori 90 miliardi all'Ucraina per sostenere il suo impegno bellico per difendersi dall'aggressione russa e, ancora una volta, boicottando tutte le iniziative diplomatiche che, invece, dovrebbero portare a una risoluzione negoziale di questo conflitto, che sta seminando terrore, morte e anche una distruzione del tessuto produttivo europeo e anche ucraino. Diciamocelo, Presidente: questi 90 miliardi, che sono stati prestati all'Ucraina, non saranno mai restituiti, per la semplice ragione - Presidente, mi avvio a concludere - che, purtroppo, l'economia ucraina, che era già in difficoltà da qualche anno, è stata completamente distrutta da questa guerra.
Concludo dicendo, Presidente, che noi, per tutti questi motivi, abbiamo presentato quest'ordine del giorno, che impegna il Governo a riconsiderare gli stanziamenti previsti per il settore della difesa, interrompendo questa folle corsa al riarmo, e a riaprire quanto prima il confronto con le Camere, che non c'è mai stato finora, per chiarire e per dimensionare l'impegno economico totale che è stato contrattato per conto del Paese. Poi impegna, altresì, il Governo - e ho finito davvero - ad adottare le opportune iniziative normative volte a dirottare le risorse che sono state impegnate nei piani di riarmo, che ho appena citato, per la predisposizione di misure di carattere strutturale che abbiano come obiettivo la realizzazione di un serio piano industriale per lo sviluppo del tessuto produttivo nazionale per creare lavoro, crescita, ricchezza e per redistribuirla con particolare attenzione alle piccole e medie imprese
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Perantoni.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fassino. Ne ha facoltà.
PIERO FASSINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io prendo la parola perché ho ascoltato adesso l'onorevole Pellegrini, prima ho ascoltato l'onorevole Conte e l'onorevole Ricciardi. Io penso che tra di noi ci debba essere almeno un'onestà intellettuale, per non fare tra di noi dei comizi propagandistici. Sostenere che il tema della sicurezza e della difesa oggi in Europa non si pone significa negare l'evidenza (, visto che il Presidente degli Stati Uniti ha in modo conclamato e ripetuto dichiarato che gli Stati Uniti non sono più interessati a farsi carico, come hanno fatto per 80 anni, della difesa e della sicurezza del nostro continente. È un dato o no? Con questo dato bisogna fare i conti, e questa è la prima questione.
In secondo luogo, io sento qui parlare continuamente di riarmo, riarmo e riarmo. Naturalmente sono quelle parole che evocano immediatamente delle reazioni, anche emotive e sentimentali. Ma se l'Europa deve dotarsi di un sistema di sicurezza e di difesa dovrà fare gli investimenti necessari, visto che quegli investimenti, che fino a ieri erano sostenuti per l'80 per cento dal nostro principale alleato, oggi non lo saranno più o lo saranno in misura molto minore.
In terzo luogo, si dice che non bisogna fare il riarmo nazionale perché bisogna fare il riarmo europeo. Io sono d'accordo, perché sono un europeista convinto, ma vorrei che fosse chiaro - e per onestà intellettuale ce lo dobbiamo dire - che l'integrazione di 27 strutture militari, di 27 apparati e di 27 sistemi logistici non è una cosa che si fa in un minuto con una dichiarazione del Consiglio europeo. È un processo complesso che va costruito ed è , perché si parla di cose senza tenere conto che, in questo momento, ci sono 61 progetti intorno ai quali - e in sede europea - si lavora per processi di integrazione delle strutture militari e degli apparati di difesa. Ma è un processo e in ogni caso quel processo - vorrei che fosse chiaro - è fondato sul conferimento di apparati nazionali.
Allora, noi votiamo qui, giustamente, periodicamente, missioni internazionali di pace in Kosovo, in Bosnia, in Iraq, in Libano e in altri Paesi. Addirittura, abbiamo dichiarato al Ministro Tajani di essere pronti a partecipare a una missione internazionale di stabilizzazione in quella drammatica tragedia che è Gaza. Bene, queste missioni come sono formate? Sono formate sulla base del conferimento di struttura degli Stati nazionali messa a disposizione o dell'Unione europea, se la missione è sotto bandiera europea, o delle Nazioni Unite.
Andate a visitare una missione in Iraq o in Libano e troverete i soldati italiani che sono in quella missione a nome dell'ONU, con le divise italiane, i loro apparati militari italiani, gli apparati logistici italiani, perché i sistemi sovranazionali di difesa e di sicurezza sono fondati sul conferimento di strutture nazionali.
E allora, se è così, gli investimenti che si fanno su strutture nazionali non sono contraddittori con la costruzione di una processualità europea. Sono parte della costruzione di un processo di integrazione delle strutture militari . Tant'è vero che il Parlamento europeo ha corretto le proposte iniziali della Commissione europea; tanto è vero che il Parlamento europeo ha approvato il programma SAFE, che va esattamente nella direzione di finanziare programmi comuni, e via di questo passo.
Allora, parliamo delle cose per come sono, perché si fa credere agli italiani che ci stiamo predisponendo a fare la guerra quando un continente, una Unione europea di 27 Stati non dichiarerà mai guerra a nessuno per il solo fatto che 27 Paesi non hanno la unanime volontà di dichiarare guerra a qualcuno, ma semmai, al contrario, di lavorare perché di guerre non se ne facciano e di mettere l'Europa nelle condizioni di difendersi qualora qualcuno volesse mettere a rischio la sua sicurezza
Dopodiché, possiamo continuare a fare della propaganda, ma io non penso che il compito di quest'Aula e di chi in quest'Aula siede sia quello di illudere i cittadini facendo della propaganda. Credo che sia compito nostro affrontare i problemi con un linguaggio di verità
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Aiello.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.
Colleghi, per favore!
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Io credo che qui bisognerebbe intendersi sui termini. Faccio presente a tutti voi - e quelli che erano in Commissione bilancio con me possono testimoniarlo - che persino a Natale, il giorno prima di andare via per le vacanze di Natale, noi, col voto della maggioranza, abbiamo autorizzato, come Italia, miliardi e miliardi di euro in armi ; e che non è vero - non è vero - che noi non abbiamo un esercito, che noi non abbiamo sistemi di difesa, e via enumerando; e che non è vero che in Europa non si spende per armi. Tanto è vero che io sono stata a Billund insieme ai membri della Commissione bilancio e abbiamo interloquito con tutti gli altri 27 Paesi europei.
E non è vero che non c'è intenzione di fare la guerra. Tant'è vero che il progetto del riarmo si chiama “ReArm EU/Prontezza 2030”. Questo lo dobbiamo dire. E in Francia, in Germania, in Inghilterra già stanno preparando gli ospedali ); e in Germania fanno la valutazione per vedere come passano i carri armati sui ponti.
Allora, noi dobbiamo essere chiari. E quanto alla spesa, noi stiamo spendendo i soldi degli italiani, soprattutto dei pensionati e dei lavoratori. Il 70 per cento delle entrate è loro e a loro dobbiamo dare le prime risposte. Quando vanno negli ospedali c'è la lista d'attesa, sono 4 milioni e 500.000 i pensionati che guadagnano meno di 1.000 euro al mese. Questi quando devono fare una TAC o devono fare una visita, non hanno poi i soldi per mangiare, e noi pensiamo alle armi! Guardate che è una roba… Abbiamo 17 sistemi diversi di carri armati, spendiamo più della Russia. Qui in Italia…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore!
IDA CARMINA(M5S). …abbiamo le basi NATO. La Sicilia è invasa da basi NATO, da americani e via dicendo. Allora, intendiamoci bene su queste cose prima di spendere inutilmente i soldi degli italiani che hanno altre priorità, e non è demagogia ! Questa non è demagogia, è la verità che noi dobbiamo dire agli italiani, perché è la verità che si aspettano da noi.
È inutile qua fare... perché noi abbiamo una responsabilità enorme, perché noi l'elmetto e il fucile in braccio lo metteremo ai nostri figli, e quelli che hanno un'età sopra i sessant'anni se ne staranno a casa beati, come gli industriali che producono armi.
I soldi, invece di chiederli ai pensionati e ai lavoratori, avremmo dovuto chiederli alle imprese che producono armi e hanno fatto profitti miliardari, alle banche, ai giganti del , agli . E invece no, pagano i soliti impoveriti. Ma voi non andate… Io venerdì sono stata al mercato rionale, ho visto i pensionati …
PRESIDENTE. Colleghi, però, basta adesso! Colleghi… scusi un attimo, onorevole Carmina.
IDA CARMINA(M5S). …che prendevano ciò che lasciavano i verdurieri per andarsi a fare una minestra. A questo livello siamo in Italia, non sono tutti privilegiati come noi.
Allora, pensiamo a chi, invece, ha difficoltà concrete e serie, e quando parliamo di riarmo… perché io li ho sentiti quelli di Estonia, Lituania e Danimarca, quelli che ci hanno costretto a firmare il Patto di stabilità per cui abbiamo questa micragnosa finanziaria povera. È grazie a loro. Loro, giustamente: no, il debito, dobbiamo rientrare subito. “Che fretta c'era, maledetta primavera” , se prendevamo un anno in più per rientrare nel Patto di stabilità, e non impoverivamo gli italiani. Non c'era nessuna fretta.
E allora tutti ora ci danno questa grazia di poter sforare, con clausola di salvaguardia, il Patto di stabilità, perché questa finanziaria serve a questo, aleggiano le armi, questo è il motivo. Ci danno questa grazia per poter fare l'1,5 per cento del PIL di debiti in armi, quindi basta dire che non serve, non servono, che dobbiamo diminuire il debito pubblico: lo faremo, il debito pubblico, per le armi e ne abbiamo in abbondanza. Dobbiamo prima coordinarci, prima valutiamo in Europa e, poi, acquistiamo armi, invece di affamare gli italiani
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/69 Pellegrini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/70 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/70 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/71 Raffa. Ha chiesto di parlare l'onorevole Raffa. Ne ha facoltà.
ANGELA RAFFA(M5S). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Per favore, colleghi.
ANGELA RAFFA(M5S). Siamo quasi giunti all'epilogo di questa manovra di bilancio, però ho la netta sensazione che, chiusi dentro questa bolla, stiamo perdendo il contatto reale con il Paese. Ho presentato quest'ordine del giorno non per chiedere una mancia per il mio collegio, come tanti emendamenti che sono stati depositati al Senato. Sono qui per parlarvi di una bomba sociale ed economica innescata, che voi continuate però ad ignorare. Non parlo delle grandi e imprese che hanno il per entrare nei Ministeri. Parlo del popolo delle partite IVA, degli artigiani, dei commercianti e, soprattutto, di quel milione e mezzo di professionisti iscritti alla gestione separata che costituiscono l'intelletto diffuso della nostra Nazione.
Partiamo dai dati, perché i numeri non mentono. Nel 2024, quasi il 50 per cento delle nuove aperture di partite IVA hanno riguardato giovani 35. Voi festeggiate questo dato come un boom di autoimprenditorialità, ma la verità è molto più amara: questa non è vocazione, è disperazione. Stiamo assistendo alla sostituzione sistematica del lavoro dipendente con il lavoro autonomo fittizio.
È il fenomeno dei dipendenti mascherati: migliaia di giovani lavorano in regime di monocommittenza seduti alla stessa scrivania di colleghi assunti con gli stessi orari, gli stessi doveri gerarchici, ma con zero diritti. Perché questo accade? Facciamo due conti spiccioli.
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Raffa. Interrompiamo il tempo intanto, per favore. Colleghi, dobbiamo fare silenzio, perché questo disordine non va bene. Sapete che i nostri lavori sono complicati. Non li rendiamo ancora più complicati facendo inutilmente perdere tempo. Mi scusi, onorevole Raffa. Può andare avanti.
