PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
RICCARDO ZUCCONI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 107, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Sospendo, pertanto, la seduta che riprenderà alle ore 9,46.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2823-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, recante interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile.
Ricordo che nella seduta di ieri sono state esaminate le proposte emendative riferite agli articoli da 1 a 8, nonché agli articoli 10, 11, 13 e 14 del decreto-legge, ad eccezione delle proposte emendative 2.31 Provenzano e 2.01 Ruffino.
Avverto che, fuori dalla seduta, l'emendamento 17.1002 Iaia è stato ritirato dal presentatore.
Avverto che la Commissione bilancio ha espresso il prescritto parere sui restanti articoli del decreto-legge . In particolare tale parere, al fine di garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, subordina il parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 9.01000 Cerreto all'approvazione del subemendamento 0.9.01000.1 della Commissione.
Avverto che è stato presentato il subemendamento 0.20.200.1 Simiani riferito all'emendamento 20.200 della Commissione.
PRESIDENTE. Invito il relatore e la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative accantonate nella seduta di ieri.
GIANNI LAMPIS, . Grazie, Presidente. Invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, su tutte le proposte emendative, fatta eccezione per l'articolo aggiuntivo 9.01000 Cerreto e il relativo subemendamento 0.9.01000.1 della Commissione; quindi, a eccezione anche degli emendamenti 24.300 e 16-.300 che recepiscono le condizioni della Commissione bilancio. Il parere è naturalmente favorevole sugli emendamenti della Commissione presentati ieri, ovvero 9.200, 15.200, 16.200, 16-.200, 19.200 e 20.200. Il parere è contrario sul subemendamento 0.20.200.1 Simiani.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Il parere del Governo è conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Passiamo all'emendamento 2.31 Provenzano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.31 Provenzano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Essendo il primo voto, aspettiamo che i colleghi entrino, ricordando sempre che il preavviso ci serve a prendere le tessere per votare. Io lo ricordo, così resta nei verbali. Se qualcuno li legge, lo sa. Prego, colleghi, siamo in votazione )…
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.01 Ruffino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.01 Ruffino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.2 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.2 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 9.10 Forattini e 9.11 Gadda.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Forattini. Ne ha facoltà.
ANTONELLA FORATTINI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Noi, con questo emendamento, chiediamo semplicemente un adeguamento di risorse, peraltro non eccessivo, cioè il fatto di passare da 108 milioni a 250 milioni di euro, per rispondere a una crisi che è sempre più attanagliante. Sono sempre più frequenti le crisi strutturali, e quindi gli eventi climatici estremi, l'aumento dei costi energetici e l'aumento dei fertilizzanti, costi che impattano sulle filiere. Per tutto questo, noi abbiamo chiesto appunto di rivedere il Fondo di solidarietà, perché riteniamo sia sottodimensionato.
E quindi, per poter agevolare la continuità produttiva, chiediamo che questo emendamento venga ripreso in considerazione. Quindi chiediamo la possibilità di accantonarlo, perché, ripeto, le risorse passerebbero da 108 milioni di euro a 250 milioni di euro. Il tutto per rendere credibile questo strumento, che è il Fondo di solidarietà, che altrimenti rischia di rimanere un semplice atto formale.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore di esprimersi sull'accantonamento. È contrario.
Insiste per votare l'accantonamento, collega? Sì.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di accantonamento degli identici emendamenti 9.10 Forattini e 9.11 Gadda, con il parere contrario del relatore.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 37 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 9.10 Forattini e 9.11 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.4 Cherchi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.4 Cherchi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.200 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.200 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 9.15 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.15 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.16 Iacono. Ha chiesto di parlare la collega Iacono. Ne ha facoltà.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Signora Presidente, grazie. Colleghe e colleghi, rappresentante del Governo, oggi siamo chiamati a discutere la conversione di un decreto-legge che, fin dal suo titolo, ci riporta indietro e alla memoria quegli eventi drammatici che hanno procurato danni enormi e messo in grandissima sofferenza i territori della Calabria, della Sardegna e della mia terra, la Sicilia. Questo è un provvedimento che tenta di riparare i danni, come sempre, dopo che il disastro ha colpito e dopo che il danno è stato fatto, rincorrendo sempre l'emergenza.
Intervenire anche dopo naturalmente è dovere di questo Parlamento, ma io mi auguro che chi ha responsabilità di Governo abbia imparato la lezione. E allora, accanto alla tutela del territorio fisico, vi è anche la necessità di tutelare il tessuto sociale, culturale e sanitario del nostro Paese, ed è proprio questo l'obiettivo del nostro emendamento: l'introduzione dell'obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per le imprese è un principio che, dal nostro punto di vista, risponde sì a una logica di corresponsabilità.
Tuttavia, probabilmente, chi governa non si è reso conto di come queste norme vengono calate nella vita reale delle persone e che nell'applicazione pratica di questa norma si rischia di generare effetti distorsivi gravissimi su realtà che svolgono una funzione pubblica e sociale insostituibile. Quindi, il nostro emendamento interviene a tutela di due specifiche categorie: i soggetti che gestiscono beni tutelati dal codice dei beni culturali e del paesaggio e coloro che gestiscono beni pubblici utilizzati per finalità sociosanitarie.
Immaginiamo, signora Presidente, la complessità amministrativa e il gravoso onere finanziario di dover assicurare, e in tempi rapidissimi, strutture ospedaliere, ambulatori di prossimità e centri di cura, o anche poli museali, aree archeologiche e immobili di inestimabile valore storico e culturale. Parliamo di enti e di cooperative che operano quotidianamente affrontando difficoltà di bilancio e che, di fatto, assicurano l'effettività di diritti costituzionalmente garantiti: il diritto alla salute e la promozione della cultura. Imporre scadenze perentorie a questi soggetti è una follia burocratica e significa esporli al rischio concreto di dover ridurre i servizi erogati per far fronte ai nuovi premi assicurativi e a polizze assicurative faraoniche.
La nostra proposta emendativa è una misura di tutela e di assoluto buonsenso istituzionale. Con questo emendamento chiediamo una proroga al 31 dicembre 2026 per la stipula di queste polizze in questi specifici ambiti. Chiediamo di concedere un anno solare in più per consentire alle aziende sanitarie e anche alle istituzioni culturali di potersi adeguare alla normativa senza subire traumi, che ricadrebbero inevitabilmente sulle cittadine e sui cittadini. Questo emendamento mira alla salvaguardia dei presìdi sanitari e culturali e a tutelare chi cura le persone e chi custodisce la nostra storia.
Sono questioni, queste, che dovrebbero unire quest'Aula. Quindi chiediamo di nuovo alla rappresentante del Governo di dare a queste realtà il tempo di respirare, e quindi che si valuti meglio questa proposta emendativa nel merito .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.16 Iacono, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.18 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.18 Bonelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.21 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.21 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo al subemendamento 0.9.01000.1 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.9.01000.1 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 9.01000 Cerreto. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 9.01000 Cerreto, nel testo subemendato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 12.02 Santillo e 12.03 Bonelli; l'identico articolo aggiuntivo 12.01 Zinzi è stato, invece, ritirato.
Ha chiesto di parlare il deputato Santillo. Ne ha facoltà. Colleghi, c'era un po' di confusione.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Prima c'era un'interlocuzione ancora possibile su questo importante articolo aggiuntivo che supporta le autorità di bacino distrettuali, che sono gli enti deputati al contrasto del dissesto idrogeologico per l'eccellente lavoro di pianificazione e programmazione degli interventi.
Quindi, poiché da qui alla fine della seduta, alla fine delle votazioni, abbiamo ancora qualche ora di tempo, io pregherei il relatore e il Governo di tenere ancora accantonato questo articolo aggiuntivo che, come vedete, è anche a prima firma di colleghi della maggioranza, per provare a trovare una convergenza sul testo.
PRESIDENTE. È stato ritirato quello del collega Zinzi, l'ho detto mentre c'era un po' di confusione, magari non mi ha sentito.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Allora, anche se è stato ritirato quello del collega Zinzi, visto che questo Governo è tornato - e questa maggioranza - sui suoi passi su diverse cose, come su Israele, come sull'America, come sulle dimissioni della Santanche', magari può ritornare sui suoi passi anche sul parere su un articolo aggiuntivo così importante.
PRESIDENTE. Relatore, sulla richiesta di accantonamento? No.
Insiste per votare sull'accantonamento, collega Santillo? No.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 12.02 Santillo e 12.03 Bonelli, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 12.04 Ruffino. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 12.04 Ruffino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 15.1 Santillo.
Ha chiesto di parlare il deputato Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, secondo me, su questo emendamento c'è una grande svista da parte di questa maggioranza. Un po' di tempo fa, in Commissione ambiente e anche in Aula, abbiamo trattato il tema del codice dei contratti pubblici, il nuovo codice, e adesso ci saranno tutte le varie direttive. In quel codice una delle vie maestre, uno dei pilastri fondamentali era la digitalizzazione, la semplificazione, l'accelerazione delle procedure.
Noi, con questo emendamento, per gli interventi previsti da questo decreto-legge nelle zone colpite dagli eventi calamitosi, chiediamo, né più, né meno, la digitalizzazione, la semplificazione e, in particolare, anche l'utilizzo del come strumento utile ad aiutare le attività di monitoraggio e anche di prevenzione. Perché, se abbiamo un intervento che è stato digitalizzato anche sotto la forma del BIM, potrà essere anche monitorato ai fini della prevenzione, per capire bene se, per esempio, su un determinato tratto di canale, di fognature o di strada ci possono essere dei cedimenti, senza andare a misurarli , ma monitorandoli, appunto, da remoto.
Quindi, come è possibile che questa maggioranza e questo Governo portino avanti un codice dei contratti pubblici con al centro la semplificazione, la digitalizzazione e il BIM, e quando noi lo chiediamo per gli interventi nelle aree colpite da eventi meteorologici questa cosa non vada bene? Rivedetevi bene il concetto di questo emendamento, che è semplice - tre righe - e cambiate, per piacere, il parere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Iaria. Ne ha facoltà, per un minuto.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Vorrei solo aggiungere che la digitalizzazione dei contratti permette anche un controllo per verificare l'accuratezza e la correttezza della spesa, dei soldi che andremo a mettere su questi interventi, proprio perché bisogna evitare che ci siano sprechi e distorsioni nella spesa. Lo dico perché questo Governo, questa maggioranza, sulla trasparenza, sull'osservazione delle regole è un po' latitante. Tra l'altro, vedo anche in Aula il collega Delmastro, che è qui in Aula perché probabilmente i ristoranti sono chiusi, che è un esempio di come la giustizia come la trasparenza…
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi. Colleghi!
ANTONINO IARIA(M5S). …vengano gestite da questo Governo in due modi separati e in due modalità separate. La trasparenza e la digitalizzazione aiutano anche a controllare e ad evitare distorsioni dal punto di vista dell'uso corretto dei fondi pubblici.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.1 Santillo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 15.4 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.4 Bonelli, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione… revoco la votazione, la collega Ruffino voleva intervenire. Prego, collega Ruffino. Scusi, non l'avevo vista.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Soltanto per annunciare che gli emendamenti che riguardano il commissario straordinario, ruoli, eccetera, vedranno il voto di astensione di Azione poiché, come già detto altre volte, siamo contrari a questa nomina smodata di commissari per la qualunque.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.4 Bonelli, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 15.6 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.6 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 15.7 Scerra. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.7 Scerra, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 15.200 della Commissione Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.200 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 15.08 Scerra e 15.09 Ruffino. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 15.08 Scerra e 15.09 Ruffino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto gli studenti, le studentesse e i docenti dell'Istituto professionale “Domenico Modugno” di Polignano a Mare, in provincia di Bari, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 15.010 Barbagallo.
Ha chiesto di parlare il collega Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Con il mio articolo aggiuntivo 15.010 chiediamo che per i fabbricati siti nel comune di Niscemi che sono stati distrutti o resi inagibili ci sia l'esenzione o la riduzione sia dell'IMU che della Tari.
Francamente, ci sembra una proposta emendativa non soltanto ragionevole, ma che rispetta i precetti costituzionali, in particolare anche dell'articolo 3 sull'uguaglianza sostanziale. È ingiusto che quei cittadini che si sono visti distruggere le case dalla frana debbano pure pagare l'IMU o la Tari, che in Sicilia - lo ricordo - è di gran lunga la più alta d'Italia.
Lo stesso articolo, che è suddiviso in 5 commi, prevede anche una disciplina articolata. Ovviamente nel momento in cui l'immobile viene totalmente distrutto oppure è reso nuovamente agibile si ritornerà a pagare i tributi comunali. È previsto uno schema per compensare il comune di Niscemi dei minori introiti. Insomma, io faccio un ulteriore appello all'Aula, sperando che, come è giusto che sia, il Parlamento si confronti, alla fine, nell'esclusivo interesse dei cittadini e nel bene comune si trovino soluzioni.
Dal punto di vista economico, le coperture sono consistenti in questo provvedimento. Spero che, di fronte a casi così evidenti, ci sia un sussulto di buonsenso da parte della maggioranza e del Governo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.010 Barbagallo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.200 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.200 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 16.8 Barbagallo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.8 Barbagallo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.10 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.10 Bonelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.11 Curti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.11 Curti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.16 Scerra. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.16 Scerra, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.12 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.12 Santillo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.15 Morfino. Ha chiesto di parlare la collega Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Presidente, questo emendamento coglie un punto essenziale che il decreto non affronta fino in fondo e mi riferisco alla sopravvivenza concreta delle attività economiche che operano in aree definite “zona rossa”.
Il decreto riconosce la delocalizzazione degli immobili, ma non garantisce ancora, fino in fondo, la delocalizzazione dell'attività economica. Tra le due cose non c'è una differenza enorme, perché un'impresa non è solo un immobile: è lavoro, organizzazione e attrezzatura, capacità di produrre, di tenere insieme fornitori e occupazioni.
Allora noi, Sottosegretaria, pensiamo che, se un'attività si trova in un'area dichiarata “zona rossa”, non basta pensare soltanto alla sorte del bene immobile, ma bisogna mettere quell'impresa nella condizione di essere riattivata, di ripartire. Quindi, questo emendamento è, per noi, proprio di buonsenso. Per cui, chiediamo un'ulteriore riflessione e di accantonarlo.
PRESIDENTE. Il relatore è contrario. Collega Morfino, insiste per il voto sull'accantonamento? No.
Se nessun altro chiede di intervenire, pongo in votazione l'emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.15 Morfino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 16.03 Scerra. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 16.03 Scerra, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 16.05 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 16.05 Santillo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 16.06 Scerra. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 16.06 Scerra, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 16.07 Porta. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 16.07 Porta, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 16.01000 Santillo. Ha chiesto di parlare il collega Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Premesso che in questo Paese stiamo usando le informazioni che provengono dalla lotta al dissesto idrogeologico, con le varie frane e alluvioni che avvengono, per conoscere meglio la geografia del nostro Paese, abbiamo scoperto tutti quanti che a Niscemi, in Sicilia, c'era una frana che conoscevano praticamente tutti, al punto tale che - è notizia di ieri - sono stati indagati gli ultimi quattro presidenti della regione Sicilia, tra cui Musumeci, l'attuale Ministro per la Protezione civile.
Dopo un mesetto e mezzo, due mesi, scopriamo tutti dove si trova Petacciato. È un paesino, in provincia di Campobasso, che è interessato dalla frana lenta più grande d'Europa, con un fronte di ben 4 chilometri che, di fatto, ha diviso completamente l'Italia del Centro-Sud dall'Italia del Centro-Nord, con i collegamenti che non si potevano percorrere. Abbiamo, quindi, scoperto poi, a seguito degli eventi del 30 marzo, che in data 9 aprile - lo ricordavo già ieri - il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per ulteriori regioni: l'Abruzzo, il Molise, la Puglia e la Basilicata.
Allora, noi che cosa chiediamo con questa proposta emendativa? Chiediamo che, dopo che con il decreto-legge in esame ci sono interventi per le regioni Sardegna, Sicilia e Calabria, venga interessato, almeno inizialmente, anche il Molise. Stiamo chiedendo 50 milioni per la messa in sicurezza del territorio molisano. Basteranno? Assolutamente no. Qualcuno si è posto il problema di quale sia il costo totale? Se lo è posto il presidente della regione Molise, Roberti, che è di Fratelli d'Italia. Ebbene, ha detto che questo costo totale ammonta a 400 milioni di euro. Noi diciamo pure dove trovare gli altri 350 milioni di euro, perché, se 50 milioni di euro ve li stiamo proponendo con questo emendamento, 350 voi li avete tolti - questa maggioranza - nella prima legge di bilancio che è stata votata nel 2022 , tagliando 350 milioni di euro al Fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.
Noi, invece, una strada ve l'avevamo tracciata ed era virtuosissima. Tra le righe del Piano nazionale di ripresa e resilienza - Presidente, chiederei di far fare un po' più di silenzio all'Aula - erano stanziati, in una misura, ben 2 miliardi e mezzo per la tutela del territorio. Questa maggioranza e questo Governo non sono stati ancora in grado di spenderli. Bisogna partire spendendo e finendo di spendere entro l'agosto di quest'anno questi soldi, per rendicontarli, secondo il PNRR, entro la fine dell'anno.
Ma c'è un'altra cosa importante, Presidente: questa maggioranza si sta intestardendo, invece, nel trovare 13 miliardi e mezzo per un'infrastruttura che nessuno vuole più Loro si sono impuntati sul ponte e vi dirò di più; dopo che questo Governo ha dedicato un decreto-legge, nominato DL Ponte, a seguito del quale, del ponte non solo, cari colleghi, non si è vista la prima pietra, ma nemmeno la prima matita perché non c'è nemmeno un disegno aggiornato di questo ponte sullo Stretto; dopo tutta una serie di emendamenti che avete votato a favore del ponte, adesso avete emanato il decreto-legge Infrastrutture - arriverà alla Camera - con il quale il Ministro Salvini pensava di superare lo scoglio della gara d'appalto. Bene, colleghi, dopo qualche giorno l'ANAC vi ha detto: questa gara d'appalto s'ha-da-fare! Per questo motivo questo ponte non-si-farà-mai ! Perché non solo non esiste un progetto per questo punto, ma perché il Ministro Salvini si è fissato che non vuole fare la gara per tutelare gli interessi di chi ha firmato il contratto originario; ma l'Europa ve l'ha detto che quel contratto è strasuperato di oltre il 50 per cento, quindi mettetevi l'anima in pace.
E c'è un altro dato. Avete ricordato - parecchi di voi, anche della maggioranza - in discussione generale, nei vostri interventi, l'ultima relazione dell'ISPRA. Nell'ultima relazione dell'ISPRA, che riporta quanti comuni italiani sono interessati dal rischio idrogeologico, nessuno ha citato un dato importante.
