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Lunedì 23 Febbraio 2026 ore 12:20
AULA, Seduta 620 - Approvato Decreto Milleproroghe
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna con 154 voti favorevoli, la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (C. 2753-A). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
XIX LEGISLATURA
620^ SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 23 febbraio 2026 - Ore 12,20
Seguito della discussione del disegno di legge:
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi. (C. 2753-A)
Relatori: BORDONALI E ALESSANDRO COLUCCI, per la I Commissione; CANNATA E D'ATTIS, per la V Commissione.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Annunzio della presentazione di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente
- Disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (A.C. 2753-A) (Seguito della discussione ed approvazione)
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Si riprende la discussione
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 2753-A
- Vice Presidente RAMPELLI Fabio
- Deputato GRIMALDI Marco (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato D'ALESSIO Antonio (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato DONNO Leonardo (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BICCHIELLI Pino (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputata BORDONALI Simona (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata GUERRA Maria Cecilia (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata GIORGIANNI Carmen Letizia (FRATELLI D'ITALIA)
- Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 2753-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- La seduta, sospesa alle 13,40, è ripresa alle 14.
- Seguito della discussione del disegno di legge:
- La seduta, sospesa alle 14,50, è ripresa alle 15,05.
- Missioni (Alla ripresa pomeridiana)
- Sull'ordine dei lavori
- Vice Presidente RAMPELLI Fabio
- Deputato GRIMALDI Marco (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato PELUFFO Vinicio Giuseppe Guido (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata APPENDINO Chiara (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato GIACHETTI Roberto (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputato LAUS Mauro Antonio Donato (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato CAROTENUTO Dario (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato MARI Francesco (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato BONELLI Angelo (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato RICCIARDI Riccardo (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato MAURI Matteo (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Si riprende la discussione
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- Ripresa esame - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Deputata MARINO Maria Stefania (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento SIRACUSANO Matilde
- Deputato GIRELLI Gian Antonio (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze ALBANO Lucia
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Deputata MORFINO Daniela (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento SIRACUSANO Matilde
- Deputata MORFINO Daniela (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato AMATO Gaetano (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento SIRACUSANO Matilde
- Deputato AMATO Gaetano (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Deputato GIANASSI Federico (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata ROGGIANI Silvia (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze ALBANO Lucia
- Deputata GUERRA Maria Cecilia (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Deputata RUFFINO Daniela (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato FORNARO Federico (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento SIRACUSANO Matilde
- Deputato IARIA Antonino (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputata GUERRA Maria Cecilia (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 2753-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- La seduta, sospesa alle 19,13, è ripresa alle 19,25.
- Si riprende la discussione:
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2753-A
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Deputato GIACHETTI Roberto (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato ZARATTI Filiberto (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputata BONETTI Elena (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato COLUCCI Alfonso (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato PELLA Roberto (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato OTTAVIANI Nicola (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata BONAFE' Simona (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato CANNATA Giovanni Luca (FRATELLI D'ITALIA)
- Coordinamento formale - A.C. 2753-A
- Votazione finale e approvazione - A.C. 2753-A
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2753-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.(C. 2753-A)
- Sui lavori dell'Assemblea
- Interventi di fine seduta
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Deputato COPPO Marcello (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputato ZOFFILI Eugenio (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata GIULIANO Carla (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato TABACCI Bruno (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato BORRELLI Francesco Emilio (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Ordine del giorno della seduta di domani
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO TRAVERSI, legge il processo verbale della seduta del 20 febbraio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 87, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, con lettera in data 20 febbraio 2026, ha presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato, ai sensi dell'articolo 96-, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla X Commissione (Attività produttive):
«Conversione in legge del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico» (2809) – .
Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2753-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.
Ricordo che nella seduta di venerdì 20 febbraio il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge in esame, nel testo delle Commissioni.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.
Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Come avrà visto, la maggioranza si è schiantata, si è schiantata sulle sue contraddizioni e, durante la discussione in Commissione, si è vista una scena mai vista, con ritardi e cambi di parere dei Ministri. Di fatto, sono decaduti tutti gli emendamenti: emendamenti delle opposizioni, che non abbiamo potuto nemmeno discutere, ma anche emendamenti dei relatori, riformulazioni.
Insomma, non vi sono riusciti tanti , fra cui la Rottamazione- per chi non aveva, per esempio, pagato la rata di novembre, voluta dalla Lega con l'emendamento Gusmeroli. Non vi è riuscita nemmeno la zampata che era pronta per le centrali a carbone, in nome dell'economia fossile e del rigassificatore di Piombino. Sappiamo bene che - come diceva il collega Zaratti - ci riproverete ancora e, quindi, è inutile cantare vittoria. Farete di tutto per prolungare la vita di quelle centrali, in nome di quelle guerre e di quell'economia che difendete. Parlate di mettere in sicurezza il sistema energetico nazionale; volete mettere in sicurezza, di fatto, solo i bilanci di un'economia che continua a chiedere un minuto in più.
Nel 2025, la quota di energia prodotta dalle centrali a carbone, nel energetico italiano, era l'1 per cento, l'1,5, ma, intanto, nelle ore di sole tra le 10 e le 16, il prezzo dell'energia in Sicilia si azzera già oggi, e siamo a febbraio, non a luglio. E sapete perché? Perché il fotovoltaico e l'eolico hanno costo marginale zero. Il loro carburante - lo sapete - è il vento, il sole, che sono gratuiti, ma non a costo zero, perché, per far scendere il prezzo, sole e vento dovrebbero coprire in quelle ore il 100 per cento del fabbisogno. Ecco a cosa dovreste lavorare. Avviene già in alcuni momenti, perché, nonostante tutto, un po' di fotovoltaico lo abbiamo installato, ma non in tutto il Paese. Se iniziassimo ad installare l'eolico in maniera massiccia, invece di bloccarlo, avremmo tante ore di energia a costo zero, anche d'inverno e di notte.
Come sapete, l'Europa si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo. Le temperature medie, nel 2025, erano 1,17 gradi in più rispetto alla media del periodo 1991-2000. La media globale è salita di ulteriori 0,59 gradi. Il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato in Europa, il biennio 2023-2025 è tra i più caldi della storia moderna. E in Italia, come sapete, la cosa va ancora peggio, perché l'aumento è stato di 1,33 gradi rispetto alla media del 2020. Ma, grazie a questa destra, il 2025 ha invertito la corsa alle rinnovabili. Dopo anni di crescita e l'entrata in funzione di 2 milioni di impianti di produzione di elettricità da fonti pulite, il numero di impianti è calato per la prima volta in questi dieci anni. Segno della vostra politica negazionista e alleata del fossile.
Il vostro decreto Bollette, come sapete, non abbatterà nessuna delle bollette per le famiglie e per le imprese. Continuate sulla strada del gas, così sarà sempre il metano a determinare il prezzo finale dell'energia. Ma poi - lo diciamo così, come se fossimo noi dei grandi produttori - fingete di non sapere quale sia la strada migliore per abbattere il costo dell'energia, cioè sbloccare subito quei 20 gigawatt di energia eolica, e , che tenete bloccati - la strada per raggiungere la vera autonomia energetica -, mentre puntate sul gas liquido americano e, magari, sul ritorno al nucleare che, come sapete, per ben due volte, gli italiani hanno bocciato con un referendum.
La crisi eco-climatica, il dissesto idrogeologico, l'asfalto bollente, l'assenza di verde, per il vostro negazionismo, sono qui e non esistono nell'agenda politica: trovate per le armi, ma mai per la terra. Invece dovreste restituire quei 3,2 miliardi rubati ai tanti comuni, che servono anche ad abbattere questa bolla di calore. Perché piccoli comuni e aree interne non sono una periferia da assistere, ma i luoghi in cui si misura la tenuta del Paese. Preferite, invece, tenere in vita per altri due anni un rigassificatore come quello del porto di Piombino e vi siete finti morti, ingannando i cittadini, pur di fare un favore alle compagnie dell'energia fossile, anche se era chiaro che, dopo tre anni, quella vicenda doveva essere chiusa, con la rimozione della nave e la restituzione della banchina alla città.
Pensate di trasformare l'Italia in un del gas, perché questo vi permette di fare gli interessi di alcune grandi compagnie energetiche che non ridividono nulla con questo Paese, di multinazionali che vendono gas sovraccosto nel nostro Paese e hanno fatto 70 miliardi di extraprofitti, ricavati da un del prezzo ingiustificato, da una speculazione di fatto.
Ecco, il Milleproroghe è di per sé una misura per non affrontare i problemi in modo strutturale, come diceva il collega Zaratti. Significa che non siete intervenuti per stabilizzare i precari della giustizia e della sanità. Non l'avete fatto prima e non lo avete fatto nemmeno in questo Milleproroghe. Non avete neanche prorogato i contratti dei funzionari della giustizia per assolvere le pratiche del PNRR. Siete forse troppo occupati a smantellare l'equilibrio dei poteri, l'indipendenza della magistratura. E che importa se i precari non sono assunti, se mancano assistenti alla giustizia, anzi, forse vi fa pure comodo, nella narrazione del referendum, dire che la giustizia non funziona, come se il problema fosse la separazione delle carriere. E anche qui lo diciamo: la separazione c'è già, non è questo il punto, ed è per questo che vi affrettate a discutere, invece, di cosa non funziona nella giustizia.
Passiamo al capitolo scuola e sanità. Sembra che sia un problema solo nostro: non vi abbiamo sentito parlare del fatto che mancano 16.500 medici specialisti e oltre 65.000 infermieri, mentre estendiamo addirittura al 2026 la possibilità di tenere in servizio medici fino a 72 anni. Io lo dico: ma siete seri quando ipotizzate queste norme? Sarà addirittura possibile che ormai si parli palesemente di riassumere i sanitari andati in pensione? In un Paese in cui l'occupazione cresce solo per gli 55, mentre fra le donne e i giovani dilaga la disoccupazione, mentre avete lasciato i salari indifesi di fronte all'inflazione, continua questa corsa per frenare, in qualche modo, l'unica migrazione che andrebbe frenata, quella dei troppi giovani che vanno via dal Paese.
Bisognerebbe fare un grande investimento, quello di togliere il numero chiuso, aumentare le borse di specializzazione e far rientrare tutti quelli che sono scappati all'estero per colpa del. E continuate la vostra folle - folle - corsa per realizzare comunque l'autonomia differenziata. Correte contro il parere della Corte per aumentare ancora lo strapotere delle regioni sulla sanità, perché il via libera del Consiglio dei ministri agli schemi di intesa preliminare, con quattro regioni, per noi è un fatto inaccettabile. Correte per aggravare le fratture gigantesche con i comuni del Mezzogiorno e delle aree interne che non riescono a garantire il minimo degli interventi.
Avete bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni sull'editoria. L'esito sarà ancora una volta la limitazione della libertà di stampa. Meno sostegno dello Stato significa meno pluralismo e più pressione dei gruppi di interessi imprenditoriali che sono qui, anche se i banchi sono vuoti. Significa una democrazia impoverita, ma sappiamo che questo, per voi, è un ottimo risultato come la vendita del gruppo GEDI a imprenditori stranieri.
E sapete qual è la differenza fra noi e voi? Che noi non gioiamo mai se un giornale, anche quelli che ci attaccano, chiude. Ecco, lo dico così. Così come non è una vittoria quella di Radio Radicale: è una mezza vittoria mentre invece dovrebbero toglierla dalla ricattabilità di ogni anno, di ogni proroga. Ecco, noi siamo qui anche per questo.
Arrivo alle conclusioni, Presidente, ed anche al motivo per il quale voteremo nuovamente contro questa fiducia che è fatta soprattutto dalla paura di farci votare liberamente in Aula. Volete uno Stato che arretra sul e avanza solo sulle pene. Con le vostre leggi liberticide pensate di sostituire i servizi con la sorveglianza; di amministrare la miseria senza mai risolvere, militarizzando e creando ghetti nelle nostre città; il diritto alla casa lo gettate in pasto ad un mercato predatorio e siete pronti a svendere il patrimonio immobiliare pubblico per speculare e costruire ancora, sottraendolo all'uso abitativo e sociale, alla scuola e all'accoglienza.
Ecco che più delle proroghe e di idee sbagliate, più che di ritardi l'Italia avrebbe bisogno di un altro piano. Noi l'abbiamo e presto i nostri “no” a questa fiducia saranno invece maggioranza nel Paese. Non servono i sondaggi, basta stare tra la gente .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo statale ad indirizzo musicale “D. Cimarosa - IV Circolo” di Aversa, in provincia di Caserta, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Li ringraziamo e gli auguriamo ogni fortuna. Preciso che in questo momento sono presenti in Aula soltanto i deputati impegnati nella loro dichiarazione di voto. Più tardi, al termine delle dichiarazioni di voto stesse, l'Aula si riempirà e si procederà con le votazioni.
Ha chiesto di parlare il deputato D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei dire che un po' tutto l'incedere dell'attività di questa legislatura, in Aula così come nelle Commissioni, è caratterizzato da una sostanziale incapacità di ascolto da parte del Governo: mancanza di ascolto verso le opposizioni ma, tutto sommato, anche verso i gruppi di maggioranza. Questo è ancora più grave perché scontano anch'essi - i gruppi di maggioranza - la necessità, da parte del Governo, di coordinarsi sempre su un crinale di equilibrio, direi addirittura in stile Cencelli, per tenere in piedi le componenti sulla scorta quindi di spinte, di controspinte lontane troppo spesso dalle logiche di merito e dalle valutazioni reali di opportunità per il nostro Paese. È ancora una fiducia che diventa uno stanco rituale. Ci sono addirittura gruppi che non intervengono neanche più in Aula perché finiamo per ripetere continuamente alcune considerazioni, per sottolineare alcune riflessioni, alcune doglianze. È impensabile immaginare, per la verità, un epilogo diverso per un Milleproroghe, soprattutto per un Governo che sta continuando - ripeto - a caratterizzare questa legislatura come la cosiddetta legislatura dei record in questo senso. Eppure, nelle premesse sembrava poter intraprendere un percorso diverso e avere un epilogo diverso.
Era un provvedimento che, nelle intenzioni, almeno quelle sbandierate dal Governo, doveva avere virtuosamente un percorso caratterizzato da dialogo con le opposizioni, conferendo, almeno per una volta, a livello parlamentare, un minimo di centralità che nelle ragioni della Costituente doveva trovare spazio. E in Commissione c'è stata anche da parte nostra, come gruppo, tutta la buona volontà per un dibattito sereno, ma devo dire anche da parte delle altre opposizioni, alla ricerca di uno spazio per trovare convergenze su temi che molto spesso sono trasversali e quindi cari sia alla maggioranza che all'opposizione. Ma, nonostante le iniziali aperture, il Governo, ad un certo punto, ha creato un muro, una chiusura con il taglio di oltre 80 emendamenti, che erano stati accantonati, sui quali non doveva mancare un confronto, non dovevano mancare valutazioni congiunte, molto spesso, o comunque di dibattito all'interno della Commissione.
C'è rammarico. C'è rammarico, Presidente. C'è rammarico verso il Governo, anche perché la nostra è una forza politica che avverte la necessità, con grande responsabilità, di ponderazione reale e non di chiusura preconcetta su proposte a volte anche non agevoli, a volte anche difficili, critiche, dove ad una comoda opposizione preferiamo sempre assumerci la responsabilità di qualche “sì”. Vedasi il rigassificatore di Piombino e altri provvedimenti su questioni che attengono tendenzialmente a temi energetici, ma non solo.
Resta un rammarico, resta una grande amarezza perché restano per esempio inascoltate le richieste che riguardano i comuni, le carenze sulle risorse dei comuni. Sappiamo tutti che cosa ci viene richiesto dai territori. Molti di noi hanno avuto percorsi nelle amministrazioni comunali e sanno bene quanto si soffre a livello comunale, quindi, sul Milleproroghe, lasciare inascoltata la voce e il grido di allarme da parte dei comuni è, a nostro avviso, politicamente delittuoso.
A titolo esemplificativo era stata segnalata, per esempio, la necessità di investimenti necessari sui ponti per il Po, che hanno visto invece la chiusura da parte del Governo. Eppure, non sono pretese di parte ma sono esigenze trasversali come questa che ho appena citato, così come altre.
Qualche risultato utile, dobbiamo dire, lo abbiamo ottenuto, qualche esito positivo. Vedi l'apertura sulle ZES o il finanziamento di fondi per i disturbi alimentari, ma poco. Poco, Presidente. Troppo poco con riferimento alla richiesta di allarme da parte del Paese.
Dobbiamo sottolineare che le presidenze delle Commissioni - questo va dato atto - hanno tutelato le prerogative parlamentari ma queste chiusure nel metodo da parte del Governo hanno evidenziato divergenze tra i gruppi di maggioranza che si riverberano sull'andamento dell'iter parlamentare e sui risultati, anche in termini di chiusura alle esigenze del Paese.
E dunque, Presidente, finché il Governo si arrogherà il diritto di effettuare le sue scelte solo attraverso scelte ministeriali, senza un confronto, un accoglimento delle istanze parlamentari, che tante volte coltivano interessi trasversali e possono produrre risultati virtuosi per il Paese, fino a quel momento non potremo che esprimere il nostro dissenso e, ovviamente, in questo senso, il voto contrario .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donno. Ne ha facoltà.
LEONARDO DONNO(M5S). Grazie, Presidente. Giovanni Paolo II diceva che la fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. Oggi il Governo viene qui a chiedere l'ennesima fiducia su un altro provvedimento; qui, in Parlamento. Ma lo dico chiaramente: il Governo Meloni non merita la nostra fiducia. Con il Milleproroghe abbiamo assistito al solito pressappochismo, ad una gestione pasticciata, caotica, improvvisata, tipica di un Governo che ha dimostrato più volte la propria incapacità, l'assenza di coraggio, di lungimiranza, di visione, su temi che poi sono strategici, importanti per il futuro del nostro Paese. Fiducia, quindi, dicevamo.
Proprio quella che quotidianamente viene, però, a mancare quando il Governo continua a raccontare menzogne, a nascondersi, anziché affrontare le emergenze del Paese che, da quattro anni, continua a non crescere. Ma questo a causa vostra.
Ci sono cittadini, famiglie, giovani, imprenditori, associazioni che da questo Governo vengono praticamente messi da parte. Dicevate, per esempio, che avreste aiutato gli imprenditori: oggi loro non si fidano più di voi. Non si fidano più di voi perché sono in crisi a causa vostra, a causa delle scelte scellerate in politica economica e industriale che hanno condannato il nostro Paese a tre anni consecutivi di calo della produzione industriale.
E ancora: dicevate di essere pronti ad aiutare i cittadini in difficoltà. Ma dove? Ma quando? Quando lo fate? Perché con voi in Italia - se non ve ne siete accorti - la povertà assoluta ha raggiunto livelli record, ha colpito quasi 6 milioni di cittadini italiani. E, allora, di che cosa vi vantate? Ma cosa festeggiate? Oggi milioni di italiani rinunciano a curarsi, per esempio. Con voi al Governo, praticamente ormai, ti puoi curare solo se ti rivolgi al privato, se hai i soldi, se te lo puoi permettere, se ti puoi pagare l'assistenza, l'assicurazione sanitaria. Questa è la realtà.
Ancora, andate a parlare - io dico - con chi ogni giorno va a fare la spesa. Fatevi spiegare da queste persone quanto è difficile riempire il carrello ogni giorno, perché i prezzi sono aumentati, sono volati alle stelle, ma di contro non sono aumentati i salari. E continuate a dire “no” vergognosamente anche al salario minimo.
E già che ci siete, andate a parlare con i nostri giovani, con i giovani neolaureati, per esempio. Spiegate perché il loro salario annuo lordo in Italia è di circa 32.000 euro l'anno e siamo terzultimi in Europa, da questo punto di vista. O non avete letto o avete fatto finta di non leggere questa ennesima, drammatica notizia?
E allora continuate con la favoletta, con la storiella che raccontate ai nostri ragazzi, ai nostri giovani, ossia che devono mettere su famiglia, che devono comprare casa, comprare la macchina, pagare l'assicurazione e le bollette. Ma come fanno con il lavoro che è precario e con le paghe da fame? Come fanno?
La verità è che i giovani hanno bisogno di avere un Governo dalla loro parte, di avere fiducia, di sapere che i sacrifici che stanno facendo servono a qualcosa, servono a garantire loro un futuro migliore, a vivere in un Paese dove possano essere premiati il duro lavoro, la competenza, la capacità.
E invece ai giovani - come quelli che oggi sono presenti in quest'Aula - voi date il cattivo esempio, perché per voi non valgono la meritocrazia e il lavoro, vale l'appartenenza ad un partito, vale la fedeltà al partito, o magari, se hai la “fortuna” - tra virgolette - di essere il figlio di qualche esponente di questa maggioranza, un giorno potrai ambire a diventare presidente dell'ACI. Capito? Questa è la situazione in questo Paese.
Ancora, parliamo di un'altra categoria che non ha più fiducia in voi: i pensionati. Sapete perché i pensionati non si fidano più di voi? Perché li avete presi in giro per anni, gli avete raccontato balle sull'abolizione della legge Fornero, gli avete raccontato che avreste aumentato a tutti le pensioni minime, a 1.000 euro al mese.
Non lo avete fatto perché la verità è che nella scorsa legge di bilancio le pensioni minime le avete aumentate di 3,50 euro in più al mese. Una miseria! Di contro, però, che cosa avete fatto? Giorgia Meloni ha regalato ai suoi Ministri e ai suoi Sottosegretari un bell'aumento di stipendio da 2.500 euro al mese. Questo siete voi, questa è la realtà. Dovreste provare un minimo di vergogna davanti a questi fatti, e invece nulla.
Allora, io dico: provate ogni tanto a uscire dai palazzi, a respirare l'aria del mondo reale, a parlare con i cittadini. Capireste che ogni giorno ci sono famiglie che non sanno come arrivare alla terza settimana del mese, non a fine mese. Come fanno, come devono fare a pagare il mutuo? E di contro devono leggere, però, notizie come quella apparsa qualche giorno fa sugli utili, sugli extraprofitti miliardari, ancora nel 2025, delle principali banche italiane; siamo a quasi 28 miliardi di euro nel solo 2025. E non avete avuto il coraggio di accettare la nostra proposta di tassare veramente gli extraprofitti delle banche per aiutare i cittadini in difficoltà.
E, allora, fatevi spiegare da questi cittadini e da questi imprenditori che cosa si prova quando si va in una banca e si viene umiliati; lo stato di frustrazione, di rabbia che si prova quando si sbatte la porta in faccia a questi cittadini che non ricevono un aiuto. Cittadini italiani che avrebbero bisogno di un Governo che tende loro la mano quando stanno sprofondando nel fango. Invece il Governo che fa? Prende la testa e gliela mette sotto il fango ai cittadini italiani.
Questa è la realtà, perché voi siete forti con i deboli e deboli con i forti.
Ancora, se non bastasse tutto quello che già state facendo o che non state facendo, avete tagliato il Fondo affitti - parlando sempre di giovani - agli studenti universitari. Ai giovani avete tolto le agevolazioni per l'acquisto della prima casa e poi parlate di Piano casa. Il Piano casa, l'unico che avete fatto, è quello per la casa, la villa di Salvini e Meloni. Questo è l'unico Piano casa che siete riusciti a mettere in piedi, perché tanto degli italiani e della casa degli italiani a voi non importa nulla.
Anche sul tema sicurezza, ennesimo tradimento: una campagna elettorale intera in cui avete promesso mari e monti. Oggi qual è la realtà del Paese? Aumenta la microcriminalità, i cittadini non si sentono al sicuro. Avete aumentato l'età pensionabile ai servitori dello Stato di tre mesi, ma non gli avete aumentato lo stipendio: no, quello no. Abbiamo una carenza: mancano 23.000 donne e uomini nelle Forze dell'ordine, e portate avanti norme liberticide, propagandistiche che vanno però a colpire le libertà individuali previste dalla nostra Costituzione per i cittadini.
Ancora, sull'immigrazione, su questo - guardate - veramente ridicoli e imbarazzanti: siamo passati dal blocco navale al nulla di fatto, perché non avete più idea di che cosa fare, di quali provvedimenti prendere per coprire i disastri che voi avete causato. Vi dicono qualcosa 300.000 migranti sbarcati negli ultimi tre anni da quando siete voi al Governo? O, davvero, ci volete ancora convincere che i centri in Albania “funzioneranno”? No, non funzionano, i centri in Albania sono un fallimento, un fallimento come tutte le politiche che avete messo in atto sul tema dell'immigrazione.
Ancora, Presidente, Giorgia Meloni dovrebbe occuparsi delle urgenze di questo Paese, un Governo serio dovrebbe fare questo; alcune le ho citate. E invece no, qual è la preoccupazione di Giorgia Meloni oggi? Arrivare ai pieni poteri a colpi di propaganda e bugie, alzando i toni, offendendo le istituzioni, coccolando le e i poteri forti perché si deve accreditare, attaccando campioni dell'antimafia come Cafiero De Raho, Scarpinato, il dottor Gratteri, puntando il dito contro chi osa criticare le decisioni del Governo, provando a reprimere il dissenso dentro e fuori del Parlamento.
È così, questa è la realtà, Presidente, perché loro l'hanno detto chiaramente: non vogliono essere disturbati. Questo è il clima in cui siamo costretti a lavorare.
E pensate - qui mi rivolgo ai cittadini - pensate se dovesse passare il referendum sulla giustizia che - diciamolo - non porterà alcun beneficio ai cittadini italiani, ma servirà solo a mettere la magistratura sotto il controllo di certa casta politica, la vostra casta politica. E per questo, allora, io invito i cittadini a votare tutti al referendum e a votare convintamente “no”.
Presidente, Giorgia Meloni è al Governo da ottobre 2022, ma i cittadini non ricordano una promessa mantenuta, un provvedimento che abbia migliorato veramente la loro vita. Doveva scardinare le tecnocrazie europee e invece è andata in Europa - siamo abituati - con il cappello in mano, a chinare il capo e obbedisce agli ordini degli Stati Uniti e delle tecnocrazie europee perché è diventata parte di esse. Oggi Meloni va a braccetto con la Germania, ci sta portando verso un piano di riarmo, decine di miliardi tolti alla sanità, alla scuola, a cose che servono al nostro Paese.
PRESIDENTE. Concluda.
LEONARDO DONNO(M5S). Concludo, Presidente. Servirebbe coraggio, oggi. Servirebbe un debito comune per l'industria, l'energia, la sanità, il . E allora diciamo: coraggio, Giorgia Meloni, non aver paura, fai valere l'interesse dell'Italia come nel 2020 ha fatto il Presidente Conte da Presidente del Consiglio, a testa alta e con la schiena dritta . Ma sappiamo che ovviamente questo non accadrà, essendo un Governo, purtroppo, di bugiardi e ipocriti.
Per tutte queste ragioni, Presidente, non possiamo avere alcuna fiducia in voi perché ogni provvedimento che state mettendo in atto è un completo fallimento e i fallimenti non meritano la nostra fiducia. Quindi, come gruppo MoVimento 5 Stelle voteremo convintamente “no” .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto tecnico statale “Pietro Branchina” di Adrano, in provincia di Catania . Gli diamo il benvenuto a Roma e auguriamo loro ogni fortuna.
Preciso che sono presenti in Aula tutti i deputati impegnati nella dichiarazione di voto a questo provvedimento. Quando saranno concluse le dichiarazioni di voto, l'Aula si riempirà e procederemo alle votazioni e alla parte successiva della seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Pino Bicchielli. Ne ha facoltà.
PINO BICCHIELLI(FI-PPE). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, signora Sottosegretaria, intervengo a nome di Forza Italia per annunciare il voto favorevole sulla questione di fiducia posta sul decreto Milleproroghe.
La struttura e la ripetitività lo rendono un provvedimento spesso definito tecnico, privo di spessore politico, ma, proprio nei provvedimenti apparentemente tecnici, si misura la serietà di una maggioranza e la capacità dello Stato di non interrompere il proprio cammino. Il Milleproroghe è, in realtà, uno strumento di responsabilità istituzionale: serve a garantire continuità amministrativa, certezza normativa e stabilità ai cittadini, agli enti locali, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.
In una fase complessa, come quella che attraversiamo, la stabilità delle regole diventa un valore politico, perché senza certezza normativa non c'è crescita, non c'è fiducia e non c'è investimento. Per questo, Forza Italia ha preso parte al suo esame parlamentare con uno spirito costruttivo, portando contributi concreti, migliorando il testo in Commissione e orientando le scelte verso quelle priorità che da sempre caratterizzano la nostra visione: c'è la crescita, i territori, la libertà economica, la cultura istituzionale. Noi non abbiamo vissuto questo passaggio come un adempimento formale, ma come un'occasione per incidere nel merito.
Il testo giunto al vaglio di quest'Aula è frutto di un accurato lavoro svolto in sede referente: un lavoro che ha visto l'approvazione di numerosi emendamenti migliorativi, anche di Forza Italia, che hanno reso questo decreto più vicino alle esigenze reali del Paese. Innanzitutto, voglio sottolineare un intervento che per noi ha un valore particolare: quello a sostegno del pluralismo dell'informazione e dell'accesso alla cultura. Mi riferisco alla norma che garantisce continuità alle agevolazioni tariffarie per la distribuzione postale di prodotti editoriali. È una misura importante perché tutela il pluralismo, aiuta il mondo dell'editoria, sostiene il Terzo settore e garantisce che l'informazione possa raggiungere tutti, anche nei territori più periferici o tra le fasce della popolazione meno digitalizzate. Non è una norma marginale: è una scelta di civiltà democratica.
Sempre sul terreno delle libertà e della qualità del nostro sistema democratico, abbiamo sostenuto e contribuito alla proroga del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. Si tratta di una proroga che garantisce continuità a un presidio storico di trasparenza istituzionale, assicurando, anche per il prossimo anno, la copertura dell'attività parlamentare attraverso il servizio attualmente in essere. È un segnale importante, perché consente di non interrompere un servizio che negli anni ha rappresentato uno strumento di accesso diretto ai lavori delle Camere. Pur in un quadro di razionalizzazione delle risorse, si è scelta la strada della continuità, evitando vuoti che avrebbero indebolito la fruibilità pubblica dell'attività parlamentare. Rendere accessibile il lavoro delle istituzioni significa rafforzare il rapporto di fiducia tra i cittadini e il Parlamento.
Accanto a questo, il provvedimento contiene misure importanti per il funzionamento dello Stato e per l'efficienza della pubblica amministrazione. Penso, ad esempio, alla proroga degli strumenti necessari alla digitalizzazione delle amministrazioni centrali, che consente di portare avanti progetti strategici, molti dei quali collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. È un passaggio fondamentale, perché innovazione e modernizzazione della macchina pubblica non sono slogan: richiedono continuità normativa e strumenti operativi.
Un altro intervento significativo riguarda gli enti locali. Grazie anche al contributo di Forza Italia si introducono norme che aiutano i comuni a gestire difficoltà concrete: dalla carenza di segretari comunali alla validità delle delibere sulla Tari, comunicate in ritardo per difficoltà amministrative. Sono misure pragmatiche che evitano blocchi amministrativi e danno ossigeno ai territori. Chi amministra sa anche che una proroga può fare la differenza tra un comune che funziona e uno che si paralizza.
E parlando di territori, signor Presidente, voglio soffermarmi su un tema che mi sta particolarmente a cuore: la sicurezza del territorio e il contrasto al dissesto idrogeologico. Il nostro Paese è un Paese fragile, esposto ai rischi dovuti alla sua conformazione idrogeologica, aggravati dagli eventi climatici. Ogni intervento che consente di proseguire i lavori di messa in sicurezza o di riqualificazione del territorio è un investimento sulla vita delle persone.
La proroga dei termini per numerosi interventi locali, comprese le cosiddette opere medie di messa in sicurezza e riqualificazione, vanno esattamente in questa direzione: evitare che ritardi burocratici o eventi climatici compromettano opere fondamentali per la sicurezza dei cittadini. La prevenzione non è sicuramente una voce di bilancio: è una scelta politica che salva vite e riduce costi futuri. Consentitemi anche - per il ruolo che ho l'onore di ricoprire come presidente della Commissione parlamentare dedicata al rischio sismico e idrogeologico - di richiamare anche l'attenzione su una disposizione che considero particolarmente rilevante, sempre in funzione della sicurezza e della mitigazione dei rischi: la proroga dell'operatività della struttura istituita presso il Dipartimento della Protezione civile per il monitoraggio e la gestione della situazione nell'area dei Campi Flegrei. Parliamo di uno dei contesti geologicamente più delicati d'Europa, che richiede continuità nell'azione dello Stato, capacità di coordinamento tra i livelli istituzionali e una costante attività di prevenzione e pianificazione. La scelta contenuta in questo provvedimento va proprio in questa direzione: rafforzare il presidio pubblico, sostenere gli enti territoriali e garantire ai cittadini un monitoraggio serio e responsabile di un fenomeno complesso come il bradisismo; e qui lo Stato non può permettersi pause né esitazioni. È un approccio che condividiamo pienamente, perché la sicurezza del territorio non può essere affrontata solo in chiave emergenziale: servono strumenti stabili, competenze, programmazione. Ed è proprio questo lo spirito con cui il Parlamento e il Governo stanno intervenendo. Un'attenzione evidenziata sin dall'inizio della legislatura con la costituzione, per la prima volta, proprio della Commissione e che si basa su un obiettivo primario: indagare le cause, gli errori, i meccanismi inceppati che hanno portato alle conseguenze degli eventi calamitosi degli scorsi anni, per superarli, correggerli ed evitare che si ripetano. Un obiettivo importante, che si inserisce, però, in un più ampio approccio alla tematica, che richiede anche un cambiamento culturale: dal fatalismo dell'emergenza alla consapevolezza della prevenzione.
L'attenzione alla sicurezza del territorio si collega a un'altra grande questione nazionale: il Mezzogiorno. Il Sud non ha bisogno di promesse astratte, ma di strumenti che permettono ai progetti di andare avanti, ai cantieri di non fermarsi e agli investimenti di concretizzarsi. In questo decreto troviamo misure che consentono di proseguire interventi commissariali importanti, di rafforzare strutture operative, di garantire continuità a processi di rigenerazione urbana e sociale. Per Forza Italia, il Mezzogiorno non è un tema di circostanza: è una priorità politica. Significa infrastrutture, sicurezza del territorio, opportunità per i giovani, sostegno agli enti locali e valorizzazione del patrimonio culturale.
C'è poi un altro aspetto che merita di essere evidenziato: il sostegno alla capacità amministrativa dei territori e alla cooperazione tra i comuni. La proroga e il rafforzamento dei contributi per le fusioni dei comuni, ad esempio, rappresentano un incentivo alla razionalizzazione e all'efficienza amministrativa, senza penalizzare le identità locali. Allo stesso modo, l'attenzione ai piccoli comuni, soprattutto quelli delle aree interne, è un segnale politico importante. L'Italia non è fatta solo di grandi città, ma è fatta di tante comunità, borghi e territori, che insieme tengono tutto il tessuto sociale del Paese. Aiutarli a funzionare meglio significa difendere l'equilibrio nazionale.
Signor Presidente, questo decreto dimostra anche un metodo di lavoro che noi riteniamo positivo: il Parlamento che migliora i testi, la maggioranza che ascolta e il Governo che accompagna questo lavoro con responsabilità. È un metodo che rafforza le istituzioni e restituisce centralità all'Aula. È la dimostrazione che quando le istituzioni collaborano i risultati arrivano. Naturalmente sappiamo benissimo che il Milleproroghe non risolve tutti i problemi, ma non è questo il suo compito. Consente, però, al Paese di non fermarsi, di proseguire progetti, di evitare vuoti normativi e di accompagnare riforme più ampie. Ed è proprio questo il punto politico.
La fiducia che oggi votiamo non è solo su un decreto: è una fiducia nel percorso di Governo che la maggioranza sta portando avanti. Forza Italia è parte integrante di questo percorso: lei, con la propria identità europeista, liberale e garantista, profondamente legata ai territori e alla cultura democratica del nostro Paese. Siamo convinti che la stabilità del Governo sia un valore per l'Italia, soprattutto in una fase storica complessa come quella che stiamo vivendo.
Concludo, signor Presidente. Il Milleproroghe che oggi votiamo è il risultato di un lavoro parlamentare serio: contiene misure utili per i cittadini, per gli enti locali, per il mondo dell'informazione, per la modernizzazione dello Stato e per la sicurezza dei territori.
Per queste ragioni e per il sostegno convinto a un percorso di Governo fondato su stabilità, responsabilità e riforme concrete, annuncio il voto favorevole di Forza Italia alla questione di fiducia .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bordonali. Ne ha facoltà.
SIMONA BORDONALI(LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Sottosegretarie presenti, annuncio fin da subito il voto favorevole del gruppo Lega alla fiducia al Governo per l'approvazione del decreto cosiddetto Milleproroghe. Le motivazioni sono numerose, perché numerosi sono gli articoli che vanno a migliorare norme già presenti e già votate dal Governo e dal Parlamento, ma mi voglio soffermare su tre temi che stanno particolarmente a cuore alla Lega.
Inizierei dall'articolo 1, che riguarda l'autonomia differenziata. Presidente, tramite lei, vorrei rispondere anche al collega Penza, che era intervenuto in discussione generale sostenendo, ancora una volta, quella ricostruzione secondo la quale noi vogliamo dividere il Paese attraverso l'autonomia differenziata. Prima di tutto vorrei ricordare al collega Penza, tramite lei, Presidente, che non è andare contro la Lega andare contro l'autonomia differenziata, ma è andare contro la Costituzione, visto che è prevista dalla Costituzione; è andare contro 5,5 milioni di cittadini lombardi e veneti che, nel 2017, hanno votato al referendum per l'autonomia; è andare contro 10 regioni che hanno iniziato il percorso dell'autonomia, regioni che rappresentano circa l'80 per cento della cittadinanza.
E, in più, voglio ricordare al collega Penza che, di fatto, oggi l'Italia è divisa, oggi l'Italia va a due velocità, e questo non è corretto nei confronti di numerosi cittadini che non ricevono gli stessi servizi e non hanno gli stessi diritti di altri. È per questo che per noi è fondamentale avere l'autonomia differenziata, che prevede, per la prima volta, che vengano utilizzati i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, cioè quegli standard minimi che vengono garantiti a tutti i cittadini. Ecco, cari colleghi, oggi quei livelli minimi non ci sono per tutti i cittadini italiani : grazie all'autonomia, verranno finalmente inseriti. Ed è questo il vantaggio, è questa la vera unità. La differenza sul territorio c'è oggi. Ci sarà l'unità, ma, soprattutto, l'unità dei diritti di tutti i cittadini. E noi, con questo provvedimento, diamo tempo alla Cabina di regia per la definizione dei LEP di procedere con i propri lavori per tutto il 2026.
Altro tema che ci sta particolarmente a cuore riguarda le Forze dell'ordine. Nell'ultimo periodo, improvvisamente, la sinistra si è resa conto che ci sono problemi di sicurezza, che ci sono problemi di immigrazione sul nostro territorio, però continua con una serie - concedetemelo - di bugie. Sappiamo che, tante volte, quando le bugie vengono ripetute più volte, si rischia che diventino delle verità, quindi diciamo come stanno realmente le cose. Relativamente al problema legato alla sicurezza, per cui la sinistra ci dice “voi non avete investito sulle Forze dell'ordine”, vogliamo ricordare i numeri. Dopo il blocco delle assunzioni voluto dalla sinistra, e quindi il blocco del - coloro che non potevano più rimpiazzare coloro che andavano in pensione -, finalmente, con questo Governo, nell'ultimo triennio, abbiamo assunto 39.000 operatori nuovi e 30.000 nuovi ingressi sono programmati nel 2027 per fronteggiare il numero dei pensionamenti, noto, ma sottovalutato da chi ci ha preceduto, che, invece, aveva tagliato il e assunto meno operatori delle Forze dell'ordine.
Poi ci dite, ennesima bugia: non riconoscete quello che fanno le Forze dell'ordine e non le valorizzate. Ebbene, voglio ricordare, cari colleghi, che è stato stipulato il contratto collettivo di lavoro del comparto per il periodo 2022-2024 con un miliardo di euro, ma l'abbiamo rinnovato e iscritto già a bilancio con le risorse per l'ulteriore suo rinnovo nel prossimo triennio: mai successo, già previste le risorse per il prossimo triennio. Quindi smentiamo anche quello che dite, perché siamo intervenuti anche per quanto riguarda l'ambito previdenziale. Con questo decreto diamo un'ulteriore vicinanza al comparto, prevedendo la proroga per quanto riguarda le assunzioni.
Ma c'è un altro tema sul quale è stato detto tanto, e voglio intervenire di nuovo. La sinistra adesso si rende conto che c'è un problema sicurezza e comincia, forse, ad ammettere che il problema sicurezza è legato al problema dell'immigrazione clandestina, anche perché lo certificano i dati, è difficile dire il contrario: gli stranieri sono responsabili del 35 per cento dei reati, con picchi più alti in alcune città e, soprattutto, con picchi più alti riguardo a determinati delitti, i più deprecabili, come la violenza sessuale, a fronte del 9 per cento della loro presenza.
