PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta del 21 aprile 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 89, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2773: Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione Induista italiana, Sanatana Dharma Samgha, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, onorevole Sbardella.
LUCA SBARDELLA, . Presidente, deposito la relazione agli atti.
PRESIDENTE. Ovviamente, è autorizzato. Ha facoltà di intervenire la rappresentante del Governo: si astiene.
È iscritto a parlare l'onorevole Lampis. Ne ha facoltà.
GIANNI LAMPIS(FDI). Grazie, Presidente. Siccome abbiamo avuto modo di approfondire in sede di esame in Commissione, è un provvedimento che, nella sua specificità tecnica, tocca principi fondamentali del nostro ordinamento: il pluralismo religioso, la libertà di culto e, non meno importante, il rapporto tra lo Stato e le confessioni religiose. Nello specifico caso parliamo, appunto, dell'Unione Induista italiana, attuando pienamente l'articolo 8 della Costituzione, che sancisce un principio essenziale, ovvero che tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge e regolano i rapporti con lo Stato attraverso specifiche intese.
Questa Unione Induista italiana è riconosciuta con una legge del 2012 e la novità principale del provvedimento riguarda il riconoscimento dei titoli di studio. In particolare, si prevede che i titoli accademici degli studi induisti contemplativi e discipline religiose, rilasciati da istituti riconosciuti dall'Unione Induista italiana, possano essere riconosciuti anche dallo Stato italiano, nel rispetto della normativa nazionale ed europea. Un elemento importante è la neutralità finanziaria del provvedimento, perché il testo stabilisce chiaramente che dall'attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Questo provvedimento, come ricordavo prima, rappresenta infine, in sintesi, un aggiornamento coerente dell'intesa già esistente .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, l'onorevole Sbardella, che rinuncia.
Chiedo la medesima cosa alla rappresentante del Governo, la Sottosegretaria, che si astiene.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2774: Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Chiesa apostolica in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, onorevole Gentile.
ANDREA GENTILE, Presidente, rinvio al testo della relazione, che mi accingo a depositare.
PRESIDENTE. È autorizzato.
Ha facoltà di intervenire la rappresentante del Governo: si astiene.
È iscritto a parlare l'onorevole Lampis. Ne ha facoltà.
GIANNI LAMPIS(FDI). Grazie, Presidente. Anche in questo caso, parliamo di un Accordo che si inserisce nel contesto costituzionale dell'articolo 8: la modifica serve ad aggiornare l'Accordo precedente del 2012 a nuove esigenze organizzative e operative della confessione religiosa.
Le principali novità sono riconducibili ad una nuova gestione dei ministri di culto, alla possibilità di ingresso per missionari stranieri, all'aggiornamento dei titoli di studio teologici e a nuove regole sull'8 per mille. Direi che questi possono essere i principali aspetti che possono essere menzionati .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e, pertanto, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, l'onorevole Gentile.
ANDREA GENTILE, Grazie, Presidente. Non intendo replicare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare la rappresentante del Governo: rinuncia.
Quindi, il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2775: Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La I Commissione (Affari costituzionali) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Igor Iezzi.
IGOR IEZZI, . Grazie, Presidente. Anch'io consegno la relazione che do ovviamente per letta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Iezzi, ovviamente è autorizzato.
Ha facoltà di intervenire la rappresentante del Governo: rinuncia.
È iscritto a parlare l'onorevole Lampis. Ne ha facoltà.
GIANNI LAMPIS(FDI). Grazie, Presidente. Al termine dell'analisi di questi tre provvedimenti che riguardano confessioni religiose, direi che per tutti e tre vale il principio che Fratelli d'Italia guarda a questi temi con rispetto e senso di responsabilità, consapevoli, appunto, che la libertà religiosa rappresenta un pilastro fondamentale della nostra identità costituzionale e della civiltà europea.
Abbiamo ritenuto di farlo con responsabilità, ritenendo altrettanto fondamentale che tale libertà si eserciti sempre nel quadro dei valori e delle tradizioni dell'ordinamento giuridico della nostra Nazione.
Anche in questo caso, gli aggiornamenti riguardano i titoli di studio che vanno nella direzione di una maggiore chiarezza normativa e di un allineamento con gli standard europei: un aspetto importante che contribuisce a valorizzare percorsi formativi seri nel rispetto delle regole del nostro sistema universitario .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e, pertanto, dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Iezzi.
IGOR IEZZI, . Grazie, Presidente. Non intendo replicare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare la rappresentante del Governo: rinuncia.
Quindi, il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 11.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interrogazione.
PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, Luigi D'Eramo, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Battilocchio e Gentile 3-02558 .
LUIGI D'ERAMO,. Grazie, signor Presidente. Onorevoli deputati, il Governo è pienamente consapevole del valore storico, sportivo ed economico dell'ippodromo di Roma Capannelle e della funzione strategica che esso svolge per l'intero comparto ippico nazionale, nonché per la tutela dell'ippica nella capitale. Capannelle non è soltanto un impianto sportivo, è un presidio di eccellenza, l'unico centro di allenamento di riferimento per il galoppo nel Centro Italia, sede di competizioni di alto livello e il luogo in cui operano professionalità qualificate e centinaia di lavoratori. La sua salvaguardia risponde, dunque, a un evidente interesse pubblico nazionale. Com'è noto, l'ippodromo è di proprietà di Roma Capitale, cui competono le scelte relative alla gestione dell'impianto. Negli ultimi anni, tuttavia, le difficoltà legate alla concessione e alle procedure di affidamento hanno reso necessario un costante e responsabile impegno di tutte le istituzioni coinvolte.
Per gli anni 2024 e 2025, grazie a una proficua collaborazione istituzionale con l'amministrazione capitolina, è stato possibile garantire la continuità delle attività di trotto e galoppo, evitando l'interruzione delle corse e delle attività collegate. È un risultato non scontato, ottenuto proprio nella consapevolezza che la chiusura dell'ippodromo avrebbe prodotto danni gravi e irreversibili al sistema ippico romano. Anche in vista del 2026 il Ministero si è attivato con largo anticipo per consentire il regolare inserimento di Capannelle nel calendario nazionale delle corse ippiche. Tuttavia, il mancato perfezionamento dell'affidamento della gestione dell'impianto non ha consentito allo Stato di procedere al riconoscimento formale della società di corse. Di fronte a questa situazione complessa, il Governo non è rimasto inerte: infatti, il Ministero, non avendo potuto concludere l'iter di riconoscimento della società di corse per cause non imputabili alla propria sfera di competenza, ha comunque operato con senso di responsabilità istituzionale, adottando ogni misura utile a salvaguardare la continuità dell'attività ippica sulla piazza di Roma.
In tale quadro è stato predisposto un calendario annuale provvisorio, mantenendo inizialmente sospese le giornate di corsa destinate all'ippodromo capitolino, senza procedere alla loro redistribuzione su altri impianti, proprio al fine di preservare le potenzialità operative della sede romana. La programmazione delle corse era stata originariamente prevista a partire dal 27 marzo 2026 con l'obiettivo di agevolare un ordinato subentro del nuovo gestore nel passaggio di consegne tra concessionario uscente e subentrante. Tale prospettiva, tuttavia, non ha trovato attuazione e, conseguentemente, allo stato attuale non sussistono le condizioni per procedere al formale riconoscimento di una società di corse ai fini dell'organizzazione delle attività ippiche presso l'ippodromo delle Capannelle.
In tale contesto, al solo fine di garantire la funzionalità complessiva del sistema ippico nazionale, il Ministero ha dunque disposto, in via temporanea, la ricollocazione delle giornate di corsa previste fino al mese di agosto 2026 presso altri ippodromi, applicando il criterio della prossimità territoriale e confermando, al contempo, la volontà di salvaguardare la centralità della piazza di Roma. Proprio in coerenza con tale obiettivo e con l'intento di assicurare la massima collaborazione istituzionale, il Ministero ha successivamente emanato una versione aggiornata del calendario annuale, anch'essa di natura provvisoria, prevedendo l'inclusione delle giornate di corsa da assegnare all'ippodromo delle Capannelle a partire dal mese di settembre 2026, senza disporne la redistribuzione su altri impianti, così da mantenere integre le prospettive di pieno rilancio dell'attività ippica nella capitale.
Sul piano finanziario il Governo ha dato un segnale chiaro e concreto: per l'anno 2026 sono state accantonate le risorse destinate alle sovvenzioni per l'organizzazione delle corse, così da renderle immediatamente disponibili al momento del ripristino dell'operatività dell'impianto. Inoltre, con la legge di bilancio 2026, è stato previsto un contributo straordinario di un milione di euro a favore dell'ippodromo di Capannelle, a dimostrazione dell'attenzione concreta verso un impianto storico e strategico per il Paese. Parallelamente, il Ministero sta portando avanti un più ampio percorso di riforma e di rilancio dell'ippica nazionale, volto a rafforzare il sistema degli ippodromi, a orientare meglio le risorse pubbliche e a sostenere gli investimenti infrastrutturali. Assicuro che il Governo continuerà a seguire con la massima attenzione l'evolversi della situazione dell'ippodromo delle Capannelle, operando in leale collaborazione con Roma Capitale, affinché si giunga nel più breve tempo possibile a una soluzione stabile e strutturale. L'obiettivo è chiaro: garantire la continuità dell'ippica a Roma e scongiurare una crisi irreversibile di un settore che rappresenta un patrimonio sportivo, culturale ed economico di rilevanza nazionale.
PRESIDENTE. L'onorevole Gentile ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
ANDREA GENTILE(FI-PPE). Grazie, Presidente. Direi che è una risposta piuttosto articolata e completa che dà conto, ovviamente, di quelle che sono le problematiche riguardanti l'ippodromo, ma anche, comunque, testimonia la volontà del Governo di risolverle, anche attraverso la messa a disposizione di una serie di atti che vanno nella direzione giusta. Dunque, ringrazio il Sottosegretario per questa puntuale risposta. Per quanto ci riguarda, seguiremo con attenzione e monitoreremo la questione e prendiamo atto, con soddisfazione, di quelle che sono le azioni poste in essere dal Governo.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento della interrogazione all'ordine del giorno.
Quindi, sospendo la seduta che riprenderà alle ore 14,00.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 95, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere, a nome del MoVimento 5 Stelle, un'informativa al Ministro della Giustizia Nordio, perché venga a riferire sulle ragioni che giustificherebbero la circolare emanata dal DAP, che porta la firma del capo del DAP, che dispone agli istituti penitenziari, e quindi ai direttori degli istituti penitenziari, di rimuovere dalle celle di pernottamento i pozzetti frigoriferi, di cui le celle di alcuni istituti penitenziari sono dotate, di porli, dove possibile, in un ambiente comune, e far sì che, con una tempistica contingentata, i detenuti possano accedere a questi pozzetti.
Questa circolare, da giorni, ha suscitato grande e legittimo clamore e grande preoccupazione, soprattutto tra i direttori degli istituti penitenziari, tra i Garanti regionali dei detenuti e anche nei sindacati di Polizia penitenziaria, perché sono ormai imminenti le ondate di calore tipiche della stagione estiva. Prendere una decisione del genere, cioè di sottrarre ai detenuti quel minimo di conforto per avere delle bibite fresche, anche semplicemente dell'acqua fresca, e cibi che possano mantenersi freschi e nelle condizioni minime di igiene e di salubrità… una riflessione dovrebbe essere fondamentale e dovrebbe essere il minimo sindacale.
Tra l'altro, è una disposizione in assoluta contraddizione e controtendenza rispetto ad un'altra circolare, da pochissimo emanata dal capo della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, che prevedeva, all'opposto, di favorire questo genere di approvvigionamento, proprio per dare un minimo di refrigerio e di conforto, ma anche per evitare, paradossalmente, consumi idrici assolutamente sproporzionati, perché la tendenza, per chi non ha il pozzetto, per chi non può accedere ad un piccolo frigorifero, è quella di mettere sotto l'acqua corrente le bottigliette d'acqua per farle refrigerare artigianalmente, potremmo dire così. Quindi, c'erano delle disposizioni contrarie. Non solo: c'era anche una tendenza contraria da due anni a questa parte, perché io ricordo a me stessa che, già l'anno scorso - ma, ripeto, probabilmente anche l'anno precedente -, c'è stato un investimento di risorse economiche da parte del Ministero, e non solo, per dotare il più possibile gli istituti penitenziari di questi pozzetti frigoriferi.
Questo perché ci preoccupa e rileva? Perché è l'ennesima dimostrazione della concezione esclusivamente securitaria che questo Governo ha del carcere. È l'ennesima disposizione che esaspererà il clima negli istituti penitenziari, un clima che già, comunque, è esasperato dalle condizioni di sovraffollamento, dalle condizioni di vita e di lavoro. Si pensi a tutta la comunità carceraria che va in difficoltà nel gestire un'elevata conflittualità, tensioni che potrebbero essere benissimo disinnescate soltanto dando la possibilità di accedere all'acqua potabile e all'acqua fresca. Ripeto, è il minimo sindacale per una società civile, per un Paese che si voglia definire un Paese civile, dove, tra l'altro, si rispetta la Costituzione.
Allora, noi siamo sicuri che il combinato disposto tra questa nuova circolare, le circolari che stanno mettendo ostacoli su ostacoli all'attività trattamentale e il nuovo articolo 15 del decreto Sicurezza - passato in sordina, ma che autorizza la Polizia penitenziaria, praticamente, ad operazioni sotto copertura che, però, ricordano tanto gli agenti provocatori - creerà un clima incandescente nell'ormai imminente stagione estiva. Non vorremmo che tutto questo, in realtà, fosse proprio un'operazione voluta da un Governo che vuole soltanto mostrare il volto duro nei confronti dei detenuti, ma che, poi, sappiamo benissimo quanto sia veramente inerte nei confronti della criminalità organizzata e di tutti i reati, anche dei colletti bianchi. È veramente la doppia faccia del Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Ci associamo anche noi alla richiesta di informativa urgente al Ministro Nordio, anche se è l'ennesima richiesta che noi facciamo al Ministro che, evidentemente, è più occupato a scrivere libri o fare viaggi con voli di Stato, piuttosto che venire qui, in Aula, e riferire sulla situazione delle carceri.
Sono passati quattro anni e il Ministro Nordio non ha saputo fare nulla . Un fallimento totale, oltre che su tutti gli altri temi, nello specifico dell'informativa, sulle carceri. Non ha nemmeno il coraggio di mettere piede qui dentro per parlare di situazione carceraria, perché in tutto quello che abbiamo fatto in questi anni di proposte, anche degli altri colleghi di maggioranza - liberazione anticipata e quant'altro -, non ha saputo trovare alcuna soluzione, e, nel frattempo, il DAP sforna aberrazioni.
Adesso, questa davvero è l'ultima, paradossale, quella del frigorifero che può essere utilizzato come arma contundente. Ma, allora, noi ci chiediamo: se partiamo dai frigoriferi, poi dove arriveremo? No, perché, allora, può essere utilizzato anche un letto, una brandina, il materasso , può essere utilizzata qualsiasi cosa per una protesta. Evidentemente è stata introdotta la nuova fattispecie di reato delle proteste all'interno delle carceri, non sta dando i risultati che il Governo voleva o auspicava e, adesso, bisogna inventarsene un'altra. Davvero non è possibile pensare di affrontare la problematica carceraria, dei detenuti e del sovraffollamento con queste misure.
Noi ci rivolgiamo al Ministro Nordio perché venga e spieghi qual è la , perché da qui si parte e poi dove si arriva? Soprattutto in un periodo, quello estivo, che adesso vedrà le carceri esplodere dal caldo. Quindi, davvero, è veramente incomprensibile.
Però non si fa nulla sul piano suicidario, per la prevenzione dei suicidi all'interno delle carceri. Molto spesso, purtroppo, anch'io, con interrogazioni parlamentari, ho portato all'attenzione del Ministro situazioni, a tutti gli effetti, di suicidi all'interno delle strutture carcerarie, dove è sufficiente trovare una corda o un telo per arrivare al suicidio. Eppure adesso siamo non solo in una situazione paradossale, ma siamo all'ossessione. Ecco, veramente, l'ossessione di questi specifici temi di natura securitaria, anche all'interno delle carceri, dimostra che non c'è alcuna prospettiva, alcuna visione da parte del Ministro Nordio rispetto alla risoluzione dei veri problemi.
Sul tema del sovraffollamento, quali sono le soluzioni e le ricette del Ministro Nordio? Non lo sappiamo. Ogni tanto tira fuori la costruzione di nuove carceri, progetti colossali che non verranno mai realizzati. Tutto fumo negli occhi. E, allo stesso tempo, il DAP sforna queste circolari, queste note o queste precisazioni di precisazioni, perché, oltretutto, poi, capiscono di aver creato un cortocircuito e, allora, devono fare le precisazioni delle precisazioni.
Vediamo se anche questa volta troveranno un nuovo capro espiatorio - magari, l'ex capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi - per giustificare tutte le porcate che avvengono al Ministero della Giustizia, dove il responsabile, però, è il Ministro Nordio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento la deputata Di Biase. Ne ha facoltà.
MICHELA DI BIASE(PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel momento in cui ci uniamo alla richiesta di informativa, il sovraffollamento all'interno delle carceri italiane è arrivato al 138 per cento, con picchi in alcuni istituti penitenziari di oltre il 150 per cento, e, per la prima volta nella storia di questo Paese, assistiamo al sovraffollamento anche all'interno degli istituti penali minorili.
In questo contesto di gravissima crisi degli istituti penitenziari - crisi che riguarda ogni aspetto della vita in carcere, che quindi va dalla gestione della salute mentale alle condizioni di detenzione, alla vicenda del sovraffollamento e all'impossibilità per i detenuti di svolgere le iniziative di carattere sociale e culturale, che comunque sono state ridotte al minimo -, in questo contesto noi assistiamo a qualcosa che ha del ridicolo, perché io non so più neanche come definire quale sia l'argomento oggetto della discussione di oggi.
Noi siamo davanti al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che fa una circolare per chiedere di rimuovere, da quelle che sono chiamate le camere di pernottamento, i frigoriferi che qualche mese prima erano stati collocati su permesso dello stesso Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Ora, verrebbe da dire che o c'è una questione di mancanza di memoria anche degli atti amministrativi che si fanno, oppure c'è una volontà punitiva dei detenuti.
Noi ci stiamo avvicinando a un'altra calda estate e avere il frigorifero all'interno delle celle costituisce un aiuto importantissimo per coloro che vivono ristretti all'interno delle carceri, non soltanto perché lì viene tenuta l'acqua fresca, ma anche perché ci si tiene il cibo. Questo lo sa chiunque frequenti le carceri italiane. Certo, non posso aspettarmi che, invece, ne abbia contezza chi nelle carceri italiane forse non ha messo mai piede, però delle stesse continua ad occuparsi, facendo da anni...
Oltretutto, spostare i frigo a pozzetto nei corridoi determinerà un ulteriore aggravio per il personale che lavora all'interno delle carceri, perché un detenuto, ogni volta che avrà voglia di un bicchiere d'acqua, dovrà chiederlo alla Polizia penitenziaria. Ecco, penso che anche la Polizia penitenziaria, in tutta onestà, abbia di meglio da fare e cose molto più importanti di cui occuparsi.
Su questo stesso argomento - noi naturalmente ci uniamo alla richiesta della collega D'Orso - abbiamo depositato, nella giornata di ieri, un'interrogazione parlamentare, perché naturalmente di questa questione si sono occupati anche i vari garanti regionali che provano a far riflettere il Ministero sull'assurdità di un provvedimento di tale natura.
Quindi, in attesa che il Ministro Nordio, dopo due anni, si svegli e torni in quest'Aula a parlare di carcere e delle condizioni di detenzione nel nostro Paese - visto che lo scorso anno ci aveva rassicurato che sarebbero state fatte modifiche, che ci sarebbero stati ulteriori interventi sul sistema penitenziario e visto che nulla di questo è stato fatto e che in quest'Aula ormai è rimasto solamente il ricordo delle buone intenzioni del Ministro Nordio -, gli chiediamo di tornare in quest'Aula e di spiegarci cosa realmente intenda fare per le carceri italiane, che tra qualche settimana vivranno di nuovo il dramma del caldo, il dramma del sovraffollamento e, purtroppo, il dramma dei suicidi, che è la vera piaga che riguarda le carceri italiane .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-C-RE). Grazie, signora Presidente. Noi vorremmo unirci alla richiesta dell'onorevole D'Orso e dei colleghi che sono intervenuti. Il tema dei frigoriferi è solo l'ultimo degli aspetti di accanimento nei confronti dei detenuti. Da tempo dico che da parte del Governo c'è un disegno di attivarsi, in tutti i modi possibili, affinché si crei una situazione di disordine al fine di passare dall'impostazione securitaria attraverso i provvedimenti all'impostazione securitaria materiale.
Ora, signora Presidente, penso che questa sia l'eredità lasciata dal collega Delmastro Delle Vedove. Io ho sempre detto che non avrei mai detto una parola sulle vicende giudiziarie dell'onorevole Delmastro e, visto come stanno andando le cose, forse la mia prudenza da garantista mi porta avanti rispetto alle cose. Ma ho sempre detto che, politicamente, l'azione sul piano del Governo della materia penitenziaria e, in particolare, da parte del DAP, da parte del collega Delmastro, meritava tutta la mia sfiducia. Se avessi potuto fare una mozione di sfiducia nei confronti di Delmastro su come è stata gestita l'operazione carceri, per quanto riguarda sia i detenuti, sia la Polizia penitenziaria, l'avrei firmata e presentata subito. È ovvio che ci troviamo, ogni giorno, con un pezzetto in più.
Quello che ha ricordato la collega D'Orso, ripeto, è un aspetto che, di fronte a quello che ci troveremo davanti - cioè l'estate che arriva -, è un'ulteriore cicatrice che si fa nei confronti del sistema carcerario. Ma quello che a me preoccupa ancora di più, signora Presidente - e vorrei, se fosse possibile, nell'unirmi a questa richiesta, integrare con un'ulteriore informativa il Ministro della Giustizia -, riguarda la bozza di riordino del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Vede, noi pensiamo - e lo dico in particolare insieme agli esponenti di Nessuno tocchi Caino con i quali faccio tante battaglie: Rita Bernardini, Sergio D'Elia, Elisabetta Zamparutti - che il tema della sicurezza nelle carceri passi innanzitutto attraverso le attività trattamentali, attraverso tutto quello che si dovrebbe fare per rispondere all'articolo 27 della Costituzione, ossia garantire un percorso che consenta la riammissione nella società di persone che hanno commesso ovviamente reati, ma che stanno in carcere con questo obiettivo, relativo all'articolo 27.
Invece, nel nuovo provvedimento di riordino - e per questo chiamo in causa l'onorevole Delmastro che sono sicuro ha la firma sotto questa decisione - si prevede, colleghi, che ci sarà una nuova direzione generale della Polizia penitenziaria, fuori dal coordinamento del capo del DAP, con una concentrazione di poteri che desta più di una preoccupazione. È una mortificazione nei confronti dei direttori delle carceri, ma è anche una torsione ulteriore rispetto a un approccio securitario da portare dentro le carceri.
Ecco, io ho finito. Penso che tutto questo faccia parte di un disegno che andrà a concludersi esattamente con l'approvazione di questa, che attualmente è una bozza. Vorrei che prima che arrivasse a conclusione, magari, il Ministro - ammesso, collega Delmastro, che il Ministro ne sappia qualcosa - venga a raccontare qui che cos'è questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Io voglio ringraziare la collega D'Orso per avere riportato questa richiesta di informativa, cui ovviamente ci associamo. Dico riportato, perché sarà la decima settimana consecutiva che chiediamo un'informativa al Ministro Nordio su quello che accade nelle carceri italiane. Lo facciamo ogni settimana con un'ulteriore notizia che aggrava le condizioni all'interno delle carceri italiane e vorrei capire cosa debba ancora accadere perché il Ministro si degni di dedicare al Parlamento e ad una discussione parlamentare rispetto a una discussione su quello che sta accadendo lì dentro.
La circolare dei frigoriferi è solo l'ultima di una serie di circolari che sta peggiorando notevolmente la condizione carceraria. Non è solo il tema dei suicidi, non è il tema di quello che accade. È il tema, che avete provato a dire, che bisognava bloccare le rivolte. Le rivolte non ci sono state e, quindi, oggi bisogna trovare una scusa per superare questo tema.
Ma il tema vero è che, in quattro anni, non avete affrontato l'articolo 27, la rieducazione della pena, e non avete affrontato quella che è la volontà della pena, cioè pagare per gli errori che si sono commessi, ma uscire da quel posto in maniera da poter essere riabilitati alla vita, a costruirsi una famiglia, a lavorare, a pagare le tasse. Oggi questo non accade e non accade, perché avete peggiorato notevolmente le condizioni all'interno delle carceri.