Il dato importante è questo: ogni anno in Italia si pagano, per danni da rischio idrogeologico, 3 miliardi di euro, cui si sommano 7 miliardi di perdita dei servizi ecosistemici del sistema Paese; fanno 10 miliardi all'anno. Allora, con questo emendamento, potete finalmente assumervi la responsabilità: se continuare a pagare 11,8 milioni all'anno di stipendi per la società dello Stretto di Messina Spa, di cui sono aumentati, nel 2025, soltanto per 23 dirigenti…
AGOSTINO SANTILLO(M5S). …Presidente, fino a 6,1 milioni, partendo dai 4,5 milioni del 2024, quindi sono più di 260.000 euro all'anno per dirigente della società Stretto di Messina Spa… quindi, se spendere i soldi inutilmente per la società Stretto di Messina Spa, oppure per la messa in sicurezza del territorio molisano .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo sempre su questo emendamento, anche come membro della Commissione di inchiesta sul rischio idrogeologico, la quale ha fatto ottime analisi, anche belle conferenze per parlare di questo rischio idrogeologico, ma non è riuscita, essendoci gente della maggioranza parlamentare, colleghi della maggioranza, a far sì che il Governo cominciasse a indirizzare le risorse non per i loro affari, come - lo ha detto prima il mio collega - il ponte sullo Stretto, dove avete messo un impegno enorme, in questi anni, per raggiungere nulla, più che altro per spendere tantissimi soldi, mentre abbiamo crisi sistemiche del nostro Paese, che devono essere risolte. Quindi, basta fuffa, basta ipocrisia. Per favore - per favore - cominciate ad agire veramente come se fosse un vero Governo e non come se foste incompetenti che hanno interesse a fare solo alcune opere che servono a pochi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 16.01000 Santillo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16-.200 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16-.200 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 16-.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16-.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 17.1000 Amendola. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 17.1000 Amendola, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto studenti, studentesse e docenti del Lycée d'Arsonval di Saint-Maur, Parigi, e dell'Istituto di istruzione superiore statale Cine-TV “Roberto Rossellini”, di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Passiamo all'emendamento 17.1001 Schlein. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento proprio perché abbiamo cercato, in questo provvedimento, di evidenziare un problema oggettivo, quello che riguarda il Molise e l'Abruzzo. Sapete benissimo che nei giorni scorsi c'è stata una frana importante, come evidenziato anche da noi negli interventi. Devo dire che, insieme all'onorevole D'Alfonso, abbiamo cercato di sensibilizzare, attraverso già un precedente ordine del giorno, anche con riferimento al decreto PNRR, nonché alla discussione in Commissione, cercando di far capire alla maggioranza che servivano direttamente risorse strutturali per riuscire a governare il processo di ricostruzione, specialmente per quelle situazioni in cui oggi non è possibile avere una certa fluidità della viabilità, non solo nel Molise, ma anche nell'Abruzzo. Avete saputo che c'è stata per molti giorni l'interruzione ferroviaria: c'è ancora difficoltà di andare da un paese, da un comune all'altro e credo che questo sia un fatto per noi molto complicato. Ora, in Commissione è emerso chiaramente che sono state subito stanziate risorse a seguito dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri del 9 aprile. Risorse che sono dovute, logicamente, come atto oggettivo per dare subito alla Protezione civile la possibilità di utilizzare queste risorse e mettere in campo un'azione positiva; noi abbiamo chiesto, però, qualcosa di più. Siccome sappiamo che i danni visibili sono oggettivi, forse bisognerebbe interrogarsi subito e trovare subito risorse per velocizzare questa situazione. Vi ricordo che si parla di aree che hanno difficoltà oggettive non solo in termini di trasferimenti da regione a regione, ma - figuratevi - anche da comune a comune, cioè persino nelle aree interne, soprattutto nell'Adriatica che oggi è una linea ferroviaria importante che collega il Nord e che rischia anche possibili smottamenti, visto che la frana, comunque, non si è fermata; è una frana di 4 chilometri, molto estesa, che rischia di paralizzare tutto il Sud, soprattutto i pendolari che tutti i giorni fanno avanti e indietro fra Nord e Sud.
Ecco perché credo sia importante, rispetto a questo emendamento, riuscire a sensibilizzare l'emiciclo, la maggioranza, il Governo per far sì che questi 50 milioni per le due regioni nel 2026 e altri 50 per le due regioni nel 2027 siano utili per riuscire a dare una risposta concreta. Era il decreto giusto, è il decreto giusto. La nostra segretaria Schlein è andata direttamente nei luoghi a visitare, a verificare lo stato dell'arte e lo ha fatto cercando di far capire che, da parte del Parlamento, dei due rami del Parlamento c'è una vera sensibilizzazione e che non si attendano futuri provvedimenti senza… sappiamo benissimo che oggi queste risorse che abbiamo descritto in questo emendamento, di fatto, non basteranno; ma era un'attenzione, un'attenzione. Ho visto utilizzare - Presidente, termino - risorse, quei 15 milioni, tutto legittimo, per la provincia di Reggio Calabria quando oggi, forse, quelle risorse potevano andare al Molise.
Sicuramente questo è stato uno elettorale che giustamente avete la legittimità di fare, però credo che oggi forse ci sono delle priorità che voi dovreste assolutamente assumere e questo è il provvedimento giusto. Sicché io chiedo non solo l'accantonamento, ma chiedo addirittura un voto favorevole…
MARCO SIMIANI(PD-IDP). …sull'emendamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole D'Alfonso. Ne ha facoltà per un minuto.
LUCIANO D'ALFONSO(PD-IDP). Presidente, grazie. Io intervengo per sottolineare l'estrema urgenza di una presa di consapevolezza. Se si fosse intervenuti prima, avremmo speso un quarto di quello che si sta razionalizzando adesso. Teniamo da conto che il Molise ha la difficoltà su Petacciato, lungo la cosiddetta infrastruttura adriatica, che adesso è stata soltanto provvisoriamente recuperata. Ma c'è una rottura della viabilità anche sulla SS 650, denominata Trignina. Perché vale la pena sottolinearlo? Il Molise non ha infrastrutture ferrate, all'interno il Molise non ha la ferrovia e non ha l'autostrada all'interno.
LUCIANO D'ALFONSO(PD-IDP). La SS 650 - concludo - collega l'area marina del Molise con Isernia. Oggi non c'è possibilità di percorso. Ecco perché servono risorse finanziarie e risorse procedurali .
PRESIDENTE. Il relatore sull'accantonamento? È contrario. Insiste per votare l'accantonamento?
Allora, se nessuno chiede di intervenire a favore o contro, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'emendamento 17.1001 Schlein, con il parere contrario del relatore.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 33 voti di differenza.
Passiamo, a questo punto, alla votazione dell'emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento emendamento 17.1001 Schlein, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 17.1 Curti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 17.1 Curti, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 17.3 Ascani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 17.3 Ascani, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.07 Braga. Ha chiesto di parlare l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Solo per chiedere ai colleghi l'autorizzazione a sottoscrivere questo articolo aggiuntivo e anche gli articoli aggiuntivi 17.010 Braga e 17.012 Lai.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.07 Braga, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.09 Iacono. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iacono. Ne ha facoltà.
GIOVANNA IACONO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Intervenire oggi nel tentativo di ripristinare le infrastrutture, di sostenere le popolazioni colpite e di aiutare le attività produttive danneggiate è, ovviamente, un dovere ineludibile del Governo e di chi ha responsabilità di Governo.
Tuttavia, è il tempo oggi di ammettere che continuare ad agire in questo Paese esclusivamente seguendo la logica dell'emergenza evento non è più sufficiente, né economicamente sostenibile. Il nostro Paese, per la sua conformazione orografica e geologica, è storicamente fragile e oggi questa fragilità è drammaticamente aggravata - e io mi auguro che ne siamo tutti e tutte consapevoli - dai cambiamenti climatici in atto. Questo Governo ha richiamato l'importanza del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che è un documento essenziale che traccia la rotta, ma solo teorica, per la messa in sicurezza del nostro Paese. Eppure uno strumento di pianificazione, per quanto possa essere condivisibile, rimane, purtroppo, lettera morta se non viene accompagnato dalle necessarie dotazioni finanziarie.
Trasformare un documento di indirizzo in cantieri, in opere di mitigazione del rischio, in interventi strutturali a difesa dei territori richiede, infatti, delle risorse certe, e noi, con questo articolo aggiuntivo, proponiamo proprio di compiere questo passo decisivo chiedendo di stanziare 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, che sono necessari, appunto, per la concreta attuazione del Piano. Stiamo parlando di risorse vere che verrebbero destinate e vincolate a finalità ben precise: offrire indirizzi operativi per la pianificazione territoriale, risolvere le criticità ambientali che già stanno affliggendo il territorio italiano e integrare i criteri di adattamento dei nostri strumenti di programmazione.
Noi non stiamo, quindi, proponendo una spesa, ma un investimento che oggi risulta essere strategico e urgente, perché siamo chiamati a superare quel paradosso in cui ci troviamo sempre, a maggior ragione oggi: i fondi per ricostruire ciò che è stato distrutto fatichiamo a stanziarli per evitare che il disastro avvenga. L'adattamento ai cambiamenti climatici è un tema che dovrebbe unire quest'Aula in uno sforzo di grande serietà. È per questo che, su questa proposta emendativa, chiedo alla rappresentante del Governo di rivedere il parere dato su questo emendamento, perché significa assicurare a questo provvedimento non solo la funzione riparatoria dei danni, per come evidentemente è stato pensato, ma una reale e strutturale funzione di prevenzione per la protezione e la tutela del nostro Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.09 Iacono, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.010 Braga. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.010 Braga, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.011 Morfino. Ha chiesto di parlare la collega Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Anche con questo articolo aggiuntivo noi interveniamo su un punto decisivo, che spesso viene evocato in modo generico, ma che nei territori colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali rappresenta una vera e propria possibilità di ripartenza. Ci riferiamo alla tenuta delle infrastrutture, perché un territorio funziona bene se le sue infrastrutture reggono, se quelle danneggiate vengono ripristinate rapidamente e se quelle più esposte vengono messe in sicurezza. Purtroppo, il decreto affronta il tema infrastrutture in modo molto parziale e in modo molto frammentato.
Quindi noi, con questo articolo aggiuntivo, proponiamo di rifinanziare il Fondo per le emergenze nazionali proprio per assicurare la completa ricostruzione, il ripristino e la messa in sicurezza. Questa è una proposta veramente di buon senso, perché è seria, perché sposta il baricentro del decreto dal ristoro alla ricostruzione strutturale e funzionale dei territori. Quindi, chiediamo anche qui un supplemento di riflessione e di accantonare questo emendamento, e qui insisto.
PRESIDENTE. Relatore, sull'accantonamento? No. Si insiste per la votazione? Sì.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo 17.011 Morfino, con il parere contrario del relatore.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 41 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.011 Morfino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.012 Lai.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Francesca Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Io intervengo, brevemente, per motivare il voto contrario del nostro gruppo a questo emendamento. Io comprendo le necessità dei sindaci e delle sindache di tanti comuni costieri, che, soprattutto dopo le mareggiate di quest'anno, si vedono le loro spiagge invase dalla posidonia, ma noi sappiamo benissimo che, come prevede la norma, tra l'altro, la posidonia rappresenta una barriera contro l'erosione costiera, e la movimentazione è molto pericolosa. È inutile che, poi, promuoviamo iniziative di ripascimento, quando abbiamo un elemento naturale che aiuta le nostre spiagge a essere salvaguardate.
Probabilmente, questo causa dei danni al turismo dei nostri territori, ma noi pensiamo che l'ambiente e la tutela dei nostri beni sia più preziosa, e questo è il motivo per cui voteremo contro .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.012 Lai, con il parere contrario, della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 17.01000 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 17.01000 Morfino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 18.2 Merola. Ha chiesto di parlare il collega Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, noi chiediamo che la sede dell'Agenzia nazionale ItaliaMeteo rimanga a Bologna, come è stato finora. La Regione Emilia- Romagna, la città metropolitana, tutte le istituzioni e i sindacati della nostra regione hanno chiesto, ripetutamente, alla maggioranza e al Governo i motivi di questo trasferimento; nessuna risposta è venuta, nessuna risposta nemmeno di parte è venuta perché questo è un provvedimento, chiaramente, di parte. Non esiste nessuna motivazione di efficienza e di interesse nazionale a prevedere il trasferimento dalla sede del Tecnopolo di Bologna a Roma.
Non esiste perché il Tecnopolo di Bologna è un insediamento di eccezionale rilevanza nazionale ed europea; ospita il centro per le previsioni meteorologiche dell'Unione europea ed è formato da molti ricercatori nell'ambito della climatologia; sta arrivando la sede dell'Università dell'ONU sull'intelligenza artificiale per la gestione del cambiamento dell'habitat umano e l'Agenzia ItaliaMeteo, finora, ha collaborato, in un ambiente, in un ecosistema di ricerca tecnologica avanzata sulle previsioni climatiche e su come utilizzare i dati nell'interesse pubblico generale delle nostre imprese.
Quale motivazione di interesse nazionale può pensare che si risolva spostando semplicemente una sede? Ai lavoratori dell'Agenzia ItaliaMeteo è stato ordinato di rispondere, entro una settimana, se erano disponibili a trasferirsi a Roma; ovviamente, il grosso se ne è guardato bene, anche per il semplice fatto che sono tutte persone di professionalità e competenza tale che non hanno bisogno di pietire a questo Governo la possibilità di mantenere un posto di lavoro.
Quindi, io mi chiedo come sia possibile che non si risponda nemmeno alle richieste della regione di un'interlocuzione e di una sospensione di questa iniziativa, a fronte del fatto che non è stata data nessuna motivazione tecnica o politico-strategica rispetto a questa decisione. Ma qual è la strategia? Caso mai, Agenzia ItaliaMeteo aveva bisogno del contrario, cioè di un potenziamento della struttura; di attrarre nuovi ricercatori, in modo da riuscire a dare al nostro Paese una prospettiva, nell'ambito meteo, finalmente affiancando un'agenzia civile a quella aeronautica per le previsioni meteorologiche.
Quindi, siamo di fronte a un sopruso, non motivato e non spiegato, che la dice lunga sulla volontà di dialogo e di confronto di questo Governo , che si dice nazionale, ma è semplicemente di parte, perché prevale, ad oggi, l'interesse di avere una sede nazionale a Roma rispetto alla sua efficienza e alla sua efficacia. Ci sono altre sedi nazionali, in questo Paese, che non risiedono a Roma; ma togliere, oltretutto, al centro principale che abbiamo, che purtroppo per voi è in Emilia-Romagna, sui dati meteorologici e sulla ricerca scientifica in campo meteorologico è semplicemente un sopruso, di cui continueremo a chiedervi ragione perché non c'è un interesse nazionale.
Vi abbiamo anche proposto di mantenere la sede legale e amministrativa a Roma, e di lasciare, però, la struttura tecnica nell'ambiente in cui è, perché le relazioni fra i ricercatori e l'Università dell'ONU, le università italiane, il CINECA, l'ENEA e il Consiglio nazionale delle ricerche sono importantissime da mantenere per dare sviluppo e ricerca su un settore che, come dimostra anche l'esigenza di questo decreto, ha bisogno di dati e ha bisogno di una gestione dei dati efficace, operativa, e non di preoccuparsi se c'è…
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). … un'agenzia a Roma o in Emilia-Romagna . È un atto che non subiremo e continueremo a chiedere ragione di questo provvedimento, che non è solo centralistico, ma è stupido !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il collega Simiani. Ne ha facoltà, per un minuto.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Noi invitiamo, di nuovo, a una riflessione. Lo dico al relatore, lo dico alla maggioranza e al Governo. Quello che ha detto l'onorevole Merola è assolutamente vero: questo è chiaramente un furto. Un furto di una realtà importante che ha lavorato negli anni e in cui sono stati investiti tempo, risorse e professionalità. Smontare questo bellissimo strumento, utile non solo nel nostro territorio, ma per tutta l'Europa, è un fatto ignobile. Lo diciamo chiaramente: la parola è “ignobile”. Ecco perché chiediamo che sia accantonato e chiediamo che sia messo al voto l'accantonamento.
PRESIDENTE. Chiediamo il parere al relatore. Dice di no. Allora passiamo ai voti. Lo sapeva, Simiani prevede il futuro.
Se nessuno chiede di intervenire a favore o contro, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'emendamento 18.2 Merola, con il parere contrario del relatore.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 29 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.2 Merola, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 18.3 De Maria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.3 De Maria, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 18.6 L'Abbate e 18.7 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18.6 L'Abbate e 18.7 Bonelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 19.200 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.200 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 19.31 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.31 Santillo, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 19.01 L'Abbate.
Ha chiesto di parlare l'onorevole L'Abbate. Ne ha facoltà.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento parla, in particolare, delle polizze catastrofali. Io mi sono chiesta perché abbiamo deciso di portare avanti queste cose e, quindi, di far pagare ancora ai cittadini qualcos'altro, perché, chiaramente, i cittadini, come le imprese, si devono assicurare per queste catastrofi particolari. Si fa perché così il Governo se ne lava le mani. In questo caso, quindi, deve essere pagato dalla parte privata. Chiaramente, al primo posto, inizialmente, quelli che pagano sono la piccola impresa o i cittadini.
Ora, la beffa qual è? È che all'interno di queste polizze non è prevista una bomba d'acqua o, magari - non lo so -, precipitazioni come quelle che avvengono realmente, che vengono chiamate inondazioni per come sono veloci nell'unità di tempo. Quindi, alla fine, perché le avete messe? Cioè, uno paga all'inizio, come azienda, una cifra su qualcosa che poi avviene in modo diverso, perché adesso ci sono catastrofi differenti da quelle del passato, che forse dovremmo inserire; quindi, ha pagato e non viene nemmeno risarcito. A questo aggiungo anche - perché mi sono conservata solo per questo unico emendamento per non farvi perdere tempo - che continuo a vedere in questo Governo qualcosa di assolutamente assurdo come modalità di procedere. Questo delle polizze assicurative ne è, appunto, un esempio. Ma, come abbiamo già detto, avete evitato di portare avanti le azioni sul dissesto idrogeologico, che dovrebbero essere le prime ad essere messe a sistema. Lo ha detto anche il collega, i soldi del PNRR non sono stati messi a disposizione per questo, per mettere in sicurezza il territorio. La prima cosa da fare è la prevenzione, questa parola pazzesca: prevenzione.
Pagare una polizza catastrofale non fa prevenzione. È il Governo che si deve assumere la responsabilità di quello che accade, che deve prevenire, e c'è chi ce lo dice, la scienza lo sa, ce lo stanno dicendo. Quindi, perché non preveniamo? E prevenendo, anche i costi da parte del Governo sarebbero molto più bassi, come ha detto il collega, rispetto a quello che poi dobbiamo andare a pagare per dare supporto a quello che sta accadendo a cittadini e imprese.
Quindi, vi chiedo cortesemente: ascoltiamo la scienza, procediamo con azioni un po' più chiare, quindi con una prevenzione, e non lasciamo che il cittadino abbia sulle sue spalle lo zaino del problema che viene fuori da quei cambiamenti climatici che voi stessi non avete mai riconosciuto.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 19.01 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 20.2 Ruffino e 20.4 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 20.2 Ruffino e 20.4 Simiani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo al subemendamento 0.20.200.1 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.20.200.1 Simiani, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 20.200 della Commissione. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.200 della Commissione, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Passiamo all'emendamento 20.7 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 20.7 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 20.04 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.04 L'Abbate, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 21.5 De Maria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 21.5 De Maria, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 21.08 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 21.08 Santillo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 22.1 Curti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.1 Curti, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 22.2 Curti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Molto velocemente per illustrare questo emendamento, che interviene con l'obiettivo di semplificare le richieste di accesso alla concessione di contributi per le imprese agricole che sono state colpite dagli eventi calamitosi. Ora, la norma prevede che, per poter accedere a questi contributi, giustamente, c'è la necessità di dimostrare la perdita di reddito da parte dell'impresa. Ma il problema è che la perdita di reddito deve essere sempre dimostrata attraverso una perizia asseverata da parte di un tecnico abilitato; questo è previsto anche per importi minori. Ovviamente la perizia asseverata comporta dei maggiori costi per l'impresa agricola, ma comporta anche dei tempi procedurali non trascurabili.
Con questo emendamento noi chiediamo, per importi fino a 10.000 euro, di permettere alle imprese agricole, anziché di utilizzare la formula della perizia asseverata, di fare un'autodichiarazione, ovviamente senza andare ad eludere la possibilità dei controlli che, ovviamente, sono inseriti all'interno della legge e rimangono. Ci sembra un emendamento di buonsenso per facilitare il lavoro delle imprese agricole, ma, soprattutto, per importi bassi, per cui il rischio è che il costo della perizia asseverata sia anche superiore rispetto, magari, all'indennizzo che riceveranno
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.2 Curti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 22.01 Forattini e 22.03 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione. Prendo atto che l'onorevole Bakkali sottoscrive.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 22.01 Forattini e 22.03 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 22.04 Forattini e 22.06 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione. Prendo atto che l'onorevole Bakkali sottoscrive.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 22.04 Forattini e 22.06 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 22.07 Fossi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.07 Fossi. con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 23.1 Barbagallo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Il 23.1 è uno degli emendamenti su cui abbiamo insistito di più, una delle questioni su cui abbiamo provato a porre l'attenzione, il dibattito e francamente l'auspicato confronto che però non è arrivato, sin dalla trattazione del testo in Commissione. Cos'è successo? Il 12 e il 13 febbraio, dopo l'emanazione del decreto-legge e prima che iniziasse la trattazione del testo in Commissione, una parte dei territori colpiti dal ciclone Harry è stata colpita da un ulteriore ciclone, il ciclone Ulrike, che ha prodotto danni consistenti, in particolare, in sette comuni. Con questo emendamento chiediamo, senza ulteriori somme aggiuntive, quindi ad invarianza di spesa, che vengano riconosciute le somme che i comuni hanno già speso per rimettere in pristino scuole ed edifici pubblici e ristorare le attività agricole, che sono state colpite, perché tra i sette comuni, in particolare, vi è Fiumefreddo di Sicilia, dove c'è una copiosa e consistente attività agricola legata alle serre.