Però, forse, la sinistra non si ricorda cosa accadde nella XVII legislatura, quando il Governo organizzò quelle varie operazioni navali - le ricordate? -, che favorirono l'arrivo in Italia di oltre 650.000 clandestini. Ecco, in quel periodo, cari colleghi - forse ve lo siete dimenticato, ma vi invito ad andare a rivedere i dati del Viminale -, i reati commessi erano superiori del 18 per cento, gli omicidi più alti del 33 per cento, i migranti sbarcati erano il triplo e tre volte era il numero di coloro che morivano in mare . Forse questi dati dovreste rivederli.
Poi vi fu la flessione con il Ministro Salvini, con il quale vennero quasi azzerati gli sbarchi, e poi, pian piano, con il Governo che vedeva il Ministro Lamorgese, aumentarono, perché vennero smantellati i decreti Sicurezza e Immigrazione. Però abbiamo riportato nuovamente - e i dati che abbiamo, pubblicati dal Viminale lo scorso 10 febbraio lo certificano - la diminuzione degli arrivi e l'aumento dei rimpatri; aumento dei rimpatri che è possibile solo grazie alla presenza dei Centri per il rimpatrio, i famosi CPR, che la sinistra, in ogni occasione, tenta di smantellare con interventi ed emendamenti .
Ma non solo la sinistra parlamentare tenta di smantellarli, perché, guarda caso, negli ultimi giorni, sono emerse delle vicende abbastanza inquietanti che sembrano avere un filo conduttore, ovvero fare le barricate per chiudere i CPR. Il primo episodio fa riferimento ai due PM che hanno condannato ad un anno di reclusione la direttrice del CPR di Torino perché non evitò il suicidio di un giovane guineano, riconoscendo ai familiari, quindi, oltre 420.000 euro. Al di là del risarcimento e al di là del giovane, per il quale ovviamente a tutti dispiace, però vi chiedo, cari colleghi: chi si prenderà il compito di guidare queste strutture, se si può rischiare di finire imputati? Questo è un problema.
Il secondo episodio, del quale si è parlato anche poco ultimamente, riguarda le indagini in corso a Ravenna, che stanno portando a galla una prassi consolidata che vedrebbe medici emettere falsi certificati per impedire il trasferimento degli stranieri irregolari nei CPR per il successivo rimpatrio. C'è poco da stupirci, cari colleghi, se pensiamo, ad esempio, che la Società italiana di medicina delle migrazioni da anni esorta i medici a dare un parere negativo sull'idoneità degli stranieri al trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio prima dell'espulsione. E così si scopre che un senegalese irregolare di 25 anni, che era stato fermato dopo aver molestato 7 donne nelle vicinanze della stazione di Ravenna, è stato poi salvato dal rimpatrio grazie a un certificato medico che lo ha dichiarato inidoneo alla permanenza in un CPR, oppure un gambiano, anche lui irregolare, che aveva distrutto la pensilina di un bus urbano, ma che aveva avuto il salvacondotto medico. Anche l'omicida della diciannovenne Aurorali Livoli fu salvato dal rimpatrio proprio grazie a delle certificazioni mediche. Anche, al momento, questo episodio non è riconducibile all'indagine in corso a Ravenna, però riguarda anche questo.
Ecco, i Centri per il rimpatrio servono per rimpatriare chi non ha diritto di restare nel nostro Paese, chi ha commesso reati, chi è pericoloso. Ma abbiamo visto, Presidente, che, oltre ai colleghi di quest'Aula, della sinistra, che cercano di bloccarli, un aiutino arriva anche da fuori. Per tutti questi motivi…
PRESIDENTE. Concluda.
SIMONA BORDONALI(LEGA). …Presidente, perché noi continueremo anche in questo decreto ad accelerare la realizzazione di nuovi centri di permanenza, voteremo “sì” a questo provvedimento
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti del 5° Circolo Didattico Statale “Maria Montessori” di Giugliano, provincia di Napoli, in Campania, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenuti a Roma. Li ringraziamo e gli auguriamo ogni fortuna .
Precisiamo che, in questo momento, sono presenti in Aula soprattutto i deputati coinvolti nelle dichiarazioni di voto su questo provvedimento. A breve ci saranno anche le votazioni e l'Aula si riempirà.
Ha chiesto di parlare la deputata Maria Cecilia Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Credevo che questa fosse la dichiarazione di voto sulla fiducia e, invece, ho capito che è un tema libero. Va bene, comunque
Allora, trascinato dall'euforia per le Olimpiadi invernali, anche il Governo è voluto salire sul podio. Medaglia d'oro per il numero di fiducie richieste: 108; 108, incredibile, 108 per quasi più di 100 decreti, eppure non siamo in una situazione di emergenza, dal momento che è il Governo a dirci che tutto va bene.
Il collega Maiorano di Fratelli d'Italia, poi, nella sua discussione generale ha dichiarato che, per colpa nostra, cioè dell'opposizione, sono stati tagliati 50 o 100 dei loro emendamenti. Già la confusione sul numero la dice lunga, ma il collega dovrebbe sapere che è il Governo, che sono i relatori che non hanno mai dato il parere su quegli emendamenti. Noi che cosa c'entriamo e perché non li votiamo quegli emendamenti, oggi, in Aula? Perché il Governo ha messo la fiducia
Vediamo, allora, cosa c'è dentro questo decreto. Ci sono delle cose che non vanno per niente bene e proprio dall'origine. La prima cosa che vorrei ricordare è la proroga, cioè il differimento del nuovo sistema per la presa in carico e l'assistenza delle persone anziane non autosufficienti, che entrerà in vigore solo nel 2028.
Viene, infatti, rinviato il decreto che doveva disciplinare l'accesso ai punti unici di accesso, il funzionamento dell'unità di valutazione multidimensionale e così via. Con questo ennesimo slittamento il Governo mostra di non rendersi conto dell'urgenza - questa sì - di una riforma che riguarda i diritti di milioni di persone e dei loro familiari.
Il secondo elemento che c'è e non dovrebbe esserci riguarda i livelli essenziali delle prestazioni. Si stabilisce che, anche nel 2026, l'attività istruttoria per la definizione dei LEP e dei relativi costi e fabbisogni standard è posta sotto il controllo del Ministro per gli Affari regionali.
Si conferma, cioè, ancora una volta, la confusione - che abbiamo visto anche nell'intervento che mi ha preceduto - tra il processo di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, a garanzia dell'uguaglianza dei diritti sul territorio nazionale, e il processo di autonomia differenziata che, semmai, dovrebbe avvenire solo a valle di quella definizione. La norma è una palese forzatura, anche perché il disegno di legge che dovrebbe affrontare il tema dei livelli essenziali delle prestazioni è in discussione al Senato ed è in quella sede che avrebbe dovuto essere definito in modo organico il ruolo della struttura tecnica.
Ci sono cose in questo decreto che sono invece positive, perché sono state introdotte nei lavori della Commissione anche grazie ai nostri emendamenti e che voglio ricordare brevemente senza poter fare un'esaustiva discussione di tutto il decreto. Sono state prorogate alcune norme a favore degli enti locali, tra cui richiamo la proroga del contributo ai comuni che risultano dalle fusioni. Ci sono anche alcune norme importanti, per quanto molto insufficienti, rispetto all'emendamento che io stessa avevo proposto per quanto riguarda i segretari comunali e provinciali, per cui abbiamo 2.385 sedi vacanti, di cui 1.670 solo nei piccoli comuni.
È stato approvato, proprio all'ultimo momento, un emendamento a sostegno di che, come sappiamo, svolge un ruolo essenziale, anche se i fondi messi a disposizione sono la metà di quelli necessari alla sua sopravvivenza. È stata approvata anche - dopo che era stata messa e tolta dal decreto - la decontribuzione per le ZES, i giovani e le donne, che sembravano appunto ormai dimenticati, mentre noi sappiamo e sosteniamo che costituiscono un incentivo importante per lo sviluppo del Meridione. È stata, però, inserita una riformulazione del nostro emendamento assolutamente peggiorativa: per ZES e giovani la proroga riguarda solo quattro mesi, invece che un anno, e solo al 70 per cento, invece che al 100 per cento.
Quindi, ancora una volta, anche in questo decreto, il Governo testimonia la sua sostanziale indifferenza nei confronti del Mezzogiorno; indifferenza che non ci stancheremo mai di sottolineare, perché emerge da tanti dei provvedimenti presi.
In questo decreto ci sono molte cose che mancano e sarebbero state invece necessarie. Di molte ha già parlato l'onorevole Casu nel suo intervento. Le richiamo solo per titoli e rimando all'intervento stesso per l'approfondimento: la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione a tutti i livelli e in tutti i settori. Non è arrivato niente. Sappiamo che nel decreto PNRR ci sarà un importante provvedimento per i lavoratori precari della giustizia, ma anche lì non sarà per tutti, sarà nel limite delle facoltà assunzionali del Ministero, quindi senza un euro in più e solo per posizioni Quindi, questi lavoratori passeranno da una precarietà, il tempo definito, a un'altra precarietà, il tempo parziale.
Allo stesso modo, ricordava Casu, l'indifferenza rispetto alle esigenze che riguardano la proroga delle graduatorie e gli scorrimenti degli idonei.
Ma Casu sottolineava anche cose che mancano e sarebbero state necessarie per rimediare o eliminare errori compiuti dal Governo in atti precedenti. Ha parlato lungamente del caso dei pacchi, che è veramente paradossale. Stiamo perdendo mercato tutti sanno che è stato un provvedimento sbagliato, ma non si è colta l'occasione per eliminarlo. È stata solo fatta una promessa, vedremo se sarà una promessa mantenuta.
Sulle aree interne montane, il Governo ha deciso di non venirci incontro ed è andato diritto con il fatto di avere eliminato dalla “montagnosità” 700 comuni, ma non ci dice niente su quelle che saranno le conseguenze - ne cito solo una -, perché non si tratta solo di perdere qualche finanziamento, ma, ad esempio, per molti di questi comuni, si tratta di non poter usufruire delle deroghe alla formazione delle classi: vuol dire scuole chiuse, vuol dire che queste zone fragili del nostro Paese si troveranno ancora più marginalizzate. È un problema serissimo, che non si è colta l'occasione di affrontare.
Vorrei poi citare il tema delle polizze assicurative: il Governo ha concesso una proroga - non si sa perché - solo alle imprese turistico-ricettive, ma, ad esempio, non a quelle termali. Ma perché? Niente per le piccole imprese, niente per includere, fra i rischi coperti, anche le mareggiate, nonostante si sia visto, con i tragici fatti siciliani, che questa è una catastrofe naturale che dovrebbe essere assicurata, perché comporta rischi e costi molto elevati.
Non si è fatto poi niente per rimediare a quell'obbrobrio della norma inserita nelle leggi di bilancio, che permette la portabilità delle posizioni maturate presso fondi pensione negoziali, compreso il contributo del datore di lavoro.
Si tratta di un mega regalo a banche ed assicurazioni, come segno di riconoscenza del contributo dato per finanziare la legge di bilancio ma i fondi negoziali sono molto più convenienti per i lavoratori: lo dice la Covip. Secondo la Covip, a seguito di versamenti, ad esempio, per 35 anni, il capitale finale maturato in un fondo negoziale è pari a ben 40.000 euro in più rispetto a un fondo individuale, un PIP, e poco meno di 30.000 euro in più rispetto a un fondo aperto. Cosa vogliamo fare a questi lavoratori? Diciamo “fatevi la previdenza integrativa” e poi permettiamo che agguerrite reti commerciali li piazzino presso strumenti che sono assolutamente negativi per loro. Avevamo chiesto tempo per un ripensamento, ma non ci è stato concesso.
Avevamo anche chiesto di spostare, almeno di un anno, il pesante taglio retroattivo che il Governo ha riservato ai compensi dei CAF. Anche in questo caso è una cosa clamorosa: i CAF gestiscono l'80 per cento dei modelli 730, si vedranno ridurre i rimborsi per milioni di dichiarazioni già fatte, già elaborate, già trasmesse.
Questo significa mettere a rischio organici e sportelli territoriali. È una vigliaccata colpire e, per i prossimi anni, significherà indubbiamente aumentare i costi per gli utenti, specie per quelli che non hanno il grado di competenze digitali sufficienti per il fai da te. La vostra risposta è stata un grande “no”.
Voglio citare, inoltre, anche quanto è avvenuto per quanto riguarda i ponti sul Po, perché anche questa è una storia che va ricordata. C'è stato un al Senato, dove un membro della maggioranza, non dell'opposizione, ha chiesto conto a Salvini dei tempi necessari per la costruzione di questi ponti.
Cosa ha detto il Ministro? Il Ministro ha detto: oggi stesso il decreto necessario per poter andare avanti è stato emanato. L'oggi di Salvini era il 28 gennaio, ma il decreto, che è un decreto interministeriale, ancora non c'è. Quindi, in definitiva, per quello che c'è e per quello che non c'è in questo decreto Milleproroghe, la nostra fiducia non la possiamo e non la vogliamo assolutamente dare .
PRESIDENTE. Passiamo all'ultima dichiarazione di voto. Ha chiesto di parlare la deputata Carmen Letizia Giorgianni. Ne ha facoltà.
CARMEN LETIZIA GIORGIANNI(FDI). Grazie, Presidente. Rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, il provvedimento che oggi l'Aula si appresta ad approvare non è un mero documento tecnico, non è, come dire, solo una proroga di scadenze, ma è uno strumento essenziale per il funzionamento dello Stato, perché garantisce continuità amministrativa, stabilità normativa e certezza operativa per amministrazioni, enti locali, imprese e cittadini. Perché, in un ordinamento complesso come il nostro, coordinare, come dire, le scadenze significa fare democrazia oltre che efficienza.
Come dicevamo prima, non è un rito burocratico, ma è l'unico modo per evitare vuoti normativi, contenziosi, blocchi operativi di cui risentirebbero soprattutto le amministrazioni, gli enti locali, le imprese e i cittadini. Allora, il testo giunge all'esame dell'Assemblea dopo un confronto nelle Commissioni che ha portato all'approvazione di più di 200 emendamenti che hanno completato e impreziosito il testo.
I tempi erano noti, il confronto sul merito c'è stato, la fiducia però non chiude il dibattito, impedisce solo che scadenze essenziali in qualche maniera possano portare poi alla paralisi. La fiducia, quindi, non chiude il dibattito, e, come è stato detto anche dalla Sottosegretaria Siracusano, le questioni rimaste aperte non vengono accantonate, ma saranno oggetto di ulteriore confronto con i gruppi parlamentari per recuperare, in qualche maniera, anche alcune di queste nei prossimi provvedimenti.
Come dicevamo prima, questo decreto non interviene in una dimensione, come dire, astratta, ma su un sistema amministrativo reale e che deve continuare ad essere operativo: amministrazioni centrali, oltre 8.000 comuni, enti territoriali, strutture commissariali e apparati essenziali per lo Stato. Qui non si prorogano capricci, ma permettiamo allo Stato di continuare a funzionare. L'articolo 1 chiarisce tutto questo con nitidezza: proroghiamo le attività istruttorie chiave, quelle sui livelli essenziali delle prestazioni, le gestioni commissariali, gli interventi che non possono assolutamente fermarsi.
Se una scadenza salta non è solo un vuoto burocratico, ma è Bagnoli che resta inquinato, le baraccopoli di Messina che restano ferme, i Campi Flegrei che rischiano frane, opere sanitarie e infrastrutturali che restano sulla carta, progetti già partiti, soldi già spesi e cittadini che aspettano mesi per opere che, in qualche maniera, incidono concretamente nella loro vita quotidiana. Quindi, non proroghiamo per fare scena, proroghiamo affinché lo Stato continui a funzionare. Con questo decreto lo Stato mantiene le promesse fatte ai cittadini: dal risanamento delle aree di interesse nazionale, come l'isola de La Maddalena, alla realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa.
L'obiettivo è chiaro: non interrompere ciò che è già partito, non buttare risorse e non tradire la fiducia di chi crede. Sui livelli essenziali delle prestazioni serve chiarezza senza ambiguità ideologiche. I LEP non dividono il Paese, semmai lo tengono unito, sono la garanzia che i diritti fondamentali non restino sulla carta, ma siano reali e uguali da Nord a Sud. La proroga serve a definire un lavoro tecnico pulito, fabbisogni, costi e standard. Difendere i LEP significa difendere l'uguaglianza sostanziale tra cittadini e non solo quella, come dire, teorica.
Con l'articolo 2 il decreto tocca un nodo decisivo: il personale. La proroga delle graduatorie, in particolare, quella del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il differimento dei termini per le assunzioni delle forze di Polizia evitano vuoti negli organici e garantiscono che ci sia la presenza dello Stato sul territorio: una condizione fondamentale per la sicurezza dei nostri cittadini. L'alternativa sarebbe semplice quanto irresponsabile: bloccare assunzioni già autorizzate e rallentare i servizi essenziali.
Sulle graduatorie, poi, serve serietà. La pubblica amministrazione non ha bisogno di rigidità che poi blocchino tutto, ha bisogno di programmazione, di efficienza e non di regole che mantengano tutto fermo. Questo decreto tutela i piccoli comuni, non spreca professionalità già selezionate e garantisce continuità nelle assunzioni. Non è un regalo, ma è fare in modo che un Paese, ad esempio, di mille anime abbia il vigile, abbia il medico, cioè abbia tutto ciò che serve per funzionare, per non fermarsi. Molte proroghe, infatti, come dicevamo, rispondono a bisogni veri, come il disallineamento tra le scadenze normative e la capacità amministrativa degli enti locali. Anche la deroga sui termini Tari va letta così: non uno stravolgimento del sistema, ma una tutela della continuità dei servizi ai cittadini.
Sul piano fiscale, poi, non c'è alcuna improvvisazione: il decreto si inserisce in maniera perfetta, in maniera coerente nell'attuazione della riforma fiscale. Il differimento dell'abrogazione della rettifica IVA per masse evita complicazioni amministrative e contenziosi assolutamente inutili. Non è un rinvio fine a se stesso, ma è una misura di buonsenso che tutela il sistema produttivo e mette la riforma a regime.
Poi c'è una scelta politica chiara sul lavoro e sull'occupazione: con l'articolo 14 vengono progettati il giovani e il ZES ed è confermato il donne. Si premia l'occupazione reale, si dà certezza alle imprese, si dà certezza al Mezzogiorno con strumenti che funzionano. Non assistenzialismo, come abbiamo sempre fatto, ma lavoro. Non proroghe indistinte ma misure, in qualche maniera, mirate, che creano occupazione vera. Il decreto interviene anche sulla sanità con una scelta, direi, di responsabilità. La proroga dello scudo penale sanitario garantisce certezza giuridica agli operatori in un contesto di carenza di personale.
Le misure sul reclutamento e sulle incompatibilità vanno nella stessa direzione: evitare reparti scoperti, ridurre le liste d'attesa e soprattutto valorizzare le competenze. Quindi, la cifra politica di questo decreto è chiara: evitare che certe rigidità burocratiche rallentino investimenti, servizi e produttività. Come dire, la fiducia non è una scorciatoia, ma è uno strumento di responsabilità per dare certezze immediate a un quadro normativo che entra nella vita di milioni di cittadini.
Fratelli d'Italia, quindi, rivendica questa scelta. Mentre si costruiscono riforme profonde, riforme determinanti, si garantisce comunque che il Paese continui a funzionare: questa è la differenza tra chi governa e chi sa solo far polemica e commentare. Per queste ragioni, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, esprimiamo voto favorevole alla questione di fiducia posta dal Governo, confermando un sostegno pieno e convinto all'azione di questo Governo, fondata su responsabilità, concretezza e soprattutto sull'interesse nazionale .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.
Ricordo che, come convenuto in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, la votazione per appello nominale avrà luogo a partire dalle ore 14. Pertanto, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione sulla questione di fiducia.
Indico la votazione per appello nominale sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo delle Commissioni, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
Ricordo che l'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale la chiama avrà inizio è stata già effettuata dalla Presidenza nella seduta di venerdì 20 febbraio. La chiama pertanto avrà inizio dal deputato Bruno.
Invito i deputati Segretari a procedere alla chiama.
(Segue la chiama).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo delle Commissioni, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia:
Presenti: ……………….. 273
Votanti: ………………… 270
Astenuti: ……………….. 3
Maggioranza: …………... 136
Hanno risposto : ……… 177
Hanno risposto : ……… 93
La Camera approva.
Si intendono così precluse tutte le proposte emendative presentate.
sì:
Albano Lucia
Almici Cristina
Ambrosi Alessia
Amich Enzo
Amorese Alessandro
Antoniozzi Alfredo
Arruzzolo Giovanni
Bagnasco Roberto
Baldelli Antonio
Barabotti Andrea
Barelli Paolo
Battilocchio Alessandro
Bellomo Davide
Benigni Stefano
Benvenuti Gostoli Stefano Maria
Benvenuto Alessandro Manuel
Bergamini Davide
Bergamini Deborah
Bicchielli Pino
Bignami Galeazzo
Billi Simone
Bisa Ingrid
Bof Gianangelo
Bordonali Simona
Boscaini Maria Paola
Bruzzone Francesco
Buonguerrieri Alice
Calovini Giangiacomo
Cangiano Gerolamo
Cannata Giovanni Luca
Cannizzaro Francesco
Caparvi Virginio
Cappellacci Ugo
Caramanna Gianluca
Caretta Maria Cristina
Carfagna Maria Rosaria
Caroppo Andrea
Casasco Maurizio
Castiglione Giuseppe
Cattaneo Alessandro
Cattoi Vanessa
Cavandoli Laura
Cavo Ilaria
Cerreto Marco
Cesa Lorenzo
Chiesa Paola Maria
Ciancitto Francesco Maria Salvatore
Ciocchetti Luciano
Coin Dimitri
Colosimo Chiara
Colucci Alessandro
Comaroli Silvana Andreina
Comba Fabrizio
Congedo Saverio
Coppo Marcello
Cortelazzo Piergiorgio
Crippa Andrea
D'Attis Mauro
De Bertoldi Andrea
De Corato Riccardo
De Monte Isabella
De Palma Vito
Deidda Salvatore
Di Giuseppe Andrea
Di Maggio Grazia
Di Mattina Salvatore Marcello
Dondi Daniela
Donzelli Giovanni
Fascina Marta Antonia
Ferrante Tullio
Filini Francesco
Formentini Paolo
Frassini Rebecca
Frijia Maria Grazia
Furgiuele Domenico
Gabellone Antonio Maria
Gatta Giandiego
Gava Vannia
Gemmato Marcello
Gentile Andrea
Giaccone Andrea
Giagoni Dario
Giglio Vigna Alessandro
Giordano Antonio
Giorgianni Carmen Letizia
Giovine Silvio
Gori Irene
Iaia Dario
Iezzi Igor
Kelany Sara
La Salandra Giandonato
Lampis Gianni
Lancellotta Elisabetta Christiana
Latini Giorgia
Lazzarini Arianna
Leo Maurizio
Loizzo Simona
Longi Eliana
Loperfido Emanuele
Lovecchio Giorgio
Lucaselli Ylenja
Maccanti Elena
Maccari Carlo
Maerna Novo Umberto
Maiorano Giovanni
Malagola Lorenzo
Malaguti Mauro
Mantovani Lucrezia Maria Benedetta
Marchetto Aliprandi Marina
Mascaretti Andrea
Maschio Ciro
Matera Mariangela
Matone Simonetta
Matteoni Nicole
Mattia Aldo
Maullu Stefano Giovanni
Mazzi Gianmarco
Michelotti Francesco
Miele Giovanna
Milani Massimo
Molinari Riccardo
Montaruli Augusta
Montemagni Elisa
Morgante Maddalena
Mura Francesco
Nevi Raffaele
Nisini Tiziana
Osnato Marco
Padovani Marco
Pagano Nazario
Palombi Alessandro
Pella Roberto
Pellicini Andrea
Perissa Marco
Pierro Attilio
Pietrella Fabio
Pisano Calogero
Pittalis Pietro
Pizzimenti Graziano
Polo Barbara
Pulciani Paolo
Raimondo Carmine Fabio
Ravetto Laura
Rixi Edoardo
Rizzetto Walter
Roccella Eugenia
Roscani Fabio
Rossello Cristina
Rossi Angelo
Rossi Fabrizio
Rosso Matteo
Rotelli Mauro
Rubano Francesco Maria
Ruspandini Massimo
Russo Gaetana
Russo Paolo Emilio
Saccani Jotti Gloria
Sala Fabrizio
Sbardella Luca
Schiano Di Visconti Michele
Semenzato Martina
Siracusano Matilde
Sorte Alessandro
Squeri Luca
Tassinari Rosaria
Tenerini Chiara
Testa Guerino
Trancassini Paolo
Tremaglia Andrea
Urzi' Alessandro
Varchi Maria Carolina
Vietri Imma
Vinci Gianluca
Ziello Edoardo
Zoffili Eugenio
Zucconi Riccardo
Zurzolo Immacolata
no:
Alifano Enrica
Amato Gaetano
Appendino Chiara
Bakkali Ouidad
Barbagallo Anthony Emanuele
Berruto Mauro
Boldrini Laura
Bonafè Simona
Bonelli Angelo
Bonetti Elena
Bonifazi Francesco
Braga Chiara
Cantone Luciano
Caramiello Alessandro
Caso Antonio
Casu Andrea
Cherchi Susanna
Ciani Paolo
Colucci Alfonso
Cuperlo Gianni
Curti Augusto
D'Alessio Antonio
D'Alfonso Luciano
De Luca Piero
De Maria Andrea
De Micheli Paola
Del Barba Mauro
Di Biase Michela
Donno Leonardo
D'Orso Valentina
Fede Giorgio
Ferrari Sara
Fontana Ilaria
Forattini Antonella
Fornaro Federico
Ghio Valentina
Ghirra Francesca
Gianassi Federico
Girelli Gian Antonio
Giuliano Carla
Gnassi Andrea
Graziano Stefano
Grimaldi Marco
Grippo Valentina
Gubitosa Michele
Guerra Maria Cecilia
Iaria Antonino
Lacarra Marco
Laus Mauro Antonio Donato
Madia Maria Anna
Malavasi Ilenia
Manzi Irene
Mari Francesco
Marino Maria Stefania
Mauri Matteo
Merola Virginio
Morassut Roberto
Morfino Daniela
Pandolfo Alberto
Pastorino Luca
Pavanelli Emma
Pellegrini Marco
Peluffo Vinicio Giuseppe Guido
Penza Pasqualino
Perantoni Mario
Piccolotti Elisabetta
Prestipino Patrizia
Provenzano Giuseppe
Quartapelle Procopio Lia
Quartini Andrea
Ricciardi Marianna
Ricciardi Riccardo
Roggiani Silvia
Romeo Nadia
Rossi Andrea
Ruffino Daniela
Sarracino Marco
Schlein Elly
Scotto Arturo
Silvestri Francesco
Simiani Marco
Sottanelli Giulio Cesare
Soumahoro Aboubakar
Speranza Roberto
Sportiello Gilda
Stefanazzi Claudio Michele
Stumpo Nicola
Tabacci Bruno
Torto Daniela
Traversi Roberto
Vaccari Stefano
Viggiano Francesca
Zaratti Filiberto
Gebhard Renate
Manes Franco
Steger Dieter
Ascani Anna
Bagnai Alberto
Barzotti Valentina
Battistoni Francesco
Bellucci Maria Teresa
Boschi Maria Elena
Caiata Salvatore
Carloni Mirco
Cecchetti Fabrizio
Centemero Giulio
Cirielli Edmondo
Costa Sergio
Della Vedova Benedetto
Dell'Olio Gianmauro
Delmastro Delle Vedove Andrea
Ferro Wanda
Foti Tommaso
Frassinetti Paola
Gardini Elisabetta
Giachetti Roberto
Giorgetti Giancarlo
Guerini Lorenzo
Gusmeroli Alberto Luigi
Lollobrigida Francesco
Lupi Maurizio
Magi Riccardo
Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo
Meloni Giorgia
Minardo Antonino
Mollicone Federico
Molteni Nicola
Morrone Jacopo
Mulè Giorgio
Onori Federica
Pichetto Fratin Gilberto
Prisco Emanuele
Richetti Matteo
Romano Francesco Saverio
Scerra Filippo
Schifone Marta
Schullian Manfred
Serracchiani Debora
Tajani Antonio
Tremonti Giulio
Zanella Luana
PRESIDENTE. Sospendo, a questo punto, brevemente la seduta al fine di consentire la predisposizione dell'elenco dei deputati in missione per la parte pomeridiana, il cui numero dovrà essere comunicato all'Aula alla ripresa della seduta.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 87, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Marco Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere, come Alleanza Verdi e Sinistra, un'informativa urgente al Ministro Tajani, ma forse anche al Ministro Urso, vista la competenza che dovrebbe avere anche lui sui dazi. La cosa migliore sarebbe, invece, avere Giorgia Meloni qui, in Aula, perché quanto sta avvenendo in queste ore è davvero al limite di questa possiamo dire di una guerra, di una guerra economica e di una guerra che, ormai, non ha confini finanziari. Già perché la Corte suprema degli Stati Uniti, come sapete, ha bocciato il sistema dei dazi unilaterali di Donald Trump, ma stanno per scattare - ci dicono - le nuove tariffe, anche qui generalizzate, del 15 per cento, unilaterali. Ma non so se avete sentito cosa ha detto, negli ultimi minuti, il Presidente della più grande potenza, di sicuro economica e militare al mondo, ossia che la Corte gli avrebbe dato più poteri, che farà cose “terribili” - terribili, usa questo termine - contro Paesi stranieri.
Tra l'altro, c'è una vicenda: contro la Corte suprema, parla della loro “ridicola, stupida e divisiva sentenza”. Già questo, fateci dire, ci fa orrore, perché potremmo anche relegarla a una vicenda tutta americana, ma, quando in una democrazia iniziano a farsi le guerre dentro le istituzioni… ecco, lo dico perché ci ricorda un po' la discussione nel nostro Paese, sembra sia l'ossessione di tutti i suprematisti quella di avere i pieni poteri. Allora lo dico a tutti voi che fate un po' gli spettatori, un po' i sudditi di questa discussione: non si può continuare a fare scena muta, come ha fatto la Presidente Meloni. Addirittura, il Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, dice: no, ma io mi occupo di Olimpiadi. Per carità, per carità, meno male che non se ne è occupato, altrimenti sarebbe finita in tragedia.
Ci vuole - mi permetta, Presidente -, però, un po' di serietà. Questa vicenda ci parlerebbe di tanto altro: ci parlerebbe di un Paese come gli Stati Uniti, sovraindebitato, che ha un problema di bilancia commerciale e che prova a far pagare soprattutto agli europei questo squilibrio. Potremmo parlare di quello che non abbiamo detto, cioè del fatto … scusate, ma se questi dazi non potevano essere immessi, diciamo, nel mercato internazionale, qualcuno ripagherà le nostre aziende? In tutta questa discussione… perché qualcuno dice: ah, un sospiro di sollievo, da domani, dal 24 dovrebbero essere levati. Ma guardate che spesso sentiamo, da finti liberali, soprattutto rivolte ai nostri banchi, lezioni di economia. Ma voi sapete come si fanno gli investimenti? Ma secondo voi è normale continuare a vivere sotto la minaccia di continui dazi? Il protezionismo da parte nostra non è la soluzione, così come non è la globalizzazione senza regole, che voi volevate, che gli Stati Uniti hanno imposto in questa discussione. Ve lo dice una forza politica, fra le poche, che, invece, sì, sarebbe molto contenta di discutere di standard, di standard ecologici, di standard sociali, di come si fa piena e buona occupazione in questa Europa, senza stare ai di Trump, perché l'Europa fa bene quando dice che non approverà quell'accordo; ma l'Europa ha già chinato la testa quando ha detto “sì” al riarmo, quando ha detto “sì”, diciamo, agli accordi indecenti con Donald Trump.
Allora, chiediamo a voi suprematisti della stessa Internazionale, a voi sovranisti, a voi patrioti: ma voi in questa guerra dove state?
PRESIDENTE. Concluda.
MARCO GRIMALDI(AVS). Dove sono le vostre parole di ? Dov'è la vostra ricetta? Ecco, davanti a queste minacce, il silenzio del nostro Governo è sempre più complice, è sempre più subalterno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, sempre sull'ordine dei lavori, l'onorevole Peluffo. Ne ha facoltà.
VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io per chiedere un'informativa urgente del Governo sulla decisione dell'amministrazione Trump di imporre nuovi dazi unilaterali. Presidente, non siamo di fronte a una scaramuccia commerciale, siamo di fronte a un fatto che può avere un impatto diretto e immediato sul nostro sistema produttivo, sulle nostre esportazioni e sulla tenuta di intere filiere industriali.
Gli Stati Uniti sono il nostro secondo commerciale: parliamo di circa 70 miliardi di euro di esportazioni, parliamo di migliaia di imprese, di lavoratori, di distretti che hanno costruito nel tempo relazioni economiche solide e competitive. Ogni punto percentuale di dazio in più è un colpo alla competitività delle nostre aziende.
La sentenza della Corte suprema americana ha aperto uno spazio di chiarezza e di possibile riequilibrio, ma la reazione dell'amministrazione Trump che prevede nuovi dazi, addirittura superiori rispetto a quelli ipotizzati nell'intesa di luglio, rischia di far saltare ogni percorso negoziale e di trascinare le relazioni commerciali in una nuova spirale di tensione. Allora, di fronte a questo scenario, qual è la posizione del Governo italiano? Finora abbiamo assistito a un silenzio preoccupante, un silenzio che rischia di trasformarsi in subalternità. Un Paese serio, Presidente, difende i propri interessi nazionali dentro una cornice europea forte e coesa. Un Governo serio non si acconcia a inseguire scelte sciagurate tenendosi ben calcato sulla testa il cappellino MAGA. Un Governo serio non resta in mezzo al guado.
L'Europa si sta preparando a reagire e a mantenere una linea di unità. L'Italia che cosa intende fare? Intende sostenere con convinzione una posizione europea comune? E ancora: questo Governo intende attivare strumenti di tutela e di compensazione per i settori più colpiti?
C'è poi un tema concreto e immediato, che è quello dei rimborsi e delle azioni legali. Dopo la pronuncia della Corte suprema, molte imprese, comprese grandi partecipate italiane con attività negli Stati Uniti, potrebbero trovarsi nella condizione di chiedere il rimborso dei dazi dichiarati illegittimi e di avviare ricorsi, come hanno già fatto 1.500 imprese statunitensi.
Il Governo intende accompagnare queste imprese oppure, per non infastidire l'amministrazione Trump, sceglierà di non esporsi? Ricordo che, negli ultimi anni, sono stati pagati dazi per oltre 150 miliardi di dollari complessivi, in parte anche dalle aziende italiane. Non stiamo parlando di cifre simboliche, parliamo di risorse sottratte agli investimenti, all'innovazione, all'occupazione.
Il punto politico, allora, è chiaro: l'Italia non può permettersi una politica commerciale passiva, non può accettare che decisioni unilaterali di Washington mettano a rischio interi comparti del - dall'agroalimentare alla meccanica, dalla moda alla chimica - senza una reazione chiara e coerente.
Noi non siamo per l', siamo per il negoziato, per il multilateralismo, per le regole condivise. Ma il negoziato si fa da una posizione di forza e di unità europea, non con la testa bassa, non con la strategia del fingersi morti, dell'opossum, come finora ha fatto questo Governo.
La difesa dell'interesse nazionale non si proclama, si pratica, e oggi l'interesse nazionale si difende con una linea europea chiara, con il sostegno alle imprese, con la capacità di dire con franchezza agli alleati che l'Italia non è terreno di conquista né variabile dipendente delle scelte di altri. Il Governo venga in Aula, venga la Presidente Meloni, riferisca e si assuma la responsabilità delle proprie scelte, perché su questo tema non è in gioco una polemica di parte, ma la credibilità economica di tutto il Paese
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Appendino. Ne ha facoltà.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Anche noi chiediamo a Meloni di venire in Aula a riferire. Lo facciamo a nome di quegli imprenditori che ogni mattina alzano la serranda e tengono in piedi un Paese che voi state distruggendo. Smettetela, vi prego, con la narrazione tossica dell'Italia che corre, perché è smentita nei fatti e nei numeri. Fallimenti 2025: più 7 per cento, una strage silenziosa; produzione industriale: cala da 3 anni consecutivi; cassa integrazione: record storico. Sono macerie, su cui adesso arriva, di nuovo, per l'ennesima volta, la botta dei dazi.
La domanda che ci poniamo è: ma la sovranista Giorgia Meloni dov'è? Ma dove sta mentre il nostro e viene massacrato? Sapete dove sta? Sta probabilmente giocando a nascondino da qualche parte a Palazzo Chigi, in quel posto bello e pieno di velluti. Siccome si nasconde, rimane muta e guarda in modo complice questo collasso, cosa fa? Manda avanti al fronte il Ministro Urso. Ora, a me viene da piangere, Presidente. Il Ministro Urso? Colui che ha fallito sul “carrello tricolore”: è durato un pomeriggio, una mancia elettorale, e poi l'inflazione lo ha mangiato tutto.
Colui che ha fallito su Transizione 5.0. È riuscito a trasformare un qualcosa che funzionava in un labirinto, per cui l'azienda entrava in cerca di soldi e usciva sostanzialmente fallita. Poi, vabbè, il fallimento del caro bollette: le aziende morivano, perché perdevano continuamente ricavi perché le bollette erano alle stelle, e lui zitto, nulla. Diamo questo , date questo , in mano a un Ministro che è solo capace di collezionare fallimenti seriali . Abbiamo una certezza: le imprese se la passano malissimo se è il Ministro Urso che se ne deve occupare.
E poi ora cosa fate? Predicate dialogo e cautela. Ma la verità noi l'abbiamo capita: voi siete nel panico, voi siete nel panico. Ma con che faccia vi guardate allo specchio quando avete avallato un accordo capestro che ora è stato polverizzato dai giudici? Ma con che coraggio? Non lo sentite il peso sulla coscienza di avere fatto da scudi umani a Trump e non alle nostre imprese italiane? Non lo sentite questo peso E non azzardatevi a fare il solito giochetto, lo scaricabarile sulla vostra amica, amichetta, von der Leyen in Europa, oppure nascondervi, ancora peggio forse, dietro a quel concetto di prudenza, di responsabilità.
Voi non siete prudenti, voi siete codardi e siete sudditi. Vi do la prova, vediamola questa prova. Allora, abbiamo una guerra commerciale che è già in corso - ditelo a Tajani, la guerra commerciale c'è, c'è da mesi, non è che non deve iniziare, purtroppo c'è - e abbiamo un Trump che è in difficoltà, è alle prese con i ricorsi praticamente di 1.500 aziende che lo stanno attaccando, ha una sentenza di fronte che ha polverizzato le sue politiche, è alle prese con colossi americani che stanno, appunto, facendo una guerra legale e anche con Stati che stanno facendo lo stesso. E cosa fa Giorgia Meloni?
Si inginocchia ancora, per l'ennesima volta in ginocchio. Traduco: invece di colpire, colpire, affondare di fronte a un avversario che barcolla, cosa fa questo Governo? Gli fa di nuovo da stampella. E chi paga il prezzo? Le nostre imprese. Allora, noi diciamo basta, Presidente. Ci sono tra i 130 e i 175 miliardi di dollari di rimborsi in ballo, andate a prendere quei soldi e dateli alle nostre imprese , quelle stesse imprese che dal 9 aprile aspettano ancora i 25 miliardi dello scudo di Giorgia Meloni.
Dove sono i 25 miliardi? Spariti, svaniti nel nulla, proprio come le vostre promesse. Chiudo: Presidente Meloni, non scappi e venga qui. Dica a Tajani e a Urso che delle favole le imprese non se ne fanno nulla, ma vogliono la liquidità. Si faccia carico di rinegoziare davvero, con la schiena dritta e la testa alta, in Europa, queste tariffe. Soprattutto, faccia la cosa che tutti stanno chiedendo, l'unica cosa giusta: tiri fuori il malloppo e rimborsi le aziende. Vogliamo fatti e non parole .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signor Presidente. Anche noi ci associamo alla richiesta che la Presidente del Consiglio venga in Aula alla luce di quello che è accaduto con la sentenza della Corte suprema, ma soprattutto con quello che potrebbe accadere. Vorrei mettere in evidenza che il tema dell'incertezza è una delle questioni principali, lo hanno detto i colleghi che sono intervenuti prima di me. È una delle questioni principali che si pone soprattutto per le nostre imprese e per il mondo produttivo, non è una cosa sulla quale possiamo scherzare.
Signor Presidente, noi abbiamo celebrato tutti il grande trionfo delle Olimpiadi, dello spirito italiano e delle scelte innovative. Oggi un giornale, non certo dell'opposizione, ma molto vicino al Governo, pubblicava l'editoriale di un giornalista che invitava a trasferire questo spirito di concordia nazionale, che c'è stato alle Olimpiadi, anche alla politica. Noi abbiamo delle posizioni diverse rispetto a Trump, a quello che fa Trump, ai dazi e a quello che accade anche in Italia.
