Contenuto
Lunedì 28 Settembre 2026 ore 11:10
AULA, Seduta 716 - Approvato decreto pubblica amministrazione
Resoconto stenografico
Download video della Seduta
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte.
LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
Nella seduta odierna la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile (C. 3083-A), nel testo delle Commissioni, su cui la Camera, con 167 voti favorevoli e 93 contrari, aveva precedentemente votato la questione di fiducia.
XIX LEGISLATURA
716^ SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 28 settembre 2026 - Ore 11,10
Seguito della discussione del disegno di legge:
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile. (C. 3083-A)
Relatori: PELLA, per la V Commissione; FABRIZIO ROSSI, per la VIII Commissione.
Download video della Seduta
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte.
LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
Download video della Seduta
Se il download non si avvia con un semplice click, potrebbe essere necessario cliccare con il tasto destro del mouse e selezionare "salva destinazione con nome", "salva oggetto con nome" o dicitura simile a seconda del browser utilizzato. Si ricorda che l'utilizzo dei contenuti del sito della Camera dei deputati è autorizzato alle condizioni stabilite nell' avviso legale ed in particolare esclusivamente nei limiti in cui avvenga nel rispetto dell'interesse pubblico all'informazione, per finalità non commerciali, garantendo l'integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte.
LINK DIRETTO AL VIDEO
Una volta effettuata la selezione, copia e incolla il codice riportato sopra.
- Lettura Verbale
- Missioni
- Disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile (A.C. 3083-A) (Seguito della discussione ed approvazione)
- Preavviso di Votazioni Elettroniche
- Si riprende la discussione:
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- Ripresa dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 3083-A
- Vice Presidente ASCANI Anna
- Deputato BERGAMINI Davide (MISTO)
- Deputata CARFAGNA Maria Rosaria (NOI MODERATI (NOI CON L'ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC E ITALIA AL CENTRO)-MAIE-CENTRO POPOLARE)
- Deputato GRIMALDI Marco (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputato BENZONI Fabrizio (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputata CARMINA Ida (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputata MAZZETTI Erica (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato PIZZIMENTI Graziano (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputato SARRACINO Marco (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato TRANCASSINI Paolo (FRATELLI D'ITALIA)
- Ripresa dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 3083-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- La seduta, sospesa alle 12,40, è ripresa alle 13.
- Si riprende la discussione:
- La seduta e' sospesa, riprenderà alle 14:05
- Missioni (Alla ripresa pomeridiana)
- Sull'ordine dei lavori
- Si riprende la discussione:
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Esame degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Votazione degli ordini del giorno - A.C. 3083-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- La seduta, sospesa alle 17,17, è ripresa alle 17,27.
- Si riprende la discussione:
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3083-A
- Vice Presidente ASCANI Anna
- Deputato SOUMAHORO Aboubakar (MISTO)
- Deputato BOF Gianangelo (MISTO)
- Deputato GIACHETTI Roberto (ITALIA VIVA-CASA RIFORMISTA)
- Deputato BORRELLI Francesco Emilio (ALLEANZA VERDI E SINISTRA)
- Deputata RUFFINO Daniela (AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE)
- Deputato CASO Antonio (MOVIMENTO 5 STELLE)
- Deputato PELLA Roberto (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE - PPE)
- Deputato OTTAVIANI Nicola (LEGA - SALVINI PREMIER)
- Deputata ROGGIANI Silvia (PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA)
- Deputato ROSSI Fabrizio (FRATELLI D'ITALIA)
- Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3083-A
- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.(C. 3083-A)
- Su un lutto del deputato Fabrizio Cecchetti
- Si riprende la discussione
- Sull'ordine dei lavori
- Proposta di trasferimento a Commissione in sede legislativa di una proposta di legge
- Interventi di fine seduta
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito la deputata Segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
GILDA SPORTIELLO, legge il processo verbale della seduta del 23 settembre 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 3083-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.
Ricordo che, nella seduta di giovedì 24 settembre, il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge in esame, nel testo delle Commissioni.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Davide Bergamini. Ne ha facoltà.
DAVIDE BERGAMINI(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Governo, colleghi presenti nell'Aula, anticipo che oggi Futuro Nazionale voterà contro la fiducia posta dal Governo su questo decreto, e darò spiegazioni anche del motivo per cui voteremo contro. Lo diciamo proprio partendo da quello che è il provvedimento in sé, poiché siamo di fronte a un decreto che sicuramente è estremamente ampio, molto corposo, che va a trattare molte materie che sono importanti per il Paese, passando da quelli che sono dei provvedimenti sulla gestione della pubblica amministrazione, partendo dai comuni, dal pubblico impiego, passando poi per scuola, giustizia e varie materie, arrivando fino ai Campi Flegrei e anche a tutte quelle che sono le operazioni di ricostruzione -calamità all'interno del Paese, arrivando per giunta a quella che era la riscossione locale da parte dei comuni.
Noi non contestiamo il contenuto di questo provvedimento, perché riteniamo che ci siano sicuramente delle materie che siano importanti e che vadano trattate, ma, proprio per l'importanza che hanno le materie contenute all'interno di questo decreto, contestiamo il metodo. Un metodo che soprattutto riteniamo insufficiente per le risposte che sono state individuate, perché, ancora una volta, Presidente, ci troviamo di fronte all'utilizzo di un decreto-legge molto articolato, che va ad affrontare insieme tanti argomenti differenti. E alla fine con la questione di fiducia cosa succede? Succede che il Parlamento viene escluso da quello che è il dibattito parlamentare.
Quindi, ci sarebbe piaciuto su un provvedimento come questo avere la possibilità, come Parlamento, come gruppo di Futuro Nazionale, di riuscire a intervenire attivamente su quello che è un decreto che sicuramente è molto importante in questo momento. Noi pensiamo, quindi, che si potesse fare sicuramente molto di più, ascoltare quelle che erano le nostre proposte. Noi abbiamo presentato anche degli emendamenti, che purtroppo non potremo votare all'interno di quest'Aula e che sono stati trasformati in ordini del giorno, e vogliamo sperare che il Governo li consideri, essendo ordini del giorno che hanno sicuramente un grande supporto per gli organi dello Stato, quindi partendo dai comuni fino a quelle che sono le autonomie locali dei comuni stessi, e abbiamo trattato con degli ordini del giorno le materie inserite all'interno dei nostri emendamenti.
Voglio far presente che abbiamo presentato, tra tutti, un emendamento che era molto importante su quella che è la figura dei revisori contabili nei piccoli comuni. Quindi andava a sostegno dei sindaci dei piccoli comuni, che spesso si trovano in difficoltà nella gestione ordinaria dell'ente, e, quando viene a mancare questa figura, questo mette spesso in difficoltà proprio le amministrazioni locali. Avevamo proposto di introdurre la figura del revisore supplente, che sarebbe andata proprio incontro a quelle esigenze dei piccoli comuni e avrebbe permesso agli enti di poter avere un sostegno, un supporto per i nostri sindaci, che sono in prima linea ogni giorno e vanno ad essere proprio quella parte amministrativa e politica che è più vicina alle esigenze dei nostri cittadini.
Passiamo poi a quello che era un emendamento sullo smaltimento dei dispositivi accumulati durante il periodo del COVID. Anche qui abbiamo presentato un emendamento dove si va a capire che il Governo non è stato in grado di operare, con la proposta di una struttura commissariale che andrà proprio ad intervenire sullo smaltimento dei materiali del COVID, un'ennesima struttura commissariale che avrà sicuramente un costo sul bilancio dello Stato e va a sostituirsi in quei lavori e in quelle operazioni che avrebbe dovuto fare, invece, il Ministero.
Quindi ci troviamo per l'ennesima volta di fronte a uno spreco di risorse pubbliche, a un commissario straordinario per il semplice smaltimento di materiali derivati dal periodo del COVID, senza avere la possibilità, invece, di far eseguire questa operazione molto semplice a quelle che sono già le strutture amministrative presenti, poiché riteniamo che una pubblica amministrazione efficiente debba essere messa nelle condizioni di risolvere proprio questo tipo di problema con quelle strutture ordinarie che fanno parte dei Ministeri presenti già nel nostro Paese.
Abbiamo inoltre sollevato, sempre con i nostri emendamenti, il tema dell'8 per mille, quello che i cittadini non decidono di destinare e che sarà poi utilizzato dallo Stato. E abbiamo chiesto di riservarlo per un'esigenza che sicuramente è molto sentita dagli italiani, e quindi proprio per rafforzare il comparto della sicurezza, della difesa, del soccorso pubblico, attraverso personale e maggiori dotazioni anche alle nostre Forze di Polizia, ai nostri uomini e donne impegnati tutti i giorni per la sicurezza di questo Paese. Quindi, noi chiedevamo, con un emendamento di buonsenso, proprio di andare in questa direzione.
C'è poi un altro problema che è stato sollevato, che è quello legato alle spese di giustizia. Anche qui siamo rimasti sorpresi perché si creano situazioni di serie A e di serie B. Abbiamo visto che viene richiesta una garanzia di tempestività per i pagamenti relativi alle intercettazioni. Quindi chi si occuperà di intercettazioni avrà un maggiore sostegno, una maggiore attenzione da parte dello Stato, mentre lo stesso principio non è esteso a categorie che lavorano per il funzionamento della giustizia, come difensori d'ufficio, professionisti ammessi al patrocinio, tecnici, interpreti o traduttori.
Quindi chi farà intercettazioni avrà una garanzia di pagamenti certi in certi tempi, mentre altre categorie non l'avranno. Quindi, anche su questo avremmo voluto la possibilità di avere un dibattito, di avere un confronto e di estendere, magari, questo tipo di garanzia a tutti gli organi che oggi rappresentano la giustizia, perché crediamo che non sia giusto e corretto creare delle differenze proprio all'interno di un settore che è così importante e così significativo per il nostro Paese.
Sulla presentazione di proposte riguardanti il reclutamento, poi, dei dirigenti scolastici, anche su questo abbiamo visto che la scuola è uno dei punti sui quali la decisione di porre la fiducia pesa maggiormente proprio sul confronto parlamentare. L'obiettivo era quello di affrontare il problema delle reggenze e di consentire, dove ci fossero le condizioni, un maggiore assorbimento proprio dei candidati idonei ai posti vacanti. Queste proposte, purtroppo, non potranno essere votate a causa della fiducia. Quindi abbiamo presentato, con i nostri ordini del giorno, quelle proposte emendative.
Sappiamo benissimo che non hanno la stessa valenza, vogliamo sperare che il Governo le possa accogliere, almeno come segnale di apertura. E la questione di fiducia, come ho detto all'inizio del mio intervento, non potrà essere votata favorevolmente, quindi Futuro Nazionale voterà contro, proprio perché il Governo continua a mantenere inascoltate le nostre proposte; nostre proposte che vanno sempre in un'unica direzione, che è quella a favore dell'Italia, degli italiani. E non capiamo poi...
PRESIDENTE. Concluda.
DAVIDE BERGAMINI(MISTO-FNV-F). ...come si possa pretendere il voto di fiducia quando poi quelle proposte che Futuro Nazionale presenta a favore dell'Italia e degli italiani non vengono mai prese in considerazione .
PRESIDENTE. Saluto studenti, studentesse e docenti dell'Istituto comprensivo “Paolo Stefanelli” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenute e benvenuti .
Ha chiesto di parlare la deputata Carfagna. Ne ha facoltà.
MARIA ROSARIA CARFAGNA(NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, rappresentante del Governo, signora Sottosegretaria. Noi Moderati voterà la fiducia che il Governo pone su questo decreto sulla pubblica amministrazione perché, come sappiamo, la fiducia non è un atto di ma è la richiesta di confermare una direzione politica; e noi sosteniamo la direzione indicata da questo Governo, con lealtà e senza equivoci. Lo faremo però anche con la franchezza che deve a quest'Aula una forza politica che sta nella maggioranza e che non rinuncia al proprio ruolo.
Il decreto-legge n. 144 nasce da un'esigenza concreta: la pubblica amministrazione deve funzionare, gli enti locali devono poter amministrare, assumere, riscuotere e programmare; le comunità colpite dal bradisismo dei Campi Flegrei e i territori del Centro Italia, ancora impegnati nella ricostruzione sisma, non possono aspettare i tempi lunghi di un dibattito astratto. La scuola deve riaprire l'anno in condizioni dignitose; il Servizio sanitario nazionale e le strutture commissariali devono avere strumenti per funzionare.
La pubblica amministrazione non è un luogo astratto: è il luogo nel quale le decisioni della politica diventano servizi, autorizzazioni, investimenti, assunzioni, infrastrutture e tutela del territorio. È in definitiva uno dei luoghi nei quali si misura la credibilità dello Stato.
Questa è la linea politica che noi riconosciamo e che sosteniamo: uno Stato che non si sottrae, che interviene quando l'ordinario non basta e che tiene insieme riforma amministrativa e Protezione civile, legalità e urgenza. È una linea di responsabilità ed è la linea di un centrodestra di Governo.
Per questo, la fiducia per Noi Moderati non è un atto passivo, è una scelta: scegliamo di tenere insieme, di tenere in piedi un quadro politico che consente quel quadro politico, che consente all'Italia di avere un Governo efficace, efficiente, di convertire decreti e di dare certezza alle amministrazioni e alle famiglie.
Scegliamo di non fare del Parlamento un luogo di veti, quando fuori da quest'Aula ci sono sindaci in difficoltà, uffici scoperti, cittadini in case inagibili e imprese che aspettano tempi certi.
Al tempo stesso, Presidente, dobbiamo dire con altrettanta chiarezza quello che non ci soddisfa in questo provvedimento: avremmo voluto intervenire di più, con emendamenti puntuali, nell'ottica di rafforzare il buon funzionamento della pubblica amministrazione, di rendere più chiare le norme, di chiudere zone d'ombra interpretative e di dare agli enti e ai cittadini regole più chiare e più lineari.
Purtroppo, non siamo riusciti a incidere come avremmo voluto. Di proposte rilevanti ne è rimasta in piedi soltanto una, quella a prima firma della collega Ilaria Cavo, che questo gruppo naturalmente ha voluto e ha sostenuto. Riguarda i compensi dei componenti degli organi delle camere di commercio che sono già in pensione. Nel 2022 è stata reintrodotta la possibilità di corrispondere compensi per queste cariche e nel 2025 il legislatore ha escluso per gli organi camerali il divieto previsto per gli incarichi retribuiti conferiti ai pensionati. È rimasto però un dubbio sulla decorrenza di questa esclusione con conseguenze per le camere di commercio e per chi ha operato sulla base delle indicazioni ricevute. L'emendamento Cavo indica una data precisa, il 1° marzo 2022, e punta a risolvere quella incertezza. Lo fa senza nuovi oneri perché quegli emolumenti erano già stati considerati e nei fatti già erogati. Lo fa nel rispetto della originaria ed è un intervento di certezza del diritto, una risposta concreta a un problema emerso nell'applicazione della legge. È questo il tipo di intervento che Noi Moderati ritiene proprio del Parlamento: precisare, risolvere e chiarire.
Avremmo voluto migliorare altri punti del provvedimento relativi alla funzionalità degli enti locali, alle capacità assunzionali, alla disciplina dei dissesti e alla capacità della pubblica amministrazione di attrarre e di trattenere competenze. Non lo avremmo fatto certo per ostacolare il Governo, ma, anzi, per aiutarlo a fare meglio. Purtroppo, non ci siamo riusciti e lo diciamo con rammarico, ma senza polemica, senza tuttavia nasconderci, convinti che una cosa è il giudizio sulle singole modifiche che avremmo voluto introdurre, altra cosa è il giudizio sull'indirizzo complessivo del Governo e sulla necessità di dare continuità all'azione amministrativa e istituzionale.
Votiamo, dunque, la fiducia perché condividiamo l'impianto politico di questo provvedimento, perché non confondiamo il dissenso sui singoli punti con una condivisione di una linea di Governo. Votiamo la fiducia perché i territori fragili, i comuni in difficoltà, le scuole, gli ospedali e gli uffici pubblici non possono essere lasciati da soli in un vuoto normativo e questo provvedimento va, nel suo complesso, in questa direzione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, siamo davanti all'ennesimo decreto - ci siamo anche un po' stancati di ripetere queste parole - che è arrivato, come sempre, in Aula dopo un esame farsa, con tempi contingentati. Ormai è anche sfinente ripeterlo. Sfinisce anche continuare a constatare che frullate tutto insieme come un pastone, angusto anche per i lavori delle Commissioni competenti: dalla monetizzazione delle ferie ai cani da caccia. Cosa c'entreranno mai? Dalla legge sulla montagna più o meno al meteo, così passando per i Campi Flegrei.
Il problema di fondo è l'assenza totale, tra l'altro, di una strategia per la pubblica amministrazione. Abbiamo un provvedimento sul lavoro pubblico partorito senza nemmeno un minimo di confronto con le organizzazioni sindacali competenti, nemmeno con chi in quelle organizzazioni lavora, in quei comuni lavora, in quei comuni che avevano, per esempio, bisogno di non far decadere le liste, le liste degli idonei, fatte, tra l'altro, con tanto lavoro pubblico e tante risorse. D'altra parte, per voi il lavoro pubblico è sempre e solo un costo da tagliare, un po' come il Milei che ogni tanto i vostri nuovi alleati di centro vi richiamano.
Ecco, la pubblica amministrazione vive una crisi di attrattività drammatica senza precedenti: tantissime migliaia di ragazzi fanno concorsi, ma poi scappano, i giovani competenti fuggono, fuggono spesso altrove e anche molti concorsi ormai vengono disertati. Tra l'altro, ricordiamoci anche le complicazioni che avete voluto aggiungere su questi temi. Sono viziati? Sono ? Ecco, no. Semplicemente si rifiutano di accettare stipendi da fame, per carità, tra l'altro dopo selezioni durissime.
Gran parte della capacità amministrativa costruita in questi anni - dalle nuove competenze digitali al supporto tecnico ai piccoli comuni - viene dal PNRR e non esisterebbe senza quei fondi. Perciò, cosa resterà di tutta quella macchina pubblica, quando quei fondi finiranno? Torneremo alle rovine, quelle provocate da vent'anni di tagli lineari, di blocchi.
C'è una nota positiva in tutto questo: quel superamento dei tetti storici della spesa del personale per gli enti locali. Ci sono voluti anni, anni in cui si è mantenuto un assurdo doppio binario che penalizzava gli enti virtuosi e che ha causato la perdita di oltre 100.000 lavoratori - avete capito bene - nel comparto della funzione pubblica. Ma ora che è stato eliminato il vincolo, servono investimenti strutturali su quel personale; serve definire i fabbisogni standard per garantire a tutte e tutti, in ogni area del Paese, i livelli essenziali delle prestazioni. Eppure, di fronte ai comuni in dissesto finanziario, velocizzate quelle procedure, stringete i tempi. Ecco, questo è l'articolo 3, di cui nessuno parla, di questo decreto. Dimenticate che, in quegli enti in dissesto, le lavoratrici e i lavoratori subiscono blocchi delle assunzioni, carichi di lavoro insostenibili e tagli al salario accessorio. Dimenticate che svaniscono i servizi essenziali per quelle persone, quelle persone che sono e dovrebbero essere al centro di ogni politica. Non vi interessa però risolvere le cause strutturali di quel dissesto, tutelare quei territori più fragili magari con minore capacità fiscale. Il vostro vero obiettivo è lo “spacca-Italia”, l'avete detto più volte, l'autonomia differenziata che sottrarrà diritti fondamentali a una parte del Paese. Infatti, le regioni del Nord festeggiano.
C'è poi una misura scellerata: la ricostituzione del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Ci direte: che c'entra? Non siamo mica noi ad averlo inserito in un provvedimento come questo. È un organismo resuscitato per piazzarci dentro la solita delle doppiette. Ma vi ricordiamo che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e continueremo a batterci per questo. L'articolo 9 della nostra Costituzione tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi. L'articolo 41 stabilisce che l'iniziativa economica non può contrastare con la tutela ambientale. Ecco, in Italia abbiamo un'autorità tecnico-scientifica di eccellenza pubblica ed è indipendente, si chiama ISPRA. Ma a voi la scienza non piace, non solo su questa materia. Basti pensare al vostro “climafreghismo”. Ecco, la scienza non piace quando si scontra con gli interessi che difendete, che siano quelli delle petrolifere, che siano quelli del gas o, in questo caso, appunto, il partito della doppietta. Perciò, create un altro ente per depotenziare l'ISPRA. Quindi, su 17 componenti solo uno rappresenta l'ISPRA e uno le associazioni ambientaliste. Però, ci saranno - udite bene - tre rappresentanti delle associazioni venatorie, l'ente per l'allenamento dei cani e il consiglio internazionale della caccia. Se non è ridicolo questo! Uno schifo! La gestione della nostra biodiversità e della fauna selvatica è regalata a chi? Alle venatorie e agli speculatori.
Ecco, c'è un filo rosso che lega questo provvedimento a tutti gli altri interventi di questo Governo: la deriva commissariale. Un'eccezione che di fatto è diventata regola. Nominare commissari straordinari con poteri in deroga vi permette di aggirare le leggi penali, le normative antimafia e i vincoli ambientali. È una scelta, secondo noi, pericolosissima. Perciò, volete agire al di sopra di quella legge che noi abbiamo costruito insieme.
Intanto, prosegue invece l'altra corsa, quella scellerata verso la “legge sparatutto”, il DDL Caccia, una riforma infame scritta per ingraziarsi quelle stesse , mentre la stagione venatoria viene anticipata in 16 regioni. Ecco, volete ampliare le aree accessibili all'attività venatoria, aumentare il numero di specie cacciabili, ridurre il peso del parere scientifico nelle decisioni sulla gestione della fauna e consentire un maggiore uso dei cosiddetti richiami vivi. E proprio l'ISPRA, che cercate di fare fuori, ha già segnalato tutte le criticità e le possibili violazioni del diritto europeo di quel DDL, ma - ahimè - il Ministro Lollobrigida se ne frega e sostiene che nessuno ce l'ha con l'ambiente e la fauna selvatica, anzi, il DDL è il modo per colpire il bracconaggio. Sentite che sciocchezze! Ma bisogna pur garantire un'attività lecita in tutta Europa, così si dice.
Nel dicembre del 2025, l'Italia ha ricevuto una lettera della Commissione europea che boccia parti fondamentali di quel DDL Caccia, Lollobrigida si ricorda? Credo di no! Ma c'è ben di più. Secondo i dati Ipsos Doxa, il 91 per cento degli italiani pensa che la caccia vada limitata - come pensiamo noi -, abolita - come pensiamo noi - e ridotta o che la legge attuale non debba essere modificata. Ecco, l'85 per cento di persone in Italia non si sente sicuro se frequenta boschi e sentieri durante quella stagione venatoria che voi volete far diventare sempre più grande. E attenzione: il 67 per cento degli italiani è contrario al vostro DDL sulla caccia e chiede più protezione per la fauna selvatica. Solo il 5 per cento chiede maggiore libertà di esercitare la caccia e meno tutele per gli animali. Guardiamo la composizione. Dall'indagine risulta che oltre il 51 per cento degli elettori delle forze di maggioranza e più del 73 per cento di quelle di opposizione chiedono interventi per la protezione degli animali. Avete sentito bene! Non certo la liberazione delle doppiette. Come la mettiamo? Ecco, noi siamo fra quella maggioranza, siamo con le migliaia di persone e le associazioni che hanno sfilato a Milano contro quel provvedimento.
Mi faccia dire un'ultima cosa, Presidente. Avete provato un ulteriore , perché ce l'avete sempre e solo con le minoranze, con i più deboli e con quelli che fanno fatica, come quel milione e 49.000 italiani che sono in povertà assoluta e sono in affitto. Ecco, abbiamo minacciato di far saltare l'intero provvedimento su una norma anti-. Avete sentito bene! Il Vicepresidente della Camera Rampelli ha presentato un emendamento che serviva esattamente per mettere un bel bastone fra le ruote ai comuni, quello di Roma , ma vale anche per il comune di Milano o per il comune di Torino. Voi volete fare una norma che possa essere un po' contro i centri sociali, un po' contro i poveri che hanno perso la casa, un po' contro i comuni che provano soluzioni alternative per rimediare al disagio abitativo. Ecco, vi abbiamo fermati e abbiamo svelato il vostro vero volto: siete i cani da guardia di quei potenti, di quegli immobiliaristi e di quegli speculatori che vogliono dire a questo Parlamento che non ci sono leggi sopra di loro, che non c'è niente che possa fermarli. Vi abbiamo fermato e vi fermeremo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Colleghi, oggi ci troviamo a votare una fiducia a un decreto che prometteva sulla carta di risolvere tanti problemi, in particolare per la pubblica amministrazione e gli enti locali. Come al solito, è un provvedimento che è diventato un . Quindi, come dall'ultimo intervento del collega Grimaldi, si parla di enti locali, ma anche di caccia e di Protezione civile: un po' di tutto.
Proprio per questo, riteniamo sia una grande occasione persa. È un'occasione persa, perché su un tema come questo si poteva trovare una grande e ampia convergenza, soprattutto su alcune risposte da dare agli enti locali che credo che qui pochi non vogliano dare. Anche gli interventi di maggioranza, che mi hanno preceduto, mostrano rammarico per come sono andate le cose. Mostrano rammarico, perché non avete voluto fermarvi e ascoltare il Parlamento e oggi porre la fiducia mostra per l'ennesima volta, dopo il “botta a botta” in Commissione, di non voler discutere neanche in Aula di quelle che possono essere alcune modifiche a questo decreto.
Le nostre non erano proposte di bandiera. Azione cerca e vuole sempre fare proposte di merito. Tante delle proposte che abbiamo presentato arrivavano dagli amministratori, dalle persone che nel nostro partito lavorano tutti i giorni sul territorio e che ci chiedevano aiuto per risolvere alcuni problemi. Quelle proposte non sono state nemmeno valutate: sono state tutte respinte e senza alcuna possibilità di dialogo per risolvere i problemi concreti che non erano né di destra, né di sinistra, che non erano dei sindaci di un partito piuttosto che dell'altro, ma che volevano semplicemente risolvere qualche piccolo problema che ha la pubblica amministrazione.
Partivamo dagli incarichi dirigenziali. Noi continuiamo a chiedere alle amministrazioni di fare sempre di più, ne parliamo in quest'Aula tantissime volte. Continuiamo a dare loro nuove competenze, spesso non diamo loro i fondi e poi ci lamentiamo che non riescono a essere efficaci e a portare a casa alcune di quelle competenze. Penso al Piano nazionale di ripresa e resilienza, a quanto stanno correndo ancora oggi molte amministrazioni per riuscire a chiudere le complesse normative che ci sono sul Piano nazionale. Eppure sono in difficoltà rispetto agli incarichi dirigenziali dati, rispetto alle consulenze che hanno potuto prendere in quel periodo e rispetto a chi li sta aiutando a portare a termine quel percorso e a non perdere neanche un euro per gli investimenti che hanno scelto. Anche su questo, massimo silenzio e addirittura il respingimento di ogni tentativo di emendamento, anche di quelli a parità di bilancio.
C'è poi il tema della scuola e del personale educativo e scolastico comunale. Questo è un tema enorme. La proroga delle graduatorie in qualche modo può fare due classi di persone: quelle che sono nella vecchia e quelle che non potranno parteciparvi. Ma rischia anche di creare un grande disagio all'interno delle scuole. Lo fa sia per l'incapacità di portare tutte le scuole pubbliche ad avere gli organici pieni sia per il trattamento economico di quegli organici. Allora, di fronte a questo, quando una famiglia troverà qualche scuola vuota o qualche scuola non presidiata, non solo dal punto di vista dell'insegnamento, ma anche dei funzionari, probabilmente non se la prenderà con il Governo, ma se la prenderà con quel territorio che risponde: il dirigente scolastico, i sindaci e gli assessori alla scuola. Questo è un grave problema su cui non avete voluto intervenire e ragionare, ma che lasciate per l'ennesima volta irrisolto. Se vogliamo peraltro che i comuni possano assumere, bisogna fare qualcosa anche per dare risposte a queste assunzioni. Per la prima volta - credo - nella storia di questo Paese, iniziamo a vedere concorsi pubblici che vanno deserti, perché quei ruoli non sono più appetibili rispetto al mercato e perché chi deve andare a fare il tecnico comunale, con le responsabilità civili e penali che si ritrova e con lo stipendio che è associato a quel lavoro, va a lavorare nel privato, dove c'è uno stipendio più elevato e dove le responsabilità sono molto meno.
Arrivo a un altro tema che avete messo qua dentro, l'avete usato per risolvere alcuni problemi riguardanti la Protezione civile e la gestione delle emergenze. Vi siete completamente dimenticati una regione: la Lombardia. Ci abbiamo provato in tutti i modi, anche con i colleghi di maggioranza: voglio ricordare e ringraziare la collega Comaroli che si è occupata e ha cercato di dare delle risposte alla Lombardia. Voglio ricordare che quest'estate è successo di tutto, da un grande evento catastrofico a Cremona, che ha fatto centinaia di milioni di danni, a due frane molto importanti in Val Camonica e in Val Seriana, che hanno distrutto i collegamenti e le infrastrutture, a Mantova, anch'essa colpita da eventi meteorologici straordinari, e i sindaci non ci chiedevano, solo e semplicemente, lo stato di emergenza, ci chiedevano un aiuto concreto, un aiuto concreto che arriva prima, e nel mentre; un aiuto con le risorse necessarie per intervenire d'emergenza e fare dei ponti mobili per collegare quelle valli che sono rimaste scollegate; un aiuto sul futuro per dare una continuità con delle risorse concrete, per dare risposte ai territori. Ma anche un ritorno alla prevenzione del dissesto idrogeologico, cosa che avete dimenticato, cancellando anche i programmi che i precedenti Governi avevano fatto. Allora, da questo punto di vista, non solo non siete riusciti ad accogliere emendamenti che davano alla Lombardia un'attenzione molto particolare, ma non siete riusciti neanche a dare un segnale per cui la prevenzione debba essere la matrice di ogni azione di Governo, soprattutto degli enti locali.
Poi c'è l'impossibilità di questo Parlamento di fare una discussione e qui arrivo al dato: oggi stiamo facendo la dichiarazione di voto sulla fiducia. Avete posto la fiducia su un decreto su cui non credo che ci sarebbero state le barricate. Credo ci sarebbero state tante persone che qui dentro, nelle loro passate vite, ma anche attualmente, sono amministratori locali e avrebbero voluto dire la propria per cercare di risolvere qualche piccolo problema. Le decisioni vanno prese e gli enti locali vanno aiutati: noi qua siamo molto, molto lontani dall'avere risolto tutto ciò.
Per queste ragioni, noi non possiamo votare questa fiducia e il nostro voto contrario però - lo metto agli atti - non vuole allontanarci di un millimetro dall'impegno a rendere più efficace e più efficiente questo Paese, a partire proprio da quegli enti più vicini alle persone, che sono i più penalizzati dalle vostre decisioni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Carmina. Ne ha facoltà.
IDA CARMINA(M5S). Grazie, Presidente. Governo, colleghi, oggi ci troviamo di fronte all'ennesima richiesta di fiducia su un provvedimento “minestrone”, l'ennesimo che mette insieme di tutto: pubblica amministrazione, enti locali, sanità, giustizia, difesa e persino la rinascita del Comitato tecnico faunistico-venatorio. Una frammentazione normativa usata per coprire l'incapacità strategica di questa maggioranza. Quattro anni di Governo e nessuna riforma, nessun miglioramento di quella che è la pubblica amministrazione, lo scheletro, l'ossatura di un'Italia che vuole veramente rinascere.
Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle vota “no” a questa fiducia, vota “no” a nome dei cittadini, dei lavoratori della PA, dei sindaci lasciati soli e, soprattutto, a nome della comunità dei Campi Flegrei, ancora una volta tradita, illusa e presa in giro da questo Governo. Come ben denunciato in Assemblea dal collega Caso, ci troviamo di fronte all'ennesima dimostrazione di come la destra interpreti l'esercizio del potere: tagli, marce indietro e totale indifferenza per le reali esigenze dei territori. Per settimane, nelle Commissioni riunite bilancio e ambiente, e anche con i prefetti, i territori, i sindaci e comitati dei cittadini, si era giunti a soluzioni concrete per il territorio dei Campi Flegrei: il superamento delle difformità urbanistiche per sbloccare i cantieri, l'innalzamento delle soglie ISEE per garantire la copertura al 100 per cento degli investimenti di mitigazione della vulnerabilità sismica. E invece che cosa è successo? Dopo ore che eravamo lì, in attesa di una parola del Governo, dei suoi pareri, a dieci minuti dalla conclusione dei lavori in Commissione, senza spiegazione alcuna, il Governo e la maggioranza hanno cancellato settimane di lavoro e di confronto, facendo decadere tutti gli emendamenti. E poi il Governo ha annunciato, con la consueta arroganza, una promessa: ci sarà un nuovo decreto. Ma pensate che questo sia ammissibile? State giocando sulla pelle delle persone, ci sono migliaia di sfollati, cittadini che non sanno se e quando potranno rientrare nelle proprie case, e voi rispondete con un ennesimo rinvio, erogando contributi per la sistemazione assolutamente inadeguati rispetto alle effettive esigenze e al reale costo della vita, ormai innalzato. Intanto le attività commerciali chiudono, il tessuto socioeconomico si disgrega, nell'indifferenza di questo Esecutivo.
Presidente, i rilievi e le carenze strutturali di questo decreto non arrivano solo dalle opposizioni parlamentari, sono gli stessi amministratori locali ad alzare la voce: l'ANCI, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, ha espresso fortissimo rammarico perché tutte le proposte emendative sono state bocciate. Ci sarebbero tanti esempi da fare: sono state bocciate anche le proposte delle opposizioni, proposte di buonsenso che venivano incontro alle esigenze reali dei comuni. Il Governo ha preferito ignorare del tutto queste istanze dei sindaci e degli enti locali, che si trovano ogni giorno in prima linea ad affrontare l'erogazione di servizi essenziali a risorse invariate e con organici sempre più ridotti all'osso, perché la logica è questa: quando si presenta un problema, la destra fa lo scaricabarile sulle spalle dei sindaci, ma, quando gli amministratori chiedono strumenti normativi e risorse per governare, la porta viene irrimediabilmente chiusa e a questo si aggiunge il totale disprezzo del mondo del lavoro pubblico. I sindacati avevano fatto richieste minime e di buonsenso, invece avete preferito introdurre paletti al blocco degli idonei nei concorsi pubblici e non valorizzare le graduatorie vigenti per coprire le spaventose carenze di organico della pubblica amministrazione. Cosa aspettate, gli anni che ci vogliono per espletare i concorsi? Avete le graduatorie di idonei: utilizzatele !
Nel frattempo, noi assistiamo all'esplosione dei costi della vita, delle bollette, dell'energia e del gas e del carovita che erode il potere d'acquisto delle famiglie, dei lavoratori e anche i redditi degli impiegati, che fuggono dalla pubblica amministrazione, laddove possono naturalmente, non al Sud. Di fronte a questa emergenza sociale, le priorità di questo Governo continuano a essere mance elettorali, la riforma elettorale, poltrone d'oro e le norme “sparatutto” per compiacere determinate . Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle non può e non intende essere complice di questo modo di governare. Servono interventi strutturali sui Campi Flegrei, risorse immediate per la ricostruzione e la mitigazione del rischio, tutele reali per il tessuto commerciale e imprenditoriale italiano e sostegno vero ai comuni e alla pubblica amministrazione.
Noi non siamo contro la pubblica amministrazione, la destra sconta un pregiudizio di fondo. La pubblica amministrazione è essenziale alla vita dello Stato, al bene dell'Italia, e tutte le promesse che erano state fatte, fra le quali quelle di puntare sul merito, sono state regolarmente disattese, perché forse la concezione del merito era quella non di premiare i migliori da inserire nella pubblica amministrazione, ma quella di favorire gli amici, i parenti, i baroni della medicina e noi siciliani ne abbiamo visto grandissimi esempi con gli scandali del CEFPAS e in ultimo quello dell'ASP di Palermo, laddove, per sbaglio, insieme al bando di concorso, hanno pubblicato il con i nomi di coloro che già dovevano vincere il concorso, fra i quali il figlio del sindaco di Palermo Lagalla E mentre noi, i normali cittadini fanno sacrifici enormi per mandare i propri figli a studiare, c'è chi ha corsie preferenziali. Del resto, voi questo intendevate per merito, perché altrimenti non avreste abolito il reato di abuso d'ufficio, che è l'unico reato che si frappone agli abusi e alle raccomandazioni nella pubblica amministrazione. Se li commettono, vabbè, questa parte viene tolta, espunta dalle indagini, perché ormai l'abuso d'ufficio non è più reato. Raccomandare è lecito, questa è la vostra concezione. Ebbene no, per noi no.
Altra cosa: quando voi tagliate sulla pubblica amministrazione, tagliate servizi ai cittadini e fate male anche alle imprese italiane, per le quali il più grande costo è proprio quello di una burocrazia inefficiente e poco veloce: lede la loro competitività ed è un danno economico e persino personale, perché devono subire il di non riuscire a fare le attività di impresa che dovrebbero. Il CNA parla di 31 miliardi di perdita reale e di almeno un mese e mezzo di lavoro perso dietro la burocrazia. Il SUAP, lo sportello comunale a ciò destinato, introdotto anche dal centrodestra all'epoca - poi Bassanini, Berlusconi e via enumerando -, in realtà non funziona se non hai l'impiegato e i comuni in dissesto vengono considerati, dopo quattro anni, quando sarebbe stata essenziale una riforma che desse l'opportunità a questi comuni di poter andare avanti per fornire servizi adeguati ai cittadini in condizioni di non discriminazione.
Voi non avete fatto assolutamente nulla e proponete, all'articolo 3, una norma che addirittura aggrava la posizione dei comuni in dissesto o in difficoltà economica, facendo gravare su di loro persino quei contributi che prima erano previsti a carico del Ministero dell'Interno. Fate cassa sui comuni deboli, perché voi questo fate e, ancora una volta, dimostrate di essere contro il Sud, perché i comuni in difficoltà, laddove poi i cittadini hanno meno servizi e meno opportunità - cosa che comprende anche il servizio per l'assistenza ai disabili -, sono prevalentemente nel Sud. Mille comuni italiani su 8.000 sono in dissesto o in predissesto; l'80 per cento di questi è al Sud, in Sicilia circa 130 su 391, uno su tre. E voi che fate? Aggravate tutto questo. Date la possibilità di assumere, andate alle cause!
E per tutto questo, per la vostra indifferenza verso ciò che conta davvero, verso i cittadini e la loro vita reale, noi voteremo “no” alla fiducia a questo Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Mazzetti. Ne ha facoltà.
ERICA MAZZETTI(FI-PPE). Grazie, Presidente. Sottosegretario, relatori Pella e Rossi - che ringrazio per il proficuo lavoro fatto in queste settimane in Commissione -, permettetemi un grazie particolare al Ministro Zangrillo, che con tanta passione ha portato avanti questo decreto-legge, mettendo un tassello fondamentale per quella rivoluzione liberale che il Presidente Silvio Berlusconi ha iniziato nel 1994.
