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Venerdì 06 Febbraio 2026 ore 09:00
AULA, Seduta 610 - Svolgimento di interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
Chiarimenti in ordine alla decisione di inserire una lezione sul metodo di combattimento militare nell'ambito delle giornate di formazione tenute al parco divertimenti di Valmontone (Roma) (Morassut - PD-IDP); chiarimenti e iniziative in merito al programma dei corridoi universitari per studenti provenienti dalla Striscia di Gaza (Sportiello - M5S); iniziative volte a rivedere i parametri di assegnazione dei mezzi ai comandi provinciali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e iniziative per potenziare le dotazioni strumentali e di personale per il soccorso urgente (Benzoni - AZ-PER-RE).
Per il Governo sono intervenuti la Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti, e il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni.
Chiarimenti in ordine alla decisione di inserire una lezione sul metodo di combattimento militare nell'ambito delle giornate di formazione tenute al parco divertimenti di Valmontone (Roma) (Morassut - PD-IDP); chiarimenti e iniziative in merito al programma dei corridoi universitari per studenti provenienti dalla Striscia di Gaza (Sportiello - M5S); iniziative volte a rivedere i parametri di assegnazione dei mezzi ai comandi provinciali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e iniziative per potenziare le dotazioni strumentali e di personale per il soccorso urgente (Benzoni - AZ-PER-RE).
Per il Governo sono intervenuti la Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti, e il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni.
XIX LEGISLATURA
610^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 6 febbraio 2026 - Ore 9
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO GIACHETTI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 78, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Morassut ed altri n. 2-00763 . Chiedo al deputato Morassut se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Prego, ha 15 minuti.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il fatto è illustrato nel testo dell'interpellanza. Sostanzialmente, nel parco divertimenti MagicLand di Valmontone è previsto per il maggio prossimo, sulla base di un programma che è stato pubblicato su delle locandine nei e poi cancellato, lo svolgimento di una lezione, di un ciclo di lezioni in collaborazione con l'Esercito italiano sul “metodo di combattimento militare”. In queste locandine, in queste pubblicazioni, si vedevano uomini armati di fucili, in mimetica, pronti a mettere in atto un'irruzione in un edificio, simulando la cattura di un elemento ostile.
Ora, gli non sono una novità a Valmontone, perché si sono già svolti, ma con natura e contenuto totalmente diversi. Sono stati coinvolti ragazzi, bambini delle scuole medie e, persino, elementari su temi che riguardano la legalità in campo economico, su temi che riguardano l'ambiente, su altre questioni, sicuramente non di questo tipo. Ora, è una scelta assolutamente criticabile quella di inserire un'azione militare di questo tipo per le dimostrazioni pianificate, che ricorda tanto le vicende di Minneapolis, dove abbiamo visto che cosa è accaduto e abbiamo ancora negli occhi quelle assurdità e quelle bestialità. Io sono qui per presentare questa interpellanza per vari motivi.
Il primo è che nella nostra Costituzione la funzione dell'Esercito, delle Forze armate è definita sostanzialmente in due punti: uno è l'articolo 11, quello in cui si recita che “l'Italia ripudia la guerra” e utilizza le Forze armate solo in funzione difensiva e per la sicurezza, l'altro, più importante, significativo in questo caso, è l'articolo 52, che recita che l'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
Ora, io mi rivolgo a lei, Sottosegretaria, onorevole Rauti, perché lei porta un cognome importante, che ha avuto un significato nella storia politica dell'Italia dopo la guerra, che la mia parte politica ha combattuto aspramente, non ne ha condiviso i contenuti e ancora non li condivide, ma che ha avuto l'attenzione di rivolgere il suo sguardo verso i giovani, verso le giovani generazioni. Ora io le chiedo e chiedo a tutti noi: che cosa stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi? La nostra gioventù è una parte minoritaria della società.
Non conta nulla perché non ha rappresentanza e perché sono pochi i ragazzi e le ragazze. Vivono in un mondo strabico, perché è tenuto in mano ormai da una minoranza e da un metapotere ultrastatale, globale e tecnocratico, che elabora i miti al posto della politica umana e che si appropria della morale e dei diritti internazionali, come ha detto il Presidente Trump con sfacciata arroganza. Ecco, in questo modo strabico, dove vedono un futuro troppo corto, con una lente d'ingrandimento lo vedono terminare tra poco tempo, ma anche troppo lontano, come se avessero un cannocchiale rovesciato, lo vedono inarrivabile, questi ragazzi sentono questa difficoltà. Che cosa gli stiamo consegnando noi? Questo ce lo dobbiamo domandare.