Basti pensare, signor Presidente, al provvedimento che tra poco dovremo affrontare, il Milleproroghe, all'iter che ha avuto e all'atteggiamento che la maggioranza ha avuto rispetto a tutte le proposte che sono state avanzate dall'opposizione, che, spesso e volentieri, raccoglievano, anche in questo caso, le istanze che venivano dalle associazioni e dal mondo produttivo. Qual è stata la risposta del Governo? Negare qualunque tipo di disponibilità al confronto. Allora, se vogliamo applicare al nostro Paese, anche sul piano politico, lo spirito positivo del che si è anche creato attraverso le Olimpiadi, forse sarebbe il caso che il Governo iniziasse a cambiare il tipo di approccio con il Parlamento.
Noi ci siamo trovati a non poter affrontare confronti con la Presidente del Consiglio con la scusa che vi era un Consiglio europeo informale, non era formale e la legge non ci obbligava a questo. Ma lei pensa, signor Presidente, la Presidente del Consiglio pensa e questa maggioranza pensa che su un tema così importante ed essenziale sia arrivato il momento che la Presidente del Consiglio innanzitutto onori il Parlamento e venga in Aula a confrontarsi?
Poi porterà avanti, con la maggioranza che le è stata data dagli elettori, le sue politiche, ma almeno ci venga a dire quali sono le sue politiche, perché fino a questo momento, al di là di qualche balbettio e cappelletto in mano, che abbiamo visto nelle assise internazionali, il silenzio domina nel nostro Paese e soprattutto in questo Parlamento. Noi vorremmo che la Presidente del Consiglio interrompesse questo silenzio, venisse in Aula e ci dicesse cosa pensa di quello che è accaduto e soprattutto di quello che potrà accadere, e ovviamente anche di quale ruolo si intenderà svolgere in Europa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, il deputato Laus. Ne ha facoltà.
MAURO ANTONIO DONATO LAUS(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiediamo, come gruppo del Partito Democratico, un'informativa urgente affinché la Ministra del Lavoro, Elvira Calderone, venga a riferire in Aula sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica, per essere più chiaro sullo stato di salute dell'INPS, e soprattutto ad illustrare con chiarezza, dati ufficiali, proiezioni attendibili, scenari verificabili, che cosa accadrà al nostro sistema previdenziale nei prossimi anni.
Non è una richiesta rituale, ma un atto di responsabilità verso il Paese. Questa verità la dobbiamo innanzitutto a chi oggi entra nel mondo del lavoro, a quei giovani che versano i primi contributi senza sapere se un giorno avranno una pensione dignitosa.
La dobbiamo anche a chi oggi ha 30, 40, 50 anni: lavoratori che hanno già costruito una parte rilevante della propria vita contributiva e che hanno il diritto di conoscere con esattezza quale prospettiva previdenziale li attende. Non parliamo, quindi, solo del futuro lontano, ma del presente concreto di intere generazioni che vivono nell'incertezza. Stiamo discutendo di pensioni e sostenibilità, ma lo facciamo senza un quadro organico e aggiornato che dica con precisione quale sarà il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati, quale equilibrio tra entrate e uscite del sistema, quale impatto avranno precarietà, bassi salari e discontinuità contributiva. E qui emerge un nodo politico che non possiamo più eludere: l'assenza del salario minimo. Perché salari bassi oggi significano pensioni basse domani: senza una soglia minima salariale, milioni di lavoratori, soprattutto giovani e donne, costruiscono carriere contributive fragili, che rischiano di tradursi in trattamenti pensionistici insufficienti.
Il tema previdenziale non è solo demografico, è profondamente legato alla qualità e al livello delle retribuzioni. Se non affrontiamo oggi il problema dei salari poveri e del lavoro discontinuo, condanniamo una parte significativa del Paese a pensioni povere nei prossimi decenni. Per questo serve un atto di verità istituzionale. La Ministra del Lavoro venga in Aula e ci dica, con dati chiari, quali sono le proiezioni a 10 e 20 anni, quale sarà l'impatto dell'invecchiamento della popolazione, quale quello della precarietà lavorativa e in che misura le attuali dinamiche salariali incideranno sull'adeguatezza delle future pensioni. Non chiediamo rassicurazioni di circostanza, chiediamo trasparenza, numeri e scenari credibili, perché, senza questa chiarezza, ogni riforma rischia di essere parziale e ogni promessa di trasformarsi in un'illusione.
C'è un punto decisivo: senza una visione certa sul futuro dell'INPS, non esiste e non può esistere una vera politica del lavoro. Le scelte su salari, stabilità occupazionale, inclusione di giovani e donne incidono direttamente sulla sostenibilità del sistema previdenziale. Ignorare questo nesso significa spostare semplicemente in avanti problemi che diventeranno sicuramente e certamente più gravi. Noi non vogliamo alimentare allarmismi, ma costruire consapevolezza: consapevolezza per chi oggi inizia a lavorare e deve poter credere nel sistema contributivo, consapevolezza per chi ha 30, 40, 50 anni oggi e deve sapere se il percorso già compiuto garantirà una pensione adeguata. Perché dire la verità - arrivo alla conclusione, Presidente - sul futuro previdenziale non è un esercizio tecnico, è un dovere politico e morale verso chi lavora oggi e verso chi lavorerà domani. Solo così possiamo rafforzare la fiducia dei cittadini e preservare il patto generazionale su cui si fonda la nostra Repubblica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, Presidente. Anche noi chiediamo che il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali venga a riferire con urgenza a quest'Aula su questa questione, che riguarda milioni di lavoratrici, lavoratori e pensionati italiani.
Il quadro che emerge dai dati diffusi dall'INPS pone di fronte a degli interrogativi cui il Governo deve assolutamente rispondere. Dal nostro punto di vista, non parliamo di un destino inevitabile, perché ci sono delle scelte politiche che vanno affrontate con trasparenza e responsabilità e che ci possono portare - noi abbiamo presentato una mozione unitaria delle opposizioni poche settimane fa - verso un quadro quantomeno chiaro, trasparente e dignitoso per i cittadini, ma i dati che emergono da recenti inchieste giornalistiche pongono degli interrogativi precisi dal nostro punto di vista, a cui il Governo non può sottrarsi.
In primo luogo, vogliamo porre il punto sull'evasione contributiva. Secondo le stime INPS, si sottraggono ogni anno tra i 10 e i 12 miliardi di euro al sistema previdenziale, con crediti accumulati che lo Stato fatica a recuperare. Parliamo di quelle risorse che dovrebbero finanziare pensioni e i diritti dei lavoratori. Dunque, ci chiediamo quali misure strutturali il Governo intenda adottare per contrastare questa emorragia.
In secondo luogo, le pensioni hanno registrato negli ultimi anni una significativa perdita di potere d'acquisto, mentre il costo della vita cresce. Milioni di pensionati fanno sempre più fatica a sostenere spese essenziali, quindi serve chiarezza anche sulle misure che il Governo intende mettere in campo per garantire una reale tutela del valore delle pensioni.
Poi c'è il tema che il sistema contributivo, in presenza di precarietà diffusa e bassi salari, rischia di produrre assegni futuri del tutto insufficienti per intere fasce di lavoratori discontinui e a basso reddito. Quindi la domanda, molto banalmente, è: quale prospettiva previdenziale viene offerta oggi ai giovani e ai precari che versano contributi senza la certezza di una pensione dignitosa?
Poi c'è un tema molto, molto grave. Si faceva cenno in quest'inchiesta all'esempio del Molise. Vede, in alcune aree del nostro Paese, il numero dei pensionati è ormai vicino o, addirittura, superiore a quello dei lavoratori attivi: parliamo di un rapporto di uno a uno che praticamente si sta raggiungendo, quando sappiamo bene che un sistema previdenziale riesce a tenersi in piedi con un rapporto di uno a cinque. Quindi, questo è un segnale evidente dello squilibrio demografico e produttivo che attraversa tanti territori già fragili e che richiede una strategia nazionale, non interventi .
C'è, poi, che l'Italia continua a perdere giovani e lavoratori qualificati. Ogni partenza significa contributi che non entrano più nel sistema e un indebolimento ulteriore della sua sostenibilità. Anche su questo il Governo deve spiegare quale sia la propria strategia. Sono emerse frodi e distorsioni legate a contributi fittizi, falsi braccianti e cooperative di comodo, che sottraggono risorse pubbliche e minano la fiducia dei cittadini onesti nel sistema. In più, resta aperta la questione di Opzione donna, con migliaia di lavoratrici che hanno visto modificare le condizioni di accesso all'uscita anticipata dal lavoro, generando incertezza e nuove disuguaglianze.
Di fronte a questo quadro, quindi, non sarebbe accettabile il silenzio del Governo. Il Parlamento ha il diritto e il dovere di conoscere quale sia la strategia complessiva dell'Esecutivo per garantire equilibrio previdenziale, giustizia sociale e prospettive credibili alle nuove generazioni. Quindi chiediamo, con la massima urgenza, che il Ministro del Lavoro venga a riferire in Aula e risponda puntualmente sul contrasto all'evasione contributiva, sulla tutela del potere d'acquisto delle pensioni, sulle prospettive previdenziali per i giovani lavoratori precari, su misure eque per l'uscita anticipata dal lavoro e sugli strumenti di contrasto alle frodi contributive e assistenziali, che brevemente definirei anti-Santanche'. I dati parlano con chiarezza, ora dovrebbe parlare il Governo. Noi abbiamo fatto il nostro, la nostra mozione unitaria è lì sul tavolo. Aspettiamo le risposte del Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Alleanza Verdi e Sinistra si unisce alla richiesta di un'informativa della Ministra del Lavoro sulla questione delle pensioni. Lo facciamo a un mese dalla presentazione della mozione unitaria delle opposizioni sullo stesso tema, dopo le decisioni assunte dalla maggioranza con la legge di bilancio, cioè lo spostamento, di fatto, dell'età pensionabile nei prossimi anni.
I dati che emergono puntualmente dall'analisi dell'INPS confermano tutte le nostre preoccupazioni, come dicevano i colleghi. Noi avremo una curva del costo delle pensioni che toccherà il suo massimo intorno al 2040, per poi scendere gradualmente intorno al 2066, ma per un motivo molto semplice: perché, fino al 2040, noi continueremo a pagare pensioni dignitose. Stiamo spostando un pochettino in avanti questo dato, questa sopravvenienza, trattenendo le persone al lavoro, di fatto. Gli stessi dati sull'occupazione, in realtà, si motivano soltanto in questo modo. Comunque, intorno al 2040, avremo questo picco e, poi, un costante fino al 2066 circa, nel momento in cui le pensioni, di fatto, non ci saranno quasi più. Cioè, dall'analisi dell'INPS, le pensioni dignitose non esisteranno, perché cominceranno ad andare in pensione quelli che hanno cominciato a lavorare in questo millennio e, quindi, con lavoro discontinuo, basse retribuzioni e un sistema pensionistico che va formalmente in crisi.
Di fronte a questo abbiamo avanzato le nostre proposte. Il Governo fa intravedere una soluzione che, ovviamente, è peggiore della malattia (non si configura assolutamente come una cura), ma, sebbene non sia stato detto, in qualche modo è la fine del nostro sistema previdenziale pubblico, quello a ripartizione, quello che paga le pensioni dei lavoratori non più attivi con i contributi dei lavoratori attivi, e lo spostamento, attraverso l'incentivo alla previdenza privata (che è arrivato con la legge finanziaria), verso un sistema di fatto a capitalizzazione, che è un sistema individualistico, non solidale, non collettivo, non a ripartizione, ma un sistema individuale.
I colleghi giustamente dicevano che è venuto il momento di affrontare questo tema. Non possiamo più lasciare nell'incertezza: lavoratrici e lavoratori, che lavorano da 30/35 anni, perché non sanno quando andranno in pensione; i lavoratori che sono nel mercato del lavoro da non molto tempo e che non sanno a quale sistema previdenziale si devono affidare; infine, i giovani che sono sulla soglia del mercato del lavoro, che sono entrati da pochissimo o che stanno per entrare, e lasciarli di fronte alla prospettiva di non avere un sistema previdenziale pubblico. Questa è la condizione nella quale ci troviamo. Ci troviamo in questa condizione per le scelte del Governo e soprattutto anche per il silenzio, di fatto, del Governo e della maggioranza.
E quindi - ripeto -, a un mese dalla richiesta che abbiamo fatto e dalle proposte che abbiamo fatto, ritorna ad essere quanto mai urgente un'informativa della Ministra del Lavoro su questi temi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, il deputato Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Alleanza Verdi e Sinistra chiede un'informativa urgente del Ministro dell'Interno, Piantedosi, sui fatti accaduti a Rogoredo.
Come sapete, questa mattina la squadra mobile di Milano ha arrestato il poliziotto Carmelo Cinturrino, accusato di prendere dagli spacciatori 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno. Questa informativa è necessaria non solo per difendere l'onorabilità della Polizia di Stato, che ha gli anticorpi per difendersi perché svolge una funzione democratica al servizio del Paese, ma perché riteniamo che il Governo, e il Ministro Piantedosi, debbano chiarire l'uso politico che è stato fatto dal Governo e dalla maggioranza per piegare questa vicenda agli interessi politici di questo Governo .
Signor Presidente, in un'operazione di Polizia fatta per contrastare gli immigrati irregolari e gli spacciatori, un poliziotto rincorre uno spacciatore: “questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide” e la magistratura lo indaga per omicidio volontario… “Da avvocato dico che questo non è giusto e dico anche che, se si vuole cambiare questa giustizia, bisogna votare sì”, al referendum. Questa affermazione l'ha fatta il capogruppo di Fratelli d'Italia, Bignami. Penso che di fronte a queste affermazioni, rispetto a quanto di grave sia successo, ci vorrebbero le scuse, in serie, da parte della Presidente Meloni, troppo occupata a pensare a Sanremo - se debba partecipare o no, invece di occuparsi dei problemi del Paese -, di Salvini, del Ministro Piantedosi e del capogruppo Bignami. Infatti, quello che è stato fatto in questi giorni, in queste settimane e che, purtroppo, ahimè, accadrà ancora da parte di questa maggioranza, è questa continua delegittimazione e criminalizzazione dell'autorità giudiziaria. E, allora, diciamo “grazie” alla magistratura, che è intervenuta e ha fatto chiarezza . Ha fatto chiarezza anche nella tutela dell'onorabilità delle Forze di Polizia, che sono andate loro ad arrestare un infedele, perché di questo si tratta! Invece, voi utilizzate i fatti di cronaca per infangare un'istituzione democratica che è messa al presidio della nostra democrazia, per piegarla ai fini politici rispetto a un referendum.
Ecco quali sono le cose non dette, di cui qualcuno dice: non bisogna parlarne pubblicamente. Noi abbiamo capito, gli italiani hanno capito. Noi non vogliamo parlare del referendum, ma difendere l'onorabilità delle Forze di Polizia da chi usa strumentalmente, dal punto di vista politico, questi fatti. Questi fatti rappresentano un problema molto serio, però la Polizia e le istituzioni democratiche hanno gli anticorpi per difendersi! Voi invece piegate ai vostri interessi qualunque fatto di cronaca e utilizzate il vostro potere mediatico immenso per distribuire bugie agli italiani, da quello che è accaduto con la , dicendo una bugia enorme, come se qualcuno oggi potesse insegnare ai nostri figli, agli studenti e ai cittadini italiani che si può disobbedire a un ordine del giudice.
Venga il Ministro Piantedosi a spiegare perché c'è stata questa strumentalizzazione politica, e ci spieghi come intenda difendere l'onorabilità della Polizia.
Spero che qualcuno della maggioranza o di Fratelli d'Italia adesso, dopo il mio intervento, abbia il coraggio di intervenire e di chiedere scusa per come hanno trattato questa vicenda in un modo veramente ignobile. Non ne hanno il coraggio, come non ha il coraggio e la dignità il Ministro Salvini che ci ha riempito di e fa tutto tranne che fare il Ministro
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Ci uniamo alla richiesta di informativa al Ministro Piantedosi. Avete utilizzato questa tragedia, un quarto d'ora dopo che era accaduta, per provare a mettere una norma nel decreto Sicurezza che garantisse l'impunità per questi fatti Ma dove sta scritto!. Volevate il modello ICE il modello della Polizia di Trump, che ammazza le persone per strada! E non è solo il Ministro Salvini, perché poi, Salvini ormai veramente fa quasi tenerezza, perché non ne azzecca una neanche per sbaglio.
Venga Piantedosi, che è andato nelle trasmissioni dei lacchè della RAI a dire subito, quella sera, lui aveva già detto come erano andate le cose.
Venga la Presidente Meloni che ha ricostruito in un attimo tutta quella vicenda senza aspettare un minimo il reale svolgimento dei fatti, utilizzando una tragedia di questo tipo per una battaglia politica come quella sul referendum.
Avete capito a cosa servono le indagini? Le indagini servono a questo, a far sì che - se quanto sta emergendo da quello che leggiamo è vero - un poliziotto di questo tipo non sia più in giro, non collabori più con gli spacciatori di strada, non chieda più il pizzo, non spari più alla gente e a fabbricare prove false! A questo servono le indagini! Invece, abbiamo sentito la Meloni, Piantedosi, Salvini, il capogruppo di Fratelli d'Italia Bignami.
Venite ora e parlateci di Rogoredo ! Chiedete scusa, voi e i vostri servi di regime, i giornalisti, che pagate un milione di euro per andare in RAI a fare le strisce serali ! E prezzolati da voi, dicono le cose più sconce in tutte le trasmissioni televisive! E le dicono, sì, le dicono.
Poi è vero, qualcuno ha avuto il coraggio di dire la verità in questo fine settimana. Alcune cose non si dovrebbero dire in pubblico. Vero - lo dice la collega della Lega -, alcune cose non si dovrebbero dire in pubblico, le dovreste tenere nelle segrete stanze, però, purtroppo, le dite e mostrate i vostri reali intendimenti.
E, allora, venga il Ministro Piantedosi, perché questa tragedia non è l'unica sulla quale avete strumentalizzato per la vostra propaganda sul referendum della giustizia. Abbiamo letto sulla vicenda di quell'algerino che da un giudice ha avuto un provvedimento di espulsione - dal giudice! - e non è stato espulso dal Ministero dell'Interno ! Perché? Perché invece di rimandarlo in Algeria, dove il giudice aveva detto che doveva essere rimpatriato, è stato mandato in Albania, ma perché? Perché dovevate far vedere che quel centro serve a qualcosa! Quindi non l'avete rimpatriato. Avete dato la colpa al giudice. Risultato: quel centro in Albania, da domani, ci costa un miliardo di euro - più 700 euro - per colpa del Ministero dell'Interno .
Avete utilizzato la manifestazione di Torino per reprimere ancora di più il dissenso nei vostri confronti e per dare la colpa ai giudici. C'è un'informazione che nessuno dà sui giornali, sulla politica: che oggi, a distanza di un mese, quello che ha preso a martellate il poliziotto non lo avete ancora preso . Non lo avete ancora preso e state parlando di colpa dei giudici!
Quindi, fate il vostro lavoro, ma venite qui e chiedete scusa. Perché i livelli di sconcezza morale, di schifo etico che avete raggiunto su questa vicenda, sono inarrivabili .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Mauri. Ne ha facoltà.
MATTEO MAURI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Per aggiungermi alla richiesta da parte dei colleghi di un'informativa urgente al Ministro dell'Interno, perché venga a riferire proprio rispetto a questi fatti di Rogoredo di cui si sta parlando.
Faccio riferimento, nel fare questa richiesta, alla conferenza stampa che c'è stata proprio questa mattina in questura, a Milano, alla presenza del questore e del procuratore capo perché i fatti, per come sono stati ricostruiti, denotano tutta la gravità della situazione sia per quello che è accaduto - e, cioè, per l'omicidio di una persona che era stata inizialmente accusata di aver estratto un'arma e di averla puntata contro un agente di polizia - sia perché in quella stessa conferenza stampa si sono messi in evidenza tutti gli elementi che hanno portato e portano gli inquirenti ad accusare, per omicidio volontario, un poliziotto della Polizia di Stato che, invece, senza averne ragione, senza essere in pericolo, avrebbe, secondo le indagini, sparato volontariamente e ucciso questa persona. Per questa ragione, che è quella di fondo, ma anche per il contesto dentro cui tutto questo si è realizzato. Infatti, dalla voce degli stessi inquirenti, si desume che ci sia ancora molto da approfondire e che bisogna provare a dipanare una matassa che era attorno a questo agente di Polizia e attorno al suo mondo.
Lo dico perché, durante questa conferenza stampa, io penso che il questore e il procuratore abbiano detto cose chiarissime, di grande senso delle istituzioni, di grande senso di responsabilità. E hanno fatto un paio di passaggi che, secondo me, dovrebbero essere da esempio per tanti, anche dentro quest'Aula. Cioè, hanno riconosciuto la gravità di ciò che è accaduto; hanno ammesso che è difficile - e lo è per tutti noi - ammettere che persino dentro le Forze dell'ordine ci possano essere comportamenti criminali come quelli di cui stiamo parlando; ma hanno anche detto, con grande chiarezza, che le istituzioni e le Forze dell'ordine sono le prime che devono fare pulizia per preservare anche l'integrità e l'immagine di quelle stesse Forze dell'ordine che sono uno strumento straordinario nella disponibilità dei cittadini e delle cittadine italiane.
Ecco, io penso che quello sia l'approccio giusto, come anche la cautela nel fare le cose, cioè esattamente il contrario di quello che importantissimi esponenti di Governo hanno fatto nell'immediatezza di quei fatti. E mi riferisco alla Presidente del Consiglio dei ministri e al Vicepresidente Salvini - non solo loro, anche tanti altri, ma mi riferisco in particolare a loro -, che hanno provato vergognosamente a strumentalizzare quella situazione drammatica per provare a portarsi a casa qualche consenso o per provare a girarla attorno al tema del referendum, e per provare ad autorappresentarsi come i soliti amici delle Forze dell'ordine, magari distinguendosi da altri.
Bene, oggi come oggi, è del tutto evidente che, per essere veramente vicini alle Forze dell'ordine, bisogna difendere le istituzioni e difendere quelle istituzioni anche da chi rischia di coprirle di vergogna; cioè, da parte di chi ha avuto dei comportamenti che sono criminali.
E allora, se il procuratore capo, se il questore di Milano dicono cose così chiare, voglio veramente sperare che qualcuno che ha avuto, invece, altri atteggiamenti, si scusi. Deve scusarsi con gli italiani e, guardi, deve fare anche un'altra cosa concreta: prendere quel fantomatico - si fa per dire - decreto Sicurezza che non è stato ancora messo in , stracciarlo, ripensarlo completamente; e, come prima cosa, tolga la norma su quel supposto scudo penale che hanno voluto vendere ai cittadini come se fosse il loro modo per dimostrare chissà cosa. Quella è l'ennesima, l'ennesima prova che chi ci sta governando non sa assolutamente cosa sia la responsabilità e non sa assolutamente…
PRESIDENTE. Concluda.
MATTEO MAURI(PD-IDP). …come si garantisce la sicurezza. È solo capace - chiudo, Presidente - di provare a mettere un'istituzione contro l'altra. A Milano, si è dimostrato che quelle istituzioni, la Polizia, la magistratura, al contrario, lavorano bene insieme, anzi che quello è garanzia di tenuta…
PRESIDENTE. La ringrazio.
MATTEO MAURI(PD-IDP). …del sistema democratico .
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2753-A.
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2753-A/104 Miele è stato ritirato dalla presentatrice.
Invito la rappresentante del Governo, Sottosegretaria Siracusano, ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
MATILDE SIRACUSANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/1 Fossi, il parere è favorevole con riformulazione, occorre espungere le ultime sette premesse e riformulare l'impegno nei seguenti termini: “a valutare l'adozione di ulteriori interventi normativi sulle previsioni di cui all'articolo 1, della legge n. 131 del 2025 per riconsiderare i termini previsti per le misure attuative”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/2 Pastorino il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/3 Ascani, espunte la seconda e la quarta premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di”.
Gli ordini del giorno n. 9/2753-A/4 Marino, n. 9/2753-A/5 Girelli e n. 9/2753-A/6 Malavasi sono accolti come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/7 Furfaro è accolto come raccomandazione, espungendo però le premesse.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/8 Evi è accolto come raccomandazione
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/9 Romeo il parere è favorevole, segnalando però che tali disposizioni sono contenute nel DDL Piccole e medie imprese.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/10 Forattini il parere è favorevole. Segnalo, appunto, anche qui, che tali disposizioni sono contenute nel DDL Sviluppo del settore agricolo. Però, i pareri sono favorevoli.
PRESIDENTE. Quindi, il parere è favorevole?
MATILDE SIRACUSANO,. Faccio questa precisazione giusto perché le amministrazioni mi invitano a specificare.
PRESIDENTE. Però, il parere è favorevole, non è riformulato.
MATILDE SIRACUSANO,. Sì è favorevole, favorevole secco.
PRESIDENTE. Quindi, gli ordini del giorno n. 9/2753-A/9 Romeo e n. 9/2753-A/10 Forattini hanno parere favorevole da parte del Governo.
MATILDE SIRACUSANO,. Sul testo base, sì.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/11 Deborah Bergamini?
MATILDE SIRACUSANO,. Credo sia stato ritirato.
PRESIDENTE. Come?
MATILDE SIRACUSANO,. Credo sia stato ritirato dall'onorevole D'Attis. Comunque, invito al ritiro.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/12 Vaccari è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri il parere è favorevole, con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/14 Ambrosi e n. 9/2753-A/15 Volpi il parere è favorevole.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/16 Serracchiani e n. 9/2753-A/17 De Maria il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga il parere è favorevole con riformulazione che premetta a ciascun impegno le parole “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e che espunga dal secondo impegno le parole “come ricordato in premessa”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/19 Manzi il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/20 Toni Ricciardi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/21 Orfini il parere è favorevole, espungendo la seconda, la terza, la quinta e la sesta premessa, con la seguente riformulazione dell'impegno: “(…) compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/22 Iacono, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/23 Berruto è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/24 Soumahoro il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/25 Merola il parere è favorevole. Anche qui faccio la precisazione che ho fatto per altri ordini del giorno: segnalo che è in corso di esame al Senato un DDL in materia.
PRESIDENTE. Quindi favorevole?
MATILDE SIRACUSANO,. Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/26 Ferrari il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/27 Laus, espunte le premesse da 4) a 7), il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/28 Amendola il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/29 Nevi il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/30 Gatta il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'adozione di ulteriori interventi normativi volti a (…)” e poi il resto rimane esattamente come nel testo base.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/31 Pandolfo il parere è favorevole al primo impegno ed è favorevole, con riformulazione, al secondo impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/32 Gnassi e n. 9/2753-A/33 De Micheli il parere è favorevole.
Gli ordini del giorno n. 9/2753-A/34 Di Sanzo e n. 9/2753-A/35 Peluffo sono accolti come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/36 Lucaselli, n. 9/2753-A/37 Osnato e n. 9/2753-A/38 Testa il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/39 Barzotti, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione unitaria degli impegni: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di prevedere ulteriori misure di tutela per i lavoratori in condizioni di maggiore fragilità, volte a promuovere l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, anche incentivando il ricorso al lavoro in modalità agile”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/40 Morfino, n. 9/2753-A/41 Aiello e n. 9/2753-A/42 Tucci il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/43 Sportiello, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a continuare in un percorso che assicuri la presa in carico della persona non autosufficiente”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/44 Marianna Ricciardi il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/45 Di Lauro è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/46 Alfonso Colucci e n. 9/2753-A/47 Penza il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/48 Baldino è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/49 Carotenuto è accolto come raccomandazione, anche se segnalo anche qui che si tratta di attività già programmate.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina, espunte le ultime tre premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare di integrare quanto già previsto dal decreto-legge in materia, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 18 febbraio 2026”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/51 Amato, espunte la seconda e l'ultima premessa, il parere è favorevole, con la riformulazione del primo impegno, che premette le parole “a valutare di” e parere contrario al secondo.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/52 Lomuti il parere è favorevole con riformulazione che premette all'alinea degli impegni le parole “a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di (…)” e che espunge il primo impegno, Presidente. Sì, espunge il primo impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/53 Torto il parere è contrario… ah no aspetti. Siamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/53 Torto?
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2753-A/53 Torto, sì.
MATILDE SIRACUSANO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/53 Torto il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/54 Alifano, espunte le premesse, sono accolti come raccomandazione i primi due impegni mentre il parere è contrario al terzo impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/55 Caso, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione dei primi due impegni, che premette a ciascun impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/56 Almici è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/57 D'Orso e n. 9/2753-A/58 Auriemma il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/59 Ascari è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/60 Cappelletti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo, espunta la quinta premessa, il parere è favorevole con la stessa riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/62 Dell'Olio il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/63 Caramiello è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/64 Cherchi il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/65 Quartini il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/66 Ilaria Fontana, espunte le premesse dalla terza alla settima, viene accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/67 L'Abbate è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/68 Iaria, il parere è favorevole con riformulazione: “tenuto conto che l'attuazione è già in corso, a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/69 Steger il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/70 Cavandoli, espunte la quinta e la sesta premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/68 Iaria.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/71 Iezzi, n. 9/2753-A/72 Latini e n. 9/2753-A/73 Carloni il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/74 De Bertoldi il parere è favorevole, se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2753-A/38 Testa.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/75 Gusmeroli e n. 9/2753-A/76 Bagnai il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/77 Filippin il parere è favorevole. Anche qui segnalo che sono già in corso iniziative in materia.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/78 De Luca il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/79 Lacarra il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/80 Pella il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/81 Bonafe', espunte la sesta e l'ottava premessa, viene accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/82 Michelotti il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, espunte dalla settima all'ultima premessa, il parere è favorevole con la riformulazione dell'impegno: “a valutare l'adozione di ulteriori interventi normativi sulle previsioni di cui all'articolo 1 della legge n. 131 del 2025 per riconsiderare i termini previsti per le misure attuative”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/84 Ghio, espunte dalla settima all'ultima premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, che è quella che ho letto poc'anzi.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/85 Fornaro, espunte dalla settima all'ultima premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/86 Sarracino, espunte le premesse, il parere è favorevole con la riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/87 Scotto il parere è contrario alle premesse e favorevole all'impegno.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/88 Mauri è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/90 Roggiani è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/91 Guerra, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a prevedere il differimento al 31 ottobre 2026 dell'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 201, lettera , della legge 30 dicembre 2025, n. 199, in materia di previdenza complementare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/93 Morassut, espunte la seconda, la terza, la quarta e la quinta premessa, il parere è favorevole con riformulazione che premetta all'alinea degli impegni le parole: “a valutare l'opportunità (…)” e che espunga il terzo impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/94 Quartapelle Procopio, espunte le ultime cinque premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/95 Gribaudo, espunte le ultime cinque premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/96 Casu il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/97 Boschi, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica (…)”.
Gli ordini del giorno n. 9/2753-A/98 Bonifazi e n. 9/2753-A/99 Faraone sono accolti come raccomandazioni.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/100 Giachetti, espunte le premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/86 Sarracino.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/101 Gadda, n. 9/2753-A/102 Caparvi e n. 9/2753-A/103 Centemero il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/104 Miele è stato ritirato.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/105 Comaroli e n. 9/2753-A/106 Bordonali il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/107 Di Biase il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/108 Mazzetti il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/109 Simiani il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/110 Mule' il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/111 Zaratti, espunta la quarta premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/112 Zanella il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di adottare iniziative a sostegno dei braccianti agricoli delle aree interessate dai danni conseguenti al ciclone Harry”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/113 Borrelli, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di prevedere iniziative a sostegno delle famiglie proprietarie dei fabbricati ancora inagibili, totalmente o parzialmente, ubicati nei comuni di Casamicciola Terme, di Forio e di Lacco Ameno, colpiti dagli eventi sismici verificatisi il 21 agosto 2017 nell'isola di Ischia”.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/114 Ghirra è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/115 Grimaldi il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/116 Piccolotti, n. 9/2753-A/117 Bonelli e n. 9/2753-A/118 Dori il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/119 Benzoni il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/120 Grippo è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/121 Bonetti il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/122 Richetti è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/123 D'Alessio il parere è favorevole con la riformulazione che premette le parole: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/124 Ruffino, espunte le ultime due premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/68 Iaria.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/125 Pastorella, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/126 Onori il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/127 Cavo il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/128 Alessandro Colucci il parere è favorevole. Anche qui, segnalo che la disciplina in materia di incentivi per gli impianti alimentati da bioliquidi sostenibili è già stata introdotta dall'articolo 5 del decreto-legge n. 21 del 2026.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/129 Vietri e n. 9/2753-A/130 Frijia il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Espressi i pareri da parte del Governo, possiamo passare ai voti.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/1 Fossi c'è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Onorevole Fossi, accoglie la riformulazione? Non viene accolta.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/1 Fossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'abbiamo aspettata e, invece, non è stato utile. Mi dispiace. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/2 Pastorino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/2 Pastorino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/3 Ascani. C'è una proposta di riformulazione. Viene accolta la proposta di riformulazione da parte del Governo sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/3 Ascani? No. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/3 Ascani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/4 Marino, che è accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ringrazio la Sottosegretaria, ma questo è un ordine del giorno che non posso accogliere e accettare come semplice raccomandazione, perché riguarda una questione tanto tecnica quanto profondamente politica. La condizione finanziaria dei liberi consorzi comunali della regione siciliana e la necessità di un intervento…
PRESIDENTE. La interrompo un attimo, chiedo scusa. Quando l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione, se lei vuole sviluppare il suo intervento, penso, ma sentiamo il Sottosegretario Siracusano, che il Governo debba dare il parere, favorevole o contrario. Prendo atto che il parere del Governo è contrario e la lascio proseguire per la sua dichiarazione di voto.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Infatti, ho detto che non accetto e voglio spiegare le motivazioni per cui non accetto, grazie.
PRESIDENTE. È una fase procedurale.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Deve essere fatto così.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). La necessità, quindi, di un intervento straordinario, mirato e responsabile da parte dello Stato. In Sicilia, alcuni liberi consorzi comunali versano in condizioni di dissesto finanziario grave e strutturale. Non si tratta, quindi, di difficoltà contingenti o di scelte amministrative episodiche. Parliamo di enti che, da anni, affrontano una compressione delle risorse, tale da compromettere la capacità di garantire i servizi essenziali: dalla manutenzione delle strade provinciali, dall'edilizia scolastica, fino alle funzioni fondamentali di supporto ai comuni. Su questi enti grava anche l'obbligo di versamento del contributo alla finanza pubblica, previsto dalla normativa vigente. Mi riferisco in particolare all'articolo 1, comma 418, della legge n. 190 del 2014 e alle disposizioni del decreto-legge n. 66 del 2014, nonché il meccanismo di recupero forzoso delle somme ai sensi del decreto-legge n. 78 del 2010.
Per enti già formalmente in dissesto, tali obblighi non rappresentano un ordinario concorso agli equilibri generali della finanza pubblica, ma un ulteriore fattore di squilibrio: incidono direttamente sui piani di riequilibrio, ne rallentano l'attuazione e rischiano di rendere vano ogni percorso di risanamento. Con quest'ordine del giorno chiedevo quindi al Governo di prevedere, nel prossimo provvedimento utile, la sospensione fino al 31 dicembre 2027 del versamento del contributo alla finanza pubblica e del recupero forzoso per i liberi consorzi della regione siciliana in dissesto finanziario.
Non chiediamo privilegi, Presidente, non chiediamo deroghe generalizzate, chiediamo una misura straordinaria, temporanea e circoscritta, che tenga conto delle peculiari condizioni di questi enti e consenta loro di recuperare equilibrio strutturale, senza essere strangolati da obblighi che, in questa fase, risultano oggettivamente insostenibili. È necessario sottolineare che analoghe proposte sono state avanzate anche da deputati di maggioranza. Questo dimostra che non siamo di fronte a una bandiera di parte, ma ad una questione istituzionale che riguarda la funzionalità dello Stato nei territori e la continuità dei servizi al cittadino. La sospensione proposta, quindi, non compromette la disciplina complessiva della finanza pubblica, al contrario la rafforza nel medio periodo, perché un ente che riesce a risanare torna ad essere soggetto attivo e affidabile, capace di programmare, investire e contribuire stabilmente agli equilibri generali. Si tratta dunque di una misura equitativa e proporzionata e soprattutto si tratta di una scelta di responsabilità verso le comunità amministrate. Dietro ai numeri dei bilanci ci sono cittadini, scuole, strade e imprese. Dietro ai piani di riequilibrio, ci sono territori che non possono essere lasciati soli. Per queste ragioni, invitavo il Governo ad accogliere l'impegno contenuto nell'ordine del giorno e a intervenire tempestivamente con una norma che consenta ai liberi consorzi comunali della regione siciliana in dissesto di sospendere, fino al 31 dicembre 2027, il versamento del contributo alla finanza pubblica e il relativo recupero forzoso. È una scelta di buonsenso, è una scelta di giustizia istituzionale, è una scelta necessaria .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano. Ne ha facoltà.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Posso cambiare il parere da raccomandazione a favorevole con riformulazione, aggiungendo, però: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Va bene? Viene accolto così come riformulato dal Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/5 Girelli, che è sempre accolto come raccomandazione. Sottoscrive l'ordine del giorno n. 9/2753-A/4 Marino il deputato Cannata. Accoglie la sottoscrizione? Sì.
Allora, torniamo all'ordine del giorno n. n. 9/2753-A/5 Girelli. Lei accoglie, deputato Girelli, la raccomandazione?
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo al Governo di rivedere la posizione, perché la differenza tra ordine del giorno favorevole e raccomandazione è limitata. Vorrei invitare a rimanere sul tema: si parla del personale sanitario impiegato durante il COVID. Si tratta di continuare quella che era un'azione già iniziata. Chiederei al Governo se è possibile rivedere, anche con una riformulazione.
PRESIDENTE. Chiediamo al Governo se il parere rimane quello che ci ha formulato al principio.
LUCIA ALBANO,. Grazie, Presidente. Lo accantoniamo un attimo, in attesa di approfondimenti.
PRESIDENTE. Prendo atto che l'ordine del giorno n. 9/2753-A/5 Girelli è accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/6 Malavasi: anche qui mi pare ci sia un accoglimento con la formula della raccomandazione. Viene accolta? No, lo votiamo. Sottosegretaria Siracusano, il parere del Governo su quest'ordine del giorno, posto che non viene accolta la raccomandazione? Contrario.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/6 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/7 Furfaro, accolto come raccomandazione ove riformulato: accetta? No.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/7 Furfaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/8 Evi: anche qui, l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione. Va bene, deputata Evi? Va bene.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/9 Romeo e n. 9/2753-A/10 Forattini il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/11 Deborah Bergamini è stato ritirato poco fa.
Passiamo all'ordine del giorno n. n. 9/2753-A/12 Vaccari, accolto come raccomandazione. Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri, su cui c'è una proposta di riformulazione: viene accolta.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/14 Ambrosi e n. 9/2753-A/15 Volpi il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/16 Serracchiani, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/16 Serracchiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/17 De Maria, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Maria. Ne ha facoltà.
ANDREA DE MARIA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Molto rapidamente, però ci tengo a svolgere un intervento perché abbia presente l'Aula che in questo momento il Governo ha dato parere contrario a un ordine del giorno - come su quello precedente della collega Serracchiani, di cui ero secondo firmatario - che mira a rendere più agevole la possibilità per i familiari delle vittime naziste di avere quel risarcimento che previde il Governo Draghi, in attesa di un provvedimento analogo da parte dello Stato tedesco.
Credo che noi dovremmo qualcosa, invece, alla memoria di quelle vittime e a quei familiari. Davvero sono molto rammaricato per questo parere del Governo e, comunque, ovviamente, chiedo che l'ordine del giorno sia posto in votazione.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/17 De Maria, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga, su cui c'è una proposta di riformulazione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Braga. Ne ha facoltà.
CHIARA BRAGA(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. No, non posso accettare questa proposta di riformulazione, ma mi appello alla Sottosegretaria Siracusano per capire se quest'ordine del giorno possa, invece, essere accolto così come formulato, semplicemente perché, per le ragioni che abbiamo indicato anche nell'ordine del giorno, raccoglieva proprio una sollecitazione che la stessa Sottosegretaria ha fatto nelle Commissioni che hanno esaminato il provvedimento su una questione fondamentale, che è quella delle risorse per il sostegno all'affitto degli inquilini e gli inquilini morosi incolpevoli. Quindi, come prima cosa, chiederei se è possibile accantonarlo per un maggiore approfondimento e di riconsiderare il parere.
PRESIDENTE. Il Governo? È accantonato. Prendo atto che l'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga è accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/19 Manzi, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare la deputata Manzi. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Non aspettavamo, purtroppo, con rammarico, un parere favorevole su quest'ordine del giorno, che è stato firmato, tra l'altro, anche da numerosi colleghi delle regioni che sono state coinvolte dal commissariamento a seguito del dimensionamento scolastico. Il dimensionamento è un tema che molto a lungo è emerso in quest'Aula, che spesso è stato richiamato, su cui più volte abbiamo chiesto da parte del Governo un'attenzione a voler rivedere quelle norme della legge di bilancio 2023, che hanno creato, in realtà, pesanti contraccolpi in tante parti d'Italia fino, poi, alla decisione adottata all'inizio di quest'anno di commissariare 4 regioni italiane - guarda caso tutte governate dal centrosinistra, verrebbe da dire -, con una misura fortemente punitiva e fortemente radicale nei confronti dei presidenti di quelle regioni che chiedevano, in realtà, l'apertura di un confronto e di un dialogo con il Governo. Quel confronto e quel dialogo che torniamo a ribadire in quest'Aula e che continueremo a richiedere, visto che arriverà, nelle prossime ore, in Commissione bilancio, il decreto PNRR, che contiene ulteriori misure punitive proprio a carico di quelle regioni che sono state commissariate proprio relativamente al dimensionamento.