A fronte delle doglianze del Partito Democratico, ci saremmo aspettati dal Governo un “sì” deciso. Non arriva un “sì” deciso? Ma almeno un confronto e un impegno nel dire: “lo inseriremo in un prossimo provvedimento” o “cercheremo di ristorarli in modo diverso con le spese ordinarie, a valere sui fondi della Protezione civile”. Non è arrivato alcun cenno. Io credo che francamente non sia questo un modo dignitoso di affrontare i problemi.
Il Governo con questo emendamento e la trattazione di questa problematica conferma quello che diciamo dall'inizio della legislatura: questo è il Governo più antimeridionalista della storia di questa Repubblica . Continuate a voltarvi dall'altra parte, ma i cittadini e, in particolare, i siciliani e i meridionali se ne stanno rendendo conto .
PRESIDENTE. Chiedono di sottoscrivere Aiello, Carmina e Morfino.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 23.1 Barbagallo, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 23.3 Ascani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 23.3 Ascani, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 24.300 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-del Regolamento. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 24.300 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-, del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2823-A/2 Polo è stato ritirato dalla presentatrice.
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/1 Colombo il parere è favorevole con riformulazione, sostituendo le parole “l'opportunità di affiancare” con “l'opportunità di continuare ad affiancare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/3 Ziello il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/4 Amendola, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a continuare nell'azione di sostegno dei territori e dei settori economici della regione Basilicata colpiti dagli eventi calamitosi citati in premessa”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/5 Pandolfo e n. 9/2823-A/6 Barbagallo il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/7 Curti, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di adottare ulteriori iniziative relative all'applicazione dell'articolo 22, anche nella direzione di un ampliamento della platea dei beneficiari, della semplificazione delle procedure, della definizione di tempi certi e della piena operatività degli interventi a favore delle imprese agricole dei territori colpiti, con particolare riferimento alla regione Marche”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/8 Marino, n. 9/2823-A/9 Fossi, n. 9/2823-A/10 Tassinari, n. 9/2823-A/11 Mazzetti e n. 9/2823-A/12 Bonelli il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/13 Dori il parere è favorevole con riformulazione che premette all'impegno “valutare l'opportunità di, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/14 Mari il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/15 Zanella, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di accompagnare le misure previste dal provvedimento con ulteriori iniziative di natura anche normativa finalizzate a intervenire prioritariamente sulla preparazione dei territori, sulla loro resilienza e sull'adattamento al cambiamento climatico, inclusa l'opzione della delocalizzazione di abitanti e infrastrutture presenti lungo le coste”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/16 Grimaldi, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “ad adottare, tenuto conto delle risorse già previste dal Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico e degli strumenti di pianificazione esistenti, le misure attuative del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici con particolare riferimento al dissesto idrogeologico, prevedendo specifici finanziamenti compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/17 Piccolotti e n. 9/2823-A/18 Ghirra il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/19 Ferrari il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/20 Ghio, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione, premettendo al primo impegno: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/21 Stumpo il parere è favorevole.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/22 Sottanelli e n. 9/2823-A/23 D'Alessio il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/24 Pastorella il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a completare il quadro delle misure recate dal provvedimento in esame con l'adozione di ulteriori iniziative anche normative volte a: promuovere l'attuazione di ogni ulteriore proposta e misura di semplificazione per le imprese coinvolte dagli eventi in oggetto, al fine di rafforzare la resilienza delle stesse; monitorare gli effetti che gli eventi meteorologici in esame hanno prodotto in termini di occupazione e competitività del tessuto imprenditoriale dei territori colpiti, prevedendo, laddove risultasse necessario, l'introduzione di ogni correttivo funzionale a un pronto recupero delle piene capacità produttive”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/25 Bonetti e n. 9/2823-A/26 Richetti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/27 Ruffino, espunte le ultime tre premesse, il parere è favorevole con riformulazione, premettendo “a valutare l'opportunità di, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/28 Rosato il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, anche normative, volte a sviluppare e rendere operativo un sistema di monitoraggio continuo del territorio, anche mediante tecnologie satellitari, assicurando interoperabilità, aggiornamenti frequenti e finalità di prevenzione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/29 Grippo, espunto il penultimo capoverso delle premesse, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Quindi, parere favorevole con riformulazione… Mi scusi, collega Billi, io non riesco a sentire, c'è troppa confusione. Mi perdoni, Sottosegretaria.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/30 Ascani il parere è favorevole con riformulazione, premettendo “a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/31 D'Alfonso il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a proseguire nelle urgenti iniziative necessarie per garantire la tempestiva realizzazione degli interventi a tutela della popolazione colpita dagli eventi emergenziali indicati in premessa”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/32 Evi il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a proseguire nelle urgenti iniziative necessarie per garantire la tempestiva realizzazione degli interventi a tutela della popolazione colpita dagli eventi emergenziali indicati in premessa”. Questa è la riformulazione del primo impegno. Sul secondo impegno il parere è favorevole con riformulazione che premette “a valutare l'opportunità di, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/33 Baldino, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “impegna il Governo a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative volte a realizzare gli interventi necessari alla manutenzione e messa in sicurezza delle strade provinciali della regione Calabria, ripetutamente danneggiate a seguito di eventi meteorologici estremi”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/34 Orrico il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/35 Barzotti, n. 9/2823-A/36 Pavanelli, n. 9/2823-A/37 Alifano, n. 9/2823-A/38 Scerra e n. 9/2823-A/39 Ilaria Fontana il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/40 Morfino, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a integrazione del quadro di interventi recati dal provvedimento in esame: a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di adottare ogni iniziativa utile per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle strade provinciali danneggiate nelle regioni Calabria, Sardegna e Sicilia, e consentire il tempestivo ripristino della viabilità nelle aree interne, garantendo così il superamento dell'isolamento delle popolazioni locali”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/41 Santillo, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/42 L'Abbate, espunte le ultime due premesse, sui primi tre impegni il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a proseguire con le misure di semplificazione in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e di rafforzamento delle strutture di del settore, assicurando l'efficace utilizzo delle risorse disponibili e valutando altresì la necessità di prevedere ulteriori finanziamenti, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2823-A/43 Caso, n. 9/2823-A/44 Carmina e n. 9/2823-A/45 Simiani il parere è contrario.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/1 Colombo. Accetta la riformulazione? Sì.
L'ordine del giorno n. 9/2823-A/2 Polo è stato ritirato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/3 Ziello sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO). Grazie, Presidente. Noi abbiamo presentato quest'ordine del giorno che chiede, sostanzialmente, di fare giustizia per tutte quelle imprese balneari che insistono nei territori della Sardegna, della Sicilia e della Calabria, regioni che sono state duramente colpite da quell'emergenza climatica che ha causato moltissimi danni da un punto di vista economico. Chiediamo, tra l'altro, per queste imprese, che si trovano in una situazione di incertezza da un punto di vista normativo a causa, ovviamente, del che scorre sempre più inesorabilmente sulle scadenze delle stesse licenze - poi con i relativi bandi, che per ora si prefigurano come obbligatori e necessari -, di congelare quelle concessioni per le imprese balneari che insistono su quei territori e, quindi, di fatto non applicare la direttiva Bolkestein.
Il Sottosegretario Castiello, della Lega, ha dato parere contrario al nostro ordine del giorno. Eppure, mi sembrava che nel programma del suo partito la tutela delle imprese balneari fosse una priorità e fosse anche un argomento principale del proprio dibattito e del proprio armamentario politico. Quindi, ci stupisce questo parere contrario. Noi ne prendiamo atto e sarà nostro compito informare tutte quelle imprese che stanno continuando ad aspettare delle risposte serie da parte del Governo, perché dietro a ogni impresa balneare c'è una famiglia che chiede giustizia e certezza da un punto di vista non soltanto economico, ma anche da un punto di vista sociale .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/3 Ziello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/4 Amendola, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Collega Amendola, va bene la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/5 Pandolfo, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare il collega Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il problema che si pone è che continuiamo a rincorrere anche quelle tragedie di natura idrogeologica, anziché provare, laddove sia possibile, naturalmente, a prevenirle. Lo dico da ligure, conoscendo il significato di alcune parole: alluvione, frana e, in particolare, erosione costiera.
La Liguria ha pagato negli anni un prezzo altissimo in termini di vite umane, di abitazioni distrutte, di infrastrutture compromesse e di comunità sradicate globalmente. Certamente la Liguria ha una conformazione geografica che rende il territorio vulnerabile, perché è un territorio montano-collinare che precipita, però, velocemente verso il mare. Però, quando arriva la pioggia - e sappiamo che ultimamente arriva sempre più intensa e sempre più improvvisa -, il margine di reazione è minimo. La questione qui è fisica e geomorfologica e si aggrava di anno in anno, rispetto ai cambiamenti climatici che sono in corso.
Poi c'è la costa, di cui abbiamo parlato, tra l'altro, ancora la settimana scorsa, durante la conversione del decreto PNRR, perché ci sono questioni come, appunto, l'erosione costiera, le spiagge che si assottigliano e le infrastrutture che vengono aggredite completamente anche dal mare e sappiamo che la costa ha un'economia della riviera, un'occupazione, un turismo e un'identità territoriale, tutte questioni che sono a rischio. Di fronte a questo, però, c'è la frammentazione delle competenze, ci sono i ritardi nelle autorizzazioni e c'è un approccio emergenziale, come dicevo all'inizio del mio intervento, che si ripete identico a ogni evento, con gli stessi stanziamenti-tampone e le stesse ordinanze.
Quest'ordine del giorno chiede al Governo - e mi spiace che ci sia stato un parere contrario da parte della Sottosegretaria - un cambio di metodo, al fine di rafforzare le capacità per una regione, la Liguria, ma anche per tutte le regioni che sono ad alto rischio idrogeologico, di pianificare, di programmare e di realizzare gli interventi in modo strutturato e continuativo, non solo, ovviamente, quando arriva l'emergenza. Chiede un coordinamento tra lo Stato e le regioni, naturalmente con le province e i comuni protagonisti, con gli strumenti operativi condivisi e, ovviamente, l'integrazione delle politiche di difesa del suolo.
Chiede, poi, il ricorso a delle soluzioni anche basate sulla natura: all'ingegneria naturalistica e al ripascimento degli arenili, anche laddove - proprio come in territori come la Liguria - si stanno costruendo delle infrastrutture che generano, appunto, dei residui che possono essere reimpiegati. E poi, ovviamente, gli stanziamenti finanziari dedicati al contrasto all'erosione costiera in particolare, ma anche al dissesto in modo più globale.
In una parola, di fatto, si chiede prevenzione. Io, Sottosegretaria, ero molto affezionato all'unità di missione Italia Sicura, che è stata per l'Italia un'esperienza silenziosa e sistematica, però è stato il segnale per poter fare queste cose e per poter adottare un metodo di lavoro con cui credo che si debba affrontare la sfida del dissesto idrogeologico nel nostro Paese, parlando di prevenzione e non intervenendo solo a tratti nelle emergenze .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/5 Pandolfo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/6 Barbagallo, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/6 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/7 Curti. Collega Curti, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/8 Marino, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare la collega Marino. Ne ha facoltà.
MARIA STEFANIA MARINO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Colleghe e colleghi, mi sarei aspettato da questo Governo un po' più di sensibilità rispetto al tema così importante che stiamo affrontando, perché abbiamo dei territori martoriati. Sicilia, Sardegna e Calabria stanno vivendo veramente, con i cittadini, le imprese e i territori, grandi difficoltà, e, anziché mettere anche le risorse necessarie, continuiamo a rigettare le proposte delle opposizioni, che sono proposte di buonsenso.
È chiaro che io, con quest'ordine del giorno, chiedevo, considerata la reiterazione degli eventi calamitosi negli stessi territori, di rafforzare le capacità di prevenzione, programmazione e realizzazione degli interventi strutturali, e quindi adottare con la massima urgenza iniziative, anche normative, in linea con la finalità di questo provvedimento. Un quadro, quindi, straordinario, che andava affrontato con più responsabilità, con più impegno. Invece continuate, nonostante le necessità che questo Paese vive, a mortificare i territori .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/8 Marino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/9 Fossi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/9 Fossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Gli ordini del giorno n. 9/2823-A/10 Tassinari e n. 9/2823-A/11 Mazzetti sono stati ritirati.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/12 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/12 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo a indirizzo musicale “Don Pappagallo-Gesmundo” di Terlizzi, in provincia di Bari, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/13 Dori, favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione, onorevole Dori? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/13 Dori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/14 Mari. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/14 Mari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/15 Zanella, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione? Mi dite voi, colleghi? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/15 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/16 Grimaldi, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione, onorevole Grimaldi? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/16 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/17 Piccolotti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/17 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/18 Ghirra. Ha chiesto di parlare la collega Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, durante il dibattito abbiamo ampiamente sottolineato i ritardi che hanno caratterizzato l'approvazione di questo decreto, ma soprattutto l'inadeguatezza delle risorse stanziate. Così come altre regioni del Sud Italia, Sicilia e Calabria in particolare, il 19, il 20 e il 21 gennaio di quest'anno il territorio della Sardegna, soprattutto nelle aree orientali e meridionali, è stato colpito da eventi meteorologici mai visti, con piogge violentissime, venti di burrasca e mareggiate di straordinaria intensità, che hanno causato danni molto rilevanti, soprattutto nelle zone costiere.
La regione Sardegna ha subito dichiarato lo stato di emergenza regionale, poi riconosciuto anche a livello nazionale, ma gli effetti del cosiddetto ciclone Harry non si sono esauriti nei giorni immediatamente successivi all'evento principale. Si sono protratti per settimane, con precipitazioni diffuse e persistenti e venti intensi, fino alla seconda metà del mese di febbraio, aggravando progressivamente i danni già subiti dal territorio. I fenomeni meteorologici hanno interessato una vasta parte del territorio regionale, con segnalazioni di danni in numerosi comuni e impatti rilevanti sulle infrastrutture, sulle attività economiche e sui sistemi produttivi locali, in particolare nei comparti agricolo, zootecnico e ittico.
Secondo le prime stime tecniche elaborate da Laore, l'Agenzia della regione incaricata di raccogliere le segnalazioni di comuni e imprese relativamente ai danni nel settore dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, con sopralluoghi nelle aree segnalate, i danni complessivi ai settori produttivi superano in Sardegna i 50 milioni di euro, con particolare incidenza nel comparto agricolo e zootecnico, ma con effetti significativi anche sul settore ittico e dell'acquacoltura, che sembrano, al momento, un po' trascurati.
In particolare, risultano coinvolte oltre 1.300 aziende, con danni stimati pari a circa 42,9 milioni di euro nel settore agrozootecnico, oltre 6,3 milioni di euro nel comparto ittico e oltre un milione di euro nel settore apistico, a dimostrazione dell'ampiezza e della trasversalità dell'impatto economico dell'evento calamitoso. Il decreto di cui oggi discutiamo rappresenta senz'altro un primo intervento necessario, ma non è sufficientemente adeguato rispetto all'entità dei danni subiti dai territori sardi.
Vi chiediamo, quindi, di valutare con urgenza un incremento delle risorse finanziarie stanziate, in modo da garantire una copertura adeguata dei danni subiti dalle attività economiche e produttive della regione Sardegna nei settori dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, alla luce delle stime aggiornate e in via di definizione. Vi chiediamo di garantire strumenti specifici e adeguati per il settore della pesca e dell'acquacoltura, assicurando la copertura dei danni alle produzioni, alle imbarcazioni, all'attrezzatura e alle infrastrutture.
Vi chiediamo di assicurare un coordinamento efficace tra il sistema di raccolta delle segnalazioni gestito da Agea, soggetto individuato dal Governo per le segnalazioni e le attività di rilevazione territoriale svolte dalle strutture regionali, per evitare lacune nei censimenti dei danni e garantire che nessuna impresa danneggiata resti esclusa dai benefici, prevedendo anche misure di accompagnamento e supporto per le imprese nell'utilizzo degli strumenti digitali di segnalazione e garantire la piena partecipazione alle procedure di accesso agli indennizzi.
Vi chiediamo di valutare la possibilità di prorogare i termini per la presentazione delle segnalazioni dei danni, tenuto conto delle difficoltà operative che sono state riscontrate e dell'esigenza di assicurare una ricognizione il più possibile completa e accurata. Vi chiediamo, infine, di garantire in tutte le fasi di attuazione delle misure di ristoro, trasparenza, semplicità procedurale e tempestività nell'erogazione degli indennizzi, in modo da sostenere concretamente la ripresa economica dei territori colpiti.
Signora Sottosegretaria, questo parere contrario, senza neanche una proposta di riformulazione, è assurdo, sapete anche voi che serve di più. Non voltate le spalle ai nostri territori. Aiutateci a farli risollevare in un momento in cui anche la crisi energetica li sta colpendo pesantemente, e anche su quel versante non state facendo nulla .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/18 Ghirra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/19 Ferrari, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Va bene? Deve rileggerla? Ve le abbiamo fatte avere le riformulazioni, colleghi. Sì, solo adesso, però magari per le prossime dategli un'occhiata. Signora Sottosegretaria, può rileggere, grazie?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/19 Ferrari il parere è favorevole con riformulazione, premettendo “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Ferrari? Sì, accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/20 Ghio, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare la deputata Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sì, ma brevissimamente. Non si può accettare una riformulazione di questo tipo perché è molto, molto al di sotto del minimo sindacale. Stiamo parlando di una situazione di difficoltà che vede una strada chiusa che riguarda tre comuni, che riguarda due province da oltre un anno, che interessa, oltre che problemi di sicurezza stradale, problemi di franosità e di dissesto idrogeologico di un intero versante.
E la riformulazione prevede non solo la cancellazione di tutte le premesse, ovvero vuol dire negare che il territorio nazionale, e in particolare quello ligure, sia caratterizzato da dissesto, cancella il fatto che il territorio è caratterizzato da erosione costiera, cancella il fatto, contenuto nelle premesse, che bisogna superare un approccio emergenziale ad affrontare il dissesto e lavorare su pianificazioni strutturali.
Non solo questo, ma cancella completamente il punto dell'impegno specifico, ovvero a prevedere, nell'ambito delle risorse destinate alla prevenzione e al contrasto del dissesto, dei fondi dedicati, finalizzati a risolvere questa situazione, lasciando solo l'impegno della promozione del coordinamento fra Ministero interessato, regione Liguria e comuni interessati per avviare un tavolo. E ci mancherebbe altro che non fosse possibile! Ma non solo, nella riformulazione di questo secondo impegno si mette che sia: a valutare l'opportunità di promuovere un coordinamento.
Quindi, quando si parla di contrastare il dissesto e, poi, nemmeno in un ordine del giorno ci si impegna a pensare di poter stanziare delle risorse per risolvere un problema che vede una strada chiusa, 9 chilometri, da oltre un anno, vuol dire che la serietà con cui si affronta il tema del dissesto è molto, molto discutibile .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/20 Ghio con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/21 Stumpo, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/22 Sottanelli sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/22 Sottanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/23 D'Alessio sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/23 D'Alessio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/24 Pastorella, sul quale il parere è favorevole con riformulazione: va bene. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/25 Bonetti sul quale il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. n. 9/2823-A/25 Bonetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/26 Richetti sul quale il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo perché quest'ordine del giorno è quasi da manuale e, quindi, non riesco, non riusciamo a darci pace sul voto contrario e spiego brevemente il perché. Intanto parla delle amministrazioni, dei compiti che le amministrazioni hanno nell'assolvimento delle attività tecniche, amministrative e contabili connesse con la gestione delle misure conseguenti allo stato di emergenza. Poi, parla dell'articolo 13, dove ci sono misure volte a favorire i comuni colpiti da tali eventi meteorologici, prevedendo una proroga al 31 luglio 2026 per la trasmissione alla banca dati delle amministrazioni pubbliche del rendiconto di gestione del 2025. In genere, questa trasmissione viene spostata per elementi di gran lunga inferiori come importanza. Poi, parla della Protezione civile, che è un sistema multilivello fondato sulla leale collaborazione tra Stato, regioni ed enti locali e dice anche che, dal 2010, la Protezione civile è una funzione fondamentale dei comuni - credo sia così, credo sia vero, credo sia inconfutabile - tuttavia, senza che a tale attribuzione sia mai stato corrisposto un finanziamento, e questo è anche vero.