Questo decreto-legge affronta questioni urgenti relative all'efficienza della pubblica amministrazione e alla gestione degli enti territoriali e affronta le emergenze sismiche e vulcaniche. Ma, al di là della eterogeneità delle materie, la di questo provvedimento risponde a un preciso principio liberale: rendere lo Stato un facilitatore e un garante, invece che un freno burocratico allo sviluppo e al risanamento dei territori. Un grande decreto multidisciplinare di natura prevalentemente ordinamentale, organizzativa ed emergenziale: dall'attivazione del PNRR alla gestione delle opere pubbliche, con misure urgenti per la sua attuazione e definizione, con un rafforzamento delle capacità tecniche della pubblica amministrazione e semplificazioni operative e di rendicontazione, in stretta collaborazione con gli operatori privati, che siano le imprese direttamente appaltanti o i privati in progetto di finanza.
Interventi con la finalità di adeguare le misure adottate dallo Stato alle esigenze, sopravvenute quest'anno, delle aree colpite dal fenomeno del bradisismo, e con la finalità di assicurare il completamento della ricostruzione nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma dell'anno 2016, avviandone il rilancio economico. Un decreto che supera i vincoli finanziari e prevede semplificazioni per gli enti locali, per la spesa del personale, intervenendo unicamente sulle condizioni operative e gestionali, ma, soprattutto, riconosce l'importanza di affiancare alla flessibilità assunzionale sistemi di misurazione delle più oggettivi, per premiare i dipendenti e i dirigenti pubblici sul risultato, e di conseguenza sul merito. Sì, perché ciò vuole fare questo provvedimento, a discapito di quanto detto dai colleghi di opposizione: premiare chi meglio lavora.
L'impostazione valorizza la responsabilità di bilancio, l'efficienza dell'amministrazione, il partenariato pubblico-privato, la deregolamentazione, la complementarità e il ruolo primario dell'iniziativa privata e del mercato nel rilancio dei territori. Pertanto, respingo fortemente le accuse di frammentarietà mosse dall'opposizione. Questo testo raccoglie e razionalizza istanze concrete del tessuto produttivo e degli enti locali, coniugando la gestione del rischio e del territorio con la necessità di liberare risorse e competenze.
Per quanto riguarda gli enti locali, l'efficientamento e la responsabilità di bilancio, su questi temi degli enti territoriali il nostro approccio liberale è chiaro: libertà di gestione ma rigorosa responsabilità sui conti. Rafforzamento della capacità amministrativa e certezza del diritto: le norme sulle competenze territoriali e sulla continuità concorsuale e organizzativa non servono a gonfiare l'apparato pubblico, ma a dotare i comuni del personale qualificato indispensabile per erogare servizi efficienti ai cittadini e alle imprese.
Risanamento finanziario e recupero crediti con logica di mercato: sì, sulle misure per gli enti in dissesto o precongestione si introduce una svolta di efficienza. Troppi comuni sono al collasso non per mancanza di risorse teoriche, ma per incapacità strutturale di riscuotere quanto dovuto. Ed è per questo che l'articolo 25 interviene, rafforzando l'affidamento della riscossione coattiva ad AMCO Spa nei casi critici, introducendo una gestione manageriale professionale e privatistica della riscossione. Questo permette di recuperare liquidità sottratta alla collettività senza gravare ulteriormente, con nuove tasse, sui contribuenti onesti.
Proroghe per piccole e medie opere, sburocratizzazione per investire: sì, lo sblocco e la proroga dei termini per i 3 miliardi delle “piccole opere” e i 7,8 miliardi delle “medie opere” rispondono a una richiesta pragmatica dell'ANCI. I ritardi non nascono nell'inerzia del mercato, ma dal labirinto delle procedure autorizzative statali. Differire i termini di rendicontazione - CUP al 30 giugno 2027: e questa è una richiesta fatta da tutte le imprese di costruzioni e, come sempre, il nostro Governo risponde a chi lavora nel nostro Paese - e rivedere i meccanismi punitivi di revoca significa evitare che cavilli burocratici blocchino cantieri fondamentali per l'efficientamento energetico, la sicurezza e le infrastrutture locali.
Sosteniamo il superamento dei limiti della riforma Delrio: un vero federalismo liberale richiede enti di area vasta autorevoli, dotati di rappresentatività e soprattutto di vera autonomia impositiva e di spesa, per gestire viabilità, trasporti ed edilizia scolastica secondo le logiche di sussidiarietà e responsabilità verso gli elettori.
Desidero evidenziare alcuni passaggi chiave di questo decreto-legge: semplificazione per l'economia dello spazio. Grazie all'impulso di Forza Italia viene esentata dal regime autorizzatorio previgente l'attività spaziale legata ai contratti già stipulati. Garantiamo certezza giuridica agli investitori e tutela della libertà di impresa, fermi restando i necessari presidi assicurativi e di responsabilità per danni. Chi investe in settori ad alta tecnologia non deve essere frenato dall'incertezza normativa.
La programmazione delle risorse destina fondi certi alla modernizzazione delle reti, presidio fondamentale per la libera circolazione di merci e persone, e per la competitività del Paese.
L'estensione dei ruoli agli esperti catastrofali valorizza le competenze dei professionisti iscritti agli ordini, integrando le energie del settore privato nella stima dei danni e nella gestione del rischio.
Altro tema importante, che le opposizioni sempre reclamano, ma stamani nessuno l'ha rammentato in quest'Aula, sono le norme contenute nell'articolo 8, che prorogano al 31 dicembre 2030 l'operatività del commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi, per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi del PNRR.
Sulla gestione delle emergenze, dal bradisismo nei Campi Flegrei al sisma del Centro Italia, la visione economica liberale distingue nettamente la fase del primo soccorso da quella della ricostruzione strategica.
Infine, con gli articoli 12 e 17, nella fase emergenziale, lo Stato interviene doverosamente a tutela della sicurezza fisica e abitativa, prevedendo fino a 15 milioni per l'autonoma sistemazione e 100 per la riqualificazione sismica. Alzare la quota di contributo fino al 70 per cento per la riqualificazione privata e superare le difformità edilizie nei condomini significa sbloccare la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare privato.
Alle accuse dell'opposizione sull'assenza di misure di rilancio economico immediato nell'area flegrea rispondiamo con il realismo del mercato: non si stimola l'investimento privato dove sussiste un'incertezza geologica acuta; prima si stabilizza e si mette in sicurezza il territorio e poi si creano le condizioni per l'attrattività economica. Nella fase -emergenziale del sisma dell'Italia centrale - per la ricostruzione sostenibile del Centro Italia - il provvedimento applica perfettamente il principio liberale: la ricostruzione si fa dando forza al privato e al tessuto produttivo locale. Ed è per questo che il finanziamento della ricostruzione privata, più 60 milioni annui fino al 2051, premia il ripristino della proprietà privata.
L'estensione delle agevolazioni fiscali per la zona franca urbana, per i comuni simbolo, è la vera leva liberale: meno tasse e meno vincoli per chi resta, investe e crea lavoro sui territori. Il trasferimento a titolo gratuito di beni e strutture di emergenza ai comuni ne consente il riuso flessibile, anche in deroga ai vincoli urbanistici ordinari, eliminando inutili rigidità burocratiche. Si tratta di un'applicazione concreta della legge della ricostruzione calamità fortemente voluta dal centrodestra, nell'ambito della quale i processi di ripristino diventano anche politica di sviluppo e di coesione territoriale.
Inoltre, si potenzia la risposta operativa di Protezione civile, consentendo ai comuni assegnatari del personale a tempo determinato, specializzato in materia di rischio sismico e vulcanico, di bandire apposite procedure concorsuali per coloro che abbiano prestato servizio continuativo per almeno 24 mesi. Questa è una parte essenziale, perché la Protezione civile in emergenza agisce in modo celere e soprattutto in modo professionale, cosa riconosciuta non soltanto a livello nazionale ma anche a livello internazionale.
In conclusione, onorevoli colleghi, questo decreto-legge sintetizza una visione chiara: uno Stato che non si sostituisce al mercato, ma che rimuove i freni burocratici, garantisce la sicurezza del territorio, rispetta i contribuenti e supporta i comuni nell'efficienza della spesa e della ricostruzione. I processi di ricostruzione e messa in sicurezza diventano così vere e proprie politiche di sviluppo, coesione e attrazione di investimenti.
Per queste ragioni, a nome del gruppo di Forza Italia, confermo con convinzione il voto favorevole sulla fiducia al Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pizzimenti. Ne ha facoltà.
GRAZIANO PIZZIMENTI(LEGA). Grazie, Presidente. Rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il gruppo Lega-Salvini Premier voterà convintamente a favore della fiducia al Governo, che per l'ennesima volta risponde prontamente a una serie di esigenze straordinarie e urgenti del nostro Paese. Il decreto-legge n. 144 è un decreto importantissimo, sia per le misure volte a garantire il potenziamento dell'autonomia e della funzionalità degli enti locali, sia per le provvidenze disposte per la popolazione dei Campi Flegrei e dei territori del Centro Italia colpiti dal sisma 2016-2017.
Assume rilievo il superamento del rigido tetto storico di spesa del personale per comuni, province, città metropolitane e regioni. La nuova disciplina sposta il fulcro su criteri dinamici, legati alla sostenibilità finanziaria e ai reali fabbisogni. Importanti norme per i segretari comunali autorizzano il Ministero dell'Interno ad organizzare una sessione straordinaria del corso-concorso per l'iscrizione di 340 segretari comunali nella fascia iniziale dell'albo nazionale, da svolgersi nel biennio 2026-2027. In tema di Polizia locale, la durata delle graduatorie dei concorsi per il personale dei Corpi di polizia è fissata fino al 31 dicembre 2028: in quattro anni e non più in tre.
Il decreto ha un impatto molto positivo sui piccoli comuni, sotto l'attenzione del nostro gruppo, in quanto storicamente sono i più penalizzati. Do alcuni punti essenziali. Il primo è relativo alla risoluzione della carenza dei segretari comunali. Ora nei piccoli comuni, dai 3.000 ai 5.000 abitanti, il decreto introduce una disciplina che consente ai segretari iscritti nella fascia iniziale di accesso alla carriera di assumere la titolarità di sedi con maggiori responsabilità, possibilità solitamente preclusa. Il secondo è relativo al superamento del rigido tetto storico di spesa del personale, che favorisce soprattutto i piccoli comuni. Il terzo è relativo alla semplificazione della burocrazia legata agli investimenti sul territorio attraverso la rimodulazione dei termini e degli adempimenti per i contributi destinati alle piccole e medie opere.
Altre misure importanti disposte dal decreto riguardano l'incremento del Fondo unico per la disabilità, la proroga al 2030 della struttura commissariale per il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura - e quindi il contrasto del caporalato -, la copertura finanziaria e il monitoraggio dei progetti di PNRR, nonché l'integrazione finanziaria di quattro investimenti ferroviari per un importo complessivo di 468 milioni di euro.
Il nostro gruppo è soddisfatto per i nostri emendamenti approvati in sede referente. Vediamone alcuni, che forse sono i più importanti. Il primo è l'attribuzione di certezza della decorrenza dell'esclusione dei componenti degli organi delle camere di commercio dal divieto di conferire incarichi pubblici di studio e di consulenza a soggetti in pensione. Il secondo è il rafforzamento del supporto e del funzionamento della cabina di regia per il coordinamento strategico. Il terzo è la facoltà per le pubbliche amministrazioni di avvalersi del supporto di Cassa depositi e prestiti. Il quarto è relativo alle modifiche per il reparto ambientale marino, cioè la Capitaneria di porto, per una migliore organizzazione di tale struttura. Il quinto è relativo alla valorizzazione dell'esperienza acquisita nell'ambito dell'amministrazione nelle procedure selettive indette entro 2027. Il sesto è la migliore formulazione delle norme che prevedono il reciproco allineamento della durata del mandato dei consigli provinciali in carica con la scadenza del mandato dei rispettivi presidenti di provincia. Infine, l'introduzione della clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Ma le norme per le quali verrà ricordato questo decreto sono quelle dei Campi Flegrei e dei territori colpiti dal sisma 2016-2017. Il fenomeno del bradisismo dei Campi Flegrei, solo per la zona di intervento, riguarda 15.000 edifici e oltre 85.000 cittadini nei comuni di Pozzuoli, Monte di Procida, Bacoli e Napoli. L'area è abitata da oltre 2.500 anni e nel corso del tempo sono state costruite scuole, ospedali, infrastrutture e insediamenti produttivi che ora il nostro Governo ha inteso tutelare ai fini della sicurezza, anche con la nomina di un apposito commissario straordinario. Siamo tutti convinti ormai che gli abitanti dei Campi Flegrei non intendono delocalizzarsi. Sono legati al loro territorio e il Governo sta prendendo una serie di provvedimenti importanti per la loro sicurezza.
Effettivamente questo Governo è l'unico ad essere più volte intervenuto, dal 2023 ad oggi in coordinamento con le comunità scientifiche, la Protezione civile e gli enti territoriali, per ridurre il più possibile i disagi della popolazione e mitigare l'esposizione al rischio. Per la prima volta lo Stato ha lavorato con le regioni e con i comuni ad un programma sistematico che comunque finora ha superato gli 800 milioni di euro. Il Governo ha previsto contributi, che raggiungono fino i 900 euro mensili per l'autonoma sistemazione delle famiglie che hanno viste dichiarate inagibili le loro abitazioni, con un contributo aggiuntivo di 200 euro per ciascuna persona presente di età superiore ai 65 anni o con disabilità. I contributi sono previsti anche per le famiglie che erano state colpite dal sisma del 2024-2025 rimaste escluse da precedenti provvedimenti. Inoltre, si prevede l'istituzione di un Fondo di 100 milioni di euro per consentire la riqualificazione sismica e la riparazione degli edifici residenziali inagibili. Inoltre, si prevede la stabilizzazione del personale a tempo determinato assunto dai comuni per fronteggiare il fenomeno del bradisismo, a condizione, però, che abbiano almeno 24 mesi di servizio; quindi, personale tecnico già formato, necessario per gestire il rischio.
Con una serie di ulteriori misure, il Governo ha accelerato il processo di ricostruzione dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal terremoto del 2016-2017. Si prevede, fino al 31 dicembre 2029, termine della gestione straordinaria, che si incrementi la spesa per l'edilizia privata di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2051.
Il decreto-legge, inoltre, individua il “primo cratere” nei comuni maggiormente colpiti che hanno registrato vittime: ad Amatrice e Accumoli, nella regione Lazio, e ad Arquata del Tronto, nella regione Marche, che possono assumere a tempo indeterminato il personale in servizio presso gli uffici speciali per la ricostruzione o presso i medesimi enti.
Per gli stessi comuni si prevede l'estensione per gli anni di imposta 2027 e 2028 dell'agevolazione fiscale prevista per la Zona franca urbana Sisma Centro Italia.
In conclusione, il decreto prevede anche l'attuazione del programma di sviluppo diretto per la valorizzazione delle risorse territoriali, produttive e professionali endogene allo scopo di evitare lo spopolamento dei territori.
Si dispone, infine, - e vado a chiudere - che le strutture di emergenza (SAE), realizzate a seguito del sisma del Centro Italia del 2016, siano assegnate in priorità, a titolo gratuito, ai comuni nel cui territorio sono ubicate; i comuni le utilizzano per le funzioni assistenziali originariamente previste, fino alla cessazione delle relative esigenze e, successivamente, possono destinarle ad altre esigenze…
PRESIDENTE. Concluda.
GRAZIANO PIZZIMENTI(LEGA). …inserendole nei propri piani urbanistici oppure rimuoverle.
Per tutti questi motivi, il gruppo Lega Salvini Premier voterà a favore la fiducia al Governo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sarracino. Ne ha facoltà.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). Grazie, signora Presidente. Presidente, prima di avere l'onore e l'onere di ricoprire questo ruolo, pensavo che la decretazione d'urgenza fosse necessaria per affrontare le emergenze che possono accadere nel nostro Paese; poi sono arrivato qui, ho conosciuto il Governo Meloni e ho capito che, per questo Governo, la decretazione d'urgenza serve solo per operazioni di distrazione di massa che, puntualmente, guardano soltanto ai sondaggi, ma non risolvono nessun problema agli italiani.
Presidente, avevo capito che questo decreto dovesse servire innanzitutto ad affrontare un'emergenza, quella relativa ai Campi Flegrei; il Governo Meloni, invece, è riuscito nel capolavoro di occuparsi di tutto, in questo decreto, meno che dei Campi Flegrei
Io credo che debba essere raccontato, Presidente, quello che si è verificato in questi mesi e chi siano i responsabili di un'inerzia istituzionale di fronte al fenomeno complesso e delicato come quello del bradisismo che colpisce la mia terra. A seguito, infatti, della scossa del 31 luglio, la più forte registrata negli ultimi anni, - e oggi Presidente è 28 settembre - la destra italiana e campana si è affrettata nelle manifestazioni di solidarietà e vicinanza nei confronti del popolo flegreo; a quelle manifestazioni, poi, incredibilmente, sono seguiti gli attacchi da parte del Ministro Musumeci e di alcuni parlamentari del centrodestra nei confronti dei poveri sindaci che affrontano, in totale solitudine, l'emergenza . Poi, sono arrivate le promesse da parte della Presidente del Consiglio, dei suoi Ministri, dei suoi parlamentari; poi, le passerelle dell'ex Ministro Sangiuliano.
Avete scelto di buttar giù un provvedimento con l'impegno, nei confronti dei cittadini e degli amministratori del territorio, di dire: “siamo pronti ad emendare il provvedimento. Abbiamo messo su soltanto uno scheletro. Vediamoci e capiamo come poter costruire insieme una serie di emendamenti che possano risolvere e affrontare il problema”. Presidente, dopo due mesi di incontri e confronti nei quali anche il PD e tutte le opposizioni hanno dimostrato di voler collaborare su tutto, dichiarandoci prontissimi anche a votare a favore del provvedimento, se avesse contenuto risposte vere e concrete nei confronti dei Campi Flegrei, ebbene, dopo due mesi, Presidente, il disastro totale. Siete riusciti, infatti, nell'ardua impresa di non approvare neanche mezza misura per i Campi Flegrei , ma, in compenso, grazie ad un emendamento della Lega Nord, avete fatto nascere la figura del segretario generale della Commissione di vigilanza sui fondi pensione che guadagnerà la bellezza di 360.000 euro l'anno: 360.000 euro per una nuova poltrona e zero euro per i cittadini dei Campi Flegrei . Vi dovreste solo vergognare di fronte a quello che avete fatto.
E voi sareste quelli dalla parte del popolo? Ma smettetela. Smettetela! Voi siete quelli che, anziché occuparvi della povera gente, di 5.500 sfollati che non possono più tornare nelle loro case, terrete bloccato il Parlamento per 15 giorni per approvarvi una legge elettorale anticostituzionale solo perché avete paura di perdere le elezioni . Voi siete questo. Dei problemi degli italiani e dei Campi Flegrei, coerenti con la vostra storia, ve ne fregate, ma almeno abbiate la decenza di chiedere scusa dinanzi al disastro che avete prodotto. Eppure, noi vi abbiamo fatto proposte semplici.
C'è un tema di stabilizzazione del personale per affrontare il bradisismo. Nel decreto avete sbagliato a scrivere la misura e la tempistica della loro stabilizzazione: vi abbiamo chiesto di correggerlo e non lo avete fatto. C'è un problema relativo ai mutui da pagare per case non utilizzabili e ristori per le attività commerciali che non possono essere ancora aperte, che sono in grande difficoltà e, anche qui, ci avete detto che non c'era nulla da fare. Ci sono, poi, centinaia di case che aspettano di essere messe in sicurezza, ma il contributo che è stato immaginato è totalmente insufficiente per metterle in sicurezza e tante famiglie non potranno mettere a posto il loro appartamento a causa della vostra incapacità e della vostra superficialità.
Presidente, io pensavo che fosse solo questo: incapacità e superficialità. Credevo fosse questo il motivo di tale disastro. Poi ho pensato meglio e ho realizzato che la verità è anche un'altra: Giorgia Meloni - diciamolo con franchezza - odia il Sud. Odia il Sud! Voi odiate il Sud. Lo odiate semplicemente perché al Sud non vi votano: un Sud che avete tradito, illuso, abbandonato e colpito con le vostre scelte politiche che hanno tutte un minimo comune denominatore: un impianto chiaramente antimeridionalista, dall'autonomia differenziata al taglio del fondo perequativo infrastrutturale, dal “no” al salario minimo alla cancellazione di contribuzione Sud. Tutte le misure di questo Governo sono contro i cittadini del Mezzogiorno e potrei continuare all'infinito con l'elenco.
Allora, Presidente, per chiudere: davvero vorrei che questo Governo si mettesse, per dieci minuti, nei panni dei cittadini che hanno perso tutto. Sottosegretaria, lei è di Afragola, non è molto lontana da Pozzuoli, dovrebbe conoscere bene … dovrebbe infatti, perché, purtroppo, la verità…
PRESIDENTE. Colleghi, non è un dibattito con la Sottosegretaria. La prego. Prego, onorevole.
MARCO SARRACINO(PD-IDP). …Lei dovrebbe mettersi nei panni di chi non ha più una casa, di chi è stato costretto ad andare via, a vivere in un'altra città, di chi è solo, di chi ha l'attività commerciale inagibile. Provate a immaginarvi dieci minuti in quella condizione e, subito dopo, realizzate cosa serve per affrontare le emergenze e per mettere in sicurezza il territorio.
Noi chiediamo solo questo: che i cittadini dei Campi Flegrei non vengano trattati come cittadini di serie B. Allora, se nei prossimi giorni dovesse esserci un decreto, che non faccia la fine di quest'ultimo; se nei prossimi giorni nominerete un nuovo commissario per l'emergenza bradisismo, che abbia davvero risorse e strumenti per agire in tempi celeri. Se farete questo, noi ci saremo, perché amiamo i nostri territori, la nostra storia e il nostro popolo e non lo tradiamo come avete fatto voi in questi anni. Se, invece, continuerete a comportarvi come avete fatto fino ad ora, tradendo ancora una volta quelle persone, avrete tutta la nostra opposizione ed è per questo, Presidente, che oggi annuncio il voto contrario del Partito Democratico alla fiducia richiesta da Giorgia Meloni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.
PAOLO TRANCASSINI(FDI). Grazie, Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi. Il Governo, oggi, ci chiede la fiducia su un provvedimento importante, varato il 7 agosto, quando molte persone erano già in vacanza. Credo sia importante sottolineare che il tempismo in politica sia qualcosa di veramente molto importante: occuparsi dei problemi con tempestività molto spesso fa la differenza. Con riferimento a questo provvedimento - che si occupa, soprattutto, di pubblica amministrazione, di efficientarla, di reclutare persone, di valorizzarle - io penso, a differenza dei colleghi che mi hanno preceduto, che si tratti di un'emergenza e che sia urgente occuparsi di questo perché, in realtà, ciò attiene alla vita del Governo, della pubblica amministrazione e alla vita dei cittadini che tutti i giorni si rivolgono alla pubblica amministrazione con la speranza di avere risposte tempestive, celeri e giuste.
Questo provvedimento finisce, poi, per occuparsi di scuola, di giustizia, di agricoltura, di sanità, di sicurezza, di protezione civile con una unica priorità: quella di far funzionare meglio lo Stato e dare risposte più rapide. In questo provvedimento ci si occupa anche dei Campi Flegrei.
Mi dispiace che il collega che mi ha preceduto si sia dimenticato di dire che ci sono cose importanti, come il CAS, le misure urgenti per la riparazione, per la riduzione della vulnerabilità sismica, per il personale. E allora tacere su questo e raccontare una storia completamente diversa evidentemente è l'unico modo per cavalcare demagogicamente il problema, senza avere la capacità di affrontarlo.
In discussione generale ho ascoltato il collega del MoVimento 5 Stelle, che diceva: abbiamo parlato, abbiamo discusso e poi, alla fine, tutto è finito al macero. Allora credo che questi toni e questi contenuti, anziché rivolgerli a noi - che costruiamo, che scriviamo, che facciamo l'interesse dei Campi Flegrei - dovreste rivolgerli al presidente Fico, che il 25 settembre in un comunicato dice: abbiamo concordato con il Governo un provvedimento e stiamo ragionando e lavorando in un clima di leale collaborazione. Leale collaborazione è l'antitesi dei toni che abbiamo ascoltato oggi e l'altro giorno da parte della nostra opposizione. Ma d'altronde il presidente Fico fa il presidente della regione e sa perfettamente che il clima di collaborazione e la disponibilità di questo Governo fanno la differenza.
Tra l'altro, su questo tema, anche per me è stato divertente ascoltare il collega del MoVimento 5 Stelle che dice: ascoltate noi, perché noi sappiamo come fare. Beh, allora, Presidente, ricordo a me stesso che noi abbiamo avuto, per due anni, nella ricostruzione del terremoto di Amatrice nel Centro Italia, il commissario straordinario per la ricostruzione -sisma Farabollini, nominato dal MoVimento 5 Stelle. Dopo due anni di nulla, venne in Commissione ambiente e, a precisa domanda su quale fosse lo stato della ricostruzione, lui usò questo termine che è passato alla storia e disse che la ricostruzione -sisma era “tra il lusco e il brusco”; dopo due anni che se ne era occupato. D'altronde voi siete quelli dell'uno vale uno, anzi no, quelli dell'uno vale uno erano i grillini, oggi ci sono i “contini”, che vale solo uno, il Fregoli della politica , quello che è passato da “porti chiusi” a “porti aperti” in una notte. Anzi, consiglio ai colleghi del MoVimento 5 Stelle di non dire “mai con Vannacci”, perché l'ultima volta che hanno detto “mai” nei confronti di un partito politico, poi è stato amore eterno.
E poi, in questo decreto, il Governo si occupa ancora di Amatrice, di Accumuli e di Arquata del Tronto. Guardi, Presidente, ci spendo un attimo perché credo sia un segnale molto importante occuparsi di politica estera, occuparsi di energia, occuparsi di tantissimi temi, ma continuare ad avere comunque attenzione nei confronti di quei tre comuni che sono stati completamente distrutti, pagando un tributo umano, di vite umane e di distruzione elevatissimo.
L'istituzione del primo cratere è un atto di giustizia che permette a quelle comunità, seppur piccole da un punto di vista numerico ma importantissime da un punto di vista della storia, di guardare avanti con un po' più di ottimismo. E quindi non può che esserci, da parte nostra, fiducia nei confronti di questo Governo. È il Governo dei record. Capisco che su questo i nostri avversari fanno fatica e rimangono senza argomento, perché è il Governo con lo ai minimi storici, 1.300.000 posti di lavoro, il deficit che ci avete lasciato all'8 per cento che è arrivato al 3 per cento. È il Governo che ha ridotto dell'80 per cento gli sbarchi .
È anche questo un successo importante. Dobbiamo ricordarci come ci avete lasciato: se potessimo sintetizzarlo, potremmo dire che ieri eravamo “accoglioni”, oggi siamo padroni dei nostri confini.
Ma parliamo anche, oltre che della fiducia che noi abbiamo nei confronti di questo Governo, della vostra, di fiducia. Mi piacerebbe, Presidente, se esistesse il fiduciometro, misurare la fiducia che ha il Partito Democratico nei confronti del MoVimento 5 Stelle e la fiducia che ha il MoVimento 5 Stelle nei confronti del Partito Democratico e poi, sommate le due fiducie, divertirci a vedere quanta fiducia abbiano il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle nei confronti del partito di Renzi. Diciamo che l'unica cosa larga che c'è nel vostro campo è la sopportazione.
E sono stato e continuo ad essere, però, sempre molto, molto sorpreso dai toni assolutamente non costruttivi e distruttivi che avete nei confronti di tutti i provvedimenti che presentiamo.
Tra l'altro, in discussione generale, ho sentito il collega Casu indignarsi per il fatto che noi non abbiamo fatto lo scorrimento delle graduatorie. Certo, il Partito Democratico è un cattedratico dello scorrimento delle graduatorie, perché ad Allumiere siete stati capaci di fare un concorso per 20 posti con 100 idonei, poi avete fatto scorrere tutta questa graduatoria e tutti gli altri 80 erano esponenti dei vari consigli comunali e consigli regionali del Partito Democratico. Diciamo che il Partito Democratico è stato capace di trovare i posti di lavoro solo ad Allumiere, peccato che fossero soltanto per loro.
E comunque, a proposito di critiche, Presidente, comincio a pensare, guardando un po' sui e sui comunicati, che ci debba essere una sorta di mondo parallelo - una Camera parallela, un videogioco, un simulatore - dove gli dei nostri colleghi parlamentari fanno quello che poi raccontano, perché noi leggiamo cose che non sono accadute. Ho visto che l'del collega Aiello si è battuto perché noi avremmo aumentato i vitalizi e le pensioni, mentre invece lui è riuscito a fermare l'aumento dei vitalizi e delle pensioni: peccato che non è accaduto. Così come l' del collega Questore Scerra, che si è battuto nel Collegio dei questori contro gli sprechi: peccato che queste discussioni non ci siano state. E poi c'è l'del collega Grimaldi che in Commissione, durante i lavori di questo provvedimento, si è battuto fino allo stremo - l'ha ricordato anche oggi - per non far passare la norma sullo . Peccato che tutto questo non è accaduto: la norma sullo del Presidente Rampelli - che ringrazio per averla presentata - non è passata semplicemente perché non c'è stato il tempo di discuterla, quindi non è stata nemmeno posta all'attenzione. Però questa esigenza di dover raccontare e di invadere i ha creato questo mondo parallelo.
Però tranquillizzo il collega Grimaldi, perché c'è un ordine del giorno a firma del Presidente Rampelli, ma a firma anche mia, per impegnare il Governo, nel primo provvedimento utile, a fermare questa sagra dell'illegalità perché lo è una sagra dell'illegalità che si svolge qui a Roma ormai da tanto tempo - il comune di Roma è stato condannato al pagamento di 21 milioni di euro per questa occupazione abusiva e paga 207.000 euro al mese per questa occupazione - e soprattutto perché continuare a istigare e favorire l'illegalità non ci appartiene. E anche qui, Presidente, una riflessione, perché alla fine con riferimento ai grandi temi, come l'illegalità, la Costituzione, le anime belle della sinistra che sventolano i principi costituzionali, peccato che, nel momento in cui qualcuno occupa una casa, non solo gli ricaviamo una sfera di protezione, ma pensiamo che ciò gli dia il diritto per averne una assegnata.
Ecco, allora ha ragione su una cosa il collega Grimaldi: ha detto che noi siamo i cani da guardia. Però, collega Grimaldi, sì, noi siamo i cani da guardia, ma non dei poteri forti: noi siamo i cani da guardia della legalità. E anche per questo, Presidente, noi voteremo “sì” alla fiducia a questo Governo .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.
Poiché in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo è stato convenuto che la votazione per appello nominale abbia luogo a partire dalle ore 13, sospendo la seduta fino a tale ora. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione sulla questione di fiducia.
Indìco la votazione per appello nominale sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo delle Commissioni, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
Ricordo che l'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale la chiama avrà inizio è stata già effettuata dalla Presidenza nella seduta di giovedì 24 settembre. La chiama avrà quindi inizio dal deputato Perissa.
Invito i deputati Segretari a procedere alla chiama.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo delle Commissioni, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia:
Presenti: ………………...261
Votanti: …………………260
Astenuti: ………………. 1
Maggioranza: …………...131
Hanno risposto : ………167
Hanno risposto : ………93
La Camera approva.
Si intendono così precluse tutte le proposte emendative presentate.
sì:
Albano Lucia
Almici Cristina
Ambrosi Alessia
Amich Enzo
Amorese Alessandro
Andreuzza Giorgia
Bagnasco Roberto
Baldelli Antonio
Barabotti Andrea
Barelli Paolo
Battilocchio Alessandro
Battistoni Francesco
Bellomo Davide
Bellucci Maria Teresa
Benvenuti Gostoli Stefano Maria
Benvenuto Alessandro Manuel
Bergamini Deborah
Bicchielli Pino
Bignami Galeazzo
Billi Simone
Bisa Ingrid
Bordonali Simona
Boscaini Maria Paola
Bruzzone Francesco
Caiata Salvatore
Calovini Giangiacomo
Cangiano Gerolamo
Caparvi Virginio
Caretta Maria Cristina
Carfagna Maria Rosaria
Carloni Mirco
Caroppo Andrea
Carra' Anastasio
Casasco Maurizio
Cattaneo Alessandro
Cattoi Vanessa
Centenaro Giulio
Cerreto Marco
Cesa Lorenzo
Chiesa Paola Maria
Ciaburro Monica
Ciancitto Francesco Maria Salvatore
Ciocchetti Luciano
Cirielli Edmondo
Colombo Beatriz
Colosimo Chiara
Comaroli Silvana Andreina
Comba Fabrizio
Congedo Saverio
Coppo Marcello
Cortelazzo Piergiorgio
Costa Enrico
Crippa Andrea
De Bertoldi Andrea
De Corato Riccardo
De Monte Isabella
De Palma Vito
Deidda Salvatore
Delmastro Delle Vedove Andrea
Di Maggio Grazia
Di Mattina Salvatore Marcello
Di Rubba Alberto
Dondi Daniela
Donzelli Giovanni
Ferrante Tullio
Ferro Wanda
Filini Francesco
Formentini Paolo
Frassinetti Paola
Frassini Rebecca
Frijia Maria Grazia
Gabellone Antonio Maria
Gatta Giandiego
Gemmato Marcello
Gentile Andrea
Giaccone Andrea
Giordano Antonio
Giorgianni Carmen Letizia
Gori Irene
Iaia Dario
Kelany Sara
La Salandra Giandonato
Lampis Gianni
Lancellotta Elisabetta Christiana
Latini Giorgia
Lazzarini Arianna
Leo Maurizio
Loizzo Simona
Longi Eliana
Loperfido Emanuele
Lovecchio Giorgio
Lucaselli Ylenja
Maccanti Elena
Maccari Carlo
Maerna Novo Umberto
Maffioli Manuela
Maiorano Giovanni
Malagola Lorenzo
Malaguti Mauro
Mantovani Lucrezia Maria Benedetta
Marchetto Aliprandi Marina
Marrocco Patrizia
Maschio Ciro
Matera Mariangela
Matone Simonetta
Mattia Aldo
Maullu Stefano Giovanni
Mazzetti Erica
Mazzi Gianmarco
Michelotti Francesco
Miele Giovanna
Milani Massimo
Molinari Riccardo
Mollicone Federico
Montaruli Augusta
Montemagni Elisa
Morgante Maddalena
Mule' Giorgio
Mura Francesco
Nevi Raffaele
Nisini Tiziana
Osnato Marco
Ottaviani Nicola
Padovani Marco
Pagano Nazario
Palombi Alessandro
Pella Roberto
Pellicini Andrea
Perissa Marco
Pisano Calogero
Pittalis Pietro
Pizzimenti Graziano
Polo Barbara
Pretto Erik Umberto
Pulciani Paolo
Rampelli Fabio
Rizzetto Walter
Roccella Eugenia
Romano Francesco Saverio
Roscani Fabio
Rossello Cristina
Rossi Angelo
Rossi Fabrizio
Rosso Matteo
Rotondi Gianfranco
Rubano Francesco Maria
Ruspandini Massimo
Russo Gaetana
Russo Paolo Emilio
Saccani Jotti Gloria
Sbardella Luca
Schiano Di Visconti Michele
Schifone Marta
Silvestri Rachele
Sorte Alessandro
Tassinari Rosaria
Tenerini Chiara
Testa Guerino
Trancassini Paolo
Tremaglia Andrea
Urzi' Alessandro
Varchi Maria Carolina
Vietri Imma
Vinci Gianluca
Volpi Andrea
Zinzi Gianpiero
Zurzolo Immacolata
no:
Aiello Davide
Alifano Enrica
Amato Gaetano
Amendola Vincenzo
Appendino Chiara
Auriemma Carmela
Benzoni Fabrizio
Bergamini Davide
Berruto Mauro
Bonafe' Simona
Bonifazi Francesco
Boschi Maria Elena
Braga Chiara
Bruno Raffaele
Cafiero De Raho Federico
Calderone Tommaso Antonino
Cappelletti Enrico
Carmina Ida
Caso Antonio
Casu Andrea
Ciani Paolo
Colucci Alfonso
D'Alessio Antonio
De Luca Piero
De Maria Andrea
De Micheli Paola
Dell'Olio Gianmauro
Di Biase Michela
Di Sanzo Christian Diego
Donno Leonardo
Dori Devis
D'Orso Valentina
Evi Eleonora
Fede Giorgio
Ferrara Antonio
Filippin Rosanna
Forattini Antonella
Fornaro Federico
Fratoianni Nicola
Furfaro Marco
Ghio Valentina
Ghirra Francesca
Giachetti Roberto
Gianassi Federico
Girelli Gian Antonio
Giuliano Carla
Graziano Stefano
Gribaudo Chiara
Grimaldi Marco
Gubitosa Michele
Guerra Maria Cecilia
Iaria Antonino
Lai Silvio
Madia Maria Anna
Magi Riccardo
Malavasi Ilenia
Manzi Irene
Morfino Daniela
Orfini Matteo
Pandolfo Alberto
Pastorino Luca
Pavanelli Emma
Peluffo Vinicio Giuseppe Guido
Penza Pasqualino
Perantoni Mario
Piccolotti Elisabetta
Pierro Attilio
Porta Fabio
Pozzolo Emanuele
Raffa Angela
Ravetto Laura
Ricciardi Marianna
Ricciardi Toni
Richetti Matteo
Roggiani Silvia
Romeo Nadia
Rossi Andrea
Ruffino Daniela
Santillo Agostino
Sarracino Marco
Sasso Rossano
Serracchiani Debora
Silvestri Francesco
Simiani Marco
Sottanelli Giulio Cesare
Soumahoro Aboubakar
Sportiello Gilda
Tabacci Bruno
Tucci Riccardo
Vaccari Stefano
Viggiano Francesca
Zaratti Filiberto
Ziello Edoardo
:
Manes Franco
:
Barbagallo Anthony Emanuele
Barzotti Valentina
Bonetti Elena
Brambilla Michela Vittoria
Cappellacci Ugo
Care' Nicola
Cavandoli Laura
Cecchetti Fabrizio
Centemero Giulio
Colucci Alessandro
Costa Sergio
Della Vedova Benedetto
Fassino Piero
Foti Tommaso
Freni Federico
Gardini Elisabetta
Gava Vannia
Gebhard Renate
Giglio Vigna Alessandro
Giorgetti Giancarlo
Gnassi Andrea
Grippo Valentina
Guerini Lorenzo
Gusmeroli Alberto Luigi
Lollobrigida Francesco
Lupi Maurizio
Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo
Matteoni Nicole
Meloni Giorgia
Minardo Antonino
Molteni Nicola
Morrone Jacopo
Orsini Andrea
Pichetto Fratin Gilberto
Pietrella Fabio
Polidori Catia
Prisco Emanuele
Ricciardi Riccardo
Rixi Edoardo
Rotelli Mauro
Scarpa Rachele
Scerra Filippo
Semenzato Martina
Siracusano Matilde
Speranza Roberto
Tajani Antonio
Toccalini Luca
Traversi Roberto
Tremonti Giulio
Zanella Luana
Zoffili Eugenio
Zucconi Riccardo
PRESIDENTE. Sospendo a questo punto brevemente la seduta, al fine di consentire la predisposizione dell'elenco dei deputati in missione per la parte pomeridiana, il cui numero dovrà essere comunicato all'Aula alla ripresa della seduta. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 14,05.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana sono complessivamente 94, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa urgente al Ministro dell'Interno Piantedosi, per capire se nel nostro Paese siamo in uno stato di guerra non dichiarata oppure no. Mi riferisco a quanto accaduto nelle ultime ore a Reggio Emilia, dove un cittadino di origine egiziana ha prima accoltellato una donna in una stazione di servizio, mentre faceva benzina, e poi ha investito con la sua auto la stessa donna riversa per terra e due persone che la stavano soccorrendo.
