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Mercoledì 25 Febbraio 2026 ore 15:00
AULA, Seduta 622 - Interrogazioni a risposta immediata - Question time
Resoconto stenografico
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In Aula alle ore 15 lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
XIX LEGISLATURA
622^ SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 25 febbraio 2026 - Ore 15
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Interrogazioni a risposta immediata (Svolgimento).
- Interrogazione n. 3-02516
- Interrogazione n. 3-02517
- Interrogazione n. 3-02518
- Interrogazione n. 3-02519
- Interrogazione n. 3-02520
- Interrogazione n. 3-02521
- Interrogazione n. 3-02522
- Interrogazione n. 3-02523
- Interrogazione n. 3-02524
- Interrogazione n. 3-02525
- Missioni (Alla ripresa pomeridiana)
- Sull'ordine dei lavori
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della seduta di domani
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, legge il processo verbale della seduta del 16 febbraio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Benzoni ed altri n. 3-02516.
Chiedo al deputato Benzoni se intenda illustrare la sua interrogazione o se si riservi di intervenire in sede di replica.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Ministro, era il 5 maggio 2024 e, a favor di telecamera, alla domanda “la Corda Molle diventerà a pagamento?”, lei rispose: non finché io sarò Ministro. E ancora: “il pedaggio non c'è, se qualcuno vorrà proporre un pedaggio, dovrà avere l'autorizzazione del Ministero che io ho l'onore di accompagnare”. Il ha ripercorso le tappe video delle sue dichiarazioni, quattro in quest'Aula su in cui ha sempre, per dodici volte, negato l'introduzione del pedaggio.
Considerando che domenica inizia il pedaggio sulla “Corda Molle”, le chiedo se ci smentisce questa cosa o se ci annuncia il nome del nuovo Ministro delle Infrastrutture.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Grazie, Presidente. Ricordo a lei - che lo sa -, all'Aula e a chi è a casa, bresciano o non bresciano, che stiamo parlando di un contratto di concessione firmato nel 2017 dall'allora Ministro Graziano Delrio, del Partito Democratico, contratto che nel bando di gara prevedeva, nero su bianco, il pedaggio.
Come lei ricordava, ascoltando cittadini, sindaci, imprenditori, amministratori locali, fin dal primo giorno di insediamento, mi sono preoccupato di superare quello che allora, ai tempi, il Partito Democratico aveva previsto come pedaggio per chiunque passasse da quell'arteria.
Dal 1° marzo, i residenti di 23 comuni entro due chilometri dalla tratta, compreso il comune di Brescia, avranno uno sconto del 50 per cento, che varrà fino al 2043, cioè per tutta la durata della concessione. Parliamo dei comuni di Brescia, Ospitaletto, Cazzago San Martino, Travagliato, Lograto, Torbole Casaglia, Azzano Mella, Castel Mella, Capriano del Colle, Flero, San Zeno Naviglio, Poncarale, Borgosatollo, Montirone, Ghedi, Castenedolo, Montichiari, Bagnolo Mella, Mairano, Rovato, Berlingo, Passirano e Paderno Franciacorta. Questa agevolazione è già stata inserita nel nuovo piano economico finanziario. Si tratta di un risultato tutt'altro che scontato, frutto del lavoro del MIT.
Non ci siamo però fermati qui. Su impulso sempre del Ministero, che ho l'onore di guidare, la provincia coprirà anche il restante 50 per cento del pedaggio per i residenti di questi comuni con veicoli di classe 1 e 2, con la possibilità di estendere l'agevolazione anche in futuro. In pratica, per tali comuni del territorio, come concordato con il territorio, la “Corda Molle” resterà gratuità.
Per dare attuazione a questo, il 16 febbraio 2026 la provincia ha assunto l'impegno a stipulare un'apposita convenzione con Autovia Padana. La misura durerà un anno, con la possibilità di proroga dopo la verifica dei dati su traffico e impatto viabilistico. Ora attendiamo solo la stipula della convenzione da parte della provincia e, laddove necessario, il Ministero farà la sua parte anche su questo.
Queste agevolazioni nascono da un dato semplice: la “Corda Molle” non è una strada qualunque e, soprattutto, non esiste una reale alternativa locale per i residenti dei comuni attraversati dal raccordo che ho appena citato. Per molti cittadini quella tratta è l'unico collegamento efficace per raggiungere lavoro, scuola, servizi sanitari e altri centri del territorio.
Per queste ragioni, le agevolazioni riconosciute ai residenti - che mi auguro non vengano impugnate da nessuno in altre sedi - non rappresentano un privilegio, ma una misura di equità e buonsenso da parte nostra. Quindi, nei fatti, l'impegno di difendere i cittadini, evitare sprechi e garantire infrastrutture moderne e accessibili si conferma anche in questo caso .
PRESIDENTE. Il deputato Benzoni ha facoltà di replicare.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro, non ne ha inanellata una, nel senso che, è il suo Ministero che ci ha fornito, con un accesso agli atti, le carte per cui la “Corda Molle” diventa a pagamento, il 7 settembre 2005, con una lettera del Ministro Lunardi, Governo Berlusconi II, che chiede il pedaggiamento per il piano sostenibile della “Corda Molle”. In secondo luogo, non è Delrio che ci ha detto che era gratis, ce l'ha detto sempre lei, e su questo non ci ha detto nulla, da questo punto di vista. In terzo luogo, questa gratuità temporanea di un anno è per i residenti di 23 comuni, ha ragione. Non considera le aziende. Sa, è una provincia la nostra che è leggermente produttiva, con tante aziende e tanti artigiani che, invece, non sono esclusi da questo pedaggiamento, che, peraltro, è anche più alto rispetto a quello dei residenti, e che - come dice lei - non hanno grandi alternative, se non quella di tornare nel centro storico di quei paesi per cui la “Corda Molle” è nata, per togliere il traffico veicolare.
Lo sconto che farà Autovia Padana è previsto in un 1,5 milioni come costo totale dell'anno, per 23 comuni, compreso quello di Brescia, che ha 200.000 abitanti. La provincia mette 1,5 milioni per tutti i comuni, tranne che per Brescia: mi deve spiegare come avete calcolato questo sconto, perché quei 200.000 abitanti hanno lo stesso valore, dove ci sono e dove non ci sono.
C'è un ultimo punto: è temporaneo e per un anno e, al di là dei 23 comuni, ce ne sono tanti altri che sono nel raggio della “Corda Molle” in cui le persone usano quella strada quotidianamente per recarsi al lavoro come pendolari e che verranno escluse. Lei dice: speriamo che nessuno faccia ricorso; ma 16 comuni l'hanno già annunciato. Le dico solo una cosa. Lei è un amante dei cimeli, il suo ufficio è pieno; io nel mio ufficio terrò questo , che è il naso di Pinocchio, in ricordo e come simbolo di tutti i bresciani che verranno a trovarmi il 1° marzo e per la sua parola non mantenuta .
PRESIDENTE. La deputata Deborah Bergamini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02517 .
DEBORAH BERGAMINI(FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, la mia domanda riguarda l'annosa vicenda della messa a gara delle concessioni demaniali marittime, insomma la messa a gara degli stabilimenti balneari italiani, in ottemperanza alla direttiva Bolkestein.
La legge prevede che, entro il 30 settembre 2027, questi stabilimenti vengano messi a gara. In alcune parti del nostro Paese si è iniziato già a procedere ai bandi e quello che emerge da questo inizio di messa a gara è che si stanno affacciando dei grossi gruppi finanziari, dei grossi gruppi imprenditoriali che hanno un approccio di portafogli di concessioni da rilevare, che hanno una forte capacità di investimento e che, quindi, sono naturalmente molto più forti delle piccole famiglie balneari che cercano di difendere la loro storia e il loro lavoro.
Volevo chiedere: lei ha già messo in atto delle misure, altre ne ha annunciate proprio per evitare che si crei un monopolio al contrario; vorrei conoscere le tempistiche di queste misure.
PRESIDENTE. Prima di far rispondere il Ministro delle Infrastrutture, saluto le studentesse, gli studenti e i docenti del liceo classico “Giovanni Siotto Pintor”, che arrivano da Cagliari, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Benvenuti alla Camera dei deputati.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Grazie, Presidente. L'onorevole sa benissimo cosa stiamo facendo da anni, quindi per carità di Dio.
Aggiorniamo i balneari che ci seguono da casa, che stiamo seguendo da anni, nonostante l'Europa e le varie Commissioni europee, con le maggioranze che le sostengono, abbiano massacrato o tentato di massacrare questo settore, evidentemente.
Lei ricordava il decreto Indennizzi da adottare per consentire a chi ha speso risorse di essere remunerato, giustamente, per gli investimenti fatti. È un principio sacrosanto. Per garantirlo, ho trasmesso tempestivamente a Bruxelles - parliamo della primavera 2025, quindi, quasi un anno fa - uno schema di decreto, concordato con il MEF, che dava piena attuazione all'accordo stipulato con la Commissione europea stessa nel settembre del 2024. Ai concessionari uscenti spettano l'indennizzo per gli investimenti non ammortizzati e l'equa remunerazione sugli investimenti degli ultimi 5 anni: non sono parole mie, ma della legge sulla concorrenza modificata nel 2024. Eppure, nel momento in cui abbiamo cercato di dare corpo e anima a queste parole, ci siamo sentiti dire dalla Commissione europea che l'indennizzo di per sé altera la concorrenza. Mentre nel mondo succedono cose enormi, ci sono conflitti e problemi economici e sociali, l'Unione europea, la Commissione europea si preoccupa di negare gli indennizzi ai balneari. Siccome non sono uso ad arrendermi e sono un testone, nel nome del buonsenso, nonostante questi paletti, che vengono non solo da Bruxelles, ma anche da indipendenti italiane, abbiamo continuato il percorso.