Poi, parliamo dei sindaci e diciamo che, quali autorità territoriali di Protezione civile, sono responsabili dell'informazione alla popolazione; credo sia vero, insomma non possiamo essere smentiti su questo, e si adoperano per l'adozione di provvedimenti urgenti e del coordinamento degli interventi sul territorio; che operino spesso con carenza di personale è assolutamente assodato e qui facciamo una serie di considerazioni.
Poi, passiamo agli impegni del Governo e chiediamo al Governo di: promuovere ogni forma di supporto operativo a comuni e regioni interessati dagli eventi meteorologici estremi occorsi negli ultimi mesi, al fine di garantire piena coerenza tra le competenze di Protezione civile delegate ai comuni e alle regioni e strumenti finanziari funzionali all'esercizio ottimale di tali funzioni. Ora, noi pensiamo che questo il Governo lo faccia, perché se il parere a quest'ordine del giorno è contrario vuol dire che il Governo non fa quello che abbiamo scritto. Questo perché? Perché è nel pieno rispetto della struttura multilivello su cui si fonda l'attuale sistema di Protezione civile.
Poi, diciamo ancora una cosa della quale noi siamo convinti che venga fatta dal Governo, ma se il voto è contrario, vuol dire che il Governo non fa quanto abbiamo scritto e tutto questo è di una gravità inaudita, devo dire inaccettabile. Ora spiegherò perché, ma voglio sperare che questa sia stata una disattenzione, perché se così non è, è gravissimo tutto questo.
Noi diciamo: “impegna il Governo a garantire ogni forma di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nell'esercizio delle funzioni di protezione civile - nel dettaglio, Stato, regioni e comuni - al fine di prevenire il rischio di sovrapposizioni operative, con conseguente sperequazione delle risorse dedicate previste dal decreto-legge in esame”. Penso che tutto questo venga fatto. È ovvio quest'ordine del giorno e ribadisce tutta una serie di questioni di cui - credo - a ogni emergenza il Governo ne prenda atto e ovviamente ponga in essere le misure necessarie.
Quindi, signora Presidente e rappresentante del Governo presente, chiedo assolutamente di cambiare questo parere, perché se così non fosse lo giudicheremo e lo giudichiamo e lo vede anche dal mio tono, abbastanza concitato e, se possibile, arrabbiato, perché penso che i comuni siano la cenerentola d'Italia in queste situazioni, in quanto abbiamo sindaci che fanno ogni cosa, compreso andare a pulire i posti. Se così non è, bisogna fare una profonda riflessione su come il Governo intenda questi interventi. Ergo, da una parte li faccio e dall'altra parte nego di farli, se il parere è contrario
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Giuseppina Castiello. Ne ha facoltà.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Chiediamo l'accantonamento di quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora, lo accantoniamo. Simiani vuole sottoscriverlo, comunque lo accantoniamo. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/27 Ruffino sul quale il parere è favorevole con riformulazione, va bene? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/28 Rosato sul quale il parere è favorevole con riformulazione. Va bene? Sì. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/29 Grippo sul quale il parere è favorevole con riformulazione. Va bene? Collega Ruffino, me lo dice lei? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/30 Ascani sul quale il parere è favorevole con riformulazione: va bene. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/31 D'Alfonso sul quale il parere è favorevole con riformulazione: va bene. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/32 Evi sul quale il parere è favorevole con riformulazione: va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/33 Baldino sul quale il parere è favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, signora Presidente. Sono un po' stupita e dispiaciuta della riformulazione di quest'ordine del giorno perché non chiedevamo l'impegno di somme, chiedevamo semplicemente di stanziare risorse che consentono interventi necessari alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle strade provinciali della regione Calabria. Quindi, non si comprende il motivo per cui bisogna “valutarne l'opportunità di” e, soprattutto, debba essere compatibile con la finanza pubblica. Anche perché, se poi mi guardo indietro, penso a tutta la narrazione edulcorata che questo Governo ci ha presentato rispetto ad interventi per i quali, forse, non hanno valutato la compatibilità con i vincoli di finanza pubblica, non hanno valutato abbastanza di fare. Come ad esempio, parliamo un po' per paradossi: il ponte sullo Stretto è bello, una grande opera avveniristica che, finalmente, collega la Sicilia a un continente, finalmente consente a siciliani e calabresi di potersi muovere in libertà, senza attraversare il mare con un aliscafo. Bello, bellissimo, però costa 13 miliardi di euro. L'autonomia differenziata è bella, finalmente si responsabilizzano le regioni, finalmente si consente alle singole regioni di decidere autonomamente su come allocare le proprie risorse, che derivano dalle imposte ai propri cittadini. Peccato, però, che non so se abbiano valutato la compatibilità anche con il dettato costituzionale rispetto a questo provvedimento. Il reddito di merito: bello, bellissimo il reddito di merito! Finalmente gli studenti calabresi non dovranno più uscire dalla regione Calabria, perché andranno a studiare nelle università, prenderanno dei voti altissimi e potranno ottenere 1.000 euro al mese. Bellissimo.
Peccato che c'è un piccolo problema: cioè, come ci arrivano gli studenti calabresi dai loro Paesi alle università, e se riescono ad arrivarci . Perché il problema che voi non vedete è che i calabresi, i giovani calabresi - poi voi siete quelli che erano contro i , contro l'assistenzialismo, vabbè, va bene tutto, incassiamo tutto, in questo caso l'assistenzialismo va bene - hanno bisogno di servizi per poter pensare di costruire un futuro nella propria regione, non di un reddito di merito, per di più costruito sulla base di un voto. Il merito non si costruisce sulla base di un voto: mi dovete spiegare per quale motivo un ragazzo che ha la media del 29 ha più merito di un ragazzo che ha la media del 28. E mi dovete spiegare perché un ragazzo deve fare fatica a raggiungere un ospedale vicino, una scuola, un'università, a raggiungere i servizi perché le proprie strade provinciali sono interrotte a volte da vent'anni; come la frana di Cavallerizzo, in provincia di Cosenza, che doveva collegare i paesi alla Valle dell'Esaro, bloccata e chiusa da vent'anni. E voi mi dite di “valutare l'opportunità di”, “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, quando per una pioggia viene giù una frana e intere comunità rimangono isolate per giorni, mesi, anche decenni .
Colleghi, capiamo quali sono le vere priorità in questo Paese e capiamo quali sono le soluzioni per i problemi, le soluzioni per dire ai ragazzi e alle ragazze, ma non solo - perché ormai emigrano dalla Calabria non più solo i giovani, ma anche le persone più adulte -, di rimanere in Calabria perché quella è una terra dove lo Stato garantisce diritti e garantisce servizi, non mancette elettorali. Perché, altrimenti, tutte queste cose sono belle, sì, ma sono belle e funzionali a raccontare una realtà confezionata ad arte, ma che non rispecchia i problemi reali, né, tantomeno, offre soluzioni reali per i problemi che quei cittadini vivono ogni giorno.
Nella scorsa legge di bilancio, questo Governo ha tagliato il 70 per cento dei fondi alla manutenzione delle strade provinciali. Per un intero anno, i comuni hanno visto i cantieri per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali bloccati. Quelle sono arterie al limite della percorribilità e sono arterie che collegano le comunità, dove la rarefazione dei servizi è sempre più pregnante, ai servizi essenziali. Quello significa fare politiche che evitino l'isolamento e lo spopolamento dei territori e che garantiscano servizi a quei cittadini e a quelle cittadine, non provvedimenti soltanto per raccontare una realtà edulcorata, perché non è di quello che abbiamo bisogno.
Abbiamo bisogno di poter prendere una macchina, raggiungere una scuola, raggiungere un ospedale, raggiungere i servizi essenziali che nei nostri piccoli paesi, purtroppo, non sono garantiti. Questa è la realtà del nostro Paese e della nostra regione e, se non la vedete, non è perché non la conoscete, è perché, probabilmente, non la volete vedere, perché altre misure sono più funzionali alla vostra propaganda e alla vostra realtà brandizzata e alle vostre operazioni di , di cui, francamente, non ce ne facciamo veramente nulla .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/33 Baldino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/34 Orrico. Onorevole Orrico, accoglie la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Orrico. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO(M5S). Grazie, Presidente. No, non accetto la riformulazione perché francamente, come calabrese, sono stanca di sentire “a valutare l'opportunità di” . Ma quale opportunità dovete valutare in una regione alla quale avete tolto tutte le opportunità, anche quella di tutelare il patrimonio culturale? Ve l'ho detto in Commissione, l'ho ripetuto ieri sera in Aula, l'importanza che ha il Parco archeologico di Sibari e che hanno tutti i beni culturali della Calabria, non solo da un punto di vista dell'indotto culturale e turistico, ma, soprattutto, come spazi di socialità e di legalità, in una terra dove imperversano le mafie e dove le mafie si impossessano e si sono impossessate quasi di tutto e di tutti.
Tra l'altro, in questo provvedimento, prevedete di finanziare con 5 milioni di euro una campagna volta alla promozione turistica dei territori della Calabria, della Sicilia e della Sardegna che sono stati colpiti da questi gravi fenomeni meteorologici. Quindi, voi volete fare una campagna per promuovere l'attrattività di questi territori e non vi preoccupate, però, di rimettere in sicurezza i beni culturali che sono stati martoriati dal maltempo . Quindi, che cosa dovrebbero venire a visitare i turisti in Calabria, se troveranno il Parco archeologico di Sibari completamente allagato o altri siti culturali devastati dal maltempo? Quali imprese turistiche dovrebbero essere rese attrattive, se la regione Calabria ancora non ha erogato i fondi e i ristori alle imprese del turismo balneare, alle imprese delle nostre coste, che sono state completamente devastate dal maltempo e distrutte?
Allora, questa campagna di turistico, di promozione turistica, la facciamo per buttare 5 milioni di euro, perché ne abbiamo tanti da spendere in questo Paese nel nostro bilancio ? Datevi una svegliata, datevi una mossa, perché sapete di che cosa ha bisogno la Calabria, sapete su che cosa bisogna investire, sapete quali sono le risposte che dovete dare agli imprenditori e alle famiglie. Smettetela di fare propaganda, smettetela di “valutare l'opportunità di”, piuttosto valutate la marea di errori che state combinando tanto a livello regionale, quanto a livello nazionale .
PRESIDENTE. Saluto studenti, studentesse e docenti dell'Istituto comprensivo “Alessandro Magno”, plesso di via Euripide, di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/34 Orrico, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/35 Barzotti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/35 Barzotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Il deputato Carotenuto sottoscrive l'ordine del giorno in esame.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/36 Pavanelli, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Io trovo abbastanza scioccante che un Paese che sta vivendo un crollo economico, come il nostro, da quattro anni abbia un Governo così indecente da bocciare - nemmeno riformulare - un ordine del giorno, che non è vincolante, per istituire un fondo straordinario per aiutare le piccole imprese, spesso familiari, nelle aree colpite dai disastri climatici, che continuate a negare, ma che, purtroppo, il nostro Paese continua a vivere.
La Calabria, la Sardegna e la Sicilia si ritrovano ad avere commercianti, ad avere aree balneari, ad avere il comparto del turismo senza nessun aiuto. Non avete previsto nulla. Sì, avete previsto quei 5 milioni, di cui parlava la collega prima di me, per promuovere il turismo: ma dove andranno i turisti, se i ristoranti sono devastati, se tutte le aree balneari sono devastate? Allora, con questo mio ordine del giorno chiedevo, da una parte, un fondo straordinario per i ristori, per i danni a tutto il settore del turismo, della somministrazione alimentare e delle bevande, per il ripristino delle infrastrutture e dei beni strumentali.
E poi chiedevo anche una proroga al 31 dicembre 2026 della sospensione dei termini per gli adempimenti fiscali, per i pagamenti delle rate dei mutui e per i finanziamenti per le imprese dei territori colpiti. Voi avete detto “no”.
Sempre con quest'ordine del giorno ho chiesto di attivare procedure semplificate per l'anticipazione dei contributi a fondo perduto e prevedere crediti d'imposta specifici per la riqualificazione delle strutture turistiche, assicurando un coordinamento, ovviamente, costante con gli enti locali.
E allora questa bocciatura netta, a poche settimane proprio dall'inizio della stagione vera turistica - anche se poi, in realtà, quella stagione è già iniziata -, ci pone una domanda molto seria: ma questo Governo, realmente, dove ci sta portando e dove ci vuole portare? Perché ormai la frase “va tutto bene” non funziona più, cari colleghi della maggioranza e del Governo. Qui non va tutto bene: abbiamo tre regioni colpite da un disastro enorme. Avete fatto un decreto - il decreto detto Niscemi - che, di fatto, non risponde alle vere esigenze dei territori. Abbiamo tre regioni che, sappiamo bene, vivono anche e soprattutto di turismo. E allora cosa fate voi? Abbandonate questi imprenditori, abbandonate queste famiglie, abbandonate quel settore che, presumibilmente, quest'anno, avrà anche maggiore difficoltà a causa della crisi geopolitica globale con restrizioni, probabilmente, per quanto riguarda l'arrivo di aeroplani da Paesi esteri.
E allora continuiamo a spendere soldi per pagare stipendi incredibili per chi dovrebbe costruire un ponte che, di fatto, non c'è, nonostante i quattro anni di annunci del Ministro Salvini; continuiamo a spendere miliardi in armi; continuiamo a spendere miliardi per aumenti di stipendi per nomine in ogni Ministero, pur di dare un posto di lavoro ai colleghi dei partiti che non sono stati eletti nelle proprie regioni o in questo Parlamento; e continuate, di fatto, ad abbandonare i cittadini, ad abbandonare le imprese, ad abbandonare tre regioni che devono - dovrebbero farvi fronte - accogliere il turismo che voi volete promuovere con 5 milioni, ma, quando arriveranno questi turisti, purtroppo, c'è il forte rischio che non troveranno nulla, perché lasciate indietro, abbandonate, tutte queste famiglie, tutti questi imprenditori .
PRESIDENTE. Saluto studenti, studentesse e docenti del Polo liceale “Pomponio Leto” di Teggiano, a Salerno, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/36 Pavanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/37 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/37 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/38 Scerra. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/38 Scerra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/39 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/39 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/40 Morfino, su cui il parere del Governo è favorevole, previa riformulazione. Va bene, collega Morfino? No.
Dunque, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/40 Morfino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/41 Santillo, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Presidente, grazie. Questa volta sto chiedendo un'ammissione di responsabilità, un'assunzione di responsabilità da parte della maggioranza: prendere i soldi destinati ad un qualcosa che non serve per metterli su un qualcosa che, invece, protegga il territorio e la vita delle persone. Allora non parlerò, in questo momento, delle sanzioni; non parlerò dei rilievi che sono stati fatti dalla Corte dei conti; non parlerò degli errori del Ministro Salvini e dei disastri che si stanno susseguendo, come ho già ricordato, relativamente alla spesa abnorme per gli stipendi della società dello Stretto di Messina Spa, esplosi. Però, quello che voglio dire è che ci può essere, a un certo momento, un cambio di direzione per dire: anziché intestardirmi a spendere soldi per un'opera che non mi sta servendo, è bene mettere in sicurezza il nostro territorio.
Dei dati di ISPRA, poi, relativamente al danno che si è causato nel nostro Paese, vi ho già parlato. Qui si parla, tra indotto per i servizi del sistema Paese dal punto di vista dell'ecosistema e danno diretto, di oltre 10 miliardi all'anno; e a pagarne le conseguenze sono sempre e soltanto i cittadini ma anche quelle imprese che stentano a ripartire: non ce la fanno. Allora, la preghiera è di gettare il cuore oltre l'ostacolo e, quindi, di assumersi la responsabilità di capire che questa strada percorsa per un ponte che non si farà, che non si sta facendo, nonostante tutti i decreti-legge, nonostante tutte le vostre volontà, e che, tra l'altro, diversi colleghi di maggioranza, in privato, mi dicono non sono d'accordo a fare… ecco, anziché indirizzare i soldi lì, andiamoli a indirizzare dove servono, perché oggi è il momento di chiedersi: ma questi soldi servono più a un ponte o per contrastare le frane, per contrastare le erosioni costiere, per contrastare le alluvioni, per contrastare le esondazioni, la siccità, la desertificazione, le eruzioni vulcaniche, i terremoti, le colate rapide di fango, i crolli, le frane? C'è di tutto nel nostro Paese, su tutto c'è bisogno di intervenire tranne che sul ponte.
E poi, per cortesia, con quest'ordine del giorno, che è un impegno, finalmente potrete dimostrare che, per poter affrontare il dissesto idrogeologico, non basta e non si può affidare il messaggio all'istituzione di una Commissione sul dissesto idrogeologico, di cui pure faccio parte. Non si possono tagliare 350 milioni di euro dal Fondo delle casse dello Stato nella legge di bilancio 2022, come avete fatto. Non potete pensare che a pagarne le conseguenze siano direttamente le aziende con le polizze catastrofali.
E, ancora, la dovete smettere di fare annunci. Già ci avevate provato nel 2023, quando avete annunciato un Piano per contrastare il dissesto idrogeologico già nell'estate 2023. Poi, però, nei primi mesi del 2024 non si capiva che fine avesse fatto e il Ministro Musumeci ha detto: “ma no, è alla vista del Ministero dell'Ambiente”; però, nel settembre del 2024, Pichetto Fratin viene qui in Aula e ci viene a dire che di questo Piano nazionale non solo non esiste niente, ma non è mai esistito niente.
E poi - e vado a conclusione - si aggiunge, ovviamente, la barzelletta che esiste tra Pichetto Fratin e Musumeci perché proprio ieri, relativamente ad un disegno di legge per l'istituzione di una cabina di regia a Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, lo stesso Ministro Pichetto Fratin dice: guardate, le risposte già ci sono; perché se poi questa cabina serve a velocizzare qualcosa è bene, ma se serve, invece, a mettere un altro filtro, un altro livello per poter controllare e guidare, assolutamente non va bene. Quindi, smettetela, date un'indicazione chiara e pensate che l'unica opera prioritaria possibile per il nostro Paese, dove veramente conviene investire soldi, è la messa in sicurezza del territorio e, come vi chiede quest'ordine del giorno, sono le aree urbane ad alto rischio idrogeologico .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/41 Santillo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/42 L'Abbate, su cui il parere del Governo è favorevole, previa riformulazione. Va bene? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/43 Caso. Ha chiesto di parlare l'onorevole Antonio Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Sono qui ad intervenire, per l'ennesima volta, sui Campi Flegrei; non si contano più, ma continuerò a farlo proprio finché questo territorio, il mio territorio, non avrà da questo Governo risposte serie, rapide e adeguate. Perché, forse non lo sapete, ma il bradisismo continua, le scosse continuano, e, addirittura, arrivate neanche con una proposta di riformulazione, neanche con un valutare l'opportunità di, ma arrivate con un parere contrario.
Eppure, l'8 aprile scorso, quindi pochi giorni fa, proprio il Ministro Musumeci, durante la consegna di una palestra che aveva avuto lavori antisismici, diceva, la settimana scorsa: “c'è tanto da lavorare e, forse, si rende necessaria qualche integrazione, anche finanziaria”. Finalmente il Ministro se ne è reso conto, però qui, arriva, misteriosamente, un parere contrario. Vi dico io che cosa non sta funzionando e che cosa bisognerebbe fare, anche se, in realtà, basterebbe andare a vedere tutti gli emendamenti che avete bocciato del MoVimento 5 Stelle in questi anni, così come anche gli ordini del giorno.
Comunque ve lo spiego, Sottosegretaria, mi presti attenzione, mi segua e mi dica se è normale questo, okay? Parto proprio dall'anomalia più assurda che si sta vivendo sul territorio. Abbiamo, purtroppo ormai da due anni, diverse famiglie e diversi cittadini che sono stati sgomberati dalle proprie abitazioni perché sono inagibili. Ebbene, nei vari decreti, le misure per questi cittadini sono il contributo per l'autonoma sistemazione.
Giustamente e ovviamente stiamo dando un contributo economico a queste famiglie per avere una sistemazione abitativa provvisoria fintanto che poi, sempre per misura prevista dal decreto, arrivino loro, finalmente, dei soldi per sistemare l'edificato. E anche lì siamo in estremo ritardo, ma su questo ci arriviamo dopo. Ebbene, mi dica lei se è normale che abbiamo alcuni cittadini, che sono stati sgomberati dopo una determinata scossa avvenuta in una determinata data, che hanno queste misure e, poi, ce ne sono altri che hanno avuto la sfortuna di essere sgombrati a seguito di un'altra scossa, in un altro giorno, che non hanno niente, non hanno nulla.
