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Venerdì 09 Ottobre 2026 ore 09:30
AULA, Seduta 724 - Interpellanze urgenti
Resoconto stenografico
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Nella seduta odierna ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti:
chiarimenti e iniziative di competenza in merito a recenti promozioni commerciali del gruppo Eni nel mercato libero dell'energia (Bonelli - AVS); iniziative in ordine al completamento e al finanziamento degli interventi infrastrutturali previsti per le province di Forlì-Cesena e di Rimini (Gnassi - PD-IDP).
Per il Governo è intervenuta la Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Sandra Savino.
chiarimenti e iniziative di competenza in merito a recenti promozioni commerciali del gruppo Eni nel mercato libero dell'energia (Bonelli - AVS); iniziative in ordine al completamento e al finanziamento degli interventi infrastrutturali previsti per le province di Forlì-Cesena e di Rimini (Gnassi - PD-IDP).
Per il Governo è intervenuta la Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Sandra Savino.
XIX LEGISLATURA
724^ SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 9 ottobre 2026 - Ore 9,30
Svolgimento di interpellanze urgenti (vedi allegato).
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- Lettura Verbale
- Missioni
- Annunzio della presentazione di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente.
- Interpellanze urgenti (Svolgimento).
- Chiarimenti e iniziative di competenza in merito a recenti promozioni commerciali del gruppo ENI nel mercato libero dell'energia - n. 2-00943
- Iniziative in ordine al completamento e al finanziamento degli interventi infrastrutturali previsti per le province di Forlì-Cesena e di Rimini - n. 2-00927
- Organizzazione dei tempi di esame di disegni di legge.
- Ordine del giorno della prossima seduta
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ROBERTO GIACHETTI, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 70, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto stenografico della seduta in corso .
PRESIDENTE. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, con lettera in data 8 ottobre 2026, ha presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato, ai sensi dell'articolo 96-, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla VIII Commissione (Ambiente):
«Conversione in legge del decreto-legge 8 ottobre 2026, n. 177, recante disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l'economia circolare e le bonifiche» (3133) - .
Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Bonelli ed altri n. 2-00943.
Chiedo al deputato Bonelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. La risposta è affermativa. Prego.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Come sanno gli italiani, perché vi è stata un'ampia pubblicità, in data 29 settembre il gruppo ENI ha annunciato uno sconto del 30 per cento sulla bolletta elettrica e sulla bolletta del gas. Cosa è accaduto? Faccio una rapida sintesi in questo senso per essere abbastanza chiaro. Il 30 settembre mattina sul prezzo di listino dell'ENI il costo a kilowattora dell'energia elettrica era pari - lo faccio vedere - a 0,1716 euro al kilowattora. A questo prezzo di listino era già applicato uno sconto del 15 per cento, che portava il prezzo a 0,1459 euro al kilowattora .
La notte del 30 settembre ENI aumenta il prezzo di listino del 21 per cento, portando il prezzo a 0,2079 euro al kilowattora . La mattina del 1° ottobre, giorno in cui scattava la possibilità di aderire all'offerta, che è dal 1° ottobre al 24 ottobre, il prezzo praticamente arrivava a 0,1455 euro al kilowattora .
Quindi vi faccio vedere la differenza tra i due prezzi : il primo è di 0,1459 euro al kilowattora e l'altro è di 0,1455 euro al kilowattora. Sostanzialmente, tra il prezzo iniziale scontato e quello del 30 per cento vi è una differenza pari a meno 0,3 per cento di sconto. Io e il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra riteniamo quanto accaduto di una gravità inaudita, anche perché il Governo si è subito precipitato ad applaudire il gruppo ENI per l'importante sforzo che sta facendo per alleviare la crisi economica e sociale legata proprio al caro energia delle famiglie italiane. Però c'è un problema - mi rivolgo, ovviamente, alla rappresentante del Governo - perché la direttiva europea, la cosiddetta direttiva Omnibus, vieta espressamente le riduzioni di prezzo fittizie, imponendo l'obbligo di indicare come prezzo di riferimento per qualsiasi annuncio di sconto il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti.
Quindi, il punto è: perché ENI la notte del 30 settembre ha alzato il prezzo del 21 per cento per poi applicare, il 1° ottobre, lo sconto del 30 per cento sul prezzo rialzato la notte del 30 settembre? Cioè, la domanda è: il Ministro Urso, che tanto si è precipitato per applaudire, insieme alla Presidente del Consiglio, non ha uffici ministeriali tecnici da attivare per tutelare, di fatto, non solo le leggi, la direttiva europea, ma anche il decreto legislativo n. 206 del 2005 della Repubblica italiana, per applicare un prezzo che sia quello più favorevole alle famiglie, non quello che è stato rialzato la notte per creare un'operazione di ?
Del resto, lo abbiamo visto anche con l'operazione dei carburanti: si è abbassato, dopodiché è venuto meno lo sconto fiscale e ENI ha rialzato. Il punto è che, alla fine, sono sempre gli italiani che devono pagare. E del resto il quadro dell'energia in questo Paese è abbastanza chiaro, purtroppo: una politica energetica disastrosa, che ha puntato tutto sul gas; una politica che ha portato a introiettare e incamerare, da parte delle grandi società energetiche che acquistano e distribuiscono gas, circa 80 miliardi di profitti negli ultimi 4 anni.
Quindi, io chiedo alla rappresentante del Governo, dopo quello che le ho fatto vedere, cosa avete fatto? Avete chiesto conto all'ENI del perché ha rialzato il prezzo la notte del 30 settembre e applicato lo sconto del 30 per cento non sul prezzo minore degli ultimi 30 giorni, ma sul prezzo rialzato la notte, pari a un rialzo del 21 per cento? Avete segnalato all'Antitrust? Quali sono le misure che intendete adottare a tutela delle famiglie italiane, che non possono essere raggirate in questo modo? Grazie, attendo una sua risposta.
PRESIDENTE. La Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Sandra Savino, ha facoltà di rispondere.
SANDRA SAVINO,. Grazie, Presidente. In relazione all'interpellanza in oggetto, sentiti il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero delle Imprese e del e gli uffici competenti, in via preliminare, preme far osservare che esiste un quadro normativo chiaro che attribuisce poteri di regolazione e di vigilanza sulla correttezza concorrenziale e informativa in capo all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ARERA, e all'Autorità garante della concorrenza del mercato, AGCM.
Negli ultimi anni, con il perfezionarsi del percorso di liberalizzazione del mercato , sono state introdotte norme per rafforzare la tutela dei clienti finali di energia elettrica e gas naturale, in particolare, attraverso azioni volte a incrementare la trasparenza dei mercati dell'energia, sia all'ingrosso che al dettaglio. In tale direzione si collocano, tra l'altro, le disposizioni del decreto-legge n. 19 del 2025 e, più di recente, del decreto-legge n. 21 del 2026, che hanno introdotto ulteriori misure per la trasparenza e la confrontabilità delle offerte dei mercati energetici al dettaglio, anche per la promozione della correttezza, trasparenza e adeguatezza delle attività di consulenza e di formulazione della proposta contrattuale.