Un mondo inquinato e un mondo indebitato, senza prospettiva. E gli stiamo dicendo, senza accorgercene o, forse, consapevolmente: andate a combattere per difendere questo mondo. Ci sono Capi di Stato e ci sono Capi di Stato Maggiore che dicono: è il momento che morite, mettete gli scarponi. Ma per difendere che cosa? Questo Occidente? Li stiamo militarizzando, gli mettiamo addosso delle mimetiche, gli mettiamo addosso delle armi, gli insegniamo ad avere dei nemici da distruggere, da catturare e da uccidere.
Stiamo cavalcando il loro odio generazionale, questo noi stiamo facendo come generazione. Mi ci metto dentro perché io sono un e siamo dei , cioè apparteniamo a quella generazione che ha avuto la fortuna di suggere i frutti di chi ha sofferto prima di noi e forse, inconsapevolmente, abbiamo costruito le ragioni di quel debito che stiamo scaricando sui ragazzi, che vedono una prospettiva così lontana. Questo Occidente non può essere fatto così, va cambiato. È grave che un'istituzione delicata, come l'Esercito, si sia prestata, se si è prestata, a questa cosa.
Ora, se c'è qualcuno che vuole tornare al mito del libro e del moschetto, trasfigurato nel cellulare e nel mitra, lo deve dire. Noi dobbiamo offrire altro, dobbiamo offrire sicurezza, dobbiamo offrire certezze, dobbiamo offrire miti positivi, persino dolcezza alle nostre generazioni, alle nostre ragazze, ai nostri ragazzi, alle nostre bambine e ai nostri bambini. Quello che è successo a Valmontone, forse, è un piccolo fatto, ma è un grande fatto da un punto di vista di comunicazione generale, soprattutto perché avviene in un momento di gioco, che è un momento di felicità.
Probabilmente non è l'unico di questi fatti che avvengono in giro per il Paese e in giro per il mondo, in cui si dice ai ragazzi: “trovatevi un nemico, artigliate non la vita…”. Voi dovete artigliare la vita, la dovete acchiappare e anche consumare. Noi gli stiamo dicendo: “artigliate delle armi, artigliate, soprattutto”.
Ecco, io le chiedo, in questa semplice interpellanza, se quello che è accaduto ha davvero coinvolto l'Esercito, perché sarebbe grave; se ci saranno degli interventi per evitare che questo avvenga e se ci sono delle responsabilità personali su questa grave - anche se piccola, è enormemente grave - vicenda di un parco giochi, dove si va per divertirsi, dove si va per immaginare, dove si va per immaginare la felicità, e non per costruire la morte.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti, ha facoltà di rispondere.
ISABELLA RAUTI,. Grazie, Presidente. In premessa, mi permetto di ringraziare l'onorevole Morassut per il riferimento alla mia storia personale e familiare senza termini polemici. L'ho preso come un complimento.
Lo ringrazio, in particolare, per l'esposizione appassionata, e non meccanica, che ha fatto della sua interpellanza - sua e di altri -, in relazione alla quale desidero evidenziare che la partecipazione dell'Esercito italiano all'iniziativa , prevista - come da lei evidenziato - a maggio prossimo presso il parco divertimenti “MagicLand” di Valmontone, rientra nel novero di numerose iniziative promozionali istituzionali e avverrà su richiesta degli organizzatori, che hanno incluso non solo la Forza armata dell'Esercito, ma, parimenti, tante altre amministrazioni - almeno questo è successo nell'edizione precedente: mi riferisco a Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Guardia costiera, Vigili del fuoco -, e lo hanno fatto riconoscendo il valore informativo, educativo ed istituzionale di tali amministrazioni.
Il contributo dell'Esercito sarà finalizzato, in linea con le altre analoghe iniziative già realizzate - che, peraltro, hanno suscitato sempre vivo interesse e ampia partecipazione di pubblico -, alla promozione della cultura della difesa, a far conoscere e anche raccontare l'operato delle Forze armate al servizio della collettività nazionale, a tutela delle istituzioni e della sicurezza dei cittadini.
