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Martedì 16 Giugno 2026 ore 11:00
AULA, Seduta 676 - Decreto rimpatri, approvazione definitiva
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato) (C. 2947).
Si è poi svolta la discussione sulle linee generali del disegno di legge recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato) (C. 2962).
Nella parte antimeridiana della seduta ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni sui seguenti argomenti:
chiarimenti e iniziative in ordine alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla manutenzione dei corsi d'acqua nel territorio del comune di Foggia (La Salandra – FDI); iniziative urgenti in merito agli interventi di consolidamento strutturale degli edifici situati nell'area dei Campi Flegrei (Napoli) (Caso – M5S); elementi e intendimenti in merito allo stato di avanzamento degli interventi affidati a Sogesid s.p.a. nei territori dell'Emilia-Romagna colpiti dagli eventi alluvionali del maggio 2023 (Iaria – M5S); iniziative urgenti volte a garantire misure di ristoro economico a favore delle famiglie e delle attività danneggiate dall'incendio del Monte Faeta nonché a potenziare il sistema nazionale di contrasto agli incendi (Fossi - PD-IDP); iniziative per garantire la continuità produttiva e la soluzione della crisi aziendale della società Bcs s.p.a. di Abbiategrasso (Milano) (Peluffo – PD-IDP).
Per il Governo sono intervenuti il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci e la Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il made in Italy Mara Bizzotto.
Si è poi svolta la discussione sulle linee generali del disegno di legge recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato) (C. 2962).
Nella parte antimeridiana della seduta ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni sui seguenti argomenti:
chiarimenti e iniziative in ordine alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla manutenzione dei corsi d'acqua nel territorio del comune di Foggia (La Salandra – FDI); iniziative urgenti in merito agli interventi di consolidamento strutturale degli edifici situati nell'area dei Campi Flegrei (Napoli) (Caso – M5S); elementi e intendimenti in merito allo stato di avanzamento degli interventi affidati a Sogesid s.p.a. nei territori dell'Emilia-Romagna colpiti dagli eventi alluvionali del maggio 2023 (Iaria – M5S); iniziative urgenti volte a garantire misure di ristoro economico a favore delle famiglie e delle attività danneggiate dall'incendio del Monte Faeta nonché a potenziare il sistema nazionale di contrasto agli incendi (Fossi - PD-IDP); iniziative per garantire la continuità produttiva e la soluzione della crisi aziendale della società Bcs s.p.a. di Abbiategrasso (Milano) (Peluffo – PD-IDP).
Per il Governo sono intervenuti il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci e la Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il made in Italy Mara Bizzotto.
XIX LEGISLATURA
676^ SEDUTA PUBBLICA
Martedì 16 giugno 2026 - Ore 11
1. Svolgimento di interrogazioni (vedi allegato).
(ore 14)
2. Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato). (C. 2947)
Relatore: URZÌ.
(ore 20)
3. Discussione sulle linee generali del disegno di legge:
S. 1891- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato). (C. 2962)
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Interrogazioni (Svolgimento)
- Chiarimenti e iniziative in ordine alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla manutenzione dei corsi d'acqua nel territorio del comune di Foggia - n. 3-02606
- Iniziative urgenti in merito agli interventi di consolidamento strutturale degli edifici situati nell'area dei Campi Flegrei (Napoli) - n. 3-02732
- Elementi e intendimenti in merito allo stato di avanzamento degli interventi affidati a Sogesid s.p.a. nei territori dell'Emilia-Romagna colpiti dagli eventi alluvionali del maggio 2023 - n. 3-02733
- Iniziative urgenti volte a garantire misure di ristoro economico a favore delle famiglie e delle attività danneggiate dall'incendio del Monte Faeta nonché a potenziare il sistema nazionale di contrasto agli incendi - n. 3-02734
- Iniziative per garantire la continuità produttiva e la soluzione della crisi aziendale della società Bcs Spa di Abbiategrasso (Milano) - n. 3-02735
- La seduta, sospesa alle 11,45, è ripresa alle 14,05.
- Missioni
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Sull'ordine dei lavori
- La seduta, sospesa alle 14,12, è ripresa alle 14,18.
- Disegno di legge: S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato) (A.C. 2947) (Seguito della discussione ed approvazione)
- S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato).(C. 2947)
- Ripresa esame - A.C. 2947
- Esame dell'articolo unico - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Deputato GRIMALDI Marco (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputata BAKKALI Ouidad (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata RAVETTO Laura (MISTO)
- Deputata BALDINO Vittoria (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato SASSO Rossano (MISTO)
- Deputato CASU Andrea (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato FURGIUELE Domenico (MISTO)
- Deputata PICCOLOTTI Elisabetta (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato RICCIARDI Toni (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato IARIA Antonino (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato DE LUCA Piero (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato BOF Gianangelo (MISTO)
- Deputato RICCIARDI Riccardo (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputata BONETTI Elena (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato SASSO Rossano (MISTO)
- Deputato URZI' Alessandro (FRATELLI D'ITALIA)
- Deputato ZARATTI Filiberto (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato ZIELLO Edoardo (MISTO)
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Emendamento - A.C. 2947
- Votazione Emendamento - A.C. 2947
- Esame Ordini del giorno - A.C. 2947
- Votazione Ordini del giorno - A.C. 2947
- Esame Ordini del giorno - A.C. 2947
- Votazione Ordini del giorno - A.C. 2947
- Esame Ordini del giorno - A.C. 2947
- Votazione Ordini del giorno - A.C. 2947
- Esame Ordini del giorno- A.C. 2947
- Votazione Ordini del giorno- A.C. 2947
- Esame Ordini del giorno- A.C. 2947
- Votazione Ordini del giorno- A.C. 2947
- S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato).(C. 2947)
- Per un richiamo al Regolamento
- Si riprende la discussione
- Modifica nella denominazione di un gruppo parlamentare
- Sui lavori dell'Assemblea
- La seduta, sospesa alle 16,15, è ripresa alle 16,27.
- Si riprende la discussione
- S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato).(C. 2947)
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2947
- Vice Presidente RAMPELLI Fabio
- Deputato SOUMAHORO Aboubakar (MISTO)
- Deputato SASSO Rossano (MISTO)
- Deputato GIACHETTI Roberto (ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE)
- Deputato COLUCCI Alessandro (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato ZARATTI Filiberto (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato D'ALESSIO Antonio (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato COLUCCI Alfonso (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato GENTILE Andrea (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputata BORDONALI Simona (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato MAURI Matteo (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata KELANY Sara (FRATELLI D'ITALIA)
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Votazione finale ed approvazione - A.C. 2947
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2947
- S. 1885 - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (Approvato dal Senato).(C. 2947)
- Disegno di legge: S. 1891- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato) (A.C. 2962) (Discussione)
- S. 1891- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato).(C. 2962)
- Discussione sulle linee generali - A.C. 2962
- Repliche - A.C. 2962
- S. 1891- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato).(C. 2962)
- Interventi di fine seduta
- Vice Presidente MULE' Giorgio
- Deputata GIULIANO Carla (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato BILLI Simone (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata ASCANI Anna (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato PANDOLFO Alberto (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata GHIO Valentina (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputata GHIRRA Francesca (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
STEFANO VACCARI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno La Salandra n. 3-02606 .
Il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha facoltà di rispondere.
NELLO MUSUMECI,. Grazie, Presidente. L'onorevole interrogante sa che, nello scorso mese di aprile, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale, per la durata di 12 mesi, a seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 28 marzo 2026 che hanno colpito l'Abruzzo, la Basilicata, il Molise e la Puglia; in particolare, per quest'ultima regione, è stato disposto un intervento di 10 milioni di euro per l'attuazione dei primi interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione.
Sul piano dei finanziamenti - oggetto di una delle richieste dell'onorevole interrogante -, si rileva che il torrente Cervaro rientra tra gli interventi finanziati dal nostro Dipartimento di Casa Italia con il fondo di progettazione; ha un importo complessivo di 241.000 euro ed è affidato al presidente della regione Puglia, al quale, come commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico, spetta il compito delle procedure.
Alla data del 26 marzo, tuttavia, risultavano spesi soltanto 51 euro: il soggetto attuatore ha motivato la mancata attuazione dell'intervento con il ritardo, da parte della commissione di valutazione, delle offerte tecniche pervenute.
Vorrei aggiungere che negli ultimi anni la regione ha assegnato al comune di Foggia due finanziamenti. Uno è di 278.000 euro, per interventi di manutenzione e pulizia dei corsi d'acqua e canali di difesa; il progetto è stato acquisito dal comune nel mese di marzo e, adesso, il comune di Foggia dovrà indire una procedura per la selezione dell'impresa affidataria dei lavori. Per il torrente Cervaro, il comune ha ottenuto, nel mese di dicembre, un finanziamento di 550.000 euro per l'esecuzione di interventi di manutenzione e pronto intervento idraulico.
Ricordo all'onorevole interrogante, infine, che la competenza sul contrasto al dissesto idrogeologico è e rimane a carico delle regioni cui spetta vigilare e stimolare gli enti locali nelle attività preventive e strutturali che, in questo caso, purtroppo, non procedono con particolare velocità.
PRESIDENTE. Il deputato Giandonato La Salandra ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
GIANDONATO LA SALANDRA(FDI). Grazie, Presidente. Lei ha perfettamente ragione. Dovrei dichiarare se sono soddisfatto o non sono soddisfatto. Io ho ascoltato, con molto interesse e profondo dispiacimento quanto ha relazionato il Ministro, perché, ancora una volta, sul tema del dissesto idrogeologico, emerge un dato; questo si è verificato per la mia città, per la mia provincia, ma il Ministro è uomo di territorio, e, mi permetto di dirlo, è, come me, innamorato della sua terra: quando si ascoltano queste relazioni ci si rende conto di quanto gli enti locali, per dirla in termini edulcorati, siano inadempienti rispetto a quanto il nostro Governo fa e ha fatto sul tema del dissesto idrogeologico. Io non credo che il sentimento di soddisfazione possa albergare in me. Ministro, lei è stato governatore e sa benissimo quanto l'amore per la propria terra ci impegni così profondamente e quanto, poi, l'inerzia di alcune amministrazioni locali tradisca questo sentimento di impegno. Lei lo sa benissimo, perché, nel suo Ministero, più volte, il suo impegno è stato così grande ed è così grande nel cercare sempre soluzioni. Pertanto, leggere che sono stati impegnati 51 euro è qualcosa di mortificante. È mortificante per me e per i foggiani. Leggere che il Governo è intervenuto immediatamente: stiamo parlando di un'esondazione che si è verificata nei primi giorni di aprile e stiamo parlando di un Consiglio dei ministri che si è tenuto, credo, proprio nella stessa settimana e nella stessa settimana il Governo ha trovato, immediatamente, le risorse. Signor Ministro, signor Presidente, io ho sentito le amministrazioni locali e la giunta del Campo largo dire che quelle risorse erano pochine. Io mi chiedo, sempre, se esista un'unità di misura che possa qualificare quello che è successo. Sentire parlare di centinaia di migliaia di euro, stanziati dal Governo alla regione, e verificare che, poi, i comuni, in questo caso il comune di Foggia, che doveva intervenire per prevenire quello che è successo, non l'ha fatto, sentire che la regione Puglia doveva - lo dico con le sue parole Ministro, “vigilare e stimolare” -, anche questo non è successo... Siamo, qui, in Aula e, quindi, io non le posso mostrare le immagini di quella esondazione - perché il Regolamento me lo impone e io sono profondamente rispettoso delle regole -, ma, forse, ricorderete le immagini della statale 16 completamente inondata.
La statale 16, lo ricordo, è un'arteria tra le più importanti del territorio nazionale, inizia a Padova e termina a Brindisi, un tratto interessa la città di Foggia, interessa la zona industriale della città di Foggia, un'area anche agricola particolarmente importante. Ebbene, quelle immagini sono state emotivamente profonde.
Signor Ministro, la voglio ringraziare davvero per la precisione della sua relazione e la voglio ringraziare perché io so benissimo quanto lei è attento al tema della protezione civile. La comune cultura, quella della destra storica, ci ha sempre votato a quello che veniva chiamato ambientalismo conservatore, non devo citare qui Paolo Colli o altri, ma la nostra comune cultura politica ci ha sempre imposto il massimo rispetto dei corsi d'acqua. La ringrazio ancora.
Signor Presidente, però mi permetta di riferire che non sono affatto soddisfatto di quello che è successo nella mia regione e nella mia città dove è mancata vigilanza e stimolazione da parte della regione ed è evidente l'assoluta insipienza - per usare un altro termine edulcorato - dell'amministrazione di centrosinistra che doveva evitare quello che è successo.
PRESIDENTE. Il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Caso n. 3-02732 .
NELLO MUSUMECI,. Grazie, signor Presidente. Gli interventi di consolidamento strutturale antisismici, a cui fa riferimento l'onorevole interrogante, rientrano nel Piano nazionale Campi Flegrei avviato da questo Governo nel 2023. Mi piace dirlo in premessa perché, dopo decenni e decenni di silenzio e di colpevole distrazione, il Governo, che ho l'onore di rappresentare qui, ha avviato un Piano straordinario di analisi delle vulnerabilità sismiche assieme ad altri interventi che hanno comportato - e non è un dato finale - finora un impegno finanziario di oltre 600 milioni di euro.
Il decreto richiamato nell'interrogazione ha richiesto una fase delicata di concertazione con il territorio, condotta dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Al fine di informare la cittadinanza circa la possibilità di fare richiesta di contributo, lo stesso nostro Dipartimento ha sollecitato i tre comuni interessati in ordine alla pubblicazione del decreto negli albi pretori comunali. La cosiddetta “incongruenza temporale”, richiamata dall'onorevole interrogante, non inficia l'utilizzo delle risorse stanziate per l'annualità 2025, pari a 20 milioni di euro, nonostante sia decorso il relativo termine del 30 novembre 2025 per la presentazione delle domande di contributo.
Il nostro Dipartimento Casa Italia, il 21 gennaio scorso, ha confermato la disponibilità a procedere al trasferimento cumulativo delle risorse relative alle annualità 2025 e 2026 per un importo complessivo di 40 milioni di euro. Tale trasferimento di risorse ha avuto luogo a beneficio della regione Campania il 6 febbraio 2026. Inoltre, il Dipartimento Protezione civile ha già fornito alla regione i dati necessari relativamente agli edifici privati per consentire il trasferimento delle risorse ai comuni una volta acquisite le risorse nei bilanci regionali. Pertanto, con riferimento alla specifica esigenza segnalata dall'onorevole interrogante, le risorse a disposizione per l'annualità 2025 - lo ripeto - sono assolutamente utilizzabili per le domande di contributi che perverranno entro il 31 luglio 2026.
Infine, per completezza, mi si consenta di segnalare che, allo scopo di fornire una comunicazione trasparente ed efficace ai cittadini, sono state predisposte e pubblicate sul sito del Dipartimento della Protezione civile, nella sezione dedicata al bradisismo ai Campi Flegrei, delle domande e risposte sul Piano straordinario di analisi della vulnerabilità dei Campi Flegrei a supporto dell'attuazione della misura di cui stiamo parlando. Sono dati che forniscono chiarimenti, tra l'altro, in merito alla possibilità, da parte dei cittadini interessati, di fare domanda di contributo anche dopo il 30 novembre 2025. Ciò per non vanificare lo sforzo, anche finanziario, che sta compiendo il Governo nazionale e per consentire ai cittadini di avere finalmente la possibilità di usufruire di un'opportunità che da oltre cinquant'anni non avevano mai ricevuto.
PRESIDENTE. Il deputato Caso ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Non posso dichiararmi totalmente soddisfatto e spiego il perché. Il Ministro lo sa, a me non è mai interessato fare scontri politici sulla questione bradisismica che riguarda la sicurezza dei cittadini del mio territorio, però ho chiesto serietà fin dall'inizio. È facile capire che trovarsi poi un decreto con i termini già scaduti fa capire che quella serietà non c'era. È chiara la risposta del Ministro su questo, non voglio entrare nel dettaglio. Bene che vengano recuperati i 20 milioni di euro del 2025, che siano trasferiti alla regione Campania insieme a quelli del 2026 e che, quindi, ci sono finalmente questi finanziamenti per intervenire sugli edifici. Devo dire, però, che da cittadino e da parlamentare dei Campi Flegrei non posso ritenermi soddisfatto di come stanno procedendo in generale le cose perché la crisi bradisismica continua e purtroppo continuano ad esserci in generale costanti ritardi: da oltre due anni e mezzo abbiamo i decreti adottati da questo Governo, però tutte le misure previste sono in ritardo. Parlo delle azioni sulle scuole, sugli comunali, sulle vie di fuga e sugli edifici pubblici e privati. Lei stesso, Ministro, lo scorso 8 aprile ha affermato che probabilmente serviranno ulteriori risorse e che c'è ancora tanto da fare. Ebbene, è proprio quello che le stiamo dicendo da tempo in tutti i modi con interrogazioni, emendamenti e ordini del giorno.
Insomma, le criticità sono numerose e le risorse al momento non sono sufficienti. Partiamo proprio dagli edifici sismicamente vulnerabili: 100 milioni sono pochi, anche perché poi dai dati emerge che gli edifici con vulnerabilità medio-alta sono tanti, ed è un problema anche il fatto che si copra solo il 50 per cento della spesa perché si sta facendo un distinguo tra chi poi potrà permettersi questi lavori e chi no. Noi avevamo proposto uno strumento diverso, lo sa benissimo, il super sisma e noi continuiamo a dirle che quella, secondo noi, è la soluzione.
Abbiamo anche un grave problema sugli edifici che sono stati sgomberati perché la metà delle domande nella città di Pozzuoli è stata respinta. Questo è un problema, è un dato di fatto: la metà delle domande non è stata approvata. Quindi, secondo noi, è necessario riaprire, innanzitutto, i termini, ma soprattutto fare una legislazione speciale. Non stiamo chiedendo nulla di particolare se non di essere trattati, noi Flegrei, come è stata trattata la popolazione del Centro Italia, uguale, allo stesso modo. Perché dobbiamo avere delle misure diverse?
Ministro, vada a vedere le altre interrogazioni che ho presentato: continuiamo ad avere una discriminazione di alcuni degli sfollati; in particolare, chi è stato sfollato dopo marzo 2025 non ha nessuna misura attiva, né il contributo per l'autonoma sistemazione, né i fondi per poter intervenire sui propri edifici. Abbiamo, insomma, dei terremotati di serie A e dei terremotati di serie B. Non va bene. È assurda una situazione del genere.
Cosa diciamo a queste famiglie che da due anni sono fuori casa? Vedono che gli altri stanno ricevendo almeno un contributo o potranno ricevere finanziamenti per intervenire sugli edifici, mentre loro no semplicemente perché sono stati sgomberati dopo un'altra scossa di terremoto che non era quella del decreto.
Arrivo alla conclusione, Presidente, parlando di un fatto che è accaduto nelle scorse ore e che ha portato un nuovo danno sul territorio flegreo, ovvero la sospensione della linea 2 della metropolitana che collega Pozzuoli a Napoli. Di fatto, Pozzuoli ora è totalmente isolata. È stata sospesa perché è stato trovato un accumulo di CO2 nella galleria che collega Napoli a Pozzuoli (galleria sotto cui deve passare la metropolitana). Aggiungiamo questo a tutti i disagi che la popolazione flegrea sta vivendo, disagi che non sono sostenibili e che vanno a colpire il tessuto sociale ed economico. Ora c'è una mia interrogazione anche al suo collega, al Ministro Salvini, perché quella linea è di competenza di Ferrovie dello Stato. Bisogna intervenire con urgenza per ripristinare in sicurezza la tratta ferroviaria. La regione Campania è in moto, ci sono riunioni in corso, ma è indubbio che l'intervento principale è quello di Ferrovie dello Stato. Dobbiamo fare presto. Dobbiamo fare assolutamente presto, perché i Campi Flegrei hanno bisogno che tutte le misure vengano messe in campo, vengano messe bene, che non ci siano più distinguo e che ci sia equità, perché il territorio così non può andare avanti.
PRESIDENTE. Il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Iaria n. 3-02733 .
NELLO MUSUMECI,. Grazie, signor Presidente. La risposta è articolata, vedrò di sintetizzare il più possibile.
Con riferimento alle attività inerenti alla società Sogesid, dalle informazioni e delle notizie acquisite, risulta che il commissario straordinario alla ricostruzione ha sottoscritto due atti aggiuntivi il 6 dicembre 2024 e il 12 agosto 2025. È stata prevista la possibilità per gli enti territoriali, titolari e beneficiari degli interventi, di riacquisire, se ne avessero fatto richiesta, la piena titolarità degli interventi o di confermare la con Sogesid nella forma del soggetto attuatore o in quella della committenza ausiliaria.
Ebbene, solo per 16 interventi gli enti titolari delle opere hanno optato per il recesso dell'atto di adesione alla convenzione, riassumendo la completa gestione dell'intervento, mentre per tre interventi si è optato per mantenere il supporto nella forma della centrale di committenza. Per 136 interventi si è ritenuto di confermare la , affidando a Sogesid le funzioni di soggetto attuatore delle opere.
Pertanto, l'affidamento a Sogesid delle funzioni di soggetto attuatore risponde a una precisa scelta operata dagli enti territoriali titolari o beneficiari degli interventi. Inoltre, secondo i dati aggiornati al 28 febbraio scorso, dei 6.368 interventi programmati per la complessiva opera di ricostruzione post calamità, sono stati affidati alla società come soggetto attuatore soltanto il 2,1 per cento del totale. La dimensione media degli interventi affidati alla società è di gran lunga maggiore, come comprende benissimo l'onorevole interrogante, di quella degli interventi affidati agli enti territoriali per la complessità dei progetti in ordine alle attività tecniche, alle indagini e alle stesse attività progettuali.
Sulla base dei nuovi dati di monitoraggio in corso di elaborazione, in relazione alla società, alla data del 31 maggio, risultano 18 interventi con progetto esecutivo approvato e 15 interventi con cantieri avviati. Per quanto riguarda, invece, la scadenza prevista dal PNRR 2026, occorre fornire una risposta affermativa, tenuto conto che, dai dati, dei 335 interventi a rendicontazione PNRR per complessivi 373 milioni di euro circa, 205 risultano conclusi, 129 risultano in esecuzione e 1 risulta in fase di progettazione.
Quindi, rispetto al quesito posto dagli interroganti, inerente alle unità di personale effettivamente assunte, la situazione è la seguente: per il territorio della regione Emilia-Romagna risultano essere state assunte 235 unità delle 236 autorizzate; per il territorio delle Marche 12 unità; per il territorio della Toscana 8 unità. Spero siano state esaustive le risposte ai quesiti posti dall'onorevole interrogante.
PRESIDENTE. Il deputato Iaria ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Ministro. No, non sono state esaustive. Non sono per niente soddisfatto proprio per quello che ha detto, tra l'altro, oggi, perché il tema fondamentale è che voi avete creato questa struttura per velocizzare e, di fatto, non ha velocizzato nulla. Lei dice - secondo me è anche una cosa molto grave - che è colpa dei comuni che non si sono voluti prendere indietro i lavori per farli loro e li hanno lasciati a Sogesid, quando le convenzioni sono del 2024 e Sogesid avrebbe dovuto approvare i progetti entro il 2025. Come ha detto lei, ne hanno fatti 18 su 153 di progetti approvati e 15 in esecuzione. Come avrebbero fatto i comuni a riprendersi in capo una progettazione con due anni di ritardo? Come avrebbero fatto i comuni a utilizzare, tra i fondi utilizzabili, i fondi del PNRR, riprendendo la progettazione, che non è stata fatta, con due anni di ritardo?
Quindi, chiariamoci: io ho fatto l'amministratore e penso a uno che mi dice di firmare una convenzione con una società che dovrebbe essere subito operativa, che mi aiuta a fare i progetti più complessi e a cui lo Stato ha dato in mano anche la struttura commissariale. Quindi, mi tolgo un po' di problemi e questi progetti vengono fatti. Dopo non vengono fatti e mi si dice: senti, li rivuoi indietro? E io rispondo: no, non mi ridai la “sòla”, perché tu dovevi fare questi progetti, cara Sogesid, e non li hai fatti.
Solo nel comune di Lugo sono stati 4 i progetti sui 10 presentati ad oggi, di cui uno dei 4 è incompleto. Quindi, chiariamoci: non è una questione prettamente politica, ma è una questione amministrativa. Avete fallito nello scegliere lo strumento per fare lavori importantissimi che riguardano il dissesto idrogeologico - vasche di laminazione, aree da recuperare, eccetera eccetera -, che, se fossero stati fatti in tempo o se magari il progetto fosse già in costruzione, in caso - succederà sicuramente - di un'altra possibile alluvione e di un'altra possibile grande quantità d'acqua, avrebbero sicuramente mitigato i danni che questi eventi calamitosi provocano. Ricordo che queste cose potrebbero ricapitare, c'è molta probabilità che ricapitino e con tempi di ritorno molto più brevi rispetto a tutte le analisi e agli studi fatti già soltanto fino a dieci anni fa.
Quindi, da questa risposta ho capito solo una cosa: lei ha detto che il ritardo è praticamente sempre colpa dei comuni. Tra l'altro, la cosa interessante è che lei stesso ha detto che la maggior parte dei progetti dei comuni - è vero che sono progetti meno complessi rispetto a quelli affidati o che dovevano essere affidati a Sogesid - sono stati quasi tutti realizzati. Questo lo conferma anche la nostra missione, come Commissione d'inchiesta sul dissesto idrogeologico, fatta proprio in quei luoghi, da cui è venuta questa segnalazione.
Allora, la questione che veramente sarebbe da porsi è: rispetto a questa enorme quantità di commissari che avete creato, a questa enorme quantità di deroghe e di nuove società che dovevano aiutare a fare in modo che l'Italia ripartisse e che queste cose venissero fatte, perché “basta con quei Governi che non fanno nulla su questo tema”, alla fine, in questo caso, si vede il completo fallimento.
Adesso mi dica, anche se lei non ha risposto, però il PNRR va rendicontato adesso (fra due mesi, a luglio 2026): quelle opere che dovevano essere finanziate e fatte da Sogesid col PNRR che fine faranno? Non si finanzieranno e avranno un ritardo. Forse saranno riprese da un fondo di coesione, forse saranno riprese. Quindi, il discorso sarà che queste cose saranno fatte in futuro. Quindi, al territorio non avete dato una risposta operativa e si è visto, purtroppo, anche nella Commissione stessa.
C'è stata una rincorsa a dare la colpa ad alcuni enti territoriali, ad alcuni comuni perché sono di una certa parte politica; non sono nemmeno del MoVimento 5 Stelle, ma di una certa parte politica, quindi bisogna dire che la colpa è di quei comuni, quando si è visto che effettivamente è stato il meccanismo di costruzione della Sogesid Spa, a livello di struttura, per fare queste cose, a fallire clamorosamente. Come ha fallito anche - devo dirlo - la vostra idea che si possa risolvere tutto con un commissario mentre bisogna fare un piano di investimenti corretto che aiuti veramente gli enti locali, un piano strutturato che contribuisca a togliere i problemi che il dissesto idrogeologico ha prodotto in tutto il Paese.
PRESIDENTE. Il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Fossi n. 3-02734 .
NELLO MUSUMECI,. La ringrazio ancora, signor Presidente. L'onorevole interrogante sa che la legge n. 353 del 2000 assegna alle regioni il compito di prevenzione e gestione delle operazioni di contrasto e di lotta agli incendi boschivi. Lo fanno attraverso il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva e assicurano il coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali, che gestiscono con un'operatività di tipo continuativo nei periodi a rischio. E sono proprio le strutture nazionali a gestire le sale operative unificate permanenti.
Per quanto riguarda la lotta attiva, la legge-quadro affida al Dipartimento della protezione civile la responsabilità di garantire, attraverso il Centro operativo aereo unificato, il coordinamento del concorso della flotta aerea dello Stato, qualora l'incendio dovesse presentare particolari proporzioni.
Con riferimento agli eventi oggetto dell'interrogazione, nelle province di Lucca e Pisa sono stati assegnati, nel periodo dal 28 aprile al 2 maggio scorso, un totale di 29 assetti di volo. L'impiego di quei velivoli ha comportato un totale di 700 lanci.
Le operazioni di spegnimento e di contenimento dell'incendio sono state, nella prima fase, eseguite dalla struttura regionale che, come sa l'onorevole interrogante, si avvale anche di una propria flotta aerea. Quando si rende necessario un ulteriore intervento in concorso dei velivoli dello Stato, interviene il Dipartimento nazionale.
Con riferimento alla sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di uno stato di emergenza nazionale, il Dipartimento della protezione civile, come è noto, interviene nelle gestioni emergenziali, ma solo a seguito di una specifica e dettagliata richiesta da parte della regione interessata. Non avendo finora la regione Toscana trasmesso alcuna richiesta di delibera dello stato di emergenza nazionale, né il Dipartimento può istruire l'eventuale richiesta né il Consiglio dei ministri può esaminare e deliberare la richiesta stessa.
PRESIDENTE. Il deputato Simiani ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta all'interrogazione Caio n. 3-02734, di cui è cofirmatario.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intanto voglio ringraziare tutte quelle persone … i volontari della Protezione Civile e del sistema antincendio regionale, i Vigili del fuoco e il sindaco Matteo Cecchelli, di San Giuliano Terme, per l'impegno che c'è stato in quei giorni molto complicati; il presidente Giani della regione Toscana, che si è subito inserito negli aiuti, che sono stati veloci, visti i forti venti e soprattutto le difficoltà oggettive di un luogo molto complicato della Toscana, che è la zona pisana del Monte Faeta.
Settecento ettari di bosco sono andati completamente in fumo. È stata coinvolta una parte pisana e una parte lucchese, nel comune di San Giuliano Terme, ma anche nella frazione di Asciano Pisano, sicché è stato un disastro ambientale di enormi dimensioni.
Vede, lei mi ha chiesto, Presidente, se sono soddisfatto. Ecco, avrei voluto che il Ministro ci desse non una spiegazione di come avvengono i processi delle attività, attive e passive, che oggi interessano direttamente il sistema degli incendi in tutto il Paese. Avrei voluto che ci fosse un'idea di quello che oggi il Governo vuol fare su due aspetti. Uno, sull'emergenza, sull'impegno che oggi lo Stato mette verso una regione, al di là delle responsabilità; e questo non c'è stato nella sua dichiarazione. Secondo, sul sistema boschivo italiano che oggi ha una difficoltà oggettiva in tutto il territorio. Perché, vede, oggi sicuramente lì c'è stato un errore umano, perché chi gestiva la campagna in quella giornata sicuramente ha sbagliato ad appiccare, diciamo ad accendere quel fuoco che poi, di fatto, è divampato a causa del vento. Ma il punto è che oggi il nostro territorio, specialmente quello boschivo, non è valorizzato; ha difficoltà oggettive in tutto il territorio.
