PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
BENEDETTO DELLA VEDOVA, legge il processo verbale della seduta del 2 febbraio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
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PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 88, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2754-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti .
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e i relatori e la rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge e all'articolo unico del disegno di legge di conversione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Ministro della Difesa, Guido Crosetto. Ne ha facoltà.
GUIDO CROSETTO,. Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, a nome del Governo e autorizzato dal Consiglio dei ministri pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2754-A: conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, nel testo approvato dalle Commissioni riunite.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO). Grazie, Presidente. Signor Ministro, questa fiducia, che viene posta al decreto a favore di ulteriori armamenti per le autorità governative ucraine, rappresenta di fatto una novità per lo scenario politico e parlamentare di questa legislatura, poiché il Governo, dall'inizio del proprio mandato, non ha mai posto una questione di fiducia su un provvedimento di tale portata. Ne consegue anche che, con questa fiducia, è sempre più evidente una certa difficoltà, che noi abbiamo denunciato più volte, del Ministro Salvini su questo argomento, che è sempre più schiacciato in una morsa caratterizzata dalle proprie grandi contraddizioni su quest'argomento. Stavolta sull'argomento del decreto a favore delle armi all'Ucraina, argomento sul quale il Ministro si era sempre speso, da un punto di vista verbale, in modo contrario, per poi contraddirsi nei fatti, chiedendo a tutti i suoi parlamentari di votare costantemente a favore.
Evidentemente questa strategia, considerati i risultati che si registrano sul campo, non sta funzionando. Quindi, secondo noi, bisogna far prevalere l'approccio diplomatico rispetto a quello bellico, esattamente come sta provando a fare il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con grandissime difficoltà a causa del comportamento di alcuni europei che agiscono soltanto per mettergli i bastoni tra le ruote. Non contento - il Ministro Salvini - di questo grande cortocircuito, ha rilanciato, perché è suo stile fare questo, e ha creato un grandissimo da questo punto di vista, perché ha usato le parole “militari”, previste nel titolo e nella rubrica dell'articolo 1 del decreto, dicendo che, grazie a lui, sarebbero sparite dal provvedimento, andando ad assumersi una grandissima vittoria, spendendosi questa soluzione come una grandissima vittoria, ascrivibile alla vittoria di Pirro. Perché è evidente che è una grande bugia che si vuole raccontare agli italiani, la cui maggioranza non vuole continuare ad inviare armi a favore dell'esercito di Zelensky È questa la verità perché, finché l'impegno sull'invio permane all'interno del corpo del decreto, tale impegno rimarrà sempre in vigore, a prescindere dalle acrobazie lessicali di qualche deputato della Lega, che inserisce nel provvedimento.
La Lega ha chiesto questa questione di fiducia. È lapalissiano. Pensava di scappare dalla trappola funzionale a far fuoriuscire le proprie contraddizioni, cercando di spostare quindi il fronte sul nostro campo, su quello di Futuro Nazionale, ma non ha pensato che, facendo così, si sarebbe andata a infilare in una terribile imboscata, ancora più grave di quella che subì Varo a Teutoburgo.
Ponendo la questione di fiducia su questo provvedimento, il nostro capo della nostra formazione politica, il generale Roberto Vannacci, riuscirà a esprimere quale visione ha nei confronti del della coalizione di centrodestra e la Lega non potrà scappare dalle proprie responsabilità perché i nostri ordini del giorno continuano ad essere presenti sul provvedimento e si inseriscono in una cornice chiara che dice di interrompere immediatamente ogni fornitura di armamenti a favore delle autorità ucraine.
E il Ministro Salvini si è assunto una gravissima responsabilità: quella di non permettere al Parlamento di discutere e votare un emendamento con forza legislativa che chiedeva esattamente quello che lui, a parole, ha sempre chiesto dall'inizio di questa legislatura, ovvero far cessare le forniture di armamenti a favore dell'esercito di Zelensky.