In relazione alla locandina e all'immagine pubblicata per la promozione dell'evento, cui l'interpellanza fa un riferimento esplicito, si precisa che la stessa è il risultato di una sovrapposizione grafica di contenuti riferiti ad altre attività espositive e non rispecchia in alcun modo il messaggio né la finalità dell'evento in via di organizzazione. Non è prevista, infatti, alcuna simulazione di azioni od operazioni militari, né rappresentazioni riconducibili a scenari di combattimento. Le attività previste sono di carattere sportivo e si svolgeranno secondo le procedure consolidate, con la presenza di personale addetto qualificato e con la particolare attenzione all'adeguatezza dei contenuti rispetto alle fasce di età coinvolte nella manifestazione, nell'evento. Allo stesso modo, gli espositivi saranno tutti in linea con lo spirito della manifestazione e con il pubblico al quale la stessa è dedicata e rivolta.
PRESIDENTE. Il deputato Morassut ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza, per 10 minuti.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non sono soddisfatto, onorevole Rauti, perché nella prima parte della sua risposta trovo, anzi, una conferma grave di quello che purtroppo è emerso da questa vicenda. L'Esercito viene chiamato a partecipare da un'organizzazione privata peraltro, allo svolgimento di iniziative - come se l'Esercito fosse un fornitore di un privato di servizi di chissà quale tipo -, viene chiamato a svolgere una manifestazione i cui contenuti non sono, allo stato, chiari. Noi sappiamo quello che è stato pubblicato e poi tolto dai .
Allora, lei ci sta dicendo un'altra cosa, che, però, ha i caratteri - mi permetta di dirle - della vaghezza, perché, se si chiama l'Esercito, se si coinvolge l'Esercito, se si coinvolgono le Forze armate, se si coinvolgono le Forze di polizia per insegnare ai nostri ragazzi e alla popolazione civile come si agisce, per esempio, in situazioni di protezione civile, come si interviene dopo un terremoto o dopo una catastrofe naturale, allora ci potrebbe stare, perché questo rientra pienamente nelle funzioni democratiche dell'Esercito italiano e delle Forze armate previste dalla Costituzione, nonché nelle funzioni dell'Esercito, che deve formare i suoi quadri e i suoi militari all'obiettivo della protezione della popolazione civile. Ma qui permane l'elemento di un grandissimo fattore di ambiguità: non si capisce bene questa iniziativa in quale direzione stia andando.
Per cui, io credo che serva sicuramente un supplemento di indagine, che occorra sicuramente un chiarimento pubblico delle autorità delle Forze armate, che occorra chiarire con certezza quali sono i programmi previsti per quelle manifestazioni, che escludano quel tipo di rappresentazioni. Perché, se si parla di difesa, azioni di difesa, si parla di azioni di difesa e, comunque, questo dovrebbe comportare un'ulteriore riflessione sull'elemento armato che viene inserito all'interno di queste rappresentazioni; elemento armato che ha sempre un elemento di ambiguità, perché si può sfondare un muro, si può entrare in una casa, si può fare un'irruzione coprendola con il velo ipocrita della difesa, ma trasmettendo ben altri valori.
Quindi io le chiedo, onorevole Sottosegretaria, di fare un approfondimento su questa cosa, che il Governo faccia un approfondimento e dia un chiarimento, che le Forze armate diano un chiarimento perché, se questo non avverrà, noi continueremo una campagna serrata e presente sul territorio, anche in quel luogo, allo svolgimento di quelle manifestazioni, per evitare che i nostri ragazzi, i nostri bambini, le nostre ragazze e le nostre bambine nelle scuole elementari, cioè nelle scuole in cui la loro coscienza viene plasmata come materia pura, come materia tenera, possano essere incanalati verso una direzione sbagliata.
Sa che c'è? Io frequento molto, vado molto nelle scuole per sentire i ragazzi. Sono colpito dal fatto che, quando gli si chiede: “che mestiere vuoi fare?”, tanti ragazzi, anche ragazzi che sono - diciamo così - i “nuovi italiani”, che sono venuti da altri Paesi, che sono cittadini italiani, che hanno gli occhi a mandorla, che hanno la pelle un po' più scura, ma che sono italiani, ti rispondono: “voglio fare il poliziotto”, “voglio fare il militare”, “voglio fare il carabiniere”, che sono mestieri nobilissimi, ma che fanno capire che l'istinto di stare schierati dentro un Corpo militare è la prima cosa che gli viene in mente. Non dico che noi dobbiamo combattere questa tendenza, anzi, ripeto, è un mestiere nobilissimo, ma dobbiamo saper portare i nostri ragazzi, con dolcezza e con apertura, a guardare il mondo a 360 gradi. E queste iniziative non li aiutano e sicuramente occorre chiarezza su quello che è stato promosso da quel parco giochi e sul coinvolgimento dell'Esercito.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Sportiello ed altri n. 2-00764 .