Un episodio che ricorda molto da vicino quanto accaduto a Modena qualche mese fa, dove un altro cittadino straniero, un altro magrebino, aveva pensato bene di integrarsi con la popolazione italiana prendendo un'automobile e scaraventandosi sulla folla, uccidendo una donna e ferendo numerosi cittadini. Nelle stesse ore, poi, a Treviso, un altro cittadino africano ha pensato bene di integrarsi con gli italiani accoltellando un ragazzo nella piazza principale, e mi devono spiegare come mai, con tutti i precedenti penali, questo ragazzo africano era ancora libero di girare .
“Così il piano sicurezza non va”. Non sono parole mie, sono parole del sindaco di Treviso, Mario Conte, della Lega, che si è lamentato e ha usato queste parole. Si rivolga anche lui al Ministro Piantedosi e chieda lumi. Si rivolga anche al Ministro degli Esteri, Tajani, che solo qualche settimana fa ha siglato un patto con l'Egitto per far arrivare ancora più immigrati .
Siamo in guerra, Presidente, siamo invasi e paghiamo anni di politiche progressiste, di accoglienza e di inclusione. È un'emergenza nazionale, da Nord a Sud, e il Governo di centrodestra è troppo moderato e troppo blando. Dopo 4 anni non è cambiato assolutamente nulla e la politica si distrae, la stampa e il invece minimizzano, tollerano e quasi giustificano: “l'egiziano era in cura, aveva problemi mentali; l'africano era in cura, aveva problemi mentali”. Ma tutti in Italia devono venire questi immigrati con problemi mentali ?
Tutti da noi? O forse queste, Presidente, sono le conseguenze, i frutti malati, la mela avvelenata del multiculturalismo forzato e delle politiche dell'accoglienza di PD, MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e Italia Viva ?
Gli italiani stanno pagando un prezzo troppo alto, il costo è elevatissimo, Presidente, ma non mi riferisco solo ai costi economici, per cui togliamo soldi agli italiani e li diamo agli stranieri nell'assistenza sanitaria, nella scuola, nel e nelle case popolari. Mi riferisco ai costi sociali: furti, rapine, stupri, omicidi, che rovinano, che distruggono e che segnano la vita delle famiglie italiane. Perché? Vogliamo sapere perché, anche adesso che c'è un Governo di centrodestra, non si fa nulla di concreto. E allora diciamo noi cosa vogliamo, Presidente: vogliamo chiedere al Ministro Piantedosi cosa intenda fare per ovviare a tutto questo.
Noi vorremmo dei gruppi speciali anti-immigrazione , revoca immediata della cittadinanza a chiunque si macchi di reati, anche agli italiani di seconda generazione che delinquono, e poi, soprattutto - lo diciamo, non ci vergogniamo a dirlo - un decreto-legge remigrazione. Remigrazione subito per tutti quelli entrati irregolarmente e anche per quelli che sono cittadini italiani, ma pensano di integrarsi uccidendo i nostri concittadini.
Siamo in guerra, Presidente, questa è la nostra guerra. Mentre Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Loro Moderati - Noi Moderati, chiedo scusa - usano i soldi degli italiani per continuare a finanziare Zelensky per una guerra che non è la nostra, noi non abbiamo Forze dell'ordine a sufficienza, noi usiamo ancora troppa moderazione. Futuro Nazionale chiede al Ministro Piantedosi di venire con urgenza in Aula e capire in che modo intenda questo Governo difendere le donne e gli uomini italiani. Grazie, Presidente .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Riferirò al Presidente della richiesta di informativa.
Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Beh, devo dire che ci risiamo. A distanza di un anno il Governo, che aveva già respinto le modifiche al regolamento sanitario e si era astenuto sull'accordo pandemico proposto dall'OMS, ripropone le stesse dinamiche. Abbiamo appreso, infatti, nella giornata di ieri, da dichiarazioni riportate su un quadro sconcertante e imbarazzante per il nostro Paese a livello internazionale. Abbiamo infatti scoperto - ed è per questo che chiediamo un'informativa urgente al Ministro Schillaci - che il nostro Paese è arrivato a respingere esplicitamente le dichiarazioni delle Nazioni Unite rivolte a lavorare insieme per prevenire eventuali future pandemie, in caso, ovviamente, di emergenza sanitaria.
Noi crediamo che questo rappresenti uno schiaffo alla salute pubblica e alla ricerca, forse la pandemia COVID-19 non ha insegnato niente al nostro Paese. Lì avevamo capito molto bene che nessun Paese può costruire da solo la propria sicurezza sanitaria. Difendere la sovranità nazionale, che è la motivazione che viene addotta dal nostro Governo, non significa però rinunciare alla cooperazione internazionale, anzi, significa lavorare insieme per mettere il nostro Paese nelle condizioni di conoscere, di prevenire, di rafforzare il proprio Paese e di tutelare i propri cittadini, affrontando quei rischi e quelle emergenze sanitarie che ci possono essere.
Significa difendere il nostro Paese e renderlo più sicuro. È un accordo, infatti, che imporrebbe ai Paesi di condividere tempestivamente sequenze genetiche, i campioni dei patogeni emergenti, e, quindi, riuscire a mettere a disposizione vaccini e trattamenti, a fronte di un rapido sviluppo di test diagnostici: una cosa che riuscirebbe a perseguire i criteri di equità, di solidarietà e di universalità, ma anche di sicurezza sanitaria e di cooperazione internazionale.
Allora, mentre l'OMS e la comunità internazionale cercano insistentemente di costruire protocolli sanitari di cooperazione per evitare di ritrovarci impreparati di fronte a possibili eventuali emergenze sanitarie, il nostro Paese sceglie di sfilarsi - e purtroppo non è la prima volta - e di strizzare l'occhio alle derive sovraniste e alle narrazioni complottiste, riconducendoci in un grande abbraccio deleterio a Trump. È un atteggiamento che troviamo ideologico e irresponsabile, che isola il nostro Paese dai tavoli globali più importanti.
È un'astensione tutta politica e molto ideologica, che sa di propaganda e che pesa come una bocciatura, anche perché questa proposta non prevede alcuna imposizione, ma era una dichiarazione politica per sostenere proprio la cooperazione, l'accesso equo ai vaccini e a tutti gli strumenti sanitari. Tra l'altro, ci stupisce molto - e chiudo, Presidente - che le richieste avanzate dal Governo e i dubbi riguardino proprio il contrasto alla disinformazione e all'equità di accesso alle cure, dimostrando come la propaganda politica stia prevalendo sulla tutela della vita e sulla salute dei nostri cittadini.
Per questo motivo chiediamo al Governo e al Ministro della Salute che vengano a riferire immediatamente in Parlamento, in attesa della prossima seduta dell'Assemblea generale dell'ONU, per capire, confrontarci e spiegare le ragioni di questa scelta, che ci posiziona ai margini del contesto internazionale e mina il ruolo storico dell'Italia nella cooperazione sanitaria globale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Grimaldi.
MARCO GRIMALDI(AVS). Grazie, Presidente. Sa cosa ci fa più rabbia? Che questa discussione, questa richiesta di informativa sembra distante, distante quanto sembra distante la pandemia.
Siamo passati da alcuni anni in cui ognuno di noi ha cambiato radicalmente la propria vita: chi l'ha fatto perché ha perso il lavoro, chi l'ha fatto per la prima volta , chi non ha potuto tenere aperti i propri negozi e chi ha dovuto chiudere perché alcune grandi aziende, alcune , si sono rafforzate.
E poi c'è la vicenda sanitaria, una vicenda che ha anche lì colpito ognuno di noi, con i lutti e le morti. Chi viene come me dal Nord, come il collega Dori, sa bene che cosa hanno voluto dire per le nostre regioni non solo le zone rosse, ma vedere le RSA come dei pagliai in cui scoppiava e divampava l'incendio. E fateci dire che aver rimosso tutto questo, così come chi ha pagato di più questa crisi, soprattutto le donne e i più giovani, quelli che a casa hanno provato per la prima volta le esperienze di una didattica incerta, con tutte le loro frustrazioni di adolescenti che magari in quelle case avevano tutto quello da cui volevano scappare… Perché torno lì? Perché sembra che tutto questo ce lo siamo dimenticati, e sembra che ci siamo dimenticati anche le origini di tutto questo.
Io ve lo chiedo. Se continueremo a violare quei luoghi selvaggi del pianeta e se tutto questo servisse ulteriormente a limitare magari l' degli animali, se in futuro - lo dico qua - un nuovo virus compisse di nuovo un salto da specie a specie, da specie a umano, e se in questo racconto, che sembra distopico, la sanità pubblica fosse messa, magari, ancora peggio di quanto era messa qualche anno fa perché il riarmo e le guerre hanno ancora di più reso più fragile il universale, ecco, se tutto questo accadesse, noi di Alleanza Verdi e Sinistra non penseremo di essere davanti a una serie : è il del vostro turbocapitalismo e della vostra indifferenza, che si lega al vostro “climafreghismo”, alla lotta che fate contro la scienza e contro le grandi organizzazioni internazionali, nonché il fatto di non aver sottoscritto un impianto di collaborazione internazionale dell'OMS che chiede semplicemente di essere pronti.
Guardate, davanti allo della scorsa pandemia non sapevamo nemmeno quanti salvagenti avesse la nostra nave. Parlo delle nostre ASL: non sapevano neanche quante mascherine avevano ASL per ASL, a proposito di autonomia differenziata. Ecco, lo diciamo qua: come ci siamo salvati? Con la sanità privata? Ci siamo salvati con le vostre cliniche? Ci siamo salvati con i soldi dei miliardari? No, ci siamo salvati grazie alla ricerca, alla ricerca pubblica, a un grandissimo lavoro collettivo e a uno sforzo sovraumano di collaborazione. Per questo oggi voi vi rendete complici.
Speriamo che tutto ciò non avvenga, ma noi vorremmo dirvi che vi vogliamo mandare a casa perché, dovesse mai risuccedere, speriamo di non avere mai, e dico mai, voi al Governo .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente. Ha chiesto di parlare sullo stesso argomento l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Sì, grazie, Presidente, per associarci alla richiesta. Chiediamo anche noi un'informativa urgente sulla scelta dell'Italia di astenersi sulla dichiarazione delle Nazioni Unite per il rafforzamento della preparazione alle pandemie. Questa scelta merita una spiegazione chiara, perché stiamo parlando della capacità di prevenire le emergenze sanitarie.
Su quale testo si è astenuta l'Italia? Di cosa parlava? Parlava di condivisione delle informazioni, di collaborazione tra gli Stati, di accesso equo ai vaccini e agli strumenti sanitari. Quindi, mi sembrano cose estremamente condivisibili. Non ci spieghiamo il perché di questa astensione, o meglio, a pensar male ce lo spieghiamo con il fatto che si vuole continuare ad alimentare una propaganda becera, oserei dire, dopo quello che ci ha mostrato la pandemia sulla pelle delle persone.
Il COVID ci ha insegnato che i ritardi nella condivisione delle informazioni, nella produzione e nella distribuzione dei vaccini e nell'accesso alle cure possono essere determinanti.
Estremamente preoccupante il fatto che l'Italia si sia astenuta, e noi non sappiamo adesso quali saranno gli successivi. Allora, per questo motivo noi vogliamo che il Governo, il Ministro della Salute, ci venga a dire in Aula perché questa astensione, cosa intendete fare per garantire la cooperazione internazionale nella prevenzione e nella gestione delle future emergenze sanitarie.
Le disuguaglianze sanitarie si aggravano drammaticamente durante le emergenze, e noi già oggi siamo in una situazione con un sistema sanitario nazionale al collasso, con persone che attendono mesi in lista d'attesa, con persone che attendono giorni in attesa in pronto soccorso; e, quindi, non oso immaginare cosa possa accadere se dovesse verificarsi una nuova pandemia.
Per questo motivo ribadisco la richiesta di informativa urgente al Ministro della Salute su questo tema .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa anche su questo tema.
Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, la deputata Ravetto. Ne ha facoltà.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Sì, chiediamo un'informativa, in particolare al Ministro Nordio, perché è notizia di ieri che la Polizia di Stato ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere - e facciamo un plauso alla Polizia di Stato - nei confronti di un cittadino dominicano di 38 anni che risiede - sottolineo: risiede - in provincia di Pistoia e che a metà agosto ha torturato, cercato di violentare e cercato di annegare una ragazza italiana di 20 anni. Quest'uomo, in un appuntamento con questa ragazza, di fronte a un rifiuto sessuale l'ha trascinata in acqua, ritrascinata fuori, presa a sassate, le ha spento sigarette sulla faccia e l'ha colpita con la cintura sulle gambe.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). La ragazza è stata salvata perché fortunatamente passava una persona di lì che ha chiamato immediatamente le Forze dell'ordine.
Ora, noi di Futuro Nazionale troviamo incredibile questa situazione. La prima cosa incredibile è che un cittadino dominicano tanto pericoloso fosse a piede libero sul nostro territorio ; ma la seconda cosa incredibile è che questo cittadino dominicano avesse dei precedenti di reato specifici. È tutto qua, in questa frase: precedenti di reato specifici. E segnatamente, il signore non solo si era già macchiato di reati contro il patrimonio e di traffico di stupefacenti, ma aveva compiuto reati specifici di violenza sulle donne.
Allora, noi chiediamo al Ministro Nordio: come è possibile che un simile soggetto, se non rimpatriato, non fosse almeno destinatario di misure carcerarie o, perlomeno, avesse un braccialetto elettronico sul suo corpo ?
Allora, per noi di Futuro Nazionale l'equazione è molto chiara: se sei un criminale italiano vai in carcere, se sei un criminale straniero sul nostro territorio vai in carcere e vieni rimpatriato .
Con questa informativa vogliamo anche rivolgere un appello un po' alle forze politiche che fanno a gara nel parlare di patriarcato, fanno a gara nel parlare di scollature e fanno a gara nel fare vittimismi su presunti attacchi alle politiche. Ma chi vuole veramente la sicurezza delle donne in quest'Aula siamo noi di Futuro Nazionale , perché le donne hanno capito che, al di là della propaganda e delle varie discussioni femministe, chi veramente può garantire loro di circolare libere per strada, sicure per strada è chi vuole la remigrazione e chi vuole che questi delinquenti siano in carcere , possibilmente nei loro territori di provenienza .
PRESIDENTE. Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati .
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibili, in quanto non recanti istruzioni o impegni al Governo relativi a specifiche disposizioni del provvedimento in esame, come invece previsto dall'articolo 88, comma 1, del Regolamento, gli ordini del giorno n. 9/3083-A/94 Simiani e n. 9/3083-A/95 Michelotti, volti entrambi a promuovere una serie di iniziative e attività connesse e consequenziali all'eventuale riassetto del gruppo MPS e alle modifiche nella , laddove il provvedimento non reca interventi in materia di enti creditizi.
Invito dunque la rappresentante del Governo, la Sottosegretaria Castiello, ad esprimere i relativi pareri sugli ordini del giorno.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/1 Girelli il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/2 Toni Ricciardi il parere è favorevole con riformulazione che espunga dall'impegno le parole: “e comunque non oltre il disegno di legge di bilancio per l'anno 2027”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/3 Merola il parere è contrario. L'ordine del giorno n. 9/3083-A/4 Malavasi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/5 Marino il parere è favorevole con riformulazione che premetta all'alinea dell'impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/6 Fossi e n. 9/3083-A/7 Filippin il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/8 Ghio il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/9 Ciani il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/10 Soumahoro, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “a proseguire nell'attività finalizzata a favorire il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, nel rispetto degli obiettivi programmati dal PNRR nell'ambito della Missione 5, componente 2, investimento 2.2, anche sostenendo il miglioramento delle condizioni abitative nelle aree rurali, in favore dei lavoratori agricoli e delle giovani famiglie, con l'obiettivo di favorire la stabilizzazione della forza lavoro e la rivitalizzazione dei territori interessati”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/11 Amendola il parere è favorevole se espunta la quinta premessa e riformulato come l'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/26 Rotelli. L'impegno del testo base, ovviamente.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/12 Benvenuti Gostoli il parere è favorevole con riformulazione che premetta al secondo impegno le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/13 Bof è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/14 Sasso il parere è favorevole se così riformulato: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di adottare ogni idonea iniziativa volta a disporre il progressivo assorbimento dei candidati idonei sia del concorso ordinario, sia di quelli inseriti nella graduatoria del concorso straordinario; a garantire che l'attuazione di tali immissioni in ruolo avvenga per l'anno scolastico 2027-2028; a prevedere che per l'anno scolastico 2027-2028 nelle regioni (…)” e poi via dicendo.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/15 Ziello il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/14 Sasso. L'ordine del giorno n. 9/3083-A/16 Ravetto è accolto come raccomandazione. Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/17 Pierro e n. 9/3083-A/18 Davide Bergamini il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/19 Manzi è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/20 Iacono il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/21 Orfini, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, nelle importanti azioni di valorizzazione del personale della ricerca, al fine di assicurare la funzionalità degli enti pubblici di ricerca, nell'ottica di rafforzare la competitività della ricerca a livello nazionale e nello scenario internazionale”. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/22 Berruto il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/23 Ascani, espunta la quarta premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno che premetta le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/24 Cattaneo, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “al fine di favorire una più agevole e più efficace dismissione e, dunque, il recupero dei crediti cosiddetti non di totalità degli enti pubblici e delle pubbliche amministrazioni, a valutare l'opportunità di estendere alle società veicolo per la cartolarizzazione dei crediti di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130, l'esercizio del diritto di voto di cui agli articoli 243, comma 7, del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza e 127, comma 7, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, previo aggiornamento dello stato passivo”.
Sugli ordini del giorno nn. 9/3083-A/25 Maiorano, 9/3083-A/26 Rotelli, 9/3083-A/27 Rampelli e 9/3083-A/28 Urzi' il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/29 Furfaro, espunte le premesse nn. 2, 20, 25, 26 e 27, il parere è favorevole agli impegni con riformulazione che premetta all'alinea le parole “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e che riformuli come segue l'ultimo impegno: “a valutare ogni utile iniziativa di coordinamento tra il Ministero dell'Istruzione e del merito ed il Ministero dell'Università e della ricerca per individuare soluzioni tecniche, nel solco di quelle già avviate, finalizzate ad allineare l'offerta formativa universitaria all'effettivo fabbisogno e alle reali esigenze del sistema scolastico”.
Sugli ordini del giorno nn. 9/3083-A/30 Pittalis e 9/3083-A/31 Rubano il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/32 Giaccone il parere è favorevole, segnalo però che la fattispecie è stata già disciplinata dai decreti ministeriali 21 ottobre 2020 e 28 aprile 2021.
PRESIDENTE. Quindi, è favorevole.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/33 Casu il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/34 Vaccari, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “al fine di sostenere il comparto agricolo nazionale, gravemente colpito dagli eventi meteorologici eccezionali che si sono verificati nel corso della stagione estiva, in particolare nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 agosto 2026, a valutare l'opportunità di adottare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, ulteriori iniziative normative volte ad incrementare nel primo provvedimento utile la dotazione del Fondo per la gestione delle emergenze, istituito dall'articolo 1, comma 443, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/35 Forattini il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/36 Di Sanzo, espunte le ultime due premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame relative al settore della ricerca con ogni iniziativa utile, anche di carattere normativo, al fine di rafforzare l'attrattività del sistema della ricerca, anche valorizzando il contributo di quanti abbiano maturato la propria esperienza professionale e scientifica presso tali istituzioni”.
Sugli ordini del giorno nn. 9/3083-A/37 Ferrari e 9/3083-A/38 Scotto il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a provvedere, nel primo provvedimento normativo utile, a definire, in raccordo con la regione Campania, una disciplina organica per fronteggiare gli effetti del fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei, assicurando, altresì, un coordinamento istituzionale delle misure di assistenza alla popolazione, di sostegno alle imprese, di prevenzione del rischio sismico e di riparazione e riqualificazione sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/40 Sarracino, espunte la terza e quinta premessa, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno che inserisca dopo le parole “volte a elevare” le seguenti: “per le famiglie a basso reddito”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/41 Evi il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/42 Speranza il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/43 Gribaudo il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/44 Di Mattina il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/45 Serracchiani, espunte le ultime sei premesse, il parere è favorevole se riformulato come l'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/63...
PRESIDENTE. Ha detto ordine del giorno n. 9/3083-A/73?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Ordine del giorno n. 9/3083-A/46 Zanella?
PRESIDENTE. No, scusi. Dicevo: l'ordine del giorno n. 9/3083-A/45 Serracchiani è riformulato come…?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. È riformulato come l'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma.
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/3083-A/73 Di Lauro?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. No, ripeto: come l'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma.
PRESIDENTE. Va bene, come l'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma. Prego.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/46 Zanella il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli, espunte le premesse, il parere è favorevole, con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca, sempre il testo base.
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/48 Mari e n. 9/3083-A/49 Bonelli il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/50 Zaratti è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/51 Benzoni il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/52 Bonetti il parere è favorevole, con riformulazione che premetta le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” ed espunga le parole: “già a partire dalla prossima manovra di bilancio”.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/53 Ruffino è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/54 Richetti, espunta la terza premessa, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a valutare ogni utile iniziativa di coordinamento con il Ministero dell'Università e della ricerca per individuare soluzioni tecniche nel solco di quelle già avviate, finalizzate ad allineare l'offerta formativa universitaria all'effettivo fabbisogno e alle reali esigenze del sistema scolastico”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/55 D'Alessio il parere è favorevole con riformulazione, che premetta all'alinea degli impegni le parole: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”; è favorevole agli impegni, segnalando, per quanto riguarda il secondo impegno, che l'articolo 2, comma 8, del decreto-legge in esame ha già previsto, per i comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, la possibilità di nomina anche di segretari di fascia C senza limitazioni di durata dell'incarico. Si evidenzia, inoltre, che sussistono 107 segretari iscritti all'albo che non hanno ancora assunto servizio, pronti per essere nominati nei comuni oggetto dell'ordine del giorno.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/56 Onori è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/57 Grippo il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/58 Sottanelli è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/59 Rosato il parere è favorevole con riformulazione, che premetta le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/60 Pastorella il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/61 Graziano, espunte la seconda e la terza premessa, il parere è favorevole, con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/62 Guerra, espunte le premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione complessiva degli impegni dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/10 Soumahoro.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/64 Gentile il parere è favorevole con riformulazione che inserisca dopo le parole: “a legislazione vigente” le seguenti: “e dei vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/65 Arruzzolo il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/66 Morassut, espunte la seconda e la quarta premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/67 Bonafe' il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/68 Roggiani il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/69 Gianassi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/70 Tucci, espunto il primo paragrafo della quarta premessa, il parere è contrario al primo impegno e favorevole con riformulazione del secondo impegno, che premetta le parole: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/71 Quartini il parere è contrario.
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/72 Marianna Ricciardi e n. 9/3083-A/73 Di Lauro il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/74 Sportiello, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione complessiva degli impegni: “a continuare a garantire la permanenza e la consistenza dei finanziamenti stanziati per l'attuazione della legge delega n. 227 del 2021”.
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/75 Carotenuto e n. 9/3083-A/76 L'Abbate il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/77 Ilaria Fontana il parere è favorevole con riformulazione che premetta al primo e al secondo impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”; il parere è contrario sul terzo impegno e favorevole sul quarto impegno.
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/78 Santillo e n. 9/3083-A/79 Pavanelli il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/80 Aiello, espunte le premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione complessiva degli impegni dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/74 Sportiello.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/81 Alifano il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/82 Auriemma, espunta la quarta premessa, il parere è favorevole se complessivamente riformulato come l'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma.
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/83 Dell'Olio e n. 9/3083-A/84 Donno il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/85 Morfino il parere è favorevole con riformulazione che premetta al primo impegno le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/86 Caramiello il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/87 Iaria è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/88 Fede il parere è favorevole, segnalando quanto già ho illustrato in precedenza in relazione all'ordine del giorno n. 9/3083-A/55 D'Alessio.
PRESIDENTE. Aspetti, che cosa ha detto all'ordine del giorno n. 9/3083-A/55 D'Alessio? Forse è quello già attuato? Perché ci risulta una riformulazione sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/55 D'Alessio.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, riformulato allo stesso modo.
PRESIDENTE. Quindi, è favorevole previa riformulazione?
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì.
PRESIDENTE. Va bene, con lo stesso modo. Chiarissimo adesso. Prego.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/89 Carmina, espunte le premesse, sono accolti come raccomandazione gli impegni.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/90 Caso, espunte la quarta e l'ultima premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/91 Viggiano, espunte la seconda e la terza premessa, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/92 Curti, espunte le premesse nn. 4, 5 e 6, il parere è favorevole con riformulazione che premetta le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/93 Cavandoli il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Gli altri due ordini del giorno sono inammissibili.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/1 Girelli, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Girelli. Ne ha facoltà.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Tramite lei, vorrei chiedere alla Sottosegretaria la possibilità di accantonare quest'ordine del giorno, perché francamente faccio molta fatica a comprendere le ragioni di una bocciatura, sia per il tono delle premesse che per la richiesta, il contenuto dello stesso. In alternativa, chiederei alla Sottosegretaria se mi può giustificare il motivo del parere contrario.
PRESIDENTE. No. Quindi, rimane il parere contrario. Prego, onorevole Girelli.
GIAN ANTONIO GIRELLI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ci terrei a precisare che con quest'ordine del giorno semplicemente si vuole prendere atto che in questo provvedimento, dove davvero c'è di tutto, laddove si tocca il tema delle dipendenze mi sembrava di particolare interesse introdurre anche il tema della dipendenza digitale, perché, a quanto pare, sfugge la pericolosità che sempre di più la dipendenza digitale sta creando soprattutto nei giovani, nei ragazzi e nelle ragazze. Anche l'episodio di questi giorni, in quel di Lodi, credo che dovrebbe farci riflettere su come un mondo, che non conosciamo minimamente, impatti in maniera grave sulla psicologia e anche sullo stato di sensibilità dei giovani del nostro Paese.
Come tutte le volte, io credo, noi ci troviamo di fronte a delle dichiarazioni fatte sul voler investire in prevenzione, nella tutela nei confronti dei pericoli futuri e sulla concretezza poi delle scelte politiche, ma nemmeno in questo caso si trova il coraggio di approvare un ordine del giorno che semplicemente invita a prevedere specifiche risorse al riguardo. Infatti, si tratta di un tema di particolare complessità: riguarda l'impreparazione di chi dovrebbe sorvegliare questo fenomeno, dalla famiglia alla scuola, ma anche gli altri ambiti della società; riguarda la necessità, quindi, di un'indagine molto precisa, che tenga a sensibilizzare e soprattutto a evitare che un argomento come questo venga intrapreso solo nella deriva securitaria, in cui si pensa, per esempio, di vietare l'uso dei telefonini o altro fino a certe fasce di età, rinunciando a quello che è il vero cambiamento da introdurre, che è l'educazione responsabile al loro utilizzo.
Se noi possiamo prefigurare un futuro, infatti, dobbiamo prefigurarlo dove questi tipi di azioni saranno sempre più presenti, dove il digitale influirà e impatterà molto sulla nostra vita, nel disinteresse comune del Governo e di quest'Aula, come dimostrato anche da questa discussione. Certo, magari a qualcuno fa comodo, soprattutto per chi controlla alcune fonti digitali, per cui tende anche a influenzare l'opinione pubblica, magari anche il voto, attraverso questi strumenti. Rimane il fatto che, però, ci verrà consegnata una società particolarmente complessa, che assieme alle altre dipendenze, dovrà fare i conti anche su questo. Certo, viene da sorridere come un Governo spensierato non abbia nemmeno la consapevolezza e la volontà di prenderne atto, prevedere delle risorse, prevedere dei percorsi di formazione.
Invito l'Aula a riflettere al riguardo e ad esprimere un voto responsabile su quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/1 Girelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/2 Toni Ricciardi. Onorevole Ricciardi, accetta la riformulazione? Sì, perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/3 Merola, su cui il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/3 Merola, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/4 Malavasi. Onorevole, lo accetta come raccomandazione? No, non l'accetta. Chiedo al Governo se il parere è favorevole o contrario. Il parere è contrario.
Ha chiesto di parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.
ILENIA MALAVASI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Ci tengo a dire perché non ho accettato la raccomandazione e ringrazio il Governo per l'espressione del parere. Sinceramente, penso che non sia dignitosa una raccomandazione per un ordine del giorno che chiede il rispetto dei lavoratori di tutto il comparto delle strutture sanitarie e sociosanitarie private accreditate, che svolgono un ruolo importante anche per la tenuta del nostro sistema sanitario nazionale. Ricordo a quest'Aula che il contratto collettivo nazionale di lavoro della sanità privata ospedaliera è scaduto da 8 anni, mentre i lavoratori delle RSA e delle strutture sociosanitarie sono in attesa del rinnovo del contratto da 14 anni. Allora, io penso che sia una cosa vergognosa per la dignità di questi lavoratori e per la disparità di trattamento con i lavoratori del pubblico comparto, che pongono ovviamente condizioni che riguardano anche la qualità del lavoro e la dignità dei lavoratori.
Tra l'altro, abbiamo da poco visto anche il nuovo tariffario, che ha portato comunque ad un aumento di molte prestazioni. Ricordo che nel 2024 abbiamo erogato 856 milioni di prestazioni di assistenza specialistica e, di queste, circa il 60 per cento è stato fatto attraverso le strutture del privato. Quindi, l'aumento tariffario andrà ad arricchire i proprietari e i gestori delle strutture del privato accreditato, ma non darà alcun aumento ai lavoratori del comparto.
Una raccomandazione non mi sembra sufficientemente dignitosa e semplicemente veniva chiesto il massimo impegno al Governo per provare a sollecitare il rinnovo dei contratti, ma anche per sperimentare comunque delle innovazioni procedurali. Tutto questo proprio per agganciare il rinnovo dei contratti agli accreditamenti, per garantire ovviamente il riconoscimento di incrementi tariffari e delle maggiori risorse destinate alle strutture sanitarie private per favorire, ovviamente, il mantenimento della qualità, della professionalità, della dignità e della continuità assistenziale.
Ancora una volta - e non è la prima volta che accade in quest'Aula - il Governo non accoglie con convinzione quest'ordine del giorno, che ovviamente non pone problemi di copertura economica, ma era semplicemente un invito a lavorare in questa direzione e noi crediamo che la dignità dei lavoratori conti molto di più di una semplice raccomandazione .
PRESIDENTE. La collega Ricciardi sottoscrive l'ordine del giorno.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/4 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/5 Marino. Accetta la riformulazione, onorevole Marino? Sì, perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/6 Fossi, sul quale c'è un parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/6 Fossi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/7 Filippin, sul quale c'è un parere contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/7 Filippin, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/8 Ghio. Onorevole, accetta la riformulazione? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/9 Ciani il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/10 Soumahoro. Onorevole, accetta la riformulazione? Sì
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/11 Amendola. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/12 Benvenuti Gostoli. Accetta la riformulazione? Sì, perfetto. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/13 Bof. Onorevole, accetta la raccomandazione? No.
Chiedo al Governo il parere sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/13 Bof. Il parere è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. No, noi non possiamo accettare la raccomandazione, tra l'altro su una proposta che noi abbiamo fatto anche in sede emendativa in Commissione, che è stata respinta, su una cosa talmente semplice, che è un'esigenza dei nostri sindaci, dei nostri amministratori e che non ha nessun costo per le casse dello Stato. È proprio il non voler ascoltare, il non voler capire quello che è un problema tangibile. Stiamo parlando dei revisori contabili: il revisore contabile all'interno degli enti pubblici è una figura obbligatoria senza il cui parere non si possono approvare i bilanci, fare le variazioni di bilancio, quindi si blocca l'efficienza dell'ente.
Bene, bene, udite: il revisore contabile è l'unica figura per cui non viene previsto un sostituto in caso di impossibilità dovuta a una qualsiasi malattia, a un incidente. Il comune si trova paralizzato perché, di fatto, non vi è un sostituto; se il revisore, in quel momento, per un tempo anche più lungo, non può dare il proprio parere perché è impossibilitato a darlo, noi ci troviamo con l'ente bloccato, che rischia di non poter approvare il bilancio, quindi rischia paradossalmente anche la caduta dell'amministrazione, perché, se non c'è l'approvazione del bilancio, ovviamente c'è la decadenza dell'amministrazione stessa.
Vi sto parlando di casi accaduti, di problematiche accadute a sindaci che si sono trovati nell'emergenza di avere un revisore che, ahimè, ha fatto un incidente, si trova per due o tre mesi in ospedale e non può dare il proprio parere. In questo caso, il comune rimane paralizzato, perché non può fare una variazione di bilancio, non può prevedere di approvare il bilancio, se questo dovesse accadere durante i mesi di fine anno in cui bisogna approvare il bilancio, dovrà andare in esercizio provvisorio e, ahimè, se la cosa si prolunga, rischia anche di sforare i termini per l'approvazione del bilancio.
Quindi, visto che quando il sindaco deve nominare il revisore, lo deve nominare all'interno di una terna che viene fornita dalla prefettura, perché non individuare all'interno di quella terna uno che ne faccia le funzioni nel caso in cui ci sia l'impossibilità del soggetto titolare di poter adempiere alle proprie funzioni? Dare un parere contrario in Commissione all'emendamento e accogliere come raccomandazione… ma cosa bisogna raccomandare? Cosa bisogna raccomandare? Semplicemente, in un provvedimento che prevede degli articoli sulla PA, bisogna introdurre che, all'interno della terna che il prefetto fornisce al sindaco, venga individuato un vice che ne eserciti le funzioni in caso di impossibilità del revisore titolare. Cosa ci vuole? Cosa ci vuole? Nulla: c'è solo l'insensibilità, la posizione contraria a prescindere, rispetto al fatto di voler accogliere, prima in Commissione e poi oggi anche attraverso l'ordine del giorno, una necessità, un'istanza dei nostri sindaci, perché, ahimè, dai palazzi del potere la voce del territorio non si sente .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/13 Bof, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/14 Sasso. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/15 Ziello. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/16 Ravetto. Accetta la raccomandazione? No, allora il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare la deputata Ravetto. Ne ha facoltà.
LAURA RAVETTO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Noi non accettiamo la raccomandazione, perché crediamo che i difensori d'ufficio, gli avvocati d'ufficio, i periti, i consulenti dei tribunali, i custodi e gli ausiliari dei magistrati meritino rispetto e non raccomandazioni. Allora, poiché con questo provvedimento di fatto si statuisce l'obbligo di liquidare le spese in un termine brevissimo, cioè di 30 giorni, soltanto a favore delle società che effettuano intercettazioni, noi chiediamo - anzi, chiedevamo, purtroppo, perché il Governo si sta dimostrando contrario - che questo obbligo di liquidazione venisse esteso anche a tutti questi soggetti, che sono quelli che tengono in piedi i nostri processi anche perché ci troviamo di fronte a un arretrato che è stimato in circa 400 milioni e per cui è stato necessario un piano straordinario che infatti auspichiamo venga chiuso entro la fine del 2026, come dovrebbe essere previsto. E lo chiediamo anche in quest'ordine del giorno.
Quindi, chiediamo ai colleghi presenti in quest'Aula - se hanno a cuore lo svolgimento dei processi, se, come viene professato per esempio da Forza Italia, non ritengono che effettivamente siano le intercettazioni l'unica fase determinante in un processo, ma tengono anche alla tutela degli avvocati che si prestano spesso a patrocini d'ufficio, alla tutela degli ausiliari dei magistrati che aiutano anche nello smaltimento delle pratiche ancora pendenti, e quindi credono in tutti quei valori di funzionalità, di velocità, di celerità della giustizia - di votare a favore del nostro ordine del giorno .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.
TOMMASO ANTONINO CALDERONE(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Ovviamente, sono totalmente d'accordo con la collega che mi ha preceduto. Vede Presidente, signori colleghi, le società che si occupano di gestire le intercettazioni, per un fatto di natura obiettiva, sono una sorta di porto delle nebbie, perché dobbiamo dirci le cose come stanno: sono un po' utili a fisarmonica. Ed è giusto liquidare in tempi ragionevolmente brevi questo tipo di società e i crediti che queste società hanno.
Però, mi rivolgo ai tanti colleghi avvocati che sono in questo Parlamento e che possono capire - come gli altri, per carità, ma con una sensibilità diversa - quanta difficoltà c'è in questo momento nell'avvocatura, quei colleghi avvocati che aspettano da anni - da anni - in un momento di crisi finanziaria anche per le professioni, dove giornalmente si vengono a cancellare dall'albo degli avvocati decine di professionisti.
Allora, alle società milionarie noi i soldi glieli diamo immediatamente - funziona in una maniera distorta questa destra sociale che pensa di essere in Parlamento -, mentre ai colleghi avvocati, ai periti, ai consulenti, agli interpreti li facciamo aspettare per anni, signor Sottosegretario. Credo che sia profondamente ingiusto.
Era necessario ed era questo il senso, la del nostro ordinamento: parificare queste società milionarie, che si occupano di intercettazioni agli avvocati, che umilmente difendono con il gratuito patrocinio, agli interpreti, ai consulenti, ai periti del giudice. Non ci sono ausiliari di serie A e ausiliari di serie B, soprattutto c'è l'avvocatura che dovrebbe, sempre e comunque, essere rispettata .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/16 Ravetto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/17 Pierro, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pierro. Ne ha facoltà.
ATTILIO PIERRO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno è semplice, anzi, in uno Stato che funziona, questo provvedimento non si dovrebbe proprio chiedere a quest'Aula. Dopo vari anni dall'emergenza COVID-19 ancora parliamo di strutture commissariali, per fare cosa? Smaltire oppure recuperare le famose mascherine, i guanti o i camici. Si parla di 312.000 metri cubi di materiali stoccati, pari a circa 22.000 tonnellate, distribuite in vari magazzini in tutta Italia, e probabilmente abbiamo ancora i contratti di affitto in essere, come pure la custodia, con aumenti dei costi per i cittadini.
