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Venerdì 13 Marzo 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 632 - Interpellanza urgente
Resoconto stenografico
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In Aula alle ore 9.30 lo svolgimento di una interpellanza urgente (vedi allegato).
XIX LEGISLATURA
632^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 13 marzo 2026 - Ore 9,30
Svolgimento di una interpellanza urgente (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interpellanza urgente (Svolgimento)
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FRANCESCO BATTISTONI, legge il processo verbale della seduta dell'11 marzo 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 82, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza urgente.
PRESIDENTE. Passiamo alla interpellanza urgente all'ordine del giorno Ilaria Fontana ed altri n. 2-00796 .
Chiedo alla deputata Ilaria Fontana se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ILARIA FONTANA(M5S). Grazie, Presidente. Oggi stiamo parlando dei siti orfani, raccontiamo anche come sono nati, però. Grazie all'allora Ministro Costa, oggi Vicepresidente della Camera, abbiamo dato una definizione ai siti orfani e li abbiamo definiti come dei siti potenzialmente contaminati in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento per il quale il responsabile della contaminazione non è individuabile, oppure non provvede agli adempimenti. E questo è stato importantissimo, però abbiamo anche costruito una narrazione prima di arrivare al finanziamento dei siti orfani e alla loro definizione.
Era con la prima legge di bilancio - il 30 dicembre, infatti, del 2018 - che abbiamo costruito delle risorse destinate al finanziamento del Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, così come nel 2020 è stato adottato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e abbiamo trovato un fondo di 105 milioni di euro. Dopodiché, grazie al PNRR, quindi al Piano nazionale di ripresa e resilienza, abbiamo deciso di destinare 500 milioni delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza ai siti orfani, ed entro il 31 marzo 2026 - ed è per questo che oggi è importante discutere qui, in quest'Aula, ed avere, tramite il Sottosegretario, una risposta - deve avere l'obiettivo di prevedere la riqualificazione di almeno il 70 per cento della superficie del suolo dei siti orfani, nel rispetto, ovviamente, del principio del , quindi di non arrecare danno all'ambiente.
Dopodiché, sempre per continuare la narrazione intorno a quella che non è solo, tra virgolette, una bonifica - nessuna bonifica, tra l'altro, è marginale -, per questo abbiamo proprio costruito una serie anche di norme che poi potessero portare al finanziamento di 500 milioni di euro del PNRR. Il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani è stato previsto con il decreto PNRR nel 2021, ero Sottosegretaria con la delega alle bonifiche, ed abbiamo individuato 152 siti orfani all'epoca. Dopodiché, ad oggi, nel 2024, c'è stato un aggiornamento del Piano, rimodulando l'elenco: ci sono circa 484 siti censiti e 225 siti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Proprio il Sottosegretario, penso a fine febbraio, mi ha risposto a un'interrogazione in cui ponevo l'attenzione sulla perdita del finanziamento del PNRR del sito di Sant'Apollonia, stiamo parlando di Aprilia. Però poi anche altre segnalazioni ci sono arrivate di siti che probabilmente - e spero di no adesso, ascoltando la risposta - potrebbero perdere il finanziamento. Io penso a Graffignano, a Viterbo, ad Arpino, Ventotene. Vado a memoria per ricordarne alcuni del Lazio, ma veramente l'intera Italia ne è piena purtroppo, circa 225, quindi immaginate anche la distribuzione geografica. E quindi da lì, vista l'urgenza della data 31 marzo 2026 - ed è una data del Piano nazionale di ripresa e resilienza che sappiamo essere molto fiscale -, allora porto oggi questa interpellanza, queste domande al Ministero dell'Ambiente, attraverso, ovviamente, il Sottosegretario.
Quindi, le mie domande, le mie richieste sono: in primo luogo, in che modo e tramite quali fonti di finanziamento alternative il Governo intenda garantire la continuità e la conclusione degli interventi di bonifica per i progetti inizialmente inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e che adesso vengono non più finanziati, come ad esempio il sito di Sant'Apollonia, e mi auguro - tra virgolette - che sia l'unico, proprio per assicurare che non si verifichi alcuna interruzione delle attività di risanamento avviate.
Dopodiché, chiedo se il Ministero intenda trasmettere a noi, come Commissioni competenti, quindi al Parlamento, una relazione dettagliata che elenchi in maniera analitica tutti i siti, specificando per ognuno - per tutti i siti di cui avevamo discusso prima -, lo stato procedurale, l'avanzamento della bonifica, il quadro economico aggiornato e i motivi tecnici ed amministrativi che hanno portato ad eventuali stralci o rimodulazioni.
