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Lunedì 13 Aprile 2026 ore 15:00
AULA, Seduta 642 - Sanzioni a tutela dei prodotti alimentari italiani, discussione generale
Resoconto stenografico
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Nella giornata odierna si è svolta la discussione generale del disegno di legge: Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani (Approvato dal Senato) (C. 2721).
XIX LEGISLATURA
642^ SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 13 aprile 2026 - Ore 15
Discussione sulle linee generali del disegno di legge:
S. 1519 - Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani (Approvato dal Senato). (C. 2721)
e dell'abbinata proposta di legge: CARLONI ed altri. (C. 1619)
Relatore: PALOMBI.
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Modifica nella composizione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”.
- Sull'ordine dei lavori
- Disegno di legge: S. 1519 – “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani” (Approvato dal Senato) (A.C. 2721) e dell'abbinata proposta di legge: Carloni ed altri (A.C. 1619) (Discussione)
- S. 1519 - Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani (Approvato dal Senato).(C. 2721) e dell'abbinata proposta di legge: CARLONI ed altri. (C. 1619)
- Discussione sulle linee generali - A.C. 2721 ed abbinata
- Repliche - A.C. 2721 ed abbinata
- S. 1519 - Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani (Approvato dal Senato).(C. 2721) e dell'abbinata proposta di legge: CARLONI ed altri. (C. 1619)
- Sull'ordine dei lavori
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO TRAVERSI, legge il processo verbale della seduta del 7 aprile 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 86, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Comunico che, in data 9 aprile 2026, il Presidente della Camera ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto” la deputata Carmen Letizia Giorgianni, in sostituzione del deputato Alessandro Palombi, dimissionario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, intervengo sull'ordine dei lavori, a nome del gruppo del Partito Democratico, per chiedere alla Presidenza, nelle forme e nelle modalità che riterrà opportuno, di far pervenire a Papa Leone XIV tutta la vicinanza, la solidarietà e il sostegno del nostro gruppo, e ci auguriamo dell'intera Camera dei deputati, per gli ignobili attacchi e le minacce che ha subito in queste ore da Donald Trump. Non è stato insultato solo il Santo Padre, guida morale e spirituale per miliardi di fedeli, ma con lui tutte le donne e gli uomini che nel mondo sentono forte, in questi tempi terribili, l'incessante richiamo alla pace, al dialogo e alla difesa della dignità umana, che rappresenta con il suo messaggio e con il suo esempio.
L'arroganza di Donald Trump ha toccato il punto più basso in queste ore. La Presidente Meloni non può continuare a far finta che non sia successo. Il Governo italiano deve reagire con nettezza, con parole inequivocabili e definitive di condanna. Come Paese, come istituzioni democratiche, non possiamo continuare a piegarci senza reagire e a sottometterci a chi, per perseguire contro di noi i propri interessi politici ed economici, è pronto a calpestare tutto, anche la figura del Papa .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Casu. Aggiungo la solidarietà mia personale. Per quanto di competenza, riferirò naturalmente della sua richiesta al Presidente della Camera. Procediamo con i nostri lavori… No, ha chiesto di parlare, immagino sullo stesso argomento, l'onorevole La Salandra. Ne ha facoltà.
GIANDONATO LA SALANDRA(FDI). Sì, grazie, Presidente. Semplicemente per associarmi alla solidarietà manifestata al Santo Padre anche da parte del gruppo di Fratelli d'Italia, null'altro .
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole, anche per il suo intervento.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2721: “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani” e dell'abbinata proposta di legge n. 1619.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La II Commissione (Giustizia) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Alessandro Palombi.
ALESSANDRO PALOMBI(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, l'Assemblea avvia oggi l'esame del disegno di legge recante “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”. Il testo originario, di iniziativa governativa, è stato ampiamente riformulato durante l'esame del Senato grazie a un'istruttoria approfondita e a un confronto serrato fra le forze politiche. Si è così, in quella sede, giunti all'approvazione di un provvedimento tecnicamente efficace e largamente condiviso, che, in Commissione giustizia, si è ritenuto di non dover modificare. Tale risultato è sicuramente anche legato alla genesi di questo intervento normativo.
Esso, infatti, trae origine da un progetto di riforma del diritto sanzionatorio agroalimentare elaborato dalla commissione istituita nel 2015, durante la XVII legislatura, presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, il cui lavoro ha ispirato alcune iniziative legislative della scorsa e di questa legislatura. Sono così progressivamente maturate le condizioni per un intervento efficace che è principalmente volto a tutelare - leggo dalla relazione illustrativa - “(…) gli acquirenti dei prodotti alimentari dei quali si vuole salvaguardare la fiducia nell'accesso ad alimenti di elevata ed indiscussa qualità e tipicità che sono indici di sicurezza degli stessi prodotti. Al contempo, si vuole garantire la trasparenza e la concorrenza di un mercato, come quello agroalimentare, decisivo per l'economia nazionale, a tutela anche degli imprenditori “virtuosi” del settore”.