Concludo, signor Presidente. Grazie a questo pasticcio da un punto di vista tattico e regolamentare, posto in essere dalla Lega, possiamo essere sicuri che sarà ancora più evidente questo: che la coerenza fondamentalmente sta a Salvini esattamente come la puntualità sta ai treni di Trenitalia che lui dovrebbe gestire come Ministro dei Trasporti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, sullo stesso argomento, il deputato Angelo Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Signor Presidente, signor Ministro, ovviamente entro nel merito di una fiducia che per la prima volta viene posta dal Governo… però oggi è accaduto qualcosa di rilevante dal punto di vista politico, ovvero una sorta di deflagrazione della maggioranza, di un pezzo di quello che una volta era la maggioranza che attacca il suo stesso partito attraverso questo gioco delle parti ipocrita che non parla un linguaggio chiaro agli italiani. È solo una lotta di potere interna alla maggioranza di questo pezzo che si discosta. Il vestito si è ristretto, signor Ministro . Avete un vestito molto corto, ristretto, quindi dovete andare da un altro sarto evidentemente, ma c'è un tema, però: che con gli italiani non si gioca. Noi, come Alleanza Verdi e Sinistra, abbiamo avuto sempre una posizione molto coerente: con Vannacci non abbiamo nulla a che fare, perché non abbiamo nulla a che fare con i fascisti e con coloro i quali vengono in quest'Aula, in questo Parlamento a portare istanze che non solo non ci rappresentano, ma che combatteremo sino alla fine.
Ma è accaduto qualcosa di estremamente rilevante dal punto di vista politico. Oggi noi capiamo perché siete impegnati a parlare di altro nel Paese, rispetto a tutto ciò che, invece, interesserebbe agli italiani, ovvero il tema della crisi economica e sociale, il lavoro povero, le lunghe liste di attesa. Ecco, questo gioco, questa situazione deflagrante deve essere chiarita anche dalla Presidente Meloni. La Presidente Meloni deve dire se questo nuovo gruppo è un gruppo a cui questa maggioranza guarda per costruire un dialogo politico nel Paese, come Vannacci ha detto, ovvero che si sentono complementari al centrodestra. Perché va chiarito. La Presidente Meloni deve chiarire al Paese, dopo quello che è accaduto in quest'Aula, che non ha precedenti dal punto di vista politico: pezzi di partito, dello stesso partito, che oggi attaccano il loro stesso partito, il loro e, quindi, questa maggioranza. Allora, qual è il perimetro di questa maggioranza e del futuro della maggioranza politica di Giorgia Meloni?
Però una cosa è chiara, signor Ministro: il vestito vi si è ristretto e dovete delle spiegazioni al Paese. Però non giocate - e mi rivolgo a Vannacci e - sul tema della pace, sul tema dei valori, non utilizzate queste questioni così fondamentali, su cui è necessario avere elementi di chiarezza, a partire, ad esempio, dal riarmo, dal 5 per cento del PIL in armamenti, su cui noi non transigeremo: saremo sempre contrari ad un investimento di questo genere, perché vogliamo che le risorse siano investite in sanità, scuola e istruzione.
Chi gioca sulle parole, prendendo in giro gli italiani, venga messo a grande distanza. Spetta a voi decidere cosa fare: li volete o non li volete? Ci volete parlare? Ci volete dialogare? La chiarezza è necessaria oggi, perché oggi è accaduto un fatto politicamente rilevante: lei non ha messo la fiducia perché avete paura dell'opposizione, voi avete messo la fiducia perché oggi c'è Vannacci. Avete messo la fiducia per questo gruppo della Lega, ex Lega .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, siamo rimasti stupiti non perché non ci fossero state le anticipazioni dei giornali e delle agenzie, ma perché non c'è una motivazione istituzionale per questa fiducia. Bisogna che il Paese lo sappia. Normalmente, la fiducia viene messa di fronte ad atteggiamenti, posture ostruzionistiche da parte delle opposizioni. Questo non è il caso. Credo che questa sia in assoluto, forse, nella storia recente, la volta in cui viene messa la fiducia in presenza di un così basso numero di emendamenti, una manciata di emendamenti. Non c'era, quindi, nessuna ragione, da questo punto di vista.
La postura dell'opposizione non era di tipo ostruzionistico. Il tema - vorrei sottolinearlo, signor Ministro, ma penso che su questo lei sia d'accordo - è un tema che non si sarebbe dovuto prestare a giochi di carattere politico perché, comunque la si pensi, stiamo parlando di una guerra, di una guerra che ha portato lutti, sofferenze e che continua a portarne. Ed invece, un po' a sorpresa, abbiamo appreso di questa decisione ed è una decisione che riporta, quindi, ad una questione politica, che necessiterebbe di un chiarimento politico in quest'Aula.