In vista dei nuovi affidamenti e richieste dall'Unione europea per superare la procedura di infrazione, per evitare il , per evitare che i grandi mangino i piccoli - qui stiamo parlando di 30.000 aziende, soprattutto a conduzione familiare - abbiamo lavorato a un bando tipo per le concessioni balneari che, secondo quanto previsto nel decreto-legge Infrastrutture - che verrà bollinato e pubblicato domani, mi auguro -, dovrà essere adottato entro 30 giorni, quindi vuol dire entro la fine di marzo, per declinare in criteri puntuali quanto già previsto dalla legge Concorrenza. Parlo della suddivisione in lotti delle concessioni, della partecipazione delle piccole e microimprese e delle imprese giovanili, perché non vogliamo, come lei diceva, che le spiagge finiscano in mano solo a grandi gruppi o a gruppi stranieri. Peggio mi sento. Parliamo di criteri premiali per chi ha una comprovata esperienza nel settore, per chi assicura ai lavoratori stabilità e occupazione, per chi vuole investire sul territorio, valorizzandone le specificità culturali, folcloristiche ed enogastronomiche, per chi garantisce accessibilità dell'area anche da parte delle persone con disabilità; in questo bando tipo si parla anche dell'indennizzo, che nel bando dovrà trovare puntuale declinazione. Ripeto, se il decreto verrà bollinato domani, vuol dire entro la fine del mese di marzo.
Questo - lo ricordo ai signori della Commissione europea, che probabilmente ascolteranno il mio intervento - non significa discriminare, non significa ledere la concorrenza. Questo significa garantire continuità alle imprese, assicurare una concorrenza vera e non ideologica e dare regole certe a un settore che aspetta da troppo tempo .
PRESIDENTE. La deputata Deborah Bergamini ha facoltà di replicare.
DEBORAH BERGAMINI(FI-PPE). Grazie, Presidente. Grazie per la sua risposta, Ministro. Sì, siamo tutti d'accordo, è un settore chiave del nostro turismo ed è un settore chiave del nostro turismo perché ha specificità che sono davvero uniche al mondo e che chiaramente si rischia di perdere. Questo già lo stiamo vedendo. Importantissimo l'indennizzo, certo, altrimenti si tratterebbe di un vero e proprio esproprio proletario, che nessuno di noi si augura.
Poi, c'è il tema rispetto al fatto che la direttiva Bolkestein, così applicata, di fatto, produce esattamente il contrario di ciò che si prefigge. Diceva di voler liberalizzare e noi abbiamo il rischio di ritornare a monopoli, solo che questa volta saranno monopoli sui nostri confini nazionali, le nostre spiagge, di gruppi per lo più stranieri.
Questo va scongiurato in tutti i modi, sappiamo che il Governo lo sta facendo. Pensiamo anche che - per rendere non disomogenea la messa a gara - le famiglie e le piccole famiglie, le microimprese debbano avere gli stessi diritti e le stesse potenzialità di questi grandi gruppi. Quindi, sarebbe ottimo limitare a una sola concessione la possibilità, da parte di questi gruppi, di fare una gara. Questo metterebbe un po' più in pari la questione .
PRESIDENTE. Il deputato Pellegrini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Santillo ed altri n. 3-02518 di cui è cofirmatario.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, Presidente. Com'è evidente, il Governo Meloni ha fallito anche sul tema delle politiche abitative. Siamo di fronte, purtroppo, a una drammatica crisi sociale, con circa 4 milioni di cittadini in condizioni di povertà abitative e 300.000 famiglie che sono in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio. I dati del Ministero dell'Interno sono drammatici e manifestano un aumento delle sentenze di sfratto anno per anno, mese per mese. Il Governo in carica ciancia di un imminente e corposo Piano casa, sin dal 2023. La Presidente Meloni a inizio anno aveva assicurato una rapida conclusione del Piano casa, siamo alle parole e finora sono stati utilizzati fondi del PNRR, cioè i fondi che erano stati stanziati da precedenti Governi.
PRESIDENTE. Concluda.
MARCO PELLEGRINI(M5S). La domanda è questa: le chiediamo, quindi, quali risorse il Governo intenda stanziare, al netto dei fondi derivanti dal PNRR o da altri programmi già precedentemente finanziati, per dare risposte concrete a chi ora è disperato ed è sotto sfratto, specificando altresì quale sia lo stato attuale di avanzamento del vostro fantomatico Piano casa e di quanti alloggi verranno assegnati per ogni singolo…
PRESIDENTE. Grazie.
MARCO PELLEGRINI(M5S). …anno di operatività dello stesso .
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Ecco, spero di rispondere e non di cianciare. Comunque, ognuno usa i termini che crede. Il tema dell'emergenza abitativa c'è, è evidente. Stiamo lavorando non da qualche mese, ma da tre anni per intervenire, cosa che non si faceva dagli anni Settanta, Ottanta, su un Piano casa, a livello nazionale, degno di questo nome, con diverse linee di intervento. Faccio un esempio piccolissimo, non risolutivo: per la prima volta nella storia in questa legge di bilancio ho chiesto direttamente di inserire una voce che non è mai esistita, che parte da 20 milioni di euro, per il Fondo stabile di sostegno ai genitori separati che, dopo una separazione o un divorzio, perdono il diritto alla casa e perdono anche il diritto a vedere i figli magari nel fine settimana.
Con questo aiuteremo concretamente, già nel 2026, con la collaborazione di regioni e comuni, alcune migliaia di genitori separati, spesso e volentieri papà che perdono il diritto all'alloggio dopo la separazione. Andando più nel generale, c'è stata una riunione questa mattina proprio a Palazzo Chigi per definire uno strumento finanziario d'urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L'obiettivo è mettere a terra, in tempi brevissimi - quindi vuol dire aprire i cantieri già in questo 2026 - 1 miliardo e 200 milioni di euro per recuperare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive, restituendoli rapidamente alle famiglie che sono in lista d'attesa per l'assegnazione di una casa popolare.
Sull'ampliamento dell'offerta abitativa ricordo che nell'ultima legge di bilancio, come Ministero delle Infrastrutture, abbiamo già disposto un primo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro che vogliamo destinare in prima istanza alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale nelle diverse aree del Paese e realtà territoriali. L'obiettivo è partire con una sperimentazione per regione, già dall'anno 2026, con questo miliardo a disposizione.
Aggiungo, in queste settimane, il lavoro che il Ministero, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri, sta portando avanti per un programma integrato di interventi, che non si limita solo alla gestione dell'emergenza dell'edilizia residenziale pubblica (ERP o ERS), ma tende a intervenire sulla cosiddetta fascia grigia, ovverosia quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non è abbastanza capiente, ma non ha i requisiti sufficienti per accedere all'edilizia sovvenzionata. Ricordo, visto che lei citava il PNRR - i fondi di cui stiamo parlando sono altri fondi messi a bilancio -, che in queste ore sono al lavoro tecnici e operai per il Piano di riqualificazione degli alloggi che prevede il recupero di 10.000 alloggi pubblici entro la fine del mese di giugno per ulteriori 2 miliardi e 800 milioni di euro.
PRESIDENTE. Il deputato Santillo ha facoltà di replicare.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Ministro, la sua risposta è completamente insoddisfacente. Lei sta cercando in tutti i modi di mettere un cappello su questo tema. È venuto nel novembre del 2025 in Commissione ambiente ad essere audito. Ha detto: faremo, diremo, il Piano casa arriverà in bilancio. La stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a inizio anno, in conferenza stampa, ha annunciato un Piano che questo Governo sta per approvare per 100.000 nuovi alloggi nei prossimi 10 anni.
Ministro, mi guardi. Cosa dice a quella 350 millesima famiglia che è in lista di attesa e che dovrà aspettare 35 o 40 anni, di questo passo, per avere un alloggio e magari non ci sarà più? Glielo dico io cosa avete combinato.
Innanzitutto, da quando vi siete insediati, avete azzerato il Fondo inquilini morosi incolpevoli, noi lo abbiamo lasciato con 50 milioni nel 2021 e voi avete messo solo 10 milioni nel 2025, mentre il Fondo di sostegno alla locazione noi lo abbiamo lasciato, nel 2022, con 330 milioni di euro e questo Governo lo ha tolto; lo ha tolto dal bilancio dello Stato.
Poi, lei ha appena citato un altro finanziamento di questo fantomatico Piano casa: il PINQuA. Bene, non ci può prendere in giro. Quelli sono soldi che comunque sono del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e, quindi, lei deve dire grazie - lo ha certificato oggi - al presidente Conte, perché vi ha dato quei soldi , altrimenti nemmeno quelli ci sarebbero per il Piano casa.
Le sto per dare una buona notizia, e vado a conclusione, Ministro: vede, in quest'Aula, nel mese di marzo, sarà discussa la proposta di legge sul Piano casa: venga, la sottoscriva. Noi non siamo gelosi. È una proposta di legge seria, che parte dal censimento degli immobili dismessi, inutilizzati, perché vuole garantire agli italiani una qualità dell'abitazione, preferendo l'edilizia residenziale pubblica e lasciando spazio, senza speculazione, a quella sociale.