ANGELA RAFFA(M5S). Dicevo, Presidente, facciamo due conti spiccioli, come farebbero i direttori finanziari delle aziende, che li fanno ogni giorno. Prendiamo un giovane talento, a cui vogliamo dare 1.500 euro netti al mese: se l'azienda lo assume come dipendente, tra contributi INPS a carico ditta, TFR, INAIL e costi indiretti, quel lavoratore costa all'azienda tra i 32.000 e i 34.000 euro al mese; se invece costringe quel ragazzo ad aprire la sua partita IVA, magari in regime forfettario, all'azienda basta pagare una fattura da 25.000 euro lordi e il risparmio per l'impresa è di quasi 9.000 euro l'anno. Questo è un salariale legalizzato. Al giovane, però, cosa resta? Resta un netto apparentemente simile, ma drogato dall'assenza di tutele: niente tredicesima, niente quattordicesima, niente TFR. Quando il rapporto di lavoro finisce, il dipendente esce con una liquidazione che, nella disoccupazione, gli permette di guardare al futuro; la partita IVA, invece, esce con uno scatolone e zero euro sul conto. Voi state costruendo una generazione di lavoratori poveri futuri, che oggi sopravvivono grazie alla fiscalità agevolata del forfettario, ma che domani si ritroveranno con pensioni da fame e nessuna rete di sicurezza.
Con questo ordine del giorno e con l'emendamento a mia prima firma, che avete respinto, noi vi chiediamo di sanare una ferita costituzionale: la disparità di trattamento del . È inaccettabile che, a parità di aliquota Irpef pagata, i diritti siano così diversi, perché ricordiamo che chi è in regime ordinario paga le stesse tasse di un dipendente, anzi spesso di più perché non ha neanche le detrazioni da lavoro dipendente.
Parliamo di malattia. Se un dipendente si ammala è coperto dal primo giorno, se si ammala una partita IVA iscritta alla gestione separata deve pregare di avere i requisiti contributivi giusti e se ha versato da 1 a 4 mesi di contributi l'indennità è di circa 22 euro al giorno, cioè nemmeno le medicine. E la maternità? Voi vi riempite la bocca di natalità, fate e convegni sulla famiglia, ma come pensate che una libera professionista possa fare un figlio oggi? L'indennità di maternità per le autonome è calcolata sui redditi dei periodi precedenti: se una ragazza ha appena aperto o ha avuto un anno difficile, l'indennità è ridicola. Inoltre, il rischio vero non è solo durante i 5 mesi di maternità, ma è quando si rientra a lavoro e i clienti sono spariti. Noi chiediamo tutele strutturali, un universale che non guardi al come sei inquadrato, ma al fatto che lavori e contribuisci alla ricchezza del Paese.
Poi c'è il tema dell'accesso al credito e qui potremmo aprire un'altra maglia molto ampia. Non è possibile che una partita IVA, nonostante guadagni più di un dipendente, sia costretta a portare le firme della mamma e del papà come garanzia per le banche. Il Fondo di garanzia sui mutui prima casa esiste, ma spesso le banche trovano scappatoie per non applicarlo agli autonomi. Bisogna potenziare il Fondo di garanzia e vincolare le banche a valutare il merito creditizio reale e non solo la tipologia contrattuale.
Il nostro ordine del giorno non guarda solo al lavoratore, guarda anche a chi il lavoro lo crea, alle piccole e medie imprese e qui, colleghi, assistiamo a un capolavoro di schizofrenia normativa e burocratica. Mi riferisco al Piano Transizione 5.0: doveva essere la rivoluzione e digitale e si è trasformato in una corsa a ostacoli umiliante. Avete introdotto un meccanismo perverso, quello del . Un imprenditore serio pianifica gli investimenti su base pluriennale, non può stare davanti al computer e sperare di essere il più veloce a cliccare. Avete creato un sistema che premia chi ha gli uffici amministrativi più grandi, non chi ha i progetti migliori. E che dire della burocrazia? Le certificazioni ed di Transizione 5.0 sono molto onerose, soprattutto per le piccole e medie imprese. Allora, ci ritroviamo con le piccole e medie imprese che non hanno la possibilità di innovare, nonostante la voglia che ci sarebbe.
Infine, arriviamo al punto dolente, il cuore politico della nostra opposizione a questa manovra. Denunciamo con forza la nuova ritenuta d'acconto sulle transazioni B2B. Dal 2028 voi prevedete di prelevare lo 0,5 per cento su ogni bonifico tra imprese e dal 2029 l'1 per cento. Voi lo chiamate contrasto all'evasione, noi lo chiamiamo scippo di liquidità. Per un'azienda che lavora con margini netti del 3-4 per cento - e pensiamo all'edilizia, ai trasporti, alla logistica - togliere l'1 per cento del fatturato significa confiscare il 30 per cento dell'utile in termini di cassa, significa costringere le imprese a indebitarsi con le banche per pagare le tasse in anticipo. La cosa più grave è il ricatto sottostante, ovvero se vuoi evitare la ritenuta aderisci al concordato preventivo biennale. Non è un patto fiscale; questo, sì, è un pizzo di Stato. State dicendo alle imprese: o ci pagate quello che diciamo noi a tavolino, anche se guadagnate meno, oppure vi togliamo l'ossigeno e la liquidità ogni giorno.
Concludo, Presidente. Vedere un Governo, che si definisce sovranista e produttivista, ignorare il fatto che la sovranità economica si costruisce sulle competenze dei nostri professionisti e sulla solidità delle nostre piccole e medie imprese è deprimente. Vedere un Governo, che parla di Dio, Patria e famiglia, voltare le spalle alle giovani coppie a partita IVA, che non possono fare figli per paura del futuro, è inaccettabile. Approvare quest'ordine del giorno stasera non significa fare un favore all'opposizione o alla sottoscritta, significa dare un segnale a quei 5 milioni di italiani che in questo momento stanno chiudendo il loro anno lavorativo con l'angoscia e non con la speranza.
Smettetela di considerare le partite IVA come evasori a prescindere, smettetela di considerare le piccole e medie imprese come limoni da spremere, con la burocrazia del e con le ritenute sui bonifici
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/71 Raffa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/72 Dell'Olio. Onorevole Dell'Olio, accetta la riformulazione?
Vuole intervenire il Governo. Allora, chiedo scusa. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Dunque, c'è una nuova riformulazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/72 Dell'Olio il parere è favorevole con riformulazione del primo impegno che, quindi, premette le parole seguenti: “a valutare l'opportunità di (…)” e il parere è favorevole sul secondo impegno.
PRESIDENTE. Onorevole Dell'Olio accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/73 Ilaria Fontana. Onorevole Ilaria Fontana, accetta la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/73 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/74 Appendino. Ha chiesto di parlare l'onorevole Appendino. Ne ha facoltà.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Vede, non mi stupisce il parere contrario. D'altra parte, mica è un'emergenza la sicurezza, dopo…
PRESIDENTE. In realtà è riformulato. Quindi, lei non accetta la riformulazione…
CHIARA APPENDINO(M5S). …riformulato che non mette come urgenza l'immediatezza delle risorse sulla sicurezza, perché bisogna valutare la compatibilità. Non capisco, perché, francamente, evidentemente per Meloni l'emergenza sicurezza non c'è. Evidentemente, dopo tre anni di Governo Meloni, alla quarta manovra i cittadini si sentono tutti più sicuri: le periferie sono delle oasi felici ; le stazioni sono fantastiche; le persone, che hanno le tasche piene, perché sono tutti ricchi nel Paese di Giorgia Meloni, sa cosa fanno? Hanno comprato i diamanti, perché se lo possono permettere, e se li mettono addosso, perché non esiste proprio più lo scippo in questo Paese. Nelle aree giochi non ci sono le . Si sta benissimo.
Allora, Presidente, io lo dico a lei e, tramite lei, ai colleghi: aprite gli occhi. Aprite gli occhi, perché la realtà vi sta prendendo a schiaffi. Il blocco navale, quello che doveva esserci, nella realtà sono 300.000 arrivi; nelle periferie i cittadini hanno paura di uscire di casa; le stazioni nelle città sono il . È lo stesso Viminale, il vostro, che mette nero su bianco il fallimento: scippi più 8 per cento, rapine più 24 per cento, violenze sessuali più 34 per cento. Tre italiani su quattro - tre su quattro - dicono che oggi hanno più paura di quando non c'era Giorgia Meloni . Allora, uno potrebbe dire: beh, è l'opposizione che lo dice. Invece no, addirittura le Forze dell'ordine, quelle con cui vi riempite la bocca, hanno scritto nero su bianco, su comunicati stampa, che la sicurezza per voi è uno slogan da comizio, perché poi nei fatti, quando c'è da essere concreti, non c'è assolutamente nulla.
Ma vede, Presidente, per Giorgia Meloni va tutto bene e se qualcuno, qualche cittadino, dice che forse le cose non stanno bene, abbiamo una certezza, sempre la stessa: è colpa di qualcun altro.
Allora, se i centri in Albania non funzionano e il blocco navale non c'è, è colpa di quei brutti e cattivi giudici; se le periferie rimangono al buio, è colpa dei sindaci che non sono capaci. Non solo. Se non ci sono i soldi per le Forze dell'ordine, di chi è la colpa? Del MoVimento 5 Stelle e del superbonus.
Allora, io dico, Presidente, tramite lei: ma basta, ma basta! Siete al Governo da tre anni. Avete una maggioranza schiacciante, avete tutte le leve del potere, avete trovato miliardi anche in questa manovra per le armi e ci venite a dire che non siete in grado di trovare le risorse per la sicurezza, per le Forze dell'ordine, per far sentire i cittadini più sicuri ? È ridicolo!
Eppure, noi ci abbiamo provato. Basterebbe ascoltare le nostre proposte. Abbiamo detto di mettere più soldi per le Forze dell'ordine: avete votato contro. Abbiamo proposto con i nostri Cafiero De Raho e Marianna Ricciardi di votare per l'urgenza, per la procedibilità d'ufficio per i reati gravi: avete votato contro. E, ora, votate contro i patti per la sicurezza integrata. Ma sapete di cosa stiamo parlando? Sono soldi che servono ai sindaci, in accordo con il Governo, per illuminare le strade, per mettere le telecamere, per riqualificare delle zone. Io l'ho fatto: funziona. Niente. Contro.
Allora, Presidente, guardi, la sicurezza doveva essere la vostra bandiera, la verità è che è diventata la vostra vergogna politica. È la vostra vergogna politica ! Perché mentre voi fate propaganda, fuori di qui, la gente rinuncia a pezzi di vita: c'è una donna che non esce perché ha paura, c'è un anziano che non va a prendere la pensione perché ha paura di andarci da solo e c'è un genitore che non porta un bimbo in un'area giochi perché ha il terrore di un'area non sicura.
Allora, questa non è percezione, questa è paura reale. Presidente, vede, ogniqualvolta questo accade, non è il cittadino ad aver fallito; ogniqualvolta rinuncia a qualcosa, non è lui ad aver fallito, siete voi: è questo Governo che ha fallito sulla sicurezza. Prendetene atto e chiedete scusa .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/74 Appendino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/75 Auriemma. Onorevole Auriemma, accoglie la riformulazione? No, ha chiesto di parlare l'onorevole Auriemma. Ne ha facoltà.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. No, non è possibile accettare la riformulazione del Governo che non ha alcun senso, su un tema così importante - la sicurezza - sul quale questo Governo ha clamorosamente fallito. Non lo diciamo noi dell'opposizione, ma lo dicono le nostre città che non sono più sicure, lo dicono la realtà e la verità; la realtà e la vita tutti i giorni, che è il vero nemico di questo Governo.
La verità è che c'è questo fallimento perché la propaganda - unico atto politico che sa fare questo Governo - non fa assumere nuovi assistenti sociali nei comuni, non fa illuminare le nostre strade delle periferie, non fa recuperare i nostri quartieri popolari. La propaganda non fa attività sui territori. Per questo le nostre città sono meno sicure.
La verità è che quest'ordine del giorno cosa prevede? Prevede la possibilità, l'impegno di un incremento vero del personale delle Forze dell'ordine di cui si registrano ben 29.000 mancanze di personale. E questo Governo non mette un euro su assunzioni straordinarie, ma, a stento, recupera le assunzioni del personale che va in pensione.