Tali disposizioni integrano le iniziative già adottate in materia di trasparenza e semplificazione delle bollette, nonché gli strumenti a disposizione dei consumatori. Tra queste si segnala, in particolare, il Portale per il confronto delle offerte di energia elettrica e gas naturale, disciplinato dall'ARERA. L'ARERA, in attuazione del quadro normativo di riferimento, regola la disciplina del settore e ha adottato, tra l'altro, il codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e di gas naturale ai clienti finali. Nel caso di violazioni accertate della disciplina regolatoria, l'Autorità di regolazione esercita i poteri sanzionatori conferiti dal quadro normativo di riferimento.
Com'è noto, la competenza a intervenire nei confronti delle condotte che integrano una pratica commerciale scorretta nonché estremi di pubblicità ingannevole spetta all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che la esercita in base ai poteri conferiti dalla legge e, in particolare, dall'articolo 27 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, acquisito il parere dell'autorità di regolazione competente, potendo intervenire d'ufficio e applicare le sanzioni previste dalla norma.
Fermo restando l'eventuale accertamento della condotta segnalata da parte delle autorità competenti, il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, anche mediante un confronto con le medesime autorità, svolgerà gli opportuni approfondimenti e valuterà eventuali ulteriori azioni da intraprendere, volte a rafforzare la tutela dei consumatori e dei mercati energetici.
Passando alle specifiche richieste rivolte a questo Ministero nella sua qualità di azionista di ENI Spa, si rappresenta che il MEF non interviene nella gestione operativa e commerciale delle società partecipate né esercita funzioni di direzione e coordinamento delle relative scelte imprenditoriali.
Le decisioni concernenti la definizione delle offerte, delle strategie commerciali e delle condizioni contrattuali competono agli organi sociali e sono assunte nell'ambito dell'autonomia gestionale riconosciuta dall'ordinamento.
Il Ministero esercita, pertanto, esclusivamente le prerogative riconosciute dall'ordinamento all'azionista pubblico e non dispone, in tale veste, di poteri ulteriori rispetto a quelli attribuiti dalla legge alla generalità degli azionisti.
Ciò premesso, con riferimento alle questioni sollevate dagli onorevoli interpellanti, sulla base degli elementi acquisiti dalla società si rappresenta quanto segue.
L'aggiornamento periodico delle condizioni economiche delle offerte di fornitura di energia elettrica e gas rientra nell'ordinaria attività commerciale degli operatori del settore.
Nello specifico, secondo quanto comunicato dalla società, l'aggiornamento delle condizioni economiche delle offerte Plenitude a decorrere dal 1° ottobre 2026 risultava già previsto nella documentazione relativa alle offerte commercializzate fino al 30 settembre 2026, nella quale era indicata la relativa scadenza temporale.
Tale aggiornamento non avrebbe riguardato esclusivamente l'offerta “”, ma il complesso delle offerte commerciali interessate dal rinnovo delle condizioni economiche.
Sempre in base agli elementi forniti dalla società, l'adeguamento dei prezzi della materia prima è stato motivato dall'andamento dei mercati energetici e dall'incremento dei prezzi dell'energia registrato sui mercati di riferimento.
Nel medesimo contesto si inserisce l'iniziativa commerciale relativa allo sconto del 30 per cento che, secondo quanto rappresentato dalla società, è stata concepita al fine di attenuare l'impatto dell'incremento dei prezzi energetici sui clienti finali e di offrire un sostegno in una fase caratterizzata dalla crescita dei costi dell'energia.
Tali elementi sono riportati ai fini della rappresentazione delle informazioni acquisite dalla società e non implicano valutazioni del Ministero dell'Economia e delle finanze in ordine alla correttezza delle specifiche scelte commerciali adottate, che rientrano nella responsabilità degli organi societari competenti, ferme restando le già citate attribuzioni riconosciute dall'ordinamento alle competenti autorità di regolazione.
Con riferimento alla previsione contrattuale relativa all'ETS2, secondo quanto comunicato dalla società, tale clausola è collegata al quadro normativo europeo in materia di emissioni ed è stata inserita nelle offerte gas di Plenitude a partire dal gennaio 2025.
Anche l'eventuale valutazione della trasparenza della clausola, della sua corretta rappresentazione nelle comunicazioni commerciali e della sua compatibilità con la disciplina a tutela dei consumatori non rientra nelle attribuzioni del Ministero dell'Economia e delle finanze.
Quanto alla possibile contrarietà delle condotte richiamate dagli interpellanti alle disposizioni di recepimento della direttiva Omnibus e al codice del consumo, la valutazione dell'eventuale sussistenza di violazioni della normativa consumeristica, del carattere ingannevole nella comunicazione commerciale o di pratiche commerciali scorrette è riservata alle autorità competenti, nell'esercizio delle attribuzioni conferite loro dalla legge.
Il Ministero, pertanto, non può formulare valutazioni anticipatorie o sostitutive rispetto agli eventuali accertamenti demandati a tali autorità.
Ugualmente, con riferimento alle iniziative ispettive richiamate nell'atto, il Ministero dell'Economia e delle finanze non dispone di autonomi poteri ispettivi in materia di tutela dei consumatori, correttezza delle pratiche commerciali e trasparenza delle offerte energetiche.
Le eventuali attività di verifica e controllo sono rimesse alle autorità e agli organismi competenti che operano in autonomia secondo le procedure e nell'ambito di quelle stabilite dall'ordinamento.
PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
ANGELO BONELLI(AVS). Grazie, signor Presidente. Sono profondamente insoddisfatto e devo dire che una risposta imbarazzante di questo tipo non me la sarei mai immaginata.
Dov'è la Presidente del Consiglio Meloni che in questi giorni ha ringraziato ENI per l'intervento fatto, anche per le pressioni che il Governo ha fatto per alleviare il caro energia delle famiglie italiane? Oggi arriva una risposta di un burocratese incredibile, ovvero: “non è nostra responsabilità”, “non è nostra competenza”; cosa che gli italiani sentono sempre quando vanno negli uffici pubblici. I cittadini si vanno a lamentare e si sentono dire: “no, non è nostra competenza, si rivolga a un altro ufficio”.
Ma voi governate l'Italia però: non vi sarebbe costato nulla far presente e scrivere alle autorità di regolazione, come tante altre volte la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto, per chiedere di aprire una verifica. Perché non l'avete fatto?
Signora rappresentante del Governo - ovviamente non è sua responsabilità, quindi non me ne voglia, ma abbiamo un'interlocuzione in questo senso -, vorrei farle vedere ancora una volta quello che è accadutoIl prezzo di listino iniziale del 30 settembre era 0,1716 euro per kilowattora ; nella notte ENI lo ha aumentato del 21 per cento . Ma quale adeguamento dei costi di materie prime? Proprio in quelle 12 ore è arrivato questo adeguamento.