Quindi, ci troviamo in una situazione in cui, magari, c'è una persona che ha il vicino di casa, ex vicino di casa perché magari entrambi sgombrati, che sta ricevendo i soldi per poter affittare una soluzione provvisoria e riceverà i soldi per sistemare l'edificato e il vicino affianco niente, zero. Vogliamo sistemare questa anomalia una volta per tutte o vogliamo continuare ad avere dei terremotati di serie A e dei terremotati di serie B? Ci rendiamo conto di quant'è assurda questa cosa ? Ci rendiamo conto?
Ma, in generale, bisogna intervenire su una lentezza che si sta vivendo nell'attuazione delle varie misure previste nei provvedimenti. Dicevo, ci sono dei soldi per sistemare e rendere di nuovo agibili gli edificati che sono stati sgombrati. Sono passati due anni, sapete quanti lavori sono partiti? Zero. Solo, fortunatamente, poco fa sono finalmente uscite le graduatorie; purtroppo, più della metà delle domande sono state bocciate, quindi qualche domanda dobbiamo seriamente iniziare a porcela.
Perché, seguitemi, qui non stiamo parlando di rifare una facciata di un palazzo, ma stiamo parlando di poter rendere di nuovo agibili degli edifici per far tornare delle famiglie a casa. E, allo stesso modo, ci sono anche altri soldi che erano previsti nel decreto che, come fortunatamente, forse, ora ha capito anche il Ministro, sono pochi, perché, da un lato, abbiamo quelli che sono stati sgomberati, purtroppo, e lì arriveranno dei finanziamenti per sistemare l'edificato, ma c'è il resto delle abitazioni. Vi ricordo, parliamo di un territorio sismico, di un territorio che vive il fenomeno, unico al mondo, del bradisismo, quindi abbiamo un edificato che è sempre sollecitato da piccole scosse o grandi scosse.
Ebbene, avevamo previsto, in questi decreti, che ci fosse anche un contributo per potenziare l'antisismicità di questi edifici. Purtroppo, io l'ho detto dall'inizio al Ministro: questa misura è a rischio fallimento. Altra cosa che non è mai partita, sia chiaro, nei fatti. È a rischio fallimento perché stiamo dicendo alle famiglie: noi vi diamo al massimo il 50 per cento, il resto ce lo mettete voi. Capite che cosa si può creare?
Stiamo dicendo che chi ha i soldi e può metterci il 50 per cento può sentirsi un po' più al sicuro a casa sua; gli altri, mi dispiace, continuate a rimanere in una casa che, magari, vi può crollare addosso perché non avete soldi, colpa vostra che siete poveri. Vogliamo veramente sederci un attimo e capire che cosa va modificato? Perché, ultimamente, c'è stato anche un incontro del Ministro Musumeci con la regione Campania, insieme ai sindaci flegrei, in cui si è fatto un elenco di cose che non vanno.
Il Ministro si è detto disposto a ragionare, quindi venitemi a spiegare perché mi trovo ora un parere contrario a quest'ordine del giorno ? Allora vi dico: sicuri che non volete ripensarci, accantonarlo e, magari, vedere meglio il vostro parere ?
PRESIDENTE. Sottosegretaria, è favorevole all'accantonamento? No, è contraria.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti. I deputati Carotenuto, Sarracino, Graziano, Berruto, De Luca e tutto il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra sottoscrivono l'ordine del giorno.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/43 Caso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/44 Carmina, su cui il parere è contrario. Ha chiesto di parlare la Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Giuseppina Castiello. Ne ha facoltà.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, Presidente.
Su quest'ordine del giorno il Governo rivede il parere, espungendo le premesse, eccetto la prima. C'è un parere favorevole con riformulazione: “a proseguire nelle urgenti iniziative necessarie per garantire la tempestiva realizzazione degli interventi a tutela delle popolazioni colpite dagli eventi emergenziali indicati in premessa”.
PRESIDENTE. Deputata Carmina, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/45 Simiani, su cui il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Roberto Morassut. Ne ha facoltà.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Grazie, Presidente. In quest'ordine del giorno noi facciamo una proposta, quella di istituire, al Governo, un'Agenzia nazionale per il contrasto al dissesto idrogeologico e all'erosione costiera, per la realizzazione di opere di prevenzione, perché, in fondo, il problema delle risorse è un problema relativo. Certo, le risorse non sono mai troppe. Arrivano alle regioni - e sono gestite dai presidenti, come commissari del dissesto - da vari affluenti: sono risorse nazionali, sono risorse europee. Tutto questo meccanismo si inceppa per procedure molto complesse, accordi di programma, conferenze di servizi infinite, e anche perché, nonostante i presidenti delle regioni siano commissari - e questo riprova il fatto che il commissario non è un mago, ma è alla fine uno che segue le procedure - queste risorse, in gran parte, non vengono spese.
Se si guardano le tabelle che escono, periodicamente, dall'ISPRA o dal Ministero dell'Ambiente, si verifica che il 50 per cento delle risorse rimane nei cassetti. Ci sono regioni più virtuose, meno virtuose, ma, insomma, le risorse per le opere di prevenzione del dissesto, la difesa idraulica, le frane, le alluvioni, l'erosione costiera, i crolli, rimangono ferme nei cassetti. Questo perché non c'è un'adeguata capacità tecnica, progettuale e ingegneristica nel nostro Paese che consente di affrontare un problema, cioè che queste sono opere dinamiche.
Non sono opere tradizionali, non sono fare una strada, fare una ferrovia, costruire delle mura, delle opere edilizie tradizionali, ma significa intervenire sul territorio, che è in continuo movimento. La terra è dinamica, le acque sono dinamiche, le coste sono dinamiche e le procedure che dovrebbero affrontare tutto questo sono, invece, lentissime ed esposte al continuo problema di fare varianti che aprono problemi di trasparenza.
Perché, ovviamente, queste risorse non si disperdono solo perché non vengono spese, ma perché vengono spese male, per opere che poi diventano inutili e perché aprono lo spazio alla corruzione. Allora, qui il problema è trovare un meccanismo centralizzato che lavori, naturalmente, di concerto con le regioni, che hanno il polso del territorio, e con le Autorità di bacino e le Autorità distrettuali, che sono quelle che fanno i piani di prevenzione.
Non si può, in un Paese civile come il nostro, con il nostro altissimo rischio, avere un braccio che fa la prevenzione progettuale, cioè che fa i piani e un braccio che fa l'operatività, perché questa filiera interrotta comporta enormi problemi. Allora, questo triangolo tra chi programma, tra chi ha il polso del territorio e tra chi opera va assolutamente ristretto. Quindi, sulla costituzione di un'agenzia, non si può rispondere come fa il Governo: ma sì, stiamo facendo un piano che sta cercando di mettere a posto questa frammentazione.
Il piano non c'è, è evidente, lo sappiamo, lo sa il Governo che questo piano non esiste. Bisogna intervenire strutturalmente attraverso un'azione operativa centralizzata, che può essere o un'agenzia, una sorta di ANAS del dissesto idrogeologico, che raccoglie le migliori energie e le forma, perché c'è un grande problema di formazione di ingegneri del dissesto e della difesa del suolo, che oggi in Italia sono pochi. Non ci sono geologi, in un Paese come il nostro non ci sono più geologi. È uno scandalo questo .
Noi siamo il grande Paese del rischio idrogeologico e non abbiamo, pur avendo una grande tradizione con l'Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia, che è stato assorbito dall'ISPRA, e questa non so se è stata proprio una scelta giusta, comunque non abbiamo più geologi o ne abbiamo pochi. Quindi, serve una grande agenzia centrale che utilizzi anche lo straordinario strumento del ReNDiS. Il ReNDiS fu costituito qualche anno fa come un registro, forse un po' troppo algoritmico, comunque come un registro nazionale del dissesto che faceva salire o scendere, in base alla gravità delle opere da fare e del loro avanzamento progettuale, le priorità.
Occorre utilizzare il ReNDiS e avere un'agenzia che può essere - ripeto e concludo - o un'agenzia nuova sul modello ANAS, cioè sul modello di un'agenzia specializzata che fa determinate cose, o anche, azzardo, ma non azzardo tanto perché il Governo questa cosa l'ha accennata, e io personalmente credo che non sia proprio una cosa peregrina, istituire un dipartimento specializzato all'interno di una struttura, come per esempio le Ferrovie dello Stato, che sono una struttura che si occupa indirettamente di dissesto. Perché le nostre infrastrutture corrono sui fondivalle, corrono sotto i versanti franosi, corrono lungo le costiere marine - pensiamo, per esempio, al grande problema dell'infrastruttura che corre sull'Adriatico che è continuamente mangiata dal mare -, corrono a ridosso dei fiumi, delle valli, delle zone alluvionali. E, quindi, possono occuparsi di fare le casse di laminazione, possono occuparsi di fare le casse di sversamento, possono occuparsi di fare la tenuta dei fronti franosi, possono occuparsi di contenere l'erosione costiera, possono fare tutte queste cose.
Oppure, scegliamo un modello come quello dell'Aipo, la vecchia magistratura delle acque del Po, che è un braccio per le regioni settentrionali molto utile, cosa che non hanno, per esempio, le regioni meridionali, che sono troppe per un problema come il dissesto idrogeologico. Faccio un accenno al tema dell'autonomia differenziata. Quando con l'autonomia differenziata si dice: “ognuno si occupi delle cose sue”, non si tiene conto di che cos'è il dissesto idrogeologico.
Perché nel Mezzogiorno c'è un'autorità di distretto, che è quasi uguale a quella del vecchio regno borbonico, cioè che va dall'Abruzzo alla Calabria? Perché è un problema di invenzione geopolitica? No, perché evidentemente la struttura idrografica di quel pezzo di territorio ha bisogno di una unificazione. Allora, concludo nel dire da tutta questa discussione del dissesto in cui si è detto servono più soldi, serve questo, più soldi, facciamo… i soldi, le risorse in buona parte ci sono, vanno sicuramente aumentate, ma vanno spese.
Vanno spese con un'organizzazione, con tecnologie e con capacità professionali che vanno riformate e vanno organizzate. Per questo la costituzione di una struttura centralizzata è molto importante, è vitale, perché non tolga poteri alle regioni, ma le aiuti; non tolga poteri alle Autorità di distretto, ma traduca in tempi rapidi le pianificazioni in opere. Questo mi pare importante, e la risposta francamente che dà il Governo è una risposta a dir poco banale e, forse, umiliante per tutti i problemi che abbiamo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Santillo. Ne ha facoltà, per quattro minuti.
AGOSTINO SANTILLO(M5S). Grazie, Presidente. Tanto sarò rapidissimo, pur comprendendo la finalità dell'ordine del giorno di impegno al Governo, riteniamo che la priorità sia snellire le procedure che attualmente sono in corso per la gestione al Ministero dell'Ambiente, prima di generare altre strutture. Bisogna dare priorità all'uniformità, all'accelerazione, all'aggiornamento della carta geologica, piuttosto che ai Piani stralcio per l'assetto idrogeologico, e a finanziare quegli interventi già programmati e indicati dalle Autorità di distretto presenti oggi in Italia. Per questo motivo, come MoVimento 5 Stelle ci asterremo nella votazione di quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2823-A/45 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto studenti, studentesse e docenti del Liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone, che assistono ai nostri lavori dalle tribune .
Torniamo all'ordine del giorno n. 9/2823-A/26 Richetti, precedentemente accantonato. Prego, Sottosegretaria.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Su questo rivediamo il parere. Espunta la penultima premessa, c'è un parere favorevole con riformulazione: “a proseguire nell'attività di supporto operativo a comuni e regioni interessate dagli eventi meteorologici estremi occorsi negli ultimi mesi, al fine di garantire piena coerenza tra le competenze di Protezione civile delegate a comuni e regioni e gli strumenti finanziari funzionali all'esercizio ottimale di tali funzioni, nel pieno rispetto della struttura multilivello su cui si fonda l'attuale sistema di Protezione civile, assicurando, dunque, che ciascun livello istituzionale si assuma pienamente la propria parte di responsabilità e a continuare a garantire ogni forma di coordinamento tra diversi livelli istituzionali che sono coinvolti nell'esercizio delle funzioni di Protezione civile - nel dettaglio: Stato, regioni e comuni - al fine di prevenire il rischio di sovrapposizioni operative”.
PRESIDENTE. Mi dite se va bene? Sì.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare il deputato Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA(IV-C-RE). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, signori del Governo, ci troviamo di fronte a un decreto che interviene sull'emergenza, ma lo fa - ahinoi - in maniera veramente striminzita, quasi un compitino, necessario, per carità, ma senza che vi sia da parte del Governo nessuna originalità e, soprattutto, nessun discostamento dall'approccio veramente elementare emergenza-ricostruzione. Approccio che il Ministro ha pure avuto il coraggio di riproporre anche in questi giorni, come se fosse l'approccio corretto, come se fosse l'approccio che un Governo, che pure è in carica da quattro anni, dovesse dimostrare di fronte a eventi calamitosi di questo tipo.
È proprio questa natura del provvedimento che ci spinge, per carità, sicuramente non a votare contro, ma ad astenerci; ad astenerci anche per incoraggiare il Governo a guardare in faccia la realtà e affrontare questi problemi con il piglio necessario. Ma perché diciamo che si tratta di un provvedimento striminzito? Perché è semplicemente il triste copia e incolla dei provvedimenti emergenziali a cui oramai purtroppo ci stiamo abituando da qualche anno, peraltro, fatto con una “taccaggine” e con una disponibilità di risorse imbarazzante.
Se pensiamo, ad esempio, alla sospensione degli obblighi tributari, possiamo dire a questi cittadini che hanno sospeso gli obblighi verso lo Stato in queste settimane e che il 30 aprile di quest'anno dovranno restituire ciò che era stato sospeso. Numerosi emendamenti hanno chiesto al Governo quanto meno delle proroghe, delle proroghe di sospensioni di pagamenti, badate bene. Cioè, si sta dicendo “non pagarmi ora, pagami tra qualche mese”, a cittadini che si trovano in condizioni e in preoccupazioni che sono ben distanti da quelle di fare il loro dovere di contribuenti, ma hanno, semmai, necessità contrarie, hanno necessita di ricevere.
La stessa cosa per quanto riguarda l'integrazione del reddito. Certo, anche in questi casi, nel copia e incolla, laddove, come negli eventi calamitosi di cui stiamo parlando, siamo andati a interrompere la possibilità addirittura di lavorare, è naturale, giusto, integrare il reddito delle persone dipendenti, dei lavoratori autonomi.
Ma anche qui la gravità della situazione e il perdurare di questi fenomeni avrebbero dovuto spingere il Governo a comprendere che questa misura è stata posta in essere in maniera insufficiente. Potremmo continuare. Potremmo continuare sulle misure per quanto riguarda le imprese. Anche in questo caso, è un copia e incolla di interventi doverosi di fronte all'emergenza, ma è un copia e incolla fatto - potremmo dire - con il braccino corto.
Allora, cosa dire di fronte a una situazione del genere? Con la discussione degli emendamenti ci siamo a lungo protratti sulla possibilità - negata anche in questo caso - di mettere a disposizione stanziamenti adeguati alla situazione, ma, anche in questo caso, ciò non sarebbe sufficiente per consentire a questo Governo di dire di aver fatto la propria parte che - ripeto - non viene fatta nemmeno per quanto riguarda il carattere emergenziale. Perché dico questo…? Peraltro, lo dico sottolineando il fatto che in Aula non si è presentato il Ministro Musumeci durante il dibattito, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno, del suo totale disinteresse per la situazione che ha sotto gli occhi, anche perché, lo sappiamo, in questi casi lui se la cava sempre scaricando le responsabilità sugli amministratori locali o addirittura sui cittadini. È un film che abbiamo già visto. Ebbene, proprio il Ministro Musumeci, in questo caso, dovrebbe sapere che lo scaricabarile è un gioco che non funziona, proprio perché lui ha ricoperto il ruolo di Presidente della regione e lui sarebbe il titolare di quel barile che lui stesso vuole destinare ad altri.
Il problema non è solo l'incompetenza del Ministro Musumeci e anche un po' la faccia tosta del Ministro Musumeci. Diciamo che il Ministro esalta il problema. Allora, qual è il problema? Il problema è che non possiamo continuare in Italia, che è lo Stato in Europa che registra l'84 per cento delle frane che sono state catalogate nel nostro continente, ad operare con un protocollo di emergenza e ricostruzione. Non possiamo farlo perché è inefficiente. Non possiamo farlo perché crea difficoltà ai nostri cittadini. Non possiamo farlo perché non è degno di una qualsiasi gestione che voglia dirsi di governo.
Ecco, quello che vorremmo dire al Ministro Musumeci - glielo avremmo detto, se fosse stato in Aula - è che, in realtà, si può fare qualcosa cosa di diverso dall'emergenza e ricostruzione. Si può fare prevenzione. Quando dico “si può fare”, non faccio certo il verso al Primo Ministro Meloni, ma semplicemente richiamo il dottor Frankenstein. Sapete perché si può fare? Perché si è fatto. Si è fatto! Si è fatto in questo Paese. Non lo abbiamo fatto come auspicio che, peraltro, era contenuto in emendamenti che vi chiedevano di ripristinare quello che già è stato fatto o di fare qualche cosa di nuovo, perché, guardate, non chiediamo che venga semplicemente riconosciuto che, nel 2014, un Governo ha operato in maniera differente rispetto al fatto di rimanere nel binomio emergenza-ricostruzione, ma ha affrontato il tema della prevenzione.
Facciamo pure qualche cosa di nuovo. Quell'esperienza avrà insegnato a voi, che governate da quattro anni, che occorre creare un'agenzia centrale. Createla pure diversamente. Createla diversamente da come venne fatto allora. Allora vennero messi 16 esperti, chiamati dalle amministrazioni centrali, qualificati e con competenze differenti. Perché venne fatto questo? Per affrontare in modo sistemico, sistematico e coordinato il tema del dissesto idrogeologico e per accelerare le opere sul territorio: le opere di prevenzione e anche le opere di ricostruzione, le tante opere di ricostruzione, che sono rallentate dalla frammentazione amministrativa e burocratica.
Questo è sotto gli occhi di tutti. Come si fa, di fronte all'ennesimo evento calamitoso, a ignorare le richieste che vengono da quest'Aula? Come si fa a non capire che un'esperienza, che è stata positiva, potrebbe essere replicata e anche migliorata, se ne siete capaci, da un Governo che vuole vantarsi di essere il Governo più longevo, più duraturo e che dà stabilità?
Ma vi domando: a cosa serve la stabilità per lavorare in emergenza? A cosa serve la stabilità, se nemmeno voi avete il coraggio, che ha avuto un altro Governo, di tornare a lavorare sulla prevenzione? È facile ed è anche un motivo per risparmiare, perché ogni anno spendiamo fino a 4 miliardi. Allora questi erano i dati per lavorare sull'emergenza. Ebbene, questi 4 miliardi è chiaro che sarebbero ridotti, laddove fosse ripartito il lavoro sulla prevenzione e il lavoro sull'emergenza.
Chiaramente voi siete sordi a un appello di questo tipo, che è un appello che va a favore della popolazione, ma certo non va a favore del consenso, perché la prevenzione, prima di riscuotere il consenso, ha bisogno che passino anni e voi questi anni li state facendo passare inutilmente al Governo, perché non guardate al Paese, ma guardate al consenso, il vostro consenso, che è il vero dissesto che avete sotto i piedi, che ha creato ritardi nei lavori in Commissione e che, purtroppo, sta creando la mancanza di un intervento serio di programmazione da parte vostra .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Carfagna. Ne ha facoltà.
MARIA ROSARIA CARFAGNA(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, Sottosegretario, dico subito che Noi Moderati voterà a favore del provvedimento all'esame dell'Aula oggi, perché riteniamo che rappresenti una risposta concreta, tempestiva e necessaria all'emergenza provocata dagli eventi meteorologici avversi che hanno colpito Sicilia, Sardegna e Calabria lo scorso gennaio.
Come forze di maggioranza, abbiamo il dovere di accompagnare con responsabilità l'azione del Governo nei momenti di maggiore difficoltà del Paese, garantendo risposte rapide ed efficaci alle comunità colpite.