Tali obiettivi di tutela sono perseguiti mediante un'ampia riforma della materia dei reati agroalimentari. Si è inteso, infatti, rendere più specifiche le condotte sanzionate e inasprirne il relativo impianto punitivo, nonché intervenire sulla disciplina vigente in tema di tracciabilità dei prodotti e sul sistema dei controlli della filiera alimentare. La sostanziale condivisione di obiettivi e contenuti della proposta legislativa ha caratterizzato anche i lavori della Commissione giustizia, che ha svolto un'accurata istruttoria, chiamando in audizione associazioni rappresentative del mondo produttivo e associazioni dei consumatori, oltre a giuristi e a esperti della materia.
Sono stati, altresì, acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni I (Affari costituzionali), X (Attività produttive), XII (Affari sociali), XIII (Agricoltura) e XIV (Politiche dell'Unione europea), mentre la V Commissione (Bilancio) renderà il parere direttamente in Assemblea. Il provvedimento, che è collegato alla manovra di finanza pubblica, si compone di 21 articoli.
L'articolo 1 modifica il codice penale al fine di rafforzare il sistema sanzionatorio a tutela del commercio di prodotti alimentari. Evidenzio, in particolare, la modifica della fattispecie delittuosa già esistente di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (articolo 517-), e l'introduzione dei nuovi reati di frode alimentare (articolo 517-) e di commercio di alimenti con segni mendaci (articolo 517-).
L'articolo 2, comma 1, reca interventi volti ad armonizzare il codice di procedura penale alla presente riforma. Tra di essi segnalo la previsione di più incisivi strumenti investigativi nella fase delle indagini preliminari relative a tali tipologie di reato, nonché la previsione della possibilità di disporre la devoluzione gratuita e a scopi assistenziali dei beni sequestrati o confiscati.
L'articolo 3 include il reato di “commercio di alimenti con segni mendaci” tra quelli per i quali è prevista una causa di non punibilità in favore degli agenti e degli ufficiali di Polizia giudiziaria, nonché degli ausiliari, coinvolti in operazioni sotto copertura.
L'articolo 4 estende anche ai beni mobili registrati soggetti a sequestro o confisca nell'ambito dei reati di “frode alimentare” e “commercio di alimenti con segni mendaci” la disciplina che consente di impiegare tali beni per finalità di pubblico interesse.
L'articolo 5 definisce l'ambito di applicazione del nuovo reato di “commercio di alimenti con segni mendaci” con riguardo alla vigente normativa a tutela di qualità, origine e provenienza dei prodotti e sostanze alimentari.
L'articolo 6 istituisce un contrassegno per prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta, i DOP, e ad indicazione geografica protetta, IGP, realizzato dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato che, in ragione della sua natura e funzione, è carta valori.
L'articolo 7 interviene in materia di sanzioni per la violazione della disciplina in materia di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari al fine di dare attuazione alla pronuncia della Corte costituzionale n. 40 del 2023 che aveva dichiarato l'incostituzionalità della normativa al tempo vigente.
L'articolo 8 reca modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di violazione degli obblighi del regolamento comunitario n. 178/2002 che riguardano la rintracciabilità degli alimenti.
L'articolo 9, intervenendo sul decreto legislativo n. 231 del 2017, modifica la disciplina delle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni in materia di pratiche leali di informazione, di denominazione dell'alimento, di elenco degli ingredienti, nonché di indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza.
L'articolo 10 prevede nuove sanzioni amministrative per l'impiego abusivo delle denominazioni di latte o dei prodotti lattiero-caseari. Si introduce, quindi, un nuovo capo II- al titolo II del medesimo decreto legislativo n. 231 del 2017, che contempla le sanzioni che, anche qui alternativamente, possono essere determinate in misura variabile o in percentuale al fatturato. Oltre a tali sanzioni, viene previsto il sequestro della merce e di ogni materiale o supporto mediante il quale è commessa la violazione ai fini della loro confisca e distruzione. Inoltre, viene specificato che non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge n. 689 del 1981, ossia quello effettuato entro il termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
L'articolo 11 reca un intervento di coordinamento normativo al sistema sanzionatorio previsto in materia di riproduzione animale.
L'articolo 12, modificando il decreto legislativo 17 marzo 2023, n. 42, integra il quadro sanzionatorio per violazioni poste in essere nell'ambito della contribuzione relativa alla PAC nei settori della viticoltura e dell'apicoltura.