Non mi dica che non avete i soldi perché per i vostri capricci ideologici, come il ponte sullo Stretto, il canile in Albania e le armi li avete , invece per gli italiani sembrano non esserci mai nemmeno più le briciole .
PRESIDENTE. La deputata Cavo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-02519 di cui è cofirmataria.
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, anche noi una interrogazione sulla crisi abitativa, un tema complesso che vede, da un lato, l'offerta di alloggi ridotta a causa della crescita dei cosiddetti affitti brevi a scopo turistico e, dall'altro, procedure di sfratto che non tutelano adeguatamente la proprietà.
È un tema non solo italiano: la Commissione europea ha nominato un commissario dedicato all'edilizia abitativa e uno studio del Parlamento europeo ci dice che si è innalzata l'età media per l'acquisto della prima casa a 34 anni.
Il Governo ha annunciato la definizione del Piano casa con linee guida per modelli innovativi di edilizia residenziale pubblica e sociale coinvolgendo anche fondi UE 2021-2027.
Alla luce di questo, le chiediamo quali iniziative intenda assumere per facilitare l'accesso agli immobili abitativi anche rivedendo la normativa sugli sfratti, agevolando fiscalmente le locazioni a lungo termine e prevedendo contributi per gestori esperti che destinino alloggi a tariffe calmierate a studenti, giovani coppie, lavoratori e famiglie.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Grazie. È giusto tornare sul tema casa soprattutto per quello che riguarda i giovani. Una riflessione: se avessimo potuto avere a disposizione con questo Governo la metà dei soldi che qualcuno ha usato per il superbonus, avremmo sistemato le case popolari di tutta Italia e non avremmo una persona in lista di attesa . Però, ognuno ha speso i soldi come ha ritenuto, poi sta agli italiani giudicare.
La fascia su cui ci stiamo particolarmente concentrando, come dicevo precedentemente, è la cosiddetta fascia grigia, che è un termine brutto, però sono quelle centinaia di migliaia di persone, famiglie, giovani, professionisti, insegnanti, infermieri, poliziotti che non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria per le case popolari - poi, basta guardare chi c'è nelle assegnazioni delle case popolari per capire che il criterio degli anni di residenza non è un capriccio della Lega, ma significa dare la priorità a chi vive qua da più tempo e paga le tasse qua da più tempo - ma non sono abbastanza benestanti, ad esempio, per accedere all'acquisto o all'affitto in una città come la mia Milano, governata dalla sinistra da 15 anni, dove ormai, se non te lo puoi permettere, vieni espulso.
Quindi, i miliardi di euro, fatto salvo il PNRR, su cui stiamo lavorando fra Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Palazzo Chigi, sono dettati proprio ad arrivare a questa popolazione, il cosiddetto ceto medio, ad esempio introducendo il sistema del : cioè, invece di pagare l'affitto, vai a scalare quello che stai pagando per l'affitto per andare a riscattare, al termine, il tuo immobile come proprietà.
Non entro nel merito delle agevolazioni fiscali sulle locazioni di competenza di altri Ministeri. Ricordo, però, a beneficio comune, che sulle locazioni è già previsto un regime di tassazione agevolata ai fini Irpef della cedolare secca con aliquota al 21 per cento, che ha agevolato questo mercato. E anche il decreto Salva Casa, che purtroppo, per motivi ideologici, alcune regioni e alcuni comuni non stanno applicando e che permette di sanare piccole difformità interne, sta mettendo sul mercato tantissimi immobili con l'obiettivo di calmierare i prezzi.
Il nostro obiettivo è più alloggi, più opportunità, più risposte concrete per chi ne ha bisogno, facendo salvo - e so che in quest'Aula non tutti la pensano così - che la proprietà privata è sacra e occupare la casa altrui non è un diritto, ma è un reato e, come tale, va perseguito .
PRESIDENTE. La deputata Cavo ha facoltà di replicare.
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Intanto, ringrazio il Ministro per la prospettiva che ha dato, per la risposta che ha dato, e piena condivisione, chiaramente, sull'iniziale riferimento per cui, probabilmente, davvero, se quei soldi del superbonus fossero stati destinati ai giovani e al tema dell'abitare, chiaramente ora avremmo più risorse e forse un lavoro anche più avviato.
Condivido pienamente l'impostazione, che era poi l'oggetto della nostra interrogazione, di andare a insistere anche sulla fascia grigia e, soprattutto, mi sembra di intendere dalla sua risposta, su quella fascia grigia di chi non è abbastanza indigente, ma non è neanche abbastanza abbiente nella sua Milano, Ministro, come nella mia Genova, come in tante città dove chiaramente il carovita c'è e la difficoltà di avere e di accedere all'abitazione c'è.
Condividiamo anche la formula del , perché chiaramente è una formula che aiuta: un conto è pagare un affitto, un conto è pagare un affitto con riscatto.
Per quanto riguarda il tema della tassazione, capiamo che ci sono anche competenze, ma chiaramente anche con questa interrogazione volevamo dare un segnale.
Comprendiamo, anche dalla risposta precedente, i fondi che in questo momento sono a disposizione e, quindi, la notizia, sostanzialmente più circostanziata oggi, di quei 1,5 miliardi, se ho inteso bene, per la ristrutturazione di 60.000 alloggi. Perché chiaramente ristrutturare e recuperare è più rapido che non andare a costruire, e quindi significa velocizzare.
Condividiamo l'impostazione di fondo, quella, sostanzialmente, di unire il tema dell'emergenza abitativa con quello dell'emergenza sociale. Quindi, crediamo che, da questo punto di vista e su questo, bisogna andare avanti, ovviamente anche nell'attuazione del PNRR che c'è e, quindi, è bene sfruttarlo al meglio.
Noi seguiremo chiaramente tutte le iniziative, siamo un gruppo - il gruppo Noi Moderati - che al tema dell'abitare darà molta attenzione anche nei prossimi passaggi legislativi che ci saranno.
PRESIDENTE. Grazie...
ILARIA CAVO(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Ministro, anche, ci tengo a sottolinearlo, per quel Fondo per le famiglie separate, per le persone separate, che, comunque, contribuisce chiaramente al sostegno su questa tematica.
PRESIDENTE. La deputata Gadda ha facoltà di illustrare l'interrogazione Boschi ed altri n. 3-02520 di cui è cofirmataria.
MARIA CHIARA GADDA(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Ministro Salvini, dalla scorsa estate gli operai della Manelli Spa, un'impresa di costruzioni, non recepiscono lo stipendio. Oltre al problema serio per queste famiglie, esiste un tema gravissimo e serio per i cantieri di tutta Italia perché questa società si è aggiudicata, crescendo forse troppo rapidamente, oltre 250 cantieri da Nord a Sud per un valore di oltre 2 miliardi di euro e molti di questi sono proprio dei Fondi legati alle risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Quindi, le chiediamo, come gruppo di Italia Viva, cosa intende fare per sbloccare questa situazione e far ripartire questi cantieri, ma anche in generale per dare delle risposte a tutti quei comuni che hanno cantieri bloccati per problemi analoghi.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Ringrazio per il quesito che è assolutamente costruttivo. Ho sentito direttamente il proprietario dell'azienda nei mesi passati, mettendolo in contatto con tutta una serie di realtà produttive per evitare che saltasse tutto per aria.
Quando un'impresa entra in crisi, che si tratti di liquidazione, concordato o altre situazioni straordinarie, la legge non lascia vuoti. L'articolo 124 del codice dei contratti pubblici stabilisce con chiarezza cosa deve accadere e come garantire la continuità dei lavori.
Per gli appalti più piccoli, le stazioni appaltanti possono subito interpellare gli operatori che seguono in graduatoria così da sostituire rapidamente l'impresa in difficoltà. Per gli appalti più grandi, invece, interviene il CCT, che valuta la soluzione migliore tra l'esecuzione diretta, l'interpello dei concorrenti successivi e, nei casi più complessi, la proposta di un commissario straordinario. L'obiettivo è sempre lo stesso: non fermare i cantieri.
Nel caso degli interventi PNRR, la normativa è ancora più chiara e stringente e prevede procedure accelerate e poteri sostitutivi proprio per evitare ritardi che metterebbero a rischio gli obiettivi concordati con l'Europa. Se una stazione appaltante non riesce a far ripartire i lavori in tempi rapidi, possono essere attivati immediatamente i meccanismi sostitutivi previsti dalla legge.
Per quanto riguarda, nel concreto, l'impresa Manelli coinvolta in nove interventi PNRR per oltre un miliardo e mezzo di euro, i miei uffici stanno monitorando - ripeto - da mesi, con un mio contatto diretto e personale con l'imprenditore in questione, la situazione, perché gli interventi riguardano opere fondamentali, a cui lei accennava: dall'Alta velocità Palermo-Catania, Brescia-Verona e Vicenza-Padova, fino al Terzo valico, più nodi ferroviari metropolitani e interventi PINQuA sul recupero di edilizia popolare.