La circolare che ha bloccato le attività trattamentali, che sono quelle fondamentali per avere una rieducazione in carcere, è una circolare gravissima, per cui abbiamo già chiesto al Ministro di venire a riferirci. Io ricordo, ancora una volta, che avete bloccato tutte quelle attività esterne all'interno del carcere. Penso anche ai consigli comunali di Brescia e Modena che non hanno avuto l'autorizzazione per poter entrare in carcere, così come accadeva da anni. Si stanno bloccando le attività dei volontari del teatro e sempre più, se noi pensiamo che il carcere debba essere un pezzo della città e non un corpo estraneo, lo stiamo trattando come un corpo estraneo.
Vorremmo solo capire cosa deve accadere ancora all'interno dei nostri istituti penitenziari per avere il Ministro Nordio in quest'Aula. Capiamo che sia occupato in queste ore da questioni più urgenti, ma è davvero qualche mese che chiediamo la sua presenza qui e oggi forse è arrivato il momento che ci dedichi qualche ora .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa giunte dai gruppi.
Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO). Grazie, Presidente. Intervengo per richiedere un'informativa urgente al Ministro dell'Istruzione e del merito Valditara.
A settembre 2025, una studentessa iscritta alla classe prima del liceo “Aristofane” di Roma, proveniente da altro istituto superiore dove non aveva superato l'anno, chiede al corpo docente di chiamarla con un nome maschile. La scuola non prende posizione. Ciascun docente sceglie come rivolgersi alla studentessa. Una docente di lungo corso riferisce alla studentessa e a sua madre di voler seguire la normativa vigente, che impone ad un pubblico ufficiale, quale è un docente, di utilizzare il nome indicato nell'anagrafe ufficiale. Aggiunge, la stessa docente, che, qualora fosse entrata in vigore in quell'istituto la carriera alias, avrebbe potuto tranquillamente sostituire il nome anagrafico, ma al liceo “Aristofane”, all'epoca dei fatti, la carriera alias non c'era.
Dopo questa risposta, purtroppo, è partita una campagna diffamatoria, violenta, contro la docente. Nel giro di qualche giorno la docente è diventata un mostro. La notizia è uscita prima sui giornali locali, poi è stata lanciata sui nazionali. Titolo: al liceo “Aristofane” di Roma docente transfobico umilia studente. Peccato, però, che nessuno si sia preoccupato di verificare la notizia, di dare la possibilità alla docente di replicare. La scuola è rimasta silente. Già, una scuola che non ha difeso la docente, pare per ragioni di , ma ha pensato di assecondare la furia dei collettivi di sinistra che, nel frattempo, ha visto scendere in campo anche CGIL e PD.
La docente riceve da giorni minacce sui e perfino in qualche dei genitori. Il culmine di questa gogna mediatica si è raggiunto quando, durante un'assemblea organizzata nell'aula magna della scuola, uno studente, prendendo la parola e citando il nome e il cognome della professoressa, avrebbe diffamato violentemente la stessa, umiliandola davanti a centinaia di studenti e anche dinanzi a qualche collega che, però, non è intervenuto.
Il processo mediatico aveva sortito il suo effetto. La docente, priva di ogni diritto di difesa, è colpevole: colpevole di non essersi piegata; colpevole di aver rispettato la normativa vigente; colpevole di non essersi lasciata intimidire da PD e CGIL. Non ha avuto diritto di replica. Non ha avuto, ad esempio, la possibilità di ricordare che la studentessa, per settimane, ha insultato la docente in classe, abbandonando l'aula, facendo atti vandalici e sparendo per il resto della lezione. Non ha avuto la possibilità di dire che la studentessa ha ricevuto note e sospensioni anche da altri docenti, che avevano accettato di chiamarla con il suo nome di elezione.
Dopo la sospensione, la reazione della studentessa è stata ancora più violenta, ma questo a PD, centri sociali e CGIL non interessa. Al arcobaleno, che per giorni ha infangato la professoressa su TV e giornali, non importa. A corifei e baccanti della dittatura LGBT non importa .
PRESIDENTE. Colleghi, silenzio!
ROSSANO SASSO(MISTO). Chi se ne frega della verità, chi se ne frega della docente. Già, perché i docenti, per la sinistra, sono carne da macello quando non si piegano alle richieste aggressive di studenti e famiglie. Diventano transfobici quando attuano la normativa, diventano fascisti quando chiedono il rispetto delle regole: carne da macello, senza un minimo di difesa e di solidarietà, anche da parte dei vertici del Ministero. Docenti costretti a patetici inviti a frequentare corsi di empatia, come se un docente avesse bisogno di qualche ora di lezione da parte di qualche attivista LGBT per insegnare il rispetto ai propri studenti, magari dopo 30 anni di servizio.
Ma come può il Ministero dell'Istruzione assecondare tale deriva - deriva! - progressista? Se un docente, nell'esercizio delle proprie funzioni di pubblico ufficiale, interpella lo studente con il proprio nome anagrafico, sta solo assolvendo al proprio compito istituzionale e, fino a quando questo aspetto non sarà normato, non spetta alle scuole decidere. La possibilità di scegliere il nome va tutelata a livello legislativo.
ROSSANO SASSO(MISTO). Non scarichiamo sulla scuola anche questo. La politica ci metta la faccia sulle carriere alias a scuola: chi è a favore e chi contro. Futuro Nazionale è contro .
PRESIDENTE. Onorevole Casu, lei si associa alla richiesta di informativa? No. Prego, onorevole Casu.
ANDREA CASU(PD-IDP). Presidente, intervengo assolutamente non per associarci alla richiesta di informativa, anzi per manifestare anche la necessità - non è semplice, dopo un intervento dell'onorevole Sasso - di inserire anche alcuni elementi di realtà nella nostra discussione, perché le cose che abbiamo sentito “Non si associa per la richiesta di informativa!”…
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, il Regolamento prevede che ci si possa anche dissociare.
ANDREA CASU(PD-IDP). Mi dissocio!
PRESIDENTE. Dopodiché, gli altri l'hanno fatta parlare “Studia!”… Onorevole Sasso, adesso lei sta in silenzio.
Prego, onorevole Casu. Ho inteso che lei si dissocia. Prego.
ANDREA CASU(PD-IDP). Noi ci dissociamo da questa richiesta di informativa e ribadiamo, come fatto immediatamente dalla responsabile nazionale scuola del nostro partito, la collega Irene Manzi, che quello che è avvenuto al liceo “Aristofane” è una grave violazione della dignità di uno studente. Si deve fare chiarezza, naturalmente, ma non ignorare il clima che si respira nel Paese.
Di fronte a quanto accaduto, noi non ci limitiamo e non riteniamo sufficiente esprimere solo una generica solidarietà. È necessario chiamare le cose con il loro nome. Secondo quanto riportato, uno studente sarebbe stato ripetutamente umiliato da una docente che si è rifiutata di riconoscerne l'identità di genere, continuando a chiamarlo con un nome o pronomi non corrispondenti alla sua richiesta. Una situazione che, come racconta la famiglia, va avanti da mesi e che ha prodotto una sofferenza quotidiana nel ragazzo. A questo studente e alla sua famiglia va, anche in quest'Aula, la nostra vicinanza.
Dobbiamo dire con chiarezza che non si tratta di un episodio marginale o di un equivoco: è una violazione della dignità della persona e del diritto di ogni studente a sentirsi riconosciuto e rispettato nella comunità scolastica.
La scuola pubblica ha una responsabilità precisa: essere un luogo sicuro, inclusivo, capace di accompagnare ogni ragazza e ogni ragazzo nel proprio percorso di crescita. Quando questo non accade, quando si tollerano comportamenti che alimentano esclusione e discriminazione, viene meno la funzione educativa stessa dell'istituzione. Per questo è indispensabile che si faccia chiarezza su quanto avvenuto, garantendo la tutela dello studente e promuovendo strumenti concreti che consentano di rispettare l'identità delle persone in transizione.
Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il clima che si respira nel Paese, anche in quest'Aula, dopo avere sentito l'onorevole Sasso, un clima che troppo spesso è alimentato da chi, purtroppo anche in politica, usa le differenze come terreno di scontro invece che di riconoscimento reciproco, contribuendo a legittimare atteggiamenti discriminatori. Questo va contrastato con determinazione.
La scuola deve essere il primo argine contro ogni forma di discriminazione e su questo non possono esserci ambiguità né silenzi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Ghirra. Ne ha facoltà. Si associa o si dissocia dalla richiesta?
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Noi ci dissociamo da questa richiesta, ma soprattutto dai toni del collega Sasso. Mi pare che di patetico qui dentro sia rimasto solo il suo atteggiamento le sue parole che parlano di “dittatura LGBT” e di “deriva progressista”. Magari ci fosse una deriva progressista nel nostro Paese!
Senz'altro, quello che è accaduto nel liceo “Aristofane” di Roma ci lascia ben sperare, perché ragazze e ragazzi, oltre ai sindacati e alla responsabile scuola del Partito Democratico, sono intervenuti per tutelare i diritti di uno studente che ha la semplice pretesa, essendo , di essere chiamato con il nome che ha scelto e non con quello che risulta nel registro elettronico. Il comportamento della docente è, a nostro avviso, molto grave.
Chiaramente condanniamo qualunque processo mediatico nei confronti di chiunque, ma è del tutto evidente che non rispettare i diritti di uno studente nel luogo che dovrebbe essere deputato a farlo crescere come cittadino consapevole, per noi, non è assolutamente tollerabile. Per questo stigmatizziamo il comportamento della docente che l'ha sottoposto a soprusi e umiliazioni, mentre per fortuna c'è stata la rete protettiva che hanno messo in atto compagne e compagni di scuola.
Penso che, se dovessimo chiedere un'informativa al Ministro Valditara qui dentro, sarebbe semmai per chiedere che la carriera alias venga introdotta in tutte le scuole del nostro Paese proprio per evitare che episodi di cosiddetto come questo avvengano. Ribadisco ancora una volta l'importanza di introdurre l'educazione sessuo-affettiva, perché probabilmente, se nel nostro Paese fosse obbligatorio studiare come ci si relaziona alle altre e agli altri in qualunque contesto e si imparasse a gestire la propria affettività, interventi come quelli dell'onorevole Sasso non li dovremmo ascoltare .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Sportiello. Ne ha facoltà. Chiedo anche a lei se si associa o si dissocia dalla richiesta informativa.
GILDA SPORTIELLO(M5S). Grazie, Presidente. Signora Presidente, mi dissocio completamente non solo dall'informativa, ma anche dall'intervento, che era un manuale dell'omolesbobitransfobia appena enunciato in Aula dall'onorevole Sasso che ancora una volta ci delizia con le sue perle. Ci delizia e ci toglie ogni dubbio su quanto ci sia necessità di un'educazione sessuo-affettiva non solo nelle scuole, ma probabilmente anche in questo Parlamento visto e considerato l'attacco spregevole che abbiamo appena sentito.
Non è il primo, per carità, però questa volta a essere vittima è un ragazzo di una scuola che, da quanto apprendiamo, si sarebbe sentito dire: “sei e sarai sempre una femmina”. Un ragazzo si è sentito dire queste cose da una docente, si è sentito dire queste cose all'interno di una scuola, che è il luogo in cui ragazzi e ragazze dovrebbero sentirsi al sicuro e non minacciati , non giudicati, non presi di mira. E soprattutto non dovrebbe essergli negato il diritto allo studio: cosa che invece, puntualmente, avviene quando ragazzi e ragazze devono allontanarsi dagli studi perché quella scuola, quel luogo, per loro non è più un luogo sicuro.
Allora io pensavo e speravo che questa volta la richiesta di informativa da parte del deputato Sasso potesse essere per chiedere al Ministro Valditara che intenzioni avesse per rendere la scuola un luogo realmente accogliente e per rendere il diritto allo studio realmente accessibile per tutte e per tutti. Pensavo che magari volesse chiedere cosa volesse fare il Ministro Valditara dopo le innumerevoli liste di stupri che sono comparse in tante scuole d'Italia. Pensavo che chiedesse questo, invece no.
Ci siamo ritrovati il solito attacco transfobico proprio alla vigilia, tra l'altro, tra qualche settimana, del 17 maggio, giorno in cui in tutto il Paese e nella comunità internazionale si ricorda la necessità di una legge e si ricorda di quanto ancora l'omolesbobitransfobia sia un crimine di odio. Ma questo Governo è così impegnato in un attacco, in una crociata contro l'identità di genere che non spreca nessuna occasione per strumentalizzare ogni cosa che avviene. Lo abbiamo visto, adesso, con la scuola; lo è, lo è stato e lo sarà ancora con la triptorelina e con i percorsi di affermazione di genere.
Bene, non abbiamo dubbi sul fatto che l'identità di genere, che riconoscere l'identità di genere sia un diritto fondamentale della persona e, come tale, vada rispettato . Allora io, invece, vorrei denunciare ed esprimere solidarietà non solo allo studente e ai tanti studenti e studentesse che si ritrovano nella stessa situazione, ma anche a chi, in questi giorni, ha subito attacchi e minacce: penso alla sede di qui a Roma, dove si sono consumate minacce e aggressioni, ma penso anche ad Arcigay Livorno, anche loro vittime di attacchi.
Ebbene, questa è la filosofia, questo è il pensiero anti-diritto di quel mondo anti-, anti-scelta, che imbraccia crociate contro i diritti e che davvero è disposto anche a calpestare quelli di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, pur di racimolare qualche voto scavando il fondo .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Riferirò al Presidente della richiesta di informativa giunta.
Ha chiesto di parlare, su un altro argomento sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Caiata. Ne ha facoltà.
SALVATORE CAIATA(FDI). Grazie, Presidente. Per chiedere un'informativa urgente al Ministro dello Sport Abodi relativamente a tutto quello che sta succedendo e a quello che stiamo vedendo, in queste ore, di nuovo nel mondo dello sport e, nel caso specifico, del calcio .
Sappiamo tutti - è agli onori della cronaca - che, in queste ore, il designatore arbitrale Rocchi è stato raggiunto da un avviso di garanzia; specificando subito che è lungi da noi confondere un avviso di garanzia “Nooo…”con un avviso di colpevolezza - questi banchi sono garantisti e la parola “indagato” non vuol dire “colpevole” -, dobbiamo però chiederci che credibilità abbia ancora un sistema che, dopo aver messo in fila decine di fallimenti sportivi, ossia mancata qualificazione ai Mondiali, decine di fallimenti gestionali, decine di fallimenti di società calcistiche, ancora continua a chiudersi a riccio, ad autotutelarsi per continuare a gestire una situazione che noi, invece, riteniamo non possa essere più gestita in questo modo.
Non c'è alcuna volontà da parte della politica di invadere il campo dello sport. Non c'è alcuna volontà della politica di andare a ledere il principio dell'autonomia dello sport; lo dice uno che è stato per lungo tempo presidente di una squadra di calcio e che capisce bene le dinamiche del mondo dello sport e quelle del mondo del calcio. Non c'è sicuramente alcuna volontà politica di procedere a un commissariamento politico di quel sistema.
C'è una necessità però. C'è una necessità che credo ci dovrebbe vedere tutti uniti: quella di cercare di alzare il livello di analisi rispetto a quello che sta succedendo. È troppo semplice, è troppo banale ricondurre queste vicende a questioni meramente di tifo: qui non stiamo parlando di fare il tifo per l'Inter, e quindi difendere un sistema, o fare il tifo per la Juve, e quindi attaccare quel sistema. Qui noi, in questi banchi, dobbiamo parlare di credibilità di quel sistema. Quel sistema, questo sistema calcio è ancora un sistema credibile? È ancora un sistema che ha le carte per poter continuare a gestire …? È un sistema che ha dato risposte agli italiani?
Beh, dico che, da questo punto di vista, dobbiamo sicuramente ricordare tre cose. Grandi e conclamati fallimenti sportivi di questo sistema: tre mancate qualificazioni ai Mondiali parlano da sole, gridano vendetta da sole. Conclamato fallimento gestionale di questo sistema. Ormai non c'è un campionato che si conclude senza che le Aule dei tribunali abbiano riscritto le classifiche: punti di penalizzazione, società che iniziano i campionati e non li finiscono; negli ultimi 10 anni ci sono stati più di 80 fallimenti di società professionistiche sportive: è evidente che questo sistema non funziona.
Poi, fallimento economico di questa .
Il valore dei diritti televisivi che, voglio ricordare a tutti, sono le risorse che poi, redistribuite, permettono a questo sistema di stare in piedi, cala continuamente. Perché cala il valore dei diritti televisivi? Perché cala la credibilità di questo sistema, cala la credibilità del sistema calcio che, ogni giorno, perde di valore, perché è evidente che quando una classifica… Ricordiamo l'anno scorso la serie B: aveva conclamato delle retrocessioni che poi, a tavolino, sono state cambiate con sentenze di tribunali per ripescare alcune squadre e farne fallire delle altre.
Allora, a fronte di tutto questo, Presidente, non sta a noi dire se la FIGC debba essere commissariata o meno. Il CONI saprà fare le sue valutazioni, ma noi riteniamo che questo sistema…
SALVATORE CAIATA(FDI). …non sia più credibile e autonomo per continuare, da solo, a gestire il calcio, che è un valore patrimoniale, immateriale e di amore dell'Italia intera .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Zaratti. Ne ha facoltà. Si associa, collega?
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. Anche noi ci associamo alla richiesta di audire il Ministro Abodi su quello che sta accadendo nel mondo del calcio. Che la situazione sia una situazione drammatica è del tutto evidente non soltanto dai risultati sportivi, ma anche da ciò che sta accadendo.
Io credo che gli appassionati di calcio e il Paese sentano fortemente che il cattivo funzionamento del sistema non dà credibilità ai risultati sportivi che vengono conseguiti sul campo. Quindi, che ci sia necessità di intervenire è un dato evidente. Da questo punto di vista, siamo contenti di poter ascoltare, di poter interloquire con il Ministro Abodi, perché noi pensiamo che il problema vada risolto in modo strutturale. Non bastano più, secondo me, le parole, non bastano più le condanne, non bastano più neanche i conflitti, all'interno di questo mondo, tra diverse tendenze… Può chiedere un po' di silenzio, Presidente?
PRESIDENTE. Sì ha ragione, collega.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Dicevo, tra diverse tendenze, tra diversi gruppi che si confrontano per avere posti di potere in Federcalcio, piuttosto che alla Lega: tutto cambia perché non cambi mai nulla.
Noi dobbiamo mettere mano al funzionamento del calcio italiano. Abbiamo bisogno di una riforma radicale , che metta al centro i tifosi e gli appassionati di calcio. Questo calcio è in preda ai grandi fondi internazionali che vengono nel nostro Paese a investire per speculare, è in preda ai grandi imprenditori che usano il calcio a volte per finalità politiche e a volte per incrementare i loro guadagni: tutto sulle spalle dei cittadini tifosi che sono appassionati di questo calcio e che sono le vittime di questo sistema. E non è più possibile pensare che si vada avanti come si è andato avanti in questo modo. Il calcio italiano è l'unico che non ha una capacità di autoriforma.
Circa 25 anni fa il calcio più in crisi d'Europa era il calcio tedesco: non c'erano più risultati sportivi, il campionato non era competitivo e gli stadi erano vuoti. Con una grande riforma radicale, i tedeschi sono tornati ad essere un modello e una grande potenza anche dal punto di vista calcistico. Come ci sono riusciti? La prima grande questione è che le società per legge devono essere di proprietà dei tifosi al 51 per cento: ogni tifoso un'azione . Una squadra come il Bayern Monaco, in questo momento, ha 340.000 soci che detengono il 51 per cento di quella grande società; nessun imprenditore può avere più del 49 per cento. Si ridia il calcio ai tifosi anche in Italia! Questo è l'unico Paese dove ancora cerchiamo il oppure il fondo economico che viene nel nostro Paese a speculare . Se non si parte da questo, non si riforma il calcio: riprendiamoci il calcio.
Dopodiché, è necessaria una grande riforma dal punto di vista tecnico e una parte dei grandi stipendi, dei grandi introiti del calcio deve essere reinvestita nei vivai, nei campi di calcio della periferia , per fare in modo che i nostri ragazzi possano avere istruttori in grado di insegnare e si possa avere la possibilità di far emergere quel talento che, nel nostro Paese, sembra improvvisamente scomparso.
Vi siete domandati tutti voi, appassionate e appassionati di calcio, perché in Italia non ci sia più un grande campione, un grande fantasista. L'ultimo grande fantasista del nostro calcio, forse, è stato un giocatore della Roma - ahimè, io sono tifoso della Lazio -, ossia Francesco Totti. C'è stata una stagione nella quale avevamo giocatori come Baggio, Zola e Mancini. Ora non ci sono più. È necessario rimettere in campo un grande piano di riforma. Non servono commissariamenti e, se i commissariamenti si fanno, si va contro la volontà dello sport mondiale. Non servono commissariamenti nascosti o diretti da parte del Governo. Serve una riforma e la può fare il Parlamento.
Su questo sfidiamo i colleghi della maggioranza e chiediamo al Ministro di impegnarsi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Mauro Berruto. Ne ha facoltà. Si associa, collega?
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sì, mi associo alla richiesta dell'onorevole Caiata che ho ascoltato con attenzione. Siamo d'accordo e condivido tutta una serie di riflessioni sul degrado - non so come definirlo in altro modo - del calcio italiano dal punto di vista morale, dal punto di vista economico e dal punto di vista dei risultati sportivi.
Ho ascoltato con piacere l'onorevole Caiata quando ha detto che non c'è alcuna volontà politica di procedere a un commissariamento. Ne prendo atto e informo l'Assemblea che, a me, stanno per crescere bellissimi boccoli biondi; le due affermazioni hanno più o meno lo stesso significato, perché all'onorevole Caiata, tramite lei, Presidente, chiedo di voltarsi due settori alla sua destra e di chiedere, all'onorevole Mollicone, presidente della VII Commissione, perché tenga, nel suo cassetto, da nove mesi, da settembre 2025, una richiesta di indagine conoscitiva parlamentare da me depositata sul tema della giustizia sportiva . Questi sono misteri, perché sette, otto mesi fa questi temi erano gli stessi e, mi permetto di allargare, non riguardano solo il calcio, perché il calcio, almeno, ha la fortuna, su alcuni temi che in alcuni casi sono tragici, di avere un'attenzione mediatica, mentre ci sono federazioni sportive che non hanno quell'attenzione mediatica, dove la giustizia sportiva fa disastri che non sono neanche raccontabili a chi interessa. Quando qualcuno di voi della maggioranza deciderà di far partire questa indagine conoscitiva, che ho chiesto nel settembre del 2025 - 9 mesi fa -, potrò portare sul tavolo della Commissione una cartella che ho sul riguardanti una sessantina di casi non raccontabili relativi a decine di federazioni sportive e non soltanto il calcio. Quindi, prendo atto che, evidentemente, grazie a un'accelerazione, ahimè, dei risultati sportivi disastrosi della nazionale, questa inchiesta ricompaia a una decina di giorni dal deposito delle candidature alla presidenza della Federcalcio. Ricompare, ma prendo atto di quanto dice l'onorevole Caiata, ossia che non c'è volontà politica di commissariamento. Va bene, facciamo finta di crederci. Se con l'onorevole Caiata, sempre per suo tramite, volessimo fare un ragionamento serio su quello che può essere utile che il Parlamento faccia in termini di riforme del calcio, noi ci siamo. Io ho ricevuto - ce l'ho qua - una bozza di un disegno di legge depositato - o non ancora depositato -, proposto dal senatore Marcheschi sulle riforme del calcio. Ecco, curiosamente, al punto 6 di questa proposta, c'è un articolo che riguarda solo il commissariamento straordinario. Questo mi fa tornare un po' sul pensiero di prima, ma ci sono cose su cui noi potremmo esserci con grande piacere. Se parliamo di contrasto alla pirateria, noi non solo ci siamo, ma ci siamo anche stati, perché abbiamo già votato provvedimenti in quella direzione. Se vogliamo, veramente, fare un ragionamento sull'introduzione di un tetto massimo alle percentuali dei procuratori, certamente, ci siamo. Se vogliamo fare un ragionamento sui vivai e sulla possibilità di dare più a calciatori italiani di accedere al massimo livello, naturalmente ci siamo. È un peccato, però, che noi sentiamo sempre due temi, in particolare, dal Ministro Abodi: il primo è quello di stornare i profitti derivanti dalle scommesse sportive alle società di calcio. Ecco, su questo vorrei che ve lo mettesse in testa: noi non ci siamo .