L'articolo 13, modificando l'articolo 4 del decreto-legge n. 91 del 2014, istituisce il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati e inasprisce il quadro sanzionatorio proprio a tutela della sicurezza alimentare e della tracciabilità del latte e di tutti i prodotti della filiera bufalina.
L'articolo 14 istituisce il Piano straordinario di controllo nazionale per tutti i prodotti lattiero-caseari con indicazione di origine protetta e indicazione geografica tipica, introducendo altresì specifici controlli al fine di verificare la corrispondenza tra i quantitativi di latte o di caglia di bufala e la produzione di mozzarella di bufala.
L'articolo 15, introducendo, all'interno alla legge n. 689 del 1981, il nuovo articolo 18- prevede, limitatamente al settore agroalimentare e della pesca, la misura del blocco ufficiale temporaneo.
L'articolo 16 istituisce, presso il Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, la cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare. Essa è tenuta a promuovere la collaborazione tra gli organi di controllo, a redigere annualmente il Piano operativo dei controlli agroalimentari, nonché a promuovere campagne straordinarie di controllo per la salvaguardia delle produzioni italiane e per il contrasto alle frodi comunitarie e alle pratiche sleali.
L'articolo 17 estende le competenze in materia di controlli, già esercitate dall'AGE-Control Spa sulle imprese agricole, anche in merito al rispetto alla cosiddetta clausola di condizionalità sociale prevista dalla normativa europea.
L'articolo 18 interviene sulla disciplina in materia di vigilanza sui Centri autorizzati di assistenza agricola. In particolare si introduce il divieto di costituire un nuovo CAA a carico dei soggetti che hanno partecipato alla compagine sociale di un precedente CAA al quale è stata revocata l'autorizzazione; tale divieto opera solo se la partecipazione alla compagine sociale si è verificata nei sei mesi antecedenti alla richiesta di autorizzazione per il nuovo CAA.
L'articolo 19 interviene in materia di controlli sulle denominazioni protette di prodotti vitivinicoli e inasprisce il sistema sanzionatorio a carico del produttore inadempiente rispetto all'obbligo pecuniario nei confronti dell'organismo di controllo. Si introduce, inoltre, la possibilità di sanzionare il soggetto inadempiente anche attraverso l'inibizione in via preventiva e cautelare dell'utilizzo della denominazione protetta.
L'articolo 20, modificando il decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, interviene in materia di sistema sanzionatorio della pesca marittima che, come evidenziato dalla relazione illustrativa, risulta frammentato e disorganico a causa dello stratificarsi nel tempo di diversi interventi normativi che non hanno apportato innovazioni sostanziali all'impianto sanzionatorio vigente.
Infine, l'articolo 21 reca la clausola di invarianza finanziaria, con l'eccezione del comma 3 dell'articolo 14, per il quale, come ho detto, si è proceduto alla relativa quantificazione e copertura degli oneri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire la rappresentante del Governo. S'intende che si riservi di farlo in seguito. È iscritto a parlare il deputato Federico Gianassi. Ne ha facoltà.
FEDERICO GIANASSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, il provvedimento in esame che reca “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, già approvato dal Senato, affronta un tema che il gruppo del Partito Democratico considera estremamente rilevante, cioè la lotta alla contraffazione alimentare al un fenomeno che danneggia in modo sistematico il nostro sistema economico produttivo e la nostra filiera agroalimentare.
Si tratta, infatti, di contrastare un mercato parallelo enorme che a livello globale vale decine di miliardi di euro; prodotti che evocano l'italianità senza averne alcun legame formale, reale o sostanziale, e sottraggono valore alle nostre filiere; ingannano i consumatori e minano la credibilità delle nostre eccellenze. Da questo punto di vista, dunque, il provvedimento introduce alcuni elementi che noi giudichiamo positivi: ad esempio, la rivisitazione del sistema sanzionatorio, il rafforzamento di fattispecie penali contro le frodi agroalimentari, una maggiore attenzione alla tracciabilità e alla tutela delle denominazioni DOP e IGP. Sono strumenti, certamente necessari, e, dunque, il Partito Democratico ritiene che, in relazione ad essi, si possa esprimere un apprezzamento. Tuttavia, poiché il tema è estremamente rilevante, dobbiamo anche dire, con chiarezza, che questo intervento non è sufficiente. Non è sufficiente perché affronta un problema strutturale con un approccio, quasi esclusivamente, certamente prevalentemente, repressivo. Si interviene sul sistema sanzionatorio: vengono rimodulate le pene, si introducono nuovi reati, ma non viene affrontato un aspetto che è dirimente, cioè la prevenzione e il rafforzamento dei controlli, il coordinamento tra le autorità e il sostegno concreto alle imprese che operano nella legalità.