Lei, signor Ministro, ha fatto quello che fanno tutti i suoi colleghi in questa occasione: legge una dichiarazione standard. Però qui avremmo avuto bisogno, invece, di una discussione vera, capire le ragioni vere. Possiamo intuirle: è la paura, evidentemente, di qualche emendamento, la paura di vedere una maggioranza che, di fronte ad alcuni emendamenti, avrebbe potuto cedere o avere voti in dissenso. E qui credo che, invece, venga fuori la vera natura di quello che è successo. È la natura di giochi di potere, tentativi difensivi - ripeto - su un tema così delicato che non avrebbe meritato un simile comportamento.
Ma ha ragione il collega Bonelli, c'è un'altra questione che noi vorremmo sapere e che credo che quest'Aula abbia il diritto di sapere: è cambiato il perimetro di questa maggioranza? Quello che è successo con la nascita della componente del gruppo Misto dei colleghi di Futuro Nazionale cambia il perimetro di questa maggioranza oppure no? La coalizione di centrodestra arriva fino a Vannacci o si ferma alle soglie della Lega? È un tema politico, è una questione politica che vedremo anche domani nei comportamenti sulla fiducia. Da questo punto di vista, cambia molto: cambia molto nei ragionamenti, cambia molto anche nei rapporti tra maggioranza e opposizione.
Insomma, io credo che quest'Aula avrebbe meritato più chiarezza e più trasparenza. Non credo che questa sia una bella pagina, sia da un punto di vista parlamentare ma anche da un punto di vista politico, di una maggioranza che sembra avere paura: bisognerebbe capire fino in fondo di che cosa ma, certamente, il Paese si aspetterebbe qualcosa di meglio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Noi del MoVimento 5 Stelle siamo dei poveri illusi, perché pensiamo di venire qui tutte le settimane e vedere che il Parlamento si mette a lavorare sulle cose che servono al Paese. Invece arriviamo a martedì, il Parlamento sarà interrotto fino a domani, quindi inizieremo, di fatto, a lavorare il mercoledì pomeriggio. Pensavamo di venire questa settimana a discutere dell'Ucraina e del fatto che si sta protraendo questa guerra da anni e che stiamo continuando ad inviare armi e, invece, il Parlamento viene trattato così: 14 emendamenti, fiducia e il Parlamento nulla fa.
Nel frattempo, abbiamo le crisi industriali più gravi da anni che non si vedevano in questo Paese; abbiamo lavoratori sottopagati a 2,50 euro, per cui c'è una denuncia, oggi, sulle condizioni dei e di chi li sfrutta continuamente; abbiamo manifestazioni di piazza criminalizzate, in cui chi manifesta in piazza per la pace, qualche anno fa, veniva detto che era filo-Putin, chi manifesta contro il genocidio viene dato per filo-Hamas, chi manifesta per le condizioni delle proprie periferie, dell'emergenza abitativa, dell'emergenza universitaria, del diritto allo studio, viene accusato di essere delle nuove BR. E, in questo clima, si utilizza il Parlamento per una lotta interna ad un partito !
E, allora, sì, siamo dei poveri illusi, perché noi non vogliamo vivere in un Paese dove non si può camminare per strada, per la vera insicurezza che esiste, e si parla da tre giorni di uno pseudocomico che non può andare a Sanremo . Siamo illusi. Siamo illusi di voler vivere in un Paese che parla di censura, quando la censura è di tutte le professionalità dello spettacolo che vengono penalizzate da questo Governo e non riescono a lavorare. Siamo illusi di voler vivere in un Paese dove non si parli che della Meloni che viene ritratta in una chiesa . Siamo illusi.
Ed invece no, abbiamo questo Governo che ha paura e che non vuole affrontare uno dei suoi fallimenti più grandi, che è quello della scommessa sulla vittoria dell'Ucraina nei confronti della Russia detta da Meloni. La Meloni che, due anni fa, diceva a dei comici che le telefonavano: io ho una grande idea per l'Ucraina.
La stiamo ancora aspettando questa grande idea !
E allora, sul fallimento di politica estera, il Governo viene e mette la fiducia. Poi, vedremo cosa succederà in quest'Aula. Io non ho capito se abbiamo un altro gruppo di opposizione o se pure nella tradizione dell'estrema destra di questo Paese si mostra il petto e poi dopo, però, ci si rifugia in un camioncino per scappare - ma tanto arriva sempre Dongo, perché poi arriverà sempre Dongo - o se andranno all'opposizione: io questo non l'ho capito.
