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Venerdì 27 Febbraio 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 623 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
Chiarimenti e iniziative di competenza in relazione alla trasparenza e al funzionamento del sito internet privato semplita.com, attivo nell'ambito dell'assistenza per le pratiche che riguardano i cittadini italiani all'estero (Toni Ricciardi – PD-IDP); Iniziative di competenza volte a garantire la tutela dei lavoratori della società Trasnova e il rispetto degli impegni industriali e occupazionali in Italia da parte della società Stellantis (Auriemma - M5S); Intendimenti in ordine alla proroga del decreto ministeriale n. 399 del 18 luglio 2011 relativo al progetto dell'autostrada regionale Cremona - Mantova sud e iniziative per una corretta valutazione degli impatti ambientali, paesaggistici e infrastrutturali dell'opera (Barzotti - M5S); Chiarimenti e iniziative di competenza in ordine alle recenti criticità nella gestione e nel presidio della viabilità presso i versanti nord e sud dell'Etna (Barbagallo – PD-IDP); Iniziative di competenza in relazione a movimentazioni sui conti dell'ambasciata russa in Italia, anche ai fini del rispetto delle sanzioni imposte dall'Unione europea alla Federazione Russa (Onori - AZ-PER-RE); Dati e iniziative di competenza in ordine alla consistenza e all'implementazione degli organici della Direzione investigativa antimafia, con particolare riferimento alle sedi di Catania, Caltanissetta, Palermo, Messina e Agrigento (Barbagallo – PD-IDP); Dati relativi alle auto di servizio a disposizione delle pubbliche amministrazioni, ai servizi di scorta e agli agenti delle forze di polizia impiegati (Bonelli – AVS); Chiarimenti in ordine ai recenti attacchi ai danni del sistema informatico del Ministero dell'interno attribuibili a gruppi legati alla Repubblica popolare cinese (Bonelli – AVS).
Per il Governo sono intervenuti: Maria Tripodi, Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale; Nicola Molteni, Sottosegretario di Stato per l'Interno.
Chiarimenti e iniziative di competenza in relazione alla trasparenza e al funzionamento del sito internet privato semplita.com, attivo nell'ambito dell'assistenza per le pratiche che riguardano i cittadini italiani all'estero (Toni Ricciardi – PD-IDP); Iniziative di competenza volte a garantire la tutela dei lavoratori della società Trasnova e il rispetto degli impegni industriali e occupazionali in Italia da parte della società Stellantis (Auriemma - M5S); Intendimenti in ordine alla proroga del decreto ministeriale n. 399 del 18 luglio 2011 relativo al progetto dell'autostrada regionale Cremona - Mantova sud e iniziative per una corretta valutazione degli impatti ambientali, paesaggistici e infrastrutturali dell'opera (Barzotti - M5S); Chiarimenti e iniziative di competenza in ordine alle recenti criticità nella gestione e nel presidio della viabilità presso i versanti nord e sud dell'Etna (Barbagallo – PD-IDP); Iniziative di competenza in relazione a movimentazioni sui conti dell'ambasciata russa in Italia, anche ai fini del rispetto delle sanzioni imposte dall'Unione europea alla Federazione Russa (Onori - AZ-PER-RE); Dati e iniziative di competenza in ordine alla consistenza e all'implementazione degli organici della Direzione investigativa antimafia, con particolare riferimento alle sedi di Catania, Caltanissetta, Palermo, Messina e Agrigento (Barbagallo – PD-IDP); Dati relativi alle auto di servizio a disposizione delle pubbliche amministrazioni, ai servizi di scorta e agli agenti delle forze di polizia impiegati (Bonelli – AVS); Chiarimenti in ordine ai recenti attacchi ai danni del sistema informatico del Ministero dell'interno attribuibili a gruppi legati alla Repubblica popolare cinese (Bonelli – AVS).
Per il Governo sono intervenuti: Maria Tripodi, Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale; Nicola Molteni, Sottosegretario di Stato per l'Interno.
XIX LEGISLATURA
623^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 27 febbraio 2026 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Modifica nella composizione di gruppi parlamentari
- Svolgimento di interpellanze urgenti.
- Interpellanza n. 2-00770
- Interpellanza n. 2-00775
- Interpellanza n. 2-00774
- Interpellanza n. 2-00782
- Interpellanza n. 2-00783
- Interpellanza n. 2-00779
- Interpellanza n. 2-00784
- Interpellanza n. 2-00785
- Sui lavori dell'Assemblea
- Comunicazione
- Comunicazione
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta del 24 febbraio 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 74, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Comunico che, con lettera pervenuta in data 25 febbraio 2026, il deputato Calogero Pisano, già iscritto al gruppo parlamentare Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare, ha dichiarato di aderire al gruppo parlamentare Fratelli d'Italia.
La presidenza di tale gruppo ha comunicato di avere accolto la richiesta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza urgente all'ordine del giorno Toni Ricciardi ed altri n. 2-00770 .
Chiedo al deputato Toni Ricciardi se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sottosegretaria Tripodi, ci troviamo qui, questa mattina, perché mi è stata segnalata, in presa diretta, per conoscenza diretta, una vicenda che riguarda, come giustamente annunciava il Presidente Rampelli nel titolo e nella premessa, l'esistenza di un sito Internet che rappresenta una società privata, che offre assistenza e consulenza ai nostri connazionali che vivono all'estero. Il sito sottolinea, con chiarezza, che loro operano ormai da anni principalmente in 5 Paesi, tra cui il Regno Unito, la Germania e la Svizzera - stiamo parlando di tre delle principali comunità di italiani e italiane nel mondo -, e offrono tutta una serie di servizi che vanno dai passaporti alle trascrizioni di matrimonio, fino alle trascrizioni di nuove nascite, CIE e quant'altro. Tutti questi servizi vengono erogati in base a corrispettivi; c'è tutto un tariffario.
La cosa che più di tutte ha suscitato perplessità, come primo punto, è il fatto che, navigando nel sito e vedendo anche le pagine di questa società, non troviamo alcun indirizzo né riferimento di responsabilità, persone giuridiche o società. Troviamo semplicemente una e un numero italiano di cellulare.
La cosa che più di tutte ha destato la mia attenzione è il fatto che, per racconti diretti di cittadine e cittadini che ne hanno usufruito, con questa intermediazione, pagando per servizi che di solito non si pagano, che sono gratuiti, hanno avuto la possibilità di saltare le famigerate liste d'attesa. Come lei sa, Sottosegretaria, in alcuni consolati, soprattutto in quelli interessati anche da questo atto di sindacato ispettivo, a volte le attese per gli appuntamenti per una CIE o per un passaporto variano dai 4 ai 6 mesi: non perché ci sia l'incompetenza o la mala volontà delle sedi diplomatiche e consolari, ma perché la richiesta e la pressione sono tante, i dipendenti a disposizione sono quelli che sono e quindi, naturalmente, la procedura si rallenta.
Questa mattina, sono qui a chiedere al Governo le seguenti risposte: primo, se sa chi siano gli erogatori di tali servizi; secondo, se questa procedura sia ritenuta legale dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e, in generale, dal Governo italiano, e se, soprattutto, risulti al Governo l'esistenza di legami interni alle varie sedi consolari nei rispettivi Paesi che consentano, in un certo qual modo, di accorciare le tempistiche. Soprattutto, Sottosegretaria Tripodi, ringraziandola per la presenza questa mattina, vorremmo sapere cosa intenda fare il Governo rispetto a questa vicenda.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Maria Tripodi, ha facoltà di rispondere.
MARIA TRIPODI,. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Ricciardi. Il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale segue con costante attenzione il fenomeno degli intermediari privati, che offrono a pagamento assistenza ai connazionali per la gestione delle pratiche consolari.
Il portale richiamato nell'interpellanza Semplita sembrerebbe operare soprattutto in Europa con la gestione di un soggetto privato che, su delega del connazionale, utilizzerebbe le credenziali personali di quest'ultimo per accedere alle piattaforme istituzionali Fast-It e Prenot@mi, programmi che gestiscono la trattazione delle pratiche consolari rigorosamente in ordine cronologico, nel rispetto dell'articolo 12 del DPR n. 62/2013.
Quanto ai tre Paesi indicati dall'onorevole interpellante - Regno Unito, Svizzera e Germania -, a seguito di un ulteriore approfondimento svolto, non si ha evidenza di segnalazioni specifiche da parte dell'utenza sul caso in questione. Le sedi diplomatico-consolari nell'area monitorano costantemente e in maniera proattiva le citate piattaforme per prevenire fenomeni di rivendita di appuntamenti. A titolo di esempio, il Consolato generale d'Italia a Londra pubblica i tempi di attesa di Fast-It sul sito istituzionale. Gli appuntamenti su Prenot@mi vengono resi disponibili secondo un calendario trasparente e predeterminato, con rilascio quotidiano di nuove disponibilità. Sono previsti controlli a campione e incrociati sulle prenotazioni, comprensivi della verifica degli accessi, degli orari e degli indirizzi IP.
L'attività di prevenzione, monitoraggio e controllo si esplica anche a livello centrale. Il Ministero degli Esteri è fortemente impegnato nel rafforzamento dei sistemi informatici per contrastare eventuali abusi.
La progressiva migrazione sul Polo Strategico Nazionale di tutti i portali relativi ai servizi consolari contribuirà, peraltro, a creare un'infrastruttura di sicurezza ancora più stabile, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente gli spazi per intermediazioni improprie e garantire la piena tutela dei dati personali.
Inoltre, da tempo, abbiamo avviato una mirata campagna informativa per ribadire la totale estraneità del Ministero e della Rete ai servizi di intermediazione privati e per richiamare l'attenzione degli utenti sull'importanza di accedere direttamente alle piattaforme istituzionali, scongiurando costi aggiuntivi e la condivisione di dati personali con agenzie private.
In conclusione, voglio rassicurare l'onorevole interpellante che continueremo il costante monitoraggio sul corretto uso degli applicativi ministeriali al fine di migliorare ulteriormente l'erogazione dei servizi consolari, assicurando trasparenza e legalità, ciò in linea con la recente riforma del Ministero fortemente voluta dal Ministro Tajani, che ha messo al centro del suo mandato il rafforzamento dei servizi ai cittadini e alle imprese. La riforma ha previsto, tra l'altro, l'istituzione di una Direzione generale dedicata allo sviluppo delle infrastrutture informatiche, alla digitalizzazione e alla sicurezza cibernetica, a dimostrazione del carattere prioritario e centrale che il tema riveste nell'azione quotidiana del Ministero degli Affari esteri.
PRESIDENTE. Il deputato Toni Ricciardi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, con senso di profonda amarezza, umana e personale, per la gentilezza che contraddistingue il lavoro della Sottosegretaria Tripodi, io mi dichiaro completamente, totalmente e profondamente insoddisfatto. Mi spiego.
Mi dispiace, Sottosegretaria, ella non ha risposto a nessuna delle domande poste: “vedremo, faremo, stiamo facendo”. Questa interpellanza chiedeva di capire cosa stesse accadendo. Infatti, guardate, la società segnalata ha un tariffario pubblicato in piena trasparenza e lo leggo, Presidente Rampelli, perché qui bisogna che ci capiamo in questo Paese.
Punto primo: si chiedono 75 euro per l'iscrizione AIRE, che è gratuita. Si chiede di pagare 75 euro per prendere un appuntamento per i passaporti, che è l'unico documento che rilasciamo seduta stante a un connazionale, e questo accade in consolati dove aspetti 5, 6, 7 mesi anche solo per trovare un buco nel sistema Prenot@mi. Per una CIE - sentite e tremate - ci vogliono 75 euro e 25 euro per ogni persona aggiuntiva, con un vero e proprio “pacchetto famiglia”. Cento euro per l'assistenza per la trascrizione dell'atto di matrimonio, dove c'è pure la consulenza, la traduzione, la legalizzazione e nientepopodimeno che 250 euro per la trascrizione della nascita di un figlio, esattamente nel momento in cui, l'anno scorso, il 20 maggio 2025, questo Governo, ed esattamente il Vicepremier e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha segnato una delle pagine più buie del rapporto istituzionale del Governo con le proprie comunità all'estero, bloccando la trasmissione automatica della cittadinanza.