Ecco perché quello che chiedo e che chiediamo è che oggi vi siano, da parte nazionale, non solo risorse per il Monte Faeta, per il ripristino e, soprattutto, il rinnovamento arboreo di tutto il sistema che oggi insiste sul Monte Faeta; noi vorremmo veramente che ci fosse un piano sulla valorizzazione del sistema del bosco e della campagna, di cui oggi c'è veramente bisogno in tutta Italia. Non possiamo pensare, specialmente in questo momento, con l'arrivo dell'estate e sicuramente a fronte di situazioni naturali - e in questo caso anche dolose - in tutta Italia… noi dobbiamo essere pronti non solo dal punto di vista dell'emergenza.
Ci vuole un patto serio, Ministro, non possiamo pensare solo a individuare di chi sia la responsabilità. Oggi ci vuole - da parte del Ministro, da parte del Governo, da parte delle regioni e soprattutto dei Vigili del fuoco e del sistema antincendio regionale - un patto serio perché dobbiamo sventare questo pericolo, soprattutto nella gestione, che oggi serve, della risorsa agro-silvo-pastorale. Ecco perché credo che le proposte che noi, come Partito Democratico, vogliamo fare proprio in merito a questo evento siano direttamente un aiuto concreto.
Io vorrei che lei, Ministro, chiamasse il presidente Giani e venisse sul Monte Faeta per capire esattamente quali sono i problemi e trovare risorse per dare una mano, con contributi anche regionali. Così come vorrei che, magari nella prossima riunione in Commissione ambiente, ci fosse un piano serio rispetto a quello che oggi serve veramente a questo Paese per combattere gli incendi, specialmente in questo periodo estivo. Io la ringrazio e spero che su questa sollecitazione lei sia pronto a rispondere.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il Mara Bizzotto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Peluffo n. 3-02735 .
MARA BIZZOTTO,. Grazie, Presidente. Grazie, onorevoli interroganti. Il 27 maggio scorso si è tenuto, presso il Ministero delle Imprese e del un tavolo di confronto dedicato alla situazione del gruppo BCS, storica realtà industriale attiva nella produzione di macchine agricole e trattori specializzati, che conta complessivamente poco più di 500 dipendenti distribuiti negli stabilimenti di Abbiategrasso e Cusago, in provincia di Milano, e di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia.
Nel corso dell'incontro, il Ministero ha confermato la massima attenzione sul percorso di risanamento avviato, con l'obiettivo di salvaguardare patrimonio industriale, produttivo e livelli occupazionali. In quella sede, l'azienda ha comunicato che sono già emerse diverse manifestazioni di interesse, a conferma del valore strategico dell'impresa e delle prospettive di continuità produttiva e sviluppo.
Sulla situazione in parola, il Ministro Urso ha sottolineato come la BCS non vada soltanto salvata, ma rilanciata. Da parte del Ministero vi è la piena disponibilità a confrontarsi con tutti i soggetti interessati e a mettere a disposizione ogni strumento utile per sostenere il processo di risanamento e favorire una nuova fase di sviluppo industriale dell'azienda.
Il Ministero delle imprese e del continuerà a seguire con costante impegno l'evoluzione della vicenda, accompagnando il percorso di risanamento a tutela dell'occupazione e della continuità produttiva. Un nuovo incontro è stato programmato per il 30 giugno prossimo.
PRESIDENTE. Il deputato Peluffo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione.
VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Desidero ringraziare la Sottosegretaria Bizzotto. Il messaggio che vogliamo trasmettere in maniera molto chiara è un invito alla vigilanza rispetto ad una vertenza di particolare significato e rilievo.
La Sottosegretaria ha richiamato l'importanza di un'azienda che conta circa 500 dipendenti e, se guardiamo all'indotto, si arriva a 1.500 persone. Tra l'altro, è un'azienda che occupa, nel mercato internazionale, uno spazio particolarmente significativo per quanto riguarda i macchinari agricoli, soprattutto per quanto riguarda i trattori a trazione manuale, guidati a mano, anche perché è un'azienda tutta italiana, che ha continuato a fare investimenti attraverso il proprio centro di ricerca.
Però è un'azienda che, in ragione di scelte manageriali sbagliate, nel corso di questi anni, ha attraversato una crisi, che è, soprattutto, una crisi di carattere finanziario: la richiesta di aderire agli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione nel 2024, il contratto di solidarietà nel 2025; poi, in ragione dell'esposizione debitoria, pari a circa 40 milioni di euro, il concordato preventivo in continuità.
La richiesta del tavolo, a cui ha fatto riferimento la Sottosegretaria, è maturata a livello territoriale per la preoccupazione delle organizzazioni sindacali, degli enti locali. Noi abbiamo presentato un'interrogazione con la richiesta di un tavolo e io richiamo quello che è emerso dal tavolo - che diceva anche la Sottosegretaria -, perché voglio insistere su un aspetto. Al tavolo si è detto che prima del percorso di vendita bisogna ritornare al tavolo stesso, già convocato per la fine di giugno, che è fondamentale mantenere l'unità dell'azienda nella sua capacità produttiva e la tutela occupazionale.
Ora il punto, Sottosegretaria, è questo: nell'audizione in IV commissione in regione Lombardia, quello che è emerso dalle parole dell'amministratore è un quadro che io definirei preoccupante, nel senso che, a verbale, è stato detto che l'unica soluzione possibile per la vendita è quella dello smembramento dell'azienda, quindi una sorta di spezzatino. Questo non corrisponde a quello che è nelle parole, che lei ha richiamato, del Ministro Urso, cioè non solo di salvare, ma di rilanciare l'azienda. E questo non corrisponde neanche a quello che è emerso dal tavolo.
Quindi, la richiesta che facciamo al Governo è di vigilare, perché nella riunione del prossimo tavolo si mantenga ferma la direzione di marcia di tutelare questa azienda nella sua unitarietà e nella sua dimensione occupazionale, anche perché è un'azienda che, lì nel cassetto, ha commesse per 42 milioni di euro. Quindi è evidente che, di fronte ad una crisi di carattere finanziario, se l'attuale proprietà non è in grado di traghettare l'azienda, nel suo complesso, ad una vendita ad un soggetto che possa rilanciare, visto che al tavolo era presente anche Invitalia, si mettano in campo tutti gli strumenti che possano consentire anche un veicolo, dal punto di vista finanziario, di accompagnamento di questa fase.
Ecco, è una fase particolarmente delicata. Si è partiti da una situazione complessa, si è individuata una strada e adesso è fondamentale che i prossimi passi vadano in maniera inequivocabile nella stessa direzione. Quindi, ciò che noi esprimiamo è una preoccupazione e un forte sollecito al Governo a tenere ferma la barra.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 14. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 99, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Graziano. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO(PD-IDP). Grazie Presidente. Per chiederle un'informativa urgente del Ministro Giuli, perché riteniamo ormai scandaloso e indecente quello che sta accadendo su due monumenti italiani importanti. Il primo è la Reggia di Caserta, il secondo è la Reggia di Carditello, due monumenti che hanno un valore simbolico.
In ordine alla Reggia di Caserta, sito UNESCO, il Governo ha prima fatto un bando, poi lo ha revocato e adesso ne ha fatto un altro, praticamente dicendo che farà una cosa provvisoria. Poi ha detto ancora che ne farà un altro sulla Reggia di Caserta per individuare il direttore della Reggia: quando, però, non si sa. Una roba da film, sembra di vivere in un film, per un grande monumento tra i più visitati in Italia e nel mondo. Voi capite che stanno rischiando di distruggere quella che è una grande risorsa.
Per non parlare, poi, di quello che accade sulla Reggia di Carditello: una cosa drammatica, addirittura non c'è più il bilancio. Il bilancio lo chiamano l'ectoplasma, è scaduto il consiglio di amministrazione e non si capisce che cosa succede. I dipendenti, ovviamente, sono attoniti a guardare che cosa succede. C'è una situazione drammatica, i numeri dovrebbero essere una cosa chiara e inequivocabile; come si dice sempre, la matematica non è un'opinione. Ebbene, la di Carditello è riuscita a far diventare la matematica un'opinione.
Noi chiediamo che il Ministro Giuli venga subito a informarci e vogliamo sapere anche se lui, per caso, ne è a conoscenza, visto che è il Ministro che nomina, il Ministro vigilante di questi enti e, sostanzialmente, di questi monumenti. Penso che non stia producendo cultura da questo punto di vista, penso che stia producendo disastri dal punto di vista dei bilanci, soprattutto del turismo culturale, di quello che è l'economia e di quello che è lo sviluppo, cioè il contrario di quello che dovrebbe fare un Governo, ossia assicurare non solo la conduzione normale e rigorosa di un ente e di monumenti importanti come questi, ma dovrebbe andare ben oltre. Invece si fa il contrario.
Questo è il motivo per cui noi chiediamo, senza se e senza ma, un'informativa immediata, perché la situazione è drammatica. Due monumenti come questi che adesso, in questo momento, mentre noi parliamo, sono di fatto senza una guida: una roba mai vista nella storia repubblicana e che, in questo momento, il centrodestra al Governo sta producendo, facendo danni irreversibili, ancora una volta, al Mezzogiorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, sull'ordine dei lavori, sullo stesso argomento, il deputato Amato. Ne ha facoltà.
GAETANO AMATO(M5S). Grazie Presidente. Ci associamo alla richiesta fatta dall'onorevole Graziano, anche perché il Ministro Giuli ha sempre vantato questa volontà di preservare i monumenti storici e la cultura. Lo abbiamo visto anche ultimamente con Palazzo Labia a Venezia, dove ha manifestato l'interessamento del Ministero per l'acquisizione, così come anche con il Teatro delle Vittorie.
Dove invece poi esplode il disastro è per questi grandissimi monumenti, la Reggia di Caserta e la Reggia di Carditello, che non possono essere lasciati in balia di sé stessi. Erano stati recuperati. Adesso, pensare che possano finire così com'erano qualche decennio fa è veramente una cosa che fa male. Fa male proprio al pensiero di avere tanto bello, tanta grazia, tanta cultura, anche storica, e lasciarla morire così, senza conduzione, senza che sia pubblico nemmeno tanto il bilancio - perché poi, alla fine, sappiamo come funziona -, ma non ci si può non preoccupare che quei bilanci non siano stati presentati, non ci si può non preoccupare del perché sta avvenendo questo all'interno della Reggia di Carditello.
Ripeto, noi ci uniamo alla richiesta fatta dall'onorevole Graziano e chiediamo che il Ministro Giuli ci venga a rassicurare in quest'Aula su quello che farà e su quello che prometterà di fare per preservare questo grande patrimonio storico, culturale e artistico (.
PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di intervento. Non essendo ancora decorso il termine di preavviso previsto per le votazioni con il procedimento elettronico, sospendo la seduta fino alle ore 14,16. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2947: Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti.
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e la rappresentante del Governo è intervenuta in sede di replica, mentre il relatore vi ha rinunciato.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge .
La V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere , che è in distribuzione.
Informo l'Assemblea che, in applicazione all'articolo 85 del Regolamento, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra è stato invitato a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.
Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore e il rappresentante del Governo a esprimere il parere sugli emendamenti segnalati per la votazione.
ALESSANDRO URZI', . Grazie, Presidente. Su tutto il corpo degli emendamenti esprimo l'invito al ritiro, altrimenti parere contrario.
PRESIDENTE. Il Governo?
NICOLA MOLTENI,. Parere conforme al relatore, Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.2 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Bonafe', con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.4 Alfonso Colucci, 1.1000 Boschi e 1.6 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.4 Alfonso Colucci, 1.1000 Boschi e 1.6 Bonafè, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.7 Baldino. Ha chiesto di parlare la deputata Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Grazie, signor Presidente. Colleghi e colleghe, intervengo solo per ricordare cosa stiamo facendo.
Sembra che sia passato un secolo e, invece, è passato poco più di un mese o di un mese e mezzo da quando, in sede di conversione dell'ennesimo decreto Sicurezza che questo Governo ha portato all'esame delle aule del Parlamento, è stato inserito un articolo - il famosissimo emendamento 30, che io chiamerei emendamento Vannacci - che sostanzialmente prevedeva, per accelerare i rimpatri - cosa sulla quale, purtroppo, questo Governo ha fallito su tutta la linea -, di corrispondere un compenso forfetario agli avvocati che sostanzialmente spingevano gli immigrati irregolari attraverso delle procedure di rimpatrio volontario.
Chiaramente questo emendamento è stato introdotto in maniera improvvida dai senatori di maggioranza, firmato e approvato da tutta la maggioranza perché era necessario inseguire sul terreno della “destra destra” e della remigrazione il generale Vannacci che già allora insidiava la maggioranza di centrodestra, noncuranti del fatto che un emendamento, introdotto in un decreto che poi sarebbe stato convertito, sarebbe diventato legge dello Stato e quindi incuranti del fatto che un simile emendamento, che avrebbe comportato sostanzialmente una ingerenza importante proprio nelle funzioni degli avvocati, avrebbe determinato un subbuglio all'interno della categoria degli avvocati.
Quindi gli avvocati si sono rivoltati: l'Ordine degli avvocati, il Consiglio nazionale forense e persino il Presidente Mattarella ha posto un tale per cui… Ricordiamo quello che è successo in quest'Aula. Quindi, il decreto è stato approvato, ma contestualmente è stato anche approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto-legge che siamo chiamati oggi qui a convertire.
Quindi oggi, qui, il 16 giugno 2026, con tutto quello che accade in Italia e nel mondo, siamo chiamati a mettere una pezza ai macroscopici errori del Governo e al tentativo del Governo di inseguire Vannacci sulla sua linea della remigrazione. Quindi, questo è l'antefatto che dobbiamo ricordare a tutti i colleghi e a tutte le colleghe e anche a chi ci guarda e a chi ci ascolta da casa. Ecco che cosa fa il Parlamento con tutti i problemi che ci sono: mettere una pezza agli errori del Governo e questo già dovrebbe indurci un po' a chiedere venia - lo dico come istituzione - rispetto a quello che stiamo facendo.
Poi è bellissimo leggere questo provvedimento perché sostanzialmente il Governo emenda se stesso, il Governo sopprime se stesso, il Governo modifica quello che il Governo stesso, attraverso i parlamentari di maggioranza, ha approvato nella precedente lettura.
E, allora, con questo articolo che oggi stiamo discutendo, sostanzialmente andiamo a sopprimere il riferimento al Consiglio nazionale forense e a cambiare tutto il senso della norma, che a questo punto diventerebbe una norma sostanzialmente inutile, anche rispetto alle intenzioni del legislatore del Senato dello scorso aprile. Poiché non potevate disattendere quello che avete fatto, siete andati dritti lo stesso, scrivendo un decreto e portando alla nostra attenzione e alla nostra conversione un decreto sostanzialmente inutile, che però prevede una copertura importante, se pensiamo alle tante esigenze che i territori hanno.
Questo provvedimento prevede di corrispondere un compenso ai rappresentanti che hanno mandato in generale - non più solo agli avvocati -, che però non è più finalizzato al buon esito del programma, cioè al fatto che il migrante sia effettivamente uscito dal territorio nazionale, che cioè sia stato volontariamente rimpatriato.
E allora chiediamo - visto che parliamo di rimpatrio volontario assistito, visto che parliamo di migranti regolari, visto che avete espunto il riferimento, giustamente, al Consiglio nazionale forense - che, all'interno del programma previsto dal Ministero dell'Interno, si faccia riferimento, tra i soggetti in collaborazione, anche al Garante nazionale delle persone private della libertà personale, perché crediamo che sia proprio l'ABC, visto che parliamo di migranti regolari, che devono essere assistiti e rimpatriati.
PRESIDENTE. Concluda.
VITTORIA BALDINO(M5S). Per cui collega - mi riferisco al collega, Sottosegretario Molteni - le chiedo di valutare il parere su questo emendamento, perché è un emendamento assolutamente di buonsenso, anche se di buonsenso in questo provvedimento e in questo calendario dei lavori di oggi, 16 giugno, obiettivamente non c'è proprio nulla .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.7 Baldino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.8 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.8 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.15 Bonafe', su cui vi è il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Ha chiesto di parlare il deputato Mauri. Ne ha facoltà.
MATTEO MAURI(PD-IDP). Grazie, Presidente. C'è un detto che recita: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ecco, voi siete riusciti nella non facile impresa di sbagliare due volte. Avete sbagliato quando, per motivi propagandistici, come al solito, avete inserito quella norma nel cosiddetto decreto Sicurezza e avete sbagliato nel fare questo decreto, che come unica caratteristica di urgenza - che dovrebbero avere realmente tutti i decreti - ha quella di provare ad allontanare da voi la figuraccia istituzionale e politica che avevate fatto introducendolo in quel modo, al Senato, l'ultima volta.
La verità è che quella è l'unica urgenza vera, che però avreste potuto risolvere nel modo più lineare possibile: ammettere l'errore e semplicemente cassare, togliere dal testo quell'emendamento che avevate inserito in maniera assurda, tanto da provocare il necessario intervento da parte delle più alte sfere della nostra Repubblica.
Ora, invece di cassarlo, siete riusciti a mettere una toppa che è peggio del buco e quello che sta accadendo, anche con l'analisi di questi emendamenti - come vedete pochi emendamenti, non abbiamo assunto un atteggiamento ostruzionistico -, è quello che denota di più la vostra natura e l'approccio che ogni volta mettete quando si tratta di sicurezza o, in questo caso, ancora di più, di immigrazione o quando provate a tenere insieme le due cose. Perché dite di “no” ad alcuni emendamenti rispetto ai quali sinceramente si fatica a capire il motivo, perché - acquisito ormai che non avreste dato parere favorevole a emendamenti che avrebbero tolto dal testo il vostro emendamento iniziale - abbiamo provato a suggerire cose - qualcuno qui direbbe di buonsenso, ma quando qualcuno parla di buonsenso, cioè lo evoca, vuol dire che non c'è evidentemente, altrimenti non sarebbe necessario citarlo - in cui sostanzialmente vi si spinge, vi si suggerisce di introdurre alcuni elementi di garanzia, ossia - penso all'articolo precedente - fare riferimento al fatto che il consenso debba essere libero, revocabile e che si debbano garantire certe condizioni, oppure come quello attuale, in cui si dice che serve una valutazione multidisciplinare rispetto alle persone che sono oggetto del possibile rimpatrio, anche e soprattutto per chi ha caratteristiche molto sensibili e di grande vulnerabilità, del tipo di essere vittime di tratta, di sfruttamento o di persecuzioni.
Ecco, piuttosto che temperare, almeno, il vostro intervento assurdo, aggiungendo elementi che andrebbero a tutela e garanzia delle persone, rientrate nella vostra modalità classica, ossia quella di vivere, presentare, approcciarsi politicamente al tema migratorio esclusivamente in chiave vessatoria nei confronti degli immigrati, dei migranti. L'avete fatto nel vostro emendamento iniziale, inserito nel testo, e non riuscite a recuperare su quel terreno, non riuscite a rivedere la vostra posizione neanche in questo caso, nonostante l'atteggiamento dell'opposizione che, in tutti gli emendamenti che sono stati presentati da tutte le forze di opposizione, provava ancora una volta, da un lato - fatemela dire scherzando -, a darvi una mano e, dall'altro, però, a fare qualcosa anche di cui ci si possa non vergognare; ma a quanto pare, invece, siete proprio specializzati in questo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.15 Bonafe', con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.9 Zaratti.
Ha chiesto di parlare il deputato Filiberto Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. La capacità di una maggioranza di sapere anche costruire provvedimenti che siano utili al Paese è misurata, essenzialmente, dalla sua capacità di dialogo con le forze di opposizione, con le altre forze parlamentari. Quello che caratterizza la vostra maggioranza è che, rispetto ad ogni provvedimento, su ogni argomento, su ogni questione importante per il Paese, non c'è mai un'occasione o una volta nella quale la maggioranza è in grado di sapersi confrontare con l'opposizione. La misura è data dal fatto che mai nessun provvedimento, un emendamento o degli emendamenti presentati dalle opposizioni vengono considerati meritevoli di attenzione da parte della maggioranza e da parte del Governo.
Devo dire che, dal mio punto di vista, è anche statisticamente difficile giustificare la maggioranza, perché è mai possibile che, su centinaia di provvedimenti che vengono portati in discussione in Parlamento, non c'è mai un emendamento o una questione, che viene posta dall'opposizione, che la maggioranza è in grado di accettare? Questo è dovuto essenzialmente anche dai grandi livelli di divisione della maggioranza. Perché? Perché una volta che si raggiunge un equilibrio all'interno della maggioranza quello è intoccabile, è impossibile da muoversi. Questa è l'ennesima dimostrazione di quello che sto dicendo Presidente!…
PRESIDENTE. Prego.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). A me dispiace sempre, Presidente, disturbare i colleghi che stanno chiacchierando. Chiedo scusa ), però, insomma, se… no, non vi agitate…
PRESIDENTE. Ha parlato, in questo suo incidentale, di colleghi...
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Ma perché vi agitate?
PRESIDENTE. …e non ha fatto riferimento a una parte o all'altra, quindi le polemiche lasciano il tempo che trovano. Prego - ha ragione da vendere -, prosegua il suo intervento.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Dico che non sono agitato io, che sono stato interrotto, perché vi agitate voi? Io non ve l'ho chiesto, grazie.
Comunque, vi ringrazio per la vostra attenzione. Dicevo che questa è una debolezza profonda da parte della maggioranza. Oggi presentate un decreto che è il tentativo, abbastanza maldestro, di cercare di ovviare a una questione che, durante il dibattito che abbiamo avuto sul decreto, sull'ennesimo decreto Sicurezza, era stata posta più volte dagli esponenti dell'opposizione, ma anche in quell'occasione non avete voluto ascoltare. Neanche in quell'occasione, né in Commissione né in Aula, avete voluto prendere in considerazione le osservazioni che vi venivano poste, per poi essere costretti a fare un “decretino” di corsa per cercare di ovviare al problema che si poneva, che è quello del diritto, sostanzialmente, alla difesa di tutte le persone che sono presenti sul nostro territorio nazionale.
Infatti, io vorrei ricordare a voi che i portatori di diritti - e il diritto alla difesa in modo particolare - non sono soltanto gli italiani, i cittadini italiani o coloro con nazionalità italiana, ma sono tutte le persone presenti nel territorio nazionale che si trovano in situazioni nelle quali è necessario garantire la difesa. Voi questo argomento non lo volete accogliere, questo argomento non lo volete capire: questo non è uno degli argomenti che vi piace ascoltare. Però, la verità è questa e oggi ancora una volta in questo provvedimento voi non affrontate fino in fondo il tema. Cercate, con una pezza, di risolvere i problemi relativi alle osservazioni che vi sono state fatte, ma in realtà anche in questo provvedimento non riuscite a garantire quell'elemento, che è il diritto alla difesa, e soprattutto non avete la capacità, ancora una volta, di saper individuare quelle modifiche che renderebbero un provvedimento dello Stato italiano conforme alle norme costituzionali e internazionali.
Per questa ragione noi non abbiamo voluto fare ostruzionismo, ma riteniamo che ci serva un'altra maggioranza, un'altra qualità della maggioranza capace di saper individuare e discutere con l'opposizione per evitare le ennesime figuracce che continuate a fare davanti al Paese .
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.9 Zaratti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.11 Penza. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.11 Penza, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.12 Auriemma. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.12 Auriemma, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.13 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.13 Alfonso Colucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.14 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.14 Alfonso Colucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.17 Baldino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.17 Baldino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.19 Bonafe'.
Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere questo emendamento, a prima firma Bonafe', e per chiedere al Governo di cambiare parere e di dare un parere positivo, perché questo emendamento non dice altro che valutare, per quelle figure che sono rappresentanti muniti di mandato, che non possono svolgere attività di rappresentanza i soggetti che versino in situazioni di conflitto di interessi economico o organizzativo connesse all'attività di promozione dei programmi di rimpatrio volontario assistito, né coloro che operano, a qualsiasi titolo, presso centri d'accoglienza, strutture di trattenimento, enti che beneficiano economicamente dell'attuazione dei programmi di rimpatrio volontario assistito.
Tuttavia, la grande battaglia che, a parole, nei , nelle dichiarazioni, viene portata avanti contro ogni conflitto di interesse nell'accoglienza, non vale anche per il rimpatrio? Cioè, se si è contro al fatto di trasformare un mercato delle sofferenze di queste persone - ed è una battaglia giusta -, non deve valere in ogni azione, che sia di accoglienza o di rimpatrio? Il motivo per cui voi non cambierete parere e il motivo per cui voi non avete votato nessuno dei nostri emendamenti è che voi intervenite, con questo decreto, non perché avete finalmente compreso quanto fosse sbagliata la forzatura di quell'articolo 30- o quanto fosse sbagliato il principio che avevate provato a introdurre, contrario ai principi costituzionali. Voi intervenite semplicemente perché di fronte a determinati limiti per fortuna esiste ancora la Costituzione della Repubblica, democratica e antifascista Voi, solo di fronte a questi limiti siete costretti a fermarvi, ma da un punto di vista delle idee e dei valori, se voi aveste potuto voi avreste già introdotto una taglia per i rimpatri, perché voi quello che Vannacci dice - e l'abbiamo ascoltato in questo weekend - lo pensate. State cercando di realizzarlo con altri mezzi, ma l'obiettivo politico di questa destra è scaricare, nei confronti di un tema delicato che è quello dei flussi migratori, tutta la rabbia e la frustrazione che c'è nel Paese.
Voi state cercando di indicare un nemico e state sviluppando politiche funzionali a questa identificazione del nemico. Lo state facendo sistematicamente cercando di utilizzare altre parole, ma esprimendo quelli che sono gli stessi concetti. E quando noi, anche nella discussione generale di ieri, abbiamo denunciato questo fatto, siete riusciti a dire: no, ma noi sull'immigrazione abbiamo sentito la Sottosegretaria Ferro ricordare la storia di quando noi eravamo migranti. Io vorrei che la ricordasse non solo a noi, ma la ricordasse anche ai rappresentanti della destra e ai rappresentanti del passato peggiore della storia, che si fa chiamare Futuro Nazionale in questo momento nel tentativo di presentarsi.
Noi vorremmo che questa chiarezza ci fosse anche nelle prese di distanza. Io non ho ancora sentito nessuno. Chiedo a lei, Presidente, di farlo, o al Sottosegretario Molteni o al presidente Pagano: di fronte a quello che abbiamo visto sabato, a quelle piazze di persone che attaccavano, insultavano, gridavano e manifestavano odio nei confronti dei migranti, di tutti i migranti, e dei musulmani, di tutti i musulmani, ma c'è qualcuno in questo Parlamento che vuole prendere le distanze da questo scempio, che calpesta i valori della Repubblica?
Oppure voi siete semplicemente quelli che vanno avanti nel cercare di trovare altre parole per realizzare quelle politiche ? Di fronte a chi nega un dramma come il femminicidio, ma c'è un uomo o una donna delle istituzioni che dice, invece, che bisognerebbe portare avanti più politiche di prevenzione, non di negazione, dei femminicidi in questo Paese? Di fronte al messaggio assurdo - io l'ho visto, l'ho letto, l'ho sentito e mi sembra assurdo segnalare i negozi degli italiani, che è un altro modo per segnalare e mettere all'indice i negozi non degli italiani - c'è un sussulto da parte di qualcuno che dice “no, queste non sono le nostre politiche, noi le condanniamo”?
No, non c'è, perché voi state cercando, semplicemente con parole diverse, di raggiungere gli stessi obiettivi. Avete già dato vita al Governo più a destra della Repubblica; non è che, spostandolo più a destra, risolverete i drammi che avete creato al Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.19 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.22 Auriemma. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.22 Auriemma, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.23 Penza. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.23 Penza, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.24 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.24 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.26 Zaratti e 1.27 Bonafe'. Ha chiesto di parlare la deputata Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere questo emendamento e per fare alcune considerazioni sull'atteggiamento della maggioranza e del Governo rispetto a questo ennesimo decreto, che, come è stato ricordato, cerca di mettere una pezza al decreto Sicurezza che è stato approvato dal Parlamento qualche tempo fa, creando di fatto nuove voragini, perché il respingimento dei nostri emendamenti testimonia quali siano le reali intenzioni politiche del Governo sui respingimenti dei migranti.
Di fatto, se davvero parliamo di adesione a un programma di rimpatrio volontario, non riusciamo a comprendere perché non siete d'accordo sul fatto che chi aderisce debba essere correttamente informato, cosa che, purtroppo, oggi non accade, come abbiamo avuto modo di certificare in numerose ispezioni all'interno dei CPR nel nostro Paese, ma anche in quello albanese. Quindi, è davvero incredibile che siate contrari al fatto che il consenso dei migranti per questa adesione debba essere libero, informato, espresso e revocabile in ogni momento, previa informazione completa.
Questo certifica qual è la vostra volontà e qual è l'orientamento verso i migranti, ma questa non è una novità, visto che anche le vergognose parole del Ministro Piantedosi ormai riguardano non solo chi arriva in fuga dalla guerra, dalle oppressioni e dalle vessazioni in Paesi che voi volete reputare sicuri, ma anche, ad esempio, le seconde generazioni, che sono a tutti gli effetti cittadini e cittadine del nostro Paese, contro cui state riversando un odio che è davvero insopportabile, visto che il nostro è un Paese che è sempre stato inclusivo, anche per via della storia migratoria che ci appartiene.
Invece, siete riusciti - ahimè - ad emanare decreti che vanno via via sempre più verso politiche che sono chiaramente di stampo razzista e che hanno anche dei caratteri di incostituzionalità. Ricordo che il decreto Sicurezza è stato votato nonostante contenesse delle disposizioni che contraddicono quello che prevede la nostra Costituzione. Solo grazie all'intervento del Presidente Mattarella avete corretto con questo decreto, che, però, per noi non è assolutamente sufficiente a superare tutte le criticità che abbiamo sottolineato in quella sede e non solo.
Ricordo che avete votato delle pregiudiziali di costituzionalità dichiarando il falso di fatto, perché in quel decreto era contenuto il cosiddetto patrocinio infedele, che cercate di superare con queste disposizioni, ma noi sappiamo benissimo che le attuali politiche del Governo Meloni rispetto alle migrazioni non fanno altro che alimentare un cortocircuito, dove i migranti, pur avendo diritto all'asilo, spesso finiscono nelle maglie della criminalità organizzata e dei caporali.
Lo abbiamo visto con episodi terrificanti come quello di qualche settimana fa, dove hanno perso la vita quattro migranti a cui è stato dato fuoco all'interno di un'automobile. Dicevo, Presidente, che purtroppo rispetto ai migranti non c'è alcuna da parte del Governo e della maggioranza. Vengono violate tutte le disposizioni possibili del diritto internazionale anche all'interno dei CPR, quei buchi neri del diritto che sono delle prigioni dello Stato in cui vengono detenuti stranieri che non hanno commesso reati o hanno già pagato per le pene commesse solo perché non hanno la possibilità di regolarizzarsi nel nostro Paese, calpestando la dignità umana e i diritti degli stranieri.