Io so solo che in questo Paese c'è solamente una cosa più in ritardo dei treni di Salvini: il gruppo di Vannacci , che ci ha messo tre anni, tre anni di ritardo per capire che potevano votare tutti gli impegni che gli abbiamo dato sulle armi, in Ucraina, sul ! Abbiamo votato un mese fa una manovra di bilancio che ci prepara a un piano di guerra, loro hanno votato “sì” e oggi si svegliano, oggi si svegliano che forse stiamo entrando in guerra.
Questo Parlamento o viene messo nelle condizioni di lavorare o, davvero, vivrà ancora di più la sua più grande indecenza. Noi non ce la facciamo più a proporvi proposte di legge sul salario minimo, sui soldi in sanità, sulla scuola, sull'emergenza abitativa, sulla settimana corta e vedercele respinte con emendamenti soppressivi e neanche discusse.
Noi continueremo perché, sì, siamo dei poveri illusi, ma veniamo pagati per questo. E anche voi dovreste ricordarvi che siete pagati per lavorare per chi sta fuori e per chi grida ogni giorno !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Della Vedova. Ne ha facoltà.
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). Grazie. Vede, signor Ministro, io sono intervenuto più volte nei semestri scorsi a denunciare l'uso e l'abuso delle fiducie da parte del Governo Meloni, che pure ha una maggioranza indiscutibilmente solida all'interno delle Camere. Era qualche tempo che non lo facevo perché, obiettivamente, il ritmo della posizione della questione di fiducia è molto calato.
Oggi siamo a un punto abbastanza drammatico, Ministro, siamo a quasi quattro anni dall'inizio del brutale, ingiustificato, violento, illegale, illegittimo tentativo di occupazione russa dell'Ucraina, tentativo di conculcare la libertà degli ucraini e impedire loro il percorso, lo sguardo verso l'Europa, la libertà, la democrazia.
Io apprezzo che sia venuto lei, oggi, a chiedere la fiducia e non abbia mandato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Proprio lei, di cui ho condiviso pienamente le parole ripetute in quest'Aula quando, durante un'informativa - e io su questo sono molto d'accordo con lei - ha detto: farei qualsiasi cosa per dare agli ucraini la possibilità di difendersi ancora dai missili e dai droni che ammazzano i bambini sempre più spesso nelle strade ucraine, che distruggono le centrali elettriche per mettere gli ucraini, che hanno la sola colpa di chiedere libertà e autonomia, al freddo, nell'inverno più rigido degli ultimi decenni.
Però, c'è un problema politico, non dobbiamo parlare di questo. È stata citata la telefonata di Meloni: io non vorrei che fosse arrivata per voi al Governo la fatica di cui Meloni parlava un anno e mezzo fa al telefono con i famosi comici. E io ho sempre sostenuto, noi abbiamo sempre sostenuto l'impegno del Governo a proseguire con quanto fatto dal Governo Draghi, nel sostegno evidentemente anche militare, fuori da ogni ipocrisia, all'Ucraina per difendersi dai missili, dai droni, dagli attacchi russi sui civili e sulle infrastrutture civili.
Oggi c'è un problema perché, se lei oggi - e, ripeto, do atto al fatto che sia venuto lei, Ministro, e non abbia mandato Ciriani -, se lei oggi chiede la fiducia, vuol dire che voi avete un problema e questo è grave perché le opposizioni, ad oggi, sono ancora plurali, sono ancora “le opposizioni”, non c'è un'opposizione.
E quando la Presidente del Consiglio Meloni ripetutamente attacca su questo tema, come su altri, le opposizioni perché hanno posizioni diverse o magari presentano risoluzioni diverse, voi oggi perdete la maggioranza e temo anche la legittimità politica nel sostegno all'Ucraina.
Ma tutto questo era già scritto, abbiamo perso ore in Commissione - e lei lo sa, signor Ministro - per togliere - in un modo ipocrita e mai visto anche da chi calca questi banchi da tanti anni - il termine “militari” dal nome del decreto. Ma voi pensavate che, concedendo quello, si sarebbero fermati? Ovviamente no e, come in una commedia già scritta, hanno ottenuto di togliere “militari” dal titolo; e spero che i nostri amici ucraini che stanno sotto le bombe non l'abbiano visto o abbiano fatto finta di non vederlo per decenza e per conservare un'idea dell'Italia solida al loro fianco. E oggi siete costretti a mettere la fiducia - come ha detto il collega Fornaro - per una manciata di emendamenti.
Quindi, è un problema politico ed è giusto chiedere che questo problema politico venga discusso qui in Aula, non nascosto dietro la fiducia.