Noi di Futuro Nazionale chiediamo che lo smaltimento, la dismissione del materiale COVID-19 sia affidata alle strutture pubbliche, ai nostri Ministeri, ai Vigili del fuoco, alle Protezioni civili. Non vogliamo altre consulenze esterne, compensi aggiuntivi per cariche straordinarie a carico dei nostri cittadini. Abbiamo dirigenti, abbiamo funzionari capaci per programmare lo smaltimento di questo materiale.
Allora, voglio chiedere al Governo di modificare questo parere, perché valorizziamo i nostri funzionari, i nostri dipendenti, crediamo nelle loro professionalità. Pertanto, Governo, se credete alla professionalità dei nostri dipendenti, alle competenze dei nostri dipendenti, cercate di cambiare questo parere e date parere favorevole a quest'ordine del giorno .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/17 Pierro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/18 Davide Bergamini, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Davide Bergamini. Ne ha facoltà.
DAVIDE BERGAMINI(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Presidente, quando ho visto il parere contrario a quest'ordine del giorno ho pensato: o il Governo ha preso un abbaglio oppure c'è un problema serio all'interno di quest'Aula. Con il nostro ordine del giorno chiedevamo infatti una cosa molto semplice ossia destinare quella parte dell'8 per mille, che i cittadini non scelgono di destinare, al rafforzamento degli organici relativi alle Forze dell'ordine, quindi Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco. Invece abbiamo visto proprio un parere contrario netto e allora ci chiediamo: probabilmente il Governo ha preso un abbaglio o ha letto male il nostro ordine del giorno.
Poi, sono quindi andato a vedermi i numeri: abbiamo una carenza di oltre 12.000 unità per la Polizia di Stato, oltre 9.000 per i Carabinieri, oltre 5.000 per la Guardia di finanza e arriviamo fino a un 20 per cento di carenze di organico per quanto concerne i Vigili del fuoco: i famosi Vigili del fuoco, dei quali tutti ci ricordiamo all'interno di quest'Aula, quando ci sono calamità naturali, quando ci sono problemi sul nostro territorio e che ringraziamo, insieme alle Forze dell'ordine tutte , per l'operato che svolgono, anche in carenza di organico e anche in carenza di strumentazioni. Quindi, noi chiedevamo una cosa molto semplice: destinare quell'8 per mille - che non rappresenta un costo per nessuno, che non va a incidere sulla finanza pubblica - e dare un segno concreto a quello che tutti i giorni sentiamo dire all'interno di quest'Aula. Infatti, lo sentiamo dire con i famosi decreti Sicurezza, ne sentiamo parlare dai vari Sottosegretari e dal Ministro dell'Interno, ma poi non lo vediamo quando si tratta di votare a favore su un ordine del giorno che va in quella direzione, che va a impegnare il Governo per favorire gli organici di Polizia e delle Forze dell'ordine, magari a dare loro maggiori strumenti, anche di sicurezza attiva, per l'operato che svolgono quotidianamente, perché tutti all'interno di quest'Aula sappiamo benissimo che non tutti i presìdi di Polizia hanno strumentazioni moderne, strumentazioni che permettano loro di svolgere la loro attività come meglio potrebbero fare.
Quindi, siamo rimasti veramente stupiti e, a fronte di questo, chiediamo al Governo di dare un segno concreto, approvando, rivedendo il voto di quest'ordine del giorno e dimostrando che non siamo bravi solo a parole, ma siamo bravi anche con i fatti concreti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Ammetto - e faccio - che mi era sfuggito quest'ordine del giorno a firma del collega Bergamini, che però ha attirato la mia attenzione, parlando sostanzialmente della differenza tra la sinistra e la destra. Storicamente il centrodestra è sempre stato vicino alle Forze dell'ordine, si è sempre impegnato nel corso degli anni, c'è sempre stata questa netta divisione.
Quindi, davvero, la domanda che pongo a questa parte dell'Aula, a quella meno rumorosa, rispetto a quest'altra in questo specifico frangente, è… Considerato che quest'ordine del giorno è stato dichiarato ammissibile, quindi si è rimesso, appunto, alla valutazione del Governo stabilire - leggo testualmente - se fosse opportuno o meno “disciplinare la destinazione della quota dell'otto per mille dell'Irpef (…) individuando nel rafforzamento del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico la finalità prioritaria prevalente”. Ovviamente parliamo delle somme residue non ripartite dell'otto per mille, che questo decreto va a destinare, come previsto da una legge del 2023, al recupero delle tossicodipendenze. Quindi, scientificamente, la parte che io reputo comunque, nonostante tutto, più vicina culturalmente a Futuro Nazionale sta scegliendo deliberatamente di non destinare ulteriori risorse alle Forze dell'ordine. Guardate, è un semplice ordine del giorno. Colleghi, è un semplice ordine del giorno, però tra di voi, così come tra di noi, ci sono sicuramente estimatori delle Forze dell'ordine, dell'operato di chi indossa una divisa , a differenza di qualcun altro che sta dall'altra parte, che sta di fronte a voi.
Quindi, Presidente, chiedo davvero al Governo un supplemento… Presidente, chiedo un supplemento di riflessione su quest'ordine del giorno al Governo, perché non voglio uscire da quest'Aula dicendo che Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati non vogliono destinare maggiori risorse alle Forze dell'ordine: mi rifiuto di credere questo . Chiedo gentilmente al Governo un supplemento di riflessione e, se è possibile, accantonare quest'ordine del giorno
PRESIDENTE. È stato chiesto l'accantonamento dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/18 Davide Bergamini. Qual è il parere del Governo sull'accantonamento? È contrario.
Ha chiesto di parlare il deputato Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Presidente, intanto chiediamo l'accantonamento e cerco un po' di spiegare, perché non riesco a capire.
Adesso, tutto il rispetto per tutti i problemi e i disagi che ci possono essere nel nostro Paese, che vanno tenuti in considerazione e, ahimè, bisogna cercare di recuperare le persone. Ovviamente tra i tanti problemi che ha il nostro Paese ci sono le persone affette da Alzheimer, che hanno bisogno di sostegno da parte delle famiglie e che hanno bisogno di cura. Abbiamo un'emergenza gigantesca nelle case di riposo, con i comuni che fra poco andranno al tracollo con i loro bilanci perché ci saranno problemi molto seri sul discorso delle RSA e delle case di riposo. C'è il disagio giovanile piuttosto che le liste d'attesa nei nostri ospedali, dove i nostri anziani, le nostre fasce deboli aspettano una cura. Però, ahimè, l'attenzione, nella ripartizione di quella quota dell'otto per mille non assegnata, va alle dipendenze che è una parte del problema, ma sicuramente c'è un'altra parte del problema, che sono tutte le altre cose che ho citato, ivi compreso il comparto della sicurezza. Notizie di cronaca ci dicono che la sicurezza nelle città è molto fragile, è molto debole e c'è bisogno di investire lì: invece no!
Poi però mi viene il sospetto, perché poco tempo fa lo stesso Governo diceva: attenzione, puoi avere la possibilità di avvalerti della detenzione domiciliare solo se sei tossicodipendente o alcolista. Allora io dico: solo se uno è tossicodipendente o alcolista può uscire dal carcere e scontare la pena a casa? I fondi dell'otto per mille residui li diamo solo alle dipendenze, ahimè. Penso che dovremmo avere un ventaglio di visione di quelli che sono i problemi del nostro Paese un po' più ampio, magari senza escludere le dipendenze, ma non accaniamoci così tanto solo sulle dipendenze.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Al di là dei dibattiti che si registrano costantemente, sempre di più, in crescendo, in televisione, dove alcuni rappresentanti di questo centrodestra dicono di aver creato una soluzione alla penuria di organico delle Forze dell'ordine, mentre dall'altra parte ci sono accuse incrociate di non aver fatto nulla, io, guardando i dati, ho visto che - senza fare alcuna polemica - all'appello, all'interno dell'insieme delle Forze dell'ordine, mancano esattamente 33.839 unità. A fronte di questa penuria di organico, abbiamo la possibilità di trovare delle risorse aggiuntive per andare a potenziare l'organico, perché di fronte al nostro ordine del giorno, che è molto chiaro, andiamo a prendere quelle quote che vengono destinate dall'otto per mille e le vincoliamo come spesa al potenziamento degli organici delle Forze dell'ordine.
Di fronte al nostro testo, vediamo chi è davvero dalla parte delle Forze dell'ordine e chi è contro di esse , perché, colleghi, agli italiani in divisa va il personale ringraziamento di Futuro Nazionale per il grande lavoro che portano avanti quotidianamente, anche senza delle regole di ingaggio moderne, anche senza un equipaggiamento all'altezza della propria efficienza e della propria capacità di intervento e, di fronte a una proposta di questo tipo, scopriamo finalmente le carte. E quando qualcuno dice “Futuro Nazionale vota insieme alla sinistra” - tra l'altro in modo meschino, perché parla soltanto della fiducia e non dei voti finali ai provvedimenti -, qui su questa proposta, per esempio, vedremo la verità dei fatti. Di fronte a una proposta del generale Vannacci che dice “utilizziamo risorse in più per potenziare gli organici delle Forze dell'ordine”, avremo quindi delle votazioni sicuramente contrarie da parte di Fratelli d'Italia, da parte della Lega, da parte di Forza Italia, di Noi Moderati e di tutta la sinistra, insieme contro la nostra proposta e questo è sicuro.
A breve vedremo la proiezione della schermata, con tutti quei puntini rossi che vanno di fatto a identificare che cosa? Una sorta di cordone sanitario, in salsa italiana, che è già pronto per provare a tenere fuori il generale Vannacci. Ma, vedete, non fate un torto a Futuro Nazionale, fate un torto alle migliaia di agenti che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e per risolvere i problemi che molto spesso create voi, in quest'Aula, alle Forze dell'ordine . Finché non andrete a modificare le regole di ingaggio e le coperture giuridiche, infatti, ci saranno sempre problemi di ordine pubblico, ci saranno sempre limitazioni all'intervento delle Forze dell'ordine , purtroppo ci saranno sempre processi e indagini nei confronti delle Forze dell'ordine. Altro che registro dell'annotazione preliminare, onorevole Bignami! Altroché!
E ogni volta che si crea una problematica di questo tipo, dite “eh, è tutta colpa della magistratura”. Certamente, sappiamo che la maggior parte della magistratura ha una certa sensibilità politica di sinistra, ma qui, in questo Parlamento, vanno fatte le leggi che poi i magistrati sono obbligati ad applicare, ma finché non andrete a modificare veramente la legge, non risolverete il problema e questo sarà un bel banco di prova . Vediamo, vediamo il nuovo campo largo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Penza. Ne ha facoltà.
PASQUALINO PENZA(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo solo per dire “buongiorno” ai colleghi di Futuro Nazionale, “ben svegliati!” . Veramente un applauso, perché è curioso come i colleghi si siano accorti solo ora di tutto questo, quando, dopo quattro anni, ripeto, quattro anni, hanno votato scempi insieme a questa maggioranza. Oggi, fanno l'opposizione dell'opposizione alla propria maggioranza, e fino a ieri avete votato queste cose. Queste cose… È grazie a voi, grazie a voi … Oggi, vi svegliate…
PRESIDENTE. Colleghi…
PASQUALINO PENZA(M5S). …e vi rendete conto di quello che sta facendo questa maggioranza! Buongiorno! Buongiorno !
PRESIDENTE. Parli con me, parli con me...
PASQUALINO PENZA(M5S). Grazie, Presidente. Chiedo scusa. Io ho soltanto dato il buongiorno a chi si sveglia solo oggi per comodità politica diciamolo chiaro e tondo!
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, per favore…
PASQUALINO PENZA(M5S). È una campagna elettorale che parte da qui, in quest'Aula, è una campagna passata da un partito che non è stato votato, che è stato creato qui all'occorrenza, sulle spalle dei poliziotti. Perché non manca solo quello: ai poliziotti mancano gli alloggi ai poliziotti manca la formazione, ai poliziotti mancano le dotazioni. Abbiamo mandato i poliziotti in Albania! Le avete votate voi queste cose.
Allora, ai miei colleghi della Polizia dico: andiamo a controllare se queste cose, che oggi contestano quelli di Futuro Nazionale, le hanno votate e oggi le stanno smentendo ! Andiamo a controllare questa cosa! Controlliamo i voti di quei signori e allora lì andiamo a vedere se hanno votato per il centro in Albania! Allora capiamo perché abbiamo spostato tanti soldi in un centro che non serve a nulla - un miliardo di euro - ed oggi vengono a fare l'opposizione ai loro amici - mi viene da ridere - che sono stati eletti insieme a loro, poi hanno creato un partitino così e oggi fanno una campagna elettorale … Fanno una campagna elettorale…
PRESIDENTE. Colleghi…
PASQUALINO PENZA(M5S). …sulla Polizia, quasi come se avessero una visione improvvisa. Insomma, le vostre contestazioni, che adesso continuate a fare, non permettendo a chi parla di fare i propri interventi, vi qualificano E se questo è il futuro di Vannacci, eh, io la vedo proprio difficile . Veramente, chiamiamolo “Passato Nazionale” .
Allora, Presidente, noi del MoVimento 5 Stelle su questa cosa non potremo votare per una questione di coerenza e di incompatibilità con quel partito .
PRESIDENTE. Onorevole Ziello, se non ho capito male, chiede di parlare per un richiamo al Regolamento? Aspetti, aspetti un attimo. Colleghi, per favore, abbiamo un intervento per richiamo al Regolamento. Prego.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Sul secondo comma dell'articolo 8 del Regolamento, perché lei, come sa, deve garantire il buon andamento dei lavori. Sulla base di questo secondo comma, le dico che il deputato - di cui non ricordo il cognome che più volte si è rivolto a noi durante l'intervento, ovviamente ha violato costantemente le disposizioni regolamentari, perché, mentre parlava, si rivolgeva a noi, a volte anche con fare piuttosto veemente Lei, doveva richiamarlo. Però, io capisco…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, altrimenti non riesco...
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …io capisco anche la difficoltà. Evidentemente, da ciò che mi dicono, siccome l'onorevole in questione fa parte della Polizia di Stato e ha difficoltà ad avere radicamento tra i suoi colleghi - perché, evidentemente, se i suoi colleghi non lo seguono, già questo qualifica il tipo di deputato che abbiamo - e si è scagliato con una serie…
PRESIDENTE. Rimaniamo sul Regolamento, la prego, rimaniamo sul Regolamento.
EDOARDO ZIELLO(MISTO-FNV-F). …di accuse nei nostri confronti. Però, signor Presidente, mi sarei aspettato da parte sua richiami all'onorevole, perché, tra l'altro, se noi siamo il “Passato Nazionale”, loro solo il “MoVimento 5 fallimenti” .
PRESIDENTE. Comunque, ho invitato il collega Penza a rivolgersi alla Presidenza.
Onorevole Borrelli, per un richiamo al Regolamento anche lei? Sull'ordine del giorno. Prego.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Tramite la sua persona, vorrei ricordare ai colleghi di Futuro Nazionale che quel deputato di cui non si ricordano il nome è un poliziotto che ha servito con onore il nostro Paese Rispettateli! Loro con onore, senza scheletri nell'armadio, senza tradimenti! Ricordatelo! È un altro stile: è la Polizia con la “P” maiuscola, che non deve cercare proseliti deve servire il Paese, non cercare proseliti e cricche !
È per questo che c'è una grande differenza. E con quei soggetti che utilizzano le Forze dell'ordine o i militari per tentare altre operazioni, noi non ci staremo mai!
Onore e rispetto a chi serve il Paese, mai a chi tenta di metterci i piedi in testa !
PRESIDENTE. Mi pare che gli interventi siano terminati.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/18 Davide Bergamini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Rispetto alla richiesta di accantonamento, il Governo ha già detto di no. L'ha detto prima. Quindi rimane la votazione aperta.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Ordine del giorno n. 9/3083-A/19 Manzi: accetta la raccomandazione? Sì, perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/20 Iacono. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/20 Iacono, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/21 Orfini. Accetta la riformulazione? Non accetta.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/21 Orfini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/22 Berruto. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/22 Berruto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/23 Ascani. Ci comunicano che accetta la riformulazione, quindi, andiamo avanti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/24 Cattaneo. Accetta la riformulazione? Grazie.
Il parere sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/25 Maiorano, n. 9/3083-A/26 Rotelli, n. 9/3083-A/27 Rampelli e n. 9/3083-A/28 Urzi' è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/29 Furfaro. Accetta la riformulazione, onorevole Furfaro?
MARCO FURFARO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, non accetto che il Governo possa riformulare un impegno del genere, perché siamo in giorni in cui lo stesso Governo ha agito con necessità e urgenza per mettere un tetto ai bambini stranieri nelle classi. E, allora, abbiamo pensato di portare in quest'Aula un impegno, di chiedere un impegno al Governo, perché, nelle classi in queste ore, ci sono anche 380.000 alunni e alunne con disabilità. Quelle bambine e quei bambini hanno, sì, la necessità e l'urgenza, spesso, di avere un insegnante di sostegno che non hanno. Altre volte, quei bambini e quelle bambine non hanno una continuità con quell'insegnante.
Pensate, potrei raccontarvi la storia di Alice, di Siracusa, la quale negli ultimi dodici anni ha cambiato, pensate, undici insegnanti di sostegno.
Non solo, a questi ragazzi, a questi bambini e a queste bambine, vengono cambiati gli insegnanti, ma spesso non hanno gli insegnanti di ruolo, perché la metà sono supplenti, sono decine e decine di migliaia.
E allora, con quest'ordine del giorno chiediamo un impegno: quello di stabilizzare e di costruire un piano di assunzioni, un piano strutturale, nel quale si possa garantire al docente di non avere precarietà e quindi di poter vivere e fare il proprio lavoro in serenità, costruire specializzazioni; ma anche al bambino e alla bambina di avere il diritto - laddove c'è una disabilità - ad avere un insegnante di sostegno in maniera continuativa e che, soprattutto, lo possa sapere prima che l'anno scolastico parta.
Sabato era la Giornata mondiale del sordo. Una madre di una bambina che era là mi ha raccontato che quella bambina a Foligno, nell'Italia centrale, poteva fare solo 20 ore perché non c'erano abbastanza insegnanti di sostegno che sapevano la lingua LIS per fare da interpreti. Voi rincorrete ogni giorno - lo dico, tramite lei, alla maggioranza di destra e al Governo - chi vuole separare questo Paese, chi ha un'idea di società nella quale i bambini devono stare gli uni lontani dagli altri, magari in base alla nazionalità. Il prossimo passo, visto che è già dichiarato, è quello sugli alunni con disabilità.
Se voleste davvero bene a questo Paese, avreste dovuto fare il contrario e pensare che la necessità e l'urgenza non riguardano solo le aule fatiscenti e tutto ciò che state dimenticando, l'amianto, il tetto delle scuole che magari cade a pezzi o i bassi stipendi degli insegnanti, ma soprattutto uno degli anelli più deboli e che ha più bisogno: gli alunni con disabilità, le alunne con disabilità.
Se voi vi accoderete - e vi accoderete sicuramente - a chi li vuole separare dagli altri, questo impegno non ve lo prendete voi, ma ce lo prendiamo noi: ricostruire un piano per insegnanti di sostegno per assicurare inclusività e continuità didattica a 400.000 bambini e bambine con disabilità di questo Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/29 Furfaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sugli ordini del giorno n. 9/3083-A/30 Pittalis, n. 9/3083-A/31 Rubano e n. 9/3083-A/32 Giaccone il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/33 Casu il parere è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
ANDREA CASU(PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, io non riesco a comprendere quale possa essere la ragione della contrarietà a un impegno come questo. Ve lo leggo: “adottare ogni misura utile, anche di carattere normativo, volta a superare lo stato di cronica carenza di personale nelle pubbliche amministrazioni, anche rimuovendo gli ostacoli giuridici che limitano il ricorso allo scorrimento delle graduatorie degli idonei dei concorsi in corso di validità”.
Su questo tema è sbagliato dividersi politicamente, perché il tema del rinnovamento, del rafforzamento della pubblica amministrazione, il tema del milione di persone che, da qui al 2033, andranno in quiescenza, il tema di aprire le porte a una generazione di donne e di uomini che hanno fatto sacrifici e hanno già superato una prova non dovrebbe essere oggetto di divisione politica.
Noi abbiamo provato con tutte le nostre forze, nell'ambito dei lavori di Commissione, con degli emendamenti, con degli interventi, a spiegare quelle ragioni che portano a dire, ad esempio, che l'assurdo limite del 20 per cento per lo scorrimento della norma “blocca idonei” voluta dal Ministro Zangrillo è un limite contro il buon senso, perché ci possono essere situazioni in cui vi è l'esigenza di andare oltre quel 20 per cento e ci possono essere situazioni in cui è necessario andare a meno. Ma come si fa a sapere prima qual è il limite massimo?
Avrebbe più senso, invece, chiamare tutte quelle persone già selezionate che sono immediatamente pronte. Questo ragionamento non lo abbiamo inventato noi, non lo ha inventato il Partito Democratico, non nasce in questa legislatura. Vi leggo un intervento di Giorgia Meloni, nel febbraio del 2015, quando proponeva di ripartire dallo scorrimento delle graduatorie presenti perché ci sono tanti giovani idonei non vincitori in attesa di essere chiamati. Questi giovani che, quando voi eravate all'opposizione, consideravate una risorsa da chiamare, da valorizzare, non possono ricevere una porta chiusa in faccia semplicemente perché avete scelto di fare, sulla loro pelle, una crociata ideologica contro lo scorrimento delle graduatorie.
Vi leggo alcune parole che mi ha scritto una ragazza che, di fronte a queste ingiustizie, mi ha scritto una lettera… ve ne leggo alcuni passaggi. Non per parlare del suo concorso e della sua graduatoria - non vi dirò il nome e non vi dirò il campo -, ma per spiegarvi la ragione e il sentimento che provano queste persone quando ci scrivono, quando ci mandano quelle che tutti riceviamo e che inviterei tutti i parlamentari ad aprire, perché dietro quelle ci sono le storie di una generazione che sta vivendo delle ingiustizie.
Lei scrive: “Dietro queste sigle e questi numeri di protocollo ci siamo noi, ragazze giovani che studiano, frequentano l'università, lavorano e fanno sacrifici immani. Ognuna di noi affronta spese economiche rilevanti per i viaggi, i pernottamenti, i libri e le visite mediche preparatorie; facciamo rinunce personali e familiari enormi; investiamo le nostre speranze e i risparmi delle nostre famiglie per poi ritrovarci bloccate in un limbo congelato dalla burocrazia”.
E ancora: “Fa rabbia pensare che sia più comodo fare annunci ed esternazioni sui giornali piuttosto che assumersi la responsabilità di una scelta amministrativa concreta come lo scorrimento delle graduatorie. Nel 2026 non possiamo più permetterci il lusso della retorica: chiediamo con forza di sapere se, da parte del Ministero, ci sia la volontà reale di sbloccare la situazione o se i nostri sacrifici debbano continuare a essere considerati solo un danno collaterale della burocrazia”.
Questa persona mi scriveva dicendo: “Resto in attesa di un suo cortese e urgente riscontro”. La risposta da parte del Partito Democratico e delle forze di opposizione, con i nostri emendamenti, con quest'ordine del giorno, con i nostri interventi, c'è stata. Quello che manca è una risposta dal Governo: guardare negli occhi i sacrifici di queste ragazze e questi ragazzi, smetterla di difendere assurde regole che generano pesanti ingiustizie, anche di parità retributiva, perché ci sono, in questo Paese, persone che hanno fatto lo stesso concorso, fanno lo stesso lavoro, ma non percepiscono lo stesso salario solo per i tempi di scorrimento delle graduatorie, di assunzione e di presa in carico di persone che lavorano insieme.
Di fronte a tutto questo è indispensabile che ci sia un'assunzione di responsabilità collettiva.
La nostra risposta è affrontare questo tema con serietà, non affrontarlo in termini ideologici, non affrontarlo in termini politici, perché quello che stiamo affermando è un tema di difesa di valori e principi costituzionali, e però, nell'ennesimo decreto PA, in cui avete avuto attenzione per creare l'ennesimo incarico che sarà retribuito 30.000 euro al mese, per effettuare l'ennesima nomina di questi 4 anni di Governo, chiedere a Giorgia Meloni di ricordarsi i messaggi, i , gli impegni che aveva assunto con gli italiani quando era all'opposizione e non votare contro un ordine del giorno che vi chiede semplicemente di rimuovere quegli ostacoli che oggi impediscono a queste ragazze e a questi ragazzi di servire il nostro Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/33 Casu, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/34 Vaccari. Onorevole Vaccari, accetta la riformulazione? Perfetto, grazie.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/35 Forattini il parere è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/35 Forattini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/36 Di Sanzo. Accetta la riformulazione? Perfetto, grazie.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/37 Ferrari il parere è contrario. Se nessun chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/37 Ferrari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/38 Scotto, su cui il parere è contrario. Se nessun chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/38 Scotto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca. Accetta la riformulazione? Non accetta e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
PIERO DE LUCA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Due parole per chiedere davvero un'assunzione di responsabilità al Governo su questo che è un tema serio, su cui purtroppo abbiamo riscontrato, in queste settimane, soltanto tanta propaganda e demagogia. Noi abbiamo, ancora oggi, una situazione drammatica nei comuni dell'area flegrea e dei Campi Flegrei; una situazione drammatica a cui il Governo non è riuscito a dare risposte con il primo decreto, con questo decreto.
Abbiamo presentato, come Partito Democratico, una serie di emendamenti volti non a far valere delle proposte, delle esigenze o delle richieste così fuori dal comune, ma volti semplicemente a chiedere al Governo e alla maggioranza tutta, all'intero Paese, di assumersi la responsabilità di aiutare migliaia e migliaia di famiglie che, ancora oggi, sono fuori dai propri nuclei familiari.
Sono persone che non vedono più una speranza di futuro, che sono state completamente abbandonate da questo Governo, il quale si è limitato a fare passerelle con vari Ministri, propaganda, demagogia, ma all'atto pratico, quando si trattava di approvare degli emendamenti che consentissero di dare respiro a famiglie, imprese, attività commerciali, ai sindaci, che hanno bisogno di risorse per stabilizzare il personale e consentire di portare avanti le procedure, per aiutare le famiglie stesse e i loro cittadini e continuare il lavoro sul risanamento, la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio, il Governo e la maggioranza hanno risposto: assenti. Hanno bocciato, hanno deciso di dire “no” a tutte le richieste di buonsenso che ha presentato il Partito Democratico, peraltro sulla base delle valutazioni e delle richieste che arrivavano dai sindaci e dalle amministrazioni interessate e che gli stessi sindaci avevano condiviso anche in prefettura, in più occasioni con membri del vostro Governo, che si erano impegnati a dare risposte. Perché quando si tratta di mettere la faccia davanti alle telecamere dicono che sono pronti a fare tutto ciò che è necessario, ma quando si tratta, poi, di votare alla Camera, in Parlamento, su quei provvedimenti che sono necessari per aiutare e dare ossigeno alle popolazioni interessate, rispondono: assenti.
E oggi è una situazione intollerabile. È inaccettabile, perché sono stati traditi i Campi Flegrei. È stato tradito un pezzo di Campania, un pezzo del Mezzogiorno, un pezzo di Paese, che in questi anni è già stato abbandonato dal Governo e attaccato dal Governo in più occasioni, con tagli di risorse, fondi, investimenti, mezzi. E questa è la risposta che arriva dal Governo di fronte a un'emergenza drammatica che dovrebbe riguardare tutti.
Voi rispondete con una proposta di riformulazione: lavoriamo su una riforma organica. Ma che cosa c'è di organico da prevedere ? C'è da mettere i fondi e le risorse per aiutare oggi le popolazioni e i comuni interessati; non domani, non in un prossimo provvedimento, non in un prossimo futuro. Perché non oggi? Perché non adesso? A questa domanda non avete risposto. Era molto semplice: avevate la possibilità di dare ossigeno in questa fase, non di rinviare ancora una volta.
Allora, abbiamo incontrato e stiamo continuando ad incontrare in queste ore i sindaci e gli amministratori colpiti. Siccome avete vostri rappresentanti sul territorio, che ogni giorno fanno propaganda attaccando quegli amministratori che voi avete lasciato soli e state lasciando soli, qualcuno - era un ex Ministro - è andato addirittura ad occupare - simbolicamente, ci mancherebbe altro, ma anche fisicamente - le aule della presidenza del consiglio regionale, chiedendo risposte. Chiediamo a quell'esponente politico della vostra maggioranza qui, e di opposizione in Campania, di accompagnare i nostri amministratori qui, a Roma, per chiedere risposte non al presidente del consiglio regionale, ma alla Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese, perché ancora non ci ha messo la faccia e non ha detto perché sta continuando ad abbandonare le popolazioni e le amministrazioni interessate.
Allora, è tempo di smetterla con la propaganda, con la demagogia: è tempo di dare risposte. Avete la possibilità di farlo, ma la verità è che vi manca la volontà politica. Continuate ad attaccare un pezzo di territorio, un pezzo di Paese, perché preferite la propaganda alla soluzione dei problemi reali dei nostri cittadini. Noi non ci fermeremo: accompagneremo anche qui, a Roma, le amministrazioni colpite e le popolazioni interessate per una grande manifestazione, qui a Roma, per chiedere e rivendicare risposte alle giuste richieste - doverose richieste - che fanno le popolazioni e le amministrazioni.
È tempo, oggi, di dare risposte e di mettere da parte la demagogia e la propaganda. Invito, per questo, la rappresentante del Governo a ripensare alla propria richiesta di riformulazione, a metterci oggi la faccia. Questo è il momento, non ce ne saranno altri. Vi assumerete la responsabilità di aver abbandonato popolazioni, famiglie, imprese, attività commerciali che davvero rischiano di rimanere senza ossigeno per colpa e responsabilità vostra e di questo Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la Sottosegretaria. Ne ha facoltà.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Grazie, Presidente. Chiedo di accantonare l'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca.
PRESIDENTE. Grazie, Sottosegretaria. Quindi lo consideriamo accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/40 Sarracino. Onorevole Sarracino, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/40 Sarracino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/41 Evi. Onorevole Evi, accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare la deputata Evi. Ne ha facoltà.
ELEONORA EVI(PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non accetto questa riformulazione, perché, francamente, siamo di fronte all'ennesima volta in cui questo Governo si dimostra nemico della natura, nemico dell'ambiente, nemico degli animali.
Noi con quest'ordine del giorno chiedevamo una cosa molto semplice: non soltanto di ripristinare i fondi che avete tagliato alle aree naturali protette del nostro Paese, ma di aumentarle, per il futuro, con la prossima legge di bilancio. E non possiamo accettare l'ennesima riformulazione che mette tutto sotto la condizione di “a valutare l'opportunità di…” e “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Non ci stiamo, perché è l'ennesima promessa che non manterrete.
Noi stiamo chiedendo impegni certi su questo fronte, perché, cari colleghi e care colleghe, su questi temi, le chiacchiere stanno a zero. Avete varato un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: 361 azioni di cui, finanziate, di fatto, zero. Avete appena mandato alla Commissione europea un Piano nazionale di ripristino della natura, accompagnato da nessun fondo e nessuna risorsa economica per sostenere quegli impegni.
Ecco, è l'ennesima prova provata della vostra inazione su questo fronte, del vostro negare che è anche grazie a investimenti con la natura che noi possiamo costruire una società e un modello diverso. E questo è francamente incomprensibile, in un momento storico in cui veniamo dall'estate più calda mai registrata in questo Paese e su questo pianeta. Il futuro davanti a noi è decisamente preoccupante e non capire oggi l'importanza di investire risorse nella transizione ecologica e, in particolar modo, in questo caso, sulle aree naturali protette è di una miopia incomprensibile e inaccettabile. Ecco perché chiediamo un ravvedimento da parte del Governo e di votare a favore di quest'ordine del giorno, per mettere risorse serie, per far comprendere anche a chi ci ascolta fuori che la transizione ecologica non è un costo: è un investimento per il nostro stesso futuro, per il futuro di oggi della nostra generazione e delle generazioni che verranno dopo di noi. Lo dobbiamo fare, io credo, con determinazione, nella consapevolezza che la natura deve diventare la nostra migliore alleata contro la crisi climatica. Invece, voi state continuando a perpetrare tutte le azioni sbagliate e contrarie in questo senso. Penso, in particolar modo, all'ultimo attacco alla natura che state portando avanti, con una riforma sulla caccia che è incomprensibile, inaccettabile e vergognosa. Ritorno a ribadire, nuovamente, l'importanza di mettere al centro della nostra politica l'attenzione e la tutela della natura e degli ecosistemi .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/41 Evi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/42 Speranza. Onorevole Speranza, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/42 Speranza, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Il Governo ci informa che, a seguito dell'accantonamento dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca, risultano altresì accantonati gli ordini del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli, n. 9/3083-A/61 Graziano, n. 9/3083-A/66 Morassut, n. 9/3083-A/90 Caso e n. 9/3083-A/91 Viggiano, i quali erano stati accolti dal Governo con riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/43 Gribaudo. Onorevole Gribaudo, accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gribaudo. Ne ha facoltà.
CHIARA GRIBAUDO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Non posso accettare la riformulazione perché chiunque abbia fatto anche solo il consigliere comunale sa che questa riformulazione è una presa in giro.
Eppure, vorrei provare a far ragionare, ancora, il Governo. Perché, vedete - lo dico soprattutto ai colleghi che in quest'Aula hanno fatto, o magari stanno anche facendo, gli amministratori locali in piccole comunità nelle cosiddette aree interne di questo Paese -, quest'ordine del giorno, ma prima anche l'emendamento presentato in Commissione bilancio, guarda proprio a loro. Questa è una richiesta che viene dall'ANCI, non dalla sottoscritta, in cui, appunto, veniva richiesto di eliminare il termine del 31 dicembre 2025 che limita proprio il riconoscimento del contributo statale ai comuni nei quali gli amministratori hanno deliberato di rinunciare, in tutto o in parte, all'indennità massima prevista dalla legge.
Vedete, in alcuni comuni molti amministratori locali hanno scelto - proprio nelle realtà in cui, magari, ci sono difficoltà di bilancio, ristrettezze, ma anche per dare quel senso civico che appartiene a moltissimi amministratori - di rinunciare a una parte del loro compenso; ma dal 1° gennaio 2026 questa scelta rischia di produrre un effetto paradossalmente, come dire, negativo proprio sui bilanci comunali. Per continuare, quindi, a beneficiare di un contributo che viene erogato, proprio per evitare scompensi, i comuni potrebbero invece essere spinti a riconoscere queste indennità, peraltro l'indennità massima, altrimenti rischiano di perdere il contributo che veniva loro assegnato e di doverne sopportare le conseguenze finanziariamente.
Allora, io penso che non possiamo continuare a chiedere agli enti locali di amministrare con attenzione e, poi, penalizzarli proprio quando loro scelgono di rinunciare a una parte del loro compenso. Penso, in particolare, a quelle aree interne di questo Paese, dove tantissimi amministratori scelgono - di fronte a bilanci ristretti, a carenze di personale e anche a responsabilità crescenti - di fare queste scelte che considero, semmai, da premiare e non da penalizzare. Hanno bisogno però di regole certe e, invece, un'ulteriore difficoltà da gestire, che viene introdotta e che continua anche con questo provvedimento, non aiuta.
Allora, penso che questa possa essere un'occasione - mi rivolgo al Governo - per evitare almeno che quest'ordine del giorno venga accolto così. Noi chiediamo un impegno sul prossimo provvedimento utile. Arriverà la legge di bilancio: perché non approfittare di quello strumento per veicolare una richiesta di buonsenso, che cuba pochissime risorse, ma che darebbe davvero una risposta a quei tanti amministratori locali che tengono vive le nostre comunità rinunciando, ripeto, anche al compenso a favore dei loro cittadini? Io credo che sia un atto dovuto. Per questo chiedo, in prim'ordine, al Governo di accantonare quest'ordine del giorno, se ancora c'è un margine per una riformulazione che non suoni, diciamo, stucchevole come quella che ho sentito; altrimenti, naturalmente, chiedo che venga votato con il parere contrario.
PRESIDENTE. Governo, per favore. Il Governo? La richiesta di accantonamento sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/43 Gribaudo? No. L'onorevole Fornaro lo sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/43 Gribaudo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/44 Di Mattina il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/45 Serracchiani. Onorevole Serracchiani, accoglie la riformulazione? No. L'onorevole D'Orso lo sottoscrive. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/45 Serracchiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/46 Zanella sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/46 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli, quindi, risulta accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/48 Mari sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/48 Mari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/49 Bonelli sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/49 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/50 Zaratti. Onorevole Zaratti, accoglie la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/51 Benzoni sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo solo per stigmatizzare il parere contrario su quest'ordine del giorno. Era un ordine del giorno che voleva intervenire su un grande tema, che è quello degli eventi che hanno colpito la Lombardia. È un tema che abbiamo visto e che avete visto anche in Commissione a lungo. Le province di Como, di Lecco, la Valle Seriana, la Valle Camonica, la città di Cremona, in particolare, sono state colpite durante l'estate da molti eventi calamitosi e quest'ordine del giorno, semplicemente, chiedeva di adottare con urgenza ogni iniziativa volta ad assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi necessari al ripristino dei danni in queste zone.
Quindi, voglio tenerlo agli atti, perché credo che un parere negativo del Governo su un tema così importante voglia dire anche abbandonare una regione come la Lombardia che tanto dà al nostro Paese .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/51 Benzoni, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/52 Bonetti. Onorevole Bonetti, accoglie la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/53 Ruffino. Onorevole Ruffino, accoglie la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/54 Richetti. Onorevole Richetti, accoglie la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
MATTEO RICHETTI(AZ-PER-RE). In realtà, Presidente, non siamo di fronte a una riformulazione, perché io ho chiesto al Governo di occuparci, insieme, di una questione che è relativa agli insegnanti di sostegno nelle scuole. Mentre noi facciamo questa discussione, in tutta Italia, ancora nella giornata di oggi, escono i cosiddetti interpelli, cioè la modalità con cui, in maniera del tutto precaria, i nostri ragazzi vanno, per alcuni mesi, a fare gli insegnanti di sostegno. Con questi interpelli, tra l'altro, può essere che una persona laureata in psicologia, con l'esame di Stato già svolto e una preparazione specifica sulle fragilità, venga lasciata a casa, a fronte di uno studente al primo anno di Scienze dell'educazione.
E, allora, prima l'ho fatto con gli emendamenti e poi con l'ordine del giorno, ho detto: Governo, ci occupiamo di questa situazione che vuol dire riconoscere titoli di studio, insegnamento, continuità? Perché ci dimentichiamo sempre dei ragazzi che del sostegno hanno bisogno. Il Governo mi ha legittimamente risposto con una riformulazione con cui si impegna ad individuare, con il Ministero dell'Università e della ricerca, le soluzioni tecniche finalizzate ad allineare l'offerta formativa universitaria all'effettivo fabbisogno e alle esigenze del sistema scolastico.