E poi, fatto strano, accade che la mattina del 1° ottobre lo sconto del 30 per cento viene applicato non sul prezzo di listino iniziale, ma sul prezzo aumentato del 21 per cento. E voi che cosa fate? Chiedete informazioni alla società? È come quando andate in trattoria e chiedete all'oste: “oste, ma è buono il vino?”. E cosa volete che dica, che il vino è cattivo? È chiaro che, se chiedete alla società se si è fatto tutto bene, la società vi dica: “ok, è stato fatto tutto bene”.
Però, guardi, signora rappresentante del Governo, c'è una questione veramente molto delicata, perché è vero che non avete competenza, che è delle autorità di regolazione, ma avete il dovere politico di sollecitare le autorità di regolazione a intervenire. Infatti, è inammissibile che la direttiva Omnibus non sia stata applicata.
Per chi ci sta vedendo, spieghiamo di che cosa si tratta. La direttiva Omnibus dell'Unione europea, a tutela dei consumatori e delle famiglie, dice una cosa molto chiara: se ci sono offerte e quindi sconti lo sconto si applica con riferimento al prezzo migliore nei 30 giorni, non al prezzo peggiore fatto ore prima; e poi la mattina i cittadini si sono trovati il rialzo del 21 per cento.
È un disastro questo Governo. Non è possibile che, dal punto di vista della propaganda che si fa, si dica: il costo dei carburanti è diminuito, il costo dell'energia è diminuito. E poi andiamo a vedere che i cittadini questa riduzione non la vedono. L'hanno sentita e vista solo nelle televisioni che, da un certo punto di vista, questo Governo riesce a controllare abilmente dal servizio pubblico e non solo.
Quindi, mi sarei anche aspettato delle scuse, signora rappresentante del Governo, ovviamente non da parte sua, ma, per esempio, dal Ministro Urso che è stato il primo ad applaudire e addirittura a dire: altre società facciano come ha fatto ENI. Ma che cosa? Dire che si fa uno sconto, poi aumenta il prezzo la notte e si applica lo sconto sul prezzo aumentato? Ma, guardate, questa cosa è inammissibile; non si possono prendere in giro i cittadini che stanno vivendo una situazione veramente molto delicata.
E allora, a questo punto, vista la risposta burocratica assolutamente da scaricabarile che ha fatto questo Governo, che non si assume la responsabilità di difendere gli interessi delle famiglie italiane, che sono vessate e sottoposte a una vera e propria rapina sociale dal punto di vista dell'aumento del caro energia, lo faremo noi l'esposto a questo punto.
Infatti, se il Governo non intende tutelare e dice: “non è di nostra competenza”, allora faremo noi, come Alleanza Verdi e Sinistra, l'esposto non solo alle autorità di regolazione, ma anche alla procura della Repubblica, perché francamente riteniamo inaccettabile questo comportamento. Ci saremmo anche aspettati delle scuse, che non arrivano, ma una cosa banale che poteva essere fatta è che la Presidenza del Consiglio prendesse carta e penna e chiedesse alle autorità di regolazione di intervenire e di accertare la ragione per la quale sono stati fatti questi aumenti nella notte e applicati gli sconti sul prezzo maggiore.
Spiace, purtroppo, constatare di aver ricevuto una risposta veramente così burocratica, così da scaricabarile su un tema così delicato, che oggi rappresenta uno dei problemi più seri delle famiglie italiane, ovvero il caro energia, che sta veramente non solo aumentando l'inflazione ma sta determinando problemi molto seri sulla nostra economia. Queste pubblicità, questa modalità di fare , questa maniera non solo non la capiamo, ma la vogliamo contrastare.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Gnassi ed altri n. 2-00927 .
Chiedo al deputato Gnassi se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
ANDREA GNASSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Mi rivolgo ovviamente al Governo, al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Salvini, e a chi rappresenta il Governo oggi, la Sottosegretaria per l'Economia e le finanze Savino, perché con questa interpellanza non è solo il sottoscritto, ma praticamente tutto il gruppo parlamentare del Partito Democratico, che chiede conto di che cosa si è fatto - e si sta facendo - in questi quattro anni sulle infrastrutture, dalla mobilità alle infrastrutture dell'alta velocità, ad esempio, in Emilia-Romagna, in particolare in Romagna.
Le infrastrutture, come in ogni parte del Paese, anche per la nostra regione, per la Romagna, sono decisive. Sono decisive per le imprese, per le attività produttive, per studiare, per la mobilità, per il turismo. Il turismo da noi è una delle dimensioni produttive, sociali e identitarie più importanti. Tuttavia oggi, che siamo alla fine della legislatura, a quattro anni dall'insediamento del Governo Meloni, agli annunci del Ministro Salvini e di esponenti di Governo e della sua maggioranza politica, anche di parlamentari che vengono nei capoluoghi di Ravenna, Forlì-Cesena, di Rimini, a tutti questi annunci, dicevo, non corrisponde una politica riconoscibile di nuovi investimenti per le opere attese da anni.
Nella provincia di Forlì-Cesena, la E45 - il Governo e il Ministro Salvini lo sanno, almeno mi auguro - costituisce un collegamento strategico della Romagna, dell'Emilia-Romagna, con Roma e l'intero Veneto, fino a Mestre. È un asse strategico per il Paese, dalla capitale al Nord-Est. Questa infrastruttura, con il Piano ANAS di riqualificazione, predisposto e definito già nel 2016 dall'allora Ministro Delrio, ha visto allora, a quel tempo, un investimento complessivo di 1,6 miliardi di euro. Oggi, a quasi quattro anni dall'insediamento dell'attuale Governo, non risulta in programma alcun nuovo finanziamento, né certezza sulle azioni per la definitiva messa in sicurezza e per il potenziamento e miglioramento strutturale. Non si conoscono i tempi di conclusione degli interventi previsti e continuano a registrarsi disagi e limitazioni inaccettabili per un'arteria di rilievo nazionale nel collegamento tra la capitale, Roma, e il Nord-Est.
Per il lotto zero della Secante di Cesena, la SS 726, il comune ha chiesto ad ANAS, nel settembre 2025, aggiornamenti sulla progettazione annunciata dal Governo già ai primi del 2024 e, dalle notizie riportate, risultava completato il quadro esigenziale, mentre restano da definire il progetto di fattibilità tecnica ed economica e il quadro finanziario. Non c'è alcuna indicazione dei tempi di apertura dei cantieri.
Così come per il collegamento Forlì-Ravenna, la cosiddetta “Ravegnana-”, l'opera risulta inserita soltanto nella sezione “Inseribilità”: è una strada che è inseribile nel contratto di programma MIT-ANAS, con un costo stimato di 330 milioni di euro, ancora privo di ogni finanziamento e senza tempi definiti.