Noi abbiamo lei, signor Ministro, che ha una posizione indiscutibile e per me positiva, abbiamo il Presidente della Repubblica che reiteratamente ci richiama alla responsabilità della difesa degli ucraini in nome dei valori della Costituzione italiana e in nome dei valori dell'Unione europea a cui gli ucraini aspirano e per questo sono puniti da Putin.
Qui non è questione di qualcuno che pensa che l'Ucraina vinca la guerra. La questione è che fino ad oggi Putin la sua guerra d'aggressione l'ha persa, è rimasto lì dov'era, ha sacrificato centinaia di migliaia dei suoi uomini per il nulla. Noi difendiamo l'Ucraina…
BENEDETTO DELLA VEDOVA(MISTO-+EUROPA). …e dobbiamo continuare a difendere l'Ucraina per difendere gli ucraini, la loro prospettiva europea e l'Europa stessa.
Però - e chiudo, signor Ministro - oggi non sappiamo più qual è la posizione del Governo italiano, qual è la posizione e la postura della Presidente Meloni perché, altrimenti, non avreste messo la fiducia. Sareste venuti qui, avreste sfidato 3, 4, 5, 10 voti contrari della vostra maggioranza e sareste andati avanti a schiena dritta, non nascondendovi dietro un'ipocrita fiducia che avete chiesto quest'oggi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. E grazie, Ministro, perché non vorremmo essere in lei oggi. Grazie intanto di esserci, di averci messo la faccia. Penso sia evidente a tutti: non stiamo ponendo la fiducia per 15 emendamenti, quello è un dato evidente. Siamo alla resa dei conti, quella che il nostro Carlo Calenda, un po' solo e un po' testardamente denuncia da tanti, tanti, tanti mesi e che sarebbe arrivata in quest'Aula proprio sul tema della difesa dei confini dell'Ucraina.
Siamo di fronte a una resa dei conti e ve l'abbiamo detto in Commissione solo qualche settimana fa: non sarebbe bastato togliere la parola “militari” da un decreto che parla di aiuti militari, perché non manderemo camion di caramelle in Ucraina per garantire il loro futuro, la loro autonomia e la loro democrazia.
Non sarebbe bastato quello per non fare esplodere un tema interno che non è interno solo alla maggioranza, lo stiamo venendo dagli ultimi interventi. È un tema che in quest'Aula divide chi è a difesa dell'Europa, chi è a difesa dei valori europei, chi è a difesa della democrazia, chi è a difesa del popolo ucraino e, soprattutto, chi non confonde la pace con la resa da chi, invece, ha un'altra opinione. Perché io non accetto lezioni di moralismo da nessuno: qui nessuno è per la guerra, qui tutti sperano che la via diplomatica possa interrompere la guerra il prima possibile, ma è chiaro che, se interrompiamo l'invio di armi in aiuto a quel popolo che è al fronte a combattere, noi stiamo semplicemente raccontando la resa, non la pace. Ed è una roba molto differente.
E allora noi staremo qui, combatteremo e, da opposizione, daremo un sostegno al Governo quando, come in questo caso, anche impopolarmente c'è un provvedimento che aiuta il popolo ucraino, aiuta la democrazia e aiuta l'Europa. Ma voi responsabilmente dovete dirci una cosa. Non sono i tre deputati del nuovo movimento di Vannacci a mettere in crisi questa maggioranza. C'è un'incognita, che è un partito che non si capisce come avrebbe votato in quest'Aula emendamenti da loro fatti per togliere l'invio di armi all'Ucraina.
Ma c'è una cosa che li identifica: se, nel primo intervento in Aula di un nuovo movimento che nasce dalla spaccatura, si riesce a dire che la coerenza di Salvini è uguale alla puntualità dei treni e se, nel primo intervento in Aula, si va subito ad attaccare quel che qui li ha portati, che qui li ha costruiti, che qui ci ha investito, ecco perché sono pronti anche a lasciare le vite degli ucraini al loro destino, fottendosene. Perché è impossibile dimenticarsi, in un giorno, qual è il proprio percorso politico e dimenticarsi, in un giorno, del popolo ucraino e delle persone che muoiono al fronte .