Il Ministero è in costante contatto con tutte le stazioni appaltanti e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti per assicurare che ogni procedura venga attivata senza perdere un solo giorno. Dove serve, si interviene, dove serve, si accelera. L'obiettivo è arrivare in tempi definiti (giugno 2026) al completamento dei lavori nei tempi previsti. Quindi, il Ministero, anche oggi pomeriggio, sta supportando tutte le stazioni appaltanti nell'attivazione degli strumenti previsti dal codice, in questo e in altri casi, con imprese in difficoltà, coordinando gli interventi sostitutivi, quando necessari.
Con le Olimpiadi, abbiamo dato agli italiani e al mondo dimostrazione di serietà, efficienza e competenza. Conto che anche sulla chiusura dei lavori PNRR avremo gli stessi risultati.
PRESIDENTE. La deputata Gadda ha facoltà di replicare.
MARIA CHIARA GADDA(IV-C-RE). Ministro, l'ha fatta un po' troppo facile. Forse è vero quello che dicono, ossia che la Lega, e lei prima di tutto, avete perso un po' il contatto con i territori e con quei sindaci, sindaci di ogni colore politico che ogni giorno lamentano le difficoltà legate alle opere pubbliche e agli appalti.
Per prima cosa, lei non mi ha dato una risposta concreta sulle scadenze stringenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindaci vogliono sapere se per cause di forza maggiore, come questa, ci saranno le proroghe.
Noi abbiamo presentato anche alcuni emendamenti al decreto Milleproroghe. Il 30 giugno 2026 è domani, è dietro l'angolo. Sa benissimo, Ministro, che, purtroppo, riaggiudicare gli appalti al secondo o al terzo arrivato, rispetto a situazioni in cui molte volte, come in questo caso, sono andati al massimo ribasso del 40 per cento, non è così facile, non è così immediato. Quindi, rischiamo di avere tantissime cattedrali nel deserto. Lei ha già fatto un elenco, io ci aggiungo altre opere che questa società si è aggiudicata: dalla rete fognaria di Palermo, passando per le due stazioni della metropolitana di Genova, l'università di Ancona.
Noi rischiamo davvero di vedere tutto bloccato. Soprattutto, rispondete al telefono e alle dei sindaci, perché vogliono risposte sul fatto che ci saranno alcune proroghe, almeno fino al 31 dicembre, per capire se questi cantieri potranno essere conclusi oppure no.
Lei è già dei ritardi dei treni. Ministro, le auguro, ma soprattutto auguro al Paese, di non essere anche rispetto ai ritardi nei cantieri, perché questo ci costerebbe veramente tanto in termini di miliardi di risorse pubbliche bloccate.
PRESIDENTE. Il deputato Pastorino ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02521 .
LUCA PASTORINO(MISTO-+EUROPA). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, siamo a Genova, come può immaginare. Stiamo parlando del protocollo d'intesa per la “compatibilizzazione” del progetto di prolungamento della metropolitana di Genova tra Canepari e Rivarolo con il progetto di realizzazione del collegamento Fegino-Rugna-Bettolo (il famoso “ultimo miglio”), per cui era stato sottoscritto un accordo il 26 maggio 2025 (una data molto vicino alle elezioni comunali di Genova).
Qualche mese dopo, prima sarebbe mancata questa copertura finanziaria e successivamente la cessione dell'area, che era stata concordata in quel protocollo, sarebbe stata subordinata al completamento del Terzo valico e non al completamento dell'ultimo miglio, con la differenza che il Terzo valico dovrebbe finire, se non succede più niente, a fine 2027 e l'ultimo miglio del Terzo valico nel 2026. Quindi, la domanda, come detto, Presidente, è se può essere riattivato subito questo tipo di percorso.
PRESIDENTE. Il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere.
MATTEO SALVINI,. Nel protocollo che lei ricordava era stata indicata una soluzione tecnico-progettuale per rendere compatibili due progetti, il cui costo, al netto della progettazione, era stato preliminarmente stimato in 45 milioni.
Il Ministero ha manifestato disponibilità ad individuare al più presto una copertura nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Il protocollo, tuttavia, non ha avuto seguito per motivi tecnico-contabili, ossia la mancata registrazione, da parte della Corte dei conti, su cui evidentemente mi taccio, e non certo per decisione del Ministero. L'impegno resta e sarà attuato quando i progetti avranno raggiunto il livello di maturità necessario per l'assunzione delle obbligazioni di spesa. I rapporti con la Corte dei conti non li tengo direttamente io, evidentemente. Non vi è alcun blocco della metropolitana, ma un necessario coordinamento tecnico, di cui il Ministero si fa garante, in quanto entrambi i progetti sono fondamentali per la città di Genova.
Aggiungo che sul collegamento Aeroporto-Erzelli l'accordo del 2024 prevedeva un collegamento pedonale meccanizzato di 600 metri con 29 milioni già stanziati. Il progetto, successivamente presentato al comune, ha elevato il costo a 44 milioni, senza indicare coperture aggiuntive. In assenza di disponibilità da parte del comune e dell'aeroporto per la copertura degli extracosti, il Ministero ha ritenuto corretto destinare i fondi disponibili a interventi immediatamente cantierabili a Genova e in Liguria, tra cui la riqualificazione di numerose stazioni ferroviarie, con benefici concreti per l'utenza ligure. Il collegamento tra la nuova stazione ferroviaria e l'aeroporto resta un obiettivo strategico. Il Ministero conferma la disponibilità a valutarne l'inserimento nel prossimo contratto di programma fra MIT e Rete Ferroviaria Italiana (RFI).
Approfitto di questa occasione per ricordare il lavoro costante del Vice Ministro Rixi che per Genova e per la Liguria si è speso e continua a spendersi con serietà e determinazione. Non c'è mai stata una quantità di investimenti pubblici e del Ministero, su Genova e sulla Liguria, come in questo periodo. Proprio in queste ore, il Vice Ministro è a Singapore per l'avvio di un percorso che porterà un ulteriore miliardo di dollari di investimenti a Genova sul terminal PSA Genova Pra'. È un investimento tecnologico e infrastrutturale che punta a raddoppiare la capacità dello scalo fino a 3 milioni di TEU, che significa ulteriore lavoro per genovesi e liguri. Quindi, è un lavoro concreto che ha permesso di salvaguardare risorse e far avanzare opere reali. Continueremo così senza alcuna polemica. Quindi, la ringrazio per lo spirito costruttivo della sua interrogazione.
PRESIDENTE. Il deputato Pastorino ha facoltà di replicare.
LUCA PASTORINO(MISTO-+EUROPA). La ringrazio per dire che - lei lo sa - ho sempre uno spirito costruttivo, non è che cambio da una volta all'altra. Dopodiché, lei nella risposta - la leggerò: saranno tre righe sulla domanda - ha parlato del e del finanziamento PSA di Singapore.
Detto questo, qui ho una lettera del comune di Genova, inviata al suo Ministero, dove c'erano impegni chiari, al di là degli inciampi della Corte dei conti, che si condividono tutti, ognuno per il proprio pezzo. RFI doveva trasferire al comune il sedime ferroviario. Erano previsti passaggi per complessivi 50 milioni di euro (45 più 5 di progettazione), rispetto ai quali, il 9 gennaio, qualcuno ha detto che non se ne faceva più nulla.
Soprattutto nella sua risposta non è stato citato il fatto che, mentre qui l'impegno era cedere le aree alla fine della realizzazione dell'ultimo miglio del Terzo valico, quindi quest'anno, secondo le interlocuzioni successive, questo sedime ferroviario sarebbe stato trasferito al comune al termine del Terzo valico. Quindi, passano ancora 2 anni e quindi quest'opera finisce nel buio. Mi permetta di dire, sempre con spirito costruttivo, che anche il , il famoso o percorso tra l'Aeroporto e la stazione, è stato definanziato; quello da 29 milioni - ho già fatto un'interrogazione al Sottosegretario Rixi - e, lo stesso giorno, è stato definanziato questo. Totale: 79 milioni di euro per due opere. Quindi, allora, se ho capito bene dalle sue parole, il Ministero si farà garante del coordinamento tecnico - queste sono le parole che ha detto lei - per il prosieguo di quest'opera.
Però, le dico che è stato un po' particolare che due opere, che hanno avuto la loro nascita a ridosso delle elezioni comunali di Genova, 6 mesi dopo siano andate a ramengo, come dite, magari, più voi di noi liguri. Questo è un elemento che comunque, nello spirito costruttivo che anima me e - sono sicuro - che anima anche lei, non può essere derubricato, però, a un semplice inciampo della Corte dei conti. Quindi, se è così, io - ho finito, Presidente - la pregherei di fare davvero questo coordinamento tecnico, perché quest'opera è un'opera fondamentale, come lei ha giustamente riconosciuto, per la mobilità della città di Genova .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto statale di istruzione superiore “Francesco Gonzaga” di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenuti alla Camera dei deputati .
PRESIDENTE. La deputata Marta Schifone ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02522 di cui è cofirmataria.
MARTA SCHIFONE(FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, il rafforzamento della partecipazione femminile nel mercato del lavoro è un tema di giustizia sociale, di equità e anche di sostenibilità. Per noi di Fratelli d'Italia è una battaglia nella quale crediamo profondamente ed è al centro dell'agenda politica del Governo Meloni, con misure imponenti e strutturali e i numeri ci danno ragione. Fonti Istat certificano, infatti, che c'è un continuo e costante di crescita dell'occupazione femminile da quando questo Esecutivo è in carica.