Allora, la verità qual è? È che la vostra non è un'incapacità, ma è una scelta strategica, quella di non rendere le nostre città sicure perché voi volete coprire con la paura. La paura come strategia di Governo. Quindi, non è incapacità, ma è una scelta, quella di colpire il dissenso, invece, di colpire le disuguaglianze, quella di punire chi protesta. I vostri decreti Sicurezza a questo sono serviti, a punire chi protesta, non, invece, a rendere le nostre città più sicure.
Il Governo Meloni - è ufficiale - dopo tre anni possiamo dire che non rende sicure le nostre città. Allora, che cosa fa? Alza i manganelli e abbassa i diritti
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/75 Auriemma, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/76 Baldino. Onorevole Baldino, accetta la raccomandazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Presidente, non posso veramente accettare la raccomandazione. Io capisco che l'ora è tarda, sono le 3 di notte, ma vorrei spiegarne anche brevemente i motivi. Perché io, invece, ero convinta che quest'ordine del giorno avrebbe avuto un parere favorevole perché - Sottosegretaria Albano, chiedo per un attimo la sua attenzione - era un ordine del giorno veramente asciutto, dove non chiedevamo un impegno di spesa.
Noi chiediamo semplicemente di garantire la continuità territoriale che già è un principio che viene sancito per i territori svantaggiati e, quindi, dovrebbe essere garantito con risorse che il Governo dovrebbe stanziare per garantire la continuità territoriale. Nel caso specifico, Presidente, sto parlando dell'aeroporto di Crotone e nelle premesse che voi mi chiedete di espungere…
PRESIDENTE. Colleghi…
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie. Nelle premesse che voi mi chiedete di espungere non ci sono né opinioni, né giudizi, né critiche all'azione del Governo. Noi abbiamo semplicemente scritto che: “Con riferimento alla continuità territoriale per la regione Calabria, nel provvedimento in esame non risulta la previsione di stanziamenti per assicurare la prosecuzione del servizio aereo dell'aeroporto di Crotone successivamente al 31 ottobre 2026”. Questa non è un'opinione, ma è un fatto.
Dal 31 ottobre 2026 Crotone non volerà più e lo ha detto anche il Ministero dei Trasporti rispondendo ad una richiesta di chiarimenti dei comitati cittadini. Il MIT che cosa dice? Che in legge di bilancio non ci sono stanziamenti, però la continuità del collegamento può essere eventualmente garantita solo a seguito di una specifica iniziativa della regione Calabria e della disponibilità del vettore, previa individuazione delle necessarie coperture finanziarie. Questo lo ha detto il MIT ai comitati cittadini di Crotone. Ma queste coperture finanziarie, colleghi, chi le deve prevedere, se non il Governo nella legge di bilancio? E, allora, sapete a quanto ammontano queste coperture finanziarie? A 15 milioni: 5 milioni all'anno, dal 2026 al 2028, per garantire la continuità territoriale dell'aeroporto di Crotone. “Continuità territoriale” vuol dire che già è zona svantaggiata, quindi, deve essere garantita dallo Stato con tariffe agevolate, con accordi con un vettore.
Ora, voi non solo non avete stanziato queste risorse in legge di bilancio, non solo non avete approvato il nostro emendamento in Senato, ma non approvate neanche un ordine del giorno che è davvero . Vi chiede semplicemente di fare qualcosa. Decidete voi cosa, ma fate qualcosa. Non è possibile che in un Paese sia necessaria una norma che stabilisca la continuità territoriale. Io non lo vorrei un Paese dove è necessario stabilire la continuità territoriale perché ci sono zone svantaggiate. Io vorrei un Paese dove non si decide di investire 15 miliardi in un ponte che serve a poco. E non si stanziano 15 milioni - 15 milioni! - per consentire ad un aeroporto di continuare a volare e per garantire ai calabresi l'essenziale diritto di potersi spostare e di potersi muovere sul territorio.
Quindi, io chiedo gentilmente alla Sottosegretaria Albano di poter accantonare quest'ordine del giorno e di rivalutare il parere, perché non posso accettare una raccomandazione.
Veramente, signor Presidente, è inaccettabile perché è un ordine del giorno davvero e vi chiede di fare qualcosa. Decidete voi cosa, ma fatelo .
PRESIDENTE. Chiedo al Governo se intende accantonare. Non intende farlo.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/76 Baldino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/77 Alfonso Colucci. Onorevole Alfonso Colucci, accetta la riformulazione proposta dal Governo? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/77 Alfonso Colucci, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/78 Penza. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/78 Penza, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/79 Gubitosa. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/79 Gubitosa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/80 Cappelletti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappelletti. Ne ha facoltà.
ENRICO CAPPELLETTI(M5S). Grazie, Presidente. Con il Governo Meloni sono aumentate le famiglie che si trovano in una situazione di povertà energetica, cioè che non hanno le risorse sufficienti per scaldare la loro casa d'inverno o per pagare la bolletta elettrica. Però, non direi una verità se dicessi che il Governo non si è occupato di loro, perché nel 2024 il Governo se ne è occupato, togliendo a metà di queste famiglie l'accesso al contributo proprio per contrastare questo problema di povertà energetica.
Non se la passa meglio l'altro 50 per cento, perché, di quest'altro 50 per cento che ha mantenuto il contributo, ma lo ha visto ridursi in termini di dimensione, oggi ben l'83 per cento è incapace di uscire da questa situazione, cioè comunque, nonostante il contributo pubblico, non ha i soldi per riscaldare la casa. Insomma, abbiamo chiaramente un problema che è anche rilevante. Parliamo di 2.400.000 persone che sono prevalentemente soggetti anziani e famiglie con minori. Abbiamo un problema: se lo vogliamo affrontare, dobbiamo discutere di allargare la platea dei beneficiari e di aumentare gli importi, però non ci sono soldi, non ci sono risorse.
Abbiamo 3.000 miliardi di debito pubblico. Ma chi li ha fatti 3.000 miliardi di debito pubblico, se non chi fa il parlamentare da 30 anni come Giorgia Meloni ? Chi li ha fatti 3.000 miliardi?
PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Scusi, onorevole Cappelletti. Vi prego, mi dovete aiutare però, perché altrimenti si complica tutta la nottata. Quindi, per favore, facciamo concludere l'onorevole Cappelletti.
ENRICO CAPPELLETTI(M5S). Però ci sono le risorse per portare al 5 per cento del PIL la spesa in armamenti. Non vengono tassati i giganti USA del per quello le risorse non sono necessarie. Così come non vengono tassate le banche e non vengano tassate le assicurazioni, quelle risorse non servono. Così come anche non vengono messe a gara le concessioni pubbliche, che potrebbero portare importanti risorse nelle casse dello Stato. I concessionari in Italia, infatti, godono troppo spesso di privilegi che potremmo definire feudali, perché guadagnano dallo sfruttamento di un bene pubblico senza corrispondere alcun vantaggio ai cittadini dello Stato.
Per questo, nel mio ordine del giorno, ho proposto di rivedere almeno i canoni di concessione degli impianti di coltivazione degli idrocarburi, cioè degli impianti usati per estrarre petrolio e gas naturale, perché, se così si facesse, avremmo delle risorse da destinare proprio alle famiglie che in questo momento rientrano nel problema della povertà energetica, se lo si facesse. Invece, se si vogliono tutelare i concessionari, così come si vogliono tutelare i concessionari balneari e così come si vogliono tutelare i concessionari delle centrali idroelettriche, solo per citarne qualcuno, allora chiaramente il problema non lo vogliamo affrontare.
Dunque concludo, Presidente. Invito il Governo a rivedere il suo parere. Ci sono 2,4 milioni di cittadini che non sono in grado di scaldare casa e pagare le bollette, e aspettano un segnale dal Governo che non sia quello di continuare a voltare loro le spalle .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/80 Cappelletti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/81 Bruno. Onorevole Bruno, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/82 Perantoni. Onorevole Perantoni, accoglie la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/82 Perantoni, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/83 Ferrara. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/83 Ferrara, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/84 Sergio Costa, su cui c'è una proposta di riformulazione: non viene accettata. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno 9/2750/84 Sergio Costa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/85 D'Orso. Onorevole D'Orso, accetta la riformulazione? La vuole risentire, ok. Scusi, Sottosegretario Albano, ci fa risentire la riformulazione?
LUCIA ALBANO,. Espunte le premesse, vi è parere favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte a supportare ulteriormente gli obiettivi già perseguiti attraverso strumenti organizzativi quali, ad esempio, il protocollo “Liberi di scegliere” del 26 marzo 2024”.
PRESIDENTE. Ha inteso la riformulazione, onorevole D'Orso. Le aggrada? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/86 Ascari. Onorevole Ascari accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/87 Giuliano. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.
STEFANIA ASCARI(M5S). Grazie, Presidente. Non accettiamo la riformulazione perché questa era un'occasione importante, dal momento che questa legge di bilancio si caratterizza soprattutto per ciò che non finanzia, e ovviamente mi riferisco al settore della giustizia, che è uno dei settori più penalizzati in quanto non sono stati messi i fondi per il personale, e, per questo motivo, gli uffici giudiziari continueranno a soffrire di una grave carenza di personale amministrativo, con tribunali e procure che già lavorano in condizioni di sotto organico cronico.
Io vorrei ricordare che senza cancellieri, funzionari e operatori la giustizia si paralizza, provocando danni, ovviamente, ai cittadini che chiedono giustizia e agli avvocati. Tra questi, uno degli uffici più penalizzati è quello dell'ufficio del giudice di pace. Vorrei ricordare che mancano risorse, non sono state messe. La collega Giuliano lo chiedeva per la digitalizzazione del sistema giudiziario. Ancora oggi i sistemi telematici creano tantissimi problemi agli avvocati, tantissimi problemi di inefficienza, e tutto questo, ovviamente, aumenta la lunghezza dei processi civili e penali.
Vorrei ricordare quello che ha chiesto sempre la collega Giuliano, di mettere risorse nelle carceri per l'assunzione straordinaria di personale nei ruoli di funzionario giuridico-pedagogico e di funzionario mediatore culturale. Anche questo non è stato fatto per contrastare il gravissimo sovraffollamento, il problema dei suicidi, senza dare strumenti e risorse per percorsi formativi, lavorativi e culturali.
Chiudo, Presidente, dicendo che, purtroppo, questa manovra rivela una scelta politica precisa, che è quella di indebolire ancora di più la giustizia nel suo funzionamento quotidiano, mentre voi la utilizzate unicamente come strumento di scontro politico e di propaganda .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/87 Giuliano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/88 Cafiero De Raho. Onorevole Cafiero De Raho accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/89 Morfino. Onorevole Morfino accetta la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/89 Morfino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/90 Aiello. Onorevole Aiello accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Aiello. Ne ha facoltà.
DAVIDE AIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Anche quest'anno siamo giunti all'approvazione della legge di bilancio, l'ultima legge dell'anno, la legge con la quale il Governo dovrebbe dare risposte alle emergenze del Paese. Ecco, per noi la principale emergenza del Paese si chiama emergenza salariale . Se non si parte dall'aumento dei salari, ma ci volete dire da cosa vogliamo partire?
Questo Governo doveva mettere al centro dell'azione politica, al centro della legge di bilancio, proprio i salari degli italiani, i salari dei lavoratori. Sono anni che parliamo in quest'Aula di lavoratori poveri, di . Significa lavoratori, non divanisti o fannulloni, come vi piace chiamare i lavoratori italiani. Ma lavoratori che, nonostante gli sforzi quotidiani, non riescono a portare a casa una paga dignitosa, non riescono a sostenere la famiglia, non riescono a fare la spesa, rinunciano alle cure, rinunciano a far studiare i propri figli.
Rinunciano a quella che è una vita sana, regolare, dignitosa.