Non parliamo di eventi lontani, ma di fatti recenti che hanno inciso in modo molto significativo sulla vita di migliaia di cittadini del Sud Italia. Il ciclone Harry ha colpito con violenza, come ho detto prima, Calabria, Sicilia e Sardegna, causando piogge torrenziali, mareggiate e venti impetuosi che hanno messo in seria difficoltà interi territori, compromettendo infrastrutture, attività economiche e la quotidianità delle persone.
Tra gli eventi più significativi di questa emergenza va ricordata la frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, una voragine che ha interessato abitazioni, strade e spazi di vita quotidiana. Un evento che restituisce con immediatezza la fragilità del territorio e la necessità di un intervento pubblico strutturato e tempestivo. Quella frana ha inciso profondamente sulla comunità locale, generando difficoltà concrete e un comprensibile senso di incertezza. È in situazioni come queste che le istituzioni devono dimostrare presenza, capacità di intervento e vicinanza reale ai cittadini. Si tratta di eventi che non possono essere considerati soltanto delle emergenze, ma che hanno effetti concreti sul tessuto sociale ed economico dei territori colpiti. È per questo che richiedono una risposta tempestiva e coordinata da parte delle istituzioni. Quando viene meno un'abitazione o un'attività economica, non si interrompe soltanto una funzione materiale, ma si colpisce il cuore della comunità, che a sua volta rappresenta la base della coesione sociale e produttiva del Paese. Purtroppo, come sappiamo, non si tratta soltanto di un caso isolato.
La recente frana di Petacciato in Molise conferma ancora una volta la necessità di mantenere alta l'attenzione sul dissesto idrogeologico: una criticità strutturale del nostro territorio che richiede interventi costanti e programmati.
In questo contesto il provvedimento in esame rappresenta una risposta importante del Governo che ha scelto di intervenire per garantire un primo sostegno alle popolazioni colpite e per accompagnare i territori nella fase di ripresa.
Il decreto stanzia oltre 165 milioni di euro nel biennio per il ristoro dei danni subiti da famiglie e imprese, assicurando un intervento immediato a supporto della ricostruzione economica e sociale. Prevede la sospensione degli adempimenti tributari e contributivi, offrendo un alleggerimento immediato degli obblighi per chi si trova in una condizione di difficoltà oggettiva. Introduce misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti, inclusi quelli del settore agricolo e riconosce un'indennità per lavoratori autonomi e professionisti.
Sostiene, inoltre, settori fondamentali per l'economia locale, come agricoltura, pesca e acquacoltura, e interviene a tutela delle filiere produttive del turismo e dell', accompagnando i territori nella fase di ripresa. Particolarmente rilevante è poi la scelta di istituire un commissario straordinario per l'area di Niscemi, dotato degli strumenti necessari per garantire coordinamento, rapidità di intervento e capacità di attuazione.
Così come rilevante è la previsione di contributi economici per proprietari di immobili demoliti o da demolire in seguito agli eventi catastrofici che si sono verificati a Niscemi. Si tratta di una scelta di buonsenso, che rafforza l'efficacia dell'azione amministrativa e consente di superare criticità e rallentamenti che spesso hanno accompagnato le fasi emergenziali. Come gruppo di Noi Moderati, condividiamo pienamente l'impostazione del provvedimento, che va nella direzione di una responsabilità concreta dello Stato e di un'attenzione reale alle popolazioni e ai territori colpiti.
Riteniamo fondamentale che la maggioranza continui a sostenere, con compattezza e con coerenza, interventi che mettono al centro la sicurezza dei cittadini, la tenuta economica delle comunità e la capacità di risposta delle istituzioni. Per questo motivo esprimiamo con convinzione il nostro voto favorevole alla conversione in legge del decreto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Siamo intervenuti più volte su questo decreto e abbiamo tentato di apportare delle migliorie. Abbiamo raccontato e ci siamo fatti tramite di una figura come quella dei geologi, non sappiamo per quale ragione completamente inascoltata da parte di questo Governo. È impressionante vedere come la scienza e le figure preparate ed esperte nell'affrontare determinati temi non vengano quasi mai ascoltate.
Ed è un paradosso - un paradosso rispetto agli attacchi che spesso hanno fatto nei nostri confronti - che chi dice di voler essere neutro e pragmatico in realtà è il più ideologico di tutti. Si piega la scienza, si piega la natura, si piega il buon senso, alcune volte, pur di affermare l'ideologia estrema. L'ideologia estrema è quella di rinnegare quello che sta succedendo nel nostro pianeta. D'altronde, perché lo dovete rinnegare? Perché, altrimenti, dovreste fare una politica di prevenzione, e la politica di prevenzione, come ben si sa, non paga subito elettoralmente.
Eppure, neanche quest'altra forma di politica alla fine vi sta pagando, per un motivo molto semplice: perché il periodo di “festa, farina e forca” è finito nel nostro territorio, nel nostro Paese . È finito perché i cittadini vogliono la concretezza. Quando c'è una frana come quella di Niscemi, che viene affrontata in un primo momento su due livelli, il primo è stato il livello mediatico. Guardate, la ferita mediatica della vicenda di Niscemi resterà negli annali della comunicazione pubblica nazionale e internazionale.
Quella notizia, assieme ai nubifragi della Calabria e della Sardegna, è stata data con giorni e giorni di ritardo - con giorni e giorni di ritardo - per una strategia che ci fa capire come sia importante avere la stampa indipendente. A proposito, piena solidarietà con i giornalisti che stanno facendo oggi l'ennesima giornata di sciopero, a cui noi di AVS diamo il nostro pieno e convinto sostegno. Sempre libertà di stampa, libertà !
È nascondere l'evidenza, Niscemi non esisteva. A un certo punto è cominciato un tam-tam mediatico interno, grazie, questa volta sì, ai e agli , e hanno cominciato a pubblicare tutti video e notizie, e, nel giro di molti giorni, è diventato un caso nazionale. E poi, alla fine, abbiamo avuto anche il piacere di avere la presenza della Premier, però ha sorvolato questa volta; è stata meno diretta di quando, invece, è andata a fare la campagna elettorale con le calosce, perché in quel caso doveva far vedere che era il governo regionale che non funzionava bene.
Guardate che noi di AVS abbiamo sostenuto pienamente le ragioni di tutti e tre i presidenti di regione (Sardegna, Calabria e Sicilia), pur essendo fieri oppositori da decenni, come in Sicilia e in Calabria, delle giunte di centrodestra. Lì, purtroppo, la comunicazione era complicata perché in Calabria e in Sicilia la destra governa e stragoverna da decenni: governa non soltanto la regione - ha governato e adesso sta governando a livello nazionale -, governa gran parte dei comuni.
Come facevano a dare la colpa a qualcun altro? Come facevano? Non si poteva fare, e quindi si è sorvolato. Non si è fatto l'incontro con i cittadini, non si sono messe le calosce, e adesso, con grande ritardo… all'inizio sono stati stanziati quattro spicci, perché, ovviamente, si piega sempre la campagna mediatica o elettorale rispetto alle necessità dei cittadini.
E abbiamo vissuto un ulteriore paradosso, ossia che il Ministro competente per la Protezione civile, Musumeci, già presidente della regione, già europarlamentare, già parlamentare, già senatore, già presidente della provincia, già sindaco, già tutto, ha detto: ma noi lo sapevamo. Lo sapevano loro, lui no; lui non governa, lui è un osservatore, lui è un esteta. Osserva e ogni tanto parla, ma non va mai nel concreto, tranne quando si tratta di condannare e colpevolizzare gli abitanti, in particolare del Sud e della Campania.
Noi questo non lo perdoneremo al Ministro Musumeci, perché, da meridionale e da uomo delle istituzioni, avrebbe sempre dovuto difendere due questioni, due cose: la verità e il popolo. Ha tradito entrambi e adesso sta vivendo, paradossalmente, un'inchiesta che riguarda la sua responsabilità - come di altri amministratori, ma in particolare la sua - per non avere fatto nulla. Addirittura, una volta ha detto che tutti sapevano di Niscemi, quindi sapeva anche lui, e nessuno ha fatto niente, come se lui stesse fischiettando per la Sicilia.
E poi, peggio ancora, ha colpevolizzato ancora una volta i cittadini. Ma i cittadini, se commettono degli errori, devono essere guidati dalle istituzioni. Che credibilità ha una persona che dice ai campani “sono contro i condoni ed è colpa dei condoni”, e poi, politicamente, ha sostenuto tutti e due i vergognosi condoni di Berlusconi e ha promosso pure il condono in Sicilia, che gli è stato bocciato dalla Consulta? Se non condannato dai magistrati, politicamente è condannato per sempre, anche per la faccia tosta di affermare tutto e il contrario di tutto. Infatti non è venuto qua.
Ieri avevamo chiesto: Ministro, batti un colpo, fatti vedere! Siamo passati dall'esternalizzazione su tutto, per cui in piena emergenza - non se ne era accorto - faceva i con il piatto di pasta che mangiava: buonissimo, ma non penso che siano le priorità che debba affrontare un Ministro, quelle di mettere i piatti di pasta mentre c'è gente che sta in emergenza. Ma la seconda cosa: non si è presentato. Avrebbe dovuto difendere con i denti questo decreto, che, sostanzialmente, dà un poco di ristori. Guardate che dare dei ristori non è dare nessuna prospettiva.
Lo hanno detto bene alcuni geologi, ieri ho letto la lettera di un geologo: non avete prospettiva. Oggi si continua a perdere molto più denaro, perché questa è l'ideologia, purtroppo, della destra trumpiana. C'è un problema, c'è un disastro, non lo preveniamo, interveniamo dopo; mano a mano che avvengono i disastri, cerchiamo di sistemare le cose. La nostra è una visione diversa: noi dobbiamo evitare che ci siano i disastri, il più possibile.
Per questo facciamo la lotta sul clima, perché, se oggi i nostri territori sono molto più esposti rispetto al passato a eventi climatici estremi, è perché l'egoismo globale, di cui oggi noi siamo degnissimi rappresentanti, ha portato a fregarcene del problema del surriscaldamento del pianeta.
Noi siamo per la Patria e per la famiglia, ma forse solo per quelle del momento, non si sa neanche con certezza se siano proprio quelle ufficiali, ma su quelle future no. Delle prossime generazioni noi ce ne strafreghiamo, perché - è chiaro - non portano voti, non sappiamo se ci voteranno. Ed è questa la differenza ed è il motivo per cui alcune volte noi siamo disonorevoli in questo Parlamento, perché qui si sono seduti grandi statisti, uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita nel nome di un'idea e di valori. E, invece, molto spesso vediamo che qui le priorità sono altre: prevale l'interesse spiccio, il piccolo piacere. E questo, ovviamente, porta alla malapolitica e a un Ministro come Musumeci che non si presenta in Aula. Non si è presentato sui Campi Flegrei. Non si presenta. È, di fatto, non per motivi giudiziari, un impresentabile per sua stessa scelta. Ed è impresentabile qualsiasi Ministro che non ha il coraggio di argomentare, di venire in Aula, di non onorare quest'Aula.
Ieri ho fatto una provocazione: ma che dobbiamo fare, il Vinitaly in Parlamento, per ottenere che vengano i Ministri? Avete fatto una sfilata straordinaria. Nulla contro il Vinitaly, assolutamente a sostegno, però voglio vedere tutti quei Ministri, che, tranne qualche rarissima volta, tutti assieme non li abbiamo mai visti, compresa la Premier. E questo ci fa capire l'ordine delle priorità.
Parliamo del superfluo e non affrontiamo il fondamentale. E anche questa volta, purtroppo, non avete centrato l'obiettivo e i ristori che arriveranno ai cittadini colpiti da questi disastri saranno , perché purtroppo la vostra politica è .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Governo e colleghi, in questo momento stavo pensando che in questa seduta le dichiarazioni di voto, tutto l' di approvazione di questi giorni, sono come un . Siamo alla ricerca di risorse e stiamo mettendo in discussione i ruoli; l'ho ribadito prima, durante la discussione sull'ordine del giorno che per fortuna ha avuto un cambio di parere. E poi la nomina di commissari: sono tanti e per ogni evenienza. Insomma, una sorta di nuovo ufficio di collocamento, una struttura che si affianca al Parlamento.
Però poi, dall'altro lato c'è la difficoltà da parte dei Ministeri nel dare i pareri ai nostri emendamenti, e lo abbiamo vissuto anche ieri, in cui si sono accumulati ritardi. Ci sono sovrapposizioni che generano confusione.
In tutto questo, però, c'è qualcuno che ci rimette pesantemente ogni volta e sono le popolazioni.
Da tempo il nostro segretario nazionale, Carlo Calenda, parla del commissariamento della regione Sicilia. A chi si possono imputare le colpe? Verrà deciso? Sicuramente. Oggi, sappiamo sulla schiena di chi ricadono questi danni, però possiamo fare alcuni nomi. Possiamo riprendere il nome di Musumeci e del Presidente Schifani.
Ci sono cose che devono essere fatte. Ad esempio, chiedo al Governo se sia attento ai piani regolatori, se i piani regolatori siano aggiornati, se i piani di assetto idrogeologico siano controllati e se ogni territorio ne disponga. Questo è veramente l'ABC per mettere in sicurezza il nostro territorio. Serve un cambiamento - e questo ovviamente è scontato -, ma questo cambiamento tarda ad arrivare.
C'è sicuramente un dato di realtà da cui dobbiamo partire ed è quello che gli eventi meteorologici non sono più emergenze straordinarie, sono una condizione oramai strutturale per il nostro Paese. Eppure, continuiamo a rispondere con strumenti emergenziali, come se ogni volta fossimo sorpresi da questi fatti, quasi sbigottiti. E invece no.
Questo decreto è l'ennesima dimostrazione di un modello che non funziona. Gli interventi previsti all'articolo 1, con la dichiarazione dello stato di emergenza e l'attivazione dei poteri straordinari, sono necessari, così come sono necessari gli stanziamenti per il Fondo per le emergenze nazionali. Ma il punto è un altro: è possibile che la politica italiana sia capace solo di dichiarare emergenze e mai di evitarle?
All'articolo 2, ad esempio, si prevede la nomina dei famosi commissari straordinari e il ricorso alle ordinanze in deroga. Ancora una volta, la soluzione è aggirare le regole, invece di far funzionare l'amministrazione ordinaria.
E poi c'è l'altro aspetto del fallimento politico, non nel decreto in sé, ma nel fatto che esso è uguale a quello di cinque, dieci, quindici, vent'anni fa. Non è cambiato assolutamente nulla. Eppure, abbiamo anche il coraggio di criticare il passato.
All'articolo 3, ad esempio, si introducono misure di sostegno economico per le famiglie e le imprese. Molto bene per questo aspetto, però siamo di fronte a contributi spesso parziali, con criteri che rinviano a provvedimenti attuativi, senza certezze sui tempi e sugli importi effettivi. E quindi è tutto fragile - come il territorio che frana in quelle aree, posticcio e incerto - ed è tutto tardivo. E soprattutto, si continua a chiamarli “ristori”, quando in realtà non hanno mai coperto i danni reali. Tutto questo genera frustrazione, contenziosi e sfiducia nelle istituzioni.
All'articolo 4 troviamo le deroghe in materia di appalti e procedure autorizzative. Anche qui, accelerare è assolutamente giusto, ma rafforzare i controlli e la capacità tecnica delle stazioni appaltanti è necessario. Il rischio è duplice: ci può portare all'inefficienza e all'opacità, ai ritardi e alle riserve, che non possono neppure essere discusse con le imprese perché ovviamente si è in perenne ritardo. Non basta più scrivere “si può fare più in fretta”; bisogna essere in grado davvero di essere più veloci.
E arriviamo al punto più grave, a ciò che non c'è nel decreto. Non c'è un piano vincolante di prevenzione, non c'è un programma pluriennale di manutenzione del territorio e non c'è neppure un rafforzamento strutturale della progettazione pubblica. Il Governo continua a ignorare il vero collo di bottiglia: la mancanza di progettazione e di visione. Senza progetti, le risorse rimangono ferme; senza progetti i cantieri non partono; senza progetti le emergenze si ripetono.
E, allora, è bene dire chiaramente che il problema non è la burocrazia in astratto, il problema è che non abbiamo abbastanza ingegneri, tecnici e progettisti nella pubblica amministrazione. Il problema è che gli enti locali non sono messi nelle condizioni di lavorare. Abbiamo i tetti di spesa sul personale, ne abbiamo parlato, ne ha parlato il nostro gruppo anche in fase di legge di bilancio. Quindi come fanno i comuni ad essere veloci? I tetti di spesa ci sono per gli enti locali, ma non ci sono per i Ministeri. È bene ricordare anche questo. Questo decreto non fa assolutamente nulla per cambiare questa situazione.
E poi c'è sempre il tema della sicurezza, che viene evocato, ma mai affrontato, perché qui stiamo parlando non solo di danni economici, ma anche di sicurezza dei cittadini. È certo che, quando un territorio è manutenuto, i corsi d'acqua sono gestiti, ma, quando invece non lo è, i rischi non sono teorici, sono concreti, immediati e misurabili.
La domanda è: questo decreto riduce il rischio per i cittadini? No, lo gestisce dopo che si è manifestato. E succederà ancora e saremo qui ad agire sull'emergenza. È come se in sanità investissimo solo nei pronto soccorso e mai nella prevenzione. È un modello inefficiente e, nel lungo periodo, decisamente più costoso.
All'articolo 5, ad esempio, si prevede il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali; ma senza una chiara catena di responsabilità e senza strumenti di supporto tecnico, tutto questo rischia di tradursi nell'ennesima inefficace frammentazione.
In alcune aree si interverrà rapidamente, in altre no; non per scelta politica, ma per differenze di capacità amministrativa. Anche questo aspetto è inaccettabile.
Infine, c'è il tema delle risorse. Gli stanziamenti iniziali previsti non sono assolutamente risolutivi. Si rinvia a futuri provvedimenti e si continua a navigare a vista. È per questo che, per i cittadini e le imprese che hanno perso tutto, questa modalità non è assolutamente accettabile.
Noi di Azione crediamo che serva un cambiamento radicale di approccio, quindi meno emergenza e più progettazione, meno deroghe e più capacità amministrativa, meno annunci e più progetti, perché un Paese serio non si limita a reagire ai disastri, li previene. Prevenire significa investire stabilmente nella sicurezza del territorio, costruire una macchina pubblica che funziona e che sa definire le priorità chiare e misurabili.
Questo decreto non va in questa direzione. Per questo il nostro voto sarà di astensione, un voto netto, politico, che contesta un modello che continua a produrre emergenze, invece di evitarle.
Signora Presidente, se non cambiamo adesso saremo qui, tra pochi mesi, a discutere di un altro progetto, di un altro decreto identico, e questo francamente non è più accettabile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Morfino. Ne ha facoltà.
DANIELA MORFINO(M5S). Grazie, Presidente. Intanto annuncio il voto di astensione del MoVimento 5 Stelle e spiegherò all'Aula il perché. Vedete, ci sono momenti in cui la politica è chiamata a una scelta semplice: dire la verità oppure nasconderla dietro la propaganda. Oggi la verità è una sola. Questo decreto contiene, sì, misure necessarie, ma è insufficiente e timido ed è soprattutto molto al di sotto della gravità della tragedia che hanno vissuto la Sicilia, la Calabria e la Sardegna e, soprattutto, la comunità ferita di Niscemi . Siete stati praticamente poco coraggiosi.
Sia chiaro fin dall'inizio: la nostra non è un'astensione neutrale o burocratica. La nostra è un'astensione politica, netta, pesante come un giudizio, perché noi non ce la sentiamo di votare contro misure che possono portare un sollievo immediato ai cittadini stremati, ma non possiamo nemmeno votare a favore di un decreto con risorse deboli, strumenti fragili e una visione che si ferma solo all'emergenza .
La differenza tra noi e voi sta proprio qui: noi guardiamo i territori, voi guardate solo i titoli dei giornali. Noi ascoltiamo sindaci, famiglie, imprese, voi ascoltate solo i vostri uffici stampa. Noi vediamo il disastro reale, voi cercate solo di confezionare il racconto politico meno dannoso per il Governo. Noi vogliamo risorse per i territori colpiti, voi pensate a buttare soldi su un'infrastruttura fantasiosa e faraonica che non si realizzerà mai, il ponte sullo Stretto di Messina , per tenere a bada gli sproloqui del Ministro Salvini, il peggior Ministro delle Infrastrutture che il Paese abbia mai avuto.