Presidente, non è una riformulazione, è un altro ordine del giorno. Io volevo parlare del fatto che non lasciamo da soli i ragazzi che hanno bisogno del sostegno e trattiamo come persone, in maniera civile, chi va a fare l'insegnante di sostegno. Mi hanno detto: non ci interessa, perché il contenuto è questo.
Non chiedo né di accantonare né di riformulare. Va bene così, mi prendo la risposta: non ci occupiamo degli insegnanti di sostegno; e la votiamo.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/54 Richetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/55 D'Alessio. Accetta la riformulazione? Sì, quindi andiamo avanti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/56 Onori. Accetta la raccomandazione? Sì, andiamo avanti.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/57 Grippo il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/58 Sottanelli. Accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/59 Rosato. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/60 Pastorella, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/60 Pastorella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/61 Graziano è stato accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/62 Guerra. Accetta la riformulazione? Chiede di parlare, immagino che non accetti...
MARIA CECILIA GUERRA(PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiederei al Governo di cambiare il proprio parere in contrario, perché almeno non mi sento presa in giro Non è possibile che uno presenta un ordine del giorno e lei mi dice che le premesse sono espunte, cioè bocciate, e che l'impegno è scritto come quello di un altro ordine del giorno, peraltro già accolto. Francamente, cosa è rimasto del mio ordine del giorno? Neppure il tema.
E qui vengo appunto alla questione di merito, perché il tema che invece viene posto è un tema molto serio, soprattutto nel momento in cui abbiamo degli inneggiatori a rimandare a casa gli immigrati cosiddetti “clandestini”. Qui abbiamo un problema molto serio, cioè un decreto Flussi che praticamente genera irregolarità. Quindi persone che vengono chiamate da noi, sulla base di una nostra legge, nel nostro Paese, e che ogni anno, quando arrivano qua, imparano che il posto per cui li abbiamo chiamati in realtà non c'è, e quindi alla loro venuta, che spesso è costata, come sapete, non è possibile dare seguito. Queste persone cadono nell'irregolarità e noi non prevediamo neppure una possibilità di dare un periodo di permesso di soggiorno per ricerca di lavoro.
Allora, quando abbiamo discusso il tema oggetto dell'emendamento, che è il tema degli insediamenti cosiddetti abusivi, dove sono stipati italiani, immigrati regolari e irregolari, sono state le associazioni datoriali degli agricoltori a sottolinearci questo problema e a dire: noi sistemiamo questi posti, ma tenete conto che non ci sono solo delle persone regolari, ma anche degli irregolari. Allora io credo che questo fosse il momento per riflettere su questo tema.
Contestualmente a un intervento in cui il Governo è gravemente inefficiente, in ritardo, non avendo speso i 200 milioni che erano stati destinati dal PNRR, mentre cerca di fare una corsa per recuperarne almeno una parte per sistemare questi insediamenti abusivi, che sono veramente una fogna a cielo aperto, io credo che questo fosse il momento per riflettere anche su questo tema: smettere di essere noi, Stato italiano, a creare irregolarità.
Lei mi ha detto “sì” a un emendamento meritevole, ma che parla di altre cose. Quindi, la prego, Sottosegretaria, cambi il parere e mi dia parere contrario, così so con chi parlare .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/62 Guerra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/63 De Palma il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/64 Gentile. Accetta la riformulazione? Perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/65 Arruzzolo. Accetta la riformulazione? Perfetto, grazie.
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/66 Morassut è stato accantonato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/67 Bonafe', sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/67 Bonafe', con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/68 Roggiani il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/69 Gianassi. Accetta la raccomandazione? Perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/70 Tucci. Accetta la raccomandazione, onorevole Tucci?
RICCARDO TUCCI(M5S). Si può riascoltare, per favore?
PRESIDENTE. Chiedo al Governo se cortesemente può farci riascoltare la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/70 Tucci.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Sì, Presidente, grazie. Espunto il primo paragrafo della quarta premessa, il parere è contrario al primo impegno; è favorevole con riformulazione del secondo impegno, che premetta le parole: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Accetta, onorevole Tucci?
RICCARDO TUCCI(M5S). No, Presidente, non accetto la riformulazione e mi dispiace ascoltare queste parole della Sottosegretaria, anche perché avevo provato a farle capire quale era il problema di questa riformulazione. Tra l'altro hanno appena accolto, seppur con riformulazione, gli emendamenti dei colleghi di Forza Italia, quindi noto qualche distinzione. Vede, Sottosegretario, in quest'ordine del giorno, che riguarda - ricordiamolo - i tirocinanti della cultura, precisiamo che ci sono 321 persone, 321 lavoratori, che sono a scadenza contratto. Ora, noi chiediamo due impegni precisi al Governo.
Anzitutto chiediamo che entro il 31 dicembre avvenga la stabilizzazione definitiva, perché questi lavoratori arriveranno comunque ad avere 36 mesi di assunzione, seppure a tempo determinato; pertanto chiediamo la stabilizzazione definitiva, e su questo credo che siamo d'accordo. C'è un problema che voi in qualche modo riuscite a sottovalutare, ma non riesco a capire come fate. Noi chiediamo, allo stesso tempo, che venga fatta la proroga fino al 31 dicembre 2026 di questi lavoratori, perché, Presidente, i lavoratori sono in scadenza contratto al 25 di novembre.
Ora, lei mi deve cortesemente spiegare, Sottosegretario, a fronte di 12 lavoratori al Museo di Vibo Valentia, 4 al Museo di Mileto, 6 al Museo di Capo Colonna, 7 al Museo di Lamezia Terme, 7 al Parco archeologico di Locri, 22 al Parco di Roccelletta, altri 19 alla Sovrintendenza di Catanzaro e Crotone, 43 lavoratori al Museo di Reggio Calabria, 19 alla Sovrintendenza di Reggio e di Vibo, 23 alla Sovrintendenza di Cosenza e altri 21 al Parco di Sibari, come faranno tutti questi luoghi a trovarsi dal 25 novembre fino al 31 dicembre senza tutti questi lavoratori?
Ora, se poco fa avete accolto un ordine del giorno dei vostri colleghi di Forza Italia che chiede la stabilizzazione, così come la chiedo io, è evidente che siamo tutti d'accordo che questi parchi, tutti questi musei hanno necessità di avere questi lavoratori. Se allo stesso tempo, però, mi dite “non li possiamo prorogare dal 25 di novembre fino al 31 dicembre”, i musei e i parchi dove questi lavoratori operano come fanno a tenere aperto?
E allora, Sottosegretario, glielo avevo chiesto personalmente poco fa e glielo dico adesso, a favore di tutti: mi riesce a dare una risposta su questo vuoto che si creerà di questo mese circa, ammesso - e su questo ho dei dubbi - che al 31 dicembre poi troviate le risorse per stabilizzarli veramente ?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tucci. La collega Morfino sottoscrive. Il Governo vuole intervenire, prego.
GIUSEPPINA CASTIELLO,. Presidente, solo su questo aspetto, mi rivolgo all'onorevole Tucci. Noi applichiamo la norma, la legislazione vigente, che dice chiaramente che il superamento della durata massima di 36 mesi del rapporto a tempo determinato è incompatibile con la norma vigente. Poi che ci sia un problema di altra natura, che è di natura politica, è altra questione, ma noi su questo stiamo applicando quello che dice il contratto, quello che dice la norma.
PRESIDENTE. Allora, intanto sottoscrivono Aiello, Stumpo e D'Orso, se ho visto bene; anche Pellegrini e Carotenuto. Poi, se qualcun altro mi sfugge, venite qua e ce lo dite. Anche Amato sottoscrive.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tucci. Ne ha facoltà.
RICCARDO TUCCI(M5S). Presidente, solo per una piccola precisazione al Sottosegretario. Sottosegretario, se vuole le faccio una serie di esempi di quando dei lavoratori, che si sono trovati nella stessa condizione, sono stati prorogati non di un mese, rispetto ai tre anni di lavoro a tempo determinato, anche di uno o due anni. Alcuni colleghi - in particolare quelli di Forza Italia, che erano anche loro molto sensibili all'argomento, ma in generale è successo a tutti - ricorderanno, ad esempio, i lavoratori socialmente utili, che avevano raggiunto i 36 mesi di lavoro a tempo determinato e, prima di essere stabilizzati a tempo indeterminato, sono stati prorogati per il quarto e anche per il quinto anno a tempo determinato.
Quindi, Sottosegretario, credo che un mese lo si possa trovare anche per gli ex tirocinanti, che in questo caso hanno anche superato una prova selettiva.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/70 Tucci, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/71 Quartini, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/71 Quartini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/72 Marianna Ricciardi, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.
MARIANNA RICCIARDI(M5S). Grazie, Presidente. Purtroppo, in questi quattro anni abbiamo avuto modo di osservare come gestisce la sanità il Governo Meloni e, tra i tanti aspetti, vorrei soffermarmi in particolare su questo, oggetto dell'ordine del giorno, che potremmo sintetizzare in una dicitura: “fate e disfate”.
“Fate” perché prima, a giugno 2024, con il decreto Liste d'attesa - un decreto-legge fatto come provvedimento d'urgenza a quattro giorni dalle elezioni europee - avete proposto le vostre soluzioni per combattere il problema delle liste d'attesa: il divieto della chiusura delle agende per la prenotazione di visite ed esami; norme per impedire abusi sull', cioè sulle visite private fatte in ospedale. E aveva detto, la Presidente Meloni, accompagniamo tutto da un sistema di controlli e sanzioni. Come? Istituendo l'organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, che è un organismo - o almeno, aveva - con poteri ispettivi e di verifica sulle strutture sanitarie. A distanza di due anni questo organismo non è mai partito.
Arriviamo, così, alla seconda fase: “disfate”. Disfate perché ad agosto 2026, con questo decreto che stiamo discutendo, avete cancellato la funzione originaria con cui nasceva l'organismo di verifica sulle liste d'attesa, che era quella, appunto, di intervenire sulle liste d'attesa. Quindi, a questo punto, l'unica urgenza che c'era nel decreto Liste d'attesa di giugno 2024 erano le elezioni europee. Cioè, voi avete preso voti dalle persone illudendole che avreste combattuto il problema delle agende chiuse e degli abusi sulle visite e oggi chi dovrebbe fare questi controlli, cioè questo organismo, non solo non è mai partito in due anni ma non partirà mai, perché le funzioni dell'organismo sono state completamente cancellate e sostituite con nuove funzioni che non sono, però, quelle di controllo e di ispezione sull'effettiva validità e controllo di queste funzioni che si prefiggeva.
Allora, senza questo organismo i controlli non li farà nessuno. Probabilmente questa faccenda dei controlli non piaceva tanto, motivo per cui per due anni non è andato avanti questo sistema. Così, voi avete fatto una revisione delle funzioni dell'organismo di controllo e di verifica sulle liste d'attesa probabilmente in accordo con le regioni, ma capite bene che se controllore e controllato si mettono d'accordo non va assolutamente bene. Allora, prima pensavo: non sono in grado, sono probabilmente incapaci di gestire questo problema. Se poi, però, ci aggiungiamo che secondo alcuni articoli di giornale, secondo la stampa, questo organismo, in realtà, dovrebbe avere a capo una figura, un familiare vicino a un membro del Governo, allora io smetto di pensare che siete incapaci e penso che, invece, siete capacissimi a fare i vostri interessi . Quindi, per continuare a tenere in vita questo organismo e per dargli un senso l'avete trasformato in un carrozzone burocratico che sostanzialmente non servirà a nulla. L'unica cosa che farà sarà un ulteriore spreco di risorse che certamente ci potevamo risparmiare, perché queste funzioni, che farà questo nuovo organismo, sostanzialmente sono già svolte.
Allora, con quest'ordine del giorno chiedo di sospendere le procedure in corso, che sono partite a metà agosto - cioè praticamente nel silenzio assoluto, in modo da poter cercare di favorire chi speravate di favorire - e chiedo di riportare l'organismo alle funzioni originarie per cui era stato previsto .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/72 Marianna Ricciardi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/73 Di Lauro, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/73 Di Lauro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/74 Sportiello. Onorevole Sportiello, accoglie la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/74 Sportiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/75 Carotenuto, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Presidente, colleghi, c'è una norma in questo decreto che dice, per più di 100 discorsi, che cosa intende questo Governo per merito. È il comma 3 dell'articolo 1, che dice che fino al 31 dicembre il personale in comando può passare nei ruoli delle amministrazioni che lo ospitano e non un comando qualsiasi, ma “a qualsiasi titolo”, tra virgolette. Cosa vorrà dire? Beh, ce lo spiega la relazione illustrativa: la misura si estende anche al personale che si trova impiegato negli uffici di diretta collaborazione, cioè gli dei Ministeri, le persone scelte dal Ministro per fiducia politica e, quindi, non per concorso.
Allora, facciamo un po' di ordine: gli uffici di diretta collaborazione esistono per affiancare il vertice politico e, quando il vertice politico cambia, cambiano anche loro; è giusto così. Con questa norma invece, a un anno dalla fine di questa legislatura, chi è entrato in un Ministero per scelta del Ministro ci resta per sempre, .
Noi avevamo presentato un emendamento per porre rimedio a questa sconcezza, un emendamento semplice, il mio emendamento 1.25, che dice: lasciamo le cose come stanno, ma escludiamo gli uffici di diretta collaborazione, escludiamo quelli, perché ci sembra veramente ovvio, proprio per un po' di decenza. E invece no: chiaramente, esercitando la fiducia, avete cancellato quell'emendamento, insieme a tutti gli altri. E allora presentiamo quest'ordine del giorno, sperando che almeno questo, per un po' di coscienza, lo voterete.
Poi, tra l'altro, vi faccio notare che all'interno di questo novero avreste potuto stabilizzare altri, ad esempio le 1.600 persone assunte con i fondi del PNRR che hanno smaltito l'arretrato dei tribunali. Per loro il Governo ha previsto una proroga di tre mesi, tre mesi con scadenza 30 settembre, cioè dopodomani. Per loro, insomma, questo; per i vostri amici…
Poi ci sono le migliaia di vincitori e idonei delle graduatorie dei concorsi pubblici, precari nella sanità, nella scuola e nei comuni, che aspettano da anni una risposta. Per loro in questo decreto ci sono proroghe, rinvii, “potrebbero”, “forse”, “nei limiti delle facoltà assunzionali”. Per chi lavora nella segreteria del Ministero, invece, il posto è fisso subito, da dicembre in poi è garantito. Allora, colleghi, questa è la vostra idea di merito: per i precari “vedremo”; per gli amici “fatto, tutto a posto”.
Noi continueremo a dire che nella pubblica amministrazione si entra per concorso, come dice l'articolo 97 della Costituzione, e non perché si è entrati nella stanza giusta al momento giusto. Chiederemo al Governo con interrogazioni da domani, Ministero per Ministero, quanti passaggi di ruolo produrrà questa norma e chi ne beneficerà e vediamo un po' .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/75 Carotenuto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/76 L'Abbate, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/76 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/77 Ilaria Fontana. Accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/77 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/78 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/78 Santillo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/79 Pavanelli.
Ha chiesto di parlare la deputata Pavanelli. Ne ha facoltà.
EMMA PAVANELLI(M5S). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno riguarda le nostre università e la ricerca. Con questo decreto, all'articolo 11, si introduce un regime transitorio per le attività spaziali, fino all'arrivo dei decreti attuativi, che stiamo attendendo da molto tempo, visto che il decreto sulla è stato votato ormai diverso tempo fa.
Chi fa attività spaziale non ha bisogno dell'autorizzazione, e va bene; questo fino al 31 dicembre 2026. È una scelta del Governo che serve appunto a non bloccare il settore, in attesa che il quadro sia completo. Ma c'è un però: restano in piedi gli obblighi assicurativi, e restano nella loro versione più pesante, cioè 100 milioni di copertura per ogni sinistro. Presidente, è un problema. La legge, a regime, prevede che chi fa solo ricerca o chi ha una innovativa possa avere massimali più bassi; ma quel meccanismo dipende dai decreti attuativi, che ancora non ci sono, e la norma transitoria, ovviamente, non lo richiama.
Quindi, per questo decreto quel principio, semplicemente, sparisce per questo punto specifico. Io ho provato a spiegarlo con un emendamento, non solo su questo decreto, perché il risultato è paradossale. La stessa garanzia da 100 milioni viene chiesta a una grande azienda, che lancia magari una costellazione commerciale nello spazio, e a un'università che mette in orbita un piccolo satellite per fare ricerca e formare i propri studenti, cioè le future generazioni. Ora, un'università pubblica, Presidente, non ha i margini di un operatore industriale: ha un bilancio vincolato, risorse limitate - anzi, sempre più basse -, nessun fine di lucro e fa attività che, per natura e dimensione, hanno un rischio molto contenuto. Chiederle di sostenere un costo assicurativo pensato per altri significa, di fatto, rischiare di fermare progetti scientifici già avviati.
Una battaglia che non parte oggi, devo dirlo con franchezza: questo tema io l'avevo già sollevato durante i lavori sul decreto sull'economia dello spazio, perché il problema va risolto alla radice, sia in questo decreto sia in quello sulle politiche dello spazio. In entrambi i casi, devo dire, la maggioranza e il Governo hanno bocciato ogni volta l'emendamento; ovviamente ne prendo atto, Presidente, ma il fatto che l'emendamento non sia stato approvato non fa sparire il problema. Le università e gli enti di ricerca continueranno a trovarsi davanti allo stesso ostacolo, con la stessa scadenza che si avvicina.
Per questo torno oggi a chiedere questo con un semplice ordine del giorno, che è una richiesta più leggera, ma non meno seria. Che cosa chiedo? Chiedo al Governo di impegnarsi, Presidente, a trovare una soluzione per il sinistro delle attività spaziali di esclusiva finalità scientifica svolte da università ed enti pubblici di ricerca. Non chiedo di togliere le tutele per i terzi; la copertura resterebbe, ma proporzionata al rischio reale. Non chiediamo un privilegio permanente, ma solo nel periodo transitorio, fino ai decreti attuativi. Non chiediamo nulla per gli operatori commerciali; parliamo solo della ricerca pubblica, senza scopo di lucro. Perché conviene a tutti: sostenere la ricerca spaziale, Presidente, significa investire in giovani ricercatori, in competenze e in tecnologie, che poi alimentano l'intera filiera industriale del Paese. E sarebbe un errore lasciare che un cavillo assicurativo, e non una scelta consapevole, freni proprio chi prepara il futuro di questo settore.
Signor Presidente, so che gli emendamenti non hanno avuto fortuna, ma un problema che esiste resta tale anche se lo si ignora (.
PRESIDENTE. L'onorevole Dell'Olio sottoscrive l'ordine del giorno. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/79 Pavanelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/80 Aiello. Onorevole Aiello, accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/80 Aiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/81 Alifano.
Ha chiesto di parlare la deputata Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO(M5S). Grazie, Presidente. Poco fa facevamo una battuta tra noi colleghi, perché la collega Pavanelli ha detto: purtroppo avrei voluto depositare un emendamento, ma gli emendamenti sono tutti decaduti, e vivaddio, perché qui ci troviamo di fronte all'ennesimo decreto-legge sul quale, in sede di conversione, viene posta la consueta fiducia. Noi lo continuiamo a ripetere: è uno schiaffo alla Costituzione ed è uno schiaffo anche al principio della separazione dei poteri, perché il Parlamento, oramai, ha veramente un ruolo di mero ratificatore. Questo è molto triste, perché viene, di fatto, inferto un al modello democratico.
Ora, in questo decreto, Presidente, tra le altre cose - perché gli oggetti sono stati molteplici, anche questo in barba al dettato costituzionale -, viene anche riscritto il modello di riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie degli enti locali. E come si fa? Si prevede che i comuni che hanno una percentuale di smaltimento dei residui attivi, cioè dei crediti che non riescono a riscuotere, al di sotto del 35 per cento, debbano obbligatoriamente rivolgersi ad AMCO per la riscossione. Cos'è AMCO? È una società partecipata quasi interamente dal MEF. Quindi un controllo centrale, oramai, per quanto riguarda la riscossione delle entrate dei comuni. Per tutti gli altri enti locali non c'è l'obbligatorietà, ma viene stabilita la facoltatività, cioè anche gli altri enti locali, se vogliono, si possono rivolgere ad AMCO per la riscossione dei tributi.
Attenzione: AMCO si può avvalere di operatori privati iscritti in un apposito albo; sia AMCO sia questi operatori privati incaricati della riscossione hanno accesso a tutte le banche dati, quindi al PRA, ai registri immobiliari, alle banche dati detenute dagli enti previdenziali; quindi hanno la fotografia del contribuente; quindi anche gli operatori privati.
Inoltre, c'è un'altra cosa da sottolineare: questo regime ha una durata quinquennale e può essere anche prorogata tacitamente per altri cinque anni. Quindi, si prevede un rapporto decennale che può ulteriormente prorogarsi fino all'incasso o al discarico dei carichi presi in gestione da parte di AMCO.
Quindi è una disciplina, Presidente, che interviene in modo prepotente sulle capacità impositive degli enti locali e che inficia la stessa autonomia amministrativa e gestionale dei comuni. Tutto questo in barba ai principi di autonomia e all'autonomismo, che è stato tanto sbandierato in quest'Aula, ma in realtà poi si prevede qualcosa che va in una direzione assolutamente opposta. E non si tiene nemmeno conto dei diversi contesti economici, delle diverse realtà territoriali, delle reali capacità di recupero degli enti territoriali, dei vari comuni, che sono diverse a seconda delle varie regioni d'Italia.
Allora, noi con quest'ordine del giorno chiedevamo di rivedere questa disciplina, quantomeno tenendo conto delle diversità territoriali e demografiche del Paese, perché io vorrei ricordare, Presidente - forse in quest'Aula non si sa -, che per molti cittadini c'è l'alternativa tra mettere il piatto a tavola o pagare l'ennesimo balzello . Questo forse si dimentica e ancora vorrei ricordare - l'ho detto anche in un'altra occasione e vorrei invitare il Governo a seguire questo adagio - che le pecore vanno tosate, non vanno scorticate. Ma che cosa succede? Questo Governo oramai è impegnato a raschiare il fondo del barile, invece di preoccuparsi di come aumentare la capacità produttiva di questo Paese. Infatti, il punto è proprio quello: come far risalire la produzione industriale in questo Paese. E invece no, si pensa solo a raschiare il fondo del barile. E così si arriva a un paradosso: da chi denunciava i tributi come pizzo di Stato a sceriffo di Nottingham, Presidente, è un momento.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/81 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/82 Auriemma. Onorevole, accoglie la riformulazione? Sì. La deputata Morfino sottoscrive.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/83 Dell'Olio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.
GIANMAURO DELL'OLIO(M5S). Grazie, Presidente. Governo, colleghe e colleghi, avete espresso un parere contrario su questo ordine del giorno. Prima di spiegare le ragioni per cui le motivazioni del vostro parere contrario non reggono, voglio dire di cosa parliamo. Infatti, dentro un tema che sembra tecnico c'è una questione molto concreta, cioè quella che garantisce la legalità degli atti nei nostri comuni, di chi la garantisce. Il segretario comunale è quel professionista che assiste il sindaco e la giunta sulla regolarità degli atti e, nei piccoli e nei medi enti, spesso è l'unica garanzia giuridica che esiste. Non c'è un ufficio legale, non c'è un dirigente per ogni settore: c'è il segretario e, quando manca, il sindaco resta da solo oppure si va avanti con gli incarichi, le reggenze o gli incarichi a scavalco, cioè un segretario che divide il proprio tempo fra più comuni. Sono soluzioni che, per definizione, sono precarie.
Ed è qui il paradosso che vado a denunciare: voi lo spazio per le assunzioni quando volete lo trovate; corsie veloci, procedure speciali, risorse dedicate in molti settori della pubblica amministrazione. In questo decreto, l'ultimo emendamento che avete approvato in Commissione bilancio è stato proprio quello di assumere tre o quattro persone all'interno della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell'ufficio semplificazione. Praticamente un ossimoro, roba da matti.
Invece, per i segretari comunali, si trova un comma, un decreto o una deroga. Le assunzioni ci sono, ma non per chi presidia la legalità nei comuni. Guardiamo i fatti, che non sono stati smentiti nell'ordine del giorno. Primo: circa 780 comuni, quelli fra i 5.001 e 10.000 abitanti, sono scoperti, perché il Governo non ha programmato lo Spe.S 2026 né lo Spe.S 2027, quei corsi di specializzazione che consentono ai segretari di accedere alle sedi di fascia B. E non è un caso, è una vostra scelta. Secondo: il concorso che avete bandito a novembre 2024 procede con delle prove orali al ritmo di dodici candidati a settimana, dodici. Da questo punto di vista, si arriverà a coprire le sedi vacanti quando saranno già finiti i mandati di alcuni sindaci. Terzo: questo decreto-legge di oggi ammette il problema, perché avete aperto una sessione straordinaria per 340 idonei non vincitori. Ma ammettere che questo canale ordinario non funziona non basta, bisognava farlo funzionare e non affiancargli un rimedio di emergenza. Quarto: il Ministero dell'Interno ha lasciato gli albi regionali senza operazioni indicative immediate e gli albi, al decreto vigente, continuano a fissare al 31 dicembre 2026 la scadenza delle convenzioni in deroga. Il decreto dichiara anche di voler garantire continuità ai piccoli comuni, ma nei fatti la continuità finisce a fine anno.
E infine veniamo al parere del Governo che ha quattro problemi. Il primo è che si contraddice, perché dite che queste misure non sono estemporanee, ma sono il frutto di un lungo e ponderato percorso di riforma. Ma una riforma ponderata non si realizza con decreti d'urgenza, con deroghe temporanee e con sessioni straordinarie. Questi sono strumenti di emergenza. O è una riforma strutturale o è un'emergenza, non può essere l'una e l'altra a seconda della vostra convenienza. Quindi, il parere, invece di smentire l'ordine del giorno, dà conferma.
Il secondo è che scambia una disciplina completa con una disciplina coordinata e applicata. Dite che la materia è esaustiva e assicura ogni garanzia, ma se fosse davvero così le organizzazioni sindacali non avrebbero chiesto al Ministero chiarimenti urgenti, non ci sarebbe il rischio di contenzioso sul trattamento retributivo e non servirebbe coordinare il decreto con l'articolo 12- del decreto-legge n. 4 del 2022 e con l'articolo 18- del decreto-legge n. 113 del 2024. Questo a ennesima riprova che avete fatto lavori a successivi e non avete fatto una riforma coordinata.
Il terzo è che rispondete solo a una parte dell'ordine del giorno. L'ordine del giorno parla di un incarico di fascia iniziale nei comuni fra i 3.001 e i 5.000 abitanti ed è il primo impegno, ma sul secondo - cioè il tavolo con le organizzazioni e il piano straordinario di reclutamento - voi non dite nulla. Non dite una parola sui 781 comuni scoperti, sugli Spe.S mai programmati, sui 12 candidati a settimana, sulla scadenza del 31 dicembre. Quindi, un parere che non contesta questi fatti, li lascia in piedi.
Il quarto è che scambiate il confronto con il risultato. Dite che la programmazione dei fabbisogni avviene già con le forme di confronto con le organizzazioni sindacali, ma confrontarsi non significa programmare e programmare non significa coprire le sedi, perché se questo confronto già esiste non si capisce perché far votare contro un ordine del giorno che lo richiede; se invece non lo fate davvero, allora dovevate accettarlo, perché serve una cosa del genere.
Infine, la Funzione pubblica, che dovrebbe essere il soggetto titolare, il Dipartimento che dovrebbe occuparsi dell'impiego pubblico e della programmazione delle assunzioni, si limita a rinviare al parere dell'Interno. Su una materia che è pienamente sua, dovrebbe almeno esprimere una valutazione autonoma, pur rimettendosi all'Interno.
Con questo ordine del giorno chiedevamo due cose. Una era che l'assegnazione dei segretari di fascia iniziale a sedi più grandi avvenisse nel rispetto delle garanzie retributive sindacali già previste nei contratti: nulla di straordinario, chiedevamo solo di rispettare le regole esistenti. La seconda era il tavolo con le organizzazioni rappresentative e un piano straordinario e strutturale di reclutamento per coprire tutte le sedi vacanti e per superare la sola logica della deroga temporanea. Non erano privilegi per una categoria, ma si chiedeva che lo Stato potesse assicurare la presenza di chi garantisce la legalità ai nostri comuni, a partire da quelli più piccoli che sono quelli più esposti.
La vostra bocciatura di questo ordine del giorno sancisce in modo chiaro che voi le risorse le trovate per gli amici, ma non volete davvero risolvere i problemi dei comuni .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/83 Dell'Olio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/84 Donno …Suppongo che sia collegato alle elezioni a Reggio Calabria… Devo supporre ragionevolmente che sia così. Colleghi, grazie. Così torniamo ai lavori d'Aula. Suppongo che gli applausi siano collegati all'elezione a Reggio Calabria del nuovo collega, deputato qui …
Ritorniamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/84 Donno. L'applauso non era per lei immagino…C'è un parere contrario secco del Governo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/84 Donno, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/85 Morfino. Onorevole Morfino accoglie la riformulazione?
No, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/ 3083-A/85 Morfino con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/86 Caramiello sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/86 Caramiello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/ 3083-A/87 Iaria. Onorevole Iaria accoglie la riformulazione?
No, lo pongo in votazione o vuole intervenire? Aspetti, chiediamo il parere al Governo… È contrario. Perfetto, allora il parere è contrario, lo pongo in votazione… vuole intervenire? Avevo capito male io. Prego, onorevole.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Voglio intervenire perché in questo provvedimento - che ha portato anche tantissime cose particolari, idee e proposte - c'è anche una certa un'attenzione ai soldi del PNRR e ricordo che i soldi del PNRR, che abbiamo portato noi, vi hanno permesso di far finta di governare in questi quattro anni. Dico far finta perché, senza i soldi del PNRR, non avreste portato alcuna risorsa per il Paese. E fate finta anche di aver risolto tutta una serie di questioni che, senza quei soldi, non avreste potuto risolvere.
Quindi ogni volta che si parla di PNRR, di soldi che ha portato il MoVimento 5 Stelle, non accettiamo, non accetto una raccomandazione; in particolare per questo ordine del giorno, perché riguarda la possibilità di dare risorse, lavori per stazioni ferroviarie, per ridurre le problematiche di accesso per le persone con disabilità: sia con ridotta mobilità, sia con disabilità.
E lo dico perché è molto importante che si pensi che moltissime stazioni nel nostro Paese non sono accessibili. Non sono accessibili per le persone più deboli e più fragili; dico anche… anzi, ricordo che le persone con disabilità possono anche essere persone con disabilità temporanea, quindi può capitare a tutti noi di avere una disabilità temporanea e non poter accedere al servizio delle stazioni ferroviarie.
In questo provvedimento non si dà la certezza che questi investimenti, questi 468 milioni, vadano prioritariamente a questo tipo di funzione. E a me dispiace perché non vorrei che questa destra andasse a rincorrere qualcuno che è ancora più a destra e che pensa alla disabilità come un problema da spostare in altri posti; quindi, magari, fare una stazione per le persone con disabilità, diversa dalle altre stazioni; fare dei treni per le persone con disabilità, diversi dagli altri treni. Questa è un po' l'ottica che sta venendo fuori: non risolvere i problemi, ma creare comparti stagni, categorie e poi, chiaramente, spostarle da altre parti in modo da non risolvere i problemi.
Continuo a dire che, se aveste veramente pensato agli investimenti sulla nostra rete ferroviaria, non avreste sprecato tutti i soldi per il Ponte sullo Stretto; tra l'altro, recentemente ho anche visto che il direttore tecnico ha dato le dimissioni e si è spostato in ANAS, quindi cominciano a scendere non dalla nave, ma dal ponte anche tutti i tecnici che lavoravano perché sanno benissimo che questa opera non si farà e sarà fallimentare.
Quindi, a questo punto, la raccomandazione non serve a nulla. L'ordine del giorno approvato, anche direttamente, senza raccomandazione, è soltanto un indirizzo. Però, permettetemi, quando si tratta di PNRR, non accettiamo che voi decidiate come usare questi soldi senza che noi possiamo dire come farveli usare
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/87 Iaria, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/88 Fede. Onorevole Fede, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/89 Carmina. Onorevole Carmina, accetta la riformulazione ai fini della raccomandazione? No. Lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/89 Carmina, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
L'ordine del giorno n. 9/3083-A/90 Caso è accantonato, come l'ordine del giorno n. 9/3083-A/91 Viggiano.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/92 Curti. Onorevole Curti, accetta la riformulazione? Sì.
Sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/93 Cavandoli il parere è favorevole.
Ritorniamo agli ordini del giorno accantonati. Chiedo alla rappresentante del Governo di esprimere il parere sui sei ordini del giorno accantonati. Se vuole glieli indico io.
LUCIA ALBANO,. Sì, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Allora, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca?
LUCIA ALBANO,. Dunque, sono tutti collegati. Partendo dall'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca, chiaramente prendendo atto della mancata accettazione della riformulazione che è stata proposta dal Governo - che, ad ogni modo, in questa sede, si conferma -, si rappresenta che il Governo si è impegnato nella predisposizione di un nuovo provvedimento sui Campi Flegrei Cche realizza anche alcune delle esigenze alla base dell'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca e, da questo, degli ordini del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli, n. 9/3083-A/61 Graziano, n. 9/3083-A/66 Morassut, n. 9/3083-A/90 Caso e n. 9/3083-A/91 Viggiano. Questa è la posizione.
PRESIDENTE. Quindi, lei riconferma per tutti e sei gli ordini del giorno il parere favorevole previa riformulazione che era stata data dalla sua collega ad inizio seduta, giusto?
LUCIA ALBANO,. Confermo
PRESIDENTE. E allora sono tutti, diciamo, come erano prima, per intenderci.
Quindi, torniamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca. Onorevole De Luca, accetta la riformulazione?
PIERO DE LUCA(PD-IDP). Considerato il grande gesto e l'attenzione da parte del Governo… non riformula perché non abbiamo accettato la riformulazione e non cambia il parere perché non abbiamo accettato quella che non era una riformulazione ma una presa in giro. Voi non ci avete detto cosa intendete fare, avete rigettato tutti gli emendamenti in fase di recepimento e trasposizione del decreto. Ora, ci parlate di una riforma organica senza dire cosa, come, quando e in che modo opererete concretamente nell'interesse delle popolazioni e delle amministrazioni interessate. Dovete farlo ora, non domani, non tra dieci giorni, non in un futuro provvedimento.
Avevate la possibilità di farlo adesso in questo provvedimento e non l'avete fatto per ragioni politiche, per un errore, per un clamoroso tradimento nei confronti di questo territorio di cui dovrete dare atto e rispondere nei confronti delle popolazioni e delle amministrazioni interessate. Quindi, confermiamo la nostra impossibilità ad accogliere non una riformulazione, ma una presa in giro: una presa in giro non di noi che abbiamo presentato questi ordini del giorno, ma una presa in giro delle popolazioni e delle amministrazioni colpite. Sono famiglie che non riescono e non riusciranno a rientrare dentro le proprie abitazioni per responsabilità vostra. Dovete assumervene le responsabilità.
E, oggi, con questo voto, si chiarirà, in modo evidente, chi intende aiutare davvero queste popolazioni e queste amministrazioni e chi intende continuare solo con la propaganda e la demagogia. Per cui continuiamo a non poter accettare questa riformulazione e, ovviamente, chiediamo che venga messo al voto l'ordine del giorno, chiedendo un sussulto di orgoglio e di attenzione e anche di autonomia da parte di tutte le forze politiche in questo Parlamento.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/39 De Luca con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli. Onorevole, accetta la riformulazione? Vuole intervenire? Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Presidente, intervengo per sottolineare alcuni aspetti al Governo. Innanzitutto, secondo il nostro punto di vista, mettere assieme tutti questi ordini del giorno sui Campi Flegrei, trasformandoli in un'unica riformulazione del Governo, è un errore. Non solo dal punto di vista politico, ma anche dal punto di vista tecnico, perché, ad esempio, nel caso specifico noi ponevamo il tema su un elemento che ci preoccupa particolarmente. E chiedevamo, tra l'altro prendendo per buono quello che il Governo aveva detto… Cioè, il Governo ha deciso di presentare un nuovo provvedimento dopo che questo provvedimento è risultato profondamente insoddisfacente, al punto tale che la stessa maggioranza ha avuto alcuni emendamenti bocciati.
Avete bocciato tutti gli emendamenti della minoranza, dopodiché, poiché non c'è soddisfazione, perché gli stessi sindaci dell'area dei Campi Flegrei si sono dichiarati insoddisfatti e traditi dalla posizione del Governo e della maggioranza, avete detto, senza comunicarci i tempi di questo nuovo decreto, che ne farete uno, speriamo, nei prossimi giorni.
Proprio prendendo per buono questo, AVS vi ha posto un tema che riguarda un pezzo, ovviamente le abitazioni dei cittadini: sono oramai circa 5.000 gli sfollati nei Campi Flegrei, una tragedia che risulta una tragedia silente, perché Pozzuoli, in particolare, sta morendo lentamente senza che nessuno se ne occupi, non solo dal punto di vista governativo, ma anche - devo dire la verità - dal punto di vista mediatico.
Sarà una battaglia che noi faremo nei prossimi mesi per ridare dignità, anche pubblica, alla sofferenza di migliaia di persone che sono senza abitazioni, con un CAS, cioè le spese che sono state anticipate dalla regione Campania per le sistemazioni temporanee che sono veramente , perché parliamo mediamente di 900 euro, che oggi, dati i costi della vita, sono veramente qualcosa di meno della dignità.
Ma, in particolare, noi ci siamo concentrati su un aspetto che riguarda la prospettiva, e cioè il problema degli operatori economici nei Campi Flegrei.
Questo è un tema che noi vogliamo porre perché non c'è attenzione rispetto ai commercianti e agli operatori economici di quel territorio; stanno chiudendo gradualmente e drammaticamente tutte le attività, anche attività che generalmente funzionano nei momenti di maggiori crisi. Mi riferisco alle attività alimentari, mi riferisco alle attività di ristorazione. Ebbene, chiudono e, addirittura, in quello che un tempo è stato il centro storico di Pozzuoli, dove si faceva a gara ad aprire locali perché avevano sicura fortuna, l'altra sera io sono stato con i commercianti e pensate che circa il 50 per cento, oltre il 50 per cento, ha chiuso. Non hanno chiuso soltanto dopo l'ultimo evento sismico: hanno cominciato a chiudere negli ultimi due anni, dopo i vari sciami sismici e, ovviamente, il fenomeno di bradisismo che sta attraversando drammaticamente quel territorio.