Ora, Presidente, io qui non le sto portando esempi dell'America Latina, con tutto il rispetto che io porto per qualsiasi Paese dell'America Latina e del mondo. Io le sto portando fattispecie che stanno accadendo in Europa, nel cuore dell'Europa, dove noi abbiamo comunità radicate e stanziate. La verità, Sottosegretaria Tripodi: lei ha richiamato la riforma del Ministro Tajani sul MAECI. Quella riforma, che noi abbiamo avversato con forza, ha dentro un paragrafo che spiega in tutto qual è la visione, purtroppo, di questo Governo: la privatizzazione dei servizi consolari. Sottosegretaria, io mi sarei aspettato un'assunzione di responsabilità da parte di questo Governo e non spallucce facendo finta che nulla stesse accadendo, perché quello che sta accadendo con i servizi consolari, che voi volete privatizzare, accade già con i visti. Sottosegretaria, in Cina ci sono società che hanno commesse, da parte della Repubblica italiana, che operano sui visti - il costo di un visto è di 90 euro - e queste società vendono il , lo e il servizio e a domanda a queste società: scusate, ma il timbro di visto chi lo mette? Lo mette il funzionario, il dipendente del consolato? Sì, e allora mi spiegate voi come fate a garantire il di quella procedura pagata il doppio o il triplo rispetto al costo ordinario quando il funzionario è lo stesso? E come fa il funzionario a decidere se mettere prima il timbro sulla pratica ordinaria da 90 euro o su quella da 150?
Sottosegretaria, la fattispecie gliela presento pubblicamente: una cittadina disperata di una certa età, che non sapeva come arrivare ai servizi consolari, con il passaparola entra in contatto con questa società pagando 350 euro - e dico 350 euro - ed esattamente in 15 giorni riesce ad avere le CIE per sé e per tutta la famiglia, con l'aggiunta che, visto che il giorno prefissato non le andava più bene, le hanno anche spostato il giorno prefissato. Allora, delle due l'una, perché o lei mi viene qui a dire che state facendo i dovuti accertamenti e che verificherete che cosa accade, oppure io devo immaginare che sarà stata opera dello Spirito Santo, che questa società ha avuto la capacità in un consolato, dove aspetti sei mesi per un appuntamento per la CIE, di ottenere l'appuntamento nell'arco di 15 giorni per quattro persone due volte.
E anche sul sistema Prenot@mi, Sottosegretaria, voi sapete benissimo alla Farnesina che ci sono i sistemi di intelligenza artificiale che intervengono e riescono a carpire le procedure di appuntamento. Allora, da questo punto di vista, non è che noi dobbiamo avere la centrale della sicurezza cibernetica domani mattina, ma noi dovremmo avere un intervento strutturato che sottolinei la difficoltà che c'è e che intervenga in termini di sicurezza, perché la vendita degli appuntamenti ai consolati è prassi costante da troppo tempo e non va bene, Sottosegretaria. Questa cosa non è più accettabile e per giunta voi avete nel cassetto una soluzione depositata da 10 anni. Allora, delle due l'una. Noi vi stiamo dicendo da tempo - sono oltre 10 anni - che c'è la possibilità di attivazione di una convenzione con degli organismi riconosciuti, monitorati e controllati dalla Repubblica italiana, che sono i patronati, contro i quali voi crivellate un giorno sì e l'altro pure. E allora non riesco a capire: i patronati non sono titolati, perché probabilmente il patronato-pensiero non è eccessivamente allineato, mentre le società private, che speculano e lucrano sulla difficoltà dei cittadini, invece sì.
Allora, Sottosegretaria Tripodi, ringraziandola per l'umana disponibilità - e ci mancherebbe pure -, però io la invito a continuare a monitorare questa vicenda e a verificare quali saranno i passi che si dovranno fare, perché se una Repubblica come la nostra - noi siamo l'Italia, non siamo l'ultimo Paese del globo - non è in grado, dal punto di vista formale e istituzionale, con la diaspora che vive e con oltre 7 milioni di cittadini iscritti all'AIRE, di poter garantire, tra le mille difficoltà che ci sono e ci mancherebbe pure, risposte adeguate da parte dello Stato e si deve affidare a soggetti privati, che lucrano e speculano sulle difficoltà umane di queste persone, noi riteniamo che questo sia un atto gravissimo e continueremo a monitorare intransigentemente la vicenda, affinché si possa addivenire a chiarimenti e a soluzioni che portino a riconquistare il valore reputazionale della Repubblica.
Io conosco ambasciatori, consoli, dipendenti e uscieri dei consolati che fanno i salti mortali per star vicino alle persone, perché quando tu eroghi un servizio da parte della Repubblica italiana non stai erogando un servizio di parte ma lo stai erogando come Nazione, e utilizzo non a caso un termine tanto caro alla sua Presidente del Consiglio. E allora, evidentemente, se vogliamo rispettare questa Nazione, se vogliamo rispettare il tricolore che sventola in ogni angolo di questo globo, dobbiamo preoccuparci che la Repubblica italiana faccia lo Stato e che non si svenda e che non svenda, per l'interesse di pochi, i propri servizi a soggetti privati che, con i servizi pubblici, non c'entrano assolutissimamente nulla .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e gli insegnanti della scuola secondaria “Riccardo Monterisi” di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, che sono qui in tribuna ad assistere ai nostri lavori . Li ringraziamo e gli auguriamo ogni fortuna e ogni bene. L'occasione è necessaria per ricordargli che siamo qui oggi in seduta ad ascoltare esclusivamente i colleghi che svolgeranno e svolgono le proprie interpellanze in presenza del Governo, che a queste interpellanze risponde. Quindi, oggi non sono previste votazioni.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Auriemma ed altri n. 2-00775 .
Chiedo alla deputata Auriemma se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. La vedo in piedi e, quindi, immagino che voglia sviluppare la propria interpellanza. Prego, ascoltiamo il suo intervento.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. Noi poniamo nuovamente all'attenzione di quest'Aula e del Governo la questione dei lavoratori di Trasnova. Trasnova, per precisare, fa parte dell'indotto Stellantis. Parliamo di uno stabilimento che ha lavoratori sia a Melfi, sia a Cassino, sia a Pomigliano. Parliamo di una società che nasce con una cessione di ramo d'azienda proprio della FIAT, quindi di lavoratori, per lo più quelli afferenti al sito di Pomigliano, che sono tutti ex lavoratori FIAT, per lo più. La storia di Trasnova è una storia importante, perché è una storia di lotta dei lavoratori che circa un anno fa, più di un anno fa, sono riusciti ad ottenere l'annullamento dei licenziamenti: oltre 300 licenziamenti arrivati a Trasnova, che è una società che ha una sola commessa, quella di Stellantis, sono riusciti a ottenerne l'annullamento, nonché un tavolo ministeriale e l'impegno di Stellantis di non abbandonare questi lavoratori.
Purtroppo, dopo oltre un anno, non c'è la prospettiva di un rinnovo importante, perché questi lavoratori ad aprile vedranno scadere la commessa di Stellantis e, quindi, automaticamente il proprio rapporto di lavoro cesserà. Sono arrivate le lettere di licenziamento e, ad oggi, non abbiamo una ricollocazione, nonostante ci sia un tavolo ministeriale che sta lavorando sul tema. Quindi, noi siamo fortemente preoccupati innanzitutto per i lavoratori e, in secondo luogo, per l'atteggiamento di Stellantis che, ancora una volta, è assente ai tavoli e non dà nessuna garanzia sui livelli occupazionali, tra l'altro, di zone che sono estremamente depresse da un punto di vista occupazionale e industriale.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato, Maria Tripodi, ha facoltà di rispondere.
MARIA TRIPODI,. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Auriemma. Com'è noto, l'intero settore sta vivendo una crisi profonda in tutta Europa, dovuta agli effetti della duplice sfida della transizione e digitale, nonché alla concorrenza dei produttori extra europei. Non è esente da queste difficoltà il Gruppo Stellantis che sconta anche una situazione di crisi specifica dovuta alle vicende che hanno caratterizzato negli ultimi anni la sua Tuttavia, con i nuovi vertici del Gruppo la situazione sta cambiando e il Ministero delle Imprese e del sta realizzando ogni azione necessaria per favorire questo cambiamento. In questa direzione va il piano industriale di Stellantis, denominato “Piano Italia”, presentato il 17 dicembre 2024 al MIMIT e già illustrato in Parlamento, che prevede la centralità del nostro Paese nella produzione del Gruppo e garantisce che nessuno stabilimento produttivo italiano chiuda o subisca licenziamenti.
Il Governo sta presidiando con attenzione l'attuazione del Piano Italia, attraverso un monitoraggio costante, incontri periodici con il costruttore e riunioni del Tavolo permanente istituito presso il MIMIT, dove Stellantis è chiamata a dare aggiornamenti continui sullo stato di attuazione degli impegni assunti.
A tal proposito, ricordo che nel corso dell'ultimo Tavolo del 30 gennaio scorso, l'azienda ha confermato di aver rispettato gli impegni assunti a fine 2024 e ha annunciato che nel 2026 gli acquisti da fornitori nazionali, relativi alla componentistica, supereranno i 7 miliardi di euro, accompagnati da una proiezione di incremento dei volumi produttivi nel corso dell'anno.
In tale occasione, Stellantis ha anche anticipato le principali linee del piano industriale per il 2026. In particolare: a Melfi, è previsto l'avvio della produzione di un nuovo modello DS e l'introduzione di un turno aggiuntivo per sostenere la crescente domanda della nuova Jeep Compass; a Pomigliano verranno realizzati tre nuovi modelli; a Cassino è prevista la produzione della Maserati Grecale, con una revisione della strategia precedentemente orientata esclusivamente all'elettrico. Inoltre, il Ministero delle Imprese e del sta lavorando a un DPCM per la riprogrammazione delle risorse del Fondo fino al 2030, per un ammontare complessivo di circa 1,6 miliardi di euro. Tali risorse saranno destinate al sostegno degli investimenti delle imprese su un orizzonte pluriennale; in particolare, si prevede che al rafforzamento dell'offerta sarà destinato il 75 per cento dei fondi.
Voglio sottolineare che questo Governo è intervenuto anche a livello europeo, evidenziando i gravi rischi per l'industria insiti nel Piano del e muovendosi, con il e con l'iniziativa congiunta Italia-Germania, per cambiare la politica europea di settore.
Per quello che attiene specificamente alla situazione dell'azienda Trasnova, si rappresenta che, a seguito dell'intervento del Ministero delle Imprese e del , il contratto di Stellantis con l'azienda in parola è stato prorogato due volte. Ora gli uffici competenti del MIMIT stanno lavorando, insieme alle parti coinvolte, per individuare una soluzione strutturale al problema. La questione sarà oggetto del prossimo incontro del Tavolo sulla vertenza Trasnova, convocato per il prossimo 11 marzo. Quindi, a breve.
Voglio rassicurare, anche in questo caso, l'onorevole interpellante: rimane sempre alta l'attenzione del Governo per cercare di sostenere tutte le aziende della componentistica, come Trasnova, che stanno risentendo fortemente la crisi del settore .