Poi c'è l'alta velocità in Romagna, l'alta velocità che da Bologna va verso l'Adriatico. Risulta integralmente finanziato il quadruplicamento Bologna-Castel Bolognese - cioè, non si esce neanche dalla provincia di Bologna -, con risorse peraltro originate dalla programmazione del Governo precedente al vostro.
Inoltre, al di là di annunci, di improbabili “annunciazioni” di esponenti di Governo, della maggioranza e addirittura di parlamentari sulla collocazione della nuova stazione di Medio Romagna, che viene annunciata qua e là, a seconda che un parlamentare vada a Forlì o si rechi a Cesena o passi da Rimini, non c'è nulla. Non c'è nulla nel piano di RFI, non risultano coperture, studi, progetti - anche solo preliminari - di fattibilità per la realizzazione di tale stazione Medio Romagna, né del collegamento successivo, perché se fai una stazione devi arrivare poi da un'altra parte verso l'Adriatico. Un po' come per il ponte sullo Stretto: si progetta il ponte, poi vai al di là del ponte e non ci sono né strade né autostrade.
Ancora risulta nulla sul recupero del lago di Quarto a Sarsina, con provvedimenti mancia qua e là, ma non ci sono assegnazioni, non risultano formalizzate assegnazioni.
Poi la provincia di Rimini. Per la variante alla strada statale 16 nel territorio riminese, dopo l'annullamento della proroga della valutazione d'impatto ambientale da parte del TAR, l'ANAS è scappata, non risulta abbia avviato alcuna azione di opposizione alla sentenza e ha bloccato ogni tipo di attività. Non si fanno sentire, non c'è interlocuzione con il territorio, non ci sono azioni espropriative, non c'è progettazione.
D'altra parte, ancora il Ministro Salvini, di fronte a tutto ciò, continua a richiamare circa 450 milioni di euro per il primo stralcio Bellaria-Rimini Sud, affermando perentoriamente: si va avanti. Dove si vada avanti non l'ha capito nessuno, non vorremmo che si andasse avanti contro un muro. Infatti, non spiega come fare questo andare avanti, non offre alcuna certezza sulla realizzazione, né tantomeno è stato avviato il coinvolgimento di enti locali e regioni. Lei sa bene che ci vogliono tavoli operativi istituzionali e conferenze di servizi, non candidati o parlamentari che vanno in giro dicendo: ho sentito il mio collega, ho chiamato Fratelli d'Italia, ho parlato con il Ministro Salvini, si farà.
Nel medesimo territorio, sempre nella provincia di Rimini, per la variante alla strada statale 258, cioè la Marecchiese, qualsiasi provvedimento governativo degli ultimi quattro anni non ha previsto alcuna risorsa, così come il precedente contratto di programma ANAS, addirittura 2021-2025, che indica soltanto studi preliminari senza risorse assegnate, cioè studi preliminari ma non ci sono risorse assegnate. E anche lì, lungo quella strada che dall'Adriatico arriva agli Appennini, che collega Rimini con Arezzo, annunci nei bar, nelle sezioni di partito, parlamentari e Vice Ministri che hanno annunciato addirittura una superstrada della Marecchiese. Invece, non c'è nulla. Coinvolgete almeno gli enti locali, i territori, i comuni per la progettazione, per dire: qui si può fare meglio. Vi danno una mano, siamo in Emilia-Romagna. Non sono stati coinvolti in via istituzionale, né si ha notizia che lo saranno, gli enti locali, mentre, appunto, sono continuati annunci senza riscontro, peraltro di rappresentanti di Governo e della maggioranza.
Poi il terzo casello della A14 al servizio della fiera Italian Exhibition Group, una delle fiere più importanti d'Europa, un vanto del nostro Paese, della nostra Patria, del nostro tricolore, se questo - come dire - vi può far riflettere in qualche modo. Un terzo casello della A14 al servizio della fiera Italian Exhibition Group e del contesto produttivo e territoriale romagnolo, della provincia di Rimini. Lo studio di fattibilità è già stato condiviso nel 2024 tra comune di Rimini, regione, ASPI Autostrade, Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ed è stato trasmesso al Ministro Salvini, che è venuto a Rimini: bene, andiamo avanti; dove? Non si sa. Nel luglio 2025 si è arrivati solo all'avvio di un tavolo tecnico, che procede, però, senza incertezze, senza incertezze sull'inserimento nella programmazione nel piano economico-finanziario della società Autostrade, senza chiarire gli impegni finanziari per fare questo casello al servizio dell'economia italiana e di quella della nostra regione.
Non c'è ripartizione degli oneri tra i soggetti interessati. Siamo disponibili, siamo in grado di fare delle operazioni in Emilia-Romagna, da quelle parti. Magari, ad esempio, riorganizzare con un rapporto pubblico-privato alcuni , come abbiamo fatto, ad esempio, con le reti del gas a Rimini perché aveva un problema di salvaguardia della balneazione, di depurazione delle acque. Possiamo organizzare la finanza locale, dire alla società Autostrade: lo possiamo fare insieme. Ma dove siete? Dov'è il Ministro Salvini? Dov'è il Governo su queste infrastrutture?
La riqualificazione della superstrada statale 72 Rimini-Repubblica di San Marino, finanziata nei precedenti contratti di programma ANAS 2014-2020, prima e ancora prima... siccome è sempre colpa degli altri, almeno gli altri avevano messo delle risorse su quella strada statale Rimini-San Marino, 14 milioni.
Poi sono state implementate ancora risorse nel contratto 2021-2025 con 22 milioni. Non si registra alcun concreto impegno operativo di ANAS e Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, né, appunto, si ha notizia della convocazione della conferenza di servizi Stato-Regioni volta a definire l'iter procedurale. Poi parleremo anche, penso, nell'ambito della dialettica che avremo, della provincia di Ravenna. Allora noi, se tutta questa è la situazione di fatto che risulta agli atti degli enti locali - non al parlamentare che viene qua, sfodera dei fogli e vi attacca -, se questa è la situazione che risulta nei comuni, in quei comuni della Romagna, in regione, se guardiamo agli atti reali, e questa è la situazione, vi chiediamo quali nuovi finanziamenti aggiuntivi, rispetto a quelli stanziati dai precedenti Governi nei precedenti accordi, abbia effettivamente disposto il Governo Meloni.
Che soldi ha tirato fuori Salvini? La Meloni, per la Romagna, per queste infrastrutture che sono state previste e progettate, che soldi, che risorse, che procedure, quali tavoli tecnici, quali conferenze di servizi ha attuato, quando sono convocate? Non ci sono date nell'agenda dei sindaci, non ci sono date nell'agenda del presidente della regione de Pascale. E tutto ciò per le infrastrutture decisive che servono un territorio come tanti altri, in questo caso la Romagna e la provincia di Forlì-Cesena. Cosa si sa per il completamento e il potenziamento della E45, il lotto zero della Secante, la Ravegnana- Forlì-Ravenna, l'alta velocità in Romagna?