Noi, con quest'ordine del giorno, chiedevamo nel nostro Paese - visto che l'Italia resta ancora tra i pochi Paesi all'interno dell'Unione europea a non avere una legislazione in tal senso - l'istituzione e l'introduzione di un salario minimo legale al di sotto del quale nessun contratto collettivo nazionale possa andare. Stabilire una soglia minima dalla quale partire, stabilire un punto di partenza a livello legale non significa sostituirsi alla contrattazione collettiva, ma significa dotare anche la contrattazione collettiva di una base legislativa, di una base unitaria, che sia un punto di partenza chiaro. Se decidiamo una soglia, che possono essere i 9 euro lordi l'ora, al di sotto di quella soglia non è lavoro, è sfruttamento e noi vogliamo che questo si dica chiaramente.
Questo era un ordine del giorno, Presidente, volto a impegnare il Governo a istituire finalmente nel nostro Paese una legislazione che introduca un salario minimo orario, ma anche ad evitare quella porcata - e ci tengo a dire questo termine - che avevate fatto al Senato e solo dopo le nostre pressioni siete tornati indietro e avete tolto quella norma, che prevedeva, addirittura, che nel caso in cui il lavoratore avesse ottenuto una sentenza dal giudice del lavoro che gli riconosceva il diritto al reintegro salariale - e di solito il giudice riconosce almeno cinque annualità, quindi il termine della prescrizione è di cinque anni - voi avevate inserito una norma in base alla quale il risarcimento delle indennità salariali veniva riconosciuto soltanto dal momento della presentazione della domanda giudiziale e, quindi, si andava a escludere tutto il periodo antecedente. Quindi, questo Governo voleva favorire le imprese che non riconoscono il salario dignitoso ai propri lavoratori, altro che favorire i lavoratori .
Con questo ordine del giorno chiedevamo due impegni concreti. Il primo era quello di istituire il salario minimo in Italia e il secondo era quello di evitare di aiutare sempre i soliti imprenditori furbi, come è solito fare questo Governo, e invece aiutare gli imprenditori onesti che, ogni giorno, riescono a riconoscere un salario dignitoso a milioni di lavoratori .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/90 Aiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Sottoscrivono l'ordine del giorno l'onorevole Pellegrini e l'onorevole Ascari.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/91 Tucci. Onorevole Tucci, accetta la riformulazione? La accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/92 Carmina. Onorevole Carmina, accetta la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/92 Carmina, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/93 Carotenuto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, signor Presidente. Vede, questo ordine del giorno che presentiamo oggi nasce da una domanda semplice: che visione di Paese abbiamo? A noi interessa che resti agli atti, con chiarezza, chi sceglie cosa, l'idea di Paese in un mondo che sta cambiando a una velocità disarmante.
Allora, c'è chi pensa che la priorità sia investire in armi, voi, e chi pensa che il diritto a una casa, a un salario minimo legale, a pensioni dignitose, a una sanità disponibile per tutti vengano prima e che serva garantire a tutti un reddito, perché la ricchezza che sta generando questa tecnologia, di cui parlavo, si sta concentrando in poche mani e crea un Paese disuguale: da un lato, c'è chi possiede infrastrutture e capitale tecnologico e sotto resta chi sopravvive tra precarietà e ricatto.
Allora, per questo serve uno Stato che redistribuisce. In questo contesto storico, la cancellazione del reddito di cittadinanza è stata una scelta profondamente sbagliata e le misure che lo hanno sostituito, che raccontate come più efficienti, sono soltanto palliativi che conservano il rischio truffe, che permangono e sono scomparse solo dai titoli dei giornali, e rappresentano una corsa a ostacoli per chi zoppica. Peraltro, la cancellazione del reddito di cittadinanza - ricordiamolo - ha cancellato anche il contributo di Stato a salari e pensioni sotto la soglia di povertà. Allora, mentre dite di voler premiare chi lavora, avete invece provato - e lo raccontava il mio collega prima - anche a fare una cosa che va chiamata con il suo nome: tutelare chi sfrutta. Mi riferisco al fatto che avete addirittura presentato una proposta, ritirata dopo le nostre proteste, che avrebbe impedito a chi vince una causa di lavoro per essere stato sottopagato di ottenere un risarcimento per il periodo lavorato. Allora, sostituite la certezza del diritto con il diritto allo sfruttamento. Questa proposta, anche se ritirata, ci racconta perfettamente la vostra linea politica: severi con chi è in difficoltà, indulgenti con chi approfitta.
Questo ordine del giorno tiene insieme tutto, invece: il contrasto alla povertà, la dignità del lavoro e la sicurezza, perché non sono tre capitoli separati ma è la nostra idea delle politiche del lavoro nel nostro Paese, perché quando il lavoro è povero e precario diventa anche più pericoloso, perché la fretta e il subappalto spinto uccidono, e parliamo di oltre 1.000 morti l'anno, 1.000 famiglie sconvolte da quelli che, in alcuni casi, sono veri e propri omicidi e come tali andrebbero giudicati. Quindi, sì, tra poco voterete contro, ma voglio che sappiate bene su cosa state votando “no”: state votando “no” al fatto che va bene lasciare persone senza una soglia di dignità, che va bene lavorare e restare poveri, che va bene rendere più conveniente lo sfruttamento, che va bene continuare a contare i morti invece che prevenire.
Noi la pensiamo diversamente e oggi lo mettiamo agli atti. Per noi non c'è progresso nel tagliare i diritti, mentre il mondo del lavoro cambia. Il progresso non è competitività, il progresso è garantire ad una persona in più una vita dignitosa anche mentre il mondo cambia, mentre la tecnologia cambia, mentre il lavoro cambia, perché il punto non è se avremo un Paese più tecnologico ma il punto è se avremo più giustizia. Se la macchina produce ricchezza e l'uomo produce disuguaglianza non è progresso ma è regressione. Non abbiamo paura dell'intelligenza artificiale, ma abbiamo paura di un Paese che usa l'intelligenza per togliere i diritti e usa la povertà per disciplinare le persone. Crediamo che la povertà non sia una colpa, soprattutto, ma il frutto di politiche sbagliate ed è per questo che contrapponiamo alla vostra idea di Paese, dove vige la legge della giungla, quella di un Paese che, esattamente come avviene in tutta Europa, garantisca a tutti i cittadini un reddito minimo e una vita dignitosa .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/93 Carotenuto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Onorevole Barzotti, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/2750/94? No.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/94 Barzotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Onorevole Santillo, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/2750/95? Sì, accetta la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/96 Scerra, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/96 Scerra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Onorevole Lomuti, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/2750/97? Si.
Onorevole Cantone, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/2750/98? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/98 Cantone, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/99 Pavanelli, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/99 Pavanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché noi avremmo accettato la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2750/94 Barzotti, ma mi sembra che non sia stata citata.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno Barzotti è il n. 9/2750/94. L'abbiamo votato? L'abbiamo votato, però ci hanno dato indicazioni di votarlo perché non accettato. Invece è accettato?
DARIO CAROTENUTO(M5S). Si, accettavamo la riformulazione.
PRESIDENTE. Allora, mi dite cosa dobbiamo fare? Perché, casomai, dobbiamo annullare la votazione. Capogruppo, onorevole Riccardo Ricciardi, che facciamo? Parlatevi, discutetene. Facciamo un VAR, che facciamo? Noi l'abbiamo votato l'ordine del giorno n. 9/2750/94 Barzotti ed è stato respinto. È bocciato No. Dovremmo annullare la votazione dell'ordine del giorno n. 9/2750/94 Barzotti. Bene, allora, annulliamo la votazione n. 86 relativa all'ordine del giorno n. 9/2750/94 dell'onorevole Barzotti, la cui riformulazione, invece, si intende accettata. Avanti così.
Proseguiamo. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/100 Sportiello, su cui vi è il parere contrario del Governo. Che facciamo? Lo votiamo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/100 Sportiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/101 Riccardo Ricciardi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/101 Riccardo Ricciardi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/102 Caramiello, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/102 Caramiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/103 Cherchi, su cui il parere del Governo è favorevole, previa riformulazione. Viene accettata o meno? Anche meno. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/103 Cherchi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/106 Prestipino, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Prestipino. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PRESTIPINO(PD-IDP). Presidente, solo per lasciare agli atti che questa legge di bilancio non è solo povera da ogni punto di vista, come è stato ben descritto dai miei colleghi, ma non ha niente di niente non solo sul benessere animale, e di questo ci siamo accorti, ma anche sul benessere delle tasche degli italiani, perché il mio ordine del giorno chiedeva che i farmaci per uso veterinario fossero al servizio di tutti, potessero essere disponibili anche alle famiglie più indigenti. Basterebbe permettere di utilizzare il farmaco per uso umano che abbia lo stesso principio attivo di quello veterinario, che costa molto, fino a cinque volte di meno di quello veterinario.
Quindi, non solo non avete introdotto nulla sulla riduzione dell'IVA, sull'alimentazione per gli animali, per i , per gli animali di affezione, sulle prestazioni veterinarie, ma respingete una cosa che è a invarianza finanziaria e che sta veramente al buon senso di chi governa rendere realtà, perché aiutare una famiglia indigente a mantenere il proprio cane, il proprio gatto e a poterlo curare a costi contenuti è una cosa di buon senso. Basterebbe applicare quello che dice il mio ordine del giorno e che dal Governo della scorsa legislatura era stato accettato, era diventato un provvedimento, era diventato legge, e il Governo Meloni, appena insediato, si è affrettato a cancellarlo.
Voglio capire se, in un Paese in cui 10 milioni tra cani e gatti vivono nelle famiglie italiane, non è un provvedimento equo, giusto e di buon senso aiutare chi ha adottato un cane o un gatto a poterlo curare, perché la cura di un animale che vive in famiglia non è solamente una cura per le tasche degli italiani, ma anche una cura per la collettività, perché mantenere un animale curato vuol dire anche mantenere la salute pubblica. Tutto questo viene rifiutato. Faremo sapere agli italiani che anche un provvedimento che non costerebbe e non sarebbe costato nulla, di buon senso e che va in una direzione equa, solidale e giusta, anche questo viene respinto da voi .
PRESIDENTE. Il Governo non mi dà indicazioni di voler modificare. L'onorevole Benzoni sottoscrive? Va bene. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/106 Prestipino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/107 Gribaudo. Onorevole Gribaudo, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/107 Gribaudo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/108 Steger. Onorevole Steger, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/109 Ghio. Onorevole Ghio, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/110 Nevi. Si dà atto che gli onorevoli Casasco e Squeri sottoscrivono l'ordine del giorno in esame. Onorevole Nevi, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/116 Fascina. Onorevole Fascina, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/117 Mule'. Onorevole Mule'…prego, onorevole Ricciardi, vuole sottoscrivere o vuole intervenire? Sottoscrive l'ordine del giorno n. 9/2750/116 Fascina? Sì, certo. Onorevole Fascina, accetta? Bene, vi siete accettati.
Onorevole Mule', accetta la riformulazione? Ora glielo chiediamo: Sì, l'ha accettata; e sottoscrive l'ordine del giorno in esame anche l'onorevole Patriarca, bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/124 Cerreto. Onorevole Cerreto, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/125 Chiesa. Onorevole Chiesa, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/128 Ciocchetti. Onorevole Ciocchetti, accetta la riformulazione …L'ordine del giorno n. 9/2750/126 Malvasi? Ma è favorevole, perché me lo fate chiedere? Ho sbagliato a scrivere? Incredibile. Onorevole Malavasi, glielo avevo dato per favorevole, il parere è contrario? Va bene, onorevole Malavasi, chiedo scusa, prego. Essendo Natale…prego.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Sarebbe stato un bel regalo, non tanto per me, ma per le persone che soffrono di fibromialgia, visto che in questo ordine del giorno parliamo di un milione e mezzo di persone, sono soprattutto donne, che hanno una patologia cronica invalidante riconosciuta dall'OMS, ma non è riconosciuta nel nostro Paese come tale. Oggi non è inclusa tra le patologie croniche, non è inserita nei LEA, se non per le forme gravissime, e oggi i pazienti non hanno il diritto ad esenzione dal e non hanno quindi diritto a prestazioni specialistiche, a farmaci, a terapie, con grandi discriminazioni e anche penalizzazioni nella loro vita.