Non vogliamo che l'accesso a una maggiore diffusione della ludopatia possa mettere a posto i bilanci delle società calcistiche perché sarebbe utile sapere poi che cosa, di quel denaro, si fa. E, naturalmente, non ci siamo su un commissariamento nei termini in cui ci viene raccontato, ormai quotidianamente. Perché non ci siamo? Lo dicevo, pochi giorni fa, nel corso della discussione del decreto Sicurezza.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). Avevo fatto - tipo lo dello stadio - l'elenco di sette deputati o senatori o Sottosegretari, tutti di maggioranza, al 100 per cento, che sono attualmente presidenti di federazioni sportive. Ma, allora come facciamo a credere che, sul serio, non ci voglia essere un'azione politica per avere l'ottavo collocato alla guida della Federazione calcio? Ribadisco: nessuno la sta difendendo. Le dimissioni di Gravina sono state doverose e non devono essere le uniche dal punto di vista della Federazione, ma credo che il Parlamento debba dare un contributo diverso dal commissariamento, un contributo propositivo…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
MAURO BERRUTO(PD-IDP). …sui temi che ho detto noi ci siamo, sugli altri no .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Luigi Marattin. Ne ha facoltà.
Si associa, collega?
LUIGI MARATTIN(MISTO). Grazie, Presidente. Sì, mi associo alla richiesta dell'onorevole Caiata, Presidente, e mi fa particolarmente piacere farlo durante il suo turno di Presidenza.
Siamo a 20 anni da “Calciopoli” e rischiamo di vivere una cosa del genere che, magari, fa anche un po' di, diciamo, revisione rispetto a quello che abbiamo passato. Quindi, credo sia necessario… senza dilungarmi troppo, senza fare troppi discorsi, credo sia importante avere un momento in cui la politica possa guardare a questi temi con giustizia e con cognizione di causa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, anche per l'immeritata attenzione.
Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Gaetano Amato. Ne ha facoltà. Si associa, collega?
GAETANO AMATO(M5S). Grazie, Presidente. Sì, ci associamo alla proposta dell'onorevole Caiata. Tuttavia, anche noi, dobbiamo far presente un “però”. L'onorevole Caiata, si ricorderà che, oltre un anno fa, noi abbiamo presentato una proposta di legge per una Commissione d'inchiesta e avevamo invitato tutta la maggioranza - l'onorevole Caiata ma anche i colleghi di altri gruppi parlamentari - a sottoscriverla e a portarla in Commissione. Quella proposta giace ancora là e niente è stato fatto.
Allo stesso modo, devo dire che, insieme ai colleghi del PD, siamo stati gli unici a batterci contro la sponsorizzazione delle scommesse mentre proprio la squadra dell'Inter metteva sulla propria maglia il simbolo di una società di scommesse.
Quindi, noi ci siamo. Noi ci siamo nel voler ascoltare il Ministro Abodi; così come, sia chiaro per tutti, non accetteremo un commissariamento. Non accetteremo che la politica possa porre su un'altra poltrona un altro amico. Credo che ne siano stati già posti tanti di amici, quindi, in questo caso, ne facciamo a meno.
Se vogliamo davvero fare qualcosa di serio, dovremmo prendere esempio dalla Germania che, alla fine degli anni Novanta e inizi degli anni Duemila, ha proposto una riforma seria, non un commissariamento o una sostituzione di poltrona.
C'era carenza di giovani talenti, un gioco poco moderno e la riforma fu quella dell'obbligatorietà dell'investimento nei settori giovanili per tutti i club professionistici; dovevano creare delle accademie e vennero costruiti centinaia di centri di formazione in tutto il Paese.
Ecco, allora, se davvero vogliamo provare a dare una mano al calcio, facciamolo seriamente. Facciamolo senza pensare a poltrone, senza pensare a logiche di potere, ma pensando solamente a come offrire, anche a tanti ragazzi, l'opportunità di crescere in questa specialità sportiva .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente delle richieste d'informativa giunte dai gruppi.
A questo proposito, abbiamo svolto tre richieste di informativa su tre diversi temi e vi anticipo, sin da ora, che, esaurita la fase di esame e votazione degli articoli e degli emendamenti e prima di passare alla fase dell'esame degli ordini del giorno, avranno luogo interventi sull'ordine dei lavori in relazione alla richiesta, già avanzata alla Presidenza, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Gli eventuali ulteriori interventi, finalizzati alla richiesta di altre informative urgenti, potranno essere svolti al termine dei lavori odierni, prima degli interventi di fine seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'assegnazione di proposte di legge a Commissioni in sede legislativa.
Propongo alla Camera l'assegnazione in sede legislativa della seguente proposta di legge, della quale la VII Commissione (Cultura) ha chiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del Regolamento:
COMBA: «Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles» (1858).
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Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
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Propongo alla Camera l'assegnazione in sede legislativa della seguente proposta di legge, della quale la XII Commissione (Affari sociali) ha chiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del Regolamento:
S. 1531. - CIOCCHETTI ed altri: «Disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma e istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma» (813-B).
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2855: Valorizzazione della risorsa mare.
Ricordo che, nella seduta del 27 aprile, si è conclusa la discussione generale e i relatori e la rappresentante del Governo hanno rinunciato a intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e delle proposte emendative presentate .
Il Comitato per la legislazione ha espresso il parere di competenza, che è in distribuzione.
Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri , che sono in distribuzione.
Ricordo che, a norma dell'articolo 123-, comma 3-, ultimo periodo, del Regolamento, gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili non possono essere ripresentati in Assemblea e - ove ripresentati - non sono pubblicati.
Ha chiesto di parlare, sul complesso degli emendamenti, il deputato Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo è un provvedimento molto importante perché riguarda la maggior parte di quello specchio d'acqua che oggi è intorno ai 7.000 chilometri di costa del nostro Paese: il mare. Il mare costituisce una grande opportunità: non solo bellezze turistiche, ma anche un'opportunità di sviluppo, un'opportunità di economia, non solo dal punto di vista delle dinamiche economiche portuali, dei grandi porti del nostro Paese, ma anche delle economie che riguardano la pesca, il turismo e anche la nautica da diporto.
Noi sappiamo benissimo che le opportunità riguardanti il mare nel nostro territorio riguardano soprattutto le isole, che comunque oggi hanno bisogno di servizi, hanno bisogno di collegamenti, hanno bisogno di avere quella continuità territoriale che oggi, effettivamente, manca.
Su questo provvedimento, questo disegno di legge collegato Mare, si sono sicuramente toccati alcuni punti importanti fondamentali, come la le isole minori, il turismo, l'ambiente, la ricerca, ma soprattutto anche la gestione degli spazi marini nelle zone contigue, che oggi sono assolutamente un elemento importante da dover gestire, da dover comunque collocare al centro di un ragionamento più generale, soprattutto proprio nell'ambito delle economie e degli aspetti fondamentali.
Un elemento però ancora più importante è la gestione ambientale e, comunque, la possibilità di preservare questo bene importante e prezioso come il mare, proprio perché quel mare - che noi tutti adoriamo - oggi è elemento anche di difficoltà o comunque di crisi: crisi ambientali, difficoltà nella gestione dei cambiamenti climatici, difficoltà nell'ambito proprio degli eventi catastrofali; così come vi è anche tutta la parte che riguarda l'inquinamento, che oggi ancora affligge molte parti del nostro Paese.
Ecco perché, secondo noi, su questo provvedimento dovevamo fare di più, dovevamo sicuramente fare di più.
Credo che i nostri emendamenti, che discuteremo fra poco, come anche gli ordini del giorno, metteranno in campo una serie di indicazioni chiare su quello che avrebbe dovuto essere, secondo noi, questo provvedimento. Parlo proprio del rapporto con le isole minori, nel rapporto con la continuità territoriale, e degli sversamenti in mare. Oggi insistono ancora sversamenti importanti nella gestione della depurazione di molti comuni italiani, così come per quanto riguarda la mappatura delle aree degradate marine, che oggi ancora esistono e non permettono di poter vivere in quelle aree bellissime, in ambienti completamente depurati da situazioni che ancora oggi sono complesse, come quelle delle aree marine.
C'è un altro aspetto fondamentale in base alla COP di Montréal, che noi, anche con grande enfasi, avevamo assolutamente ratificato, e dicevamo chiaramente in quel documento che le aree marine dovevano diventare il 30 per cento, visto che oggi siamo neanche al 15 per cento e credo che questo recupero che noi dovremmo riuscire a fare nei prossimi anni… vi ricordo che l'impegno è che il nostro 30 per cento arrivi al 2030, sicché molte di quelle promesse, che tutti noi abbiamo fatto, compresa soprattutto la maggioranza, ad oggi non sono all'interno di questa pianificazione che noi dovremmo mettere subito in campo, perché ci sono grandi aree marine protette, ci sono grandi parchi ambientali, che oggi rappresentano una ricchezza non solo nel preservare queste bellezze, ma anche una grande opportunità di sviluppo, di turismo e di capacità di poter vivere l'ambiente, visto il beneficio che questo può portare.
Poi, ci sono grandi sfide che non sono state assolutamente toccate, sfide importanti che oggi attanagliano e mettono in discussione molti degli aspetti fondamentali dello sviluppo del sistema dell'Arcipelago toscano, così come quello del Sud Italia, delle isole che oggi hanno difficoltà ad essere supportate anche per quanto riguarda gli impianti di energia rinnovabile. Sappiamo benissimo che oggi esistono molte isole che hanno questa difficoltà, che vanno ancora a gasolio. C'è una discussione oggi nell'isola di Capraia, dove ENEL sta ritornando indietro, dove oggi non c'è più un impianto biodiesel ma siamo ritornati al gasolio convenzionale.
Si parla di 2 mega, che potrebbero essere gestiti tramite un semplice BESS, che potrebbe accumulare l'energia per poter essere sfruttata dopo, così come, per quanto riguarda anche altre isole che oggi hanno questo stesso problema, che non hanno un cavo elettrico, che hanno una difficoltà oggettiva. Vi ricordo che Terna aveva messo in campo un piano, da qui al 2030, per poter elettrificare molte isole del Sud, della Sicilia, della Toscana, così come anche della Puglia. Questo, però, non è successo e tutto ciò porta a una difficoltà anche nel poter riuscire a essere una parte del nostro Paese.
Per ultimo, Presidente, noi potevamo toccare anche un'area importante che è quella dei porti, che riguarda una parte importante dell'economia italiana, che riguarda le autorità portuali, che riguarda lo sviluppo di quei porti che oggi fanno girare centinaia e centinaia di movimenti di merci, ma soprattutto anche molte economie che poi ricadono sul territorio. Sto parlando anche delle aree retroportuali, che oggi dovevano assolutamente entrare negli accordi di programma, cercando di definirne, anche qui, il possibile sviluppo. Non c'è una leva economica in questo decreto che può attivare non solo il rapporto fra ambiente e mare, ma anche lo sviluppo del mare nell'ambito dell'economia del nostro Paese.
Credo che questa discussione, che inizierà oggi, che passerà attraverso i nostri emendamenti e anche attraverso gli ordini del giorno, sarà una discussione vera. Io vorrei capire, anche dal Governo, se c'è questa opportunità soprattutto di modificare questo provvedimento, ma anche di poterlo riuscire a definire anche nella prospettiva dei possibili prossimi provvedimenti, tramite gli ordini del giorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sul complesso delle proposte emendative, il deputato Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Ho dei qui a questo tavolo. Io intervengo sul complesso delle proposte emendative ma cerco di non entrare adesso nel merito degli emendamenti, proprio per stigmatizzare questa modalità con cui fate lavorare il Parlamento, perché questa legge, arrivata dal Senato in maniera blindata, ha tutta una serie di problematiche che poi noi porteremo alla luce quando discuteremo, in particolare, degli emendamenti che riguardano la definizione della progettazione portuale, gli accessi nelle aree portuali e nei porti e l'uso del mare ai diversi fini produttivi, ludici, di trasporto eccetera.
Però, il tema fondamentale è che questo Parlamento sta diventando veramente soltanto un momento in cui si ratificano dei provvedimenti senza neanche poterli discutere. Sono sicuro che non è solo un problema delle minoranze ma è un problema anche della maggioranza, che chiaramente non potrà dire nulla anche delle problematiche che ha e che avrà quando andrà nei territori a spiegare che ha approvato questo disegno di legge senza dire una parola. Visto che ci sono molti colleghi della maggioranza che abitano in città portuali, molti che vivono nelle isole, molti che magari in quei territori vanno e hanno criticato i provvedimenti dei precedenti Governi, che non hanno valorizzato la risorsa mare, che hanno creato delle problematiche nella gestione dei porti eccetera, questi colleghi della maggioranza vanno a cercare i voti in queste aree e poi non dicono nulla di questo disegno di legge che noi andiamo oggi a cercare di modificare.
È chiaro che gli emendamenti saranno tutti bocciati, ma il tema fondamentale non è soltanto l'emendamento bocciato, il tema fondamentale è che tutta la maggioranza, dal punto di vista parlamentare, dal punto di vista politico, non conta assolutamente nulla. Qui c'è un del Ministro Musumeci che ha deciso che deve fare delle cose e non è neanche dato sapere perché questo tipo di decisioni vengano prese. Tra l'altro, in altri provvedimenti, come il provvedimento che riguardava l'attività subacquea, abbiamo fatto degli emendamenti, abbiamo fatto una discussione ampia, abbiamo sentito tutte le associazioni di categoria e in quel provvedimento, poi approvato, sono rimaste molte cose aperte che non si chiudono nemmeno in questo decreto Mare. Quindi, da questo punto di vista non abbiamo nemmeno una continuità nel portare avanti una visione - se c'è - su come gestire questa risorsa. Le autostrade del mare le abbiamo dimenticate e del mare si parla solo per il famigerato ponte sullo Stretto, che viene giustificato per fare questo famoso corridoio TEN-T che ci chiede semplicemente di risolvere un problema di collegamento stabile e funzionale, che si poteva risolvere con miliardi e miliardi in meno di quello spreco che per fortuna non si farà e che per sfortuna, però, ci sta, come al solito, impedendo di fare uno sviluppo serio di quel territorio.
Di questo non ne parliamo e il Ministro Musumeci va avanti con un provvedimento che a macchia di leopardo tocca alcuni punti senza avere una visione d'insieme. A me non sembra tanto incompetenza, perché l'incompetenza, secondo me, non c'entra tanto. C'entra il fatto che, se si fanno queste leggi in questa modalità, si ha bisogno di accontentare piccoli centri di potere, centri che spingono le decisioni del Governo in maniera lecita - mi raccomando, non sto parlando di gente che spinge le decisioni di Governo magari aprendo società, aprendo ristoranti e bisteccherie; sto parlando di maniera lecita -, però da questo punto di vista viene fuori un disegno di legge che è a macchia di leopardo e, quindi, dove aggiusta una cosa poi ne rovina un'altra. Ed è questo il discorso che viene meno: viene meno il discorso di insieme, viene meno il discorso di strategia e viene meno il discorso di fare una strategia industriale sulla risorsa mare.
Torno sul discorso trasporti. Noi siamo l'Italia, siamo al centro del Mediterraneo. Ma è possibile che tutti gli sforzi che abbiamo fatto nel passato per creare nuovi porti - il porto di Gioia Tauro eccetera - sono stati poi vanificati, pur avendo i soldi del PNRR, per creare questa famosa rete che unisse i porti alle ferrovie, che unisse i porti agli interporti e ai retroporti per fare uno sviluppo del Paese? No, abbiamo perso tempo in questi 4 anni di Governo a non fare nulla per risolvere e valorizzare la risorsa mare. Abbiamo perso tempo anche negando i cambiamenti climatici, negando la salvaguardia della fauna marina, che è un tema che bisogna affrontare ma, se lo affronti, sei quello che vuole salvare la piccola alga, la piccola stella marina, non quello che vuole salvare la biodiversità, che è quella che fa anche vivere l'ecosistema marino.
Parlando sempre di produttività: se il sistema marino non vive più o cambia o si altera, altera anche la produzione della nostra pesca, la produzione di qualità della nostra pesca. Quindi, anche da questo punto di vista, assolutamente nulla.
Tornando ai cambiamenti climatici, nessuno si sta preoccupando del fatto che i nostri mari si innalzano e che la nostra temperatura del mare sta aumentando, e questo provoca tutte quelle problematiche che arrivano anche nell'entroterra. Ma di questo il Ministro Musumeci, che, tra l'altro, dovrebbe pensare al fatto che i cambiamenti climatici hanno delle problematiche per quanto riguarda anche la gestione del dissesto idrogeologico e degli eventi atmosferici, se ne frega altamente.
Quindi, facciamo una legge con scritto “mare”, ma che di mare non ha nulla. E devo dire la verità: non si può affrontare il discorso mare come se fossi il capitano Stubing, sulle note di , con il sorrisetto e la musichetta, andando in crociera, perché quella è una cosa divertente. Voi dovete pensare a una strategia per il mare, che non state pensando. Quindi, questo complesso di emendamenti - andremo poi nel particolare - cercava di risolvere alcuni punti per dare un disegno organico; li avete bocciati tutti. Ma non è un problema, non è un torto che fate a noi come opposizione, è un torto che fate alla risorsa mare e anche alla capacità di usarla come infrastruttura strategica .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, invito i relatori e la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative riferite agli articoli del disegno di legge. Prego, relatore Iaia.
DARIO IAIA, Grazie, Presidente. Invito al ritiro, altrimenti parere contrario.
PRESIDENTE. Su tutti, suppongo. Il Governo?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Il parere è conforme.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.1 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.2 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.3 Ghio e 1.4 L'Abbate.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Con questo emendamento all'articolo 1 noi proponiamo di integrare la composizione di un organismo importante, di rilievo, soprattutto anche per l'obiettivo che si pone questo provvedimento, ovvero la valorizzazione della risorsa mare, che è il CIPOM, il Comitato interministeriale.
Proponiamo di integrare il Comitato, prevedendo anche la partecipazione dei rappresentanti della Conferenza delle regioni e delle province autonome. Riteniamo che si tratti di una proposta di buonsenso, perché parliamo di un organismo che è chiamato a coordinare le politiche sul mare, del mare, correlate al mare, che incidono direttamente sui territori: parliamo di gestione della costa, di gestione della portualità, di turismo, di pesca, di tutela ambientale, di sviluppo economico locale nel suo complesso. Quindi è evidente che escludere così, , completamente, di non prevedere, almeno per alcuni provvedimenti, per alcune materie, la consultazione - nell'ambito di questo organismo - delle regioni e delle province autonome, quindi escluderle da questo livello di coordinamento, significa indebolire l'efficacia stessa delle decisioni prese e, ancora una volta, calare dall'alto le decisioni.
Quindi, emerge anche un po' una contraddizione con quello che in questi anni è stato portato avanti. E credo che non possa passare sotto silenzio, perché per tanto tempo - ora un po' meno, da quando, poi, sono intervenuti provvedimenti che hanno bocciato la riforma che avevate messo in campo -, in quest'Aula, la maggioranza ha rivendicato il principio dell'autonomia differenziata, sottolineando il ruolo centrale dei territori, la necessità di valorizzarne le competenze, la necessità di valorizzarne l'autonomia delle decisioni. Quando si arriva al dunque, quando si costruiscono strumenti di come il CIPOM, appunto, per decidere su questioni rilevanti e, in questo caso, su tutto quello che è correlato al mare, si sceglie di non coinvolgere proprio quei livelli istituzionali che, invece, dovrebbero essere i protagonisti. Mi sembra che qui sia una questione anche di coerenza, oltre che di buonsenso e oltre che, naturalmente, di efficacia amministrativa, e questa è la ragione per cui lo proponiamo.
Peraltro, le regioni hanno anche una competenza diretta e hanno anche delle responsabilità specifiche su molte delle materie che questo provvedimento, che è anche molto eterogeneo nel suo complesso, intende disciplinare. Quindi, escluderle significa rinunciare, - davvero senza ragione alcuna, non ne capiamo la ragione -, a un contributo essenziale in termini di conoscenza dei territori, di specifica capacità di pianificazione, di raccordo reale, e non solo sulla carta, con le realtà locali. Quindi, con questo emendamento, noi vi chiediamo questo: di avere anche un po' di coerenza rispetto all'impostazione di dar voce ai territori che avete avuto in questo percorso.
Questo emendamento non stravolge l'impianto del provvedimento, ma riteniamo che lo migliori, rendendolo più aderente a quella che è la realtà del nostro Paese, a quella che è la realtà istituzionale del nostro Paese, e introduce un elemento di reale collaborazione tra Stato e regioni, che, peraltro, è un principio costituzionale, non è opzionale. Quindi, vi chiediamo di ripensarci e di coinvolgere nel CIPOM la Conferenza delle regioni e delle province autonome. Pensiamo che in questo modo si prevengano anche dei possibili conflitti. Se davvero vogliamo valorizzare con questo provvedimento la risorsa mare, credo che dobbiamo farlo insieme ai territori e non sopra di essi.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.3 Ghio e 1.4 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.5 Carmina. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.5 Carmina, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione dell'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.1 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 3.2 Francesco Silvestri. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.2 Francesco Silvestri, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 3.3 Carmina e 3.4 Ferrari. Ha chiesto di parlare il deputato Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per illustrare questo nostro emendamento. All'articolo 3 del disegno di legge in esame si stabilisce che l'Italia possa istituire formalmente la zona contigua, cioè una fascia di mare che va oltre quello territoriale, ma ovviamente non può farlo in modo automatico; questo avviene con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Governo e attraverso anche il coinvolgimento dei diversi Ministeri. Secondo noi manca un passaggio, ossia il coinvolgimento dei territori. Con questo emendamento chiediamo di aggiungere agli enti che devono essere coinvolti la Conferenza delle regioni perché riteniamo che questo sia fondamentale. Riteniamo che sia fondamentale il coinvolgimento del territorio e sia fondamentale farlo attraverso l'ente regionale competente.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 3.3 Carmina e 3.4 Ferrari, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione dell'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 4.1 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.1 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo alla votazione dell'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 5.1 Simiani e 5.2 Bonelli. Ha chiesto di parlare la deputata Viggiano. Ne ha facoltà.
FRANCESCA VIGGIANO(PD-IDP). Grazie mille, signora Presidente. Signora Sottosegretaria, colleghe e colleghi, prendo la parola per chiedere al collega Simiani di poter sottoscrivere questo emendamento, perché ritengo che non rappresenti soltanto un semplice affinamento del testo, ma introduca un elemento capace di orientarne in modo più netto il significato politico. Ci sono passaggi nei lavori parlamentari in cui il legislatore è chiamato a scegliere non solo cosa regolare, ma soprattutto come interpretare la realtà che intende governare. Se possiamo avere un po' di silenzio, visto che parliamo…
PRESIDENTE. Sì, collega, ha ragione. C'è veramente molto rumore, ma anche nelle fasi di votazione oggi. Colleghi, per cortesia, ascoltiamo la collega Viggiano in silenzio. Aspetti, collega. Prego.
FRANCESCA VIGGIANO(PD-IDP). L'emendamento 5.1 si colloca esattamente in questo spazio. Non aggiunge un dettaglio, ma imprime una direzione, perché quando all'interno dell'articolo 5, accanto alla tutela del patrimonio culturale, si inserisce esplicitamente quella del patrimonio naturale, non si sta semplicemente ampliando una formulazione, ma si sta affermando un principio politico preciso, ossia che la valorizzazione del mare non può più essere disgiunta dalla sua integrità ecologica. Questo è il punto politico. Il provvedimento che stiamo esaminando parla di valorizzazione della risorsa mare, ma “valorizzazione” è una parola ambigua, se non viene chiarita. Può significare sviluppo sostenibile oppure sfruttamento. Può indicare una politica lungimirante oppure una pressione ulteriore su ecosistemi già fragili. Senza un ancoraggio esplicito alla dimensione naturale, il rischio è che la valorizzazione resti sbilanciata, che privilegi l'uso rispetto alla tutela, l'immediato rispetto al duraturo. L'emendamento interviene proprio per sciogliere questa ambiguità. Introduce un elemento che orienta l'intero impianto del provvedimento, spostandolo in modo più deciso verso una visione in cui ambiente e sviluppo non sono in contraddizione, ma in relazione. Il mare, infatti, non è una somma di comparti. Non è cultura da una parte e natura dall'altra. È un sistema unico, in cui ogni elemento è interdipendente. Un sito archeologico sommerso non è isolato, è immerso in un ecosistema. La biodiversità marina non è uno sfondo, è la condizione stessa che rende possibile qualsiasi attività economica e qualsiasi forma di fruizione. Continuare a separare queste dimensioni, anche solo sul piano normativo, significa adottare una rappresentazione superata.
E qui sta il valore politico dell'emendamento. Afferma che la tutela del patrimonio naturale non è un'aggiunta opzionale, non è un elemento accessorio, ma è parte costitutiva della politica del mare. E affermarlo in una norma significa orientare tutte le decisioni successive: quelle amministrative, quelle economiche e quelle territoriali. Dal punto di vista scientifico, quest'approccio è ormai consolidato. Gli ecosistemi marini funzionano come sistemi complessi: intervenire su una componente produce effetti su tutte le altre.