Chiarite l'effettiva assegnazione del contributo per il lago di Quarto, chi sono i soggetti competenti alla copertura necessaria al suo recupero e quali iniziative e risorse aggiuntive intendete mettere, oltre a quelle già previste in accordi precedenti all'insediamento del vostro Governo Meloni-Salvini, quali risorse aggiuntive intendete assicurare per promuovere e quali iniziative intendete adottare per coinvolgere i comuni. Vi danno una mano, sono bravi, hanno dei tecnici, sono persone che rispondono ai cittadini, vi prendono anche per mano.
Quali risorse e quali coinvolgimento degli enti locali, dei sindaci e dei tecnici, al fine di superare i ritardi delle infrastrutture della provincia di Rimini, appunto la statale 16, che adesso risulta bloccata, ma ci sono gli annunci; della strada statale 258 Marecchiese, studi preliminari, tra l'altro non coinvolgendo i comuni dove la strada passa. Sulla riqualificazione del collegamento tra l'Adriatico, Rimini e la Repubblica di San Marino, strada statale 72. Nonché quali sono gli impegni per questo terzo casello decisivo per far competere l'Italian Exhibition Group, una delle fiere più importanti, con sede principale a Rimini.
Qual è il piano economico-finanziario definito tra MIT, il concessionario, e società Autostrade, per la copertura della realizzazione delle opere di competenza, almeno, di società Autostrade. Poi, come dire, il collegamento, il reticolo locale: ci pensiamo, possiamo farlo, siamo in grado di ragionarci. Uscite dagli annunci, provate ad avviare qualche cantiere. Questo è quello che vi abbiamo chiesto. E guardate, non c'è solo la firma del sottoscritto, che è stato eletto in Romagna, come altri colleghi. Perché potrei andare avanti, ad esempio, sulle mancanze sulla statale 16 Adriatica per la variante di Alfonsine, dove è stata fatta la progettazione, ma mancano procedure definitive; si è concluso il progetto definitivo, ma mancano le procedure autorizzative.
Potrei andare avanti sulla statale 16 anche verso Nord, andando verso Venezia, sempre nel comune di Ravenna, la variante di Fosso Ghiaia. Il MIT ha già ricevuto un anno e otto mesi fa - lei rappresenta Salvini, in qualche modo forse mi dispiace anche per lei, cosa vuole che le dica - ed è stato presentato il progetto definitivo per la variante sulla statale 16 in località Fosso Ghiaia, ma non c'è alcun riscontro. Così come non c'è alcun riscontro sulla statale 16 Adriatica, sempre nel comune di Ravenna, tra Mezzano, Camerlona e Glorie.
Insomma, siamo alla fine della legislatura. Mi faccia fare - magari lo farò dopo, nella replica - quello che tira i fogli. Avete fatto una legge elettorale perché sapete che non avete portato a casa i risultati, avete annunciato che chiudete la partita prima perché non siete in grado di portarla a conclusione alla fine, vi spaventa governare il 2027, perché sarà un altro anno di annunci. Siamo molto concreti in Emilia-Romagna: gli annunci, sia che li faccia io, la mia parte o il centrodestra, non piacciono ai cittadini, che ti richiamano, ti fanno sedere, ti mettono lì, discutiamo, fammi vedere le carte. Ci volete dire cosa avete fatto in questi 4 anni che non sia stato predisposto, progettato e definito con risorse dai precedenti Governi ?
PRESIDENTE. Prima di dare la parola alla Sottosegretaria Savino per la risposta, salutiamo studenti e insegnanti dell'Istituto “Santa Maria” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Auguriamo loro ogni fortuna e precisiamo che oggi sono presenti in Aula soltanto i deputati che vedono discusse le proprie interpellanze e, per conto del Governo, in questo caso, la Sottosegretaria di Stato Sandra Savino.
La Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Sandra Savino, ha facoltà di rispondere.
SANDRA SAVINO,. Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi, l'interpellanza ci offre l'occasione per fare il punto su una questione che il Governo considera strategica: la qualità, la sicurezza e l'efficienza delle infrastrutture sono infatti una condizione essenziale per la competitività dei territori, per la mobilità dei cittadini e delle imprese e, più in generale, per la crescita economica e sociale del Paese.
Fin dall'insediamento, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha posto al centro della propria azione il potenziamento, l'adeguamento e la messa in sicurezza della rete viaria, senza separare la realizzazione delle nuove opere dalla cura e dalla manutenzione straordinaria di quelle esistenti. È una scelta precisa: infrastrutture moderne, ma anche infrastrutture sicure, efficienti e resilienti. La definizione delle priorità avviene attraverso un confronto costante con regioni, province, comuni e con tutti i soggetti istituzionali interessati, affinché le esigenze locali possano essere valutate sulla base di criteri oggettivi, tenendo conto delle risorse disponibili e dello stato di maturazione dei progetti.
Questo è il metodo seguito anche nella predisposizione degli atti contrattuali relativi alla rete stradale. Per quanto riguarda in particolare l'Emilia-Romagna, il vigente contratto di programma MIT-ANAS prevede un quadro significativo di investimenti, che comprende nuove opere, interventi di adeguamento e messa in sicurezza e programmi di manutenzione straordinaria. In questo quadro si colloca la SS 309 Romea - Nuovo collegamento Ravenna-Mestre, inserita nella sezione “Studi e progettazioni” del contratto di programma MIT-ANAS. Nel 2025 ANAS ha redatto uno specifico studio trasportistico, condiviso con la regione Emilia-Romagna. Sono attualmente in corso le attività propedeutiche all'avvio del DOCFAP.
Per quanto riguarda la SS 9 Via Emilia, sono già disponibili risorse significative per interventi attesi da anni dai territori. È il caso della variante di Castel Bolognese, che dispone di una copertura finanziaria di circa 79,17 milioni di euro, e della variante all'abitato di Santa Giustina, nel comune di Rimini, per la quale sono disponibili circa 22,25 milioni di euro. Sempre lungo la SS 9, particolare rilievo assume il progetto di potenziamento e variante nel tratto Forlì-Cesena, che comprende il collegamento dalla tangenziale di Forlimpopoli alla strada provinciale 5 via Santa Croce, lotto 5, e il successivo tratto della strada provinciale 5 fino all'innesto con la Secante di Cesena, lotto zero.
Per questa infrastruttura ANAS ha completato e trasmesso al Ministero il Quadro esigenziale. La fase successiva riguarda ora lo sviluppo delle attività progettuali e la definizione delle soluzioni da sottoporre alle necessarie valutazioni tecniche. Nella provincia di Forlì-Cesena rientra, inoltre, il III lotto del sistema tangenziale di Forlì, sulla SS 727, per il quale è prevista una copertura finanziaria di circa 172,85 milioni di euro.