PRESIDENTE. La deputata Auriemma ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
CARMELA AURIEMMA(M5S). Grazie, Presidente. Assolutamente no, perché la risposta del Sottosegretario sembra scritta da Stellantis che, ancora una volta, ci racconta di un Piano Italia che non è realizzato. Il Piano Italia ad oggi non esiste. I due modelli che dovrebbero essere lanciati a Pomigliano non esistono, anzi, Stellantis sta continuando a delocalizzare, addirittura a investire all'estero; addirittura invita gli operai di Pomigliano, di Melfi, di Mirafiori a spostarsi in altri Paesi. Questo è il livello… questo è il Piano extra Italia, più che Italia, perché, di tutti gli impegni che si sono assunti gli esponenti di Stellantis - a partire dal presidente Elkann, passando per l'amministratore delegato, che è stato sostituito anche recentemente - non abbiamo, ad oggi, nulla. Quindi, legare il destino di Trasnova a Stellantis, secondo me, è una mossa estremamente sbagliata da parte di questo Governo. I licenziamenti sono già in atto, i lavoratori già hanno perso il posto di lavoro e non possiamo aspettare che le favole, che sta raccontando Stellantis da due anni e mezzo, diventino realtà - ahimè - purtroppo.
È proprio nella rassegna stampa di questa mattina la notizia che Stellantis decide, per quest'anno, di non dare il premio di produzione agli operai. Giustamente, dopo aver ceduto extra milionari per gli azionisti, gli operai devono pagare lo scotto di scelte strategiche sbagliate, perché dobbiamo partire dal presupposto che Stellantis non produce più autovetture, ma si è impegnata, negli ultimi 10 anni, se non 15, in maniera intensa, nel mondo finanziario. Non fa più ricerche, non fa più sviluppo rispetto a un settore che è estremamente sensibile a questi temi. Che cosa fa? Noi contestiamo l'elettrico, contestiamo - come giustamente lei ci ha indicato nella relazione - che il mercato europeo venga invaso da partner extra europei, però poi con questi ci andiamo a fare gli affari, perché Stellantis ha chiuso una proprio con un produttore cinese. Quindi, è evidente che le scelte che ha fatto Stellantis a livello manageriale non sono state scelte giuste, non sono state scelte importanti e ne stanno pagando gli effetti i lavoratori, ad iniziare dai lavoratori degli stabilimenti italiani, che sono in cassa integrazione; il 60 per cento è in cassa integrazione o con un onorario ridotto.
Si parlava - sempre il Ministro Urso - di un milione di autovetture sempre in questo famoso Piano Italia. Nel 2025 sono state prodotte 380.000 vetture, meno del 2024. Quindi è evidente che - in questo caso stiamo parlando di Trasnova e dei lavoratori di Trasnova - non possiamo ancorare il destino di questi lavoratori al destino di Stellantis, perché è evidente che Stellantis, che tra l'altro non si presenta ai Tavoli dove è invitata … perché Stellantis è il datore di lavoro dei lavoratori di Trasnova, perché è una cessione di ramo d'azienda. Quindi, se volessimo dirla tutta, questi lavoratori sono strettamente legati a Stellantis, tant'è vero che Trasnova ha una sola commessa, che è solo Stellantis.
Allora, diciamo che le alternative per questi lavoratori ci sono, perché in quella zona ci sono investimenti importanti in ricerca, per quanto riguarda l'innovazione delle batterie al litio. Sappiamo che c'è questo Tavolo e sappiamo anche che si sta lavorando tanto per trovare una soluzione, ma questo Tavolo deve chiamare alle proprie responsabilità innanzitutto Stellantis che sta raccontando favole e frottole a tutti e soprattutto ai lavoratori. Poi, in secondo luogo, bisogna estendere il raggio d'azione guardando altri investitori, altre realtà, perché altrimenti questi lavoratori rischiano, fra poco più di 1 mese perché parliamo della scadenza della commessa, che è ad aprile, di restare fuori dalla fabbrica, che hanno contribuito a far crescere per 30 anni, e questa cosa è gravissima, soprattutto in una zona dove, se perdi il lavoro a 50 anni, difficilmente rientri. Ci sono realtà importanti che stanno investendo nelle batterie al litio, stanno investendo nelle tecnologie che possono recuperare questi lavoratori. Noi facciamo e chiediamo al Governo uno sforzo per allargare il raggio d'azione rispetto a questa vertenza che è veramente importante perché parliamo di lavoratori che fondamentalmente sono monoreddito, hanno figli, mutui alle spalle, quindi restare senza lavoro, dopo che si è fatta una battaglia, dopo che per un anno e mezzo c'è stato un Tavolo ministeriale, è veramente una beffa che non possiamo permettere che si realizzi .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Barzotti ed altri n. 2-00774 . Chiedo alla deputata Barzotti se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Governo, per l'ennesima volta siamo qui, in quest'Aula, a denunciare quello che accade rispetto a un progetto, che è quello dell'autostrada Cremona-Mantova, che è un progetto assolutamente non sostenibile, un progetto che noi contestiamo fortemente perché è contro gli interessi del territorio. In particolare, che cosa sta accadendo? Il progetto originario, il progetto preliminare, pensi che è addirittura del 2003. Cioè noi, dopo quasi 30 anni, stiamo qui a parlare ancora di questo progetto, che evidentemente è superato, non sostenibile, bocciato più volte anche da regione Lombardia, che il territorio non vuole, che porta soltanto ulteriore consumo di suolo e che è stato per anni oggetto di contestazione e ancora in questo momento permangono tantissime criticità.
Ora, oggi, qual è la novità? La novità è che Stradivaria, in particolare, il concessionario di quest'opera ha chiesto… ha presentato istanza per la proroga del decreto ministeriale del 2011 con cui era stata autorizzata la valutazione di impatto ambientale. Ora, secondo noi, le condizioni per questa proroga non ci sono e vi diciamo anche il perché. Innanzitutto, in questo contesto facciamo un passettino indietro: la valutazione d'impatto ambientale da Stradivaria viene chiesta sostanzialmente per due ragioni, ossia per il fatto che, secondo loro, il progetto non è ancora partito per cause non imputabili a Stradivaria e perché non è stato approvato da regione Lombardia.
Tutto vero. Peccato che, in realtà, ci siano delle criticità importantissime, in particolare rispetto al primo punto, ossia sul fatto che non sia imputabile a Stradivaria che il progetto non sia partito. Perché in realtà ci sono delle criticità enormi, che sono anche oggetto di un contenzioso importante tra Aria, e, quindi, regione Lombardia, e la stessa Stradivaria. Per cui noi quello che chiediamo oggi al Governo è innanzitutto se il Governo sia a conoscenza del fatto che c'è stata questa richiesta di proroga e quali siano gli intendimenti che ha rispetto a questa proroga.
Perché ci risulta che negli atti sia stato scritto sostanzialmente che Stradivaria non è a conoscenza di un progetto che potrebbe creare delle interferenze con la stessa autostrada, che è il progetto di raddoppio ferroviario della tratta Codogno-Piadena-Cremona. Quindi, quello che noi chiediamo è quali iniziative intenda assumere il Governo rispetto a questo e chiediamo anche se non ci sia l'opportunità di valutare, al posto di una proroga, in realtà, una nuova via, proprio perché parliamo di questa opera da tantissimo tempo ed è evidente che tutto il contesto è cambiato, che ci sono degli elementi nuovi e che l'opera non è sostenibile. Per cui vi chiediamo quali siano i vostri intendimenti.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato, Maria Tripodi, ha facoltà di rispondere.
MARIA TRIPODI,. Grazie, Presidente. Il progetto Integrazione del sistema transpadano per il tratto Cremona-Mantova sud, lungo la direttrice Cremona-Mantova, è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale presso il MASE, conclusasi con decreto di compatibilità ambientale n. 399 del 18 luglio 2011. Il termine di validità è stato successivamente prorogato al 27 settembre 2025 con decreto ministeriale n. 52 del 29 gennaio 2021.
Gli atti e i provvedimenti riferiti al suddetto progetto, identificato con ID 341, sono pubblicati e disponibili sulle pagine del sito di questo Ministero, dedicate alle valutazioni e autorizzazioni ambientali. Con nota del 26 marzo 2025, il proponente Stradivaria Spa ha presentato istanza di proroga di ulteriori 5 anni e il procedimento, identificato con ID 13817, risulta attualmente in corso. Anche per la nuova istanza, gli atti e i documenti sono disponibili sul portale VIA-VAS del Ministero.
La commissione tecnica ha espresso parere n. 138 del 15 dicembre 2025 di esito favorevole. Lo scorso 20 gennaio, lo stesso è stato trasmesso al Ministero della Cultura, insieme alla bozza di decreto, al fine di richiederne il concerto. Il citato decreto di compatibilità ambientale del 2011, positivo con condizioni ambientali, riguarda la parte cremonese del tracciato (cosiddetto tratto A) e la parte più orientale del tratto mantovano da Acquanegra sul Chiese a Castellucchio (cosiddetto tratto C). Per la restante parte del tratto mantovano già in fase di VIA sono state avanzate tre proposte, tra le quali è stata ritenuta migliore l'alternativa denominata D3 (alternativa mantovana).
Segnatamente, nel decreto di compatibilità ambientale si specifica che quest'ultima soluzione progettuale dovrà essere sviluppata predisponendo l'apposito progetto definitivo e le relative analisi ambientali, e, pertanto, non risulta ricompresa nel decreto di VIA 399/2011. Ne consegue che la proroga riguarda il progetto definitivo per i tratti A e C che, da quanto dichiarato dal proponente, non ha subito modifiche rispetto a quanto approvato nel 2011, mentre il relativo progetto esecutivo non è stato ancora redatto.
La citata richiesta di integrazioni del Ministero della Cultura è stata avanzata in considerazione del fatto che, a partire dalla fine del 2020, è stato avviato il procedimento che ha comportato l'autorizzazione del raddoppio ferroviario della tratta Piadena-Mantova. In tale ambito, sono state previste alcune modifiche ai sovrappassi previsti dal progetto dell'Autostrada regionale “Integrazione del sistema transpadano direttrice Cremona-Mantova. Tratto Cremona-Mantova sud”.
Stradivaria Spa ha riscontrato rappresentando che non è nelle condizioni di fornire le integrazioni e i chiarimenti richiesti, non avendo a disposizione i contenuti specifici del progetto del raddoppio ferroviario, in quanto non coinvolto nel procedimento di approvazione di tale progetto, né in fase di conferenza di servizi. Inoltre, l'intervento ferroviario è successivo al progetto della Cremona-Mantova e, pertanto, è presumibile che nella progettazione si sia tenuto conto di eventuali interferenze.
Quanto sopra è stato confermato dalla nota del 20 dicembre 2020, citata nella stessa interpellanza in esame. Infatti, nella nota Stradivaria sottolineava che il progetto di raddoppio avrebbe interferito con l'autostrada e chiedeva a RFI di adeguare il suo progetto, dato che il progetto definitivo dell'autostrada era già stato depositato dalla concedente Aria Spa.
La regione Lombardia ha comunicato che il concedente dell'autostrada regionale (Aria Spa) e RFI/Italferr hanno già svolto a partire dagli anni 2020-2021 un lavoro sinergico volto a garantire la coerenza dei due progetti e, in particolare, del progetto ferroviario rispetto al progetto autostradale, considerata la preesistenza del progetto autostradale a livello approvativo-procedurale.
Pertanto, alla luce del lavoro svolto, i due soggetti, autostradale e ferroviario, risultano allo stato già coerenti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, per quanto di propria competenza, ha comunicato che, al fine di assicurare piena funzionalità alla tratta già realizzata del TIBRE compresa tra Fontevivo e il casello di Sissa Trecasali risulta necessario stabilire un collegamento con la rete stradale di interesse nazionale. Tale collegamento può essere assicurato mediante la connessione con la futura autostrada regionale Cispadana, ovvero proseguendo l'autostrada sino alla SS 10 nella regione Lombardia.
In precedenti atti, l'assessore ai lavori pubblici della regione Lombardia, congiuntamente con l'assessore ai lavori pubblici della regione Emilia-Romagna, hanno manifestato l'interesse all'adozione della soluzione con innesto sulla SS 10, che risulta funzionale anche alla realizzazione dell'autostrada Cremona-Mantova di competenza regionale.