Noi l'abbiamo voluto portare in quest'Aula anche per stigmatizzare un'ulteriore decisione. Avevamo chiesto di poter audire i presidenti di quelle regioni all'interno della Commissione cultura della Camera, proprio perché quei presidenti potessero spiegare le ragioni che avevano portato a una mancata adozione, a una richiesta di revisione delle scelte adottate del Governo. Quella decisione, in realtà, è ferma su un binario morto, quella richiesta fatta dalle forze di opposizione. Allora noi, con quest'ordine del giorno, vogliamo provare a dar voce alle comunità, non solo ai presidenti, non solo alle istituzioni regionali, ma alle comunità che stanno vivendo sulla loro pelle le scelte scellerate legate a quel processo di dimensionamento che spesso è andato a colpire proprio le comunità delle aree interne, proprio le comunità che più spesso si trovano in difficoltà. Noi questo continueremo a ribadirlo in ogni provvedimento utile, sperando che, prima o poi, il Governo si accorga del problema che quella scelta ha prodotto e apra un confronto serio e di merito per rivedere quelle regole sbagliate e ingiuste .
PRESIDENTE. Prendo atto che hanno sottoscritto l'ordine del giorno la deputata Marino e la deputata Grippo, con tutto il gruppo di Azione. Anche tutto il gruppo del PD? No, l'onorevole De Maria. Anche l'onorevole Morfino.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà. Poi chi si vuole aggiungere lo potrà fare, anche segnalandosi. Prego.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io per chiedere di poter sottoscrivere quest'ordine del giorno e tornare su questa questione, chiedendo al Governo se è possibile accantonare quest'ordine del giorno. Noi siamo intervenuti in diverse sedi, con diversi modi, per cercare di far sì che le norme sul dimensionamento scolastico possano essere modificate e adeguate alle tipicità dei nostri territori.
Io ho vissuto sulla pelle delle nostre scuole sarde quello che è accaduto in questi anni. Nell'ultimo triennio sono state soppresse 38 direzioni e sono stati persi tantissimi dirigenti. Veniamo penalizzati dai numeri nazionali del dimensionamento che i piccoli comuni dell'interno, soprattutto, non riescono a soddisfare. Quest'anno sono stati ulteriormente penalizzati, perché anche la Sardegna è stata commissariata per non aver rispettato le regole nazionali e non potrà ottenere neanche quei fondi del PNRR che sono fondamentali per le nostre scuole, per portare avanti la propria attività e per garantire un presidio indispensabile in comuni dove la scuola è rimasto l'unico organismo dello Stato che possa garantire una presenza orientata alla formazione dei bambini e dei ragazzi di tante aree che non hanno la possibilità di avere nessun tipo di servizio, ormai.
La situazione è drammatica, anche perché non si capisce quali siano stati i criteri che ha adottato il commissario nel nostro caso, dove sono state soppresse nove nuove autonomie didattiche, andando a colpire quei territori più fragili dell'isola che sono, in particolare, il Nuorese, la Gallura, il Sulcis e l'Ogliastra. Il dimensionamento scolastico determina delle criticità enormi, specie in regioni dove la mobilità è estremamente limitata, come la Sardegna, ma anche in tante altre regioni italiane, creando dei problemi non solo ai bambini e ai ragazzi che si devono trasferire nei comuni che sono anche a 30 chilometri. È uno spostamento che comporta ore di viaggio, anche perché i servizi pubblici sono spesso assenti, mettendo in crisi e in pericolo la sicurezza non solo loro e delle loro famiglie, ma anche dei tanti docenti che si devono spostare.
Confidavamo che potesse esserci una deroga per quest'anno. Quest'ordine del giorno è l'ultimo tentativo che cerchiamo di fare in questa sede. Se la Sottosegretaria Siracusano vorrà accantonarlo, gliene saremo grati, perché è un tema che riguarda alcune regioni in particolare, ma davvero tante scuole e tanti servizi per i nostri territori che sono indispensabili e che state andando a penalizzare, senza neanche far capire alle regioni che hanno subìto questo danno quali siano i criteri che poi sono stati realmente adottati .
PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo non accoglie la richiesta di accantonamento.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti. I nomi di coloro i quali si sono aggiunti per la sottoscrizione sono ovviamente registrati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/19 Manzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/20 Toni Ricciardi. Onorevole, accoglie la raccomandazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/21 Orfini. Onorevole, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/21 Orfini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/22 Iacono. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/23 Berruto. Onorevole, accoglie la raccomandazione? No. Ha chiesto di parlare il deputato Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). No, non accetto la raccomandazione e invito la Sottosegretaria Siracusano a rivedere eventualmente il parere in forma completamente positiva, perché fra le poche cose che posso fare in questo ruolo c'è quella di evidenziare le contraddizioni e le incoerenze.
Presidente, quest'ordine del giorno mi permette di entrare su un tema per il quale mi permetto di chiedere all'Aula un applauso per i nostri atleti e per le nostre atlete che hanno ottenuto 30 medaglie olimpiche ai giochi di Milano-Cortina appena conclusi .
Questo applauso è molto bello, perché è trasversale. Abbiamo applaudito tutti, anche la Sottosegretaria Siracusano che ringrazio. Però, è mio dovere sottolineare le contraddizioni, Presidente, perché quest'ordine del giorno ci ricorda una battaglia sollevata da un'atleta che si chiama Anna Arnaudo, campionessa italiana dei 5.000 e dei 10.000 metri, che, in virtù di una legge del 1932, non può chiedere di entrare nei gruppi sportivi militari. L'applauso che noi abbiamo appena fatto ai 30 medagliati e medagliate della nostra delegazione dovrebbe ricordarci che 18 su 30 di quelle atlete e di quegli atleti sono parte dei gruppi sportivi militari.
Vorrei che fosse chiaro che siamo intervenuti su questo tema prima con un emendamento e adesso con un ordine del giorno a ricordare che in Italia esiste una legge, ovviamente antistorica, che impedisce agli atleti e alle atlete con diabete mellito di tipo 1 - questo è il punto - di poter entrare nei gruppi sportivi militari che, come è noto, per alcune tipologie di sport in particolare, sono l'unico modo per poter diventare atleti di livello internazionale e poter fare quel mestiere lì.
Ricordo sommessamente che, per esempio, un atleta con diabete, che gareggia regolarmente, si chiama Alexander Zverev e attualmente è il numero 4 della classifica ATP del mondiale del tennis. C'è un ciclistico intero - si chiama Team Novo Nordisk - in cui tutti i ciclisti sono atleti con diabete. C'è Anna Arnaudo che ha sollevato la mano e ha posto all'attenzione pubblica, ormai da qualche settimana, questo tema. Lei, campionessa e primatista italiana dei 5.000 e dei 10.000 metri, mezzofondista e tra l'altro - aggiungo - grandissimo esempio di e di atleta che ha avuto una carriera universitaria fenomenale, non può richiedere l'ingresso nei gruppi sportivi militari, perché ha il diabete mellito di tipo 1.
Ora io ripongo la domanda e chiedo alla Sottosegretaria Siracusano, se sono stato convincente con questo intervento, di poter rivedere questo parere e di dare un pieno parere positivo almeno all'ordine del giorno. L'emendamento è stato bocciato, l'ordine del giorno sappiamo che già è un intervento un po' omeopatico. Ecco, la raccomandazione sull'ordine del giorno mi sembra veramente troppo poco .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è accantonato. Viene comunque sottoscritto dai deputati Amato, Giachetti, a nome di tutto il gruppo Italia Viva, Simiani e Barbagallo.
Saluto gli studenti e i docenti del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Trento, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Vi diamo il benvenuto e vi auguriamo ogni fortuna .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/24 Soumahoro. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/25 Merola il parere è favorevole. Sottoscrive la deputata D'Orso.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/26 Ferrari. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Prendo la parola per cercare di convincere la Sottosegretaria Siracusano a rivedere questo parere negativo secco. Stiamo parlando, per l'ennesima volta in quest'Aula, di un grande progetto europeo che è il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, cioè quello che dal Nord Europa porta al Sud Europa i treni ad alta capacità. Questo corridoio prevede l'ingresso nel nostro Paese attraverso il tunnel del Brennero. Chiederei alla Sottosegretaria se mi può ascoltare, perché mi rivolgo direttamente a lei. Grazie.
Questo corridoio prevede l'ingresso nel nostro Paese attraverso il tunnel del Brennero. L'unico altro tratto che oggi è stato progettato, perché avrebbe dovuto essere finanziato con i soldi del PNRR, è quello che si chiama Bypass ferroviario della città di Trento, che non è un vero , perché a un certo punto, nella progettazione di RFI, si è previsto che questa ferrovia andasse ad attraversare un sito di interesse nazionale inquinato da piombo tetraetile, che è il famoso SIN di Trento, inquinato da molti anni e che dal 1978 è sostanzialmente cementato. Si stima che circa 180 tonnellate di piombo tetraetile sono ancora presenti nel terreno di un'area cittadina. La ferrovia intende passare esattamente là dentro. È una situazione molto rischiosa che pone evidentemente alcuni elementi di rischio e di pericolo per la città di Trento.
Nel primo intervento di bilancio di questa legislatura io e la collega Cattoi abbiamo ottenuto, dentro il bilancio, 2 milioni di euro destinati all'indagine geognostica di quel terreno, per individuare l'estensione e le caratteristiche dell'intero inquinamento. Dopodiché l'anno successivo, con una modifica sempre di bilancio, sempre in quest'Aula, si è previsto che una parte di quei fondi andassero in realtà a studiare quale percorso di tipo giuridico, amministrativo e tecnico si possa intraprendere per avviare la bonifica dell'intera area, che dopo quarant'anni rimane una bomba a orologeria per la nostra città.
Ebbene, che cosa si è scoperto recentemente? Che la provincia autonoma di Trento ha chiesto al Ministero dell'Ambiente di poter usare quelle risorse per disinquinare una lingua di terra tra il cavalcavia e il sito inquinato. Non è questo l'obiettivo della norma di bilancio di questo Parlamento, ma nemmeno della legge provinciale. Allora, io con quest'ordine del giorno le sto chiedendo, Sottosegretaria, se lei può far rispettare la legge, se può, cioè, sollecitare la provincia autonoma di Trento a utilizzare quei soldi esattamente come è previsto dalla norma che abbiamo approvato in quest'Aula e dalla stessa norma approvata dalla provincia autonoma di Trento e non per altri fini. Pertanto, io non capisco il parere negativo.
Il secondo punto chiede di impegnarsi in un confronto coordinato, dal punto di vista istituzionale, proprio per capire come si possa dare l'avvio a quella bonifica, che rimane una delle più complesse al mondo, proprio perché quel tipo di inquinamento è assai pericoloso: il piombo tetraetile è volatile e ci troviamo all'interno di un'area altamente urbanizzata e si potrebbe rompere, con lo scavo, il sottile strato di argilla sottostante, che oggi garantisce il non inquinamento delle falde acquifere.
Pertanto, sia il primo impegno, che chiede semplicemente di sollecitare la provincia a non fare domande che siano in contraddizione con la norma, sia il secondo impegno, che chiede semplicemente di avviare un dialogo interistituzionale, a mio avviso sono assolutamente non superabili da questo “no” che trovo inspiegabile. Quindi, le chiedo se può accantonare e valutare la possibilità di ripensare il suo parere negativo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/26 Ferrari, con il parere contrario del Governo, che resta tale.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/27 Laus. Onorevole Laus, accoglie la riformulazione? Vorrebbe riascoltare questa proposta di riformulazione? Prego, a lei la parola, Sottosegretario Siracusano.
MATILDE SIRACUSANO,. La riformulazione prevede soltanto di espungere dalla quarta alla settima premessa. Poi, sul dispositivo il parere è favorevole al testo base.
PRESIDENTE. Va bene, quindi la riformulazione è accolta. La riformulazione è stata giudicata positivamente.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/28 Amendola. Onorevole Amendola, accoglie la riformulazione del Governo? Sì, è accolta.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/29 Nevi il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/30 Gatta. Onorevole Gatta, accoglie la riformulazione? Sì, è accolta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/31 Pandolfo. Accoglie la riformulazione del Governo? Sì, è accolta.
Sugli ordini del giorno nn. 9/2753-A/32 Gnassi e 9/2753-A/33 De Micheli il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/34 Di Sanzo, che è accolto come raccomandazione. Accetta che l'ordine del giorno sia accolto come raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/35 Peluffo, sempre accolto come raccomandazione. Accetta che sia accolto come raccomandazione? Sì.
Sugli ordini del giorno nn. 9/2753-A/36 Lucaselli, 9/2753-A/37 Osnato e 9/2753-A/38 Testa il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/39 Barzotti. Accoglie la riformulazione proposta dal Governo? Non viene accolta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/39 Barzotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/40 Morfino. Ha chiesto di parlare l'onorevole Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, oggi io non avrei voluto chiedere la parola nuovamente su Opzione donna, ma siamo costretti a farlo perché questa maggioranza persevera nell'errore. Voi oggi non state bocciando solo un ordine del giorno, oggi state bocciando di nuovo una possibilità di vita per migliaia di lavoratrici .
Allora, siamo qui di nuovo a dirvi: fate una cosa di buonsenso, una, una coerente coi vostri programmi elettorali, perché queste donne voi le avete prima illuse e poi tradite. E come? Le avete illuse quando Giorgia Meloni sfilava in piazza in prima fila al loro fianco chiedendo la proroga di Opzione donna - ha fatto la comparsata e poi le ha abbandonate - e le avete illuse, colleghi, nei vostri programmi: Fratelli d'Italia diceva “rinnovo”, mentre la Lega parlava addirittura di renderla strutturale, e oggi bocciate quest'ordine del giorno. Praticamente, coerenza zero. Avete acceso una speranza e poi l'avete spenta. Avete parlato di tutela, di attenzione e di centralità delle donne, avete scritto nei programmi elettorali parole come proroga, rafforzamento e stabilizzazione e poi, una volta al Governo, avete fatto l'opposto: avete ristretto la platea, alzato barriere e svuotato la misura, fino a renderla irriconoscibile.
Non è solo una retromarcia politica, la vostra, è una responsabilità politica, è una scelta che ha conseguenze concrete pesanti e dolorose, perché Opzione donna non è un regalo, era una possibilità costruita su 35 anni di contributi, 35 anni spezzettati da contratti precari, interruzioni forzate, maternità, cura dei figli e assistenza dei genitori. E sapete qual è la cosa più grave? Che le donne che scelgono Opzione donna accettano oggi anche la penalizzazione economica sull'assegno. Quindi, non è un privilegio, è un sacrificio per loro . È una scelta consapevole di prendere meno, pur di avere un'uscita anticipata, e voi avete avuto il coraggio di raccontarla come una concessione e poi di cancellarla quasi del tutto. Questa non è una responsabilità di bilancio di Stato, è una precisa gerarchia di priorità e per voi le donne non sono una priorità. Adesso mi spiego perché la Premier Meloni pretende di essere chiamata il Presidente del Consiglio.
E vi dico anche che, quando si tratta di altre misure, le risorse le trovate. Le trovate per le armi e per quel fantomatico ponte sullo Stretto, per compiacere il Vice Premier delle felpe, ma quando si tratta di donne lavoratrici improvvisamente compaiono i vincoli, i tecnicismi e le scuse. Allora, vi do una notizia, colleghi: fuori da quest'Aula c'è un Paese reale, un Paese in cui le donne continuano a guadagnare meno, un Paese in cui a una donna viene chiesto, durante un colloquio, se ha intenzione di avere figli, un Paese in cui troppe carriere si fermano non per mancanza di competenze ma per carichi di cura che lo Stato continua a scaricare sulle spalle femminili e in questo contesto Opzione donna era uno strumento necessario. Togliere anche quello significa dire alle lavoratrici: arrangiatevi. Significa dire: le vostre vite valgono meno delle nostre promesse.
E, allora, noi oggi, con quest'ordine del giorno, vi diciamo una cosa chiara e semplice: ripristinate Opzione donna. Punto! E non lo dovete a noi! Non lo dovete all'opposizione! Non lo dovete al MoVimento 5 Stelle. Lo dovete a tutte quelle donne che avete illuso, che hanno storie di fatica e di precarietà.
Lo diciamo con chiarezza: questa battaglia non finisce qui; continueremo in Aula, nelle Commissioni e nelle piazze, se necessario. E, sappiatelo: su questa vicenda, non mettiamo una riga sopra, perché chi ha lavorato una vita intera merita rispetto e finché ci sarà una sola donna presa in giro dalle istituzioni noi saremo qui a ricordarvelo, senza paura e senza sconti. E su questo, Presidente, noi non arretreremo di un millimetro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Appendino, che è cofirmataria di quest'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
CHIARA APPENDINO(M5S). Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, ve la ricordate la campagna elettorale del 2022, la campagna elettorale in cui eravate nelle piazze, nei sui giornali, ovunque, a dire una cosa chiarissima e cioè che avreste ripristinato, mantenuto, reso addirittura strutturale - qualcuno lo diceva - Opzione donna?
Ora, io lo so, lo vedo che abbassate lo sguardo, anche dal Governo, e fate bene. Fate bene, perché c'è solo da vergognarsi. Ma vi chiedo di alzarlo per un istante . Per un istante. Così, per rinfrescarvi la memoria. La vedete questa foto? Guardate, lo stato maggiore di Fratelli d'Italia: la Presidente Meloni, il presidente Rizzetto. Eravate qui. Siete voi, eh? Non è qualcun altro . In piazza, in piazza…
PRESIDENTE. Lei sa che non si possono mostrare cartelli.
CHIARA APPENDINO(M5S). In piazza…
PRESIDENTE. Lo ha fatto per un periodo abbastanza lungo e sufficiente.
CHIARA APPENDINO(M5S). Bene, in quella foto - che adesso ho coperto e capisco anche il peso magari di rivederla - c'era una promessa, che poi è stata anche scritta, nero su bianco, su un programma elettorale che, evidentemente, è carta straccia. Pagina 18! Vedete, io ho capito: quella non era una promessa, quella era un'esca. La vostra era un'esca elettorale per prendere voti e poi tradire immediatamente. Infatti, voi non solo avete tradito. La cosa incredibile - io non so veramente come riusciate a farlo - è che lo avete fatto nel modo più subdolo possibile, nel modo più cinico possibile e cioè non subito e in modo netto, ma a rate. Così, a botte di cancellazione, a botte di emendamenti, a botte di finanziaria. E, quindi, prima avete inserito criteri impossibili e discriminatori, e poi, guarda un po', ci sono meno donne che chiedono di accedere. Ma non è un caso, è proprio il frutto delle vostre scelte politiche. E non è che le donne si arrendono. Qui l'opposizione ve lo dice, ve lo urla, ve lo grida, va in piazza, vi dice: cambiate questa cosa perché sennò le donne non la possono usare! E voi sordi. Sordi, ma per scelta. Perché voi - ripeto - in modo vergognoso avete lasciato morire per inerzia Opzione donna, volutamente. E così arriva il colpo di grazia, la beffa e cioè la cancellate.
Non ha chiesto quasi nessuno di usarla. Ci credo! L'avete distrutta, tagliata, resa inutilizzabile e poi che devono fare le donne, come possono usarla ?
E, vede, Presidente, Opzione donna cancellata significa non solo aver tradito, ma anche aver peggiorato la vita di migliaia, decine di migliaia di donne che, dopo 35 anni di lavoro, una vita difficile, sacrificando anche un pezzo del loro stipendio, dei loro contributi, volevano solo uscire e dedicarsi a qualcos'altro.
Non sono numeri, sono storie vere. Ve ne racconto una. Recentemente, Franca, 58 anni, operaia tessile di Prato -vita vera, carne viva-: ero pronta a sacrifici pur di andare in pensione, mio marito è malato, mia figlia ha appena avuto un bambino e sognavo di potermelo godere da vicino e invece no. E invece no! Non per scelta sua, per colpa vostra. Perché voi avete trasformato per queste migliaia di donne Opzione donna in quella che io voglio definire, in quest'Aula, “Opzione Meloni”. E sapete cos'è “Opzione Meloni”? E la differenza tra Opzione donna e “Opzione Meloni”? Opzione donna garantiva i diritti, “Opzione Meloni” li calpesta . Opzione donna era ossigeno per queste donne, mentre invece “Opzione Meloni” è una condanna. È una condanna a continuare a lavorare, magari in modo precario, con la schiena che è distrutta. Opzione donna teneva conto dei sacrifici delle donne, di chi è più in difficoltà, di chi è penalizzato dal mondo del lavoro, mentre “Opzione Meloni” se ne frega di chi è più fragile! Questa è “Opzione Meloni” ed è prevedibile, perché ormai, a distanza di quattro anni, possiamo dirlo: Giorgia Meloni si occupa di alcune donne, ma solo di alcune e cioè di quelle che sono già privilegiate. Cioè “Opzione Meloni” funziona per le donne che sono già privilegiate: ad esempio, se fai parte della famiglia di Giorgia Meloni e della sua tribù politica, ponti d'oro eh! Se sei una Ministra o una Sottosegretaria lo stipendio è aumentato subito; se stai nei Palazzi del potere, dal giorno alla notte, gli emendamenti in 24 ore trovano le coperture.
Questo però non è occuparsi delle donne, questo è occuparsi di una casta. E, infatti, voi non siete il Governo del popolo, voi siete il Governo della casta. Un Governo della casta è quello che alza gli stipendi ai Ministri e ai Sottosegretari, mentre dice “no” al salario minimo, affossando milioni di lavoratori. Il Governo della casta è quello che usa i voli di Stato come fossero taxi, mentre invece i pendolari che cosa fanno? Aspettano ore e ore alla banchina, sperando che, forse, un treno passi, prima o poi. Un Governo di casta è quello che riforma la giustizia, dicendo che lo fa per il popolo, ma non aiuta il popolo; sta solamente cercando l'impunità per sé stesso.
E, allora, Presidente, vede, abbiamo capito perché avete abbandonato le donne di Opzione donna: perché pagano un prezzo, un prezzo tremendamente evidente, e cioè di essere donne normali, di non essere donne di Palazzo, di non avere privilegi, di non appartenere a una tribù politica e, semplicemente, di essere donne che lottano per i loro diritti.
Chiudo, Presidente. Guardi, il MoVimento 5 Stelle non smetterà questa battaglia. Il MoVimento 5 Stelle continuerà, insieme a queste donne, a fare l'unica cosa che dovrebbe fare un Governo serio, normale e dotato di buonsenso, e lo dico alla Presidente Meloni, al presidente Rizzetto: ripristinare Opzione donna così com'era, così come avete promesso e così come sarebbe normale in un Paese normale !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Di Biase. Ne ha facoltà.
MICHELA DI BIASE(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io su quest'ordine del giorno, approfittando del fatto che il mio ordine del giorno n. 109 tratta il medesimo argomento.
Mi vorrei soffermare sulla riformulazione del Governo su questi ordini del giorno, che dice: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di continuare nell'operato volto a creare un sistema pensionistico più flessibile e sostenibile, che consolidi gli strumenti di flessibilità in uscita dal lavoro, anche attraverso il riordino, il potenziamento e l'eventuale introduzione di nuove misure che amplino la platea dei beneficiari, con particolare riferimento alle donne, ai lavoratori con carriere discontinue e ai soggetti più deboli nel mercato del lavoro”. Cioè è una riformulazione interamente declinata al futuro, Sottosegretaria, dopo quattro anni di Governo Meloni.
Allora, voi cancellate Opzione donna, che - lo abbiamo detto - era già una misura fortemente restrittiva per le donne, perché era una misura che le donne di certo non compivano a cuor leggero, e ci andavano con forti penalità, ma erano costrette a farlo per scelte di vita. E, in questo tempo, non intervengo - lo hanno già fatto le colleghe - su quanto abbiate millantato credito rispetto a Opzione donna e a quanto fosse importante. Ma siamo ormai abituati a questo cambio repentino di atteggiamento. Anche qui avete cambiato idea senza neanche porvi il problema di che cosa queste donne dovranno fare.
Ecco, nessuna misura è stata posta in essere. E in Italia, quando noi parliamo della situazione lavorativa delle donne, oltre al tema che riguarda le pensioni, che di per sé è già un tema enorme, dobbiamo tener presente che spesso queste pensioni, a loro volta, sono frutto di un che, nel nostro Paese, è serissimo.
E ciò perché le donne, in Italia, guadagnano, purtroppo, molto meno dei loro colleghi maschi per tante situazioni, per tante motivazioni. Io ricordo solamente la vicenda del involontario, che è presente in modo gravissimo nel nostro Paese o quello che è il tema, altrettanto serio purtroppo, della segregazione settoriale. Noi lo sappiamo che le donne sono spesso inserite in determinate categorie e svolgono determinate mansioni; se a questo, poi, aggiungiamo che le donne hanno difficoltà ad accedere a tutte quelle che sono delle misure di sostegno, sostegno alla genitorialità - anche su questo molti , poca sostanza - allora io mi chiedo come oggi voi possiate venire in quest'Aula ed esprimere un parere contrario a degli ordini del giorno che chiedono, invece, di ripristinare Opzione donna, che era l'unica, l'unica, non ce ne sono altre. Se ce ne fossero altre, non ce ne siamo accorti, ditecelo Sottosegretaria perché qui voi declinate al futuro problemi che, invece, andrebbero declinati al presente. Questo è il problema del Governo Meloni, che non affronta le questioni e prova sempre e continuamente a gettare la palla in calcio d'angolo, sapendo che il tema pensionistico, in particolare delle donne, è un vero problema, è una vera emergenza. In questo modo voi lasciate sole le donne italiane che avevano, purtroppo, magari anche creduto a quelle che sono state le vostre promesse in campagna elettorale. Mi riserverò naturalmente di intervenire per il mio ordine del giorno, ma ci tenevo a intervenire durante questo dibattito perché, davvero, assistiamo attonite a quanto voi avete proposto in questa riformulazione che, francamente, non ha neanche una soluzione che riguarda il sistema pensionistico rivolto al femminile .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/40 Morfino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/41 Aiello, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/41 Aiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/42 Tucci, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/42 Tucci, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/43 Sportiello, su cui c'è una proposta di riformulazione, che non viene accolta. Lo votiamo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/43 Sportiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/44 Marianna Ricciardi, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/44 Marianna Ricciardi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/45 Di Lauro, accolto come raccomandazione. Va bene? No, non è accettata. Governo, parere contrario? Sì. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/45 Di Lauro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/46 Alfonso Colucci su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Grazie, Presidente. Con quest'ordine del giorno noi chiediamo di ricorrere, quanto al personale della pubblica amministrazione, allo scorrimento delle graduatorie fino al loro esaurimento. Parliamo delle graduatorie in scadenza o quelle scadute e chiediamo di adottare conseguentemente le misure volte al differimento della loro validità.
Il Governo, tuttavia, ha espresso parere negativo e questo ci sconcerta e ci dispiace perché quest'ordine del giorno riguarda migliaia, migliaia di lavoratori, di lavoratori che hanno vinto un concorso per entrare nella pubblica amministrazione, che l'hanno vinto il concorso, ne sono risultati idonei, ma semplicemente non sono vincitori del posto perché i posti messi a concorso erano inferiori rispetto al numero di coloro che sono risultati idonei alla prova concorsuale. Parliamo di persone che stanno fuori dalla pubblica amministrazione, che non hanno conseguito il lavoro per il quale hanno studiato. Parliamo di persone che molto spesso lavorano all'interno della pubblica amministrazione, ma in situazione di precarietà. Riguarda, dunque, due categorie di lavoratori: i lavoratori fuori dalla pubblica amministrazione e i precari. Penso ad esempio ai precari della scuola che spesso fanno i pendolari, che non riescono a vivere una vita normale con i loro figli, con le loro famiglie, che non hanno alcuna prospettiva di stabilizzazione, che percepiscono salari bassi. Spesso questi lavoratori precari della scuola sono persone che sono idonee al concorso, che hanno vinto il concorso e avrebbero dunque la legittima aspettativa di poter entrare nella scuola, di potere, con la loro preparazione, rendere un servizio al Paese, ma non ci sono riusciti. E quelli che riescono ad entrare da precari prendono salari bassi, versano i contributi regolarmente, ma probabilmente non riusciranno mai ad avere il diritto alla pensione o probabilmente, quando avranno questa pensione, forse a settant'anni, non sarà superiore a mille euro e quindi al di sotto di qualsiasi limite di sussistenza, se andiamo a parametrarla con i costi della vita nel 2060, quando questi giovani potranno andare in pensione.
Sono fuggite dall'Italia all'estero 156.000 persone, per lo più giovani. Questi lavoratori, con il loro sostegno precario, idonei al concorso, ma mai stabilizzati, sostengono il pagamento delle pensioni di coloro che attualmente sono pensionati e oggi, da una recente ricerca, risulta che per dieci pensionati abbiamo solo dieci lavoratori. E quindi è grave il tema della stabilità e della tenuta dei conti finanziari dell'INPS; è grave come l'Italia riuscirà a pagare le pensioni, se il numero dei lavoratori stabili viene a decrescere se i loro stipendi risultano così bassi. Per non parlare poi, signor Presidente, dello stop di Opzione donna: un vero schiaffo in faccia alle donne lavoratrici italiane . E non stupiamoci, non stupitevi se in Italia non si fanno più figli, se è inesorabile il declino demografico cui state condannando il nostro Paese e con esso il declino, il vero declino dell'Italia.
Il Ministro Zangrillo, Ministro per la Pubblica amministrazione, in Commissione ebbe ad intervenire di recente dicendo che gli “idonei” sono “bocciati”, sono “bocciati”, difendendo il tetto del 20 per cento che ha imposto alla loro stabilizzazione. Questa è una grave offesa, è una grave offesa a chi ha vinto il concorso e ha dimostrato di essere preparato, di avere tutti gli strumenti per poter entrare nella pubblica amministrazione e servire adeguatamente il Paese . L'idoneo non vincitore ha dimostrato di essere all'altezza di accedere alla pubblica amministrazione, di potere - lo ripeto - servire l'istituzione. E allora dico, con questo parere negativo - mi rivolgo al Governo - ripensateci vi dico, non mortificate anni di studi, anni di preparazione e di sacrificio anche economico di questi lavoratori, di questi giovani, delle loro famiglie. Non rubate loro la dignità !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere naturalmente di sottoscrivere quest'ordine del giorno, come tutti gli ordini del giorno che affrontano questo tema.
Ne abbiamo presentati tanti, ci siamo confrontati più volte in Commissione. Purtroppo, sono stati bocciati i nostri emendamenti che chiedevano sia la proroga delle graduatorie, ma anche la proroga, perlomeno, della sospensione della “Blocca idonei”, cioè quell'assurda norma che prevede che non si possa andare oltre il 20 per cento di uno scorrimento di graduatoria, anche laddove sia necessario andare oltre questo 20 per cento per soddisfare le esigenze delle amministrazioni.
Lo ha detto molto bene il collega Alfonso Colucci, però io vorrei ritornare su un punto di quest'ordine del giorno e vorrei invitare il Governo a prendere il tempo necessario e, se necessario, accantonare questo testo per poter fare le opportune riflessioni e valutazioni. La questione che viene posta non è solo una questione di rispetto nei confronti di queste donne, di questi uomini, di queste ragazze, di questi ragazzi, che hanno già superato una prova, hanno fatto dei sacrifici e potrebbero immediatamente soddisfare quelle che sono le esigenze di e di ricambio della pubblica amministrazione, ma è una questione di rispetto nei confronti di tutti i cittadini, nei confronti dei servizi che devono essere garantiti dalle amministrazioni pubbliche.
Come si fa a negare politicamente la possibilità di utilizzare tutte le risorse che possono essere immediatamente disponibili per garantire servizi migliori ai cittadini per via di una scelta politica di chiusura? Questo è il punto vero. Perché anche quest'ordine del giorno, come tutti gli atti che abbiamo presentato, pone semplicemente una questione di utilità e dice: nel momento in cui servono queste risorse e sono pronte queste energie, non creiamo ostacoli giuridici per non far sì che queste persone possano essere coinvolte. Non è che si impone lo scorrimento delle graduatorie. Si chiede che possano scorrere le graduatorie per quanto servono a garantire servizi migliori ai cittadini.
Io non posso comprendere quale ragione politica possa animare una maggioranza nel negare questi strumenti giuridici. Non c'è nessuna ragione politica sostenibile, tanto che non sentiamo voci della maggioranza intervenire per motivare o per argomentare. Chiediamo però al Governo, perlomeno, di togliere questi ostacoli. Possiamo avere idee diverse su tanto, ma sarebbe importante che il Parlamento si esprimesse in maniera unitaria almeno sul fatto che si debba cercare di garantire sistemi per aiutare e non per ostacolare, la possibilità di garantire servizi migliori ai cittadini .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/46 Alfonso Colucci, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/47 Penza. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/47 Penza, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/48 Baldino, accolto come raccomandazione. Va bene? Non va bene. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/48 Baldino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/49 Carotenuto, accolto come raccomandazione. Va bene? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina. C'è una proposta di riformulazione. Ha chiesto di parlare la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Se è possibile risentire la riformulazione, grazie.
PRESIDENTE. È l'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina, Sottosegretaria Siracusano.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. C'è una modifica sul parere, in quanto avevo riformulato l'impegno, che rimane però in riferimento ai due primi impegni, che vengono sostituiti con: “a valutare di integrare quanto già previsto dal decreto-legge in materia, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 18 febbraio 2026”; invece viene accolto il terzo impegno dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina, precisando sempre che occorre espungere, però, le ultime tre premesse.
PRESIDENTE. Viene accolta la riformulazione del Governo con queste precisazioni?
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Sì, accogliamo nella speranza che alle parole seguano immediatamente i fatti.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/51 Amato, su cui vi è una proposta di riformulazione da parte del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amato. Ne ha facoltà.
GAETANO AMATO(M5S). Grazie, Presidente. Onorevole Siracusano, non possiamo accettare la soppressione del secondo impegno, perché tutto quest'ordine del giorno si basa su quello. Che cos'è quest'ordine del giorno? Diciamo che nel 2023 l'Unione europea ci dice che i titoli conseguiti all'estero sul sostegno vanno riconosciuti dal Ministero dove si andrà ad esercitare, quindi il Ministero italiano. Il Consiglio di Stato dice che questo va fatto entro tre mesi. Entro tre mesi non accade nulla, per cui fioccano migliaia e migliaia di ricorsi, finché il Ministro non decide di affidare a un centro associativo, quindi un'associazione privata, che ufficialmente sarebbe senza scopo di lucro, il riconoscimento di questi titoli. Il centro è il CIMEA, Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche.
Ora, due anni fa, per questo compito, al CIMEA sono stati dati 4 milioni di euro; adesso si prevede di dargliene, per i prossimi tre anni, 1,5 all'anno più o meno, quindi altri 4,5 milioni. Questo perché il Ministero non è stato in grado di fare questo lavoro da solo. Allora, che cosa chiede l'impegno che l'onorevole Siracusano ci ha detto essere stato soppresso? Prevedeva che questo Parlamento non ricevesse nulla, solo una relazione sul numero di richieste esaminate, su quante ne restavano, sui documenti che aveva prodotto il CIMEA.
Quindi non si chiedono soldi da qualche parte o da un'altra parte, per cui li togliamo di qua e li mettiamo di là. Si chiede di informare il Parlamento su quello che avviene. Ora, noi capiamo che questa maggioranza… questo Governo sia allergico ai controlli. Lo avete fatto con la Corte dei conti.
GAETANO AMATO(M5S). Avete annullato quello che è il Parlamento. Il compito del Parlamento lo avete posto già sotto il potere esecutivo, quindi già andando oltre la Costituzione. Lo dimostra questo ennesimo provvedimento, che vede la fiducia. Ormai in Parlamento e in Commissione non si discute più; in Parlamento e in Commissione si accetta quello che ha detto il Governo e si vota secondo quella linea. Io mi chiedo: come mai non si può sapere che cosa fa il CIMEA? C'è un segreto di Stato ? Presidente, mi fermo.
PRESIDENTE. Chi si ferma è perduto. Però, siccome… Aspetti un attimo.
GAETANO AMATO(M5S). Lascio la parola all'onorevole Siracusano.
PRESIDENTE. Lascia la parola? Onorevole Siracusano, le lasciano la parola. Il Governo intende intervenire.
MATILDE SIRACUSANO,. Intervengo, Presidente, perché c'è un equivoco, onorevole Amato. In effetti, la riformulazione è favorevole al secondo impegno, che in realtà qui sembra un secondo impegno, perché il primo in realtà è una sorta di premessa. Quindi, sostanzialmente, effettivamente il secondo è un primo impegno. Quindi, in questo caso il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Quindi è l'ultimo impegno che viene soppresso.
PRESIDENTE. Onorevole Amato?
GAETANO AMATO(M5S). Allora, la ringrazio per questa precisazione. Ho fatto un riepilogo di quello che è il CIMEA per l'Aula. Accettiamo la riformulazione.
PRESIDENTE. La riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/51 Amato è accettata.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/52 Lomuti. Onorevole Lomuti, c'è una riformulazione sul suo ordine del giorno. Accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/52 Lomuti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/53 Torto, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Io sono cofirmataria di quest'ordine del giorno, che reputo molto importante, e, tra l'altro, ero in Commissione quando si è ritirato - e lo rammento alla Sottosegretaria, tramite lei, Presidente - un nostro emendamento con un diciamo, con un accordo, per poi presentare successivamente un ordine del giorno. Quindi, spero in un ripensamento da parte della Sottosegretaria, anche perché il tema è estremamente importante: parliamo di beni culturali che spesso hanno un valore inestimabile e che sono di proprietà pubblica o appartengono a enti ecclesiastici, ma spesso sono in gestione a cooperative, che ne hanno la detenzione e, dunque, proprio per il valore inestimabile degli stessi, è difficile stabilire la misura del premio. Il fatto che ci siano, poi, delle sanzioni quando non vengono assicurati dalle cooperative di cui dicevamo, ovviamente, non può che comportare grosse difficoltà operative. Quindi, si spera che la Sottosegretaria possa riformulare il proprio parere .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la rappresentante del Governo. Prego, Sottosegretaria Siracusano.
MATILDE SIRACUSANO,. Sì, è vero, Presidente, ha ragione l'onorevole Alifano. C'era un impegno in Commissione rispetto ad un parere favorevole con riformulazione, però che devo applicare con: “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. Onorevole Alifano, accetta? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/54 Alifano: accetta la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/55 Caso, parere favorevole, previa riformulazione: onorevole Caso, accetta la riformulazione?
Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Non accetto la riformulazione perché va ad eliminare le premesse, che sono parte integrante di quest'ordine del giorno - che, tra l'altro, è una narrativa di quello che sta succedendo e di quello che è successo -, e poi va ad indebolire l'ordine del giorno, andando a riformulare gli impegni con l'espressione “a valutare l'opportunità di”. Ne abbiamo già fatte tante di valutazioni, è il momento di agire con serietà. Di cosa sto parlando? Torno a parlare, in quest'Aula, dei Campi Flegrei. Perché parliamo dei Campi Flegrei nel decreto Milleproroghe? Perché nel provvedimento, finalmente, fortunatamente, c'è una proroga che chiedevamo da tempo, ovvero di estendere ulteriormente, per un altro anno, una misura essenziale, che è quella del contributo che viene dato a quelle famiglie che, purtroppo, hanno dovuto lasciare la propria abitazione perché sgomberate.
E perché siamo qui, però, ancora a prorogare questa misura? Perché - dobbiamo dircelo, dobbiamo renderlo noto -, dopo oltre due anni dal primo decreto Campi Flegrei, purtroppo, di interventi sulle abitazioni di famiglie che sono state sgomberate ne sono stati fatti zero: neanche un intervento è partito. Un ritardo, tanti ritardi, che si accumulano ad altri presenti nel territorio. Più volte abbiamo chiesto in questi mesi, negli ultimi mesi, al Governo di fare di più, di velocizzare, di rendersi conto che, di fatto, sul territorio dei Campi Flegrei c'è un rallentamento che non va bene: è necessario dare un'accelerazione.
Ma, oltre alla questione degli zero interventi sui fabbricati, c'è una questione ancora più grave, e lo stiamo dicendo a più riprese, lo abbiamo ribadito in quest'Aula, nelle Commissioni, con atti formali. Dobbiamo tutti sapere che, nei decreti, le misure varie che erano state previste - ovvero il contributo dell'autonoma sistemazione per chi ha lasciato casa, così come anche i finanziamenti che vengono dati, poi, per poter ripristinare i propri fabbricati -, questi provvedimenti, queste misure, questi sostegni vengono dati esclusivamente a quei cittadini e a quelle famiglie che sono stati sgomberati il 13 e il 15 marzo 2025. C'è però necessità di sapere, dovreste sapere, che ci sono stati anche altri eventi sismici che sono intervenuti dopo quel marzo 2025. Dovete sapere che ci sono famiglie che sono state sgomberate, che hanno perso casa, dopo la data di quel marzo 2025.