Quindi, io chiedo al Governo di rivedere il parere su questo emendamento, perché la sua bocciatura certifica davvero le politiche razziste di questo Governo .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.26 Zaratti e 1.27 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.28 Zaratti e 1.29 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.28 Zaratti e 1.29 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.30 Zaratti e 1.31 Bonafe'. Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Verrà il tempo, e non solo prima delle elezioni, per chiarire questo momento storico. Noi facciamo la nostra parte. Mentre pensiamo di tassare i milionari e chiedere redistribuzione, la destra fa la destra di sempre, cioè fa governare le oligarchie e, se può, se la prende con gli ultimi.
Guardate, non credo di andare tanto distante da questa premessa politica nel dire che non solo è una ricetta che, prima o poi, esplode in mano anche alla destra, visto la corsa e la rincorsa all'infinito, decreto Sicurezza dopo decreto Sicurezza; siamo alla quarta, quinta norma sull'immigrazione, sempre con la stessa ossessione. Il problema è che la realtà è più dura di questa narrazione e, prima o poi, anche i penultimi si accorgeranno che non sono gli ultimi quelli che li rendono più ricattabili.
Ma la cosa più grave, in questo racconto al contrario dell'esercito di riserva di Karl Marx, è la disumanità che avete anche solo nell'affrontare temi molto delicati, come questo emendamento. Questo emendamento vi chiede una cosa molto semplice. Vi chiedeva di aggiungere che, nel caso di minori vittime di tratta, persone affette da gravi patologie o comunque in condizioni di vulnerabilità, l'accesso ai programmi di rimpatrio volontario assistito fosse subordinato a una valutazione multidisciplinare. Questo è un emendamento che potrebbe avere tanti nomi: è nostro, ma potrebbe essere , potrebbe chiamarsi , potrebbe chiamarsi con i tanti nomi delle associazioni che si occupano di tratta in Italia.
E vede, Presidente, io pensavo che i casi fossero qualche decina, qualche ventina, non so, quelli che ho letto nelle cronache. I numeri sono impressionanti, anche in Italia. Parliamo di migliaia di ragazzi che sono nei flussi della tratta, che vedono, tra l'altro, questo fenomeno cambiare, non solo con lo sfruttamento classico e la prostituzione, ma parliamo, per esempio, di quanto i hanno reso ancora più schifosa questa vicenda, che vede, tra l'altro, coinvolti sempre più minorenni non accompagnati, ma, soprattutto, ragazzini di 11 anni. Io lo dico al Governo: oltre a chiedere l'accantonamento di questo emendamento, un po' di pietà vi è rimasta? Ma che cosa chiediamo di strano in questo emendamento? Ma sarà possibile che, prima di rimpatriare un minore, quel tipo di analisi venga fatta da altri soggetti, perché, magari, quella persona non è protetta, non è sicura, magari perché deve attivarsi un percorso di protezione, di reintegrazione? Veramente, non credo, non posso proprio credere che siamo arrivati così in basso, che non ci sia un appiglio nella vostra umanità che dica “no, va beh, ma su questo dialoghiamo, discutiamo”.
Io, Presidente, sono esterrefatto. Io non dico di fare la guerra ai primi - come vogliamo noi - per interrompere la lotta fra gli ultimi e i penultimi; ma io dico, questi minori che cosa vi hanno fatto di male? Cioè, oltre a subire questo mondo terribile di oggi, lo sfruttamento e la tratta, possiamo escluderli da questa retorica? Ci aiutate? Li possiamo tirare fuori da questo gioco? Io credo che sarebbe molto facile farlo. E intanto, al Governo chiedo un accantonamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bakkali. Ne ha facoltà.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Grazie, Presidente. “Fossa comune per te e la tua famiglia”; “a casa, zingara”; “troia, remigrati”; “la beduina ha parlato”; “disinfestazione, altro che remigrazione”; “dimmi tu 'sta mau-mau”; “scimmia”; “remigra con loro, maledetta”; “gli piace proprio farsi stuprare”; “farete una brutta fine”; “sparati”; “ti aprono come una mela”; “sappiamo dove vivete”: ecco, questi sono solo alcuni dei 13.500 commenti sotto una foto che ho postato dopo aver partecipato alla manifestazione di sabato scorso. E voglio essere chiara, e voglio parlare anche, in particolare, ai soldati di pezza di un generale che è accecato dal suo testosterone e dal suo ego . Perché, sì, le parole sono lame, ma la violenza è reale. Ed è ora che ci si assuma la responsabilità, è ora che si faccia un patto repubblicano, perché su questo odio sociale, su questa violenza, che ci vorrà un attimo che divampi e diventi un incendio che faremo fatica a controllare, si prenda posizione.
Proviamo a mettere un argine a questo odio, all'irresponsabilità di queste piattaforme, all'incoscienza di chi continua a sdoganare qualsiasi cosa, a chi non proferisce parola se quelli che abbiamo lasciato fuori da questo Parlamento, e che lasceremo fuori un'altra volta da questo Parlamento, dicono che, se non li facciamo entrare, assalteranno il Parlamento . Ci vuole responsabilità. Rappresentiamo qui le cittadine e i cittadini italiani in nome della Costituzione italiana, e io credo che il segno sia stato abbondantemente superato.
Questo emendamento parla di minori, parla di persone fragili, parla degli ultimi, e - come si diceva prima - state aizzando i penultimi contro gli ultimi, state puntando il mirino, chiaramente, contro un pezzo della popolazione italiana, e non sono solo gli immigrati, sono le donne, sono quelli della comunità LGBT, per cui i diritti per voi sono concessioni: no, sono diritti in quanto cittadine e cittadini italiani . Non concedete nulla a nessuno: né agli immigrati, né alle donne, né a quelli che fanno parte della comunità LGBT.
E guardate, questa valanga di odio non potrà che darci forza, perché fuori da queste Aule i giovani e le giovani non lo vogliono un Paese così, non lo vogliono un Paese impaurito, vogliono un Governo che sappia gestire il fenomeno migratorio. È un tema strutturale con cui abbiamo avuto a che fare negli ultimi quarant'anni e avremo a che fare nei prossimi, ma solo se sapremo gestirlo in nome della legalità e in nome dell'integrazione, su cui voi non avete speso mezzo euro, perché per voi le persone vanno sfruttate e messe nelle condizioni di cadere nell'illegalità.
PRESIDENTE. Concluda.
OUIDAD BAKKALI(PD-IDP). Ecco, non vi interessa dei minori, figurati degli altri. Però volevo essere molto chiara rispetto al fatto che è urgente, si è passato il segno e dobbiamo reagire .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ravetto. Ne ha facoltà, per tre minuti.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. “Cocainomane”; “zoccola”; “muori”; “inutile”; “tua figlia si deve vergognare”; “pagliaccia, hai pure una figlia”; “ciliegina su una torta di merda”: questo perché sono passata con il generale, e so io da dove arrivano questi commenti. Quando chiedete rispetto, dovete darlo prima . Piuttosto, in quest'Aula ... Scusi, Presidente. Scusi, Presidente … Scusi, Presidente! Scusi, Presidente…
PRESIDENTE. Prego, prosegua.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). … è questo il rispetto? Se mi fanno parlare, Presidente…
PRESIDENTE. Colleghi!
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Piuttosto, in quest'Aula, invece di fare rivendicazioni personali, facendo a gara su chi ci commenta peggio “Solidarietà!” “Hai la nostra solidarietà!”dai rispettivi e magari bot, dovremmo preoccuparci di tutte quelle ragazze che hanno paura a camminare per le nostre strade, perché hanno paura di essere stuprate e che invocano un controllo dell'immigrazione irregolare.
Dovremmo avere preoccupazione per tutte quelle donne che sono costrette sul nostro territorio a sposarsi bambine o sono costrette, da alcuni padri, a non andare a scuola. Di questo dovremmo preoccuparci in quest'Aula .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Baldino. Ne ha facoltà.
VITTORIA BALDINO(M5S). Io esprimo, a nome mio e a nome del mio gruppo, tutta la nostra solidarietà sia alla collega Bakkali per gli insulti ricevuti sotto il suo sia alla collega Ravetto per gli insulti ricevuti dopo aver manifestato una legittima posizione politica. Una legittima posizione politica, collega Ravetto.
Però, allo stesso tempo, se parliamo di posizioni politiche, noi dobbiamo essere in grado - anche da donna, collega - di assumerci la responsabilità di sostenere una persona che, candidamente, ammette che il reato di femminicidio è un reato inutile e che deve essere abolito ; proprio per rispetto di quelle donne che hanno paura ad uscire di casa, che hanno paura ad andare su un autobus, che prima di uscire pensano a come è opportuno che si vestano per evitare di, non lo so, provocare le reazioni di qualcuno quando camminano per strada, delle donne che temono di essere uccise dalla persona che credevano le amasse.
Noi dobbiamo portare rispetto anche a quelle famiglie che hanno visto vittime di femminicidio , a tutte quelle persone che sono sopravvissute al femminicidio.
Ha ragione la collega Bakkali: in quest'Aula dobbiamo assumerci la responsabilità anche delle posizioni politiche che possono essere ritenute legittime, perché io posso essere oltranzista, più radicale, più contrario all'immigrazione irregolare, più propenso ad aumentare il numero dei rimpatri piuttosto che aumentare le procedure di accoglienza: sono tutte posizioni politiche discutibili, da una parte e dall'altra, ma legittime, posizioni legittime.
Però aizzare il popolo, parlare agli istinti più beceri della popolazione contro i , contro i migranti e contro le donne vittime di femminicidio, quella è irresponsabilità e noi la paghiamo, colleghi e colleghe. A costo di racimolare qualche voto in più e qualche punto in più nei sondaggi rischiamo di aizzare un sentimento di odio nei confronti di alcune categorie di persone che, magari, poi non hanno gli strumenti per capire qual è il proprio limite e come e quando fermarsi, perché magari hanno raggiunto il di consenso che stanno cercando, perché una volta che alimenti e aizzi l'odio poi è difficile capire quando ci si ferma.
Quindi è questo il punto, e io sottoscrivo l'emendamento del collega Zaratti e della collega Bonafv, se me lo consentono, perché credo che sia un emendamento assolutamente di buon senso. E vorrei che qualcuno, in quest'Aula, si alzasse in piedi e mi dicesse perché votate contro un emendamento che chiede di valutare il rimpatrio assistito, quando le persone da rimpatriare sono potenzialmente esposte a persecuzioni nel proprio Paese di origine. Spiegatemi perché siete contrari a questo emendamento. Perché noi siamo favorevoli e votiamo a favore
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale … che succede lì? Ognuno prenda il suo posto nel suo gruppo. Deputato Furgiuele… no, il deputato Sasso ha chiesto di parlare, a titolo personale, al posto del deputato Furgiuele. Ne ha facoltà, per un minuto.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Allora, Presidente, io credevo stessimo parlando di immigrazione… poi va bene tutto . Allora, a questo punto, io ricordo quando la formazione politica del MoVimento 5 Stelle ha preso il potere dicendo “Vaffa-day” a tutto l'arco parlamentare.
Quindi, per cortesia, cerchiamo di riportare l'oggetto del dibattito sul tema.
Il tema è quello dei rimpatri volontari. Poi, in dichiarazione di voto, diremo cosa farà Futuro Nazionale. Io lo dico, per suo tramite, a tutto il centrosinistra, che è politicamente complice dell'invasione di centinaia di migliaia di clandestini sul nostro territorio nazionale e che la vostra retorica ha scocciato gli italiani.
Sabato e domenica 2.000 delegati, in rappresentanza di 105.000 iscritti, ci hanno chiesto soltanto una cosa. Sempre per suo tramite, Presidente, lo dico anche agli amici del centrodestra…
PRESIDENTE. Concluda.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). …vogliamo la remigrazione perché gli italiani sono stanchi. Sono stanchi - : “Vergognati!”)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre a titolo personale, il deputato Casu. Ne ha facoltà … Deputato Sasso (: “Presidente, io «vergognati» non lo accetto!”)… Deputato Sasso! Prego deputato Casu, a lei la parola. La ascoltiamo.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per esprimere tutta la mia solidarietà all'onorevole Ravetto e per ricordare a quest'Aula che l'appello espresso dall'onorevole Bakkali è stato veramente un appello importante, cioè un appello a condannare ogni azione che istiga all'odio e alla violenza, perché da quest'Aula dovrebbe uscire un messaggio forte e unitario di condanna.
Il problema, però, a cui noi assistiamo, è che, nelle scorse ore, quando in una manifestazione è stata bruciata l'immagine del Ministro Salvini, io sono stato il primo a condannare quell'atto senza nemmeno sapere chi l'aveva fatto, perché di fronte all'istigazione all'odio e alla violenza non bisogna guardare al colore politico. Ma perché non arriva dalla destra una condanna nei confronti…
PRESIDENTE. Concluda.
ANDREA CASU(PD-IDP). … delle minacce di morte verso Alessandro Zan per la campagna del 2 per mille di Fratelli d'Italia, o nei confronti della collega Bakkali solo per aver partecipato a una manifestazione? Ma cosa ci vuole per riuscire a condannare? Non sono “camerati” che sbagliano, sono pericolosi delinquenti, criminali. Vanno condannati con forza !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre a titolo personale, quindi per un minuto, il deputato Furgiuele. Ne ha facoltà.
DOMENICO FURGIUELE(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. È scontata la solidarietà alla collega Bakkali, così come dovrebbe essere scontata anche per la collega Ravetto per tutto quello che ha elencato prima. Ma ciascuno di noi, all'interno delle nostre piattaforme quotidianamente subisce delle violenze e ciascuno di noi ha dei figli e dei parenti che leggono tutte quelle bestialità.
L'onorevole del PD, giustamente, lo scorso fine settimana ha partecipato ad una manifestazione, che riteneva opportuna, contro un'altra manifestazione che era indetta da un Comitato di liberi cittadini - dobbiamo rimettere le cose come stanno - che hanno portato avanti una proposta di legge popolare. E, allora, ci sono due aspetti: uno è quello di una politica che viene in Aula…
PRESIDENTE. Concluda.
DOMENICO FURGIUELE(MISTO-FNV-F). … per parlare di quello che si dice sui l'altra è la stessa politica del PD che ha paura di liberi cittadini che si mettono insieme e raccolgono firme per una proposta di iniziativa popolare. Quando conviene a loro chiedono la partecipazione popolare, quando quella partecipazione gli fa paura si terrorizzano…
PRESIDENTE. La ringrazio.
DOMENICO FURGIUELE(MISTO-FNV-F). … ma noi andremo fino in fondo !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre a titolo personale, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà, per un minuto.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Grazie, Presidente. A nome del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le donne che vengono colpite da sui da insulti e da minacce di morte, in particolare da chi, in questi giorni - e non è soltanto l'onorevole Bakkali, ma sono tante donne e tanti attivisti - è stato colpito da una che non ci pare spontanea e che, per larga parte, era provocata da e da profili che soffiano sull'odio.
Allora, visto che non è la prima volta che discutiamo di questi temi, io vorrei chiedere al centrodestra di prendere un impegno molto preciso. È in vigore in tutta Europa un regolamento sulla pubblicità politica che stabilisce alcuni limiti e che prevede alcuni controlli e alcune sanzioni sui . Noi vogliamo sapere…
PRESIDENTE. Concluda.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). … perché il Governo si rifiuta di nominare l'Agenzia deputata ai controlli e alle sanzioni per fermare questo schifo .
PRESIDENTE. La ringrazio.
ELISABETTA PICCOLOTTI(AVS). Vogliamo sapere perché, e non abbiamo ancora alcuna risposta .
PRESIDENTE. Allora, prima di dare la parola al deputato Toni Ricciardi, ricordo che c'è una proposta di accantonamento fatta dal deputato Grimaldi, e quindi, a breve, dovremmo comunque procedere e votarla, dopo aver ovviamente interpellato… Prego, deputato Toni Ricciardi, a lei la parola.
TONI RICCIARDI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Come sa, non sono romano, quindi chiederei all'Aula, ascoltando questo dibattito - chiedo lumi al collega Giachetti -, di esprimere la massima e piena solidarietà a una figura che nella Roma di qualche decennio fa ancora trovavi per strada, cioè i venditori di pere cotte. Voi mi dovete fare una cortesia, care colleghe e cari colleghi: noi dobbiamo esprimere piena e massima solidarietà ai venditori di pere cotte, perché vengono assaliti, invasi e rischiano di perdere il proprio lavoro, perché sono vittime di un'invasione di 115.000 iscritti che si candidano, dietro un grande generale, a rubargli il lavoro da venditori di pere cotte .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). “Musulmano pezzo di merda”: questo non è un commento ma è il coro che è venuto fuori dal corteo della remigrazione. Io non ce l'ho con voi vannacciani, io ce l'ho con il Governo, con il centrodestra, che ha subappaltato ai vannacciani l'odio verso anche le altre religioni, l'odio verso i cittadini, per poi farci il Governo insieme, quando si andrà alle elezioni.
Quindi siete anche voi responsabili di questa crescita dell'odio e di queste schifose parole, di questo non rispetto per la cultura religiosa; un rispetto che, invece, ci deve essere in Italia, essendo sancito dalla Costituzione .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato De Luca. Ne ha facoltà.
PIERO DE LUCA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Io non avevo intenzione di intervenire in questo dibattito perché mi ritrovavo perfettamente nelle parole della collega Bakkali. Esprimo, come ha fatto già il collega Casu - credo sia doveroso farlo da parte di tutti quanti noi -, solidarietà alle donne, agli uomini, a tutti coloro i quali subiscono azioni di violenza, di odio, di diffamazione, oltre che, ovviamente, azioni legate alla violenza nella vita reale.
Se vogliamo provare a fare un passo avanti tutti quanti insieme, credo sia doveroso provare ogni tanto a dare un segnale positivo al Paese. C'è una proposta di legge - è a mia prima firma, ma è del Partito Democratico - depositata in Parlamento contro l'anonimato , che potrebbe consentire di fare un passo avanti per provare a risolvere un pezzo del problema. Non sarà tutto, ma consentire di avere l'identità digitale a chi lavora, a chi opera, a chi scrive sui o sulle reti Internet, evitare che ci sia un , una situazione di a-legalità diffusa…
PRESIDENTE. Concluda.
PIERO DE LUCA(PD-IDP). …di violenza, che diffama, che offende, che crea fonti di violenza, di impunità …
PRESIDENTE. La ringrazio.
PIERO DE LUCA(PD-IDP). …credo che sia un dovere di tutti quanti noi. E io invito davvero tutto l'arco costituzionale, tutto il Parlamento, tutte le forze politiche ...
PRESIDENTE. Grazie. Si è capito comunque. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Sicuramente tutta la solidarietà alla collega per quanto accaduto, ma è quello che è accaduto anche alla collega Ravetto, quello che accade, probabilmente, sulle pagine di molti di noi, e tutti lo vediamo. Quello che mi stupisce è che oggi noi ci indigniamo perché su una pagina come succede a molti di noi, viene insultato un parlamentare, e quella è una cosa grave, ma non ho sentito dai banchi dell'opposizione nessuno indignarsi per quella donna colombiana di 32 anni che, il 26 maggio, in via Cesare Tallone, a Tor Cervara, sulla Prenestina, è stata violentata per tre giorni da immigrati irregolari. Non ho sentito nessuno indignarsi a Milano, nel giugno 2026, a Porta Romana…
PRESIDENTE. Concluda.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). …per una modella polacca che è stata violentata da un branco di sette giovani irregolari, che l'hanno aggredita. Non ho sentito nessuno scandalizzarsi…
PRESIDENTE. Deve concludere.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). …per altri fatti di questa fattispecie.
PRESIDENTE. La ringrazio.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Quindi, io dico, se non abbiamo …
PRESIDENTE. Le ho dato anche un tempo aggiuntivo, mi spiace. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà, per un minuto.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Presidente, quest'Aula del Parlamento è impegnata oggi a discutere di un provvedimento che, se va a gonfie vele, riguarderà 125 rimpatri all'anno. Noi abbiamo un Paese in ginocchio, si bruciano i lavoratori nelle macchine, ci sono persone che non riescono a curarsi, abbiamo bollette che stanno esplodendo e stiamo parlando di 125 rimpatri .
Questo Governo sta facendo tutto questo, 125 persone l'anno, e stiamo occupando Montecitorio a parlare di queste scemenze, questo è il punto, mentre c'è un Paese che grida aiuto, e lo state occupando per una vostra polemica politica con gente che ha tradito il mandato elettorale, si è fatta eleggere qua e va in un altro partito perché gli interessa la poltrona, fondamentalmente in barba al mandato degli elettori. Questa è la destra italiana, dal centro a quella estrema .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, ma anche per invitare, un po' in coscienza rispetto al dibattito di tutte e tutti noi, ad uno stile che, onestamente, noi finora avevamo mantenuto. Tornare a sentire parole di propaganda, di posizionamento elettorale sulla pelle delle donne vittime di abusi, di violenza, di stupri, credo sia un punto basso della nostra democrazia, al quale questo Parlamento non deve tornare .
E non è questione di destra o di sinistra, perché, se c'è solo una cosa su cui quest'Aula si è unita finora, è stato proprio portare avanti il contrasto alla violenza contro le donne; lo abbiamo fatto nelle scorse legislature, lo stiamo portando avanti adesso. Che la piaga dell'antidemocrazia entri in quest'Aula e che quest'Aula risponda al pericolo di tornare a fare di nuovo delle donne, della difesa dei diritti delle donne il campo di battaglia di ideologie e, in qualche modo, di posizionamenti astratti, credo sia una grave colpa di cui non ci dobbiamo macchiare.
Stiamo attenti, colleghe e colleghi, a non farci trascinare su questo terreno, che farebbe fare un passo indietro anche a questa legislatura, e lo dico da donna di opposizione. Quindi, tacciamo la rivendicazione per cui, a seconda del colore della pelle dello stupratore, dobbiamo difendere o non difendere la donna. Ma stiamo scherzando ? Ma stiamo scherzando?
Rivendicare la nazionalità o la posizione? Quelle donne, tutte le donne meritano la protezione e la sicurezza da parte di quest'Aula e di questa Repubblica. E che poi, in qualche modo, si usi anche questo per dire che in fondo possiamo anche tacere sui femminicidi, sulla sensibilità di genere, sul fatto che, in fondo, non è una cosa grave dichiarare che la Presidente del Consiglio si deve mettere in ginocchio o, allo stesso modo, che non è una cosa grave che una donna venga uccisa dal proprio , e che, quindi, non si meriti di chiamare questo come femminicidio, noi non lo vogliamo e non lo possiamo permettere.
È veramente un appello che faccio a tutte e a tutti noi: non lasciamoci trascinare da chi vuole che questa Italia faccia un passo indietro nella tutela delle donne .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Su cosa vuole parlare, visto che già parlato?
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori, perché noi stavamo parlando di un emendamento in materia di rimpatri e ci siamo trovati ad ascoltare interventi sulla qualunque. Allora, o stabiliamo che rimaniamo sul tema dell'emendamento oppure noi adesso cominciamo a parlare di tutto su ogni emendamento .
PRESIDENTE. Fino a prova contraria, c'è una persona, nella mia modesta figura, che è preposta a decidere se gli interventi che vengono fatti…
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Sì, lo so.
PRESIDENTE. …sono pertinenti o meno. Chiedo al relatore, deputato Urzi', il parere sulla richiesta di accantonamento avanzata dal deputato Grimaldi.
ALESSANDRO URZI', . Parere contrario, Presidente.
PRESIDENTE. Deputato Grimaldi, insiste per la votazione? Affermativo. Darò dunque la parola per un intervento a favore e uno contro. Chi si prenota? Tutto il gruppo del PD sottoscrive l'emendamento. Ha chiesto di parlare a favore della richiesta di accantonamento il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Signor Presidente, mi sento di intervenire a sostegno di questa proposta fatta dal collega Grimaldi, perché vorrei ricordare l'importanza di questo emendamento. La discussione è stata accesa e importante, però vorrei ricordare che questo emendamento chiede una tutela per i minori vittime della tratta e per le persone affette da gravi patologie o comunque in condizioni di vulnerabilità.
Stiamo parlando di una questione importante che riguarda non soltanto la legge che stiamo affrontando, ma anche il senso di umanità del nostro Paese: il fatto di tutelare i giovani, i ragazzi e i bambini vittime di tratta credo sia un obiettivo al quale nessuno si può sottrarre ! È per questo che il parere negativo del relatore in questo caso mi inquieta e mi preoccupa, perché neanche su un tema come questo riusciamo a trovare un punto di accordo e di riflessione comune e a vedere se si possa fare qualcosa di più per tutelare i bambini vittime della tratta. Su questo vince sempre il tatticismo, l'interesse di partito, il non voler cambiare i provvedimenti, il non voler accogliere gli emendamenti dell'opposizione! Se anche su questo non c'è la possibilità di un confronto, veramente, il nostro Parlamento è caduto a un livello molto basso.
Io vi prego di riflettere su questo punto e di accantonare l'emendamento. Non vi stiamo chiedendo di votarlo, ma un momento di riflessione insieme con il Governo per vedere se sia possibile trovare qualcosa che salvi non la nostra coscienza, ma almeno la nostra anima .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare contro la proposta di accantonamento l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Per noi di Futuro Nazionale non ci può essere alcun accordo su tutte quelle norme che sono funzionali soltanto a trovare ulteriori giustificazioni per far continuare a rimanere migliaia di immigrati sul nostro Paese . Questo mi permette di dire anche, signor Presidente, che ci sono deputati di sinistra che invocano, con canti quasi da solidarietà e poi invocazioni di brutalità sui Ma questi deputati di sinistra dimenticano che, quando facciamo manifestazioni pubbliche, la Polizia è costretta ogni volta a garantire delle unità di servizio perché ci sono sostenitori della sinistra in particolare i centri sociali, che vengono a provare a picchiare i nostri militanti. Troppo facile dire: siete voi di Futuro Nazionale a creare l'odio. Le condizioni di odio probabilmente provengono principalmente da chi siede a sinistra, non certamente da noi che veniamo da destra.
Poi sulla questione della remigrazione è molto semplice il punto, cari colleghi di sinistra: per noi la sicurezza è una priorità e la remigrazione costituisce un nesso di causalità alla sicurezza, mentre per voi l'immigrazione rappresenta un grande per i poteri forti che vi sostengono . È questo che bisogna ricordare sempre.
Pertanto, signor Presidente, di fronte a un emendamento che propone di coinvolgere i servizi sociali territoriali, noi chiediamo: ma quali? Quelli che hanno distrutto la famiglia del bosco, per caso? I servizi sociali vanno completamente revisionati e rivoluzionati da un punto di vista normativo, perché sono una parte di disgrazia per questo Paese, signor Presidente. Per tutti questi motivi, voteremo contrariamente alla richiesta di accantonamento .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di accantonamento degli identici emendamenti 1.30 Zaratti e 1.31 Bonafe', avanzata dall'onorevole Grimaldi.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge per 37 voti di differenza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.30 Zaratti e 1.31 Bonafe', con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici emendamenti 1.32 Zaratti e 1.33 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.32 Zaratti e 1.33 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.35 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.35 Alfonso Colucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.36 Baldino. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Quanto tempo ho?
PRESIDENTE. Tre minuti.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Tre minuti saranno più che sufficienti per rimarcare ed evidenziare come questo dibattito parlamentare stia facendo emergere sempre più forte, se ce ne fosse ancora bisogno, che questo Parlamento è evidentemente spaccato: c'è una parte che giustamente difende la propria posizione, che è la sinistra, e c'è un'altra parte, che è la destra, l'unica vera destra, rappresentata da Futuro Nazionale, che sta difendendo il concetto della remigrazione. Noi saremmo disponibili anche domani - e questo lo dico, per suo tramite, agli amici del centrodestra - a votare un decreto-legge remigrazione, ma remigrazione vera. Non anticipo il giudizio su questo provvedimento, mi riservo di farlo in dichiarazione di voto. Sarà pur sempre un piccolo passo in avanti, ma sono sempre di più gli italiani che ci chiedono remigrazione e tutela dell'identità nazionale.
Allora, Presidente, prima di concludere, il mio pensiero va a un giovane diciottenne futurista che ha avuto il coraggio di scompaginare l'ordine preesistente fatto da docenti di sinistra, da un dirigente scolastico di sinistra, che in un liceo di Cesena ha avuto il coraggio non di sventolare una bandiera palestinese, non di cantare , non di frequentare un centro sociale, ma di esporre uno striscione con su scritto: “L'Italia agli italiani” . È questa la migliore gioventù ed è la gioventù che sabato e domenica a Roma ci è venuta a chiedere una cosa sola: Italia, Nazione, remigrazione .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.36 Baldino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.37 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.37 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.40 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.40 Alfonso Colucci, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.41 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.41 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'emendamento 1.1001 Carotenuto. Ha chiesto di parlare il deputato Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Grazie, Presidente. Vedete, questo è un provvedimento imbarazzante per la e soprattutto per il fatto che questo Governo decida di utilizzare lo strumento del decreto per ottenere 100 o forse 200 rimpatri l'anno, mentre il Paese è allo stremo. I dati della Caritas pubblicati poco fa dicono in maniera inequivocabile come la povertà sia dilagante e come i vostri strumenti - quelli che hanno sostituito il reddito di cittadinanza - stiano fallendo miseramente, visto che alla Caritas i livelli di assistenza che devono essere garantiti non si sono mai visti in precedenza. Questo evidentemente non interessa al Governo, al quale interessa l'emergenza dei rimpatri.
Allora vogliamo offrire forse l'unico caso in cui questo provvedimento potrebbe avere un senso, ed è il caso di tutti quei palestinesi e di tutte le persone di origine palestinese che hanno il sincero desiderio di rientrare nel loro Paese di origine, a cui viene negato questo diritto. Allora, forse in quel caso, in questo unico caso potrebbe avere senso una misura del genere, cioè una misura che aiuta queste persone ad avere un'opportunità non solo di ritornare in patria, ma un progetto individuale comprensivo di pre-partenza, di assistenza logistica e finanziaria al viaggio, l'accompagnamento al reinserimento sociale ed economico nel Paese di origine, l'erogazione di un sussidio di prima sistemazione utile al sostenimento di spese immediate al rientro, insomma di tutti questi bei .