Ebbene, per questi commercianti non c'è praticamente nulla. Ma peggio ancora è la lentezza con cui, molto spesso, si sta operando. Faccio un esempio concreto: pensate che, dei 5.000 sfollati, circa il 5 per cento… che significa circa 50 sfollati… ha la possibilità di rientrare immediatamente dentro la propria abitazione; ma a fronte dei lavori fatti recentemente dalla chiesa che si trova sul lato del centro storico, ebbene, questa chiesa è stata ristrutturata, ma con quest'ultimo terremoto - che è stato uno dei più forti dei fenomeni del bradisismo dagli anni Ottanta ad oggi -, si è immediatamente danneggiato il campanile. Il campanile danneggiato ha portato allo sfollamento degli abitanti di due palazzi e alla chiusura di quattro esercizi commerciali: un salone di bellezza, l'attività di di una pizzeria e un bar.
Ebbene, immaginate che, solo per mettere in sicurezza - solo per mettere in sicurezza! - il campanile di questa chiesa, stanno passando mesi. Eppure, mettere in sicurezza quel campanile significa: probabilmente, poter ripartire con le attività di culto, che attualmente vengono fatte in mezzo alla piazza, con sempre meno gente a partecipare; la possibilità di un'attività di salone di bellezza per tornare a far venire i clienti in quel territorio; la possibilità per la pizzeria di fare il trasporto e per un bar di rimanere aperto.
Sono piccole cose, ma ovviamente 50 persone - scusi, non era il 5 per cento, è l'1 per cento, ho fatto un errore prima mentre facevo a mente la statistica - potrebbero rientrare immediatamente. E che cosa significa? Significherebbe avere immediatamente 50 persone che tornano nei loro appartamenti, e quindi non sono più un peso per lo Stato; 50 persone che vivono, e, quindi, spendono in quel territorio; cinque esercizi commerciali immediatamente riaperti.
Noi avevamo proposto al Governo di ragionare in questa direzione, venendo incontro alle esigenze dei commercianti, proponendo di metterlo nel prossimo decreto. Quindi noi chiedevamo un impegno nel prossimo decreto: senza un impegno formale noi non accettiamo rimodulazioni, e, quindi, chiediamo il voto all'Aula .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/47 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/61 Graziano. Onorevole, accetta la riformulazione? No e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Innanzitutto, non posso accettare la riformulazione perché, dopo ciò che ha detto il Governo, è esattamente ciò che dice l'ordine del giorno. Cioè, probabilmente il Governo non legge gli ordini del giorno, nonostante siano stati accantonati, perché dice che vuole fare un altro provvedimento e che, quindi, presto lo farà. Peccato che il mio ordine del giorno - lo dico a lei, Presidente, e per suo tramite al Governo - dice esattamente questo: cioè, chiede di fare al più presto un altro provvedimento per i Campi Flegrei.
Allora, l'atteggiamento che ha il Governo su questa vicenda - mi faccia dire - è esattamente la dimostrazione di due cose plastiche: la prima è che ha detto che sostanzialmente farà un altro decreto, quindi quello che c'è o è sbagliato o non serve; la seconda è che in realtà dice “no” a un ordine del giorno che dice esattamente di fare un altro decreto. Quindi errare è umano, perseverare è diabolico. Noi vi stiamo chiedendo di riflettere, ma, soprattutto, voi state facendo tutto per dimostrare di voler tradire un pezzo di territorio che è in straordinaria difficoltà.
Io penso che su questo dovreste fare una riflessione vera: ma come si può non vedere quello che è accaduto con il terremoto dei Campi Flegrei? Come si può non vedere ancora le persone che stanno lì in straordinaria difficoltà? Come si può non capire che noi stiamo mettendo in atto tutte le cose per farvi svegliare? Ma voi continuate a voler immaginare di stare una bolla di vetro. Non vi interessa il Mezzogiorno, non vi interessa un pezzo della Campania, non vi interessa la bellezza di un territorio come quello. Avete tradito, ancora una volta, quel popolo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo come capogruppo in Commissione ambiente. Ho seguito per il Partito Democratico, insieme all'onorevole Guerra, questo decreto dall'inizio. Ci sono stati vari interventi dei nostri colleghi campani e anche degli altri gruppi dell'opposizione. Devo dire che, da tutte le forze politiche dell'opposizione, è emersa la stessa domanda e la stessa richiesta. Infatti credo che in questo momento ci sia bisogno di chiarezza anche fra di noi.
In Commissione abbiamo condotto una discussione veramente ristretta, di pochi giorni, con velocità anche di esame degli emendamenti, con un lavoro estremo dopo agosto e, devo dire, anche un lavoro con pochissime audizioni. Ma perché abbiamo accettato comunque il confronto? Perché eravamo, in maniera anche dettagliata, certi di quali erano i bisogni dei cittadini dei Campi Flegrei. Perché ne eravamo certi? Perché avevamo sentito i sindaci, noi avevamo parlato con i sindaci. Avevamo capito, insieme a loro, quali erano i bisogni reali sia nell'ambito della sicurezza, sia nell'ambito degli incentivi, sia nel rapporto fra gli enti - regione, comune e Governo - sia per quanto riguarda tutte le norme che potevano incidere nei problemi oggettivi che oggi ha quell'area, in termini strutturali, degli edifici e in termini anche economici.
Noi l'abbiamo vissuto tutta questa vicenda, e credo che, nel viverla tutta, possiamo affermare che voi avete - come dire - deluso ogni aspettativa, non solo quella delle opposizioni, che lascia il tempo che trova, ma quella dei sindaci, dei cittadini e delle cittadine. Per questo invito il Governo a fermarsi un attimo e a dare parere favorevole a tutti gli ordini del giorno sui Campi Flegrei delle opposizioni, perché vanno direttamente dietro a un meccanismo chiaro di verifica sostanziale e anche economica di tutti i bisogni reali in termini oggettivi, non in termini estemporanei. Sono ordini del giorno certi su un aspetto, che voi non seguite mai, cioè quello della programmazione.
È il momento che questo Paese metta in chiaro una decisione, e voi dovete farlo. Infatti nella prossima legge di bilancio, se voi non azionerete il pulsante programmazione, voi non andrete da nessuna parte e gli italiani si troveranno in difficoltà perché dopo il PNRR non c'è più niente. Se voi non premete il pulsante della programmazione, noi tutti, i cittadini, gli enti locali, non troveranno più niente. Per questo credo che su molti temi che non riguardano solamente i Campi Flegrei, ma che riguardano tutti, come il cambiamento climatico, la questione legata alle infrastrutture, al dissesto idrogeologico, voi dovete iniziare a pensare in questo modo.
Voi avete condotto in questi anni un'azione di Governo fatta di : levavate i soldi da una parte e li mettevate dall'altra. Avete inaridito l'elemento della continuità istituzionale nel rapporto con la programmazione. Ecco perché io vi chiedo - e lo chiedo al Governo in maniera accorata - di fermarvi, di aspettare, di mettersi d'accordo e di votare tutti gli ordini del giorno sui Campi Flegrei .
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/61 Graziano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/66 Morassut. Accetta la riformulazione, onorevole Morassut? No. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/66 Morassut, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/90 Caso. Accetta la riformulazione?
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, Presidente. Non accetto e faccio un brevissimo intervento, anche perché dopo interverrò in dichiarazione di voto.
Nella riformulazione che è stata proposta a questo ordine del giorno e a tutti gli ordini del giorno sui Campi Flegrei si dice semplicemente: faremo un nuovo decreto per nuove misure per i Campi Flegrei in collaborazione con la regione Campania, lavorando insieme alla regione Campania. Avrei potuto anche accettare. C'è un però e c'è un forte ma. Infatti quello che vi dicevano questi ordini del giorno in quanto tali - e anche esplicitamente e dichiaratamente - era proprio di dare degli indirizzi per questo prossimo decreto che verrà, che spero venga presto.
Sono tre anni e mezzo che la mia parte politica, il MoVimento 5 Stelle, a più riprese ha ribadito che nei decreti precedenti, nei decreti che man mano abbiamo visto arrivare per i Campi Flegrei, la via che era stata presa non era quella giusta: misure e risorse insufficienti. Ora ci viene chiesto di dare fiducia al lavoro che verrà. Io potrei dire: se tutto dipendesse dalla regione Campania, dal Presidente Roberto Fico, vi direi anche va bene, ma sappiamo che non è così: quello che vedremo nel prossimo decreto verrà inevitabilmente innanzitutto dalle decisioni di questo Governo.
Allora, perché io non posso accettare la riformulazione? Perché in questo mio ordine del giorno si dicevano delle cose abbastanza chiare, non dettagliate, ma di indirizzo. Quindi, se non si accetta che nel prossimo decreto si ragioni su un piano strutturale pluriennale, così come ha riferito il Ministro Musumeci dopo l'ultimo Consiglio dei ministri, e noi sottolineiamo soprattutto che sono necessarie le giuste risorse - ovviamente non vogliamo che tutto si faccia in un anno, non lo si è fatto in tre anni, figuriamoci - per la progressiva messa in sicurezza del patrimonio edilizio residenziale, pubblico e privato, mettendo risorse certe, stabili e sufficienti nel tempo, ora se questo viene riformulato, allora devo iniziare a pensare che nel prossimo decreto, che è stato annunciato, le risorse saranno scarse? Devo pensare che non riusciremo con questo piano, che ha annunciato il Ministro Musumeci, a coprire tutte le necessità dei fabbricati e degli edifici pubblici e privati, così come stiamo dicendo da tempo? Oppure, ancora, in questo ordine del giorno diciamo che è necessario intervenire sugli edifici: da un lato abbiamo detto su quelli degli sfollati, quelli che bisogna ripristinare, dall'altro vi diciamo su quelli di cui è necessario migliorare la vulnerabilità sismica. Anche qui vi diciamo: nel prossimo decreto metteteci le risorse necessarie e sufficienti. Se voi mi dite che lo volete riformulare diversamente, cosa devo pensare del prossimo decreto? Che non lo farete, come non è stato fatto nei precedenti?
Un'altra cosa che ho sempre denunciato mancare all'interno dei decreti è l'attenzione alle attività economiche, alle attività produttive del territorio. Più volte ho portato qui quello che stava accadendo, ovvero che chi non ha chiuso perché sfollato rischia di chiudere perché il tessuto socio-economico del territorio si sta sgretolando. L'ho ricordato più volte: in questi anni, il 50 per cento delle attività commerciali del centro storico già non ce l'ha fatta e ha chiuso. Anche qui, nel prossimo provvedimento, vi diciamo e vi chiediamo di intervenire su questo settore, che è stato trascurato: se voi me lo riformulate togliendolo, cosa devo pensare?
E allora, Presidente, arrivo a conclusione. Da parte nostra, del MoVimento 5 Stelle, c'è sempre stata la massima serietà possibile nel lavorare per i Campi Flegrei. Lo abbiamo dimostrato qui in sede parlamentare, all'interno delle Commissioni negli anni passati e lo stiamo dimostrando ora, anche come regione Campania. Quindi va bene che si lavori insieme, così come abbiamo dimostrato di voler fare, ma bisogna farlo sul serio e io qui non posso lasciare carta bianca, per quanto, ovviamente, da parte nostra c'è piena fiducia nel lavoro del presidente Fico.
Sappiamo che, però, la parte più grossa dovrà farla il Governo, dovrà farla questa maggioranza. E allora neanche accettare degli indirizzi abbastanza generici per cui vi chiediamo di lavorare nel prossimo decreto è un qualcosa che non può funzionare. Lo ribadisco ancora una volta: da parte nostra massima serietà possibile, nessuna speculazione politica, nessuna campagna elettorale; solo la volontà massima di lavorare per il bene della mia terra, per il bene dei Campi Flegrei. Lo abbiamo dimostrato e continuiamo a dimostrarlo. Vediamo cosa farete voi .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.
PAOLO TRANCASSINI(FDI). Grazie, Presidente. Io ringrazio l'onorevole Caso, perché ha riportato un po' questo argomento all'interno di quello che realmente è accaduto e che realmente accadrà, perché ho sentito parlare di tradimento, di disinteresse. In realtà in Commissione, nel tempo a disposizione che sicuramente non è stato sufficiente, abbiamo avuto una importante audizione dei sindaci e un confronto con il Governo che - ricordo le parole dei colleghi dell'opposizione - fu giudicato un confronto molto costruttivo, nel quale tutti noi abbiamo portato un contributo e siamo andati un po' al cuore del problema, dalle lievi difformità al tema delle aziende in crisi economica e al tema della eventuale proroga degli sfratti. Insomma, una ricognizione a tutto tondo che poi non ha, come è stato detto, generato un'approvazione di emendamenti per il poco tempo a disposizione.
Però, ricordo anche - ma non soltanto a me stesso - che nel momento in cui si è chiusa la fase emendativa, con grande senso di responsabilità, devo dire, il presidente Fico è uscito con un comunicato in cui ha parlato di un provvedimento interamente dedicato ai Campi Flegrei, dove si era rimasti d'accordo con il Ministro Musumeci di affrontare in maniera complessiva la tematica, parlando di una - testuali parole - leale collaborazione.
Io credo che questo sia un po' diverso da quello che ho ascoltato fino ad ora. Quindi, c'è la consapevolezza dell'importanza della problematica e c'è tutta la disponibilità ad affrontarla insieme con le istituzioni.
Aggiungo - e concludo, Presidente -, perché anche questo dagli interventi non era chiaro, che gli ordini del giorno non sono stati bocciati, ma sono stati riformulati, che è cosa ben diversa dal non accettare nessuna indicazione. Quindi, io mi auguro che la strada tracciata dal Ministro Musumeci e dalla disponibilità del presidente Fico faccia arrivare in Parlamento a stretto giro tutto quello che serve per risolvere questa problematica dei Campi Flegrei .
PRESIDENTE. Se nessun'altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/90 Caso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3083-A/91 Viggiano, accoglie la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3083-A/91 Viggiano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge .
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Sospendiamo per cinque minuti e riprendiamo la seduta alle ore 17,22. La seduta è sospesa.
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Soumahoro. Ne ha facoltà.
ABOUBAKAR SOUMAHORO(MISTO). Grazie, Presidente. Presidente, ci sono proclami che, di fatto, sono l'espressione della mancanza di una sostanza; una mancanza di sostanza che esprime, semplicemente, l'assenza di una proposta politica, ed è quello che si sta verificando anche oggi con questo provvedimento, laddove si parla della sistemazione abitativa dei braccianti.
Presidente, resto convinto che ci sono storie che devono rimanere scolpite sulla pietra della memoria del nostro Paese e non essere lasciate svanire sulle onde del tempo. Perché quelle storie rappresentano l'essenza di ciò che vuol dire il lavoro, ciò che vuol dire la fatica, ciò che vuol dire la dignità del lavoro. E tra queste storie ci sono le storie di chi quotidianamente si sveglia all'alba, fino al tramonto zappando nelle nostre campagne, raccogliendo frutta e verdura nelle zone rurali del nostro Paese, per un salario misero, perché l'agricoltore, a sua volta, vende i suoi prodotti a un prezzo misero; o lavorando per un salario misero perché, semplicemente, schiacciato sotto il rullo compressore della ghettizzazione sociale, economica, culturale e, soprattutto, della ghettizzazione .
Presidente, tra queste storie di braccianti e lavoratori schiavizzati e “invisibilizzati”, per non dire dimenticati, vi è la storia di Ousmane Ndjanne, Mohammed Abdullah, Talla Seck, Ivan Miecoganuchiev, Mamadou Konate, Nouhou Doumbia, Soumaila Sacko, Becky Moses, Bakary Secka, Suruwa Jateh, Amadou Balde, Aladjie Ceesay, Moussa Kande, Ali Dembele, Joseph Isaac Ismel Awuku, Ebere Ujunwa, Bafoudi Cammara, Alagie Ceesay, Alasanna Darboe, Eric Kwarteng, Romanus Mbeke, Dioumana Djire, Lhassan Goultaine, Anane Kwase, Moussa Toure, Lahcen Haddouch, Moussa Ba, Sylla Noumo.
Samara Saho, Elis Petty Stone, Emmanuel Elimhingbel, Elvis Bakendaka, Ben Ali Mohamed, Omar Baldeh, Joof Yusupha, Messaoudi Naceur, Famakan Dembele, Ibrahim Sowe, Queen, Rajwinder Sidhu Singh, Satnam Singh, Tounkara Karamoko, Alagie Singathe, Yassin Mazi, Abdelghani Gari, Saifi El Arbi, Bakary Sako, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad, Haddad Taher, Saddam Houssain, El Mehdi Karboua, Paola Clemente.
Presidente, sono tutte e tutti lavoratori, braccianti che dal 2000 ad oggi sono morti o negli insediamenti perché carbonizzati o nei luoghi di lavoro, nei campi, o durante incidenti stradali o violentati, come il caso dei braccianti ad Amendolara.
Sono queste le figure che vengono sempre dimenticate: ricordare la storia di questi braccianti, ricordare la dignità di questi lavoratori, ricordare ciò che hanno portato come contributo sulle tavole, nei mercati rionali, nei supermercati, per essere poi dimenticati, come è il caso ormai da quattro anni.
Non mi stancherò mai di dirlo: dove sono finiti i 200 milioni di euro destinati alla sistemazione dei braccianti agricoli? Dove sono finiti i 200 milioni di euro destinati per creare condizioni dignitose per i braccianti agricoli? Dove sono finiti i 200 milioni di euro per dare ciò che possiamo chiamare la dignità dell'essere umano? Cioè, uno Stato che rimuove quegli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana. Dove sono finiti questi soldi? Come mai ogni volta che vengono richiesti - attraverso ordini del giorno o interrogazioni parlamentari - da ormai quattro anni non si sa che fine abbiano fatto questi 200 milioni di euro per dare una sistemazione abitativa - sembra banale - ai braccianti? Sono invisibili quando richiedono dei diritti, sono visibili quando vengono costretti o, ancora di più, quando viene negata loro la dignità.
Per questo motivo, Presidente, in assenza di una risposta concreta - come è il caso, l'ennesima situazione oggi - voterò “no” a questo provvedimento, perché ci sono storie che devono rimanere scolpite sulla pietra della memoria collettiva del nostro Paese - e non lasciate svanire sulle onde del tempo - per non essere dimenticate.
Per questo motivo voto “no” a questo provvedimento, perché bisogna sempre stare dalla parte della dignità del lavoro e non con i caporali, perché non ci sono vie di mezzo: o si è dalla parte dello Stato, della legalità e della dignità o si è complici di una situazione che va avanti ormai da oltre vent'anni nel nostro Paese .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF(MISTO-FNV-F). Presidente, onorevoli colleghi, siamo dinanzi all'ennesimo decreto, decreto PA e ovviamente riconosciamo il fatto che all'interno di questo provvedimento ci sono sicuramente degli aspetti positivi, ma evidenziamo anche le criticità: sicuramente avremmo voluto da un decreto PA molto più coraggio nell'andare incontro a quelle che erano le esigenze dei nostri territori, dei nostri sindaci, problematiche spesso inascoltate.
Ma arriviamo al punto. Vedete, finché lo dice Futuro Nazionale… ma lo dice il Comitato per la legislazione della Camera e, se noi andiamo a leggere bene, dice che fondamentalmente questo provvedimento è un provvedimento che vede toccare un'eterogeneità di materie veramente importante - oltre al fatto che poi nella loro attuazione vengono previste oltre venti procedure attuative - per cui viene quasi messa in discussione l'urgenza, perché logicamente la decretazione dovrebbe essere d'urgenza ma se poi demando a tutta una serie di norme attuative, ahimè, non si ravvisa tanto l'urgenza. Ma questo, ripeto, lo dice anche il Comitato per la legislazione.
Detto questo, all'interno di questo provvedimento c'è sicuramente quella parte legata al superamento di quel criterio folle della spesa storica per il personale dei comuni, che ovviamente ingessava, a volte, comuni virtuosi di potersi dotare delle risorse umane necessarie per poter dare quei servizi necessari ai cittadini.
Abbiamo, poi, un'estensione delle graduatorie per quanto riguarda la Polizia locale, che sicuramente è un aspetto positivo, perché poter estendere le graduatorie, soprattutto in periodi in cui c'è difficoltà nell'approvvigionarsi di risorse umane, diventa importante. Così come anche la stabilizzazione al 20 per cento - cioè prevedere, all'interno dei concorsi che un 20 per cento sia dedicato alla stabilizzazione delle persone che magari avevano lavorato per un tempo ristretto all'interno di quelle stesse pubbliche amministrazioni - è sicuramente una cosa positiva, così come lo è anche la proroga della zona speciale nell'area centrale del nostro Paese, dove c'è stato il sisma, dove la proroga viene data anche nel 2027 e nel 2028.
Ma poi arriviamo a quei punti su cui noi chiediamo: ma cosa c'entrano con la pubblica amministrazione? Perché siamo all'ennesimo decreto in cui cosa facciamo? Lo Stato dovrebbe avere tutti gli organi, i Ministeri, i sindaci, i presidenti di provincia, i presidenti di regione, i dirigenti eccetera; no, in ogni decreto noi dobbiamo infilarci un commissario . Ebbene, udite, udite: serve un commissario per smaltire quei 312.000 metri cubi di materiale immagazzinato in magazzini per i quali lo Stato paga anche l'affitto, materiale del COVID. Qualche anno è passato dal COVID e noi abbiamo ancora merce in giacenza - spero non siano i famosi banchi a rotelle, che non abbiamo i capannoni pieni di banchi a rotelle - e adesso dobbiamo pagare pure un commissario per smaltire quel materiale o le mascherine prese in Cina Adesso dobbiamo pagare un commissario e, a furia di commissari, io non vorrei che un giorno ci trovassimo con il commissario del Presidente del Consiglio, il commissario del Ministro, il commissario del Presidente della Camera, perché ormai qualsiasi funzione si debba fare noi dobbiamo nominare un commissario.
Io spero veramente si arrivi al fatto che le istituzioni, elette dai cittadini, e i loro rappresentanti siano in grado di amministrare senza doversi avvalere dei poteri sostitutivi di un commissario, perché questo cozza veramente con quelle che sono le competenze dello Stato. Cioè, noi creiamo norme talmente intricate, talmente inarrivabili, per cui chi è eletto dai cittadini non riesce a svolgere le funzioni, ma noi dobbiamo nominare un commissario con poteri derogatori, che deroghi, dunque, alle leggi che noi stessi facciamo, perché possa esercitare le funzioni. Ma siamo il Parlamento, semplifichiamo le leggi e facciamo in modo che quelle cose le possa fare il Ministro, le possa fare il Presidente del Consiglio, le possa fare il sindaco, le possa fare il presidente di regione senza doversi avvalere di commissari perché, ahimè, ormai troviamo commissari ovunque
Quindi, vedete, ci sono delle criticità, però noi esprimeremo - poi ve ne elencherò altre - un voto favorevole su questo provvedimento e per suo tramite, Presidente, vorrei arrivasse anche ai Ministri, che magari non sono tanto avvezzi a quelle che sono le dinamiche dei lavori parlamentari, in modo da poter spiegare ad alcuni Ministri rispetto a questo Parlamento la differenza che c'è tra il voto di fiducia e il voto di merito sul provvedimento, perché nel merito sulle proposte che riteniamo possano avere un'utilità per il Paese, anche se marginale, il nostro voto è sempre favorevole, se le proposte sono di centrodestra . Se le proposte sono di sinistra, ovviamente, non le possiamo votare, anche se arrivano da un Governo di destra, ma ovviamente non tutti i Ministri sono ancora informati di questo e, quindi, non riescono a discernere quello che è il voto sulla fiducia dal voto di merito sul provvedimento .
Poi c'è un altro problema, che io devo e voglio capire, ma voglio che lo capiscano anche gli italiani.
Noi, a un certo punto - qualche mese fa - adottiamo un provvedimento in cui diciamo che qualcuno può uscire dalle carceri e andare agli arresti domiciliari, quindi usare - diciamo - la via più lieve per espletare la propria pena, però questo Governo dice: lo possono fare solo i tossicodipendenti o chi ha dipendenza da alcol. Eh vabbè, sarà una categoria particolare, eccetera; ma poi, all'interno del provvedimento PA, noi vediamo che la ripartizione della quota dell'8 per mille non assegnata deve andare alle tossicodipendenze. Io capisco che sia un problema - come ho detto prima anche nell'ordine del giorno che abbiamo presentato - del nostro Paese, ma, visto che l'8 per mille serve per andare incontro a quelle che sono le fragilità del nostro Paese, a quelle che sono le richieste dei nostri cittadini del Terzo settore, che aiuta e coadiuva anche queste cose, non vorrei che ci dimenticassimo che, oltre alle tossicodipendenze, esistono anche gli anziani nelle case di riposo, esistono anche le liste d'attesa per andare a fare le visite mediche, esistono anche i problemi dei nostri giovani, esiste anche il problema - e lo vediamo sulla cronaca di oggi - della sicurezza nelle nostre città , della dotazione delle nostre Forze dell'ordine; mancano sempre risorse per riuscire a dare dotazioni alle Forze dell'ordine e dare uomini alle Forze dell'ordine per garantire la sicurezza alle nostre città. Ma, ahimè, poi, quando abbiamo una disponibilità economica, quando si libera una parte di quell'8 per mille, a chi lo destiniamo? Lo destiniamo alle dipendenze. Non so che problema abbia questo Governo, che in ogni provvedimento ce le ficca dentro. Perché? Lo scopriremo solo vivendo.
Arriviamo, poi, a un altro fatto. Come sapete, a un certo punto è arrivata una legge, che era del Ministro Brunetta, per cui era obbligo per ogni ente pubblico - per i comuni anche - di pubblicare la tempestività dei pagamenti sul proprio sito comunale. Il comune che rappresento, ad esempio, ha una media di pagamento rispetto alla data di emissione della fattura pari a 13 giorni, cioè, quando uno presenta la fattura, in 13 giorni deve essere pagata, perché nel frattempo quell'azienda ha pagato i fornitori, eccetera.
L'Italia è famosa per essere il Paese dove, invece, le aziende, chi fornisce servizi allo Stato, devono attendere mesi, mesi, mesi, per non dire anni, per vedere liquidati i propri compensi per il lavoro professionale svolto e anche, molte volte, su forniture, su lavori per cui si sono pagati i materiali, si sono pagati i dipendenti, ma lo Stato non paga.
Però in questo provvedimento diciamo che c'è una via preferenziale, perché, se io ho un'azienda che svolge intercettazioni per il Ministero della Giustizia, con questa legge noi diciamo che questa - a differenza di tutti gli altri - deve essere pagata in 30 giorni. Io dico: sono tutti fornitori dello Stato, perché quelli devono essere pagati in 30 giorni ? Perché chi subisce gli errori giudiziari o chi finisce ingiustamente in carcere deve aspettare 6, 7 anni per essere risarcito dallo Stato, mentre chi, magari, ha fatto le intercettazioni che l'hanno fatto finire indebitamente in carcere, quando non doveva starci, deve essere pagato in 30 giorni ? Io dico che se devono essere 30 giorni devono essere 30 giorni per tutti: per chi svolge consulenze, per i tribunali, per le persone che sono state danneggiate dalla giustizia; quindi deve essere uguale per tutti.
Quindi, quello che posso dire è che noi abbiamo fatto una proposta - e concludo con questo - che trattava il problema dei sindaci riguardo alla previsione di un vice per quanto concerne i revisori contabili, che è l'unica fattispecie in cui non è previsto - creando così un danno, un problema ai comuni -, ma, ahimè, non è stata accolta da questa maggioranza. Nonostante tutto ciò, riconoscendo che ci sono dei lati positivi che possono avere una ricaduta positiva, annuncio il voto favorevole da parte di Futuro Nazionale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI(IV-CR). Grazie, signora Presidente. Prima di entrare nel merito, credo che sia doveroso tornare ancora una volta, quando affrontiamo i decreti-legge e, soprattutto, le fiducie, su una questione di metodo: innanzitutto la fiducia - come sa la Sottosegretaria, come sa lei, signora Presidente e come sanno tutti i colleghi - di fatto elimina la possibilità per i parlamentari di provare, in un confronto democratico, a sollecitare anche dei cambiamenti a un provvedimento che arriva dalla maggioranza. Ancora una volta ci troviamo con la compressione del dibattito su un decreto che affronta temi delicatissimi per i territori e anche per la pubblica amministrazione, e soprattutto, di nuovo, l'intervento della fiducia toglie significato, sostanzialmente, al lavoro che è stato fatto nelle Commissioni, perché azzera completamente il lavoro preparatorio, che dovrebbe portare, poi, al miglioramento dei testi come arrivano.
Ovviamente, il testo che arriva - e qui c'è l'altra parte del metodo che va sottolineata - è l'ennesimo “decreto ”: un insieme di norme estranee alla materia principale, un provvedimento che, sostanzialmente, è un contenitore caotico utilizzato dal Governo soprattutto per sanare scadenze diverse e senza una visione d'insieme per le autonomie locali. Ormai abbiamo trasformato i decreti-legge in “Milleproroghe” ripetuti nel tempo: cioè, si utilizzano i decreti-legge per prorogare i termini, e questo ovviamente non va bene.
La disomogeneità del provvedimento è sotto gli occhi di tutti e, come ricordava anche chi mi ha preceduto, è anche negli atti ufficiali della Camera che presentano il decreto - cioè i che ci vengono consegnati -, perché esso è pieno di norme, tra emergenziali e temporanee, che incidono su settori diversi, senza mai - come dicevo prima - scelte strutturali, dalla pubblica amministrazione alla gestione delle emergenze sismiche, alla Protezione civile. Insomma, c'è un po' di tutto e spesso, quando c'è un po' di tutto, c'è anche tanto di niente.
Allora, veniamo al merito. Intanto, c'è il tema della pubblica amministrazione. Come dicevo, questo decreto è un mosaico di micro-interventi che, anche quando tenta di aggredire determinati problemi, non li risolve. Penso al precariato storico negli enti locali: questo decreto non prevede neanche un piano straordinario di assunzioni stabili per i comuni più piccoli, ormai, come sappiamo, svuotati di personale tecnico. Sulla pubblica amministrazione, più in generale, va bene l'aver cancellato il riferimento alla spesa storica, ma, senza risorse per un piano assunzionale che sia strutturale per le amministrazioni, i problemi sono solo stati rimandati, e saranno rimandati di anno in anno.
Proprio sulla pubblica amministrazione, questo Governo non sappiamo per cosa potrà mai essere ricordato. Cosa sono stati questi cinque anni di Governo di destra nella pubblica amministrazione? È l'esempio del tema generale, cioè nulla. Non una riforma, non un cambiamento, e alla fine della legislatura la pubblica amministrazione sarà esattamente come era cinque anni fa, con un piccolo particolare: sarà sicuramente un po' più invecchiata.
In particolare, vorrei segnalare che, all'articolo 1, noi individuiamo una delle principali criticità, che riguarda il comma 6, quello relativo al transito nella prima fascia della dirigenza. La norma prevede che il regime previgente continui ad applicarsi al personale dirigenziale non generale che alla data individuata dalla norma stia svolgendo un incarico di direzione di ufficio dirigenziale generale. Riteniamo, invece, che tale disciplina debba valorizzare l'esperienza professionale effettivamente maturata, senza limitarne gli effetti alla titolarità dell'incarico in una determinata data. A nostro avviso, il regime di transito previsto dall'articolo 23 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nel testo previgente alla legge n. 119 del 2026, dovrebbe trovare applicazione anche nei confronti di dirigenti di seconda fascia che abbiano maturato esperienza nella direzione di uffici dirigenziali generali. È una questione di ragionevolezza e di valorizzazione dell'esperienza professionale acquisita.
Poi c'è il tema dell'Agenzia ItaliaMeteo, che per noi è un'ulteriore criticità: il provvedimento proroga - a proposito del decreto che serve a prorogare - fino al 30 giugno del 2027 i comandi, i contratti di lavoro flessibili e gli incarichi di lavoro autonomo. La stessa relazione del Governo ricorda che, al 31 dicembre 2025, l'Agenzia non aveva personale di ruolo e che, dal 1° gennaio 2026, sono state avviate le procedure per la sua acquisizione. Parliamo, peraltro, di un'Agenzia chiamata a svolgere una funzione sempre più importante, anche di fronte alla crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi. Il punto, quindi, è accelerare il completamento dell'organico stabile dell'Agenzia, evitando che strumenti temporanei debbano essere continuamente prorogati per garantire la sua piena funzionalità.
Criticità evidenti emergono anche dall'articolo 2 del provvedimento, in particolare il comma 4, che riguarda i contributi ai comuni per interventi di messa in sicurezza e opere pubbliche. Il termine per la conclusione dei lavori relativi ai contributi assegnati per il quinquennio 2021-2025 viene fissato al 31 dicembre 2026 e, in caso di mancato rispetto del termine, è prevista la revoca di appena l'1 per cento del finanziamento relativo alla singola progettualità. Ora, comprendiamo le difficoltà - richiamate dalla stessa relazione del Governo -, la complessità delle procedure amministrative e autorizzative, le carenze di organico negli enti locali e un quadro normativo mutevole, ma, proprio per questo, sarebbe stato necessario affiancare alla proroga un meccanismo più incisivo di responsabilizzazione. Una conseguenza economica limitata all'1 per cento del finanziamento rischia, infatti, di non costituire un incentivo sufficiente al rispetto dei termini. È necessario distinguere i ritardi determinati da cause oggettive da quelli riconducibili alla gestione dell'amministrazione, tutelando gli investimenti pubblici ma, al tempo stesso, assicurando tempi certi e responsabilità chiare.
C'è poi il tema della scuola e su questo - con riguardo particolare alle graduatorie - si fa una proroga e si evitano, forse, discontinuità di servizio, ma certo non si individuano soluzioni di lungo periodo. In particolare, l'articolo 5 conferma una grande difficoltà: per far fronte alla carenza di docenti abilitati nelle scuole paritarie e, soprattutto nelle regioni del Nord, si proroga fino al 2027-2028 un regime derogatorio che consente, a determinate condizioni, di valorizzare tre anni di servizio quale requisito sostitutivo dell'abilitazione, ai soli fini del riconoscimento del mantenimento della parità scolastica. La stessa relazione riconosce che la deroga non può essere strutturale eppure, se è necessario prorogarla per altri due anni, significa che il divario tra fabbisogno di docenti abilitati e offerta formativa non è ancora stato colmato, e siamo all'ennesima proroga.
E poi, abbiamo il tema della Protezione civile, signora Sottosegretaria e Presidente. Le misure per il contrasto al dissesto idrogeologico e la gestione delle emergenze sono puramente ordinamentali e prive di stanziamenti finanziari freschi e strutturali, giudicati urgenti alla luce dei recenti eventi climatici esterni. E guardate, attenzione anche alle norme sulle emergenze sismiche. Anche l'Anac ha richiamato il rischio di una legislazione che renda strutturale le emergenze e che ampli i poteri commissariali, facendo di una soluzione straordinaria e temporanea un permanente che è, non solo discutibile, ma anche per pericoloso.
C'è poi l'articolo 7 - i commi dal 10 al 13 - che prevede l'assunzione straordinaria di 500 agenti non prima del 1° dicembre 2026. Ma, la stessa relazione del Governo - sto concludendo signora Presidente - chiarisce meglio la natura dell'operazione: è già in corso il concorso per 4.400 allievi agenti, relativo al del 2026, e 500 unità, nell'ambito della quota destinata ai volontari provenienti dalle Forze armate, vengono assunte in anticipo per essere destinate, dal giugno del 2027, agli uffici immigrazione delle questure e alla Polizia di frontiera per l'attuazione del Patto per la migrazione e l'asilo. Si tratta, quindi, di un'anticipazione mirata di personale tanto che la stessa relazione precisa che queste 500 unità saranno poi recuperate, nell'anno successivo, per esigenze complessive degli uffici della Polizia di Stato. Insomma, i casi che abbiamo richiamato sono diversi ma raccontano tutti lo stesso limite, signora Presidente, signora Sottosegretario: problemi strutturali affrontati con soluzioni temporanee. Proroghe, deroghe e anticipazioni non possono diventare un metodo di governo della pubblica amministrazione: è questa l'impostazione complessiva che non condividiamo, pur riconoscendo nel provvedimento singole misure positive. Per queste ragioni, annuncio il voto contrario del gruppo di Italia Viva.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Grazie, Presidente. Questo come lo vogliamo definire, è una sorta di minestrone a cui si sono levate alcune cose importantissime - tipo i Campi Flegrei - e se ne sono aggiunte altre che noi troviamo davvero molto discutibili.
Ci permetta di fare una breve riflessione sulla vicenda delle assunzioni della Polizia e di agenti di Forze dell'ordine. Noi troviamo alquanto strano che questo Governo - in particolare, il Ministro - abbia annunciato ripetutamente che si stanno migliorando le condizioni di lavoro con una maggiore assunzione di agenti delle Forze dell'ordine, ma su questo però gli italiani non hanno alcun riscontro, neanche gli stessi agenti.
C'era stato un impegno, prima dell'estate, che purtroppo non è stato mantenuto da parte del Governo - e ci dispiace molto - in un precedente decreto, in cui noi avevamo chiesto di pagare gli straordinari che la gran parte degli agenti attende da circa due anni. Generalmente funziona così: si arriva a non pagare gli straordinari per circa un anno e nove mesi o un anno e undici mesi per impedire agli agenti di fare causa, che poi vincerebbero sicuramente. In questo modo, a livello centrale, si mantengono questi soldi ma, intanto, questi agenti - che dovrebbero essere motivati, perché fare gli straordinari significa lavorare di più - devono aspettare circa due anni per avere quello che gli spetta.
C'era stato un impegno da parte del Governo a saldare e accelerare questa pratica - che non è nata con questo Governo, ma va avanti da molto tempo - che noi troviamo profondamente scorretta. Una delle cose che noi suggeriamo, e continuiamo a suggerire in ogni occasione, è che i lavoratori debbano essere pagati in modo corretto e in tempi corretti. Non si può fare l'esaltazione degli agenti delle Forze dell'ordine e di chi lavora nella sicurezza del nostro Paese e poi farli aspettare due anni per avere quello che gli spetta per quello che gli chiediamo di fare in più. Gli straordinari sono un qualcosa di più che chiede il datore di lavoro e, a maggior ragione se è lo Stato, dovrebbe essere pagati subito; invece, a questi agenti che già lavorano in condizioni difficili, spesso in uffici o in condizioni veramente complicate, gli straordinari vengono pagati con due anni di ritardo.
A noi non risulta e non abbiamo letto che un sindacato di Polizia abbia detto che siano aumentati gli agenti sui nostri territori. Ciò per un motivo molto semplice: perché questo Governo sta tentando di evitare che si riducano ulteriormente. Noi assumiamo la gran parte delle persone per il cioè, in poche parole, personale delle Forze dell'ordine che va in pensione per sopraggiunti limiti di età che viene sostituito da nuovi assunti. Il problema è che sono quasi sempre di più i pensionati che i nuovi assunti. E quando diciamo ai cittadini “assumiamo 5.000 nuovi agenti, 10.000 nuovi agenti” dobbiamo dire, però, quanti vanno in pensione, altrimenti facciamo un'operazione propagandistica che purtroppo crea delle aspettative che poi non sono reali.