Quindi allora vi chiedo, e vi chiedo di prestare attenzione: secondo voi è normale che, nello stesso territorio, nella stessa città, abbiamo famiglie a cui lo Stato sta dando degli aiuti e abbiamo altrettante famiglie che sono nella stessa situazione - hanno perso momentaneamente la loro abitazione -, a cui lo Stato, però, non dà niente? Non ti dò l'aiuto mensile, non ti dò i soldi per intervenire sul tuo fabbricato. Stesso territorio, stessa città, semplicemente lo Stato ad alcune famiglie e ad alcuni cittadini dice: mi dispiace per te, hai scelto il terremoto sbagliato e, quindi, per te non abbiamo nulla . Questa è la situazione paradossale che si sta vivendo ai Campi Flegrei.
Ma c'è un altro episodio ancora che è assurdo e paradossale. Nelle misure portate avanti da questo Governo abbiamo anche altri fondi - e parliamo di circa 20 milioni all'anno che dovevano essere dati dal 2025 in poi, per 5 anni -, che devono essere destinati al consolidamento dei fabbricati, per renderli più antisismici possibile. Abbiamo sempre detto che per noi quei fondi erano insufficienti e che le modalità per l'utilizzo di quei fondi non erano adatte. Però che cosa è accaduto? Il 2025 è passato, e di quei 20 milioni che dovevano arrivare in quell'annualità non ne abbiamo traccia, e su questo c'è anche una mia interrogazione parlamentare a cui non è stata data risposta.
E perché è assurdo e paradossale? Che cosa è successo? Ebbene, c'è la misura che stanziava questi 20 milioni nel 2025; il decreto attuativo viene emanato solo a novembre 2025, quasi alla fine dell'anno, quindi con estremo ritardo. Ma non finisce lì, perché è vero che viene emanato a novembre 2025, ma questo decreto viene poi pubblicato in , quindi diventa ufficiale, solo a gennaio 2026. E cosa c'è ancora di più assurdo? Che, in questo famoso decreto, ai cittadini - vi ricordo, decreto che diventa attuativo e diventa ufficiale a gennaio 2026 - viene detto: vuoi accedere a questi fondi? Devi presentare la domanda entro il 30 novembre 2025. Insomma, c'è questo circuito per cui dei cittadini, per accedere ai finanziamenti per poter sistemare i fabbricati, per poter consolidare i fabbricati, devono dotarsi anche di una macchina del tempo: devono tornare indietro e presentare la domanda.
Quindi, questo vi stiamo chiedendo in quest'ordine del giorno: andate a sistemare dei pasticci che sono stati fatti, andate a togliere l'assurda situazione in cui ci sono terremotati di serie A e terremotati di serie B nello stesso comune e nello stesso territorio. Ma, soprattutto, dobbiamo renderci tutti conto che è necessario accelerare tutto, perché abbiamo dei ritardi sugli di raccolta comunali, che non sono stati ancora fatti; abbiamo ritardi sull'intervento dei fabbricati, interventi zero dopo due anni; abbiamo ritardi nelle azioni sul rafforzamento delle scuole, sulle palestre, sulle infrastrutture strategiche. Insomma, dobbiamo accelerare e fare sul serio, perché questa lentezza non è una lentezza di per sé, non è una lentezza che possiamo colmare semplicemente prorogando alcune cose, dicendo alle famiglie: non fa niente che i soldi ve li daremo più avanti, non fa niente che dovete aspettare per intervenire nelle vostre abitazioni, perché tanto stiamo prorogando il contributo che vi diamo mensilmente. No, non va bene questo, perché la lentezza di tutto quello che ho elencato si ripercuote terribilmente sul tessuto socio-economico del territorio, che continua ad essere in sofferenza ; un territorio, quello di Pozzuoli, ad esempio, dove nel centro storico ha chiuso oltre la metà delle attività commerciali, hanno chiuso bottega. Se si fa un giro nella città, lì dove c'era sempre vita, ora troviamo tanti negozi in cui c'è scritto: “affittasi”. Questa è la situazione del territorio, quindi ogni singolo giorno di ritardo contribuisce a rendere più debole e vulnerabile il territorio. Quindi, bisogna fare presto, correggere i pasticci che sono stati fatti e accelerare tutto .
PRESIDENTE. Gli onorevoli Pellegrini e Speranza sottoscrivono l'ordine del giorno. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/55 Caso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/56 Almici. Accetta la raccomandazione, onorevole Almici? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/57 D'Orso, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Sì, chiedo di intervenire perché ad agosto 2026 entrerà in vigore una parte della riforma Nordio, quella licenziata nel 2024 che riguarda la composizione collegiale del giudice per le indagini preliminari allorquando bisogna adottare la custodia cautelare in carcere.
Cosa chiedo con quest'ordine del giorno e cosa avevo chiesto preliminarmente con un emendamento? Con l'emendamento vi chiedevo di differire di appena un anno l'entrata in vigore di questa norma, non perché siamo pregiudizialmente contrari a questa norma stessa, ma perché, allo stato attuale, è impraticabile, perché vi siete dimenticati di rafforzare l'organico magistratuale che possa far fronte a questa nuova disposizione. Quindi, nell'ordine del giorno, che, secondo me, è di assoluto buonsenso e - lo ripeto - assolutamente non ideologico, vi chiedo di differire l'entrata in vigore di questa norma nel momento in cui rafforzerete l'organico, andrete a coprire le scoperture che ci sono negli uffici giudiziari e amplierete le piante organiche soprattutto nei piccoli e medi uffici giudiziari, che non sono poca cosa nel nostro Paese. Noi abbiamo 48 tribunali definiti di piccole dimensioni, 66 tribunali definiti di dimensioni medio-piccole; in totale, 39 tribunali hanno 18 magistrati in pianta organica, sulla carta, tra l'altro, perché, spesso e volentieri, non li hanno in servizio neanche tutti e 18. Ora, siccome la matematica non è un'opinione e voi dovreste insegnare a me che chi fa il giudice per le indagini preliminari, poi, non può fare il giudice per l'udienza preliminare, non può fare il giudice del dibattimento, né monocratico, né andare a formare un collegio nel dibattimento e non può fare neanche il giudice del riesame e via discorrendo, ecco, non ci vuole un genio per capire che 114 tribunali e uffici giudiziari saranno paralizzati da questa norma. Allora, penso a due cose: questa norma è impraticabile, questo è un disastro annunciato. Non vorrei che questo faccia sempre parte di un preciso disegno, quel disegno che vuole assolutamente paralizzare la giustizia o rallentarla.
Infatti, ci sarà bisogno di tempo per andare a ricomporre i collegi, per comporre la quadra e ci sarà anche bisogno di spostare, di applicare occasionalmente giudici civili che vanno a fare il GIP pur di formare un collegio e di dare una risposta immediata di giustizia, quando c'è necessità di farlo.
Ora, voi mi dovete spiegare come un giudice civile, occasionalmente applicato per le indagini preliminari, possa offrire una maggiore garanzia a un indagato, cioè un giudice che fa di solito tutt'altro. E voi sareste tra l'altro i fautori della separazione delle carriere, quindi, peggio mi sento in questo senso! Quindi, qual è il disegno? Il disegno è rallentare ancora di più la giustizia, portarla al collasso e, poi, buttare tutta la responsabilità di questo disastro annunciato sempre e soltanto sulla magistratura, senza, invece, rispondere delle responsabilità che avete, che non sono responsabilità colpose - dico di più - sono responsabilità dolose. E anche voi capite che cosa voglio dire, perché c'è una volontà precisa di ridurre veramente il sistema giustizia al collasso più totale.
Guardate che non è un problema del MoVimento 5 Stelle, di Valentina D'Orso; è un problema perché forse vi scordate che la custodia cautelare in carcere la si commina quando avete davanti un soggetto che ha tentato un femminicidio, quando avete davanti un soggetto che fa maltrattamenti in famiglia, quando avete davanti uno particolarmente insistente, quando avete davanti qualcuno che ha già fatto lesioni nei confronti della propria .
Ecco, lascerete prive di tutela, per questioni organizzative, squisitamente organizzative, addirittura le donne. E poi cosa andrete dicendo? Tutta colpa dei magistrati? Tutta colpa degli uffici giudiziari, dei presidenti di tribunale che non hanno saputo organizzare le varie assegnazioni? Questo volete fare? Allora, spero che questo mio intervento rimanga agli atti, perché - ripeto - è un disastro annunciato e la responsabilità non sarà della magistratura, ma sarà solamente vostra! Veramente, vi dovete vergognare
PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/57 D'Orso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/58 Auriemma, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/58 Auriemma, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/59 Ascari. Onorevole Ascari, accetta la raccomandazione? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/60 Cappelletti, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/60 Cappelletti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo. Accetta la riformulazione, onorevole?
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.
Scusi, un secondo, chiede di intervenire il Governo.
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Faccio una precisazione, perché la riformulazione proposta all'onorevole Santillo è la stessa dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga. Quindi, a questo punto, sciolgo la riserva anche sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga. Le chiedo sempre di mantenere espunte le premesse, onorevole Braga, e accolgo il testo base; togliamo il “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, però, il MEF specifica che naturalmente le risorse vanno ancora individuate. Quindi, questa è una premessa che devo necessariamente fare. A questo punto, è accolto il testo base con le premesse espunte. Anche l'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo viene riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga.
PRESIDENTE. Dunque, con ordine. Per ora eravamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo. A questo punto, accoglie la riformulazione? Si uniforma all'ordine del giorno dell'onorevole Braga. Onorevole Braga, lei accetta la riformulazione sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga? Va bene. Quindi, accetta anche Santillo?
Prego, onorevole D'Orso.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Io ringrazio, però, c'è una differenza nel nostro ordine del giorno, quindi, chiedo un approfondimento, se è possibile, che riguarda il Fondo di garanzia in particolare, che è un Fondo ulteriore che verrebbe creato. Chiediamo un parere al Governo anche su questo specifico punto, sul Fondo di garanzia statale che si mette al fianco di quelle famiglie che sono in difficoltà, non riescono a dare garanzie di solvibilità e, quindi, non sono attrattive come inquilini e hanno difficoltà nel mercato delle locazioni. Se c'è possibilità di fare anche un approfondimento su questo, per noi sarebbe molto importante, perché, tra l'altro, è tutto contenuto in una proposta di legge che stiamo portando avanti in Commissione.
PRESIDENTE. Sentiamo cosa dice il Governo.
MATILDE SIRACUSANO,. Lo accantoniamo.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/62 Dell'Olio il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/ 63 Caramiello. Accetta la riformulazione? Sì, accetta.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/64 Cherchi, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/65 Quartini, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Non siamo sorpresi per aver bocciato quest'ordine del giorno. Del resto, è chiaro a tutti che esiste una sorta di deriva fossile da parte di questo Governo, una deriva fossile-nucleare direi. In quest'ordine del giorno, si chiedeva assolutamente di non prorogare la presenza del rigassificatore di Piombino.
Si chiedevano garanzie rispetto agli impegni del memorandum che fu di fatto sottoscritto con compensazioni e mitigazioni attese da parte della popolazione. Si chiedeva di riferire dello stato di avanzamento di queste compensazioni e si chiedeva di coinvolgere gli enti locali nella scelta di eventuali future azioni rispetto alla situazione che avrebbe compromesso sia l'ambiente sia la situazione sanitaria. In realtà, era un ordine del giorno che aveva molto senso, perché erano questi gli impegni che furono presi nel 2023. Fu detto 3 anni, 3 anni in seguito all'emergenza russo-ucraina. Dopo 3 anni, durante la discussione del Milleproroghe, avete provato a rimettere un emendamento per prorogare la presenza del rigassificatore. Non solo: la proroga avverrebbe in assenza di autorizzazione integrata ambientale e in assenza di valutazione di impatto ambientale, senza riprodurre anche queste valutazioni di impatto sanitario e di impatto ambientale.
Per fortuna per ora non è stata prorogata, ma è abbastanza chiaro che nei prossimi decreti tutto questo verrà riproposto per l'ennesima volta e andrà a penalizzare, in maniera ancora più significativa, la popolazione di quell'area di crisi, che è l'area di Piombino, dove non c'è una crisi solo industriale ma cominciano a esserci problemi anche di tipo ambientale sulla biodiversità e anche sulla sicurezza. Quindi, questo è abbastanza chiaro, perché bocciate quest'ordine del giorno e avete accolto un secondo ordine del giorno che chiede la proroga successivamente a questo Milleproroghe.
Io credo davvero che ci sia una vera e propria deriva importante da un punto di vista fossile da parte di questo Governo. Vi dico che Piombino ha già dato, ha già dato tanto con questo impegno che ha preso di soccorrere nel momento di crisi il nostro Paese, ma è venuto anche il momento di alleggerire questa città e di darle più importanza, Presidente. Le opere di compensazione e di mitigazione vanno assolutamente sostenute e credo che non si debba procedere ulteriormente con la proroga di questo rigassificatore .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo ora, perché il mio ordine del giorno è il n. 9/2753-A/109 e parla della medesima questione. Intervengo in questi giorni di dibattito - e un ordine del giorno è stato discusso anche la scorsa settimana - per quanto riguarda il possibile sviluppo di Piombino. Si parlava della possibilità di poter fare una banchina nel porto di Piombino proprio in base all'investimento che Metinvest sta facendo sulle acciaierie, in questo caso un importante investimento di 3 miliardi di questa azienda ucraina. Su questo, poi, c'è stato un parere favorevole, devo dire condiviso dal Governo e dall'Aula. Poi c'è stata questa invasione, nella discussione, di un emendamento a firma dell'onorevole Pella - invasione fra virgolette, ci mancherebbe altro - con cui si voleva chiaramente dare una proroga per il rigassificatore. Su questo, poi, c'è stato un incontro a Saturnia l'altro giorno, dove il Ministro Pichetto Fratin ha detto chiaramente che sui rigassificatori di Piombino bisogna dare una proroga, e punto!
Io devo dire chiaramente che rimango un po' sbalordito su vari punti e su varie questioni. Per prima cosa, su quello che ha fatto il sindaco di Piombino, sindaco di Fratelli d'Italia, in questi anni sulla questione del rigassificatore: una battaglia diretta, tutta contraria e tutta improntata sul “no” al rigassificatore. Il sindaco di Piombino, insieme ai comitati, si è fatto non solo garante di quella battaglia, ma soprattutto non ha assolutamente voluto chiedere le compensazioni, ma ha fatto solo ricorsi. Non ha chiesto le compensazioni, ma ha fatto solo ricorsi. Addirittura, non ha chiesto quello che gli spetta in base alla legge Marzano, cioè almeno l'1 per cento dell'investimento fatto per l'impianto che insiste sul proprio comune. Di fatto, alla fine dovevano essere circa 8 milioni di euro, che è una cosa importante e non da poco.
Ma detto questo, non si è assolutamente lavorato sulla possibilità - e mi riferisco al sindaco di Piombino - di chiedere le compensazioni, visto che la regione Toscana, in tempi non sospetti, in base a quell'emergenza nazionale aveva fatto una delibera, da parte della giunta, dove si diceva: va bene, vi diamo il permesso solo per 3 anni, ma dovete rispettare questo memorandum, in cui c'erano degli investimenti chiari e risorse certe. Su questo c'era stato un parere positivo del Governo Draghi che, in questo caso, aveva condiviso questo percorso insieme alla regione Toscana. Dopo il 2022 cosa c'è stato? C'è stato un “no” secco da parte del sindaco a questo impianto e un “no” secco, in questo caso, alle compensazioni, perché di fatto non sono state richieste né dal Governo né dal sindaco di Piombino.
Ma soprattutto oggi cosa fate voi? Non solo non chiedete le risorse e le compensazioni che servono a quella città per poter rinascere, ma soprattutto fate un'altra scelta: date un via senza niente, a gratis, per altri anni. Io credo che questa sia una scelta sbagliata, non corretta. Ecco perché chiedo chiaramente al Governo che gli ordini del giorno presentati su questo tipo di impostazione siano accantonati, perché pensiamo che questa partita riguarda tutti e riguarda soprattutto anche Fratelli d'Italia, perché voi questa cosa, dal punto di vista politico, a Piombino dovete spiegarla non solo per il “no” al rigassificatore, ma soprattutto per le compensazioni, perché quelle cose servono per poter dare le risorse concrete allo sviluppo di Piombino. Su questa cosa io chiedo a tutte le opposizioni, in questo caso soprattutto anche ai colleghi della maggioranza, di provare a rivedere quest'ordine del giorno e a mettere in campo un'azione di discussione.
Ragionate bene, perché questo non è possibile. Quella città è stata sfruttata negli anni in maniera importante con le acciaierie e dal punto di vista ambientale quella città ha dovuto pagare tantissimo. Oggi ci sono bonifiche importanti da fare che potrebbero essere inserite in quella compensazione. C'è un porto da sviluppare, sul quale la regione Toscana ha investito molte risorse per quanto riguarda anche la possibilità di esportazione dei prodotti legati alle acciaierie e soprattutto alla trasformazione dell'acciaio, prodotti che oggi potrebbero vivere una seconda vita. Per questo io vi chiedo veramente - lo chiedo al Governo, lo chiedo alla Sottosegretaria - di rivedere questa vostra posizione, perché credo che, per questa scelta, in Toscana pagherete dazio. Ecco perché vi chiedo di poter verificare se effettivamente ci possa essere una vostra presa di posizione diversa .
PRESIDENTE. Il Governo non ha intenzione di intervenire. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/65 Quartini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/66 Ilaria Fontana. Accetta la riformulazione, onorevole?
ILARIA FONTANA(M5S). Grazie, Presidente. Io non accolgo la riformulazione e presumo che sia contrario il parere. Non so: lo chiediamo alla Sottosegretaria, nel senso che non accogliendo il parere…
PRESIDENTE. Diventa contrario automaticamente.
ILARIA FONTANA(M5S). Quindi, posso illustrarlo, Presidente?
PRESIDENTE. Prego.
ILARIA FONTANA(M5S). Io neanche sarei dovuta intervenire, in realtà, su quest'ordine del giorno, perché ero sicura del parere favorevole. Eppure, ci siamo visti togliere, tra le premesse, dei concetti fondamentali.
Nel 2021, come Ministero della Transizione ecologica, noi avevamo messo una norma secondo la quale il Ministero dell'Ambiente poteva, in un tempo stabilito, fare la ricognizione e la riperimetrazione dei siti di interesse nazionale. Nel 2024 questo Governo, e quindi questa maggioranza, ha tolto questo limite, e noi con quest'ordine del giorno davamo una possibilità al Governo di tornare indietro sull'errore che sta facendo.
Quando si parla di siti di interesse nazionale, in questo caso di un limite temporale, in realtà non stiamo parlando di un tecnicismo ma di territori feriti, di comunità che da anni convivono con suoli inquinati. Stiamo parlando con chi vive quelle comunità con falde acquifere e colture compromesse. Parliamo di bambini che, purtroppo, continuano a vivere in ambienti in cui le indagini epidemiologiche registrano eccessi di mortalità patologiche e tumorali molto, molto elevate. E quando parliamo dei siti di interesse nazionale, parliamo di 250.000 ettari di territorio tra terra e mare, quindi non stiamo assolutamente parlando di un limite temporale prettamente tecnico. Purtroppo il tempo, per chi vive in un territorio da bonificare - in questo caso, in un sito di interesse nazionale -, ha un valore sociale, ha un valore economico e quindi non ha assolutamente, purtroppo, una valenza tecnica, non è una variabile tecnica. Questa maggioranza, e quindi questo Governo, ha deciso di togliere l'urgenza. Però in realtà, togliendo l'urgenza, si toglie anche la responsabilità di quello che andrebbe fatto, perché le bonifiche dei siti di interesse nazionale sono una materia altamente tecnica, altamente complessa - è vero -, non si può fare in tempi brevi ma ci sono delle procedure, sicuramente da semplificare ulteriormente. Vanno fatti gli accordi di programma e vanno fatti rispettare. Il Ministero dell'Ambiente è sempre… rimane comunque l'autorità competente, che può e deve fare il proprio lavoro sui soggetti attuatori. Quindi, anziché proporre determinate modifiche, qui si va di nuovo a togliere la responsabilità, in questo caso al Ministero dell'Ambiente, proprio con riferimento al compito di riperimetrare i 42 siti SIN, e a escludere in realtà le aree di quei SIN…
PRESIDENTE. Liberiamo i banchi, per favore, del Governo. Onorevole Grimaldi, liberiamo.
ILARIA FONTANA(M5S). …grazie, Presidente… che non presentano più i requisiti di contaminazione, per restituirli alle comunità locali.
I numeri parlano chiaro. Parliamo di 280 milioni di euro dal Fondo di sviluppo e coesione per l'intero comparto bonifiche, e questo vuol dire che c'è una cifra del tutto sproporzionata. Non si ha assolutamente contezza di quante risorse servano per bonificare un territorio, perché, quando si parla di bonifiche, 280 milioni di euro sono davvero pochi, forse neanche per due-tre siti SIN dei più semplici, tra virgolette, che abbiamo. Noi dobbiamo capire che le bonifiche sono la cura nei nostri territori. Non sono un ostacolo economico, ma hanno un valore sociale, economico e ambientale, perché sono uno strumento, tra le altre cose, di giustizia sanitaria. Parlare oggi di bonifica vuol dire dare anche uno strumento di giustizia sanitaria in più a questo Paese, cosicché ambiente e salute possano davvero correre insieme, com'è giusto che vada fatto.
Qui non si può parlare di sovranità alimentare, quando ci sono aree agricole che restano sotto vincoli e contaminazione, né tantomeno parlare di tutela della famiglia, se si ignorano completamente i dati sanitari che arrivano dai territori dei siti SIN. E se oggi si può parlare di un fondo, che è stato alimentato, del progetto SENTIERI, è grazie al MoVimento 5 Stelle , che in legge di bilancio ha proposto risorse. Perché, se fosse per voi, avremmo chiuso anche il progetto SENTIERI. E qui veramente non si può parlare di sviluppo, quando si accetta che pezzi di Paese restino bloccati per inerzia amministrativa. Anche se quello che penso, in realtà - e questa è una domanda che rivolgo al Governo e a questa maggioranza tramite lei, Presidente -, è: da che parte state? Non state dalla parte dei cittadini, non state dalla parte dei lavoratori, non state dalla parte dell'ambiente, non state dalla parte della salute , da che parte state? Perché noi non lo capiamo. Ogni decreto, ogni ordine del giorno che ci viene bocciato ci dà una linea chiara: che voi non parlate a quest'Aula né tantomeno fuori. Ma il messaggio che arriva fuori a quei comitati che ogni giorno combattono per avere giustizia a livello ambientale e a livello di salute, per tutti quei cittadini che vedono veramente la paura di vivere su quei territori, a quelle mamme che sono terrorizzate che i loro figli possano ammalarsi, stiamo parlando di questo e voi che risposte date? Nulla, assolutamente nulla.
Noi continueremo a stare dalla parte dei territori, come abbiamo sempre fatto, con proposte anche concrete che si possono fare non dico oggi, ma a medio e lungo periodo, anche se qualcosa si può fare anche oggi, ma sicuramente non è di togliere un limite, in questo caso, per la ricognizione e la riperimetrazione dei siti di interesse nazionale. E poi continueremo a chiedere una cosa semplicissima, eppure importantissima: che lo Stato faccia finalmente la propria parte .
PRESIDENTE. Dunque, rifiutate la riformulazione proposta, il parere è dunque contrario. L'onorevole Morfino chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno in esame. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Sì, grazie, Presidente. Intanto, chiedo di poter sottoscrivere quest'ordine del giorno della collega Fontana. Io credo che sia incredibile che questa maggioranza continui ad ignorare quelle che sono le necessità ambientali dei nostri territori. Io credo che non ci sia una regione che non abbia almeno un SIN, purtroppo.
Ecco, noi abbiamo votato, nella scorsa legislatura, l'inserimento della tutela ambientale nella nostra Carta costituzionale. Credo che tutta la maggioranza di oggi e anche l'opposizione di oggi abbiano votato per inserire questa parola, che non è una parola buttata lì, ma è una parola molto importante. Come ha detto la collega prima di me, stiamo parlando della dignità dei cittadini, della loro salute, stiamo parlando, appunto, di restituire o di cercare di restituire, con le bonifiche, un po' di dignità a dei territori che sono purtroppo martoriati, alcuni da decenni. E io mi stupisco che alcuni colleghi della maggioranza che vivono in aree SIN, che hanno la loro residenza in comuni dove ci sono i SIN… mi auguro che abbiano la faccia tosta di poter tornare nei loro comuni e dire: io ho votato contro quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/66 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/67 L'Abbate. Onorevole L'Abbate, accetta la raccomandazione per il suo ordine del giorno? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/68 Iaria. Onorevole Iaria, accoglie la riformulazione? Sì, è accolta. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/69 Steger, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/70 Cavandoli. Onorevole Cavandoli, accoglie la riformulazione? Onorevole Cavandoli… Mi fate un segnale dal gruppo della Lega, per favore? Se l'accettate, sì. Grazie, chiedo scusa.
Sugli ordini del giorno nn. 9/2753-A/71 Iezzi, 9/2753-A/72 Latini e 9/2753-A/73 Carloni, il parere è favorevole. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/74 De Bertoldi.
Ha chiesto di parlare, per richiamo al Regolamento, l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Articolo 8 e seguenti. Con riferimento all'ordine del giorno n. 9/2753-A/72 Latini, vorrei porre un problema di ammissibilità e capire come mai è stato considerato ammissibile, ricordando brevemente il perché. Qui abbiamo una procedura, che è stata inaugurata l'anno scorso, per cui in legge di bilancio viene appostato un fondo, che è il fondo per la ex legge Mancia, e su quel fondo, con un decreto, si dà attuazione ad atti di indirizzo, che sono degli ordini del giorno, che destinano le somme (dieci euro di qua, 20.000 euro di là, 150 euro di là eccetera). È esattamente una legge Mancia in nuova formulazione, okay. Questo è stato fatto l'anno scorso, questo è stato ripetuto quest'anno nella legge di bilancio. Ora, quest'ordine del giorno chiede che si faccia una cosa che, secondo me, proceduralmente non è ammissibile. E cioè chiede che si emani un decreto, in attuazione della legge di bilancio dell'anno scorso, per dare corpo, dare sostanza a un ordine del giorno che viene fatto adesso.
Quindi, la legge di bilancio 2024 ha un residuo di un fondo che verrebbe utilizzato, chiedendo l'emanazione di un decreto, quest'anno, ma non con riferimento, ripeto, alla legge di bilancio 2025, ma alla legge di bilancio 2024, perché quel fondo, per ragioni varie, è andato disperso. Non mi interessano né la finalità, né il modo. Però, se noi lasciamo che quella procedura, già astrusa, resti aperta per degli anni, secondo me siamo veramente al di fuori del bene e del male. Quindi, chiederei alla Presidenza di riconsiderare l'ammissibilità di quest'ordine del giorno e, in subordine, al Governo di ripensare al parere favorevole, perché è veramente una cosa assurda.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Guerra. Tecnicamente l'ordine del giorno n. 9/2753-A/72 Latini è un ulteriore atto di indirizzo dell'articolo 1 - i commi sono 771, 772 e 773 -, ma fa riferimento alla legge di bilancio del 2025, e quindi, per questo motivo, essendo stata già fatta e facendo riferimento all'ultima legge di bilancio, è stato giudicato ammissibile dalla Presidenza.
A questo punto, superati gli ordini del giorno n. 9/2753-A/72 Latini e n. 9/2753-A/73 Carloni, passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/74 De Bertoldi, con parere favorevole, se riformulato. Accetta.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/75 Gusmeroli, n. 9/2753-A/76 Bagnai, n. 9/2753-A/77 Filippin e n. 9/2753-A/78 De Luca il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/79 Lacarra, su cui vi è il parere contrario del Governo.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/79 Lacarra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Per l'ordine del giorno n. 9/2753-A/80 Pella il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/81 Bonafe', accolto come raccomandazione se riformulato. Onorevole Bonafe', accetta? Sì, perfetto, passiamo oltre.
Per l'ordine del giorno n. 9/2753-A/82 Michelotti il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, su cui vi è il parere favorevole del Governo, previa riformulazione. Onorevole Curti, accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non accetto la riformulazione perché io credo che non sia più il tempo di valutare, ma credo che sia il tempo, invece, di rimediare a un disastro che la legge Calderoli sta facendo sui nostri territori e, in particolar modo, sui territori delle aree montane, con la ridefinizione di quelli che sono i criteri per l'individuazione dei comuni all'interno, appunto, delle aree montane.
Ridaremo dignità ai comuni montani: parto da queste parole per introdurre il mio ordine del giorno, perché, Presidente, per chi come me viene da un territorio dove, a 13 anni, se si vuole frequentare le scuole superiori, bisogna alzarsi la mattina alle 5,40 e, nell'ipotesi migliore, si torna a casa dopo le 15 - e questo non accade per un'emergenza, per un giorno, ma accade tutti i giorni e accade per più anni -, allora il parere del Governo “a valutare l'adozione di” non è sufficiente. Come, per chi viene da un certo territorio, immagino uno dei momenti più belli di una giovane coppia, perché poi, quando parliamo delle aree montane, parliamo sempre delle giovani coppie che rappresentano e dovrebbero rappresentare il futuro.
Bene, quelle giovani coppie, in uno dei momenti più belli della loro vita (penso alla nascita di un figlio) se vivono su quei territori, sapete che devono partire un giorno prima per avvicinarsi all'ospedale, perché, altrimenti, il rischio è che non arrivano in tempo. E allora “a valutare l'opportunità di” non può essere sufficiente. Così come penso ai tanti abitanti che vivono su quei territori e che ogni giorno sono disposti a fare anche più di 3 ore di auto per recarsi al lavoro, pur di non abbandonare il territorio dove sono nati. Ecco, di fronte a queste persone “a valutare l'opportunità di” non può essere sufficiente.
E per chi proviene da quei territori come me e ne vive quotidianamente quelli che sono i disagi, quando si ha il privilegio di sedere in quest'Aula e una proposta di legge che viene presentata in quest'Aula è quella di una legge per la montagna, io le garantisco, Presidente, che a quella proposta di legge noi guardiamo con molta, molta attenzione, e senza pensare a chi quella proposta di legge l'ha presentata, di quale colore politico sia. E dico questo perché ci sono temi che vengono prima dei colori politici, ci sono temi che hanno una priorità che viene prima delle priorità dei partiti di cui noi facciamo parte.
E invece voi, ancora una volta, oggi anteponete l'interesse del partito a quello dei cittadini, e nello stesso tempo, lasciatemi dire, dimostrate una profonda incapacità nella gestione dei problemi reali del Paese. Perché un Governo normale - non voglio dire un Governo di saggi, ma un Governo semplicemente normale -, se vuole presentare una proposta di legge per la montagna, stanzia delle risorse vere e le destina ai comuni che presentano maggiori criticità, le destina per finanziare i servizi, le destina per finanziare infrastrutture, le destina per finanziare tutto ciò che può creare opportunità su quei territori, e non si limita, invece, come avete fatto voi, a tracciare una linea altimetrica.
Solo un Governo miope può pensare di individuare i comuni montani esclusivamente in base all'altitudine, senza considerare il contesto socioeconomico, senza considerare l'isolamento di quella comunità, senza considerare la carenza dei servizi. E invece voi avete esattamente fatto questo. Così vi siete ritrovati, con questa legge approvata per i piccoli comuni, ad escludere dei comuni che erano sempre stati all'interno di quelle comunità considerate svantaggiate e ad inserire dentro delle città capoluogo di provincia - ripeto, delle città capoluogo di provincia - che oggi avranno i diritti e le deroghe che avevano le aree svantaggiate.
Ora, io spero che anche questo Parlamento si possa rendere conto della follia che voi state portando avanti, e mi rivolgo anche ai colleghi di maggioranza: forse è arrivato anche il momento di dire, per una volta, che forse è il caso di fermarsi, perché c'è un limite a tutto. Siamo ancora in un Paese democratico, questo lo potete fare. Guardate, lo dico anche ai tanti parlamentari di maggioranza che in questi giorni stanno incontrando i sindaci, stanno incontrando i nostri sindaci, stanno facendo articoli sulla stampa sostenendo che sono al loro fianco. Oggi potete farlo andando ad approvare quest'ordine del giorno, ma sono sicuro che, invece, seguirete la linea del Governo.
E voglio anche fare un appello ai rappresentanti del Governo, ribadendo che siamo consapevoli. La domanda è: esiste un problema per le aree interne e per le aree montane? Sì, esiste e noi siamo qui disponibili a discutere seriamente di questa problematica. Abbiamo presentato una proposta di legge a firma della nostra segretaria nazionale. Non vi piace perché è una proposta di legge che arriva dalle opposizioni? Va bene, sediamoci e riscriviamola insieme, ma non permettete che questo errore diventi uno scempio permanente, perché di questo voi sarete chiamati a rispondere a quelle comunità che oggi state tagliando fuori dalla possibilità di deroghe e di avere le risorse necessarie.
E chiudo davvero. Ho iniziato citando una frase, che era quella “ridaremo dignità ai comuni montani”. Queste sono le parole del Ministro Calderoli, qui, alla Camera, quando presentava la proposta di legge per la montagna. E allora mi chiedo e chiedo al Ministro se pensa ancora che questa legge abbia ridato dignità ai comuni montani o, piuttosto, crede che questa legge, invece, stia togliendo profondamente e calpestando la dignità di quei comuni montani. Ma la verità è che con questo provvedimento vi togliete la maschera, ancora una volta, e dimostrate di non sapere nemmeno dove sia la dignità per quelle comunità.
Per questo, io chiedo al Governo di accantonare quest'ordine del giorno e di esprimere un parere favorevole per ridare una speranza a quelle comunità che oggi voi, invece, tagliate fuori dalle possibilità delle deroghe, rimanendo all'interno delle aree montane .
PRESIDENTE. Adesso sentiamo il Governo. Nel frattempo che il Governo prende una posizione, ha chiesto di parlare l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.
PAOLO TRANCASSINI(FDI). Grazie, Presidente. Allora, il tema esiste e comunque nell'ordine del giorno e anche nell'intervento del collega c'è un po' una sovrapposizione su due cose che sono completamente diverse e non sono sempre sovrapponibili. Un tema sono le aree interne, che è un tema, e un tema sono i comuni montani.
Molto spesso, quasi sempre i comuni montani sono aree interne, ma non bisogna fare confusione su questo e io credo che la riforma Calderoli miri proprio in questa direzione.
Però, detto ciò, il tema sicuramente esiste. Quindi, chiederei al Sottosegretario se è possibile accantonarlo, al fine di vedere, nell'interesse non solo di questa parte della Nazione - lo rappresentava il collega Curti - ma di tutti i comuni che hanno questo tipo di problematica, se è possibile avere un accoglimento secco, se può accantonarlo .
PRESIDENTE. Sottosegretaria Albano?
LUCIA ALBANO,. Accantoniamo.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, poi vediamo se ve ne sono altri sovrapponibili. Mi par di capire di sì, anzi certamente sì. Mano mano lo vediamo.
Allora, l'ordine del giorno n. 9/2753-A/84 Ghio, ad esempio, è pure da accantonare, a questo punto, onorevole Ghio; uguale per l'ordine del giorno n. 9/2753-A/85 Fornaro, che è da accantonare, a questo punto.
Intanto, passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/86 Sarracino, che invece è su altra materia. Prego, lei ha una riformulazione. Lo mettiamo ai voti o l'accetta? Non l'accetta: lo facciamo votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/86 Sarracino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Onorevole Simiani, su cosa voleva intervenire?
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Volevo intervenire perché è stato votato il primo ordine del giorno, l'ordine del giorno n. 9/2753-A/1 Fossi, che aveva la stessa indicazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti. È stato già votato, come si…
PRESIDENTE. Non si può tornare indietro. Non è un emendamento.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Ho capito, però c'era la stessa condizione.
PRESIDENTE. Ha ragione, nel senso che in termini di logica ha ragione. In termini procedurali, purtroppo, non possiamo tornare indietro, essendosi espressa l'Aula su quello che era un ordine del giorno. Non c'era neanche la richiesta di accantonamento.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/87 Scotto. Onorevole Scotto, accetta la riformulazione? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/88 Mauri. Onorevole Mauri, accetta la raccomandazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/88 Mauri, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi, su cui vi è il parere contrario del Governo. Che facciamo? Vuole intervenire? Prego.
FEDERICO GIANASSI(PD-IDP). Avevo chiesto prima, per le vie brevi, al Governo di valutare un accantonamento per verificare se almeno una parte non fosse già stata condivisa dall'Aula e quindi…
PRESIDENTE. Va bene, io stavo a vicolo torto prima.
Sottosegretario Albano, lei intende accantonare, secondo la richiesta dell'onorevole Gianassi, per le vie brevi? Per le vie brevi anche lei. Va bene, accantoniamo l'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/90 Roggiani. Onorevole Roggiani, accetta la raccomandazione? No, devo parlare con la Sottosegretaria: sapete cose che io non so, oggi. Prego.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi tocca citare - anch'io - le vie brevi, nel senso che …
PRESIDENTE. Onorevole Albano…
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). … per le vie brevi, con l'altra Sottosegretaria che non vediamo presente qui …
PRESIDENTE. Facciamo che…
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). …siccome c'è un altro ordine del giorno, che è l'ordine del giorno n. 9/2753-A/108 Mazzetti che è stato accolto…
PRESIDENTE. Sì, sì…
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). …in modo favorevole, abbiamo chiesto la riformulazione e, quindi, il cambio di parere da accolto come raccomandazione in favorevole con riformulazione. Ma attendo la Sottosegretaria.
PRESIDENTE. Ascoltiamo, grazie onorevole Roggiani.
Sottosegretaria Albano, mi dica sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/90 Roggiani, per favore.
LUCIA ALBANO,. Sì, grazie Presidente. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/90 Roggiani lo possiamo considerare accolto con una riformulazione come l'ordine del giorno n. 9/2753-A/108 Mazzetti, se riformulato come tale.
PRESIDENTE. Onorevole Roggiani? Va bene. Dunque, l'ordine del giorno n. 9/2753-A/90 Roggiani è accolto non più come raccomandazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/91 Guerra, su cui vi è una riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. C'è una riformulazione, sentiamo se l'onorevole Guerra la accetta. Prego.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la riformulazione perché è uno stravolgimento del mio ordine del giorno. Il tema è ovviamente lo stesso, ma la proposta è un'altra.
Stiamo parlando di una norma che è stata inserita in legge di bilancio in modo frettoloso, senza nessun confronto con le parti sociali, con un maxiemendamento prima proposto, poi ritirato, poi riproposto. Non si fanno riforme così importanti - e questa riforma riguarda la previdenza integrativa nel nostro Paese - in quel modo. E, quindi, si chiedeva del tempo per potere avere la possibilità di aprire un confronto con le parti sociali e andare a capire effettivamente cosa comporta quella norma. Mi spiego.
La norma di cui parlo prevede di introdurre una libera portabilità della posizione previdenziale maturata all'interno di fondi pensione negoziali, compresa non solo la quota versata dal lavoratore, il TFR - cosa già possibile -, ma anche la quota versata dal datore di lavoro, al di fuori da un accordo contrattuale. Questo significa sostanzialmente fare un grande favore a banche e assicurazioni che gestiscono i fondi aperti e i PIP (Piani individuali pensionistici) e dare invece una bella picconata alla previdenza integrativa negoziale, che però, si dà il caso, è quella che viene contrattata, che porta, quindi, al versamento dei contributi del datore di lavoro e che in più ha degli elementi di garanzia nei confronti del lavoratore molto più forti; non fosse altro che i rappresentanti dei lavoratori vigilano su quella previdenza.
Non è solo un prodotto finanziario, è un prodotto previdenziale nel senso proprio, con questo tipo di caratteristiche.
Ma proprio per questo, a differenza degli altri, non è un prodotto che viene commercializzato e venduto sui mercati, quindi non ha costi di collocamento e anche per questo ha dei costi molto più bassi di gestione. Allora, cosa voglio dire? Che il lavoratore che resta nella previdenza negoziale riesce a portare a casa una pensione molto più alta di quello che, a parità di condizioni, si rivolge al fondo aperto, al PIP. Infatti, il fondo aperto e il PIP - non secondo Maria Cecilia Guerra che è notoriamente di parte, notoriamente e orgogliosamente di parte, ma secondo la Covip - quei fondi là hanno dei costi che arrivano a quattro volte tanto. Quindi, Presidente, lo sa che, se lei versa 35 anni di contribuzione in un fondo pensione negoziale, può prendere fino a 40.000 euro in più di montante contributivo rispetto a quello che otterrebbe versando in un PIP? O fino a 30.000 euro in più di quanto otterrebbe versando in un fondo aperto?
Allora, noi vogliamo che i nostri lavoratori e le nostre lavoratrici, notoriamente esperti finanziariamente, siano messi di fronte a una catena commerciale di piazzamento molto agguerrita - com'è giusto che sia e libera che sia -, che gli fa sottoscrivere, senza consapevolezza di questi costi, dei prodotti inadatti? No, non lo vogliamo.
Allora, credo che questo tema sia così importante da meritare una riflessione.