Da ultimo, non ovviamente per importanza, chiedo quali iniziative e quali strumenti di supporto il Ministero intenda attivare per affiancare gli enti territoriali in difficoltà, proprio nell'attuazione degli interventi, promuovendo così un adeguato coordinamento con le regioni, che sappiamo essere il soggetto attuatore, e i comuni. Anche qui, di nuovo, per continuare nella narrativa che abbiamo portato - quindi, attraverso quei siti orfani, al finanziamento del PNRR -, sempre in quel decreto PNRR 2021, noi avevamo dato anche uno strumento al Ministero, cioè i poteri sostitutivi. In caso di inerzia dei soggetti attuatori, il Ministro, il Ministero in questo caso, grazie all'articolo 12 del decreto PNRR, può attuare i poteri sostitutivi. Quindi, io ascolterò attentamente la risposta e, poi, provvederò a replicare .
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro, ha facoltà di rispondere.
CLAUDIO BARBARO,. Grazie, Presidente. Come noto, il PNRR è un programma basato sulla e, ai fini dell'erogazione delle risorse, prevede il raggiungimento di specifici e Tali obiettivi, nel caso dell'investimento in esame (Misura M2C4, Investimento 3.4), riguardano l'adozione di un Piano d'azione che individui i siti orfani di tutte le regioni e le province autonome oggetto di finanziamento con risorse PNRR, nonché la riqualificazione di almeno il 70 per cento della superficie del suolo dei siti individuati dal predetto Piano. Il finale è da raggiungere inderogabilmente entro il 30 giugno 2026, come da ultima decisione di esecuzione approvata, che ha riallineato la data di conclusione dell'Investimento al fine di favorire il buon esito degli interventi.
Il testo unico ambientale attribuisce a regioni e province autonome il censimento e l'anagrafe dei siti contaminati, nonché l'adozione del piano per la bonifica delle aree inquinate. In coerenza con tali disposizioni, la normativa per l'attuazione del PNRR stabilisce che le informazioni necessarie alla predisposizione del Piano d'azione, tra cui l'elenco dei siti orfani, debbano essere fornite dalle singole regioni e province autonome, secondo le modalità indicate dal Ministero.
Successivamente all'emanazione del Piano d'azione pubblicato in il 12 ottobre 2022, recante l'elenco degli interventi specifici finanziati con il PNRR, il Ministero ha avviato le attività di sottoscrizione degli accordi in essi previsti. In essi si disciplinano le modalità di attuazione degli interventi e degli specifici compiti in capo ai sottoscrittori. Inoltre, in tali accordi i soggetti attuatori si sono impegnati a dare esecuzione agli interventi, garantendone l'avvio tempestivo della realizzazione operativa, per non incorrere in ritardi attuativi e concluderli nella forma, nei modi e nei tempi previsti, al fine di garantire il soddisfacente conseguimento secondo le scadenze concordate con l'Unione europea. Con l'aggiornamento al Piano d'azione pubblicato in il 1° giugno 2024, sono stati individuati 126 siti orfani.
Al fine di garantire la supervisione complessiva dell'Investimento PNRR, a partire dal mese di novembre 2024, le competenti strutture del MASE hanno avviato un'attività di monitoraggio rafforzato, attraverso la periodica sottoscrizione di un apposito relativo allo stato di avanzamento degli interventi. In questo ambito, sono emerse alcune criticità tecnico-amministrative che non avrebbero consentito il completamento degli interventi entro i termini stringenti del PNRR. Pertanto, al fine di garantire il buon esito, il Ministero ha avviato una nuova modifica del Piano d'azione, recante un ulteriore aggiornamento dell'elenco dei siti orfani. A tal riguardo, si rappresenta che il decreto del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica del 9 marzo 2026 è stato trasmesso agli organi di controllo ai fini delle valutazioni di competenza. Il Ministero è tuttora in costante contatto con le regioni e le province autonome, al fine di acquisire prontamente informazioni di dettaglio sullo stato di avanzamento, con l'obiettivo di individuare i correttivi più opportuni, in modo da garantire il finanziamento complessivo ed evitare gli ingenti costi che deriverebbero da un cattivo esito.