Un altro asse strategico è rappresentato dalla SS 67 Tosco-Romagnola. Da un lato, l'intervento di adeguamento della SS 67 da Classe al porto di Ravenna risulta interamente finanziato per 43 milioni di euro; dall'altro lato, è in fase avanzata il più complesso intervento di ammodernamento della SS 67 nel tratto Forlì-Ravenna, comunemente indicato come Ravegnana-. L'opera presenta caratteristiche di particolare complessità sotto il profilo tecnico, trasportistico, territoriale, ambientale e finanziario. ANAS ha approvato nel luglio 2026 il progetto di fattibilità tecnica ed economica, per un importo stimato di circa 404 milioni di euro.
Particolare attenzione, inoltre, viene riservata alla SS3 Tiberina, che costituisce una componente fondamentale dell'itinerario E45. Per questa infrastruttura risultano programmati interventi di manutenzione straordinaria per complessivi circa 425 milioni di euro.
Il quadro testimonia un'attività capillare: 44 interventi sono stati completati, per un valore di circa 202 milioni di euro; 17 interventi sono attualmente in corso di esecuzione, per circa 106 milioni di euro, dei quali ben 93 milioni nella provincia di Forlì-Cesena; un ulteriore intervento, per circa 3 milioni di euro, è in fase di avvio, mentre 10 interventi sono in progettazione, per un valore complessivo di circa 114 milioni di euro.
Passando alla SS16 Adriatica, occorre ricordare il primo stralcio della variante tra Argenta e Ponte Bastia, che dispone di finanziamenti per circa 172,66 milioni di euro. Per quanto riguarda, invece, la variante del tratto Bellaria-Rimini Nord-Misano Adriatico, primo stralcio, Anas ha completato il progetto definitivo ai fini dell'avvio della conferenza dei servizi; l'iter è stato successivamente interessato dalla sentenza del TAR Emilia-Romagna del marzo 2026, che ha accolto il ricorso proposto da alcuni privati contro il provvedimento di proroga della valutazione di impatto ambientale determinandone l'annullamento. A seguito della pronuncia, è stato avviato un confronto con la regione Emilia-Romagna per individuare le modalità attraverso le quali consentire la prosecuzione delle attività progettuali, nel rispetto del quadro normativo e delle determinazioni degli organi competenti.
Per la SS258 Marecchiese, altra infrastruttura fondamentale per la Valmarecchia e per i collegamenti con il territorio riminese, occorre ricordare che l'intervento è inserito nella sezione studi e progetti del contratto di programma MIT-Anas 2021-2025. Nel settembre 2023 è stato sottoscritto un accordo tra Anas, provincia di Rimini e comuni della Valmarecchia per disciplinare la redazione dello studio trasportistico, del DocFAP e dell'analisi costi-benefici. Su richiesta del Ministero, Anas ha quindi predisposto il quadro esigenziale e avviato la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, che risulta attualmente in fase di completamento.
Infine, per la SS72 San Marino, relativamente agli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, è stato sviluppato il progetto definitivo ed è stato avviato l'iter autorizzativo propedeutico all'indizione della conferenza dei servizi. Il costo stimato dell'intervento è di circa 58 milioni di euro, a fronte di un finanziamento attualmente disponibile pari a 14 milioni di euro; il fabbisogno residuo potrà essere reperito al momento del perfezionamento dell'iter approvativo e nella fase di predisposizione dell'affidamento dei lavori.
Il quadro complessivo che emerge è, quindi, quello di una programmazione infrastrutturale articolata nella quale convivono opere già finanziate, interventi in corso di realizzazione, opere in fase di progettazione e interventi per i quali sono in corso le necessarie valutazioni preliminari. Il Governo intende proseguire lungo questa strada, lavorando con Anas, regione, province e comuni per accelerare, per quanto di competenza, gli iter progettuali autorizzativi e per assicurare le necessarie coperture finanziarie.
Il Governo non guarda, però, soltanto alla rete stradale. In Emilia-Romagna è fondamentale anche la rete viaria provinciale, che garantisce ogni giorno il collegamento tra comunità, imprese e servizi. Per questo, sono state destinate risorse significative alla manutenzione straordinaria, alla sicurezza di ponti e viadotti, all'adeguamento funzionale e alla resilienza rispetto agli eventi climatici.
In base al più recente piano straordinario, risultano assegnati oltre 11 milioni di euro ciascuna alle province di Forlì-Cesena e Ravenna e circa 7,4 milioni alla provincia di Rimini. A queste risorse si aggiungono quelle destinate alla messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti della rete secondaria nel periodo 2024-2029: circa 19,7 milioni per Forlì-Cesena, 18 milioni per Ravenna e 16,1 milioni per Rimini. Nel complesso, considerando questi programmi, parliamo di almeno 30,7 milioni di euro per Forlì-Cesena, 29,1 milioni per Ravenna e 23,5 milioni per Rimini, ai quali si aggiungono le risorse dei precedenti programmi pluriennali e quelle collegate agli interventi emergenziali e alla ricostruzione post-alluvione.
Un discorso altrettanto importante riguarda la rete ferroviaria e la direttrice adriatica. Il MIT sta procedendo lungo due direttrici complementari: da un lato il potenziamento della linea ferroviaria esistente, dall'altro lo sviluppo della nuova infrastruttura AV/AC.
Sulla linea esistente, RFI sta realizzando un articolato programma di interventi, in parte finanziati anche attraverso risorse PNRR, con l'obiettivo di aumentare la capacità e migliorare le prestazioni della rete. Gli interventi riguardano tracciati, stazioni, opere d'arte, armamento, elettrificazione e sistemi di gestione della circolazione, con la possibilità di raggiungere in alcuni tratti i 200 chilometri orari e di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza lungo la direttrice.
Con riferimento alla previsione di realizzazione del terzo casello sulla A14 a servizio della Fiera di Rimini e del sistema produttivo e territoriale, nei mesi scorsi si sono svolte interlocuzioni tra il Ministero, gli enti locali e i soggetti interessati, finalizzate a una prima valutazione dell'ipotesi. Gli approfondimenti svolti hanno evidenziato elementi di interesse in termini di funzionalità dell'opera e di possibili effetti sulla mobilità locale. La valutazione dovrà ora proseguire sotto i profili trasportistico, progettuale, tecnico-economico e ambientale, per verificarne la concreta fattibilità e sostenibilità.
Allo stato attuale, il nuovo casello di Rimini Fiera non rientra tra gli investimenti previsti nell'ultima proposta presentata nel mese di marzo da Autostrade per l'Italia. Il Ministero sta proseguendo il confronto con gli enti locali e, sulla base degli ulteriori approfondimenti, potrà essere valutato l'eventuale inserimento dell'opera tra gli impegni della Concessionaria nell'ambito delle successive proposte di aggiornamento convenzionale.