Mi dispiace molto questo parere, io credo davvero che qui ci sia una mancanza di attenzione rispetto ad una patologia che è invalidante, che rende difficile la vita delle persone, provoca un dolore lacerante, cronico, che impatta sulla quotidianità delle persone, e devo dire che sono molto rammaricata e nonostante l'ora tarda ho preso la parola perché le persone che soffrono hanno il diritto di far sentire la loro voce, anche in situazioni difficili come questa; avrebbero il diritto di vedersi riconosciuta una patologia, di vedere definiti dei criteri diagnostici per avere dei PDTA uniformi su tutto il territorio nazionale, per vedere la realizzazione di reti specialistiche con percorsi diagnostico-terapeutici che siano basati su multidisciplinari e su piani personalizzati di cura.
Mi dispiace per queste persone che soffrono e mi dispiace per la mancanza di attenzione di un Governo e di una maggioranza che io credo, invece, sia un errore rispetto a un diritto alla salute che ancora una volta viene negato .
PRESIDENTE. Il Governo intende mutare il suo parere? No. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/126 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Si dà atto che gli onorevoli Simiani e Girelli sottoscrivono l'ordine del giorno in esame.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/128 Ciocchetti. Onorevole Ciocchetti, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/130 Pittalis. Onorevole Pittalis, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/136 Comba. Onorevole Comba, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/141 Ferrari. Onorevole Ferrari, accetta la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/141 Ferrari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/159 Candiani. Onorevole Candiani, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/163 Rizzetto. Onorevole Rizzetto, accetta la riformulazione? Sì. Vuole intervenire il Governo? Prego, allora sull'ordine del giorno n. 9/2750/163 Rizzetto. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Sì, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Quindi il parere muta da riformulato a favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/164 Rotondi. Onorevole Rotondi, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/165 Sasso. Onorevole Sasso, accetta la riformulazione? Sì. Onorevole Ricciardi, vuole sottoscrivere? Quale? L'ordine del giorno n. 9/2750/164 Rotondi? Si dà atto che i deputati De Luca e Ricciardi sottoscrivono l'ordine del giorno n. 9/2750/164 Rotondi.
Va bene, quindi l'onorevole Sasso ha accettato la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/167 Gusmeroli. Onorevole Gusmeroli, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/169 Miele. Onorevole Miele, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/171 Nisini. Onorevole Nisini, accetta la riformulazione? Sì. Si dà atto che gli onorevoli Bonafè e Simiani sottoscrivono l'ordine del giorno in esame.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/172 Cattoi. Onorevole Cattoi, accetta la riformulazione? Sì. Qualcuno vuole sottoscrivere? No, andiamo avanti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/173 Comaroli. Onorevole Comaroli, accetta la riformulazione? Sì. Qualcuno che vuole sottoscrivere? No, andiamo avanti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/177 Trancassini. Onorevole Trancassini, accetta la riformulazione? Sì. Qualcuno vuole sottoscrivere? No, andiamo avanti…l'onorevole Osnato sottoscrive, bene, non lo lasciamo solo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/178 Barbagallo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà. Mi dica se accetta la riformulazione, prego.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Non accetto la riformulazione, francamente è troppo poco, è troppo poco generosa rispetto al disastro di queste settimane sul tema del caro voli. Non possiamo accettare la riformulazione e lo dobbiamo ai tanti siciliani e ai tanti meridionali che non sono riusciti a rientrare durante le feste a casa; lo dobbiamo ai tanti siciliani che hanno fatto scalo in tanti aeroporti d'Europa, pur di rientrare. Le notizie di stampa hanno riportato il supplente di informatica di 23 anni che ha fatto scalo a Budapest per rientrare a Licata, ma sono in tanti che hanno fatto scalo in vari aeroporti d'Europa, da Cracovia a Barcellona, in un tempo in cui il Governo Meloni non è riuscito a incidere sul tema del caro voli.
All'indomani della vittoria del 2022, dai banchi del centrodestra e dai banchi del Governo si ripeteva che il caro voli aveva le ore contate. E invece in questi anni non c'è stata nessuna misura, nessuna misura incisiva. Peggio ancora, col decreto-legge Asset si era trovata una misura condivisa anche con una parte delle opposizioni e poi in sede di conversione si è fatta marcia indietro.
È la solita storia che abbiamo rivisto in questi anni: un Governo forte con i deboli e debole con i forti. Di fronte all'oligopolio delle grandi compagnie aeree, il Governo fa un passo indietro e non resiste e non riesce a incidere su questo algoritmo che, francamente, continua a colpire in modo spropositato tutte le fasce della popolazione, senza alcuna considerazione né sulla progressività dell'imposta e sulle fasce di reddito, né - come dire - garantendo i principi costituzionali, come quello introdotto in questa legislatura che è quello dell'insularità, ma anche francamente la libertà di circolazione nel territorio dello Stato.
È uno scandalo, è lo scandalo del nostro tempo, certificato anche dalla cinematografia. I film che si stanno occupando del caro voli sono campioni d'incassi, ma il Governo continua a essere sordo come il parere francamente risibile rispetto a quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Gli onorevoli D'Orso e Morfino sottoscrivono l'ordine del giorno in esame.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tommaso Antonino Calderone. Ne ha facoltà... Anche la deputata Carmina sottoscrive l'ordine del giorno in esame. Prego.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Grazie, Presidente…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Calderone, se no ci perdiamo.
Allora, i deputati Carotenuto, Aiello, Morfino, Provenzano, D'Orso, Marino, Raffa, Iacono sottoscrivono l'ordine del giorno in esame. Tutto il gruppo del PD sottoscrive.
Onorevole Calderone, prego.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Sì, grazie Presidente. Io non solo…
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Pastorino sottoscrive. Prego.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Non chiedo…
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Silvestri sottoscrive.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Presidente, posso…
PRESIDENTE. Che dobbiamo fare ragazzi però?
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Non ce la faccio .
PRESIDENTE. Anche al Senato sottoscrivono… Onorevole Calderone, prego.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Siamo sicuri, Presidente?
PRESIDENTE. Più o meno, ci proviamo.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(FI-PPE). Io non soltanto sottoscrivo, se me lo consente, l'ordine del giorno dell'onorevole Barbagallo, ma lo condivido totalmente. Nella mia qualità di presidente della Commissione insularità, abbiamo affrontato tante volte questo problema e dice il vero l'onorevole Barbagallo quando afferma che questo problema ancora non è stato risolto. La Sicilia e anche la Sardegna pagano un prezzo altissimo in relazione al caro voli. È un problema che il Governo si deve impegnare a risolvere assolutamente perché lo chiedono e lo richiedono milioni di siciliani e di sardi. Io quindi voterò favorevolmente a questo ordine del giorno .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'onorevole Fascina, l'onorevole Gallo.
Non so se forse il Governo vuole intervenire, vuole accantonare, vuole modificare il parere? L'onorevole Perantoni nel frattempo sottoscrive. Sottosegretaria Albano, vuole accantonare? Vuole modificare il parere? Ci dica? Casomai andiamo avanti…mi dica.
LUCIA ALBANO,. Accantoniamo un attimo.
PRESIDENTE. Accantoniamo un attimo. Nel frattempo sottoscrive anche il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/179 Gnassi. Onorevole Gnassi, accetta la riformulazione?
ANDREA GNASSI(PD-IDP). Accetto la riformulazione.
PRESIDENTE. La accetta. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/180 Vietri: parere favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/181 D'Alfonso: parere contrario. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/181 D'Alfonso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/182 Merola, su cui vi è una proposta di riformulazione. Onorevole Merola, accetta la riformulazione? No. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/182 Merola, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/183 Battilocchio. Onorevole Battilocchio accetta la riformulazione? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/184 Ubaldo Pagano. Onorevole Ubaldo Pagano accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/185 Stefanazzi: parere contrario. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/185 Stefanazzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sottosegretario Albano, vuole intervenire? Su quale ordine del giorno?
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/184 Ubaldo Pagano.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/178 Barbagallo?
LUCIA ALBANO,. No, il 184.
PRESIDENTE. No, l'ordine del giorno n. 9/2750/184 Ubaldo Pagano è stata accolto.
LUCIA ALBANO,. Era solo per modificare la riformulazione. Viene espunta solo la quinta premessa.
PRESIDENTE. Fa niente, onorevole Pagano. Siamo andati oltre già No, no, va bene. Non c'è problema. Onorevole Stefanazzi che mi aveva detto: di porlo in votazione? Ma l'avevo già fatto votare, mi aiutate per favore? L'ordine del giorno n. 9/2750/185 Stefanazzi l'abbiamo votato.
Allora, passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/186 Lacarra, con il parere contrario del Governo. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/186 Lacarra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/187 Casu, su cui vi è una proposta di riformulazione. Viene accolta?
ANDREA CASU(PD-IDP). Presidente, non posso accettare la proposta di riformulazione proposta dal Governo per un motivo semplice che proverò brevemente a spiegare. Con questo ordine del giorno chiediamo molte cose. Chiediamo di guardare all'esperienza di Pedro Sánchez in Spagna dove, dalla metà del gennaio dell'anno prossimo, sarà possibile muoversi con un unico abbonamento mensile, a 60 euro, del trasporto pubblico nazionale e, a 30 euro, per gli 26. Chiediamo di rafforzare, in modo strutturale, il Fondo nazionale trasporti, riportando la dotazione effettiva ai livelli reali del 2009 perché il fatto di non avere adeguato all'aumento dell'inflazione questo fondo negli anni ha generato tagli dilaganti nei servizi, che generano la crisi dei trasporti che vediamo al giorno d'oggi nel nostro Paese.
Abbiamo chiesto di ripristinare le risorse per le metropolitane: la metropolitana di Roma, di Milano, di Napoli, di Brescia, i cui fondi sono stati tagliati anche in questa manovra; anche per consentire che quelle risorse, che poi le regioni stanno mettendo - la regione Lazio l'ha fatto, così come altre regioni -, possano essere utilizzate per tutto quello che serve, per coprire anche l'adeguamento alla crescita dei costi di queste opere infrastrutturali così importanti.
Abbiamo chiesto di garantire il rinnovo dei contratti degli autoferrotranvieri, 110.000 lavoratori che hanno ricevuto un impegno da parte del Governo, che è stato disatteso per quanto riguarda la copertura del rinnovo del contratto, che non è totalmente garantito, e chiedevamo di portare avanti politiche integrate per la sicurezza stradale.
Quello che ci propone il Governo è di accettare una riformulazione per valutare di incrementare ulteriormente le risorse a favore del TPL.
Ora, il motivo per cui noi non possiamo accettare è per il rispetto che nutriamo nei confronti di quest'Aula, di questa discussione, di questo confronto sulla manovra di bilancio, che è importante, anche se è stato profondamente svilito, in quest'anno, il modo in cui la stiamo affrontando alla Camera, e anche per il rispetto che nutriamo e che tutti dovremmo nutrire nei confronti della lingua italiana. Ma come si fa a chiedere di scrivere di incrementare ulteriormente le risorse a favore del trasporto pubblico locale, se voi, con questa manovra di bilancio, le avete tagliate le risorse per il trasporto pubblico locale?
E qui non c'è nemmeno il tema degli 800 milioni di euro che servirebbero per l'adeguamento ai costi dell'inflazione. C'è la cifra assoluta, che è tagliata, perché non avete rimesso nemmeno i 120 milioni di euro in più che avevate previsto l'anno scorso. E quindi, se andiamo al capitolo 1315 dello stato di previsione del MIT, vediamo che dal 2025 al 2026 scende il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, non sale. Voi non potete chiederci di incrementare ulteriormente le risorse se non c'è alcun incremento ulteriore, c'è un taglio.