Alla luce di quanto sopra esposto e con specifico riferimento ai quesiti posti dall'interpellante, si rappresenta quanto segue: 1) il decreto del Ministro dell'Ambiente del 29 dicembre 2020, adottato in attuazione alla legge di bilancio 2019, insieme al Piano nazionale di ripresa e resilienza (misura M2C4, Investimento 3.4), hanno destinato risorse complessivamente pari a circa 606 milioni. L'ampiezza delle risorse messe a disposizione consentirà di giungere alla bonifica di almeno il 70 per cento del territorio di 113 siti orfani. Si tratta di strumenti di finanziamento di natura straordinaria ed eccezionale, finalizzati a supportare le regioni e le province autonome nell'attività di riqualificazione dei siti contaminati. Allo stato attuale - e a legislazione vigente -, il MASE non dispone di ulteriori strumenti finanziari utili al finanziamento della riqualificazione degli ultimi siti orfani rimanenti; 2) l'elenco completo dei siti orfani finanziati con risorse del PNRR, comprensivo dell'importo destinato dall'investimento, della tipologia d'intervento e della relativa superficie, nonché i successivi aggiornamenti, sono riportati nei vari atti già citati e pubblicati in . Come accennato, è in corso un ulteriore aggiornamento, adottato con DM n. 71 del 9 marzo 2026, che sarà pubblicato una volta registrato dai competenti organi di controllo. I principali motivi che hanno generato la necessità di aggiornare l'elenco dei siti oggetto di intervento sono stati molteplici: l'intervento, ai sensi dell'articolo 245 del testo unico ambientale, ad opera dei soggetti interessati, che sono subentrati alla pubblica amministrazione nella bonifica dell'area; la correzione di errori materiali; l'insorgere, nel corso dell'attività, di criticità tecnico-amministrative ostative al raggiungimento del , con conseguente rischio di revoca del finanziamento complessivo. Con periodicità semestrale, viene trasmessa al Parlamento la Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La prossima relazione sarà quella di giugno 2026 e coinciderà, come noto, con la scadenza naturale del Piano. In merito al tema oggetto dell'interpellanza, la prossima Relazione potrà essere eventualmente corredata dei dati concernenti lo stato di attuazione degli investimenti per le bonifiche dei siti orfani; tali dati, infatti, non sono stati contemplati nelle precedenti Relazioni. Sulla materia, la documentazione sarà da intendersi comunque accurata ed esaustiva, in quanto già pianificata, e in considerazione degli specifici vincoli connessi alle scadenze ormai imminenti, che rendono necessaria una trattazione completa ed articolata delle modalità di finanziamento dell'investimento, da trasmettere anche alla Commissione europea; 3) l'attività di monitoraggio e di affiancamento a regioni e province autonome da parte del MASE è già stata avviata ed è tuttora attiva e sistematica. Una dimostrazione si può rinvenire proprio nello stralcio di alcuni siti orfani dal Piano d'azione originario, che ha consentito di tutelare l'investimento PNRR, senza incorrere nella revoca del finanziamento e, conseguentemente, nell'impossibilità di pervenire alla conclusione del procedimento per le bonifiche svoltesi in condizioni tali da consentire un regolare prosieguo. Inoltre, si ritiene che le tempistiche correlate a un eventuale commissariamento, necessario all'esercizio dei poteri sostitutivi, non possano considerarsi compatibili con le scadenze del Piano, oltre che dello specifico investimento in parola, ormai imminenti.
PRESIDENTE. La deputata Ilaria Fontana ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
ILARIA FONTANA(M5S). Grazie, Presidente. Pur ringraziando il Sottosegretario della risposta, poi sarà mia premura leggerla con attenzione, non posso assolutamente essere soddisfatta purtroppo - lo dico con dispiacere -, perché questa risposta, in realtà, non la sta dando a una collega di opposizione o al MoVimento 5 Stelle, ma a interi territori, e questa è la cosa che mi dispiace di più. Noi avevamo creato una narrazione, l'ho raccontata prima proprio per questo. Questi 600 milioni, che anche il Sottosegretario ha raccontato nella sua relazione, non sono nati per caso, ma c'è stata una volontà politica: sono nati da una legge di bilancio - è stata creata la definizione che prima non c'era -, sono stati creati dei finanziamenti, sono stati messi a disposizione delle comunità, quindi sui territori, perché la visione, la lungimiranza e la volontà di occuparsi di bonifiche c'erano.