Ora io mi domando: perché per i palestinesi questo diritto, che voi volete garantire agli altri, a loro proprio no? Votate questo emendamento e pulitevi un poco la coscienza .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1001 Carotenuto, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.03 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.03 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 1.05 Zaratti e 1.06 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 1.05 Zaratti e 1.06 Bonafe', con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
NICOLA MOLTENI,. Il parere è contrario su tutti gli ordini del giorno, ad eccezione dell'ordine del giorno n. 9/2947/12 Ziello, che ha parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”, e l'ordine del giorno n. 9/2947/20 Montemagni, con parere favorevole. Gli altri sono tutti pareri contrari.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/1 Soumahoro, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/1 Soumahoro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/2 Borrelli, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/2 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/3 Grimaldi, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/3 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/4 Piccolotti, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/4 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/5 Zaratti, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/5 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/6 Mari, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/6 Mari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/7 Zanella, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/7 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/8 Ghirra, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/8 Ghirra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/9 Dori, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/9 Dori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/10 Bof, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare il deputato Furgiuele. Ne ha facoltà.
DOMENICO FURGIUELE(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Prendiamo atto con rammarico del parere contrario a quest'ordine del giorno. Un rammarico che non nasce tanto dalla bocciatura di questa proposta parlamentare, quanto dall'occasione persa nell'affrontare con maggiore serietà e determinazione un tema che riguarda la credibilità del Governo in ambito di politiche migratorie. Il decreto che stiamo esaminando si occupa di rimpatri volontari assistiti, una misura che, nelle intenzioni formali, vorrebbe favorire il rientro di soggetti, di cittadini stranieri che non hanno titolo per rimanere sul nostro territorio. Fin qui nulla di eccepibile, ma, proprio perché parliamo di uno strumento fondato sulla volontarietà, sulla collaborazione e anche sul dispendio economico di risorse pubbliche, desidereremmo, avremmo desiderato, che ci fosse un impegno da parte del Governo a stabilire delle regole più chiare, più rigorose e più credibili.
Quest'ordine del giorno chiedeva semplicemente che, considerato il fatto che si tratta di spendere risorse pubbliche, sarebbe necessario incidere sul fatto che le persone che sono destinatarie di questo accompagnamento, poi, non avessero l'opportunità, il giorno dopo, di rientrare illegalmente sul territorio italiano ed europeo; chiedeva che i beneficiari di un percorso assistito non potessero contemporaneamente ostacolare lo stesso, magari producendo delle documentazioni fittizie o con delle condotte dilatorie o semplicemente bloccando anche l'ingresso su un aereo.
Chiedeva che il rimpatrio volontario assistito resti un'opportunità per chi decide di collaborare con le istituzioni e non un'occasione per raggirare uno Stato che viene considerato, evidentemente, debole relativamente al rispetto di determinate regole. Ebbene, di fronte a queste richieste così semplici, così di buonsenso, il Governo ha espresso parere negativo. È una scelta legittima, certamente, ma che noi, come Futuro Nazionale, non condividiamo.
Perché, se siamo tutti d'accordo sul fatto che il sistema del rimpatrio sia fondamentale per gestire i flussi, allora dovremmo essere tutti d'accordo sul fatto che questo procedimento dovrebbe essere rafforzato. Se siamo tutti d'accordo sul fatto che le risorse pubbliche vadano utilizzate con i guanti bianchi, con grande attenzione, allora dovremmo impedire che ci sia qualcuno che ne abusi. Se siamo tutti d'accordo sul fatto che l'immigrazione illegale debba essere contrastata, allora dovremmo pretendere e prevedere conseguenze certe per chi, pur facendo parte di un programma che va in quella direzione, poi pretende di rientrare in modo illegale sulle nostre frontiere.
Diversamente da tutti questi riferimenti, il Governo, con questo parere contrario, sta dando un'indicazione che sicuramente non favorisce il cittadino. Il messaggio che si dà al cittadino è un messaggio diametralmente opposto, ed è esattamente per questa ragione che poi il cittadino non comprende più. I cittadini chiedono umanità, ma nello stesso tempo chiedono serietà. Chiedono che i diritti siano accompagnati dai doveri, perché tutti crediamo nell'umanità, ma per l'umanità non si può abdicare alle regole.
Per queste ragioni, esprimo il mio dissenso a questo parere contrario da parte del Governo e auspico che, nel prossimo futuro, ci sia qualcuno che abbia maggiore coraggio nell'affrontare, senza ambiguità, il tema dei rimpatri e il tema del contrasto all'immigrazione illegale .
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/10 Bof, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/11 Davide Bergamini. Ha chiesto di parlare il deputato Gianangelo Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Se noi fossimo di fronte a un emendamento che cambia il testo della norma probabilmente potremmo capire le perplessità nel modificare una norma, ma stiamo parlando di un ordine del giorno con cui si danno degli indirizzi che penso non possano non essere concordi con quella che è la linea di un Governo di centrodestra. Noi diciamo che i rimpatri volontari assistiti sono un'agevolazione che diamo a quei cittadini che non hanno diritto di rimanere sul nostro territorio e decidono di rientrare nel loro Paese, ma è un'agevolazione che noi possiamo dare a persone che dimostrano un certo comportamento nei confronti del nostro Stato.
Noi diciamo che chi usa la norma sull'asilo in modo strumentale, tanto poi da ottenere sentenze da cui emerge che si tratta di richieste dichiaratamente infondate e inammissibili, è chiaro che si sta prendendo gioco del nostro Paese, e noi, alle persone che si prendono gioco dei diritti che ci sono nel nostro Paese, non possiamo garantire assistenza nel rimpatrio, un esborso economico con i soldi dei nostri contribuenti per riaccompagnare queste persone a casa. Queste persone vanno portate a casa loro.
Ma poi c'è un secondo aspetto, se la persona che arriva nel nostro Paese si pone d'intralcio nel farsi identificare, non si vuole fare identificare, non vuole aiutare il nostro Paese per il riconoscimento, non vuole collaborare con le nostre istituzioni per farsi riconoscere, la malafede è già intrinseca, quindi noi non possiamo assistere economicamente una persona che ha già adottato un comportamento così nei confronti delle istituzioni del nostro Paese.
Noi diciamo anche che chi si è macchiato di reati, ancorché con condanne di primo grado, dove si ravvisa pericolosità sociale o arrestato in flagranza, penso che questa persona non abbia dimostrato una buona disponibilità a integrarsi nel nostro tessuto o voler, quantomeno, rispettare le norme, le leggi del nostro Paese. Ritengo, quindi, che questa persona non abbia diritto a nessun altro centesimo di risorse italiane per essere aiutato e assistito nel rientro a casa. Va rispedito a casa.
Noi diciamo anche che, siccome stiamo parlando di contributi economici che poi pesano sull'erario e sulle tasche dei nostri cittadini, noi dovremmo fare anche una verifica che chi riceve assistenza a spese dei cittadini sia veramente in situazioni di bisogno perché noi, molto spesso, assistiamo al fatto che i cittadini italiani non ricevono assistenza, pur essendo in situazioni di disagio economico, ma, poi, per il migrante, per chi sta nel nostro Paese senza averne diritto, noi, improvvisamente, diventiamo talmente generosi che, a prescindere dal reddito, a prescindere che questo se lo possa permettere o meno, noi comunque gli diamo assistenza senza che venga fatta alcuna verifica.
Probabilmente ci sarà stata qualche distrazione nella lettura di quest'ordine del giorno perché, francamente, per quelli che conosco essere i temi del centrodestra, per quelli che conosco essere le cose che noi ci siamo sempre detti, non vedo il motivo per cui quest'ordine del giorno abbia un parere contrario. Per questo motivo, esprimo la mia contrarietà al parere del Governo su quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/11 Davide Bergamini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/12 Ziello. C'è una proposta di riformulazione che non viene accettata. Ha chiesto di parlare il deputato Edoardo Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Noi di Futuro Nazionale abbiamo presentato quest'ordine del giorno per cercare di stimolare il Governo a portare avanti una misura funzionale all'eliminazione di quel brutto caso che si registra, sempre con maggiore frequenza, di certificati medici falsi per immigrati in grado di evitare agli stessi di essere trattenuti in un CPR o, addirittura, di poter essere inseriti in un volo per il rimpatrio.
Mi ricordo che, nell'ultima inchiesta che ha travolto, tra l'altro, un grandissimo ospedale dell'Emilia-Romagna, tantissimi esponenti del Governo di centrodestra si sono espressi dicendo che era una situazione indecorosa e vergognosa; addirittura, quel Ministro, che adesso vorrebbe fare il Ministro dell'Interno, aveva detto: “medici da radiare, da licenziare”. Questo a febbraio; adesso siamo a giugno eppure il Governo non ha realizzato alcun intervento normativo per passare dalle parole ai fatti.
Mi stupisce che la Lega abbia un Sottosegretario al Ministero dell'Interno che, di fatto, dovrebbe essere il megafono attuativo del segretario di quel partito. Accidenti, se il segretario dice: “quei medici sono da radiare o comunque da licenziare”, il Sottosegretario che rappresenta quel partito all'interno del Ministero dell'Interno dovrebbe dire “mi studio una norma per cercare di creare attuazione rispetto al pensiero del segretario”. Eppure, qui davanti a me, c'è il Sottosegretario Nicola Molteni, Presidente, che, anziché portare un provvedimento in grado di attuare quel pensiero in questo provvedimento continua a confabulare con altri parlamentari della sua maggioranza anziché dare risposta. Tra l'altro, il Sottosegretario, per Regolamento, e lo dico a chi ci ascolta, potrebbe intervenire, potrebbe dirci che cosa ha in mente, potrebbe dirci anche il motivo per cui dice “io vi do un parere favorevole con riformulazione a valutare l'opportunità di”. Ma, Sottosegretario, cosa c'è da valutare? Lo volete fare o non lo volete fare ? Volete passare dalle parole ai fatti, come dice qualcuno, o continuate a prendere in giro le persone?
Perché, vedete, è sulla base di questo comportamento che ritorna la sinistra a guidare il Paese, non se c'è una forza politica di destra che vi dice di mantenere le promesse che avete fatto agli italiani; Sottosegretario, questa è la differenza . Perché è bellissimo creare con i quali inondare i ; è bellissimo fare interviste ad effetto; fare punti stampa. Lei la vedo, spesso, da questo punto di vista, con tante chiacchiere, ma poi, avendo voi la responsabilità di Governo, avete il potere per fare ciò che dichiarate alla stampa, avete il potere di fare ciò che fate scrivere ai vostri giornali di regime e che utilizzate per attaccare Vannacci signor Sottosegretario. E gli italiani se ne sono accorti di questa grave ipocrisia per cui, signor Sottosegretario, non accetto la sua proposta di riformulazione “a valutare l'opportunità di” perché credo che sia arrivato il momento di dare risposte concrete. Non c'è più tempo da perdere, Sottosegretario .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/12 Ziello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione...
Revoco la votazione. Do la parola al deputato Zaratti che l'ha richiesta, prego. Non l'abbiamo vista, può capitare, parli. Abbiamo revocato la votazione, che altro si può fare? Nient'altro se non ascoltarla, prego.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, Presidente. La ringrazio di avermi dato la parola perché ci tenevo a intervenire su quest'ordine del giorno. Credo che Futuro Nazionale faccia male ad arrabbiarsi con il Sottosegretario Molteni perché, poverino, il Sottosegretario Molteni ha dato un unico parere favorevole, seppure con riformulazione, proprio all'ordine del giorno di Futuro Nazionale. Io credo che questa sia la cosa più grave, Sottosegretario Molteni, ossia che lei, tra venti ordini del giorno, ha pensato di dare l'unico parere positivo a Futuro Nazionale. Questo non fa onore al suo Governo. Non fa onore a questa maggioranza perché le posizioni che Futuro Nazionale sta esprimendo, ancora oggi, sono di ordine razzista . Hanno portato il dibattito sul razzismo all'interno delle Aule parlamentari.
E questa è una vergogna della quale voi siete responsabili, perché voi li avete portati all'interno delle Camere del Parlamento, perché voi gli volete dare parere positivo sull'ordine del giorno, cercando di stabilire quel che - hai visto mai - in campagna elettorale può essere utile .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Sono le ore 15,55 di martedì 16 giugno 2026 e io chiedo che venga messo agli atti che i fiancheggiatori dei centri sociali si sono permessi di dare del “razzista”, per il momento, a 105.400 iscritti al nostro partito poi a otto deputati… Presidente, per suo tramite chiedo a chi non rappresenta nemmeno il due per cento di tacere mentre parla un deputato di Futuro Nazionale. Grazie, Presidente. Detto questo... Detto questo… Presidente, io vengo interrotto puntualmente.
PRESIDENTE. Deputato Sasso, gli inviti a tacere, se non ha nulla in contrario, li faccio io .
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Certo.
PRESIDENTE. Prosegua il suo intervento senza offendere nessuno.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. No, io non ho offeso, ho detto che non rappresentano nemmeno il 2 per cento del popolo, stando agli ultimi sondaggi. Detto questo … Detto questo, detto questo… per suo tramite, lo dico alla sinistra: che continuino a identificare in Futuro Nazionale l'unica vera diga all'immigrazione clandestina ; che continuino ad accusare di razzismo tutti quegli italiani che non andavano a votare da tanti anni e hanno deciso di riprendere la tessera elettorale dalla polvere dei propri comodini perché non ce la fanno più. Sono stanchi della retorica immigrazionista, progressista, comunista degli scappati di casa perché vogliono difendere la Nazione contro questa immigrazione che quella parte politica ha causato e, purtroppo, quest'altra parte politica non fa abbastanza, ma potrebbe fare - e noi ci speriamo fino all'ultimo - per difendere l'Italia da stupratori magrebini, pachistani, bengalesi, quelle persone che qualcuno qui dentro ha chiamato “risorse” . Ma gli italiani non si vogliono abituare a quello stile di vita, gli italiani vogliono tornare ad uno stile di vita ante-immigrazione. Siamo stanchi, Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.
NICOLA MOLTENI,. Grazie, Presidente. Il Governo non prende lezioni in materia di immigrazione o meglio in materia di contrasto all'immigrazione irregolare da chi ieri era in maggioranza e oggi siede ai banchi dell'opposizione .
E questo lo dico perché, Presidente, con riferimento all'ordine del giorno in discussione, il Governo ha già manifestato, in maniera estremamente chiara, anche con riferimento ad alcuni fatti di cronaca particolarmente eclatanti, che sta lavorando e c'è già una proposta di legge da parte del Governo e da parte della maggioranza per prevedere che la certificazione medico-sanitaria in merito ai trattenimenti nel CPR, finalizzati ai rimpatri, possa essere effettuata anche da personale medico di Polizia e da personale di polizia militare. Questo lo abbiamo formalizzato… Lo sa benissimo l'onorevole Ravetto, che sta alzando la mano, che ha presentato, quando era parlamentare della Lega, un emendamento in tal senso . Quindi, la volontà del Governo e della maggioranza parlamentare è estremamente chiara.
L'ordine del giorno richiama quella proposta della maggioranza e del Governo con riferimento non ai trattenimenti nei CPR per i rimpatri forzati di polizia, ma per i rimpatri volontari assistiti. Quindi, credo che mutuare quella proposta e portarla anche sui rimpatri volontari assistiti possa essere oggetto di condivisione; è oggetto, è stato oggetto di condivisione da parte del Governo, tant'è che il parere del Governo era positivo, ovviamente condizionato al fatto che trattandosi di una proposta che andrà valutata e trattandosi di un ordine del giorno che non ha un valore e una portata pari a quella di un emendamento o di una proposta di legge… il condizionamento alla valutazione mi sembrava d'obbligo.
A questo punto tolgo e riformulo la riformulazione e diamo parere favorevole .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà… Ah, no, il parere è favorevole e sul parere favorevole si va avanti, quindi passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione … La votazione è in corso, deputato Riccardo Ricciardi, vuole parlare su questo? Voleva parlare sull'ordine del giorno n. 9/2947/12 Ziello o sul n. 9/2947/13 Penza? Perché sul n. 9/2947/12 Ziello non si può parlare … Allora, revoco la votazione e do la parola al deputato Riccardo Ricciardi sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza.
RICCARDO RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo su quest'ordine del giorno che, come tutti gli ordini del giorno del MoVimento 5 Stelle, cerca di dare una cornice razionale a questo tema, ma purtroppo non ci si riesce. E a me piacerebbe, per il suo tramite, chiedere al Sottosegretario Molteni, ma a tutta la maggioranza: come ci si sente, dopo aver vomitato per anni proclami razzisti e fascisti, nel sentire qualcuno più razzista e fascista di voi ?
Immagino sia una condizione psicologica difficile, di fronte a queste cose, dover rispondere con dei numeri, dover rispondere con argomentazioni razionali, dover dire: “attenzione, perché state sbagliando”. Vero che è difficile, Sottosegretario Molteni, essere razionali di fronte a questo? È quello che avete fatto per anni . È quello che avete fatto per anni tutti quanti - tutti, nessuno escluso - in quei banchi ed è quello che capiterà anche a voi, perché prima o poi un comune piccolo lo amministrerete e troverete qualcuno ancora più razzista di voi, ancora più fascista di voi che alla parola “remigrazione” dirà: “no, la remigrazione non è abbastanza, c'è bisogno della decapitazione”. È questo il punto, signori.
Ma i responsabili di tutto questo, di tutta questa “feccia”, come si autoproclamano, siete voi .
PRESIDENTE. Deputato Ricciardi, il suo intervento è concluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza, con il parere contrario del Governo … Deputata Ravetto, sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza? Prego.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza. Ma il collega Ricciardi si sentiva razzista, si sentiva feccia quando votava i primi decreti Sicurezza al Governo, con la Lega ? E siamo contenti, invece, che il Sottosegretario non abbia preso esempio da voi, dall'opposizione, ma da noi, cambiando il parere su un ordine del giorno che era fondamentale, perché noi vogliamo che soltanto medici che appartengono a un ordinamento della Polizia, alle nostre Forze dell'ordine, possano dare le certificazioni sui migranti. Quindi grazie, perché l'importanza di Futuro Nazionale in quest'Aula è proprio questa: insegnare alla destra quando bisogna fare la destra .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Io non posso che sottoscrivere le parole della collega Ravetto, perché lo ricordo bene quando nel 2018 - per suo tramite, lo dico affettuosamente, li ho ribattezzati “scappati di casa”, del MoVimento 5 Stelle - votarono a favore del decreto Sicurezza. Poi, un anno dopo cambiarono idea.
Quindi, Presidente, capisco anche il nervosismo del collega Ricciardi, perché oggi in Parlamento, oltre a essere nato un partito di destra vera, è nato un partito che ha come obiettivo quello di scompaginare l'ordine esistente . E stiamo togliendo voti anche a loro, che ormai sono diventati una costola dell'estrema sinistra, una fotocopia di Alleanza Verdi e Sinistra. E fanno a gara a chi è più filo-islamista, a chi frequenta di più i centri sociali, a chi è più antinazionale. Ma non temete che, fra poco più di un anno, e Dio non voglia anche prima, il popolo italiano li destinerà a tornare da dove sono venuti, cioè dal nulla .
PRESIDENTE. Posso procedere alla votazione? Il richiamo al Regolamento lo fa subito dopo, deputato Fornaro? Sì.
Allora, se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/13 Penza, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro per un richiamo al Regolamento. Ne ha facoltà. Su cosa?
FEDERICO FORNARO(PD-IDP). Sugli articoli 8 e seguenti, signor Presidente. Lei è stato ineccepibile, quindi non è una contestazione della modalità. Vorrei però ricordare a quest'Aula che, in questa legislatura, abbiamo introdotto una modifica regolamentare per la quale, dopo il parere favorevole, non è più possibile intervenire. Il significato - e mi rivolgo, ovviamente, anche ai componenti della Giunta per il Regolamento - era quello di evitare che, sostanzialmente, l'intervento successivo al parere favorevole avesse un carattere semi-ostruzionistico.
Le segnalo - e quindi chiedo, su questo, che la Giunta possa esprimersi - che la fattispecie che si è verificata poc'anzi è molto differente, cioè è il cambio radicale, perché si è passati da un “sì” con riformulazione, quindi sottoposto al giudizio del primo firmatario, a un parere favorevole secco, e ovviamente questo ha impedito qualsiasi altro intervento per mettere in evidenza, per esempio, un carattere contraddittorio oppure per segnalare che questo è avvenuto dopo molti parlottii all'interno della maggioranza. Quindi credo che, da questo punto di vista, in una fattispecie come quella, se sia verificata, dovrebbe esserci la possibilità, almeno uno per gruppo, di intervenire.
Lei ha applicato il Regolamento vigente, . Per il futuro credo che sarebbe opportuna un'interpretazione che consenta uno spazio per poter intervenire eventualmente a valle di un cambio così radicale del parere da parte del Governo .
PRESIDENTE. Bene, la ringrazio. Ovviamente, non è mia competenza fare interpretazioni diverse. Quindi, l'argomento starà alla Giunta per il Regolamento e al Presidente Fontana.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/14 Baldino, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/14 Baldino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/15 Auriemma, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/15 Auriemma, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/16 Alfonso Colucci, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/16 Alfonso Colucci, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/17 L'Abbate, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/17 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/18 Lomuti, su cui vi è il parere contrario del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/18 Lomuti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2947/19 Carotenuto, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare il deputato Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Sì, vede Presidente, veramente non comprendo il motivo del parere contrario su quest'ordine del giorno, che chiede cose assolutamente sacrosante dal mio punto di vista e lo leggo: “(…) la dell'istituto del rimpatrio volontario assistito consiste nel riconoscere e sostenere la libera autodeterminazione della persona migrante che intenda fare ritorno nel luogo di provenienza, mediante strumenti amministrativi, organizzativi (…)” eccetera, eccetera.
Allora, le Nazioni Unite e l'Unione europea hanno richiamato il principio del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi nei territori di provenienza. Le attuali condizioni e le restrizioni all'accesso ai territori palestinesi rendono spesso impossibile o estremamente difficoltoso l'esercizio di tale facoltà. Allora quello che chiediamo è di sostenere, innanzitutto, il rientro libero e volontario dei profughi palestinesi nei territori di provenienza, disponendo quanto necessario per l'applicazione degli strumenti e delle procedure previste per il rimpatrio volontario; ma, soprattutto, di estendere ai profughi palestinesi accolti sul territorio nazionale, in virtù della guerra, tutte le forme e gli strumenti di assistenza - quindi accesso ai servizi sanitari, all'istruzione, alla formazione, al lavoro - analoghi, quindi uguali, a quelli previsti per gli sfollati provenienti dall'Ucraina, fermo restando il carattere temporaneo dell'accoglienza e della salvaguardia del diritto al ritorno che, spesso e volentieri, quasi sempre, i palestinesi vorrebbero, ma ciò gli è impedito da politiche colonialiste di di Israele.
Ricordo ancora le parole dell'altro giorno di Ben-Gvir. Ma, a proposito: non lo volevate sanzionare Ben-Gvir? Lui diceva che la Cisgiordania e Gaza dovevano essere svuotate dai palestinesi, quindi altro che diritto al ritorno. Comunque la disuguaglianza che vige in questo momento tra i palestinesi e gli ucraini fa sì che una famiglia con due bambini, una mamma con due bambini, a Poggiomarino, nel napoletano, e una mamma con cinque bambini, ad Aquilonia, rischiano praticamente di finire in mezzo a una strada da qui a pochissimo, perché l'accoglimento dura solamente un anno. Dopodiché, se la devono vedere da loro.
Ora mi domando, anche in funzione del fatto che il ricongiungimento familiare con il marito gli è stato negato, ma questa mamma con i cinque bambini e questa mamma con i due bambini palestinesi come si dovrebbero mantenere da soli? E allora stiamo chiedendo semplicemente di fare in modo che si equiparino i profughi palestinesi ai profughi ucraini. Come si fa a dire di “no” a questa proposta? Io veramente me lo domando e vi chiedo di rivalutare il parere, perché qui si tratta veramente di un minimo - un minimo! - di umanità e di risolvere i problemi concreti delle persone che vengono da una guerra, che hanno bambini in ospedale. E allora, li vogliamo aiutare o li vogliamo inguaiare, questi qua ?
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2947/19 Carotenuto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
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Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sul successivo ordine del giorno n. 9/2947/20 Montemagni vi è il parere favorevole del Governo.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
PRESIDENTE. Comunico che la presidente del gruppo parlamentare Italia Viva-il Centro-Renew Europecon lettera pervenuta in data 16 giugno 2026, ha reso noto che l'assemblea del gruppo, in data 15 giugno 2026, ha deliberato di modificare la propria denominazione in “Italia Viva-Casa Riformista”.
PRESIDENTE. Avverto sin d'ora che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, la discussione generale del decreto-legge in materia di prezzi petroliferi avrà luogo subito dopo il voto finale sul decreto-legge al nostro esame, anziché alle ore 20 come invece previsto dall'ordine del giorno della seduta.
Prima di passare alle dichiarazioni di voto finale, sospendo la seduta per 5 minuti. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16,20. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare il deputato Soumahoro. Ne ha facoltà.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Grazie, Presidente. Presidente…
PRESIDENTE. Che succede? Vada avanti. Diamo la parola al deputato Soumahoro? Prego.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Grazie, Presidente. Presidente, resto convinto…
PRESIDENTE. Mi scusi: lei deve parlare mica siamo al cinema, non è che deve cercare l'inquadratura…
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Presidente, non è una questione di cinema….
PRESIDENTE. Lei deve fare il suo intervento, poi quando le telecamere la inquadrano…
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Ciò che non è mai avvenuto… Penso che sia mio diritto, da rappresentare al Presidente, e dopo, se lei ritiene che sia il caso di fare delle battute…
PRESIDENTE. Lei deve parlare all'Aula e fare la sua dichiarazione di voto.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Non posso che constatare questa sua…
PRESIDENTE. È una cosa facile. Prego, prosegua.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). …dichiarazione. Non ho mai fatto l'attore e, quindi, penso che la dichiarazione - siamo a fare il cinema - possa anche risparmiarsela.
Torno a intervenire. Resto convinto che l'etica della politica debba spingerci a dire la verità, l'etica della politica deve spingerci a dire la verità. Oggi noi parliamo di un tema che in realtà è stato previsto nella direttiva europea n. 115 del 2008. Quindi, non stiamo parlando qui, in quest'Aula, di alcuna rivoluzione, non stiamo parlando in quest'Aula di alcuna novità. Fatto sta che la stessa direttiva n. 115 del 2008 stabilisce che spetta ad ogni singolo Paese ratificare tale direttiva e, quindi, di conseguenza organizzarsi con le strutture indicate dalla direttiva stessa - quindi, in questo caso parliamo di organizzazioni riconosciute a livello internazionale - per accompagnare i candidati che esprimono la volontà del rientro volontario. Invece, qui tocca constatare - e direi anche che è stato un peccato - che non si è trovato il coraggio politico necessario per modificare ovvero fare degli emendamenti, fare delle rivalutazioni, a quella direttiva.
Ciò detto, Presidente, credo che sia altrettanto necessario resistere alla tentazione di rifugiarsi nella comodità della propaganda ingannevole o nella polarizzazione sterile. Possiamo farlo soltanto rimettendo la verità al centro del nostro dibattito. La statistica è la voce della verità. Allora, quale verità ci raccontano i dati? Il primo dato dice che la popolazione residente in Italia diminuirà di oltre 4,3 milioni di persone entro il 2050, passando infatti dagli attuali 59 milioni a 54,7 milioni. Secondo: la popolazione in età lavorativa, cioè tra i 15 e i 64 anni, diminuirà di 7,7 milioni entro il 2050, passando da 37,4 milioni a 29,7 milioni di persone. Tre: entro il 2050 gli 65 rappresenteranno il 34 per cento della popolazione italiana, contro l'attuale 24 per cento. Quattro: gli italiani residenti all'estero sono oltre 6,4 milioni, un numero che supera quello dei cittadini stranieri residenti in Italia, hai voglia a dire immigrazione. Cinque: il PIL italiano potrebbe risultare inferiore di oltre il 18 per cento rispetto al suo potenziale entro il 2050. Ciò vuol dire che entro il 2050 nessuna economia europea sarà tra le prime 10 al mondo.
Presidente, temo che il dibattito di oggi, così come è stato impostato, nuoce all'immagine del nostro Paese e, di conseguenza, a quella del . Io, in queste ore, sono appena rientrato dalla Costa d'Avorio, dove sono stato insieme ad alcune imprese italiane, perché lì, in Africa, ci sono delle opportunità, opportunità alle quali le imprese italiane possono dare delle risposte concrete, opportunità alle quali gli stessi Paesi, attraverso degli accordi, dei partenariati vantaggiosi reciproci, possono trovare delle risposte concrete, opportunità che possono dare anche delle soluzioni ai giovani degli stessi Paesi, garantendo le condizioni al diritto di restare, perché è un diritto migrare, è un diritto restare e, quindi, è un diritto anche rientrare. Credo che la missione della politica, a tal riguardo, sia quella di costruire partenariati vantaggiosi e reciproci, benèfici tra le imprese italiane e i Paesi africani.
Questi ultimi, infatti, rappresentano oggi un nuovo sbocco economico per il nostro sistema produttivo, anche alla luce delle difficoltà che attraversano oggi molti mercati tradizionali. In questo caso mi riferisco anche all'Italia e all'Europa, alla luce della crisi che ha messo in ginocchio, in questi ultimi anni, l'economia a livello mondiale. Credo che chi possiede uno sguardo, uno sguardo lungimirante, sappia che tra qualche anno l'Europa avrà più bisogno dell'Africa di quanto l'Africa oggi ha bisogno dell'Europa. Questo vuol dire uscire dalla gabbia della propaganda, dei dogmi, dalla gabbia delle ricette facili. È per questo che se prendiamo oggi i dati demografici possiamo constatare che l'Africa rappresenta oggi il polmone del mondo: ci sono oltre 2 miliardi di persone. Allo stesso tempo, l'Africa rappresenta il cuore pulsante dell'economia mondiale. Questo ci dice che l'Africa rappresenta non solo il grande polmone demografico dell'umanità, ma è anche uno dei futuri motori della crescita economica.
Per questo è necessario adeguare il dibattito sull'immigrazione, sia per chi oggi siede nelle file dell'opposizione, sia per chi oggi siede ai banchi del Governo. Questo vuol dire, allo stesso tempo, ritornare a mettere al centro delle domande che necessitano risposte concrete, al di fuori delle opposte tifoserie che, a seconda delle stagioni, si alternano, perché nel mezzo ci sono le vite umane, nel mezzo ci sono degli esseri umani, nel mezzo c'è la vita non solo di persone, ma nel mezzo, se parliamo di investimenti e della proiezione del nostro Paese verso nuovi mercati, c'è l'immagine stessa dell'Italia.
A tal riguardo, proprio in questi giorni ho incontrato molti dei nostri concittadini e imprenditori che hanno scelto di andare a soddisfare e a trovare delle risposte rispetto a una situazione di crisi che stiamo attraversando qui in Europa, e hanno trovato queste risposte in Africa. Come pensiamo di attuare le politiche dei rimpatri volontari, avendo preso di mira come bersagli quotidiani i cittadini degli stessi Paesi ai quali si vanno a chiedere i visti, vale a dire il nulla osta? Quale Paese può aderire a un progetto del genere dopo avere visto, da sempre, una campagna che prende di mira i suoi stessi concittadini?