Poi ci sono i numeri, Presidente, che purtroppo per voi non si piegano alla propaganda. I danni stimati sono enormemente superiori alle risorse che avete messo in campo. Allora bisogna avere il coraggio, il coraggio di dirlo qui dentro, guardando in faccia il Paese: questo decreto non è all'altezza; non lo è per chi ha perso casa, lavoro, raccolti, attività e mezzi, non lo è per i territori dove sono crollati collegamenti, infrastrutture e intere economie locali. Lo dico chiaramente: di fronte a una stima dei danni così pesante, parlare di risorse striminzite non è una forzatura polemica, è purtroppo una descrizione fedele della realtà. Avete praticamente messo un cerottino, ma la ferita, signor Presidente, al Sud è molto grande e sanguina ancora.
State provando a mettere una toppa dove, da anni, servirebbero investimenti strutturali, manutenzione ordinaria, prevenzione, messa in sicurezza e una pianificazione seria. Ve lo stiamo dicendo in tutti i provvedimenti da quattro anni. Noi lo diciamo, appunto, da tempo: l'emergenza senza prevenzione è solo l'altra faccia dell'irresponsabilità e questo decreto ne è la prova plastica. Ed è qui che sta la nostra denuncia politica più forte. Voi chiedete fiducia ai territori senza offrire sicurezza a quei territori; voi chiedete pazienza a chi ha perso tutto; voi chiedete comprensione a chi ha visto l'acqua entrare in casa, il fango distruggere anni di sacrifici, il lavoro fermarsi, la paura diventare quotidianità. Ma la pazienza, cari colleghi, ha un limite e voi il limite lo avete sorpassato.
Noi non ci siamo limitati a protestare in Commissione, abbiamo fatto ciò che dovrebbe fare una forza politica seria: abbiamo avanzato proposte concrete, emendamenti puntuali e soluzioni. Abbiamo chiesto più risorse, molte di più, per i cittadini e per le imprese colpite, quelle stesse attività a cui il Governo ha imposto, in modalità Ponzio Pilato, la stipula di una polizza catastrofale, giusto così per ricordarvelo.
Abbiamo chiesto anticipazioni sui contributi, perché chi ha subito danni non può aspettare mesi per respirare. Abbiamo chiesto una sospensione più lunga di tributi e contributi. Abbiamo chiesto la rateizzazione senza interessi, perché i pagamenti pesano ulteriormente su quei cittadini che hanno dovuto abbandonare le loro case a Niscemi. Noi abbiamo chiesto aiuti seri e concreti, perché dietro le tabelle ci sono imprenditori e famiglie che non sanno come pagare un affitto, una bolletta, una rata. Ma voi avete respinto le nostre proposte emendative senza neanche un confronto.
Poi c'è Niscemi, Presidente. Su Niscemi bisogna parlare con verità e con rispetto, perché Niscemi non può diventare l'ennesimo simbolo da esibire nelle dichiarazioni di circostanza. Niscemi è una ferita aperta. È la dimostrazione di quanto costi, in termini umani e materiali, ignorare per anni il dissesto idrogeologico e intervenire solo quando la terra si porta via la serenità, le case e il futuro. E oggi emergono le responsabilità: emergono indagini che coinvolgono anche il Ministro Musumeci e il presidente della regione Schifani .
Allora una domanda diventa inevitabile, colleghi: dove era chi doveva controllare, mentre il territorio cedeva e i cittadini restavano esposti al rischio? Qui non parliamo di fatalità, ma di prevenzione che non c'è stata, di interventi mai fatti, di un territorio lasciato solo. Ed è sempre così: finché non succede qualcosa, tutto viene rimandato; poi, quando accade, si cercano giustificazioni. Ma i cittadini di Niscemi non hanno bisogno di giustificazioni, hanno diritto alla sicurezza, a risposte e alla verità.
A Niscemi non basta nominare un commissario per far vedere che lo Stato c'è. Lo Stato c'è quando non cerca di impugnare fondi destinati alle famiglie e alle imprese colpite dal ciclone Harry, come avete fatto voi in Consiglio dei ministri: una scelta scandalosa e inaccettabile.
Vedete, noi, a differenza vostra, non vogliamo bloccare le misure, ma non vogliamo nemmeno legittimare un decreto insufficiente. Non vi daremo la possibilità di raccontare che tutto va bene, perché non va bene proprio per nulla. Allora, la nostra astensione è anche un atto di accusa al Governo, verso un modo di governare che conosce solo due ragioni: la stagione dell'annuncio e quella dell'alibi. Avete ripetutamente detto che il MEF vi bloccava e, però, per gettare miliardi per le armi non vi ha bloccato, per gettare 15 miliardi per il fantasioso ponte sullo Stretto non vi ha bloccati. Vi ha bloccati per mettere più soldi e dare respiro al Sud, alle famiglie, alle imprese e agli agricoltori devastati dall'uragano Harry.
Vedete, a proposito di stagioni, presto arriverà una nuova primavera per gli italiani e voi non sarete più su quegli scranni per godervela, perché un Paese non mette toppe dove servono risorse serie, visioni, prevenzione e dignità e la vostra insufficienza noi la chiameremo responsabilità politica .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bicchielli. Ne ha facoltà.
PINO BICCHIELLI(FI-PPE). Grazie, signora Presidente. Onorevoli colleghi, signora Sottosegretario, annuncio immediatamente il voto favorevole del nostro gruppo, del gruppo di Forza Italia, su questo provvedimento così importante.
È un voto che esprimiamo con convinzione istituzionale e con piena consapevolezza della responsabilità che il Parlamento è chiamato ad assumersi davanti ai cittadini di Calabria, Sardegna, Sicilia, in particolar modo della comunità di Niscemi che, come presidente della Commissione sul rischio idrogeologico, ho visitato immediatamente nei giorni successivi al dramma, trovando territori colpiti da un evento così drammatico che ha ferito famiglie, imprese, amministrazioni locali, infrastrutture; possiamo dire tutto il tessuto sociale.
Dal 18 gennaio di quest'anno una sequenza di eventi meteorologici estremi - dobbiamo dire -, mai visti con questa intensità e persistenza, ha flagellato il Sud Italia: frane, esondazioni, mareggiate, venti da uragano, centinaia di famiglie evacuate, imprese sommerse, infrastrutture distrutte. Un territorio già fragile è piegato da un dissesto idrogeologico che non è più, purtroppo, un dato eccezionale, ma è diventato la nuova normalità nel nostro territorio.
A Niscemi la frana del 25 gennaio ha trasformato in incubo ciò che nel 1997 era già stato un avvertimento drammatico. Di fronte a questa realtà, il Governo dobbiamo dire che ha agito con tempestività: lo stato di emergenza, dichiarato il 26 gennaio; l'ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione civile, la n. 1180 del 30 gennaio; la nomina dei commissari delegati. Tutto ciò ha permesso di mettere in campo subito risorse, sospensione di termini, integrazioni al reddito, indennità per autonomi, sostegni alle imprese agricole, dalla pesca al turismo.
Quindi non parole, ma fatti; fatti concreti che hanno impedito che alla calamità si aggiungesse il collasso sociale ed economico. Quando una calamità colpisce, la prima risposta dello Stato deve essere semplice e chiara: esserci, essere presente con mezzi, essere presente con risorse, Protezione civile, ristori, strumenti normativi rapidi. È ciò che è stato fatto e che questo decreto realizza: sostiene i territori colpiti; interviene sul patrimonio privato e produttivo; rafforza la capacità operativa delle strutture pubbliche; accelera le procedure necessarie; mette in campo misure concrete per il ritorno alla normalità.
Signora Presidente, oggi non stiamo soltanto convertendo un decreto emergenziale, oggi possiamo compiere un passo ulteriore: riconoscere che il tempo storico che viviamo impone una nuova cultura pubblica del rischio. A renderlo evidente non sono solo i fenomeni climatici eccezionali, sono anche i fenomeni geologici, storici e ciclici, come purtroppo la frana di Petacciato, ma, come abbiamo visto, anche la stessa frana di Niscemi. Vorrei ricordarlo a tutti i colleghi: quando parliamo di frane, nel nostro Paese sono attive 636.000 frane, due terzi di quelle che sono in questo momento censite in tutta Europa.
Tutto questo ci ricorda che cosa? Ci ricorda che la terra è viva, che la terra è in movimento e ci impone di evolvere le nostre capacità di adattamento anche attraverso l'implementazione delle nuove tecnologie. Per troppo tempo il dibattito nazionale si è mosso dentro una logica ciclica insufficiente: evento calamitoso, emergenza, stanziamento straordinario, ricostruzione, attesa del disastro successivo. Una sequenza che abbiamo conosciuto troppe volte e che non possiamo più considerare inevitabile. I cambiamenti climatici, l'intensità crescente dei fenomeni meteorologici estremi, la fragilità idrogeologica di ampie aree del Paese, il consumo di suolo, l'abbandono di territori interni e montani, l'invecchiamento di molte infrastrutture ci dicono una verità semplice: la prevenzione non è un capitolo accessorio delle politiche pubbliche del nostro Paese, è la condizione stessa della sicurezza nazionale.
Onorevoli colleghi, il dissesto idrogeologico non è una fatalità, è un problema politico e culturale che questo Governo ha deciso di affrontare alla radice. Abbiamo aumentato le risorse per la prevenzione e stiamo completando la mappatura nazionale del rischio, stiamo imponendo la digitalizzazione come standard non negoziabile. È qui che desidero richiamare il lavoro della Commissione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico, che ho l'onore di presiedere, che è stata istituita, non a caso, per la prima volta proprio in questa legislatura; ciò a dimostrare l'attenzione che si ha verso un tema così importante. Un lavoro che è nato non per aggiungere parole, ma per costruire un cambio di paradigma: passare da uno Stato che rincorre le emergenze a uno Stato che le anticipa. Questo è il punto politico sicuramente più rilevante. Prevenire significa pianificare. Significa manutenzione ordinaria, non solo opere straordinarie. Significa cura dei corsi d'acqua, consolidamento dei versanti, monitoraggio continuo, difesa delle coste, messa in sicurezza dei centri abitati. Significa investire nella capacità tecnica degli enti locali. Ecco significa interoperabilità dei dati, digitalizzazione, allerta tempestiva, Protezione civile moderna. Significa coinvolgere università, professioni tecniche, imprese qualificate, comunità territoriali.
Ogni euro - ce lo ha detto Bankitalia - speso per la prevenzione, ce ne fa risparmiare tra 7 o 10 spesi in emergenza. Ogni intervento di prevenzione evita danni economici, quindi riduce il costo sociale delle calamità, protegge vite umane, difende il lavoro, preserva la coesione delle comunità. Per questa ragione, guardiamo con favore anche alle disposizioni che rafforzano il sistema meteorologico e climatologico nazionale e che migliorano gli strumenti di accertamento dei danni e delle competenze necessarie per le polizze catastrofali, perché conoscere meglio i fenomeni, stimare con precisione gli impatti, intervenire con trasparenza e competenza significa rendere più efficace l'azione pubblica.
Naturalmente, signora Presidente, il nostro voto è favorevole e non è un punto d'arrivo, è un'assunzione di impegno. Sappiamo che serviranno ulteriori passi: una programmazione pluriennale delle opere di mitigazione del rischio; procedure più semplici, ma rigorose; tempi certi di realizzazione; responsabilità amministrative chiare; maggiore capacità progettuale dei comuni; piena trasparenza nell'utilizzo delle risorse; coordinamento stabile tra Stato, regioni, province, comunità e Autorità di bacino.
Sappiamo anche che la prevenzione non produce sempre titoli di giornale, perché spesso coincide con ciò che non accade: la frana evitata, l'esondazione contenuta, la strada che resta aperta, la scuola che continua a funzionare, l'azienda che non chiude, la famiglia che non perde la propria casa. Sappiamo anche che, a volte, vuol dire fare scelte impopolari, vuol dire fare scelte scomode: evitare nuove costruzioni o avviare processi di delocalizzazione laddove è impossibile garantire la sicurezza. Ma è proprio questa, signora Presidente, la buona politica: agire prima, non solo intervenire dopo.
Oggi, dunque, votiamo “sì” a questo decreto, perché risponde all'urgenza del Paese, ma lo votiamo soprattutto perché dentro questa risposta immediata intravediamo una direzione strategica per il futuro del Paese. L'Italia è una Nazione straordinaria, una Nazione bellissima, ma è una Nazione fragilissima. La sua bellezza, la sua conformazione geografica, la ricchezza dei suoi territori impongono una responsabilità maggiore.
Difendere il territorio significa difendere l'identità nazionale; mettere in sicurezza il Paese significa rafforzarne la libertà economica e sociale; investire nella prevenzione significa avere fiducia nel domani. Signora Presidente, per tutte queste ragioni, a nome del nostro gruppo, il gruppo di Forza Italia, esprimo voto favorevole
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giagoni. Ne ha facoltà.
DARIO GIAGONI(LEGA). Grazie, signor Presidente. Interveniamo oggi su un provvedimento che non è solo un atto legislativo, ma un debito d'onore verso i cittadini che hanno guardato il cielo e il mare con terrore e la terra con impotenza. Dal 18 gennaio il ciclone Harry ha colpito la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. Comunità che si sono ritrovate sommerse dalla violenza del vento e del mare, del fango, isolate da frane e allagamenti che hanno reciso le arterie importanti, quelle vitali.
Comunità private della loro casa e della loro sicurezza, che hanno vissuto l'evento: qualcuno mi ha pure detto che è stato come un muro d'acqua orizzontale, il confine tra spiaggia e strada si era annullato. Chioschi smembrati, pezzo dopo pezzo, dalle onde e dalla furia del vento. Ma la cosa che ha segnato di più è stato il buio, è saltata la luce per ore e ore, anche il segnale del telefono. Erano disorientati e la preghiera era l'unica rimasta per far sì che il ciclone Harry abbandonasse quel luogo, quella casa, quell'attività.
Seicento comuni sono stati investiti da eventi meteorologici di eccezionale intensità. Secondo le stime, si parla di oltre 1,2 miliardi di euro di danni complessivi. A tutto questo si è aggiunta la frana di Niscemi. Il sacrificio, la casa, la storia di tanti niscemesi è finita, anzi è crollata davanti ai loro occhi.
Il Governo davanti a queste catastrofi si è subito attivato e ho visto con i miei occhi, ho sentito con le mie orecchie l'impegno da parte del Governo, del Ministro Salvini che ha chiamato personalmente i sindaci, ha chiamato personalmente semplici cittadini, imprenditori per stare loro vicino e soprattutto per dire che il Governo non li lascerà soli. Inoltre, in tutto ciò va un plauso alla Protezione civile, ai Vigili del fuoco e a tutte le Forze dell'ordine, non solo da parte mia, anche da parte del mio gruppo.
Immediatamente il Governo ha messo in campo 100 milioni di euro per i primi interventi, un primo passo necessario nell'immediato. A questi si sono aggiunti ulteriori 400 milioni con ordinanza della Protezione civile e oltre 700 milioni con il decreto-legge che oggi approviamo; pertanto risorse ben più ampie di 1,2 miliardi, come previsto inizialmente. Non sono spiccioli, come qualcuno ha detto dai tavoli dell'opposizione.
Avete alzato la voce dai tavoli dell'opposizione, dicendo che non abbiamo fatto niente, senza un'idea, senza una prospettiva. Forse qualcuno ha la mente corta, forse qualcuno dimentica il decreto ministeriale del 21 dicembre 2023, Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Dal 2018 sino al 2023 era nei cassetti, aveva la polvere: noi abbiamo tolto quella polvere, forse voi siete abituati a lanciare la polvere negli occhi ai cittadini e a raccontare le cose come in realtà non sono .
Il nuovo codice degli appalti: qualcuno dimentica anche il nuovo codice degli appalti oppure qualcuno non conosce bene l'italiano. Evento meteorologico eccezionale ed emblematico. Eccezionale: forse qualcuno non conosce la parola “eccezionale”? Ho sentito chi mi ha preceduto, ha detto: noi voteremo contro, noi ci asterremo. Chi vota contro, chi si astiene va contro i cittadini, va contro i calabresi, va contro i siciliani, va contro i sardi. Avete alzato la voce contro il Ministro Salvini, ma qualcuno si dimentica di aver sostenuto l'ex Ministro Toninelli. Forse lui voleva intervenire con i monopattini per superare questi eventi eccezionali e da che pulpito, soprattutto, la predica di chi ha gestito la fase COVID nel peggiore dei modi - apri, chiudi, chiudi, apri - come quando ci sono stati anche eventi eccezionali -questi commissari oggi ci sono, domani non ci sono.
Il decreto che oggi approviamo rappresenta una risposta concreta e tempestiva per affrontare l'emergenza e accompagnare i territori verso la ripresa. Eventi come questi confermano una vulnerabilità che non può essere ignorata indubbiamente. Il Governo con questo provvedimento mette in campo straordinari impegni per superare l'emergenza.
Si prevede che il decreto intervenga su più livelli. Innanzitutto, sostiene cittadini e imprese colpiti. Consente ai cittadini e alle imprese di ripristinare le proprie case e consente la ripartenza delle imprese con contributi per il ristoro dei danni. Si prevede la sospensione di adempimenti fiscali e contributivi per tutti coloro che hanno subito danni agli immobili o che sono stati costretti a sospendere l'attività. Sono previste misure di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e autonomi colpiti: un segnale importante che va anche al sistema produttivo. Vengono sostenute le imprese e le filiere produttive dei territori colpiti. Il decreto interviene anche sulle infrastrutture e sui servizi essenziali, consentendo interventi rapidi, compreso il rafforzamento del sistema della Protezione civile.
La dignità dei calabresi, dei siciliani, dei miei corregionali sardi, del mio popolo li ha abituati a rimboccarsi le maniche, ma il loro silenzio non deve essere scambiato per rassegnazione. Oggi si chiede che la burocrazia sia rapida quanto è stato rapido il ciclone, la furia del ciclone. Non possiamo far affogare o seppellire la speranza nella burocrazia. Questo provvedimento non è solo una promessa, ma la certezza che il Governo è presente e lo sarà anche quando calerà il sipario da parte della cronaca, da parte della stampa. Lo dobbiamo a tutti coloro che hanno perso la fiducia, la serenità di vedere un futuro roseo .
Dobbiamo indubbiamente impegnarci, con una proposta di legge, per agevolare anche coloro che intendono assicurare la loro casa, i loro investimenti. La casa non è un luogo qualunque, la casa è un sentimento. Dobbiamo continuare a lavorare contro ogni speculazione e rafforzare sempre di più il sicurezza-prevenzione, non c'è dubbio.
E per concludere, chi oggi vive una situazione di difficoltà, chi oggi ha perso tutto, chi ora vede con grande preoccupazione il futuro non sarà lasciato indietro da questo Governo, da noi, da me, dal mio gruppo Lega. E solo per queste ragioni, a nome di tutto il gruppo Lega-Salvini Premier, annuncio il voto favorevole .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, siamo all'ultimo atto del provvedimento che converte in legge il decreto Maltempo, e in tutte queste settimane, nella trattazione in Commissione e in Aula, abbiamo evidenziato un dato che confermiamo ora, proprio nella parte finale della discussione, ossia quello che, in questo momento ancora, ai comuni siciliani non è arrivato neanche un euro. I sindaci non hanno ricevuto neanche un euro dei ristori previsti, neanche quelli stanziati il 30 gennaio con la primissima ordinanza, quella che dai banchi dell'opposizione abbiamo battezzato con l'espressione “le briciole”: i famosi 33 milioni stanziati all'inizio. Quelle risorse ancora non sono arrivate nelle casse dei comuni, con danno anche per le imprese che hanno eseguito quei lavori di somma urgenza e che ancora non sono state indennizzate.
Un'altra nota dolente - ci permetta, signora Presidente - è il metodo con cui la maggioranza e il Governo hanno affrontato questo testo. Di fronte a fatti tragici e drammatici, come quelli del ciclone Harry e della frana di Niscemi, chi guida dovrebbe stimolare il confronto, il dibattito, l'ascolto.
Ebbene, noi ci abbiamo provato: abbiamo presentato un centinaio di emendamenti in Commissione e circa 50 emendamenti in Aula, ma sono stati tutti sostanzialmente respinti con un'amara consapevolezza: che il luogo dove si prendono le decisioni non è qui a Montecitorio, ma è ben lontano.