Al riguardo, la regione Lombardia ha confermato che l'autostrada costituisce un obiettivo prioritario infrastrutturale di interesse regionale e sovraregionale, ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della legge regionale n. 12 dell'11 marzo 2005, e come tale è inserita nella vigente programmazione regionale (Piano territoriale regionale- PTR e Programma regionale della mobilità e dei trasporti-PRMT).
Attualmente, sono in corso i confronti con gli enti e i principali portatori di interesse per valutare l'alternativa progettuale maggiormente rispondente all'interesse collettivo.
Si evidenzia, infine, che le opere di allaccio al casello e un primo tratto di tale connessione sono già state realizzate nell'ambito del primo lotto TIBRE.
PRESIDENTE. La deputata Barzotti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. Allora, innanzitutto, non posso assolutamente ritenermi soddisfatta da questa risposta, perché è lacunosa, non tiene conto di alcuni elementi fondamentali né del fatto che attualmente c'è un contenzioso importantissimo tra Aria e Stradivaria, in cui Aria addirittura fa una domanda riconvenzionale, chiedendo la risoluzione per gravissimo inadempimento degli obblighi in capo al concessionario.
Quindi, Presidente, teniamo in considerazione il fatto che il progetto presentato da Stradivaria, fermo da quasi 30 anni, ci porta a dire che evidentemente qualcosa non va.
Quindi, invece di andare avanti come dei muli rispetto a questa opera che è stata contestata più volte… Abbiamo detto che c'è un assoluto consumo non necessario di suolo. Non è un'opera sostenibile a livello economico, manca il progetto esecutivo e mancano i dati dei flussi di traffico. Per essere precisi, ci sono i dati dei flussi di traffico di alcuni studi che sono stati effettuati, sulla base dei quali non ci sarà così tanto traffico veicolare da giustificare un'opera così importante. Quindi, questo è il primo motivo.
Il secondo motivo è che la valutazione di impatto ambientale deve essere necessariamente aggiornata. Infatti, da troppi anni si sta parlando di quest'opera e, come sapete benissimo, il contesto economico, sociale e ambientale è cambiato, per cui deve esserci necessariamente una nuova valutazione.
A questo aggiungo che trovo surreale - e penso che il Ministero dovrebbe tenerne conto - che Stradivaria abbia presentato questa nota, che avete citato e che ho qui con me, che dice che non è a conoscenza delle possibili interferenze e variazioni con il progetto del raddoppio ferroviario. Questo non corrisponde a verità, perché, come avete correttamente dato atto, c'è una nota del 2020 di Stradivaria in cui la società prendeva atto dell'interferenza con il progetto ferroviario e chiedeva che RFI si adeguasse al progetto autostradale, ferme restando le valutazioni politiche sull'opportunità di tale richiesta. Infatti, per quanto ci riguarda, riteniamo doveroso e importante puntare sulla mobilità dolce e sul trasporto ferroviario e questo progetto - non a caso - è stato validato e avviato nel 2020, quando noi del MoVimento 5 Stelle eravamo al Governo.
Detto questo e che è prioritario puntare sul raddoppio ferroviario e sulla mobilità dolce - in tal caso è il concessionario che dovrebbe prendere atto di questa istanza collettiva e adeguare il suo progetto e le sue possibili interferenze -, dà atto che conosce questo progetto e sa che ci sono possibili interferenze, tanto è vero che chiede a RFI di modificare e poi vengono fatti anche alcuni aggiustamenti.
Pertanto, francamente, mi pare allucinante che vengano dette cose irrealistiche, che non corrispondono al vero e che sono sconfessate dai documenti che vengono prodotti in atti, perché non stiamo parlando di due biciclette che si incrociano per la strada, ma stiamo parlando di due enormi opere infrastrutturali e di due progetti importanti che devono essere coordinati tra di loro.
Quindi, francamente, credo che quello su cui dovremmo puntare sia: abbandonare questo progetto assurdo che aleggia come un fantasma da quasi 30 anni sulle nostre teste e sui cittadini lombardi; riqualificare - l'abbiamo sempre detto - le strade esistenti, perché, comunque, prima di progettare e pensare di rendere sostenibile un'opera come quest'autostrada, bisognerebbe riqualificare quello che c'è già, e sarebbe tanto. Inoltre, occorre evitare ulteriormente sprechi. Infatti ricordiamoci che anche questo contenzioso porta problemi enormi, perché parliamo di un sacco di soldi in ballo. Infatti, tra domanda riconvenzionale e richieste di Stradivaria, di fatto, a rimetterci sono, come al solito, i cittadini. Infine occorre evitare un ulteriore consumo di suolo, dato che quest'autostrada contribuirebbe a perseverare su questa strada che per noi è assolutamente insostenibile, e lo è, in generale, nel nuovo contesto sociale e ambientale che stiamo vivendo oggi .
PRESIDENTE. Saluto gli studenti e i docenti del liceo scientifico e delle scienze umane “Teresa Gullace Talotta” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Vi ringraziamo e vi auguriamo ogni bene e ogni fortuna . Vi informiamo che siamo qui, oggi, in seduta dedicata alle interpellanze. Quindi, sono presenti soltanto i deputati che hanno presentato le loro interpellanze e il Governo, nella persona della Sottosegretaria Maria Tripodi, che risponde a dette interpellanze.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Barbagallo ed altri n. 2-00782 .
Chiedo al deputato Barbagallo se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Con questa interpellanza urgente, chiediamo di conoscere la condotta del Governo rispetto alle gravi inadempienze, a nostro giudizio, per manifesta incapacità e inadeguatezza da parte degli organi preposti, nella fruizione turistica del vulcano Etna. Tali gravi inadempienze riguardano sia gli enti titolari delle strade, quindi la città metropolitana, sia le aziende che devono farsi carico del servizio di trasporto pubblico, quindi l'Azienda siciliana trasporti, e anche naturalmente l'ente Parco dell'Etna per quanto riguarda gli aspetti autorizzatori e concessori di propria competenza.
Come vedremo anche nel corso dell'illustrazione, a nostro giudizio, c'è stata anche un'evidente negligenza da parte degli enti preposti alla tutela e al controllo dell'ordine pubblico. Come noto al Governo, l'Etna è il vulcano più alto d'Europa e uno dei pochi luoghi al mondo in cui si può sciare guardando il mare. La fruizione nel periodo invernale è particolarmente attesa dai turisti, tenuto conto che, anche alla luce delle ormai note previsioni del meteo, è facile prevedere quando nevica e quindi organizzare i fine settimana sull'Etna.
A partire dal 23 gennaio, per tre fine settimana in cui era prevista neve e ha nevicato copiosamente, tutti gli operatori e le strutture turistiche ricettive erano pronti con il pienone ad accogliere i turisti, e invece abbiamo assistito inopinatamente ad un mancato spazzamento delle strade e ad un mancato utilizzo dei mezzi spargisale da parte della città metropolitana. Un inadempimento evidente e grave, che abbiamo denunciato prontamente e che ha comportato, da un lato, la necessità di cancellare le prenotazioni per tutte le strutture ricettive sul vulcano, e, dall'altro lato, anche un grave disagio per l'ordine e la sicurezza pubblica perché tanti turisti, tanti visitatori sono rimasti bloccati sulle strade del vulcano per ore e ore, 7 o 8 ore in macchina bloccati sulla neve, con la presenza anche in macchina di bambini, persone fragili e anziani.
Questo fatto così grave si è determinato sia ad Etna Nord che ad Etna Sud. Quindi chiediamo al Governo - questa è una prima parte significativa dell'attività parlamentare, dell'attività ispettiva - se è a conoscenza di questi fatti e se sono stati individuati i responsabili. Era previsto un turno? C'erano delle reperibilità? E, più che di reperibilità, si dovrebbe parlare di turni ordinari da parte della città metropolitana e di chi è responsabile di questi servizi. Queste negligenze fanno seguito a quello che è accaduto dal 24 dicembre al 10 gennaio, quando c'è stata un'eruzione dell'Etna che procedeva, come riportano le cronache della stampa, a due metri l'ora.
Quindi una colata che certamente non avrebbe arrecato pericoli per l'ordine e la sicurezza pubblica. In quel caso, inopinatamente, da parte di coloro che hanno specifiche responsabilità, è stato messo in essere un vero e proprio Stato poliziesco. Sono state bloccate le auto addirittura ai piedi dell'Etna, c'è stato un copioso dibattito sulla stampa con interventi significativi di vulcanologi prestigiosi, di associazioni che si occupano della tutela della fruizione dell'Etna, contestando apertamente queste scelte, che poi sono culminate addirittura con la multa degli escursionisti.
Quindi, paradossalmente, quando si dovrebbe garantire l'accesso alla fruizione del vulcano, gli enti preposti non spazzano le strade e non organizzano neanche la verifica del controllo delle catene, perché questo di Etna Nord è stato uno dei fatti che ha innescato il blocco delle auto: cioè, la Polizia stradale, anziché procedere dalle 6 del mattino alla verifica del controllo delle catene, ha iniziato a farlo alle 7,30-8 del mattino, causando a Etna Nord un grave ingorgo. Restano sullo sfondo poi altre due problematiche, quelle relative al servizio pubblico.
A Etna Sud oggi si accede con una sola corsa, che parte dalla stazione centrale di Catania e arriva fino ad Etna Sud, al rifugio Sapienza a 2.000 metri. Abbiamo documentato, anche depositandolo al servizio ispettivo, numerosi reclami da parte non soltanto di cittadini, ma anche di turisti stranieri, che vedono all'andata riempirsi subito l'autobus e, appena si riempie l'autobus, procacciatori e faccendieri che propongono a dieci volte il costo del biglietto per salire sull'Etna, e al ritorno, signor Presidente, una cosa inaudita, l'autobus, anziché ripartire in orario, riparte 10 minuti prima, lasciando a 2.000 metri famiglie, bambini, turisti stranieri, che si vedono costretti a pagare i conducenti privati a un prezzo che arriva anche a 20 volte in più del biglietto.
È una vergogna, che abbiamo denunciato in ogni sede e su cui chiediamo al Governo non soltanto di fare chiarezza, ma anche di individuare i responsabili. Concludo con la vicenda che riguarda l'ente Parco dell'Etna, che è chiamato a sovrintendere, a garantire la fruizione del vulcano, a rilasciare i nulla osta e le autorizzazioni del caso, e invece, come accade a Etna Nord, quindi per l'accesso a Piano Provenzana, in questo momento ancora non è stato rinnovato il servizio di trasporto pubblico extraurbano per arrivare a Etna Nord.
È una cosa allucinante: in uno dei siti UNESCO, che rappresenta uno dei maggiori attrattori d'Europa, oggi dall'aeroporto, da Taormina, non c'è un servizio di collegamento extraurbano autorizzato perché il Parco ancora non autorizza e, con una procedura cervellotica, ritiene non in più in vigore la VIncA, che invece, come abbiamo esposto in atti, è ampiamente vigente ed efficace. Resta sullo sfondo anche il tema di un pullulare di guide abusive, faccendieri che si aggirano per procacciare affari o per accaparrare turisti o visitatori, che certamente non rende onore a uno dei siti turistici più interessanti e più belli da vedere al mondo.
In conclusione, quindi, mi rivolgo al Governo e chiediamo: se siano a conoscenza di questi fatti gravi che abbiamo esposto; se e come intenda il Governo rimuovere le criticità che hanno comportato l'inefficacia dei servizi di sgombero della neve e dei mezzi spargisale, anche perché siamo in presenza di servizi pubblici che devono essere garantiti, e non certo in presenza di favori che si devono fare ai turisti; come intenda rimediare rispetto alle vicende che in questo momento non garantiscono un efficiente servizio di trasporto pubblico sia ad Etna Nord, sia ad Etna Sud.
Noi proponiamo un banale, ma necessario coinvolgimento sia delle prefetture interessate, ma anche del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, perché i fatti che abbiamo visto in queste settimane hanno anche comportato un rischio concreto per l'ordine e la sicurezza pubblica, come abbiamo già esposto, e, soprattutto, c'è anche una vicenda che riguarda l'efficacia, l'efficienza della pubblica amministrazione, che francamente non può essere calpestata così come abbiamo visto che è accaduto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi .
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato, Maria Tripodi, ha facoltà di rispondere.
MARIA TRIPODI,. Grazie Presidente, grazie all'onorevole interpellante. In via preliminare, si ritiene opportuno precisare che le questioni sollevate attengono prevalentemente alle competenze del Ministero dell'Interno, del Turismo e della regione siciliana. Pertanto, si rappresenta quanto segue sulla base degli elementi forniti dalle citate amministrazioni. Con particolare riferimento ai servizi di trasporto pubblico regionale e locale, si rammenta che le funzioni di programmazione, organizzazione e amministrazione del settore sono state conferite alle regioni territorialmente competenti ai sensi del decreto legislativo n. 422 del 19 novembre 1997.
Ne consegue che gli aspetti operativi e gestionali concernenti l'Azienda Siciliana Trasporti ricadono integralmente nell'ambito delle competenze della regione siciliana. Per quanto attiene alla gestione delle infrastrutture viarie di collegamento con le aree dell'Etna Nord e dell'Etna Sud, si rappresenta che tali arterie non rientrano nella rete stradale di competenza statale, bensì sono affidate alla gestione degli enti territoriali competenti, cui spettano le attività di manutenzione e amministrazione.
Partendo dal quesito relativo al presunto deficit di pianificazione e coordinamento istituzionale in un'area ad alta complessità ambientale e ad elevato afflusso turistico, il prefetto di Catania, sentito per il tramite del Ministero dell'Interno, e la regione siciliana hanno rappresentato che già in data 13 gennaio presso la locale prefettura si è riunito il Comitato operativo viabilità, con la partecipazione di tutte le amministrazioni competenti, al fine di esaminare la viabilità etnea in relazione agli eventi nevosi e di aggiornare il piano speditivo già adottato negli anni precedenti.
In tale sede è stata definita la configurazione dei presidi e dei cosiddetti cancelli sui versanti nord e sud del vulcano, modulati in funzione dell'intensità delle nevicate e delle esigenze operative e presidiati dalle Forze dell'ordine e dal Corpo forestale della regione siciliana, con servizi di controllo sulla verifica degli pneumatici e delle catene da neve a bordo degli autoveicoli.
Inoltre, a seguito di specifiche riunioni tenutesi presso la prefettura di Catania e in attuazione della Pianificazione invernale per la gestione della viabilità-Piano neve 2025-2026, il questore di Catania ha emanato un'ordinanza con la quale, a partire dal 24 gennaio e per ogni fine settimana, sono stati predisposti servizi straordinari di ordine e sicurezza pubblica finalizzati alla gestione della viabilità e al monitoraggio degli afflussi veicolari sulle strade che adducono al vulcano Etna.
Per quanto concerne i mezzi spalaneve e le risorse impiegate, la città metropolitana di Catania ha rappresentato che la dotazione strumentale e la dislocazione sul territorio risultano sostanzialmente invariate rispetto alla precedente stagione invernale e che gli interventi sono stati garantiti con continuità, anche oltre l'orario ordinario, in caso di emergenza. Ad ogni modo, il Dipartimento di Protezione civile della regione siciliana ha comunicato che, nell'ottica del potenziamento dei presidi e della dotazione strumentale, ha provveduto a finanziare l'acquisto di mezzi spazzaneve e spargisale per i comuni di Maletto, Maniace, Nicolosi e Ragalna.
Con specifico riferimento agli eventi segnalati dall'onorevole interpellante, occorre evidenziare che nel periodo compreso tra il 19 e il 21 gennaio scorso, la Sicilia orientale, e in particolare l'area etnea, è stata interessata da una violenta perturbazione atmosferica che ha determinato intense precipitazioni piovose e abbondanti nevicate sui rilievi montani, con accumuli che in alcuni tratti hanno raggiunto altezze comprese tra 1,5 e 2 metri. In tale contesto, gli enti proprietari delle infrastrutture viarie - città metropolitana di Catania e comuni interessati - hanno adottato numerose ordinanze contingibili e urgenti per l'interdizione temporanea della circolazione sulle principali arterie di accesso alle zone sommitali del monte Etna, su entrambi i versanti, al fine di garantire la sicurezza della circolazione e la tutela della pubblica incolumità.
Inoltre, preso atto della eccezionalità dell'evento, sono state attivate ditte esterne con pale ed escavatori ed è stato concordato l'impiego di mezzi a turbina Fresia di ANAS, forniti su richiesta della città metropolitana di Catania.
Con tale impiego di risorse, è stato possibile aprire, dal pomeriggio di venerdì 23 gennaio, la strada Mareneve nel tratto tra Linguaglossa e Piano Provenzana e dal successivo 25 gennaio anche il tratto fino a Fornazzo, rendendo l'arteria interamente fruibile.
Residue criticità si sono registrate esclusivamente in tratti di competenza comunale, in particolare nel territorio del comune di Linguaglossa e nel piazzale di Piano Provenzana, anch'esso di competenza comunale; in tali ambiti è stato comunque assicurato il supporto della città metropolitana di Catania.
Sul versante sud, grazie anche all'impiego di mezzi aggiuntivi, è stato completato nel pomeriggio del 25 gennaio lo sgombero della strada provinciale 92 fino al piazzale del Rifugio Sapienza. Nella giornata successiva si è intervenuti nell'area dei crateri Silvestri, caratterizzata da un significativo accumulo di neve, e si è quindi proceduto alla riapertura dei collegamenti verso Zafferana, Salto del Cane e lungo la citata strada provinciale 92 da Piano del Vescovo. Nei giorni seguenti è stato inoltre fornito supporto per la pulizia dei parcheggi di competenza del comune di Nicolosi.
Parallelamente, la città metropolitana di Catania, in raccordo con i comuni interessati - in particolare Linguaglossa e Nicolosi - ha assicurato supporto logistico agli operatori economici al fine di consentire l'accesso alle aree sommitali e favorire la tempestiva ripresa delle attività turistico-ricettive. Superata la fase emergenziale, le operazioni sono proseguite senza soluzione di continuità per garantire la piena percorribilità delle arterie di competenza. Si ribadisce, in ogni caso, che le criticità riscontrate sono state determinate da un evento nevoso di carattere straordinario ed eccezionale.
Successivamente, in data 31 gennaio, l'apertura degli impianti di risalita della stazione sciistica di Etna Nord ha determinato un rilevante afflusso di visitatori nelle località di Piano Provenzana, nel comune di Linguaglossa, anch'essa interessata da nuove e intense precipitazioni nevose.
L'elevata concentrazione di veicoli nelle aree montane ha comportato, soprattutto nei fine settimana, momenti di traffico particolarmente intenso che, nonostante le oggettive difficoltà operative legate alla conformazione delle strade a doppio senso di marcia, sono stati gestiti dalle Forze di Polizia impiegate sul territorio con un notevole dispiegamento di personale e mezzi.
Nel complesso, gli enti e le amministrazioni coinvolti hanno operato in stretta sinergia, adottando misure tempestive ed efficaci per la rimozione della neve e per il ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile, con l'obiettivo di consentire l'accesso alle aree sommitali dell'Etna e favorire la rapida ripresa delle attività turistiche, compatibilmente con l'evoluzione di eventi meteorologici di carattere eccezionale.
In merito al servizio di trasporto pubblico sul versante sud dell'Etna, l'Azienda Siciliana Trasporti ha comunicato, per il tramite della regione, che il contratto di servizio prevede una corsa giornaliera da Nicolosi alle ore 8,30 verso le aree sommitali, con rientro alle ore 16,30; nel periodo di alta stagione, da giugno a settembre con estensione fino a dicembre, è inoltre prevista una corsa aggiuntiva in partenza da Catania. Durante i giorni dell'emergenza alcune corse sono state soppresse a causa dell'ordinanza del comune di Nicolosi che disponeva la chiusura di diverse strade per le avverse condizioni meteorologiche, ma il servizio è regolarmente ripreso dal 4 febbraio. Con riguardo, invece, al trasporto pubblico extraurbano sul versante Etna Nord sono in corso le interlocuzioni finalizzate a definire il procedimento per la programmazione dei servizi sul territorio.
In merito al fenomeno delle guide abusive segnalato dall'onorevole interpellante, il Ministero del Turismo ha rappresentato che, nell'ambito della disciplina della professione di guida turistica, oggetto di recente riordino a livello nazionale ai sensi della legge n. 190 del 2023, è impegnato in un costante confronto con la regione siciliana al fine di garantire un adeguato coordinamento istituzionale tra i diversi livelli di governo in relazione alle figure professionali operanti nel settore turistico.
In particolare, occorre rilevare che la figura dell'accompagnatore turistico è soggetta a un regime di abilitazione di competenza regionale, in conformità alle attribuzioni riconosciute alle regioni dalla normativa vigente, così come altre figure che svolgono attività di supporto alla fruizione turistica e che non rientrano nella regolamentazione nazionale.
In tale contesto, il Ministero del Turismo ha collaborato con la regione siciliana alla pubblicazione degli elenchi delle guide turistiche regolarmente abilitate operanti sul territorio al fine di agevolare le attività di controllo da parte delle autorità locali e consentire l'immediata identificazione degli operatori autorizzati.
È stato, altresì, reso disponibile il tesserino personale in formato digitale, dotato di , che permette la verifica in tempo reale dell'abilitazione professionale da parte degli organi preposti ai controlli, supportando le amministrazioni territoriali e le Forze di Polizia nelle attività di vigilanza e di contrasto all'abusivismo.
Resta fermo che, ai sensi dell'articolo 12, commi 8 e seguenti, della citata legge n. 190 del 2023, nonché degli articoli 24 e seguenti del decreto del Ministro del Turismo n. 88 del 2024, le funzioni di controllo, accertamento delle violazioni e irrogazione delle relative sanzioni amministrative in materia di esercizio abusivo delle professioni turistiche sono attribuite ai comuni territorialmente competenti.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al deputato Barbagallo per la replica, salutiamo studenti e insegnanti dell'Istituto comprensivo “Nasi” di Moncalieri, in provincia di Torino .
Li ringraziamo per essere qui e li avvisiamo che l'Aula vede la partecipazione e la presenza dei deputati interessati a sviluppare le proprie interpellanze. Oggi è il giorno dedicato alle interpellanze e il Governo è qui, appunto, a rispondere a queste interpellanze.
PRESIDENTE. Il deputato Barbagallo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Non sono soddisfatto. Riteniamo la risposta del Governo deludente, piena di tanti rinvii. Sostanzialmente, la notizia è che il Governo oggi se ne lava le mani, dicendo che ci sono competenze dei comuni, competenze della città metropolitana, competenze della regione in ordine al servizio pubblico. Ma ricordo al Governo che siamo in uno Stato di diritto in cui i precetti, i principi di legalità e i servizi pubblici vanno garantiti e il Governo ha una specifica vigilanza in ordine a tutti questi adempimenti in carico alla parte pubblica.
Lo dico alla Sottosegretaria: in quest'Aula il Governo, oggi, avrebbe dovuto dire parole di verità, anche con riferimento alle specifiche e gravi inadempienze in carico, innanzitutto, alla città metropolitana. Signora Sottosegretaria, quanto ha riportato la città metropolitana, glielo garantisco, è falso. In quest'Aula voi avete riportato una notizia falsa. La città metropolitana e oggi il Governo in Aula avrebbero dovuto dire chi è che, a fronte di quelle nevicate - che sono un fatto normale a 2.000 metri, come sono un fatto normale in tutte le zone montane italiane -, avrebbe dovuto essere in servizio in quelle ore della notte o del mattino o del pomeriggio e garantire la fruizione dei mezzi spargisale e la fruizione dei mezzi spazzaneve . E non è vero che è stato un evento imprevedibile, perché era prevedibilissimo, perché da tempo il meteo prevedeva, per quei tre fine settimana, copiose nevicate. Quindi, come nevica sull'Etna, nevica anche sulle Dolomiti, sul Cervino, a Bormio. In tutte le località italiane i servizi spazzaneve e spargisale funzionano: non si capisce perché la città metropolitana di Catania, pur avendo in dotazione i mezzi spargisale e spazzaneve, non li faccia funzionare. Quindi oggi, in quest'Aula, il Governo avrebbe dovuto dire chi è che doveva essere in servizio oppure perché non è stato garantito il servizio.