Presidente, vado a concludere: l'immigrazione non è una questione da affrontare con slogan, ma con visione, e la visione ci impone di guardare ai numeri, alla demografia, all'economia e alla collocazione dell'Italia nel mondo, perché il futuro non aspetta chi lo nega, ma premia chi lo comprende e lo governa. Per questo motivo aggiungo anche che governare significa preparare il futuro, non inseguire le paure del presente, perché non si può morire prigionieri di un passato che è un passato che ha messo in ginocchio il nostro Paese. Per questo motivo voterò convintamente “no” a questo obbrobrio .
PRESIDENTE. Bene, la ringrazio deputato Soumahoro. Vorrei anche precisare che la battuta, che probabilmente sarà stata anche inopportuna, non era relativa all'intervento che lei stava facendo, ma al fatto che cercasse l'inquadratura. Un deputato deve sincerarsi che, quando sta per intervenire, il microfono si accenda, e c'è comunque un tempo dato nel trasferimento del segnale dalla regia fino al suo banco, sia per darle la parola, sia per far comparire l'immagine sullo schermo. Quindi non c'era nessuna battuta al riguardo, se non la precisazione che le ho appena rappresentato.
Ha chiesto di parlare il deputato Rossano Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Intervengo e subito formulo il parere favorevole di Futuro Nazionale a questo provvedimento, perché, pur non essendo ovviamente corrispondente totalmente ai nostri ideali, ai nostri interessi e alla nostra visione, ci accontentiamo. Speriamo, però, di non doverci sempre accontentare, ma di poter esprimere un voto favorevole con piena soddisfazione.
Evidentemente, però, dobbiamo testimoniare tutte quelle che, secondo noi, sono state le criticità di questo disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 55 del 2026, perché ovviamente, dal nostro punto di vista, ha rappresentato l'ennesimo maldestro tentativo, da parte dell'Esecutivo, di porre rimedio ad un pasticcio normativo che è stato sotto gli occhi di tutti. Infatti questo atto è nato dalla necessità di correggere gli effetti devastanti dell'articolo 30 del precedente decreto Sicurezza, convertito in legge proprio lo stesso giorno dell'emanazione del decreto-legge n. 55 del 2026. Ricorderete che quella norma introduceva un meccanismo controverso e privo di etica: prevedeva un compenso economico per i soli avvocati, erogato tramite il Consiglio nazionale forense, condizionando l'onorario al fatto che avessero indotto il proprio assistito straniero ad aderire ai programmi di rimpatrio volontario assistito.
Presidente, fugo ogni dubbio: Futuro Nazionale vorrebbe quanti più rimpatri volontari assistiti, ma non in questo modo. Tra l'altro, le ragioni di cui al repentino dietrofront risiedono in evidenti profili di incostituzionalità; non solo la dottrina, ma soprattutto le stesse associazioni degli avvocati denunciarono immediatamente la violazione dell'articolo 24 della Costituzione e dei principi cardine dello Stato di diritto. Infatti, vincolare l'onorario del difensore al successo o meno del rimpatrio creava un insanabile conflitto di interessi.
Tuttavia, sebbene l'odierno testo provi comunque a correre ai ripari, allargando la platea a generici rappresentanti muniti di mandato, i dubbi di legittimità costituzionale per noi persistono: il compenso resta legato all'effettiva conclusione del procedimento, continuando a remunerare il professionista non in base all'opera prestata, ma all'esito amministrativo. Noi di Futuro Nazionale riteniamo che i problemi, e quindi le soluzioni degli stessi, risiedano altrove e richiedano impegni ben più stringenti e radicali. Il rimpatrio volontario assistito è sicuramente uno strumento strategico e preferibile rispetto alle esecuzioni coatte, ma non possiamo permettere che una misura di natura umanitaria venga utilizzata in modo strumentale o distorto.
Per questo chiediamo al Governo e alla maggioranza che lo sostiene di intervenire sui veri nodi scoperti. In primo luogo, è indispensabile consolidare il quadro sanzionatorio per evitare che queste risorse pubbliche incentivino un assistenzialismo a fondo perduto. Chi beneficia del contributo straordinario di reinserimento deve essere soggetto all'applicazione automatica e inderogabile di un divieto di reingresso sul territorio nazionale e dell'Unione europea per 5 anni.
In secondo luogo, noi chiediamo di contrastare, con la massima fermezza, ogni condotta ostruzionistica o manipolatoria. Non è possibile tollerare che i beneficiari di tali programmi paralizzino le procedure burocratiche di allontanamento attraverso rifiuti di imbarco o attraverso la pretestuosa adduzione di improvvise infermità sanitarie. In questi casi, la revoca del programma e dei benefici economici deve essere immediata, con contestuale attivazione dell'espulsione coatta e trattenimento d'urgenza presso i CPR. Per fare ciò ed eliminare ogni strumentalizzazione del sistema d'asilo, l'accesso ai programmi deve essere tassativamente precluso a chi ha presentato domande manifestamente infondate, a chi ha esibito documenti falsi e a chi mostra una conclamata pericolosità sociale o ha riportato condanne, circoscrivendo i percorsi assistiti ai soli rigetti per motivi esclusivamente economici.
Infine, per sottrarre le valutazioni mediche sulla reale idoneità al viaggio a qualsiasi discrezionalità o condizionamento esterno, gli accertamenti tecnico-sanitari devono essere affidati in via esclusiva al personale medico della Polizia di Stato o della sanità militare.
Chiaramente poi, Presidente, Futuro Nazionale chiede molto di più a questo Governo. Le cronache quotidiane ci consegnano uno stillicidio di violenze. Lo Stato italiano, per il tramite del proprio Governo, non fa altro che obbedire agli ordini dell'Unione europea di Ursula von der Leyen e destinare periodicamente miliardi e miliardi di euro ad uno Stato straniero, che non fa parte dell'Unione europea e il cui è circondato da persone che hanno preso tangenti. Mi riferisco ai soldi degli italiani che vengono periodicamente, miliardi e miliardi di euro, destinati a Zelensky per una guerra che non è la nostra . Quanto avremmo potuto fare con gli ultimi 13 miliardi di euro in materia di rimpatri!
Presidente, lo dico per suo tramite, con determinazione, fermezza e speranza, agli amici del centrodestra: l'Italia è purtroppo, se non all'ultimo, agli ultimi posti all'interno dell'Unione europea per il numero di rimpatri. È vero, c'è stato un aumento rispetto a qualche anno fa, ma un aumento del nulla, come ebbe a dire la collega Ravetto, è pur sempre nulla. Noi vogliamo 50.000 rimpatri , vogliamo 100.000 rimpatri, vogliamo quanti più rimpatri possibili, perché sul nostro territorio si entra, si chiede permesso, se c'è un lavoro si lavora, si accettano i nostri usi e le nostre tradizioni, si rispetta il nostro popolo, altrimenti non si entra, e dovete trovare il modo.
Io posso anche essere contento delle manifestazioni che i partiti di centrodestra fanno per la remigrazione e contro l'immigrazione clandestina, ma la differenza tra chi ha il potere di agire e chi non ce l'ha sta nell'azione dell'Esecutivo. Io mi rendo conto che ci sono stati mille ostacoli e mille problemi, mi rendo conto che si è messa la magistratura di mezzo, mi rendo conto che le 600.000-700.000 unità di immigrati clandestini sono state fatte entrare da quella parte politica, ma quello che chiediamo a questa parte politica è più coraggio, più determinazione, più destra. Futuro Nazionale rimane a disposizione, ma per fare cose di destra, non per obbedire agli ordini della von der Leyen o per essere succubi di logiche del PD, del MoVimento 5 Stelle o di Alleanza Verdi e Sinistra .
Vi chiameranno razzisti, vi chiameranno fascisti. Gli italiani però aspettano, perché gli italiani hanno votato per una maggioranza di centrodestra a settembre del 2022, e se Futuro Nazionale è nata, Futuro Nazionale cresce e Futuro Nazionale fa tutto quello che fa, è perché purtroppo avete, non voglio dire tradito, ma avete deluso gli elettori di centrodestra, avete deluso i vostri militanti e avete deluso anche i vostri parlamentari, perché altrimenti saremmo rimasti ciascuno nelle proprie formazioni. E quando qualcuno ci accusa di vincolo di mandato - a parte che ignora e quindi è ignorante della Costituzione -, se il mio partito o un partito qualunque non realizza o cambia diametralmente visione, chi ha tradito chi? Chi ha tradito chi, colleghi ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Grazie, signor presidente. Lei mi consentirà, prima di entrare nel merito - cosa che farò rapidamente -, di ringraziare attraverso di lei - ed escludo lei, perché nel momento in cui sta lì è una figura neutra, non rappresenta politicamente nessuno, se non la nostra istituzione -, in modo straordinario, il Sottosegretario Molteni e i colleghi di Futuro Nazionale, i colleghi del centrodestra. Una legislatura, che si avviava stancamente alla fine, ci sta riservando un anno che sarà scoppiettante che sarà favoloso, che francamente non avremmo mai potuto immaginare e di questo non possiamo che ovviamente ringraziarvi.
Peraltro abbiamo scoperto anche che - dovremmo inserirlo nella forma del Regolamento -, per ottenere il cambio di pareri, è sufficiente prendere a schiaffi il Sottosegretario, - ovviamente non in modo fisico -, umiliarlo, umiliare i partiti da cui si veniva, tutto, e magicamente si trasforma un parere in favorevole secco . Abbiamo trovato il modo, colleghi dell'opposizione, e, da domani, il primo Sottosegretario che arriva qui sveglia a tutto spiano, dicendogliene di tutti i colori, traditori, eccetera, e magicamente avremo il parere favorevole su un ordine del giorno, su un ordine del giorno. E ci ha spiegato l'onorevole Sasso, signor Presidente, che clamorosamente un parere che era favorevole riformulato, che improvvisamente diventa un parere favorevole secco, cambia radicalmente tutti gli insulti, tutte le cose che hanno detto e li porta a votare a favore del provvedimento. Ma è un mondo magico, stupendo, non ce lo saremmo mai aspettato!
Peraltro, , in tutto questo è abbastanza esilarante e divertente sentire dei deputati, che legittimamente sono usciti dai loro partiti per fare un'altra formazione politica, che si rivolgono a quelli che sono rimasti nei loro partiti chiamandoli “scappati di casa”. Ma è un mondo magico, è stupendo, cioè scappati di casa sono quelli che sono rimasti nel loro partito, quelli che se ne sono andati dal loro partito… è favoloso, signor Presidente.
Vorrei anche così, , far notare, sempre al collega Sasso e ai colleghi di Futuro Nazionale - che io sono certo che loro arriveranno alle prossime elezioni, prendendo anche il 35 per cento e così abbiamo risolto anche tutti i problemi di dibattiti tra di noi, eccetera -, che però, fino ad ora, diciamo, in quest'Aula ci si entra per le elezioni, non sulla base dei sondaggi e loro sono legittimamente entrati in quest'Aula perché sono stati eletti nelle liste di partiti, che poi hanno abbandonato e hanno fatto un gruppo parlamentare. Ancora - diciamo - la loro formazione politica non è di scappati di casa, ma è semplicemente di persone che non si sono mai presentate alle elezioni. Certamente avranno un grande risultato, ma tutto quello che viene rivendicato è sulla base di un sondaggio e in questo Paese i sondaggi, signor Presidente, abbiamo visto che cosa significano.
Per addentrarmi nel merito, vorrei anche dire, però, ai colleghi di Futuro Nazionale, ma anche al Sottosegretario Molteni, che siete riusciti a compiere un'operazione meravigliosa. Ho sentito, se non sbaglio, la Presidente del Consiglio che accusava Futuro Nazionale di essere la stampella della sinistra. Io non so se è la stampella, se è il cucchiaio o che cosa sia, so soltanto che con l'ordine del giorno sul quale il Governo ha dato parere favorevole, qualora il Governo effettivamente seguisse quell'indirizzo, noi avremmo risolto il problema dei rimpatri, signor Presidente, perché quell'ordine del giorno sostiene che tutta la procedura che riguarda l'analisi delle… anzi la leggo proprio: che tutta la procedura amministrativa volta a stabilire che le verifiche e gli accertamenti tecnici relativi allo stato di salute dello straniero e alla conseguente idoneità del viaggio siano demandati, in via esclusiva, ai medici della Polizia di Stato e dell'Esercito.
Significa che, se adesso si facevano 100 rimpatri, da domani se ne faranno 15, perché dovete spiegarmi, se limitiamo tutto questo lavoro istruttorio - sulla base di non so quante migliaia di domande - ai medici esclusivamente della Polizia di Stato, abbiamo risolto il problema dei rimpatri; nel senso che già non se ne facevano praticamente per niente, così abbiamo messo diciamo un punto a capo. E questo lo dico perché hanno fatto questa grande battaglia per ottenere esattamente il risultato opposto, forse lo sapeva.
Dopodiché signor Presidente, la genesi di questo provvedimento, per venire al merito, non ce la dimentichiamo. Noi stiamo esaminando un decreto che - questo sì - rappresenta, dal punto di vista della procedura parlamentare e istituzionale, una cosa esilarante. Noi stiamo esaminando un decreto che è stato fatto contestualmente all'approvazione di un altro decreto, il famoso decreto Sicurezza, che poteva anche essere tranquillamente corretto, perché - lo ricordo sempre -, sia in Commissione che in Aula, l'onorevole Boschi e anche le altre opposizioni avevano detto: se voi correggete questa norma, noi siamo disposti ad accelerare i tempi e passare al Senato, stando dentro i tempi di approvazione del decreto, ma non portate a casa questa schifezza sulla quale - apro e chiudo parentesi - oltre le tante audizioni che c'erano state in Commissione, anche il Presidente della Repubblica aveva espresso il suo autorevole parere.
Non avete voluto procedere attraverso una forma normale, consona, vorrei dire “educata” dal punto di vista parlamentare di percorso modificativo e avete preteso di fare un Consiglio dei ministri, in contemporanea alla votazione di questo qui, per modificare la norma che tutti - il famoso 30- - vi avevano detto che aveva qualche problema anche dal punto di vista costituzionale. Ma perché avete fatto il decreto? Perché voi, in realtà, non volevate cancellare quella norma, l'articolo 30- originario, cioè quella che sostanzialmente includeva, tra i soggetti che potevano collaborare con il Ministero dell'Interno all'attuazione dei programmi di rimpatrio volontario assistito, anche il Consiglio nazionale forense. Si prevedeva cioè che il Consiglio nazionale forense, sulla base di criteri fissati dal Ministero dell'Interno, corrispondesse un compenso ai singoli rappresentanti legali che avessero assistito il cittadino straniero nella fase di presentazione delle richieste di adesione al programma di rimpatrio volontario assistito, ma solo se vi era l'effettiva partenza dello straniero.
Voi volevate, in realtà, con quel decreto, non correggere, ma arginare i rilievi che erano stati posti dal Colle e da tutti coloro che erano intervenuti in Commissione. E infatti, andando ad analizzare questo decreto, la modifica che è stata introdotta non determina alcuna trasformazione dell'obbligo di risultato in un'obbligazione di mezzi. Il nodo della questione era un altro. Era stato, infatti, osservato che non è ammissibile subordinare il compenso dell'avvocato al conseguimento di un determinato risultato, ossia esclusivamente alla conclusione positiva della procedura di rimpatrio volontario. L'attività dell'avvocato, per sua natura, si fonda su un'obbligazione di mezzi. Il professionista viene remunerato per l'assistenza e la difesa prestate, indipendentemente dall'esito finale della vicenda. Non può esistere un incentivo economico che induca il difensore a perseguire un obiettivo potenzialmente in contrasto con l'interesse del proprio assistito.
E non lo avete modificato, avete ampliato la platea - ci arriviamo - perché, per come è stata formulata la norma, non si modifica sostanzialmente questo assetto di cui ho parlato, poiché il procedimento continua comunque ad avere come esito finale il rimpatrio. In altri termini, il risultato cui è collegata la remunerazione resta invariato. Soprattutto non viene risolta quella che rappresentava la principale criticità sotto il profilo della professione forense e cioè che l'avvocato è chiamato ad agire esclusivamente nell'interesse del cliente, mentre in questo caso gli viene attribuita una funzione che può risultare contraria a tale interesse.
Questo profilo rimane intatto. È vero che la platea dei soggetti coinvolti è stata ampliata, ma gli avvocati non sono stati affatto esclusi. In sostanza, ciò che apparentemente è uscito dalla porta può rientrare dalla finestra. Il riferimento al Consiglio nazionale forense permane e la stessa norma demanda a un successivo decreto il compito di chiarire ulteriormente la disciplina. La disposizione, dunque, estende il campo dei possibili soggetti coinvolti, ma non elimina il ruolo degli avvocati.
In realtà, signor Presidente, e ho concluso, il problema che noi abbiamo, in questo Paese, al di là della lettura che voi volete dare semplicemente per seminare terrore, esattamente quello che è funzionale a chi è intervenuto fino adesso, è una riforma dell'accoglienza. Bisogna fare in modo che l'accoglienza, in questo Paese, sia soprattutto legale e, per fare questo, è necessario modificare la legge Bossi-Fini perché voi sapete perfettamente che abbiamo, e chiudo Presidente, un bando per domande per 180.000 persone che rispondono positivamente e, grazie a tutte le inefficienze e incapacità sul piano burocratico, soltanto il 7,6 per cento delle persone ottiene effettivamente una regolarizzazione, gli altri rimangono nel limbo…
PRESIDENTE. Concluda.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). …anzi gli altri rientrano nella fabbrica di clandestini che fate grazie anche alle vostre norme.
Chiudo davvero Presidente. Grazie, grazie, grazie, onorevole Molteni; grazie, grazie, grazie, maggioranza; grazie per questa fine legislatura che, sicuramente, consentirà, anche a noi di contribuire allo spessore di questo dibattito, di questo dialogo politico che c'è tra di voi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO COLUCCI(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, Sottosegretario Molteni, il provvedimento, sul quale ci apprestiamo ad esprimere il nostro voto favorevole, interviene su un tema, quello della gestione dei fenomeni migranti che è una delle principali politiche a cui, in questi anni, la maggioranza e il Governo hanno dedicato attenzione con particolare efficacia. In particolare, oggi, parliamo dei rimpatri volontari assistiti che rappresentano una modalità alternativa e complementare rispetto ai rimpatri coattivi, fondata sulla libera adesione del cittadino straniero e accompagnata da percorsi di assistenza, orientamento e reinserimento nel Paese di origine.
I rimpatri volontari assistiti rendono più ordinata, più sostenibile e più efficace la gestione dei flussi migratori, favorendo soluzioni che riducono il contenzioso, alleggeriscono la pressione sui sistemi di accoglienza e contribuiscono a garantire il rispetto delle decisioni assunte dalle autorità competenti.
Il testo interviene per ridefinire, è stato detto, anche con correttezza, alcuni aspetti della disciplina introdotta, poche settimane fa, con l'ultimo decreto-legge Sicurezza, ovvero chiarisce, innanzitutto, il ruolo dei soggetti che possono assistere il cittadino straniero nell'accesso ai programmi di rimpatrio volontario assistito e introduce una disciplina puntuale del compenso riconosciuto al rappresentante che assiste lo straniero nella presentazione della domanda e nel relativo procedimento, prevedendo che tale compenso sia corrisposto alla conclusione del procedimento.
Ovviamente, questo intervento è stato strumentalizzato, è stato enfatizzato, è stato sottolineato, ma si è reso necessario per rendere una norma importante, quella sulla gestione dei rimpatri, coerente e armoniosa con tutta la normativa in materia.
Ci sono state valutazioni fatte da diversi colleghi sull'utilità di questo provvedimento rispetto alle politiche gestionali dei rimpatri: chi esprime profondi dubbi sull'opportunità di riconoscere forme di compenso per attività di assistenza collegata a tali provvedimenti; chi interviene invece per valutare una più ampia riflessione sul rapporto tra politiche migratorie, accoglienza, integrazione, sicurezza. Insomma, da questi banchi, abbiamo sentito interventi favorevoli, contrari, di valutazione e considerazione. Ma ben venga che, in Parlamento, succeda tutto questo! È esattamente il luogo dove il confronto tra di noi si deve esercitare e, attraverso questo dibattito e queste riflessioni, c'è la possibilità di intervenire, magari, con elementi migliorativi rispetto alle politiche che, fino adesso, abbiamo condotto, e che ci hanno guidato su valori, principi e pilastri molto chiari. Per noi, uno Stato moderno e credibile deve essere in grado, sul tema dei flussi migratori, di governare l'intero ciclo delle politiche migratorie; deve saper garantire protezione a chi ne ha realmente diritto, a chi fugge da persecuzioni e da violenze; deve saper promuovere percorsi di integrazione per coloro che possono contribuire, nel nostro Paese, al loro futuro, ma anche al futuro dell'Italia, deve saper contrastare l'immigrazione irregolare, le organizzazioni criminali che speculano sulla disperazione delle persone e deve, allo stesso tempo, dotarsi di strumenti che consentano il ritorno nei Paesi di origine.
Allora, questi elementi che ho elencato non sono alternativi tra di loro, ma sono parti di una medesima politica che trova il proprio fondamento nel principio di legalità e nella responsabilità delle istituzioni. È questa la prospettiva che ci siamo dati, che non prescinde, ovviamente, dalla tutela della dignità della persona, che resta un valore fondamentale del nostro ordinamento, ma, che, al tempo stesso, riafferma il diritto e il dovere dello Stato di dare effettività alle proprie decisioni e alle norme che vara. Questo è un tema di credibilità: se le regole esistono, ma non vengono applicate, si alimentano incertezza, sfiducia e disuguaglianze. Se, invece, le procedure funzionano, se i percorsi sono chiari, se gli strumenti amministrativi sono adeguati agli obiettivi perseguiti, allora si rafforza il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per queste ragioni, il nostro voto è favorevole. Il governo dei fenomeni migratori richiede serietà, equilibrio e capacità di assumere decisioni. Richiede anche legalità: non è un principio astratto, ma una condizione indispensabile per garantire sicurezza, coesione sociale e rispetto dei diritti.
In questi anni, lo dicevo in apertura, il Governo e la maggioranza hanno lavorato su nuove soluzioni e su accordi con i Paesi di origine. Il decreto Flussi è un esempio straordinario di come, davanti a un'esigenza palesata su più aspetti da parte del Paese, si è normata la possibilità di individuare e di formare persone nei Paesi di origine, creare i documenti per l'arrivo in Italia e poterle utilizzare con un percorso di assoluta limpidezza e legalità all'interno del nostro Paese, dove risorse umane importanti vengono richieste.
Si è intervenuto, a livello europeo, per sensibilizzare che l'emergenza migratoria sia non solo un'emergenza italiana, ma anche europea e mi sembra che, da questo punto di vista, ci sia stato un passo in avanti di tipo culturale: i confini italiani sono, finalmente, considerati confini europei da questo punto di vista.
Poi, vi è tutta la polemica sui centri in Albania, per lo spreco di risorse perché sono costati 164 milioni. Intanto, sappiamo che, sino ad oggi, sono costati 50 milioni, ma, soprattutto, rispetto a quanto in passato è costato “Mare Nostro”, è stato ricordato qualche giorno fa dal Presidente Meloni, in un unico anno, 130 milioni, ma, addirittura, in un intervallo temporale, dal 2014 al 2016, la gestione dei migranti in Italia, di mezzo milione di immigranti, è costata 10 miliardi.
Allora, non mettiamolo sul piano delle risorse, delle spese e degli sprechi, perché, credo, che i numeri parlino molto chiaro. Diamoci, però, alcuni numeri che ci dicono come le cose sono cambiate. C'è stata una diminuzione degli sbarchi del 43 per cento, se mettiamo a confronto il 2022 con il 2026; un aumento, invece, dei rimpatri del 50 per cento quest'anno, se facciamo il confronto con il 2022. Allora, sono dati importanti che ci fanno capire che la strada che abbiamo intrapreso è la strada giusta, che l'Italia sta diventando, a livello europeo, un esempio da seguire.
Allora, il tema sul quale io invito a riflettere è che se c'è stata una politica che ha contrastato l'immigrazione irregolare e che ha favorito i rimpatri è una politica sulla quale possiamo discutere, possiamo confrontarci, ma, che se ha dato dei risultati, dobbiamo partire da lì: dalle innovazioni che, come maggioranza e come Governo, abbiamo previsto, perché, su questo tema, non ci siano più slogan, ma ci sia quella concretezza che è richiesta per risolvere problemi importanti e straordinari, come quello dell'immigrazione.
La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e i risultati ci danno ragione, ma quello che chiedo ai colleghi onorevoli è di confrontarsi partendo da questi elementi ed evitando le strumentalizzazioni che a poco servono. E siamo convinti che su questi risultati si debba proseguire a lavorare perché ci possa essere sempre di più serietà, regolarità e lotta a quelle organizzazioni criminali che di tutto questo, dell'immigrazione irregolare, fanno solo un loro vantaggio economico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Grazie, signor Presidente. Mi dispiace aver involontariamente messo in difficoltà il Sottosegretario Molteni, fermando il voto dopo il mio intervento e il suo, come dire, non felicissimo intervento in Aula, Sottosegretario, che ha dimostrato la subalternità del suo Governo rispetto ai contenuti che esprime Futuro Nazionale. Il ribaltamento del suo parere è stato un elemento grave che già avevo sottolineato nel mio intervento perché fra tutti gli ordini del giorno l'unico che aveva parere positivo, seppur riformulato, era appunto quello di Futuro Nazionale.
E guardi, penso sia arrivato il momento in questo Parlamento, in questo Paese, di avere il coraggio della verità, il coraggio di raccontare le cose come sono nella realtà e come sono nella storia. Si fanno appelli agli italiani e alle italiane, ma voglio ricordare che questo Paese ha una lunga storia, che gli italiani e le italiane hanno una lunga storia e questa lunga storia dice che questo è stato un popolo di migranti; è stato un popolo che ha portato centinaia di migliaia di persone dall'altra parte dell'oceano, in Sud America, negli Stati Uniti. Gente che andava a cercare il lavoro, gente che aveva fame, perché in quel momento nel nostro Paese non vi era futuro per nessuno.
Ecco, la nostra storia è quella storia e questi nostri migranti - quelli che sono partiti per l'America, ma anche quelli che si sono trasferiti in Europa - sono stati trattati in modi che in questo momento ci fanno ancora vergognare; condizioni incredibili, di quasi schiavitù. E la nostra letteratura è ricca di racconti di quel pezzo della nostra storia che ha forgiato anche un pezzo dell'unità nazionale.
Vorrei che ricordassimo questa nostra storia perché questa è l'identità del nostro Paese . Questa è l'identità dell'Italia. Non è l'identità dell'Italia quella di essere un Paese razzista e di essere un Paese non solidale.
E io voglio ricordare che le persone che arrivano qui - perché di persone si tratta, caro Sottosegretario, cari esponenti della maggioranza - sono persone che scappano dalla guerra, che scappano dai mutamenti climatici e da disastri ambientali, che attraversano il deserto e il mare in barchini. E quelli che sopravvivono a tutto questo, alle torture che subiscono sulle coste della Libia, sono persone che cercano un futuro per se stessi e per la propria famiglia; sono persone che vogliono lavorare. Sono persone. Sono persone.
E, se vogliamo parlare di numeri - perché francamente di questa narrazione, dell'invasione degli stranieri in Italia, sono abbondantemente stufo, glielo devo dire -, dal 2011 al 2024 sono arrivati in Italia 1.177.251 migranti. Il 40 per cento di queste persone è andato via: qualcuno, una piccola parte è stata rimpatriata; una grandissima parte è andata in altri Paesi europei, perché c'erano migliori occasioni di lavoro; il gruppo di lingua francese è andato preferibilmente in Francia. Quindi il 40 per cento di queste persone è andato via. Di queste 1.177.251 persone sono rimaste circa 700.000 in Italia.
Queste 700.000 persone sono quelle che lavorano nelle piccole industrie; nella piccola e media industria del Nord-Est, sono quelle che lavorano nelle imprese agricole del nostro Paese e nell'industria agroalimentare. Queste persone sono quelle che fanno da badanti ai nostri genitori, queste persone sono quelle che lavorano nelle cucine e nei ristoranti nei quali noi andiamo a mangiare. Sono tutte quelle persone che tengono in piedi l'economia del nostro Paese e voi non potete negare questa realtà. Non la potete negare perché è sotto gli occhi di tutti.
Dopodiché, queste persone voi le volete... C'è qualcuno che parla di remigrazione ma, se queste persone domani mattina dovessero andare via, ci sarebbe la più grande crisi economica del nostro Paese. Io penso che questa riflessione la dobbiate fare perché mettere in campo una politica seria sulla migrazione è nell'interesse nazionale. È nell'interesse nazionale! Voi dite, però: “noi non vogliamo i migranti clandestini, noi vogliamo quelli regolari”, tant'è che fate i bandi… per i flussi, il decreto Flussi.
Allora le voglio ricordare, Sottosegretario, che nel 2025 c'è stato un bando di circa 180.000 posti in Italia, di cui 70.000 ingressi per lavoro subordinato non stagionale e 110.000 per lavoro subordinato stagionale. Sa quanti sono i migranti che hanno ottenuto il permesso di entrare? Il 7,9 per cento, cioè 14.349. Dati peggiori, addirittura, di quelli del 2024, perché al tempo i permessi accolti erano stati il 16,9 per cento e gli ingressi 24.858.
Non è vero che voi volete i flussi regolari. Di fronte a centinaia di migliaia di richieste che arrivano dal mondo dell'impresa e a centinaia di migliaia di richieste per lavoratori in Italia dal mondo dell'agricoltura, voi avete autorizzato soltanto 14.000 ingressi. Siete degli ipocriti ! Siete degli ipocriti perché non è vero quello che dite e che raccontate.
Ma a fronte di questo scenario, se dal 2011 al 2024 sono entrati 1.177.000 migranti, di cui soltanto 700.000 presenti in Italia, se ne sono andati 871.000 italiani nello stesso periodo, in grandissima parte giovani e in grandissima parte laureati; anzi, circa il 50 per cento è laureato. È così grazie alle vostre politiche, per cui non avete fatto nulla in questi quattro anni che avete governato. E nel caso suo, Sottosegretario, anche negli anni precedenti, perché non è che siete delle “verginelle” del Governo. Avete governato più anni del centrosinistra in questo Paese e proprio il suo partito, la Lega, anche nell'ultima legislatura è uno dei partiti che ha governato più a lungo.
Ecco, di fronte a questo dato, questo 50 per cento di italiani giovani che vanno all'estero, lei lo sa quanto ci sono costati questi 400.000 laureati, formarli in Italia? Ci sono costati 159 miliardi tra investimenti privati delle famiglie e investimenti pubblici. Centocinquantanove miliardi abbiamo investito per formare questi ragazzi che se ne sono andati e che adesso sono all'estero . Quattrocentomila ragazzi e ragazze fondamentali per il futuro del nostro Paese. E voi ci venite a raccontare, ci venite a parlare dei migranti?