Un caso su tutti, lo vogliamo citare, è quello che riguarda la vergognosa vicenda del DURC. È successo questo, signora Presidente, lo vogliamo raccontare all'Aula per raccontarlo al Paese.
Pochi giorni dopo i fatti drammatici di Niscemi e del ciclone Harry, come è accaduto anche in altri casi, la regione siciliana si è adoperata per stanziare congrue risorse. Con una legge regionale, votata all'unanimità da tutte le forze politiche, compreso il Partito Democratico, sono stati stanziati 40 milioni di euro per i ristori. Invece, quei ristori, sì, sono arrivati immediatamente, in particolare sono stati assegnati, pochi giorni dopo, 7 milioni di euro per 381 beneficiari.
Cosa ha fatto il Governo nazionale? Il Consiglio dei ministri, il 26 marzo, ha impugnato quella norma. Quindi, da un lato, non solo non riesce a fare arrivare le risorse in tempo, ma, dall'altro, impugna pure i ristori che vengono trasferiti per tempo da parte della regione. E alla luce del pasticcio che ha combinato, il Governo ha prontamente all'indomani comunicato che avrebbe formulato un emendamento di sanatoria. L'emendamento di sanatoria che non abbiamo visto per la durata di tutta la trattazione del testo in Commissione, fino ad arrivare a ieri sera, alle 20, quando questo emendamento è stato depositato, , nel Comitato dei nove e, quindi, in Aula e votato stamattina. Noi crediamo che questo modo di procedere, per cui si scavalca il confronto con le forze parlamentari in Commissione e, all'ultimo minuto, si formalizza un emendamento, che era stato annunciato 20 giorni fa alla stampa, non sia certamente un modo per onorare la democrazia e il Parlamento.
Un altro grande assente nel dibattito è stata la vicenda che riguarda la Bolkestein. Noi l'abbiamo sollecitata, intervenendo sul complesso degli articoli perché, Presidente, sta accadendo questo: i ristori non sono sufficienti e, in particolare, i ristori non sono sufficienti per i lidi balneari che hanno visto devastati anni e anni di sacrifici. Siccome i ristori non sono sufficienti, i grandi procacciatori di voti al Sud del centrodestra, stanno dicendo ai gestori dei lidi: “Non vi preoccupate, tanto vi daremo la proroga della Bolkestein. Più danni avete, più ve la daremo lunga questa proroga, anche di 5, 6 e 7 anni”. Ecco, lo diciamo con forza e con tutta la durezza di cui disponiamo: smettetela di prendere in giro i gestori dei lidi . È insopportabile che, di fronte a questo dramma, il centrodestra continui a dare pacche sulle spalle per promettere quello che non si può promettere, perché il termine del 30 settembre 2027 è invalicabile.
Nel merito, ci siamo visti bocciate tutte le nostre proposte, ma non vorremmo essere in questa sede dei facili profeti, perché il Governo sarà costretto - ed è un dato evidente, a nostro giudizio - a intervenire nuovamente sulle procedure che riguardano il decreto-legge Maltempo, come del resto è accaduto con altre materie. Ormai abbiamo coniato una definizione a cui siamo affezionati in questa legislatura, “i provvedimenti a puntate”, come ad esempio il caso dell'energia, che è arrivato a 4 puntate. Questa del maltempo sarà la prima puntata, su cui il Governo tornerà di nuovo a intervenire, perché c'è un ritardo evidente dei progetti, che non ci sono, soprattutto al Sud, dove c'è una carenza oggettiva degli uffici tecnici dei comuni, c'è una sovrapposizione sui finanziamenti su cui bisogna fare chiarezza.
Quindi lo diciamo adesso: bisognava intervenire e intervenire per tempo, anche con qualche parola di verità, ad esempio su alcuni casi imbarazzanti. Ce n'è uno, in particolare, che vogliamo denunciare in quest'Aula e riguarda il soggetto attuatore del dissesto idrogeologico in Sicilia. Un soggetto palesemente inconferibile, anche alla luce della notifica delle indagini, rese note ieri alla stampa, perché è un soggetto che, fino a pochi giorni prima di essere nominato dal Governo, era titolare di incarichi da parte della stessa Autorità. Ed ancora, nel merito, abbiamo articolato una serie di proposte a vario titolo, a partire da quelle relative alla delocalizzazione di Niscemi.
Serviva fare scelte coraggiose e non continuare ad alimentare il rito del contributo di autonoma sistemazione, il CAS, che, peraltro, in altre zone terremotate o zone con calamità evidenti non sempre ha funzionato. Noi avevamo fatto una proposta logica e semplice, con la quale dicevamo: guardate, indennizzate gli edifici che sono stati danneggiati, perché consentiamo a quelle persone, con un indennizzo evidente, congruo, con un valore vero di mercato, di delocalizzare quell'attività economica o quell'edificio. E anche da questo punto di vista ci è stato risposto di no.
Ci è stato risposto “no” anche a un altro intervento banale che abbiamo proposto, che era un intervento equo, di giustizia, anche alla luce dell'articolo 3 della nostra Carta costituzionale: chi ha avuto il proprio immobile danneggiato non può pagarci né l'IMU, né la Tari. a proposito dei danni che hanno subito quei territori e altri territori al Sud con il ciclone del 12 e del 13 febbraio. Abbiamo proposto un emendamento ad invarianza di spesa, non cambiava nulla, ma perché, anche da questo punto di vista, dirci di no?
E poi il silenzio imbarazzante del Governo sulle polizze catastrofali. Ma perché il Governo obbliga i titolari di lidi balneari, delle strutture sul mare a farsi le polizze catastrofali, se poi non consente l'assicurazione per le mareggiate e le bombe d'acqua? Perché lo consente - delle due l'una. O volete fare un favore alle compagnie assicurative? Ma certamente in queste condizioni non garantiamo ai cittadini congrui ristori.
Abbiamo chiesto e insistito per differire i contributi, come abbiamo chiesto dall'inizio, per tutto l'anno solare, fino al 10 dicembre. Abbiamo chiesto il sostegno per il credito d'imposta dei mutui, servono risorse e vi abbiamo detto: utilizzate quelle del ponte sullo Stretto, quei 918 milioni si possono ben utilizzare per darli in questo momento a chi ne ha più bisogno . E poi i ristori per le categorie più fragili. Per non parlare della vergogna che sta accompagnando, ancora ora, questo provvedimento, cioè lo sversamento delle fogne a mare. È una vergogna, ci fa tornare migliaia di anni indietro.
In questo tempo, ancora a Messina e nella Jonica non si riesce ad intervenire. Servono provvedimenti e serve fare chiarezza. Francamente serve un Governo che abbia capacità e competenze lontano dal Governo di Giorgia Meloni e Salvini.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). In conclusione, signora Presidente: riconosciamo al Governo, in mezzo a tante criticità, di avere stanziato comunque 1 miliardo e, a fronte di tanti “no” che sono stati detti al Partito Democratico, comunque lo stanziamento cospicuo di risorse ci spinge a non votare contro e a dichiarare l'astensione del Partito Democratico . Mi permetta,…
PRESIDENTE. Onorevole, deve concludere.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). …infine, Presidente, di chiudere il mio intervento, così come il Partito Democratico ha fatto nei primi minuti dopo la tragedia, commentando a caldo quei fatti, ostentando, ancora una volta, il sentimento della più profonda gratitudine nei confronti dei volontari, delle Forze dell'ordine, dei Vigili del fuoco, dei sindaci e della Protezione civile. Senza il loro straordinario impegno, oggi non avremmo parlato del decreto-legge Maltempo, ma avremmo raccontato una tragedia con decine e decine di morti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Lampis. Ne ha facoltà.
GIANNI LAMPIS(FDI). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signor Sottosegretario, intervengo su un provvedimento che non è solo normativo, ma consentitemi di ritenerlo anche profondamente concreto: riguarda territori colpiti, famiglie ferite e imprese che improvvisamente si sono trovate in ginocchio. Questo è un provvedimento che, in estrema sintesi, ha dimostrato che, grazie al tempestivo intervento del Governo Meloni, lo Stato è stato in grado di esserci, di esserci subito, perché abbiamo risposto con prontezza e senza esitazioni.
Non abbiamo assistito, contrariamente a quanto avveniva in passato, ad inerzie o ritardi; abbiamo visto uno Stato intervenire con rapidità, ma soprattutto con determinazione. La tempestiva dichiarazione dello stato di emergenza, le prime risorse finanziarie destinate alle regioni colpite e queste ulteriori risorse presenti in questo provvedimento creano il percorso di messa in sicurezza di quei territori, riducendo la burocrazia e accelerando gli aiuti.
Ringrazio gli uffici della Commissione e dell'Aula, i colleghi della Commissione ambiente, a prescindere dalla loro appartenenza ai gruppi parlamentari.
Ringrazio il Governo per i lavori che abbiamo condotto in queste settimane. Negli interventi che si sono susseguiti, anche i colleghi dell'opposizione hanno riconosciuto gli sforzi che, come maggioranza, abbiamo fatto. Questi sforzi li abbiamo fatti perché su questi temi e su questi dibattiti non esiste una logica di parte o di partito: esiste solo e solamente il bene dell'Italia.
Grazie, anche in questa sede, alle donne e agli uomini che con qualsiasi divisa sono intervenuti in queste situazioni di difficoltà : a loro il tributo principale di ringraziamento per il tempo sottratto alle proprie famiglie e per la capacità di essere utili alla vita e alla salvezza di persone e di territori.
Però, consentitemi anche di non potermi esimere dal confutare talune ricostruzioni semplicistiche, parziali, talvolta demagogiche e addirittura qualche volta false, che nel corso del dibattito in Aula e, da ultimo, nelle dichiarazioni di voto abbiamo ascoltato.
Badate bene, il cambiamento climatico si può affrontare essenzialmente in due modi: come hanno fatto e tuttora fanno i partiti della nostra opposizione, sia in patria che in sede comunitaria, dove sono piegati ai dell'ambientalismo ideologico, oppure scegliere, come invece abbiamo fatto noi, di essere pratici e pragmatici, senza produrre un altro evento catastrofale ovvero la desertificazione economica a danno del nostro sistema economico e produttivo industriale, agricolo e artigianale. Noi non vogliamo che un'ulteriore emergenza occupazionale possa essere di fatto prodotta da questo ambientalismo di facciata.
Noi abbiamo dimostrato come, in sede comunitaria, anche tutte le misure che nel corso del tempo hanno costituito i temi principali del debbano essere invece declinate nei singoli Stati, garantendo stabilità economica e sociale. Se c'è quindi una cosa che oggi abbiamo capito è che, per la sinistra e per le nostre sinistre parlamentari, la mitigazione dei fenomeni climatici passa dalla massiccia presenza di auto elettriche cinesi, da batterie di accumulo asiatiche, da trattori a trazione fotovoltaica e da TPL e autotrasporti mossi dall'olio di colza o di girasole . No! Uscite da questo brutto incubo, tornate al mondo reale!
Signor Presidente, la verità è che queste sono solo stregonerie ad alta velocità eolica, che potrebbero portare l'Italia alla peggiore recessione degli ultimi 30 anni . Noi non potremmo mai esserne i fautori. Di contro, abbiamo portato noi in Europa, nel 2024, un Piano nazionale energia e clima aggiornato dopo anni di inerzia e menefreghismo : un documento che vuole affrontare le emergenze non come episodi isolati.
Siamo stati noi ad avere intrapreso, in questi anni, un percorso serio e responsabile di messa in sicurezza del territorio: prevenzione, resilienza ma, soprattutto, pianificazione. L'istituzione della Commissione d'inchiesta sul rischio idrogeologico ne è l'ennesimo esempio. Grazie anche a loro per il lavoro che svolgono. Il Governo e la maggioranza hanno compreso che le risposte alle emergenze catastrofali devono essere strutturali. Basta, quindi, ad una frammentazione delle che già in passato hanno dimostrato debolezze e incapacità. Non sono state in grado di rispondere alle esigenze dei territori e dei cittadini.
Il nostro è invece un Governo pratico, non ultimo con la dichiarazione dello stato di emergenza del 9 aprile scorso per le regioni Molise, Puglia, Basilicata e Abruzzo, stanziando rispettivamente, per i primi interventi emergenziali, 20 milioni di euro, 10 milioni di euro, 5 milioni di euro e 15 milioni di euro. È stato ricordato: questo provvedimento ha avuto la capacità di mettere a terra ingenti risorse, oltre un miliardo di euro; cento milioni sono stati quelli iniziali, 90 milioni nel 2026 per privati e imprese, 2 milioni nel 2027.
Abbiamo avuto la presenza delle istituzioni nei territori: il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro Musumeci non sono state semplici passerelle; alla loro presenza istituzionale sono seguiti i fatti. Per Niscemi, per le sue esigenze, 150 milioni: 75 per le demolizioni e per i contributi a questo scopo, 25 per la mitigazione del rischio idrogeologico, 37,6 milioni di euro per integrazioni al reddito dei lavoratori dipendenti, 78,6 milioni per i lavoratori autonomi, 108 milioni per il settore dell'agricoltura e della pesca, 5 milioni di euro per il turismo, 3 milioni per le strutture di Protezione civile.
Mi avvio alla conclusione, Presidente. Questo decreto incarna perfettamente la direzione di responsabilità, di concretezza e di rapidità che, fin dal primo giorno, ha contraddistinto in positivo l'azione del Governo di Giorgia Meloni; una direzione in cui lo Stato non si limita ad intervenire dopo gli eventi catastrofali, ma si inserisce nel solco della prevenzione, con coerenza rispetto a quelle che sono state le promesse e gli impegni che noi abbiamo assunto con le comunità locali.
Allora il punto politico è semplice, signor Presidente: noi oggi dobbiamo decidere se sostenere un'azione concreta oppure restare nel campo delle critiche astratte, quelle che ci vengono mosse per partito preso, per pura appartenenza, per pura attività ideologica. Noi scegliamo, invece, la prima strada: la scegliamo con convinzione, la scegliamo con determinazione e con coerenza rispetto a quello che è stato il nostro percorso di questi primi anni di Governo. Scegliamo, quindi, di sostenere chi interviene, chi decide, chi agisce. Scegliamo di stare dalla parte di chi chiede ed ottiene risposte.
Di fronte alle emergenze catastrofali servono fatti e non più slogan e noi scegliamo i fatti. Scegliamo di sostenere con forza il Governo di Giorgia Meloni e, con questo spirito, Fratelli d'Italia comunica con convinzione il proprio voto favorevole a questo provvedimento .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2823-A: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, recante interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile".
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà al termine della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, convocata per le ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 106, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, il seguito dell'esame del disegno di legge costituzionale concernente Roma Capitale è rinviato alla prossima settimana, nei termini previsti dal vigente calendario dei lavori.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare la deputata L'Abbate. Ne ha facoltà.
PATTY L'ABBATE(M5S). Grazie, Presidente. Oggi parliamo di vertenze e c'è una notizia buona finalmente - come dire, meglio tardi che mai. Mi riferisco ad AC Boilers. Torno adesso dal MIMIT: pare che ci sia un accordo con l'Ansaldo energia per le 120 famiglie di Gioia del Colle che quindi sicuramente potranno, dopo una eventuale formazione, riprendere e magari avere un futuro lavorativo.
Ricordo che noi abbiamo detto, già tempo fa, come MoVimento 5 Stelle, di cercare questo accordo con l'Ansaldo, perché era un'azienda proprio vicina; anzi, loro nascono da questa casa e, quindi, fortunatamente qualcosa si è mosso. Adesso, speriamo veramente che questa cosa vada avanti.
Però, io voglio porre l'attenzione, invece, su un altro grave problema: la Natuzzi. Già parlando di Natuzzi, chiunque sa che cosa producono. Producono divani: producevano divani e, purtroppo, 1.850 lavoratori sono in crisi, perché c'è stata la riunione al MIMIT l'altro giorno e la situazione è peggiorata. Praticamente, la parte dell'impresa è venuta con un accordo ancora peggiorativo: vuole chiudere uno degli stabilimenti, l'altro venderlo e mettere praticamente il 70 per cento dei lavoratori in cassa integrazione; quindi, con la chiusura di Jesce 2.
È una cosa che non può andare avanti. Signori, 1.850 persone per un'impresa storica pugliese e, allora, qui diciamo di nuovo al Governo di occuparsene.
Io ho chiesto che venga audita, appunto, la proprietà della Natuzzi all'interno delle due Commissioni lavoro e attività produttive, perché dobbiamo...
PATTY L'ABBATE(M5S). ...assolutamente supportare questi lavoratori e queste famiglie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Morassut. Ne ha facoltà.
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). Grazie, Presidente. Domani ricorre l'82° anniversario del rastrellamento del Quadraro e, quindi, il mio intervento vuole anche apporre una ideale corona nel ricordo di questa pagina drammatica della storia della Resistenza italiana e di una gravissima ferita della città di Roma.
Furono rastrellati 2.000 uomini dai 17 ai 65 anni nella borgata operaia del Quadraro, una borgata operaia definita “nido di vespe”, perché era un centro di organizzazione sindacale, socialista, comunista e repubblicana della Resistenza. Queste persone vennero ammassate in un cinema - il cinema Quadraro - poi portate a Cinecittà e poi portate nei campi di concentramento, per fare gli schiavi di Hitler, nel numero di circa 700 persone; e ne tornarono forse la metà.
Fu il più grande rastrellamento a Roma, dopo quello del Ghetto del 1943, in un giorno, il 17 aprile, in cui già esalavano nei sobborghi ardeatini i miasmi della strage delle Fosse Ardeatine. Già la gente capiva che i rastrellati delle Ardeatine erano stati portati là.
Ora, il richiamo che io voglio fare è intanto alle persone che perdettero la vita, che hanno visto la loro vita trasformata da questa tristissima e grave esperienza, che furono trattate come animali, uccise come bestie, fatte mangiare come bestie, fatte viaggiare come bestie, abbattute e sfruttate come animali.
Ecco, non è un ricordo ingiallito, non deve essere un ricordo ingiallito perché il passato è lontano, sono lontani quei ricordi, ma non debbono diventare rattrappiti come i corpi di tanti morti che posarono le loro membra sulla terra in quegli anni e che non ritrovarono mai le loro famiglie.
È un ricordo che torna oggi, quando assistiamo a quello che è accaduto a Gaza; quando assistiamo a quello che è accaduto in Ucraina con le deportazioni etniche, da una parte e dall'altra.
Ecco, questa memoria va coltivata, costruendo e anche disgregando. “Costruendo” lo dico perché poche settimane fa…
ROBERTO MORASSUT(PD-IDP). …sono stato con il suo collega, Rampelli, in una scuola, in un liceo di Roma, dove abbiamo incontrato degli studenti e abbiamo raccontato le nostre storie civilmente. Storie diverse. Ed è stato un bellissimo momento.
Distruggendo e disgregando - e chiudo - perché io sono tra le persone, tra i colleghi che sono stati sospesi per aver impedito - e lo sapevamo - ad un gruppo neofascista di usare la sala della Camera dei deputati.
Penso che quella regola sia stata applicata in modo burocratico. Le regole hanno anche un cuore e, quindi, quel cuore, quell'etica non è stata applicata.
Viva la Resistenza e viva la Costituzione, ieri, oggi e domani .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Volevo ringraziare, da quest'Aula, per l'intervento delle Forze dell'ordine, dei Vigili del fuoco, del capo della procura di Napoli Gratteri, perché a Napoli, in questo momento, vi sono dei rapinatori che hanno assaltato una banca al centro della città, a piazza Medaglie d'Oro, e hanno preso degli ostaggi.
Ci deve far riflettere questa ondata di criminalità rispetto a tutte le misure, credo anche le prossime, che sono prevalentemente, purtroppo, poco consistenti e poco efficaci.
La criminalità sta aumentando ed aumenta tra i più adulti e anche tra i più giovani. Voglio ricordare in quest'Aula il ragazzo di Ponticelli ucciso per errore - e non è la prima volta - da uno che si è definito pure un suo amico. Un criminale, ovviamente, ma che ha sparato, ed è partito il colpo dopo che aveva fatto una stesa.
Questo livello di criminalità che è in Campania e, purtroppo, in tutto il Paese, lo si sta affrontando nel peggiore dei modi: riducendo le Forze dell'ordine, colpendo i magistrati, non attivando la prevenzione, non investendo sui servizi sociali e sulle scuole. Dovremmo andare in un'altra direzione, altrimenti questo diventerà quotidiano.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
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