Naturalmente permangono alcune criticità, che sono quasi ataviche, stratificate nel tempo e negli anni, e penso al divario retributivo. Su questo, appunto, voglio interrogarla, Ministro, anche per chiederle se intenda adottare ulteriori iniziative per contrastare il fenomeno.
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, il cambio di paradigma che questo Governo ha scelto sin dall'inizio della legislatura nel campo delle politiche per l'occupazione, con il passaggio da un approccio prevalentemente assistenzialistico come quello che era rappresentato dal reddito di cittadinanza, a un sistema fondato sull'incentivazione del lavoro, del lavoro di qualità, credo stia producendo risultati concreti e misurabili. I dati Istat, a cui si faceva riferimento, confermano un consolidamento dell'occupazione, con una crescita particolarmente significativa tra le donne, i lavoratori autonomi e anche i giovani nella fascia d'età tra i 15 e i 24 anni. Certamente questo andamento positivo non è frutto del caso, ma è il risultato di un insieme organico e coerente di interventi: dalla decontribuzione per le nuove assunzioni agli incentivi mirati per l'occupazione giovanile e femminile, fino alla riforma anche degli strumenti di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Sono certamente - dicevamo - risultati positivi, ma rappresentano solo una tappa del percorso che intendiamo proseguire con determinazione.
Quanto al tema del divario retributivo di genere, i dati ufficiali Eurostat indicano un del 12 per cento nell'Unione europea, mentre in Italia il dato si attesta al 4,3 per cento. Sebbene inferiore alla media europea, questo divario resta un obiettivo che il Governo intende colmare. Proprio in quest'ottica, abbiamo agito con tempestività nel recepimento della direttiva (UE) 2023/970, dedicata al principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. L'abbiamo consegnata al Parlamento e il 6 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare, infatti, il decreto legislativo.
Il provvedimento introduce obblighi chiari e immediati di trasparenza nelle procedure di assunzione, di comunicazione preventiva dei livelli retributivi iniziali, dei criteri che ne regolano la determinazione e delle modalità di progressione economica. Viene riconosciuto il diritto dei lavoratori a ottenere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per sesso o per categorie omogenee. Per le imprese con almeno 500 dipendenti viene introdotto un sistema strutturale di raccolta dei dati. Si tratta di norme che rafforzano e integrano le tutele già presenti nel nostro ordinamento e in questa direzione si muovono anche le iniziative a cui stiamo lavorando: il potenziamento degli incentivi per i datori di lavoro che investono in occupazione femminile stabile, il sostegno all'autoimprenditorialità femminile e un monitoraggio continuo degli effetti delle nuove norme sulla trasparenza contributiva.
Abbiamo consegnato anche un emendamento al decreto Milleproroghe per la proroga degli incentivi del decreto Coesione, che per le donne copriranno tutto l'anno, il 2026, ma c'è il nostro impegno anche a continuare a sostenere gli altri segmenti, quello dell'occupazione giovanile e quello dell'occupazione nelle aree della zona economica speciale del Mezzogiorno. Possiamo dire che i dati del decreto Coesione ci danno conforto…
PRESIDENTE. Concluda.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …perché fino al 31 dicembre 2025, grazie agli incentivi per l'assunzione delle donne, abbiamo registrato complessivamente 84.329 nuove assunzioni, di cui 21.270 incentivate con il donne e 63.059 con la linea giovani 35. Proseguiremo…
PRESIDENTE. Deve concludere, Ministro.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …non soltanto per accrescere il numero delle donne che lavorano, ma anche la qualità del lavoro delle donne e i diritti delle stesse.
PRESIDENTE. Il deputato Malagola, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
LORENZO MALAGOLA(FDI). Grazie, Ministro. Le sue parole confermano, ancora una volta, come grazie al Governo Meloni il mercato del lavoro in Italia sia tornato finalmente a correre. È giusto ricordare i dati ancora una volta in quest'Aula: il record assoluto di occupazione generale, con più di 24 milioni di italiani che lavorano, che è il record nella storia repubblicana; il record di occupazione femminile e per la prima volta abbiamo sfondato il 50 per cento di occupazione femminile in Italia.
Finalmente anche i giovani sono tornati al lavoro e la grande questione dei NEET, cioè i giovani che non studiano, non si formano e non lavorano, non è più un problema, come con i passati Governi. Inoltre, anche il lavoro buono è tornato al centro del nostro mercato, perché il lavoro è cresciuto, ma sono cresciuti anche i salari e per la prima volta - lo dice Eurostat - i salari in Italia crescono più della media europea.
Noi, signor Ministro, siamo di fronte, come ben sappiamo, a una sfida che fa tremare i polsi: la quinta rivoluzione industriale, l'avvento dell'intelligenza artificiale. Abbiamo un'idea molto chiara, perché l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e questo Governo si sta muovendo e si muoverà sempre per tenere al centro - e la barra dritta - il lavoro di qualità, la dignità dei lavoratori, il lavoro ben pagato e, soprattutto, il lavoro sicuro. Quindi, signor Ministro, grazie per quello che sta facendo e andiamo avanti, perché abbiamo ancora tanto da fare .
PRESIDENTE. Il deputato Mari ha facoltà di illustrare l'interrogazione Zanella ed altri n. 3-02523 di cui è cofirmatario.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Signora Ministra, le Olimpiadi Milano-Cortina sono andate benissimo per il nostro sport e per i nostri atleti, sono andate malissimo per alcune lavoratrici e alcuni lavoratori, in particolare i giovani, che avevano immaginato quell'evento come un'occasione di lavoro e di partecipazione, in qualche modo, a un fatto importante. Come si sa - come emerge, tra l'altro, da inchieste giornalistiche e anche da testimonianze dirette -, ci sono stati gravi criticità, in particolare nel rapporto con alcune aziende, per il lavoro di e di : turni di lavoro fino a 12 ore consecutive, condizioni climatiche rigide senza adeguate protezioni, nessun riconoscimento per gli straordinari, pause non sempre garantite e giorni di riposo non retribuiti. Quindi, la violazione evidente di tutte le normative vigenti.
PRESIDENTE. Concluda.
FRANCESCO MARI(AVS). Vogliamo sapere cosa è stato fatto e cosa si intende fare perché questa vergogna, se così dovesse essere, non si ripeta mai più e non solo nei grandi eventi durante i quali ci osserva il mondo.
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie a lei, Presidente. In relazione a questo quesito, desidero innanzitutto ribadire con chiarezza che, sin dall'avvio del percorso organizzativo dei Giochi di Milano-Cortina 2026, il Governo ha considerato la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei volontari coinvolti come una priorità assoluta non negoziabile.
A questo riguardo, nel mese di febbraio dello scorso anno è stato sottoscritto l'accordo sulla sicurezza, sulla regolarità e sulla qualità del lavoro nei cantieri delle opere e delle infrastrutture legate ai Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina, con il contributo del Ministero del Lavoro e dell'INL. In attuazione di questo accordo, il Ministero del Lavoro, per il tramite dell'Ispettorato nazionale del lavoro, ha programmato e realizzato specifiche attività di controllo nonché iniziative, formative e informative, rivolte agli operatori economici coinvolti nei cantieri, rafforzando l'approccio preventivo e la consapevolezza degli obblighi in materia di sicurezza. Lo , direttamente contrattualizzato dalla Fondazione per lo svolgimento dell'evento, è composto di circa 1.700 professionisti e 1.200 persone occupate, esclusivamente per i mesi a ridosso dei Giochi, per un totale di circa 2.900 lavoratori.
Inoltre, il comitato organizzatore ha avviato un programma di selezione dei volontari per un totale di circa 14.000 ingaggiati per le Olimpiadi e 4.600 ingaggiati per le Paralimpiadi. Per tutto il personale, ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2008, è stata svolta formazione generale specifica, sorveglianza sanitaria ed è stata assicurata la dotazione dei dispositivi di protezione individuale, ove necessari. Complessivamente sono state erogate circa 200.000 ore di formazione; effettuate oltre 5.000 visite mediche; garantita la formazione obbligatoria, in materia di salute e sicurezza, al 100 per cento dei volontari, per almeno otto ore ciascuno; i percorsi formativi sono stati modulati sulla base della valutazione dei rischi, con differenziazione in relazione alle attività svolte e all'esposizione a specifici fattori di rischio.
Per quanto concerne appaltatori e subappaltatori, la Fondazione ha registrato circa 1.800 aziende nella piattaforma dedicata al monitoraggio degli adempimenti al fine di verificarne la documentazione obbligatoria e l'idoneità tecnico professionale. Con particolare riferimento alle ispezioni effettuate dall'Ispettorato nazionale del lavoro, l'Ispettorato ha comunicato che, per quanto riguarda gli aspetti retributivi e contributivi, dobbiamo necessariamente attendere la chiusura del periodo di paga per effettuare ulteriori approfondimenti dal momento che la maggior parte dei lavoratori potenzialmente coinvolti ha iniziato a svolgere la propria attività nel mese corrente e solo in prossimità dello svolgimento dei Giochi.
Inoltre, in riferimento agli aspetti di salute e sicurezza, sono in corso ancora le attività ispettive di monitoraggio. Però il Ministero, attraverso l'azione dell'Ispettorato, in costante raccordo con tutti i soggetti istituzionali competenti, assicura il massimo supporto tecnico, amministrativo e operativo agli organi di vigilanza al fine di dare pieno accertamento delle condizioni di lavoro degli addetti allo svolgimento dei Giochi olimpici anche al fine di individuare e sanzionare eventuali condotte illecite, nella consapevolezza che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori costituisce un presidio irrinunciabile di legalità.