E, a proposito di competenze, c'è una specifica competenza, signora Sottosegretaria, in capo al Governo, ed è quella dell'ordine e della tutela pubblica che, in quei tre fine settimana, le assicuro che non è stata garantita, perché sono rimasti per 8 ore in macchina soggetti fragili e bambini; interventi fatti, con ogni mezzo e in ogni modo da parte di volontari, della Protezione civile, delle associazioni di volontari per soccorrere persone bloccate in auto per una negligenza specifica da parte di chi doveva garantire quei servizi, che non ha garantito.
Oggi il Governo, in Aula, avrebbe dovuto dire: la responsabilità è di questi signori e per queste ragioni, con un impegno preciso: non accadrà mai più. Non accadrà mai più perché, a fronte dei provvedimenti della Polizia di Stato e di competenza delle prefetture, con tutti i reclami che ci sono in Altroconsumo, con tutte le corse che saltano ogni mese - l'AST cancella in Sicilia, che si sappia, 1.500 corse al mese -, è possibile che la mattina non ci sia un poliziotto o un carabiniere che vada alla stazione centrale o vada al rifugio Sapienza per verificare che quell'autobus parta puntuale e prenda tutte le persone, senza lasciare i malcapitati turisti a 2.000 metri? È una cosa possibile questa in uno Stato di diritto o lo Stato si deve piegare ai furbi e ai faccendieri, strizzando l'occhio a questi soggetti che devono guadagnare 100, 200, 300 euro al giorno sulle spalle del malaffare, dei turisti e dei furbetti?
Questo è quello che il Governo avrebbe dovuto dire oggi. Il Governo avrebbe dovuto utilizzare non la formula e la locuzione generica “stiamo adottando tutte le verifiche e le procedure per sollecitare”, avrebbe dovuto scrivere al Parco dell'Etna e dire che è assurdo che il vulcano più visitato in Europa non abbia un servizio di trasporto pubblico extraurbano per portare le persone ad Etna Nord. Sta iniziando la stagione estiva - altro che quella invernale - e ancora non rilasciano l'autorizzazione di competenza. Ma è degno questo procedimento di uno Stato di diritto?
Quindi, noi siamo basiti. Facciamo presente che non solo continueremo ad incalzare gli organi preposti in tutte le sedi, ma saremo particolarmente vigili sia sulle vicende che riguardano il trasporto pubblico, sia su quelle che riguardano la fruizione.
A proposito della parte finale, quella relativa agli accompagnatori turistici, io credo che, da questo punto di vista, da parte del Governo ci sia un vero e proprio sviamento. Qui non è in discussione l'aspetto normativo, signora Sottosegretaria, cioè del ruolo degli accompagnatori turistici o delle competenze delle della regione; qui il tema non è lavarsi le mani e dire: la competenza è della regione. Qui il problema è un altro: c'è un evidente esercizio abusivo della professione da parte di alcuni faccendieri che prendono le persone e le portano in giro sull'Etna, e capita spesso che ci siano interventi del soccorso alpino, persone che si perdono. Quindi, non siamo più nel settore dell'esercizio della professione turistica, siamo nel settore diverso, di competenza specifica del Governo, delle prefetture, che riguarda la tutela dell'ordine pubblico che, evidentemente, per le ragioni ampiamente documentate sulla stampa, sull'Etna, a partire dal 24 dicembre, quando è iniziata l'eruzione, non sono state garantite.
Chiudo, dicendo che continueremo nell'assenza dello Stato, perché noi ci aspettiamo che ci sia un esercizio preciso, puntuale e dettagliato sia sui servizi di trasporto pubblico, sia sulle concessioni necessarie che devono essere rilasciate quanto prima, senza perdere tempo, perché siamo in presenza di una specifica omissione: omissione da parte di chi deve rilasciare i pareri per il nulla osta al Parco dell'Etna, omissione da parte della città metropolitana, che deve garantire un servizio spazzaneve e spargisale e non deve fare favori a nessuno. In mancanza, noi non soltanto incalzeremo, ma saremo pronti a denunciare in tutte le sedi queste nefandezze che, francamente, i siciliani e gli abitanti dell'Etna non meritano .
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Onori e Richetti n. 2-00783 .
Chiedo alla deputata Onori se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica: non intende illustrare l'interpellanza.
La Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Maria Tripodi, ha facoltà di rispondere.
MARIA TRIPODI,. Grazie, Presidente. Grazie anche all'onorevole interpellante. In riferimento all'interpellanza in esame, preliminarmente, appare opportuno illustrare brevemente la disciplina normativa relativa alle segnalazioni di operazioni sospette, dettata dagli articoli 35-41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.
In particolare, ai sensi dell'articolo 40, comma 1, lettera , di tale decreto legislativo, le segnalazioni di operazioni sospette (SOS), che presentano rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, sono trasmesse dall'Unità di informazione finanziaria (UIF) alla Direzione investigativa antimafia e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza che, ai sensi del successivo articolo 41, comma 1, informano, a loro volta, sulla base di protocolli di intesa, la UIF degli esiti investigativi dell'approfondimento delle operazioni sospette, fatte salve, tuttavia, le norme sul segreto di indagine. Sussiste anche il divieto di comunicazione delle informazioni inerenti alle segnalazioni delle operazioni sospette, sulla base delle previsioni contenute nell'articolo 39 del medesimo decreto legislativo, il cui comma 1 chiarisce che “è fatto divieto ai soggetti tenuti alla segnalazione di un'operazione sospetta e a chiunque ne sia comunque a conoscenza, di dare comunicazione al cliente interessato o a terzi dell'avvenuta segnalazione, dell'invio di ulteriori informazioni richieste dalla UIF o dell'esistenza ovvero della probabilità di indagini o approfondimenti in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo”.
La della norma, che prevede, per le segnalazioni di operazioni sospette, un regime di divieto di comunicazione, risiede nella tutela del patrimonio informativo che dalle segnalazioni deriva, al fine di non pregiudicare i possibili esiti dell'analisi e dell'eventuale sviluppo investigativo delle segnalazioni stesse.
Tanto premesso, l'Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d'Italia, sentita per i profili di competenza, ha fatto presente che tutte le informazioni in suo possesso sono coperte da segreto d'ufficio ai sensi dell'articolo 12, comma 8, del decreto legislativo n. 231 del 2007.
Inoltre, le informazioni relative alle segnalazioni di operazioni sospette sono sottoposte a un rigoroso regime di riservatezza, presidiato da specifiche sanzioni penali previste dagli articoli 39, comma 1, e 55, comma 4, del medesimo decreto legislativo. Pertanto, salvo nelle limitate ipotesi previste dalla legge, non è consentito fornire alcun riscontro sulle eventuali informazioni in possesso dell'Unità.
PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
FEDERICA ONORI(AZ-PER-RE). Grazie Presidente e grazie Sottosegretaria. Chiaramente si comprende molto bene che ci muoviamo in un contesto molto delicato e, quindi, il regime di divieto di comunicazione, come previsto dalla legge, è un elemento di cui eravamo a conoscenza. Ciononostante, parliamo della vicenda, però, perché così tutti i cittadini possono capire di cosa stiamo parlando.
Nel 2022 e per parte anche nel 2023, ovvero per più di 1 anno e mezzo, sono state osservate movimentazioni ingenti e continuative dai conti dell'ambasciata russa in Italia. Parliamo di milioni di euro, parliamo di un periodo in cui c'erano - e sono ancora in vigore - sanzioni europee che prevedono, tra le altre cose, anche restrizioni delle movimentazioni finanziarie. Parliamo di un anno anche molto delicato per le vicende politiche italiane, perché abbiamo avuto le elezioni politiche nel 2022. Ebbene, ci sono stati forniti dalla stampa i dettagli o, comunque, degli elementi che contestualizzavano questo tipo di operazione e ci sembrava e ci sembra tuttora, a dirla tutta, che la vicenda sia caratterizzata da un interesse per la popolazione italiana non secondario. Questo perché? Perché soltanto nel 2021, ad esempio, l'ufficiale della Marina italiana Walter Biot veniva arrestato per spionaggio, mentre passava documenti a un agente del GRU, ovvero il principale servizio di militare della Russia. Noi ci saremmo aspettati, nonostante questo, Sottosegretaria, comunque un minimo di contestualizzazione. Le persone e i cittadini devono sapere che in qualche modo ci sono delle indagini che vanno avanti oppure che le indagini non hanno portato a nulla. Non si chiedeva di entrare eccessivamente nei dettagli della vicenda, quanto di dare conto degli sviluppi che ci sono stati, quantomeno rispetto a ciò che era poi risultato da fonti di stampa. C'è il rischio di spionaggio - come dicevo - e lo spionaggio di solito avviene attraverso pagamenti in nero e, quindi, il prelievo di contante da parte dell'ambasciata russa potrebbe eventualmente anche configurarsi in questo tipo di situazione. C'è il rischio di manipolazione informativa, ovvero il pagamento, sempre in nero e sempre tramite contanti, di , di presunti esperti di geopolitica. Siamo circondati da costoro non solo nelle TV, ma, purtroppo, anche in alcune iniziative nelle scuole italiane. Infine, parliamo di un anno, come dicevo, elettoralmente significativo. Insomma, l'auspicio che posso formulare con questo termine, che Dio non voglia, è che i soldi dell'ambasciata russa, prelevati in contanti attraverso pagamenti in nero, siano finiti per finanziare anche alcune campagne elettorali.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Barbagallo ed altri n. 2-00779 . Chiedo al deputato Barbagallo se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Come il Governo, la DIA venne istituita il 29 ottobre 1991, all'indomani della cosiddetta stagione stragista di Cosa Nostra. Fu un'intuizione di Giovanni Falcone, per dare anche un segnale preciso nel contrasto alla mafia. Inizialmente, venne costituita da funzionari della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e negli anni si è avvalsa anche della collaborazione dei componenti della Polizia penitenziaria, utilizzando esperienze diverse, formando personale anche proveniente da diversi corpi civili e militari dello Stato, per creare appunto, nel disegno e nell'idea di Falcone, un vero e proprio investigativo che porti avanti il contrasto alla criminalità organizzata.
In particolare, in Sicilia la DIA si è organizzata intorno ai centri operativi di Catania, Caltanissetta, Palermo, Messina e Agrigento. Noi abbiamo preso a riferimento, per i fatti per cui interpelliamo il Governo oggi, l'ultima relazione presentata dal Ministro dell'Interno al Parlamento, quella del 2024. I dati in Sicilia continuano ad essere preoccupanti: continuano ad essere preoccupanti per la presenza capillare di Cosa Nostra in alcune realtà, che coincidono spesso con quelle realtà in cui la dispersione scolastica è più alta. Assistiamo anche a una narrazione, da parte dei più giovani, dei rapporti con la criminalità organizzata che sono emersi anche nei fatti gravi dello ZEN di Palermo, nei fatti gravi di Catania, nei fatti gravi della movida estiva, anche nel rapporto, dicevo, tra l'uso dei e i giovani, che ostentano relazioni con Cosa Nostra e relazioni malavitose con disinvoltura.