Le più recenti analisi sul fenomeno della contraffazione alimentare evidenziano, infatti, come il problema sia sempre più di scala internazionale. Dunque, l'attacco al modello italiano avviene, soprattutto, nei mercati esteri dove la capacità dell'intervento nazionale è più limitata e dove, dunque, servirebbero strumenti più incisivi, come gli accordi di cooperazione commerciale, azioni di natura diplomatica, una strategia europea forte e coordinata. I dati, da questo punto di vista, sono, infatti, impietosi. Se, in Italia, l'86 per cento dei consumatori acquista prodotti nazionali controllandone l'origine, la percentuale, all'estero, si riduce significativamente, non oltre il 45 per cento dei consumatori dichiara di avere fatto tale verifica. Allora, la domanda che ci poniamo è: può una legge nazionale, che si limita a irrigidire il quadro sanzionatorio nazionale, risolvere un problema su scala globale? La nostra risposta, con onestà, è: no.
Poi c'è un ulteriore punto che riteniamo estremamente problematico: il provvedimento aumenta gli obblighi lungo la filiera, però, non sempre accompagna questi nuovi oneri con adeguate risorse: pensiamo ai consorzi di tutela, ai piccoli produttori, alle imprese agricole. Chiediamo loro di fare di più, ma non forniamo strumenti proporzionati per farlo; questo è, particolarmente, problematico, se consideriamo il contesto economico in cui il settore si trova ad operare. I dati più recenti ci dicono che il sistema agroalimentare italiano rappresenta uno dei pilastri della nostra economia; il valore aggiunto diretto di agricoltura e industria alimentare supera gli 80 miliardi di euro e, considerando l'intera filiera, si arriva a circa il 15 per cento del prodotto interno lordo nazionale; l'agroalimentare tocca livelli davvero significativi sfiorando i 70 miliardi di euro annui e si conferma uno dei principali motori della crescita del nostro Paese.
Si tratta di centinaia di migliaia di imprese, talvolta piccole e medie, che non solo producono reddito, lavoro ed economia, ma presidiano anche il territorio, tutelano il paesaggio, contribuiscono in modo determinante alla tutela dell'identità culturale italiana. Per questo dobbiamo essere consapevoli anche delle difficoltà straordinarie che la filiera sta attraversando. I conflitti internazionali stanno producendo effetti anche sul sistema agroalimentare; quei conflitti così assurdi, le aggressioni illegali degli Stati Uniti, che si arricchiscono ogni giorno di un linguaggio intollerabile. Come ha detto prima il collega Casu, ad esempio, gli attacchi clamorosamente ingiusti e intollerabili del Presidente Trump contro il Pontefice, rispetto ai quali ci aspettiamo - e ci sorprendiamo che non sia ancora successo - una presa di posizione chiara della Presidente del Consiglio , che non può avere paura di turbare Donald Trump, anche quando questo attacca in modo ignominioso il Pontefice.
Insomma, lo scenario globale sta producendo un sovraccarico dei costi energetici, incertezza sui trasporti. Tutto questo crea un grave danno anche alla filiera agroalimentare. Dunque, l'Italia porta una quota molto rilevante del proprio fabbisogno energetico ed è esposta enormemente all'oscillazione dei prezzi internazionali. Se aumentano i costi dell'energia, aumentano i costi dei fertilizzanti, della trasformazione industriale, della logistica, aumenta il costo di tutta la filiera. Le conseguenze sono evidenti: margini sempre più ridotti per le imprese agricole, maggiore difficoltà a competere sui mercati internazionali, aumento dei prezzi per i consumatori. In uno scenario già così complesso, la contraffazione aggrava ulteriormente la situazione, introducendo una concorrenza sleale che colpisce le imprese che rispettano le regole e investono nella qualità. Allora, torna nuovamente la domanda di fondo: possiamo davvero pensare di difendere un settore così strategico in questo quadro delirante internazionale, limitandoci ad assumere sanzioni nazionali interne? No, non lo possiamo fare. Serve una strategia più ampia: più prevenzione, più controlli, più coordinamento, più Europa nella tutela delle denominazioni, più presenza nei mercati internazionali. Serve accompagnare anche le imprese con la transizione digitale e con la tracciabilità, con una forte azione di promozione del . Poi, c'è un ulteriore elemento che questo provvedimento non affronta, a nostro giudizio, in modo adeguato, cioè l'uso improprio dei riferimenti geografici. Esiste un'area grigia che consente di sfruttare nomi e reputazioni senza che si possa sostenere formalmente violata la norma sulle denominazioni protette. Anche lì si annida una parte significativa della violazione dell'identità italiana e anche lì servirebbe un intervento, a nostro giudizio, più coraggioso.