Chiedo alla deputata Sportiello se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica: si riserva di intervenire in sede di replica.
La Sottosegretaria di Stato, Isabella Rauti, ha facoltà di rispondere.
ISABELLA RAUTI,. Grazie, Presidente. Il conflitto nella Striscia di Gaza ha avuto impatti devastanti sulla popolazione civile, sulle infrastrutture e sull'accesso ai servizi essenziali, compreso quello all'istruzione. L'Italia ha deciso di rispondere, prontamente e in maniera concreta, per alleviare le sofferenze della popolazione, riconoscendo il ruolo centrale dell'istruzione quale strumento di crescita, di inclusione e di ricostruzione sociale. L'Italia, infatti, è stato il primo Paese ad attivare un “corridoio universitario” dedicato agli studenti ed ai ricercatori di Gaza, titolari di borse di studio presso atenei italiani. Un risultato non scontato, reso possibile da un dialogo diplomatico costante con le autorità israeliane e con le autorità degli altri Paesi della regione, a partire dalla Giordania, il cui consenso è necessario per ogni evacuazione da Gaza.
Grazie a questo impegno del Governo, ben 157 tra studenti e ricercatori palestinesi hanno già potuto trasferirsi in Italia per proseguire il loro percorso accademico. I primi 88 sono giunti nel nostro Paese lo scorso ottobre con due voli speciali della Guardia di Finanza, organizzati con il supporto della Protezione civile, del Meccanismo europeo di protezione civile e con il contributo della CRUI.
Gli studenti sono stati personalmente accompagnati in questo viaggio dal Ministro dell'Università e della ricerca Anna Maria Bernini e accolti a Ciampino dal Ministro degli Affari esteri Tajani. Ad attenderli c'erano anche i rappresentanti delle numerose università italiane partecipanti al progetto “”, promosso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane. Grazie alla collaborazione delle autorità israeliane e giordane, il “corridoio universitario” è proseguito con tre successivi arrivi degli studenti palestinesi titolari di borse di studio del citato progetto, con voli di linea da Amman.
L'ultimo, quello cui fa riferimento l'interpellanza, ha avuto luogo il 17 dicembre scorso e ha consentito l'arrivo in Italia di 8 tra studentesse e studenti che il 15 dicembre, con il sostegno dell'ambasciata italiana a Tel Aviv e ad Amman e del consolato generale a Gerusalemme, erano usciti da Gaza per poi passare il confine con la Giordania. L'intera iniziativa dei “corridoi universitari” è stata accompagnata da una comunicazione costante e precisa. Il Governo continuerà a promuovere politiche di solidarietà internazionale volte a favorire l'inclusione e la mobilità accademica, nella convinzione che offrire opportunità di studio significhi contribuire concretamente a costruire un futuro di pace e di speranza per le giovani generazioni.
PRESIDENTE. La deputata Sportiello ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Ha 10 minuti, onorevole.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole: ha 25 minuti, ho sbagliato io. Prego.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Sarò più breve. Allora, il punto è questo: io non so come abbiate verificato che siano tutti arrivati eccetera, ma ci sono ragazzi e ragazze, vincitori e vincitrici di borse di studio che, però, in realtà sono ancora a Gaza. A gennaio uno di loro, giornalista, è morto in attesa di arrivare qui; era vincitore di borsa di studio. Ci sono ragazzi che avevano vinto la borsa, che avevano accesso al corridoio umanitario ma, per motivi urgenti, non prevedibili, non procrastinabili eccetera, non si sono potuti aggregare al gruppo in partenza. Che facciamo? Li lasciamo lì perché hanno avuto dei problemi a unirsi al gruppo? Se per voi la risposta è “sì”, per noi è “no”. Bisogna capire chi ancora sta in attesa, chi ha vinto una borsa di studio ed è in attesa di arrivare nel nostro Paese e farlo arrivare.
Mi rendo conto che in quello che voi chiamate conflitto in corso a Gaza - in realtà è un genocidio e c'è un aggressore che sta aggredendo un intero popolo - chiaramente la situazione è complicata ma, proprio perché è complicata, dobbiamo fare di tutto per far arrivare quanto prima i ragazzi e le ragazze che ancora sono in attesa di arrivare nel nostro Paese.