Aggiungo un altro punto: in quella stessa legge di bilancio, dimostrando questa solita coerenza e consapevolezza, il Governo ha chiesto ai fondi negoziali di farsi parte nell'indirizzare il risparmio previdenziale verso investimenti reali. Ben venga questa norma, la condivido, la condividiamo, però si dà il caso che nessun fondo negoziale potrà intraprendere investimenti reali, che sono investimenti illiquidi, quando la platea dei contributi da cui pesca per poter sostenere quegli investimenti può, da un momento all'altro - perché magari ci sono piazzamenti di prodotti diversi -, restringersi, dimezzarsi, scomparire. È un'assurdità. L'idea potrebbe essere: facciamo libero mercato. Ma libero mercato “de che”? Perché uno da un fondo aperto può andare verso un fondo negoziale? Perché uno da un PIP può andare verso un fondo negoziale? No.
E allora è proprio - ripeto - un orribile favore fatto alle banche e alle assicurazioni in cambio del contributo che hanno dato a finanziare la legge di bilancio, però a scapito della previdenza dei nostri lavoratori e lavoratrici.
Tutto ciò da un Governo che dice “voi non dovete pensare di avere la pensione pubblica che vi garantisce, anzi dovete fare la previdenza privata”. Bene, e poi vi diamo la possibilità di perderci 40.000 o 30.000 euro, a seconda della scelta sbagliata che probabilmente farete. È terrorismo, è stupidità? No, abbiamo un esempio storico evidente che si chiama ed è stato ed è una piaga; la “cattiva vendita” è stata una piaga del Regno Unito che vive - come sappiamo - sulla previdenza integrativa, quando meccanismi di questo tipo hanno portato lavoratori e lavoratrici non esperti a sottoscrivere - non capendo dove andavano a finire - dei prodotti assolutamente non adeguati al loro profilo di età e di reddito.
Vogliamo che si ripeta questa cosa?
Allora, quello che mi propone la Sottosegretaria è semplicemente di prendere tre mesi in più per fare entrare in vigore questa cosa, perché anche loro si sono finalmente accorti che comunque la Covip deve fare un regolamento, che comunque i fondi pensione devono rivedere i loro statuti e che la scadenza che loro hanno dato è assurda e dovranno cambiarla.
Ma se la cambiano loro. Io pongo un altro problema. Il mio problema è quello di ripensare integralmente questa misura totalmente sbagliata, ingiusta e negativa per i lavoratori e le lavoratrici .
PRESIDENTE. Il Governo non intende cambiare il suo parere. Dunque, se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/91 Guerra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo. Onorevole Barbagallo, accetta la riformulazione? Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Volevo chiedere al Governo la cortesia di rileggere la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/92, perché fa riferimento all'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina, dove però ci fu una consistente espunzione di premesse. Quindi non ho capito se anche nel mio caso siano espunte le premesse.
PRESIDENTE. Il passato remoto “ci fu” mi è piaciuto parecchio. Allora, onorevole Albano, siccome sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina c'è stata un'espunzione delle premesse, chiediamo se l'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo ha lo stesso destino, “ci fu”.
LUCIA ALBANO,. Presidente, grazie. Mi pare di capire che l'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo abbia più o meno lo stesso destino . Abbiamo sì…
PRESIDENTE. No, colleghi, buoni… Prego, Sottosegretaria.
LUCIA ALBANO,. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo ha lo stesso destino. Accoglievo la proposta…
PRESIDENTE. Siccome l'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina è stato accolto…
LUCIA ALBANO,. Le premesse vengono espunte, viene riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina.
PRESIDENTE. Le è chiaro, onorevole Barbagallo? Non è chiaro. Allora, facciamo così. Sottosegretaria Albano, possiamo rileggere, per cortesia, la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo, che in realtà è quella dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina? Quindi ritorniamo sul bus 50 e portiamo sulla linea del 92, che era stata accolta, peraltro. Sentiamo la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/50 Carmina, che è la medesima dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/92 Barbagallo. Prego.
LUCIA ALBANO,. Dunque, la riformulazione prevede: “a valutare di integrare quanto già previsto dal decreto-legge in materia, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 18 febbraio 2026”.
PRESIDENTE. Le premesse sono espunte. L'onorevole Barbagallo accetta la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/93 Morassut. Onorevole Morassut, accetta la riformulazione? Non accetta la riformulazione e chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non accettiamo la riformulazione, perché questa proposta di riformulazione del Governo, al di là della formula di rito, corrisponde, nei fatti, a un parere negativo, perché incide sulle parti più qualificanti del testo.
Come sa la Sottosegretaria - che poi è un dato ormai apprezzato universalmente -, il trasporto pubblico locale dal 2020 ha subìto una gravissima crisi, che la Commissione trasporti, su proposta del nostro gruppo, ha messo in evidenza in una corposa indagine conoscitiva.
È una crisi che nasce nel 2020, con il COVID, con il verticale calo dell'utenza, e si aggrava poi con la crescita esponenziale, quasi contemporanea dei costi energetici e, con le scelte di questo Governo, a partire dal 2022 diventa una crisi gravissima, decisa consapevolmente con una riduzione sistematica del Fondo nazionale trasporti, che ormai non è più nemmeno in grado di allinearsi alle spinte inflattive e balla sulla soglia simbolica dei 5 miliardi. È una crisi che ricade su tutti i comuni, ovviamente in modo trasversale su tutte le regioni. Questo è testimoniato anche dagli interventi che molte aziende del trasporto pubblico di tutti i comuni, non soltanto del centrosinistra, hanno effettuato nel corso dell'indagine conoscitiva, chiedendo al Governo interventi di sostegno. È una condizione di crisi che segna profondamente la vita delle città; è stata anche segnalata e testimoniata da atti della Conferenza delle regioni e delle province autonome.
Quindi, quella del Governo è una scelta voluta, è una scelta culturale, è una scelta di una certa concezione delle città, della vita quotidiana, della qualità dei rapporti sociali tra le persone, che incide sulla vita quotidiana, incide sulle aree interne e sulla condizione delle aree interne - poi non si parli del tema delle aree interne astrattamente, ma questo è un tema nodale, che ferisce profondamente -, incide sulla stessa sicurezza delle città e delle periferie, sul diradamento del servizio notturno, sulla sicurezza stradale, perché incentiva, ancora una volta, l'uso del mezzo privato, con un aumento degli incidenti che minaccia, naturalmente, ancor di più i soggetti fragili, gli anziani, i portatori di disabilità e i bambini, che subiscono ancor di più la dittatura delle automobili, che restano dominatrici delle tratte stradali a scapito, ovviamente, della mobilità, anche della mobilità attiva, e incide sulla sostenibilità delle città, sull'ambiente. Per questi motivi, non accettiamo la riformulazione e chiediamo di mettere ai voti l'ordine del giorno per sottolineare e mettere in luce la politica sbagliata, ancora una volta, sui trasporti di questo Governo e del Ministro Salvini.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/93 Morassut, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Gli ordini del giorno n. 9/2753-A/94 Quartapelle Procopio e n. 9/2753-A/95 Gribaudo vengono accantonati, in quanto fanno riferimento ai medesimi accantonati poco fa.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/96 Casu, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, chiedo al Governo di leggere con attenzione quello che chiediamo in quest'ordine del giorno, perché veramente riteniamo che sarebbe sbagliato dare un segnale di contrarietà alla richiesta. Noi stiamo parlando di un aspetto che riguarda i servizi “0-6 anni”, i nidi. È una vicenda molto sentita a Roma Capitale, ma basta scorrere le che riceviamo ogni giorno: riguarda tante città italiane. Vi è la necessità di mettere gli enti locali nelle condizioni di programmare i servizi scolastici dei prossimi anni e di farlo anche per portare avanti quell'azione indispensabile di assunzione e di valorizzazione di quelle donne e di quegli uomini che sono in queste graduatorie, ma nelle quali sono in condizioni di precarietà e che, invece, grazie al grazie ai piani assunzionali, possono essere stabilizzate e possono vedere riconosciuta la propria competenza, le proprie capacità, la propria esperienza. Ecco, di fronte a questa necessità, sarebbe bello, importante e utile non avere divisioni politiche, ma cercare di avere la capacità di guardare le questioni nell'interesse pubblico.
Ora guardate questo impegno. Noi chiediamo di “adottare, nei prossimi provvedimenti normativi utili, una disposizione che proroghi ulteriormente la validità delle graduatorie concorsuali del personale educativo e scolastico, attualmente vigenti fino al termine dell'anno educativo (…) 2026-2027, al fine di poter assicurare per quanto di propria diretta competenza le condizioni per garantire la continuità amministrativa, la stabilità occupazionale e la qualità dei servizi educativi e scolastici, con particolare riferimento alle graduatorie nidi, anche mediante la valorizzazione dell'esperienza professionale maturata dal personale inserito nelle graduatorie in essere”. Ecco, vedete, noi vi diciamo di farlo nei prossimi provvedimenti normativi utili. Se voi ritenete che sia presto per affrontare questa discussione, forse non tenete conto del fatto che il Ministro Zangrillo, su tutti gli emendamenti e tutti gli ordini del giorno che sono stati presentati anche oggi, ha espresso parere contrario a ogni proroga, e sottovalutate il fatto che quella volontà politica di negare le proroghe, in questo caso, potrebbe rivelarsi fatale, se non si creano le condizioni utili a farlo nei tempi che possano consentire una programmazione e che non debbano, invece, costringere gli enti locali a fare poi nuovi concorsi.
Per questa ragione, noi vi chiediamo: se il vostro orientamento in quest'Aula è lo stesso che manifestate fuori da quest'Aula, che cosa costa chiederci perlomeno di riformularlo, di “valutare l'opportunità di”, o di accoglierlo come raccomandazione? Ma non di votare contrariamente alla possibilità di creare le migliori condizioni per procedere a queste assunzioni e a queste stabilizzazioni di figure precarie che meritano, per le esperienze e le competenze che hanno dimostrato di avere.
Vedete, se non ci fossero stati tutti voti contrari - ripeto, contrari - del Governo e della maggioranza su tutte le altre richieste di proroga che abbiamo sentito sugli altri emendamenti e sugli altri ordini del giorno, voi potreste dire: non vi preoccupate, faremo questa discussione fra qualche mese.
Ma dato che questo Governo sulle proroghe ha una posizione molto netta, una posizione politica che, come avete motivato nel parere, è di contrarietà politica, ma su questo tema non ci può essere contrarietà politica, perché io so che anche gli esponenti della maggioranza sono d'accordo a procedere. Trovate voi le formule - accogliendo una raccomandazione, ponendo una questione d'altro tipo - per evitare che noi ci si debba dividere in Parlamento su un tema che ci dovrebbe vedere uniti, proprio perché la conseguenza di un voto favorevole non vi richiama a un impegno oggi. Noi non vi abbiamo chiesto, con un ordine del giorno, di farlo in questo Milleproroghe; noi vi abbiamo chiesto, assumendo un impegno formale in Aula, di poterlo fare in tempo utile da poter consentire l'assunzione di tutte queste persone oggi in graduatoria, che si vedrebbero negata questa opportunità se l'atteggiamento di contrarietà, che è stato manifestato anche nei voti che abbiamo visto in questa giornata, non arrivasse nei tempi utili e necessari.
Quindi, la richiesta è veramente un appello accorato a rivedere questo parere, ad accantonare, se preferite, a rimodulare o a riformulare anche con l'aiuto degli esponenti di maggioranza, che so conoscere questo tema e occuparsi di questo tema, per far sì che non ci sia una divisione in quest'Aula ma ci possa essere un voto unanime nell'interesse non solo di questi insegnanti, non solo di queste famiglie ma di tutti i cittadini .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/96 Casu, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/97 Boschi. Onorevole Boschi, accetta la riformulazione? Onorevole Giachetti, mi dice se accetta? No, dunque se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/97 Boschi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/98 Bonifazi. Onorevole Bonifazi, accetta la raccomandazione? No, dunque se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/98 Bonifazi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/99 Faraone. Onorevole Faraone, lei è in piedi in quanto vuole dirmi qualcosa? Che non accetta la raccomandazione. Dunque, se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/99 Faraone, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/100 Giachetti. Onorevole Giachetti, accetta la riformulazione? No. Dunque, se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/100 Giachetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/101 Gadda, n. 9/2753-A/102 Caparvi e n. 9/2753-A/103 Centemero il parere del Governo è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2753-A/104 Miele è stato ritirato.
Sugli ordini del giorno n. 9/2753-A/105 Comaroli e n. 9/2753-A/106 Bordonali il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/107 Di Biase, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/107 Di Biase, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/108 Mazzetti il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/109 Simiani, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/109 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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L'onorevole Alessandro Colucci non riesce a votare e tiene l'Aula ferma perché non riesce a votare, neanche … è chiusa? Ma io non avevo chiuso la votazione. Revoco l'indizione della votazione. Rivotiamo. È annullata la votazione e, quindi, rivotiamo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/109 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/110 Mule' vi è il parere favorevole del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/111 Zaratti. Onorevole Zaratti, accetta la riformulazione? Prego. Vuole ascoltarla?
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Vorrei ascoltare, se è possibile, nuovamente la riformulazione.
PRESIDENTE. Bene. Sottosegretaria Siracusano o Sottosegretaria Albano, per cortesia, potreste rileggere la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/111 Zaratti?
MATILDE SIRACUSANO,. Grazie, Presidente. Occorre espungere la quarta premessa e poi riformulare il dispositivo come quello dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri.
PRESIDENTE. Ma non ricorda la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri…
MATILDE SIRACUSANO,. Adesso, gliela leggo.
PRESIDENTE. Va bene che la memoria dell'onorevole Zaratti è prodigiosa ma…
MATILDE SIRACUSANO,. Un semplice: “ a valutare l'opportunità di”, Presidente.
PRESIDENTE. Tutto qui? Va bene. Onorevole Zaratti, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/111 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/112 Zanella. Onorevole Zanella, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/112 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/113 Borrelli. Onorevole Borrelli, accetta la riformulazione? Non accetta la riformulazione e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Presidente, non accettiamo la riformulazione come non l'abbiamo accettata prima con la collega Zanella perché sono due vicende che riguardano il Sud Italia, ancora una volta trattato come carta straccia da questo Governo. I nostri due ordini del giorno, il primo della collega Zanella e il secondo di cui io sono il primo firmatario, riguardavano aiuti e sostegni, nel primo caso, di soggetti e, in particolare, dei lavoratori del campo agricolo, che hanno avuto gravi danni a causa del ciclone Harry. Io voglio ricordare a tutti - e lo ricordo anche a me stesso - che per il Governo, in alcuni casi e in questo caso specifico, è stato speso più tempo e sono state spese più parole per parlare di Sanremo che di questo disastro, che per noi, invece, rimane una vicenda fondamentale.
L'altra questione sulla quale il Governo si è sperticato - abbiamo fatto norme - è ancora una volta quella dell'isola di Ischia e della frana che ha riguardato, purtroppo, diversi comuni e che ha fatto registrare diverse vittime. Ancora una volta si usano due pesi e due misure. Noi abbiamo chiesto, ad esempio, specificazioni per il problema non risolto della mancata proroga dell'esenzione IMU, che in alcuni casi - voglio ricordarlo - riguarda abitazioni che non sono agibili. Quindi, non viene concesso nulla neanche alle famiglie che da tempo oramai non possono risiedere nelle loro abitazioni. Abbiamo chiesto di avere, dall'anno di imposta 2024, non solo disposizioni volte a esentare dall'imposta municipale propria ma anche dal tributo dei servizi indivisibili, cioè la TASI.
Adesso noi ci domandiamo perché quando si tratta di grandi affaristi, di banche o di grandi soggetti, potenti e ricchi, ci si muove immediatamente mentre, invece, quando si tratta di persone, di pezzi del nostro Paese e - ripeto - ancora una volta in particolare del Sud Italia, di Ischia, della Sicilia, della Sardegna, della Calabria… tra l'altro, mi meraviglio - e lo ripeto pubblicamente, l'ho detto in più occasioni - che, indipendentemente dall'appartenenza politica, i governatori di determinati territori non facciano sentire la loro voce. È assurdo che non si metta al primo posto l'interesse del proprio territorio. Ci stiamo trasformando in soggetti politici avulsi dai bisogni delle nostre terre. Un tempo, indipendentemente dall'appartenenza politica, il primo interesse di un eletto era quello di tutelare il proprio territorio. Rischiavano, i Governi, in base al fatto che un territorio fosse abbandonato. Oggi avviene il contrario: pare che il problema non sia mai di nessuno, se non, purtroppo, dei diretti interessati.
Eppure noi, come AVS, continueremo a insistere, continueremo a insistere in nome di una semplice valutazione, che dovremmo essere tutti quanti uguali. E invece, a seconda di dove avviene un disastro, un problema, si utilizzano metodologie diverse. Dobbiamo dirlo: metodologie diverse anche da parte dei . Perché ancora oggi per noi è inspiegabile che, davanti a quelle devastazioni della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, si sia utilizzata una copertura mediatica infinitamente più piccola e addirittura modesta. Se non ci fosse stata la mobilitazione dal basso dei cittadini, dei , di persone note che sono nate in quei territori, sarebbe passato quasi come un non evento.
Incredibile pensare che la devastazione di interi territori porti a una non narrazione. Questo è spaventoso, è spaventoso come la vicenda di Ischia. Sapete che il crollo, la frana di Ischia ha avuto una copertura mediatica, nell'82 per cento della copertura, per colpevolizzare i cittadini e le famiglie anche delle vittime, pensate un po'. Mentre questo non è accaduto per episodi simili, in altri posti, dove la Premier è andata e ovviamente si è messa le calosce, cosa che non ha fatto, adesso sorvola solo in elicottero.
Pensate un po', oggi noi ci troviamo davanti a un fattore per cui, se un evento simile o uguale avviene in un territorio governato, su cui c'è un interesse politico di un certo tipo, la narrazione è: povere vittime. Di solito, indipendentemente dalle colpe, la prima cosa che dovrebbe succedere è la solidarietà. Mentre, invece, se avviene su un altro territorio, tipo l'isola di Ischia o la Sicilia, la Sardegna, le coste della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, la prima colpa è degli abitanti, che, essendo meridionali, sono i primi colpevoli perché sicuramente hanno fatto qualcosa di male e sicuramente c'è una colpa anche loro se muoiono o se arriva un ciclone che devasta tutto.
I primi colpevoli sono i cittadini. Noi abbiamo chiesto, ancora una volta, al Governo con i nostri ordini del giorno, in particolare con quest'ordine del giorno, che veniva incontro a delle esigenze dei cittadini dell'isola di Ischia, in particolare dei comuni colpiti dalla frana e anche, ovviamente, dai lutti, di avere un'attenzione particolare, che si è avuta in tanti altri casi, non in questo caso specifico. Noi continueremo a insistere su questo versante, perché il Governo deve capire che non si può soltanto sbandierare l'idea di unità del Paese, ma la si deve praticare.
Viviamo in un sistema ineguale, di disuguaglianze, in cui alcune regioni, che sono quelle che stanno mettendo in piedi, tramite il Ministro Calderoli, la piccola secessione padana, si stanno costruendo da sole la secessione dei più ricchi che pensano ai più ricchi e che abbandonano gli altri. Ebbene, noi lo contestiamo e contestiamo l'idea che ogni azione che porta uguaglianza nel campo della difesa del territorio, della sanità, della RC-auto viene contrastata con i fatti da questo Governo . È il motivo per cui le riformulazioni così fatte, questo brodino che ci volete far bere, per quanto ci riguarda, ha una sola risposta: no .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/113 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/114 Ghirra. Onorevole Ghirra, accetta la raccomandazione? Sì, accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/115 Grimaldi. Onorevole Grimaldi, accetta la riformulazione? Sì, accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/116 Piccolotti, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Piccolotti. Ne ha facoltà.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. Io vorrei chiedere alla Sottosegretaria Siracusano di accantonare questo mio ordine del giorno e di rivedere il parere. Lo chiedo anche alla luce del fatto che il mio emendamento, che conteneva la stessa richiesta, era stato proprio da lei, Sottosegretaria, accantonato in Commissione e poi non è stato, purtroppo, neanche votato. Glielo chiedo perché siamo sostanzialmente all'assurdo: abbiamo 12.000 ricercatori e ricercatrici assunti con le procedure e le risorse del PNRR che vedono finire il proprio contratto fra il 2024 e la fine del 2026.
Quindi, sostanzialmente, lo hanno già visto concludere senza che gli venga data una possibilità di rientrare dentro i processi di stabilizzazione previsti all'articolo 2 della legge Madia. È davvero incomprensibile per quale motivo il Governo e questo Paese dovrebbero sprecare le risorse che abbiamo investito sul mondo della ricerca attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché non si può definire altrimenti che uno spreco un percorso nel quale si assumono 12.000 persone, si fanno lavorare, diventano addirittura coordinatori e coordinatrici di progetti importanti e poi gli si nega persino la proroga della legge Madia, attraverso la quale potrebbero essere stabilizzati, nel caso in cui vi fossero le risorse economiche.
Risorse che noi sappiamo non esserci, perché in legge di bilancio si è provveduto a coprire poco più di 1.600 posti fra università ed enti di ricerca. Comunque, anche per utilizzare quelle risorse, è necessario che ci sia la proroga della legge Madia, in modo da poter passare da quella porta per ottenere una stabilizzazione. Sottosegretaria, qual è la ragione per cui negate la proroga? Io credo che in realtà siate, forse, d'accordo anche voi, essendo una strada obbligata. Quindi, le chiedo davvero di rivedere il parere su quest'ordine del giorno, anche al fine di non apparire come un Governo che chiude ogni porta e sbatte ogni porta in faccia a questi precari.
Io le vorrei ricordare che sono circa 30.000, fra università, centri di ricerca ed enti di ricerca, coloro che stanno perdendo il lavoro. Cosa avrebbe fatto il Governo di fronte ad una fabbrica con 30.000 lavoratori costretti a fare le valigie e andare all'estero a causa di un licenziamento? Sarebbe intervenuto, avrebbe aperto il tavolo di crisi. Allora, non si capisce per quale motivo, di fronte alle migliori menti del Paese, a ragazzi e ragazze, a giovani e adulti che hanno contribuito alla crescita culturale, sociale e tecnologica dell'Italia, voi vi comportate come vi state comportando.
Una Ministra che finge di fare piani straordinari di reclutamento, dentro cui non mette le risorse necessarie, perché sono risorse che non bastano a stabilizzare nemmeno il 10 per cento di quelli che state licenziando. Poi, addirittura il “no” alla proroga della legge Madia. Questa è un'offesa gravissima che state facendo a quei ricercatori e a quelle ricercatrici, ma che state facendo a tutto il Paese, perché questi ricercatori si portano via un pezzo del nostro PIL quando vanno all'estero, si portano via un pezzo del nostro futuro e della nostra crescita. Per cui, Sottosegretaria, glielo ripeto: quest'ordine del giorno forse meriterebbe maggiore attenzione .
PRESIDENTE. Il Governo non intende modificare il suo orientamento. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/116 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/117 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/117 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/118 Dori. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/118 Dori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/119 Benzoni il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/120 Grippo è accolto come raccomandazione. Va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/121 Bonetti il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/122 Richetti è accolto come raccomandazione. Va bene. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/123 D'Alessio. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/124 Ruffino. Onorevole, accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Non è la prima volta che in quest'Aula si parla del decreto Ponte, in particolare dei ponti dell'asta del Po. Ci sono state vicissitudini diverse: i ritardi nel far arrivare i fondi, le progettazioni che si sono dilungate, le anticipazioni delle risorse da parte della città metropolitana e dei comuni. La domanda che mi faccio è la seguente: ma se è stato fatto un decreto su questi ponti è perché si è valutato che i ponti presentassero problemi - effettivamente sono datati -, quindi c'è un'emergenza e c'è una necessità. Tra l'altro, sono parecchi i ponti che devono essere rinforzati, rivisti e rifatti. In particolare, i due ponti che hanno maggiori problemi sono il Ponte Preti e il Ponte di Castiglione. Nella proroga dei termini ho chiesto che si andasse dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2026, perché alla data 31 dicembre 2025 non ci saranno i tempi per effettuare le gare d'appalto, le conferenze dei servizi, ossia tutta la fase preparatoria che precede un appalto. C'è anche un altro tema. Se non sarà rispettata la scadenza, si perderanno i finanziamenti.
In quest'Aula è stato detto dai partiti di maggioranza che si sarebbero rispettate le scadenze e che sarebbero arrivati i fondi e le risorse, ma nulla di questo è successo. Sono stati fatti alcuni proclami. Sicuramente, l'anno scorso col Milleproroghe, sono stati presentati gli ordini del giorno. Viene da chiedersi se non sia sufficiente quanto è accaduto a Niscemi, quanto sta capitando sul territorio italiano, quanto il territorio si stia ribellando all'incuria. Sinceramente, se fossi il Ministro, avrei una seria preoccupazione nel non ottemperare a questa scadenza e nel non intervenire immediatamente per mettere in sicurezza questi ponti. Non accetto la riformulazione. Sicuramente, sarebbe saggio da parte del Governo passare da giugno a dicembre, perché altrimenti le gare d'appalto non verranno effettuate e i ponti non verranno rifatti o messi in sicurezza. Mi sembra davvero un voler correre contro un muro, dove già sapete che vi andate a schiantare, perché questa è la realtà.
Io prima di intervenire ho sentito ancora la città metropolitana e mi ha detto che per loro sarà impossibile, matematicamente impossibile rispettare la scadenza. Certamente, quello è un territorio che conosco bene. Ci sono alcuni sindaci che hanno manifestato e c'è una grande preoccupazione. Non mollerò la presa e riporterò in quest'Aula esattamente questo intervento con queste parole. Dall'altro lato, mi verrebbe anche da dire una cocciutaggine immotivata, perché sono passati anni, gli interventi non sono stati fatti e apparentemente ci sono anche le risorse. Difficile per me, che sono razionale, riuscire a darmi una spiegazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Se la collega Ruffino lo consente, volevo aggiungere la firma e porre una questione che la Sottosegretaria Siracusano conosce bene. C'erano emendamenti presentati dalla collega Ruffino, dal collega Iaria del gruppo MoVimento 5 Stelle e dal nostro gruppo, con me come primo firmatario, ma c'era anche un emendamento presentato, se non ricordo male, anche dalla Lega. Alla fine di tutto questo, il risultato è che si rimanda a un decreto fantasma, un decreto interministeriale che sarebbe stato firmato - il condizionale è d'obbligo - al Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture e mandato per la controfirma al MEF.
Il risultato finale, però, è che i lavori non si fanno; i soldi ci sono per una volta e non si capisce veramente questo buco nero. Il dubbio che viene è che qualcuno possa pensare che i soldi non vengano spesi, diventino perenti e vengano utilizzati da un'altra parte.
Io credo che invece questa sia una questione di sistema. Lo dicevo prima: sono stati presentati emendamenti da parte di tutti i gruppi. Io credo che su questo la risposta del Governo sia molto debole e dilatoria. C'è o non c'è questo decreto interministeriale? Quando viene firmato dal MEF? Non mi sembra che le richieste che facciamo siano chissà quali, né strumentali né finalizzate a ricercare fondi che non ci sono.
Credo e spero che il Governo possa dare risposte concrete a intere comunità e in particolare alla città metropolitana di Torino.
PRESIDENTE. Intanto sottoscrivono l'onorevole Guerra e l'onorevole Laus. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria Siracusano. Ne ha facoltà.
MATILDE SIRACUSANO,. Sì, Presidente, vorrei semplicemente ribadire quanto detto nel corso dell'esame dell'ordine del giorno n. 9/2754-A/68 Iaria, ossia che abbiamo garanzie rispetto al fatto che è tutto in corso di attuazione.
Dopodiché volevo rileggervi il testo dell'ordine del giorno n. 9/2754-A/68 Iaria, perché mi sembra che sia comunque accettabile, anzi, che sia una riformulazione che va assolutamente nella direzione da voi auspicata: “tenuto conto che l'attuazione è già in corso, a valutare l'opportunità di adottare iniziative normative volte ad estendere la proroga per l'accesso ai finanziamenti necessari per la messa in sicurezza dei ponti del bacino del Po al 31 dicembre 2026, evitando che le risorse siano revocate automaticamente superato tale termine, emanando altresì in tempi certi anche i necessari decreti attuativi”. Credo sia una formulazione che incontra esattamente le vostre richieste, per cui non è che il Governo si è espresso in senso contrario rispetto a questo. L'onorevole Iaria mi pare abbia accettato la riformulazione.
PRESIDENTE. Allora, intanto l'onorevole Ruffino insiste nel non accettare la riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente, grazie, Sottosegretaria, perché lei giustamente ha riparlato del mio ordine del giorno, del nostro ordine del giorno. Io ricordo che, in fase di discussione degli emendamenti, vi era un emendamento che chiedeva di prorogare fino al 31 dicembre 2026 il termine per far partire gli appalti, per avere la possibilità di far partire questi lavori; era stato accantonato, ma poi non si è arrivati alla votazione.
È chiaro che ci sono due problemi ingenti, anche per la città metropolitana di Torino. E vorrei ricordare che questo provvedimento, tra l'altro, è stato anche frutto del mio e nostro lavoro in città metropolitana, perché all'epoca ero consigliere delegato per i lavori pubblici e le infrastrutture, quando abbiamo portato a casa questi famosi 68 milioni per i ponti che riguardano la città metropolitana. È una trafila che si sta svolgendo più a lungo del dovuto. Ricordo anche che la città metropolitana più volte lo ha sollecitato. Chiaramente non possiamo che avere l'ordine del giorno come strumento, per quanto valga. E lei, anche in discussione in Commissione, ha detto che questo decreto, per dare finalmente i soldi alle città metropolitane, che tra l'altro hanno anche già anticipato con fondi propri parte dei costi della progettazione, è imminente. Noi attendiamo veramente questo decreto, perché altrimenti sarebbe una farsa veramente enorme.
Quindi non penso e non spero che, dopo tutti i fallimenti che il Ministro Salvini ha fatto per quanto riguarda le infrastrutture in Italia, su questo tema, che è così a fine facile… i soldi ci sono, sono già stati stanziati, sono lì, pronti. Sblocchiamoli e facciamo partire la costruzione dei ponti sul Po, così finalmente anche il Ministro Salvini può dire che ha fatto dei ponti e non un ponte unico che ci drena 14 miliardi di euro, ma tanti ponti che effettivamente servono per il nostro Paese e, sommandoli, sono molto più lunghi del ponte sullo Stretto di Messina.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Vorrei dire i motivi del nostro scetticismo. Sono due. Uno, che il Ministro Salvini, in risposta a un al Senato presentato da un membro della maggioranza, ha detto che il decreto era stato già adottato ed era il 28 gennaio, e invece questo decreto non c'è.
Secondo: l'emendamento - che spostava a dicembre 2026 - c'era nel Milleproroghe e non è stato approvato, quindi un pochino di preoccupazione ce l'abbiamo sulla base di dati concreti.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/124 Ruffino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/125 Pastorella. Onorevole Pastorella, accoglie la riformulazione? Sì, è accolta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/126 Onori. Onorevole Onori, accoglie la riformulazione? Sì, è accolta.
Sugli ordini del giorno nn. 9/2753-A/127 Cavo, 9/2753-A/128 Alessandro Colucci, 9/2753-A/129 Vietri e 9/2753-A/130 Frijia, il parere è favorevole.
Torniamo agli ordini del giorno accantonati. Onorevole Sottosegretario Siracusano o Albano, se per favore mi date i pareri, a questo punto. Prego.
LUCIA ALBANO,. Sì, Presidente. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/5 Girelli rimane accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/23 Berruto, c'è la possibilità di una riformulazione in questo senso: “tenendo conto delle esigenze operative e funzionali delle Forze armate e dei principi di non discriminazione e parità di trattamento, e, a valle degli approfondimenti tecnico-scientifici su eventuali profili di criticità, ad assumere le opportune iniziative di competenza per esplorare la possibilità di una revisione in senso riduttivo di tutte le patologie, con particolare riferimento al diabete mellito di tipo 1, che, in attualità, costituiscono una limitazione all'arruolamento nei gruppi sportivi militari”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo il parere rimane, con l'espunzione della quinta premessa, favorevole, però con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2753-A/18 Braga.
PRESIDENTE. Che adesso recuperiamo. E poi avremmo la serie di ordini del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, n. 9/2753-A/84 Ghio, n. 9/2753-A/85 Fornaro, n. 9/2753-A/94 Quartapelle Procopio e n. 9/2753-A/95 Gribaudo, che erano tutti accantonati, sulle aree interne e le zone montane.
LUCIA ALBANO,. Questi riguardano il tema dei comuni montani e volevo sottolineare com'era stata articolata la riformulazione. In questo caso, si è semplicemente inserito: “a valutare l'opportunità di”, perché comunque il Governo ha chiarito che c'è la possibilità dell'adozione di ulteriori interventi normativi sulle previsioni di cui all'articolo 1 della legge n. 131 del 2025, per riconsiderare i termini previsti per le misure attuative.
Su questo direi che c'è la possibilità di intervenire, così come sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/13 Buonguerrieri, che è stato accolto con la stessa riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. Invece, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi?
LUCIA ALBANO,. L'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi è accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Allora, torniamo un attimo indietro. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/5 Girelli.
Onorevole Girelli, accetta che il suo ordine del giorno sia accolto come raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/23 Berruto. Onorevole Berruto, accoglie la riformulazione?
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Sì, grazie, Presidente. Ma, guardi, solo un secondo di articolazione del pensiero. Io la riformulazione l'ho ascoltata e letta con attenzione e ovviamente faccio riferimento a qualcosa che è successo in passato, perché ricordo che, nella precedente legislatura, i gruppi sportivi militari hanno permesso l'accesso agli atleti con disabilità, quindi capisco la formulazione molto prudente. Io accetto questa riformulazione. Chiedo solo se sia possibile metterlo a disposizione della firma di chi lo vuole sostenere, ecco. Un invito alla firma per chi vuole sostenere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sostengono gli onorevoli Pella, Ruffino, Bonafe', Zaratti, Pellegrini. Magari veniamo al banco, facciamo così. Per gruppo al banco. Tutto il gruppo di Azione e quello di Italia Viva. Mi sa che anche dal gruppo di Forza Italia ci sarà una sottoscrizione di massa, visto l'argomento. Esatto, quindi sottoscrive tutto il gruppo di Forza Italia, tutto il gruppo del PD, tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle, tutto il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. E facciamo prima che magari… Tutto il gruppo Fratelli d'Italia o solo Perissa? Tutto il gruppo Fratelli d'Italia, mi dice Ciocchetti, tutto il gruppo Lega. Sostanzialmente è… Allora, facciamo così: l'ordine del giorno è sottoscritto all'unanimità da tutti i gruppi del Parlamento compresa la componente del gruppo Misto, in questo caso l'onorevole Soumahoro. Un successone, onorevole Berruto.
Ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo, accoglie la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Vediamo quanto tempo le è rimasto, onorevole D'Orso, così… Due minuti. Prego.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. No, non possiamo accettare perché per noi era particolarmente qualificante l'impegno a istituire un ulteriore nuovo fondo di garanzia statale che possa in qualche modo affiancare quelle famiglie del ceto medio che, evidentemente, non vi stanno a cuore. Perché non è un mistero che il ceto medio si sta impoverendo. E per ceto medio intendiamo anche tutte le partite IVA, tutti coloro che non hanno un impiego stabile ma che hanno lavori stagionali, lavori precari, comunque contratti a tempo determinato, perché anche solo avere un contratto a tempo determinato ti rende un soggetto non affidabile per i proprietari di casa.
Ecco, quindi è un bel dire quando si dice il passaggio da casa a casa, quindi quando anche per una finita locazione si deve trovare un nuovo appartamento. C'è tutta una fascia che è molto più ampia, di cui voi non vi state interessando. Tutta una fascia di popolazione che non può offrire garanzie, che non può offrire una busta paga solida e che viene squalificata dal mercato delle locazioni. Per sostenere queste famiglie e queste persone abbiamo pensato questo fondo di garanzia statale. Con questa chiusura chiaramente state, invece, mandando un segnale pessimo - ripeto - proprio al ceto medio che, tra l'altro, sbandierate ai quattro venti di voler difendere.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/61 Santillo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti. Onorevole Curti accetta la riformulazione? No.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/83 Curti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/84 Ghio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accettiamo la riformulazione anche perché non è stato cambiato nulla nonostante l'accantonamento. Ci chiediamo cosa ci sia ancora da valutare l'opportunità di dare risposte a territori che sono rimasti abbandonati e senza risorse. E ditelo ai sindaci che volete valutare l'opportunità di dare risposte ad amministratori che non sanno se potranno disporre dei fondi di cui fino a ieri disponevano, senza modificare le caratteristiche, senza che siano modificate le caratteristiche dei luoghi che amministrano; perché rimangono aree interne, rimangono aree con problemi di infrastrutture, rimangono aree con problemi di servizi socio-sanitari, di servizi scolastici ad alto rischio di spopolamento. Non si può dire a questi amministratori, a questi cittadini, che “valutiamo l'opportunità di…”. Sono mesi che vi diciamo che questo provvedimento deve essere modificato. In parte, avete riconosciuto che la protesta dei parlamentari, la protesta di ANCI, la protesta dei sindaci, la protesta delle diverse regioni avevano una ragion d'essere, tant'è che siete partiti con la classificazione dei comuni montani individuandone 2.844 e dopo le nostre proteste siete arrivati a classificarne 3.715. Una correzione significativa che dimostra quanto la vostra impostazione originaria fosse distante dalla realtà ma ancora non sufficiente, perché non tenete conto della profondità, della drammaticità delle condizioni socio-economiche, delle fragilità demografiche, della carenza dei servizi, delle difficoltà infrastrutturali. Oggi questi comuni non sanno su quali fondi potranno contare.
Il mio ordine del giorno parla della Liguria, parla di comuni come Ranzo, Zuccarello, Coreglia Ligure, Brugnato. Sono aree interne, sono comuni di Appennino, sono comuni anche soggetti alla devastazione del rischio idrogeologico che si abbatte su molti di loro, come i comuni delle altre regioni dei colleghi che hanno illustrato in precedenza l'ordine del giorno. E mi stupisco, ci stupiamo di come non capiate che questa non è una battaglia di parte. I comuni che sono indicati nei nostri ordini del giorno sono comuni amministrati dal centrodestra come dal centrosinistra, da liste civiche. Questa non è una battaglia di parte.
È una battaglia per evitare che buona parte dei territori del nostro Paese, che sono aree interne, precipitino nel baratro dello spopolamento. E non potete continuare a dire che di fronte a questa situazione voi “valutate l'opportunità di”. Il rischio concreto a cui portate migliaia di comuni, migliaia di aree, è che in assenza di un adeguato intervento, di un adeguato intervento statale che non faccia mancare questi fondi, che non faccia mancare le agevolazioni fiscali, voi accentuate fortemente quelle disuguaglianze territoriali che sono uno dei principali problemi del nostro Paese.
E quindi prendiamo atto di questo parere, che, di fatto, non si può definire altro che un parere che è contro - tant'è che votate contro i nostri ordini del giorno, mentre li sottoponiamo al voto -, e quindi prendiamo atto del fatto che considerate la montagna, che considerate le aree interne, che considerate le aree di Appennino un capitolo marginale delle politiche di questo Governo. Noi vigileremo, continueremo a vigilare sull'emanazione dei prossimi DPCM, sugli effetti concreti, continueremo a farci portavoce di sindaci, di amministratori locali, di cittadini che chiedono di non essere penalizzati su scelte che ricadono totalmente sulle spalle dei territori più fragili .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti. Sottoscrivono l'onorevole Ruffino e tutto il gruppo di Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/84 Ghio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/85 Fornaro. Onorevole Fornaro, accetta la riformulazione?
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). No, signor Presidente, non accetto la riformulazione e mi ricollego alle motivazioni che testé ha esposto la collega Ghio. Ne aggiungo un'altra, però, e mi rivolgo, per suo tramite, al Governo. Ci sono - e non è semplicemente un che fanno i sindaci - alcuni primi cittadini che sono convinti che questo secondo elenco, che, ricordo, cambia significativamente i criteri rispetto al primo elenco, presenti degli errori, degli errori materiali. Avere avuto una riformulazione che tenesse conto anche di questa possibilità credo che sarebbe stato importante e anche rispettoso degli enti locali.
Il rischio, come spesso capita, è che poi a fare le cose in fretta si finisca per danneggiare comuni che rimarranno, magari avendone pienamente i titoli, in una sorta di limbo per un lungo periodo. Quindi, davvero è una gestione assolutamente censurabile quella che è stata fatta sia con la scelta dei primi criteri e poi, successivamente, con una modifica che ha finito di stravolgere quasi completamente. Se penso alla mia provincia, ma penso alla regione, ci ritroviamo con province che tra il primo e il secondo elenco vedono aumentare in alcuni casi in maniera tale per cui i numeri sono addirittura superiori a quelli esistenti, mentre ci sono province che rimangono penalizzate.