Infine, in merito alla diga di Quarto si rappresenta che la legge di bilancio 2025 ha previsto 960.000 euro per la riqualificazione dell'invaso. Il Ministero ha avviato le attività necessarie per definire il percorso di finanziamento. La provincia di Forlì-Cesena ha successivamente comunicato di non avere attualmente interventi programmati sull'invaso e di non averne la titolarità sul serbatoio, prospettando la possibilità di destinare le risorse a uno studio multidisciplinare. Si evidenzia, inoltre, che l'articolo 7- del decreto-legge n. 107 del 2026 ha attribuito al commissario straordinario per la scarsità idrica il compito di provvedere alla rifunzionalizzazione della capacità di invaso del lago di Quarto, riconoscendo all'intervento una specifica rilevanza strategica per la sicurezza del territorio.
Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza, perché consente di imprimere un'accelerazione concreta a un'opera attesa da decenni e che assume oggi un valore ancora maggiore alla luce degli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sulla disponibilità della risorsa idrica. L'obiettivo è rafforzare la resilienza del sistema e garantire continuità, sicurezza e adeguatezza dell'approvvigionamento idropotabile della Romagna, a beneficio delle famiglie, delle imprese e dei territori. Per assicurare il necessario coordinamento nella realizzazione delle opere, il commissario straordinario potrà inoltre stipulare uno specifico accordo con l'autorità d'ambito competente e con il gestore unico delle fonti idropotabili della Romagna, nell'ambito degli interventi già approvati nel Programma operativo 2024-2029. Il quadro complessivo che emerge è quello di una strategia infrastrutturale fondata sulla sicurezza, sullo sviluppo e sull'ascolto dei territori.
Non dobbiamo scegliere tra grandi opere e manutenzione: servono entrambe. Servono nuove infrastrutture dove sono necessarie per migliorare la mobilità e la competitività, ma serve soprattutto prenderci cura della rete che già abbiamo, perché la sicurezza non può essere considerata una voce residuale della politica infrastrutturale. Allo stesso tempo, un'opera pubblica deve essere progettata, valutata, finanziata e realizzata con serietà, nel rispetto delle regole, della sostenibilità economica e ambientale e delle esigenze delle comunità interessate.
È questo il metodo che il Governo intende proseguire anche in Emilia-Romagna: programmare sulla base delle esigenze reali, concentrare le risorse sugli interventi strategici e maturi, accelerare dove esistono le condizioni e mantenere un confronto costante con i territori. L'obiettivo è costruire una rete infrastrutturale più sicura, moderna e resiliente, capace di sostenere la crescita dell'Emilia-Romagna e dell'intero Paese.
PRESIDENTE. Prima della replica, a nome dell'Aula saluto gli studenti e gli insegnanti del Liceo scientifico statale “Morgagni” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune . Li ringraziamo per questo, augurandogli ogni fortuna e precisando che la seduta di oggi è dedicata esclusivamente alla discussione delle interpellanze presentate dai deputati, pertanto sono presenti soltanto i deputati la cui interpellanza è in discussione e la sottosegretaria Savino per conto del Governo.
Il deputato Gnassi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta data alla sua interpellanza.
ANDREA GNASSI(PD-IDP). Grazie, Presidente. Questa interpellanza ha un motivo molto preciso, infatti è stata firmata dall'intero gruppo parlamentare del Partito Democratico. Chiede al Governo di fare il punto sulle infrastrutture viarie della mobilità. Le abbiamo elencate una ad una nell'interpellanza: dalla E45, asse strategico viario che collega Roma alla Romagna e al Nord Est; l'alta velocità che dovrebbe collegare Bologna con l'asse adriatico; la SS16, da Rimini a Ravenna; la superstrada statale 72, che collega l'Adriatico, Rimini con San Marino; la strada statale Marecchiese che collega Rimini con Arezzo; la Ravegnana che collega Forlì con Ravenna; lago di Quarto a Cesena. Insomma, abbiamo chiesto di fare il punto dello stato dell'arte, del lavoro fatto dal Governo in questi quattro anni.
Sottosegretaria, lei rappresenta il Ministro Salvini, non so con quale gioia: cosa vuole che le dica? Lei si sente… Capisco che, magari, della Romagna non importi quasi nulla. Sì, la Romagna piace a tutti, magari, no? Se lo dici, sorridi, che bella la Romagna. Ma noi siamo concreti: cosa vuole che le dica sulla soddisfazione rispetto alla sua risposta? Ho fatto l'amministratore, sono stato in regione, ho fatto l'attività professionale, ho fatto anche il sindaco. Cosa vuole che le dica di fronte alla risposta, ossia che il Ministro dei Trasporti ha posto la sua attenzione sulle infrastrutture e che lo svolgersi delle procedure avviene tramite un confronto con gli enti locali.
Capisco che ci sono i nostri ragazzi e diamo anche un minimo di nozioni su come si svolgono i lavori tra i diversi enti dello Stato, il tavolo, i confronti, ma noi le abbiamo chiesto cosa avete fatto in questi quattro anni per le infrastrutture della Romagna. Non avete fatto niente. La sua risposta è: niente.
Io, adesso, non voglio entrare nel merito specifico della sua risposta - che vedrà una nostra replica puntuale -, ma nella risposta avete messo insieme ciò che già c'era, che è stato previsto anni fa, dieci anni fa, quindici anni fa, e ci avete detto che lo sviluppo delle infrastrutture in Romagna è in una dimensione articolata. Ci sono opere in progettazione, altre che stanno andando avanti, ma questo lo sappiamo. Vi abbiamo chiesto cosa avete fatto in questi quattro anni per accelerare le procedure, per attuare le opere. Quali risorse aggiuntive avete messo, alla luce delle necessità che sono emerse per cambiare il tracciato di una strada? Ci avete risposto con niente, ci avete risposto dicendo che ci sono risorse su altro.
Le cito qualcosa che conosco bene. Non era prevista nell'interpellanza la risposta sulla via Emilia Castel Bolognese, ma la variante alla SS9 è prevista da 15, 20 anni, così come la variante sulla via Emilia SS9, provincia di Rimini sul tratto di Santa Giustina - guardi ero sindaco io nel 2011 -, se non ci fosse stato l'attuale sindaco, Jamil Sadegholvaad, quella strada, quella variante non si sarebbe fatta, perché vi ha preso per la giacca, con la regione, vi ha richiamato al vostro lavoro, sono andati a chiamare ANAS e oggi quella strada è in progettazione e in attuazione. Ma questo lo sappiamo, perché viene dai precedenti Governi, dal lavoro fatto dalla regione, dall'attuale sindaco. Io le chiedo di Pinco, lei mi risponde di Pallino. Io capisco che Salvini, oggi, è abituato a fare così.