Voi state negando la realtà! Il metodo Salvini, il metodo di negare i ritardi e dire, anzi, che c'è il record di puntualità in questo Paese, non lo potete applicare anche al bilancio, cercando di negare il fatto che avete tagliato le risorse al trasporto pubblico locale. Quindi, nello spirito di accettare ogni impegno di riformulazione che va nella direzione di dotare queste risorse, che servono a fronteggiare la crisi dei trasporti, posso essere disponibile ad accettare anche una riformulazione, ma solo una riformulazione che non faccia a cazzotti, oltre che con i problemi dei pendolari e dei lavoratori, anche con la lingua italiana. C'è un taglio sul trasporto pubblico locale, noi vi chiediamo di mettere più risorse, non ci potete prendere in giro dicendo di valutare di incrementare ulteriormente un fondo che avete tagliato dentro la manovra di bilancio.
E qui mi collego ad alcuni interventi per dirvi che forse, però, un aspetto di coerenza in questo taglio c'è. Nella manovra dell'incoerenza, delle promesse tradite sulle pensioni, sulle accise, sullo scorrimento delle graduatorie, tante ne abbiamo viste, le abbiamo affrontate, le affronteremo, se andiamo a leggere l'Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra in 15 punti, effettivamente voi i trasporti non li avevate mai nemmeno nominati.
Avevate parlato di infrastrutture, il ponte sullo Stretto, avevate parlato di Alta velocità, dimenticando che non c'è solo l'Alta velocità, ci sono anche i problemi dei pendolari, i treni regionali, il trasporto su gomma. Ecco, tutti questi punti non c'erano nemmeno nel vostro programma, quindi, forse, il fatto che stiate tagliando queste risorse può essere anche rivendicato come un atto di coerenza, ma è un atto che va contro l'interesse del Paese, contro il diritto alla mobilità, contro il destino di tantissime persone, di tantissimi lavoratori.
Quindi, vi chiediamo veramente, da questo punto di vista, se volete proporre una riformulazione, che sia una riformulazione che tenga conto di questo taglio, che non potete continuare a negare, perché le conseguenze le vediamo ogni giorno nelle difficoltà che affrontiamo per muoverci in questo Paese .
PRESIDENTE. Sottoscrivono l'onorevole Benzoni, l'onorevole Pastorella, l'onorevole Ruffino e l'onorevole Iaria. Quante mani alzate! Tutto il PD, forse. L'onorevole Borrelli lo sottoscrive per AVS? Vuole intervenire? Bisogna vedere quanto tempo le è rimasto, onorevole Borrelli. Ha 37 secondi. Prenda un bel fiato, prego.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Nel sottoscrivere come gruppo AVS l'ordine del giorno del collega, volevamo sottolineare anche un ultimo elemento: che tra le cose più vergognose che verranno fatte con questa legge di bilancio si aumenterà ulteriormente la tariffa per la tangenziale di Napoli, che è l'unica tangenziale a pagamento in tutta Europa all'interno di una città e che dal 2001 i napoletani hanno smesso di pagare. Anche questo è un balzello su cui non si mette mano.
PRESIDENTE. L'onorevole Serracchiani sottoscrive. Altri colleghi? Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/187 Casu, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/188 Evi. Onorevole Evi, accetta la riformulazione, sì o no? Lo votiamo? Allora, se non l'accetta, lo mettiamo in votazione, ovviamente; se l'accetta, no. Quindi, la risposta definitiva è? Non si accetta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/188 Evi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione…L'ha accettata? Revoco la votazione, la riformulazione dell'ordine del giorno è stata accettata.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani. Onorevole Serracchiani, dalla sua viva voce, ci dice se accetta la riformulazione o no? Non l'accetta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/189 Serracchiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/191 Furfaro. Accetta la riformulazione? Non la accetta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/191 Furfaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/193 Care'. Onorevole Care', accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/194 De Maria. Onorevole De Maria, accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo. Onorevole Di Sanzo, accetta la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Sanzo. Ne ha facoltà.
CHRISTIAN DIEGO DI SANZO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, questa legge di bilancio sappiamo che è arrivata in un momento in cui il nostro Paese è un Paese con la crescita zero; un Paese che non riesce a offrire prospettive sufficienti a trattenere giovani, competenze, famiglie. È per questo, infatti, che gli italiani continuano a lasciare il nostro Paese per trasferirsi all'estero. Solo nel 2024 sono stati 160.000. Non parliamo, quindi, di un fatto marginale o residuale, ma di decine di migliaia di giovani che hanno scelto di cercare altrove opportunità di studio, di lavoro, di vita.
Ma il Governo Meloni ha deciso di ignorare questo problema: zero misure per la crescita in questa legge di bilancio. È una legge di bilancio che manca di una vera strategia di crescita, di prospettiva, di visione per il Paese. E con un Paese a crescita zero gli italiani all'estero non faranno altro che aumentare. Tanti italiani che emigrano, ma che si sentono parte integrante del nostro Paese e vogliono sentirsi una risorsa per il nostro Paese. Ed è per questo che, come Partito Democratico, abbiamo lavorato con determinazione anche nell'ambito di questa legge di bilancio per rafforzare le politiche che riguardano gli italiani all'estero.
Grazie al nostro lavoro vogliamo rivendicare che in questa legge di bilancio abbiamo ottenuto risultati concreti, riuscendo a incrementare le risorse su vari fronti, a partire dalla promozione della lingua e cultura italiana all'estero, con 500.000 euro per gli enti gestori di corsi di cultura italiana. Uno strumento importante del nostro nel mondo. Abbiamo anche aumentato le risorse per il sostegno alle scuole paritarie all'estero, con 1,5 milioni di euro; incrementi, inoltre, per il sostegno alla rete dei consoli onorari, 500.000 euro, una rete essenziale per i nostri territori, che rappresenta il primo presidio dello Stato per tanti nostri connazionali.
Infine, i nostri enti di rappresentanza, 500.000 euro per il Consiglio generale degli italiani all'estero; 700.000 euro per i Comitati degli italiani all'estero, che senza questo finanziamento sarebbero tornati a un finanziamento ancora più basso di quello dello scorso anno. Degli enti di nostra rappresentanza che ancora stentano a poter realizzare tutte le iniziative che dovrebbero e vorrebbero realizzare, e che sono previste dalla legge; fino a un milione di euro a favore delle Camere di commercio italiane all'estero, perché, se si parla di , non si può non supportare chi è in prima fila per diffondere il all'estero.
Insieme all'eliminazione della vostra tassa, la tassa che avete voluto, di 250 euro, per la registrazione di ogni figlio nato all'estero. Un'ingiustizia che siamo almeno riusciti in parte a eliminare. Questi non erano risultati scontati, sono il frutto di un lavoro politico preciso, che dimostra, almeno da parte nostra, una visione chiara per le nostre comunità all'estero, perché noi una visione l'abbiamo, una visione affinché anche gli italiani all'estero siano parte integrante e vero supporto per il nostro Paese. Ed è proprio per questo che con questo ordine del giorno chiedevamo di affrontare in maniera seria il problema della modernizzazione dei servizi consolari e dei servizi informatici.
Perché negare l'accesso ai servizi di base ai tanti italiani all'estero, passando al digitale, ma a un digitale che non funziona, significa di fatto poi imporre loro una barriera. Il caso del portale del Ministero degli Affari esteri è emblematico, il portale Prenot@Mi: difficoltà di accesso, concentrazione degli appuntamenti esclusivamente alla mezzanotte italiana, assenza di sistemi dinamici per gestire appuntamenti e gestire le liste d'attesa. Tutto questo produce disuguaglianze e frustrazione tra cittadini che chiedono solo di poter esercitare i loro diritti fondamentali, come semplicemente rinnovare un documento.
Chiediamo, quindi, un impegno chiaro. Lo avevamo chiesto con questo ordine del giorno e continueremo a farlo per rafforzare l'impegno sulla digitalizzazione, sulla trasparenza e sull'efficienza dei servizi consolari, perché un Paese che vede partire tanti dei suoi cittadini non può permettersi di rendere ancora più difficile il rapporto con lo Stato per chi vive all'estero.
Per questo, come Partito Democratico, non smetteremo di continuare a batterci per gli italiani nel mondo, perché non siano una comunità dimenticata ma una parte viva e riconosciuta della Repubblica .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/195 Di Sanzo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/196 Provenzano. Onorevole Provenzano, accetta la riformulazione? La accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/197 Guerra. Onorevole Guerra, accetta la raccomandazione? Non l'accetta e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Nonostante l'ora, è necessario intervenire perché il motivo per cui abbiamo fatto questo ordine del giorno è per cercare di capire qual è l'orientamento del Governo rispetto a questo tema delle pensioni, in particolare per quanto riguarda il tema dell'aggancio dell'età di pensionamento alla speranza di vita. Noi siamo di fronte a un panorama che dire che è un mosaico senza logica è dir poco, nel senso che anche i pareri dati su questi ordini del giorno sono pareri contraddittori: il nostro Ministro dell'Economia ha appena fatto una dichiarazione, il Sottosegretario dello stesso partito dice una cosa completamente diversa, nel senso che qualcuno dice: vediamo se ce la possiamo fare, eccetera - che è una posizione ragionevole -, e qualcun altro dice: cambieremo sicuramente entro la legislatura. Ma cosa significa cambiare?
Vorrei sottolineare la profonda differenza fra i due ordini del giorno che hanno ricevuto in forma diversa - uno in forma di raccomandazione, l'altro in forma di parere positivo - comunque un accoglimento dal Governo, ma dicono due cose diverse e, quindi, non è possibile. Non è possibile e, dunque, io vorrei chiarezza attraverso un voto, perché l'ordine del giorno n. 9/2750/239 Caparvi chiede, come il nostro, di riconsiderare la misura che è stata adottata in questa legge di bilancio, cioè un mese di scatto, di peggioramento dei requisiti nel 2027 e due mesi nel periodo successivo, però chiede anche un impegno, con le solite attenzioni, cioè nei limiti delle risorse eccetera, a sospendere il meccanismo. Quindi, l'orientamento che il Governo manifesta, dando un parere positivo su questo ordine del giorno, è un orientamento diretto a sospendere il meccanismo.
Il nostro ordine del giorno chiede di eliminare quel meccanismo, quindi di rivederlo completamente. Ovviamente, non significa non prendere in considerazione in assoluto il tema, ma significa eliminare quella modalità, che, ripeto, non è l'unica che esiste. Danimarca e Svezia, ad esempio, ne hanno un'altra, che mi vedrebbe favorevole, ma non voglio a quest'ora della notte o del mattino - non so neanche più come chiamarla - entrare in troppi dettagli. Semplicemente diciamo due cose diverse, molto diverse. A me sembra di aver detto, assieme al collega Scotto e al collega Sarracino, la stessa cosa che almeno una parte, quella parte lì, la Lega, dice da anni, ossia che questo meccanismo va eliminato; invece, mi sembra che il Governo sia più favorevole a dire che va sospeso, il che vuol dire rimandiamo il problema a chi viene dopo di noi. È una modalità che, secondo me, è sempre impropria. I problemi si affrontano in un modo o nell'altro. Quindi, chiedo che si voti questo ordine del giorno, perché voglio vedere, specialmente quello spicchio del Parlamento, che cosa davvero pensa attraverso il voto .
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/197 Guerra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/198 Scarpa. Onorevole Scarpa, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/198 Scarpa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/199 Gianassi. Onorevole Gianassi, accetta la raccomandazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/202 Morassut. Onorevole Morassut, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/204 Pisano. Onorevole Pisano, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/206 Brambilla. Onorevole Brambilla, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/207 Carfagna. Onorevole Carfagna, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/208 Semenzato. Onorevole Semenzato, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/209 Lupi. Onorevole Lupi, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/210 Alessandro Colucci. Onorevole Alessandro Colucci, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/211 Cavo. Onorevole Cavo, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/212 Boschi. Onorevole Boschi, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/213 Del Barba. Onorevole Del Barba, accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/214 Faraone, che è accantonato. Partiva come raccomandazione. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Era accantonato. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/214 Faraone il parere è favorevole con la riformulazione degli impegni dal primo al quinto, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità (…)”, e con la seguente riformulazione del sesto impegno: “istituire, senza nuovi e ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, un coordinamento interministeriale tra tutte le amministrazioni interessate, il Ministero per la Pubblica amministrazione e il Ministero dell'Economia e delle finanze al fine di monitorare gli effetti occupazionali della scadenza dei progetti PNRR e programmare misure di continuità e sostenibilità”.