Questo è un aspetto, quello della sicurezza, sul quale il Governo, se vi dovessimo dare un consiglio - voi andate ovviamente in un'operazione semplicemente securitaria, ma sia chiaro, chi sbaglia deve pagare e su questo siamo tutti d'accordo - … il più grande progetto di lotta al crimine si fa facendo la prevenzione. Non ha mai funzionato soltanto l'aspetto esclusivamente repressivo. E cosa succede? Che per fare un buon intervento e ottenere una riduzione della criminalità - ovviamente devi lavorare nel mondo della formazione, con gli assistenti sociali, con la scuola, con dei centri aggregativi - devi avere anche un numero significativo di agenti. E qua aggiungiamo un altro elemento che ci colpisce sempre di più: il fatto che non vengano formati adeguatamente. Molte volte li lanciate allo sbaraglio. Guardate che un agente delle Forze dell'ordine deve essere molto ben preparato. Immaginare di lanciare allo sbaraglio persone che non hanno avuto l'adeguata formazione è una cosa sbagliata. E allora noi vi invitiamo, ancora una volta, a seguire un percorso sano.
L'obiettivo deve essere quello di aumentare la sicurezza con un numero adeguato di agenti e finché voi ne terrete tanti di meno, qualsiasi aumento delle pene sarà inutile. Lo state vedendo, è valso con la legge che il Vicepresidente Salvini ha proposto come la panacea di tutti i mali: con il nuovo codice della strada, poiché abbiamo aumentato le pene nessuno più correrà. Corrono molto di più, ci sono molti più incidenti, molti più morti. Ma noi vi avevamo detto qual era una delle soluzioni: forse, per evitare morti, bisogna evitare di correre ovunque.
Voi avete fatto la guerra ai comuni che mettevano il limite di 30 nei centri urbani, dicendo che correre è una libertà del cittadino. Però, è libertà del cittadino pure non morire, poter camminare a piedi e poter andare in bicicletta: abbiamo visto l'ultimo caso di un bambino, a Torino, che voleva solo andare a scuola in bicicletta.
Qualcuno della maggioranza dice: dobbiamo capire cosa fare. Una delle cose ve l'abbiamo detta, ad esempio: era quella di non allargare le maglie sui neopatentati. Vale il discorso di prima: la formazione, la preparazione. Se si permette - voi lo avete fatto con quella legge - di dare macchine di altissima cilindrata e potenza anche ai neopatentati, non vi meravigliate se quelli corrono come i pazzi e poi casomai ammazzano un bambino, un anziano, un pedone o uno che non c'entrava niente.
Passando poi alla questione del piccolo capolavoro che avete fatto nel campo della caccia, insomma, un'altra cosa a cui tenete moltissimo, la legge “Spara-tutto”, ovviamente: quale goduria ci può essere di più nell'ammazzare un altro essere vivente per chi ha una cultura di questo tipo? Avete voluto a tutti i costi riesumare un cadavere istituzionale, che era il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale: tutta l'Italia ne sentiva la necessità, quindi voi l'avete voluto mettere in questo decreto e ci avete regalato questa piccola chicca, per depotenziare la scienza. Perché ovviamente, quando una cosa è falsa o non convince un certo modo di fare politica, cosa si fa? Se la scienza non dice quello che noi vogliamo, eliminiamo la scienza.
Poiché l'ISPRA - che è l'ente preposto, fatto di scienziati terzi, che si occupa ovviamente dei temi legati alla fauna e alla fauna selvatica - non diceva quello che volevate sentire, avete riesumato questo Comitato, che è composto da un solo elemento che proviene dall'ISPRA, quindi è uno scienziato, un esperto; e poi vi sono tutti esponenti, direttamente o indirettamente, della caccia. Perché, giustamente, deve essere chi spara ad autorizzarsi a sparare.
Questo, ovviamente è propedeutico a quello che noi siamo certi che voi vogliate fare, cioè portare a novembre in Parlamento la norma “Spara-tutto”, per allargare le maglie il più possibile. Giustamente, non basta tutta la violenza, quello che viviamo… dobbiamo aumentare, dobbiamo spingere i cittadini a sparare di più. Per quale ragione? Per quale ragione si diventa cacciatori? Perché te lo insegnano…? Un tempo, ovviamente, si cacciava per sfamarsi, ma ciò aveva un senso logico.
Oggi perché? Perché piace usare le armi e ammazzare un altro essere vivente, molto spesso indifeso, molto spesso ovviamente incapace… per poi lamentarsi: “Diventano aggressivi!”.
Noi siamo come tutti gli altri esseri viventi: parte del pianeta, non siamo i dominatori. Questa idea che tutti gli altri esseri viventi - ovviamente è la natura - debbano essere piegati al nostro sollazzo è sbagliata e ci sta portando a sbattere a livello nazionale e internazionale. Ci meravigliamo che ci sono i cambiamenti climatici, poi però contribuiamo all'inquinamento del pianeta.
Infine, c'è la questione dei Campi Flegrei. Permettetemi di dire una cosa: da cittadino campano, da cittadino napoletano esprimo la piena solidarietà. Non ho mai visto un popolo così mortificato da parte di un Governo come è successo ai cittadini dei Campi Flegrei: sbeffeggiati, umiliati. La Premier non ha pensato di andarli a trovare perché non c'è la campagna elettorale e non c'è, come si dice, trippa per gatti. Quindi, automaticamente, non è andata lì né con l'elmetto, né con le “caloscine”, né con altro.
Il Ministro si è fatto vedere una volta di nascosto, di soppiatto; i fondi arrivano molto lentamente; i cittadini vengono abbandonati a se stessi e gli accordi presi anche con la minoranza, che dovevano intervenire in questo decreto, sono stati completamente disattesi.
Adesso dite che ne farete un altro, però le premesse sono tutte negative, perché gli ordini del giorno -quindi, voglio dire, roba che indirizza ma non vincola il Governo - che avevamo presentato noi della minoranza sono stati tutti quanti respinti.
PRESIDENTE. Concluda.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI(AVS). Eppure, erano solo indicazioni di massima a favore dei cittadini, dei commercianti e di quel territorio. Purtroppo, ancora una volta, avete fatto qualcosa che danneggia i cittadini del Sud, in particolare quelli dei Campi Flegrei .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Grazie, signora Presidente. Devo dire che l'intervento sarà sicuramente legato agli emendamenti che abbiamo presentato e spiego anche perché. Intanto abbiamo sperimentato, nel lavoro delle Commissioni, della V e dell'VIII, una nuova alleanza che ha davvero lasciato fuori Azione, quindi questo campo larghissimo composto dal centrodestra, dal PD e dal MoVimento 5 Stelle perché, come dire, Azione non ha toccato palla. Azione non ha toccato palla pur avendo presentato emendamenti di merito e pur avendo portato avanti dei temi con grande coerenza, ma sembra che questo non sia importante.
Eppure, la nostra caratteristica, in quest'Aula e anche al di fuori, è sempre stata quella di dire che noi votiamo nel merito e, se sono buoni, votiamo anche le leggi e gli ordini del giorno della maggioranza. Questo abbiamo continuato a fare fino ad oggi e continueremo a fare per coerenza, pur con l'amarezza di quello che sta succedendo in Commissione e quindi in Aula, perché siamo abituati a dire una cosa e a farla.
Il primo aspetto che riprendo è la nostra richiesta di fermare l'emorragia dei medici del Servizio sanitario nazionale in uscita dagli ospedali. È una cosa continua, costante; si fatica a garantire i servizi e le uscite non vengono mai compensate con le nuove assunzioni, quindi sofferenza per gli ospedali e sofferenza per il territorio.
Ribadisco che non è garantita alcuna continuità e allora abbiamo fatto una proposta, ma nel fare questa proposta non ci siamo trovati soli perché, andando a scartabellare, ho visto che anche Forza Italia ha fatto una proposta esattamente come la nostra. Mi riferisco alla proposta che è stata fatta al DDL n. 2700 che contiene la delega al Governo in materia di professioni sanitarie. Sto parlando dell'emendamento 3.24, firmato dai colleghi Bagnasco, Benigni, Casasco e Barelli.
Che cosa chiedono i colleghi di Forza Italia? Chiedono esattamente quello che chiediamo noi: il superamento dell'incompatibilità per consentire ai medici dipendenti, al di fuori dell'orario di lavoro, di operare in strutture private o nel privato convenzionato. La stessa cosa ha fatto anche il senatore Gasparri. Eppure, non è successo assolutamente nulla, ma neanche da parte dei colleghi di Forza Italia che, forse, non si sono resi conto di volere anche loro la stessa cosa e, quindi, c'è stato questo parere del Governo.
Ma non è sufficiente, perché poi abbiamo pensato alle case di comunità. Anche in quel caso abbiamo pensato a come fare per far decollare queste case di comunità. Ricordo che sono senza personale; sempre perché mancano i medici, ma nelle case di comunità mancano anche gli infermieri, perché gli infermieri mancano negli ospedali. Allora abbiamo chiesto una cosa molto semplice: togliere questo vincolo per gli infermieri e quindi poter lavorare negli ospedali e nei poliambulatori dove operano e poi, nel tempo libero, andare a operare nelle case di comunità.
C'è un problema: intanto il territorio non sa che ci sono queste case di comunità che, personalmente, ritengo siano importantissime e possano erogare buoni servizi: dall'altro lato, bisogna riuscire a dotarle di personale e tutto questo a costo zero.
Signora Presidente, ho interiorizzato un aspetto riportato dalla Sottosegretaria presente; pare che non ci debbano essere oneri su questi emendamenti a carico del Governo. Quando parlerò dei comuni ci renderemo conto che effettivamente gli oneri non sono mai a carico del Governo ma sono, decisamente, a carico di tutti gli altri. Mi chiedo anche come si possa immaginare di portare provvedimenti del genere pensando che non abbiano un costo. Così succede anche per le case di comunità.
C'è ancora il tema degli enti locali, lo riprendo: se si parla di autonomia e, in regione Piemonte e in regione Lombardia, si porta avanti il tema dell'autonomia, mi chiedo perché questa autonomia non venga data ai sindaci.
Più in particolare, se i comuni hanno un bilancio, il loro bilancio, perché il Governo deve limitare i margini di manovra dei sindaci e delle amministrazioni comunali, lasciando ovviamente i saldi invariati? Penso alla spesa del personale, che viene continuamente contratta, ma mi risulta che questo, però, non succede nei Ministeri, quindi davvero ci sono due pesi e due misure.
Ecco, devo dire che questo aspetto è molto molto triste, soprattutto se penso a che cosa è successo nei comuni sul PNRR. Qui parlo del mio emendamento 2.99 - magari per molti colleghi non vuol dire nulla, però lo spiegherò - e parlo di quei comuni che hanno 1.000/1.500 abitanti e che, in un momento, ma non solo in questo momento, anche in altri momenti, perché i nostri sindaci sono eccezionali, hanno voluto giocarsi la partita del PNRR. Che cosa è successo? Sono riusciti a ottenere quei finanziamenti.
Signora Presidente, qui mi rivolgo a lei, ma anche al Governo, che dice ma questa spesa ha un costo: ma certo che ha un costo, perché se i comuni hanno partecipato al bando del PNRR, quei soldi li hanno presi, li hanno ottenuti. Qualcuno ha scritto a loro che avevano diritto di quei soldi . Ma che cos'è successo? È successo che, a forza di mazzolare, di falcidiare le amministrazioni comunali e di privarle di personale, questi progetti sono partiti, ma poi purtroppo ci sono stati alcuni vuoti nell'iter. Quindi che cosa è successo? Quei comuni hanno iniziato i lavori. E quindi che cosa succede oggi? Nell'emendamento chiedevo la possibilità di sanare questi passaggi intermedi. Succederà che quei comuni tracolleranno, perché dovranno pagare quelle opere e i soldi che hanno perso torneranno al Governo, che magari li userà per qualcun altro, magari con una fantastica marchetta. Perché, a questo punto, non posso non pensare a questo e parlandovi di questo non posso non arrabbiarmi, perché non riesco a capire quanta cecità ci possa essere nel non aiutare un pugno di comuni italiani che hanno lavorato, che hanno fatto uno sforzo, che volevano migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, ma invece no, li penalizziamo nonostante siano stati bravi e capaci. Questo succede nei comuni, ma non succede nei Ministeri e questa è una vergogna !
Però, purtroppo questo è. Ma questo succede anche quando parliamo di comuni e dell'indennità dei consiglieri comunali. Perché va benissimo avere nei comuni consiglieri comunali che fanno anche lo sgombero neve, ma quando si parla di sostituire il gettone di presenza, che diventa anche un peso per gli uffici, che in genere sono composti da uno o due dipendenti, perché questa è la nostra Italia, se parliamo di questo, noi limitiamo l'autonomia dei sindaci nell'erogare questa indennità. Perché è esattamente come per il personale, diciamo che questa cosa non si può fare, chissà perché. E quindi poi non dobbiamo lamentarci delle monoliste perché tutto questo fa sì che ci si allontani, ovviamente, dal diventare amministratori comunali.
Poi potrei parlare dei segretari comunali. Io ricordo benissimo il giorno in cui è venuto qui il Ministro Zangrillo e ha detto: io ho risolto il problema dei segretari comunali. No, signori. Non è stato risolto, perché continuiamo ad avere segretari comunali che sono segretari comunali di 14 comuni. Ma la maggioranza presenta emendamenti e ordini del giorno in cui dice: proviamo a dare qualche comune in più, tanto la responsabilità sulle spalle di chi ricade? Ricade sulle spalle dei sindaci, che firmano gli atti e che si assumono la responsabilità delle ripartizioni. E questo sta diventando un problema enorme, che non deve diventare un carico per gli amministratori locali, ma riteniamo debba essere un momento di riflessione per il Governo. Termino, signora Presidente. Abbiamo…
PRESIDENTE. Sì, concluda.
DANIELA RUFFINO(AZ-PER-RE). Lo faccio. Abbiamo parlato degli insegnanti di sostegno, delle tante cattedre vuote. A cosa ci fa pensare tutto questo, dove, dopo un provvedimento del genere, c'è stato un impegno enorme? Tutto questo ci fa pensare che, probabilmente, non c'è un interesse per i problemi che affliggono l'Italia. La ringrazio, signora Presidente .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO(M5S). Grazie, signora Presidente. Questo decreto, che definire “ è anche riduttivo, vede dentro un po' di tutto. Provo a fare un elenco veloce solo degli ambiti, ma sicuramente qualcosa mi perderò.
In uno stesso decreto, di agosto, parliamo di: pubbliche amministrazioni, enti locali, sanità, scuola, università, giustizia, sicurezza, difesa, lavoro agricolo, disabilità, attività subacquee, sisma, Centro Italia e, soprattutto, Campi Flegrei. È un decreto che, nei lavori in Commissione abbastanza rapidi… Mi permetto di ringraziare i due presidenti delle Commissioni ambiente e bilancio, perché, nonostante i tempi dati che erano ristrettissimi, almeno per la questione Campi Flegrei, avevano dato un'attenzione particolare: era stata riconosciuta la necessità di intervenire e di farlo con serietà. Sono state organizzate anche diverse riunioni con il Governo ed è stato fatto un lavoro comune, provando ad arrivare a emendamenti, a raccolte di emendamenti che, almeno all'interno di questo provvedimento, introducessero modifiche necessarie ed urgenti sul territorio. Tutto però è finito in un nulla di fatto, con la votazione del mandato al relatore, addirittura facendo decadere quegli emendamenti. E, quindi, si era creata questa situazione in cui si era in attesa delle riformulazioni del Governo, di nuovi emendamenti dei relatori e intanto, però, mentre si aspettava l'esito di questo lavoro congiunto sui Campi Flegrei, dall'altro lato iniziavano ad arrivare riformulazioni e nuovi emendamenti sugli altri articoli che portano avanti semplicemente l'“amichettismo”, le mancette, questa roba qui, e nulla, nulla, nulla dei nostri emendamenti e delle nostre proposte è stato approvato.
Dicevo, si doveva trattare in particolar modo il tema dei Campi Flegrei. All'inizio sembrava esserci stata data l'attenzione, per poi, come ho sottolineato, finire tutto in nulla. Salvo poi, all'indomani di questa assurdità vissuta all'interno delle Commissioni, aver letto alcuni comunicati da parte della Presidente Meloni e del Ministro Musumeci che annunciavano, per i Campi Flegrei, un nuovo decreto.
Io spero vivamente che in questo nuovo decreto - che dicono essere, ovviamente, fatto in collaborazione e con ragionamenti fatti con il presidente della regione Campania Fico - ci sia, innanzitutto, quello su cui avevamo lavorato, quello che serve ora, subito, velocemente, ai Campi Flegrei. Ma, soprattutto, spero che ci sia finalmente un cambio di passo necessario, un cambio di passo che serve... E su questo potrei dirvi che avevamo ragione , perché da qui a oltre tre anni e mezzo, in quest'Aula, il MoVimento 5 Stelle l'ha detto in tutti i modi possibili: con emendamenti, con ordini del giorno, con dichiarazioni di qualsiasi tipo, anche nelle riunioni ristrette. Aveva sottolineato che l'approccio messo in campo man mano dal Governo non era quello che serviva al territorio. Siete voluti andare avanti lo stesso, fino ad andare a sbattere con la terribile realtà, con il fallimento delle misure. Infatti, se oggi andiamo a vedere, da oltre tre anni e mezzo, da quando si è acuito il fenomeno del bradisismo sul territorio, da quando sono iniziate le scosse, da quando avete iniziato a fare dei decreti - e questo ve l'ho sempre riconosciuto -, però, sul territorio, non si è visto quasi nulla. Il 31 luglio c'è stata la scossa più forte, tremenda, lo abbiamo ribadito.
Ma, nonostante non fosse una novità per il territorio, nonostante dopo tre anni e mezzo, per non dire 40 anni, il territorio doveva essere tranquillamente capace di affrontare quel sisma, in realtà per strada, tra i cittadini, la risposta è stata quasi pari allo zero. Io c'ero tra i cittadini per strada, perché sono un cittadino di Pozzuoli e, come gli altri, ho sentito le scosse e sono sceso poi in strada. Ebbene, per le prime tre ore non si è visto nessuno: erano tutti un po' abbandonati a se stessi.
Ed è assurdo che in un comune - forse l'unico in Italia, se non l'unico al mondo -, dove si ha la certezza che delle scosse ci saranno, ancora dopo tutto questo tempo non si è pronti, non c'è un automatismo nelle procedure. Noi dovremmo avere delle procedure fisse, da seguire quasi meccanicamente, in modo che la risposta ai cittadini sia rapida, il più rapida possibile. Non è così, e questo è assurdo, è il contrario di tutto quello che ci eravamo detti all'inizio con il Ministro Musumeci, quando lui stesso diceva: faremo diventare i Campi Flegrei il Giappone d'Italia; ovvero un territorio in cui si può convivere con il sisma, ma purtroppo non è così, perché - lo ripeto - dopo tre anni e mezzo si è impreparati, dopo tre anni e mezzo lo sapete quanti interventi sono stati finanziati per poter sistemare i fabbricati che sono stati sfollati negli anni? Zero.
Lo sapete quanti interventi sono stati finanziati per intervenire sugli edifici che sono sismicamente vulnerabili, e migliorare, quindi, la resistenza sismica? Zero. Lo sapete quante opere, quante scuole sono state finalmente rese del tutto antisismiche? Quante opere il commissario straordinario, che già abbiamo per le opere pubbliche e le infrastrutture… anche lì ritardi enormi. E gli di prima accoglienza, lì dove i cittadini devono andare per la prima accoglienza, quanti sono stati realizzati? Zero.
Allora, è chiaro che serve un cambio di passo, e da questo lato - io lo ribadisco sempre e continuerò a farlo fino alla fine - avete trovato una forza politica che a differenza di tante altre, e ci metto dentro qualsiasi colore politico, assolutamente non si è mai permessa di utilizzare questo tema per fare campagna elettorale. Non lo ha mai fatto e continuerà a non farlo, e si sta dimostrando costantemente una forza responsabile , perché parliamo della vita delle persone.
Lo abbiamo fatto dicendovi cosa andava fatto e ora continuiamo a farlo con il presidente Fico, che ha sempre interloquito con il Governo per arrivare a delle soluzioni le più utili possibile per il territorio, e sta continuando a farlo con la massima serietà istituzionale. Ora, però, devono arrivare delle risposte dalla vostra parte, devono arrivare finanziamenti, devono arrivare degli strumenti che siano veramente efficaci sul territorio, non come è stato finora.
C'è anche un'altra cosa da sottolineare, che fa la differenza, cioè che con la modalità che avete adoperato di questi decreti che seguivano le scosse noi abbiamo creato pure delle distorsioni sul territorio: avevamo il paradosso che, in base al giorno, alla data in cui tu eri sfollato, di conseguenza avevi o non avevi delle misure a tuo supporto. Quindi ci trovavamo nella stessa strada, con dei palazzi magari l'uno a fianco all'altro, e c'era chi aveva il contributo per l'autonoma sistemazione, chi poteva presentare il progetto per ripristinare il proprio edificio, e il palazzo a fianco nulla.
Ora con questo decreto si è provato a rimediare a questo, ma è chiaro che bisogna proprio cambiare passo.
E c'è un'altra cosa che è da sottolineare: oltre ad avere questi ritardi di cui dicevo, con questa tipologia di misure arrivate fino ad oggi gli aiuti, le ricadute sul territorio, anche quelli che servono nell'immediato, come il contributo per chi viene sfollato, non arrivavano nell'immediatezza. Quindi chi veniva sfollato finiva per strada e doveva capire dove poter andare, ma intanto non arrivava nulla dallo Stato, perché doveva aspettare mesi e mesi che si attivasse il contributo.
Ebbene, questa volta almeno questo non è stato così; non è stato così perché ha fatto la differenza una regione governata dal MoVimento 5 Stelle, una regione governata dal presidente Fico, che ha fatto il possibile : ha subito stanziato dei finanziamenti affinché non si dovesse aspettare per il contributo per l'autonoma sistemazione, ha già anticipato i soldi, e quindi subito li si è potuti chiedere. È tutto quello che serve al territorio?
Assolutamente no, ma noi stiamo facendo la nostra parte. Il presidente Fico sta facendo la propria parte: ha stanziato altre misure, ha dato dei finanziamenti ai comuni in modo tale che possano ridurre i tributi a carico degli esercizi commerciali e ha fatto in modo che chi affitta casa agli sfollati abbia un premio o un contributo iniziale. Insomma, tutto questo non era stato fatto in occasione delle scosse precedenti. Questo significa avere una regione governata dal MoVimento 5 Stelle, e noi continueremo a farlo…
PRESIDENTE. Concluda.
ANTONIO CASO(M5S). …e continueremo ad esserci per il bene di Pozzuoli e dei Campi Flegrei. Vediamo se ora voi avete capito che dobbiamo cambiare le cose .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pella. Ne ha facoltà.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). Grazie, Presidente Ascani. Sottosegretario Albano, cari colleghi, prima di intervenire in merito al provvedimento in esame, a nome del gruppo di Forza Italia, permettetemi di fare un grosso applauso al collega Fabio Roscioli dato che mancano poche sezioni, per quello che è un grande risultato che il centrodestra, in modo particolare Forza Italia, raggiunge: vincere in un collegio, quello di Reggio Calabria, lasciato dopo tanti anni dall'amico Cannizzaro che è stato con me componente della V Commissione.
Naturalmente, oltre a Fabio Roscioli, un grosso applauso va anche a Francesco Cannizzaro e al presidente della regione Roberto Occhiuto, che hanno dimostrato che, quando c'è impegno, serietà e concretezza nel portare avanti le istanze, c'è poi una risposta forte e chiara da parte del territorio. Dico questo perché questo importante decreto che oggi approviamo è stato ancora una volta predisposto da un nostro Ministro di Forza Italia, il senatore Zangrillo; importante perché interviene con quella che è la finalità di adeguare le misure adottate dallo Stato alle esigenze territoriali attraverso un contenuto ampio e articolato, le cui linee di intervento riguardano proprio il personale della pubblica amministrazione, e in modo particolare quello degli enti locali, la gestione di quelle che sono le situazioni di dissesto e di squilibrio finanziario, il tema della protezione civile, il tema della ricostruzione dei territori colpiti da quelli che sono gli eventi sismici e calamitosi, nonché quelle specifiche norme relative ad altri settori dell'amministrazione pubblica.
Sintetizzando, come ha fatto anche molto bene questa mattina la collega Mazzetti, questo provvedimento ha l'obiettivo generale di rendere lo Stato un facilitatore e un garante, invece che un freno burocratico allo sviluppo e al risanamento dei territori. E l'esame in Commissione, in cui ho avuto l'onore di essere relatore insieme al collega Rossi, che ringrazio, ne ha ulteriormente ampliato il contenuto e, soprattutto, migliorato il testo, grazie soprattutto al nostro gruppo di Forza Italia-Berlusconi Presidente: sono state proprio aggiunte le disposizioni che intervengono soprattutto sul funzionamento della pubblica amministrazione attraverso quegli interventi anche relativi al reclutamento e alla disciplina del personale, all'organizzazione e al funzionamento degli uffici.
Nel complesso gli interventi mirano inoltre - cosa non facile - a cancellare il rispetto dei vincoli finanziari, con l'esigenza anche di garantire alle amministrazioni quelle risorse umane necessarie per lo svolgimento delle proprie funzioni. E permettetemi, quindi, di evidenziare l'ottimo lavoro di sinergia e coordinamento che il Ministro Zangrillo ha attuato con tutti i suoi colleghi Ministri, nonché quello del capo dell'ufficio legislativo del Ministro per la Pubblica amministrazione, il dottor Radicetti, che ha dialogato costantemente in tutti questi giorni, durante i lavori della Commissione, con i suoi colleghi dei tanti Ministeri coinvolti in un provvedimento utile e importante.
Io direi, come sintesi, che ha vinto la squadra. Ha vinto la volontà di condividere nell'insieme del Governo, la realizzazione di un Parlamento che ha dato dei contributi molto importanti e molto significativi, nonché il recepimento di quegli emendamenti che con forza, come maggioranza e in modo particolare come Forza Italia, abbiamo portato avanti. Molto si è fatto soprattutto per gli enti territoriali e per la finanza regionale, con particolare attenzione al personale, al rafforzamento della capacità organizzativa, nonché a quelle difficoltà finanziarie degli enti locali.
Innanzitutto, questo provvedimento interviene sulla disciplina della spesa per il personale, con l'obiettivo di rendere, quindi, più flessibili alcuni vincoli precedentemente applicati a quelle amministrazioni regionali e locali che, più di altre, oggi hanno bisogno di avere un ausilio, un aiuto, un sostegno da parte di un Governo vicino. Vengono poi introdotte misure in materia di investimenti e finanza degli enti, e questo decreto proroga i termini relativi ai contributi comunali per le opere pubbliche, al monitoraggio di quei codici unici di progetto della rendicontazione e dell'attestazione di quello che è l'utilizzo delle economie.
E questi contributi - permettetelo, facendo anche il sindaco - sono indispensabili, importanti. Devo dire che in questi giorni, anche in quei territori, che molti di voi oggi hanno elencato come territori abbandonati, quelli nella zona dei Campi Flegrei di Napoli, ho avuto un certo riscontro in termini di rispetto e di ringraziamento per quello che si è fatto. E se arriveremo con un decreto sui Campi Flegrei la vedo come una cosa positiva, non negativa. Questo è riconosciuto anche dal vostro presidente della regione, che appartiene allo schieramento del MoVimento 5 Stelle, che ha condiviso un percorso con il Governo per raggiungere il miglior risultato nell'interesse dei cittadini e dei territori e nel rispondere alle istanze e alle esigenze dei sindaci.
Sul versante poi della riscossione - permettetemelo, anche in questo caso, da sindaco di un piccolo comune - questo decreto consente l'affidamento ad AMCO della riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie degli enti locali. E faccio una domanda: come mai oggi i presidenti a guida di centrosinistra sono quelli che hanno aderito a questa proposta? Vuol dire che questa proposta risponde alle esigenze delle regioni, ma soprattutto è ben vista e ben condivisa da parte degli enti locali.
Dopodiché, nel provvedimento abbiamo rafforzato quegli strumenti per fronteggiare la carenza dei segretari comunali. Anche qui è stato detto che si è fatto poco; non mi sembra che si sia fatto poco. Abbiamo previsto, nel biennio 2026-2027, la possibilità di organizzare una sessione straordinaria di quello che è il corso-concorso destinato all'iscrizione dei nuovi segretari all'albo nazionale; sono state inoltre dettate quelle disposizioni volte ad affrontare alcune difficoltà organizzative nei comuni di piccole dimensioni. In particolare, lo dico intervenendo sulla possibilità, per i segretari comunali iscritti nella fascia iniziale della carriera, di assumere quella titolarità di sedi con popolazione compresa tra 3.000 e 5.000 abitanti, quando le procedure di pubblicazione della sede siano andate deserte. E questa disposizione mira, quindi, a favorire la copertura di quelle sedi e di quelle segreterie che oggi sono importanti in quei tanti, tanti, piccolissimi comuni.
Sempre in materia di enti territoriali, tra le modifiche apportate in Commissione, grazie al contributo di Forza Italia, occorre citare l'introduzione delle disposizioni volte al riallineamento della scadenza dei mandati del presidente della provincia e del consiglio provinciale, dal momento che, secondo la normativa vigente, il consiglio provinciale dura in carica due anni, mentre il presidente di provincia ha un mandato di quattro anni; e la collega Guerra sa bene che il sottoscritto, come relatore, aveva condiviso con l'Unione delle province italiane questo emendamento, anche rispetto a quell'ultimo subemendamento che poi non siamo riusciti a definire. Ma anche su questo, lo voglio dire con soddisfazione, c'è la consapevolezza e c'è il riconoscimento da parte dell'Unione delle province del lavoro che è stato fatto. E questo mi è stato detto personalmente sia da parte del presidente che del segretario generale perché comunque questa maggioranza - in accordo anche con l'opposizione su questo emendamento - ha dato quelle giuste e doverose risposte.
E poi l'approvazione, anche in materia trasversale, di alcune norme: penso a quella che differisce dal 30 giugno al 31 dicembre 2026 la norma transitoria che consente alle pubbliche amministrazioni anche di assumere a tempo indeterminato i soggetti già impegnati in determinati lavori socialmente utili o di pubblica utilità. Credetemi, questa norma - e lo dico da sindaco più che da parlamentare - per i piccoli e per i medi comuni era essenziale, importante perché dà risposte concrete a quei lavoratori che oggi diventano importanti in quello che è l'ausilio del lavoro che i comuni stanno portando avanti.
Un'altra norma posta in essere con il contributo determinante di Forza Italia è quella che fissa al 1° marzo la decorrenza dell'esclusione dei componenti degli organi delle Camere di commercio dal divieto di conferire determinati incarichi pubblici a soggetti o lavoratori privati o pubblici. Anche questo è un argomento da tempo portato avanti che siamo riusciti a realizzare.
E ancora, grazie ad un emendamento - e sono proprio contento per quello che ho detto all'inizio - portato avanti dai colleghi della Calabria, in modo particolare dal collega Arruzzolo, oltre che supportato dal lavoro del presidente della regione Calabria, abbiamo, in qualche modo, realizzato l'accordo quadro sui criteri per l'accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, sottoscritto proprio dalla regione Calabria e dalle parti sociali il 7 dicembre, per quei beneficiari che ne hanno avuto e ne avranno soprattutto l'opportunità.
Tra le modifiche inserite in Commissione ricordo gli emendamenti che abbiamo portato avanti per i nostri Ministri: in modo particolare, sull'ambiente per il Ministro Pichetto Fratin, oltre a quelli per l'aiuto nell'ambito degli affari esteri e della cooperazione internazionale del Ministro Tajani.
Tra queste misure dobbiamo anche segnalare il buon risultato dell'incremento - dal 50 al 70 per cento - del contributo per determinati interventi relativi alle abitazioni principali danneggiate dagli eventi del 31 luglio e del 1° agosto 2026.
Questo decreto interviene anche sulla ricostruzione dei territori del Centro Italia, colpiti dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016.
Presidente Ascani, mi avvio alla conclusione. Noi annunciamo il nostro voto favorevole a questo provvedimento che, benché intervenga su un insieme ampio di materie nelle quali confluiscono interventi di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria ed emergenziale, presenta una direttrice unitaria, cioè rafforzare quella capacità dello Stato di rispondere con tempestività alle esigenze dei cittadini, degli amministratori e dei territori.
Con questo decreto, quindi, cari colleghi di centrodestra e, in modo particolare, di Forza Italia, voglio ringraziare ancora una volta il nostro Ministro Zangrillo, in particolare i colleghi…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
ROBERTO PELLA(FI-PPE). … delle Commissioni V e VIII perché abbiamo realizzato qualcosa di importante: uno Stato che non si sostituisce al mercato, ma che rimuove i freni burocratici; uno Stato che garantisce la sicurezza dei territori attraverso il sostegno e il supporto delle richieste di sindaci e amministratori locali e regionali; uno Stato che rispetta e aiuta i suoi concittadini; uno Stato che sostiene i processi di ricostruzione e messa in sicurezza dei territori con vere ed efficaci politiche di sviluppo, coesione e di attuazione degli investimenti, come ci ha insegnato sempre il nostro Presidente Berlusconi.
Quindi con forza possiamo dire: con questo decreto abbiamo sburocratizzato questo Paese a favore dei territori .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ottaviani. Ne ha facoltà.
NICOLA OTTAVIANI(LEGA). Grazie a lei, Presidente. Questo è un Governo che presenta oggi innanzi a voi un decreto che potrebbe anche essere definito un decreto con materie molto eterogenee l'una rispetto all'altra. Ma si tratta materie che hanno in comune qualcosa - che una volta veniva studiato e oggi da noi viene applicato - che si chiama interesse pubblico, interesse del Paese.
E allora che cosa è stato preso di mira? Soprattutto, il profilo della sopravvivenza dei territori, attraverso una riforma, un incentivo ulteriore alla riforma nella pubblica amministrazione e negli enti locali. Perché sono enti locali assolutamente encomiabili: sono riusciti - è bene ricordarlo - con il senno del poi ad approvare 63.500 progetti all'interno del PNRR, investendo 24,5 miliardi di euro.
Ci veniva detto all'inizio che sarebbero state risorse perse, buttate al cielo. Non è stato perso e smarrito neppure un euro da parte dei nostri valorosi amministratori degli enti locali .
Per non parlare poi del portale della pubblica amministrazione. Riavvolgendo sempre il nastro nel 2023, questo portale unico ha consentito a chi ha voluto affacciarsi nel mondo del lavoro, utilizzando soprattutto le professionalità altissime nella pubblica amministrazione, di entrarvi, partecipare ad uno di 30.000 concorsi per riuscire ad acquisire una delle 60.000 posizioni erogate da parte dello Stato e degli enti pubblici.
Abbiamo un problema, però. Certo, questo lo dobbiamo ammettere: su questo dobbiamo continuare a insistere per recuperare i nefasti danni fatti da una misura della sinistra che andava verso il basso nella quantificazione degli stipendi e delle RAL. Infatti, se oggi la RAL media all'interno della pubblica amministrazione, a livello di ente locale, in un comune, è di 22.300 euro, per la stessa identica posizione a livello regionale - quindi spostandosi dalla periferia al centro - abbiamo un aumento di quasi 4.000 euro, arrivando a 26.000 euro. Questo è inconcepibile: significa svuotare le province a favore delle amministrazioni centrali e soprattutto delle grandi aree metropolitane.
Noi siamo, invece, per continuare a portare avanti politiche territoriali e identitarie perché chi vive in provincia deve essere orgoglioso di essere un professionista della pubblica amministrazione anche in provincia .
Sono stati chiusi i rinnovi contrattuali 2019-2021, che altri evidentemente prima dell'ottobre del 2022 avevano lasciato in piedi; ed è stato chiuso il rinnovo 2022-2024, stanziando nel 2024 ben 30 miliardi. Ma la cosa più importante non riguarda soltanto gli aumenti mensili, che sono di 144 euro cadauno come media, o i 1.700 euro di arretrati.
La cosa più importante consiste nel fatto che sono state gettate adesso, ora per il dopo e non ora per allora, nel passato, le basi per un rinnovo contrattuale anticipato 2025-2027. È la prima volta che avviene all'interno della pubblica amministrazione dal 1948 in poi .
Vi è stata poi l'abolizione di quell'odiosissima norma che venne fuori nella finanziaria del 2006 - che non è certamente un parto del centrodestra, soprattutto un parto della Lega, la legge finanziaria n. 296 del 2006 - dove venne previsto un limite per quanto riguardava lo storico della spesa per le nuove assunzioni. Bisognava verificare quello che era avvenuto nei dieci anni precedenti, come per dire: se è stato fatto male in passato, cerchiamo di non fare bene per il futuro. Quella non era una norma razionale, quella era una norma che gridava vendetta sotto il punto di vista dell'efficienza della pubblica amministrazione e nel premiare il merito di quelle amministrazioni che avevano raggiunto i propri obiettivi, risparmiando addirittura in termini di spesa. E allora quegli articoli: il 557, il 557- e il 562 di quell'odiosissima legge, soprattutto di quell'odiosissimo compendio normativo, finalmente fanno parte della preistoria di questa democrazia e di questa Repubblica .
Per parlare poi di quello che è il concetto, a noi sempre caro, del federalismo, che non significa - ancora una volta - disunire la nostra Italia, ma significa mettere insieme quelli che sono i territori, valorizzando le risorse locali e premiando soprattutto quello che è il quel qualche cosa che viene prodotto in più dal risparmio e che viene reinvestito sui territori in funzione sempre di una solidarietà di carattere nazionale. Ecco come si realizza il federalismo, non si realizza soltanto come altri vorrebbero farci credere, ma in ogni singolo provvedimento che questo Governo sta portando avanti c'è una virgola di questo sistema, di questa rivoluzione che si chiama la rivoluzione federale .
Riguardo i segretari generali, ci chiediamo perché si dica che sono poche 340 nuove assunzioni. I segretari generali sono bloccati in questo Paese da oltre dieci anni: su 5.000 sedi effettive di segreteria generale ce ne sono solo 2.300 coperte. Ci chiediamo perché. Perché forse qualcuno ha cercato non di concentrare i segretari comunali, ma di concentrare i centri di spesa? Accentrare i comuni per evitare che ci fosse una periferizzazione della democrazia e che ci fosse una centralizzazione addirittura dei centri di spesa? Il sospetto è forte, importante e forse anche confermato.
Passiamo alla questione delle Forze dell'ordine. Bene, 39.000 unità in più dal 2023 ad oggi: stiamo parlando di 13.000 unità in più all'anno e per il 2027 la previsione di spesa è di 30.000 in più per colmare non soltanto quello che è il periodo del , ma per avere un saldo positivo, per avere almeno un agente di Polizia e delle Forze dell'ordine in più dove gli agenti in passato, da altri Governi di sinistra, erano stati bistrattati e spesso anche malmenati .