C'è poi un altro tema, che è quello di chi ha vinto una borsa AFAM o, comunque, di chi frequenta un istituto AFAM. Ebbene, che facciamo? Loro li lasciamo lì? Non gli riconosciamo il diritto che è stato riconosciuto agli altri e alle altre? Allora, c'è un tema che è molto più ampio. Non possiamo dire che l'Italia è stata brava e, come ogni volta che vi poniamo un'interpellanza, venite qui e, prima di darci una risposta, vi incensate da soli per tutto il tempo. No, l'Italia non è stata brava e sappiamo quanto sia stata complice di tutto questo. Ma adesso, però, riguardo alle studentesse e agli studenti bisogna fare tutto quello che c'è da fare per far rientrare chi ha vinto una borsa ed è ancora in attesa di partire.
Vedete, voi forse ve lo siete dimenticati, forse vi fa comodo pensare che, in realtà, il genocidio sia finito con una tregua. No, il genocidio è ancora in corso e i palestinesi continuano a morire per mano di Israele. Oggi i lavoratori portuali sciopereranno per ricordarci che i porti devono essere luoghi di pace, non devono essere al servizio della vostra manovra di guerra. Noi rabbrividiamo quando vediamo proiettate con grandi grattacieli, che sono il simbolo del neocolonialismo e della speculazione, costruiti sul sangue ancora caldo dei palestinesi e delle palestinesi . Ci fa schifo tutto questo, sinceramente.
Allora, proprio per questo e proprio perché non possiamo assistere inermi a quanto sta accadendo proprio perché non vogliamo essere complici, vi stiamo chiedendo almeno lo sforzo di far arrivare gli studenti e le studentesse che ancora sono a Gaza e hanno vinto una borsa di studio
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Benzoni e Richetti n. 2-00765 .
Il deputato Benzoni si riserva di intervenire in sede di replica. Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni, ha facoltà di rispondere.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, va preliminarmente osservato che il dispositivo di soccorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco si fonda sul concetto basilare di mutualità delle risorse e dei mezzi che, anche laddove assegnati ad una determinata area territoriale, possono essere, per esigenze di operatività, temporaneamente redistribuiti in considerazione delle contingenti necessità delle varie aree del territorio.
In relazione ai criteri di movimentazione delle risorse tra diverse regioni, individuati dalla circolare citata nell'interpellanza, la loro ragion d'essere consiste esclusivamente nell'agevolare il processo decisionale del Centro operativo nazionale (CON), in modo da rendere più rapida possibile la risposta dell'apparato di soccorso.
Inoltre, sempre in relazione ai criteri allocativi oggetto dell'interpellanza, va detto che essi tengono conto non soltanto delle particolari esigenze e della morfologia fisica dei territori montani e delle relative tempistiche, bensì dell'intero territorio nazionale che, come è noto, è caratterizzato da fattori di rischio di diversa natura inerenti alle specificità di ciascuno di essi.
Chiarito, quindi, che la riallocazione delle risorse rientra nelle normali modalità di gestione delle attività di soccorso, deve essere posto in evidenza anche il fatto che la redistribuzione riguarda specificatamente i cosiddetti mezzi speciali di appoggio, tra cui vanno annoverate le autoscale, le quali per lo più sono impiegate in ambiti territorialmente più estesi di quelli di una singola sede, dal momento che tali mezzi, proprio in ragione delle loro caratteristiche tecniche, sono utilizzati solo per specifiche tipologie di interventi.
È poi opportuno sottolineare che, in ogni caso, le configurazioni minime indicate dalla circolare citata dall'interpellante tengono conto dell'effettiva dotazione a disposizione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Per quanto concerne, in particolare, le dotazioni del comando dei Vigili del fuoco di Brescia, esso dispone di tre autoscale, di cui attualmente una sola risulta essere in servizio operativo, ma bisogna precisare in proposito che presso i distaccamenti volontari di Palazzolo, Verolanuova e Lumezzane - tutti comuni della provincia di Brescia - sono presenti ulteriori tre autoscale.
Inoltre, presso i distaccamenti volontari di Chiari e di Edolo, oltre alle autoscale, sono disponibili anche due piattaforme autocarrate antincendio, vale a dire una peculiare tipologia di automezzi che è in grado di svolgere buona parte degli interventi tipici delle autoscale.