PRESIDENTE. Direi che è chiarissimo. Da accantonato, almeno non è “accantomorto”. Quindi, lo accettate o no? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/215 Bonifazi. Onorevole Bonifazi, accetta la riformulazione? Sì.
Ordine del giorno n. 9/2750/217 Giachetti. Onorevole Giachetti, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/218 Sarracino. Onorevole Sarracino, accetta la riformulazione? No, non accetta la riformulazione.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/218 Sarracino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'ordine del giorno n. 9/2750/219 Zoffili è stato ritirato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/220 Fornaro. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Chiederei, anche se l'ora è tarda, uno sforzo al Governo e, quindi, chiederei di accantonare l'ordine del giorno e di verificare se ci sono le condizioni per un'accettazione completa o, comunque, una riformulazione ulteriore nell'impegno che, altrimenti, rischia di essere veramente insufficiente. Io mi fermo qui per rispettare il Regolamento.
PRESIDENTE. Il Governo ha intenzione di accantonare? Non intende accantonare. Onorevole Fornaro, dunque? Prego.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Mi trovo costretto a rifiutare la riformulazione. Lo dico ai colleghi, anche se l'ora è tarda. Questo era un ordine del giorno che provava, così come abbiamo fatto in I Commissione, a ricercare un'unità di tutti, quindi maggioranza e opposizione, rispetto alla questione per la quale siamo qui oggi a quest'ora tarda e abbiamo avuto pochissimo tempo per discutere questa legge di bilancio. In buona sostanza, era un ordine del giorno che impegnava il Governo, per le prossime leggi di bilancio, a provare a verificare le condizioni per ritornare a una fisiologia che ormai è saltata nell'approvazione delle leggi di bilancio e questa sorta di monocameralismo di fatto che avviene, in particolare, sulle leggi di bilancio.
Mi sembra che, da questo punto di vista, il Governo non colga la difficoltà e non colga il disagio io credo - se potessimo dire tutti effettivamente quello che pensiamo - di tutta l'Aula, perché il disagio è nostro, delle opposizioni, ma credo sia un disagio anche dei colleghi di maggioranza. Era un tentativo per provare a segnare una questione rispetto al rapporto tra Esecutivo e Legislativo, in particolare sulla legge di bilancio nel rapporto tra Governo e Parlamento. È un'occasione perduta. Mi dispiace che non ci sia stata questa disponibilità. Non era un ordine del giorno strumentale.
Riconosceva una prassi consolidata, quindi non è soltanto questo Governo…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Vi prego!
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Quindi è una prassi consolidata che, ad eccezione di pochi casi, negli ultimi anni, ha visto ripetersi questa situazione, che noi crediamo dovrebbe essere un'interpretazione di tutti non fisiologica, ma patologica. Provare ad intervenire, certamente con uno strumento assolutamente insufficiente come l'ordine del giorno, ma era un segnale…io credo, ripeto, che sia un'occasione perduta. Quindi, invito ovviamente i colleghi anche della maggioranza a votare a favore, perché, ripeto, non c'è niente di strumentale. È un tentativo per ridare centralità al Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Magi. Ne ha facoltà.
RICCARDO MAGI(MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Io intervengo a favore dell'ordine del giorno a prima firma del collega Fornaro, ma, in qualche modo, collego a questa dichiarazione di voto anche l'ordine del giorno a mia firma, il n. 9/2750/235, sul quale il Governo ha proposto la stessa riformulazione. Chiedo ai colleghi, nonostante l'ora tarda, la stanchezza, guardate, qua la questione attiene al valore del lavoro che stiamo facendo in queste ore. Prima, quando alcuni colleghi hanno sottolineato l'inutilità del lavoro sugli ordini del giorno, si è levato un applauso spontaneo da parte di tutti quanti i gruppi.
Questa legge di bilancio possiamo dirci, colleghi, che è stata effettivamente esaminata, approfondita, con qualche di emendamento, da una decina di senatori, i senatori membri della Commissione bilancio, appunto, dell'altro ramo del Parlamento. La questione riguarda tutti noi, non riguarda la maggioranza o l'opposizione. E non vale nascondersi dietro l'argomento che altri hanno fatto altrettanto nelle precedenti legislature. Qui siamo di fronte a una prassi devastante per il senso stesso del Parlamento, ma non è così da 20 o 30 anni.
Come molti di voi ricorderanno, all'inizio della scorsa legislatura, 6 anni fa, 7 anni fa, è stato persino possibile che vi fossero due letture in ognuno dei rami del Parlamento. Colleghi, si può fare se c'è la volontà politica. Si può fare . Riguarda il senso del Parlamento, riguarda il nostro lavoro. Chi di voi ha frequentato un consiglio comunale o un consiglio regionale sa che, quando chi ha il potere esecutivo o amministrativo - il sindaco, il presidente della regione - eccede nel comprimere le prerogative dell'assemblea, l'assemblea si difende, perché sta difendendo delle prerogative che sono di tutti, sono del valore dell'istituzione e della politica.
Questo oggi siamo chiamati a fare, non per noi, ma per questo luogo, altrimenti mettiamolo in vendita. Che senso ha se chi parla qui non ha la di modificare qualcosa, di far cambiare idea a chi ascolta? Che cosa stiamo a fare in questo luogo? Come possiamo chiedere fiducia e ottenerla dai cittadini che votano? Allora, faccio un appello accorato al Governo su un accantonamento di questi due ordini del giorno. Perché? Perché la riformulazione che il Governo ci ha posto è letteralmente la formula che è stata inserita nel parere di maggioranza della I Commissione (Affari costituzionali) tra le premesse, dopo che questa discussione l'avevamo fatta anche in Commissione affari costituzionali.
E ve la leggo, colleghi: “anche in considerazione della prassi invalsa” - come a dire, non è colpa dell'una parte o dell'altra, ma di una prassi invalsa, va benissimo - “a promuovere iniziative di competenza volte a far sì che, in futuro, siano assicurati condizioni e tempi tali da consentire un congruo esame del disegno di legge (…)”. Ora, congruo significa adeguato, ma significa anche opportuno. Tutti noi sappiamo quanto queste espressioni siano ambigue, anche perché qualcuno, nelle condizioni che si determineranno tra un anno, potrà ritenere congruo che anche quello che stiamo facendo noi sia congruo, sia un esame congruo. Infatti, io non ho sentito levarsi molte voci da parte della maggioranza dicendo che non è congruo, anche se so benissimo che nessuno dei colleghi stimatissimi della maggioranza ritiene che quello che noi stiamo facendo sia congruo con il lavoro di un'Assemblea elettiva, in cui risiede la sovranità popolare, sul principale provvedimento di un anno politico intero.
Allora, lo sforzo in più…io non chiedo di includere tutto quello che avevo messo nel mio ordine del giorno, cioè l'impegno a non mettere la fiducia, l'impegno a non utilizzare i maxiemendamenti completamente sostitutivi, e quindi determinare un voto di fatto bloccato. Togliamo tutto questo, ma almeno dire che devono esserci due letture effettive, cioè almeno dire che non solo quei 10 senatori, che salutiamo e che hanno fatto il loro lavoro, e li ringraziamo, ma anche almeno un'altra Commissione dell'altro ramo del Parlamento, della Camera, debba poter esaminare effettivamente la legge di bilancio. Credo che non chiediamo troppo e credo e sono sicuro di interpretare la sensibilità di tutta l'Aula intera .
PRESIDENTE. Sottoscrive il gruppo del Partito Democratico.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO(AZ-PER-RE). Presidente, io intervengo solo per un minuto per suggerire una riflessione anche al Governo. Questa non è una competenza del Governo, cioè mi permetto di dirlo anche ai presentatori dell'ordine del giorno. La competenza è della Conferenza dei presidenti di gruppo. Io ricordo quando ho letto l'esito della Conferenza dei presidenti di gruppo del Senato che aveva deciso in autonomia…Certo, c'è la politica di mezzo, c'è la politica, ma è stato il Senato che ha calendarizzato la legge di bilancio già dall'inizio prevedendo che non ci fosse neanche la possibilità di venire in questo ramo del Parlamento a discuterla, dall'inizio …Ma, io parlo per intelligenza, Federico, ed è proprio per questo mi meraviglio che tu chieda al Governo una cosa che è di competenza dei capigruppo, perché fanno loro la calendarizzazione.
E allora non è che non c'è una competenza della politica, ma la competenza della politica va sommata e attribuita a chi ha la competenza di fare il calendario. Se i gruppi non sono autonomi dal Governo o non sono autonomi anche nel rispetto del lavoro delle opposizioni, i risultati si vedono e sono questi. Perché io ricordo che quest'Aula, in altri tempi, ma non tempi remoti, ha approvato con tempi rapidi la legge di bilancio senza porre la fiducia, qui e al Senato. Quindi si può fare, ha ragione Magi quando descrive queste cose.
È per una comodità che si assume questo, per una comodità degli uffici, neanche della politica, degli uffici dei Ministeri, dei Ministeri che producono gli emendamenti e che non hanno voglia di dare i pareri quando devono essere dati. Quindi io credo che la politica, cioè i gruppi parlamentari debbano pretendere una cosa diversa. Io credo che bocciare questo ordine del giorno sarebbe sbagliato; sarebbe sbagliato perché vuol dire un arrendersi su una procedura che tutti sappiamo essere sbagliata .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/220 Fornaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/221 Latini. Onorevole Latini, accetta la riformulazione proposta dal Governo? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/222 Sottanelli, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/222 Sottanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/223 Rosato, su cui il parere è contrario. Se non ci sono interventi, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/223 Rosato, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione…
Chiedo scusa. Revoco l'indizione della votazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Per rettificare il voto relativo all'ordine del giorno n. 9/2750/222 Sottanelli: il MoVimento 5 Stelle esprime voto contrario.
PRESIDENTE. Va bene, per il verbale prendiamo atto che sull'ordine del giorno n. 9/2750/222 Sottanelli il MoVimento 5 Stelle esprime un voto contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Sì, ho votato contrario, ma non ho fatto in tempo a dare indicazione al gruppo. Tutto il gruppo AVS vota contrario.
PRESIDENTE. La ringrazio, prendiamo atto anche di questo.
A questo punto, torniamo all'ordine del giorno n. 9/2750/223 Rosato. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/223 Rosato, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/224 Grippo. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/225 Richetti. Accetta la riformulazione…? No, sull'ordine del giorno n. 9/2750/225 Richetti il parere è contrario. Se non ci sono interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/225 Richetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/226 Bonetti. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/227 D'Alessio. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/228 Pastorella, su cui il parere è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Non dirò che questo è un ordine del giorno di buon senso, perché è una parola assolutamente abusata. Lo descriverei più come qualcosa di ragionevole e modesto come modesta è la portata di questa manovra; cosa che a noi fa piacere, ma ci sono alcuni settori su cui si potrebbe pensare di intervenire almeno in futuro. Il trasporto pubblico locale è esattamente uno di questi ed è per questo che con l'ordine del giorno in esame chiedevamo, in maniera abbastanza vaga da poter essere accoglibile, un rafforzamento strutturale e pluriennale, semplicemente immaginando i vari costi che aumentano (dalle materie prime alle energie, i rinnovi contrattuali, l'inflazione), ma anche pensando a una ridistribuzione migliore, perché talvolta, sia nella sanità così come anche nel trasporto, non c'è solo e necessariamente bisogno di più risorse, ma anche di come redistribuirle.