Dal punto di vista economico, poi, la qualità ambientale è il presupposto della cosiddetta . Senza ecosistemi sani non c'è turismo sostenibile, non c'è pesca duratura e non c'è innovazione legata al mare. E dal punto di vista politico, infine, siamo di fronte a una responsabilità più ampia: quella di collocare le nostre scelte dentro la sfida della transizione ecologica, che non è più rinviabile. E allora, colleghi, io ovviamente invito la maggioranza a rivedere il parere espresso e quindi a votare favorevolmente questo emendamento, nel segno, appunto, del cambiamento dal punto di vista ecologico, ambientale ed economico .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 5.1 Simiani e 5.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Saluto studenti, studentesse e docenti dell'Istituto di istruzione superiore “Albert Einstein” di Torino, che sono qui perché stanno facendo la giornata di formazione a Montecitorio. Quindi benvenute e benvenuti .
Passiamo all'emendamento 5.3 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.3 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione… Ah, doveva parlare il collega Iaria. Allora revoco la votazione. Colleghi, seguiamo, che è più facile per tutti Avevo chiesto la parola!… Dopo che era già in votazione, collega. Prego.
ANTONINO IARIA(M5S). Avevo alzato la mano sia per salutare il liceo, ma anche per intervenire; doppiamente. Allora, questo emendamento va letto anche rispetto a quello che abbiamo già detto prima sul complesso degli emendamenti, cioè fare in modo che, quando si parla di mare, si parli anche dell'approccio ecosistemico.
È chiaro che, quando la maggioranza sente la parola “eco”, gli vengano i brividi e gli si rizzino i peli, ma il tema fondamentale è che l'approccio ecosistemico è l'unico che possiamo avere per fare una politica veramente funzionale e ambientalista per riuscire a salvare il mare; non soltanto le coste, ma anche quello che sta in fondo al mare (tutta la fauna e la flora) che dobbiamo tutelare perché non è soltanto fonte di sviluppo per gli animali che ci vivono e per gli ecosistemi marini, ma è anche fonte di ossigeno per il mare stesso, che rappresenta una delle capacità di far resistere il mare rispetto a tutta una serie di problematiche dovute al riscaldamento globale. Lo capisco: questo tema è molto complesso.
Ci vuole una capacità di saperlo spiegare, capacità di non cavalcarlo in maniera ideologica, né da una parte né dall'altra, cioè non facendo del tema un idolo che non si può toccare, ma nemmeno semplificandolo ai livelli in cui lo sta semplificando questo Governo. Il tema va trattato in maniera seria e l'approccio ecosistemico è un approccio scientifico che può fare in modo che questo tema venga trattato senza che ci siano derive che possano essere solo legate alla convenienza politica.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.3 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 5.4 Curti.
Ha chiesto di parlare il deputato Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Attraverso il presente emendamento si rafforza il criterio dei poteri attribuiti all'Italia dall'articolo 5. L'articolo 5 dà la possibilità di effettuare controlli nella zona contigua per prevenire e reprimere violazioni doganali, fiscali, per reprimere le violazioni sanitarie e di immigrazione, nonché per tutelare il patrimonio subacqueo.
Con questo emendamento noi chiediamo che quei poteri che vengono attribuiti dall'articolo 5 non possano essere esercitati liberamente, ma debbano rispettare i limiti derivanti dal diritto internazionale e dall'ordinamento dell'Unione europea. Onestamente, non capisco come si possa bocciare e dare un parere contrario a questo emendamento e, per questo, chiedo al Governo di ripensarci sul parere espresso.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.4 Curti, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 7.01 Ghio.
Ha chiesto di parlare la deputata Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo su questo articolo aggiuntivo per richiamare l'attenzione su un punto che riteniamo cruciale per la reale tutela dell'economia del mare. Il mare rappresenta - lo abbiamo detto - una risorsa strategica, oltre che un elemento di tutela, in primo luogo, sotto molteplici profili. Tuttavia, chi opera in questo settore - e, in particolare, penso alle imprese turistiche, ai portuali della pesca, della nautica, dei servizi connessi - si trova sempre di più esposto ai crescenti cambiamenti climatici, eventi meteo marini sempre più frequenti e più gravi, più pesanti, mareggiate, erosione costiera. Fenomeni improvvisi che non sono eccezioni, ma diventano - e sono diventati, ormai, da anni - una realtà strutturale per frequenza, intensità ed entità. E questi eventi ormai spesso, purtroppo, provocano danni ingenti alle infrastrutture, interruzione alle attività economiche, perdita di investimenti, in assenza di adeguati strumenti di protezione finanziaria.
Ora, c'è un tema a monte, più generale, che è il modo discontinuo con cui da questo Governo viene affrontato il tema del dissesto idrogeologico e dell'erosione costiera, che dovrebbe avere dei piani più strutturati, lungimiranti, a lungo termine, di previsione, però c'è anche un aspetto più puntuale. Infatti, noi crediamo che, da un lato, sia importante offrire maggiore tutela, maggiore sicurezza agli operatori economici del mare, garantendo loro degli strumenti per affrontare la criticità di questi eventi e, dall'altro, questo servirebbe anche per affrontare e incentivare nuovi investimenti nel settore, cercando di ridurre il rischio reale e anche il rischio percepito da parte degli operatori. E, quindi, noi riteniamo che senza adeguate coperture, specifiche coperture assicurative, il rischio è di rallentare lo sviluppo dell'economia del mare che si intende valorizzare.
Quindi, con questo articolo aggiuntivo non intendiamo introdurre un onere accessorio, un onere superfluo, ma crediamo di contribuire a costruire un sistema di tutele moderno, coerente con quelle che sono anche le sfide climatiche del nostro tempo, cercando di passare da una logica emergenziale ad una logica preventiva, ad una logica strutturata, anche dal punto di vista dei ristori. Per queste ragioni chiediamo un ripensamento, anche se ci sembra di intendere che l'intento del Governo sia di andare dritto, di non cogliere le possibilità e gli spunti di un miglioramento effettivo. Riteniamo, infatti, che accettare un articolo aggiuntivo di questo tipo rappresenterebbe davvero uno strumento efficace di valorizzazione e anche di sviluppo, oltre che di tutela dei tanti investimenti economici in campo nel nostro Paese.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 7.01 Ghio, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 8.1 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.1 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 8.2 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 8.3 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.3 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 8.4 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.4 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 8. Se nessun chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 9.1 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.1 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.2 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.3 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.3 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.4 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.4 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.5 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.5 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.6 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Chiedo ai tecnici di controllare i terminali dei colleghi, per favore. La collega Ruffino e il collega Iaria hanno problemi con i sistemi di votazione. Adesso mi sembra che funzionino.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.6 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 9.7 Pastorella. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.7 Pastorella, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 9. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 10.1 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.1 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 10.2 Barbagallo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, intervengo su questo emendamento all'articolo 10. Siamo nell'ambito dell'immersione subacquea ed è un emendamento molto semplice, quello a prima firma Barbagallo, sottoscritto da tutti i parlamentari delle Commissioni ambiente e trasporti del Partito Democratico. Noi chiediamo, al comma 1, primo periodo, di sostituire le parole “e delle norme dell'UNI, del CEI e di altri enti di normazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione europea” con le seguenti: “e delle norme che garantiscono la sicurezza delle immersioni”.
Ora, diciamo che la lettura testuale di questo emendamento già non giustifica logicamente, ancora prima che politicamente, la contrarietà da parte del Governo. Noi ci teniamo - lo ha spiegato molto chiaramente nella discussione generale di ieri l'onorevole Morassut, che ringrazio - a chiarire che il nostro atteggiamento nei confronti di questo testo, ma di tutti i testi, non è mai ideologico. Noi non siamo tra coloro che dicono sempre “no” e lo abbiamo dimostrato al Senato, dove abbiamo avuto fin dall'inizio un atteggiamento serio e costruttivo: abbiamo avanzato tante proposte; alcune norme sono state corrette, altre hanno chiesto un maggiore equilibrio.
Però questo è lo stesso spirito con cui ci approcciamo anche a questo secondo passaggio, perché, finché sarà in vigore l'attuale Costituzione, non ci rassegniamo all'idea del monocameralismo alternato. Vogliamo fare il nostro dovere fino in fondo e lo vogliamo fare come parlamentari, come deputati della Repubblica. Per questo, con questo spirito abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti che pensiamo possano arricchire e rendere più chiaro il testo normativo e tenere conto della necessità di alzare il più possibile il livello delle garanzie per quanto riguarda, ad esempio, il tema della sicurezza, in questo caso della sicurezza delle immersioni, ma di tutte le sicurezze. Perché, vedete, ci sono alcune tutele - è il caso della tutela della sicurezza, così come della tutela ambientale - alcuni aspetti che non possono essere considerati un fatto residuale, non possono essere circoscritti a singoli ambiti, ma devono, in qualche modo, essere al centro, essere il fulcro di ogni discorso.
Se dal confronto tra maggioranza e opposizione emerge la necessità di trovare un punto di avanzamento per la tutela di questi aspetti, è necessario, in questa sede, nell'Aula del Parlamento, cercare di trovare un confronto. Su altri temi abbiamo rappresentato la necessità, per noi, di un'attenzione particolare: abbiamo posto il tema della necessità della valorizzazione del mare e degli ecosistemi marini, l'importanza del Mediterraneo, dell'attuale esposizione del Mediterraneo alla crisi climatica, dell'innalzamento dei livelli marini, dell'aumento delle temperature, dell'erosione costiera, della riduzione della biodiversità e della pressione antropica crescente sulle coste.
Ci siamo riferiti in tante sedi alla tutela dell'ambiente. È chiaro che dentro la tutela dell'ambiente ci deve essere la tutela dell'uomo, della sicurezza e, in questo caso, della sicurezza delle immersioni. È quindi un emendamento totalmente costruttivo; è un emendamento, a nostro avviso, migliorativo; è un emendamento con riferimento al quale francamente non riusciamo a capire quale possa essere la ragione che ha ispirato questo voto contrario.
Chiediamo ai relatori o al Governo di chiarire ulteriormente questo aspetto e di darci la possibilità di fare il nostro dovere . Per questa ragione, ribadisco l'importanza di questo emendamento per il gruppo del Partito Democratico e invito veramente il Governo perlomeno a darci una risposta sul perché non si è d'accordo nel dare - tutti insieme - un segnale di volere le norme che garantiscano la sicurezza delle immersioni. Penso sia il minimo sindacale di questa discussione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Poiché l'emendamento è assolutamente condiviso, chiediamo di sottoscriverlo come gruppo. Anche noi non riusciamo a comprendere il motivo per cui questo emendamento non sia stato accolto.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.2 Barbagallo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 10.3 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.3 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 10.4 Barbagallo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.4 Barbagallo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 10.5 Bonelli e 10.6 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 10.5 Bonelli e 10.6 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 10. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 11.1 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.1 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.2 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.2 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.3 Barbagallo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.3 Barbagallo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 11.4 Iaria. Ha chiesto di parlare il collega Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento riguarda la possibilità di modificare il decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509, che è legato all'attività di progettazione portuale. Devo dire che è molto importante. Tra l'altro, abbiamo anche perso un'occasione proprio per parlare della progettazione portuale, per dare soluzioni e aggiornare le regole. Mi ricollego a quello che sta succedendo a Catania. A Catania c'è stata la decisione di aumentare le aree del porto di Catania, coinvolgendo un'area ambientalmente molto rilevante, un'area che ha anche una spiaggia, ma che ha anche un ecosistema molto importante.
E questo aumento dei limiti del porto di Catania porta a fare una progettazione su quest'area che andrà sicuramente a determinare un consumo di suolo, ma più che altro sarà anche, probabilmente, in violazione di alcune direttive che sono state fatte nella VAS e non sono state tenute in conto.
Quindi, abbiamo una problematica molto importante che, tra l'altro, è molto sentita da tutti i cittadini catanesi. Già noi, come MoVimento 5 Stelle del comune di Catania, abbiamo sollevato il problema, ma anche molte associazioni ambientaliste e molti cittadini hanno sollevato il problema e, tra l'altro, hanno fatto anche un ricorso al TAR, che cercherà di bloccare questo ampliamento fatto con questa modalità. E per questo torno a parlare di visione e di idea progettuale, di idea di pianificazione, perché noi abbiamo una obsolescenza di tutti i nostri Piani regolatori portuali e abbiamo anche, però, questo Governo che poi agisce con questo impatto fortissimo in un territorio in maniera diretta, senza aver fatto alcun tipo di programmazione.
Il tema dello sviluppo del porto di Catania è importante, ma non è che il fatto che una cosa sia importante vada a legittimare qualunque tipo di scelta che non guardi a tutti gli aspetti che dovrebbero essere visti quando si tratta di progettare nelle aree portuali.
Adesso abbiamo questo problema nel porto di Catania, ma potremmo averlo anche in altri porti perché, se lo schema diventa questo - in cui si fa una modifica dell'area e del limite demaniale del porto annettendo queste aree, senza nessun confronto con la popolazione, senza nessuna pianificazione urbanistica o anche portuale - abbiamo momenti progettuali che sono scollegati.
E poi, se noi andiamo a vedere, sicuramente queste cose fatte di fretta avranno sicuramente delle problematiche con riferimento all'iter burocratico: e voi l'avete già dimostrato andando di fretta nel buttare soldi sul ponte sullo Stretto, che poi è stato bloccato dalla Corte dei conti e da chiunque abbia visto l'iter di quel progetto faraonico, ma inutile.
Voi continuate a fare la stessa cosa: vi buttate su progetti che devono essere fatti in fretta e non si capisce nemmeno bene per quale motivo, e fate anche un danno al porto di Catania stesso perché un ricorso sicuramente bloccherà questo iter: un ricorso farà sì che, anche se ci fossero delle cose positive nella nuova progettazione del porto di Catania, queste cose si perderanno.
Quindi, quando diciamo, anche se lo facciamo con un emendamento, di andare a capire come agire sulla capacità progettuale che dobbiamo avere come amministrazione pubblica, per riuscire a dare delle linee guida serie per questo tipo di progettazione, e poi chiaramente bocciate l'emendamento (ma è chiaro che, forse, non l'avete nemmeno letto approfonditamente), però quello che succede poi sui territori è una cosa che danneggia tutti, e non solo la parte politica che porta questi emendamenti all'attenzione del Parlamento .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.4 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 11. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 12.1 Barbagallo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. L'articolo 12 rientra nel Capo III, che si occupa delle disposizioni per la valorizzazione dell'attività subacquea e per la tutela della sicurezza e del patrimonio ambientale, si occupa delle zone di interesse turistico subacqueo: insomma, tutta una serie di misure che però, francamente, ci sembrano inconducenti rispetto a quello che è il clima e rispetto a quelle che sono le priorità del Paese, che più volte, in questa legislatura, il Partito Democratico ha evidenziato.
Lo abbiamo evidenziato durante la trattazione del decreto-legge Maltempo - lo sa bene la rappresentante del Governo, perché ha partecipato ai lavori della Commissione -, quando abbiamo evidenziato il dramma che in questo momento c'è in tante zone del Mezzogiorno sullo sversamento delle fogne a mare. E lo abbiamo affrontato anche con riferimento a questo provvedimento dicendo che il Governo, la maggioranza e, in particolare, il Ministro Musumeci si concentrano su norme , tralasciando quelle che sono le vere priorità del Paese. Ci riferiamo, quindi, alla palese violazione della direttiva comunitaria n. 271 del 1991: signora Presidente, ancora andavo a scuola.
In questi anni si è fatto poco o nulla, e l'epicentro delle violazioni è in due regioni del Mezzogiorno: la Calabria e la Sicilia. La violazione delle direttive riguarda, appunto, il trattamento delle acque reflue urbane.
Dalla prima sentenza di condanna dell'Italia sono passati 15 anni, e sono passati 10 anni dalla seconda sentenza di condanna. La letteratura è ricca di provvedimenti, di sanzioni, di infrazioni, di reti incomplete, di impianti obsoleti e sottodimensionati. Abbiamo denunciato 10 giorni fa, in quest'Aula, che a Messina ci sono tre depuratori che, in questo momento, non funzionano, con tutte le conseguenze del caso: quello di Acqualadrone, di San Saba e di Mili.
L'Anac, lo scorso anno, ha fatto una relazione dettagliata lamentando forti criticità: forti criticità nella progettazione, negli appalti, iter lunghi, contenziosi infiniti, provvedimenti farraginosi.
E poi ci preme dire in quest'Aula per raccontarlo al Paese che in particolare nella provincia del Ministro le cose vanno ancora peggio. Mi riferisco alla provincia di Catania, dove il secondo comune della provincia, Acireale, non ha un depuratore. La città di Catania è senza reti e, in questo momento, un'opera faraonica, come quella del collettore di Aci Castello, non si riesce a collegare con la zona di Pantano d'Arci. Sono previsti ben 25 chilometri di collegamento e ben 120 milioni di euro che, in questo momento, sono bloccati, a detta del commissario.
Insomma, perché il Governo non ha pensato a un provvedimento utile per risolvere questi problemi? Non lo so, pure il commissario del commissario; ma, francamente, occorre fare presto e occorre intervenire sulle priorità del Paese, non su questa norma che parla della valorizzazione del mare a due mesi dall'inizio della stagione e, in questo momento, nel Sud Italia abbiamo le fogne che sversano a mare.
Ecco, lo diciamo con forza: c'è un silenzio complice del Governo, c'è un silenzio complice del Ministro Musumeci rispetto ai disastri che, in questo momento, riguardano la valorizzazione del mare. E c'è un silenzio complice rispetto a quel gestore della provincia di Catania, che è un gestore soltanto nominale, con una sentenza che balla e con i sindaci del Partito Democratico che hanno fatto un'opposizione tenace per disconoscerla. È un gestore che, fino ad oggi, continua a confondere la concessione dei servizi con l'appalto perché non ha una lira per iniziare quei lavori .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.1 Barbagallo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 12.2 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.2 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 12.3 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.3 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 12.4 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.4 Simiani, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 12.5 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.5 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 12. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 13.1 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.1 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 13.2 Barbagallo e 13.3 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 13.2 Barbagallo e 13.3 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 13. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 14.1 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.1 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 14.2 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.2 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 14.3 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.3 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 14. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 14.01 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 14.01 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 15. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 16.1 Traversi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.1 Traversi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.2 Iaria. Ha chiesto di parlare il deputato Enrico Cappelletti. Ne ha facoltà.
ENRICO CAPPELLETTI(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento, che è un abrogativo sostanzialmente delle parti più importanti dell'articolo 16.
L'articolo 16 lo comprendo, ne comprendo la , credo anche che abbia una logica per alcune isole minori e per alcune parti dei nostri litorali, ma se viene applicato, nella stessa maniera, in tutta Italia, può anche creare dei grossi danni. Sicuramente un danno gigantesco rischia di crearlo a Venezia, alla laguna di Venezia, che non può essere trattata come uno spazio qualsiasi a cui applicare delle norme standardizzate che vanno bene a 1.000 chilometri di distanza. Questo articolo rischia di creare un vero e proprio caos nella laguna di Venezia e non ce n'è bisogno dopo dieci anni di amministrazione della città, che ha aumentato il livello di caos che già c'è nella laguna.
La laguna è una realtà fragile e unica; è delicata. Aprire, in maniera indiscriminata, a centinaia, forse migliaia, di nuove attività commerciali di trasporto turistico, potrebbe costituire un colpo di grazia per un equilibrio che, già di per sé, è molto fragile. I rischi li conosciamo bene: sono quelli di maggior traffico e, quindi, anche di un maggior moto ondoso in laguna, con conseguenze che conosciamo già essere adesso devastanti per la città.
Non è solo l'opposizione che fa un appello al Governo e alla maggioranza, sono esponenti stessi di maggioranza che, a livello locale, hanno alzato voci molto critiche rispetto a questo articolo. Ne cito qualcuno. La presidente della commissione comunale trasporti e mobilità di Forza Italia ha dichiarato: “Per noi sarebbe un vero disastro”. Così, anche Raffaele Speranzon di Fratelli d'Italia e molti altri.
Prendo atto del parere su questo emendamento, confido, tuttavia, quantomeno su quella parte dei colleghi che provengono dal Veneto o da Venezia, in un atto, un gesto di sensibilità rispetto alla loro terra, rispetto alla loro città; quantomeno non dimostrate, un'altra volta, di dichiarare una cosa in Veneto, a Venezia, e poi fate sempre, regolarmente, l'opposto nell'Aula della Camera dei deputati .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.2 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.3 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.3 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 16.4 Traversi e 16.5 Pastorella. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 16.4 Traversi e 16.5 Pastorella, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.6 Iaria. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.6 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 16.7 Iaria. Ha chiesto di parlare l'onorevole Antonino Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo sull'ultimo emendamento presentato all'articolo, ma anche per parlare un po' di tutto questo articolo perché, come ha già detto bene il mio collega Cappelletti, state creando una liberalizzazione veramente pericolosissima. È pericolosa proprio perché non avete pensato che questa liberalizzazione, fatta in questa maniera, a livello nazionale, senza coordinamento, senza una strategia, senza una visione, nell'area di Venezia potrebbe creare veramente dei danni enormi.
La cosa che mi fa un po' ridere è che voi, come Governo e il Ministro dei Trasporti, avete sempre criticato quella che si chiama “uberizzazione” dei trasporti; in questo caso, prima del trasporto su auto, la possibilità che dà questo articolo, di creare anche un trasporto selvaggio di chiunque voglia fare questo trasporto di persone nella laguna di Venezia, è una realtà. Quindi, da una parte, criticate il fatto che ci possa essere la possibilità di avere delle piattaforme che gestiscono il trasporto pubblico non di linea o il trasporto di passeggeri con auto; poi, per quanto riguarda il discorso nautico, non avete capito che può essere la stessa cosa perché anche lì si trasportano persone, si trasportano sulle barche. Quello che non avete capito è che in questo caso una liberalizzazione selvaggia creerà dei danni ingestibili.
Come farà il comune di Venezia, tra l'altro amministrato dal centrodestra, a regolarizzare queste dinamiche? Come farà ad avere una legge di rango nazionale e a trasporla sul regolamento locale senza creare una confusione pazzesca? Come farà a tutelare quelli che adesso fanno trasporto nautico passeggeri nel comune di Venezia, che avevano adempiuto a tutta una serie di procedure per essere in regola, sia taxi che NCC, con motoscafi o altro?
Questa è una domanda che rimarrà non risposta, ma più che altro creerà tali e tanti problemi che non avete nemmeno voglia di affrontare. Quando dicevamo prima di questo fatto, cioè di avere una possibilità nei Parlamenti di andare a lavorare con emendamenti per riuscire a migliorare le proposte di legge, non è sempre e solo una questione ostruzionistica, è una questione per cui magari ci sono delle segnalazioni che arrivano dai territori - vedi prima Catania, ma vedi adesso anche Venezia e anche la regione di appartenenza della città di Venezia - che vi dicono che state creando problemi, ma voi andate per la vostra strada perché avete, come non mai nel nostro Paese, un Governo che agisce d'impulso, che agisce per la soddisfazione solo dei suoi Ministri e non vedo nemmeno tutto questo coinvolgimento della maggioranza di Governo stessa, perché magari qualcuno, già citato dal mio collega Cappelletti, che fa parte dei partiti di maggioranza sicuramente qualche obiezione l'avrà sollevata ai colleghi di riferimento che siedono in quest'Aula o che siedono al Senato, ma voi non l'avete ascoltato.
Quindi, da questo punto di vista chiaramente voteremo a favore dell'emendamento, ma voteremo contro su tutto l'articolo, proprio perché questo è uno degli articoli che crea più problemi per gestire una delle caratteristiche della risorsa mare che nel nostro Paese ha un'importanza rilevante.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.7 Iaria, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 16. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 17. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 18. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 19. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 20.1 Bonelli e 20.2 Evi. Ha chiesto di parlare la collega Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Questo è un articolo che reca la protezione delle praterie di tramite gestione dell'ancoraggio di tutti i natanti. Però, colleghe e colleghi, è un desiderio più che altro quello che viene scritto in questo articolo, perché il testo richiede di non arrecare danno alle praterie. È un qualche cosa di talmente vago e ampio che senza sanzioni, senza una cornice più precisa, di fatto, appunto, può rimanere nell'ambito delle velleità nel cercare di proteggere questa risorsa e questo ecosistema preziosissimo che è dato, appunto, dalla .
Dico questo perché nel nostro emendamento noi, invece, chiediamo un qualche cosa di più concreto: chiediamo di fare, sulla base di un monitoraggio periodico dello stato dei fondali, l'installazione e l'implementazione progressiva di campi ormeggio mediante gavitelli ecocompatibili che prevedano, nelle aree di maggiore vulnerabilità, il divieto di ancoraggio libero. Questo, colleghe e colleghi, io credo che sia un punto fondamentale su cui fare attenzione, perché negli ultimi anni, negli ultimi cinquant'anni, il Mediterraneo ha perso circa il 34 per cento delle praterie marine proprio a causa dell'ancoraggio e gli impatti peggiori sono stati registrati proprio nel nostro Paese.