PRESIDENTE. Il deputato Mari ha facoltà di replicare.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Mi dispiace, signora Ministra, ma siamo assolutamente insoddisfatti per il semplice fatto che, se dovessero essere confermate quelle notizie, non corrispondono alle cose che lei ci ha detto. Se quelle notizie vengono confermate gli impegni assunti preventivamente dalla Fondazione Milano-Cortina sono stati traditi e inapplicati, in particolare nella catena dei subappalti. Due settimane di gare, più i preparativi, e le ispezioni, da quello che ci risulta, sono arrivate soltanto negli ultimi giorni. Ringraziamo l'Ispettorato nazionale del lavoro per il suo lavoro ma in gran parte è arrivato tardi e non poteva essere altrimenti. Perché per un evento di questa portata è mancata proprio un'azione preventiva vera, non formale, del Ministero. Non dell'Ispettorato, che svolge la sua funzione. Sarebbero servite parole chiare prima della Ministra del Lavoro, che avrebbe dovuto avvisare le aziende, sollevare il tema dei subappalti in quella circostanza, impegnarsi nella fase preliminare, alzare la voce, immaginare quello che poteva accadere. Perché questo è il ruolo che noi abbiamo. Non lasciar fare, non evitare di disturbare, ancora una volta, chi fa impresa, chi crea lavoro. Sì, ma bisogna disturbarli qualche volta gli imprenditori e quelli che creano lavoro.
E invece, la logica del Governo sembra essere appunto quella che sentiamo dall'inizio della legislatura.
Per fortuna, le nostre vittorie, per le quali siamo tutti quanti felicissimi e abbiamo gioito, rimangono nel medagliere ma rimangono anche, purtroppo, piaghe, se dovessero essere confermate queste notizie, piaghe del lavoro sfruttato, del lavoro non pagato.
PRESIDENTE. Concluda.
FRANCESCO MARI(AVS). La verità è che, a questo punto, se queste cose sono vere, sul questo Paese sembra stare con Trump, sugli stupri e i congedi sembra stare con Orban e, mi dispiace, ma sul lavoro a 12 ore continuative, questo Paese si mette sulla linea di Milei, e non va bene .
PRESIDENTE. La deputata Gribaudo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Scotto ed altri n. 3-02524 di cui è cofirmataria.
CHIARA GRIBAUDO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Le recenti inchieste della magistratura - l'ultima è emersa proprio oggi - ci raccontano dipagati 2 euro e mezzo a consegna, di controlli invasivi a lavoratori che alla precarietà spesso associano la condizione della migrazione e della povertà assoluta. Ma condizioni simili si trovano anche nelle nostre campagne, Ministra, in tanti opifici del tessile, in tante catene di appalti, e lei lo sa.
Il Governo si vanta dei numeri record dell'occupazione, ma quale occupazione state producendo? Ha senso continuare a segnare più uno sulla casella degli occupati quando, a quel numero, corrisponde una persona che lavora in condizioni di precarietà, in involontario, in subappalti senza garanzie minime, con una partita Iva fittizia o che la costringe al massimo ribasso senza alcuna tutela, Ministra?
Per i abbiamo presentato una proposta minima, la proposta Griseri-Prisco, che prevede un ammortizzatore sociale proprio per quei lavoratori nei giorni in cui sono costretti a consegnare con eventi climatici estremi. Anche quella ce l'avete bocciata più volte. Così come avete bocciato il salario minimo. Così come ieri è stato bocciato il congedo, salvo poi, oggi, leggere che la Ministra era d'accordo. Ma perché, allora, non è venuta in Commissione lavoro a dire che era d'accordo con la nostra proposta ? E anche su questo, basta! Il Parlamento deve essere in grado di poter lavorare. Le nostre proposte vi fanno paura, Ministra? Venite a discutere sulla precarietà dei giovani, sulla situazione femminile, sulla situazione dei lavoratori migranti, perché di questo dobbiamo occuparci. Lo dobbiamo fare perché, vede, con questa interrogazione le chiediamo cosa intende fare il Governo proprio perché il Parlamento è esautorato.
Su queste questioni non possiamo lasciare vivere le persone costrette - costrette - a lavorare in queste condizioni disumane e inaccettabili per un Paese civile come il nostro .
PRESIDENTE. La Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ha facoltà di rispondere.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. Grazie, signor Presidente. Io credo che, sin dall'inizio della legislatura, sia evidente che questo Governo ha lavorato invece per mettere come punto fermo, tra le sue priorità, la promozione dell'occupazione stabile e di retribuzioni adeguate. In particolare, a partire dall'ottobre del 2022, nel caso della sicurezza sul lavoro sono stati assunti 513 ispettori del lavoro, 883 ispettori tecnici, con la previsione di inserimento di ulteriori 300 unità per il triennio 2026-2028 e 150 unità aggiuntive per il contingente dell'Arma dei Carabinieri per la tutela del lavoro, proprio perché il nostro obiettivo è quello, ovviamente, del lavoro regolare e del lavoro sicuro.
Nel corso degli ultimi anni sono stati pianificati ed eseguiti, da parte dell'INL, controlli su tutto il territorio nazionale per contrastare irregolarità nel settore del , come le operazioni condotte dal Nucleo Carabinieri per la tutela del lavoro che, su mandato della competente procura, il 9 febbraio scorso, a Milano, hanno portato alla nomina di un amministratore giudiziario per Foodinho-Glovo mentre è di poche ore fa - lo citava l'interrogante - la notizia dell'esecuzione, sempre da parte del Nucleo Carabinieri per la tutela del lavoro, di un provvedimento d'urgenza nei confronti della società Deliveroo.
Con specifico riferimento ai lavoratori delle piattaforme digitali di consegna, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali è intervenuto anche con una circolare, la n. 9 del 18 aprile 2025, fornendo indicazioni interpretative e puntuali sui criteri di qualificazione del rapporto - autonomo, subordinato o di collaborazione -, valorizzando gli indici di etero-organizzazione e di esercizio del potere direttivo. Quei riferimenti della circolare sono contenuti anche all'interno degli atti oggi notificati. Mentre l'INAIL, con la circolare n. 40 del luglio 2025, ha fornito indicazioni puntuali sui profili assicurativi dei lavoratori.
Al fine di prevenire ulteriormente condizioni di sfruttamento, il Ministero del Lavoro è impegnato nel recepimento della direttiva (UE) 2024/2831, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro dei prestatori di attività lavorativa tramite piattaforme digitali, proprio per contrastare i fenomeni di caporalato, di caporalato digitale, di somministrazione illecita in favore dei lavoratori stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, che denunciano la loro condizione e ottengono un permesso di soggiorno per casi speciali.
Inoltre, abbiamo riconosciuto la possibilità di essere ammessi a misure di assistenza, finalizzate alla formazione e all'inserimento sociale e lavorativo, nonché di beneficiare dell'assegno di inclusione.
Parallelamente, è stato implementato il coordinamento tra l'Ispettorato nazionale del lavoro, l'INPS, l'INAIL, l'Arma dei carabinieri e la Guardia di finanza, con l'obiettivo di integrare le banche dati, incrociare tempestivamente le informazioni, rendere più efficaci i controlli…
PRESIDENTE. Concluda.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …in via prioritaria per i settori maggiormente esposti. Nel 2025 abbiamo fatto 130.000 ispezioni.
Tra le ulteriori misure adottate, abbiamo incrementato anche quegli interventi nei settori che possono avere una incidenza notevole sul fronte della salute e della sicurezza. Abbiamo introdotto la patente a crediti, introduciamo adesso il di cantiere.
Sul fronte del contrasto alla precarietà, il Governo è intervenuto attraverso…
PRESIDENTE. Concluda, per favore.
MARINA ELVIRA CALDERONE,. …un rafforzamento degli incentivi all'occupazione. E, per quanto riguarda il contrasto al salariale, sapete che abbiamo messo a disposizione nella legge di bilancio 2 miliardi di euro a favore del rinnovo dei contratti e, soprattutto, anche del miglioramento delle condizioni reddituali dei lavoratori.
PRESIDENTE. Il deputato Sarracino, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Ministra, lei ha detto che è evidente che, dal primo giorno di questo Governo, il suo Governo si occupa della stabilità nel mondo del lavoro. No, le do una notizia: non è assolutamente evidente. Anche perché lei ha citato i comunicati di questi minuti, dai quali emergono le vergognose condizioni con cui vengono trattati i nel nostro Paese. Addirittura 20.000 sono sotto la soglia di povertà e lei si oppone al salario minimo .
Lei non ha dato una sola risposta rispetto a quello che si sta verificando nel nostro Paese, nella realtà, in quello che succede. Non si ricorda, infatti, una sola legge da questo Governo per contrastare il precariato, le ingiustizie, le diseguaglianze presenti in questo Paese. Vale per i , vale nel settore della moda, nell'agricoltura, dove abbiamo assistito a vergognosi episodi di sfruttamento, ma anche in comparti pubblici come la scuola, la giustizia, dove alcune volte l'unica certezza sa qual è? È l'instabilità.
Ministra, noi abbiamo capito che il vostro Governo ormai è più concentrato sulla scaletta di Sanremo, ma voi dovreste vivere come un'ossessione quotidiana la risoluzione di questi problemi, di questi drammi, a partire dai salari degli italiani che, purtroppo, non crescono.