Purtroppo, non sogno, come il collega Casu, del quale peraltro ho sottoscritto e votato l'ordine del giorno, biglietti gratis per tutti perché mi rendo conto che forse non è il momento e il Paese non ha le risorse necessarie, ma sicuramente mi aspetto che un Governo sappia sostenere quegli enti locali che investono nel trasporto pubblico e non penalizzare né gli utenti né gli enti locali, quando ci sono circostanze straordinarie o il servizio non funziona. Quindi, ragionevole e modesto, mi spiace che abbia avuto parere contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrara. Ne ha facoltà.
ANTONIO FERRARA(M5S). Grazie, signor Presidente. Colleghe e colleghi, oggi sull'ordine del giorno n. 228, il trasporto pubblico locale parte da una scena di vita quotidiana: una banchina piena di annunci che non arrivano, un tabellone che cambia all'ultimo, una signora anziana, davanti a una scala mobile ferma, che guarda e mi dice, con lucidità che taglia: ma qui chi ci pensa a noi ? Io i mezzi li prendo davvero: metrò, treni locali, anche dall'Olgiata...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore però: vi prego!
ANTONIO FERRARA(M5S). ...e la cosa che colpisce non è il singolo ritardo, è la normalità del disservizio, è la rassegnazione che diventa rabbia, perché il TPL non è un lusso, è la spina dorsale di chi lavora, studia, si cura e vive. Arriviamo allora al paradosso: si presenta un ordine del giorno e, alla fine, la maggioranza cosa fa? Risponde: contrari, perché è già in corso… È già in corso. È una frase meravigliosa, è il coltellino svizzero della politica: lo apri e ci fai tutto. Peccato che sui treni non funzioni come scusa e lì o parte o non parte, perché, se fosse davvero già in corso, allora dovrebbe essere facilissimo dire: bene, lo rendiamo strutturale, lo rendiamo verificabile, lo rendiamo un impegno chiaro. E invece no. Questo racconta ...
PRESIDENTE. Onorevole Ferrara, vada avanti.
ANTONIO FERRARA(M5S). Questo racconta più di mille conferenze stampa: preferite le premesse a costo zero alle responsabilità con nome e cognome. Guardate che qui la matematica è elementare. Se aumentano i costi di energia, inflazione, manutenzione, rinnovi contrattuali e non adegui in modo stabile le risorse, il risultato è solo uno: taglio delle corse, peggioramento del servizio e cittadini costretti di nuovo all'auto privata. Altro che transazione, questa è regressione.
Ministro Salvini, Presidente Meloni: voi sapete e siete diventati maestri del “ci stiamo lavorando”, solo che il vostro “lavorando” è sempre altrove, nei , nei video, nei comizi. Sul TPL, invece, lasciate l'Italia a intermittenza e, quando vi chiediamo di trasformare l'annuncio in impegno, votate contro o vi sfilate.
Chiudiamo allora con la verità che i pendolari hanno già capito. Il vostro Governo ha due modalità operative: la prima è l'Italia che corre; la vediamo nei titoli, nelle , negli slogan. La seconda è l'Italia che aspetta; la vediamo sulle banchine, sui metrò, davanti le scale mobili ferme, con anziani e persone fragili che devono arrangiarsi. Sapete qual è l'unico mezzo con voi che arriva sempre puntuale? Il rimpallo della responsabilità, quello sì non fa ritardi, non salta corse, non ha guasti.
Noi continuiamo a portare qui la voce di chi il trasporto pubblico lo vive. Voi potete continuare a governare per l'immagine, ma ricordatevi: l'immagine dura un , la realtà dura una vita di pendolarismo .
PRESIDENTE. Sottoscrive il deputato Caso.
Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/228 Pastorella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/229 Benzoni. Accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/230 Ruffino. Accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie. Chiedo di intervenire perché questo ordine del giorno parla di un tema che quest'Aula aveva già affrontato ed era il 16 ottobre 2023. Allora si era svolta la discussione ed erano state votate le mozioni sul fenomeno degli . Le mozioni hanno impegnato il Governo a sollecitare strategie di prevenzione e contrasto al fenomeno dell'isolamento sociale. Questo lo hanno fatto sia la maggioranza che la minoranza.
Sono trascorsi praticamente 26 mesi, ma non è successo nulla. Sono semplicemente aumentati i casi di ritiro sociale, sono aumentati i disagi per questi ragazzi, per gli adulti che fanno questa scelta, che rappresenta - tra virgolette - un male non indifferente e mette a dura prova ovviamente le famiglie.
Non posso accettare come impegno “a valutare l'opportunità di” perché rischieremmo forse di far passare altri mesi e di non arrivare ad alcuna soluzione. Non lo posso fare per quei ragazzi, per le famiglie con cui sto lavorando e che stanno vivendo veramente momenti difficili. Non parliamo di 10.000 casi, parliamo di 60.000-70.000 casi e di un costo sociale che è veramente enorme. Allora oggi ci vorrebbe un atto di coraggio da parte del Governo; ci vorrebbe un impegno per questi numeri così importanti. Serve personale preparato, non come i nostri insegnanti di sostegno: il 40-50 per cento è specializzato, il resto no. Servirebbero psicologi, servirebbe una ricerca per capire quanti ragazzi, quante famiglie e quanti adulti vivono questo disagio.
Non so se questo tema vi colpisce o no. Tra virgolette, è una malattia: non possiamo lasciarla dilagare e non riuscire poi a fermarla.
Non sono abituata a chiedere al Governo presente di valutare questo ordine del giorno e di cambiare parere. Mi verrebbe da dire: se allora non è servita la mozione presentata dalla maggioranza e dalla minoranza, perché mai dovrebbe servire oggi un ordine del giorno?
Ma, dall'altro lato, mi dico anche che da un Governo che ha a cuore la salute degli italiani e soprattutto dei ragazzi, perché sono sempre più giovani i ragazzi che optano per il ritiro, perché non reggono tutte le richieste che questa società pone di fronte a loro, un po' di sensibilità, a mio parere, ci vorrebbe. Io ho presentato una proposta di legge. So che in quest'Aula ci sono molti colleghi sensibili, sia nella maggioranza, sia nella minoranza. Non possiamo pensare che da 60.000 si passi a 100.000, e che il costo sociale diventi poi così esoso e crei comunque un disagio enorme.
Quindi, signor Presidente, suo tramite, io non so che cosa farà il Governo su questo. So però una cosa e la so con chiarezza: che porterò in discussione in quest'Aula, in ogni contesto possibile, questo tema, perché ritengo sia veramente grave non prenderlo in considerazione
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Albano. Ne ha facoltà.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Dunque, il Governo aveva riformulato con “a valutare l'opportunità di” per il secondo, quarto e quinto impegno. Non possiamo sul primo perché riguarda la destinazione di risorse della presente legge di bilancio, quindi il primo impegno non è possibile accoglierlo, però il resto lo possiamo accogliere tutto “a valutare”. Se per voi va bene?
PRESIDENTE. Onorevole Ruffino, accetta questa riformulazione?
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Sì e ringrazio.
PRESIDENTE. Quindi è un sì. Sottoscrivono l'onorevole Caso, l'onorevole Serracchiani e tutto il gruppo Partito Democratico, l'onorevole D'Orso e l'onorevole Morfino.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/231 Onori. Onorevole Onori, accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/232 De Micheli. Onorevole De Micheli, accetta la riformulazione? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2750/234 De Luca vi è parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/234 De Luca, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/235 Magi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Se il collega Magi lo consente, volevo aggiungere la mia firma. Il tema lo abbiamo già ampiamente illustrato. Volevo soltanto, per il suo tramite, interloquire con il collega Rosato, che ha posto la questione da un altro punto di vista. Rimango comunque dell'opinione che la questione sia ovviamente politica, nel senso nobile, che la questione riguardi maggioranza e opposizione, ma il significato e la ragione dello strumento abbastanza inusuale dell'ordine del giorno su questioni come queste era quello di rafforzare però un sentimento di disagio che credo sia condiviso da tutta l'Aula.
Volevo dire soltanto un'ultima cosa, signor Presidente, se me lo consente. A nome del nostro gruppo, arrivati a quest'ora, volevo ringraziare innanzitutto gli uffici, gli assistenti parlamentari e tutto il personale che ci consente, anche a quest'ora, di poter assolvere al nostro compito di legislatori .
PRESIDENTE. Grazie, l'applauso corale dell'Aula sottolinea questo messaggio.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/235 Magi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ha chiesto di intervenire il Governo. Su cosa, Sottosegretaria Albano? Ne ha facoltà.
LUCIA ALBANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2750/237 Toni Ricciardi, con riformulazione “a valutare l'opportunità di” su entrambi gli impegni.
PRESIDENTE. Va bene, allora intanto facciamo con ordine.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/236 Di Biase. Onorevole Di Biase, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/236 Di Biase, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/237 Toni Ricciardi. Se il Sottosegretario Albano ripete la proposta di riformulazione, prego.
LUCIA ALBANO,. Era accolto come raccomandazione. Lo accogliamo con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di” su entrambi gli impegni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non ho capito se è quindi una raccomandazione?
PRESIDENTE. No, glielo spiego io. Non è più una raccomandazione. È una riformulazione “a valutare l'opportunità di” nei due impegni.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Accetto e ringrazio .
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/238 Tirelli. Onorevole Tirelli, accetta la riformulazione? Sì. Andiamo agli ordini del giorno accantonati, allora.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali. Onorevole Sottosegretaria Albano? Colleghi, davvero, è l'ultimo miglio, anzi mezzo miglio, anzi meno di 200 metri, anzi 50 metri. Sto prendendo tempo per lei, Sottosegretaria Albano. Ci dica, ci illumini, è l'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Dunque, il parere del Governo rimane contrario, però l'approfondimento ha consentito di valutare che si concorda con l'esigenza di politiche strutturali, ma, relativamente agli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico per le zone dell'Emilia-Romagna, delle Marche e della Toscana, si vuole ricordare che il Governo, per le zone colpite dall'alluvione…
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Ma che è?
PRESIDENTE. Non lo so, ora lo capiamo. Non lo so.
LUCIA ALBANO,. Sto solo dando la motivazione.
PRESIDENTE. Sta motivando il parere contrario.
LUCIA ALBANO,. … ha stanziato quest'anno un miliardo di euro, quindi c'è già la risposta. Comunque, parere contrario.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Bakkali, il parere è contrario con una spiegazione di cui ringrazio il Sottosegretario Albano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/18 Bakkali, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/28 Graziano. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Il parere è favorevole con riformulazione. Ad ogni impegno si premette: “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. Onorevole Graziano, intende accettare codesta riformulazione? Sì, la ringrazio. L'onorevole Santillo e tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle sottoscrivono.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cerreto. Ne ha facoltà.
MARCO CERRETO(FDI). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere, congiuntamente al collega Cangiano, se l'onorevole Graziano acconsente.
PRESIDENTE. L'onorevole Graziano acconsente. I gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE sottoscrivono.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2750/178 Barbagallo. Prego, Sottosegretaria Albano.
LUCIA ALBANO,. Allora, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione del primo impegno, così com'era riformulato nella prima versione, e “a valutare l'opportunità di” per il secondo e il terzo impegno.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Barbagallo, c'è la riformulazione “a valutare l'opportunità di” su tutti gli impegni. Mi dica.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Non accetto la riformulazione e faccio appello a tutta l'Aula per votare e dare un segnale, in questo tempo così complicato, su questo oligopolio insopportabile delle compagnie aeree .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2750/178 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Come convenuto, lo svolgimento delle dichiarazioni di voto finale avrà luogo nella seduta del 30 dicembre a partire dalle ore 11, con votazione finale entro le ore 13.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato). (C. 2750)
Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (C. 2750/I)
: BARABOTTI, MASCARETTI, PELLA.
















































