Infine, sul metodo: al Senato, in relazione al percorso, era stato ricordato che, pur essendo molto complesso, i tempi erano stati ristretti con un lavoro accelerato in Commissione. Il Governo e la maggioranza sbagliano a pensare che il lavoro parlamentare sia un orpello poco significativo. Respingere gli emendamenti delle opposizioni, alimentare uno scarso dibattito, uno scarso confronto, indebolisce la qualità della produzione normativa. Ne è prova lampante il risultato referendario dove, anche per un ingiusto e intollerabile metodo di arroganza dei numeri, io credo che gli italiani abbiano risposto: no, grazie. È un elemento che si ripete anche su materie sulle quali sarebbe possibile trovare una convergenza di intenti e interessi. Dunque, a nostro giudizio, questi elementi possono determinare un risultato che, poi, non è all'altezza dell'obiettivo alto che pure la norma si prefigge. Se si interviene su un settore strategico come quello agroalimentare, serve dunque maggiore cura, maggior ascolto, maggiore capacità di costruire norme condivise e durature. Dunque, per queste ragioni ribadisco la posizione del Partito Democratico: è una posizione di responsabilità, ma anche di chiarezza. Condividiamo alcuni obiettivi del provvedimento e alcuni contenuti di tale provvedimento, riconosciamo alcuni passi in avanti, ma riteniamo che si sia dispersa l'occasione di adottare misure più larghe, più efficaci, più risolutive rispetto a quelle poi che arrivano qui in Aula e che restano parziali. La lotta alla contraffazione richiede una strategia più ampia, integrata e ambiziosa. Dunque, non ci sottraiamo alla responsabilità parlamentare, ma ribadiamo: la tutela del merita strumenti più efficaci e più coraggiosi .
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato La Salandra. Ne ha facoltà.
GIANDONATO LA SALANDRA(FDI). Grazie, Presidente. Ho ascoltato l'intervento del collega Gianassi a cui, sul tema delle risorse impegnate in agricoltura, è il caso di ricordare che, dalla prima legge di bilancio all'attualità, questo è il Governo che più di tutti ha investito. Stiamo parlando di circa 15 miliardi di euro. Il tema delle risorse assume rilievo anche rispetto a questo provvedimento e rispetto alle misure che sono state adottate. Ha ragione il collega quando dice che il patrimonio agroalimentare costituisce un valore assoluto per l'identità nazionale. Credo che questo testo offra contezza e ragione di come anche una disposizione penale possa andare a rappresentare una vera e propria forma di tutela rispetto a un settore, quello primario, che incide in modo più che significativo sul PIL, considerando che allo stato anche sul tema dell', grazie anche agli interventi posti in essere da questo Governo e dal Ministro Lollobrigida, proprio il settore agroalimentare ha costituito uno dei valori assoluti sul tema dell'. Dico questo perché? Perché questa norma - il relatore ha correttamente indicato tutti quanti gli articoli che comprendono questa proposta di legge - ha in sé delle disposizioni che assumono particolare significato. Penso, ad esempio, all'articolo 1 che interviene sul codice penale e offre una lettura sistemica rispetto a quella che è la . Dico questo perché? Perché, in termini espliciti, viene riconosciuto che cosa? Viene riconosciuto il patrimonio agroalimentare come un bene giuridico da tutelare in senso pieno, rispettando anche il principio della tipicità.
Dico questo perché? Perché viene introdotta una revisione organica del sistema penale in materia di frodi agroalimentari, con una modifica del Titolo VIII del codice penale, istituendo non solo dei delitti specifici, ma anche intervenendo sul sistema delle aggravanti. Questa costituisce non semplicemente una lettura tecnica delle disposizioni penali, ma anche una vera e propria lettura politica, posto che, come ho detto, il sistema agroalimentare assurge con queste previsioni normative a un vero e proprio bene giuridico primario da tutelare.
Vengono aggiornate fattispecie relative alla contraffazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, come dicevo, con un significativo inasprimento delle pene e un ampliamento anche delle condotte penalmente rilevanti, finanche arrivando a introdurre due nuovi reati, ossia la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci. Questo è significativo perché? Perché finalmente abbiamo una normativa che si adegua ai tempi e anche a quelle più moderne e sofisticate forme di inganno, perché non solo questa disposizione, contrariamente a quanto è stato affermato, interviene in termini repressivi, ma opera anche rispetto alla necessaria attività di dissuasione e allo stesso tempo - per quanto dirò di seguito - alimenta o, meglio, crea e rafforza, se mi è consentito dirlo, il rapporto di fiducia dei consumatori verso il sistema agroalimentare.