Adesso ascolto che, purtroppo, si parla solo del 70 per cento dei siti, quindi di circa 113. Comunque, ne abbiamo perso il 30 per cento e, quando si parla di perdita del 30 per cento, vuol dire che noi stiamo perdendo finanziamenti. Questa è la cosa che mi fa più tristezza ma, in realtà, anche più indignazione, perché queste risorse e questi soldi sono a disposizione di tante comunità che non aspettano altro che lo Stato le affianchi, perché già hanno subito tanto, e che risolva i problemi che non sono stati creati da loro. Non è una colpa vivere, nascere e scegliere anche di continuare a vivere nello stesso territorio, che è inquinato, e non è una colpa chiedere alle istituzioni di occuparsi della propria salute e dell'ambiente circostante. Noi avevamo creato questo strumento, proprio la bonifica dei siti orfani, perché i siti orfani - io lo dico sempre - erano dei siti senza carta d'identità, senza nome e cognome, oppure con un responsabile della contaminazione che non poteva occuparsene. Lo Stato ha deciso di prendersene cura, perché è quello che dovrebbe fare la politica. La politica deve prendersi cura dei territori, deve prendersi cura dei cittadini. Non è un mero atto burocratico che noi stralciamo da un piano e, quindi, adesso su 125 il 30 per cento… Sono numeri e percentuali di cui a chi abita su quei territori non frega proprio nulla , perché io quello che vi chiedo è di andare su quei territori.
Tramite lei, Presidente, chiedo al Sottosegretario, riguardo a tutti quei siti che stralciate dal piano, di andare su quei territori, parlate con le comunità locali, con i cittadini, li guardate negli occhi e poi andate ad Aprilia, a Sant'Apollonia, e parlate con la signora Francesca Romana. Col marito, purtroppo, non potete più parlare, perché non ha più voce, perché ha un tumore alla gola e vive attaccato alla discarica. Lo guardate negli occhi e gli dite che, purtroppo, per un errore materiale e burocratico - chi se ne frega anche - il loro sito non può più essere finanziato e di quei 14 milioni, purtroppo, non possiamo farcene carico.
Poi andate in altri siti, perché sicuramente il 30 per cento dei siti sono tantissimi, e raccontate a quei cittadini che lo Stato ha fallito, perché è un fallimento dello Stato e delle istituzioni l'allontanamento dei cittadini nei confronti della politica, perché la politica deve dare risposte. È fondamentale che cerchi le risposte in questo e vanno create, però, le situazioni, come vanno creati i fondi, che vanno seguiti. Avevamo messo i poteri sostitutivi non per affiancare le regioni ma, in quelle dove non funzionavano, di prendersi la responsabilità e farle loro, non per fare il botta e risposta: è colpa della regione; no, è colpa del Ministero, e per il Ministero è colpa della regione .
Non è così, perché dietro questi siti e dietro queste bonifiche ci sono persone che stanno male e che hanno paura, mamme che hanno il terrore di far bere l'acqua ai propri figli, mamme che stanno lottando con bambini che stanno male. Stiamo parlando di questo. Quando parliamo di siti orfani e di bonifiche dei territori - adesso parliamo di quello, ma in generale di bonifiche - non si può avere tanta sciatteria e non si può avere tanto menefreghismo anche con una risposta del genere e dire: il 70 per cento ce la facciamo, per gli altri chissà. È sbagliato , perché qui dentro falliamo tutti: opposizione, maggioranza e Governo; è lo Stato che fallisce. Mi dispiace, perché io ad Aprilia ci sono andata due settimane fa, ho guardato negli occhi Francesca Romana, come tutti gli altri cittadini e ho detto che, purtroppo, la situazione è questa. Ma non deve essere così: dobbiamo fare gioco di squadra quando si parla di una strategia sanitaria e ambientale.
Mi dispiace, veramente mi dispiace. Io ve lo dico: andate a leggere questa risposta, ma non dove dice che ce l'abbiamo fatta, perché lì in realtà non abbiamo né oneri né onori, perché lì è solo nostro dovere continuare a farlo, ma andiamo dove non ce l'abbiamo fatta, dove non ce l'avete fatta, perché la priorità è questa. Mi sembra strano quando si perdono i finanziamenti, perché i finanziamenti non si perdono mai sulle armi, anzi forse lì se ne trovano anche di più, perché c'è una chiara visione - lungimiranza - politica. Quando si parla di ambiente e quando si parla di una strategia sanitaria vuol dire, bonificando un territorio, anche avere uno strumento sanitario, perché si deve parlare di prevenzione e non di persone che si ammalano in un territorio dove, purtroppo, c'è un sito da bonificare.