Su un piano più generale, assicuro che il Ministero dell'Interno è costantemente impegnato a potenziare e ad ammodernare le risorse strumentali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Su quest'ultimo versante, il Ministero dell'Interno sta effettuando una serie di investimenti ed acquisti di notevole rilevanza, sia nel settore dei mezzi che in quello della digitalizzazione e, più in generale, dell'innovazione tecnologica. Con le leggi di bilancio per il 2024 e 2025, il Governo ha stanziato risorse per un programma di investimenti che si estende dal 2025 al 2036. Attraverso specifici Fondi del PNRR, il Ministero dell'Interno sta acquisendo una fornitura di 4.000 mezzi per i servizi d'istituto.
Credo che già questi pochi dati dimostrino l'attenzione dedicata alle esigenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco dal Governo, che non mancherà di proseguire su questa strada per assicurare standard qualitativi sempre più elevati nell'attività di soccorso pubblico e innalzare i livelli di sicurezza degli operatori. In tale contesto, in occasione delle prossime assegnazioni di mezzi, si terrà conto delle specifiche esigenze del comando dei Vigili del fuoco di Brescia.
PRESIDENTE. Il deputato Benzoni ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza. Ha 25 minuti, onorevole.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Sottosegretario, per l'attenzione a un tema per noi fondamentale, perché dei Vigili del fuoco ce ne ricordiamo solo in caso di emergenza e, quindi, è il caso di dirlo e di ringraziarli. Io tengo un loro guanto in ufficio per ricordarmi del lavoro che svolgono ogni volta che in emergenza intervengono. Va benissimo che la circolare possa aiutare a essere più flessibili durante l'emergenza, a spostare i mezzi, perché questo deve essere il loro lavoro, ma le contingenze di alcune province sono importanti. Se io le faccio questa interpellanza urgente è perché addirittura di quella autoscala che lei ha citato, disponibile presso il comando di Brescia, si narra che possa essere spostata, peraltro in una provincia a noi molto vicina. Quindi, c'è questa preoccupazione e spero, invece, che questo non accada, perché fino a qualche mese fa le autoscale in dotazione al comando dei Vigili del fuoco di Brescia erano tre.
Da giugno, quella che era staccata presso il comando di Darfo risulta essere a Como, da giugno dell'anno scorso, prima a Torino e poi a Como. Quella che c'era a Salò risulta essere, attualmente, a Pavia; quindi, da tre autoscale disponibili per il Corpo professionistico dei Vigili del fuoco siamo passati a una, in una provincia che è molto complicata. Lo dico anche per chi è stato eletto in quel seggio elettorale: da Brescia a Ponte di Legno sono un'ora e 50 minuti in macchina, sono circa 100 chilometri, e le assicuro che, anche con un mezzo pesante in sirena, in una strada abbastanza complicata, i tempi forse si allungano; da Brescia a Collio, che, diciamo, è l'ultimo comune della valle, sono un'ora e 20 minuti; da Brescia a Bagolino, un'ora e 20 minuti; da Brescia a Limone, che è l'ultimo comune del lago di Garda, al confine, un'ora e 40 minuti; da Brescia a Bienno, un'ora e 20 minuti; da Brescia a Orzinuovi, 43 minuti. Allora, la revisione io sono contento che lei la annunci, ma per riportare quei tre mezzi che oggi non ci sono più, perché oggi di autoscala ce n'è una, e quell'una, purtroppo, fa fatica a bastare.
L'ultimo mese, per questioni anche abbastanza contingenti, ha visto una serie di incendi, anche molto importanti, nella nostra provincia, e ci sono stati due morti: le autoscale sono state fondamentali. Prendo le agenzie di stampa: il 7 gennaio, a Salò, proprio dove l'autoscala è stata tolta, c'è stato un grande incendio in un attico, fortunatamente non erano presenti gli abitanti; sono intervenute due autoscale, quella di Brescia, 40 minuti per arrivarci, e quella di Lumezzane dei volontari che lei ha citato, 45 minuti. Sì, 12 persone sono state evacuate dal tetto e senza quelle autoscale non si poteva svolgere tutto questo.
Solo pochi giorni dopo, la settimana dopo, a Castenedolo, una villa storica è stata completamente distrutta da un incendio, e, anche qui, l'autoscala è dovuta intervenire.