Un particolare rilievo, come dicevo, è anche quello relativo alle pene accessorie, perché, come ho detto, si interviene non soltanto in termini punitivi, ma anche in termini di dissuasione. Così come anche l'articolo 6 introduce uno strumento di grande rilevanza per la tutela e la valorizzazione delle produzioni di qualità, parlando del contrassegno per i prodotti DOP e IGP, intervenendo anche attraverso l'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, rispetto a quella che può essere definita una vera e propria Carta dei valori. Questo, come dicevo, è importante perché? Perché, da un lato, si opera una sorta di rafforzamento in ordine a quella che è la sicurezza contro le contraffazioni, dall'altro lato, si opera attraverso una maggiore garanzia per i consumatori, per quanto attiene alla trasparenza e alla riconoscibilità dei prodotti certificati, per una migliore e più completa tutela della qualità delle produzioni italiane. Dicevo prima delle risorse sulle filiere.
Questi sono strumenti, evidenti nell'articolo 6, che vanno anche a rafforzare la competitività delle filiere di qualità.
Gli articoli 7, 8, 9 e 10 sono significativi perché intervengono sul sistema sanzionatorio amministrativo. Perché? Perché, da un lato, si supera una certa rigidità delle sanzioni, garantendo una vera e propria proporzionalità, ma si interviene anche rispetto alle sanzioni che possono arrivare fino al 3 per cento del fatturato, proprio per avere una maggiore efficacia delle sanzioni.
L'articolo 9, poi, interviene per quanto riguarda la tutela del consumatore, rafforzando le norme in materia di etichettatura, origine dei prodotti e correttezza delle informazioni alimentari.
Per quanto attiene, invece, all'articolo 10, come ha correttamente evidenziato il relatore, si affronta un tema particolarmente sensibile, cioè l'uso delle denominazioni del latte e dei prodotti lattiero-caseari. La norma, infatti, interviene anche al fine di evitare le pratiche di evocazione ingannevole da parte di prodotti di origine vegetale.
Gli articoli 14, 15 e 16 intervengono proprio sul rafforzamento del sistema dei controlli: infatti, l'articolo 14, su quest'ultimo argomento, interviene prevedendo l'istituzione di un piano straordinario di controllo per il settore lattiero-caseario DOP, con particolare attenzione alla mozzarella di bufala; l'articolo 15 introduce il blocco ufficiale temporaneo, uno strumento innovativo che consente di intervenire in modo immediato ma proporzionato alle irregolarità formali, mentre l'articolo 16 istituisce la Cabina di regia per i controlli agroalimentari.
Gli articoli 17, 18 e 19 operano nel campo delle istituzioni e guardano al settore agroalimentare con completezza; basti pensare all'attribuzione alla società AGE-Control di funzioni di verifica rispetto alla cosiddetta condizionalità sociale, cioè collegando l'erogazione dei fondi europei al rispetto delle norme sul lavoro.
Ancora, parliamo di garanzia del sistema agroalimentare, pensando all'articolo 18 che interviene sui CAA, i centri autorizzati di assistenza agricola, rafforzandone l'affidabilità e introducendo misure finalizzate a evitare elusioni, mentre l'articolo 19 interviene specificamente, in termini sanzionatori, nel settore vitivinicolo, introducendo misure cautelari che consentono anche di sospendere l'uso delle denominazioni già durante il procedimento.
L'articolo 20, invece, rappresenta - questa è una norma particolarmente importante - un vero e proprio elemento di novità normativa per quanto attiene al settore della pesca marittima. Perché? Perché fino ad oggi ci siamo trovati di fronte a un quadro normativo stratificato e complesso che, con questa normativa, trova ordine sia in termini sanzionatori sia, come dicevo prima, in termini di garanzia rispetto alla tracciabilità dei prodotti ittici e alla tutela delle risorse marine, proprio in coerenza con gli obiettivi della politica comune della pesca. Presidente, mi avvio alle conclusioni.
Come dicevo, questo è un impianto normativo teso a costruire un sistema agroalimentare più trasparente, più sicuro e più competitivo; un sistema agroalimentare che realizza una vera e propria riforma coniugando rigore e proporzionalità. Non si guarda esclusivamente alla repressione degli illeciti ma anche alla costruzione della fiducia nel sistema agroalimentare italiano .
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Giuliano. Ne ha facoltà.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. Oggi siamo chiamati a discutere un provvedimento che affronta un tema assolutamente centrale per il nostro Paese, ossia la tutela del patrimonio agroalimentare italiano. Parliamo di un settore che rappresenta non soltanto una componente fondamentale della nostra economia, ma anche un elemento identitario, culturale e sociale. E ciò perché dietro ogni prodotto agroalimentare italiano ci sono territori, ci sono comunità, ci sono imprese, lavoratrici e lavoratori che contribuiscono a rendere ogni giorno il sinonimo di qualità nel mondo. E quindi è assolutamente corretto intervenire per contrastare le frodi, le contraffazioni e tutte le pratiche che danneggiano i consumatori e penalizzano le nostre imprese oneste.