PRESIDENTE. Per il verbale, scriveremo “fregandosene”, invece della parola che lei ha usato. Salutiamo il gruppo che oggi rappresenta AttivaMente, la scuola di educazione alla politica e alla cittadinanza, del Centro studi movimenti di Parma, che oggi assiste ai nostri, pur brevi, lavori. Grazie e benvenuti alla Camera dei deputati
Dopo gli interventi sull'ordine dei lavori, ha chiesto di intervenire il Ministro della Difesa, Guido Crosetto. Prego, signor Ministro.
GUIDO CROSETTO,. Come sapete, ho profondo rispetto per il Parlamento. Non considero il tema di porre la fiducia un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. È molto più forte porre il tema della fiducia rispetto a una discussione e a un voto sui singoli emendamenti, perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se, su un tema politico così rilevante, continuano ad appoggiare il Governo. Quindi, è un atto che ha ancora più forza e, in qualche modo, separa, se qualcuno all'interno della maggioranza non la pensa più così, anche se è stato eletto all'interno dei partiti di maggioranza, e rende chiarezza sulle posizioni delle persone. Non lo vedo come un problema così grande dal punto vista politico che due persone - una era già uscita da tempo - escano dalla maggioranza, e neanche come precedente particolare; di gruppi che si formano ne abbiamo visti molte volte: il gruppo Misto, in alcune legislature, è arrivato ad avere dimensioni enormi.
Per cui, secondo me, è un atto serio di posizionamento politico di una maggioranza. E la serietà di quest'atto è fisicamente rappresentata dalla mia presenza. Non c'è il Ministro Ciriani, che normalmente pone la fiducia, ma, essendo un atto rilevante ed importante, c'è direttamente il Ministro della Difesa. Per cui volevo darvi la motivazione reale di questa decisione da parte del Governo, che non è un modo per scappare da una crisi interna, ma, semmai, di evidenziarla ancora di più.
PRESIDENTE. A seguito della posizione della questione di fiducia, la Conferenza dei presidenti di gruppo è convocata per le ore 14,50, presso la Biblioteca del Presidente, al fine di stabilire il prosieguo dell'esame del provvedimento.
PRESIDENTE. Prima di sospendere la seduta, do la parola, sempre sull'ordine dei lavori, ma su un altro argomento, al deputato Marco Grimaldi.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Da mesi, i convogli umanitari, fatti da donazioni di tantissime italiane e tantissimi italiani, sono fermi. Come sapete bene, durante l'assedio senza fine di Gaza, durante quei giorni in cui il genocidio era ormai in diretta migliaia e migliaia di italiani hanno raccolto cibo, medicinali e tantissimi materiali da mandare a quella popolazione, che ancora oggi è allo stremo.
Come sapete, la ha cambiato parte di questo scenario, facendo vedere che il blocco, che ognuno di noi ha visto a Rafah, in quei valichi chiusi come muri, era sempre più evidente. È stata l'ONU, così come tantissime altre organizzazioni internazionali, a dire che la fame, la sete e quelle malattie diventavano addirittura uno strumento di guerra. Ahimè, ci siamo divisi in questo Parlamento, anche su quella grandissima azione civile di una grandissima flottiglia, che è partita per mare per portare quegli aiuti umanitari. Il Ministro Crosetto, che si è appena alzato, aveva fatto un gesto, dicendo: verranno scortati, almeno fin dove è possibile.
In queste ore, si parla tanto di blocchi navali; lì c'è un blocco navale, ed è un blocco navale illegale, che è fuori dal diritto internazionale e anche fuori dalle acque di Gaza, tant'è vero che quella è stata fermata in acque internazionali. Ma arrivo al punto, Presidente.
Il Ministro Tajani, sbeffeggiando quell'operazione, così come Giorgia Meloni, ha detto ai restanti, alle ONG, a tutti quelli che continuavano a trovare le forze per opporsi a quel blocco: utilizzate , utilizzate i canali sicuri. E noi dicevamo: ma guardate che quei canali sicuri sono fermi, nessuno fa entrare quel cibo a Gaza, quelle medicine a Gaza, l'abbiamo visto con i nostri occhi. Più volte, due volte, siamo arrivati lì a quel valico, a testimoniare che lì dentro non entravano neanche le incubatrici, nemmeno il piano vaccinale di Gaza.