A tal proposito, Ministra, ci può dire che fine ha fatto la delega sui salari che lei si è presa? Dobbiamo andare a per sapere che fine ha fatto ? Intanto, nel vostro silenzio, i giovani purtroppo vanno via, perché in questo Paese è diventato difficile trovare un lavoro, è diventato difficilissimo trovarlo con un salario dignitoso ed è impossibile farsi una famiglia.
E in tutto ciò, Ministra, lei ci ha appena dichiarato di credere più nel congedo paritario che nel salario minimo. Mi scusi, lo ha detto anche la collega Gribaudo prima: ma lei è una Ministra di questo Governo oppure una passante ? Ci dica allora perché ieri, non dieci anni fa, ieri avete bocciato la nostra proposta per istituire un congedo paritario di 5 mesi retribuiti al 100 per cento per entrambi i genitori. Perché lo avete fatto?
La verità, Ministra, è che voi siete contro tutto: contro i congedi, contro il salario minimo, contro ogni forma di avanzamento dei diritti dei lavoratori. Questo siete perché questa è la destra. Gli italiani, Ministro, se ne stanno accorgendo e voi ve ne accorgerete con loro alle prossime elezioni .
PRESIDENTE. Il deputato Barabotti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02525 .
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Signor Ministro, una parte minoritaria della popolazione italiana vive e lavora in montagna, custode di una grande bellezza, ma anche di una grande fragilità. Chi conosce la montagna lo sa: là non servono gli là servono risorse vere, servizi, scuole aperte, presidi sanitari e lavoro. La legge sulla montagna è uno degli interventi, il principale e organico che prova a dare queste risposte. Ma in questo Paese chi prova a cambiare e a fare spesso viene attaccato. È accaduto anche qui: accanto a critiche costruttive di tanti amministratori, abbiamo visto polemiche strumentali di chi preferisce la propaganda alla responsabilità.
Oggi, però, c'è un fatto chiaro e inequivocabile, un accordo unanime raggiunto con le regioni italiane.
E allora, davanti agli italiani che ci seguono in diretta, le chiedo di spiegarci che cosa cambia nella nuova classificazione dei territori montani e quali garanzie possiamo dare ai territori più fragili.
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO CALDEROLI,. Grazie, Presidente. Come evidenziato dall'interrogante, il nuovo elenco ricomprende 3.715 comuni montani, a fronte degli oltre 4.000 contenuti nel precedente. I comuni non inclusi non soddisfano le caratteristiche di altimetria e pendenza individuati in attuazione della legge sulla montagna. Segnalo peraltro che, nella proposta definitiva di classificazione, tali criteri sono stati declinati nel senso di ricomprendere anche comuni con altitudine media ridotta, superiore a 350 metri, e una percentuale molto limitata di pendenza, collocati soprattutto nelle regioni del centro e del Mezzogiorno.
In ogni caso, la stessa legge riconosce autonomia alle regioni nell'assegnazione degli stanziamenti in sede di utilizzo della quota regionale del Fosmit. In proposito, con l'accordo richiamato nell'interrogazione adottato all'unanimità in sede di Conferenza unificata e pubblicato sul relativo sito Internet, le medesime regioni si sono impegnate a tener conto delle esigenze dei comuni non più inclusi nell'elenco dei comuni montani.
Quanto poi agli specifici settori che presenterebbero particolari criticità in materia di agricoltura, le obiezioni spesso si concentrano su agevolazioni contemplate dalla politica agricola comune, ma trascurano il fatto che l'applicazione della nuova classificazione è espressamente esclusa ai fini della PAC, oltre che dell'esenzione dell'IMU per i terreni agricoli.
In materia di istruzione, le critiche essenzialmente riguardano il tema del dimensionamento scolastico e della deroga al numero minimo di alunni per classe, tema ripreso anche nella richiesta di un'informativa urgente formulata nella seduta di ieri. Segnalo che le misure in materia sono già previste dalla normativa vigente e la loro applicabilità prescinde dall'inclusione nell'elenco dei comuni montani, anche in considerazione dell'autonomia regionale nella dislocazione delle istituzioni scolastiche sul territorio.
Concludo rassicurando sul fatto che l'esigenza di gradualità nel passaggio dal vecchio al nuovo elenco è stata particolarmente sentita nel corso delle interlocuzioni con gli enti territoriali. A tal proposito, nel menzionato accordo, anche a seguito delle richieste formulate in tal senso dal presidente dell'ANCI, il dottor Manfredi, si è convenuto che le agevolazioni previste a livello regionale o statale continuino a trovare applicazione sino, rispettivamente, alla modifica della normativa regionale e all'esercizio della delega per il riordino di quella statale .
PRESIDENTE. Il deputato Bof, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
GIANANGELO BOF(LEGA). Grazie, signor Ministro. Grazie per la puntuale risposta e per il chiarimento, ma soprattutto grazie per il grande lavoro che è stato fatto, da parte sua e del suo Ministero, per questa legge sulla montagna. È da 40 anni, nel nostro Paese, che vediamo nelle cronache le comunità montane in completa pianura o le montagne in riva al mare o situazioni che nulla hanno a che vedere con la reale montagna. Questa legge va a chiarire definitivamente cosa è “montagna” e la va a identificare chiaramente.
Questo è importante perché, nonostante il Ministro si sia impegnato per aumentare i fondi disponibili per la montagna - e l'aumento dei fondi disponibili per la montagna è stato fatto con questo Governo - è chiaro che, se non c'è una classificazione precisa su cosa è montagna, i fondi non basteranno mai. Se i fondi della montagna devono finanziare la pianura, è chiaro che snaturano quella che è la ragione di esistere di una legge sulla montagna, perché i fondi della montagna devono andare a tutelare quello che è il nostro patrimonio montano. Ma lo dico con cognizione di causa, perché io sono amministratore, sono sindaco di uno di quei comuni esclusi dalla classificazione, ma non ho neanche fiatato, perché ritengo che un comune che è collinare, non è montano, che comunque ha un'agricoltura di pregio che è quella del nostro Prosecco, della nostra DOCG del Prosecco, sicuramente non possa essere considerato un comune svantaggiato di montagna, pur facendo parte di una comunità montana.
E quindi è giusto, se lo spirito è quello di salvaguardare le nostre montagne, che dobbiamo concentrare gli sforzi e le risorse per tutelare quella che è vera montagna e le situazioni di montagna e le persone che vivono in quei luoghi .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 89, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Marco Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, Presidente. Questo intervento è per chiedere un'informativa urgente al Ministro Tajani per conoscere la sua posizione e quella del Governo in merito al complesso degli interventi che il Governo israeliano e il Parlamento israeliano stanno mettendo in essere e che hanno come fine evidentemente l'annessione della Cisgiordania.
Lei, Presidente, ricorderà certamente che lo scorso luglio, il 24 luglio 2025, io, a nome del MoVimento 5 Stelle, avevo fatto analoga richiesta al Ministro Tajani di venire a riferire urgentemente in Aula in seguito al voto del Parlamento israeliano, della Knesset, che aveva approvato a larghissima maggioranza - con 71 voti favorevoli e 13 contrari - una mozione che prevedeva l'annessione della Cisgiordania.
Sono quei territori che loro chiamano, con i termini biblici, Giudea e Samaria, che sono occupati dal 1967, in seguito alla Guerra dei sei giorni e che, secondo le varie risoluzioni dell'ONU e agli Accordi di Oslo, dovevano poi essere restituiti al popolo palestinese e costituire la base dello Stato palestinese. Già questo, quello che era successo a luglio, era una novità preoccupante. Ritenevamo fosse importantissimo che il Governo e il Ministro degli Affari esteri, Tajani, venisse a riferire in Aula, così non è successo. Nel frattempo, il Governo di Israele ha fatto un passo in più, un pericolosissimo passo in più, dal nostro punto di vista, perché con una norma che sembra solo tecnica, ma in realtà non lo è, ha avviato quella che sostanzialmente viene definita come la registrazione di parte delle terre della Cisgiordania, segnatamente quelle dell'Area C. Voglio spiegare in termini, il più possibile facili, che cos'è questa registrazione.
Una certa parte della Cisgiordania ha terre che non risultano al momento registrate. Questo per vari motivi: sia per la distruzione dei registri catastali, che è stata effettuata nel corso delle varie occupazioni e dei vari conflitti che si sono succeduti dal 1947-1948 in poi, sia anche per la natura che queste terre avevano. Su questo complesso giuridico interviene - direi a gamba tesa - il Governo israeliano e sostanzialmente fa una norma di registrazione. Il riferimento giuridico è a maggio del 2025, ma è solo qualche giorno fa, a febbraio del 2026, che sostanzialmente è stata messa in pratica. Questo provvedimento, sostanzialmente, dice questo: chiunque palestinese, quindi abitante di quei territori, e segnatamente quelli dell'Area C, dove c'è la totalità degli insediamenti illegali israeliani - sottolineo, insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale, insediamenti illegali definiti tali da numerose risoluzioni dell'ONU, insediamenti che dovrebbero essere liberati e restituiti ai palestinesi -, non può dimostrare di avere la proprietà, di possedere dei titoli che giustifichino la proprietà di quei territori, automaticamente c'è la possibilità per lo Stato israeliano di registrare come proprie proprietà tutte quelle zone che, appunto, sono nell'Area C.