Ma due dati su questo provvedimento dobbiamo registrare; questo disegno di legge del Governo, che si occupa della tutela del patrimonio agroalimentare italiano, in realtà, sembra il frutto di una schizofrenia politica e legislativa perché questo provvedimento riprende interi articoli della proposta di legge del collega Cafiero De Raho, che questa maggioranza e il Governo hanno bocciato, articolo per articolo, in Aula. Quindi evidentemente avete cambiato idea; evidentemente avete deciso di copiare intere fattispecie, interi articoli della proposta di legge del collega De Raho, ma il risultato è ovviamente peggiore del provvedimento a cui il vostro si ispira. Lo avete fatto copiando male perché, per esempio, avete dimenticato di inserire il reato di agropirateria, che tutti gli auditi, che abbiamo ascoltato in merito a questo provvedimento, hanno ricordato essere un reato assolutamente importante da introdurre. Ma vi è, purtroppo, anche un altro dato: pur a fronte della corretta disponibilità del relatore, purtroppo questo provvedimento non ha visto alcuna discussione in Commissione giustizia. O meglio, la discussione c'è stata, ma è stata una discussione assolutamente unilaterale perché non c'è stata la disponibilità da parte della maggioranza e del Governo di apportare alcuna modifica rispetto al testo licenziato dal Senato, neppure quelle modifiche chirurgiche, diciamo così, che ci erano state suggerite dagli auditi. Quindi, anche in questo caso c'è stata una chiusura totale.
Con riferimento poi agli altri aspetti di questo provvedimento, certamente la tutela penale contro le frodi e le contraffazioni è necessaria, ma non è sufficiente. E allora questo provvedimento risolve tutti i problemi? Certamente la risposta è no. È un provvedimento che punta molto sul versante repressivo, inasprisce le sanzioni, amplia gli strumenti di controllo, ma non può essere considerato sufficiente perché è assolutamente carente dal punto di vista della prevenzione. Questo perché le frodi agroalimentari - lo sappiamo - non si combattono soltanto con il diritto penale e non si combattono soltanto con le sanzioni. Serve un apparato di prevenzione, serve il rafforzamento delle filiere e il sostegno alle imprese con politiche industriali che siano capaci di accompagnare il settore agroalimentare nelle trasformazioni economiche e tecnologiche. Manca questo equilibrio; manca del tutto questo equilibrio tra approccio repressivo e approccio preventivo; quindi il rischio di questo provvedimento è la creazione di un sistema che punisce solamente senza prevenire, che interviene a valle, ma non agisce sulle cause; cause che, tra l'altro, sono molteplici perché sono legate alla complessità delle filiere, alla globalizzazione dei mercati, alla crescente domanda internazionale, ma anche alle difficoltà che molte imprese affrontano quotidianamente: le difficoltà legate ai costi elevati, alla concorrenza internazionale, alla carenza di investimenti, a un limitato accesso all'innovazione. E quindi limitarsi a rafforzare soltanto le sanzioni significa non cogliere il carattere molto più complesso di questo settore.
C'è poi un altro aspetto che merita particolare attenzione, perché il provvedimento interviene su tracciabilità e su controlli e prevede, per esempio, strumenti, anche positivi, come il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati, un Piano straordinario di controllo nazionale e una Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare. Sono strumenti assolutamente utili, ma anche qui vi abbiamo esplicitato alcune difficoltà che c'erano state riferite dagli auditi; per esempio, la compilazione quotidiana del Registro delle movimentazioni del latte di bufala significa dare alle imprese e, soprattutto, alle microimprese un onere molto gravoso, che probabilmente non riusciranno a eseguire correttamente.
Ecco, tutti questi strumenti - ed è questa la domanda fondamentale - verranno accompagnati da un rafforzamento delle filiere? Verranno sostenuti da investimenti adeguati? Perché, se guardiamo le cose soltanto dal lato repressivo, facciamo un errore molto, molto grande.
Poi, come dicevo prima, forse si sta andando verso un'ulteriore complessità del sistema, invece che aiutare le nostre piccole imprese a funzionare correttamente. Il nostro obiettivo, quindi, non deve essere e non può essere soltanto quello di controllare di più, ma deve essere quello di controllare meglio e, soprattutto, noi dobbiamo mettere le nostre imprese nelle condizioni di operare in un sistema che sia chiaro, efficiente e competitivo.
Ovviamente, un'ulteriore riflessione non può che riguardare il contesto internazionale, perché oggi il settore agroalimentare italiano si confronta con sfide globali che sono estremamente complesse: pensiamo, per esempio, ai dazi, pensiamo alle tensioni commerciali, alla concorrenza che proviene dai prodotti esteri, che sono spesso realizzati con standard qualitativi inferiori. Quindi, in questo contesto, la tutela del non può essere lasciata soltanto a norme nazionali: serve anche un quadro normativo europeo forte, che sia capace di difendere le nostre produzioni sui mercati internazionali, e serve una visione molto più ampia e molto più integrata, che vada oltre i confini nazionali e che coinvolga le istituzioni europee.