Ora, Presidente, lei lo sa che ha accolto quella raccomandazione: tutte le donazioni che sono rimaste qua, che non potevano stare sulla , sono partite, rispettando le richieste di . E sa cosa è successo, Presidente? Sono ferme. Sono ferme da mesi e mesi in Giordania. Allora, lo chiediamo a Tajani: che cosa ne è del suo appello? Che cosa sta facendo per sbloccare quegli aiuti? Cosa succede oggi a Gaza? Perché tutti i racconti ci dicono ancora che la miseria e la fame stanno facendo morire ogni giorno decine e decine di bambini, centinaia e centinaia di gazawi, di palestinesi. La pulizia etnica è ancora in corso; il blocco di Israele è ancora in corso, ma non lo è solo contro di noi, contro noi che ci siamo opposti a quel genocidio; lo è anche contro le organizzazioni internazionali e anche . Dov'è ? Dov'è questo fantasma? Venga in Aula a chiarirci.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.
ARTURO SCOTTO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Chiediamo anche noi che Tajani venga a spiegare cosa sta accadendo con le oltre 300 tonnellate di cibo, acqua e medicinali ferme ancora in Giordania, ormai da qualche mese.
Tra l'altro, come lei sa, signor Presidente, sono ferme in depositi per cui questa ONG deve pagare e continuare a pagare un affitto, con una perdita ingente di risorse e dove questi beni di prima necessità rischiano il deperimento, perché sono stati raccolti nel mese di agosto e dovevano essere utilizzati per la , soltanto una parte - 44 tonnellate -, e tutto il resto sarebbe dovuto arrivare via terra. Ricordo nitidamente quando la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il 3 settembre dello scorso anno, scrisse una lettera alla Presidente Meloni, chiedendo, da un lato, la protezione diplomatica per gli attivisti che salivano su quelle barche e, contemporaneamente, di fare di tutto per far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza, dove non c'era un valico aperto.
La risposta della Presidente del Consiglio fu: datelo a noi e, in poche ore, quegli aiuti arriveranno. Purtroppo, quegli aiuti sono fermi in Giordania. Sono fermi tutti gli aiuti, signor Presidente, perché, come sa, nessun valico è stato riaperto. Gli unici camion che passano riescono a malapena a fornire la , che, nei fatti, ha sostituito le ONG e l'UNRWA, e che, come lei ben sa, distribuisce il cibo in quattro punti specifici, attraverso un sistema di controlli molto rigido e anche attraverso la presenza di militari israeliani che, se si trovano davanti a una situazione complicata, non esitano a sparare.
Nel frattempo, dall'inizio di una tregua che, purtroppo, non è una tregua - sono morti già 14 bambini per denutrizione -, ci troviamo di fronte a quella che ancora è classificata come un'emergenza. Dunque, occorrerebbe un ruolo un po' più assertivo anche da parte dell'Italia. Occorrerebbe che Tajani ci dicesse anche quali sono i numeri reali di perché, a quanto mi risulta da colloqui avuti anche con chi è delegato dal Governo per seguire l'approvvigionamento di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, neanche riesce più a entrare.
Questo fa il paio - e concludo - con una vicenda forse ancora più pesante, che riguarda il fatto che 37 organizzazioni non governative hanno ricevuto il da parte di Israele e non potranno più operare né nella Striscia né in Giordania. Tra queste 37 organizzazioni non governative c'è Medici Senza Frontiere, che opera ovunque, c'è l'Oxfam, che opera in tutti i teatri e c'è persino la Caritas Europa, a cui è stato impedito di entrare nella Striscia. Vede, è chiaro che quando non si riempiono più i titoli dei giornali, quando non si apre più un telegiornale, quando la notizia scivola sempre di più nei trafiletti, le persone normali pensano che la guerra sia finita. Purtroppo, non è finita e noi che siamo parlamentari, che abbiamo il dovere di legiferare e di rappresentare la Repubblica, abbiamo anche l'obbligo di continuare ad approfondire, a denunciare e ad aiutare perché quegli aiuti arrivino a Gaza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Non possiamo che associarci alla richiesta di questa informativa. La situazione a Gaza è drammatica, rimane drammatica, anche se il sipario sembra, dalle notizie di stampa, che sia scomparso. In realtà, è ancora un sipario molto alto, molto grave, molto preoccupante e ancora non c'è la volontà di prendere le distanze da un Governo terrorista, come è quello di Israele. Dall'inizio della tregua sono stati 580 i morti e 1.500 i feriti; un terzo di questi sono bambini e alcuni di questi muoiono per denutrizione. Sono 72.000 i morti contati e riconfermati anche dall'IDF nel territorio di Gaza e sono 171.000 i feriti, che vuol dire feriti seri, amputati. Dunque, una situazione assolutamente inaccettabile.