Voi non riuscite a risolvere il problema dell'ingresso della manodopera di bassa qualità nel nostro Paese, indispensabile per il nostro sistema produttivo, e non riuscite neanche a garantire la presenza dei giovani italiani, di quelli che ci servono per cercare di competere a livello internazionale, perché ci serve più tecnologia, più ricerca e più università. Sono proprio i comparti dove state tagliando di più a favore delle politiche sulle armi, a favore degli interessi dei privati, a favore degli interessi delle compagnie petrolifere ed energetiche, che continuano a lucrare sulle tasche degli italiani con gli extraprofitti .
È questa la vostra la vostra politica, caro Presidente, caro Sottosegretario?
E in più state introducendo... Siete colpevoli - siete colpevoli! - di un reato gravissimo, Sottosegretario e amici della maggioranza: quello di aver sdoganato le posizioni più oltranziste e razziste nel nostro Paese , che cominciano a esprimersi in questo Parlamento.
Perché è colpa vostra, è il vostro lucrare sulla propaganda, sui decreti Sicurezza, sui mille decreti sui migranti, questo lucrare sull'Albania. Ma chi ce lo restituisce questo miliardo di euro che avete buttato in Albania ? Quel miliardo di euro che avrebbe potuto significare investimenti sulla ricerca, sui giovani, posti di lavoro! Buttati lì per propaganda.
PRESIDENTE. Concluda.
FILIBERTO ZARATTI(AVS). Questo ragionamento, quello che sta accadendo segna il fallimento più profondo della vostra esperienza di Governo. Non siete in grado né di garantire la produttività del nostro Paese per renderlo competitivo, né la possibilità di investire sul futuro, sui giovani. E questa è veramente una colpa della quale voi siete responsabili .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Antonio D'Alessio. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALESSIO(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Non si può non partire da come nasce questo provvedimento: una riformulazione di una norma che viene scritta nel giorno in cui altra disposizione viene convertita. Cioè, nella medesima data c'è approvazione e immediata riformulazione di quella norma approvata. Un cosiddetto decreto-legge correttivo. Per non ammettere, da parte del Governo, di avere scritto una legge che andava assolutamente evitata, e pertanto andava cambiata, si è proceduto nel convertirla con una contestuale riformulazione, che oggi ci proponete di approvare.
Era una norma incostituzionale, ve ne siete accorti anche voi, lo avete appurato anche voi, tuttavia avete deciso di approvarla con la consapevolezza della sua incostituzionalità. Questo è un fatto, da un punto di vista del procedimento, da un punto di vista politico e da un punto di vista di tecnica legislativa, veramente grave. E oggi ci ritroviamo a votare per la sua correzione. Certo, non fa bella figura la regia di un Governo che, pur di non ammettere di avere sbagliato, ha insistito nell'approvazione di quella norma, contestualmente trovando lo strumento tecnicamente forzato, ma assolutamente regolare e risibile da un punto di vista politico e legislativo, di correggere, il giorno stesso in cui era stata approvata, quella norma.
Eppure l'atteggiamento di tutte le opposizioni era stato assolutamente aperto a una correzione per evitare un pasticcio legislativo con la semplice ammissione da parte del Governo, che ci doveva essere, di avere sbagliato una norma e di volerla correggere. In quel momento ci fu detto “no, c'è una ragione politica per cui non torniamo indietro, la approviamo con la consapevolezza di doverla poi cambiare”, e oggi ci proponete di cambiarla.
La stortura, perché così va chiamata, era la previsione di un incentivo agli avvocati, che hanno una professione per la quale prestano un'attività di mezzi e non di risultato, ma in più, paradossalmente, non soltanto condizionavano il pagamento dell'avvocato al risultato e non all'obbligazione di mezzo, ma in più, paradossalmente, mettevano una sorta di premio contro la volontà del cliente. Quindi, una sorta di spinta all'infedele patrocinio legalizzato, anzi, incentivato dallo Stato. E oggi, su questo punto, c'è ancora una grandissima confusione e probabilmente i nodi non sono venuti al pettine, verranno con norme esplicative.
Il quadro in questa materia dovrebbe essere, invece, caratterizzato da garanzie, dalla considerazione del principio del libero consenso, dall'attenzione totale alle procedure internazionali, dall'attenzione ai percorsi per eventuali possibili regolarizzazioni, ove realizzabili, in linea anche, ripeto, con gli orientamenti internazionali. E invece è un ennesimo decreto Migranti che, ove ce ne fosse ancora bisogno, palesa confusione, contraddizioni, opacità nella linea. Tutto ciò tradisce delle contraddizioni interne alla maggioranza su un tema delicato, sul quale va tenuto con grande attenzione l'equilibrio tra la sicurezza e l'accoglienza.
La sicurezza ci sta a cuore, ci sta molto a cuore, Presidente, ma non può essere non inserita in un quadro organico con altri valori costituzionali, innanzitutto la tutela e il rispetto per la persona umana. Poi, per altre tematiche, le ha ben rappresentate il collega Zaratti che mi ha preceduto, le tematiche del lavoro, le piccole e medie imprese, la ristorazione, le strutture ricettive, l'agricoltura e le aziende fanno tesoro della regolarizzazione dei migranti. Soprattutto non si può non avere un quadro organico e strutturato, una traiettoria che il Governo sembra non avere, che vada naturalmente al di là di uno che faccia poter dire: il Governo combatte l'immigrazione e ne affronta le problematiche. I problemi restano irrisolti.
Con questo decreto non si risolvono assolutamente, né ci si avvia verso una strada virtuosa che individui delle soluzioni vere, se non quelle tampone, ma soprattutto quelle di pubblicità. E poi il problema sicurezza si affronta anche, lo abbiamo detto in altre circostanze, quando c'è una criticità, con degli investimenti veri, ad esempio anche con un discorso delle Forze dell'ordine, che in altre circostanze abbiamo verificato che il Governo non affronta con la dovuta determinazione.
Scarica le dinamiche sugli enti locali, non c'è una visione, e ciò crea disorientamento, conflittualità di una politica che sconfina consequenzialmente in una disorganicità legislativa e che poi ha naturalmente, come corollario automatico, l'inefficacia dei provvedimenti legislativi. Un'ultima considerazione nell'atteggiamento del Governo, non ci stancheremo di dirlo: è sempre chiuso al confronto, e questo provvedimento è l'esempio. Quando le opposizioni, lo dicevo all'inizio dell'intervento, hanno offerto la strada agevole per evitare questo pasticcio legislativo, c'è stata una chiusura, per motivi che sono stati definiti politici, qualche settimana fa.
Ma, del resto, come si può pretendere apertura a una collaborazione costruttiva da parte di un Governo che ha necessità di coordinare alcune inconciliabili posizioni della propria maggioranza? Nella consapevolezza di contraddizioni evidenti, anzi, a volte clamorose, tra i gruppi, sono delle conflittualità che nascono da una sensibilità politica differente e che arrivano a diverse ipotesi di soluzione, che, naturalmente, creano scontri e conflittualità all'interno della stessa maggioranza.
Ma la voglia è troppo forte di mantenere le posizioni di Governo, non di governare i processi, non di governare i problemi, ma di mantenere posizioni di potere. Non ce lo spiegheremmo altrimenti diversamente. Come si fa a convivere, come fanno a convivere delle anime con sensibilità politica così differenti? Il nostro voto sarà contrario .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.
ALFONSO COLUCCI(M5S). Signor Presidente, colleghe e colleghi, eccoci qui a discutere, ancora una volta, di immigrazione con un decreto-legge. Ma questa volta non siamo davanti soltanto all'ennesimo provvedimento del Governo Meloni, siamo davanti a un decreto che nasce per correggere una norma che la maggioranza aveva appena approvato. Una norma sbagliata, grave, imbarazzante, tanto grave da rendere necessario un intervento correttivo immediato. E diciamolo con chiarezza, qui l'urgenza del Paese c'entra davvero poco.
Qui c'è l'urgenza del Governo di rimediare ai propri errori. Prima il Governo ha approvato una disposizione che ha sollevato rilievi pesantissimi sul diritto di difesa e sull'indipendenza dell'avvocatura, e poi, dopo l'intervento del Presidente della Repubblica, il Governo è tornato di corsa con un altro decreto-legge per mettere una pezza, peraltro cucita assai male. E non sfugge, Presidente, che il primo firmatario di quell'emendamento sia stato proprio il senatore Lisei, lo stesso che presiede la Commissione parlamentare d'inchiesta COVID, dove il rigore istituzionale lascia il posto alle tesi precostituite e alla strumentalizzazione politica nelle sedi parlamentari . Evidentemente, anche qui il metodo è lo stesso: piegare le istituzioni alla propaganda e accorgersi solo dopo dei danni prodotti.
Ma andiamo per ordine. Il metodo è già di per sé inaccettabile: l'articolo 77 della Costituzione non può diventare lo strumento con cui il Governo copre la propria superficialità. Il decreto-legge serve per casi di straordinaria necessità e urgenza e non serve per la manutenzione ed emergenza di norme scritte male, approvate in fretta, imposte al Parlamento e poi corrette quando ormai il danno istituzionale è prodotto.
Ma il punto più grave ancora è il merito. Con la norma introdotta nel precedente decreto avevate previsto un meccanismo con cui l'avvocato, cioè il soggetto, il professionista che dovrebbe difendere la persona, la persona straniera nel nostro caso, veniva di fatto inserito all'interno di una procedura orientata al rimpatrio e addirittura pagato in relazione all'esito della procedura stessa. In sostanza, l'avvocato, da garante dei diritti della persona, diventava uno strumento del Governo per il rimpatrio e questo è il punto politico e costituzionale che non potete cancellare con una mera correzione lessicale. Il MoVimento 5 Stelle lo ha già detto in quest'Aula con parole chiarissime: l'avvocato serve a chi ha bisogno di tutela, di lealtà, di attenzione, di protezione delle proprie ragioni di legalità. Nessuno va da un avvocato per trovare un mandatario della controparte, nessuno si affida a un difensore incentivato a condurlo verso la soluzione voluta da altri , anzi addirittura pretesa dal Governo.
Allora, la domanda è la stessa anche dopo questa correzione: chi assiste la persona straniera in questa procedura opera davvero nell'interesse della persona assistita? Avete eliminato il riferimento al Consiglio nazionale forense, avete sostituito la figura dell'avvocato con quella del rappresentante munito di mandato, avete modificato la disciplina del compenso e prendiamo atto della correzione ma il nodo politico resta e resta anche il nodo costituzionale. Perché? Perché resta? Perché un rimpatrio può dirsi davvero volontario solo se la persona comprenda bene ciò che sta facendo, conosca bene i propri diritti, sappia quali alternative ha e possa esprimere una volontà libera e informata. Una firma su un modulo non basta: non basta se la persona non conosce la lingua, vive in una condizione di paura e di marginalità, è trattenuta e non abbia strumenti per capire le conseguenze della propria scelta. Chi assiste il migrante deve potergli illustrare i diritti di cui gode, verificare se vi siano i presupposti per una domanda di protezione internazionale, far emergere eventuali vulnerabilità e chiarire anche le ragioni per le quali in quel caso concreto il rimpatrio non debba avvenire. Questa è assistenza vera, questa è legalità.
Se invece l'assistenza viene inserita in una procedura costruita attorno all'obiettivo del rimpatrio, è evidente, signor Presidente, che si tratta di un accompagnamento verso un risultato già scritto, un risultato già imposto. L'articolo 24 della Costituzione garantisce il diritto di difesa a tutti e quel “tutti” è una parola impegnativa: vale per il cittadino italiano e vale anche per la persona straniera, vale per chi è regolare e vale per chi si trova in una condizione di irregolarità, vale, a maggior ragione, per chi non ha strumenti economici, culturali o linguistici adeguati.
Presidente, per suo tramite mi rivolgo al Governo e alla maggioranza: non potete trattare il diritto di difesa, che è un diritto costituzionale, come un fastidio; non potete trasformare l'avvocato o chiunque assista una persona vulnerabile in un soggetto funzionale all'obiettivo del Governo; non potete usare l'immigrazione come terreno permanente della vostra propaganda, per poi finire per inciampare nelle garanzie fondamentali di uno Stato che è e dovrebbe essere uno Stato di diritto.
Il paradosso è che tutto questo avviene mentre continuate a raccontare agli italiani che sull'immigrazione sarebbe arrivata una svolta. Avevate promesso di fermare gli sbarchi e non li avete fermati, avevate promesso rimpatri rapidi e non li avete realizzati, avete promesso ordine e cosa avete fatto? Avete prodotto decreti, correzioni, forzature, centri fallimentari in Albania vuoti o semivuoti, propaganda costosa e risultati insufficienti. Questa non è una svolta, è il bilancio del vostro fallimento . Allora, provo a darvi un consiglio: quando la politica migratoria non funziona, anziché cercare di rimediare comprimendo le garanzie provate piuttosto a costruire canali regolari, accordi effettivi con i Paesi di origine e transito, procedure amministrative serie, contrasto alle reti criminali, tutela delle persone vulnerabili e rimpatri legittimi e rispettosi dei diritti fondamentali della persona.
Il MoVimento 5 Stelle ha presentato emendamenti seri: abbiamo chiesto di eliminare le criticità strutturali e, in subordine, di rafforzare i presìdi di tutela, trasparenza, requisiti stringenti per i rappresentanti, prevenzione dei conflitti di interesse e coinvolgimento del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, presenza di mediatori linguistico-culturali, competenze effettive in materia di immigrazione, rafforzamento del patrocinio a spese dello Stato. Li avete respinti, perché non volete davvero affrontare il problema: voi volete solo raccontarlo.
Per tutte queste ragioni il nostro voto è convintamente contrario: è contrario sul metodo, perché usate il decreto-legge per correggere i vostri errori; è contrario sul merito, perché il diritto di difesa non si piega alle logiche del Governo Meloni; è contrario, il nostro voto, sul piano politico, perché continuate a trasformare l'immigrazione in un palcoscenico propagandistico; è contrario sul piano costituzionale, perché lo Stato non diventa più forte approfittando di chi è più vulnerabile. Gli italiani meritano di meglio .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Gentile. Ne ha facoltà.
ANDREA GENTILE(FI-PPE). Grazie, Presidente. Presidente, onorevoli colleghi, interveniamo oggi in quest'Aula su un provvedimento che affronta uno dei temi più complessi e delicati delle politiche migratorie contemporanee, cioè la capacità di coniugare il rispetto delle regole a una gestione ordinata dei flussi migratori con la tutela della dignità della persona. Sotto questo aspetto lo strumento del rimpatrio volontario assistito certamente non costituisce una novità nel nostro ordinamento: è già previsto dal testo unico sull'immigrazione e rappresenta uno strumento alternativo ai rimpatri forzati. La sua finalità è chiara: quella di consentire ai cittadini stranieri di fare ritorno nel proprio Paese in modo volontario, assistito e rispettoso della persona. È un'impostazione, Presidente, che risponde a un principio che credo dovrebbe accomunare tutte le forze politiche, perché laddove è possibile il ritorno volontario è preferibile all'espulsione coattiva. È un procedimento meno conflittuale, meno oneroso per l'amministrazione pubblica, maggiormente rispettoso della dignità individuale e spesso anche più efficace nel lungo periodo. Ma vi è anche un profilo di efficienza amministrativa che in questo senso non può essere trascurato: una gestione ordinata dei rimpatri consente di concentrare risorse pubbliche, personale e strumenti operativi sulle situazioni che richiedono maggiore tutela e sulle procedure di accoglienza e protezione internazionale per chi ne ha effettivamente diritto. Proprio perché si tratta di una materia particolarmente sensibile, ogni intervento normativo naturalmente deve essere affrontato con equilibrio, evitando sia letture ideologiche sia semplificazioni che rischiano di compromettere le qualità delle soluzioni adottate.
E vengo al tema di oggi, Presidente. Il provvedimento in questione si inserisce in un percorso normativo articolato. Nel corso dell'esame del decreto Sicurezza, infatti, era stata introdotta una disposizione che prevedeva il coinvolgimento del Consiglio nazionale forense, il riconoscimento di un compenso al rappresentante legale che avesse assistito il cittadino straniero nella richiesta di accesso a un programma di rimpatrio volontario assistito. Quella previsione ha dato luogo a un ampio confronto politico, istituzionale e professionale, rendendo necessario un successivo intervento da parte del Governo. Le osservazioni emerse non riguardavano tanto il principio del rimpatrio volontario assistito nella sua fattualità - strumento riconosciuto anche in ambito europeo -, quanto il rischio di creare equivoci sul ruolo del professionista, sull'opportunità di collegare un compenso a un esito di una procedura.
Il Governo ha inteso intervenire proprio per la delicatezza della materia, proprio perché ogni disciplina che possa, anche soltanto indirettamente, profilare dei dubbi interpretativi sui requisiti che connotano il professionista richiede particolare cautela. Ed è questo che il Governo ha fatto.
Questa attenzione è pienamente coerente con il quadro costituzionale del nostro ordinamento e, quindi, il Governo ha inteso, appunto, intervenire ridefinendo i soggetti coinvolti, i criteri di remunerazione e il quadro delle coperture finanziarie nell'ottica di consolidare il sistema dei rimpatri volontari assistiti, superando quelle criticità evidenziate nel dibattito pubblico e istituzionale. Al di là poi del profilo tecnico, credo che il Parlamento debba cogliere questa occasione, questa imprescindibile opportunità per avanzare una riflessione più ampia sul significato e sul ruolo del rimpatrio volontario all'interno delle politiche migratorie. La gestione dell'immigrazione, infatti, non può essere ridotta, come ho sentito oggi in questo dibattito politico, a una contrapposizione tra accoglienza e sicurezza; uno Stato democratico deve essere in grado di garantire entrambe queste esigenze e di bilanciarle in un quadro costituzionale di valori perché noi siamo parlamentari, non siamo chiamati a raccontare le storie, pur sofferenti, pur tristi, pur deplorevoli, di Tizio e di Caio. Noi siamo chiamati ad affrontare un dibattito legislativo su provvedimenti delicati che riguardano il nostro Paese in un momento altrettanto delicato per la nostra Nazione.
Allora, dobbiamo avere il compito, da un lato, di assicurare canali regolari di accesso e di tutela di diritti fondamentali e, dall'altro, è necessario che le norme sull'ingresso e il soggiorno siano effettive, applicabili e credibili: in questo equilibrio si gioca il ruolo del Parlamento, in questo equilibrio si gioca il ruolo del Governo. Il rimpatrio volontario assistito rappresenta uno strumento rilevante perché consente, in questa sede, di evitare che la sola risposta all'irregolarità sia quella coercitiva, ma consente un percorso di accompagnamento da parte dello Stato nei confronti di chi voglia, legittimamente e liberamente, rimpatriare.
Naturalmente, poi, non devono essere ignorate le criticità: la prima, riguarda la reale volontà della scelta di rimpatriare; la seconda, concerne il reinserimento nei Paesi di origine; la terza, riguarda le categorie vulnerabili. Si è detto che è giusto tutelare i minori, tutelare le vittime di tratta, tutelare le persone con disabilità e, in questi casi, Forza Italia ritiene che devono essere garantite procedure rafforzate, valutazioni individualizzate nel pieno rispetto delle tutele già previste nel nostro ordinamento e del superiore interesse del minore. Dobbiamo anche riconoscere, però, che tutta questa riflessione si colloca in un contesto europeo completamente mutato: l'entrata in vigore del nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo apre di fatto una nuova stagione nella gestione dei flussi migratori all'interno dell'Unione europea. Quella che ci attende, infatti, non è più una stagione che vede solo ed esclusivamente il fenomeno migratorio come fenomeno emergenziale, ma come fenomeno strutturale. Allora, è chiaro che, anche sui meccanismi di rimpatrio e sulle forme più strutturate di cooperazione con i Paesi di origine, bisogna intervenire e bisogna intervenire in maniera chiara. L'Italia in questo percorso ha avuto un ruolo decisamente rilevante perché, sin dal suo insediamento, questo Governo ha sostenuto con continuità la necessità di affrontare il fenomeno come questione strutturale e subito ha promosso in sede europea una linea orientata alla responsabilità con gli Stati membri in linea con il lavoro svolto dal Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, sul piano del dialogo europeo e internazionale e del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel consolidamento di strumenti di cooperazione con i Paesi di origine e di transito, nella definizione degli accordi operativi e nel contrasto all'immigrazione irregolare.
Dunque, l'obiettivo di questo Governo è stato quello di riportare il tema migratorio entro una dimensione di governo stabile e i dati più recenti - cito i dati perché poi l'efficacia e l'efficienza di un sistema si misura dai dati che non sono numeri, ma dati reali, incontrovertibili, inappuntabili - dicono che siamo sulla strada giusta: al 12 giugno 2026 sono arrivati in Italia 12.586 irregolari a fronte di 26.371 dello stesso periodo del 2025. Voglio ancora ricordare che in questa legislatura sono crollati gli sbarchi di migranti irregolari, stanno raddoppiando i rimpatri, sono calati i reati e che, soltanto dieci anni fa, nel nostro Paese si registrava il 15 per cento di reati in più, gli sbarchi erano il quintuplo e gli omicidi superavano il 40 per cento.
Allora, siccome ho sentito da più parti in Aula dire che noi facciamo politiche improntate a stampo razziale o che facciamo pasticci: noi non facciamo pasticci, noi rimediamo ai pasticci altrui , di chi, nel corso di questi anni, ha condotto delle politiche migratorie che hanno consentito indiscriminatamente a migliaia di irregolari di accedere nel nostro Paese. Stiamo ponendo ordine e i dati ci dicono che siamo sulla strada giusta perché contrastare l'immigrazione irregolare non significa comprimere i diritti, ma rafforzare la capacità delle istituzioni di garantire regole certe, tutela delle persone e maggiore sicurezza per le comunità. I rimpatri volontari assistiti rappresentano un punto di equilibrio tra legalità, efficienza amministrativa, sostenibilità economica e tutela dei diritti fondamentali.
Questo atto normativo offre al Parlamento l'opportunità di rafforzare uno strumento che può contribuire veramente - io credo - a una gestione più ordinata, efficace e umana dei fenomeni migratori. Dunque, valutiamolo senza retorica, senza falsa ipocrisia, con serietà, rigore e senso delle istituzioni, nella consapevolezza vera che, dietro ogni norma, vi sono persone, diritti, doveri e responsabilità che una democrazia matura non può permettersi di ignorare. Per tutti questi motivi annuncio un convinto voto favorevole di Forza Italia al provvedimento posto in quest'Aula
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Simona Bordonali. Ne ha facoltà.
SIMONA BORDONALI(LEGA). Grazie, Presidente. Sottosegretario Molteni, onorevoli colleghi, il provvedimento che oggi siamo chiamati a convertire in legge riguarda una materia specifica, quella dei rimpatri volontari assistiti, ma si inserisce all'interno di una strategia molto più ampia che il Governo sta portando avanti fin dall'inizio della legislatura per restituire allo Stato la capacità di governare i flussi migratori e di far rispettare le proprie regole.
Troppo spesso il dibattito sull'immigrazione è stato affrontato attraverso contrapposizioni ideologiche che non aiutano a comprendere la complessità del fenomeno: da una parte, c'è chi sostiene che qualsiasi misura di contrasto all'immigrazione irregolare sia una forma di chiusura e, dall'altra, chi immagina soluzioni semplicistiche a problemi che hanno una dimensione internazionale. La Lega da sempre ritiene che una politica migratoria seria debba poggiare su tre pilastri fondamentali: ingressi regolari, protezione per chi ne ha realmente diritto e contrasto fermo e deciso all'immigrazione illegale .
In questo quadro i rimpatri rappresentano uno strumento essenziale, uno Stato che non è in grado di dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione perde autorevolezza: se una persona non possiede i requisiti per permanere sul territorio nazionale e riceve un provvedimento di allontanamento, quello Stato deve essere nelle condizioni di renderlo effettivo. Va, però, respinta la narrazione, Sottosegretario, o meglio lo slogan che presenta i rimpatri come una soluzione immediata e automatica Infatti, lei sa, Sottosegretario, perché conosce bene questo fenomeno, che la realtà è diversa, governare è altra cosa: significa confrontarsi con la complessità dei fatti, negoziare accordi internazionali, costruire strumenti operativi e ottenere risultati concreti. Non basta emettere un decreto di espulsione, occorrono accordi con i Paesi d'origine, procedure certe di identificazione, cooperazione internazionale e disponibilità degli Stati terzi a riaccogliere i propri cittadini e strutture adeguate a rendere effettive le decisioni adottate dalle autorità. Questo è il lavoro che questo Governo sta portando avanti dall'inizio della legislatura attraverso una politica fondata sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito e sul rafforzamento degli strumenti operativi dello Stato.
Per questo motivo assume particolare rilievo il lavoro diplomatico svolto dal Governo con i Paesi di provenienza dei flussi migratori finalizzato a rafforzare la collaborazione sui rimpatri e sul contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla tratta degli esseri umani. I numeri parlano con chiarezza. A chi dice che i numeri, di fatto, non sono reali e concreti, io dico che invece i numeri certificano i successi di questo Governo: nei primi mesi del 2026 gli sbarchi si sono ridotti del 50 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, ossia 12.370 contro 25.927, rispetto al 2023 il calo raggiunge addirittura l'80 per cento.
Sottosegretario Molteni, lei era Sottosegretario anche allora, la direzione è quella: eguagliare, se non migliorare, il dato che era stato raggiunto dal Ministro Salvini quando era Ministro dell'Interno con soli 11.471 sbarchi in un anno.
Sono dati che certificano un cambiamento profondo nella gestione dei flussi migrator. È ancora più significativo il dato relativo ai minori stranieri non accompagnati, diminuiti del 50 per cento rispetto all'anno scorso.
Dietro questi numeri non c'è soltanto una statistica, c'è il contrasto alle organizzazioni criminali che sfruttano persone vulnerabili e alimentano il traffico di esseri umani. Un indicatore fondamentale dell'efficacia di una politica migratoria resta quello dei rimpatri: senza un'effettiva esecuzione dei provvedimenti di allontanamento il sistema perde credibilità e diventa difficile far rispettare le regole.
Il numero complessivo dei rimpatri è aumentato di oltre il 40 per cento e nei primi mesi del 2026 si registra un ulteriore incremento superiore al 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ma vi è un dato ancora più significativo: nel 2023 il rapporto tra immigrati irregolari sbarcati e immigrati irregolari rimpatriati era pari appena al 3 per cento; nel 2025 era salito al 10 per cento; dall'inizio di quest'anno è arrivato al 33 per cento ; è un dato che indica come questo Governo stia intervenendo a risolvere il problema.
Questo significa che le decisioni adottate dalle autorità vengono sempre più spesso eseguite e che il principio di legalità torna a essere concreto. È anche grazie a questa impostazione che oggi il 64 per cento delle domande di protezione internazionale si conclude con un diniego, un dato che dimostra quanto fosse necessario contrastare gli abusi e le strumentalizzazioni del diritto d'asilo, garantendo al tempo stesso tutela piena a chi fugge realmente da guerre e persecuzioni. Per questo il Governo è intervenuto attraverso una serie di provvedimenti organici, che hanno progressivamente rafforzato la capacità dello Stato di controllare i flussi migratori e a chi dice che non abbiamo raggiunto i risultati, voglio ricordare tutti i provvedimenti che sono stati attuati da questo Governo. Con il decreto Cutro e grazie ad emendamenti della Lega sono stati introdotti requisiti più rigorosi per alcune forme di protezione speciale e questo ha comportato che il 64 per cento delle domande di protezione internazionale si concluda appunto con un diniego. Con il decreto Sud è stato esteso da 6 a 18 mesi il periodo massimo di trattenimento nei CPR, consentendo quindi procedure più efficaci di identificazione e il successivo rimpatrio. Con il decreto Immigrazione sono stati rafforzati gli strumenti di espulsione per motivi di sicurezza e introdotti controlli più approfonditi sull'accertamento dell'età; è stata introdotta la lista dei Paesi di origine e di transito sicuri - si è discusso tantissimo sui Paesi sicuri -, una scelta che successivamente ha trovato - guardate un po', cari colleghi - conferma anche a livello europeo e consente procedure accelerate per le domande manifestamente infondate.
Grazie al decreto Sicurezza sono state rese più rapide anche le procedure per la realizzazione dei centri di permanenza per il rimpatrio. Accanto ai rimpatri forzati il provvedimento che oggi esaminiamo interviene su un altro strumento importante, il rimpatrio volontario assistito. Si tratta di una misura prevista dalla normativa europea, che consente allo straniero di fare ritorno nel proprio Paese attraverso un percorso assistito accompagnato e sostenuto. L'obiettivo è semplice: aumentare la possibilità di rimpatrio, ridurre il contenzioso, garantire procedure più efficienti e alleggerire il peso amministrativo e organizzativo a carico dello Stato. Allo stesso tempo, il Governo ha rafforzato gli strumenti di tutela della sicurezza nazionale: dall'inizio della legislatura, sono stati espulsi 239 stranieri per motivi di sicurezza nazionale, con un incremento del 40 per cento rispetto al triennio precedente; anche questo è un segnale importante della maggiore capacità dello Stato di prevenire situazioni di rischio e di proteggere i cittadini. Significa preservare la possibilità di accogliere chi ha davvero diritto alla protezione internazionale e tutelare gli immigrati regolari, ma contrastare i trafficanti di esseri umani che per anni hanno speculato sulla disperazione delle persone .
Sottosegretario Molteni, sa, ci sono i che ricordano alcune cose. I oggi mi ricordano che il 16 giugno 2017, 9 anni fa, quando in Italia eravamo reduci dall'arrivo di oltre 700.000 clandestini, 700.000 sbarchi dal 2013 al 2017 con il Governo della sinistra, io e lei eravamo al centro clandestini di via Regina Teodolinda a Como, un centro dove in soli nove mesi erano passati quasi 4.000 non profughi. Vede, Sottosegretario, gestire il fenomeno dell'immigrazione vuol dire conoscerlo come lo conosce lei, lei non ha nulla da imparare, conosce bene questo fenomeno da molti anni. Gestire il fenomeno dell'immigrazione vuol dire conoscerlo: nulla si improvvisa, ma tutto si realizza con i fatti, quelli che lei, il Ministro Piantedosi e questo Governo stanno attuando. Per questo motivo, il gruppo della Lega voterà a favore .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mauri. Ne ha facoltà.