Mi sembra che, da questo punto di vista, il risultato finale sia un risultato finale che penalizza realtà territoriali che hanno tutte le caratteristiche per essere inserite nella definizione di area montana. Non la considero, devo dire, una bella pagina riformatrice. La considero, invece, un'operazione, questa sì, ideologica. Alla fine, ad essere rimasto profondamente penalizzato è l'Appennino, e l'Appennino è montagna esattamente come altri territori. Nessuno discute, ovviamente, il carattere montano dei paesi alpini, ma esiste anche una montagna appenninica, che esce con le ossa distrutte da questa vostra scelta .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Chiedo, se possibile, di sottoscrivere. Volevo solo ribadire appunto che la discussione sulle aree montane e sulle aree interne è stata un'altra delle occasioni perse da questo Governo. Quando si pensa a tutti i fondi che c'erano per le aree interne, ma anche per le aree montane, che non sono stati utilizzati in questi anni può venire solo la rabbia. Adesso noi abbiamo questa nuova classificazione, effettivamente, che è stata fatta dopo tanti proclami, tanto discutere, tanta sensibilità, fatta veramente quasi a sorteggio, visto che il sorteggio adesso va per la maggiore per qualunque tipo di proposta di legge, anche quelle costituzionali.
Quindi, da questo punto di vista, non possiamo che dire che questa occasione persa deve essere ascrivibile, ancora una volta, tutta alla responsabilità di questo Governo, che ha preso - lo ribadiamo - i voti dicendo che avrebbe fatto una rivoluzione per le aree montane, una rivoluzione per le aree interne, cosa che non ha fatto assolutamente. Adesso abbiamo spopolamento, desertificazione industriale e problemi anche per il trasporto pubblico locale. Complimenti a questa grande, grande attività di questo Governo.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/85 Fornaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/94 Quartapelle Procopio. Accetta la riformulazione? Non la accetta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/94 Quartapelle Procopio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2753-A/95 Gribaudo: non si accetta la riformulazione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2753-A/95 Gribaudo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Adesso torniamo indietro all'ordine del giorno n. 9/2753-A/89 Gianassi. Onorevole, accetta la raccomandazione? Sì, la accetta.
Colleghi, sospendiamo a questo punto brevemente la seduta, che riprenderà alle ore 19,20 con le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il deputato Roberto Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signor Presidente. Ci troviamo a chiudere un provvedimento che è nato male e forse finisce peggio.
Signor Presidente, intervenendo sulle riforme al Regolamento, mi sono permesso di dire che noi possiamo cambiare tutte le norme ed è giusto anche che lo facciamo, ma aggiustare le norme non assolve il compito delle forze politiche e, in questo caso in particolare, della maggioranza, di dare un impulso e un rispetto politico al lavoro che si fa qua dentro.
Quello che è accaduto, soprattutto nel lavoro di Commissione e, ovviamente, al netto… cioè, io dico, ma se siamo in 30…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore!
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Dicevo, al netto anche della saggezza con la quale i presidenti di Commissione hanno condotto i lavori in Aula, compresa la scelta finale, poi, di arrivare in Aula sostanzialmente senza il mandato al relatore e la mortificazione del lavoro parlamentare e vorrei dire, in generale, certo, soprattutto per le opposizioni - che hanno presentato centinaia di emendamenti, non certo ostruzionistici, ma tutti di merito e che sono state prese in giro per giorni e giorni in attesa che arrivassero i pareri del Governo, insomma una manfrina che purtroppo ormai si vede sempre più nell'ambito dei lavori parlamentari e in particolare dei lavori della Commissione - erano stati presi degli impegni. E, poi, è arrivato all'ultimo momento il Governo che ha - come hanno ricordato perfettamente nella discussione generale sia il collega Casu, sia il collega… mi perdoni, Zaratti, ho un'età, mi capisce. Onorevole Zaratti, lei ha la mia età e, quindi, si rende conto del problema che è irrisolvibile purtroppo, cioè quello della memoria. Zaratti è più giovane, mi dice il collega Colucci. Va bene, però, insomma, stiamo lì. Sicuramente, in termini parlamentari è più giovane, non c'è dubbio.
Dicevo, però, a parte le battute, che il lavoro è stato mortificante, ed è stato un lavoro mortificante per il Parlamento in sé e per l'istituzione in sé. Vorrei dire che è stato mortificante anche per tutti coloro che fuori dal Parlamento si aspettavano qualcosa da un provvedimento - il Milleproroghe - che, già di per sé, lascia sempre dei dubbi. Ovviamente, non è solo questo Governo. Questo Governo, come tutti i Governi che l'hanno preceduto, ha fatto il provvedimento Milleproroghe, inteso come un provvedimento che, in qualche modo, deve aggiustare quello che nel corso del bilancio non è stato realizzato.
Però, in questa occasione, si è avuta la sensazione di un provvedimento che serve più - come purtroppo è accaduto anche in tante altre occasioni, io l'ho denunciato in tante occasioni - per fare dei titoli, degli , delle per la maggioranza e per il Governo, piuttosto che per risolvere problemi che questo Paese deve affrontare e che non si risolvono soltanto con la proroga dei termini di un'infinità di provvedimenti; ma sicuramente, molti provvedimenti - adesso ne parleremo - potevano comunque avere un beneficio dalla proroga dei termini.
Tutto questo atteggiamento del Governo è accaduto nonostante le associazioni di categoria e i rappresentanti di interessi abbiano manifestato le proprie riserve sin da subito, sin da quando il provvedimento è arrivato in Commissione.
E allora, quali sono le questioni che noi riteniamo si sarebbero dovute affrontare e i nodi che si sarebbero dovuti sciogliere e che non sono stati sciolti con questo provvedimento?
Innanzitutto, vorrei partire dalla necessità di rivedere la normativa sulle polizze catastrofali, per tenere in considerazione le specificità di alcuni settori: si vedano la pesca e l'acquacultura, ma ovviamente vi sono ambiti anche molto più vasti.
Sempre andando in funzione dei pacchetti di emendamenti che erano stati presentati, c'era tutto il tema riguardante l'esigenza di dare più tempo ai contribuenti per adeguarsi alla riforma delle locazioni brevi, introdotta dal Governo, che ha trasformato, dalla sera alla mattina, cittadini e lavoratori dipendenti con una casa in imprenditori. Ora, è un problema importante e, quindi, era necessario dare respiro per adeguarsi anche a questo settore.
Parliamo anche della necessità di prorogare i finanziamenti indispensabili per l'editoria, sia per i costi di produzione delle imprese editrici di quotidiani e periodici, sia per chi da sempre garantisce un servizio fondamentale e di interesse pubblico, come . Il pasticcio che avete fatto su è incredibile. Guardate, io conosco bene la storia di e so che, puntualmente, ogni anno si apre il problema. Perché? Perché non si è riusciti ancora a fare una gara, perché non si riesce a trovare un modo per rendere stabile un servizio al quale tutti teniamo perfettamente. Però, con questo Governo siamo riusciti a rischiare di fare quello che non era mai successo prima e cioè - come dire - tagliare dei fondi a .
Abbiamo visto oggi un comunicato - del MIT, se non sbaglio -, che sembra recuperare quei soldi. Nel frattempo, si era inventato l'artificio di arrivare alla compensazione, attraverso delle convenzioni ulteriori da parte della Camera e del Senato, ma obiettivamente questo è proprio l'emblema della capacità di pasticci che questa maggioranza è stata in grado di mettere in campo.
Un altro tema era quello dell'esigenza di prorogare le norme di semplificazione e di incentivazione alla fusione dei comuni. I periodi di ripiano e uscita dal dissesto, colleghi, oltre che le facoltà assunzionali, che sono indispensabili per garantire servizi essenziali ai cittadini, non si inventano dall'oggi al domani e hanno bisogno comunque di un tempo.
Vorrei aggiungere la proroga delle detrazioni fiscali per l'abbattimento delle barriere architettoniche, altro tema sul quale non è stato fatto praticamente nulla. E non parliamo della totale inerzia sui dazi. Prorogare almeno alcune misure di sostegno e semplificazione per le imprese e, per esempio, per gli enti del Terzo settore appariva un'esigenza fondamentale, tanto più alla luce di quello che ha deciso la Corte suprema e degli impatti che - rimangono un mistero - avranno nel mondo intero, in Europa e anche in Italia. Ecco, pensiamo ad alcuni settori che, di fronte a queste incertezze, rischiano di essere letteralmente terremotati.
Con i nostri emendamenti ci siamo occupati anche della necessità di sostenere la raccolta di sangue e di emocomponenti, prorogando l'annuale quadro normativo che ne agevola e accelera l'attività, potenziando il fondamentale ruolo interpretato da associazioni e fondazioni in merito, ma anche prorogare il Fondo per gli neonatali estesi e quello di sostegno alle spese relative alla cosiddetta “mobilità pediatrica” e delle persone con disabilità per motivi di cura e assistenza.
Inoltre, per guardare un tema più generale, vi era l'esigenza di garantire la continuità del Servizio sanitario nazionale, evitando vuoti normativi in relazione agli accreditamenti e agli accordi contrattuali di settore, garantendo anche la remunerazione delle prestazioni e funzioni assistenziali, avviata in via sperimentale nell'ambito della cosiddetta “Farmacia dei servizi”.
Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. Investire nella scuola, sia adeguando i trattamenti economici sia adottando misure che consentano ai dirigenti scolastici di organizzare le attività didattiche e la mobilità, ma anche annullare l'ulteriore definanziamento della 18App, a cui avete tolto prima 40 milioni e ora altri 10 milioni, e rinviare i tagli al Fondo del cinema e alle fondazioni lirico-sinfoniche; e poi intervenire finalmente sul sistema dei trasporti, sia per evitare ulteriori tagli al Fondo del TPL, sia per garantire l'operatività e l'efficienza del sistema del trasporto marittimo e ferroviario che in questi mesi ha dimostrato tutte le carenze accumulate negli ultimi anni.
Di tutte queste esigenze noi, con le nostre proposte emendative - ho concluso, signor Presidente - abbiamo cercato di farci carico. Purtroppo, l'atteggiamento del Governo è quello di cui ho parlato all'inizio e cioè il su qualunque cosa.
Anche sugli ordini del giorno devo dire che l'atteggiamento non si è discostato da questo. Ci dispiace e penso che dispiaccia soprattutto al Paese. Voteremo “no” .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signori del Governo, il provvedimento che è oggi all'esame e per cui intervengo in dichiarazione di voto finale, conosciuto come “Milleproroghe” - ma in realtà sono “disposizioni urgenti in materia di termini normativi” - è uno strumento importante per il Parlamento e il Governo per assicurare continuità amministrativa, certezza giuridica e stabilità di sistema al Paese. Per quanto riguarda la certezza del diritto, questo è dovuto al fatto che ogni scadenza normativa non accompagnata da condizioni effettive di attuabilità, rischia di generare contenziosi, disfunzione e disparità. Prorogare un termine significa rendere la norma effettivamente applicabile. Per quanto riguarda, invece, l'esigenza di continuità amministrativa, questa si affronta perché molte disposizioni intervengono su termini che, se non differiti, determinerebbero difficoltà operative per le amministrazioni pubbliche. Infine, c'è un aspetto che a Noi Moderati interessa molto, ossia l'esigenza di tutelare il sistema produttivo e gli enti territoriali, perché imporre scadenze non sostenibili equivarrebbe a introdurre rigidità che il Paese non può permettersi.
Tutto questo per noi si inserisce in un contesto politico molto più ampio. Siamo in una fase di modernizzazione del Paese. Basti pensare alla transizione digitale, alle numerose riforme che, come Governo e come maggioranza, avevamo previsto in programma e oggi stiamo realizzando, o agli investimenti strategici, che per noi sono fondamentali in quell'ottica di collaborazione pubblico-privato, oppure al rafforzamento della competitività, perché il nostro Paese ha l'ambizione di avere sempre i primati soprattutto nel mondo produttivo fra i principali obiettivi. Infine, c'è la transizione energetica, che proprio in questo periodo sta vivendo una fase fondamentale per rendere il nostro Paese indipendente o addirittura fornitore di energia. Allora, tutte queste novità e innovazioni comportano anche dei tempi di adattamento. Per questo le proroghe rappresentano strumenti di accompagnamento responsabile e stiamo consentendo in questo modo che le riforme si consolidino in modo ordinato.
Allora, ci sono alcuni passaggi che credo valga la pena sottolineare. Penso, innanzitutto, alla proroga delle attività istruttorie per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Senza questa proroga, avremmo rischiato di interrompere un percorso fondamentale per assicurare diritti uniformi ai cittadini su tutto il territorio nazionale. I cosiddetti LEP sono uno strumento di equità. L'autonomia si fonda sulla garanzia dei diritti e garantire i diritti significa, prima di tutto, definire con rigore tecnico copertura finanziaria e coerenza con gli obiettivi del PNRR. Questa proroga serve esattamente a questo, a fare le cose bene e senza improvvisazioni.
Un altro aspetto importante è quello della gestione dei commissariamenti, che è necessario prorogare per rafforzare i decreti stessi. Penso all'area di Bagnoli-Coroglio, che rappresenta una ferita storica e insieme una grande opportunità per Napoli e per il Mezzogiorno. Garantire continuità alla struttura commissariale significa non disperdere risorse già stanziate e non rallentare interventi di bonifica e rigenerazione urbana che hanno finalmente trovato una traiettoria chiara. Le comunità locali chiedono concretezza, non normativi e anche sotto l'aspetto dello sviluppo, l'aspetto economico e turistico questa è una proroga che ha un significato importante.
Vi è poi un capitolo importante che riguarda il personale pubblico e i versamenti contributivi. Le amministrazioni sono chiamate a regolarizzare posizioni complesse, spesso risalenti nel tempo, e in un contesto di digitalizzazione ancora incompleto per gli archivi più datati questo risulta uno strumento importante. Concedere un termine più ampio per evitare prescrizioni e contenziosi significa agire con equilibrio e buonsenso, tutelando sia i lavoratori, sia la finanza pubblica.
Il decreto interviene, inoltre, anche in ambito sanitario, scolastico, universitario, ambientale, dei trasporti e del sostegno agli enti locali. In molti casi si tratta di garantire continuità a graduatorie, assunzioni, procedure autorizzative, obblighi di trasmissione dati o fondi già programmati, come le proroghe in materia sanitaria, con norme transitorie su responsabilità professionale, assunzione di specializzandi, incarichi ai medici in quiescenza e lotta ai disturbi della nutrizione. Poi ci sono le disposizioni per il reclutamento nelle scuole, inclusi i dirigenti tecnici, i docenti di religione cattolica e il potenziamento delle fondazioni ITS .
Insomma, sono molti i temi che sono stati toccati da parte del Governo, ma io credo che un aspetto importante, su cui abbiamo collaborato come Parlamento - e qui subentra la funzione determinante del Parlamento -, sia il Fondo nazionale per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, sul quale Noi Moderati sta lavorando con insistenza. La nostra presidente della Commissione sul femminicidio, Martina Semenzato, sta facendo un lavoro importante e ci ha suggerito un emendamento, che è stato approvato dal Governo durante i lavori di Commissione, ed è importante perché si dà concretezza a un'esigenza che è diffusa nella popolazione, che è latente, ma se dimostra la presenza delle istituzioni vuol dire che incoraggia verso la soluzione di problemi che oggettivamente sono più vicini di quanto tutti noi possiamo immaginare .
Ma l'attività del Parlamento è andata anche in altre direzioni importanti, in alcuni casi con emendamenti accolti, in altri casi costruendo ordini del giorno su quegli indirizzi che gli emendamenti avevano previsto. Su questo ringrazio il Governo, perché ciò che non è previsto nel decreto Milleproroghe sarà presente in provvedimenti futuri che il Governo porterà avanti. Ad esempio, proprio negli ordini del giorno votati poco fa, noi ci siamo caratterizzati su due passaggi importanti. L'ordine del giorno, firmato dalla collega Cavo, sul commissariamento di Cogoleto-Stoppani, un'area che, purtroppo, è inquinata ed è inquinata da molti anni e vede un commissario con scadenza al 31 dicembre 2026. Noi abbiamo richiesto nell'ordine del giorno - ed è stato approvato e, quindi, ci saranno provvedimenti conseguenti - perché ci sia la proroga fino al 31 dicembre 2027, perché ci sono bandi e iniziative che il commissario può portare avanti solo se c'è una prospettiva di tempo adeguata affinché queste iniziative possano concretizzarsi .
E poi un altro aspetto importante, su cui abbiamo ottenuto molto, proprio nella fase di transizione energetica nel nostro Paese, cioè quello di prevedere, per i produttori di energia da impianti alimentati da bioliquidi, quelle tempistiche necessarie per adeguare le nuove regole per produrre energia da bioliquidi. Noi siamo assolutamente favorevoli all'idea di creare una progressiva emancipazione da sostegni futuri, però è chiaro che anche quello è un mondo economico che è stato incoraggiato all'interno di tutta la procedura di transizione energetica. È un energetico che ci garantisce l'emancipazione dai fossili e questa iniziativa di sostegno e di attenzione verso quel mondo è un segnale su tutte le rinnovabili, su questo rinnovamento importante che sta facendo il Paese. Quindi, credo che la sensibilità dimostrata dal Governo sull'ordine del giorno possa essere ampliata a tutta l'attenzione che dovremo porre sul cosiddetto decreto Bollette, su cui dovremo lavorare insieme e su cui dovremo dare garanzia che i produttori italiani possano partecipare alla transizione energetica evitando il blocco in quel comparto, che poi rischierebbe di farci comprare energia da altri Paesi nel mondo e certamente a costi sicuramente più alti.
Quindi concludo, Presidente, dichiarando nuovamente il voto favorevole di Noi Moderati su questo decreto, che crediamo sia molto qualificato per l'innovazione in alcuni aspetti, per la capacità di dare risposte al mondo produttivo privato e al comparto della pubblica amministrazione e per tanti temi affrontati sappiamo che dovremo lavorare ancora insieme al Governo, perché alcune buone intenzioni possano concretizzarsi in successivi provvedimenti. Quindi, grazie e buon lavoro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. Signora rappresentante del Governo, devo dire che il Milleproroghe si sposa perfettamente con questo Governo, è proprio il provvedimento adatto al Governo di destra che governa il Paese.
Lo dico con un certo imbarazzo, in verità, perché è proprio un provvedimento così confuso, un provvedimento che, già per sua natura, è un provvedimento anomalo, non esiste in nessuna parte d'Europa, ma voi siete riusciti a trovare in questo provvedimento il vostro naturale: quello delle piccole norme, della confusione, dei pareri che vengono dati dal Governo e poi, improvvisamente, cambiati, del fatto di ritirare emendamenti. Una gestione di un provvedimento, che comunque è importante, che è stata veramente sconclusionata e che dà un po' il senso della vostra capacità di Governo in un momento difficile per il nostro Paese.
Voi ci raccontate il magico mondo di Giorgia in televisione, sui , sui , che governate praticamente in un regime di monopolio, però questo magico mondo è soltanto una narrazione, perché, nei fatti, la vostra capacità di Governo si misura con provvedimenti come appunto il Milleproroghe: un provvedimento che non ha affrontato nessuna delle grandi questioni che doveva affrontare e che poteva affrontare, e che, invece, ha permesso la realizzazione e la continuazione di una politica basata sui piccoli favori, sulle piccole questioni che vengono regalate ai singoli deputati della vostra maggioranza.
Guardate che questo è un modo che determinerà sempre di più un decadimento del nostro Paese da molti punti di vista. Per certi versi dobbiamo dire che meno male che nella confusione non siete riusciti ad approvare alcuni emendamenti che sarebbero stati drammatici per il nostro Paese, come, per esempio, quello di voler prolungare al 2038 la vita delle centrali a carbone. Ma avete letto, per caso, qual è la percentuale del carbone nel energetico italiano nel 2025? Quanto rappresenta? Rappresenta l'1,5 per cento della produzione di energia elettrica nel nostro Paese e voi ci venite a dire che il carbone serve a dare continuità e sicurezza al sistema.
Ma questo, francamente, è fuori di ogni logica, se non quella di continuare a sostenere la delle energie fossili nel nostro Paese. E questo è dimostrato anche dal vostro tentativo relativo a un altro emendamento: quello di prolungare la vita e la permanenza nel porto di Piombino del rigassificatore per ulteriori 2 anni, quando è del tutto evidente che l'autonomia energetica del nostro Paese e la possibilità di avere bollette più basse per i cittadini e per le imprese sta nello sfruttare le uniche risorse di cui noi siamo padroni, cioè il sole e il vento .
Perché in questo Paese non ci sono giacimenti di uranio, checché ne dicano i nuclearisti, non ci sono giacimenti di gas, non c'è il petrolio, non c'è il carbone. Ci sono il vento e il sole, che hanno un unico difetto: sono gratis, e quindi non ci si può speculare sopra, come hanno fatto le grandi multinazionali dell'energia, con la vostra complicità, che hanno rubato agli italiani 70 miliardi di extraprofitti , con un Governo che non ha avuto neanche la dignità di tassare questi extraprofitti.
Non i profitti, signor Presidente, dovuti alla capacità del di fare investimenti utili, ma extraprofitti, quelli basati sulla rapina alle bollette dei cittadini e delle cittadine italiani; un prelievo forzoso dalle tasche di tutti noi. Ecco, questo è quello che voi avete fatto. E meno male che questi emendamenti non sono passati. Ma non sono passati, purtroppo, altri emendamenti importanti. Non avete affrontato altre questioni importanti, come, per esempio, quella dei precari della giustizia. Noi abbiamo chiesto la stabilizzazione di questi precari o, quantomeno, il prolungamento del loro contratto per un anno ancora.
Sono precari legati alle attività del PNRR, che è una questione fondamentale. Io voglio ricordarvi che tra gli impegni che ha preso il vostro Governo per utilizzare questi fondi c'era il fatto della riforma della giustizia, con cui si intendeva dire velocizzazione delle sentenze. Per fare questo è necessario assumere, avere gli assistenti giudiziari, avere i giudici che possano lavorare in un sistema di efficienza. La riforma della giustizia, cara Sottosegretaria, non è quella di fare la separazione delle carriere, che in questo Paese, come voi sapete, già c'è di fatto, peraltro, ma è quella invece di investire nella giustizia, permettere ai cittadini di potersi difendere.
La riforma del processo è fare in modo che, appunto, le necessarie risorse per il funzionamento dei tribunali possano arrivare. Ma poi che dire del vostro odio per le nuove generazioni? Io non so spiegarmelo e dirlo diversamente. Ma vi sembra normale quello che è previsto per i giovani praticanti avvocati che devono superare l'esame di Stato, dopo che per 3 anni ci sono state deroghe alla normativa generale dopo il periodo del COVID, che prevedeva un esame scritto e un esame orale per questi giovani praticanti, giustificato anche dal fatto che era stato introdotto il corso di formazione obbligatoria a pagamento, peraltro, per i giovani, che prevede un esame ogni 6 mesi, e in base a questo corso di formazione e a questi esami obbligatori ogni 6 mesi, appunto, l'esame era trasformato in una prova orale e in una prova scritta.
Adesso voi ritornate alle tre prove scritte, nonostante i corsi di formazione, e probabilmente per un solo anno, perché poi è giacente qui, alla Camera dei deputati, in discussione alla Commissione giustizia, la riforma di accesso alla professione forense, che prevede un altro tipo di esame ancora. Ma allora voi ce l'avete proprio con i giovani e con le giovani , perché quelli che si laureano e quelli che studiano fate in modo che vadano all'estero a lavorare, i poveri praticanti li costringete a fare 18 mesi di praticantato, giustamente, e a fare gli esami e il corso di formazione a pagamento, e poi gli fate fare l'esame come era 100 anni fa, quando voi stessi lo state riformando.
Ma voi ce l'avete proprio con i giovani, ce l'avete proprio con loro, così come ce l'avete con i precari della scuola, con i precari della sanità. Abbiamo detto, durante il periodo del COVID, gli eroi, i medici, gli infermieri che ci hanno salvato dal COVID, e ora noi abbiamo una carenza di 16.500 medici, 65.000 infermieri mancano nel nostro Paese e voi non fate nulla. Non stabilizzate i precari, non fate in modo che ci sia il personale che dia vita alle nostre strutture sanitarie. Guardate che, francamente, questo provvedimento è orribile da molti punti di vista: è orribile, come dicevo, per il metodo; è orribile per i pochi contenuti che avete messo lì dentro; è orribile per le cose che non ci avete messo dentro.
È lo specchio del vostro Governo, è esattamente lo specchio del vostro Governo: un'incapacità totale a governare la complessità di un Paese come l'Italia. Voi non ve ne rendete conto, ma questo è un grande Paese, con una grande economia, così grande che, probabilmente, riuscirà anche a sopravvivere a voi, cosa peraltro che è davvero un'impresa .
Ecco, un grande Paese voi non avete la capacità di governarlo. D'altro canto, diciamo così, avete il dono di re Mida al contrario in questo periodo: tutto quello che toccate e quello che dite diventa veramente carta straccia. Vi siete sperticati nel difendere “io sto con il poliziotto” e, qualche minuto dopo, siete stati costretti a smentire, come sta facendo in modo ridicolo il vostro Ministro Salvini. Tutte le volte che aprite bocca sul referendum date ossigeno e voti al fronte del “no”.
Ormai davvero il vostro Governo è un Governo che, a livello internazionale e a livello nazionale, non ha alcuna credibilità. Per il bene del Paese è necessario che questo Governo vada a casa , per il bene del Paese è necessaria una svolta, per il bene del Paese è necessario che, finalmente, ci sia una prospettiva e un futuro per le nuove generazioni e per tutte le cittadine e i cittadini italiani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Sottosegretaria, se è vero che lo stato di salute di un Governo - soprattutto un Governo come il vostro che si accinge a iniziare, di fatto, l'ultimo anno amministrativo, al di là di come andranno gli sviluppi per le elezioni, ma insomma i tempi più o meno sono questi -, in una situazione di questo tipo, si può misurare dalla capacità di dare una coerente e organica visione strategica di quello che si è fatto e di quello che si intende fare nell'ultimo percorso, bene, questo Milleproroghe direi che certifica che questo Governo, da questo punto di vista, non è in un buon stato di salute.
È vero che il Milleproroghe, in se stesso, è un provvedimento di natura piuttosto frastagliata che, di fatto, ha l'obiettivo di prorogare, al termine dell'anno, scadenze che, se dovessero essere chiuse, impedirebbero il proseguo di norme amministrative e di azioni che, invece, si ritengono necessarie; e quindi, di sua natura, il Milleproroghe affronta situazioni che non sono, magari, correlate per natura tematica ma hanno, in modo invece condiviso, una natura di termine che deve essere prorogato; laddove la vera domanda è perché si devono fare misure che abbiano un termine, rispetto alle quali questo termine deve essere prorogato. Allora, ci sono due principali motivi per cui una misura viene introdotta a scadenza: la prima è che si può trattare di una misura di carattere cogente; ci possono essere misure che vengono introdotte in una situazione di eccezionalità, di straordinarietà di dati esterni per i quali un Governo o un Parlamento devono mettere in campo risposte che abbiano un limite temporale fissato; e rispetto alle quali, magari, si ritiene di doverle prorogare perché la situazione persiste o perché si sono avuti benefici o determinati effetti di queste misure che devono essere prolungate; l'altra natura è, invece, di carattere temporale, cioè si introducono misure che hanno un termine perché vogliono essere sperimentate o perché, nella maggioranza dei casi, hanno una copertura rispetto alla quale non si riesce a garantire una strutturalità. Ecco, se questo è un impianto del Milleproroghe, un Governo e una maggioranza, che si riempiono la bocca un giorno sì e l'altro pure, che sono uniti, coesi, con una visione strategica di progetto di Paese chiaro, coerente e identificato, al quarto anno - al quarto anno - si dovrebbero trovare con una fluidità del percorso del Milleproroghe che ricostruisce i due processi, di cui ho appena detto, o per straordinarietà oppure per misure di cui si vuol dare una certa strutturalità. Perché? Perché ormai abbiamo capito che le grandi questioni, la grande capacità di riformare o governare un Paese la si deve verificare soprattutto in quella visione di medio e lungo termine di stabilità e di strutturalità delle misure, perché ogni volta che si introduce una misura ma la si mette a scadenza, su quella misura si inibiscono tutti quei processi necessari per lo sviluppo del Paese che riguardano, ad esempio, gli investimenti.
Le misure per le imprese a termine sono misure che non sono significative per le imprese, perché non danno un margine d'investimento temporale che può essere adeguato; altrettanto le misure per l'assunzione delle donne vittime di violenza, che sono a termine, inevitabilmente nella loro natura non incentivano, in modo significativo, i datori di lavoro ad assumere queste donne, perché hanno bisogno di un orizzonte temporale che sia più lungo dell'anno dopo anno. Allora, se queste cose possono essere ammesse all'inizio di un Governo, non sono concesse alla fine, soprattutto perché poi questa fine arriva rispetto a una proposta di Milleproroghe dove c'è dentro non solo la qualunque, come spesso è nella natura del Milleproroghe, ma la qualunque, che è fatta veramente di micro-parcellizzazioni che non hanno un filo rosso di coerenza.
Ci sono anche misure importanti, positive, a cui abbiamo guardato positivamente, poi ci torno, con emendamenti che sono stati accolti, ma rispetto ai quali, per esempio, abbiamo avuto delle riformulazioni perché chiedevamo, a quel punto, una strutturalità dell'intervento che invece non è stata concessa; e nel dibattito confuso della Commissione abbiamo veramente visto di tutto.
E qui arrivo anche al metodo con cui questa maggioranza arriva a costruire il Milleproroghe e non ne faccio una questione di rivendicazione di dialogo, ma di contenuto perché, se il Milleproroghe deve essere un provvedimento che ha la natura che ha, inevitabilmente una ricerca di dialogo trasversale, che sia la più ampia possibile, è più efficace nel provare a rispondere a quello che dovrebbe essere il mandato del Milleproroghe.
Devo dare atto alla Sottosegretaria Albano e alla Sottosegretaria Siracusano per aver aperto un dialogo con le opposizioni anche in modo insistente e devo nuovamente ringraziare, devo dire, la tenuta delle presidenze delle due Commissioni, della I e della V, perché hanno garantito, di fatto, un dibattito che ha permesso comunque uno spazio ampio all'interno del quale noi, come opposizione, avevamo chiesto ci potesse essere un confronto efficace nelle Commissioni. Ma qual è stato l'esito di tutto questo? Che siete andati in stallo. È la prima volta - e non lo ha detto ancora nessuno - che in questa legislatura arriva un provvedimento in Aula, con un terzo degli emendamenti accantonati, anche con parere positivo, che non viene trattato e approvato per il caos e la confusione all'interno della maggioranza. Ma questo, in un rapporto tra Ministeri e Parlamento, in qualche modo, dice che c'è una criticità. La prima criticità è che tra le forze di maggioranza - bisogna dirlo - c'è una lite in atto che fa presagire un anno pre-elettorale estremamente dannoso per il bene del Paese perché nei litigi, di fatto, tutto rimane fermo e le risposte non si riescono a trovare.
E, poi, c'è un rifiuto da parte dei Ministeri ad aprire a qualsiasi iniziativa di carattere parlamentare. Avete detto di “no” a misure che vi abbiamo proposto, che erano misure che avevano già avuto un parere favorevole dei Ministeri. Ne dico una sulla quale non voglio fare retorica, ma vi abbiamo detto: reintroducete una misura che era servita per sostenere quelle famiglie, quei genitori che si trovano nella drammatica situazione di perdere dei figli. Oggi, i dati di cronaca di questo periodo dicono di quanto questo dramma venga vissuto nelle famiglie. Non c'è una risposta, era stata introdotta nel 2020. Dicevo: ridatele un po' di spazio. Ma, siccome veniva dall'opposizione, è stata preclusa anche questa possibilità. È stato detto di “no” - lo ha ricordato la collega Ruffino - alla questione degli investimenti necessari per i comuni, per i ponti sul Po. C'erano tutti i parlamentari piemontesi, di maggioranza e di opposizione, che erano coesi nel dire che serviva un intervento e, siccome al Ministero non si poteva in qualche modo togliere un cappello di non si sa quale primazia, si è detto di “no” ad una cosa che serve ad un territorio che mette quelle terre in gravissima difficoltà.
Dopodiché abbiamo, invece, portato a casa, come si suol dire, alcune misure importanti, sulle quali abbiamo cercato il dialogo, con coerenza, con l'opposizione. Penso ad alcune misure per sostenere la fusione dei comuni, penso all'importante rinnovo, anche solo per un anno, di 10 milioni per il Fondo dei disturbi alimentari, che ha voluto la collega Ruffino, il Fondo per le ZES, a firma dei colleghi Sottanelli e D'Alessio; e ancora misure per le imprese e la sanità.
Non avete accolto altri emendamenti e su questo mi lasci spendere, Presidente, 30 secondi per rispondere al collega Zaratti. Io di solito non lo faccio, ma oggi non mi posso esimere dal farlo. Noi abbiamo cercato di mettere in questo provvedimento - e non ci siamo riusciti, Sottosegretaria - emendamenti che voi stessi avete condiviso, che erano quelli che riguardavano, per esempio, il rigassificatore a Piombino o il tema delle centrali a carbone. No, signori, non vogliamo tornare all'energia a produzione sporca, vogliamo garantire un'energia a produzione pulita ma che sia continua e a basso costo per le imprese e per le famiglie .
Le centrali a carbone, che non servono per produrre tanta energia elettrica, sono state fondamentali quattro anni fa, quando al Governo ci siamo trovati a dover chiudere l'approdo del gas russo nel nostro Paese e a dover garantire una continuità di produzione di energia per famiglie e imprese . Senza quella misura oggi saremmo dipendenti da un dittatore che sta massacrando in queste ore ancora il popolo ucraino e, da parte di chi si rifiuta di mandare le armi a quel popolo per difendere la loro vita, non possiamo sentirci dire che oggi noi vogliamo tornare indietro e non ricordare che l'indipendenza energetica è il primo fattore di libertà nell'ambito anche geopolitico internazionale. Su questo continueremo, invece, a batterci, a batterci sperando di trovare nei prossimi provvedimenti azioni, invece, più di condivisione, di dialogo da parte della maggioranza.
Chiudo dicendo che noi voteremo contro questo provvedimento, nonostante anche questi piccoli risultati, ma significativi, che abbiamo ottenuto per l'impianto generale. Non - non - ci vogliamo iscrivere all'ideologia della destra e della sinistra che ancora una volta su questo provvedimento stanno iniziando a scrivere i loro programmi elettorali. Noi continuiamo, invece, a pensare che un programma elettorale abbia un unico e solo obiettivo: servire al bene del Paese, servire a quello che serve alle famiglie e alle imprese nel nostro Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Grazie, grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, parliamo del Milleproroghe. Il Paese non lo vede, ma noi, che siamo in Parlamento, sì.
Noi vediamo una maggioranza divisa al proprio interno che non riesce a trovare una sintesi sui propri emendamenti e un Governo che non è in grado di esprimere i pareri.
Così, molti emendamenti sia dell'opposizione sia della maggioranza nelle Commissioni riunite sono decaduti: un disastro, una totale mancanza di una visione unitaria e strategica .
Ebbene, il decreto-legge Milleproroghe, anzi, come già ebbi a definirlo negli anni passati “milletoppe”, è stato varato dal Governo il 31 dicembre scorso ed oggi siamo al 23 febbraio. Per l'incapacità della maggioranza, ci troviamo di fronte a un provvedimento monco, privo di una visione strategica unitaria. Al Senato sono riservate poche ore per la conversione altrimenti il Milleproroghe andrà a decadere. Il “milletoppe” è emblematico del modo di governare di Giorgia Meloni: quando non si ha una visione strategica, l'unica possibilità è rimandare, rinviare, ritardare l'attuazione di norme che spesso riguardano diritti delle persone. Trovate tempo e danaro solo per ciò che interessa alla vostra classe politica, mentre per i cittadini niente. Parliamo dei fatti: rinviate nel tempo le misure urgenti sulla non autosufficienza. Significa che famiglie che assistono un genitore malato continueranno ad aspettare, per avere i servizi adeguati. Dovranno aspettare altri 30 mesi. Ma provate, se ci riuscite, a mettervi nei panni di chi vive quella fatica, quel dolore ogni giorno.
Parliamo anche della salubrità dell'acqua potabile, quella che bevono i cittadini. Rinviate nel tempo la decorrenza dei limiti più severi di controllo della qualità dell'acqua. Si tratta della salute degli italiani per la cui tutela voi prendete tempo. Tuttavia, quando si tratta delle vostre priorità, come, ad esempio, far votare al Senato il conflitto di attribuzione sulla Santanche' in modo da farle avere la prescrizione, ecco che il tempo voi lo trovate
Negate lo scorrimento delle graduatorie nella pubblica amministrazione, in tal modo voi negate il lavoro a chi ha superato il concorso pubblico, ad esempio, nella scuola, e ha dimostrato di essere preparato. Poi vi meravigliate che tantissimi giovani italiani fuggano all'estero per lavorare, che in Italia non si formano nuove famiglie, che la natalità è ai minimi storici e il sistema pensionistico è al tracollo. Poi vi stupite se, in assenza di adeguate risorse, la macchina pubblica non funziona. Ma vi chiedo: ma che Stato avete in mente? Siete intervenuti sulle carriere nella pubblica amministrazione, privilegiando amichetti, mortificando il merito e ora ci provate anche con la magistratura, con la vostra separazione delle carriere, con una riforma che altera gli equilibri costituzionali, aumenta il peso della componente politica negli organi di governo della magistratura e sottrae funzioni disciplinari al Consiglio superiore della magistratura! La verità è che voi siete allergici al controllo di legalità ! Ormai è chiaro! Per i cittadini, in tutto questo, cosa rimane? Nulla, perché nel frattempo mancano magistrati, manca personale di cancelleria e amministrativo nei tribunali, mancano dotazioni informatiche strutturali, i processi restano lenti e la giustizia sempre meno giusta per i cittadini comuni. La vostra priorità non è rafforzare il sistema; è alterarne l'equilibrio in vostro favore. È questo il punto politico: rinviate l'attuazione di diritti sociali, ma accelerate, quando si parla di potere e di tutela dei vostri sodali. Noi questo non lo permetteremo. Siamo già nelle piazze tra le persone a spiegare con chiarezza le ragioni del nostro “no”, perché la giustizia, vedete, è una garanzia per i cittadini, non è strumento del potere Allora, fotografiamo l'Italia dopo tre anni di Governo Meloni.
Pensiamo alla sicurezza: i reati denunciati aumentano, rapine e furti crescono, la percezione di insicurezza è in forte aumento, mancano oltre 20.000 unità tra poliziotti e carabinieri e gli straordinari diventano la norma. Avete addirittura prorogato l'età pensionabile delle unità delle Forze dell'ordine! Nel frattempo, le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese, gli affitti aumentano, i salari reali diminuiscono con la perdita di potere d'acquisto, i giovani scappano via, nessuna risorsa per la morosità incolpevole e per le agevolazioni per l'acquisto della prima casa da parte dei giovani! Nulla! Avete bocciato i nostri emendamenti.
Eppure, le risorse per ciò che vi interessa le trovate, eccome! Le trovate per inviare armi all'estero e per la vostra propaganda sull'immigrazione al di fuori dei confini nazionali. Un miliardo di euro dei cittadini italiani buttati nei centri vuoti in Albania! Trovate i soldi, creando ben tre organi costituzionali, due Consigli superiori della magistratura e un'Alta Corte il cui costo è di almeno 150 milioni di euro l'anno, mentre non trovate neanche 6 milioni di euro per la prevenzione del tumore al seno delle donne! Una vergogna ! Non trovate risorse per la sicurezza dei cittadini e per rafforzare sanità, scuola, giustizia, trasporti e pubblica amministrazione.
Allora, diciamolo chiaramente: il problema non sono le risorse, il problema sono le vostre priorità. Il Milleproroghe ne è la fotografia! Voi siete quelli dell'autonomia differenziata demolita dalla Corte costituzionale e della separazione delle carriere con un referendum fissato in fretta e furia per evitare che i cittadini possano essere compiutamente informati. Siete quelli del premierato, la madre di tutte le riforme, degna ormai di una puntata del programma televisivo . Il risultato delle vostre politiche è un Paese più insicuro e più diseguale: insicuro nei diritti, insicuro nelle strade, insicuro nel lavoro, insicuro nei servizi pubblici. E mentre i cittadini stringono la cinghia, la vostra risposta è il Milleproroghe.
Dunque, signor Presidente, lo dico chiaramente: il Paese non ha bisogno di questo provvedimento, ha bisogno di scelte chiare, ha bisogno di investire in personale, non di tagliare le graduatorie, ha bisogno di rafforzare la giustizia, non di alterarne gli equilibri, ha bisogno di sicurezza reale nelle città e non della propaganda che quotidianamente viviamo.
Per tutte queste ragioni, il nostro voto è assolutamente contrario. Il MoVimento 5 Stelle è contrario a questo decreto, è contrario al modello Meloni e a qualsiasi politica che urla ordine, ma che lascia soli i cittadini in balia di sé stessi .
Gli italiani non chiedono propaganda, chiedono uno Stato presente e solidale, chiedono una giustizia che funzioni, chiedono sicurezza, chiedono dignità e lavoro. Oggi, con questo “milletoppe”, ricevono l'ennesimo rinvio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pella. Ne ha facoltà.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). Signor Presidente Mule', Sottosegretaria Albano e cari colleghi, il decreto-legge cosiddetto Milleproroghe è un provvedimento corposo ed eterogeneo che contiene una serie di articoli e di proroghe di termini in scadenza, nonché importantissime misure che hanno proprio l'urgenza di essere adottate in quanto destinate a colmare lacune, a risolvere situazioni, a rispondere a quelle esigenze di enti, associazioni, categorie e aziende e a fornire un reale sostegno alle istituzioni e ai cittadini e naturalmente un sostegno produttivo.