Ci preoccupano, in questo quadro, anche alcuni dati che abbiamo affrontato in Commissione antimafia in questa legislatura. Nella visita a Catania abbiamo evidenziato e ci è stato fornito un dato sconcertante, quello che in tutta la provincia di Catania, negli ultimi due anni, ci sono soltanto zero denunce per estorsione e una sola denuncia per usura. Quindi, questo ci fa pensare, in modo chiaro, evidente e netto, non che la mafia è sconfitta ma che certamente è aumentato il livello di preoccupazione e di angoscia e sono in tanti quelli che non denunciano più. Ci preoccupano anche alcuni dati, ostentati sulla stampa di recente, come quello del taglio alle Forze armate nel suo complesso. Il comandante dei Carabinieri questa settimana ha ricordato che ci sono tagli per 10.200 unità nell'organico dei Carabinieri, che mettono a serio repentaglio le attività ordinarie. In base ai nostri dati, solo per quanto riguarda la Polizia di Stato, ci sono, anche in questo caso, 10.000 posti carenti negli organici e in questo quadro si innesta anche il personale a disposizione della Direzione investigativa antimafia.
Quindi, con la nostra interpellanza chiediamo al Governo se è a conoscenza di questa carenza di organico, che a noi risulta così evidente, e perché negli ultimi 4 anni, da quando al Governo c'è Giorgia Meloni, non è stato garantito neanche il del personale trasferito o pensionato della Direzione investigativa antimafia e perché non è stato garantito alcun potenziamento di un servizio investigativo così importante che, al contrario, ha subito tagli indiscriminati insieme con le altre Forze dell'ordine.
Chiediamo anche al rappresentante del Governo le ragioni per cui inopinatamente - sorridiamo, ma ci sarebbe da piangere - il personale della Direzione investigativa antimafia, signor Presidente, è stato assegnato alla campagna “Rinforzi estivi 2025”, cioè abbiamo tolto il personale dalla Direzione investigativa antimafia in estate per mandarlo a controllare le spiagge e la . Quindi, voglio dire, se il Governo ci spiega anche le ragioni di questa scelta e, in conclusione, chiediamo di conoscere se e come il Governo voglia implementare il personale della DIA, garantire mezzi, strumenti adeguati all'organismo voluto da Giovanni Falcone, che oggi, tra mille difficoltà, continua a garantire la prima linea della lotta e del contrasto alla mafia.
Noi suggeriamo, in fondo, in calce all'interpellanza, due misure: la prima è quella di un interpello specifico che riguardi la DIA, fatto con puntualità, con cadenza semestrale, trimestrale, per garantire nuove forze e nuove disponibilità alla Direzione investigativa antimafia, e, dall'altro, una quota di riserva nei concorsi pubblici che vengono fatti per tutte le Forze dello Stato in cui si stabilisce che il 5 per cento, il 4 per cento, il 10 o il 3, nella misura che magari il Governo vorrà determinare a seguito di un confronto con l'Aula e con le forze parlamentari, venga garantita a disposizione e venga riservata espressamente al personale della DIA.
Questo per contrastare in modo efficace la criminalità organizzata in Sicilia, in una in una terra in cui - lo ricordo - per anni, per decenni, Matteo Messina Denaro ha passato e trascorso tranquillamente la latitanza nel suo comune di origine e in una terra in cui, come abbiamo riportato dalle attività della Commissione parlamentare antimafia e come emerge nel rapporto della DIA che il Governo conosce bene, si denuncia sempre meno e continuano ad aumentare, alla faccia della propaganda del Governo, i fatti di mafia, le contestazioni e imputazioni per il 416-.
PRESIDENTE. Salutiamo studenti e insegnanti dell'Istituto di istruzione superiore “Giovanni Verga” di Modica, in provincia di Ragusa, che sono presenti in tribuna ad assistere ai nostri lavori. Benvenuti, li ringraziamo per la loro presenza e gli auguriamo ogni fortuna . Precisiamo che sono presenti oggi - la seduta è dedicata allo svolgimento delle interpellanze - soltanto i deputati che hanno, appunto, la possibilità di ascoltare le risposte del Governo alle interpellanze che hanno presentato.
Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni, ha facoltà di rispondere.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. Signor Presidente, onorevoli deputati, preliminarmente respingo come totalmente infondate le asserzioni dell'onorevole interpellante secondo cui il Governo avrebbe operato - cito testualmente - “tagli indiscriminati che hanno colpito le Forze dell'ordine” e in tal modo generato “gravi carenze logistiche e organizzative” che avrebbero “penalizzato il personale impiegato nella Direzione investigativa antimafia”.
È vero esattamente l'opposto: a dimostrazione del forte, costante e crescente impegno per garantire sempre migliori condizioni di legalità e sicurezza, solo lo scorso mese di gennaio abbiamo assunto 3.500 nuovi poliziotti. Sono così saliti complessivamente a 42.500 gli operatori delle Forze di Polizia assunti dall'inizio del mandato di questo Governo e grazie al loro contributo verranno ulteriormente potenziate tutte le attività di controllo del territorio. Più donne e uomini in divisa significa più sicurezza reale nelle città, nelle periferie, sulle strade e nei luoghi di mobilità.
Prendo atto con soddisfazione che oggi anche l'opposizione, sebbene con qualche anno di ritardo, si sia resa conto che investire sulle Forze di Polizia significa contrastare, con maggiore efficacia, criminalità e illegalità, e che, finalmente, questa linea politica sia invocata da chi, in passato, l'ha negata, operando per anni tagli - quelli sì - indiscriminati ai danni delle Forze di Polizia, come se il comparto sicurezza fosse un ramo secco di un'impresa e non, invece, il primo presupposto per lo sviluppo del Paese. Questo Governo, al contrario, non ha mai cambiato idea sul ruolo delle Forze di Polizia.
Abbiamo preso un impegno politico chiaro con gli italiani, lo stiamo mantenendo e continueremo a farlo. Chiariti questi aspetti, informo che si rappresenta che sul territorio della regione siciliana insistono: il Centro operativo di Palermo, territorialmente competente sulla provincia di Palermo, il Centro operativo di Caltanissetta, territorialmente competente sulla province di Caltanissetta ed Enna, e il Centro operativo di Catania, territorialmente competente sulle province di Catania, Ragusa e Siracusa; le Sezioni operative di Trapani e Agrigento, dipendenti dal Centro operativo di Palermo e territorialmente competenti rispettivamente sulle province di Trapani e Agrigento, e la Sezione operativa di Messina, dipendente dal Centro operativo di Catania e territorialmente competente sulla provincia di Messina.
Per ciò che concerne la distribuzione delle sedi DIA sul territorio nazionale, la regione Sicilia è quella in cui se ne registra il maggior numero. Le unità organiche della DIA sono previste da decreti ministeriali “classificati”, senza alcuna ripartizione tra le varie articolazioni centrali e territoriali. Ciò per consentire a un organismo interforze come la DIA, con vocazione spiccatamente operativa, la massima flessibilità e la pronta reattività di impiego sugli obiettivi ritenuti maggiormente “sensibili”.
Come previsto dall'articolo 108 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (il cosiddetto codice antimafia) “la DIA si avvale di personale dei ruoli della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di fidanza, nonché del Corpo di polizia penitenziaria”. Inoltre, appositi decreti ministeriali sempre “classificati” prevedono “per la gestione tecnico-logistica della DIA” l'attribuzione di personale tecnico della Polizia di Stato e dell'Amministrazione civile del Ministero dell'Interno.
Ne consegue che l'assunzione di personale tra le fila dell'articolazione avviene necessariamente mediante alimentazione da parte delle singole amministrazioni d'appartenenza, attraverso mirate azioni di reclutamento (con richieste nominative di operatori con specifiche ), a seconda delle contingenti esigenze territoriali. In relazione a quanto chiesto dagli onorevoli interpellanti circa la possibilità di implementare il personale della Direzione investigativa antimafia prevedendo “un interpello specifico o riservando una quota specifica nei nuovi concorsi che verranno banditi”, la normativa vigente non consente, nei concorsi pubblici per il reclutamento di personale della Polizia di Stato come delle altre Forze di Polizia, di riservare posti in favore della Direzione investigativa antimafia, cui è possibile accedere solo dopo l'immissione in ruolo per effetto di appositi provvedimenti di trasferimento secondo quanto detto in precedenza.
Aggiungo che, anche sulla base di tali considerazioni, le “previsioni in uscita” non possono essere prese in esame in modo parcellizzato, per singola struttura, ma devono essere valutate in relazione all'intero organico della Polizia di Stato e ripianate sulla base delle nuove assunzioni - quelle da - tenendo conto delle specifiche e multiformi esigenze operative. Si sottolinea, inoltre, che negli ultimi anni l'organizzazione della DIA è stata oggetto di una rimodulazione - realizzata ad invarianza organica - caratterizzata dal potenziamento strutturale delle sedi territoriali, che ha portato all'istituzione di nuovi presidi sul territorio nazionale.
Per quanto attiene al quesito concernente la partecipazione di personale della DIA al “piano dei rinforzi estivi”, si evidenzia che il piano per il potenziamento dei servizi di vigilanza estiva nelle località a più alta affluenza turistica viene disposto ogni anno per l'intero Dipartimento della pubblica sicurezza. Per la decorsa stagione, il piano annuale ha previsto l'impiego complessivo di 70 unità di personale appartenenti al ruolo dei sovrintendenti e assistenti/agenti, in servizio presso gli uffici e le direzioni centrali, nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 1° settembre 2025.
Ai fini dell'individuazione del personale da destinare a tale tipologia di servizi, sono adottati opportuni criteri di valutazione, come, ad esempio, quello della rotazione tra tutte le articolazioni centrali e territoriali, al fine di evitare ripercussioni ovviamente sulle attività investigative in corso. In tale ottica, è stato stabilito, nell'anno 2025, che la Direzione investigativa antimafia contribuisse alla citata attività istituzionale mediante l'invio di 2 soli operatori. Al riguardo, si evidenzia che per i piani di potenziamento dei servizi di vigilanza estiva messi a punto negli anni precedenti, la DIA ha messo a disposizione 2 operatori nel 2022, 3 operatori nell'anno 2023 e 3 nel 2024.
PRESIDENTE. Il deputato Barbagallo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Non sono soddisfatto, veramente abbiamo poche parole. Io preannuncio che scriveremo, Presidente Rampelli, ci vediamo, per suo tramite, costretti anche a scrivere al Presidente della Camera perché riteniamo che in questa risposta del Governo siano state violate alcune specifiche prerogative parlamentari.
Signor Presidente, il primo quesito chiedeva quale fosse la consistenza effettiva degli organici della Direzione investigativa antimafia su tutto il territorio della regione siciliana. Il Governo oggi non ci ha risposto a questo quesito. Nell'intervento del Governo tutto si dice tranne l'effettivo impiego del personale in Sicilia nelle varie sedi della DIA. Il Governo oggi avrebbe dovuto rispondere a noi e al Paese dicendo a quanto ammonta il personale presente utilizzato dalla DIA in tutto il territorio della Sicilia nei vari centri operativi, se, come risulta da alcune indiscrezioni di organi di stampa, si tratta di 20 unità a fronte delle 50 previste 4 anni fa, o di 15 unità a fronte delle 40 previste 4 anni fa.
C'è stato un dimezzamento complessivo delle unità di personale che il Governo oggi non solo non ammette, ma c'è una specifica e precisa violazione delle prerogative parlamentari. Se c'è un'interpellanza, il Governo è chiamato a rispondere all'interpellanza, dicendo come stanno le cose e quante sono le unità di personale presenti. È insopportabile. È una presa in giro, oggi, del Governo, degna della scuola elementare.
Di fronte a questa provocazione, signor Presidente, adotteremo tutti i mezzi in nostro potere e a nostra conoscenza per garantire il rispetto delle prerogative parlamentari. Non ci fermeremo e oggi stesso scriveremo alla Presidenza della Camera. È insopportabile gestire in questo modo l'attività parlamentare. Francamente, non accettiamo lezioncine da maestrini da parte del Governo in ordine all'impiego del personale della DIA. È vero che avete risposto sulla partecipazione del personale della DIA con riferimento alla campagna rinforzi estivi. Rispetto all'affermazione, che abbiamo fatto, contenuta nell'interpellanza, della carenza del personale, nonché dell'impiego e della distribuzione della DIA in Sicilia, non rispondete. Quindi, il Governo decide di non rispondere. Però, in uno Stato di diritto il Governo è tenuto a offrire al Parlamento l'impiego esatto del personale in tutti i centri operativi della DIA, affinché i parlamentari possano verificarne il calo o l'aumento rispetto a 4 anni fa.