Questo, è evidente, prefigura il primo passo, anzi, ne facilita l'annessione di cui appunto alla mozione che era stata approvata nel luglio del 2025, a larghissima maggioranza, dalla Knesset. Siccome questo atto prefigura e aggiunge tensione a tensione, aggiunge, come dire, quasi un lasciapassare agli scontri, anzi alle aggressioni - concludo, Presidente - che giornalmente vengono effettuate dai coloni illegali nei confronti dei residenti palestinesi, la situazione è gravissima, e noi chiediamo che il Governo prenda posizione e informi il Paese, l'Aula, il Parlamento su come la pensa al riguardo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.
ARTURO SCOTTO(PD-IDP). Grazie Presidente. Mi collego a quello che ha detto il collega poc'anzi, condividendo la richiesta di una relazione da parte del Ministro Tajani qui alla Camera, la situazione sta peggiorando nonostante il nonostante gli spettacolini di Trump a cui siamo purtroppo sottoposti. Ci troviamo di fronte a una presenza ancora molto forte dell'IDF all'interno della Striscia di Gaza, che controlla il 53 per cento di quel territorio. Pensi, signor Presidente, Gaza è sette volte più piccola di Roma, è grande quanto una città come Firenze, immagini che significa un controllo di una larga parte di quella fascia, significa occupazione.
E come sa, signor Presidente, questa occupazione ormai è un dato acquisito in larghissimi strati della Cisgiordania. Si registra non soltanto la crescita degli insediamenti coloniali che è sempre più forte ed è coperta dal Governo Netanyahu, con una comunità internazionale che si limita semplicemente a condannare ma non agisce in nessuna direzione, ma ci troviamo di fronte, come diceva prima il collega Pellegrini, alla scelta di annessione di fatto della Cisgiordania per via legislativa da parte della Knesset. Che cosa è quell'annessione? È il diritto di prelazione rispetto al patrimonio di chi abita nella West Bank.
Infine, veniva sollevata la grande questione della ri-registrazione per le ONG. Il risultato è molto semplice: dalla Cisgiordania e da Gaza devono sparire i testimoni. Nei fatti con questo meccanismo 37 grandi organizzazioni non governative, tra cui alcune molto autorevoli che operano pressoché in tutti i teatri di guerra, da Oxfam a Medici senza frontiere, persino la Caritas, vengono escluse dalla presenza in Cisgiordania e a Gaza.
Cosa deve accadere più perché il Governo italiano prenda posizione e dica una parola molto semplice? Questo Governo di Israele, questo Governo sta portando avanti un'occupazione pressoché totale della Palestina contro tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e, allo stesso tempo, sta gettando le basi perché nessuno Stato di Palestina possa mai nascere. Quando viene detto “due popoli, due Stati”, rischia di diventare una formula vuota, retorica, senz'anima, perché inevitabilmente ci troviamo di fronte alla sparizione fisica di quello che dovrebbe essere il territorio di uno Stato nascente. Occorrerebbe un atteggiamento diverso, anziché la scelta di perpetrare forme di complicità sempre più odiose nei confronti di un Governo il cui Primo Ministro è alla sbarra a L'Aia per crimini di guerra, di un Governo che, secondo le Nazioni Unite, ha compiuto un genocidio.
Invece, vediamo Tajani comodamente e allegramente sedere accanto al Ministro degli Esteri di Israele durante la cerimonia di Trump, messa in scena a Washington, del . Dunque, chiediamo a Tajani di venire in Aula presto .
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Il Governo Meloni quanto tempo impiega per scrivere un decreto attuativo che eroga soldi già stanziati? Dipende, dipende da chi deve ricevere quei soldi. Voglio prendere come esempio due decreti attuativi necessari per erogare delle risorse già stanziate con la legge di bilancio per il 2025. Se il decreto serve per aumentare di 2.500 euro i rimborsi ai Ministri, allora il Governo è rapidissimo, perché il provvedimento è già in vigore; se, invece, questo decreto serve per riconoscere un contributo di 397 euro lordi al mese a giovani professionisti, chimici, fisici, farmacisti, veterinari, odontoiatri, psicologi e biologi, che ogni giorno lavorano nel nostro Servizio sanitario nazionale, allora il Governo se la prende comoda.
I Ministri non hanno fretta. Io, Presidente, sono mesi che presento interpellanze e interrogazioni, ma questo decreto ancora non si è visto dopo oltre un anno. Però, il dispetto non viene fatto a me o al MoVimento 5 Stelle; il dispetto viene fatto a quei giovani, a quei giovani professionisti che ancora oggi lavorano gratis. Allora, quando vi dite preoccupati perché vedete che i giovani lasciano l'Italia, chiedetevi perché, dopo oltre un anno, si è trovato il tempo di fare un decreto per riconoscere 2.500 euro ai Ministri e non 397 euro lordi al mese a dei giovani che lavorano gratis nel Servizio sanitario nazionale.
La politica si misura dalle priorità, ed è chiaro che le vostre non sono i giovani, non è la sanità pubblica e non è il futuro di questo Paese. E, finché continuerà ad essere così, non dispiacetevi se vedete che i nostri giovani fanno le valigie e lasciano l'Italia perché in questo Paese non ci sono opportunità per loro. Allora concludo, Presidente, esortando il Governo a mettersi finalmente a lavorare e a fare questo decreto attuativo che manca da oltre un anno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI(M5S). Grazie, Presidente. Ci risiamo, ci risiamo perché, dopo Glovo, anche Deliveroo ha avuto, proprio oggi, un esito catastrofico rispetto a quello che è il caporalato dei . Siamo all'amministrazione giudiziaria perché anche Deliveroo, che è la seconda agenzia, un colosso del ancora una volta è accusato di fare caporalato sui Caporalato serio, perché si tratta di lavoratori che lavorano fino a 11 ore al giorno per 7 giorni la settimana con paghe assolutamente da fame, al di sotto della soglia di povertà, ben il 90 per cento in meno della soglia di povertà. È una cosa che non è assolutamente concepibile.
Questo Governo ha intenzione di intervenire in maniera pesante su queste situazioni? Il Governo è sostanzialmente assente, io dico meno male che c'è la magistratura, che indaga e che va a colpire queste agenzie, assolutamente insopportabili rispetto a come trattano i lavoratori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per sollecitare la risposta del MIT a una nostra interrogazione a risposta scritta, presentata il 13 gennaio 2023 sul tema dell'. Abbiamo visto per l'ennesima volta il Ministro Salvini annunciare l'entrata in vigore dell', annunciare la pubblicazione dei dispositivi, ma questo tema è stato negli ultimi 15 mesi, dall'approvazione del nuovo codice, un tema esclusivamente di propaganda. Mancano dati pubblici, manca un monitoraggio strutturato, e l'attuazione, che è ancora incompleta, genera solo preoccupazione nei cittadini, ma non raggiunge nessun risultato positivo.
Noi abbiamo chiesto quanti siano dall'entrata in vigore della norma a oggi gli effettivamente installati sul territorio nazionale, se il Governo disponga di dati, anche indiretti o stimati, sulla loro distribuzione territoriale, quanti siano stati nel corso del 2025 i controlli su strada finalizzati a verificare lo stato di ebbrezza dei conducenti, quanti di questi abbiano accertato violazioni ai limiti alcolemici e se tali dati siano utilizzati per valutare l'efficacia delle politiche di contrasto alla guida in stato di ebbrezza, compresa l'introduzione dell'.
In più abbiamo chiesto al Governo di guardare all'Europa. Gli approcci innovativi degli altri Paesi stanno integrando gli strumenti tecnologici con politiche di prevenzione, percorsi diagnostici e riabilitativi e misure di riduzione delle recidive. Vedete, la sicurezza stradale è un grande tema, che merita serietà. Non si può andare avanti solo per annunci, solo per propaganda.
Noi abbiamo visto i dati drammatici del Rapporto Dekra, che ci hanno ricordato come nei Paesi avanzati uno scontro mortale su cinque veda coinvolte persone che hanno tassi alcolemici più alti, e il Governo non può limitarsi a fare propaganda, ma deve mettere in campo quegli strumenti di prevenzione, e non solo di repressione, che sono indispensabili per creare la sicurezza stradale. Tutto questo sta mancando da parte del Ministro Salvini, ma almeno risponda alla nostra interrogazione, perché noi chiediamo dati e non solo annunci
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI(LEGA). Grazie, Presidente. Mi rivolgo a lei per parlare al Governo e ai colleghi in Aula, perché da settimane la costa apuana e della Versilia sono sottoposte a mareggiate che stanno determinando un fenomeno erosivo molto grave, che sta mettendo in crisi gli operatori balneari e anche la prossima stagione turistica. Non è da ora che questa è una necessità primaria per il nostro territorio, la messa in sicurezza della costa, e negli anni, purtroppo, da parte della regione, che è l'ente competente a realizzare gli interventi di difesa della costa, non abbiamo visto interventi di carattere strutturale, ma sempre e soltanto interventi tampone, dove il pubblico mette i soldi che le mareggiate si portano via in un batter d'occhio.
Allora, annuncio oggi che presenteremo, come gruppo Lega, un'interrogazione al Governo per capire se esistono i presupposti per commissariare, ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione, la regione Toscana e fare in modo che le opere strutturali che servono alla messa in sicurezza del litorale apuano e versiliese siano realizzate senza più perdere tempo.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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