, sul , oggi ci dice che il tasso di mortalità più alto al mondo per conflitto avviene proprio in Palestina; cinque volte più che in Ucraina. Seguono il Sudan, la Russia e il Burkina Faso, per quanto riguarda il tasso di mortalità per conflitti e per terrorismo nel mondo. Siamo in una situazione assolutamente drammatica. Nel frattempo , a cui era stato garantito dal Governo che avrebbe avuto un ruolo fondamentale per vincere il blocco che l'IDF faceva ai confini di Gaza, di fatto, è fermo in Giordania. Di fatto, è un fallimento: 300 tonnellate di cibo ferme ai confini.
Non solo. Il cibo più nutriente viene, ancora oggi, reso indisponibile ai bambini di Gaza. Abbiamo 37 organizzazioni non governative che sono bandite, come è stato ricordato: Medici Senza Frontiere, la Caritas europea e Oxfam, che non possono lavorare in quel contesto. Noi avevamo fatto delle azioni che vanno in quella direzione, nel sostenere sia la sia e il Governo è, di fatto, fermo, assente e non riesce a far passare questi alimenti per i palestinesi. Credo sia una cosa incredibile e credo sia doveroso, da parte del Ministro, venire a riferire.
Nel frattempo abbiamo - lo dico come nota importante, perché ci racconta anche qualcosa in più di questa maggioranza - una consigliera comunale a Calenzano che si chiedeva: perché fate un gemellaggio con gli storpi in Palestina invece di fare gemellaggi con città più ricche in Austria o nel Nord Europa?
Io direi che è una vera e propria vergogna, di cui tutto il Parlamento dovrebbe preoccuparsi .
PRESIDENTE. Sospendo la seduta, che riprenderà al termine della Conferenza dei presidenti di gruppo.
PRESIDENTE. Secondo quanto convenuto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, l'esame del provvedimento riprenderà nella seduta di domani.
La votazione per appello nominale sulla questione di fiducia avrà luogo a partire dalle ore 13,30, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 11,50.
Si passerà poi, dopo lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata e della commemorazione dell'onorevole Luigi Nicolais, a partire dalle ore 16,45, alle successive fasi dell'esame del provvedimento, che potranno proseguire anche nella parte notturna della seduta e nella giornata di giovedì 12 febbraio.
Estraggo a sorte il nominativo del deputato dal quale avrà inizio la chiama.
La chiama avrà inizio dal deputato Cantone.
PRESIDENTE. Avverto che, con lettera in data 3 febbraio 2026, il Presidente della Commissione agricoltura ha rappresentato l'esigenza - sulla quale ha convenuto all'unanimità l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti di gruppo della Commissione medesima - di posticipare ad altro calendario dei lavori, e comunque a non prima del 30 marzo, l'avvio dell'esame in Assemblea, attualmente previsto per la seduta di lunedì 23 febbraio, della proposta di legge n. 329, recante disciplina dell'ippicoltura.
Conseguentemente, secondo le intese intercorse tra i gruppi, tale provvedimento non sarà iscritto all'ordine del giorno delle sedute della settimana 23-27 febbraio.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Andrea Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Oggi in Toscana il Partito Democratico prova a mettere un bavaglio rosso sulla memoria delle foibe e sul Giorno del Ricordo. Lo fa impedendo al giornalista Italo Bocchino di intervenire nella seduta solenne del consiglio regionale. La sua partecipazione era già stata deliberata dall'Ufficio di Presidenza, le locandine erano già state stampate quando le proteste di alcune frange estreme della sinistra toscana hanno portato il presidente del consiglio regionale e il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, a una fulminea quanto vergognosa retromarcia.
Non è così che si onorano i martiri, non è così che si rende giustizia agli italiani che hanno conosciuto l'esodo, le discriminazioni, le violenze, la pulizia etnica. La sinistra toscana forse dovrebbe interrogarsi sugli errori del passato e, invece, continua a cadere nello stesso errore, ma noi non vogliamo qua oggi passare da vittime.
Allora voglio, anzi, ringraziare tutti i colleghi del centrodestra che, insieme a Italo Bocchino e a tanti toscani perbene, da Firenze, oggi, avendo organizzato una celebrazione comunque di questo Giorno del Ricordo, lanciano un messaggio chiaro a tutta Italia: nessuno può imbavagliare la storia, la verità non può essere infoibata.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.
(C. 2754-A)
: CAIATA, per la III Commissione; CHIESA, per la IV Commissione.
2.