Da ultimo, Presidente, con riferimento all'affermazione del Governo, secondo cui a legislazione vigente non sono previste riserve per i posti della DIA, quest'oggi abbiamo utilizzato lo strumento dell'interpellanza che è volto a conoscere la condotta del Governo. Rispetto a questa proposta delle opposizioni, il Governo ha intenzione di proporre una modifica normativa per chiedere che una quota riservata nei concorsi venga garantita per implementare il personale della Direzione investigativa antimafia? Sì o no? Il Governo se ne è lavato le mani, rispondendo di no. Quindi, a noi risulta tutto chiaro. La propaganda del Governo sulla sicurezza e sull'implementazione del personale ha prodotto oltre 10.000 posti di carenza d'organico nei Carabinieri, come evidenziato dal Comandante dei Carabinieri, circa 10.000 posti di carenza nei ruoli della Polizia di Stato e un dimezzamento sostanziale del personale della DIA, non nei comuni e nelle regioni virtuose, ma in Sicilia, dove la presenza della mafia è viva e presente. Quindi, il Governo dimezza il personale della DIA e non propone neanche una modifica o una soluzione per garantire nuove implementazioni di personale.
Infine, Presidente, come già le ho accennato, per la parte di precisa e specifica violazione delle prerogative parlamentari, scriveremo - anche per suo tramite, se intende informarlo, se lo ritiene - al Presidente della Camera perché il Governo è chiamato a rispondere e dare i dati precisi dell'impiego del personale della DIA. Quindi, faremo una nuova e specifica interrogazione, sperando di non dover utilizzare altri mezzi a disposizione dell'attività parlamentare e di altre prerogative parlamentari .
PRESIDENTE. Il Presidente Fontana, comunque, ci ascolta e ci segue. In ogni caso, sarà mia cura dare a lui questa informazione e questa richiesta.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli e Zanella n. 2-00784 .
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica: si riserva.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. In relazione al quesito posto dall'onorevole Bonelli, per i profili di competenza del Ministero dell'Interno, informo che il totale degli operatori delle Forze di polizia impiegati nei dispositivi di protezione ammonta a 622 unità, mentre i veicoli utilizzati sono 402.
Disaggregando il dato in base alle diverse categorie di personalità inserite nei dispositivi di protezione, risulta la seguente ripartizione: per esponenti politici nazionali 100 operatori e 52 auto; per giornalisti 59 operatori e 27 auto; per magistrati 416 operatori e 289 auto; per esponenti governativi 43 agenti e 32 auto; per esponenti politici locali 4 agenti e 2 auto.
Ricordo, infine, che il numero e il livello dei dispositivi di protezione sono definiti da un'apposita struttura del Ministero dell'Interno preposta alla tutela e alla protezione delle persone esposte alle particolari situazioni di rischio prese in considerazione dalla normativa vigente, sulla base delle valutazioni effettuate in ordine all'esposizione al rischio dei soggetti da tutelare.
PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Prendo atto della risposta del Sottosegretario Molteni, anche se alcuni dati sono carenti. Non ci sono alcuni dati che avevo chiesto. Però, non la faccio molto lunga e prendo atto della risposta che mi è stata fornita (e che non mi era stata fornita, invece, nella precedente interpellanza). Quindi, per quanto mi riguarda, posso concludere qui il mio intervento.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli e Zanella n. 2-00785 .
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Intervengo molto brevemente. Signor Sottosegretario, come lei saprà, il quotidiano ha reso pubblica una notizia veramente molto inquietante, ovvero che i profili di 5.000 agenti di Polizia, in forza alla DIGOS, sarebbero stati hackerati e quindi anche individuate le loro identità; per quali scopi non è dato sapere.
Il punto è come si sia reso possibile che, nelle varie questure nel nostro Paese, con agenti di polizia che svolgono una funzione estremamente importante, i sistemi informatici possano essere stati violati. La domanda è abbastanza immediata e lei può tranquillamente immaginare: quali sono i livelli di sicurezza che il Ministero dell'Interno adotta per tutelare i sistemi informatici delle questure e conseguentemente della Polizia nel suo complesso? Quali sono i provvedimenti che avete adottato per aumentare il livello di sicurezza? Quali sono le richieste di chiarimento, che immagino il Governo italiano abbia chiesto alla Repubblica Popolare Cinese, rispetto alle ragioni per cui questo è accaduto?
Principalmente, lei sa che vi sono accordi tra la Repubblica Popolare Cinese, la Polizia cinese e la Polizia di Stato in relazione ovviamente alla presenza delle comunità cinesi. Ma il fatto estremamente grave è la violazione del sistema informatico delle nostre questure, quindi della Polizia di Stato. Pertanto, vorremmo avere una risposta in merito.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Interno, Nicola Molteni, ha facoltà di rispondere.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. Con riferimento agli attacchi informatici oggetto dell'interpellanza, informo che non risultano evidenze di esfiltrazioni di dati attinenti a elementi sensibili su attività operative.
L'accertamento dei fatti e delle responsabilità è attualmente in fase di approfondimento investigativo con il coordinamento dell'autorità giudiziaria competente.
Il Ministero della Giustizia, interpellato con riguardo alla paventata insussistenza di formali procedure rogatorie, esperibili nei rapporti con le autorità cinesi, ha riferito che, in base alle risultanze del proprio protocollo informatico, nel corso del 2025 sono pervenute diverse richieste di assistenza dalla Procura della Repubblica di Prato per procedimenti penali ivi pendenti, ritualmente trasmesse in vista dell'esecuzione presso le competenti autorità cinesi, sulla base del Trattato tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Popolare Cinese in materia di reciproca assistenza giudiziaria penale entrato in vigore il 16 agosto 2015.
Chiariti questi aspetti, sottolineo che il Governo è ben consapevole della necessità di tutelare adeguatamente istituzioni, infrastrutture, imprese e persone dalla minaccia cibernetica. Infatti, il Governo, proprio in considerazione dell'importanza della materia e dall'aumento esponenziale in termini di qualità e quantità dei fenomeni criminali, ha operato una riorganizzazione degli uffici territoriali della Polizia postale, che hanno assunto la denominazione di “Centri operativi per la sicurezza cibernetica (COSC)”, con una più moderna struttura organizzativa che, tra l'altro, prevede l'istituzione al loro interno dei Nuclei operativi per la sicurezza cibernetica (NOSC).
Il processo di ammodernamento organizzativo ha interessato anche le pertinenti strutture centrali presso il Ministero dell'Interno, che hanno acquisito un'architettura particolarmente avanzata, con l'inserimento del servizio Polizia postale e delle comunicazioni nella nuova “Direzione centrale per la polizia scientifica e la sicurezza cibernetica” del Dipartimento della pubblica sicurezza. All'interno della Direzione centrale appena menzionata è previsto il Servizio per la sicurezza cibernetica del Ministero dell'Interno, preposto ad assicurare, attraverso il del Ministero (CERT), le attività inerenti alla sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e delle infrastrutture informatiche in uso al Ministero dell'Interno medesimo. È importante ricordare che questa nuova struttura ministeriale di fatto sta guidando il percorso di rinnovamento e di ristrutturazione dei processi di sicurezza del comparto ministeriale, applicando ad una struttura estremamente complessa alcune di sicurezza stringenti e conformi all'attuale quadro normativo nazionale, relativo al perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.
A ciò si aggiunga, altresì, con un ulteriore rafforzamento complessivo delle strutture preposte alla sicurezza cibernetica, l'operatività del Comitato di analisi per la sicurezza cibernetica (CASC), tavolo inter-istituzionale, istituito presso il Ministero dell'Interno, al quale periodicamente tutte le componenti delle Forze dell'ordine, con la partecipazione della difesa, del comparto e dell'Agenzia nazionale per la cybersicurezza, apportano le proprie competenze e operativo per la condivisione di scelte coordinate nel contrasto alla minaccia criminale in ambito e a supporto delle funzioni di sicurezza e gestione dell'ordine pubblico.
PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. No, non sono assolutamente soddisfatto. Mi consenta, Sottosegretario Molteni: la sua risposta è alquanto imbarazzante. Lei non ha fornito alcuna informazione; ha fatto un elenco delle strutture del Ministero dell'Interno. Ci ha detto solo una cosa, che non risultano evidenze di sottrazione di dati sensibili.
Però, mi scusi: con riferimento all'individuazione dell'identità di 5.000 agenti di Polizia che lavorano in settori, in aree estremamente delicate, come gli agenti della DIGOS, impegnati in indagini sensibili, dall'antiterrorismo al monitoraggio di comunità straniere, non so se lei possa definire questi dati “sensibili”. Tuttavia, non ci ha spiegato la ragione per cui questo sia potuto accadere e cosa state facendo per evitare che ciò accada.
Ma ciò che nella sua risposta è molto inquietante è che, di fronte a attività che avevano la volontà di individuare, da un lato, l'identità di agenti di Polizia, e, dall'altro, i dissidenti cinesi sul nostro territorio - a tal punto che, come lei ha detto, c'è un'indagine della procura di Prato -, non si comprende la ragione per cui i rappresentanti del Governo della Repubblica Popolare Cinese abbiano potuto intervenire in Italia e interrogare i membri della comunità cinese in assenza di rogatorie internazionali.
Ora, fermo restando che da parte nostra c'è il massimo sostegno al lavoro che la Polizia postale svolge nel nostro Paese, ma mi pare che, da questo punto di vista, la strutturazione che il Ministro dell'Interno Piantedosi sta dando in termini di sicurezza, su un fronte molto importante, sia veramente preoccupante. Mi sarei aspettato una risposta diversa.
Prendiamo atto che questo massiccio attacco , che ha consentito di individuare l'identità di 5.000 agenti - fatti che non sono stati smentiti dal quotidiano , riguardo all'articolo che ha scritto - pone un serio problema all'interno del Ministero dell'Interno circa le modalità con cui si intende garantire la sicurezza cibernetica e la sicurezza degli italiani, inclusi gli stessi agenti di Polizia.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti al''ordine del giorno.
Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Via Francesco Gentile 40”, di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune , che si sono appena conclusi. Avviso che questa mattina la seduta è stata dedicata alla risposta alle interpellanze presentate da alcuni deputati e quindi erano presenti i deputati interessati e il Governo per rispondere a queste interpellanze.
PRESIDENTE. Avverto che, con lettera in data 26 febbraio 2026, il presidente della Commissione difesa ha manifestato l'esigenza di rinviare ad altra data l'avvio dell'esame in Assemblea del disegno di legge n. 2429, concernente l'attività dell'Associazione della Croce Rossa italiana, attualmente previsto per la seduta di lunedì 2 marzo, in considerazione dell'impossibilità della relatrice di partecipare alla seduta e non essendo possibile sostituirla.
Conseguentemente, secondo le intese intercorse tra i gruppi, tale provvedimento non sarà iscritto all'ordine del giorno delle sedute della prossima settimana.
Avverto, altresì, che gli interventi in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna, già previsti per la giornata di mercoledì 4 marzo, avranno luogo a partire dalle ore 16,30.
Avverto, infine, che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, lo svolgimento della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista della riunione del Consiglio europeo del 19-20 marzo 2026, previsto per la seduta di mercoledì 18 marzo a partire dalle ore 16,15, è anticipato alle ore 14,30. Conseguentemente, lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata previsto per la medesima seduta è anticipato alle ore 12,45, affinché rimanga agli atti e tutti i deputati possano appunto averne notizia.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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