In via Dalmazia, a Brescia, c'è stato un incendio, particolarmente vissuto dalla cittadinanza anche per le immagini, perché, nell'evacuazione di 5 persone dai piani alti, c'era una bambina di 4 mesi; abbiamo avuto la fortuna che l'autoscala era di rientro da un altro intervento e sono potuti intervenire velocemente, ma quella bambina non ci sarebbe stata senza un'autoscala nelle vicinanze, perché l'incendio è stato particolarmente efficace. A Brescia sempre, uno studio dentistico è andato a fuoco il 25, proprio in città, sempre con autoscale intervenute, e, poi, purtroppo, i 2 fatti tragici: il 26, in una palazzina di 5 piani, c'è stato un incendio che ha visto una donna deceduta nell'appartamento interessato, ma 9 persone sono state evacuate dai piani alti.
In via Schivardi, stessa cosa. Peraltro il giorno dopo, la donna dell'appartamento interessato è morta a seguito del salvataggio, ma 13 persone sono state evacuate dai piani alti. Allora, avere una dotazione di autoscale è fondamentale. Benissimo che ci siano quelle dei volontari, ma sono comunque volontari - e a loro va un ringraziamento -, ma non possono garantire, anzi, mettono a disposizione l'appoggio, tutto il loro lavoro e la garanzia di intervenire insieme al Corpo professionistico dei Vigili del fuoco, ma che hanno anche una valenza territoriale. Quelle autoscale, che sono in comodato d'uso anche ai Vigili del fuoco, che sono a disposizione, sono frutto di grandi sacrifici da parte dei territori e di quelle associazioni volontaristiche che le utilizzano.
Lei le ha citate. Quella di Lumezzane, che è intervenuta a Salò, è frutto del contributo dei comuni di Lumezzane, di Villa Carcina, di Sarezzo, della comunità montana di Valle Trompia, della regione Lombardia, cioè è frutto di quel territorio. Non è che possiamo immaginare di spostare quell'autoscala, perché serve un territorio che è molto complesso, quello della Valle Trompia; quello di Verolanuova serve la Bassa, peraltro è frutto di una donazione di un privato, proprio per la mancanza di un'autoscala in quella zona, è stata donata da un privato e serve i comuni di Verolanuova, Verolavecchia, Quinzano, Pontevico, Alfianello, Milzano, Gambara, Cigole, Pavone del Mella, Pralboino, Gottolengo, Manerbio, Offlaga, San Gervasio, Fiesse.
Poi c'è quella di Palazzolo, che serve anche la provincia di Bergamo, voi la inserite all'interno della provincia di Brescia, ma Palazzolo è al confine, serve alcuni comuni della provincia di Brescia, ma serve, soprattutto, i comuni che hanno contribuito: Palazzolo, Paratico, Erbusco, Adro, Pontoglio e Cologno. Allora, di fronte a questo, il mio è un appello del territorio: Brescia è una provincia molto produttiva, è una provincia che ha bisogno assolutamente di un presidio territoriale diverso, e c'è anche un rischio incendiario molto elevato, per esempio nelle aziende produttive.
Non possiamo intanto contare quelle dei volontari come mezzi di dotazione, quelle sono complementari e fanno un grande lavoro di efficienza, ci permettono di arrivare agli incendi velocemente quando sono in servizio i volontari, ma non possono essere considerate quelle e soprattutto non possiamo pensare, rispetto a quello che ha detto, che vengano tolte e vengano assegnate al comando di Brescia per rinunciare alla presenza sul territorio, rinunciare alla presenza del lavoro che fanno sul territorio.
L'ultima: le autoscale sono fondamentali, ci sono anche i mezzi un po' più leggeri. Brescia è carente anche di quelli, ne ha due. Io non volevo fare il vigile del fuoco, ma mi sto specializzando, viste le notizie di stampa che ogni giorno leggo, i famosi A/TRID, che sono appunto quelli che non consentono - costano molto meno delle autoscale - di fare gli interventi che le autoscale fanno, ma che sono fortemente di supporto a questo. Quella di Chiari è funzionante, serve la Franciacorta, c'è quella di Edolo, che mi pare di capire, sempre da notizie di stampa, che sono molti mesi che attende di essere messa in servizio, di essere messa a disposizione del territorio, proprio con un acquisto che era stato fatto dalla comunità montana, dalla comunità della Val Camonica, proprio per le esigenze che ci sono in quell'area, che è un'area montana che ha tutte le esigenze.