MATTEO MAURI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Secondo me sarebbe il caso di segnalare a chi redige il verbale dell'Assemblea che diversi rappresentanti della maggioranza che sono intervenuti in dichiarazione di voto si sono confusi, perché hanno parlato di altri provvedimenti: c'è chi ha parlato dell'ultimo decreto Immigrazione, c'è chi ha parlato degli ultimi 2-3 - perché ne fate diversi - decreti Sicurezza, c'è anche chi ha fischiettato, ma non c'è nessuno che abbia parlato del provvedimento che stiamo votando. Guardate, c'è un motivo: il fatto che ci siano stati tanti interventi imbarazzanti rende evidente che ci sono stati anche tanti interventi imbarazzati. Imbarazzati e imbarazzanti qua stanno insieme, perché non sanno cosa dire, perché - vorrei riportarvi alla realtà delle cose - noi in questo momento stiamo votando un decreto-legge, uno di quelli che si fanno con urgenza, perché vi siete dovuti rimangiare un pezzo del vostro famigerato decreto Sicurezza in cui eravate riusciti a mettere una norma evidentemente incostituzionale contro cui si sono ribellati tutti, compresi quelli che erano oggetto del provvedimento e avete dovuto fare una frettolosa marcia indietro. Quando però si arriva in curva e si tira il freno a mano, succede una cosa, che si va fuori strada ed è esattamente quello che avete fatto: vi siete dovuti rimangiare una norma che invece avevate proposto come se fosse - come sempre fate - la soluzione di tutti i mali e invece di fare l'unica cosa possibile e seria - ma sappiamo che serietà non si sposa tanto con questa maggioranza e con questo Governo - e cioè dire “va bene abbiamo sbagliato, per cui archiviamo quella norma”, avete dovuto fare come quelli che mettono la toppa che è peggio del buco e di conseguenza avete cercato di arrampicarvi sugli specchi in qualche modo, arrivando a costruire una norma che non ha di per sé alcun senso, ma soprattutto avete confermato il vostro atteggiamento nei confronti dei migranti, dei fenomeni migratori e di tutto ciò che ha che fare col tema dell'immigrazione. Voi vivete il tema dell'immigrazione esclusivamente in una logica elettorale e provate a costruire tutta la vostra propaganda sul tema migratorio, tanto più da quando le cose sul fronte sicurezza non vi vanno particolarmente bene. Oggi come oggi non fate che inseguirvi a destra, perché c'è pure qualcuno che vi incalza ancora più da destra dove vi siete collocati voi e fate tutto questo per provare a spuntare qualche voto. La vostra logica è solamente una: provare a vessare i migranti in ogni modalità possibile e fare propaganda su questo. È esattamente quello che state facendo.
Perché, altrimenti, avreste semplicemente tolto di mezzo quella norma oppure avreste votato alcuni degli emendamenti che le opposizioni vi hanno proposto per rendere un pochino meno peggio questa norma, per provare a tutelare un po' di più le garanzie difese dalla Costituzione, per difendere i diritti umani delle persone. Invece, a tutti questi tentativi di migliorare, per quanto è possibile, questa norma voi avete risposto come sempre, e cioè parere contrario, per poi fare, diciamo, dei giochetti - anche questi abbastanza imbarazzanti - tra pezzi di maggioranza ed ex maggioranza, su cui non voglio entrare perché non voglio parlare delle singole persone che sono state costrette a cimentarsi anche su questo. Ma quello siete, no?
Ho sentito dire da parte di qualcuno, in particolare da parte di qualcuno di Forza Italia, che era importante fare un intervento senza retorica e senza falsa ipocrisia, ma, invece, è esattamente quello che avete fatto in quest'Aula oggi; e, se volete, è quello che fate anche ogni giorno quando - non si sa come, non si sa perché, non si sa per quale motivo - qualcuno di voi si alza e se la prende con i Governi precedenti, come se la maggior parte di voi non avesse fatto parte di diversi Governi precedenti e non mettesse quotidianamente in atto, anche adesso, la norma sull'immigrazione, che - vi ricordo - non ha dei nomi che ricordano la sinistra, ma si chiama Bossi-Fini, cioè uno dei peggiori problemi che ha questo Paese, che impedisce di gestire i fenomeni migratori, perché i fenomeni migratori non sono un problema, lo possono diventare se non vengono gestiti.
Bene, quella legge non permette di gestire i fenomeni migratori, non c'è niente da fare, perché non prevede che ci siano modalità coordinate, regole certe di arrivo di stranieri, per ragioni, per esempio, di lavoro, con incrocio domanda e offerta. Invece di cambiare la madre di tutti i problemi, voi ne fate un punto di orgoglio e, poi, non siete in grado - mi dispiace - di gestire queste cose. Oggi dovete parlare dei rimpatri volontari e parlate degli altri rimpatri, perché evidentemente non avete argomenti, perché non mi risulta che i rimpatri volontari siano esattamente un vostro fiore all'occhiello, anzi, li avete scoperti solo perché volevate inserire una norma vessatoria, pagando chi era il vostro agente per il rimpatrio, in quel caso pseudo-forzoso, ma non per altro, perché, se fosse per voi, vi concentrereste esclusivamente su altro.
Ora, voi ci raccontate che “va tutto bene, madama la marchesa”, non togliete di mezzo la legge che è il peggior problema della gestione dei fenomeni migratori e pensate di risolvere le questioni senza andare a toccare un tema che, invece, secondo me, sarebbe assolutamente da toccare - insieme alla Bossi-Fini, però, evidentemente -, che è quello dei cosiddetti decreti Flussi. Perché, guardate, non stiamo a raccontarci le robe, chi si occupa del tema, come il Sottosegretario Molteni, lo sa: i decreti Flussi, quelli di tutti, di tutti i Governi, di tutti i tempi, di tutti gli anni, sono dei grandissimi , perché si può decidere di scriverci il numero che volete. Quando la Lega era al Governo, nel precedente Governo, ha impedito al Presidente Draghi di mettere una cifra superiore a 70.000, perché faceva brutto; poi avete fatto 150.000 all'anno per tre anni. Ma sappiamo realmente quante persone, in realtà, poi ottengono il permesso di soggiorno per il permesso di lavoro e, di conseguenza, realmente arrivano in Italia? Un numero molto limitato. E anche tutti i tentativi - che noi, tra l'altro, abbiamo sostenuto, non abbiamo avuto nulla in contrario - di regolamentare meglio per togliere le storture e impedire che ci potesse essere chi ne approfittava, eccetera, sono finiti in niente.
Recentemente, c'è stato un incontro in cui erano presenti 800 cittadini cingalesi che sono stati truffati nel loro Paese e da imprenditori italiani perché sono venuti qua legalmente e, poi, hanno scoperto che il lavoro non c'era, e sono rimasti bloccati in Italia, con dei debiti di 15.000 euro - che vuol dire una cifra enorme per loro, al loro Paese -, con i creditori che li cercano e loro che sono bloccati qua. Vi ricordo che in quell'occasione - visto che voi parlate tanto delle persone che vogliono venire a lavorare - vi abbiamo proposto di modificare la norma per permettere, in questi casi, di riconoscere una regolarizzazione legata alla ricerca del nuovo posto di lavoro. Cioè, siete venuti qua in maniera regolare, non per colpa vostra siete adesso nell'irregolarità, vi diamo del tempo in più, vi diamo un anno in più per cercare lavoro e regolarizzarvi. Tutti ci guadagnano da questa cosa, compresa la comunità ospitante, perché avete più persone regolari e meno irregolari. Tutti ci guadagnano, voi no. Perché? Perché la vostra logica è sempre quella, è sempre quella vessatoria, è sempre quella a favore di telecamere.
E oggi venite qua, bocciate tutti gli emendamenti, pretendete anche di venirci a spiegare che è una gran cosa. Guardate, l'unica urgenza che avete qua è quella di scappare dalla vostra brutta figura, ma ne avete fatte talmente tante che questo non vi riesce. È la ragione per cui, in maniera più che convinta - e più vi ascoltiamo e più vi guardiamo, più siamo convinti - noi voteremo assolutamente contro, perché qua l'unica cosa da fare vera era cancellare la vergogna che avevate scritto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Kelany. Ne ha facoltà.
SARA KELANY(FDI). Grazie, Presidente. L'approvazione di questo decreto, Presidente, rappresenta un momento importante per le politiche migratorie messe in campo da questo Governo. Le critiche delle sinistre che abbiamo ascoltato fino adesso sul punto non ci spaventano, non ci faranno tornare indietro, non ci stupiscono. Le sinistre, in batteria, come sempre, ci hanno dato degli xenofobi, ci hanno dato degli autoritari, ci hanno dato dei razzisti: queste sono le parole che ho sentito in quest'Aula.
SARA KELANY(FDI). In questo caso, addirittura ci hanno accusato del fatto che avremmo violato il diritto di difesa. E perché, Presidente, perché, Sottosegretario, avremmo violato il diritto di difesa? Io devo scendere nel merito perché tanto è banale quello che stabiliamo con questo decreto… peraltro hanno ciurlato tutti un po' nel manico durante questa discussione, perché nel merito non è sceso nessuno. Perché non è sceso nessuno? Non è sceso nessuno perché è banalissimo quello che facciamo.
Noi stabiliamo che un professionista che assiste un migrante irregolare che vuole tornare nel proprio Paese di origine venga pagato. Ecco, grave violazione dei diritti: pagare un avvocato, un professionista che aiuti i migranti non a restare in Italia, ma a tornare nel proprio Paese di origine . E, quindi, Presidenti - in questo caso, vi vedo entrambi - io mi chiedo e vi chiedo: perché mai è giusto che gli immigrati irregolari, che vogliono fare un ricorso avverso un provvedimento di espulsione, debbono godere del gratuito patrocinio, pagato con le tasche degli italiani, per restare in casa da irregolari, e chi invece se ne vuole andare, secondo le sinistre, non dovrebbe essere assistito in questa procedura ? Ecco, questa è una banalità disarmante. Ma glielo dico io perché, Presidente, glielo dico io perché: perché le sinistre non vogliono che i migranti irregolari vadano a casa. E perché non vogliono che i migranti irregolari vadano a casa? Perché da sempre e per sempre per le sinistre l'immigrazione irregolare è stata una gigantesca mangiatoia , questo è stata; una macchina da denaro, sulla base di una pretesa buonista, immigrazionista, ispirata ai principi , dell'. Hanno fatto dell'immigrazione un cavallo di battaglia ideologico che ha garantito che cosa? Ha garantito rendite di posizione, rendite di posizione di organizzazioni non governative, di associazioni e cooperative rosse che sugli immigrati hanno fatto affari d'oro.
E questo Governo, il Governo Meloni, non solo ha svelato questa evidente ipocrisia, ma ha messo un punto a questo mercimonio, sin dai suoi primi provvedimenti, regolando finalmente le attività delle organizzazioni non governative - che erano diventate dei taxi del mare -, proteggendo le frontiere, perseguendo i trafficanti di morte e affidando alla Croce rossa italiana, togliendolo al cooperativismo rosso che fino ad allora se ne era giovato, l'più caldo di Europa, l' di Lampedusa , adesso gestito in maniera egregia dalla Croce rossa italiana, senza sprechi, con dignità, senza migranti messi sui materassi e sui letti a castello. Ebbene - udite, udite -, abbiamo anche fatto sì che ai migranti che vogliono tornare a casa possa essere garantito un professionista che li assista.
Tuttavia, mentre questo Governo faceva questo, abbiamo continuato negli anni a vedere una sinistra che strenuamente ha tentato di resistere a questo cambio totale di paradigma, cercando di conservare quello di cui parlavo prima, le proprie rendite di posizione; tentando di continuare, e in parte riuscendoci, ad influire sulle politiche migratorie di questo Governo tramite - possiamo chiamarli con un gergo che adesso va di moda - i propri , no? I propri organismi collaterali e paralleli, come associazioni di studi giuridici.
Addirittura, signori, arrivando - deputati, pare, del Partito Democratico - a consigliare ai migranti trattenuti all'interno dei CPR legali di propria fiducia, scelti nelle liste del gratuito patrocinio, per evitare i rimpatri. E di questo, Presidente noi abbiamo chiesto conto, con un atto di sindacato ispettivo, al Ministro dell'Interno, al Ministro Nordio, e io ricordo che quelli sono soldi che vengono… non paga Pantalone il gratuito patrocinio, lo pagano i cittadini italiani !
E noi andiamo a consigliare gli avvocati, per non essere espulsi, all'interno dei CPR, dove vengono trattenuti i soggetti gravemente pericolosi, con precedenti penali di tutto rispetto, ma di questo nessuno fa menzione, né parola. Troppo spesso, anche a causa di sentenze ideologiche di una certa parte della magistratura, che si sono interposte alle politiche migratorie del Governo Meloni, purtroppo sono tornati a piede libero questi soggetti. Noi non torneremo indietro rispetto alle nostre politiche, seguiteremo ad andare avanti con fermezza.
Presidente, questo è il banale, il triste, il drammatico motivo per cui anche questo decreto-legge, che sancisce un principio sacrosanto, viene tanto avversato dalle nostre opposizioni. Il mantra è . L'immigrazione è stato un , a cui, finalmente, il Governo Meloni ha messo un punto. Questo è un tassello che si aggiunge ai tanti provvedimenti di questo Governo in materia di immigrazione, che hanno fatto registrare dei risultati ragguardevoli, non solo con riferimento agli sbarchi sul nostro territorio nazionale, perché registriamo una netta diminuzione dal 2023 al 2024.
Nel 2025 c'è stata una diminuzione del 60 per cento degli sbarchi sul nostro territorio nazionale, in questa prima parte del 2026 abbiamo registrato un meno 80 per cento rispetto al 2023, siamo sotto il 2022 di un 43 per cento degli sbarchi sul nostro territorio. Contestualmente, abbiamo aumentato esponenzialmente i rimpatri, i rimpatri forzosi; è stato segnalato da qualcuno prima di me che i rimpatri forzosi sono un problema per tutta Europa, sono costosi e occorre impegnarsi strenuamente per arrivare a farne, ma questo Governo li ha aumentati esponenzialmente.
Le do una percentuale, perché poi ascoltiamo, anche con un po' di stupore, direi, le invettive di Matteo Renzi, che, improvvisamente, avrebbe detto che durante il suo Governo ci sarebbero stati più rimpatri del Governo Meloni. Ecco, sbaglia sia nei numeri assoluti, perché sono stati, nel 2014, molti meno di quanti ne abbiamo fatti noi, sia in percentuale. Quando c'era Renzi, in percentuale, tra sbarchi e rimpatri, registriamo in questa forchetta la misura del 3,2 per cento. Per il Governo Meloni, tra sbarchi e rimpatri, si registra una forchetta del 34 per cento .
Questo vuol dire che le nostre politiche stanno funzionando. Abbiamo meno sbarchi e più rimpatri, nonché più rimpatri volontari assistiti. Questo è un provvedimento che aiuterà ad aumentare i rimpatri volontari assistiti. Quindi, io consiglio di non avventurarsi in letture sfasate e improvvide perché, di fronte ai numeri, la retorica del politicante renziano si infrange miseramente, così come si sgretola anche la retorica di chi, non avendo responsabilità di Governo, io mi rendo conto, ma alza l'asticella.
Tuttavia, guai a retrocedere, guai a fare passi indietro, che ci porterebbero di nuovo alla gestione sconsiderata delle sinistre, che ha determinato disastri sociali, disastri umanitari e si è trasformata, come abbiamo detto sinora, in una mangiatoia per cooperative rosse. Presidente, l'Italia, rispetto anche ai rimpatri, resta estremamente performante; migliaia di irregolari ogni anno vengono rimpatriati, ma ancora le sinistre berciano sulla chiusura dei CPR, perché, dicono, i CPR dovrebbero essere chiusi perché luoghi di tortura.
Io ricorderei alle sinistre, quando utilizzano questi termini, che i CPR sono tutelati dalle nostre Forze dell'ordine: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza . Abbiano il coraggio di dire che le nostre Forze dell'ordine sono dei torturatori. Non è così! Questa destra si è impegnata fermamente sul migratorio. Abbiamo molto da fare, moltissimo abbiamo fatto e non torneremo indietro di un millimetro. Con buona pace di chi ci chiama xenofobi, di chi ci chiama autoritari, di chi ci chiama razzisti, stiamo facendo il bene dell'Italia e la sicurezza degli italiani. Per questo motivo, Fratelli d'Italia voterà sì .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
Prima di passare alla votazione finale, vi annuncio che lo scorso 30 maggio, fuori da quest'Aula, l'onorevole Loperfido ha espresso dei voti, essendosi unito in matrimonio con la dottoressa Elisa Coassin. A nome della Presidenza, formulo le più fervide felicitazioni agli sposi, con i migliori auguri per il loro futuro. Auguri, onorevole Loperfido .
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2947:
S. 1885 - "Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti" .
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2962: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
La VI Commissione (Finanze) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Ha facoltà di intervenire la relatrice, deputata Mariangela Matera.
MARIANGELA MATERA, . Siamo alla conversione in legge del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti. Procediamo con la discussione generale.
PRESIDENTE. Va bene, sì, se vuole, poi, eventualmente… stiamo parlando del DL Carburanti-dei prezzi petroliferi, di quello stiamo parlando. Abbiamo cambiato in corso. Va bene, casomai consegna la relazione, onorevole Matera.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo: si riserva.
È iscritta a parlare l'onorevole Angela Raffa. Ne ha facoltà.
ANGELA RAFFA(M5S). Grazie, Presidente. Prima di entrare nel merito di questo provvedimento, vorrei che ci fermassimo un attimo a ragionare sul metodo, perché il metodo in questo caso è già una parte molto importante della sostanza. Facciamo l'elenco: decreto-legge n. 33 del 2026, decreto-legge n. 38 del 2026, decreto-legge n. 42 del 2026 e decreto-legge n. 63 del 2026, che è quello che stiamo convertendo oggi. Mentre lo convertiamo, dentro si è fatto confluire anche il decreto-legge n. 89 del 2026, il cosiddetto Carburanti-, fatto entrare come un maxiemendamento da parte del Governo. Cinque decreti-legge sui carburanti e sulle accise in pochi mesi. Cinque: uno dietro l'altro, ognuno che proroga di qualche settimana quelle che sono le aliquote ridotte dai precedenti. Questo non è un piano, questo è l'esatto contrario di un piano: è una rincorsa. Il Governo insegue l'emergenza con il fiato corto, decreto dopo decreto, proroga dopo proroga, senza mai fermarsi a chiedere: e dopo? Cosa succede quando scade anche questo? Ne facciamo un altro? Il Carburante ? Il Carburante ? Fino a quando?
Come se non bastasse l'inseguimento, c'è anche la confusione, perché questo decreto è nato sui carburanti, ma è diventato un decreto e lo dicono anche gli atti ufficiali. Dentro ci è finito di tutto: lo slittamento dei termini della rottamazione per gli enti locali, la proroga per le cooperative non quotate sui prestiti ai soci, norme sul aggressivo, la proroga sul concordato preventivo biennale. Tutto dentro un decreto che si chiama: disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi. Cosa c'entra il con i prezzi del gasolio? Niente, ma quando non hai una strategia, il decreto d'urgenza diventa una valigia in cui infili tutto quello che devi portare a casa prima della scadenza.
Adesso andiamo a vedere cosa c'è all'interno di questo decreto e perché questo decreto non basta. Vediamo cosa fa concretamente: riduce temporaneamente le accise su benzina, gasolio, GPL e gas naturale; conferma e amplia i crediti d'imposta per l'autotrasporto e per l'agricoltura; proroga al 20 luglio i versamenti per i contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità; introduce una semplificazione procedurale, riducendo da 60 a 30 giorni il termine del silenzio-assenso per i crediti di imposta a partire dal 1° ottobre. Attenzione, queste sono tutte misure che, prese una per una, non sono sbagliate. Il problema qui è che sono tutte uguali a se stesse, ovvero tamponi: abbasso l'accisa per due settimane, poi la riabbasso per altre due, poi faccio un altro decreto. Nessuna di queste misure incide sulle cause, nessuna riduce strutturalmente la dipendenza di questo Paese dai combustibili fossili e nessuna affronta il fatto che ogni volta che c'è una tensione internazionale - che sia una guerra, una crisi nel Golfo, una speculazione sui mercati - le famiglie italiane si trovano in balia del prezzo della pompa senza nessuna protezione strutturale. Noi, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo provato a dare un contributo: abbiamo presentato decine di emendamenti che sono stati bocciati tutti.
Vorrei spiegare, almeno in parte, cosa abbiamo chiesto, perché dietro ognuno di quegli emendamenti c'è una categoria di persone reali che questo decreto ha lasciato indietro. Abbiamo chiesto di abbassare l'IVA al 5 per cento sul gas naturale per autotrazione, perché dovete pensare a chi anni fa ha comprato un camion a metano - perché glielo dicevamo noi, perché glielo diceva lo Stato - come un investimento perché inquina meno, costa meno ed è il futuro. Oggi quel futuro lo abbiamo abbandonato. Il gas è aumentato e per chi ha investito sulla transizione non c'è quasi niente in questo decreto. Anche questo bocciato.
Abbiamo chiesto che gli autotrasportatori potessero usare il rimborso delle accise in 10 giorni, invece di 60. Un'impresa di trasporto anticipa di tasca propria migliaia di euro di gasolio ogni mese e poi deve aspettare due mesi per riavere un credito che le spetta per legge. Una misura a costo zero, di pura liquidità, che le imprese stesse ci hanno chiesto durante le audizioni. Anche questa proposta è stata bocciata.
Abbiamo chiesto un credito d'imposta per i tassisti e chi fa noleggio con conducente, lavoratori che fanno centinaia di chilometri al giorno su tariffe comunali che non si possono aggiornare dall'oggi al domani. Il decreto aiuta gli autobus del trasporto pubblico locale, aiuta le imprese ferroviarie, ma i tassisti no. Non c'è una ragione logica. Anche questo emendamento è stato bocciato.
Abbiamo chiesto un credito d'imposta per i panifici. Un panificio paga il gas per i forni, il gasolio per i furgoni delle consegne, la farina che arriva più cara perché il camionista ha scaricato i suoi costi. Triplo aumento su un bene di prima necessità prodotto quasi sempre da piccole imprese familiari. Anche questo emendamento - che lo dico a fare - è stato bocciato.
Abbiamo chiesto un credito d'imposta per le imprese della moda e della manifattura, settori che non sono classificati come energivori ma che l'energia la consumano eccome e che pagano in Italia bollette più alte della media europea. È un pezzo del nostro , quello di cui tanto vi vantate. Anche questo emendamento è stato bocciato.
Abbiamo chiesto di estendere a giugno il credito sui fertilizzanti, che è rimasto fermo a maggio, quando il prezzo del gas e, quindi, dei fertilizzanti azotati non è affatto rientrato. Una correzione di un mese, banale, di piccolo costo, di buonsenso però. Anche questa è stata bocciata.
Abbiamo chiesto un credito d'imposta per favorire il lavoro agile nelle aree interne, perché il modo migliore per non spendere in carburante è non essere costretti a percorrere ogni giorno 100 chilometri per andare in ufficio. Questa si chiama visione, ovvero agire per evitare la causa e non agire sulla conseguenza. Anche questa proposta bocciata.
Abbiamo chiesto di cancellare la proroga del concordato preventivo biennale e qui mi permetto di spiegare di cosa parliamo, perché è importante che sia chiaro a tutti. Il concordato preventivo biennale è un patto tra il contribuente e il fisco. Praticamente, il lavoratore autonomo o la piccola impresa concorda in anticipo per due anni quanto dichiarerà e, quindi, anche quanto pagherà di tasse su quella cifra dichiarata, a prescindere da quanto guadagnerà davvero. Tradotto: se in quei due anni guadagni molto più di quanto avevi concordato su quel di più tu non paghi nulla. Lo Stato rinuncia in partenza a tassare la ricchezza effettivamente prodotta da quell'impresa o da quel lavoratore autonomo. Già così è uno strumento che pone un problema serio rispetto a due principi scritti nella Costituzione, ovvero la capacità contributiva, per cui ciascuno dovrebbe concorrere alle spese pubbliche in ragione di quello che ha, e la progressività, per cui chi ha di più contribuisce di più. Il concordato rompe questo legame tra ricchezza reale e imposta e noi non vogliamo prorogarlo, vogliamo ridurne la portata, non allargarla.
Ma c'è di più e riguarda di nuovo il metodo. Perché che cosa ci fa la proroga del concordato di uno strumento fiscale strutturale come questo dentro un decreto d'urgenza sui prezzi del carburante? Non c'entra nulla, come il . È l'ennesima cosa infilata nella valigia. Abbiamo chiesto di toglierla e anche qui la risposta è stata “no”.
Ma c'è una cosa, colleghi, su cui mi voglio soffermare, perché, a mio parere, è la più grave ed è la questione delle coperture. Per pagare gli sgravi su benzina e gasolio, cioè sui combustibili fossili, il Governo va a prendere i soldi dal Fondo per la transizione verde e per gli investimenti nella filiera dell' e va a prendere 65 milioni nel 2026 e 80 milioni nel 2027 dal Fondo unico per il potenziamento delle reti ferroviarie e del trasporto rapido di massa. Voi vi rendete conto del cortocircuito che c'è qui? Stiamo togliendo i soldi ai treni, alla mobilità sostenibile e all'auto del futuro per abbassare il prezzo della benzina di oggi. Stiamo svuotando il salvadanaio dell'alternativa per pagare il problema. È questa la fotografia perfetta di questo Governo: nessuna direzione, nessuna idea di dove vogliamo essere tra cinque anni.
Noi avevamo proposto con i nostri emendamenti di spostare quelle coperture sul Fondo per gli interventi strutturali di politica economica, che è la fonte ordinaria per le misure emergenziali. Stesso saldo di bilancio e nessun aggravio, cambiava soltanto una cosa: non saccheggiavamo il futuro. Ovviamente bocciate anche queste proposte.
Adesso, Presidente, arrivo al punto che mi sta più a cuore e su cui voglio che resti agli atti in quest'Aula ogni mia singola parola, perché io vengo dalla Sicilia, vengo da Messina, e quello che sta accadendo sui collegamenti marittimi con le isole minori è qualcosa che ha del vergognoso. Partiamo dal contesto europeo, perché è importante capirlo. Dal 1° gennaio di quest'anno il sistema europeo di scambio delle quote di emissioni, ovvero l'ETS, si applica al 100 per cento al trasporto marittimo. Lo prevede il regolamento dell'Unione europea n. 1805 del 2023. In pratica, ogni nave e ogni aliscafo che collega la Sicilia all'Eolie, alle Egadi o a Pantelleria deve pagare per le emissioni che produce. Quel costo le compagnie lo scaricano direttamente sul biglietto, sui residenti, sui pendolari, sulle merci che devono arrivare sull'isola. Il principio europeo “chi inquina paga” è giusto in astratto, ma trattare allo stesso modo il turista che va a Panarea per il weekend e il lavoratore di Lipari o di qualsiasi altra isola che deve ogni mattina raggiungere Milazzo per lavorare, perché non ha nessun'altra strada, è profondamente ingiusto, perché per quel lavoratore la nave non è una scelta, è l'unica strada esistente.
In questo contesto chi gestisce quei collegamenti? Sono due operatori: Liberty Lines per gli aliscafi e Caronte & Tourist per i traghetti. Sono concessioni di servizio pubblico, soldi pubblici in scadenza nel 2028.
Il 20 novembre 2025 la procura di Trapani ha disposto il sequestro preventivo dell'intera , con sequestro dell'intera azienda - parliamo di azienda, patrimonio e quote, per un valore quantificato in circa 184 milioni di euro - e 67 persone indagate. Le ipotesi di reato sono truffa ai danni dello Stato, frode nell'esecuzione del servizio pubblico e corruzione.
Ora, secondo gli inquirenti, tra il 2021 e il 2022 la compagnia avrebbe continuato a incassare i contributi pubblici tenendo nascoste le avarie su numerosi aliscafi, quindi prendendo i soldi per un servizio che in parte non veniva reso. E successivamente il tribunale del riesame ha revocato il sequestro e l'azienda è tornata ai suoi titolari, ma - attenzione - le indagini nel merito proseguono, i reati contestati sono ancora tutti lì.
E mentre tutto questo accadeva, cosa ha fatto lo Stato? Ha continuato a pagare. E cosa ha fatto la regione siciliana? Ha rinnovato l'affidamento dei servizi integrativi senza gara, con la scusa che la gara è andata per due volte deserta; e questo con una proroga fino al novembre del 2027. E nell'aprile del 2025, entrambi gli operatori hanno aumentato i biglietti, dichiarando di doverlo fare per riequilibrare entrate e uscite. I sindaci delle isole hanno protestato, i cittadini hanno protestato, ma non è servito assolutamente a nulla: le tariffe non sono state ridotte.
E ora arriva il capolavoro finale. Con il decreto dirigenziale n. 1029 del 12 maggio 2026 la regione siciliana ha approvato il quadro economico per una gara unica da un miliardo e mezzo di euro, della durata di nove anni, per affidare a un solo soggetto tutti i collegamenti con le isole minori a partire dal 2028.
Ora, io mi chiedo: un miliardo e mezzo di soldi pubblici in nove anni, con un unico operatore. Chi è in grado di competere per un appalto di queste dimensioni, se non l'attuale? E allora, dopo aver truffato lo Stato proprio su quei collegamenti, noi stiamo costruendo un monopolio blindato per nove anni, finanziato con denaro pubblico, su un servizio essenziale per la vita di decine di migliaia di cittadini italiani che hanno la sola colpa di essere nati su un'isola.
Noi avevamo presentato due emendamenti su questo. Uno per riconoscere un credito d'imposta che compensasse i maggiori costi ETS sulle rotte insulari, con l'obbligo per le compagnie, però, di trasferire quel beneficio sui biglietti e indicare i costi in modo trasparente, e l'altro per sostenere direttamente il trasporto merci delle imprese insulari. Quest'ultimo è stato bocciato, mentre il primo, che prevedeva la possibilità di sgravio dei costi in capo ai cittadini, è stato addirittura reso inammissibile. Inammissibile, cioè che non se ne può nemmeno parlare e discutere. Sull'unico tema che riguarda la sopravvivenza economica delle comunità insulari, la risposta che è stata data alla questione non è nemmeno ammissibile in questo ramo del Parlamento.
Io vi ricordo che dal 2022 l'insularità è scritta nella Costituzione all'articolo 119, sesto comma: “La Repubblica riconosce la peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità”. È in Costituzione da quattro anni e noi non riusciamo nemmeno a discutere di un credito d'imposta per chi vive su un'isola. Questa è la distanza tra le parole scritte sulla carta e i fatti di quest'Aula.
Presidente, concludo tornando da dove sono partita, ovvero che questo decreto non è sbagliato in ogni sua singola riga, è sbagliato nel suo impianto, è la fotografia di un Governo che non ha una politica energetica, che non ha una politica dei trasporti, che non ha una politica per il Mezzogiorno, per le isole o per le aree interne e che sostituisce tutto questo con una decretazione d'urgenza a ripetizione.