L'esame in Commissione ne ha ulteriormente ampliato il contenuto e migliorato il testo, con emendamenti, sia da parte del Governo che dei relatori, nonché con parecchie proposte di iniziativa parlamentare, su diversi settori quali il pubblico impiego, gli enti locali, la sanità, la scuola, l'università, la cultura, il lavoro, le infrastrutture, i trasporti, l'agricoltura; emendamenti presentati sia dal sottoscritto, in qualità di capogruppo in Commissione bilancio, che dal collega Paolo Emilio Russo, capogruppo in Commissione affari costituzionali, insieme ai colleghi onorevoli Cannizzaro e Gentile.
Mi permetto di ringraziare il lavoro eccezionale svolto dal nostro relatore, onorevole D'Attis, e dai nostri presidenti delle due Commissioni coinvolte, onorevoli Pagano e Mangialavori, per aver svolto un lavoro importante di approvazione, insieme al nostro Sottosegretario, onorevole Siracusano.
Per queste ragioni, con fermezza e soddisfazione, possiamo dire che il gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente, guidato dall'onorevole Barelli, ha offerto un contributo importantissimo in tematiche delicate e urgenti per il Paese, dando quella giusta attenzione a favore di quei comparti più significativi e strategici dell'Italia.
Forza Italia è stata molto incisiva in ambito sanitario. Infatti, sono state approvate diverse proposte che incidono sull'efficienza del nostro Servizio sanitario nazionale, grazie a degli emendamenti proposti dal presidente della Commissione, onorevole Cappellacci, dall'onorevole Patriarca, dall'onorevole Arruzzolo e da lei, Vicepresidente della Camera, onorevole Mule'.
Sono state prorogate fino al 31 dicembre 2026 le disposizioni che consentono alle regioni e alle province autonome di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo al personale del comparto sanitario collocato in quiescenza. Questo per fronteggiare le situazioni di carenza del personale che continuano da diversi anni a incidere in modo significativo sulla capacità di garantire la continuità dell'assistenza sanitaria e il pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza, soprattutto nei servizi ospedalieri e territoriali.
La proroga consente altresì di valorizzare l'esperienza e le competenze maturate nel corso degli anni di servizio dal personale sanitario in quiescenza, assicurando quindi alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale un margine di flessibilità indispensabile per la gestione dei servizi e per la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
Per far fronte sempre alla grave carenza del personale, con il contributo di Forza Italia-Berlusconi Presidente, è stata prevista anche la proroga, per tutto il 2026, del trattenimento in servizio su base volontaria, fino al compimento del 72° anno di età, dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale e del Ministero della Salute. Questa norma apre, altresì, alla possibilità di riammettere in servizio, non oltre il 31 dicembre 2026, il medesimo personale collocato in quiescenza da settembre 2023, purché resti il rispetto del tetto dei 72 anni.
Con l'apporto di Forza Italia, viene altresì prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per l'adeguamento degli standard organizzativi e di personale ai processi di incremento dell'efficienza da parte delle strutture pubbliche e private, accreditate e convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, eroganti quindi quelle prestazioni specialistiche e di diagnostica importanti e fondamentali per tutta la popolazione.
Sempre grazie agli emendamenti di Forza Italia, viene prorogata al 31 dicembre 2027 la possibilità per i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione, di svolgere la propria collaborazione volontaria e occasionale, a titolo gratuito o con contratto libero professionale, presso enti e associazioni che svolgono le attività di raccolta sangue, proprio per favorire al più quello che è il supporto e l'aiuto ai nostri concittadini.
È stato anche prorogato al 31 dicembre 2027 il termine finale di applicazione della normativa transitoria che consente anche al personale non dirigenziale del comparto sanità di svolgere anche altre attività al di fuori dell'orario di servizio. Viene poi anche rifinanziato di 10 milioni di euro, per l'anno 2026, il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Importanti poi sono le disposizioni introdotte in materia di occupazione grazie ai colleghi, l'onorevole Casasco e l'onorevole Squeri.
Con l'approvazione di una serie di emendamenti parlamentari, presentati dal gruppo di Forza Italia-Berlusconi Presidente, sono prorogati gli esoneri contributivi, riconosciuti dalla normativa vigente, a favore dei datori di lavoro privati che assumono giovani con meno di 35 anni e mai occupati a tempo indeterminato (il famoso giovani) oppure lavoratori presso una sede o un'unità produttiva ubicata in una delle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno ( ZES) o donne in condizione di svantaggio ( donne).
Il termine entro cui procedere alle assunzioni per fruire del beneficio è prorogato al 31 dicembre 2026 per il donne e al 30 aprile per il giovani e il ZES. Anche per questi due ultimi esoneri, vengono altresì modificate la misura dello sgravio e soprattutto la condizione per la sua fruizione.
Sono stati inoltre incrementati i limiti di spesa autorizzati per ciascuno dei tre , così come un altro aspetto importante è anche la norma approvata in Commissione che proroga per il 2026 il trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori che operano in un'area di crisi industriale complessa, prorogando quindi la norma della legge di bilancio 2026, che aveva stanziato 100 milioni di euro per l'anno in corso per l'integrazione salariale straordinaria.
Per quanto concerne poi le misure in favore degli enti locali, durante l'esame in Commissione sono state approvate diverse norme, con il contributo determinante del nostro partito, di Forza Italia. Infatti, con un nostro emendamento si estende anche al 2027 la disposizione, già prevista per gli anni 2025 e 2026, che consente anche ai sindaci, il cui mandato scada prima dei 18 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni, di essere eleggibili a presidenti di provincia.
Con un emendamento presentato dal sottoscritto, abbiamo anche prorogato di sei mesi - dal 31 marzo al 30 settembre 2026 - il termine dei lavori delle cosiddette opere medie, ossia quelle opere per la qualificazione e messa in sicurezza degli edifici e del territorio, la cui scadenza imminente avrebbe messo a rischio la conclusione di importanti lavori, i cui tempi sono risultati talvolta prolungati per cause non imputabili alla responsabilità degli enti, quali gli eventi climatici avversi. E su questo, sono contento che, anche durante l'assemblea dei piccoli comuni che si è svolta venerdì alla presenza del Ministro Zangrillo, ANCI abbia proprio evidenziato con forza il valore e l'entità di questo nostro emendamento.
Con l'apporto di Forza Italia-Berlusconi Presidente, abbiamo anche prorogato da cinque a sette anni l'erogazione da parte dello Stato degli ulteriori contributi straordinari previsti dall'articolo 15, comma 3, del TUEL in favore delle fusioni dei comuni.
E grazie ancora a Forza Italia, partito da sempre attento alle tematiche degli amministratori locali, sono previste norme per fronteggiare la carenza cronica e persistente dei segretari comunali, garantendo la continuità delle funzioni fondamentali degli enti locali, stabilendo che le funzioni attribuite al vicesegretario comunale possono essere svolte, dalla data di entrata in vigore della legge fino al 31 dicembre 2026 e per un periodo non superiore a 12 mesi, da un funzionario di ruolo del comune in servizio da almeno due anni. E su questo sicuramente lavoreremo anche su quello che è il decreto, appena arrivato alla Camera, del PNRR, proprio per stabilizzare l'80 per cento delle sedi vacanti a favore dei piccoli e piccolissimi comuni.
Ancora una volta col contributo di Forza Italia, è stato anche approvato un emendamento che interviene sulla validità delle tariffe Tari degli enti locali comunicate in ritardo al Ministero dell'Economia e delle finanze, la cui deroga assicura anche l'efficacia formale dei provvedimenti stessi, evitando anche quelle possibili conseguenze negative sia sui bilanci degli enti coinvolti che sui rispettivi cittadini.
E su questo, Presidente, stiamo anche lavorando proprio per la proroga dei bilanci che domani in Conferenza Stato-città verrà affrontata per portarla al 30 aprile, per consentire a tutti i comuni di avere l'opportunità di approvarli.
Abbiamo altresì fatto importanti emendamenti - grazie all'onorevole Saccani - sulla proroga al 31 dicembre 2026 per l'emanazione del decreto ministeriale volto a definire le modalità di valutazione congiunta dei rischi relativi agli edifici utilizzati dalle istituzioni scolastiche; così come anche quella dell'anno scolastico, la mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, che consente quindi di utilizzare il 100 per cento dei posti vacanti e disponibili in ciascuna regione, superando quindi il limite ordinario del 60 per cento.
PRESIDENTE. Concluda.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). Ma mi consenta - e vado a chiudere - anche passando alle materie di competenza del Ministero delle Infrastrutture - di citare quelli che sono stati importanti emendamenti approvati dai colleghi Caroppo e Nevi sulla proroga dei termini di validità dei permessi di costruire, delle segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA), delle autorizzazioni paesaggistiche e delle dichiarazioni e autorizzazioni ambientali.
Concludendo, signor Presidente, è stato comunque fatto, grazie al contributo di Forza Italia, un lavoro molto importante di miglioramento del testo, in un clima costruttivo e di confronto tra maggioranza ed opposizione.
Per tale motivo, annuncio con convinzione il voto favorevole di Forza Italia all'approvazione del presente decreto-legge , che non solo garantisce proroghe indispensabili, ma offre risposte concrete e immediate ai cittadini e ai settori strategici del nostro Paese, che ci chiedono sostegno e aiuto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ottaviani. Ne ha facoltà. Colleghi, per favore, contenete l'entusiasmo. Prego.
NICOLA OTTAVIANI(LEGA). Grazie, Presidente. Se qualcuno di noi si fosse sintonizzato da qualche ora con il nostro Parlamento per ascoltare il dibattito sul Milleproroghe e non avesse mai frequentato le aule parlamentari o non avesse mai avuto la possibilità di collegarsi con la stessa il cui servizio pubblico - noi lo ribadiamo - è patrimonio ormai comune, e non è patrimonio soltanto di una parte, potrebbe pensare che, andando dietro a delle indicazioni emerse da parte di alcuni - non tutti, grazie al cielo - banchi delle opposizioni, la visione di questo Milleproroghe dovrebbe essere una sorta di visione . Ma la visione del mondo dei desideri. Come per dire: ma perché il Milleproroghe non contiene - questo ci è stato detto da parte di più di qualcuno della minoranza -, in realtà, la realizzazione effettiva, esecutiva, di quello che è il vostro programma di quattro anni? E la risposta è Presidente: perché è un Milleproroghe, perché il programma lo stiamo realizzando con le leggi ordinarie e, soprattutto, con l'attuazione delle politiche di Governo del nostro Esecutivo .
E, allora, dovremmo essere leali, . Potremmo dire ? No, . Che facciamo? Ci mettiamo tutti quanti d'accordo e firmiamo un accordo - si passi l'allitterazione -, ma che deve essere sacramentato, magari, all'interno di qualche ufficio costituzionale, per cui, da oggi in poi, non si farà più nessun Milleproroghe, qualsiasi Governo ci dovesse essere, sinistra, destra e centro? Siamo disponibili a farlo, e vorremmo vedere, però, quanti folgorati sulla via di Damasco o, magari, con la stessa mano che poi sono costretti a ritrarre, come Muzio Scevola, a quel punto direbbero: ma non ci possiamo vincolare per i prossimi anni, perché, poi, non sappiamo come andrà a finire. Noi lo sappiamo come andrà a finire l'anno prossimo e, quindi, saremmo certi, eventualmente, di poterci vincolare in tal senso.
Smettiamola però di fare campagna elettorale anticipata. Dai banchi addirittura di chi ha sempre demonizzato le professioni di questo Paese, addirittura l'avvocatura, abbiamo sentito dire: no, ma voi non volete che ci siano dei giovani avvocati che possano portare avanti la professione. No, noi vogliamo portare avanti il profilo del merito, il profilo del sacrificio, il profilo dell'oculatezza . Perché si parte, secondo l'articolo 3 della Costituzione, per essere tutti uguali al posto di partenza, ma, poi, bisogna rimboccarsi le maniche, bisogna andare a verificare quello che è il merito, perché, se vogliamo uccidere ulteriormente anche le professioni che danno la possibilità a questo Paese di evitare gli ammortizzatori sociali, questa non è la nostra strada.
Si è fatto riferimento ai passi significativi anche di questo decreto. Rettifiche relative alle detrazioni IVA significa che, ancora una volta, noi stiamo investendo sul profilo della pacificazione fiscale. E, se i numeri dicono che stanno continuando ad entrare risorse dal punto di vista del fisco assolutamente impensabili fino a qualche anno fa, significa che i nostri contribuenti dicono: dammi la possibilità di mettermi in regola, dammi la possibilità di opzionare per uno o l'altro dei regimi fiscali e, poi, io mantengo il patto. Perché, in passato - diciamocelo, signor Presidente, chiaramente -, questa particolare che era stata portata avanti tra lo Stato e il contribuente, spesso, era una particolare dove il secondo socio, già il primo giorno della costituzione della , pregava la morte dell'altro. E così non è. Perché, se muore l'altro socio, soprattutto quello produttivo, muore il Paese. Mettetevelo in testa, è un problema di politica culturale e di approccio di politica economica e sociale.
Qualcuno dice: avete voluto portare avanti, anche in questo caso, le speculazioni sui titoli edilizi. Nulla di più falso. Abbiamo soprattutto voluto cercare di valorizzare quei titoli edilizi che, in scadenza - non da fare da zero, tanto per essere chiari -, hanno la possibilità di arrivare a 48 mesi. Titoli edilizi che riguardano non soltanto semplici permessi a costruire, ma anche progetti di esecuzione, programmi di esecuzione, piani particolareggiati e anche il profilo ambientale. Perché solo chi ha amministrato un ente locale sa che spesso, quando si ha a che fare, poi, con il parere vincolistico, con quello paesaggistico di carattere ambientale, nel 90 per cento, al TAR, purtroppo, ci va l'ente locale, non ci va chi ha opposto resistenza solo per un ambientalismo bieco anni Settanta, che oggi, tra l'altro, abbiamo riscoperto all'interno di questa Aula parlamentare.
Quando si viene a dire mettetevi d'accordo all'interno della maggioranza perché un terzo degli emendamenti sono stati accantonati: da che pulpito viene la predica! Abbiamo sentito prima diverse forze dell'opposizione o, meglio, forze dell'opposizione diversificarsi ulteriormente perché si dice, da una parte, che possiamo condividere, ma, se su Piombino si fa il possibile per evitare che il nostro Paese possa godere di un'autonomia - non sovranità - energetica per non dipendere dal dittatore russo e, poi, si dice, dall'altra parte, di voler promuovere esclusivamente un Paese che possa andare avanti con l'eolico e con il solare, allora torniamo ai figli dei fiori degli anni Settanta , quando, probabilmente, il Paese ha ritenuto di dover lasciare a piedi quel tipo di impostazione. Chi potrebbe non volere il solare? Chi potrebbe non volere l'eolico? Chi potrebbe non volere le energie alternative? Il problema è che c'è un periodo di transizione che noi abbiamo attivato per arrivare a quel tipo di risultato, ma non mettiamo il Paese in braghe di tela, come quelli che ci hanno voluto far credere che l'in Italia dovesse essere cancellato e che adesso vanno dietro, implorando ad alcuni quotidiani, che sono dietro l', la clemenza della politica. Perché di questo, poi, stiamo parlando, perché noi non abbiamo bisogno di quotidiani, abbiamo bisogno di sacrifici quotidiani, invece, che continuiamo a portare avanti.
Per non parlare dei LEP, signor Presidente. Portare avanti ulteriormente la possibilità di fare un sui LEP, significa riequilibrare quelli che sono i differenti livelli, anche geografici, del nostro Paese. Perché dare la possibilità a chi è rimasto indietro di agganciarsi a quella locomotiva dei LEP, significa attuare il secondo comma, dell'articolo 3 della Costituzione, per cui lo Stato interviene per riequilibrare posizioni diverse, ma per far sì poi che, a quel punto, ognuno si rimbocchi le maniche, perché è giusto farlo, in nome del principio della sussidiarietà.
E allora mi viene da pensare, signor Presidente, in realtà, che tutta questa vicenda, del Milleproroghe, oggi sia servita per saltare a piè pari quella che è stata una dichiarazione importante, che ieri è stata rilasciata, in diretta televisiva, in mondovisione, da parte di Kirsty Coventry, il presidente del CIO, quando ha detto: siete stati straordinari, avete inventato un nuovo modello da seguire per il mondo. Eh sì, perché qualcuno tifava contro quella possibilità di realizzazione di quell'evento E, allora, a quel qualcuno noi possiamo rispondere parafrasando, e non certamente violando, il titolo di quel meraviglioso libro di Oriana Fallaci, : qualcuno voleva indirizzare qualche lettera ad una proroga mai nata, che è quella della realizzazione di queste Olimpiadi, che ci hanno riportato al centro del mondo e al centro dello sviluppo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonafe'. Ne ha facoltà.
SIMONA BONAFE'(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo decreto Milleproroghe è l'ennesima fotografia impietosa di un Governo senza visione, senza coraggio e, come ormai è stato evidente dall'iter in Commissione, in confusione totale. Avevamo un'occasione dopo una legge di bilancio che il Governo stesso ha definito leggera, e lo era, sì, nel senso peggiore del termine, leggera di risorse, leggera d'ambizione, leggera di futuro. Con questo provvedimento si poteva correggere, almeno in parte, una rotta sbagliata. Poteva essere il momento della concretezza e della responsabilità istituzionale e, invece, avete scelto di non scegliere anche questa volta. Il Paese è fermo, la produzione industriale cala da 30 mesi su 36, le famiglie vedono gli stipendi al palo e le spese in aumento: bollette, mutui, affitti, energia, beni alimentari. La crisi economica non colpisce più solo chi è già fragile, colpisce la classe media, quella che tiene in piedi i consumi, il risparmio, la coesione sociale.
Se l'Italia cresce meno di altri grandi Paesi europei, se arranca più di altri, se fatica più di altri, questo non è un destino cinico e baro, sono scelte politiche. E allora avete scelto di non mettere al centro salari e lavoro, avete scelto di non intervenire sul caro affitti, avete scelto di non sostenere davvero le imprese in difficoltà e intervenite poco, tardi e male sul costo dell'energia. E siccome non siete in grado di programmare per il futuro, quando vi si presenta un decreto che per definizione serve almeno a prorogare, cioè evitare che diritti e strumenti decadano nel silenzio, litigate fra di voi, bloccate i lavori delle Commissioni, perdete settimane in faide interne e chiudete tutto senza un vero esame di merito , perché scade il tempo utile della conversione. Questa è la vostra idea di responsabilità, non dico nei confronti delle opposizioni, ma verso il Paese. Altro che collaborazione, come ho sentito qui dentro dai colleghi di maggioranza.
Noi abbiamo fatto la nostra parte, con l'atteggiamento collaborativo che ci ha contraddistinto per tutto il tempo dei lavori in Commissione. Abbiamo presentato proposte puntuali, molte a costo zero o con coperture ben individuate. Sono state respinte quasi tutte, tranne quelle che diventavano accessibili solo quando compariva una firma della maggioranza. Una coincidenza curiosa: evidentemente il problema non era il merito, ma la provenienza. Avevamo chiesto la proroga delle misure per i familiari, persone che sostituiscono lo Stato nell'assistenza quotidiana ai propri cari in difficoltà, spesso rinunciando al lavoro, al reddito, alla propria vita sociale. Rischiano di perdere risorse già previste mentre state lavorando a una nuova legge, che ancora, però, non si vede. Davvero questa era una richiesta così eversiva da non poter essere tenuta in considerazione ? Avevamo chiesto di prorogare e rifinanziare il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli, scaduto a dicembre scorso. Lo avete tagliato, lasciando i comuni soli davanti a un'emergenza abitativa che cresce ogni mese. Annunciate il famoso piano casa un giorno sì e un giorno no, ma nelle città aumentano solo le tensioni sociali. E intanto scaricate tutto sui sindaci, come state facendo sui temi della sicurezza.
Avevamo chiesto di prorogare la cassa integrazione in deroga per i settori tessile, moda, abbigliamento, settori che rappresentano l'ossatura produttiva di tanti territori, migliaia di lavori e piccole imprese artigiane che tengono alto il valore del nel mondo. Avvisate il Ministro Urso: non bastano i cambi del nome del Ministero per sostenere la manifattura, servono azioni e risorse . Avete messo il tetto del 20 per cento allo scorrimento degli idonei nelle graduatorie dei concorsi pubblici e vi abbiamo chiesto almeno di prorogarne l'entrata in vigore. Parliamo di giovani che hanno studiato, superato prove selettive e che aspettano solo di entrare nella pubblica amministrazione con il loro bagaglio di entusiasmo e di competenze, ma li costringete a ripartire da capo, mentre mancano insegnanti, personale amministrativo nella giustizia, nella sanità e mancano le Forze dell'ordine. È uno Stato che predica meritocrazia e pratica, però, frustrazione .
Sull'editoria siete riusciti a fare peggio. Avete lasciato senza proroga il credito d'imposta per la carta stampata, colpendo un settore già in forte crisi. State minando il pluralismo, l'indipendenza e la qualità dell'informazione, pilastro di ogni democrazia, e non siete stati capaci di garantire pienamente nemmeno la convenzione a Radio Radicale, che svolge un servizio pubblico essenziale e prezioso, trasmettendo integralmente i lavori parlamentari. Solo dopo la pressione di tutti , perfino del portavoce della Commissione europea, solo oggi è arrivata la notizia del sostegno di 10 milioni. Era ora!
Avete inserito un contributo di 2 euro sulle spedizioni extra-UE in legge di bilancio, una misura che rende l'Italia un negativo in Europa, penalizzando la logistica e spingendo i traffici verso altri Paesi. Poi vi siete contraddetti da soli sulle proroghe: un Governo che annuncia e smentisce sé stesso nel giro di poche settimane, mentre noi vi abbiamo chiesto fin da subito di levare questa tassa iniqua.
Sul PNRR per l'edilizia scolastica la situazione è surreale. Comuni come Barberino Tavarnelle e tanti altri hanno demolito vecchi edifici per costruire scuole nuove, moderne e sicure; oggi rischiano di trovarsi senza scuole e senza fondi, per ritardi non imputabili sicuramente a loro. Un fondo è stato istituito ormai mesi fa, grazie a un emendamento del PD, ma mancano ancora i decreti attuativi. La solita storia: annunciate, ma poi non siete in grado di attuare.
Sui comuni montani avete scelto di procedere con il declassamento, togliendo risorse e strumenti alle aree interne. Vi abbiamo chiesto più volte, non ultimo anche prima con nostri ordini del giorno, di rivedere almeno i criteri per la definizione di queste aree. Voi le considerate territori destinati allo spopolamento. Per noi sono un presidio ambientale, culturale e produttivo imprescindibile: sono il cuore del Paese. Fatevi un giro a Volterra, guardate il medievale Palazzo dei Priori, parlate con gli artigiani dell'alabastro e poi tornate qui a dire che sono territori marginali. Sono marginalizzati, ma dalle vostre politiche. Non stiamo parlando solo di risorse mancate, ma di norme che porteranno ad avere un impatto negativo anche sui servizi, a partire dalle scuole, che dovranno chiudere, perché non rispettano i nuovi criteri.
Agli alluvionati in Sicilia avete detto che non ci sono i soldi per sospendere gli adempimenti fiscali e contributivi come avevamo proposto. Però, poi le risorse magicamente compaiono quando si tratta di riaprire la rottamazione di cartelle, come avete provato a fare fino all'ultimo secondo utile. È sempre la stessa logica: severi con chi subisce una calamità, indulgenti con chi non paga.
Avete tentato di riaprire il condono edilizio, ma non avete voluto rifinanziare il Fondo per demolire gli abusi. A Piombino avete provato a fare il blitz, che non vi è riuscito. Vi ricordo che attendono ancora le compensazioni previste per legge per una scelta di interesse nazionale ma di forte impatto sul territorio, perché quando c'è da chiedere sacrifici alle comunità locali siete rapidissimi, ma quando ci sono gli impegni da mantenere sparite. E intanto la parola che ricorre di più nei corridoi è sempre la stessa: non ci sono le risorse. Non ci sono per i , non ci sono per gli inquilini in difficoltà, non ci sono per le scuole, non ci sono per i comuni montani, non ci sono per gli alluvionati, non ci sono per chi lavora, per chi produce, per chi resiste. Ma la verità è un'altra: le risorse sono una questione di priorità e le vostre priorità non coincidono con i bisogni reali del Paese. Infatti, per le vostre bandierine politiche in qualche modo qualcosa si riesce a trovare sempre.
Siete il Governo della propaganda permanente: conferenze stampa, cambio di nomi di Ministeri, slogan, nemici immaginari. Quando si tratta di entrare nel merito, di scegliere le priorità e di assumersi responsabilità vere vi dividete e bloccate tutto, navigate a vista. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: questo è un provvedimento svuotato, chiuso in fretta, senza un confronto vero, senza risposte per milioni di persone. Noi continueremo a portare avanti le proposte di chi lavora, studia, investe, assiste un familiare, tiene aperta una bottega in un piccolo comune montano. Continueremo a chiedere che le risorse siano orientate dove producono coesione e non consenso di breve periodo, perché l'Italia merita di più di un Governo che tira a campare tra una scadenza e l'altra. Per tutte queste ragioni, il nostro voto sarà convintamente contrario .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cannata. Ne ha facoltà.
GIOVANNI LUCA CANNATA(FDI). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, il Milleproroghe è un provvedimento che non fa slogan: è un provvedimento che serve a far funzionare lo Stato. Serve a evitare vuoti nelle regole, a non fermare la macchina amministrativa e a garantire stabilità mentre va avanti l'azione riformatrice del nostro Governo. Sono diversi i contenuti che cercherò di affrontare e le direttrici sono quelle che segue il nostro Governo: sanità, economia, infrastrutture, agricoltura, ZES. Una serie di interventi che aiutano, ancora una volta, a far vedere qual è la visione del Governo Meloni. Ho ascoltato prima gli interventi dell'opposizione, che dicevano: manca la visione. Ma, vedete, la visione è data dai numeri, dai fatti, che sono incontrovertibili, e su questo noi dobbiamo basarci.
Innanzitutto, guardiamo a quelle che sono le risorse investite sulla sanità: 143 miliardi di euro, più di 10 miliardi di euro dal 2022 ad oggi. E con questo decreto cosa facciamo? Continuiamo quell'azione di riforma che stiamo mettendo in campo per dare migliore sanità e proroghiamo, garantendo, quindi, i servizi sanitari, la possibilità di conferire incarichi a personale sanitario - fino a 72 anni - in quiescenza, consentiamo l'utilizzo di specializzandi negli ultimi anni di corso in caso di carenza di organico, garantiamo la continuità ai concorsi e alle procedure di reclutamento nel settore dell'emergenza-urgenza, proroghiamo le visite di revisione per i pazienti oncologici durante la fase di transizione normativa. La sanità ancora una volta dimostra, quindi, che noi la governiamo non con le dichiarazioni ma con i fatti.
Con che cosa continuiamo anche? Con le proroghe per le infrastrutture, con le proroghe per gli interventi strategici e la continuità commissariale. Vediamo la proroga per i livelli essenziali delle prestazioni. Viene garantita la continuità degli incarichi, anche commissariali, per quanto riguarda, invece, gli interventi ambientali.
Tutto questo serve a risanare, e quindi continuare nel percorso di Bagnoli, delle baraccopoli di Messina, nel risanamento dell'isola di La Maddalena, nella realizzazione del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa. Lavoriamo sul territorio e quindi diamo certezza di interventi normativi. Lo facciamo per il dissesto idrogeologico e, proprio da ultimo, lo Stato ha dimostrato che c'è proprio per le regioni Calabria, Sicilia e Sardegna: 1.100.000.000 di euro che sono stati stanziati dal Governo Meloni proprio per dare subito immediata risposta e parlare di ricostruzione, e si continuerà.
E continuiamo con che cosa? La sicurezza, altro tema che è stato discusso da chi mi ha preceduto. Qualcuno diceva che non abbiamo fatto assunzioni nelle Forze dell'ordine. Evidentemente non sono chiari i numeri o non li sapete comprendere: più 35.000 Forze dell'ordine, quindi agenti in divisa, in soli 3 anni, e altri 30.000 sono previsti grazie anche alla possibilità, nel decreto Milleproroghe, di utilizzare tutte le graduatorie che sono già state autorizzate. Ecco, lì si dimostra: la sicurezza si fa sul campo , sul territorio, con l'azione quotidiana e con le risorse che mettiamo a livello umano.
E poi continuiamo con che cosa? Continuiamo con l'economia, altra direttrice importante della nostra azione di Governo. Vedete, innanzitutto andiamo a prorogare il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, e quindi garantiamo l'operatività. E continuiamo, in questo senso, con che cosa? I numeri. L'Italia che conta vede 24 milioni di occupati, un'occupazione record, siamo oltre il 62 per cento, e vede il Sud dimostrare, ancora una volta, una capacità di attrazione. Incentivi: donna, giovani, i ZES, tutto questo messo in campo per attrarre investimenti e creare occupazione. Ecco, questi sono i numeri e i fatti.
Vi sono tutta una serie di interventi che servono, ancora una volta, per dare sfogo a quelle che sono le iniziative riformatrici del Governo, e quindi interveniamo sulla giustizia, sull'agricoltura, interveniamo sulla cultura. È semplice il messaggio: stabilità, credibilità, crescita. Il Governo Meloni mette in campo tutto ciò e lo fa con questo provvedimento ancora una volta .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2753-A: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi".
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Avverto che, come già anticipato ai gruppi, nella giornata di domani, alle ore 9,30, avranno luogo interventi sull'ordine dei lavori in occasione del quarto anniversario dell'inizio della guerra tra Russia e Ucraina.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Coppo. Ne ha facoltà.
MARCELLO COPPO(FDI). Il mio intervento è breve, ma ritengo sia molto utile per segnalare il clima di tensione che si vive in questo momento nel nostro Paese. Vi racconto questo episodio. Avevamo organizzato un banchetto informativo relativo al referendum, ovviamente a favore del “sì”, ad Asti, in piazza Campo del Palio, e alle ore 11 si sono avvicinati dei soggetti, più soggetti, che hanno cominciato ad inveire e anche a mostrarsi in modo molto aggressivo nei confronti dei volontari e dei presenti al banchetto, tra cui c'ero anch'io.
Volevo ringraziare le Forze dell'ordine, quindi la Polizia di Stato, e volevo ringraziare anche la Polizia municipale per avere garantito la sicurezza ai manifestanti, o meglio, a chi era al banchetto, ovviamente. Ma purtroppo quel tipo di azione ha reso molto difficile fare quello che è un diritto costituzionale, quindi esprimere il proprio pensiero e fare anche propaganda politica libera. Devo dire che questo tipo di tensione è preoccupante, e quindi volevo semplicemente segnalarlo all'Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zoffili Ne ha facoltà.
EUGENIO ZOFFILI(LEGA). Grazie, Presidente. Apprendiamo con dolore la scomparsa di Mariangela Spedicato, luogotenente dell'Arma dei carabinieri. Aveva 51 anni, fu una delle prime donne ammesse ai concorsi nazionali dell'Arma e a raggiungere i gradi di maresciallo e di luogotenente. È mancata dopo una lunga malattia, affrontata con grande coraggio. A nome dei colleghi della Lega-Salvini Premier in Commissione difesa e di tutti i deputati del nostro gruppo esprimo profondo cordoglio.
Siamo vicini con i nostri cuori alla comunità di Carmiano, in provincia di Lecce, dove è nata, e abbracciamo forte, Presidente, i suoi parenti e la sua famiglia dell'Arma dei carabinieri, attraverso il comandante generale Salvatore Luongo. In particolare, Presidente, esprimiamo un pensiero carico di affetto alle sue colleghe, alle donne in divisa dell'Arma dei carabinieri che ci difendono e lavorano ogni giorno per la nostra sicurezza, da Nord a Sud, da Como a Lecce, all'estero, nelle missioni di pace e nelle sedi diplomatiche, in ogni ambasciata e nei consolati.
Ci tengo, Presidente, in quest'Aula ad elogiare un valore importante che le contraddistingue: la loro sensibilità. Sensibilità che hanno solo le donne e che rende ancora più speciale la nostra Arma dei carabinieri, di cui siamo fieri. Grazie, Mariangela. Grazie, luogotenente Spedicato. Questo Parlamento ti ricorda con gratitudine, con profonda stima e con affetto. Siamo sicuri che continuerai a proteggere il nostro Paese, la tua Italia, anche da lassù .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zoffili. Ovviamente ci associamo alle sue parole di solidarietà anche alla grande famiglia dell'Arma dei carabinieri. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuliano. Ne ha facoltà.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. La scorsa notte, nel foggiano, si è verificato l'ennesimo assalto a un bancomat. Si tratta dell'ennesimo e dell'ottavo attacco a sportelli bancari che è stato messo a segno in provincia di Foggia dall'inizio dell'anno, l'ultimo dei quali, in ordine di tempo, appena 48 ore fa. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sicurezza. Il Ministro dell'Interno Piantedosi non soltanto non ha mai dato seguito alle nostre interrogazioni e alle nostre richieste di intervento, ma è rimasto assolutamente silente sulla necessità di rimpinguare l'organico dei commissariati di Polizia in provincia di Foggia e sulla necessità, quindi, di inviare nuovo personale.
Allora, di fronte a questo silenzio, chiamo in causa anche il Ministro della Difesa Crosetto per chiedere l'invio di unità di Carabinieri e Guardia di finanza, che, allo stesso modo della Polizia, sono davvero al lumicino nella provincia di Foggia e che ringrazio per il lavoro che ogni giorno svolgono comunque, nonostante tutto, con coraggio, con dedizione e senso del dovere. Ecco, i cittadini della provincia di Foggia chiedono attenzione e chiedono sicurezza, sono stanchi di slogan vuoti e di silenzi assordanti. I cittadini della provincia di Foggia, Presidente, hanno bisogno di una sicurezza reale, vogliono e pretendono risposte concrete .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.
BRUNO TABACCI(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Sono spesso angosciato dalla fase tragica che stiamo attraversando e stasera mi rifugio nella memoria della nostra storia più nobile.
Il 16 febbraio 1956, 70 anni fa, moriva in Senato di infarto, dopo un appassionato intervento in Aula, il professor senatore Ezio Vanoni, Ministro delle Finanze e del Bilancio, padre della riforma tributaria e protagonista assoluto della ricostruzione degasperiana dell'Italia.
Il giorno prima gli aveva fatto visita, nella sua casa romana, l'amico fraterno, il fondatore dell'ENI, Enrico Mattei. Lo aveva sorpreso in casa con indosso il maglione da pesca di tante giornate felici trascorse insieme ad Anterselva, a pescare trote. Stasera io cito Mattei a proposito, penso che lui sarebbe contento. Ezio Vanoni era nato a Morbegno, in Valtellina, e non aveva ancora compiuto 53 anni. Era il Ministro delle Finanze e del Bilancio, lo era stato più volte in diversi Governi presieduti da Alcide De Gasperi, il padre della riforma tributaria, che nel ‘51 aveva preso il suo nome, introducendo per la prima volta nel nostro Paese l'obbligatorietà della dichiarazione dei redditi. Tre anni dopo aveva varato un progetto che veniva chiamato Piano Vanoni, un progetto di radicale riallineamento tra Nord e Sud, che avrebbe potuto eliminare la questione meridionale, a condizione che il Paese fosse cresciuto annualmente almeno il 5 per cento.
L'economia nazionale rispettò quella condizione, la politica fu più titubante. Vanoni era un genio della finanza, ma ebbe un percorso complicato anche nella carriera universitaria. Aveva già la libera docenza pur non avendo mai preso la tessera del Partito nazionale fascista, subì un'ingiusta bocciatura da parte dell'Università di Camerino, che nel ‘35 gli negò la titolarità della cattedra di scienza delle finanze e di diritto finanziario.
Nel 1943, dal 18 luglio al 24 luglio, il giorno prima della caduta di Mussolini, fu tra gli estensori dei principi guida del “Codice di Camaldoli”, con Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, una nuova organizzazione dello Stato, con principi ampiamente recepiti nella futura Costituzione della Repubblica. Vanoni era nato infatti alle porte della Valtellina, a Morbegno, un comune di 12.000 abitanti, la più piccola provincia della Lombardia, Sondrio, così come di Morbegno erano Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno. In tre, gli estensori del “Codice di Camaldoli” nella piccola realtà di Morbegno.
Amava passare i fine settimana con Enrico Mattei, il buon ritiro di Anterselva al confine con l'Austria. Ad Anterselva si deciderà così l'Italia del futuro, la politica energetica, motore decisivo del progresso bellico. L'incontro, il giorno prima della morte, è avvenuto nello studio del Presidente Merzagora, in Senato, saldava la profondità dell'amicizia decisiva per lo sviluppo del Paese, tra Vanoni e Mattei. Ezio Vanoni in Senato stava parlando della sua passione per gli ultimi, i poveri e i deboli. Si esprimeva con uno spirito socialista, pur essendo iscritto alla Democrazia Cristiana e in particolare avendo dato vita alla corrente de “La Base” che, nel settembre del ‘53, aveva fondato assecondando l'iniziativa politica di Giovanni Marcora, il comandante partigiano “Albertino”, eroe della Repubblica della Val d'Ossola e con la benedizione del suo amico Mattei. Anche per questo ho ritenuto di ricordare Ezio Vanoni nel solco del rapporto fecondo e produttivo con Enrico Mattei e con il mio maestro Giovanni Marcora
PRESIDENTE. Grazie onorevole Tabacci, di Ezio Vanoni ricordiamo l'economia pubblica come scienza dell'amore della Patria, mi piace sottolineare. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Abbiamo voluto ricordare stasera, in quest'Aula, il piccolo Domenico Caliendo, morto a poco più di due anni, per quello che sembra uno dei più grandi errori sanitari del recente passato. Noi non gettiamo la croce sul sistema sanitario, sul sistema dei trapianti, che difendiamo totalmente, né tantomeno sul nome del Monaldi, che è un'eccellenza, però quello a cui abbiamo assistito è inaccettabile. È inaccettabile per quella mamma, per quel papà, per i due fratellini, per la comunità del nolano, per tutti coloro che, ogni giorno, si sacrificano per far funzionare al meglio la sanità pubblica nel nostro Paese. È inaccettabile, più di tutto, la poca trasparenza, come ha raccontato la mamma, per un mese e mezzo non le è stata detta la verità. La verità anche se fa male va sempre raccontata. L'errore ci può essere, nasconderlo invece è inaccettabile. Per questo, anche da quest'Aula, il nostro gruppo chiederà fino in fondo che sia fatta giustizia per questo bambino
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Borrelli. Come sa, il tempo delle lacrime e del dolore, verrà il tempo della giustizia, perché dovrà arrivare.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
Modifica della legge 22 novembre 1988, n. 517, di approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. (C. 2370)
: IEZZI.
2.
S. 1469 - Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione della modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (Approvato dal Senato). (C. 2605)
: URZÌ.
3.
D'ATTIS ed altri: Interventi per la prevenzione e la lotta contro il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), il papilloma virus umano (HPV) e le infezioni a trasmissione sessuale. (C. 218-A)
e delle abbinate proposte di legge: ZANELLA; SPORTIELLO ed altri; GIRELLI. (C. 948-1078-1198)
: D'ATTIS.
4.
PASTORELLA ed altri; CENTEMERO ed altri; AMICH ed altri; ASCANI ed altri; IARIA ed altri: Delega al Governo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati. (C. 1928-2083-2091-2152-2194-A/R)
: AMICH.
5.
SCHLEIN ed altri: Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, concernenti l'incremento dell'indennità di maternità e l'introduzione di un congedo paritario per il padre. (C. 2228)
e delle abbinate proposte di legge: D'INIZIATIVA POPOLARE; ORFINI; GRIBAUDO ed altri; SCUTELLÀ ed altri; GEBHARD; GRIMALDI ed altri; D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO; TENERINI; TENERINI; SPORTIELLO; SOUMAHORO. (C. 2-323-506-609-802-1107-1250-1904-1924-2039-2208)
6.
Proroga del termine per l'esercizio della delega prevista dall'articolo 35 della legge 25 novembre 2024, n. 177. (C. 2713-A)
Relatrice: FRIJIA.
7.
ASCANI ed altri: Modifica alla legge 4 aprile 1956, n. 212, e altre disposizioni per prevenire l'alterazione o la manipolazione delle campagne elettorali e referendarie attraverso la diffusione di contenuti ingannevoli prodotti mediante sistemi di intelligenza artificiale. (C. 2212-A)
: PAOLO EMILIO RUSSO.
8.
S. 1261 - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: BONGIORNO ed altri: Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio (Approvata dal Senato). (C. 2304)
Relatrice: MATONE.
9.
FRATOIANNI ed altri: Disposizioni per favorire la stipulazione di contratti volti alla riduzione dell'orario di lavoro. (C. 2067)
e delle abbinate proposte di legge: FRATOIANNI e MARI; CONTE ed altri; SCOTTO ed altri. (C. 142-1000-1505)






































