Come è stato ricordato prima dal collega Gianassi, un altro tallone d'Achille è il problema e il tema delle risorse, perché accanto a queste norme, che comunque vanno, dal punto di vista penalistico, nella direzione giusta, servono, però, investimenti, perché servono più che mai ora delle politiche di sostegno alle imprese, alla ricerca e all'innovazione e servono strumenti concreti per aiutare le aziende ad affrontare meglio le sfide del mercato globale. Senza questa visione più ampia, come ho detto già prima, il rischio è che il provvedimento sia assolutamente incompleto.
Un'annotazione particolare la voglio fare sull'articolo 15, quello che introduce il blocco temporaneo dell'azienda rispetto a inosservanze e irregolarità che sono soltanto documentali e formali. Questo articolo penalizza, in particolare, le piccole imprese e tutti gli auditi ci hanno sollecitato a prevedere una riformulazione di questo articolo, riformulazione che noi, con un emendamento, abbiamo provato a mettere sul tavolo del relatore per la maggioranza e del Governo ma che, ancora una volta, è stata bocciata, inserendo un meccanismo simile al preavviso di rigetto all'interno del procedimento amministrativo.
Allora, credo che il nostro compito sia quello di riconoscere i limiti di questo provvedimento e di provare a superarli - noi lo abbiamo fatto con una serie di proposte emendative che, però, sono state tutte bocciate dal Governo e dalla maggioranza - perché abbiamo bisogno di una strategia più ampia, che deve tenere insieme tre elementi fondamentali: l'aspetto penalistico, con la repressione delle frodi per garantire legalità e trasparenza; il rafforzamento delle filiere, per sostenere produttori e imprese; investimenti e politiche industriali, per rendere il settore sempre più competitivo. Solo così potremo davvero tutelare il nostro patrimonio agroalimentare, solo così possiamo difendere non solo i prodotti ma anche il lavoro, la dignità e il futuro di chi, ogni giorno, contribuisce a rendere grande e famoso, in tutto il mondo, il nostro . La qualità, infatti, non si difende soltanto con le sanzioni: si difende con politiche che devono essere coraggiose, che devono avere visione e devono avere responsabilità e su questo terreno, purtroppo, siete chiamati a fare molto, molto di più.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, deputato Palombi; s'intende che vi abbia rinunciato.
Ha facoltà di replicare la rappresentante del Governo; s'intende che vi abbia rinunciato.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, rappresentante del Governo, intervengo sull'ordine dei lavori perché nella seduta di oggi non sono presenti, perché sospesi, come la scorsa settimana, i colleghi Bakkali, Auriemma, Boldrini, Caso e Mari, ma da oggi comincia anche la sanzione nei confronti dei colleghi Cuperlo, De Maria, Ferrara, Fratoianni e Lomuti.
Io non tornerò sulle questioni che abbiamo già posto con un richiamo al Regolamento nella scorsa settimana - avremo modo, nelle sedi opportune, di continuare a confrontarci sulla gravità, a nostro avviso, di questa scelta -, ma riteniamo che sia indispensabile che la Presidenza della Camera tenga conto del fatto che nella giornata di domani, con votazioni molto importanti quali quelle a cui saremo chiamati, come anche la volontà di portare avanti uno scudo processuale nei confronti di chi ha liberato un torturatore libico ricercato dalla Corte penale internazionale e l'ha riportato a casa con un volo di Stato, non potranno essere presenti dieci parlamentari dell'opposizione e, fra loro, anche un di partito dell'opposizione. Lo riteniamo un fatto molto grave e, da questo punto di vista, rappresentiamo alla Presidenza tutte le nostre preoccupazioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Casu. Naturalmente, riferirò al Presidente.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
2.
3.
SANTILLO ed altri: Disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione. (C. 1562-A)
e delle abbinate proposte di legge: FURFARO ed altri, GRIMALDI ed altri. (C. 1169-2181)
Relatrice: SEMENZATO.
4.
5.
S. 1519 - Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani (Approvato dal Senato). (C. 2721)
e dell'abbinata proposta di legge: CARLONI ed altri. (C. 1619)
: PALOMBI.
6.
Modifica dell'articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale. (C. 2564-A)
e delle abbinate proposte di legge: MORASSUT; BARELLI ed altri; MORASSUT; GIACHETTI e BOSCHI. (C. 278-514-1241-2001)
: BARELLI e PERISSA.