Per arrivare poi al rinnovo del contratto anche in questo comparto, che ha dato degli esiti importanti, signor Presidente. Perché se oggi non il Governo, ma l'Istat, ci dice che i delitti nel 2025, rispetto al 2024, sono in calo del 2 per cento - con una specifica particolare: meno 15 per cento sugli omicidi volontari, meno 6 per cento sui furti, meno 4 per cento sulle rapine -, beh, allora vale la pena ricordare che rispetto a queste percentuali ce n'è una inquietante, ossia meno 11 per cento di tutti i delitti rispetto al 2013-2018
Questi sono dati che confortano il nostro operato di Governo e che sconfortano quello della latenza e della non incisività altrui. Gli arrivi illegali, le Forze dell'ordine sono importanti anche su questo argomento perché, se nel 2025 noi abbiamo avuto 19.400 tentativi di arrivi illegali - parliamoci chiaro e tondo, perché poi di questo stiamo parlando, perché poi c'è la sanzione che viene applicata -, siamo al 55 per cento in meno rispetto al 2024. Ci sono voluti due processi ad un Ministro dell'Interno in carica per arrivare a questo tipo di soluzione E se quel Ministro non si fosse sacrificato in prima persona in funzione di un interesse pubblico, tanti agenti avrebbero detto: signor Presidente, ma se il Ministro dell'Interno va sotto processo, perché dovrei io respingere colui che illegalmente cerca di violare i confini del Paese e mi volto dall'altra parte. Allora il sacrificio di quel Ministro dell'Interno è il sacrificio di quanti credono al coraggio e soprattutto a quello che è il senso civico dello Stato di chi ricopre certe istituzioni.
Ultima questione è quella della disabilità. Bene, e dobbiamo ribadirlo anche in questa sede: c'è in atto una rivoluzione copernicana. Non c'è più il cittadino disabile, chi è stato meno fortunato, se vogliamo pensare alla Tiche, se siamo laici, o se vogliamo pensare al buon Dio, se magari abbiamo qualche religiosa nel nostro cuore. Non c'è più il cittadino meno fortunato che rincorre lo Stato, che rincorre - pensate un po' - la ASL per avere la sedia a rotelle nello stesso comune, e il comune stesso per avere l'assistenza scolastica; e, nello stesso comune, l'INPS per avere i sussidi alla persona. Questi tre centri di erogazione di servizi alla persona verranno messi attorno allo stesso tavolo e ci sarà un centro unico che erogherà questi servizi con il “progetto di Vita”. Questo significa rovesciare quello che è il profilo dell'assistenza e passare alla solidarietà.
È chiaro che, parlando di pubblica amministrazione, probabilmente questo decreto, signor Presidente, è stato di anticipo rispetto ad un'altra pubblica amministrazione in senso lato che in queste ore, purtroppo, sta lasciando nel panico la sinistra, il MoVimento 5 Stelle e le opposizioni. Mi sto riferendo ad un'azienda dello Stato, perché l'ENI è un'azienda dello Stato. Non è un'azienda di diritto strettamente commerciale, è un'azienda che va avanti con regole di diritto commerciale ma che, in funzione di un interesse pubblico, viene comunque controllata e diretta dal Governo. E, allora, noi ci chiediamo: perché l'ENI, in queste ore, sta cambiando tutto quello che doveva essere il disastro sulla politica dei carburanti? Con quella scelta, grazie ad una e senza che ci fosse un provvedimento di Governo, ha anticipato quelle che sono le scelte di questo Governo sulla politica dei carburanti. Perché chi fa parte anche della pubblica amministrazione deve condividere gli interessi del Paese, gli interessi dei cittadini e, soprattutto, delle famiglie .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Roggiani. Ne ha facoltà.
SILVIA ROGGIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Intanto - per suo tramite - ho sentito all'inizio dell'intervento del collega Pella gli elogi e gli auguri al nuovo collega Roscioli. Io, invece, mi sento da quest'Aula di dire che, dopo anni, grazie alla tenacia della famiglia e della giustizia italiana, siamo finalmente riusciti a ristabilire un po' di verità e giustizia per Giulio Regeni, con la condanna a dieci anni di tre 007 (. Questa condanna sicuramente non ci restituisce Giulio, ma ci restituisce un po' di quella verità e giustizia che la famiglia, e tante e tanti di noi, hanno chiesto per anni.
Ora torno al decreto che stiamo esaminando. Ho sentito parole di giubilo e di grande felicità da parte dei colleghi della maggioranza che sinceramente mal si conciliano con i tanti comunicati che abbiamo letto in queste ore. Dall'ANCI ai sindacati, all'associazione dei disabili c'è chi ha, invece, protestato per il fatto che, in questo ennesimo decreto che andremo ad approvare con l'ennesima fiducia - siamo a oltre 100 fiducie -, purtroppo non solo non sono state mantenute le promesse, ma non sono neanche stati risolti tanti temi che invece avremmo potuto e voluto affrontare. Dico voluto perché le opposizioni - in Commissione, nelle audizioni e poi in tutti i passaggi - hanno ovviamente lavorato per provare a discutere nel merito e a migliorare questo decreto.
È un decreto che ha, come sempre, un titolo molto altisonante, e su questo siete campioni mondiali: funzionamento della pubblica amministrazione. Peccato che non risolva alcun problema della pubblica amministrazione. Avremmo davvero potuto occuparci dei problemi della PA e anche delle opportunità collegate ad essa; avremmo potuto davvero occuparci di come dare valore, dignità e riconoscimento ai circa 3 milioni e mezzo di lavoratrici e lavoratori della pubblica amministrazione.
Una pubblica amministrazione che ha bisogno di essere accompagnata nelle nuove sfide, ad esempio quella della transizione digitale, nelle nuove competenze e nuovi bisogni; una pubblica amministrazione che, oggi, vede un'età media molto alta - il 54 per cento dei dipendenti supera i cinquant'anni - e nel 2033, come ci ricorda il Ministro Zangrillo, avremo 1 milione, di questi 3 milioni e mezzo, che andrà in quiescenza. Avremmo potuto occuparci di chi, in quella pubblica amministrazione, ci vorrebbe lavorare, che ha costruito e studiato, facendo un concorso per entrare nella pubblica amministrazione. Ma, invece, col “blocca idonei” non lo potrà fare, anche se quel concorso lo ha passato. Infatti, gli emendamenti sullo scorrimento delle graduatorie sono tra quelli presentati e non accolti, spesso neanche discussi, con quella tagliola che avete poi fatto in Commissione.
Ma c'è un tema di fondo per noi, è un tema cruciale, è un tema che abbiamo posto all'inizio e che vogliamo ricordare qui: questo decreto migliora quella precarietà che ancora oggi è insita anche nella nostra pubblica amministrazione, cioè una precarietà di Stato che noi produciamo? La risposta vi è arrivata dai sindacati in modo unitario nel corso delle audizioni: purtroppo no, non solo non migliora la situazione della precarietà nella pubblica amministrazione, ma addirittura la peggiora. Questo è un dato di fatto.
Vi siete dimenticati, ad esempio, dei precari della giustizia. Con questo decreto avete - udite, udite -deciso di incrementare di ben 25 unità il personale della magistratura ordinaria, 25 unità. I precari della giustizia sono circa 1.600, l'organico che manca su tutto il fronte della giustizia ammonta a più di 5.000 unità. Voi, però, siete riusciti a dichiarare, annunciare e poi dire qui, in pompa magna, che questo decreto risolve un sacco di problemi.
Ma non c'è solo il tema della precarietà all'interno della pubblica amministrazione, c'è anche un tema di salari, di salari dignitosi, di salari che consentano alle persone di poter vivere, scegliere, continuare a stare dentro la nostra pubblica amministrazione e di fare quel lavoro. Vi avevamo chiesto di rimuovere, ad esempio, i tetti di spesa del salario accessorio, tetti che sono bloccati ai valori del 2016, e oggi siamo nel 2026 con un'inflazione che corre. Quei tetti sono rimasti bloccati, non avete voluto ascoltarci.
Oppure, il tema dei buoni pasto, che oggi sono inchiodati a 7 euro. Anche qui avevamo chiesto di adeguare il valore, nei privati la defiscalizzazione è possibile fino a 10 euro. Vi sembreranno piccole cose, ma invece per lavoratrici e lavoratori contano molto. Anche su questo non ci avete ascoltato. E vogliamo parlare delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata, ovviamente spessissimo accreditata, e quindi che contribuisce al nostro Servizio sanitario nazionale? Avete tradito una promessa a tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che hanno il contratto scaduto da 8 anni.
Per non parlare delle lavoratrici e dei lavoratori nelle RSA, quelle RSA dove abbiamo persone che si prendono cura dei nostri genitori, dei nostri nonni, delle persone anziane. Loro hanno il contratto scaduto da 14 anni. Perché noi possiamo continuare a permettere che ci siano infermieri che lavorano prendendo fino a 500 euro in meno per un contratto scaduto? E poi ci venite a parlare di salario giusto semplicemente perché non volete parlare di salario minimo.
Questo vi sembra un salario giusto, vi sembra giusto tutto questo ? In questo decreto non è andata meglio agli enti locali. ANCI è uscita con un comunicato, che inoltrerò al collega Pella, visto che pare non averlo letto. Dalla mancata promessa, firmata con una dichiarazione congiunta, a luglio, per il personale dell'area educativa scolastica degli enti locali, poi tradita; dagli straordinari non pagati da due anni agli agenti, a fronte dei vostri proclami sulla sicurezza; dalla coda del PNRR, su cui non avete minimamente ascoltato i nostri comuni; agli “ex 110”, e anche su questo avevamo presentato un emendamento, fino alla stabilizzazione dei vicesegretari comunali, almeno nei piccoli comuni e nelle unioni dei comuni.
No, siete venuti a dirci che avete risolto il problema dei segretari comunali. Non è così e ve lo abbiamo detto in tutte le salse. Dal riconoscimento di chi si spende nelle comunità montane all'estensione del salario accessorio per province e città metropolitane, oggi avete dato parere favorevole a un ordine del giorno. Mi duole dire che, dopo quattro anni, ho purtroppo capito che gli ordini del giorno sono carta straccia. Avreste potuto approvare l'emendamento che abbiamo presentato .
L'elenco delle promesse non mantenute, insomma, è lungo, ma in compenso in questo decreto, come al solito, non mancano - mi scuserete per questa parola, sdoganata da un nostro attuale Ministro, mio corregionale - le “porcate”: dalle modifiche del regime di transito, allargando la fascia dei senza concorso per i dirigenti nella pubblica amministrazione, e lo fate in modo incoerente, premiando non il percorso, ma il ruolo odierno, e modificando una vostra norma di due mesi fa. Inoltre, aumentate la dotazione dell'organico dirigenziale nella Presidenza del Consiglio dei ministri.
Avete finanziato parte delle misure presenti in questo decreto con due fondi, ed è francamente abbastanza indegno che li abbiate utilizzati per questi scopi: il primo, il fondo per chi ha avuto danni dai vaccini. Non c'era bisogno di prendere soldi da quel fondo, ve lo abbiamo detto nel corso dei lavori della Commissione e non ci avete ascoltato. Secondo: il fondo per dare gambe alla riforma della disabilità, in particolare per quello che riguarda la valutazione multidimensionale e la progettazione di un percorso di vita personalizzato.
Ecco, noi crediamo che questi tagli a obiettivi importantissimi siano assolutamente sbagliati. Sui Campi Flegrei in alcuni interventi addirittura non li abbiamo neanche sentiti citare, ma questa cosa non ci stupisce. Perché, guardate, io lo dico da lombarda, sui Campi Flegrei vi siete macchiati davvero della vergogna di una propaganda fatta su 5.500 persone sfollate che non hanno più una casa dove tornare.
Non avete dato nessuna risposta sui mutui da pagare per case che non sono più utilizzabili, nessuna risposta per i ristori per le attività commerciali che oggi sono in difficoltà, nessuna risposta per le case che devono essere messe in sicurezza con dei fondi che non bastano minimamente. Ma in compenso avete creato la figura del segretario generale della Covip, un altro regalo della Lega, a 360.000 euro all'anno.
Insomma, questo decreto è l'ennesima occasione persa per questo Parlamento, occasione persa di discutere nel merito, di migliorare i provvedimenti. Ma io vi dico un'altra cosa: questa è un'occasione persa non solo per questo Parlamento; purtroppo è un'occasione persa per le tante persone che guardavano a noi, quelle persone che lavorano nella pubblica amministrazione, per chi vive sfollato nei Campi Flegrei.
Ecco, voi dovreste imparare a fare meno propaganda e a dare più risposte concrete, perché dopo quattro anni le italiane e gli italiani non vi credono più , perché alla fine del mese non ci arrivano più. Non è più tempo di propaganda, non è più tempo di promesse che poi voi non rispettate. È tempo di dare veramente una svolta a questo Paese e noi lo faremo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fabrizio Rossi. Ne ha facoltà.
FABRIZIO ROSSI(FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, il provvedimento che oggi è all'esame di questa Assemblea non è soltanto un decreto-legge che interviene su una pluralità di materie, ma è prima di tutto un provvedimento che parla dello Stato, della sua capacità di funzionare e della sua capacità di decidere e di essere presente quando i cittadini chiedono una risposta. Quando un territorio affronta una difficoltà, quando un'amministrazione deve garantire un servizio, quando un'emergenza mette alla prova la tenuta delle istituzioni, lo Stato ci deve essere, lo Stato c'è.
Ed è proprio qui che ritengo di iniziare il mio intervento. Infatti, il decreto-legge n. 144 interviene su un insieme ampio di ambiti, accomunati da un preciso obiettivo, però: rafforzare la funzionalità della pubblica amministrazione, sostenere gli enti territoriali, garantire servizi più efficienti ai cittadini e assicurare continuità agli interventi di protezione civile e di ricostruzione. È questo il filo conduttore di questo provvedimento.
Ma durante la discussione generale, e poi anche nelle dichiarazioni di voto, ho sentito alcuni colleghi definire questo provvedimento da un lato dall'altro vuoto, dall'altro senza risorse. Davvero tante considerazioni, che ovviamente non condivido, anzi, al contrario vengono trattati aspetti non più rinviabili. Ad esempio sulla pubblica amministrazione, quella più qualificata, si interviene sulla formazione del personale dirigenziale - nessuno lo ha ricordato -, destinando le economie derivanti dalla riduzione della retribuzione legata alla proprio al rafforzamento della formazione.
Il decreto rafforza inoltre l'Avvocatura dello Stato, autorizzando nel triennio 2026-2028 l'assunzione di 23 avvocati e 10 procuratori dello Stato per complessive 33 unità, un intervento necessario per fronteggiare l'incremento degli affari contenziosi affidati alla difesa erariale e garantire la piena funzionalità. Sempre l'articolo 1, al comma 13, contiene misure a sostegno dei comuni nelle zone montane - nessuno lo ha detto - con minoranze linguistiche storiche, ma attraverso l'ampliamento dei comuni e dei soggetti che possono beneficiare della maggiorazione dei crediti d'imposta previsti dalla normativa sulle zone montane.
Misure diverse, piccole e grandi cose, ma riconducibili alla stessa impostazione. Una pubblica amministrazione che deve essere messa nelle condizioni di funzionare, attraverso competenze, professionalità e strumenti adeguati. Così come per gli enti locali in generale questa normativa interviene sulla disciplina del contributo ai comuni per investimenti infrastrutturali nelle cosiddette piccole opere, finanziate per complessivi 3 miliardi di euro dalla legge di bilancio 2020, per i contributi riferiti alle annualità 2020-2023, il superamento del termine per l'aggiudicazione dei lavori. Anche cose queste importanti, tecniche, importanti, ma della vita quotidiana di ogni comune.
Quindi non ci sono revoche del contributo se, alla data del 31 dicembre 2024, risulta comunque stipulato un contratto di affidamento.
Vengono, inoltre, prorogati diversi termini per il monitoraggio e la rendicontazione. Anche questa è una scelta semplice, ma molto importante: evitare che i ritardi procedurali possano tradursi automaticamente nella perdita di risorse; cose concrete per i territori e per i comuni. Il decreto, poi, interviene sulle medie opere, prorogando al 31 dicembre 2026 il termine per la conclusione dei lavori relativi alle annualità 2021-2025 e introducendo, in caso di mancato rispetto del termine, una revoca parziale, pari all'1 per cento del finanziamento; anche questo nessuno lo ha detto.
Sempre sul versante degli enti locali, viene rafforzata la capacità amministrativa attraverso una sessione straordinaria del corso-concorso per l'iscrizione di 340 segretari comunali - e sappiamo quanto sono necessari i segretari comunali soprattutto nei piccoli comuni - nella fascia dell'albo nazionale. E qui sappiamo quanto sia difficile anche operare senza un adeguato supporto dei segretari comunali nelle amministrazioni.
Un'altra misura, poi, riguarda la Polizia locale, anche questo l'ho sentito poco rammentare nei vostri ragionamenti e nei ragionamenti dell'Aula. Fino al 31 dicembre 2028, le graduatorie concorsuali per le assunzioni nei Corpi di polizia locale avranno efficacia per 4 anni, anziché 3. Una misura che consente ai comuni di utilizzare più a lungo graduatorie già formate, di fronteggiare anche carenze di organico che incidono sulla presenza sul territorio; la famosa sicurezza, quella della quale noi concretamente che andiamo a occupare.
Inoltre, si interviene sul versante della socialità, altro aspetto che non ho sentito citare da nessuno. Viene istituito presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali un fondo di 187,5 milioni di euro per il 2026, destinato a finanziare due progetti già presenti nel PNRR, successivamente espunti dalla revisione del piano. Un primo progetto riguarda almeno 5.000 persone con disabilità, attraverso il rinnovo dello spazio domestico e la fornitura di dispositivi tecnologici, accompagnati da formazione sulle competenze e sull'assistenza digitale e tecnica. Il secondo progetto, invece, riguarda 25.000 persone in condizioni di grave deprivazione materiale attraverso interventi per l'alloggio temporaneo, l'ospitalità notturna e i servizi delle stazioni di posta. Anche qui: numeri importanti, concretezza, socialità nell'intervento.
Anche gli enti locali in stato di dissesto non vengono abbandonati in questo decreto e vengono sostenuti. La norma introduce un nuovo meccanismo di anticipazione a valere sul Fondo di rotazione per gli enti che hanno aderito alla procedura semplificata di liquidazione, con l'obiettivo di incrementare la massa attiva destinata al pagamento dei debiti. L'anticipazione viene concessa annualmente e restituita in un periodo massimo 10 anni. Parliamo di un fenomeno - qualcuno se ne è dimenticato - tutt'altro che marginale: al 30 aprile del 2026, risultavano attive 488 procedure, tra dissesti e riequilibri finanziari, con una massa debitoria ancora da estinguere di circa 2 miliardi di euro. Cifre importanti, non risibili.
Con l'articolo 4, poi, si affronta anche la famosa vicenda pandemica. Finalmente, con un commissario straordinario poniamo fine a quell'emergenza che abbiamo visto e che è stata mal gestita. Questo Governo la affronta in via definitiva .
E quindi, signor Presidente, colleghi, in questo provvedimento non ci si dimentica neppure dei servizi educativi: interviene sulla parità scolastica, prorogando fino all'anno scolastico 2027-2028 il regime straordinario, che consente, ai fini del riconoscimento o del mantenimento della parità, di valorizzare il servizio prestato nelle scuole paritarie. Quindi, la stessa norma interviene sulla gestione e sulle graduatorie dei docenti, evitando il depennamento automatico delle graduatorie dei concorsi ordinari, per una platea di poche centinaia di docenti vincitori di più procedure concorsuali. Si consente, inoltre, di utilizzare fino all'anno scolastico 2027-2028 graduatorie comunali vigenti per il personale educativo e ausiliario dei servizi gestiti direttamente dai comuni. Piccole grandi cose, una risposta concreta alla carenza di personale.
E, poi, sulla giustizia: l'articolo 7, quindi la magistratura ordinaria, le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni che vengono rafforzate, i sostituti procuratori. A questa misura si aggiunge l'incremento, dal 1° luglio 2027, di 25 unità del ruolo organico della magistratura ordinaria, da destinare alle funzioni requirenti di primo grado. Anche qui, si parla sempre di sicurezza, si parla sempre di minori, quindi una cosa concreta per i tribunali per i minorenni, che devono fare davvero un grande lavoro.
Ma l'articolo 7 interviene anche su un contenzioso in materia di immigrazione, attraverso l'istituzione - anche questo non l'ho sentito dire - dell'Ufficio per il processo stralcio, per le sezioni specializzate, con l'obiettivo di accelerare la definizione dei procedimenti pendenti. Quanti procedimenti pendenti sull'immigrazione: poniamo fine anche a questo con la sezione stralcio, e vediamo se qualcosa riusciamo ad ottenere in più in materia di rimpatri
E poi, l'abbiamo detto, la sicurezza delle frontiere: l'assunzione straordinaria di 500 agenti assistenti della Polizia di Stato, destinati ai servizi di controllo di frontiera e sui flussi migratori, personale aggiuntivo destinato alla verifica preliminare di identità e sicurezza con operazioni di grande rilievo, soprattutto dal punto di vista segnaletico. Quindi, anche qui, una misura concreta, chiara, per rafforzare la capacità dello Stato di presidiare le frontiere e di intervenire sui flussi migratori.
Quindi, signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto interviene anche su un tema fondamentale: la disabilità, nessuno l'ha ricordato. L'articolo 9 riguarda le assunzioni di personale INPS connesse alla valutazione in base al riconoscimento delle condizioni di disabilità.
E, poi, arriviamo ai Campi Flegrei. Anche su questo, io credo, abbiamo visto in discussione generale, ma poi anche in dichiarazione di voto, quanto sia stata pesante questa diatriba su chi era intervenuto prima: la regione Campania, gestita oggi dal MoVimento 5 Stelle, che accusa la regione Campania gestita dal Partito Democratico . Davvero ci sarebbe da sbizzarrirsi, magari ci sarebbe bisogno anche di più tempo, Presidente, ma vado a concludere. Tutti gli articoli, dall'articolo 12 in avanti, trattano proprio questi temi: l'area del cratere, ovviamente l'area dei sismi che abbiamo avuto sin dal 2016, anche questa affrontate.
E quindi le misure, Presidente e colleghi, che ho richiamato restituiscono la fotografia di un provvedimento articolato, con una direttrice molto, ma molto chiara: una pubblica amministrazione deve funzionare meglio; comuni che devono poter realizzare le opere finanziate; servizi educativi che devono essere garantiti; giustizia e Forze dell'ordine devono poter contare su organici adeguati; territori colpiti da calamità che devono poter perseguire e proseguire nel percorso di messa in sicurezza e ricostruzione; rafforzare la capacità dello Stato di rispondere ai bisogni dei cittadini e dei territori.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
FABRIZIO ROSSI(FDI). Uno strumento, quindi, capace di trasformare le risorse e le decisioni pubbliche in servizi, sicurezza, infrastrutture e ricostruzione. Dopo che per anni la sinistra accumulava burocrazia a non finire e rinviava ogni decisione, la maggioranza finalmente, il centrodestra, Fratelli d'Italia, parlano di concretezza e di fatti .
PRESIDENTE. Onorevole, deve concludere. È oltre il suo tempo, ho provato a dirglielo.
FABRIZIO ROSSI(FDI). Pertanto, per tutte queste ragioni, il gruppo di Fratelli d'Italia esprime, con assoluta convinzione, il voto favorevole alla conversione in legge del decreto-legge n. 144 .
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
PRESIDENTE. Comunico che il collega Fabrizio Cecchetti è stato colpito da un grave lutto: la perdita della madre.
La Presidenza della Camera ha fatto pervenire al collega le espressioni della più sentita partecipazione al suo dolore, che desidero ora rinnovare anche a nome dell'intera Assemblea.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 3083-A: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile”.
Dichiaro aperta la votazione.
.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fratoianni. Ne ha facoltà. Colleghi, se dovete lasciare l'Aula vi prego di farlo in silenzio, perché il collega Fratoianni deve svolgere un intervento sull'ordine dei lavori. Chi è interessato ad ascoltare lo deve fare in silenzio. Colleghi, qui sta andando avanti l'Aula. Prego, collega Fratoianni.
NICOLA FRATOIANNI(AVS). Grazie, signora Presidente. Intervengo a nome del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra per chiedere un'informativa urgente al Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su una vicenda che, pochi minuti fa, ha conosciuto finalmente un epilogo.
È la vicenda di Giulio Regeni. Ci sono voluti dieci anni: dieci anni lunghissimi, dieci anni di depistaggi, dieci anni nei quali il regime egiziano di al-Sisi ha fatto tutto quello che poteva per impedire che si giungesse con una sentenza alla verità, che si restituisse un po' di giustizia alla famiglia di Giulio Regeni, a chi gli ha voluto bene, a chi in questi anni si è battuto per la verità, alla dignità del nostro Paese che ha visto un cittadino, un giovane cittadino italiano, rapito, sequestrato, torturato e ucciso da agenti della sicurezza nazionale egiziana. Oggi la sentenza afferma, dopo un percorso lunghissimo, tortuoso e faticoso, questa verità, condannando a dieci anni tre dei quattro agenti a cui in questi lunghi anni è stato persino impossibile recapitare le informazioni giudiziarie, perché quel regime si è rifiutato persino di comunicare alla magistratura i loro indirizzi.
È una sentenza, che la famiglia ha commentato poco fa con soddisfazione, che conferma la sostanza dell'impianto accusatorio della procura generale di Roma, come ha ricordato il procuratore capo Lo Voi, e che però chiede - questo è il punto - al nostro Governo un'iniziativa . Per noi, per il nostro Paese, per la politica, per le responsabilità del nostro Governo questa vicenda non si è chiusa. È una vicenda che invece oggi pone al Governo nuovamente l'onere di una scelta. La pone di fronte innanzitutto al Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che pochi giorni fa si è recato a Il Cairo e ha incontrato il Governo egiziano e al-Sisi. Una visita accompagnata da una gran fanfara di festeggiamenti in Egitto, che hanno dichiarato chiusa la stagione delle tensioni, persino chiuse le tensioni legate - come lo hanno definito ancora una volta indegnamente per il nostro Paese - all'incidente Regeni. No, non fu un incidente, fu un brutale assassinio, furono torture, fu il sequestro di un giovane italiano, ucciso in quel Paese dal regime egiziano.
E allora noi chiediamo un'informativa al Ministro Tajani perché dica qui, al Parlamento, agli italiani e alle italiane, che cosa intende fare oggi il Governo italiano, come intende pretendere che sia data esecuzione alla condanna e alla sentenza pronunciata oggi dal tribunale di Roma e della corte di assise, come ottenere che quella sentenza possa essere eseguita, come ottenere che siano eseguiti i risarcimenti contenuti in quella sentenza per la famiglia Regeni, per i genitori, per la sorella di Giulio Regeni e per il Governo italiano, che - è bene ricordarlo - si è costituito in sede civile.
Ora vogliamo sapere che cosa intende fare il nostro Governo e deve essere chiaro fin da ora che il nostro Governo deve pretendere che quella sentenza possa essere eseguita e che qualora il regime egiziano dovesse - ancora una volta - girarsi dall'altra parte occorrerà ridiscutere e rimettere pesantemente e seriamente in discussione le nostre relazioni con quel regime . Non tollereremo - lo diciamo fin da ora - ancora una volta che di fronte alla ostinata indisponibilità del regime egiziano a collaborare ci siano spallucce, in nome magari di interessi più grandi, gli interessi commerciali che già troppe volte hanno impedito di fare ciò che era giusto ai Governi che in questi anni si sono succeduti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Serracchiani. Le chiedo se si associa.
DEBORA SERRACCHIANI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Il Partito Democratico si associa alla richiesta di informativa che è stata fatta poc'anzi dal collega Fratoianni. Vede, Presidente, quello di oggi, la sentenza della corte di assise di Roma, è un fatto di grande civiltà giuridica. Io credo che dopo anni nei quali ci sono stati insabbiamenti, depistaggi e azioni tese a impedire di ottenere quella verità e quella giustizia che la famiglia di Giulio ha chiesto dal primo giorno, che il Paese ha chiesto dal primo giorno, si arriva a questa sentenza con una prova di grande autonomia della magistratura italiana, ma si arriva a questa sentenza anche grazie all'azione assolutamente incredibile e determinata della famiglia e dell'opinione pubblica, con la pressione che in questi anni è stata fatta, con la spinta civile che c'è stata rispetto a questa richiesta di verità e di giustizia nei confronti di Giulio Regeni, della famiglia di Giulio Regeni e del Paese tutto.
Vede, Presidente, io credo che vada ricordata anche l'attività svolta dalla Commissione d'inchiesta che nella scorsa legislatura se ne è occupata in prima persona, con la presidenza di Erasmo Palazzotto, perché credo che anche quella Commissione d'inchiesta - e anche il Parlamento - abbia dato in quell'occasione prova di riuscire a essere strumento per accertare la verità e la giustizia.
E proprio per questo, Presidente, chiediamo al Ministro Tajani di venire in quest'Aula, di venire in quest'Aula e spiegarci quali sono adesso i rapporti che questo Paese ritiene di avere con il regime di al-Sisi, quali sono i rapporti che questo Paese ritiene di avere perché quella sentenza possa trovare esecuzione, come appunto veniva richiesto, e quali azioni intende fare il Governo italiano affinché quella sentenza finalmente dia quella verità e quella giustizia che attendiamo ormai da lunghi, lunghissimi dieci anni. Presidente, noi riteniamo che il Ministro Tajani non possa girarsi dall'altra parte, riteniamo che non possa far finta di niente, riteniamo che debba venire in quest'Aula e spiegarci quali sono le azioni che questo Governo metterà in campo perché quella sentenza non rimanga soltanto scritta ma sia una sentenza a cui il Paese chiede, da dieci anni, che venga data ampia esecuzione, perché quello non fu un incidente, Presidente, quello fu un omicidio, quelle furono torture e sevizie che raccontò, purtroppo, il povero corpo martoriato di Giulio.
È proprio per questi motivi, Presidente, che il Paese tutto oggi chiede al Ministro Tajani di venire in quest'Aula, di esprimersi chiaramente, con parole chiare e con trasparenza, su quella che è l'attività che questo Paese farà perché quella sentenza possa essere nei fatti applicata. Lo chiede il Paese, lo chiede la famiglia, lo chiede il Parlamento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Benzoni. Chiedo anche a lei se si associa.
FABRIZIO BENZONI(AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Assolutamente sì, ci associamo come gruppo di Azione e ringrazio il collega Fratoianni di avere portato all'attenzione di quest'Aula questa importante sentenza di oggi. Non crediamo sia un giorno felice, ma è sicuramente un giorno di grande verità che in tanti attendevano. Quindi oggi cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che non si sono arresi, tutti coloro che hanno lavorato per la ricerca della verità, tutti coloro - e penso ai sindaci, ai presidenti di provincia e di regione - che hanno deciso di mantenere quella scritta gialla “Verità per Giulio Regeni” in tantissimi comuni del nostro Paese.
Pensiamo, però, che sia arrivata l'ora di un'informativa del Ministro degli Affari esteri per comprendere e capire come questa importante sentenza possa essere applicata ed attuata, perché oggi abbiamo fatto un passo in avanti per la verità e vorremmo anche che avesse una concretezza nell'attuazione. Questo è un auspicio che va nella memoria di Giulio Regeni e nella giustizia che spetta ai suoi amici, ai suoi familiari e a tutti coloro che hanno combattuto per questo risultato
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Carotenuto. Chiedo anche a lei se si associa.
DARIO CAROTENUTO(M5S). Sì, mi associo alla richiesta di ascoltare il Ministro degli Affari esteri, Tajani. Questa è una giornata molto significativa. Vorrei veramente che da quest'Aula e da questa istituzione arrivasse un grande abbraccio ai genitori a Paola e Claudio, che veramente hanno cercato verità e giustizia con tutte le loro forze in questi dieci anni.
E devo dire che questa istituzione - almeno nella passata legislatura - gli è stata sempre, sempre, sempre accanto, attraverso i suoi vertici che hanno partecipato - veramente sempre con grande attenzione - a questo che non è un semplice processo.
Chi è stato ucciso era un giovane italiano ma anche un giovane cittadino europeo, colpevole solo di fare una ricerca universitaria sui sindacati egiziani. Per questo è stato ritrovato morto, ma in condizioni incredibili: ci hanno raccontato che, dopo l'autopsia, hanno ricostruito un corpo che era ridotto in una maniera assolutamente indecente. Tutto questo è stato fatto a un ragazzo italiano. Ma come facciamo, adesso? Come si può continuare ad avere rapporti con al-Sisi come se nulla fosse? Lo chiedo alle istituzioni italiane, lo chiedo a Tajani, ma anche alle istituzioni europee. Depistaggi, menzogne. Se oggi abbiamo scritto una pagina di verità, da domani pretendiamo giustizia . Da domani il Ministro ci deve dire come eseguire questa sentenza. Sono stati condannati tre agenti dei servizi vicinissimi ad al-Sisi. Il Ministro Tajani venga qua a riferirci come verrà applicata la sentenza .
PRESIDENTE. Riferirò al Presidente delle richieste di informativa giunte dai gruppi.
PRESIDENTE. Comunico che sarà iscritta all'ordine del giorno della seduta di giovedì 1° ottobre 2026 l'assegnazione, in sede legislativa, della seguente proposta di legge, della quale la sotto indicata Commissione, cui era stata assegnata in sede referente, ha chiesto, con le prescritte condizioni, il trasferimento alla sede legislativa, che la Presidenza proporrà alla Camera a norma del comma 6 dell'articolo 92 del Regolamento:
alla XII Commissione (Affari sociali):
S. 737. - Senatori PIROVANO ed altri: «Istituzione della Giornata nazionale della meraviglia, al fine di sensibilizzare sulle sofferenze e far conoscere le fatiche dei bambini che vivono in guerra, per riflettere sul valore fondamentale del diritto alla meraviglia nella vita dei bambini e degli adulti» (1886).
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare il deputato Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO(PD-IDP). Grazie, Presidente. Venerdì mattina, davanti alla scuola primaria “G. Daneo”, a Genova, due agenti in borghese si sono arrampicati sul cancello e hanno staccato uno striscione. C'era scritto: “Qui nessuno è straniero”. L'avevano disegnato i bambini, l'avevano appeso i genitori per raccogliere la fiaccola della pace. Tutto ciò è successo alle 8,20, mentre gli alunni entravano in classe, davanti a decine di persone, molte delle quali erano minori. Senza alcuna comunicazione alla scuola, le famiglie si sono trovate in quella situazione, con alcuni bambini che, giustamente, si sono spaventati.
La questura, lo sappiamo, ha avviato approfondimenti interni: è un passo, ma non basta. Per questo, con molti colleghi del gruppo del Partito Democratico, abbiamo presentato un'interrogazione. Chiediamo di sapere chi ha deciso di intervenire; lo vogliamo sapere, perché un messaggio di inclusione davanti a una scuola non può essere strappato, non può essere trattato come un problema di ordine pubblico.
Una parola al Ministro Valditara, che è intervenuto anche oggi sulla stampa, perché parla di strumentalizzazione dei bambini. Non c'è stata alcuna evidente strumentalizzazione: i bambini hanno semplicemente scritto ciò che afferma la nostra Costituzione. Alla scuola non servono “tetti” agli alunni che non parlano bene l'italiano, servono i tetti delle scuole, servono tetti sicuri per garantire aule adeguate, dove questi bambini, di tutte le nazionalità, possano studiare ogni giorno.
Presidente, stamattina, ancora, Genova era in piazza e da quella lezione, da quella scuola arriva qualcosa di molto semplice, che è risuonato, fortunatamente, in tutto il Paese e in molte altre scuole: qui nessuno è straniero .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Grazie, signora Presidente. La situazione in Palestina continua a essere drammatica: la pace è solo sulla carta e, anzi, i propositi di guerra, di pulizia etnica e di genocidio da parte del Governo terrorista di Netanyahu fanno gelare il sangue nelle vene. Anche perché questi propositi vengono raccontati con la massima naturalezza, come se fossero cose normali e non veri e propri piani di sterminio. Infatti, basta leggere quello che il Ministro delle Finanze israeliano Smotrich ha affermato in un'intervista rilasciata a Ynet, in cui, in sostanza, sollecitava il Governo a invadere la Cisgiordania e a ripetere quanto fatto a Gaza. Voglio ripetere le sue parole in modo letterale. Ha detto Smotrich, apro le virgolette: penso che dovremmo andare in guerra in Giudea e Samaria - cioè la Cisgiordania - fare lì quello che abbiamo fatto a Gaza, smantellare l'Autorità nazionale palestinese, che è un'autorità terroristica. Dobbiamo dire all'IDF: così come avete smantellato Hamas a Gaza, così dovete fare in Giudea e Samaria e quindi eliminare terroristi e tunnel.
Poi ha concluso dicendo che lui desidererebbe annettere la parte di Gaza che è compresa fino alla cosiddetta linea gialla, la linea che continuamente spostano verso il mare, e vorrebbe annettere il Sud del Libano, fino al fiume Litani.
Io credo - e ho concluso, grazie, Presidente - che il Governo italiano, che continua a definire amico il Governo Netanyahu, dovrebbe dire a questo Parlamento come la pensa. Può mai ammettere che un Governo che definisce amico… un esponente importantissimo del Governo esprima concetti così aberranti? Ma anche nei confronti del Libano…
PRESIDENTE. Concluda.
MARCO PELLEGRINI(M5S). Ho finito, Presidente, la ringrazio. C'è stata una conferenza di pace qualche settimana fa, a Roma, e più volte la Presidente Meloni ha definito il Libano un Paese amico. Ebbene, dopo queste dichiarazioni di volontà di annessione, cosa ha da dire la Meloni ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre per un intervento di fine seduta, il deputato Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA(M5S). Grazie, Presidente. Parliamo di sovranità digitale, perché volevamo tornare su un argomento che è già stato trattato dalla mia collega Ascari, che è la chiusura del dominio “.org” della società di Internet Autistici/Inventati. Questa società, che ha un dominio in America, è stata chiusa per un ordine fatto dal Presidente americano, dal Parlamento americano…per essere chiuso, da un momento all'altro, senza che un giudice italiano si potesse pronunciare su questa vicenda. Io lo dico perché siamo in un momento in cui noi non possiamo gestire la nostra sovranità digitale in maniera compiuta. E questo il Governo ce lo deve dire. Come vuole gestire il fatto che noi siamo succubi e chiaramente sottomessi alle decisioni di un altro Paese, per quanto riguarda la nostra sovranità? Non possiamo stare zitti: dobbiamo fare la voce grossa sia in Italia che in Europa su questo argomento .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 2020 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, recante disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi (Approvato dal Senato). (C. 3118)
: MILANI.
2.
3.
BIGNAMI ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato). (C. 2822-B)


























