Nelle aree particolarmente trafficate si registrano spesso perdite di praterie del 30 e del 50 per cento, mentre invece nelle regioni dove vigono delle norme di restrizione all'ancoraggio e di soluzioni di ormeggio alternative, i livelli di impatto sono nettamente inferiori. Questo significa una cosa sola, che è fondamentale intervenire con misure concrete a protezione di questa risorsa preziosissima, perché forse non ce lo diciamo a sufficienza ma la è davvero una risorsa fondamentale per gli ecosistemi marini. È un per numerosissime specie, riduce l'erosione costiera in maniera naturale perché riduce l'energia delle onde, delle correnti e quindi, di fatto, protegge le coste dall'erosione. È veramente una vera e propria soluzione basata sulla natura, quelle famose soluzioni che noi dovremmo implementare con la natura come nostra alleata proprio per contrastare la crisi climatica.
Ma non solo: la migliora anche la qualità dell'aria, filtrando gli inquinanti, e poi fa un'altra cosa meravigliosa - anche qui diciamolo, ricordiamolo -, cioè sequestra carbonio, lo stocca in fondo al mare, perché assorbe l'anidride carbonica - in maniera, peraltro, molto efficiente - e quindi contribuisce anche a tamponare l'acidificazione degli oceani. C'è un dato che mi ha colpito parecchio, che voglio condividere e che ci ricorda il WWF nella relazione che ha depositato su questo provvedimento: la immagazzina, su scala regionale, circa 540 milioni di tonnellate di carbonio, pari alle emissioni annuali di CO2 di circa 430 milioni di automobili. Dà un po' la misura di quanto sia una risorsa davvero fondamentale, preziosa, da tutelare e che oggi, invece, si sta riducendo.
Con una misura, quindi, concreta come questa, che chiede di intervenire in maniera precisa con misure anche, se vogliamo, semplici da attuare - da un lato il divieto, ma dall'altro lato la progressiva installazione di ormeggi ecocompatibili -, stiamo di fatto mettendo in pratica quelle soluzioni adeguate che farebbero sì che la nostra specie di esseri umani finalmente possa mettere in campo delle soluzioni davvero a misura e adeguate per riuscire a preservare, a conservare e a proteggere risorse preziosissime che oggi, invece, stiamo - sempre per la nostra azione devastante su questo pianeta - distruggendo. È un emendamento molto semplice, su cui nuovamente io chiedo all'Aula di poter votare a favore .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 20.1 Bonelli e 20.2 Evi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 20. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 20.01 Ilaria Fontana. Ha chiesto di parlare l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.
MARIO PERANTONI(M5S). Grazie, Presidente. Vorrei osservare questo, che stiamo parlando di un provvedimento intitolato “valorizzazione della risorsa mare” e a me pare che, più che una valorizzazione della risorsa mare, qui stiamo parlando di uno sfruttamento della risorsa mare.
Si tratta di un provvedimento che non affronta in maniera assoluta nessuna delle problematiche che attengono alla tutela del mare. È un provvedimento che ha istituito la zona contigua, ha disciplinato l'attività subacquea a scopo ricreativo, ha disciplinato i requisiti per diventare istruttore subacqueo, prevedendo delle sanzioni fino a 12.000 euro per chi esercita abusivamente l'attività di istruttore subacqueo o di guida subacquea.
È intriso di norme amministrative, di tariffe, di iscrizione nelle matricole della Gente di mare. Dopodiché, si arriva all'articolo 20, dove si parla di , che è semplicemente una norma con una petizione di principio nella quale non si dà alcun cenno, alcun seguito concreto a quella che è, appunto, la petizione di principio formulata al primo comma. Ma, rispetto al fatto che a questa maggioranza non interessi la tutela effettiva del mare e delle sue risorse, abbiamo avuto già un primo campanello d'allarme - per così dire - quando è stato rigettato l'articolo aggiuntivo 14.01 Ilaria Fontana, che si riferiva alla protezione della megafauna marina. E ne abbiamo una riprova con il parere contrario sui due articoli aggiuntivi previsti dall'articolo aggiuntivo 20.01 Ilaria Fontana - che vorrei sottoscrivere -, in cui non solo si prevede la tutela di ambienti estremamente delicati ed estremamente meritori di protezione quali le grotte marine, ma, altresì, si ritorna sul tema del rispetto e della protezione della megafauna marina. Ora, il Governo e la maggioranza sicuramente voteranno contro questi articoli aggiuntivi, nonostante il gruppo del MoVimento 5 Stelle e gli altri gruppi di opposizione, penso, sostengano con forza questo tipo di articolo aggiuntivo, e mi auguro che lo facciano.
Il Governo e la maggioranza perdono, in questo modo, l'ennesima occasione per dare un minimo di credito a quella che dicono essere la loro azione. Se si parla di valorizzazione del mare, non si può prescindere dalla tutela dell'ecosistema e, in particolare, dalla tutela delle situazioni più fragili e degli abitanti del mare più deboli, che con queste proposte emendative noi intendiamo tutelare. Ecco, io credo che sia un grosso errore per il Governo andare oltre, che sia un grosso errore per il Governo non approvare queste proposte emendative, perché certificherebbe, ancora una volta, il fatto che si nasconde dietro delle parole, parlando di valorizzazione del mare, mentre, poi, in effetti, mira al mero sfruttamento delle risorse, ignorando completamente tutte quelle politiche di tutela e di vera valorizzazione che dovrebbe perseguire .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.01 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 20.02 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.02 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 20.03 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.03 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 20.04 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 20.04 Simiani, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 21. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 21.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Passiamo all'articolo aggiuntivo 21.01 Ghio. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 21.01 Ghio, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 22. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 22.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 23. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 23.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 24. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 24.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 25. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 25.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 26. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 26.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 27. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 27.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 28.1 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 28.1 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 28.2 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 28.2 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 28.3 Simiani e 28.4 L'Abbate.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Viggiano. Ne ha facoltà.
FRANCESCA VIGGIANO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Ci metto poco. Intervengo, anche in questo caso, per chiedere di sottoscrivere l'emendamento a prima firma del collega Simiani, perché anche questo rappresenta una scelta politica lungimirante e concreta per il futuro della nostra economia del mare, riguardando, appunto, il riutilizzo delle piattaforme dismesse. Non si tratta di un intervento marginale, ma di una norma che introduce una visione. L'emendamento stabilisce, infatti, che il riutilizzo delle piattaforme dismesse possa includere in modo esplicito e non esaustivo attività di ricerca scientifica marina, monitoraggio ambientale, acquacoltura sostenibile, energia rinnovabile, turismo e pesca subacquea.
Qui si compie, infatti, un passaggio fondamentale: si supera l'idea della dismissione come semplice chiusura e si apre alla riconversione come leva di sviluppo sostenibile. Quelle piattaforme possono non essere un problema da rimuovere, ma una risorsa da trasformare: sono, infatti, infrastrutture già esistenti, collocate in posizioni strategiche, che possono diventare nodi avanzati di un sistema integrato della Pensiamo alla ricerca scientifica: trasformare queste strutture in stazioni permanenti di osservazione significa rafforzare la nostra capacità di comprendere e proteggere gli ecosistemi marini.
Pensiamo al monitoraggio ambientale: disporre di presidi fissi in mare consente di migliorare la prevenzione e il controllo degli impatti ambientali, l'acquacoltura sostenibile, modelli innovativi meno impattanti, che possono contribuire alla sicurezza alimentare e alla diversificazione produttiva. Le energie rinnovabili e le piattaforme possono, infatti, diventare per lo sviluppo dell'eolico e delle nuove tecnologie energetiche, accelerando così la transizione ecologica.
E poi il turismo e la pesca subacquea, attività che possono generare valore economico nei territori costieri in modo compatibile con la tutela dell'ambiente. Questo emendamento costruisce un vero e proprio del mare in cui ricerca, ambiente, energia e sviluppo dialogano tra loro ed è proprio questa integrazione la sua forza. Colleghe e colleghi, non possiamo permetterci una visione statica: la transizione ecologica richiede strumenti dinamici, capaci di riconvertire ciò che esiste e di proiettarlo nel futuro.
Questo emendamento va esattamente in questa direzione: non impone ma abilita, non chiude ma apre, non limita ma orienta. Per queste ragioni vi chiedo di esprimervi favorevolmente su questo emendamento perché rappresenta una scelta di responsabilità, di visione e di futuro per il nostro Paese.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 28.3 Simiani e 28.4 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 28. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 28.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 29.1 Caso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 29.1 Caso, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 29. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 29.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 30. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 30.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 31. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo solo per indicare l'unico voto favorevole rispetto agli articoli di questo decreto, che riguarda la materia degli ammortizzatori sociali per il settore della pesca perché, come tutti gli altri, state distruggendo anche questo settore. Quindi, il vostro Governo non è simile alle cavallette come il ricordo biblico, ma ci si avvicina moltissimo. Anche il settore della pesca ha enormi problemi; anche il settore della pesca vive il problema del caro carburanti. Per la valorizzazione della risorsa mare, forse, l'unico articolo tra tutti che è degno di essere votato, anche proprio in maniera simbolica, è questo. Quindi, esprimo un voto favorevole all'articolo 31.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per dire che anche noi voteremo a favore di questo articolo. Un grande assente di questo decreto è il tema della tutela del lavoro: della tutela del lavoro marittimo, della tutela del lavoro portuale; rispetto a questo ci sarebbero tante risposte da dare, che non sono state inserite. Tuttavia, apprezziamo le misure, seppur parziali e seppur limitate, che sono state messe in campo a tutela del lavoro della pesca, del lavoro dei pescatori; pertanto, su questo articolo esprimeremo voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Anche Azione esprimerà un voto favorevole su questo articolo. Sicuramente i problemi dei lavoratori del mare sono molto più silenziosi, ma non meno gravi, non meno complessi; anzi. Sicuramente il Parlamento si deve impegnare in questo senso e tutti noi dobbiamo farlo. Per questo motivo il nostro voto, lo ribadisco, sarà favorevole.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 31.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 32. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 32.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 33.1 Ilaria Fontana e 33.2 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 33.1 Ilaria Fontana e 33.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 33.3 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 33.3 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 33. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 33.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 34.1 Simiani e 34.2 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 34.1 Simiani e 34.2 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 34.3 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 34.3 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 34. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 34.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 35. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 35.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 36.1 Carmina. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione. Prendo atto che la collega Ghio sottoscrive l'emendamento 36.1 Carmina. Ringrazio la collega Varchi, che mi ha supportata.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 36.1 Carmina, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo 36. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 36.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 37. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 37.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
Si è così conclusa la fase dell'esame degli articoli e degli emendamenti ad essi riferiti.
PRESIDENTE. Come già preannunciato ai gruppi, prima di passare alla fase dell'esame degli ordini del giorno, avranno ora luogo interventi sull'ordine dei lavori in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Ha chiesto di intervenire la deputata Chiara Gribaudo, prego. Colleghi, se dovete uscire, lo dovete fare nel silenzio assoluto anche per rispetto del tema che stiamo trattando. Dovreste farlo sempre, ma in particolare oggi. Prego, collega Gribaudo.
CHIARA GRIBAUDO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Com'è stato da lei ricordato oggi è la Giornata internazionale, mondiale, per la salute e la sicurezza sul lavoro. Ci tengo a intervenire non in qualità di deputata del Partito Democratico, ma come presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici in questo Paese, anche per condividere in quest'Aula il lavoro corale che abbiamo presentato questa mattina.
Cioè il documento - come vedete, piuttosto spesso - in cui sono contenute molte indicazioni al legislatore e alle parti sociali per provare a fare tutti uno sforzo in più nella direzione naturalmente comune di riuscire a sconfiggere quella che è una vera e propria piaga nel nostro Paese, ovvero i morti sul lavoro e gli infortuni sul lavoro. Ricordiamolo, in un Paese in cui sappiamo che in media ci sono tre morti al giorno, ma tanti sono anche coloro di cui non sappiamo niente, così come le malattie professionali che aumentano e che devono essere affrontate in una logica anche preventiva, con un'adeguata formazione e, poi, con i controlli e, naturalmente, tutta la parte che conosciamo.
Ebbene, io ci tengo a ricordare in quest'Aula, Presidente, che oggi abbiamo svolto insieme la presentazione di questo documento che è la sintesi di quelle tre giornate che, a ottobre, nella settimana europea dedicata alla salute e alla sicurezza, la Camera dei deputati ha svolto.
Ha svolto un lavoro che ha portato delle sintesi, con delle proposte - ripeto - a disposizione anche del Parlamento. C'è una di queste proposte che credo meriti tutta la nostra attenzione e rispetto alla quale voglio ringraziare tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione presenti oggi alla conferenza stampa, che hanno voluto condividere questo percorso.
E mi riferisco a un elemento. Vede, Presidente, già è grave perdere un proprio familiare che la mattina si alza, va a lavorare e non torna a casa la sera dai propri familiari, dopo che ha compiuto il proprio dovere, ma è ancora più grave quando la giustizia arriva tardi o, magari, non arriva nei confronti di quei familiari.
Allora, noi abbiamo un impianto normativo complesso, articolato e anche molto utile in certi casi; in alcuni casi, forse troppo burocratico e dovrebbe essere più utile a quello che serve oggi, al cambiamento e alle trasformazioni del lavoro.
Ebbene, in questo contesto, manca un pezzo: manca l'attenzione e la cura per chi resta. Manca la cura e l'attenzione ai familiari delle vittime e di coloro che hanno perso un proprio caro sul posto di lavoro .
È a loro che dobbiamo pensare insieme, tutti insieme, per cercare davvero di superare questa piaga. Lo dico perché è un intervento giusto. È un intervento, peraltro, anche poco oneroso. Garantire il gratuito patrocinio ai familiari delle vittime, che hanno perso un proprio caro sul posto di lavoro o a chi è diventato inabile al 100 per cento, io penso che sia uno sforzo che tutti insieme dobbiamo provare a fare in Parlamento. In queste ore è maturata una proposta condivisa su questo punto.
Presidente, io - tramite lei - chiedo che venga discussa o, meglio, che si possa favorire la discussione in sede di Capigruppo, con l'accordo naturalmente dei capigruppo di maggioranza e di opposizione, per un percorso condiviso di esame di questa legge, per l'appunto, maturata all'interno degli Stati generali su salute e sicurezza e all'interno della nostra Commissione, dopo aver ascoltato tanto in questi anni di lavoro e aver provato a produrre degli strumenti utili - ripeto - alle parti sociali, al legislatore e al potere esecutivo.
Del resto, le parole più importanti, come sempre, le ha condivise il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che su questi temi si è speso moltissimo. Nel messaggio che ci ha consegnato in occasione della seconda edizione degli Stati generali su salute e sicurezza, tra le tante cose giuste che scrive, scrive anche: “Sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non sono ammesse scorciatoie: questi obiettivi devono guidare ogni scelta e ogni politica del lavoro (…). Un lavoro non è vero se non è anche sicuro”.
A maggior ragione, dobbiamo farlo. E dobbiamo farlo guardando anche ai familiari delle vittime perché hanno subìto già un profondo danno e una ferita che non riusciremo a sanare, ma dobbiamo sostenerli nei momenti difficili e nei confronti di una giustizia che è troppo lenta.
Ecco, su questo chiediamo di intervenire . Io vi ringrazio se in questo Parlamento, in una giornata simbolica come oggi, possiamo intraprendere questo nuovo percorso. Lo dobbiamo a chi resta e lo dobbiamo alla dignità del lavoro che va sempre preservata .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Coppo. Ne ha facoltà.
MARCELLO COPPO(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, quando si parla di sicurezza sul lavoro, non è solo retorica, ma ovviamente è sangue, è carne, sono persone che vivono, oppure persone che ci lasciano. Non è ovviamente una cosa giusta in un Paese civile che qualcuno vada a lavorare e poi non torni più a casa. È per questo che bisogna fermarsi sui fatti rispetto a quelle che sono le azioni intraprese in questi anni.
Quindi, io mi associo ovviamente al discorso del presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro di cui faccio parte, Gribaudo.
Volevo fare un elenco di quello che è successo in questi anni e vorrei partire da una notizia positiva: i morti sul lavoro nel 2026, gennaio su gennaio, febbraio su febbraio, bene o male, vedono un calo del 25 per cento. Poi, se stiamo a vedere il 2025, c'era stato un calo forte rispetto al 2024. Questo ovviamente mi conforta, perché ogni vita salvata è un segnale concreto del fatto che, bene o male, le azioni che si stanno intraprendendo sono corrette.
Quali sono queste azioni? Si basano su diversi pilastri. È ovvio che bisogna metterci i mattoni, quando si costruisce qualcosa e questi mattoni sono le risorse. Se stiamo a vedere, nell'ultimo anno sono stati stanziati e spesi un miliardo e 200 milioni di euro.
A questo si deve aggiungere anche il nuovo bando dell'INAIL, ISI 2026, che mette a disposizione 600 milioni di euro a fondo perduto che coprono le spese dal 65 per cento fino all'80 per cento nei casi specifici, fino a un tetto di 130.000 euro per singolo progetto. Il bando, ovviamente, aiuta sia le imprese che il Terzo settore, i datori di lavoro, per finanziare la riduzione dei rischi tecnopatici, modelli organizzativi di responsabilità sociale, riduzione dei rischi infortunistici e bonifica amianto.
Quando lo Stato investe seriamente, è ovvio che la sicurezza da principio astratto comincia a diventare un qualcosa di concreto.
Però, lo Stato torna anche a farsi valere sull'altro lato, cioè quello relativo ai controlli. Nell'ultimo anno i controlli complessivi sono aumentati di quasi il 60 per cento, di cui 15 su 60, quindi un quarto, sono controlli in più che riguardano in particolare la logistica e il . Nel solo 2024, infatti, sono stati assunti oltre 1.600 ispettori e nei successivi tre anni saranno assunte ulteriori 300 unità di personale per l'Ispettorato nazionale del lavoro. A fine 2025 è stato, inoltre, incrementato del 15 per cento anche il contingente dell'Arma dei carabinieri assegnato al Ministero del Lavoro per la vigilanza.
Più controlli, più ispettori, più presenza dello Stato e più vicinanza anche alle imprese, che non per forza vuole essere un'azione repressiva. È così che si tutela davvero chi lavora.
Inoltre, regole più precise vogliono dire anche tutele più forti. Quindi, oltre i controlli, il Governo ha rafforzato le regole. La patente a crediti, introdotta nel 2023, favorisce prevenzione e qualificazione delle imprese. Ciò viene ulteriormente rafforzato con il raddoppio delle sanzioni per chi opera senza patente e con una più incisiva decurtazione dei crediti nei casi di lavoro irregolare, perché ricordiamoci che uno dei grandi problemi della sicurezza sul lavoro è proprio il lavoro nero. Nei cantieri è stato introdotto l'obbligo della tessera di riconoscimento.
Inoltre, l'assicurazione INAIL è stata estesa anche al tragitto casa-scuola nei percorsi di alternanza scuola-lavoro. È stato previsto il divieto assoluto di adibire a mansioni ad elevato rischio gli studenti. Misure concrete e un impegno che continua, anche perché un altro segnale importante è la stabilizzazione di 170 unità di personale sanitario INAIL.
Ci sono molte altre norme che sono state inserite. L'ultima conclusione che devo fare è che, costruendo un sistema più forte, più credibile e più vicino a lavoratori e imprese, noi tuteliamo le vite .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Faraone, sullo stesso argomento. Ne ha facoltà.
Collega Faraone! Collega Faraone! Collega Faraone ha la parola lei su questo argomento!
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Presidente, a sorpresa mi chiama.
PRESIDENTE. È nella lista degli interventi.
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Mi aveva iscritto lui allora, a sorpresa.
PRESIDENTE. È Giachetti che le fa le sorprese. Io non mi permetterei mai.
DAVIDE FARAONE(IV-C-RE). Giachetti è sempre un amico. Presidente, credo che questa ricorrenza che giustamente in quest'Aula decidiamo di celebrare sia, più che una ricorrenza, un conto aperto. Stiamo lì a parlarne sempre in occasione di iniziative legislative o anche in occasione, purtroppo, di commemorazioni di vittime sui luoghi di lavoro. Al di là di quello che ha detto il collega che mi ha preceduto, i numeri però continuano ad essere inquietanti e allarmanti: 600.000 denunce di infortuni, 792 morti. Una situazione, questa, su cui non possiamo dire di non aver legiferato, noi abbiamo prodotto. Naturalmente la Commissione sta facendo un ottimo lavoro, quindi la proposta della collega Gribaudo noi la sosteniamo, però le leggi sono state fatte in materia di sicurezza sul lavoro, le risorse sono state anche previste negli anni, poi, però, andiamo a scoprire che di queste ultime risorse investite dal Governo soltanto il 13 per cento, si spende veramente poco e tutto quello che viene investito alla fine è veramente una cifra ridotta, sempre a causa della farraginosità, della burocrazia malsana che impedisce alle imprese, ai sindacati e ai lavoratori di poter utilizzare le risorse in materia di sicurezza.
Così come, a proposito di leggi che facciamo, vediamo che i sindacati attraverso i loro studi ci dicono che, a prescindere dalla legislazione, se si intervenisse sulla formazione potremmo evitare il 20-25 per cento di incidenti sul lavoro. E la cosa drammatica, Presidente, è che il fenomeno cresce.
Guardavo proprio i dati per preparare questo intervento, da cui risulta che le attività ispettive, nonostante il fenomeno cresca, si sono ridotte tra il 2023 e il 2024. Noi diciamo sempre che bisogna mandare più ispettori, bisogna controllare di più, e poi scopriamo che, invece, nel 2023 sono state mandati ispettori in 8.729 casi e, nel 2024, in 7.735 casi, quindi con una riduzione sensibile. Da questi controlli fatti, è emerso che, addirittura, le imprese che non erano in regola erano di più. Quindi meno controlli e più imprese non in regola. Quindi se avessimo fatto più controlli avremmo scoperto più nefandezze, perché di nefandezze si tratta, Presidente, quando scopriamo che ci sono imprese che non rispettano la legge in ambito di sicurezza sul lavoro, poi, Presidente, ci sono leggi che noi continuiamo ad approvare in questo Parlamento. Utilizzo il plurale, ma l'hanno votata i parlamentari della maggioranza questa idea sugli appalti, che bisogna privilegiare i “sub, sub, sub, sub” appalti ad oltranza. È chiaro che più allontani dalla fonte del finanziamento l'impresa a cui appalti il lavoro, meno sicurezza avrai garantita. Così come per i contratti precari: più sono precari i contratti dei lavoratori, più ci saranno lavoratori non disponibili a denunciare quando sono costretti ad andare a lavorare in cantieri insicuri. Per cui credo, Presidente, che dovremmo uscire dalla ricorrenza sterile e dovremmo capire come mettere in campo una marcia in più per evitare commemorazioni e ridurre sensibilmente gli incidenti nei luoghi di lavoro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, il deputato Giaccone. Ne ha facoltà.
ANDREA GIACCONE(LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, questa è una giornata importante, una giornata che richiama tutti noi a una responsabilità profonda, cioè quella di ricordare le vittime nei luoghi di lavoro e rinnovare l'impegno perché il lavoro sia sempre più sinonimo di dignità, sicurezza e tutela della persona. Ma prima di ogni valutazione, prima di ogni dato, prima di ogni provvedimento, viene il pensiero alle donne e agli uomini che hanno perso la vita lavorando, persone che sono uscite di casa per compiere il proprio dovere, per sostenere una famiglia, per costruire un futuro e che, purtroppo, non hanno fatto ritorno. Dietro ogni vittima c'è una famiglia colpita, ci sono figli, genitori, coniugi, colleghi, comunità intere che restano segnate. Per questo il primo sentimento che dobbiamo esprimere oggi è il cordoglio, un cordoglio sincero e rispettoso . Chiaro che non possiamo fermarci alle commemorazioni e dobbiamo ragionare in termini di responsabilità e di impegni concreti in scelte pubbliche, in prevenzione, in controlli, in formazione e in una cultura della sicurezza che entri in ogni luogo di lavoro.
È stato detto prima, abbiamo avuto, nel 2025, 1.085 vittime. C'è stata una flessione, ma i numeri continuano a essere oggettivamente troppo elevati. Sono numeri che ci devono richiamare a uno sforzo comune: quando una persona muore sul posto di lavoro perde lo Stato, l'impresa, la comunità. Perde ciascuno di noi. È stato detto: questo Governo ha messo in campo iniziative importanti in materia di formazione, di controlli, di incentivi, di regole. Questo Parlamento anche operato: abbiamo istituito la Commissione parlamentare d'inchiesta, la legge del 21 febbraio 2025 sull'insegnamento della sicurezza nelle scuole nell'ambito dell'educazione civica. Ma tutti i Governi, gli ultimi Governi che si sono succeduti, di qualunque colore politico, hanno cercato di lavorare per contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Possiamo dire che non si sono ottenuti risultati? No, non lo possiamo dire, perché negli anni Sessanta e Settanta in questo Paese contavamo 4.500 vittime in alcuni anni sui luoghi di lavoro. Ma dobbiamo riconoscere che quanto è stato fatto, per quanto positivo, non è abbastanza.