Domandiamoci cosa servirebbe davvero. Servirebbe un piano serio per ridurre la dipendenza dai fossili, investendo sul trasporto pubblico invece che tagliarlo. Servirebbe un meccanismo strutturale automatico di calmierazione delle accise quando il prezzo supera certe soglie, invece di un decreto nuovo ogni due settimane. Servirebbe affrontare la questione dell'insularità come una priorità nazionale e non come un fastidio da dichiarare inammissibile. Servirebbe fare luce una volta per tutte su come vengono gestite e affidate le concessioni del trasporto marittimo siciliano e pretendere i controlli che per anni sono mancati.
Noi quegli emendamenti li abbiamo presentati, voi li avete bocciati tutti.
E allora oggi in quest'Aula ci limitiamo soltanto a fare quello che possiamo, ovvero mettere agli atti, nero su bianco, le proposte che c'erano e che avete respinto, nonché i nomi delle persone che questo decreto ha lasciato indietro. Perché, quando tra qualche settimana arriverà il prossimo decreto a inseguire la prossima emergenza, si sappia che un'alternativa c'era e che qualcuno l'aveva proposta. Per questo il MoVimento 5 Stelle è contrario a questo decreto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Merola. Ne ha facoltà.
VIRGINIO MEROLA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Presidente, siamo partiti da un decreto sulle accise e siamo arrivati a un provvedimento che contiene temi come carburanti, agricoltura, autotrasporto, ex Ilva, biometano, pagamenti elettronici e isole minori.
I decreti-legge restano per settimane in un ramo del Parlamento, lì vengono modificati, appesantiti e riempiti di nuove disposizioni; e poi in questo caso arrivano da noi, alla Camera dei deputati, quando i termini di conversione sono ormai talmente stretti da rendere l'esame poco più che una ratifica.
La Camera quindi non corregge, non migliora, non modifica, non incide. Prende atto, come se questo fosse legiferare. È un Parlamento ridotto a timbrificio e così si peggiora la qualità delle leggi e la credibilità delle istituzioni.
Infatti, a proposito di qualità delle leggi e venendo al merito, questo provvedimento racconta bene il modo in cui il Governo affronta l'emergenza: rincorre i problemi e non li governa, interviene quando l'emergenza è già esplosa, prova a tamponare gli effetti ma non costruisce mai una soluzione duratura, permanente e strutturale; è una politica fatta di toppe senza alcun tessuto.
Sul caro carburante, il dato da questo punto di vista è impressionante: dal 19 marzo al 3 giugno si sono succeduti otto interventi tra decreti-legge e decreti ministeriali. Otto interventi in poco più di tre mesi: un vero calendario dell'incertezza. E tutto questo per un onere complessivo, nel 2026, pari a circa 1,6 miliardi.
Ora, Presidente, con quasi 1,6 miliardi di euro ci si aspetterebbe una strategia, invece abbiamo avuto una staffetta di interventi parziali, ciascuno più debole del precedente. Per i carburanti siamo partiti da 20 centesimi al litro, poi siamo scesi a 10 e poi a 5. Significa che abbiamo fatto una dieta dimagrante dello sconto, nonostante gli annunci del Governo. Il risultato è che le famiglie vedono poco i vantaggi concreti alla pompa e gli operatori economici navigano nell'incertezza, l'autotrasporto, l'agricoltura, la manifattura, la logistica, il commercio o le filiere produttive.
Sappiamo che chi deve programmare costi, contratti, investimenti e prezzi non può vivere appeso a proroghe di dieci giorni, a decreti che confluiscono in altri decreti e a sconti che cambiano forma e misura da una settimana all'altra. La politica industriale ed energetica di un Paese non dovrebbe essere organizzata come un calendario dell'Avvento: si apre una finestrella e si scopre quale sarà lo sconto di questa settimana. Nessuno, tantomeno noi del Partito Democratico, nega la necessità di intervenire quando il prezzo dei carburanti cresce e i costi energetici comprimono i bilanci delle famiglie e mettono sotto pressione imprese, agricoltura, trasporto pubblico e logistica.
Il punto non è dunque se intervenire, il punto è come intervenire, con quale efficacia e con quale idea di futuro. E qui il Governo ha scelto ancora una volta la strada del taglio temporaneo e orizzontale delle accise: una misura semplice da comunicare, ma molto meno efficace nella realtà e anche - mi permetto di aggiungere - molto iniqua, perché è uno sconto che non tiene conto dei diversi redditi degli italiani, non tiene conto di chi possiede una Ferrari o di chi possiede una Panda.
Vedete, i carburanti sono beni essenziali, a domanda rigida, distribuiti lungo una filiera nella quale il consumatore finale ha pochissimo potere contrattuale. Se lo Stato annuncia pubblicamente uno sconto indicando prima la misura del taglio, una parte di quel beneficio rischia di essere assorbita lungo la filiera prima ancora di arrivare davvero alla pompa di benzina. Questo è il nodo politico-economico del provvedimento. Lo Stato spende, ma il cittadino non riceve integralmente il vantaggio promesso.
E allora non basterebbe dire “abbiamo tagliato le accise”, bisogna chiedersi quanto di quel taglio sia arrivato davvero alle famiglie e alle imprese e quanto ne sia rimasto intrappolato nella filiera, ossia quanto ne sia stato neutralizzato dagli aumenti dei prezzi industriali, della distribuzione e della logistica. Perché, se lo sconto lo annuncia il Governo ma lo incassa in parte la filiera, allora non siamo davanti a una misura di sostegno, siamo davanti a una misura di cortesia verso chi sta nel mezzo. E non è un dettaglio, perché le risorse impiegate sono risorse pubbliche. Risorse che avrebbero potuto essere orientate in modo più selettivo, più stabile e più utile.
Invece il Governo ha scelto una sequenza di interventi temporanei, decrescenti e frammentari, una normativa a fisarmonica: si apre nell'emergenza e si richiude alla scadenza successiva, ma, purtroppo, nessuno sa cosa accadrà dopo, visto il permanere della crisi energetica.
Noi abbiamo proposto un'altra strada: abbiamo chiesto di dare continuità all'intervento sulle accise almeno fino al 30 settembre per evitare questa rincorsa permanente; abbiamo chiesto di prorogare il credito d'imposta per l'autotrasporto, di rafforzare gli strumenti per agricoltura, pesca e acquacoltura; abbiamo chiesto misure che diano prevedibilità agli operatori, non un bollettino normativo ogni 15 giorni. Abbiamo chiesto e chiediamo soprattutto una politica energetica strutturale, perché il problema, ovviamente, non si risolve con la rincorsa periodica alle accise. Il problema si risolve, riducendo la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili, accelerando su rinnovabili, accumuli, reti, comunità energetiche, efficienza degli edifici, elettrificazione dei consumi, trasporto pubblico e ferroviario.
Ogni impianto rinnovabile che non si realizza, così come ogni comunità energetica che resta bloccata, e ogni investimento sulle reti che viene rinviato, significano una cosa molto semplice: alla prossima crisi internazionale saremo di nuovo qui con un altro decreto, un'altra proroga, un altro taglio temporaneo e tampone. E questo vale anche per il trasporto pubblico locale. Il decreto incrementa il Fondo del trasporto pubblico locale per il rinnovo contrattuale. Bene che il tema sia stato riconosciuto, ma le risorse sono insufficienti rispetto al fabbisogno effettivo. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che garantiscono un servizio essenziale nelle città e nei territori. Se vogliamo meno auto private, meno congestione, meno emissioni e meno dipendenza dai carburanti, il trasporto pubblico dovrebbe essere il cuore della politica ambientale urbana, non una voce da finanziare a metà. Per questo abbiamo proposto di aumentare le risorse per il fondo del TPL, così da garantire la copertura integrale del rinnovo contrattuale per il 2026. E abbiamo proposto di farlo, evitando di tagliare il Fondo per il potenziamento delle reti metropolitane del trasporto rapido di massa, come invece fa questo decreto, perché finanziare il trasporto locale togliendo risorse al trasporto locale del futuro è come riparare il tetto smontando le fondamenta.
Il decreto, poi, contiene un altro capitolo delicatissimo: l'ex Ilva. Anche qui siamo davanti al solito schema: prestito-ponte “si”, piano industriale “no”, risorse emergenziali “sì”, visione “no”, continuità formale “sì”, futuro produttivo “no”. Nessuno sottovaluta la complessità di questo lavoro, ambiente e salute, siderurgia, autonomia industriale, sicurezza degli approvvigionamenti -, ma proprio perché parliamo di un strategico nazionale, non possiamo continuare con finanziamenti a ponte e norme di protezione senza un disegno industriale credibile. Non può esserci sempre lo Stato che mette risorse pubbliche senza pretendere una direzione chiara. Non può esserci il prestito senza il piano, la proroga senza il progetto, lo scudo senza le responsabilità. Le nostre proposte sull'ex Ilva vanno esattamente in questa direzione: subordinare ogni eventuale cessione degli impianti a un piano industriale reale, sostenibile sul piano economico, occupazionale e ambientale; istituire un tavolo con il Governo, territori, sindacati, imprese e indotto; finanziare la messa in sicurezza degli altiforni; accelerare le bonifiche e l'ambientalizzazione del SIN di Taranto; introdurre rendicontazione mensile sull'utilizzo delle risorse; tutelare i lavoratori con strumenti adeguati; sostenere le piccole e medie imprese dell'indotto e investire sulla diversificazione industriale dei territori interessati, perché salvare l'ex Ilva non significa solo tenere acceso qualcosa oggi, significa costruire un'alternativa produttiva, occupazionale e ambientale.
Dunque, Presidente, questo decreto, in realtà, racconta bene il limite dell'azione del Governo: c'è una crisi dei prezzi e si rincorre il prezzo; c'è una crisi energetica e si rincorre la bolletta; c'è una crisi industriale e si rincorre il salvataggio temporaneo; c'è un problema di trasporto pubblico e si rincorre il rinnovo contrattuale, senza garantire risorse adeguate. Tutto è emergenza, tutto è provvisorio, tutto è rinviato alla prossima scadenza. Questa è la vera stabilità di 4 anni di questo Governo di centrodestra. Il punto che poniamo, come Partito Democratico, è non negare l'emergenza, ma contestare l'assenza di una strategia concreta; non negare la necessità di intervenire sui carburanti, ma contestare l'inefficacia e l'iniquità di interventi orizzontali non equi, costosi e facilmente assorbibili dalla filiera. Noi non neghiamo, dunque, la necessità di sostenere settori in difficoltà, ma contestiamo il fatto che il Governo continui a farlo senza un quadro strutturale di politica energetica industriale e sociale. Noi siamo convinti che amministrare l'emergenza sia necessario, ma governare dovrebbe significare prevenire l'emergenza con politiche energetiche adeguate e misure permanenti per liberare l'Italia dalla dipendenza energetica e coordinare gli investimenti contro la dipendenza energetica insieme all'Europa con un debito comune per gli investimenti. Questo è il contrario di una politica nazionalistica come la vostra che, non a caso, è piena di toppe .
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Matteoni. Ne ha facoltà.
NICOLE MATTEONI(FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario, onorevoli colleghi, il disegno di legge su cui oggi discutiamo nasce dalla necessità di attenuare l'impatto dei rincari su famiglie, imprese e settori produttivi maggiormente esposti al costo dell'energia e dei trasporti, dovuto all'instabilità dei mercati internazionali e alla crisi nell'area del Golfo.
Questo non è solamente un provvedimento tecnico, ma è un provvedimento che tocca la vita reale degli italiani, è il costo del pane sulle tavole delle famiglie, il margine di guadagno che si assottiglia per un artigiano, per un agricoltore e per un autotrasportatore che ogni mattina sale sul suo mezzo. Questo decreto dimostra che il Governo Meloni non è rimasto a guardare mentre i mercati internazionali scaricano sui cittadini italiani il peso delle crisi globali; inoltre, rappresenta uno strumento utile per intervenire su misure diverse e non strettamente legate al caro carburanti. La misura centrale del provvedimento contenuta nell'articolo 1 interviene con decisione per ridurre le aliquote di accisa su benzina, gasolio, GPL e gas naturale per un primo periodo dal 2 al 10 maggio 2026: con questa misura il gasolio scende a 472,90 euro per 1.000 litri, il GPL a 242,77 euro per mille chilogrammi e il gas naturale viene azzerato. Il Senato, poi, ha potenziato questa difesa, prorogando la riduzione delle accise per un secondo periodo dal 23 maggio al 6 giugno 2026, estendendo le agevolazioni anche a carburanti alternativi e sostenibili. La copertura finanziaria delle nuove disposizioni, pari a circa 133,8 milioni di euro per il 2026, viene garantita dall'articolo 1-.
Questo intervento normativo è molto più ampio della pur fondamentale questione delle accise. Penso, ad esempio, a una misura di enorme peso specifico per il nostro tessuto industriale: la situazione di Acciaierie d'Italia. L'articolo 1- autorizza il Ministero delle Imprese e del a trasferire fino a ulteriori 100 milioni di euro alle società in amministrazione straordinaria, sotto forma di finanziamento oneroso e rimborsabile, entro 6 mesi dalla vendita dei compendi aziendali o dalla scadenza del contratto d'affitto. Difendere quegli impianti significa difendere un patrimonio industriale e strategico per l'Italia e proteggere migliaia di lavoratori che hanno il diritto sacrosanto di non essere abbandonati nel mezzo di una trattativa. Dobbiamo poi dare certezza a chi lavora sulla strada e nei campi: con l'articolo 1- estendiamo fino a giugno 2026 il credito d'imposta sui carburanti per l'autotrasporto di merci, triplicando, di fatto, il tetto di spesa che sale da 100 a 300 milioni di euro; per il comparto dell'autotrasporto agricolo la misura triplica la dotazione portandola da 30 a 90 milioni di euro coprendo le spese da marzo a maggio 2026. Sempre l'articolo 1- si occupa di un altro settore vitale, i fertilizzanti per la nostra agricoltura: introduciamo un credito d'imposta straordinario fino al 30 per cento delle spese sostenute per il loro acquisto nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 nel limite massimo di 40 milioni di euro. Quest'agevolazione sarà compensabile entro il 31 dicembre 2026, non peserà sul reddito d'impresa e sarà cumulabile con altre misure. Destinare 40 milioni a chi produce il cibo che portiamo in tavola non è assistenzialismo, è il riconoscimento del valore strategico del nostro settore primario. Sempre nello stesso articolo riduciamo da 60 a 30 giorni il termine per rimborso delle accise sui carburanti agricoli tramite presentazione telematica a partire dal 1° ottobre 2026: meno burocrazia, più liquidità immediata nelle tasche degli agricoltori.
Sosteniamo anche la mobilità dei cittadini e il lavoro nel settore dei trasporti pubblici. L'articolo 1 incrementa il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale di ben 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, risorse espressamente destinate al rinnovo dei contratti collettivi di autisti e di lavoratori del settore.
A questo si affianca l'articolo 1 che stabilisce l'assegnazione a Roma della prestigiosa sede del SEETAC, il primo centro di assistenza tecnica del Fondo monetario internazionale in Europa, garantendo all'Italia un ruolo attivo e di primo piano nella sua .
Guardiamo poi a chi ogni giorno fa i conti con scadenze e pressione fiscale: l'articolo 1 differisce i versamenti fiscali per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale e per i forfettari; chi doveva pagare entro il 30 giugno 2026 potrà farlo entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione oppure entro il 19 agosto con una maggiorazione dello 0,80 per cento. Estendiamo inoltre fino al 30 novembre 2027 la disciplina creditizia per le società cooperative e introduciamo proroghe importanti per la definizione agevolata delle cartelle esattoriali e degli enti territoriali, la cosiddetta rottamazione . Dare qualche settimana in più partite a IVA, professionisti e piccoli imprenditori in momento complesso non è un regalo, è puro buonsenso.
La solidità finanziaria di queste scelte è chiarita nell'articolo 1 che quantifica la copertura per queste misure in 480 milioni di euro di oneri fissi e 80 milioni in oneri a decorrere dall'anno 2027, risorse reali, non inventate, attinte con responsabilità da fondi esistenti per lo sviluppo, la coesione e i trasporti. È la dimostrazione di un Governo che sa fare scelte chiare e stabilire le giuste priorità.
Sul fronte dei controlli e della legalità l'articolo 1 ridefinisce l'ambito d'azione degli accertamenti della Guardia di finanza lungo la filiera dei carburanti, risalendo fino al costo giornaliero d'acquisto sostenuto dal titolare dell'autorizzazione petrolifera in regime sospensivo: vogliamo trasparenza e vogliamo combattere le speculazioni.
Al Senato abbiamo inoltre inserito l'articolo 1, estendendo i benefici alle imprese di noleggio autobus con conducente per i mezzi più ecologici, un modo per premiare chi investe concretamente nella qualità del parco mezzi e nell'ambiente. Sulla filiera agroalimentare e l'ambiente intervengono gli articoli 1 e 1 che semplificano la preparazione di alcuni fertilizzanti e dettano criteri chiari per l'ingresso di biomasse residue agroalimentari negli impianti di biogas e biometano, sostenendo la transizione energetica del nostro settore agricolo. Per la tutela diretta delle famiglie contro l'invadenza commerciale l'articolo 1 introduce modifiche importanti al Codice di consumo, vietando le sollecitazioni telefoniche via messaggio non richieste e imponendo l'uso di un numero unico identificativo per le proposte commerciali di energia, gas e telecomunicazioni; una norma sacrosanta attesa da milioni di cittadini stanchi di chiamate aggressive a ogni ora del giorno.
L'articolo 1 interviene a favore dei comuni montani sostituendo il vecchio requisito burocratico delle minoranze linguistiche storiche con un criterio puramente territoriale basato sulla delimitazione dei comuni, garantendo un accesso molto più equo e semplice ai relativi crediti d'imposta.
In materia di pagamenti digitali l'articolo 1 aggiorna la normativa sull'obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici, sanzionando il mancato utilizzo di qualunque strumento di pagamento digitale per qualsiasi importo, un adeguamento tecnico necessario per l'inclusione finanziaria. Infine, con l'articolo 1, diamo finalmente stabilità ed equità tariffaria alle nostre isole minori non interconnesse alla rete elettrica nazionale, stabilizziamo le forniture tramite le imprese elettriche minori a tariffe regolate dall'ARERA, autorizziamo i distributori a gestire i sistemi di stoccaggio energetico e proroghiamo di 20 anni le concessioni di distribuzione delle imprese locali, disciplinando in modo efficiente il dispacciamento energetico. Anche qui nessuno è stato dimenticato. Onorevoli colleghi, ho sentito in quest'Aula critiche, accuse di parzialità o di mancanza di visione. Con il dovuto rispetto rispondo che queste lezioni arrivano da chi per anni ha gestito le emergenze con improvvisazione, costruendo dipendenze energetiche e strutturali dall'estero, parlando di transizione ecologica senza mai chiedersi chi ne avrebbe pagato il conto reale.
Noi abbiamo scelto di cambiare rotta con una reale programmazione strategica, perché l'energia non è solo una questione di bilanci e numeri economici. L'energia è sinonimo di libertà, libertà di scegliere, libertà di crescere, libertà di non essere ricattabili sullo scacchiere internazionale. La sicurezza energetica è a tutti gli effetti sicurezza nazionale. Il Piano Mattei, le nuove nel Mediterraneo e la diversificazione delle fonti sono la cornice di una strategia strutturale di lungo periodo, in cui questo decreto si inserisce come un tassello fondamentale. Questo è il modo in cui Fratelli d'Italia e il Governo guidato da Giorgia Meloni interpretano il mandato ricevuto dagli italiani: non fare politica per i titoli dei giornali, ma compiere scelte concrete nell'interesse della nostra Nazione .
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare, ma non intende farlo, la relatrice, deputata Mariangela Matera, ugualmente la rappresentante del Governo.
Il seguito del dibattito è rinviato alla seduta di domani, mercoledì 17 giugno, a partire dalle ore 9,30.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carla Giuliano. Ne ha facoltà.
CARLA GIULIANO(M5S). Grazie, Presidente. Nei giorni scorsi, la Direzione distrettuale antimafia di Bari e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno eseguito una vasta operazione denominata “Erebus”, finalizzata al contrasto di un presunto traffico illecito di rifiuti tra la Campania e la Puglia. Dalle indagini emerge che ingenti quantitativi di rifiuti speciali sarebbero stati smaltiti illegalmente in diverse aree della Puglia, in particolare nella provincia di Foggia. Questi fatti sono fatti non nuovi per questo territorio e destano particolare preoccupazione, a maggior ragione in un territorio che è a forte vocazione agricola, dove quindi la tutela dell'ambiente, della salute pubblica e delle eccellenze agroalimentari è una priorità assoluta.
A fronte di questa situazione, noi chiediamo un intervento immediato del Ministro dell'Interno e del Ministro dell'Ambiente; del Ministro dell'Ambiente per rendere e mettere a terra delle attività straordinarie di monitoraggio e verifica ambientale, al fine di procedere alla bonifica di siti eventualmente contaminati, perché spesso le aree che sono oggetto di sversamento illecito di rifiuti sono di proprietà di comuni di piccole o medie dimensioni, che non hanno la capacità e non hanno i fondi economici per procedere alla bonifica. Chiediamo, invece, al Ministro dell'Interno un intervento straordinario e di mettere a terra un programma straordinario di monitoraggio e di verifica, con l'implementazione del Nucleo operativo ecologico e di tutte le Forze dell'ordine, al fine di porre in essere una concreta, effettiva ed efficace azione di contrasto allo sversamento illecito di rifiuti che purtroppo sta avvelenando la nostra terra che diventerà, se proseguiamo in questo modo, la nuova Terra dei fuochi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simone Billi. Ne ha facoltà.
SIMONE BILLI(LEGA). Grazie, Presidente Mule'. Desidero richiamare l'attenzione del Governo su una problematica che sta interessando numerosi italiani residenti all'estero. Infatti, dal 1° giugno gli iscritti all'AIRE possono finalmente richiedere la carta d'identità elettronica presso qualsiasi comune italiano. Si tratta di una misura molto importante e attesa da anni, che considero, Presidente Mule', anche un grande successo personale, avendo contribuito attivamente alla sua realizzazione. Dal 1° agosto però, in applicazione di un regolamento europeo, le carte d'identità cartacee cesseranno di essere valide per l'espatrio. Per questo motivo, molti italiani all'estero, che stanno trascorrendo un periodo in Italia, si stanno recando presso i comuni per richiedere la nuova carta d'identità elettronica.
Presidente, in numerosi casi, oggi, al momento della richiesta, la carta d'identità cartacea viene ritirata e il cittadino non riceve alcun documento sostitutivo immediatamente utilizzabile per il viaggio di ritorno. Considerando che la carta elettronica viene recapitata successivamente e che molti connazionali non hanno con sé il passaporto, si crea una situazione paradossale. Il cittadino rischia di non poter rientrare nel proprio Paese di residenza ed è una situazione molto comune tra coloro che risiedono nell'area Schengen, perché chiaramente a queste persone può capitare che non abbiano il passaporto o che non usino il passaporto. Chiedo, pertanto, al Governo di valutare con estrema urgenza soluzioni pratiche e uniformi su tutto il territorio nazionale, come ad esempio il rilascio di un documento temporaneo di viaggio, una certificazione sostitutiva o altre modalità che consentano agli italiani all'estero di rientrare regolarmente nel proprio Paese di residenza senza difficoltà.
In alternativa, almeno fino al 1° agosto, si potrebbe valutare di lasciare la carta cartacea nelle mani della persona fino alla consegna della carta elettronica, evitando, così, che il cittadino rimanga, temporaneamente, privo di un documento per il viaggio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascani. Ne ha facoltà.
ANNA ASCANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Le racconto una storia. C'era una volta una scuola media, in una città chiamata Città di Castello, intitolata a Dante Alighieri e Giovanni Pascoli. Un edificio di questa scuola era un po' vecchio e, quindi, si decise, con i soldi del PNRR, di demolirlo e costruirne uno nuovo, più bello, più efficiente. Poi, arrivò Invitalia e individuò un'azienda che non era in grado di portare a fondo quei lavori; quindi, l'edificio rimase un cumulo di macerie e i ragazzi non avevano più un posto dove andare a scuola. Dopo le proteste dei ragazzi, delle famiglie, dell'amministrazione e, nel nostro piccolo, anche nostre, il Ministero dichiarò di aver trovato i soldi per ricostruire quella scuola che, però, è ancora un cumulo di macerie.
E non è tutto, perché lo stesso Ministero, non contento di aver ridotto a macerie una scuola che esisteva, ha deciso di dimensionare quella scuola. E, allora, le famiglie, i ragazzi, i sindacati e anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo protestato e ci siamo rivolti al TAR. E sa che è successo? Il TAR ci ha dato ragione: quel dimensionamento non si poteva fare. È finita? Abbiamo un lieto fine a questa storia? No. Perché il Ministro Valditara fa quello che fa sempre: fa l'arrogante, ignora persino una sentenza della magistratura. Il Ministro la deve rispettare quella sentenza. Giù le mani dalla scuola e dal diritto, di ragazze e ragazzi, ad avere una scuola che funzioni. Valditara la faccia finita .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio ricordare, in quest'Aula, la tragica ricorrenza dell'ottantaduesimo anniversario di una delle pagine più dure della Resistenza italiana: il rastrellamento nazifascista del 16 giugno 1944 nelle fabbriche genovesi. Alle 14 di quel giorno, reparti tedeschi e forze della Repubblica sociale italiana, circondarono gli stabilimenti della San Giorgio, di Ansaldo, di Piaggio, quelli del Ponente di Genova. I lavoratori tentarono di fuggire, ma furono bloccati con le armi; alcuni di loro morirono gettandosi dai vagoni in corsa, alcuni di loro furono colpiti durante la fuga. Parliamo di 1.500 operai, in gran parte giovani, che vennero caricati su carri merci diretti in Germania. La prima destinazione era il campo di concentramento di Mauthausen e, poi, i campi di lavoro forzato. Non tutti tornarono a casa. Quella deportazione non fu un episodio isolato, era frutto di un disegno tragico, repressivo, che voleva colpire la classe operaia genovese, perché gli scioperi del 1943 e del 1944 avevano dimostrato che la fabbrica poteva essere, insieme alla montagna, un fronte della lotta di liberazione.
Allora, ricordarlo oggi, in quest'Aula, è un atto verso chi pagò, con la deportazione e con la vita, la scelta di non arrendersi al nazifascismo ed è un richiamo, per chi ha la responsabilità di rappresentare le istituzioni, a non considerare mai acquisita la libertà di organizzarsi, di scioperare, di dissentire, che proprio quei lavoratori contribuirono a riconquistare per tutti noi. È una memoria che riguarda tutti e che non deve disperdersi, perché ci ricorda che la democrazia e i diritti del lavoro non sono un dato acquisito, ma una conquista che va difesa, ogni giorno, anche di fronte ai rigurgiti di fascismo e di neofascismo che continuano a manifestarsi nel nostro presente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio mettere in evidenza, in quest'Aula, quella che riteniamo sia una lesione importante delle prerogative parlamentari. In Commissione trasporti stiamo esaminando il disegno di legge in materia di porti, la riforma dei porti. È stata data ampia rassicurazione - anche perché sono anni che si parla dell'arrivo di questa riforma - di una trattazione lunga, condivisa, della possibilità di esercitare appieno la funzione parlamentare. L'esame è stato incardinato il 4 giugno e, da subito, sono state escluse alcune richieste di audizioni importanti, come quelle dei comuni e delle regioni portuali che, visti i grandi cambiamenti che propone il disegno di legge, riteniamo molto rilevanti.
Ma oggi è successo qualcosa di altro, di diverso. Oggi, al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il Vice Ministro Rixi ha ricevuto una sessantina di soggetti coinvolti nelle audizioni: associazioni di settore, operatori della logistica, sindacati e rappresentanti delle istituzioni. Soggetti che contestualmente, proprio negli stessi giorni, stanno facendo le audizioni parlamentari. Un coinvolgimento un po' tardivo e neanche troppo reale; è emerso anche dopo che buona parte dei soggetti che sono stati auditi o che iniziano ad essere auditi hanno evidenziato la mancanza di coinvolgimento. E già qui vi è una prima messa in discussione delle prerogative parlamentari.
Ma la cosa che riteniamo più grave è che oggi, nel corso della riunione, sarebbe stata comunicata l'apertura di una piattaforma digitale, aperta per dieci giorni, dove gli operatori possono mandare direttamente delle proposte, delle richieste emendative, delle proposte di emendamento che, poi, verranno portate in Commissione. Ecco, se fosse realmente così, si tratterebbe di una grave lesione della possibilità, dell'operatività delle sedi referenti delle Commissioni…
PRESIDENTE. Le avevo dato già 30 secondi in più, mi sono accorto che erano scaduti anche gli altri 30 secondi. Le do la possibilità di finire, onorevole Ghio. Prego, aspetti che si riaccende il microfono.
VALENTINA GHIO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Concludo dicendo che noi chiediamo alla Presidenza della Camera di verificare e di intervenire rispetto alla tutela delle attribuzioni costituzionali della Camera, perché le Commissioni parlamentari non possono essere ridotte a una mera sede di decisioni da ratificare prese altrove .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA(AVS). Grazie, Presidente. Intervengo per associarmi alle considerazioni della collega Ghio. Come giustamente sottolineava, l'8 maggio il Governo, nella persona del Ministro Salvini, ha presentato un disegno di legge in materia di portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale che avrebbe l'obiettivo di rilanciare la competitività dei nostri porti, ma anche di creare un maggiore coordinamento tra la rete delle Autorità di sistema portuale. La vera novità di questo provvedimento, però, è la costituzione di una società chiamata Porti d'Italia Spa che, di fatto, accentrerà le competenze in infrastrutture strategiche e manutenzioni straordinarie, esautorando le Autorità di sistema portuale, anche facendo proprie le loro risorse e il personale.
La cosa grave è che questo disegno di legge è stato prodotto senza coinvolgere le parti sociali in particolare, ma anche gli che, come si diceva, sono stati incontrati oggi dal Vice Ministro Rixi che, mentre la Commissione porta avanti le audizioni, li ha invitati a caricare su una piattaforma digitale le loro proposte emendative al provvedimento.
Ritengo che sia una grave lesione delle prerogative parlamentari e invito anche io il Presidente Fontana ad intervenire. Non vorremmo che, dopo lo scempio del ponte sullo Stretto, la società Porti d'Italia diventasse il nuovo giocattolo nelle mani della Lega, sulle spalle degli italiani.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1891- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (Approvato dal Senato). (C. 2962)
Relatrice: MATERA.
2.
Relatrice: DONDI.
3.
: BENVENUTI GOSTOLI.
4.
Relatrice: CAVANDOLI.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
COLOSIMO ed altri: Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata ("Liberi di scegliere"). (C. 2696-A)
Relatrice: VARCHI.
11.
























