Io sono figlia di un territorio da bonificare, sono figlia della Valle del Sacco e ne vado fiera, ma sono cresciuta con una cicatrice enorme che porto nel cuore. Ogni volta che io vedo negli occhi i cittadini io mi ci ritrovo, perché è la stessa rabbia che ho io in questo momento. Non possiamo essere arrabbiati, perché noi siamo la politica e la politica deve trovare soluzioni e noi le avevamo trovate con questo strumento. Quindi, veramente sono molto arrabbiata, perché questa risposta è scandalosa, perché penso a tutti quei territori che vengono stralciati e sicuramente non si riescono a trovare altri fondi, perché avete altre priorità, e si scarica la colpa sulle regioni. Invece, noi avevamo trovato uno strumento che accompagnava anche le regioni in questo percorso.
Veramente, io continuerò a chiedere e a cercare risposte, perché mi sento, in questo caso, una portavoce, perché qui le persone ovviamente - abbiamo un ruolo istituzionale - non possono parlare e, quindi, io lo faccio con orgoglio e con estremo onore. Cerco di portare sempre la voce di quei cittadini, la voce di Francesca Romana, la voce del marito di Francesca Romana, che ormai non ce la fa neanche più a parlare, ma anche di tanti, tantissimi cittadini che adesso ho tutti negli occhi, purtroppo. Quindi, mi dispiace: avete fallito di nuovo, ma su questo veramente sono arrabbiata e mi dispiace. La politica dovrebbe servire a curare le ferite dei territori non ad abbandonarli, perché oggi fallisce lo Stato, fallisce uno Stato che dovrebbe prendere per mano un territorio e dovrebbe dire: ci pensiamo noi. Fallisce l'istituzione.
Sicuramente noi continueremo - non possiamo fare altro - con tutti gli strumenti democratici che abbiamo: continueremo a chiedere, continueremo a essere presenti su quei territori. Ogni volta che andava la Sottosegretaria su un territorio io chiedevo scusa, anche se non era mia responsabilità personale e politica - e magari neanche da un anno stavo lì dentro - e chiedevo scusa perché mi rendevo conto che sulle bonifiche c'era qualcosa che non andava. Allora, lì abbiamo creato: abbiamo creato la semplificazione, abbiamo creato una direzione, abbiamo creato la definizione di sito orfano, abbiamo cercato i fondi e li abbiamo messi in campo. Qui io vedo il nulla.
A livello energetico non c'è politica ambientale, a livello proprio di cura delle bonifiche non c'è niente, della modifica del codice dell'ambiente non se ne vede cura, ogni decreto che arriva dal Ministero è solo per togliere cose buone che avevamo fatto, anziché inserire altre cose. Sicuramente da quella parte dell'ambiente ci siamo anche noi e mai ci metteremo al contrario oppure in opposizione becera, come dite. Parlate di transizione ideologica. Chi è oggi che perde il 30 per cento dei finanziamenti? Chi è che fa ideologia? Questa, purtroppo, è la differenza. Noi continueremo a chiedere e veramente, in nome di tutti quei cittadini, cercate di fare il vostro dovere. Non vi arriverà un “grazie”, ma continuate a farlo .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza urgente all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1320 - Integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Croce Rossa italiana e revisione delle disposizioni in materia di Corpi dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate. Delega al Governo per la revisione della disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate e delega al Governo per la razionalizzazione, la semplificazione e il riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare (Approvato dal Senato). (C. 2429)
: PADOVANI.
2.
Modifica dell'articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale. (C. 2564-A)
e delle abbinate proposte di legge: MORASSUT; BARELLI ed altri; MORASSUT; GIACHETTI e BOSCHI. (C. 278-514-1241-2001)
: BARELLI e PERISSA.
3.
S. 1446 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Uzbekistan sulla cooperazione di polizia, fatto a Roma l'8 giugno 2023 (Approvato dal Senato). (C. 2589)
Relatrice: GRUPPIONI.
S. 1448 - Adesione al Protocollo emendativo della Convenzione relativa alle infrazioni e taluni altri atti commessi a bordo di aeromobili, fatto a Montréal il 4 aprile 2014 (Approvato dal Senato). (C. 2591)
: BILLI.
S. 1622 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, fatto a Roma il 31 luglio 2025 (Approvato dal Senato). (C. 2759)
: LOPERFIDO.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 24 febbraio 2025. (C. 2778)
: CAIATA.