La sicurezza sul lavoro non può essere una bandiera di parte, non appartiene a una maggioranza o ad una opposizione. Possiamo avere idee o ricette diverse, ma il valore deve essere comune e, in quest'ottica, riguardo alla proposta che sta portando avanti la presidente della Commissione d'inchiesta, Gribaudo - presidente che ringrazio davvero per il grande lavoro che sta facendo -, noi abbiamo presentato nel gennaio 2025, a prima firma del capogruppo Molinari, una proposta di legge sul gratuito patrocinio per le vittime ma, convintamente, aderiamo alla proposta della presidente Gribaudo di fare una proposta di legge unitaria e di chiedere la discussione e la calendarizzazione, perché su questi temi bisogna cercare per quanto più possibile di lavorare assieme. Abbiamo detto che molte cose sono state fatte, che queste cose che sono state fatte non sono ancora sufficienti, continuiamo a lavorare, questo è il nostro compito, con umiltà e determinazione, perché anche una sola vita persa sul lavoro è una sconfitta per tutti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, la deputata Marrocco. Ne ha facoltà.
PATRIZIA MARROCCO(FI-PPE). Grazie, Presidente. Oggi, nella Giornata internazionale sulla sicurezza sul lavoro, presentiamo una proposta di legge che nasce dai lavori della Commissione monocamerale. L'abbiamo illustrata stamattina come ha detto la presidente Gribaudo in conferenza stampa, ma il suo significato va proprio oltre questo momento. È una proposta semplice e di buonsenso. Proprio perché, come diceva prima, abbiamo tre morti al giorno.
Quando una persona perde la vita sul lavoro la sua famiglia non può essere lasciata da sola, né nel dolore e neppure davanti alla giustizia. Per questo proponiamo di garantire il gratuito patrocinio ai familiari delle vittime, perché il diritto alla tutela legale non può dipendere dalle condizioni economiche. È una questione di dignità, di equità e di civiltà. Il gruppo di Forza Italia esprime pieno sostegno alla proposta che abbiamo già sottoscritto e si impegna a favorirne una rapida discussione parlamentare, perché al dolore non si può aggiungere l'ingiustizia .
Ringrazio quindi tutti i componenti della Commissione, la presidente Gribaudo, il Presidente Mattarella che su questi temi si è sempre speso ed è sempre stato presente circa i lavori della Commissione.
E ringrazio anche il Governo, il Governo di centrodestra, che proprio in queste ore sul decreto Lavoro, in vista del 1° maggio, all'ordine del giorno porta alcune materie, tra cui la materia del salario giusto, gli incentivi all'occupazione e il contrasto al caporalato digitale. Lavoriamo insieme per avere un Paese migliore, ma soprattutto un Paese più sicuro per i nostri lavoratori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Barzotti. Ne ha facoltà.
VALENTINA BARZOTTI(M5S). Grazie, Presidente. In questa Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro mi sento di ribadire, ancora una volta, quello che diciamo ormai da anni, ossia che il lavoro deve tornare a una dimensione umana, cosa che invece è stata dimenticata. Il lavoro deve essere un valore, una fonte di arricchimento per la persona e non una fonte di mortificazione e di mercificazione. Quando parliamo di salute e di sicurezza sul lavoro dobbiamo avere uno sguardo ampio e, quindi, ragionare sul fatto che, purtroppo, in questo Paese esiste la piaga del lavoro povero.
Quando parlo di lavoro povero, parlo di un lavoro povero di salario, povero di qualità e povero di salute e sicurezza sul lavoro, che sono la strada obbligata e maestra per l'esercizio di tutti gli altri diritti. Allora, abbiamo 6 milioni di lavoratori che non guadagnano neanche 1.000 euro al mese e, secondo Istat, tra il 2021 e il 2025 le retribuzioni reali si sono ridotte del 7,8 per cento. Questo non è un dato marginale quando parliamo di salute e sicurezza sul lavoro, perché le condizioni e i motivi per cui le persone lavorano costituiscono l'essenza del loro lavoro e l'attitudine con cui lavorano.
Quando parliamo di lavoro povero, parliamo anche di scarsa qualità, e non significa necessariamente lavoro precario, quindi lavoro a termine o lavoro a tempo determinato. Penso alle segnalazioni che riceviamo tutti i giorni dai lavoratori, per esempio, dei servizi fiduciari, dalle guardie giurate, dai . Penso a chi perde la vita sul posto di lavoro, come l'ha persa quella guardia giurata, il lavoratore Pietro Zantonini nel cantiere di Milano-Cortina, di notte, a meno 15, dopo mesi che si stava lamentando delle condizioni in cui stava lavorando. E penso ai che mi parlano del sistema di , un sistema che, al posto di garantire libertà, in realtà rende ancora più dipendenti i lavoratori dalle piattaforme. Questi lavoratori lamentano condizioni precarie, condizioni di lavoro difficili, così tanto difficili e così disumane che le società - alcune società come Glovo e Deliveroo - sono state commissariate per caporalato e per sfruttamento della manodopera.
Penso al lavoro sommerso, un'economia non osservata che vale 190 miliardi di euro, pari a oltre il 10 per cento del PIL, e 3 milioni di lavoratori irregolari. Per questi lavoratori non esiste salute, non esiste sicurezza sul lavoro.
Poi ho sentito i colleghi parlare di diminuzione degli infortuni mortali. Allora, se dobbiamo andare a fare la conta - cosa che io detesto - dobbiamo però andare a vedere i dati nel loro complesso e, quindi, parlare anche del fatto che le malattie professionali stanno aumentando drasticamente e che stanno aumentando anche gli infortuni , quindi gli infortuni casa-lavoro.
Se si parla di salute e sicurezza sul lavoro, bisogna parlarne a 360 gradi, quindi parlare sia della salute fisica, ma anche della salute mentale dei lavoratori. Proprio in questa occasione, nella giornata di oggi, abbiamo la disponibilità del rapporto ILO - molto importante - che parla proprio dei rischi psicosociali del lavoro, rischi che, purtroppo, sono sottovalutati perché vengono vissuti come uno stigma, ma che in realtà sono fondamentali, perché come il lavoratore vive il proprio lavoro - e l'abbiamo detto prima - è fondamentale.
Le proposte sono quindi tante; ce ne sono diverse. Una proposta immediata è quella di istituire il diritto al lavoro da remoto, per esempio, come un diritto quando le mansioni lo consentono , o il diritto alla disconnessione, o l'istituzione di una procura contro gli infortuni sul lavoro, l'omicidio sul lavoro, il salario minimo, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Sono tutti elementi che servono. Inoltre, condividiamo la proposta, che oggi ha fatto la presidente Gribaudo, dell'istituzione del gratuito patrocinio per le vittime, che sicuramente è un passo avanti e, se troverà convergenza all'interno di questo Parlamento, sicuramente faremo un buon servizio a questo Paese.
Ma certamente non basta. Salute e sicurezza significano cura della persona: basta mercificazione e più attenzione per chi lavora. Basta interventi di palazzo: serve entrare nelle dinamiche del lavoro, cosa che fino adesso non state facendo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento il deputato Mari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO MARI(AVS). Grazie, Presidente. Ringrazio anche la presidente Gribaudo per aver sollecitato questa discussione. Lo avevo fatto a partire da stamattina con la conferenza stampa che presenta il documento di sintesi delle tre giornate organizzate dalla Commissione d'inchiesta sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ringrazio anche, ovviamente, per aver voluto sottolineare come la proposta unitaria che viene da quel lavoro, ovvero il gratuito patrocinio per le famiglie delle vittime, possa essere un segnale del Parlamento di fronte alla strage quotidiana che avviene nei luoghi di lavoro in questo Paese.
Quindi una norma di assoluta civiltà - lo dico da subito - che tutti auspichiamo abbia un iter certo e un iter veloce. Appunto, un segnale del Parlamento, un segnale di attenzione e un segnale di impegno, perché è una responsabilità del Parlamento quella della sicurezza del lavoro e non di qualcun altro, una responsabilità del Parlamento di fronte a un lavoro che cambia molto velocemente e per cui l'attenzione deve essere costante, ma deve essere adeguata anche la capacità di innovazione di intervento legislativo, che guarda a quelle trasformazioni.
I risultati - mi dispiace dirlo - non sono affatto soddisfacenti, non è così. Al di là del fatto che anche un solo morto sul lavoro grida vendetta, noi in realtà abbiamo - come è stato detto - purtroppo una riduzione dell'attività ispettiva a fronte di un certificato aumento delle violazioni e, quindi, la necessità di guardare con un'attenzione particolare alla capacità di prevenzione affidata agli organi ispettivi. Abbiamo alcuni dati eclatanti: nel 2025 le patenti a credito revocate sono state soltanto 14. Questo rende del tutto evidenti una difficoltà e una inadeguatezza nella capacità di affrontare questioni come, per esempio, il lavoro in edilizia.
In generale noi abbiamo, purtroppo, 1.041 caduti sul lavoro nel 2023, 1.090 nel 2024, 1.093 nel 2025. Lo dicevo prima: è una strage costante. Ma voglio segnalare una cosa: questo dato, che è sostanzialmente fermo, è fermo, però, in presenza di una riduzione delle ore lavorate in questo Paese. Quindi, non possiamo assistere inermi al fatto che si riducono le ore lavorate e non si riducono i caduti sul lavoro: è questo il punto. Questo è un Paese con 500 milioni di ore di cassa integrazione ormai e non è possibile avere lo stesso numero di incidenti e di morti sul lavoro.
Il Parlamento se ne dovrebbe occupare - diciamo così - con un'adeguata preoccupazione, con un vero e proprio allarme, anche perché questo è un Paese - a differenza di altri Paesi europei, dove comunque sono presenti tutti i fenomeni - dove, ahimè, i dati del lavoro sommerso e soprattutto quelli del caporalato e della schiavitù sono di dimensioni completamente diverse rispetto agli altri Paesi. Quindi, abbiamo incidenti e, ahimè, addirittura caduti sul lavoro che non sono affatto certificati, che non emergono, care colleghe e cari colleghi, come tali.
Ricordo solo l'ultimo caso, quello di un giovane indiano di 32 anni morto nell'ospedale di Salerno la settimana scorsa, dopo alcuni giorni di agonia. Siamo molto probabilmente di fronte a un caso di morte sul lavoro, perché è stato praticamente abbandonato all'ospedale. La cancrena era presumibilmente l'effetto di infezioni dovute al luogo in cui lavorava. Ecco, questo è un Paese un po' particolare. Non cantiamo vittoria, quando non ce n'è assolutamente bisogno, non esaltiamo dati e numeri che, invece, debbono essere di assoluta preoccupazione per tutti noi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Vorrei accodarmi alle considerazioni dei colleghi. Diciamo che questo è un tema che dovrebbe non soltanto limare, ma addirittura azzerare le divisioni; dovrebbe determinare un lavoro congiunto, per la verità, e sotto certi profili si sta trovando la strada giusta in questo senso, con un lavoro di prevenzione, di formazione, di sensibilizzazione sul tema, di ampliamento di controlli, di politiche di sanzioni severe ma anche di politiche premiali per chi rispetta le regole.
Purtroppo, il nostro Paese, nella comparazione con gli altri, in particolare quelli europei, vive una situazione che non ci fa onore in termini di statistiche e non ci fa onore in termini di verifiche comparate, come dicevo. Quindi, come legislatori dobbiamo prendere atto che ancora qualcosa manca. Troppe parole. Troppe parole, pochi fatti. La direzione intrapresa con l'istituzione della Commissione, che sta lavorando molto bene, è quella giusta ma, ovviamente, non basta. Non basta e proviamo non poca vergogna quando siamo costretti a stringerci intorno alle famiglie che vivono dei lutti per le morti sul lavoro, per manifestare cordoglio; ma, oltre al cordoglio, ovviamente, proviamo quella sensazione di impotenza e di vergogna. Quindi, la strada è quella di lavorare tutti insieme; facciamo un gesto di buona politica. Il presidente Gribaudo ha segnato una strada; ha lanciato una proposta assolutamente condivisibile perché è una proposta seria e assolutamente percorribile. Congiuntamente siamo d'accordo; congiuntamente scriviamo una pagina di buona politica .
PRESIDENTE. Ringrazio tutte le colleghe e tutti i colleghi che sono intervenuti su questo tema.
PRESIDENTE. Allora, adesso torniamo al nostro ordine del giorno. Il Governo chiede di intervenire, prego.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Solo per chiedere una breve sospensione per permettere agli uffici di finire il lavoro, grazie.
PRESIDENTE. Quindi di 15 minuti, direi. Allora la seduta è sospesa e riprenderà alle 17,30 … Collega Giachetti, ormai ho detto che la seduta è sospesa. Il termine oggi è scaduto alle 12 perché l'esame del provvedimento è andato molto in fretta e il fascicolo è stato mandato dopo al Governo. Comunque, la seduta è sospesa e riprenderà alle 17,30.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/1 Furgiuele il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/2 Boscaini il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/3 Vaccari il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/4 Forattini, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare di continuare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a sostenere le imprese esercenti l'attività della pesca per l'acquisto di gasolio e benzina al fine di garantire la sostenibilità economica ed occupazionale del comparto e dell'intera filiera”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/5 Andrea Rossi, espunte le premesse, il parere è favorevole con integrale riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare di continuare, compatibilmente con i saldi di finanza pubblica, a incrementare il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura, di cui all'articolo 14, decreto legislativo n. 154 del 2004, destinando tali risorse alle imprese e ai consorzi della pesca e dell'acquacoltura”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/6 Marino, espunte le ultime due premesse, il parere è favorevole con riformulazione integrale dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di adottare iniziative normative per l'attuazione della CISOA ai lavoratori del comparto ittico”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/7 Romeo il parere è favorevole con riformulazione integrale dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i saldi di finanza pubblica, di incrementare la dotazione finanziaria del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/8 Boldrini, espunte le premesse terza e quarta, il parere è favorevole con integrale riformulazione dell'impegno come segue: “a proseguire il rafforzamento della formazione e dell'occupazione nel comparto marittimo favorendo l'integrazione tra sistema scolastico, universitario e mondo delle imprese, nonché sostenendo percorsi professionalizzanti e iniziative rivolte ai giovani; a valutare l'opportunità di sostenere lo sviluppo sostenibile dell'economia del mare incentivando progetti di innovazione economica circolare e tutela degli ecosistemi marini, anche attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati e l'accesso a risorse nazionali ed europee”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/9 Amendola il parere è favorevole con integrale riformulazione dell'impegno come segue: “a valutare l'opportunità di integrare il provvedimento in esame con iniziative incisive in materia di sostenibilità ambientale, in particolare tramite l'istituzione di un tavolo istituzionale permanente per la salvaguardia di Metaponto e della fascia ionica metapontina che coinvolga tutte le amministrazioni pubbliche competenti e con il coinvolgimento di ISPRA, nonché l'eventuale collaborazione con gli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR e con le università interessate per contrastare il fenomeno erosivo, promuovere uno sviluppo ecosostenibile e porre in essere misure a sostegno dell'ecosistema biomarino dell'area”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/10 Serracchiani il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/11 Sarracino, espunta la seconda premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di integrare gli interventi recati dal provvedimento in esame sotto il profilo della sostenibilità ambientale adottando idonee iniziative volte a istituire uno specifico programma pluriennale di finanziamento destinato al raggiungimento dei previsti dal regolamento (UE) 2024/1991, relativi al ripristino delle aree marine e costiere, assicurando il conseguimento entro il 2030 delle misure di ripristino su almeno il 20 per cento delle aree marine nazionali interessate, con particolare riferimento al recupero degli degradati, delle praterie di Posidonia oceanica, dei fondali marini e degli ecosistemi costieri vulnerabili, mediante risorse certe, aggiuntive e continuative almeno fino al 2030”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/12 Toni Ricciardi il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/13 Prestipino il parere è favorevole con la riformulazione: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/14 Manzi, soppressa la seconda premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/15 Lai. No, scusi, c'era una riformulazione dell'impegno che doveva leggermi sull'ordine del giorno n. 9/2855/14 Manzi?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, l'ho letta. La rileggo?
PRESIDENTE. No, no. Se l'ha letta, va bene. Sono io che non l'ho sentita.
Ordine del giorno n. 9/2855/15 Lai, prego.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/15 Lai, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/16 Evi, soppressa la seconda premessa, il parere è favorevole con riformulazione: “al fine di prevenire il danneggiamento degli habitat marini sensibili, a integrare le misure recate dall'articolo 20 del provvedimento in esame, adottando iniziative idonee, anche di carattere finanziario, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, volte a promuovere, anche sulla base del monitoraggio periodico dello stato dei fondali, l'installazione e l'implementazione progressiva di campi ormeggio mediante gavitelli ecocompatibili”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/17 De Luca il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/18 Braga, eliminate le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/19 Ferrari, eliminate le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a proseguire nell'individuazione delle aree marine protette a livello nazionale e regionale necessarie al raggiungimento del 30 per cento di aree protette a mare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/20 Curti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/21 Bakkali il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/22 Barbagallo il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/23 Ghio il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/24 Morassut il parere è favorevole con integrale riformulazione dell'impegno: “a proseguire con le misure di semplificazione e razionalizzazione del quadro normativo e autorizzativo applicabile alle configurazioni di autoconsumo collettivo e alle comunità energetiche operanti in ambito portuale, nel rispetto della disciplina eurounitaria in materia, al fine di favorirne la diffusione, ridurre l'utilizzo di energia fossile, ridurre i costi e gli impatti ambientali sulle città”; contrario al secondo impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/25 Casu il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/26 Simiani, il parere è favorevole con integrale riformulazione: “a procedere tempestivamente alla conclusione delle procedure di nomina degli organi di previste dalla legge n. 11 del 2025”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/27 Stefanazzi, soppressa la seconda premessa, il parere è favorevole con integrale riformulazione dell'impegno: “al fine di integrare il quadro di interventi recato dal provvedimento in esame rafforzandone la dimensione della sostenibilità ambientale, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di iniziative normative, programmatorie e finanziarie volte a proseguire nella messa in sicurezza, l'ammodernamento e la resilienza climatica degli impianti fognari, dei depuratori e delle infrastrutture idriche situate nei territori costieri”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/28 Viggiano, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…) compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2855/29 Graziano e n. 9/2855/30 Orfini il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/31 Peluffo, soppressa la seconda premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/32 Pastorella il parere è favorevole con riformulazione, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/33 Lupi, espunte le premesse, il parere è contrario ai primi due impegni e favorevole con riformulazione al terzo impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/34 Pandolfo c'è un invito al ritiro, altrimenti parere contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/35 Caretta il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2855/36 Fratoianni e n. 9/2855/37 Bonelli il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/38 Zanella il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di accompagnare le misure previste dal provvedimento con ulteriori iniziative di competenza, anche di natura normativa, finalizzate a garantire attraverso i poteri di indirizzo e vigilanza sull'Autorità per la Laguna di Venezia che le funzioni e le competenze attribuite alla stessa siano esercitate con l'obiettivo primario di conseguire l'equilibrio ecologico della Laguna di Venezia a tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali, come individuati nella Zona di Protezione Speciale nell'ambito della Rete europea Natura 2000”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/39 L'Abbate il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno che premette: “a valutare l'opportunità di (…), compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/40 Ilaria Fontana il parere è favorevole con integrale riformulazione: “a porre in essere ogni iniziativa utile volta ad assicurare il rispetto del termine di recepimento della Direttiva (UE) 2024/1785, adottando le misure necessarie per accelerare l'iter di adozione del decreto legislativo di cui in premessa”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/41 Carmina il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/42 Amich il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di definire, come previsto dal disegno di legge, una disciplina di dettaglio delle figure professionali, quali l'istruttore subacqueo e la guida subacquea, concernente le concrete modalità di svolgimento delle relative attività nonché l'applicazione degli standard tecnici internazionali in modo che siano garantite la verificabilità e la coerenza con i sistemi di certificazione riconosciuti a livello europeo”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/43 Polo, il parere è favorevole a condizione che sia accolto come raccomandazione…
PRESIDENTE. No, non ho capito.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Quindi non è favorevole, ma accolto come raccomandazione.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/2855/44 Ciocchetti, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Bene, passiamo ai voti.
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Deputato Fornaro, prego. Su cosa?
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Sull'ordine dei lavori. Chiediamo la cortesia di avere le riformulazioni visto che il Governo ha riformulato integralmente moltissimi dispositivi e impegni. Quindi, chiediamo di aspettare anche qualche minuto perché noi non siamo in grado, a questo punto, di dare indicazioni di voto al gruppo, dato che i primi sono quasi tutti nostri.
PRESIDENTE. Va bene. Se la Sottosegretaria ha il magari, ce lo manda, altrimenti dobbiamo fotocopiare le sue riformulazioni. Allora, sospendo la seduta, che riprenderà alle 17,55.
PRESIDENTE. Riprendiamo quindi dagli ordini del giorno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/1 Furgiuele il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/2 Boscaini. Onorevole Boscaini, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/3 Vaccari, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vaccari. Ne ha facoltà.
STEFANO VACCARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io chiederei alla Sottosegretaria se si possa rivedere questo parere, perché l'ordine del giorno che abbiamo presentato pone un problema molto serio e anche formale. Infatti, con il decreto direttoriale del 28 dicembre 2023, il Ministero dell'Agricoltura aveva riconosciuto un fantomatico Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione per la gestione ed il riequilibrio della risorsa molluschi bivalvi, al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi di corretta gestione dell'attività di prelievo.
Il problema è che questo organismo non è altro che un organismo consultivo di rappresentanza, che però viene consultato eccessivamente e che sta assumendo funzioni improprie, soprattutto escludendo molti consorzi del nostro Paese, che sono stati privati della partecipazione ai processi decisionali da parte del Ministero, con danni economici e istituzionali che sono anche documentabili, fra cui l'esclusione dai tavoli tecnici e consultivi, e non si sa bene perché ci debbano partecipare soltanto alcuni consorzi e non quelli, guarda caso, con presidenti riconducibili a forze di centrosinistra.
C'è una perdita di rappresentanza nelle decisioni nazionali ed europee. Inoltre, vengono prese comunque decisioni unilaterali del Ministero, come quella di un mese di fermo di pesca, senza una consultazione, che è stata fatta nei mesi scorsi.
I consorzi esclusi hanno mosso diverse, ripetute critiche verso questo organismo di programmazione; lo hanno fatto verso le istituzioni locali e nazionali, segnalando, in particolare, che il decreto direttoriale del 28 dicembre 2023 è viziato da eccesso di potere, di sviamento della funzione amministrativa, di violazione del principio di legalità, di violazione di due decreti ministeriali e di attribuzione impropria - come ho cercato di spiegare prima - di funzioni pubbliche ad un soggetto privato. E quindi c'è una discriminazione sostanziale tra consorzi di pari natura.
Riteniamo che serva, come abbiamo chiesto in quest'ordine del giorno, annullare questo decreto, al fine di ripristinare a livello nazionale una rappresentanza pluralistica e paritaria di tutti i consorzi riconosciuti, viste le difficoltà che il settore della pesca - come altri ordini del giorno che il Partito Democratico ha presentato - sta attraversando non da oggi, non soltanto per la guerra in Medio Oriente, ma anche da prima.
Revocare questo decreto è semplicemente una scelta di buon senso che consente di sospendere ogni riconoscimento amministrativo connesso a questo organismo perché si possa garantire, nel nostro Paese, una rappresentatività paritaria a tutti i consorzi che operano con grande difficoltà, riunendo piccole e piccolissime imprese, spesso familiari, che hanno bisogno di supporti importanti, ma soprattutto di unitarietà nella rappresentanza verso le istituzioni, soprattutto verso le istituzioni nazionali.
E, quindi, chiediamo, se è possibile, di rivedere il parere di questo ordine del giorno, perché pensiamo possa essere utile anche all'azione che il Governo e il Ministero stanno portando avanti in questo ambito .
PRESIDENTE. Il Governo intende cambiare il parere? Non mi pare. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/3 Vaccari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/4 Forattini. Onorevole Forattini accoglie la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
ANTONELLA FORATTINI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non posso accogliere la riformulazione, perché stiamo discutendo non di una misura marginale, ma del futuro di un intero comparto produttivo, della tenuta economica e sociale di territori costieri, della sopravvivenza di una filiera strategica del nostro sistema agroalimentare. Ma, d'altra parte, questo Governo non ha messo in campo una politica industriale per il Paese, figuriamoci se lo ha fatto per la pesca italiana, perché i numeri sono chiari, non lasciano spazio a interpretazioni: nel prossimo ciclo di programmazione europea, le risorse per la pesca passano da oltre 6 miliardi a poco più di 2 miliardi, un taglio del 67 per cento.