Quindi, concludo dicendo che non posso ritenermi soddisfatto perché, purtroppo, fino a 6 mesi fa, anzi, fino a 7 mesi fa, le autoscale in dotazione dei Vigili del fuoco di Brescia erano 3, e quindi mi fa piacere che lei rilevi che oggi sia solo una. Questo è evidentemente un dato di fatto che ci preoccupa e, quindi, spero che con quella che lei ha annunciato, una revisione dei mezzi, Brescia possa tornare ad essere protagonista con la presenza di 3 automezzi, che si uniscano ai 3 dei volontari, che insieme permettono di garantire un intervento rapido ed efficace nei casi di grandi incendi, nei casi di necessità, e che, ovviamente, siano a disposizione delle grandi emergenze del Paese, laddove ci siano, che, come sempre, sia i volontari che i Vigili del fuoco professionisti di Brescia hanno sempre dato.
Purtroppo, però, la situazione oggi non è questa, e, se per sbaglio quell'autoscala non fosse stata di rientro da un altro intervento, quella bambina in via Dalmazia non sarebbe stata salvata. Allora, accanto alle due morti, peraltro due donne decedute nei loro appartamenti, avremmo anche una bambina di 4 mesi che, forse, non si sarebbe salvata. L'importanza di avere mezzi vicini ai luoghi in cui può avvenire un incendio è fondamentale, perché i tempi di intervento - lei lo sa bene - sono oggi sempre più fondamentali.
La propagazione degli incendi, per tutta una serie di ragioni, si sta velocizzando, e quindi è molto, molto, molto importante che noi diamo un presidio. La nostra provincia le chiede davvero uno sforzo grande, di guardare a una provincia complessa, produttiva, ma anche molto, molto distesa, dove le dotazioni devono essere non solo potenziate, ma garantite, cosa che oggi purtroppo non accade.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, Presidente. Tra poche ore si svolgerà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, ma quelle a cui rischiamo di assistere sono delle Olimpiadi in cui non si celebra lo sport, ma l'ipocrisia internazionale, perché, da una parte, vengono esclusi degli atleti in base alla loro nazionalità, dall'altra si consente la partecipazione di atleti appartenenti magari all'esercito israeliano, lo stesso esercito che oggi è responsabile di un genocidio, tuttora in corso, contro il popolo palestinese. Un genocidio fatto di bombardamenti su civili, ospedali, scuole, campi profughi.
Un genocidio che ha già causato la morte di decine, se non centinaia di migliaia di innocenti, tra cui un numero impressionante di donne e bambini. Ora, questo non ha niente a che fare con le regole dello sport, questo è un doppio standard intollerabile. Pensate che tra questi atleti potrebbero esserci, magari, dei militari che hanno preso parte direttamente a delle operazioni di guerra e a operazioni di questo sterminio. Persone che ieri, magari, imbracciavano un'arma contro civili e minori e che domani potrebbero imbracciare un fucile, più o meno simile, per una competizione olimpica, sotto le luci delle Olimpiadi, sotto i nostri riflettori, vincere magari una medaglia ed essere premiati con l'inno e l'alzabandiera. Ma questo è il messaggio che vogliamo dare al mondo? Questo è il messaggio delle Olimpiadi del 2026?
Poi, nel frattempo, altri atleti vengono esclusi non per responsabilità individuale, ma per appartenenza nazionale. Penso a quelli della Bielorussia: alcuni sono affermati campioni e li stiamo escludendo. Allora io chiedo con forza: ma le regole…
PRESIDENTE. Concluda…
DARIO CAROTENUTO(M5S). …non dovrebbero essere uguali ed eque per tutti? Noi tratteremo questo argomento, perché non vogliamo far spegnere le luci su questo tema che ci sembra fondamentale, il prossimo 12 febbraio, con un evento a Napoli in cui parleremo proprio dei doppi standard nello sport. Perché noi non vogliamo che questa edizione dei Giochi olimpici passi alla storia come quella della grande ipocrisia.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.
(C. 2754-A)
: CAIATA, per la III Commissione; CHIESA, per la IV Commissione.
2.
Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Diocesi ortodossa romena d'Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.
(C. 2396)
: PAGANO.
3.
COMAROLI ed altri: Disposizioni in materia di insequestrabilità delle opere d'arte prestate da Stati esteri o da enti o istituzioni culturali straniere, durante la permanenza in Italia per l'esposizione al pubblico. (C. 182-A)
Relatrice: LATINI.