Il terzo lotto della tangenziale di Forlì era già previsto, così come la Tosco-Romagnola. La Ravegnana-, sì, è un'opera articolata, infatti, chiamate gli enti locali per definire il quadro attuativo, la progettazione. Ma si potrebbe andare avanti all'infinito.
Oggi, ci avete dato una risposta, però, qualche notizia. Sul tratto Bellaria-Rimini della SS16 Adriatica non avete risposto. Il TAR ha bloccato le procedure. ANAS è scappata. È inutile che dite che prosegue il confronto. Sono previsti 415 milioni: sì, lo sappiamo, erano quelli che abbiamo messo prima, che non ha messo il vostro Governo. Di fronte alla sentenza del TAR, cosa volete fare? Chiamate il sindaco di Rimini? Il presidente della regione? Il MIT convoca ANAS? Fate la conferenza di servizi? Ci date qualche data che la mettiamo in agenda? Magari, non so, una data qualsiasi di ottobre. Così si fa, sennò, tirate un po' le cose in aria.
E potrei continuare, perché, oggi, l'altra notizia è che sul terzo casello dell'autostrada al servizio di una delle fiere più importanti d'Italia non c'è nulla. Sì, abbiamo avuto contatti, però nel piano di ASPI di marzo non c'è niente. Quindi? Quindi quei contatti? Quindi il progetto preliminare che è stato avanzato a Salvini, che è stato dato a Salvini? Una conferenza di servizi? Un tavolo tecnico istituzionale? Perché non ci avete detto che lo volete fare? Perché è finita la legislatura? Perché avete fatto la riforma elettorale? Insomma, come si può essere soddisfatti, Sottosegretaria?
Ministro Salvini, vorrei provare a concludere questo intervento, facendo una riflessione. Le dicevo prima: questa interpellanza sulle infrastrutture della Romagna e sulla nostra regione l'abbiamo firmata tutti, non solo il sottoscritto. Sa perché? Perché in Emilia-Romagna in questi anni - magari non lei, ma sicuramente il Ministro Salvini, sicuramente alcuni rappresentanti del Governo e, devo dire, anche la Presidente del Consiglio Meloni - avete avuto un'idea più che di governo, di collaborazione istituzionale, di comando, di forza. Avete voluto dare alcuni messaggi: l'Emilia-Romagna non appartiene al centrosinistra, che la governa da tanto tempo, è degli emiliano-romagnoli, quindi si convocano i tavoli istituzionali.
Dopo quattro anni, venite qui a dirci che, di fatto, non c'è niente sulla Romagna, però negli annunci, siccome c'è la campagna elettorale, si continua a dire: comandiamo noi, faremo noi, si fa la voce grossa.
Io non lo so cosa sta succedendo. Ieri abbiamo assistito al cambio delle regole del gioco della riforma elettorale, avete annunciato anche le elezioni anticipate e c'è un motivo, sapete qual è? Avete paura di affrontare un altro anno solo con gli annunci. Quindi proviamo a chiudere in fretta, cambiamo le regole del gioco, perché avete paura di perdere le elezioni, perché forse siete consapevoli che, con gli annunci, un Paese non si governa e il consenso della Romagna, così come di altre regioni, non lo avrete. All'ultimo minuto, prima delle elezioni, sì, si ha paura: paura di non vincere, di non affrontare un 2027 che per l'Italia si annuncia di tagli, di sacrifici.
Si cambiano le regole del gioco come se, qualche minuto prima, in una partita di calcio o di si cambiano le regole per provare a dare al centrodestra, con le nuove regole, qualche giocatore in più: così, siamo al 90°, mettiamone altre tre o quattro, proviamo a vincere, chiudiamo, anzi, fischiamo prima la fine della partita.
Però c'è un “ma”: come per un presidente della regione, come per un sindaco, dopo quattro anni verrete giudicati dai fatti e perderete, perderete le elezioni per questo. Ma guardate che, per chi amministra, il punto è avere un riferimento istituzionale di Governo serio, che tratta allo stesso modo le regioni governate dal centrodestra, come dal centrosinistra.
Perderete, anche se avete cambiato le regole del gioco, perché avete un bilancio che è improponibile, non avete fatto, purtroppo, nulla, avete avuto delle difficoltà.
In Emilia-Romagna i cittadini giudicano dai fatti: così sulla E45, sulla SS16, ma potrei proseguire sul passante di Bologna, dove gli enti locali hanno fatto un lavoro straordinario.
Vede, l'Emilia-Romagna è al centro dell'Italia: per andare dal Nord al Centro e al Sud si passa di lì; per andare dall'Est all'Ovest si passa di lì. Sul passante di Bologna è stata fatta la progettazione completa, la riorganizzazione progettuale, gli enti locali hanno lavorato, hanno sudato, si sono tagliati un dito, un braccio e oggi è tutto pronto. Un Quadro esigenziale non per il ponte sullo Stretto, ma per il passante d'Italia, che è l'Emilia-Romagna e che richiederebbe 5 miliardi; la Tirreno-Brennero solo 2 miliardi.
Invece, avete avuto un atteggiamento, un automatismo verso l'Emilia-Romagna: dire “no”, opporsi, colpirla in ogni decisione importante, a partire dall'alluvione in Romagna, ma vi abbiamo riportato ai tavoli istituzionali. È colpa vostra. Poi, il mondo è cambiato e il cambiamento climatico ha travolto tutti: non era colpa della Romagna, anzi, ci siamo rimboccati le maniche, vi abbiamo richiamato ai tavoli e stiamo insieme, cercando di trovare i fondi per rispondere ai cittadini. Ci avete attaccato sull'autonomia scolastica - ho finito, Presidente -, ma noi vi richiamiamo ai tavoli: oggi non ci avete detto nulla di nuovo sulle infrastrutture.
Per favore, inizia la campagna elettorale. Fate sì che non sia propaganda, annunci, perché al primo posto viene il bene pubblico e l'interesse collettivo…
PRESIDENTE. Concluda.
ANDREA GNASSI(PD-IDP). … non le urne e il proprio tornaconto di partito.
Governate il Paese! Non siete una segreteria di partiti che fa annunci nelle sezioni dei partiti. Ci vogliono fatti concreti e amministrativi. Provate a ricordarlo, se non sempre, almeno ogni tanto .
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Avverto che, nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta odierna, sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi per l'esame dei disegni di legge: n. 3076 - Disposizioni in materia di protezione civile; n. 2700-A - Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie .
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
1.
S. 1880 - Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato). (C. 2958)
: BILLI.
2.
S. 1779 - Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato).
(C. 3076)
: DE CORATO, per la I Commissione; GIOVINE, per la XI Commissione.
3.
4.
MOLINARI ed altri: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici. (C. 362-A)
Relatrice: ANDREUZZA.
5.
Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. (C. 2700-A)
Relatrice: SCHIFONE.