E di fronte a questo scenario la risposta qual è? Non intervenire, non compensare, non costruire strumenti alternativi. Ecco, avete scelto di non dare una risposta a questa crisi. Si continua a parlare di valorizzazione della risorsa mare, ma senza risorse quella valorizzazione resta una parola vuota, perché la verità è che senza investimenti non c'è innovazione, non c'è sostenibilità, non c'è competitività. E senza competitività il risultato è solo quello di aumentare la dipendenza dall'estero.
Oggi, in Italia, circa tre quarti del pesce che consumiamo è importato; tre quarti non sono poco. E allora come è possibile pensare di indebolire ulteriormente la pesca italiana? Una scelta che va esattamente nella direzione opposta rispetto alla tutela del .
C'è poi un secondo punto che voglio sottolineare: questo ordine del giorno chiede una misura concreta, mirata, immediata e anche attivabile, che è quella del credito d'imposta per compensare l'aumento dei costi energetici; una misura concreta perché chi va in mare, oggi, paga il gasolio a prezzi che erodono margini già ridottissimi e senza i margini le imprese chiudono.
Si voleva evitare la scomparsa di un settore produttivo e quando scompare una marineria non perdiamo solo posti di lavoro, perdiamo competenze, identità, presidio del territorio, equilibrio sociale.
Da mesi sentiamo parlare di sovranità alimentare, è diventata una parola chiave della vostra narrazione. Ma la sovranità non si proclama, si costruisce e si costruisce garantendo che le filiere produttive restino vive, competitive e sostenibili. Bocciando - o meglio - riformulando questo ordine del giorno, fate esattamente il contrario: indebolite una filiera e aumentate la dipendenza dall'estero, una contraddizione evidente.
Qui, ovviamente, il problema è che la pesca non ha lo stesso peso mediatico di altri settori. Forse è meno visibile per voi, ma è proprio questo il compito della politica: intervenire dove il mercato da solo non basta. Ecco, quindi, che non possiamo accettare questa riformulazione che, di fatto, non riconosce quanto sta passando il settore della pesca in termini economici e chiediamo un ripensamento. E, se non è possibile, appunto, lo mettiamo ai voti .
PRESIDENTE. Non mi pare che il Governo voglia rivedere il parere. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/4 Forattini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/5 Andrea Rossi. Onorevole Andrea Rossi accoglie la riformulazione? No, quindi lo votiamo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/5 Andrea Rossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/6 Marino. Si accoglie la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Forattini. Ne ha facoltà.
ANTONELLA FORATTINI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche in questo caso non accettiamo la riformulazione perché svuota il senso del nostro ordine del giorno.
Stiamo discutendo di un provvedimento che si propone di valorizzare la risorsa mare, ma la realtà è che oggi in territori come la Sicilia, che vive di pesca, non si è più nelle condizioni di uscire in mare. È un dato concreto: ci sono imbarcazioni che sostengono costi tra i 700 e i 1.000 euro al giorno solo di carburante. Quindi, questo significa una cosa molto semplice: si pesca o si va in perdita oppure si resta in banchina. Che valorizzazione è quella che non mette in condizioni i pescatori di lavorare? Perché qui non siamo di fronte a una difficoltà congiunturale, ma a un rischio strutturale, quindi la perdita di imprese familiari, la crisi della filiera ittica, l'impatto diretto sull'occupazione.
Tutto questo mentre le politiche europee - come ho già detto prima - già limitano tempi e modalità di pesca. Noi con questo ordine del giorno avevamo chiesto un sostegno immediato al reddito dei lavoratori del comparto, anche attraverso strumenti analoghi a quello della cassa integrazione salariale operai agricoli e risorse adeguate per evitare che il settore collassi. La riformulazione, di fatto, elimina questo impegno concreto e, per questa ragione, non possiamo accettarla e chiediamo che l'ordine del giorno venga messo ai voti .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/6 Marino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/7 Romeo, su cui il parere è favorevole previa riformulazione: non accoglie e chiede di parlare, prego.
NADIA ROMEO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non posso accogliere la riformulazione che vede parole come “a valutare l'opportunità di” e “compatibilmente con le risorse” perché mi sembrano parole già note, che ho già sentito quando si è trattato di parlare di altre emergenze che riguardavano il settore della pesca.
Non possiamo accoglierle perché c'è bisogno di un impegno concreto adesso, perché adesso è l'urgenza. Voglio cercare di farvi cambiare il parere e prendere davvero un impegno non con le parole di un parlamentare di una parte politica, ma con le parole di chi vive questa crisi. Le parole sono queste: “Voglio capire quale direzione prendere, se dimezzare le uscite o addirittura fermarsi, perché in queste condizioni si fa davvero fatica. Il carburante incide ormai per due terzi sul valore del pescato; un peschereccio, a seconda delle dimensioni, consuma tra i 1.500 e i 3.000 litri a uscita, il calcolo è presto fatto e non resta alcun margine”. Queste sono le parole di chi vive ogni giorno la crisi di questo settore. Prima abbiamo votato l'articolo 31, che reca le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali per la pesca marittima. È l'unico articolo che abbiamo votato favorevolmente e lo abbiamo fatto per una precisa scelta politica, che non può rimanere un episodio isolato.
È un segnale politico chiaro: lì dove ci impegniamo nel migliorare le condizioni dei lavoratori della pesca, lì dove c'è una preoccupazione che è comune, noi ci siamo, ma ci siamo con impegni concreti, che chiediamo anche al Governo. La nostra parte l'abbiamo fatta, abbiamo votato a favore proprio per queste ragioni, perché oggi dobbiamo intervenire su un sistema che è già in ginocchio, è già segnato dalle emergenze. L'aumento dei costi energetici e del carburante, dovuti alle ultime tensioni internazionali, stanno facendo esplodere il costo del carburante e incidono ancora di più su un settore già in ginocchio, già segnato. Parliamo di aumenti fino al 42 per cento di uscite in mare, che arrivano a costare in Sicilia - come detto prima - tra 700 e 1.000 euro, ma addirittura in alcuni territori tra i 1.000 e 1.500 euro in più al giorno. Questo significa meno giornate di pesca, meno pescato, meno reddito, e questo colpisce direttamente i lavoratori della pesca, uomini e donne che vivono di questo mestiere. Vengo da un territorio che conosce bene queste situazioni e spesso queste situazioni sono a tutela già di fragilità, adesso si vedono ridurre drasticamente il proprio salario.
Chi lavora meno in quei giorni oggi rischia, e sempre di più, non soltanto di vedere abbassato il salario, ma rischia davvero di perdere il lavoro e di non poter più riavere quel posto di lavoro. Significa meno sicurezza economica, meno continuità lavorativa, più precarietà. Non bastano impegni così sporadici e di principio. Questo ordine del giorno chiedeva una cosa molto semplice: rafforzare la dotazione del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, per garantire un sostegno immediato e concreto a un comparto strategico e soprattutto a chi ogni giorno lavora in mare.
Non è soltanto un settore economico, un settore sociale, ed è in gioco anche il destino di interi territori. Se la pesca si ferma, infatti, si svuotano le comunità costiere, si indebolisce il tessuto sociale e si perdono mestieri e tradizioni che fanno parte della nostra identità e che, già in gran parte, abbiamo perso con le emergenze di questi ultimi anni, sulle quali il Governo non è intervenuto tempestivamente. Il rischio è quello di un concreto abbandono di tutti i territori del mare e della risorsa mare. Non si può parlare di risorsa mare se non si tutela, poi, chi il mare lo vive. Per questo, chiedo di modificare la riformulazione con un impegno concreto, altrimenti chiedo ovviamente di mettere al voto l'ordine del giorno
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/7 Romeo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/8 Boldrini, il parere è favorevole previa riformulazione: non accoglie e chiede di intervenire, prego collega.
LAURA BOLDRINI(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Signora Sottosegretaria, magari mi aiuterà a capire, perché questo DDL sicuramente è molto importante, perché parla della valorizzazione della risorsa mare. Allora, il nostro è un Paese che ha 8.000 chilometri di costa, quindi un provvedimento sulla risorsa mare dovrebbe veramente pesare e ricevere tutte le risorse necessarie, ma bisognerebbe anche accogliere i progetti che valgono. Allora, quando si parla di progetti che valgono, di progetti ambiziosi, devono essere non solo per la sostenibilità ecologica, che è molto importante, ma anche per l'innovazione tecnologica e il sostegno alle della perché questo è assolutamente indispensabile nel momento in cui il nostro Paese vuole porsi come in questo ambito, però, colleghi e colleghe, tutto questo richiede studi, richiede ricerche, richiede formazione continua. Per questo, l'ordine del giorno, signora Sottosegretaria, chiede a voi proprio di sostenere un progetto - che il PD aveva anche veicolato attraverso una proposta di legge a prima firma del collega Simiani - in cui si parla di un Centro nazionale di studi e documentazioni sulla nautica e sul mare. Questa non è una struttura teorica, sarebbe una struttura molto utile di coordinamento della ricerca, di coordinamento della formazione e dell'innovazione nel settore marittimo e aiuterebbe anche nella collaborazione - un Centro nazionale come questo - con le università, le scuole e tutto il mondo delle imprese.
Allora, noi proponevamo questo progetto e di farlo nel comune di Monte Argentario. Ora, quello che vorrei spiegare, è che avevamo proposto il Monte Argentario per la sua vocazione marittima, però non vi piace il Monte Argentario e volete farlo in un altro posto? D'accordo, facciamolo in un altro posto, però non potete espungermi dall'ordine del giorno il contenuto dell'ordine del giorno stesso, che è quello di istituire un Centro nazionale di studi e documentazioni sulla nautica e sul mare, perché, allora, Sottosegretaria, che ne resta? O mi accogliete il nucleo di quell'ordine del giorno, che è istituire questo Centro, oppure è meglio dare un parere contrario, non crede? Perché altrimenti che rimane di questo ordine del giorno? Lei me lo riformula, ma non rimane più nulla. Quindi, io posso capire che voi abbiate qualcosa da ridire sul luogo, ma allora avete anche da ridire sul Centro nazionale di studi e documentazioni? E come pensate di valorizzare la risorsa mare senza la documentazione e senza la ricerca necessaria, in un mondo, in un ambito, quello nautico, che è sempre più all'avanguardia in questi settori? Veramente, allora, non capisco il senso neanche del DDL.
Quindi, signora Presidente, nel chiudere approfitto per rivolgermi alla Sottosegretaria, chiedendole se eventualmente ci possa essere un qualche ripensamento sullo spirito. Lei mi ha detto che siete disposti a togliere questa parte e, quindi, quello che resta non si regge neanche da solo. Pertanto, mi chiedo se magari non sia possibile fare una riflessione aggiuntiva sull'opportunità di istituire il Centro nazionale di studi e documentazione sulla nautica e sul mare .
PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto la parola.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Chiedo di accantonarlo.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi, l'ordine del giorno n. 9/2855/8 Boldrini è accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/9 Amendola, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Va bene.
Sull'ordine del giorno n. 9/2855/10 Serracchiani il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/11 Sarracino, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Accoglie la riformulazione? No.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/11 Sarracino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/12 Toni Ricciardi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Sottosegretaria, a dir la verità mi sono meravigliato del parere di netta contrarietà rispetto a questo ordine del giorno, che noi avevamo costruito con il buonsenso, la ragionevolezza e soprattutto con l'intenzione di poter suggerire a voi del Governo delle azioni da intraprendere in tal senso.
Ho capito che in questo luogo ogni tanto c'è una difficoltà anche nella pura e semplice analisi grammaticale. E allora, se lei mi consente, Presidente, suo tramite mi rivolgo alla Sottosegretaria per porle esattamente questa domanda: cosa prevedeva l'ordine del giorno? Integrare il quadro normativo dell'articolo 25, adottando cosa? Iniziative normative. E un Governo che cosa fa, se non suggerire, intraprendere leggi affinché si risolvano problemi alle persone?
Secondo. Ci eravamo permessi di sottolineare, ove mai ce ne fosse la disponibilità, “anche di carattere economico”. E fin qui, bene. La domanda, ovviamente, colleghe e colleghi, qual è? Sì, ma per fare cosa? Qual è l'oggetto dell'ordine del giorno? L'oggetto dell'ordine del giorno è di immaginare, con un intervento, una sensibilità crescente, di limitare - non dico di fermare, ma di limitare - lo spopolamento delle isole minori. E fin qui io vorrei capire cosa ci sia di ostativo affinché non ci sia nemmeno il parere di accolto come raccomandazione, e tralascio la battuta, ormai nota, sulle raccomandazioni. E tutto questo per fare cosa? Uno, per stimolare l'occupazione giovanile; due, per stimolare e incentivare l'imprenditorialità giovanile; tre, per sostenere tutte quelle misure volte all'incentivazione del turismo sostenibile.
Questa era la richiesta o, meglio, questo era l'impegno, nemmeno la premessa, come a dire: guardate, vi suggeriamo di immaginare un'attenzione particolare per le isole minori che, tolti quei pochi mesi all'anno, vivono lo spopolamento come tutte le aree del margine, come molte aree interne del Paese e così via.
Sottosegretaria, io so che lei difficilmente vorrà darci una spiegazione. Allora, a questo punto noi ci permettiamo di chiederle quantomeno un'ulteriore riflessione o di trasformare una contrarietà netta, che a dir la verità è incomprensibile, in un parere favorevole o, quantomeno, in una presa in considerazione parziale di una rivendicazione giusta che credo anche possa esservi, con tutti i crismi della collaborazione che un'opposizione rispettosa delle funzioni politiche ha posto in essere .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/12 Toni Ricciardi, con il parere contrario del Governo. L'ordine del giorno è sottoscritto anche dalla collega Morfino e da tutto il gruppo di AVS.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/13 Prestipino. Onorevole Prestipino, accoglie la riformulazione? Non l'accoglie e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
PATRIZIA PRESTIPINO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ovviamente, non ci sono mai i soldi per le cose importanti, non ci sono i soldi per tutelare l'ambiente. L'ambiente non lo tuteliamo, casomai lo vessiamo, lo massacriamo. Eppure, parliamo di tutelare il mar Mediterraneo, il la cosa più preziosa che abbiamo, un patrimonio eccelso. E lo sappiamo bene che questo ecosistema è esposto a gravi minacce, come l'aumento delle temperature dell'acqua - è stato già detto -, il sollevamento del livello del mare e la proliferazione di specie aliene invasive. Questi fenomeni non solo compromettono la biodiversità, ma mettono a rischio anche le comunità che dipendono da queste risorse per la loro sussistenza.
Le praterie di , che rappresentano un elemento chiave di salute del nostro mare, stanno soffrendo a causa anche delle attività di ancoraggio e delle pressioni antropiche sempre più elevate. Questi ecosistemi marini non sono solo per numerose specie marine, ma svolgono anche funzioni ecologiche essenziali, come la protezione delle coste dall'erosione, la fissazione del carbonio e il mantenimento dell'equilibrio ecologico complessivo.
La riduzione dell'impatto ambientale delle attività marittime deve diventare una priorità, colleghi e colleghe, non solo legislativa, ma anche culturale, così come deve diventare un impegno culturale tutto il settore di tutela dell'ambiente. Quindi, bisogna accompagnare questa tutela con misure concrete di salvaguardia degli ambienti marini. La mappatura delle praterie di , attualmente in fase di completamento da parte dell'ISPRA, deve diventare uno strumento fruibile e accessibile, affinché le informazioni raccolte possano orientare le decisioni degli operatori del settore e degli enti locali. Per questo noi chiedevamo di considerare con la massima serietà l'impegno verso l'adozione di strumenti efficaci che consentano l'individuazione e la protezione puntuale degli marini sensibili.
Ed è chiaro che, mentre valorizziamo la potenzialità del nostro mare, non dobbiamo perdere di vista l'importanza della sua tutela. Il futuro dei nostri mari e del nostro ambiente dipende da queste scelte responsabili e consapevoli e ogni azione che noi intraprenderemo oggi influenzerà non solo il presente ma anche il futuro delle prossime generazioni. È chiaro che ogni scelta che faremo oggi sarà un passo verso un futuro dove il mare non sarà solo un luogo di svago e di bellezza, ma anche un simbolo di sostenibilità e rispetto per il nostro già fragile ecosistema .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/13 Prestipino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/14 Manzi, su cui il parere è favorevole con riformulazione. Va bene? Sì, va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/15 Lai. Onorevole Lai, accoglie la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
SILVIO LAI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno non può essere trattato con quella riformulazione. Il gruppo del PD ha presentato numerosi emendamenti, che sono stati tutti quanti respinti, con un impegno da parte del Governo di affrontare questo tema, perché la Posidonia è un valore importante.
In questo caso, con quest'ordine del giorno, si affronta il tema concreto della gestione della Posidonia nei territori costieri, dove i comuni costieri sono sostanzialmente lasciati da soli. In alcuni comuni non ci sono le risorse per gestire adeguatamente la Posidonia che è una difesa naturale delle spiagge: protegge la sabbia, contrasta l'erosione e mantiene anche l'equilibrio degli ecosistemi.
Ora, i comuni non sono tutti uguali: molti comuni hanno un problema con la Posidonia che è molto più elevato rispetto a quella che è la loro capacità di gestirla adeguatamente e proteggerla utilizzandola, diciamo, nelle modalità con cui deve essere trattata, cioè talvolta spostandola, ma mantenendola nelle condizioni che le consentono di continuare a svolgere la sua funzione biologica.
Noi, con quest'ordine del giorno, chiedevamo semplicemente - anche citando un modello innovativo di trattamento dei depositi di Posidonia che si è sviluppato in Sardegna, a Quartu Sant'Elena, che consente il recupero della sabbia trattenuta nella biomassa e la sua restituzione alle spiagge di provenienza, in modo da continuare a svolgere quella funzione di contrasto all'erosione costiera - che ci fossero criteri uniformi di sostegno economico per favorire delle pratiche di gestione a basso impatto ambientale. Criteri uniformi vuol dire che è il Governo in qualche modo a darli, che è la legislazione nazionale a darli, anche con riferimento alle risorse nazionali. Queste pratiche di gestione a basso impatto ambientale sono lo spostamento temporaneo, il riposizionamento , il recupero della sabbia e poi il riutilizzo sostenibile della biomassa.
Ora, dire che questa cosa la si fa rimandando, però, la copertura economica significa non prendere seriamente in considerazione un problema che per alcuni comuni diventa esiziale; e quando diventa esiziale vuol dire che devono rinunciare a qualcos'altro per gestire la Posidonia in maniera corretta oppure non gestirla e, quindi, peggiorarne la condizione.
Ecco perché questa riformulazione non va bene e, quindi, chiedo al Governo di rivedere questa posizione oppure di sottoporre al voto l'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/15 Lai, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/16 Evi, su cui il parere è favorevole, previa riformulazione. Onorevole Evi, accoglie la riformulazione? No e ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accetto la riformulazione perché nella riformulazione del Governo, di fatto, accadono due cose: da un lato, si introduce, come sempre, il “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e, dall'altro, si cancella il divieto di ancoraggio libero che, invece, era citato nel testo del mio ordine del giorno e che ritengo sia esattamente la strada da proseguire e da intraprendere. Lo dico perché - come ricordavo anche nell'intervento che ho svolto sull'emendamento durante l'esame di questo provvedimento - la perdita di Posidonia accade proprio a causa in larga parte dell'ancoraggio libero.
Quindi, questa dovrebbe essere una priorità da affrontare. In che modo? Sicuramente - e questo il Governo lo riconosceva - cercando di promuovere l'implementazione progressiva di soluzioni alternative, come appunto gli ormeggi mediante gavitelli ecocompatibili.
Però - ed è qui che voglio portare la vostra attenzione e l'attenzione del Governo - senza la misura anche del divieto rimane un impegno, quello di un ordine del giorno, che è talmente vago e talmente blando che francamente mi pare difficile da poter accettare.
Poi, voglio portare l'attenzione dei colleghi su un altro aspetto che, secondo me, è interessante: quando viene fatto riferimento e viene inserito nella riformulazione del Governo il “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”, ecco, io vi porto questo dato perché in Italia si stima un danneggiamento di Posidonia di circa 15.000 ettari all'anno, di cui, peraltro, 8.000 da attribuirsi a imbarcazioni superiori ai 24 metri. Bene, quanto costa in termini economici perdere la Posidonia? La stima del danno patrimoniale ce la dà una sentenza recente di un tribunale francese che ha calcolato 86.000 euro all'anno per ettaro di danneggiata: il che porterebbe nel nostro Paese il potenziale danno patrimoniale, in termini di servizi ecosistemici, per l'Italia, appunto, a circa 1 miliardo e 290 milioni di euro l'anno.
Ecco, di fronte a queste cifre, io credo che continuare a sbandierare il tema del “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” sia in qualche modo fuori dal tempo.
Occorre cercare di capire, invece, che è esattamente investendo in soluzioni ecologiche, nella transizione ecologica e in soluzioni davvero sostenibili che noi facciamo l'investimento migliore per noi e per il pianeta.
Ecco, davanti a questi numeri, ci rendiamo conto di quanto sia ancora anacronistico continuare a porre il tema dei vincoli di finanza pubblica quando, invece, i danni sarebbero di gran lunga e sono di gran lunga molto, molto maggiori. Questo è il motivo per cui non posso accettare questa riformulazione .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/16 Evi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/17 De Luca, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere quest'ordine del giorno. Signora Presidente, l'articolo 25 del provvedimento che stiamo esaminando affronta il tema delle isole minori, a nostro avviso, in modo del tutto insufficiente: vengono introdotte alcune misure certamente utili, ma sicuramente parziali perché prive di nuovi stanziamenti e incapaci di incidere sui nodi strutturali dell'insularità.
Queste disposizioni risultano, inoltre, molto lontane dalla più volte annunciata riforma organica richiamata dal Governo come strumento idoneo ad affrontare questioni essenziali quali la continuità territoriale, i trasporti, l'energia, la fiscalità di vantaggio, il problema dello spopolamento, il diritto alla mobilità e l'accesso ai servizi.
Inoltre, il disegno di legge dedicato alle isole minori, che è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre come attuazione del principio di insularità introdotto in Costituzione nel 2022, è arrivato in Parlamento solo da qualche giorno e con risorse, anche qui, del tutto inadeguate, limitate al solo biennio 2027-2028 e, dunque, prive di carattere strutturale, confermando la distanza tra gli annunci del Governo e le misure effettivamente adottate, nonché il permanere dell'assenza di un vero piano organico per le comunità delle isole minori.
Per questi motivi, noi chiedevamo e continuiamo a chiedere al Governo di impegnarsi a integrare il quadro delle misure previste dall'articolo 25 del provvedimento, adottando iniziative normative volte a introdurre misure fiscali strutturali e permanenti in favore dei cittadini e delle imprese operanti nelle isole minori al fine di compensare i maggiori costi derivanti dalla condizione di insularità .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/17 De Luca, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Avverto che il gruppo del Partito Democratico ha esaurito i tempi previsti dal contingentamento.
Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari ad un terzo rispetto al tempo originariamente assegnato al gruppo medesimo dal contingentamento.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/18 Braga, su cui il parere del Governo è favorevole, previa riformulazione. Onorevole Braga, accoglie la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/18 Braga, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/19 Ferrari. Onorevole Ferrari, accoglie la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non posso accogliere la riformulazione e chiedo, invece, alla Sottosegretaria se può valutare un accantonamento, perché l'impegno che lei mi propone è un impegno non credibile nella misura in cui la parte finanziaria di questo impegno viene cassata.
Questo ordine del giorno si riferisce all'applicazione della Strategia nazionale per la biodiversità, che vi ricordo è stata adottata con decreto ministeriale di questo Governo nell'agosto del 2023. Quindi, è un provvedimento di questo Governo che doveva individuare una serie di aree protette ed aree rigorosamente protette, in ottemperanza degli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030. Quindi, vi ricordo che mancano meno di quattro anni. Però, al momento, le aree individuate - sia quelle protette che quelle rigorosamente protette - non hanno raggiunto ancora l'obiettivo. Per quanto riguarda le aree protette, l'obiettivo è del 30 per cento e ad oggi ci si attesta a poco più del 21, mentre, rispetto alle aree rigorosamente protette, siamo a metà del guado, siamo al 5 per cento rispetto al 10.
Allora, questo ordine del giorno chiedeva di prevedere, nel prossimo disegno di legge di bilancio, di stanziare quelle risorse necessarie a raggiungere quegli obiettivi che voi vi siete dati, che, a nome di tutti noi, avete dato a questo Paese per ottemperare alla Strategia europea. Non ci siamo ancora, non si può immaginare che ci si arrivi senza stanziare le risorse necessarie. Quindi, Sottosegretaria, lei mi risponde, mi riformula l'impegno, dicendo “proseguire nell'individuazione”: bene, sono contenta se farete quell'esame e quella ricerca per andarle ad individuare. Certamente, le nozze con i fichi secchi non si possono fare: dunque, se non ci sono le risorse per rendere effettive quelle aree protette, questo impegno non è credibile. Quindi, le chiedo se può valutare l'accantonamento .
PRESIDENTE. Il Governo mantiene il suo parere.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/19 Ferrari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/20 Curti, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI(PD-IDP). Grazie, Presidente. In realtà il parere contrario non mi stupisce affatto e le spiego, Presidente, anche perché. Perché l'ordine del giorno che ho presentato si va ad inserire nel quadro del disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che, giustamente, punta a valorizzare il coordinamento delle politiche marittime attraverso il Piano del mare. Si tratta di un'impostazione, a dire il vero, anche condivisibile, che riconosce nel sistema portuale un strategico per la crescita economica e per la competitività del nostro Paese. Tuttavia, però, proprio mentre in quest'Aula noi affermiamo questi principi, emergono delle notizie sui territori molto preoccupanti circa la riduzione delle risorse destinate proprio agli interventi portuali, interventi che già erano stati anche programmati. Posso portare l'esempio della mia regione, la regione Marche, dove tra il porto di Ancona, il porto di San Benedetto del Tronto e il porto di Pesaro c'è stato un taglio di oltre 100 milioni di euro.
Ecco, queste scelte ovviamente rischiano di creare incertezza, rischiano di andare a rallentare quella che è la programmazione dei lavori, rischiano di creare incertezza anche per gli operatori, ma, soprattutto, queste scelte rischiano di creare una perdita di competitività dei nostri scali. È proprio per questo motivo che ho presentato quest'ordine del giorno, con un impegno molto chiaro, cioè quello di impegnare il Governo ad adottare ogni iniziativa utile a garantire la continuità degli interventi, che erano già stati programmati, per la piena valorizzazione del sistema portuale.
Perché noi non possiamo, all'articolo 1 di questo provvedimento, dire che è necessario rafforzare il sistema portuale, mentre, nello stesso tempo, un altro Ministero sta tagliando i fondi già stanziati proprio sul sistema portuale. Questa è una contraddizione evidente. È una scelta incoerente da parte del Governo, che rischia di andare a compromettere la credibilità delle politiche legate al mare, danneggiando l'economia del nostro Paese ancora di più rispetto a quello che siete riusciti a fare in questi quattro anni.
Quindi, per queste motivazioni, io chiedo ovviamente - so che non lo farà - un ripensamento al Governo su questo ordine del giorno, perché trovo assurdo ritrovarsi in quest'Aula e votare un provvedimento che arriva dal Governo con il quale si chiede di incentivare gli investimenti sulle aree portuali - e lo condividiamo -, mentre, dall'altra parte, negli stessi giorni, stiamo togliendo le risorse che erano già state stanziate .
PRESIDENTE. Non vedo ripensamenti del Governo.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/20 Curti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/21 Bakkali: onorevole, accetta la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Presidente, intervengo rapidamente su un tema importante, sempre sulla questione portuale. Stiamo approvando un provvedimento che parla di valorizzazione della risorsa mare. Ricordiamo a questo Governo che la portualità cuba il 17,5 per cento del totale dell'economia del mare. Questo è un ordine del giorno che abbiamo proposto e riproposto più volte. Quindi, la riformulazione con la solita frase di rito “a valutare l'opportunità di” non solo la rifiutiamo, perché non è all'altezza del tema che proponiamo sul lavoro portuale, ma ci preoccupa a questo punto. Dopo quattro anni che vi poniamo il tema del lavoro usurante, del Fondo amianto e le questioni che riguardano il pensionamento anticipato, siamo davvero preoccupati.
Questo è un ordine del giorno che arriva a pochi giorni dal 1° maggio, arriva a poche ore dal vostro decreto. La Presidente del Consiglio, poche ore fa, diceva che dobbiamo fare squadra e lavorare per fatti. Ecco, la portualità e il mondo della portualità sono anni che vi chiedono queste tre cose molto semplici. La prima è riconoscere le prestazioni portuali come attività usuranti ai fini previdenziali. Lo sapete, lo sappiamo che i lavoratori portuali sono esposti, per fatica, per i lavori notturni, per i lavori in quota, per il clima nel quale operano e per i ritmi, a un lavoro che è nei fatti usurante.
Vi chiediamo di rendere operativo il Fondo per il pensionamento anticipato, così come da decreto-legge n. 228 del 2021. Lo abbiamo presentato, sono quattro anni, Sottosegretaria, che presentiamo queste richieste: ripeto, che non abbiate nemmeno ancora valutato l'opportunità di farlo è davvero scandaloso, perché, nel frattempo, questa tipologia di lavoratori sta invecchiando, questa tipologia di lavoratori si sta facendo male e, nel frattempo, questa tipologia di lavoratori sta morendo, perché questo è uno dei settori dove, purtroppo, si registrano, come nell'ambito dei trasporti e della logistica, infortuni gravissimi.
Vi chiediamo, per ultimo, di estendere la portata soggettiva del Fondo amianto: anche per questo, da quattro anni, non avete neanche valutato “l'opportunità di”. Quindi, non possiamo accettarlo proprio nel rispetto di questi lavoratori e di queste richieste che vi facciamo ormai da anni e proprio perché siamo alla vigilia del 1° maggio. Ancora ci presentate un decreto, siamo al terzo, ma di fatti ne vediamo molto pochi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/21 Bakkali, con il parere contrario del Governo. L'onorevole Gribaudo sottoscrive l'ordine del giorno.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/22 Barbagallo. Onorevole Barbagallo, accoglie la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Non possiamo accettare la riformulazione del Governo, perché servono risorse per risolvere la crisi che si è determinata nel Paese dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Dopo la chiusura, la risposta del Governo è stata certamente inadeguata: inadeguata perché c'è un'inflazione crescente che incide soprattutto sui beni di prima necessità, soprattutto al Sud, dove il caro carburante incide sul latte, sulle uova, sull'acqua minerale.
Ci sono intere categorie in sofferenza. Abbiamo assistito, per giorni e giorni, allo sciopero degli autotrasportatori che chiedono due cose banali. La prima è che venga liquidato il Marebonus, che è arretrato: arretrato di mesi, mesi e mesi. Non lo so, al Ministero probabilmente servirà qualcuno, qualche impiegato in più, qualche ragioniere che sia più solerte. Però è impossibile che, in questo tempo, ancora assistiamo a ritardi per l'intera categoria. per la vicenda dell'ETS, che più volte abbiamo sollecitato in questa legislatura: chiediamo che venga utilizzata questa tassa per sostenere il , il vecchio Marebonus, per dare un aiuto concreto a una categoria che oggi sta soffrendo tanto.
E poi, in questa crisi, restano tanti misteri, alcuni dei quali riguardano le verifiche e i controlli. Perché il Governo non controlla l'aumento sensibile dei costi nei distributori e alla pompa? In particolare, ci riferiamo al biocarburante HVO, prodotto in Italia, segnatamente a Venezia e a Gela, che il giorno prima che scoppiasse la crisi in Medio Oriente costava 1,569 euro e che ora è arrivato a 2,10 euro. Com'è possibile che un prodotto che è fatto in Italia, lavorato in Italia, che proviene da scarti e da oli vegetali, aumenti quasi del 30 per cento e non c'entri nulla con la chiusura dello Stretto di Hormuz? Il Governo dovrebbe vigilare. Serve una visione e questa inadeguatezza del Governo continuano a pagarla gli italiani e i lavoratori italiani .
Chiudo, signora Presidente, con l'ultima considerazione. È insopportabile che, anche in questi momenti di difficoltà, il Governo faccia figli e figliastri e continui a strizzare l'occhiolino ad alcune categorie, mentre utilizza i toni duri e aspri con altre. Alcune categorie sono a secco, sono rimaste all'asciutto sia dai ristori sia dagli interventi normativi: mi riferisco in particolare agli NCC, agli NCC con il bus e ai traghetti, per cui gli imbarchi e i costi d'imbarco aumentano sensibilmente e il Governo non muove foglia.
Tra poche settimane si inizierà a discutere l'ETS2 e il Governo ancora non ha concertato e non ha convocato nessuno. Questo atteggiamento è insopportabile .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/22 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2855/23 Ghio, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare la collega Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo di intervenire perché il parere totalmente contrario, quindi senza neanche proporre qualche riformulazione, ha evidenziato quello che noi pensiamo si nasconda dietro la riforma dei porti: una riforma annunciata da diversi anni, approvata in Consiglio dei ministri lo scorso 22 dicembre, rimasta per diversi mesi sottotraccia, anche per le tante critiche ricevute; e adesso riemersa per una prossima calendarizzazione. Cosa chiediamo in questo ordine del giorno?
Il testo approvato in Consiglio dei ministri, di fatto, smantella un sistema che funziona; noi abbiamo chiesto da tempo maggiore coordinamento strategico sulle questioni fondamentali, così come interventi di semplificazione, però quello che prevede la riforma, almeno nella versione approvata in Consiglio dei ministri, è di fatto uno smantellamento dell'ossatura del sistema con cui i porti funzionano da quando fu impostata appunto la legge istitutiva delle Autorità di sistema portuale. E che cosa prevede? La riforma in essere, quella che mi auguro andremo a discutere e a cambiare fortemente, prevede innanzitutto una riduzione sostanziale di autonomia; ovvero sottrae alle Autorità di sistema portuale competenze fondamentali come la pianificazione, lo sviluppo infrastrutturale dei porti, addirittura la manutenzione straordinaria. Ci chiediamo quali competenze rimangano.
In particolare, i porti oggi producono ricchezza - pensiamo a porti come Genova, Trieste, Livorno, Ravenna, tutti quelli del nostro sistema - che fino ad oggi era nella disponibilità di buona parte di territori (penso ai canoni demaniali, ai proventi autorizzativi, alle tasse portuali). Con questa ricchezza … per sostenere i costi della futura Porti S.p.A., ovvero la futura scatola che dovrà gestire in modo centralizzato, anche in questo caso con un palese contrasto rispetto ai temi dell'autonomia differenziata (peraltro era applicata anche ai porti), per sostenere tali costi di gestione si arriverà ad una riduzione del 40 per cento di risorse ai territori. Questo vuol dire, per fare qualche esempio, 30 milioni di euro all'anno in meno, ad esempio, al porto di Genova; 20 milioni di euro all'anno in meno, per esempio, al porto di Trieste. Quindi, davvero, questa riforma, se sarà applicata così com'è, depaupererà i territori, gli toglierà risorse e competenze.
Cosa chiedevamo con questo ordine del giorno? Chiedevamo che nella riforma ventura non si determinasse alcuna riduzione delle risorse finanziarie proprie dei territori, proprie delle Autorità di sistema e che eventuali processi di riorganizzazione fossero subordinati proprio alla tutela dei territori e alla salvaguardia dell'autonomia decisionale, dell'autonomia di programmazione, delle Autorità di sistema portuale.
Non accettare questo vuol dire partire dall'assunto che i territori avranno meno e che le Autorità di sistema portuale si indeboliscono. Chiediamo che questo non avvenga perché ci rendiamo conto che state smantellando, senza creare un'alternativa valida, un sistema che in questi anni ha tenuto l'ossatura del Paese dal punto di vista dell'economia portuale. Pensiamo alla tenuta che c'è stata durante il COVID. Mi riferisco ad interventi che indeboliscono gli attuali sistemi, che riducono l'autonomia e la centralità dei territori senza, di fatto, produrre alcuna delle semplificazioni auspicate. Accentra i poteri e sottrae risorse.
Chiedevamo almeno un segnale per rendere i territori più tranquilli rispetto a come sono oggi, perché il fatto che, per mesi, la riforma sia rimasta chiusa in un cassetto del Ministero è perché si è percepito che c'è una forte preoccupazione nel mondo portuale, dei lavoratori e delle imprese… ecco, chiedevamo che almeno un piccolo segnale fosse dato per rassicurare i territori rispetto al depauperamento previsto nella riforma. Anche questo … anzi, soprattutto questo sarebbe un modo concreto per tutelare il valore della risorsa “mare” che è un po' il titolo roboante di questo decreto. Ma ci sembra che anche il diniego a questo ordine del giorno dimostra che i territori non sono il vostro principale interesse .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pastorella. Ne ha facoltà.
GIULIA PASTORELLA(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Se possibile e se la collega lo permette, vorrei sottoscrivere questo ordine del giorno ed esprimere la stessa preoccupazione rispetto a una riforma - di cui si è tanto parlato e che ancora non è arrivata sui nostri banchi - che rischia davvero di andare contro l'interesse del Paese. È una riforma infatti che propone una centralizzazione che non ha motivo di essere perché, se l'effetto deve essere quello redistributivo, quindi togliere dai porti che funzionano e dare a quelli che non funzionano, sicuramente si poteva trovare un altro modo per farlo. E la preoccupazione - rispetto al legame che le Autorità di sistema portuale hanno con i territori che hanno creato e stabilito nel tempo, che verrebbe in un certo senso tolto, perché la pianificazione verrebbe accentrata in questa società Porti d'Italia Spa - è correttissima.
È una preoccupazione che ci lascia perplessi non solo da liberali, poiché pensiamo che il principio di sussidiarietà sia sacrosanto, che si debba avvicinare il più possibile ai territori la presa di decisioni così strategiche, ma che non porti a quelle efficienze, a quella omogenizzazione che invece viene sbandierata come una delle ragioni della riforma. La stessa perplessità che sicuramente ha mosso la collega Ghio muove anche noi; quindi ci rammarica fortemente questo parere negativo.
PRESIDENTE. I colleghi Serracchiani e Pastorino sottoscrivono l'ordine del giorno.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2855/23 Ghio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ah scusi, collega Curti, avevo visto la collega Ghio che era particolarmente in avanti, credevo stesse votando per lei. Colpa mia, poi lo diciamo che ha votato, si segnala come votante.
Allora, il collega Maullu mi ha detto che intendeva sottoscrivere gli ordini del giorno n. 9/2855/42 Amich e n. 9/2855/44 Ciocchetti, lo diciamo già adesso.
Siccome siamo giunti in prossimità delle ore 19, termine previsto dal vigente calendario dei lavori per la conclusione della seduta odierna, interrompiamo a questo punto l'esame degli ordini del giorno che riprenderà nella seduta di domani, a partire dalle ore 10. Seguiranno le dichiarazioni di voto finale e il voto finale.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà. Collega Grimaldi, prego. Colleghi, se dovete lasciare l'Aula fatelo in silenzio, altrimenti è impossibile svolgere gli interventi di fine seduta. Collega Grimaldi, prego.
MARCO GRIMALDI(AVS). Presidente, a ottobre, un tribunale israeliano ha prolungato di altri 6 mesi la detenzione arbitraria di un medico palestinese.
Il 27 dicembre 2024 l'esercito israeliano ha fatto irruzione nell'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza. L'IDF ha arrestato arbitrariamente il direttore dell'ospedale - questo fatto è rimbalzato in tutto il mondo -, il pediatra Hussam Abu Safiya, insieme a un altro personale medico e a alcuni pazienti. L'attacco ha reso inutilizzabile l'ultima grande struttura medica funzionante a Gaza Nord. Quell'ospedale era già stato messo fuori servizio da un'incursione…
MARCO GRIMALDI(AVS). …nel dicembre del 2023, ed era stato riaperto proprio grazie ad Abu Safiya. Anche se gli avevano ammazzato la gran parte dei familiari, lui ha continuato a lavorare.
Ecco, non abbiamo notizie, addirittura si rischia la pena di morte per questa persona che ha continuato a raccontare la storia di Gaza. I prigionieri continuano a non ricevere cure mediche…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
MARCO GRIMALDI(AVS). … a non ricevere cibo…ha perso 40 chili. Chiediamo al Ministro Tajani di sapere le condizioni di questo medico e di tanti detenuti palestinesi, detenuti, ancora, ingiustamente, senza giustizia e senza futuro .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sergio Costa. Prego, Presidente, ha 2 minuti.
SERGIO COSTA(M5S). Grazie, Presidente. Abbiamo depositato, come MoVimento 5 Stelle, una risoluzione, a prima firma della collega Ilaria Fontana, per sapere che cosa intenda fare il Governo italiano nella Conferenza mondiale che si sta tenendo in questi giorni, in queste ore, in Colombia sulla transizione energetica con particolare riguardo, ovviamente, all'aspetto delle rinnovabili o meno. Ricordiamo che quella Conferenza mondiale è proprio a favore delle rinnovabili, che è in linea perfetta con l'Accordo di Parigi, che è stato siglato nel 2015, e che ci vede, in questo momento, invece, con un surriscaldamento del pianeta - quindi, un effetto collegato al mutamento climatico -, con picchi superiori a 2 gradi, quando dovremmo essere non oltre il grado e mezzo.
Il Governo che cosa fa? Il Governo manda in quella Conferenza mondiale un direttore generale del Ministero dell'Ambiente, ma non gli dà nemmeno delega alla decisione; cioè, ci manda una persona che, alla fine, non sa che cosa fare, ma, nel frattempo, lo stesso Governo continua a mantenere in vita le centrali a carbone fino al 2038… che è in violazione del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, il PNIEC, che lo stesso Governo ha recentemente aggiornato; della serie, io devo scrivere qualcosa, poi, se serve, si vedrà, non so nemmeno che cosa scrivo.
E, allora, io mi domando: ma, noi, come MoVimento 5 Stelle, cosa avremmo fatto? Ci saremmo posizionati in quella Conferenza mondiale come mondiali per fare una transizione energetica giusta, corretta e pulita che metteva le rinnovabili al primo posto. mondiali l'avevano iniziato questo tipo di lavoro e, allora, a questo punto, io mi chiedo: ma proprio adesso, che siamo sottoposti a un vassallaggio geopolitico sulle fossili, non andiamo lì a staccarci e a salvaguardare il nostro Paese? Mi sembra un assurdo. Mi sembra che questo Governo stia offrendo ai cittadini, in pieno inverno i gelati e in piena estate la cioccolata calda; cioè, fuori tempo, fuori mente e fuori di testa .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Enzo Amich. Ne ha facoltà.
ENZO AMICH(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, oggi, 28 aprile, celebriamo la Giornata Mondiale in memoria delle vittime dell'amianto. È un momento solenne per ricordare chi ha perso la vita a causa di questo materiale e per rinnovare, insieme, l'impegno affinché tragedie simili non si ripetano mai più. Questa tragedia silenziosa ha segnato numerose famiglie e numerose comunità in tutta Italia. Penso a Broni, Pistoia, la grande miniera di Balangero in Piemonte, la più grande d'Europa, gli stabilimenti di Bari, di Priolo in Sicilia, i cantieri navali di Monfalcone, Taranto, La Spezia, Genova e a tante altre città e paesi, dal Nord al Sud, dove l'amianto ha lasciato ferite inguaribili.
L'amianto non ha scelto, ma ha colpito operai, madri, bambini. Una fibra che sembrava preziosissima, ma che ha seminato morti per intere generazioni. Oggi, continua, purtroppo, a uccidere; ogni anno, in Italia, perdiamo ancora migliaia di concittadini per mesotelioma e altre malattie correlate. Il picco, ahimè, deve ancora venire. Stiamo parlando di 150.000 morti all'anno, nel mondo, e da 5.000 a 7.000 morti, in Italia, di cui 2.000 di mesotelioma. Per questo è fondamentale che tutte le Istituzioni, Parlamento, Governo e regioni collaborino, al di là di ogni differenza politica, con determinazione e concretezza, per accelerare le bonifiche dei siti contaminati, garantire cure e assistenza adeguate a tutte le vittime e alle loro famiglie e sostenere la ricerca scientifica e rafforzare la prevenzione nel territorio.
Onorevoli colleghi, la memoria di chi non c'è più non può rimanere solo un ricordo, ma deve diventare la forza per costruire un futuro più sicuro. Dobbiamo lavorare insieme per liberare, definitivamente, il nostro Paese da questo pericolo invisibile. Proprio per questo, voglio citare, per ultima, Casale Monferrato, che fa parte del mio territorio di origine. Queste comunità hanno pagato un prezzo altissimo, convivendo ogni giorno con il ricordo di chi non c'è più.
Oggi, però, Casale e i paesi limitrofi rappresentano anche un esempio concreto di rivalsa, di rinascita: da città ferita si è trasformata nella città più bonificata grazie all'impegno corale che ha saputo trasformare il dolore in energia positiva. È la dimostrazione che quando la memoria diventa azione comune, grazie alle associazioni, grazie ai cittadini…
ENZO AMICH(FDI). …sensibilizzati, grazie alle amministrazioni capaci, sul tema è possibile non solo ricordare, ma anche costruire un domani finalmente libero dall'amianto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ilenia Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. L'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità è decaduto il 1° dicembre 2025. Oggi, siamo alla fine del mese di aprile e ancora non abbiamo notizia. Ricordo che parliamo di un'istituzione importante, un Osservatorio che ha l'obiettivo di tutelare i diritti delle persone con disabilità, recependo la Convenzione ONU. È, quindi, uno strumento prezioso a garanzia dei diritti, della dignità, dei progetti di vita e dell'integrità delle persone che hanno disabilità.
Poiché continua ad essere convocato, ci chiediamo con quale legittimità e con quale legalità stia operando, visto che si è riunito nella seduta del 19 febbraio e il 29 aprile sarà riconvocato. Come lo possiamo, dunque, definire? Come possiamo pensare che lo Stato abbia un Osservatorio con una abusiva, senza legittimità?
Come si fa a pensare di tutelare i diritti delle persone con fragilità, con disabilità, con un Osservatorio illegittimo? Sempre che - ci interroghiamo, ovviamente - non ci siano anche dei vizi legati ad abusi rispetto all'uso di risorse, di personale, di strutture. Su questo, ovviamente, faremo un'interrogazione, perché crediamo che i cittadini meritino rispetto e che non si possa fare propaganda sulla pelle delle persone fragili, che, invece, hanno necessità, con trasparenza, di sapere come vengono usate le risorse a tutela dei loro diritti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Dori. Ne ha facoltà.
DEVIS DORI(AVS). Grazie, Presidente. Oggi siamo stati raggiunti dalla notizia della conferma, in secondo grado, della sentenza di condanna a carico della cittadina italiana Nessy Guerra, in Egitto, a 6 mesi per adulterio. Già non si può sentire, nell'aula di un Paese democratico, “reato di adulterio”, ma, oltre a questo, chiediamo al Ministro Tajani un intervento veramente risolutivo, a tutela sia della donna che della piccola figlia Aisha, che vive con lei, di 3 anni, perché non può nemmeno rientrare in Italia per il blocco all'espatrio disposto da un padre che risulta già condannato in via definitiva in Italia, per reati gravi, come maltrattamenti, violenza privata, truffa, percosse e lesioni.
Noi, quindi, esprimiamo preoccupazione per Nessy, che si potrebbe trovare ad entrare in un carcere in Egitto, carceri che sono dei veri e propri ; consideriamo anche il fatto che la sentenza è già immediatamente esecutiva, nel senso che, in caso anche di ricorso in Cassazione, sarebbe solo discrezionale la sospensione dell'esecuzione della pena. Quindi noi chiediamo un intervento al Ministro degli Affari esteri, perché vorremmo riabbracciare presto sia Nessy che Aisha .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1624 - Valorizzazione della risorsa mare (Approvato dal Senato). (C. 2855)
: IAIA, per la VIII Commissione; FURGIUELE per la IX Commissione.
2.
SANTILLO ed altri: Disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione. (C. 1562-A)
e delle abbinate proposte di legge: FURFARO ed altri, GRIMALDI ed altri. (C. 1169-2181)
Relatrice: SEMENZATO.
3.
Modifica dell'articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale. (C. 2564-A)
e delle abbinate proposte di legge costituzionali: MORASSUT; BARELLI ed altri; MORASSUT; GIACHETTI e BOSCHI. (C. 278-514-1241-2001)
: PERISSA.
4.
Delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell'ordinamento della polizia locale. (C. 1716-A)
e delle abbinate proposte di legge: BORDONALI ed altri; RAMPELLI ed altri; DEBORAH BERGAMINI e PAOLO EMILIO RUSSO; PAOLO EMILIO RUSSO; CARAMIELLO ed altri. (C. 125-600-875-1727-1862)
Relatrice: MONTARULI.
5.
S. 1661 - Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione Induista italiana, Sanatana Dharma Samgha, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (Approvato dal Senato). (C. 2773)
: SBARDELLA.
6.
S. 1662 - Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Chiesa apostolica in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (Approvato dal Senato). (C. 2774)
: GENTILE.
7.
S. 1669 - Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (Approvato dal Senato).
(C. 2775)
: IEZZI.
8.